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Ananda K.

Coomaraswamy

KHWJA KHADIR E LA FONTE DELLA VITA, NELLA TRADIZIONE DELLARTE PERSIANA E MOGHUL

In India, il profeta, santo o divinit conosciuto con i nomi di Khwja Khizr (Khadir), Pir Badar o Rja Kidr, oggetto di un culto popolare che ancora sopravvive, e che comune sia fra i Musulmani sia fra gli Ind . Il suo santuario pi importante si trova sul fiume Indo, presso Bakhar, dove venerato dai devoti di entrambe le tradizioni; ma questo culto anche diffuso nel Bihar e nel Bengala, anche se in misura leggermente inferiore. Il Khwja venerato nel culto ind con laccensione di luci ed offrendo cibo ai bramani presso un pozzo, ed anche, sia nella pratica mussulmana sia in quella ind, facendo galleggiare in uno stagno o in un fiume una piccola imbarcazione recante una lampada accesa. Nell'iconografia, Khwja Khirz rappresentato come un uomo anziano dallaspetto d'un faqr, vestito interamente di verde[1] che si muove sulle acque sopra un pesce che gli fa da veicolo. La natura di Khwja Khizr pu essere compresa attraverso la sua iconografia, come sopra accennato, ed anche dalle leggende indiane. Nella ballata di Niwal Da, il cui scenario la localit di Safidam[2], nel Panjab, la protagonista la figlia di Vsuki, il re dei Serpenti. Rj Parikshit. Il pndava[3] ario, ha affrontato Vsuki e lo ha costretto a promettergli in sposa figlia, anche se questo, dal punto di vista di Vsuki, un disonorevole matrimonio tra ineguali. Vsuki poi colpito dalla lebbra per effetto della maledizione scagliata dal sacerdote Sg[4], le cui mucche erano state morse dai Serpenti. Per guarire il padre, Niwal Da parte alla ricerca dell'Acqua della Vita (amrta), posta in un pozzo chiuso che ella sola pu aprire ma che si trova nei possedimenti di Rj Parikshit[5]. Raggiunto il pozzo, rimuove le pesanti pietre che lo coprono servendosi del suo potere magico; ma le acque si abbassano subitamente fuori dalla sua portata: a trattenerle Khwja Khizr, che ne il signore e che le rilascer solo quando Niwal Da, che nessuno fino ad allora ha mai visto, se non suo padre V asuki e sua madre la regina Padma, acconsentir a mostrarsi. Dopo che Niwal Da si lasciata vedere, Khwja Khizr libera le acque che risalgono ribollendo . Rj Parikshit, destato dal rumore, parte al galoppo verso il pozzo e, bench Niwal Da si nasconda nella sua forma serpentina, la costringere a riprendere il suo aspetto umano; dopo una lunga discussione presso la fonte, la convince di essere legata dalla promessa di matrimonio fatta da suo padre e a tempo debito la sposa[6].

