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REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quinta) ha pronunciato la presente SENTENZA

sul ricorso numero di registro generale 2423 del 2013, proposto da: Societa' Cooperativa Per Azioni L'Aquila 2009, rappresentata e difesa dagli avv.ti Angelo Maleddu, Sergio Fiorenzano, con domicilio eletto presso Angelo Maleddu in Roma, via del Tempio, 1; contro Consorzio Madonna del Carmine; Impresa Mancini Srl, rappresentata e difesa dall'avv. Cesidio Gualtieri, con domicilio eletto presso Cesidio Gualtieri in Roma, via Felice Barnabei, 5; per la riforma della sentenza del T.A.R. ABRUZZO - L'AQUILA: SEZIONE I n. 00877/2012, resa tra le parti, concernente diniego sull'istanza ostensiva avente per oggetto il verbale dell'assemblea del consorzio Visti il ricorso in appello e i relativi allegati; Visto l'atto di costituzione in giudizio di Impresa Mancini Srl; Viste le memorie difensive; Visti tutti gli atti della causa; Relatore nella camera di consiglio del giorno 30 luglio 2013 il Cons. Antonio Bianchi e uditi per le parti gli avvocati F. Corti, A. L'Abbate su delega di C. Gualtieri; Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue. FATTO e DIRITTO Il Consorzio Madonna del Carmine, consorzio obbligatorio costituito ai sensi dellO.P.C.M. n. 3820 del 12 novembre 2009 con la funzione di gestire in modo unitario la ricostruzione nella citt di Aquila degli immobili danneggiati dal terremoto dellaprile del 2009, ha avviato la procedura dei lavori di rifacimento dellaggregato edilizio di propria competenza, invitando vari operatori economici, tra cui la societ cooperativa consortile per azioni LAquila 2009 (in seguito LAquila 2009). Detta societ ha corrisposto allinvito di cui sopra, presentando specifica offerta. Allesito della valutazione delle offerte il Consorzio, nellassemblea tenuta il 13 aprile 2012, ha affidato i lavori allimpresa Mancini S.r.l.. LAquila 2009 ha, quindi, formulato istanza di accesso al verbale di tale assemblea consortile. Sennonch il Consorzio, con nota del 4 giugno 2012, ha esplicitamente respinto listanza. Avverso detta nota di diniego, lAquila 2009 ha proposto ricorso al Tar Abruzzo, chiedendone lannullamento con il conseguente riconoscimento del suo diritto al richiesto accesso. Il Tar adito, con sentenza n. 877 del 2012, ha respinto il ricorso ritenendo, in buona sostanza, il Consorzio una figura soggettiva di diritto privato che agisce in regime di diritto privato, con natura assimilabile alle associazioni senza scopo di lucro e, come tale, sottratto al regime fissato dalle legge n. 241 del 1990 in materia di accesso. Avverso la predetta sentenza, lAquila 2009 ha interposto lodierno appello, chiedendone lintegrale riforma. Assume nello specifico che, indipendentemente dalla natura privata che si deve riconoscere al Consorzio, lo stesso resta comunque soggetto alla disciplina in materia di accesso di cui agli artt. 22 e seguenti della legge n. 241 del 1990, attesa lattivit di pubblico interesse svolta. Si costituita in giudizio limpresa Mancini S.r.l., chiedendo il rigetto del gravame, siccome infondato. Alla camera di consiglio del 31 luglio 2013, la causa stata trattenuta in decisione. Lappello merita accoglimento. Ed invero, lart. 22 della L. 241/90 sopra menzionato dispone espressamente che: Ai fini del presente capo si intende: () e) per <<pubblica amministrazione>> tutti i soggetti di diritto pubblico e i soggetti di diritto privato limitatamente alla loro attivit di pubblico interesse

