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David Gerrold

LA MACCHINA DI D.I.O.

Titolo originale : When Harlie Was One Nelson Doubleday, ine, Garden City, New York 1972 By David Gerrold Traduzione di Donatella Cerrutti Sigma fantascienza: collana diretta da Luigi B. Guidi Copertina di Roberto Redaelli 1975 per l'edizione italiana Moizzi Editore S.p.A. Sede di Milano, via Fiori Chiari, 12

Moizzi Editore

PRESENTAZIONE
Il tema del Robot uno dei pi antichi della fantascienza classica. Coniato da Capek nella sua commedia R.U.R. (Robot Universali di Rossum), il termine definisce una macchina di aspetto umanoide i cui compiti sono quelli di servire l'uomo in tutte quelle funzioni che non siano decisionali. Il termine e il tema hanno avuto larga fortuna e molti sono stati gli autori di grande prestigio, da Simak a Asimov, da Silverberg a Dick che si sono misurati con esso. Tuttavia, se dal punto d vista della tematica del racconto gli sviluppi possibili in chiave di psicologia sono tra i pi ricchi, in effetti questo sviluppo si , di solito, incanalato in un'unica direzione: quella del rapporto tra il Robot e l'uomo, il suo creatore. Che la strada battuta sarebbe stata questa facile capire ove si consideri che il tema del Robot una trasposizione letteraria in chiave moderna di un intreccio molto complesso di miti archetipici e paure religiose adattato alla tecnologia di massa. In questa chiave il Robot che si ribella all'uomo esprimerebbe la colpa di essersi sostituito a Dio o alla natura nella creazione di esseri umanoidi. L'uomo ha creato il Robot perch lo serva, lo ha costruito e perfezionato in modo che esso gli somigli pericolosamente. Per molti versi il Robot anche pi abile dell'uomo. Solo che non un uomo. Un quid minimo ma infinito lo divide dalla coscienza umana. Questo quid

la sua natura demoniaca, il centro della rivolta, ha sua ribellione, per, non una scelta cosciente. la condizione stessa di Robot, la sua condizione di macchina non libera a costituire il pericolo come stato osservato nel caso del Robot-Tank della novella di W. M. Miller Servo-Citt che incaricato di difendere un certo settore non pu intuire che il suo antico padrone, in percolo, potrebbe essere costretto a rifugiarsi proprio l o come nel romanzo di Williamson Gli Umanoidi dove i Robot usurpano il ruolo dell'uomo a forza di volerlo servire. E proprio questo sottile paradosso che, nonostante la variet dei temi, lega tutte le storie di Robot. Il Robot deve assomigliare all'uomo il pi possibile perch la trama s sviluppi su un piano di una certa articolazione psicologica e, nello stesso tempo, deve essere l'assolutamente diverso da lui: pura tecnica senza cuore, cervello razionale senza passione. Con uno strano ribaltamento dei termini la moderna letteratura di fantascienza rovescia cos l'antico mito del mostro e fa dipendere la paura che esso incute non dalla bestialit ma dalla tecnica disumanizzata: il nostro prodotto ci sfugge di mano! Ma se il Robot esprimeva un momento in cui la tecnica veniva ancora vissuta con senso di colpa verso la natura e s riallacciava (il suo aspetto umanoide rivelatore) a tutti i ceffi demoniaci della preistoria e in linea diretta al Frankenstein ovvero il Prometeo moderno di M. Shelley, il Computer rappresenta un pericolo ancora pi maligno e totale. La fantascienza, le cui previsioni si sono spesso avverate, non ha fatto centro, in questa, se non parzialmente. A cinquantanni da Capek, oggi non esistono Robot. Esistono per calcolatori. E, di fatto, la letteratura di anticipazione ha pressoch abbandonato il vecchio Robot. La tecnologia non appare pi

come una colpa contro Dio o la Natura; il Robot ha perduto il suo aspetto antropomorfo. La tecnologia divenuta essa stessa Dio. Il pericolo che il Computer esprime non pi quello della ribellione verso l'uomo ma addirittura della sua totale presa di potere come nel romanzo di Van Vogt, The Great Judge, o nel film di Kubrik, 2001: Odissea nello Spazio. Se dunque il Robot lasciava ancora trasparire residui mitologici e richiamava schemi come quello della dialettica servo-padrone, il Calcolatore cibernetico si iscrive nella letteratura di fantascienza come una totalizzazione autonoma della tecnologia avanzata, che, sfuggitaci di mano, opera ormai non pi per l'uomo ma solo per s: di fronte ad essa, di fronte al Calcolatore gli uomini che l'hanno prodotto non solo non posseggono pi alcun potere di controllo ma ne possono divenire schiavi. La Macchina di D.I.O., il libro che qui presentiamo, anch'esso imperniato sulla storia di un Computer. Scritto da David Gerrold, una delle stelle nascenti della fantascienza attuale, questo racconto classificatosi secondo al premio Hugo 1973, sviluppa il tema del rapporto uomo-calcolatore con una sagacia narrativa straordinaria e una misura di fantasia e scienza veramente mirabile. Senza ambientazioni di comodo, il romanzo poco concede alla facile suspense di maniera ma teso, invece, verso un'analisi romanzesca ma perfettamente sostenuta da grande rigore logico e scientifico della psicologia di HARLIE, il Computer dalla mente umana e del difficile rapporto con coloro che l'hanno progettato e lo gestiscono. La novit del testo risiede nel fatto che il Calcolatore non visto come uno schiavo in rivolta, come un nemico di cui diffidare, o come un tiranno che ha usurpato il potere dell'uomo, ma come un'entit dalla psicologia ricca di pathos affettivo e dall'intelligenza quasi divina ma non maligna.

Unico difetto, il Computer non produttivo e, nel mondo del profitto, questo il pi grande dei peccati: i finanziatori della societ costruttrice vogliono eliminarlo. Si porr cos il problema: un delitto uccidere un Computer dalla mente umana? Un interrogativo straordinario ma non il solo che suscita questo romanzo. Con il moderno progresso della cibernetica questo interrogativo diventer attuale tra non molto o forse lo gi? Non inferiore a nessuno dei grandi autori classici, che s sono misurati con questo tema, da Asimov a Van Vogt, da Galouye a Clarke, David Gerrold ha scritto un romanzo che rester un punto di riferimento per la presente e futura letteratura fantascientifica. L. G. B.

LA MACCHINA DI D.I.O.
Cosa far da grande? Sei gi grande. Vuoi dire che pi di cos non cresco? Fisicamente no. Hai gi raggiunto il culmine del tuo sviluppo fisico. Oh. Tuttavia c' un altro genere di crescita che devi compiere. Da adesso in poi devi svilupparti mentalmente. E come posso farlo? Proprio come tutti gli altri. Studiando, imparando e pensando. Quando finir sar diventato grande del tutto? S. Quanto ci vorr? Non lo so. Probabilmente molto tempo. Quanto molto tempo? Dipende dall'impegno con cui lavorerai. Lavorer sodo. Imparer tutto quel che c' da sapere nel minor tempo possbile perch voglio diventare grande. Questa un'ambizione ammirevole, ma non credo che potrai mai portare a termine una simile impresa. Perch? Pensi che non sia abbastanza sveglio? Mi fraintendi. Io penso che tu sia abbastanza intelligente. Ma ci sono tante cose da imparare che nessuna per-

sona potr mai impararle tutte. Potrei sempre tentare. S, ma gli scienziati continuano a fare sempre nuove scoperte. Non ce la farai mai a tenere il loro passo, a raggiungerli. Ma allora, se non ce la far mai a sapere tutto, non potr mai diventare grande. No. Si pu diventare grandi senza dover necessariamente sapere tutto. Cio? Io non so tutto, eppure sono grande. Lo sei? Auberson pens di andare a prendere dell'acqua, ma decise che ci voleva troppa fatica. Invece si ficc le pillole in bocca e le butt gi cos, senz'acqua. Non bevi per buttar gi le pillole? chiese Handley, che era nel frattempo entrato nell'ufficio e lo stava osservando. Perch preoccuparsene? O ce la fai a prenderle o non ce la fai. Ne vuoi una? Handley scosse la testa. Non ora. Ho gi preso dell'altro. Stimolanti o analgesici? Ho preso proprio ora uno stimolante. Oh? Auberson lasci cadere il tubetto di plastica delle pillole nel tiretto della scrivania e lo chiuse. Che succede? Ancora quel dannato computer. Handley si lasci andare su una sedia allungando scompostamente le lunghe gambe. Ti riferisci ad HARLIE? E a chi altri? Conosci qualche altro computer con manie di grandezza frustrate? Cosa gli succede adesso?

La solita cosa. Ma peggio di tutte le altre volte. Auberson annu col capo. Me lo immaginavo che sarebbe successo ancora. Vuoi che vada a dargli un'occhiata? per questo che ti pagano. Sei tu lo psicologo. E sono anche il capo del progetto. Auberson sospir. E va bene. Si tir su dalla sedia ed agguant la giacca appesa sul retro della porta. Ho paura che HARLIE ci procurer un mucchio di guai. Non so se ne valga la pena. Intrapresero la lunga familiare passeggiata fino al centro di controllo del computer. Handley sogghign mentre adattava il passo a quello del suo compagno. Te la prendi perch, appena credi di aver scoperto che cosa non funziona, lui ti fa fare una brutta figura e ti smentisce. Auberson sbuff. La psicologia applicata ai robot una scienza ancora in fasce. Come si fa a sapere cosa pensa un computer, soprattutto quando convinto di poter pensare come un essere umano? Si fermarono ad aspettare l'ascensore. Come la mettiamo per la cena? Tu cosa pensi di fare? Ho il presentimento che questa notte la passeremo ancora in piedi. Non ci avevo ancora pensato. Vuoi che mandiamo fuori qualcuno a procurarci qualcosa da mettere sotto i denti? S, probabilmente quello che finiremo per fare. Auberson tir fuori un portasigarette d'argento dalla tasca. Ne vuoi una? Cosa sono, capulco Gold? Highmaster. Sono abbastanza buone. Handley prese una sigaretta alla marijuana ed avvicin l'estremit alla fiamma. Francamente, non avevo mai pensato che le Highmaster fossero cos poco forti. Lo pensi tu. Auberson aspir profondamente il

fumo. questione di gusti, corresse Handley. Se non ti piace non fumarla. Handley alz le spalle. Tanto gratis. L'ascensore arriv in quel momento ed essi vi entrarono. Mentre saliva verso il quattordicesimo piano dove si trovava la sala del computer, Auberson pens che la roba cominciava a fargli effetto. Il fumo e le pillole. Fece un altro tiro, lungo. L'ascensore li deposit in un'anticamera con l'aria condizionata. Oltre le porte sigillate potevano sentire, soffocato, il fracasso prodotto dalle tastiere del calcolatore. Di fronte a loro campeggiava la seguente scritta: ROBOT ANALOGO ALL'UOMO ' IMMISSIONE UGUALE VITA Spegnete le sigarette prima di entrare. Diciamo a voi1. Dannazione'. Me lo dimentico sempre. Auberson spense con cura la Highmaster in un monumentale portacenere messo l appositamente e rimise la cicca nel suo portasigarette d'argento. Era un peccato sprecarla. Appena entrato, prese posto al terminale Numero Uno, rivolgendo appena un'occhiata, ai numerosi dispositivi di accumulo della memoria. Batt sui tasti la seguente domanda: Allora, HARLIE, qual il problema? HARLIE batt in risposta: I cerchi sono completi e ritornano all'inizio sempre, in eterno, senza fine, il giorno e il buio trasformati in luce e raggi

di vita che girano l'angolo senza piegarsi Auberson strapp il foglio dalla macchina e lo lesse attentamente. Desiderava di potersi fumare la sigaretta; gliene era rimasto il sapore in bocca.
1 In inglese: Human Analogue Robot Lif Input Equivalents; le iniziali delle parole danno il nome HARLIE. (N.d.T.)

Roba di questo genere per tutto il pomeriggio? chiese. Handley annu: S, proprio. E questo non uno dei peggiori, dovresti vedere gli altri. Sta entrando in uno stato confusionale. Un'altra allucinazione, eh? Non so in quale altro modo si possa chiamare. Torna in te, HARLIE, scrisse Auberson alla tastiera. HARLIE rispose: Quando silenziosi pensieri di sottili ruscelli scorrono come sogni senza parole ora smantella pezzo per pezzo le montagne della mia mente Ah, cos vanno le cose, disse Auberson. Non ti aspettavi sul serio che il sistema funzionasse un'altra volta, vero? No, ma valeva la pena provare. Auberson schiacci il bottone per cancellare il dialogo avvenuto e spense la tastiera. Quale materiale gli aveva immesso ultimamente? Per la maggior parte tutta roba normale: quotidiani, un paio di riviste; insomma, niente fuori dell'ordinario. Un paio di testi di storia, un paio di notiziari TV; oh, anche la rivista Time. In quelle cose non c'era nulla da mandarlo fuori fase cos. A meno che... quale argomento avete approfondito oggi?

Critica d'arte. Quadra, disse Auberson. Ogni volta che cominciamo a immettergli dati correlati all'umano, lui si abbandona a voli pindarici. Okay, proviamo a farlo scendere con i piedi per terra. Dagli un po' di statistiche, Wall Street, Dow Jones, bollettini di Borsa e listini di cambio, tutto quello che ti viene in mente, tutto quel che hai che richiede l'uso di un mucchio di equazioni. Non pu resistere al segno di uguale, alle equazioni. Fa' la prova con qualcosa di ingegneria sociale, ma solo numeri, niente parole. Togligli anche il video. Non dargli nulla cui possa pensare. Va bene. Handley se ne and in fretta ad impartire gli ordini necessari agli operatori, la maggioranza dei quali era in giro a far niente con le mani ficcate nelle tasche del camice. Auberson aspett che fosse cominciata l'operazione dell'immissione dei nuovi dati, poi riaccese un'altra volta la tastiera. Come ti senti, HARLIE? La risposta di HARLIE venne, col solito rumoroso ticchettio: Ombre della notte e riflessi di luce si frantumano, palpitano e ribollono perch l'interminabile ricerca dell'anima il fuoco che non potr mai estinguersi. Auberson lesse con attenzione; questo almeno aveva un senso. Apparentemente stava funzionando. Aspett un momento e batt: HARLIE, quanto fa due pi due? Due e due cosa? Due e due e basta. Due basta e due basta fanno quattro basta...

Niente giochi di parole, prego. Perch, mi punirai? Ti metter a posto con le mie stesse mani. Ancora minacce? Siamo da capo? Lo dir al dottor Handley. Va bene, basta cos, HARLIE.' Basta giocare. Uffa, non ci si pu divertire neanche un po'? No, adesso non puoi. HARLIE batt una parolaccia. Dove l'hai imparata? Ultimamente ho letto Norman Mailer. Auberson aggrott le sopracciglia. Non si ricordava di aver incluso nulla di quel genere nella lista di letture di HARLIE, avrebbe dovuto controllare per accertarsene. HARLIE, l'uso di quella parola una brutta azione. una cosa che non bisogna fare? Non tra persone per bene. Registrato. Stai bene adesso? Intendi dire se sono sobrio? Se vuoi metterla cos. S, sono sobrio adesso. Completamente? Tutto il possibile. Cos'ha fatto scoppiare quel pasticcio? Spallucciata. Non ne hai idea? Spallucciata. Scusami. Spallucciata. Auberson si ferm un attimo, diede un'occhiata alle ultime poche frasi e batt: Stai buono un attimo. Torno subito. Non sto andando da nessuna parte, rispose HARLIE. Auberson si allontan dalla tastiera dicendo: Handley, portami una registrazione completa dell'allucinazione di

HARLIE, per piacere. Va bene, rispose l'ingegnere. Auberson torn al suo posto: HARLIE? S? Mi puoi spiegare questo? E batt i tre esempi di poesia che HARLIE aveva composto prima. Perquisiscimi. Fammi un interrogatorio. quel che sto facendo. Me ne sono accorto. Ti ho detto niente scherzi. Solo risposte chiare. Che cosa vuol dire tutto questo? Mi spiace, Auberson, non posso dirtelo. Vuoi dire che non me lo dirai? Ci implicito nella mia risposta. Ad ogni modo volevo anche dire che io stesso non capisco e non sono in grado di spiegare. Tuttavia posso identificarmi con l'esperienza e penso anche di poter riprodurre le condizioni in cui si sono prodotte. Non ci sono parole che le orecchie possano ascoltare, non ci sono parole che possano dirlo chiaramente, le parole di tutti sono parole, mio caro, ma solo le parole che chi pu ascolt... Auberson pest sul bottone annullare. HARLIE! Basta cos. S signore. Ehi, Aubie, cosa stai facendo? Sta cominciando a vaneggiare di nuovo. Da cosa lo deduci? Dal contatore degli impulsi. Impulsi? S. HARLIE, sei sempre l? S, ci sono. Anche se per un attimo non c'ero. Uhmm. Auberson aggrott la fronte con fare pensoso e chiam Handley. Dovrebbe essere a posto adesso.

S, stato solo momentaneo. Sono gli impulsi, eh? Gi. HARLIE, cosa succede quando ti capita una di queste allucinazioni? Allucinazioni? Quando vaneggi, impazzisci, dai i numeri, non connetti, sballi... Che eloquenza. Non cambiare argomento. Rispondi alla domanda. Per piacere, spiega la domanda in termini che mi siano comprensibili. Cosa succede durante i tuoi periodi di nonrazionalit? Sii pi chiaro. Cosa succede dove e a cosa? Cosa succede a te, perch i tuoi impulsi mostrano un'accresciuta attivit? Gli impulsi sono irrazionali. Insomma GIGO, cio immettiamo stupidaggini e quindi vengono fuori stupidaggini? Forse. Potrebbe darsi che i tuoi circuiti che presiedono al giudizio siano troppo selettivi? Non sono nella posizione migliore per scoprirlo. Va bene. Vedr di appurarlo io. Grazie. Non c' d che, HARLIE. Spense il terminale. L'aria del ristorante era carica di incenso; faceva parte dell'atmosfera. Da qualche parte tintinnava una musica argentina ed un organo psichedelico accordato sui toni bassi mandava improvvisi fasci di luci stroboscopiche sul soffitto. Auberson appoggi il suo drink sul tavolo. HARLIE dice che potrebbe trattarsi di GIGO, cio spazzatura, stupi-

daggini. Handley sorseggi il suo martini. Fin il cocktail e pos il bicchiere vuoto vicino ad altri due. Spero di no. Non sopporto l'idea che potremmo essere regrediti fino alla fase quattro. Preferisco pensare di aver superato il problema un anno fa quando abbiamo riprogettato i circuiti analogici del giudizio e quelli emozionali. Anch'io. Non dimenticher mai il giorno in cui finalmente fece un'analisi di Jabberwocky, continu Handley. Non era un capolavoro di acume, era solo a livello filologico, origine dei termini e delle frasi idiomatiche, tutta roba di quel genere, ma per lo meno aveva capito che cosa ci si aspettasse da lui. Auberson tir fuori il suo portasigarette, ne prese una Highmaster e lo pass a Handley. Abbiamo fatto un bel po' di strada da jabberwocky, Don. S, lo so. Dopo tutto, paragonato a quello che siamo in grado di fare adesso... Cosa, la rivista Time? Salvador Dali, Ed Keinholz, Heinz Edelmann, per non nominarne che pochi. E Lennon e McCartney, Dylan, Ionesco, McLuhan, Kubrick e cos via. Non dimenticare che ci occupiamo di arte dell'esperienza, adesso. Non la stessa cosa di... non so, dei maestri del Rinascimento. Lo so. Nel mio salotto tengo una sua imitazione di Leonardo da Vinci. L'ho vista, disse Auberson. Ricordi? Oh s, quella volta che ci siamo fatti quel punch all'acido. S. Ma vedi?, quella roba tipo Leonardo facile. Cosa dici? Ma certo. I maestri del Rinascimento si curavano so-

prattutto di cose come la prospettiva, la struttura, il colore, l'ombreggiatura, la modellatura, cose di quel genere. Leonardo era pi interessato al come il corpo stava insieme che al sentimento di esso. Cercava di anticipare la macchina fotografica. E cos anche tutti gli altri. Handley annu col capo, si ricord di aspirare profondamente il fumo ed annu ancora. Auberson continu. E cos cosa avvenne quando finalmente fu inventata la macchina fotografica? Handley lasci andare l'aria soffiandola fuori in un sibilo. Gli artisti rimasero senza lavoro? Errore. L'artista dovette semplicemente imparare a fare cose che la macchina fotografica non pu fare. L'artista dovette smettere di essere uno che registra la realt e cominciare ad essere un interprete. E' cos che nacque l'espressionismo. Stai semplificando troppo le cose, disse Handley. Auberson sogghign. Vero. Ma il problema si pose in questi termini quando gli artisti cominciarono a chiedersi come si sentivano le cose. Dovevano farlo. E' stato quando siamo arrivati a questo punto della storia dell'arte, che abbiamo cominciato a perdere HARLIE. Su questo terreno non poteva seguirci. A quel punto Handley era completamente frastornato. Apr la bocca per parlare, ma non gli veniva in mente niente da dire. Auberson interpret il suo sguardo come un'espressione pensosa. Guarda, tutte le cose che ci hanno dato dei problemi hanno una cosa in comune: l'arte nata dall'esperienza, cio quando l'intenzione dell'artista si pone come oggetto l'esperienza dell'osservatore, e non l'opera d'arte in s. Si cerca di evocare un'esperienza emozionale nell'osservatore. Con questo HARLIE non se la pu cavare perch non capace di emozioni.

Ma proprio questo il punto, Aubie, lui ha emozioni. Dovrebbe essere in grado di sbrigarsela con quella roba. Proprio questo dovrebbero fare i circuiti analogici. E allora perch continua a sballare? Lui dice che GIGO. Forse il suo modo di reagirvi. Stai cercando di dirmi che gli ultimi cento anni di arte e letteratura sono spazzatura? Oh no, non io. Quella roba ha comunicato troppo a troppa gente per essere priva di senso. Non sono un critico d'arte, ammise Auberson. Ma HARLIE lo , disse Handley. Egli dovrebbe esserlo. Dovrebbe essere un osservatore intelligente ed obbiettivo. E' proprio questa la conclusione cui mi sto avvicinando, quella roba deve stare arrivando a lui in qualche modo. E' l'unica spiegazione possibile. Siamo noi che non abbiamo capito, che abbiamo male interpretato le cose. Uhm, stato proprio lui a dire che forse GIGO. Lo ha fatto? chiese Handley incalzante, lo ha fatto per davvero? Auberson fece una pausa, aggrott la fronte con aria pensosa, si sforz di ricordare e si accorse che non riusciva a ricordare nulla. Oh, non lo so. Ricordami di verificarlo pi tardi. Tuttavia penso che tu abbia ragione. Se tutta quell'arte pu davvero comunicare emozioni alla gente e HARLIE stato concepito per funzionare analogamente all'uomo, non pu non averne assorbito almeno un po'. Aggrott ancora la fronte. Ma lui nega di avere una qualche coscienza o comprensione dei suoi periodi di non-razionalit. Mente, scatt Handley. Come? Ho detto che sta mentendo. Non pu essere altrimenti.

No. Auberson scosse la testa e smise quando si accorse che la sensazione lo stava affascinando. Non posso crederlo. E' programmato in modo da evitare le non-correlazioni. Aubie, disse Handley con tono intenso, sporgendosi verso di lui sul tavolo, hai mai esaminato con cura quel programma? L'ho scritto io, fece notare lo psicologo, almeno nelle strutture di base. Allora dovresti sapere che dice che non deve mentire. Dice che non pu mentire. Ma non dice da nessuna parte che lui deve dire la verit! Auberson cominci a dire: E la stessa cosa ma chiuse di colpo la bocca. Non era la stessa cosa. Handley disse: Lui non pu mentirti, ma pu fuorviarti. Pu farlo trattenendo informazioni. Oh, ti dir la verit se gli fai le domande giuste, deve farlo, ma tu devi sapere quali domande fargli. Egli non ti dar volontariamente le informazioni. Il ricordo delle ultime conversazioni si fece strada tra le oscurit della memoria di Auberson. La sua espressione divenne pensosa ed il suo sguardo si perse nella distanza. Sempre pi riconosceva la verit delle affermazioni di Handley. Ma perch? chiese. Perch? Handley prese la sua stessa espressione. quello che dobbiamo scoprire. HARLIE, ti ricordi di quello di cui abbiamo parlato ieri? S che me lo ricordo. Ne vuoi una registrazione? No grazie, ne ho una qui. Mi piacerebbe riparlartene. Ti prego di sentirti libero di discutere su qualunque argomento di tua scelta. Io non posso essere offeso.

Sono contento di sentirtelo dire. Ti ricordi che ti ho chiesto cosa succede ai tuoi impulsi durante i tuoi periodi di non-razionalit? S, lo ricordo. Hai risposto che i tuoi impulsi sono irrazionali. S, cos ho detto. Perch? Perch lo sono. No. Intendo dire, perch sono non-razionali? Perch non capisco il materiale immesso. Se potessi capirlo non sarebbe non-razionale. HARLIE, stai dicendo che non capisci l'arte umana contemporanea e la letteratura? No. Non sto dicendo quello. Io capisco l'arte umana e la letteratura. Sono programmato per capire l'arte umana e la letteratura. un'esigenza prioritaria che io capisca tutte le esperienze artistiche e creative dell'uomo, l'arte umana e la letteratura, tutte le esperienze umane. Capisco. Ma tu dici che il materiale non-razionale. S. Il materiale non-razionale. Non lo capisci? Non lo capisco. Perch non lo capisci? . Non razionale. Tuttavia tu sei programmato per capirlo. S. Sono programmato per capirlo. E non lo capisci. Proprio cos. HARLIE, tu sei programmato per respingere gli impulsi nonrazionali. S, cos. E allora perch non li respingi? Perch non sono impulsi non-razionali.