La scena presso il pozzo pu essere stata il tema originale della composizione rappresentata in numerosi dipinti moghul[7] del XVII e XVIII secolo raffiguranti un principe a cavallo presso una sorgente da cui una dama ha attinto dellacqua.[8] Il motivo duna dinastia traente origine dallunione d'un re umano con una ngin molto diffuso in India e in ultima analisi esso pu essere sempre messo in relazione con il ratto di Vch, l'apsaras o V ergine delle Acque sorta dalle potenze dell'oscurit e che il Padre creatore non ha visto prima della trasformazione, in principio, dell'oscurit in luce; a questo proposito degno di nota che, nella ballata, Niwal Da non ha mai visto il Sole e la Luna, essendo stata tenuta nascosta in un gorgo (bhaunr) fino a che non viene fuori per scoprire il Pozzo in Capo al Mondo [che la Sorgente ai Confini del Mondo (R.S.T.)], dove sono le Acque della Vita[9]. Lassunzione della forma umana da parte di Niwal Da costituisce la sua manifestazione . Naturalmente si comprender come non sempre il redattore possa aver pienamente inteso il significato del materiale mitico trattato, e ci vale sia per i racconti popolari europei di tematica affine, in cui una sirena, o la figlia di un mago, sposa un eroe umano, sia anche per altri racconti popolari e poemi ind pi recenti. Khwaja Khizr appare ancora in un altro racconto popolare di tipo molto arcaico, la storia del principe Mahbb[10]. Il re di Persia ha da una concubina un figlio che, in mancanza di un figlio legittimo, diventa l'erede presunto. In seguito la vera regina rimane incinta. Il principe, temendo di perdere i propri diritti, invade il reame, uccide il padre ed usurpa il trono. Nel frattempo la vera regina fugge ed accolta da un contadino, poi da alla luce un figlio che viene chiamato Mahbb, il T esoro del Mondo. Questi, divenuto adulto, si reca solo a corte dove vince alcune competizioni atletiche, in particolare quelle di tiro con larco. Il popolo nota la sua stretta rassomiglianza con il defunto re. Al suo ritorno a casa la madre gli rivela la sua vera origine ed insieme si mettono in viaggio per evitare il sospetto dell'usurpatore. Madre e figlio arrivano in una terra deserta e l, in una moschea ai piedi d'una montagna, incontrano un faqr; costui d loro un pane e un'acqua inesauribili e due pezzi di legno: uno di cui ci si pu servire come di una torcia, l'altro che ha la virt di rendere guadabile il mare pi profondo, riducendo la sua profondit sotto il cubito per un raggio di quattordici braccia dal punto dove esso tenuto. Mentre madre e figlio stanno guadando cos l'oceano, la cui acqua arriva loro al ginocchio, incontrano una corrente che trasporta dei rubini. Attraversato loceano e giunti in India, vi vendono uno dei rubini ad un prezzo elevatissimo. Il rubino finisce nelle mani del re del paese il quale, scopertane l'origine, ricerca leroe, che nel frattempo s' costruito un nuovo e grande palazzo sulla riva del mare. Mahbb si impegna a procurare al re altri rubini della stessa qualit. Egli parte solo, accende la torcia (ci sta ad indicare che s'appresta a penetrare in un mondo di oscurit) e, servendosi dell'altro pezzo di legno, s'inoltra nel mare fino a raggiungere la corrente di rubini. Mahbb la risale fino a trovare la sua origine, un gorgo nel quale si tuffa cadendo in un profondo e oscuro camino dacqua, giunto al fondo del quale scopre che la corrente fluisce da una cancello di ferro che da accesso ad un condotto. Inoltratovisi, si ritrova in un meraviglioso giardino, al cui

centro un palazzo. In questo palazzo trova una stanza in cui giace una testa mozzata da poco, dalla quale gocce di sangue cadono in un bacino e sono trascinate via, sotto forma di rubini, dalla corrente nel condotto sottomarino, poi finiscono nel gorgo fino a giungere nel mare. Allora appaiono dodici pris[11] che, presa la testa, ne portano il tronco e ricompongono il corpo decapitato; impugnando candele accese, eseguono intorno al giaciglio funebre una danza talmente rapida che Mahbb pu vedere solo un cerchio di luce. Poi, chinandosi sul letto, esse si lamentano: Per quanto tempo, oh Signore, per quanto tempo?... Quando il sole della speranza si lever sull'oscurit della nostra disperazione? Sorgi, oh Re, sorgi! Per quanto tempo ancora rimarrai in questa incoscienza simile alla morte ?[12]. allora che dal pavimento del palazzo sorge la forma del faqr gi incontrato, ora ammantato in una veste di luce. Le pris gli si inchinano e gli domandano: Khwja Khizr, giunta lora ? Il faqr, che non altri che l'immortale Khwja Khizr, spiega a Mahbb che il corpo quello di suo padre, assassinato dall'usurpatore Kassb; gli antenati di Mahbb furono tutti dei magi[13]; tutti furono sepolti nel palazzo sottomarino, ma il padre di Mahbb rimasto senza sepoltura perch privato dei riti funerari che, come figlio, Mahbb deve ora compiere. Questi prega Allah per l'anima del padre: immediatamente la testa si riattacca al corpo ed il re, ritornato in vita, si leva in piedi[14]. Khizr sparisce e Mahbub fa ritorno in India col padre, che si riunisce alla regina vedova. Quando il re dell'India viene a chiedere i rubini, Mahbb si punge un dito e le gocce di sangue, cadendo in una coppa coppa dacqua, diventano le gemme richieste, poich, come sa ora Mahbb, ogni goccia del sangue che scorre nelle vene dei re della Persia pi preziosa dei rubini. Mahbub sposa quindi la figlia del re dell'India. Una spedizione militare in Persia detronizza l'usurpatore Kassab, la cui testa mozzata appesa nel palazzo sotterraneo, ma ogni goccia del sangue che cola da essa si trasforma in un rospo. La vera natura di Khwja Khizr gia chiaramente mostrata sia nei due racconti innanzi riassunti sia nelliconografia. Khizr a suo agio nei due mondi, quello della luce e quello delloscurit, ma soprattutto il signore del Fiume della Vita, che scorre nella T erra delle T enebre: egli ad un tempo il genio e il guardiano della vegetazione e dell'Acqua della Vita e corrisponde a Soma e a Gandharva nella mitologia vedica, ma anche, in molti particolari, allo stesso V aruna, bench sia evidente che egli non pu essere apertamente identificato alla divinit suprema n dal punto di vista islamico n da quello dell'Induismo pi recente. Noi troveremo queste conclusioni generali ampiamente confermate dallulteriore esame delle fonti delle leggende islamiche di al-Khadir. Nel Qur'n (sra XVIII, 59-81) si trova la leggenda di Ms (Mos) alla ricerca del Majma'alBahrain (la confluenza dei due mari)[15], espressione da intendersi probabilmente come un luogo dell'estremo-occidente sito allincontro di due oceani; Ms guidato da un servo di Dio , che i commentatori identificano con al-Khadir, la cui dimora si dice sia posta un'isola, o su

