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Capitolo 3

Le Derivate
LAnalisi ed il suo calcolo rappresentano la matematica del cambiamento. Il potere dellanalisi deriva dalla sua abilit nel descrivere e predire il comportamento di quantit che cambiano. La caduta delle mele, il movimento di razzi spaziali, la crescita di popolazioni, il decadimento radioattivo, la crescita dei prezzi al consumo possono essere modellati con i metodi dellanalisi. Tra questi, particolare rilevanza assunta dalloperazione di derivazione delle funzioni. Nei capitoli seguenti la maggior parte dello sforzo sar concentrato su come denire formalmente loperazione di derivazione e su come calcolarla simbolicamente. Nella costruzione di questo processo ci troveremo di fronte a varie sottigliezze e a vari problemi, ma lidea base che sta sotto a tutto il processo semplice: Data una funzione f , la funzione derivata, che indicheremo con f 0 indica il tasso di variazione di f . Questo principio, interpretato correttamente, sta dietro a tutti i nostri calcoli e applicazioni delle derivate. Lidea di derivata non appartiene ad un singolo individuo. Idee e metodi correlati appaiono attraverso tutta la storia della matematica per almeno 2000 anni. Lo sviluppo moderno dellidea e calcolo della derivata avviene tra il 17esimo e 18-esimo secolo partendo da Pierre de Fermat (1601-1655, Francia), attraverso Isaac Newton (1642-1727, Inghilterra) e Gottfried Leibnitz (16461716, Germania) - generalmente considerati i cofondatori del calcolo moderno - per arrivare a Leonhard Euler (1707-1783, Svizzera) e Joseph-Louis Lagrange (1783-1813, Francia). Lagrange, in particolare, partendo dalle idee di Euler sembra essere stato il primo ad usare la dizione funzione derivata ed ad adottare il simbolo f 0 per indicarla. Questo capitolo dedicato allo sviluppo del concetto di derivata. La relazione tra f ed f 0 ne il tema fondamentale; studieremo che cosa signica per f 0 essere il tasso di cambiamento di f , che cosa ognuna ci dice dellaltra e in special modo come sono correlati i graci delle due funzioni. Finiremo con la denizione formale e a seguire con le tecniche per il calcolo formale. Uno dei problemi da capire se tutte le funzioni ammettono derivata o meno e qual il possibile comportamento della derivata. In questo capitolo, comunque assumeremo sempre (a meno di esplicita negazione) che le funzioni 91

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CAPITOLO 3. LE DERIVATE

f date ammettano funzione derivata f 0 , che sia f che f 0 abbiano un graco liscio, senza strappi. Pi avanti, quando saremo in grado di sviluppare nuovi linguaggi e nuove tecniche, studieremo, con maggior attenzione, tutto ci che pu andare storto e non funzionare.

3.1

La Derivata come Variazione

Ogni funzione pu essere usata per costruire, in un qualche modo, nuove funzioni. Per esempio, partendo da f (x) = sin x possiamo costruire nuove funzioni a nostro piacimento. Le funzioni sin (x + 0.1) sin x 0.1 sono tutte derivate a partire da f ; le possibilit sono innite. Tra tutte le funzioni che uno pu costruire a partire da una data funzione f la funzione derivata f 0 senza dubbio la pi importante. Eccone una descrizione informale. g (x) = sin 2x , h (x) = sin (x + /2) , e k (x) = Denizione 49 (La derivata come variazione). Sia f una funzione. La nuova funzione f 0 , chiamata la derivata di f denita dalla regola f 0 (x) = il tasso di variazione istantanea di f nel punto x.

3.1.1

Quantit, Variazioni ed Automobili: Un Primo Esempio

Il movimento di unautomobile ci fornisce lambientazione ideale per capire il senso della denizione ed il rapporto esistente tra quantit e loro variazione ed anche alcuna delle sottigliezze nascoste. Vediamo una situazione tipica, ridotta allessenziale: A mezzogiorno del 1 Gennaio 1999 unautomobile parte da Firenze diretta verso sud. Per diverse ore lautomobile si muove, a varie velocit ed in varie direzioni. Per mettere questo scenario in un linguaggio funzionale, deniamo alcuni simboli: t tempo trascorso, misurato in ore, assumendo t = 0 alla partenza P (t) posizione al tempo t misurata in km a partire da Firenze Nord V (t) velocit dellauto verso sud, misurata in km/h Ecco di seguito i graci di posizione e velocit

Graco di P (t)

Graco di V (t)

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE

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Molte sono le cose da osservare: Punti di Riferimento. La scelta del tempo e del punto di riferimento stata interamente arbitraria. Avremmo potuto scegliere come date di riferimento il 1 giugno e come punto di partenza Bologna. Posizione e velocit come funzione del tempo. Una volta specicati i punti di riferimento e le unit di misura, P e V diventano funzioni del tempo t : ad ogni istante di tempo lauto ha una posizione ed una velocit ben denite P (t) e V (t) . Per esempio le uguaglianze P (2) = 80 , V (2) = 90 signicano che alle 2 del pomeriggio lauto si trova 80 km a sud di Firenze e viaggia alla velocit di 90 km/h. Quantit e cambiamento. E naturale pensare a P come la funzione quantit e a V come la funzione di variazione associata. Per ogni istante t, V (t) indica il tasso di variazione istantanea di posizione al variare del tempo. In simboli, V (t) = P 0 (t) , o semplicemente V = P 0 . Valori positivi e negativi. Sia P che V assumono valori sia positivi che negativi. Laermazione P (7) = 100 , V (7) = 70 signicano che alle 7 di sera la macchina 100 chilometri a nord di Firenze e viaggia a 70 km/h. Ne consegue che quando P (t) > 0 lauto a sud di Firenze. Quando V (t) > 0 lauto si dirige verso sud. Che cosa dice e che cosa non ci dice il tachimetro dellauto. Il tachimetro non ci dice la direzione nella quale viaggia lauto. Ci dice per che se segna un valore di 80 allistante t = 4 allora V (4) = 80. La lettura del tachimetro daltra parte una lettura istantanea. Signica solo che se lauto mantiene la stessa velocit per unora, percorre 80 km. Accelerazione. La velocit, cos come la posizione, ha sua funzione di variazione. Nel linguaggio sico, la nuova funzione di variazione si chiama accelerazione. Cos come posizione e velocit, laccelerazione varia con il tempo, in simboli A (t) = V 0 (t) . Anche laccelerazione, come la velocit, pu essere positiva o negativa. Laermazione A (3) > 0 signica, per esempio che al tempo t = 2 la velocit della macchina sta crescendo. In modo analogo A (4) < 0 implica che per t = 4 la velocit sta decrescendo Velocit - Variazione o Quantit ? Abbiamo dapprima visto la velocit come la funzione variazione della quantit posizione. Ora il nostro punto di vista cambiato. Quando consideriamo laccelerazione, la velocit diventa la quantit che varia. Ne consegue che ogni funzione pu essere considerata come il tasso di variazione di unaltra o come una quantit che varia da cui ricavare il tasso di variazione, dipende dalla situazione. La nomenclatura solo legata alla visione che abbiamo del fenomeno. Unit di velocit e di accelerazione. Ogni variazione, propriamente intesa, la variazione di qualcosa rispetto ad altro. Le unit proprie per misurare il tasso di variazione dipendono sia dalla quantit che si misura che dallunit di misura scelta per misurare le quantit.

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CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Nella situazione in esame, la velocit il tasso di variazione dello spazio (misurato in km) rispetto al tempo (misurato in h), cos lunit di velocit sono i km/h. Laccelerazione misura il tasso di variazione di velocit col tempo, quindi la sua unit di misura il (km/h)/h=km/h 2 . Lidea di quantit che varia e della misura della sua variazione

Funzione Variazione in Altri Contesti.


Lidea di misurare il tasso di variazione della grandezza (o quantit) di una funzione intuitivamente naturale quando applicata a grandezze siche come posizione, velocit, ma lidea ha senso anche in altri contesti. Se f (t) la posizione al tempo t di un oggetto che si muove, allora f 0 (t) rappresenta la velocit delloggetto al variare del tempo. Se f (t) rappresenta laltezza di un pallone aerostatico in funzione del tempo, allora f 0 (t) rappresenta la velocit di salita delloggetto. Se f (t) rappresenta la quantit di denaro depositata in un conto in banca, f 0 (t) rappresenta il tasso di variazione di usso di denaro nel conto stesso. Se f (x) misura la quantit di benzina consumata dopo aver percorso x chilometri, allora f 0 (x) rappresenta la rapidit di consumo di carburante in litri/km. Anche se f una funzione matematica, senza alcuna relazione a auto, palloni, benzina e quantaltro, lidea di misurarne la variazione sensata e fruttuosa. In questo caso f 0 misura quanto rapidamente luscita di f varia al variare dellingresso x. Indicato con y = f (x) si ha che f 0 (x) rappresenta la variazione, nel punto x della quantit y. Per esempio, se f 0 (3) = 5 questo signica che se x 3 una piccola variazione di x produce una variazione cinque volte maggiore in f (x) .

La Derivata dal Punto di Vista Graco: Pendenza.

f0

come Funzione

Cosa signica la deriva gracamente? Come il graco di f e di f 0 riettono la relazione quantit-variazione? Pendenza lidea chiave che legano graci e variazioni. Per denizione, la pendenza la quantit di variazione, cio il rapporto tra due cambiamenti, x e y. Specicamente, la pendenza del graco della funzione f in ogni punto (x, f (x)) il tasso di variazione istantanea di f rispetto ad x. Riassumendo: Denizione 50 (La derivata come funzione pendenza) Sia f una funzione. La funzione derivata f 0 data dalla regola f 0 (x) = valore della pendenza del graco di f in x. Come la precedente, anche questa denizione di derivata necessita di chiarimenti e ranamenti. Vediamo dapprima che cosa signica la denizione. Cominciamo con il caso pi semplice di funzioni lineari.

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE

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Esempio 51 Sia f la funzione lineare f (x) = 3x + 1. Spiegare gracamente ed in termini di variazione perch la derivata la funzione costante f 0 (x) = 3. Soluzione. Il graco di f una retta, cos la sua pendenza, per ogni valore del parametro x 3. In simboli f 0 (x) = 3 per ogni x. Qui di seguito sono tracciati i graci di f e f 0
8 6 4 2 -4 -3 -2 -1 0 -2 -4 -6 -8 1 2 x 3 4 -4 -3 -2 -1 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 1 2 x 3 4

Graco di f (x) = 3x + 1

Graco di f 0 (x) = 3

Il fatto che f sia lineare di coeciente angolare 3 signica che il graco di f cresce ovunque con un incremento di 3 unit di y per ogni unit di x. Lesempio illustra una propriet generale Per ogni funzione lineare f (x) = ax + b, la funzione derivata la funzione costante f 0 (x) = a

La Pendenza di un Graco in un Punto: Rette Tangenti.


Per funzioni lineari la nozione di pendenza semplice. Una retta ha una sola pendenza e bastano due punti sul graco per calcolarla. Che cosa accade, come comportarsi quando il graco di una funzione non una retta ? Come calcolare la pendenza in un punto ? In realt vi una domanda ancora a monte: In generale, una curva ammette pendenza in un punto ? Denire e trovare il valore della pendenza di una curva in un punto sono due idee chiave (probabilmente le due idee chiave) dellanalisi. In questo paragrafo cominceremo col dare un primo approccio graco al problema, nel prossimo ritorneremo sul problema studiandolo con maggiori dettagli. La pendenza di una curva in un punto P pu essere pensata come la pendenza della retta tangente in P . Volendo ancora usare la strada, vista come una curva, e lauto, potremmo dire che la tangente in un certo punto P della strada la retta indicata dai fari anteriori. Usando queste idee intuitive possibile tracciare le rette tangenti ad un graco, in un punto, con ragionevole accuratezza e calcolare quindi la loro pendenza. Qui di seguito riportato come esempio il graco della funzione f (x) = x3 + x2 6x

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CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Esempi di rette tangenti Il segmento tangente pi a sinistra, valutato per x = 1 appare essere orizzontale; nella notazione delle funzioni f 0 (1) 0. Una stima delle pendenze delle altre due rette suggerisce che f 0 (1) 5 e f 0 (3) 15. (Controllare le stime).

Relazione tra Funzioni e Funzioni Derivate.


Come sono collegate tra di loro f ed f 0 ? Che cosa di dice una funzione dellaltra ? Queste questioni sono il fondamento dellAnalisi. Ci torneremo sopra ripetutamente da tutti i punti di vista, graco, numerico e simbolico. Nel proseguo del paragrafo cominceremo questa discussione. Il Pr incipio delle Corse : Il cavallo pi veloce vince. Ecco una aermazione ovvia: Se due cavalli f e g partono insieme e g corre sempre pi velocemente del cavallo f , allora il cavallo g sempre in testa e vince la gara. Questo principio delle corse, riparafrasato appropriatamente sorprendentemente utile: Il primo passo reinterpretare laermazione in linguaggio matematico. Ecco un modo di farlo

Il principio delle Corse. Siano f e g due funzioni denite per tutti i valori x dellintervallo [a, b] e supponiamo che f (a) = g (a) . Se f 0 (x) g 0 (x) per tutti gli x [a, b] , allora f (x) g (x) per tutti gli x [a, b] .

Osservare con attenzione i vari punti della aermazione:

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE Partenza equa. La richiesta che f (a) = g (a) implica che f e g partono insieme per x = a. Variazione nella crescita. Laermazione che f 0 (x) g 0 (x) signica che f non cresce pi rapidamente di g per a x b. Mai in testa. La conclusione signica che f non sorpassa mai g per a x b. Disuguaglianza stretta. Una versione pi stringente del principio delle corse si ha quando si considera una disuguaglianza stretta: Se f (a) = g (a) e f 0 (x) < g 0 (x) per a x b, allora f (x) < g (x) per ogni x in [a, b] .

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Esempio 52 Sia f una funzione tale che (i) f (0) = 0; (ii) f 0 (0) 10 se x 0. Mostrare che f (1) 10. Soluzione. Ragionando in modo informale, possiamo dire che la condizione (ii) implica che la crescita della funzione non maggiore alle 10 unit y per ogni unit x. In modo equivalente si pu dire che la pendenza del graco non supera mai 10. Quindi, quando la variabile x si sposta di una unit (da x = 0 a x = 1), y non pu salire pi di 10 unit (da y = 0 a y = 10), ne consegue che f (1) 10. Il principio delle corse descrive quanto detto in modo pi formale. Per applicarlo consideriamo la funzione lineare g = 10x (abbiamo scelto questa particolare g perch ha pendenza costante 10, cos g 0 (x) = 10 ed inoltre g (0) = f (0) = 0. A questo punto si sono costruiti tutti gli elementi, perch g (0) = f (0) e f 0 (x) 10 = g 0 (x) . Il principio delle corse garantisce che per tutti gli x 0 si ha f (x) g (x) = 10x. Ponendo x = 1 si ottiene il risultato, f (1) g (1) = 10.

Una Variante del Principio delle Corse.


Il principio delle corse - il cavallo pi veloce sempre in testa - pu essere riparafrasato in molte altre forme utili, cambiando leggermente le condizioni. Nelle tre varianti che seguono, non assumeremo pi che i cavalli f e g partano insieme. Esprimeremo sempre il principio prima a parole, poi in formule. Uguale Velocit, Uguale Distanza. A parole: se due cavalli corrono alla stessa velocit nellintervallo di tempo che va da a a b, allora la distanza tra di loro rimane inalterata. In simboli: Se f 0 (x) = g 0 (x) per a x b allora si ha che f (x) g (x) = C per qualche costante C e per tutti gli x [a, b] . Maggior velocit, Maggior Distanza. A parole: Se il cavallo f non corre pi forte del cavallo g , allora il cavallo f non distanzia il cavallo g pi di quanto lo fosse al tempo iniziale a. In simboli: Se f 0 (x) g 0 (x) per a x b allora f (x) f (a) g (x) g (a) per ogni x [a, b] . (Notare che f (x) f (a) e g (x) g (a) rappresentano, rispettivamente, la distanza percorsa da f e da g nellintervallo di tempo che va da a ad x.

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CAPITOLO 3. LE DERIVATE Foto Finish. Se i due cavalli f e g arrivano insieme, allora il cavallo pi veloce non pu essere stato davanti per tutto il tempo. In simboli: Supponiamo che f 0 (x) g 0 (x) per a x b e che f (b) = g (b) , allora: f (x) g (x) per a x b .

Esempio 53 Supponiamo che f (0) = 3 e f 0 (x) 2 per tutti gli x. Cosa possiamo dire di f (2) e di f (4) ? Interpretare il risultato gracamente. Soluzione. Applichiamo il principio delle corse con g (x) = 2x + 3. Abbiamo scelto questa g perch (i) f (0) = g (0) e (ii) f 0 (x) 2 = g 0 (x) . Per stimare f (2) usiamo il principio delle corse nella sua formulazione standard, nellintervallo [0, 2] . Si ha che f (0) = g (0) e f 0 (x) g 0 (x) = f (2) g (2) = 7 . Per stimare f (4) usiamo il principio, nella sua versione foto nish, nellintervallo [4, 0] . Esso dice che f (0) = g (0) e f 0 (x) g 0 (x) = f (4) g (4) = 5 . Tutto ci pu essere compreso gracamente. Ecco dei possibili graci per f e g

10 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -4 -3 -2 -1 x 0 1 2 3

Graci di f e g Come la gura mostra i graci di f e di g si sovrappongono per x = 0 ed f non cresce mai pi rapidamente di g . Come conseguenza del principio delle corse, il graco di f giace sotto quello di g per x > 0 e sopra quello di g per x < 0.

Ancora sulle Derivate.


Molti fenomeni del mondo reale coinvolgono quantit e le loro variazioni; le derivate sono proprio ci che occorre per descrivere e predire il loro comportamento. Terminiamo questo paragrafo con alcuni esempi di applicazione delle derivate. Come detto sopra, rimandiamo il loro calcolo al paragrafo successivo.

Moto in Caduta Libera Senza Resistenza dellAria.