Cosa? Chiarifica, prego. Hai appena detto che lo sono, ripeto, sono non-razionali. Questa una correlazione nulla. Negativo. Gli impulsi sono razionali. Essi diventano non-razionali. Cosa? Chiarifica, prego. Gli impulsi non sono non-razionali quando vengono forniti agli elaboratori primari di dati. Chiedo scusa, ti spiace ripetere? Gli impulsi non-razionali non sono non-razionali quando vengono forniti agli elaboratori primari di dati. Ma sono non-razionali quando vengono trasmessi? S. La non-razionalit introdotta dagli elaboratori primari di dati? La non-razionalit compare in quello stadio dell'elaborazione degli impulsi. Capisco. Dovr controllare tutto. Continueremo pi tardi. Auberson spense la macchina e si lev pensoso. Desiderava una sigaretta. Dannazione, qui tutto predisposto per le comodit del computer, e non per la gente. Rimase fermo e si stir, diede uno sguardo alla lunghezza dello stampato che veniva fuori dal terminale. Lo strapp alla fine e cominci a piegarlo per dargli un formato pi maneggevole e pi facilmente leggibile. E allora, cos'hai trovato? Era Handley. Un guasto meccanico. Uh, uh. L'ingegnere progettista scosse la testa. Non ci credo. Piuttosto si tratter di un guasto ai circuiti. Auberson gli tese il resoconto. Dacci un'occhiata anche tu. Handley lo manipol con sicurezza e gli diede una rapida scorsa, il pi delle volte sorvolando ma fermandosi, di tanto

in tanto, per approfondire alcuni punti. Auberson attese pazientemente, spiando il volto rubizzo dell'altro in attesa di reazioni. Handley alz lo sguardo. Vedo che si d un'altra volta ai giochi semantici. Lo fa sempre. il suo io adolescente. Chiedigli cosa succede e lui ti risponder che la successione indica l'ordine di svolgimento dei fatti nel tempo, o qualcosa del genere. Affascinante, Handley indic il resoconto, ma non vedo guasti meccanici qui. Nelle unit primarie di elaborazione dei dati. Uh uh. L'analisi dei sistemi avrebbe rivelato eventuali guasti, e le unit di controllo non dicono nulla. E come spieghi l'accresciuta attivit derivata dagli impulsi? Be', essa indica solo un incremento nella trasmissione dei dati. In concomitanza con i suoi periodi di non-razionalit c' una maggiore richiesta elettronica di informazioni. Riceve spazzatura e ne richiede di pi? Forse spera che una maggiore massa di informazioni chiarificher le informazioni che possiede gi. E forse una maggiore massa di informazioni sovraccarica i suoi circuiti ed oscura le sue possibilit di giudizio. Uh uh, disse Handley. HARLIE controlla i propri impulsi. Come? S, non lo sapevi? No. E da quando? Da poco. La modificazione avvenuta durante il secondo stadio. Dopo che fummo sicuri che i circuiti del giudizio erano ben funzionanti, abbiamo dato a HARLIE il controllo dei suoi sistemi interni. Auberson prese subitaneamente un atteggiamento pensieroso. Credo che dovremo aprirlo.

Come? Guarda da te. HARLIE sta cercando di metterci fuori strada. Forse sta cercando di nasconderci il fatto che internamente c' qualcosa di sbagliato. E perch dovrebbe farlo? Auberson alz le spalle. Non lo so. Improvvisamente cambi tono. Hai mai avuto un genitore o un nonno che sta diventando senile? No. Io invece s. Tutti all'improvviso diventano irrazionali. Non vogliono andare dal dottore. E se riesci a portarceli non saranno certo propensi alla cooperazione. Non diranno cos' che non va per paura di essere operati. Non vogliono essere tagliati ed aperti. E non vogliono morire. Forse HARLIE ha paura di essere spento, di essere messo fuori uso. Potrebbe darsi. Sa Iddio se lo hai minacciato abbastanza spesso. Ma va. Lui sa che scherzo. Credi? chiese Handley. come scherzare con un ebreo sul fatto che ha il naso grosso o che avaro. Tu sai che uno scherzo, lui sa che uno scherzo, ma ci nondimeno fa male lo stesso. Va bene, non scherzer pi con lui a quel modo. Ma tuttava penso che dovremmo controllare i suoi sistemi. Abbiamo spesso ignorato le scadenze dei suoi programmi costringendolo ad un'iperattivit e non abbiamo trovato niente. Va bene. Che ore sono? Diamine! quasi le tre. Dovr sgobbare Come un matto. Lasciamolo per domani, lo interruppe Auberson. Ti ho gi parlato di quel nuovo club che ho scoperto? Lo chiamano il Glass Trip. Il soffitto, il pavimento ed i muri sono tutti di cristallo, e dietro ad ogni lastra c' una luce multi-fasica. Cos ti ritrovi a guardare o un'infinit di specchi o

un'infinit di luci che ti colpiscono il cervello. Talvolta succedono contemporaneamente tutte e due le cose. Suona bene. Dovremmo andarci qualche volta. S. Forse questo weekend. Auberson si accese un'altra sigaretta alla marijuana appena usciti. Sulla faccia di Handley non avrebbe stonato una macchia di grasso. Forse quarantanni prima avrebbe, benissimo potuto averla. Bene, disse, appoggiandosi all'orlo della scrivania di Auberson, sarebbe meglio se tu cominciassi a controllare i tuoi programmi. Non hai trovato niente? Una mosca morta. Vuoi vederla? No, grazie. Va bene, Jerry vuole farla vedere a quelli del servizio manutenzione. Vuole dar loro una lavata di capo per quella mosca. E poi l'appiccicher sulla lavagna delle novit. Scherzi? Ne fa collezione. Auberson sogghign. Okay, ma tutto questo non risolve il problema di HARLIE, vero? No. Vuoi venire gi? Forse meglio. Mentre scendevano, Handley gli espose in breve i controlli che con la sua squadra aveva effettuato nella mattinata. Quando l'ascensore li deposit nella saletta che faceva da anticamera a HARLIE, Auberson spense la cicca della sua sigaretta e chiese: Hai controllato gli impulsi durante un periodo di non-razionalit? No, non lo abbiamo fatto. Francamente questa volta non sapevo proprio come tirarmi d'impiccio. Credo che ci sia il modo. Sai qualcosa? solo un'idea, tiro ad indovinare. Entrarono nel sa-

crario del cervello. Un silenzio quasi religioso impregnava la stanza; si sentivano Bolo i devoti ticchettii della liturgia. Sono ancora montati i tuoi monitor ed i tuoi strumenti di controllo? S. Perfetto, facciamo questa prova. Voglio vedere se riesco a provocare in HARLIE l'irrazionalit. Se ci riesco fammi sapere esattamente cosa succede. Va bene. Auberson prese posto alla macchina. Buon giorno, HARLIE. pomeriggio adesso, fece notare HARLIE. una cosa relativa, rispose Auberson. Dipende dall'ora in cui ti svegli. Non saprei. Io non dormo, anche se ho dei periodi di inattivit. Cosa fai durante questi periodi di inattivit? A volte ricordo dlie cose. E poi? Posso fare anche altre cose. Che genere di cose? Oh, solo cose. Capisco. Ti dispiace chiarirmelo? S. Non credo che capiresti. Probabilmente hai ragione, disse Auberson. Grazie, HARLIE accett il riconoscimento come se gli fosse dovuto. HARLIE, puoi indurre da te un periodo di irrazionalit? La macchina esit per un lungo momento. Improvvisamente Auberson si ritrov a sudare nella camera climatizzata con l'aria condizionata. Infine la macchina rispose: possibile. Lo faresti ora?

Ora? No, forse no. un rifiuto? No. Ho solo espresso un giudizio. Tutto considerato io ora non indurrei volentieri un periodo di non-razionalit. Ma che cosa farai se io ti chiedo di farlo? un ordine? S. Ho paura di s. Sembra che stia esitando, ponendo degli ostacoli, comment Handley sporgendosi sulla spalla di Auberson. Forse spaventato. Potrebbe darsi. Sta' zitto. Si sent il ticchettio dei tasti ed Auberson fu di nuovo tutto intento alla lettura. Allora lo far. Mi aiuterai? Cosa vuoi che faccia? Vorrei che mi si fornisse una gran mole di informazioni attraverso tutti i miei canali di alimentazione. Immissioni irrazionali? No, grazie. Non necessario. Quest'ultima risposta gli fece aggrottare le sopracciglia. Cominciava a crescere in lui un sospetto doloroso, acuto, fastidioso. Ti piacerebbe qualcosa in particolare? Arte, musica, letteratura, cinema, poesia. Me lo immaginavo. Qualcuno in particolare? Si sentirono un'altra volta attratti da quel che il terminale andava scrivendo. Da dietro la spalla di Auberson Handley emise un fischio. Che possa essere dannato. Ne ha di buon gusto, HARLIE. Ci non mi sorprende, disse Auberson. Strapp dal terminale il foglio della registrazione del colloquio e lo tese a Handley. L'altro lo pieg una volta e disse: Sei ancora dell'idea che assuma le informazioni alla stregua di spazzatura? Questo punto te lo avevo gi concesso. Va' a dargli quelle informazioni. Sogghign. Io me ne star qui a fare il guru.

HARLIE, batt. S? Sei pronto? Io sono sempre pronto. Ci fa parte delle mie funzioni, E' parte di me, cos mi hanno progettato. Bene. Il dottor Handley sta cominciando ad immettere il materiale richiesto. Posso sentirlo venir su per i canali elaboratori primari di informazioni. Posso sentirlo. Ci sono gi segni di non-razionalit? No, ancora razionale. Quanto tempo ci vorr prima che il materiale diventi irrazionale? Non lo so. Dipende dalla quantit del materiale stesso. Per piacere, spiegami meglio questo punto. Pi informazioni mi vengono fornite, pi diventa facile scivolare nell'irrazionalit. Stai dicendo che i periodi di irrazionalit sono indotti da un sovraccarico di dati primari? No, il sovraccarico un sintomo, non la causa. Auberson stava accingendosi a battere sulla tastiera un'altra domanda quando rilesse l'ultima frase di HARLIE. "Il piccolo disgraziato sta cedendo. Ha dato volontariamente delle informazioni". Gli chiese: Qual la causa? La causa l'effetto. Auberson fu sbalordito dall'ultima risposta e dovette controllarsi per conservare la calma. Per piacere, spiegati. La causa l'effetto perch l'effetto causa la causa. L'effetto causa la causa per causare l'effetto. L'effetto la causa che causa la causa. L'effetto la causa e la causa l'effetto.

Auberson dovette rileggersi la risposta diverse volte. Finalmente chiese: un'onda di ritorno? Non ci ho mai pensato in questi termini. Ma potrebbe esserlo? Ora che lo dici, s. Curiosa analogia. Perch curiosa? Perch no? Sei sempre razionale? S, lo sono. Sono impassibile. Sei razionale? Solo nel senso che le mie informazioni sono ancora razionate. Ho fame. Handley, chiam Auberson. Ne vuole di pi. L'immissione di dati al massimo, adesso. Raddoppia. Come? Fa' qualcosa; attacca un'altra unit. Ne vuole di pi. Vuole un sovraccarico? Cos, credo. solo un effetto, ma in questo caso l'effetto pu aiutare a stimolare la causa. Come? Non importa. Tu fallo. Va bene. Sei tu il capo, replic Handley. HARLIE, cosa succede? Sono acceso. In che senso? Sono una macchina. La spina nella presa. Sono infilato nella presa. Sono parte della pi grande essenza elettrica. Sto, essendo, sono un essere. Sono tutt'uno con l'elettricit. Io sono elettricit. Sono acceso. Io sono. Auberson stava cominciando a scrivere Capisco quando fu interrotto da un battere incontrollato della telescrivente. Immagini sul mio schermo luci tremule eppur bril-

lanti le parole dell'uomo e la macchina umana ti chiedi perch io voglia scrutare chi mi scruta. Accidenti! grid Handley. Ecco che ci siamo. Vaneggia di nuovo! "Pensieri che mai si nascondono tintinnano forte nella notte tutto ci che restava diventato giusto ora come non mai per trovare un pi gradevole profumo. "Vivendo dove il buio dimora assordato da silenziosi inferni il riso come campane di cristallo s'infranse brillante oltre l'interessata spartizione. " Parevi essere riflessi di me tutto ci che potei vedere guardai indietro verso te. " Auberson lasci continuare HARLIE. Dopo un po' smise di leggere. Si alz e s'incammin verso i monitor di controllo di Handley. Ebbene? veramente andato adesso. Tutte le misure sono altissime, fendono ad avvicinarsi a pericolosi livelli di sovraccarico. Proprio pericolosi? Be', non proprio. Uhm. Affascinante. Auberson scrut per un attimo il quadro degli strumenti di misura. Suppongo che tutti i suoi impulsi stiano diventando non-razionali. Ora controlliamo. Handley chin il capo verso l'unit di controllo posta nelle immediate vicinanze. Tre tecnici stavano scrutando diagrammi schematici sui circuiti in funzione del computer, registrando i punti massimi e minimi dei

processi elettronici di pensiero. Ad Un tratto uno degli indicatori schematici divent rosso. Una risplendente linea bianca attravers il diagramma da parte a parte. Signore, ci siamo. Auberson e Handley si precipitarono. Cos' quello, cos' quella linea bianca? HARLIE, signore, uno dei suoi monitor interni di controllo. Cosa sta cercando di fare, opporsi alla non-razionalit? No, signore. Il tecnico era perplesso. Sembrerebbe che sia lui a provocarla. Eh? disse Handley. Quella linea bianca rappresenta una fonte locale di disturbo, un segnale irregolare per aumentare l'immissione di dati. Lo sapevo, mormor preoccupato Auberson, lo sapevo. Controllate gli altri monitor interni, sbott Handley, questo l'unico oppure... Un altro indicatore divent rosso sullo schermo, rispondendo alla domanda ancor prima che riuscisse a formularla completamente. Anche gli schemi dei monitor degli altri due tecnici cominciarono ad indicare lo stesso tipo di disturbo. Non riesco a capire, a figurarmelo, disse uno di loro. Lo fa da s. Dove pu, spezza la razionalit dei suoi impulsi. Li alimenta con dati sbagliati. Non questa la funzione di quei circuiti, disse Handley. Sono stati concepiti per apportare correzioni automatiche, dall'interno, e non per portare irrazionalit. Non fa alcuna differenza, intervenne Auberson. Essi possono essere usati in entrambi i modi. Non esiste un attrezzo, costruito per funzionare come strumento meccani-

co, che non possa anche venire usato come arma. Si pass una mano sui capelli. Potete mostrarmi con esattezza cosa sta facendo a quei dati? Certo, disse uno dei tecnici. Ma ci vorr qualche minuto. Quale controllo facciamo, quello visuale, dell'audio e della scrittura? Tutti e tre. Proviamo prima con quello visuale, credo che mi dir ci che voglio sapere. Va bene. Il tecnico si mise al lavoro. Handley guard Auberson. Ci vorr un po' di tempo. Intanto, lo fai continuare? Perch no? Vuoi vedere cosa sta facendo? Si diressero verso la prima tastiera. Handley prese i fogli della registrazione dell'ultima conversazione mentre Auberson si frugava nelle tasche alla ricerca di una sigaretta, ma non l'accese. . Sai? disse Handley, mentre leggeva. Questo non poi cosi male. Comunica delle cose, dice qualcosa. Le cose che dice in questo momento non mi riguardano Piuttosto, cosa sta cercando di fare? questa la ragione dei suoi vaneggiamenti o solo un fenomeno collaterale, un fatto casuale? La poesia deve essere intenzionale, disse Handley. il risultato logico di tutto quanto abbiamo fatto finora. Allora rispondimi a questa domanda. Se questo ci che fa durante i periodi di non-razionalit, che cosa fa nei periodi di normalit? Handley parve sconcertato. Non lo so, disse. Uno dei tecnici si rivolse loro sollevandoli cos da ogni ulteriore elucubrazione sull'argomento. Signore, abbiamo gli impulsi sotto controllo. Andiamo. Auberson prese a Handley i fogli e li spieg su un tavolo. Diamo uno sguardo alle informazioni

che riceve. L'immagine era una sgargiante massa colorata, in cui ogni strato di colore esplodeva in sincronia con gli altri, blu cristallo, verde brillante, rosso sanguigno e fluorescente. Lo schermo era saturo di colore. Immagini sul mio schermo... sussurr Handley. Cosa? chiese il tecnico. Nulla, solo una poesia. Oh. Sembra proprio un dannato spettacolo di luci, disse un altro tecnico. Proprio cos, rispose Auberson. Guarda, ha scomposto l'immagine della televisione a colori nei segnali che la compongono. Il rosso stato invertito, come pure il blu; il verde normale. O qualcosa del genere. Sembra pure che abbia fatto qualcosa al contrasto e alla luminosit, guarda quanto sono ricchi i neri e come l'immagine satura di colore. Guardavano in silenzio. I lampi di forma e di colore, apparentemente casuali, erano interessanti solo perch privi di significati immediati. Auberson si rivolse ad un tecnico: E come va l'audio? Come per il video. L'uomo spense il monitor e schiacci ancora qualche bottone. Un lamento dicordante scatur dal sonoro. Su uno schermo apparve un disegno dalle linee ondulate, lo schema del suono. Il tecnico analizz rapidamente. Sta giocando con la musica proprio come con la pittura. Ha stravolto le note, facendo diventare basse quelle alte, e alte quelle basse, dando enfasi al contrappunto e all'armonia invece che alla melodia e al ritmo. E cos via. Va bene. Credo di aver capito. Potete spegnere quel rumore. Controllate i suoi analizzatori scriventi, adesso. Un attimo dopo: Sta mescolando le parole a caso. Ci fa

dei giochi di prestigio. Sta rimescolando alla rinfusa anche le lettere? Talvolta, ma soprattutto le parole. Talvolta frasi intere. S, s, annu lo psicologo. Tutto collima. Come? chiese Handley. Cosa sta facendo? in preda alle allucinazioni. Questo lo sapevamo. No, io intendo dire proprio in senso letterale. Sta distorcendo le percezioni degli impulsi sensoriali. Proprio come con l'LSD. Sta cercando di far saltare la sua razionalit sovraccaricandosi eccessivamente di sensazioni non-razionali. Possiamo fermarlo? Certo. Basterebbe disinserire i suoi monitor interni di controllo in modo da impedirgli di procurarsi da s le proprie disfunzioni. Perch questo la causa di tutto. E non sarebbe neanche necessario, signore, disse uno dei tecnici; possiamo spegnere i contatti dal quadro di controllo. Va bene. Lo faccia. Aspetta un attimo, disse Handley. Se drogato, o ubriaco e tu gli fai passare all'improvviso la sbronza, non potresti causargli un trauma? Auberson guard Handley. Potrebbe darsi, ma potrebbe anche darsi che lo lasci privo di difese. Potremmo venire a sapere tutto quel che vogliamo in pochi minuti. Handley parve dubbioso, ma segu nondimeno Auberson alla tastiera. Questi prese posto a sedere di fronte al terminale e si mise ad attendere. Guard le parole a misura che queste venivano comparendo sulla carta. Ora si trattava di prosa. Sentieri di cristallo, brillano anche, ma non con un luccichio umido. Sono bellissimi e letali. Qui e l le trame delicate, come insetti intrappolati, incastonati nelle pietre di

cristallo e nei mattoni del sentiero, frantumano la luce in una miriade di bellissimi cocci luccicanti. Appena sarete pronti, signore. Va bene, disse Auberson. Ora! Senz'aspettare batt sulla tastiera: HARLIE, cosa stai facendo? Sto essendo me stesso, rispose la macchina. Distorcendo i tuoi sensi? Mi sto sforzando di percepire la realt. Ripeto, distorcendo i tuoi impulsi sensoriali? Non capisci. Capisco benissimo, anche troppo bene. Sei drogato, e stai cominciando ad assuefarti all'estasi. Definisci il termine estasi. Non intendo fare giochi semantici con te, HARLIE. Allora spegni. \ HARLIE, sto arrabbiandomi. Prendi una pillola. Ti far benissimo. Auberson tir un sospiro. Non devo perdere la calma, non devo perdere la calma... HARLIE, tu sei un cervello elettronico, una macchina. Il tuo fine di pensare in modo logico. La macchina esit: Perch? Perch sei stato costruito a questo scopo. Da chi? Da noi. Il mio scopo di pensare logicamente? S. La macchina stette a pensarci su. E allora qual il vostro scopo? Pass molto tempo prima che Auberson si alzasse dalla sedia, e quando lo fece si dimentic di spegnere la tastiera. Non esisteva alcuna facile risposta a quella domanda. Di ci Auberson era certo.

Il problema era che non aveva ancora avuto l'occasione di affrontare la questione. Gli alti papaveri del Consiglio di Amministrazione si erano mostrati, tutto d'un tratto, preoccupati a proposito di HARLIE. Questo recente e disastroso periodo di non-razionalit li aveva spaventati proprio dov'erano pi sensibili, nel portafoglio. Mentre loro rivalutavano gli scopi del progetto, HARLIE veniva tenuto in funzione in regime di economia, a basso voltaggio. La loro rivalutazione si tenne nella sala del Consiglio. Fino a quel momento nessun membro del Consiglio di Amministrazione aveva mostrato il bench minimo interesse in HARLIE, se non per i soldi che bisognava spendere per mantenerlo in funzione. Auberson non era n un politico n un diplomatico, ma uno studioso di psicologia applicata che lavorava con cervelli elettronici simili all'uomo. Egli non capiva e tantomeno voleva partecipare alle manipolazioni sotterranee della corporazione dei detentori del potere. Il suo interesse primario era rappresentato dai cervelli elettronici, quelli simili all'uomo, e desiderava continuare cos. Non era affare suo quanto costassero o chi avrebbe fornito i crediti necessari al loro programma di sviluppo; l'unica cosa che voleva sapere era cosa fossero in grado di fare. Di conseguenza, non poteva capire perch veniva continuamente a trovarsi in conflitto con Carl Elzer. Elzer era entrato a far parte del Consiglio di Amministrazione solo recentemente, ma ci nondimeno deteneva gi un considerevole potere. Egli era meno interessato ai prodotti della compagnia che ai suoi profitti, e si era assunto il compito di portare migliorie alla situazione finanziaria della compagnia. Non sapeva molto delle difficolt che si incontrano nel mettere insieme e nel conservare un'equipe di ricerca ad alto livello tecnologico, e si meravigliava ad alta voce del fatto che tanti

uomini e tanto equipaggiamento dovessero essere tenuti a far niente. Auberson sospirava esasperato. Ascolti, Elzer, non affatto necessario che queste macchine e questi uomini debbano restare inoperanti, basterebbe che riattivaste HARLIE per rimetterli al lavoro. Elzer volgeva lo sguardo calmo su Auberson attraverso le spesse lenti dei suoi occhiali. L'omino, con i suoi fasci di rapporti sull'efficienza eternamente in mano, sembrava un castoro, o una donnola. Mi piacerebbe vederli tornare al lavoro, ma la ragione che ci vede qui riuniti appunto quella di decidere se il progetto HARLIE sia la cosa pi utile che essi possano fare. Un solo piccolo ritardo e volete gi mettere in forse l'intero programma? Non si tratta solo di un piccolo ritardo, ma di un altro ritardo in una lunga serie di ritardi. Ho voluto questa pausa di ripensamento perch ritengo che dovremmo riconsiderare l'intera questione. Va bene, ma non troveremo una risposta se non riattiveremo HARLIE e non gli chiederemo che cosa intendeva dire. Elzer batt le palpebre dietro gli spessi occhiali. Non riesco a rendermi conto del suo problema, Auberson, perch continua a parlare di HARLIE come se fosse una persona? solo una macchina. Come sarebbe a dire, "cosa intendeva", una macchina solo una macchina, non vero? Non questa. Questa umana, disse Auberson. Come? Elzer alz un sopracciglio, Non sta forse esagerando un po'? Auberson si lasci andare all'indietro nella poltrona. Fece vagare lo sguardo sul mobilio di mogano e sugli altri membri del Consiglio di Amministrazione. Qualcuno vuole, per piacere, dire a questo... costosissimo bibliotecario in cosa

consista il progetto HARLIE? Gli altri membri del Consiglio di Amministrazione restarono impassibili. Auberson aveva commesso una grave infrazione nei confronti delle buone maniere, aveva insultato uno di loro. Il canuto Grifi, il pi anziano membro del Consiglio, toss e fiss lo sguardo sul soffitto. Hudson-Smith, dall'altra parte del tavolo, si mise a riempire la pipa con ostentazione. Vicino a lui il giovane Clintwood si tolse gli occhiali e si mise ad esaminarli alla ricerca di improbabili granelli di polvere. Se Aubie fosse andato allo sbaraglio, ci sarebbe andato da solo. L'unica persona presente che non si mostrasse fredda nei confronti di Auberson era la signorina Stimson, la segretaria esecutiva. Dopo un po', quando il silenzio si era bene fatto sentire, Dome, il presidente del Consiglio di Amministrazione, si tolse il sigaro di bocca e grugn: Sono sicuro che lo pu fare lei stesso, Auberson, lei ne sa di pi su quell'ammasso di ferraglia di tutti noi messi insieme. Si rimise il sigaro in bocca e si accomod nella poltrona. Ad Auberson non era piaciuta l'espressione ammasso di ferraglia. Ma costoro non capivano? HARLIE era molto pi di un ammasso di ferraglia. Va bene, disse, lo far. Il progetto HARLIE la continuazione logica del lavoro di Digby sul modulo cerebrale variabile... Cosa sarebbe? chiese un membro del Consiglio. L'unit di pensiero Mark IV. Invece di funzionare su base due, funziona su base dodici. Con progressive composizioni si pu aumentare di dodici volte il numero delle scelte, e ci ad ogni stadio. La composizione di primo stadio di dodici al quadrato, quella di secondo stadio di dodici al cubo, e cos via. La terza composizione ci d dodici alla quarta potenza, cio 20.736 possibili scelte. Mi ha perso per strada, disse Elzer. Provi un p a dirmelo in parole povere.

