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Vladimir Bukovskij, uno dei pi noti dissidenti del Novecento, continua con coerenza la sua opposizione al totalitarismo, estendendola

dalla Russia exSovietica a quella che nel suo ultimo libro definisce "EURSS, Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche." (Spirali - Milano 2007)
Nella primavera del 1971, non ancora trentenne, Bukovskij fu sommariamente processato e condannato a sette anni di lavori forzati, con l'accusa di aver pubblicato all'estero il libro Una nuova malattia mentale in Urss: l'opposizione. Poi, nel 1977, fu "scambiato" da Breznev con Luis Corvalan, prigioniero politico comunista in Cile. Dopo il crollo del Muro di Berlino, nel 1991 Bukovskij ritorn in Russia, su invito di Boris Eltsin. Attualmente vive in Inghilterra, dove fa parte di quella comunit degli esuli russi sul Tamigi a cui appartenevano Vasilij Mitrokhin, che alla fine degli anni Novanta port alla luce le attivit del KGB in Occidente, e Alexander Livtinenko, l'accusatore di Putin assassinato con il Polonio il 23 novembre 2006. Come Mitrokhin, Bukovskij autore di un'opera fondamentale, gli "Archivi segreti di Mosca" (Spirali - Milano 1999), in cui sulla base di migliaia di documenti del Comitato Centrale del PCUS avventurosamente trascritti, racconta oltre trent'anni di storia europea e mondiale. Il nuovo libro che appare, scritto con il ricercatore russo Pavel Stroilov, basato, come il precedente, su documenti di archivio di prima mano, ma condensato in centocinquanta pagine di appassionante lettura. La perestrojka di Gorbacev fu, per Bukovski, il risultato di un disegno accuratamente studiato ed elaborato dagli strateghi del Cremlino. All'inizio degli anni Ottanta i vertici sovietici si erano infatti resi conto che il loro sistema versava in una gravissima crisi strutturale. Da un lato, il loro modello economico - che, come ogni modello socialista, era improduttivo e dissipatore per definizione - li aveva portati alle soglie della bancarotta. D'altro lato, i "successi" ottenuti esportando tale modello in altri Paesi aveva caricato le loro spalle di un peso economicamente troppo gravoso. Il comunismo centralizzatore e burocratico, realizzato in URSS e nei suoi Paesi satelliti, era fallito. La perestrojka fu presentata, come un ritorno alle origini, per meglio realizzare le conquiste del socialismo. La fonte ideologica della perestrojka Lenin, dichiarava Gorbacev, parlando di una rinascita dello spirito creativo del leninismo e della necessit di rileggere e di ripensare le opere di Lenin per comprendere in profondit il metodo leninista. Le stesse ragioni portarono Gorbacev a lanciare il progetto di "Casa Comune Europea". La data memorabile, secondo Bukovskij, il 26 marzo 1987. Quel giorno il Politburo sovietico decise la politica dell'URSS in Europa occidentale per gli anni a venire. Gorbacev sintetizz tale politica con brevit e chiarezza, come un ordine di combattimento: Strangolare abbracciando. Il concetto, nella cerchia ristretta della leadership sovietica, era gi denominato "Casa Comune Europea". L'anno precedente l'allora Segretario del PCI Alessandro Natta era stato a Mosca e aveva spiegato al capo del Cremlino che l'unico mezzo di salvare il socialismo era quello di impossessarsi del progetto europeo.

Sono necessari nuovi sforzi per l'allargamento delle alleanze non soltanto in Italia ma anche in Europa - disse Natta a Gorbacev - e deve trattarsi di tutte le forze di Sinistra, nel senso lato del termine. Occorre coinvolgere nelle alleanze non solo i partiti comunisti, socialisti e socialdemocratici, ma anche l'intero complesso dei movimenti, delle forze progressiste con aspirazioni diverse, inclusi i movimenti religiosi. I piani di Natta coincidevano con quelli del promotore della perestrojka. Nel discorso segreto tenuto ai suoi alleati del Patto di Varsavia il 6 luglio 1988, Gorbacev illustr i dettagli del nuovo progetto di Casa Comune Europea, che aveva il fine di permettere al socialismo di inserirsi in modo pi attivo e pi ampio nel processo di formazione della politica mondiale. Il disegno di un'Europa unita dall'Atlantico a Vladivostock fu presto condiviso dai maggiori leader politici socialisti, da Brandt, a Gonzales, da Livingstone a Mitterand.