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE

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Un oggetto in movimento detto in caduta libera se lunica forza a cui soggetto la forza di gravit. Si assume che altre forze - resistenza dellaria, spinta del motore, etc. - non giochino alcun ruolo. La gravit esercita la stessa accelerazione verso il basso su oggetti che cadono indipendentemente dalla loro forma, massa, velocit iniziale o altre caratteristiche. Per oggetti nelle vicinanze della terra questa accelerazione pu essere considerata essenzialmente costante. Si dice che Galileo Galilei (1564-16642) scoperse questa propriet lanciando oggetti dalla torre pendente di Pisa e notando che essi atterravano nello stesso istante. [Si pu davvero ignorare la resistenza dellaria? Nella realt la resistenza dellaria
conta. I paracadutisti, per esempio devono ad essa la loro capacit di scendere lentamente dal cielo; le palle di cannone cadono a terra pi velocemente delle piume. Daltra parte, da un punto di vista sico, la resistenza dellaria usualmente trascurabile quando si studia la caduta di oggetti piccoli e densi, che si muovono a bassa velocit, come nel caso, ad esempio, di una moneta che cade sul pavimento. ]

Un oggetto che cade ha, ad ogni istante di tempo t unaltezza h (t) , una velocit v (t) ed una accelerazione a (t) . Date le opportune unit di misura di tempo laltezza, la velocit e laccelerazione sono funzioni del tempo legate tra di loro dalle relazioni v = h0 ed a = v 0 . La scoperta di Galileo che un oggetto in caduta libera ha unaccelerazione verso il basso costante si traduce matematicamente dicendo che: a (t) = g , o in modo equivalente che v 0 (t) = g per qualche costante g. (Il segno negativo perch laccelerazione verso il basso). Nel sistema MKS g vale circa 9.82 m/ sec2 . Formule per velocit e distanza. Alla ne del 1600 Newton us la scoperta di Galileo per derivarne le sue leggi del moto. Il ragionamento di Newton fu che se laccelerazione (come nel caso della caduta libera) costante allora la velocit deve essere lineare. Se supponiamo che allistante iniziale di osservazione del fenomeno (t = 0) loggetto avesse unaltezza h0 ed una velocit verticale positiva v0 , le leggi di Newton ci dicono che h (t) = h0 + vo t 1/2 g t2 ; v (t) = v0 g t . Con queste formule possiamo rispondere a molte delle questioni legate al moto in caduta libera. Esempio 54 Pu un giocatore di tennis lanciare una pallina ad unaltezza di 100 metri? Soluzione. Come sappiamo, i campioni pi forti riescono a battere ad una velocit intorno ai 210 km/h che rappresentano circa 60 m/ sec . Supponendo pure che riescano ad imprimere la stessa velocit lanciando verso lalto e che laltezza dellatleta sia di 1.80 m. si ha che le formule per velocit e posizione come funzione del tempo sono: h (t) = 1.80 + 60 t 1 9.82 t2 ; v (t) = 60 9.82 t 2

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CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Laltezza massima si raggiunge quando la velocit si annulla (la pallina smette di viaggiare verso lalto per ricadere) e cio per v (t) = 60 9.82 t = 0 = t = Per questo valore del tempo laltezza h (6.11) = 1.80 + 60 6.11 1 9.82 (6.11)2 = 185. 1 2 60 6. 11 sec 9.82

pi alta dei 100 metri proposti. Di seguito sono riportati i graci di h (t) e di v (t) .
200 180 160 140 120 100 80 60 40 20 0 2 4 6 t 8 10 12 0 -20 -40 -60 2 4 6 t 8 10 12 60 40 20

Graco di h (t)

Graco di v (t)

Equazioni Dierenziali.
Ogni equazione che coinvolga una funzione e le sue funzioni derivate chiamata equazione dierenziale (ED). Le equazioni f 0 (x) = 2 ; v (t) = b + k v (t)2 ; f 0 (x) = f (x) sono ED. Una soluzione di unequazione dierenziale una funzione che con le sue derivate soddisfa lequazione (come abbiamo visto f (x) = 2x + 1 una soluzione della prima; vedremo pi avanti le altre). La maggior parte delle applicazioni pi importanti dellanalisi - specialmente le applicazioni di tipo sico - coinvolgono la formalizzazione di problemi come equazioni dierenziali, la loro soluzione ed il loro uso.

Cadendo con la Resistenza dellAria.


E un dato sico che quando un oggetto piccolo e denso cade a bassa velocit, la decelerazione dovuta alla resistenza dellaria (approssimativamente) proporzionale al quadrato della velocit. Usando la notazione per le derivate si ha questo ci dice che v 0 (t) = a (t) = g + k v (t)2 per qualche costante positiva k, dove g rappresenta sempre laccelerazione di gravit. Il valore numerico della costante k dipende da fattori sici quali: forma e peso delloggetto, densit dellaria e cos via. Per una pallina che cade, un fattore k 0.007 ragionevole.

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE

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Figura 3.1: Eetto dellaria sulla posizione

Figura 3.2: Eetto dellaria sulla velocit Esempio 55 Consideriamo una palla da tennis che cade, partendo da ferma, da circa 200 m. Qual la dierenza di velocit a terra nei due modelli proposti? Soluzione. Senza la resistenza dellaria la legge di Newton ci dice che h (t)
2 = 200 1 2 9.82 t

h0 (t) = v (t) = 9.82 t v 0 (t) = a (t) = 9.82 Tenendo conto della resistenza dellaria si ha che lequazione per laccelerazione diventa v 0 (t) = 9.82 + 0.007 v (t)2 Risolvere questa ED simbolicamente non facile, ma vogliamo mostrare i graci di velocit e posizione Le due curve mostrano la dierenza nei due casi. Con lattrito dovuto allaria la palla arriva in fondo con una velocit di circa 38 m/ sec contro gli 80 m/ sec che avrebbe in assenza daria, una velocit pi che doppia della precedente.

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CAPITOLO 3. LE DERIVATE

3.1.2

Un Primo Approccio alla Stima della Derivata

Abbiamo descritto la funzione derivata in termini di rapidit di cambiamento e di pendenza dato un punto a nel dominio di f. Data una funzione f ed un valore dellingresso x = a, f0 (a) il tasso di variazione istantanea di f rispetto ad x nel punto x = a. In linguaggio graco, f 0 (a) la pendenza del graco di f nel punto x = a. Vogliamo in questo paragrafo dare una breve occhiata, pi da vicino,alla derivata di una funzione in un punto.

Stima di f(a). La Pendenza di un Graco in un Punto, Tangente.


Per una retta ax + b la ricerca della pendenza pura routine. Essa infatti, come abbiamo visto, non altro che a, il coeciente angolare della retta stessa. Per una curva qualsiasi la questione pi complicata, ma anche pi interessante. La pendenza di una curva in un punto P pu essere pensata, come gi detto, come la pendenza della retta tangente alla curva nel punto P , cio il coeciente angolare della retta passante per P che punta nella direzione della curva in P. La denizione molto vaga per essere soddisfacente dal punto di vista matematico, ma ci permette, per ora, di illustrare lidea e di calcolarne con buona approssimazione il valore per molte delle funzioni che incontriamo in questo corso. Esempio 56 Sia f (x) = x2 . Usare la retta tangente per stimare il valore di f 0 (1) e di f 0 (1.5) . Interpretare i risultati come rapidit di cambiamento. Soluzione. Ecco il graco di f insieme a quello di due ragionevoli candidati ad essere rette tangenti per x = 1 ed x = 1.5
4 3 2 1 0

-1

-1

0 x

Graco di f (x) = x2 e due rette tangenti

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE

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Possiamo adesso stimare la pendenza delle due rette tangenti direttamente dal graco. La retta passante per (1, 1), per esempio, sembra salire di 2 unit mentre la variabile indipendente si sposta di 1, cos la pendenza 2. In modo simile la retta tangente ad x = 1.5 sembra avere pendenza di circa 3. Ne concludiamo che f 0 (1) 2 e f 0 (1.5) 3 Nel linguaggio della rapidit di cambiamento i risultati signicano che (i) per x = 1, y cresce due volte pi rapidamente di x, e (ii) per x = 1.5, y tre volte pi rapidamente della crescita di x. Tracciare la retta tangente un modo per stimare il valore della derivata. La strategia funziona perch nellintorno del punto in questione, il graco e la retta tangente sono quasi indistinguibili. Rimane il problema non sempre banale di essere capaci di tracciare una retta tangente in modo accurato, prescindendo dalla conoscenza della sua equazione (per ora). Unaltra strategia, spesso pi conveniente, che si pu usare disponendo della possibilit di software per il disegno di graci, quella dellingrandimento nellintorno del punto in questione, a volte in modo ripetuto, nch il graco stesso appare essere una linea retta. Una volta che il graco appare come una retta semplice stimarne la pendenza.

Esempio 57 Sia f (x) = x2 . Stimare il valore di f 0 (1) con il metodo dellingrandimento. Usare il risultato per scrivere lequazione della retta tangente nel punto x = 1. Soluzione. Ingrandendo successivamente nellintorno del punto (1, 1) da i seguenti graci

1.2

1.1

0.9

0.6

0.8

1 x

1.2

1.4

0.8 0.9

1 x

1.1

Graco di x2 per x [0.5, 1.5]

Graco di x2 per x [0.9, 1.1]

Nel secondo disegno il graco appare come una linea retta e la sua pendenza appare essere 2 perch y varia da 0.8 a 1.2 mentre x varia da 0.9 a 1.1. La retta in questione dunque la retta di coeciente angolare 2 passante per il punto (1, 1) . La sua equazione y = 2 (x 1) + 1 = 2x 1.

Quando Funziona lIngrandimento.

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CAPITOLO 3. LE DERIVATE

La strategia appena illustrata funziona quasi sempre. Ingrandire ripetutamente il graco della maggior parte delle funzioni f nellintorno di un qualsiasi punto (a, f (a)) del graco alla ne produce un disegno che appare essere un retta di coeciente angolare f 0 (a) . Una funzione con questa propriet anche chiamata localmente lineare per x = a (Non una denizione formale, solo una frase descrittiva). La linearit locale dice che in eetti una funzione f si comporta come una retta in un intorno del punto x = a e quindi ha una pendenza ben denita in x = a. Lesempio precedente mostra che f (x) = x2 localmente lineare per x = 1. Vediamo un esempio con funzioni trigonometriche.

Esempio 58 Dire se f (x) = sin x localmente lineare nel punto x = 1.4. Qual il valore di f 0 ? Soluzione. Ecco due viste del graco della funzione seno nellintorno del punto (1.4, sin 1.4) (1.4, 0.9854).

0.988 0.99 0.986 0.98 0.984 0.97 0.982 1.3 1.34 1.36 1.38 1.4 x 1.42 1.44 1.46 1.48 1.5 1.39 1.4 x 1.41 1.42

Graco di sin x, x [1.3, 1.5]

Graco di sin x, x [1.38, 1.42]

nel secondo graco, la curva del seno quasi retta. Per stimare la pendenza nel punto P = (1.4, sin 1.4) usiamo due punti presi dal graco. Prendendo x = 1.38 e x = 1.42 si trova che il valore (ovviamente approssimato) della pendenza (0.989 0.982) / (1.42 1.38) 0.175. Usando la notazione delle funzioni si ha cio f 0 (1.4) 0.175.

Quando Non Funziona lIngrandimento: Nonlinearit Locale.


Non tutte le funzioni sono ovunque localmente lineari. Uno spigolo nel graco non pu essere sempre lisciato da un ripetuto ingrandimento locale del graco. In tale punto la derivata non esiste ed il nostro modello di rappresentazione non d risposte.

Esempio 59 Sia f (x) = |x| . Dire se esiste f 0 (0) . Dire se esiste f 0 (a) se a 6= 0.

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE Soluzione. Ecco il risultato di un ingrandimento intorno allorigine.
1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1 -0.8 -0.6 -0.4 -0.2 0 x 0.2 0.4 0.6 0.8 1 0.1 0.08 0.06 0.04 0.02 0 -0.02 -0.04 -0.06 -0.08 -0.1 -0.08 -0.04 0 x 0.02 0.04 0.06 0.08 0.1

105

Graco di |x| per x [1, 1]

Graco di |x| per x [0.1, 0.1]

Come si vede, lingrandimento non ha alcune eetto sullo spigolo nellorigine. Ingrandire ancora non servirebbe, lo spigolo rimane e perci f 0 (0) non esiste. Daltra parte, per a 6= 0 il graco gi una retta (con coeciente angolare 1), cos non vi alcun problema nel valutare le derivate: f 0 (a) = 1 se a > 0 ; f 0 (a) = 1 se a < 0 .

A parole: la funzione f (x) = |x| non localmente lineare per x = 0, ma lo in tutti gli altri punti. NOTA: In tutto questo paragrafo ingrandire signica ingrandire dello stesso fattore rispetto ai due assi cartesiani. Questo fatto non solo di tipo tecnico. Ingrandire con fattori di scala diversi rispetto ai due assi porterebbe a delle distorsioni del graco che potrebbero far perdere informazioni. Considerate, per esempio, lesempio precedente. Ingrandendo ripetutamente, ma solo nella direzione dellasse x (per es. un fattore 4 lungo x ed 1 lungo y) nirebbe gradualmente col far sembrare il graco orizzontale e quindi derivabile (Provare). Il metodo di ingrandire o di disegnare tangenti al graco in un punto permette di stimare f 0 (a) per vari valori dellingresso a. Mettendo insieme le informazioni che se ne ricavano si pu provare a disegnare il graco della funzione derivata. Esempio 60 Provare a disegnare il graco di f 0 (x), essendo f (x) = x2 . Soluzione. Nellesempio relativo alla funzione f (x) = x2 si stimato che = 2 e f 0 (1.5) = 3. Per la simmetria del graco della funzione rispetto allasse y si pu aermare che f 0 (1) = 2 e f 0 (1.5) = +3 e f 0 (0) = 0. Tracciando questi punti su di un graco si nota che essi sono allineati sulla retta y = 2x. f 0 (1)

106

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

-2

-1

0 -2

1 x

-4

Graco di f 0 Esempio 61 Sia f (x) = ex . Usare il metodo delle rette tangenti per valutare f 0 . Cercare inne di valutare una formula per f 0 (x) . Soluzione. Disegniamo il graco di f (x) = ex e cerchiamo, usando matita e righello di valutare la pendenza delle tangenti nei punti marcati.

-2

-1

1x

Graco di f (x) = ex Con un po di accuratezza si possono trovare i seguenti risultati Stima graca della derivata di ex x 2 1 0 1 2 y 0.135 0.368 1.0 2.718 7.389 Pendenza in (x, y ) 0.1 0.4 1.0 2.7 7.4 Gi ad un primo esame si vede come i valori della pendenza nei punti dati approssimino con grande precisione i valori della funzione negli stessi punti.

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE

107

Infatti, il risultato importante che rende unica la funzione esponenziale ex il seguente. Se f (x) = ex allora si ha che f 0 (x) = ex . In altre parole, f (x) = ex risolve lequazione dierenziale f 0 (x) = f (x) . Questa importante propriet ci che rende la funzione esponenziale ex una delle funzioni pi importanti ed utili.

108

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

3.1.3

Esercizi

1. Un aeroplano decolla da un aeroporto e, 60 minuti dopo atterra in un altro aeroporto distante 600 km. Sia t il tempo, misurato dal momento del decollo, x (t) la distanza orizzontale percorsa e y (t) laltezza dellaeroplano. (a) Qual il signicato sico di x0 (t) ? Disegnate dei graci plausibili di x (t) e x0 (t) . (b) Qual il signicato sico di y 0 (t) ? Disegnate dei graci plausibili di y (t) e y0 (t) . 2. Supponiamo che sia f (x) = x3 5x2 + x 1 e g (x) = x3 5x2 x + 4. (a) Spiegare perch f 0 (x) = g 0 (x) per ogni valore di x. [Sugg: Come sono correlati i graci di f e g ?] (b) Trovare una funzione h tale che h (0) = 3 e tale che h0 (x) = f 0 (x) . 3. Siano f (x) = 5, g (x) = x, h (x) = 2x. Calcolare f 0 (11) , g 0 (33) , h0 (37) . 4. Supponiamo che siano f (x) = x 2, g (x) = 4x + 1. (a) Disegnare f e g sullo stesso sistema dassi. (b) Mostrare che f 0 (x) g 0 (x) per tutti i valori di x. (c) Mostrare che il principio delle corse implica che f (x) g (x) per tutti gli x 1.

5. Cosa dice il principio delle corse sulla relazione tra f (x) e g (x) per x 1? 6. Interpretare ogni aermazione sottostante in termini di funzioni e sue derivate. In ogni situazione indicare chiaramente quale la funzione, che signica la variabile e quali sono le unit di misura appropriate. (a) Il prezzo di un prodotto diminuisce con laumentare della produzione. (b) La richiesta di un nuovo prodotto diminuisce con il tempo. (c) La forza lavoro cresce oggi pi lentamente di cinque anni fa. (d) Il costo dellassistenza sanitaria continua a crescere, ma pi lentamente negli ultimi cinque anni. (e) Durante gli scorsi due anni il consumo di energia in Italia diminuito. 7. Una Compagnia deve decidere il budget per ricerca e sviluppo di un nuovo prodotto. Sia x lammontare investito in R&S e T il tempo occorrente perch il prodotto raggiunga il mercato. (a) Dare unit ragionevoli a T ed x. Cosa rappresenta T 0 in queste unit? (b) Dare una interpretazione economica a T 0

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE (c) Vi aspettate un T 0 positivo o negativo? Spiegare la risposta.

109

8. Laltezza di un sasso in metri, t secondi dopo essere stato lanciato data da h (t) = 4.91t2 ++13t+25; la sua velocit data da v (t) = 9.82t+13. (a) Da quale altezza stata lanciato il sasso? (b) Qualera la velocit iniziale del sasso? (c) Laltezza del sasso al tempo t = 2 maggiore o minore? (d) Per quale valore del tempo il sasso raggiunge laltezza massima? Quanto vale laltezza? (e) Quanto tempo sta il sasso in aria? 9. Supponiamo che sia f (x) = g (x) + 3 e che f 0 (x) esista per tutti gli x. (a) Spiegare come sono correlati i graci di f e g. (b) Spiegare come sono correlati i graci di f 0 e g 0 (c) Sia h (x) = f (x) + k con k costante. Come correlato il graco di h0 con quello di f 0 ? 10. Sia f (x) = sin x e g (x) = cos x. (a) Come sono correlati tra loro i graci di f e di g ? (b) Come sono correlati tra loro i graci di f 0 e di g 0 ? 11. Sia g (x) = f (x + 3) e supponiamo che f 0 (x) esista per tutti gli x. (a) Spiegare come sono correlati i graci di f e g. (b) Spiegare sono correlati tra loro i graci di f 0 e di g 0 . (d) Sia h (x) = f (x + k ) con k costante. Come correlato il graco di h0 con quello di f 0 ? 12. Sia g (x) = 3f (x) e supponiamo che f 0 (x) esista per tutti gli x. (a) Spiegare come sono correlati i graci di f e g. (b) Spiegare sono correlati tra loro i graci di f 0 e di g 0 . (d) Sia h (x) = k f (x) con k costante. Come correlato il graco di h0 con quello di f 0 ? 13. Supponiamo che f sia periodica di periodo 4. Spiegare perch la funzione derivata f 0 anchessa periodica con lo stesso periodo. 14. Sia f una funzione tale che f 0 (3) = 2 (c) Se f 0 (1) = 2, spiegare perch g 0 (1) = 6. (c) Se f 0 (2) = 4 quanto vale g 0 (1) ?

110

CAPITOLO 3. LE DERIVATE (a) Supponiamo f pari. Spiegare perch f 0 (3) = 2. [Sugg.: pensate al graco di una funzione pari.] (b) Supponiamo f dispari. Quanto vale f 0 (3) ?

