Sei sulla pagina 1di 32

Cibo, Felicit e Societ

Indice
04 08 08 11 13 14 16 16 20 22 24 26 26 28 IL PIACERE DELLA CONDIVISIONE DEL CIBO CIBO COME COMUNICAZIONE E CONVIVIALIT Cibo e societ nella preistoria Cibo e societ nella religione Ruoli sociali individuali nel consumo dei pasti Meccanismi relazionali nella ritualit del pasto IL DECADIMENTO DEL RAPPORTO CIBO-CULTURA La societ degli uomini solitari Il Come, il Dove, il Cosa La risposta del mercato La risposta dellutente SOCIET E ALIMENTAZIONE NEL FUTURO Come superare la crisi dei valori? La speranza di Zygmunt Bauman

p. 4

Cibo, Felicit e Societ

Il piacere della condivisione del cibo

Cibo, Felicit e Societ

p. 5

senso cos soggettivo da essere difficilmente comunicabile. In realt, assaporare il cibo un atto di collettivit, che pu essere sia comunicato che condiviso. Condividere il cibo pu significare lingresso in una comunit, rendere le persone parte integrante della stessa cultura, metterle in comunicazione tra loro. Il dono del cibo, per esempio, mette in relazione persone, e in ogni societ ha avuto rilevanza nelle dinamiche sociali. Di conseguenza, la condivisione dello stesso cibo allorigine di rituali. Il cibo, dal punto di vista sociale, necessita convenzioni condivise, che consentano linterazione strutturata tra persone. Col tempo, la ripetitivit delle azioni pone le basi per la definizione dei comportamenti in forma di rituale. Rituali che si manifestano con tratti diversi, come pu essere diversa una cena in famiglia da una colazione di lavoro. Il valore culturale, emozionale e sensoriale del cibo deve invece essere un argomento su cui riflettere per avere una nuova prospettiva sullalimentazione. Il cibo e la sua condivisione sono

Si pu credere che il gusto sia un

p. 6

Cibo, Felicit e Societ

propri di significato per lindividuo, il gruppo, la societ. Il cibo, per sua natura, portatore di un significato simbolico e relazionale, che supera il valore nutritivo e il bisogno fisico di alimentarsi. La cena, ad esempio, un momento fortemente relazionale, durante la quale si crea un processo di costruzione e condivisione dellintimit e della vicinanza, si pongono le basi per un coinvolgimento affettivo ed emotivo. La condivisione del cibo quindi un elemento molto importante per la sociabilit. Condividere cibo con

qualcuno offre vastissime possibilit e significati. Alla base di queste possibilit, vi il dato oggettivo del piacere di sedersi alla stessa tavola. Vi infatti un legame diretto e inseparabile tra il gusto del cibo e il piacere di una condivisione. La condivisione infatti un azione che ha sempre regalato alluomo un senso di felicit. Quando si accetta di condividere qualcosa con qualcuno si instaura un rapporto con laltro individuo che non deve essere sottovalutato. Significa porsi in relazione con un altro individuo, accettando i sig-

Cibo, Felicit e Societ

p. 7

nificati, espliciti ed impliciti che ne conseguono. Condividere significa accettare laltro ed essere disposti a vivere un momento insieme. Dallaltro punto di vista, essere resi partecipi alla condivisione di qualcosa, porta la persona invitata ad avere una certa opinione di quella invitante, dal momento che stata chiamata a partecipare ad unesperienza. Il cibo e la sua condivisione sono quindi un mezzo di incontro e di scambio culturale. Attraverso codici di comunicazione

sono trasmessi diversi valori simbolici e significati sociali, economici, politici, estetici, religiosi, etnici. Il sistema alimentare contiene e trasporta la cultura, le tradizioni e lidentit di un gruppo e costituisce il primo modo per entrare in contatto con individui e culture diverse.

p. 8

Cibo, Felicit e Societ

Cibo come comunicazione e convivialit


01 / Cibo e societ nella preistoria

Cibo, Felicit e Societ

p. 9

una struttura di linguaggio, il cibo stato decisivo nello sviluppo delle prime forme di comunicazione umana. Quando i gruppi sociali hanno iniziato ad aumentare di dimensione da 20 membri allepoca dellHomo erectus a circa 50-150 membri allepoca dellHomo sapiens accresciuta anche lestensione del territorio coperto dal gruppo. In un territorio vasto, quando si scopriva una fonte di cibo bisognava comunicarla con molti particolari, per spiegare al meglio la sua collocazione e quanti membri del gruppo avrebbe potuto sfamare. Questa stata una delle modalit che hanno favorito ed incentivato lo sviluppo del linguaggio, il cui sviluppo stato incentivato probabilmente anche dalla necessit di ridurre le tensioni legate alla spartizione degli alimenti. Come recentemente ha affermato larcheologo Martin Jones, nella sua opera Feast, alle origini di ci che

