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Studio su breve periodo degli effetti barometrici e solari sul flusso di raggi cosmici al suolo

Questa tesina illustra il lavoro che ho svolto nel gruppo EEE (Estreme Energy Events) del Liceo Gioberti per individuare le variabilit del flusso di raggi cosmici al suolo, da me misurato presso il laboratorio di fisica della sede, in funzione della pressione atmosferica e della densit di protoni del vento solare nella regione di spazio attorno alla Terra. Questultima quantit misurata dal proton monitor dello strumento Celias a bordo della sonda spaziale Soho (SOlar and Heliospheric Observatory). La mia attivit sperimentale cominciata nel gennaio 2010 quando mi stato affidato lincarico di svolgere quotidianamente la presa dati per la nuova campagna di misura presso il laboratorio di fisica della sede del liceo. L apparato sperimentale utilizzato per le misurazioni stato la cosiddetta cosmic box prestataci dallINFN (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare), Sezione di Torino. Lo strumento un parallelepipedo a base quadrata di lato 15,2 cm e di altezza 29 cm. Nella parte inferiore ed in quella superiore sono posti due scintillatori plastici mentre in quella centrale presente lelettronica per lelaborazione del segnale e la visualizzazione del numero di raggi cosmici misurati. Lo scintillatore costituito da un materiale (nel caso degli scintillatori plastici, solitamente sostanze contenenti un anello benzenico) i cui elettroni, se vengono eccitati dalleffetto di una radiazione ionizzante, passano dai propri livelli energetici fondamentali a quelli a pi alta energia, per poi tornare, attraverso un processo di diseccitazione che si compone di due decadimenti successivi, al livello enegetico iniziale emettendo per fluorescenza la differenza di energia tra i due stati sotto forma di luce. Caratteristica fondamentale degli scintillatori , per, il fatto che questa luce non venga riassorbita dal materiale; ci non avviene poich la frequenza dei fotoni emessi nei due decadimenti e, quindi, la loro energia, non corrisponde al salto quantico totale di assorbimento che permetterebbe di riportare un elettrone nel suo stato eccitato. Questo fa s che tali impulsi luminosi possano essere raccolti da un fotodiodo attraverso delle fibre ottiche, per essere poi trasformati in un segnale elettrico che, opportunamente elaborato e amplificato, fornisce il numero delle rivelazioni. In questa campagna di misura si scelto di lavorare con i due scintillatori posti in coincidenza, in modo da ridurre il rumore di fondo e, ponendo il rivelatore in posizione orizzontale (quindi con le lastre scintillatrici verticali), di misurare solo i cosmici che arrivavano al rivelatore con un angolo zenitale maggiore di circa 60. I dati giornalieri della pressione atmosferica a Torino nel periodo considerato, misurati alla stazione meteorologica di fisica dellatmosfera del Dipartimento di Fisica Generale dellUniversit di Torino, mi sono stati gentilmente forniti dal Professor Claudio Cassardo. I dati sul vento solare, invece, registrati dal proton monitor dello strumento Celias a bordo della sonda Soho (che orbita attorno al punto lagrangiano L1 a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra) mi sono stati gentilmente procurati dal Dottor Alberto Cora dellOsservatorio Astronomico di Torino. 1

Allinizio del mese di marzo, dopo 58 giorni di misure, ho potuto iniziare la fase di elaborazione e analisi dei dati raccolti. Per eseguire i calcoli e disegnare i grafici mi sono servito del programma Excel. Nella figura 1 sono riportati i conteggi medi orari di muoni (particelle che giungono al suolo come risultato dellinterazione dei raggi cosmici primari con latmosfera) registrati dal nostro rivelatore per ogni giorno del periodo di misura, con la relativa barra derrore.

210 205 200 195 190 185 180 175 170 165 02/01/2010

N/h

12/01/2010

22/01/2010

01/02/2010

11/02/2010

21/02/2010

03/03/2010

13/03/2010

Figura 1

Prima di affrontare la ricerca della correlazione del numero di conteggi con la pressione atmosferica ho applicato a queste due serie una media mobile (su 5 valori), un tipo di filtro numerico usato per lanalisi di serie storiche, che permette di ridurne il rumore e amplificarne il segnale (riducendo lerrore statistico sui singoli dati ed evidenziando le tendenze di pi lungo periodo). La media mobile di una serie di dati Ci si ottiene sostituendo ad ogni Ci il valore Ci :