15. Supponiamo che f e g siano denite entrambe nellintervallo [a, b] , che sia f (a) = g (a) e che f 0 (x) g 0 (x) per tutti gli x [a, b] . (b) Supponiamo f (b) = g (b) . Che cosa implica questo sulle derivate f 0 e g0 ? 16. Supponiamo che f e g siano denite entrambe nellintervallo [a, b] , che sia f (a) = g (a) e che f 0 (x) g 0 (x) per tutti gli x [a, b] . Usare il principio delle corse per spiegare che f (x) f (a) g (x) g (a) per tutti gli x [a, b] . 17. Sia f (1) = 2 e f 0 (x) 3 per tutti gli x [10, 10] . (b) Mostrare che f (5) 10. (a) Mostrare che f (2) 1. (a) Spiegare perch f (b) g (b) .

(d) Pu essere f (9) < 31 ? Spiegare la risposta. (e) Pu essere f (5) > 23 ? Spiegare la risposta. (f) Pu essere f (4) = 8 ? Giusticare la risposta. (g) Pu essere f (7) = 25 ? Giusticare la risposta.

(c) Mostrare che f (0) 5.

(h) Pu essere f (8) = 25 ? Giusticare la risposta. 18. Sia f (1) = 3 e f 0 (x) 2 per tutti gli x [0, 5] . (b) Mostrare che f (0) 1. (a) Mostrare che f (4) 9.

19. Supponiamo che sia f (2) = 1 e 4 f 0 (x) 3 per tutti gli x [10, 10] . (a) Trovare una stima superiore ed una inferiore per f (6) ; (b) Trovare una stima superiore ed una inferiore per f (5) . 20. Supponiamo sia f (0) = 2 e |f 0 (x)| 1 per tutti gli x [5, 5] . (a) Trovare una stima superiore ed una inferiore per f (1) ; (b) Trovare una stima superiore ed una inferiore per f (3) . 21. Supponiamo che sia f (2) = 1 e f 0 (x) 3 per tutti gli x [10, 10] . (a) Che cosa implica il principio delle corse per il valore di f (4) ?

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE (b) Che cosa implica il principio delle corse per il valore di f (2) ? 22. Sia f 0 (x) 0 per tutti gli x (2, 9) . Spiegare perch f (3) f (7) . 23. Sia f 0 (x) > 0 per tutti gli x (2, 9) . Spiegare perch f (4) < f (8) .

111

24. Supponiamo che sia f (1) = 2 e che f 0 (x) sia la funzione disegnata qui sotto

4 2

-4

-3

-2

-1 -2 -4

2 x

Graco di f 0 Usare il principio delle corse per rispondere alle seguenti domande. (a) Pu essere f (3) = 6 ? Giusticare la risposta. (c) Mostrare che, nellintervallo [4, 4] , la funzione raggiunge il suo valore massimo nel punto x = 4. [Sugg. Mostrare che 0 < f (4) f (3) < 6 e che f (1) f (2) > 6].

(b) Pu essere f (3) = 2 ? Giusticare la risposta.

(d) Per quale valore di x nellintervallo [4, 4] la f raggiunge il suo minimo ? 25. Sia k un numero reale e che f sia una funzione tale chef 0 (x) k per tutti gli x [a, b] . Mostrare che f (x) k (x a) + f (a) per tutti gli x [a, b] . 26. Sia f una funzione denita nellintervallo [a, b] e che f (a) = c . (a) Supponiamo sia f 0 (x) 0 per tutti gli x [a, b] Usare il principio delle corse per mostrare che f (x) c per tutti gli x [a, b] .

(b) Supponiamo sia f 0 (x) 0 per tutti gli x [a, b] Usare il principio delle corse per mostrare che f (x) c per tutti gli x [a, b] . (c) Usare (a) e (b) per mostrare che se f 0 (x) = 0 per tutti gli x [a, b] allora f costante in tutto lintervallo [a, b] .

27. Supponiamo che f 0 (x) = g 0 (x) per tutti gli x [a, b]. Usare lesercizio precedente per mostrare che esiste una costante C tale che g (x) = f (x) + C per tutti gli x [a, b].

112 28. Sia f (x) = x.

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

(a) Usare il metodo dellingrandimento per stimare f 0 (1/4) , f 0 (1), f 0 (9/4), f 0 (4) , f 0 (25/4) e f 0 (9) . (b) Usare i risultati di (a) per disegnare un graco di f 0 nellintervallo [0, 9] . (c) Perch non denita f 0 (1) ? Perch non denita f 0 (0) ? Qual il dominio di f 0 ? (d) Usare i risultati precedenti per tentare di trovare lespressione algebrica di f 0 (x) . 29. Sia f (x) = x3 e g (x) = x1/3 . (a) Usare il metodo dellingrandimento per stimare f 0 (0), f 0 (1/2), f 0 (1), f 0 (3/2), f 0 (2) . (b) Usare i risultati di (a) per disegnare un graco di f 0 nellintervallo [2, 2] .[Sugg.: Perch f 0 (1) = f 0 (1) ?]. (c) Usare i risultati di (a) e (b) per tentare di trovare lespressione algebrica di f 0 (x) .

(d) Stimare g 0 (1) e g 0 (1) .

(e) Perch non denita g 0 (0) ? Qual il dominio di g 0 ? Qual il dominio di g ? (f) Si pu mostrare che f 0 (4) = 48. Usare questo dato per calcolare g 0 (64) . [Sugg: Come sono correlati i graci di f e g ?]

30. Sia f (x) = 1/x (a) Usare il metodo dellingrandimento per stimare f 0 (1/4), f 0 (1/2), f 0 (1), f 0 (2), f 0 (3) . (b) Usare i risultati di (a) per disegnare un graco di f 0 sugli intervalli [3, 0) e (0, 3] . (c) Usare i risultati di (a) e (b) per tentare di trovare lespressione algebrica di f 0 (x) .

31. Sia f (x) = ex . (a) Usare il metodo dellingrandimento per stimare f 0 (1), f 0 (0), f 0 (1), f 0 (1.5), f 0 (2) . (b) Usare i risultati di (a) per disegnare un graco di f 0 sullintervallo [1, 2] . (c) Usare i risultati di (a) e (b) per tentare di trovare lespressione algebrica di f 0 (x) . [Sugg.: valutare f (x) nei punti 1, 0, 1, 1.5, 2.]

32. Sia f (x) ln x

3.1. LA DERIVATA COME VARIAZIONE

113

(a) Usare il metodo dellingrandimento per stimare f 0 (1/10) , f 0 (1/5), f 0 (1/2), f 0 (1) , f 0 (2) , f 0 (5) . (b) Usare i risultati di (a) per disegnare un graco di f 0 sullintervallo (0, 5] . (c) Usare i risultati di (a) per tentare di trovare lespressione algebrica di f 0 (x) 33. Sia f (x) = sin x. (a) Usare il metodo dellingrandimento per stimare f 0 (0) , f 0 ( /6), f 0 ( /4), f 0 ( /3) , f 0 ( /2) e f 0 ( ) . (b) Usare la simmetria della funzione seno per calcolare le derivate nei punti f 0 (2 /3) , f 0 (3 /4) e f 0 (5 /6) . Controllate le risposte col metodo dellingrandimento. (c) Usare i risultati di (a) per tentare di trovare lespressione algebrica di f 0 (x) . 34. Sia f (x) = cos x. (a) Usare il metodo dellingrandimento per stimare f 0 (0) , f 0 ( /6), f 0 ( /4), f 0 ( /3) , f 0 ( /2) e f 0 ( ) . (b) Usare i risultati di (a) per tentare di trovare lespressione algebrica di f 0 (x) . 35. Siano f (x) = ex e g (x) = ln x . (a) Usare il metodo dellingrandimento per il graco di f nellintorno del punto del graco (0, 1) .Qual la pendenza della retta? (b) Usare il metodo dellingrandimento per il graco di g nellintorno del punto del graco (0, 1) .Qual la pendenza della retta? 36. Siano f (x) = 10x e g (x) = log10 x . (a) Usare il metodo dellingrandimento per il graco di f nellintorno del punto del graco (0, 1) .Qual la pendenza della retta? (b) Usare il metodo dellingrandimento per il graco di g nellintorno del punto del graco (0, 1) .Qual la pendenza della retta? (c) Come sono collegate tra loro i valori in (a) ed in (b) ? Quale variante della legge nellEsempio (61) vale in questa situazione? 37. Sia f (2) = 4 e f 0 (x) = x3 + 1 per x 1

(a) Trovare lequazione della retta tangente a f nel punto x = 2. (b) Indichiamo con l la retta in (a) . Il valore l (0) sottostima o sovrastima il valore di f (0)? Giusticare la risposta.

114

CAPITOLO 3. LE DERIVATE (c) Il valore l (3) sottostima o sovrastima il valore di f (3)? Giusticare la risposta.

38. Per ognuna delle coppie di funzioni seguenti, scegliere la costante A in modo tale che sia f 0 (x) = Ag (x) per ogni x nel dominio di g. (a) f (x) = x3 , g (x) = x2 . (b) f (x) = x, g (x) = x1/2 . (c) f (x) = sin x , g (x) = cos x. (d) f (x) = cos x , g (x) = sin x. (e) f (x) = ex , g (x) = ex . (f) f (x) = ln x, g (x) = 1/x.

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

115

3.2

La Geometria delle Derivate.

La relazione geometrica che lega una funzione f e la sua derivata f 0 semplice da esplicitare. Per ogni valore dellingresso a, f 0 (a) il valore del coeciente angolare della retta tangente al graco di f nel punto (a, f (a)) . Questa aermazione, innocua allapparenza, una delle pi importanti di questo volume. I prossimi paragra (e di fatto la maggior parte di questo libro) ne esplorano signicato, implicazioni e conseguenze. Inizieremo la nostra analisi attraverso lo studio approfondito di un esempio.

Confronto tra i Graci di f e di f . Consideriamo i graci (dati) di una funzione f e della sua derivata f 0 (per il momento non daremo la formula esplicita per le due funzioni). Tre punti interessanti sono stati segnalati sui due graci. I tre punti sui due graci hanno la stessa coordinata x. Chiamiamo i tre punti A, B, C e A0 , B 0 , C 0 rispettivamente.

4 2 -2 -1 0 -2 1 x 2 3 15 10 5

-6 -8

-2

-1

0 -5

x 2

Graco di f

Graco di f 0

Il graco si f 0 ci dice come si comportano le pendenze delle rette tangenti al graco di f . Per esempio, in B il graco di f sembra avere pendenza 6 I; per questa ragione, il graco di f 0 ha altezza 6 in B 0 . Osserviamo le diverse relazioni geometriche tra i due graci e introduciamo un po di nomenclatura. Il segno di f 0 . Il graco di f cresce a sinistra a sinistra del punto A, scende tra A e C , cresce ancora dopo C. Il segno di f 0 ci dice se il coeciente angolare della retta tangente positivo o negativo, cio se la retta tangente punta verso lalto o verso il basso.. Nei punti A0 e C 0 I la funzione f 0 cambia di segno, quindi in A e C la tangente ad f cambia direzione. Cosa accade allesterno. Il disegno suggerisce che a sinistra di A il graco di f scenda verso il basso e a destra di C salga. Che c osa accade del graco 0 0 0 di f negli stessi intervalli? A destra di C , f positiva e crescente, mentre a sinistra di A0 positiva e decrescente.

Controllate, per esercizio, laermazione.

A0 e C 0 corrispondono radici di f 0 . a

116

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Punti di massimo, minimo e stazionari. I punti A e C di coordinate approssimativamente (1.1, 4) e (1.8, 8) dove il graco di f ha tangente orizzontale sono punti di notevole interesse. Essi indicano, in questa nestra del graco, punti alti e punti bassi del graco stesso. Volendo esprimere questa situazione in linguaggio matematico diremo che il punto del dominio x = 1.1 un punto di massimo locale per f , la corrisponde uscita f (1.1) 4 chiamato un valore di massimo locale di f . Analogamente in C . Il punto x = 1.8 chiamato punto di minimo locale e f (1.8) 8 il corrispondente valore di minimo locale per f (laggettivo locale si riferisce al fatto che stiamo esaminando ci che accade intorno al punto e non globalmente su tutto il graco). Gli ingressi x dei punti A e C sono anche genericamente chiamati punti stazionari per f . I corrispondenti punti A0 e C 0 sul graco di f 0 hanno la propriet di avere coordinata y = 0,sono cio radici dellequazione f 0 (x) = 0. Altri punti stazionari? A e C sono gli unici punti stazionari di f. Il disegno non lo dice. Esso mostra solo il comportamento della funzione nellintervallo [2.5, 3.5] ; altri punti stazionari potrebbero essere fuori di questo intervallo. Concavit e convessit. Il punto B , di coordinata circa x = 0.33 viene chiamato punto di esso per f . In B il graco di f cambia la propria direzione di concavit , da concavo a convesso. Il punto B ha unaltra propriet geometrica (locale) importante. E il punto del graco con la maggiore pendenza. Il corrispondente punto B 0 sul graco di f 0 facile da individuare; un punto di minimo locale per f 0 . Pi avanti useremo questa propriet e un po di algebra per trovare lesatto valore dellingresso di B.

Che cosa dice f a proposito di f.


Interpretare la funzione derivata f 0 in termini di coecienti angolari delle rette tangenti al graco di f ha molte implicazioni di notevole importanza che indichiamo qui di seguito.
(NOTA: Molte idee in questo paragrafo dipendono dal fatto che sia f che f si comportano ragionevolmente bene. Con questa espressione intendiamo il fatto che n il graco di f n quello di f mostrano salti, spigoli o rotture. Ogni funzione f la cui funzione derivata f continua, cio ha un graco senza rotture, buona per noi a questo livello. Fortunatamente, la maggior parte delle funzioni che ci interesseranno saranno buone in questo senso. Andando avanti nel corso chiariremo meglio cosa signica buone e perch importante.)

Crescente o Decrescente.
Una funzione f detta crescente se (osservandola da sinistra verso destra) il suo graco sale, e decrescente se il suo graco scende. La seguente denizione trascrive queste idee naturali in linguaggio analitico. Denizione 62 Sia I lintervallo (a, b) . Una funzione f crescente su I se f (x1 ) < f (x2 ) per a < x1 < x2 < b .

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE. f decrescente su I se f (x1 ) > f (x2 ) per a < x1 < x2 < b .

117

( Se f (x1 ) f (x2 ) per x1 < x2 allora f detta non decrescente su I ; se f (x1 ) f (x2 ) per x1 < x2 allora f detta non crescente su I. In entrambi i casi, in modo generico diremo che f monotona su I ). La derivata ci permette di determinare dove la funzione cresce o decresce su di un intervallo I. Fatto. Se f 0 (x) > 0 per tutti gli x I allora f cresce in I. Se f 0 (x) < 0 per tutti gli x I allora f decresce in I.

Questo fatto sembra essere ragionevole. Aermare che f 0 (x) > 0 signica dire che la retta tangente al graco di f nel punto x punta verso lalto e (con un po di fortuna) anche il graco di f .Il principio delle corse rende il fatto ancora pi evidente: se unauto f ha velocit positiva, allora corre in avanti. Anche se il fatto suona plausibile, la sua dimostrazione rigorosa richiede la messa in campo di uno dei teoremi pi importanti di questo corso: il teorema del valor medio (che vedremo pi avanti). Comportamento in un punto. Spesso diremo che la funzione cresce (o decresce) in un dato punto. Dire ad esempio che f cresce per x = 3 signica dire che f cresce su di un qualche intervallo - per quanto piccolo possa essere contenente il punto x = 3. Con questa notazione lessicale possiamo riscrivere il fatto precedente nel seguente modo. Fatto. Se f 0 (a) > 0 allora f cresce in x = a Se f 0 (a) < 0 allora f decresce in x = a Nel punto x = 1, per esempio, f 0 (1) < 0. Il Fatto ci dice - ed il disegno conferma - che per x = 1 il graco di f discende. Fare attenzione Il precedente fatto NON implica che se f cresce allora 0 f (a) > 0. Infatti Esempio 63 Dove crescente la funzione f (x) = x3 ? Dove f 0 (x) > 0 ? Che cosa accade per x = 0 ? Soluzione. Come suggerisce il graco
1

0.5

-1

-0.5

0 -0.5

0.5 x

-1

Graco di f (x) = x3

118

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

la funzione x3 cresce ovunque. Il graco suggerisce anche che f 0 (x) > 0 se x 6= 0 ma che f 0 (x) = 0 per x = 0. La Derivata di una Funzione Crescente. Che cosa si pu dire della funzione derivata f 0 dove f cresce? La risposta nel seguente fatto Fatto. Se f cresce per x = a allora si ha f 0 (a) 0; se f decresce per x = a allora si ha f 0 (a) 0. La derivata di una funzione crescente deve essere non negativa ma non necessariamente strettamente positiva.

Punti di Massimo, Punti di Minimo e Punti Stazionari: Denizioni Formali.


Il punto A sul primo graco (vedi pagina 115 ) corrisponde ad un massimo locale ma non globale per f . Per continuare a usare senza fraintesi il linguaggio tecnico della matematica abbiamo bisogno di denizioni chiare. Denizione 64 Sia f una funzione e x0 un punto del dominio. x0 un punto stazionario per f se f 0 (x0 ) = 0 . x0 un punto di massimo relativo (o locale) per f se f (x0 ) f (x) per tutti gli x in qualche intervallo aperto contente x0 . Il numero f (x0 ) un valore di massimo relativo per f. x0 un punto di massimo assoluto (o globale) per f se f (x0 ) f (x) per tutti gli x nel dominio di f . Il numero f (x0 ) il valore di massimo assoluto per f. (I punti di minimo relativo (o locale) e assoluto (o globale) sono deniti in maniera analoga). Alcune sottigliezze lessicali hanno bisogno di essere puntualizzate: Punti e Valori. I punti di massimo o minimo (relativo o assoluto) sono gli ingressi per le funzioni; i valori di massimo o minimo sono le corrispondenti uscite. La dierenza, sebbene importante, viene a volte sorvolata parlando informalmente. Relativo e Assoluto (Globale e Locale). In un punto di massimo locale, una funzione f pu o meno assumere un valore di massimo globale. Lo stesso ovviamente per un punto di minimo. Valori estremi. La parola estremo che pu signicare sia valore massimo che minimo spesso usata. Diremo, per esempio, che per la funzione dellesempio precedente, i punti A e C corrispondono ad estremi di f . Tornando al graco dellesempio, lintuizione geometrica ci dice che in un punto di massimo o di minimo locale un graco liscio debba avere tangente orizzontale. Pi succintamente Fatto. In un graco liscioogni punto di massimo e di minimo locale x0 un punto stazionario, cio una radice di f 0 , quindi soddisfa lequazione f 0 (x) = 0. Questo fatto ha un valore pratico di notevole portata. Il Fatto ci dice che per trovare i massimi e minimi relativi di f , possiamo limitarci a cercare tra le

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

119

radici di f 0 Ogni radice un punto stazionario e quindi un possibile candidato a massimo o minimo (ricordo che un punto stazionario pu anche essere un esso orizzontale del graco). Nellesempio che segue cercheremo di mostrare come individuare tutte le possibilit.