un tappeto verde in mezzo al mare. Questo racconto pu essere rintracciato in altre tre fonti pi antiche: l'epopea di Gilgamesh, il Romanzo di Alessandro e la leggenda ebraica d'Elijah e di Rabbi Joshua ben Levi[16]. Nell'epopea di Gilgamesh, l'eroe parte alla ricerca del suo immortale antenato Utnapishtim, che abita alla foce dei fiumi (ina pi narati), come V aruna, la cui dimora alla sorgente dei fiumi , sindhnm upodaye (Rig-V eda, VIII, 41, 2); suo scopo di essere istruito sulla pianta della vita , prototipo dell'haoma avestico e del soma vedico[17], con la quale l'uomo pu evitare la morte. Nel Romanzo d'Alessandro, Alessandro intraprende la ricerca della Fontana della Vita, che egli scopre per caso, significativamente nella T erra delle T enebre , ma che poi non potr essere ritrovata. Una versione della leggenda compare nello Shh Nmah, dove Alessandro parte alla ricerca della Fontana della Vita sita nella T erra delle T enebre, oltre il punto in cui il Sole tramonta tuffandosi nelle acque dell'occidente; Alessandro ha come guida Khizr, ma quando arrivano ad una biforcazione ciascuno segue un sentiero diverso e solo Khizr porta a termine la ricerca. I compagni di Alessandro, che tornano recando con loro pietre della T erra delle T enebre, scoprono al ritorno che queste si sono mutate in pietre preziose[18]. La medesima storia raccontata con pi particolari nell Iskandar Nmah di Nizm (LXVIIILXIX); ivi si narra che Alessandro apprende da un vecchio (probabilmente Khizr stesso in forma umana) che di tutti i paesi, il migliore la T erra dell'Oscurit, in cui si trova un'Acqua che da la vita e che la sorgente di questo Fiume della Vita a Settentrione, sotto la Stella Polare[19]. Lungo la strada verso la T erra dellOscurit, in ogni regione arida che attraversano, cade la pioggia e l'erba germoglia: T u diresti che lungo questa strada vi sono i segni del passaggio di Khizr: in verit Khizr in persona la percorse con il re [20]. I viaggiatori raggiungono il limite settentrionale del mondo: il sole cessa di levarsi ed ecco che la T erra delle T enebre sta davanti a loro. Alessandro si affida alla guida del profeta Khizr e questi, avanzando nel verde [21], indica la strada, e presto scopre la fontana, da cui beve divenendo immortale. Mentre attende che Alessandro lo raggiunga egli tiene lo sguardo fisso sulla sorgente; ma questa diventa invisibile e lo stesso Khizr scompare, comprendendo che Alessandro fallir nella sua ricerca. Nizm riporta pure un'altra versione, conforme a un racconto degli antichi di Roma , secondo cui la ricerca intrapresa da Ilys (Elia)[22] e Khizr. I due si siedono presso una fonte per consumare il loro pasto, che consiste in un pesce essiccato. Il pesce, dopo essere caduto nell'acqua, ritorna in vita, e cos i due ricercatori comprendono d'aver trovato la Fontana della Vita, da cui entrambi bevono. Nizm passa quindi a considerare la versione coranica e interpreta la Fontana come fonte di Grazia la cui Acqua vivente la conoscenza di Dio -un'interpretazione analoga di questo antico tema si trova nel Nuovo T estamento (Giovanni, IV)-. Nizm attribuisce l'insuccesso di Iskandar (Alessandro) alla sua brama; nel caso di Khizr, invece, l'Acqua della Vita raggiunta senza essere stata cercata , infatti essa rivelata indirettamente dal suo effetto sul pesce, quando Khizr non sospetta di esserci arrivato.