disciplinata dal diritto nazionale o comunitario. Per i particolari fini considerati dalla norma ,quindi, la nozione di pubblica amministrazione risulta di ben pi ampia portata rispetto a quella contenuta in altri settori ordinamentali ( quale ad esempio quello della contrattualistica pubblica ), estendendosi anche, per quanto di interesse in questa sede, ai soggetti privatitout court , laddove lattivit da questi posta in essere risulti genericamente di pubblico interesse . Ne consegue che, in tema di accesso ai documenti amministrativi, sufficiente che un soggetto di diritto privato ponga in essere una attivit che corrisponda ad un pubblico interesse, perch lo stesso assuma la veste di pubblica amministrazione e come tale sia assoggettato alla specifica normativa di settore. In altri termini, sufficiente che il soggetto presso cui si pratica laccesso, ancorch di diritto privato, svolga unattivit che sia riconducibile sul piano oggettivo ad un pubblico interesse inteso in senso lato, perch a questultimo sia applicabile la disciplina fissata dalla legge n. 241 del 1990 in materia in accesso. Ci posto, non vi dubbio che nella specie il Consorzio,ancorch di natura privata, svolga sul piano oggettivo unattivit di pubblico interesse intesa in senso lato, come sopra precisato. Ed infatti in primo luogo, come gi rilevato, lo stesso stato costituito in via obbligatoria ai sensi dellO.P.C.M. n. 3820 del 12 novembre 2009 , allo scopo di perseguire il pubblico interesse sotteso alla ricostruzione del patrimonio immobiliare danneggiato dallevento sismico del 2009. E di tutta evidenza, invero, che siffatta ricostruzione non corrisponde solo agli interessi dei singoli proprietari privati, ma corrisponde altres lato sensuallinteresse pubblico sotteso al recupero sotto il profilo strutturale,igienico-sanitario,architettonico,estetico, e monumentale di interi comparti immobiliari cittadini distrutti dal sisma che ha colpito la citt dellAquila. In secondo luogo, proprio in ragione degli interessi pubblici coinvolti, lattivit del Consorzio stata sottoposta alla vigilanza ed al potere sostitutivo di uno specifico Commissario, la cui figura non avrebbe ragione di esistere, laddove il Consorzio perseguisse fini di natura esclusivamente privata. In terzo luogo, lattivit di ricostruzione affidata al Consorzio finanziata con fondi pubblici, ci che si giustifica solo ove la stessa corrisponda oggettivamente anche ad un pubblico interesse inteso in senso ampio. Ne consegue che il Consorzio, ponendo in essere sul piano oggettivo una attivit di pubblico interesse,viene ad assumere la veste di pubblica amministrazione agli specifici fini di cui agli articoli 22 e seguenti della L. 241/1990 e, conseguentemente, resta soggetto alla relativa disciplina fissata in materia di accesso, contrariamente a quanto ritenuto dal primo giudice. Tanto premesso, il Collegio ritiene comunque opportuno di dover precisare che il riconoscimento del diritto dellAquila 2009 di accedere agli atti del Consorzio, non comporta lautomatica possibilit per la stessa societ di attivare in sede amministrativa qualsivoglia iniziativa di natura procedimentale o processuale, atteso che per tali fini resta in ogni caso ferma la necessit di dimostrare la sussistenza della diversa e specifica legittimazione ( sia attiva che passiva ) normativamente richiesta. Conclusivamente il ricorso in epigrafe deve essere accolto e, in riforma della sentenza appellata, deve essere riconosciuto il diritto della societ lAquila 2009 di accedere agli atti del Consorzio Madonna del Carmine, il quale dovr consentire il relativo accesso entro il termine di venti giorni dalla comunicazione e/o notificazione della presente sentenza, mediante esame e/o estrazione copia di quanto richiesto. Sussistono giusti motivi per disporre la compensazione tra le parti delle spese dei due gradi di giudizio. P.Q.M. Il Consiglio di Stato, in sede giurisdizionale (sezione Quinta), definitivamente pronunciando sullappello in epigrafe indicato lo accoglie e per leffetto, in riforma della sentenza gravata: -riconosce il diritto della societ lAquila 2009 di accedere agli atti del Consorzio Madonna del Carmine ; - ordina al Consorzio Madonna del Carmine di consentire laccesso agli atti richiesti nel termine di venti giorni dalla comunicazione e/o notificazione della presente decisione,mediante lesame e/o lestrazione di copia degli stessi.

Spese compensate dei due gradi di giudizio. Ordina che la presente sentenza sia eseguita dallautorit amministrativa. Cos deciso in Roma, nella camera di consiglio del giorno 30 luglio 2013, con lintervento dei magistrati: Alessandro Pajno, Presidente Paolo Giovanni Nicolo' Lotti, Consigliere Antonio Bianchi, Consigliere, Estensore Nicola Gaviano, Consigliere Carlo Schilardi, Consigliere

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE

DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 07/10/2013 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)