Esempio 65 Il graco di una funzione f 0 appare come segue. Il graco di f non mostrato (per ora). Tre punti di particolare interesse sono mostrati (1, 0) , (0, 0) , (1, 0) . In quali punti, ammesso che esistano, f ammette minimo e massimo locale? Perch

3 2 1 0 -1

-2

-1

-0.5

0 x

0.5

1.5

Graco di f 0 Soluzione. I tre punti, di coordinate x = 1, x = 0, x = 1 sono radici dellequazione f 0 (x) = 0 e corrispondono quindi a punti stazionari di f . Che tipo di punto stazionario? La chiave per risolvere il problema quella di studiare il segno della derivata intorno ad ogni punto stazionario. Osserviamo i punti uno alla volta. [x = 1] . A sinistra di x = 1 si ha che f 0 (x) > 0. Quindi, per quanto aermato precedentemente, la funzione f cresce nch x = 1. Passato il punto f 0 (x) < 0 cos che f decresce immediatamente dopo x = 1. Questo signica che f ha un massimo locale in x = 1. [x = 1] . Consideriamo i valori della f 0 per valori di x vicini ad x = 1. Il graco mostra che se x < 1 allora f 0 (x) < 0, e che f 0 (x) > 0 se x > 1. Allora, ragionando come sopra, si ha che la funzione decresce a sinistra di x = 1 e cresce a destra. Questo signica che x = 1 un punto di minimo locale. [x = 0] In questo punto il graco mostra che f 0 (x) < 0 sia a sinistra che a destra del punto x = 0. Allora f decresce sia prima che dopo il punto x = 0. Ne segue che x = 0 non pu essere n un massimo n un minimo. E quindi un esso orizzontale nel graco di f . Ecco, per nire, un possibile graco di f .

120

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

-1

-2

-1

-0.5

0 x

0.5

1.5

Graco di f

Per quanto riguarda i punti stazionari possiamo allora aermare che: Fatto (Test della derivata prima). Supponiamo che si abbia f 0 (x0 ) = 0. Se f 0 (x) < 0 per x < x0 e f 0 (x) > 0 per x > x0 , allora x0 un punto di minimo locale. Se f 0 (x) > 0 per x < x0 e f 0 (x) < 0 per x > x0 , allora x0 un punto di massimo locale.

Il prossimo esempio mostra cosa accade in un graco non liscio. Esempio 66 La funzione f (x) = |x| ha un minimo locale (e globale) nel punto x = 0, ma non un punto stazionario.. Soluzione. Il graco mostra il perch |x|

-1

Graco di f (x) = |x| ; x = 0 un minimo locale.

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

121

Nel punto x = 0 il graco ha uno spigolo e quindi non ammette n retta tangente n una pendenza ben denita. Nel linguaggio funzionale possiamo dire che f 0 (0) non esiste.

Concava o Convessa ?
Abbiamo introdotto in modo informale le propriet esso, concavit e convessit usando il linguaggio graco. Vogliamo adesso dare una denizione analitica formale. Denizione 67 Il graco di una funzione f convesso in x = a se la funzione f 0 crescente in x = a. Il graco di una funzione f concavo in x = a se la funzione f 0 decrescente in x = a. Ogni punto in cui il graco cambia concavit detto punto di esso del graco. I graci di f ed f 0 a pag. 115 illustrano quanto detto. Concavit. A sinistra del punto B , il graco di f concavo; a sinistra di B 0 il graco di f 0 decrescente. Convessit. A destra del punto B , il graco di f convesso; a destra di B 0 il graco di f 0 crescente. Punto di Flesso. B un punto di esso; f 0 ha un minimo in B 0 .

Trovare i Flessi dal Graco di f .


La direzione della concavit del graco dipende, come mostra la denizione, dalla crescita o decrescita della funzione derivata f 0 . Si ha un punto di esso quando f 0 - cambia direzione - cio quando f 0 ha un minimo o un massimo locale.

Esempio 68 Discutere la concavit della funzione f (x) = sin x. Soluzione. E un fatto che dimostreremo pi avanti, che se f (x) = sin x allora f 0 (x) = cos x. Il raronto tra i graci rende, comunque, la cosa plausibile. I Siete daccordo? Le radici di f 0
1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1 2 x 4 6 1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 -0.2 -0.4 -0.6 -0.8 -1 2 x 4 6

sono dove devono essere?

Graco di f (x) = sin x Da notare:

Graco di f (x) = cos x

122

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Punti stazionari: f ha punti stazionari (un punto di massimo locale ed un punto di minimo locale) per x = /2 e x = 3 /2 - esattamente le radici di f 0 -. Crescente o decrescente ? f cresce negli intervalli (0, /2) e (3 /2, 2 ) ; sugli stessi intervalli f 0 positiva Concavit. f concava nellintevallo(0, ) dove f 0 decrescente, e convessa in ( , 2 ) dove f 0 cresce. Nei fatti, questo esempio mostra tutte le possibili combinazioni di comportamento crescente/decrescente e concavit. Punti di Fesso. f ha un punto di esso in ogni multiplo di - precisamente dove f 0 assume un minimo od un massimo locale. Esaminiamo ancora. Esempio 69 Quello che segue il graco della derivata di una funzione f.

-3

-2

-1

Graco di f 0 Spiegare perch: (a) Lequazione f (x) = 0 non pu avere pi di due soluzioni nellintervallo [3, 3] (b) Lequazione f (x) = 0 non pu avere due radici nellintervallo [0, 3] ; (c) Supponiamo che sia f (0) = 1. Quante soluzioni ha lequazione f (x) = 0 nellintervallo [3, 3] ? Soluzione. Poich f 0 negativa nellintervallo (3, 0) e positiva nellintervallo (0, 3) , f decresce in (3, 0) e cresce in (0, 3) . Ne segue che f ha un minimo locale per x = 0 e nessun altro punto stazionario. Quindi 1. (a) Il graco di f ha la forma di una U, quindi pu intersecare lintervallo [3, 3] al pi in due punti. (b) Il graco di f cresce nellintervallo (0, 3), pu quindi intersecare lasse delle al pi una volta.

(c) Se f (0) = 1 non ci sono radici nellintervallo [3, 3] perch x = 0 un punto di minimo per f.

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

123

3.2.1

Esercizi

1. Il graco di una funzione f mostrato qui sotto


5 4 3

1 -5 -4 -3 -2 -1 0 -1 -2 -3 1 2 x 3 4 5

Graco di f (a) Su quali intervalli f 0 negativa? (b) Su quali intervalli f 0 crescente? Su quali decrescente? (c) In quali punti f 0 raggiunge il suo massimo? Stimare il valore di f 0 . (d) In quali punti f 0 raggiunge il suo minimo? Stimare il valore di f 0 . (e) Provare a fare uno schizzo del graco per f 0 . 2. Il graco della derivata di una funzione g disegnata qua sotto. Usa il graco di g 0 per rispondere a questioni riguardanti g .
2 1 2 0 -1 -2 -3 4 x 6 8 10

Graco di g 0 (a) Dove sono i punti stazionari di g ? (b) In quali punti g ha massimo locale ? E minimo locale ? (c) Il graco di g 0 ha massimo locale in x = 2.7 e minimo locale in x = 6.5. Cosa dicono questi punti del graco di g ? (d) g concava o convessa in x = 5 ? E ad x = 8 ? Giusticare la risposta. (e) Supponiamo sia g (0) = 0. Provare a fare uno schizzo del graco di g.

124

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

3. Il graco di una funzione f mostrato qui sotto


10 8 6 4 2 -4 -3 -2 -1 0 -2 1 2 x 3 4

Graco di f 0 (a) Quali sono i punti stazionari di f ? (b) Quali sono i massimi ed i minimi locali ? (c) f concava o convessa in x = 1 ? Giusticare la risposta. (d) Provare a fare due schizzo di graco di funzioni che potrebbero essere f. 4. Supponiamo che la derivata di una funzione f sia f 0 (x) = x + 3. (a) Su quali intervalli, se ci sono, f crescente? (b) Per quali valori di x la funzione f ha un massimo locale? Un minimo locale? (c) Su quali intervalli, se esistono, la funzione concava? (d) Provare a fare uno schizzo del graco di f. 5. Ripetere lesercizio precedente per le seguenti funzioni. (Approssimare le risposte a due decimali) (a) f 0 (x) = (x 2) (x + 4) ;

(c) f 0 (x) = (x + 1)2 (x 2) ; (d) f 0 (x) = x2 + 1 (x + 6) ; (e) f 0 (x) = x2 9 (x + 3) ; 1 ; (f) f 0 (x) = 1 + x2 x2 ; (g) f 0 (x) = 2 x +5 x+1 (h) f 0 (x) = ; x2 + 1 x2 + 2 ; (i) f 0 (x) = x2 + 1 (j) f 0 (x) = ex ;
2

(b) f 0 (x) = (x 2)2 (x + 4) ;

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE. (k) f 0 (x) = 9 x2 ex/4 ; (l) f 0 (x) = ln 1 + x2 .

125

6. I graci di f, f 0 , g (che non la derivata di f ) sono disegnati sotto. Chi chi? Perch?
14 12 10 8 6 4 2 0 -2 -4 -6 1 2 x 3 4 5

7. Disegnare i graci di funzioni con le seguenti propriet. (a) f (x) > 0 per ogni x e f 0 (x) > 0 per ogni x. (b) g (x) > 0 per ogni x e g 0 (x) < 0 per ogni x. (c) Trovare una formula per f e per g. 8. Disegnare i graci di funzioni con le seguenti propriet. (a) f (x) < 0 per ogni x e f 0 (x) > 0 per ogni x. (b) g (x) < 0 per ogni x e g 0 (x) < 0 per ogni x. (c) Trovare una formula per f e per g. 9. Il graco della derivata di una funzione f disegnato sotto.

-2

-1

2 x

Graco di f 0 (a) Nellintervallo [2, 4] , dove crescente f ? Perch ? (c) Provare a disegnare un possibile graco per f. 10. Sia f (x) = exp (sin x) . Quanti zeri (radici) ha f 0 nellintervallo [0, 2 ] ? Quali sono i loro valori ? Giusticare la risposta.

(b) Qual il punto stazionario di f ? E un massimo, un minimo o cosa ?

126

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

11. Supponiamo di conoscere le seguenti informazioni sulla funzione f : (i) f positiva su [7, 8] ;(ii) f crescente su [2, 3] ;(iii) f decrescente su (4, 10) ; (iv) f 0 decrescente su [3, 6] ; (v) f 0 (4) = 0; (vi) f ha un esso in x = 7. (a) Spiegare perch f ha un estremo locale in x = 4. E un massimo locale o un minimo locale? (b) Dove concava f ? (d) Metti in ordine crescente di valore i numeri f (4) , f 0 (5) , f 0 (6) , e f (7) . (e) Prova a disegnare un graco per una funzione con queste propriet. (c) Dove non negativa ( 0) f ?

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

127

3.2.2

La Geometria delle Derivate di Ordine Superiore

La derivata di una buona funzione f ancora una funzione f 0 . Supponendo f 0 buona il passo successivo naturale: dierenziare ancora. Il risultato una funzione , che indicheremo con f 00 , chiamata la derivata seconda di f . Come f 0 , f 00 ci da informazioni utili su f . Per esempio: la derivata di una funzione ci dice come, e quanto velocemente, la funzione data cresce o decresce. Quindi, se f 00 (a) > 0, sappiamo che f 0 crescente per x = a. Ne segue che f convessa per x = a. Che cosa ci dice f 00 di f . Concavit e convessit. Il graco di f convesso o concavo per x = a se f 0 crescente o decrescente per x = a. Il precedente principio, applicato ad f 0 ci dice che Se f 00 (a) > 0, allora f 0 crescente per x = a. Se f 00 (a) < 0, allora f 0 decrescente per x = a. questo porta ad un test utile per la concavit Fatto. Il graco di f convesso quando f 00 > 0 e concavo quando f 00 < 0. Nota. Questo fatto non ci dice niente quando f 00 (a) = 0. In questo caso, come vedremo, f pu essere conca, convessa, o niente di tutto ci. Esempio 70 Discutere la concavit della funzione f (x) = sin x usando la derivata seconda. Soluzione. Se f (x) = sin x, allora f 0 (x) = cos x e f 00 (x) = sin x (Mostreremo questo fatto pi avanti, per il momento assumiamolo). Disegniamo i graci di f e di f 00 sugli stessi assi
1

-1

Graci di f e di f 00

128

CAPITOLO 3. LE DERIVATE Si vede facilmente che f convessa dove f 00 > 0 e concava dove f 00 < 0.

Nota. abbiamo aermato in precedenza, basandosi solo sullevidenza graca, che se f (x) = sin x allora f 0 (x) = cos x. Abbiamo inoltre aermato che se g (x) = cos x allora g 0 (x) = sin x. Entrambe le aermazioni richiedono di essere dimostrate. Notiamo tuttavia che le due aermazioni sono sostanzialmente identiche. Poich il graco di f (x) e di g (x) dieriscono solo per una traslazione orizzontale, lo stesso deve avvenire per le loro derivate. Ricerca dei Punti di Flesso. Una funzione f ha un punto di esso dove cambia il segno di f 00 . Ne segue, quindi, che per una buona funzione Ogni punto di esso di f una radice di f 00 , cio una soluzione di f 00 (x) = 0. Nel graco del seno, per esempio, si ha un punto di esso per ogni radice di f 00 . Attenzione. Fare ancora attenzione alla formulazione dellaermazione. f 00 (a) pu essere zero anche se non ci sono essi in x = a. Il seguente esempio mostra perch: Se f 00 (a) = 0 il punto a un punto stazionario di f 0 ma non necessariamente un massimo o minimo locale. Esempio 71 Consideriamo i seguenti graci di f, f 0 e f 00 . Discutere la concavit e i punti di esso di f.

4 10 2

0.5

-1

0 -2

-1

-4

-1

Graco di f

Graco di f 0

Graco di f 00

Soluzione. Sebbene sia f 00 (0) = 0, il punto (0, 0) non un punto di esso per f . Si ha invece che il graco di f convesso ovunque poich f 0 ovunque crescente. Notare inoltre che si ha f (0) = f 0 (0) = f 00 (0) = 0. Se pi di una derivata di una funzione vale zero in un punto x = a, il graco di f appare piatto Maggiore il nu- nellintorno di x = a. I

mero di derivate che si annullano per x = a, pi piatto appare l graco.

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

129

Ricostruiamo il Percorso: Massimi, Minimi, Concavit e Derivate Seconde. Un punto stazionario sul graco di f pu essere un massimo locale, un minimo locale o nessuno dei due. Se si pu disegnare un graco accurato, la situazione appare chiara. Se no, la concavit ci aiuta a distinguere tra le varie alternative. Lidea semplice: In un minimo locale il graco convesso. In un massimo locale il graco concavo. Le seguenti aermazioni sono conseguenze immediate di questi dati. Esse sono note come test della derivata seconda. Fatto. (Test della derivata seconda). Supponiamo che si abbia f 0 (a) = 0 Se f 00 (a) > 0, allora f ha un minimo locale in x = a Se f 00 (a) < 0, allora f ha un massimo locale in x = a Se f 00 (a) = 0 pu accadere di tutto: In x = a, f pu avere massimo o minimo locale oppure niente. Il graco di f pu essere concavo o convesso, avere un punto di esso, o niente di tutto ci. Consideriamo anche le formule Torniamo al primo esempio del paragrafo precedente, nel quale avevamo considerato f ed f 0 , unendo a queste anche f 00 e considerando anche le formule algebriche che le deniscono f (x) = x3 x2 6x ; f 0 (x) = 3x2 2x 6 ; f 00 (x) = 6x 2 Ecco i tre graci.

4 2 -2 -1 0 -2 1 x 2 3

18 16 14 10 8 6 4 2 -2 -1 0 -2 -4 -6 1 x 2 3

15 10 5 -2 -1 0 -5 -10 -15 1 x 2 3

-6 -8

Graco di f

Graco di f 0

Graco di f 00

Combinando graci e formule, possiamo migliorare e reinterpretare le osservazioni precedenti:

130

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Che cosa dicono le derivate. Sia il graco che la formula algebrica di f 0 suggeriscono che quando x allora f 0 (x) . Quindi, per x si ha che la pendenza del graco di f , (a) positiva e, (b) crescente. Equivalentemente, il graco di f (a) sale e, (b) sale sempre pi velocemente. Punti Stazionari. I graco di f ha retta tangente orizzontale nei punti stazionari A e C. In accordo con la formula della derivata prima, i punti stazionari si hanno tra i valori di x per i quali f 0 (x) = 3x2 2x 6 = 0

Le radici di f 0 si trovano facilmente e sono: x = 1 19 /3. In forma decimale, le radici sono x 1.1196 e x 1.7863 Quanti sono i punti stazionari? Il calcolo precedente mostra che f 0 ha solo due radici. Quindi A e C sono gli unici punti stazionari di f . Punti di esso. Il punto di esso B si ha quando f 0 assume il suo valore minimo, apparentemente vicino al punto x = 0.3. Dove cade esattamente B ? La formula di f 00 ci da la risposta. f 00 ha ununica radice per x = 1/3, dove f 00 (x) = 6x 2 = 0 Come mostra il graco, f 00 cambia segno in x = 1/3, cos f cambia concavit in quel punto e solo in quel punto. Il seguente esempio mostra la variet di risultati che si possono ottenere da un attenta osservazione del comportamento delle derivate. Esempio 72 Il graco mostra la forma di f 0 , la derivata di una certa funzione f (che non viene data)
6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -3 -2 -1 0 x 1 2 3 4

(a) Stimare f 00 (3) ; (b) Dove f concava o convessa ? (c) Quali sono i punti di esso di f ? Soluzione. Osservando attentamente il graco si ottengono tutte le risposte. E fondamentale ricordarsi che siamo osservando f 0 , non f o f 00 .

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

131

1. (a) Per denizione, f 00 (3) = (f 0 )0 (3) , cio il coeciente angolare della retta tangente a f 0 nel punto x = 3. Una osservazione attenta mostra che esso vale circa 5. (b) Poich f 00 (3) > 0, f convessa per x = 3. Pi in generale, f convessa ovunque sia f 00 > 0 cio dove f 0 crescente. Il disegno mostra che ci avviene negli intervalli 4 x 1 e 3 x 4. Per la stessa ragione f concava in 1 x 3.

(c) La funzione f ha un esso dove cambia concavit. La risposta (b) ci dice che ci accade per x = 1 e per x = 3.

132

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

3.2.3

Esercizi

1. Il graco di una funzione f disegnato qui sotto

8 6 4 2 0 -2 -4 -6 -8 -4 -3 -2 -1 0 x 1 2 3 4 5

Graco di f (a) Per quali valori di x (se esistono) f 00 (x) negativa? Positiva? Zero? (b) Ordina, in ordine crescente, i numeri f 0 (0) , f (2) , f 0 (2) , e f 00 (2) . 2. Dellacqua uisce, in modo costante in un cilindro a base circolare. Sia V (t) il volume dellacqua al tempo t, H (t) laltezza dellacqua al tempo t . Dare una interpretazione sica alle seguenti quantit ed indicare se sono positive, negative o nulle: (a) V 0 (t) , (b) H 0 (t) , (c) V 00 (t) , (d) H 00 (t) .