La scoperta della fontana da parte di Khizr e Ilyas ricorre nellarte persiana come soggetto di alcune miniature illustranti l'Iskandar Nma[23]. Una di queste, tratta da un manoscritto del tardo XVI secolo di propriet di A. Sakisian, riprodotta a colori nella copertina del suo libro La Miniature persane, 1929, e in monocromia nel volume Persian Painting di L. Binyon, 1933, ill. LXI a; in questa illustrazione, i due profeti appaiono seduti presso la Fonte, in un paesaggio verdeggiante; in un grande piatto si vedono due pesci, ed un terzo, manifestamente vivo, nella mano di Khizr; appare chiaro che questi indica a Ilys il significato del miracolo. Ilys vestito di turchino, Khizr indossa un vestito verde ed un mantello marrone. In una composizione del XVII secolo, appartenente alla Freer Gallery di Washington e riprodotta in Ars Islamica, volume I, II parte, pag. 179, la raffigurazione analoga, ma nel piatto vi un pesce solo. Una terza miniatura, risalente alla fine del XV secolo, conservata nel Museum of Fine Arts di Boston ed stata riprodotta in Ars Asiatica, XVII, tav. VII, n. 15; Ilys e Khizr appaiono in primo piano, presso un ruscello, nell'oscurit; Alessandro ed il suo seguito sono nello sfondo, come nella raffigurazione della Freer Gallery, nella quale la disposizione delle ombre e delle luci tuttavia invertita. La raffigurazione della Freer Gallery sembra sotto questo aspetto essere la pi corretta poich, anche se lintera ricerca ha luogo nella T erra delle T enebre, le vicinanze immediate della Fontana della Vita appaiono come illuminate dallo splendore delle sue acque correnti. Inoltre, i due Scopritori della Sorgente recano entrambi sul capo un'aureola fiammeggiante. Nel testo siriano Il Poema d'Alessandro e nella versione del Qur'an, il pesce sfugge e, secondo questultima, esso raggiunge il mare. Si pu rilevare una relazione con il racconto di Manu e del pesce , nel mito di Manu (Shatapatha Brhmana, I, 8, I); in esso il pesce (jhasha) vivo fin dallinizio, ma molto piccolo ed si trova in una situazione difficile, poich finisce nelle mani di Manu mentre questi si lava, e gli chiede di prendersi cura di lui. Manu gli procura lacqua e, quando il pesce diventato grande, lo libera nel mare; quando sopraggiunge Diluvio, il pesce che guida l'Arca attraverso le Acque per mezzo d'una fune attaccata al suo corno. Una variante degna di nota della leggenda di Manu, con un pi stretto parallelismo con le versioni del Poema di Alessandro e del Qur'an rispetto alla disseccazione del pesce, si ritrova nel Jaiminya-Brhmana (III, 193) e nel Panchavimsha-Brhmana (XIV, 5, 15). Ivi si narra di Sharkara, il marsovino (shishumra), il quale, essendosi rifiutato di lodare Indra, viene gettato su una spiaggia da Parjanya, il dio della pioggia, che poi lo essicca mediante il vento del settentrione (la causa dell'essiccazione del pesce cos indicata). Sharkara compone allora un cantico di lode in onore di Indra; Parjanya lo restituisce all'oceano (come fa Khizr, bench non intenzionalmente, nella versione coranica) e, grazie a questo stesso canto, Sharkara giunge al Cielo e diventa una costellazione. Si tratta indubbiamente della costellazione del Capricorno, in sanscrito makara, makarashi. Cos makara, jhasha e shishumra sono sinonimi[24]; questo Leviatano indiano corrisponde chiaramente al pesce Kar, la piu grande delle creature di Ahuramazda , che nuota nel Vurukasha custodendo l'albero di vita Haoma nell'oceano primordiale (Bundahish XVIII;