Ci=(Ci-n+Ci-1+Ci+Ci+1Ci+n)/(2n+1)
Ovviamente in questo modo la serie si accorcia di 2n dati, i primi e gli ultimi n. Per calcolare le nuove barre derrore mi sono servito della formula per la propagazione dellerrore (lerrore iniziale sui singoli conteggi, c, era dato da C poich questi seguono una distribuzione statistica di tipo Poissoniano): se w=f(x,y,z)

2w=(f/x)2 2x+ (f/y)2 2y+


Dopo questo trattamento, come si pu notare in figura 2, landamento del grafico appare molto pi chiaro e definito, inoltre lerrore medio si ridotto passando dal valore di 2.67 c/h a quello di 1.22 c/h, cio passando dallessere, mediamente, l1.40% allo 0.64% di deviazione dalla media del periodo. Questo importante poich ci aspettiamo che il valore del coefficiente barometrico che ci apprestiamo a determinare non sia troppo dissimile da quello trovato per i dati registrati lanno scorso a Ceresole Reale. Questo valore ( 0.002) comporterebbe variazioni per effetto barometrico di circa il 3% ; desideriamo quindi che lerrore statistico sia molto inferiore a tale valore. 2

205.0

N/h

200.0

195.0

190.0

185.0

180.0

175.0 02/01/2010

12/01/2010

22/01/2010

01/02/2010

11/02/2010

21/02/2010

03/03/2010

13/03/2010

Figura 2

Avendo aumentato il rapporto segnale-rumore, risulta possibile procedere al calcolo delleffetto barometrico. Possiamo, a questo punto, confrontare i grafici dei conteggi e della pressione per notare una apparente anticorrelazione (figura 3). Per quantificarla possiamo calcolare il coefficiente di correlazione tra le due serie; questo coefficiente esprime in quale misura le variazioni delle due variabili siano linearmente dipendenti luna dallaltra (ed dato dalla covarianza delle due variabili divisa per il prodotto delle loro deviazioni standard). Il suo valore assoluto varia da 1 nel caso di una correlazione totale (identit di andamento) a zero nel caso di una completa decorrelazione, se positivo si in presenza di una correlazione, se negativo di una anticorrelazione. Cos facendo ho riscontrato un valore di -0. 74, questo conferma la nostra impressione di trovarci davanti a una netta anticorrelazione.

205.0 200.0 195.0 190.0 185.0

1025.00 N/h hPa 1015.00

1005.00

995.00 180.0 175.0 170.0 975.00 165.0 160.0 02/01/2010 965.00 13/03/2010 985.00

12/01/2010

22/01/2010

01/02/2010

11/02/2010

21/02/2010

03/03/2010

Figura 3

Ma a che cosa dovuto l effetto barometrico? La vita media dei muoni, che a riposo di 2,2 s, quando questi viaggiano a velocit prossime a quella della luce (e quindi hanno elevata energia), pu aumentare notevolmente per effetti relativistici. proprio in questo modo che i muoni riescono a durare abbastanza a lungo da giungere a terra ed essere rivelati. Queste particelle, per, attraversando latmosfera, interagiscono con le molecole dei gas che la compongono; cos esse perdono energia e rallentano. Con il rallentamento gli effetti relativistici tendono a venire meno, tanto che i muoni che perdono troppa energia possono non riuscire a giungere fino a terra a causa della diminuzione della loro vita media. A questo punto semplice immaginare come, allaumentare della pressione atmosferica e, conseguentemente, del numero di molecole per unit di volume nel tratto di atmosfera attraversato, si misuri una diminuzione del flusso di muoni al suolo e vice versa: ecco il meccanismo fisico alla base delleffetto barometrico. E noto che la variazione percentuale del flusso di raggi cosmici al suolo, rispetto alla media del periodo, dovuta alleffetto barometrico, segue la legge:

C/C = kpp
dove p la differenza tra la pressione media del periodo e la pressione allistante considerato e kp il coefficiente barometrico. Il mio obbiettivo stato quello di determinarne il valore nelle nostre particolari condizioni sperimentali. Il valore del coefficiente, infatti, dipende da vari fattori. Lenergia di soglia dei muoni, cio la minima energia che devono possedere per attraversare un dato strato di atmosfera fino a raggiungere il rivelatore, di fondamentale importanza nel determinare il valore di kp. Pertanto uno dei fattori influenzanti la latitudine geomagnetica; passando dallequatore ai poli, il valore medio dellenergia delle particelle secondarie diminuisce e di conseguenza allaumentare della latitudine geomagnetica un maggior numero di particelle viene arrestato dallatmosfera prima di raggiungere la Terra, di conseguenza il coefficiente barometrico aumenta, anche se solo debolmente. Per gli stessi motivi, un altro fattore che determina il coefficiente barometrico langolo zenitale di provenienza delle particelle che si misurano. Allaumentare di questo, lenergia media dei muoni rivelati aumenta (poich quelli meno energetici vengono assorbiti nellattraversare uno spessore maggiore di atmosfera); ci porta a una diminuzione del coefficiente barometrico. Infine, analogamente, dato che lenergia di soglia dei muoni diminuisce se si considerano quote sempre pi alte (in quanto lo strato di atmosfera da attraversare sempre pi sottile), il valore del coefficiente barometrico aumenta con laltitudine. Per determinare il valore del nostro kp ho calcolato la regressione lineare della variazione percentuale del flusso di raggi cosmici al suolo rispetto alla media del periodo ( C/C), in funzione della differenza tra la pressione media del periodo e la pressione di ciascun giorno (p)(figura 4). La retta di regressione la retta che meglio interpola i dati sperimentali; i suoi parametri si trovano minimizzando le distanze dei punti sperimentali dalla retta stessa. In particolare il suo coefficiente angolare (a) e l intercetta (b) si trovano con queste formule:

a=

in=1 ( X i X )(Yi Y )
n i =1

(X

X)

b =Y aX

Il coefficiente angolare della nostra retta risultato essere -0,0017 0,0001 hPa-1 (mentre lintercetta risultata 8,0*10-6 8,682*10-4, vicina a 0 come previsto). Questo proprio il k p che stavamo cercando. Il valore in accordo con i risultati precedentemente ottenuti dal nostro gruppo per il coefficiente barometrico relativo ai dati registrati lanno scorso a Ceresole Reale. Infatti, in quell occasione, kp era risultato uguale a -0,00222 0,00155 hPa-1, leggermente superiore al nostro risultato, proprio come ci si sarebbe potuti aspettare lavorando a una quota di circa 1400 m pi bassa e per angoli zenitali maggiori. 4

6.00%

4.00%

2.00%

C/C

p
0.00% -14 -9 -4 -2.00% 1 6 11 16

-4.00%

-6.00%

y = (-0.0017+/-0.0001)x - (0.0002+/-0.0008)

Figura 4

Per passare alla seconda fase del lavoro, in cui si cercato di individuare leffetto del vento solare nel modulare il flusso di raggi cosmici extrasolari, si dovuto correggere i dati rispetto all effetto barometrico. Questo poich il fenomeno che ci si appresta a studiare avviene nello spazio e interessa i cosmici primari ancor prima che essi interagiscano con la nostra atmosfera dando origine ai muoni, le particelle secondarie da noi misurate, su cui si esercitano gli effetti meteorologici il pi significativo dei quali proprio quello barometrico. Avendo gi trovato il nostro kp per correggere i dati bastato trovare il C/C conseguente per ogni giorno di misura (moltiplicando kp per la p di ciascun giorno) ottenuto il quale si pu facilmente risalire al C barometrico che pu essere sommato algebricamente al numero di conteggi del giorno a cui si riferisce per ottenere il dato corretto.

205.0

N/h Corretti N/h

200.0

195.0

190.0

185.0

180.0 02/01/2010

12/01/2010

22/01/2010

01/02/2010

11/02/2010

21/02/2010

03/03/2010

13/03/2010

Figura 5

Con i dati corretti, che possiamo vedere in figura 5 (dove sono state omesse le barre di errore per rendere pi chiaro il grafico) confrontati con i conteggi prima della correzione, possiamo ora rivolgere la nostra attenzione alla variabilit legata al vento solare. Per prima cosa, avendo notato in entrambe le serie oscillazioni dotate di un periodo di 6-7 giorni circa ho deciso, per facilitare il lavoro di analisi, di sottoporre sia la serie di dati riguardante la densit del vento solare sia quella dei conteggi corretti ad unulteriore media mobile (su 5 valori) cos da ridurre il rumore e con esso le oscillazioni di brevissimo periodo e amplificare ulteriormente il segnale che costituito proprio dalle variabilit di pi lungo periodo che ci interessano. Fatto ci, confrontando in un unico grafico i dati di densit del vento solare e i nostri conteggi corretti, si pu notare una chiara anticorrelazione reciproca delle due serie rispetto alloscillazione con periodo di 6-7 giorni di cui si parlava prima. Questa per sovrapposta a una tendenza alla crescita sul lungo periodo di entrambe le curve, forse parte di una oscillazione in fase delle due serie su un periodo pi lungo del periodo di misura. In questo caso, essendo in presenza di due tipi di variabilit a scale temporali diverse e sovrapposte, calcolare il coefficiente di correlazione non pu pi esserci daiuto poich il suo valore verrebbe falsato non potendo tenere conto separatamente

