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romanzo sulla morale

traduzione e cura di ettore bianciardi

Chaim Grade

OGNI UOMO UN VILLAGGIO


Romanzo sulla morale
Traduzione e cura di Ettore Bianciardi

ASSOCIAZIONE CULTURALE STRADE BIANCHE Via Zuccarelli, 25 - 58017 PITIGLIANO - GR tel. e fax 0564 633359 email: info@stradebianche.stampalternativa.org

Direzione editoriale: Marcello Baraghini e Ettore Bianciardi

Impaginazione: Ettore Bianciardi

COPIA PERMESSA - DIFFUSIONE CONSIGLIATA NESSUN DIRITTO RISERVATO - NO

Prima edizione: Agosto 2011

LAssociazione Strade Bianche, editore del presente libro, non stata in grado di rintracciare alcun titolare dei diritti dautore dellopera, ma si augura che, ove ne esistano, questi si mettano in contatto con essa.

Nota alla traduzione

Lyiddish per natura e per storia una lingua molto particolare, che riesce ad esprimere tutte le sfumature tragiche ed insieme ironiche tipiche della letteratura degli Ebrei aschenaziti. Per questa ragione ho cercato di non alterare, per quanto possibile, la sintassi della lingua originale, anche se ci talvolta dar al lettore un certo senso di smarrimento, che per, ne sono certo, egli superer progressivamente nel corso della lettura. Tutte le parole non traducibili se non con perifrasi in italiano o che, se tradotte, avrebbero perso tutta la loro freschezza e originalit, sono state lasciate nella forma originale yiddish, traslitterata in caratteri romani. La prima occorrenza della parola ha un riferimento ad una nota che ne spiega il significato. Alla fine del libro, un glossario ripete, ordinate alfabeticamente, tutte le note nel testo. Ricordo che, a parte lalfabeto, lyiddish lingua completamente diversa dallebraico, del quale adotta per i termini rituali e religiosi. Ho ritenuto opportuno usare un sistema di traslitterazione che si adatti abbastanza bene ad un lettore italiano, e per questo differente in alcune parti da quello solitamente usato internazionalmente ed adatto a lettori di madre lingua americana. Il lettore tenga conto delle semplici regole seguenti: La consonante e la consonante , che hanno ambedue allincirca lo stesso suono, tipico delle lingue semite, ma inesistente in italiano e molto simile al suono del gruppo consonantico ch nel tedesco della parola bach, sono state traslitterate rispettivamente in ch e kh. La consonante che ha il suono di una leggera aspirazione stata traslitterata con la lettera h. La consonante stata sempre traslitterata con la lettera k ed esprime il suono della c dura come in casa o in chiesa. La consonante , quando questa esprime il suono della sc come nellitaliano scelta, stata traslitterata con il gruppo consonantico sh. La consonante che ha un suono equivalente alla zz italiana di pazzo
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stata traslitterata con ts. La consonante , che ha un suono equivalente alla z italiana, stata traslitterata con tz. Il gruppo vocalico che esprime il suono dellitaliano ei stato traslitterato con ei, mentre il gruppo vocalico , che esprime il suono dellitaliano ai stato traslitterato con ai. La vocale stata a volte traslitterata con y, ma si tenga presente che il suono sempre quello della vocale italiana i. Per quanto riguarda tutto il resto il lettore italiano non sbaglier leggendo le traslitterazioni come se fossero normali parole italiane. Per la traduzione dallyiddish mi sono basato, oltre che su Yiddish, lingua, letteratura e cultura di Sheva Zucker, tradotta in italiano da Marina Ines Romano, per Giuntina, sulle due opere fondamentali del professor Uriel Weinrich, il vocabolario Modern English-Yiddish Dictionary e la grammatica College Yiddish, pubblicate ambedue dallYIVO, Institue for Jewish Research di New York, che qui ringrazio per lassistenza fornitami. Ettore Bianciardi

PARTE PRIMA
LITUANIA
VALKENIK VILNIUS

RUSSIA
(KALININGRAD)

POLONIA
GRODNO AMDUR NAVAREDOK

LOMZSHE

BIALYSTOK

BIELORUSSIA

Alcune localit nelle quali si svolgono le vicende del romanzo. (I confini degli stati sono quelli attuali).

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Tsemakh Atlas era un giovane lerner1, quando sent dire che a Navaredok2, nella yeshiva3 dei Musarnik4, erano riusciti a sconfiggere lo yetser-hore5. Allora lasci la sua citt natale, Lomzshe6, per andare a Navaredok, dove si impegn a migliorare il suo carattere. Ma presto si rese conto che lo yetser-hore non era stato affatto sconfitto nella bet-medresh7 Musar8, poich sempre pi facile rispettare dozzine di leggi e di consuetudini piuttosto che negarsi un desiderio proibito. Durante la guerra9, la yeshiva di Navaredok lasci la Lituania per trasferirsi allinterno della Russia. Tsemakh Atlas vag per shtetl10 e villaggi dellUcraina e della Bielorussia, creando nuove yeshivot. Neanche le persecuzioni dei Bolscevici lo fecero recedere dalla volont di convincere gli studenti delle scuole normali a diventare studenti delle scuole di Torah11. Ma nonostante ci, lui era torturato da dubbi sullesistenza del Creatore del Mondo. Un mercoled, per una buona mezzora se ne stette in Shmoneh Esrai12, gridando, dimenandosi qua e l e battendo con il pugno sul muro. I lerner,
1. Studioso della Torah e del Talmud. 2. Oggi una citt della Bielorussia, chiamata Novogroduk. Tra l800 e il 900 era popolata principalmente da Ebrei, ed era sede di una importante yeshiva Musar. Con il nazismo, la presenza ebraica e della sua cultura stata completamente cancellata. 3. Istituzione culturale ebraica per lo studio della Torah e del Talmud. Plurale yeshivot. 4. Si chiamano cos i seguaci della dottrina Musar. 5. Linclinazione al male, che presente in tutte le persone. Il suo opposto lo yetser-toyv, linclinazione al bene. 6. Citt della Polonia nord orientale, attualmente ha il nome di Lomza. 7. Letteralmente casa di studio o casa di interpretazione. Luogo dove si studia la Torah, formalmente distinto dalla sinagoga, anche se in molti casi le sinagoghe servono da bet medresh e vicveversa. 8. Corrente dellEbraismo che pone al centro dellinteresse il comportamento morale. Il nome che significa istruzione, disciplina e comportamento, tratto da Proverbi 1:2. 9. La Prima Guerra Mondiale. 10. Letteralmente piccola citt. Insediamenti con elevata percentuale di popolazione ebraica. Per lo pi si tratta di villaggi o piccole cittadine, talvolta di quartieri di citt pi grandi, 11. Il testo fondamentale dellEbraismo, ovvero i cinque libri di Mos, dai Cristiani chiamato Pentateuco. 12. Parte centrale della preghiera ebraica, detta anche Silent Devotion, o Amidah o Diciannove Benedizioni. 7

chini sulle loro Gemarot13, pensarono che il Lomzsher14, fosse alle prese con un esame di coscienza. Invece era alle prese con una domanda fondamentale: sapeva che cera una Torah, e sapeva anche che senza di essa luomo avrebbe faticato a trovare la retta via; quello che non sapeva era se la Torah fosse o meno di origine divina. Si era immerso in studi filosofici che gli avevano provato lesistenza di Dio, e continuamente si ripeteva: Io credo! La mia fede incrollabile!, ma lo stesso non riusciva a scacciare il demone che gli sussurrava allorecchio: Tu non hai fede! Tu inganni tutti quanti! Tu sei un ateo!. Al termine di un cos lungo periodo di ondeggiamento in preghiera e dopo aver faticato su un libro Musar, Tsemakh Atlas era senza voce e madido di sudore. Cerc qualcuno con cui confidarsi, e non trov nessun altro che il capo di Navaredok, Reb15 Yosf-Yoizl Hurwits16, o il Vecchio, come i suoi studenti solevano chiamarlo. Il metodo di Reb Yosf-Yoizl era quello di seminare e attendere il raccolto. Se aveva a che fare con un giovane dal carattere debole, il rabbi17 gli predicava a lungo, finch il ragazzo non scoppiava in lacrime. Riempiva di lodi invece chi apprezzava i complimenti. Ad una ragazzo pieno di talento, ma scarso di risorse, il Vecchio allungava una moneta doro da dieci rubli, anche se lui e la sua famiglia erano poveri. Dato che Tsemakh sapeva che il capo di Navaredok non lo avrebbe voluto certo perdere, fece a Reb Yosf-Yoizl una domanda che non si sarebbe azzardato a fare a nessun altro: Cosa succede se uno non certo che esista Dio?. Da principio il rabbi non cap la domanda. Nessuno dei suoi talmidim18 gli aveva mai chiesto se esistesse il Creatore. Ma dopo poco afferr il senso delle parole del Lomzsher e lo trafisse con il suo fiero sguardo: Dovete prender moglie, il pi presto possibile. Tsemakh sent il suo volto divenire rosso come se avesse preso uno schiaffo. Il Vecchio evidentemente lo considerava uno di quei giovani che doveva provare il giogo di una moglie e di figli per scacciare i pensieri su argomenti proibiti.
13. Plurale di Gemara, o Completamento, che insieme alla Mishna costituisce il Talmud, ovvero la Torah orale del popolo ebraico. La Gemara linsieme dei commenti rabbinici della Mishnah. 14. Nato a Lomzshe. Era comune tra gli Ebrei chiamare i componenti delle yeshivot con il nome proprio seguito dal patrionimico. 15. Ha pi o meno il significato di Signor. un titolo che si d a persone di rispetto. 16. Personaggio realmente esistito (1849-1919) fondatore della yeshiva di Navaredok. 17. Significa rabbino, ma anche un titolo di rispetto dato a eminenti studiosi della Torah. 18. Studenti della yeshiva, che studiano assieme ad un famoso rabbi. Singolare talmid. 8

Ma se mi sposo, avr la risposta? Me la dar mia moglie? Il vecchio rabbi sotto la barba bianca, aveva le guance rosse, anche nei periodi in cui pativa la fame. Ma adesso impallid e rispose con tristezza: Lo so, il peso del matrimonio non ti salver dai pericoli che hai dentro di te. Sei troppo orgoglioso per lasciarti distruggere dai problemi giornalieri. Ma la verit una sola ed la verit della Torah. Luomo quando nasce un asino selvatico, lo dice la Torah, e gli asini selvatici si comportano da selvatici. Allora sopravviene la ragione per giustificare ogni cupidigia. Anche tu, Lomzsher, non ti accontenterai di avere una sensualit sarebbe per te troppo degradante. Quando il tuo sangue comincer a bollire, bollir al fuoco delleresia. Per questo devi sposarti presto, per placare quel tuo sangue bollente. Solo allora i tuoi dubbi scompariranno, come il pus da una ferita. Reb Yosf-Yoizl alz un dito e misur le parole: Ricordati o Lomzsher! molto difficile morire a causa della Torah, ma ancora pi difficile vivere secondo la Torah. I dubbi di Tsemakh gradualmente scomparvero al crescere della barba e dei cernecchi19. Il demone dentro di lui che si prendeva gioco dei suoi modi bigotti sembrava fosse stato scacciato dalloscurit delle sale di meditazione della yeshiva Musar dove Tsemakh passava intere nottate. Dopo la morte di Reb Yosf-Yoizl, che caus cordoglio tra tutti i suoi adepti, Tsemakh divenne anche pi devoto. Si intensificarono le persecuzioni degli studiosi di Torah in Russia, e gli insegnanti e i discepoli della yeshiva fuggirono in Polonia. Tsemakh cominci allora a far passare clandestinamente il confine russo agli studenti. Egli avrebbe dato lultima briciola di pane a uno studente o il suo letto e avrebbe dormito per terra. Se le gambe deboli di un ragazzo non ce la facevano a traversare le paludi alla frontiera, Tsemakh se lo caricava sulle spalle. Poi tornava indietro unaltra volta per raccogliere i figli di quelle famiglie che non volevano lasciarli andare. Persuadeva i ragazzi a scappare di notte con lui e li consolava: Un giorno i vostri genitori mi ringrazieranno e vi benediranno. Per intanto le madri lo maledivano e i padri gli davano la caccia come fosse un ladro. Ma tra i seguaci della yeshiva Musar di Navaredok, Tsemakh si era fatto la reputazione di colui che avrebbe dato la vita per la Torah. Dicevano di lui: Come laquila veglia sul suo nido e vola sopra il suo piccolo come dice la Torah cos il Lomzsher vigila sui suoi allievi. Quando arrivarono in Polonia, i seguaci del Musar ancora bruciavano del fuoco fanatico della loro lotta contro i Comunisti in Russia. Se ne andavano in giro con i pantaloni rattoppati, le scarpe rotte e le camicie aperte. Le loro
19. Ciocche di capelli, ai lati della faccia, che gli Ebrei osservanti si fanno crescere, come prescritto dalla Torah. 9

facce giallastre erano pallide a causa di anni di fame, e i loro piedi feriti dal passaggio della frontiera. I giovani studenti piagnucolavano tristemente e sentivano la mancanza dei loro genitori che avevano lasciato laggi. Gli studenti pi anziani piangevano sugli amici che erano morti di tifo e di fame lungo la strada, e tutta la gente della yeshiva piangeva la tomba solitaria di Reb Yosf-Yoizl che avevano abbandonato a Kiev. Con tale amarezza dentro anche perch costretti gli studiosi Musar si sparpagliarono per tutte le piccole e grandi sinagoghe di Nareva20 e Bialystock21, Pinsk22, Mezeritch23, e Varsavia e fondarono yeshiva Bet-Yosf, cos chiamate in onore del loro rabbi morto. Dalle grandi citt partirono alla conquista di citt pi piccole. I giovani, pallidi e stracciati, misero borse dei tefillin24 e libretti Musar nelle tasche dei loro pastrani e si diffusero per i quattro venti. Alcuni andarono in Lituania, altri in Polesia25, altri se ne andarono a Volyn26 e nella Polonia chassidica.27 Non appena un emissario della yeshiva arrivava in una citt, andava diretto dalla stazione alla sinagoga, saliva i gradini dellAron-Kadesh28, e, battendo i pugni sul pulpito, dichiarava: Coloro che portano la moltitudine sulla retta via sono eterni come le stelle dice la Torah e gli Ebrei che aiutano a costruire una scuola per lo studio della Torah brilleranno per sempre come le stelle nel cielo. E cos in due o tre settimane una yeshiva-katana29 sorgeva nella shtetl. Dove i Musarnik non erano ben visti veniva mandato Tsemakh Atlas, che si era sistemato nella yeshiva di Nareva. Aveva uno strano aspetto ed un modo di fare bizzarro. Il suo naso aquilino pareva quello di un falco, ed i suoi occhi neri come il carbone emanavano dolore e anche un po di rabbia. Quando si alzava per parlare sembrava un abete spinoso in una fitta foresta un blocco di oscurit. Se ne stava alto e immobile sui gradini dellAron-Kadesh, con
20. Citt della Polonia, sul fiume omonimo, oggi Narewka. 21. Citt della Polonia nord-orientale, nel passato fece parte anche della Lituania e della Bielorussia. 22. Citt della Bielorussia. 23. Citt della Polonia, chiamata anche Mezirech. 24. Strumenti per la preghiera. Sono delle scatolette contenenti piccole pergamene con alcuni versi della Torah, che tramite cinghie vengono fissati sulla fronte e sul braccio sinistro della persona che prega. 25. Area paludosa tra Bielorussia e Ucraina. 26. Citt attualmente in Ucraina. 27. Area della Polonia dove erano presenti Ebrei chassidim. 28. Parte della sinagoga costituita da un armadio ove contenuta la Torah. 29. Yeshiva piccola o dedicata solo a studenti molto giovani. 10

sulla sua pallida faccia un bagliore di un altro mondo. I suoi occhi vitrei, che parevano affondati nelle loro orbite, fissavano ognuno senza guardare nessuno. Le sue prediche erano senza melodia, senza frasi familiari. Chiedeva devozione senza fine alla Torah, e derideva chi si tormentava la mente per cercare di evadere dalle proprie responsabilit. Allimprovviso i suoi occhi volti dentro se stesso si accendevano e affondavano come un coltello in qualche persona rispettabile che si era opposta alla yeshiva. Il pubblico era stupefatto dallabilit di Tsemakh nel fiutare un oppositore e non farsi intimidire da nessuno, neanche da una persona autorevole. Interpretavano favorevolmente anche il fatto che Tsemakh pregasse senza un tallit30: non si era sposato, dicevano, ed era cos rimasto senza uno scialle di preghiera, perch si era spogliato della sua fisicit. Compiuta la sua missione, Tsemakh tornava a Nareva, imbronciato e distaccato, chiuso in se stesso. Gli studenti della yeshiva evitavano perfino di salutarlo. Dal canto suo, Tsemakh non diceva granch al rosh-yeshiva31, ma si limitava ad informarlo che avrebbe dovuto mandare una coppia di studenti alla nuova yeshiva. Quindi se ne tornava dai suoi studenti. A costoro Tsemakh parlava a lungo con passione, respirando affannosamente come se avesse dentro il fuoco. Allimprovviso si fermava in mezzo ad una frase e i suoi occhi diventavano vitrei, come se un pensiero perduto fosse uscito dalla sua mente e fosse finito in una cantina priva di finestre. E quando studiava il Musar, Tsemakh si muoveva avanti e indietro da uno allaltro dei suoi studenti nella bet-medresh, come una bestia potente che cammina in gabbia con altri animali, ma sembra essere da sola. Il suo canto melanconico estasiava chiunque nella casa di studio, e perfino a mezzogiorno poteva evocare dal profondo dellanima una notte di Yom Kippur32. Ben presto rimasero pochi posti per nuove yeshivot. Molte shtetl, piccole o grandi, avevano gi scuole prima dellarrivo dei Navaredker33. Oltretutto in Polonia questi non avevano neanche da combattere con il gruppo comunista ebreo che aveva il compito di eliminare le yeshivot come facevano nella Russia sovietica. La gente rideva vedendo i giovani della yeshiva aggirarsi
30. Scialle di preghiera. 31. Insegnante della yeshiva. Plurale roshi-yeshivot. 32. La festa pi importante nella tradizione ebraica. Giorno del Pentimento, nel quale si osserva il digiuno completo. 33. Persone appartenenti alla yeshiva di Navaredok, o che ne hanno fatto parte. 11

in gruppi per le strade, con i loro yarmulke34 sulla testa e gli tsitsit35 fino alle caviglie, ma perlomeno gli studenti non venivano perseguitati. Cos i Navaredker si calmarono e fecero la pace con gli altri Ebrei che allinizio avevano impedito il loro ingresso nelle loro scuole. Il rosh-yeshiva di Nareva convinse i capi della comunit e le donne di buon cuore a dare agli studenti cibo migliore, un letto pulito e nuovi vestiti. Gli allievi pi giovani, che avevano smesso di passare i confini, si concentravano nei loro studi. Gli studenti pi grandi, uno dopo laltro, si sposavano. Indossavano nuovi soprabiti, avevano scarpe lucide, e le barbe, nel frattempo cresciute a dismisura, venivano tagliate con cura. Il Lomzsher invece rimase scapolo. Non era interessato a diventare un maestro di Talmud o un rabbino di una piccola shtetl, che doveva ispezionare le interiora di un pollo per stabilire se fosse o meno kosher36. Era invece pi interessato a sapere se fosse kosher un uomo. Non aveva cura dei propri abiti, lasciava che la capigliatura crescesse naturalmente, e ogni tanto si ritirava in una soffitta per meditare da solo. Ma Tsemakh notava anche che lentusiasmo dei suoi allievi si era raffreddato e che questi non passavano pi intere nottate ad ascoltare i suoi sermoni Musar. Voi temete che i vostri amici cos li rimproverava assorbano pi Talmud ed in tal modo abbiano migliori occasioni. Uno pu essere un ingordo e un ubriacone anche riguardo allistruzione. C chi si ingozza di carne e di vino, chi di Talmud e commentari: fondamentalmente si tratta dello stesso tipo di eccessi. I suoi allievi lo ascoltavano in religioso silenzio, le teste abbassate, tormentandosi i primi peli che spuntavano dai loro menti. Ma quando il loro capo li lasciava andare, se ne tornavano ai loro Talmud. Tsemakh ripensava con nostalgia agli anni in Russia, quando le folle nelle strade facevano festa con le bandiere rosse, mentre i Musarnik nelle loro bet-medresh affondavano la testa nei loro leggii per evitare di essere attirati dai canti rivoluzionari. Pensava persino al tempo passato ad attraversare le frontiere, rischiando di essere ammazzato, eppur sentendosi felice. Era convinto che allora viveva per una causa molto importante ed ora invece viveva in depressione in un ambiente senza estasi. Tsemakh si ricordava lammonimento di Reb Yosf-Yoizl: molto difficile morire a causa della Torah, ma ancora pi difficile vivere secondo la Torah.
34. Il comune copricapo ebraico, costituito da una semplice papalina. In ebraico chiamato kippa. 35. Frange rituali ai quattro angoli dellarba-kanfot. Sovente il nome designa anche larbakanfot stesso. 36. Cibo ritenuto conforme alle norme alimentari ebraiche. La dichiarazione di cibo kosher spetta ai rabbini. 12

Solo in autunno durante il mese di Elul37 si poteva percepire leccitazione della vecchia Navaredok. I rosh-yeshiva delle piccole shtetl e i loro studenti anziani, rabbini che avevano passato tutto lanno in villaggi remoti o citt mercantili, e giovani che erano divenuti mercanti e negozianti, si radunavano tutti in Navaredok durante il mese di Elul. Allapprossimarsi dei Giorni del Timore Reverenziale38, ognuno ritornava alla propria yeshiva natale. Il calore nella bet-medresh era cos forte che avrebbe potuto quasi bruciacchiare la barba di qualcuno. La melodia Musar di centinaia di studenti si riverberava allesterno. Le grida estatiche durante la Preghiera del Mattino e i colpi di esultanza contro i leggii erano interrotti dal suono dello shofar39, come se laria fosse stata squarciata da una spada fiammeggiante. Giorno e notte la yeshiva scintillava febbrilmente per le lampade accese come se una stella viva fosse caduta per i vicoli di Nareva. Un visitatore segnal che forse si sarebbe potuta fondare una yeshiva-katana in Amdur40, vicino a Grodno41. Per, dato che l ci sarebbe stata una forte opposizione, bisognava mandare un uomo di ferrea determinazione. Non ci volle molto a convincersi che questa era una missione per il Lomzsher. Ci nonostante, per tutto il mese di Elul e durante i Dieci Giorni del Pentimento37, Reb Simkha Feinerman, il rosh-yeshiva di Nareva, cerc di trovare qualcun altro. Reb Simkha, un uomo con una barbetta rossa, lunga e stretta e occhi blu intelligenti, non amava il fanatismo o-tutto-o-niente del Lomzsher, in particolare il suo comportamento con i giovani che aveva portato dalla Russia. Tsemakh teneva i suoi studenti separati dagli altri e li portava via per un sermone Musar, proprio quando Reb Simkha stava per iniziare una lezione di Talmud. Il rabbino aveva avvertito Tsemakh un sacco di volte: State distruggendo lintera bet-medresh. Non potete metter su una scuola indipendente dentro la yeshiva. Ma invece di difendersi, il Lomzsher se ne stava in un silenzio rabbioso o controbatteva con le sue lamentele: La yeshiva di Nareva non segue pi lo spirito di Navaredok, e per di pi anchio sono trattato male. Perci il rabbino non voleva chiedergli di accollarsi questa missione e si guardava intorno per trovare unaltra persona. Tuttavia nessuno pi adatto di Tsemakh venne trovato. Il giorno di Yom Kippur, dopo il Kol
37. Dodicesimo mese ebraico. Cade tra Luglio e Agosto. 38. I giorni che vanno da Rosh Hashana a Yom Kippur. 39. Strumento a fiato ottenuto da un corno di montone che viene suonato tutti i giorni del mese di Elul fino a Rosh Hashana. 40. Citt della Bielorussia, oggi chiamata Indura. 41. Citt della Bielorussia, oggi ghiamata Hrodna. 13

Nidrei42, mentre Reb Simkha andava al suo leggio per iniziare il suo tradizionale sermone sul risveglio dello spirito, si ferm per un momento accanto a Tsemakh Atlas: Non c alternativa, o Lomzsher. Dopo Sukot43, al Signore piacendo, dovete andare ad Amdur e fondare l una yeshiva-katana. Per Yom Kippur uno deve compiere delle buone azioni. Dato che lassemblea stava aspettando il suo sermone, Reb Simkha si allontan a grandi passi dal silenzio tetro di Tsemakh e raggiunse il suo pulpito. Nonostante il suo silenzio, Tsemakh decise subito comunque di andare, se non altro per allontanarsi per un po da Nareva. Gi prevedeva che durante il periodo invernale nella bet-medresh ognuno avrebbe desiderato fortemente dedicarsi ad una nuovo Trattato Talmudico, mentre lui sarebbe risultato lunico elemento superfluo, come una trave marcia che rimane a galleggiare sullacqua, dopo che uninondazione ha portato via un ponte di legno.

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Fin dallultimo giorno di Sukot, Amdur era avvolta da una pioggia autunnale sottile e ghiacciata. Dopo una settimana di acquazzoni, le casupole sbilenche con i tetti fradici parevano quasi sommerse. Tronchi di albero e rami nudi luccicavano scuri e umidi, foglie pallide e calpestate erano sparse dappertutto. Appena lasciata Nareva, Tsemakh aveva avuto la sensazione che stavolta non avrebbe avuto la forza per riuscire. E quel vento gelido che lo accolse appena entr nella shtetl lo depresse ancora di pi. Era seduto nella locanda da un po di tempo, quando si rivolse al padrone della stessa, chiedendogli chi in Amdur potesse aiutare la fondazione di una yeshiva-katana. Il locandiere rispose di non conoscere nessuno pazzo fino a quel punto, la citt gi aveva in abbondanza gente povera, e mendicanti che si aggiravano intorno. Dove avrebbero potuto trovare da mangiare e da dormire per gli studenti poveri? Il locandiere si rec alla sinagoga per il Servizio Pomeridiano; Tsemakh lo segu dopo poco. Poich lassemblea era gi stata informata della presenza del visitatore e del suo strano intento, gli riservarono sguardi furtivi e beffardi. Un vecchio, dalla faccia rossa e sudata e con una barba gialla macchiata
42. Preghiera recitata durante il giorno di Yom Kippur. 43. Festivit ebraica, letteralmente capanne. Dura otto giorni e cade nel mese di Tishri. 14

dal tabacco, gli si avvicin: Sareste voi quel bel tipo che vuole prendersi gli studenti di noi maestri di Talmud? E le leggi che vietano di appropriarsi dei mezzi di sostentamento di una persona non vi dicono niente?. In altri tempi, Tsemakh avrebbe risposto che anche il vecchio insegnante di Talmud avrebbe potuto beneficiare di alcuni insegnamenti nella scuola di Navaredok. Ma ora rimase zitto e inerme finch il vecchio non ebbe finito e non se ne and. Tsemakh si rivolse quindi al rabbino di Amdur, un uomo di mezza et, tarchiato e con una barba nera e ricciuta e un colletto bianco candido. Ma il rabbino non lo guardava negli occhi e, con uno sguardo indiretto, rispose che non voleva immischiarsi, perch se tra di loro uno diceva di s, ce nera un altro che avrebbe detto di no, e alla fine ci sarebbe stato un trambusto e una rissa. Di nuovo il Lomzsher rimase zitto. Nei viaggi precedenti non aveva mai chiesto lopinione del rabbino. Prima aveva convinto la comunit, e dopo il rabbino si era dovuto adeguare. Lassemblea, dopo il Servizio Pomeridiano, rimase ad ascoltare il sermone del visitatore. Il locandiere sussurr allorecchio di Tsemakh, quasi fossero vecchi amici, di guardare quelluomo giovane laggi: era il pi ricco commerciante di ferro della citt, molto influente nella comunit e leader della locale scuola ebraica. Avrebbe dovuto stare attento a non mettersi contro quei progressisti, poich il loro leader poteva intimargli di lasciare il pulpito. Tsemakh guard il commerciante di ferro e vide un giovane ossuto e vivace che lo ricambi con uno sguardo dintesa freddo, quasi a provare chi fosse pi forte. Per un attimo il Lomzsher si raddrizz ed il suo naso aquilino sembr quello di un falco mentre spia un gallo superbo sul fianco di una collina. Tsemakh sapeva che avrebbe potuto demolire questo presuntuoso marmocchio di paese e togliergli le penne. Ma allimprovviso un forte sentimento di disperazione lo prese, e lui sent che le sue mani, gli tsitsit, e i cernecchi stavano ondeggiando mollemente, come erba fradicia, o come se egli stesso fosse trascinato mezzo affogato in un fiume. Tsemakh non rimase a pregare tra il Sevizio pomeridiano e quello Serale, ma si isol in un angolo buio dietro un leggio: pensava che la causa di tutta la sua miseria fosse il rosh-yeshiva di Nareva. Reb Simkha Feinerman non gli aveva dato denaro quando ne aveva avuto bisogno, non lo aveva invitato a casa sua, e non lo aveva consultato su problemi della yeshiva, come faceva con gli altri insegnanti anziani, e quando Tsemakh si lament chiedendogli come mai lo trattasse da estraneo dopo tutto, aveva aiutato a fondare la betmedresh di Nareva e aveva portato dozzine di studenti dalla Russia Reb Simkha gli rispose: Fate un esame di coscienza, o Lomzsher: non dovreste organizzare una scuola diversa con i vostri studenti. Reb Simkha lo aveva
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sfruttato solo quando cera unemergenza, per esempio per mandarlo in missione in un paese, come adesso lo aveva mandato ad Amdur. Ed allora per quale ragione avrebbe dovuto adesso profondere le sue energie combattendo con quei paesani, quando sapeva di non poterci riuscire? Per almeno un sermone avrebbe dovuto farlo, per evitare che in seguito la gente di Nareva potesse dire che lui non ci si era neanche provato. La sera seguente Tsemakh chiese ai responsabili della scuola il permesso di fare una predica, assicurando che la yeshiva non sarebbe stato lunico argomento. Il Lomzsher parl come fosse a Navaredok. Non difficile riconoscere ci che buono da ci che diabolico, ma estremamente difficile trovare il demone che si scavato la sua via dentro alle cose buone. Il cuore di un uomo deve essere una fornace incandescente, e nel fuoco del suo tormento luomo deve separare il buono dal diabolico che pu esserci anche nelle sue buone azioni. Luomo non deve pensare: le mie buone azioni sono separate dalle cattive. Un difetto del particolare un difetto del tutto. Il gaon44 di Vilnius dice che se un uomo studia la Torah in una casa dove c un chiodo rubato, i suoi studi non approderanno a nulla di buono. Il chiodo rubato si staccher dalla parete e cadr nella Torah, strappandone le pagine. La stessa cosa succeder alle azioni che crediamo siano buone, ma nelle quali c il chiodo arrugginito di un intento impuro. Lintento impuro far buchi in tutte le altre mitsvot45, e la ruggine divorer tutto il resto. Questo uno dei nostri!, disse il commerciante di ferro ai suoi amici della scuola modernista. Il giovane illuminato pens che il predicatore ce lavesse con i fanatici senza cervello, mentre le persone religiose pensarono che Tsemakh stesse predicando a quelli che inseguono gli onori. Un vecchio maskil46, campione di illuminismo, si pettin la barbetta bianca con un colpo secco, schiocc le labbra e esclam entusiasticamente: Socrate!. Il Lomzsher sent di aver conquistato luditorio e allora affront il tema principale del suo sermone: luomo nasce demonio, ma la sua natura gli impedisce di scorgere il demonio nelle sue buone azioni. Per questo ci stata
44. Titolo dato a rabbi famosi per la loro particolare saggezza. Il gaon di Vilnius Elijah ben Shlomo Zalman Kramer. 45. Plurale di mitsvah, una dei 613 precetti contenuti nella Torah. Pi in generale: una buona azione compiuta secondo gli insegnamenti della Torah. 46. Membro della corrente illuminista dellEbraismo, chiamata Haskalah, sorta tra il 1770 e il 1880. 16

data la Torah per insegnarci quale sia la retta via. Ma uno pu interpretare la Torah a suo piacimento. Per questo si deve studiare il Musar fin dalla fanciullezza e lo si deve studiare in una yeshiva. A questo punto Tsemakh si ferm: aveva notato che i vecchi stavano confabulando tra loro e i giovani stavano tambureggiando sui loro leggii, pronti a gridare: Non metterai su una yeshiva qui!. Un brivido di paura lo attravers. Sapeva gi, prima di finire la predica, che non sarebbe tornato a Nareva. Poich aveva perso la fiducia in se stesso e non poteva pi aver successo, il rosh-yeshiva lo avrebbe perseguitato ancor di pi, e anche i suoi allievi non lo avrebbero pi rispettato. Dopo il Servizio Serale un fiduciario port a Tsemakh una manciata di monete e qualche banconota di zloty47: avevano fatto una colletta per pagarlo per il suo sermone. Anche se solitamente disprezzava questi gesti, stavolta fu toccato da questi semplici Ebrei che lo volevano aiutare in un momento di bisogno. La mattina successiva alcuni fedeli lo videro pregare senza tallit e decisero che il giovanotto si doveva sposare. Tutti lasciarono la sinagoga, e Tsemakh rimase solo, a studiare, immerso nei suoi pensieri. Il maestro di Talmud con la barba bionda, macchiata di tabacco, gli si avvicin. Un giovane come voi si deve sposare. Non ci saranno nuovi studenti di Talmud in Amdur, ma, sia benedetto il Signore, abbiamo un sacco di ragazze non sposate. Il paraninfo aveva gi pronta una proposta: Reb Falk Namiot era un vedovo proprietario di una grossa drogheria e di una casa di pietra nella piazza del mercato. Aveva un figlio sposato che viveva a Grodno e la sua unica figlia, Dvorele, gestiva da sola il negozio e la casa. Reb Falk offriva cinquemila zloty di dote e due anni di vitto e alloggio per far studiare suo genero. Il suocero avrebbe regalato allo sposo un orologio doro, un guardaroba completo fatto dal miglior sarto di Grodno, e una collezione completa del Talmud di Vilnius rilegata in pelle. Il maestro di Talmud afferr il braccio di Tsemakh stringendoglielo: Bene, che cosa volete di pi? Non esitate, ve ne pentirete!. Tsemakh acconsent ad incontrare il possibile suocero. Falk Namiot parlava poco e aveva un aspetto strano la fronte bassa e piena di capelli, un viso lungo, un mento senza barba che sembrava un sasso giallastro, ed una barba scolorita che gli cresceva dal collo; sotto lascella destra teneva un bastone nodoso. Camminava rigido, con passo misurato, come se si fosse appena alzato dal letto dopo una malattia. Il primo incontro con Tsemakh lo innervos, ma si consol pensando che quelluomo sembrava uno che si sarebbe astenuto da tutti i piaceri della vita e dedicato solamente a sua figlia.
47. Moneta polacca, in uso tuttora. 17

La promessa sposa, Dvorele Namiot, era una ragazzotta paffuta con grandi occhi grigi e capelli biondo rame tirati allindietro. Le sue guance un po gonfie e il suo colorito giallognolo facevano capire che non era pi giovane, ma aveva un sorriso meraviglioso, come quello di una bambina. Sembrava quasi si fosse addormentata da piccola e si fosse risvegliata adulta, ma ancora in cerca della sua perduta fanciullezza. Al primo incontro con Tsemakh fu ancora pi taciturna del padre, ma lo fiss con rispetto e fiducia. Bench Tsemakh avesse espresso finora poco interesse nel matrimonio, aveva incontrato alcune possibili spose, e ognuna, ne era sicuro, era stata pi giovane e pi carina di Dvorele Namiot. Pur tuttavia gli piaceva quel suo sguardo sottomesso e quel sorriso sincero. Inoltre le grandi stanze buie della casa di suo padre sembravano fatte apposta per fargli smettere quella sua vita di povert e di senza casa. A Tsemakh parve che tutti i suoi anni di angosciante vagabondaggio si raccogliessero come ombre intorno a lui, sussurrandogli allorecchio: che cosa aspetti? Chi altra si interesser a te, che hai gi trentatr anni? Tsemakh calcol inoltre che se fosse diventato un residente di Amdur, la stessa popolazione che ora si opponeva alla yeshiva lo avrebbe invece aiutato a costruirne una. E quella yeshiva sarebbe stata la sua non una appendice di quella di Nareva che avrebbe allargato limpero di Reb Simkha Feinerman. Reb Simkha voleva s unaltra yeshiva sotto la sua influenza, ma non una con il Lomzsher a capo. Quando seppe che Tsemakh aveva detto di s, Falk Namiot prepar subito il contratto di fidanzamento e invit degli ospiti alla cerimonia. Il promesso sposo, invece, non invit i suoi amici di Nareva, e neppure il rosh-yeshiva. Tsemakh sentiva che anche in questo campo era stato danneggiato da Reb Simkha, che non gli aveva mai proposto un buon matrimonio, come invece aveva fatto per gli altri maestri di Torah. E se nessuno fosse venuto da Nareva per la festa di fidanzamento, Tsemakh non avrebbe neanche dovuto giustificare il suo insuccesso a creare una yeshiva a Amdur. Ma comunque Tsemakh era angosciato per gli studenti che si era portato dalla Russia. Dopo tutto aveva promesso ai loro genitori che li avrebbe sorvegliati come fossero pupille dei suoi occhi. Daltra parte i ragazzi erano ormai cresciuti, e sarebbero stati lasciati liberi anche dai loro genitori naturali. Cap inoltre che aveva pi intralciato che aiutato i suoi studenti: quelli volevano imparare il Talmud e i commentari, con lintento di diventare rabbini, mentre lui li vessava con i suoi sermoni per far migliorare il loro comportamento morale. Il pi giovane dei suoi alunni ormai era pi esperto e appassionato di Talmud che lui, il maestro, che aveva fatto gridare il suo cuore sui libri Musar.
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In onore del fidanzamento di sua figlia, le stanze usualmente buie della casa di Falk Namiot furono intensamente illuminate. Tutti i balebatim48 di Amdur sedettero intorno al promesso sposo, assaggiando dolci al miele e liquori e parlando sottovoce tra loro in maniera sobria. La promessa sposa sedeva nella stessa stanza, circondata dalle ragazze del paese. Una tavola apposita per le donne fu riempita con piatti di frutta, caramelle, zuccherotti e piccole caraffe di vino. Una ragazza dai capelli neri, la pi bella della tavolata, non tolse mai i suoi occhi furbi e brillanti e i suoi sguardi ammiccanti da Tsemakh. Aveva saputo che il promesso sposo era uno studente straccione di yeshiva, ma lei vedeva un giovane con la barba ben curata, che indossava un vestito stirato e una camicia bianca. Una lieve tristezza velava i suoi occhi infossati e delle profonde pieghe si formavano agli angoli delle sue labbra tirate. La ragazza era stupita della sua alta statura e delle sue larghe e virili spalle. Le si poteva leggere sulla faccia lo stupore: come aveva fatto Dvorele Namiot ad arrivare a quel giovanotto? Tsemakh si accorse dei suoi sguardi curiosi, e le sue guance pallide si colorarono. Le sue spalle si raddrizzarono e il suo profilo duro assunse un aspetto burbero. La ragazza dal viso raggiante cap che il giovane si stava scaldando sotto i suoi sguardi e cominci a girare la testa come un uccello. Si toccava i capelli e bisbigliava, chiacchierava e rideva con i suoi amici. Agli occhi di Tsemakh, Dvorele Namiot sembrava una goffa creatura in mezzo a queste ragazze della media borghesia, ben vestite, con le facce radiose e i denti bianchi. Tsemakh si accorse che le ragazze intorno alla tavola non erano esattamente sue amiche. Parlavano pi tra di loro che con lei, che sedeva l come se fosse semplicemente tollerata, come una straniera nella sua casa. La faccia di Dvorele pareva gonfia, il suo sorriso bambinesco, pieno di meraviglia, era divenuto grinzoso e vecchio, quasi avesse capito che lei e il suo fidanzato non erano una bella coppia. Il futuro suocero, con la sua faccia lunga e la barba rada, sembrava ancora pi strambo nella casa ora ben illuminata. Ogni angolo della casa era occupato dal suo cupo silenzio, proprio nella festa del fidanzamento della sua unica figlia. Al promesso sposo non sfugg la riservatezza degli ospiti: parlavano sottovoce tra di loro, quasi che esser venuti a casa di Falk Namiot fosse per loro una tortura. E per
48. Letteralmente proprietari di case. Denota i capifamiglia di famiglia benestante. Singolare balebit. 19

di pi i suoi ospiti erano quelli che aveva visto seduti sulle panche in fondo alla sinagoga. Non cera nessuna persona importante del paese non cera il rabbino e nemmeno il proprietario della locanda. Nessuno dei quattro fratelli della promessa sposa era presente. Facendosi largo tra gomiti e spalle degli invitati il maestro di Torah, che aveva combinato il matrimonio, chiese: Commentaci un passo della Torah. Il promesso sposo dovrebbe mostrare un po del suo sapere. Tsemakh riport una interpretazione preparata in precedenza che quella gente non cap; e mentre parlava continu a percepire un senso di ambiguit, come se ci fosse qualcosa che a lui era tenuta nascosta. E poi si sentiva incoraggiato dagli sguardi che la ragazza dallaltro lato del tavolo gli lanciava, come a volergli dire: non ti buttar gi, sei ancora giovane. Il giorno dopo Namiot gli disse che i suoi figli per ragioni di lavoro non erano potuti venire e che lui sarebbe andato a Grodno per informarli del fidanzamento della loro sorella. Tsemakh fu contento che Falk Namiot partisse, poich cos lui avrebbe potuto chiedere in giro in che tipo di casa fosse capitato. Cominci con il locandiere, Reb Yakob-Yitzkhoh: perch lui ed altri persone importanti di Amdur non avevano preso parte alla cerimonia di fidanzamento? Reb Yakob-Yitzkhoh scroll le spalle, torse il collo, si cacci le mani dentro le tasche del suo giacchetto di pelliccia e chiese: Siete orfano?. Siccome Tsemakh annu, il locandiere decise che, per salvaguardare un orfano, la calunnia era permessa. Rompere un fidanzamento peggio che fare un divorzio disse il locandiere specialmente perch la promessa sposa era unanima gentile e sua madre era stata una docile colomba. Poi il locandiere affront il problema: il futuro suocero una bestia, un lupo mannaro. Una volta, siccome la moglie gli disse qualcosa che non grad, non le parl per quindici anni. Ma questo non gli imped di avere da lei quattro figli ed una figlia. Alla fine la moglie non sopport pi questo trattamento e un giorno la trovarono nel suo letto uccisa dal suo silenzio crudele. Picchiava i suoi quattro figli con il bastone che teneva sotto lascella ancor oggi. Quando diventarono grandi, i figli non vollero pi vedere il padre: per questo non erano venuti alla cerimonia. Il rabbino e le altre persone importanti del paese non erano venute perch odiavano Falk Namiot pi della carne di maiale quello non aveva mai dato un centesimo di carit. Ma cera anche unaltra ragione per cui non erano venuti non volevano essere accusati dal promesso sposo di averlo ingannato sul suo conto. In che modo potrebbero ingannarmi? chiese Tsemakh, visibilmente confuso. Reb Yakob-Yitzkhoh disse che molto difficilmente il promesso suocero
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gli avrebbe dato quella dote e mantenuto la promessa di mantenerlo per due anni. A lui non interessava maritare la figlia, perch era una commessa non pagata nel suo negozio. Piuttosto Namiot voleva sposarsi di nuovo con una giovane divorziata che non tollerava una figliastra in casa. La gente diceva che lui temesse che qualcun altro gli portasse via quella giovane divorziata. Per questo era corso a Grodno: per rassicurarla che si era sbarazzato della figlia. Cera chi affermava che quella divorziata fosse un cosacco di donna. Quando le dissero che tipo di uomo era Namiot, lei non si impaur: se ci fosse stato qualcuno da seppellire, quello sarebbe stato lui. Per farla breve: il padre non avrebbe dato alla figlia neanche i soldi per il medico. Vedendo che Tsemakh era sbalordito, il locandiere torse ancora il collo e si chiese se fosse il caso di continuare; ormai per aveva cominciato e continu: si dice in giro che la promessa sposa sia malaticcia. Magari Namiot non la aveva picchaita come i figli maschi, ma in ogni caso aveva preso delle botte era una ragazza di salute cagionevole. Aveva sentito dire che lavarizia del padre dipendeva da un certo tipo di malattia: calli nel cervello. Altri invece pensavano che il futuro suocero fosse un assassino belle buono, un tagliatore di gole, un uomo con il cuore di un assassino. Se non gli credeva, che chiedesse pure ad altri. Reb Yakob-Yitzkhoh si tolse la mani dalle tasche e si rifiut di dire unaltra sola parola di calunnia. Tsemakh sedette con la testa china, pensando che il vecchio proverbio di Navaredok: Colui che conosce se stesso conosce il mondo, fosse un proverbio inapplicabile, addirittura una bugia. I Musarnik, pensava, speculano su come affinare il carattere di una persona, ma non hanno nessuna idea di un tipo come Falk Namiot. Lui era andato in giro per il mondo come fosse bendato, ma un semplice negoziante non lo avrebbe ingannato fino a tal punto. In ogni caso non si fid esclusivamente del locandiere ma and in sinagoga per parlare del suo futuro suocero con il rabbino di Amdur. Il rabbino, che non aveva voluto parlare della yeshiva, fu ancora meno disposto a mettersi contro Falk Namiot per un matrimonio. Ma se tutto deciso, che cosa volete ancora sapere? Tsemakh torn dal locandiere per chiedergli come mai gli Ebrei di Amdur se ne stessero tranquilli, sapendo che lui era stato ingannato. Ti sei mai seduto a parlare con qualcuno? rispose il locandiere. In paese tutti amavano Dvorele, e volevano salvarla da suo padre con i calli nel cervello; e allora perch un giovanotto religioso non dovrebbe poter salvare una ragazza ebrea, che unorfana, per giunta? Dopo il matrimonio, si prender sua moglie e se ne andr da qualche altra parte, diventer un rabbino, un capo di una yeshiva,
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uno shochet49, qualunque cosa vorr fare. Questo han pensato tutti. Neanche Reb Yakob-Yitzkhoh gli avrebbe detto una sola parola se non avesse insistito e se Reyzele non avesse detto che durante la cerimonia il promesso sposo guardava alla sposa come se la odiasse. Insomma hanno deciso che io dovessi salvare unorfana, senza chiedermelo prima sbott Tsemakh, mentre sentiva la testa scoppiargli, Volevano lavarsi le mani riguardo a me cos? E tanto per saperlo, chi questa Reyzele? Questa che sa leggere il pensiero e che sostiene che io guardavo la promessa sposa con odio? Perch gridate? disse il locandiere Reyzele viene da una famiglia ricca ed una ragazza bella e piena di qualit. Lunico suo difetto che non vuole sposare uno studioso della yeshiva e non accetta un matrimonio combinato. Alla festa di fidanzamento Reyzele e le altre ragazze hanno notato che voi guardavate di rado la promessa sposa, e con una certa riluttanza. Reyzele ha riferito ai suoi genitori che se avesse saputo prima come eravate fatto, avrebbe accettato di conoscervi e in questo caso il fatto che siate uno studioso di yeshiva non avrebbe contato. Ora Tsemakh si ricordava che alla festa di fidanzamento aveva udito le ragazze chiamare quella bellezza con gli occhi chiari Reyzele. Nella testa gli pass un certo confronto tra Dvorele e Reyzele... e smise di frequentare la sua promessa sposa, passando piuttosto il suo tempo alla locanda oppure alla sinagoga. Not tuttavia che i balebatim, che allinizio lo avevano tenuto in gran conto, dopo il fidanzamento gli concedevano scarsa attenzione. Era stato proprio sciocco a pensare di aprire una yeshiva in Amdur dopo il matrimonio e diventarne il rosh-yeshiva, sfruttando il prestigio del suocero. In Amdur non sarebbe riuscito a diventare neanche un semplice insegnante. Doveva lasciare il paese prima che Namiot tornasse da Grodno. Di tornare a Nareva neanche a parlarne: non gli avrebbero mai perdonato di aver fallito il progetto di aprire una yeshiva e il fatto di non aver invitato il rosh-yeshiva e gli studiosi anziani alla sua festa di fidanzamento. Tsemakh decise di tornare a casa sua a Lomzshe. La promessa sposa era nella drogheria, occupata con dei clienti, quando vide entrare il fidanzato. Lapparizione inaspettata di Tsemakh mise Dvorele in confusione e la confusione le faceva tremare le mani: non riusciva a pesare la merce. Metteva mezzo mestolo in pi di orzo, allora ne toglieva un mestolo intero, e la bilancia andava su e gi. I clienti sorridevano. Capirono che avrebbero dovuto lasciare la coppia sola. Quando le donne se ne furono
49. Macellatore rituale ebraico, che compie il suo lavoro seguendo precise norme contenute nella Torah. Carica molto importante, forse seconda solo al rabbino. Plurale shochetim. 22

andate, Tsemakh in fretta e furia disse a Dvorele che era in partenza. Arross tanto nelle guance da sembrare perfino pi giovane. Perch cos allimprovviso? Il babbo ha detto che avrebbe parlato con un sarto di Grodno per i vestiti del matrimonio e avrebbe comprato l i regali. Torna domani o dopodomani e si stupir di non trovarti. Temendo che i regali del futuro suocero lo legassero ancora di pi, Tsemakh farfugli: Devo vedere i miei familiari. Tuo padre ha detto che andava a Grodno per raccontare del matrimonio ai suoi figli, cos anchio devo andare a parlare con i miei familiari. A ordinare i vestiti del matrimonio c tempo. solo la seconda settimana dopo Sukot e il matrimonio previsto due settimane prima di Pesach50, ci sono ancora sei mesi. Il rossore delle guance di Dvorele cominciava a scomparire, e i suoi grandi occhi grigi lentamente si velavano di lacrime. Quello stesso sorriso vecchio che aveva visto durante la festa di fidanzamento appariva ai lati della sua bocca. Era il sorriso di una ragazza ormai grande, la cui ultima speranza di bambina stava scomparendo. Daccordo disse, dando un lungo sguardo al suo fidanzato, mentre le lacrime si asciugavano. Tsemakh lasci subito il negozio, senza voltarsi indietro per paura di incontrare ancora i suoi occhi. Torn alla locanda ed avvert il proprietario che partiva. Il locandiere apparve pi stupito e spaventato della fidanzata. E quando tornerete? Non lo so e non cosa che vi riguardi. Non voglio incontrare Reyzele, o come si chiama, per nessuna ragione. Non mi passa neanche per la mente di mettervi insieme disse Reb Yakob-Yitzkhoh con rabbia una lite con Falk Namiot proprio quello che mi ci vuole. Voi vorreste incontrare Reyzele, ma lo ritenete poco dignitoso per voi. Tsemakh pens che quel locandiere col nome di due Patriarchi fosse solo un piantagrane, pi simile al diabolico Akhitofel51, anche se tutto quello che aveva detto a proposito di Falk Namiot fosse stato vero. Comunque tutto quello detto a proposito dello sposo era vero: a bordo del treno che lo portava a Lomzshe, Tsemakh pens pi a quella bellezza dai capelli neri e dagli occhi chiari che alla sua fidanzata.
50. Festa fondamentale nel calendario ebraico. Dura otto giorni, dal quindici al 22 del mese di Nissan, e ricorda la fuga degli Ebrei dallEgitto, condotti da Mos. 51. Uomo di grande sagacia, fu consigliere di Re Davide, ma pass dalla parte del figlio di questultimo, Assalonne, ai tempi della rivolta contro il padre. 23

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Reb Ziml Atlas, uomo alto e magro, era perennemente immerso nellestasi della preghiera. Accanto a lui, la moglie Tsertele pareva la piccola ombra che produce a mezzogiorno un albero alto e snello. A Lomzshe li chiamavano: il lulav52 con letrog53. In ogni caso non litigavano spesso. Reb Ziml considerava la moglie una persona immorale e indecente solo perch non si metteva la parrucca54, ma un semplice scialle; la parrucca se la metteva solo il Sabato. E i loro tre figli erano come lei, sia nella corporatura sia nella ricerca dei piaceri della vita. Tsertele, daltra parte, considerava il marito un buono a nulla e lo prendeva in giro per quel suo stare con la testa rovesciata indietro a guardare in alto. Hai sentito qualcosa, Ziml? Che novit ci sono dal soffitto? gli gridava la moglie e Reb Ziml alzava ancora di pi la testa. Prima che Tsemakh facesse il bar-mitsvah55 gli erano morti uno dopo laltro il padre e la madre e lui era stato allevato dal fratello del padre, Reb Ziml. Quando studiava a Navaredok veniva raramente a casa per vacanza. Dal suo ritorno dalla Russia era venuto a Lomzshe solo una volta, per visitare le tombe dei genitori. Da allora la famiglia non lo aveva visto e non aveva saputo nulla direttamente da lui. Lo zio e la zia avevano solo sentito dire che il loro nipote era diventato un grande uomo ed era cos impegnato a fondare yeshivot che non trovava neanche il tempo per sposarsi. Cos limprovviso ritorno di Tsemakh a Lomzshe fu un vero piacere per lanziana coppia. Suo zio gli si gett addosso e sua zia lo carezzava dappertutto con le sue mani sciupate, gridando: Che gioia sarebbe stata per i tuoi genitori!. Una dolce sensazione si impadron dello stanco Tsemakh, quando si trov tra i suoi parenti pi stretti, protetto dal loro grande amore. Lo zio Ziml stava dietro di lui, e pareva un grosso shofar curvo, come le corna di montone che si vedono nelle vetrine dei librai durante il mese di Elul. Davanti a lui stava la zia Tsertele, che gli offriva con le sue mani tremolanti un uovo fresco. Tsemakh affond il cucchiaio nel guscio, immerso come era nei suoi pensieri. Non riusciva a capire per quale ragione avesse per anni allontanato da se
52. Ramo di palma da tenere in mano assieme a un ramo di mirto, uno di salice e un cedro, durante Sukot. 53. Il frutto del cedro. vedi nota precedente. 54. Le donne ebree osservanti, dopo il matrimonio, si tagliano i capelli corti ed indossano una parrucca. 55. Cerimonia che celebra la maggiorit religiosa per i maschi, al compimento del tredicesimo anno. Dopo essi possono partecipare ad un minian di preghiera. 24

stesso la casa e la famiglia. Una volta durante Simchat-Torah56 aveva punito un allievo che, dopo una bevuta, era scoppiato in lacrime a causa della lontananza dai suoi genitori in Russia. Disse al ragazzo che, invece di provare a perfezionare il carattere, non vedeva lora di farsi fare dalla mamma le polpette di carne e i latkes57 di patate. Aveva trattato i suoi studenti come i Leviti nel deserto che non guardarono alle parentele quando punirono coloro che avevano adorato il vitello doro. Ma che cosa aveva ottenuto alla fine? Era un uomo distrutto, senza fede nel Musar e senza prospettive per il domani. Tsemakh immerse ancora il cucchiaio nelluovo, mentre osservava sua zia che muoveva continuamente le mani. La zia gli passava la saliera e il cestino del pane, mentre lo esortava a mangiare. Perch invece se ne stava l triste e immerso nei suoi pensieri? I suoi genitori sarebbero stati ora fieri di lui. Durante il giorno i due vecchi erano occupati nella loro drogheria, e Tsemakh rimase solo nellappartamento. Nella camera da letto, due letti alti e i cuscini invitavano a un riposo da signori. Sopra al vecchio e scricchiolante cassettone cera una vecchia fotografia dei suoi nonni; una devozione antica spuntava dalla nebbia del tempo. Nel freddo salottino dove Tsemakh dormiva, su un tavolo due candelabri dargento con lunghe candele bianche erano ai lati di un grande specchio. Loscurit del crepuscolo di Shabat58, la tristezza del tramonto del Sabato avevano ormai pervaso la stanza. Dallo specchio, una faccia senza vita, umida per il freddo e scialba, guardava Tsemakh. Perch, gli domandava, Dvorele Namiot non era una fidanzata per me? Tolse lo sguardo dallo specchio e si disse: Sarebbe piaciuta ai miei zii, senza dubbio, ma io avrei dovuto vivere in Amdur con lei e con suo padre, che non avrebbe pagato la dote e non mi avrebbe mantenuto per due anni. Avrei dovuto riprendere la borsa del vagabondo unaltra volta e stavolta con moglie e bambini. No, non era un matrimonio per me. Quando gli zii tornarono dal negozio quella sera, Tsemakh era ancora seduto al buio. Dispiaciuta che suo nipote non avesse toccato il cibo gi pronto nella dispensa, Tsertele disse a suo marito di accendere subito la stufa nella stanza di Tsemakh, mentre lei preparava la cena. Ma prima che avessero finito di cenare, arrivarono tre demoni. In giovent i tre tozzi e rumorosi fratelli Atlas erano stati membri del coro
56. Ultimo giorno di Sukot e festa particolare, perch in tal giorno si completa la lettura della Torah e si ricomincia da capo. 57. Frittelle di patate. Cibo tradizionale degli Ebrei aschenaziti. 58. Festivit del Sabato. 25

dei chazan59 di Lomzshe: avevano sognato di diventare chazan, indossare gli yarmulke ottagonali e inondare le sinagoghe con le loro voci leonine. Ma non avevano voci leonine; piuttosto gli abitanti di Lomzshe li prendevano in giro perch erano molto piccoli, e nemmeno buoni per fare i soldati. Ma proprio perch erano considerati dei nani, non fecero niente per evitare il servizio militare e si lasciarono mandare nei reggimenti polacchi dove divennero i migliori tiratori. Tornando a casa in licenza, i fratelli calzavano pesanti stivaloni di pelle, e berretti militari che sembravano piccole barche. Le loro uniformi li facevano sembrare anche pi bassi e pi tozzi. La gente in Lomzshe si chiedeva come avessero fatto questi tre a diventare i migliori tiratori del reggimento. Forse la loro vista era migliore? Ma quei soldati col doppio mento se la ridevano. Non si prende la mira usando solo gli occhi, si deve usare soprattutto il cervello, per colpire lobbiettivo. Dopo il congedo i fratelli avevano sposato donne di Lomzshe basse e tozze, in modo da non apparire alle loro mogli cos come la loro madre era apparsa al loro padre. Tutti e tre diventarono commessi nel grosso negozio di farina dei fratelli Stupel. Chi entrava nel negozio degli Stupel poteva pensare di essere entrato in un circo. I commessi volavano nellaria sopra sacchi di farina accatastati fino al soffitto e si arrampicavano sugli scaffali come fanno gli acrobati sulle scale di corda. I tre fratelli correvano anche per la casa della madre, aprivano porte di armadi, rovesciavano caraffe e tegami, cercando qualcosa da mangiare, un pezzo di dolce, ridendo e facendo un gran chiasso. In mezzo a loro la loro madre bassa e tarchiata sembrava una rana fra i suoi piccoli e il lungo padre pareva un airone dalle ali piccole che se ne stava su una gamba sola in una palude. Di sicuro tra poco si sarebbe chinato e con il suo lungo becco avrebbe preso uno di quei piccoli ranocchi e lo avrebbe scagliato verso il cielo. Ma i figli non spaventati dal padre, si affollavano intorno alla madre e si rivolgevano al cugino studioso in modo certo non cerimonioso. Avevano sentito dire che lui aveva combattuto in Russia contro i Bolscevichi, dissero con un colpo di tosse e un sorrisetto da venditori esperti, e che i ragazzi della yeshiva lo consideravano un eroe, come Giuda Maccabeo60. Beh ne avevano visti altri di fanfaroni come lui, ma ad ogni modo il pi gio59. Cantore. Colui che in sinagoga cantilena la Torah e recita le preghiere. Figura molto importante nella liturgia ebraica. 60. Apparteneva alla nobile ed antica famiglia degli Asmonei, vissuti in Palestina fra il II e il I secolo a.C. Divenne leroe della ribellione ebraica contro loppressione del re Antioco IV Epifane, sovrano di Siria e dellarea palestinese, che, salito al trono nel 176 a.C., tent dellenizzare il mondo ebraico e minare le basi del monoteismo. 26

vane dei fratelli Stupel, Volodie, quello che aveva studiato con lui nel cheder61, lo voleva incontrare. I figli di Tsertele erano pieni di ammirazione per il loro capo. Era ricco e li trattava molto bene e nel futuro li avrebbe aiutati a mettersi in proprio. Era un vero onore per Tsemakh e per tutta la famiglia Atlas essere invitati da Volodie Stupel. I tre esuberanti fratelli se ne uscirono di casa velocemente e allegramente come vi erano entrati, e raggiunsero le loro basse e grasse consorti. Le mani sulla tavola, la zia di Tsemakh lo fiss a lungo negli occhi. Avrebbe fatto bene ad andare dagli Stupel: erano molto ricchi, e la loro unica sorella, la pi giovane di tutti, non era ancora sposata. Tsemakh non aveva ancora raccontato loro del suo fidanzamento: trovava estremamente difficile raccontare la cosa. Alla fine disse che si era impegnato, ma non aveva la forza di parlarne ora: brividi di freddo e di febbre lo stavano attraversando. La mia fidanzata a posto, disse brevemente, ma la gente sostiene che il mio futuro suocero non mi dar neanche la dote promessa e non mi manterr per due anni. E tu fatti poresh62 dopo il matrimonio disse lo zio Ziml, da dietro Tsemakh e guardando il soffitto. Ma bravo! Sono questi i consigli che ti arrivano dal soffitto grid Tsertele al marito Hai sentito il consiglio di uno zio, stesso sangue e stessa carne? Sposati e fatti poresh subito dopo il matrimonio!. Tsertele si accorse che il nipote non stava bene e gli consigli di mettersi a letto. Tsemakh entr nella stanza calda, nella quale le finestre erano oscurate. Nel buio le bianche candele spente nei loro candelabri dargento luccicavano freddamente ai lati dello specchio. Tsemakh non accese la lampada: con la disperazione nel cuore, come se avesse recitato la sua ultima preghiera, si mise a letto sul sof. Tsertele avanzando a tentoni nel buio port un altro cuscino che mise sotto la testa del nipote, e gli copr le spalle con il suo scialle di lana. Uscita lei, entr suo zio e mise sui piedi di Tsemakh il suo giacchetto di pelliccia. Tsemakh si lasciava rimboccare le coperte come fosse un bimbo, piangendo quella giovent che altri avevano goduto in mezzo alle loro famiglie e della quale lui era stato privato quando divenne un Musarnik di Navaredok.
61. Scuola ebraica riservata ai bambini dai cinque ai tredici anni. 62. Colui che si dedica esclusivamente allo studio dela Torah e dei Sacri Testi. Plurale: poreshim. 27

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Volodie Stupel aveva il collo corto e grosso, la testa grande con capelli fitti, braccia corte, dita pelose e palme delle mani grandi come pale. Mentre parlava nel negozio con un mercante di grano, il trentacinquenne Volodie se ne stava in un angolo per tenere un occhio al mercante e laltro sui commessi e sui clienti. Gli piaceva mettere la mano nella tasca e giocare con le monete che vi teneva, a volte lanciandone una manciata in aria e riprendendole al volo. I commessi sapevano che se il loro principale perdeva una moneta, dovevano interrompere qualunque cosa stessero facendo e mettersi subito a cercare tra le panche, tra i sacchi di farina e tra i piedi dei clienti. Volodie non si muoveva dal suo posto, n avrebbe fatto un cenno ad indicare dove la moneta era caduta. Aspettava calmo, la mano aperta piena di monete, finch la monetina di rame da cinque centesimi o quella dargento da dieci fosse tornata in quella mano. Allora Volodie scoppiava a ridere, e quella risata di gioia era la miglior ricompensa per il commesso. Volodie non si immischiava negli affari della citt, come invece faceva il fratello maggiore Naum, al quale piaceva occuparsi di ricevere personalit famose. Se un governatore di provincia o un delegato ebreo dallestero venivano a Lomzshe, il maggiore degli Stupel, con la sua barba grigia, si metteva il soprabito con la coda, una camicia bianca inamidata, una cravatta a farfalla e un cappello a cilindro nero. Quelle code da dandy lo facevano sembrare anche pi basso, il vestito stretto faceva venire ancora pi fuori il suo stomaco a punta. Quando Naum si presentava in negozio in questo abbigliamento formale, Volodie gli tirava i capelli con eccitazione e ridacchiando gli diceva che sembrava uno spazzacamino. Naum, esasperato, si dimenava come un gallo legato e se ne usciva furioso dal negozio. Gli Stupel vivevano nella loro casa di pietra nella piazza del vecchio mercato. Il negozio era al piano terra e i loro appartamenti, con i balconi erano al secondo. In estate Naum amava indossare una vestaglia da camera a fiori e sedersi la sera sul suo balcone, godendosi laria fresca e guardando di sotto Lomzshe. Nello stesso tempo Volodie, sul suo balcone lanciava per aria manciate di monete e se le riprendeva al volo. Naum, sulla sua sedia a dondolo, tremava al pensiero che qualche moneta cadesse sul selciato di sotto: si contorceva dalla paura e chiudeva gli occhi ma comunque non resisteva e correva dentro gridando: Non lo sopporto pi. Mi sta facendo diventare matto!. Non un bambino, Dio mi perdoni, e nemmeno un gatto gli diceva la moglie sta solo tirando per aria pezzetti di argento e di rame. Una moneta non
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gli romper certo la testa, perch ti agiti tanto?. Volodie si torceva dal gran ridere. Leco della sua risata fragorosa risuonava sulla piazza del mercato vuota e si riverberava per le strade laterali. Siccome Tsemakh non aveva accettato linvito di Volodie Stupel, i commessi andarono dalla loro madre nella drogheria. Reb Ziml disse ai figli che la loro madre era a casa: Tsemakh non stava bene e lei lo stava curando. Tsertele non sapeva che cosa pensare: il nipote era ammalato, ma non voleva chiamare un dottore. Stava male per davvero o si sentiva solo un po gi e voleva che la zia si occupasse di lui? La mente di Tsemakh era affollata di ricordi: scene dellinfanzia, giorni della yeshiva, e i giorni piovosi di Amdur, ma il ricordo del suo vecchio compagno di scuola, il mercante di farina Stupel, non trovava posto nella sua mente. Per questo fu molto sorpreso quando una sera un giovanotto grande e grosso entr in casa e amabilmente gli allung la mano: Come stai, Tsemakh? Ho sentito dire che non stavi bene e sono venuto a trovarti. Non mi riconosci? Sono Velvele, Velvele Stupel disse il visitatore, usando il suo nome da bambino, e si sedette sul bordo del sof del malato. I tre commessi che avevano accompagnato Volodie, stavolta apparivano molto composti in casa della loro madre e non staccavano gli occhi dal loro capo. Quella visita di Volodie li induceva ad un maggior rispetto del loro cugino. Tsertele stava sulla porta, sporgendosi in avanti quando il ricco mercante parlava con il nipote. Ti ricordi Tsemakh, il nostro insegnante con la barba rossa? Quando si arrabbiava, gli usciva la schiuma dalla bocca, cos i ragazzi lo avevano soprannominato: frittella rossa, schiuma bianca disse Volodie mentre tirava fuori dalla tasca una manciata di monete e le tirava per aria. Con la testa sopra due cuscini, Tsemakh, pallido, sorrise al ricordo di questi fatti infantili. Velvele Stupel amava allungare una gamba e fare lo sgambetto ai suoi amici. Quando qualcuno cadeva lui rideva ancora pi forte. Comunque gli altri ragazzi non si azzardavano a fare i conti con lui, bastava che alzasse il suo grosso pugno e quelli si ritraevano come se avessero davanti un orso con le zampe alzate. Ma nonostante ci Volodie ara amato. Era buono di animo e divideva con gli amici il cibo che aveva nel suo grosso cestino. Quando un allievo non sapeva la lezione, linsegnante lo colpiva con un libro del Talmud sulla testa. Tutti erano terrorizzati, eccetto Velvele Stupel, che, sebbene sapesse ancora meno degli altri, se ne stava tranquillo con un bel sorriso sulla sua faccia luminosa. Sapeva che linsegnante non avrebbe alzato un dito contro di lui: era lallievo pi ricco della citt; e oltre a questo era capace anche di difendersi. Volodie perse una moneta e Tsemakh vide il maggiore dei suoi cugini buttarsi per terra a cercarla. Poi il commesso mise la moneta nella mano dello Stupel,
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che neanche lo ringrazi, ma si limit a fare una faccia compiaciuta e continu a giocherellare con le monete. E ti ricordi lincidente con gli scarafaggi? chiese il mercante di farina. Una volta linsegnante si era appisolato, e Velvele aveva tirato fuori di tasca una scatoletta e laveva messa sul tavolo. Dopo poco alcuni piccoli scarafaggi cominciarono a venir fuori dalla scatoletta e a correre sopra i libri aperti sul tavolo fino ad infilarsi nella barba dellinsegnante. Il fatto di vedere scarafaggi neri nella barba rossa divert tanto Velvele che le sue risate sguaiate svegliarono linsegnante, che si lanci sul ragazzo agitando i pugni. Il rabbi mi voleva uccidere. Allora io afferrai una panca, e quello si fece indietro, bianco come un lenzuolo, temendo che lo volessi colpire con quella. Volodie aveva perso di nuovo una moneta, e il secondo dei suoi commessi la prese. Per il rabbi ti cacci fuori dal cheder. Disse che rinunciava alla sovvenzione del ricco e ti cacci fuori negli occhi di Tsemakh pass un lampo di rabbia Perch hai questa pessima abitudine di gettare per aria le monete e lasciare che la gente te le vada a cercare dappertutto?. Ma che te ne importa? gli urlarono i tre fratelli. Tsemakh non li degn di uno sguardo e continu a parlare con il ricco mercante: Se ti piace che qualcuno strisci a quattro zampe per te, perch non ti compri un cane e non lo addestri a stare sulle zampe posteriori? O non lo addestri a tuffarsi in acqua e ripescare uno straccio che hai gettato? Ma non devi farlo con degli esseri umani. I tre fratelli non dicevano niente. Anche Tsertele era stupita di suo nipote che stava sgridando il datore di lavoro dei suoi figli. Volodie rise contento e si pass le dita tra i capelli. Si mise in tasca la manciata di monete e si alz in piedi. Quella del cane una buona idea. E come ti sei ricordato esattamente dellinsegnante che mi cacci dal cheder! Quando ti alzerai dal letto, Tsemakh, vieni a trovarci. Ti voglio presentare il mio pomposo fratello maggiore e la mia sorellina. Buona notte, zietta, grid negli orecchi a Tsertele e marci fuori di casa accompagnato dai suoi commessi. unanima semplice, ma un bravuomo. disse Tsertele al nipote Dovresti andare a trovarlo. La sorella diversa. Gentile ed educata. Non riesco a capire come mai non si sia ancora sposata. Tsemakh se ne stava con gli occhi chiusi. Mentre Volodie Stupel viveva in una ricchezza volgare, lui si batteva per vivere una vita spirituale. Ma in fondo non poteva stare senza neanche un po dei piaceri di questo mondo. Di sicuro qualcosa aveva imparato in Navaredok: a non strisciare a quattro zampe davanti ad un ricco negoziante.
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Chanah, la moglie di Volodie, robusta, fresca e calma come un chiaro mattino di un villaggio nel pieno dellestate, sapeva come gestire suo marito con il suo corpo e con il cibo. Volodie era ingordo e pretendeva che il cibo gli fosse servito dalla moglie e non da una cameriera. Quando vedeva la moglie portare dalla cucina un vassoio di pesce o uno pieno di zuppa e di carne, nitriva come uno stallone in amore e non riusciva a capire che cosa lo inebriava di pi tra il corpo paffuto della moglie, le sue braccia carnose e il suo gran pettone, o il cibo che preparava. Deliziato dalla sua bravura, dalle sue dita pulite e dal suo viso splendente, balzava in piedi con le braccia aperte e la afferrava alla vita, le dava dei pizzicotti e afferrava con la mano un po della sua ciccia, come amava fare con la manciata di monete. Chanah si fermava, tenendo con tutte e due le mani il vassoio pieno, e paziente attendeva che suo marito si calmasse e le lasciasse continuare a portare i piatti fumanti dalla cucina alla sala da pranzo. Non si turbava e non arrossiva quando lui le saltellava intorno, annusandola tutta. Si limitava a sorridere e in silenzio lo lasciava fare la notte invernale era lunga e il letto nella loro camera abbastanza largo per tutti e due. Una sola cosa la terrificava: dietro i suoi capelli color rame, cerano due piccole orecchie rosa trasparenti, che attiravano il desiderio carnale di suo marito. Quando Volodie voleva sussurrare un segreto in quelle orecchie, queste si sollevavano come quando due giovani cerbiatti alzano la testa per un fruscio sospetto tra i rami. Chanah gridava che avrebbe fatto cadere il vassoio, e Volodie stava ben attento a non toccare sua moglie nel collo mentre stava servendo. Ma appena Chanah si sedeva a tavola, suo marito, arruffato, sudato, infiammato dal desiderio, scansando i piatti pieni di cibo, si girava, facendo finta di prendere un pezzo di pane e con una sveltezza incredibile per il suo corpaccione, le soffiava nellorecchio. Chanah saltava su come se si fosse scottata con la minestra. Volodie rideva selvaggiamente, e sua sorella Slave, che cenava con loro, rideva anchessa fino alle lacrime. La signorina Slave, la pi giovane della famiglia Stupel, era una ragazza di venticinque anni con occhi azzurri e capelli biondi. La sua andatura morbida e felina lasciava intendere che fosse una figlia unica viziata, amabile, calda, che amava se stessa e voleva essere amata. Quando era una giovane allieva nel ginnasio ebraico in Bialystock, aveva sognato di diventare una chaluts63, ma ben presto si rese conto che non era per niente attirata da quella terra che
63. Pioniere ebreo in aziende agricole nella Terra di Israele. Plurale chalutsim. 31

vedeva sulle carte geografiche della scuola, la sottile linea e le due macchie blu che rappresentavano il fiume Giordano e i due laghi della Galilea. Nelle classi superiori gi non sopportava le trecce dondolanti e la veste nera con il colletto bianco. Diplomatasi dal ginnasio non volle pi frequentare o studiare con gli amici di una volta, chalutsim con facce fiorenti e gambe grosse. Per un po di tempo Slave Stupel frequent i figli di mercanti di Bialystock e di Lomzshe, ma alla fine non riusciva a sopportarli pi. Questi giovani playboys di famiglie benestanti avevano labbra carnose e occhi freddi, ed erano troppo rozzi e volgari per lei. A Lomzshe si diceva che il vecchio Stupel avesse assegnato nel testamento met del suo patrimonio alla sua unica figlia, mentre i due figli avrebbero avuto insieme laltra met. Si sapeva anche che Slave era la preferita di Volodie. Loro due erano sempre a ridere e scherzare assieme. Ma quando gli Stupel davano un ricevimento, Slave a stento apriva bocca, per paura che gli abitanti di Lomzshe prendessero troppa confidenza con lei. Gli abitanti della citt si erano chiesti a lungo perch la giovane non si sposasse. Poi avevano scoperto che aveva un amante sposato a Bialystock. I suoi viaggi a Bialystock apparentemente erano per ordinare abiti su misura o per andare a teatro con gli amici, ma era per il suo amante che andava l. La signorina Stupel abitava nella parte posteriore del palazzo. Un corridoio conduceva dal suo appartamento a quelli dei fratelli, ma lei stava in quello di Volodie quasi ogni sera. Una volta vi trov un giovanotto alto e pallido, con una barba nera, che beveva t. Sia il visitatore che Volodie avevano il cappello in testa. La casa degli Stupel era una casa ebraica: compravano cibi kosher e chiudevano il loro negozio il venerd pomeriggio, allinizio dello Shabat, ma non per questo si poteva dire che Volodie fosse religioso. Se ne andava sempre in giro con la testa scoperta, e questo non lo metteva in imbarazzo quando un Ebreo religioso veniva per fare una donazione. Slave si rese conto che Volodie teneva in gran stima il visitatore cos religioso e pens si trattasse di un suo amico dinfanzia. Volodie le aveva detto che un suo amico era diventato un grande lerner e che stava gestendo una yeshiva e che non riusciva a capire perch non si fosse sposato. Un giovanotto con la barba? Si chiese la signorina Stupel e subito lo straniero smise di interessarla. Era infastidita da quella visita. Era andata a passare la serata con suo fratello per evitare di rimanere da sola con i suoi vaghi pensieri, ma da Volodie cera un silenzio teso come quello a Rosh Hashana prima che suoni lo shofar. Il mio amico di cheder, Tsemakh Atlas disse Volodie era con me quando io misi degli scarafaggi neri nella barba rossa dellinsegnante. Tsemakh
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non era un giovane mascalzone, come se sapesse fin da bambino che sarebbe diventato un Musarnik. La signorina Stupel disse di aver visto dei Musarnik a Bialystock, tanto per non far passare il suo silenzio come un rifiuto di Tsemakh. Se ne andavano in giro con i loro lunghissimi tsitsit che vengono fuori dalle loro corte giacchette, e la gente li prendeva in giro. Aveva anche sentito dire che qualche Musarnik a volte andava in giro per le strade destate indossando un vestito di pelliccia, una sciarpa e le galosce. Era forse una sorta di osservanza religiosa? Lo fanno per abituarsi a non tener conto delle opinioni altrui e per ignorare il ridicolo disse Tsemakh, che indossava un bel vestito, con la camicia pulita e la cravatta. Ma che cosa un Musarnik? chiese Chanah, la baleboste64. Un Musarnik? chiese lospite, aggrottando la fronte e tenendo la tazza vuota tra le mani Un Musarnik un uomo che vive nel modo in cui crede debba vivere un uomo. Ogni uomo vive come crede che debba vivere! replic la signorina Stupel, e vide un lampo furtivo brillare negli occhi del lerner. Il suo profondo sguardo arrivava dalloscurit e le sue parole erano misurate: Al contrario! La gente si lamenta sempre di non aver mai capito come vivere. Ma la verit che questi non vivono in accordo con ci che capiscono essere giusto. difficile, voglio dire, difficile vivere secondo i dettami delle proprie convinzioni disse la signorina Stupel, immersa nei propri pensieri. Appena lospite era arrivato, Chanah Stupel aveva indossato in gran fretta un fazzoletto che era troppo corto e troppo stretto per coprire la massa dei suoi capelli, il collo nudo e le lunghe braccia scoperte. Pi Chanah guardava e ascoltava lamico del marito, pi cresceva il suo rispetto per lui, e continuava ad aggiustarsi il fazzoletto per coprire la sua pelle nuda. Guardandolo, pensava che dovesse ingrassare, aveva le guance incavate, povera anima. La conversazione ora stava affascinando anche Slave, la quale per era pi interessata allaspetto del visitatore, che era chiaramente molto pi giovane di quello che aveva creduto. Volodie, tuttavia, era gi stufo dalla piega intellettuale che aveva preso la conversazione, e sentiva il suo cappello sulla testa come un elmetto di piombo. Si passava le dita tra i capelli e si agitava sprofondato nella sua sedia, oppresso dal suo corpo pesante e ingombrante. Ma pi che altro era tormentato da quelle rosee, trasparenti orecchie che facevano capolino dai riccioli di Chanah come fragole selvatiche in una folta
64. La padrona di casa, colei che manda avanti la casa. 33

foresta. Quelle piccole orecchie, quei dolci, piccoli diavoli, gli ammiccavano e lo canzonavano, quasi gli dicessero: Ora non puoi strizzare i fianchi di tua moglie. E lei, quella volpe astuta, si era seduta l, davanti al lerner, come fosse una pia rebetsin65. Volodie vide il gatto grigio che se ne andava in giro per lappartamento. Si pieg dalla sedia, prese il gatto e se lo mise sulle ginocchia. Lo accarezz, imitando il suo miagolio, e gli sussurr allorecchio: Hai trovato un pap e una mamma, eh?. Il gatto si dimen per liberarsi, poi scosse la testa come a dire no. Volodie ridacchi ancora, soffi nellorecchio del gatto e ripet la domanda. Chanah muoveva la sua bella testa in continuazione come se fosse stuzzicata da una pagliuzza. Slave si accorse dello scherzo del fratello e scoppi in una risata, ma subito la soffoc per paura che il loro ospite pensasse che fosse daccordo con lui. Torn a guardare Tsemakh e not la tristezza apatica di un uomo che ha avuto un lungo tormento. Non aveva n la faccia di un ingenuo studente di yeshiva, n quella maschera auto imposta del suo amico Frenkel. La signorina Stupel indic con il dito il suo appartamento e chiese allospite di tornare a trovarli, mostrando il suo largo sorriso dai denti bianchissimi, come se volesse prevalere sul fratello e sulla cognata, che rimasero molto sorpresi dal fatto che avesse osato invitare un lerner di Torah nella sua stanza. Tsemakh le lanci uno sguardo penetrante, e Slave mosse le spalle sottili indietro e avanti come unonda gioiosa che si spande dolcemente sulla riva, e subito si ritrae.

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Slave Stupel si assicurava sempre che Tsemakh Atlas, che era diventato un suo frequente visitatore, sedesse dietro il tavolo con la lampada velata, mentre lei sedeva sul sof allaltro lato della stanza, con le gambe incrociate sotto di s. Comoda tra i piccoli cuscini ricamati, parlava con lui da una certa distanza, mentre studiava il suo profilo naso dritto e aquilino, labbra sensuali, barba nera e baffi sicuramente un uomo di forte volont. Perch siete sempre cos serio e imbronciato? Sono cos tutti i Musarnik? chiese lei con la sua voce allegra che proveniva dallaltro lato della stanza mio fratello Volodie non ha studiato in una yeshiva, ed ha un buon carattere e ride sempre. Tsemakh rispose che chiunque pu nascondersi dietro una falsa facciata fin
65. La moglie del rabbino. 34

quando qualcuno non gli pesta i piedi, allora si pu vedere il vero carattere di un uomo travestito da persona apparentemente sensibile e bonaria. Slave ascoltava e si ricord di Bernard Frenkel niente lo offendeva di pi delle cattive maniere. Le sue buone maniere, comunque, non gli impedirono di ingannare lei e la moglie. Slave aveva ormai guardato abbastanza il profilo di Tsemakh; ora voleva vedere la faccia intera. E allora, come una gatta, si arrampic su una poltrona, incroci di nuovo le gambe sotto di s, e si accarezz le ginocchia con le mani. Visto di fronte, Tsemakh aveva un aspetto angosciato e ascetico, ma anche un bel sorriso, come i santi di pietra nelle chiese di Varsavia, che aveva ammirato assieme a Bernard Frenkel. Tsemakh si sarebbe certamente spaventato se avesse saputo che lo stava accostando con una statua di un santo cristiano. Ma si sarebbe spaventato anche di pi se avesse saputo che lei aveva visitato queste chiese con un uomo sposato, divenuto suo amico intimo. Ma se un Musarnik non pu celarsi dietro una falsa facciata, allora non pu nemmeno dire bugie mormor di nuovo. Tsemakh rispose con calma e dolcezza, come un adulto che parla ad un bambino, che anche un Musarnik pu allontanarsi dalla retta via e raccontare una bugia. Ma la menzogna qualcosa che il Musarnik ha imparato a usare o a casa o in giro per il mondo, non certo nella bet-medresh. Inoltre un Musarnik pu raccontare bugie solo agli altri, non certo a se stesso, neanche se lo vuole. Invece un uomo che non ha faticato a conoscere se stesso pu anche convincersi che le sue menzogne sono la verit. Se dopo qualche tempo vantaggioso per lui affermare esattamente il contrario, egli dir esattamente il contrario e di nuovo sar convinto che la verit. Quando mento, so che sto mentendo, e mi piace dire una bella bugia, ben costruita disse ridendo ma voi siete tremendamente serio di nuovo! proibito a un Musarnik essere allegro?. Nella nostra yeshiva si dice che chi ha imparato il Musar non sar mai pi felice, anche dopo aver smesso di studiare il Musar. disse tristemente Tsemakh forse per questo che un Musarnik certamente pi arrabbiato di una persona normale. Un poresh non pu avere un buon carattere ed esser allegro, come una persona normale, non religiosa, che preda di tutti i suoi desideri. Dopo che Tsemakh se ne era andato, Slave pens che lui fosse arrabbiato perch la amava ma si vergognava ad ammetterlo. Non era pi osservante come una volta, ma non era ancora diventato un uomo di mondo, come diceva lui. In ogni caso gli uomini come Tsemakh non mettevano in piazza i loro sentimenti. Non era certo un facilone frivolo come Frenkel. Fuori al buio infuriava una tormenta di neve, e Slave si rannicchi nel suo angolino, pensando a
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lungo al suo amante, un insegnante del ginnasio ebreo-polacco di Bialystock. Bernard Frenkel, nativo di Lemberg66, era uomo di trentotto anni, rubicondo e dal fisico possente. Parlava con Slave di libri e del bellissimo e triste autunno della Polonia. Nel mezzo al suo filosofare cadeva spesso in depressione, ma dopo un lungo silenzio tirava un sospiro di sollievo, come se si fosse dovuto auto consolare di una pena che non poteva confidare a nessuno. Slave amava le contraddizioni del suo carattere e si sentiva attratta da lui. Ma riteneva un insulto il fatto che non lavesse portata dentro al suo circolo di amicizie. A questo Frenkel replicava che le lingue cattive potevano sporcare i sentimenti pi puri, come una bestia con la bocca sporca pu insozzare lacqua pi pulita. Ma siccome vedeva che tale immagine poetica non le piaceva, aggiungeva con un sospiro che lei ancora non sapeva tutto di lui. Una volta Slave and senza preavviso a Bialystock e si mise ad aspettare nella stanza di Frenkel fino a quando non fosse tornato dal ginnasio. Sulla tavola not una busta chiusa con il timbro di Lemberg, e per mittente una donna di nome Helena Frenkel. Il padrone di casa aveva lasciato l la lettera per il suo inquilino. Quando Frenkel arriv, invece di esser contento della sorpresa della visita di Slave, afferr la lettera sul tavolo e la ispezion da tutte le parti, per vedere se lei lavesse aperta e poi richiusa. Poi, con la faccia rossa, la apr in fretta. Pi leggeva, pi gli tremavano le mani. O che Frenkel pensasse che il suo comportamento avesse svelato il suo segreto, o che non la volesse pi ingannare, porse a Slave il foglio di carta sul quale era scritto in polacco. Le saltarono agli occhi quelle righe che riusciva a stento a leggere: Helena Frenkel scriveva al marito Bernard che non avrebbe pi aspettato che lo chiamasse, avrebbe preso il loro bambino e sarebbe venuta a Bialystock. Te lo avevo detto che non sapevi tutto di me singhiozz Frenkel. Slave non aveva ancora deciso se voleva sposare Frenkel, ma era stata sempre sicura che lo potesse fare, se solo lo avesse deciso. Ora aveva improvvisamente scoperto che la decisione non era solo di uno di loro due: cera un altra persona a dover dir la sua. Si sentiva ancor pi insultata, in ogni caso, dallatteggiamento sempre amareggiato di Bernard. Invece era solo paura, la paura che lei potesse scoprire che era sposato e lasciarlo, o la paura che sua moglie arrivasse e scoprisse la loro relazione. Non temere, Bernard, andr tutto bene. Porta tua moglie, e noi non ci vedremo pi lo consol con un sorriso sferzante. Frenkel era abbattuto. Disse che se lo aspettava fin dallinizio. Come poteva lasciarlo cos? Poi rise sarcasticamente e disse che lei era solo una ragazza di paese, che desiderava che le sue pene fossero romantiche, non quelle
66. Grossa citt, oggi dellUcraina, ha il nome di Lviv, in italiano Leopoli. 36

mondane di una vita familiare. Ma accorgendosi che questo non aveva alcun effetto su di lei cominci a urlare, come in preda alla follia della paura. Non ci sarebbe pi stata vita in famiglia tra lui e sua moglie. Se lei fosse venuta a Bialystock lui se ne sarebbe andato da qualche altra parte. Non la amava. Lei era sempre inebriata di fantasie, credeva che tutto il mondo fosse solo un salone romantico con spesse tende e un grande pianoforte. Poi Frenkel tir Slave a s, labbracci e rise con gioia: Lo so che non mi lascerai. A Slave faceva piacere esser stata capace in un attimo di suscitare in lui tanti differenti stati danimo, come una pietra colpita che sprizza scintille di vario colore. La loro costante paura di esser visti assieme confer ai loro incontri segreti una premura dolce e calda, e non fece placare la loro sete. Una volta Slave chiese a Frenkel di farle vedere una foto della moglie, ma senza il loro figlio, e lui rispose risentito: Se non vuoi vedere mio figlio, vuol dire che non mi ami. Si stup di tanta povert di spirito: non capiva che non voleva vedere la foto del figlio perch si sentiva in colpa verso la moglie? Lui gli mostr una foto di una donna con un volto piccolo, grandi occhi spaventati e labbra sottili. Indossava un fazzoletto a fiori sulla testa e le spalle, come se stesse posando per un pittore. Slave guardava la foto e sorrideva con indifferenza per nascondere quanto si sentisse ferita. Cap che il suo amante non voleva stare con la moglie perch questa era solo un ammasso di ossa sottili in una camicia bianca. Era pi interessante il suo vestito del suo corpo. Tuttavia Bernard non lavrebbe lasciata. Come sua sposa preferiva una signora di Lemberg con un aspetto aristocratico che una ragazza provinciale figlia di mercanti. Gli piaceva la ragazza lituana: gli faceva comodo averla come amante, e dopo che aveva scoperto che era sposato, le cose erano pi facili per lui non doveva pi preoccuparsi di mostrarsi come uomo sposato. Per le vacanze estive Frenkel torn a casa a Lemberg, assediando Slave con lettere nelle quali la implorava di raggiungerlo a Varsavia per le ultime due settimane di vacanza. Mentre andava a Varsavia disse tra s che andava l per spiegare a Frenkel perch si dovessero separare la gente parlava di loro a Lomzshe e a Bialystock. Il loro comportamento veniva giudicato scandaloso anche da coloro che erano di mentalit aperta. I suoi fratelli erano mercanti ben conosciuti e lei stava distruggendo la loro reputazione. Quando incontr Frenkel a Varsavia e gli disse che si sarebbero dovuti separare, di nuovo egli si arrampic sugli specchi con rabbia e disperazione. Il corpo gli tremava dal grande desiderio dei loro incontri. Lei si lasci contaminare dalla sua pazzia; la sua incapacit di non saper stare senza di lei era davvero eccitante. Durante le due settimane passate a Varsavia, Slave ebbe modo di vedere
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quanto Frenkel fosse falso e incoerente. Pensando che il suo stipendio da insegnante fosse troppo scarso per la famiglia a Lemberg e per il viaggio a Varsavia, Slave si offr di pagare lhotel, i biglietti del teatro e le bevute nelle taverne. Dapprima si sent insultato, ma dopo Frenkel prese anche pi di quello che Slave gli offriva. Slave, per natura allegra ed amante dello scherzo, parlava ad alta voce nei ristoranti e conversava amabilmente con i camerieri. In fin dei conti, nessuno la conosceva in questa grande citt, e allora perch essere prudenti. Frenkel arrossiva e si guardava intorno ansiosamente, quasi che farsi vedere in pubblico con lei fosse una tortura ed unumiliazione per lui. A Slave faceva piacere il suo nervosismo. Il chiacchiericcio su di lei e sul dolore che provocava alla sua famiglia non la preoccupavano. La sua unica preoccupazione era che cosa fosse giusto e che cosa ingiusto tra due estranei. Slave notava anche che negli ultimi tempi lui era pi frequentemente di cattivo umore. Si rendeva conto che Frenkel temeva che lei gli chiedesse di divorziare dalla moglie e sposare lei. Temeva quellintimit familiare che poteva svilupparsi tra loro e gi non vedeva lora di tornare al lavoro. Prima della partenza da Varsavia, Slave chiese di vedere il centro commerciale ebraico, dove erano i Chassidim67 con i cappotti lunghi e i cappellini. Frenkel rispose di averne abbastanza degli Ebrei a Lemberg e a Bialystock, e che con la sua istruzione avrebbe potuto diventare il direttore di un aristocratico ginnasio polacco, mentre, per il fatto di essere Ebreo, si era dovuto contentare di fare il povero insegnante in un ginnasio ebreo-polacco in quella sudicia Bialystock. Prima di separarsi, Frenkel era tornato di buonumore e propose di andare insieme a Cracovia per le vacanze invernali. Sarebbero andati a passeggiare nei giardini invernali, nella citt vecchia, a visitare i musei, i santuari del Vavel68, e a sedersi nei piccoli caff con i vecchi dipinti sulle pareti. Ma tornando a Lomzshe, Slave decise di rompere con lui. Non lo amava pi, anzi non era sicura di averlo mai amato. Ma si sentiva cos vicina a Bernard che era per lei duro lasciarlo. Era stupita di essere tanto meno frivola di quanto la sua famiglia e lei stessa credessero. La sola persona che avrebbe potuto aiutarla ad uscire da questo pasticcio era suo fratello Volodie, che lamava tanto, e per rispetto di lui le sue cognate avrebbero tenuto la bocca chiusa. Slave parl con il fratello, e lui lascolt, con la testa piegata, come quando ascoltava un mercante e contemporaneamente teneva docchio il negozio. Rompi con lui le disse bruscamente, e invece di criticare lin67. Corrente dellebraismo, sorta in Europa orientale nel 700, che conta tuttora molti adepti, specialmente negli Stati Uniti. 68. Edificio storico di Cracovia. 38

segnante di ginnasio, Volodie port subito in casa il lerner Tsemakh Atlas. Slave fece a lungo il confronto tra i due e alla fine disse con rabbia: Bernard Frenkel un piccolo omuncolo. Quando Tsemakh Atlas torn, Slave gli corse incontro con gioia e mise la sua soffice mano nella sua. Ma la sua indecisa stretta di mano la lasci perplessa. La vostra stretta di mano sembra quella di un paralitico si lament. Lui guard la mano tesa di lei con stupore e una certa paura, come se avesse scoperto un nuovo meraviglioso mondo, per proibito; poi strinse la sua piccola mano con tale forza da farle emettere un piccolo grido di dolore. Ma allo stesso tempo lei ebbe la sensazione che il suo palmo avesse stretto non solo la sua mano, ma tutto il suo corpo nudo. Tsemakh si lasci cadere su una sedia e emise un lamento. Slave era confusa: Siete cos religioso che il solo toccare una donna peccato?. Sono fidanzato con una ragazza in Amdur gemette. Un tormento apparve sulla sua faccia, sembrava un poresh che si rende conto di non riuscire a combattere le tentazioni. Slave rise dolcemente e tristemente: Frenkel non le aveva detto di essere sposato e Tsemakh non le aveva detto di essere fidanzato. Fantastico, allora vi sposerete! Non fantastico. Appena dopo aver firmato il contratto di fidanzamento, ho scoperto di esser stato truffato e Tsemakh le raccont cosa aveva sentito dire sul suo futuro suocero. Non mi dite niente, non mi interessa lo interruppe Slave impaziente. Sentir raccontare unaltra storia come quelle che raccontava Frenkel Bernard si lamentava sempre della moglie la disgustava. Tsemakh la osserv, addolorato e sorpreso, ma subito si stanc anche lui dei suoi sospiri: sembravano quelli di un mercante che stato truffato. Avete ragione riprese Tsemakh Torno ad Amdur e mi sposo. Slave cap che stava facendo sul serio; non era una minaccia vuota. Invece di rispondergli che non lo avrebbe lasciato andare, salt su e si strinse a lui come se si stesse riparando da un temporale. Senza pensarci, mise un dito sulle sue labbra secche e calde. Tsemakh non la abbracci, ma nemmeno la respinse, rimase l con la testa abbassata, in malinconico silenzio. Slave si ritrasse un po, lo guard negli occhi e sorrise. Ora finalmente capiva perch era sempre cos triste. Aveva fatto un contratto di matrimonio sbagliato, era stato ingannato. Non era Frenkel. Se non avesse scoperto quella lettera, Frenkel non avrebbe mai ammesso di avere una moglie ed un figlio. Al contrario appena Tsemakh si era accorto che lei aveva fiducia in lui non aveva avuto pace finch non le aveva detto la verit.
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Quella sera Volodie rimase a casa. Disteso sulla sua comoda poltrona imbottita, avrebbe fatto linventario della merce nel negozio e nei mulini, e avrebbe contato il denaro in contanti ed in assegni. Finito questo conteggio mentale, volle sapere quanto tempo potesse restare in poltrona, prima di mettersi a letto e distendere le gambe. Per evitare di muovere la sua testona per vedere lora, Volodie aveva riempito lappartamento di orologi. In un angolo, dentro un mobile con lo sportello di vetro, cera un grande orologio a pendolo con un quadrante bianco e dei pesi di ottone. Sul muro era appeso un orologio rotondo con una faccia senza vita come una luna gialla, con attaccate due lunghe catene ed un pendolo. A Volodie piaceva vederci un Ebreo decrepito che augura ai suoi nemici una vecchiaia solitaria. Sul tavolo aveva un piccolo orologio con un fastidioso suono della sveglia, e su un altro tavolo era appoggiato un orologio con la cassa in nickel. Vi era anche un altro orologio su larghe gambe allargate, che sbuffava come un bulldog arrabbiato che digrigna i denti. Il consesso di orologi suonava ogni quarto dora ed ogni mezzora; alle ore nella casa si poteva udire unintera orchestra. Oltre agli orologi a suoneria, Volodie aveva sistemato su ripiani e credenze orologi silenziosi, quadrati e rotondi, piatti e panciuti. Al buio i quadranti e le lancette brillavano di una strana luce verdastra. Volodie amava starsene l accanto a loro nel pieno della notte quando tornava dal bagno. Immaginava di guardare negli abissi del mare, dove si poteva trovare ogni sorta di pesci fosforescenti, strane creature con tanti occhi. Chanah diceva che in fondo suo marito era un bimbone, mentre il fratello maggiore era certo che Volodie collezionasse tanti orologi nellappartamento per il solo scopo di far diventare tutti matti. I clienti trattavano Volodie con deferenza e i suoi dipendenti tremavano al suo sguardo, mentre nessuno nel negozio aveva paura di Naum, neanche quando si agitava e strillava. Naum sospettava che la mancanza di riguardo verso di lui fosse dovuta a qualche gesto o ammiccamento di Volodie, un pensiero, questo, che gli tornava spesso in mente allora di cena, e che gli faceva togliere il tovagliolo dal collo e correre allaltro lato del palazzo per litigare con suo fratello. Lo seguiva alle calcagna sua moglie Fride una donna piccola ed emaciata con la faccia arrabbiata, e le orecchie che le fischiavano, assordate dalle grida del marito. Dietro a loro seguiva il figlio, un ragazzo ingordo, che non faceva che masticare a bocca piena, e piangere come un bambino che voleva mangiare, ma la la mamma non gliene dava.
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Naum per non si curava delle suppliche di sua moglie di tornare a tavola, n dei piagnucolii del figlio. Naum si lagn una sera che si fosse dato credito a un grossista di Grayev69, mentre lui lo aveva proibito, e che invece non si fosse fatto credito al mercante di Zambrov70 nonostante lui avesse chiaramente detto di concederglielo. Volodie lasci parlare suo fratello fino a quando gli orologi cominciarono a suonare. Naum vide quel bastardino con lallarme che gli faceva il verso. Il cane di nickel con le gambe tozze gli saltava addosso con guaiti. Quella mostruosit con i pesi di ottone gli batteva addosso come un martello contro la sua testa, e quella faccia ostile di vecchio gli rantolava contro. Frattanto il grosso pancione di Volodie era scosso dal ridere, e Naum sentiva tutte le ruote, gli ingranaggi e le molle degli orologi muoversi nella sua testa, esplodergli nelle tempie. Naum balz alla porta e una volta dallaltra parte della soglia, url al fratello minore: Che cosa sei, un capitano di nave, con tutti quegli orologi? Ma non sai che cosa una bussola, zoticone! Dopo questo incidente Naum non si fece vedere nellappartamento del fratello per una settimana, e Volodie se ne dispiacque. Oltretutto, da quando Tsemakh Atlas frequentava spesso la casa, anche la sorella Slave si faceva vedere di rado. Ma Volodie era contento che la sorella vedesse il suo amico dinfanzia e pazientemente aspettava i risultati. Una sera arriv allimprovviso Slave, allegra come al solito, ma Volodie si accorse subito che era arrabbiata. Erano passati tre giorni dallultima visita di Tsemakh. Dapprima Slave si disse che non le importava niente. Poi ridendo con aria indignata pens che forse Tsemakh si aspettava un combinatore di matrimoni, mandato da lei. Alla fine, si sentiva il cuore spezzato ed era arrabbiata con se stessa perch Tsemakh le mancava. Volodie si convinse che la sorella avesse il cervello nella lingua piuttosto che nella testa. Si era legata ad un uomo senza prima sapere che tipo di persona fosse costui. Slave chiacchierava pi del solito, fino a quando allimprovviso disse: Voglio sposare Tsemakh Atlas. Volodie era solito ridere quando era stupito o dispiaciuto, ma stavolta rimase serio. Si volt lentamente verso la sorella e disse: E che succeder? Diventerai tu una rebetsin, o sar lui a diventare come te?. Io sono pronta a diventare una rebetsin. Che mi importa? Slave ignor
69. Citt della Polonia, oggi chiamata Grajewo. 70. Citt della Polonia, oggi chiamata Zambrw. 41

suo fratello, e con un sorriso rancoroso parlava direttamente con sua cognata. Sospettava che Chanah non la considerasse in grado di diventare la moglie di un lerner. Ma non dovr diventare religiosa. Anche se Tsemakh ha studiato in una yeshiva, non esattamente un giovane di yeshiva. Sono sicura che sarete una coppia benedetta dal Signore rispose Chanah, e i suoi occhi calmi e chiari non mostravano nessuna avversione per sua cognata. Slave constat che suo fratello non era rimasto del tutto sorpreso dalla sua dichiarazione pareva quasi che se la aspettasse. Ma presto Volodie cominci a muoversi, a girarsi sulla sua poltrona, come se tutte le molle stessero pungendo le sue chiappe. Anche Chanah muoveva la testa di continuo come se stesse cercando le sue orecchie rosa. Tsemakh gi fidanzato disse Slave ridendo, quasi fosse divertita di essersi di nuovo messa con luomo di qualcunaltra. Non mi aveva detto di essere gi fidanzato. Non stato corretto sbott Volodie, rosso di rabbia. Tsemakh non lo ha detto a nessuno, perch appena dopo il suo fidanzamento ha scoperto di esser stato ingannato. Slave divenne dura, quasi volesse gi difendere la sincerit di suo marito. Appena saputo di esser stato ingannato, ha lasciato il paese della fidanzata, prima di sapere che cera una Slave Stupel in questo mondo, proprio come me che ho deciso di sposarmi prima di averlo incontrato. Volodie e sua moglie si scambiarono occhiate. Avevano capito che Slave aveva troncato con luomo sposato. Fuori nelloscurit stava cadendo una neve fitta, che copriva le case di Lomzshe di un biancore di un altro mondo. A Slave sembrava che la neve stesse cadendo da anni, e che Tsemakh non tornasse mai pi. Lo aveva forse insultato con il suo comportamento? Aveva chiacchierato e fatto la civettuola, ma lui era un uomo troppo serio per amorazzi superficiali. Forse stava tornando dalla fidanzata. Forse se ne era gi andato. La spessa neve fuori accresceva la malinconia di Volodie. Avrebbe preferito di gran lunga starsene a letto piuttosto che rompersi la schiena in una poltrona. Sbadigliava, si sgranchiva le braccia e stava per annunciare alle donne che sarebbe andato a dormire, quando si apr la porta e entr Naum. Aveva soffici ciabatte ai piedi e una corta veste di seta rossa con una cintola con frange: non era venuto per litigare. Voleva soltanto licenziare tutti i dipendenti e rimpiazzarli con gente che obbedisse a lui. Dora in poi invece dovrai trattare i dipendenti come persone uguali a te Gli occhi di Volodie brillavano di gioia, sapendo che presto il fratello sarebbe salito sui muri dalla rabbia Slave sposer Tsemakh Atlas, che primo cugino dei nostri dipendenti, e vive con loro.
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Naum era sicuro che questo fosse un trucco di suo fratello per farlo andare in collera. Ma anche Chanah, con la faccia raggiante di gioia, annu alle parole di Volodie: Auguraci mazel-tov71. Naum apr e richiuse la cintura del suo vestito, con le mani e i piedi che tremavano: Un parente dei nostri commessi diventare mio cognato? Mai! Non so se mi vuole ancora. Da quando ha capito che sono disposta a sposarlo non si pi fatto vedere disse Slave con una breve e nervosa risata. Chanah sembrava impaurita. Volodie not che la faccia di Slave era diventata sottile, come se il suo cuore impaziente lavesse fatta ammalare. Naum abbass la sua voce eccitata, tir fuori la pancia e in modo paternale si rivolse alla pi giovane della famiglia: se le piaceva il giovane, avrebbe dovuto dirlo a lui, il fratello maggiore. E lui lo avrebbe invitato per fargli capire chi fosse Naum Stupel. Quindi avrebbe mandato un combinatore di matrimoni rispettabile al possibile sposo o avrebbe parlato direttamente con lui, Ma nessuno gli chiedeva niente a proposito di un matrimonio. Nessuno gli chiedeva niente di affari. Dove vuoi andare? disse Volodie a sua sorella, che si avvicinava alla porta. Senza rispondere, Slave torn nel suo appartamento e si vest per uscire. Non gli importava della neve, del vento, e del buio fuori, e non le interessava neppure che cosa pensassero di lei la sua famiglia e la famiglia di Tsemakh: doveva vedere Tsemakh e parlarci subito.

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La neve cadeva senza sosta, e aveva raggiunto le finestre delle basse casupole nel vicolo. Da una delle case venne fuori un uomo con un cappello di pelliccia e con in mano una grossa pala. Mentre spazzava la neve dal suo portico, il vento cre un mulinello di neve intorno a lui, facendogli fare una doccia di acqua gelata. Luomo smise di lavorare, piant la pala nel mucchio di neve e ritorn in casa. Tsemakh guard fuori dalla finestra la pala conficcata nella neve, quasi invidiandone la stabilit, e mormor a se stesso: O qui o l!; era una frase che usava quando voleva dire ai suoi allievi che non si pu avere questo mondo e quello futuro insieme. Era ancora fidanzato con Dvorele Namiot, e quindi non poteva andare dagli Stupel fino a quando si
71. Formula di augurio e congratulazioni, usata soprattutto per i matrimoni. Significa giorno fortunato. 43

fosse deciso o ad andare ad Amdur e sposarsi o annullare il contratto di fidanzamento. Da una parte non cera confronto tra la ricca e vivace famiglia di mercanti di farina di Lomzshe e quella poco amichevole del futuro suocero di Amdur, come non cera confronto tra la sua fidanzata e Slave Stupel. Daltra parte sapeva molto bene che la tranquilla Dvorele era molto pi adatta dellaltra ad uno studioso di Torah come lui. Oltretutto era diventato ormai suo fidanzato ufficiale, e rompere quella promessa di matrimonio la avrebbe terribilmente umiliata. Ma doveva proprio distruggere la sua vita solo per evitare di umiliare una ragazza che aveva aiutato il padre a ingannarlo? Ogni sera lo zio Ziml tornava dalla drogheria unora prima di sua moglie e si metteva a fissare il soffitto. Di tanto in tanto dispensava un consiglio al nipote: che sposasse la fidanzata di Amdur e dopo il matrimonio diventasse un poresh. Tsemakh rispondeva che se lo zio fosse stato fuori casa fino ai trentatr anni, avrebbe compreso quanto sia difficile sposarsi con lintenzione di diventare un poresh in sinagoga, subito dopo il matrimonio. Reb Ziml estasiato, con le mani dentro le maniche, mormorava al soffitto che, certo, da poresh non poteva vergognarsi delle donazioni. Ma quando diceva a Tsertele che la donazione la pi onesta delle paghe, quella gli rispondeva che era matto, e i suoi ragazzi con largento vivo addosso erano daccordo con lei. Bene, lui scommetteva che il suo destino era proprio quello di non avere alcuna gioia in questo mondo. Pensava forse Tsemakh che fare il negoziante fosse una gioia mondana? Starsene seduti nella bet-medresh, quella s che una gioia. L uno prega, studia, approfondisce le idee altrui, invece che vendere aringhe e sale e una misura di fiocchi davena o una scatola di fiammiferi. Reb Israel Salanter72 disse che si diventa poresh per necessit. disse Tsemakh Secondo la Torah un Ebreo deve essere coinvolto nel mondo. Ma siccome in questo mondo uno viene fortemente tentato ogni giorno, i talmidim devono essere poreshim, Ma tu, zio, tu stai inseguendo i piaceri mondani di un poresh. Tsemakh guard Reb Ziml e si massaggi la fronte. Che cosa si credeva? I veri Navaredker avrebbero considerato un piacere mondano anche fare il rabbino in una piccola citt o il poresh in una piccola scuola. Secondo loro, un Musarnik si doveva sposare solo per compiere la mitsvah: Siate prolifici e moltiplicatevi e perci egli doveva continuare per la sua strada diffondendo la Torah di Navaredok. Mentre Tsemakh parlava con lo zio e argomentava in silenzio con gli amici della yeshiva, sua zia Tsertele lentamente stava tornando a casa dalla droghe72. Reb Yisroel Lipkin, meglio noto come Ysroel Salanter (1810-1883), fondatore del movimento Musar. Prese il soprannome dalla citt lituana, oggi Salantai, dove visse e insegn. 44

ria. Non riusciva a liberarsi n dalla neve, n dal fidanzamento del nipote. I suoi figli venivano ogni giorno al negozio, a mormorare che la ricca ereditiera Stupel voleva sposare il loro cugino. Gli chiedevano di convincerlo di non rinunciare a quella opportunit. Sarebbe stata una grande fortuna per lui e un onore per lintera famiglia Atlas. Tsertele ascoltava le opinioni dei figli e rispondeva che qualunque cosa era nel destino sarebbe avvenuta. Sentiva in cuor suo che non doveva interferire. Era chiaro come il giorno che il suo povero nipote si era pentito del brutto fidanzamento che aveva fatto in Amdur. Anche se non era stata colpa sua, lei non avrebbe provato a persuaderlo a umiliare una ragazza ebrea. Nei giorni passati Tsertele non sapeva cosa pensare. Tsemakh non andava pi dagli Stupel; se ne stava a casa, ma non sembrava trovar pace neanche l. Zietta, sapete dirmi dove vive Reb Ziml Atlas? sent chiedere con voce dolce e chiara. Perch avete bisogno di Reb Ziml? Io sono sua moglie. Siete voi la zia Tsertele? La voce risuon come le campanelle dargento di una slitta I suoi figli lavorano al nostro negozio. Io sono Slave Stupel. Come sta Tsemakh?. E come dovrebbe stare? rispose la buona Tsertele A noi dona tanta gioia. Siccome non ci ha fatto visita negli ultimi giorni, pensavamo che fosse malato Slave prese la vecchia per mano, mentre entravano nel vicolo. State attenta! La neve qui alta, teniamoci per mano per non cadere. Tsertele si tenne al suo braccio. Non male, pensava, se Slave sfidava quel tempaccio per vederlo, non era certo solo per gioco. Quando le due donne entrarono in casa, Tsemakh non credeva ai propri occhi: il naso della signorina Stupel era coperto di neve, le sue guance erano rosse e i suoi occhi sorridevano. Indossava scarpe con alte galosce di pelle verniciata che le arrivavano ai ginocchi, una giubba corta di pelliccia, un cappello grigio di lana e un manicotto. Slave si tolse subito le galosce, il cappotto e cappello, e cominci a pettinare i suoi capelli bagnati e in disordine. E io che credevo che foste malato o che foste partito disse a Tsemakh. I fiocchi di neve sulle sue ciglia e sulla fronte scintillavano come cristalli: sembrava pi giovane e pi bella. I suoi occhi erano raggianti di gioia, anche se ansiosi per paura che Tsemakh le chiedesse di andarsene. Tsemakh era immobile, come posseduto. Voleva dire qualcosa ma non riusciva. La fissava, perfettamente immobile, come se avesse visto un pettirosso volare in casa nel mezzo dellinverno e avesse paura che una qualsiasi mossa potesse far scappare via lanimale. Cap che non sarebbe tornato a Amdur,
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ma sarebbe rimasto a Lomzshe e sarebbe stato felice con Slave Stupel. La grassoccia Tsertele, tutta avvolta nelle sue pellicce, non riusciva a sciogliere il nodo del fazzoletto dietro la testa. Continuava a girare in tondo come fa un gatto con la sua coda. Dette unocchiataccia a suo marito. Anche con un ospite cos importante in casa non si muoveva dal suo atteggiamento. Mio marito ama fissare il soffitto. Vede il cielo e uccelli che volano lass. Tsertele chiese scusa per il marito ozioso e per la casa. Non un palazzo, vero, ma se si vissuti in una casa per quarantanni, dura lasciarla, come con i propri figli. Ma Tsertele non riusciva ad arrivare al nodo del suo fazzoletto. Arrabbiata url a suo marito come potesse restare l impalato a guardare il soffitto come se fosse in Shmoneh Esrai, e come mai non avesse ancora acceso il fuoco nella stufa. Tsemakh non aveva ancora mangiato niente di caldo oggi. Vi aiuter io a cucinare la cena, e manger anchio, ho fame disse la signorina Stupel, sciogliendo velocemente il nodo del fazzoletto di Tsertele e lanciando uno sguardo a Tsemakh, che se ne stava immobile, agitato, stupefatto e felice. Slave gli sorrise e saltellava intorno a Tsertele come fa una promessa sposa che vuol far vedere alla futura suocera che buona moglie e amorevole nuora sar.