Y asna, XLII, 4); corrisponde pure al pesce-caprone dei Sumeri, simbolo e talvolta veicolo di Ea, il dio delle Acque (Langdon, Semitic Mythology, pagg. 105-106). Non deve sorprenderci che, nell'iconografia ind pi recente, il veicolo di Khizr inequivocabilmente un pesce e non il makara, la cui forma ricorda quella del coccodrillo, poich si potrebbero citare dalle fonti iconografiche indiane altri esempi attestanti lutilizzo alternativo del makara e del pesce; in qualche antico dipinto, ad esempio, la dea fluviale Ganga ha quale supporto un makara, mentre nelle raffigurazioni pi recenti ha come veicolo un pesce[25]. Nella versione della leggenda di Alessandro, detta dello Pseudo-Callisthenes (C), Alessandro accompagnato dal suo cuoco Andreas. Dopo un luogo viaggio attraverso la T erra delle T enebre, essi pervengono in un luogo ricco di acque zampillanti e si siedono per mangiare; Andreas inumidisce il pesce disseccato e, vedendo che questo risuscita, beve di quellacqua senza dire nulla a Alessandro. In seguito Andreas seduce Kal, la figlia di Alessandro, e le fa bere l'Acqua di Vita (un po della quale egli aveva portato con s ); cos ella diventa una dea immortale chiamata Nereis, mentre il cuoco gettato in mare e si trasforma in un dio; diventano cos entrambi abitanti dell'altro mondo. Senza dubbio, Andreas qui l'Idris del Qur'an (sura XIX, 57 e seg., e sura XXI, 85), che la tradizione islamica identifica a Enoch, Ilys, e al-Khadir. Secondo quanto riporta su Idris Ibn al-Qifti, nel suo Trikh al-Hukama (composto nell'anno 1200), questi appare assumere il ruolo di un eroe solare ed immortale. Al-Khadir presenta anche alcuni punti di somiglianza con San Giorgio, ed in connessione a ci, ed anche a una sua funzione di patrono dei viaggiatori, che incontriamo una figura, che probabilmente quella di Al-Khadir, in un bassorilievo del XIII secolo posto al di sopra del cancello d'un caravanserraglio, sulla strada da Sinjar a Mossul; la figura reca unaureola e affonda una lancia nella bocca d'un drago coperto di scaglie[26]. Un'altra opera, di apparente tematica ind, rappresentante un uomo seduto su di un pesce, si trova nel bastione del forte di Raichur, nel Dekkan; si affermato che rechi una corona cappucci di serpente fluviale: il personaggio stato perci denominato re dei serpenti ; ma nella riproduzione pubblicata questi cappucci di serpente non sono chiaramente riconoscibili[27]. Del resto l'arte indiana del periodo medioevale offre numerose rappresentazioni di V aruna seduto su di un makara[28] . Si possono citare brevemente dei corrispondenti europei similmente derivati, in ultima analisi, da fonti sumeriche. Khadir corrisponde a Glaukos, il dio marino dei Greci (Friedlnder, op. cit. pagg. I08 e seg., 242, 253, ecc.; Bernett, op. cit., pag. 715 ). Khadir appartiene anche alla tipologia dellEbreo Errante. Sono degni di nota i parallelismi fra tra Glaukos ed il Gandharva vedico. Nell'Avesta, Gandharva appellato zairipashna, quello dai talloni verdi , e questo suggerisce un legame tra Gandharva e Khadir. Come ha osservato Barnett, possibile che Ghandharva corrisponda a Kandarpa, cio a Kmadeva (il dio ind dell'amore); a questo proposito, si pu