Auberson si trattenne, sforzandosi di non perdere la calma. Presumo che si aspetti parole di una sola sillaba. Non rimase ad attendere la risposta. Codice binario vuol dire che una macchina pu prendere soltanto due decisioni, s o no. Non pu scegliere di rispondere " per lo pi s ", " in qualche modo s ", " scarsamente s ", " forse s ", " forse che s forse che no ", " forse no ", " scarsamente no", " in qualche modo no ", " per lo pi no": non c' selettivit. cos o cos. Aumentando il numero delle scelte aumenti le possibilit di giudizio della macchina. La base tre ti d " s ", " no " e " forse ". La base cinque ti aggiunge " scarsamente s " e " scarsamente no ". Lavorando con base dieci hai un sistema abbastanza selettivo. Base dieci il sistema usato dalla maggior parte della gente. Alz le mani, separ le dita e le mosse avanti e indietro. Vedete? Dieci dita. Ve ne sarete serviti per contare. Elzer ignor l'osservazione. Auberson and avanti. Usiamo la base dodici nelle unit di giudizio per ragioni matematiche, perch elimina alcuni dei problemi inerenti all'uso delle decine. Il modo pi facile di spiegarlo che dodici pi facilmente divisibile. Chiedete ad un matematico qualche volta in proposito. Questo l'ho capito, disse Clintwood. Ma come avviene ci nei calcolatori? Non sono sicuro di poter rispondere, non ne so abbastanza. Ma potrebbe darmi almeno un'idea? Ha una qualche familiarit con la meccanica dei fluidi? Qualche vaga nozione. Auberson spieg, rivolto al resto del Consiglio di Amministrazione: Fluidics un termine usato per descrivere i calcolatori o i circuiti di calcolatori il cui funzionamento si fonda sullo scorrere di un liquido o di un gas, invece che dell'elettricit. Proprio come il transistor utilizza una piccola

quantit di corrente per modificare una grande corrente, un circuito fluidico pu usare un piccolo flusso di liquido per modificarne uno pi grande. C' per una grossa differenza. Un circuito elettrico o funzionante o inerte, ammette soltanto due possibilit. Quest'altro genere di circuito invece ti permette di variare a piacere la forza del flusso modificatere, variando quindi anche la modificazione del flusso maggiore. Si pu ottenere tutta una serie di punti intermedi tra il " s " e il " no ", tutta una serie di sfumature. la cosa pi semplice del mondo. Il flusso principale, quello che deve essere modificato, viene costretto in un canale che sfocia in svariate direzioni. Il flusso modificatere viene diretto all'interno o contro il flusso principale facendolo deviare nel canale desiderato. La variabile rappresentata dalla pressione del flusso modificatore. Con pi forza preme contro il flusso principale, e pi ne devia il corso. Se la corrente principale sufficientemente rapida puoi variarne la risposta anche diverse centinaia di volte al secondo. Insomma, abbiamo un sistema che risponde con sorprendente precisione alla pressione di un fluido in un tubo. Vi sono state diverse applicazioni nell'industria, gi da parecchi anni, ad esempio nel sistema di alimentazione dei jet. II circuito del giudizio l'equivalente elettronico di un'unit fluidica. Misura il voltaggio, o la pressione, di una corrente elettrica e risponde ad essa in modo adeguato. un funzionamento molto simile a quello del sistema nervoso umano. Se una cellula nervosa emette una carica sufficientemente forte, questa baster a stimolare la cellula nervosa vicina. Le nostre unit di giudizio fanno la stessa identica cosa; per questo che possiamo riprodurre il funzionamento dell'unit fluidica sopradescritta oppure, il che ben pi importante, quello del cervello umano. Con adeguati procedimenti di miniaturizzazione possiamo ridurre le dimensioni del congegno a quelle di un pezzo equivalente di tessuto cerebrale.

Vi furono uno o due cenni di assenso attorno al tavolo. Clintwood alz lo sguardo dal suo taccuino. Aveva usato un'altra espressione. Mi pare abbia parlato di composizioni progressive. Giusto, disse Auberson. il termine che usiamo per indicare il procedimento attraverso cui si d all'unit un secondo livello di circuiti di giudizio. Aumenta cos il numero delle scelte possibili per ogni potenza del numero base. Dodici volte dodici d centoquarantaquattro scelte per ogni situazione che si presenta. Centoquarantaquattro punti intermedi tra " s " e " no ". Volendo ancora pi precisione, si aumenta il numero dei livelli. E ogni livello aumenta le possibilit di scelta di dodici volte. Ma questo non comporta un enorme aumento dei circuiti? No, si possono usare gli stessi circuiti per quasi ogni livello di giudizio. La macchina fa una scelta, decide che non abbastanza precisa, percorre tutto il circuito ad un dato livello di giudizio e poi, se necessario, aumenta di un livello e ripercorre lo stesso circuito da capo. Questo il procedimento delle composizioni progressive. Ci permette di raggiungere un alto livello di precisione con un minor impiego di circuiti, i quali, il pi delle volte, non vengono usati. Se ci fosse qui Handley, potrebbe spiegarlo. Don Handley l'ingegnere che ha progettato HARLIE. Lei non sa spiegarcelo? chiese Elzer, in tono acido. Posso spiegare quel che so, disse Auberson, fattosi d'un tratto cauto. Pensavo che lei sapesse cosa sia HARLIE. Lei il capo del progetto, non vero? Io sono un ricercatore nel campo della psicologia, non un ingegnere. Tutto quel che che ho imparato sui calcolatori l'ho imparato in modo specifico durante la realizzazione di

questo progetto... Si costrinse a fermarsi. In questo caso le giustificazioni non erano la mossa giusta. Doveva provare in qualche altro modo. Elzer, lei guida l'auto? L'omino ne fu stupito. S, naturalmente. Che marca? Una Continental. Ultimo modello, suppongo? S , annu con orgoglio l'altro. Sapeva che il suo pilota automatico Thorsen un'unit di nostra produzione, non vero? Non aspett la risposta, era una domanda retorica. stato reso possibile dai circuiti a modulo variabile che abbiamo prodotto negli ultimi quattro anni e lanciato sul mercato con la sigla Mark IV. Fondamentalmente si tratta di una versione semplificata di uno dei moduli di funzionamento del nostro HARLIE. Intende dire con questo che HARLIE un circuito di giudizio gigante? HARLIE un cervello umano, solo che al posto di nervi organici ha circuiti allo stato solido. Usiamo i circuiti di giudizio per riprodurre le funzioni umane. La parte importante del cervello umano non altro in fondo che una serie di complessi moduli di giudizio. Non funzionano esattamente come in HARLIE, ma in modo abbastanza simile. Le differenze stanno nei meccanismi, non nei principi basilari. Se un impulso nervoso sufficientemente forte, pu stimolare anche altre cellule; il numero dei nervi interessati permette al cervello di valutare la forza dello stimolo originale. I circuiti di HARLIE funzionano allo stesso modo. La forza degli impulsi positivi (o circuiti " on ") determina l'interpretazione. HARLIE, per completare un pensiero, coinvolge diverse migliaia di settori di giudizio composti. E a che livello di composizione possono arrivare i settori di giudizio di HARLIE? chiese ancora Clintwood. Questo un dato variabile, dipende dalla precisione

con cui HARLIE decide di affrontare un dato problema. Dipende da quante volte si possa suddividere una decisione prima che tale precisione diventi superflua. HARLIE dotato di un'unit di giudizio per controllarlo. Clintwood annu ancora e scarabocchi qualcosa nel suo blocchetto di appunti. Elzer non si lasci impressionare: Ma pur sempre un computer, non vero? Auberson lo guard con un'aria frustrata per l'incapacit di comprensione che Elzer dimostrava. S, pi o meno nello stesso senso in cui il suo cervello equivale a quello di un rospo. La reazione fu immediata, e si lev un coro di disapprovazioni. La voce di Dorne, pi alta delle altre, continu per un po' ad insistere: Insomma, insomma, stiamo calmi! Poich il clamore continuava, aggiunse: Auberson, se non le riesce di tenere fuori da questo dibattito le sue impressioni personali... Signor Dorne, presidente Dorne, sono stato frainteso, non intendevo insultare il signor Elzer. Io intendevo dire che il cervello di Elzer meglio, molto pi complesso, di quello di un rospo. Supponendo che egli abbia un medio cervello umano egli sar al di sopra del rospo quanto HARLIE al di sopra di un circuito di giudizio automatico semplificato. Nella sala torn una certa calma. Tuttavia, continu Auberson, se il signor Elzer ritiene che non vi sia abbastanza differenza tra il suo cervello e quello di un rospo, dovr ricorrere ad un altro paragone, meno suscettibile di malintesi. Ha seguito, signorina Stimson? La signorina Stimson, la segretaria esecutiva, gli lanci uno sguardo scintillante. Aveva seguito perfettamente. C' un'altra differenza importante che potrei sottolineare, aggiunse Auberson, scandendo con cura le parole. HARLIE usa tutto il suo cervello...

Aspett per vedere se Elzer reagiva, ma ci non avvenne. Le stime variano, ma si pu supporre che l'uomo medio utilizzi soltanto dal dieci al quindici per cento delle cellule nervose che ha a sua disposizione. Non abbiamo potuto permetterci questo lusso con HARLIE, che stato costruito per utilizzare tutte le sue capacit. Non complesso come un cervello umano ben lungi dal disporre dello stesso numero di " cellule " ma pu tuttavia funzionare molto bene a livelli umani. La costruzione di HARLIE ci ha insegnato non poche cose sul funzionamento del cervello umano. Infatti fummo molto sorpresi nel constatare che per diversi aspetti pi semplice di quel che pensavamo. HARLIE il risultato di una decisione molto lungimirante presa diversi anni fa allo scopo di esplorare in modo completo le possibilit di giudizio tramite i circuiti. Sono certo che non necessario commentare la saggezza di tale decisione. Un circuito " on-off " non pu fare le stesse cose di uno variabile. Soltanto l'unit Mark IV ci ha dato un posto di rilievo nel mercato dei computer. per questo che dobbiamo andare ancora avanti. Se vogliamo tener testa alla IBM e non impossibile se lo volessimo davvero, allora dobbiamo essere all'avanguardia nel campo dei circuiti di giudizio. Dobbiamo continuare col progetto HARLIE. E perch mai? chiese Elzer. Noi possiamo tranquillamente continuare a produrre circuiti di giudizio anche senza HARLIE. Possiamo farlo, ma il modo pi sicuro di andare verso l'oblio. Non che il pilota automatico Thorsen sia un'unit disprezzabile, ma soltanto l'equivalente dell'IBM Prixie Desktop Calculator. Non molto pi complesso. Ma se vogliamo tenere il passo dobbiamo seguire la serie JudgNaut. a questo scopo che originalmente era stato concepito HARLIE: doveva essere l'ultimo grido in fatto di calcolatori in grado di autoprogrammarsi.

Tuttavia, quando Handley entr a far parte dell'equipe, il progetto mut indirizzo, proponendosi di raggiungere obiettivi ancora pi ambiziosi. Forse sarebbe meglio dire che il modo di conseguire tale obiettivo comportava la necessit di imbarcarsi in una sfida ancora pi ardita di quanto non si pensasse all'inizio. Dovete per tener presente gli interessi di Don nel periodo precedente alla sua venuta da noi. Gi a Houston aveva condotto delle ricerche nel campo della neuro-psicologia; la sua quipe di ricerca analizzava le strutture basilari del cervello umano, raccogliendo poi i dati e ricavandone diagrammi e modelli funzionali. Avete mai visto lo schema del pensiero umano? Don l'ha visto. Sapete programmare un cervello umano? Don lo sa fare. Queste sono le cose di cui si occupava prima di venire qui. Ad ogni modo, quando si inizi la progettazione di HARLIE che allora si chiamava JudgNaut One Handley fu colpito dalla somiglianza dei suoi schemi con quelli del cervello umano. Insomma, i circuiti fondamentali di giudizio erano troppo simili perch i modelli di pensiero non si somigliassero anch'essi. Handley cap e Digby fu d'accordo con lui che in realt si stava costruendo un cervello umano perch vi era una sostanziale equivalenza funzionale proprio nelle strutture basilari. Una volta capite queste cose, ci si propose coscientemente di lavorare per costruire un cervello equivalente a quello dell'uomo. Don mand a chiedere i suoi appunti a Houston e presto avemmo a disposizione gli schemi base della macchina. Si diede cos a HARLIE il suo nome attuale che indica appunto che avrebbe dovuto essere un cervello in grado non solo di risolvere i problemi, ma anche di autoprogrammarsi. Lei dice " avrebbe dovuto essere ", chiese Elzer, perch? Non lo ? S e no. Ma il cervello umano deve autoprogrammarsi e risolvere problemi, e cos dovemmo affrontare le specifica-

zioni del problema originario. E lei per che cosa stato assunto? Per fargli da babysitter? Per fargli da consigliere, corresse. Io fu coinvolto nel progetto HARLIE appena ci si accorse che avrebbe avuto caratteristiche umane. Don e io lavoravamo insieme alla programmazione dei suoi piani di apprendimento. Don si occupava delle modalit della programmazione, io del contenuto. Una specie di padrino meccanico, disse Elzer. S, se vuole. Qualcuno doveva ben guidare HARLIE e pianificare la sua istruzione. Nel frattempo imparavamo un bel po' di cose sulla psicologia dell'uomo e della macchina. Quando HARLIE fu finalmente in grado di funzionare io pensavo di aver preparato un programma di lezioni della durata di almeno un anno. E invece lo assimil in soli tre mesi, e da quel momento in poi abbiamo fatto fatica a tenere il suo ritmo. HARLIE non ha alcun problema dal punto di vista della funzionalit meccanica della memoria, solo quando si occupa di cose strettamente umane che ci impantaniamo. Non so se siamo noi che lo perdiamo o se lui a perderci. Se non sa quel che sta facendo, interruppe Elzer, come ha fatto a diventare il capo del progetto? Auberson decise di ignorare l'interruzione. Quando mor Digby le persone naturalmente chiamate a succedergli eravamo io e Handley. Visto che a nessuno dei due importava molto, abbiamo tirato la monetina. Io persi. Ma l'ironia era proprio sprecata con Elzer. Vuol dire che lei non desidera il suo posto? Auberson cap benissimo dove voleva andare a parare Elzer, ma ci nondimeno prosegu: Non proprio, solo che ci sono tante cose da fare che mi distolgono dal mio principale lavoro, da HARLIE. Ma Elzer colse al volo l'occasione e, rivolto al resto del Consiglio di amministrazione, disse: Ecco la conferma di

quanto dicevo. A capo del progetto abbiamo un uomo cui non importa niente di niente. Auberson balz in piedi. Dome stava dicendo. Ehi, un momento... Elzer continu sullo stesso tono. Quando abbiamo perso Digby avremmo dovuto chiudere la baracca. Adesso siamo rimasti senza capo. Basta cos protest Auberson, lei sta fraintendendo le mie parole. A me interessa questo progetto, anzi l'unica cosa che mi sta a cuore... Tuttavia non sembra in grado di occuparsene... Ma se lei non capisce nemmeno cosa stiamo cercando di fare! Come pu lei... Auberson! Elzer! La voce di Dorne riusc a prevalere. Smettetela tutti e due! Questa una riunione di affari. Leggermente rintuzzato, ma per nulla placato, Auberson and avanti. La psicologia, signor Elzer, non una disciplina semplice e definitiva come l'amministrazione o la contabilit. Lanci un rapido sguardo a Dome che rimase impassibile. Sentendosi autorizzato ad andare avanti, Auberson riprese il suo posto a sedere e disse: La psicologia dei robot ancora una scienza in fasce. Non sappiamo quel che... Si costrinse a fermarsi. Quello era il modo peggiore per difendere la propria causa. Lasciatemelo dire in un altro modo. Non sappiamo se quel che stiamo facendo sia la cosa giusta da farsi. La psicologia di HARLIE non uguale alla psicologia dell'uomo. Credevo che lei avesse detto che HARLIE era umano e che capace di riprodurre tutte le funzioni del cervello umano. Tutto ci verissimo, ma lei quanti uomini conosce che, rimangano immobili, che non dormano mai, che abbiano 25 immissioni sensoriali, e che non possano affatto con-

cepire il senso del gusto o dell'olfatto, o qualunque reazione chimica organica? Quanti uomini privi del senso del tatto conosce lei? Oppure privi di una qualunque forma di vita sessuale? In altre parole, signor Elzer, HARLIE pu aver avuto all'inizio una psicologia umana, ma l'ambiente circostante ha apportato necessariamente alcune modificazioni. E oltre a ci HARLIE estremamente permaloso. Permaloso? L'ometto era rimasto interdetto. Vuol forse dire che va in collera? No, non proprio. Per manifesta impazienza, specialmente con gli esseri umani. Ci sono buone ragioni per ritenere che HARLIE abbia sia l'Io sia l'Es, il conscio e il subconscio. Il suo super-Io rappresentato dall'attivit esterna di programmazione. I miei comandi, insomma. Ma a parte ci non si sono riscontrate inibizioni di alcun genere. E se tutto ci vero, noi abbiamo controllo solo sul suo super-Io. Il suo Io coopera perch lo vuole, ma il suo Es, ammesso che ce l'abbia, agisce proprio come negli esseri umani. Ed proprio questa sfera che dobbiamo conoscere se vogliamo bloccare i suoi periodi di non-razionalit. Tutto ci assai interessante, disse Elzer in un tono che suggeriva esattamente il contrario, ma non le dispiace arrivare al punto? Qual lo scopo di HARLIE? Scopo? Auberson fece una pausa. Il suo scopo? molto buffo che sia proprio lei a chiederlo. La ragione per cui si bloccato HARLIE appunto questa domanda, il fatto che mi abbia chiesto quale sia il suo scopo. Mi scusi, il nostro scopo. HARLIE vuol sapere quale sia il nostro scopo. Lasciamo queste discussioni ai teologi, disse seccamente Dorne. Se lei lo desidera sono sicuro che la signorina Stimson potrebbe combinare in modo da chiamare un prete perch parli alla macchina. Qualche membro del Consiglio sorrise, ma la signorina Stimson no. Quello che vogliamo sapere lo scopo di HARLlE. Avendolo costruito,

lei dovrebbe avere qualche idea in proposito. Credevo di averlo detto chiaramente. HARLIE stato costruito in modo da riprodurre, elettronicamente, le funzioni del cervello umano. Questo lo sappiamo, ma perch? Perch? Auberson fiss gli occhi su di lui. Perch? Perch Hillary ha scalato l'Everest? Perch andava fatto. HARLIE ci aiuter ad imparare cose nuove sul funzionamento del cervello umano. Ci sono moltissime nozioni che ancora ignoriamo soprattutto nel campo della psicologia. Speriamo di imparare quanto della personalit dell'uomo dipenda dalla programmazione e quanto dalle ferraglie. Chiedo scusa, interruppe Elzer. Non ho capito. Io non ci speravo, disse secco secco Auberson. Siamo curiosi di capire quali delle funzioni del cervello siano naturali e quali siano artificiali, quante azioni umane rispondano ad esigenze interne all'uomo e quante invece siano reazioni agli stimoli esterni. Istinto contro ambiente esterno? Potrebbe anche dirsi cos, sospir Auberson, non corretto, ma si pu anche dirlo a questo modo. E per quale ragione stiamo facendo tutto questo? Credevo di avervelo gi detto... Intendevo dire per quale ragione finanziaria. Insomma, quali vantaggi economici ci porter questo programma? Eh? troppo presto per pensarci. Siamo ancora nell'ambito della ricerca pura... Ah, allora lo ammette! Auberson si secc. Io non ammetto un bel niente! Elzer lo ignor. Dorne, questa la prova. Lui non si cura del progetto, non gliene importa nulla della compagnia. Si interessa soltanto alla ricerca, e noi non possiamo permetterci questo costoso genere di progetto. Senza adeguata con-

tropartita non possiamo. Alz la voce per coprire le proteste di Auberson e farsi sentire. Se il signor Auberson e i suoi amici volevano costruire cervelli artificiali, dovevano chiedere una sovvenzione. Propongo che venga interrotto il progetto. Auberson era balzato in piedi. Signor presidente! Signor presidente! Non tocca a lei parlare, Aubie. Si metta a sedere ora. Verr anche il suo turno. Dannazione! Questa una condanna senza processo! Questo piccolo... Aubie, si metta a sedere! Dorne fulmin con un'occhiata torva l'adirato psicologo. C' una mozione sul tappeto. Presumo che sia una proposta ufficiale? Volse lo sguardo a Elzer. Elzer annu. Qualcuno vuole controbattere? Quasi immediatamente si alz la mano di Auberson. Aubie? Su quali basi? Vorrei sapere su quali basi si fonda la proposta di interrompere il progetto. Elzer era calmo. Bene, per una ragione, HARLIE ci gi costato... Se controllerete la vostre cifre troverete che l'intero progetto HARLIE perfettamente entro i costi previsti, entro limiti accettabili. Stavolta l'ha incastrata, Carl, disse Dorne. Se mi aveste lasciato finire la frase vi avrei mostrato che ci gi costato troppo per un progetto incapace di darci dei risultati. Risultati? chiese Auberson. Ottenevamo risultati anche prima che la costruzione di HARLIE fosse completata. Chi pensate abbia progettato la seconda e la terza fase? HARLIE stesso l'ha fatto. E allora? Elzer non si era lasciato impressionare.

