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Infanzia[modifica | modifica sorgente]

Figlia del pastore unitariano William Stevenson e di Eliza Wedgwood, nipote di un celebre ceramista, rimase orfana di madre ad appena un anno di vita. All'et di quattro anni fu adottata dalla famiglia di una zia materna, presso la quale trascorse buona parte della sua infanzia, a Knutsford, Cheshire, una tranquilla cittadina di campagna non lontana da Manchester. La morte in mare nel 1822 dell'unico fratello, John, contribu ad allentare ulteriormente il legame con il padre, gi non particolarmente stretto a causa delle distanze e dei cattivi rapporti del padre con la zia. L'assenza di un fratello e la complessit dei rapporti familiari saranno temi spesso presenti nella narrativa della Gaskell. La famiglia della zia, gli Holland, era anch'essa unitariana e borghese, legata per parentela o matrimoni ad altri personaggi eminenti (tra cui William Turner ed i Darwin), ed in essa Elizabeth assorb un atteggiamento politicamente liberale e religiosamente tollerante. L'educazione impartitale presso gli Holland la incoraggi ad approfondire le sue conoscenze con vaste letture, ed a formarsi un punto di vista ed opinioni autonome.

Manchester[modifica | modifica sorgente]


Nel 1832 spos William Gaskell, uomo attivo ed impegnato socialmente oltre che pastore unitariano della cappella di Cross Street, punto di ritrovo di un'attiva cerchia intellettuale anticonformista che comprendeva pastori dissidenti, riformisti, progressisti, scienziati e poeti. Il cambiamento dalla tranquilla Knutsford, poco pi di un paese immerso nella quiete e nell'apparente immobilit della campagna dell'Inghilterra settentrionale, a Manchester, centro dinamico in piena espansione, modellato senza sosta dall'industrializzazione pesante, fu notevole, ed ebbe ripercussioni tanto sulla salute della Gaskell quanto sul suo modo di osservare la realt che la circondava, e l e permise di prendere coscienza del trapasso da un'economia (ed una societ) contadina ad una industriale. Nei primi anni di matrimonio affianc il marito nel suo lavoro di insegnante alle lezioni serali e domenicali per i bambini degli operai, spesso operai essi stessi. In quanto compagna di un pastore della Chiesa d'Inghilterra era nella posizione di entrare in contatto sia con il mondo operaio che con l'intellettualit progressista, e pare che si sia avvicinate alle teorie del socialismo utopistico. Il suo rapporto con la citt di Manchester (la "cara vecchia fosca triste fumosa grigia Manchester", come amava chiamarla lei stessa) e con il tipo di vita che vi si svolgeva rimase sempre ambivalente, diviso tra l'intenso malessere suscitatole dal paesaggio cittadino - malsano, inquinato e deturpato da fabbriche e ciminiere - e l'ammirazione per l'intraprendenza dei suoi abitanti. La morte in tenera et del figlio William, l'unico maschio (1844), fu per lei un colpo durissimo che riusc a superare grazie all'appoggio del marito, il quale la esort anche a dedicarsi ad un'attivit che richiedesse intensa e prolungata concentrazione - la scrittura.

Scrittrice[modifica | modifica sorgente]


Il consiglio fu ascoltato e vide cos la luce Mary Barton, uscito anonimo nel 1848, il cui crudo affresco dell'ambiente operaio di Manchester suscit non poco scandalo ed il libro fu messo al bando da non poche biblioteche e librerie, ma tanto clamore port opera ed autrice all'attenzione del grande pubblico. Nel dicembre del '51 pubblic su Household Words, rivista edita da Charles Dickens, il racconto La nostra societ a Cranford (Our Society at Cranford). Dickens ne rimase colpito tanto da convincerla a

scriverne un seguito (quello che poi divenne il romanzo Cranford, 1853), assicurandosene la pubblicazione assieme ad alcune delle sue opere successive. Strinse amicizia con Charlotte Bront, di cui ci rimasto un nutrito epistolario e su richiesta del padre cur una biografia di vastissimo successo (1857), e frequent William Makepeace Thackeray e George Eliot. Scrisse ancora diversi romanzi e racconti (di particolare successo godettero le sue storie gotiche); ancora all'apice del successo decise di ritirarsi a vivere in una zona pi salubre e tranquilla della "vecchia e fumosa Manchester", e con i proventi dei s uoi romanzi acquist un cottage ad Alton, nello Hampshire, dove si spense circondata dalle figlie, all'et di cinquantacinque anni, lasciando il suo ultimo romanzo incompiuto.

Opere[modifica | modifica sorgente]


Oggi la Gaskell ricordata soprattutto per "Cranford" (1851-1853), serie di racconti pubblicati in origine sulla rivista "Household Words". Ambientate nella cittadina di provincia di Cranford, le storie descrivono una serie di donne, in gran parte nubili, e i loro sforzi per conservare, pur con poco denaro, le apparenze dell'eleganza e del garbo borghese. Ottim a la biografia di Charlotte Bront (1857), sua amica.

Romanzi[modifica | modifica sorgente]


Mary Barton (1848) Cranford (1851-3) Ruth (1853) Nord e Sud (North and South, 1855) La donna in grigio (The Grey Woman,1861) La cugina Phillis (Cousin Phillis, 1864) Gli amanti di Sylvia (Sylvia's Lovers, 1863) Mogli e figlie (Wives and daughters, 1865)

Raccolte di racconti[modifica | modifica sorgente]


Moorlande Cottage (The Moorland Cottage, 1850) La storia della vecchia nutrice (The old nurse's story, 1852) Lizzie Leigh (1855) Una mezza vita fa (Half a Life-Time Ago, 1855) La mia signora Ludlow (My Lady Ludlow, 1859) Intorno al sof (Round the Sofa, 1859) La strega Lois (Lois the Witch, 1861) L'opera di una notte scura (A Dark Night's Work, 1863)

Storie brevi[modifica | modifica sorgente]


Fratelli a met (The Half Brothers) La storia dello Squire (The Squire's Story, 1853) La storia della vecchia nutrice (The old nurse's story, 1852)

Saggistica[modifica | modifica sorgente]


La vita di Charlotte Bront (The Life of Charlotte Bront, 1857)

In italiano[modifica | modifica sorgente]


La donna grigia, Introduzione di Francesco Marroni. Traduzione di Grazia Colli, Solfanelli 1988 (ISBN 88-7497-293-8) Cranford, Giunti 1995 Mia cugina Phillis, a cura di Francesco Marroni (con testo a fronte), Marsilio 1995 (ISBN 88-3176295-8) e 2001 (ISBN 88-317-5842-X) Storie di bimbe, di donne, di streghe, a cura di Marisa Sestito, Giunti, 1999 (Raccoglie cinque racconti, tra cui La strega Lois, La storia della vecchia balia) Il castello di Crowley, Introduzione dii Benedetta Bini. Traduzione di Simona Costaggini, Sellerio 2002 (ISBN 88-389-1807-4) La vita di Charlotte Bront, La Tartaruga, 1987 e 2006 (ISBN 88-7738-439-5) Ruth, traduzione di Federico Lopiparo e Valentina Piovani, introduzione di Nadia Fusini, Editori Internazionali Riuniti, Roma 2011. Nord e Sud, traduzione di L. Pecoraro, Jo March 2011 (ISBN 978-88-906076-0-8). Una razza maledetta, traduzione di Rossella Monaco, Galassia Arte, 2013 (ISBN 978-88-6831006-6