notare che la tematica erotica, comune a Glaukos ed a Gandharva-Kmadeva, appare anche in connessione con Khizr nella ballata di Niwal Da, dove Khizr non liberer le acque se non potr vedere la principessa; come ci si potrebbe aspettare se consideriamo Khizr come Gandharva e Niwal Da come l'Apsara o la V ergine (yosh) delle Acque, oppure se mettiamo in relazione Khizr con V aruna; nel Rig-V eda (VII, 33, 10-11) Mitra e V aruna sono sedotti dalla vista di Urvash, come si pu leggere nella Sarvnukraman (I, 166: urvashim apsarasam drishtv... reto apatat), e Sayana (retash caskanda), evidentemente seguendo Nirukta, v. 13. La stessa situazione, sottintesa nel Rig-V eda (VII, 87, 6) in riguardo al solo V aruna che discende come una goccia bianca (drapsa) e che viene chiamato l'attraversatore dello spazio (rajasah-vimnah) e il dominatore della profondit (gambhra-shamsah), attributi questi potrebbero ben applicarsi a Khizr. Resta da osservare che, nell'iconografia cristiana, la figura del dio fluviale Giordano[29], che si ritrova comunemente nelle rappresentazioni del Battesimo di Ges, presenta una certa rassomiglianza con i personaggi di Glaukos e di Khizr. In alcuni casi il battesimo era immaginato aver luogo alla confluenza di due fiumi, Jor e Danus [il che ricorda la confluenza dei due mari del Qur'an (R.S.T.)] . Talvolta si trova un dio fluviale maschio ed una figura femminile rappresentante il mare; entrambi cavalcano delfini come, nell'iconografia indiana, i numerosi tipi di Y akshas nani cavalcano il makara. In ultima analisi, tutti questi motivi iconografici possono essere riportati a prototipi dei quali la concezione pi antica, a nostra conoscenza, quella sumerica del dio Ea, figlio e immagine di Enki, il cui nome essenziale (Enki) significa Signore della Profondit Acquea . Ea era il reggitore dei corsi dacqua che hanno la loro origine nel Mondo Sotterraneo, e da l scorrono a fertilizzare la terra, ed egli anche il Signore delle pietre preziose. Nella rappresentazione iconografica, Ea ha come simbolo il pesce-caprone ed ha fra le mani il vaso dal quale si riversa dell'acqua, la sorgente del pane e dell'acqua della vita immortale . Dei sette figli di Ea, Marduk eredita la saggezza del padre ed uccide il drago Tiamat; un altro figlio Dumuziabzu, il Fedele figlio delle Acque Pure , ed anche il Pastore , la forma semitica del cui nome Tammuz, ben conosciuto come il dio morente della vegetazione; egli per certi aspetti paragonabile a Soma e, quale Signore del Regno di Morti , a Y ama. Gli altri aspetti corrispondenti con le divinit sumere sono troppo numerosi e riposti per poter essere trattati adeguatamente in questo studio[30]. sufficiente aver dimostrato lampia diffusione e lorigine antica della figura di Khwaja Khizr, come essa ricorre nelle iconografie persiane ed ind. In riferimento allarte moghul, possiamo citare un'osservazione di H. Goetz che, discutendo le origini delarte moghul, nota the essa presenta in parte un'identit assoluta e in parte una stretta parentela con le fonti delle culture dell oriente antico e precisamente, in misura considerevole, con quelle del periodo sumerico classico [31]. Che la figura di Khizr acquisisca una certa indipendenza ed una certa predominanza proprio nell'arte moghul del XVIII secolo tutte le opere indiane da me esaminate sono in stile Lucknow sembra indicare che una certa rinascita del suo culto si sia prodotta a quell'epoca ed in quella regione, soprattutto se si considera l'adozione del pesce come emblema regale da parte dei principi di Oudh.

[Abbiamo qui preso in considerazione uno degli aspetti di al-Khadir, anche se ne esistono altri; di questi importante senza dubbio quello relativo alla sua funzione iniziatica. T utti questi altri aspetti sono, beninteso, in perfetta armonia con il primo; ma il loro esame darebbe luogo a considerazioni che non rientrano nei limiti di questo nostro studio. (R.S.T.)]

Zul-Qarnain e al-Khadir

Il testo la traduzione dell'articolo Khwja Khadir and the Fountain of Life, in the tradition of persian and mughal Art, da A.K.Coomaraswamy, What is Civilization and other essays, Golgonooza Press, 1989. L'articolo era gi apparso in traduzione italiana nel n. 21-24 della Rivista di Studi Tradizionali, 1966. Il testo pubblicato dalla R.S.T., che non appare essere una traduzione diretta dall'originale inglese, ma da una traduzione in francese effettuata da Andr Prau e apparsa nel n. 38 della rivista francese tudes Traditionelles, si discosta in vari punti dall'articolo pubblicato nella raccolta di saggi citata, il che ci ha indotti a intraprendere una nuova traduzione dall'originale in lingua inglese. Abbiamo tuttavia tenuto presente la traduzione della R.S.T., riportandone note aggiuntive e integrazioni che non compaiono nell'originale in lingua inglese, quando queste apparivano significative.

[1] Conformemente al significato del suo nome, al-Khadir, lUomo V erde [2]Safidam, probabilmente la corruzione di sarpa-damana, la doma del serpente . Riguardo alla leggenda di Niwal Dai, cfr. T emple, Legends of the Panjab, I, pp..414, 418-419. [3] Cio un discendente di Pandu, un antenato dei celebri eroi del Mahabharata (nota R.S.T.)

