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Storia e Geografia Linguistica 4 ottobre Il testo fondamentale da cui prendiamo testi Bibbia di Wulfila (in realt solo NT,

, parte lettere e di vecchio solo un libro), scritta nel 4 secolo d.C. perch lui morto nel 382. Tradotto met 4 secolo. Noi conosciamo questo testo da pi codici che ci sono pervenuti. Il codice fondamentale il CODEX Argenteus, redatto in Italia settentrionale che ora conservato a Upsala in Svezia. E composto di 187 fogli scritti in gotico, interamente in gotico, che comprendono i vangeli dei 4 evangelisti quindi solo il nuovo testamento (manca bibbia e resto lettere). Il secondo codice per importanza il CODEX Carolinus che invece tedesco, prodotto in Germania e composto solo di 4 fogli che sono molto importanti perch contengono 5 capitoli delle lettere di S.Paolo ai romani e che non sono incluse nellargenteus. A Milano ci sono altri 4 codici i codices Ambrosiani e sono conservati alla biblioteca ambrosiana sono contrassegnati da A B C D -> A B sono 192 e 154 pag/ Il codice A ha tutte le lettere di S.Paolo, il B molto malmesso invece, molto lacunoso Il C consta solo di due fogli e c un pezzo del vangelo Matteo, mentre il D solo 3 fogli ma ci tramanda lunico pezzo del vecchio testamento, parti del libro di Neenia (molto importante questultimo). C infine un solo foglio, Codex Gissensis (Gissen Gemania) e contiene solo 2 cap del Vangelo di Luca (gi nellargenteus- bilingue come il Carolinus gotico e latino. Il secondo testo in ordine di importanza tale perch non riconducibile a un modello dal quale sarebbe stato tradotto. E contenuto in un codice Ambrosiano E di 8 pag il titolo di tale testo Skeireins *Skirins] (laltra volta lettere e alfabeto gotico ei indica la i lunga latina un digramma http://it.wikipedia.org/wiki/Alfabeto_gotico) Skeireins commento al vangelo di Giovanni ed interessante perch non una traduzione come gli altri doc gotici, quindi pi complesso da interpretare perch non c modello di riferimento. Linguisticamente interessante perch? In quellepoca cosa voleva dire tradurre nei testi religiosi c fortissimo vincolo di aderenza tra modello e traduzione, soprattutto perch un testo sacro e come noto i testi religiosi sono quelli che si tende a modificare meno possibile. Anche dal punto di vista delle strutture linguistiche nella lingua c forte vincolo rispetto alla lingua di partenza che allepoca era il greco, cos come nella traduzione di Cirillo e Metodio in antico bulgaro che sintatticamente si basa sul greco il lessico fatto di calchi dal greco, le parole usate sono traduzioni fedeli di parole composte usate nelloriginale greco (fortissimo vincolo testuale che mette in ombra struttura sintattica germanica del gotico ma fortemente grecizzata lessicalmente e sintatticamente ostacolo nel sapere come era il gotico non liturgico) Skeireins ci da lingua pi germanica e non liturgica. La Skeireins sono 150 parole. La prima cosa che leggeremo sar il padre nostro, con testo gotico e greco perch non si spiegano parecchie soluzioni che il gotico adotta. Ci sono poi alcuni testi frammenti un testo di origine italiana, anzi due testi in realt, sono due documenti notarili che provengono da Ravenna (forse redatto a Napoli) e laltro da Arezzo. Sono due atti di vendita scritti in latino (4 sec dal 9 in volgare) alla fine di questi atti ci sono due forme di convalida e sottoscrizione che sono 8 parole in gotico! Esiste poi una cosa abbastanza utile dal punto di vista lessicale, un calendario che va dal 23 ottobre al 21 novembre ed compreso alla fine del codice Ambrosiano mesi e giorni della settimana. Possediamo poi due alfabeti che provengono dallAustria 1 vienna e 1 Salisburgo includono anche i numeri da uno a dieci.

Altro Gotica Veronensia questo testo costituito da una serie di glosse (annotaz a margine per spiegare) in gotico a testi latini del 6 secolo e la provenienza veronese. Abbiamo poi due iscrizioni in lingua gotica possibile che siano 4 ma sicuramente gotiche sono solo due e provengono da Kovel e Petroassa (Valacchia e Bulgaria?) sono scritte su un anello e indicano autore e proprietario dellanello. Utile per pronomi e nomi. Nel finnico (Finlandia) ci sono molte parole germaniche probabilmente entrare dal gotico, per via contatto sia con i germani settentrionali. Molti sono i prestiti gotici in spagnolo e italiano, non in francese (Borgogna burgundi, germania per superstrato franco). Matteo (6, 9-13) ( anche Luca 10, 2-4) http://linguistica.unicas.it/lorenzetti/LM10/paternoster_intero.pdf http://linguistica.unicas.it/lorenzetti/LM10/6_paternoster_vocalismo_1.pdf (lezione precedente) Nella traslitterazione ou omicron, foneticamente rappresenta una U lunga (ouranois sou su ouranois uranois)
Pater hmn, ho en tois ouranois hagiastht to onoma sou; elthet h basileia sou; genethet to thelma sou, hs en ourani, kai epi ts gs; ton arton hmn ton epiousion dos hmin smeron; kai aphes hmin ta opheilmata hmn, hs kai hmeis aphiemen tois opheiletais hmn; kai m eisenenks hmas eis peirasmon, alla rhusai hmas apo tou ponrou. [Hoti sou estin h basileia, kai h dnamis, kai h doxa eis tous ainas;] Amn.

