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Bow shock

Ing. Silvano DOnofrio

Letteralmente significa scossa di prua o pi semplicemente onda durto di prua. Di prua? Ok, diciamo frontale. Cos, si capisce meglio. Siccome stiamo parlando di onde e di urto, possiamo dire che c qualcosa nello spazio che non un corpo solido che avanza e va a scontrarsi contro qualcosaltro che non solido proveniente dal verso opposto. Il fronte di confine tra i due mezzi che vengono a contatto detto bow shock.
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Luigi, il mio amico, una persona colta, ma a digiuno di astronomia e astrofisica. Non una novit per me. Mi sono sempre domandato il motivo di tanto disinteresse. E cos davanti ad un buon cappuccino fumante (deve avere obbligatoriamente una abbondante schiuma e una spolverata di cacao), seduti tranquilli al bar, con calma gli do qualche altra spiegazione, dopo che, poco prima, ho ascoltato le sue esercitazioni passatempo sulle ossido-riduzioni. Ci sono due tipi di bow shock. Planetario e solare. Tranquillo, pi facile da capire di quanto sembra gli dico. In ogni caso c di mezzo sempre una stella. E il nostro Sole una stella. Sappiamo che il Sole emette un flusso di particelle cariche in prevalenza protoni ed elettroni, che sfuggite alla gravitazione del sole arrivano fino a noi. Questo flusso chiamato vento solare. Larea di confine dello scontro tra il vento solare e la magnetosfera terrestre chiamato bow shock. Il bow shock della Terra di circa 100-1000 km di spessore e si trova a circa 90.000 km dalla Terra.

In realt dico al mio amico mentre sorseggio il mio cappuccino ti voglio parlare di un altro bow shock. Quello che si estende ai confini del sistema solare. Il vento solare, infatti, in grado di raggiungere le regioni pi estreme del sistema solare. Nonostante sia cos rarefatto, esso comunque capace di far piegare la coda delle comete in direzione opposta a quella del sole. Fin qua ci sei? Bene. Ora il vento solare non si espande allinfinito, diciamo che arriva pi o meno fino allorbita
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di Plutone, il pianeta pi esterno del Sistema solare, e forse poco oltre, formando una specie di bolla chiamata eliosfera oltre la quale il vento solare non pi sufficiente a spingere indietro il mezzo interstellare. Cos il mezzo interstellare? Il mezzo interstellare il materiale rarefatto costituito da gas e polvere che si trova tra le stelle allinterno di una galassia. Il limite estremo della eliosfera che la separa dal mezzo interstellare viene chiamato eliopausa ed il confine dove la densit del vento solare maggiore di quella della materia interstellare. Vedo il mio amico un po distratto, ma continuo, ho ancora unora di tempo prima di ritornare a casa per far uscire il mio cane. Eppoi sempre meglio evitare di parlare di politica. Gli scienziati sono certi della esistenza del bow shock. Lhanno osservato nellarea circostante di molte altre stelle. Anche la sonda Voyager 2 ha registrato un sussulto dovuto al bow shock presso Saturno determinato proprio dallo scontro del vento solare con la ma magnetosfera del pianeta. Sicuramente conoscerai le sonde Voyager 1 e Voyager 2 mi rivolgo al mio amico con tono di interrogazione, tanto per tenerlo sveglio. Cosa centrano con il bow shock, mi dirai? Centrano, vedrai. Le storiche sonde Voyager 1 e Voyager 2, lanciate dalla Nasa nel 1977, avevano come missione di esplorare dove nulla dalla Terra era volato prima. La missione principale era lesplorazione di Giove e Saturno. Dopo aver fatto una serie di scoperte l, come i vulcani attivi sulla luna di Giove Io, e la complessit di anelli di Saturno, la missione stata prorogata. Voyager 2 ha proseguito per esplorare Urano e Nettuno, ed ancora lunico veicolo spaziale ad aver visitato quei pianeti esterni. A Voyager 1 stata affidata una missione pi ardita: esplorare il bordo pi esterno del dominio del sole. E oltre. Gi nel 2011 Voyager 1 si trovava ai margini del Sistema Solare a un passo dal grande salto nello spazio interstellare. Il segnale dellavvicinamento al confine era rappresentato dal numero di raggi cosmici che colpiva la sonda.

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I raggi cosmici dico al mio amico che con impegno mordicchia il suo pasticcino sono particelle ad alta energia, come protoni e nuclei di elio, accelerati a velocit prossime a quelle della luce, da supernovae distanti e da buchi neri. Devi sapere che leliosfera protegge il Sistema Solare da questi proiettili subatomici, deflettendo e rallentandone la gran parte, prima che raggiungano i pianeti interni. Ebbene il numero di raggi cosmici che colpivano Voyager 1, stava aumentando significativamente. Segno che si stava avvicinando al confine. Si aspettava da un momento allaltro il sussulto del bow shock. Il momento dello shock in cui il vento solare si scontra con il mezzo interstellare. Era solo questione di tempo. Nulla. Nessuna onda durto di prua.