Nonostante non sia in esso evidente

p. 10

Cibo, Felicit e Societ

oggi chiamiamo convivialit sono state le pratiche primitive di condivisione del cibo intorno al fuoco, da parte di gruppi di umani che sedevano faccia a faccia, sorridendo, ridendo, e progressivamente parlando. Pratiche non riscontrabili tra le altre specie esistenti, non solo per la paura del fuoco ma anche perch nel regno animale il contatto diretto degli occhi, lapertura della bocca e lesposizione dei denti, sono espressioni tipicamente ostili. Per lessere umano, invece, lidea di un gruppo di persone che si riunisce per un pasto sembra la cosa pi naturale del mondo. La cena di famiglia, un pranzo cliente costituiscono una parte della nostra vita sociale, come lo spesso il mangiare in compagnia. Il consumare un pasto in comunione diventato nei secoli una circostanza comune per luomo. Levoluzione della sociabilit umana ha quindi preso il via dalla semplice condivisione di cibo attorno al fuoco, che lentamente ha raggiunto sfumature e concetti pi sviluppati le complessi, tuttora presenti nella societ odierna, come il preparare i biscotti per una persona cara, o andare a cena fuori.

Cibo, Felicit e Societ

p. 11

02 / Cibo e societ nella religione


In molte religioni il cibo un elemento di aggregazione sociale molto importante. Il consumo di un cibo pu stabilire chi parte della congregazione dei fedeli e chi non lo . Il professore di antropologia E. N. Anderson, nella sua opera Everyone Eats: Understanding Food and Culture afferma: Tipicamente, aggregazione e differenziazione sono pi forti ed emozionalmente pi intense nella religione che in altre attivit umane (anche se ideologie politiche ed etnicit hanno a volte assunto un rilievo maggiore in tal senso nel corso dellultimo secolo). Il cibo quasi sempre un elemento di demarcazione. Coloro che condividono una fede mangiano insieme ai pasti rituali. Spesso vanno oltre, e definiscono la loro congregazione in base a regole condivise. [] La Sacra Comunione nel Cristianesimo una forma di tale condivisione. I templi Sikh insistono perch i fedeli condividano un cibo dolce, fatto di sostanze accettabili a tutte le religioni indiane [] Banchetti pi cospicui che mettono persone assieme attorno a temi religioni includono Thanksgiving e Natale nelle tradizioni dei cristiani dAmerica; Pesach e Hanukkah nel giudaismo; i banchetti nei templi buddisti in tutta lAsia orientale e sudorientale; e un numero infinito di festini sacrificali o legati alla caccia presso i popoli indigeni.

p. 12

Cibo, Felicit e Societ

La condivisione del cibo non importante solo per la ritualit, ma ricopre un ruolo decisivo in quanto collante comunitario. Assume il significato antropologico di concorrere a marcare i confini tra fedeli ed infedeli, attraverso pratiche di ingestione di cibi comuni e condivisi nei corpi individuali. Questo principio ha valore anche al di fuori dellambito religioso, nelle scelte alimentari di ogni singola comunit che, come afferma il giornalista e scrittore Michael Pollan nella sua opera In Defense of Food. An Eaters Manifesto, costituiscono uno dei collanti sociali esistenti pi potenti in assoluto: Storicamente, le cucine nazionali sono state notevolmente stabili e resistenti al cambiamento, ed questa la ragione per cui il frigorifero dellimmigrato decisamente lultimo posto in cui guardare per individuare segni di assimilazione. Le metropoli dellOccidente contemporaneo sono piene di negozi alimentari etnici che, per vocazione religiosa o spirito di comunit, consentono ai membri di una data fede di aderire a precisi rituali e di mantenere, assieme al sapore dei cibi tradizionali, la coscienza di far parte di un universo sociale dotato di una propria identit.