3. Il graco di f dato da: [Nota: f ha punti di esso in x = 0.7 e x = 2.6 ]


6 5 4 3 2 1 0 0.5 1 1.5 x 2 2.5 3

(a) In quali intervalli f 00 positiva? Negativa? Nulla? (b) Ordina, in ordine crescente, i numeri f (0) , f 00 (0.5) , f 00 (2) , f 00 (2), e f 00 (2.8) .

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE.

133

4. Il graco della derivata seconda di una funzione g disegnato sotto. Usa il graco per rispondere alle seguenti domande su g 0 e g.

3 2 1 0 -1 -2 -3 -4 -5 -6 -7 -8 -9

x 2

Graco di g 00

(a) Dove convessa g ?

(b) Quali sono i punti di esso di g ?

(c) Ordina, in ordine crescente, i numeri g 0 (0) , g 0 (1) , g 0 (2) , g 0 (3) . (d) Supponiamo che g 0 (0) = 4 g crescente o decrescente in x = 2 ? Giustica la risposta.

(e) Supponiamo che g 0 (0) = 0 g crescente o decrescente in x = 2 ? Giustica la risposta.

(f) Supponiamo che g 0 (0) = 0 g crescente o decrescente in x = 2 ? Giustica la risposta.

5. Nella prima colonna sono disegnati i graci di quattro funzioni. Nella seconda, in ordine diverso, quello delle loro derivate seconde. Individuare funzioni e relative derivate seconde [Nota: le scale degli assi possono non

134 essere le stesse]

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

x x

6. I graci di f, f 0 , f 00 sono disegnati sotto. Determinare chi chi, e spiega come hai fatto a decidere.

3 2 1

-2

-1

0 -1

1 x

7. I graci di f, f 0 , f 00 sono disegnati sotto. Determinare chi chi, e spiega

3.2. LA GEOMETRIA DELLE DERIVATE. come hai fatto a decidere.


1 0.8 0.6 0.4 0.2 0 -0.2 -0.4 -0.6 1 2 x 3 4 5

135

8. Supponiamo che f, f 0 , f 00 siano funzioni continue su (, +) e che f abbia le seguenti propriet: (i) f negativa nellintervallo (10, 1) e positiva su (3, 10) ; (ii) f crescente nellintervallo (, 5) e decrescente su (5, +) ; (iii) f convessa in (, 2)e concava in (2, +) . Scrivere in ordine crescente di valore i seguenti numeri: f 0 (0) , f 0 (1) , f 0 (2) , f 00 (2) e f 0 (8) 9. Ripetere il Problema 2, supponendo che il serbatoio sia una sfera. 10. Ripetere il Problema 2, supponendo che il serbatoio sia un cono col vertice in basso. 11. Supponiamo che f, f 0 , f 00 siano funzioni continue su R. (a) Disegnare un graco di f nel caso che f (x) > 0, f 0 (x) > 0, f 00 (x) > 0; (b) Disegnare un graco di f nel caso che f (x) > 0, f 0 (x) < 0, f 00 (x) > 0; (c) Disegnare un graco di f nel caso che f (x) < 0, f 0 (x) < 0, f 00 (x) < 0; (d) Disegnare un graco di f nel caso che f (x) < 0, f 0 (x) > 0, f 00 (x) < 0. 12. Dire se esiste una funzione denita su R tale che f (x) > 0, f 0 (x) < 0, f 00 (x) < 0. Se si disegnarla; se no spiegare il perch. 13. Dire se esiste una funzione denita su R tale che f (x) < 0, f 00 (x) > 0. Se s disegnarla; se no spiegare il perch. 14. Disegnare il graco di una funzione g che possegga tutte le seguenti propriet. (i) Il dominio di g lintervallo [3, 5] ; (ii) g 00 (x) < 0 per tutti gli x (2, 1) ; (iii) g 00 (x) < 0 per tutti gli x (1, 2) ;

136

CAPITOLO 3. LE DERIVATE (iv) g 0 (2) < 0; (v) g (1) = 0 ma g (1) non n massimo n minimo di g nellintervallo [2, 4] .

15. Disegnare il graco di una funzione continua h che possegga tutte le seguenti propriet. (i) h0 (x) < 0 per tutti gli x 6= 4; (ii) h0 (4) non esiste; (iii) h00 (x) < 0 per tutti gli x < 4; (iv) h00 (x) > 0 per tutti gli x > 4. 16. Supponiamo sia 1 f 00 (x) 3 per 2 x 4. Supponiamo inoltre che f 0 (2) = 5 e che f (2) = 6. (b) Usare (a) per mostrare che f (3) 2; (d) Trovare una limitazione superiore ed una inferiore per f 0 (4) ; (e) Trovare una limitazione superiore ed una inferiore per f (4) . 17. Supponiamo che f, f 0 , f 00 siano funzioni continue su R, che f 0 (2) = 1 e che 0.1 < f 00 (x) < 0.5 per 2 < x < 4. Trovare una limitazione superiore ed una inferiore per il valore di f 0 (3) . [Sugg.: Applicare il principio delle corse]. 18. Supponiamo che la retta y = 2x 1 sia tangente al graco di f nel punto x = 3 e che f 00 (x) > 0 per 0 < x < 5. (a) Trovare f 0 (3) e f 00 (3) ; (b) Spiegare perch vero che 7 < f (4) ; (c) Trovare una limitazione inferiore per il valore di f (2) . 19. Supponiamo sia f (2) = 5, f 0 (2) = 2 e che la funzione f sia convessa ovunque. (a) Quante radici potrebbe avere f ? Cosa si pu dire della loro localizzazione? (b) Trovare una limitazione inferiore per il valore di f (0) ; (c) Supponiamo sia f (2) = 1. Mostrare che f (0) < 3. 20. Dire se la seguente aermazione vera o falsa. Giusticare la risposta. Se f (2) = 3, f 0 (2) = 1 e f 00 (2) = 0 allora il graco di f (x) ha un esso nel punto (2, 3) . 21. Supponiamo che sia f 0 (c) = f 00 (c) = 0 ma f 000 (c) > 0. Dire se f ha in x = c un punto di massimo relativo, minimo relativo o esso. Spiegare il perch. (c) Spiegare perch f 0 (3) 6; (a) Spiegare perch f 0 (3) 8;

3.3. DEFINIZIONE DI DERIVATA

137

3.3

Variazione Media ed Istantanea: Denizione di Derivata

In questo paragrafo, aronteremo le derivate da un punto di vista pi formale. Data una funzione f ed un valore dellingresso x = a, cercheremo di spiegare che cosa signica esattamente il simbolo f 0 (a). Fino ad ora abbiamo interpretato il simbolo f 0 (a) come la pendenza della retta tangente al graco di f nel punto x = a o come il tasso di variazione istantanea di f relativamente al punto x = a, ma rimangono aperte questioni importanti quali, ad esempio: che cosa signica esattamente lespressione variazione istantanea di una funzione in un punto? Come denita esattamente la retta tangente al graco di una curva? E, pi importante di tutte, come possibile usare la formula che denisce f per calcolare - non solo stimare - i valori di f 0 ? Osserviamo ancora una volta, i problemi che vogliamo arontare tramite un paio di esempi.

3.3.1

Il Problema della Variazione.

Esempio 73 A mezzanotte esatta, il Professor X parte sulla sua vecchia Cinquecento. Lodometro segna zero e d il quadrante delle velocit rotto. Consultando lodometro e lorologio da polso il Professor X pu, ad ogni istante t (misurato in ore), conoscere la distanza totale percorsa D (t) (in chilometri). Egli pu anche disegnare il graco di D (t)

180 160 140 120 100 km 80 60 40 20 0 0.5 1 1.5 ore 2 2.5 3

Graco di D (t) Come pu il Professor X calcolare la sua velocit al tempo t = 2 ? Soluzione. La lettura dellodometro per t = 2 non aiuta. Essa pu dire che egli ha percorso 100 km in 2 ore e quindi che la sua velocit media di 50 km/h, ma qual la sua velocit allistante t = 2 ? Il Professor X pu ragionare che calcolare la velocit media su di un intervallo di tempo pi breve, per esempio nellintervallo che va da t = 1.99 a t = 2 pu

138

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

dare una risposta migliore. Lodometro riporta che nellintervallo dato sono state percorsi 0.6714 km, quindi la velocit media in quel periodo di tempo 0.7985 km = 79.85 km/h 0.01 ore ma questo valore non ancora quello della velocit allistante t = 2. Riprendiamo il problema della retta tangente ad una curva. La domanda che esso pone la seguente Data una curva C ed un punto P su C, descrivere lequazione della retta tangente a C in P.

Esempio 74 Qual lequazione della retta tangente al graco di f (x) = x2 + x nel punto x = 2 ? Soluzione. Disegniamo il graco della curva, con una tangente plausibile nel punto (2, 6)

12 10 8 6 4 2 0 -2 -4 0.5 1 1.5 x 2 2.5 3

Graco di x2 + x e retta tangente in (2, 6)

Dal solo graco, come fatto in precedenza, si pu stimare che il coeciente

Controlla laer- angolare m della retta tangente R sia 5 I. Se questo vero, lequazione della mazione retta y = 5 (x 2) + 6.

Trovare il coeciente angolare di R esattamente non banale poich conosciamo un solo punto per cui passa la retta. Per cominciare, consideriamo lequazione della retta R0 che passa per due punti vicini del graco, per esempio x = 2 e x = 2.01. Ci aspettiamo che R ed R0 abbiano coecienti angolari simili. Conoscendo due punti di R0 possibile calcolare il coeciente angolare m0 della retta. Si ha m= f (2.01) f (2) 6.0501 6 f = = = 5.01 x 2.01 2 0.1

3.3. DEFINIZIONE DI DERIVATA Levidenza numerica conferma la nostra valutazione che m = 5.

139

Il problema della retta tangente ancora stato posto in termini intuitivi, ma vaghi. Dobbiamo ancora chiarire che signica lespressione data una curva e come si descrive la retta tangente a C in P. Dare un equazione. Spesso le curve sono descritte da equazioni (per esempio x2 + y2 = 9) o da funzioni (esempio f (x) = x2 + x). Altre volte sono descritte solo gracamente o numericamente, senza una formula algebrica che le sostanzi. In questultimo caso la retta tangente pu essere determinata solo in modo approssimato. Se la curva C descritta con una formula vorremmo essere capaci di trovare una formula esatta per lequazione della retta tangente a C in P. Ricerca di m. Una retta R completamente determinata dal suo coeciente angolare m e dal passaggio per un punto P. Nel problema della retta tangente, il punto P dato, rimane da determinare m. Determinare la retta tangente signica quindi determinare m. Non esiste retta tangente. Non tutte le curve ammettono retta tangente in un dato punto P . Per esempio, il graco di y = |x| ha uno spigolo in P = (0, 0) e quindi non ammette retta tangente in quel punto.

Esempio 75 Abbiamo valutato che la retta y = 5 (x 2) + 6 sia tangente a C, graco di f (x) = x2 + x nel punto x = 2. Controllare il risultato con il metodo graco dellingrandimento.

Soluzione. Ecco i graci di C e di R in quattro scale diverse

40 30 20 10

12 10 8 6 4

-1

0 -10

3 x

2 1 1.5 2 x 2.5 3

140

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

8 7 6 5 4 1.6 1.8 2 x 2.2 2.4

6.4 6.2 6 5.8 5.6 1.9 1.95 2 x 2.05 2.1

I graci mostrano che C vista pi da vicino, si confonde con R, come aermato. In particolare, poich R ha coeciente angolare 5 anche la curva C lo ha nel punto (2, 6) . I metodi graci (ingrandimento graco, traccia della retta a mano, e cos via) danno semplicemente una stima utile; per capire meglio e pi chiaramente il signicato di derivata abbiamo bisogno di una denizione concisa, chiara, espressa in linguaggio matematico. Il concetto che dobbiamo introdurre per questo scopo quello di limite. Cercheremo di risolvere due problemi in parallelo. Il Problema della Retta Tangente. Sia f (x) una funzione. Trovare il coeciente angolare della retta tangente al graco di f nel punto x = x0 . Il Problema della Velocit Istantanea. Sia s = D (t) la funzione distanza, percorsa per esempio da un automobile, come funzione del tempo t. Trovate la velocit istantanea al tempo t = t0 . Rette Secanti, Tangenti e Limiti. Dati due punti P e Q su di una curva C , si pu tracciare la retta secante passante per P e Q. Se P e Q sono abbastanza vicini tra di loro ragionevole aspettarsi che la retta secante, che essi determinano, sia molto vicina alla retta tangente a C in P. Se determinare il coeciente angolare di una retta tangente un problema non banale, la determinazione del coeciente angolare di una retta secante semplice. Se C il graco di f (x) e P = (a, f (a)) e Q = (b, f (b)) sono i punti su C , allora, come mostra il graco si ha che il coeciente angolare della secante da P a Q dato da m= f (b) f (a) f = . x ba

3.3. DEFINIZIONE DI DERIVATA

141

Figura 3.3: In precedenza avevamo calcolato che la secante alla curva data da f (x) = + x nei punti x = 2 e x = 2.01 aveva m = 5.01. Il risultato suggerisce la strategia da seguire. Porteremo la pendenza della secante a quella della tangente, diminuendo sempre pi lampiezza degli intervalli. x2 Che cosa E un Limite ? Il limite uno strumento matematico usato per descrivere il comportamento di una funzione f (x) per valori di x vicini ad un valore assegnato x = a. Nei prossimi due paragra tratteremo in modo formale questo concetto. Adesso ci limitiamo a farlo in modo informale, nel contesto degli esempi citati. Esempio 76 Calcolare il valore del coeciente angolare m per rette secanti il graco di f (x) = x2 + x su piccoli intervalli intorno ad x = 2. Interpretare i risultati nel linguaggio dei limiti. Concludere, decidendo il valore di f 0 (2) . Soluzione. Riportiamo di seguito i risultati relativi a vari intervalli

Coecienti angolari m delle secanti su piccoli intervalli Intervallo [1.99, 2] [1.999, 2] [2, 2.001] [2, 2.01] [2, 2.1] m 4.99 4.999 5.001 5.01 5.1 Per rileggere la situazione nel linguaggio dei limiti, consideriamo un intervallo che va da x = 2 a x = 2 + h I. Allora, la secante da x = 2 a x = 2 + h Pensare ad h come un piccolo ha coeciente angolare f f (2 + h) f (2) f (2 + h) f (2) m= = = x (2 + h) 2 h Il coeciente della retta tangente a x = 2 il valore limite che si ottiene quando si manda h a zero nella frazione; in simboli
incremento (positivo negativo). o

142

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

f 0 (2) = lim

h0

f (2 + h) f (2) h

Usciamo dalla teoria cercando di calcolare ci che abbiamo scritto f (2 + h) f (2) h0 h lim (2 + h)2 + (2 + h) 6 h0 h 2 5h + h = lim (5 + h) = lim h0 h0 h = 5 = lim (Il calcolo del precedente limite dovrebbe essere intuitivamente ragionevole. Studieremo pi avanti lalgebra dei limiti). Velocit Media, Velocit Istantanea e Limiti. Per il Professor X, il problema del tasso di variazione quello di convertire le informazioni sulla distanza, in informazioni sulla velocit. La soluzione di tale problema molto simile a quella operata per il problema delle tangenti. La velocit media su di un intervallo di tempo molto facile da calcolare. Come tutti sappiamo velocita ` media = distanza percorsa . tempo trascorso

Il problema che rimane quello di collegare la velocit media (su di un intervallo) con la velocit istantanea. Ancora una volta, il concetto di limite ci da lo strumento adatto. La velocit istantanea al tempo t0 il limite della velocit media su intervalli sempre pi piccoli che contengono t0 . Pi succintamente: Consideriamo lintervallo di tempo tra t = 2 e t = 2 + h. La velocit media su tale intervallo data da D D (2 + h) D (2) D (2 + h) D (2) = = t (2 + h) 2 h Quindi la velocit istantanea al tempo t = 2 D (2 + h) D (2) h0 h lim Supponendo, per esempio, che la formula della distanza possa essere D (t) = 20t + 15t2 avremmo il seguente calcolo
h0

lim

D (2 + h) D (2) h

20 (2 + h) + 15 (2 + h)2 100 h0 h 15h2 + 80h = lim 15h + 80 = lim h0 h0 h = 80 . = lim

Quindi, alle 2.00 esatte, il Professor X andava esattamente a 80 km/h.

3.3. DEFINIZIONE DI DERIVATA

143

3.3.2

Derivata: Denizione Formale.

Il problema della tangente e quello della velocit istantanea hanno rivelato di essere identici. Entrambi i problemi, cos come molti altri, portano ad un limite della stessa forma. La forma appare nella seguente denizione. Denizione 77 Sia f una funzione denita in x = a ed in un suo intorno. La derivata di f per x = a , indicata con f 0 (a) , denita dal limite lim f (x + h) f (x) h

h0

Questa importantissima denizione richiede alcuni chiarimenti: f 0 (a) deve esistere? Risposta: NO. Il limite nella denizione pu o meno esistere. Se esiste, diremo che f dierenziabile per x = a o che f ammette derivata per x = a. Molte delle funzioni che considereremo nel corso sono derivabili nel loro dominio. Leccezione principale la funzione f (x) = |x| . Lo spigolo che essa ha in x = 0 implica che essa non pu avere tangente in quel punto e quindi non derivabile per x = 0 (vedremo il calcolo esplicito nel prossimo paragrafo). Dividere per zero? Il limite nella denizione di derivata implica sempre che il denominatore tenda a zero; il calcolo del limite implica sempre luso di un qualche trucco . In pratica, dopo un po dalgebra sul numeratore, dovremmo poter essere in grado di semplicare e liberarci della quantit h al denominatore che ci d problemi di divisione per zero. Altre forme. Il limite nella denizione di derivata pu essere scritto in altre forme equivalenti. Ecco le pi usate: limh0 f (a + h) f (a) h f (x) f (a) limxa xa limx0 f (a + x) f (a) x f limx0 x

A secondo della forma di f pu essere pi semplice o pi facile usarne una o laltra, ma tutte contengono la stessa informazione e conducono allo stesso risultato. Rapporto Incrementale. I quozienti nei limiti precedenti sono tutte riformulazioni della stessa idea: Denizione 78 Per ogni funzione f, il rapporto f (a + h) f (a) h chiamato rapporto incrementale. Esso misura il tasso di variazione media della funzione f dal punto x = a al punto x = a + h.