Mi fermo un attimo per attirare lattenzione di Luigi su di me piuttosto che sul suo pasticcino alla ricotta. Gli chiedo se ha bisogno di qualcosaltro. Tutto a posto, continua. mi risponde. Ho ottenuto ci che volevo. Ebbene sembrerebbe che le cose non stanno come gli scienziati si aspettavano. La notizia sta proprio nel fatto che i nuovi dati inviati dalla Voyager 1 presentano un quadro completamente nuovo della zona di confine. Non ci sarebbe stato un salto improvviso tra il Sistema Solare e il suo esterno. Lingresso nello spazio interstellare sarebbe graduale e progressivo. Esattamente il contrario di
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quando si credeva, ossia che esistesse un confine netto e brusco tra il flusso caldo del vento solare e il freddo mezzo interstellare. Questo starebbe a dimostrare che il nostro sistema e la sua eliosfera si muovono attraverso lo spazio troppo lentamente per formare un bow shock. Quindi non esiste nessuna onda durto di prua. Nessun bow shock. Interessante commenta svogliato il mio amico molto interessante. So che lo dice per compiacermi, ed io approfitto. E ci metto anche un carico da 90. Interessante vero? dico ora viene unaltra parte ancor pi interessante. Voyager 1 sta fuoriuscendo il sistema solare ad una velocit di circa 3,6 UA allanno, 35 gradi fuori del piano delleclittica a nord. Anche Voyager 2 sta uscendo dal sistema solare ad una velocit di circa 3,3 UA allanno, 48 gradi fuori del piano delleclittica a sud. Le due sonde la Voyager 1 e la Voyager 2 hanno abbastanza energia elettrica e carburante per funzionare almeno fino al 2020. A quel punto, la Voyager 1 sar a 19,9 miliardi KM dal Sole e la Voyager 2 sar a 16,9 miliardi km di distanza. Alla fine, i Voyagers vagheranno tra le stelle. In circa 40.000 anni, la Voyager 1 andr alla deriva alla distanza di 1.6 anni-luce da una stella nella costellazione della Giraffa, che si sta dirigendo verso la costellazione di Ofiuco. In circa 40.000 anni, la Voyager 2 sar ad una distanza di 1,7 anni-luce dalla stella Ross 248 e in circa 296 mila anni, sar a 4,3 anni luce da Sirio, la stella pi luminosa del cielo . I Voyager sono destinati, forse eternamente, a vagare per la Via Lattea. Nel frattempo chiedo al cameriere un bicchiere dacqua. Il mio amico non si accorge che ho finito. Andiamo a camminare dico.

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VENTO INTERSTELLARE
Cosa sappiamo del vento interstellare? Poco o niente. Allora perch ne parliamo? Ci si mai stancati di leggere poesie?

Sappiamo che il vento interstellare il materiale rarefatto costituito da gas e polvere che si trova tra le stelle allinterno di una galassia. Raggi cosmici, correnti di plasma delle galassie. Insomma un misto tra polveri e particelle ad alta energia, come protoni e nuclei di elio, accelerati a velocit prossime a quelle della luce, provenienti forse da supernovae distanti e da buchi neri. Questo fenomeno del vento interstellare diventato familiare da quando la sonda Voyager 1 ha lasciato il confine del nostro sistema solare per entrare definitivamente nello spazio interstellare.
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Ora sappiamo che questo vento interstellare sta cambiando direzione. Cosa significa? Un gruppo di astrofisici guidato da Priscilla Frisch, dellUniversit di Chicago ha pubblicato una serie di dati raccolti negli ultimi quarantanni. Il vento interstellare che soffia al di fuori dei pianeti del sistema solare, oltre le orbite di Nettuno e dei nuovi pianeti nani, ha cambiato direzione, di circa 4-9 gradi dallinizio delle osservazioni. Come ci sia accaduto, ancora non si riesce a spiegare e per questo le indagini continueranno nella convinzione che presto sia possibile trovare la causa. Gli scienziati fino a ieri pensavano che lambiente interstellare fosse abbastanza tranquillo e omogeneo. Invece linterazione con leliosfera rende tutto pi complesso e molto movimentato. Quindi, come in una turbolenza atmosferica sulla Terra, i venti possono cambiare direzione, anche nel cosmo profondo una turbolenza della nube rende i suoi gas molto dinamici fino a modificarne la traiettoria. Il nostro sistema solare ruota rapido nella galassia alla velocit di 250 chilometri al secondo compiendo un intero giro intorno al centro galattico dal quale dista 28 mila anni luce in 230 milioni di anni. Ma nello stesso tempo il nostro sistema solare anche immerso in una gigantesca nube interstellare estesa 30 anni luce e gli atomi di questa nube attraversano lo spazio tra i pianeti e larea di influenza del Sole nota come eliosfera, alla velocit di 23 chilometri al secondo; un vero e proprio vento che soffia tra le stelle e formato da atomi di gas. Apparentemente la cosa interessa poco e pu sembrare anche insignificante, ma ogni cambiamento pu aprire la strada a considerazioni interessanti su ci che accade attorno a noi. Non una poesia. Ma riuscire a conoscere meglio alcuni dei numerosi meccanismi nascosti della stessa Via Lattea, lisola stellare nella quale noi abitiamo in una zona di confine importante perch quanto accade intorno a noi potrebbe influenzare la vita del nostro pianeta

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