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Distanza e dimensioni del Sole e della Luna secondo Aristarco di Samo

A che distanza dalla Terra si trovano il Sole e la Luna? Quale la loro dimensione? Nella nostra epoca questi dati sono ben conosciuti, grazie agli strumenti dei quali dispongono gli astronomi moderni. Ma possibile stimare questi valori avendo a disposizione solo il nostro occhio, qualche conoscenza matematica ed un po dingegno? La risposta affermativa, ed in effetti questi valori sono stati misurati dagli astronomi antichi, anche se in modo approssimativo. Il primo serio tentativo di quantificare queste grandezze si deve ad Aristarco di Samo (circa 310 - 230 a.C.), conosciuto anche come il Copernico dellantichit, essendo stato il primo a proporre un sistema eliocentrico. Nella sua opera sulle dimensioni e la distanza del Sole e della Luna, Aristarco stima il rapporto fra la distanza Sole Terra e quella Terra Luna ottenendo un valore di circa 19. Dalluguaglianza dei diametri angolari apparenti di Sole e Luna deduce poi che anche il rapporto dei diametri deve essere di circa 19. Questo valore, seppur lontano dal valore reale che varia fra 360 e 420 circa, rappresent un grande passo avanti rispetto alle speculazioni precedenti: Anassimandro (circa 611-545 a.C.) aveva affermato che le distanze del Sole e della Luna dalla Terra stessero in rapporto di 3:2. Eudosso, riferisce Archimede, aveva stimato che il diametro del Sole fosse 9 volte quello della Luna mentre Fidia, padre di Archimede, dava per lo stesso rapporto il valore di 12.

Stima del rapporto fra le distanze Sole-Terra e Terra-Luna


Lidea che sta alla base della misura di Aristarco molto semplice ed schematizzata in figura 1
a)
87

b) L

Figura 1 Il triangolo SLT rettangolo in L quando la Luna appare illuminata a met

Il triangolo SLT, ottenuto congiungendo i centri di Sole, Luna e Terra in generale scaleno (1b), quando i tre corpi sono disposti come in figura 1a. Come si vede, ci si ma diventa rettangolo in L verifica quando la Luna appare ad un osservatore terrestre illuminata esattamente a met ed il cerchio che divide la parte illuminata da quella scura, ortogonale ai raggi solari, si trova in direzione fra Sole e Luna e trov un del nostro occhio. In queste condizioni Aristarco misur langolo T valore che in notazione moderna scriviamo come 87 (Aristarco scrive un quadrante meno la trentesima parte di un quadrante; luso sistematico dellangolo giro di 360 si diffuse solo in seguito, a partire probabilmente da Ipparco di Nicea). di conseguenza di 3, ed in notazione moderna scriveremmo: Langolo S

= ST sen 3 LT = ST sen S
E quindi:

dove

LT = distanza Terra Luna ST = distanza Sole Terra

ST 1 = ~ 19 LT sen 3
Da cui risulta che il Sole circa 19 volte pi lontano della Luna dal nostro pianeta. Non disponendo di tavole trigonometriche (le prime saranno compilate un secolo dopo, ad opera di Ipparco) Aristarco esegue una serie di calcoli per dimostrare lequivalente della disuguaglianza

1 1 < sen 3 < 18 20

trovando cos che

18 <

ST < 20 LT

Come vedremo meglio nellultimo paragrafo, pur essendo corretta limpostazione del calcolo un causa un grande errore nella determinazione di ST . piccolo errore nella misura dellangolo T LT

Stima delle dimensioni della Luna e del Sole


Per quanto riguarda le dimensioni della Luna e del Sole, Aristarco assume che i due corpi celesti siano visti dalla Terra sotto lo stesso angolo, e quindi che il rapporto dei diametri sia lo stesso del rapporto delle distanze. Per comprendere meglio la relazione fra la distanza di un oggetto, il suo diametro e langolo sotto il quale visto consideriamo la figura 2

D 2

Figura 2 Un oggetto di diametro D posto a distanza d dalla Terra; possibile scrivere una semplice relazione trigonometrica che lega D, d ed il diametro angolare apparente .