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PARTE SECONDA

Lomzshe. La piazza del mercato. (Cartolina illustrata, circa 1930).

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Allinizio del mese di Tamuz1, tre mesi dopo il matrimonio di Tsemakh e Slave, due Musarnik vennero da Nareva per riportare nella yeshiva il loro amico Tsemakh Atlas. Il pi anziano dei due, Duber Lifshits, un giovane alto e muscoloso, passava continuamente le sue lunghe dita sulla sua barbetta bionda, ispida come una scopa. Duber Lifshits era cos testardo e ostinato che sembrava quasi che anche la sua barba temesse di crescere senza il suo consenso e che lui non permettesse nessun evento fisico. Subito dopo il matrimonio era divenuto rosh-yeshiva in una piccola shtetl, Narevke2, che era sotto legida della grossa yeshiva di Nareva. Il secondo emissario, Zundl Konotoper, piccolo, magro, e dalla vista acuta, era un vecchio zitello con una barba lunga e fitta e una voce da leone. Mentre andavano a Lomzshe Zundl aveva gridato a Duber, con la barba che gli tremava: Tsemakh si sacrificato per i suoi talmidim, ma perfino un cieco si sarebbe accorto che provava piacere a vedere i suoi studenti tremare dalla paura di lui. Ho il sospetto che voglia diventare un rabbi piuttosto che un insegnante di Torah, come alcuni rabbi del passato che comprarono i loro posti regalando alla citt una somma di denaro. Ecco perch ha sposato una donna di famiglia ricca, per prendere la dote e comprarsi la posizione mormor Duber Lifshits, scrollando le spalle. Incredibile! Un Navaredker caduto cos in basso. Arrivati a Lomzshe i due Musarnik trovarono dove viveva Tsemakh Atlas. Vedendo la casa di pietra degli Stupel, i due balconi, e il grande negozio al piano terra, Zundl Konotoper grid al rosh-yeshiva di Narevke: Un rabbi, avete detto che vuol diventare? A me pare piuttosto che voglia fare il mercante!. Zundl fece le scale di corsa e Duber lo segu a fatica. Tutti e due volevano irrompere nel soggiorno, ma una serva lo imped, dicendo loro che avrebbe dovuto prima sentire il balebit. Tsemakh Lomzsher accolse i suoi compagni di yeshiva calmo, non mostrando n apprensione, n troppa gioia; comportandosi come se fossero venuti due fiduciari del comune per chiedere una donazione. La prima cosa della quale si accorsero i suoi amici fu che il balebit era vestito come un
1. Undicesimo mese del calendario ebraico. Cade tra Giugno e Luglio. 2. Cittadina, oggi chiamata Narewka, oggi in Polonia, posta in riva al fiume Narewke, immissario del fiume Narewa. 49

uomo mondano e non come un lerner di yeshiva. Invece del solito soprabito, indossava una giacca corta, una camicia bianca con un colletto inamidato, e una cravatta a pallini. Aveva i capelli corti e pareva inamidato anche lui, senza alcun traccia di barba sulle guance se lera tagliata o addirittura rasa. Invece di un cappello rabbinico o di un yarmulke, indossava un cappello di feltro con la tesa larga, tutta storta, come fosse un dandy. In pi non calzava stivali alti, neri, di pelle tenera, ma aveva delle scarpe basse da passeggio, con laccetti; e stava seduto con le gambe accavallate quasi volesse mostrare le spesse suole delle scarpe. La libreria era piena non di Talmud e libri sacri, ma di opere profane. Vicino alla finestra cera un tavolo da scrittura con le gambe tornite e coperto da una carta assorbente verde. Pesanti tende plissettate erano appese davanti la porta, e sul sof nellangolo erano sparsi alcuni piccoli cuscini morbidi. Zundl Konotoper aveva gli occhi sgranati, e Duber Lifshits sorrideva tra s sprezzante: se non avesse cercato una moglie che si fosse sacrificata per la Torah, pensava, avrebbe potuto trovare anche lui un buon partito. Il balebit disse ai suoi ospiti di sedersi, lui rimase seduto su una poltrona, con i gomiti appoggiati sui braccioli. Chiese loro, freddamente, come stavano i suoi amici e, per atto di cortesia, chiese anche dei suoi studenti. Poi si zitt e fiss, fuori dalla finestra, un albero carico di foglie. Laccoglienza fredda smorz la furia di Zundl Konotoper, che chiese al Lomzsher con voce strozzata perch non avesse detto niente a proposito della yeshiva che doveva creare ad Amdur. Anche Duber Lifshits cerc di parlare piano e in modo amichevole: disse di esser rimasto sorpreso per non esser stato invitato al matrimonio. Per quanto ne sapeva lui, erano tutti e due devoti alla Torah, e forse lui poteva comunicare al suo vecchio amico il perch avesse rotto il primo fidanzamento e sposato unaltra donna. Ma il vecchio amico rispose con poche e misurate parole. Per quanto riguardava il fidanzamento, aveva le sue buone ragioni. Per quanto riguardava la yeshiva in Amdur, la gente l non ne aveva voluto sapere. A questo punto entr nella stanza una donna con un vestito corto e attillato. Non aveva la parrucca delle donne sposate, neanche un fazzoletto sulla testa. Aveva una faccia di alabastro, un naso finemente cesellato, e un mento piuttosto lungo. Sulla sua gola nuda portava un filo di perle, e un braccialetto doro pendeva dal suo polso. Entr con gli occhi luccicanti e con passo lezioso, proprio come Isaia descrive le figlie peccaminose di Sion3. Si avvicin agli ospiti come se fosse del tutto ignara che una donna ebrea non deve avvicinare uomini estranei, specialmente se essi sono dei lerner. Sembrava
3. Si riferisce ai versi Isaia 3,16 e seguenti 50

addirittura pronta a stringere loro la mano, ma le facce adirate dei visitatori la fecero desistere. Sarei lieta di invitare a pranzo i tuoi amici, disse, rivolgendosi al marito. I due emissari si scambiarono unocchiata: era quella la rebetsin del Lomzsher? Quella svergognata? Che ne dite di una tazza di t? chiese Tsemakh ai suoi ospiti, sorridendo a Slave, che non aveva capito che questi uomini non avrebbero accettato il suo invito, perch non pensavano fosse in grado di cucinare un pasto kosher. T? Non penserete che siamo qui per bere t? grid sbigottito Kundl Konotoper. T? Non penserete che siamo qui per bere t? ripet Duber Lifshits, ancora pi sbigottito. La donna si ritir nel vano della porta, ed un velo di ansia pass nei suoi occhi indagatori. Il marito la guard con commiserazione quasi a scusare il comportamento maleducato dei suoi ospiti. Fiss di nuovo fuori dalla finestra, malinconicamente, lalbero pieno di fiori, finch le lagnanze di Zundl Konotoper lo strapparono dal suo dolce fantasticare: si rendeva forse conto, il Lomzsher, della confusione causata tra i suoi allievi, che ancora sembravano essere in lutto? Il rosh-yeshiva li aveva mandati l a ricordargli di ritornare a Nareva e ai suoi studenti, per il mese di Elul. Tsemakh sorrise: il rosh-yeshiva voleva che tornasse a Nareva e l rimanesse come un povero sulla porta, in modo che i giovani vedessero come si pentiva delle sue azioni passate e ne traessero un insegnamento Musar. Dopo lo avrebbe mandato via con la scusa di non poter pi dipendere da lui. Non ci pensava neanche, di tornare a Nareva, piuttosto si chiedeva perch due suoi vecchi amici si fossero presi lincarico di riportarlo indietro. Loro due, ed insieme a loro tutti i veri Navaredker, avrebbero dovuto stare dalla sua parte, e non da quella del rosh-yeshiva, Reb Simkha Feinerman. A sentire queste impudenti parole, i due si ritrassero sulle loro sedie, poi subito si rifecero avanti, chiedendo perch mai dovessero stare dalla sua parte. Pi Tsemakh Atlas parlava, pi si evidenziavano le rughe sulle sue guance, come se fosse tornato di nuovo ad essere un esacerbato giovane di yeshiva. Cominci a parlare di Reb Yosf-Yoizl Hurwits: il Vecchio di Navaredok insegnava ai propri allievi che la Torah stata data agli uomini per migliorare il proprio carattere. I nostri saggi affermano che quando Mos sal in cielo, gli angeli chiesero allOnnipotente: dacci la Torah. LOnnipotente rispose: perch? Ci sono degli invidiosi tra voi? C qualcuno capace di odiare? Siccome non c invidia o odio tra gli Angeli, essi non hanno bisogno della Torah. Luomo invece ha bisogno della Torah per perfezionare il proprio carattere, per rendersi conto della sua innata malvagit e estirparla. questa
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lessenza del metodo di Reb Yosf Yoizl nel Musar, del quale lui era stato un fedele discepolo. Aveva lavorato sodo per fare del bene solo per il suo intrinseco valore, non per avere onori o favori in cambio nel futuro. Anche aiutare un amico giusto per avere credito nei cieli Dio perdoni una tale disgrazia! anche questo sa di conti di bottegaio. Un bottegaio vuole che Dio gli firmi una ricevuta se ha aiutato qualcuno il cui negozio andato in fumo, come una specie di assicurazione che il proprio negozio non vada in fumo. Lui voleva essere uno di quegli uomini giusti che cercano una vita di tipo migliore, di quelli che non temono il fuoco perch hanno una bottega. Non solo aveva voluto essere un uomo perfetto, ma aveva anche preteso che i suoi studenti diventassero uomini giusti. Ma da quando i Navaredker erano tornati dalla Russia, avevano smesso di essere Musarnik, e quando parlava ai suoi studenti nel vecchio stile di Navaredok, il rosh-yeshiva lo perseguitava senza misericordia. Perch voi siete un uomo senza il senso della misura, rigido fino alla pazzia. Il vostro modo di vedere la vita del tipo: o tutto o niente disse Duber Lifshits, tormentando la sua barbetta dura. Chiamavate ubriaconi e ingordi i vostri allievi che non facevano altro che studiare il Talmud e i suoi commentari. Una volta un ragazzo piangeva nella bet-medresh perch il suo amico era ammalato e doveva stare a casa, e voi lo rimproveraste, dicendogli che non merita rispetto una persona debole che indugia in tanto amore di se stesso da non sopportare di vedere unaltra persona soffrire, ma lascia che le lacrime gli escano copiose per rendere pi facile la sua situazione. Navaredok non cerca di rendere le cose pi facili; Navaredok vuole rendere le cose pi difficili. In tal modo voi parlavate ai giovani, e tutti nella bet-medresh erano sorpresi. Troppo non va bene, dice la Gemara. Io volevo che le buone azioni dei miei studenti derivassero non dal loro buon cuore, ma dalla loro coscienza e dalla loro profonda consapevolezza replic Tsemakh con un mezzo sorriso indignato. E perch mai denigrare le buone azioni che vengono dal cuore, dalla profonda compassione? fece Duber Lifshits guardando Tsemakh come se vedesse per la prima volta la sua vera faccia. Con la propria mente si pu fare del bene, ma non essere buoni. Infatti voi avete fatto buone azioni, ma non siete mai stato buono disse apertamente Zundl Konotoper a Tsemakh. Duber Lifshits cominci a parlare rapidamente con voce tagliente: lui, il Lomzsher, non era scrupoloso riguardo le mitsvot. Non per le preghiere, n per i tefillin, neanche per le leggi dello Shabat. E per di pi, i vecchi nella yeshiva avevano sempre dei dubbi su di lui perch parlava sempre con i suoi
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studenti delle buone azioni tra uomo e uomo, e invece dimenticava completamente la mitsvot tra uomo e il Signore, quelle riguardo alla venerazione del Creatore. Aveva sempre discusso quelle mitsvot tra uomo e uomo da un punto di vista secolare, e non da quello della Torah, citando studiosi gentili o filosofi, quasi che, il Signore ci perdoni, non avessimo la nostra Torah. Un freddo luccichio sferzante accese gli occhi di Tsemakh. Era contento che i Musarnik fossero cos eccitati mentre lui era rimasto calmo. Ora non doveva pi temere di dire ci che pensava. Non si era preoccupato troppo di adempiere alle mitsvot, vero, aveva seguito il Codice delle Leggi4, ma senza particolare gioia nel seguire quelle leggi e quelle usanze. Aveva seguito il metodo di Reb Yosf Yoizl fino al limite massimo. La Torah con le sue 613 mitsvot, vuole che luomo si purifichi dal suo demonio interiore e viva su un piano di pi elevato discernimento. Ma questo esattamente ci che insegnano i filosofi, da quelli greci ai pi recenti. Il solo punto che lo aveva attratto del movimento Musar era il concetto di diventare un uomo perfetto. Ed era per questa ragione che aveva passato tanti anni nelle yeshivot, fino a quando Navaredok si era arresa ai cavillatori talmudici, a quelli che volevano spaccare il capello, e ai pietisti senza cervello. Zundl Konotoper scosse la sua lunga fitta barba come volesse scacciare da essa le parole eretiche di Tsemakh. Parl velocemente, a voce alta: forse Tsemakh non sapeva, o forse faceva finta di non sapere, o forse si era addirittura dimenticato, da quando si era allontanato dalla retta via, che la mente un dominio pubblico dove ciascuno lascia la sua sporcizia, la sua spazzatura. Luomo che vive solo della propria saggezza o della saggezza di altri prigioniero del proprio ego o uno schiavo di quello altrui. Chiunque abbia una mente disturbata e idee precostituite lascia i propri pensieri contorti nella mente di colui che si crede razionale, proprio come quello scaltro uccello che depone le uova nei nidi di altri uccelli. Chi crede nella Torah non daccordo con i filosofi liberi pensatori che le buone azioni fatte per il buon cuore siano di un livello inferiore alle buone azioni compiute da un uomo secondo la sua ragione. Ma sia che siano generate dal cuore o dalla mente, un uomo non pu veramente adempiere alle sue mitsvot se dimentica il principio fondamentale: essere buono e fare il bene un comandamento della Torah. Il cuore e la mente di un uomo non gli danno sufficiente pazienza ed intelligenza per aiutare il suo simile nella maniera prescritta dalla Torah. Se non crede che la Torah sia di origine divina, un uomo non pu sacrificare se stesso per un altro, n pu sapere quando ad uno non permesso di fare del bene. Ci quanto i
4. Si riferisce probabilmente allopera di Rambam: Mishneh Torah, in quattordici libri. 53

nostri saggi, sia benedetta la loro memoria, e il Rambam5 e il gaon di Vilnius ci insegnano, e questo il fondamento del Musar. E lui se ne veniva ora con questa nuovissima scoperta: che si pu essere buoni e fare del bene senza una Torah, senza le 613 mitsvot, ma solo sulla base della ragione umana! Duber Lifshits urlava e punt un dito sulla faccia di Tsemakh: il vecchio Reb Yosf-Yoizl avrebbe stracciato il suo cappotto nel pianto, udendo queste parole. Il Vecchio baciava amorevolmente i tefillin e gli tsitsit e quando parlava di intenzioni pure, intendeva intenzioni pure nelladempiere alle leggi della Torah. Luomo che davvero teme lira dei cieli ha molta pi gioia nella sua vita. Ogni mitsvah ha il suo sapore particolare, ma per l uomo cosidetto pio, opportunistico e con secondi fini, le azioni hanno il sapore dei suoi aridi intrighi, come per il serpente tutto sa di terra. Cos aveva parlato Reb YosfYoizl, e cos facevano i suoi studenti che seguivano la Torah e osservavano le mitsvot. Voi vi siete attaccato ad un grosso albero, il nostro rabbi. Ma adesso vediamo che invece in tutti questi anni vi siete preso gioco di lui, e con voi tutti i vostri amici e studenti grid Zundl Konotoper. Tsemakh si alz in piedi, passeggi per la stanza, e grid in tutte le direzioni che lui non aveva preso in giro nessuno, era lui ad esser stato preso in giro; Navaredok lo aveva preso in giro. Si era dedicato cuore e anima alla Torah perch pensava che la via di coloro che credono nella Torah fosse quella dritta e onesta, ma poi aveva scoperto che coloro che credono nella Torah fanno poi le stesse cose degli Ebrei non religiosi: attraverso sottili sofismi giungono ad ammettere tali e tante dispense da poter considerare le loro azioni in accordo con la legge. Per questo se ne era andato dalla bet-medresh e si era accorto che cerano persone giuste anche tra i non religiosi, perfino tra coloro che non avevano mai imparato il Musar. In pi se una persona non religiosa faceva qualcosa di proibito, non cercava scuse pietose come faceva il rosh-yeshiva di Nareva, Reb Simkha Feinerman, che non era davvero un uomo molto buono! Lui perseguitava chiunque non gli si prostrasse. Ora era preoccupato che unaltra yeshiva superasse in grandezza la sua; ed era particolarmente preoccupato che una yeshiva fondata da Musarnik diventasse pi grande della sua. Questo fatto era perfettamente a conoscenza di tutti i lerner che erano diventati loro stessi rosh-yeshiva in piccole citt dopo essersi sposati. Non questo il caso della yeshiva di Narevke? Tsemakh si ferm per un attimo davanti a Duber Lifshits Ma i vostri ragazzi ancora non lo sanno, e
5. Acronimo per Rabbi Moshe Ben Maimon, meglio conosciuto come Maimonide (11381204), famoso commentatore talmudico ed autore del famoso Guida per i perplessi. 54

continuano a frequentare la bet-medresh, studiando Musar fino a quando non si sposano e diventano insegnanti in piccole citt. Allora si rendono conto che il grande rosh-yeshiva di Nareva ha sempre paura della competizione, come un negoziante teme sempre che un altro negozio come il suo possa aprire dallaltro lato della strada. E allora io non voglio ingannare pi me stesso o i miei studenti. Ho sofferto fino allet di trentatr anni, ora basta. Tsemakh si ferm ad una certa distanza dai due uomini, segno evidente che se ne potevano andare. Che modo di parlare rugg Konotoper Ditecelo chiaramente che avete lasciato il solco della Torah e che vi siete ammogliato in una famiglia benpensante per godere di una vita illecita e licenziosa. Andiamocene Reb Duber, la nostra missione terminata. E voi avete il coraggio di dirci che siamo noi a cercare una dispensa per ogni cosa che desideriamo aggiunse Duber Lifshits siete voi quello che purifica il serpente. Per giustificare la vostra corruzione voi dichiarate che a Navaredok non vi lasciavano vivere secondo la vostra ragione, che non vi lasciavano diventare un Aristotele. Duber Lifshits rise sdegnosamente e i due Navaredker scapparono di corsa da quella casa di pietra con due balconi, che, ne erano certi, sarebbe presto crollata sopra il Lomzsher.

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Le dure parole degli emissari di Navaredok rimasero impresse nella mente e nel cuore di Tsemakh come fossero spine nel suo corpo. Per quanto tentasse di persuadersi che i suoi amici di una volta fossero solo degli inutili scaldapanche e che le loro osservazioni fossero dovute solo allinvidia per il suo buon matrimonio, non poteva dimenticare la loro argomentazione, cio che aveva cercato una scusa per abbandonare la sua vita povera e religiosa. Allora doveva dimostrare a tutti ma sopratutto a se stesso che le buone azioni erano state, e ancora erano, lo scopo della sua vita. Dopo tre mesi di matrimonio era giunto il momento di pensare ad un obiettivo realistico, e ne doveva discutere con sua moglie. Dal giorno del suo matrimonio Slave era come stordita. I suoi occhi erano diventati pi scuri, le sue ciglia mezze abbassate trasmettevano un sorriso misterioso. Non rideva pi, n parlava con voce cupa; la sua andatura era divenuta pi calma. Di notte una tempesta si abbatteva su di lei, e in questa
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tempesta si agitava un grosso ed affamato animale Tsemakh impaziente, e con tutta la forza maschile repressa durante gli anni ascetici della sua vita in yeshiva. Ogni mattina, quando Slave si alzava, aveva il corpo gonfio come un grappolo di uva matura. Si sarebbe affaccendata per Tsemakh e rannicchiata vicino a lui, gi esausta di prima mattina. Ma dal giorno della visita dei due strani Ebrei, Tsemakh era depresso: camminava scontroso e non la degnava di uno sguardo. Una mattina indoss un pullover blu come i suoi occhi, infilandolo sotto la cintura della sua gonna. Il profilo dolce delle braccia, del petto e delle spalle sotto la lana sottile e tesa la faceva sembrare un caldo animale di peluche, svelto e furbo, con gli occhi vivi. Davanti allo specchio, Slave osservava il suo lungo collo bianco e i suoi biondi capelli ricci, contrariata dal fatto che la sua bellezza non servisse a far scomparire il cattivo umore di Tsemakh. Lui non la amava; non si curava neanche delle sue precedenti esperienze. Stava per piangere, per dirgli di togliersi per sempre dalla sua vista, ma un minuto dopo si mise a ridere ed entr pian piano nella stanza di Tsemakh, cercando tenerezza. Ma lui la accolse con la faccia preoccupata, dicendole seccamente: Sai che io ho studiato il Musar. Linsegnamento che ho tratto da tutto quello che ho imparato : fai del bene in questo mondo. Ed allora non vedo altra strada nella vita che quella di studiare medicina e diventare un dottore per aiutare la gente. Per mascherare il suo sconcerto Slave gli si rannicchi vicino parlandogli contro il suo ampio torace: avrebbe dovuto parlarne con Volodie, luomo pratico della famiglia. E lo abbracci, come se volesse trasformare il giorno nella notte e metterlo a letto. A Volodie piace il denaro. Gioca sempre con una manciata di monete o con i suoi orologi disse Tsemakh, liberandosi dal suo abbraccio.Gioca con gli orologi perch non ha bambini e per questo triste, rispose Slave sentendosi triste anche lei. Aveva notato molte volte che quando Tsemakh parlava del mondo e della gente in senso generale, lo faceva con intelligenza, ma se doveva dire qualcosa di un argomento particolare, guardava fisso lontano e non si accorgeva di cosa aveva di fronte ai suoi occhi. Non conosceva la vita; pensava che tutto dovesse accordarsi con quanto scritto nei suoi libri. Era come un indovino cieco, abile a predire il futuro di ognuno, ma che doveva esser accompagnato, tenuto per mano. A Volodie non piaceva che Chanah stesse fuori la sera quando lui era a casa. Sia che stesse giocando con le monete, caricando gli orologi, accarez56

zando il gatto o anche che stesse russando nella sua morbida poltrona, sua moglie doveva essere nella stessa stanza. Poteva fare quel che voleva: giocare a carte, pettinarsi i lunghi capelli, far la maglia, cucire, qualunque cosa, purch non lo lasciasse solo. Per questo Chanah rimase sorpresa del suo invito ad andare a trovare sua cognata. Tsemakh stava venendo da lui per una chiacchierata molto confidenziale e Slave desiderava che nessuno ascoltasse le sue chiacchiere bambinesche. Tsemakh voleva studiare medicina. Il viso di Chanah fu attraversato da unespressione di sorpresa, ma non disse nulla per non esser accusata di interferire nella vita della cognata. Volodie fu assalito da una sensazione di depressione quando si ritrov solo nel grande appartamento. Prese a regolare tutti i suoi orologi in modo che suonassero esattamente tutti insieme. Tsemakh arriv da Volodie mentre questo era intento a girare le lancette di un orologio, ascoltando attentamente i suoni che uno dopo laltro il meccanismo emetteva. Quando c gente intorno, tutti questi piccoli arnesi fanno un gran tumulto con le loro suonerie disse Volodie a suo cognato, come se anche lui fosse appassionato di orologi Ma dopo la mezzanotte suonano furtivamente e piano piano, come fossero lontani delle miglia. Ma se uno di costoro si rompe e non suona, me ne accorgo anche se dormo, e mi trascino dal letto a vedere che successo al malato. Bene, che mi dici di bello, Tsemakh?. Tsemakh parl in modo cos serio e sicuro, da far rimanere Volodie a bocca aperta. Ma poi questi cominci con calma a spiegare: prima di tutto avrebbe avuto bisogno di una mezza dozzina di insegnanti per passare gli esami del ginnasio. Poi avrebbe dovuto essere ammesso ad una Universit, poi dopo essersi laureato avrebbe dovuto lavorare come interno in un ospedale, e solo in quel momento avrebbe cominciato a far pratica di medicina. Prima di diventare dottore, avrebbe dovuto spendere una fortuna per gli studi, utilizzare tutta la quota ereditaria sua e di sua moglie. Volodie aveva promesso a sua sorella che avrebbe parlato con garbo e gentilezza a suo marito, ma una storiella gliela poteva raccontare? Dopotutto Tsemakh non era una molla di orologio e non sarebbe schizzato via. Allora cominci a raccontare a Tsemakh la storia dei giovani dottori di Lomzshe: da una parte avevano lostilit dei vecchi dottori, dallaltra la competizione tra i dottori russi e quelli che si erano laureati nelle moderne universit polacche. In citt cerano tre famosi dottori, tutti considerati dalle pazienti donne delle mele marce. Un dottore non piaceva perch aveva i baffi lunghi e bianchi, umidi e pieni di macchie di tabacco. Un altro non era apprezzato perch parlava troppo, neanche fosse una pescivendola; e continuava a chiedere dei nonni e delle nonne: diceva che era necessario per fare le ricette. Non pia57

ceva neanche un terzo dottore perch era calvo e perch si diceva che portasse gli tsitsit e si sa che un dottore deve essere un mascalzone senza Dio. Allospedale di Sanitarsky Street i giovani dottori aspettavano sugli scalini di essere ammessi a far pratica per almeno un mese. In tutte le citt dozzine di professionisti laureati erano alla ricerca di zitelle ricche per poter aprire un ambulatorio. Questi giovani dottori sapevano un sacco di lingue: il polacco, il russo, il tedesco ed anche il francese. Se Slave voleva un dottore a tutti i costi, poteva prendersene dieci, non solo uno. Come mai nonostante tutto questo, vuoi fare il dottore? chiese sorridendo Volodie. Ho pensato che sia il modo migliore per fare del bene alla gente. Ma dovrai guadagnare denaro dal tuo lavoro per mantenerti. E allora che razza di bont sarebbe? Tsemakh lo guardava, sorpreso e perplesso. Quel suo cognato, uomo daffari, aveva posto una domanda degna di un Musarnik: se si fosse fatto pagare per guarire i malati, non sarebbe stato un atto di bont, ma di interesse personale. E allora cosa posso fare? sospir Tsemakh. Tua moglie ha una quota nel nostro business. Potresti lavorare con noi e poi potresti anche aiutare la gente che ha bisogno di un dottore. In Navaredok nessun era disprezzato maggiormente di un negoziante. Un negoziante non poteva essere davvero buono, neanche se fosse uscito dalla sua pelle. Il suo dio era il copeco6, e avrebbe intrallazzato anche con il Creatore dellUniverso. Diventare io un negoziante? grid disperato Tsemakh. Io sono un negoziante disse Volodie, che non riusciva a capire lumore di suo cognato: era depresso come se fosse stato obbligato a andare a mendicare di casa in casa. Volodie, stanco da morire di quella conversazione, guardava verso la porta, sperando di vedere apparire la sua Chanah bianca come la neve e bella carnosa. Bolliva come un pezzo di terra secca al sole dopo una pioggia, sudava per la piacevole attesa e si grattava le ascelle. Ma la mia sorellina una bella mogliettina, o no? disse ammiccando. Tsemakh lo guard freddamente come un grosso pesce trascinato in secca. Il giorno dopo nel pomeriggio Tsemakh and al negozio. Slave aspettava il suo ritorno con i suoi occhioni umidi come quelli di un gatto. Verso sera le venne in mente che era lora di diventare una casalinga indipendente. Fino ad allora sua cognata Chanah le aveva mandato la domestica con la loro cena. Quella sera Slave cucin lei stessa, lavorando sodo e agitandosi molto.
6. Centesima parte del rublo, unit monetaria della Russia. 58

Quando Tsemakh arriv di sopra, trov la tavola apparecchiata. Ma tocc appena i piatti; mastic in silenzio, perso nei suoi pensieri. Dopo cena si sedette, con le spalle curve, in una poltrona vicino alla finestra, come se avesse trasportato un centinaio di sacchi di farina nelle sue poche ore di lavoro. Slave si sedette leggera sul bracciolo della poltrona, con la mano sulla sua spalla. Mi rendo conto che andare al negozio per te una tortura. Altri si considererebbero fortunati. Tsemakh rispose che in effetti i suoi cugini si consideravano fortunati a lavorare per la famiglia Stupel. Loro erano per dei piccoli omuncoli con i cervelli grandi come gli occhi di unaringa. Slave rise: perch si metteva sullo stesso livello degli impiegati? Lui era un socio. E che futuro avr? chiese malinconicamente Tsemakh. Il tuo futuro sar come quello di tutti gli uomini replic sua moglie lasciandosi scivolare dal bracciolo della poltrona sul suo grembo. Premette la testa contro il suo petto e guard in su verso la sua faccia corrucciata. Le sue parole cadevano lente e pesanti: tra qualche giorno avrebbe detto ai clienti che la merce gli costava pi di quello che gli offrivano. Di notte avrebbe calcolato i suoi guadagni e si sarebbe preoccupato che la gente non pagava o che non cera abbastanza denaro per pagare le fatture. Dormendo avrebbe sognato ancora farina e orzo. Presto sarebbe divenuto un giovanotto a passeggio, il Sabato, con la moglie che spingeva una carrozzina per bambini, e poi sarebbe divenuto un padre anziano che ha problemi con i suoi figli grandi. E che futuro? Limmagine di lei che spingeva la carrozzina con suo marito al fianco piacque a Slave, ma non si sentiva ancora pronta. Ora desiderava che suo marito la baciasse e la carezzasse. Lo guard, muovendo la testa in modo che i suoi capelli sfiorassero il suo mento, il naso e le guance. Premette la sua sottile schiena contro il suo petto e le natiche contro la sua pancia e le sue gambe dure, fino a che sent le sue narici infuocate soffiarle dentro venti caldi. Ridendo trionfalmente, Slave salt gi dal suo grembo caldo. Tsemakh vide la forma delle sue natiche rotonde stampata nel vestito, come fosse stata fatta con un compasso, e labbracci selvaggiamente. Ma lei si liber dal suo abbraccio e lo canzon: E che futuro?. Le sue labbra erano imbronciate dal desiderio e i suoi occhi scintillavano come ubriachi, sembrava quasi avesse sorseggiato un vecchio vino e volesse trattenere il suo gusto ed aroma dolce-amaro pi a lungo possibile. Teso ed eccitato Tsemakh la afferr tra le braccia e borbott che per lei avrebbe fatto il negoziante.
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Dovunque guardasse nel negozio, Tsemakh Atlas vedeva sacchi impilati fino al soffitto. Sentiva che non solo aveva imbiancato di farina la faccia, le mani e i vestiti, ma anche la sua anima ormai era divenuta farinosa. Daltronde i commessi non lo lasciarono immerso nei suoi pensieri a lungo. Vedendolo fantasticare nel retro del negozio, sfregando la farina tra le dita, corsero da lui. Il pi anziano prese una manciata di farina da un sacco e mostr a Tsemakh la differenza tra due tipi di merce. Il mais macinato, anche dopo esser stato raffinato diverse volte, rimaneva ancora piuttosto duro e friabile. La farina di grano era sempre giallastra e grassa, sottile come seta e tenera come velluto. Il cugino di mezzo di Tsemakh lo istru sulla crusca, il residuo nero del mais e sulla farina non raffinata, il residuo nero del grano. Il cugino pi giovane, quello con gli occhi vivi e sfacciati, gli dette indicazioni sui prezzi: non doveva dire subito il prezzo pi basso, bisognava cominciare alti e scendere pian piano. Doveva inoltre imparare a gestire le situazioni al loro insorgere. Per esempio non si pu chiedere per un sacco di farina bianca pi di diciassette sloty e mezzo a un fornaio di Lomzshe, che conosce i prezzi e pu andare da chiunque altro. Invece si poteva chiedere di pi a un negoziante di unaltra citt, e se veniva una donna a comprare un paio di chili di farina bianca per se stessa, doveva pagarla il venticinque per cento in pi. Hai capito? dissero tutti insieme i tre fratelli. Tsemakh Atlas si pul le mani dalla polvere bianca e rispose: Ancora non conosco bene i vari tipi di farina. Per conosco molto bene voi. Col tempo diverrete grandi mercanti. Vostra madre comunque dovrebbe pregare che rimaniate sempre sottomessi: come siete capaci di strisciare per terra davanti a quelli pi forti di voi, cos sareste capaci di calpestare quelli pi deboli di voi. I tre commessi si ritrassero, ringraziando Dio che nessuno avesse ascoltato il loro cugino. Entr nel negozio Reb Kopl Kuifman, un volontario civico. Indossava una lunga gabardine, lucida con macchie di grasso, vino di Kiddush7, e cera di candele di Havdalah8. Reb Kopl era sempre in movimento, impegnato a rac7. Celebrazione con la quale si santifica lo Shabat: consiste in una preghiera, nella benedizione del vino e nellaccensione di due candele. Viene eseguito prima dei due pasti principali dello Shabat. 8. Preghiera ebraica che si recita al termine dello Shabat. 60

cogliere donazioni per il Talmud-Torah9 e per lorfanotrofio. Tutti a Lomzshe sapevano che non tratteneva niente per s lo manteneva il piccolo negozio della moglie. Anche Tsemakh lo aveva conosciuto, ma non gli piaceva quel modo eccessivo di lamentarsi di Reb Kopl mentre raccontava dei ragazzi bisognosi del Talmud-Torah. Stavolta Reb Kopl era entrato con la bocca piena di lamenti per raccogliere le donazioni mensili per gli orfani. Tir fuori dalla tasca il suo taccuino, lecc la matita blu e attendeva che il cognato degli Stupel gli dicesse la cifra da scrivere. Tsemakh gli dette un contributo e non volle la ricevuta. Per quanto riguarda il denaro mi fido di voi. Ma non mi fido della vostra bont. Mi rende triste vedere persone che hanno cos tanta compassione da finire per provare piacere nella compassione stessa. Per luomo libidinoso anche la compassione libidine, e voi quando parlate lacrimando di questi orfani, allora trasudate veramente piacere. Reb Kopl era rimasto a bocca aperta con la lingua macchiata del blu della matita. Era questo il modo di parlare con lui, disse balbettando e cominciando a singhiozzare, con un uomo che era un fedele servitore della comunit? Che girava giorno e notte per raccogliere la carit e che doveva mangiarsi il cuore prima di riceverla? Tsemakh gli rivolse uno sguardo incandescente e disse con furore che era proprio quello che intendeva lui. Quando un uomo aiuta qualcuno deve parlare il meno possibile della cosa, e non fare chiasso o affaccendarsi intorno al bisognoso come se fosse un cadavere senza parenti. Ma lui che si supponeva fosse un servo fedele della comunit, faceva un gran parlare della sua compassione e si vantava della sua gentilezza. Era questa la prova che era motivato dal proprio piacere e onore, piuttosto che dallinteresse degli orfani. Reb Kopl Kuifman sgattaiol fuori dal negozio, quasi temesse che gli tirassero dietro salviette bagnate. Volodie era raggiante: Oi10, bene, Tsemakh! Gli hai proprio dato il fatto suo. questo il modo di parlare con questi ficcanasi cittadini, questi benefattori dal grande senso civico. Il possente Volodie strillava con gioia con una voce sottile, come quella di un eunuco. Non aveva mai negato un contributo, ma disprezzava questi lavoratori della comunit e si prendeva gioco di suo fratello Naum: Quello spaccone corso via di nuovo con il vestito da cerimonia e il cappello a cilindro per ricevere qualche pezzo grosso.
9. Scuola elementare pubblica per bambini di condizioni economiche modeste, che si sosteneva con donazioni e contribuzioni della comunit ebraica. 10. Tipica e frequente espressione yiddish, con vari significati: da stupore, a dolore, a gioia. 61

Nel pomeriggio venne al negozio Reb Enzele. Era un uomo piccolo con un naso minuscolo e una bella barbetta bianca. Dal suo contegno pio e ordinato era chiaro che i suoi pensieri erano puliti e le sue labbra non pronunciavano parole blasfeme. Il lavoro di Reb Enzele aveva a che fare con le celebrazioni dello Shabat. Era bronzista: argentava candelabri e dorava le corone e le campanelle della Torah. Ogni volta che entrava od usciva da una casa ebrea andava in punta di piedi a baciare la mezuzah11 sullo stipite della porta. Lasciava esaminare il suo tefillin solo dalluomo con la barba pi lunga nella citt, e per la festa di Sukot comprava i migliori etrog. Ora era entrato nel negozio degli Stupel per pagare la farina di matsot12 di Pesach. I suoi begli occhi brillavano di gioia e di fiducia. Reb Enzele disse buongiorno a tutti e aveva gi tirato fuori la borsa. Contemporaneamente era entrata nel negozio una baleboste per comprare la farina per le challot13 dello Shabat. Aveva la faccia abbattuta: sospirava forte e apr il suo cuore a Volodie: non sapeva come riuscisse a cucinare; non era passato neanche un mese da quando il fiume Nareva si era preso lunico figlio di sua sorella. Oh, Signore, quanti dottori e Rebbe14 chassidici avevano visitato la sorella ed il cognato prima che questi riuscissero ad avere un bambino. E come i genitori curavano e si dannavano per quel bambino fino a quando non crebbe! E poi un Sabato Itzikl non torn. Se lera preso la Nareva15. Anche se Volodie aveva ascoltato questa storia almeno venti volte, aggrott le sopracciglia e dovette sforzarsi per non versare una lacrima. Si identificava nellangoscia dei genitori. In pi gli dispiaceva molto non avere una piccola ragazza bionda con le calze bianche che girasse per la sua casa. Reb Enzele scuoteva tristemente la testa: Che disgrazia! Che non colpisca altri Ebrei! Che disgrazia! Ma Dio giusto e le sue vie sono giuste. Quando un bambino ebreo va a nuotare di Shabat... . Aveva appena finito la frase quando Tsemakh gli piant addosso due occhi furenti e lasci andare un fiume di parole: i compagni di Giobbe erano molto pi santi di lui, ma Dio era furioso lo stesso con loro perch avevano
11. Piccola teca contenente una pergamena con alcuni versi della Torah che gli Ebrei mettono sullo stipite della porta di casa. 12. Pane cotto senza lievito, mangiato dagli Ebrei negli otto giorni di Pesach. Il singolare matsah. 13. Plurale di challah. Tipico pane ricco che si fa per Shabat. Ha laspetto di una treccia. 14. Titolo dato ai Maestri Chassidici. 15. Fiume che scorre vicino alla shtetl omonima. Oggi ha il nome di Narew. 62

fatto notare che probabilmente Giobbe aveva peccato e meritato i suoi guai16. Quando un uomo sente che il mondo gli sta crollando sotto i piedi, pura crudelt consolarlo dicendogli che superer la sua sfortuna. Ed ancora pi crudele giustificare un ordine celeste se si riferisce ad unaltra persona. E oltre ad essere crudele anche da adulatori e da ipocriti. Uno adula il Creatore, dicendo che giusto e giuste sono le sue vie riferendosi ad altri per salvare se stesso dallo stesso giudizio. Ma il Creatore nei cieli capisce che si tratta di falsi santi di gesso. Il bronzista corse fuori dal negozio come se la sua gabardine fosse stata incendiata dagli occhi fiammeggianti di Tsemakh. I commessi gli corsero dietro per scusarsi, ma Reb Enzele, con un cenno delle mani, disse che non voleva sentire una parola. Li pag per la farina di Pesach e scapp via per il mercato. Tutti poterono vedere il vecchio uomo scuotere la testa da una parte e dallaltra: no, no, non era mai stato insultato in questo modo, e per nessuna ragione. La zia del bambino annegato scivol fuori dal negozio per evitare di esser vituperata dal cognato degli Stupel perch faceva le challot prima che fosse terminato il periodo di trenta giorni di lutto. Ma Volodie se la rideva e raccont a Tsemakh di un gesto di superstizione che aveva Reb Enzele: ogni qual volta passava da una porta, batteva tre volte sul muro adiacente e batteva il piede tre volte sulla soglia. Ragazzi, fate limitazione di Reb Enzele che picchia e pesta con le sue manine e i suoi piedini. Avendo Volodie urlato il suo comando, i commessi corsero fuori nella strada e mimarono i gesti di Reb Enzele. Da fuori i commessi vedevano che Volodie si scompisciava dal ridere. Ma siccome lo conoscevano molto bene, capirono che stava ridendo per nascondere la sua rabbia per Tsemakh, che aveva allontanato sia un vecchio cliente, sia la baleboste che voleva comprare la farina per fare le challot. Pungenti raggi di sole portarono giornate calde asciutte, che scintillavano come sabbia calda e brillante mischiata a schegge di vetro. Durante queste giornate estive lalbero verde scuro vicino alla casa degli Stupel era diventato grigio di polvere, e i suoi rami pesanti, carichi di grosse foglie, si indebolivano per il caldo. Tsemakh guardava fuori dalla finestra del negozio e pensava: ancora un mese e le foglie appassiranno. Cerano alberi anche nel cortile della yeshiva di Nareva. In estate si era seduto l con gli studenti a discutere di Musar... Fuori, nel mercato di Lomzshe vide una donna, con un vestito a fiori e sulle spalle un fazzoletto marrone a scacchi, discutere con una venditrice. Un vestito estivo ed un fazzoletto invernale?, si chiese Tsemakh senza riuscire a comprendere perch fosse cos sorpreso. Un vestito estivo e un fazzoletto invernale, un vestito estivo e un fazzoletto invernale!
16. Si riferisce probabilmente a Giobbe: 42,7-17 63

continuava a borbottare Tsemakh. Immagin di essere diventato una grossa mosca in un angolo della finestra. La mosca voleva andarsene, ma continuava a sbattere sul vetro, ronzando... Nel mercato un contadino si era seduto su un bidone per il latte vuoto, rovesciato, vicino ad uno pieno. Tsemakh era di nuovo sorpreso: come poteva un uomo sedere sul bordo rotondo e aguzzo di un bidone? Una paura lo assal, forse era uscito di senno? Quali strani pensieri affollavano la mente di uno che era stato un Musarnik di Navaredok! Si gir e vide Volodie che parlava con un grossista sul trasporto dalla stazione di due vagoni di farina che avevano acquistato assieme. I facchini stavano muovendo i sacchi dal magazzino ad una piattaforma laterale. Naum urlava ordini ai facchini e i commessi erano in attesa di clienti. Entr un negoziante di Piontnitse17, un villaggio sullaltra sponda del Nareva. Luomo, un giovane con i denti bianchi sporgenti, un cespo di capelli e un tic nei suoi occhi strabici, sbatt per terra con gli stivali, come se fuori ci fosse il gelo e rugg sicuro di s che era venuto per acquistare delle merci. Volodie, che era impegnato con il suo partner per la partita di farina, fece segno a Tsemakh di occuparsene lui. Accorse anche uno dei commessi. Fatemi vedere un campione di farina di grano url il mercante del villaggio e qual il prezzo per grandi quantit? Trentasette zloty. Tsemakh propose subito il prezzo pi basso. Da altre parti costa trentasei replic il mercante di Piontnitse. Lo interruppe il commesso dicendo che, se non avesse detto trentasette il balebit, quello non avrebbe avuto oggi la merce per meno di trentotto. Il prezzo della farina era andato su. Con un occhio chiuso il mercante di Piontnitse squadr il nuovo balebit vicino alla cassa. Ah si tratta di un partner? Oh, mi ero proprio dimenticato! Avevo saputo che gli Stupel avevano acquistato un cognato che era un rabbi. Ma questo laspetto di un rabbi? Senza barba, senza lunga gabardine, e pieno di farina sino ai gomiti? I Lomzsher amano inventare storie incredibili. Il sorriso impudente sulle labbra grosse e sporgenti del mercante del villaggio, insieme ai suoi dentoni, ricordava a Tsemakh un cavallo con un po di paglia masticata allangolo della bocca. Lespressione degli occhi del mercante e il modo di dimenare la testa testimoniavano la stupidit di un furbo piccolo paesano che porta una carrettata di legna al mercato e crede che tutti si preoccupino di lui e non lo ingannino. A Tsemakh addirittura piaceva questo giovane sbruffone che lo derideva. Non deriva dallAltissimo sia il bene che il male, come dice la Torah? Si era preparato il letto; ora doveva coricarcisi.
17. Villaggio nella periferia di Lomza, oggi chiamato Piatnica. 64

Dopo una lunga contrattazione il Piontnitser si decise a comprare la farina di grano al prezzo stabilito. Poi chiese della farina di granturco. Ne voleva cinque borse. Se il prezzo non era troppo salato ne avrebbe prese dieci. Tsemakh diede anche stavolta il prezzo pi basso, e uno dei commessi aggiunse che non si poteva discutere il prezzo, poich anche suo fratello aveva pagato diciassette zloty per borsa.E questa la ragione per la quale si trova nei pasticci disse ridendo il cliente. Il fratello aveva aperto un negozio proprio davanti al suo per competere con lui. Ma le cose non gli erano andate bene aveva fatto due fallimenti. Ma, nonostante ci, lui lo aiutava: ogni settimana gli dava una banconota da cinque, a volte da dieci zloty. Ma non direttamente a lui. Il fratello fallito era cocciuto, e si sarebbe rifiutato di prenderle. E lui le dava alla cognata, e diceva che erano per i bambini. Voi aiutate vostro fratello con una banconota da cinque, con una da dieci, ma non lo aiutate con quanto sarebbe a lui necessario per non dipendere pi da voi inve Tsemakh contro di lui. Il Piontnitser perse la pazienza e cominci a difendersi: E allora cosa dovrei fare? Andate avanti, ditemi voi cosa fare in modo che mio fratello non sia mio nemico giurato. Pi gli do, pi mi odia. Perch lo aiutate in modo tale che lui rischia di soffocare ad ogni boccone. Ecco perch vostro nemico disse Tsemakh gustando la sua rabbia indomita come un sorso di buon vino. Vedo che razza di persona siete. Voi non vi fidate di nessuno. Costantemente vi torturate il cervello per scoprire i secondi fini degli altri. State bene quando siete pieno di sospetti, come un maiale pieno di parassiti sta bene se si rotola nel fango. Il cliente, insultato e sbalordito, pian piano si riprese: Che cosa stava succedendo? Veniva per comprare farina e la pagava un prezzo inflazionato, in pi quelli abusavano di lui e si intromettevano pure tra lui e suo fratello. Al diavolo, volgari zoticoni, disse riprendendosi, e urlando per tutto il negozio in Lomzshe ci sono tanti venditori di farina e dato il tipo di cliente che sono io, quelli mi bacerebbero perfino la mano, che possiate essere dannati!. Il mercante del villaggio usc sbattendo la porta e un silenzio drammatico invase il negozio. Volodie aveva la faccia scura. Il grossista accanto a lui scrollava le spalle, incapace di credere ai propri occhi. Naum agitava le mani come fosse diventato muto. Tsemakh dimentico di tutto teneva appoggiati i gomiti alla cassa e la testa sepolta tra le mani; respirava affannosamente. Volodie pose una mano sulla spalla di Tsemakh facendo fatica a rimanere calmo: Questuomo da Piontnitse un buon cliente, e tu lo hai allontanato per sempre. Io non so se sia giusto e saggio dire la verit in faccia a chiunque e
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farsi nemici ovunque. Di nuovo apparve il fuoco negli occhi scuri di Tsemakh che rispose con voce roca: Cos si deve fare: un uomo deve dire sempre la verit a tutti e non farsi condizionare dalla paura di crearsi dei nemici. Ci nonostante io non sono n un eroe, n luomo della verit. Ma se il fratello ricco perseguita il fratello povero e non riesce a capire perch questi gli sia nemico, io devo dirgli la verit. La faccia larga di Volodie era diventata dura come pietra, ma rimase in silenzio. Guardandolo, Naum non osava dire una parola neanche lui. Guardava in cagnesco i cugini di Tsemakh, i commessi, che si erano raggruppati in un angolo, come se fosse tutta colpa loro.

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Tutti i gioved a casa di Chanah Stupel, andava a mangiare uno studente della yeshiva di Lomzshe, un giovane di Grayev di nove anni con dei begli occhi neri e una fronte spaziosa e intellettuale da rabbino. Chanah passava tutte le sue giornate a casa da sola e aspettava con impazienza il giorno nel quale Fishele veniva a mangiare. Sedeva davanti a lui, servendogli i vari piatti. Aveva notato che il ragazzo fissava sempre gli orologi di Volodie e lanciava occhiate verso le altre stanze. Pensava che stesse cercando ragazzi della sua et, ma fosse abbastanza discreto da non chiedere se ve ne fossero. La sua intelligenza e la sua sensibilit accrescevano lammirazione che Chanah aveva per lui. Poteva toccare gli orologi, se lo desiderava, ma doveva solo stare attento a non romperli. Ma Fishele non voleva apparire un ragazzo ozioso che gioca con gli orologi: finiva di mangiare con calma, recitava religiosamente la Benedizione dopo i pasti e se ne andava, lasciando nel cuore di Chanah un sentimento di amarezza e un desiderio: se solo avesse avuto lei un bambino cos, un cos dolce, meraviglioso, vivace figlioletto! Lo studente veniva ogni gioved per la colazione, tornava alle due del pomeriggio per il pranzo, ma non voleva venire per cena, perch si sarebbe distolto troppo dagli studi della Torah. Ma Chanah gli dava una sporta piena di cibo e venti groschen18 per comprarsi quel che voleva. Chanah gli chiese dove consumava gli altri pasti e quello rispose che aveva un altro giorno buono, il mercoled, a casa di Reb Dodie Shmulevitsh. La regola della yeshiva era che ogni studente aveva due giorni di buon cibo alla settimana, mentre gli
18. Centesima parte dello zloty. 66

altri giorni non erano cos fortunati. In fin dei conti non sarebbe stato giusto se un solo studente avesse avuto sei giorni buoni e i Sabati eccellenti e gli altri studenti avessero dovuto fare la fame. Chanah sapeva che Dodie Shmulevitsh aveva un grosso debito con gli Stupel e che non lo stava ripagando. Ma nonostante ci Reb Dodie era un buon Ebreo, poich Fishele da lui aveva pasti eccellenti. Volodie disse che dagli Shmulevitsh la settimana aveva sette giorni di festa; si ingozzavano come ai matrimoni dei ricchi ogni giorno; arrostivano sempre un bue intero. Le cameriere sudavano sulle pentole giorno e notte. Le porte da loro non erano mai chiuse: ospiti, ospiti, ospiti senza fine. Quindi non era un grande sforzo dare qualcosa da mangiare a un bambino della yeshiva. Ma non pagava i debiti. Avevano rinnovato le sue cambiali due volte e se non avesse pagato alla terza scadenza sarebbe finito nei guai. Doveva loro una fortuna. Qualche tempo dopo Chanah not un cambiamento nel ragazzo della yeshiva. Quasi non toccava il cibo e guardava con ansia verso la cucina. Pens che si vergognasse di lei e usc dalla stanza. Ma quando ritorn scopr che non aveva toccato cibo. Gli disse che avrebbe potuto preparare qualcosaltro, se non gradiva il cibo, ma il ragazzo disse di essere pieno, anche se guardava il piatto pieno con occhi affamati. In un caso simile Chanah avrebbe chiesto alla yeshiva di mandarle uno studente con buon appetito, ora infatti Fishele non finiva niente che lei avesse preparato. Ma il pensiero di separarsi da un cos delizioso ragazzo, con i suoi cernecchi neri, la faccia rotonda, e la bocca piccola, la addolorava. Alla sua partenza, come al solito, gli dava una borsa piena di cibo e mezzo zloty, ricordandogli di tornare il prossimo gioved. La settimana successiva Fishele arriv senza due bottoni della giacca e un terzo appeso solo ad un filo. Gli tolse quasi a forza la giacca, dicendogli che non cera da vergognarsi di lei, che avrebbe potuto avere dei figli pi grandi di lui. Chanah sedette con la sua giacca sulle ginocchia: il colletto e i gomiti erano consumati. Fece passare il filo tra le sue labbra carnose e succose e guardava Fishele da sotto le ciglia. Lui indossava una camicia bianca con un colletto alto; le bretelle passavano sopra le spalle sottili, e i suoi tsitsit erano tirati sotto i lacci delle bretelle. solo un piccolo ragazzo, praticamente un bambino, e gi sa cosa c scritto in quei grossi e pesanti volumi del Talmud. Volodie non lo sapeva, Naum non molto bene; solo Tsemakh lo sapeva. Ma che cosa importava? Non studiava pi e non era religioso. Fishele invece lo sapeva e studiava ed era anche religioso. Avrebbe voluto davvero prenderlo in braccio e stringerselo al petto ma non si avvicinava pi alle donne, quel piccolo santo. Fishele sembr rendersi conto che cera una madre seduta davanti a lui: mise da parte il suo imbarazzo e mangi tutto quanto era stato
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preparato. Chanah era contentissima, ma fece finta di niente. Dopo che ebbe recitato la Benedizione19, gli chiese che cosa gli fosse successo nei giorni scorsi: non aveva mangiato e sembrava spaventato. Era forse malato, il Cielo non lo volesse? Fishele Graveyer scoppi a piangere. Si stropicci gli occhi con le sue piccole mani e raccont tutta la storia. Durante il suo primo mercoled le persone stavano vicino a lui e gli gridavano: mangia, ragazzino, mangia, e quello che gridava pi forte era proprio il balebit Reb Dodie, mangia, ragazzino, mangia, e addirittura chiamava i suoi ospiti per far loro vedere come il ragazzo mangiasse, neanche fosse una bestia in un campo. Ma ultimamente gli davano da mangiare in una stanza vuota, semibuia e nessuno veniva a vederlo, neanche la cameriera. Aveva trovato solo un pezzo di pane e un po di zuppa in una tazza, e quando se ne era andato non cera nessuno a salutarlo. E allora aveva temuto che anche il Gioved fosse stato messo a mangiare in cucina senza nessuno a fargli compagnia. Le lacrime riempirono gli occhi di Chanah. Raccont il fatto al marito e chiese di far mangiare Fishele a casa loro anche il mercoled. Volodie rispose che fino a quando Shmulevitsh non avesse pagato il suo debito, era pericoloso fare qualsiasi azione contro di lui, che non avrebbe certo gradito il fatto che il suo studente fosse passato agli Stupel, e sarebbe diventato un loro nemico mortale. Volodie raccont in negozio la storia dello studente di yeshiva che gli Shmulevitsh nutrivano cos avaramente, anche se arrostivano buoi interi nella loro casa. Tsemakh ascolt, ma non interfer. Aveva ricevuto anche troppo dal mondo dei mercanti. Quando il debito arriv a scadenza Shmulevitsh venne al negozio e chiese che gli fossero rinnovate le cambiali per la terza volta. Anche se mostrava la sicurezza di un principe, chiunque poteva rendersi conto che temeva il fallimento. Shmulevitsh raccont del suo coinvolgimento in molte imprese daffari e solo di sfuggita fece sapere quanto grande fosse la sua ricchezza. Il mulino sullaltra sponda del fiume Zembrove20 non poteva cominciare a lavorare fino a quando non fossero stati installati i nuovi motori. Gli inquilini delle sue nuove case non avevano ancora pagato la prima rata daffitto, e lo stesso governo non lo aveva ancora pagato per le baracche per soldati che aveva costruito. Cos, fino a quando non riusciva a riscuotere i suoi crediti e costruire di nuovo, si trovava una montagna di mattoni nelle sue fornaci e una foresta di assi nelle sue segherie. Ecco perch le cose non andavano tanto
19. Si tratta della preghiera che gli Ebrei religiosi recitano dopo i pasti. 20. Con ogni probabilit il fiume che attraversa la cittadina omonima, che oggi si chiama Zambrow, a sud di Lomza e che un affluente del Narew. 68

bene per lui. Ma doveva anche ammettere che spendeva troppo, che faceva troppa carit. La gente gli mangiava la casa, lo riduceva a pezzi. Il Fondo per la Casa dellOspite dice: dai!. La casa dellAnziano dice: dai! E quando vengono per lOspedale Ebreo non posso certo fare il maiale. Diamo di pi noi. Il totale di tutte le vostre donazioni non supera i venticinque zloty, forse meno disse Naum Stupel stizzito sono un membro del Consiglio della Comunit e il presidente di tante Organizzazioni, e so quanto d ognuno. Non ditemi che sapete quanto d ognuno disse il debitore, e tiratosi su le maniche, con le mani aperte, come un Cohen21 che si lava le mani prima di benedire la congregazione, cominci a contare sulle dita: La Casa per lAnziano una... il Fondo per la Casa dellOspite sono due... . Avete gi menzionato la casa dellAnziano e il Fondo per la Casa dellOspite disse Volodie ridendo controvoglia. Shmulevitsh rispose che la memoria gli faceva brutti scherzi ultimamente; la sera, quando andava a letto, ricordava tutto, ma quando si alzava la mattina la mente era come evaporata. Poi finalmente trov qualcosa daltro. Che cosa dire dei poveri che mendicano porta a porta: non contavano quelli? Piuttosto si poteva obiettare che ogni povero prendeva solamente un groschen, ma poteva giurare che venivano a branchi come nellesilio degli Ebrei, un giorno s e uno no, e faceva una bella sommetta. E poi cera il piatto della carit nella sinagoga, la vigilia di Yom Kippur: non era niente? E che dire del ragazzo della yeshiva che veniva a mangiare. Andava da lui ogni mercoled e mangiava il meglio di ogni cosa. Gli stava mangiando la casa. Tsemakh aveva ascoltato tutta la conversazione, non gli interessava minimamente se quelluomo sudato, con il pancione e il collo grasso avesse o no pagato un centesimo del suo debito. Era anche affascinato dal modo in cui questa panciuta montagna di carne stesse lottando disperatamente per enumerare i suoi atti di carit. Ma il mettere il ragazzo della yeshiva nella lista delle azioni che avevano dilapidato le sue ricchezze rese Tsemakh abbastanza furioso da rispondergli: Ogni uomo avaro, o con se stesso, o con qualcun altro. E se uno spendaccione, che dissipa il suo denaro per se stesso o per gli altri, lavaro che in lui verr improvvisamente fuori per un solo groschen. Vostra moglie, le
21. Il nome designa un discendente di Aronne, fratello di Mos e primo sacerdote ebraico. Questa discendenza ha svolto i compiti di sacerdote, fino alla distruzione del II Tempio di Gerusalemme, nel 70 d. C. Il nome ha dato poi origine ai cognomi di Coen, Cohe, Kahn etc. Ovviamente le funzioni sacerdotali oggi non sono pi svolte. 69

vostre figlie e le vostre nuore, queste Kine di Bashan22, hanno vestiti nuovi, cuciti solo per loro: ma voi lavete dimenticato. I soldi che i vostri figli e i vostri generi perdono alle carte: anche questo lavete dimenticato. I banchetti di gala che organizzate per i vostri ospiti, dove loro mangiano e bevono, sudano e puzzano: questo lo avete dimenticato. Ma il giovane ragazzo della yeshiva, quello non lavete dimenticato, e vi lamentate che lui che vi sta mangiando la casa. Dodie Shmulevitshsi guard intorno, come per cercare una barra di ferro, una peso da bilancia, un pezzo di legno. Da principio non riusciva a emettere alcun suono, era certo che i fratelli Stupel avessero incitato loro cognato contro di lui. Shmulevitsh si asciug il sudore dalla faccia e dal collo, si raddrizz e si incammin veloce verso la porta. Quel tipo da piccola sinagoga che si insinuato nella mia vita come un ragno: a lui non rispondo neanche. Ma a voi, miei partner di una volta, dico questo: anche se foste stati sicuri che non avrei mai pagato il mio debito, non avreste dovuto permettere un attacco cos a me. Potete mandare quanti ufficiali del tesoro o incassatori volete dietro di me, ma per quanto riguarda voi stessi, non vi azzardate di far vedere le vostre facce alla mia porta, o io vi romper la testa. Shmulevitsh usc dal negozio con le spalle incurvate. Sembrava che una tenaglia di ferro trattenesse Volodie dallafferrare il cognato alla gola. Ci hai reso infelici. Anchio faccio della carit, ma non sono un Musarnik disse con voce strozzata. Tsemakh lo guard come se si aspettasse un colpo. Tu dai, non fai la carit. Tu odi i poveri e li chiami mendicanti. Getti loro monete, come un nobiluomo dissoluto, solo per liberarti di loro. Naum strinse i pugni: era conosciuto a Lomzshe, a Bialystock, ed anche a Varsavia. Era membro del consiglio della comunit ed era stato ai ricevimenti del governatore della provincia. Era stato anche membro di una delegazione che organizz una buona accoglienza al presidente della Polonia, ma mai in vita sua aveva sentito nessuno parlare in quel modo ad un altro essere umano. Tsemakh si rivolse a Naum con calma, ma con disprezzo: Mi dispiace per te. Tu ti consideri cos inferiore che lotti sempre per essere davanti, in modo tale che ognuno possa quanto meno vederti. Non mettere pi piede in questo negozio Volodie digrign i denti e prese dalla tasca una manciata di monete. Aveva smesso di fare ci da quando Tsemakh era venuto al negozio e non sopportava la vista dei commessi che si lanciavano per terra per raccogliere le monete cadute. Stavolta, comunque, i commessi erano rimasti a una certa distanza, temendo di essere cacciati via
22. Letteralmente: mucche di Bashan (sul monte Samaria). Si riferisce ad Amos: 4,1. 70

anche loro assieme al cugino. Tsemakh torn al suo appartamento e disse a Slave che i suoi fratelli lavevano cacciato fuori dal negozio. Prima che potesse chiedere se stesse scherzando, entr la cameriera di Volodie e le disse che suo fratello voleva parlarle. Slave usc in fretta. Volodie e Chanah se ne stavano nel loro salotto con un senso di impotenza, come se fossero tornati da una festa e avessero trovato la casa spogliata dai ladri. Sopraffatta dalleccitazione Chanah si premeva le mani sul petto ansimante e diceva al marito che il suo cognato non sembrava cos religioso: non aveva la barba e non andava in sinagoga. E poi le persone veramente religiose erano tranquille e gentili. Volodie disse che quel pazzo di un Musarnik li stava portando tutti alla povert e a farsi nemici tutti i balebatim di Lomzshe. Slave aveva la faccia tirata. Volodie aveva chiamato suo marito Musarnik pazzo, e sua cognata, quella sempliciotta, stava postulando come dovesse comportarsi una persona religiosa. Slave scrollando le spalle parl con finta sorpresa: anche lei non riusciva a capire Tsemakh; come gli era venuto in mente di discutere con dei negozianti? Che cosa capiscono i mercanti? Poi and verso la porta con le labbra serrate. Il fratello, con la faccia di nuovo rossa, le url dietro: Vedrai quanti problemi avrai ancora da quello. Quando Slave torn al suo appartamento, Tsemakh la accolse con le gote rosse e la gioia negli occhi, come se avesse passato tutto il giorno nella foresta in riva al fiume. Cos mostri lamore per me? singhiozz lei debolmente. Lui non faceva caso allo charme che fluiva dalle sue lacrime, poich rispose che allora forse non sapeva che cosa volesse dire amare. Forse amare per lei significava non essere a favore della verit e della giustizia. Slave gli url arrabbiata che non era poi cos buono e bravo; quale persona razionale, infatti, insulta sconosciuti che non gli hanno fatto niente, e comportandosi cos fa del male alla propria famiglia? La faccia raggiante di Tsemakh torn di nuovo ad annuvolarsi e le sue parole si infuocarono come i suoi occhi: Dodie Shmulevitsh era un ingordo con le fauci spalancate che ruttava in continuazione. Era di basso livello come un paio di stivali di pelle di bassa qualit, un omaccione con doppi rotoli di grasso alle dita. Una notte non riusciva a dormire. Aveva perso diecimila zloty e non si ricordava dove li aveva messi. Finalmente si ricord che era il ragazzo della yeshiva che mangiava a casa sua una volta alla settimana a essersi mangiato tutta la sua fortuna; e lui doveva aver piet per un tale ingordo? Slave, depressa, non replic. Nelle loro prime conversazioni private non
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lo aveva preso sul serio quando le disse che un Musarnik non avrebbe potuto godere la vita; ora si rendeva conto che aveva detto la verit. Anche in Tsemakh il fuoco si plac e tutti e due rimasero seduti in un silenzio triste, come una coppia povera davanti ad una tavola nuda, la mattina dopo una festa. Non puoi rovesciare il mondo, puoi solo rovinare la nostra felicit. Da quando esiste, il mondo contiene uomini che sono sia bestie selvagge che angeli mormor Slave tristemente. Tsemakh rispose che proprio quello era il punto: per tutta la sua vita aveva saputo che quando qualcuno vola con le ali di un angelo deve guardare sotto quelle ali per vedere se un corpo di bestia non si appostato l sotto una pelle sudata e pelosa. Poi Tsemakh and velocemente allarmadio e prese fuori la gabardine nera che era stata cucita per il suo matrimonio. Da quando aveva lasciato gli studi sacri non aveva pi indossato labito di lerner. Ora per si tolse la giacca corta e velocemente indoss il mantello rabbinico, nuovo e stirato come se fosse uscito adesso dal sarto. Con questo abito lungo fin sotto il ginocchio sembrava anche pi alto, pi sottile e pi forte. Il mantello per lui era come la corteccia per il tronco di un albero. Tsemakh passeggiava in su e in gi per la stanza con la gabardine aperta, che svolazzava festosamente dietro di lui. La sua faccia brillava nel riflesso della seta nera dellabito. Slave lo guardava come se fosse una promessa sposa e gli chiese come mai si fosse vestito cos in fretta e dove volesse andare. Torno alla bet-medresh. Non riesco pi a rifiutare la mia vita precedente. Poich i fratelli Stupel avevano promesso alla sorella la sua quota di ricavi se Tsemakh non si fosse pi fatto vedere in negozio, Slave non si oppose a questo suo ritorno alla vita religiosa. Magari l il fuoco e la rabbia avrebbero potuto acquietarsi. Per dei giorni, incessantemente, Tsemakh cammin nella bet-medresh, vituperando il mondo: il malessere profondo del mondo nasce non tanto dalla sua malvagit, quanto dalla sua falsa rettitudine. Tsemakh si pizzicava il mento come se chiedesse disperatamente alla barba di crescere pi in fretta, quella barba che aveva tagliato quando si era sposato ed aveva lasciato la via angusta, ma diritta.

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Lola, unico figlio di Naum, era un giovanotto robusto di ventanni, con due guance carnose, un collo corto e grosso e labbra sempre appiccicose per i dolci che di continuo mangiava. Il suo collo taurino era impacchettato dal colletto, e le sue grosse spalle rendevano attillata la sua giacca. Per tutto il giorno giocava a calcio o andava a spasso con fannulloni come lui. Il padre gli diceva in faccia che era un buono a nulla: voleva che il figlio ormai grande lavorasse nel negozio. Ma Volodie si opponeva. Chiamava il nipote kaban23, cinghiale. capace di pesare un chilo di farina, il kaban? chiedeva ridacchiando. Lola girava intorno alle cameriere ebree di casa sua, ma non aveva gran successo. Durante la cena andava in cucina per bere un po dacqua, e subito si sentivano le cameriere urlare: Andate via o vi tiro addosso la zuppa. Ogni tanto anche un ceffone volava in cucina e Lola scappava via, eccitato e ansimante. La madre piangeva, il padre agitava i pugni, e il figlio si difendeva, piagnucolando: Cosa c che non va? Che ho fatto?. Le cameriere dicevano che avrebbero preferito trasportare legna da ardere o rompersi la schiena come lavandaie, piuttosto che far le serve da Naum Stupel. Lui rimandava sempre i piatti indietro, urlando che erano troppo freddi o troppo caldi, troppo cotti o troppo crudi. Perci la moglie Fride cercava delle donne sottomesse, che non replicassero al marito; e neanche troppo carine o affascinanti, in modo tale che Lola non mettesse loro gli occhi addosso. Per caso Chanah Stupel aveva visto da una signora di citt esattamente quel tipo di serva che Fride cercava. Aveva una figura brutta e sgraziata, capelli biondissimi non curati e faccia da bambina; era una serva ebrea con sembianze cristiane e il nome Stasie, dal nome ebreo Stesie. La baleboste raccontava che i genitori di Stasie erano ricchi contadini che vivevano nella regione di Zembrove. Erano morti anni fa, quando lei era ancora una piccola ed immatura monella, per cui i parenti ebrei e i vicini cristiani si impossessarono della sua eredit. Per evitare che se ne andasse in giro per il villaggio sotto i loro occhi, la portarono a Lomzshe e la fecero assumere come cameriera. Ed era brava: sapeva cucinare e lavare, pulire e sfregare. Faceva tutto quello che le veniva chiesto, con lunica eccezione di servire a tavola. Il solo vedere una tavola nel mezzo di una stanza la pietrificava, come se avesse davanti una montagna. Ma la cosa peggiore era che non aveva imparato a mantenere una cucina kosher, perch non durava a lungo con le famiglie
23. Termine yiddish per cinghiale. 73

ebree. Infatti anche il marito della signora temeva che rendesse la cucina non kosher, e stavano per licenziarla. Chanah era di buon cuore, una ragazza di campagna anche lei, e provava piet per quella ragazza silenziosa, immaginandosi come i genitori di Stasie lavessero coccolata durante la fanciullezza. La vedeva correre per i campi con un nastro blu nei suoi capelli biondissimi. Stasie era grossa e le sue mani erano diventate ruvide con il lavoro, ma i suoi occhi irradiavano la tranquillit di una foresta al tramonto. La sua faccia esprimeva una strana sorta di confusione, come se ancora non riuscisse a capire perch avessero svaligiato la sua casa e lavessero portata in una strana citt. Su suggerimento di Chanah, Fride and a dare unocchiata alla ragazza. Le piacque. Una ragazza con un tale aspetto e una natura cos bambinesca, non avrebbe attratto Lola, concluse. Per prevenire poi lopposizione di Naum, gli parl Chanah. Quando la sottile ed ansiosa Fride non riusciva a convincere Naum, Chanah, con il suo collo bianco di neve e le guance rosa, ci riusciva sempre. Chanah chiese al cognato di prendere quellorfana un po tonta, e Naum fu daccordo. Non guard neanche la cameriera. Quando la famiglia mangiava, Stasie rimaneva in cucina guardando sognante il forno aperto. Le braci accese davano una luce dorata alla sua faccia e i suoi capelli si tingevano di rame. Quando cerano i genitori, Lola storceva il naso per disgusto e la chiamava brutta bestia, ma in realt la considerava un bel pezzo di figliola e cominci a tentare di ingraziarsela. Un giorno la trov seduta in cucina con le braccia conserte; spezz una mezza barretta di cioccolata che aveva in tasca e gliela dette. Stasie ingoi avidamente la cioccolata, sporcandosi la bocca come una bambina e velocemente si pul le labbra. Unaltra volta Lola mise una manciata di pistacchi nella tasca del suo grembiale. Lei si guard intorno felice e cominci subito a sgranocchiare i pistacchi come uno scoiattolo vivace. La terza volta gli dette delle monetine. Lei le guard distrattamente e se le prese. Lola pens che facesse finta di essere un vitello stupido, ma invece fosse furba a sufficienza per accettarle e non dire una parola. Un mattino, quando nessuno era in casa e Lola stava alzandosi dal letto, vide la cameriera in sala da pranzo chinata a lavare il pavimento, con il vestito tirato su. Il giovinotto caldo e riposato vide i suoi piedi nudi, la braccia nude sino alle spalle, il grosso petto che sporgeva dal corsetto aperto e balz su di lei come se si fosse bruciato il pelo del corpo. La ragazza scoppi a ridere selvaggiamente. Eccitato ancor di pi dal suo riso sguaiato, Lola la afferr per le grosse spalle e la trascin sul letto. Stasie lo cacci indietro, lo guard in preda al terrore e si fece il segno della croce. Non sei ebrea? chiese stupito. S che sono ebrea rispose. Lola con un
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largo gesto indic tutto quello che cera nella stanza. Vedi? Tutto ci sar mio, sono figlio unico. E sar mia anche tutta la ricchezza di zio Volodie, che non ha figli. Stasie guardava sottomessa e felice quel giovane che era tanto ricco e tanto buono con lei. Quello alz il mento e disse con autorit che ora non era il momento, perch sua madre poteva tornare, ma stanotte si sarebbe infilato nella sua stanzetta, e che quindi non doveva aver paura e mettersi ad urlare, e non avrebbe dovuto dire una parola a nessuno di ci. Aveva capito? Stasie annu, ma il suo sguardo fisso e pensoso rivelava che non aveva capito proprio che cosa sarebbe successo quando il giovane balebit fosse entrato in camera sua. Lola sgattaiol in camera sua notte dopo notte, fino a quando fu stanco di lei e cominci ad interessarsi ad altre ragazze che erano intorno. Girellava per casa allegramente e neanche si accorgeva della cameriera che lo fissava, chiedendosi come mai avesse smesso di andare a trovarla. Pi frequentemente, comunque, Stasie se ne stava in cucina, fissando il fuoco nella stufa come se vedesse in quello il riflesso di un tramonto nelle finestre di casa sua. Una volta che Lola non era tornato per cena chiese alla baleboste: E dove vostro figlio?. Grazie a Dio non qui, rispose Fride e, con tutte e due le mani cariche di piatti, si affrett a lasciare la cucina. Fride sapeva bene che quando il marito non vedeva davanti a s quel vagabondo di suo figlio, imprecava di meno e gustava di pi il cibo. Stasie continuava a chiedere di Lola, ma Fride non se ne preoccupava, finch non not che la cameriera si era ingrassata; ora era pi difficile per lei chinarsi a cercare la farina. Si mise tutte le dita in bocca per soffocare un grido: Oh poveretta me, la cameriera incinta! Si port la serva in cucina, chiuse la porta, e dopo lunghi sforzi riusc a chiedere: Di chi ?. Stasie cap di cosa la sua baleboste stesse parlando. La sua faccia di bambina divenne dolorosamente seria e disse lentamente: Di vostro figlio. Il suo cuore di mamma gi lo sapeva, tuttavia Fride aveva sperato che Dio avesse avuto piet di lei e che non fosse stato suo figlio. Ora sapeva che doveva dare la notizia a suo marito e cominci a tremare tutta. Quando Naum venne a casa, subito Fride, terrorizzata, gli disse tutto, ancor prima che avesse il tempo di cambiarsi e mettersi le ciabatte. Naum sorrise stupidamente, pensava di sognare, poi chiuse gli occhi per un momento e alla fine si lasci andare sul divano con la testa allindietro. Fride non volle rimanere l fino a quando si fosse ripreso ed avesse cominciato ad imprecare, sapeva dopotutto che non avrebbe saputo darle consigli su come venir fuori da quella disgrazia; cos lo lasci sul divano e attraverso il corridoio and da Volodie, il vero capo della
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famiglia. Poco dopo, quando Fride torn con suo cognato e sua cognata per un consulto, udirono grida provenire dalla cucina. Era Naum che mostrando i pugni alla cameriera le urlava: Troia, hai sedotto mio figlio. Stasie era pallida, guardava fisso Naum negli occhi, ma non diceva niente. Chanah si mise tra loro due e disse infervorata che non era colpa dellorfana, che era ancora una bambina e credeva in chiunque. Volodie stava l come un orso rabbioso cacciato fuori dalla sua tana da un branco di cani. Dopo aver passato tutto il giorno nel negozio, amava riposare tranquillo nel suo appartamento, non riusciva a stare in quello di suo fratello pieno di rumore quanto un bagno turco lo di vapore. Volodie guardava con disgusto la faccia di bimba della cameriera e il suo corpo sgraziato. Detestava i confusionari e le persone adulte con la testa di bambini. Fece silenzio con un ruggito e ordin che tutti, eccetto la cameriera, andassero nel soggiorno. Naum passeggiava avanti e indietro nel soggiorno, strappandosi i capelli dalla testa: che cosa avrebbero detto a Lomzshe e che cosa avrebbero detto nel mondo? Avrebbero detto che il figlio di Naum Stupel si era fatto una cameriera. Proprio allora la porta si apr e Lola entr. Stava per gridare: mamma, da mangiare, quando vide sua madre in una angolo che si torceva le mani e suo padre che lo guardava e si ritraeva, come fosse davanti a un demonio. La zia Chanah era seduta al tavolo con gli occhi umidi e lo zio Volodie sedeva in una poltrona con uno sguardo da omicida. Come pu un giovane ebreo essere cos senza cuore e rendere cos misera unorfana? singhiozz Chanah. Prima che lo sconcertato Lola potesse metter su una faccia da innocente, Volodie marci su di lui e lo schiaffeggi con la sua rude manaccia. Sei un cinghiale, non si sporca dove si mangia! Lola si teneva la guancia che gli faceva male e gridava: Perch ce lavete con me, che ho fatto?. Poi con grande sorpresa di tutti, Naum invece di picchiare suo figlio picchi un pugno su suo fratello e batt un piede per terra: Sono io il balebit in casa mia, non tu! Lola mio figlio, non tuo! Se merita di essere schiaffeggiato, lo schiaffegger io, non tu! Hai sentito, zoticone?. Sei un pallone gonfiato, non mi interessa di te e del tuo cinghiale, mi interessa lonore della famiglia. Poi si rivolse a Fride: la serva non poteva pi restare con loro, non poteva neanche restare da loro, perch avrebbe potuto raccontare le novit in tutta la citt. Dovevano chiedere a Slave di prenderla con s e non lasciarla uscire fino a quando non le avessero trovato una sistemazione. Poi Volodie esasperato e scarmigliato rugg a sua moglie: Basta piagnucolare e vieni a letto. Vedendo andarsene suo cognato e sua cognata, Fride si fece ancora pi pic76

cola. Ora suo marito avrebbe riversato tutto la sua collera solo su di lei. Lola era ancora stordito, con la mano sulla guancia gonfia, guardandosi intorno come un uomo che guarda stupito il punto dove appena caduto. Volodie si accert che non ci fosse quello sbruffone di suo fratello quando parl con Slave. Fride sedeva depressa in un angolo, Chanah era avvolta da un melanconico silenzio. Sapeva di non potersi aspettare nessuna compassione per lorfana da parte del marito. Volodie disse che contava di trovare per la serva una casa da un contadino di un villaggio, e che il suo bastardo sarebbe nato l. Anche Slave non provava compassione, ma era comunque disposta a nascondere la ragazza incinta a casa sua e tenere Lomzshe fuori dai chiacchiericci sulla famiglia. E che cosa dico a Tsemakh? chiese. Non dirgli la verit. Pensa a qualcosa rispose Volodie in apprensione. Un occhio non esperto, specialmente se di un uomo, non noter niente. Si vede appena che incinta sospir Fride oscillando avanti e indietro. Chanah non si trattenne e cominci a piagnucolare di nuovo: Come si pu abbandonare cos una innocente orfana ingannata?. Ma suo marito le url cosa stesse ancora farfugliando, era lei quella che aveva per prima portato quella vacca nella casa. Era tutta colpa sua! Volodie marci dentro la stanza della cameriera. Dora in poi sarebbe andata a vivere da sua sorella fino a quando lui non avesse trovato una casa in un villaggio. La trattava come se fosse suo padre o suo fratello, ma non doveva far parola con nessuno. Se lo avesse detto al padrone di casa dove fosse andata a vivere o a qualcuno nel villaggio, lavrebbero cacciata per la strada. Nessuno avrebbe preso una serva incinta, e la polizia lavrebbe arrestata per condotta immorale. Stasie lo ascolt con gli occhioni sgranati e balbett che avrebbe fatto come diceva lui. Volodie le volse per un minuto le spalle, come se volesse farle ricordare non solo le sue parole, ma anche le sue spalle larghe, il collo duro e la grossa testa da orso. Fidandosi della paura che aveva messo alla ragazza, scese in negozio e disse ai suoi commessi che andava via per lavoro. Lo stesso giorno si mise un cappello sulla testa spettinata e and in cerca di un contadino in qualche villaggio. Stasie raccolse le sue poche cose e si trasfer nellappartamento della sua nuova baleboste, che le disse di non uscire mai fuori, e di non entrare mai nella stanza del balebit. Poi sentendo qualche rumore dalla stanza di Tsemakh, passando di l, gli disse che Naum aveva licenziato unaltra cameriera, e che questa era un po scema e non sapeva dove andare e che allora lei si era offerta di tenerla fino a che non avesse trovato un altro lavoro. Tsemakh annu, indicando che aveva sentito, ma non alz gli occhi dal libro che stava studiando.
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Il postino consegn a Slave una lettera di Bernard Frenkel. Lei si guard attorno per vedere se Tsemakh si fosse accorto di niente, e con un misto di paura, curiosit e astuzia, come un cagnolino che sta per afferrare un po di cibo, and in camera sua per leggerla. Ma appena aperta la busta, si sent insultata da come Frenkel aveva scritto. Quelle linee intrecciate sembravano scritte frettolosamente e alla belle meglio. In quello stile di scrittura riconobbe la sua maniera di parlare e anche sincerit e onest false che mascheravano rabbia e disprezzo. Nella lettera Frenkel augurava gran fortuna al suo matrimonio, anche se si dichiarava sorpreso di non essere stato informato che aveva trovato luomo del suo cuore. Ma ancor di pi era sorpreso di non aver mai saputo dei suoi sentimenti religiosi. Aveva sentito dire che aveva sposato uno di quei Musarnik, quei fanatici malvestiti e con lunghe barbe, che si possono trovare per le strade di Bialystock. Per era convinto che suo marito fosse una persona intelligente e gentile e sarebbe stato onorato di far la conoscenza di quel rabbino che aveva conquistato il suo amore. Anche nella sua vita cera stato un cambiamento. Sua moglie era venuta a Bialystock e aveva portato con s il loro figlio, anche se questo aveva reso la loro relazione ancor pi complessa e tesa. Ma era per lui doloroso parlare di queste cose, soprattutto per lettera. Concludeva quella lettera, not Slave, come se quel professore di ginnasio fosse un uomo molto grande che si era chinato a parlare con una piccola bambina. Slave ne concluse che Frenkel voleva riprendere i suoi appuntamenti segreti con lei, sicuro che ella non amava suo marito. Stracci la lettera ed entr in cucina per gettare i pezzetti di carta nel fuoco. Stasie era seduta su una panca con le sue grosse mani in grembo. Dov Lola? Ha promesso di sposarmi disse con lo sguardo vuoto. E tu credi a quello stupido, a quello sfruttatore, a quello sciocco imbroglione? Avrebbe tenuto su la cosa fino a quando non avesse avuto problemi e nessuno lo avesse saputo. Slave vituperava il nipote, non rendendosi subito conto che stava pensando a Bernard Frenkel. Torn in camera da letto, e camminando in su e in gi pens a Tsemakh. Da quando aveva litigato con i suoi fratelli e si era messo a studiare nella bet- medresh ed a casa, era diventato calmo e gentile. Quando lo chiamava a mangiare, lui veniva; quando gli parlava, lui replicava laconicamente o si limitava ad annuire. Sembrava sottomesso, tant che lo lasciavano solo.
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A volte la rabbia verso di lui le toglieva il respiro, ma poi di colpo svaniva come un brutto sogno che scompare nel momento in cui diventa un incubo e comincia a soffocare il dormiente. Invece i suoi fratelli lo odiavano, gli auguravano ogni sorta di male. Inoltre Volodie e Naum la stavano trascinando in un disastro. Se si fosse saputo in citt del fattaccio di Lola e dove si nascondeva Stasie, la gente avrebbe pensato che il lerner Tsemakh Atlas non era meglio dei suoi cognati. Dopo tutto teneva nascosta la cameriera incinta. E avrebbero aggiunto che sua moglie aveva avuto un amante prima del matrimonio. In Slave mont la collera contro la sua famiglia, ma sapeva che era stato il tono beffardo di Frenkel, stavolta, a stimolare la sua rabbia. Era irritata da quel suo riferimento sarcastico al marito come ad uno di quei fanatici, sporchi straccioni dei Musarnik. Improvvisamente le venne in mente di andare in citt a comprarsi un paio di scarpe. Era passato molto tempo da quando aveva comprato delle scarpe nuove. In effetti non aveva comprato niente ultimamente, come se davvero fosse diventata una rebetsin avara. Avrebbe comprato anche un cappello che si intonasse e ordinato un vestito nuovo da una sarta, e si sarebbe fatta fare anche una giacca ed una camicia. Prese dal suo armadio zeppo di vestiti un completo azzurro e lo indoss. Si mise anche una bluse con un largo colletto bianco. Poi si guard allo specchio. Pens che non aveva bisogno di una giacca o di un nuovo vestito, e scroll le spalle. Con una grossa borsa nera di pelle entr nella stanza del marito. Tsemakh non fece caso a lei che era rimasta sulla soglia. Sedeva immobile, studiando un libro. Attorno alle sue labbra aleggiava un sorriso triste di un uomo perso nei suoi pensieri. Poi, sentendo la sua presenza nella stanza, si rivolse lentamente a lei. Aveva unespressione di totale indifferenza a cosa gli avrebbe detto. Vado in citt a comprare un vestito disse Slave e Tsemakh annu apaticamente. Slave usc pensando che Bernard avrebbe notato il grande colletto bianco che usciva fuori dal bavero della giacca, come schiuma di mare su grandi onde blu. Fanno delle loro pance i loro dei, dei loro vestiti la loro Torah, e dei loro desideri il loro codice morale, mormor Tsemakh dal suo libro Musar sul tavolo. Essendo stato seduto immobile a lungo, si sent la schiena rotta, divenuta pietra, pietra tombale. In ogni caso non si mosse e continu a interrogarsi: non aveva fatto anche lui della sua pancia un dio? Non aveva scambiato la Torah per dei bei vestiti e una casa ben ammobiliata? Aveva agito proprio come quegli edonisti dipinti in I Doveri del Cuore, di Bachya ibn Pakuda24.
24. Filosofo spagnolo, della seconda met dellundicesimo secolo, autore del libro I Doveri del Cuore. 79

Erano passate due settimane del mese di Elul. Con locchio della mente Tsemakh riusciva a vedere la yeshiva di Nareva. In mezzo a tutta la gente che si era radunata per i Giorni del Pentimento25, nella calca di giovani e ragazzi che correvano su e gi per la bet-medresh, studiando Musar, riconosceva i suoi studenti, seduti luno vicino allaltro. Aveva sempre insegnato loro: un solo ricercatore un tizzone, un intero gruppo una stufa incandescente. E siccome il loro mentore li aveva abbandonati, i giovani ora si riunivano assieme pi di prima. E come lui poteva vedere loro, anche loro, pensava Tsemakh, potevano vedere lui. Come giravano le loro teste verso di lui, le loro facce divenivano tristi, muovevano le labbra come mormorassero esortazioni solenni acciocch lui si liberasse della sua impurit. Stavano pregando per il loro maestro, che era diventato un Elisha ben Abuyah, lacher26. Era passato quasi un anno da quando li aveva umiliati e spezzato i loro cuori con la sua partenza. Ma comunque non lo maledivano e non potevano dimenticare che li aveva portati via dalla Russia e li aveva salvati per la Torah. I seguaci di Tsemakh erano pronti a perdonarlo per averli fatti vergognare, se solo fosse tornato indietro: Ritorna! Il giorno del giudizio si avvicina, e come dice Isaia: Ritorna, o Israele, da colui che hai gravemente offeso27. Ritorna, Israele, da colui che hai gravemente offeso, disse Tsemakh, piegandosi e dondolandosi. Tir fuori dal profondo del suo cuore, la pi triste melodia Musar e trasport lintera scuola Musar di Nareva a Lomzshe, cos da sentire intorno e dentro di s tutto lestatico fervore della yeshiva durante i giorni di Elul. La scuola Musar di Nareva gli obbed e gli si avvicin con la forza di unalluvione, con centinaia di voci e di facce rivolte in alto. E da questo mare di voci tumultuose che si mischiavano, la singola voce di una donna si sent. Tsemakh si stropicci le orecchie: qualcuno piangeva. Si stacc dalla sedia e and a guardare attraverso la porta aperta della cucina. La cameriera era seduta su una panca e singhiozzava. Che successo? Perch piangi? chiese Tsemakh e immediatamente ricord quello che gli aveva detto Slave. Stai piangendo perch sei stata licenziata? Non piangere per quello! Troverai un altro lavoro e nel frattempo potrai stare con noi. Stasie si ricord lavvertimento di Volodie di non dire a nessuno la verit, cos cominci a balbettare che era stato il suo canto, che le aveva ricordato quello di suo padre. Anche suo padre cantava il Venerd sera, ma non con
25. I Giorni del Pentimento sono i dieci giorni che vanno da Rosh Hashana a Yom Kippur. 26. Elisha Ben Abuya fu un filosofo ebreo vissuto prima del 70 d. C., che prese posizioni tali da essere nel tempo considerato un eretico e rinominato acher ossia laltro. 27. Isaia: 31,6. 80

la stessa tristezza del rabbino. Forse mia moglie riuscir a convincere suo fratello a riprenderti cerc di consolarla Tsemakh, che le chiese anche la ragione del suo licenziamento. Stasie abbass la testa e cominci a piangere. Il suo grosso corpo, la faccia piccola, e i capelli mal curati formavano un quadro di completa desolazione, come se fosse vissuta per anni mezza nuda e a piedi scalzi nelle canne presso la riva del fiume. Tsemakh cap che a parte la paura e la vergogna, stava nascondendo qualcosa. La prese per mano e la port nella sua stanza e la mise a sedere al tavolo di fronte a lui. Se vuoi che ti aiuti, devo sapere perch ti hanno licenziato. Hai preso qualcosa senza permesso? e Tsemakh abbass lo sguardo in modo che Stasie non si vergognasse a parlare. Nonostante avesse paura a dire la verit, non voleva tuttavia che quel rabbi buono e gentile la considerasse una ladra. Non ho preso niente dai balebatim. Lola aveva promesso di sposarmi, lui veniva tutte le notti in camera mia... Io avr un bambino. Tsemakh alz gli occhi, aveva capito tutto. Ma la novit era arrivata cos inaspettata che per un minuto si pent che la sua domanda avesse portato alla verit. Il silenzio e lo sguardo severo del rabbino spaventarono Stasie. Disse con un filo di voce che lo zio di Lola le aveva proibito di parlarne con chiunque e le stava cercando una casa dove andare a lavorare. Ma se lei avesse detto una parola a qualcuno, lui non avrebbe fatto niente per lei, e sarebbe stata cacciata via dovunque andasse per il suo pancione, e la polizia lavrebbe arrestata per indecenza. Lo zio di Lola era partito per trovarle un posto in un villaggio, ma lei non voleva lavorare in un villaggio. Dopo la morte dei genitori, i parenti avevano venduto la sua casa nel villaggio e si erano tenuti i soldi. I paesani le avevano anche rubato un sacco di cose e lavevano canzonata per non essersi convertita. Sembri una di noi, ma la tua fede diversa le avevano detto. E allora perch il suo bambino doveva esser chiamato bastardo e perch i goyim28 dovevano ridere di lei? Stasie ricominci a piangere, poi dimprovviso baci la mano del rabbino che stava tremante sul libro aperto dei Doveri del cuore. Tsemakh tir via la mano. Il suo occhio sinistro si riemp di una grossa lacrima, che lentamente scivol gi per la sua faccia e rimase appesa alla punta del suo naso. Si alz, pallido, con il sudore freddo sulla fronte, con il cuore gelato e le labbra serrate, pronto a dare battaglia anche fino alla morte. Lola mi sposer? Gli occhi di Stasie brillavano di fiducia in Tsemakh; sentiva che lavrebbe aiutata. Lo zio di Lola non ti mander in un villaggio tra i goyim. Tu darai alla
28. Sono chiamati cos dagli Ebrei i Cristiani. Il singolare goy. 81

luce il tuo bambino tra gli Ebrei rispose il giovane rabbino, e la ragazza riprese colore allo sguardo penetrante di Tsemakh, come se in quel momento fosse uscita dalla sua immaturit. Tsemakh la riport in cucina: non avrebbe dovuto dire a sua moglie o a nessun altro del loro discorso. Doveva pazientare fino al ritorno dello zio di Lola, con il quale avrebbe parlato lui. Sarebbe bastata una sua parola per sconsigliarlo di mandarla in un villaggio o di spaventarla con la polizia. Fuori, le nuvole si accumulavano e si ispessivano, portando con loro la quieta inquietudine che precede la tempesta. Slave entr con passi rapidi e leggeri, con una scatola rotonda per cappelli e una scatola oblunga per scarpe. Era felice dei suoi acquisti e lieta di esser tornata prima del temporale. A casa trov tutto come aveva lasciato: Tsemakh seduto nella sua stanza, profondamente immerso nel suo testo, la cameriera seduta in cucina, le mani in grembo, con una espressione seria, come se stesse ascoltando il bambino che cresceva nel suo ventre.

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Anche prima del matrimonio, quando Tsemakh viveva con la zia ed i suoi figli, che lo trattavano come uno di famiglia, gli avevano dato consigli, a parole ed a gesti, sulla sua futura sposa. Era sicuramente bella merce, ma leggermente danneggiata. I fratelli di Slave volevano coprire con un cappotto di un lerner il suo sfortunato amore. Per questo non doveva comportarsi da shlimazl29, ma chiedere una grossa dote. E non doveva dimenticare che erano stati loro, i suoi cugini, a presentarlo alla famiglia Stupel. Tsemakh aveva lasciato che i suoi cugini gli saltellassero intorno, come fosse un grosso pesce tirato fuori dallacqua. Ma in ogni caso le loro parole erano confermate dal fatto che gli Stupel sembravano avere una gran fretta nellorganizzare il matrimonio il prima possibile, per paura che lui sentisse troppe maldicenze e rinunciasse al matrimonio, proprio come aveva gi fatto ad Amdur. Anche non tenendo conto del chiacchiericcio che circolava, Tsemakh si rendeva conto che Slave, da giovane, non era stata una ragazza di casa come la sua prima fidanzata, Dvorele Namiot. Dopo il matrimonio, Tsemakh not che lei parlava spesso degli anni della sua fanciullezza e degli anni di scuola nel
29. Tipica espressione yiddish per denotare, non senza un briciolo di affetto, uno sciocco, uno stupido, una persona che non sa fare il proprio interesse.. 82

ginnasio ebraico, ma che invece saltava a pi pari gli anni successivi, parlando incessantemente per tutto il tempo in modo da prevenire ogni sospetto che stesse nascondendo qualcosa. Addolorato dal fatto che sua moglie avesse dei segreti per lui, era rimasto comunque in silenzio, anche se la finzione era estranea alla sua natura. Ma dopo che ebbe scoperto il ruolo di Slave nella violenza fatta alla cameriera, pens che il tempo della vendetta era sicuramente arrivato. Scoppiata la lite, anche unaltra questione sarebbe venuta fuori; e per non farlo esplodere prematuramente, parlava poco con la moglie ed evitava persino di guardarla. Anche Slave era di umore agitato. Aveva ricevuto una lettera da Frenkel, questa volta di tono disperato. Ammetteva di averla ferita di proposito nella sua ultima lettera. Aveva usato espressioni crudeli, senza temere che lei potesse metter fine alla loro relazione. Ora aveva bisogno dellaiuto di lei, lunica di cui poteva fidarsi. Lei era era una persona pi intelligente, pi calma, migliore di lui. Cos le chiedeva di andare a Bialystock. Prometteva di rispettare i suoi sentimenti, dato che era ormai lei proibita per lui. proprio un meshugener30 disse tra s Slave stupita. Era certa che adesso Frenkel lamasse molto di pi, mentre prima laveva semplicemente desiderata. Ma, pens, quelluomo sconvolto dallamore dimentica che le sue lettere possono finire nelle mani di mio marito... No, non se lo era dimenticato! Frenkel sapeva che Tsemakh non conosceva il polacco. Non aveva nemmeno una educazione da ginnasio, sebbene volesse diventare medico. Invece di studiare un po di polacco ogni giorno, quello si trastullava sui suoi libretti come un vecchio Ebreo. E per di pi, ultimamente era diventato terribilmente brontolone. S, Tsemakh trasudava una fredda aria di ostilit, in quei giorni. E lei doveva davvero andare a Bialystock per capire perch Frenkel fosse cos turbato. Confusa tra i pensieri del marito e i pensieri del vecchio amante, fu presto assalita dal desiderio di vestirsi. Dal suo armadio traboccante Slave prese un abito a pois. La gonna stretta e abbastanza lunga le arrotondava i fianchi, e il colletto piegato della blusa accentuava il suo lungo collo. Rovist per un po tra i suoi cappelli pi sofisticati e finalmente scelse un semplice berretto, che le copriva la testa e quasi tutto un orecchio. Allo specchio ripass con la matita ciglia, sopracciglia e palpebre e si dipinse le labbra. Poi si infil un paio di scarpe col tacco alto, che la facevano apparire flessuosa e sottile. Si infil un paio di guanti beige, scelse una borsa di velluto e and nella stanza del marito. Quanto ti piaccio cos vestita? Si gir per mostrare le grandi tasche incli30. Tipica espressione yiddish per denotare un pazzo, una persona lunatica, dal comportamento imprevedibile. 83

nate della sua giacca corta. Nei suoi occhi tinti e nella bocca con il rossetto Tsemakh not tanta licenziosit latente da rimanere per un momento confuso. Non conosco queste cose rispose e torn al suo libro. Slave, dietro di lui, rise amareggiata e lasci la stanza con passi rumorosi. Seduto, con gli occhi immersi nel suo libro I doveri del cuore Tsemakh pensava: come pu vestirsi cos quando sa che c unorfana in cucina che piange per il suo destino? Poich Stasie stata troppo onesta e si fidata di quel marmocchio viziato, ora sia lei che il figlio saranno tolti dalla circolazione. Se invece Slave in giovent fosse stata messa incinta da un tale marmocchio, la sua famiglia non avrebbe risparmiato nessuno sforzo per trovarle un marito. E quanto ti piaccio cos vestita? Ud di nuovo la voce di Slave dopo quindici minuti. Ed ancora lei le piroett intorno, indossando un lungo e scampanato vestito scollato di seta bianca con ricami a fiori. Sulle spalle nude aveva appoggiato una giacca corta di agnello persiano grigio, a manica larga, con un un bavero allins. Una ampia scollatura lasciava intravedere i seni rigidi, intorno al collo aveva un filo di perle e due orecchini pendevano dalle sue orecchie. Teneva una borsetta in una mano, e con laltra tirava su il vestito, girandosi con passione e gioia. Quando indossi un vestito cos, per un matrimonio? chiese Tsemakh. S, un matrimonio con ballo. Slave ora brillava di gioia; la sua voce non aveva traccia delleco della risata amara di qualche minuto prima. E perch non hai un bambino? Un bambino? Slave era ancora rapita dal suo vestito, ma alla fine cap che cosa Tsemakh volesse dire. Fece una smorfia di disgusto Vuoi un bambino? Mi ami abbastanza da volere un bambino da me? chiese, e, senza attendere la risposta, usc dalla stanza sbattendo la porta. Il giorno dopo Volodie torn dal suo viaggio. Per impedire che la serva fosse fatta scomparire segretamente, e per essere al corrente di ci che accadeva nellappartamento, Tsemakh teneva sempre tutte le porte aperte. Si accorse che Volodie era entrato dalla camera da pranzo, era andato in cucina e poi uscito immediatamente. Un momento dopo ud Stasie piangere. Tsemakh si volt e vide Slave in piedi in camera da letto, che stava chiudendo la porta della sua stanza. Perch la cameriera piange? Tsemakh stentava a restare calmo. Slave rispose svelta, con la mano sulla maniglia: Volodie le ha trovato un lavoro a casa di un suo cliente, ma quella non ci vuole andare. Ma io qui non ho bisogno di lei, non la sopporto, lho solo presa finch non trovasse un altro lavoro.
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Tsemakh chiam Slave con un dito, come se volesse insultarla, comandandola con gesti. Puoi dire ai tuoi fratelli che se mandano la serva in un villaggio di goyim, io andr da una sinagoga allaltra di Lomzshe a dire che Lola Stupel ha sedotto una ragazza orfana e che la famiglia Stupel lha spedita in un villaggio dove il bambino finir per essere convertito. Lo dir a tutti, di sicuro, come sono sicuro di esser seduto qui a parlare con te. E allora cosa dovremmo fare chiese Slave dopo un lungo silenzio Lola deve sposare la serva?. Tsemakh si sorprese: Perch no? Lola un ingordo e un ubriacone e la ragazza una santa. stata oggetto di persecuzione sempre fin dalla fanciullezza. Ma ancora unEbrea, anche se la sua vita nel villaggio sarebbe stata pi facile se si fosse convertita. E quindi perch non degna di essere una nuora degli Stupel?. Slave cap che la stava provocando, deridendo la sua famiglia. Quella vacca url quella stupida svergognata, quella puttana, dovrebbe essere la nuora di Naum e la mia nipote?. Tsemakh continu a parlare calmo, come se volesse che le sue parole, dette con voce suadente, la potessero ferire ancora di pi: Perch la tratti cos? Perch mi ha detto la verit, mentre tu mi hai ingannato? Sei tu una adatta a chiamarla sporcacciona! Sei forse migliore di lei?. A quel punto Slave si ricord che doveva rimanere calma e non sottrarsi al suo sguardo. Doveva rimanere composta in modo da non dimostrare n rabbia, n paura. Daccordo, riferir ai miei fratelli quello che mi hai detto rispose, e lasci la stanza.

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Stanco per il viaggio, ma contento per il risultato ottenuto, Volodie sedette sulla sua poltrona morbida e raccont alle donne della famiglia del suo peregrinare da villaggio a villaggio, fino a trovare un contadino che per una piccola fortuna aveva accettato di prendere la ragazza. La cosa da fare adesso era di mandarla via prima possibile e mettere fine a questa faccenda. Slave attese che il fratello avesse finito, poi rifer la minaccia di Tsemakh, parola per parola. Fride e Chanah si scambiarono sguardi di paura. Volodie si alz lentamente: Da chi ha saputo queste cose?.
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Slave rispose pallida con voce piatta, sembrava uno dei cu-cu di legno degli orologi di Volodie: Tsemakh lo aveva potuto sapere solo dalla stessa cameriera, ma non le aveva detto niente finora. Quando le ho detto che le avrei trovato un posto, lei non ha detto niente disse Volodie ansimando. Ma dopo che sei uscito, ha cominciato a piangere per esser mandata via, e Tsemakh lha sentita. Puoi star sicuro che attuer la sua minaccia: andr da una shul31 allaltra disse Slave provocatoriamente a suo fratello. Rosso di rabbia fino al collo gonfio, Volodie and verso la cassa nera di un orologio e prese un grosso peso di ottone: Con questo spacco la testa a tuo marito. Fallo rispose Slave. Dalle sue parole e dalla sua faccia, Volodie cap che la sua angoscia era adesso maggiore della sua. Mise il grosso peso di ottone sul tavolo e si rituff nella sua poltrona, con la testa abbassata. Slave guard sua cognata con un sorriso storto. Secondo il concetto di giustizia di Tsemakh, Lola avrebbe dovuto sposare la cameriera. Tsemakh ha detto che Stasie abbastanza degna di entrare nella nostra famiglia e mi ha diffidato a parlar male di lei, perch anchio sono stata una donna di facili costumi. Unespressione di lieve dolore apparve sulla faccia di Volodie. Non aveva dimenticato come Slave si fosse schierata con suo marito quando fu cacciato dal negozio. Ma ora essa stessa parlava di lui con amarezza e disprezzo. Divorzia ruggente Volodie tir fuori il pensiero covato a lungo, poi aggrott le sopracciglia e la fronte. Magari lo far, ma non certo a causa di una cameriera rispose Slave, e sugger di trovare per lei una famiglia ebrea lontano da Lomzshe, allora Tsemakh sarebbe rimasto tranquillo. E se poi avesse voluto parlare, pazienza. Nessuna persona sensibile avrebbe detto che Lola doveva sposare la cameriera solo perch era stato uno sciocco. E siccome Stasie e il bambino erano tra Ebrei, gli Stupel non avrebbero perso un solo amico. La vergogna far commettere qualche sciocchezza a Naum disse Fride torcendosi le mani. C unaltra via duscita disse Slave trionfalmente come se si sentisse pi furba. Torn nel suo appartamento dalla porta sul retro, in modo da non vedere la faccia di Tsemakh. In cucina disse amichevolmente a Stasie che se voleva, avrebbero trovato un dottore che la facesse abortire. Era unoperazione semplice che le avrebbe permesso di non avere il bambino. Stasie scoppi a piangere e un momento dopo entr Tsemakh, quasi fosse stato di guardia l vicino. Slave sent che la
31. Termine yiddish per sinagoga, che in dialetto giudeo-romano si trasforma in scola. 86

guardava come fosse un demonio venuto a far del male ad un bambino malato, ma anche lei lo guard con disgusto. Dopo la sua osservazione repulsiva, anche la sua barba sembrava si fosse rintanata repulsivamente sotto il mento. Io non voglio un dottore, non voglio unoperazione. Io voglio avere il mio bambino url Stasie, e Slave vide che Tsemakh sorrideva raggiante alla cameriera. Le piaceva molto di pi, perch aveva deciso di tenersi il bambino, ma a lei, a sua moglie, Tsemakh parl severamente e nervosamente, e chiese cosa avesse deciso la famiglia. Se non vuole fare laborto, cercheremo una casa per lei tra gli Ebrei rispose Slave, e guard suo marito che chiedeva alla ragazza paternamente: sei soddisfatta? Stasie guard allespressione della sua faccia e cap che doveva essere daccordo: Andr dovunque il rabbi mi dir di andare, ma ognuno dir che il mio bambino un bastardo. Ma il rabbi mise una mano sulla sua testa e la consol, dicendo che chiunque chiamasse il suo bambino un bastardo era lui una persona bassa e volgare. Ogni Ebreo dal cuore buono ed ogni studioso di Torah sapeva che il figlio di una ragazza non sposata era un bambino kosher. Solo il figlio di una donna sposata, avuto con un altro uomo era un bastardo. Tsemakh le carezz i capelli scarmigliati. Stasie pieg la testa sotto la sua mano, felice e sorridente, come una bambina che scioglie i suoi capelli sotto un caldo sole estivo. Sentendo di non farcela a sopportare quella vista, Slave usc dalla cucina. Nel frattempo Naum, che era tornato a casa, venne a sapere che Tsemakh aveva minacciato di fare uno scandalo. Slave guardava suo fratello maggiore che correva per tutte le stanze gridando con voce strozzata che un nemico spaventoso era stato preso in famiglia. Quel Musarnik doveva esser fatto a pezzi. Che significava andare per tutta Lomzshe a dire a tutti che Naum Stupel stava diventando il nonno di un bastardo? Un bastardo! Un bastardo! Pur essendo di pessimo umore, Volodie prov piacere a veder suo fratello cos arrabbiato. Che cosa hai poi ottenuto? chiese alla sorella. Lho consigliata di fare laborto, ma quella ha cominciato a gridare come una bambina. Slave rideva con rabbia, e pareva che dalla bocca le uscissero delle fiammelle. Sedette su una sedia, e le sue risa si sciolsero in singhiozzi, lacrime, lamenti. E Tsemakh stava perfino accarezzando la ragazza. incantato da lei, pazzo di lei. Li ho lasciati assieme. Lasciamo che si bacino e si abbraccino. Perch mi guardate come se fossi una maniaca. Non sono io a essere pazza, lui. Ha detto che il suo bambino non sar un bastardo. Il figlio di una ragazza non sposata, le ha detto, non un bastardo. Forse vero? Dopo tutto Tsemakh un lerner, lui sa di cosa sta par87

lando! proruppe Chanah con gioia. Poi parl appassionatamente con sua cognata: in fin dei conti il bambino era carne e sangue loro. Basta! tuon Volodie con sua moglie. Spaventata, Chanah non disse altro. Nellappartamento, riempito dal silenzio ansioso della famiglia riunita, il pianto umiliato di Slave risuonava ancora pi rumoroso. Dopo un certo tempo Slave si calm e fece ritorno al suo appartamento. Frenkel non lavrebbe certo paragonata ad una cameriera, pens Slave, ricordando con affetto i periodi passati assieme, abbracciati segretamente luno allaltra e tagliati fuori dal mondo. Frenkel aveva scritto di aver bisogno del suo aiuto. Che gli era successo? Doveva andare ad aiutarlo. Ma allo stesso tempo sperava che Tsemakh non la lasciasse andare fuori dalla sua vista neanche per un giorno. And in camera sua e gli disse che il giorno dopo sarebbe andata a Bialystock. Vai dove vuoi e fai ci che vuoi gli rispose lui, continuando a camminare rabbiosamente su e gi. La sua faccia infiammata e la voce strozzata dal pianto non lo commossero. Non si gir neanche quando lei usc dalla stanza con la testa piegata. Per tutta la sera marito e moglie non scambiarono una parola. Lui dorm sul sof nella sua stanza e lei giacque rannicchiata nel suo letto in camera da letto. Al mattino Slave sent che lui andava alla shul. Si alz subito e scelse un vestito nero con tasche a toppa e un motivo bianco intorno allampia scollatura. Fece una piccola valigia con le cose pi importanti per il suo viaggio, si mise un cappotto scampanato con grandi bottoni e and a trovare Volodie che si stava preparando per scendere in negozio. Parto per Bialystock. Non so quando torno non riesco pi a sopportare la faccia di quella ragazza. Trovagli un lavoro con una famiglia ebrea e falla andar via dalla mia casa e dalla mia vita prima possibile. Volodie rimase a lungo in un silenzio triste, poi brontol piano: Il tuo insegnante ora ha con s sua moglie e il bambino. Slave lo guard, sorpresa dalla sua conoscenza dei fatti e sorrise in modo penoso: Non preoccuparti, non vado in cerca di avventure. Volodie vide che la bambina tanto amata della famiglia, quella burlona ridente, cos piena di spirito, era incapace di trattenere le lacrime. La sua faccia pareva pi piccola, la sua pelle era bianca, e aveva macchie scure tra gli occhi. Le strinse la testa sulla sua larga guancia e sent che tutto il suo corpo tremava. Una rabbia assassina lo percorse: avrebbe voluto prendere suo marito per la gola con le sue dita di acciaio e cacciarlo gi dalle scale. Ma doveva attendere che Slave si liberasse di quella piaga da sola. Non osava chiederglielo; aveva sofferto ed era stata umiliata pi che a sufficienza. Volodie guard in basso il bagaglio di Slave e pens: solo questo si porta
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dietro? Di solito se ne andava con grandi valigie e molte scatole di cappelli. S, stavolta era chiaro che non partiva per divertimento, ma solo per prendere una boccata daria. E suo marito, quel pidocchio, neanche laccompagnava alla stazione. Volodie port la sua valigia alla fermata del bus al vecchio mercato e le promise che sarebbe presto partito per trovare una casa ebrea per la ragazza. Sul bus appoggi la fronte al vetro del finestrino. Stanca di notti insonni e di preoccupazioni, guard felice la scena fuori, che per un po la liber dai suoi pensieri. Sottili ciuffi di nebbia indugiavano sopra la casa; poi da alcune nubi basse scrosci un acquazzone. Su una collina cera un mulino a vento. Slave lo guard attentamente, come se fosse una strana creatura con grandi ali, venuta da un altro mondo. Tra il grigiore fumoso della via, avanzavano lentamente carri coperti con teli impermeabili. Il bus li sorpass. Slave era contenta di andare veloce, mentre i carri trainati da cavalli avanzavano lentamente. Piccole strisce di gocce di pioggia si erano formate sui finestrini. Abbass il vetro e mise la testa fuori in quella umidit. Un passeggero dietro di lei si lament che la pioggia gli stava cadendo in faccia. Slave alz il finestrino e continu a guardare fuori. Non voleva guardare davanti a s per evitare che suoi conoscenti di Lomzshe attaccassero a parlare.