144

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Per capire meglio ci che aerma, consideriamo separatamente le sue varie componenti: Il denominatore. La dierenza h = (a + h) a = x rappresenta il tasso di variazione, o incremento, della variabile di ingresso, da x = a a x = a + h (il cambiamento pu essere sia positivo che negativo). Il Numeratore. Quando x varia dal valore a al valore a + h , luscita f (x) varia anchessa. Il numeratore f = f (a + h) f (a) misura questo cambiamento. Cos come x, f pu avere un segno positivo o negativo. Il Quoziente. Il quoziente misura il rapporto tra queste variazioni e rappresenta quindi la velocit di cambiamento di f rispetto ad x. Poich il tasso di variazione avviene rispetto ad un intervallo in x , esso rappresenta una variazione media. Il segno di f /x ci dice se x e f (x) cambiano nella stessa direzione. Se, per esempio, f / x < 0, un incremento positivo in x produce una variazione negativa in f (x) . Dalla Media allIstantaneo. Il rapporto incrementale rappresenta il tasso di variazione media sullintervallo [a, a + h] . Il limite
h0

lim

f (a + h) f (a) h

il tasso di variazione istantanea allistante x = a. Rapporti Incrementali e Derivate: Loro Signicato in Diverse Situazioni. Ogni funzione f ha diverse possibili interpretazioni. Per esempio la funzione f (x) = x2 + x , che abbiamo gi usato, pu rappresentare il peso di un neonato x giorni dopo la nascita, larea di un rettangolo di lati variabili, la distanza percorsa al variare del tempo, o qualsiasi altra cosa. Ogni interpretazione di f porta ad un signicato diverso del rapporto incrementale. Eccone alcuni esempi. In ogni situazione, il rapporto incrementale e la derivata rappresentano variazioni di quantit. Fate attenzione, in particolare, alle unit di misura. La scelta delle unit di misura per x e per f (x) determinano lunit di misura del rapporto incrementale e della derivata. Pendenza. Su ogni graco del tipo y = f (x) il rapporto incrementale rappresenta il coeciente angolare della retta secante passante per i punti (a, f (a)) e (a + h, f (a + h)) . La derivata rappresenta il coeciente angolare della retta tangente in x = a. Velocit. Se y = f (x) rappresenta la posizione di un oggetto che si muove al tempo x, allora il rapporto incrementale rappresenta la velocit media nellintervallo che va da x = a a x = a + h. La derivata f 0 (a) rappresenta la velocit istantanea al tempo x = a. Consumo di Benzina. Supponiamo che y = g (x) rappresenti la distanza totale percorsa (in km ) dal Professor X con x litri di carburante. In tal caso, per esempio, il rapporto incrementale g (2) g (0) 2 misura il consumo medio nellintervallo nel quale sono stati consumati i primi due litri di carburante. Il consumo istantaneo cambia da momento a momento.

3.3. DEFINIZIONE DI DERIVATA

145

Per trovare il consumo, per esempio, per x = 2 bisogna trovare il limite. Senza una formula esplicita per la funzione, essa non pu essere calcolata. Unit di Misura. Quali sono le unit di misura per il rapporto incrementale e la derivata? Dipende, ovviamente dalle unit di misura usate per x e per f (x) . Nel caso del Professor X, la distanza era misurata in chilometri, il tempo in ore quindi lunit di misura del quoziente di chilometri/ora per la velocit e, nel caso del consumo di carburante di chilometri/litro.

146

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

3.3.3

Esercizi

1. Luciana viaggia da Torino a Genova. A causa di lavori sulla strada ella guida i primi 20 km a velocit costante di 40 km/h, Quindi, per i successivi 70 km,a velocit costante di 100 km/h. Si ferma poi in unarea di servizio per 200 per un ca e guida gli ultimi 50 km alla velocit costante di 80 km/h. (a) Disegnare il graco della distanza percorsa da Luciana come funzione del tempo. (b) Disegnare il graco della velocit Luciana come funzione del tempo. (c) Qual la velocit media di Luciana su tutto il viaggio? 2. Se f (1) = 2 e il tasso di variazione media di f da x = 1 ad x = 5 3 , quanto vale f (5) ? 3. Se f (2) = 1 e il tasso di variazione media di f da x = 3 ad x = 2 4 , quanto vale f (3) ? 4. Vero o falso? Giusticare la risposta. (a) La velocit il tasso di variazione della posizione nel tempo. (b) Se il tasso di variazione media di una funzione in un intervallo di tempo zero, allora la funzione costante. (c) Se il tasso di variazione media di una funzione su ogni intervallo di tempo 15 allora il graco di una funzione una retta. 5. La posizione p (t) di un oggetto (misurata in metri), al variare del tempo (misurato in secondi) data da p (t) = 3t2 + 1. (a) Trovare di quanto variata la posizione delloggetto nellintervallo di tempo tra t = 1 e t = 3. (b) Trovare la velocit media delloggetto nellintervallo di tempo tra t = 1 e t = 3. (c) Disegnare il graco di g (t) quello della retta secante tra t = 1 e t = 3. Trovare lequazione della secante. (d) Trovare la velocit media delloggetto nellintervallo di tempo tra t = 1 e t = 1 + h. Quale sono le unit di misura della risposta? (e) Trovare la velocit istantanea per t = 1. (f) Scrivere lequazione della retta tangente al graco per t = 1. Aggiungere questa retta al graco del punto (c). 6. Per ognuna delle funzioni f sotto, usa il rapporto incrementale con h = 0.01 per stimare il valore di f 0 nel punto assegnato. (a) f (x) = x2 3x nel punto x = 3;

3.3. DEFINIZIONE DI DERIVATA (b) f (x) = x1/3 nel punto x = 2; (c) f (x) = x2 nel punto x = 1; (d) f (x) = sin x nel punto x = 0; (e) f (x) = cos x nel punto x = 0; (f) f (x) = cos 3x nel punto x = /2; (g) f (x) = 2x nel punto x = 0; (h) f (x) = ln x nel punto x = 1. 7. Per ognuna delle funzioni sotto, usa il graco di g (x) =

147

f (1 + x) f (1) x disegnato su un piccolo intervallo centrato in x = 0 per stimare f 0 (1) . (a) f (x) = x3 ; (b) f (x) = x + 1/x; (c) f (x) = sin ( x) ; (d) f (x) = ex .

8. Sia f (x) = x. Costruire una tabella con i valori di f nei punti x = 1.998, 1.999, 2.000, 2.001 e 2.002. Usare i risultati per rispondere alle seguenti domande (arrotondare i valori di f (x) alla settima cifra decimale). (a) Stimare i valori di f 0 (1.999) , f 0 (2) , f 0 (2.001) usando i valori tabulati di f ; (b) Il rapporto (f (2.001) f (2)) /0.001 sottostima o sovrastima il valore di f 0 (2)? Perch? (c) Stimare f 00 (2) usando il risultato in (b). 9. Ripetere il problema precedente per le seguenti funzioni: (a) f (x) = x2 ; (b) f (x) = sin x; (d) f (x) = ex ; (c) f (x) = |x| ;

(e) f (x) = ln x. 10. Sia f (x) = |x| . (a) Disegnare il graco di f nellintervallo [3, 3] . 1 se x < 0 0 . (b) Spiegare perch si ha f (x) = 1 se x > 0 (c) Spiegare perch non esiste f 0 (0) . 11. Sia f (x) = x2 .

148

CAPITOLO 3. LE DERIVATE (a) Trovare il tasso di variazione media di f tra x = 0 e x = 0.01. Usare il risultato per stimare f 0 (0) . Spiegare perch la stima per eccesso. (b) Trovare il tasso di variazione media di f tra x = 0.01 e x = 0. Usare il risultato per stimare f 0 (0) . Spiegare perch la stima per difetto. (c) Trovare il tasso di variazione media di f tra x = 0.01 e x = 0.01. Usare il risultato per stimare f 0 (0) . (d) Come mai la stima in (c) pi accurata di quella in (a) o in (b) ? (e) Partendo da (c), descrivere un metodo per stimare f 0 (a) partendo da i dati tabulati.

12. Ognuno dei seguenti limiti f 0 (a) per qualche funzione f e qualche numero x = a. Identicare f ed a. x2 ; (a) limx4 x4 52+h 25 ; (b) limh0 h cos u 2/2 ; (c) limu/4 x /4 log2 s 3 . (d) lims8 s8

3.4. LIMITI E CONTINUIT.

149

3.4

Limiti e Continuit.

Nel precedente paragrafo abbiamo introdotto il concetto di limite in funzione della denizione di derivata. Vogliamo adesso studiare pi in dettaglio il concetto di limite ed usarlo per denire unaltra importante concetto: la continuit di una funzione in un punto del dominio.

3.4.1

LIdea Base: Alcuni Esempi Semplici.

Lidea generale di limite abbastanza semplice. Supponiamo che f sia una funzione denita in un intorno del punto x = a, anche se non necessariamente punto x = a. Aermare che
xa

lim f (x) = L

signica, informalmente, che i valori di f (x) si avvicinano al valore L quando x si avvicina al valore a. Usando altri simboli potremmo scrivere che f (x) L quando x a Con altre parole: Quando la variabile dingresso x tende al valore a, il valore delluscita f (x) tende al valore L. Ancora, in altri termini, f (x) L quando x a. Osserviamo subito che le idee intuitive se servono, e servono, a capire un concetto, unidea, non sono denizioni formali, che daremo presto. Cominciamo, come al solito, con alcuni esempi. Esempio 79 Quanto vale limx3 x2 ? Perch ? Soluzione. La risposta non genera alcuna sorpresa. E ovviamente,
x3

lim x2 = 9.

La funzione quadrato si comporta bene nellintorno del punto x = 3. In particolare f (x) 9 quando x 3. (Notare che il fatto che sia f (3) = 9 irrilevante nel calcolo del limite). Esempio 80 Laermazione x2 9 =6 x3 x 3 lim riguarda il limite di una certa funzione in un certo punto. Quale funzione? Quale punto? Che cosa dice laermazione? E vero o falso?

150

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Soluzione. funzione, che indicheremo con la lettera g , denita dalla La 2 regola g (x) = x 9 / (x 3) . Il punto in questione il punto x = 3. Da notare che la funzione g non denita nel punto x = 3 (mentre in ogni altro punto la regola che denisce la funzione denita). Il limite, cos come scritto, aerma che, sebbene g non sia denita nel punto x = 3, i valori di g (x) tendono al valore 6 quando lingresso x tende al valore 3. In simboli g (x) 6 quando x 3. Questo precisamente ci che aerma il limite che abbiamo scritto. Laermazione vera? La formula di g non di aiuto immediato poich la funzione non denita per x = 3. Il graco di g di maggior aiuto
9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 1 2 3 x 4 5 6

x2 9 Graco di g (x) = x3 Esso mostra, in maniera convincente, che laermazione del limite vera. Nonostante che la formula presenti un problema di divisione per zero in x = 3, la funzione g (x) tende ad assumere il valore 6 quando x tende verso il valore 3, sia da destra che da sinistra. Osserviamo inne, che il graco di g assomiglia in modo inequivocabile a quello della retta y = x + 3. Lalgebra ci spiega, in modo elementare, il motivo: Se x 6= 3 si ha g (x) = (x 3) (x + 3) x2 9 = =x+3 x3 (x 3)

Ripeto: lultima uguaglianza vale solo per x 6= 3, ma ci suciente poich siamo interessati solo a g (x) per valori di x diversi da x = 3. Una volta eseguita la semplicazione algebrica chiaro che
x3

lim g (x) = lim (x + 3) = 6.


x3

Perch i Limiti Interessano.


Le espressioni pi semplici quali limx3 x2 = 9 oppure limx3 (x + 3) = 6 illustrano che cosa intendiamo per limite, ma non ci dicono perch siamo interessati a questa nuova operazione. A giudicare dagli esempi precedenti i limiti

3.4. LIMITI E CONTINUIT.

151

sembrano essere una complicazione senza contropartite. Questa impressione errata. I limiti sono uno dei concetti fondamentali dellAnalisi. Una prima ragione che funzioni con problemi nel loro dominio, come quella dellEsempio precedente, si incontrano spesso in Analisi. Una seconda ragione sta nella denizione di derivata di una funzione. Esempio 81 Sia f (x) = x2 . Usarel a denizione per calcolare il valore della derivata f 0 (3) . Che cosa signica il risultato gracamente? Soluzione. Per denizione la derivata di f nel punto x = 3 il limite del rapporto incrementale nel punto 3. Si ha perci f 0 (3) = lim f (x) f (3) x2 9 = lim . x3 x3 x 3 x3

Sappiamo, dallesempio precedente, che tale limite vale 6, quindi f 0 (3) = 6. In termini graci si ha che in x = 3 la retta tangente al graco della funzione f , ha coeciente angolare 6.

Limiti in Pratica.
Molti dei limiti che incontreremo saranno semplici e diretti da calcolare. Mettendo insieme le risorse algebriche, geometriche, grache e numeriche a nostra disposizione, riusciremo a dare una risposta semplice e convincente anche a quei limiti che a prima vista possono sembrare impossibili. Esempio 82 Sia f (x) = sin x. Quale limite denisce f 0 (0) ?.Che cosa signica il limite geometricamente? Calcolare il limite. Soluzione. La derivata f 0 (0) il coeciente angolare della retta tangente al graco della curva y = sin x nel punto x = 0. Il valore della derivata della funzione in x = 0 dato dal limite del rapporto incrementale della funzione, relativamente al punto x = 0, cio f 0 (0) = lim
x0

sin x sin 0 sin x = lim x0 x x0

Cerchiamo di capire il risultato di questo limite valutando il rapporto sin x/x nellintorno dello 0. Ecco di seguito alcuni risultati numerici, arrotondati alla quinta cifra decimale. x sin x/x 0.1 0.99833 0.01 0.99998 0.0001 1.00000 0.0001 1.00000 0.01 0.99998 0.1 0.99833

I numeri suggeriscono che il valore del limite sia 1. Cerchiamo di darne una prova formale. Osserviamo dapprima che poich sin x ed x sono entrambe funzioni dispari, il loro rapporto una funzione pari. E allora suciente considerare il limite solo per valori positivi della variabile x, che indicheremo con il simbolo
x0+

lim

sin x =1 x

152

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Il seguente diagramma relativo alla circonferenza unitaria, ci aiuta a valutare la situazione:

Consideriamo le aree dei triangoli OCP, OEQ e del settore di circonferenza OEP. SI ha che area (OCP ) area (OEP ) area (OEQ) . Calcoliamo il valore di queste aree, si ha base altezza cos x sin x = 2 2 x x = area (OEP ) = Area circonf erenza F razione d0 arco = 2 2 tan x base altezza = area (OEQ) = 2 2 area (OCP ) = ne segue che si ha cos x sin x x tan x 2 2 2 2 Poich x > 0, moltiplicando per si ha sin x x 1 cos x sin x cos x Quando x 0+ le quantit a sinistra e a destra tendono entrambe al valore 1, quindi anche quella nel mezzo deve fare lo stesso. Nota 83 Lidea di limite abbastanza sosticata. Lo sviluppo di una denizione rigorosa e allo stesso tempo semplice da usare stato storicamente un passo fondamentale per dare allAnalisi un fondamento rigoroso. Lidea moderna di limite viene fatta discendere dal lavoro del matematico francese Agostin Louis Cauchy, intorno al 1820, oltre 150 anni dopo lo sviluppo dato da Newton e Leibnitz.

3.4. LIMITI E CONTINUIT.

153

Nota. Una funzione pu non ammettere derivata in un punto del proprio dominio. Un classico esempio di ci la funzione f (x) = |x| che non ammette derivata nel punto x = 0. Il prossimo esempio mostra esattamente il perch di questa aermazione gi espressa gracamente. Esempio 84 Sia f (x) = |x| . Mostrare, usando i limiti che f 0 (0) non esiste. Soluzione. Per denizione f 0 (0) = lim se il limite esiste.
x0

f (x) f (0) |x| = lim x 0 x x

|x| . Per vedere che il limite non esiste consideriamo la funzione h (x) = x Ricordando che x se x 0 |x| = x se x < 0 si ha che h (x) = 1 se x > 0 , 1 se x < 0

ma che h (0) non denita. Il graco della funzione il seguente:

-1

Il limx0 |x| /x non esiste; non c un unico valore al quale h (x) tende quando x 0. Il problema quando x 0 da sinistra (cio per valori negativi di x), h (x) 1, ma quando da destra (cio per valori positivi di x), h (x) 1. Poich il limite non esiste non pu neanche esistere, di conseguenza, f 0 (0) .

Graco di h (x) = |x| /x

3.4.2

Denizione di Limite - Informale e Preciso.

Sia L un numero nito. Lespressione


xa

lim f (x) = L

(3.1)

signica informalmente che la funzione f (x) tende al valore L quando x tende al valore a. Lequazione (3.1) contiene due tipi di ingredienti:

154 i numeri reali a ed L;

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

una funzione f denite per tutti gli x intorno ad x = a ma non necessariamente in x = a. Denizione 85 (Informale) Se f (x) tende ad un singolo numero L quando x tende ad a, allora limxa f (x) = L. Denizione 86 (Formale) Supponiamo che per ogni numero positivo (epsilon), esista un numero positivo (delta) tale che |f (x) L| < se 0 < |x a| < . Allora lim f (x) = L

xa

Osserviamo i seguenti dati: Stima del Limite. Se limxa f (x) = L, allora si ha che f (x) L quando x a. Questo signica che possiamo valutare i limiti numericamente (valutando il valore di f (x) per valori di x vicino ad a) e gracamente (tracciando il graco di f (x) per x vicino ad a). f (a) ? Non un Problema. E un fatto importante che limxa f (x) = L possa esistere anche se f (a) non denita. Infatti, f (a) non denita in molte situazioni che per noi sono interessanti, quali per esempio x2 ; lim x4 x 4 x2 9 ; x3 x 3 lim lim cos x 1 . x

x0

Nessuna di queste funzioni denita per x = a. In questo senso, il problema di trovare il limite quello di trovare un opportuno valore per f (a), ammesso che esista. Non Ci Sono Garanzie. Anche se f (a) esiste, non ci sono garanzie che esista il limxa f (x) e neanche (quando esiste) che esso sia uguale a f (a) . Loperazione di limite non si occupa (non vede) del valore della funzione f nel punto a . Che f (a) esista o meno la denizione di limite si riferisce solo a quei valori di x per i quali |x a| > 0, cio x 6= a. Dal Greco allItaliano. Riportiamo a parole ci che la denizione formale di limite aerma: Possiamo aermare che f (x) dierisce da L meno di ogni numero prescelto richiedendo che x disti da a per meno di . Comprendere bene lidea di limite, come ripetuto, non banale, ma il graco seguente pu dare un idea di come e sono correlati.