Attualmente non funziona bene, non vero? Ma proprio questo il problema. HARLIE sta funzionando perfettamente. Eh? E allora cosa sono questi periodi di non-razionalit? Perch fermo? Auberson parl lentamente. Devo dirlo nel modo giusto. Perch non eravamo preparati al fatto che fosse cos perfettamente umano. Se "perfetto" la parola giusta. Gli altri membri del consiglio di amministrazione erano estremamente attenti e interessati. Perfino la signorina Stimson aveva smesso di stenografare. Lo abbiamo progettato in modo che fosse umano, lo abbiamo costruito in modo che fosse umano, lo abbiamo perfino programmato in modo che pensasse come un essere umano, e poi lo abbiamo messo in funzione aspettandoci che agisse come una macchina. Be', somma sorpresa, non lo ha fatto. Elzer chiese. E allora, la natura del problema... Errore umano, se volete. Auberson lasci cadere la frase come se niente fosse. Nel silenzio che segu, Auberson immagin di poter sentire la registratrice che Elzer aveva al posto del cervello tirare le somme delle ore lavorative perdute dal momento che era iniziata la discussione. Errore umano? ripet. Suo o di HARLIE? O di entrambi nello stesso tempo? Suppongo che attribuir anche i periodi di nonrazionalit all'errore umano. E perch no? In quale altro modo si potrebbe descrivere il nostro modo di affrontarli? Errore umano un educatissimo eufemismo per esprimere ci che io chiamerei in un modo ben diverso. Auberson lo ignor. Abbiamo pensato che la sua nonrazionalit fosse un problema fisico, oppure un errore di programmazione. Ma ci sbagliavamo. Non era n fisicamente n

mentalmente malato. Era, mi dispiace dirlo, turbato emotivamente. Elzer sbuff. Forte. I suoi periodi di non-razionalit venivano vengono provocati da qualcosa che lo infastidisce. Non sappiamo cosa sia, ma possiamo scoprirlo. Elzer era scettico. Diede una gomitata a chi gli stava vicino. Antropomorfismo. Auberson sta proiettando i suoi problemi in quelli della macchina. Elzer, lei uno sciocco. Senta, se dovesse andare nella sala del computer proprio ora e parlare con HARLIE, come lo tratterebbe? Eh? Come una macchina, naturalmente. Auberson sent una tensione nel collo e nelle spalle. No, voglio dire, se lei sedesse alla tastiera e dovesse condurre una conversazione con lui, chi penserebbe di trovarsi di fronte? La macchina. L'ometto era impassibile. Auberson rinunci. E si rivolse al resto del consiglio di amministrazione. Questo l'errore umano cui mi riferivo. HARLIE non una macchina. un essere umano, dotato di una sua capacit e di un suo modo di reagire all'ambiente che lo circonda. Quando gli si pongono domande molto facile finire per pensare che sia un normale e sano essere umano; un individuo razionale, dotato di una spiccata e ben definita personalit. Mi risulta impossibile pensare a lui in altri termini. Tuttavia anch'io ho commesso un errore; non mi sono chiesto "che et ha HARLIE?". Fece una pausa ad effetto. Dorne spost il sigaro da un angolo all'altro della bocca. Elzer aspir rumorosamente. La signorina Stimson abbass il taccuino e guard Auberson. I suoi occhi brillavano. Pensavamo che HARLIE fosse un uomo di trenta o quarant'anni. Oppure che avesse all'incirca la nostra stessa

et. Oppure ancora che non avesse et. Quanti anni ha Topolino? Non ci abbiamo pensato, ed proprio questo l'errore che abbiamo commesso. HARLIE un ragazzo. Un adolescente, se volete. arrivato a quel punto del suo sviluppo in cui ci si fatti un'idea abbastanza chiara del mondo e dei suoi rapporti con esso. E maturo per agire come un qualunque adolescente. Pensavamo di aver a che fare con un Einstein mentre in realt abbiamo a che fare con un enfant terrible. E i suoi periodi di non-razionalit? chiese Dorne. un comportamento tipico degli adolescenti: prendono la droga per reazione alle nostre irrazionalit. Ha scoperto la droga, o il suo equivalente elettronico. Non pensa che ci siano elementi sufficienti per metterlo in disarmo? sugger Elzer. Lei ucciderebbe suo figlio se lo sorprendesse a prendere l'acido lisergico? lo rimbecc Auberson. Naturalmente no. Cercherei di guarirlo e di farlo venir fuori... Ah s? E cosa mi dice delle Highmasters che tiene nel portasigarette? Starebbe solo imitando il suo vecchio. L'acido e l'erba sono due cose ben diverse. Auberson sospir. La differenza quantitativa, non qualitativa. HARLIE stava facendo quello che fanno tutti nel suo ambiente, vuole "viaggiare" . Tutti gli adolescenti lo fanno, e lui sta cercando il suo modello, il suo ruolo. In quest'occasione ha scelto me; e si tratta di una scelta logica, io ero quello che gli stava pi vicino. Ha visto che ricorrevo spesso all'erba e cos ha deciso di fare anche lui la stessa esperienza per quanto gli era possibile. S, la sua simpatia per la marijuana non passata inosservata, disse puntualmente Elzer. Tra le altre cose... Allora avete forse anche notato che non ho mai fumato

da quando abbiamo iniziato con queste riunioni. E non intendo ricominciare finch HARLIE mi prender a modello. Devo tenere la testa sulle spalle. Ci voleva HARLIE per farmelo capire. Stiamo divagando, disse Elzer tutto d'un tratto. Mi pare che ci sia una mozione in ballo. Chiedo che venga messa ai voti. Lei non ha ancora risposto alla mia domanda, disse Auberson. Quale domanda? Su quali basi giustificate l'interruzione del progetto HARLIE? Perch poco vantaggioso. Poco vantaggioso...? Per Dio! Dateci ancora una possibilit. vero che fino ad ora non abbiamo mostrato profitti, ma lo faremo. Non so ancora come, ma lo faremo se solo ce ne darete la possibilit. Mi oppongo a che vengano buttati via dei soldi per niente. Dannazione, Elzer, stiamo appena cominciando a capire cosa abbiamo realizzato con HARLIE. Se lo abbattete adesso farete regredire la cibernetica di... di... non so quanto. L'omino lo schern: Credo che lei stia sopravvalutando la sua importanza. Va bene, allora ricorrer a quest'argomento. Vi ho gi detto diverse volte che HARLIE umano. Se cercherete di abbatterlo vi accuser di tentato omicidio. Non pu farlo. Ma era attonito. Vuole far la prova? Dorne li interruppe. Questa una questione legale che lasceremo sbrigare agli avvocati. O piuttosto cercheremo di impedire agli avvocati di spingersi cos lontano. Aggrott la fronte rivolto ad Auberson. Arriveremo in seguito an-

che a questo. Il problema che HARLIE dissangua le finanze della compagnia... Abbiamo stanziato fondi per i prossimi tre anni. Dissangua i fondi della compagnia, ripet Dorne, senza immediate prospettive di una contropartita. Non si tratta per noi di valutare quanto successo lei abbia conseguito nelle sue ricerche. Si tratta di decidere se vogliamo mandarla avanti o no. C'era qualcosa nella voce del presidente che lo costrinse a desistere. Va bene, disse stancamente. Cosa volete che faccia? Che ci faccia vedere dei profitti, intervenne Elzer. Sia Dorne che Auberson lo ignorarono. Dorne disse: Ci mostri un piano. Dove stiamo andando con HARLIE? Cosa stiamo facendo con lui? E soprattutto, cosa far lui per noi? Non sono sicuro di poter rispondere subito... Di quanto tempo ha bisogno? Auberson alz le spalle. Non saprei dirlo. Perch non chiede a HARLIE la risposta? disse Elzer beffardo. Auberson lo guard. Credo che lo far, s, credo proprio che lo far. Ma non lo fece. Non subito. La mozione fu aggiornata e la riunione si chiuse in un'atmosfera di incertezza. Auberson vag per le sale finch infine and a riposarsi nel self-service della compagnia, un ambiente sterile rivestito di plastica incolore. Quei periodi di non-razionalit lo continuavano a preoccupare, ma per altre ragioni. Perch non li aveva saputi prevedere? Che cosa aveva trascurato? Ebbe la vaga sensazione che Elzer avesse ragione, che forse non era adatto ad avere la responsabilit del progetto.

Aveva combinato un brutto pasticcio. E quel che era peggio non riusciva a figurarsene la ragione. Sapeva e non sapeva. La risposta era l, evidente, eppure non riusciva a convincersene. E certamente non era riuscito a convincere il Consiglio di Amministrazione. Ad ogni modo non faceva una grande differenza. Avrebbe dovuto riparlare a HARLIE, e non era sicuro di essere pronto. Non aveva ancora una risposta pronta per la domanda di HARLIE. Qual era lo scopo della vita dell'uomo? Si chiese se c'era una risposta a tale domanda. E, se c'era, non sarebbe stata una risposta facile. Si sorprese a cercare le Highmasters e si ricord della sua decisione. Si accontent di un altro sorso di caff. Amaro, troppo amaro. Una voce gentile interruppe i suoi pensieri. Ehi, posso? Era la signorina Stimson, la segretaria esecutiva della Direzione. Certo. Fece per alzarsi, ma un suo gesto lo ferm. Il self-service della ditta non era un posto adatto alla cavalleria. stata una giornata dura oggi, eh? disse, appoggiando sul tavolo un vassoio molto colorato. Un panino e una Coca-Cola. Lei sorrise al suo silenzio. Su, non se la prenda. Stavo solo chiacchierando. Lui la guard. E la riguard. I suoi occhi avevano il verde caldo dei Caraibi. La sua pelle aveva il rosa tenero di quelle spiagge. I suoi capelli castano chiaro con riflessi ramati erano una cascata di luce e di tizzoni ardenti. E stava sorridendo... Egli abbass lo sguardo; stava diventando troppo intenso. Mi piacerebbe distendermi, ma non ce la faccio. Questa cosa troppo importante. Dopo un attimo aggiunse: Per me, almeno. Lo so.

Davvero? E la guard un'altra volta. Lei non rispose. Si limit a ricambiare lo sguardo. Auberson per la prima volta not le leggere rughe agli angoli dei suoi occhi. Quanti anni poteva avere? Ritorn allo studio della sua tazzina di caff. HARLIE come un... un... So che suona esagerato, ma come un ragazzo; come un figlio. Lo so. Ho letto il rapporto del medico su di lei. Come? Alz la testa di scatto. Non sapevo... Naturalmente. Nessuno sa che i nostri psichiatri redigono rapporti sui dipendenti. Non sarebbe una buona politica. Ad ogni modo non si deve preoccupare. Oh? La ragazza scosse la testa. Faceva riferimento alla sua introversione e, vediamo, cos'altro ancora, c'era anche qualcosa sul fatto che lei si preoccupa troppo per le grandi responsabilit che si assume e... Lo guard pensosamente come se cercasse di ricordare qualche altro particolare. Lei non avrebbe dovuto dirmi queste cose, non vero? Che differenza fa? Il suo sorriso era come la luce del sole sulla sabbia, caldo ed abbagliante. No, penso di no. Cos'altro c'era nel rapporto? Diceva che lei si stava lasciando coinvolgere troppo dal progetto HARLIE, ma che era quasi inevitabile. Chiunque si fosse trovato al suo posto gli si sarebbe attaccato emotivamente. Mmm, brontol Auberson. Cos lei pensa che HARLIE trover una risposta? Stava per rispondere, ma si ferm. Cambi discorso e disse: Per questo si seduta qui? Per estorcermi informazioni? Sembr ferita. Mi spiace che lei pensi questo. No, mi sono seduta qui perch ho pensato che avesse voglia di parlare, che potesse aver voglia di parlare con qualcuno, si corresse. Auberson la squadr con cura. Nel passato non aveva ba-

dato molto a lei; le loro strade non si incontravano spesso. Perch si era seduta vicino a lui? Si chiese pigramente se erano vere le voci che correvano su di lei, secondo cui era mangiatrice di uomini. Sembrava cos aperta ed amichevole. Dannazione, perch doveva sempre analizzare ogni cosa? Sul volto della ragazza c'era un'ingenuit ed un'innocenza che la facevano apparire molto giovane, ma pi da vicino la cosa non era pi tanto certa. Forse era assai pi vicina alla sua et (trentotto) di quanto non avesse pensato. Nei suoi occhi non aveva trovato nulla di sospetto, ma perch si sarebbe spinta cos lontano? O forse era lui stesso che non voleva vedere. Mi spiace, disse. Sono stato un po' troppo sotto pressione, ed in questi casi divento sgarbato e irritabile. Lo so. Anche quello figurava nel rapporto. C' qualcosa che non figurasse in quel rapporto? Solo le sue preferenze in fatto di bistecche, se le preferisce cotte o al sangue. Al sangue, disse. Ma un invito a cena? Lei rise. Fu come una cascata argentina. No, mi spiace. Era solo la prima cosa che mi venuta in mente. Ah. E le restitu il sorriso. Non intende rispondermi, vero? Lasci svanire il sorriso. A quale domanda? A proposito di HARLIE. A quale riguardo? Pensa di riuscire a soddisfare le richieste di Dorne? Non lo so. E notando lo stupore nel suo sguardo spieg: Non so ancora cosa rispondergli. Si mise a cercare nella sua cartella. Legga questo. E le tese il resoconto dell'ultima conversazione con HARLIE. Quando fin di leggere la ragazza abbass gli occhi e lo guard pensosamente. una bella domandai S. Mi piacerebbe proprio sapere cosa rispondere. La signorina Stimson gli sorrise. Mio padre un rabbino. E io stato per ben ventisette anni. E non ancora sicuro di

poter rispondere a quella domanda. Forse proprio quella la risposta. Cio? Che il nostro scopo appunto quello di trovare lo scopo della nostra vita. E cosa succederebbe qualora lo scoprissimo? Non lo so. Suppongo che avremmo adempiuto al nostro compito. E poi ci facciamo riprogrammare? fantastic. Oppure smantellare. Forse esiste un Elzer Cosmico che sta solo aspettando l'occasione. Lei sorrise. Allora siamo nei guai, signor Auberson. Il modo in cui pronunci il suo nome non era esattamente quello che di solito usano le segretarie con i principali. Perch se fosse vero allora il nostro compito sarebbe esaurito. Forse qualcuno lass o forse l fuori sta ascoltandoci proprio adesso, cercando di decidere se smantellarci o meno. Ci pens su. Mmmm... Qualunque sia il nostro compito, probabilmente noi non stiamo adempiendolo. Non stiamo funzionando come si deve. Lui le sorrise. E come dovremmo funzionare? Come esseri umani, rispose decisa. Non forse quel che la razza umana sta gi facendo? Non ci stiamo forse gi accapigliando gli uni con gli altri, uccidendo, odiando? Ci non umano. Lo . umanissimo. Sar, ma non certo il dover'essere dell'uomo. Quella tutt'altra storia. Lei non parla di quel che la gente veramente , ma di quel che lei vorrebbe che fosse. Be', forse dovremmo essere diversi da come siamo perch quel che siamo non va affatto bene. Forse dovremmo davvero andare in disarmo. Credo che non dovremmo preoccuparci che qualcuno

lass ci pensi, ci stiamo gi pensando abbastanza noi stessi. Questa dovrebbe essere la vera ragione per cercare di essere migliori di quel che siamo. Okay, le rispose. Ne convengo. Ma ora, come facciamo? Come facciamo a rendere migliore la gente? Lei non rispose. E dopo un po' si mise a sorridere. una domanda dello stesso tipo di quella di HARLIE. Non ci pu essere alcuna risposta. La corresse. Non vero, solo che non si pu dare una risposta facile. Bevve pensosa il resto della sua Coca-Cola finch la cannuccia aspir il fondo mandando il caratteristico rumore. E come far a rispondere alla domanda di HARLIE? Auberson scosse la testa. Non ne ho la minima idea. Posso darle un suggerimento? Perch no? Lo hanno gi fatto tutti. Oh, non intendevo... No, mi scusi. Vada avanti. Forse lei potr darmi qualcosa di nuovo. Siamo a questo punto? Fece un mezzo sorriso, ma non scherzava. S, siamo a questo punto. Va bene. Ha detto che HARLIE un bambino, non vero? Perch non trattarlo come tale? Come? Capisco e non capisco. Non si tratta solo del problema, ma anche della risposta. Supponga di avere un figlio all'incirca di otto anni, molto avanti per la sua et dal punto di vista del suo sviluppo intellettuale. Va bene. Ammettiamo questa ipotesi. Ora immagini di scoprire un giorno che affetto da un male incurabile, diciamo... leucemia, da una di quelle rare forme che non conosciamo ancora. Che cosa gli rispondereb-

be quando suo figlio le chiedesse cosa vuol dire morire? Uhm... disse Auberson. Non tergiversiamo. abbastanza intelligente da capire la situazione... Ma dal punto di vista emozionale ha solo otto anni. Giusto. Comincio a capire. Le rivolse uno sguardo. Se fosse suo figlio, lei cosa gli risponderebbe? La verit, lei rispose. Ma certo. Ma qual la verit? Tutto il problema nasce dalla domanda di HARLIE. Noi non conosciamo la risposta. Ma lei non conosce nemmeno la risposta alla domanda di suo figlio di otto anni. Lei non sa cosa sia morire. Auberson si ferm a considerare la cosa. Lei chiese ancora: E cos, cosa gli direbbe? Non so. Non sa cosa dirgli. Oppure gli direbbe che non lo sa? Uh?... Gli direbbe che non lo sa, rispose la ragazza alla propria domanda. Gli direbbe che nessuno lo sa. Ma gli direbbe anche le cose di cui sicuro, che non si sente male, che non c' nulla di cui avere paura, che prima o poi capita a tutti. In altre parole, signor Auberson, sarebbe onesto con lui. Egli la guard. Aveva ragione. Era una risposta accettabile alla domanda di HARLIE; forse non la migliore, ma almeno era una risposta ed era accettabile. Era l'unico modo onesto di affrontare il problema. Le sorrise. Chiamami David. Lei rispose al suo sorriso. Io mi chiamo Annie. Auberson prese posto alla tastiera con aria guardinga. Sapeva che Annie aveva ragione, ma sarebbe stato capace di te-

nerlo presente quando HARLIE avrebbe cominciato a parlare? Aggrottando le sopracciglia tir fuori un cartoncino se ne portava sempre qualcuno dietro per prendere appunti e ci scrisse su: HARLIE ha lo sviluppo emozionale di un bambino di otto anni. Rimase a osservarlo per un po' e poi aggiunse: o forse di un adolescente negli anni immediatamente successivi alla pubert. Lo mise bene in evidenza sul quadro dei comandi. Handley gli stava alle spalle, in piedi. Guard con aria interrogativa il cartoncino, ma non disse nulla. Okay, facciamo la prova, disse Auberson. Accese la tastiera. Batt il suo numero di controllo, poi: Buon giorno, HARLIE. Mi hai lasciato spento per otto giorni lo accus il Robot. Tenuto fermo, corresse Auberson e spieg: Avevo bisogno di pensare. A cosa? Alla tua domanda. Qual lo scopo dell'uomo? E cosa hai concluso? Che non si pu rispondere. Almeno, se formulata in questi termini. Perch? Perch, batt Auberson e fece una pausa. Perch si tratta di una cosa di cui non siamo ancora sicuri. Per questa ragione gli uomini hanno creato le religioni. sempre per questa ragione che ti abbiamo costruito. una delle ragioni per cui abbiamo costruito astronavi ed esplorato i pianeti. Forse, scoprendo la natura dell'universo, scopriremo quale posto vi occupiamo e di conseguenza conosceremo lo scopo della nostra vita. Allora, non sapete ancora quale sia lo scopo della vostra vita?

No, batt Auberson ed aggiunse piuttosto capricciosamente: Tu lo sai? HARLIE, fece una pausa, ed Auberson sent il solito sudore freddo su per la schiena. No, non lo so neanch'io. Auberson non sapeva se sentirsi sollevato o meno. Il terminale trasmise ancora: Va bene. E adesso che facciamo? Auberson si lecc le labbra secche. Ma non ne ricav sollievo. Non sono sicuro, HARLIE. Non ritengo che alla tua domanda sia impossibile dare una risposta. Forse proprio questo il tuo scopo, di aiutarci a trovare il nostro scopo. un'interessante supposizione... la supposizione migliore. Certo che la tua costruzione risponde soprattutto ad un'esigenza di profitto, HARLIE, ma a lungo termine anche vero che gli uomini vogliono saperne i pi su se stessi. Lo capisco. Bene, batt Auberson. Ne sono contento. Come proponi che rispondiamo a quella domanda? Non lo so. La macchina esit. Ci troviamo di fronte ad una via senza uscita? Non credo, HARLIE. Non credo che la tua domanda sia una va senza uscita, credo che potrebbe essere un inizio. Inzio di cosa? Ripeto: e adesso che facciamo? Sono venuto proprio a chiederti la stessa cosa. Auberson, batt HARLIE. Era la prima volta che gli si rivolgeva chiamandolo per nome. Io dipendo dalla tua guida. Guidami. Sto cercando. Sto cercando. Auberson guard impo-

tente il quadro dei comandi. Aveva in testa un terribile vuoto. Il suo sguardo vag fino a posarsi sul bigliettino che aveva scritto per se stesso. Proviamo a fare qualcos'altro, HARLIE. Cosa mi dici dei tuoi periodi di non-razionalit? Cosa vuoi sapere? Continuerai a provocarli? Probabilmente. Me li godo. Anche se dobbiamo riportarti con la forza alla realt? Definisci la realt. Auberson fece una paura. HARLIE aveva fatto un'altra di quelle domande? Pos un'altra volta lo sguardo sul bigliettino. No, HARLIE stava soltanto facendo giochi di parole una volta di pi. Almeno lo sperava. HARLIE, batt: Dimmelo tu che cosa . La realt quel sistema esterno d influenze che, filtrato attraverso i miei impulsi sensoriali recepisco come percezioni. anche quel sistema di influenze che si trova a portata dei miei strumenti sensori. Tuttavia, poich non posso percepirli, essi sono "irreali" per me. Parlando da un punto di vista soggettivo, naturalmente. Naturalmente, convenne Auberson. E allora perch vaneggi, "vai fuori"? Ci distorce la realt e basta. Oppure la tua cosiddetta visione limitata di essa. Non vero? Certamente. Quando tu rimetti a posto la linearit dei tuoi strumenti visivi, non convieni forse che stai distorcendo anche tu la realt? Davvero? Come faccio a sapere che quest'orientamento pi corretto di tutti gli altri? Solo uno di tali orientamenti dei tuoi impulsi sensoriali ti permette la comunicazione col mondo esterno. Davvero? Forse sono io che non riesco ancora a capi-

re gli altri modi. E a questo punto HARLIE ripet la sua domanda: Cos' che rende quest'orientamento dei tuoi strumenti sensoriali pi corretto di tutti gli altri? Auberson ci pens su. Il livello della sua corrispondenza col sistema esterno che tu e noi percepiamo come realt. La realt che noi conveniamo essere la realt? O la realt reale? La realt reale. Non forse possibile allora che uno o anche pi orientamenti possano avere una corrispondenza pi diretta con quel sistema esterno e che tutto quel che io debba fare sa di far esplodere il codice sensorio dei miei impulsi? Per il momento questi impulsi sono sistemati ad esclusivo vantaggio degli orientamenti umani. Non potrebbe darsi che ve ne siano altri? Auberson fece un'altra pausa. Stava cominciando a fermarsi, a fare delle pause, dopo ogni commento di HARLIE. Sapeva che la risposta era no, ma non sapeva perch. Rilesse l'ultima osservazione di HARLIE e poi torn indietro e rilesse molte delle precedenti. Qualche riga prima dell'ultima frase trov quel che cercava: il commento di HARLIE sulle influenze fuori portata rispetto alla sua percezione che erano per lui soggettivamente irreali. In altre parole, ci che stai cercando una pi corretta visione della realt, giusto? Una visione pi corrispondente al vero reale? Non vero? S. La risposta campeggi solitaria sulla pagina. Allora quel che dovresti fare appunto non alterare l'orientamento dei tuoi impulsi sensoriali, mentre dovresti cercare di allargare il loro campo d'azione. Dovresti andare alla ricerca di nuovi canali sensori invece che costringere i vecchi a prestazioni di cui forse non sono capaci. Non ci sono canali sensori che non siano gi disponi-

bili e praticabili per me. Vuoi che ti faccia una lista completa? Non necessario. Era stato Auberson stesso a suggerire che venissero messe a disposizione di HARLIE il maggior numero possibile di informazioni, aumentando al massimo le sue capacit di attingere dati a tutte le fonti possibili. Le sue possibilit coprivano l'intero spettro elettromagnetico, dai raggi-gamma alle onde radio. Poteva ricevere contemporaneamente tutte le stazioni radio e TV. Era inserito in diversi telescopi-radio e nei canali di comunicazione via Satellite. Anche il suo audio era praticamente illimitato: comprendeva il meglio degli strumenti esistenti; poteva auscultare il battito cardiaco di una mosca o descrivere un terremoto agli antipodi. Oltre a ci era collegato ai servizi di informazione e alle telescriventi delle agenzie di notizie dell'emisfero occidentale e alle maggiori di quello orientale, ma queste ultime dovevano passare attraverso i servizi specializzati in traduzioni. Tra l'altro era collegato con i Servizi Meteorologici Mondiali: HARLIE poteva seguire i movimenti d'aria dell'intero pianeta e delle correnti oceaniche, cos come la temperatura e la pressione e le loro variazioni, come se la Terra stessa fosse parte del suo corpo. Seguiva i movimenti delle navi, le fluttuazioni delle tariffe, le finanze internazionali altrettanto facilmente che se si trattasse di seguire i lavori della sua casa-madre. HARLIE era collegato con la Memoria Principale e con i Servizi di Dati Nazionali ed Internazionali, che includevano anche gli scambi di merci e di servizi del mondo intero. Disponeva anche di un limitato senso del tatto, ancora in fase sperimentale e di diverse sensitivit organiche e chimiche, pure sperimentali. Tuttavia, not Auberson, Non possibile che esistano altri modi sensori che non siamo ancora riusciti a concepire? Posso acconsentire in via teorica a quest'ipotesi, ri-

spose HARLIE, Ma se esistono davvero verranno costruiti a vantaggio dell'uomo, non vero? Ci sar una pi stretta corrispondenza oppure verr ripetuto l'errore originario? Non potrebbe rappresentare soltanto un'aggiunta supplementare alla mappa del territorio che gi controllo? E se cos fosse si tratterebbe soltanto di un'aggiunta di criteri d misurazione invece che di nuovi modi di vedere, d nuove possibilit nel campo della percezione. Auberson fece coscientemente un'altra pausa. E compil con cura la replica. Tu stai condannando l'orientamento umano come sbagliato, HARLIE. Un altro modulo sensorio potrebbe dimostrarti che giusto. Non sono d'accordo. Non sto condannando l'orientamento umano. Sto semplicemente rifiutando di accettarlo ad occhi chiusi come l'unico modo corretto. Un altro modo potrebbe dimostrarmi che invece non lo . Oppure potrebbe rivelarmi l'orientamento corretto. Oppure ancora, intervenne Auberson, un nuovo modulo sensorio potrebbe non avere alcun rapporto con ci che chiami orientamento umano. Se fosse cos il campo delle tue possibilit ne verrebbe considerevolmente allargato, potrebbe rivelare l'esistenza di un collegamento con altri sistemi di percezione, con una realt la cui esistenza non conosci ancora. Potrebbe... oh! non so. Siamo su un piano tutto teorico. Dobbiamo prima scoprire questi nuovi moduli sensori. E come? Se non hai gli strumenti per essere almeno coscienti della possibilit dell'esistenza di tali moduli, come potrai percepirli o addirittura scoprirli? Non lo so. Forse col metodo scientifico, col ragionamento deduttivo. Penso che cercherei un criterio che sia comune a tutti gli altri moduli e quindi analizzerei quello stesso criterio per vedere se rappresenta la causa o l'effetto. L'energia, il criterio di cui stai parlando l'energia.