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Bernard Frenkel fu chiamato al telefono proprio nel mezzo di una lezione. Quando sent la voce di Slave, le vene nelle sue tempie cominciarono a pulsare come se fossero state attraversate da una corrente elettrica. Slave gli disse di essere a Bialystock, e che lo aspettava allhotel Ritz. Linsegnante si precipit dal ginnasio direttamente nella sua camera e si lanci su di lei, con ancora il cappotto ed il cappello addosso, come se fosse ansiosa di vederlo, come se avesse disperato bisogno di lui. Era seduta sullorlo del letto e si pieg in avanti per togliergli il cappello. I capelli rossicci sopra le tempie di Bernard erano diventati pi grigi e pi radi. Il suo primo pensiero fu che Bernard aveva gi quarantanni, sette di pi di Tsemakh. Frenkel la fiss con i suoi occhi castani; il cui bianco giallastro era striato di rosso. La sua faccia ardeva di dolce speranza, e Slave prov piacere a vedere che qualcuno ancora lamava con passione. Continu intenzionalmente ad accarezzare i suoi capelli arruffati, sperando che non si muovesse o dicesse qualcosa.
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Improvvisamente le sollev la gonna sopra le ginocchia e le calze, e con il naso, la bocca e il mento scav tra le sue cosce. Poi velocemente labbracci e la strinse a s. Slave sent le sue labbra che sigillavano gli angoli della sua bocca, e una sottile linea di fuoco attravers la sua schiena. Si liber di lui e sospir: Mi hai scritto che avresti rispettato i miei sentimenti. Frenkel si tolse il mantello e si butt su una poltrona. Si massaggiava con le mani la faccia infuocata, come un playboy che smaltisce la sbornia, dopo una settimana folle. Rote gli occhi e disse con passione che adesso che era seduta davanti a lui poteva notare che non aveva la bench minima idea di quanto lo facesse soffrire di notte. Lei voleva che soffrisse ancora, che non passasse neanche una notte senza pensare a lei. Lei gli appariva nuda nei sogni, sembrava un albero senza la corteccia, un tronco bianco, scoperto, e sorrideva trionfante guardandolo negli occhi. Ma lui aveva paura ad allungare le mani per afferrarla. Vedeva che lei aspettava la sua mossa per poi lasciargli il suo corpo e scappare. Era questo il sentimento strano che aveva. Lei che gli lasciava il corpo, ma correva via come se le sue gambe non fossero parte di lei. Erano questi i pensieri strani e le strane fantasie che aveva. Lei era sua con le braccia e i fianchi, con il suo ventre tondo e sodo. Ma lei non soffriva mai di desiderio per lui. Cos lui moriva dal desiderio di ci che lei non gli aveva mai dato, anche quando il suo corpo gli apparteneva. Frenkel si alz dalla poltrona e ancora una volta apr le braccia per abbracciarla. Slave lo respinse con rabbia e disgusto: Basta! Questo il modo con il quale hai sempre parlato con me, come se fossi una strega della foresta, o qualche sorta di dea del piacere adorata da selvaggi primitivi. Tu hai sempre parlato in modo stupendo, ma con il cuore vuoto. Ma comunque le tue parole mi inebriarono, ed anchio fui incantata da ci che era proibito... Fino a quando capii che volevo essere una donna come tutte le altre. Volevo essere una donna di casa, preparare il pranzo per mio marito e condurre una vita familiare! Slave stava urlando, angosciata perch non era diventata per Tsemakh quello che voleva diventare. Hai fatto venire tua moglie a Bialystock, o forse venuta lei, ma in ogni caso cerca di essere felice con lei. Frenkel fece una smorfia di disgusto: sua moglie! Da quando era venuta a Bialystock da Lemberg aveva sempre paura di perdere il suo spirito romantico tra questi Lituani cos musoni.. E per di pi, era diventata una donna religiosa! Una suora! La sua moralit puzzava di sepolcro! E tu lasceresti ora tua moglie per sposarmi? chiese Slave. Frenkel cominci a muoversi in continuazione nella sedia: Sai che abbiamo un bambino. E tu sei pronta a
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lasciar tuo marito per me? No, ammise Slave con una voce bassa e depressa, non voleva lasciare suo marito. Lo amava. Era lui a non riuscire ad amare una donna con tanta passione da dimenticare il mondo intorno a lui. Frenkel osserv il suo corpo. Era un po ingrassata ma la faccia era scarna e bianchissima. Il suo pallore lo eccit anche di pi. Traboccava di maturit, aveva quellaroma dolce che precede lappassimento. Ma gi due volte lo aveva respinto e parlava di suo marito con aria sognante e triste. E io che credevo che fossi venuta per me disse Frenkel. Slave rimase in silenzio, con un sorriso di dispiacere sulla faccia. Quanto poco lo interessava la sua vita! Ad un tratto il tono delluomo cambi e cominci a rimproverarla: Che cosa ti ha attratto di tuo marito? forse il fatto che uno di quegli esotici Ebrei della setta dei Musarnik?. Si mise a ridere irritato dal suo silenzio. I suoi occhi avevano una luce fredda e pallida, la luce che entra in una stanza quando si aprono le persiane in un giorno dinverno. Ma lo sguardo freddo e duro si spense subito, non aveva la forza per lottare. Slave porse a Frenkel il suo cappotto e il cappello. Vai ora, Bernard e torna domani, torna dopodomani. Oggi sono di cattivo umore. Ti aspetto dopodomani. Che cosa lo aveva attratto di Tsemakh, si chiedeva Slave dopo che Bernard se ne era andato. Era cos debole e vuota da poter amare solo un uomo duro e inflessibile, uno che la umiliasse? Frenkel non era cambiato: vedeva in lei una donna che poteva soddisfare la sua passione folle. Ma Tsemakh era diverso? Non era mai tenero con lei; le succhiava lanima, impastando il suo corpo con le mani e consumandola, mentre lei, incapace di fuggire, era sollevata e trasportata come fosse preda di onde alte e tempestose. Durante il giorno non la guardava; era un pezzo di carne lasciata su un piatto dopo che qualcuno ne aveva mangiata a sufficienza. Se lei provava ad avvicinarsi a lui, quello si ritraeva e unombra fredda scendeva sulla sua faccia accigliata: tra loro cera un abisso. Di giorno si vergognava dei suoi desideri notturni anche se diretti verso la propria moglie, come se fosse un peccato, un peccato ripugnante. Lui si negava il piacere di bere acqua lentamente: voleva solo togliersi la sete. Era questo il suo modo di fare in tutte le cose, anche nei suoi rapporti con le persone. O insultava gli estranei nel negozio per futili ragioni, o era pronto a rovinare la sua vita, quella di sua moglie, e quelle di tutta la famiglia, per una cameriera. E chi poteva dire che cosa avrebbe fatto in futuro? Aveva ragione Volodie: doveva divorziare da lui. Doveva odiarlo per i suoi occhi vuoti quando si arrabbiava, per la barba e i cernecchi che aveva fatto di nuovo crescere, ma ancora, nel profondo del suo cuore, lo ammirava ed era fiera di lui. Lei e i suoi fratelli si preoccupavano solo di se stessi.
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Anche Frenkel, sebbene fosse ben educato e parlasse meravigliosamente, era cos preoccupato di se stesso che non poteva sopportare le sofferenze di unaltra persona. Tsemakh non pensava affatto a se stesso, pensava solo agli altri. Ma se aveva compassione di una cameriera perch non laveva anche di sua moglie? Quanto a lungo si poteva vivere con una persona che, per voler correggere tutte le cose sbagliate del mondo, distruggeva nel frattempo la propria famiglia? Esausta per i suoi pensieri caotici, Slave non trovava pace nella sua piccola e stretta stanza, ma non poteva uscirne, per paura di incontrare conoscenti. La gente le avrebbe chiesto di suo marito, avrebbe pensato che fosse venuta a Bialystock per incontrare il suo antico amore. Cos se ne stava seduta nella stanza dalbergo, come fosse in prigione o scendeva al ristorante annesso allhotel e ne veniva via il prima possibile. Non aveva creduto possibile che Frenkel potesse farcela ad aspettare fino al giorno dopo. Comunque non venne neanche il giorno successivo. Sta giocando, pens Slave, contenta che non fosse venuto; non poteva pi sopportare le sue scenate, le sue guerre di nervi e di sarcasmo. Pass un altro giorno e Slave cominci a pensare di tornare a Lomzshe, Volodie aveva probabilmente trovato una famiglia ebraica per la cameriera e laveva gi mandata via. Si sarebbe calmato ora Tsemakh? A quel punto, quasi in risposta ai suoi pensieri, Bernard Frenkel buss alla porta. Le chiese come avesse passato i giorni precedenti, mentre le batteva la mano sul braccio come fosse un fratello maggiore. Ma non poteva resistere a lungo, era come se il solo tessuto della sua blusa lo infiammasse. Le tir su la manica sopra il gomito e cominci a baciare febbrilmente le curve rotonde del suo braccio, dove le vene blu brillavano nella sua muscolatura di velluto. Aveva sempre ammirato, disse, le sue membra rotonde. Mio marito non le nota neppure. un peccato che non si accorga che sono bella disse osservando malinconicamente il suo braccio nudo. Sembra che tu mi abbia detto di tornare in modo da poter continuare a parlarmi di tuo marito, disse Frenkel e ricominci a parlare delle sue sofferenze. Quando le aveva detto di amare suo marito se nera andato pensando di non tornare pi. Poteva rendersi conto ora di quanto a lungo aveva mantenuto la promessa. Era questa la sua punizione: non potersi staccare da lei. Era la punizione per amarla. E non a caso era cos agitato durante i loro giorni felici assieme: il suo cuore gli aveva predetto quanto sarebbe stato duro per lui quando lei fosse partita. Ho pagato anchio per questo, ho pagato caro disse Slave sorridendo. Non aveva mai visto un sorriso cos sulla sua faccia: era il sorriso di un cieco che chiedeva di fargli attraversare una strada trafficata. Non ho mai detto a mio
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marito che lui non era il primo uomo della mia vita, e questo contrario alla sua morale. La nostra vita comune stata sconvolta. Hai sposato un uomo con questi vecchi pregiudizi? Frenkel si alz stupito e subito torn a sedersi. Quale uomo al giorno doggi chiede a una donna se lui il primo? Non elegante. Non riesco a crederlo! Ed io non riesco a credere di esser diventata il tipo di moglie baleboste che non si convince a tradire suo marito, anche quando lei che lo vorrebbe tradire Slave rise, con un rossore insano che le colorava le gote ed per questo che sono arrabbiata con te. Mi irrita il fatto che tu non riesci a sedurmi e a portarmi via da mio marito. La verit che lui non mi chiede conto del mio passato. Penso che abbia addirittura piacere che la mia vita passata abbia delle macchie, in modo tale da esserne turbato e trovare una scusa per pentirsi di avermi sposato. Slave parlava in fretta e allegramente, quasi le piacesse descrivere le sue umiliazioni. Hai bisogno di denaro? Nella lettera hai invocato la mia amicizia, e se hai bisogno di soldi te ne posso prestare un po. Pensi che sia per questo che ti ho chiesto di venire? salt su Frenkel. Slave cominci a massaggiarsi la faccia con le dita tremanti. Non doveva sentirsi offeso, le disse sorridendo. Lo stipendio di un insegnante non era sufficiente per mantenere la famiglia che adesso stava con lui. Magari la moglie era incinta e lui aveva bisogno di soldi per unoperazione. Sapeva di stare solo farfugliando, ma se sua moglie avesse dovuto rimanere incinta, avrebbe accettato un altro bambino o le avrebbe chiesto di abortire? No, non vorrei un altro bambino. Frenkel non le toglieva gli occhi di dosso. Non guardarmi con quegli occhi pietosi, Bernard, non sono io in quella situazione. Io non sono incinta. Slave si tast la gola, la fronte e le gote per sentire se bruciavano, e continu a parlare in fretta, affannosamente. Aveva pensato di chiedere a lui dellaborto perch una cameriera nella loro casa era stata messa incinta da suo nipote, il figlio di suo fratello maggiore. La cameriera non voleva abortire e suo marito non voleva che se la levassero di torno. Il marito aveva avuto una lite con il resto della famiglia ed era per questo che lei se nera andata. Ora poteva capire che razza di persona era suo marito. Ma perch non tornava domani a farsi raccontare i dettagli. Ora se ne doveva andare, suo fratello Volodie era venuto a Bialystock per affari e poteva capitare l allimprovviso. Prima che partisse il fratello le aveva detto che la moglie e il figlio del suo insegnante stavano adesso con lui e lei non aveva la minima idea di come facesse a saperlo. Per questo, se non voleva incontrare il fratello, e lei
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pensava non volesse, era meglio che se ne andasse. Poteva tornare domani, dopo il lavoro. Bernard si strinse nelle spalle e lasci la stanza preoccupato: era certo che Slave stesse male. Slave cominci immediatamente a fare le valigie pensando che sciocca fosse stata. Tsemakh le avrebbe chiesto perch era andata a Bialystock e chi aveva incontrato l. Era troppo tardi per tornare oggi, non avrebbe fatto in tempo a prendere lautobus, sarebbe tornata domani lasciando un biglietto a Frenkel, nel quale gli diceva che aveva dovuto far ritorno inaspettatamente a casa. Bernard non aveva creduto che Tsemakh se la fosse presa con lei e con tutta la famiglia per una cameriera. Frenkel non avrebbe difeso una serva. Dopo tutto aveva ammesso lui stesso che avrebbe chiesto a sua moglie di abortire.

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Stasie era seduta nella sua minuscola stanza: i suoi occhi sembravano quelli di un coniglio impaurito. Sentendo bussare alla porta rabbrivid, ma era una paura fuori luogo: era il balebit, quel rabbi gentile, che le portava un vassoio con dolci, t, burro e formaggio. per voi, non avete mangiato niente oggi disse Tsemakh, che poi torn in cucina a preparare la sua colazione. Pi tardi si mise in camera sua a masticare pane secco e formaggio duro salato, rimuginando lo stesso concetto per la centesima volta. Non cera pi niente da fare per lui in Lomzshe, poteva tornarsene a Nareva. Ma dopo la discussione con i due emissari di Reb Simkha Feinerman, l non avevano pi fiducia in lui e non lo avrebbero fatto avvicinare al suo gruppo di studenti. Quindi doveva trovare una shtetl e fondare una yeshiva-katana tutta sua. Mai prima di allora aveva avuto il desiderio di educare i giovani e raccontare loro come era fatto il mondo. E come lo conosceva lui, il mondo! E Slave? Avrebbe indossato una parrucca matrimoniale e sarebbe andata con lui? Quando aveva saputo che lui era venuto a conoscenza del suo ruolo nella violenza alla serva orfana, se ne era andata da casa per punirlo di aver detto la verit. Poteva questa essere la moglie di un rosh-yeshiva, anche se accettava di partire con lui? colpa mia. Stasie interruppe i suoi pensieri. Era in piedi davanti a lui, un fazzoletto in testa, come se si considerasse gi sposata e non volesse far vedere al rabbino i suoi veri capelli. E le sue mani erano giunte come quelle
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di una ragazza cristiana inginocchiata in chiesa. Non voglio che per colpa mia il rabbino litighi con sua moglie e i suoi cognati, e quindi io parto e vado dovunque i miei piedi mi porteranno disse, senza sapere dove andare. Non ti azzardare lavvert Tsemakh: se usciva di casa ci sarebbe stata una lite perfino maggiore. Doveva solo aspettare pazientemente che Volodie Stupel trovasse un lavoro per lei in una famiglia ebrea. Stasie torn nella sua stanza e Tsemakh si rituff nei suoi pensieri. Se avesse sposato Dvorele Namiot di Amdur o qualunque altra ragazza modesta di una famiglia religiosa, non avrebbe avuto da prendere una tale decisione su sua moglie, che era ancora meno adatta a fare la rebetsin che lui il mercante. Verso sera Chanah port un intero vassoio di cibi cotti. Vide Tsemakh recitare la benedizione sopra il pane, separarsi i baffi con due dita e portarsi una cucchiaiata di zuppa alla bocca con la garbata docilit di un poresh che mangia ad una tavola straniera. Recentemente era notevolmente cresciuto il suo rispetto verso il cognato studioso. Dio vi ripagher per stare dalla parte di unorfana. Il mio Volodie non cos cattivo; solo non aveva considerato il fatto che il bambino di Stasie sarebbe stato convertito nel villaggio. La zuppa che Tsemakh ingoiava gli bruci le budella. Avrebbe voluto gridare che era quello il nocciolo della sua meschinit che non sapeva neanche rendersi conto che stava commettendo uningiustizia. Ma non volendo affliggere sua cognata dal buon cuore, mescol la zuppa fino a quando la sua rabbia si raffredd. Porterete qualcosa da mangiare anche a Stasie, non vero? chiese sorridendo a Chanah. Naturalmente, le porter qualcosa subito. Per dirvi la verit, Reb Tsemakh, non capisco Fride. Dopo tutto, il figlio di Stasie il nipote di Fride. Come aveva potuto esser daccordo di mandare Stasie in un villaggio tra non Ebrei? Ma daltro canto, noi non possiamo condannare Fride. Lei teme Naum, che cos collerico, ed anche molto imbarazzato di non poter guardare dritto in faccia le persone. Slave sapeva che io mi sarei presa cura di voi, altrimenti non se ne sarebbe andata. S, orgogliosa ed anche un po capricciosa, ma comunque ci ha chiesto di fare quello che avete detto e trovare una famiglia ebrea per lorfana disse Chanah tentando cos tanto di mitigare e giustificare ogni cosa, che sent una vampata rossa nelle guance, e un calore tra le piccole orecchie dietro la grossa torre dei suoi capelli. Alla fine usc dalla stanza di Tsemakh, arrabbiata con se stessa. Suo cognato aveva due occhi fieri che penetravano fin dentro il midollo delle ossa. Il suo sguardo severo la metteva in agitazione e faceva girare la sua lingua come un mulino a vento. Non si meravigliava che Slave fosse cos attratta da lui. Era un belluomo con un carattere di ferro.
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Ogni giorno, mentre mangiava nella sua stanza i cibi preparati da Chanah, Tsemakh la vedeva portare via i piatti vuoti dalla cucina, con la faccia raggiante per aver dato da mangiare allorfana. La casa era piacevole e tranquilla fino a quando Volodie torn dal suo viaggio. Arrabbiato, trasandato, con la barba lunga, and direttamente da suo cognato e url che era andato in giro a cercare una casa per la serva, era stato a Grayev, a Ostrolenke32, a Ostrove33, perfino a Grodno, ma non aveva trovato un Ebreo che accettasse di prendersi la ragazza. Perch non vai tu a cercare un posto dove si possa scaricare questa vacca pregna? Perch non provi tu ad avere gli occhi addosso come fossi tu il padre del bastardo? esclam Volodie, lasciando la stanza con un passo pesante e rude che fece tremare il pavimento. Tsemakh ascolt se Stasie stesse piangendo, ma quella era nella sua stanzetta, paralizzata dalla paura. Sentiva verso di lei la stessa responsabilit che provava verso i giovani allievi che aveva fatto passare di nascosto per la frontiera russo-polacca. Ma dove trovarle una casa? Non aveva fatto amicizie a Lomzshe, n con gli studiosi, n con i giovani borghesi. Lunica casa che aveva frequentato era quella di zio Ziml, ma non cera pi stato da quando aveva litigato con gli Stupel e lasciato il negozio. Pensava che i suoi cugini si fossero lamentati di lui con i loro genitori, ma daltronde non trovava altra soluzione e and dalla vecchia coppia. Ma ci non dar fastidio a tuo cognato? La gente si accorger presto che la serva incinta degli Stupel a casa mia. La famiglia di tua moglie al corrente che sei venuto da me? gli disse Tsertele dopo averlo ascoltato. Dallassenza di sorpresa di sua zia, Tsemakh cap che aveva gi saputo di questa storia dai figli. Irritato, Tsemakh morse i ciuffi di pelo del dorso della sua mano e ammise che gli Stupel non sapevano niente del suo piano. Reb Ziml, come al solito, era in piedi con la testa rivolta al soffitto, come se sognasse di volare via nei cieli. E che ne dice lo zio? Tsemakh guard Reb Ziml Possiamo lasciar morire unorfana con il suo bambino perch i responsabili della sua disgrazia hanno un cuore assassino e vogliono lavarsene le mani?. La cosa pi intelligente che puoi fare ricominciare la vita del girovago. Anche a me piacerebbe fare la vita del girovago rispose Reb Ziml, come se non avesse udito affatto la domanda del nipote. Tsemakh si ricord che suo zio, che tutti consideravano un fannullone, era stato il primo a capire che la famiglia Stupel non era adatta per uno studioso della Torah e lo aveva consigliato di sposare la sua fidanzata di Amdur.
32. Citt della Polonia a est di Lomza, oggi ha il nome di Ostroleka. 33. Citt della Polonia a sud di Lomza, oggi ha il nome di Ostrow Mazovietka 96

Zio, una volta mi hai consigliato di sposarmi e poi diventare un poresh. Star seduto in una bet-medresh, mi dicesti, il pi grande piacere del mondo. Ora mi parli di condurre la vita del vagabondo. Andare da un posto allaltro anchesso un piacere del mondo? Lalto Reb Ziml scroll le sue spalle sottili un paio di volte, poi si lasci delicatamente andare su una poltrona, come se il suo corpo non avesse ossatura. La sua barba sembrava come composta da grigie ragnatele, e parl con la voce di un cabalista mezzo matto, che viveva nel vestibolo scuro e umido di una sinagoga: era sicuramente un piacere del mondo essere poresh. Perch sedere a studiare diligentemente pu sicuramente rendere uno studioso arrogante. Questo poi solleva domande difficili e offre interpretazioni altrettanto difficili. Poi scopre che la sua domanda stata gi posta tanto tempo fa da un famoso gaon e che anche la sua risposta gi stata data da un altro gaon, e per questo diviene presuntuoso. Poi lo studioso comincia a scrivere il suo proprio commento ai margini del Talmud o scrive dei libri fino a quando comincia e diventare arrogante. Ma siccome lo studioso non vuole diventare arrogante, allora ricorda a se stesso che ci sono stati scolari pi grandi prima di lui e anche loro erano mortali. Ma dal momento che lo studioso si prende la briga di ricordare che ci sono stati uomini pi importanti di lui, non dimentica neppure che sono esistiti anche uomini meno importanti di lui. Allora comincia a chiedersi se un grande santo o un piccolo santo, se buono o cattivo, se saggio o folle, se uomo di sentimento o uomo di intelletto. E pi pensa a se stesso pi i suoi pensieri divengono oscuri e lui non riesce a cavarsene fuori. Ma c una cura per questo prendere e andare a fare il girovago. Quando un uomo fa la vita del girovago e vede che nessuno lo conosce e che nessuno si cura di lui, cessa anche lui di pensare a se stesso. Ecco perch tanti grandi uomini hanno lasciato la loro casa per condurre una vita da girovago. Quando un Ebreo allunga una mano per ricevere lelemosina perch un povero, sta malissimo. Ma quando un Ebreo allunga la mano per ricevere lelemosina, perch ha scelto lui di essere povero, sta benissimo. Reb Ziml cantava su una melodia dolcemente triste, da notte di Shabat. Poi rimase in silenzio, con la faccia estatica, come se non si fosse reso conto di aver smesso di parlare. Dalla lampada a paralume sospesa, un raggio di luce tremante cadde sulle mani venose e rovinate di Tsertele. Con tutti e due i gomiti appoggiati al tavolo, la grossa Tsertele era accovacciata ad ascoltare il suo Ziml. Si era messa a ridere quando voleva diventare un poresh, e lo aveva ridicolizzato di nuovo quando diceva di aver avuto voglia di fare la vita del girovago. Su una cosa sola era daccordo con il suo fannullone: Tsemakh non doveva discutere
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con i suoi cognati o con i loro figli. Tsemakh osserv i vecchi muri cadenti e la mobilia, e ascolt il lento tic-tac dellorologio a muro. Tutto era rimasto come quando era venuto da Amdur e si era ammalato in quella fredda casa con lo specchio scolorito. Zio, abbiamo parlato di cose importanti, ma quello che intendevi dire, senza dubbio, era che non devo discutere con la famiglia di mia moglie. Ma per quanto tu ne dica, nella mia bet-medresh ci hanno insegnato esattamente lopposto: un uomo deve esaminare il proprio carattere e quello dei suoi amici per tutta la vita. Si deve porre domande su se stesso e sugli altri Non si deve mai dimenticare quale il dovere di un uomo in questo mondo. Tsemakh si volt verso Tsertele. E allora quale la decisione, zia? Prendete lorfana? Convinci prima i tuoi cognati, poi mi decider. La gente potrebbe anche pensare che sia stato uno dei miei figli a metterla incinta rispose Tsertele ridendo in modo naturale per nascondere la sua preoccupazione. Reb Ziml rimase in silenzio Entrambi erano dispiaciuti che il loro nipote non tenesse in alcun conto i loro figli che lavoravano per gli Stupel. Tsemakh si rese conto che Volodie aveva ragione. Gli Ebrei non prendevano con loro una ragazza che era rimasta incinta prima del matrimonio. Tsemakh comunque doveva allargare la spaccatura tra s e i suoi parenti, in modo tale da riuscire a staccarsi da loro. Cos lasci la vecchia coppia con passo deciso, come se fosse arrabbiato al punto di dare fuoco alla citt.

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I commessi avevano notato che gli Stupel di recente erano piuttosto angosciati, quindi avevano insistito affinch il figlio di Naum raccontasse loro cosa stava accadendo al piano di sopra. Che cosa gli stava succedendo? Sembrava cos preoccupato e depresso, neanche gli fossero affondate tutte le sue navi. Avevano per lui una ragazza goy favolosa! Naum rispose che una fidanzata era forse peggio di una moglie: da una moglie si pu divorziare ma non da una fidanzata. Se gli giuravano di non lasciarsi scappare una parola, avrebbe raccontato tutto. Giurarono e lui raccont tutto. Invece di esser contenti di aver ingannato quellingordo stupido e avergli fatto raccontare il segreto, i figli di Tsertele rimasero senza fiato e corsero a casa della loro madre a gridare che era tutta colpa sua, perch era stato da quella casa che gli Stupel
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avevano preso Tsemakh come cognato. Ora sapevano perch i loro capi non sopportavano di vederseli intorno. Nei giorni successivi i commessi videro Volodie partire, apparentemente per un giro di lavoro, ma pareva invece uno che andasse a farsi cavare tutti i denti. Poi fece un altro viaggio e quando torn sembrava un lupo portato in citt in gabbia da un contadino. Volodie and subito al piano di sopra e nel magazzino si sent la sua sfuriata con Tsemakh. Volodie rimase tutto il giorno in casa; non volle neanche incontrare importanti commercianti di granaglie. Verso sera sua moglie scese a chiudere il negozio ed a prendere le chiavi. Nel frattempo Tsemakh usc di casa, camminando velocemente attraverso la piazza del mercato vuota. Pensando che la fretta del Musarnik fosse collegata al segreto del piano di sopra, i commessi lo seguirono fino alla casa della loro madre. Aspettarono con impazienza che Tsemakh se ne andasse, dopodich irruppero nella casa. Mamma, che cosa venuto a fare? gridarono. Tsertele non nascose nulla ai suoi figli, che per un minuto rimasero l, confusi, con le teste attaccate luna allaltra come fossero sacchi pieni di farina. Lo ha mandato Volodie o venuto lui? chiesero. venuto di sua spontanea volont sospir Tsertele. I due fratelli decisero allora di raccontare la cosa a Volodie, per fargli capire la loro lealt nei suoi confronti. Tsertele, agitando le sue mani nodose, li preg di non attizzare il fuoco di questa disputa familiare: loro non dovevano dire una parola e lei non avrebbe preso lorfana. Il padre pieg la testa e esclam: Non intervenite, bastardi. Ma i figli si misero a ridere e lo chiamarono Moshe Rabbenu34. Avevano visto una volta unimmagine di Mos con i piedi sul monte Sinai e la testa fra le nuvole. Allo stesso modo il loro padre era per loro con la testa tra le ragnatele del soffitto, avvolto in una nube di fantasie. Poi urlarono alla madre: Donna, noi perderemo il lavoro a causa di tuo nipote! Ci potr mantenere il tuo piccolo negozio di aringhe?. Il mattino successivo, quando Volodie scese ad aprire il negozio, trov i suoi commessi che aspettavano fuori. Appena entrati gli raccontarono le novit. Ma invece di apprezzare la loro lealt, Volodie si arrabbi per il fatto che i suoi impiegati conoscessero la sua umiliazione. Andate via di qua! Andate a cercar fortuna da qualche parte, voi e vostro cugino. I fratelli rimasero l sbalorditi, come se qualcuno avesse acceso un fiammifero di notte davanti ai loro occhi. Perch ci siamo meritati questa amara bevanda? balbettarono. Quando la sua rabbia si plac, Volodie si apr con gli impiegati, come se
34. Letteralmente: Mos il nostro rabbino. Tipico modo per denotare, in yiddish e in ebraico, il profeta Mos. 99

fossero suoi pari grado. Tsemakh non aveva permesso di mandare la ragazza in un villaggio di goyim, e cos lui era andato a cercare una famiglia ebrea; ma gli Ebrei non vogliono prendere con loro una ragazza incinta. E allora cosa poteva fare di pi? I tre venditori erano pronti a saltare nel fuoco per il loro capo, perch non rimanesse l impotente e desolato. Sarebbero andati a dire al loro cugino che rischiavano di perdere il posto di lavoro a causa sua, dissero con passione. Anzi, invece di parlargli, gli avrebbero fatto vedere un paio di cosette, appena tornava dalla preghiera. Fatelo! disse Volodie, con gli occhi gonfi. I sottoposti rimasero in attesa che Tsemakh arrivasse. Ecco che viene disse uno dei fratelli quando vide Tsemakh avvicinarsi, con la borsa del tallit sotto il braccio. Volodie guardava il suo cognato con le labbra serrate e gli occhi pieni di odio e i commessi capirono che il loro capo si aspettava che mantenessero la parola data. Proprio allora Lola pass davanti al negozio con unespressione stremata sulla faccia come se fosse stanco di vivere. Lo prendiamo con noi? chiese il pi giovane e pi impudente dei tre fratelli. Il balebit annu e il gruppo usc, alzando risolutamente le spalle. Circondarono il figlio di Naum e gli dissero che suo zio Volodie voleva dare una lezione al marito di Slave, poich quel Musarnik non gli permetteva di cacciar via da Lomzshe la cameriera. Anzi non vedeva lora di fare uno scandalo in citt. Suo padre sarebbe stato ucciso dalla vergogna e sua madre sarebbe diventata pazza. E sarebbe stato peggio per lui, tutti gli avrebbero riso dietro. Guarda che amante che si fatto, avrebbero detto. La cameriera porta in giro il marmocchio, avrebbero detto. I suoi amici gli avrebbero consigliato di mettersi il bavaglino e di mangiare le pappine, altro che bere liquori. E le ragazze non lavrebbero guardato pi in faccia. Quale ragazza vuole avere a che fare con un shlimazl che non capace neanche di proteggere se stesso? Il figlio di Naum non capiva perch i commessi parlassero cos tanto. Se Zio Volodie non lavesse avvertito di stare lontano dalla cameriera e di non fare niente con il marito di Slave, avrebbe fatto i conti con tutti e due gi da molto tempo. La testa avanti come un bue, Lola sal per le scale, con i commessi alle calcagna. Il gruppo spalanc la porta di Tsemakh con impeto come se fosse stata barricata. Non sarai tu a comandare la nostra famiglia rugg Lola. Tsemakh lanci uno sguardo torvo ai nuovi arrivati, e questo irrit anche di pi i cugini. La sua sicurezza lo faceva guardare in cagnesco i cugini come aveva fatto quando li aveva rimproverati nel negozio. Per mostrare il loro disprezzo per Tsemakh, si parlavano lun con laltro come se lui non ci fosse nemmeno.
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caduto in una miniera di grasso35, ma non se ne rende neanche conto. Quello schifoso scaldapanche! Quel fanatico con le emorroidi! solo un ladro. andato alla chetichella da nostra madre a chiederle di prendersi la cameriera incinta. Se non la smette di immischiarsi, gli cacceremo quel cappellaccio nero gi fino agli occhi. Era fidanzato a Amdur, ma al momento giusto si accorsero che era pazzo e lo cacciarono via. Tsemakh osservava con un mezzo sorriso quei commessi che pensavano di umiliarlo con la loro impudenza e il loro disprezzo. Poi, sentendo urla provenire dalla cucina, usc in fretta. L Lola stava sgridando Stasie, mentre lei lo guardava con amore e con gioia: era la prima volta che Stasie lo vedeva da quando era stata tolta dallappartamento di Naum Stupel. Vacca, puttana! Lola pestava i piedi per terra Avevi la tua camera nellappartamento e ci portavi uomini dalla strada. Chi lo sa con chi te lintendevi! E ora dici che sono stato io a metterti incinta. Tsemakh balz sul giovane e lo spinse fuori dalla stanza. Pensando che Tsemakh volesse picchiare il suo amato, Stasie cominci a tremare. Non lo picchiare disse. Intervennero allora i tre commessi che cominciarono a spintonare il cugino con grande disprezzo. Stai attento su chi alzi le mani. Chi sa che non sia stato tu a fartela? Vuol picchiare me? Lola allung la sua mano sopra tutte le teste e dette allo zio un sonoro ceffone. Il morbido cappello nero vol via dalla testa di Tsemakh, che si chin a raccoglierlo, ma quando le sue dita toccarono il feltro, lentamente ritir la mano, si tir su ancor pi lentamente e rimase in piedi a capo scoperto. Aveva la faccia cinerea, e gli occhi impietriti. Il suo mutismo e la sua espressione glaciale fecero calare un velo di paura sui commessi. Un pensiero allimprovviso attravers le loro menti sveglie. Questo incidente avrebbe potuto degenerare in tragedia ed era meglio per loro andare via alla svelta. Ma prima che potessero raggiungere la porta, Stasie cominci a piangere freneticamente. I commessi tornarono indietro per cercare di calmarla, temendo che qualcuno corresse a vedere cosa stava succedendo e scoprisse invece quello che gli Stupel stavano nascondendo. Lola mostr a Stasie i pugni, poi ci ripens e la preg di non urlare. Ma Stasie piangeva anche pi forte, con i suoi riccioli biondi sulla faccia. I suoi singhiozzi fecero nascere un senso di autocommiserazione in Tsemakh, come se fosse stato sepolto vivo e sentisse piangere su se stesso. Chanah, Fride e Naum erano sulla porta. Che successo?,
35. Tipica espressione yiddish, che significa una grossa fortuna, usata quando i grassi alimentari non erano temuti come oggi, ma considerati un antidoto alla fame ed alla sottonutrizione. 101

gridarono senza fiato per la corsa. Stasie indic il cappello di Tsemakh per terra, come se stesse indicando i vestiti di una persona annegata nel fiume. Lola ha picchiato il rabbi, ha picchiato il rabbi! Chanah scoppi a piangere, Fride si torceva le mani. Con le dita nude come tenaglie, Naum si gett verso il figlio, con la voce tremante: Ma perch non ti sei sciolto nella pancia di tua madre?. Ma cosa ho fatto? belava Lola. Naum muoveva la testa di qua e di l, come stesse asfissiando in un incendio: Oh disgrazia, qualcuno mi aiuti! Tutta la citt corra da me!. Chanah si precipit da Stasie, baciandola e carezzandola fino a quando cominci a piangere piano, trattenendo le lacrime. Chanah cacci gli uomini fuori dalla cucina e restitu il cappello a Tsemakh. Il suo sguardo era cos supplichevole che lui se lo mise in testa e and nella sua stanza. Rimase seduto l a lungo, perso nei suoi pensieri, toccando la borsa del tallit, che era rimasta sulla tavola quando il quartetto era entrato. Udiva il suo cuore piangere dentro di lui: Ahim vederti in questo stato. Le lacrime gli chiudevano le ciglia. Come era arrivato a questo punto, si domandava. Come aveva fatto ad arrivare al punto di dover prendere uno schiaffo nella faccia per capire che non doveva restare pi in una famiglia cos volgare?

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Quel pomeriggio Slave torn in autobus da Bialystock. Appena entrata in casa incapp in Naum. Quellimprovviso incontro lo mise in agitazione e pass via con la testa bassa. Un pensiero allora la attravers: forse suo fratello non voleva farle sapere che qualcuno in casa era morto. Si trascin su per le scale come se risalisse la corrente profonda e gelata di un fiume. Si ferm nellatrio, non osando andare avanti. Sentiva unaria di profonda depressione nellappartamento, poi sent piangere in cucina. Chanah era l seduta a consolare Stasie. Sentendo qualcuno, Chanah apr la porta per vedere. Stasie, tremando, si nascose la faccia tra le mani e grid: colpa mia, per colpa mia Lola ha picchiato il rabbino, Lola ha dato uno schiaffo a vostro marito. Slave sospir con sollievo. Si aspettava qualcosa di peggio. Con ancora la valigia in mano and nella stanza di Tsemakh, apr la porta e incontr il suo gentile e imbarazzato sorriso nel farsi vedere cos triste. Slave chiuse immediatamente la porta e ritorn in cucina. Dimmi tutto, ordin alla ser102

va. Stasie parl, con la faccia cos senza vita e gli occhi cos spenti come se avesse gi partorito e anche sepolto il bambino. Slave pens che i commessi non avrebbero attaccato suo marito senza esser stati autorizzati da Volodie. I miei fratelli la pagheranno cara ringhi a Chanah e se ne and in fretta. La mattina successiva Slave rimase a letto senza preparare niente da mangiare per suo marito, per timore che pensasse che lei volesse fargli dimenticare quello che era successo. Pass molto tempo a curarsi le unghie, a pettinarsi davanti allo specchio e a strizzarsi una piccola macchia sul viso per vedere se fosse un brufolo. Apr un cassetto, cambi le lenzuola, cerc un pacco di vecchie lettere, le guard, poi sfogli un vecchio album. La sua valigia era ancora chiusa, in mezzo alla stanza. Improvvisamente sent il bisogno di chiamare un facchino dalla strada per spostare i letti, il comodino ed il cassettone, ma un momento dopo se ne era gi dimenticata e ascoltava il ticchettio del suo orologio da polso. Slave cercava di ritardare lincontro con Volodie voleva fargli capire che aveva avuto abbastanza tempo per meditare le parole che gli avrebbe detto. Chanah aveva riferito a suo marito le parole di Slave ed aveva aggiunto che per aver schiaffeggiato un rabbino gli Stupel non sarebbero sopravvissuti n in questo mondo n nel prossimo. Volodie vide che sua moglie, una timida donna di campagna che non gli si era mai opposta, lo guardava ora con odio, e non riusciva a capire perch succedeva tutto quel trambusto. Che cosa avevano mai fatto a quel santo di gesso? Gli era stata mozzata la testa? E poi chi era mai lui, il Kaiser? Slave vide suo fratello seduto come al solito nella sua poltrona, i gomiti sui braccioli e gli occhi verso la porta, come fosse impaziente di vederla arrivare. Chanah sedeva al tavolo con un fazzoletto sopra le spalle in un silenzio malinconico. Sei stato tu a dire a Lola e ai tuoi commessi di picchiare mio marito? Loro non avrebbero osato farlo di loro iniziativa disse Slave rimanendo in piedi in mezzo alla stanza e non dicendogli neanche buonasera. Io? Io non ho detto una parola con Lola. Io non ho neanche visto quel cinghiale. Ed colpa mia se i cugini di tuo marito lo odiano? disse Volodie con una faccia innocente e tentando di prendere liniziativa. E poi non mi hai detto che vuoi divorziare da lui? E allora che ti importa se si preso un colpetto sulla guancia? Forse mio marito chieder di divorziare da me, ma io non voglio divorziare da lui. Mai! Slave si rivolse a sua cognata, e Volodie si accorse che le sue parole facevano brillare di gioia la faccia di sua moglie. Bene se lo ami tanto, tienitelo. Io non voglio vivere sotto lo stesso tetto con lui esclam Volodie. Non solo n io n mio marito vogliamo vivere sotto lo stesso tetto con te, ma io non voglio neanche essere socia nel vostro negozio.
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gli occhi di Slave erano diventati neri di odio Nostro padre mi ha lasciato la stessa quota di te e Naum insieme. Allora pagami la somma dovuta. Vender il mio appartamento qui, e non voglio mai pi vedere la tua faccia. Volodie sent che gli stava venendo un colpo, tuttavia si mise a ridere e rispose che non lavrebbe avuta vinta. Prima di tutto lui era stato quello che aveva gestito gli affari per tutto questo tempo e lei invece non aveva mai alzato un dito. Che cosa ne sapeva lei di affari e di contabilit? Lei si intendeva di moda, non di ragioneria, e non era certo una che conoscesse la gente. Secondo: lui laveva mantenuta fino al matrimonio, e dopo il matrimonio aveva mantenuto lei ed il marito. E terzo: stava dicendo sciocchezze. Neanche persone che non erano parenti, ma che erano state partner per anni non potevano dividere una azienda facilmente, figuriamoci dei familiari! E che cosa avrebbe fatto? Avrebbe chiesto un giudizio rabbinico o lo avrebbe portato in tribunale? Tutte e due le cose rispose Slave come se la sua risposta fosse gi stata preparata. Tu e Naum vi siete sempre presi il doppio, il triplo di quello che avete dato a me. Ma a me non importava, sapevo che dovevate mantenere una famiglia. Ora voglio la mia parte, anche se so che roviner lazienda. Voglio rovinare tutti e due, allora capirete che cosa avete fatto. Il mercante di farina si gir nella poltrona guardandosi le grosse dita con folti ciuffi di pelo: anche se il suo piano fosse riuscito, lui avrebbe trovato una via duscita, e sarebbe stato pi svelto e pi bravo di lei. Ma quello che gli bruciava dentro era che lui era stato un fratello, un padre ed un amico per lei, ed ora quella gli parlava come se fosse invece un assassino che merita di essere impiccato. E a causa di chi? Di un uomo che lei neanche conosceva un anno fa e che ora creava problemi a tutti. E che cosa dici tu? url a sua moglie Neanche tu vuoi pi saperne di me?. Chanah rimase in silenzio, con la faccia in fiamme. Volodie aveva proprio ragione. Lui e sua sorella erano stati molto vicini. Non avevano fatto altro che stare insieme a ridere e giocare. Allultimo momento Slave si era sposata e aveva folleggiato con suo marito. Era perci ingiusto parlare a suo fratello come se questo fosse un nemico e dirgli che lo voleva rovinare. Ma Slave, rimasta in piedi in mezzo alla stanza come un debitore che prova ad attaccar briga, parl con sua cognata con voce secca e stridente: durante la settimana in cui era stata via, la sua rabbia contro Tsemakh si era dissipata come fumo e aveva capito quanto pi bello e migliore degli altri fosse. Ora, tornata a casa, aveva scoperto che suo fratello aveva incitato delle persone ad assalire il marito e cos accelerare il divorzio... Se fosse stata pronta per il divorzio, avrebbe detto la verit a suo marito: che era un uomo troppo grande per lei, al quale non poteva neanche allacciare le scarpe. Lui viveva per gli
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altri, e lei invece aveva bisogno di un uomo che vivesse solo per lei. Egli era ed era rimasto uno studioso, e lei aveva bisogno di un marito mercante. Tutti nella sua famiglia erano mercanti. Questo gli avrebbe detto se fosse stata pronta per il divorzio. Ma ora non aveva da dirgli niente, Ora poteva vedere da solo quanto la famiglia Stupel fosse mediocre e volgare. Anche dal modo con il quale i suoi fratelli si dannavano per nascondere la storia alla citt, lei si rendeva conto della loro volgarit e mediocrit. Le persone veramente nobili non sono cos ansiose di sotterrare e nascondere le loro colpe. Ma gli zoticoni volgari che si danno delle arie sono sempre nervosi per la paura di essere smascherati. Mentre Slave parlava, la faccia di Chanah aveva cambiato colore. Si rendeva conto che Slave voleva ferirli, far loro del male, ripetendo continuamente che la famiglia Stupel era mediocre e volgare. Volodie, da parte sua, cercava di trattenersi dallo scagliarsi contro sua sorella o dallo staccare lorologio dalla parete e fracassarlo per terra. Lei parlava proprio come suo marito, pensava, ma quella strega aveva pi veleno di Tsemakh. Volodie aspettava che finisse di parlare, ma non aveva la minima idea di che cosa fare dopo. Appena Slave fin di parlare, irruppe nella stanza Tsemakh. Non qui? Non qui Stasie? Non stata qui?. Tsemakh si guardava intorno. Non neanche da Naum. scappata! Dove vuoi che sia scappata. Non scappata da nessuna parte. Sar andata fuori un momento e torner presto lo consol Chanah, che non riusciva a trattenere le lacrime. Tsemakh scosse la testa tristemente: Stasie gli aveva detto recentemente che sarebbe andata ovunque i suoi piedi lavessero portata. Non voleva che litigassero per lei. Il trambusto del giorno prima laveva spaventata ed oggi lo era ancora di pi per il ritorno di Slave. Cos aveva preso il suo piccolo fagotto ed era partita. Nel grande appartamento regnava ora il silenzio. Slave sentiva tutti gli orologi di Volodie battergli contro le tempie. Guardava Tsemakh e pensava: adesso se ne andr anche lui. Volodie non dorm quella notte: era oppresso dal timore che la ragazza si fosse gettata nella Nareva. Non avrebbe pi potuto camminare in nessuna strada in Lomzshe. La gente sarebbe stata lontana dal suo negozio, come se puzzasse. La mattina dopo Volodie con la faccia gonfia comunic ai suoi dipendenti che la cameriera era scappata, e cominci a rimproverarli senza mezzi termini: tutti sapevano che loro erano informatori, ruffiani e tutto quello che c di marcio. Se fosse andato a picco lui, loro sarebbero stati i primi a morire di fame. Che si dessero allora da fare, a fiutare come segugi e trovare
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la ragazza. E che si prendessero Lola con loro. Probabilmente quando quel cinghiale se la intendeva con lei, quella gli aveva detto quali amici aveva. Che si spremesse le meningi allora e desse una mano a cercarla. Lola e i tre commessi cercarono Stasie dappertutto, ma non trovarono traccia di lei. Chanah comunque cercava di tener tranquillo suo marito, dicendogli che Stasie non si sarebbe suicidata, perch voleva avere il figlio e per questo aveva rifiutato laborto. Anche Tsemakh diceva che lorfana non si sarebbe fatta del male, aveva creduto alla sua promessa che il bambino non sarebbe stato un bastardo. Tra laltro, aggiunse, Tsemakh sembrava un cadavere ed era stranamente quieto. Lo perch sta preparandosi a sollevarci la citt contro, come ha sempre minacciato finora. Ma poich lui stesso ha detto che la ragazza non si ammazzata, non mimporta cosa dir o che cosa far. Volodie spinse la mano in tasca come se vi avesse nascosto un paio di tirapugni di ottone. Adesso lo odio pi che mai. Per colpa sua Slave diventata mia acerrima nemica. E sono stufo pure di lei. Spero che lo faccia, lo scandalo, cos mi liberer di tutti e due. E che cosa stai guardando tu, pia vacca? Sono stufo di tutti voi, Mi disgustate come una cipolla marcia. Tsemakh, dal canto suo, non cercava pi nessuna lite con i suoi cognati. Due giorni dopo la sparizione di Stasie era tornato dalle preghiere mattutine e aveva detto a Slave che sarebbe andato a cerare una shtetl dove poter fondare una yeshiva-katana. Presto sarebbero arrivati i Giorni Sacri36. Durante i Giorni del Timore Reverenziale gli Ebrei erano pi religiosi, e quello era il periodo migliore per persuadere la gente della shtetl a dare il loro supporto agli studiosi della Torah. Quando era andato a Amdur gli Ebrei del posto non volevano una yeshiva. Ma allora ogni ostacolo pareva dieci volte pi alto di quanto realmente fosse a causa del fatto che lui voleva lasciare la betmedresh. Ora era il tempo di ricostruire ci che aveva rovinato, fondare una yeshiva ed esserne il rosh-yeshiva. Ma fare il rosh-yeshiva in una piccola citt significa condurre una vita di privazioni, e lui non poteva chiederle di soffrire insieme a lui, anche perch lei non sapeva, quando lui laveva sposata, che sarebbe tornato alla sua vecchia vita. Non lo sapeva neanche lui. Per questo era pronto a concederle il divorzio. Io non voglio il divorzio. La tua volont di partire non una novit per me, ma non voglio il divorzio. Le guance di Slave brillavano di un opaco biancore. Vuoi venire con me? Sei pronta a metterti la parrucca e aspettare che la gente del villaggio ti mandi un sacco di patate, la challah per lo Shabat e la
36. Sono ancora i giorni tra Rosh Hashana e Yom Kippur. 106

legna per linverno? Tsemakh accentuava i problemi come un rabbino che parla ad un cristiano che si vuole convertire. Vedremo, rispose Slave cautamente, con gli occhi bassi. E poi Tsemakh doveva partire, in modo tale che Slave potesse riappacificarsi con la sua famiglia. Anche Stasie, pur soffrendo, non aveva voluto pi essere la causa di una disputa, e se ne era andata, e lui di sicuro non voleva essere la causa della battaglia tra lei, i suoi fratelli e le sue cognate. Non ci sar mai pace tra me e Volodie. La faccia di Slave sembrava ossuta e i suoi occhi sembravano emanare lampi blu. Tu stesso hai detto che lo avresti raccontato a tutti, se loro avessero mandato la cameriera in un villaggio. Ma ora accaduto qualcosa di peggio. Un bruto ti ha colpito, e la tua orfana potrebbe essersi gettata nel fiume. Perch allora te ne stai tranquillo? Tsemakh butt la testa indietro e apri le braccia: solo perch un giovanotto lo aveva schiaffeggiato, avrebbe dovuto reagire? Se lorfana fosse stata cacciata via, avrebbe sollevato un tumulto in citt per salvarla. Ma poich se ne era andata via e non si riusciva a trovarla, avrebbe lui dovuto mettere in subbuglio Lomzshe solo per sete di vendetta? Non questa la via insegnata dalla Torah. E inoltre non pensava che Stasie si fosse buttata nel fiume: non lo avrebbe fatto per il bambino. Ma era brutto abbastanza pensare al suo peregrinare per le strade, mezza nuda e senza scarpe, senza alcun posto dove scaldarsi o mangiare o dormire. Stava vagando con la paura che i goyim tentassero di convertirla e che gli Ebrei la chiamassero sgualdrina. Ma in ogni caso era preparata a sopportare tutto ci per poter avere il suo bambino e averlo come bambino ebreo. I grandi occhi neri di Tsemakh erano diventati pi grandi e pi neri, come quelli di un cieco. Rimase in silenzio per un po, poi continu con voce supplicante: anche se la famiglia Stupel non aveva avuto nessuna compassione per lorfana, lui non pensava che gli uomini Stupel fossero peggiori di ogni altro uomo daffari della borghesia. Nel loro mondo non era peccato cacciare via una cameriera incinta, e se lui non avesse passato anni in una yeshiva a studiare Torah e Musar, non lavrebbe considerato un grave peccato neanche lui. Per questo non sarebbe riuscito a stare ancora con questa gente, per timore che col passare del tempo lui cominciasse a pensare e sentire come loro e assumere il loro comportamento mondano. Daltra parte stare con loro, e non riuscire a pensare e sentire come loro, significava combattere con loro. Allora lunica via percorribile per lui era tornare alla bet-medresh. E Slave si sarebbe dovuta riconciliare con la sua famiglia. Agli angoli della bocca di Slave era stampato il sorriso amaro di una donna angosciata, che comprende quale gioia avrebbe potuto avere con il proprio
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marito se solo fosse stata pi fortunata. Slave avrebbe preferito vedere Tsemakh duro e arrabbiato, come lo era stato quando la port a una lite furibonda, piuttosto che vederlo con quella faccia pallida e stanca e le spalle ricurve. Bene, ti ascolter e mi riappacificher con la mia famiglia. E se questo quello che devi fare, vai in pace. Io non sono arrabbiata con te per avermi offerto il divorzio. So che lo hai fatto per avere la coscienza pulita. Ma quello che mi irrita che tu non mi hai neanche chiesto perch sono andata a Bialystock. Slave sollev la testa in modo seducente e nei suoi occhi pieni di lacrime apparve un sorriso. Si aspettava che adesso Tsemakh esplodesse, come aveva fatto quando avevano litigato e ogni suo gesto esprimeva forza e ostinazione. Ma lui non degn di attenzione la sua civetteria. Perch avrei dovuto chiederti la ragione per cui andavi a Bialystock? Tsemakh si alz, lamentandosi come un vecchio viandante che si riposato un poco e deve continuare il suo viaggio Eri arrabbiata con me e te ne sei andata. Forse dovevi proprio andarci l. Ma non fa differenza. Slave guardava la barba di Tsemakh, che luccicava per qualche goccia di sudore, e quasi batt i piedi per la rabbia. Non lo voleva vedere come un uomo vecchio e stanco. Che andasse, allora. Che diventasse un rosh-yeshiva. Lei non sarebbe diventata una rebetsin con la parrucca. Ma col tempo sarebbe cambiato lui. In qualunque posto fosse vissuto e qualunque cosa avesse fatto, avrebbe capito che la gente l non era migliore di quella di Lomzshe e sarebbe tornato a casa.

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PARTE TERZA

Vilnius, via delle macellerie, circa 1930.

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Chaikl, il figlio di Reb Shlomo-Mote, il melamed1, un giovanotto basso e di corporatura massiccia, era cresciuto pi in larghezza che in altezza, come un grosso e robusto cespuglio. Per aveva occhi ardenti, e pareva che un sogno, come una calda brezza, aleggiasse costantemente sulla sua pallida faccia piena. Fino allet di quindici anni aveva studiato svogliatamente nella yeshiva Rameiles di Vilnius. Tra i delicati e raffinati studenti era visto come un giovanotto muscoloso, mentre nella via delle macellerie, dove era cresciuto, i macellai ed i facchini lo consideravano uno scaldapanche. Era lunico figlio di sua madre e il figlio avuto in tarda et di suo padre: i figli della prima moglie di Reb Shlomo-Mote vivevano in America. Da vecchio Reb Shlomo-Mote aveva smesso di insegnare e di tanto in tanto passava settimane all'ospedale ebraico per curarsi i reni malati. Nella kluytz2 di Reb Sholke, dove il vecchio maestro andava a pregare, i fedeli devoti non potevano perdonargli il fatto di essere un maskil, uno degli illuminati della generazione precedente. Ma comunque, per quei trangugiatori di maiale3 di oggi, dicevano ridendo ironicamente, era anche troppo religioso, proprio come il commento biblico eretico di quel gobbo di Moses Mendelssohn4. Reb Shlomo-Mote non replicava, ma solo rivolgeva loro uno sprezzante sorriso da sotto i suoi grandi baffi bianchi. In cuor suo, il vecchio maestro rimaneva un maskil, e desiderava che suo figlio diventasse un artigiano che guadagnasse soldi e aiutasse sua madre. Il vecchio era addolorato dal fatto che sua moglie dovesse mantenere lui e Chaikl con il suo negozietto di frutta. Ma Vele, la venditrice di frutta, era pronta a faticare anche di pi, affinch suo figlio potesse indossare i tefillin e continuare a fare il lerner. Chaikl indoss s i tefillin, ma pian piano smise di andare alla yeshiva Rameiles, tuttavia, per non essere un ignorantone e per assecondare la madre, studiava da solo la sera nella kluytz di Reb Sholke. Un vecchio artigiano, Senderl, il pentolaio, lo voleva prendere nel suo laboratorio e farne un ramaio. Ma il nemico di Reb Senderl, il mercante di tabacco Vove Barbitoler, che andava a pregare nella stessa kluytz, non voleva che Chaikl diventasse un artigiano.
1. Maestro di scuola elementare ebraica, o cheder. 2. Piccola sinagoga. 3. Epiteto offensivo, qui riservato a Ebrei non religiosi, che addirittura mangiano il maiale. 4. Filosofo tedesco (1729-1786), considerato il fondatore dellHaskalah, e da molti un eretico, poich aveva favorito la perdita di identit del Giudaismo. vero che fosse gobbo. 111

Il mercante di tabacco, un uomo sulla sessantina, aveva le gambe curve e storte che trascinava sotto il peso del suo corpaccione. Amava gli tsitsit almeno quanto la bottiglia. Forniva gli tsitsit a tutti gli orfani del TalmudTorah ed anche a quelli che avevano i genitori. Vove Barbitoler fermava per la strada un monello e gli guardava sotto la cintola dei pantaloni. Se vedeva che il mascalzone non portava larba-kanfot5, lo prendeva per mano e gli diceva di andare con lui dai suoi genitori. Poi il mercante di tabacco passava un sacco di tempo nella misera casa, tentando di dimostrare ai genitori che un bambino che non portava il tallit-katan5 sarebbe cresciuto come un ragazzo di strada. Poi ne tirava fuori uno dalla tasca e lo faceva indossare al ragazzo, lo baciava sulla testa e gli estorceva la promessa che dora in avanti lo avrebbe portato e avrebbe recitato le benedizioni con esso. Allora i genitori del ragazzo benedicevano il buon uomo che aveva espletato la mitsvah per i bambini ebrei poveri , ma rimanevano esterrefatti quando sentivano che il suo fiato sapeva di liquore. In citt si mormorava che erano stati i suoi problemi a portarlo a bere. La sua prima moglie era morta quando lui era ancora sulla trentina e lo aveva lasciato con una figlia ed un figlio. Era rimasto vedovo per dieci anni. Quando i figli furono grandi, egli spos una divorziata che era giovane e carina, ma che era anche una donna grossolana e poco raccomandabile, la cui famiglia aveva connessioni con la criminalit. I buoni amici avvertirono Vove che non stava facendo un buon matrimonio, ma lui era allora nel pieno della sua mascolinit ed era attratto da quella donna vivace, dallaspetto rozzo e volgare. Anche dopo il matrimonio, Confrade, la seconda moglie di Vove Barbitoler, teneva un comportamento libertino. Passava pi tempo con i suoi loschi fratelli che a casa. Andava sempre ai matrimoni dei parenti e cercava di andarci senza il marito. Anche dopo aver avuto un figlio, passava tutto il giorno e met della notte fuori di casa. Allinizio il mercante di tabacco ci prov con la gentilezza, poi, vedendo che non funzionava, minacci Confrade con i pugni. Lei sollev un trambusto. Dalla sua espressione compiaciuta quando piangeva, Vove si rese conto che lei non vedeva lora che lui alzasse le mani per poter fare una scenata. Per fargli paura gli mand i suoi fratelli, che lo minacciarono di picchiarlo a sangue, ma Vove Barbitoler non si spavent per le minacce o per le scenate. Confrade chiese il divorzio, e i suoi buoni amici gli consigliarono di concederlo, ma le sue arti femminili e i loro figli legavano Vove alla moglie con doppie catene e gli fecero cambiare idea riguardo al divorzio.
5. Piccolo scialle di preghiera, rettangolare, che gli Ebrei osservanti portano sempre sotto i vestiti, ma in modo che le sue frange, o tsitsit, siano ben visibili. Si chiama anche tallit-katan. 112

Confrade smise di parlare di separazione e chiese al marito di concederle di passare qualche mese con i suoi fratelli maggiori in Argentina. Come non era mai stata a casa prima, cos adesso non lasciava pi lappartamento e fece diventare matto Vove con i suoi pianti. Alla fine questi decise che era meglio che la moglie avesse le sue avventure altrove e poi tornasse a casa dopo essersi un po calmata. Era certo che una madre non poteva dimenticare suo figlio. Confrade se ne and in Argentina e il mercante di tabacco non seppe pi niente di lei per un anno. Un giorno ricevette una lettera in cui gli diceva di volere il divorzio. Una volta risposata si sarebbe ripreso suo figlio. Vove Barbitoler giur che il cielo sarebbe dovuto crollare prima che egli concedesse il divorzio alla moglie. E mantenne la promessa. Sua moglie si rispos in Argentina e fece dei figli, ma senza ottenere il divorzio. Col passare del tempo, il pensiero di vivere con un uomo contro la legge ebraica la spaventava e i suoi fratelli di Vilnius consideravano la faccenda non dignitosa. Lettere di Confrade dallestero, appoggiate da questi fratelli, chiesero lintervento della Corte rabbinica di Vilnius. La Corte rabbinica mand varie volte a chiamare il mercante di tabacco, ma Vove rifiut anche di presentarsi davanti ai giudici. I rabbini di Vilnius e gli amici di Vove che andavano a pregare alla kluytz di Reb Sholke lamentarono che per colpa sua una donna sposata viveva nel peccato con un altro uomo. Cos, in spregio a tutti questi, Vove prese una terza moglie, stavolta una povera timida donna. Poich era chiaro che nessun rabbino locale avrebbe voluto consacrare il suo matrimonio, mise in piedi il baldacchino nuziale6 in un remoto villaggio e poi port la sua terza moglie a Vilnius a curare i figli della prima e della seconda. Pi di tutti i balebatim a rimproverare Vove Barbitoler nella kluytz di Reb Sholke, era Reb Senderl, il pentolaio: Quel piantagrane non dovrebbe essere preso in un minian7. Come se non bastasse che per colpa sua una donna ebrea ha lasciato un mucchio di bastardi, lui stesso si sposato senza il permesso di cento rabbini. Quando il mercante di tabacco sentiva il pentolaio urlare ed inveire, se era sobrio, si limitava a serrare le labbra in silenzio, ma se era ubriaco piombava dentro la bet-medresh, battendo i piedi e urlando: Serpenti! Perch avete la stessa moglie da cinquantanni e avete avuto dei figlioli che vi hanno dato gioia? Perch non crepate tutti insieme a mogli e figli?. Al che il pentolaio, un vecchietto settantenne e arzillo, gli replicava,
6. Ossia si spos. La cerimonia nuziale ebraica avviene sotto un baldacchino, che rappresenta la casa e la nuova famiglia. 7. Gruppo di preghiera collettivo, sottoposto a certe regole. Per pregare assieme gli Ebrei devono essere in non meno di dieci maschi, che abbiano la maturit religiosa. 113

agitando i pugni: Ma ti porter con me!. E i balebatim riuscivano a stento a separarli. Poich Reb Senderl aveva labitudine di esternare il suo animo, disse ai suoi amici che avrebbe voluto prendere quella piccola canaglia di Chaikl nel suo laboratorio e fare di lui un artigiano, ma la madre, Vele, la fruttivendola, voleva invece farne un lerner. Diventer un lerner, quando io sar il rabbino di Vilnius disse ridendo, e tutti gli altri balebatim, scuotendo le loro bianche barbe, furono daccordo. Il mercante di tabacco ascoltava da lontano e non diceva una parola, ma unora dopo era davanti alla fruttivendola ad offrirle un insegnante per il figlio, e anche di pagargli i vestiti, e di dargli qualche spicciolo. Vele non voleva la carit, inoltre il mercante di tabacco con la sua pessima reputazione la preoccupava, anche se stava compiendo delle mitsvot. Vele lo ringrazi educatamente e gli rispose che ne avrebbe parlato con il marito. Reb Shlomo-Motte era di nuovo in ospedale a causa di bolle sulle gambe, causate dalla infezione ai reni. Durante una visita Vele raccont al marito dellofferta di Vove. Reb Shlomo-Motte scosse la sua testa pi bianca del cuscino dellospedale, e disse: Se non dispiace a dei rabbini che i loro figli siano mantenuti dalla yeshiva, allora ci non deve essere neanche indegno di una milionaria come te. La fruttivendola avrebbe potuto essere la figlia del vecchio insegnante, che trattava con grande rispetto. Era certa di essere lei la causa della cattiva sorte del marito, poich dallinizio del loro matrimonio le cose erano cominciate ad andar male per lui, perci lo considerava di pi nella sua tarda et che quando era lui quello che guadagnava da vivere per la famiglia. Se mi dici cos, io obbedisco, ma i balebatim della bet-medresh di Reb Sholke non pensano bene del mercante di tabacco. I balebatim non pensano bene neanche di tuo marito rispose Reb ShlomoMotte, voltando la testa. Quando sua moglie lo guardava con i suoi profondi occhi verdi, senza alcun lamento per la sua vita dura, egli si sentiva ancora pi in colpa per il fatto che fosse solo lei a guadagnare. Il mercante di tabacco ordin un vestito per Chaikl e assunse per lui un insegnante, Reb Menachem-Mendl Segal, un giovane uomo magro con una barbetta bionda e labbra da preghiera. Nella sua fanciullezza Reb MenachemMendl aveva studiato a Navaredok. Dopo essersi sposato a Vilnius, aveva aperto un piccolo negozio di accessori per calzolai, ma soffriva molto a fare il negoziante. Ogni qualvolta aveva un momento libero, fuggiva dalle ansie della sua esistenza verso la bet-medresh dove si nascondeva dietro i grandi
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volumi del Talmud. Sebbene non gradisse aver rapporti con Vove, acconsent a studiare con Chaikl. Reb Menachem-Mendl aveva bisogno di soldi per dar da mangiare a suo figlio piccolo, e aveva tanta voglia di guadagnare denaro, quanta di seguire un giovane nello studio della Torah. Studiavano ogni giorno dopo il Maariv8. Stando dietro la Bimah9, Vove Barbitoler osservava il maestro e il suo allievo ondeggiare sopra il loro Talmud e ondeggiava anche lui da lontano. Non andava troppo vicino a loro per timore di disturbarli. I balebatim bisbigliavano che stava per arrivare il Messia: Vove non beveva e Chaikl studiava diligentemente. Ma Vove Barbitoler non poteva non bere a lungo. Una mattina di tarda estate, mentre Chaikl era da solo nella bet-medresh con la Gemara, e guardava i raggi del sole tremare nelle pieghe della tenda dellAron-Kadesh, entr Vove Barbitoler. Si mise davanti al suo lerner con unespressione cos selvaggia sulla faccia da ubriaco che Chaikl trem di paura. Fuori i commercianti vociavano e i carri merci sferragliavano sullacciottolato, ma le ciglia e la barba arruffate di Vove Barbitoler spargevano la desolazione di un cimitero abbandonato e invaso dalla vegetazione. Con un balzo improvviso verso la panca di Chaikl, abbracci il ragazzo e cominci a piangere. Sei tu lunica consolazione della mia vita, tu, non i figli della mia prima moglie, non il bastardo di Confrade. Confrade mi streg. Non amavo la mia prima moglie. Mi dette due figli, ma io non lamavo. Non mi piace neanche la mia attuale moglie, sebbene sia una donna decente. Confrade era lunica che amavo. Era una gran bella donna, eccitante farfugliava Vove Barbitoler, sputacchiandosi addosso, stringendosi a Chaikl, abbracciandolo e baciandolo. Tua madre una santa, e tuo padre un Ebreo intelligente ed educato. una benedizione di Dio avere un figlio che studia la Torah e non fa lapprendista di un pentolaio. Senderl non ti avrebbe neanche insegnato il mestiere. Saresti stato solo un fattorino nel suo negozio. Ma ora non devi solo stare seduto a leggere il Talmud. Un giovane deve anche andare fuori a passeggiare. E quando vorrai sposarti, sposa la ragazza che ami. Il suo fiato sapeva di liquore, aringa, fegato tritato e cipolla. Fece una risata volgare e cominci a descrivere uno scherzo che aveva fatto a Confrade. Quella sgualdrina se ne andava giorno e notte a festeggiare, fregandosene completamente di tutti, Di lui, dei figli della prima moglie e anche del proprio figlio bastardo, Hertske. Allora lui una notte mise una padella piena dacqua nel suo letto coprendola con le coperte. Quella arriv a casa dopo
8. Preghiera della sera 9. Parte sopraelevata della sinagoga nella quale c un leggio dove viene posata la Torah per essere letta.. 115

mezzanotte, come al solito, e si pavoneggiava davanti allo specchio prendendolo in giro: Oi, ho ballato con dei cavalieri stanotte!. Poi, ancora con addosso uno dei suoi fantasiosi vestiti, si butt sul letto, proprio dentro la padella dacqua. Nu10, nu, avresti dovuto sentire i suoi urli e i suoi pianti! Ah, ah, ah. Vove Barbitoler continu a ridere fino a quando gocce di sudore comparvero sulla sua fronte. Vedendo che Chaikl era rimasto zitto, lo prese per le spalle e lo scosse: perch non rideva? Perch se ne stava zitto? Poi cap che era improprio raccontare queste storie ad un giovane lerner. Vove rimase in silenzio e le sue braccia caddero come paralizzate. Si morse le labbra, si alz lentamente e si trascin fuori dalla bet-medresh. Chaikl si vergognava a ripensare a quello che gli aveva detto Vove Barbitoler, come se ricordandolo divenisse un complice dei suoi pensieri impuri. Comunque non smetteva di pensare alla donna in Argentina per la quale il marito si era consumato per quindici anni. Un paio di giorni dopo, appena prima del Maariv, il mercante di tabacco torn, ubriaco, alla bet-medresh. I balebatim erano assorti sopra i sacri testi, e Chaikl era seduto nel suo angolo in attesa di Reb Menachem-Mendl. La faccia di Vove e il suo ondeggiare allentrata mostravano lo stato in cui si trovava, e i balebatim affondarono le loro facce ancor di pi nei loro libri, in silenzio e senza muoversi, cos da non dare scuse a Vove per fare scenate. Anche Reb Senderl, il pentolaio, si ingobb nel suo Codice delle Leggi, sperando di evitare sacrilegi. Un paio di persone cominciarono a cantare a voce alta, come per placare e lenire lubriacone con la loro melodia della Torah. Vove Barbitoler si rese conto della sua forza: la folla voleva evitare una lite con lui. Gir lo sguardo in tutte le direzioni, alla ricerca di qualcuno da beccare, e il cuore di Chaikl trasal: il mercante di tabacco stava venendo proprio da lui. Nu, il vestito che ti ho fatto troppo stretto? No, non stretto balbett Chaikl. Alzati e cammina e fammi vedere se la giacca non troppo corta o le maniche non sono troppo strette sotto le ascelle. Chaikl divenne tutto rosso. Sentiva che tutti nella bet-medresh ridevano sotto i baffi perch Vove lo trattava come un servo. Ho detto di alzarti e di camminare rugg Vove, ma vedendo le lacrime spuntare negli occhi di Chaikl, scoppi a ridere. Che sciocco che sei, perch piangi? Se non vuoi fare una cosa, non farla. Io volevo vedere se il vestito va bene, e tu pensi che io voglia far sapere a tutti che ti ho comprato un vestito.
10. Altra esclamazione comune yiddish. Assume significati diversi a seconda del contesto, spesso ha un senso interrogativo: davvero? Oppure: e allora? Qui invece ha il significato di: accidenti! Oppure: perbacco! 116

Non me ne importa niente di quello che Reb Senderl, il pentolaio e i suoi seguaci pensano di me. A testa alta, Vove si avvi alla porta. Via via che si avvicinava alluscita, abbassava la testa e faceva pi forza con le gambe, come se stesse avanzando in una palude e sapesse che tra poco cera un crepaccio. I balebatim rimasero per un po in silenzio, nel timore che il mercante di tabacco tonasse indietro, come aveva fatto in altre occasioni. Poi decisero che se fosse tornato indietro, il modo migliore di affrontarlo era quello di non rispondere. Reb Senderl chiuse il suo Codice delle Leggi baciandolo e disse che quando quellubriacone lo insultava, lui pensava a quella frase dei nostri saggi: Gli Ebrei sono gli umiliati, ma non gli umiliatori. Chiunque rimane in silenzio, splender come il sole allalba. Il fatto di aver rispettato un precetto dei saggi, liberandosi dellubriacone, port quei vecchi in uno stato di gaiezza, come se fossero ad una banchetto di nozze. Ma Chaikl era ancora depresso, irritato con i balebatim che non avevano considerato la sua umiliazione come una vera umiliazione. Pi tardi arriv Reb Menachem-Mendl che, avendo sentito dellincidente, rimprover lo stesso il ragazzo: cosa mai sarebbe successo se avesse camminato nella bet-medresh, per far vedere al mercante di tabacco come gli stava il vestito? Se avesse studiato il Musar ci non gli avrebbe certo dato fastidio! Malgrado Reb Menachem-Mendl non fosse stato un cos entusiasta Musarnik in Navaredok, sentiva che oltre a studiare il Talmud con il suo allievo, dovesse anche introdurre alcune regole morali. Ed allora cominci a sussurrare dalle sue pie labbra: generalmente quando ci si mette un nuovo vestito, si deve stare attenti al precetto della Torah di non mischiare la lana ed il lino. Ma dato che Vove forniva ai bambini ebrei gli tsitsit, non avrebbe certo fatto fare un vestito con la tessitura proibita. Ma lui doveva temere anche di pi la tessitura proibita del vestito dellorgoglio. In I sentieri della rettitudine, Luzzatto11 dice che i bei vestiti portano luomo allorgoglio, allinvidia e perfino al furto. La gente teme il verme che gli mangia i vestiti, ma deve temere lorgoglio e linvidia che gli divora lanima. Reb Menachem-Mendl si accorse che il suo studente era piombato in un silenzio triste, cos anche lui rimase in silenzio e cominci a riflettere: avere come cliente il mercante di tabacco non era una bella cosa. Ma dover stare in un negozietto e vendere stringhe per scarpe, tasselli e colla, era forse anche peggio.
11. Moshe Chaim Luzzatto (1707-1746), conosciuto con lacronimo RaMCHaL (o RaMHaL), fu un importante rabbino, cabalista, e filosofo italiano, in seguito riscoperto dal movimento Musar. Scrisse molte opere, tra le quali il citato I sentieri della Rettitudine, ovvero Mesillat Yesharim (1740). 117

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Hertske, il figlio di Vove Barbitoler, era un ragazzo magro ed ossuto, con la faccia pallida e piena di lentiggini, gli occhi vitrei e laspetto infantile. Era difficile dire se fosse stupido o se facesse finta. intelligente abbastanza per ideare trucchi diceva il padre di lui. Quando la rabbia contro sua moglie scappata via montava in Vove, egli vedeva i suoi occhi da strega e il suo licenzioso sorriso in Hertske, e allora se la prendeva con il figlio, lo picchiava a sangue e digrignando i denti gli diceva che era un lurido bastardo, con la faccia sfacciata e il sangue di puttana della madre. I figli della prima moglie e Mindl, la sua terza moglie, non sopportavano di vedere tutta quella sua crudelt nel picchiare il ragazzo. Invece Hertske si opponeva alla furia omicida di suo padre in uno strano modo. Lanciava urla finte mentre guardava contento, come se i colpi non lo ferissero affatto ed il suo solo scopo fosse quello di provocare ancora di pi suo padre. In tali momenti Vove pensava di diventare pazzo. Le sue labbra schiumavano, poich ricordava che Confrade aveva urlato esattamente nello stesso modo. Poi da tanta selvaggia rabbia passava a una morbosa tenerezza, stringendosi al cuore il figlio e baciandolo con labbra calde e tremanti. Ma Hertske rimaneva immobile; sorrideva con aria dintesa, come se avesse piacere di sapere che suo padre moriva per la nostalgia di sua madre. La diligenza di Chaikl nello studio con Reb Menachem-Mendl addolciva la furia di Vove Barbitoler verso suo figlio, che oltre ad essere un perfido monello era anche svogliato e somaro a scuola. Allavvicinarsi dei Giorni del Timore Reverenziale, Vove diventava pi malinconico. Il suono dello shofar di Elul, ogni mattina dopo le preghiere, spaccava il suo cervello e faceva a pezzi il suo cuore. Negli squilli del corno di montone gli sembrava di sentire che lass in cielo era stato scomunicato per non aver concesso il divorzio a Confrade. Vedeva balebatim, che avevano litigato luno con laltro per tutto lanno, riconciliarsi in occasione dei Giorni del Timore Reverenziale, ma nessuno cercava la riconciliazione con lui. Allora doveva soffocare la sua ira, come se fosse fumo tornato indietro dal camino dentro un appartamento riscaldato. Il mercante di tabacco entr nella taverna tra la via dellospedale e quella delle macellerie, trangugi qualche grappa e disse al taverniere: Posso picchiare quanto voglio il bastardo di Confrade, ma lui si dimentica ogni giorno di mettersi larba-kanfot. Il taverniere Dodie, malgrado fosse
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un settantenne, trasportava rotolandoli barili di birra e aiutava i macellai a portare le mezzene di bue dentro le loro celle frigorifere. Aveva una faccia rossa e i capelli grigi corti e ispidi come una spazzola. Per tutto il giorno se ne stava con le maniche arrotolate, sturando bottiglie di liquore, versando birre nei boccali e servendo stuzzichini. A Dodie piaceva provocare i clienti, quei giovani vandali che erano sempre col pugnale in mano luno con laltro. Ma, dato che il mercante di tabacco era un vecchio amico e un ricco balebit, Dodie gli consigli da buon fratello di concedere il divorzio a Confrade. Perch suo figlio avrebbe dovuto obbedirgli e mettersi larba-kanfot, quando sapeva che i rabbini e i balebatim non rispettavano il padre perch questi non concedeva il divorzio alla moglie? Non conceder il divorzio a Confrade e quel bastardo dovr mettersi larba-kanfot, o altrimenti uscir da casa mia a calci nel sedere ringhi Vove ed usc dalla taverna. Gironzol a lungo per i vicoli e alla fine si ferm davanti al negozio di frutta di Vele. Vele si alz dalla sua seggiolina: faceva sempre cos quando un Ebreo con la barba si fermava davanti al negozio, e stavolta era contenta di stare in piedi davanti a colui che aveva assunto un tutore per suo figlio. Nu, sta studiando vostro figlio, vero? Avete visto? Con Reb Menachem-Mendl come insegnante, lui se ne sta a studiare. La fruttivendola con grande gioia gli augur di vivere a lungo, fino a cento e venti anni. Non sapeva come ringraziarlo. Prima doveva ringraziare il Creatore e poi lui. Ma forse era gravoso per lui pagare leducazione di Chaikl. Non gravoso per me borbott Vove, e se ne and via goffamente, come una grossa e triste creatura che si era fermata un momento a fiutare la tana di un altro. Il figlio di Reb Shlomo-Mote, il melamed, stava studiando il Talmud, rifletteva Vove, mentre suo figlio di quindici anni stava in una classe di ragazzi di dieci e non riusciva neanche a tenere il loro passo. Vove si gratt la barba e sent salire lirritazione. Anche i suoi figli pi grandi erano contro di lui: ancora non gli perdonavano di aver sposato Confrade e di non concederle il divorzio. Suo figlio e sua figlia se ne erano andati di casa perch beveva e perch si arrabbiava con Hertske. Che vivessero per conto loro, odiandolo e standone lontano. Hertske invece era ancora sotto la sua ala e doveva estirpare da dentro di lui il carattere di Confrade. Hertske doveva indossare larba-kanfot. Vove Barbitoler imbocc lentrata della Yavneh Shul, dove suo figlio studiava. Vove era entrato una volta nel Talmud-Torah completamente ubriaco e aveva ordinato agli orfani di mostrare gli arba-kanfot che aveva dato loro. I ragazzi avevano tirato fuori gli tsitsit dai loro pantaloni e il mercante di
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tabacco aveva pianto di gioia, come se improvvisamente fosse stato salvato dallo spirito maligno che lo stava tormentando. Le lacrime e il sudore dovuto allalcol bevuto gli bagnavano la faccia e la barba, mentre rivolgeva un sermone ai ragazzi del Talmud-Torah: larba-kanfot era uno scudo contro tutti i peccati. Cera una storia nella Gemara che raccontava di un Ebreo che viveva liberamente, ma che manteneva la mitsvah degli tsitsit. Questuomo sent parlare di una donnaccia al di l delloceano e simbarc per andare da lei. Arrivato, la donna lo port su un letto doro e si coric nuda con lui. Ma proprio allora i quattro tsitsit cominciarono a schiaffeggiarlo, come fossero quattro testimoni... Sembra poi che linsegnante fosse costretto a chiedere laiuto dei suoi colleghi, per riuscire a cacciare fuori Vove, pregandolo di non raccontare storie simili ai giovani del Talmud-Torah. Furioso e barcollante, come un orso che cerca lalbero dove si nascosto il suo nemico, Vove Barbitoler cerc la classe di Hertske nella Yavneh Shul. Sia gli allievi che il maestro un ometto preciso con un semplice yarmulke sulla testa pelata erano terrorizzati dal modo col quale era entrato, dalla sua espressione e dal vestito che indossava. Solo Hertske, al bordo dellultima panca, mostr i denti come se volesse che tutti gli altri ragazzi ridessero con lui del padre. Vove fiss Hertske, con gli occhi che irradiavano la luce torbida di una giornata nuvolosa. Si diresse direttamente allultima panca, acciuff suo figlio per il colletto e cominci a strapazzarlo: Stai ridendo di me? Fammi vedere se oggi hai messo il tuo arba-kanfot. Hertske lasci cadere le braccia e pieg la testa allindietro in modo tale che suo padre potesse colpirlo: Oggi mi sono dimenticato di metterlo. Vove colp Hertske sulla faccia con la mano destra; il ragazzo cadde e rotol fino al muro. Sangue! grid un ragazzo, e linsegnante si port le mani alla testa come se gli fossero scoppiati i timpani. Invece Hertske con calma si pul il sangue dal naso, con la gioia della vendetta che gli illuminava gli occhi. Non ha indossato larba-kanfot apposta per farmi arrabbiare rugg il mercante di tabacco allinsegnante e usc dalla stanza. Per tutto il pomeriggio Vove vag per le stradine, incespicando per la stanchezza. Il suo corpo pesante lo spingeva verso casa, ma il suo cuore lo conduceva alla bet-medresh, dove i balebatim sedevano e studiavano, facendo scorta di Torah e di mitsvot per i prossimi Giorni del Giudizio. Vove si diresse alla kluytz di Reb Sholke: voleva infilarsi in un angolo, sedere l in maniera riservata, e scaldarsi con il suono dellinsegnamento della Torah. Ma immediatamente sent la malizia di tutta la sinagoga. Tutti i balebatim distolsero gli occhi. Chaikl, che studiava con Reb Menachem-Mendl, gir lo sguardo anche lui e fece una smorfia. Il mercante di tabacco sent che la sua testa si sollevava
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come il coperchio di una pentola dacqua bollente. And direttamente al muro orientale e agitando tutte e due le mani si gett sul leggio di Chaikl. Io sono lunico che si interessato a te e che per te ha assunto un tutore, e anche tu sei contro di me? Fammi vedere se hai un arba-kanfot, voglio vedere i tuoi tsitsit. Chaikl rabbrivid e si batt il petto sotto la giacca. Proprio perch non aveva dimenticato di indossare larba-kanfot, decise in quel momento di non mostrarlo. Il silenzio scese nella sinagoga. I balebatim alzarono le teste, aggrottarono le ciglia, e guardarono attraverso i loro occhiali cerchiati di metallo. Sebbene Reb Menachem-Mendl fosse molto spaventato, tuttavia raccolse il coraggio e sussurr al mercante di tabacco che non si doveva far vergognare pubblicamente una persona, e che non si doveva sospettare che un ragazzo del Talmud non portasse gli tsitsit. Ma Vove Barbitoler non lo degn di attenzione. Fiss le sue mani, macchiate di sangue rappreso, e disse con voce roca: Vedi questo, meshumed12? Questo il modo con il quale ho appena picchiato il mio proprio figlio Hertske per non aver indossato larba-kanfot. E di certo non risparmier te! Chaikl salt in piedi senza smettere di pensare, e sollev il pesante leggio di legno sul quale stava il suo Talmud, pronto a scagliarlo contro il mercante di tabacco. Sbalordito e temendo di esser colpito, Vove incespic indietro fino alla prima fila di panche dalla parte opposta al muro orientale e si sedette. Ubriacone! Credi che sia Hertske? mormor Chaikl, abbassando lentamente il leggio. Vove rimase seduto a braccia aperte e a bocca spalancata. Reb MenachemMendl si ritrasse in se stesso, tremando. I balebatim si scambiarono occhiate e scrollarono le spalle stupiti. Avrebbero avuto piacere se un paio di giovanotti avessero cacciato fuori lubriacone, ma sollevare un leggio contro un vecchio era qualcosa di inaudito per un giovane lerner. Reb Senderl, il pentolaio, ridacchi rumorosamente: che cosa si aspettavano? Quando voleva prendere quel monello nel suo laboratorio per farne una persona decente, la gente aveva spettegolato che voleva strappare un giovane dagli studi della Torah solo perch aveva bisogno di un apprendista. Ora tutti potevano rendersi conto che era un teppista e avrebbero dovuto scusarsi con lui alla vigilia di Yom Kippur per aver sospettato ingiustamente di lui. Chaikl, sul punto di scoppiare a piangere, usc dalla sinagoga. Rosh Hashana fu una festa rovinata per la fruttivendola. Mentre pregava nella sezione femminile della sinagoga di Reb Sholke, pianse pi del solito,
12. Apostata. Persona che ha lasciato lEbraismo per unaltra religione, in particolare che stato battezzato. Termine comunque usato come offesa. 121

chiedendo a Dio di perdonare suo figlio per aver alzato una mano contro un vecchio Ebreo. A casa si lament incessantemente con Chaikl. Perch era cos suscettibile? Non gli si poteva neanche chiedere di mostrare gli tsitsit? Temendo che allospedale Reb Shlomo-Mote potesse venire a sapere da altri dellincidente, glielo disse Vele che cosa era successo. La mattina della vigilia di Yom Kippur il melamed torn a casa, camminando da solo. Le tumefazioni sulle gambe erano migliorate, la pressione sanguigna era scesa, e gli era tornato il colore sulle guance. Parlava amorevolmente con sua moglie, con una luce gentile negli occhi. Non parl affatto con Chaikl, ma i suoi occhi lo fissavano come lampade accese. Da bambino Chaikl amava accarezzare la barba bianca e la fronte spaziosa del padre, e anche le sue mani soffici come il raso e con le dita lunghe. Pieno di gioia per il ritorno a casa del padre, Chaikl desiderava ora fissare i suoi begli occhi castani, indovinare cosa stesse pensando e prendersi cura di lui. Ma dato che suo padre era arrabbiato con lui, Chaikl fece finta di non vedere i gesti che sua madre gli faceva affinch fosse sottomesso e mostrasse rispetto, nel timore che, Dio non lo volesse, ci fossero argomenti di discussione tra lui ed il padre nelle ore piene di timore prima del Kol Nidrei. Vele rimase in silenzio e in fretta serv lultimo pasto prima del digiuno. Faceva fatica a trattenere un pozzo di lacrime accumulate prima di arrivare alla sinagoga. Reb Shlomo-Mote era gi l in piedi con la sua borsa per il tallit sotto braccio quando, dopo mangiato, Vele gli si avvicin per fargli gli auguri. Lui le tenne a lungo la mano, e le sue labbra sotto i baffi si gonfiarono nel tentativo di trattenere i singhiozzi. Possa tu non lavorare cos tanto disse per benedizione alla moglie che lo manteneva. E possa tu avere una buona salute e vivere con la felicit che tuo figlio ti dar! Le guance di Vele cominciarono a tremare e lei scoppi a piangere. Chaikl, chiedi scusa a tuo padre. Colpito dalle lacrime di sua madre, Chaikl cominci a piangere. Disse che una volta Vove Barbitoler gli aveva chiesto di sfilare su e gi davanti a tutti i balebatim per mostrare come gli stesse il vestito. Una seconda volta gli aveva chiesto di mostrargli gli tsitsit. La terza volta lubriacone avrebbe potuto chiedergli di sdraiarsi sulla panca in modo da poterlo picchiare. Ma non sarebbe vissuto abbastanza per vedere quel giorno! Reb Shlomo-Mote batt rabbiosamente il bastone per terra: avrebbe dovuto uscire fuori subito dalla sinagoga, quel pazzo, e non sollevare un leggio contro il mercante di tabacco. Tutti i balebatim? Se avesse pensato meno a loro e pi a sua madre che lavorava sodo, avrebbe mostrato pi considera122

zione per luomo che gli aveva comprato un vestito e assunto un insegnante per lui. Stavolta Chaikl rimase zitto e sua madre ringrazi Dio nel suo cuore che suo figlio non avesse risposto maleducatamente a suo padre. Anche Reb Shlomo-Mote apprezz la cosa e come segno di riappacificazione porse a Chaikl la sua borsa del tallit, il kitl13 e il machazor14 da portare dentro la sinagoga. La fruttivendola rimase a casa a pulire la tavola e a mettersi i vestiti della festa. Poich Reb Shlomo-Mote camminava piano, appoggiandosi al bastone, e Chaikl camminava rispettosamente dietro di lui, Vele li raggiunse lungo la via. Nonostante volesse camminare insieme ai suoi due uomini, non pot concedersi il piacere di aspettarli. Aveva troppe tchinot15 sulle quali piangere nellivri-taitsh16, prima che tutti intonassero il Kol Nidrei.

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Vove Barbitoler rimase in piedi per tutto lo Yom Kippur, con il tallit disteso sulla testa, e la faccia contro il muro. Era circondato dalla commozione dei figli, generi e nipoti ormai grandi di Reb Senderl, il pentolaio. Per non addolorare il vecchio, i parenti di Reb Senderl mostravano facce pie, si colpivano il petto durante la confessione dei peccati e non parlavano durante le preghiere. I nipoti lo guardavano, armati di pillole di valeriana nel caso dovesse svenire durante il lungo e duro digiuno. Per le offerte donate dai figli e dai generi, Reb Senderl aveva avuto lonore di leggere il libro di Giona durante il Mincha17 e di aprire lAron-Kadesh alla conclusione del Servizio di Neila18. Invece il figlio della prima moglie di Vove Barbitoler non era venuto a pregare. Sia lui che la sorella erano arrabbiati col padre. Vove aveva avuto paura
13. Semplice camice bianco usato come indumento per le salme da inumare. Gli Ebrei aschenaziti lo usano anche in vita in particolari occasioni, come, ad esempio, lo Yom Kippur. 14. Libro di preghiere. Il pi antico machazot quello di rito italiano di Ben Roma, stampato per la prima volta nel 1485. 15. Preghiere in yiddish, tradotte per essere lette dalle donne, che non conoscevano lebraico. 16. Libro di preghiere in yiddish, stampato soprattutto per essere usato dalle donne, che non conoscevano lebraico. 17. Preghiera del pomeriggio. 18. Preghiera conclusiva, recitata solo per Yom Kippur. 123

a portare il figlio di Confrade, perch Hertske litigava sempre con gli altri ragazzi della sinagoga e si nascondeva tra i leggii. Cos Vove se ne stava tranquillo e triste nella sinagoga strapiena, come un albero misero in un campo. Era stato tranquillo anche durante Sukot: aveva recitato le benedizioni sul suo etrog e non aveva detto una parola agli altri balebatim. E quando tutti ballavano e cantavano nei giri con la Torah durante Simchat-Torah, lui camminava dietro il chazan in silenzio, la sua faccia premuta contro il mantello della Torah nelle sue mani. Un gabe19 distribuiva dolci al miele e liquore, ma Vove non tocc niente. I balebatim scherzando dissero che un ubriacone non riesce a godersi un goccio di liquore se questo per compiere una mitsvah. E Reb Senderl ridendo disse che il marmocchio di Reb Shlomo-Motte, il melamed, si era liberato di quel bigamo. Chaikl ud queste parole e prov odio per il pentolaio, che era uno zoticone ed un uomo senza cuore. Come il padre aveva fatto pace con lui la vigilia di Yom Kippur, linsegnante di Chaikl fece pace con lui per Simchat-Torah. Malgrado Reb Menachem-Mendl si rendesse conto che il mercante di tabacco non lo avrebbe pi pagato per le lezioni, egli prov pena per il giovane che poteva perdersi, e prov piet per la fruttivendola. Vele era una donna onesta, il cui cuore desiderava ardentemente che suo figlio fosse un lerner. In verit Chaikl non aveva i modi raffinati di un ben-Torah20, ma in Navaredok anche le creature pi selvagge erano state col tempo addomesticate. Per celebrare SimchatTorah, Reb Menachem-Mendl bevve due bicchieri di liquore, felice di non dover mettere piede nel suo negozietto durante la settimana festiva. Cos, quando parl al suo allievo, era felice nel cuore e un po brillo. Ahi, ahi, ahi! Lo aveva ammonito del suo eccesso di orgoglio quando aveva indossato il nuovo vestito di Vove Barbitoler, ma lui non aveva badato alle sue parole ed era diventato arrogante. Ed essendo arrogante si era indignato quando Reb Vove, e forse altri balebatim, avevano sospettato che lui si fosse dimenticato di indossare il tallit-katan. Ma la legge dice che se qualcuno calunniato non si deve arrabbiare, al contrario deve far vedere a tutti che senza peccato. Se qualcuno avesse sospettato che lui non avesse gli tsitsit, concluse Reb Menachem-Mendl, lui avrebbe tirato fuori il suo tallit-katan e mostrato a tutti gli tsitsit. Le lezioni concluse sarebbero riprese fra due giorni. Avevano ripreso a studiare assieme, ma lo zelo di Chaikl era diminuito molto. Una sera, molti giorni dopo Sukot, mentre Reb Menachem-Mendl si
19. Funzionario della sinagoga, che si occupa degli aspetti amministrativi. 20. Letteralmente Figlio della Torah. Genericamente chi si dedica allo studio della Torah, seguendone scrupolosamente le leggi. 124

agitava sopra il suo Talmud, gli occhi del suo allievo vagavano per la sinagoga. Vide un minian di uomini seduti ad un tavolo a studiare il Midrash21, una candela accesa su un leggio e un poresh che cantava in modo addolorato, come se il fumo del camino fosse penetrato nella sua voce. Da un angolo si udiva una tosse fredda e nervosa. Chaikl pens ad un cadavere seduto sul muro del cimitero che buttava fuori la terra dai suoi polmoni marci. Lo sguardo di Chaikl cadde su un uomo alto che se ne stava dietro la Bimah. Lo straniero aveva una barbetta nera e un naso aquilino appuntito, e indossava un cappello rabbinico. Un uomo, sembra un rabbino, dietro la Bimah e vi sta osservando. Chaikl dette una gomitata a Reb Menachem-Mendl. Guarda me? Reb Menachem-Mendl si alz un attimo per guardare il visitatore Non lo conosco. Riesco a malapena a trovare un paio dore al giorno per studiare, ma tu non studi e non lasci studiare me. Ora rileggiamo ancora una volta questo passo, e poi sarai in grado di comprendere il commento. Vove Barbitoler entr dondolando nella bet-medresh. Aveva la barba arruffata e gli occhi vuoti, come quelli di un uomo che insegue lultimo raggio di luce nella sua memoria distrutta. Muoveva le mani come se stesse combattendo con grosse onde o stesse scacciando un branco di cani. Vove si avvi per gli scalini dellAron-Kadesh, ma scivol e cadde a terra tra lAronKadesh e la Bimah. Il mercante di tabacco stavolta sembrava unanima tormentata e perseguitata, un moribondo che vuole morire in un posto sacro. Da ogni parte i balebatim corsero ad aiutarlo e a tirarlo su. Si curvarono su di lui e lo udirono ansimare e piagnucolare. Vove cominci a sbottonarsi il cappotto, la giacca, e la camicia e, sbandando a destra e a sinistra, urlava: Confrade! Ti auguro quello che hai fatto a me!. I balebatim capirono che Vove si era ubriacato e inveiva per colpa della sgualdrina che lo aveva piantato. Si spoglia davanti allAron-Kadesh e i Rotoli della Torah disse qualcuno portandosi le mani alla testa. Tirategli dellacqua! grid un altro. Ma il pentolaio Reb Senderl grid pi forte di tutti: Tirategli addosso lacqua del cesso, lacqua del cesso!. Portarono dei secchi dacqua dal cesso e li rovesciarono sopra Vove Barbitoler. Questo si contorceva, si girava e si piegava, ansimando per respirare e poi vomit bile verde. Un balebatim si volt e sput disgustato, un altro cerc uno straccio
21. Commento rabbinico alla Torah che si propone di metterne in luce gli insegnamenti giuridici e morali utilizzando diversi generi letterari: racconti, parabole, leggende. 125

per coprire Vove e Reb Senderl saltellava di qua e di l: Nella zona delle donne portatelo, quella carcassa, nella zona delle donne! Proprio allora entr nella bet-medresh Mindl, la terza moglie del mercante di tabacco e dietro di lei Hertske. Pi giovane del marito di circa ventanni, Mindl aveva sempre una parrucca matrimoniale e sopra la parrucca un fazzoletto. I vicini non avevano mai smesso di chiedersi perch una donna cos giovane e gentile avesse sposato un uomo pi vecchio e non divorziato dalla moglie e sopportasse con pazienza le sue sfuriate quando era ubriaco e le sue crudelt a sangue freddo quando era sobrio. Mindl pass attraverso i balebatim, si inginocchi accanto a Vove, e cerc di rimetterlo in piedi, non disgustata dalla porcheria che aveva vomitato. Vove! Cosa successo? Hai bevuto in continuazione per tre giorni. Il liquore ti brucer le budella. Vieni a casa, vieni a casa! Vove apr gli occhi annebbiati, si asciug il sudore dalla faccia con la manica, e si alz molto lentamente. Si rassett i vestiti stropicciati e barcoll verso la porta, ma stava per cadere e sedette su una panca. Bambino mio! grid e ricominci a strapparsi i vestiti. Hertske stava nel gruppo degli uomini con occhi vitrei e mostrando i denti. Bastardo di Confrade, stai ridendo di me? Vove allung le sue dieci dita pelose con le grosse unghie color ottone verso suo figlio. Hertske scatt agile indietro e si ferm a pochi passi, aspettando che suo padre lo inseguisse. Vove balz furiosamente intorno alla Bimah per acchiappare suo figlio da di dietro, ma sbatt contro il pentolaio. Oh sei tu, Senderl! Che tu possa bruciare insieme ai tuoi figli! Ti hanno comprato lonore di cantare il Libro di Giuda? Ti hanno comprato lonore di aprire la Aron-Kadesh per Neila come un amuleto di lunga vita, eh? Ma te la accorcer io. Reb Senderl fugg dallaltra parte della sala gridando: Aiuto! Leghiamolo e consegniamolo alla polizia!. Vove si rivolse ai balebatim con le braccia spalancate come se volesse afferrarli tutti tra le braccia e schiacciarli. Nu? Vorrei vedere come mi leghi! Giusto per farti dispetto, non conceder il divorzio a Confrade e verr ubriaco in sinagoga tutti i giorni. I balebatim si fecero indietro. Il mercante di tabacco si guard intorno trionfante e punt Reb Menachem-Mendl e Chaikl che stavano allangolo del muro orientale. Guard torvo ai due mentre andava verso di loro. Il meshumed che ha sollevato un leggio contro di me anche qui? Adesso non scapperai dalle mie mani vivo. Reb Menachem-Mendl arretr, tremando. Da ogni parte si sentiva gridare: Scappa via! Dapprima Chaikl voleva sollevare di nuovo il leggio e stavolta sbatterlo in testa allubriacone, ma ripensandoci, i possibili esiti di una tale azione gli balzarono in mente e si
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prepar a scappare. Ma poich si vergognava di dover scappare, le sue gambe si fecero di piombo. Vove adesso gli era sopra con una manaccia alzata. Nello stesso momento Mindl corse in mezzo ai due gridando: Ebrei, aiuto, lo sta ammazzando!. Anche tu, anche tu lo proteggi, donna schifosa? rugg Vove e strapp via dalla testa di Mindl il fazzoletto e la parrucca matrimoniale. Quella si lament disperata sottovoce, come se fosse stata trafitta da una coltellata a freddo. I balebatim videro il suo cranio lucido, totalmente calvo, salvo qualche ciuffo di capelli che sembrava erba seccata. Non per i pidocchi, una malattia. successo per una malattia url con amarezza, coprendosi la faccia con le mani. Ma Vove la tormentava ancora: Hai preso i pidocchi! Perch sei una sporcacciona. Se non avessi avuto i pidocchi, non mi avresti sposato. Ti odio. Mi fai schifo. Per colpa tua io desidero Confrade. Lei ha i capelli lunghi e folti, ha dei bellissimi capelli, e tu hai i pidocchi. Vattene via da me!. La spinse brutalmente e si rivolse a Chaikl: Sei contento, eh, meshumed, che io abbia una moglie con i pidocchi? Adesso ti stacco la testa. Ma prima che potesse prendere Chaikl, lo straniero alto, che era rimasto dietro la Bimah, prese Vove per il bavero e lo scosse forte e con rabbia. Il nuovo arrivato era talmente arrabbiato che riusc appena a dire: Roshe merushe22, roshe merushe!. Vove Barbitoler non aveva pi fiato. Distrutto, le mani abbassate, guardava terrorizzato il giovane alto e con la barba nera, come se sopra di lui ci fosse un grosso angelo sbucato fuori dallAron-Kadesh per trascinarlo allinferno. una bugia! Io non ho i pidocchi. Mindl and incontro alluomo alto e con la testa piegata mostr il suo cranio pelato. Guarda e vedrai che non ho i pidocchi. Pazza, copriti la testa! Sei in un luogo sacro dissero i balebatim. Lo straniero alto lasci andare Vove Barbitoler e con espressione angosciata tolse lo sguardo dalla donna umiliata. Mindl raccolse la parrucca calpestata, se la mise in testa e la copr con il fazzoletto che le era rimasto sopra le spalle. Vove la fiss a lungo con gli occhi seri di un uomo che comprende il disastro che ha causato con unaggressione scriteriata. Portami a casa borbott sottovoce. Non riuscendo a trascinare i piedi, Vove si appoggi sulla spalla di Mindl, per evitare di cadere. Mindl continuava ad aggiustarsi la parrucca mentre esclamava sottovoce: Ora tutte le donne diranno che sono calva!. Non parlare con loro la supplic Vove mentre si avvicinava alla porta,
22. Persona estremamente maligna. 127

ansioso di lasciare prima possibile la bet-medresh. Hertske li guidava, con le mani in tasca, e lanci uno sguardo sprezzante a Chaikl, che non era abbastanza forte e veloce per scappare. Non appena la coppia ed il ragazzo se ne andarono, i balebatim si avvicinarono al nuovo arrivato; lo salutarono e lo ringraziarono per averli salvati dallubriacone. Reb Senderl raccont al visitatore delle tre mogli di Vove Barbitoler e dei suoi figli che erano i suoi peggiori nemici: era sempre geloso di lui, perch lui, grazie a Dio, aveva soddisfazioni dai figli. Lui era un pentolaio, non un lerner, ma un lerner un giorno gli aveva detto che il santo Zohar dice che le lacrime di rabbia, invidia e di maldicenze su un amico non raggiungono il Trono della Gloria, solo le vere lacrime di pentimento raggiungono il Trono della Gloria. Il visitatore sedette su una panca con le mani sugli occhi e non disse una parola. I balebatim lo lasciarono solo, ed anche il pentolaio si ritir di fronte al suo solitario silenzio. Poi gli si avvicin Reb Menachem-Mendl. Sholem Aleichem23, Reb Tsemakh. Vi avevo gi visto in piedi dietro la Bimah, ma non vi avevo riconosciuto. Io vi avevo riconosciuto, ma non ho voluto interrompervi nel mezzo di una lezione. Tsemakh dette la mano a Reb Menachem-Mendl e scosse tristemente la testa. Quando studiavamo assieme con il Vecchio di Navaredok, nessuno di noi avrebbe immaginato un incontro come questo. Reb Menachem-Mendl aveva sentito dire dai Navaredker in visita a Vilnius che il Lomzsher era finito in cattive strade, che era diventato totalmente inosservante. Queste notizie avevano rattristato molto Reb MenachemMendl; ma allo stesso tempo aveva ringraziato Dio per essere rimasto, lui, un uomo di fede e devoto allo studio del Talmud, anche se, a differenza del Lomzsher, non era stato tra i Musarnik di spicco a Navaredok. Reb Tsemakh ed io abbiamo studiato nella stessa yeshiva disse Reb MenachemMendl a Chaikl, alludendo al fatto che doveva ringraziare il visitatore per averlo salvato. Ma Chaikl stava l come un cadavere, mordendosi le labbra e pensando che era tutta colpa di suo padre. Se suo padre non fosse stato arrabbiato con lui per aver minacciato il mercante di tabacco con il leggio, avrebbe potuto dare a Vove una botta da spaccargli tutte le ossa. Vorrei presto smettere del tutto di studiare e starmene lontano da quellubriacone esclam Chaikl e usc svelto dalla bet-medresh. un ragazzo intelligente, ma maleducato e con la testa calda sospir Reb Menachem-Mendl e raccont a Tsemakh dei genitori di Chaikl, della
23. Letteralmente: pace su di voi. Inizio di una celebre preghiera ebraica, e forma comune di saluto. 128

generosit del mercante di tabacco e delle ragioni della discussione. Reb Tsemakh sorrise, quasi fosse contento che il ragazzo fosse arrabbiato. Al giorno doggi un ben-Torah deve avere una forte dose di rabbia per stare al mondo. E conoscete il figlio dellubriacone? La gente dice, e sembra essere vero, che il figlio del mercante di tabacco un po tocco. Perch lo chiedete, Reb Tsemakh? Ho fondato una piccola yeshiva a Valkenik e sto cercando studenti. Ma sono venuto a Vilnius per voi, Reb Menachem-Mendl. Sono venuto per avere voi come rosh-yeshiva. Ho chiesto di voi al negozio, ho parlato con la vostra rebetsin e ho visto che livello di vita avete. un dolore per me avervi visto in quello stato. Ma io debbo dolermi di pi per quel che ho fatto io a me stesso. Come dice il Talmud: Povero me! Per colpa dei miei peccati il mondo divenuto buio per me. La mia discussione con il roshyeshiva della yeshiva di Nareva e il mio matrimonio in una famiglia ricca mi hanno fatto dimenticare quanto sforzo Navaredok mise dentro di me, nella speranza che potessi combinare qualcosa di buono in questo mondo. Ma io mi sono tirato fuori e voi, Reb Menachem-Mendl, dovete fare la stessa cosa. Per tanto tempo ho sognato di stare in una yeshiva. E lo studio del Talmud con gli studenti mi farebbe certamente felice. Ma non so se mia moglie sar daccordo disse Reb Menachem-Mendl, tirandosi la barbetta. Le ho gi detto io nel negozio che come rosh-yeshiva guadagnerete pi che a vendere colla e filo da ciabattino. Una volta che vi sarete stabilito a Valkenik potrete portare la famiglia disse Tsemakh, e Reb MenachemMendl pens che il Lomzsher non era cambiato. Era sempre sicuro di s ed adesso parlava anche in modo autoritario. Allora forse era destino? Se il Lomzsher era divenuto un penitente e si era convinto a dare un calcio ad una vita ricca, sicuramente avrebbe potuto persuadere la moglie di Menachem-Mendl a consentire che abbandonasse i suoi piccoli affari di filo e colla. I balebatim se ne andarono. Anche Reb Menachem-Mendl and a casa, e la bet-medresh rimase vuota e semi oscura. In un angolo una candela illuminava un poresh che sonnecchiava sopra un libro; e in un altro angolo buio Reb Tsemakh Atlas recitava il Maariv. Si attardava sul Shmoneh Esrai, con ancora nelle orecchie le grida della moglie dellubriacone. Dopo aver pregato si sedette su una panca, e la sua ombra, allungata sul pavimento, si muoveva con lui. Il poresh appisolato si svegli, poich la triste melodia Musar trafiggeva il suo cuore. Tolse la candela ormai finita dal leggio e and nella sezione delle donne dove si mise a dormire. Tsemakh rimase
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solo nella fitta oscurit, lamentandosi anche pi intensamente: Povero me, a causa dei miei peccati il mondo divenuto oscuro per me. Adamo aveva occhi che potevano vedere il confine del mondo, ma il desiderio di un frutto proibito dallAlbero della Conoscenza vel la luce dei suoi occhi e il mondo divenne buio per lui.