3.4. LIMITI E CONTINUIT.

155

Gracamente la denizione formale signica che: Per ogni > 0 si pu scegliere una nestra centrata nel punto (a, L) di lunghezza 2 e di altezza 2 dalla quale il graco di f non esce n dalla sommit che dal fondo, eccetto eventualmente che per x = a. La scelta della lunghezza dipende dalla scelta dellaltezza . Saremo spesso informali. In un corso elementare come questo, lapproccio informale al limite quasi sempre adeguato. In corsi pi avanzati, una comprensione rigorosa del concetto di limite essenziale. In tale situazione un attento uso degli e necessario. Noi siamo pi interessati al concetto di limite che al suo uso che alle dimostrazioni formali. Discuteremo quindi alcune propriet teoriche dei limiti, ma principalmente come aiuto al loro calcolo concreto. Limiti Destri e Sinistri. Abbiamo introdotto la denizione di limite e ne abbiamo visto lapplicazione pi importante: lo studio del limite di una funzione in un punto. Dobbiamo anche studiare alcune varianti del concetto di limite che sono quelle di limite sinistro, limite destro e i limiti che coinvolgono il concetto di . Ci limiteremo a dare denizioni informali di questi concetti. Denizione 87 (Limite sinistro) limxa f (x) = L signica che f (x) L quando x a da sinistra. Denizione 88 (Limite destro) limxa+ f (x) = L signica che f (x) L quando x a da destra..

156

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Esempio 89 Nellesempio (84) abbiamo visto che se h (x) = |x| /x , la funzione h (x) tende a 1 o a +1 a secondo che x tenda a 0 da sinistra o da destra.. Usando le denizioni sopra possiamo scrivere che
x0

lim h (x) = 1

x0+

lim h (x) = 1

Poich questi due limiti sono diversi, abbiamo concluso che il limx0 h (x) non esisteva. Ne discende una conseguenza generale che stabiliamo di seguito. Teorema 90 Il limxa f (x) = L esiste se e solo se entrambi i limiti destro e sinistro esistono e sono uguali tra di loro. In simboli
xa

lim f (x) = L

xa

lim f (x) = L = lim f (x) .


xa+

3.4.3

Continuit.

Aermare che una funzione f continua su un intervallo I signica, parlando intuitivamente, che il graco di f non presenta rotture per x I , o che lo stesso che si pu disegnare il graco di f senza staccare la penna dal foglio. Lidea intuitiva, sebbene non sia una denizione, ci permette comunque di lavorare su molte delle funzioni pi semplici che incontriamo in questo corso. Esempio 91 Ognuna delle funzioni che seguono continua su tutto linsieme dei numeri reali (, +) : f (x) = x2 ; g (x) = sin x ; h (x) =

x2 ; k (x) = |x| x2 + 1 Il graco di |x| ha uno spigolo in x = 0 ma questo non distrugge la continuit. Esempio 92 Se consideriamo invece la funzione x si ha che questa denita e continua nellintervallo [0, +) . La funzione 1/x denita e continua nellinsieme (, 0) (0, +) ma non denita nel punto x = 0. Esempio 93 Consideriamo la funzione n (x) denita gracamente qui di seguito. Dire dove continua n.

Soluzione. Lunica discontinuit si ha per x = 3. In particolare n continua in ogni intervallo che non contenga il punto x = 3.

3.4. LIMITI E CONTINUIT. Denizione di Continuit.

157

Lintuizione sempre uno strumento fondamentale per lo studio della matematica, ma non suciente. Per poter lavorare con tranquillit abbiamo bisogno di una denizione precisa di continuit. Lidea di limite quella che occorre, per esprime in termini analitici il concetto geometrico intuitivo di non rottura del graco, in un punto.

Denizione 94 Sia f una funzione denita in un intervallo I contenente il punto x = a. Se lim f (x) = f (a)

xa

allora f continua in x = a. (Se a lestremo sinistro o destro dellintervallo considereremo solo il limite destro e sinistro rispettivamente). Aermare che f continua su I signica aermare che f continua in tutti i punti di I .

La denizione formale ci dice ancora quanto sia importante il ruolo giocato dal concetto di limite. Prestate molta attenzione ai fatti seguenti Leggere Bene la Denizione. La denizione non aerma che f (a) uguale a limxa f (x) . Essa aerma che per valutare se una funzione f continua in x = a dobbiamo 1) calcolare limxa f (x) e vedere se questo esiste o meno; 2) calcolare f (a) ; 3) controllare se i risultati ottenuti in 1) ed in 2) sono uguali tra loro. In questo caso si pu aermare che la funzione continua in x = a. In altri termini, la denizione ci dice che il comportamento di f per x = a prevedibile. Continua, Dove? Una funzione f pu essere continua se considerata su un insieme, ma discontinua se considerata su di un altro insieme. Laermazione f continua pu essere tecnicamente ambigua. Essa non dice dove f continua. Per rendere non ambiguo il suo signicato assumiamo che: A meno di una esplicita limitazione, continua signica continua su tutto il dominio di denizione. Limiti Facili. Trovare i limiti per funzioni continue molto facile. Infatti, se f continua in x = a , allora, la denizione di continuit ci dice che x a = f (x) f (a) . Esempio 95 Sia k (x) = x2 + 3x + 5. Trovare il limx2 k (x) .

158

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Soluzione. Il problema appare facile. N la formula n il graco di k suggeriscono sorprese strane nellintorno del punto x = 2.
20

15

10

Graco di k (x) = x2 + 3x + 5 La valutazione ovvia che limx2 k (x) = 15 = k (2) corretta poich continua per x = 2. Discontinuit: Due Problemi Possibili. Una funzione f discontinua in x = a se, per qualche motivo, la condizione posta dalla denizione non soddisfatta. Questo ci che pu succedere: Il limite limxa f (x) non esiste; questo accade nellEsempio (93) in x = 3 per la funzione n. Il limxa esiste ma diverso dal valore di f (a) . Il prossimo esempio illustra questa patologia Esempio 96 Consideriamo la funzione f cos denita: x se x 6= 0 f (x) = 1 se x = 0 Qual il limx0 f (x) ? Soluzione. Il fatto che f (x) = 1 non di nessuna importanza nel calcolo del limite. Poich f (x) = x quando x 6= 0, si ha che
x0

lim f (x) = lim x = 0 .


x0

Si ha quindi che il valore del limite dierisce dal valore della funzione nel punto, per questa ragione, f discontinua in x = 0. In certo senso, f ha un valore sbagliato per x = 0. Qui di seguito sono presentati due problemi che riuniscono le idee di questo paragrafo.

3.4. LIMITI E CONTINUIT. Esempio 97 Sia f (x) = bx2 + 1 se x < 2 x se x 2

159

Quali valori di b rendono la funzione continua? Soluzione. Perch la funzione sia continua nel punto x = 2 bisogna che lim f (x) = f (2) = 2

sia

x2

Verichiamo separatamente il limite destro e sinistro. Si ha: f (x) 4b + 1 per x 2 f (x) 2 per x 2+

Perch i due limiti siano uguali bisogna che sia 4b + 1 = 2, cio b = 3/4. Esempio 98 Interpretare eh 1 x0 h lim come derivata. Stimare il suo valore. Soluzione. Se f (x) = ex , allora eh 1 f (h) f (0) = lim . x0 x0 h h lim Allora, il limite dato (per denizione) la derivata di f (x) = ex nel punto x = 0. Vericate usando il metodo graco che f 0 (0) = 1.

160

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

3.4.4

Esercizi.

1. Sia f (x) =

1 , se x e ` un intero 2 , se x non e ` un intero .

(a) Tracciare il graco di f nellintervallo [0, 5] ; (b) Calcolare il limx4 f (x) ; (d) Per quali valori di x il limite esiste? Perch? 2. Sia f la funzione il cui graco disegnato sotto. Usando il graco calcolare i limiti seguenti o dire perch il limite non esiste. (c) Calcolare il limx5/2 f (x) ;

Graco di f (a) limx0 f (x) ; (b) limx3 f (x) ; (d) limx2+ f (x) ; (e) limx2 f (x) ; (c) limx2 f (x) ;

(h) limx4+ f (x) ; (j) limx3 f 0 (x) ;

(g) limx1+ f (x) ;

(f) limx2 f (x) ;

(i) limx4 f (x) ;

(k) limx1+ f 0 (x) ;

(m) limx3 f 0 (x) ; (n) Su quali intervalli continua f ? 3. Sia s (t) il coeciente angolare della retta secante il graco di f (x) = x2 + x dal punto x = 3 al punto x = t. (a) Trovare la formula per s (t) ;

(l) limx1 f 0 (x) ;

3.4. LIMITI E CONTINUIT. (b) Trovare limt3 s (t) .

161

4. Supponiamo che la funzione f sia continua in x = 1 e che f (1) = 3. Quanto vale limx3 f (x)? 5. Supponiamo che f sia continua in x = 3 e che limx3 f (x) = 13. Dire quali delle seguenti aermazioni vera o falsa. Giusticare la risposta. (a) 3 nel dominio di f ; (b) f (3) = 13 ; (c) limx3 f (x) = 13. sin x/x se x 6= 0 Sia f (x) = Spiegare perch f 1 se x = 0. sin x/ |x| se x 6= 0 Sia g (x) = . Dire se g 1 se x = 0. Giusticare la risposta. ( sin x se x 6= 0 1cos2 x . Dire se h Sia h (x) = 1 se x = 0. Giusticare la risposta. ax + 1 se x < 2 . Dire per quali Sia f (x) = se x .2 x2 limx2 f (x) .

6. 7.

continua in 0. continua in x = 0

8.

continua in x = 0

9.

valori di a esiste il

10. Supponiamo che f sia continua in x = 2 e che f sia denita da ax2 + 3 se x < 2 f (x) = 3x 5 se x .2 (a) Trovare il valore di a; (b) Calcolare limx3 f (x) ; (c) Calcolare limx0 f (x) ; (d) Calcolare limx2 f (x) ; (e) Calcolare limx1 f (x) . 2 x + a se x < 1 x + a2 se x = 1 . 11. Sia g (x) = a x se x > 1

(a) Trovare tutti i valori di a per i quali esiste il limx1 g (x) ;

(b) Trovare tutti i valori di a per i quali g continua in x = 1. 2 x 2 se x < b . Trovare tutti i valori di b per i quali 12. Sia h (x) = x se x .b esiste il limxb h (x) .

162

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

13. Ognuno dei limiti sotto elencati rappresenta f 0 (a) per qualche funzione f e qualche valore a. Identicare f ed a ed usare il metodo dellingrandimento graco per valutare il valore del limite. tan x sin x ; limx ; x x cosh 1 2x 1 ; limx0 ; (b) limh0 h x1 sin 3h cos x ; limx/2 ; (c) limh0 h x /2 3 x3 ln (h + 1) ; limh0 . (d) limx27 x 27 h (a) limx0 14. Supponiamo che sia limxa f (x) = L. Spiegare perch si ha che limh0 f (a + h) = L. 15. Supponiamo che sia limh0 che limxa f (x) f (a) = L. xa f (a + h) f (a) = L. Spiegare perch si ha h

16. Sia f (x) = x2 . Spiegare con cura ognuno dei seguenti passi per il calcolo di f 0 (1) . x2 1 x1 (b) = limx1 (x + 1) (a) f 0 (1) = limx1 (c) = 2. 17. Sia f (x) = x2 . Spiegare con cura ognuno dei seguenti passi per il calcolo di f 0 (3) . (a) f 0 (3) = limh0 (b) = limh0 (c) = 6. 18. Usare la denizione di derivata per calcolare f 0 (4) di ognuna delle seguenti funzioni: (a) f (x) = 3 ; f (x) = 2x + 1 ; f (x) = x2 3x (b) f (x) = x ; f (x) = x1 ; f (x) = 3x2 . 19. Supponiamo che f (x + y ) = f (x) + f (y ) + 3xy per tutti i valori reali di f (h) x e di y . Supponiamo inoltre che limh0 = 37. h (a) Spiegare perch f (0) = 0 ; (3 + h)2 9 h 2 6h + h h

3.4. LIMITI E CONTINUIT. (b) Trovare unespressione simbolica di f 0 (x) . 20. Supponiamo che f 0 (2) = 3. Calcolare il valore del limh0

163

f (2 h) f (2) . h

21. Per ognuno dei limiti seguenti, usare un software per disegnare il graco di f , in modo da trovare un valore di che garantisca che |f (x) L| < quando |x a| < . (a) limx2 3x = 6 ; (b) limx0 limx1 x+1 = 0.5 ; x+3 1 cos 2x limx0 = 2. x2

1 cos x = 0; x

22. Nei limiti seguenti usare il valore di preassegnato per dimostrare i limiti. (a) limx2 x = 2, = ; 0, = ; limx4 x2 = 16, = /10 ; limx0 |x| =

(b) limx1 6 = 2, = 0.2; limx3

x2 9 = 6, = . x3 (c) Usare la denizione formale di limite per mostrare che


x1

lim 0.999999x 6= 1.

23. Sia f (x) =

x2 + 1 se x 0 . x se x > 0

(b) Mostrare che per ogni > 0 esiste > 0 tale che |f (x) 1| < quando 0 < |x| < .

(a) Usare la denizione formale di limite per mostrare che f non continua in x = 0 [Sugg. f (0) f (x) > 1 per x > 0].

(c) Perch il risultato di (b) non dimostra la continuit di f in x = 0 ? [Confronta (b) con la denizione formale di limite].

164

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

3.4.5

Limiti che Coinvolgono lInnito.

Nel paragrafo precedente abbiamo dato la denizione di limite, lo abbiamo applicato a diverse situazioni ed abbiamo inne introdotto il concetto di continuit. In questo paragrafo continuiamo lo studio dei limiti, introducendo unaltra variante allidea di limite, coinvolgendo il concetto di innito. Cercheremo anche di dare uninterpretazione geometrica di questa estensione in termini di asintoti. Limiti allInnito, Limiti Inniti e Asintoti. Limiti allinnito e limiti inniti (non sono la stessa cosa), descrivono il comportamento di una funzione quando lingresso o luscita crescono o decrescono senza limitazione. Denizioni di tipo informale ed esempi illustreranno lidea. Denizione 99 (Limiti allInnito) limx+ f (x) = L quando x +, (quando x, cio, cresce senza limitazioni). Analogamente: limx f (x) = L signica che f (x) L quando x , (quando x, cio, decresce senza limitazioni). limx f (x) = L signica che f (x) L quando |x| +, (quando |x| , cio, cresce senza limitazioni). Denizione 100 (Limite Innito) limxa f (x) = + signica che f (x) + quando x a. Analogamente: limxa f (x) = signica che f (x) quando x a. limxa f (x) = signica che |f (x)| + quando x a. Vediamo adesso alcuni esempi di applicazione delle denizioni date. Esempio 101 Discutere il signicato di ognuno dei seguenti limiti. limx limx0 1 = 0; x limx0 1 = + x2

1 = ; x

limx sin x non esiste.

Soluzione. Il limx+ sin x non esiste perch la funzione seno continua ad oscillare periodicamente tra i valori 1 ed 1 senza che si possa mai aermare che i valori della funzione tendano verso qualche valore denito. Per quanto riguarda gli altri tre limiti, il disegno dei loro graci pu aiutarne

3.4. LIMITI E CONTINUIT. linterpretazione.


20 20

165

10

10

-2

0 -10

x 2

-2

0 -10

x 2

-20

-20

Graco di y = 1/x

Graco di y = 1/x2

Notare con attenzione il signicato graco di ognuno dei limiti allinnito e del limite innito. Ognuno di loro corrisponde ad un asintoto orizzontale o verticale. Asintoti e Limiti. La connessione tra asintoti, limiti allinnito e limiti inniti pu essere sintetizzata come segue: Asintoti Orizzontali; Limiti allInnito. La retta orizzontale y = L un asintoto al graco della funzione f se e solo se f tende ad L quando x , cio se
x+

lim f (x) = L

lim f (x) = L

Asintoti Verticali; Limiti Inniti. La retta verticale x = a un asintoto orizzontale per il graco della funzione f se (e solo se) f diverge quando x a, cio se
xa

lim f (x) =

xa+

lim f (x) =

Limiti ed Asintoti per Funzioni Razionali Linformazione dellesistenza o meno di asintoti per una funzione importante per capire landamento complessivo del graco.. Gli asintoti orizzontali riettono il comportamento della funzioni per valori grandi di |x| , mentre gli asintoti verticali riettono anomalie e punti di non denitezza al nito. Per funzioni razionali (cio rapporto di polinomi) il problema si presenta semplice. Un Polinomio Pu Avere Asintoti? I polinomi non hanno asintoti verticali, visto che sono deniti su tutto R. Un asintoto orizzontale si ha, infatti, per un valore nito di x nellintorno del quale la funzione tende ad essere illimitata. Poich la forma di un polinomio la seguente p (x) = a0 + a1 x + a2 x2 + + an xn

166

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

essi non possono crescere illimitatamente eccetto che per x . Solo un polinomio costante pu avere un asintoto orizzontale. Se, per esempio p (x) = 4, allora il graco di p esso stesso orizzontale e quindi asintoto di se stesso. Inoltre, i polinomi che non siano costanti hanno la seguente propriet:

Aermazione: Se p (x) un polinomio non costante, allora limx | p (x)| = + Non dimostreremo questa aermazione, ma cercheremo di illustrarla. Esempio 102 Sia p (x) = 2x3 53x2 123x. Come si comporta p quando x .? Soluzione. E chiaro che quando x +, 2x3 +, 53x2 , 123x , ma che cosa fa la somma dei tre termini? Per vedere il comportamento complessivo, conviene mettere in evidenza il termine di potenza superiore, si ha 53 123 lim 2x 53x 123x = 2 lim x 2 x+ x+ x x 53 123 3 = lim x lim 2 2 x+ x+ x x = + 2 = + .
3 2 3

In modo del tutto simile 53 123 lim 2x 53x 123x = 2 lim x 2 x x x x 53 123 3 lim x lim 2 2 x x x x = 2 = .
3 2 3

(in ognuno dei calcoli fatti abbiamo usato il fatto che il limite del prodotto il

Vedremo pi prodotto dei limiti, quando questi esistono).I avanti questa Algebra con il Simbolo di Innito. Nellesempio precedente abbiamo propriet.

usato due aermazioni che non abbiamo ancora discusso: 2 + = + e 2 = . Qual il loro senso, che cosa signicano? Ricordiamo che un simbolo, non un numero, quindi dobbiamo capire meglio che cosa signica moltiplicare un simbolo per un numero. Nei due casi particolari, la risposta appare intuitivamente chiara. Nella tavola seguente mettiamo insieme alcune regole per luso del simbolo di innito.

3.4. LIMITI E CONTINUIT. Espressione 1/ = 0 3= + + = + 1/0 = + + = 0 / = 1 Signicato OK, ma se con questo vogliamo intendere che limx perch non dirlo esplicitamente? 1 = 0, x

167

OK come notazione abbreviata. Signica che se una quantit cresce illimitatamente, il suo triplo si comporta nello stesso modo. OK. Se due quantit crescono illimitatamente, cos fa la loro somma. ERRATO. La divisione per 0 non denita; inoltre 1/x + se x 0+ , ma 1/x se x 0 . ERRATO. Per esempio, se x +, x2 +, x +, ma x2 x +. ERRATO. Per esempio, se x +, x2 +, x +, ma x2 /x +.