Dalle impressionanti trascrizioni dei loro colloqui con Gorbacev, risulta che il comune progetto era quello di creare una "convergenza" tra l'economia di mercato occidentale e quella collettiva dei Paesi dell'Est, per trasformare l'Europa in un unico blocco socialista. Il laburista Kenneth Coats arriv a proporre una graduale fusione tra l'Europarlamento, che rappresentava allora 12 Paesi, e il Soviet supremo dell'Urss, comprendente 15 Repubbliche federali.

Dopo la caduta del Muro di Berlino, il summit del G7 tenutosi a Londra nel luglio del 1991 approv la decisione di sottoporre a pressione economica l'Europa dell'Est, al fine di restaurare l'Impero sovietico. Tra i pi entusiasti fautori della necessit di migliorare le relazioni fra l'Unione Sovietica e i Paesi dell'ex patto di Varsavia fu il primo ministro italiano Giulio Andreotti, che in quella sede dichiar testualmente: Sono felice di aver vissuto abbastanza per arrivare al giorno in cui siamo noi a dire all'Unione Sovietica di non abbandonare quella regione. Un mese dopo, Gorbacev venne sostituito da Eltsin e nacque la Federazione Russa, da cui si separarono la Lituania, la Lettonia e l'Estonia. La fine dell'Impero sovietico non segn la scomparsa del progetto di casa comune europea.

Da Maastricht a Nizza, fino alla Costituzione europea, la nomenklatura socialista cerc di salvare, con il progetto di Unione Europea, la sua utopia in bancarotta e il suo usurpato potere. Per chi abbia anche una lontana dimestichezza con il sistema sovietico, osserva Bukovskij, fa impressione la somiglianza dell'ex-URSS con le strutture politiche in via di sviluppo dell'Europa, la sua filosofia di governo, il suo "deficit democratico", la sua endemica corruzione e l'inettitudine burocratica. Oltre quindici anni sono passati dalla caduta del Muro, ma la battaglia contro il Leviatano continua, a Bruxelles e a Mosca. Bukovskij descrive la spregiudicatezza di Putin e degli attuali dirigenti russa. Il KGB ha vinto la lotta interna per il predominio: ora riesuma i vecchi simboli, perpetra genocidi in Cecenia, ferma i media indipendenti. Questo regime opprime e ricatta. Non vero che la Guerra fredda sia finita. Le serrate critiche a Putin non spingono l'Autore ad alcuna simpatia per il mondo islamico, come accade a molti oppositori dell'odierno Cremlino. Bukovskij paragona i musulmani ai bolscevichi, scrivendo: non possiamo concedere loro nulla. Quanto pi concedi, tanto pi pretendono.

La vera minaccia per l'Europa non viene, a suo avviso, dall'Islam esterno all'Europa, ma dai milioni di musulmani che sono stati fatti entrare nel nostro territorio europeo, fino a formare una vera e propria "quinta colonna". In Inghilterra, in particolare, dove vivono tre milioni e mezzo di musulmani, il problema estremamente serio. Se domani dovessero insorgere, non saremo in grado di fermarli; la nostra polizia disarmata, l'esercito conta in tutto novantamila uomini. Non abbiamo i mezzi per difenderci. Nessuna indulgenza all'antiamericanismo, come accade a tanti esponenti della "falsa destra" europea. Il dissidente russo suggerisce anzi agli USA di farsi promotori di un'Unione Economica alternativa, cos da vanificare l'utopia socialista e salvare quell'avanzo di Guerra fredda chiamato Unione Europea. Vladimir Bukovskij non un visionario, ma uno storico rigoroso e un lucido interprete del nostro tempo. Nelle sue pagine impietose, si respira una ricerca di verit assente nelle maggior parte delle analisi dei politologi contemporanei. Il suo saggio, anche per questo, merita la pi ampia diffusione. Read more: Vladimir Bukovskij critica l'Unione Europea http://www.metamorfosialiene.it/argomenti/ai-confini-della-storia/xxi-secolo/163-vladimir-bukovskij-critica-lunioneeuropea.html#ixzz2gwZDZhhs Read more: Vladimir Bukovskij critica l'Unione Europea http://www.metamorfosialiene.it/argomenti/ai-confini-della-storia/xxi-secolo/163-vladimir-bukovskij-critica-lunioneeuropea.html#ixzz2gwZMAyM8 Read more: Vladimir Bukovskij critica l'Unione Europea http://www.metamorfosialiene.it/argomenti/ai-confini-della-storia/xxi-secolo/163-vladimir-bukovskij-critica-lunioneeuropea.html#ixzz2gwZ6B2DE Read more: Vladimir Bukovskij critica l'Unione Europea http://www.metamorfosialiene.it/argomenti/ai-confini-della-storia/xxi-secolo/163-vladimir-bukovskij-critica-lunioneeuropea.html#ixzz2gwYyCZ00 Read more: Vladimir Bukovskij critica l'Unione Europea http://www.metamorfosialiene.it/argomenti/ai-confini-della-storia/xxi-secolo/163-vladimir-bukovskij-critica-lunioneeuropea.html#ixzz2gwYmrxOu