215.00

N/h

9.00

210.00 205.00

p/cm3 8.00 Lineare (p/cm3) Lineare 7.00 (N/h) 6.00 5.00

200.00 195.00

190.00 185.00

4.00 3.00

180.00 02/01/2010

12/01/2010

22/01/2010

01/02/2010

11/02/2010

21/02/2010

03/03/2010

2.00 13/03/2010

Figura 6

delle due periodicit presenti. Per questo motivo dovremo accontentarci della constatazione visiva di questa anticorrelazione di breve periodo, non disponendo degli strumenti matematici necessari per arrivare alla sua determinazione quantitativa. Rimane a questo punto ancora da spiegare il meccanismo fisico alla base dell anticorrelazione riscontrata (non investigheremo ulteriormente laspetto della tendenza comune, visto che il breve intervallo temporale di osservazione non ci permette di determinarne le esatte caratteristiche). Inizialmente si era ipotizzato che i due segnali potessero essere correlati con un ritardo (anzich anticorrelati), a causa della differenza temporale tra le misure svolte nello spazio dalla sonda e quelle svolte a terra, considerato il tempo impiegato dal vento solare a coprire la distanza tra i due punti di misura. Questa possibilit stata per esclusa, calcolando (con luso della spirale di Parker che descrive il moto spiraliforme uscente dal Sole del vento solare) il tempo impiegato dal vento solare per percorrere, alla velocit di 345 km/s (la velocit media del vento solare nel periodo considerato misurata da Soho), la traiettoria congiungente il punto lagrangiano L1 (dove si trova la sonda) e latmosfera terrestre. Il risultato stato di poco pi di unora. Possiamo quindi affermare 6

che in termini astronomici, sulla scala di tempo considerata, i due punti in cui sono state effettuate le misure essenzialmente coincidono. Constatato ci, la mia ipotesi stata che l'anticorrelazione sia dovuta alla maggiore deviazione che i primari subiscono da parte della regione di spazio attorno alla Terra, quando in tale regione il campo magnetico, associato alla densit locale del vento solare, pi intenso. Facendo ulteriori ricerche ho scoperto che in letteratura (si veda ad es. il testo Cosmic Ray Astrophysics di Reinhard Schlickeiser, Ed. Springer, 2001, p. 29), il meccanismo (descritto la prima volta da Parker nel 1967) con cui il campo magnetico associato al vento solare modula su scale temporali decennali (quali quelle del ben noto ciclo di attivit solare degli 11 anni) il flusso a terra dei raggi cosmici galattici descritto nel modo seguente: i raggi cosmici di origine extra-solare sono fortemente influenzati dal campo magnetico, mentre penetrano dallesterno verso linterno delleliosfera. Particelle con energie non troppo elevate si muovono lungo le linee del campo magnetico interplanetario a grande scala. Per durante il loro moto vengono diffuse (cio deviate dalla direzione originaria di moto) dalle irregolarit a piccola scala del campo magnetico interplanetario. Siccome queste irregolarit, insieme al campo a grande scala, si muovono essenzialmente verso lesterno del sistema solare assieme al vento solare, questo processo di diffusione tende a spazzare via i raggi cosmici fuori dal sistema solare. In base a questa teoria, penso che la mia ipotesi sopra citata, relativa allanticorrelazione, possa considerarsi un effetto a piccola scala temporale e spaziale del meccanismo di Parker. Mentre nel caso decennale, la diminuzione dei raggi cosmici a terra in corrispondenza di una maggiore attivit solare (e quindi della presenza, mediamente, di un vento solare pi denso nella cavit solare) dovuto allazione combinata di tutte le varie irregolarit e del loro movimento verso lesterno, a piccola scala il fenomeno si ridurrebbe proprio al processo da me inizialmente ipotizzato. Quando la Terra si trova allinterno di una singola irregolarit (nel nostro caso a scala di qualche milione di km) caratterizzata da elevata densit del vento solare, i raggi cosmici extrasolari vengono deviati ed a terra riveliamo una diminuzione dei conteggi, mentre Soho misura un aumento di densit. In conclusione, la campagna di misure a cui ho partecipato nellambito del progetto EEE presso il Liceo Gioberti di Torino ha permesso di evidenziare leffetto barometrico nel particolare sito di misura e nelle condizioni scelte per lutilizzo dello strumento (posizionamento orizzontale, angoli di incidenza superiori a 60 rispetto alla normale alla superficie terrestre). Dopo la correzione per questo effetto, i conteggi hanno evidenziato una anticorrelazione con la densit locale del vento solare (misurata dalla sonda Soho) su scale di 6-7 giorni, sovrapposta ad una tendenza concorde, forse parte di una oscillazione a pi lungo periodo, non completamente visibile durante lintervallo temporale di misura. Si anche provato a dare una possibile interpretazione fisica di questo risultato, in base al meccanismo di interazione tra raggi cosmici di origine extra-solare ed il campo magnetico interplanetario associato al vento solare. Per indagare ulteriormente, anche su scale temporali pi estese, sulla relazione tra conteggi muonici e vento solare, sarebbero necessarie ulteriori misure.

