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Un proiettile incrostato per incastrare i mostri

di A. Palmegiani e F. Sanvitale Da Delitti e Misteri, Anno II, Numero 5, Giugno 2013-10-13


stata proprio la cartuccia calibro 22 della famigerata Beretta, ritrovata nell'orto davanti alla sua casa, la prova principale usata per incastrare Pacciani Otto duplici omicidi, moltissimi colpi esplosi: eppure, quello pi importante di tutti quello che non ha colpito nessuna vittima. Quello trovato nellorto di Pacciani. La prova che, pi di altre, incastr il contadino di Mercatale. Prima di allora, erano stati recuperati proiettili e bossoli sulle scene del crimine. Un lungo, lento rosario che non faceva altro che confermare che, s, ancora una volta aveva sparato la stessa arma. Beretta, calibro 22, serie H, probabilmente modello 73 o 74. Unarma prodotta fino al 198 0, usurata, come spiegarono i periti. Era il 29 aprile 1992. In quella giornata mezza piovigginosa lallora capo della SAM Ruggero Perugini trov, negli spazi di un paletto di cemento interrato, una cartuccia: .ho colto, nella luce del tardo pomeriggio, un brillio quasi impercettibile nella terra che riempie uno dei fori di quel mezzo paletto sopra il quale, un minuto fa, stava in piedi Paolo. Ci che appena affiora dal terriccio una parte di oggetto metallico . Quel ritrovamento apparve subito strano, tanto che ci furono anche dei dubbi da parte di alcuni Carabinieri presenti sul posto. Certo, sembrava davvero sospetto, chi potrebbe negarlo? Lo chiedo ad un esperto della Scena del Crimine come Armando Palmegiani.

Cera da pensar male? La cartuccia incrostata di terra, anchessa calibro 22 serie H come quelle utilizzate dal mostro risponde Armando - venne comparata con i bossoli, rinvenuti sui luoghi degli omicidi e risult compatibile. Ora, questa comparazione, estremamente minuziosa, effettuata dai periti Ignazio Spampinato e Pietro Benedetti, si bas esclusivamente su una serie di segni non perfettamente definibili, per esempio alcune microstrie lasciate, sulla cartuccia, dal bordo inferiore della faccia del carrello otturatore in fase di estrazione dal caricatore; o su segni che riconducessero ad urti. Di certo, diranno i periti, la cartuccia era reduce da un inceppamento dellarma dovuto, supporranno, allaccompagnamento della culatta- otturatore in parole povere, la persona che la maneggiava aveva arretrato la culatta per caricarla, solo che invece di lasciarla laveva accompagnata nella sua corsa.

E bastava questo per dare un giudizio di identit? Sono tutti segni che comunque non sono esaustivi al fine della comparazione balistica, infatti i periti concluderanno di non poter formulare un giudizio di certezza; a questo va sommato il fatto che si andavano a comparare dei segni lasciati su un proiettile (mai sparato) con quelli presenti, invece, su dei bossoli esplosi e che quindi avevano subito una grande escursione termica con dilatazione del metallo. Ma la cosa pi importante fu la perizia affidata al dr. Giancarlo Mei: in particolare si richiedeva di individuare lentit di fenomeni corrosivi connessi con linterramento del proiettile stesso ed unindicazione di massima del periodo di tempo di permanenza nel terreno Ecco, una perizia fondamentale, Armando Certo. Il perito, esperto proprio in leghe di rame, utilizz il metodo della corrosione ed in particolare del fenomeno della dezincificazione. La mancanza di zinco sul proiettile, dovuta alla corrosione della lega di ottone a causa dellinterramento, risult di circa 0,2 -5 micron rispetto una bibliografia che indicava in circa 20-25 quella dovuta ad una azione corrosiva di 5 anni. Il perito concluse, allora, che il proiettile non era stato interrato per pi di 5 anni. Come anche afferm lo stesso Mei, questa fu un'analisi molto empirica, non era possibile determinare un periodo minimo di permanenza: le variabili presenti erano troppe

E quindi siamo da capo a dodici: come facciamo a stabilire da quanto tempo il proiettile se ne stava nellorto di Pacciani? Fabio, facciamo un ragionamento inverso: se la cartuccia fosse stata messa appositamente li per incastrare Pacciani? Diciamo intanto che si sarebbe dovuta mettere molto prima. A parte il tempo tecnico di permanenza - comunque cera una dezincificazione gi di circa 5 micron, no? - le immagini fotografiche del reperto estratto ci

fanno vedere un proiettile abbondantemente incrostato. Non solo, anche disassato: per via dellinceppamento. E con pochi segni esteriori, che infatti hanno dato problemi per le comparazioni balistiche, al punto che, come abbiamo visto, non risultarono esaustive. Ora, io mi chiedo: perch inserire qualcosa nel terreno per incastrare Pacciani, quando la sua analisi non sarebbe mai stata sufficiente? E fin qui ti seguo. Aspetta: ma poi, dove era stata presa quella cartuccia? Una tesi dei cosiddetti complottisti ritiene che la cartuccia rinvenuta sia niental tro che il reperto, mai catalogato, di uno degli omicidi precedenti. Ma a me viene da pensare come mai non labbiano fatta meglio, allora Prendiamo per esempio lomicidio Mauriot Kraveichvili, lultimo: il giorno successivo, durante il sopralluogo, venne ro rinvenuti, con lausilio del metal detector, altri 6 bossoli nella zona antistante la tenda. Bossoli incredibilmente non rinvenuti il giorno prima. Pur non entrando ora nel merito dellassurdit di questo rinvenimento, in cui i bossoli misteriosamente riappaiono il giorno successivo, senzaltro logico ritenere che vero, la possibilit di trattenere un bossolo per incastrare Pacciani, beh, cera. Ma allora, perch mettere una cartuccia pressoch anonima, difficilmente ricollegabile ai delitti e, oltre questo, prendersi la briga di conservarla per qualche anno nel terriccio, prima di metterla in quellorto? No, la teoria della cartuccia messa di proposito da qualcuno delle forze dellordine non tiene proprio E quindi la cartuccia non una prova defini tiva contro Pacciani, anzi solleva pi dubbi che altro. Ma, a proposito: il discorso dei proiettili, la loro importanza voglio dire, inizi con la scoperta che la pistola che aveva sparato nel 1974 e nel 1981 era la stessa che aveva sparato a Lastra a Signa nel 1968 (omicidio Locci-Lo Bianco). Si parlato di un articolo di giornale inviato da un anonimo, della memoria storica di un maresciallo dellArma, ma come andata nella realt? Come nacque il collegamento? Guarda, questa parte della storia stata risolta recentemente, grazie al ritrovamento di una relazione di servizio del Maresciallo Fiori, che non aveva partecipato alle prime indagini per lomicidio di Barbara Locci ed Antonio Lo Bianco, perch in ferie. Dopo lomicidio del 1982, per, parlando con lAppuntato Ugo Piattelli - che confermer lepisodio ricordarono insieme quellomicidio del 1968 e ipotizzarono un nesso. Ne parlarono con il Colonnello DellAmico che, a sua volta, ne parl con il Giudice Istruttore Vincenzo Tricomi. In tutto questo va anche detto che il giudice ha sempre affermato di aver ricevuto il ritaglio, invece ma questo pezzo di giornale, una volta cercato nei fascicoli, non mai stato trovato. Forse, era solo una leggenda nel grande mistero del Mostro di Firenze .LA