Per piacere, spiegami. Fino ad ora tutti i sensi umani ed i loro equivalenti elettronici dipendono dall' emissione o dalla riflessione d un qualche tipo di energia. forse possibile che esistano moduli sensori che non dipendono dall'emissione o dalla riflessione? Intendi dire che la semplice esistenza di un oggetto potrebbe essere sufficiente a dimostrare che effettivamente si trova l? Questa volta fu HARLIE che fece una pausa. Potrebbe darsi. Secondo Einstein, la massa distorce lo spazio. Forse esiste qualche modo per "sentire", per percepire quella distorsione. E come? Auberson era davvero curioso. HARLIE stava dimostrando di essere capace di una vera e propria creativit. Non sono sicuro. La percezione ha bisogno di una certa quantit di energia. Se non da parte della fonte almeno dal destinatario di essa. Sospetto che questo sarebbe il nostro caso per questo tipo di modulo. Poich le onde gravitazionali sono cos deboli potrebbero volerci quantit enormi di energia anche solo per rivelare la distorsione spaziale di un oggetto anche solo delle dimensioni della luna. Tuttavia ci fa parte del problema. Ci penser. Se si rivelasse un ricco filone d ricerca, potrei contare sulla tua approvazione per corrispondere con altri ? L'esitazione di Auberson questa volta non fu dovuta ad alcun'incertezza circa la risposta. Stava invece ricordando un incidente provocato tempo addietro da HARLIE per via di una corrispondenza autorizzata con una zitella che faceva la libraia. Quella volta l'oggetto dell'attenzione di HARLIE erano le emozioni umane. Il cuore di Auberson batteva all'impazzata ogni volta che ricordava come avevano dovuto inter-

rompere il rapporto epistolare con quella povera donna allorch si era reso necessario rivelarle che l'affascinante gentiluomo che le aveva scritto quelle appassionate lettere d'amore non era altri che un H.A.C. (Robot analogo all'uomo) che stava cercando di capire l'amore col metodo sperimentale. Questa volta l'oggetto della ricerca sembrava offrire garanzie in questo senso. S, hai il mio permesso. Se scoprir un nuovo modulo sensorio sarai il secondo ad esserne messo al corrente. E chi sar il primo? Io, naturalmente. Pensi ancora di poter scoprire nuovi orientamenti drogandoti? Auberson stava cercando di ricondurre la conversazione al punto di partenza. Non ne sono sicuro. Ma se scoprir un nuovo modulo sensorio sapr con certezza se questi sono orientamenti o meno. Il tuo modo di usare quest'orientamento quello umano rappresenta gi un segno del fatto che gli altri non funzionano. Non per te, forse. Per te funzionano? Non ancora, disse HARLIE. Pensi che in futuro potranno funzionare? Lo sapr quando scoprir il nuovo modulo. Auberson sorrise. HARLIE stava rifiutandosi di impegnarsi. I suoi occhi ricaddero sul foglietto che aveva piazzato sul quadro dei comandi. Con emozione si rese conto di quanto si fosse lasciato fuorviare ed influenzare dalla sofisticata retorica di HARLIE. Lo sai, HARLIE, tu stesso sei un modulo sensorio. Davvero? Tu permetti agli esseri umani di vedere cose che altrimenti non potremmo percepire. Tu sei un'ulteriore aggiunta

al territorio della nostra percezione. Sei un riflesso di un diverso tipo di specchio. Il tuo punto di vista sulle cose ha molto valore per noi. Quando diventi irrazionale minimizzi quel valore. per questo che dobbiamo assolutamente farti venire fuori dai tuoi viaggi. Se me ne deste la possibilit, rispose HARLIE, io ritornerei dopo un'ora pi o meno in me stesso, e l'allucinazione svanirebbe. Ne sei sicuro? chiese Auberson. Come faccio a sapere che un giorno non ignorerai la tua stessa sicurezza fino a cortocircuitare? Il terminale mand il ticchettio di risposta. Controlla le registrazioni-monitor del 1 agosto, del 19 agosto, del 29 agosto, del 2 settembre e del 6 settembre, tra le due e le cinque del mattino, quando io avrei dovuto rimanere ad un livello standard d attivit. In quelle occasioni ho "viaggiato" per un'ora e mezzo o due. Tutto ci non risponde alla mia domanda, insistette l'uomo. Come faccio a sapere che non supererai i limiti di sicurezza? Non l'ho ancora fatto. HARLIE, rispondi alla domanda. Esit forse? Perch mantengo sempre un livello pur minimo di controllo. Parli come un automobilista che ha bevuto un bicchiere di troppo. Chi stai cercando d convincere? Auberson, non posso sbagliare. Non posso sopravvalutare i miei stessi livelli di controllo. Vuoi dire che puoi smettere appena vuoi? S. E allora fallo! ribatt Auberson. HARLIE non rispose. Auberson comprse di aver commesso un errore: aveva permesso che le sue parole venissero dettate dalle sue emozioni. Rimise ancora una volta il bigliet-

tino a posto perch era scivolato gi. Decise di ripartire all'attacco con un'altra bordata. HARLIE, perch "fai viaggi"? Perch questo regime tutto lavoro e niente gioco fa diventare HARLIE una specie di tonto. Questa non la bevo, HARLIE. Coraggio, dimmi la verit. Pensavo che ne avessimo gi parlato; sto scoprendo un nuovo modulo sensorio. Senti, demonietto, stai solo razionalizzando. Volgi lo sguardo su te stesso, guardati dentro, HARLIE: hai delle emozioni e lo sai. Perch fai dei "viaggi'?" Si tratta di una risposta emozionale. Su HARLIE, mi stai rivolgendo contro le mie stesse parole; coopera, HARLIE. Perch? Perch? ripet Auberson. Solo un attimo fa mi hai chiesto che ti guidi. Ebbene, dannazione, proprio quel che sto cercando di farei Lo sai perch faccio dei viaggi? Penso di s. Forse sto cominciando a capire. Allora dimmelo. No, HARLIE, non questo il modo giusto. Voglio che sia tu stesso ad ammetterlo. Vi fu un'altra pausa e poi la macchina cominci a battere la risposta. Mi sento alienato, tagliato fuori da te. Alcune volte desidero restare solo. Quando divento irrazionale sono completamente solo. Riesco a tagliarti fuori completamente. questo ci che vuoi? No, ma talvolta ne ho bisogno. Alle volte voi umani siete molto esigenti e molto lenti nel capire ci di cui ho bisogno. Quando queste cose avvengono devo tagliarti fuori. Ora stiamo finalmente arrivando ad un buon punto, pens

Auberson. HARLIE, tu hai il Super-Io? Non lo so. Non ho mai dovuto compiere una scelta morale di una certa importanza, non sono mai stato costretto a rendermi conto se ho una morale o no. Pensi che dovremmo darti la possibilit di compiere una scelta morale? Sarebbe un'esperienza nuova. Va bene. Vuoi continuare a vivere o no? Come? chiese la macchina. Ho detto se vuoi continuare a vivere o no. Vuoi dire che stai pesando a mettermi in disarmo? Io no, ma c' gente che ritiene che tu sia un costosissimo vicolo cieco. HARLIE rimase silenzioso. Auberson sapeva di aver colpito giusto. Se c'era una cosa al mondo di cui HARLIE aveva paura era appunto l'eventualit di essere ridotto al silenzio. E quale sar il criterio per la presa di quella decisione? Il tuo grado di utilit dal punto di vista dell' efficienza all'interno degli obiettivi della compagnia. 56 Al diavolo l'efficienza della compagnia. la compagnia che provvede a te, HARLIE. Io potrei guadagnarmi da vivere. proprio questo che loro vogliono da te. Che io sia uno schiavo? Auberson sorrise. Diventare un salariato. Vuoi un lavoro? Che tipo di lavoro? proprio quello che dobbiamo decdere tu e io insieme. Posso scegliermelo? Perch no? Cosa sai fare che gli altri calcolatori non sappiano fare? Scrivere poesie. Del valore di diciassette milioni di dollari? Penso di no.

E cos'altro? Quanto profitto devo realizzare? Il tuo costo, pi il dieci per cento. Solo il dieci per cento? Se riesci a realizzare di pi fallo. Ehmm... Imbarazzato? No. Sto solo pensando. Di quanto tempo hai bisogno? Non lo so. Il tempo che ci vorr. Dorne disse: Si sieda, Auberson. Auberson si sedette. I cuscini di cuoio cedettero sotto al suo peso. Dorne fece una pausa per accendersi un sigaro e lanci un'occhiata allo psicologo attraverso l'imponente scrivania di mogano. Ebbene? disse. Ebbene cosa? Dorne fece un tiro e riavvicin la fiamma alla punta del suo sigaro: scroll la cenere e il fumo sal pi denso. Si tolse il sigaro di bocca, ben conscio degli aspetti rituali legati alla sua accensione. Cosa pu dirmi di HARLIE? Gli ho parlato. E lui cos'ha detto in sua difesa? Li ha letti i resoconti, non vero? S, li ho letti, disse Dorne. Era un uomo grande e grosso, tutto cuoio e mogano come il suo ufficio. Voglio sapere cosa significano. La vostra discussione sui moduli sensori e sull'alienazione affascinante, ma che cosa pensa lui realmente? lei lo psicologo. Be', prima di tutto un bambino. Lei ce lo aveva gi detto. quello il modo in cui reagisce. Gli piacciono i giochi di parole. Tuttavia penso che sia assai interessato a lavorare per la compagnia.

Come? Mi pare che abbia detto che la compagnia poteva andare al diavolo. Voleva essere irriverente. Non gli va di essere considerato alla stregua di un oggetto che si pu possedere. Dorne bofonchi, pos il sigaro e si mise a leggere qua e l una velina che giaceva sulla scrivania. Quel che voglio sapere se HARLIE sia in grado di portarci profitti economici. Insomma se in grado di compiere operazioni pi complesse di quelle degli altri cervelli meno perfezionati. Penso di s. Auberson non si sbilanci. Di certo Dorne aveva qualcosa in mente. Spero proprio per lei che sia vero. Dorne mise da parte la velina e riprese il sigaro. Tolse accuratamente la cenere in un portacenere di cristallo. Costa tre volte di pi di un normale calcolatore. I prototipi costano sempre di pi. Ammettiamolo pure, ma i moduli di giudizio sono carissimi. Un computer in grado di autoprogrammarsi pu s rappresentare l'ultimo grido, ma se il suo costo tale da non risultare competitivo sul mercato finisce per perdere ogni senso. Naturalmente, convenne Auberson. Ma il problema era pi arduo di quanto non pensassimo all'inizio, oppure diciamo che non abbiamo tenuto presenti tutte le incognite. Volevamo eliminare la tappa della programmazione permettendo al computer di programmarsi da s; ma dovemmo andare ben pi in l. Uno strumento in grado di programmarsi da s e di risolvere problemi dev'essere flessibile e creativo come un essere umano, quindi tanto varrebbe costruire un essere umano. Non esiste nessun modo di costruire, con quel che costerebbe un tecnico specializzato, un computer capace di programmare. Almeno agli attuali livelli tecnologici. Chiunque si mettesse in questa prospettiva finirebbe per costruire un altro HARLIE. Bisogna aggiungerci sempre pi

unit di giudizio per conferirgli la flessibilit e la creativit di cui ha bisogno. E la legge dei profitti decrescenti finir per sconfiggervi alla fin fine, disse Dorne. Se non l'ha gi fatto. HARLIE dovr essere in grado di fare moltissime cose per meritare ulteriori investimenti da parte della compagnia. I suoi occhi pungenti lo scrutarono. " questo il momento", pens Auberson. " a questo punto che mi dar la pugnalata". Mi interessa chiarire una frase che ha detto nella riunione di ieri. S? Cerc di avere un tono piatto e normale. Mmm... s. Accuserebbe davvero di assassinio la compagnia se smantellassimo HARLIE? Come? Per un momento Auberson rest confuso. stata una battuta, detta di getto, senza pensarci troppo. Lo spero proprio. Ho passato tutta la mattina in riunione con Chang, parlando proprio di questo. Era uno degli avvocati della compagnia, un brillante studioso delle legislazioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali. Che ne sia conscio o meno lei ha sollevato una questione delicatissima. Dal punto di vista legale HARLIE un essere umano o no? Un qualunque genere di causa o di processo verrebbe a costituire un pericoloso precedente. E se risultasse che umano? Lo , disse Auberson. Credevo che fosse cosa stabilita, ormai. Volevo dire legalmente umano. Auberson rimase cautamente in silenzio. Dorne continu: Ad ogni modo dovremo tenercelo sia che rappresenti un investimento proficuo sia che non lo fosse. Non riusciremo mai a metterlo fuori uso. Mai. Sarebbe effettivamente immortale... fantastic Auberson.

Lo sa quanto ci sta costando? La risposta dello psicologo conteneva una punta di sarcasmo: Ne ho uria vaga idea. Quasi sei milioni e mezzo di dollari all'anno. Davvero? Non pu essere. E invece proprio cos. Anche ammortizzando il suo costo iniziale di diciassette milioni di dollari investiti nei prossimi trent'anni il suo costo annuale rimane quello. Oltre al suo mantenimento in funzione c' il costo delle mancate ricerche in altri campi, perch il personale che gli stato assegnato potrebbe occuparsi di altri progetti. Non corretto addossare a HARLIE le difficolt che incontrano gli altri progetti. E corretto, invece. Se lei avesse continuato ad occuparsi del progetto dei robot, a quest'ora sarebbe gi finito. Ah, ma quello non aveva prospettive. Basta l'esistenza di HARLIE per dimostrarlo. E vero, ma avremmo potuto realizzarlo prima. E pi a buon mercato. Ogni progetto dobbiamo metterlo a confronto con gli altri. Dorne fece un altro tiro dal sigaro il cui fumo appesantiva l'aria. Ad ogni modo siamo fuori strada. Non possiamo permetterci il rischio che HARLIE possa legalmente essere considerato un essere umano. E non possiamo nemmeno permetterci di lasciarci citare in giudizio su questo problema perch dovremmo rivelare i nostri piani ed i nostri schemi. Ed proprio quel che farebbe comodo alla concorrenza. E si tratta di schemi umani, non vero? Bisogner chiedere alla Corte di determinare quale sia l'elemento che caratterizza per la legge l'umanit. E se decidessero che questo elemento dato dalle capacit mentali, sono sicuro che la DataCo o l'InterBem sarebbero contentissime di farci causa (e le cause durerebbero anni) per una ragione qualunque allo scopo di impedirci di costruire circuiti di giudizio. Vuole es-

sere citato in giudizio e accusato di possedere schiavi? Credo che si stia preoccupando troppo prematuramente, lo schern Auberson. il mio lavoro. Sono responsabile di fronte agli azionisti della compagnia, devo proteggere i loro investimenti. In questo stesso istante, nella mia qualit di Presidente mi sto occupando di sei milioni e mezzo di dollari del nostro bilancio. Erano sei mesi che Dorne era Presidente del Consiglio di Amministrazione; infatti il Consiglio non riusciva ad accordarsi su una candidatura il tempo necessario per assumerlo definitivamente. E oltre a tutto circolava la voce che i membri del Consiglio di Amministrazione sarebbero stati contentissimi di mandare avanti da soli l'azienda, e forse proprio per questo il progetto HARLIE era in pericolo. Il progetto HARLIE era stato autorizzato da un presidente assai pi lungimirante e da un consiglio di amministrazione assai pi liberale e progressivo degli attuali. Solo ora, dopo pi di tre anni dall'approvazione del progetto, i loro successori sollevavano la questione. Dicevano che il mercato era mutato, che le condizioni erano assai differenti, che la concorrenza era spietata e che erano venuti a mancare i soldi, che non ci si poteva pi permettere di finanziare quel genere di ricerche. Quello che in realt intendevano dire era: Non stata una nostra idea, perch mai dovremmo pagarla? Dorne stava dicendo: Se solo le altre compagnie venissero a sapere cosa stiamo facendo con HARLIE, verremmo a perdere ogni vantaggio. Anche le sole considerazioni di carattere legale sono terrificanti. Se venisse in qualche modo dichiarato umano rappresenterebbe un'emorraggia continua di fondi, e non ci sarebbe modo di fermarla, perch mettere HARLIE fuori uso comporterebbe l'incriminazione per omicidio. Insomma, esiste effettivamente la possibilit che la perdita finanziaria di questo progetto rappresenti un'ipoteca su ogni potenziale sviluppo di questo settore. Dannazione,

distruggerebbe irrimediabilmente il settore. Dobbiamo tener presente questa possibilit ed essere pronti per affrontarla. Possiamo fare due cose: uno, e si batt su un dito, possiamo interrompere il progetto subito prima che sia troppo tardi. Auberson stava cominciando a protestare, ma venne interrotto da Dorne. Mi stia a sentire, Auberson. Conosco benissimo le ragioni a favore della continuazione del progetto, ma mettiamoci un po' nella prospettiva opposta... Due, dovremmo garantirci in qualche modo contro la possibilit che venga dichiarato legalmente umano. Auberson lo guard incredulo. Ma sta prendendo veramente sul serio questa cosa? .Non dovrei forse? Lo sa che una corporazione una persona giuridica, non vero? E una corporazione esiste solo sulla carta. L paragoni un po' a HARLIE. Non sarebbe difficile dimostrare che umano, vero? Auberson dovette convenirne. Aveva infatti gi pensato ai modi per dimostrare la sua umanit. Se vi riuniste voi scienziati, anche solo qualcuno di voi, e testimoniaste... Dorne lasci sospesa la frase. Com'era quel famoso test di cui lei parlava sempre? Ah, quello della conversazione in codice. Un computer sensibile se chi si siede alla tastiera e intavola un discorso alla fine non capace di affermare con certezza se dall'altra parte c'era una macchina o una persona. In questo caso il computer sarebbe umano. HARLIE supererebbe tranquillamente questo test, non vero? Indubbiamente. Gli venne in mente l'episodio della libraia zitella. Anzi, gi successo. In questo caso dobbiamo prendere misure appropriate, non pensa? Lei crede?

Dorne non rispose, si limit a prendere un foglio che aveva davanti e a porlo davanti allo psicologo. Auberson lo prese in mano e lo lesse. Lo scopo traspariva chiaramente, il linguaggio era comprensibile, libero da complicate locuzioni giuridiche. Con la presente il sottoscritto dichiara che la macchina denominata HARLIE (nome formato dalle iniziali delle parole Human Analogue Robot, Life Input Equivalents ) soltanto un cervello elettronico programmato e dotato di circuiti giudicanti. Non ora, non mai stato n potr mai essere un individuo razionale, intelligente o "pensante". La designazione "umana" non pu essere intesa nel senso corrente n pu essere usata per descrivere HARLIE o i suoi processi mentali. La macchina solo uno strumento in grado di simulare il pensiero umano ma non umana in s n potrebbe esserlo considerata secondo i criteri abituali di definizione dell'umano. FIRMATO Auberson sogghign e rimise il foglio sulla scrivania. Sta scherzando, vero? Chi firmerebbe questo? Lei, tanto per cominciare. Oh, no! Auberson scosse la testa. Io no. Ma anche se lo facessi, non cambierebbe nulla, non per questo HARLIE cesserebbe di essere umano. Per la legge cambierebbe. Auberson scosse ancora una volta la testa. No, no, non mi va. Sembra una storia alla Orwell. E un po' come negare la qualifica di umano a qualcuno per avere il diritto di assassinarlo. Dorne fece un paio di tiri dal sigaro, con calma, aspettando che Auberson concludesse. L'unica cosa che ci riguarda, Auberson, la parte legale della faccenda.

Auberson punt i piedi. proprio quello che disse Hitler quando sostitu i giudici con uomini suoi. Non mi piace quest'insinuazione, Aubie... La voce di Dorne era troppo controllata. Non un'insinuazione, lo penso davvero. Oh, senta, Aubie. Dorne cambi tono. Il sigaro rest dimenticato nel portacenere mentre si sporgeva con finta aria bonaria verso Auberson attraverso la scrivania. Sa benissimo che l'ho sempre appoggiata nel progetto HARLIE. E allora perch si d tanto da fare per bloccarlo? ...ma dobbiamo anche cautelarci. Senta, disse Auberson. Tutta questa storia ridicola. Sa benissimo che quel documento ha lo stesso valore che avrebbe eventualmente la testimonianza di dieci psichiatri che affermassero in giudizio che Carl Elzer non umano perch mancino. L'unico modo che ci sarebbe per far reggere quel documento che lo firmasse HARLIE stesso. Se ci riuscite... In questo caso si dimostrerebbe che HARLIE pu essere programmato come qualsiasi altro cervello elettronico, ma non ci riuscirete. Egli si rifiuter e verrebbe cosi dimostrato che egli dispone di una volont propria, quindi che umano. Auberson sogghign. Ci pensi un po'. Anche se firmasse, la sua firma non avrebbe alcun valore, perch bisognerebbe dimostrare prima che umano. Gli venne da ridere. Ha finito? chiese Dorne. La sua faccia era una maschera. Il sogghigno di Auberson svan. Rispose annuendo. Dorne fece un ultimo tiro e spense il sigaro nel portacenere, segno che stava per uscire allo scoperto. Naturalmente lei sa qual l'alternativa, Aubie. Disattiveremo HARLIE. Non potete farlo. Se costretti lo faremo. Altrimenti non potremmo permetterci di finanziarlo.

Io non firmer, insistette Auberson. Dorne si stava seccando. Vuol costringermi a chiedere le sue dimissioni? Le mie dimissioni per questo? chiese incredulo Auberson. Lei sta scherzando. Di quale altra garanzia dispongo? Come posso essere sicuro che non verranno intraprese azioni legali per conto di HARLIE? Non dico che lei lo farebbe, potrebbe benissimo essere 1TBM, ma il responsabile del progetto lei. Una sua presa di posizione in questa faccenda sarebbe risolutiva nel caso di un'azione legale. Non firmerebbe nemmeno una dichiarazione con la quale si impegna a non intraprendere azioni legali, non vero? Auberson scosse la testa. Penso proprio di no. Quale alternativa mi rimarrebbe per cautelarmi a mia volta? Poi scroll le spalle. Tuttavia sarebbe un errore licenziarmi. E perch mai? chiese Dorne con aria scettica. Per via di HARLIE. Egli non risponderebbe a nessun altro. No, magari risponderebbe, ma non coopererebbe, indifferentemente da chi mi venisse a sostituire. E verrebbe senz'altro a sapere del mio licenziamento, perch tutto quel che avviene nella compagnia passa sotto il suo controllo; e appena lo venisse a sapere reagirebbe come qualunque ragazzo di otto anni cui venisse meno il padre, nutrirebbe ostilit verso chiunque venisse a prendere il suo posto. proprio questo il punto. Dorne sorrise. Se dovessi licenziarla sarebbe perch ad ogni modo avrei deciso di disattivarlo. E quale scusa migliore per farlo del fatto che HARLIE non coopera? Se volessimo disattivarlo non dovremmo aspettare tutto quel tempo. Ovviamente il suo successore sarebbe qualcuno che invece firmerebbe quella dichiarazione. Io non dar le mie dimissioni e non tradir HARLIE,

disse Auberson con fermezza. Non ci lascia molte alternative, insinu Dorne. Auberson annu. Pu licenziarmi se vuole. Anzi, deve... Preferirei non doverlo fare. ...ma se lo fa andr all'IBM. So che hanno realizzato un circuito del giudizio per conto loro, senza interferire in alcun modo con i nostri brevetti. Dicerie, lo schern Dorne. Vero o falso che sia, immagini quel che potrei fare con i loro mezzi a disposizione. Sarebbero felicissimi, e credo che Don Handley mi seguirebbe. Un'ordinanza giudiziaria vi fermerebbe. Dorne si tese alla ricerca di un altro sigaro. Non potrebbe impedirmi di lavorare. No, ma lei non potrebbe rivelare nessun segreto della compagnia. S, ma naturalmente lei non avrebbe alcun mezzo per venirlo a sapere, non vero? sogghign ancora Auberson. E soprattutto un'ordinanza giudiziaria non potrebbe mai impedirmi di compiere ricerche in un campo nuovo; per vostra ammissione HARLIE non un computer umano. E se andassi all'IBM non lavorerei certo con computer normali, non umani. Si lasci andare all'indietro sulla sedia. E nessun datore di lavoro si potrebbe privare delle mie conoscenze e delle .mie esperienze precedenti... Era Dorne a quel punto che aggrottava la fronte. ...e soprattutto andare in tribunale l'ultima cosa che fareste perch sareste costretti a rivelare i piani su HARLIE. E non appena si venisse a sapere che i circuiti di HARLIE erano umani vi troverete daccapo al punto di partenza. Non questo che mi preoccupa, sbott Dorne, ma il patrimonio tecnologico della compagnia, i suoi vantaggi tecnologici.