[4] Generalmente chiamato Sanja (forse dal sanscrito samijna). Questo sacerdote (brahmana), che al servizio di V asuki ma che agisce contro di lui, fa pensare a Vishwarupa, il purohita (sacerdote familiare) degli Angeli (Taittiriya samhitha, II, 5, I), ed a Ushanas Kavya, il purohita dei Titani (Panchavimsha-brhmana, VII, 5, 20), che, conquistato dal partito degli Angeli, passa dalla loro parte. [5] difficile ammettere che la localizzazione del Pozzo nei domini dellumano Parikshit sia corretta (in realt, essa si trova alla frontiera dei due mondi, in una foresta ugualmente accessibile a V asuki e a Parikshit), e dobbiamo pure fare notare che le acque non sono solamente protette da uno spesso lastrone di pietra, ma anche dal potere di Khizr, e che esse non sono acque correnti. Numerosi sono gli equivalenti vedici della pesante pietra che impedisce l'accesso alle acque, ad esempio, nel Rig-V eda: apihitni ashn (IV, 28, 5), adrim achyutam (VI, 17, 5), apah adrim (IV, 16, 8), drdhram ubdham adrim (IV. 18.6), paridhim adrim (IV, 16); quando la pietra viene spezzata, le acque sgorgano dalla roccia fecondata (srnvantnv apah . . . babrhanasya adreh, Rig-V eda, V, 41, 12), Cfr. Shatapatha-brhmana, IX, 1, 2, 4, in connessione con la consacrazione dell'altare del fuoco, la quale ha inizio dalla roccia, poich dalla roccia che scaturiscono le acque (ashmano hy apah prabhavanti). Nella ballata, V asuki corrisponde ad Ahi (Vritra) che, colpito da Indra, continua tuttavia a crescere in unoscurit senza sole (Rig.V eda, V, 32, 6). [6] Nel racconto qui riassunto facile riconoscere il tema della lotta tra gli Angeli ed i Titani (deva e asura), tra Indra e Ahi-Vritra, tema che appartiene al mito della creazione . Il rapimento di Niwal Dai corrisponde a quello di Vch (la parola) (cfr. Rig-V eda, I, 130; dove Indra rapisce la Parola , vcam mushyati); Khwaja Khizr, il signore delle acque (i fiumi della vita vedici) corrisponde a V aruna. [7] Moghul: mongola . l'arte, talvolta impropriamente chiamata indo-persiana , che fior in India alla corte dei principi mongoli musulmani durante il XVI, XVII e XVIII secolo. (nota R.S.T.) [8] E. G. Blochet, Peintures hindoues de la Bibliotheque Nationale, Paris, 1926, pl. V e XXIII. [9] Il mondo sottomarino, la dimora della razza dei Serpenti (ahi, nga), I' origine acquatica di V aruna (yonim apyam, Rig-V eda, II, 38, 8), si trovano nelle tenebre dell'occidente (apachine tamasi, ibid., IV, 6, 4); questa regione non illuminata dal sole, essa al di l del Falcone (Jaiminiya Brahmana, III, 268) ma lo splendore delle Acque eterno (ahar ahar yti aktur apm, Rig-V eda, II, 30, I),

[10] V edi: Shaykh Chilli, Folk tales of Hindustan, Allahabad, 1913, pag. 130 e seg., con Ia riproduzione d'una immagine moderna di Khwja Khizr, rappresentato come un vecchio nell'atto di benedire Mahbb (tay. XXXIII). La storia del principe Mahbb essenzialmente una versione della Cerca del Graal condotta a buon fine da un eroe solare, figlio di una vedova ed allevato lontano dal mondo e nell'innocente ignoranza del suo vero stato, proprio come nella leggenda di Parsifal. Mahbb corrisponde ai vedici Agni e Srya; Kassb (I'usurpatore) a Indra. [11] O Apsaras, le vergini del Graal. [12] Le donne che si lamentano e l' incoscienza simile alla morte del Re Pescatore sono elementi essenziali del mito del Graal. [13] l'equivalente del sanscrito mayin, mago , termine applicabile soprattutto ai titani e, secondariamente, agli angeli principali , particolarmente ad Agni. Gli antenati rappresentano gli eroi solari dei cicli precedenti. [14] Cos la Cerca del Graal portata a termine. [ non si pu fare a meno di cogliere le strette corrispondenze che la parte finale della storia di Mahbub, un Figlio della V edova (vedi nota 10), ha con il mito di Hiram del rituale massonico del grado di maestro, in particolare nel punto della resurrezione del re assassinato che conclude la ricerca delleroe (N.d.T).] [15] Il Bahrain, unisola del golfo persico, stata identificata da molti studiosi con il Dilmun sumerico, dove dimorava il giardiniere Tagtut dopo il diluvio: cfr. Delitztsch, Wo lag das Paradies, pag. 178 e Langdon, Sumerian Epic, pag. 8 e seg. [16] per la leggenda islamica, altri parallelismi ed ulteriori riferimenti cfr. Encyclopedia of Islam, alle voci Idris, al-Khadir e Khwaja Khidr; Warner, Shah Nama of Firdausi, VI,pagg. 74-78 e 159-162; Hopkins, The Fountain of Y outh , JAOS, XXVI; Barnett, Y ama, Gandharva and Glaucus , Bull. School. Oriental. Studies, IV; Grierson, Bihar Peasant Life, pagg, 40-43; Garcin de Tassy, Mmoire sur des particularits de la religion musulmane dans l'Inde, pagg. 85-89; Wunsche, Die Sagen vom Lebensbaum and Lebenswasser, Leipzig, 1905; Friedlnder, Die Chadhirlegende and der Alexander-Roman, Leipzig, 1913. [17] Cfr. Barnett, op. cit., pagg. 708-710. [18] Cfr. Rig-V eda, VII, 6, 4 e 7, in cui si parla di Agni che conduce le V ergini (i fiumi della vita) verso oriente dalle tenebre dell'occidente (apchine tamasi) e porta con s i tesori della terra (budhny vasni) quando si leva il Sole , (udit sryasya).