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Reb Shlomo-Mote, il melamed, era a casa con suo figlio, al quale spiegava perch avrebbe dovuto diventare un artigiano. Aveva davanti agli occhi cosa voleva dire dipendere dagli altri. Non sarebbe mai riuscito a ripagare il mercante di tabacco. Reb Menachem-Mendl gli stava facendo un favore, e i balebatim nella kluytz che sedevano intorno alla stufa stavano battibeccando chiedendosi se lui fosse degno di diventare un lerner, come se non ci fossero dei genitori a tenergli dietro. Se invece si fosse guadagnato da solo da vivere, nessuno si sarebbe azzardato a dirgli cosa doveva fare. Sarebbe stato rispettato, perch avrebbe aiutato la madre a sopportare i gravi pesi della vita. Contemporaneamente nel negozio di frutta di Vele cera il rosh-yeshiva di Valkenik che cercava di convincerla a mandare suo figlio nella yeshiva di Valkenik. La cittadina era a sole tre stazioni da Vilnius, un viaggio in treno di sole due ore. Ogni settimana venivano a Vilnius carrettieri a comprare merci per i negozianti della cittadina, e lei avrebbe potuto mandare a suo figlio pacchi di cibo tramite loro. Sarebbe andato l anche Reb Menachem-Mendl, cos suo figlio avrebbe continuato a studiare con lo stesso insegnante e non avrebbe dovuto dipendere pi dalle buone azioni di un ubriacone. Dapprima Vele era sconcertata. Come avrebbe potuto separarsi dal suo unico piccolo bambino? Ma presto si consol: tre stazioni di treno non erano certo laltra sponda del mare, e cerano Ebrei dappertutto. Osserv la faccia del giovane rabbino dalla quale promanava la luce della Divina Presenza e disse che non avrebbe certo fatto male a Chaikl imparare ad essere indipendente. Siccome lui aveva protetto suo figlio dal mercante di tabacco ubriacone, avrebbe di sicuro impedito a chiunque di far del male a Chaikl anche a Valkenik, Ma non sapeva se il marito fosse daccordo e se fosse una buona cosa che Chaikl lasciasse solo suo padre malato e in et avanzata. Se il figlio sar un lerner, il padre star meglio. Dica a suo marito che non vuol vedere suo figlio fumare di Sabato e lasciar perdere i suoi tefillin. Uno
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pu essere artigiano e religioso disse la fruttivendola in difesa del marito. Il rosh-yeshiva di Valkenik disse che, se lei fosse riuscita a trovare dieci giovani artigiani che si mettevano i tefillin e che non fumavano di Sabato, si sarebbe tolto il vestito da rabbino ed avrebbe fatto lui lartigiano. La risposta intelligente del rabbino e il suo modo fraterno di parlarle fece piangere Vele. Non doveva credere che lei non temesse che Chaikl potesse aderire al sindacato dei lavoratori, che aveva le bandiere rosse contro il governo. Molte madri si lamentano del loro amaro destino, i figli in prigione, e non per rapina, Dio ci perdoni. Vi prometto di parlare di questo a mio marito. Inoltre appena mio figlio arriva, lo mando alla bet-medresh a parlare con voi. Le parole della madre e la sua gioia fecero capire a Chaikl che essa aveva gi deciso di mandarlo alla yeshiva. Ci nello stesso tempo lo sorprese e lo amareggi. Tutta la strada poteva sentirla urlare di stare attento ai cavalli e alle carrozze, quando attraversava la via e lui si sentiva ogni volta imbarazzato dal fatto che la madre lo trattava come un bambino piccolo. Ora invece, improvvisamente, aveva deciso di lasciarlo andar via da casa. Non sentirai la mia mancanza? E se la sentir, potrai tu stare sempre attaccato al mio grembiale? rispose la madre mentre lui partiva per la bet-medresh di Reb Sholke. Che cosa aveva trovato in lui il rosh-yeshiva di Valkenik la sua impudenza verso gli anziani? Ma daltronde il mercante di tabacco non era una persona rispettabile come avrebbe dovuto essere. Se riusciva ad umiliare Mindl cos crudelmente in presenza di tutti i balebatim, non cera da meravigliarsi che la moglie precedente se ne fosse andata via. Chaikl era contento che il rosh-yeshiva di Valkenik lo chiamasse con il nome della citt, come si usa fare nelle grosse yeshiva. I due passeggiavano per la bet-medresh immersi nella conversazione. Reb Menachem-Mendl mi ha detto che voi, Vilner, siete persona dotata di talento, ed allora vi faccio una domanda. I nostri saggi dicono: mal incolga al malvagio ed anche al suo vicino. Ma che cosa succede se una persona religiosa vive accanto ad un malvagio? Chi diventa buono e chi diventa cattivo? Chaikl rispose immediatamente che dipendeva da chi era il pi forte. Se luomo virtuoso era pi forte, allora tutto sarebbe andato bene per lui e per il suo vicino. Ma se era il malvagio ad essere pi forte, allora tutto sarebbe andato male sia a lui che al suo vicino virtuoso. Siete realmente una persona sensibile disse Tsemakh ma dato che capite il problema delluomo virtuoso e delluomo malvagio, Vilner, perch non capite che oggi un uomo non pu rimanere fedele alla Torah senza un ambiente di buoni amici allinterno di una yeshiva? Pensate di essere il tipo di persona che immune dalle cattive influenze della strada?
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Che io sia un uomo virtuoso non lho detto esclam Chaikl, disturbato dal fatto che il rosh-yeshiva cercasse di sorprenderlo in contraddizione. Tsemakh Atlas, con la sua nera gabardine ondeggiante mentre camminava, si ferm improvvisamente e lo guard duro: non si considerava virtuoso, ma neanche malvagio, non era vero? E certamente non si confrontava con i modi del mercante di tabacco. Non poteva immaginare se stesso che piangeva ubriaco, n che era schiavo di desideri che gli bruciavano dentro pi dellalcol. Non poteva immaginare se stesso che rotolava mezzo nudo in una bet-medresh o che pregava la Torah nellAron-Kadesh di far tornare da lui unabominevole moglie che gli era scappata via. Di poter cadere cos in basso, e di strapparsi i vestiti di dosso e di gemere di desiderio, il Vilner, di tutto ci non si sentiva capace. Ma i nostri saggi invece temevano queste tentazioni e temevano di poter soccombere alle peggiori trasgressioni. Il Talmud diceva che pi grande un uomo, pi grande il suo yetser-hore, anche nei piccoli desideri. Tsemakh parlava febbrilmente, e la faccia di Chaikl bruciava come fuoco. Si guardava intorno, temendo che qualcuno appena entrato potesse ascoltare la loro conversazione. Immaginava che il rosh-yeshiva di Valkenik sapesse dei suoi pensieri peccaminosi sulla moglie di Vove, quella meravigliosa sgualdrina che ancora faceva diventar matto il suo precedente marito. Poi Chaikl raccolse il suo coraggio e guardando il rosh-yeshiva dritto negli occhi gli disse: Sarebbe capace Reb Menachem-Mendl di fare quello che Vove Barbitoler ha fatto? Reb Menachem-Mendl? chiese Tsemakh, sorpreso dalla domanda inaspettata. Probabilmente no. Certamente no! Ma un altro studioso di Talmud potrebbe davvero avere il carattere di un Vove Barbitoler. Potrebbe essere un rosh-yeshiva, un rabbino, un Ebreo rispettabile, un raffinato Ebreo che non tocca mai una goccia di alcol; ma nel profondo potrebbe essere un Vove Barbitoler. Se uno studioso di Talmud pu essere un Vove Barbitoler, allora a che cosa serve andare a studiare in una yeshiva? chiese Chaikl. Lo studio della Gemara non sufficiente. Si deve studiare anche il Musar e stare sempre in guardia per evitare che il Vove Barbitoler che dentro di noi si sviluppi e cresca. Il rosh-yeshiva aveva il dito puntato verso il pavimento dove il mercante di tabacco era caduto. Tsemakh si sedette su una panca, premette la fronte contro il leggio e rimase in silenzio. Sapeva che alla domanda di Chaikl sullo studio nella yeshiva doveva dare una risposta chiara. Ma le sue osservazioni avevano riacceso in lui un fuoco ormai spento. Memorie sparse fluttuavano nella sua mente come
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scintille; ronzavano e mordevano come mosche voraci. Tir il Vilner a s, gli mise un braccio sulle spalle e parl con profonda afflizione nella voce: la Gemara ci racconta di rabbi Elezer... Gli uomini che erano arrivati in ritardo per le preghiere ciascuno si era isolato in un angolo e mormorava piano tra s e s stavano gi ripiegando i loro tallit mentre recitavano i passaggi conclusivi. Uno di loro, con gli occhi ancora chiusi, sbatteva la testa di qua e di l, dicendo: Ricorda cosa ti ha fatto Amalek24. Un altro ballonzolava su e gi sulle gambe recitando gli Ani Maamin25. Un terzo cantava in fretta i Salmi di quel giorno. Poi uscirono dalla bet-medresh per andare al lavoro. Tsemakh e Chaikl rimasero da soli. La luce dorata autunnale del tardo Tishrei26 mandava attraverso le finestre raggi che parevano fasci di grano. Ma Tsemakh respinse i raggi del sole con il luccichio notturno nero come il carbone della barba e dei suoi occhi. Solo chi studia il Musar vede tutti i desideri nascosti in lui come attraverso una lente di ingrandimento. E se un uomo scopre una cattiva tendenza in se stesso, pu sradicarla da dentro di s cos Tsemakh concluse la morale della storia del rabbino Elezer. Chaikl ascoltava e desiderava andare a Valkenik a lavorare per migliorare il proprio carattere fino a diventare lui stesso un Musarnik di Navaredok come il rosh-yeshiva. Ecco mio padre! esclam ad un tratto. Lespressione concitata del padre lasciava intendere che la madre gli aveva gi detto della yeshiva. Tsemakh guard con stupore il nuovo arrivato: non si aspettava che il marito della fruttivendola fosse un uomo dalle spalle larghe, con una barba rettangolare ben curata e degli occhi giovani e scintillanti. Il cappello storto e con in mano un grosso bastone dal manico in avorio, Reb Shlomo-Mote non sembrava un melamed senza cheder, vecchio e malato. Sedette sulla panca vicino alla stufa dalle piastrelle bianche e chiam suo figlio. Non pensare neanche ad andare nella yeshiva. Devi imparare un mestiere. Il figlio rispose che la mamma aveva detto che doveva andare. Non andrai! esclam il padre. Andr! Chaikl corse verso la porta, pronto a scappare, ma il grido di ammonimento del padre: Ma se vai contro la mia volont, non preoccuparti di
24. Citazione da Devarim (Deuteronomio) 25, 17-19. Amalek fu il primo ad attaccare gli Ebrei, appena usciti dal Mar Rosso. 25. Letteralmente: Io credo. Denota i Tredici Articoli di Fede di Rambam. 26. Primo mese del calendario civile ebraico. Cade tra settembre e ottobre. 133

recitare il Kaddish27 per me, lo ferm e lo riport al suo posto. Se vostro figlio non diverr un ben-Torah, non dir il Kaddish per voi comunque disse Reb Tsemakh, camminando verso il melamed dal suo posto al muro orientale. Perch non volete che vada? Gli troveremo una buona casa per vivere. Durante la settimana manger nella cucina della yeshiva con tutti gli altri allievi, e il Sabato manger in case signorili. Reb Shlomo-Mote si alz lentamente, appoggiandosi al bastone, e url a suo figlio: Perch te ne stai qui? Vattene! Con te parler dopo. Chaikl usc dalla bet-medresh con gli occhi pieni di pianto, e Reb ShlomoMote grid anche pi forte con il rosh-yeshiva: non voleva che suo figlio diventasse un funzionario religioso, un pietista senza cervello, e uno zoticone scevro di conoscenze del mondo secolare. Se fosse stato ancora forte e avesse potuto guadagnarsi da vivere, avrebbe mandato il figlio in una scuola dove insegnassero la Torah ma anche materie secolari. Ma siccome era povero e malato, ormai un uomo finito, suo figlio sarebbe diventato un lavoratore che si guadagnasse da vivere, e non uno che mangiava alla tavola degli altri. Una persona che non mantiene se stesso deve prostrarsi a quelli che gli danno il pane; deve essere un adulatore e un ipocrita, o diventare esacerbato ed odiare il mondo intero. Tsemakh si era trattenuto fino a quando era stato presente Chaikl. Ora butt fuori un torrente di parole. I pi gradi rabbini e i pi importanti balebatim una volta erano ospiti al tavolo altrui. Erano diventati peggiori o pi sottomessi di coloro che non mangiavano in quel modo? Quando un Ebreo d da mangiare a un lerner, glielo offre con tutto il cuore. Se per caso si imbatte in un balebatim che non ha rispetto per un ben-Torah, il ragazzo sa che deve provare un assoluto disprezzo per un simile zoticone. Reb Shlomo-Mote sedette di nuovo e scroll le spalle: provare disprezzo per un uomo che ti d da mangiare: era questa la sfacciataggine del mendicante. Se una persona si abituata a mangiare il pane della carit da giovane, rimarr zoppo tutta la vita. Tsemakh and al muro orientale, si mise il cappotto, e, andando verso la porta, si ferm davanti al melamed. Sapete chi rimane zoppo? La persona che ha imparato fin da giovane a tener conto di ci che questo dice e di ci che quello pensa. Quando quellubriacone ha umiliato vostro figlio e lo voleva pure picchiare, non avete detto niente. Ma quando io lo voglio portare in una yeshiva dove crescer nello studio della Torah tra amici che sono uguali a lui, il maskil che in voi si svegliato
27. Una delle pi antiche preghiere ebraiche. In effetti ci sono quattro tipi di Kaddishim (plurale di Kaddish). recitato tradizionalmente in onore dei defunti. 134

per dire che la Torah e linsegnamento secolare devono procedere assieme. E io non sono nemmeno cos sicuro che voi gli fareste studiare la Torah. Oggi la Torah e linsegnamento secolare non vanno daccordo, e nemmeno la Torah va daccordo con chi vuol imparare un mestiere. Oggi uno o un ben-Torah o una persona totalmente irreligiosa disse Tsemakh e fatto un cenno colla mano, usc dalla bet-medresh. A casa, quella sera, Reb Shlomo-Mote cap che non ce lavrebbe fatta. Vele gli chiese perch impedisse a suo figlio di divenire un lerner. Non aveva lei sofferto abbastanza? E che cosa poteva fare di buono per loro Chaikl stando a casa? Forse mettersi a vendere con lei nel negozio? O forse convincere i clienti a entrare? Ma soprattutto Vele non riusciva a perdonare a suo marito il suo ricatto sul Kaddish. Non si sa se verr prima il giorno di uno o dellaltro. Potrebbe venire prima il mio disse la fruttivendola. Reb Shlomo-Mote agit la mano come per dire: fai quel che vuoi con il tuo piccolo. Per tutta la sera i tre rimasero zitti e Vele girava quasi piegata in due, improvvisamente invecchiata. Poco prima di andare a dormire, mentre Reb Shlomo-Mote era fuori un momento e Vele gli stava preparando il letto, velocemente sussurr al figlio: Piccolo sciocco, pensi che il babbo non ti voglia mandare a studiare? Ti ama e non vuole rimanere solo da vecchio. Poi si asciug le lacrime dagli occhi, in modo che suo marito non sapesse che aveva pianto.

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In via delle macellerie, nel grosso negozio di frutta di Zelde, la lattonaia, cera sempre uninvasione di clienti. Se poi una baleboste voleva andare a comprare da unaltra parte, le figlie di Zelde balzavano fuori come donnole affamate e riportavano la baleboste nel loro negozio. Allaltro lato della strada, Vele, la fruttivendola, non diceva una sola parola, per timore delle lingue perfide di quelle donne saccenti, quelle arroganti Sennacherib28. Sennacherib arrogantemente diceva che era proibito pronunciare il suo nome senza prima lavarsi, e Zelde e le sue figlie incendiano il
28. Figlio di Sargon II, assedi a lungo Gerusalemme, nel 700 a.C., fallendo per la conquista perch, secondo la Torah, lAngelo del Signore uccise 185.000 soldati nemici. Qui usata con senso dispregiativo. 135

mondo con le loro bocche, diceva Vele, citando il taitsh-chumash29. Il marito di Zelde, Kasrielke il lattonaio, pi che lavorare, beveva e per la maggior parte del tempo bighellonava. Quando sentiva i morsi della fame, entrava nel negozio della moglie. Zelde e la figlia pi giovane gestivano i cesti della frutta, la figlia di mezzo vendeva ogni tipo di verdura, mentre la figlia pi grande, quella che gridava pi forte, stava di guardia alle scatole di pesce secco, al barile delle aringhe e ai barattoli di cetrioli sottaceto. Il negozio era pieno di clienti, e il lattonaio faceva finta di aiutare a vendere la merce. Zietta, avete bisogno di mele? Riempiva una borsa di carta con piccole mele. Zio, che ne dite di unaringa? E pescava laringa pi grande e la incartava nella carta spessa. Le figlie sapevano cosa volesse fare il padre e lo cacciavano dal negozio. Attente a quello amico di tutti! Vai, vai! Ce la facciamo anche senza di te! Kasrielke balzava fuori dal negozio con la borsa delle mele in una mano e laringa nellaltra, come un gatto che sgraffigna un pezzo di carne e salta lo steccato. Le figlie gli gridavano dietro: Parassita e la moglie si augurava di ricevere un giorno un messaggio che il marito era caduto gi da un tetto ubriaco. Ma la gioia della famiglia era il piccolo Melekhke, il pi giovane e lunico figlio maschio di Zelde. Quando la mamma e le sorelle lo videro entrare nel negozio, lasciarono tutti i clienti. Lo circondarono e lo riempirono di baci; erano deliziate da lui; gli misero a posto il fazzoletto sulla gola, per non fargli prendere freddo, Dio ce ne scampi. Melekhke, che tu stia bene! Possano venire su di noi tutti i tuoi mali. Che cosa hai imparato oggi allo cheder? chiesero la madre e le sorelle in coro. Proprio allora videro passare Vove Barbitoler. Poich questi aveva regalato a Melekhke larba-kanfot, le loro bocche, solitamente piene di maledizioni, improvvisamente si riempirono di latte e miele. Buon giorno rabbi. Il nostro Melekhke indossa il vostro arba-kanfot, s, lo indossa! Ma il marito di Zelde, il lattoniere si prese gioco delle donne. Che razza di rabbi , quel Vove Barbitoler, se ha una moglie a Vilnius e una in Argentina, e se si ingozza di alcol pi di me? Al che Zelde rispose di non dannarsi la testa se aveva due mogli. Ma una barba ce laveva, o no? E a Melekhke aveva regalato un arba-kanfot, o no? Allora era un rabbi. Melekhke aveva gi studiato un capitolo del trattato talmudico Baba Metzia30. Ogni sera andava alla bet-medresh di Reb Sholke per ripassare quello che aveva studiato il giorno allo cheder. Melekhke era un ragazzo soffice
29. il Pentateuco (Chumash) tradotto in yiddish per le donne, che non conoscevano lebraico. 30. Trattato del Talmud, contenuto nellordine Nezkin (danni). Il nome significa Porta Media. 136

come il raso, con la faccia piccola e rosea e tenere gote. Gli piaceva che i vecchi balebatim gli facessero delle domande e lodassero la sua bravura. Ma se solo qualcuno gli diceva una parola sgarbata, i suoi occhi blu scuri si velavano di lacrime. Il rosh-yeshiva di Valkenik guardava il piccolo pregare dietro il leggio con la grossa Gemara. And dal bambino e gli chiese quanti anni aveva, dove studiava, chi erano babbo e mamma, se aveva fratelli o amici. Melekhke rispose alle domande in sequenza, con contegno. Aveva undici anni e studiava alla Yavneh Cheder. Poi punt col dito alla finestra: l sua madre e le sue sorelle avevano un negozio di frutta. Non aveva fratelli n amici tra i ragazzi di strada, che erano bulli selvaggi, sempre pronti ad azzuffarsi. E che cosa vuoi fare da grande? chiese il rosh-yeshiva. Voglio diventare un rabbi, un gaon e un tsadik31, rispose Melekhke con la faccia radiosa e gli occhi che brillavano trionfanti, come se avesse indovinato in quale delle due mani era nascosta una moneta. Data la sua intelligente e pia risposta, si aspettava che quelluomo alto gli desse un buffetto, gli facesse recitare un capitolo del Talmud, si sciogliesse estatico davanti alla sua cultura, lo abbracciasse, dicendo: Oi, che ragazzino! Oi, che piccolo lerner!. Invece luomo alto lo sgrid, dicendogli che se continuava a stare a Vilnius e a gironzolare per la via delle macellerie, sarebbe diventato un altro teppista, altro che un lerner! Gli occhi blu profondo di Melekhke cominciavano a velarsi di lacrime, allora luomo gli fece una carezza e gli raccont una storia. Un giorno qualcuno chiese al gaon di Vilnius come si faceva a diventare un gaon. Quello rispose Se lo vorrai, lo diventerai Cos se tu vuoi diventare un grande lerner devi entrare in una yeshiva. Quindi prendi e vai a dire ai tuoi genitori che il rosh-yeshiva di Valkenik ti prende con lui. Il negozio di frutta era pieno di clienti fino a tarda sera. Le figlie di Zelde sospettavano sempre che Vele, dallaltra parte della strada, invidiasse i loro buoni affari e perfino mandasse il diavolo da loro. Ecco sale per i tuoi occhi e pepe per il tuo naso le gridavano. In pi si vantavano con i loro clienti perch Vele sentisse: Il nostro piccolo Melekhke andr in una yeshiva per diventare un rabbi, un gaon, un santo. Vele era nel suo piccolo e buio negozio vuoto e si domandava come potessero lasciar andare via da casa un piccolo bambino, non pi grande di un ditale. E a parte ci quelle bisbetiche litigiose non meritavano di avere uno studioso di Torah in famiglia. Rispondeva alle Sennacherib che non era sicura che il loro Melekhke facesse tanta
31. Titolo dato a persone considerate di retta moralit. Equivale pi o meno a santo. Nel contesto si vede che tsadik considerato il terzo stadio, e quello finale di una personalit ebraica, pi di rabbi, pi di gaon. 137

strada crescendo. Lei sarebbe stata felice se il suo Chaikl avesse imparato un po di Talmud e fosse stato un buon Ebreo. Come potete confrontare il vostro toro con il nostro Melekhke ringhiarono le bottegaie, con le facce che scoppiavano di salute. Vele non disse una parola. Un povero meglio se non nato, pens. Se avesse avuto un negozio con tre vetrine affacciate sulla strada, il magazzino pieno di merci, e pi fortuna con i clienti, si sarebbe data delle arie anche lei. Il suo Shlomo-Mote era stato il miglior melamed in citt, mentre il lattoniere, poveruomo, era un ubriacone. Nonostante ci, la lattonaia e le figlie avevano avuto pi fortuna di lei con la gente e perfino con Dio. Quelle vecchie streghe attraevano i clienti non perch avessero merci migliori, ma per le loro lingue svelte e le invettive pronte. I clienti amavano fare la spesa dove cera folla, dove non avevano attenzione e dove venivano trattati come lo sporco. Ma daltronde, forse era peccato pensare cos. Anche Zelde era una madre; anche lei aveva sofferto le pene del parto, ed anche lei voleva che suo figlio fosse uno studioso della Torah. Ma il padre di Melekhke non era assolutamente daccordo, e a casa, quella sera si infuri: il padre era un lattoniere, ed allora anche il figlio doveva fare il lattoniere. Che cosa volevano fare di Melekhke, il rabbi di Vilnius? Zelde e le figlie sbatterono i grembiali che non si erano ancora tolte: perch no? Perch un lerner avrebbe dovuto venir fuori solo dalla casa di quella venditrice di mele marce? La mattina successiva nel grosso negozio di frutta cera il roshyeshiva di Valkenik che parl della sacra Torah. Valkenik era una bella shtetl. Zelde e le figlie ascoltavano religiosamente come con gli Yamim-Noraim32 delle zogerke33 nel gineceo. Si soffiarono il naso, si asciugarono le lacrime e acconsentirono alla partenza di Melekhke. Ma non appena il rabbino usc dal negozio, le tre ragazze grandi si scambiarono sguardi, e certi sorrisi maliziosi brillarono nei loro piccoli occhi. Si aggiustarono i capelli scarmigliati con le dita inumidite e dissero che era la prima volta che vedevano un cos bel rabbino. I giovani vagabondi della via delle macellerie non gli arrivavano neanche alla punta delle scarpe. Tsemakh torn alla bet-medresh di Reb Sholke e disse a Chaikl che era riuscito a convincere le donne del negozio di frutta di dargli il loro ragazzo di undici anni, ma non riusciva a convincere lui a portare l Hertske Barbitoler per un colloquio. Non ti interessa per niente, Vilner, di lasciare questo ragazzo nelle mani di un padre cos brutale? chiese il rosh-yeshiva per lennesima volta. Il Vilner era cocciuto, non voleva aver pi niente a che fare con il mercante di tabacco; poi con angoscia rivel qualcosa che non aveva
32. Sono i giorni del Timore Reverenziale, qui si allude alle preghiere recitate in quei giorni 33. Donne che nel gineceo ripetono i canti del chazan, ossia del cantore. 138

mai voluto far sapere: i ragazzi del cheder dicevano che Hertske rubava cibo, matite e quaderni dalle borse, rubava persino i borsellini con le monete. E quando veniva scoperto, rideva e diceva che era solo uno scherzo. Tsemakh era sconcertato e un po allarmato. Ma subito si riprese e disse a Chaikl che chiss quanto Hertske doveva soffrire in casa, forse soffriva addirittura la fame. Durante gli anni della Rivoluzione in Russia, quando ateismo e fame regnavano sulla terra, giovani Navaredker rischiarono la vita per far passare giovani attraverso la frontiera della Polonia, per salvarli per la Torah e per evitare che crescessero diventando bolscevichi e commissari. Se il Vilner voleva diventare un vero Musarnik di Navaredok, non doveva aver paura del mercante di tabacco. Chaikl aspett Hertske di fronte alla Yavneh Shul e gli disse che il roshyeshiva di Valkenik voleva vederlo. Curioso di vedere il Sansone che aveva scosso suo padre come un lulav, Hertske, che aveva in mano una bottiglia, si lasci portare nella locanda di via Zavalne. Prima di separarsi, sulla porta, Chaikl gli chiese perch si portasse dietro nella cartella quella grossa bottiglia vuota. Hertske rispose che voleva riempirla di mosche. Sei un meshugener, dove troverai mosche in autunno? E comunque come riuscirai a catturare abbastanza mosche da riempire una bottiglia, pure destate? chiese Chaikl, mentre faceva un salto indietro poich il figlio di Vove Barbitoler aveva scagliato la bottiglia contro il selciato. La bottiglia and in mille pezzi e Hertske fece di corsa le scale, ridendo a crepapelle per aver spaventato Chaikl e tutti i passanti. Nel corridoio della locanda del rabbino, Hertske vide Ebrei con barbe e strane gabardine. Rise anche di pi ed entr nella piccola stanza del rosh-yeshiva. Tsemakh fiss Hertske, la cui faccia era rigida e distorta, come fosse stata disegnata col carbone. Indossava una giacca corta, e aveva i pantaloni rimboccati dentro grandi scarpe con le stringhe di pelle, sulla sua piccola testa aveva un cappello squadrato con i proteggi orecchie e una visiera stretta e rigida. Pareva un idiota, un ragazzo di strada, pens Tsemakh, e gli chiese se voleva entrare in una yeshiva. Hertske annu colla testa e fece un gran sorriso: Mio padre non me lo permetter: se io me ne vado, non avr nessuno da picchiare. Ma io me ne andr, proprio come hanno fatto il mio fratellastro e la mia sorellastra. Un giorno, quando mio padre non era a casa, presero la loro roba e se ne andarono a vivere da qualche altra parte. E perch ti picchia il babbo? Lui dice che mi picchia, perch non porto larba-kanfot. E perch non porti larba-kanfot? Lui mi picchierebbe lo stesso, perch mia mamma se ne andata via da
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lui. Una smorfia apparve sopra la faccia sottile di Hertske, e lui si ritrasse come se avesse visto il pugno di suo padre alzato sopra di lui. E che cosa far in quella shtetl? Studiare tutto il giorno noioso. Qui ho una slitta, e di inverno la posso usare. Anche in Valkenik ti divertirai. Parler con tuo padre e gli chieder di lasciarti andare. Scappare di casa non unazione buona. Lui potr venire a Valkenik a riprenderti. E allora io scapper in unaltra citt. Lui non mi lascer andare di sua spontanea volont disse Hertske malinconicamente, poi si riprese danimo. Su una sedia cera una valigia aperta con dentro biancheria, vestiti e qualche libro religioso. Guarda! disse, prendendo una cintola e allungandola con tutte e due le mani, come se volesse misurare la valigia. Puoi prenderla. Ma a Valkenik se qualcosa ti piace, non prenderla. Dillo a me e io la prender per te. Vuoi mangiare qualcosa? Tsemakh indic il cibo frugale sulla sua tavola: mezza pagnotta di pane, una aringa tagliata su un piatto, e due uova sode in un piattino. Da mangiare non voglio niente. Voglio questo coltello. Hertske prese dalla tavola il coltello e dal suo manico marrone tir fuori una piccola sega, un piccolo paio di forbici ed un cavatappi. Prendilo. Di a tuo padre che lo verr a trovare, stasera. Dove vivete? In via Rudnitsker, al numero 7, cancello sul lato destro. Hertske si mise il coltello in tasca e avvolse la cintola intorno al palmo della mano. Se mio padre non mi lascer andare, scapper via. Dopo che Hertske se ne era andato Tsemakh sedette nella sua stanza, preoccupato. Non cerano dubbi, il ragazzo era un mezzo delinquente e non aveva alcun ritegno a rubare, come Chaikl il Vilner aveva dichiarato. In ogni caso doveva essere staccato da suo padre, ma daltra parte il comportamento di Hertske poteva avere una cattiva influenza sugli altri studenti. Tsemakh decise di far visita al mercante di tabacco e parlare della cosa con lui. Se il mercante non fosse stato daccordo, Tsemakh si sarebbe risparmiato il peso di decidere se prendere o no Hertske alla yeshiva. Tuttavia rimand lincontro con Vove Barbitoler di ora in ora. Alla fine, a tarda notte sincammin per via Rudnitsker. Sulla volta dellentrata pendeva una lampada ricoperta da una rete. Il cerchio di luce giallognolo che proiettava pareva lenorme tela di un ragno morto. Tsemakh sal per la scala di legno scarsamente illuminata: i gradini scricchiolavano sotto i piedi, come gemessero con un noioso lamento. Un silenzio misterioso da obitorio aleggiava sopra di lui. Nella prima stanza, impegnato su un piccolo libro mastro, Vove Barbitoler sedeva a capo di un lungo tavolo. Cancellava e scriveva, canticchiando serenamente tra s
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e s, dando unocchiata distratta al visitatore, come se fosse un ospite familiare. Mindl stava sulla soglia di una stanza interna, con un fazzoletto disteso sulle spalle, e guardava con apprensione suo marito, come si aspettasse di esser mandata via da lui. Hertske stava seduto su una panca vicino al muro, e guardava anche lui il padre. Tutti e due non osavano guardare il visitatore, per paura di far arrabbiare il padrone, che scriveva tranquillamente nel suo libro mastro come se stesse decidendo un giudizio di vita o morte. Il balebit ringhi a Tsemakh di sedersi e con un cenno della mano fece uscire i familiari. Mindl spar subito e Hertske la segu prontamente, curvo nelle spalle, quasi non osasse perdere tempo a raddrizzarsi. Tsemakh sentiva le vene battergli nelle tempie. Si sedette davanti a Vove, guardandolo per capire se la moglie ed il figlio del mercante tremassero sempre davanti a lui o se oggi fosse stata uneccezione. Vove sorrise con tutte le grinze della faccia, come felice di poter far paura a qualcun altro. Si gratt il mento sotto la barba incolta: sembrava un uomo venuto fuori da una caverna nel bosco. Insomma, vorreste portare il mio Hertske nella vostra yeshiva. Sapete, io non credo che abbiate la sfacciataggine di farlo. Prima mi avete preso per il bavero e chiamato roshe merushe, e ora volete prendere mio figlio. Non sono stato io il primo a chiamare roshe merushe colui che alza la mano sul suo prossimo. Mos fu il primo a dire: roshe, perch colpisci il tuo compagno? disse Tsemakh tra i denti, come se adesso avesse piacere a chiamare roshe il mercante di tabacco. Ed il modo con il quale avete trattato vostra moglie nella bet-medresh davanti a tutti disumano. Volete essere voi a dirmi come devo trattare mia moglie? Siete voi che le date da mangiare e mettete un tetto sulla sua testa? rispose Vove con furia assassina. La luce scura dei suoi occhi ricord a Tsemakh la luce giallastra della lampada sopra il cancello. E che ne sapete voi di quello che io sto soffrendo? Anche se state soffrendo, significa questo che potete umiliare vostra moglie, perch la mantenete? Tsemakh parlava pi calmo di Vove ed anche i suoi occhi erano pi freddi. E non trattate vostro figlio molto meglio, anzi forse peggio. Ma nonostante voi lo picchiate, non si metter larba-kanfot. Io non dovr nemmeno ricordarglielo, se lo metter sicuramente. Io non sono Shlomo-Mote, il melamed. Voi non riuscirete a prendere mio figlio senza la mia autorizzazione. Vove sorrise di nuovo con tutte le sue rughe, come una bestia con la faccia al sole. Prese da un cassetto la cintola ed il coltello e li butt sulla tavola. Il mio piccolo bastardo mi ha fatto vedere questi giocattoli che gli avete dato, per farmi vedere che buon uomo siete e perch lo lasciassi venire con voi. E io invece lho picchiato con la vostra
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cintola cos tanto che non lo dimenticher per tutto il resto della sua vita. Prendetevi indietro i vostri regali e non vi intromettete nella mia vita. Tsemakh guard alla panca dove era stato seduto Hertske e ora cap la ragione per la quale la schiena del ragazzo era piegata quando egli era scappato fuori dietro la matrigna. Quel bruto lo aveva picchiato cos forte che lui non riusciva pi a raddrizzarsi. Quel demonio era anche pi disumano da sobrio che da ubriaco. Tsemakh si alz, mentre Vove rimase seduto con gli occhi semichiusi. Sono sicuro che voi sareste capace perfino di pugnalare vostro figlio al cuore, se non fosse per la paura di essere impiccato. Ma forse non avete neanche paura di esser giudicato un assassino. Di solito un mostro brutale come voi pensa: muoio io, morr quello. Tsemakh mise la cintola ed il coltello nella tasca del cappotto e aspett una risposta. Vove Barbitoler non rispose. Si limit ad annuire, approvando la valutazione che Tsemakh aveva fatto di lui. Si scambiarono occhiate rancorose, come nemici che sanno che, se si incontreranno di nuovo, uno di loro finir schiacciato nella polvere. Tsemakh scese per le scale e sent un improvviso colpo in testa. Mentre era con il mercante di tabacco, il portiere aveva chiuso il cancello principale e lasciata aperta solo una porta piccola e stretta, dalla quale egli era passato. Tsemakh provava insieme dolore e piacere, il colpo sulla testa lo aveva fatto uscire dalla sua apatia. Rimise a posto il cappello ammaccato e usc sulla strada. Anche se il mondo si fosse rovesciato, egli doveva salvare quel ragazzo, tormentato da suo padre assassino.

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Reb Menachem-Mendl annunci al rosh-yeshiva di Valkenik che aveva deciso di partire. Sua moglie pensava che anche se era incompetente negli affari era competente nella Torah, e quindi in grado di insegnare ai talmudim. Avevano deciso che dopo la sua partenza, la moglie avrebbe venduto tutta la merce rimasta e avrebbe chiuso il negozio. Con un bambino da curare non poteva gestire il negozio senza aiuto. Il suo stipendio li avrebbe mantenuti fino a quando, con laiuto del Signore, avesse trovato un appartamento e portato la famiglia a Valkenik. La buona notizia fu portata agli amici da Reb Menachem-Mendl nella betmedresh di Reb Sholke prima delle preghiere del mattino. Ma la faccia di
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Tsemakh era ancora scura, come se gli si fossero attaccate tutte le ombre della casa di Vove Barbitoler. Dopo le preghiere, Tsemakh sedette in un angolo con Reb Menachem-Mendl e Chaikl e descrisse loro la terribile esperienza che aveva avuto nellappartamento del mercante di tabacco. Dobbiamo salvare il ragazzo! disse e Chaikl rispose: Io vi aiuter!, colpito dal selvaggio trattamento con la cintola che Vove Barbitoler aveva riservato al figlio. Ma Reb Menachem-Mendl invece era contrariato che il suo allievo stesse diventando un attivista di Navaredok, persino prima di aver passato un periodo di tempo nella yeshiva. E lidea di prendere Hertske senza il consenso del padre lo irritava ancor di pi. La yeshiva non un rifugio per ragazzi perseguitati sussurr. Non corretto! Se laltare del Tempio e le citt dei Leviti erano riconosciute come luoghi di rifugio per i perseguitati, allora anche la yeshiva pu essere un tale paradiso, specialmente una yeshiva dove si insegni il Musar rispose Tsemakh prontamente. Ma cap che una discussione sarebbe stata un cattivo inizio per due insegnanti che avrebbero dovuto dirigere una sola yeshiva. Allora aggiunse in tono calmo: Prendo su di me tutta la responsabilit!. Era s un uomo tranquillo Reb Menachem-Mendl, ma anche tranquillamente testardo. Si tocc la barbetta bionda e le larghe narici del suo corto naso e rispose, con un sorriso triste, che non voleva evadere dalle proprie responsabilit, ma solo esporre il proprio punto di vista, e comunque non aveva cambiato parere. Reb Menachem-Mendl pieg il suo tallit e i tefillin riponendoli nella sua borsa e and verso la porta. Chaikl, seguendolo con lo sguardo, pens che il commerciante di filo e colla stava uscendo dalla bet-medresh in modo cos modesto e dimesso come fosse un ragazzino, lasciando dietro di s un religioso silenzio. Ma il rosh-yeshiva non lasci che Chaikl sognasse a lungo. Vilner, non dormite! tempo di fare la volont del Signore. Trovate Hertske Barbitoler e ditegli che sono daccordo che parta senza che il padre lo sappia. Siamo a Marted. Voglio che metta dei vestiti dentro la cartella di scuola prima di domani sera, e, invece di andare alla Yavneh Shul gioved mattina, venga alla mia locanda. Lo porter dai carrettieri di Valkenik che trasportano merci da e per la citt, e verso sera partir con loro. Noi prenderemo il treno venerd mattina e arriveremo prima del tramonto, appena dopo Hertske. Che cosa succeder quando suo padre se ne accorger? chiese Chaikl. Probabilmente verr a Valkenik per riportarlo indietro, ma non glielo permetteremo rispose il rosh-yeshiva, accompagnando Chaikl alla porta. Andate e buona fortuna. La stessa sera di quel marted Tsemakh Atlas disse a Melekhke di esser pronto per il viaggio di venerd. Mercoled la madre e le sorelle di Melekhke
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erano indisponenti. Se un cliente nel loro negozio di frutta provava a mercanteggiare, le donne gli urlavano: Il nostro Melekhke ci lascia per tutto linverno per andare a studiare la Torah e non lo rivedremo fino a Pesach e voi state qui a mercanteggiare un chilo di mele?. Proprio allora videro il mercante di tabacco che aveva dato larba-kanfot a Melekhke. Zelde raccont a Vove della sua gioia ed anche della sua pena: Il rabbi di Valkenik ci sta rincorrendo con la frusta; il mio bambino deve partire venerd mattina. Ma come si fa a lasciare andare nel vento un bambino come questo? ancora un bimbetto, e la neve nelle shtetl arriva alla testa. Si potrebbe congelare, Dio non lo voglia. Dategli vestiti caldi e non si congeler. Se il vostro bambino vuole andare a studiare, dovete essere veramente felice borbott Vove Barbitoler e se ne and barcollando sulle sue gambe malferme. Dapprima fu felice di sapere che il rosh-yeshiva di Valkenik si sarebbe tolto dai piedi, ma poi cominci a preoccuparsi. QuellEbreo selvaggio non sembrava proprio il tipo che abbandona facilmente i propri piani, ed allora perch avrebbe dovuto abbandonare il piano di prendersi Hertske? Il mercante di tabacco girellava per le stradine, ascoltando distrattamente i discorsi dei suoi clienti, mentre consegnava loro le merci ordinate. Verso sera, disgustato di se stesso, si trascin a casa, col cuore invaso da una fredda e seria tristezza: gli sembrava di avere le scarpe sporche di fango autunnale. Durante la cena si rese conto che erano vuote le sedie del figlio e della figlia grandi. Hertske respirava con difficolt, come se le botte del padre avessero danneggiato i suoi polmoni. Le rosse lentiggini sulla sua faccia pallida lo facevano sembrare malato. Vove stava facendo morire la moglie ed il figlio con il suo silenzio, e a Mindl pareva affogare in acque gelate e torpide. Si affaccendava intorno a suo marito pronto a servirlo qualora lo chiedesse, ma lui non la considerava. Ingoi la zuppa, mastic la carne, lecc la composta di frutta e fiss Hertske da sotto le sue ciglia tetre. Nonostante Hertske sedesse calmo, ingobbito e con gli occhi bassi, il padre lo avrebbe voluto acchiappare e picchiare fino a fargli perdere la sua testardaggine. Dopo cena Vove accese un sigaro. Il fumo bluastro si raccoglieva tra la sua barba incolta, ma diversamente dalla foschia che a volte scompare per improvvise schiarite, non abbandonava la sua faccia pelosa. Mindl sgombr dalla tavola i piatti vuoti e and in cucina a lavarli. Il rosh-yeshiva di Valkenik sta per partire, e si porta dietro Chaikl e Melekhke, il figlio del lattoniere annunci Vove improvvisamente. Dal brivido che scosse Hertske, Vove cap che il suo dannato bastardo gi ne era al corrente. Il padre non disse altro al figlio, ma cominci a canticchiare, come di solito faceva quando veniva assalito da un furore sanguinario. Hertske aveva sempre dormito in camera con il fratellastro, ma dalla parten144

za del ragazzo pi grande, dormiva da solo. A mezzanotte salt gi dal letto e si ricord che Chaikl gli aveva detto di impacchettare i suoi vestiti invernali. Ma pens che avrebbe potuto farlo pi tardi. Prima voleva sgattaiolare in cucina e rubare dei dolci dalla credenza di Mindl. Tir fuori dalla cartella i libri di scuola e li infil sotto il materasso in modo che suo padre non si accorgesse il mattino dopo che non era andato a scuola. Poi con la cartella vuota in mano, usc dalla stanza a piedi nudi con addosso il solo pigiama. Si ferm in sala da pranzo e pos lorecchio sulla porta chiusa della camera da letto. Di solito suo padre russava, ma ora non sentiva alcun rumore. Hertske non sospett niente e si infil in cucina. La luce azzurrognola della luna entrava dalla finestra; illuminava il forno, la soglia, un angolo della porta e gli armadietti bianchi che erano stati costruiti nel muro vicino al soffitto. Sal su una sedia velocemente senza far rumore, si alz sulle punte dei piedi e apr lo sportello di uno degli armadietti. Non era alto abbastanza da riuscire a guardare dentro: cerc dentro a tentoni con le braccia tese, finch non tir fuori una scatola di cartone piena di zucchero a cubetti. Hertske prese tutto il primo strato di cubetti e rimise a posto la scatola. Poi salt gi dalla sedia, mise lo zucchero nella cartella, e se ne cacci un pezzo in bocca. Mentre lo succhiava avidamente, attento a non morderlo, guard un altro armadietto grande che copriva parte del muro. Cera un tavolo sotto, che sembrava proprio messo l per lui, in modo che non avesse bisogno della sedia. Gli sportelli dellarmadietto erano chiusi fermamente. Quando riusc ad aprirli, cigolarono cos forte che prov dolore, come se una scheggia lavesse ferito. Ma, aperti gli sportelli, trov un tesoro di vasetti grandi e piccoli pieni di marmellate. Prese gi un barattolo da un quarto, strapp via la copertura di lino, e prese fuori qualche ciliegia sotto zucchero. Erano un po aspre per linvecchiamento, ma Hertske le grad lo stesso. Nel frattempo lasci il barattolo sulla mensola intermedia e guard in quella pi alta. Nessuno degli amici di Hertske era pi agile di lui quando si trattava di saltare lo steccato di un giardino per rubare frutta dagli alberi. Ora svelto e agile come una scimmia, prima con una mano, poi subito collaltra si arrampic sugli scaffali e cominci a tirarsi su. Vide file di mele e pere essiccate per essere usate in composte. Ormai Hertske si era dimenticato della paura che lo aveva preso dietro al collo, come un becco di ferro. Con i gomiti contro gli angoli dello scaffale e testa e spalle dentro larmadietto, strapp una stringa di pere secche con le dita. Pensava di prendere una dozzina di pezzi e rimettere a posto gli altri, ma un movimento brusco del gomito fece rotolare gi le pere. Preoccupato per il rumore, prov ad acchiapparle, ma cadde gi sul tavolo, rotolando e finendo per terra. Rimase l, non osando muoversi, come se ci
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potesse in qualche modo far s che il rumore non raggiungesse le altre stanze. Allora improvvisamente gli venne lidea di fuggire dallappartamento in pigiama e andare alla locanda di Reb Tsemakh Atlas. Si immaginava di poter fuggire da quei piedi nudi che stavano gi strascicando nella sala da pranzo. Qualche istante dopo, suo padre era in cucina con addosso i suoi mutandoni, che fumava tranquillo. Il fumo e la sua calma resero subito calmo e indifferente Hertske. Cap che il padre non si era mai addormentato ed aveva sentito tutto. Vove si pieg per vedere che cosa aveva pestato e tir su due pere. Dalla borsa di Hertske tir fuori una manciata di cubetti di zucchero. Vove rise in modo sommesso e sedette su una poltrona. A piedi nudi, la barba in disordine, coi mutandoni, e immerso nella luce bluastra che entrava, pareva un cadavere che veniva dal cimitero. Non accese la luce, ma continu a fumare, mentre guardava il bastardo di Confrade a terra piegato come una ciambella. Perch hai bisogno di rubare? Se me lo avessi chiesto, ti avrei dato quello che volevi e quanto ne volevi sospir Vove. Hertske non rispose. Suo padre stava mentendo, pens. Il padre gli aveva gi negato dolci con la scusa che lui non era avaro, ma che proprio non poteva vedere in lui il carattere della sua cara mammina. Anche a lei piacevano i dolci. E se la matrigna ogni tanto gli dava una mela, una pera, un pezzo di dolce al miele, lo faceva sempre senza che Vove lo sapesse. E non eri per niente preoccupato di che cosa sarebbe potuto accadere quando avessi scoperto la tua ruberia? Vove procedeva con calma nella sua indagine. Probabilmente non ti preoccupavi perch ti stavi preparando a scappare. Hertske pens freddamente che, prima di picchiarlo, suo padre dovesse conoscere la verit, in modo tale da poterlo picchiare pi forte e gli disse che aveva deciso di scappare nella yeshiva di Valkenik. Un ladro, studente in una yeshiva? chiese Vove. Si poteva pensare che stesse parlando non a quella macchia nera che era suo figlio a terra sul pavimento illuminato di blu, ma alla sua stessa ombra. E il rosh-yeshiva di Valkenik sapeva che volevi scappare? Te ne ha parlato? Hertske voleva che suo padre sapesse che erano tutti contro di lui: s il rosh-yeshiva gli aveva parlato della fuga, ed anche Chaikl gliene aveva parlato. Ma Vove non voleva dare a Hertske il piacere di capire che la sua risposta era stata una sorpresa. Vove disse ridacchiando che sapeva che il bastardo di Confrade sarebbe scappato. Sua madre era scappata. Perch non avrebbe dovuto scappare lui? Sapeva anche che quellEbreo selvaggio di Valkenik gli avrebbe parlato di ci e lo avrebbe aiutato. Vove si alz e dette un calcio a suo figlio, facendogli segno di alzarsi.
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Hertske si alz, non gli facevano male le gambe e le braccia contuse, fino a quando la mano fredda di suo padre lo afferr per il collo. Rabbrivid. Impaurito, cominci a piagnucolare, stava per scoppiare a piangere, ma le dita dacciaio di Vove gli si serrarono dietro le orecchie. Non doveva svegliare Mindl. Hertske si zitt e si lasci spingere avanti. Aspettava che cominciassero le botte, al che egli avrebbe fatto un baccano tale da fare correre tutti nel cortile nel mezzo della notte. Ma stavolta suo padre non alz un dito su di lui. Lo trascin attraverso la sala da pranzo e si ferm in uno stretto corridoio davanti ad una piccola stanzetta senza finestre, che conteneva sacchi di patate, un tavolo rovesciato, sedie rotte e, su uno scaffale, i piatti di Pesach, coperti e protetti con paglia. Ti lascer qui a prender freddo quanto vorr. Forse ti dar da mangiare come a un ladro in prigione, o forse ti lascer morire di fame. Ma se tu gridi ti legher mani e piedi e ti imbavaglier con uno straccio. Vove spinse nella stanzetta Hertske, a piedi nudi e con solo il pigiama, e chiuse la porta con una chiave rugginosa in una grossa serratura. Poi torn nella sua camera e and a letto, battendo i denti dal freddo. Non sapeva se Mindl dormiva e non aveva sentito niente, o se invece aveva sentito tutto e faceva finta di dormire. In ogni caso ora avrebbe avuto una notte di riposo. Non avrebbe fatto uscire Hertske fino a che quel selvaggio Ebreo e la sua banda avessero lasciato la citt. Sentiva ancora freddo sotto la calda coperta e pens a suo figlio che si congelava nella stanza buia senza un cuscino e una coperta. Non gli importava che stesse l a congelare tutta la notte. Gente come lui sarebbe sopravvissuta a tutto.

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Gioved mattina Chaikl era nella stanza del rosh-yeshiva alla locanda, e insiema stavano aspettando Hertske Barbitoler. Tsemakh mangi lentamente, lentamente recit la benedizione, si mise a leggere attentamente un libro sacro e parl per un po con il suo allievo. Poi divent ansioso e disse che dovevano trovare il figlio del mercante di tabacco; se non era alla Yavneh Shul dovevano cercarlo a casa quando il padre non cera. Chaikl non mostrava una grande voglia o coraggio per questa nuova missione, e allora Tsemakh gli punt un dito contro: Un uomo deve pensarci prima, per evitare di sentirsi in colpa dopo, per147

ch avrebbe potuto salvare un amico, che ha invece lasciato solo con la propria angoscia. Chaikl and alla Yavneh Shul. Durante lintervallo i ragazzi gli dissero che Hertske Barbitoler non era venuto a lezione. Chaikl ebbe paura di andare a casa di Hertske, per paura di incontrare l il vecchio orso. Aveva fame e torn a casa. Vele era nel suo negozio di frutta, triste perch pensava alla partenza del figlio il giorno dopo, quando Chaikl irruppe dentro con un grido da grossista che reclama un debito: Mamma, mangiare!. Il sorriso accentu gli zigomi forti e sporgenti di Vele. E a chi chiederai il cibo quando sarai a Valkenik? Poi torn malinconica e cominci a fare la predica al figlio. Perch se ne andava in giro il giorno prima di partire e non stava con suo padre? Gli estranei avevano per lui pi rispetto. Proprio ora il mercante di tabacco era venuto a trovarlo e lo aveva invitato alla taverna per bere qualcosa, e le aveva assicurato di riportarlo a casa sobrio. Reb Vove era talmente festoso che aveva augurato alla mamma mazel-tov per il fatto che lui andava alla yeshiva. Chaikl pens subito che, quando Vove Barbitoler era alla taverna, fosse il miglior momento per andare a cercare notizie di Hertske a casa sua. Non aveva niente da temere dalla moglie di Vove: Mindl era unanima buona. Vele chiese a suo figlio dove stesse correndo, non voleva mangiare? Ma Chaikl stava gi correndo verso via Rudnitsker. Il cancello sulla strada non era chiuso e non cera nessuno nellatrio. Chaikl ud urlare dalle stanze interne ed entr. Fatemi uscire! Fatemi uscire! Hertske batteva coi pugni contro la porta chiusa. Mindl era davanti alla stanzetta e cercava di calmarlo: suo padre aveva detto che lo avrebbe fatto uscire quando il rosh-yeshiva avesse lasciato la citt. Intanto poteva mangiare il cibo che gli aveva dato. Hertske picchiava ancor di pi sulla porta, urlando che non voleva mangiare, preferiva piuttosto morire di fame. Voleva uscire e andare alla yeshiva. Mindl rispondeva di non gridare cos forte, lei non poteva farlo uscire: suo padre aveva la chiave. Chaikl era sorpreso e spaventato. Era davanti a Mindl, ma lei non se ne accorse finch lui timidamente non le tocc il gomito, come fa un bambino con la madre. Mindl si gir e vedendo il figlio di Vele, spalanc la bocca per la sorpresa. Chaikl corse alla porta della stanzetta e disse a Hertske: Sono io, Chaikl. Perch tuo padre ti ha rinchiuso?. Chaikl! url felice Hertske, scoppiando poi a piangere. Butta gi la porta. Vai a dire al rabbino di tirarmi fuori di qui. Mio padre mi ha chiuso perch non mi vuol lasciare andare. Ma io non voglio stare qui. Lo odio. Suo padre lo ha sorpreso a rubare cibo dalla credenza la scorsa notte sus148

surr Mindl a Chaikl senza farsi sentire dal prigioniero. Vattene via, figliolo, prima che torni mio marito. Ti far del male, e non risparmier neanche me, perch mi sono dimenticata di chiudere la porta sulla strada. Mindl singhiozz come se la sofferenza lavesse resa tanto debole da non riuscire neanche a piangere. Le sue parole colpirono fortemente Chaikl, che immediatamente usc dalla casa, e una volta fuori, corse senza fermarsi fino alla locanda di Reb Tsemakh, dove raccont tutto al rabbino. La notizia che Hertske aveva voluto rubare a suo padre inquiet Tsemakh, ma subito si riprese, come a voler scacciare tutti i dubbi e si mise il cappotto. Avete detto che adesso con vostro padre alla taverna? Insegnatemi la strada e gli chieder le chiavi della stanzetta. anche meglio che sia alla taverna adesso. Ci saranno altri Ebrei l... Sbrighiamoci prima che possa andarsene. Chaikl riusciva a malapena a tenere il passo del rosh-yeshiva, che camminava a grandi falcate, dicendo: Non c dubbio che Hertske voleva derubare il padre. Ma non mi sorprenderebbe che lo avesse fatto per vendicarsi di lui nel modo sbagliato. Si fermarono ad un angolo. Chaikl indic la taverna in lontananza e chiese se doveva andare anche lui. Tsemakh, con il fiatone per aver camminato in fretta, disse che nella taverna non avrebbe avuto bisogno di lui, e che sarebbe stato meglio per suo padre, che adesso era nella taverna con Vove, non sapere del suo ruolo in questa vicenda. Tsemakh si volt di scatto e and verso la taverna. La grossa taverna dopo le tre del pomeriggio si era gradualmente riempita. Fuori cera ancora luce, ma dentro le lampade illuminavano scarsamente, avvolte in grumi di vapore. Dodie il taverniere, senza giacca e con le maniche arrotolate, portava bicchieri e bottiglie di birra tra le dita della mano destra. La sinistra invece teneva con sicurezza piatti di piedini di vitello in gelatina, aringhe marinate, fegato macinato, e pesce in agro-dolce. La testa di Dodie, con i capelli grigi corti e irti, dondolava un po, ma il collo e le guance sprizzavano ancora salute. Serviva i clienti e partecipava anche alle loro conversazioni. A due tavoli riuniti sedeva un gruppo che si guadagnava da vivere partecipando ad aste di banchi di pegno. Tutti fratelli e cugini tra loro, si assomigliavano lun collaltro: uomini alti, robusti, con i capelli radi tagliati ad arte per mascherare le chiazze pelate. Erano dandy che indossavano calzoni con pences affilate e giacche con baveri stretti, larghe nelle spalle e strette in vita. Le loro scarpe marroni avevano le tomaie cucite a mano. Fumavano sottili sigarette e bevevano boccali di birra schiumosa; ed anche le loro bocche schiumavano di arroganti osservazioni sui loro mortali nemici, i loro
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concorrenti nelle aste. E Dodie li incitava a continuare. Che c di nuovo, amici? Come vanno gli affari, amici? Siete a terra, eh? La battaglia finita? Leoni e leopardi vi rincorrono? Stanno usando tirapugni, coltelli e pistole? Piantarvi un coltello nella pancia per loro come sputare per terra! Guardatevi intorno, ragazzi, perch in un batter docchio vi potete trovare sdraiati sul letto dellobitorio. Ma chi credi di prendere in giro, avanzo di galera? Dammi un cinque chiese uno dei giovanotti, chiedendo al locandiere di stringergli la mano. Dodie lo fece e gli occhi dei giovanotti brillarono come quando giocavano a carte, mentre giuravano che i loro competitori erano a terra e solo a loro era permesso partecipare a tutte le aste. Ad altri tavoli sedevano i carrettieri, i cui grossi carri trasportavano mobilia o carichi di farina. Indossavano cappotti di pelliccia, camicie, grembiali rigidi, stivali alti al ginocchio, cappelli orlati di pelliccia, e calzoni con toppe alle ginocchia e strisce di pelle nel cavallo. Le loro facce, non rasate e provate dalle intemperie, piene di cicatrici, verruche e brufoli, erano larghe e dure come pietre scalpellate, le loro fronti e ciglia basse come travi. Gli occhi fumosi erano pieni di alcol, di rabbia pungente, di bonaria ironia. Un carrettiere, con la testa rovesciata indietro e le gambe allungate, si stava battendo il petto e urlava ad un collega: Non mi hai capito. Vorrei crepare se mi hai capito!. Laltro gli rise in faccia: Che cosa c da capire? Tu sei solo un gran sbruffone!. Un altro carrettiere aveva preso un amico per il bavero e lo scuoteva: Tre bicchieri di grappa ho scolato. Tre bicchieri di sangue mi tolgano, se non mi son scolato tre bicchieri di grappa. Non mi credi, eh!. Lamico si lasciava sbatacchiare, mentre annuiva intontito e ubriaco: Ti credo. E perch non dovrei crederti?. I clienti picchiavano sul fondo delle bottiglie con le loro grosse mani facendo volare via i tappi. Bevevano grappa in grandi bicchieri. Lchayim34! Alla salute! In alto i bicchieri! Poi sbattevano sul tavolo i bicchieroni, facevano una smorfia e annusavano il pane nero per allontanare il retrogusto amaro, il bruciore e la nausea. In un angolo sedevano Reb Shlomo-Mote, il melamed, e il mercante di tabacco. Vove Barbitoler aveva ordinato un quartino e uno spuntino budino di grano saraceno freddo, aringhe marinate e biscotti dolci duri. Subito dopo il primo bicchiere cominci a parlare di Confrade: gli aveva rovinato la vita. Per lo scandalo che aveva avuto a causa sua, il figlio pi grande della prima moglie era cresciuto come un uomo amareggiato, scontento, che raramente diceva una parola. Dato che odiava il padre, non andava in sinagoga neanche per Yom Kippur, La figlia della sua prima moglie non si era ancora sposata:
34. Espressione di augurio, letteralmente: alla vita! 150

si vergognava a portare il promesso sposo in casa. Ed a causa di Confrade, lui aveva reso la sua buona, quieta e paziente Mindl una donna infelice. Mindl era una santa e lui lo sapeva bene, non aveva bisogno che qualcuno glielo dicesse. Nonostante ci, lui era ancora pazzo per quella puttana, quella sgualdrina con la sua meravigliosa e impudente faccia. Voleva togliersela dalla mente, ma non ne era capace. Voleva non amarla pi, ma non sapeva come fare. Ma lui, Reb Shlomo-Mote, era un uomo intelligente, un Ebreo colto, e anche lui aveva avuto una vita dura. Magari lui poteva insegnargli come sbarazzarsi di quella impurit. Il melamed ascoltava sorridendo sotto i baffi. Gli veniva chiesto un parere: era dunque considerato un uomo saggio. Pure, con tutta la sua sapienza non aveva combinato niente nella vita. Reb Shlomo-Mote spezz un pezzo di dolce, lo mastic, pensando che se il mercante di tabacco era ancora inquieto per quella donna appariscente e con la faccia impudente, non avrebbe dovuto sposare una donna che non gli piaceva. Quel che dovreste fare, Reb Vove, concedere a vostra moglie in Argentina il divorzio. Dopo sarete in grado di andare a testa alta come chiunque altro. Anche voi? Anche voi parlate come i rabbini di Vilnius e i balebatim della bet-medresh di Reb Sholke. Il mercante di tabacco si vers un altro bicchiere; la sua mano tremava e un po di liquore gli cadde sulla barba. Dovrei andare in giro come un cane bagnato, con le budella di fuori e concederle il divorzio cos da liberarla dal peccato di adulterio che sta commettendo? Non mi aspettavo questa risposta da voi, Reb Shlomo-Mote! Per tutta la vita avete combattuto i fanatismi, e ancora oggi i balebatim vi punzecchiano perch vi considerano un maskil. Il melamed rispose calmo che lui aveva combattuto unaltra tendenza del giudaismo, lui aveva scelto unaltra strada nella vita, ma doveva ammettere che il suo tempo era passato. Cos anche Reb Vove doveva capire che i tempi cambiano e che un uomo maturo deve guardare gli eventi da una diversa prospettiva. Come lui stesso affermava, quella donna in Argentina aveva un carattere frivolo ed era priva di grande immaginazione. Cio era una donna che non riusciva a immaginare il risultato delle sue azioni scriteriate. La gente non era cos cattiva, solo occasionalmente compiva cattive azioni, e solo perch non considerava gli effetti di ci che diceva o faceva. Cos anche Confrade si era sposata senza pensarci su e solo pi tardi si era resa conto che non era stato un buon matrimonio. Da lontano non riusciva a capire quanta sofferenza stava causando al marito abbandonato, perch per natura quel tipo di persone non pensano troppo. Ma era rimasta unamica, e sicuramente
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non voleva che lui soffrisse per lei. Perci, se non voleva pensare a lei come alla peggior bisbetica, ma la voleva considerare ancora unamica, allora non doveva esser poi cos difficile per lui concederle il divorzio e divorziare da lei anche nellanimo. Unamica, dite? Lei ancora una mia amica? Sulla fronte di Vove Barbitoler apparvero grosse gocce di sudore e i capillari nei suoi occhi giallastri e macchiati di sangue cominciarono a ingrossarsi. Ora mi rendo conto che siete un uomo intelligente, Reb Shlomo-Mote. Non lavete mai vista, eppure conoscete bene il suo carattere. lo stesso modo con il quale quei gangster di fratelli parlano con me quando mi vengono a chiedere il divorzio. Che cosa pretendete da lei, mi dicono, lei ci ha scritto di esser ancora vostra amica, la vostra migliore amica. Ed proprio questo, il fatto che lei sia ancora unamica, che mi fa morire. Mi fa capire che lei non si sente neanche in colpa di aver sposato un uomo disgraziato, un vedovo con due figli e di averlo mollato, lasciandogli un terzo figlio tra le mani. Se si considerasse una nemica, potrei pensare che Confrade mi odia perch la sua coscienza la fa sentire in colpa di aver rovinato la mia vita. Ma quella sgualdrina scrolla le spalle e ride divertita, come nei giorni in cui era ancora con me. Heh, heh, heh, ride. Che cosa vuole da me? Heh, heh, heh, e mostra i denti. Dopo tutto sono sua amica. Vove Barbitoler, con la faccia rossa, macchiata, tesa e sudata, imitava la risata di Confrade, mostrando tutti i suoi denti gialli e rovinati. Reb ShlomoMote ascoltava malinconicamente. Invece di andare a trovare vecchi amici e parlare dei vecchi tempi, invece di discutere sul significato di una parola nella Tanakh35, o di qualche questione grammaticale, era costretto a star seduto in una taverna piena di fumo con un uomo monomaniacale, dominato da un dybbuk36. Il mercante di tabacco non pensava che ci potesse essere un uomo con maggiori problemi dei suoi, non poteva nemmeno immaginare che ci fossero dei problemi invisibili che non si risolvevano urlando o arrabbiandosi. Il melamed voleva tornarsene a casa, sul suo letto, ma provava piet per Vove e prov una volta ancora a farlo ragionare. Confrade sta vivendo in pace in Argentina con suo marito e i suoi figli, senza divorziare da voi, mentre voi vi torturate fino alla morte e vi vendicate con voi stesso. No, io mi vendico su di lei e sul suo bastardo. Quel piccolo bastardo mostra i denti proprio come sua madre. Heh, heh, heh, se la ride, ma adesso nelle mie mani. In modo festoso, quasi fosse in una celebrazione, Vove si vers un altro bicchiere. Volete un altro bicchiere? No? Lo so che
35. Insieme dei Libri Sacri ebraici: Torah, Neviim (profeti), Khetuvim (Agiografi). Dallacronimo TNK deriva il nome Tanakh. 36. Spirito maligno in grado di possedere gli uomini. 152

non ve lo potete permettere per i vostri reni. Lchayim, Reb Shlomo-Mote, lchayim, Ma non vi ho ancora detto tutto. Ascoltate: i fratelli di Confrade recentemente mi han detto che se io concedo il divorzio, quella si prende Hertske in Argentina. Avete capito? Ora la puttana sta soffrendo improvvisamente per il suo bambino. Ma non vuole che io lo sappia. Pensa che ci sia proprio quello che mi aspetto: che lei soffra come soffro io. Cos fa finta di farmi un favore prendendosi indietro suo figlio di quindici anni. I figli dal suo marito argentino sono bastardi, bastardi fino alla fine dei tempi. Neanche Dio pu toglierli da quella condizione, e questo dovrebbe bastarmi per godere della mia vendetta. Ma io ho avuto una vendetta anche maggiore. Quella troia sta desiderando il suo piccolo bastardo. Le manca, muore dalla voglia di vederlo, ma io non glielo mander. QuellEbreo selvaggio che pare MalakhHa-Mavet37, quel rosh-yeshiva, e il vostro Chaikl hanno proposto a Hertske di scappare con loro a Valkenik. Ma io lho scoperto e lho controllato fino a quando lho beccato a rubarmi laltra notte. Ora chiuso in una stanzetta come un cane e la chiave eccola qua. Vove Barbitoler tir fuori dalla tasca la chiave arrugginita e la mise sul tavolo come prova.Che cosa dite ora, Reb Shlomo-Mote? Mi son preso la rivincita, o no? Io dico che gli Ebrei non fanno queste cose. Voi non vi siete comportato in modo gentile e corretto. Reb Shlomo-Mote si alz in piedi velocemente e cerc il suo bastone che era caduto per terra. Eccolo esclam Vove senza volerlo, vedendo il rosh-yeshiva di Valkenik, che era al banco a parlare con il taverniere. Un paio di clienti guardavano incuriositi. Labito rabbinico del nuovo arrivato indicava che non era un frequentatore di taverne. Tsemakh and dritto dal mercante di tabacco. Mascalzone, riporta la chiave nella stanza dove hai rinchiuso tuo figlio. Ci fu un improvviso silenzio. Tutti guardavano da quella parte. Per un attimo Vove Barbitoler rimase in silenzio. Poi afferr la chiave dal tavolo. Eccola, maledetto Ebreo, ecco la chiave! disse scagliandosi contro la testa del rosh-yeshiva, ma Reb Shlomo-Mote riusc prima ad afferrargli il braccio. Contemporaneamente Tsemakh con una mano acchiapp la chiave e con laltra lo spinse per terra. Vedendo il bastone col manico davorio di Reb Shlomo-Mote, Vove lo afferr e si tir su. Intervennero due giovanotti e lo ributtarono per terra. Chi vuoi picchiare, un rabbino? Tsemakh tenne la chiave in alto e arring i presenti: il mercante di tabacco era un assassino! Poich era arrabbiato con sua moglie che lo aveva lasciato, stava torturando il figlio. La scorsa notte lo aveva rinchiuso, vestito solo del
37. Angelo della Morte. 153

pigiama, in una stanzetta fredda, e questo perch voleva andare a studiare in una yeshiva. Dodie il taverniere sput per terra. Dannato, cos vecchio e ancora a sbavare dietro a una femmina scappata via! Uno dei presenti scoppi a ridere fragorosamente, dato che conosceva i fratelli di Confrade e conosceva anche lei. Un tempo era davvero un bel pezzo di ragazza, ma ora probabilmente era un vecchio pezzo di pelle grinzosa. Non era pi un affare. Un terzo uomo della banda improvvisamente assunse un comportamento devoto, quasi fosse al funerale di un amico caro e sgrid il mercante di tabacco, dicendogli che avrebbe dovuto baciare le mani a quel rabbino che voleva insegnare un po di Torah a un birbante come lui. E quelli che andavano alle aste: Il vecchio sudicione. Rompetegli le ossa!. Impaurito e mortificato dal fatto di avere tutti contro, Vove si fece largo verso il rosh-yeshiva e url, con voce tremante: Dammi la chiave, mio il figlio. Che cosa vuoi dalla mia vita?. Ragazzi, non lo lasciate uscire di qui finch io non avr liberato il ragazzo. Non c mitsvah pi grande che salvare un ragazzo da un tale padre grid Tsemakh ed usc dal locale. Vove diede uno strattone per tentare di corrergli dietro, ma i giovanotti lo riportarono indietro, come se stessero giocando con una palla. Calma, dove volete andare? Vove si lasci andare su una sedia, si copr la faccia con le mani, e cominci a piagnucolare: Mio figlio, mio figlio!. Nella taverna regnava il silenzio. I clienti si grattarono il collo, dispiaciuti di essersi immischiati. Reb Shlomo-Mote, abbattuto ed esausto, si chin verso il mercante di tabacco e lo carezz sulla schiena, tentando di riportarlo alla realt: Hertske non andava in Argentina, ma a Valkenik, una shtetl vicina a Vilnius. Vove alz la sua faccia macchiata di lacrime: Non in Argentina, voi dite, non da quella l?. La barba bianca come il latte di Reb Shlomo-Mote cominci a tremare: Non da quella l, non da quella l gli rispose e si mise a piangere anche lui per piet verso il mercante di tabacco. Senza pi la speranza della vendetta, pens il melamed, Vove era pi debole di un bambino. Ma usare la ragione era solo una perdita di tempo, poich Vove temeva sopratutto di perdere i suoi tormenti.

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Mindl, da dietro la porta chiusa, continuava a chiedere che cosa voleva il rosh-yeshiva di Valkenik, e questi continuava a risponderle che suo marito gli aveva dato la chiave per liberare Hertske. Finalmente Mindl apr la porta e vide la chiave nelle mani del rosh-yeshiva. Rassicurata, lo condusse alla stanzetta chiusa. Vove aveva dato a suo figlio alcuni vestiti, prima di uscire: cos Hertske non schizz fuori dalla stanzetta buia nudo e congelato, come Tsemakh si aspettava, ma solo trasandato e con la vista annebbiata. Raccogli la tua roba e vieni disse velocemente Tsemakh, e poi, volgendosi a Mindl, le disse che il marito aveva dato a Hertske il permesso di andare alla yeshiva. Se il rabbino dice che mio marito ha dato il permesso, credo che il rabbino non voglia che mi succeda qualche disgrazia rispose Mindl sottomessa e and con Hertske ad aiutarlo a fare la valigia. Tsemakh and nellingresso e si sedette al tavolo dove recentemente aveva parlato con Vove. Era pallido adesso, e nella testa gli turbinavano i pensieri. Sent dei crampi alle ginocchia e ai gomiti. Allung le gambe, lasci cadere le mani e sent che gli mancava la forza di alzarsi. La fiducia di Mindl lo aveva paralizzato. Per portare via il ragazzo aveva anche il diritto di provocare disgrazie sopra una donna oppressa e dal cuore gentile? Nella stanza entrarono la baleboste e Hertske, questultimo con una valigia. Dove mio marito? chiese Mindl con ansia. Laspetto del rabbino le faceva venire il sospetto che ci fosse qualcosa di ambiguo. Tsemakh prov a muovere le mani rimaste ciondoloni e a piegare le gambe che sembravano pietrificate. Ma di nuovo sent crampi dolorosi alle ginocchia e ai gomiti, come se la coscienza sporca si fosse rifugiata l. Vi ho detto una bugia. Vostro marito non mi ha dato la chiave. Lho presa con la forza. La matrigna butt le braccia al collo di Hertske. Povera me, sono rovinata! Tuo padre mi uccider. Hertske si liber dallabbraccio e tir Tsemakh Atlas per le maniche. Andiamo rabbi, andiamo, presto torner mio padre e mi chiuder di nuovo nello stanzino. Mindl supplicava Hertske, contorcendosi le mani. Figliolo, ti ho sempre protetto e difeso. Perch mi vuoi far avere una disgrazia cos grande? Tsemakh ascoltava in silenzio, come se si trattasse di un giudizio su di lui. Avrebbe voluto scappare via verso il pi remoto angolo del mondo, ma sapeva che non avrebbe osato fuggire dalle
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disgrazie che egli stesso aveva provocato. Hertske batteva i piedi per terra e gridava che non voleva stare l, che odiava il padre, lo odiava, lo odiava! Lo so che mi odi. Sulla porta cera Vove Barbitoler. Hertske era esterrefatto e Mindl tremava tutta. Vove, non stata colpa mia! Da principio il rabbino mi ha detto che gli avevi dato tu la chiave si mise le mani sul cuore Non mi ha detto la verit fino a un paio di minuti fa. Non temere, Mindl. Lo so che non colpa tua. Vove respirava affannosamente e parlava con difficolt. Disse alla moglie di andare a cercare una valigia pi grande per metterci tutta la roba di Hertske, tutta. E di dargli anche una scatola di zucchero a cubetti. E un vasetto di marmellata e la frutta secca. Tutto quello che voleva rubare la scorsa notte. Perch se se ne voleva andare, che se andasse da uomo. Gli Ebrei di quella citt non dovevano sapere che Hertske odiava il padre e che era voluto andare via. Vai a fare quello che ti ho detto grid Vove alla moglie, che non credeva alle proprie orecchie. Mindl e Hertske andarono nelle stanze interne. Benvenuto. Il balebit si rivolse a Tsemakh a braccia aperte, come se stesse salutando un ospite importante, ma la sua faccia era piena di odio e di scherno. Vi siete impaurito? Vi siete impaurito allultimo minuto? Avete avuto paura che io vi corressi dietro fino a Valkenik e vi rivoltassi contro gli Ebrei locali? Si asciug il sudore dalla fronte e si sedette al tavolo davanti al rosh-yeshiva. O forse allultimo minuto avete pensato che stavate compiendo un furto? Tsemakh era sorpreso dal fatto che il mercante di tabacco non lo assalisse, e non poteva credere che quel bruto lasciasse andare via suo figlio. Forse aveva in mente qualcosa e stava godendosi il suo piano diabolico. Tsemakh guard Vove dritto negli occhi. Senza muovere un muscolo della faccia disse: Non sono spaventato e non ho rimpianti. Per salvare un ragazzo da un padre come voi, sono pronto a sacrificare me stesso. Ma ero preoccupato che voi sfogaste su vostra moglie la rabbia che avete verso il ragazzo, allo stesso modo con il quale voi continuamente vi vendicate su di lui del fatto che sua madre se ne andata. Ma voi pensate che abbia fatto bene ad andarsene? chiese Vove. Io penso che una donna che abbandona il figlio sia disumana, ma voi non dovete vendicarvi su suo figlio rispose Tsemakh, inconsapevole di quanto era importante per Vove che lui fosse daccordo sulla questione principale, ovvero che Confrade non avesse dovuto andarsene. E che cosa direste se sapeste che lei vuole prendersi Hertske? Credete che abbia pi diritti di me? Sono decisamente contrario che una madre si prenda un figlio per il quale
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non ha mostrato alcun interesse finora, specialmente quando questa donna ha altri figli da un altro uomo mentre ancora una donna sposata. Sappiate allora che sua madre lo vuole con s. I fratelli che vivono qui sono venuti a parlarmi per conto suo. Ecco perch ho paura a lasciarlo andare, ho paura che i suoi zii lo rapiscano. Spero che vi rendiate conto che io non ho alcuna intenzione di prendere vostro figlio con me alla yeshiva solo per mandarlo in Argentina, una terra dove non osservano n lo Shabat e neanche le norme del kasherut38. Tsemakh respirava meglio. Vedeva che il mercante di tabacco era davvero disponibile a acconsentire e che tutto si sarebbe concluso pacificamente. A Vilnius gli zii lo possono vedere pi spesso e persuaderlo pi facilmente che se sta nella shtetl, ma a parte questo, io vi prometto che vigiler affinch la famiglia di sua madre non abbia contatti con lui, e se succede qualcosa, ve lo far sapere immediatamente. Sarebbe pi sicuro sotto la mia protezione, ma non ho scelta. Vi siete introdotto nella mia vita e gli avete proposto di andarsene da me, e ora lui grida forte che mi odia. Vove tir fuori dalla tasca il portafoglio. Ecco qua cinquanta zloty per le sue spese, finch non ha trovato un appartamento, un posto dove mangiare e tutto il resto. Potete tenerlo quanto volete e farne quel che volete. Se diventer un lerner, sar un miracolo, se rimarr un ladro, non sar colpa mia. Ha il sangue della madre, il suo carattere, il suo modo di fare. Somiglia anche ai suoi zii, quei gangster. Allora ricordate la vostra promessa di proteggerlo dai fratelli della madre. Entr Hertske, trascinando un cesto quadrato di vimini con rinforzi di metallo e un lucchetto. Mindl aveva un sacco fatto con un tovagliolo e lo aveva riempito di dolci presi dagli armadietti. Vove volse la schiena verso suo figlio e disse al muro: Vai! A un padre che si odia non si deve dire arrivederci. Tsemakh ne dedusse che Vove Barbitoler non volesse salutare neanche lui. Prese il pesante cesto dalle mani di Hertske, augur buona notte, e usc per primo dallappartamento. Hertske afferr il sacco con i dolci dalle mani di Mindl e corse dietro al rabbino. Vove gir la testa abbastanza in fretta da riuscire a vedere suo figlio mostrargli i denti prima di andarsene. Mindl rimase a braccia aperte. Voleva correre dietro al suo figlioccio per baciarlo e per fargli gli auguri, ma ebbe paura di suo marito. Vove scoppi a ridere. Che razza di bastardo! Va bene che odia me, ma tu sei sempre stata dalla sua parte e hai sempre tentato di impedirmi di picchiarlo, ma lui non ha salutato neanche te.
38. Le norme per decidere se qualcosa kasher. 157

Vove non colpa mia. Mindl ricominci a tremare, temendo che il marito riversasse tutta la sua amarezza su di lei. Ma Vove la calm come aveva fatto prima, dicendole che sapeva che non era colpa sua, lei era unanima buona, una colomba quieta. Vove rimase seduto con la testa appoggiata sul petto. Quanto desiderava che Mindl non fosse cos buona e quieta. Quanto voleva invece che fosse un poco pi simile a quella puttana e che lo tormentasse e ridesse di lui e piangesse false lacrime e lo portasse ad un punto tale da aver paura che anche lei scappasse via. Allora avrebbe potuto dimenticare quellaltra, perch i problemi nuovi avrebbero scacciato i vecchi. Vove desiderava addormentarsi e dormire a lungo. I fratelli di Confrade, pensava, probabilmente le scriveranno che Hertske andato in una yeshiva, e lo shock quasi la uccider. Non era stupida, si sarebbe resa conto che un figlio che era un lerner si sarebbe vergognato di lei e non ne avrebbe voluto sapere. E allora lui avrebbe avuto davvero la sua dolce vendetta. Apr gli occhi e guard Mindl. Era sopra di lui con le mani giunte che annuiva come se avesse udito i suoi pensieri. La casa vuota. Prima se ne sono andati i figli grandi e ora il pi piccolo. Dappertutto desolazione. Vove muoveva la lingua con grande difficolt, e la sua testa lentamente gli ricadde sul petto.

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Quella stessa notte Vele, la fruttivendola, ebbe una discussione con il marito, Reb Shlomo-Mote, che, tornato a casa malato e inquieto, aveva descritto alla moglie la scena alla taverna, dicendo che Reb Tsemakh Atlas era un imbecille, del tipo da lui mai visto prima. Chaikl non avrebbe imparato da lui n la Torah, n il buon comportamento. Ma Vele era invece indignata con il mercante di tabacco perch aveva chiuso suo figlio mezzo nudo in una stanzetta buia e fredda, e rispose seccamente al marito che considerava il rabbi un santo e un eroe, e che non aveva niente contro Chaikl per aver detto a Hertske di scappare con lui nella yeshiva. Venerd mattina Vele si alz dal letto triste a causa della discussione che aveva avuto con suo marito proprio alla vigilia della partenza di suo figlio. Poi arriv Mindl, dicendo che suo marito aveva finalmente acconsentito a lasciar partire Hertske, cos lei era venuta per salutare il figlio di Vele e pregarlo di aver cura di Hertske come fosse proprio un fratello. Vove era a pezzi: non
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sarebbe andato alla stazione dei treni, n lavrebbe lasciata andare. Mindl cominci a piangere e Vele pianse insieme a lei. Le due donne erano in piedi in anticamera, nellalba grigia; ciascuna fissava gli occhi pieni di lacrime dellaltra, sembravano due uccelli solitari rimasti soli in un prato, nel tardo autunno, dopo che tutti gli altri uccelli erano volati via. Chaikl si chiese come mai il padre si fosse messo gli occhiali da sole nella stanza semibuia. Quando si salutarono, Chaikl premette le labbra contro la guancia del padre e la sent bagnata di lacrime. Il vecchio melamed si era messo gli occhiali per nasconderle, ma queste rotolavano da sotto gli occhiali sulla sua barba bianca. Vele era l in piedi con il suo scialle nero di Shabat, pronta ad accompagnare il figlio. La sua faccia brillava di una luce cos festosa come quella della vigilia di Yom Kippur, quando salutava il marito che andava in sinagoga. Melekhke era accompagnato dallintera famiglia. Sua madre e le sue sorelle erano in piedi davanti al treno: indossavano alte galosce sopra stivali di feltro, grembiali ai fianchi, e fazzoletti di lana in testa, come se fosse gi pieno inverno. Il padre di Melekhke era salito sul treno per mettere al loro posto i tre ragazzi della yeshiva, dicendogli come mettere i bagagli sulle retine o sotto i sedili. Kasrielke stavolta aveva bevuto a stomaco vuoto e urlava al roshyeshiva di Valkenik che lui non aveva cambiato opinione: se un padre faceva il lattoniere, anche il figlio doveva fare il lattoniere. Ma la sua famiglia voleva farne un rabbi, un gaon, un santo. Poi Kasrielke si rivolse a Reb MenachemMendl: Voi siete fortunato! Lasciate la moglie a casa e ve ne andate per il gran mondo. Vorrei anchio lasciar la famiglia e cercare la mia strada nel gran mondo. Reb Menachem-Mendl sorrise tristemente. Sua moglie non era riuscita a venire alla stazione a salutarlo perch non aveva nessuno che si prendesse cura del bambino. La locomotiva fischi e le carrozze cominciarono a muoversi. Il lattoniere si precipit fuori della porta con la stessa agilit con la quale saliva sui tetti. Tutti e tre gli studenti si incollarono al finestrino. Hertske guard attentamente il conduttore. Aveva dei grossi baffi e un pancione sporgente, e indossava ununiforme con bottoni lucidi. Dopo un pigro sbadiglio a bocca aperta, controll lora sul suo grosso e tondo orologio da tasca. La madre e le sorelle di Melekhke agitavano le mani, con le facce splendenti di gioia e bagnate di lacrime. Kasrielke correva lungo tutta la lunghezza della piattaforma gridando: Melekhke, diventa un uomo vero! Non uno scaldapanche con le emorroidi. Ma le sue parole non si sentivano attraverso il vetro spesso e il frastuono delle ruote. Chaikl non toglieva gli occhi da sua madre. Lei stava in piedi con le braccia abbassate, e i lembi del suo scialle nero di Shabat volteggiavano col vento.
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Melekhke indossava un cappellino con caldi copri orecchie e un paio di guanti di lana legati tra loro da una stringa che passava attraverso le maniche. Hertske lo prendeva in giro: che guardassero quel bamboccio, sua madre gli doveva ancora legare i guanti attraverso le maniche, senn li perdeva. Le guance di Melekhke diventarono rosse come delle barbabietole e i suoi occhi si riempirono di lacrime. Ma trattenne il pianto per non farsi dare ancora del bamboccio: disse che sua madre gli aveva dato una scatola di cartone piena di pesce bianco affumicato. Hertske rise a questa rivelazione e disse che invece lui aveva un album pieno di francobolli di tutte le lontane terre tropicali. Se aspettava, glielo avrebbe mostrato. Melekhke guardava, stupefatto e invidioso, un francobollo timbrato con limmagine di un rinoceronte, basso e tarchiato, con le fauci spalancate e grossi dentoni. Hertske spieg che il francobollo veniva dallAfrica dove vivevano i negri. Andavano in giro nudi, come fa la gente ai bagni pubblici e suonavano i tamburi, come loro facevano ai matrimoni. Poi mostr un altro francobollo: un cervo con lunghe corna ritorte. Se si fossero potute usare queste corna per Rosh Hashana, il suono si sarebbe sentito in tutta la citt. Ora fu Melekhke a ridere di lui: Brutto zoticone, non sai che lo shofar di Rosh Hashana fatto con corna di montone, non di cervo? Del cervo il Talmud dice: veloce come un cervo; ma tu, brutto zoticone, non sai neanche questo. Conosco la Torah meglio io di te!. Hertske ridacchi: che importava se non conosceva la Torah! Poi mostr un francobollo con un animale che stava ritto sulle zampe posteriori e aveva una tasca aperta sulla pancia per trasportare i suoi cuccioli. Melekhke aveva visto gli zingari portare i bambini sulle spalle, aveva anche visto un gatto portare in bocca i suoi cuccioli appena nati, ciechi, ma non aveva mai visto una creatura con gli orecchi a punta tenere i piccoli nella sua tasca. Sai un sacco di cose, lo derise Hertske e indic un francobollo con una donna con una torcia nella mano che teneva alzata. Viene dallAmerica. Prima che la nave arrivi, si passa davanti a questa donna di pietra con un braciere in testa! Confuso e con la faccia rossa, Melekhke chiese di vedere un francobollo di Ur-Kashdim, da dove Abrahamo-Avinu39 proveniva. Il figlio di Vove Barbitoler lo schern ancora ridendo. Sei un folle! Ur-Kashdim una storia della Chumash40 ed io
39. Letteralmente: il patriarca A b r a hamo. Si noti che il nome italiano in questo testo ha una h di solito non presente. Si ritenuto importante metterla, come nelloriginale ebraico ed anche nella traduzione inglese, perch testimonia dellimportante cambiamento nel nome del primo patriarca voluta dallOnnipotente, da Abramo, ad Abrahamo, variazione che pu sembrare lieve, ma fondamentale, perch il secondo nome significa padre di molte generazioni. 40. Altro nome per la Torah. Deriva dal numero cinque, come i libri che la compongono. 160

ho solo francobolli di paesi reali. Infine mostr un francobollo con un piccolo uomo in mezzo ad una ruota rossa. Lometto aveva lunghe basette, gradi sulle spalle e medaglie sul petto. un generale dellArgentina, dove vive mia madre. Presto mi verr a prendere e io andr in Argentina. E allora cosa mi dite? Pooh! Hertske fece una linguaccia a Melekhke e ripose lalbum nel suo cesto. I due rosh-yeshivot sedevano in un angolo, immersi in una conversazione. Desiderando ricevere un buffetto sulla guancia e una parola di lode, Melekhke si avvicin a loro e disse che Hertske aveva francobolli da tutto il mondo, ma non di Ur-Kashdim41 quello zoticone! E diceva che la citt di Ur-Kashdim solo una storia della Chumash e non un posto reale. E diceva anche che stava per andare da sua madre in Argentina. Reb Menachem- Mendl si tir la barbetta con uno sguardo inquieto, e Tsemakh fiss Hertske Barbitoler con occhi cos fiammeggianti da farlo rabbrividire. Un sentimento di odio per Melekhke pervase Hertske, che decise di fargliela pagare. Avrebbe raccontato a tutti i ragazzi di Valkenik che, oltre ad essere un gradasso, Melekhke era anche uno spione e che sua madre Zelde, la moglie del lattoniere, e le sue figlie erano chiamate le Sennacherib. Chaikl non era dellumore giusto per chiacchierare con gli altri ragazzi e non parlava neanche con i rosh-yeshivot. Guardava fuori dal finestrino come i pali del telegrafo, gli aridi campi, gli alberi spogli, un pozzo sul ciglio della strada e un contadino sul carretto, tutto scorresse via veloce. Ma davanti agli occhi vedeva suo padre con gli occhiali da sole, che si era messo per non far vedere le lacrime, e i lembi dello scialle nero di Shabat della madre che ancora fluttuavano nellaria come un grosso e stanco uccello che vola sopra loceano e non trova un luogo ove riposare.

41. Ur dei Caldei. Luogo di origine del profeta Abrahamo. 161

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PARTE QUARTA

La Shul Fredda di Valkenik. (foto, circa 1930).

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La shul di Valkenik1, sulla collina del cortile della sinagoga, tra la betmedresh e la casa del rabbino, era pi alta di tutte le casupole della shtetl. Lentrata della shul avveniva sia da porte laterali, sia per lentrata principale; ai due angoli del muro occidentale cerano torrette di legno, e una finestra rotonda sotto il tetto lungo e stretto. La shul vera e propria, con le sue grandi finestre quadrate, era sopra questo, e sotto un altro tetto. Una finestra triangolare sbucava fuori da un terzo tetto, mentre un quarto tettuccio sovrastava tutti gli altri e pareva un yarmulke sulla testa di un vecchio con barba muschiata e ciglia dargento. Quando Chaikl il Vilner arriv nella shtetl un venerd pomeriggio, entr nella shul per il Kabbalat-Shabbat2 e fu immediatamente incantato dalla sua maest. Il soffitto era sorretto da grosse e spesse colonne. Chi entrava, per raggiungere la Bimah, passava sotto archi finemente scolpiti e decorati. Una scala scoperta circolare portava ad una balconata sospesa in alto. Dal soffitto ed in tutti gli angoli erano appesi lampadari di bronzo, menorah3 di argento, e vassoi di rame che riflettevano e intensificavano la luce delle lampade. Tutte le preghiere, gli ammonimenti e le esortazioni, da testi della Torah, erano scritti con inchiostro di galla4 , sopra tavole appese alle porte, ai muri e alle colonne. Sabato mattina dopo le preghiere, Chaikl vide il calendario perpetuo mosso da un orologio nascosto nelle porte dellAron-Kadesh. Lo shamash5 della shul, un uomo anziano con le grinze intorno agli occhi, gli mostr un pezzo di stoffa con decorazioni in argento e oro che rappresentavano tamburi, trombe, stendardi e cannoni su ruote basse. In mezzo a tutto questo armamentario cerano due parole in latino Gloria Patria. Quando limperatore dei Francesi pass per Valkenik sulla via di Mosca disse il vecchio a Chaikl fu cos colpito da questa shul di legno costruita su una collina che tagli un pezzo del tessuto lussuoso che copriva il suo cavallo e lo don alla sinagoga come
1. Storica cittadina della Lituania meridionale, oggi ha il nome di Valkininkai. 2. Rituale mistico per accogliere lo Shabat. che ha luogo tra laccensione delle candele e la cena del Venerd. Introdotto dai cabalisti nel sedicesimo secolo. 3. Tradizionale candelabro con sette bracci. 4. Tradizionale inchiostro di origine vegetale, usato dal dodicesimo al diciannovesimo secolo in Europa, e tuttora il solo inchiostro ammesso per la scrittura della Torah su pergamene. 5. Colui che si prende cura della sinagoga, una specie di sagrestano, ma molto pi considerato tra gli Ebrei. 165

poroykhes6. Proprio quel Venerd sera un ragazzo di Valkenik aveva confidato a Chaikl il Vilner che non vi era un solo chiodo di ferro nellintera shul di legno e che cerano invece amuleti di pergamena nascosti nei muri contro gli incendi in quel luogo sacro. Dopo quel Sabato, la seconda settimana di Cheshvan7, la Shul, conosciuta col nome di Shul Fredda, rimase chiusa per tutto linverno. Ma era entrata cos dentro il cuore e la mente di Chaikl, che cominci a frullare nella sua immaginazione una segreta leggenda, che legava tra loro la shul chiusa e il cimitero sullaltra sponda del fiume. In pieno autunno la shtetl, a otto chilometri dalla stazione e a tre stazioni da Vilnius, sembrava dimenticata dal mondo. A causa delle strade povere e fangose, gli abitanti del villaggio rinunciavano ad andare al mercato, e i carrettieri di Valkenik smettevano di andare a Vilnius per comprare merci. La via delle macellerie, cos viva e familiare per Chaikl, svaniva nella sua memoria come fosse stata ricoperta da mucchi di aghi secchi dei pini delle foreste sempreverdi di Valkenik. Lombra della vecchia shul di legno oscurava la sua faccia. Aveva smesso di ridere apertamente, parlava poco, pregava con devozione e studiava molto. Il direttore della yeshiva, Reb Tsemakh Atlas, aveva convinto i benefattori di non cercare stanze e pasti per tutti i talmidim: i ragazzi pi giovani avrebbero dormito nella foresteria della casa del viandante e tutti, giovani e anziani, avrebbero mangiato in una cucina comune, per tutta la settimana, eccetto il Sabato. Le baleboste promisero di raccogliere pane e challot, orzo, latte e formaggi. I macellai avrebbero fornito carne diverse volte per settimana. Una vedova, soprannominata Gitl la butterata, sarebbe stata la cuoca. La gente della shtetl diceva che non aveva accettato il lavoro per quei pochi zloty che prendeva, e di sicuro non per compiere una mitsvah. Cieca da un occhio, con quello buono Gitl cercava marito per le sue due figlie, Rokhtshe e Leitshe. Quando pronunciava i loro nomi, stringeva la vocali come in polacco, per mostrare che le amava tanto quanto il suo occhio buono. La vedova aveva la sua piccola casa. Cera una piccola cucina con la stufa e altre due camere. I tre studenti pi anziani e quelli pi maturi e bravi delle shtetl vicine mangiavano nella pi bella delle due stanze. Gli studenti bravi avevano occhi gentili e fronti da intellettuali, segnate da rughe; quando camminavano per i vicoli si mettevano i lunghi cernecchi dietro le orecchie e le mani dentro le maniche dietro la schiena. Gli studenti pi giovani mangiavano nellaltra stanza, insieme agli studenti pi vecchi, ma meno bravi delle shtetl vicine. Questi ultimi erano giovanotti robusti, abbronzati, con
6. Drappo riccamente decorato, che viene posto davanti alla porta dellAron-Kadesh. 7. Secondo mese del calendario ebraico. 166

labbra grosse e si calavano i cappelli sopra le loro capigliature arruffate. Le loro voci forti e rozze erano grossolane come stivali da lavoro. Accanto a questi alti giovanotti con spalle grosse, Reb Menachem-Mendl Segal pareva un gattino vicino a topi giganteschi. Gitl, la butterata, serviva gli studenti pi anziani, e le sue due figlie servivano il gruppo dei giovani. Rokhtshe la figlia pi grande, una ragazzona con la faccia tonda, aveva occhi un po troppo grandi e piccoli ciuffi di pelo nero sulle labbra paffute. Andava sempre in giro con un sorriso timido, come se fosse alla sua festa di fidanzamento e i familiari del promesso sposo la stessero squadrando con sguardi indagatori. Invece Leitshe, la sorella pi giovane, non aveva affatto paura degli uomini. Non esitava neanche a mostrarsi agli studenti della yeshiva con le braccia mezze nude. Leitshe aveva labitudine di dar colpi con i suoi gomiti duri, rovesciando allindietro la testa con i suoi capelli corti, e facendo vedere cosa sapeva fare con il suo corpo magro e le gambe forti e ben scolpite. Prima girava testa e torso a sinistra, la mano destra sul fianco destro, poi spostava le gambe e si girava verso destra, mano sinistra sul fianco sinistro. Continuava cos senza fermarsi, come se ballasse la quadriglia. Diceva alle amiche che detestava gli stupidi e con i suoi gomitacci spingeva via i giovani di Valkenik che le andavano dietro. Non ne trovava uno a posto neanche tra i ben-Torah. I pi erano ancora troppo giovani con la prima peluria sulle guance. I tre studenti pi anziani le apparivano troppo fanatici. Terribilmente annoiata e desiderosa di stuzzicare qualcuno, giusto per divertirsi, Leitshe fiss gli occhi sopra Chaikl Vilner. Quel bue non doveva essere cos gentile e pio come faceva finta di essere, e gli dovevano piacere le ragazze pensava la giovane cuoca, muovendo i fianchi ogni volta che entrava Chaikl. Lui guardava i suoi occhi sognanti, e grugniva come la volesse avvisare di stargli lontano rendendo il gioco ancora pi attraente per lei. Una volta gli sbatt contro: Chaikl divent rosso, salt su e scapp via nel mezzo del pasto. Stette via un giorno intero come se si fosse imposto un digiuno. Dopo stava seduto nella sala da pranzo con unespressione cos severa ed uno sguardo cos accigliato che Leitshe non si azzard pi a provarci con lui. Chaikl era sempre tra gli ultimi ad arrivare in cucina. Sapeva che i ragazzi della shtetl erano capaci di ingoiare tutto e non lasciargli niente, ma lui stava provando a rafforzare la sua fede e a non curarsi di esser privato di un pezzetto di piaceri mondani. Una mattina, dopo le preghiere, quando tutti gli allievi erano andati a fare colazione, egli rimase nella bet-medresh, vicino ad una finestra del muro orientale, fissando fuori la Shul Fredda chiusa sulla collina davanti. Nella sua immaginazione vedeva lAron-Kadesh e i leoni
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scolpiti che sorreggevano con le loro zampe la corona della Torah. Sopra lAron-Kadesh cera il Monte Sinai che fumava. Unaquila volava sotto la balconata, teneva tra gli artigli un lulav e un etrog ed aveva la corona reale sulla testa. Chaikl si gir e vide dei grossi corvi neri appoggiati sui tetti bassi delle casupole. Volavano fin gi sulla neve, scavando e cercando cibo tra i rifiuti e ritornavano sui tetti. Allora Chaikl si ricord che doveva ancora far colazione. Oltre che a rafforzare la sua fede, Chaikl provava anche a estirpare la parte cattiva del suo carattere. In cucina sedeva insieme agli studenti pi giovani, nonostante che per la sua et e per il livello di cultura egli potesse mangiare con il gruppo degli anziani. Il suo amico e concittadino Melekhke Vilner, comunque, era furioso per esser stato messo con gli studenti pi giovani. Conosco pi Torah io che questi stupidi da Daskhne8 e Leipun9 si lamentava, prendendo un pezzo di aringa con le sue dita delicate. Hertske Barbitoler, che gli sedeva vicino, dette una gomitata a Melekhke e acchiapp quel che pot dal vassoio. Nel frattempo arriv Leitshe la cuoca e spalm del formaggio bianco sopra una fetta di pane nero per Melekhke. Mangia, Melekhke, mangia. Vuoi il tuo t con lo zucchero granulato o a cubetti? Per il modo con il quale Leitshe si era piegata sul bambino, Chaikl non pot evitare di vedere la sua camicia attillata tesa dal suo seno sporgente. Deve essere imboccato con il cucchiaino da t, perch ancora un bamboccio disse Hertske, prendendo in giro Melekhke, che ribolliva di rabbia. Leitshe sgrid Hertske e coccol ancor pi teneramente il bambino dalle guance rosa. Cos facendo si gir mostrando a Chaikl il suo profilo, come se volesse fargli notare i suoi fianchi e le sue natiche sporgenti. Il bue, come la cuoca chiamava il Vilner maggiore, accumulava rabbia e respirava affannosamente. Mangi in fretta un pezzo di pane e bevve alcuni sorsi di t, recit in fretta la benedizione e usc per primo dalla cucina. Quasi tutta la sua colazione era rimasta sul tavolo per il sempre vorace Hertske Barbitoler. Chaikl torn nella bet-medresh, spost il suo leggio verso il muro orientale e continu a studiare. Di tanto in tanto guardava fuori la Shul Fredda e la sua febbre cresceva. Improvvisamente si ferm, in preda al terrore. Gli sembrava di stare sui gradini dellanticamera della shul, guardando in basso tutto il complesso. Vedeva qualcuno addormentato per linverno su una panca vicino al muro orientale ed era lui. Chaikl guard ansiosamente per la bet-medresh per vedere se qualcun altro fosse partecipe di queste pazze
8. Citt della Lituania meridionale, oggi Druskininkai. 9. Cittadina della Lituania meridionale, oggi ha il nome di Leipalingis. 168

fantasticherie. Il suo sguardo cadde su una lastra di marmo sopra l omed10 con inciso il verso della Torah: Il mio Signore sempre davanti a me. Aggrottando la fronte, guard intensamente le lettere, in modo che gli entrassero nella mente, come gli amuleti di pergamena che erano stati messi dentro ai muri della shul, per proteggerla dagli incendi. Aveva letto una volta in un piccolo trattato cabalistico che per scacciare pensieri peccaminosi ci si doveva concentrare su questo verso della Torah.

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I tre studenti pi anziani accrescevano la reputazione della yeshiva di Valkenik. Il primo dei tre era Shye Lipnishker11, un giovane genio con occhi strabici neri e tetri, cernecchi arricciati e liberi ed una rada barbetta che pareva appiccicata con la pece. Shye Lipnishker non amava le grandi yeshivot dove ognuno doveva studiare lo stesso trattato talmudico e ascoltare le lezioni del rosh-yeshiva. E non aveva nessun rispetto per quei cavillatori che si chiedevano se fosse il cappello ad essere sopra il capo o invece piuttosto fosse la testa ad essere sotto il cappello. Shye si era stabilito a Valkenik un anno prima. Era solito rintanarsi in un angolo della bet-medresh e studiarsi ogni settimana un intero trattato del Talmud. La shtetl gli forniva una camera e i pranzi dello Shabat nella casa di uno dei balebatim pi in vista. Durante la settimana le donne religiose gli portavano cibo alla bet-medresh. Lipnishker mangiava avidamente la zuppa direttamente dal tegame, masticando un pezzo di pane nero. Non alzava mai lo sguardo dal libro sacro che aveva davanti. Dopo aver mangiato e recitato in fretta la benedizione non ringraziava neanche le donne si tuffava nuovamente e con rinnovata energia nel groviglio della Gemara e dei suoi commenti. Quando la shtetl decise di sostenere la yeshiva-katana, uno dei problemi era stato cosa fare di Shye Lipnishker. Reb Tsemakh Atlas propose che il genietto entrasse a far parte della yeshiva. Avrebbe potuto continuare a studiare per conto suo, nella maniera che pi gli si confaceva, ma avrebbe potuto anche svolgere un ruolo utile, discutendo la Torah con gli studenti pi gio10. Il pulpito della sinagoga. 11. Nativo di Lipniki, nome di paese molto comune in Polonia e quindi difficilmente identificabile. 169

vani. Solo che quando un ragazzo gli si avvicinava con un problema, Lipnishker, arrabbiandosi perch veniva disturbato, infilava il suo dito mignolo nellorecchio del ragazzo cos forte da scuotergli la testa. Che cosa vuoi? mormorava arrabbiato. Il ragazzo, che voleva solo ricevere un po della vasta conoscenza della Torah del genietto, gli esprimeva il suo problema. Allora Shye gli sfogliava alcune pagine del Talmud muovendo il pollice e urlando: Sciocco, imbecille. Non si poteva immaginarlo rispondere senza arrabbiarsi. Se poi chi gli faceva la domanda tentava pure di argomentare con lui, Shye afferrava il ragazzo per la giacca e gli strappava un bottone. Sei uno di quei cavillatori che non riescono mai a dare una risposta precisa? Siccome il genietto gli stava distruggendo lunico vestito che aveva, quello che aveva fatto la domanda si liberava dalla sua presa e scappava via. Ma Shye Lipnishker era famoso per dare la caccia tra i leggii ed intorno alla Bimah fino a che non riusciva a prendere un braccio del ragazzo per pizzicarlo e per torturarlo. In cucina, non vedendo lora di esser servito, Shye non riusciva a starsene seduto. Invece di indossare una camicia e una cravatta, lui si metteva un piccolo tovagliolo bianco intorno al collo. Aveva i pidocchi, il che si vedeva soprattutto sul suo fazzoletto bianco come la neve. Un burlone lo prendeva in giro dicendogli che a questo si alludeva in un Salmo: Ci sono tanti insetti senza numero, creature viventi piccole e grandi. Ogni volta che entrava od usciva dalla cucina Shye Lipnishker incontrava Leitshe e la fissava con i suoi occhi strabici e tetri. La giovane cuoca cominciava allora a far ondeggiare i fianchi e a sgomitare. Faceva cos per abitudine, senza voler apparire attraente a lui. Non riusciva neanche a capire come un uomo con le dita sporche potesse essere un grande lerner. Shye Lipnishker proprio la disgustava. Il ben-Torah pi anziano della yeshiva era Yoel Uzder, un giovanotto di trentacinque anni con un faccione rotondo, fronte bassa e sopracciglia attaccate. Yoel Uzder aveva studiato in precedenza a Kletsk12, dove lo chiamavano la testa tranquilla. Sui suoi vestiti non si poteva trovare un granello di polvere o una grinza. Indossava il cappello senza pieghe e bello rotondo, la tesa rivolta verso lalto. Prima di sedersi a studiare, indossava un yarmulke, tenendo con cura il cappello per la tesa, fino a che non avesse trovato un posto sicuro dove non prendesse polvere o fosse schiacciato. Nella sua stanza a Kletsk, la baleboste sapeva di dover stare attenta quando passava vicino al letto di Yoel Uzder. Lui stesso rifaceva il suo letto, rincalzando con cura la coperta in modo da renderlo perfettamente squadrato. Prima di coricarsi guardava con aria sospettosa il letto, chiedendosi se qualcuno avesse toccato
12. Cittadina della attuale Bielorussia. 170

la coperta. Se si convinceva che qualcuno lo avesse fatto, quella notte dormiva male. Condivideva con un altro studente della yeshiva labbonamento al giornale religioso pubblicato a Varsavia, ma Yoel aveva posto la condizione che fosse lui a leggerlo per primo. Se il giornale era sgualcito non lo leggeva volentieri. Nelle serate estive, quando i ben-Torah passeggiavano in gruppi, Uzder se ne andava in giro tutto solo, con il bastone in mano. La testa piegata allindietro, passeggiava con passo teso e misurato, come quello di un soldato in parata. Gli studenti della yeshiva ed i passanti si chiedevano come riuscisse a camminare cos meccanicamente: ad ogni passo sollevava il bastone e spingeva indietro il gomito sempre allo stesso modo, come fosse una macchina o un golem dargilla automatizzato. Parlava ad alta voce, ma molto lentamente. Se gli facevano una domanda, la sua prima risposta era: Aspetta, aspetta, non correre, non parlarmi cos in fretta. Per questo nessuno si meravigliava che la testa tranquilla fosse rimasto un vecchio scapolone. Aveva pensato e ponderato troppo a lungo. Era stato per la verit fidanzato una volta, ma dopo due settimane era ritornato alla yeshiva di Kletsk, dichiarando di aver rotto il fidanzamento perch con la fretta non si combina niente di buono. Yoel Uzder era estremamente attento a non aver niente a che fare con gli studenti pi giovani. Se, mentre camminava, vedeva un gruppo di giovani, si fermava e lasciava passare il gruppo, per timore che un estraneo potesse pensare che era uno di quelli che avevano appena cominciato a studiare da soli. Solo una volta, dopo aver rotto il fidanzamento, aveva aperto il suo cuore amareggiato ad un ragazzo pi giovane di lui della sua stessa citt. Disse che la sua fidanzata era un po sorda: vero che lavevano avvertito anche prima di firmare il contratto di fidanzamento, ma siccome era capace di sentire che cosa lui le stava dicendo, aveva pensato di non preoccuparsi di quello che stava dicendo la gente. Ma dopo la cerimonia di fidanzamento, not che la ragazza riusciva a sentire quello che diceva solo quando le parlava da vicino e solo per la sua abitudine di parlare forte, ma da lontano non riusciva a capirlo neanche quando urlava. Per questo aveva rotto il fidanzamento. Ben presto si dovette pentire della sua confidenza al ragazzo della sua citt. Questi raccont la cosa ad altri, e i ragazzi della yeshiva cominciarono a prenderlo in giro. Cos tutto questo rumore, Reb Yoel, se la promessa sposa un po sorda? Abbiamo saputo di un uomo assolutamente giusto che cercava una moglie sordomuta in modo che non potesse n udire n pronunciare calunnie. Yoel Uzder decise di andarsene da Kletsk. Voleva evitare di apparire ridicolo. Ma cera anche unaltra ragione. Da giovane, Yoel era rimasto orfano ed era stato allevato in un orfanotro171

fio sudicio e vestito di stracci. Cos era cresciuto con il desiderio di un letto pulito e di bei vestiti ed anche con lavidit di denaro. Risparmiava molto ed aveva messo da parte una fortuna. La gente della yeshiva di Kletsk andava sempre da lui per farsi prestare soldi. Sapevano che se aggrottava le ciglia verso il basso voleva dire di no, se le aggrottava verso lalto, invece, significava che era daccordo. Allinizio le sue ciglia andavano sempre in basso, ma dopo un po si muovevano verso lalto. Tuttavia aveva sempre paura che non gli restituissero il prestito. Ed era questa la seconda ragione della sua partenza da Kletsk dora in poi non avrebbe dovuto prestare pi denaro. Non era conosciuto a Valkenik, ed era contento che nessuno sapesse che era ricco. Per poi fu lui stesso a rivelare la notizia. Sapeva a memoria tutti i detti talmudici sul denaro e gli piaceva dire proverbi sulla sua importanza. Mentre lo faceva muoveva due dita come se contasse monete. Il primo a scoprire che Yoel Uzder aveva un gruzzolo fu Yosf Varshever13. Nelle yeshivot di Mir14 e Radun15 cerano studenti dalla Polonia chassidica, figli di ricchi genitori che volevano che i loro figli divenissero lerner nel modo lituano. Questi giovani chassidici calzavano stivali lucidi e gabardine completamente nuove, confezionate con i migliori tessuti polacchi. Cintole di seta fasciavano i loro fianchi, e piccoli cappelli erano appoggiati sulle loro teste. Tra i poveri studenti lituani con le loro giacchette corte, i giovani polacchi si facevano notare per i loro bei vestiti, l'aspetto maestoso, e il fervore chassidico. Ma Yosf Varshever non aveva niente di polacco nellabito, nel comportamento, nel modo di parlare. Magro e piuttosto basso, aveva mani bianche, una faccia pallida e delicata, un mento rotondo e una bocca piccola e cesellata. Aveva occhi grigio chiaro, ciglia lunghe e sopracciglia sottili. Portava mezze lenti a pince-nez che toglieva e rimetteva spesso. La molletta del pince-nez gli aveva scavato due solchi bluastri fatti a V sulla sella del naso, e questo gli conferiva un aspetto perfino pi fragile e delicato. Yosf Varshever aveva un passo leggero e delicato, che sembrava camminasse sullacqua. Il suo vestito stirato e ben tagliato sembrava uscito da poco dal negozio. Anche durante la stagione fangosa, portava galosce nere laccate brillanti, foderate di feltro rosso. Non sopportava soprabiti foderati di pesante cotone, indossava sempre un cappotto leggero con un falso taschino e uno stretto colletto di velluto. Quando veniva dalla strada, rabbrividiva lievemente, si rannicchiava nel suo cappotto, e delicatamente strofinava la mascella
13. Nativo di Varshe, ossia di Varsavia. 14. Citt della Bielorussia, famosa per il castello omonimo, nelle sue vicinanze. 15. Citt della Bielorussia. 172

sul colletto di velluto alzato. Era completamente sbarbato, senza un capello fuori posto. Nella bet-medresh si lavava scrupolosamente le delicate mani nella bacinella dacqua, poi le asciugava con un fazzoletto sottile di seta trasparente e non con la grezza salvietta comune. Quando studiava il Talmud da solo, cantava dolcemente e delicatamente, con le gambe accavallate. Ogni tanto dava un colpetto di tosse, alzava il soffice cappelluccio e passava le dita tra i capelli biondo scuro, come se temesse che potessero cadere a causa del suo zelo di lerner. Si sapeva che il Varshever era stato gi in tutte le grandi yeshivot, passava un semestre in un posto e tre mesi in un altro, finch non gli capit di studiare per un po di tempo in una citt lituana. Fu lui, Yosf Varshever, il primo a scoprire che Yoel aveva una fortuna, quando gli chiese in prestito due zloty. Chi ti ha consigliato di chiederli a me e non a qualcun altro? gli disse Yoel, preoccupato che la gente di Valkenik sapesse gi che era ricco. Ma non volendogli rispondere di no, offr al Varshever un solo zloty. Laltro non si preoccup neanche di rifiutare, se ne torn semplicemente al suo leggio di preghiera e si sedette a studiare, a gambe accavallate. Yoel nel suo angolo, cominci a cantare a voce alta sul suo Talmud, per far capire che non se ne curava. Ma invece era dispiaciuto di aver rifiutato un prestito ad un amico. Irritato, si tolse lo yarmulke e si mise il cappelluccio. Mani dietro la schiena e pancia in fuori, Yoel Uzder si avvicin a Yosf Varshever e disse risoluto che gli avrebbe prestato uno zloty e cinquanta groschen, non un centesimo di pi, e alla condizione che lo restituisse in una settimana circa. Yoel subito si gir per andarsene, ma in quel momento Yosf Varshever tir fuori la sua piccola mano bianca e disse: Dai qua!. Dopo, anche gli studenti pi giovani cominciarono ad andare dallUzder per ottenere prestiti. Da principio quello rifiutava, ma poi offriva loro la met o un quarto di quello che avevano chiesto. Ben presto Gitl la cuoca e le sue due figlie vennero a sapere che lo zitellone era ricco. Una volta che era entrato in cucina per lavarsi le mani, Leitshe prepar per lui la grossa brocca di rame con due maniglie, mettendogliela sulla panca: sapeva che quel pio uomo non lavrebbe presa direttamente dalle sue mani. Yoel si tir su le maniche e mentre si preparava a lavarsi le mani, la giovane cuoca improvvisamente scoppi a ridere e gli chiese come mai fosse cos tirchio con i suoi amici che gli chiedevano prestiti di pochi centesimi. Infuriato per questa falsa accusa, Yoel la fiss sorpreso: lui non faceva prestiti? Al contrario! A chi lo aveva rifiutato? Il problema che ci voleva una bella faccia tosta ad un giovane per chiedere un intero zloty. Uno zloty era fatto di due pezzi da cinquanta groschen, o cinque da venti, o dieci da dieci,
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o cinquanta da due, oppure cento da uno. E allora lui prestava al giovanotto mezzo zloty, che era pur sempre fatto da cinque pezzi da dieci groschen, o venticinque da due, o cinquanta da un groschen. Leitshe cap subito che il vecchio scapolone non era cattivo, ma solo un po folle. Non era la persona giusta per lei. Meglio lasciarlo alla sorella Rokhtshe se le piaceva. Leitshe aveva nel cuore Yosf Varshever. Daccordo, era pi basso di lei di tutta la testa, ma era carino e vestito bene e non si vergognava di guardare una ragazza. La sua prima conversazione con lui fu riguardo a Yoel Uzder: gli chiese perch questi non parlasse con gli studenti pi giovani. Yosf sorrise: anche lui, lo Uzder, aveva la testa di un bambino. Non parlava con i giovani perch temeva di essere considerato un giovane anche lui. Come stregata da una risposta cos intelligente, Leitshe concluse che il genietto Lipnishker era una testa matta; Yoel Uzder una testa sciocca, Yosf Varshever invece una testa intelligente ed era bello come un angelo. E si chiese perch mai non se ne fosse accorta prima. Yosf, accortosi che la giovane cuoca voleva piacergli, un giorno mentre passava, le rimarc che gli unici cibi che i Lituani conoscono sono le aringhe e le patate. Le orecchie di Leitshe diventarono rosse e il Varshever non le disse altro riguardo al cibo, ma cominci ad arrivare a pranzo dopo che tutti gli altri studenti se ne erano andati. In onore di Yosf la tavola veniva apparecchiata con una tovaglia bianca e in caldo, in una pentola separata, cerano a scelta i migliori pezzi di carne, che la cuoca aveva tirato via dal bollitore della cucina della yeshiva. Se un giorno il cibo era insufficiente, la madre di Leitshe comprava a credito per preparare un pranzo da ricchi per Yosf. Ben presto nella shtetl e nella yeshiva si sparse la voce che Yosf Varshever si stava fidanzando con Leitshe, la cuoca. I ragazzi della yeshiva gli augurarono mazel-tov. Yosf, comunque, li guardava in un freddo silenzio. Un pomeriggio, quando Yosf non era nella bet-medresh, Yoel Uzder disse agli amici: Per quanto riguarda la sposa io non avrei tanta fretta, neanche se fosse bella e brava come la regina di Saba16. E per quanto riguarda la dote, nessuno sa se quella che toccher a Yosf Varshever sar sufficiente a restituirmi quello zloty e mezzo che gli ho prestato e che ancora non mi ha reso.