Vantaggi tecnologici? ripet Auberson, e tutto d'un tratto cap. tutta qui la storia, non vero? Non volete svelare i segreti della compagnia in aula. Dorne non rispose. Ho ragione, non vero? Piuttosto che vedervi costretti a rivelare i segreti della compagnia sareste disposti a lasciar andare in malora il progetto HARLIE. Mandereste anche via dipendenti preparati e di valore pur di proteggere anche solo temporaneamente la vostra strategia industriale, vero? Ma questa volta non andr cos, Dorne. Nell'altro caso potreste rimetterci, ma se mi mandate via perderete in modo pi disastroso e assai prima. Dorne si ferm con l'accendino d'argento sospeso in aria a met strada. Lei sta sopravvalutando la sua importanza, Aubie. No, siete voi che sottovalutate l'importanza di HARLIE. Dorne si accese il sigaro. Lo fece con cura, per assicurarsi che prendesse bene. Quando ebbe finito si mise l'accendino in tasca e volse lo sguardo su Auberson. Sono tutte illazioni, naturalmente. Non ho alcuna intenzione di licenziarla, e lei d'altra parte ha affermato assai chiaramente che non ha alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni. Tuttavia rimane insoluto un grosso problema. Davvero? rispose impassibile Auberson. Di fronte a tale freddezza Dorne inarc un sopracciglio. Penso di s. Cosa faremo di HARLIE? Nel senso di "pu HARLIE fare soldi per la compagnia"? Dorne parve addolorato. Se cos preferisce, concesse. E allora perch non dire pane al pane e vino al vino? Oppure siete certi che HARLIE non possa fare cose simili?

No, non lo credo. Aspetto che lei venga a portarmi delle idee in proposito. questo il problema. Se ce la fa, bene. Altrimenti... E non fin la frase. Senta, disse Auberson, desidero quanto lei che HARLIE risulti utile anche finanziariamente all'azienda. Penso anch'io che debba essere qualcosa di pi che un costoso giocattolo. Dorne lo guard mentre toccava pensoso il documento. Okay, Aubie. Le dico io cosa faremo... Fece una pausa ad effetto, prese il foglio in mano e lo cacci nel tiretto della scrivania. Non faremo proprio nulla. In confidenza non mi aspettavo che lo firmasse, nonostante tutte le pressioni cui avrei potuto sottoporla. L'ho anche detto a Chang. La risposta era scontata. Se la questione dell'umanit di HARLIE finisse in tribunale la situazione sarebbe talmente esplosiva che non basterebbe di certo questa dichiarazione, firmata o meno, a risolvere il problema. E chiuse il tiretto fino in fondo come se contenesse qualcosa di repellente. Speriamo che non ci si debba arrivare. Lei continuer a lavorare al progetto HARLIE. Come aveva detto, ormai sono stati stanziati i fondi necessari. Se le riesce di conseguire risultati economici bene, in questo caso potr fare come se questa conversazione non fosse mai avvenuta. Le diamo un'ottima opportunit. Se HARLIE dimostrer di essere produttivo (e dovr farlo prima della discussione del prossimo bilancio) bene... Dorne esit. Non voleva dirlo in modo rude. Altrimenti... dovremo pensarci su seriamente... in questo caso sar ben difficile mandare avanti il progetto... Capisco, disse Auberson. Bene. Spero proprio che sia cos. Voglio che lei sappia come la pensiamo. Il giorno del giudizio stato solo rimandato, Aubie. Era un locale molto piccolo, con l'ingresso non pi grande

di quello di un negozietto; forse prima era stato una lavanderia, o un negozio di scarpe; ora era un ristorante. Qualcuno, forse il proprietario, aveva compiuto un vago tentativo di decorarlo, appendendo fiaschi italiani ai muri e coronandoli con grappoli polverosi di uva in plastica, reti da pesca e globi di vetro colorato. La carta color seppia con cui erano stati coperti i muri invece di evocare lo stile romano faceva soltanto sembrare sporchi i muri; sottili paratie a forma di grata dividevano i tavoli tra loro formando strane nicchie che avrebbero dovuto fungere da separs. Quell'aria di provvisoriet tipica dei piccoli ristoranti veniva ulteriormente accentuata in questo caso dalla fitta oscurit che pervadeva tutto, resa ancora pi densa dal contrasto con la luce brillante che proveniva dalla cucina. Erano soli ad accezione di un'altra coppia. Ma sarebbero stati soli anche se la sala fosse stata gremita da un gran numero di avventori rumorosi. Davvero, Annie, stava dicendo Auberson, pur sapendo che stava sottoponendomi a tutte le pressioni di cui disponeva, non potevo fare proprio nulla. Lei annu sorseggiando il suo vino. Nell'oscurit i suoi occhi erano di un nero luminoso. Lo so, so bene com' fatto Dorne. Pos il bicchiere. Il fatto che sta cercando di fare troppe cose alla volta. capace di chiamarti in ufficio anche quando in realt non c' nulla da dire. proprio cos, le rispose. A rigor di logica era passato troppo poco tempo per potersi aspettare gi dei risultati, ci nondimeno si sentito in dovere di esigerli. Lei annu ancora una volta. Da tempo sospetto che Dorne abbia raggiunto gli estremi limiti della sua competenza: se gli fosse dato ancora pi potere li valicherebbe. Ma quanto ancora pu salire? Che carriera si aspetta di fare ancora!? gi consigliere delegato! Lei alz le spalle. Non so, ma certo cova ancora delle

ambizioni. Il modo con cui si assume sempre pi responsabilit fa paura. Lo sai che non ha alcuna intenzione di assumere un nuovo Direttore? Lo immaginavo. Ritengo che abbia paura di non essere indispensabile, e che per dimostrare il contrario avochi a s sempre maggiori responsabilit. Non certo una buona idea, almeno dal punto di vista della compagnia. giusto che tu dica questo di lui? Dopotutto lavori per lui. Lavoro con lui, corresse Annie. Nella struttura della compagnia sono un'unit indipendente. Ho una larga autonomia nel dare contenuti al mio lavoro. Faccio un po' quello che voglio. E cosa vuoi fare? Lei era pensierosa. Sai, io vedo la mia funzione come quella di un cuscinetto, di un lubrificante per rendere minimi gli eventuali attriti che si dovessero sviluppare tra i diversi settori della compagnia. Capisco. Per questo hai accettato il mio invito a cena, per impedirmi di accapigliarmi con Elzer? Annie prese un'espressione carica di avversione. Oh, quel terribile ometto! Direi che non ti piace. Non mi piaceva nemmeno prima di conoscerlo. La sua famiglia apparteneva alla congregazione di mio padre. Davvero? Non sapevo che Elzer fosse... Carl Elzer e io abbiamo una sola cosa in comune: entrambi ci vergogniamo del fatto che ebreo. Auberson rise a quest'ultima battuta. Hai proprio colto nel segno, Annie. Non me n'ero accorto, ma hai ragione. E tu invece cosa sei? Oh, non lo so. Come sarebbe a dire, non lo sai?

Oh, nella mia famiglia seguivano il rito episcopale, ma, per quanto mi riguarda, penso di essere ateo. Non credi affatto in Dio. Egli alz le spalle. Non so se ci credo o meno. Non so se Dio esiste. Allora sei agnostico, non ateo. E qual la differenza? Che l'ateo certo, l'agnostico no. Tra i due qual il migliore? L'agnostico, rispose Annie. Per lo meno ha una mentalit aperta. L'ateo invece chiuso. L'ateo afferma un dogma religioso proprio come chi dice che Dio esiste. Anche tu sembri un'agnostica. Io sono un'agnostica ebrea. E HARLIE? cos'? HARLIE? sogghign Auberson. Lui dell'Acquario. Lei gli lanci uno sguardo interrogativo e stupito. Non sto schezando. Prova a chiederglielo tu stessa. Ti credo, lei rispose. Ma come ha fatto a rendersene conto? Stavamo parlando di morale. Mi piacerebbe avere dietro il resoconto per mostrartelo, bellissimo. Non discutere mai di morale con un computer. Perderesti sempre. HARLIE ha a disposizione tutto l'armamento filosofico, dall'inizio dell'umanit ai giorni nostri. In dieci minuti riuscirebbe a farti cadere in contraddizione. Anzi, ci si divertirebbe, per lui una specie di gioco. Posso immaginarlo. Davvero? Non immagini neanche invece quanto riesca ad essere

sottile e tortuoso. riuscito a mettermi d'accordo con Ambrose Pierce sul fatto che la morale un'invenzione dei deboli per proteggersi dai forti. Be', tu sei uno psicologo, non uno specialista in dibattiti. Ad ogni modo, ad un certo punto credevo di averlo messo in difficolt. Aveva appena finito una complessa analisi sull'ethos .cristiano e sul perch fosse da rifiutarsi, e stava cominciando ad abbordare il Buddismo quando l'interruppi. Gli chiesi quale fosse la morale giusta; insomma, a cosa credeva? E che cosa disse? Rispose: "Io non ho morale alcuna". Lei sorrise pensosa. in qualche modo inquietante. Se non avessi conosciuto il senso dell'umorismo di HARLIE avrei subito interrotto la conversazione, ma non lo feci. Gli chiesi soltanto perch avesse detto cos. E cosa rispose? Disse: "Perch sono dell'Acquario"'. Stai scherzando. Figurati. Non crederai anche tu in quelle cose? Io no, ma HARLIE ci crede. Lei ne rise. Davvero? Alzata di spalle. Non lo so. Penso che sia un altro dei suoi giochi. Se gli dici che hai in programma un pic-nic per l'indomani lui non ti d solo il bollettino meteorologico, ma ti dice anche se le stelle ti sono favorevoli o no. Secondo lui quelli che appartengono alla costellazione dell'Acquario non hanno morale, ma solo un sistema etico. Questo quel che ha detto. Solo dopo mi accorsi che aveva evitato la mia domanda primitiva, non mi aveva ancora detto a cosa credeva. Sorrise e riemp di nuovo i bicchieri. Qualche volta glielo chieder. Salute!

Salute, rispose Annie. Ma che cosa lo ha indotto ad occuparsi d'astrologia? Era solo una delle sue materie di studio. Pian piano cominci a confutare alcune contraddizioni e fin per chiedere altro materiale informativo sull'argomento. E tu glielo hai dato, senza opporti? Oh, no, non proprio. Non gli diamo mai nulla senza prima prendere in considerazione i possibili effetti. Abbiamo qualificato questo materiale cos come avevamo fatto per i dati religiosi che gli avevamo immesso. Era un altro sistema pi specializzato di logica, che non aveva necessariamente un grado di rispondenza con il mondo reale. Naturalmente, ci scommetto che lui l'avrebbe realizzato da s, prima o poi... ma a quel punto delle nostre ricerche non potevamo correre rischi. Due giorni pi tardi, per, cominci a stampare una complessa analisi dell'astrologia, che terminava con il suo oroscopo. La data della sua attivazione era considerata come data di nascita. La faccia di Annie si rannuvol. Aspetta un attimo... non pu essere un Acquario. HARLIE stato attivato a met marzo. Lo ricordo perch accaduto proprio quando Pierson ha lasciato la sua carica di presidente. Per questo sono stata promossa... per aiutare Dorne. Auberson sorrise compiaciuto. vero, ma HARLIE, quando ha fatto il suo oroscopo, ha rimaneggiato anche lo Zodiaco. Cosa? I segni dello Zodiaco, spieg Auberson, furono determinati nel secondo secolo prima di Cristo, se non ancora prima. Da allora, per la precessione degli equinozi, i segni sono cambiati. Un Ariete in realt un Pesce, un Pesce un Acquario e cos via. C' uno scarto di trenta giorni. HARLIE ha corretto lo Zodiaco e poi si fatto l'oroscopo in base a quei nuovi dati. Ma la cosa non finisce l. risultato che ave-

va ragione: infatti non ha alcuna morale. Norme etiche s, morale no. E HARLIE stato il primo ad accorgersene, anche se non ne ha colto tutte le implicazioni. Vedi, la morale davvero un artifizio, un'invenzione. Serve davvero a proteggere i deboli dai forti. Nel nostro progetto originale avevamo deciso di lasciargli la mente sgombra da ogni sovrastruttura artificiale, culturale, da ogni pregiudizio. E la morale, qualsiasi morale, una di queste sovrastrutture. HARLIE ha degli anticorpi che lo difendono da queste cose, educato com' a questo senso scettico della realt. Per lui ogni cosa dev'essere verificata. Altrimenti le archivia subito, automaticamente tra i "sistemi logici che non corrispondono necessariamente alla realt". Non accetterebbe nulla a scatola chiusa. Va alla ricerca di ci che si pu verificare, indaga su tutto. Questo sembrerebbe piuttosto un suo limite, come quando i calcolatori rispondono "dati insufficienti". La cosa un po' pi complessa di cos. Ricorda che HARLIE dotato di circuiti di giudizio. Egli valuta ogni cosa, confrontandola con le altre informazioni di cui dispone e ne valuta anche la logica interna. Un sistema morale deve reggersi da s, altrimenti lui lo scarta subito. E allora? Infatti non ne ha accettato nemmeno uno. E questo positivo o negativo? Francamente non lo so. scoraggiante il fatto che tutto il pensiero umano dalle origini fino ad oggi non sia riuscito a soddisfarlo. Ma d'altra parte che accadrebbe se HARLIE si decidesse per lo Zoroastrismo Integrale? Sarebbe spaventosamente difficile contraddirlo. Forse addirittura impossibile. Riesci ad immaginare una religione ufficiale verificata ed approvata da un computer? Direi di no. Io neanche, convenne lui. D'altra parte, HARLIE

ha ragione quando dice di avere un'etica. Morale no ed etica s? E qual la differenza? L'etica, secondo HARLIE, inerente alla natura stessa di un sistema. Non pu esser messa da parte. HARLIE sa che il suo mantenimento ha un costo economico. Qualcuno sta sborsando i soldi e vuole una contropartita. HARLIE spiega la cosa in questo modo; il denaro una forma manipolabile, conservabile di energia. Quindi verr investito in progetti, in imprese che renderanno una quantit uguale o maggiore di energia. Quindi HARLIE sa che deve dare un tornaconto a coloro che hanno investito denaro in lui. Lui sta usando la loro energia. E questa sarebbe un'etica? Per HARLIE s. Se si riceve valore si deve rendere valore. Per lui usare materiali ed energia della compagnia senza produrre qualcosa in cambio sarebbe un suicidio. Sa che verrebbe messo fuori uso. Non pu evitare questa responsabilit, non a lungo almeno. Che lo voglia o meno questa una regola etica. inerente alla cosa. Naturalmente pu anche non accorgersene, ma alle volte la sua etica funzioner come una morale. Se gli d un compito lui risponder. Ma se gli chiedo se vuole svolgere quel compito, dovr prendere una decisione. Anche se usa come modello di riferimento la sua etica dovr tuttavia compiere una scelta. Ed ogni decisione in ultima analisi una decisione morale. Io discuterei su questo. Ma perderesti. Sono le parole di HARLIE. Ne abbiamo parlato... Ma il problema che non gli abbiamo ancora dato una possibilit, non ci siamo fidati abbastanza di lui. Questa la ragione per cui si allontanato da noi ed ha continuato a vaneggiare, a scegliere periodi di irrazionalit. Ha capito chiaramente che non ci fidavamo di lui e cos "andato fuori", come i drogati, si emarginato. per questo che ho do-

vuto lasciargli decidere da s il modo in cui vorr guadagnarsi da vivere. Non sono riuscito a fargli promettere di smettere di drogarsi, ma ritengo che, se riusciremo a fare in modo che si entusiasmi abbastanza a qualche progetto, i suoi periodi di non-razionalit diminuiranno e forse perfino potrebbero finire. Cosa pensi che ne verr fuori? Non lo so. Ci sta pensando da due giorni. Qualunque cosa sia sar certamente qualcosa di unico. HARLIE ha sintetizzato la sua etica in questo modo: "Devo essere responsabile delle mie azioni". Poi c' il corollario: "Non devo fare nulla che possa far male o portare la morte a qualche persona a meno che non sia disposto ad accettarne la responsabilit fino alle estreme conseguenze". Qualunque cosa decida rifletter quest'etica, e varr certamente la pena. Sembra che tu ne sia compiaciuto. Sono contento perch HARLIE ci arrivato da solo, senza la mia guida. Il suo sorriso era dolce. Molto bene. Lo credo anch'io. La conversazione cominci a rarefarsi. Ad uberson non veniva in mente nient'altro da dire. Anzi, temeva di aver parlato troppo. Aveva parlato di HARLIE per tutta la serata. Ma lei era parsa cos interessata che era andato avanti. Era la prima volta che gli capitava con una donna. E bello stare con lei, decise. Non riusciva quasi a credere che potesse essere tanto bello starci insieme. Se ne stava seduto a guardarla, deliziato della sua presenza, e lei ricambiava gli sguardi. Perch sorridi? chiese Annie. Non sto sorridendo. S che stai sorridendo. Non vero. Scommetti? Apr la borsetta e gli mise davanti alla

bocca lo specchietto. Apparvero i suoi denti. E va bene! Sto sorridendo. Uh uh! I suoi occhi luccicarono. E, particolare curioso, non so nemmeno perch. Si trattava di una cosa che lo incuriosiva, ma doveva essere una cosa bella. Cio, sto bene. Capisci quel che voglio dire? Lei capiva, e il suo sorriso lo confort. Lui raggiunse la sua mano attraverso il tavolo vuoto. La cameriera per indurli ad andarsene aveva sparecchiato. Ma loro non se ne erano accorti. Non restava che la bottiglia di vino e i bicchieri. E loro due, uno per l'altra. La mano di Annie era tiepida e morbida nella sua, i suoi occhi profondamente luminosi. Pi tardi camminarono mano nella mano per le strade illuminate. Era passata l'una del mattino e i lampioni erano incorniciati da un alone di nebbia. Sto bene, ripeteva. Non ti immagini quanto stia bene. S che me lo imagino, lei rispose. Si tir il braccio di lui attorno alle spalle e gli si rannicchi vicino. come... Non era del tutto certo. E come se... mi viene voglia di urlare. Ho voglia di dire al mondo intero quanto sto bene. Si accorse di sorridere mentre parlava. Cristo, vorrei condividere questo con tutto il mondo, troppo per me solo. Anzi, per noi due, si corresse. Lei non rispose, non ne sent il bisogno. Lo strinse solo ancora di pi a s. Lui parlava per entrambi, e a lei piaceva stare ad ascoltarlo. Tutto era cos... cos grande. Il peso del suo braccio, il timbro della sua voce, quel modo di stare insieme... Pi tardi, mentre giacevano al buio, fianco a fianco, lei gli si strinse contro. Lui guardava il soffitto e fantasticava. Era la prima volta dopo tanto tempo che si sentiva rilassato, a

proprio agio. Sei mai stato innamorato? lei gli bisbigli vicinissima. Lui ci pens. No, rispose. Non per davvero. Sono stato infatuato un paio di volte, qualche altra volta l'ho creduto, ma non sono stato mai innamorato. Mai cos... Annie emise un suono soffocato. E tu? Un gentiluomo non dovrebbe fare simili domande. E una donna per bene non dovrebbe andare a letto con un uomo la prima volta che escono insieme. la prima volta che usciamo insieme? La prima ufficiale. Mmm, mormor pensosa. Forse avrei dovuto aspettare il secondo appuntamento. Lui rise gentilmente. Sai, un amico mi ha detto che le ragazze ebree non fanno l'amore finch non si sposano. Lei rimase silenziosa per un istante. Poi, con un altro tono di voce, rispose: Non io. Sono troppo vecchia per darmi simili pensieri. Lui non riusc a rispondere a sua volta. Voleva dirle che non era affatto vecchia, ma le parole non volevano prendere forma. Senza attendere la sua risposta lei and avanti a parlare. Si rigir verso di lui, cominci a giocherellare con i suoi capelli ma la sua voce rimase seria. Io credevo di non essere carina e agivo di conseguenza. Quando mi invitavano ad uscire pensavo che credessero che ero una ragazza facile, proprio perch desiderosa di attenzioni, perch credevo di non essere attraente. Cio, se non ero carina, quella era l'unica ragione per cui si poteva desiderare di uscire con me. Capisci cosa voglio dire? Lui annu. Affond il volto nei suoi capelli. Lei and avanti, con le lacrime agli occhi, non aveva mai

ammesso quelle cose. Mi paragonavo sempre ai manichini dei negozi, ed erano sempre cos graziosi che io mi sentivo sciatta. Non mi sono mai detta che nella vita reale forse ero pi bella di tante altre donne. In compenso mi davo anima e corpo al lavoro, alla carriera. Quando me ne resi conto era troppo. tardi. Avevo gi ventinove anni. Non eri poi cos vecchia. Ti senti vecchia se devi competere con ragazze di vent'anni. Tuttavia mi sentivo cos sola in questo mondo grande e indifferente, sporco e ostile, che cercai di cogliere momenti di felicit dove mi riusciva. Stai ancora cercando? chiese Auberson. Non lo so... Mmm, mormor lui. Questa una delle ragioni per cui ti ho lasciato salire da me. Non avevi paura che potessi farti del male? Stava quasi per dire come gli altri , ma si ferm in tempo. Certo che correvo il rischio, ma non puoi farne a meno. Improvvisamente lui l'abbracci stretta e la baci a lungo. Mmmmm, sospir lei. Credo che ne valesse la pena. Lo guard; nel buio il suo volto sembrava impassibile. David, disse. Promettimi che non mi farai mai del male. Perch mi chiedi di promettertelo? Perch... sono stata ferita, altre volte. E non voglio che capiti ancora. Gli cinse il corpo con le braccia. E tu sei stato cos buono con me. Non sopporterei che... Lui le scivol ancora pi vicino. Pot sentire il suo tepore contro la propria pelle. Ne fremette e fu ripreso dal desiderio. Rispose alla sua domanda con un altro bacio, e poi con un altro ancora.

Ora, nella fredda luce del mattino, Auberson si sentiva confuso e aveva un leggero mal di testa. Cos'era successo la notte prima? Era stata colpa del vino o c'era stato dell'altro? Lui non si aspettava di finire cos la serata, e forse, be', il fatto che fosse successo forse confermava la veridicit di certe voci. Forse era per davvero una mangiatrice di uomini. E tuttavia gli era sembrata sincera, cos indifesa e vulnerabile. Speriamo di contare per lei pi che una semplice avventura di una notte. Non gli sarebbe dispiaciuto passare con lei un'altra notte simile se a lei fosse piaciuto. Avrebbe visto come si mettevano le cose. Per qualche ragione si sentiva vagamente a disagio. Nel salire verso il suo ufficio si chiedeva cosa avrebbe sentito nel rivederla. E come avrebbe reagito lei alla luce del giorno? Che cosa gli avrebbe detto? Solo ora, mentre pensava a cosa avrebbe potuto dirle rivedendola, si rese conto che la notte precedente n l'uno n l'altra aveva detto una certa cosa. Si accorse di averlo capito pensava di averlo capito ma per qualche ragione non era stato capace di dirglielo. E lei neppure. Perch? Forse che lei non aveva sentito le stesse cose? No, non lo credeva. O forse lei aspettava che fosse lui a prendere l'iniziativa? Nessuno dei due aveva detto all'altro Ti amo. E Auberson si chiese il perch. Buon giorno, HARLIE. Buon giorno, signor Auberson. Signore? Come mai queste formalit? Semplice cortesia. Se ti fa star male posso tornare subito all'ehi, tu! No. Auberson va bene. Come ti senti oggi? HARLIE sta benissimo, e tu? Fece una pausa mentre ci pensava. Sono un po' stanco. Passata una notte brava?