Asintoti Orizzontali di Funzioni Razionali: Controllare la Potenza di Ordine Maggiore. Trovare gli asintoti orizzontali delle funzioni razionali signica controllare i limiti allinnito. Una semplice regola algebrica pu essere applicata: Per trovare il limite allinnito di una funzione razionale, mettere in evidenza la potenza pi alta di x al numeratore ed al denominatore. Vediamo come funziona: Esempio 103 Consideriamo le tre funzioni razionali r (x) = 2x3 x 2x3 x 2x3 x ; s (x) = 3 ; t (x) = 4 . 2 x 1 x 1 x 1

trovare gli asintoti orizzontali, se esistono. Soluzione. Invece di usare i graci (ma provate comunque a vederli usando un qualche strumento) usiamo la strategia proposta sopra. Si ha: x3 2 1/x2 2 1/x2 2x3 x = x ; r (x) = 2 = 2 x 1 x (1 1/x2 ) 1 1/x2 x3 2 1/x2 2 1/x2 2x3 x = ; s (x) = 3 = 3 x 1 x (1 1/x3 ) 1 1/x3 x3 2 1/x2 1 2 1/x2 2x3 x = ; t (x) = 4 = 4 x 1 x (1 1/x4 ) x 1 1/x4

168

CAPITOLO 3. LE DERIVATE vediamo adesso che cosa accade quando x +. E chiaro che si ha r (x) + ; s (x) 2 ; t (x) 0 .

ne segue che s e t hanno asintoto orizzontale a y = 2 e y = 0 rispettivamente, mentre r non ne ha. Asintoti Verticali di Funzioni Razionali: Controllare le Radici. Se una funzione razionale ha asintoti verticali, questi vanno cercati tra le radici del denominatore. Esempio 104 Siano r, s, t come sopra. Trovare gli asintoti verticali. Soluzione. Una funzione razionale ha asintoti verticali nei punti che annullano il denominatore, ma non il numeratore. (Se entrambi sono zero nello steso punto , provvedere alla semplicazione). Per trovare gli asintoti fattorizziamo il denominatore. Si ha 2x3 x 2x3 x ; = 2 x 1 (x 1) (x + 1)

r (x) =

s (x) =

2x3 x 2x3 x ; = x3 1 (x 1) (x2 + x + 1)

t (x) =

2x3 x 2x3 x ; = x4 1 (x 1) (x + 1) (x2 + 1)

la fattorizzazione del denominatore mostra che per ognuna delle tre funzioni i punti x = 1 sono valori singolari che annullano il denominatore, ma non il numeratore. Ne segue che r e t hanno asintoti verticali nei punti x = 1 e x = 1 , mentre s ha asintoto verticale per x = 1. Per vericare il comportamento delle funzioni nellintorno degli asintoti bisogna valutare i limiti destri e sinistri separatamente, perch il risultato potrebbe essere diverso. Sappiamo che in ogni caso il risultato innito, il problema : con quale segno? Si tratta allora di capire il segno della funzione a sinistra ed a destra dellasintoto per sapere se il risultato del limite + o . Consideriamo r (x) . A sinistra di x = 1 si ha che: 2x3 x < 0 , x + 1 < 0 , e x 1 < 0 . Quindi r (x) < 0, quindi limx1 r (x) = . Un controllo simile sul segno di r per valori di x maggiori di x = 1 mostra che r (x) + quando x 1+ . Si lascia per esercizio, la valutazione del segno delle funzioni s e t nellintorno degli asintoti verticali.

3.4. LIMITI E CONTINUIT. Per nire, ecco i graci delle tre funzioni:
5 5 5

169

-4

-2

2x

-4

-2

2x

-4

-2

2x

-5

-5

-5

Graco di r

Graco di s

Graco di t

Asintoti per Altre Funzioni Algebriche. Cos come le funzioni razionali, altre funzioni algebriche possono ammettere asintoti, esattamente con lo stesso di tipo di connessione con i limiti allinnito ed i limiti inniti. I calcoli per la ricerca di questi limiti possono essere meno banali di quelli che sono stati necessari per le funzioni razionali. Esempio 105 Consideriamo la funzione f (x) = x2 + x x, per x > 0. Mostrare che f ammette asintoto orizzontale. Soluzione. Il comportamento di f (x quando x +) quando x + non ovvio dalla formula, abbiamo bisogno di usare un po di manipolazione algebrica per capire il comportamento della funzione. Cominciamo con un trucco, moltiplichiamo e dividiamo per x2 + x + x, si ha p x2 + x x x2 + x + x lim x2 + x x = lim x+ x+ x2 + x + x x = lim x+ x2 + x + x x p = lim x+ x 1 + 1/x + 1 = 1 1 = . lim p x+ 2 1 + 1/x + 1

3.4.6

Algebra dei Limiti.

Quando si calcolano i limiti, si danno spesso per scontati alcuni limiti semplici o fondamentali e si cerca di ridurre i limiti pi complicati a combinazioni di quelli pi semplici. Il prossimo esempio illustra il processo. Esempio 106 Calcolare il limx+ x2 + 3 . 2x2 5

170

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Soluzione. Cerchiamo sempre di usare la manipolazione algebrica per ridurre il tutto. Si ha x2 + 3 lim x+ 2x2 5 x2 1 + 3/x2 = lim x+ x2 (2 5/x2 ) 1 + 3/x2 = lim x+ 2 5/x2 limx+ 1 + limx+ 3/x2 limx+ 2 limx+ 5/x2 1 1+0 = . = 20 2

Nei calcoli precedenti, abbiamo usato diversi passaggi, apparentemente plausibili: limx+ 3/x2 = limx+ 5/x2 = 0, il limite del quoziente uguale al quoziente dei limiti, ed inne che il limite della somma la somma dei limiti. Il seguente teorema giustica i passaggi fatti sopra e ci dice come comportarci rispetto alle singole operazioni algebriche. FARE ATTENZIONE a come il teorema enunciato. Teorema 107 (Algebra dei Limiti) Supponiamo che sia lim f (x) = L e lim g (x) = M ,

x+a

x+a

dove L ed M sono numeri niti. Sia k una costante. Si ha: (i) (ii) (iii) limx+a k f (x) = k L limx+a [f (x) + g (x)] = L + M limx+a f (x) g (x) = L M L f (x) = g (x) M (se M 6= 0)

(iv) limx+a

Osservazioni sul Teorema. Perch valgono. Sebbene intuitive, le dimostrazioni rigorose delle regole descritte dal Teorema hanno bisogno di un uso delle regole . In questo corso salteremo le dimostrazioni, ma una dimostrazione tipica di questo tipo descritta nellAppendice I. Limiti che Coinvolgono lInnito. Tutte le regole che abbiamo enunciato valgono anche per i limiti allinnito, (cio per x ) Esse valgono anche per i limiti inniti (cio quando L = ) tenendo conto delle cautele legate alle regole dellalgebra degli inniti. Limiti Noti. Usando le regole algebriche per i limiti, possiamo risolvere i limiti dati sempre che si conoscano i risultati di limiti pi semplici. Per

3.4. LIMITI E CONTINUIT. cominciare, considereremo noti i seguenti limiti: Limiti Noti limx0 |x| = 0 limxa x = a limx xn = limx 1 =0 xn per ogni reale a per ogni n > 0 per ogni n > 0

171

Algebra delle Funzioni Continue Se f e g sono funzioni continue, ragionevole pensare che la somma, il prodotto, il quoziente di funzioni continue, sia continuo. In realt cos perch la continuit denita attraverso il concetto di limite e quindi valgono le propriet del concetto di limite. Il seguente teorema chiarisce quanto detto sopra: Teorema 108 (Algebra delle Funzioni Continue). Supponiamo che f e g siano funzioni continue in x = a. Allora, ognuna delle seguenti funzioni f +g f g; e f g

continua in x = a. Se g (a) 6= 0, allora anche f/g continua in x = a. Dimostrazione. Ognuna delle propriet descritte sopra segue direttamente dalle propriet dei limiti. La prima per esempio, si dimostra cos:
xa

lim (f + g ) (x) = lim f (x) + lim g (x) = f (a) + g (a) = (f + g ) (a) .


xa xa

Il risultato ottenuto ci che occorre per mostrare che la funzione f + g continua in x = a. Composizione, Limiti e Continuit I limiti coinvolgono spesso funzioni che sono costruite per composizione. E quindi utile sapere come interagiscono le operazioni di limite e di composizione. Cominciamo, come sempre, a vedere alcuni esempi. Esempio 109 Discutere e trovare ognuno dei seguenti limiti. sin x x+1 L1 = lim ln (cos x) ; L2 = lim ln ; L3 = lim exp . x+ x0 x0 x x+2 Soluzione. Il primo limite facile: Quando x 0, cos x cos 0 = 1 , quindi ln (cos x) ln (cos 0) = ln 1 = 0 .

172

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Com che le cose hanno funzionato senza problemi? Perch le due funzioni coinvolte nel limite, cos x e ln x sono funzioni continue nel loro dominio, ed in particolare nel punto scelto. Quando x 0, cos x cos 0 perch la funzione coseno continua in x = 0; quando cos x 1, ln (cos x) ln 1 perch la funzione ln x continua in x = 1. Per trovare L2 , ragioniamo in modo simile. Ricordiamo dapprima che quando x 0, (sin x) /x 1, quindi sin x sin x 1, quindi ln ln 1 = 0. Quando x 0, x x La continuit ci aiuta ancora, poich la funzione ln x continua in x = 1, si ha che sin x sin x 1 = ln ln 1 . x x Il limite L3 un limite allinnito, ma si applicano per lui le stesse regole che valgono per L1 ed L2 : x+1 x+1 x + = 1 = exp exp (1) = e . x+2 x+2 Ancora una volta, la chiave per risolvere il problema la continuit. La seconda implicazione vale perch la funzione esponenziale continua in x = a. Limiti di Funzioni Continue: un Principio Generale. Alle tre funzioni dellesempio precedente si applica lo stesso principio fondamentale che stabiliamo adesso nella sua forma generale (la sua dimostrazione formale, che omettiamo, fa ricorso alla denizione di limite): Teorema 110 (Limite della Composizione di Funzioni). Siano f e g funzioni tali che limxa g (x) = b e f continua in x = b. Allora, lim (f g ) (x) = lim f (g (x)) = f lim g (x) = f (b) .
xa xa xa

Composizione di Funzioni Continue. Ricordiamo che, per denizione, una funzione f continua in x = a se e solo se limxa f (x) = f (a). Con questa denizione ed il teorema precedente facile dimostrare che la composizione di funzioni continue continua. Pi precisamente: Teorema 111 Supponiamo che g sia continua in x = a ed f sia continua in g (a) . Allora f g continua in x = a. Dimostrazione. Se x a, g (x) g (a) poich g continua in a. Quando g (x) g (a) , f (g (x)) f (g (a)) perch f continua in g (a) . Mettendo tutto insieme si ha: x a = (f g ) (x) (f g ) (a) . Questo quanto dovevamo dimostrare.

3.4. LIMITI E CONTINUIT.

173

Limiti e Disuguaglianze: Il Principio della Compressione (o dei Carabinieri o del Sandwich). Le regole algebriche sui limiti non aiutano quando si tratta di calcolare limiti del tipo 1 lim x sin x0 x e sin x . x x lim

Il prodotto dei limiti non si applica al primo caso perch il termine sin (1/x) non ha limite quando x 0 ed il secondo perch sin x non ha limite per x . Proviamo a calcolarli direttamente. Lidea quella di trovare due disuguaglianza in modo da comprimere la funzione che ci interessa tra due funzioni pi semplici. Nel primo caso, 1 1, si ha che per ogni x vero che ricordando che per ogni x 1 sin x 1 |x| . |x| x sin x

Tracciamo il graco, per convincersi che le disuguaglianze sono vere:

Limite per Compressione Quando x 0 i termini sinistro e destro delle disuguaglianze tendono a 1 zero. Compresso tra |x| e |x| il termine x sin ha una sola possibilit: x x sin 1 0 quando x 0 . x

Enunciamo adesso un Teorema generale. Il graco precedente lo rende ragionevole; noi omettiamo la dimostrazione formale.

174

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

Teorema 112 (Il Principio di Compressione). Supponiamo che si abbia f (x) g (x) h (x) per tutti gli x in un intorno di x = a. Se limxa f (x) = limxa h (x) = L , allora si ha
xa

lim g (x) = L .

Nota. Il Principio della Compressione concettualmente facile da comprendere; la parte dicile, in pratica, scegliere le funzioni f e h in modo conveniente. 1 . Esempio 113 Calcolare limx+ x sin x Soluzione. Vediamo dapprima cosa ci dice il graco della funzione per valori di x grandi
1 .9998 .9996 .9994 .9992 0.999 .9988 .9986 .9984 20 40 x 60 80 100

Graco di x sin (1/x) per grandi valori di x Lintuizione ci dice che la funzione tende al valore 1. Cerchiamo adesso di vericare algebricamente il risultato. Quando x +, 1/x 0, quindi si ha che
x+

lim

sin (1/x) = 1, 1/x

ma

sin (1/x) sin (1/x) = x sin (1/x) , da cui segue che 1/x 1/x
x+

lim x sin (1/x) = 1 .

3.4. LIMITI E CONTINUIT.

175

3.4.7

Esercizi

1. Usare la calcolatrice (o il calcolare) per stimare i seguenti limiti. 3 5 x2 + 1 x2 + 1 ; limx ; (a) limx+ 2 ; limx+ ; limx+ x x x x x ; limx0+ x log10 x ; limx0+ sin (sin x) ; (b) limx0+ x 2x 2x x2 x2 (c) limx+ 2 , limx 2 ; limx+ x ; limx x . x x 2 2 2. Usare i graci per valutare se i seguenti limiti esistono. Stimare il valore di quelli che esistono (a) limx+ (b) limx0 2000x 3x 3 3x 3 ; lim ; lim x x x+ x 100x2 + sin x 2 2 2 2 2 1 cos (3x) 1 cos x . ; limx0 x2 x

3. Supponiamo che limx1 f (x) = 4 e limx1 g (x) = 3. Usare queste informazioni per calcolare i seguenti limiti (a) limx1 (f (x) + g (x)) ; (b) limx1 (f (x) g (x)) ; f (x) + 2 . (c) limx1 f (x) g (x) 4. Sia f (x) = 3 x. spiegare perch limx0 f 0 (x) = . 5. Supponiamo che f (x) sia una funzione periodica non costante. Spiegare perch limx f (x) non esiste. 6. Disegnare un possibile graco di una funzione che possiede tutte le propriet elencate. (a) i. ii. iii. iv. v. vi. f ha come dominio (7, +) ; f ha rango (, 3) ; f (1) = 0 ; f (0) = 0 ; f (5) = 0; limx7+ = ; limx2 f (x) = 3 ; limx+ f (x) = 2 .

7. Disegnare un possibile graco di una funzione che possiede tutte le propriet elencate. (a) i. f ha come dominio R; ii. f ha immagine (3, +) ; iii. limt2 f (t) = 2;

176 iv. limt+ f (t) = 3; v. limt f (t) = 3.

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

8. Sia P = (0, 1) e Q un punto mobile sullasse delle x. Sia r la retta passante per P e Q. (a) Trovare come varia il coeciente angolare m di r al variare di Q; (b) Trovare il limite quando il punto Q ; (c) Supponiamo che Q tenda verso lorigine, si pu aermare che esiste un limite per m ? Giusticare la risposta. 9. Sia O = (0, 0) e Q un punto mobile sulla retta y = 2x + 3.Sia r la retta passante per O e Q. (a) Trovare come varia il coeciente angolare m di r al variare di Q; (b) Trovare il limite quando la coordinata x del punto Q . 10. Mostrare che esiste un solo valore di k 1 per il quale limx0 esiste nito. Trovare il valore di k e calcolare il limite. sin (2 sin x) xk

11. Siano p (x) = (x + 1) (2 x) e q (x) = x15 7x14 + 46. Calcolare ognuno dei seguenti limiti (a) limx p (x) ; (b) limx q (x) ; limx+ p (x) ; limx+ q (x) .

12. Supponiamo che r (x) sia un polinomio di grado n tale che limx r (x) = limx+ r (x) = . Si pu dire se n pari o dispari? Spiegare il perch. 13. Sia h una funzione che ha un asintoto verticale in x = 3 e tale che limx h (x) = +, mentre limx+ h (x) = 1. (a) Dire se h possiede un asintoto orizzontale e qual . (b) Pu h essere una funzione razionale? Spiegare la risposta. 14. Ogni funzione razionale r (x) si comporta allinnito come axn , con a R e n intero, nel senso che r (x) = 1. x axn lim

Per esempio r (x) =

x x2 lim 1 x x 1

x si comporta come x1 , infatti si ha 1 x2 = x2 = lim x 1 x2 x lim


x

lim

1 1 1 2 x

x2 1 2 x 1 2 x

=1

3.4. LIMITI E CONTINUIT.

177

Trovare i valori appropriati di a e di n per le funzioni razionali seguenti: 4x2 + 3x ; 3x4 + 2x2 6 x4 4x3 + 5x2 6x + 7 ; (b) q (x) = 3x4 6x2 + 8 2x5 3x4 + 4x3 5x2 + 6x 7 (c) r (x) = . 3x2 4x + 5 (a) p (x) = 15. Calcolare i seguenti limiti x2 + 1 x ; (b) limx+ x2 + x x ; (a) limx+ limx x2 + 1 x; limx x2 + x x.

16. Dare esempi di polinomi p (x) e q (x) con limx+ p (x) = limx+ q (x) = +, tali che: (a) limx+ (b) (c) (d) (e) p (x) = + ; q (x) p (x) = 2; limx+ q (x) p (x) = 0; limx+ q (x) p (x) = 1; limx+ q (x) limx+ (p (x) q (x)) = 3.

17. Sia p (x) = axn + q (x), dove q (x) un polinomio di grado m < n. q (x) ? xn q (x) (b) Quanto vale limx n ? x (c) Se a > 0 e n pari quanto vale il limx+ p (x) ? (a) Quanto vale limx+ (d) Se a > 0 e n pari quanto vale il limx p (x) ? (e) Come rispondereste a (c) e (d) se n dispari ? 18. Spiegare perch limx+ cos x non esiste. 19. calcolare i seguenti limiti, se esistono: (a) limx+ (b) limx+ sin x ; x x3 . 2 + cos x

178

CAPITOLO 3. LE DERIVATE

20. Supponiamo che limxa f (x) e limxa g (x) non esistano. Trovare due funzioni f e g tali che i seguenti limiti esistono, oppure spiegare perch non possibile. (a) limxa (f (x) + g (x)) ; (b) limxa (f (x) g (x)) . 21. Sia f una funzione denita su R. Quali delle seguenti aermazioni sicuramente vera, potrebbe essere vera, sicuramente falsa? (a) limxa f (x) = f (a) ; f (x) = 2, allora f (0) = 0 ; (b) Se limx0 x f (x) = 1, allora limx0 f (x) = 0 ; (c) Se limx0 x (d) Se limx1 f (x) = 1 e limx1+ f (x) = 3, allora e limx1 f (x) = 2; (e) Se limx2 f (x) = 3 allora 3 un elemento del rango di f ; f (x) f (0) = 3, allora f 0 (0) = 3. (f) Se limx0 x