16. Anonima regina della terra di Saba, saputo della grande saggezza del re Salomone, lo and a trovare portando con s come doni spezie, oro e pietre preziose (1 Re 10, 1-13; 2 Cronache 9, 1-12). Storicamente non accertata la sua esistenza. 174

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Reb Hirshe Gordon, venditore di tessuti, una volta era stato il genero del rabbino di Valkenik. La sua prima moglie, la figlia del rabbino, era morta due anni dopo il matrimonio, lasciandolo con un figlio. Sebbene Reb Hirshe si fosse risposato ed avesse una figlia grande dalla seconda moglie, ancora era conosciuto come il genero del rabbino ed era ancora luomo pi rispettato della citt. Spose povere affidavano a lui la loro dote. Famiglie che avevano litigato per uneredit lo sceglievano come arbitro. I mercanti di tessuti di Vilnius gli consegnavano la merce senza pretendere cambiali. I contadini dei villaggi vicini gli credevano sulla parola. Tutti erano convinti che Reb Hirshe Gordon non derubava i suoi clienti e che non dava meno del dovuto. Addirittura aveva perso dei clienti proprio per la sua onest e per la sua rettitudine. Sgridava una ragazza povera se sceglieva un abito troppo costoso: una volta cacci fuori dal negozio una giovane perch dalla metratura che aveva ordinato cap che voleva farsi un vestito corto, senza maniche e con una profonda scollatura. Reb Hirshe aveva una barba squadrata nera punteggiata di grigio. Guardava tutti dritto negli occhi, con i suoi, fiammeggianti e neri. Parlava forte e in modo appropriato, non sopportava i segreti. Non risparmiava n il ricco, n il povero. Il suo motto era: Non favorire il povero nel tuo giudizio. Un povero non ha privilegi speciali, se ha torto. La gente della shtetl diceva che era un lerner migliore del suo ex suocero, il rabbino di Valkenik, ma Reb Hirshe non era per nulla arrogante verso gli ignoranti. Non indossava neppure labito da lerner in onore dello Shabat. Indossava sempre stivali e un cappello di feltro. Quando andava a passeggio con gli amici nei sobborghi portava con s un ramo dalbero al posto del bastone. Costantemente ripeteva che si doveva evitare lamicizia con i liberi pensatori e perfino con gli Ebrei religiosi che per vivevano in pace con i liberi pensatori. E per preservare una vecchia abitudine e non farla dimenticare, era pronto a combattere ed a soffrire umiliazioni. Ogni venerd sera un ragazzo povero andava per la shtetl a chiamare la gente nella sinagoga per pregare. Un giorno, per, Valkenik rimase senza lannunciatore, perch il ragazzo aveva avuto un posto nella fabbrica di cartone allaltro lato del bosco. Allora Reb Hirshe per diverse volte ricord al consiglio comunale di trovare un altro ragazzo per questo compito. I capi della comunit gli risposero che gli Ebrei di Valkenik sapevano quando andare in sinagoga anche se non glielo ricordava un annunciatore. Il venerd suc175

cessivo Reb Hirshe in persona and in giro per i vicoli e le strade prima del tramonto, cantando forte: Ebrei, venite in sinagoga! Venite in sinagoga per la preghiera del venerd sera. Quella stessa sera si discusse del fatto in tutte le tavole della shtetl. Il Sabato mattina nella bet-medresh, il rabbino pubblicamente sgrid il suo ex genero dicendogli che la sua azione era indegna di lui, della sua famiglia e di tutta la comunit di Valkenik. Reb Hirshe, dopo la preghiera, sal alla Bimah e annunci che il prossimo venerd avrebbe rifatto la medesima cosa e che una vecchia abitudine ebraica non doveva essere cancellata. I capi della comunit iniziarono una ricerca che alla fine port a trovare un Ebreo anziano che si assunse quellincarico. Il rabbi di Valkenik, Reb Yakov Chakhohen Lev, occupava la sedia rabbinica da cinquantuno anni. Un giorno sorprese la comunit, annunciando che insieme alla moglie sarebbe andato in Erets-Israel17. Alla notizia che un posto di rabbino si rendeva libero, a Valkenik arrivarono rabbini da vicino e da lontano, ed ogni candidato piaceva ad una diversa fazione della shtetl. Alla fine la shtetl era divisa in un partito che cercava un rabbino vecchio stile e un partito che invece voleva un rabbino fornito anche di una educazione secolare. Alla fine le due parti in guerra arrivarono ad un compromesso, offrendo il posto di rabbino al genero del vecchio rabbino. Il partito illuminista fu daccordo nella scelta di Reb Hirshe Gordon e bonariamente scherzarono con lui: Probabilmente litigheremo con voi, tuttavia dobbiamo ammettere che Valkenik non pu sperare in un rabbi migliore di voi. Ma Reb Hirshe non accett: Un rabbi subordinato alle opinioni altrui, ed io non voglio dipendere da nessuno. Nel frattempo, il tardo autunno portava i primi geli e il tormento del fango. A causa della sua et avanzata il rabbi rinvi alla prossima estate il suo viaggio nella Terra dIsraele. Quelli che aspiravano al posto di rabbino rinunciarono a venire a Valkenik durante la cattiva stagione. Non se la sentivano di affrontare un viaggio in treno e poi a piedi solo per una bassa probabilit di prendere quel posto. La shtetl si dedic allora alla ricerca delle risorse per gli studenti della yeshiva e impose versamenti settimanali ai balebatim per lo stipendio dei due rosh-yeshiva. La questione del rabbino per il momento era dimenticata. Tsemakh Atlas non avrebbe persuaso facilmente la gente di Valkenik ad accettare la yeshiva, se il primo a dichiarare di appoggiarla non fosse stato Reb Hirshe Gordon. Era cos grande il rispetto per il genero del rabbino che tutti seguirono la sua indicazione. Poich era Reb Hirshe la persona pi impor17. La Terra di Israele, la Terra di origine del popolo ebraico. 176

tante della shtetl, i pasti del Sabato a casa sua erano riservati a Chaikl Vilner, poich era uno studente diligente e lavorava molto al miglioramento del suo carattere. Vedi, finch sei un bravo ben-Torah non ci rimetterai cos Reb Menachem-Mendl diceva al suo studente, alla maniera di Navaredok. Chaikl si sarebbe aspettato che il genero del rabbino lo interrogasse sul trattato talmudico che stava studiando. Per tutta la settimana aveva studiato vari testi e aveva preparato il suo commento. Reb Hirshe Gordon, tuttavia, lo accolse amabilmente, ma gli parl appena. Si volle solo sincerare che il suo ospite non si vergognasse a mangiare. Durante la stagione invernale, il venerd sera, dopo la cena e un pisolino, il vecchio rabbi di Valkenik spiegava la parte settimanale della Torah a tutti i balebatim. Negli ultimi tempi, tuttavia il vecchio rabbino era diventato pi debole e il suo ex genero lo sostituiva. Perci Reb Hirshe a tavola era immerso nei suoi libri e non parlava con nessuno. Il figlio di Reb Hirshe dalla prima moglie era via da casa, a studiare alla yeshiva di Kamienitz. A tavola con Reb Hirshe cerano la seconda moglie e la loro figlia sedicenne. Tsharne era piuttosto paffuta, maldestra e non ancora sviluppata. Ma aveva due occhi verdi chiari sorridenti, capelli castano scuro con riflessi rossastri pettinati in due lunghe e grosse trecce, e labbra rosso ciliegia, cos fresche che sembrava fosse stata appena svezzata. La madre somigliava alla figlia ma era pi alta e pi massiccia. Le due donne avevano sulle spalle grandi scialli blu con fiori rossi, ed entrambe guardavano con costante ammirazione il padrone di casa. Passato lo Shabat, babbo, ti strapper i peli grigi dalla tua barba. Una barba bella o tutta nera o tutta bianca disse Tsharne con unimprovvisa risata. Guardava Chaikl con unespressione bambinescamente capricciosa e fieramente prepotente, come se volesse che anche lui fosse incantato dal suo babbo. Reb Hirshe alz la testa dal suo libro e guard in modo risentito sua figlia che non mostrava alcun pudore davanti ad un ben-Torah in visita. Ma gli occhi chiari e felici della ragazza sciolsero il suo sguardo infuriato, e subito ricacci la testa nel volume di Alshikh18, con un sorriso nascosto dietro ai suoi baffi. Anche sua moglie sorrise, mentre le sue guance diventavano calde e rosate. Chaikl prov invece un tuffo al cuore e angoscia al petto. Immaginava Tsharne che accarezzava la barba di suo padre quando nessuno la guardava. Ma non riusciva a capire che cosa lei e sua madre vedessero nella barba di Reb Hirshe. Attese con impazienza la fine della cena, poi, una volta uscito, si pent di non esser rimasto pi a lungo a osservare la figlia che guardava a bocca aperta il babbo. Tsharne pass tutto il giorno di Shabat a casa del rabbino di Valkenik.
18. Moses Alshick (1508-1600). Popolare predicatore, nato ad Alessandria dEgitto. Di lui esiste una raccolta di sermoni per lo Shabat. 177

Anche se lei era la figlia della seconda moglie di Reb Hirshe, il rabbino e la rebetsin la amavano come se fosse una loro nipote di sangue. Chaikl Vilner sedette a tavola per il pranzo con il cholent19 e a cena piuttosto addolorato. Senza la presenza di Tsharne, i suoi genitori gli parevano grigi e noiosi come lautunno l fuori. Per il resto della settimana Chaikl vide con la sua immaginazione il colore rossiccio dei capelli della ragazza mescolarsi con loro fiammeggiante delle candele nei grandi candelabri. Il riposo di venerd notte a casa del mercante di tessuti, la tavola apparecchiata con una tovaglia bianca, la grande libreria, la padrona di casa con la faccia serena e la barba di Reb Hirshe nera come la pece, ma con fili dargento tutto vibrava in una tranquilla danza in chiaroscuro intorno alla immagine di Tsharne, fino a che questa parve divenire Shulamith20 del Cantico dei Cantici. Chaikl dette uninterpretazione Musar dellosservazione appassionata di Reb Israel Salanter: Un uomo ha limmaginazione libera, ma prigioniero della sua intelligenza. Come poteva lui paragonare la figlia di Reb Hirshe Gordon con Shulamith del Cantico dei Cantici, che il Sacro dei Sacri, un canto damore tra il popolo dIsraele e il Santo, Benedetto Egli sia. Sentiva che per lui la ragazza era pi spirito che carne. Non scaldava il suo corpo cos tanto come confondeva i suoi pensieri. La trasgressione, allora, era persino pi grande. Come poteva ella diventare spirito per lui che aveva ancora una lunga strada davanti di Torah e Musar? Per tutta la settimana Chaikl Vilner cerc Tsharne nei vicoli di Valkenik per convincere se stesso che fosse fatta di carne e sangue, come ogni altro essere umano derivato da una goccia di materia putrefatta! Ma non lincontr, e nella sua immaginazione lo scialle blu con fiori rossi divenne la tenda dellAron-Kadesh. La decor con leoni e cervi cesellati, fino a che ai suoi occhi ella divenne lAron-Kadesh nella Shul Fredda, ora chiusa. Tsharne si era inoltre intrecciata nel canto che egli solea intonare nello studio del Talmud. Chaikl si rese conto che non poteva sbarazzarsi di lei. Avrebbe dovuto parlarne col rosh-yeshiva Reb Tsemakh Atlas e chiedergli come potesse ingannare lo yetser-hore che si era travestito da Aron-Kadesh.

19. Caratteristico piatto dello Shabat, composto di carni e verdure, che viene cotto prima dellinizio dello Shabat, e poi lasciato sul fuoco per tutta la festivit. Non concesso infatti, durante lo Shabat accendere il fuoco. 20. La fanciulla protagonista del Cantico dei Cantici. 178

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Reb Lipe-Yose, lo shochet e baal-tefillah21 di Valkenik, un vecchio sopra i settantanni, sebbene talvolta facesse ancora lo chazan, non macellava pi animali. Il suo posto era stato preso dal suo genero maggiore, Yudl. Tutti lo chiamavano con il nome della moglie, per cui era conosciuto come Yudl Chanah-Leahs, anche se questa lo chiamava il mio shlimazl. Yudl aveva occhi freddi e ambigui, una faccia giallognola, e una barba grigia cinerea. Tremava sempre di paura perch non sapeva mai niente di preciso. Leggeva la Torah nella shul, ma faceva errori nel canto ed anche nella lettura. I balebit controllavano nei loro Chumashim e lo correggevano. E ci demoralizzava ancor di pi Yudl; cominciava a sudare e faceva errori sempre pi grossi. Quando era sulla Bimah e vedeva che un balebit faceva una smorfia, pensava che il suo modo di cantare non gli piacesse o che fosse in ritardo per andare a casa a recitare il Kiddush. Allora Yudl cominciava ad andare in fretta, e dopo si sentiva chiedere dallo stesso balebit perch avesse tanta fretta. Quando Yudl macellava una mucca in presenza dei macellai, aveva una paura da morire. E a causa della paura, la sua macellazione veniva dichiarata non kosher, e il costo dellanimale veniva dedotto dal suo stipendio. Yudl faceva anche le circoncisioni, ma i suoi concittadini avevano pi fiducia in un Tartaro di una shtetl vicina che in Yudl Chanah-Leahs. Cos lui aspettava che sua moglie rimanesse incinta e partorisse un bambino che lui avrebbe circonciso. Ma sua moglie partoriva solo femmine, non cera un solo bambino in quella famiglia tutta femminile. Chanah-Leahs, bassa, con le guance giallognole e un gran nasone, aveva il pancione anche quando non era incinta. Era sempre sofferente per i frequenti parti. Ogni volta che rimaneva incinta andava dai vicini e singhiozzava ansiosamente: Prego Dio che mi faccia avere una bambina. Preferiva aver unaltra figlia che un figlio, che il suo shlimazl avrebbe voluto circoncidere. Il vecchio shochet non aveva avuto fortuna neanche con il genero pi giovane, Ezriel Weinstock. Questi era un uomo competente, con una bella rendita, ma non era mai a casa, salvo per Pesach e per Sukot. Ezriel viaggiava per tutto il mondo raccogliendo denaro per una yeshiva. Nessuno per sapeva con esattezza di quale yeshiva si trattasse, si sapeva solamente che andava a Londra e ad Amsterdam ogni anno, e si diceva in giro che non ci andasse esattamente per indossare scialli di preghiera. In Valkenik, Ezriel Weinstock era sopran21. Colui che, in speciali occasioni, canta le preghiere. 179

nominato la gola. Quando parlava con un uomo, tirava fuori la pancia, si appoggiava al bastone con la mano sinistra, e con la destra si massaggiava la sua grassa, bianca e ben pasciuta gola. La gente nella shtetl non lo amava perch aveva troppi segreti su quella yeshiva misteriosa che rappresentava e per la sua arroganza. Avevano sentito dire che era un formidabile predicatore, ma non riuscivano a convincerlo a fare un sermone nella bet-medresh di Valkenik. Suo suocero lo disprezzava ancor pi di Yudl, lo shlimazl, che era capace solo di fare figlie. Ezriel era assente per la maggior parte dellanno. Quando veniva a casa per una delle festivit, si sedeva a tavola con la testa rovesciata indietro, massaggiandosi la gola e sorridendo dolcemente, come se stesse pensando ai giorni meravigliosi passati allestero. Sua moglie Ronie Weinstock, la figlia pi giovane dello shochet, era sottile e fine, con un corpo sodo e spalle alte. Sebbene avesse trentanni e due figli piccoli, sembrava ancora una ragazza giovane e quando rideva le si formavano due fossette nelle guance. Nessuno nella shtetl avrebbe potuto dire se Ronie fosse cos naturale come sembrava o se lo facesse solo credere. In ogni caso piaceva a tutti e tutti la consideravano di animo buono ed amabile. Mentre Chanah-Leahs, piena di guai si lamentava del suo shlimazl, la sua sorella pi giovane non diceva una parola di quel marito che non era mai a casa. Quando un amico chiedeva a Ronye dove fosse Ezriel, lei acchiappava un suo figlio o una figlia di sua sorella e si metteva a ridere e a giocare con i bambini senza dire una parola. I suoi amici erano certi che neanche lei sapesse dove fosse suo marito, ma si vergognasse ad ammetterlo. La casa di Reb Lipe-Yose, lo shochet, era grande e un po lasciata andare; aveva molte camere separate. Dato che lintera famiglia viveva e mangiava insieme, il vecchio shochet con piacere prese in casa i due rosh yeshivot, Reb Tsemakh Atlas e Reb Menachem-Mendl Segal. I due figli di Ronie, ben vestiti e ben lavati e le due figlie di Chanah-Leahs, trasandate e spettinate, con le gote giallognole e un grosso naso, come la loro mamma, facevano sempre un gran putiferio allora di pranzo. Reb Lipe-Yose sedeva a capotavola: con i suoi urli calmava i nipoti e dava ordini alle figlie; non guardava neanche invece suo genero che temeva Lipe-Yose pi che i macellai o gli scuoiatori. Reb Menachem-Mendl sedeva a tavola con gli occhi semichiusi, come una gallina malata. Il trambusto nella casa lo angosciava. Sognava il giorno in cui avrebbe potuto portare sua moglie e suo figlio a Valkenik e avere una casa sua; Tsemakh, invece, sorrideva e mostrava un certo interesse per la grande famiglia e per il fracasso che faceva, come se non avesse mai visto una cosa del genere. Ronie ogni tanto gli lanciava uno sguardo furtivo, mentre pian piano la faccia ed il collo prendevano colore. Rideva sommessamente con se
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stessa e si rivolgeva ai figli con una voce sottile come se cantasse, e li guardava muovendo la testa come una colomba che mangia i semi. Una spilla dei capelli si allent e le caddero sulle spalle due piccole trecce. Sorrideva radiosamente come in una festa, come se il marito fosse improvvisamente tornato prima del previsto. Nel baccano intorno alla tavola affollata nessuno notava il modo col quale guardava il capo della yeshiva o si accorgeva del mutamento nella faccia quando questo faceva per andarsene. Appena Tsemakh si alzava, il suo caldo sorriso si spengeva, ed una ruga amara appariva agli angoli della sua bocca; poi se ne andava in fretta. Tsemakh invidiava il giovane shochet. Certo, Yudl non era stimato molto dalla sua famiglia, ma tuttavia era circondato dai suoi, e non doveva sedere ad una tavola di estranei. Quando Tsemakh aveva lasciato Lomzshe, non immaginava come fosse difficile fare il poresh. Tsemakh rimaneva nella bet-medresh a combattere con i suoi pensieri fino a notte fonda. Tornava al suo alloggio a casa di Reb Lipe-Yose quando tutte le stanze erano al buio, e si metteva a letto affamato. Il mattino successivo Reb Lipe-Yose lo rimproverava per non essere venuto a cena. Sua figlia grande, Chanah-Leahs cucinava e puliva tutto il giorno, alla sera cascava dal sonno: non poteva alzarsi a mezzanotte per riscaldargli la cena. Per carit del Signore, rispondeva il rosh-yeshiva, certamente lui non glielo aveva mai chiesto. Tsemakh non gradiva molto sedere a tavola con la grande famiglia di Reb Lipe-Yose e soffrire i morsi dellinvidia. Comunque sarebbe venuto a cena per evitare qualsiasi tipo di lamentele su di lui. Ma quella sera un volontario della yeshiva, il sarto Reb Yisroel, chiese a Tsemakh di andare con lui ad un incontro del consiglio della comunit per chiedere legna per la casa dellospite. Gli studenti che dormivano l soffrivano il freddo. Tsemakh accompagn Reb Yisroel allincontro, nel quale il capo comunit e i componenti del consiglio replicarono che i cittadini che si erano assunti lonere della cucina della yeshiva e quello di invitare a pranzo studenti ed altri ospiti il Sabato, dovevano anche pagare gli stipendi dei rosh-yeshivot. Dovevano pagar la cuoca e le donne che avevano a pensione gli studenti. E allora dove avrebbero trovato i soldi per comprare la legna per la casa dellospite? Valkenik doveva anche riscuotere i soldi per le proprie istituzioni caritatevoli. Quando Tsemakh usc dallincontro con il Consiglio, fuori stava infuriando una tormenta di neve, e il vento fischiava come se volesse ridere di lui: si era separato dagli affari a Lomzshe per inculcare nei giovani allievi i valori spirituali, ma si era completamente dimenticato che avrebbe dovuto dipendere dai balebatim per il supporto materiale, per non far morire di fame o di freddo i suoi studenti.
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Tornato nella casa di Reb Lipe-Yose, Tsemakh attravers la grande e buia sala da pranzo e not una tovaglia bianca sul suo lato del tavolo. Not anche del pane affettato in un piccolo cesto di vimini e due piatti coperti. Uno conteneva cavolo ripieno e laltro brodo chiaro di carne. Gli dispiacque moltissimo che quella gran lavoratrice di Chanah-Leahs avesse dovuto alzarsi dal letto per scaldargli il suo cibo, ma pens che, pazienza, stavolta avrebbe mangiato in modo che i suoi sforzi non fossero stati vani. In ogni caso le avrebbe chiesto di non farlo pi. Per entrare in cucina a lavarsi le mani, Tsemakh doveva passare per un corridoio buio. Appena vi entr and a sbattere contro la figlia pi giovane di Reb Lipe-Yose. Andate a mangiare gli sussurr Ronie. Per un attimo Tsemakh rimase senza parole. Sapeva che non poteva rimanere nelloscurit con una donna estranea. Nonostante ci non si mosse e la donna dal canto suo fece altrettanto. Vi ringrazio, ma non lo fate pi mormor. Lo far anche domani, Lo far ogni giorno. Ronie rise con gioia e scomparve, senza dire altro.

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A colazione Ronie evit di guardare Tsemakh; lui invece non le stacc gli occhi di dosso. Dal suo agitarsi senza posa cap che la famiglia non sapeva niente del pasto che aveva preparato per lui. Poi i loro occhi si incontrarono ed egli vide nel suo sguardo la paura che lui potesse aver scoperto il suo segreto. Un momento dopo le sue guance diventarono rosse. Si mise a giocare con i suoi figli e con le figlie della sorella, che anche cos presto erano gi sporche e bagnate di lacrime. Radiosa e felice, guard la neve fuori dalla finestra e rise a tutta la famiglia, come se si fosse gi a inizio primavera, ma evit di guardare il pensionante e il vecchio padre. Quella sera Tsemakh arriv in tempo per la cena con la famiglia. Ronie sedeva al tavolo con lo sguardo triste e spento. I suoi figli, che avevano ereditato colli grassi e bianchi come le oche dal padre, le stavano chiedendo qualcosa. Sembrava che non li avesse sentiti, perch Reb Lipe-Yose le url: Non hai dormito abbastanza? I ragazzi vogliono mangiare. Ronie rabbrivid e velocemente cominci a dar da mangiare ai suoi figli. Anche Tsemakh era cos intento a fissarla che non sent Reb Menachem-Mendl che gli parlava di un argomento della yeshiva. Cap che Ronie era triste perch le aveva tolto
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il piacere di preparargli da mangiare. Povera donna, pens. una infelice. umiliata perch il marito non mai a casa. Not che adesso lei stava evitando il suo sguardo, come se le avesse fatto del male. Il giorno dopo torn di nuovo dopo la mezzanotte e trov la sua cena preparata come due sere prima. Tsemakh disse tra s che stava facendo questo per Ronie; non voleva che si sentisse ferita perch lui rifiutava la sua gentilezza. Talvolta si aiuta di pi una persona prendendo da questa che dandole. Ma quando Tsemakh entr nel piccolo corridoio buio e non ci trov Ronie, gli dispiacque. Tornando indietro dalla cucina dopo essersi lavato le mani si aspettava ancora che lei le bloccasse il passo. Ma non comparve ed entr nella sala da pranzo provando un certo disprezzo per se stesso: una volta era un Musarnik! Pensava di mangiare solo per farle un favore, per ora voleva che anche lei fosse l con lui. Gran parte della sala da pranzo era nellombra. Tsemakh mastic senza appetito e si chiese perch Ronie preparasse la cena per lui. Gett lo sguardo dallaltra parte del tavolo, dove lei sedeva sempre con i suoi figli. Nello specchio gli apparve una donna con in braccio un bambino. Rabbrivid e guard di nuovo allo specchio sul muro opposto per vedere se fosse solo effetto della sua immaginazione. Vide limmagine della lampada a petrolio sul tavolo, due sedie, e sullo sfondo una porta semichiusa, dove era Ronie in piedi con suo figlio. Tsemakh masticava lentamente, attento a non muoversi per timore che Ronie capisse che la stava vedendo. Perch non voleva farsi vedere, e perch se ne stava l con il figlio in braccio? Probabilmente si era messo a piangere e lei lo aveva preso per cullarlo e farlo addormentare. O forse si era portato il figlio come fosse una sorta di protettore. Tsemakh si alz lentamente per dare a Ronie il tempo necessario ad andarsene. Subito la sua immagine nello specchio scomparve. Entr nella sua piccola stanza, si spogli, e si mise a letto. Si addorment subito, come se le nere profondit dellinconscio fossero giunte in soccorso ai suoi faticosi pensieri. Ad un tratto vide Slave chinarsi verso di lui con un meraviglioso e freddo sorriso sulla faccia. bello stare da soli? chiedevano i suoi occhi. Ancora una volta Tsemakh si trov nella semioscurit della sala da pranzo, e nello specchio vide Slave seduta sul sof della loro casa in Lomzshe. Un angolo della sua mente era ancora sveglio, come al crepuscolo quando un pezzo di cielo ancora illuminato dalle ultime strisce rosse del tramonto. Come era possibile che sua moglie e la stanza di Lomzshe fossero nella casa di Reb Lipe-Yose in Valkenik, si chiedeva, e subito not una smorfia di rabbia sulla faccia di Slave. Aveva sicuramente visto Ronie e il suo bambino dietro di lui sulla porta semichiusa. Adesso Slave gli avrebbe
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sputato in faccia. Aveva lasciato la sua casa per diventare un poresh, ma invece aveva una relazione con la donna di un altro uomo. Tsemakh sent il suo cuore pieno di piet per Ronie, che voleva servire qualcuno, prendersi cura di qualcuno. Ma aveva piet anche di sua moglie. Vide Slave alzarsi dal sof nel loro appartamento di Lomzshe e avvicinarsi a lui nella casa dello shochet. Presto avrebbe rotto lo specchio e lei si sarebbe ferita con le schegge di vetro, Voleva gridare: stai attenta! Ma lo specchio scomparve, assieme a Slave. La porta dietro di lui era ancora semichiusa, era circondato dalloscurit. Anche se non si era voltato per guardare, sapeva che Ronie non era pi dietro di lui. Ora cera qualcun altro: la sua prima fidanzata... Dvorele Namiot di Amdur lo guardava con gli occhi pieni di lacrime, come quel giorno che era entrato nel suo negozio e le aveva detto in fretta che se ne andava. Lei lo aveva guardato con un sorriso disperato e le sue labbra avevano iniziato a tremare. Le sue guance erano diventate fredde e bianche: aveva detto una sola parola:Daccordo. Non sapeva allora che non sarebbe tornato pi ad Amdur, ma lo aveva capito. Ora capiva dal suo sorriso che lei sentiva che lui se ne stava andando per sempre. Dvorele ancora l, sulla porta del suo negozio, proprio come laveva lasciata, e vedendo il suo sorriso pallido e rigato di lacrime, poteva immaginare quanto a lungo avesse singhiozzato sottovoce sul suo cuscino. I ricordi svanirono nella mente di Tsemakh. Si sentiva come tirato gi per i piedi, come se un becchino, stando in fondo alla fossa, tenesse un cadavere per le gambe, mentre un altro sullorlo della fossa lo teneva per la testa. Sentiva una donna piangere, ma non sapeva chi fosse. Voleva piangere, ma non ci riusciva. La sabbia sul petto gli impediva di respirare. Si sentiva come se la testa ed il corpo fossero gi coperti di terra, ma avesse fuori dalla tomba le orecchie, come due foglie grandi con un sacco di venature rosse. Questo incubo dur a lungo nella sua mente, tormentandolo fino a quando sprofond in un sonno nero come la pece, che, come fosse dargilla, argin tutti i suoi pensieri. Il mattino successivo non riusciva a ricordare esattamente il sogno, ma sentiva che quelle creature notturne avvolte nella nebbia ancora vagavano nella sua mente. Appena fuori, nel chiarore accecante dellinverno, con la borsa del tallit sotto il braccio, gli torn in mente il freddo e meraviglioso sorriso di Slave, come lo aveva visto nel sonno. Guard le casupole, i tetti coperti di neve che stavano sopra le finestre come cappelli di pelliccia calzati fino agli occhi, e si ricord che solo un anno prima era diventato un frequentatore della casa degli Stupel. Aveva mai pensato Slave di preparare una cena per un pensionante? Tsemakh entr velocemente nella bet-medresh, capendo
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che nei suoi pensieri stava tentando di entrare la consapevolezza che Ronie non gli preparava da mangiare solo per compiere una mitsvah. I talmudim lo stavano gi aspettando. Appena si mise il tallit e i tefillin, cominciarono a pregare. Sentiva che i pi giovani pregavano con fervore, le loro voci lo trafiggevano. Era un rosh-yeshiva lui? Un direttore? No, era un Ashmodai22 sotto mentite spoglie! Tsemakh oscillava e batteva le mani e recitava ogni parola dello Shema Yisrael23, forte e chiaro. Alzandosi per lo Shmoneh Esrai, si tir il tallit sopra la testa e si copr gli occhi. Ma mentre tutti erano immersi nello Shmoneh Esrai, la porta del negozio di Dvorele Namiot in Amdur si apr nella camera sul retro della sua mente. Quando dorme, pens, una persona dice la verit che teme di dire da sveglio. Lui aveva commesso una grave ingiustizia verso Dvorele Namiot. Tuttavia, egli non aveva pensato allingiustizia, ma solamente al fatto che non sarebbe stata una buona moglie per lui. La sua angoscia e il suo pentimento per averla umiliata veniva a galla solo nei suoi sogni. Che cosa ne era di lei? Non si era neanche preso la briga di sapere se si fosse sposata. Ronie era in ritardo a colazione. Tsemakh laspettava con impazienza. Arriv fresca e brillante. La sua spilla, piena di piccole ciocche, era alta sulla sua testa, come la cresta dritta e colorata di un uccello. Aveva i suoi due bambini per mano e sorrideva alle bambine di Chanah-Leahs. Lanci unocchiata gioiosa e allegra a Tsemakh, ma rimase sorpresa vedendo che lui la guardava con ansia, come se loro due avessero un segreto peccaminoso da nascondere. Vi piaciuta la cena calda di ieri notte? chiese con la sua sonora voce fanciullesca, guardandolo con derisione poich se ne stava a bocca aperta come un golem. Il solito rumore che facevano i bambini imperava attorno al tavolo e nessuno fece caso alla domanda di Ronie. Alla fine Tsemakh mormor un ringraziamento, ma lei era gi seduta dallaltra parte della tavola e non lo pot udire. I loro occhi si incontrarono di nuovo. Ronie stava servendo i suoi figli ed il suo sorriso furbo, mescolato a materna gentilezza, lo pregava di non essere arrabbiato come un bambino. Doveva dire qualcosa riguardo alla sua cena. Sua sorella si sarebbe accorta che il cibo mancava, o qualcuno della famiglia poteva averlo visto mentre mangiava l di notte. A Tsemakh sembrava di avere una pentola bollente dentro le budella, e la fiamma sotto la pentola stava risalendo il suo corpo fino alle tempie. Muoveva le lunghe gambe sotto il tavolo come uno stallone che sbatte gli zoccoli
22. Mitico demone presente in tutte le mitologie antiche, Salomone lo vinse costringendolo ad edificare il suo Tempio. 23. Letteralmente ascolta o Israele, una preghiera ebraica, ripetuta due volte al giorno. 185

sul terreno. Guard lo specchio sul muro di fronte e vide un uomo con la barba e i cernecchi. Ma aveva tristi rughe che andavano dalle narici agli angoli della bocca e il fuoco dellinferno bruciava nei suoi occhi. Mangi a testa bassa in modo che gli altri non potessero vedere cosa gli stava succedendo. Ronie sedeva mostrando quella sottomissione spaventata tipica delle buone mogli, come se percepisse il suo desiderio ribollente e si preparasse gi a cedere a lui. Tsemakh cammin su e gi per la bet-medresh tutto il giorno dicendo a se stesso: con una donna sposata? Non avrebbero dovuto neanche cercare a lungo un posto nascosto. Lui arrivava a casa a notte alta e lei lo aspettava nel corridoio buio. Ciascuno aveva la propria stanza. Forse lei non pensava di arrivare a tanto; forse voleva solo divertirsi un po. Ma sia che lo volesse o no, era pronta a farlo. Il suo comportamento mostrava che nascondeva pi di quanto rivelasse. In nessun caso doveva ritornare a casa a dormire. Comunque non era bello neanche dormire nella bet-medresh. I balebatim o qualcuno della yeshiva lo avrebbero potuto vedere e si sarebbero chiesti perch non fosse tornato nel suo appartamento, Decise di passare la notte nella bet-medresh.

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La stanza Musar, accessibile per mezzo di una lunga scala a chiocciola esterna, era come una torre alta e stretta che guardava la larga, quadrata betmedresh con il tetto di stagno. In estate ledificio l sotto, di propriet della comunit, ospitava dei visitatori: un famoso predicatore itinerante, un emissario di una yeshiva, o un cittadino, una volta ricco, che ora viaggiava da un posto allaltro cercando una dote per la figlia a nessuno di questi importanti Ebrei si sarebbe potuto chiedere di passare la notte alla casa dellospite della comunit, con i mendicanti e i vagabondi. Tsemakh era riuscito a convincere la comunit a sistemare la soffitta come stanza Musar, ma in inverno la stanza non veniva riscaldata e gli studenti non ci andavano a studiare il Musar. I materassi di paglia erano stati portati alla casa dellospite, ed erano rimasti solo i letti di legno. Vicino allunica finestra cera un tavolo ed una sedia. Una lampada a petrolio pendeva dal soffitto. Su una panca vicino allentrata cera una brocca di terracotta e una catinella per lavarsi. Tsemakh sal su dopo le preghiere della sera, accese la lampada a petrolio e disse: Ecco la
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tua tomba. Sarebbe rimasto l tutta la notte, a costo di congelarsi. Si sedette sulle dure tavole del letto e si nascose la faccia tra le mani: il suo ingresso nel mondo secolare era cominciato con una porta sbattuta che aveva rimbombato in tutta Navaredok. E il suo ritorno alla Torah era venuto dopo uno scandalo con la famiglia di sua moglie. Aveva sognato di condurre una grande betmedresh e di fare delle profonde prediche Musar. Ma il suo unico risultato era una piccola yeshiva, pi che altro un cheder; e lui, il direttore, era tentato da una donna sposata. Improvvisamente Tsemakh ud dei passi sulle scale, Era sorpreso, poich sapeva che nessuno dei suoi studenti si ritirava nella stanza Musar che non era riscaldata. Chaikl Vilner non sapeva come parlare delle proprie tentazioni con Tsemakh Atlas, senza dirgli della figlia di Reb Hirshe Gordon. Per questo rimandava il colloquio di giorno in giorno. Comunque gioved, cominci a spaventarsi. Il giorno successivo doveva tornare per il pasto di Shabat a casa dei Gordon. Guardava Tsemakh camminare su e gi per la bet-medresh e lo invidiava: un Musarnik come lui si toglieva di dosso lo yetser-hore in un solo colpo. Reb Tsemakh camminava cos energicamente e con uno sguardo cos intenso che Chaikl non osava interromperlo. Ma quando Reb Tsemakh lasci la bet-medresh, il suo allievo lo segu fuori e lo vide salire nella stanza Musar. Chaikl era contento: nella soffitta lui e il suo direttore avrebbero potuto parlare senza essere disturbati. Per un po rimase nel cortile della sinagoga pensando a come cominciare il discorso, poi sal su per le scale. Il rosh-yeshiva, un po sorpreso, chiese a Chaikl di sedersi sullunica sedia, mentre lui sedeva sul nudo letto di legno. Pensava che il Vilner fosse salito su per lamentarsi di qualche mancanza di comodit. Alcuni studenti non volevano dormire nella casa dellospite e chiedevano camere regolari. Altri preferivano essere invitati a mangiare in case private, piuttosto che mangiare aringhe e pane nero nella cucina. Chaikl invece era preoccupato per cose spirituali: era venuto per parlare della sua promessa di studiare con diligenza, essere religioso, e compiere buone azioni verso gli amici. Ma era difficile, molto difficile... Certo che difficile, molto difficile mormor tra s e s Tsemakh. Chaikl si dimenava impaziente sulla sedia: non voleva dire che difficile studiare con diligenza, o che mettersi i tefillin ogni giorno duro, o che fare un favore ad un amico senza prevedere alcun beneficio per se stessi era difficile. Lui poteva aiutare un amico senza pensare a questioni di onore, o di ricompensa perch una volta era stato aiutato da lui. Cera una cosa molto pi difficile da fare che compiere buone azioni senza aspettarsi ricompense, ed era evitare le cattive azioni. Intendeva dire che un uomo pu cessare di
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fare cattive azioni, ma come riuscire a non avere intenti diabolici e pensieri peccaminosi? Ecco quello che era venuto a chiedere. Tsemakh fiss con gli occhi spalancati il suo allievo. Quando era andato a Navaredok, allet di Chaikl il Vilner, anche lui aveva capito che estirpare da se stessi desideri sporchi era pi difficile che fare buone azioni. Al bagliore della lampada a petrolio la faccia di Tsemakh sembrava avere la pelle secca e giallastra di un poresh che regolarmente digiunava. Chaikl osserv la fronte corrugata e le spalle curve del suo insegnante. Si chiedeva perch il rosh-yeshiva respirasse cos affannosamente, parlasse con voce strozzata, gemendo e soffocando le sue stesse parole. Voi sapete, o Vilner, quante volte i nostri saggi di benedetta memoria ci ricordano che lo yetser-hore fatto di fuoco e che luomo, che fatto di carne e di sangue, non pu opporsi allo yetser-hore senza laiuto divino. Luomo possiede il libero arbitrio solo per iniziare la battaglia contro lo yetser-hore, ma non per vincerla. Per vincerla deve ottenere laiuto divino. Ma la domanda : dove e come deve luomo cominciare questa battaglia contro lo spirito diabolico che dentro di lui? La risposta che uno deve cominciare da una verit. Per quanto laquila possa volare alta, le sue zampe devono alzarsi da un certo punto che le permetta di iniziare il volo. In modo simile, luomo deve cominciare da una verit. Tuttavia qualcuno potrebbe partire dalla verit che un maiale e continuare quindi a scavare nella sporcizia. Allo stesso tempo, una persona come quella del tutto fiera del proprio coraggio nel confessare a se stesso la verit da maiale. Ammettere la verit significa che dopo che un uomo si accorge di una bugia, lotta per uscire da essa e non riesce pi a tollerarla. Solo allora si raggiunge il punto fondamentale dal quale cominciare la guerra contro lo yetser-hore. Ma che fare se la bugia si travestita da verit? Cosa fare se lo yetser-hore si mascherato da Aron-Kadesh, e chi sottoposto a tentazioni non sa se si tratta realmente di yetser-hore o di Aron-Kadesh? Chaikl abbass lo sguardo sul pavimento per evitare di guardare il suo capo negli occhi. Per liberarsi del dubbio c un metodo: rompere lAron-Kadesh scolpito. Ma chi pu sapere se questo sar daiuto? I filosofi sostengono che luomo non dotato di libero arbitrio. Per quanto luomo possa combattere con se stesso, far solo quello che destinato a fare. Un bel sorriso illumin per un momento la faccia di Tsemakh. Gli piaceva limmagine dello yetser-hore che si era mascherato da Aron-Kadesh. Aveva notato che il Vilner spesso parlava per mezzo di fini metafore. Ma poi la faccia di Tsemakh divent di nuovo piena di rughe. Per quanto avesse sofferto con le tentazioni, non aveva mai dubitato che luomo potesse dominare se stesso.
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I filosofi dicono che luomo non ha libero arbitrio? proprio qui, Vilner, che puoi constatare la differenza tra un Musarnik con la Torah e un filosofo senza Torah. Il Musarnik si dice la verit: se non pu vincere lo yetserhore, colpa sua. Invece il filosofo senza Torah generalizza a partire dalla sua situazione particolare. Poich lui non lo pu sconfiggere, nessun altro lo potr fare. Ci nonostante i pensatori che sottovalutano il libero arbitrio ammettono che luomo pu essere parzialmente guidato dalla sua mente razionale, che distingue tra buono e cattivo; o dalla sua sensibilit estetica, che distingue tra bellezza e bruttezza. Ma tutto ci una assoluta menzogna! Tsemakh improvvisamente si infuri come un uomo malato che sente i vicini cantare e danzare mentre lui soffre. Come pu il senso estetico di una persona evitare il demonio, se fin dallinizio dei tempi ci sono stati uomini malvagi che si sono prostrati davanti alla bellezza? E inoltre, senza la Torah anche il senso di compassione svanisce come fumo quando luomo apparentemente compassionevole non ottiene ci che vuole. E per quanto attiene alla mente razionale, essa il pi ingannevole miraggio che ci sia. La mente umana una piccola lampada fumosa, e quando la concupiscenza soffia attraverso le sue narici annulla tutta la razionalit. Luomo per natura portato al compromesso. opportunista, tiepido, uno che sta a cavalcioni sugli steccati, un folle che ruba dalle sue stesse tasche. E la sua mente razionale quella lampada notturna che gli insegna a ingannare se stesso e a peccare. Luomo di verit, invece, deve gridare alla sua mente razionale: Ladra, guarda dove stai andando. Tsemakh urlava alla lampada da notte che pendeva dal soffitto, poi si sedette con la testa abbassata. Non aveva dimenticato che due suoi vecchi compagni di yeshiva, Zundl Konotoper e Duber Lifshits, erano venuti a Lomzshe per riportarlo sulla retta via e lui li aveva mandati via con il suo discorso sullo stato perfetto dellintelletto umano. Luomo pu farcela solo con la forza della Torah e la forza della sua volont disse Tsemakh, oscillando con gli occhi chiusi Anche il progetto pi intelligente non aiuta luomo a vincere la propria malattia dellanima se lui non dice in modo risoluto a se stesso: Questo il modo con cui lo voglio. Dopo tutti i risultati e dopo aver tirato fuori tutta la verit in accordo alla Torah, la forza essenziale delluomo sta ancora nella sua volont decisiva: Lo voglio in questo modo e in nessun altro. Non c unidea sotto il sole che non possa essere interpretata in due modi diametralmente opposti. Prendete la morte, per esempio. Le Sacre Scritture e i nostri Saggi di benedetta memoria ci ricordano costantemente del giorno della morte e della necessit del pentimento. Sappiamo di quei Musarnik che dormivano nei cimiteri o
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sedevano nelle camere di purificazione in modo da poter vedere che cosa la fine delluomo e diventare pi religiosi. Nonostante ci sappiamo che in tempo di guerra i soldati fanno quel che desiderano perch non sono sicuri di sopravvivere. E il profeta Isaia ha detto chiaramente che luomo malvagio grida: Mangiamo e beviamo perch domani dovremo morire! Vediamo cos chiaramente che la paura della morte, che spinge luomo di elevata sensibilit religiosa a riflettere sul pentimento, porta invece colui che ricerca i piaceri del mondo allo stato opposto: goditela finch puoi. Possiamo allora concludere che in pratica luomo non sceglie in base ai calcoli, ma attraverso una decisione interna: Voglio questa via e non altre!. Chaikl era tristemente silenzioso, e per un po lo fu pure Tsemakh. Qualcosa sta dando fastidio a Chaikl, ma lui si vergogna troppo a dirlo chiaramente, pens Tsemakh. E continu: Talvolta uno studente prova nostalgia del posto dove viveva senza preoccupazioni. Ed interpreta questo sentimento dicendo che tormentato dalla sua incapacit di onorare il padre e la madre. Anche questo un yetser-hore che si travestito da Aron-Kadesh. Non questo disse Chaikl stizzito. E il cibo nella cucina sufficiente? chiese il capo. Chaikl rispose che sua madre gli mandava dei pacchi di cibo tramite i carrettieri da Vilnius. Aveva qualcosaltro nella testa, ma trovava difficile parlarne. Comunque era troppo freddo l, nella stanza Musar. Sarebbe tornato alla casa dellospite, anche se non era riscaldata neanche quella. Appena il Vilner si alz, Tsemakh lo segu, non volendo che lo studente pensasse che non andava a dormire. Entrambi scesero le scale e rimasero in piedi fuori, come stregati da quel misterioso silenzio. Il cielo brillava di un blu ghiaccio in lontananza, pi lontano del solito. Le casette ingobbite e coperte di neve sembravano pi piccole del solito. La Shul Fredda e il suo tetto con le torrette proiettava unombra che avvolgeva tutto il cortile della sinagoga. Tsemakh chiese se fosse contento dei pranzi di Shabat. Sono soddisfatto dei miei Shabat mormor velocemente Chaikl, e si affrett gi dalla collina verso la casa dellospite sulla riva del fiume. Si dimentic pure di augurare la buona notte, temendo di lasciarsi sfuggire con il suo insegnante che era proprio durante lo Shabat che lo yetser-hore si mascherava da Aron-Kadesh.

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Un raggio di luce sbilenco cadeva dalla bet-medresh su Tsemakh. Non aveva trovato dove andare. Non riusciva a sopportare il freddo, la fame, la solitudine nella soffitta. Ma quel raggio di luce lo rallegr, come fosse stato un segno del cielo che gli diceva cosa fare. Evidentemente qualcuno era rimasto nella bet-medresh per un periodo di studio notturno. Decise che anche lui avrebbe studiato fino al mattino. Ma non poteva continuare cos per molto tempo. Avrebbe dovuto trovare una via duscita, ma per quella notte era la salvezza. Si avvicin alla bet-medresh e guard dentro attraverso una bassa finestra della stanza laterale che era illuminata. Cera un piccolo ragazzo curvo sopra il tavolo, la testa appoggiata sulla Gemara aperta. Tsemakh vide che si trattava di Melekhke Vilner, addormentato in un sonno profondo. Il capo della yeshiva si tir la barba, come se fosse attaccata e lui fosse ormai stufo del camuffamento. Se tutta la citt avesse saputo dei suoi desideri proibiti e gli avesse tirato delle pietre, lumiliazione non sarebbe stata maggiore. Come poteva preoccuparsi del problema dei suoi allievi che gelavano nella casa dellospite se era occupato a pensare ad una donna sposata? Attraverso lanticamera buia della bet-medresh Tsemakh entr nella stanza laterale e vide il ragazzo che dormiva. Gli tocc delicatamente la spalla. Con una guancia premuta sopra il Talmud aperto, Melekhke respirava tranquillo e non si svegli, Tsemakh lo sollev con cura, lo avvolse nel suo mantello rabbinico, lo prese tra le braccia e usc. Dopo due gradini si ferm. Dove poteva portarlo a dormire? La casa dellospite era fredda. Decise di portarlo a casa e metterlo nel suo letto; non avrebbe lasciato Melekhke in mezzo alla strada nella neve, solo perch la figlia dello shochet lo stava aspettando nel corridoio buio. Non aveva cercato una scusa per tornare al suo appartamento; La Provvidenza Divina glielo aveva ordinato. Stava portando un rotolo della Torah vivo tra le sue braccia e la Torah lo avrebbe protetto. La notte scorsa anche Ronie era stata in piedi con suo figlio addormentato in braccio come se volesse farsi proteggere dal figlio. Che ragazzo che era Melekhke! Non aveva paura di rimanere da solo di notte alla bet-medresh? Nella sala da pranzo la tovaglia bianca risplendeva sotto i piatti coperti della cena calda di Tsemakh. Ronie lo aspettava di nuovo nel corridoio buio, come la sera precedente, ma senza suo figlio. Tsemakh si ferm sulla porta semichiusa, e Ronie immediatamente lasci il suo nascondiglio, come se obbedisse ad un suo muto comando. Melekhke Vilner, il pi giovane della
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yeshiva. Lho trovato nella bet-medresh addormentato su un Talmud. Voglio metterlo nel mio letto. troppo freddo nella casa dellospite. Tsemakh parlava con una voce bassa e ostile, perch Ronie gli stava bloccando laccesso alla sua camera. La paura iniziale di Ronie svan. Una gioia materna brill nei suoi occhi. Datemelo. Lo metter a dormire con i miei bambini. Prese Melekhke tra le braccia. Tsemakh la guard sforzarsi sotto il dolce peso mentre andava lentamente e cautamente nella sua camera. Tra poco sarebbe stato troppo tardi, tra poco sarebbe tornata, dicendo che aveva messo il ragazzo tra i suoi bambini, e lui lavrebbe presa ed abbracciata. Lei sarebbe rimasta senza parole e senza fiato, avrebbe tremato dalla paura, ma avrebbe lo stesso aspettato che lui la portasse pi presto possibile nella sua cameretta. Aveva messo Melekhke intenzionalmente con i suoi figli e non nel suo letto come lui aveva chiesto. Tsemakh vide unombra sul muro: aveva le spalle larghe e la testa grossa una creatura con tanti capelli, mezza bestia e mezzo uomo, con una barba lunga e non curata, uno spirito malvagio che veniva fuori dalle massime profondit dellinferno, per soddisfare la sua concupiscenza. Guardava la porta dingresso, pronto a scappare... ma rimase. Ud i suoi passi felpati e il suo cuore smise di battere. Il vostro piccolo studente dorme come un angelo. Non si svegliato neanche un attimo. Sareste un buon padre sussurr Ronie. Alla luce della lampada, lui vide che sorrideva tristemente. Indic la tavola, invitandolo a sedersi e mangiare. Non preparate pi la cena per me. La gente lo scoprir mormor lui, con le labbra tremanti ed il corpo che rabbrividiva per la tempesta sedata. Ronie scroll le spalle: che cosa avrebbero scoperto? Che scaldava la cena per il pensionante? Era questo che avrebbero scoperto? Lo avrebbe detto lei a loro domattina che aveva messo a dormire il suo allievo con i suoi bambini. Le sue lucide osservazioni fecero capire a Tsemakh che lei gli stava insegnando come comportarsi. Aveva notato della paura nei suoi occhi e rideva di lui. Aveva paura? S, ho paura a starvi vicino esclam lui e una striscia di fuoco dalla testa percorse tutta la sua spina dorsale, come una fiamma che brucia il tronco di un albero e si spande improvvisamente ai rami. Io invece non ho paura ribatt lei come una Lilith24 di mezzanotte. Ho sentito dire che vostra moglie una bella donna di ricca famiglia. Vi ama? veramente bella come si dice? Chi lo dice? Guardava lo specchio dove aveva visto Slave seduta nellincubo della notte scorsa.
24. Mitica prima moglie di Adamo, ripudiata perch si rifiut di obbedire al marito. 192

Leitshe, la cuoca della yeshiva, mi ha detto che vostra moglie molto bella Leitshe lha saputo dal suo fidanzato, Yosf Varshever. La spontaneit di Ronie raffredd la febbre di Tsemakh, una febbre intessuta di mistero, di notte e di silenzio. Laver menzionato Yosf Varshever lo raffredd ancor di pi, Non gli piaceva quel giovane e non era una bella cosa che quel tipo che girava di yeshiva in yeshiva sapesse cos tanto della sua vita familiare. Ma la figlia dello shochet continuava a chiacchierare. Non si dovrebbe lasciar sola una moglie. Vedeva Tsemakh guardarla confuso e una certa irritazione comparve nel suo sguardo. La sua voce divenne pi stridula, come se si ricordasse di suo marito, che si trascinava in giro per tutto il mondo. Ma mi ascoltate? Ho detto che non si dovrebbe lasciar sola una moglie. Vi ascolto. vero. Avete ragione. Si gir verso la porta, come se immediatamente fosse pronto a correre a trovare la giovane e bellissima moglie che aveva lasciata sola. Ronie gli si par davanti e sussurrando spaventata gli chiese dove fosse stato cos tardi di notte. Che finisse di mangiare e andasse a dormire. Tsemakh rispose in fretta e affannosamente che no, no, non avrebbe mangiato e non sarebbe andato a dormire, ma che sarebbe tornato alla betmedresh. Ronie gli afferr il braccio, poi ritrasse subito la mano: Che vi succede? Vi state dimenticando che il vostro allievo sta dormendo con i miei figli? Domattina tutti in casa sapranno che lo avete portato e non capiranno perch ve ne siete andato disse con rabbia e con stupore, come se si rendesse improvvisamente conto che aveva davanti un uomo immaturo. Il suo mento tremava convulsamente, una smorfia beffarda distorceva la sua faccia. E se ve ne andate ora, forse smetterete di dispiacervi di aver lasciato sola vostra moglie? Ma lui fu ostinato: stavolta era troppo tardi ed avrebbe quindi mangiato l e sarebbe poi andato a dormire l. Ma il giorno dopo o quello dopo ancora avrebbe trovato unaltra stanza e se ne sarebbe andato. Ronie gli rivolse uno sguardo severo e apprensivo e lo mise in guardia con voce stanca: se se ne fosse andato cos improvvisamente, sua sorella e forse anche suo padre avrebbero potuto sospettare che fosse successo qualcosa. Gli prometteva che non gli avrebbe pi scaldato la cena. E non starete pi dietro la porta aggiunse Tsemakh E non star pi dietro la porta ripet Ronie e lo guard con triste sorpresa, come se non riuscisse a credere che egli potesse essere cos duro e grezzo. Ronie si port le mani sulla fronte e sugli occhi, come se volesse scacciare un sogno. Poi usc dalla sala da pranzo e chiuse la porta del corridoio lentamente, ma con fermezza, come se fosse per sempre.
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Venerd sera Chaikl era di nuovo a casa di Reb Hirshe Gordon, e lanciava furtivi sguardi a Tsharne che portava le vivande dalla cucina: pesce ripieno al vapore, zuppa di pollo con pezzi di grasso, e pollo in umido, dolce e denso. La madre di Tsharne, che distribuiva le porzioni, gli pareva pi carina e pi efficiente di sua figlia, dalle mani piccole e dalle gambe grosse. Chaikl not che Tsharne portava i piatti imbronciata e non diceva una parola per la paura che il vassoio carico le cadesse dalle mani. Not anche che dal di dietro del vestito le pendeva un piccolo nastro nero, che si muoveva come la pendola di un orologio. Aveva le calze con le grinze, non ben tirate, che disgustarono tanto il giovane studente, che perse lappetito per i ricchi cibi di Shabat. Ce laveva anche con il padrone di casa che non parlava con lui. Reb Hirshe indossava un semplice cappello e una giacca corta, come fosse a met settimana, e non alzava gli occhi dal suo Chumash e dai commentari. La cena procedeva in silenzio. Quando Tsharne port piatti di composta fredda di prugne e bicchieri di te bollente, entr Eltsik Blokh, ex cognato di Reb Hirshe e genero pi anziano del rabbino di Valkenik, augurando un caloroso gut shabbes25 Eltsik Blokh, un uomo con una barba grigia ben curata, che possedeva una casa di pietra e un negozio di articoli sofisticati, era un consigliere della comunit e portavoce capo degli Ebrei Illuminati di Valkenik. Nonostante ci, non era chiamato il genero del rabbino, come Reb Hirshe Gordon. La gente diceva che Eltsik Blokh aveva bisticciato con la moglie perch il padre di lei, il rabbino Yakov Chakhohen Lev, considerava il suo ex genero pi importante di lui. Cerano voci in giro che quando Valkenik aveva offerto a Reb Hirshe la sedia rabbinica, Eltsik Blokh avesse chiesto alla moglie che suo padre impedisse di essere rimpiazzato dal suo ex genero. Sembra che il vecchio rabbino avesse replicato che Eltsik non dovesse preoccuparsi: Hirshe non avrebbe accettato il posto. Lui comunque si augurava che lo accettasse perch in tal caso Valkenik avrebbe avuto meno conflitti. Queste osservazioni vennero diffuse come provenienti dal rabbino, e le sue previsioni furono esatte: qualunque candidato Eltsik e la sua parte supportassero, Reb Hirshe gli si opponeva. In pubblico i due generi si trattavano educatamente. Dopo un battibecco ad un convegno o alla bet-medresh Eltsik andava sempre dal cognato per
25. Buon Sabato, in yiddish. 194

una chiacchierata amichevole. Le sere del venerd andava ad ascoltare Reb Hirshe che spiegava la parte di Torah di quella settimana. Ora era venuto per accompagnare Reb Hirshe alla bet-medresh. Parlava con familiarit con tutti i componenti della famiglia, e Tsharne port un po di frutta ed un po di t per suo zio. Appena seduta, Tsharne torn a sembrare una principessa per Chaikl. Le sue guance, la sua fronte ed il mento brillavano vivacemente, come la pelle di un frutto succoso e saporito. Eltsik Blokh sbucci una mela con un coltellino, la mangi a spicchi e disse al balebit: Il rabbino di Myadel26 arrivato e far la predica domani. Si dice che sia un grande studioso e conosca anche il polacco. Ma per voi ha un difetto. un Mizrachi27. Un brutto difetto disse Reb Hirshe senza togliere gli occhi dal Chumash. Forse cambierete idea alla fine e accetterete il posto. In questo modo potremo evitare le discussioni. Tutti quanti sono favorevoli a voi disse Eltsik Blokh. Non vi preoccupate, Zio. Il babbo non sar mai il rabbino di Valkenik disse Tsharne, ridendo. Eltsik, un po agitato, rise anche lui: non voleva essere frainteso, sarebbe stato il primo a votare per lui. Tsharne, felice come una bambina che stata pi furba di un grande, voleva aggiungere qualcosaltro, ma unocchiata dura di suo padre le intim di fermarsi. Eltsik continu dicendo che se proprio aveva deciso di non fare il rabbino di Valkenik, allora perch non diceva chi era il suo candidato? Per esempio il rabbino di Meisegoleh28 era considerato una delle luci pi splendenti della loro generazione. Inoltre, per gli ultra religiosi di Valkenik, aveva anche il pregio di non conoscere il polacco. E non leggeva neanche i giornali del partito Agudah29. Nonostante ci, anche il gruppo degli Illuminati avrebbe supportato il rabbi di Meisegoleh, perch era un rabbino di vecchio stampo che non si occupava di politica. E allora perch Reb Hirshe non lo voleva supportare? Un rabbino dovrebbe occuparsi di politica rispose seccamente Reb Hirshe. Allora, si chiese Eltsik, se Reb Hirshe la pensava cos, perch non sosteneva il rabbino di Zshetl30. Quello un Agudahnik31 dichiarato che versa fuoco
26. Cittadina oggi in Bielorussia. 27. Organizzazione religiosa sionista fondata a Vilnius nel 1902. 28. Citt di difficile individuazione. 29. Partito fondato a Katowice, in Polonia, nel 1912, per rappresentare gli Ebrei ultra-ortodossi, che si contrapponevano al Sionismo. Dopo allora il partito sub varie trasformazioni. 30. Cittadina oggi in Bielorussia. 31. Appartenente al partito Agudah. 195

e zolfo sui Mizrachi. Quello non abbastanza studioso, grugn Reb Hirshe, mentre scuriva in faccia. Ma suo cognato scroll le spalle e un sorriso furbo gli illumin la faccia: non cera davvero sulla terra di Israele un saggio vivente che fosse degno di prendere il posto di rabbino di Valkenik? Con le labbra serrate, Reb Hirshe rimase in silenzio. Un silenzio che per Eltsik era come una puntura di spillo. Si volse alle donne e cominci a rimproverare la yeshiva dei Musarnik di Navaredok: non riusciva a capire come quelle selvagge creature fossero accettate nella shtetl. Era stato presente alle loro preghiere qualche volta e aveva visto come loro si muovevano agitati e gridando: Ahi, ahi, ahi! Oi, oi, oi! Poi si rivolse a Chaikl: Pensate di essere dei lerner? Voi siete dei matti! Quando il babbo prega, non si dondola avanti e indietro e non grida: Ahi, ahi, ahi rise Tsharne, e la sua risata secc la gola di Chaikl. Eltsik Blokh divenne ancor pi furioso: nella bet-medresh i Musarnik rompevano tutte le panche e i leggii di preghiera. Avevano ridotto ad un porcile la casa dellospite. Avevano avuto materassi di paglia nuovi, che avevano rotto, spargendo paglia sul pavimento. Paglia veniva fuori dalle maniche dei Musarnik e anche dalle loro orecchie. Sono proprio cos sciatti? Tsharne lanci unocchiata a Chaikl come per vedere se ci fossero tracce di paglia nelle sue orecchie. Eltsik era contento di esser riuscito a portare almeno Tsharne dentro la conversazione Si tir allindietro il suo cappello invernale e derise ancor di pi lo studente: e come si grattavano! Ma dov la sorpresa: se non si cambiano la biancheria, leggono il Talmud e si grattano. I ragazzi sono lontano da casa, lontano dai loro genitori, studiano la Torah, e non c nessuno che si prende cura di loro la moglie di Reb Hirshe Gordon sorrise a Chaikl per alleviare la sua umiliazione. Ma se i ragazzi sono lontani da casa e dai loro genitori, e studiano la Torah, non possono andare ai bagni pubblici il venerd e far bollire le loro camicie e i loro mutandoni? Eltsik Blokh fece una smorfia. C una tinozza per il bucato nella casa dellospite, ma i Musarnik si lavano solo la punta delle dita la mattina. Se ne vanno in giro con zolle di fango attaccate alle mani ed ai colli; sudici, stracciati e cenciosi. Invece i pionieri sionisti, figli di rispettabili famiglie, vanno ai campi di addestramento e si fanno il loro bucato. Non li spaventa lacqua fredda. Questi pionieri che si preparano ad andare a stabilirsi nella nostra Terra Santa non sono spaventati neanche dal fuoco. Bene, lora di recitare la benedizione. Hirshe chiuse il suo libro facendo finta di non aver sentito una sola parola del blaterare sui pionieri di suo cognato.
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Chaikl recit la benedizione con la testa bassa, Davanti agli occhi aveva la scena del venerd sera a casa dei genitori. Le sottili candele nei candelabri di rame erano finite e il petrolio nella lampada anche. Solo lo stoppino sfarfallava e si contorceva, alzandosi verso il soffitto, cercando senza riuscirci di uscire dal vetro, come un animaletto in una profonda fossa. Suo padre sedeva tra il letto e il tavolo, contemplando tristemente la sua libreria. Nella stanza buia la sua barba color latte sembrava ancor pi bianca. Sua madre stanca e quasi irrigidita dal lavoro della settimana, si era addormentata prima di finire la benedizione. Aveva le mani sul tavolo, le dita storte e screpolate dal freddo e dal vento. Lui aveva lasciato i genitori ed era andato in una yeshiva per diventare un lerner migliore, e una ragazza della shtetl gli si era avvicinata, agitando i suoi pensieri. Si meritava quella umiliazione. Appena Chaikl ebbe finito la benedizione e usc di casa, gli riprese a tornare in mente Tsharne. Era veramente Shulamith del Cantico dei Cantici? Questa era descritta come alta e sottile, una colonna di fumo, mentre la ragazza di Valkenik, con la sua voce bambinesca e strillante, era bassa, pigra e capricciosa. Sua madre era senza dubbio pi bella ed aveva anche un carattere migliore, calda e brillante. Anche Leitshe la cuoca aveva una figura pi bella di quella della figlia di Reb Hirshe. Ed anche se Leitshe aveva le mani rovinate dal lavoro e la faccia sempre sudata, e anche se era sempre sporca di cucina, era capace di portare dozzine di piatti e bicchieri in tutte e due le mani. Invece Tsharne era una goffa creatura, una Cenerentola tra i piedi del vitello. Chaikl scaric la sua collera contro di lei a lungo, finch non si sent meglio; poi se ne and alla bet-medresh per studiare, per recuperare il tempo perduto durante la settimana dietro alle sue fantasie. Anche Reb Tsemakh Atlas ebbe un venerd sera angosciante. A casa dello shochet, Ronie era rimasta in camera perch si sentiva male. Chanah-Leahs gli aveva portato da mangiare molte volte, ma era sempre tornata con il vassoio pieno. Ronie diceva di avere un tremendo mal di testa e di non voler mangiare. Reb Lipe-Yose non sopportava che un membro della famiglia non venisse a tavola o venisse in ritardo, cos prese spunto dallassenza di Ronie per dire quel che pensava di Ezriel Weinstock: quello se ne andava in giro per il mondo e non si curava affatto della moglie e dei bambini. Tsemakh ascoltava e si sentiva un po in colpa. Non cera dubbio che erano state le sue parole dure ed il rifiuto delle cure di lei che avevano provocato la indisposizione di Ronie. Ma non aveva avuto altra scelta. Forse a lei sarebbe bastato essere una sorella per lui, ma a lui non sarebbe bastato. Tsemakh attese impazientemente la fine della cena e usc subito per andare alla bet-medresh. Entr nella stanza laterale, dove la sera prima aveva trova197

to Melekhke che dormiva e sedette al tavolo alla luce fredda di una piccola lampada elettrica. Ma, appena aperto un libro, si trov di fronte ancora una volta Ronie nella stanza da pranzo, al buio a mezzanotte. Perch aveva ripetuto che non si doveva lasciare sola una moglie? Stava pensando a suo marito? O Ronie stava pensando che la moglie di Tsemakh non fosse migliore di lei e che lui non doveva sentirsi in colpa? Tutte le sue passioni proibite scomparivano improvvisamente quando pensava questo. Di sicuro anche sua moglie era in preda a simili tentazioni e sarebbe stata anche pi condiscendente di Ronie. Slave aveva gi avuto un uomo prima del matrimonio ed ora era arrabbiata con lui perch aveva litigato con la sua famiglia e se ne era andato. E se lui si fosse trasferito in altri appartamenti, non avrebbe pi avuto tentazioni? Lunica soluzione era riconciliarsi con sua moglie e portarla a Valkenik. Tsemakh sent un ronzio in testa e dovette appoggiare la schiena al muro. Da quando viveva a Valkenik ed era il capo della yeshiva, gli era apparso ancor pi evidente che Slave non era adatta a fare la rebetsin e non avrebbe voluto farla. Forse ella aveva contato sulla sua inabilit a sopportare la solitudine, e su altri ostacoli. Invece lui sarebbe stato capace di sopportare tutti. Non sarebbe tornato a Lomzshe a fare il venditore nel negozio dei cognati. Sarebbe rimasto a Valkenik e sarebbe stato estremamente attento a non inciampare n in unaltra donna, n in una nuova controversia. Chaikl il Vilner entr nella stanza visibilmente inquieto. Vedendo il suo rosh-yeshiva, si eccit ancor di pi. Era arrabbiato con Reb Tsemakh, con Reb Menachem-Mendl, e con tutti quelli che gli avevano raccomandato i magnifici Shabat a casa di Reb Hirshe Gordon Laltra notte mi avete chiesto se ero soddisfatto dei miei Shabat a casa di Reb Hirshe Gordon. Non ci voglio andare pi, neanche per il pranzo di domani disse Chaikl bruscamente. Disse a Tsemakh di come Eltsik Blokh lo avesse umiliato, e che la famiglia di Reb Hirshe lo aveva guardato per vedere se anche lui non fosse sporco come gli altri ragazzi della yeshiva che dormivano nella casa dellospite. E perch non gli avete risposto? Sapete come fare disse Tsemakh non penso che siate il tipo che tiene a freno la lingua. Chaikl si chiuse in un silenzio di rabbia. Avrebbe preferito che il roshyeshiva lo considerasse un codardo, piuttosto che ammettere che una ragazza di provincia gli aveva chiuso la bocca e che era lei il suo yetser-hore mascherato da Aron-Kadesh. Dovette poi ascoltare in silenzio il resto del rimprovero del rosh-yeshiva: se Eltsik Blokh non lo avesse visto imbarazzato perch era un povero benTorah, non gli avrebbe parlato cos impudentemente, ed anche la famiglia
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Gordon avrebbe avuto molto pi rispetto per lui. In ogni caso non doveva infastidirsi per gli insulti di un piccolo bottegaio. Ma alla fine stato ancora meglio aver mantenuto la calma e non avergli risposto. Ma per carit del Signore non pensasse di non tornare domani per il pranzo di Shabat alla casa di Reb Hirshe Gordon. Questi avrebbe potuto anche diventare un nemico risentito della yeshiva, e ci avrebbe potuto avere conseguenze catastrofiche. Chaikl guard con stupore Tsemakh Atlas. Da quandoin qua aveva paura delle controversie? Anche lui adesso tremava di paura per una disputa, proprio come Reb Menachem-Mendl Segal?

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Allo cholent di Shabat il vecchio shochet aveva un umore peggiore di quello del venerd sera: Ronie, ancora malata, era rimasta nella sua camera, e per di pi durante le preghiere del mattino, alla bet-medresh, aveva avuto una discussione con Eltsik Blokh. Quindi Reb Lipe-Yose sedette a tavola e fece questa tirata: Mazel-tov! Abbiamo avuto la pace e la tranquillit per tanto tempo. I balebatim gi stanno prendendo posizione a favore o contro il nostro ospite nella shtetl, il rabbino di Myadel. Un modesto ciabattino di Liade32 pu dire la sua su chi vuole come rabbino, ma io devo mordermi la lingua e star calmo perch io lavoro per la comunit, anche se un rabbino e uno shochet sono vicini come una porta e la sua maniglia. Poich infuriato perch gli esponenti importanti della citt si oppongono al rabbino di Myadel e stanno con Reb Hirshe Gordon, Eltsik Blokh sta parlando male degli studenti della yeshiva e dei suoi roshi-yeshivot. Ma anche Hirshe Gordon non soddisfatto della yeshiva. Dice che stato il primo lui a permettere ai Musarnik di Navaredok di venire in citt. Pensava che avrebbero intrapreso una guerra santa qui come avevano fatto da ogni altra parte. Ora dice che si accorto di aver fatto un errore. Reb Menachem-Mendl ascoltava malinconicamente. Avesse saputo prima che cera questa controversia per la sedia rabbinica a Valkenik, ci avrebbe pensato dieci volte prima di accettare di venire alla yeshiva. Uno non pu studiare tranquillo in una citt assediata dai litigi. Inoltre non aveva di che vivere qui, e non era in grado di portare la moglie e il figlio a Valkenik. I cittadini di Valkenik non si preoccupavano eccessivamente degli studenti
32. Forse si intende la citt di Lide, in Bielorussia. 199

della yeshiva e dei loro insegnanti. Il suo amico Reb Tsemakh a Vilnius aveva dimenticato di dirgli del litigio locale, o forse non glielo aveva detto di proposito. La yeshiva non si deve immischiare nella disputa tra i due cognati e le loro fazioni disse Reb Menachem-Mendl, guardando Tsemakh con trepidazione, chiedendosi se sarebbe rimasto fuori dalla controversia. Con sua sorpresa Reb Tsemakh rimase zitto, e per questo dette limpressione di essere daccordo. Il rabbino di Myadel tutto sommato mi pare di conoscerlo. Ed questo giovanotto che diventer il rabbino di Valkenik? disse rabbioso il vecchio Reb Lipe-Yose. Sono stato educato e cortese con Eltsik Blokh, non ho alzato la voce, Dopo tutto il genero del rabbino e un leader della comunit. Gli ho detto: Che cosa volete, Reb Eltsik? Volete che i ragazzi della yeshiva dicano la loro opinione su chi vogliono come rabbino? Sono solo ragazzi e devono studiare. E allora Eltsik ha aperto la sua grande bocca: Voi siete dalla parte dei Musarnik perch i loro rosh-yeshiva sono vostri pensionanti, ed anche voi mi ha urlato Eltsik anche voi prendete lo stipendio dalla comunit per niente. Macellare, non macellate pi, vi tremano le mani. E non potete condurre la preghiera perch siete rauco come un muro. E vostro genero solo uno zoppo belle buono. Reb Lipe-Yose stava urlando a suo genero, Yudl lo shochet, che si era rannicchiato in se stesso dalla paura. I tuoi pensionanti non devono immischiarsi in questa faccenda, per cui non intrometterti neanche tu url Chanah-Leahs a suo padre. Non mi intrometto, non mi intrometto. Con il fazzoletto Reb Lipe-Yose si pul la barba da alcuni fagioli, pezzetti di carne e di tagliatelle; quindi ordin ai suoi nipoti di cantare con lui i Salmi che precedono la benedizione. Le figlie di Chanah-Leahs volevano sempre cantare con lui, avendone ereditato la capacit da generazioni di chazan, e i figli di Ronie avrebbero preferito rimanere sulla panca e muovere le braccia. Le due figlie di Reb Lipe-Yose si univano sempre anche loro. Ma stavolta i figli di Ronie rimasero fermi, sentendosi persi senza la mamma, e una delle figlie di Chanah-Leahs graffi la sorellina appena prima della benedizione e il nonno la sgrid dicendole di smetterla. La nipotina inizi a piangere anche pi forte, e Reb Lipe-Yose ordin a sua figlia di portar via dal tavolo quella bambina piangente. Yudl, che non riusciva a sopportare la sua mancanza di controllo dei membri della sua famiglia, sospir a sua figlia piangente: Resta l. Sei seduta alla tavola di tuo padre. Il suocero rimase stordito dallimpudenza di suo genero e Chanah-Leahs grid a suo marito:Non ti intromettere neanche tu!. Il naso cadaverico di Yudl divent ancora pi pallido. Sospir pi inten200

samente. Stavolta recit la benedizione senza cantare. Il vecchio shochet si alz da capo tavola con un grugnito. Voleva fare un sonnellino prima di andare alla bet-medresh per il Mincha e il sermone del rabbi in visita. Siccome in inverno il giorno di Shabat breve, il rabbino di Myadel fece il sermone prima del Mincha, per dar modo alle persone di mangiare a casa il terzo pasto di Shabat e di tornare in tempo per il Maariv. Quella settimana si leggeva la parashat33 Vayechi34, e il rabbino cominci cos: Vayechi Yakov... Giacobbe visse nella terra dEgitto per diciassette anni e questo vuol dire che nacque in terra dEgitto, perch pass gli anni precedenti a piangere il figlio Giuseppe, e questa non si pu chiamare certo vita. Questa interpretazione piacque e i vecchi Ebrei si lamentarono: Ah, che gioia i figli!. Il muro orientale era occupato da ricchi balebatim con barbe pettinate e nasi carnosi, che indossavano stivali morbidi di pelle e bombette rigide. Il potere di queste grandi colonne di Valkenik, proprietari dei negozi della piazza del mercato, era visibile nelle loro facce. Di tanto in tanto sbadigliavano, ruttavano per colpa del pasticcio di tagliatelle, e porgevano un orecchio per ascoltare quel che il rabbino di Myadel aveva da dire. Con gli occhi ancora umidi per il pisolino del Sabato pomeriggio, guardavano con astio i ribelli, i giovani che volevano scegliere il loro proprio rabbino, uno che conoscesse il polacco. Seduti nella prima fila, davanti allAron-Kadesh, cerano vecchi uomini con alti cappelli di feltro, la pelle della faccia secca come la pergamena, e invasa dal pelo fin dentro le orecchie. A questi piaceva completare il verso della Torah che il magid35 aveva iniziato. Sulle panche pi lontane, dal fondo fino al pulpito, sedevano gli artigiani, con le dita storte, le schiene ingobbite e le facce depresse. I fornai della shtetl, con gli occhi appannati e le facce pastose, sporgevano fuori tra gli artigiani come lunghi bastoni secchi. Dovendo stare tutta la notte ad impastare il pane, non dormivano mai abbastanza e combattevano sempre la sonnolenza mentre mangiavano, pregavano o ascoltavano un magid. Intorno alle tavole sul fondo e vicino alla stufa contro il muro orientale sedevano i carrettieri da Vilnius, che indossavano i loro stivaloni rivestiti di feltro e i cappelli con le protezioni per le orecchie. Avevano portato merci per i negozianti locali e sentivano ancora il freddo nelle ossa e la fatica del viaggio di unintera notte tra gioved e venerd, con un carro pesantemente carico. Per questo amavano starsene seduti nella bet-medresh in mezzo alla gente dello Shabat a farsi riscaldare da una parola ebraica.
33. Porzione settimanale della Torah. In un anno la Torah viene letta completamente, una parashat a settimana. 34. Bereshit (Genesi) 47-28, 50-26. 35. Predicatore itinerante, caratteristico degli Ebrei aschenaziti. 201

Quando il rabbino di Myadel arriv al verso nel quale Giacobbe scongiura suo figlio Giuseppe di non seppellirlo in terra dEgitto, il vecchio rabbino di Valkenik, Reb Yakov Chakhohen Lev, cominci a gemere e a lamentarsi. Da quando aveva deciso di andare in terra di Israele, aveva meditato sul pentimento, su sua figlia morta, sui figli che avrebbe lasciato qua. Sperava di non morire in viaggio, Dio lo perdoni, prima di arrivare in Terra Santa. Il posto di rabbino di Valkenik non lo interessava pi, ma sapeva di dover partire rimanendo amico di tutte e due le parti. Per questa ragione sedeva vicino allAron-Kadesh e ascoltava ogni candidato, annuendo nella sua rada barba giallastra e apprezzando tutti i sermoni. Ma i balebatim non avrebbero mai saputo quale rabbi lui preferisse. Sulla stessa panca sedeva Reb Lipe-Yose. Fissava attentamente il rabbino di Myadel, cos come aveva fatto durante la preghiera del mattino. Ora riusciva a stento a trattenersi dallo sbottare. Aveva finalmente riconosciuto il giovane predicatore. Era pronto a giurare che questo predicatore itinerante veniva da Ishishok36, e che era Shmuel-Itche, il figlio del mercante di spezie. Lo aveva conosciuto da giovane, e anche prima, da ragazzo; e anche prima di allora, quando era nella culla e lui, Lipe-Yose, era stato il suo mohel37. Il vecchio shochet divent rosso di rabbia: Sono stato il suo mohel, diventer lui il mio rabbino? Sar questo qui a comandarmi ed a decidere per me che cosa kosher e cosa non lo ?. Alla fine il predicatore arriv al verso nel quale Giacobbe benedice i suoi figli. Cit il verso: Giuseppe un ramo pieno di frutti, e parl del giusto Giuseppe, al quale i fratelli procurarono una vita miserevole. Ma non fu solo per gelosia. Giuseppe e i suoi fratelli ebbero vie differenti nel giudaismo. I figli di Leah38, di nobile origine, non volevano diventare amici dei figli delle serve. Ma latteggiamento di Giuseppe il giusto era che i figli delle serve non dovevano essere respinti. Lui era amico persino delle persone in galera. Ed per questo che fu degno di essere secondo al Re dEgitto e di avere il privilegio di salvare non solo lintera famiglia di Giacobbe, ma anche il mondo intero durante gli anni di carestia. Solo molto pi tardi i suoi fratelli capirono ed ammisero che la via di Giuseppe era stata quella corretta. I cittadini pi influenti capirono che il rabbino di Myadel stava parlando contro il partito degli Agudah, che non volevano esser amici dei liberi pensatori. Poich il rabbi era un Mizrachi, il suo atteggiamento era quello
36. Citt della Lituania, oggi chiamata Eiiks. 37. Circoncisore. 38. Prima moglie di Giacobbe, madre di 6 dei 12 figli che daranno origine alle 12 Trib. 202

di Giuseppe: si doveva esser amici dei liberi pensatori sionisti. I balebatim sorridevano. Consideravano troppo semplicistica questa interpretazione delle ragioni per le quali Giuseppe fu venduto. E Eltsik Blokh aveva assicurato loro che il rabbino di Myadel era un uomo fantastico e sofisticato. Eltsik Blokh era in piedi vicino al muro orientale in preda allira. Il rabbi in visita non era neanche il suo candidato, ma lui era un Mizrachi, e quando un candidato Mizrachi cadeva, Eltsik Blokh vedeva in questo un suo fallimento. E, per peggiorare la situazione, il suo ex cognato, Hirshe Gordon, era seduto vicino allAron-Kadesh e sbadigliava con piacere, come se fosse sotto una coperta. A Reb Hirshe non piacevano i predicatori itineranti. Di solito usciva dalla bet-medresh prima che i candidati rabbini si alzassero per parlare e tornava quando avevano finito, giusto in tempo per la preghiera serale. Ma durante il sermone del rabbino di Myadel, rimase seduto, chino su un Talmud aperto. Qualche minuto dopo la testa e le braccia gli caddero in avanti verso il leggio di preghiera e lui si addorment, soffiando dal naso e fischiando dalle labbra come un carrettiere che voglia fermare i suoi cavalli. Quando il predicatore si ferm per riprendere fiato, tutti udirono Reb Hirshe che russava. Eltsik Blokh gli avrebbe voluto dare un colpetto per farlo smettere, ma temeva una scenata, uno scandalo. Anche il rabbino di Myadel sent russare, Si guard tuttintorno finch non vide un uomo che dormiva sopra un Talmud aperto vicino allAron-Kadesh. Quando il rabbi si pieg sopra la balaustra e si rivolse a quello che russava, questo lo fece anche pi forte. Per tutto un minuto il rabbino rimase sui gradini dellAron-Kadesh senza parole. Poich era la sua prima visita a Valkenik, ebbe limpressione di stare davanti a questi Ebrei sconosciuti come una persona nuda in presenza di altri vestiti di tutto punto. Ma super il momento di confusione e continu a parlare. La luce di ghiaccio del mondo invernale fuori illuminava la faccia pallida e delicata del predicatore e la sua barba biondo scura. I suoi occhi gentili luccicavano di giovent dietro i suo occhiali cerchiati doro. Il nervosismo gli faceva muovere le mani pi del necessario, e tutti notarono le sue lunghe dita bianche e le sue maniche soffici e pulite. Gli artigiani nelle file dietro, e i carrettieri intorno ai tavoli guardavano il rabbi con curiosit ed affetto, ma i mercanti e i lerner tra la folla rimasero freddi. Il visitatore sent che non stava facendo presa sugli uomini del muro orientale; ed il pensiero che avrebbe dovuto tagliare il suo sermone a causa delle giornate corte invernali lo agitarono ancor di pi. Fin frettolosamente con il verso nel quale Giuseppe, prima della sua morte scongiura i suoi compagni di prendere le sue ossa con loro quando lasceranno lEgitto. Lanziano rabbino di Valkenik si lament
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ancora ad alta voce, sperando di meritarsi di vedere la Terra di Israele. Poi il predicatore concluse con: E il redentore verr a Sion e ci far dire a tutti: Amen. Tutti risposero con un Amen cos forte che Reb Hirshe fu svegliato dal suo sonno, n morto n vivo, come se avesse udito il suono dello shofar messianico. Durante la preghiera pomeridiana, quando il giovane rabbi era rimasto in preghiera vicino al muro orientale, il vecchio shochet gli si era avvicinato e gli aveva chiesto se non venisse da Ishishok e non fosse il figlio di ShmuelItche, il mercante di spezie. Il giovane rabbino fu contento di vedere il vecchio non meno che se avesse trovato un parente, e rispose che certamente era il figlio di Reb Shmuel-Itche, il mercante di spezie e che si ricordava dello shochet di Valkenik fin da quando era solito andare a Ishishok. Ma Reb Lipe-Yose se ne and via arrabbiato e mormor tra s e s: Sicuro! proprio lui!. Dopo la preghiera del pomeriggio, tutti aspettarono che se ne andassero il predicatore in visita e il rabbino di Valkenik, che lo aveva invitato per il terzo pasto di Shabat. Poi i balebatim che sedevano presso il muro orientale cominciarono ad andarsene anche loro. Circondarono Reb Hirshe e gli chiesero se avesse apprezzato il sermone. Gordon li guard sorpreso e disse che non poteva averlo apprezzato, dato che aveva dormito. Allora Eltsik Blokh sbott, dicendo che quella era pura crudelt, tipica di un assassino! E anche se il rabbi di Myadel non era di suo gusto, non era forse un Ebreo lo stesso? Non era forse un lerner? Poteva far uscire il sangue da uno e poi russare durante il suo sermone? Ma Reb Hirshe si limit a scrollare le spalle. Era unaccusa falsa. Lui stava studiando la sua pagina quotidiana di Talmud e non era potuto uscire prima che iniziasse il sermone, perch il rabbino aveva cominciato a predicare molto presto. E siccome non gli era sembrato appropriato uscire mentre stava parlando, era rimasto ad ascoltarlo, combattendo contro il sonno come contro un assassino. Ma non era riuscito a vincere la sonnolenza. Una terribile stanchezza gli era piovuta addosso. E allora che cosa era tutto quel trambusto? Eltsik Blokh si rese conto ancora una volta che suo cognato aveva un potere demoniaco. Appena Reb Hirshe usc dalla bet-medresh, i balebatim cominciarono a corrergli dietro, come Chassidim dietro al loro Rebbe. I soli che rimasero intorno alla Bimah furono un gruppo di burloni e due uomini anziani che camminavano male e che non avevano ancora raggiunto luscita. Un tipo sfacciato batt la mano sulla spalla di Eltsik in modo familiare, dicendogli di non essere depresso: Reb Hirshe era un tipo troppo astuto per parlar male del rabbino in visita. In ogni caso tutti avevano constatato che
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il rabbino di Myadel era debole come un pulcino giovane, e che non andava bene per Valkenik. Andiamo a mangiare lo shalosh-seudos39, Eltsik. E da quando sono Eltsik per te? Abbiamo forse lavorato nello stesso porcile? grid Eltsik a quello che gli aveva dato la pacca sulle spalle. Il nome del mio ex cognato Zvi-Hirsh, e allora perch lo chiamano Reb Hirshe con quella e alla fine? A meno che questo sia il modo loro di chiamarlo, non c miglior lerner di Reb Hirshe, non pi grande santo di Reb Hirshe, e se Reb Hirshe russa durante il sermone di qualcuno, sotto sotto ci deve essere dello spirito e della saggezza. Ma da quando i capoccioni di Valkenik conoscono cos bene gli studiosi di Torah? Che ci possiamo fare se il vostro nome Eltsik e Blokh un cognome cos corto. Il buontempone sospir con compassione. Non colpa di nessuno se non possiamo allungare il suo nome come quello di suo cognato, Reb Hi-rshe Gor-don. Eltsik Blokh si rese conto che si era fatto prendere in giro e si era reso ridicolo. La gente poteva addirittura sospettare che fosse invidioso di suo cognato. Frattanto, il vecchio shochet stava arrivando lentamente dal muro orientale. Aveva ascoltato con ovvio piacere la presa in giro del capo della comunit, che lo aveva rimproverato quella mattina. Avete qualche opinione da darci su chi dovrebbe essere il rabbino di Valkenik? gli grid Eltsik Blokh. Non voglio immischiarmi rispose Reb Lipe-Yose con timore. Ma dispiaciuto di esser stato sgridato da Eltsik Blokh come un bambino, il vecchio dimentic che non doveva interferire ed esclam che si ricordava del rabbino di Myadel quando era giovane, un ragazzo, un bimbo nella culla. Era il figlio del mercante di spezie di Ishishok, Shmuel-Itche. Lho circonciso io, proprio io. Lo shochet alz la mano con le dita dalle lunghe unghie luccicanti, come a voler testimoniare la veridicit delle sue affermazioni. Sono stato il suo mohel non ditemi che sar il mio rabbino! Non capisco: se lo avete circonciso, non gli permesso essere il vostro rabbino? Eltsik lo guardava a bocca aperta. Sono stato il suo mohel potr essere lui il mio rabbino? Reb Lipe-Yose non riusciva a capire che cosa non capisse Eltsik Blokh. I giovani, godendosi la scena, ridevano fragorosamente. I vecchi rimbambiti continuavano a chiedere a Reb Lipe-Yose se fosse vero che avesse circonciso lui il rabbino di Myadel e poi esclamavano che se davvero lui aveva
39. Letteralmente tre pasti: il terzo pasto di Shabat, consumato alla sera del Sabato. 205

sforbiciato il giovane rabbino, allora quello non sarebbe diventato certo il rabbino di Valkenik. Finch saremo vivi noi! E sbattevano le loro gengive senza pi denti. Eltsik aveva la testa che gli scoppiava: il mondo stava diventando matto. Rimase in piedi, stordito. Anche Reb Lipe-Yose cadde in uno stato dansia, capiva che Blokh era diventato ora un suo nemico e lo avrebbe perseguitato. Lo sfortunato rabbino di Myadel fu subito dimenticato, ma il litigio tra lo shochet e Eltsik Blokh fu raccontato in tutta la shtetl dai giovani intellettuali. Per tutta la settimana, ogni volta che un gruppo si riuniva in piazza del mercato o in un negozio, alcuni burloni si mettevano in mezzo e improvvisavano uno spettacolo. Uno di essi imitava lo shochet, mentre laltro fingeva di essere Eltsik Blokh. A casa la figlia maggiore, Chanah-Leahs, ricordava a Reb Lipe-Yose di avergli consigliato di non intromettersi. Il vecchio le assicurava di non essersi intromesso: Ma dimmi solo questo, Chanah-Leahs: sono stato il suo circoncisore. Potr essere lui il mio rabbi?.

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Yosf Varshever, il promesso sposo di Leitshe la cuoca, si fidanz senza far troppo rumore con la figlia di Gedalia Zondak, nella stessa notte del Sabato della lite nella bet-medresh attorno al rabbino di Myadel. Gedalia Zondak era un mercante di grano e pellame, e procurava ai macellai manzi e vitelli. La sua figlia pi grande, Nekhoma, era una ragazza piccola e tozza con un grosso collo, bianco come il latte. Per nascondere il suo corpaccione indossava vestiti larghi come fosse una donna incinta. Non faceva amicizia con i giovani del luogo. Nonostante ci tutti erano certi che Nekhoma avrebbe sposato un mercante. Quando seppero la novit, i negozianti del mercato augurarono mazel-tov a Gedalia Zondak e gli chiesero come mai sua figlia avesse scelto uno studente della yeshiva e perch proprio uno di quei polacchi. Zondak scroll le spalle, come se fosse sorpreso anche lui: come faceva a saperlo? Yosf viveva e mangiava a casa sua per gli Shabat. A sua figlia e sua moglie piaceva tanto, ed allora se per sua figlia andava bene, era felice anche lui. Lo avrebbe preso con s nei suoi affari. E gli avrebbe dato una dote, lo avrebbe mantenuto per un paio di anni e gli avrebbe anche dato due stanze. Daltronde un lerner non era peggio di uno dei bestioni locali.
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I negozianti del mercato furono daccordo: era vero, un lerner non era peggio di qualche bestione locale. Aveva del cervello quel polacco. Era finito dentro una miniera di grasso. Ma perch un fidanzamento cos veloce e senza far rumore? E perch gli amici non erano stati invitati a bere qualcosa? Zondak scroll ancora le spalle: come faceva a saperlo? Il suo genero diceva di non gradire il trambusto. Tutta Valkenik augur mazel-tov alla famiglia Zondak, ma le cuoche, Gitl, la butterata e le sue figlie ancora non ci credevano. Yosf non aveva mai parlato di dove alloggiasse. Ma quando smise di venire nella cucina a mangiare, Gitl subito si mise un fazzoletto sulle spalle e and alla bet-medresh. Yosf Varshever era sempre in un angolo a studiare da solo. Gli studenti fecero capolino dai loro leggii per guardare la cuoca che gli diceva qualcosa e lui rispondeva con calma. La donna stava l esterrefatta, mentre lui continuava a ondeggiare calmo sul suo Talmud. Poi la donna si mise in testa il fazzoletto e addolorata usc dalla bet-medresh. Gitl and di casa in casa rovesciando le sue amarezze su tutte le donne della shtetl. Mentre Gitl si lamentava, le donne pensavano: non ho mai creduto che quel lerner cos elegantemente vestito potesse sposare una povera sguattera. Ma dicevano alla cuoca di non stare zitta, ma di andare a smuovere tutta la shtetl. La vedova and allora dal vecchio genero del rabbino, che le disse di andare dal giovane genero del rabbino, esclamando: Mio cognato ha appoggiato in pieno la venuta di quegli sporcaccioni dei Musarnik in Valkenik. Non questo il problema! Yosf non una persona sporca. pulito e ha una faccia da bambolotto. E per questo la mia Leitshe ha perso la testa per lui mormor Gitl e and dal giovane genero del rabbino. Reb Hirshe la ascolt, con i gomiti appoggiati alla cassa e gli occhi immersi in un testo. Rispondeva lentamente senza alzare gli occhi dal libro: non voleva immischiarsi, e il suo consiglio era quello di non andare di casa in casa, perch facendo ci avrebbe diminuito il prestigio della figlia agli occhi degli altri possibili pretendenti. Doveva invece parlare con gli Zondak e col capo della yeshiva, Reb Tsemakh Atlas. La cuoca raccolse il suo coraggio e apr la porta della residenza degli Zondak, ma la grossa moglie di Zondak la cacci fuori immediatamente: non ci perdeva certamente con i lerner; lei e le sue figlie prendevano dalla pentola i migliori pezzi di carne e lasciavano agli studenti le suole di scarpe. Gitl augur alla grossa baleboste di provare la sua fortuna di vedova in miseria e torn alla sua cucina, augurando al promesso sposo il rogo di Varsavia. La figlia pi grande, Rokhtshe se ne and di casa. Si vergognava del fatto
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che gli studenti vedessero la sorella minore, la promessa sposa rifiutata, vagare per le stanze sconvolta, con le guance rosse e lucide piene di lacrime. Andarsene in giro vestita male, con gli occhi annebbiati, e con un sorriso penoso non importava per niente a Leitshe; sembrava quasi che volesse esser compatita dalla gente. Quando Gitl serviva gli studenti, li fulminava con invettive da strada: Gli piace di pi la figlia degli Zondak, a quel mascalzone di Varsavia; avr un letto pieno di carne puzzolente. Gli studenti della yeshiva sedevano silenziosi con le teste abbassate, non avevano appetito. Solo quando tornarono alla bet-medresh, Yoel Uzder disse loro cosa pensasse: il Varshever non era certo un mistero per lui, doveva ancora restituirgli lo zloty e i cinquanta groschen che gli aveva prestato, ed allora non cera da sorprendersi se aveva preso in giro una vedova e sua figlia. Le baleboste incitavano i mariti: quel sempliciotto di un villano di Gedalia Zondak, dicevano, ha avuto abbastanza buonsenso ad afferrare uno studente di Torah, ma loro, bravi padri e rispettabili Ebrei, non pensavano di cercare un lerner per le loro figlie. I balebatim allora fermarono il futuro suocero dicendogli in faccia che aveva derubato una vedova ed unorfana. Gedalia Zondak rispose gridando arrabbiato che, per quanto riguardava lui, tutta Valkenik poteva andare al diavolo. La cuoca butterata e le sue figlie stavano solo sognando. Tutti sapevano che Zondak stava mentendo. La prova era il fidanzamento sotto silenzio. Comunque nessuno voleva entrare in conflitto con lui. Ma quando Reb Yisroel, il sostenitore della yeshiva, ricord ai balebatim le condizioni misere degli studenti, questi risposero che tutta Valkenik stava ora bruciando come un fuoco per la yeshiva. A che serve bruciare? I ragazzi nella casa dellospite stanno congelando. Daccordo, tutta la shtetl in subbuglio perch un giovane ha rotto il patto di fidanzamento. E di questo han colpa gli altri ragazzi? chiese Reb Yisroel. Reb Yisroel, il sarto, che aveva il portamento dignitoso di un uomo tranquillo e religioso, era un artista nel proprio lavoro, un maestro riconosciuto nel cucire gabardine per i lerner. Valkenik rispettava la sua lunga barba bianca e la sua abilit nel trattare con le persone. Era stata una sua mitsvah trovare un po di ospitalit nelle case per i visitatori a Valkenik. Da quando era stata fondata la yeshiva a Valkenik, Reb Yisroel era diventato il suo protettore, e i balebatim non osavano rifiutargli niente. Ma dopo la faccenda di Yosf Varshever, era rimasto umiliato e il cesto dove raccoglieva cibo per la cucina della yeshiva rimaneva sempre mezzo vuoto. Udiva la stessa litania dai lattonieri al di l del ponte, dagli artigiani della via della Sinagoga, e dai carrettieri che vivevano nei tuguri sulle rive del fiume:
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Avrebbe avuto un mascalzone locale la forza di prendere in giro una vedova e sua figlia nel modo con cui lo ha fatto quello scaldapanche?. Un uomo gli disse che non era obbligato a togliere del cibo dalle bocche dei figli per darlo ad uno straniero. Un altro diede alla cucina della yeshiva meno aringhe della volta prima, borbottando che era denaro buttato nella fogna comunque. Un uomo povero non poteva mai avere per genero un lerner. Un terzo, un carrettiere, dette invece in modo generoso, ma url nelle orecchie del protettore della yeshiva che Yosf Varshever aiutava le cameriere proprio come Yosf-il-Santo40 del Chumash aiutava i figli delle cameriere di suo padre, come aveva ricordato il rabbino di Myadel nel suo sermone di Shabat. Ma sposarla una cameriera era unaltra cosa. Era qualcosa contro la dignit di Yosf-il-Santo di Varsavia. Per quando aveva trovato la figlia di un uomo ricco, non era scappato. La figlia di Gedalia Zondak gli aveva davvero messo la catena al collo, a Yosf-il-Santo di Varsavia. Reb Yisroel raccont tutto questo ai rosh-yeshivot. La faccia di Reb Menachem-Mendl divent gialla come una carota e chiese al capo della yeshiva di parlare con il promesso sposo. La yeshiva si sarebbe potuta sgretolare. Tsemakh, a cui non era mai piaciuto quel giovane con quellaspetto freddo e pulito, lo aveva evitato ancor pi da quando Ronie gli aveva detto che Yosf Varshever le aveva parlato di sua moglie. Tsemakh cap che questo tipo che vagava da yeshiva a yeshiva sapeva troppo riguardo alla sua famiglia in Lomzshe. Fargli una paternale non sarebbe servito. Un opportunista come il Varshever non si sarebbe fatto scrupolo di danneggiare una comunit di studenti. Gitl, comunque, stava ancora chiedendo giustizia. Si ricordava che Reb Hirshe Gordon le aveva consigliato di parlare con Reb Tsemakh Atlas. Perci la sera di un giorno feriale and a trovare Reb Lipe-Yose, quando tutti si erano riuniti a tavola per la cena. Chanah-Leahs cortesemente la fece sedere. La cuoca rimase in piedi, con il fazzoletto sulla testa, dicendo che tutti sapevano la ragione per la quale era venuta e che non voleva far perdere tempo e disturbare la loro cena. Continu con tono delicato e remissivo. Yosf diceva di non aver mai promesso a lei o a sua figlia che lavrebbe sposata. Diceva addirittura di non averne mai parlato. Ed era vero che non ne avevano mai parlato. Ma lui sapeva che tutti lo consideravano il fidanzato di Leitshe, cosa che lui non aveva mai negato. Lui andava nella cucina quando tutti gli altri studenti se
40. Giuseppe il Santo, ovvero Giuseppe figlio di Giacobbe, qui contrapposto ironicamente a Giuseppe il Santo di Varsavia. 209

ne erano andati e si faceva servire separatamente. Lei non voleva dargli le magre razioni che mangiavano gli studenti, e cos aveva fatto di testa sua, aveva comprato a credito dai negozianti e preparato ogni sorta di raffinati piatti per lui. Lui sapeva che era una povera vedova che non poteva permettersi di far questo giusto per compiere una mitsvah. Gitl scoppi in lacrime e Chanah-Leahs, sempre abbattuta, rimase in piedi torcendosi le mani. Il vecchio shochet scosse tristemente la testa, mentre il giovane shochet guardava le sue figlie con terrore, come se temesse che anche loro potessero diventare orfane. Reb Menachem-Mendl si chiuse in se stesso, e Tsemakh, da sotto le ciglia aggrottate, vide Ronie fissarlo con uno sguardo duro. Chanah-Leahs gi da tempo aveva notato il cambiamento di sua sorella. Si era improvvisamente ammalata ed era rimasta nella sua camera senza mangiare. Da quando era tornata a tavola sembrava depressa ed evitava gli sguardi di Reb Tsemakh. Pure lui evitava quelli di lei ma il suo modo di non guardare era molto diverso da quello di un Ebreo pio che distoglie i suoi occhi da una donna sconosciuta. Prima, Tsemakh guardava Ronie, e come la guardava! Sua sorella moriva dalla voglia di mettersi nei guai e adesso cera riuscita, pensava Chanah-Leahs. Appena Gitl, la cuoca, se ne and, fu la prima ad attaccare il rosh-yeshiva. Le apparenze ingannano. Spesso uno non immagina neanche che sorta di carattere infame pu avere un lerner disse ad alta voce Chanah-Leahs, e suo marito aggiunse che quando uno rosh-yeshiva dovrebbe prendere per i capelli Yosf Varshever e trascinarlo fino alla Bimah, nella bet-medresh, obbligandolo ad ammettere che un bastardo. Reb Lipe-Yose, che aveva perso il suo potente ruggito dal suo litigio con Eltsik Blokh, si lament che non capiva che fosse successo a Valkenik. Ai vecchi tempi il fidanzato sarebbe stato multato e Gedalia Zondak si sarebbe vergognato di mostrare la faccia per la strada. Parler con Yosf Varshever borbott Tsemakh. Attraverso gli occhi annebbiati scorse il sorriso leggero e beffardo di Ronie: sembrava che sapesse che lui aveva paura di Yosf Varshever. La mattina dopo, durante la preghiera nella bet-medresh, Tsemakh disse al futuro genero di Gedalia Zondak che aveva bisogno di parlare con lui. Yosf lo segu docilmente nella stanza laterale. Appena chiusa la porta, Tsemakh si scagli contro Yosf, come se volesse distruggerlo: Ciarlatano. I saggi dicono che le persone come voi sono la peggior specie di ladri, perch voi ingannate le persone. Sapevate che la vedova vi considerava il fidanzato di sua figlia! Tutti nella shtetl e tutta la gente della yeshiva la pensava cos e voi non lo avete mai negato.
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Devo proprio renderne conto a tutti? Yosf fece un passo indietro quasi temesse uno schiaffo. Anche se allinizio avevo preso in considerazione il fidanzamento con la cuoca, cambiai opinione, quando mi resi conto che lei non aveva dote, non aveva una casa, e non aveva il denaro per le spese del matrimonio e neanche il corredo. E poi non avevamo mai parlato di matrimonio e non avevamo mai sottoscritto un contratto di fidanzamento. Yosf and vicino al capo della yeshiva e parl a voce bassa, con la faccia pallida e contorta. Io so di un Musarnik di Navaredok che era fidanzato con una ragazza di Amdur. Questa ragazza era anchessa orfana, ma lei aveva una dote, e una casa propria e suo padre aveva promesso al promesso sposo vitto e alloggio. Il contratto di fidanzamento fu firmato. Ci nonostante, il fidanzato ruppe il fidanzamento con la ragazza di Amdur e spos una ragazza a Lomzshe, che era pi bella e pi ricca. E Yosf Varshever usc dalla stanza. Tsemakh croll sulla panca e rimase seduto come se fosse diventato di pietra. Ud la porta della bet-medresh aprirsi e chiudersi, ma gli sembr che il cigolio venisse dallaltra parte del mondo. Dalla finestra vide una donna con un canestro andare gi dalla collina verso la casa del rabbino, senza dubbio andava a chiedere se il suo pollo fosse kosher. O forse andava dalla rebetsin per comprare il lievito per la challah, pens Tsemakh, ma immediatamente si dimentic della cosa. Un corvo si era posato sulla soglia esterna. Sbatt le ali due o tre volte e rimase l, piegato in avanti. Era un vecchio corvo, spelacchiato e bagnato. Continuava ad aprire e chiudere il becco, come se non fosse capace di gracchiare. Tsemakh si immagin di essere, lui e quel corvo, le uniche due creature rimaste sulla terra, dopo un secondo Diluvio. Yosf Varshever pass davanti alla finestra. Guard verso la stanza laterale varie volte, come se si rendesse conto dello stato nel quale aveva lasciato il suo rosh-yeshiva. Tsemakh guard le sue impronte formarsi sulla neve e non prov nessun odio per lui. Yosf Varshever non sapeva tutto. Ancora non sapeva che lui, il Musarnik di Navaredok, aveva appena evitato di essere tentato da una donna sposata.