Dall'URSS all'Unione Sovietica Europea, il progetto del mondialismo socialista. Intervista a Vladimir Bukovskij

Vladimir Bukovsky, 70 anni, uno dei pi noti ex-prigionieri politici dellex-Unione Sovietica. In totale trascorse dodici anni di internamento, tra prigioni, campi di lavoro e ospedali psichiatrici, prima di essere espulso e scambiato con il prigioniero cileno Luis Corvalan nel 1976. Da allora vive a Cambridge e ha preso la cittadinanza britannica. Nel 2007, assieme a Pavel Stroilov, ha scritto URSS-EURSS ovvero il complotto dei Rossi e Eurss. Unione Europea delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (Editore Spirali) in cui ricostruisce, sulla base di documenti copiati dagli archivi sovietici nel 1992, i piani per trasformare la Comunit Europea in una Unione di repubbliche socialiste in tutto identiche allex-Unione Sovietica. Mister Bukovskij, almeno dal 2000 che Lei sostiene che lUnione Europea la copia conforme dellUnione Sovietica. Gli aspetti in comune da Lei evidenziati partono dallimpalcatura stessa della nuova Europa: ununione di repubbliche dallimpianto socialista, retta da una manciata di persone non elette, che fanno promesse tipicamente bolsceviche eguaglianza, equit e giustizia e non riconoscono le nazioni ma solo i cittadini di un popolo nuovo, con europeo al posto di sovietico. In comune, inoltre, le due unioni avrebbero la corruzione tipica di una repubblica socialista, una corruzione organizzata dallalto, laggressivit verso lesterno e addirittura i gulag allinterno. A tanti anni di distanza, gli eventi Le stanno dando ragione? Ha dimenticato la somiglianza nel modo di iniziare. Come fu creata lURSS? Certo, con la forza militare, ma anche costringendo le repubbliche a unirsi con la minaccia finanziaria, facendo loro paura economicamente. Quindi ci siamo. Ma siamo ancora agli inizi, alla prima fase. La meta finale di tutte le unioni che si sono costruite finora non si esaurisce con la sottomissione al controllo di Bruxelles, ma va oltre. Quello a cui si punta ledificazione di un unico Stato, sotto un unico governo mondiale, con ununica legge, ununica pensione . Le crisi finanziarie servono a spingere in questa direzione. Limpoverimento generale dunque sarebbe voluto? il concetto stesso di unione a togliere flessibilit alleconomia. Ununica economia rende impossibile i continui aggiustamenti necessari per favorire gli scambi. Non dimentichiamo che anche lUnione Sovietica and in bancarotta. Certo, eravamo molto pi avanti sulla strada dellintegrazione verso un unico Stato: non solo la moneta unica, ma anche un unico popolo. E lURSS, a differenza dellEuropa, aveva risorse enormi, per cui ogni volta che si trovava sullorlo del fallimento, scopriva nuove risorse: petrolio, diamanti, oro . questo che li ha fatti andare avanti. Altrimenti sarebbero falliti non negli anni Ottanta ma gi alla fine degli anni Trenta. Ha detto che la crisi stata la prima fase. E la seconda? Col tempo si passa alla sfiducia che pu portare allostilit. Quella la prossima fase. Gli esempi abbondano, basti pensare alla Yugoslavia, allURSS . Paesi costretti a convivere sotto lo stesso tetto. Io stesso sono cresciuto sotto una bandiera federale. Ma una pentola a pressione che prima o poi scoppia.