Ringraziamenti
Ringrazio le Professoresse Paola Porta e Teresa Morgante per la splendida opportunit che mi hanno concesso permettendomi di svolgere questa tesina e di partecipare ai lavori del gruppo EEE e per la loro pazienza nel seguirmi durante lo svolgimento del lavoro. Ringrazio il Dottor Cora dellOsservatorio Astronomico di Torino per la sua gentilezza e disponibilit nel darmi preziosissimi consigli nelle fasi pi difficili del lavoro e nellaiutarmi a reperire i dati Soho. Ringrazio il Professor Cassardo e il Signor Davide Bertoni dellUniversit di Torino per la loro disponibilit nel fornirmi i dati di pressione.

Bibliografia
Schlickeiser, R.: Cosmic Ray Astrophysics , Springer, 2001. Diehl, R., Parizot, E., Kallenbach, R., e Von Steiger, R.: The astrophysics of galactic cosmic rays, Kluwer Academic Publishers, 2001. Miroshnichenko, L.I.: Solar Cosmic Rays, Kluwer Academic Publishers, 2001. Bevacqua, S., Chieppa, D., Del Santo, S., Di Leva, A., Di Vietri, C., Gozzellino, E., Mautino, R., Morgando, F., Morgante, T., Porta, P., Santoro, D., Serito, A., e Vittone, F.: Misure di raggi cosmici per grandi valori di zenit: alla ricerca di correlazioni con fattori esterni, stampato in proprio, Liceo Gioberti Torino, 2010. Bevacqua, S., Chieppa, D., Del Santo, S., Di Leva, A., Di Vietri, C., Gozzellino, E., Mautino, R., Morgando, F., Morgante, T., Porta, P., Santoro, D., Serito, A., e Vittone, F.: Variazione del flusso di raggi cosmici durante la giornata a una quota di 1600 m, stampato in proprio, Liceo Gioberti Torino, 2009. La Rocca, P.: Uno studio degli effetti barometrici sul flusso dei raggi cosmici a livello del mare, tesi di laurea triennale - Universit di Catania, 2004. Badal, A., Blanco, F., Cassia, G., La Rocca, P., Librizzi, F., Pappalardo, G.S., Pulvirenti, A., e Riggi, F.: Un telescopio didattico per raggi cosmici basato sulluso di scintillatori letti da APD. stampato in proprio 2006 (Universit di Catania) Bressan, E.: Il Progetto EEE (Extreme Energy Events): costruzione e test di un telescopi, tesi di laurea specialistica Universit di Bologna, 2006.

Sitografia
www.centrofermi.it (sito del Centro Fermi) www.esa.int (sito dellAgenzia Spaziale Europea) www.ifsi-torino.inaf.it (sito dell Istituto di Fisica dello Spazio Interplanetario di Torino) www.lngs.infn.it (sito del Laboratorio Nazionale del Gran Sasso) www.sohowww.nascom.nasa.gov (sito della sonda Nasa Solar and Heliospheric Observatory) www.nmdb.eu (sito del Moscow Neutron Monitor) www.nasa.gov (sito della Agenzia Spaziale Americana) www.lescienze.espresso.repubblica.it (sito della rivista Le Scienze)