Cibo, Felicit e Societ

p. 13

03 / Ruoli sociali individuali nel consumo dei pasti


tavola uno strumento che definisce ruoli e i ruoli rivestiti dai presenti. Ad esempio, differenza tra maschi e femmine in alcune societ del passato (i primi seduti e le seconde in piedi a servire) oppure al monarca che mangia da solo, cos come nellera moderna avviene per i rapporti formali (banchetto diplomatico o politico). Anche la forma stessa del tavolo rettangolare o tondo un elemento di gerarchia o democrazia sociale. Inoltre, il posto a sedere ha una sua precisa valenza a seconda dei contesti storici, sociali o politici. Anche la spartizione del cibo, ovvero lattribuzione di un pezzo piuttosto che un altro, non casuale, bens la riproduzione dei rapporti di potere e prestigio allinterno del gruppo.

La

p. 14

Cibo, Felicit e Societ

Allo stesso modo, come osserva lo storico Massimo Montanari in Il cibo come cultura, la qualit e quantit del cibo espressione della cultura, della tradizione culinaria e, al tempo stesso, dellappartenenza sociale. Il come e il quanto ci si alimenta deriva e rivela il ruolo sociale dellindividuo. Questo per cambia col passare del tempo e a fronte dei cambiamenti storici. Cos se nel Me-

dioevo, ad esempio, la classe nobile consumava carne e limmagine del contadino era associata ai frutti della terra, successivamente, il distinguo si basava sulla differenza tra buono e cattivo. Oggi, ad esempio, si considerano di particolare valenza culturale e sociale i prodotti tradizionalmente poveri e rustici (come i cereali, miglio, segale, orzo), un tempo legati alla tradizione contadina.

04 / Meccanismi relazionali nella ritualit del pasto


Lattenzione che si pone nel preparare la tavola, per s
e per gli altri, il disporre le vivande ed i piatti, limpegno nel cucinare le proprie pietanze preferite, sono tutti abitudini quotidiane e, in alcuni casi, specifici per momenti speciali (ricorrenze, festivit, ecc). Si tratta generalmente di momenti importanti, che contraddistinguono la

Cibo, Felicit e Societ

p. 15

famiglia, le sue consuetudini e la sua quotidianit. Il rito definibile come un insieme di atti che, ripetendosi, vanno a plasmare nel tempo i modelli culturali di una societ. Ma il rito allo stesso tempo tramanda dei valori e delle regole, di delineazione dei ruoli, di riconoscimento dellidentit e di coesione sociale. Le ritualit legate al consumo di cibo variano a seconda del contesto culturale. Un caso evidente di ritualit la si pu

contesto famigliare, cos come al ristorante. Un altra azione rituale avviene durante lassaggio, quando un commensale si fa carico della degustazione e della valutazione della qualit della bevanda a beneficio degli altri. Lassaggiatore, infatti, a prescindere dal grado di conoscenza e di esperienza nel campo della degustazione, inizialmente studia il vino contenuto dal bicchiere, tentando di coglierne le sfumature nel colore. In seguito, prover a capire il profumo e gli aromi. Alla fine, linsieme delle gestualit antecedenti al momento effettivo del bere, prevedono un ultimo atto tipico: il vino viene sorseggiato per stimarne il gusto, prima che venga porto agli altri commensali. Prendendone in considerazione laspetto rituale, il vino si distingue parecchio dallacqua o dalla birra. Ad esempio nel consumo dellacqua non si trovano azioni che precedono il suo consumo, si pu soltanto ritrovare una certa ritualit nei gesti di condivisione con gli altri parteciriscontrare nel vino e nei gesti che panti al pasto. ne accompagnano il consumo. Lo I rituali sono quindi la manifestazistappare una bottiglia di vino im- one concreta di una cultura, non solplica un insieme di gesti codificati tanto una ripetizione meccanica di allinterno del mondo occidentale. gesti, ma dellevocazione di valori e Si tratta di atti che si ritrovano nel stili di vita.