per questo che stanno pian piano unificando le forze militari? Si tratta sempre della costruzione dello Stato unico. Unico governo, unico presidente, unica politica. Le difficolt economiche aiutano a ridurre la sovranit, perch la gente pi disposta ad accettare e obbedire. Voi in Italia, non a caso, avete un Primo Ministro non eletto. Usano leconomia per schiacciare lo Stato nazionale? A me pare che la usino per schiacciare la gente. La gente la manipolano per evitare che si opponga alle novit politiche, che devono, al contrario, apparire loro come lunica speranza. Dunque a Bruxelles sono tutti socialisti? socialista il progetto. Non conosco personalmente queste persone, ma la maggior parte di loro di sinistra, pi o meno estrema. Favoriscono cio soluzioni stataliste e la regolamentazione di tutto. E parlano tutti come nel libro di Lenin Lo Stato e la rivoluzione, che spiega come morir lo Stato nazionale. Le sue parole sono che appassir fino a sparire. Dal canto loro, i conservatori mantengono la curiosa idea che il progetto si possa cambiare dallinterno. Il PPE non oppone resistenza, e cercare di influenzarlo dallinterno diventa una buona scusa per non fare nulla. Allora si trova in Lenin la matrice di quello che stiamo vivendo? Il sogno dei socialisti, il Program Maximum, sempre stato di eliminare la propriet privata, la famiglia e lo Stato nazionale. Con la propriet privata non ci sono riusciti, ma continuano sulla via della distruzione della famiglia e della nazione. Il piano fallito allEst stato trasferito ad Ovest; gli europei e Mosca hanno lavorato insieme per attuare la convergenza della casa comune europea. Prima del 1985 la sinistra si opponeva alla Comunit Europea perch diceva che aiutava i padroni, gli industriali, i capitalisti, e lasciava soli i lavoratori. Dopo hanno fatto dietrofront. Da noi socialista un termine assai diverso da comunista. Lei sembra applicarlo al paradigma sovietico come sinonimo di comunista. No, il socialismo la forma meno violenta e graduale del comunismo, ed socialista il progetto di Unione Europea, che nasce a Maastricht nel 1992. Lintento era quello di salvare il socialismo in Europa dopo il crollo del Muro di Berlino e la prevedibile bancarotta dello stato sociale anche in Occidente. Le spese sociali stavano crescendo e non cera modo di contrastarle o fermarle. Si possono dare benefit alla gente ma non si possono togliere senza alienarsi una parte enorme della popolazione, perch non ti rieleggeranno. Cos quando i leader di sinistra si sono resi conto che stavano andando in rosso e che le loro innovazioni socialiste in Europa sarebbero andate gambe allaria, decisero di creare questa amministrazione di non eletti, che non potesse essere mandato a casa. Unamministrazione che per esisteva gi! Prima di Maastricht non cera nessuna Unione Europea. Cera un mercato comune, creato per facilitare i commerci, il movimento di capitale. per questo che nessuno ha avuto da ridire per tanto tempo. Ma a met anni Ottanta, invece di una comunit economica decisero di mettere su uno Stato. Prima di Maastricht non hanno mai detto Unione, dicevano Comunit. E pubblicamente non ne parlavano.

Fra le sue previsioni per lUE-URSS cera anche il gulag. Conferma ? Purtroppo s. LUE li sta creando lentamente. Il politicamente corretto che viene imposto non con la persuasione ma con la repressione. In Gran Bretagna appena il mese scorso hanno incarcerato per linguaggio di odio, hate speech, un diciannovenne che aveva scritto qualcosa di offensivo su Twitter riguardo a un calciatore dalla pelle nera. stato condannato a un mese e mezzo di prigione. Siccome non protesta nessuno, gradualmente allargheranno la rete e alla fine ci ritroveremo il gulag. E ricordiamoci che alla polizia europea concessa l'immunit, una cosa che non era garantita neanche al Kgb! Barack Obama non fa parte di tutto questo ? Per adesso gli americani non percepiscono lUnione Europea, non vedono dove diretta. Ma lAmerica c un apposito progetto parallelo, quello dellUnione americana. Se il processo includer gli Stati Uniti dAmerica, che speranza ci rimane di fermare questo governo mondiale? Fallir, perch troppo grosso da gestire. impossibile governare unentit cos enorme. E guardate che la resistenza pi diffusa non aperta, passiva. Sabotaggio. Sullaltra sponda rimane Putin. So che Lei ne ha unopinione del tutto negativa, ma i tempi cambiano e i suoi forti legami con la Chiesa ortodossa hanno fatto s che qualche settimana fa la Russia si sia unita alla maggioranza delle altre nazioni per contrapporsi agli Stati Uniti e alle nazioni dellEuropa occidentali in tema di aborto. Cos, e non da adesso, la Russia un punto di riferimento per le chiese ortodosse e anche per la Chiesa Cattolica. Se per questo, lo stesso vale per i musulmani, che su questi temi fanno fronte comune in sede ONU con la Chiesa, ma in obbedienza alla loro stessa religione. Ci non fa di loro dei buoni, perch al di fuori di questo argomento, si contrappongono a noi come dei nemici. uno dei paradossi di questo mondo.