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Gitl, la butterata, si rese conto che Reb Hirshe aveva ragione. Non doveva andare di porta in porta a piangere, come se sua figlia fosse una merce rifiutata. Cos adott lapproccio opposto e decise di aspettare fino a trovare una perla di promesso sposo con cui Leitshe potesse concludere. Anche Leitshe mise su una faccia allegra, in modo che tutti potessero vedere che non le fregava niente di Yosf Varshever. Per la protesta pubblica di sua madre rimbalzava amplificandosi di dieci volte. I giovani della shtetl adottarono il punto di vista di Gedalia Zondak, e cio che le cuoche avevano sognato e andarono dritti sotto la finestra di Gitl, dove si misero a cantare: Un sogno, un sogno, avete fatto solo un sogno!. I giovani della shtetl non avevano dimenticato come Leitshe picchiasse sulle mani di chiunque osasse tentare di metterle un braccio intorno alla vita. Ora si prendevano la rivincita. Quando lei andava a far spesa al mercato, un paio di tipi apparivano, apparentemente dal nulla, e conversavano a voce alta, come se non fossero l: Dunque, che mi dici di Leitshe! Ha sognato che stava per sposare un rabbi e diventare rebetsin. Ehi, guarda! Eccola, la rebetsin!. Leitshe piangendo disse alla madre che non li sopportava pi e voleva farla finita. Il sabato mattina successivo, quando gli uomini della famiglia di Reb LipeYose erano andati a pregare, Gitl fece nuovamente visita alle sue figlie, dicendo loro che non voleva cucinare pi per gli studenti della yeshiva. Non solo gli studenti della yeshiva si bevevano il sangue di Leitshe in piazza del mercato, ma ora uno dei ragazzi della yeshiva lo stava facendo in casa sua. Era uno di quei mascalzoni di Vilnius e il suo nome era Hertske Barbitoler. Per tutta la settimana mangiava nella cucina, e di Shabat andava a casa di Sroleyzer, il muratore. Questo Hertske sembrava pi un monello di strada che un ragazzo di yeshiva. Piombava sempre in cucina dallingresso piccolo, facendo finta di volere un bicchier dacqua, poi cantava nelle orecchie di Leitshe: Un sogno, avete fatto solo un sogno!. La tranquillit del sabato pomeriggio fu rovinata come era successo una settimana prima. Chanah-Leahs disse ai roshi-yeshivot che si dovevano vergognare ad avere uno studente che passava gli Shabat con le peggiori persone nella shtetl, e da queste aveva imparato quella canzonetta che prendeva in giro la povera cuoca. Dal muratore Sroleyzer e dalla sua banda uno pu imparare cose pi belle che cantare una canzonetta aggiunse Yudl al discorso di Chanah-Leahs.
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Allora il vecchio shochet aggiunse: Tutti sanno che Sroleyzer guadagna la maggior parte dei suoi soldi facendo il ricettatore. Se qualcuno ruba una mucca o un paio di cavalli da una stalla o se un negozio nella piazza del mercato viene ripulito di tutto, tutti sanno che Sroleyzer ritirer la merce rubata pagando con denaro pulito. Perch un ragazzo della yeshiva stato mandato da lui?. Yudl osserv che probabilmente il ricettatore aveva chiesto uno studente per lo Shabat, e Reb Yisroel, il sarto aveva avuto paura a rifiutare. Chi voleva avere guai con Sroleyzer? Gli shochetim dissero ai loro pensionanti che tutti avevano paura del muratore. Quando quello veniva a sapere che un balebit voleva costruire una casa o una nuova stufa, gli diceva che ci avrebbe pensato lui, e gli altri muratori non osavano mettersi in competizione. Per lui odiava lavorare; fare il ricettatore era una vita molto pi semplice: cos assumeva un artigiano che lavorasse per lui. E quando si trattava di pagarlo, tratteneva un quarto o un terzo della paga pattuita. Il muratore derubato andava dal rabbino, ma Sroleyzer se ne rideva dei giudizi rabbinici, e lo stesso rabbino con osava sfidarlo. Ogni Sabato sera la sua banda si trovava a casa sua. Cominciavano a fumare prima della fine del Sabato, e i ragazzi ballavano con le ragazze fino a notte fonda. Mentre tutto questo divertimento andava avanti, lui ed il suo gruppo studiavano i furti della settimana. Anche i macellai avevano paura di lui. Egli poteva spifferare alle autorit che quelli, oltre alla macellazione rituale, macellavano anche di nascosto nelle stalle. Reb Menachem-Mendl guard il suo capo e senza parlare gli ricord il suo consiglio a Vilnius di non prendere nella yeshiva il figlio del mercante di tabacco. Tsemakh incontr lo sguardo di Ronie e si accorse che anche lei lo stava fissando, sorpresa e addolorata, come se alla fine avesse capito che non era un uomo forte, che non si era neanche accorto di cosa stava accadendo intorno a lui. Dove sta questo Sroleyzer? chiese Tsemakh. Vicino ai bagni pubblici, l sta quel bellimbusto rispose Yudl. Prima del Maariv, i balebatim recitavano i Salmi nella bet-medresh, e i ragazzi della yeshiva nella stanza laterale studiavano il Musar a memoria, nella semioscurit. Tsemakh usc fuori e scese sulla riva del fiume verso i bagni pubblici. Tutte le casupole sui due lati del fiume erano al buio. Le donne attendevano che fossero accese le luci nella bet-medresh, prima di accendere le proprie lampade. Ma alla fine del sentiero una luce rossastra usciva fuori da una finestra e sembrava macchiare la neve alta ammucchiata intorno alla casa. Tsemakh and lungo il muro alla finestra e guard dentro. Un tavolo era stato messo in un angolo e alcune coppie danzavano in mezzo alla stanza. Giovani erano seduti su panche lungo le pareti, battevano le mani
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e muovevano i piedi al ritmo delle danza. Tsemakh and allaltra finestra e immediatamente vide la persona che stava cercando. Hertske Barbitoler, con indosso un cappotto, era seduto su una panca, masticando qualcosa e guardava le coppie volteggiare. Tsemakh entr in un atrio buio, e prima che aprisse la piccola porta della stanza fumosa, un pensiero lo colp: aveva quel che meritava; per questo ladruncolo aveva dovuto litigare con il padre in una taverna di Vilnius, ora doveva litigare con un ladro a Valkenik, sempre per lui. Hertske aveva in mano una manciata di semi di girasole. Era bravo a sbucciarli rapidamente e sputare fuori i gusci con laiuto della lingua. Quando vide il suo capo, rimase stupito e gli occhi diventarono vitrei. Le coppie che ballavano si fermarono e guardarono con curiosit il visitatore inaspettato, Sulle panche vicino al muro, ragazze con facce calde e grossi seni lo guardarono a bocca aperta, e lo stesso fecero i giovanotti con le fronti basse e dure, i nasi larghi e piatti e le labbra spesse e sporgenti, come assi non piallate. Tsemakh avanz verso il figlio di Vove Barbitoler e lo prese per le spalle, ma Sroleyzer intervenne prontamente. Era freddo e controllato, con la grossa testa e le larghe spalle piegate leggermente da un lato. Con le braccia dietro la schiena e la pancia in fuori blocc il cammino dellospite non invitato, facendogli capire che non si doveva provare a comandare in casa altrui. Buona settimana rabbi. un onore avervi con noi. Il ragazzo della vostra yeshiva-katana non ha lamentele verso di me. Mangia qui, beve qui, e si diverte un sacco, qui. Voi siete un Esa41! Tsemakh pieg la testa in avanti e le due teste quasi si scontrarono come vassoi di bronzo. Un Ebreo capace di provare compassione avrebbe ricacciato indietro nella bet-medresh un ragazzo della yeshiva ribelle, e non gli avrebbe insegnato come uscire dal giusto sentiero. Con lo sguardo tipico dello spaccone, Sroleyzer squadr le larghe spalle di Tsemakh Atlas e pens: ho visti tipi pi forti, ma non avevo mai visto un rabbi con una faccia cos dura e pallida, occhi cos luminosi e sguardo cos fiero. Freddamente consider che aveva cose pi importanti da fare che litigare con il capo della yeshiva della shtetl. I vostri scaldapanche non mi destano alcuna preoccupazione disse, ridendo sarcasticamente. Prendetevi il vostro marmocchio e frustatelo come un cane per quel che me ne importa. Tsemakh si rivolse ai malavitosi e li ammon: che cosa ci guadagnavano quei giovani Ebrei a prendere in giro una povera famiglia ebrea e, per di pi, ad insegnare quella brutta canzoncina ad uno studente della yeshiva? Le
41. Esa era il fratello di Giacobbe, al quale vendette la primogenitura. In seguito tent di uccidere il fratello per questo. 214

cuoche avevano smesso di far da mangiare agli studenti ed ora quelli dovevano fare la fame. Sentendo questo, il muratore si infuri con Hertske: Io ti do da mangiare, ed ora, per colpa tua, la gente parla male di me, dicendo che hai imparato cose terribili, qui, in casa mia!. Poi si rivolse alla banda e cominci a gridare anche pi forte, con la falsa rabbia di un teppista che sta dalla parte degli oppressi: Teste di legno! Dannati! Non avete niente di meglio da fare che mettere in imbarazzo una vedova e sua figlia?. Uno dei giovani si batt le mani sul petto e giur di voler morire in una strada tra i goyim se aveva detto solo una parola. Un secondo giovane si diede uno schiaffo sulla guancia per la sorpresa: ragazzi, quella Leitshe era proprio una bugiarda! Un terzo si gratt la nuca: come faceva a saperlo? Voleva solo scherzare. Una delle ragazze che ballavano scacci via il gomito di un giovane alto che si era appoggiato a lei come se fosse un cassettone: Levatevi dai piedi, zoticoni. Se Leitshe fosse stata la figlia di un uomo ricco, lavreste presa in giro?. Tsemakh usc velocemente dalla casa, trascinando Hertske Barbitoler per la mano. Una volta fuori, lo scosse su tutte e due le spalle, come aveva fatto con suo padre, Vove Barbitoler. Se ti comporti di nuovo cos ti legher e ti spedir indietro da tuo padre. Lui ti picchier a morte e ti chiuder nella dispensa. E non ci sar nessuno che ti tirer fuori. Verr mia madre e mi tirer fuori grugn Hertske, ma Tsemakh non lo sent. Valkenik fu scossa da questo fatto, perch il rosh-yeshiva non aveva avuto paura di entrare nella tana del lupo, e il lupo stesso, Sroleyzer, si era impaurito. Anche in casa di Reb Lipe-Yose vi fu sorpresa. Le guance di Ronie divennero unaltra volta rosse. A tavola lei cerc di catturare lo sguardo di Tsemakh con un suo affabile e radioso sorriso. Ma vide che la sua faccia si rannuvolava di nuovo: lui non riusciva a capire il suo comportamento, che non piaceva neanche a Chanah-Leahs. Ma Ronie non poteva nascondere il suo orgoglio e la sua contentezza per il fatto che il loro pensionante era forte e coraggioso e non un uomo fallito, come di recente era sembrato essere. Tuttavia, quando Tsemakh andava in cucina a lavarsi le mani e l trovava Ronie, lei se ne andava subito. Se accadeva che rimanessero soli nella stanza da pranzo, chiamava i figli o le nipoti. Colpita dal fatto che Reb Tsemakh avesse difeso lonore della figlia, Gitl ricominci subito a far da mangiare agli studenti della yeshiva. Hertske sfac215

ciatamente andava alla cucina a mangiare, come se non fosse accaduto nulla, ma non si faceva vedere alla bet-medresh a studiare. Tsemakh venne a sapere da Melekhke che Hertske rimaneva a letto tutto il giorno, sfogliando il suo album di francobolli. Presto, si vant Hertske, tutti gli altri ragazzi sarebbero stati gelosi di lui. Perch poi dovremmo essere gelosi di quella testa di legno chiese Melekhke quello zoticone non conosce neanche la prima pagina del Trattato Nedarim42, che ha studiato tutto linverno. Un giorno Hertske and nella bet-medresh e si mise a saltellare tra le panche. Gli studenti lo avevano sempre considerato un buono a nulla e non lo degnarono di attenzione. Ma Reb Tsemakh si pieg sul suo leggio di preghiera e disse rabbiosamente: Ci stai dando solo problemi e disagi. Non ti lascer andare di nuovo dal muratore per lo Shabat, e nessun altro dei balebatim ti inviter a casa sua. Hertske alz il piede sinistro e ispezion la suola della scarpa. Non vi preoccupate di me. Mia madre verr domani da Vilnius, e mi porter in Argentina. Pur maleducato come sempre, non aveva mai osato stare con un piede per aria in presenza di Reb Tsemakh. Gli studenti smisero di leggere il loro Talmud e guardarono il birbante. Tsemakh pens che il ragazzo desse segni di pazzia. Le sue parole erano pi strane del suo comportamento. Tua madre? DallArgentina? Tuo padre lo sa che tua madre viene? Lo sa mio padre, lo sa. Mia madre venuta dallArgentina e ha parlato con lui per lasciarmi andare l. Ma lui ha detto di no. Cos mia madre sta venendo qui e mio padre la segue. Hertske lasci cadere il suo piede sinistro e alz il destro, quasi volesse rendersi conto se le suole fossero abbastanza robuste per il lungo viaggio.

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Confrade stava alla locanda di Valkenik e Vove Barbitoler affitt una stanza accanto alla sua. Non lasciava la moglie, dalla quale non aveva divorziato, neanche un momento e fu presente al suo primo incontro con Hertske. Confrade si sent mancare, gemette e baci suo figlio, mentre lo scarmigliato Vove mormorava di continuo: mio figlio, mio figlio. Hertske si lasci carezzare da sua madre piangente, ma si comport da uomo. Non la baci e non
42. Trattato talmudico, fa parte dellordine Nashim. 216

pianse; e neanche guard suo padre, sebbene Vove lo supplicasse: Ma sono stato io a farti crescere. Hertske si ritrasse da lui e rugg come un animale selvaggio che non vuol essere domato: Ti odio e me ne andr in Argentina. Valkenik era in subbuglio. La gente si rifiutava di credere che una madre avesse abbandonato il suo bambino quando ancora lo allattava, e che suo marito, un Ebreo religioso, le avesse rifiutato il divorzio per quindici anni. La banda di Sroleyzer ci aggiunse poi del suo e sparse la voce. Ma le gentili anime della shtetl si sentirono prese in giro: allinizio avevano pensato che Sroleyzer, da vecchio, si fosse pentito. Avevano creduto che fosse stato per ricongiungersi con la grazia divina che aveva preso un ragazzo della yeshiva, lo aveva rimpinzato gratuitamente ogni sabato, e perfino gli aveva gridato: Dacci dentro, non stare solo a nitrire come un cavallo. Invece risult evidente che il vecchio mascalzone non lo aveva fatto per una mitsvah. Dove ce ne erano due, a spartirsi il bottino, lui voleva essere il terzo. Sentendo il monello dire che sua madre stava pensando di venire a prenderselo, Sroleyzer aveva capito che sarebbe stato un vantaggio per lui essere dentro a quellaffare. Durante linverno era andato a Vilnius qualche volta e aveva conosciuto gli zii di Hertske. Questa famiglia viveva nel quartiere di Novogorod ed erano chiamati gli uomini dordine. Erano gli arbitri degli spacconi. Gli uomini dordine concordarono con Sroleyzer che lui tenesse docchio il monello, nel timore che suo padre venisse a prenderselo e sparisse con lui. E quando la madre, quel pezzo di roba argentina, fosse arrivata, lui sarebbe stato ricompensato lautamente. Gli amici del muratore giurarono di non invidiare certo il guadagno del vecchio ladro; e poi perch un Ebreo doveva essere un maiale? I balebatim chiesero a Sroleyzer se fosse vero quel che la sua banda diceva di lui e lui replic che era vero, che aveva provato piet per quellorfano di fatto. E che cosa si era meritato per questo? Forse una corona di spine sulla testa come quel Ges? La stanza di Confrade nella locanda era aperta per tutti, e i curiosi la affollarono per tutto il giorno. Ci and anche Chaikl Vilner. Nelleccitazione generale si era dimenticato che non era degno di un lerner stare in tale compagnia e che doveva essere molto prudente, per non trovarsi faccia a faccia con il mercante di tabacco. Chaikl moriva dalla curiosit di vedere la donna con la faccia bellissima e le trecce bionde, quella diabolica incantatrice che il marito abbandonato aveva desiderato per quindici anni di fila. Ma quando Chaikl riusc ad entrare nella stanza con tutti gli altri balebatim e vide la madre di Hertske, rimase paralizzato a bocca aperta. Era quella l? Era cos? Su una sedia in mezzo alla stanza era seduta una donna con rotoli di grasso
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sporgenti dal collo, e gambe come tronchi di legno che storcevano le scarpe a tacchi alti. Le maniche corte del suo vestito di lana marrone mostravano un paio di braccia muscolose, e la scollatura mostrava parte di un petto grinzoso. La guance morbide e scolorite erano macchiate di rosso e le labbra brillavano di uno spesso strato di rossetto. La faccia emanava calore come se fosse appena uscita da un bagno caldo. Gli occhi brillavano ancora grandi e luminosi, ed aveva ancora i suoi denti, ma invece delle lunghe trecce bionde di lino di cui aveva sentito parlare tanto da Vove Barbitoler, Chaikl vide una crocchia di capelli bruno rossicci che parevano ruggine su una pentola bruciata. Confrade parlava con la voce chiara e autorevole di un benefattore, contando sulle dita: Ha portato alla tomba la sua prima moglie quando era ancora giovane. E dalla sua prima moglie, che ha portato alla tomba quando era ancora giovane, ha avuto due figli, Un maschio ed una femmina. Sono stata io ad allevarli. Bei bambini, buoni bambini. Per come lho capita io, essi non riuscivano a stare con lui, e allora se ne sono andati di casa. E cos, cari fratelli e care sorelle, quando si fu liberato della prima moglie, cominci a farmi la corte. Si tinse la barba, si arricci i baffi, e mi convinse che sarei stata una principessa a casa sua, Non avrei dovuto neanche mettere un dito nellacqua fredda. Sarei entrata in un palazzo pieno di tanta roba da mangiare, che anche i cani avrebbero avuto le loro cotolette. E io, agnello innocente che ero, mi sono lasciata convincere da quelle parole. Ma quando sono entrata l beh, allora cominciato linferno per me. Quel tagliagole non mi lasciava uscir di casa per un minuto. Controllava ogni mio passo, mi succhiava il sangue. Ma poi ebbi una brillante idea. Fu un dono del cielo. Lo supplicai di lasciarmi andare a trovare il mio fratello maggiore in Argentina. E fu allora che mi liberai di lui, tutte le lodi e i ringraziamenti a Colui che vive in eterno. Tir fuori dalla grossa borsa nera che teneva sulle ginocchia un fazzoletto e cominci ad asciugarsi le lacrime: Non chiedetemi, cari fratelli e care sorelle, quanto ho sofferto per colpa sua. Ed il mio piccolo figlio ha sofferto anche di pi. Ma la persona che fa pi pena, cari fratelli e care sorelle, la sua terza moglie. Dopo tutto, si sposato di nuovo, anche se non mi aveva concesso il divorzio. Mi hanno detto che questa sua terza moglie buona e gentile, una donna tranquilla e religiosa. Il suo unico difetto, la gente mi dice, quello di non avere i suoi capelli, poverina, ed per questo che porta sempre la parrucca. E lui la umilia in pubblico e le spilla il sangue a secchi. Meglio non aver a che fare con un uomo cos, cari fratelli e care sorelle concluse Confrade
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con voce cantilenante. La gente nella stanza si scambiava occhiate: meglio non aver a che fare neanche con una donna cos. Confrade, abbi piet. Vove Barbitoler venne fuori dallangolo dove era rimasto in piedi tutto il tempo. Mi hai lasciato con un bambino piccolo, dicendomi che andavi via per un paio di mesi per vedere tuo fratello. Per anni io ti ho aspettato, per anni. Ti capisco, capisco, la donna annuiva come se volesse partecipare al suo dolore non mi sorprende che tu mi abbia aspettato. Dove avrebbe potuto trovare al mondo una meravigliosa giovane moglie come me, un cacciatore di donne come te? Chi avrebbe voluto soffrire cos tanto per colpa tua come ho sofferto io? Certo, certo, avrei dovuto gettare via il mio buono e bel marito giovane in Argentina e il mio piccolo bambino, possano essi vivere e stare bene, e tornare indietro in fretta da un vecchio Ebreo con la barba piena di pidocchi. Ah, ah,ah!. Confrade mostrava i denti, e Hertske, che era vicino la finestra con la faccia senza espressione, mostr i denti anche lui, come se volesse far vedere quanto somigliasse alla madre. Vove Barbitoler non riusciva ad abituarsi al pensiero di essersi tormentato per quindici lunghi anni per una donna grassa con i capelli radi e tinti. Il suo desiderio per lei era improvvisamente svanito, insieme al suo odio profondo. Vergognandosi, si pentiva di aver litigato con mezzo mondo a causa di una follia che si era creato da solo. Tutto quello che voleva era supplicarla di lasciargli Hertske, per non rimanere solo da vecchio. Ma quel sorrisetto impudente e velenoso di Confrade accese di nuovo il suo odio per lei. Era furioso fin nel midollo delle ossa, e i suoi occhi sembravano volessero uscire dalle orbite. Sei una puttana! url battendo i piedi Non sei cambiata. Sei brutta e vecchia ora, ma ancora ridi con quella tua risata da sgualdrina a prendere in giro, come facevi quando a notte fonda tornavi a casa dopo esser stata coi tuoi amanti. Le mie budella si contorcevano e tu eri solo capace di ridere Ah, ah, ah. Spero che la tua vita vada in rovina cos come hai fatto andare in rovina la mia!. Gli Ebrei hanno una legge e un rabbino li interruppe un uomo con la barba curata e la voce caprina andate dal rabbino e chiedetegli una decisione, o un compromesso. Perch tirarvi fango lun contro laltro e rendervi ridicoli in pubblico?. Dal rabbino, dal rabbino! Vove balz contro Confrade. Ma lei sfacciatamente, con i pugni sui fianchi, senza paura, gli rise in faccia. Sarei in un bel pasticcio se avessi aspettato che i rabbini mi permettessero di risposarmi. Sarei da molto tempo sotto una pietra tombale in Argentina, o
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in una fossa a Vilnius, proprio come accaduto per colpa tua alla tua prima moglie. Ma siccome tu andavi a pregare ogni giorno, siccome guardavi nelle mie pentole per vedere se i miei cibi erano kosher, perch non obbedisci ai rabbini e mi concedi il divorzio? Prima ti sei risposato senza il divorzio, e ora vuoi che venga dal rabbino con te? Ti conceder il divorzio, sospir Vove, stanco di combattere se Hertske rimarr con me, otterrai il divorzio. Lui mio figlio. Io lho fatto crescere. Tu sei un uomo vecchio ormai, e presto morirai, quindi che bisogno ho io del tuo divorzio? Dimmelo, che bisogno ho del tuo divorzio? Confrade lo guardava pietosamente e si rivolgeva a lui nel modo pi dolce possibile. E perch lo chiedi a me? Perch non lo chiedi a lui? Parla, figliolo mio, vuoi stare con tuo padre? disse raggiante di gioia al pensiero che tutti nella stanza avrebbero udito la risposta di Hertske. Voglio andare in Argentina, e da l andr a vedere altri paesi che sono nei miei francobolli. Hertske si rivolse poi a Chaikl: Hai visto? Io attraverser loceano e tu scalderai la panca. E allora chi sta meglio, ora?. Il mercante di tabacco vide tra la folla il figlio di Shlomo-Mote, il melamed. Per un istante un lampo di allegria malandrina brill negli occhi di Vove. Sollev tutte e due le braccia e scoppi a ridere. C anche Chaikl? Sei stato tu e il tuo rabbi, il rosh-yeshiva con gli occhi del Malakh-Hamavet, che lo avete portato qui. Possiate tutti e due cadere morti insieme a quella puttana! Chaikl cominci a farsi indietro lentamente, voleva andarsene, ma non riusciva a farsi largo in mezzo alla calca. Confrade guardava amabilmente il giovane che Vove aveva maledetto. Quelli che lo hanno salvato dalle tue mani, anche solo per un paio di mesi, hanno compiuto una grande mitsvah. Sospir e fiss Hertske a lungo. Poi si rivolse alla folla con la faccia preoccupata. Ha sedici anni ma si comporta ancora da bambino piccolo. Maledetto suo padre per avergli dato questa educazione! Lo ha picchiato tanto da farlo diventare un po scemo. Andate, brava gente, andate in salute. Cercatevi un altro divertimento e godetevi i problemi di qualcun altro. La folla usc e Chaikl se ne and con loro. Dannata disse qualcuno sputando per terra scommetto che in Argentina la madama in qualche allegro bordello. Unartista! disse un altro tutto eccitato dovrebbe far pagare il biglietto perch la gente veda come gli tira fuori il fegato. Un terzo mormor che era una gran puttana, ma suo marito non era da meno, era un Ebreo assassino. La gente di Valkenik torn alle proprie case, alla piazza del mercato, ai negozi, e Chaikl torn alla bet-medresh. Ma si volt varie volte indietro, come se temesse di essere inseguito da Vove Barbitoler col bastone in mano.
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La scenata alla locanda mise in subbuglio Valkenik. I balebatim scrollando le spalle si chiedevano se proprio con questa sorta di uomo il capo della yeshiva doveva litigare. Ma poi voleva far diventare lerner un monello come Hertske? E nelle viuzze la gente sorrideva: con la coda di un maiale non si pu fare uno shtreimel43. E questo era lo zoticone che aveva portato Reb Tsemakh perch lo mantenessero? Ma Tsemakh non si curava pi di quello che si diceva di lui nella shtetl. Aspettava il suo incontro con il mercante di tabacco, come se fosse la sentenza di un tribunale e non aspett invano. Vove Barbitoler lasci Confrade con Hertske alla locanda per un po e chiese dove alloggiasse il capo della yeshiva. Arriv di buon mattino e trov tutti che facevano colazione. Un silenzio di morte regnava nella stanza, ChanahLeahs guardava con ansia il suo vecchio padre e Ronie, in preda alla paura, guardava il capo della yeshiva. La faccia di Tsemakh divenne cinerea. Ma Vove non fece uno scandalo, come ci si sarebbe aspettati. Si sedette su una sedia vicino alla finestra, e i suoi occhi iniettati di sangue vagarono sugli uomini intorno alla tavola. Poi ferm lo sguardo su Reb Lipe-Yose, e fece una risatina molle, come quella di un pazzo. Avevo chiesto che il vostro rosh-yeshiva non si intromettesse nella mia vita. Avevo gi molti problemi senza di lui. Ma quello ha combattuto con me fino a che si preso il mio ragazzo. Lo avvertii che la mamma di Hertske in Argentina a i suoi fratelli in Vilnius lo volevano rapire. E cos mi convinse che lo avrebbe sorvegliato con mille occhi. Ora mi accorgo che mio figlio era lospite del peggior uomo della shtetl, di un ladro. E questo imbroglione si messo daccordo con gli zii di Hertske per far venire la madre dallArgentina e portarselo via. Questo il modo con il quale il vostro rosh-yeshiva lo teneva docchio. Reb Lipe-Yose e la sua famiglia si aspettavano una replica di Reb Tsemakh, ma Tsemakh sembrava essersi dimenticato di ci che lo aveva cos assorbito da fargli dimenticare di controllare il ragazzo e vedere con chi avesse fatto amicizia. Ronie guard Tsemakh con apprensione, come se lo supplicasse di non ricordare ci che aveva dominato i suoi pensieri. Ma fu la voce suadente di Reb Menachem-Mendl a rispondere che, anche se il ragazzo fosse stato guardato da mille occhi, niente avrebbe potuto impedire a sua madre di venire dallArgentina a prenderselo. La stessa cosa identica poteva essere successa a Vilnius.
43. Tipico cappello tondo di pelliccia, indossato dagli Ebrei chassidim nei giorni di festa. 221

Non lo avrebbe trovato a Vilnius. Se fosse rimasto a Vilnius, io avrei saputo che Confrade stava arrivando per prenderselo e non glielo avrei fatto trovare. Vove si asciug le grosse gocce di sudore dalla faccia e dalla barba arruffata. Ma non colpa vostra, Reb Menachem-Mendl. colpa del vostro amico. Dio lha mandato per portarmi delle disgrazie, e lui ha adempiuto alla sua missione. Il mercante di tabacco si alz e si diresse verso la porta. Quando ormai aveva la mano sul chiavistello, si gir e si rivolse al vecchio shochet. Avrei tutti i diritti di rimanere qui nella shtetl e portare la situazione fino al punto che egli dovesse scappare da qui. Non ho nessuna ragione di tornare a casa. La mia casa vuota e desolata. Ma anche se ora la gente rispettabile evita di incontrarmi, non voglio distruggere la yeshiva nel modo con il quale lui ha distrutto la mia vita, e il modo con il quale sembra distrugga qualunque cosa tocchi. Vove Barbitoler se ne and. Il silenzio nella stanza era cos profondo che la famiglia a tavola poteva udire il gocciolio del rubinetto di cucina. Ronie fiss Tsemakh con gli occhi sgranati e un brivido le percorse il corpo, come se le gocce fredde del rubinetto cadessero sulla sua testa. A mezzogiorno circa Tsemakh arriv nella bet-medresh. Gli studenti pi giovani erano alla finestra a guardare fuori. Vedendo entrare il loro capo, tornarono ai loro Talmud, ma continuarono a lanciare sguardi ansiosi alla strada. Tsemakh si sedette nellangolo dietro alla Bimah e si immerse nei sacri testi. Un ragazzo della yeshiva, eccitato e sudato, lanci un grido: Partono! e gli studenti di Valkenik si riversarono fuori. Essi consideravano ancora la yeshiva come una specie di cheder. Ma i lerner di altre shtetl, sia giovani che anziani, rimasero al loro posto. Melekhke Vilner, comunque, non riusc a trattenersi. Con la fretta di una bambino che corre dietro ad una palla, si gett fuori dietro al gruppo dei giovani locali. Tsemakh e Chaikl alzarono la testa dallo scranno di preghiera e i due responsabili della venuta di Hertske a Valkenik si scambiarono unocchiata. Una slitta pass per via della sinagoga con sul sedile posteriore la donna dArgentina e suo figlio di Vilnius. Confrade indossava un cappello con una piuma, un cappotto di karakul, e due grandi pellicce di volpe argentata sulle spalle. Seguivano la slitta Vove Barbitoler e Sroleyzer il muratore, e dietro di loro seguiva una seconda slitta vuota. Vove Barbitoler laveva affittata per farsi portare alla stazione di Valkenik, in modo da poter tornare a Vilnius con Hertske e Confrade, ed invece Vove stava seguendo a piedi la slitta di Confrade, implorando per tutta la strada. Uomini, donne e bambini stavano sotto i loro portici godendosi la scena. mio figlio! Vove aveva afferrato la slitta di Confrade con tutte e due le mani
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Oi, mi dispiace per sua moglie! La donna argentina si volt e guard la folla che era ai due lati della via della sinagoga. Io e il mio figliolo ci siamo liberati di lui, ma la sua terza moglie in una situazione terribile. Oi, mi dispiace davvero per lei. Sroleyzer, il muratore, allapparenza sembrava contento della ricompensa che aveva ricevuto per il suo aiuto, perch batteva con la mano sulla spalla del mercante di tabacco con affetto, dicendogli: Siate un uomo! Siete un padre, vero, ma il vitello che corre dietro alla mucca, non il bue. Vove corse verso la slitta mettendoglisi davanti, e il guidatore riusc a stento a fermare i cavalli. Confrade, ti conceder il divorzio, ma non portarmi via Hertske. Stava a braccia e gambe aperte per impedire alla slitta di muoversi. Dimmi, perch avrei bisogno del divorzio? Sei vecchio ormai e morirai presto lo canzon come aveva fatto nella locanda. Sroleyzer si sentiva a disagio, poich ognuno lo guardava come se fosse stato la mente a capo di questo sporco affare. Grid al cocchiere di non stare l a bocca aperta come unanatra, ma di far sentire la frusta al vecchio ronzino e partire. Il cocchiere si rivolse a Sroleyzer con la frusta alzata: Ma io non sono te. Io non passo sopra nessuno. E non diventer ricco per questo viaggio. Poi il cocchiere guid i suoi cavalli girando attorno a Vove Barbitoler, che rimase dietro. Hertske era stanco dei litigi dei suoi genitori e non gli interessava nulla delle occhiate degli spettatori. Ma voleva che gli studenti della yeshiva lo vedessero partire. Quando la slitta pass davanti alla bet-medresh, scorse il gruppo dei ragazzi della yeshiva, con Melekhke tra di loro. Al colmo della gioia si alz in piedi e mostr loro la lingua, e fece marameo con tutte e due le mani a Melekhke. Vove Barbitoler stava ancora vagando nella neve tra le due slitte urlando: Mio figlio, mio figlio!, mentre le slitte, andando verso la stazione ferroviaria, passarono per la piazza del mercato. L, altri spettatori vennero fuori dalle case, mentre la gente di via della sinagoga si disperdeva, scuotendo la testa, lamentandosi e sputando per il disgusto. Melekhke torn alla bet-medresh e si avvicin a Tsemakh Atlas. Rabbi, non siate arrabbiato per la partenza di Hertske. uno zoticone e un ragazzo malvagio. Mi prendeva sempre in giro per la volta che mi trovaste addormentato sul Talmud e mi portaste in braccio come un pacco. Gli occhi di Melekhke bruciavano di rabbia. E poi il ragazzino raccont di un incidente che era avvenuto nella casa dellospite. La scorsa notte, Hertske era venuto per prendere il suo cesto con la roba da sotto il letto e gli aveva detto: Guarda, ti do il mio cesto grande se tu mi dai la tua valigia piccola. E lui aveva detto a Hertske: La mia valigia nuova.
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Mia madre me lha comprata prima che partissi per la yeshiva. Ma se tu mi dessi il tuo album di francobolli allora lo scambio si potrebbe fare. Ed Hertske aveva risposto: Ma sei pazzo? Io non dar mai via il mio album! Se vuoi fare uno scambio, ti posso dare i miei tefillin ed il mio arba-kanfot. E lui aveva replicato a Hertske: A cosa mi servono i tuoi tefillin? Non ho neanche fatto il bar-mitsvah, E in ogni modo come fai a darmi i tefillin e il tallit? Con cosa pregherai? E che cosa userai per le benedizioni, brutto imbecille, brutto goy?. Allora Hertske era scoppiato a ridere e aveva detto: Non si prega in Argentina, e non ci si mettono i tefillin l. E io non reciter pi le benedizioni con larba-kanfot, perch mio padre mi picchiava sempre per farmelo mettere e perch il rabbi mi ha trascinato fuori dalla casa di Sroleyzer. E cos non aveva fatto lo scambio con Hertske. Ma in ogni modo Hertske aveva lasciato i suoi tefillin e il suo arba-kanfot qui. Erano vicino alla finestra nella casa dellospite. Tsemakh non si aspettava che il figlio di Confrade diventasse anche nemico suo. Vedendo che il suo rosh-yeshiva era seduto in un melanconico silenzio, Melekhke ricominci a consolarlo. Il fatto che Hertske se ne fosse andato era una buona cosa. Ai ragazzi della casa dellospite diceva brutte frasi, frasi che aveva imparato durante i suoi Shabat. E a Melekhke aveva detto: Il mio un Shabat felice, il tuo uno Shabat triste. Perch il tuo Shabat triste? La domanda usc dalle labbra tese di Tsemakh. Melekhke abbass la testa, pentendosi di aver rivelato il suo segreto. Tsemakh era diventato improvvisamente teso e attento. Non aveva saputo che tipo di gente frequentasse il figlio del mercante di tabacco, e non sapeva che cosa stesse accadendo a Melekhke, nonostante che avesse promesso alla famiglia del ragazzo di guardarlo come se fosse la pupilla dei suoi occhi. Dimmi una cosa, da chi vai a mangiare durante gli Shabat?, chiese, e Melekhke decise che sarebbe stato meglio dirglielo. Per lo Shabat mangiava da Reb Zalmen Kaletsky il venditore ambulante. Reb Zalmen era un vedovo senza figli. Il Venerd sera recitava il Kiddush sopra due piccole challot nere, e con lui divideva unaringa. Perch non hai detto a me o a Reb Yisroel, il sarto, di trovarti un altro ospite per lo Shabat cos da non dover soffrire la fame? chiese Reb Tsemakh. Non faccio la fame: Reb Zalmen non ha il tempo di preparare il cholent perch viene a casa tardi il Venerd pomeriggio dai suoi giri per il villaggio. E cos per il pranzo di Shabat mangiamo ravanelli affettati e grasso di gallina, o grasso freddo di gallina con pane spruzzato di sale, Poi per il terzo pasto di Shabat ci mangiamo le uova sode che Reb Zalmen porta dal villag224

gio. Poi Reb Zalmen mi riempie le tasche di mele per mangiarmele durante la settimana. E quando me ne vado, Reb Zalmen mi chiede sempre di non andare a mangiare da nessunaltra parte, perch mangiare da solo il Sabato lo intristisce e non vuole che la gente sappia che povero. Mi fa delle carezze e mi dice che mi vuol bene come se fossi il suo unico figlio, disse Melekhke rivelando alla fine il segreto del perch si era cos affezionato al venditore ambulante. I cernecchi di Melekhke erano ormai lunghi e le quattro frange dondolavano da sotto la sua giacca, ma lui voleva ancora essere accarezzato. Guard Tsemakh, tremando come un giovane cerbiatto con occhi chiari e gambe sottili e instabili. Tsemakh sent un calore nei suoi fianchi gelidi e mise un braccio intorno a Melekhke. Il ragazzino aspettava solo questo e subito si mise tra le ginocchia di Tsemakh. Il capo lo accarezz, pensando al povero venditore ambulante che mangiava pasti freddi e frugali, ma nella cui casa regnava la tranquillit. Anche lui avrebbe gradito andare a stare in una casa cos e mangiare pane e sale, nello Shabat e negli altri giorni, ed essere circondato da tranquillit, tristezza e tranquillit.

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La neve cadde a lungo, dappertutto, senza sosta, e rimase a terra per giorni, festosamente pura e brillante, causando desolazione e stanchezza. Si era a met del mese di Shevat44, e linverno era ancora lontano dal suo termine. La gente della shtetl era annoiata, aveva una lancinante tristezza in fondo al cuore. La quiete frastornava le loro menti ed un silenzio di posti lontani intorpidiva i loro sensi. Durante le lunghe notti invernali, la calma delle foreste attorno perforava le loro orecchie, che parevano chiuse con largilla. La gente stava a letto ad occhi aperti, bagnati di sudore; sentivano le loro ossa rompersi e un sordo intorpidimento delle teste. Il buio era opprimente, come una coperta su una persona con la febbre che non riesce ad uscire dai propri incubi. Durante il giorno, la shtetl sconcertata guardava attraverso le finestre opache i gradini delle porte dove si erano ammucchiati cumuli di neve. Sporchi di neve, i negozianti rimanevano nei loro negozi, con le mani infilate nelle maniche, a bocca aperta come se avessero dimenticato il linguaggio umano. Nella bet-medresh, preghiere e studi si trascinavano oziosamente. Gli stu44. Quinto mese del calendario ebraico. 225

denti giovani erano diventati pi religiosi e tranquilli. Le molte pagine del Talmud che avevano meditato si erano accumulate nelle loro teste. I cernecchi erano diventati lunghi e non si tagliavano le barbe che stavano spuntando. Le sole cose che sbocciavano in quellinverno in quei devoti e pelosi visi erano i brufoli dei loro desideri di adolescenti. Chaikl Vilner non pensava pi a Tsharne, la figlia di Reb Hirshe Gordon, Aveva immerso la testa nel formidabile testo aramaico del Trattato Nedarim. Un gioved stava oscillando sopra il Talmud, recitando per se stesso ad alta voce un passaggio. Stanco di star seduto sulla panca, cominci a passeggiare avanti e indietro nella bet-medresh. Sprofondato nei suoi pensieri, non si accorse di essere entrato nellanticamera, dove continu a gesticolare con se stesso, finch non vide una donna. Era in piedi davanti allentrata della betmedresh. Era giovane e indossava un cappotto intero di pelliccia nera, con un colletto semicircolare bianco e teneva le mani in un manicotto. Un cappello di pelliccia tondo e basso sbatteva come un uccello sui suoi capelli biondi. Coperto di fiocchi di neve, il suo splendente cappotto di pelliccia luccicava di una lucentezza umida e bluastra. I suoi capelli, le ciglia, e il naso erano coperti con i minuscoli fiocchi a forma di stella. La donna chiese a Chaikl se poteva parlare al rosh-yeshiva Tsemakh Atlas. Ditegli che arrivata sua moglie e che lo sta aspettando fuori. Chaikl pens di sognare. Balbett appena che il rosh-yeshiva stava in quel momento insegnando agli studenti pi giovani, quando la donna sorrise, mostrando due file di denti bianchi dietro le sue labbra dipinte da poco. Anche voi siete un talmid di mio marito? Chaikl annu ed entr nella sala laterale. Tsemakh era seduto a capo di un tavolo lungo e stretto e ascoltava i ragazzi pi giovani discutere un passaggio talmudico. Con laria di non credere neanche lui alla notizia, Chaikl sussurr il messaggio al suo capo. Tsemakh lo fiss incredulo, agitato e allarmato. Si tolse lo yarmulke, si mise il cappello e usc. La donna sorrise a Tsemakh, i suoi grandi occhi lucenti brillavano di una luce blu. proprio sua moglie! disse Chaikl a se stesso. Evidentemente indugi troppo, perch il suo capo mormor un ringraziamento e aspett che se ne andasse. Chaikl torn alla bet-medresh con gli occhi sognanti. Aveva visto passare un sole dorato, una fontana dargento. Era rimasto cos sorpreso che non disse a nessuno degli studenti della donna fuori, come se il guardarla fosse un suo segreto, un colpo di fortuna che solo lui meritava. Tsemakh, con grande imbarazzo, disse che era nel mezzo di una lezione ai suoi talmidim. E non puoi interromperla? gli chiese Slave. Tsemakh ebbe un sussulto: certo che poteva sospenderla. Il fatto era che non laspettava,
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non gli aveva scritto che sarebbe venuta. Era vero che anche lui aveva scritto poco, veramente poco... Da dove vieni, dove alloggi? Nella locanda della shtetl, rispose Slave, che poi seccamente aggiunse: Poich tu non mi avevi chiamato, perch avrei dovuto dirti che stavo venendo?. E poi con unimprovvisa risata: Tsemakh, hai gi la barba e i cernecchi lunghi come quelli di un rabbino esperto. Aspetta un minuto che io indossi il mio cappotto e dica agli studenti che la lezione per oggi finita. Mentre lo aspettava divenne pi indignata e severa: laveva guardata cos passivamente; era diventato ancora pi freddo, pens. Tsemakh le si fece incontro avvolto nel suo lungo cappotto rabbinico. La mano guantata di seta di Slave scivol facilmente sul suo braccio. Proprio quando stavano per scendere i gradini, Shye Lipnishker si precipit fuori dalla bet-medresh. Il genietto con i cernecchi penzolanti e la barbetta rada indossava un fazzoletto intorno al collo al posto della camicia; i suoi lunghi tsitsit macchiati penzolavano sotto la sua giacchetta corta. Stava correndo alla toilette con la rabbia di un essere prodigioso che era tutta testa e nel quale ribolliva la Torah. Per risparmiare tempo prezioso, si era gi sbottonato il cappotto, allentato la cintura dei pantaloni, ed aveva cominciato a cercare in tutte le tasche la carta igienica. Sugli scalini not il rosh-yeshiva insieme ad una donna avvolta nella pelliccia di qualche animale da preda, e la donna stava tenendo il rosh-yeshiva per il braccio. I grossi occhi strabici di Shye si gonfiarono. Le pupille contratte e i bulbi bianchi rigonfi tremarono. Quella bellezza in pelliccia sembrava essere un demonio femminile; scorse un sorriso sulle sue labbra proibite. Il genietto era cos confuso che corse gi per gli scalini come se avesse oltrepassato la soglia dellinferno. Slave soffoc una risata per un momento, poi una smorfia di disgusto si congel agli angoli della sua bocca. La gente di Valkenik aveva visto la donna straniera mentre andava alla betmedresh. Quando vennero a sapere dal padrone della locanda che era la moglie di Tsemakh Atlas, piombarono in un silenzio di stupore, il silenzio di un prato allalba, prima che gli uccelli si sveglino ed il sole estivo mostri il suo dito dorato. Mentre tornava dalla bet-medresh con Tsemakh, Slave si accorse che la gente la fissava attraverso le finestre annebbiate dal gelo. La cosa non le dispiaceva, ma pens che era comico Tsemakh, che le camminava al fianco cos rigido e teso, senza neanche osare di girar la testa. E allora si aggrapp al suo braccio anche con laltra mano, come se non riuscisse a districarsi dalla neve alta. Slave camminava a piccoli passi, ed anche Tsemakh evitava di camminare veloce, per timore che sembrasse volersi allontanare da lei e che lei gli stesse correndo dietro. Non si azzardava a dirle che il suo modo di
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appoggiarsi a lui non era adatto alla moglie del rosh-yeshiva, e allora avanzava lentamente, a piccoli passi. La via della sinagoga oggi era tanto lunga che sembrava non finisse mai. Invece di parlare, Tsemakh toss varie volte, e i suoi colpi di tosse echeggiarono lungo le strade silenziose. Slave guardava il cielo in alto, ed in basso i suoi stivali orlati di pelliccia, e sorrideva a sinistra e a destra alle facce seminascoste delle donne con il fazzoletto che emergevano da ogni dove per spiarla. Rivolse uno sguardo laterale al suo barbuto marito e pens che era un tipo strano. Ma conserv il sorriso affettuoso, aggiustandosi il cappello di pelliccia. Il padrone della locanda si avvicin, piuttosto agitato. Non sapeva a chi rivolgersi per primo: voleva la rebetsin mangiare un po di panna e formaggio, o forse una coppia di uova appena deposte? Sua moglie aveva appena finito di fare il burro e lui poteva portarle dei dolci fatti dal fornaio. O forse preferiva il pane casalingo? La rebetsin rispose bonaria che non aveva fame, e appena il locandiere se ne and scoppi a ridere: era davvero una rebetsin? Slave attese che il marito si fosse tolto il cappotto e mostrasse tutta la sua felicit per il suo arrivo. Ma lui rimase l sconsolato, fissando con uno strano timore i due letti vicino alla finestra. Non volendo farsi assalire dallo stesso sentimento nei suoi confronti, gli si strinse contro e butt la testa indietro con un sorriso inebriato sulla faccia. Era curiosa di conoscere che sensazione avrebbe provato nel baciare questo uomo barbuto, dopo che non si erano toccati per tanto tempo. Aspett un attimo, poi si ritrasse immediatamente. Non vuoi nemmeno darmi un bacio? Certo che lo voglio. Perch non lo dovrei volere? Ma sul suo volt apparve lespressione petulante di un sordomuto che non riesce a farsi capire. Ma ci sono delle leggi... Ma non riusc a finire. Lei lo fiss a lungo, finch non cap che cosa intendesse. Era diventato uno scaldapanche, un fanatico, un religioso senza cervello, pens, mentre si toglieva il cappotto. Il suo vestito di lana grigia, stretto sui fianchi, rivelava le sue spalle strette e i suoi fianchi ora pi robusti. Slave si sedette al tavolo, si arrotol le maniche, e si massaggi le braccia fino ai gomiti, come se la sua pelle fosse diventata dura per il freddo. Vedendo che aveva il broncio, come faceva quando era arrabbiata, Tsemakh cap che si riteneva insultata grossolanamente. Si sedette davanti a lei e le disse che gli era mancata moltissimo e, forse, per non volerlo ammettere, non le aveva scritto... ma lei sapeva bene che lui non era un ipocrita. Non poteva violare ci che era scritto nella Torah, quello che lui insegnava agli studenti. Secondo

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la legge, finch una donna non si immerge nel bagno rituale, il mikveh45, o in un fiume, suo marito non pu toccarla. Slave sorrise ancora con i suoi occhi blu, i suoi denti, e gli angoli della bocca. Non era abbastanza buona da perdonare e dimenticare cos in fretta, ma ora sentiva che doveva riporre la sua rabbia in qualche lontano angolo della mente. Tsemakh le sembrava molto pi affettuoso di una volta; non la voleva offendere. Anche i suoi occhi erano diventati religiosi, pens. E come vivi qua? Vivo rispose riluttante e guard le sue orecchie trasparenti, ben visibili dietro i suoi capelli ben acconciati. Il suo lungo collo bianco, il naso finemente cesellato, e la forte mascella rotonda non erano cambiati. Le guance divenute snelle come per un fuoco interno, e il suo pallido sorriso le conferivano un tono di saggezza. Tsemakh la fiss come incredulo che si trattasse di sua moglie, e che fosse venuta a trovarlo. In quel momento non riusciva a capire come avesse potuto abbandonare una donna cos, per andare via da casa e soffrire tormenti. Le sue labbra sensuali sporgevano da sotto i suoi folti baffi, il suo naso era pallido. Slave vide che i suoi occhi non erano pi religiosi. Un desiderio selvaggio lo stava pervadendo, proprio come ai vecchi tempi. Aveva sempre saputo che era un ascetico per natura e disprezzava se stesso per le sue passioni. Lui non poteva amare una donna e non poteva provare la gioia damare. Vedeva ora che non era cambiato. La sua faccia tremava di passione e rabbia. Era furioso con se stesso perch la desiderava. Anche lei adesso aveva preso fuoco, ma solo per rabbia. In quel momento lei lo detestava per i suoi volgari desideri maschili, per la sua barba e i suoi cernecchi, per la sua fronte grinzosa e laspetto corrucciato. Era disgustata dal suo naso adunco, come quello di un falco che scaglia un pesce contro una pietra e se lo mangia vivo. Presto avrebbe gridato: Non posso pi aspettare!. Slave gli pos addosso due occhi maliziosi e rise: E desiderare una moglie che non va al bagno rituale permesso?. Lui rimase in silenzio, sorpreso del suo tono inaspettatamente severo e del suo sguardo beffardo e malizioso. Lei divenne ancora pi esasperata e continu a ridicolizzarlo: da una parte non aveva mai smesso di essere un lerner, neanche quando se ne andava in giro per casa senza un cappello, canticchiando quella melodia malinconica dei Musarnik. Dallaltra parte, lei non credeva nella sua piet, neanche quando ricominci ad andare nella bet-medresh. Non le chiedeva, allora, se la sua cucina era kosher o se era kosher lei. Ma ora, al loro primo incontro, voleva sapere se lei si era tuffata in un bagno rituale.
45. Bagno rituale di purificazione, che le donne ebree devono praticare dopo il ciclo mestruale, prima di ogni rapporto col marito. 229

Sembrava che lui riuscisse ad essere gentile e buono solo con le persone oppresse, come una domestica incinta. stata ritrovata Stasie?. Tsemakh non si interessava pi delle lagnanze di sua moglie. Con una voce piena di ansia continu a chiedere: Dove ? Quando avr il suo bambino?. Non lo so rispose Slave con indifferenza. Lansia di Tsemakh divenne pi grande. Sbigottito chiese sommessamente che cosa intendesse dire. Slave si accorse che il suo desiderio per lei era svanito improvvisamente. Era pallido e aveva negli occhi la paura. Gli disse che sua cognata Chanah sapeva dove era la ragazza. Non si doveva preoccupare. Stasie lavorava presso una famiglia ebrea da qualche parte in un villaggio o in una shtetl. Allora si sa dov. Quindi avresti potuto facilmente avere maggiori notizie di lei. Come trattata? Che ne sar di lei quando avr il bambino e non potr lavorare? mormor con voce supplicante. Sapere che stata trovata, che non si suicidata, abbastanza per me. Questo tutto quello che so e quello che mi interessa di sapere. Sua moglie pieg la testa verso di lui dallaltra parte del tavolo, come una meravigliosa bestia infuriata che spinge la testa tra le sbarre di una gabbia. Sente il bisogno di compassione, pens Tsemakh con il cuore pesante. Si ferm e disse con serenit che viveva in casa dello shochet della shtetl. Erano una famiglia rispettabile, e quindi doveva avvertirli che sua moglie era venuta. E doveva anche passare del tempo nella yeshiva. Dopo sarebbe tornato l ed avrebbero cenato assieme nella locanda. Slave si accorse che controllava le sue parole, ben attento a non farla arrabbiare. Ma i suoi occhi avevano una luce fredda e dura e le labbra erano tese.

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Il rabbino di Meisegoleh, Reb Aryeh-Leyb Miedovnik, era stato a Valkenik lestate precedente ed era piaciuto molto alla fazione dei religiosi. Anche al gruppo degli illuminati piaceva il suo modo di insegnare la Torah, la sua saggezza e il suo evitare la politica del partito Agudah; ma era un po troppo antiquato e non conosceva il polacco. Ma quando Eltsik Blokh e la sua fazione capirono che i religiosi non li avrebbero lasciati scegliere un rabbino della shtetl che piacesse solo a loro, ambedue i partiti furono daccordo nellinvitare il rabbino di Meisegoleh per lo Shabat nel quale si leggeva il Cantico di Mos.
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Dopo il suo insuccesso con il rabbino di Myadel, Eltsik Blokh non aveva pi risparmiato critiche a suo cognato e ad alta voce espresse il suo pensiero: Reb Aryeh-Leyb Miedovnik non danzer in accordo con Hirshe Gordon. Lospite alloggiava alla locanda di Valkenik e Eltsik Blokh stava facendo anticamera da lui. Il venerd mattina, quando Tsemakh venne per vedere Slave, Eltsik Blokh lo incontr nel corridoio e, raggiante, gli allung la mano. Un caloroso benvenuto al nostro ospite! Quando un lerner ha una moglie brillante e meravigliosa un onore per la Torah. Prego, venite dal rabbi di Meisegoleh a dirgli sholem-aleichem. Tsemakh si rese conto di non poter rifiutare linvito di Eltsik Blokh, che era stato da sempre un oppositore della yeshiva e che adesso voleva fare pace. Reb Aryeh-Leyb Miedovnik senza il cappotto e con solo un lungo tallitkatan di lana, era seduto su un sof basso e stava considerando la situazione: lo stipendio di Valkenik non gli sarebbe bastato per vivere, e neanche per i dottori e le medicine per la sua rebetsin malata. E oltre a ci il rabbi locale pretendeva un sacco di soldi per la sua casa, e in contanti pure, per coprire i costi del suo viaggio in Israele. Dove avrebbe trovato i soldi per comprare la casa? La shtetl di Meisegoleh non lo voleva lasciar partire e non gli avrebbe fatto un prestito. In quel momento vide entrare due uomini. Si alz dal sof ed indoss il cappotto. Reb Arieh-Leyb Miedovnik era tutta la testa pi alto del rosh-yeshiva di Valkenik; la sua faccia era bordata da lunghi cernecchi arricciati e da una barba bianca non curata. I grandi occhi sotto la sue ciglia cespugliose salutarono amichevolmente, ma con tristezza, gli uomini che stavano entrando. Chiese al rosh-yeshiva che cosa stessero studiando adesso i talmudim e se la shtetl lo supportava decentemente. Durante la conversazione la sua faccia rimase offuscata da inquietudini, ed anche Tsemakh sembrava preoccupato. Solo Eltsik Blokh brillava di gioia. Aveva subito un completo cambiamento: ora lodava gli studenti, il rosh-yeshiva e persino la moglie del rosh-yeshiva. Valkenik in subbuglio. Ieri la moglie di Reb Tsemakh arrivata nella shtetl. Vi dico, ha il volto di una principessa. Tutti nella shtetl sono felici che il rosh-yeshiva non sia pi solo. Bene, allora: mazel-tov, disse il vecchio rabbino a Reb Tsemakh. E i due si salutarono con un caloroso arrivederci, ciascuno preoccupato della complessit della propria vita. Dopo che nella bet-medresh furono accese le candele del venerd sera, nessuna traccia di malinconia era sul volto di Reb Aryeh-Leyb Miedovnik. La sua grande e carnosa faccia brillava rossastra dopo limmersione nella mikveh della vigilia di Shabat. I balebatim non riuscivano a staccare gli occhi
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dalluomo che con ogni mossa o gesto mostrava sicurezza di s. I lerner al muro orientale si dicevano lun laltro che il rabbi di Meisegoleh irradiava letteralmente buon senso. Che non fosse uno che spaccava in quattro un capello era del tutto evidente. Anche se non avrebbe chiuso gli occhi davanti a qualcosa di proibito, non era rigido e pedante. Piaceva anche agli eterni scontenti. Era un uomo di quella sorta che non avrebbe esitato a proclamare non kosher la carne di un macellaio che imponeva prezzi esorbitanti. Perfino gli Ebrei pi poveri, quelli delle panche di dietro, ritenevano di avere un amico nel rabbino; lui li avrebbe ascoltati attentamente e avrebbe dato loro consigli nei tempi duri. Dopo le preghiere di Kabolas-Shabbes46, i balebatim guardarono alla conversazione che il rabbino di Meisegoleh aveva con il rabbino di Valkenik. Quando i due uomini sedettero in un angolo vicino allAron-Kadesh, largento delle loro barbe si fuse in uno solo. Stavano bisbigliandosi qualcosa, e le loro facce brillavano come quelle di vecchi amici che si ritrovano quando sono in l con gli anni e si raccontano storie sulle gioie di avere nipoti. Al Maariv, quando videro in tutta la sua altezza il rabbino in visita, tutti pensarono a un possente cedro del Libano. Durante lo Shmoneh Esrai la bet-medresh brill di gioia silenziosa e di estasi, come un frutteto pieno di mele rosse mature. Solo Reb Hirshe Gordon pregava ad alta voce, come tutti i giorni, come se fosse di corsa per andare ad una fiera, fece persino segno a Yudl, il chazan, di far presto. Ma stavolta il cognato di Gordon, Eltsik, seduto con lui vicino al muro occidentale, non ci fece caso. Al contrario, non si preoccup se Hirshe faceva i suoi scherzi; aveva visto che non gli giovavano affatto. Tutti erano daccordo sul rabbino di Meisegoleh. In onore dellospite importante, anche la gente della yeshiva preg con i balebatim nella grande bet-medresh. I ragazzi pi giovani guardavano con rispetto e con invidia Reb Aryeh-Leyb Miedovnik. Che gaon! Che rabbino famoso! Solo il rosh-yeshiva, Reb Tsemakh Atlas, se ne stava in un angolo da solo, e sembrava un povero viandante nella shtetl che nessuno aveva invitato per lo Shabat. Dopo il Maariv, Tsemakh vide che tutti si alzavano e andavano ad augurare gut-shabbes ai due rabbini; vide anche che Reb Hirshe Gordon spingeva contro la folla per uscire. Ud Gordon dirgli: Per tua informazione, il rabbino di Meisegoleh un oppositore dei Musar. Adesso non puoi esser neutrale. Ma le parole rabbiose di Hirshe arrivarono a lui da lontano, come un suono nella nebbia, dallaltra riva del fiume. Tsemakh fu lultimo a uscire dalla bet-medresh. Cammin da solo lentamente finch via della sinagoga non fu vuota. Ora era solo con il freddo cielo
46. Preghiera serale speciale, recitata il venerd, per accogliere lo Shabat.. 232

stellato, la neve alta, le ombre violacee intorno ai portici e il bagliore delle candele delle benedizioni, che attraverso le finestre ghiacciate brillavano pi tristi che nelle case. Si ferm davanti al suo appartamento e guard sopra il ponte verso la foresta. Quando Tsemakh era tornato a casa, la famiglia dello shochet aveva espresso la sua gioia per larrivo della moglie. E Reb LipeYose gli aveva detto di non dimenticare adesso di portarla per lo Shabat. Tsemakh invece, immagin di lasciare la casa, andare attraverso il ponte nella foresta, e camminare giorno e notte, fino ad arrivare in un altro mondo, dove non ci fosse Valkenik, non ci fossero conflitti per il rabbino, un posto dove lui non fosse ancora sposato e non dovesse mangiare allo stesso tavolo insieme alla moglie ed alla figlia minore dello shochet. Egli sedeva al tavolo in mezzo agli uomini, e aveva ancora davanti agli occhi la foresta silenziosa, coperta di neve, dietro alla shtetl. Dallaltra parte del tavolo sedevano Slave e Ronie. Slave disse che vedendo la sua camera si era resa conto che lo stavano trattando come un principe. I suoi occhi brillavano dellintelligenza di una donna che si sente a casa dovunque vada. Indossava una gonna di tessuto nera e una blusa bianca, con dei pizzi sulle maniche intorno al colletto. Tanto per non sedere a capo scoperto al kiddush si era coperta leggermente la testa con un fazzoletto di seta bianca. Ronie indossava un vestito lungo blu scuro, come se volesse apparire pi vecchia e pi tranquilla. Ma tutti i suoi movimenti fremevano di gioia, come un albero sottile che ondeggia e scintilla con le foglie verdi e dorate. Dopo il kiddush, Ronie disse subito a Slave che ora poteva togliersi il fazzoletto. Ma Slave rispose che non le dava alcun fastidio. Le bambine di Chanah-Leahs con le facce giallognole e i nasi lunghi, sedevano vicino al muro, e guardavano imbronciate la straniera. Chanah-Leahs, che stava servendo la cena, appariva molto inquieta. Era turbata e spaventata dal fatto che sua sorella minore fosse cos agitata. La moglie del rosh-yeshiva sembrava essere una donna intelligente, cos adatta a fare la rebetsin, come lei, Chanah-Leahs, era adatta a fare il dottore. Vicino a Slave sedevano i due figli di Ronie e uno di essi si vant: quando suo padre sarebbe tornato a casa gli avrebbe portato una divisa da marinaio con i bottoni di ottone e un cappello rotondo con un nastro lungo come la coda di uno scoiattolo. Suo fratello, urlando pi forte, disse che il padre avrebbe portato una divisa da marinaio anche a lui, con un grande colletto bianco e il fiocco sul suo cappello sarebbe stato anche pi lungo. Ronie sembrava contenta che i suoi figli si ricordassero del padre, e volgendosi verso Slave, le disse che suo marito era allestero ed aveva promesso ai figli di portar loro delle divise da marinai. E voi siete mai stata allestero?, chiese
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Ronie respirando affannosamente. No, non era ancora stata allestero, rispose la moglie del rosh-yeshiva, e lanci uno sguardo a suo marito che sembrava preoccupato. Tsemakh fu scosso dallocchiata di Slave come se un ago lo avesse punto e prese ad interessarsi alla conversazione intorno al tavolo. Reb Lipe-Yose raccontava che Eltsik Blokh stava tentando di far pace con tutti i suoi oppositori, per rinforzare la sua fazione. Gli aveva anche augurato gut-shabbes e gli aveva detto: Non preoccupatevi, perch il nostro futuro rabbi un gaon ed un uomo retto. Non un selvaggio e non priver nessuno dei mezzi per vivere. Vostro genero sar il nostro shochet per tutta la vita, e voi condurrete la preghiera del Musaf47 fino a centoventi anni. I vostri figli e i vostri nipoti siedono ora al vostro tavolo e voi vivrete fino a vedere i vostri bisnipoti, come scritto nei Salmi: I tuoi figli sono come ulivi intorno alla tua tavola. Dal momento che Eltsik Blokh voleva far pace con me, ho continuato a scherzare amichevolmente, dicendo che la prima parte del verso recita: tua moglie una vigna fruttuosa e quindi per avere gioia dai figli uno deve avere la moglie al fianco. Ma ho avuto paura a dirgli che anchio supporto il rabbi di Meisegoleh temendo che Reb Hirshe Gordon possa diventare un mio acerrimo nemico. Anche se Reb Menachem-Mendl non guardava mai le donne degli altri, stavolta era tentato di farlo con quella di Reb Tsemakh. A Vilnius aveva sentito dire che veniva da una famiglia ricca e non osservante. Di certo vedeva unaura di ricchezza librarsi sopra di lei ed era ovvio che a casa sua non si copriva i capelli. Per questo si sentiva di dover ringraziare il Creatore di non essere finito nelle mani di una donna moderna. Era contrariato, comunque, dal fatto che la sua di moglie, potesse ella vivere ed essere in salute, non era stata in grado di venire a trovarlo finora. I suoi magri guadagni erano appena sufficienti a mantenere lei e il figlio a Vilnius. Come un ragazzo religioso che porta gli tsitsit perch i demoni non gli facciano del male, Reb MenachemMendl si tir la barbetta per liberarsi dallinvidia che si era insinuata nel suo cuore. Non capisco mormor Reb Menachem-Mendl perch Reb Hirshe Gordon gli si oppone. Valkenik non ha nessun bisogno di cercare un rabbino migliore di quello di Meisegoleh. un lerner ed un predicatore ben conosciuto, dalle opinioni ben nette. E non ho alcun dubbio che supporter la yeshiva. Se il rabbi di Meisegoleh non fosse un famoso lerner e un famoso predi47. Detta anche preghiera addizionale. Introdotta dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, sostituisce il sacrificio di animali, che da allora fu abolito. 234

catore, con opinioni decise, allora Reb Hirshe Gordon lo avrebbe certamente sostenuto lo interruppe Reb Tsemakh focosamente, come una lingua di fuoco che improvvisamente esce fuori dallo sportello di un forno acceso. La yeshiva non deve essere coinvolta. Reb Menachem-Mendl attacc il suo solito motivo, temendo che il suo amico potesse cercare di nuovo uno scontro. Anche la figlia minore dello shochet ebbe un brivido di paura, La moglie del rosh-yeshiva guard suo marito con un sorriso, come se godesse del fatto che si stava eccitando. Ma lui si calm in fretta come in fretta si era infiammato. Reb Menachem-Mendl ha ragione. La yeshiva non deve essere coinvolta mormor Reb Tsemakh e guard severo la panca vicino alla finestra, la panca dove Vove Barbitoler si era seduto di recente e aveva asserito che ogni cosa toccasse Tsemakh, veniva distrutta.

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Il litigio tra i due cognati si intensific prima della preghiera del Sabato mattina. Un mattino gelido e soleggiato entrava dalle finestre della bet-medresh. Gli artigiani scaldavano le loro schiene agli asciutti e caldi mattoni della stufa vicino al muro orientale, e volgevano le loro facce ancora addormentate ai raggi di sole che solleticavano i loro nasi e le loro orecchie pelose. Vicino al muro orientale i balebatim indossavano i tallit e cominciavano a pregare. Improvvisamente dai posti donore della bet-medresh si ud Eltsik Blokh urlare con suo cognato. Io avrei preso soldi dal rabbino di Meisegoleh per aiutarlo a diventare rabbino di Valkenik? Io avrei preso una bustarella? Non ho detto questo. Reb Hirshe non sollev gli occhi dal Talmud sul suo leggio di preghiera. Ma avete appena detto che siccome la fazione degli illuminati aveva dapprima avversato il rabbino e ora lo supporta, segno che hanno preso dei soldi url Eltsik ancora pi forte. Non ho detto questo. Ho detto che se ai liberi pensatori piace il rabbino di Meisegoleh, questo non adatto per la fazione religiosa rispose calmo Reb Hirshe, alzando la voce in modo tale che i balebatim intorno potessero sentire ogni parola. Il battibecco mattiniero alla bet-medresh si propag a casa di Reb Lipe235

Yose, durante il cholent. Il lettore della Torah, Yudl lo shochet, aveva cantato peggio del solito quella mattina, e soprattutto durante il Cantico di Mos, quando tutti i balebatim erano in piedi. Questi lo avevano corretto e avevano picchiato contro i loro leggii di preghiera, urlandogli: Incapace!. Ancor pi confuso, Yudl aveva cominciato ad aggiungere ai suoi errori di cantillazione48 anche errori di lettura. A tavola Reb Lipe-Yose raccont a Chanah-Leahs che i balebatim avevano detto che se Yudl straziava le mucche come straziava il testo della Torah, loro non avrebbero certo mangiato carne kosher. Ma dove aveva la testa? Anche i ragazzi del cheder conoscevano lebraico e la melodia per il Cantico di Mos. Dopo tutto era nel libro delle preghiere, e la recitavano ogni mattina. Yudl, tremante di paura anche a tavola, come lo era stato sulla Bimah, disse in sua difesa che era stata colpa di Reb Hirshe Gordon, che la sera prima gli aveva detto di fare presto. ChanahLeahs, umiliata e dispiaciuta perch la moglie di Tsemakh Atlas aveva visto che Yudl era uno shlimazl, lo sgrid: Come mai le osservazioni di ieri sera ti fanno paura stamani? Nessuno ha detto che sei stato tu a prendere il denaro dal rabbino di Meisegoleh. Anche i bambini bisticciavano. In occasione del Tu-Bishvat49, avevano ricevuto dei pezzi duri e secchi di carruba, e ciascun bambino pensava che gli altri avessero ricevuto pezzi pi grossi. Per calmarli, il nonno disse che quel giorno cera la mitsvah di dar da mangiare agli uccelli. I nipoti corsero nel cortile sul retro con pezzi di pane. Gli uomini rimasero intorno al tavolo, e la figlia minore dello shochet invit la moglie del capo della yeshiva nella sua stanza, dove bevvero t, mangiarono frutta e chiacchierarono. Slave raccont dei suoi fratelli e Ronie parl delle sue amiche. Improvvisamente divent rossa e chiese con il fervore di una bambina: Perch non venite a stare con noi? Io ho due grosse stanze, e ne posso dare una a voi. La moglie del capo della yeshiva sembr gradire molto la proposta: Ma non saremo troppi? Presto non torner a casa vostro marito? Ronie fece un patetico sorriso di colpa e disse che suo marito tornava a casa solo per i giorni di festa. Le due donne videro dalla finestra gli uomini che andavano alla bet-medresh. Il vecchio Reb Lipe-Yose avanzava a piccoli passi nella neve e Yudl lo seguiva pigramente. Reb Menachem-Mendl si stringeva nel suo cappotto corto, Tsemakh invece, che indossava il suo grande cappello rabbinico e un lungo soprabito nero, sembrava pi alto delle case della shtetl coperte di
48. La Torah deve esere letta in una forma cantilenante, secondo una particoalre melodia riportata sul testo e ovviamente di difficile esecuzione. 49. Festivit ebraica, detta anche Capodanno degli alberi. 236

neve. Slave lo guardava con occhi tristi. Sua moglie lo ama moltissimo, fiera di lui, pens Ronie e cercava di farsi piacere Slave, per non odiarla. Anche il suo Ezriel era alto e con le spalle larghe, ma con la barba rossa. Ezriel non avrebbe portato a casa un allievo che si era addormentato sul suo Talmud, pens. Non gli importava neanche non vedere i suoi figli per sei mesi a volta. Sapete cosa facciamo? Slave prese Ronie per la mano andiamo a sentire il nuovo rabbino. Voglio vedere gli uomini della vostra shtetl. Nella lunga galleria delle donne, semibuia e con i soffitti bassi, donne anziane erano vicine ad una stretta finestra che guardava di sotto nella betmedresh. Il rabbino stava gi parlando e le altre donne non notarono le due nuove venute. Slave e Ronie si avvicinarono ad una finestra libera e si misero a guardare. Dalla parte opposta, vicino al muro orientale cera Tsemakh. Si era appoggiato ad un leggio di preghiera e ascoltava, con la faccia voltata verso il predicatore. Reb Menachem-Mendl sedeva sulla panca vicina. Il predicatore, che era vicino allAron-Kadesh, non era visibile, a causa dei tanti uomini che si affollavano intorno allalto pulpito al centro della bet-medresh. Si poteva per sentire la sua voce melodica. Il rabbino di Meisegoleh stava dicendo che poich Abrahamo aveva spaccato legna per il sacrificio del suo unico figlio, le trib meritarono di avere il mare spaccato per loro. Ma il mare non si spacc fino a quando gli Ebrei non furono in acqua fino al collo, in modo da imparare ad aver fede nellOnnipotente. E quando gli Israeliti attraversarono il mare e cantarono il Cantico di Mos, anche i bambini che le madri stavano allattando cantarono insieme, perch tutti avevano sentito la Presenza Divina. E questo fatto ha generato lusanza di dar da mangiare agli uccelli il Sabato del Cantico di Mos, perch a quel tempo tutte le creature di Dio cantavano il miracolo dellEsodo dallEgitto. Altri invece dicono che lusanza ci ricorda che come le creature alate trovano da mangiare dappertutto i loro piccoli semi, cos lUnico, Benedetto Egli sia, diede da mangiare nel deserto agli Ebrei. Alle piccole finestre della galleria delle donne si vedevano teste con parrucche e cappelli fuori moda decorati con piume, e sembravano una fila di uccelli appollaiati su uno steccato. Ma poi il rabbino smise di cantilenare ed inizi una complicata spiegazione del Tu-Bishvat. La scuola di Shammai50 afferma che il nuovo anno per gli alberi cade il primo giorno del mese di Shevat, mentre la scuola di Hillel51 afferma che cade il quindicesimo giorno
50. Uno dei primi maestri della religione ebraica (50 a. C. - 30 d. C.) e fondatore di una scuola, Bet Shammai. Contrapposto a Hillel ed alla sua scuola. 51. Fu un rabbino ebreo, primo dei tannaim, i Maestri della Mishnah, che visse a Gerusalemme al tempo di Erode il Grande.(I sec. a. C. - I secolo d. C.). Fond una scuola: Bet Hillel. 237

di Shevat, ovvero Tu-Bishvat. Quando il rabbino cit parole e frasi del Talmud, le donne si trovarono completamente perse. Le teste che erano apparse fuori dalle finestre si ritirarono nella galleria, come gli uccelli su uno steccato volano via quando il sole scompare dietro ad una nuvola. Slave sent allimprovviso una voce dura gridare dalla Bimah, e interrompere il sermone del rabbi. Quando luomo dalla Bimah smise, il rabbino ripet con calma che nel terzo e nel sesto anno dopo quello sabbatico si deve mettere da parte la prima decima e la decima del povero. Durante gli anni seguenti, si deve mettere da parte la prima decima e la seconda decima. Luomo dalla Bimah interruppe di nuovo: Non ci stai dicendo niente di nuovo. La voce del rabbino diventava sempre pi debole. Ogni volta che tentava di replicare, laltro lo interrompeva. Slave vide che i balebatim dietro alla Bimah non capivano neanche le argomentazioni dei due, perch si chiedevano lun laltro di che cosa discutessero. Quelli seduti vicino al muro orientale gridavano: Insolente, vergogna! Lascia parlare il rabbino!, ma il gruppo che stava attorno allinterlocutore li copr gridando: Lasciate parlare il genero del rabbino. Reb Hirshe pu insegnare pi di una dozzina di rabbini. La bet-medresh ondeggiava e ribolliva. Una larga striscia di sole entr dalla finestra e come una falce tagli le facce pelose ed inquiete, coprendole con la sfumatura ramata del tramonto. Slave vide che Tsemakh si era mosso dal suo posto. Camminava avanti guardando severamente luomo che disturbava il sermone del rabbino. Ma Reb Menachem-Mendl era vicino a lui e lo tirava per la manica. Vostro marito non dovrebbe immischiarsi, Ronie lanci un mezzo urlo. Slave non rispose. Un sorriso di trionfo fece tremare gli angoli della sua bocca. Aveva una gran voglia della follia di Tsemakh, del suo coraggio furioso e della sua forza. Desiderava che lui saltasse dentro al fuoco e bruciasse. Solo allora sarebbe tornato da lei ed avrebbe vissuto solo per lei. Eltsik Blokh corse incontro ai due rosh yeshivot, spinse Reb MenachemMendl da parte, e cominci a tirare la manica di Reb Tsemakh spingendolo ad intervenire. Tsemakh si lasci tirare avanti fino a quando fu sugli scalini della Bimah. Sroleyzer, il muratore, gli blocc il passaggio. Ora Sroleyzer poteva presentarsi come rispettabile balebit ed allo stesso tempo fare i conti con il capo della yeshiva che aveva trascinato Hertske Barbitoler via da casa sua. Intendete forse tirare fuori dalla Bimah il genero del rabbino? disse Sroleyzer con voce squillante, in modo che tutta la bet-medresh potesse udire Voi siete uno straniero, qui, e non comanderete su di noi nella nostra shtetl. Da ogni parte la gente urlava al muratore: Ladro! Ricettatore!. Tsemakh
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avanz contro di lui come se fosse una nuvola grigia, bassa, fatta a forma di uomo. Ronie emise un grido: Oh!, dimenticando completamente che la moglie del pensionante era accanto a lei. Reb Hirshe Gordon picchi sul leggio del pulpito con tutte e due le mani, finch per un momento ci fu silenzio. Allora si pieg verso la balaustra del pulpito e punt un dito contro Tsemakh. Al giorno doggi uno non pu essere un rabbino o un rosh-yeshiva e starsene da una parte. Chiunque non parli contro i peccatori di Israele, li aiuta. Il rabbino di Meigosoleh neutrale nella guerra santa che i religiosi fanno contro i liberi pensatori. E voi, un Musarnik di Navaredok e un rosh-yeshiva, anche voi avete le vostre ragioni per non opporvi pubblicamente a questi libertini. Dal pavimento Eltsik Blokh muoveva i pugni a suo cognato e url con tutta la sua forza: Sei un piantagrane!. La folla guardava il capo della yeshiva, attendendosi la sua replica, ma lui si limit a fissare Reb Hirshe Gordon e non disse niente. Slave desiderava che Tsemakh balzasse addosso al disturbatore sbruffone, cos come aveva fatto con i clienti nel loro negozio e con i suoi fratelli, e come aveva fatto con lei, rovinando il loro matrimonio per una cameriera. Ma Tsemakh non balz contro luomo con la barba incolta. Lo temeva. Temeva di dover lasciare la shtetl e tornare a casa. Slave si stacc dalla finestrella e disse con amarezza a Ronie che ne aveva abbastanza, e che era stanca di quella storia. Tornava alla sua locanda a riposare. Restasse pure lei se voleva vedere ancora. Slave lasci velocemente la galleria delle donne. Gliene importava qualcosa se degli Ebrei di provincia bisticciavano su un rabbino? Che si divertisse la figlia dello shochet con il suo pensionante, Tsemakh Atlas. Vedendo che il capo della yeshiva non rispondeva, Reb Hirshe Gordon si sporse oltre la balaustra e grid: Reb Yosf-Yoizl Hurwits di Navaredok perseguitava sempre ogni rabbino che sospettava non essere fiamme e fuoco contro i maskil. E se voi non siete un fanatico, allora non siete un discepolo di Reb Yosf-Yoizl, non siete un autentico Musarnik di Navaredok!. Tsemakh non si mosse da l, rest ancora in silenzio, come aspettando che Reb Hirshe Gordon lo vituperasse ancora. E solo quando Reb Hirshe si allontan da lui, Tsemakh torn al suo posto vicino a Reb Menachem-Mendl, che era sorpreso e impressionato dalla moderazione del suo amico. Gordon e i suoi seguaci lasciarono la Bimah e uscirono. Unimprovvisa calma avvolse la bet-medresh. Eltsik Blokh corse verso lAron-Kadesh e grid al predicatore in modo supplicante e arrabbiato: Continuate rabbi, continuate!. Il rabbino riprese il suo sermone, ma la sua voce era debole. Concluse lanalisi che era stata interrotta e torn alla parte settimanale della
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Torah, ma le sue parole rimbombavano come in uno spazio vuoto. I balebatim guardavano la Bimah vuota, e il silenzio nella bet-medresh si infitt come se sedessero sulle panche delle persone in lutto demoralizzate. Dopo la Havdalah Tsemakh and alla locanda. Anche se la stanza di Slave era al buio, il bagliore della neve fuori illuminava il tavolo, il muro verde, e i due pomelli di bronzo del letto, dove elle giaceva sveglia, rannicchiata su se stessa. Udendo il suo respirare affannoso, si volt e lo vide seduto su una sedia. Tsemakh digrign i denti e parl nelloscurit: gli si rivoltavano ancora le budella per non aver risposto a quel buffone, aveva ancora un groppo nello stomaco, una pietra sul cuore. Ma non aveva altra scelta, doveva rimanere tranquillo. Reb Hirshe Gordon era dannoso perch aveva il potere di convincere gli altri e pure se stesso che le sue battaglie erano per il cielo. Un falso santo come lui poteva distruggere il mondo. Slave salt subito a sedere sul letto. Per un momento le sue gambe oscillarono avanti e indietro al bordo del letto, poi improvvisamente scatt in piedi. Accese la luce elettrica, si mise davanti allo specchio e si tocc la guancia destra, rossa e aggrinzita dal cuscino. Si pettin i capelli e si rivolse allo specchio: oggi nella shul aveva notato la sua moderazione. Gli avevano sputato in faccia e lui non aveva detto una parola. Per aveva fatto la guerra con lei e con i suoi fratelli perch cercava una scusa per andarsene di casa. Parli come una bambina. Sentiva la sua voce stanca dietro di s. Tu stessa hai notato come Reb Menachem-Mendl avesse paura che ci immischiassimo in questo litigio. Ha chiuso il suo negozietto in Vilnius e ha lasciato la famiglia per venire ad insegnare nella yeshiva. Ho la responsabilit di lui, di sua moglie e di suo figlio, e di tutti gli studenti e dei loro genitori che li hanno mandati qua. Come posso distruggere la yeshiva per un litigio con un capo della comunit? I tuoi fratelli non hanno chiuso il loro negozio per me. Bussarono alla porta. Entr Eltsik Blokh, stanco e agitato. Si asciug il sudore dalla fronte e cominci a parlare di suo cognato: aveva conosciuto Reb Hirshe Gordon in tutti questi anni, ma solo oggi aveva capito che non lo conosceva affatto. Ma suo suocero lo conosceva molto bene. Il vecchio rabbino di Valkenik aveva detto al rabbino di Meisegoleh che lui non si sentiva molto bene e non poteva venire ad ascoltare il suo sermone. Era chiaro che il vecchio rabbino aveva capito che cosa aveva in mente Hirshe Gordon e non aveva voluto essere presente. Dopo la Havdalah si dovevano incontrare con gli altri balebatim per discutere i termini del contratto di rabbinato con Reb Arieh-Leyb Miedovnik. Ma dopo lo scontro nella bet-medresh ogni balebatim aveva trovato una scusa diversa per non partecipatore al meeting. Quel
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Hirshe Gordon aveva in s un potere demoniaco. Tutti tremavano di paura a causa sua. Eltsik Blokh sospir e sussult. Ma cosa sto farfugliando? Il rabbino di Meisegoleh vorrebbe vedervi. Consolatelo, Reb Tsemakh. Ditegli che gi il rabbino di Valkenik. Reb Aryeh-Leyb Miedovnik passeggiava avanti e indietro nella sua camera e non smise quando entrarono i due uomini. Con il cappotto aperto e le mani dietro la schiena, scagliava le parole come fossero pugnali: ogni cosa che fa il Signore a fin di bene. Cerano varie ragioni perch lui non dovesse cambiare Meisegoleh per Valkenik. E per questo aveva deciso, con laiuto del Signore, di partire il mattino seguente. Eltsik Blokh, con voce roca, disse che non cera modo di impedire ad un impudente di dire sciocchezze. La gente trov da ridire anche con Mos. Tutto il mondo era convinto che il rabbino di Meisegoleh fosse non solo un gaon, ma anche una persona che nessuno poteva turbare. E invece adesso si faceva turbare da un piantagrane? Ma Reb Arieh-Leyb Miedovnik fece un gesto di stizza con la mano e disse che lui non vacillava quando doveva sostenere lonore della Torah, ma altri, e si rivolse a Tsemakh, avrebbero dovuto sostenere il suo di onore. Voi mi risponderete certamente di non aver osato lottare con i balebatim per non danneggiare la yeshiva. Ma vi chiedo: perch i vostri studenti dovrebbero voler diventare studiosi di Torah se vedono il loro insegnante assistere impotente allumiliazione di un vecchio rabbino che ha passato la vita a faticare per la Torah? Non voglio sentire la vostra risposta. Vi perdono per aver assistito alla mia umiliazione senza dir niente. Ma non sarete mai perdonato per aver assistito allumiliazione della Torah e non essere intervenuto. Eltsik Blokh stava zitto ed era spaventato, come se fosse sicuro che la maledizione del rabbino si avverasse. Invece Reb Tsemakh Atlas serr i denti ed usc senza dire una parola. Slave era nella sua camera e pareva in ansia, come se si aspettasse cattive notizie. Il rabbino di Meisegoleh mi ha appena maledetto perch non sono intervenuto a difendere il suo onore. La sua maledizione non mi fa paura. Dovunque egli andr, sar un rabbi. Ma se la yeshiva va in pezzi, molti degli studenti non potranno andare da nessunaltra parte per studiare. Ecco perch per me gli studenti sono pi preziosi del rabbino di Meisegoleh e del suo posto di rabbinato. Tsemakh butt fuori le parole con una risata amara, e con gli occhi furiosi di un Musarnik non pi giovane che sospettava che persino un gaon in apparenza furioso per lonore della Torah fosse preoccupato invece del suo di onore.

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Domenica mattina dopo colazione, Leitshe la cuoca and a trovare Slave alla locanda. Voleva apparire sofisticata, cos, bench si fosse nel mezzo dellinverno, indoss una gonna nera a pieghe, una blusa bianca a pois, e un giacca estiva corta e dritta. Sedeva con le gambe accavallate e parlava senza sosta, sgranocchiando prugne e sorseggiando rumorosamente t. Aveva gi trovato il modo di raccontare a Slave tutto a proposito del mascalzone di Varsavia, il suo ex fidanzato Yosf Varshever, dalla faccia da smidollato, e del piccolo monello di Vilnius, Hertske Barbitoler. Slave rabbrivid sentendo raccontare che il mercante di tabacco aveva seguito la slitta di Confrade a piedi, supplicando la moglie di lasciargli il figlio. Tsemakh ha solo la propria visuale, pens, ed cieco a che cosa gli succede intorno. Ma alla fine sembrava avesse cominciato a capire i guai che aveva provocato immischiandosi negli affari altrui. Ecco perch non aveva voluto lottare per il rabbino in visita. Slave sent che aveva bisogno di una pausa dopo tutto quello che aveva sentito dire dal mattino. Ma Leitshe continuava a sgranocchiare i noccioli delle prugne e a far andare la lingua. Il mio ex fidanzato con la faccia sporca, scusate lespressione, mi ha detto tutto di voi, prima che chiunque vi avesse visto qua. Possa lui e la sua promessa sposa vivere felici per sempre se lui ha detto una parola vera su di voi e su vostro marito. Vostro marito unanima nobile, stato dalla mia parte come se fossi una sorella di sangue. Dopo tutto quello che era successo con il gran mascalzone di Varsavia e il piccolo mascalzone di Vilnius, mia madre aveva lasciato la conduzione della cucina. Ma non volevamo far inquietare vostro marito, cos, solo per lui, cuciniamo di nuovo per gli studenti della yeshiva. Non sarebbe indegno per voi venire a vedere dove mangiano gli studenti di vostro marito. Dopo tutto, siete la nostra rebetsin. Tutti sono gelosi di voi. Uomini raffinati e di bellaspetto come vostro marito non ce sono a dozzine, sapete. Il marito di Ronie ha una pancia grassa e la barba rossa. Viene a casa due volte lanno per le feste, e per il resto dellanno allestero, e c chi dice che non fa nessun digiuno. Un uomo come quello lo caccerei di casa a calci nel sedere. Ma siccome Ronie una donna educata, e anche un po strana, si limita a soffrire in silenzio. Slave si mise le mani alle tempie e mormor che doveva mettersi a letto: si era alzata presto quella mattina, e col mal di testa. Leitshe si scosse: ma perch se ne stava seduta a chiacchierare? Doveva
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andare a far spese per il pranzo della yeshiva. Come una brava donna di casa raccolse i noccioli succhiati delle prugne e li pose nel piattino. Aveva sentito dire che quella robaccia senza valore di Gedalia Zondak e sua figlia, quel mucchio di ciccia con la faccia da vitello, avevano chiesto a Yosf Varshever di invitare Reb Tsemakh Atlas a recitare la benedizione nuziale prima del brindisi, potessero bere veleno! Per quel che la riguardava Reb Tsemakh poteva andare al primo matrimonio di Yosf Varshever, e due anni dopo al suo secondo matrimonio e quattro anni dopo al suo terzo matrimonio, concluse, e con un piede sulla soglia ricord a Slave che non sarebbe stato indegno per lei andare a vedere la casa dove gli studenti del marito mangiavano. Slave sent che i suoi capelli diventavano umidi di sudore. Si ricord che mentre lei e Ronie sedevano accanto durante i pasti del sabato, Tsemakh aveva evitato di guardare nella loro direzione e che Ronie aveva tremato nella bet-medresh per paura che Tsemakh si immischiasse nel litigio sul rabbi in visita. Il marito di Ronie era allestero tutto lanno e la gente diceva che aveva altre donne l. In questo modo Ronie poteva innamorarsi del suo pensionante, la cui moglie era via. Nel giro di unora da quando la cuoca era andata via, un altro visitatore buss alla porta: Yosf Varshever. Entr piano, con un sorriso di rabbia che brillava nei suoi meravigliosi occhi gelidi. Mentre porgeva a Slave una mano sottile ed elegante, con la mano sinistra si sollev il cappello, alla moda degli Ebrei mondani e non religiosi. Sono quello che la cuoca ha appena calunniato, dicendo che lho ingannata disse con unespressione sprezzante, e si sedette al tavolo col suo cappello e il suo cappotto a righe con il bavero di velluto rialzato. Vedendo Slave sorpresa che lui sapesse chi le aveva fatto visita, fece una smorfia sprezzante e disse: In una piccola shtetl, uno sa tutto. Ma sono ancora solo io a sapere che Reb Tsemakh Atlas era fidanzato con una ragazza di Amdur e poi ha rotto il contratto di fidanzamento. Slave stupita dalla sua insolenza gli chiese seccamente che cosa volesse. Che cosa voglio? Gli occhi del Varshever scintillarono cattivi attraverso i suoi minuscoli occhiali a pince-nez e la sua voce trem come quella di un uomo truculento che non perdona un insulto. Personalmente non voglio niente, ma mio suocero vuole che sia vostro marito a officiare il matrimonio, per mostrare a Valkenik che la yeshiva non mi considera un truffatore. Perci riferite questo a vostro marito e risparmiatemi il problema di litigare con lui. Che cosa gli potete fare? Dire a tutti che mio marito ha rotto una volta un contratto di fidanzamento? Tutto qua? Slave era ancor pi sbalordita dallinsolenza del giovane.
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Io non ho sottoscritto un contratto di fidanzamento con la cuoca, invece vostro marito ha rotto un contratto scritto con una ragazza di una famiglia rispettabile Yosf si mangiava le unghie e quel che peggio, io non ho lasciato una moglie sei mesi dopo il matrimonio. Sput le ultime parole come attraverso un sottile tubo di vetro. Slave sent che le tremavano le palpebre. Gli avrebbe voluto sputare volentieri in faccia e gridare Vattene via bastardo!. Ma forse Tsemakh temeva davvero questo spregevole zoticone, per cui era meglio non mettersi contro di lui. Per quanto capisco, siete contento del vostro matrimonio. Gli sorrise dolcemente. Il promesso sposo trasal: Contento? La sua promessa sposa era abbastanza carina, ma era una ragazza di una piccola shtetl e suo padre un villano di basso livello. Gedalia Zondak voleva sapere che cosa intendesse fare dopo il matrimonio. Non avrebbe avuto niente in contrario se avesse fatto il rabbino in qualche piccola shtetl. Yosf si carezz la mascella storcendo la bocca per scherno. Diventare rabbino solo perch conosceva il Talmud era la cosa giusta per lui? Allora forse doveva diventare anche chazan perch aveva una bella voce? Slave si accorse che il giovanotto era un fascio di nervi, e allora lo provoc di proposito con un falso stupore: sicuro, perch non diventava un shochet e un chazan, come il locale shochet e chazan, Reb Lipe-Yose, o suo genero? Io diventare lo shochet di una piccola shtetl? Io guidare la preghiera in qualche piccola bet-medresh di legno? Yosf tremava di rabbia e si guardava intorno per vedere se qualcuno ascoltava. Poich voi venite da una grande citt e non siete una fanatica, so che sarete sincera con me. Mi piacerebbe viaggiare intorno al mondo a raccogliere fondi per unistituzione caritatevole, come Ezriel Weinstock. La verit che lui veramente se la spassa laggi. Il giovane scoppi a ridere in modo licenzioso, poi di nuovo si infiamm: Se non fossi capitato in una shtetl di provincia avrei potuto trovare una ricca e colta ereditiera, come tutti gli altri. Avrei addirittura potuto sposare una studentessa. Yosf Varshever salut angosciato e usc fuori nel gelo, tremando di freddo e di rabbia nel suo cappotto leggero. Quel che ferisce maggiormente questignobile giovane il fatto di non riuscire ad essere ancor pi ignobile, pens Slave e improvvisamente gli venne in mente unidea. Dal loro matrimonio, Tsemakh non le aveva mai parlato della sua prima promessa sposa. Per tutto il tempo Slave aveva pensato che a Tsemakh interessasse tanto poco della ragazza di Amdur quanto di lei e dei suoi fratelli. Ma ora aveva capito che Tsemakh non aveva menzionato la sua ex fidanzata perch si sentiva in colpa verso di lei.
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Slave decise che doveva sembrare che le cuoche fossero amiche di Tsemakh e non si doveva dare alla gente lopportunit di dire che la moglie del rosh-yeshiva non era interessata a vedere come vivessero gli studenti. Tir fuori dalla valigia un vestito, una blusa, una sottoveste e delle calze e prepar un piccolo fagotto. Uscendo dalla locanda chiese indicazioni per la cucina degli studenti. Gitl ricevette linaspettata visitatrice con un grosso mestolo di legno in mano. Le sue figlie, sporche e sudate, erano davanti alla pentole fumanti. Slave disse gentilmente che era venuta a incontrare la mamma e la sorella di Leitshe. Ma Rokhtshe, con le guance paffute e i baffetti sulle labbra, non fu per niente gentile con la visitatrice, ed anche la faccia di Leitshe non appariva ora amichevole. Il pavimento di mattoni dellatrio era bagnato a causa del lavaggio delle mani degli studenti. Sul tavolo della cucina pezzi di polmone e di fegato e di patate giacevano sui piatti bassi e scheggiati. Gitl, guardando il cappotto di pelliccia sbottonato e il completo di lana morbida di Slave, si scus dicendo che oggi avevano avuto un pranzo piuttosto magro. Non sono un ispettore. Capisco che voi cuciniate quello che vi danno. Slave cercava di essere cordiale con la baleboste. Capendo che era tra i piedi, scivol fuori dallatrio e entr nella sala da pranzo degli studenti pi anziani. Yoel Uzder e Shye Lipnishker erano nel mezzo di un argomento infuocato. Il primo stava cantando a voce alta e laltro lo contraddiceva, muovendo tutte e due le mani. Appena la moglie del capo entr, Yoel Uzder si zitt. Shye Lipnishker, con un pezzo di carne tra i denti, ruot i suoi occhi strabici e borbott con rabbia, come un animale quando gli si toglie un boccone dalla bocca. Entr Gitl con le porzioni di carne. Si era messa un grembiale bianco, ma serviva sgraziatamente. Si vergognava del tavolo sporco, dei pezzi di pane nero sparsi per il tavolo, e dei piatti scheggiati. I ragazzi sedevano con le teste abbassate, masticando ora senza appetito. Il loro silenzio faceva comprendere a Slave quanto estranea lei fosse per loro. E a lei non piaceva guardare le loro facce pallide, alcune con la barba e tutte con lunghi e fitti cernecchi. Entr nella seconda stanza, dove le figlie di Gitl servivano gli studenti pi giovani. Qui la tovaglia era anche pi sporca. Poich non vi erano abbastanza piatti, i ragazzi, che indossavano cappelli ammaccati e giacche stracciate, mangiavano in piatti di terracotta. Il maggiore del gruppo di ragazzi, Chaikl Vilner, non toglieva gli occhi di dosso a Slave. Lei lo riconobbe come quello al quale aveva chiesto di chiamare il rosh-yeshiva quando era arrivata. Anche lui aveva lunghi cernecchi messi dietro le orecchie, ma la fissava cos attentamente che sentiva i suoi sguardi sulle mani e sui piedi, sulla gola e sul
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collo, sui capelli sotto alla retina di seta nera che portava al posto del tradizionale cappello o fazzoletto. Slave arross e sorrise imbarazzata. Non era a suo agio, cionondimeno le piaceva aver destato i sentimenti di un giovane. Melekhke la guardava con due occhi rosa; la sua faccia era raggiante. Era per natura schizzinoso, e Leitshe di solito doveva implorarlo affinch mangiasse nelle stoviglie di terracotta. Ora se ne stava seduto ad aspettare di essere persuaso, sorreggendosi il mento con i piccoli pugni. Ma Leitshe non era dellumore giusto per pregarlo; difatti gli url che anche se era figlio unico a casa di sua madre, non era figlio unico qui. Non mangiasse se non ne aveva voglia. Melekhke era furioso, e per non piangere cominci a martellarsi le dita contro le labbra. Uno dei ragazzi not la cosa e si mise a ridere. Melekhke Vilner suona il piano sulle labbra. E Leitshe aggiunse: Quel piccolo pignolo vuole mostrare la sua origine aristocratica. Slave aspett che tutti gli studenti fossero andati via. Gitl spazz il pavimento di mattoni bagnato con uno straccio e le figlie pulirono i tavoli. Leitshe si lament risentita che Melekhke se ne fosse andato senza mangiare. Oltre ad essere figlio unico da sua madre, era anche un favorito del capo e della famiglia dello shochet. Una sera Reb Tsemakh lo aveva trovato che dormiva sul suo Talmud nella bet-medresh, e lo aveva portato in braccio nel suo appartamento e aveva chiesto a Ronie di metterlo a dormire con gli altri bambini. Ancora Ronie, pens Slave. Ma Leitshe interruppe i suoi pensieri. E che cosa voleva il mio ex fidanzato, quel mascalzone di Varsavia, da voi? Adesso Slave capiva perch avesse ricevuto unaccoglienza cos ostile dalle cuoche. Valkenik era una piccola shtetl, ed in cinque minuti tutti erano informati di chi aveva fatto visita, e a chi. Ed era questa la sporcizia nella quale la voleva trascinare Tsemakh? Slave rispose che il Varshever era venuto per convincere suo marito ad andare al matrimonio. Ma non doveva preoccuparsi, Leitshe. Il giovanotto non le aveva fatto una buona impressione: una moglie non sarebbe stata felice con lui. Gitl sorrise radiosamente e allung le mani verso la moglie del capo della yeshiva come verso un angelo. Lho sempre detto che stato un miracolo esserci liberate di lui in tempo. Ma mia figlia non riesce a dimenticare la sua bella faccia. Io non riesco a dimenticare la sua faccia sudicia? Leitshe tir via con rabbia la tovaglia dal tavolo, poi copr il tavolaccio con una cerata e si mise a ridere: Reb Tsemakh doveva andare al matrimonio del Varshever ed il Varshever doveva andare allinferno. Che gliene importava? Slave apr il pacco che aveva portato e chiese a Leitshe di prenderlo. La ragazza guard avidamente il vestito e la blusa ed era pronta per provarseli. Gitl si asciug gli occhi e disse che si augurava che lei ed il marito diven246

tassero vecchi in salute e con onore, e poteva stare sicura che non avrebbero lasciato la cucina della yeshiva a causa del tradimento di un ex fidanzato. Ma il viso di Rokhtshe era infuocato. Alz i suoi occhi solitamente abbassati verso la sorella pi giovane e disse: Ti ho sempre detto di non menzionare neanche il suo nome, e perch devi prendere regali?. La moglie del rosh-yeshiva rispose in sua difesa che non voleva insultare nessuno. Leitshe era andata a trovarla e lei aveva ricambiato la visita e portato un piccolo regalo. Vi ringrazio, e lo prendo. Non sono una snob presuntuosa. Leitshe gett uno sguardo a Rokhtshe. Questa, temendo la focosa sorella, balbett che non voleva dire che non andasse bene, voleva solo dire che Leitshe era pi alta e pi sottile. Ma se il vestito e la blusa venivano un po ristrette in vita e gli orli venivano tirati gi, allora vestito e blusa sarebbero stati perfetti per Leitshe.

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Luned mattina Tsemakh and a trovare sua moglie; la trov che toglieva i vestiti dallarmadio e li metteva in due valigie vuote, che erano su due sedie. Si sedette sul bordo del letto e mormor triste: Veramente te ne vai?. Slave, china sopra una valigia, continu a metter la roba dentro e chiese, pi a se stessa che a lui, se non se lo aspettava che partisse, se non stesse facendo una finta domanda. Tsemakh disse con tristezza di no: nei pochi giorni nei quali era rimasta in Valkenik si era convinto che lei potesse convivere con chiunque lei volesse. Slave, volgendogli le spalle, gli rispose che stava facendo un errore: solo per quei pochi giorni aveva potuto far finta di essere una santa donna. Poi si volse verso di lui e gli disse dallaltro capo della stanza: Hai scambiato una scarpa per un sandalo di legno. In Lomzshe non hai mai voluto trattare con persone come il mercante di tabacco di Vilnius, suo figlio, o sua moglie dallArgentina. Il leader della comunit, Hirshe Gordon, mille volte peggiore di mio fratello Volodie. Volodie non avrebbe mai osato impedire ad un vecchio rabbino di parlare in una bet-medresh. E questo Yosf Varshever molto peggio di mio nipote Lola. Il Varshever pronto a fare cose molto peggiori che sedurre una cameriera, e tu finirai col dover andare al matrimonio del tuo studente. Ti ho detto laltra sera che non andr al suo matrimonio. E per di pi non
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un mio studente. Gli studenti vanno presi e educati quando sono ancora bambini. Tsemakh sospir e la sua faccia si rannuvol di desiderio. I miei studenti sono quelli che portai dalla Russia e che ho lasciato a Nareva. Durante la notte precedente Slave era giunta alla conclusione che se Tsemakh lavesse veramente amata, non avrebbe sofferto per aver rotto il fidanzamento, n si sarebbe preoccupato che la gente potesse venirlo a sapere. Non sei per niente preoccupato del fatto che il Varshever minacci di dire a tutti del tuo fidanzamento rotto? Slave lo osservava attentamente. No, non temo nessuna minaccia e nessuna calunnia rispose Tsemakh dopo un lungo e difficile silenzio. Slave ricominci a armeggiare con le sue valigie. Se lo avesse saputo prima, non sarebbe stata cos paziente con quello sciocco. In ogni caso aveva avuto piacere a conoscere da vicino la gente del luogo, e vedere che non erano simili a lei. E per questo lui doveva esser felice che lei partisse. Lunica moglie giusta per lui sarebbe stata una delle donne che sostenevano la loro yeshiva. Tsemakh salt su: avesse voluto fare uno sforzo, poteva andar daccordo con le donne del posto, proprio come lui faceva con gli uomini. I balebatim erano perfettamente consapevoli che Hirshe Gordon aveva commesso un tremendo atto di violenza verso il rabbino di Meisegoleh. Nonostante ci, erano perfino pi amichevoli di prima e ancor pi pieni di rispetto. Infatti volevano far finta con lui di ritenerlo innocente, di non fargli sapere cosa pensassero di lui, almeno per evitare che avesse di che lamentarsi di loro. I balebatim non dipendevano minimamente da lui, facevano cos solo perch non trovavano nessuna buona ragione per combattere con lui. Ma tutti gli anni nei quali aveva insegnato a se stesso ed agli altri di dire solo la verit, adesso si stavano prendendo la rivincita su di lui, e stare tranquillo gli costava il sangue. In ogni caso, era pronto a cedere anche di pi, pur di non danneggiare la yeshiva. Ma non eviti di interessarti degli affari altrui e di distruggere la nostra vita replic Slave, riprendendo il suo vecchio argomento non sono sicura se sarai capace di costringere te stesso ad agire diversamente nel futuro. Io certamente non ne sono capace. Prima o poi la gente del luogo potrebbe capire che loro mi disgustano e mi odieranno. Ma tu sei il capo della yeshiva e come tale non dovresti avere una moglie che odiata da coloro che ti pagano. Slave aveva in mano un paio di slip di seta bianca con il pizzo e li carezzava come se fossero la calda pelliccia di una creatura vivente. Torna a casa con me e mi comporter come tu vuoi. Rispetter tutte le leggi che riguardano le donne.
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Tsemakh sospir stancamente e sedette, con le spalle abbassate. Si rendeva conto che sua moglie si preoccupava solo di se stessa, non voleva comprendere niente che non fosse di suo gradimento. Slave sorrise con se stessa, anche lei era stanca; per un attimo si era dimenticata che non era capace di convincerlo di niente. Mise in valigia il vaporoso slip con il pizzo e si rivolse a lui: E dove andrai a vivere, dallo shochet? Nu, s. Sono stato l fino ad adesso con il mio amico Reb MenachemMendl balbett confuso. Il tuo amico pu stare l, ma tu non dovresti. Slave gli pose una mano sulla spalla. La sua faccia brillava di una luce pallida. Ronie unanima gentile. una donna buona e forse ancor di pi intelligente, ma non riesce a nascondere i suoi sentimenti. Per causa sua potresti soffrire umiliazioni e angosce. Slave disse questo come se fosse una cosa ovvia, in modo che Tsemakh non tentasse neanche di negarlo. La sua faccia le faceva capire che non aveva rivelato un segreto del quale lui non fosse al corrente. Il suo modo bonario e cordiale di consigliarlo, come fosse una sorella, aveva dissipato la sua paura che lei sapesse qualcosa di Ronie. Tsemakh, come un uomo alle prese con preoccupazioni quotidiane, borbott che non sapeva trovare una scusa da dire allo shochet, e che non aveva un altro posto dove andare. E dove saremmo andati noi due, se io fossi rimasta? Tsemakh rispose che uno dei sostenitori della yeshiva, Reb Yisroel, il sarto, gli aveva offerto met del suo grande appartamento. Reb Yisroel pensava che lei fosse venuta per rimanere nella shtetl pi a lungo, o per sempre. Quando non sei un eroe, sei un piccolo e debole uomo. Vai nella casa del sarto e digli che io torner presto. Gli potrai dire sempre che sto per arrivare disse facendo finta di ridere. Tsemakh non tenne conto del tono e dellumore di lei, e fu lieto che avesse trovato un modo per liberarlo da quellimbroglio; disse che sarebbe tornato a casa per Pesach. Gli occhi di Slave lanciavano fiammate blu. E dopo Pesach te ne tornerai alla yeshiva? Lui non rispose e Slave si mise a ridere: che bella trovata! Non le sarebbe mai venuta in mente. Davvero, perch non avrebbe dovuto aiutarlo a liberarsi dei cattivi pensieri riguardo al fatto di aver lasciato la moglie? Sarebbe venuto a casa per Pesach, come il marito di Ronie, ed avrebbe trovato sia la coscienza pulita, sia la moglie nel letto. E lei, naturalmente, sarebbe andata al mikveh prima, in modo che lui potesse usarla. E poi, quando sarebbe tornato per Sukot, lavrebbe trovata con un bel pancione. A lei sarebbe cresciuto il pancione, a lui la barba. Vattene e
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lasciami finir di fare le valigie. Lo spinse fuori dalla stanza e chiuse a chiave la porta. Vattene! disse, con voce cos forte e feroce che lui se ne and immediatamente, temendo che potesse cominciare a battere i pugni sulla porta. Verso sera Slave and dallo shochet per salutarlo. Reb Lipe-Yose sedeva da solo al tavolo della sala da pranzo, lisciandosi i baffi. Erano gi accese le luci, dato che i giorni invernali erano corti. Il vecchio alz la testa e gli occhi semichiusi per vedere chi era entrato. Veramente gentile, portarci via il nostro pensionante disse fingendo di essere arrabbiato. Slave si stup che Tsemakh avesse portato avanti la sua richiesta cos velocemente e senza esitazione. Voleva dimostrarle prima della sua partenza che che lui e Ronie non vivevano pi sotto lo stesso tetto. Per minimizzare il comportamento inaspettato di Tsemakh, Slave cominci a confidarsi con il vecchio come con un padre. Le piaceva quel severo, ma amichevole capo della famiglia, un uomo semplice ed alla mano, pi di altri nella sua famiglia. Voi capite, naturalmente, che non c davvero vita quando marito e moglie vivono separati. Cos ho chiesto a mio marito di andare subito nella casa del sarto. Dopo tutto, altri potrebbero volere quelle belle stanze. Ma io non so con esattezza quando torner. Prima devo vendere la mia quota di affari e della casa che ho ereditato da mio padre insieme ai miei fratelli. Reb Lipe-Yose sospir: sapeva bene, quanto fosse brutto che una moglie ed un marito non vivessero assieme. Anche un cieco poteva vedere che il suo genero pi anziano Yudl, era un buono a nulla. Quando Yudl era al macello, lui se ne stava l seduto tremando dalla paura che quello scemo non rendesse un bue non kosher. Invece il genero pi giovane, Ezriel, non era uno sciocco, anzi era una creatura troppo intelligente. Cos quel playboy se la spassava allestero mentre la sua giovane moglie appassiva e scoloriva. E ci si meravigliava allora che Ronie si fosse ammalata una seconda volta? Giaceva nel letto con la testa indietro come un vitellino che non ha una goccia dacqua da bere. Lei non voleva chiamare il dottore. Diceva che non era niente. Ma dopotutto, lui era suo padre e sapeva bene che se tu hai un marito come quello puoi raggrinzirti e scarnificarti come un mastello di legno vuoto lasciato fuori al sole. Attraverso la barba Reb Lipe-Yose si schiacci un brufolo nel mento, come se fosse quello la causa di tutti suoi guai Entr nella stanza Chanah-Leahs. Per tutto lo Shabat aveva trattato Slave con freddezza, ma ora cominci a parlarle con dolcezza: Reb Tsemakh aveva avuto la pi bella stanza dal miglior uomo della shtetl. I figli grandi del sarto hanno i loro appartamenti, cos l star tranquillo, tranquillo come in un orecchio, e la moglie del sarto cucina molto bene. Ma finch non ritorna la moglie di Reb Tsemakh, lui pu continuare a mangiare con noi, disse il
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vecchio shochet alla figlia. Ma questa lo sgrid come se fosse un bambino: Reb Tsemakh avrebbe accettato di vivere a casa del sarto e andare varie volte al giorno a mangiare da loro? Ho sentito dire che vostra sorella non sta bene. Che cosa ha? chiese Slave. Io non lo so e neanche lei lo sa sbott Chanah-Leahs. Desidererei vedere come sta Ronie e dirle arrivederci. Slave si alz dal tavolo. ChanahLeahs si demoralizz ancor di pi, ma non disse niente. Ronie era a letto spogliata e coperta da una trapunta. Appena entr Slave, Ronie si tir su e disse che non era niente, solo un mal di testa e un po di febbre. Grazie di essere venuta. State veramente partendo da sola? Ero sicura che vostro marito sarebbe venuto con voi disse respirando affannosamente dalla sua bocca, con le sue labbra screpolate da bambina con la febbre. Avete veramente immaginato nei vostri sogni pi esotici che mio marito abbandonasse la yeshiva e partisse? Slave rideva con vivo stupore. Pensavo che rimanesse Reb Menachem-Mendl a mandare avanti la yeshiva e che vostro marito tornasse a casa con voi. Ronie rideva anche lei e divent rossa. Ma vedo che ero sciocca a pensare ci. Ma perch non rimanete anche voi a Valkenik? Ve lho gi detto, potete vivere con noi, ma certamente meglio stare a casa del sarto. Hanno stanze grandi e pulite e nessun bambino. Perch dovete partire? Torner presto rispose Slave con la sua faccia bianca e fredda come porcellana. I suoi occhi scintillavano maliziosamente alla donna che voleva prendere il suo posto. Ma gli occhi di Ronie sorridevano di ritorno a lei con un lieve rimprovero, perch non voleva ammettere che non sarebbe ritornata a Valkenik. Le due donne si chiusero nel loro silenzio. Slave era certa che la figlia dello shochet si era ammalata al pensiero che Tsemakh potesse partire. Era di carattere malinconico e debole. I dispiaceri avevano minato la sua salute e lavevano portata alla depressione. La gente della shtetl non la capiva e neanche gli uomini della sua famiglia, lunica che la capiva era la sua irascibile sorella maggiore. Slave guardava le braccia sottili di Ronie, attraversate da vene blu. Aveva le clavicole sporgenti e i seni parevano affondati sotto la camicia da notte. La faccia pallida di Ronie e la sua testa abbassata con le sue spille erano come una piccola luce tremolante che brilla debole e malinconica in una stanza fredda e vuota. Suo marito viveva allestero mentre lei si consumava in cerca damore, pensava Slave, assalita da unondata di odio verso suo marito. Tsemakh lavrebbe fatta diventare come la figlia dello shochet. Dal momento che aveva abbandonato la sua prima fidanzata, egli si preoccupava di tutte le donne che soffrivano, eccetto sua moglie.
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Nella stanza piombarono rumorosamente i figli di Ronie. Uno tirava un cavallino di peluche, laltro spingeva un carrettino. Brillarono gli occhi a Ronie, quando allung le braccia ai suoi bambini e li abbracci. Anche Slave era contenta che fossero entrati i bambini. Sedute l in silenzio, le due donne non avevano altra soluzione che confidarsi lun laltra o bisticciare. Slave guardava Ronie che baciava i suoi bambini: non li lasciava andar via dal bordo del letto, come per consolarsi e voler dimostrare che in fin dei conti anche lei aveva qualcuno da amare. Ma poi entr Chanah-Leahs, per fiutare se la sorella non avesse raccontato troppo alla visitatrice cos intelligente. I bambini stavano litigando per i loro giocattoli. Chanah-Leahs li sgrid, non vedendo lora che la moglie del rosh-yeshiva se ne andasse. Slave chiese dove poteva comprare carrube e altri frutti; oggi era amisha Asar52 e prima di partire voleva portare un regalo a Melekhke. Era il bambino che suo marito aveva trovato a dormire su un Talmud nella bet-medresh e che aveva portato l a dormire. Melekhke ha dormito qui solo una notte. Che bambino! Che carino! Piace a vostro marito, piace a Reb Menachem-Mendl e piace anche a me. Ronie carezz i suoi bambini come a dire che in ogni caso amava di pi quelli. bello da parte vostra interessarsi degli studenti di vostro marito. Chanah-Leahs era finalmente riuscita a dire un qualcosa di amichevole. Indic a Slave quale negozio nel mercato aveva la frutta migliore. Aggiunse che era contenta che tornasse presto; poi non ebbe nientaltro da aggiungere. E poich non riusciva a essere ipocrita e disprezzava i modi furbi della gente di citt, si stup di vedere Ronie e la moglie del capo della yeshiva separarsi come fossero sorelle. Ronie guardava Slave con un sorriso pallido e strano, come se temesse che la moglie di Reb Tsemakh se ne andasse odiandola; poi le due donne si baciarono dicendosi arrivederci.

