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I DOMENICA DI AVVENTO A

Con questa prima domenica di Avvento inizia un nuovo anno liturgico: il Popolo di Dio si rimette in cammino, per vivere il mistero di Cristo nella storia. Cristo lo stesso ieri, oggi e sempre (cfr Eb 13,8); la storia invece muta e chiede di essere costantemente evangelizzata; ha bisogno di essere rinnovata dallinterno e lunica vera novit Cristo: Lui il pieno suo compimento, il futuro luminoso delluomo e del mondo. Risorto dai morti, Ges il Signore a cui Dio sottometter tutti i nemici, compresa la stessa morte (cfr 1 Cor 15,25-28). LAvvento pertanto il tempo propizio per risvegliare nei nostri cuori lattesa di Colui "che , che era e che viene" ( Ap 1,8). Il Figlio di Dio gi venuto a Betlemme venti secoli or sono, viene in ogni momento nellanima e nella comunit disposti a riceverlo, verr di nuovo alla fine dei tempi, per "giudicare i vivi e i morti". Il credente perci sempre vigilante, animato dallintima speranza di incontrare il Signore, come dice il Salmo: "Io spero nel Signore, / lanima spera nella sua parola. / Lanima mia attende il Signore / pi che le sentinelle laurora" (Sal 129,5-6). LAvvento il tempo dellattesa e della speranza. Questo momento molto adeguato per ricordare che la seconda Enciclica di Papa Benedetto XVI stata dedicata proprio al tema della speranza cristiana. Si intitolava Spe salvi, perch si apriva con lespressione di san Paolo: " Spe salvi facti sumus - Nella speranza siamo stati salvati" (Rm 8,24).

In questo, come in altri passi del Nuovo Testamento, la parola "speranza" strettamente connessa con la parola "fede". E un dono che cambia la vita di chi lo riceve, come dimostra lesperienza di tanti santi e sante. In che cosa consiste questa speranza, cos grande e cos "affidabile" da farci dire che in essa noi abbiamo la "salvezza"? Consiste in sostanza nella conoscenza di Dio, nella scoperta del suo cuore di Padre buono e misericordioso. Ges, con la sua morte in croce e la sua risurrezione, ci ha rivelato il suo volto, il volto di un Dio talmente grande nellamore da comunicarci una speranza incrollabile, che nemmeno la morte pu incrinare, perch la vita di chi si affida a questo Padre si apre sulla prospettiva delleterna beatitudine. Lo sviluppo della scienza moderna ha confinato sempre pi la fede e la speranza nella sfera privata e individuale, cos che oggi appare in modo evidente, e talvolta drammatico, che luomo e il mondo hanno bisogno di Dio del vero Dio! altrimenti restano privi di speranza. La scienza contribuisce molto al bene dellumanit, - senza dubbio - ma non in grado di redimerla. Luomo viene redento dallamore, che rende buona e bella la vita personale e sociale. Per questo la grande speranza, quella piena e definitiva, garantita da Dio, dal Dio che lamore, che in Ges ci ha visitati e ci ha donato la vita, e in Lui torner alla fine dei tempi. E in Cristo che speriamo, Lui che attendiamo! Con Maria, sua Madre, la Chiesa va incontro allo Sposo: lo fa con le opere della carit, perch la speranza, come la fede, si dimostra nellamore. Buon Avvento a tutti! Cf. Benedetto XVI, Angelus 2 dicembre 2007.