p. 16

Cibo, Felicit e Societ

Il decadimento del rapporto cibo-cultura


01 / La societ degli uomini solitari

Cibo, Felicit e Societ

p. 17

Come sostiene anche il filosofo An-

drea Braggio: La commercializzazione ha trasformato luomo in un numero, una pedina sulla scacchiera delle forze di mercato e dei profitti aziendali. La commercializzazione dei valori, dei modi di guardare il mondo ha permeato tutti gli aspetti della vita umana. luomo ora vede e valuta il mondo attraverso il prisma difettoso dei mercati e per questo sprofonda nellinfelicit, iniziando a credere che la gioia derivi dal possesso di oggetti e che tutto abbia un prezzo. Luomo ormai non pi capace di emergere, il suo grande potenziale bloccato dal sistema economico attuale e dai suoi valori di riferimento. La vita delle persone dominata dalle logiche di un mercato che non ha alcun riguardo n delluomo n dellambiente. Tutto ci ha dannosamente causato una sorta di processo di smarrimento, in cui le persone hanno iniziato ad ignorare le altre dimensioni

p. 18

Cibo, Felicit e Societ

dellessere umano: la spiritualit, la socialit, laffettivit e la gratuit. Tutti questi valori sono riassunti nella condivisione, che pu essere spiegata sia come accesso comune a un patrimonio di nozioni e conoscenze, sia come equa distribuzione di beni materiali come il cibo. La condivisione non dunque da considerare un ideale astratto, ma come un principio guida per la condotta, capace di promuovere e favorire in modo concreto la pace e le giuste relazioni fra gli uomini. Gli esseri umani si trovano in una delicata fase di transizione storica che sta segnando il passaggio da un modello socioeconomico ormai in declino (compresi i valori di cui portatore) a un modello nuovo in grado di garantire loro la sopravvivenza, e non solo un miglioramento delle condizioni di vita; un modello, questultimo, che poggia sulla cooperazione fra gli uomini e sulla condivisione delle risorse mondiali. Luomo non riconosce pi queste necessit che, inappagate, genererebbero un profondo senso di insoddisfazione e di vuoto interiore. Molto spesso luomo tenta piuttosto di mettere a tacere questa sofferenza

con il solo modo che conosce: la corsa agli acquisti. Gli uomini stanno vivendo in un arido deserto e nella maggior parte dei casi non si interrogano sulla possibilit di uscirne, sul perch lattuale societ consumistica votata al profitto li ha lasciati privi di ci che li rende umani: la felicit, la soddisfazione creativa, la disposizione a rispondere ai bisogni reciproci e la libert. Nonostante credano di essere libere, le persone sarebbero schiave di un sistema che tratta la vita come una merce, d un prezzo a ogni cosa e considera tutti i problemi risolvibili in termini di marketing. Parole dure che racchiudono per dati reali. La societ cambiata, e di conseguenza le modalit di consumo del cibo si sono modificate. Le caratteristiche della realt di oggi obbligano ad approcciarsi al consumo di alimenti secondo nuove tipologie di comportamento. La societ post-moderna la societ del disincanto, della perdita della bellezza dello scambio simbolico, dello scombussolamento spazio-temporale dei modi di vita.

Cibo, Felicit e Societ

p. 19

Tre elementi sono in grado di delineare un percorso logico che mostri i punti di contatto e di distanza fra le abitudini e gli elementi legati allodierno rapporto delluomo con il cibo e le abitudini che hanno segnato lo stile di vita e la quotidianit delle generazioni del passato, dai nostri nonni ai nostri padri: la cucina, la tavola, il cibo. Ossia...

p. 20

Cibo, Felicit e Societ

02/ Il Come, il Dove e il Cosa


La cucina, il Come
Il cibo sempre pi frequentemente acquistato pronto, da mangiare o scaldare, trascurando cos ogni la dimensione del cucinare nel senso della realizzazione di qualcosa derivante da elementi semplici, da ingredienti di base. Non cucinare significa non sapere effettivamente cosa si sta ingerendo, ma, cosa ancora pi triste, significa rinunciare allesperienza della condivisione comune di qualcosa che il risultato del lavoro delluomo stesso. Il microonde un elettrodomestico in grado di riportare luomo a quando non aveva ancora scoperto il fuoco e quindi ancora ignaro di alterare lo stato naturale di ci che aveva cacciato o raccolto in natura per trasformarlo in qualcosa di diverso, di pi commestibile e pi saporito. La tecnologia e la fretta di oggi giorno rendono luomo un novello cavernicolo, che, entrato in possesso di qualcosa di commestibile, lo introduce allinterno dellapparato diger-

Cibo, Felicit e Societ

p. 21

ente, per immagazzinare abbastanza calorie per saziarsi e continuare vivere.

