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Dal Vangelo secondo Luca 18,18 Il ricco e la cruna dellago 18 Uno dei capi lo interrog, dicendo: Maestro buono,

che devo fare per ereditar la vita eterna? 19 Ges gli disse: Perch mi chiami buono? Nessuno buono, tranne uno solo, cio Dio. 20 Tu conosci i comandamenti: Non commettere adulterio; non uccidere; non rubare; non dir falsa testimonianza; onora tuo padre e tua madre . 21 Ed egli rispose: Tutte queste cose io le ho osservate fin dalla mia giovent. 22 Ges, udito questo, gli disse: Una cosa ti manca ancora: vendi tutto quello che hai, e distribuiscilo ai poveri, e avrai un tesoro nel cielo; poi vieni e seguimi. 23 Ma egli, udite queste cose, ne fu afflitto, perch era molto ricco. 24 Ges, vedendolo cos triste, disse: Quanto difficile, per quelli che hanno delle ricchezze, entrare nel regno di Dio! 25 Perch pi facile per un cammello passare attraverso la cruna di un ago, che per un ricco entrare nel regno di Dio. 26 Quelli che udirono dissero: Chi dunque pu essere salvato? 27 Egli rispose: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio.

Interpretazione: Un capo dei rabbini, dottore della legge si rivolge al Cristo. Si tratta di un uomo erudito, ricco di conoscenza esoterica, probabilmente un adepto giudaico. Egli chiede come ereditare la vita eterna; che significa come ottenere la continuit della coscienza, la coscienza perenne che equivale ad acquisire limmortalit: un essere che non smette mai di essere presente dentro o fuori del proprio corpo significa che non smette mai di esistere. Il Cristo risponde che per diventare Iniziati occorre fare tre cose: - praticare la Legge di Mos (osservare il cammino interiore esoterico indicato nella Torah) - rinunciare ad essere ricco di sapienza, ossia a donare la propria conoscenza a tutti coloro che sono poveri di conoscenza, che non hanno la possibilit di diventare adepti. - La terza cosa diventare un Cristo: praticare liniziazione cristiana.

A quei tempi un adepto riteneva un disonore e un tradimento donare la propria ricchezza di conoscenza esoterica a chi non era puro quindi, povero rispetto a lui: non adepto. La conoscenza esoterica veniva riservata ai pochi. Indicando che donando si costruisce un tesoro nel cielo il Cristo vuol dire che era giunto il tempo di smettere di nascondere: tutto dove essere pubblico, svelato. Il tesoro celeste diventare cari a Dio, essere parte delle Sue schiere. Donare la propria ricchezza rendere partecipi ai cercatori aiutandoli ad arricchirsi dei doni dello spirito: ossia acquisire le facolt e i carismi superiori. Nel racconto il ricco (adepto giudaico) non accetta di svendere la propria conoscenza per donarla ai poveri: ossia ai mendicanti dello spirito, i cercatori di spirito.

Quanto difficile, per quelli che hanno delle ricchezze, entrare nel regno di Dio!

Qui il Cristo parla di entrare nel regno di Dio: si parla qui inequivocabilmente che i sapienti, gli erofanti antichi non potevano pi da quel momento arrivare a lacquisizione di facolt di percezione superiore in grado di poter farli penetrare nel mondo spirituale (nel regno di Dio) senza rinnovare le loro scuole di misteri, senza rinunciare al proprio patrimonio di orgoglio conoscitivo, di "sapienza e conoscenza". Il Cristo il portatore di una nuova via: labolizione delle scuole misteriche segrete, la pubblicazione di ogni culto e conoscenza; la pratica della disciplina cristiana, che porta ad un superamento delle ordinarie facolt umane in facolt divine: Le cose impossibili agli uomini sono possibili a Dio (la parte divina nelluomo)