52. Il nome completo amisha Asar BiShvat, che significa il quindici di Shevat, ed laltro nome, pi antico, per Tu-Bishvat. 252

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Soye-Etl, la shamashte53 della casa dellospite, si prendeva cura anche del cimitero di Valkenik. Cuciva sudari per donne morte e lavava i loro corpi per linumazione. Un tempo era alta, ma ora era quasi piegata in due. La pelle della sua grande, alta fronte era come una pergamena gialla e le sue mani erano coperte da una fitta rete di vene. La vecchia era sopravvissuta a suo marito ed ai suoi figli: non aveva pi famiglia n parentela. La giovane generazione della shtetl quasi non la conosceva, ma lei conosceva bene tutti i morti del cimitero. Per lanniversario di morte di qualcuno, per Tisha-BAv54, o la vigilia di Yamim-Noraim, quando una persona chiedeva dove fosse sepolto un lontano parente, Soye-Etl indicava con precisione la tomba ricoperta di vegetazione. Parlava di rado, e apparentemente sembrava non saper ragionare, come se anche il suo cervello fosse stato invaso dalle erbacce del cimitero. Quando parlava, lo faceva fischiando come un uccello, o chiocciando come una gallina, o con la risatina bonaria di una vecchia donna rincoglionita. Bench tutti in Valkenik la considerassero unanima gentile, la gente si teneva alla larga da lei. Avevano timore a prendere qualcosa dalle sue mani, come se facendo cos stessero toccando il Malakh-Hamavet. Ma la vecchia Soye-Etl non se ne curava, perch lei viveva tra le tombe. Girando per il cimitero, con la faccia radiosa, sorrideva come se fosse in conversazione silenziosa con i morti sotto i mucchi di terra. Quando dei forestieri poveri passavano la notte nella casa dellospite, i suoi occhi brillavano di gioia, ma durante linverno il cimitero era coperto di neve e non si vedeva in giro nessun poveretto. Giorno dopo giorno Soye-Etl stava alla finestra della casa dellospite, fissando al di l del fiume le tombe, come se da lontano volesse far sapere ai morti che non si era scordata di loro. La casa dellospite era divisa in due parti da un muro di legno. La parte pi grande era un dormitorio per viandanti, mentre la pi piccola era la vecchia stanza della shamashte. Un grande forno era inserito nel muro e le sue porte erano dalla parte dellappartamento della vecchia donna. Siccome la casa dellospite era stata occupata dai ragazzi della yeshiva, Soye-Etl aveva smesso di guardar fuori dalla finestra verso il cimitero ed aveva cominciato a sbirciare gli studenti attraverso le fessure tra le tavole del divisorio. Ogni
53. Femminile di shamash. In questo caso non si occupa di sinagoga, ma del cimitero e della casa dellospite. 54. Significa semplicemente il 9 del mese di Av, ed un giorno di lutto e di digiuno per il popolo ebraico. 253

mattina, dopo che i ragazzi erano andati a pregare, Soye-Etl puliva e spazzava le loro stanze e rifaceva i letti. Poi ritornava nel suo appartamento, aspettando che gli studenti tornassero di notte. I pi diligenti si sedevano a studiare ad un tavolo pieno di libri, e dal suo posto nascosto la vecchia li guardava ondeggiare sopra i loro testi e udiva i loro dolci canti. Di recente era venuto un ragazzo a chiedere una caraffa di t. Da allora Soye-Etl teneva pronta sempre una pentola dacqua calda e delle tazze di terracotta. I ragazzi della yeshiva non avevano scrupoli a prendere cose dalle mani della shamashte del cimitero; semplicemente non aveva niente da offrir loro. Non aveva n t, n zucchero, solo acqua e cicoria. Una volta un ragazzo guard attraverso le fessure del muro ed incontr il suo occhio. I giovani continuarono a guardare attraverso il muro e scoprirono che la vecchia li spiava. Alcuni ragazzi non volevano esser guardati da una vecchia mentre si spogliavano; altri volevano solo farle uno scherzo. Turarono tutte le fessure con cotone, stracci e paglia, pensando che Soye-Etl avrebbe tirato via gli stracci mentre loro erano alla yeshiva. Avrebbero ripetuto la cosa finch lei non si fosse stancata. E se ci non fosse accaduto avrebbero coperto le fessure con tavole di legno. Quella notte gli studenti trovarono la stanza pulita e gli stracci nelle fessure al loro posto. Due ragazzi andarono nellappartamento di Soye-Etl per avere acqua calda, pur sapendo che stavolta li avrebbe cacciati fuori. Invece la vecchia offr loro t appena fatto e un quarto di zolletta di zucchero per ciascuno. I ragazzi tornarono dai loro amici, vergognandosi di aver vituperato la vecchia. Ma i Musar che erano tra loro continuarono a pensare che non ci si doveva far comprare da un pezzo di zucchero: non era corretto per una donna guardare nelle stanze degli uomini. Melekhke Vilner parl di questo a Reb Tsemakh, e questo ordin immediatamente che si rimuovesse tutto il cotone, tutti gli stracci e tutta la paglia dalle fessure del muro: non si doveva negarle il piacere di ascoltare gli studenti che studiavano la Torah. Ed a quelli che dicevano di vergognarsi, il capo grid che poteva essere la loro bisnonna. Melekhke Vilner non sembra far caso se la custode del cimitero lo guarda si dissero lun laltro i ragazzi e tolsero gli stracci come era stato loro ordinato dal capo della yeshiva. Ma ora che era arrivato il freddo dellinverno e Soye-Etl non aveva abbastanza legna per accendere il forno, gli studenti stavano pi a lungo possibile nella calda bet-medresh e non studiavano pi nella casa dellospite; tornavano l solo per dormire. La vecchia sentiva la mancanza delle dolci voci dei lerner e aveva ripreso labitudine di guardare fuori dalla finestra verso il cimitero ricoperto di neve. Per Tu-Bishvat il freddo si era un po attenuato,
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e in onore del capodanno degli alberi, la vecchia shamashte aveva ricevuto un fascio di legna per accendere il forno. Lorario normale della yeshiva era stato allentato per la festa e quindi i residenti della casa dellospite tornarono a casa prima. Chaikl Vilner and dalla vecchia a chiedere un ago e del filo. Ella annu con la sua testa emaciata e gli dette un ago e un rocchetto di filo bianco. Ho bisogno di filo nero per rammendare una giacca, non di filo bianco per cucire un sudario le grid Chaikl nellorecchio. Soye-Etl sorrise bonaria e gli dette del filo nero, Chaikl torn e si sedette al tavolo per rammendare la sua giacca. Da quando aveva visto la moglie del rosh-yeshiva, aveva cominciato a fare attenzione a come vestiva, ed era irritato con Reb Tsemakh Atlas, che disprezzava totalmente il mondo materiale, ma indossava vestiti bellissimi ed aveva una moglie incantevole. Anche se Chaikl si ripeteva spesso che questa meravigliosa donna era dieci o dodici anni pi grande di lui e che un giorno sarebbe diventata una megera sciatta come la mamma di Hertske Barbitoler, tutto ci non contava: pensava a lei di continuo, anche se sapeva che questo peccato era infinitamente pi grande che quello di pensare a Tsharne, la figlia di Reb Hirshe Gordon; ora stava peccando nel pensiero con una donna sposata. Melekhke Vilner sedeva davanti a Chaikl, con in mano il trattato Nedarim, e stava contando le pagine che aveva completato. Anche Melekhke era oppresso da qualcosa. Quando era andato dai carrettieri di Vilnius il venerd per ritirare il suo pacco di cibo da casa, il carrettiere gli aveva detto che non cera niente per lui quella settimana. Melekhke sapeva che sua madre e le sue sorelle erano impegnate a vendere frutta per Tu-Bishvat. La mamma di Hertske Barbitoler era venuta per lui dallaltra parte delloceano, invece sua madre e le sue sorelle non avevano avuto nemmeno il tempo di portare un pacco da via delle macellerie a via Stefan, alla stazione dei carrettieri di Valkenik. Al tavolo cera anche lAraner55, che si stava tagliando le unghie con un coltellino. Alcuni dei ragazzi della yeshiva erano sdraiati sui loro letti, leggendo libri o parlando tra loro. Il Prodbozer56, un giovane robusto con dei brufoli, andava su e gi negli stretti passaggi tra i letti, e studiava Musar cantando. Improvvisamente lo ehi-ehi-ehi si strozz nella gola del Podbozer. LAraner smise di tagliare dei pezzetti di tavolo che gli sarebbero serviti per bruciare i pezzi di unghia tagliati, e gli altri ragazzi saltarono gi dai loro letti. Melekhke spinse la testa avanti, come un coniglio che apre le sue umide
55. Ragazzo della citt di Aran. 56. Ragazzo della citt di Podbroze. 255

narici e tende le orecchie ad un fruscio tra i rami. Solamente Chaikl non si accorse di nulla perch era irritato e molto impegnato a cucire. Pi che rattoppava la sua giacca, pi buchi trovava. I gomiti e i polsini erano consumati, il bavero mezzo staccato, e i bottoni dondolavano appesi ad un solo filo. Solo udendo una voce scampanellante alz la testa. Cera la moglie del roshyeshiva, che stava dando a Melekhke un grosso pacco avvolto nella carta. Ho portato a te ed ai tuoi amici delle carrube e della frutta per Tu-Bishvat. In seguito Melekhke avrebbe dovuto difendere il suo comportamento dalle critiche di tutto il gruppo, poich si dimentic del tutto leducazione e afferr il pacco con tutte e due le mai. per te e per i tuoi amici lo rimprover dolcemente Slave. Lui divent rosso come una barbabietola e tolse le mani dal pacco. Alcuni ragazzi se ne stavano con le mani dietro la schiena e i cernecchi tirati dietro le orecchie, sorridendo al comportamento infantile di Melekhke. Chaikl era seduto con il filo e lago in mano, boccheggiando come un golem. Per molto tempo dopo la sua faccia divent rossa dalla vergogna ogni volta che ricordava che la moglie del rosh-yeshiva lo aveva visto con una giacca sbrindellata sulle ginocchia, proprio come un sarto dei poveri. Slave guard le due file di letti lungo i due muri, coperti con trapunte sgualcite e cuscini sporchi. Alcuni cuscini erano nudi e le piume venivano fuori dalle fodere rosse. Paglia uscita dai materassi giaceva sparsa sul pavimento. Le borse dei tefillin e i sacchi di tela dei ragazzi erano appesi a chiodi sopra il letto. Ci sono dei topi annunci il Prodbozer a Slave, nel caso che si chiedesse perch non tenevano la loro roba in scatole e in valigie. Melekhke aveva qualcosa di anche pi carino da raccontare, e nessuno avrebbe potuto accusarlo di aver calunniato i suoi amici stavolta. Prima di recitare lo Schema-Yisrael ci chiediamo il perdono lun con laltro. Non vogliamo che nessuno vada a letto arrabbiato con un amico, cos ognuno chiede il perdono lagli altri. I suoi amici sorridevano ancora con indulgenza, come se fossero dei grandi, alle vanterie di Melekhke. La moglie del capo si avvicin alla stufa e tocc i mattoni. La stufa calda, ma qua dentro freddo. Bisognerebbe turare i fori. Si pieg e guard nelle fessure dalle quali filtrava nella stanza la luce dallaltro lato. Subito si tir indietro, sorpresa aveva visto un altro paio di occhi davanti ai suoi. Non abbiate paura, rebetsin era ancora il Podbrozer a parlare la shamashte della casa dellospite. Ha labitudine di sbirciare, ma il rosh-yeshiva ci ha detto di non tappare i buchi, perch non si pu negare alla vecchia il piacere di ascoltare i lerner che studiano la Torah. Slave torn dai ragazzi seduti intorno al tavolo.
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Arrivederci a tutti, state bene. Parto domattina disse e vide del disappunto nelle loro facce. Quando tornerete? grid Melekhke come se lei lo avesse ingannato. Colpita dal rammarico degli studenti per la sua partenza, improvvisamente le venne un groppo alla gola. Non voleva mentire ai ragazzi della yeshiva come aveva fatto con la famiglia dello shochet. Non so quando torner, Melekhke, non lo so. Slave fece per carezzarlo, ma si trattenne per non favorirlo rispetto a gli altri. Lanci a Chaikl di nascosto un sorriso di commiato, pieno di seduzione e di pena, come se avesse capito langoscia nel suo cuore e ne soffrisse anche lei. A Chaikl sembr di vedere delle lacrime nei suoi occhi ed il suo sorriso splendette in lui a lungo, come piccole fiammelle dorate attraverso finestre coperte di ghiaccio, come aghi verdi di pino in mezzo alla neve. Appena partita Slave, lo yetser-hore assal di nuovo Melekhke, che prese il sacchetto di carta con tutte e due le mani. Carrube! Fichi! Unintera scatola di fichi! Una sfilza di datteri! grid. Gli altri erano ancora depressi perch la giovane e bella rebetsin se ne andava. Non avevano molta voglia di guardare dentro il sacchetto della frutta. Capendo che poteva venir sospettato di essere un ghiottone, Melekhke prov a spiegare le ragioni del suo comportamento: la verit era che era rimasto molto seccato dal fatto che la famiglia non gli avesse mandato un pacco di cibo per Tu-Bishvat. Ma gli era stato mandato dal Cielo. La Provvidenza aveva mandato la moglie del rosh-yeshiva a portargli carrube, per insegnargli che, come dice Reb Menachem-Mendl, non si deve mai smettere di essere un fervente ben-Torah e che la vera via della vita quella di Navaredok. Pura e semplice fede. Fede senza muovere un dito. Era questa lezione morale che lo rendeva felice, non la carruba in se stessa. Chaikl sedeva con le braccia abbassate, non era pi dellumore di cucire la sua giacca sbrindellata. Adesso non gli interessava pi andare in giro stracciato. Gli altri studenti guardavano silenziosi le fessure nel muro di legno. Dora innanzi solo i caldi e gentili occhi fedeli della vecchia Soye-Etl li avrebbero guardati per tutto linverno, fino a Pesach, quando sarebbero tornati a casa.

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PARTE QUINTA

Reb Avrohom Yeshaya Karelitz, (1878 - 1953), meglio noto come Chazon Ish, ossia Le visioni di Yeshaya, insegnante di Chaim Grade, che nel romanzo chiama Reb Avraham-Shaye Kosover.

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Una settimana prima di Pesach, Chaikl Vilner and a casa a Vilnius per le vacanze. Temendo di incontrare Vove Barbitoler, chiese alla madre che ne fosse di lui. Meglio non chiederlo sospir Vele, sedendosi sul suo basso sgabello nel suo piccolo negozio di frutta e guardando in basso il suo grembiule. diventato un poveraccio. Dato che era sempre ubriaco e litigava con tutti, ha perso tutti i suoi clienti, ed ora in debito con i grossisti. Da quando sua moglie venuta dallArgentina e si portata via suo figlio, diventato ancor pi incapace ed ha completamente trascurato il commercio del tabacco. Ha perfino smesso di andare alla taverna, ed ha iniziato un commercio di tallit, arba kanfot e pacchetti di tsitsit. Una volta li dava gratuitamente agli orfani per fare una mitsvah; ora supplica i gaboim1 dei Talmud-Torah di andare a comprarli da lui. Mindl, sua moglie, dice che si sta deliberatamente degradando agli occhi di quelli che lo avevano conosciuto come un uomo caritatevole. Infatti Mindl dice che preferirebbe vederlo bere e arrabbiarsi di nuovo come una volta, piuttosto che vederlo andare in giro come un cadavere vivente. Il figlio e la figlia dal primo matrimonio lo vorrebbero aiutare, adesso, ma lui ha detto loro di vivere le loro vite e non pensare a lui. Non li ha neanche invitati al Seder2. chiaro come il giorno che vuole torturarsi. Ma io non riesco a comprendere il comportamento di Hertske: quando partito per lArgentina non ha neanche detto arrivederci a Mindl, anche se lei, come matrigna, lo ha trattato meglio della sua madre naturale, ed ha sofferto tanto per esser stata dalla parte del ragazzo. Non per niente, poi, la gente dice che la mela non cade mai lontano dallalbero. Hertske ha davvero qualcuno cui somigliare. Ma non dovrei dire queste cose... Vele guard fuori e salt su, agitata. Zelde, la moglie del lattonaio piena di clienti, mentre io me ne sto qui a chiacchierare. I balebatim alla betmedresh di Reb Sholke dicono che anche tu hai un po di responsabilit dei guai di Reb Vove, perch hai aiutato Hertske a scappare a Valkenik. Chaikl irritato rispose che quegli stessi balebatim che ora facevano finta di aver piet di Vove, lo avevano perseguitato per anni e sarebbero morti di invidia se Hertske fosse diventato un lerner. Vedevano anche male il figlio di una
1. Plurale di gabe. Funzionari, responsabili amministrativi. 2. Qui si intende Seder di Pesach. Cena del giorno di Pesach, che segue un ordine particolare. Fondamentale momento di vita ebraica. 261

povera venditrice di frutta che era diventato un ben-Torah, solo perch i loro figli erano degli zoticoni ignoranti che non si mettevano neppure i tefillin. Vele guard Chaikl impaurita e mormor: Pensavo che ti saresti calmato in questi sei mesi lontano da casa. Ti dico la verit: non mi aspettavo che saresti durato tutto il tempo nella yeshiva. Temevo che trovassi da litigare l, o che qualcosa non ti piacesse, e che tornassi nel bel mezzo dellinverno. Durante il Maariv del giorno di festa, nella bet-medresh di Reb Sholke, Chaikl si infil dietro la Bimah e osserv Vove Barbitoler che stava su una panca lungo il muro orientale. Una tenda ricamata doro scintillava sullAron-Kadesh. Il bagliore dei candelabri e delle lampade elettriche fluttuava sopra gli armadi dei libri ispirando un senso misterioso di soggezione. Sulle facce dei balebatim gi si percepiva la tranquillit sublime di sedersi al Seder vestiti dei loro abiti bianchi. Gli occhi e le guance brillavano, come se gi fossero sotto leffetto dei quattro sorsi di vino rosso scuro. Su Vove invece gravava la tristezza di un uomo sulla via del tramonto e senza pi pretese. Con la barba arruffata e non curata, sembrava un uomo gravato da problemi quotidiani. Terminato il Maariv, Chaikl voleva essere il primo ad uscire dalla bet-medresh, ma dovette attendere il padre. Ci volle un sacco di tempo a Reb Shlomo-Mote per alzarsi, mettersi il cappotto e, appoggiandosi al bastone, andare fino alla porta. Nel frattempo il resto dei balebatim era uscito, e lultimo a trascinarsi fuori fu Vove Barbitoler. Reb Shlomo-Mote gli augur un felice giorno di festa e Vove rispose con un cenno del capo. Poi Vove vide Chaikl e gli fece un sorriso, con grande fatica. Come sta il tuo rosh-yeshiva, Reb Tsemakh Atlas? andato a casa per Pesach? Spaventato e tormentato da un senso di colpa, Chaikl rispose che il loro rosh-yeshiva non era andato a casa per Pesach perch la famiglia della moglie non era religiosa. La moglie era venuta a Valkenik nel mezzo dellinverno, ma dopo un paio di giorni se ne era andata, la gente diceva che non voleva fare la rebetsin e che lei ed il marito non andavano daccordo. Reb Shlomo-Mote e Vove Barbitoler si scambiarono unocchiata, Chaikl si morse la lingua pentendosi di aver detto quelle cose. Ma sulla faccia di Vove non apparve nessun segno di gioia di rivincita. Rimase fermo per un minuto, e pareva un sordo che vede il mondo, ma non ne pu ascoltare i rumori. Quando Hertske e sua madre erano gi alla stazione cominci Vove con voce lamentosa e con gli occhi che vagavano, come stessero cercando il figlio gli corsi dietro con un piccolo libro di Salmi. Prendi questo e recita un capitolo per il tuo padre infelice, durante il viaggio gli dissi. E sapete cosa disse mio figlio? Disse: Ho lasciato i miei tefillin e larba-kanfot nella casa
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dellospite di Valkenik proprio per sputare addosso a te, al rosh-yeshiva e a tutti gli studenti della yeshiva. Poi scoppi a ridere e sua madre rideva con lui, come una strega. Dio ricompenser il rosh-yeshiva per quel che ha fatto. Ma anche colpa mia. Non avrei dovuto sposare una donna cos e non avrei dovuto fare un figlio con lei. Buon yom-tov3. Vove si asciug la faccia piena di lacrime con il palmo della mano e usc dalla bet-medresh, ondeggiando sulle gambe malferme. Reb Shlomo-Mote soffoc un singhiozzo e lo mand gi. Ho sempre pensato che non sarebbe potuto vivere senza il suo profondo desiderio della perfida moglie e senza soddisfare il suo desiderio di vendetta. Ma proprio non avevo mai immaginato che si potesse ridurre cos mormor il vecchio melamed mentre saliva i gradini dellingresso. Chaikl lo seguiva guardando la porta impaurito, immaginando che forse Vove Barbitoler, dopo essersi scolato una bottiglia di liquore, se la fosse nascosta in tasca e stesse aspettando fuori, bottiglia vuota in mano, per fare i conti anche con lui. Ma non cera nessuno alluscita. Chaikl respir pi tranquillo. Reb Shlomo-Mote disse al figlio di non dire una parola con la mamma riguardo la loro conversazione con il padre di Hertske, perch la mamma avrebbe pianto tutta la sera e avrebbe rovinato il loro Seder. Ma il Seder fu rovinato lo stesso. Il vecchio melamed cant il Kiddush, bevve il sorso di vino, poi si sent improvvisamente male. Guard disperatamente il piatto di Seder con le matsot e larmadietto dei libri, come se li volesse gi salutare. Anche la fruttivendola guard le candele accese con un muto rimprovero a Dio, come a chiedergli perch volesse disonorare la sua festa. Lei ed il figlio aiutarono il vecchio uomo a spogliarsi ed a mettersi a letto. Chaikl si sedette di nuovo per continuare il Seder, ma riusc a malapena a dire: Questo il pane dellafflizione4... , che sua madre si addorment, con la testa sulla tavola. Reb Shlomo-Mote apr gli occhi e fece cenni a Chaikl affinch non continuasse a cantare la Haggadah5, poich Vele era stanca morta per tutte le faccende di Pesach. Chaikl cominci a recitarlo velocemente e con una voce prosaica. Sua madre si svegli e disse indignata Perch corri? Non sto mica dormendo poi rivolta al marito in modo
3. Giorno di festa. 4. Parte della Hagadah di Pesach che viene letta dopo aver spezzato in due la matsah centrale delle tre poste al centro del piatto del Seder. 5. Letteralmente racconto, una forma di narrazione usata spesso nel Talmud e in alcune parti della liturgia ebraica. Qui per, in particolare, si fa riferimento alla Haggadah di Pesach, che narra luscita del popolo ebraico dallEgitto, e che viene letta nella prima sera di Pesach nel corso del Seder, ossia della liturgia della cena di Pesach. 263

severo In ogni caso tu affitterai una stanza a Valkenik, questestate. Quando era venuto a casa per la pausa di Pesach, Chaikl aveva detto ai suoi genitori che Valkenik era circondata da foreste di pini e che la gente passava l le vacanze estive. Vele aveva allora spinto il marito a raggiungere il figlio a Valkenik e godersi laria fresca, come gli aveva ordinato il dottore. Ma suo marito aveva replicato che gli studenti della yeshiva erano mantenuti dalla comunit, mentre lui era mantenuto dai suoi cesti di frutta. E per di pi, non la voleva lasciare sola, perch quando era in citt poteva perlomeno entrare in negozio e portarla a casa a mangiare. Chi lo avrebbe fatto se lui era via? Ora comunque Reb Shlomo-Mote rimase in silenzio, sottomesso: capiva che doveva essere daccordo. Vele non si ricordava in che punto si era fermata nellHaggadah quando si era addormentata, cos cominci di nuovo da: Questo il pane dellafflizione che mangiarono i nostri antenati.

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Melekhke era tornato con Chaikl a Vilnius per Pesach, ma anche la festa della sua famiglia fu rovinata. Melekhke si lasci ancora baciare dai suoi genitori, ma non si fece toccare dalle sue sorelle, le tratt da donne estranee. Durante le preghiere nella bet-medresh di Reb Sholke si agitava tra le panche, battendo le mani e studiando il Musar ad alta voce. Durante lo Shmoneh Esrai, si muoveva avanti e indietro, urlando: Ahi, ahi, ahi. I balebatim erano attoniti. Reb Senderl, il pentolaio gli chiese perch facesse un tale baccano durante lAmen. Melekhke Vilner cit un passaggio nel Talmud e glielo tradusse dallaramaico: chiunque risponde amen con tutte le sue forze, per lui saranno aperti i cancelli del Paradiso. E Reb Israel Salanter ci insegna che urlando uno raggiunge il cancello del Giardino dellEden. Mezzacalzetta! Mi vieni tu a parlare di Reb Israel Salanter! Io lo ascoltaivo nel cortile della sinagoga di Vilnius prima che quella sbruffona di tua madre nascesse. Reb Israel Salanter, dalla barba bianca, benedetta sia la sua memoria, era un grande lerner e una bella persona. Invece tu, tu sei pi piccolo di un fico e gi stai prendendo una brutta piega. Melekhke fiss con disprezzo il vecchio, ma usc dalla bet-medresh senza dire una parola, le mani dietro la schiena. Pi tardi, quando la madre e le sorelle gli chiesero se la gente nella bet-medresh avesse verificato la sua conoscenza del Talmud, Melekhke le guard a bocca aperta con sorpresa:
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perch avrebbe dovuto provare la sua conoscenza ad un semplice balebit? Che cosa ne poteva sapere lui della lotta per migliorare il carattere? Zelde e le sue figlie lo guardarono agitate: non capivano n la sua terminologia, n il suo comportamento. Il marito di Zelde, Kasrielke, il lattoniere, aveva lavorato in un forno di matsot tra Purim e Pesach. In quelle quattro settimane non aveva messo piede in una taverna ed ora era pi rispettato in casa. Dopo esser stato davanti al forno caldo tutta la giornata, tornava a casa stanchissimo ed andava subito a letto. In ogni caso, la notte prima del Seder, aveva sparso briciole di pane sui davanzali e poi, con una candela accesa in mano, un cucchiaio di legno, ed una piuma doca era andato a raccogliere le briciole, adempiendo la mitsvah di cercare i lieviti. Melekhke, comunque, mise a soqquadro la casa e cerc prodotti di lievitazione in tutti gli armadi e i cassetti e perfino sotto i letti. La mattina successiva, prima di andare al forno, suo padre doveva andare alla bet-medresh del gaon di Vilnius a vendere i lieviti6. E Melekhke, il piccolo rabbi, corse nel cortile della sinagoga a bruciare le briciole di pane e il cucchiaio di legno avvolti dentro un lenzuolo stracciato. Prima che Zelde e le sue figlie andassero al negozio per la grossa vendita della vigilia, sedettero ad un angolo del tavolo per mangiare il loro ultimo pasto con il pane. Melekhke stava sopra di loro come un ispettore di kasherut, preoccupato che neanche una briciola di pane cadesse per terra, Dio ce ne scampi. Sua madre e le sue sorelle brillavano di gioia: il loro piccolo era gi un rabbi maturo, anche se il suo atteggiamento fanatico le irritava un poco. Ma i veri guai cominciarono durante il Seder. Kasrielke era rimasto al forno fino a sera e non aveva avuto tempo di andare ai bagni pubblici. Venne a casa sudato, sporco di farina e affamato. Zelde e le sue figlie tornarono a casa dal loro negozio di frutta cos stanche, che non stavano neanche in piedi. Comunque la famiglia attese pazientemente che Melekhke finisse di agitarsi in preghiera in un angolo, per cominciare il Seder. Ma appena seduti, Melekhke con gli occhi di fuoco ricord a suo padre che per il Seder doveva indossare la sua veste di lino bianca. Kasrielke scoppi a ridere: non se la metteva per Yom Kippur, e allora perch avrebbe dovuto fare lo scemo adesso? Raccolse lala di pollo, luovo sodo, le erbe amare, e gli altri cibi simbolici di Pesach e li arrangi alla belle meglio sul piatto di Seder. Ma il piccolo rabbi studi il modello di piatto raffigurato nell'Haggadah con faccia pia, e rimise tutto nelle giuste posizioni: lala di pollo arrostita deve stare sulla parte destra del piatto, luovo sodo deve stare
6. Lavorando in un forno, evidentemente aveva a che fare con lieviti, che la legge ebraica impone di vendere, se non possibile distruggerli, prima dellinizio di Pesach. 265

invece nella parte sinistra, le erbe amare tra i due precedenti, proprio nel mezzo del piatto. A questo punto il padre esasperato sbott contro il suo piccolo fanatico: la cosa importante era che luomo doveva essere un buon fratello e non un verme. Poco importanza aveva invece la posizione del cren7, tanto rimaneva amaro lo stesso. Melekhke rimase seduto in silenzio con lo yarmulke sulla nuca e le labbra serrate. Kasrielke alz il bicchiere del vino, recit in fretta il kiddush, trangugi il vino fino allultima goccia, sospir di piacere, leccandosi le labbra. Il piccolo Melekhke salt su dicendo che, secondo la legge ebraica, avrebbe dovuto piegarsi sul lato sinistro del corpo e bere lentamente. Bene, vorr dire che non so bere secondo la legge rispose il padre. Poi prese una manciata di foglie verdi, che erano amare come i suoi guai e, dopo averle immerse nellacqua salata, recit la benedizione delle verdure. No! Prima viene il lavaggio delle mani! url Melekhke Prima lavati le mani senza benedizione e dopo metti le verdure nellacqua!. Dannazione! il padre sput fuori le foglie verdi che stava masticando Il tuo fanatismo mi fa venire su la bile. Con il Demonio dovresti andare a fare il Seder. Fa quello che ti dice di fare! urlarono le donne al balebit. Il lattonaio era abituato ad essere zittito da sua moglie e dalle sue figlie, quelle Sennacherib, con le loro sfuriate, ma ora si rendeva conto che perfino il suo pietista di undici anni aveva pi peso di lui in famiglia. Questo suscit la sua collera, e cominci ad insultare tutti gli scaldapanche e i fanatici bigotti ingobbiti sopra i loro libri. Poi anche la madre e le sorelle cominciarono a gridare a Melekhke che stava loro rovinando la festa per la quale avevano tanto lavorato. Melekhke non disse pi una parola, ma il suo silenzio e la curva delle sue spalle esprimevano cos tanta ostinazione che era perfettamente ovvio che avrebbe digiunato lintero Pesach piuttosto che dargliela vinta, al che tutta la famiglia la dette subito su e si sottomise a tutte le sue richieste. La mattina del primo giorno di mezza festa, Zelde e le sue ragazze aprirono il loro negozio, che venne subito inondato dai clienti che giravano tra i cesti di frutta e le scatole di pesce affumicato e i barili con le aringhe conservate nel grasso. Dopo essersi riposate nei precedenti due giorni di festa, le donne, desiderose di far affari, servivano velocemente i loro clienti, come se la merce bruciasse nelle loro mani. Improvvisamente nel negozio apparve Melekhke, che fissava tutti con un aria dura da ispettore, e annunci a tutti che briciole di pane o altri tipi di cibi lievitati potevano esser caduti nella merce,
7. Rafano, uno dei sei cibi rituali del Seder, ovvero il Chazeret. Gli altri sono: Betsah, un uovo sodo; Kharpas: un gambo di sedano; Zero: un osso di agnello arrostito; Marr: erbe amare, Charoset: un impasto di mele, pere, noci e vino. 266

il che significava che non si poteva vendere niente fino a dopo Pesach, anche se tutta la frutta fosse marcita. I clienti si scambiarono occhiate e alzarono le spalle a quello strano fanciullo. Ma la madre e le sorelle ne avevano abbastanza. Ancora con i vestiti invernali, con il fazzoletto di lana e le galosce sopra gli stivali di feltro, corsero fuori nella strada e saltando il rigagnolo pieno di acqua, gridarono disperate: Aiuto! I Musarnik lo hanno rimbecillito!. I clienti non credevano ai loro occhi e alle loro orecchie. Ma guarda quel piccolo tsadik! E di chi la colpa? Dei rabbini di Vilnius, naturalmente! Zelde indicava la palma della sua mano: Quando mi crescer il pelo qui, ecco quando il mio bambino torner da quei maniaci dei Musarnik. Melekhke ascoltava e scuoteva tristemente la testa. Sua madre e le sue sorelle erano dominate da puro interesse personale. Per questo erano pronte a vendere prodotti contaminati dal lievito, se questo faceva loro guadagnare denaro. Ma tutto il mondo era fatto di lievito e si doveva rifiutare come la polvere indesiderata. Usc dal negozio a testa alta, per mostrare a tutti che non si faceva minimamente intimidire. Poi, ricordandosi che un vero Musarnik doveva essere attento a non occuparsi del mondo e delle sue seduzioni, tir fuori gli tsitsit da sotto la sua giacca corta, come barriera tra s e il mondo materiale della via delle macellerie. Che guardassero pure i suoi tsitsit e che si prendessero gioco di lui: non gli importava niente. Ma con suo grande disappunto i passanti assorti non si curarono affatto di lui. Ma il suo disappunto era perfino maggiore per non aver avuto un fratello pi giovane. Desiderava portare con s un altro studente a Valkenik, cos che Reb Tsemakh potesse vedere come, secondo quanto insegnavano i Musarnik, egli convincesse molti alla rettitudine. Melekhke cominci a vagare per i cortili, stando in agguato per un ragazzo che potesse desiderare di divenire un ben-Torah. In un piccolo cortile di via Shavle, Yosele correva verso di lui indossando gli stivali consunti di suo padre e il cappello sdrucito di suo fratello maggiore. Aveva gli occhi umidi, il naso diviso, e le orecchie a sventola, come un coniglio portato da un villaggio in citt che emerge dalla sua cassetta piena di paglia per osservare il mondo intorno a lui. Casette tozze, rattoppate, con tetti curvi salutavano linverno che se ne andava. La nebbia giaceva sopra le case di pietra grigia. La neve che era rimasta, ingiallita e sciolta a chiazze, si raccoglieva in pozzanghere fangose. Anche Yosele prendeva aria, senza pi la muffa verde di umide cantine, quelle anguste stanze buie dove viveva con la sorellina. Si ricordava di Melekhke dallanno prima e tirando su col naso gli chiese che cosa facesse da quelle parti e aggiunse che quel giorno era salito su un grosso muro di pietra.
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Un uomo deve conoscere quale sia il suo scopo in questo mondo disse Melekhke accarezzandosi i suoi cernecchi sulle guance. Dici che sei salito sopra un grosso muro di pietra, oggi, ma che cosa hai fatto per salire spiritualmente? Insieme ai ragazzi del cortile sono anche salito sulla rete di ferro della chiesa di via Rudnitsky. Lo shamash ci ha inseguiti con un bastone, ma non riuscito a prenderci. Yosele indic gli tsitsit di Melekhke e tir di nuovo su con il naso. Com che li hai lunghi come quelli dei vecchi con la barba bianca? I ragazzi in strada rideranno di te. Melekhke, con disprezzo, volse le spalle a Yosele. Vattene via. Sei ancora un ragazzo, non un uomo saggio. Melekhke smise di cercare una persona ragionevole che meritasse di diventare uno studente della yeshiva. Allangolo della via Shavle con quella delle macellerie vide arrivare Chaikl. Un quarto dora prima, quando era passato davanti al negozio di frutta di Zelde, questa e le sue figlie lo avevano additato dicendo: Guarda, ecco l quellintelligentone che ha aiutato a rapire Hertske e a far diventare matto il nostro Melekhke!. Poi Zelde e le sue ragazze avevano ripetuto il loro giuramento che il bambino non sarebbe tornato dai maniaci Musarnik. Hai trovato nuovi studenti per la yeshiva? chiese Melekhke al suo concittadino pi anziano e in fretta gli disse: Io non sono riuscito a compiere ancor quella mitsvah. Ma mi prendi in giro? chiese Chaikl con rabbia Tua madre e le tue sorelle mi hanno accusato di averti fatto diventare matto, e, cosa peggiore, dicono che non tornerai alla yeshiva. E tu fai caso a quelle donne? Chi gli chiede qualcosa? mormor, alzando il naso con disdegno per la propria famiglia. Con laiuto del Signore, torner alla yeshiva la mattina dopo la fine delle feste. Tu quando vieni? Chaikl non rispose. Trovare studenti per la yeshiva in Vilnius era lultimo dei suoi pensieri. Sapeva di dover portare suo padre malato a Valkenik per una cura di riposo, ma non aveva idea di dove trovare in affitto una camera con i pasti per i pochi groschen che sua madre poteva spendere.

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Freide Vorobey riceveva degli assegni mensili dalle sorelle maggiori che vivevano in America, ma, nonostante ci, non riusciva a mantenersi del tutto. Era soprannominata lamericana, ed aveva in Valkenik la reputazione di una spendacciona che amava i dolci e la frutta costosa. Quando Freide, alta e magra, correva per la strada a rotta di collo, col bello e col cattivo tempo, col caldo o colla neve, con il suo fazzoletto bianco e calzettoni neri, la gente ridacchiava e diceva che stava correndo dal fornaio per chiedere biscotti al ginger, strudel e pireshke8. Ma non riusciva mai a liberarsi dai debiti, e i negozianti diventavano sempre meno generosi nel credito. La gente sussurrava che, anche se un negoziante di buon cuore doveva ancora nascere, se lamericana, ricevuti i suoi dieci-quindici dollari, fosse andata a saldare il suo debito, il negoziante le avrebbe fatto il conto in turco. Suo figlio, Nokhemke, andava in giro stracciato ed era sempre sporco, come se fosse cresciuto vicino ad una fogna. Ma era un bambino tranquillo, che amava aggirarsi nella bet-medresh. Aiutava lo shamash a lavare il pavimento, a portare lacqua per il lavabo, ed a mettere in ordine i leggii. Lavorando, gli piaceva cantare. Chaikl Vilner aveva fatto caso alla sua voce dolce, che risuonava come se gli uccelli intagliati nel legno della Shul Fredda fossero tornati in vita nella sua gola. Chaikl gli chiese come mai girasse sempre senza far niente, e non aprisse mai un libro, e Nokhemke rispose che lui non sapeva neanche come pregare con il Siddur9. Durante la stagione invernale Chaikl aveva cominciato ad insegnargli a leggere. I due ragazzi sedevano ogni sera in un angolo della bet-medresh di Valkenik e studiavano alla luce di una candela posta sopra il leggio. I balebatim erano stupiti: nessuno di loro si era mai chiesto se il piccolo di Freide Vorobey sapesse leggere e cos li guardavano e sorridevano. Invece di discutere il Talmud con i suoi amici Chaikl Vilner era diventato un dardeki-melamed10. Chaikl non aveva dimenticato il disprezzo che i balebatim avevano per lui e il loro scetticismo per il fatto che potesse mai
8. Chiamati anche Hamantaschen, o orecchie di Haman, sono dolci tradizionali degli Ebreiaschenaziti, piccoli pasticcini di pasta frolla riempiti di marmellata. 9. il libro quotidiano di preghiere ebraiche. 10. Era il maestro dei bambini pi piccoli, ai quali insegnava a leggere e scrivere in ebraico. Si distingueva dal melamed gemara, che insegnava ai ragazzi pi grandi la Torah ed il Talmud. 269

diventare un ben-Torah. Ed era questa una ragione per la quale lui simpatizzava con un ragazzo povero che tutti gli altri ignoravano. Una volta Chaikl tir fuori di tasca un temperino e gli tagli le unghie; il ragazzo si mise a ridere sguaiatamente e grid che gli stava facendo il solletico. La mattina successiva Freide Vorobey venne alla panca di Chaikl e disse con gran deferenza che per il fatto che insegnava al figlio lei avrebbe dovuto lavargli i piedi e bere poi lacqua. Perch allora viveva miseramente nella casa dellospite? Perch non andava da loro a dormire in un letto soffice e pulito? Da molto tempo Chaikl si era stufato della casa dellospite, cos se ne and dalla madre di Nokhemke a dare unocchiata per vedere se gli fosse piaciuto vivere l. La casa era spaziosa e una tenda copriva lentrata dellalcova, ma lintonaco si staccava dai muri, e muschio secco compariva dalle fessure tra le tavole. Il soggiorno aveva due semplici brande di legno, un tavolino traballante, e un vecchio cassettone, tutto rotto. Nella piccola cucina sulla stufa fredda, pentole vuote e silenziose spargevano tristezza. La povert brillava dalle padelle pulite sulle mensole della credenza. Alla finestra Chaikl vide una ragazza dai tratti duri, con gli occhi neri come il carbone. A giudicare dalla faccia, doveva essere ovviamente la figlia della sua prossima baleboste. Chaikl si chiese come mai la madre si aggirasse continuamente per la strada, mentre sua figlia non si vedesse mai fuori. Freide riprese a convincerlo di andare a stare da loro e Chaikl chiese: E dove dormir io? e and nellalcova ad ispezionarla. La ragazza gli and dietro subito. Questa la mia camera. Venite a stare con noi! sussurr velocemente, come se avesse atteso impazientemente il momento di dirlo. Il suo caldo sussurro accese limmaginazione di Chaikl. Lalcova sembrava preparata per una giovane coppia: aveva un grande letto di legno, pieno di coperte, e una finestra davanti ad un piccolo cortile recintato pieno di neve. La ragazza stava aspettando una risposta, orgogliosa e irritata, con gli occhi febbricitanti di desiderio. Per evitare di dare una risposta affrettata Chaikl cambi discorso. Vostro fratello minore far presto il bar-mitsvah ed ancora non sa leggere. Se venite da noi qua, potrete insegnargli. Volete vivere qui? chiese senza fiato. Chaikl mormor che ci avrebbe pensato e lasci velocemente la casa, temendo di essere tentato dalla ragazza che lo aveva bruciato con i suoi occhi. Ma Freide, confidando che il giovane studente sarebbe venuto, lo disse
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alle sua amiche. La notizia giunse alle orecchie di Reb Yisroel, il sarto, che ebbe una lunga discussione con Chaikl Vilner: era certamente una grande mitsvah studiare lebraico con un povero ragazzo, ma vivere dai Vorobey non si addiceva ad un ben-Torah. Il marito di Freide lavorava alla fabbrica di cartone al di l della foresta. Tutti lo chiamano Bentsie il meshumed. Non lavevano ancora battezzato, ma viveva con una goy di un villaggio vicino senza nessuna benedizione di un rabbino. Dava a lei il suo guadagno, mangiava l, dormiva l e si ubriacava con gli altri goyim del villaggio. Alcuni dei loro avevano provato a persuaderlo a tornare a casa e a vivere da buon Ebreo, ma lui diceva di non voler lavorare come un cavallo per una donna che sperperava il denaro, da lui guadagnato col sudore, in dolci e a lui dava solo un pezzo di pane secco senza grasso di gallina. La donna goy, diceva lui, gli dava prosciutto bollito e cavolo, rammendava le sue mutande e lui poteva dormire vicino ad una stufa calda. A quellidiota gli Ebrei non piacevano proprio. Aveva anche aiutato Sroleyzer, il muratore, a rubare una mucca da una stalla di un loro balebit. Quando si scopr dove era la mucca, Sroleyzer neg di aver partecipato al furto, dette tutta la colpa a Bentsie il meshumed, che per poco non fu mandato in prigione. Senza provare rancore per il muratore, Bentsie si estrani ancor di pi dagli Ebrei, da sua moglie e dai bambini. Viveva con la donna goy e diceva agli altri che tutti gli Ebrei erano ladri. Unanima povera sospir Reb Yisroel e, apparentemente contro la sua volont, sorrise dentro la sua barba bianca. Da una parte aveva compassione per un Ebreo che aveva perso la sua anima, ma dallaltra rideva del fatto che un ribelle come Bentsie, il golem, trovasse difetti negli altri. Adesso Chaikl capiva perch nessuno nel villaggio dava confidenza al figlio di Freide Vorobey e perch sua figlia rimaneva sempre a casa: si vergognava di farsi vedere in giro a causa del comportamento del padre. Anche se Chaikl ormai non prendeva pi neanche in considerazione lidea di andare a stare nella loro casa, voleva per continuare a studiare con Nokhemke. Ma il ragazzo aveva smesso di andare alla bet-medresh e persino evitava Chaikl per la strada. Una volta per Chaikl trattenne Nokhemke per la mano, mentre tentava di scappar via e gli chiese perch non venisse a studiare. Nokhemke, evitando di guardarlo in faccia, rispose che sua sorella glielo impediva. Chaikl sorrise tra s e s, felice di non essersi trasferito dai Vorobey. La ragazza senza dubbio pensava che sarebbe diventata la sua fidanzata. Durante questi avvenimenti dellinverno passato, Chaikl non aveva immaginato che dopo Pesach avrebbe dovuto pregare i Vorobey di prendere lui e suo padre nella loro casa. Quando torn da Vilnius a Valkenik, pass alcuni
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giorni a cercare un appartamento per vacanze, ma i proprietari di case vicino alla foresta avevano i loro inquilini fissi da un anno allaltro, e nessuno nella shtetl voleva aver a che fare con un poveruomo ammalato che cercava vitto e alloggio per una miseria. Chaikl and allora a trovare la madre di Nokhemke, sperando che anchessa gli dicesse di no, ma vedendo che Freide non cera, e cera invece sua figlia, seduta alla finestra come nei mesi passati, si scoraggi ancor di pi. Com che non vedo pi il tuo fratellino n nella bet-medresh, n per strada? chiese Chaikl. andato a lavorare nella fabbrica di cartone dove lavora il padre. E perch voi non siete entrato in casa nostra per tutto linverno? disse la ragazza bruciandolo con gli occhi Lo so io il perch. La gente vi ha parlato male di noi. Hanno detto che non adatto ad un ragazzo della yeshiva vivere con gente come noi. Chaikl spieg di aver passato linverno nella casa dellospite e pertanto di non aver avuto bisogno di nessunaltra casa. Ma perch non avevano lasciato che Nokhemke studiasse con lui? La ragazza rispose con un sorriso a met e con la voce stridente di un uccello notturno: siccome la loro casa non era gradita a lui, il fatto che Nokhemke studiasse con lui non era gradito a lei. In quel momento entr sbuffando la baleboste, carica di borse di cibo. Poich aveva ricevuto denaro dallAmerica quella mattina, aveva pagato alcuni dei suoi vecchi debiti e ne aveva fatto dei nuovi. Era di buon umore e fu gentile con il visitatore. Anche Chaikl si sent meglio: vedendo che questa donna di poco cervello era in fondo unanima gentile, le disse la ragione per la quale era venuto. Vostro padre star qui con noi e manger con noi rispose Freide ad alta voce, felice di esser stata in grado di andare a far spesa nei vari negozi. E quanto coster alla settimana? chiese ansiosamente Chaikl. Non so quanto coster per settimana. Non voglio guadagnarci sopra rispose Freide senza traccia di risentimento. Ma sua figlia fece una brutta faccia: Noi non siamo dei ladri. Ma non degno di voi stare qui, con vostro padre vero?. Anchio vivr qui, naturalmente. Chaikl rimase per un po in silenzio e poi balbett una richiesta: desiderava che nessuno sapesse della cosa finch suo padre non fosse arrivato. Freide aveva la faccia confusa di una gallina appena sveglia: non capiva perch non potesse dirlo a nessuno. Ma sua figlia cap che lo studente di yeshiva non voleva che si dicesse di nuovo che andava a stare da loro. Star zitta disse lanciando alla madre unocchiata di rabbia. Chaikl scrisse tutto ci in una lettera ai genitori, e un pomeriggio assolato e ventoso un carrettiere locale port un passeggero dalla stazione di Valkenik alla
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casa dei Vorobey. Teste coperte da yarmulke spuntarono dalle case di via della sinagoga e dalle finestre aperte della bet-medresh. I cittadini di Valkenik videro un uomo di larghe spalle e di altezza media scendere lentamente dal carro e pagare il conducente. Aveva una barba bianca squadrata e curata; il cappello storto sulla testa e il cappotto appoggiato sulle spalle. Nessuno conosceva il pensionante della famiglia imperiale, come chiamavano i Vorobey. Solo il capo della yeshiva riconobbe in lui il melamed di Vilnius, Reb Shlomo-Mote. Tsemakh si chiese per un po perch Chaikl non gli avesse detto che suo padre sarebbe venuto nella shtetl. Poi tolse lo sguardo dalla finestra e lo rimise sul testo. Chiuse gli occhi e riflett: aveva fallito con il figlio del mercante di tabacco, ed ora non era neanche sicuro se il figlio del vecchio melamed e maskil sarebbe rimasto fedele alla Torah ed al Musar.

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Ezriel Weinstock era venuto a casa per Pesach e si era trattenuto pi a lungo del solito. Aveva una disputa con la yeshiva, per la quale aveva raccolto fondi allestero. Ogni giorno nella bet-medresh, Tsemakh osservava Ezriel con le spalle larghe ed il collo gonfio di rotoli di grasso. Da quando si era trasferito nella casa di Reb Yisroel, il sarto, non aveva pi fatto ritorno alla casa dove aveva alloggiato precedentemente, ma non aveva certo dimenticato la donna che si era presa cos tanta cura di lui e la cui dedizione aveva cos rudemente rifiutato. E proprio perch non aveva rivisto Ronie, la sua immagine si ripresentava nella sua memoria ancor pi delicata e gentile. Voleva ricordarla come una donna casta e modesta e pens che egli era una tentazione per lei perch rimaneva sempre sola. Quindi doveva far qualcosa per evitare che rimanesse sola e cercasse qualcuno di cui prendersi cura. Il mattino successivo, dopo le preghiere, mentre Ezriel Weinstock si toglieva il suo tallit con il colletto ricamato doro, venne da lui Tsemakh Atlas, con il tallit ancora addosso, e mormor che avrebbe voluto discutere con lui di una certa cosa. La faccia lentigginosa e brillante delluomo si raffredd immediatamente: pensava che questo nuovo residente di Valkenik gli avrebbe chiesto per quale yeshiva stesse raccogliendo fondi e quale percentuale si tenesse. Ma con sorpresa, invece di porgli domande, il capo della yeshiva gli propose di tenere un corso di Talmud nella yeshiva per gli studenti di livello intermedio.
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Ogni volta che Ezriel Weinstock doveva o trattenersi dal ridere o calmare la sua rabbia, il suo collo bianco ben curato diventava rosso e le radici dei peli sotto il mento lo pungevano come fili metallici Rimanere nella shtetl a dar lezione agli studenti gli sembrava un grosso scherzo. Comunque non scoppi a ridere. Volt la testa allindietro e si gratt le radici dei capelli. Nu, e il sostentamento? Chi mi dar i soldi per mantenere mia moglie e i bambini? ed appariva contrariato, come se viaggiare intorno al mondo fosse per lui una vera tortura. I balebatim qui pagano un salario settimanale a me ed a Reb MenachemMendl. Avrete probabilmente sentito dire da vostro suocero del suo pensionante, il nostro assistente rosh-yeshiva Reb Menachem-Mendl Segal. andato a casa per Pesach prima che voi arrivaste. Sono sicuro che anche lui avr piacere che ci sia un terzo insegnante. Chiederemo ai balebatim di aumentare la loro contribuzione settimanale, ed io andr a Vilnius al Consiglio delle yeshivot per chiedere fondi per la nostra scuola. Ho seri dubbi che i balebatim di Valkenik aumentino la loro contribuzione settimanale per un terzo rosh-yeshiva. E poi il Consiglio delle yeshivot di Vilnius aiuta solo le grosse yeshivot con studenti pi anziani, non queste yeshivot di piccole shtetl. Ezriel Weinstock tir fuori dal taschino del panciotto uno spazzolino rigido e si pettin i baffi.Quanto guadagnate a settimana? La paga settimanale non stata ancora fissata definitivamente rispose Tsemakh, seccato che la prima domanda di Ezriel fosse riguardo a problemi di salario. Reb Menachem-Mendl ed io prendiamo quindici, a volte venti zloty a settimana. Una paga cos non mi manterrebbe neanche a pane e acqua disse Ezriel voltandogli le spalle, con la bocca storta dalla noia e dal disprezzo. Perfino mio cognato, Yudl lo shochet guadagna di pi. Nero come la pece, ma pallido come le strisce bianche del suo tallit bianco e nero, Tsemakh, il rosh-yeshiva della piccola shtetl, guard la barba rossa ben curata dellemissario giramondo, il giallognolo ramato del bianco dei suoi occhi, e le sue grosse labbra sporgenti e fu improvvisamente colpito dal pensiero che Ronie non fosse particolarmente attaccata a suo marito. Forse non lo amava affatto, perch altrimenti non sarebbe certamente stata lasciata sola per tutta lestate. Oltre alla paga settimanale dei balebatim e allaiuto che spero di ottenere dal Consiglio delle yeshivot, sono pronto a darvi la met del mio stipendio. Davvero? E perch fareste tutto questo? disse Weinstock sbadigliando. Tsemakh spieg che lo scorso inverno la yeshiva aveva studenti di quattro differenti livelli, ma lui e Reb Menachem-Mendl non riuscivano a fare cos
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tante lezioni, e allora studenti pi giovani e pi anziani avevano dovuto sedere nelle stesse classi e non avevano potuto fare i giusti progressi nei loro studi. Si aspettavano adesso pi studenti per il periodo estivo. Coloro che erano andati a casa sarebbero tornati con amici. La yeshiva si era guadagnata una certa reputazione tra gli Ebrei dei villaggi intorno ed ora questi avrebbero mandato i loro figli. Cos loro avevano bisogno di un terzo insegnante come gli Ebrei avevano bisogno dei tefillin. La voce del capo della yeshiva si era velata di una certa irritazione: i suoi occhi fiammeggiavano, facendo capire che avrebbe voluto usare un ben altro tono e dire qualcosa di totalmente differente. Lemissario serio ed esperto aveva concluso che non gli conveniva entrare troppo nei particolari con il Musarnik di Navaredok, cos respinse con freddezza lofferta: no, non aveva intenzione di diventare un rosh-yeshiva. Tolse dalla tasca del panciotto una scatola di tabacco da fiuto con un coperchio verde, mise un po di polvere di tabacco nella sua narice sinistra e starnut con gran piacere. Poi ne mise dellaltra nella narice destra e starnut sonoramente unaltra volta. La sua faccia era sudata come se avesse bevuto t caldo con lamponi dopo un bagno caldo. Ho un po di catarro annunci, asciugandosi la faccia, il collo e la gola con un fazzoletto, e offr la scatola di tabacco a Tsemakh. Grazie, non fiuto tabacco disse Tsemakh, guardando la pancia prominente del grosso uomo, e prov dispiacere per Ronie. La tranquillit di Ezriel Weinstock durante la sua chiacchierata con il capo della yeshiva era stata una finzione: quando torn a casa dalle preghiere, una striscia rossa di rabbia si diffuse nella sua gola e nel collo. Sospettava che suo suocero, quel vecchio scemo, avesse spinto il Musarnik a convincerlo a rimanere nella shtetl, ma per non disturbare la colazione, Ezriel Weinstock cominci a raccontare la sua conversazione con Reb Tsemakh solo dopo che quello ebbe finito di mangiare. Dove ha trovato questa strana idea il vostro vecchio pensionante? chiese, pulendosi i denti con uno stuzzicadenti di legno e facendo roteare il bianco giallognolo degli occhi. Perch stai guardando me? esclam Reb Lipe-Yose. Non ho chiesto a Reb Tsemakh di dirti di stare qui. Non sono ancora cos stupido. So molto bene che anche se ti avessero offerto il posto di rabbino di Valkenik tu non saresti rimasto a casa. Se qualcuno mi offre met del suo stipendio come un premio per rimanere nella shtetl e dare lezioni di Talmud in una piccola yeshiva, quello deve avere qualche altro motivo! Con la punta della lingua il marito di Ronie stava cercando pezzetti di cibo nelle gengive.
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Quando il ricco Ezriel Weinstock era a casa, Yudl, lo shochet, sedeva a tavola anche pi depresso del solito. Chanah-Leahs era pi irascibile che mai, arrabbiata con il suo shlimazl e disgustata di suo cognato, che avrebbe lasciato ancora soli sua sorella e i bambini alla fine delle feste. Ma per paura che quel doppiogiochista e inseguitore di sottane potesse sospettare qualcosa, Chanah-Leahs parlava ora molto amichevolmente con Ezriel: Tsemakh Atlas aveva una moglie ricca, a casa poteva avere tutto quello che desiderava, anche latte di piccione. Ma tuttavia si negava ogni piacere corporale per dirigere una yeshiva. Non cera da meravigliarsi che fosse pronto a cedere met del suo stipendio per far avere un altro insegnante agli studenti. Era un Musarnik, dopo tutto. Chanah-Leahs lanci uno sguardo a Ronie, per avvertirla di non dire neanche una parola, per lamor di Dio. sorprendente che al giorno doggi si possa trovare una ragazza, e perfino una ragazza ricca, che si prenda un tipo strano per marito. Weinstock pigramente evit il commento che gli stava per uscir di bocca. Il Musarnik non gli interessava pi. In mezzo ai suoi due figli, allaltro lato del tavolo, Ronie guardava il marito. Lui era seduto nel posto dove Tsemakh era stato seduto per tutto linverno. Da quando Tsemakh se ne era andato e non era pi tornato a far visita, il pensiero doloroso che si fosse scordato di lei squarciava il cuore di Ronie. Ora capiva che Tsemakh voleva far restare suo marito nella shtetl, affinch lei non rimanesse sola. Era preoccupato per lei, ma anche lui non era andato a casa per Pesach. La moglie del sarto le aveva detto che lui mangiava poco ed era sempre distratto. Ronie era pronta a saltar su e correre a cercare dove era, almeno per vederlo, ma per il bene dei suoi due figi si forzava a rimanere tranquilla al suo posto. Ma quando vedeva suo marito stuzzicarsi i denti, ruttare ed avere il singhiozzo, un piccolo sorriso di trionfo appariva furtivamente agli angoli della sua bocca. Provava piacere a ingannare il marito, anche solo con il cuore e con il pensiero, ed era felice che Tsemakh non fosse riuscito a convincerlo a rimanere a casa.

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Come il becco di un falco in mezzo ad un denso fogliame, il naso aquilino di Tsemakh sporgeva pi aguzzo del solito dalla sua faccia smunta. La barba gli era cresciuta incolta, come muschio sparso, le labbra erano coperte dai folti baffi, e sopra gli occhi gli pendevano le folte ciglia. Pareva un eremita, ma sapeva fin troppo bene che non provava ancora nessuna gioia quando si metteva i tefillin, o quando indossava gli tsitsit, come non aveva provato gioia quando era pi giovane. Gli era ormai chiaro che tutte le sue tentazioni derivavano da ununica causa fondamentale: gli mancava la fede. Tsemakh ora viveva in un appartamento tranquillo dove aveva una stanza spaziosa e piena di sole. Il suo nuovo padrone di casa, Reb Yisroel, il sarto, era sposato da pi di cinquantanni, e lui e la moglie non avevano pi niente da dirsi. Quando lui parlava, lei lo guardava ansiosa, preoccupata che potesse consumare tutta lenergia che gli rimaneva. E quando parlava lei, lui ascoltava con ansia, finch leco della sua voce svaniva come il rumore dei piatti di porcellana della nonna con le decorazioni dipinte ormai sbiadite. Solo raramente venivano a trovarli i loro figli e i nipoti chiassosi. Di conseguenza nessuno disturbava Tsemakh quando se ne stava in solitudine nella sua stanza per giorni. Reb Yisroel non gli chiedeva quando sua moglie sarebbe venuta a stare a Valkenik. I balebatim alla fine avevano capito cera una certa discordia tra il capo della yeshiva e sua moglie. Laspetto e il comportamento di lei avevano chiarito che non voleva fare la rebetsin. Con linizio della stagione pi calda, Tsemakh cominci a tornare su nella soffitta Musar. Si sentiva pi solo nella soffitta, con le sue panche dure e il tavolo nudo, che nella grande stanza del sarto, che aveva due grandi finestre e due letti grandi con lenzuola pulite. Durante i giorni di primavera dopo Pesach, i suoi pensieri creavano un clima autunnale su di lui, facendolo sentire come un albero nudo nel vento. Era un poresh, ma controvoglia e senza gioia. Pens a Reb Israel Salanter, il fondatore del movimento Musar. Avevano visto il demonio, i grandi, innocenti e malinconici occhi di Reb Israel, e lui voleva risparmiare agli Ebrei i suoi tormenti. Per questo scrisse nellepistola Musar: Luomo verr frustato allinferno. Dovr dar conto delle sue azioni nel mondo che verr. Anche i Musarnik contemporanei credevano nella ricompensa e nella punizione, anche se dicevano poco o niente su questo concetto. Discutevano la paura della punizione e la paura del peccato perch erano ben al di sopra della paura
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della punizione. Ma lui, Tsemakh Atlas, non si era mai preoccupato di quelle punizioni nellaltro mondo, come se linferno fosse solo fantasia. Credeva nella perfezione umana, e lui stesso voleva diventare un uomo celestiale per il suo paradiso era vuoto, senza un Dio, come un Aron Kadesh senza Torah. Anche se fosse stato daccordo con i filosofi che, tramite la logica, provavano lesistenza di Dio, nondimeno non sarebbe stato un vero credente. Il vero credente sentiva Dio nel suo cuore ed in tutti i suoi sensi e andava a dormire e si svegliava sapendo che esisteva un Creatore. Ma se lui, Tsemakh, non era sicuro del Primo Principio, non era soltanto un ipocrita mascherato con barba e cernecchi, era anche un vero folle, uno stupido idiota. Perch tormentarsi facendo il poresh quando ancora possedeva tutte le sue forze? Anche quando Tsemakh era nella bet-medresh tra i suoi allievi, pregando con il tallit sopra la testa, era sempre perseguitato dalla sua passione per indagare dentro se stesso, dalla sua mania di rimproverare continuamente se stesso. Aveva lasciato gli edonisti mondani perch questi non avevano la Torah. Ma la Torah era considerata la pi alta e pi profonda forma di saggezza solo da coloro che credevano che fosse stata data sul monte Sinai. Quelli che non credevano nella Rivelazione Divina, consideravano la facolt razionale delluomo pi divina delle leggi della Torah, per la quale non vi era nessuna ragione. Tsemakh guard fuori dalla finestra della bet-medresh e immagin che un fuoco nero venisse fuori dallaccecante sole nascente, e incendiasse la sua barba e i suoi cernecchi, e il tallit sulla sua testa, lasciandolo nudo, un tronco bruciacchiato e annerito. Un pensiero gli rugg in mente, e poi scoppi come un tuono: lui era affamato ed assetato di un mondo virtuoso, non di un mondo di ingenua piet. La mattina della prima domenica di Iyar11, guard fuori dalla stanza della soffitta e vide gente che si affollava da ogni lato attorno alla casa del rabbino di Valkenik. La gente della yeshiva veniva dalla bet-medresh sulla collina, mentre i balebatim venivano dalle viuzze attorno al cortile della sinagoga. Carrettieri ed artigiani arrivavano dalle loro piccole case sul fiume, e Ebrei dei villaggi venivano lungo i sentieri sabbiosi da Daskhne e Leipun. Tutta Valkenik e i contadini dalle campagne attorno erano venuti per accompagnare il vecchio rabbino e sua moglie, che avevano atteso il giorno benedetto del loro viaggio nella Terra di Israele. Il mattino era chiaro e pieno di sole. Un vento improvviso port delle nubi, ma parevano anchesse venute per salutare il vecchio rabbino. Dalla via della sinagoga sbucarono Ezriel Weinstock e Yosf Varshever. Stanco di dover rimanere nella shtetl a causa della disputa finanziaria con
11. Ottavo mese del calendario ebraico. 278

la sua yeshiva, Ezriel aveva acconsentito a Yosf di frequentarlo. Servile ed adulatore, Yosf faceva anticamera dal raccoglitore di soldi per la yeshiva; lo invidiava e lo adulava. Forse poteva fare qualcosa per non restare a marcire in quella shtetl. Non era passato neanche un mese dal suo matrimonio e suo suocero, Gedalia Zondak, stava gi mettendo in giro la diceria che era un indolente vagabondo. Secondo il suocero non si alzava in tempo per le preghiere e passava le giornate a passeggiare e chiacchierare invece di star seduto a studiare. Ma lui non voleva diventare un funzionario religioso, e nemmeno un mercante o un bottegaio. Chi si assomiglia si piglia. Ezriel Weinstock e un Yosf Varshever si intendono sicuramente tra di loro, pens Tsemakh ridendo, quando li vide dalla soffitta. Quel raccoglitore di offerte con la barba rossa ed il pancione di sicuro crede nel Dio di Israele. Si inventato un Dio dIsraele per se stesso, un Dio che non gli impedisca di esser avido di denaro e di peccare. Probabilmente ha messo da parte una raccolta di versetti e di epigrammi rabbinici che gli consentano di pensare che ogni suo atto in accordo con la legge e con il Cielo. Tsemakh si allontan dalla finestra con il sorriso amaro di un uomo che non finge pi di sperare nella buona sorte, ma che ancora invidia ogni uomo fortunato. E lui considerava Ezriel Weinstock un uomo davvero fortunato. Se solo quellessere avesse considerato un po di pi sua moglie e i suoi figli, Ronie gli sarebbe stata devota anima e corpo. Ronie non era Slave. Dopo Purim, Tsemakh aveva scritto a Slave che intendeva andare a Lomzshe per Pesach, ma quella non si era nemmeno preoccupata di rispondere. Probabilmente pensava che andando a casa per Pesach egli avrebbe soddisfatto tutti gli obblighi verso di lei e si sarebbe anche liberato di tutti i rimorsi di coscienza, come gli aveva detto a Valkenik. Non voleva che avesse la coscienza pulita riguardo a lei. Ma daltro canto, non voleva neanche tornare da lui e adattarsi al suo stile di vita. Ronie comunque non aveva cacciato via suo marito che tornava a casa ogni sei mesi. Lavesse trattata pi teneramente e gli avesse chiesto di venire, avrebbe preso i bambini e viaggiato dovunque con lui, come avrebbe fatto anche Dvorele Namiot di Amdur... Tsemakh pens che andare a salutare il vecchio rabbino sarebbe stato per lui un gesto di liberazione: non aveva pi la forza di sopportare quella solitudine che si era auto imposto e il rimprovero senza fine di se stesso Cera un sacco di gente intorno alla casa del rabbino; carri con i cavalli gi attaccati erano pronti per i balebatim pi anziani, che avrebbero accompagnato il rabbino lungo gli otto chilometri fino alla stazione dei treni. Latrio della casa del rabbino era pieno di sacchi, valigie, cesti pieni e casse quadrate
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di legno piene di libri. Intorno alla rebetsin cerano donne della sua famiglia e baleboste locali. Due donne erano impegnate a cucire un sacco con dentro le lenzuola che la rebetsin e suo marito avevano usato nellultima notte a Valkenik. Il vecchio rabbino, Reb Yakov Hacohen Lev, era seduto a capo del tavolo della grande sala rabbinica con le librerie ormai vuote, come se dovesse ancora emettere lultimo parere prima di lasciare Valkenik. Gli uomini pi importanti della shtetl sedevano ai due lati del tavolo, mentre dietro di loro cera la gente della yeshiva. Reb Tsemakh Atlas si diresse verso un angolo, respirando latmosfera dominata dalle lacrime e da un silenzio doloroso. Chaikl Vilner se ne stava tra i ben-Torah, sorpreso, in silenzio e pure un po spaventato. Non aveva mai visto unintera comunit di Ebrei in un nubifragio di lacrime per la partenza del loro rabbi. Il pi commosso di tutti era proprio il rabbino: guardando fuori dalla finestra verso la bet-medresh dove aveva pregato e insegnato per pi di cinquantanni, scoppi in singhiozzi. Gli uomini con i capelli grigi intorno a lui cominciarono a piangere anche loro, pensando al fardello pesante degli anni che passavano, alla vecchiaia che era piovuta inaspettatamente loro addosso, piegando le loro schiene, ed al loro misero vivere. Versavano lacrime anche perch si intensificavano i problemi per gli Ebrei e perch la generazione dei giovani diventava sempre pi lontana dalla tradizione ebraica. Il rabbino si calm per qualche minuto e le persone intorno a lui rimasero sedute immobili con le teste abbassate. Poi torn a guardare le librerie vuote e ricominci a piangere. I vecchi balebatim ricordavano quante volte si erano seduti in questa stanza per un incontro, per un giudizio rabbinico, per avere un parere, o solamente per socializzare con il rabbino davanti ad un bicchiere di t, e scoppiarono a piangere anche loro. Eltsik Blokh, il genero anziano del rabbino, si tirava la barbetta grigia, ma non riusciva a versare neanche una lacrima. Se ne stava comunque l triste, pensando che il versetto Giacobbe se ne and da Betsabea era adatto a lui ora. Nel suo commentario Reb Rashi12 dice: Quando un uomo virtuoso lascia una citt, la sua luce e la sua bellezza se ne vanno con lui. Ora suo suocero, Reb Yakov Hacohen Levi, stava partendo, ed anche il prestigio di Eltsik Blokh se ne andava. Reb Lipe-Yose era anche pi triste: lui ed il rabbino si conoscevano fin da giovani. Se non fosse stato per il vecchio amico Lipe-Yose, Yudl sarebbe stato scartato come shochet, e non avrebbero permesso a lui, Reb Lipe-Yose, di condurre le preghiere, perch come dicevano i suoi nemici, era troppo vecchio e troppo rauco. Reb Lipe-Yose combatt strenuamente
12. Rabbi Shlomo Yitzhaqi (1040 1105), un famoso commentatore medievale della Torah. 280

per trattenere i singhiozzi. Le sue labbra sbuffavano ed il sudore copriva la sua faccia rossa e bollente. Con occhi da assassino cerc in giro Ezriel, ma invano. Il suo sventurato genero Yudl era al tavolo, ma Ezriel Weinstock non si era neanche degnato di entrare nella casa del rabbino per dirgli arrivederci. Quel saccente stava facendo sfoggio di s fuori. Furioso, Reb Lipe-Yose non riusc pi a trattenersi dallo scoppiare in lacrime, ed emise un suono sottile e acuto che parve una nota sorda da un corno di montone. Il rabbino si risvegli dalle sue pensose fantasticherie e ricominci a piangere. Risparmiate le forze, rabbi lo preg la gente. Cinquantun anni! Sono stato rabbino qui per cinquantun anni singhiozz il vecchio. Reb Hirshe Gordon se ne stava appoggiato al muro vicino a Beynush, il figlio avuto dalla prima moglie, la figlia del vecchio rabbino che era morta ancora giovane. Beynush, un diciassettenne magro, troppo alto per la sua et, era venuto per Pesach dalla yeshiva di Kamienitz ed era rimasto fino alla partenza del nonno. Con in mano un bastoncino nel cui legno tenero aveva inciso alcuni anelli, guardava tutti con esitazione, un po agitato. La gente sapeva che i veri pianti e lamenti sarebbero cominciati alla stazione ferroviaria, quando il rabbino e sua moglie si sarebbero dovuti separare dal figlio unico della loro ultima figlia. Ma Reb Yakov non voleva aspettare il saluto alla stazione. Vieni qui, Beynush, stammi vicino disse con la sua lunga barba grigio cenere che tremava. Il padre di Beynush, Reb Hirshe Gordon, stava in piedi in silenzio. Grandi lacrime calde da esse promanava un gran calore rotolavano dietro i suoi occhiali fino alla barba, ma lui rimaneva in silenzio con la bocca serrata. Alla vista del padre dellorfano, gli altri balebatim non osavano farsi scappare un singhiozzo. Solo Sroleyzer, il muratore, singhiozzava e con la sua voce grossa si lament: Tranquillo, rabbi, tranquillo ora. Il Signore sar con te e si stropicci le guance piene di lacrime con i palmi delle mani. In mezzo a quella folla, Tsemakh guardava Sroleyzer, il muratore, e pensava che quel ladro e spione stava piangendo e parlava anche con Dio. Ma il suo Dio di Israele non gli impediva di essere ladro e spia. Anche se Sroleyzer capiva di aver fatto cose proibite, confidava che le mitsvot di un Sroleyzer ladro sarebbe stato in grado di guadagnare luscita dallinferno. Gli Ebrei di Valkenik e tutti gli altri Ebrei religiosi credevano di avere lo stesso Dio, la stessa Torah, e lo stesso inferno. Ma in verit ogni uomo aveva il suo proprio Dio, la sua propria Torah ed il suo inferno personale.

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Il giorno di Lag-BaOmer13, una settimana dopo la partenza del vecchio rabbino per la Terra dIsraele, Valkenik diede il benvenuto al suo nuovo rabbino e Av Beit Din14, Reb Mordekhai-Aaron Shapiro da Shishlevits15. Il rabbino aveva fatto visita a Valkenik, senza essere invitato, lo Shabat prima di Purim. Era in viaggio verso Vilnius, aveva detto lui, per comprare dei libri e farsi visitare da un dottore. Poi mentre aspettava alla stazione ferroviaria di Valkenik, aveva pensato: perch non rimanere per lo Shabat in una shtetl ebraica e fare un sermone? Siccome nessuna fazione nella shtetl lo aveva chiamato, nessuno si oppose. Reb Mordekhai-Aaron Shapiro allora predic con lapprovazione di tutti e piacque a tutti per gli epigrammi contenuti nella sua omelia. Non dimentic neanche di dire una parola a favore del vecchio rabbino, che era nella bet-medresh durante il sermone. Il nostro profeta per eccellenza implor il Signore: Fammi attraversare il Giordano e vedere la buona terra dallaltra parte del fiume, ma la preghiera di Mos non fu ascoltata. Anche il vostro rabbi, miei egregi balebatim, ha pregato di poter attraversare il Giordano. Ha detto: Sono stato il mentore e la guida di Valkenik per cinquantunanni; ora lasciami entrare nella nostra Terra Santa La preghiera del vostro rabbi, invece, stata ascoltata. Presto, egregi balebatim, con laiuto del Signore, andr nella Terra di Israele. La frase Fammi traversare il Giordano piacque sia ai semplici artigiani che ai pi ricchi balebatim. Era vero che il visitatore non aveva dato limpressione di avere un buon carattere e di essere paziente. Aveva gli occhi piccoli e tempestosi di un uomo irascibile, e quando non si rivolgeva agli ascoltatori nel suo tono mellifluo da sermone, la sua voce era stridente e petulante. Ma Eltsik Blokh ed il suo gruppo di Ebrei illuminati capirono che quel rabbi da Shishlevits era troppo intelligente per essere un membro del partito Agudah. E Reb Hirshe Gordon ed i suoi fanatici capirono che il rabbino da Shishlevits era troppo furbo per seguire la combriccola dei Mizrachi. Cos le due parti gli chiesero se voleva diventare il rabbino di Valkenik. Abbassando per modestia le sue spalle rotonde, Reb Mordekhai-Aaron Shapiro
13. Letteralmente trentatreesimo giorno di Omer, una festivit religiosa ebraica situata tra Pesach e Shavuot, ossia durante i 49 giorni che separano queste due festivit e che vengono conteggiati come i giorni di Omer. Festa gioiosa perch lunico giorno dei 49 di Omer nel quale cadono tutte le proibizioni proprie di quel periodo. 14. Capo del tribunale rabbinico, o pi precisamente, membro pi autorevole di esso. 15. Citt oggi della Bielorussia, con il nome di Svisla. 282

rispose: Daccordo, se lo volete voi. In verit mi stato offerto un posto nella corte rabbinica di Grodno, e Grodno, come voi sapete, circa venti o trenta volte pi grande di Valkenik. Ma l io sarei solo il rabbino di una via o di una bet-medresh. E allora io preferisco stare in un piccolo centro dove sar il rabbino della shtetl. Si pu recitare il kiddush su una piccola challah se intera, ma non su una grande challah che stata gi tagliata. I due generi del rabbino erano particolarmente contenti che Reb Mordekhai-Aaron Shapiro fosse pronto a comprare la vecchia casa del rabbi di Valkenik e a pagarla in contanti. Tanto avevano litigato Eltsik Blokh e Reb Hirshe Gordon sui candidati a fare il rabbino, quanto erano tutti e due preoccupati che la vecchia coppia, il rabbino e la rebetsin, avessero abbastanza denaro per il loro viaggio e per il loro assestamento in Terra Santa. La somma maggiore si doveva realizzare con la vendita della casa del rabbino, ma fino allarrivo del rabbi da Shishlevits, nessun candidato al posto di rabbino di Valkenik era stato in grado di pagarla in contanti. I due cognati si misero daccordo su di lui; gli altri balebatim, esausti per la lunga controversia, furono daccordo anche loro. La mattina di Lag-BaOmer Valkenik si svegli a colpi di grancassa e a squilli di tromba. La banda dei vigili del fuoco inizi la giornata suonando marce in onore della festa. I giovani erano rimasti male perch il vecchio rabbino era partito durante i giorni di Omer, quando proibito fare musica e loro non avevano potuto salutarlo con la banda. Ma ora raddoppiarono gli sforzi in onore del nuovo rabbino. I balebatim si lamentarono che di punto in bianco si suonassero le trombe, ma i giovani non chiesero il permesso agli anziani e portarono la banda fin nel cortile della sinagoga. Dato che i musicisti erano pompieri, indossavano elmetti di rame, uniformi blu con spalline e grosse cinture di pelle, e stivali alti e lucenti. Attorno ai loro colli si avvinghiavano come serpenti corni e bassotube. Il capobanda dirigeva, e i musicisti, usando tutti i tasti a loro disposizione, facevano un gran rumore con i loro ottoni. In onore del nuovo rabbino avevano costruito, in mezzo al cortile della sinagoga, una torre di legno sulla quale era appeso un lenzuolo con scritto a grandi lettere: Questa la porta di Dio; i virtuosi entreranno in essa. I carrettieri avevano staccato i cavalli e li cavalcavano. Le criniere erano decorate con ghirlande di foglie, piccole campanelle erano attaccate ai loro colli, cos che tutti potessero sapere che il nuovo rabbino era arrivato nella shtetl, come la Torah dice del Sommo Sacerdote: Si ud la sua voce quando entr nel santuario. I ronzini, affamati e addormentati, con i fianchi sfiniti dal lavoro e i ventri cascanti, se ne stavano con le teste malinconiche abbassate. Ma
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i carrettieri stavano dritti sulle loro selle, come se cavalcassero baldanzosi destrieri di cavalleria, con le nari fumanti, impazienti di gettarsi in mezzo alla battaglia. Sroleyzer, il muratore, mosse alla testa dei cavalieri. Bench non pi giovane, stava ancora bene in sella, il cappello piegato su un lato, al comando dei cavalieri di Valkenik, come fossero una banda di Cosacchi con i grandi cappelli di pelliccia. Non c da meravigliarsi diceva la gente Sroleyzer molto bravo a tirar fuori i cavalli dalle stalle degli altri! I melamed e i loro allievi si erano raccolti anche loro nel cortile della sinagoga. I ragazzi della scuola non avevano gli archi e le frecce tradizionali di Lag BaOmer, ma come per Simkha Torah tenevano bene in alto dei cartelli con scritto Lunga vita al nostro rabbi. I proprietari della fabbrica di cartone di Valkenik, Ebrei di Vilnius, avevano prestato il loro carro, con la bardatura decorata a mano, per portare limportante ospite dalla stazione alla shtetl. Tutta Valkenik lasci il cortile della sinagoga per recarsi alla piazza del mercato e poi procedere fino alla strada principale dietro la shtetl ad aspettare larrivo del rabbino e del suo seguito. Apriva il corteo la banda degli ottoni, con i tamburi che tuonavano, i piatti che sbattevano, e tutti gli ottoni che suonavano a tutta forza, mentre gli occhi dei musicisti sembravano scoppiare per la fatica. Gli strumenti di ottone, gli elmetti, e i bottoni delle giacche scintillavano al sole. Dietro la banda seguivano i cavalieri, impettiti sui loro cavalli ornati di campanelli, e dopo di loro marciavano gli allievi del cheder con i loro cartelli Lunga vita al rabbi. E dopo, infine, tutto il resto della shtetl: i ricchi balebatim con le loro bombette e giacche con la coda; gli artigiani con i loro cappelli di stoffa con la visiera; le donne anziane con le loro parrucche del Sabato e le donne giovani con gli scialli di seta bianca; e poi un folla di giovani, ragazzi e ragazze assieme. La gente della yeshiva procedeva tranquillamente, a lato della folla locale, felice dellonore di essere in accordo alla Torah. Quelli pi giovani, pensavano che anche loro, con laiuto del Signore, sarebbero diventati grandi lerner e sarebbero entrati nella shtetl con grande pompa e cerimonia. Nella bet-medresh erano rimasti solo gli anziani con problemi alle gambe che avevano per tempo preso i posti migliori vicino allAron Kadesh in modo da ascoltare meglio il sermone del rabbi. Ma una persona era rimasta nella stanza in soffitta Reb Tsemakh Atlas. Limprovviso silenzio nel cortile della sinagoga gli martellava alle tempie anche di pi dei colpi di tamburo di prima. Vide che una brezza muoveva le erbacce intorno alla bet-medresh e credette di poter udire lerba che sussurrava: Sappiamo perch non sei andato a salutare il nuovo rabbino. Il figlio ed il genero di Reb Mordekhai-Aaron Shapiro erano stati compagni
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di Tsemakh, il Lomzsher, a Navaredok. Avevano studiato assieme durante gli anni di guerra a Homel, in Bielorussia. Dopo il loro ritorno in Polonia, ambedue i giovani si erano sposati ed erano divenuti capi di piccole yeshivot in piccole shtetl, sotto gli auspici della grande yeshiva di Nareva, dove Tsemakh aveva studiato quando era scapolo. Tsemakh sapeva che questi suoi amici non credevano al suo pentimento e che non lo avevano ancora perdonato per esser tornato al mondo secolare. Finora nessuno di questi sagaci Musarnik di Navaredok si era fatto vedere a Valkenik, ma con larrivo del rabbino di Shishlevits a Valkenik, suo figlio e suo genero gli avrebbero sicuramente fatto visita durante lestate. Per persone abituate a pensare in modo non religioso o anche per i religiosi balebatim, Tsemakh avrebbe potuto mostrare disprezzo, ma con i suoi vecchi amici che non si erano mai allontanati dalla retta via, sapeva che si sarebbe sentito mortificato. Per di pi, il figlio ed il genero del rabbino avrebbero potuto raccontare ai balebatim di Valkenik che Tsemakh in Nareva non era stato giudicato adatto ad insegnare neanche agli studenti pi giovani. Dalla piazza del mercato si udiva il gaio putiferio della folla che si avvicinava. Il cortile della sinagoga, la grande anticamera e la bet-medresh si riempirono presto di gente. Da ogni parte venivano grida: Fate largo, fate largo! ed il rabbino venne portato nella bet-medresh sulle spalle di due giovani. Sottile come un ago, aveva una grande barba grigia e dei cernecchi arrotolati stretti che parevano due pesi dellorologio del nonno. Reb Mordekhai-Aaron Shapiro, seduto sulle grosse spalle dei due giovani, sembrava sconcertato e colpito dallonore regale che gli era stato accordato. Ma era ansioso di venir gi dalle loro spalle con tutte le ossa intatte. Polverosi raggi di sole gialli scorrevano dentro la bet-medresh e si incrociavano con i raggi di luce delle lampade accese in onore della festa. Le teste e i visi nuotavano nella nebbia creata dal sole e dai bagliori delle lampade elettriche. La celebrazione gioiosa aveva spinto uomini e donne a mescolarsi nella bet-medresh. La galleria delle donne era piena di uomini che pensavano di vedere e sentire meglio da lass, e donne si erano spinte nella parte bassa della bet-medresh. Reb Mordekhai-Aaron Shapiro se ne stava sui gradini dellAron Kadesh. Davanti a lui sulla Bimah stava Reb Hirshe Gordon, circondato dai rappresentanti della comunit. Prima che il rabbino cominciasse il suo sermone, Hirshe Gordon doveva leggere a voce alta il contratto rabbinico, ma la banda di ottoni stava ancora assordando la folla fuori con la sua musica incessante. La gente dentro la bet-medresh si agitava: Fate meno chiasso! Non la festa della shtetl!. I musicisti smisero di suonare e Reb Hirshe Gordon cominci a leggere il contratto rabbinico:
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Nella giornata odierna, essendo qui convenuti i principi ed i maestri, gli anziani e i governanti, i consiglieri e i capi della santa comunit di Valkenik... La faccia di Reb Hirshe era di fuoco, la sua voce stridente e rauca. In un ebraico alato ed iperbolico e con uno zibaldone di versetti della Torah, il contratto rabbinico asseriva che la santa comunit di Valkenik aveva cercato a lungo un mentore ed una guida che li conducesse sul sentiero della virt e riparasse le fratture della casa di Israele. I potenti della nostra congregazione vagarono assetati in cerca del pozzo di luce e di saggezza. Alla fine il Signore nei cieli prov compassione per noi perch a Lui avevamo diretto le nostre preghiere. Il Cielo ci ha portati sul sentiero giusto, e anche da lontano i nostri occhi riconobbero il famoso ed illustre gaon, il sole che illumina la terra e i suoi abitanti, il Sinai e il distruttore di montagne, quel pilastro di saggezza e quella fontana di gloria, il cui nome onorato in lungo e in largo, e non altri che... Proprio allora Reb Hirshe Gordon cominci a piangere, con la voce stridula e di rimprovero, come se fosse infuriato con se stesso per piangere come una donnetta. Era evidente che stava facendo tutti gli sforzi per soffocare i singhiozzi. Toss una volta, due volte, e una terza volta, ma le lacrime lo soffocavano e gli impedivano di leggere ancora. Subito una cappa scese sulla congregazione: tutti erano in silenzio. Dopo, sussurri frusciarono tra la gente; poi venne un crescente mormorio di risentimento verso Reb Hirshe per aver rovinato la celebrazione. Il rabbino appena arrivato se ne stava sui gradini dellAron-Kadesh ingobbito e tremante. Guardava alla Bimah con la paura negli occhi, come se la lettura del documento, che era stata interrotta al punto in cui si dovevano menzionare il nome suo e quello di suo padre, fosse un cattivo presagio per il futuro. Improvvisamente qualcuno grid: Mazel-tov. Si ruppe il silenzio tombale e tutti si misero a gridare:Mazel-tov. La folla fuori colse lo spirito dellallegro tumulto, e lorchestra nel cortile della sinagoga cominci a pestare cos forte che le finestre della bet-medresh scuotevano e le lampade appese oscillavano sbattendo luna sullaltra: Mazel-tov, mazel-tov! Dopo alcune settimane, la gente di Valkenik stava ancora discutendo e analizzando le ragioni per le quali Reb Hirshe Gordon era scoppiato in lacrime mentre leggeva il contratto rabbinico. Gli amici e le persone profonde pensavano che le lacrime che gli erano sfuggite erano quelle che aveva trattenuto quando il vecchio rabbino, il nonno di suo figlio orfano, Beynush, part per la terra di Israele. Invece i burloni ed i fanatici pensavano che Reb Hirshe Gordon non potesse sopportare di vedere un altro diventare il rabbino di Valkenik, e per di pi non potesse sopportare di essere lui quello che doveva leggere il contratto rabbinico di un altro, con il suo florilegio di svolazzi e di lodi.
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Era arrivato il primo villeggiante estivo nel cottage dentro al cortile verde della fabbrica di pece abbandonata, allestremit della foresta di pini. Era arrivato su un carro di goyim che, evitando la shtetl, era passato per una strada laterale che portava dalla stazione ferroviaria in mezzo ai campi. In cima allalto camino bianco della vecchia fabbrica, le cicogne, stabili visitatori estivi, cominciarono a scuotere e sbattere le loro ali asciutte, per salutare quel loro vicino di tanti anni. Sulla collina vicino al cortile un albero enorme con le radici che fuoruscivano dal terreno, scuoteva i suoi lunghi rami e trasmetteva la bella notizia al bosco. I pini nel folto della foresta si muovevano e tremavano, pieni di gioia perch il loro vecchio amico che spesso allalba passeggiava con un tallit sopra la testa era gi arrivato. I fruscii, i sibili e i sussurri dei pini si addentravano sempre pi nella foresta, fino a quando questa finiva e cominciava una pianura di campi di granturco, prati e giardini. Qui il verde era nuovo e non conosceva il fedele villeggiante del cottage, ma comunque anche il verde recente religiosamente ondeggiava con i vecchi cespugli e alberi, come se anchesso fosse a conoscenza dellimportanza del visitatore. Dai campi seminati i suoni raggiunsero laltro lato del ponte, dove viveva un lattoniere ebreo, e questo rifer la novit al primo minian mattutino, alla bet-medresh. I balebatim erano ancora storditi dalla banda di ottoni, ed ancora di umore alticcio e allegro, per la celebrazione in onore del nuovo rabbino. Ma la novit sul visitatore trasform lumore di met settimana in quello della festivit dello Shabat: Se arrivato, lunga vita a lui, siamo sicuramente in estate dissero i fedeli del primo minian. Chi arrivato? chiese un tale al suo vicino. Quello di Le Visioni di Abrahamo. Reb Avraham-Shaye Kosover16 non aveva firmato col suo nome i suoi libri. In ogni caso tutti sapevano che questo uomo umile, la cui moglie aveva un piccolo negozio di tessuti a Vilnius, aveva scritto Le Visioni di Abrahamo sul trattato Eruvin e Le Visioni di Abrahamo sul trattato Shabat. I lerner parlavano di lui con grande rispetto, ma una volta un funzionario religioso, tirandosi la barba avrebbe detto con rabbia: Non vuole essere n un rabbi n un rosh-yeshiva. E certamente non si
16. Personaggio effettivamente vissuto, ma che aveva un altro nome: Avrohom Yeshaya Karelitz, (1878 - 1953), nato in Bielorussia e che era conosciuto con il nome della sua maggiore opera: Chazon Ish, ossia Le visioni di Yeshaya. Fu insegnante di Chaim Grade. 287

vuol immischiare in affari mondani. Se un uomo sta seduto per tutta la vita a studiare, cosa gliene importa a lui diventare un gaon?. Grazie a Dio anche noi ci siamo immersi nello studio della Torah un altro lerner avrebbe aggiunto, sorridendo per far vedere che lerudizione del grande rabbi non lo spaventava certo; ma comunque non sarebbe riuscito a nascondere la sua invidia: Quel che si sa ognuno lo sa, e quello che non si sa nessuno lo sa, e allora quale pu essere il suo contributo?. Le persone a lui vicine parlavano di lui a bassa voce, come se la sua richiesta di non farsi notare li obbligasse a parlare sussurrando. Dicevano che una volta Reb Avraham-Shaye fosse stato obbligato a fare una lezione di Talmud in una yeshiva a giovani sposati, ma che avesse risposto che anche recitare la preghiera di ringraziamento insieme ad altri due Ebrei fosse per lui un compito arduo. La gente lo spaventava. Tuttavia, per quanto tentasse di nascondersi alla gente, la sua fama cresceva come un albero: lentamente, tranquillamente, inondato di sole, e pieno di segreta gioia. Era sempre il primo villeggiante ad arrivare a Valkenik; veniva subito dopo Lag-BaOmer ed era lultimo ad andarsene alla vigilia di Rosh-Hashana17. La prima estate, una delegazione di cittadini importanti, capeggiata da Reb Hirshe Gordon, era andata a fargli visita. Reb Hirshe Gordon, come era sua abitudine, vituper i Sionisti; Reb Avraham-Shaye, come era sua abitudine rimase in silenzio. Quando uno dei visitatori disse una battuta, scoppi a ridere talmente forte da meravigliare i visitatori. Poi per cadde di nuovo in silenzio, sedendo con gli occhi bassi, fino a quando gli uomini capirono che era lora di andarsene. Ma la curiosit di sapere che tipo di persona fosse spinse i cittadini di Valkenik a tornare da lui. Stavolta cera una ragione per la loro visita: volevano che intervenisse in una disputa tra i religiosi e gli illuminati Ma Reb Avraham-Shaye, tremando letteralmente per la paura e lirritazione, disse che non voleva immischiarsi in nessuna disputa. Pi tardi Reb Hirshe Gordon, fumante di rabbia, disse agli Ebrei osservanti di Valkenik che un lerner aveva la responsabilit di tutta la sua generazione, ed era sicuramente suo dovere immischiarsi. Reb Hirshe Gordon smise di far visita allospite estivo al limitare della foresta di pini. Altri balebatim continuarono ad andare a trovarlo per due o tre volte durante lestate, ma non lo trovarono a casa. I suoi familiari dissero che era andato a fare una passeggiata nel bosco o a fare un bagno nel fiume. Quando lo raccontarono al genero del rabbino, questi rise loro in faccia. Non vi rendete conto che si nasconde a voi? un selvaggio! Persone pi moderate di Reb Hirshe Gordon comunque vennero in aiuto
17. Capodanno religioso ebraico e primo dei Giorni del Timore Reverenziale. 288

di questo uomo solitario: era imbarazzante per lui ricevere visitatori, perch, poveretto, era un uomo malato. I balebatim di Valkenik avevano sentito dire che Reb Avraham-Shaye aveva avuto problemi di cuore sin dalla fanciullezza. La gente lo avrebbe visto riposarsi su una branda di ferro nel suo cottage nella foresta, con un piccolo Talmud in mano, oppure sdraiato sopra una panca di legno vicino al grande tavolo in mezzo al cortile erboso. Reb Yisroel, il sarto, il vecchio patrono della yeshiva, era di Smargon18. Disse che quando viveva l ed era gi padre, Reb Avraham-Shaye era un giovane allievo della bet-medresh locale. Nessuno trovava niente di speciale in lui: era un ragazzo gentile ed estremamente diligente nello studio. Stava giorno e notte al suo leggio volgendo le spalle agli altri. Una mattina dopo le preghiere un poresh nella bet-medresh di Smargon ud un forte gridare. Il poresh si guard intorno e scopr Avraham-Shaye in lacrime che pregava davanti allAron Kadesh aperto. Non cera nessun altro nella bet-medresh a quellora, e il poresh era seduto in un angolo tra la stufa ed il muro occidentale. Avraham-Shaye non lo aveva visto e preg: Signore dellUniverso, apri i miei occhi in modo che possa scorgere le meraviglie della tua Torah. Prometto di studiare tutta la vita la Torah, proprio per linteresse dello studio, solamente per linteresse dello studio. Non sono che uno straniero sulla terra, non nascondere i tuoi comandamenti a me. Quello che aveva ascoltato tutto scivol velocemente fuori dalla bet-medresh per tema che il giovane lerner lo vedesse e ne fosse imbarazzato o spaventato. Ed ho sentito io con le mie orecchie il poresh raccontare queste cose in una riunione di balebatim nella bet-medresh di Smargon testimoni Reb Yisroel, il sarto. Questa storia fece venire i brividi alla gente di Valkenik. Un giovane che aveva fatto appena il bar-mitsvah aveva pianto davanti allAron Kadesh aperto e aveva detto di essere uno straniero sulla terra. Era ovvio quindi che era gi malato da giovane e che non pensava di sopravvivere a lungo. I villeggianti religiosi pregavano in un piccolo cottage nella foresta vicino alla fabbrica di cartone. Reb Avraham-Shaye pregava anche lui l e veniva di rado nella shtetl, salvo che per qualche occasionale Minchah per Shabat, o per Tisha BAv a passeggiare per il cimitero, e il mattino della domenica prima di Rosh-Hashana, per il primo dei giorni penitenziali. Sarebbe anche andato a trovare il rabbino di Valkenik, Reb Yakov Hacohen Lev, al suo arrivo e prima della sua partenza. E siccome anche il rabbino di Valkenik era taciturno, sarebbero rimasti zitti per quindici minuti o mezzora e dopo si sarebbero salutati. Una volta, quando il rabbino di Valkenik doveva giudicare un difficile caso
18. Localit lituana, nei pressi di Vilnius. 289

tra due mercanti di legname, mand un carrettiere con lo shamash da Reb Avraham-Shaye a chiedere la sua assistenza. Ma i due ritornarono con un rifiuto. Allora il rabbino and di persona a chiedere aiuto, ma Reb AvrahamShaye si rifiut ancora. Le sue suppliche di non fargli richieste di quel tipo furono cos accorate che Reb Yakov Hacohen Lev non insist pi e rinunci al caso perch non riusciva a prendere una decisione. Lincidente infastid il rabbino di Valkenik, ma unaltra volta Reb Avraham-Shaye lo irrit anche di pi. Un gioved mattino nuvoloso un macellaio arriv di corsa da Reb Avraham-Shaye. Aveva macellato un bue ed il bue aveva delle aderenze nellintestino. La cosa lo rendeva non kosher? Il rabbino di Valkenik era propenso a dire che fosse kosher, ma aveva paura a dichiararlo da solo senza il suo assenso. Reb Avraham-Shaye vide che il macellaio respirava affannosamente per la corsa e le sue mani e piedi tremavano per le perdite finanziarie che avrebbe potuto avere. Cos rispose subito che sarebbe venuto. Ma prima che potesse indossare il soprabito e prendere il bastone, era cominciato a piovere. Forse dovremmo aspettare che smetta di piovere? chiese il macellaio. Ma il rabbino rispose che avrebbero camminato sotto agli alberi e che non si sarebbero bagnati. Era una pioggia leggera e presto sarebbe cessata, I due uomini camminarono per un po senza parlare. Quando la pioggia cess cos improvvisamente come era cominciata, Reb Avraham-Shaye disse al macellaio ansioso: Vedete, un uomo deve aver fede. Il sole sta gi splendendo e quando arriveremo alla shtetl, anche i nostri vestiti si saranno asciugati. Il rabbino di Valkenik non credeva ai suoi occhi quando vide arrivare Reb Avraham-Shaye, e per giunta a piedi. Reb Avraham-Shaye sedette in silenzio con il mento appoggiato sul suo bastone per qualche minuto e ascolt il discorso del rabbino sulle aderenze dellanimale. Kosher sussurr, come se rispondesse amen alla benedizione di qualcuno. Reb Yakov Hacohen Lev aveva pensato che Reb Avraham-Shaye si sarebbe addentrato nei sacri testi con lui, e si sarebbe immerso in analisi profonde riguardo al problema, e che avrebbe cercato una via duscita ed invece lui esprimeva la sua decisione seccamente, senza alcuna esitazione. Il denaro di un Ebreo prezioso anche per me, specialmente quello di un uomo povero, ma voi non avete ascoltato tutti i miei dubbi. Io non voglio somministrare carne non kosher ad unintera comunit sbott il rabbino di Valkenik. Reb Avraham-Shaye si alz in piedi e rispose con serenit. Ma la sua voce era un po pi alta del normale, come se temesse che il venerabile rabbino non ci sentisse bene. Vi potete basare sicuramente solo sulla vostra opinione anche in casi pi
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difficili di questo. Ma siccome avete detto che avevate dei dubbi, accettate la mia concordanza con la vostra decisione che lanimale assolutamente kosher. Al colmo della gioia per esser stato salvato da una grande perdita, il macellaio accompagn Reb Avraham-Shaye per la shtetl e gli chiese di aspettare un po mentre cercava un carrettiere per riportarlo a casa. Prima di venire nella foresta il rabbino di Valkenik gli aveva detto: Andate e buona fortuna. Per quanto ne so io quello non si far immischiare. Cos lui era venuto praticamente senza speranza, e per questo non aveva preso un carrettiere. Adesso per che lo lasciasse cercare qualcuno per portarlo indietro. Reb AvrahamShaye sorrise apertamente, e quando sorrideva i baffi, le guance e gli angoli della bocca si muovevano. Quello che faccio non dovuto alla santit o allorgoglio. Dobbiamo imparare dai nostri patriarchi e dai nostri profeti come comportarci. Il profeta Samuele fece giurare e testimoniare gli Ebrei: Il bue di chi ho preso, e lasino di chi ho preso? volendo dire che lui non aveva preso n il bue, n lasino. Pensate che il profeta Samuele volesse che la gente cantasse le sue lodi per non essere entrato di notte in una stalla a rubare un bue o un asino? Si sent risuonare forte la risata allegra di Reb Avraham-Shaye. La verit che probabilmente il profeta Samuele doveva decidere su questioni di aderenze molto spesso, ma che dopo uno di questi giudizi non permetteva a nessuno di bardare una asino per portarlo a casa. Il rabbino ringrazi il macellaio per averlo accompagnato e part. Con le grosse braccia che gli penzolavano ai fianchi, il macellaio segu con lo sguardo Reb Avraham-Shaye finch questi non svan tra gli alberi, lasciando il sentiero di sabbia dorata desolato nel silenzio radioso di sole.

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Era la prima estate che gli studenti della yeshiva passavano nella shtetl, e per questo non avevano ancora incontrato lautore di Le Visioni di Abrahamo. Pensarono che quelluomo non avesse niente da discutere con dei semplici balebatim, ma che certamente volesse passare un po di tempo con degli studiosi di Torah. La prima persona che lo volle incontrare fu Shye Lipnishker. Shye consult tutti i libri della bet-medresh, ma non riusc a trovare uno dei volumi di Reb Avraham-Shaye. Cos immediatamente formul una
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domanda difficile: Se in un luogo di studio uno trova il Talmud babilonese19, il Talmud gerosolimitano19, i lavori di Maimonide20, lArba Turim di Rabbi Yakov21, ed il Shulchan Aruch di Joseph Caro22, ma non trova niente di Reb Avraham-Shaye, un segno che gli studenti possono vivere tranquillamente senza di lui. E allora com che viene considerato un super arbitro e scuote il mondo?. Il genietto corse fuori dalla bet-medresh, and in piazza del mercato ed entr dentro il negozio di Reb Hirshe Gordon urlando: Avete qualche libro di Reb Avraham-Shaye Kosover?. Il genero del rabbino si era chiesto anche lui le ragioni della grandezza di Reb Avraham-Shaye Kosover, e quando era andato a Vilnius a comprare tessuti, aveva anche comprato i libri dello studioso. Shye Lipnishker, con il pacco dei libri presi in prestito, and alla bet-medresh per studiarseli. Per ventiquattrore sfogli i volumi, poi si precipit fuori dalla shtetl nella foresta. Si mordeva le labbra con i suoi denti storti e giallastri, agitava le mani e sgridava se stesso: Stupido! Sordo!. La sua mente ribolliva con venti risposte per una domanda e venti domande per una risposta. Respingeva tutte le idee di Reb Avraham-Shaye, rifiutava tutto, disapprovava tutte le sue interpretazioni, riduceva tutto a nulla, finch non si perse nel fitto bosco. Inciamp nei ceppi, rimase intrappolato in radici sporgenti, ma alla fine, pi per le sue intuizioni da studioso, che per i suoi occhi storti, trov il cottage del rabbino e si precipit dentro al cortile. Tornato nella bet-medresh, sempre pi eccitato, grid agli studenti che lo circondavano: Ho parlato con lui dieci minuti, quindici minuti, venti minuti, venticinque minuti. Ho confutato le sue interpretazioni del Talmud, di Maimonide, dellintero Shulchan Aruch. Mi ha ascoltato fino alla fine, non ha detto niente, poi mi ha risposto: Forse avete ragione voi, non ricordo a memoria che cosa dice il Talmud e non ricordo neanche che cosa ho detto io. In generale difficile per me discutere questioni talmudiche. La gente della yeshiva era sorpresa e perplessa; Yoel Uzder invece se la rideva. Reb Avraham-Shaye un uomo intelligente, pensava. Non vuole discutere con i matti. Ma passer con me del tempo a studiare sussurr ai ragazzi pi giovani, e and a casa del rabbi vestito come quando aveva fatto
19. Ci sono due Talmud, il cosiddetto babilonese e il cosiddetto gerosolimitano, scritti in epoche differenti e con non poche differenze tra loro. 20. Rabbi Moshe Ben Maimon, solitamente chiamato Rambam. 21. Yaakov ben Asher (1270 - Toledo 1340), chiamato anche Baal ha-Turim ovvero Autore del Tur, la sua maggiore opera, lArba Turim. 22. Joseph ben Ephraim Karo, o Caro, o Qaro, (1488 1575) autore dellultima grande codificazione della Legge Giudaica, la Shulchan Aruch. 292

visita alla sua promessa sposa. Afferr il suo bastone a met e lo tenne lontano dal corpo, come se portasse un lulav e un etrog. Camminava lentamente, facendo attenzione a non impolverarsi le scarpe. Strada facendo ponderava bene le sue domande e le sue risposte come si addiceva ad un giovane adulto posato. Torn alla bet-medresh allo stesso modo: non aveva neanche un briciolo di polvere sul vestito, non una piega o una macchia sul cappello. Per la sua fronte era molto sudata. Proprio come non era capace di girare la testa senza muovere tutto il corpo, Yoel Uzder non poteva inventare una bugia. Yoel raccont tutta la verit: Reb Avraham-Shaye lo aveva lasciato parlare fino in fondo e gli aveva risposto come a Shye Lipnishker, ovvero che non sapeva a memoria ci che dice il Talmud e che non ricordava neanche quel che aveva scritto lui nei suoi libri. Ma nonostante ci, non era rimasto in silenzio, gli aveva anche parlato di questioni mondane. Gli aveva chiesto per quanto aveva studiato a Kletsk, perch se ne era andato, e quanto a lungo pensava di rimanere a Valkenik. Ma siccome io so leggere tra le righe, io sapevo esattamente dove voleva arrivare disse Uzder a voce alta. Forse voleva un paio di zloty in prestito da te? dissero scherzando i ragazzi della yeshiva. No, voleva sapere perch non mi ero ancora sposato. Lanziano giovanotto si port un dito alla tempia e corrug la fronte come faceva quando doveva decidere se fare un prestito ad un amico. Il terzo visitatore alla fabbrica di pece fu Reb Menachem-Mendl Segal, che era ritornato a Valkenik tardi nel semestre, dopo Lag-BaOmer. Aveva sentito parlare molto di Reb Avraham-Shaye a Vilnius e lo aveva visto diverse volte, ma non aveva mai parlato con lui. Stavolta Reb Menachem-Mendl non voleva parlare di questioni di Torah, ma voleva avere un consiglio. Sotto gli alti pini il basso rosh-yeshiva pareva anche pi piccolo, quasi un bambino, un nanetto. Pi dentro alla foresta, soffici ombre bluastre erano sopra la coperta verde scuro degli aghi di pino, come se la notte fosse ancora in agguato. Dovunque si girasse Reb Menachem-Mendl, i tronchi cotti dal sole emanavano un pungente odore di balsamo nel calore soffocante. Il sentiero sabbioso, odorante di polvere secca, si snodava lungo la foresta, dove luccicavano, circondati da piccoli giardini verdi, capanni bianchi di contadini. In uno spazio vuoto riempito di legname, un contadino stava piantando chiodi nel tetto del suo capanno. I colpi secchi risuonavano fieramente, come volessero risvegliare la zona circostante dalla brezza insonnolita del mezzogiorno. Le nuove travi scortecciate del nuovo capanno profumavano dolcemente e brillavano al sole. Ma mentre Reb Menachem-Mendl camminava tranquillo lungo il sentiero, non vedeva n sentiva niente. Anche se uno lo avesse fermato per dirgli che era stato scoperto un nuovo continente
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popolato da creature strane, lui avrebbe sospirato: Perch me lo fai sapere? Mi fai perdere tempo per lo studio della Torah. Il mondo del Talmud sufficiente per me. Ed anche se Reb Menachem-Mendl era preoccupato per la sua situazione, certamente non era dellumore giusto per foreste, sentieri o capanni dei contadini. In mezzo al cortile cera un grosso tavolo con due lunghe panche. Reb Avraham-Shaye era sdraiato su una di esse, con la faccia rivolta al sole. Non cerano libri sulla tavola. Gli occhi del rabbino erano chiusi. Solo la fronte arcuata e grinzosa ed il sorriso radioso testimoniavano che era concentrato su un argomento della Torah. Quando si accorse che unombra gli stava oscurando il sole, apr gli occhi e vide il suo minuscolo visitatore, che si era intrufolato da lui timidamente come un passero verso delle briciole offerte. Un momentaneo fremito dimpazienza pass sulla faccia di Reb AvrahamShaye. Sospir esasperato e si alz per salutare il visitatore. Mentre i due uomini erano in piedi luno davanti allaltro, Reb MenachemMendl si present. Disse al rabbino dove aveva studiato da giovane e poi aggiunse che dopo il suo matrimonio era in miseria perch costretto a vendere accessori per calzolai. Poi il suo vecchio amico di Navaredok, Reb Tsemakh Atlas, era venuto a salvarlo e lo aveva portato a Valkenik a insegnare il Talmud nella yeshiva locale. Ma il suo stipendio durante linverno non era sufficiente per lui l, e neanche per sua moglie e suo figlio a Vilnius. Era evidente che non poteva portare la famiglia a Valkenik come Reb Tsemakh gli aveva assicurato sarebbe stato in grado di fare. Quando era andato a casa per Pesach, sua moglie gli aveva chiesto di rimanere a Vilnius e ricominciare a fare il negoziante. Ma ormai, allinizio dellinverno avevano chiuso il piccolo negozio, e questo implicava che avrebbe dovuto comprare una nuova fornitura di materiale o cercare un settore di affari diverso. Ma lui prima di tutto era un cattivo uomo daffari, e poi non aveva i soldi per ricominciare da capo, e infine, non voleva proprio rimettersi in affari e non essere in grado di prendersi un paio di ore libere durante il giorno per studiare la Torah. E cos, dopo una lunga discussione era riuscito finalmente a convincere sua moglie che la situazione della yeshiva sarebbe migliorata durante lestate e lui sarebbe stato in grado di portare lei ed il bambino a Valkenik. Cos lei alla fine aveva accettato che lui se ne tornasse l. Ecco perch era tornato a Valkenik cos tardi dopo Lag-BaOmer. Ma aveva trovato la yeshiva in una situazione peggiore di quella dellinverno. Da una parte cerano nuovi studenti, sia giovani che adulti, Ma dallaltra parte la gente locale adesso pagava meno di quanto servisse a mantenere gli studenti e i roshi-yeshivot. Cos non sapeva proprio cosa fare: se stare a Valkenik o tornare a Vilnius.
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Durante il mormorio triste e prosaico di Reb Menachem-Mendl, che sembrava una lamentosa preghiera del mattino, Reb Avraham-Shaye ascolt attentamente, con i grandi e gentili occhi blu cielo spalancati. Poi si distese nuovamente sulla panca, premette il mento sul bordo del tavolo, e fece cenno al visitatore di sedersi sullaltra panca. Se voi tornaste a Vilnius, potrebbe qualcuno sostituirvi nellinsegnamento del Talmud nella yeshiva? Era andato a chiedere un consiglio Reb Menachem-Mendl, certo, ma in cuor suo si aspettava che il famoso gaon gli facesse una ramanzina sui suoi dubbi e lo incoraggiasse a rimanere con la Torah. Invece gli aveva semplicemente chiesto se fosse disponibile un sostituto, nel caso che lui tornasse ai suoi affari a Vilnius. Adesso come adesso non so di nessuno che mi possa rimpiazzare. La verit che noi abbiamo bisogno di un terzo rosh-yeshiva, ma poich Valkenik non pu, o non vuole, supportare due roshi-yeshivot, come potremo pensare al terzo? Ho sentito dire che la locale yeshiva segue la tradizione di Navaredok, e so che le grosse yeshivot Navaredker mandano i loro studenti anziani a insegnare nelle piccole yeshivot. Perch non venuto nessuno da uno dei centri ad aiutarvi? Il nostro capo, Reb Tsemakh Atlas, non in buoni rapporti con il centro principale in Nareva, dove lui ha studiato, e cos loro non mandano nessun giovane lerner ad aiutarci rispose Reb Menachem-Mendl, convincendosi che siccome Reb Avraham-Shaye era solito risolvere problemi difficili, le sue domande andavano proprio al centro del problema. E perch il capo della yeshiva non in buoni rapporti con il centro di Nareva? Reb Menachem-Mendl esit a rispondere, ma alla fine disse che Reb Tsemakh Atlas aveva sposato una donna di una famiglia di liberi pensatori e si era sradicato dal Musar per un certo periodo. Per questo la yeshiva di Navaredok gli serbava rancore, anche se successivamente aveva lasciato la sua ricca casa e aveva fatto di Valkenik un luogo di studio della Torah. Reb Menachem-Mendl cap di non aver dato a Reb Avraham-Shaye una risposta soddisfacente. Il problema daltronde era difficile anche per lui: perch i Musarnik non perdonavano uno che si pentiva? Perch Nareva non voleva far pace con Reb Tsemakh Atlas? So che Valkenik si a lungo spaccata per la scelta di un rabbino. Non che ci ha distolto gli studenti dallo studio della Torah? chiese Reb Avraham-Shaye.
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Reb Menachem-Mendl ancora una volta si stup della velocit con la quale Reb Avraham-Shaye capiva una situazione, e cominci ad aprire il suo cuore. Durante linverno, a dire il vero, alcuni ragazzi della yeshiva erano stati distolti dallo studio della Torah. Erano corsi ad ascoltare i sermoni dei candidati rabbini. E persino gli studenti pi diligenti non avevano potuto trovare un posto tranquillo nella bet-medresh; in ogni angolo cerano balebatim a discutere di rabbini. Forse era stato un errore stabilire una yeshiva in una shtetl spaccata dalle controversie. Reb Menachem-Mendl sospir. Arrabbiato con Tsemakh Atlas per avergli fatto rinunciare ai suoi affari ed averlo trascinato in una piccola shtetl, aggiunse con irritazione che anche nel fondare la yeshiva, il rosh-yeshiva non aveva dato segno di essere molto responsabile. Domani sar nella shtetl per far visita al nuovo rabbino, ed allora verr anche alla yeshiva. Reb Avraham-Shaye si alz dalla panca e si scus per non esser stato seduto. Era solito rilassarsi cos da diversi anni ormai; trovava pi facile respirare stando sdraiato. Con le mani incrociate sul petto e la testa gettata indietro, accompagn il suo ospite al cancello del cortile. Avete sentito i miei vicini affilarsi il becco e scuotere le ali? Non si lamentano. Il rabbino indic il nido di cicogne sullalto camino bianco della fabbrica di una volta e rise allegro. Gli occhi tristi di Reb Menachem-Mendl lo fissarono con stupore. Incredibile si disse Pensa alle cicogne!. Ma alla sua domanda se tornare a Vilnius o rimanere a Valkenik lautore di Le Visioni di Abrahamo non aveva dato risposta.