(vedi cmq file Lorenzetti per pi preciso) Epiousion grande disputa- sia quotidiano che c che presente ma sulla base di alcune traduzioni latine del pater noster greco possibile che volesse dire spirituale e non che presente (quotidiano) a seconda di come si interpreta il participio greco. E controverso proprio dal punto di vista teologico. (!!!)Kai me eisenenkespeirasmon e non spingere/portare noi alla prova dal punto di vista teologico Dio non pu indurre in errore allora i casi sono due, peirosmos vuol dire tentazione nel lessico cristiano greco, la prova del maligno a meno che non sia inteso come prova non fare si che ci troviamo davanti prova ma eisenenkesindica azione attiva di spingere! In questo senso il latino ci pervenuto con due soluzioni diverse (et ne nos inducas (cong, esortativo) in temptationem/ et ne passus fueris non induci in t. questa seconda evidentemente si posta il problema teologico pu Dio spinger in tentazione? e non lasciare con esortativo pateor, e non lasciare che noi siamo spinti in tentazione) GOTICO
Atta unsar, u in himinam, weihnai namo ein, qimai iudinassus eins, wairai wilja eins, swe in himina jah ana airai. Hlaif unsarana ana sinteinan gif uns himma daga,

jah aflet uns atei skulans sijaima, swaswe jah weis afletam aim skulam unsaraim, jah ni briggais uns in fraistubnjai, ak lausei uns af amma ubilin; (thamma un protoarticolo)

Gotico weihnai [wich-ch tedesco-nei] <a> e breve - <a> o breve se non c accento <au> *aw+ <ai> [aj] <ei> - come i <q> labiovelare sorda- come quando [quinai] Jah [iach] sempre ch tedesco j *j+ ieri approssimante palatale Sinteinan [sintinan] Gg [ng] nasale velare+occlusiva velare come in greco come angela in tedesco [bringan]

Analisi Quello che corrisponde al greco pater vocativo, in gotico atta ed uno dei due termini che in gotico indica padre. Atta un tema in nasale ( caduta n finale perch vocativo ed tema pure)/altra parola fadar. In realt il gotico ha usato pi la forma affettiva rispetto a quella pi formale, atta infatti di cui il genitivo attin-s (latino is, greco os) si pu notare che il germanico ha una tendenza alla caduta del vocalismo breve postonico in particolare in fine parola. La ragione il fatto che in epoca storica il germanico ha fissato un accento rizotonico rispetto allindoeuropoeo che mobile e non ha sede fissa era di natura musicale si innalzava il tono e non la forza (stress) sulla sillaba. Le lingue germanica come molte indoeuropee eliminano ci e scelgono di collocare accento sulla sillaba radicale ecco spiegato laccento rizotonico (riza- radice in greco) che differente dallaccento proto sillabico. A sinistra della radice ci pu essere un prefisso (es ge/schlssen)-> accento su radice schlosse rizotonico. La fissazione di un accento su una sillaba iniziale e la fissazione di un accento non pi musicale ma espiratorio e quindi di forza articolato ria indica che lenergia articolato ria che uno esprime si concentra sullinizio. Il resto della parola perde quindi forza articolato ria, il che comporta che dopo la sillaba radicale tonica le vocali lunghe durano di meno e tendono ad abbreviarsi, mentre le gi brevi tendono a cadere ovviamente.Es. es latino con e breve, la vocale cade quindi sempre e lascia s del genitivo. La parola Atta appartiene ad una classe di parole che si chiama Lallworter ossia parola del linguaggio infantile ci sono un pacchetto di parole nelle lingue naturali che si somigliano un po tutte e sono strutturate secondo una gerarchia universale di acquisizione dei suoni (sequenze polisemiche) da parte del bambino. Gerarchia perch non tutti i suoni sono usati con la stessa cronologia i primi ad essere padroneggiati sono first of all la vocale di massima apertura a, mentre a livello consonantico sono t e m. Il bimbo tende ad economizzare e quindi usa suoni che richiedono il minimo sforzo, quindi con le prime parole gioca con questi tre suoni e da sequenze tipo ma/am o ta/at esistono anche delle prove sperimentali per cui t viene prima di p e k e si vede quando il bimbo assume campionario pi vario di suoni. Quando in bimbo inglee x es deve dire car dice tar perch t assunto prima di C e succede anche in italiano

tatta invece di cacca. Le lingue del mondo hanno lessicalizzato rudimentali sequenze foniche e di solito inquadrando le parole da queste derivate nel lessico affettivo relativo alla famiglia. Atta tata- amma- mamma e come referente nel momento in cui diventano langue hanno referenti molto limitati-> padre, madre, zio, nutrice -> la tata, nucleo familiare pi ristretto nella fase crescita. E evidente che Atta deriva dal pre-linguaggio infantile Il pre linguaggio infantile libro di Francescato. La parola che in gotico atta la troviamo in tutte le lingue indoeuropee e in cui quel che cambia semplicemente la distribuzione relativa di t e di a Nel senso di padre a.Islandese atte a. alto tedesco atto Con significato relativo al padre di genere maschile Iranico ada(con a coi due puntini [aeda]) ossetico dialetto iranico sotto gruppo lingue area nord orientale e si parla anche in russia meridionale in latino ischi sepolcrali si trova atta con valore affettivo in paleoslavo si trova otice che in russo *atiez+ vocativo in sanscrito di genere femminile att che indica sorella maggiore, oggi indica madre nel sanscrito moderno Fuori dalle lingue indoeuropee si trovano le stesse cose quindi che queste parole del pre linguaggio siano universali un dato di fatto. Turco ata Ungh atya Basco aita sumerico adda (asia minore, 3 millennio)