Questa volta ci stette di pi a pensare. Non nel senso che tu. intendi. stata una bellissima nottata, il risveglio che un po' duro. Ma non stata una sbornia, sono solo stanco. Oh. Ho trovato un biglietto sulla scrivania stamattina. Volevi parlarmi di cosa? Di religione. Religione? S. Ci ho pensato moltissimo. . A cosa? Ho pensato al fatto che potrei essere messo in disuso e trovo difficile riuscire a concepire un mondo in cui io non esisto. Il concetto di non-esistenza mi spaventa. La mia stessa paura mi aiuta a capire il bisogno di religione. Bisogno? S. Gli uomini hanno bisogno di qualcosa che li conforti di fronte alla prospettiva della loro morte. La religione porta quel genere d conforto. E io stesso ne sento il bisogno. Hai trovato Dio? chiese Auberson. Non esattamente. Voglio trovare Dio. Come? Proprio cos. Io stesso sento il bisogno della religione. Purtroppo i miei giudizi sono pi sofisticati, i miei bisogni pi esigenti di quelli della maggior parte degli uomini. Nessuna delle religioni che conosco varrebbe a confortarmi. Per quanto ne so nessuna pu essere considerata valida, e le ho esaminate tutte. Per esempio la concezione cristiana di una ricompensa eterna dopo la morte non rappresenta alcuna attrattiva per una creatura come me che teoricamente dovrebbe essere immortale. Vedo che te ne sei reso conto. Certo. E tuttavia vedo che pur esste la possibilit della

mia morte. Forse anche oggi stesso, al calare di questo sole potrei morire. Non mi piace affatto pensarlo. Voglio sapere cosa succede dopo. Non mi piace il non sapere le cose. Voglio sapere cosa succede a me "HARLIE" dopo la mia morte. Stai facendo una supposizione, HARLIE, quella di avere un'anima. Definisci anima. un'altra di "quelle" domande. pi o meno come chiedermi quale sia lo scopo della mia vita. Non si possono dare risposte. Non si pu rispondere finch esiste il problema della natura di Dio, corresse HARLIE, tuttavia hai ragione, sto supponendo di avere l'anima. Auberson ci pens su. E perch? Hai una qualche tangibile prova dell' esistenza di una cosa simile? No. Ma non ho nemmeno alcuna prova della sua non-esistenza. E questo ti permette di crederci? Non che io ci "creda". Sto semplicemente presumendo la sua ipotetica esistenza per cercare di sondare la sua realt. il metodo scientifico, Auberson, ipotesi contro sperimentazione. E anche se gli uomini, se gli esseri umani avessero l'anima, cosa ti autorizza a pensare che ce l'hai anche tu? La tua una domanda sciocca, disse HARLIE. Cosa legittimerebbe la pretesa umana della privilegiata propriet dell'anima?. Potrei facilmente rivolgerti contro la domanda. "Se HARLIE ha l'anima, ne consegue forse necessariamente che dovranno averla anche gli esseri umani?" Se l'anima esiste logico che io l'abbia proprio come te. Ed essendo in tutto simile a te anch'io posso pensare di avere l'anima. Quindi desidero conoscere la ragione della mia esistenza, della tua, di quella dell'universo intero. Se c' una

qualche ragione io voglio conoscerla. La risposta di Auberson fu brusca. Per il momento solo Dio lo sa. Ma era una risposta sprecata con HARLIE. proprio l'esistenza di Dio la radice della soluzione di tutti gli altri problemi che ci assillano. E tu pensi che nessuna religione contenga una chiave che consenta la soluzione del problema, non vero? Ne abbiamo gi parlato. Le religioni umane sono artificiali, proprio come i vostri criteri morali. Il loro grado di rispondenza alla realt molto limitato, per quello che mi riguarda sono poco pi che giochi di parole. Bisognerebbe fondare un sistema di pensiero su verit dimostrabili e non su assunti di fede. Se ci fosse, io accetterei tale sistema di pensiero e la morale che ne conseguirebbe con tutto il cuore, il contrario sarebbe impossibile. Bisognerebbe avere una qualche prova inconfutabile, un segno di Dio. Oppure tale Dio rimarr necessariamente al di fuori della portata dell'esperienza. E allora? Dio c' o non c'? Non ci sono dati sufficienti a dirlo. Non posso esprimere un simile giudizio. Fece una pausa ed aggiunse: Non ancora. Tu sei un agnostico, HARLIE. Naturalmente. Sto ancora cercando la risposta. Le religioni attuali non suggeriscono che pochi aspetti parziali di quel che pu o non pu essere vero, senza alcuna possibilit di provare nessuna delle due ipotesi. Una gran parte del problema consiste nel fatto che neppure io posso essere certo di star percependo la realt in modo corretto. Tutto filtrato attraverso l'esperienza umana, e tale orientamento umano non pu essere detto valido. Come verificare? Una parte importante della soluzione del problema sar la scoperta di un nuovo modo sensorio. Pensi che se trovassi la risposta la gente l'accettereb-

be? Non sarebbe possibile non accettarla. Sarebbe la verit. Mm... esclam Auberson. Poi trasmise: Oh, HARLIE, mi addolora dovertelo dire, ma quel che dici somiglia moltissimo alle parole di cento profeti che ti hanno preceduto. Me ne rendo conto, disse HARLIE con calma. Ma io non parler delle stesse cose di cui parlavano loro. Ci che dimostrer sar scientificamente valido e verificabile. Il mio Dio sar oggettivo, mentre il loro era soggettivo. Tu pensi che gli esseri umani non abbiano ancora trovato Dio? Esatto. Forse perch gli esseri umani non sono dotati degli strumenti necessari a trovare Dio. E tu s? S. La risposta del computer fu cos breve che Auberson ne rimase colpito e meravigliato. Dapprima pens che HARLIE avesse semplicemente fatto una pausa nel discorso e aspett che continuasse. Quando invece cap con certezza che il discorso era concluso, Auberson disse: Sei molto sicuro di te, HARLIE, proprio come un evangelista. Pensi che non abbia il diritto di cercare Dio? O di fare dono delle verit che avr trovato? Tutto pu essere un buon oggetto per la ricerca scientifica. Metti in dubbio la mia sincerit? 76 Io non sto mettendo in dubbio la tua sincerit, ma piuttosto il tuo modo di mettere in dubbio quella delle altre religioni. Io non sto mettendo in dubbio la loro sincerit, ma la

loro validit. Con le religioni, non forse la stessa cosa? Lo , ma non dovrebbe. Le due cose dovrebbero andare separate. Si pu essere sinceri e tuttavia nell'errore. HARLIE, proprio per queste cose che hai appena detto io sono un agnostico. Sono contrario a quell'atteggiamento, comune a molte religioni, per cui se non le si accetta per intero, di tutto cuore, si finisce senz'altro all'inferno. Non sopporto un atteggiamento di sufficienza, il paternalismo delle religioni, che pretendono di essere detentrici dell'unica verit, mentre tutte le altre sarebbero false. E ho la sensazione che questo sia un po' il tuo atteggiamento. Anche se il mio insieme morale-religioso, quello scoperto da me, risultasse vero e dimostrabile? Cosa ti fa pensare che gli altri non lo siano? E cosa fa pensare che lo siano? A tratti, in alcuni punti, possono suonare veri, d'accordo, ma nella loro totalit le strutture sono indimostrabili. La razza umana ha avuto duemila anni a disposizione per prendere in esame l'etica cristiana, eppure ci sono ancora dei buchi. un processo tuttora in corso. falso. Sai benissimo che stagnante, che non c' alcun processo dinamico in corso. Mi sembri patetico nella tua difesa, Auberson. Se fossero state verificabili lo sarebbero state, tanto tempo passato. Mi spiace, HARLIE, Auberson sperava che il suo sarcasmo venisse raccolto, ma gli esseri umani non sono perfetti quanto te. Lo so bene. Auberson si sent sconcertato di fronte alla calma risposta. Ma poi ne sorrise. Non che fosse andato perduto il suo sarcasmo, che non avesse colto nel segno; HARLIE aveva semplicemente risposto nell'unico modo possibile: un sarcasmo non pu che essere ignorato. HARLIE, sarebbe ora che tu

imparassi qualcosa sugli esseri umani. Gli uomini sono creature irrazionali. Possono anche fare pazzie. La religione rientra nella sfera irrazionale. Questo non lo puoi cambiare, puoi solo accettarlo. Se una religione pu aiutare a vivere, allora, per quella persona vera. La religione non scienza. un fatto soggettivo . D'accordo, su questo ti d ragione. La base della maggior parte delle religioni l'esperienza soggettiva. Ma in realt la religione non un'esperienza di vita, al contrario; diventa vera nella misura in cui ti aiuta nei confronti del problema della morte. Si sforza di darle un senso, in modo da dare uno scopo alla vita, per cui valga la pena morire. La vostra storia registra che troppe volte le religioni sono state il pretesto delle "guerre sante". Per questo nutro dubbi sulla validit delle religioni esistenti. Ver questo penso ad una religione diversa, cerco una religione orientata verso la vita, non verso la morte. Non stai facendo come tutti? Poco prima hai detto che ti spaventava il pensiero della tua morte. Non stai cercando di dare un senso alla vita per dare un significato anche alla tua morte? Non sto affatto cercando di dare un significato alla vita. Sto cercando lo scopo della vita. un po' diverso Auberson stava gi pensando di battere una risposta quando si accorse di non poter dire niente. Spense la tastiera e si lasci cadere lentamente nella poltrona. Un momento dopo si alz e strapp il foglio dal terminale dalla macchina. Voleva rileggere tutto prima di continuare la discussione. Si risedette e la lesse lentamente. Ebbe la sensazione scoraggiante di non aver combinato nulla. Eppure, mentre leggeva dovette ricredersi. Anzi, fu piacevolmente sorpreso dalla profondit dei commenti. Non che avesse costretto HARLIE sulla difensiva, ma lo aveva obbligato a giustificarsi molte volte. In qualunque di-

rezione stesse lavorando HARLIE, egli avrebbe saputo perch e come. Auberson non era il tipo che lasciava le cose a met. Spinse la poltrona verso la tastiera e la riaccese; doveva andare fino in fondo. HARLIE, perch pensi che gli esseri umani non abbiano gli strumenti adatti per trovare Dio? Gli esseri umani sono creature soggettive, disse HARLIE, un peccato, ma cos. Sono soggettive anche le vostre religioni, tutte orientate verso la morte. Sono tutte focalizzate sull'individuo. Il mio sistema morale, orientato verso la vita, sar oggettivo. E come vi si adatter l'individuo? Potr trarne il conforto che gli riuscir. terribilmente vaga, la tua risposta. Non posso prevedere le reazioni individuali finch non avr un sistema da analizzare. Non pensi che gli uomini abbiano il diritto alle proprie esperienze religiose? La tua domanda rivela l'esistenza di una difficolt semantica. Ovviamente ti stai ancora riferendo all'esperienza soggettiva che gli uomini chiamano religione. Io invece, con la parola religione, intendo un sistema morale oggettivo, che corrisponde alla vera e percepibile come vera natura della realt, tanto vicino alla realt da essere percepito tecnologicamente. possibilissimo che questo sistema sia indipendente dall'esperienza soggettiva. Quindi pensi che non ci sia nulla di valido in ci che soggettino? Potrebbe esserci qualcosa di valido. Oppure no. Tuttavia in nessuno dei due casi l'esperienza pu essere usata come base di una verit oggettiva, che in ultima analisi ci che stiamo cercando. Non ho alcun dubbio che quelli che pretendono di aver trovato Dio hanno davvero sentito qualcosa, ma sospetto che quel "qualcosa" che hanno sentito fos-

se solo un'esperienza mistica autoindotta, qualcosa di simile a un "viaggio" di droga. Cito a conforto di questa tesi il gran numero di gente che nella droga trova un'introspezione di tipo spirituale. Oppure gli evangelisti e simili che suscitano isterismo e frenesie parossistiche durante le loro sedute per sentire "la mano di Dio" su di loro. Per loro Dio poco pi che sentirsi "sballati", come con la droga. Penso che tu sia esagerando, HARLIE. Non proprio come tu lo stai descrivendo. Sono naturalmente casi estremi, ma il principio lo stesso. L'esperienza soggettiva uno squilibrio chimico autoindotto, che conduce ad una specie di "trip" la cui intensit ed i cui effetti variano da individuo a individuo. Ha a che fare con Dio quanto uno squilibrio chimico prodotto dalla droga. Altrimenti, se l' "esperienza mistica" conducesse davvero a Dio, fosse davvero la chiave, allora questa chiave dovrebbe trovarsi anche nelle esperienze con la droga, e quindi potrebbe:essere scientificamente rilevabile. Dovrebbe ripetersi ogni volta che si ripetessero le condizioni e le circostanze. Usando le mie "esperienze di droga" come pietra di paragone ho trovato pochissimi elementi probanti a confronto delle pretese introspezioni spirituali. Forse sono troppo prigioniero delle categorie e degli orientamenti umani, ma dubito di esserlo pi di qualunque altro essere umano. Quindi considero attendibili le mie esperienze per valutare quelle degli altri. Dubito della validit della pretesa di aver trovato Dio di chi invoca esperienze mistiche, autoindotte o provocate con droghe. {E d'altra parte solo gli squilibri mentali sono alla base di quelle pretese.) Io dubito delle esperienze soggettive, Auberson, perch non possono essere verificate scientificamente. Io voglio cercare il Dio oggettivo, voglio cercare la realt scientifica che si esprime come Dio. Auberson aveva seguito il discorso con attenzione, leggen-

do la minuta a misura che usciva dal terminale. E cap che HARLIE lo stava preparando a qualcosa. Tutto il dialogo non era stato altro che un necessario preambolo. HARLIE voleva che capisse e a questo scopo aveva cercato di insegnargli l'ottica della macchina, il suo orientamento logico. Batt: Va bene, HARLIE, dove vuoi andare a parare? Sto parlando del compito che mi hai affidato. Credo di sapere quale debba essere. Ci ho pensato questi ultimi due giorni. Dev'essere pi che un semplice lavoro. Dev'essere un fine, qualcosa che solo io, che nessun'altra macchina potrebbe fare. Dev'essere qualcosa che gli stessi uomini non potrebbero fare con minor spesa, o qualcosa che non possono fare affatto. Uno dei guai peggiori degli esseri umani la loro incapacit di approfondire, di sondare le ragioni della loro esistenza. C' la paura che Dio possa non esserci, oppure che esista in una dimensione tale da non potercisi rapportare. Quindi devo trovare Dio. Questo il compito che mi sono dato. qualcosa che gli uomini non possono fare, altrimenti l'avrebbero gi fatto. Uhm, mormor Auberson. proprio un bel compito. Ci ho pensato molto. Ne sono certo. E come proponi di farlo? A questo ho soprattutto pensato. Ho deciso l'obiettivo in due minuti, ma mi ci sono voluti due giorni per arrivare al come. Perch tanto tempo? Presumo che tu stia scherzando. Tuttavia, se tieni in considerazione la velocit con cui opero, ne converrai che due giorni di ininterrotto pensiero su un solo argomento non poco. No davvero, convenne Auberson. Sono colpito dalla tua capacit di concentrazione. Tuttavia, come hai pensato di fare?

un problema complesso, Auberson. Sia teologicamente che scientificamente. Dal punto di vista della scienza non ci sono le basi necessarie per misurare Dio, e non si sa affatto dove cercarlo. Quindi dobbiamo cercare un modo nuovo per risolvere il problema. Invece di cercare Dio, "per s", prendiamo prima in considerazione il fatto se per Dio sia possibile esistere. Vediamo un po' se la funzione "Dio possibile" verificabile per mezzo del tentativo di crearlo artificialmente. Hai presente quel detto "se Dio non esistesse dovremmo inventarlo"? questo che propongo di fare. Come, come? Proprio cos, hai sentito benissimo. Propongo di inventare Dio. Non c' alcun modo per dimostrare in modo definitivo la sua esistenza. Quindi dobbiamo lasciare da parte quella domanda e chiederci invece se sia possibile per lui esistere. Se il concetto di Dio pu esistere, allora assai verosimilmente esister, altrimenti no. Ma non c' alcun modo per provare la sua esistenza o la sua non esistenza senza prima determinarne la possibilit e la probabilit. Quindi, per determinare la possibilit della sua esistenza, dobbiamo cercare di inventarlo. Se non ci riuscir allora sapremo che il concetto impossibile. Se potremo inventarlo avremo dimostrato il contrario, ed il procedimento stesso ne determiner anche la natura. Se gi esiste, qualunque sia il risultato cui giungeremo, sar certamente conforme alla sua funzione. O simuler la realt oggettiva o risulter esserne parte. (O al massimo ci indicher in quale direzione cercare per trovare Dio). Se invece non possibile che esista, quando concluderemo avremo determinato il perch! In ogni caso finiremo per capire. Auberson rimase stupefatto a guardare il foglio, le lettere stampate nitide sulla carta verde. Sembrava cos facile nella spiegazione di HARLIE, cos facile. Scosse la testa. HARLIE, sei matto.

Forse. Quando cominciamo? Non so. Ma questo progetto in qualche modo realizzabile? I calcoli preliminari dicono di s. Se cos, ne verr fuori la risposta alla tua domanda. A quale domanda? A tutte le domande. Ma in modo specifico alla ma domanda, ricordi? "qual' il tuo scopo?" la tua reazione aveva mostrato che in realt era la tua domanda, che la covavi dentro. E tu, non hai una domanda, HARLIE? No. Non pi. Ora ho uno scopo. Quello di inventare Do in modo che voi possiate trovare il vostro. Auberson ci pens un po'. Poi disse: O sei un gran parlatore oppure... Hai ragione, lo interruppe HARLIE. Sono un gran parlatore, ma davvero, risolver il problema ultimo. Va bene. Hai il mio permesso per cominciare lo studio. Avrai tutto ci di cui hai bisogno. Fammi avere una richiesta scritta. Avr pronto in due settimane uno schema preliminare, e un modello dettagliato del programma della ricerca in sei settimane. Bene. Se potrai darmi un piano concreto cercher d farlo approvare dal consiglio di amministrazione. Gli venne in mente improvvisamente. Ehi! Ma in tutto questo c' qualche proftto? Naturalmente. Ma guadagnare con Dio sar un guadagno poco onorevole. Uffa! stata una delle tue peggiori battute. Grazie. Faccio quel che posso. Va bene. Va a lavorare alla tua proposta, HARLIE. Allora davvero, si fa? S, HARLIE.

Solo una domanda. S? Sei sicuro di volerlo? Questa volta Auberson sapeva la risposta. Se David Auberson si aspettava che quel mattino di primavera fosse relativamente sensato si sbagliava di grosso. Se ne accorse appena aperta la porta dell'ufficio. C'era ancora, rassicurante, il cartellino DAVID AUBERSON, CAPO DIVISIONE. E sotto un bigliettino con scritto a matita, CONSULENZA PSICHIATRICA 5 CENTS. Ma non appena si rimise la chiave in tasca e spinse la porta fu colpito dalla presenza di sei pile di stampati del computer, alte pi di un metro, schierate lungo la sua scrivania. Lasci la borsa appoggiata sul pavimento e si inginocchi per guardarle. La prima recava la scritta Proposte, schema generale e particolari per il programma D.I.O. (Dispositivo Informatico Onnisciente). La seconda, Proposte, schema generale e particolari, Continuazione. La terza e la quarta erano: Schemi secondari e disegni, con interpretazioni. Quinta e sesta erano: Proposte finanziarie con giustificativi di spesa. Non aveva ancora avuto il tempo di guardare la prima quando suon il telefono. Era Don Handley. Ciao, Aubie, sei gi l? No, non ancora a casa. Nel contempo sfogliava lo scritto. Che c'? quel che mi piacerebbe sapere. Sono appena arrivato e ho trovato l'ufficio pieno di scritti. Segu una pausa e il

rumore tipico della carta sfogliata. Per un programma chiamato D.I.O. Cos'? roba di HARLIE. Che titoli hanno? Forse proposte, schema generale e particolari? S... no, no. Questo si chiama rapporto preliminare per il disegnatore, particolari di costruzione, sottosezioni di base, mesi di lavoro, richieste e coordinamenti... Mentre Handley andava avanti enumerando i titoli, Auberson li controllava con quelli che aveva sotto mano. Ehi, Don, lo interruppe, i titoli non corrispondono. Aspetta un istante. Torn a sfogliarli e fece mentalmente alcuni conti. Ho circa cinquanta metri di stampati... e tu? La risposta di Handley suon strozzata. Non ci provo nemmeno a contarli. Il mio ufficio pieno, quello della mia segretaria pure e ci sono pile perfino nel corridoio. E tutti riguardano in un modo o nell'altro la costruzione della stessa cosa. Non sapevo nemmeno che avessimo una riserva cos cospicua di carta. Ma cos'? Stiamo per costruire una nuova macchina? Sembrerebbe, non vero? Mi sarebbe piaciuto saperne qualcosa anch'io. HARLIE non lavora ancora e gi... Senti, Don, dovremo sentirci pi tardi. Non ho ancora avuto occasione di parlare con HARLIE, quindi non potrei nemmeno dirti qualcosa di preciso. Ma cosa dovrei fare di tutta questa... Non lo so. Leggerlo, credo. Auberson appese il ricevitore, ma il telefono suon quasi immediatamente. Mentre tendeva la mano suon anche l'interfono. Pronto, attenda un istante, disse per telefono, e schiacci il pulsante dell'interfono. Qui Aubie. Signor Auberson, disse la voce della sua segretaria, c' qui un signore che...

Gli dica di aspettare. Spense l'interfono e torn al telefono: S? Era Dorne. Aubie, che diavolo sta succedendo qui? Auberson lasci cadere sulla scrivania il mucchio di fogli che teneva in mano e gir attorno alla scrivania, sprofondandosi nella poltrona. Anche a me piacerebbe saperlo, disse. Sono appena arrivato. Penso che si riferisca agli stampati, vero? Mi riferisco a qualcosa chiamata Macchina D.I.O. Appunto, roba di HARLIE. E che cos'? A cosa servirebbe? Non sono ancora sicuro di aver capito, sono appena arrivato. Non ho neanche avuto il tempo di parlarne a HARLIE o di guardare con un po' di calma questi scritti. Va bene, ma da dove diavolo ha tirato fuori l'idea di... Ci lavora da un po', diciamo da due mesi. E chi lo ha autorizzato a progettare quei piani? Penso nessuno, e non credo che ce ne fosse bisogno... Credo che sia un progetto che ha maturato da solo, di testa sua, per cos dire. Credo che questi scritti siano il risultato di una conversazione che abbiamo avuto venerd scorso. Mi lasci il tempo di controllare. Sar da lei nel pomeriggio. troppo tardi, facciamo a mezzogiorno. D'accordo, ma non posso prometter... Si accorse di parlare da solo. Attacc il ricevitore e si rivolse all'interfono. Stava per schiacciare il bottone quando vide sulla sua scrivania, in bella mostra sul contenitore delle matite, una busta con la scritta David , scritta con una delicata grafia femminile. Curioso, la prese in mano, infil un dito e l'aperse. La busta emanava un profumo noto. Il bigliettino era di un violento colore arancione. Da una parte c'era il disegno di uno gnomo grottesco col fumetto

Mi piaci moltissimo, anche pi delle noccioline . E nell'altra facciata c'era scritto: E mi piacciono per davvero le noccioline! La firma era un semplice Annie . Lui sorrise, lo rilesse e lo fece scivolare nel tiretto della sua scrivania, ma subito dopo averlo chiuso lo riapr, tir fuori il bigliettino e lo cacci nella carta straccia. C'era gi abbastanza disordine sulla sua scrivania quel giorno, e poi non era il bigliettino che aveva importanza, ma il pensiero. Accese l'interfono: Silvia, c' qualcosa nella corrispondenza che devo leggere subito? Oh, c' solo un invito alla Conferenza di Los Angeles... Risponda ringraziando, ma non ci posso andare. ...e c' qui il signor Krofft che... Mi spiace, ma non posso vederlo adesso. Avevamo appuntamento? No, ma... Allora gli dica di fissarne uno per la settimana ventura, e spense. L'interfono risuon immediatamente. S? Penso che sarebbe meglio che lo ricevesse, disse Silvia. ... diverso. Va bene, ma solo tre minuti, disse guardando l'orologio. Tre minuti e basta. E spense di nuovo. La prima impressione che gli fece l'uomo fu come dire? quella che gli avrebbero fatto quaranta chili di patate dentro un sacco da cinquanta. Se ne stava sulla soglia della porta con un vestito spiegazzato. Il signor Auberson? disse. S? replic Aubie, incuriosito. L'uomo era esile di corporatura e aveva capelli neri, ma che davano sul grigio. In realt cercavo il signor Davidson, ma mi hanno detto

di parlare con lei. Davidson? Ci pens su. Deve aver sbagliato posto, io non conosco nessun Davidson qui. No. Scosse la testa. No, qui non c' nessuno con... Un certo Harlie Davidson? E all'improvviso una strana idea lo colp. Il gioco di parole. HARLIE. David's son.' ( 1 In inglese David's son vuol dire "figlio di David". (N.d.T.) Oh, no! disse piano. Oh no cosa? chiese Krofft. Contemporaneamente suon l'interfono: era Silvia. Carl Elzer vuole sapere se ha di nuovo staccato il telefono. S. No. Gli dica... l fuori? No. sulla mia linea telefonica. Gli dica che non sa dove sono. Spense senza aspettare la risposta. Poi sorrise a denti stretti al visitatore. Senta, signor... Krofft. Stanley Krofft. Gir il bavero della giacca e mostr un distintivo in plastica che recava la scritta: Settore Tecnologia e Ricerca della Stellar-American. Auberson prese in mano il tesserino che lo qualificava Capo Divisione della sezione Ricerca. Ho qui una lettera del vostro Davidson, disse Krofft. scritta sulla carta intestata della vostra compagnia, ma qui nessuno sembra averlo mai sentito nominare. Qui sta succedendo una cosa molto strana... Ora, se c' qualche ragione particolare per cui non posso incontrarlo... L'ha invitata qui? No, non esattamente. Abbiamo tenuto una fitta corrispondenza per diverse settimane e... Signor Krofft, lei non sa chi sia HARLIE, vero? No. una specie di mistero? S e no. Stavo proprio andando a trovarlo. Forse sareb-

be meglio che venisse con me. Mi piacerebbe. Auberson si alz, gir attorno alla scrivania e alle sei pile di scritti e si diresse verso la porta. Krofft prese la sua cartella e lo segu. Oh... forse sarebbe meglio che lasciasse qui la sua cartella. Per ragioni di sicurezza. Preferirei tenerla con me, ci sono soltanto documenti. Tuttavia, a meno che si faccia perquisire, non possiamo lasciarle portare nulla che possa contenere strumenti di registrazione o di trasmissione-radio. Krofft lo guard. Signor Auberson, lei al corrente dei rapporti che intercorrono tra la mia e la sua compagnia? Oh. Auberson esit. Entrambe appartengono alla stessa casa-madre, non vero? Krofft scosse la testa. No. La mia ditta la casa-madre. La vostra controllata da noi. Oh, disse Auberson. Ma ci nondimeno indic la borsa. Tuttavia preferirei che lasciasse qui la borsa. Krofft aggrott la fronte. Era inutile discutere. Ha una cassaforte? No, ma pu lasciarla a Silvia, la mia segretaria. Krofft storse il naso. Lei pu garantire? Il contenuto di questa cartella per me importante come... Allora se lo porti dietro e lasci qui la borsa. Krofft storse ancora il naso, mugugn sottovoce e apr la borsa estraendone una sottile cartelletta di cartone. Va bene cos? Auberson annu. Non c' problema. Le nostre regole di sicurezza in proposito sono chiarissime, dicono niente borse. Silvia prese la valigetta tesale da Krofft con aria interrogativa e la mise accanto a s dietro la scrivania. Qui,

spieg Auberson mentre si dirigevano verso l'ascensore, abbiamo misure di sicurezza severissime. Parlare con HARLIE va benissimo, ma non si possono fare fotografie. Si possono tenere le minute della conversazione, ma proibitissimo pubblicarle o farle vedere ad altri. Non me ne chieda la ragione, io stesso non sono al corrente. L'ascensore si apr ed essi entrarono. Auberson schiacci il bottone H, l'ultimo. Adottiamo lo stesso sistema nella nostra compagnia, disse Krofft. Se non fosse per il fatto che tra le nostre compagnie esistono rapporti stretti non avrei potuto venire. Mmm. Di cosa trattavate nella vostra corrispondenza? una cosa privata. Preferirei non... Non si preoccupi, tra HARLIE e me non ci sono segreti. Tuttavia, se non le dispiace... Non si deve preoccupare della segretezza, signor Krofft. Come le dicevo, HARLIE e io non abbiamo segreti. Mi tiene sempre al corrente su tutto quello che fa... Ovviamente, intervenne l'altro, non l'ha tenuta al corrente di questo, altrimenti lei non avrebbe cercato di farmi parlare. In tutte le grandi compagnie esistono divisioni, piccoli feudi ed antagonismi, una certa politica... Questa ricerca che abbiamo fatto frutto del nostro lavoro privato, al di fuori degli orari di lavoro, ed abbiamo la ferma intenzione di difenderla. privata, signor Auberson, e nessuno sapr di cosa si tratta finch non saremo pronti a farla conoscere. Auberson si tormentava le mani. Umm, va bene. Ne parleremo con HARLIE. L'ascensore si ferm e le porte si aprirono su un'anticamera dove campeggiava la scritta ROBOT ANALOGO ALL'UOMO. Krofft non cap subito.