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Lautore di Le Visioni di Abrahamo verr nella bet-medresh domani e probabilmente far una lezione sul Talmud. Gli Ebrei di Valkenik per questo avranno un maggior rispetto della yeshiva e forse aumenteranno il loro supporto, o perlomeno pagheranno senza ritardi. Reb Menachem-Mendl annunci la buona notizia al capo della yeshiva. Ma il capo della yeshiva aggrott le ciglia e rispose con irritazione che non gli importava che lo studio nella yeshiva gli facesse buona impressione e che non credeva che i bottegai di Valkenik aumentassero il loro supporto di un groschen per il fatto che un grande studioso facesse visita alla yeshiva. Era invece pi preoccupato per gli studenti, sia i vecchi che i giovani, che andavano da questo villeggiante per spaccare il capello in quattro con lui, come se quella fosse la cosa pi importante.
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E quale dovrebbe essere la cosa pi importante per i ragazzi della yeshiva, se non studiare la Torah e discutere questioni di Torah? chiese sorpreso Reb Menachem-Mendl. La cosa pi importante per loro lavorare e faticare per diventare uomini dal carattere nobile e retto. Bahya ibn Pakuda, autore di I Doveri del Cuore, e Luzzatto, autore di I sentieri della Rettitudine, anche loro si opponevano a queste vuote sottilizzazioni disse Tsemakh, esplodendo di rabbia. Fin dalla vostra giovent in Navaredok, Reb Menachem-Mendl, siete stato religioso in modo ingenuo! Ma nella battaglia con il proprio yetser-hore uno deve essere intelligente. Sapete che cosa dicono i Musarnik: Una scimmia religiosa. Io appartengo ancora alla generazione dei Musarnik di Navaredok che si ucciderebbero per migliorare il proprio carattere. E non ho rinunciato ad una vita normale solo per far s che i miei studenti possano mostrare la loro virt con belle interpretazioni. Le mani di Reb Menachem-Mendl tremavano di rabbia a sentire Reb Tsemakh parlare con tanto disprezzo dello studio della Torah e degli studiosi della Torah. Avrebbe voluto dirgli che era un discorso dettato dallinvidia e che lui era irritato dal fatto di non esser diventato un lerner importante e di non poter forse nemmeno fare una lezione di Talmud agli studenti anziani di una piccola yeshiva. Avrebbe anche voluto chiedergli perch tanti anni di studio del Musar e tutto quel fervore di Navaredok non gli avevano evitato lo sporco desiderio di sposare una bella donna di una famiglia ricca e di libero pensiero. Ma era lingenuamente religioso Reb Menachem-Mendl, come lo aveva apostrofato Tsemakh, che poteva soffocare la sua rabbia meglio che tutti i vecchi Musarnik e che riusciva a non lasciarsi sfuggire tutto quello che gli passava per la mente. Ma in un certo senso, parl con pi amarezza e rancore di quanto fosse solito, Non ho ancora visto nessun segno della bont e delle grandi conquiste dei vostri studenti e dei vostri seguaci. In ogni modo voi sapete che fin da quando abbiamo studiato assieme a Navaredok, come avete appena detto voi stesso, io ho insistito a faticare giorno e notte sopra il Talmud e i sui suoi commentari. Oggigiorno anche le grandi yeshivot di Navaredok in Nareva, Mezritsh23 e Pinsk sostengono limportanza dello studio. Se il vostro metodo differente, non avreste dovuto portarmi nella vostra bet-medresh. E dato che siamo nellargomento, potrei dirvi che non avevate il bench minimo diritto di farmi chiudere il mio negozio e venire qua, se non eravate sicuro che io sarei stato in grado di portare la mia famiglia. Quale Codice di Leggi vi ha detto che potevate gettare al vento mia moglie e il bambino solo perch
23. Citt oggi in Plonia, ha il nome di Midzyrzec. 297

avevate bisogno di un assistente rosh-yeshiva ? Io ero certo che i balebatim locali mantenessero la promessa di prendersi cura dei roshi-yeshivot, per questo vi ho persuaso a venire rispose Tsemakh con veemenza, e aggiunse con un falso sorrisetto: anche possibile che, se aveste chiesto consiglio prima a Reb Avraham-Shaye, lui vi avesse consigliato di non fare linsegnante. Dato che lui tiene tutto per s il suo sapere sulla Torah, molto probabile che vi avrebbe detto di fare lo stesso voi. questo il modo di parlare di un gaon, di un santo? replic Reb Menachem-Mendl, anche pi arrabbiato dite che Reb Avraham-Shaye tiene tutto il suo sapere sulla Torah per s? E cosa dire dei suoi libri? Tutti possono imparare da quelli. E lui non guadagna un groschen da essi. Se un cliente gli manda pi del costo del libro, lui restituisce immediatamente il denaro in pi. E inoltre non cerca onori. Nessuno dei suoi libri porta il suo nome. Ma in ogni caso tutti sanno chi lautore, e cos il suo onore non diminuito per niente dal fatto che il nome non sia sui libri. Al contrario, in tal modo, oltre a ricevere onori per la sua acutezza, viene anche lodato per la sua modestia. Tsemakh rise con stizza. I libri non sono studenti, Reb Menachem-Mendl. Per gli studenti uno apre il cuore e lanima. Uno studente non pu mai imparare tanto da un libro quanto pu imparare da un insegnante. E permettetemi una domanda: pensate che sia modesto un uomo che titola il suo libro Le Visioni di Abrahamo quando lui si chiama proprio Abrahamo e induce la gente a chiamarlo quello de Le visioni di Abrahamo? Crede davvero questo Reb Avraham-Shaye Kosover di aver afferrato la verit della Torah nella sua visione, come il nostro padre Abraham ha percepito la Presenza Divina nella sua Visione? La discussione tra i due rosh-yeshiva aveva luogo nella bet-medresh, accanto alla Bimah. Reb Menachem-Mendl aveva tenuto il gomito sinistro appoggiato al corrimano per tutto il tempo, tanto che cominciava a fargli male, ma non riusciva a distogliere lo sguardo dallamico; guardava Tsemakh in preda al terrore, come se fosse capitato improvvisamente davanti ai cancelli dellinferno. Tsemakh continu a spostare il peso del corpo da una allaltra delle sue lunghe gambe fino a quando la sua rabbia svan; aveva vomitato tutto quello che non era riuscito a trattenere e ora si rimproverava talune osservazioni indiscrete. Ma daltra parte disse non ho niente in contrario alla visita di Reb Avraham-Shaye alla yeshiva. Bisogna dire a tutti gli studenti di essere nella bet-medresh domani in modo che egli possa vedere il gruppo al completo. Forse, come avete detto, potrebbero scaturire anche dei benefici dalla visita.
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Tsemakh si morse la lingua con odio verso se stesso per aver parlato cos ossequiosamente. E per quanto riguarda la vostra famiglia, non posso fare niente per far mantenere la parola ai balebatim. Ma volentieri vi ceder la met del mio stipendio, cos che abbiate qualcosa in pi da mandare a casa per vostra moglie e per vostro figlio. Io non devo mandare denaro a casa. La met del mio stipendio mi baster. Dio me ne guardi! Non prender un centesimo da voi disse Reb Menachem-Mendl, scrollando le spalle, e i due amici si separarono con un senso di estraneit. La notizia che Reb Avraham-Shaye veniva a visitare la yeshiva port unaria di festa in un giorno feriale. Tutte le panche erano occupate. Cappelli, yarmulke e berretti ondeggiavano sopra i Talmud. Yoel Uzder stavolta aveva rinunciato al suo principio di non aver niente a che fare con gli studenti pi giovani. Stava davanti a due leggii accostati, con un piede su ciascuna delle tavole in basso, e muoveva le braccia come un orso attaccato da un branco di cani. I giovani studenti lo assalivano con domande sul Talmud, ma Yoel urlava pi forte che la loro supposizione era sbagliata fin dallinizio! Shye Lipnishker andava in giro in lungo e in largo per la bet-medresh parlando con se stesso e gesticolando con le dita: linterpretazione era esattamente lopposto di quella presentata da Reb Avraham-Shaye. Era questa linterpretazione che offriva? Bella roba! Melekhke Vilner andava dietro a Reb MenachemMendl, facendogli dozzine di domande, ed era molto mortificato che il suo maestro non gli rispondesse. Ma Menachem-Mendl non aveva pazienza con il ragazzo, per il momento. Se ne andava da unestremit allaltra della betmedresh, come un suocero alla vigilia del matrimonio, e ogni tanto lanciava unocchiata trionfante verso langolo dove era il capo: che vedesse Reb Tsemakh con che fervore studiavano i ragazzi della yeshiva quando stavano aspettando un grande esperto di Talmud. Seduto dietro il suo leggio di preghiera, Tsemakh sent venirgli un sorriso freddo agli angoli della bocca, come uno sente il ghiaccio formarsi tra i baffi. Accanto ai ragazzi della yeshiva, vide che cerano anche Ebrei pi anziani di Valkenik seduti intorno al tavolo presso il muro occidentale che aspettavano Reb Avraham-Shaye. Avendo sentito dire durante la preghiera del mattino che lautore di Le Visioni di Abrahamo sarebbe venuto alla yeshiva, i balebatim avevano lasciato i loro negozi per essere presenti quando lui avrebbe discusso la Torah con gli studenti. Reb Avraham-Shaye era un uomo che si nascondeva al mondo, ma il mondo gli correva dietro. Era per questo, perch i suoi studenti si prostrassero davanti allautore di nuovi libri, come se i vecchi non fossero pi sufficienti, era per questo che Tsemakh viveva una
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vita miserabile lontano da casa? A Lomzshe Tsemakh non aveva avuto paura di ammonire i suoi ricchi cognati e i loro clienti; qui non osava neanche dire al povero Reb Menachem-Mendl che cosa pensasse dei lerner arroganti. E avrebbe dovuto anche stare attento a ci che diceva, parlando con Reb Avraham-Shaye, quel supposto lamed-vovnik24. Appena qualcuno nella bet-medresh annunci che Reb Avraham-Shaye era nella via della sinagoga, Chaikl Vilner scivol fuori nellatrio. Da quando lui ed il padre erano andati nella casa dei Vorobey, aveva passato pi tempo a casa che nella yeshiva tutto per colpa della figlia della baleboste ed era rimasto indietro nello studio del trattato Kiddushim25, che tutti stavano studiando in quel semestre. Per questo non voleva esser presente quando gli studenti avrebbero pilpulizzato26 con il visitatore avrebbero potuto constatare quanto era rimasto indietro. Dallatrio and nella stanza laterale e guard dalla finestra Reb AvrahamShaye che camminava per la strada deserta. Il rabbino indossava un cappotto grigio chiaro lungo fino alle ginocchia e teneva in mano un bastone. A testa bassa, camminava lentamente, come se contasse i ciottoli con il bastone. Un fornaio, che indossava un lungo tallit-katan, senza nessuna giacca, sedeva sotto il suo portico con tutti e due i piedi sopra una panca, riposandosi dopo una dura notte passata a impastare ed a cuocere. Vedendo chi stava arrivando salt in piedi. Ma Reb Avraham-Shaye non lo not e continu per la sua strada, con unespressione serena sulla faccia, come se fosse felice per il sole e per la melodia talmudica che risuonava dalla bet-medresh. Ma come not Chaikl, invece di girare verso la yeshiva, Reb Avraham-Shaye continu gi per la collina verso la casa del rabbino. Il nuovo rabbino, Reb MordekhaiAaron Shapiro, venne fuori nel suo portico a salutarlo. Non vecchio, quarantacinque anni, forse solo quaranta. E invece io pensavo che un gaon dovesse essere un vecchio con la barba grigia, pensava Chaikl, doppiamente irritato: era indietro negli studi per colpa della figlia della baleboste, e si vergognava di farsi vedere alla lezione di Reb AvrahamShaye, perch non poteva mostrare la sua bravura nello studio. La via della sinagoga era immersa nella sonnolenza del mezzogiorno. Raggi di sole sbattevano sui muri imbiancati, sulle tegole dei tetti e sui portici.
24. Lamed-vov, oltre che i nomi di due lettere dellalfabeto, denota anche il numero 36 (30 + 6). Lamed-vovnik si riferice allora ai 36 giusti che, secondo la tradizione ebraica, salvano il mondo. Usato qui, ovviamente, in tono ironico. 25. Trattato del Talmud che fa parte dellordine Nashim. 26. Neologismo creato, dal termine yiddish per denotare lattivit consistente in discussioni sottili e, per alcuni, inutili, sulla Torah ed il Talmud. 300

Chaikl guard una finestra blu scuro, mezza chiusa, laltra met coperta da una tenda colorata. Fiss uno steccato verde intorno ad una casetta e due bricchi da latte di terracotta messi ad asciugare a testa in gi sopra due pioli. Un uomo usc dalla sua casa e si ferm in mezzo alla strada, come se il languore del sole di mezzogiorno lo avesse ipnotizzato e non riuscisse a ricordare dove volesse andare. Da un cancello dallaltra parte della strada, una mucca spinse fuori la testa bruna con macchie bianche e fiss luomo in silenzio. Allaltro lato della via della sinagoga, dove passava la strada principale, pass il carretto di un contadino, lasciando una nuvola di fumo dietro di s. Chaikl fiss ancora un camino quadrato sormontato da un tettuccio tondo. Contempl un albero alto dietro una casa; le sue foglie verde chiaro sopra i rami sottili gli ammiccavano. Guardando tutte queste cose, non si accorse che Reb Avraham-Shaye stava uscendo dalla casa del rabbino. Chaikl lo vide solo quando la sua barba e il suo cappello attraversarono la finestra della stanza laterale. Chaikl attese un paio di minuti, pi che sufficienti perch il visitatore entrasse nella bet-medresh, e quindi lasci la stanza laterale, irritato con se stesso per dover scappare come un bambinetto del cheder. Ma dallanticamera Chaikl vide che Reb Avraham-Shaye era ancora fuori, sul primo gradino e guardava in basso il suo bastone. Alcune locali baleboste se ne stavano ai lati dellentrata; avendo sentito dire dai loro mariti che il gaon in vacanza stava venendo alla bet-medresh, erano corse fuori per vederlo. Le donne parevano sorprese e non capivano perch il rabbi non entrasse nella bet-medresh. Capendo immediatamente che il rabbi non voleva passare da solo tra le donne, Chaikl salt fuori e si mise spalla contro spalla con il visitatore; quindi i due insieme passarono tra le due file di donne e si fermarono nellanticamera. Reb Avraham-Shaye, con le guance abbronzate dal sole, aveva un naso da falco come Reb Tsemakh Atlas, ma non cos grande o cos fortemente aquilino. La sua barba un po riccia, con una lucentezza morbida e dorata, non era cresciuta uniforme, ma pi sotto il mento che altrove, come se anche la barba volesse nascondersi alla gente e non sembrare quella di un famoso lerner. Siete della yeshiva? chiese sorridendo, con i suoi denti belli bianchi splendenti sotto i baffi. S sono della yeshiva? rispose Chaikl, con lo sguardo fisso sul rabbi. Reb Avraham era di bassa statura, not Chaikl, ma aveva spalle larghe, mani forti, e dita grosse. Gli studenti sono cos immersi nei loro Talmud che sarebbe un peccato distogliere la loro attenzione. In quale classe siete? Il Vilner disse che era un allievo di Reb Menachem-Mendl, sentendo un improvviso bisogno di confidarsi con il rabbino. Non ho formulato nessu301

na nuova interpretazione nei miei studi sul Talmud questa estate balbett. Uno non obbligato a formulare nuove interpretazioni, disse il visitatore ridendo gentilmente. strano, pens Chaikl, era un autore di libri, eppure non dava importanza alle nuove interpretazioni. Chaikl si fece ancora pi sincero: In verit ho studiato molto poco questestate. I miei amici sanno molto pi di me. Se non avete studiato, non potete essere accusato di non sapere scherz il rabbino, che poi si fece serio probabilmente conoscerete il passo talmudico che afferma che quando lOnnipotente cre il mondo, us la Torah come guida per la creazione. La verit della Torah lunica verit in tutto il mondo. E allora perch non avete studiato?. Ho portato qui mio padre per una vacanza e ho dovuto occuparmi di lui disse Chaikl, ma sapeva di mentire; non aveva studiato per unaltra ragione. Poi, pensando che non fosse degno di lui difendere se stesso, scosse con impazienza la testa e disse, come si addiceva ad un vero Navaredker: Anche se la verit della Torah la sola verit, uno pu conoscere questa verit, ma non seguirla. Si pu capire la verit in unora, ma per seguirla uno deve combattere per tutta la vita. questo un vostro pensiero originale? chiese il rabbino stupito. Lho sentito dire dal nostro rosh-yeshiva, Reb Tsemakh Atlas. Si pu conoscere la verit in unora, ma per seguirla si deve combattere tutta la vita. una bella massima mormor Reb Avraham-Shaye Kosover. Improvvisamente spunt nelle sue guance una rossore giovanile e i suoi occhi brillarono astutamente mentre guardava il giovane: una buona massima, ma non ha niente a che vedere con il fatto di stare a studiare. Se non avete fretta di tornare da vostro padre, venite nella betmedresh. Lentamente si avvi alla porta e Chaikl lo segu.

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La breve visita alla casa del nuovo rabbino aveva provocato una grande angoscia a Reb Avraham-Shaye, anche se non lo fece vedere quando arriv alla bet-medresh. Reb Mordekhai-Aaron Shapiro lo aveva invitato nel soggiorno, aveva citato qualche epigramma del Midrash, e gli aveva offerto t e biscotti. Reb Avraham-Shaye aveva rifiutato il cibo, dicendo che era atteso nella yeshiva e non poteva passare molto tempo a casa del rabbino. E aggiunse immediatamente: Bisogna ricordare ai balebatim di pagare il loro contributo settimanale. Gli stipendi non sono sufficienti per i rosh-yeshiva e loro non possono portare a Valkenik le loro famiglie. Reb Mordekhai-Aaron si tir la barba e rispose: Ho sentito parlare molto di uno dei due rosh-yeshiva, Reb Tsemakh Atlas. Ha studiato a Navaredok con mio figlio e con mio genero. Se fossi stato io il rabbino qui, quando venne a fondare la sua yeshiva-katana, non gliela avrei fatta fare a Valkenik. Tsemakh Lomzsher, come chiamato da quelli di Navaredok, non ama la Torah, n gli studiosi della Torah. Il visitatore spalanc le braccia dallo stupore, come se chiedesse se era possibile per un rosh-yeshiva non amare la Torah. Ora avete fretta di andare alla yeshiva, e quindi non c tempo per parlare. Quando verr a trovarvi alla vostra casa di vacanza vi dir il resto disse Reb Mordekhai-Aaron accompagnando il suo ospite nel portico. Reb Avraham-Shaye era irritato dal fatto che il rabbino avesse cominciato parlando male del capo della yeshiva. Ed anche il bacio inaspettato quando si erano salutati lo aveva irritato. Reb Avraham-Shaye non amava labitudine rabbinica di baciarsi ed abbracciarsi ad ogni incontro e ad ogni saluto. E difatti, anche se incontrava uno studioso dopo una lunga separazione, si limitava ad una stretta di mano. Si vergognava a mostrare i propri sentimenti ed era in imbarazzo quando qualcun altro esibiva i propri verso di lui, specialmente in un caso come questo, poich non aveva mai incontrato prima il rabbino di Valkenik, e questo gli aveva gi promesso una visita per parlargli male di qualcuno. Appena entrato nella bet-medresh, Reb Avraham-Shaye vide Reb Menachem-Mendl corrergli incontro felice. Un momento dopo, lalto e riservato capo della yeshiva si avvicin e gli strinse la mano. Aveva sperato che laspetto del rosh-yeshiva fosse tale da demolire i commenti calunniosi su di lui del rabbino di Valkenik. Ma laspetto fiero di Reb Tsemakh fu subito come una coltellata al cuore. Reb Avraham-Shaye sent anche che la stretta di
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mano di Reb Tsemakh era forte e autoritaria, calda e secca. Unombra pass sopra la faccia di Reb Avraham-Shaye, le narici si dilatarono e la paura balen nei suoi occhi. Subito ritrasse la mano come se avesse toccato un forno caldo o si fosse punto un dito. Certi che il visitatore avrebbe fatto una lezione di Talmud, gli studenti avevano preparato un leggio per lui tra la Bimah e lAron Kadesh. Appena entrato, gli studenti balzarono fuori da tutte le parti per prendersi un posto il pi vicino possibile al leggio. La zona tra lAron Kadesh e la Bimah era piena di lerner, che, con i cappelli sulla nuca stavano gi drizzando le orecchie e aggrottando le fronti, pronti ad ascoltare nuove interpretazioni e a porre domande. I due studenti pi anziani, Yoel Uzder ed il genietto Shye Lipnishker, si fecero largo a gomitate, e fra loro due si mise uno dei pi giovani, Melekhke Vilner. Avido ed ansioso come un giovane lupo, voleva arrotarsi i denti ponendo la prima domanda. Ma Reb Menachem-Mendl venne subito fuori ed annunci: Il nostro distinto ospite ha chiesto che tutti voi torniate ai vostri Talmud e non perdiate tempo per il vostro studio. Non ha intenzione di fare alcuna lezione di Talmud. I giovani della yeshiva sedettero dietro i loro leggii e guardarono Reb Avraham-Shaye che cominciava ad andarsene, accompagnato dai due roshiyeshivot. Ad un certo punto si ferm alla panca dove studiavano quelli che avevano iniziato da poco e si sedette accanto ad un giovane allievo con la faccia pallida e due grandi occhi neri. I ragazzi intorno fecero silenzio e guardarono il rabbi che guard dentro il Talmud e chiese al giovane di recitare dal punto dove si era fermato. Vedendo che il rabbi era piccolo e doveva mettere gli occhi miopi, la barba e perfino il naso dentro il Talmud per vedere le grandi lettere, il giovane non ebbe pi paura e cominci a recitare: I nostri rabbini pensano che se un uomo dice ad una donna: Fidanzati con me per cento fiorini e se lei li prende e li getta nel mare o nel fuoco o in qualunque altro posto dove siano perduti, lei non da considerare fidanzata. Il ragazzo aveva cantillato velocemente, come se stesse correndo per vincere una scommessa. Sei studioso e canti bene, ma devi imparare a soffermarti su ogni parola e non correre. Reb Avraham-Shaye rise e si alz in piedi. Non era sua abitudine fare il ganascino a un allievo o accarezzargli la testa, ma la sua faccia splendeva e un sorriso si aggirava tra i suoi baffi. Pass tra una fila di piccole teste giovani, tutte con i cernecchi e si ferm accanto a Melekhke Vilner, che aveva spostato avanti il suo leggio. Oh, Melekhke, come stai? disse Reb Avraham-Shaye felice, come fossero vec-

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chi amici. Baruch HaShem27 rispose Melekhke, e guard i ragazzi intorno a lui con occhi scintillanti, in modo da far notare loro che Reb AvrahamShaye e lui grazie al Signore erano vecchi amici. Meravigliato, Reb Menachem-Mendl sbatt gli occhi e chiese al visitatore come facesse a conoscere Melekhke. Come faccio a conoscerlo? venuto a trovarmi e mi ha fatto delle domande. Sono a malapena riuscito a fermarlo. Gli occhi blu di Reb Avraham-Shaye ridevano e tutti intorno sorrisero anche loro. Solo Reb Tsemakh -Atlas rimase dietro il gruppo e aggrott le ciglia con ansia anche maggiore. Appena il visitatore e i suoi accompagnatori si ritirarono, gli studenti pi giovani circondarono Melekhke. Anche se era cresciuto e un po maturato ed era in grado di leggere un capitolo del Talmud, Melekhke era ancora considerato solo un bambino viziato e uno spaccone che si era intrufolato in mezzo a persone pi grandi perch lo interrogassero sul Talmud e lo coccolassero. I suoi amici non riuscivano a capire perch non avesse detto loro che era andato a trovare Reb Avraham-Shaye. Melekhke rispose che era andato a trovare Reb Avraham-Shaye per discutere la Torah con lui e che gli aveva fatto una dozzina di domande sopra la prima pagina del trattato Kiddushim. Cos Reb Avraham-Shaye gli aveva detto: Vieni in casa mia, apriremo la mia copia del Kiddushim e studieremo la materia assieme, cos potrai chiedere tutto quello che vuoi. E cos avevano studiato la pagina assieme, e tutte le sue domande avevano trovato una risposta. Quando uscirono dalla stanza, Reb Avraham-Shaye lo aveva portato alla finestra di fronte al bosco e gli aveva detto: Salta fuori! Vediamo se sei capace di saltar fuori da una finestra cos agilmente e velocemente come sai fare domande. Melekhke apr le braccia come un vecchio studioso della Torah e concluse: Poich non ho avuto nessuna nuova interpretazione del Kiddushim da lui, che cosa cera da raccontarvi? Come sono saltato fuori dalla finestra nel bosco, o come saltato lui dopo di me?. Gli studenti pi anziani si aspettavano che Reb Avraham-Shaye, dopo che aveva finito con i giovani, andasse da loro. Il rabbi in effetti voleva passare un po di tempo con gli studenti anziani della yeshiva, ma andando avanti avvertiva sempre pi nettamente linsoddisfazione del capo della yeshiva per la sua visita. Cos inaspettatamente disse ai roshi-yeshivot che si era fermato solo un po, e che ora se ne andava. Tsemakh Atlas, che fino ad allora aveva seguito il visitatore in silenzio, incominci improvvisamente a parlare. Aveva una luce fredda negli occhi e un sorriso sgarbato sul viso:
27. Letteralmente Benedetto sia il Nome, espressione ebraica che significa pi o meno Grazie a Dio. 305

gli studenti della yeshiva avrebbero dovuto andare tutti insieme a casa sua a pilpulizzare, ed allora il loro viaggio sarebbe stato utile. Il tempo tolto allo studio della Torah per il lungo viaggio verso la mia casa e ritorno annullerebbe ogni guadagno che avrebbero potuto ottenere ascoltandomi disse Reb Avraham-Shaye, guardando il proprio bastone. Potreste venire alla yeshiva una volta la settimana? chiese Reb Tsemakh, con la faccia rigata da profonde rughe verticali che esibiva uno strano sorriso. Un carrettiere vi verrebbe a prendere e vi riporterebbe a casa, e cos vi risparmiereste la camminata avanti e indietro dalla foresta alla shtetl. Di che cosa state parlando, Reb Tsemakh? Reb Menachem-Mendl url, rendendosi conto che il capo volesse dimostrare che il rabbino in vacanza si teneva per s tutta la Torah. Pretendete che un uomo respiri e si prenda tutta la polvere sopra un carretto in un giorno caldo destate? Non lo sapete che Reb Avraham-Shaye non sta bene? Infatti sarebbe difficile per me venire alla shtetl una volta alla settimana rispose Reb Avraham-Shaye, con la faccia rossa per limbarazzo, come faceva sempre quando qualcuno faceva cenno ai suoi problemi cardiaci. Il capo della yeshiva non disse altro. Ma col suo portamento eretto e riservato, le labbra chiuse e le mani dietro la schiena, mostrava anche pi impudenza che con le sue parole. Gli angoli della bocca, il naso, il mento, perfino le palpebre di Reb Avraham-Shaye si contraevano e tremavano nervosamente. Per un minuto rimase fermo, con la testa china, come se ascoltasse le profondit oscure e segrete del silenzio del capo della yeshiva. Ma quando rialz la testa, la sua faccia brillava di nuovo della tranquillit del bosco allalba, quando passeggiava tra gli alberi con il tallit sulle spalle. Buona giornata disse, volgendo la testa al rosh-yeshiva. La sua voce e i suoi gesti erano gentili, concilianti e misurati, come se si stesse allontanando dal letto di un uomo in delirio che non si poteva contraddire, per non farlo agitare anche di pi. Dietro la Bimah, Reb Avraham-Shaye si ferm un attimo vicino a Chaikl e disse di essersi dimenticato di chiedergli il nome. Chaikl, Chaikl Vilner il mio nome balbett quello e guard con tristezza il visitatore che usciva dalla bet-medresh. Dopo un paio di minuti Reb Tsemakh era accanto a Chaikl, implorandolo come se il giovane dovesse salvarlo da una grande calamit. Mamma mia, Vilner, che cosa vi successo? Durante linverno eravate esigente ed eravate un esempio per gli altri. Ora, tutto a un tratto, vi siete lasciato andare. O arrivate tardi o non arrivate per niente alle lezioni. Arrivate in ritardo anche alle preghiere e non studiate pi con entusiasmo il Musar. Non posso studiare con entusiasmo il Musar. Perch non credo pi che
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il Musar mostri chiaramente alluomo una strada nella vita replic Chaikl con langoscia nel cuore, e torn al suo Talmud sul suo leggio. Vide che Reb Tsemakh, in piedi in mezzo alla bet-medresh, sembrava un uomo che si era perso in una regione selvaggia e che non sapeva pi dove andare. Lo studente sent che anche il suo rosh-yeshiva non aveva trovato la tranquillit e la consapevolezza con le quali guidare gli altri. Chaikl nascose la faccia tra le mani e pens a Reb Avraham-Shaye, che lo aveva incantato con semplici parole e con un caldo sorriso. Ma per quanto fervorosamente chiudesse gli occhi e si aggrappasse estaticamente a pensieri religiosi, i caldi occhi della figlia della baleboste lo infiammavano, ed era ben conscio che ci lo avrebbe distolto dalla Torah e dal Musar. Reb Avraham-Shaye era allaltro capo della via della sinagoga e ancora chiedeva al suo accompagnatore di Chaikl Vilner, e Reb Menachem-Mendl aveva molto da raccontare su di lui. Era una testa calda e pieno di s come un galletto dalla cresta rossa. Ecco perch era capace di rispondere seccamente, perfino maleducatamente. Non era ancora riuscito a togliersi dallanimo la via dei macelli di Vilnius dove era cresciuto. Certo, era un giovane di talento, capace di afferrare subito il cuore di un problema, ma di tanto in tanto si perdeva in pensieri e non ascoltava, o non capiva una parola di quello che gli si diceva. Lo scorso inverno aveva studiato sodo e aveva approfondito il Musar. Questestate aveva smesso di studiare il Talmud e la sua passione per il Musar era svanita. Avete ragione, molto pieno di s. Reb Avraham-Shaye rideva piano, andando dietro al suo bastone, lentamente. Lasciarono la via della sinagoga e svoltarono nella via principale verso il bosco. Le finestre delle case sui due lati della strada erano mezze chiuse per proteggersi contro il sole accecante. Allaltro capo del ponte che attraversava il sinuoso fiume Meretshanke28, un lattoniere sedeva davanti alla sua officina, riposandosi. Vedendo il rosh-yeshiva con la sua lunga gabardine grigia e il rabbi in vacanza col suo logoro cappotto lungo fino al ginocchio, lartigiano tozzo e con la faccia affumicata si alz in piedi guardando i due uomini bassi. Reb Menachem-Mendl fece un cenno col capo al lattoniere e Reb Avraham-Shaye si rese conto che qualcuno li stava salutando. Ci vedo molto poco, praticamente sono cieco. Senza occhiali non posso vedere chi sta venendo verso di me e non so a chi accennare col capo un saluto disse, irritato con se stesso, e si ferm in mezzo alla strada per salutare. Shye Lipnishker deve esser persuaso a andar fuori e fare una passeggiata ogni giorno. La sua diligenza pu avere effetti negativi sulla sua salute. E
28. Probabilmente il fiumiciattolo sinuoso che scorre vicino a Valkininkai. 307

sarebbe utile ai suoi studi se passasse pi tempo a riflettere. Non penso che sia possibile persuaderlo a fare questo rispose Reb Menachem-Mendl. Si rese conto che Reb Avraham-Shaye non approvava le sottigliezze esagerate del Lipnishker. Ma Reb Menachem-Mendl era preoccupato per la stessa domanda che turbava tutti gli studenti della yeshiva di Valkenik. Shye Lipnishker e Yoel Uzder hanno detto che avete ascoltato i loro commenti sui vostri libri ed avete risposto che potevano aver ragione. Sono venuti per confutare, non per domandare, e allora ho detto loro che avevano ragione. Reb Avraham-Shaye sorrise. In ogni caso, Yoel Uzder sicuramente un lerner. Ma un peccato che sia ancora scapolo. Bisogna trovargli una moglie adatta. Ma voi mi avete accompagnato abbastanza e avete fatto di pi di quello che vi era stato chiesto. Per favore, non ve la prendete, ma non avete ancora risposto alla mia domanda se devo rimaner a Valkenik a dare lezioni di Talmud o tornare dalla mia famiglia a Vilnius e riprendere a fare il mercante. Reb MenachemMendl si ferm a testa bassa, sentendosi depresso. Reb Avraham-Shaye fiss a lungo la strada, come se volesse trovare la risposta nella sabbia. Non era preoccupato per il suo onore, ma conosceva bene la sua posizione tra gli studiosi di Torah della Lituania. Non aveva mai incontrato un lerner che gli si fosse rivolto con cos poca riverenza come Reb Tsemakh Atlas. Nel complesso il rosh-yeshiva pareva un uomo difficile, capace di litigare, anzi che amava la lite. Se era veramente un Musarnik cos duro e perverso, che studiava poco la Torah, allora Reb Menachem-Mendl non doveva andarsene, perch senza di lui la loro yeshiva sarebbe andata in pezzi o avrebbe generato eresie. Ma daltro canto, la sua impressione sul capo della yeshiva, poteva esser stata falsata dalleffetto della calunnia che aveva sentito. In breve, avrebbe dovuto attendere che il nuovo rabbino gli facesse visita e che, come aveva promesso, gli fornisse informazioni pi dettagliate di Reb Tsemakh Atlas. Non facile consigliare ad un padre di famiglia di lasciare la moglie ed il figlio; e non facile neanche consigliare a un lerner di lasciare un posto dove si studia la Torah. Lasciatemici pensare rispose Reb Avraham-Shaye, dopo aver riflettuto a lungo e piantando il bastone nella sabbia. Mandatemi il vostro allievo Chaikl gioved, non disturbatevi a venire voi, e non dite niente agli studenti. Vi risponder in un modo che solo voi sarete in grado di intendere. Poi il rabbi si volt e prese il piccolo sentiero tra gli alti pini.

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Reb Mordekhai-Aaron Shapiro pass molto tempo nella casa di vacanza di Reb Avraham-Shaye. Bevve del t, cit massime rabbiniche, parl dei suoi anni della giovinezza a Volozhin29, e raccont al suo ospite perch era stato vantaggioso per lui venire a Valkenik da Shishlevits. Fu solo poco prima di andarsene, comunque, che cominci a parlare a lungo di cosa gli avevano raccontato suo figlio e suo genero intorno a Reb Tsemakh Atlas: aveva rotto il fidanzamento con una ragazza di una famiglia religiosa per sposarne una di famiglia di liberi pensatori; quando i suoi amici erano venuti a tentare di persuaderlo a ritornare sulla retta via, aveva risposto che si preoccupava solo delle mitsvot tra luomo ed i propri simili; e aveva detto che non cera neanche bisogno della Torah: uno poteva essere un uomo giusto seguendo i dettami della sua ragione. In breve, a Nareva, dove aveva studiato, si diceva di lui che non era mai stato un osservante scrupoloso delle mitsvot, e che diceva sempre agli studenti di compiere buone azioni e non preoccuparsi di essere religiosi e di pregare e di studiare. Insomma di lui, a Nareva, si diceva che semplicemente non aveva fede nel Dio di Israele. Non credevano neanche al suo pentimento. Se tu gli facevi notare che dopo tutto aveva lasciato una famiglia ricca, ed era diventato il capo di una yeshiva in una piccola shtetl, quelli ti rispondevano che non cera da meravigliarsi: aveva studiato Musar cos a lungo che non poteva pi nemmeno provare gioia nei piaceri del mondo! Reb Mordekhai-Aaron Shapiro cerc con le dita tra i peli della sua barba grigia un commento talmudico appropriato per terminare la visita con una bella frase, ma per quanto si strappasse la barba, non riusc a tirarne fuori nessun epigramma della Torah; e per quanto ripetesse in breve non riusc ad abbreviare le osservazioni sul capo della yeshiva. Mio figlio e mio genero lo hanno frequentato per vari anni. Alla vigilia della mia partenza per Valkenik mi hanno detto di esser prudente, di star lontano da lui. Da una parte, capace di dedicare la sua vita ad una causa; dallaltra un uomo esacerbato, capace di diventare un implacabile nemico. Perci temo che possa perseguitarmi, anche perch lui un residente qui ed io sono un nuovo arrivato. Ecco perch ho pensato che dovevo parlarvene, in modo da farvi capire perch non voglio immischiarmi nelle politiche della locale yeshiva, ed in modo che sappiate come gestirlo. Sono sicuro che ter29. Citt oggi della Bielorussia, sede di una famosa yeshiva. 309

rete ci come cosa estremamente confidenziale, altrimenti potrebbe rivelarsi pericolosa per me. Dopo questa visita Reb Avraham-Shaye passeggi a lungo nel cortile, dicendosi: Ovviamente questo Reb Tsemakh Atlas un uomo complicato. Certamente onesto, ovvero un uomo che fa solo ci che crede debba esser fatto. I suoi amici di Navaredok, il figlio ed il genero del rabbino, hanno ammesso che lui pu dedicarsi totalmente ad una causa. Se non crede in Dio e nella sua Torah, perch dovrebbe allora una persona come lui travestirsi da Ebreo religioso con barba e cernecchi e gestire una yeshiva? In ogni caso, possibile che anche un uomo onesto possa dedicarsi a qualcosa nella quale non crede pi, solo perch si sacrificato molto per questa convinzione e non ha altro da fare. Un ragazzo con le guance piene di peluria e lunghi cernecchi corse incontro a Reb Avraham-Shaye con una Torah tra le mani. Il ragazzo voleva rileggere una parte di essa con suo zio. Il rabbino, che trascorreva sempre le vacanze con sua sorella e i figli di lei, si sdrai, come era abituato, sulla panca vicino al tavolo nel cortile, mentre il nipote sedeva sullaltra panca cantando dolcemente il testo ebraico: Dio disse ad Abrahamo: lech lecha30, vai a te stesso.... Con il mento appoggiato sul bordo della tavola, Reb Avraham-Shaye ascoltava la voce argentea del giovane che cantava i versetti della Torah, ma aveva Reb Tsemakh Atlas davanti ai suoi occhi il suo sguardo fiammeggiante, il suo gesticolare, il suo modo di parlare. Che fosse un uomo litigioso, uno che non era daccordo sulla necessit di faticare nello studio del Talmud e dei suoi commentari, sembrava vero. Ma se nei suoi discorsi avesse svilito linsegnamento della Torah, o se addirittura avesse proclamato i suoi dubbi sullesistenza del Creatore, nessuno degli studenti religiosi sarebbe rimasto zitto, specialmente uno come Reb Menachem-Mendl. Il ragazzo si ferm nel mezzo della parashat lech lecha; Reb AvrahamShaye apr gli occhi e vide un visitatore: Chaikl Vilner. Buongiorno! Reb Menachem-Mendl mi ha detto che dovrei ricevere un messaggio da voi disse Chaikl, chiedendosi come mai un gaon si mettesse a studiare lo Chumash con un ragazzo, come un melamed in una cheder. Vai, Berele, Vai in casa. Finiremo la parashat dopo disse lo zio al nipote. Berele prese lo Chumash e corse in casa. Per far s che Chaikl portasse a termine la missione, Reb MenachemMendl gli aveva detto che Reb Avraham-Shaye aveva scelto proprio lui.
30. Significa Vai a te stesso, ed la frase famosa che segna la nascita, con Abrahamo, del popolo ebraico. 310

Reb Menachem-Mendl aveva poi chiesto a Chaikl di venir via non appena avuta la risposta da Reb Avraham-Shaye, in modo da non far perdere al rabbino tempo prezioso per studiare. Ma Reb Avraham-Shaye invit Chaikl a sedersi: Riposatevi un po, sarete stanco per la camminata. Chaikl si sedette sullaltra panca, e, come era successo nel loro primo incontro nellanticamera della bet-medresh, sent il bisogno di parlare con il rabbino sinceramente e in confidenza: Non sono per niente stanco. Non ho neanche fatto caso alla distanza che ho percorso. Non ero mai stato in questa foresta prima dora e non avevo capito quanto fosse bella. Mentre camminavo, pensavo: avrei potuto non mettere mai piede nei boschi di Valkenik e non aver mai scoperto quanto sono belli. Al mondo esistono fitte foreste e montagne inaccessibili coperte di ghiaccio e di neve. La gente dice che ci sono stelle che non si riescono a vedere neanche con un telescopio. Non sappiamo quante sono, n come sono fatte. Come possiamo sostenere che tutto stato creato apposta per luomo, perch lo usasse e vedesse le meraviglie del Creatore, se luomo non sa niente dei miliardi di stelle, di cime di monti coperte di ghiaccio, e di fitte foreste? Allora aveva ragione Maimonide quando diceva che il mondo non fu creato per luomo, ma fu ordinato dal Creatore nella sua saggezza. La Saggezza Suprema cre ogni cosa per la sua stessa esistenza. Avete sentito dire ci dal capo della yeshiva, o lo avete letto voi stesso in Maimonide? chiese Reb Avraham-Shaye. Il giovane filosofo si sent offeso: doveva per forza imparare tutto dal capo della yeshiva? Shye Lipnishker e Yoel Uzder erano corsi qui per mostrare le loro capacit nel ragionamento sul Talmud, e cos anche lui poteva mostrare la sua conoscenza della filosofia. Chaikl rispose di averlo letto in Guida per i perplessi, che suo padre aveva nella libreria. Sapeva che uno non era autorizzato a studiare filosofia fino a quarantanni perch avrebbe potuto perdersi. Ma lui era certo che non sarebbe stato danneggiato. Il loro capo della yeshiva non parlava mai di filosofia, parlava invece continuamente delluomo e dei suoi difetti. Lui era convinto che il mondo fosse costituito da una minoranza di grandi uomini ed una maggioranza di piccoli uomini. Ma lui non era daccordo. Certo vi erano uomini eccezionali, ma non eraassolutamente daccordo sullidea che il mondo fosse costituito da grandi e piccoli uomini, come gli alberi della foresta. Ha ragione il vostro capo yeshiva, non voi Reb Avraham-Shaye sorrise sotto i baffi la gente non solo divisa come gli alberi nella foresta, ma gli uomini sono divisi in grandi e piccoli come le galosce.
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A Chaikl non piacque il parallelo tra uomini e galosce, ma apprezz il fatto che Reb Avraham-Shaye lo ascoltasse, e continu, con eccitazione: Tutti dicono che anche un grande uomo ha spesso piccoli difetti. Reb Tsemakh dice invece che un grande uomo pu avere solo grandi difetti, non piccoli, e che la sua grandezza evidente anche nei suoi difetti. Ci fu un peccatore e corruttore pi grande di Re Geroboamo31? Persuase le dieci trib a inchinarsi davanti ai vitelli doro che aveva messo su in Bet-El32 e Dan33. I nostri saggi dicono che Dio gli dicesse: Pentiti, ed io, tu e David ben-Ishai33 passeggeremo insieme nel Giardino dellEden. E Geroboamo chiese: Ma chi sar il primo?. E quando La Divina Provvidenza disse che il primo sarebbe stato David, Geroboamo si rifiut di pentirsi, perch non volle esser secondo a Re David. Reb Tsemakh trae una morale da questa storia. Ogni persona sensibile, ogni mercante avrebbe capito limportanza di essere il secondo nel Giardino dellEden, in compagnia di Dio e di Re David, piuttosto che essere il primo nellinferno. E anche Geroboamo capiva questo non meno del pi scaltro mercante. Tuttavia egli prefer la dannazione allinferno piuttosto che essere secondo nel mondo che verr, proprio come non aveva voluto essere secondo in questo mondo. Un grande uomo, dice il nostro rosh-yeshiva, soprattutto un uomo di grandi sentimenti: egli grande e forte anche nei suoi difetti, non piccolo e debole. Anche il Talmud ci insegna: pi luomo grande, pi grande il suo yetser-hore. Ha ragione il vostro rosh-yeshiva disse con calma Reb Avraham-Shaye dallaltro capo del tavolo, poi fece immediatamente silenzio. Cap che non doveva preoccuparsi per far parlare il visitatore. Pure, io non capisco il nostro rosh-yeshiva. Da un lato, considera Geroboamo un grande uomo solo perch era noto per il suo orgoglio e la sua sensualit. Ma dallaltro ha un disprezzo assoluto per tutti i balebatim, tutti i mercanti, ed anche i semplici Ebrei che compiono buone azioni, se cercano un po di onore o se hanno comunque un altro motivo per compiere buone azioni. Reb Tsemakh non smette mai di dirci che il miglior risultato di Navaredok rispettare il principio che il verme impuro del secondo fine non deve infilarsi nelle nostre buone azioni. Il male peggiore, dice Reb Tsema31. Fu il primo re del regno di Israele, separato da quello di Giuda dopo la morte di re Salomone. Geroboamo divenne nelle scritture, specificatamente nei Libri dei Re, il modello negativo cui fa riferimento il cronista biblico nellesemplificare il comportamento negativo di quasi tutti i re di Israele fino alla estinzione del regno. 32. Citt biblica del Regno di Israele. 33. Davide figlio di Yishai, secondo Re dIsraele. Lepisodio pi famoso riguardante Davide quello dello scontro con Golia. 312

kh, essere infettati dal proprio interesse egoistico. Gli uomini nobili lo interruppe Reb Avraham-Shaye curano che le loro buone azioni siano prive di interesse personale, ma le buone azioni non perdono di validit per la presenza di interesse personale. Su questo punto non hanno ragione il vostro rosh-yeshiva e Navaredok. Fa male a qualcuno se un balebit dona legna da ardere alla bet-medresh e in cambio vuol esser chiamato a leggere la Torah?. Nella sostanza capisco Reb Tsemakh. disse Chaikl Il suo punto di vista che un uomo deve essere grande nelle buone azioni, come Re Geroboamo lo fu in cattive azioni. Per non posso persuadermi a disprezzare i miei genitori solo perch sono negozianti. Chaikl si pieg sulla tavola verso il rabbi, che alz la testa e ascoltava. Mio padre era un melamed. Ma dopo che si ammal smise di gestire un cheder, e mia madre si mise a fare la fruttivendola. Se mia madre deve andare da qualche parte e mio padre la sostituisce, si mette a vendere di pi ed a prezzi pi alti. Mia madre dice che le baleboste hanno rispetto della barba bianca di mio padre, cos comprano di pi e discutono meno sul prezzo. A mia madre fa piacere che mio padre si fermi al negozio per un po quando va alla bet-medresh, perch in tal modo i passanti possono vedere che, nonostante lei sia una povera fruttivendola, suo marito un Ebreo ben istruito. Se una baleboste le chiede se quelluomo suo padre, lei risponde che suo marito, ed allora mio padre si arrabbia con lei per aver detto la verit. Si vergogna che sua moglie sia molto pi giovane di lui. La voce di Chaikl si era ora ridotta ad un sussurro dalle precedenti grida e si zitt, agitato e arrabbiato con se stesso. Che cosa stava blaterando? Reb Avraham-Shaye avrebbe potuto anche ridere di lui e chiedergli che centrava tutto questo. Ma invece di ridere o di fargli domande, Reb Avraham-Shaye tir fuori di tasca una scatola di metallo contenente un paio di occhiali. Se li mise su lentamente e guard il giovane con un sorriso gentile, appena visibile. Chaikl non sapeva perch il rabbino si fosse messo gli occhiali, ma sent che poteva continuare a dire ci che aveva in mente, anche se non cerano idee brillanti nelle sue osservazioni. Ero in casa del vecchio rabbino di Valkenik quando questi part per Erets Israel, e poi mi sono unito al resto della shtetl per accompagnarlo alla stazione ferroviaria. I balebatim con i capelli grigi non smettevano di piangere. Se ci ripenso mi tremano ancora i fianchi. Poi pensai, e lo penso ancora, che cera un segreto nel pianto degli anziani, che un uomo capisce solo quando diventa vecchio. Anche se non so la natura del segreto, so che c un segreto. Ecco perch non mi piace che il nostro rosh-yeshiva parli sempre di
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grandi uomini di spirito e disprezzi il mondo di tutti i giorni. Quanti anni avete? Reb Avraham-Shaye stava sempre fissando il giovane con la faccia rotonda, le spalle grosse e gli occhi blu sognanti. Ho diciassette anni, ma so di sembrare pi vecchio. La gente non crede che abbia solo diciassette anni. Hanno ragione, sei pi vecchio. Forse tua madre ti ha registrato ufficialmente due anni dopo la nascita scherz Reb Avraham-Shaye. Si tolse gli occhiali e li rimise nella scatola di metallo. Chaikl, vieni in casa con me a prendere un t coi biscotti. Chaikl era contento che lautore de Le Visioni di Abrahamo scherzasse con lui, gli parlasse intimamente, e lo chiamasse col nome di battesimo. Passarono dalla stanza da pranzo ed entrarono in una stanza separata, nel mezzo della quale vi era una lunga tavola piena di libri. Due brandine di ferro erano vicine ai muri. Le finestre guardavano una collina coperta di pini e altra vegetazione, che rendeva pi buia la stanza. Chaikl rimase impressionato dal fruscio dei pini e dallo stretto spicchio di cielo tra i rami. Immagin di essere in una grotta segreta di un santo nascosto. Un silenzio religioso aleggiava ovunque. Ma Reb Avraham-Shaye Kosover non pareva affatto un estatico cabalista in una grotta. Invit il giovane a sedersi e gli chiese se preferiva lo zucchero granulato o a zollette. Chaikl salt su dicendo che no, no, non aveva sete, che non voleva t e che non voleva rubargli altro tempo dallo studio della Torah. Se ne doveva andare subito. Ma Reb Avraham-Shaye gli disse di rimanere dove era e usc dalla stanza. Il Vilner si guard intorno e vide una rete di raggi di sole. Intrecciati con le ombre dei rami dei verdi pini, i raggi di sole sventolavano e ondeggiavano sul muro con eterea riservatezza e con silenziose vibrazioni gli dicevano: quel santo gaon che perde tempo con te, non potrebbe immaginare che tu perdi tempo tutte le sere standotene nel giardinetto con la figlia della baleboste a sbaciucchiarsi... Chaikl si distolse dal muro e cominci a guardare i libri sul tavolo. A quel punto era pronto a sgattaiolare fuori dal cottage e sparire. Ma il rabbino apparve subito al suo fianco, con un bicchiere di t in una mano e un piatto di dolcetti nellaltra. Il t preso da un thermos e non neanche molto caldo. Pos tutto sul tavolo e si sdrai sul lettino vicino alla finestra.

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Reb Avraham-Shaye era sdraiato su un fianco, le mani sotto il mento. Le guance erano tirate, due profonde rughe solcavano in lunghezza la fronte allattaccatura del naso, le ciglia erano fortemente serrate, e Chaikl non riusciva a gustare i biscotti allo zucchero e il t dolce. Poi la faccia del rabbino cambi improvvisamente. Parl lentamente, chiaramente, mentre i suoi occhi duri e penetranti fissavano qualcosa in lontananza. Mi hai detto prima che il capo della yeshiva parla sempre dei difetti della gente. Ma la continua ricerca dei difetti di s e degli altri pu talvolta portare i difetti in superficie. Le caratteristiche negative sono dentro di noi, a volte chiuse e inattive. Se le tocchi, le provochi, queste tirano fuori la testa e cominciano a mordere come piccole bestie arrabbiate. A volte si pu spingere un uomo a migliorare considerandolo un uomo migliore. Allora lui si sforza di dimostrare che davvero un uomo migliore. Ma se un uomo sensuale o irascibile si accorge che gli stai guardando dentro, e specialmente se lo provochi, questo non si sforza pi di superare i suoi difetti e di apparire una persona migliore. E spesso una persona pu persuadersi a migliorare cercando in se stesso le virt e non i difetti. Ogni uomo un villaggio di Ebrei buoni e cattivi, e di molte inclinazioni buone e cattive. Allora noi dapprima dobbiamo valutare quando utile iniziare una lite e quando non lo . Talvolta il pi grande difetto cercare i difetti in te stesso. Allimprovviso davanti alla finestra che guardava la collina, apparve Berele con le guance pelose. A fianco della finestra cera un altro ragazzo con un gran doppio mento, e un momento dopo apparve un terzo piccolo birbante: questo era il pi minuto dei tre, con tenere labbra rosse e una fossetta sotto il naso. Tutti e tre, con gli yarmulke sulla testa rasata e grossi e fitti cernecchi, fissavano incuriositi lo straniero. Dal suo letto lungo il muro Reb AvrahamShaye non riusciva a vedere i suoi tre nipoti, ma si accorse che la stanza semibuia era diventata ancora pi buia e ud i loro sommessi bisbigli. Scoppi a ridere e tutti e tre i birbanti scomparvero dalla finestra, cinguettando come le rondini che volavano sotto lalta cupola della vecchia sinagoga di Valkenik. Reb Avraham-Shaye spinse la schiena contro il muro, respirando con affanno, dapprima sommessamente, poi con un gemito: Ogni tanto sento una fitta al cuore e mi lamento spieg e continu pi debolmente Come un uomo viene assalito dallorgoglio perch ammira le sue virt reali o immagi315

narie, allo stesso modo assalito dalla disperazione e dal senso di inferiorit se pensa sempre ai suoi difetti, veri o immaginari. Il mondo una tavola imbandita per le feste e luomo intelligente vuole godersela. Ma i desideri impuri deviano la voglia di saggezza. Perci solo lo studio della Torah il modo sicuro e certo di prevalere sopra i desideri corporali. Linfatuazione di se stessi e la ricerca di vari piaceri, specialmente di quelli proibiti, sono profondamente radicati nella natura umana. Non possono essere sradicati completamente senza che luomo stesso sia distrutto in questo processo. Il modo giusto per perfezionare il proprio carattere non quello di strappare i desideri innati da se stessi, ma di renderli migliori e pi belli. Un uomo razionale non si tormenta per estirpare la propria passione per lonore; semplicemente non si aspetta di ricevere lonore dalle masse. Invece che dai rumorosi inseguitori di onori o dispensatori di onori, egli vuole essere riconosciuto dagli uomini di cultura, anche da quelli che non sono pi al mondo. Vuole che quelli, dallaltro mondo, approvino i suoi pensieri e le sue decisioni qui, in questo mondo. Un uomo non deve gridare a se stesso giorno e notte che non si deve amare se stessi. Lasciamo che uno ami se stesso, s, ma in modo intelligente, attraverso lamore per la saggezza e per la Torah. Accanto alloceano luomo si sente insignificante. Ma vicino alla Torah, che pi grande delloceano, luomo non si sente insignificante, perch grande come la sua comprensione della Torah. La Torah libera dallorgoglio e dallira luomo sensibile e istruito: lo rende modesto e paziente; lo ispira a ricercare il miglioramento spirituale e non i volgari piaceri fisici. Provare ad estirpare da se stessi i desideri primitivi solamente con la forza di volont e con lo studio nelloscurit dei libri Musar, pu solo portare al risultato opposto: far diventare pi forti i desideri primitivi, proprio come le ombre aumentano nella bet-medresh, quante meno luci ci sono. Urlare e studiare il Musar ad alta voce per tirar fuori lo yetser-hore efficace come spazzare via le nubi con una scopa. Ma quando le luci della Torah e della saggezza sono accese nella propria mente, le nuvole spariscono da sole. Il Creatore del Mondo e la sua Torah credono nelluomo molto di pi dei Musarnik di Navaredok disse Reb Avraham-Shaye soffocando il riso, mentre si osservava attentamente le unghie. Esattamente il contrario di quello che dice il nostro capo della yeshiva esclam Chaikl con allegria bambinesca Reb Tsemakh dice che non si devono considerare belle o interessanti le caratteristiche negative, che invece devono essere totalmente estirpate. E se uno non studia il Musar non pu essere assolutamente sicuro che lo yetser-hore non penetri anche nel suo faticoso studio quotidiano della Torah, come un verme scava allinterno di una
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bella mela. Infatti stato proprio su questo argomento che il nostro capo della yeshiva ha fatto un bellissimo discorso laltro ieri. Ha parlato del superbo uomo virtuoso che studia la Torah per se stessa e rifiuta gli onori. Ma anche se rifiuta gli onori e non si cura affatto di quello che la gente dice di lui, si accorge che il mondo lo riconosce, in ogni caso, ed ha un grande rispetto per lui. Allo stesso modo, il santo continuer a rifiutare gli onori, vivr in povert e far tutto per ottenere il paradiso. Ma silenziosamente, forse senza dirlo neanche a se stesso, si ricorder che non deve distruggere la propria reputazione di santo. Ha iniziato solamente per la Torah, ha cominciato in solitudine: in silenzio, nascosto al mondo intero, ha cominciato come un servo di Dio. Ma poich il mondo comincia a battere il sentiero che porta a lui, contro la sua volont, ed egli diviene famoso, si ricorda che deve stare attento alla sua fama e a non uscire dai limiti dei sacri muri che si auto imposto, per tema che la sua reputazione di uomo di grande modestia e di uomo sacro e puro possa essere danneggiata. Il giovane Musarnik non si rendeva conto che il suo dito era puntato contro Reb Avraham-Shaye, mentre lui bolliva e schiumava di rabbia per lo stesso fuoco di Reb Tsemakh, parlava con le sue stesse parole, ed usava gli stessi suoi gesti. Non aveva capito di chi e di che cosa il suo capo aveva parlato. Gli piaceva lo zelo ed il fervore di Reb Tsemakh e la sua abilit a tirar fuori e accrescere la forza spirituale di un uomo. Quando il capo yeshiva ha fatto questo discorso? chiese Reb AvrahamShaye. Sulla sua faccia erano comparse delle macchie rosse. Ieri laltro, il giorno dopo la vostra visita alla yeshiva replic Chaikl con ardore e divenne ancora pi veemente, gesticolando con le mani: Reb Tsemakh recentemente ha fatto anche un discorso sulla fede. Per quanto possiamo avere una cattiva opinione sullo scettico, ha detto, lo scettico non un buono a nulla ed meno piccolo ed insignificante di un sensuale che ha bisogno di un Dio per avere il piacere di peccare. Questo sensuale non avrebbe i suoi piaceri mondani se non credesse che esiste un altro mondo. Mentre pecca, la sua pelle trema dalla paura che possa perdere laltro mondo; ma si consola dicendo che ci sar tempo per rimediare. Non c da preoccuparsi, si pentir poi. E quando si pente, prova piacere nel percuotersi il petto e nel dire io ho peccato e prova piacere per le sporche lacrime che versa nella confessione. Il sensuale prova gioia anche nel digiuno. Infatti, felice se pensa che sar flagellato nel mondo che verr fin tanto che non privato della speranza che dopo il prescritto numero di frustate e di altre punizioni staccher un grosso pezzo di carne del Bue del Paradiso, e berr una brocca di vino messianico...
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Basta! Non ce la faccio pi! Reb Avraham-Shaye lanci un improvviso grido amaro e pieno dangoscia e subito scoppi in una tenera e triste risata. Chiuse gli occhi e pens: Quel Reb Tsemakh Atlas, con il suo portamento eretto e i pensieri acerbi, senza dubbio un uomo rovinato. Si tortura ed risentito con gli altri perch non ha fede. Ma soffre in silenzio cos che nessuno lo sa; nei discorsi agli studenti non rivela i suoi dubbi. In ogni caso, tentare di rimuoverlo dalla yeshiva che ha fondato potrebbe distruggerlo, Dio non lo voglia. Per non ci si dovrebbe fidare a fargli guidare un posto dove si studia la Torah. Menachem-Mendl deve rimanere con lui. Questo cos sempliciotto che pare proprio non capire il suo amico. Mi dicesti, Chaikl che tutti i vecchi balebatim piansero tanto quando il rabbino di Valkenik part per Erets Israel, e tu capisti che c un segreto che un uomo scopre solo nella sua vecchiaia. Dato che sono molto pi vecchio di te, ti riveler quel segreto. Reb Avraham-Shaye parlava con gli occhi incredibilmente luminosi e radiosi. I balebatim piangevano per il grande amore per la Torah e per la tristezza che il rabbino che aveva studiato la Torah con loro stesse partendo. Di sicuro avrai visto Ebrei in un bagno di lacrime a un funerale, o ad un elogio funebre per uno studioso di Torah, anche se non lo avevano mai conosciuto ed anche se questo era morto ad una venerabile et, ottantanni, talvolta anche novanta e pi. Gli Ebrei piangono damore per la Torah. Gli Ebrei amano uno studioso di Torah, un uomo di cuore puro che sta sempre seduto a studiare: non amano quello che ha da dire su tutto. Non tutto quello che sappiamo di un uomo gli deve essere detto in faccia. Reb Avraham-Shaye si aggiust il cuscino sotto la testa e si stir sulla schiena, esausto per la lunga conversazione. Il tuo rosh-yeshiva, Reb Menachem-Mendl, ti ha mandato qui in missione. Digli, allora, a nome mio, che come lui vuole, lasci le cose come sono state finora. Questo quello che devi dirgli. Te lo ricorderai? Me lo ricorder disse Chaikl. Se si ricordava sezioni di trattati filosofici dalla terza parte della Guida per i perplessi a molti passaggi del Talmud, perch non avrebbe ricordato poche parole? Loggetto della richiesta di Reb Menachem-Mendl e che cosa volesse dire la risposta non lo interessavano per niente. Ti piace nuotare? chiese Reb Avraham-Shaye. S, ma lacqua ancora troppo fredda. Quando lacqua sar pi calda, torna a trovarmi, intorno alluna, un qualche pomeriggio e andremo insieme a nuotare. Ora vai, sono esausto. Durante il ritorno nel bosco, Chaikl non guardava pi gli alberi; non cercava pi fragole selvatiche tra la vegetazione bassa, e non faceva attenzione al
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cinguettio degli uccelli. Pensava al rabbi ed a quanto aveva ragione sul fatto che gli Ebrei amassero la Torah. Chaikl aveva visto spesso gente semplice ed anche i giovani sprezzanti di via delle macellerie fare largo al passaggio di uno studioso di Torah; donne del mercato che gridavano assumere un contegno religioso quando vedevano passare un Ebreo in gabardine da rabbino. Durante le notti invernali anziani sedevano nella bet-medresh chini sui loro libri e parlavano di lerner che studiavano. Sebbene Chaikl non fosse entusiasta dei balebatim della bet-medresh di Reb Sholke a causa del loro disprezzo per lui e del loro rancore verso suo padre, il maskil, lui ascoltava i loro discorsi sui gaon e sulle storie miracolose di santi nascosti. Il timore reverenziale per la Torah mostrato dagli Ebrei con barbe bianche, occhiali cerchiati di ottone e con ispide radici di capelli sul naso, i loro sussurri e i gesti religiosi, si mescolavano nei pensieri di Chaikl con le ombre delle lampade appese e con le fiamme doro scuro della Luce Eterna che illuminava la Bimah al buio muro orientale, come un sole che sorge nel mezzo della notte... Nel suo incontro con Reb Avraham-Shaye, Chaikl aveva percepito la grandezza e la semplicit che erano in accordo con quanto i balebatim avevano raccontato del grande lerner. Colmo di gioia per la risposta ricevuta, Reb Menachem-Mendl non poteva far a meno di chiedersi come avesse fatto Reb Avraham-Shaye a sapere che lui voleva rimanere a Valkenik e non tornare a fare il mercante a Vilnius. proprio questo che ha detto? Ha usato queste parole: Che, come egli stesso vuole, lasci le cose come sono state finora? Mi ha detto esattamente queste parole due o tre minuti prima che me ne andassi. Ma prima ha passato due ore intere a parlare con me. Mi ha anche invitato nella sua stanza e mi ha offerto t e biscotti allo zucchero. Avete visto! Chaikl grid il suo trionfo a tutta la yeshiva. E di voi due, chi ha parlato di pi, voi o lui? chiese Reb MenachemMendl, fingendo innocenza. Dapprima ho parlato io per un bel po e lui mi ha ascoltato, poi ha parlato lui per un bel po ed io lo ho ascoltato rispose Chaikl, apparendo tanto esultante, quanto Reb Menachem-Mendl era esterrefatto, stupito che con Chaikl il solitario e reticente rabbi avesse conversato per due ore.

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Kreyndl, la figlia di Freide Vorobey, passava gran parte del suo tempo seduta alla finestra a guardare Valkenik con rabbia e derisione. Non era capace di usare una macchina da cucire, e fare la cameriera non era cosa degna per lei. Cos sognava ed aspettava che suo cugino dAmerica venisse e la portasse al di l del mare, e sgridava la madre perch era golosa. Dei dieci, quindici dollari che ricevevano ogni mese, ne spendeva una buona parte in dolci e cioccolata. Lei, Kreyndl, non poteva vedere le cose dolci. Freide rispondeva alla figlia che non amava le cose dolci perch era una strega: e le urla si potevano sentire dal cortile della sinagoga fino alla riva del fiume. Ma da quando il vecchio melamed di Vilnius e suo figlio erano andati a stare da loro, le forti urla dai Vorobey erano cessate, e Kreyndl non stava pi alla finestra della grande stanza a guardar fuori con amarezza Valkenik. Si era chiusa nella piccola alcova e da dietro le sue tende rosse sbirciava il padre di Chaikl mentre era immerso in un libro. Basandosi sul suo aspetto, tentava di capire se si sarebbe opposto al fatto che suo figlio la volesse sposare. Reb Shlomo-Mote amava camminare alla periferia della shtetl allalba. Andava a dormire alle dieci, quando tutti gli altri erano ancora svegli, ma da quel momento in poi nella casa regnava un assoluto silenzio. Freide non lasciava che suo figlio Nokhemke dicesse una parola a voce alta. Gli dava da mangiare in cucina e lo metteva a letto l. Anche lui si svegliava presto, perch lavorava alla fabbrica di cartone di l dal bosco. Freide stava in cucina, seduta nella panca vicino al fuoco. Si appisolava con un occhio e un orecchio, con laltro occhio e laltro orecchio ben svegli. La madre stava di guardia, caso mai un vicino venisse e trovasse il giovane lerner nella stanza di Kreyndl. Appena Reb Shlomo-Mote si fu addormentato, Kreyndl mise la testa fuori tra le tende e guard Chaikl con gli occhi infuocati. Ogni sera Chaikl dapprima si voltava dallaltra parte e si concentrava alla luce debole della lampada a cherosene. Le ombre sul muro gli facevano venire in mente oscuri accusatori, figli dei suoi pensieri e delle sue azioni peccaminose, che in seguito avrebbero testimoniato contro di lui. Rimproverava a se stesso di starsene in casa e di non andare alla bet-medresh a studiare. Ma poi il suo sguardo incontr di nuovo il luccichio inquietante e febbrile degli occhi di Kreyndl, che lo fissavano infuocati. Lui guard la barba bianca come la neve del padre che dormiva e si infil
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nella stanza di Kreyndl. Chaikl si lament: Lasciami stare, ma gi ansimava perch un paio di lunghe braccia nude si erano avvolte intorno al suo collo, e forti denti malati mordevano le sue labbra. La ragazza, pi alta di tutta la testa di lui e due anni pi anziana, gli si era gettata addosso, con il corpo caldo e secco come un cactus cotto dal sole e dalla sabbia. Eccitato dai suoi baci e dal contatto del suo corpo, la trascin sul grande letto di legno che occupava mezza stanza. Kreyndl non fece resistenza ma disse a denti stretti: Ricorda, sar un tuo problema! e Chaikl la lasci andare subito. Infuocato dal desiderio, con le vene che gli scoppiavano in testa, in quel momento era pronto a sposare la principessa della famiglia imperiale come la chiamavano nella shtetl. A lui non interessava la famiglia di provenienza, ma era preoccupato dal suo rozzo avvertimento da mercato del pesce che, se fosse successo qualcosa, sarebbe stato un suo problema. Fece una smorfia di disgusto. Un grosso gatto randagio nero sembrava fosse seduto sul suo letto di legno in un angolo buio, e lo guardasse con i suoi occhi selvaggi, sbadigliando a bocca aperta. Chaikl aveva voglia di ritornare nella sua stanza e mettersi a dormire, ma Kreyndl voleva che andasse con lei fuori nel suo giardino. La finestrina della sua alcova guardava un piccolo spazio delinitato dai muri delle stalle, dei granai, dei magazzini del muro posteriore dei bagni pubblici, e da una parte della casa dellospite. Lo spazio, di propriet della comunit, era cosparso di legname marcio, di vecchi pezzi di ferro ed era pieno di erbacce. Solo un albero era cresciuto l, un salice solitario con un tronco malandato e rami bassi che sembravano venuti dalla vicina riva del fiume. Kreyndl aveva messo una panca sotto lalbero e passava met delle sue notti l. Poteva entrare nel piccolo cortile anche attraverso gli stretti passaggi tra le case, ma preferiva scavalcare la finestra per far sembrare la cosa pi furtiva. Da quando aveva iniziato la relazione con lo studente, gli chiedeva sempre di andar a sedersi sulla panchina con lei. Chaikl temeva che qualcuno li potesse vedere, ma Kreyndl rideva di lui: la gente della shtetl non sapeva neppure che cera un salice nel cortile, e non sapeva niente della panca. Poi, svelta e sinuosa come un serpente, faceva scivolare il suo lungo corpo sottile attraverso la finestra. Il tozzo studente di yeshiva con le spalle larghe, invece la seguiva con difficolt e riusciva a malapena a passarci. Gradualmente la sua paura di essere scoperto si attenuava. Una volta fuori, Chaikl si sentiva molto pi sicuro che in casa, dove cera suo padre che dormiva e che avrebbe potuto svegliarsi in ogni momento. Da qualche parte, lungo la riva del fiume, dei giovani stavano camminando, ridendo forte e cantando nella notte piena di profumi. La Shul Fredda
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torreggiava sopra tutti i muri e gli steccati e fissava in basso il cortile chiuso dove la coppia sedeva. Le finestre con larco e quelle squadrate brillavano di una misteriosa luce blu. Le tegole laccate dei tetti turriti scintillavano verdastre nella notte, come il riflesso sullacqua piena di vegetazione. Pi Chaikl guardava la Shul, pi si sentiva lontano dalla ragazza che era al suo fianco. Quando non la baciava appassionatamente e febbrilmente, provava disgusto per lei. Che cosa voleva da lui? I suoi capelli pettinati dritti erano grassi e puzzavano di cherosene. Non riusciva a credere che al giorno doggi una ragazza si lavasse i capelli con il cherosene. Il suo labbro superiore pareva una spazzola ispida. La sua pelle era ruvida, dura e magra come una tavola. Perch ti allontani da me? sussurr, e lui, spaventato, le si fece pi vicino, come se fosse ormai suo prigioniero. Mia zia in America mi ha preso in giro grugn con rabbia invece di mandare suo figlio a prendermi e portarmi in America, manda delle stupide lettere e dieci o quindici dollari al mese. Perch questa tua zia ti ha preso in giro? Non ha mai promesso di portarti in America. Mi ha preso in giro, mi ha preso in giro. Kreyndl batteva il piede sul tenero terreno pieno di rifiuti del suo giardino. Se non avessi fatto affidamento su quegli scemi di mia zia e di mio cugino, sarei potuta andare a Vilnius o a Varsavia. Sarei potuta diventare una commessa in un grande negozio per signora, avere scarpe con tacchi alti e un cappello con una piuma, sarei andata in giro con cavalieri di grandi citt. Mi rifiuto persino di parlare alla gente di questa puzzolente shtetl. Ma in America sarei stata anche meglio che a Vilnius o a Varsavia. Ho sentito gente dire che non ci sono abbastanza donne in America. Stanno cercando ragazze di diciannove anni, l. Ma mia zia mi ha preso in giro. Mi ha preso in giro. I due scavalcarono di nuovo la finestra e rientrarono nella casa. Chaikl guard il letto di lei con orrore, come se fosse fatto con le tavole di una forca. In punta di piedi usc dalla sua stanza guardandosi intorno e ascoltando. Suo padre dormiva, e in cucina la baleboste era ancora sveglia sulla panca di terracotta della stufa. Freide si girava e si lamentava come se avesse rinunciato del tutto ad avere soddisfazioni da sua figlia. Lo star seduta di guardia vicino alla porta fece capire a Chaikl che anche Freide si aspettava che lui sposasse Kreyndl. Ora aveva davvero paura. Kreyndl avrebbe potuto rivendicare di esser stata presa in giro anche da lui, come aveva fatto con la zia. E cosa avrebbe detto suo padre? Chaikl non riusciva a capire se suo padre sapesse cosa succedeva di notte e non volesse immischiarsi, o se non sapesse niente perch dormiva profondamente. Lodio di Chaikl verso Kreyndl cresceva di giorno in giorno. Ma era di322

ventata matta? Lui fidanzarsi a diciassette anni? Trovare unaltra camera era lunica soluzione. Ma se se ne andava lui, la ragazza avrebbe cacciato fuori anche il padre. Suo padre l pagava solo il vitto, e affittare una stanza da qualche altra parte sarebbe stato difficile. Prima di tutto le case erano tutte occupate, perch ogni balebit aveva il suo ospite estivo fisso. Secondo, suo padre non aveva molto denaro. Che cosa doveva fare? Chaikl si torturava la mente, ma non riusciva a trovare una soluzione. Dopo la sua lunga conversazione con Reb Avraham-Shaye era ancora pi imbarazzato: come faceva a guardare Reb Avraham-Shaye negli occhi e discutere questioni nobili con lui quando faceva queste cose sconvenienti di notte? La sua vergogna per aver ingannato un gaon in odore di santit divenne paura: forse Reb AvrahamShaye sapeva gi? Un uomo come quello aveva intuizioni divine... Terrorizzato dalla vergogna che Reb Avraham-Shaye Kosover venisse a sapere del suo peccaminoso e disgustante segreto, Chaikl era pronto a lasciare suo padre malato e a correre nel pi lontano angolo di mondo.

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Le mogli della shtetl furono le prime ad accorgersi che Kreyndl aveva una storia damore con il ragazzo della yeshiva che viveva in casa sua. Altrimenti, perch la figlia di Bentsie il meshumed continuava a tenere in casa uno studente e suo padre malato? Freide Vorobey andava indaffarata di negozio in negozio a far spesa per il suo inquilino con denaro contante. La sua faccia brillava di gioia perch era in grado di cucinare e mandare avanti una casa. Continuamente avvertiva i venditori: lo zucchero granulato doveva essere soffice e sottile era per il villeggiante. Le aringhe marinate dovevano essere delle migliori erano per il villeggiante. Il formaggio doveva essere asciutto, sodo e saporito era per il villeggiante. Perch vi date cos da fare per il vostro villeggiante? Ci guadagnate qualcosa? chiedevano le bottegaie. Che sorta di guadagno dovrei fare? Lo faccio giusto per fare una mitsvah. Freide sbatteva gli occhi come unidiota, temendo sua figlia, che laveva chiamata chiacchierona. Le bottegaie poi mormoravano tra di loro: come si preoccupava Freide lamericana! Era chiaro come il sole che aveva messo gli occhi sul lerner. Proprio come non capiva i suoi conti, quando il negoziante le indicava le cose che aveva comprato a credito, e diceva che era una serie
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di cifre false; e come non riusciva a calcolare quanti zloty cerano in un dollaro cos lAmericana non capiva che un villeggiante non si trasforma necessariamente in un genero. Le baleboste ridevano di gusto e le cucitrici e le cameriere erano ispide di rabbia: Kreyndl non vuole un carrettiere. Sta aspettando suo cugino dallAmerica. Ma siccome suo cugino non arriva, va bene anche un ragazzo della yeshiva va bene qualunque cosa, basta che non sia un carrettiere. Alla sera le ragazze cominciarono a passeggiare pi spesso intorno alla casa di Freide Vorobey. Alle dieci di sera, notarono, si faceva buio l. Una burlona dalle gambe lunghe con una gonna frusciante piomb nella casa. Scusate Freide, non c mia madre qui? Ed io che credevo che mia madre fosse qui a chiacchierare! La sempre coraggiosa Freide salt su con furore e cominci ad agitare le mani, come se spegnesse un fuoco in una pentola di grasso: Ssh! Ssh! State ferma, non voglio che si svegli il mio pensionante!. La burlona schizz fuori dalla casa e raccont alle amiche che la lampada era stata spenta e che il pensionante dalla barba bianca stava dormendo. Ma lo studente non si vedeva, probabilmente era nella stanza di Kreyndl. E Freide Vorobey stava seduta in cucina di guardia, sembrava, contro locchio del demonio. In una notte di profondo blu, satura di vocii di ubriachi della vicina shtetl e di furtivi suoni lontani, una notte piena di alberi con fiori bianchi e pungenti aromi dai campi vicini, alcuni giovani, ragazzi e ragazze, si infilarono nel cortile chiuso e mandarono una spia alla finestra di Kreyndl. Questa ritorn allegramente dicendo che la coppia era seduta nella cameretta ad amoreggiare. I giovani cominciarono ad avvicinarsi alla casa da tutte le parti. Tutti volevano vedere. La Shul Fredda dallalto della collina guardava tutti i muri del cortile. Chaikl sentiva il suo odore di legno ammuffito e udiva dentro di s la vecchia shul borbottare e metterlo in guardia: Stai attento, ragazzo! Ma la giovane strega lo aveva gi portato nella sua stanza, soffocandolo di baci. Improvvisamente lui ud passi lievi e furtivi e voci basse. C qualcuno l fuori! Qualcuno ci sta guardando! sussurr, rabbrividendo. Te lo stai immaginando. Sei un pauroso! Sii un uomo e non un codardo! Kreyndl smise per un po di baciarlo e gli parl a voce alta, per fargli capire che la sua paura era del tutto infondata. Il giorno dopo tutti i balebatim nella bet-medresh stavano gi scuotendo la testa: se il lerner era pronto a sposare la figlia di Bentsie il meshumed, era un problema di suo padre. Ma passare intere notti con lei in una stanza buia?
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Fe!34 Questo era disgustoso! Particolarmente risentita era Leitshe, la cuoca. Da quando Gedalia Zondak aveva cominciato a gridare per tutta Valkenik che suo genero era un pigro fannullone e buono a nulla perch non voleva n studiare, n mettersi a lavorare, Leitshe aveva assicurato che ringraziava il Signore che la figlia di Zondak le avesse rubato dalle mani laffare con Yosf Varshever. Ma ora la giovane cuoca stava infuriandosi inspiegabilmente: Chaikl Vilner un farabutto come il mio ex fidanzato Yosf Varshever. Appena arrivato allinizio dellinverno ho capito che non disprezzava le ragazze. Ma che cosa ci trova in quella? Quella Kreyndl solo un verme solitario smilzo e secco. La sorella maggiore, Rokhtshe, scrollava le spalle e non diceva niente. Pensava Leitshe di avere un monopolio su tutti gli studenti della yeshiva che mangiavano nella cucina? E perch si preoccupava di Chaikl Vilner? Era soltanto un ragazzo! Comunque Leitshe non disse niente a Chaikl. Le cuoche avevano imparato dagli studenti qualcosa a proposito di comportamento corretto e di tener il silenzio. Gli amici di Chaikl non gli davano nessun appiglio. Solo gli parlavano meno frequentemente e evitavano il suo sguardo. Ma lui si accorse di questo cambiamento nei suoi riguardi, e gli si serr la gola, gli sembr di soffocare, come se la trachea si fosse riempita di sabbia. Far finta di non sapere niente era contro la sua natura. E proprio perch lui si sentiva in colpa e si vergognava, non aveva nessuna intenzione di andare in giro con la testa bassa. Mentre mangiava in cucina o quando studiava il Talmud nella betmedresh, appariva arrabbiato e sembrava vergognarsi, come se volesse dire a tutti: lo so che sono un peccatore, ma non voglio pentirmi. Venerd sera, a cena dal genero del rabbino, Chaikl per la prima volta sent tutto il peso e cap quanto fosse grande la disgrazia che si era tirato addosso. La baleboste lo accolse con il suo solito calore, ma i suoi occhi si muovevano con la falsit di una donna che vede un giovane nudo, e fa finta di niente, per non provare imbarazzo, come se fosse ancora un bambino. La moglie di Reb Hirshe considerava un affronto alla sua dignit che lo studente che mangiava alla sua tavola per Shabat amoreggiasse con una ragazza di una famiglia di classe inferiore. Reb Hirshe, come era solito fare mentre mangiava, guardava il suo libro e di tanto in tanto diceva qualche parola a Chaikl, tranquillo e distaccato come al solito, come se non fosse al corrente di nulla. Ma Tsharne ridacchi per tutta la sera. Da molto tempo Tsharne aveva smesso di essere una tentazione per Chaikl. Si meravigliava: ora guardava la sua fronte alta e bianca, i suoi capelli castani con riflessi verdognoli, i suoi grandi occhi verde chiaro, e non provava
34. Tipica espressione yiddish per esprimere disgusto. 325

niente. Gli piaceva meno di quella ragazza con le guance rosse dipinta sulla carta delle caramelle. Era felice che lei non sapesse che una volta laveva immaginata come uno yetser-hore travestito da Aron Kadesh. In cuor suo rideva della sua figura bassa e pienotta e la chiamava vitello. Ma ora il vitello stava ridendo di lui con unallegria demoniaca. Alla fine sua madre, con gli occhi bassi, cominci a sorridere. Lo sguardo pieno di ira di Reb Hirshe Gordon alla figlia intim a questa di smetterla, ma gli scrosci di risa aumentarono. Poich suo padre non le aveva chiesto perch ridesse cos forte, Chaikl cap che Reb Hirshe ne conosceva la ragione. Tsharne era in preda alle risa perch lui si era messo con una ragazza avvizzita, un essere acido con occhi di volpe. Come detestava ora sia Tsharne che Kreyndl! Lasci la casa con le gambe malferme e riusc a malapena a tornare a casa. Stavolta non aspett che la strega lo chiamasse nella sua cameretta; piomb dentro, senza respiro. Hai visto? Tutta la shtetl lo sa gi disse ansimando. E allora? Ti vergogni di me? brontol lei. I suoi capelli spessi e grassi, lavati per lo Shabat, trasudavano puzza di cherosene. Sara la cieca mi ha augurato mazel-tov oggi. Le ho detto di non farsi venir mal di testa per me. In effetti sono contenta che tutti sappiano. Lascia che i miei nemici sappiano e scoppino. Lodio per lei lo accecava, al punto da non trovare parole per risponderle. In precedenza gli aveva sempre detto di non aver paura, lei non lo avrebbe mangiato, n obbligato a sposarla. Ora invece parlava come se fossero gi fidanzati. Giur a se stesso di non guardarla mai pi ed usc dalla stanza. Freide si alz dalla panca della cucina e allung il collo in avanti impaurita. Capiva che avevano litigato. Chaikl ora guardava con odio anche la baleboste di buon cuore. Che stupida! La madre una stupida, e la figlia una lunga e sottile spilungona, una spaventapasseri. Si sedette sul suo letto, davanti a quello del padre, e si tolse una scarpa. Togliendosi laltra il laccio si intrappol e il fiocco si annod. In uno scatto dira, ruppe il laccio e lanci la scarpa sul pavimento, allo stesso modo col quale avrebbe voluto farla finita con Kreyndl e cacciarla via da s. Il mattino successivo non sapeva cosa fare. Se stava a casa col padre, Kreyndl sarebbe stata l, e lui non voleva guardarla. Se andava alla bet-medresh a studiare, si sarebbe vergognato davanti ai suoi amici. Allora se ne and alla Shul Fredda, che era stata da poco riaperta per i servizi estivi, ma era deserta tra la preghiera del mattino e quella della sera. Chaikl si ferm dentro la bet-medresh guardando in su le strette finestre e gli alti soffitti. In cima allAron Kadesh dei piccoli leoni intagliati sorreggevano con le loro zampe anteriori una tavola con i dieci comandamenti. Vedendo le sottili lingue fiammeggianti nelle bocche aperte dei leoni e la
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curiosit bambinesca nei loro occhi, Chaikl immagin di aver studiato con loro in una cheder da bambino. Dalle alte finestre, lame di luce illuminavano le aquile dipinte sul soffitto e sembravano portarle in vita. Le creature alate, con corone sopra le teste, tenevano tra gli artigli lulav ed etrog. Un raggio di luce colpiva un vassoio di rame martellato, e, incisa nel metallo, cera una candela accesa. I pilastri intorno alla Bimah salivano fino al cielo. I gradini che scendevano dallanticamera alla sinagoga gli fecero venire in mente segrete cantine sotterranee. Le scala aperta nella Shul, che saliva a spirale, come unelica, alla balconata pi interna, lo trasport in un infinit blu, dove lampade di bronzo appese e candelabri dargento splendevano come stelle. Che palazzo! Che palazzo segreto, dellaltro mondo, dentro un bosco fitto che esisteva sin dai tempi della Creazione! Lo sguardo di Chaikl cadde su una finestra con grata nella galleria delle donne e lo fece rimanere impietrito dalla paura. Un paio di occhi neri come il carbone lo guardavano attraverso la grata; un uomo pallido con la barba nera, il capo della yeshiva, Reb Tsemakh Atlas, lo stava chiamando con un dito. Chaikl si precipit alluscita, pronto a scappare come da un cadavere al cimitero. Ma la grossa porta di ferro dellanticamera sembrava molto lontana, alla fine del mondo. Non ce lavrebbe fatta a raggiungerla in tempo... Vilner, venite di sopra, vi devo dire una cosa. Chaikl, spaventato, voleva scappare sapeva molto bene che cosa Reb Tsemakh gli avrebbe detto.

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Lisolamento nella stanza Musar era stato un tormento per Tsemakh Atlas: si sentiva rinchiuso come se fosse in una cella angusta. Per di pi, dalla finestra poteva vedere mezza citt ed udire il chiasso della vicina piazza del mercato. Quando arriv lestate e fu riaperta la Shul Fredda, Reb Tsemakh Atlas si era stabilito nuovamente nella sezione delle donne, un corridoio stretto e lungo quanto la parete nord della Shul, e dove lui poteva camminare avanti e indietro per ore e ore. Talvolta sedeva immobile davanti ad un libro Musar con la testa appoggiata ad un leggio. Al tramonto le piccole finestre con grata della sezione delle donne divenivano barre doro intrecciate; poi lentamente cadeva loscurit, e il sinistro fruscio del crepuscolo che avanzava lo risvegliava. Lui si strofinava gli occhi e concludeva immancabilmente che anche stavolta non aveva trovato la sua via nella vita.
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Sebbene non avesse trovato alcuna risposta durante la solitudine, spendeva le ore libere l e gli piaceva torturarsi. Quella mattina era arrivato presto, quasi di corsa dalla bet-medresh per evitare di incontrare e di parlare con Chaikl Vilner. Reb Menachem-Mendl gli aveva raccomandato spesso di parlare duramente con Chaikl. Ma da quando lo scandalo cos Reb Menachem-Mendl chiamava laffare Chaikl-Kreyndl era diventato pubblico, Reb Tsemakh aveva cominciato di nuovo a pensare ai suoi incontri con Ronie nella sala da pranzo buia. Ci ripensava sempre con nostalgia, con ansia e con dispiacere, come se rimpiangesse di aver contrastato le tentazioni durante quelle notti. Perci non voleva fare il moralista con il suo allievo per un peccato del quale non era innocente neanche lui. Ma il Vilner lo aveva verosimilmente seguito nel suo nascondiglio e Tsemakh sent nel suo cuore una fiamma di desiderio di far guerra al suo allievo ed a se stesso. State studiando il Musar da solo? Il capo della yeshiva si sedette su una panca, allargando le falde della sua gabardine, come se si preparasse ad un lungo discorso. Chaikl rispose che era venuto nella Shul per osservare le sculture. Luomo che aveva scolpito i leoni era un grande artista. Il capo della yeshiva si gratt a casaccio sotto il mento e replic: Un saggio talmudico disse: Sii forte come un leopardo, leggero come unaquila, veloce come un cervo e coraggioso come un leone, per fare la volont del Padre nei cieli. Ed per questa ragione che questi animali sono raffigurati sui muri della shul. Ma sono sorpreso che siate andato cos in estasi per uno scultore, solo perch ha tagliuzzato un leone ed un cervo! Fu un uomo di buon carattere? Se non lo fu, allora nessuna delle magie dellartista di qualche valore. Allosservazione sprezzante del capo della yeshiva, Chaikl rispose con anche maggior disprezzo: Prima di tutto un artista non un mago. Poi non fa differenza se aveva un buon carattere o no, se egli maestro nella sua arte. Reb Avraham-Shaye del tutto contrario alla pratica di estirpare le caratteristiche negative del carattere di una persona. Sostiene che queste caratteristiche non possono essere estirpate, ma rese migliori o pi belle. Egli si oppone anche a frugare troppo nellanimo di qualcuno e specialmente a scavare dentro unaltra persona. In generale, egli dice, non si dovrebbe dire ad una persona tutto quello che sappiamo di lui. Ah, cos? Andate anche voi di corsa dal rabbi in vacanza? Tsemakh Atlas si gratt pi forte sotto il mento e sotto le ascelle, come un poveraccio male in arnese che ha dormito vestito sopra una panca di una bet-medresh. Dite che Reb Avraham-Shaye non approva lestirpazione dei tratti negativi preferisce renderli pi belli. Si oppone pure a frugare troppo nellanimo e non daccordo nel dire tutta la verit. Che cosaltro disapprova Reb Avraham328

Shaye? Sedete, Vilner. Qui sulla panca. Sedete e ditemi che cosaltro disapprova. Gli amici della yeshiva ogni tanto prendevano in giro Chaikl per la sua ingenuit e la sua credulit. Ma se perdeva confidenza e rispetto per qualcuno, allora il rancore e la malevolenza prendevano il posto dellingenuit. E Chaikl rispose con premeditazione: Reb Avraham-Shaye non crede che le buone azioni perdano di valore perch chi le fa ha motivi di interesse personale. Non crede che linteresse personale, come si pensa a Navaredok, sia affatto una smania viziosa, e che uno debba costantemente rimuoverlo. Chiunque lo fa, dice lui, sta davvero stuzzicando una pestilenza dentro se stesso. Sembra proprio che abbiate avuto una discussione ad alto livello disse il capo della yeshiva, camminando avanti e indietro; poi improvvisamente i suoi occhi fieri fissarono lallievo: Durante i vostri discorsi su questi argomenti magniloquenti, lo avete per caso informato che passate notte dopo notte in una camera buia con la figlia della vostra baleboste e che tutti a Valkenik stanno gi parlando di questa dissacrazione del nome di Dio? Sa queste cose Reb Avraham-Shaye?. Chaikl fu cos scioccato, cos sorpreso dalla domanda inaspettata e rancorosa che le sue labbra si seccarono e gli si annebbi la vista. State piangendo! disse Reb Tsemakh trionfante. Chi sta piangendo? Io? url Chaikl. Arrabbiato per non esser capace di trattenere le lacrime, si morse le labbra per non scoppiare in singhiozzi come un bambino. Ma invece di farsi pi tenero, il rosh-yeshiva aliment la sua ira e parl con maggiore disprezzo, come se fosse contento di poter ancora far piangere un giovane, di suscitare le lacrime di un allievo insolente. Una persona sensuale piange per autocommiserazione. Una persona sensuale per natura bonario; e se ottiene quello che desidera, non invidia i piaceri di nessun altro. Ma se non ottiene ci che vuole, il bonario sensualista diviene crudele. Diventa cieco, sordo e cieco verso tutto il mondo. Ma per i suoi desideri ha mille occhi per vedere e mille orecchie per sentire. E piange solo per i propri fallimenti. Un estraneo che non sa perch il sensualista piange, potrebbe anche pensare che quello stia versando lacrime amare perch gli Ebrei e la Presenza Divina sono in esilio, o che i suoi occhi siano pieni di calde lacrime per la distruzione del Sacro Tempio o per chi soffre in questo mondo. Chi potrebbe immaginare che questo che piange un ghiottone e un ubriacone? E siccome la Divina Provvidenza non si sottomette a lui, lui si sottomette a se stesso e si lamenta. Parla dei suoi desideri insoddisfatti come fossero un bambino morto nella culla, Dio non lo voglia. Infuriato piange, digrigna i denti, batte i piedi, e si scioglie in lacrime e lamenti sul suo falli329

mento. Fondamentalmente, questi sentimenti della persona sensuale si sono fermati a quando era bambino, cos rimane insieme bambino e bestia. Persino se il Creatore stesso venisse a vederlo e gli dicesse: Figlio mio, bambino mio, non piangere. La terra ha pi teschi ed ossa dentro di essa che persone che gli camminano sopra. E tutti questi uomini morti una volta bruciavano di passioni. Ma la vita insegn loro la tolleranza, e la morte sparse terra su tutti i loro progetti. Credimi, bambino mio gli direbbe il Signore credimi, colui che conosce gli impulsi di tutte le creature, quello pu stare al mondo senza il piacere che tu desideri. Asciugati le lacrime. Entro un giorno, vedrai tu stesso che ci sono molti altri piaceri su questa terra, ed io te li far avere tutti. Tutti meno che quel piacere che tu vuoi adesso. Quello non te lo posso dare. Se la Provvidenza Divina parlasse cos a quel ricercatore di piaceri, a quel patetico uomo sensuale, questi si lamenterebbe, piangerebbe e inveirebbe: Garantiscimi ora il piacere che voglio. Non voglio nessun altro piacere. Solo questo qua, proprio questo qua. Poich non ha studiato il Musar e non ha mai tentato di spezzare la sua volont, non sa che uno pu contrastare se stesso, non ha la minima idea che si pu fare. Tsemakh ora stava urlando: Ma chi ha studiato il Musar sa che uno pu contrastare i propri desideri reali e immaginari!. Tsemakh ud leco delle sue grida che si riverberava nella shul vuota come se provenisse dalle sue profondit interiori. Nu, Vilner, lascerete quella stanza? Il capo della yeshiva sorrise, in un certo modo vergognandosi di aver indirizzato allallievo le parole di ammonimento pensate per se stesso. Vostro padre pu rimanere l, ma troveremo un altro posto per voi. Chaikl sapeva che avrebbe potuto frenare la rabbia di Reb Tsemakh dicendogli la verit: che aveva paura che, andandosene lui dalla stanza, dovesse anche cercare un altro appartamento per il padre; e, soprattutto, che ultimamente egli non guardava neanche pi Kreyndl. Ma volle prendersi una rivincita su Reb Tsemakh, che lo aveva fatto piangere e lo aveva paragonato ad un patetico uomo sensuale. Non ho la minima intenzione di andarmene disse Chaikl bollendo di rabbia gelida, come la faccia di uno che brucia dentro al ghiaccio. E perch dovrei resistere io alle tentazioni, se non resiste nemmeno il capo della yeshiva? Perch io non resisto? Che cosa intendete? Intendo quello che intendo. Chaikl esit un momento se dirlo o non dirlo. Intendo la moglie del capo della yeshiva. Lo fiss ammutolito dallo stupore. Non avrebbe mai creduto che Chaikl
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Vilner potesse mostrare tanta impudenza. La sua faccia cinerea era sudata. Lo so per esperienza diretta mormor scuotendo tristemente la testa per questo che so che uno deve resistere alle tentazioni, poich io non ne sono capace. Vedete, Vilner, voi avete citato il passo di Reb Avraham-Shaye che non si deve dire ad un uomo tutto quello che si sa di lui. Per non siete riuscito a contenervi e mi avete detto qualcosa che sapevate bene di non dover dire. Reb Tsemakh si zitt e con occhi sbarrati guard verso la porta del gineceo come se non potesse continuare a vivere cos e stesse attendendo qualcuno invisibile che venisse a redimerlo. Perdonatemi balbett Chaikl Vi perdono. Un minuto fa non avete avuto la forza di trattenervi, ed ora non avete la forza di sopportare la responsabilit della vostra incapacit a trattenervi. A Vilnius vi ho salvato dal mercante di tabacco ubriaco che voleva picchiarvi. Ora volevo salvarvi dalla vostra ubriachezza. Ma se voi non sopportate di ascoltare la verit, allora andate e fate quel che volete. Chaikl and verso la porta senza fermarsi, ascoltando gli scricchiolii delle tavole del pavimento sotto di lui. Il mormorio del legno forava le sue orecchie e feriva il suo cuore. Pi andava avanti, pi il gineceo sembrava allungarsi. Stordito ed esaurito, riusc a malapena ad uscire. Tsemakh rimase seduto con gli occhi chiusi, pensando che gli errori che aveva commesso si stavano prendendo la rivincita su di lui per mezzo delle osservazioni dei suoi allievi. Durante linverno, Yosf Varshever lo aveva accusato di aver rotto limpegno con la sua prima fidanzata ad Amdur. E ora Chaikl Vilner gli chiedeva conto di aver ceduto al suo desiderio ed aver sposato laltra donna a Lomzshe. Che cosa stava facendo Slave. Non laveva sentita e lei non aveva sentito lui, come se fossero gi divorziati da tanto tempo. Apr gli occhi, e il suo sguardo cadde su una delle finestrelle della Shul fredda, dove limpressionabile Vilner si era fermato prima, molto attratto dalle sculture in legno. Tsemakh si ricord che anche durante i primi mesi di matrimonio Slave gli aveva detto che mancava di sensibilit per la bellezza; per lui ogni cosa sotto il sole era o buona o cattiva, o permessa o proibita. Non me ne sono mai occupato aveva risposto Tsemakh. Considerava la sensibilit alla bellezza una cosa in pi, una fantasia, un divertimento per fannulloni super appagati. Si alz lentamente e si avvicin alla finestra per vedere le sculture nella sezione maschile, sotto. Forse gli mancava un senso fondamentale che non gli faceva capire il mondo, le persone, e i suoi studenti. Di fronte a lui, su uno dei pilastri della Bimah della Shul, era appeso un cartello di cartone con i tredici articoli di fede dellAni-Maamin. Nel si331

lenzio intorno, il cartellone illuminato dal sole sembr a Tsemakh come un rotolo aperto dato a lui dal cielo. Con gli occhi spalancati, fissava attraverso la grata della finestra il testo nero e lesse il primo dei Tredici Articoli: Ho perfetta fede che il Creatore, benedetto sia il Suo Nome, lAutore e la Guida di tutto ci che stato creato; e che Lui solo ha fatto, fa, e far ogni cosa. Torn indietro al suo leggio incespicando e si sedette sulla panca con la testa bassa: Slave gli aveva detto che non aveva un sentimento per la bellezza; dopo lo aveva accusato di essere incapace di amare una donna. Gli studenti si lamentavano che lui chiedesse agli altri pi onest e piet di quella che lui stesso possedeva. Pure Reb Menachem-Mendl gli era piuttosto ostile e lo accusava di mancare di rispetto per i gaonim, e di amore per i bravi studenti della Torah. La verit era che a lui mancava qualcosa di pi grande semplicemente non credeva al Primo Articolo.

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Non sono riuscito a convincere il Vilner disse il capo della yeshiva a Reb Menachem-Mendl ma non credo che dobbiamo dirgli altro, altrimenti rischia di arrabbiarsi e lasciare la yeshiva definitivamente. Che se ne vada. Prima se ne va, meglio rispose Reb Menachem-Mendl In questo modo non corromper gli altri ragazzi. Preferirei che ve ne andaste voi, piuttosto che Chaikl lasciasse la yeshiva e si disperdesse per il mondo url Reb Tsemakh e lasci in fretta la bet-medresh, fuggendo dalla propria rabbia prima che potesse esplodere in unosservazione allamico anche pi sgradevole. Sebbene fosse scosso dallassalto subito, Reb Menachem-Mendl, non si sent intimidito. Il suo ruolo nella yeshiva era non minore di quello del capo, si disse fra s, e si diresse alla vecchia fabbrica di pece da Reb AvrahamShaye Kosover. Lo trov nella sua stanza in una strana posizione. La branda di ferro era cos piena di libri che nel mezzo toccava terra. Il rabbi sedeva a gambe incrociate sul pavimento, e stava scrivendo i suoi commenti in un grosso quaderno posto sul bordo del letto. Vedendo il suo visitatore, Reb Avraham-Shaye si alz con la faccia illuminata. Ma Reb Menachem-Mendl, preoccupato di togliere per la seconda volta al rabbi tempo prezioso per lo studio, raccont con cuore
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pesante le scandalose notizie che riguardavano Chaikl Vilner. Tutta Valkenik parlava di come lui passasse le notti insieme alla figlia della baleboste in una stanza buia. Sulle guance di Avraham-Shaye apparvero delle macchie rosse, sembrava stupito, come se non potesse immaginare che Chaikl fosse capace di tanta stupidit. Reb Tsemakh gli ha parlato, ma non riuscito ad influenzarlo. Comunque lui non permette che si caccino fuori dalla yeshiva i cattivi studenti grugn Reb Menachem-Mendl. Allora il vostro capo davvero un grande uomo disse Reb AvrahamShaye a voce alta, come se le parole gli fossero state strappate di gola contro la sua volont. Reb Menachem-Mendl scatt indignato dicendo che non vedeva nessuna grandezza in ci; era rimasto a Valkenik a insegnare il Talmud, e non era tornato in famiglia dietro il suo consiglio. E quindi era venuto qui a dirgli quanto poco il suo rimanere nella yeshiva fosse apprezzato. Il capo, il suo amico di una volta, gli aveva gridato che preferiva che se ne andasse lui, piuttosto che Chaikl Vilner lasciasse la yeshiva. Ha detto questo? Reb Avraham-Shaye scosse la testa come se vedesse una grandezza anche maggiore in questa osservazione. Irritato dal fatto che Reb Avraham-Shaye lodasse il comportamento del capo della yeshiva, Reb Menachem-Mendl disse con amarezza che un tempo a Vilnius era stato il primo ad interessare Chaikl allo studio della Torah. Lasciava il suo negozietto ogni giorno per correre alla bet-medresh di Reb Sholke per studiare una pagina del Talmud con lui, anche se si era accorto che non aveva il comportamento modesto di un ben-Torah. Ma ora non si trattava solo di lui. Se lo si lasciava fare ci che voleva, altri studenti potevano fare lo stesso, dicendo che non cera disciplina e che ognuno poteva fare ci che gli piaceva. Il risultato sarebbe stato che i balebatim avrebbero smesso di finanziare la yeshiva. Certamente non deve stare pi nella vostra yeshiva, ma non deve essere allontanato dallo studio della Torah. Reb Avraham-Shaye misur a passi la stanza diverse volte e poi si ferm davanti a Reb Menachem-Mendl, con le braccia incrociate sul petto. Dite al ragazzo che ho chiesto che venga a trovarmi. Non voglio che sospetti che io sappia qualcosa del suo comportamento o che io abbia in mente di rimproverarlo per questo. Quindi ditegli la verit lho invitato perch mi piace molto. Mentre tornava alla shtetl, Reb Menachem-Mendl pensava che avrebbe dovuto rimanere un mercante di forniture per calzolai. Non riusciva a capire come Chaikl Vilner potesse essere apprezzato, dopo essersi comportato in
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quel modo, e non riusciva neanche a capire Reb Avraham-Shaye. Da un lato, il lerner era daccordo sul fatto che il ragazzo non dovesse rimanere pi nella yeshiva di Valkenik. Dallaltro, aveva detto che non doveva essere allontanato dallo studio della Torah. E allora chi lo avrebbe accettato, la yeshiva di Radun, o quella di Kletzk? O forse Damir35 lo avrebbe preso! Ci nonostante Reb Menachem-Mendl port a Chaikl linvito di Reb Avraham-Shaye. Chaikl trasal: Perch cos dimprovviso? Perch ha bisogno di me?. Non lo so. Mi ha solo detto che gli piacete molto. Vedendo che lo studente lo guardava ancora con sospetto, Reb Menachem-Mendl si tir la sua barbetta. Sono pronto a giurarvi che ha detto che gli piacete molto e che vuole che andiate a trovarlo. Non mi credete ancora? Chaikl sapeva che Reb Menachem-Mendl non avrebbe giurato il falso. Ci significava che il rabbi in vacanza non aveva ancora saputo dellincidente con quella strega di Kreyndl. Morendo dimpazienza, Chaikl non attese il giorno successivo, ma corse immediatamente a trovare Reb Avraham-Shaye. Nel cortile, il nipotino del rabbi, Berele, disse che lo zio era nel bosco e gli indic la direzione. Chaikl attravers la strada e sal sulla collina attraverso le felci alte. Si ferm in un luogo pieno di tronchi dalbero tagliati. Pezzetti bianchi di legno luccicavano al sole come schegge di vetro. Cera un profumo di resina e di segatura secca. Chaikl si addentr nella fitta foresta e vide piccoli punti rossi che gli ammiccavano. Fragoline di bosco esclam e sedette per terra a raccogliere e mangiare i frutti rossi che gli ricordavano i nanetti con la barba verde e i fez turchi. Poi, tra i rami sottili di un rado giovane boschetto, not improvvisamente un uomo con lo yarmulke sdraiato per terra. Reb Avraham-Shaye stava riposando su una coperta, la testa sostenuta dalla mano sinistra, mentre la destra teneva un piccolo Talmud vicino ai suoi occhi miopi. La fabbrica di cartone di mattoni rossi era visibile sulla collina; e si poteva sentire il rumore delle seghe e delle ruote e il fragore del fiume che scorreva sotto il ponte di legno. Dietro un prato verde, sullaltro alto della foresta cera una palizzata, alta e regolare, di tronchi di legno. Il sole stava lentamente calando e i tronchi brillavano come pilastri di bronzo in un incendio rosso fuoco. Reb Menachem-Mendl ha detto che volevate vedermi dichiar Chaikl; poi un pensiero infantile gli balz improvvisamente in testa; era quella la ragione per la quale lo aveva chiamato il rabbi in vacanza? Lultima volta che sono stato qui, avete detto che saremmo andati a nuotare la prossima volta che fossi venuto. Ma lacqua ancora troppo fredda.
35. Dovrebbe trattarsi della cittadina di Mir in Bielorussia. 334

S, lacqua ancora troppo fredda. E nemmeno nei giorni di Omer, prima di Shavuot, potremo fare il bagno. Reb Avraham-Shaye sollev i suoi occhi miopi dal Talmud. Perch stai in piedi? Siediti. Chaikl si sedette sulla coperta, rimanendo a