La tavola, il Dove
Non solamente una componente darredamento, ma un elemento fondamentale di ogni casa. Questa esemplifica al massimo il cambiamento avvenuto negli ultimi ventanni negli stili alimentari. Oggi, sempre pi frequentemente, il cibo viene consumato in luoghi diversi dalla tavola, spesso individualmente, senza una preparazione, o nel minor tempo possibile. La tavola oggi dunque la metafora dei valori che molti stanno andando perduti, privando il cibo e lesperienza del suo consumo dellaspetto rituale e sociale di cui erano storicamente portatori. Consumare i pasti a tavola con tutta la famiglia per condividere cos lesperienza culinaria una cosa ormai abbandonata per molte culture. Quella italiana forse rimane ancora poco influenzata da questo stile, tipicamente nordico. Tuttavia alcune tendenze pian piano stanno prendendo piede anche nellEuropa mediterranea, terra in cui il rapporto con il cibo non descrivibile dalle stesse categorie

sociologiche e culinarie del mondo nordico. Consumare i pasti seduti in tavola implica impiegare tempo per l alimentazione, tempo per scegliere cosa consumare e tempo per prepararlo, tempo per educare allalimentazione i figli, e tempo per condividere sapori e gusti nuovi. La tavola metaforizza il rapporto fra luomo e il cibo. La macchina, il divano, la scrivania, e tutti quei luoghi dove sempre pi spesso ci si trova a consumare un pasto, rappresentano dei non-luoghi culinari che riassumono il mutamento e le nuove problematiche del rapporto fra luomo e il cibo.

Il cibo, il Cosa
In questepoca la qualit sta venendo rimpiazzata dalla quantit. In alcune societ gi venuta meno la visione del cibo come piacere come esperienza sensoriale, come espressione culturale. Il cibo consumato sempre pi frequentemente concepito solamente come una forma di nutrimento, lontano dallidea del cibo di qualit, il cibo che nella tradizione culinaria delle generazioni precedenti stato semplicemente il cibo consumato quotidianamente.

p. 22

Cibo, Felicit e Societ

03 / Le risposte del mercato


La nuova campagna di Cocacola
Cocacola ha lanciato in questo ultimo periodo una campagna basata sul piacere della condivisione. Su ogni lattina presente la scritta Condividi con e seguono nomi propri di persona o appellativi, per invogliare il cliente a comprarla con la promessa della felicit. Sebbene sia una cosa che possa far sorridere, la condivisione spontanea di una di queste lattine rimane forzata. C una tristezza di fondo causata dal ribaltamento dei ruoli: non sono pi io ad avere lidea di divertirmi con un amico bevendo una Cocacola, Cocacola piuttosto che mi suggerisce di acqustarla per berla con un amico. Siamo cos disperati da necessitare consigli di vita dal mercato?

Cibo, Felicit e Societ

p. 23

Il formato condivisibile
I crakers Pavesi hanno puntato spesso sul piacere della condivisione, soprattutto nellanno 2011 con lo spot contraddistinto dallo slogan Condividilo con chi vuoi, in cui un ragazzo fa conoscenza di una bella donna grazie al formato comodamente divisibile del crakers che sta mangiando. Molti altri marchi, come la Kinder Ferrero, hanno fatto leva su questo producendo packaging al cui interno si trovano due sneaks, come ne esempio il Kinder Bueno, o uno solo sneak, ma perfettamente divisibile in due, come lovetto Kinder. Anche McDonalds ha da poco lanciato nei suoi fast food un men-condivisione: sono le nuove ShareBox, packaging capienti contenenti pi tipologie di spuntino permettono di risparmiare condividendo il pranzo con gli amici. Iniziative apprezzabili, visto il risparmio in denaro che consentono, e lidea genuina di fondo. Ma vale la stessa ossevazione precedentemente fatta con Cocacola: Necessitiamo che qualcuno ci dica di condividere una merenda? Non pi una cosa che esce spontanea?

p. 24

Cibo, Felicit e Societ

04 / Le risposte dellutente
Associazione no profit Slow Food
Alcuni hanno sentito cos tanto il cambiamento negativo nella maniera di consumare il cibo da fondare Slow Food: unassociazione internazionale non-profit che oggi giorno conta 100 000 iscritti, volontari e sostenitori in ben 150 Paesi. Slow Food opera per promuovere linteresse legato al cibo come portatore di piacere, cultura, tradizioni, identit, e uno stile di vita, oltre che alimentare, rispettoso dei territori e delle tradizioni locali. una risposta positiva che testimonia il fatto che lamore per la semplicit, la spontaneit e il piacere della condivisione non sono valori gi andati dimenticati, anzi, c gente disposta a molto per difenderli e promuoverli.