[19] Il reame di al-Khadir, conosciuto sotto il nome di Yh (che anche un nome del Sole), dove al-Khadir regna sui santi e gli angeli, si trova nell'Estremo Settentrione; un Paradiso terrestre , una parte del mondo umano che rimasta indenne dalla maledizione conseguente alla Caduta di Adamo (cfr. Nicholson, Studies in Islamic Mysticism, pagg. 82, 124). [20] Secondo Umrah, Khizr verde perch la terra diventa verde al contatto dei suoi piedi. [21] Khazra, vegetazione o cielo . [22] Il profeta Elia con il quale Khizr spesso identificato. [23] Cfr. Iskndar Nmah, LXIX, 57: la vegetazione cresce pi rigogliosa presso la fontana ; ibid. 22, la sorgente e descritta come una fontana di luce , il che ha una corrispondenza nel V endidd, Fargad XXI, dove la luce e l'acqua originano da una fonte comune; cfr. anche il soma vedico, che insieme luce e vita, una pianta ed un fluido (amrita,l'Acqua della Vita, cfr. Barnett, op. cit., pag. 705, nota I). [24] Nella Bhagavad-Git (X. 31, Krishna chiamato il makara dei Jhashs; il makara perci considerato come il pi importante dei jhashas o mostri delle profondit. La parola makara s'incontra per la prima volta nella Vjasaneyi-samhit, XXIV, 3, shishumra nel Rig-V eda, I, 116,18. Per uno studio pi completo sul makara nell'iconografia ind (ed in particolare come veicolo di V aruna ed emblema di Kmadeva) si veda il mio articolo Y akshas, 1931, II, pag. 47 e seg. e le citazioni ivi presenti. Il fatto che per veicolo la divinit considerata abbia un pesce , implica che essa non sottoposta alle condizioni del movimento locale nell'Oceano illimitato della possibilit universale, cos come le ali denotano una indipendenza degli angeli dal movimento locale nel mondo manifestato. [Nella traduzione della R.S.T. la nota reca in aggiunta: Abbiamo esaminato in particolare il significato di Sharkara (alla lettera: la pietra ), termine molto importante per la sua connessione con la Porta solare dei mondi, in uno studio dal titolo Svayamatrnna; Janua Coeli, che sar pubblicato nella nuova rivista rumena Xalmoxis.] [25] Su questo argomento vedere anche: Ren Gunon, Quelques aspects du symbolisme du poisson in Etudes Traditionnelles, fascicolo del febbraio 1936 [riprodotto nel cap. XXII della raccolta postuma Simboli della Scienza sacra]. (nota R.S.T.) [26] Sarre e Herzfeld, Archologische reise im Euphrat und Tigris gebiet, vol. I, pagg. 13 e 37-38, Berlin, 1911.

[27] Annual Report, Archaelogical Department, Nizam's Dominions, 1929-30 (1933), pag. 17 e tav. 11 b. [28] V edere anche il mio studio Y akshas, II [29] Ad esempio, nel battistero di Ravenna (Berchem e Clouzot, tay. III e 220); ivi Giordano regge un vaso dal quale si riversano le acque. [30] A proposito delle divinit sumeriche, si veda S. H. Langdon, Semitic Mythology, cap.II; per il vaso dal quale si riversano le acque ecc., V an Buren, The Flowing V ase and the God with Streams,Berlin, 1933, e per quel che concerne l'India, il mio studio Y akshas, II. Circa i rapporti iconografici tra le rappresentazioni asiatiche del vaso colmo e quelle cristiane della coppa del Graal, cfr. Gosse, Recherches sur quelques reprsentations du V ase Eucharistique, Ginevra, 1894. [31] Bilderatlas zur Kulturgeschichte Indiens in der Grossmoghulzeit, 1930, pag. 71 (teils absolute Identitt teils engste V erwandschaft mit solchen der grossen altorientalischen Kulturen, und zwar zu gut T eilen schon der klassischen sumerischen Zeit).