Sia d la distanza delloggetto, D il suo diametro e langolo sotto il quale loggetto visto. A rigore

D = d sen 2 2

e quindi

D = 2d sen

, ma per angoli piccoli si pu porre D = d sen ( per = 10 lerrore

inferiore allo 0,5%). Sia il Sole che la Luna sono visti dalla Terra sotto lo stesso angolo = 0,5; questa una coincidenza che non ha alcun significato fisico ma che rende il rapporto fra i diametri uguale al rapporto fra le distanze. Si ha infatti DS = dS senS e DL = dL senL quindi DS DL e = sen S = sen L dS dL dove i pedici S ed L si riferiscono al Sole e alla Luna rispettivamente. D D Essendo S = L risulta S = L dS dL e quindi

DS d S = DL d L

Se il Sole fra 18 e 20 volte pi lontano della Luna, allora anche fra 18 e 20 volte pi grande. Ma quali sono le dimensioni del Sole e della Luna rispetto a quelle della Terra? Per rispondere a questa domanda Aristarco utilizza un dato preso dallosservazione: durante uneclisse di Luna,

lombra della Terra due volte pi larga del diametro della Luna stessa. Questa informazione, unita ai risultati ottenuti in precedenza sul rapporto fra le distanze (e le dimensioni) del Sole e della Luna, gli permette di determinare le seguenti relazioni:

108 RT 60 < < 43 RL 19

19 RS 43 < < 3 RT 6

Dove RT = raggio della Terra RL = raggio della Luna RS = raggio del Sole Riportiamo qui una versione semplificata del calcolo di Aristarco, che ne rispecchia comunque limpostazione di base.
A D RS dST B E dTL

2RL

Sole

Terra

Luna

Figura 3 Sole, Terra e Luna durante uneclisse di Luna. Aristarco stim lombra della Terra essere il doppio del diametro della Luna

Facendo riferimento alla figura 3, siano dTS e dTL le distanze Terra-Sole e Terra-Luna rispettivamente. I triangoli DAB e EBC sono simili, per cui possiamo scrivere

AD DB = BE EC
Tenendo conto che:
AD = RS RT BE = RT 2RL DB = dTS EC = dTL

luguaglianza precedente si pu riscrivere come

RS RT d = TS RT 2 RL dTL
e RS = 19RL

(1)

Ricordando che dTS = 19dTL

si ottiene

19 RL RT = 19 RT 2 RL

e quindi

RT =

57 RL ~ 3RL 20

Per quanto riguarda le dimensioni del Sole si ha invece

RS = 19 RL = 19

20 380 RT = RT ~ 6.5 RT 57 57

Valutazione degli errori nella misura di Aristarco


Il calcolo di Aristarco, ineccepibile dal punto di vista della logica, viziato da errori compiuti in fase di misurazione; non facile, per esempio, rendersi conto di quando la luna appaia illuminata fra la Luna ed il Sole inevitabilmente esattamente a met, per cui la misura dellangolo T = 87 trovato da Aristarco, pur non discostandosi molto da quello reale di imprecisa. Il valore T Distanza Sole - Terra 8951, conduce ad un grosso errore nel rapporto . Distanza Terra - Luna Infatti, ricordando che sen = cos(90- ) si ha che:

ST 1 1 1 = = = cos(90 S ) cos T LT sen S


Il grafico della funzione

1 mostrato in figura 4 cos T

60 1/cos(T) 50

40

30

20

10

0 50 55 60 65 70 75 80 85 90

T (gradi)

) Figura 4 grafico della funzione 1/cos( T

si avvicina a 90, piccole variazioni di T causano grandi variazioni della Si vede che, quando T = 90 la funzione diverge. Per ottenere con questo metodo un valore attendibile del funzione; per T Distanza Sole - Terra sia molto rapporto necessario quindi che la misura dellangolo in T Distanza Terra - Luna accurata. Anche la valutazione della larghezza dellombra della Terra fatta da Aristarco non precisa: in realt essa maggiore del doppio del diametro della Luna. Ipparco stimer la larghezza dellombra come 2 volte e mezza il diametro lunare, mentre Tolomeo sar ancora pi preciso, distinguendo anche il caso Luna al perigeo da quello Luna allapogeo. Raggio della Terra inserendo nella formula (1) le relazioni pi accurate: Calcoliamo ora il rapporto Raggio della Luna

dTS = 390dTL RS = 390RL


e ponendo la larghezza dellombra della Terra pari a 2,6 volte il diametro lunare. Si ottiene cos.

390 RL RT = 390 RT 2,6 RL


mentre per il raggio del Sole:

da cui si ricava

RT ~ 3,6 RL (il valore reale circa 3,67)


390 RT ~ 108RT (valore reale ~ 109). 3,6

RS = 390 RL =

Nonostante i valori numerici trovati da Aristarco fossero lontani da quelli reali, il suo trattato da un lato colpisce per il rigore delle dimostrazioni (non a caso alcuni autori antichi definiscono Aristarco matematico piuttosto che astronomo) dallaltro ci mostra come utilizzando semplicemente losservazione, lintuito ed alcune conoscenze matematiche sia possibile leggere il grande libro del cielo.

Angelo Mascialino