Cibo, Felicit e Societ

p. 25

La condivisione virtuale
Quando non possibile pranzare in compagnia, esiste la possibilit di far sapere alla persona che si vorrebbe avere accanto quanto buono il piatto che ci stiamo gustando o che stiamo cucinando. Luso degli smartphone dilagato, e cos sono iniziate anche nuove usanze connesse al loro utilizzo, in particolare, sono recentemente nate alcune applicazioni che consentono di catturare e condividere, privatamente o pubblicamente, scatti fotografici del nostro pasto, arricchendolo con filtri fotografici e con commenti. E il caso di FoodSpotting, un app dedicata alla condivisione di piatti culinari e alla loro valutazione. Ma anche su Instagram, app dedicata prevalentemente alla fotografia, unelevatissima percentuale di foto dedicata a pietanze culinarie. La condivisione virtuale una strana ed asettica alternativa alla condivisione reale del pasto, in una vita cos movimentata che non riesce a permetterlo. Un lato positivo possiamo riscontrarlo nellevidente desiderio delle persone di avere qualcuno a fianco durante latto del pasto.

p. 26

Cibo, Felicit e Societ

Societ e alimentazione nel futuro


01 / Come superare la crisi dei valori?

Cibo, Felicit e Societ

p. 27

Per riuscire a sollevarsi dalla triste condizione contem-

poranea in cui luomo caduto, necessario rientrare in contatto con la dimensione culturale del cibo, ridefinirne il piacere, diffonderne il sapere. Ma per arrivare a ci, bisogna ritrovare il piacere per la naturalezza e lesigenza di un riequilibrio degli stili alimentari verso un approccio dietetico pi salutare e sostenibile. necessario ritornare ad avere un rapporto pi profondo, ricco e motivante con lalimentazione, legandolo maggiormente alla dimensione dellestetica, del gusto, del piacere. Per riuscirvi bisogna impiegare meglio il tempo, per lasciare pi spazio allesperienza alimentare, recuperando il piacere della convivialit, lelemento base per lesperienza della gratificazione. Accantonando il problema, si corre il rischio che la necessit di relazionarsi agli altri diventi esasperata, mentre la paura e incapacit di farlo potrebbero rendere le comunit fragili, e le emozioni temporanee. La societ futura sar contagiata dalla molteplicit e dallincertezza. Non saranno i prodotti alimentari di per s a favorire la scelta, ma il loro codice di significato. I prodotti dovranno integrare agli aspetti funzionali ed emozionali con elementi simbolici, interpretando il bisogno di radici, di localizzazione, di durata, di sollievo dallansia, di rassicurante confine fisico e mentale.

p. 28

Cibo, Felicit e Societ

02 / La speranza di Zygmunt Bauman


Il trucco per riequilibrare la situazione sta nellincrocio tra il piacere dellesperienza sensoriale e la richiesta di una comodit situazionale che consenta di godere appieno del cibo gustato. Il tratto della velocit, diventato un elemento caratteristico della nostra epoca, secondo declinazioni diverse da quelle che conosciamo influenzer significativamente il nostro rapporto con il cibo. Bisogner puntare maggiormente sulla semplificazione della preparazione (che

Cibo, Felicit e Societ

p. 29

consentir di guadagnare il tempo che oggi manca e supplire la perdita di cultura alimentare che impedisce di operare autonomamente in questo ambito), e far leva sulla portabilit e praticit, intesa come facilit di applicazione dello stile alimentare desiderato anche allinterno di una societ in movimento sempre pi frenetico. Il futuro ci riserver il tentativo di una reinterpretazione costruttiva del rapporto con il cibo, nel tentativo di conciliare le dinamiche sociali del nostro tempo con un approccio salutare e positivo allalimentazione.

Titolo del Libro

Bibliografia
FEAST Martin Jones EVERYONE EATS E. N. Anderson IN DEFENSE OF FOOD Michael Pollan Andrea Braggio IL CIBO COME CULTURA Massimo Montanari SOCIET LIQUIDA Zygmunt Bauman

Chiara Galli Politecnico di Milano Design della Comunicazione a.a. 2012/2013 Food Design