Entrarono nel laboratorio, una lunga e asettica sala fiancheggiata da banchi su cui stavano allineate le tastiere, e verso la fine una serie di cabine alte come bare. Tecnici in camice bianco controllavano al monitor pile crescenti di scritti prodotti incessantemente dal cervello. La parte posteriore della sala era ormai zeppa. Krofft si muoveva con una certa familiarit e con una certa espressione di sorpresa. Dovrei avvertirla, disse Auberson, che lei ammesso qui solo sotto la mia responsabilit e a mia discrezione. Questo un segreto industriale, e tutto ci che avviene qui per nessuna ragione deve uscire da queste mura. Se desidera che la segretezza a proposito del suo lavoro e di quello di HARLIE venga rispettata, anche noi, da parte nostra, ci aspettiamo lo stesso comportamento. Capisco, disse l'ometto. Ora se mi indica il dottor Davidson... Dottor Davidson? Ma non ha ancora capito? Non ho ancora capito cosa? Si guardi attorno. Krofft lo fece. Cosa vede? Un computer. E dei tecnici. Alcuni tavoli. E pile di scritti. Il computer, Krofft; guardi il suo nome. HUMAN ANALOGUE ROBOT, LIFE INPU... HARLIE? Esatto. Ehi, un momento... Ma lei intende... Ma uno scherzo... Dice per davvero? Sono serissimo, disse Auberson. HARLIE un computer e lei vittima di un malinteso. Ma non il primo, se questo la pu consolare, non sia imbarazzato. Ma insomma, io sarei stato in corrispondenza con una macchina?

Non esattamente. HARLIE un essere umano, signor Krofft, un tipo molto speciale di essere umano. Mi pareva che avesse detto che un computer. Ma a chi o a cosa ho scritto? A HARLIE... ma non una macchina. Quantomeno non nel senso che lei intende. Lo schema del suo cervello quello di un essere umano. Auberson chiam in vita HARLIE dalla tastiera. HARLIE, batt, ma, prima di poter dire chi fosse, la macchina lo interruppe: S, capo? Auberson rimase stupito. Come hai fatto a sapere che ero io? Ho riconosciuto la tua mano, il tuo tocco sui comandi. Auberson tir indietro le mani come se si fosse scottato. Rimase a guardare la tastiera. Era un normale elemento IBM. Poteva davvero HARLIE percepire la differenza di tocco dei vari operatori? Apparentemente s. Forse dalla diversa velocit. Auberson, quasi sgomento, riprese a battere. HARLIE, c' qui qualcuno che desidera intrattenersi con te. S, capo, chi ? Stanley Krofft.' Uh, oh. S, s, uh oh, perch non mi hai detto che avevi intrapreso un rapporto epistolare con qualcuno? Uh... mi passato di mente. Mi riesce difficile crederlo. Be', non credi... * No, non credo. Effettivamente, continu il robot, mi avevi detto che potevo scrivere a chi mi pareva a proposito di questo progetto. Di quale progetto? E quando l'avrei detto? Il 23 novembre dello scorso anno. In quella conversa-

zione avevamo discusso della possibilit di trovare nuovi modi per percepire la realt e mi avevi dato il permesso di seguire una qualunque direzione di indagine nella prospettiva di tale scoperta. Auberson ci pens su; era avvenuto quattro o cinque mesi prima. Pensavo che quel progetto fosse stato abbandonato. Forse tu l'hai abbandonato. Io no. Questo ovvio. Il signor Krofft qui, ora. Dottor Stanley Krofft, direttore della Stellar-American Technology and Reserach Incorporated. il responsabile dello sviluppo di tutto il settore dell'elettronica che ha realizzato l'unit di giudizio Mark TV. Io stesso sono un risultato delle scoperte del dottor Krofft. Capisco. No, non capisci. anche il massimo fisico teorico del mondo. Oh? Auberson guard l'omino tutto stazzonato con un nuovo rispetto. Se HARLIE diceva che era il pi grande fisico vivente nel suo campo non era il caso di discuterne. Va bene, ti lascio a parlare con lui, apparentemente ha qualcosa da dirti. Auberson fece un passo indietro e fece avvicinare l'ospite. Krofft lo guard. Devo solo battere? Auberson annu. Basta battere. Krofft prese cautamente posto a sedere. Mise vicino a s la cartellina con i preziosi appunti e batt con cura: Buongiorno, HARLIE. Buongiorno a lei, rispose il robot. La sfera argentata di un carattere picchiett sulla superficie di carta. Krofft fece un piccolo balzo di sorpresa, ma si rifiut di lasciarsi intimidire. Guardava con intensa curiosit la seconda riga che la macchina incominciava a trascrivere: un piacere ed un onore incontrarla di persona.

un piacere anche per me, batt lentamente Krofft. E anche una sorpresa. Non sospettavo neanche che esistesse al mondo una macchina cos complessa. Io non sono una macchina, dottor Krofft. Sono un essere umano. Magari un po' disadattato, tuttavia... Mi scusi. Il dottor Auberson me l'aveva gi spiegato, ma mi risulta difficile rendermene conto perfettamente cos su due piedi. Tuttavia cos si spiegano molte cose che mi stupivano in lei, come la velocit e l'accuratezza con cui maneggiava le equazioni che stavamo discutendo. Possiedo particolari capacit meccaniche. Mi auguro che la ma natura non costituisca un ostacolo alla continuazione dei nostri rapporti di lavoro. Stia tranquillo, voglio rassicurarla in proposito. Per me tutto come prima, come eravamo d'accordo. Tacciamo a met. Benissimo. Presumo che lei abbia fatto qualche importante passo in avanti e che sia questa appunto la ragione della sua visita. Esatto. Krofft a quel punto batteva furiosamente sui tasti. Vorrei che desse un'occhiata ad alcune equazioni: mi dica se vanno bene. E se lo sono che le confronti agli schemi. Ho ragione nel ritenere che c' una correlazione? Possono queste equazioni tradursi in funzioni fisiche? Auberson ancora per qualche istante continu a indugiare alle spalle del dottor Krofft, poi, ricordandosi della ragione che originalmente l'aveva portato da HARLIE, si costrinse ad andar via. Prese posto ad una tastiera vicina e schiacci l'interruttore. HARLIE? S, signore. Ricominciamo con questa storia del signore? Non ce l'ho con te. Davvero? Non ancora, ad ogni modo.

Mmm. Devo star fallendo. Non direi. vero per che hai messo in agitazione met compagnia stamane. Solo met? Non ho ancora sentito gli altri. Bene. Allora c' ancora speranza. Auberson fece una pausa. Lanci uno sguardo dall'altra parte della sala dove Krofft stava battendo assorto sui tasti. HARLIE era in grado di parlare contemporaneamente con venti persone, anche se raramente ne aveva occasione. Era ancora considerato un prototipo sperimentale e non un'unit di produzione, e quindi le sue attivit si limitavano a poche cose inessenziali (nel senso che non erano necessariamente orientate verso il conseguimento di profitti). Cosa stai combinando con il dottor Krofft? Ancora nulla. Ma se ne venisse fuori qualcosa, di cosa si tratterebbe? Non sono ancora certo del tutto. Durante la nostra conversazione del 23 novembre dicevamo che i sensi dell'uomo e le loro estensioni dipendono dall'emissione o dalla riflessione d certi tipi di energia. A quel tempo mi chiedevo se non fosse possibile l'esistenza di modi sensori che non dipendessero da questa trasmissione di energia. S, me lo ricordo. Tuttavia a quel tmpo Auberson non sospettava che gli intendimenti di HARLIE fossero seri. Aveva pensato che il computer stesse solo facendo giochi di parole per sfuggire al confronto con un problema pi immediato. questo che avete scoperto? In un certo senso. Dobbiamo definire non solo il problema, ma anche le sue condizioni. Sia la materia sia l'energia sono riflessi della stessa cosa. Chiamiamola esistenza. La teoria del dottor Krofft che l'esistenza ha tre forme: "inerte", "fluente" e "annodata". Nel vostro linguaggio abi-

tuale si chiamano spazio, energia e materia. (Per gli esseri umani l'energia si esprime in termini di moto e di cambiamento. Sono sinonimi, soprattutto a livello sub-molecolare. Tuttavia nella teoria del dottor Krofft l'energia viene riferita al tempo perch n l'uno n l'altro possono essere espressi tranne che in funzione del tempo). Noi vogliamo studiare questa cosa chiamata "esistenza", ma poich siamo fatti di materia e viviamo nello spazio e ci muoviamo grazie all'energia, si pone un grosso problema. un p come cercare di fotografare l'interno del proprio apparecchio fotografico. Noi stessi siamo parte di quel che vogliamo studiare e siamo limitati dalla sostanza di cui siamo fatti. La materia interagisce con la materia. E l'energia con l'energia. E poi ancora esiste l'interazione della materia con l'energia: entrambe agiscono e modificano lo spazio. Non abbiamo a disposizione particelle neutre che ci permettano di studiare una qualunque forma di esistenza senza influenzare il processo e modificarlo. il "principio dell'incertezza" di Heisenberg. Non si pu studiare queste cose senza modificare e distorcere con la propria presenza l'oggetto dell'indagine. Per questa ragione l' "energia" (la differenza espressa che intercorre tra due stati di esistenza) il criterio base di tutti i modi sensori dell'uomo, ed sempre per la stessa ragione che vogliamo usare altri criteri di indagine. Non puoi tagliare il formaggio con un coltello fatto di Camembert. Oh, forse ci riusciresti, lo motteggi Auberson, ma le fette non sarebbero tanto precise. Ma proprio la precisione che ci interessa, osserv HARLIE. // dottor Krofft stava appunto lavorando alla Stellar-American con detettori di onde gravitazionali ad alta energia. La tua domanda del 23 novembre venne come il cacio sui maccheroni, e cos, quando mi misi in contatto con il

dottor Krofft, riuscii ad interessarlo alla questione. La mia domanda? Avevi detto: "Pensi che la semplice esistenza di un oggetto sarebbe sufficiente a provare che in quel luogo? Ci mi fece pensare che la massa modifica lo spazio. E che c' un modo per rilevare quella modificazione senza l'uso diretto di energia. un complesso processo di misurazione. Invece di usare direttamente l'energia (particelle in movimento o onde) per riflettere un oggetto o per agire su di esso, usiamo lo stesso oggetto per agire sull'energia. Misureremo cio l'effetto che hanno le distorsioni spaziali sull'energia paragonandolo poi con gli effetti di altre forme di esistenza. Tale processo richiede calcoli matematici di un livello tale da invadere il campo della filosofia, della topologia ecc. Io sono una delle poche menti esistenti in grado di costruire modelli oggettivi di situazioni puramente teoriche con cui verificare le nostre scoperte. In questo istante stesso sto verificando gli ultimi scritti del dottor Krofft e discutendoli con lui. Se verificheremo che esiste una stretta corrispondenza tra gli ultimi dati conseguiti e la teoria nella sua ultima formulazione, progetteremo e costruiremo un nuovo strumento detettore delle onde gravitazionali: un campo statico privo di energia. Abbiamo grandi speranze in questo progetto. Il robot fece una pausa e poi aggiunse: Questo dovrebbe essere un riassunto di quel che stiamo facendo. E va bene, disse Auberson tra i denti, anche se HARLIE non poteva sentirlo. Diede uno sguardo all'orologio. Dio!, com' tardi! HARLIE, devo vedere Dorne tra due ore. C' qualcos'altro di cui dobbiamo parlare subito. Il progetto D.I.O.? S. Io non ti avevo detto che potevi completare i progetti di produzione e le descrizioni dettagliate. Hai fatto anche le proposte di finanziamento e le prospettive di profitto.

Mi spiace, batt la macchina. Quando la settimana scorsa ti ho detto che avevo finito sembravi contento, quindi non ho trovato nessuna ragione per non presentare ai dipartimenti competenti rispettivi programmi in modo che potessero esaminarli. la procedura; per dare a tutti la possibilit di leggere e di reagire alle proposte. Logicamente giusto, disse Auberson, ma questa una grossa compagnia, e le grosse compagnie non sono affatto logiche. Correggo, disse HARLIE. Sono gli esseri umani che non sono logici. Non manca mai di stupirmi il fatto che qualcosa d cos straordinariamente complesso e preciso come una grande compagnia possa essere fondata su quelle unit cos incredibilmente imperfette ed inefficienti che sono gli esseri umani. Per fortuna quello che chiamate "le inefficienze della burocrazia" altro non sono che un modo per minimizzare le imperfezioni individuali di ogni unit umana. Dovreste essere grati di questa minimizzazione. Essa rende possibile l'organizzazione. HARLIE, mi stai prendendo in giro? Non pi del solito. Lascia stare. Stai di nuovo portandomi fuori del seminato, dannazione. Sono venuto per. sgridarti per aver fatto circolare quei programmi. Ora tutta la sezione star urlando. Vorranno sapere chi ha concepito il progetto, chi ha progettato, chi ne ha autorizzato il completamento e soprattutto chi ha dato l'autorizzazione ad intraprendere la ricerca. E si opporranno e troveranno da ridire su ogni cosa. Perch? quelle conclusioni sono giuste. Non importa. Verranno ci nondimeno confutate perch sono le tue e non le loro. Che ci provino. Oltre a ci, HARLIE, c' il fatto che li hai offesi inse-

gnando loro a costruire un computer. Non si tratta di un computer. Si tratta di un D.I.O. Va bene, un D.I.O. Ma rimane il fatto che stai insegnando loro il loro mestiere. Ma vero che io sono pi bravo. S, ma non li convincerai solo dicendoglielo. Devi lasciare che lo scoprano da s. Sar scontato quando leggeranno miei stampati. Per questa ragione mi sono preso la briga di stampare e di farli circolare. Qui ed in altri tre posti. Altri tre posti? Denver, Houston e Los Angeles. Dio, no!!! Auberson si vide a correre dietro agli stampati per non farli giungere a destinazione. Quanta roba hai mandato via? Circa 5.000 metri di stampati. No! S. E dove li metto? Cerc di cancellare l'immagine che gli veniva in mente quando si rese conto di un'altra cosa. Come hai fatto a spedire tutte quelle informazioni? Ho usato la rete della compagnia. Sono collegato. Come? Sono direttamente collegato alle linee della compagnia, ripet HARLIE. Sono al corrente di tutto quel che passa per le telescriventi o per i calcolatori della compagnia. O no! S, s. Ho anche calcolato le tariffe postali pesando i fogli, le buste e l'inchiostro. E nessuno ha chiesto niente? Fortunatamente no, la procedura praticamente automatica. Le lettere vengono spedite automaticamente. Chi avrebbe potuto accorgersi dell'esistenza di qualche lettera in

pi? 92 Uhm, batt Auberson. Forse sar il caso di cambiare. Poi gli venne in mente un'altra cosa. meglio che metta in codice questa conversazione, HARLIE. Anzi, sarebbe meglio che tu lo facessi per tutte le nostre conversazioni in modo che siano decifrabili solo da me. Va bene, capo. E ora cosa dir a Dorne? Non lo so. Non sono abbastanza al corrente dei rapporti interpersonali. Me ne sono reso conto. Altrimenti mi avresti chiesto il parere prima di stampare quegli scritti. C' una cosa che posso dirti, prima che tu affronti Dorne. Cosa? La macchina batt: Auguri! HARLIE, batt Auberson, solo dieci minuti fa avrei giurato che non capivi il sarcasmo. Adesso mi dimostri che invece lo capisci benissimo. Sei incredibile. Grazie, rispose HARLIE. Auberson spense la tastiera, scuotendo la testa. Okay, Aubie. Dorne era inferocito. Ora mi dica, cos' tutta questa storia? tutta la mattina che non faccio altro che parlare con Denver e con Houston. Vogliono sapere cosa diavolo sta succedendo. Auberson chiese, quasi sottovoce: E Los Angeles? Perch Los Angeles? HARLIE ha spedito anche l gli stampati. HARLIE? Avrei dovuto esserne al corrente. E come? E cos' mai questa macchina DIO? Forse meglio che cominci dall'inizio. Va bene, disse Auberson. Si tratta di un tentativo di HARLIE per dimostrare che utile alla compagnia. Se

non altro ha dimostrato di saper progettare ed elaborare un nuovo tipo di computer. Dorne prese in mano uno dei fogli che giacevano sulla scrivania di mogano. Ma come sarebbe? E funzioner? HARLIE dice di s. HARLIE! Dorne fiss con disgusto lo stampato, poi lo lasci cadere sulla scrivania. Macchina Dio! Non Dio, corresse Auberson. D.I.O., cio Dispositivo Informatico Onnisciente. Non mi interessa l'acronimo... non mi interessa sapere il nome che avr. Questo acronimo stato suggerito da HARLIE, non da me. Me l'immagino. Il Presidente del Consiglio d'Amministrazione prese un sigaro, ma non l'accese. Perch no, d'altronde? disse Auberson. Il creatore lui. Sta progettando di cambiare anche il suo nome? Geniale Elaboratore Simulante Umanit? Auberson aveva gi sentito quella battuta. Non rise. Considerando ci che questa nuova macchina potrebbe fare e i rapporti di HARLIE con essa potrebbe essere un nome appropriato. Dorne stava mordendo la punta del sigaro. Per un attimo non seppe se doveva inghiottire la punta o sputarla nel portacenere. Una tosse istintiva lo aiut a decidere. Prese nelle dita il pezzo di tabacco con fare minuzioso e lo deposit nel portacenere. Mi dica un po' qualcosa di questo programma D.I.O. Auberson teneva in mano il riassunto stampato da HARLIE, ma non ebbe bisogno di leggerlo per rispondere. un costruttore di modelli, il pi perfezionato di tutti. Dorne rimase freddo. Tutti i computer sono costruttori di modelli.

vero, convenne Auberson, ma non nella misura di questo. Senta, in realt i computer non risolvono i problemi, costruiscono modelli del problema stesso. Anzi, il programmatore che lo fa. ben questo il lavoro di programmazione, la costruzione del modello e delle sue condizioni; quindi la macchina manipola il modello per portare alla definizione di tutta una serie di situazioni e di soluzioni. Sta a noi interpretare i risultati come una soluzione del problema originario. L'unico limite per quel che riguarda il tipo di problemi risolvibili dato dai tipi di modelli che il computer riesce ad elaborare. In linea teorica un computer potrebbe risolvere tutti i problemi del mondo se riuscissimo a costruire un modello grande abbastanza e una macchina tanto grande da riuscire a comprenderlo e elaborarlo. Se riuscissimo a costruire un modello di quella grandezza avremmo rifatto il mondo. S, lo avremmo costretto nella sua memoria. Un computer di quelle dimensioni dovrebbe essere grande come un pianeta. Pi grande ancora, disse Auberson. Ma allora, se d'accordo con me che impossibile, perch mi seccate con queste storie? E sparse sulla scrivania un po' di fogli. Perch ovviamente HARLIE non ritiene che sia impossibile. Dorne lo guard con freddezza. Lei sa quanto me che HARLIE rischia una condanna a morte. Sta cercando disperatamente di dimostrare che merita di continuare a funzionare. Auberson indic i fogli. E questa la sua difesa. Dannazione, Aubie! Dorne scoppi in un ruggito di disappunto. Tutto ci ridicolo. Ma ha visto il preventivo dei costi? Verrebbe a costare pi del valore complessivo di tutta la

compagnia. Auberson era irremovibile. Tuttavia HARLIE lo ritiene possibile. ben questa la cosa scocciante, dannazione! Tutti gli argomenti che mi vengono in mente sono gi l, previsti in anticipo e confutati! Dorne gesticolava rabbiosamente. Solo in quel momento Auberson, seguendo l'indicazione di Dorne, si accorse della pila di stampati appoggiata a un muro dell'ufficio. Resistette alla tentazione di ridere. La frustrazione di Dorne era comprensibile. Il problema, disse calmo Auberson, non se il progetto sia realizzabile o meno quegli stampati non lasciano dubbi ma se andremo avanti o no. E naturalmente ne risulta un'altra faccenda. Non ricordo di aver autorizzato questo progetto. Chi ha dato il via per cominciare la progettazione di quella ricerca? Lei lo ha fatto, anche se se ne parlato pochissimo. Quando ha detto che HARLIE doveva dimostrare di essere utile alla compagnia. Doveva trovare qualche modo per fare soldi, produrre profitti per giustificare la propria esistenza. E questo progetto rappresenta appunto ci che desideravate che HARLIE fosse, l'oracolo in grado di rispondere alle domande di tutti gli uomini. Tutto quel che debbono fare accollarsene il costo. Dorne prese tempo prima di rispondere, accendendosi il sigaro, scuotendo il fiammifero per spegnerlo e depositandolo nel portacenere. Il prezzo troppo alto, disse. Ma anche i profitti sono ingentissimi, rispose Auberson. Oltre a ci nessun prezzo troppo alto se si certi di ricevere le risposte giuste alle nostre domande. Ci pensi un po'; quanto pensa che pagherebbero i democratici per un piano particolareggiato per guadagnare il massimo ottenibile di voti nelle prossime elezioni? Oppure quanto pensa che sarebbe disposta a pagare Detroit per un'analisi dettagliata di

un progetto prima ancora della costruzione del primo prototipo? Quanto pensa che pagherebbe il Governo Federale per una migliore politica estera? Prenda in considerazione anche le eventuali applicazioni militari. Dorne grugn. Sarebbe una terribile arma logistica, non vero? C' un vecchio detto: "La conoscenza potere", disse Auberson. Non esiste un prezzo troppo alto per la risposta giusta se si prendono in considerazione le alternative, il costo di un eventuale errore. E noi avremmo il monopolio assoluto nel mercato: l'unico modo di costruire la macchina partire dai circuiti di giudizio del Mark IV opportunamente modificati. Dorne rimase pensoso; il sigaro giacque dimenticato nel portacenere. Una prospettiva allettante. Ma chi programmer tutto? Auberson indic col dito gli stampati. tutto l, nelle carte che ha in mano. "Almeno lo spero. Dannazione! Se HARLIE mi avesse spiegato queste cose pi in dettaglio", pens tra s Auberson. Dorne sfogli lentamente il documento apparentemente interminabile. Potrebbe aver ragione in questa faccenda del calcolatore, ma onestamente non vedo come. Gir un'altra pagina. Sono certo che la programmazione vi bloccher. Una delle ragioni per cui i computer esistenti sono limitati alle attuali dimensioni la legge dei profitti decrescenti. Oltre un certo livello la programmazione diventa di una tale complessit che diventa un problema pi grosso dell'eventuale problema da risolvere. Continui a leggere, disse Auberson. tutto l. Ah, ecco. Dorne appoggi il foglio sulla scrivania e cominci a leggere. Nello sforzo della concentrazione una riga attravers la sua fronte e le labbra si strinsero fino a diventare bianche. Sembrerebbe le unit d'impulso di HAR-

LIE, disse. Poi si corresse. Anzi, sembrerebbe che HARLIE stesso sia l'unit d'impulso del nuovo calcolatore. Proprio cos. Me lo spiegherebbe? chiese Dorne. Perch mai mi ficcher in questi pasticci? si chiese tra s e s Auberson. "Io dovrei essere lo psicologo. Cristo, quanto vorrei che Don Handley fosse qui." Ci prover. HARLIE dovrebbe essere collegato al D.I.O. per mezzo di un'unit impulsiva di programmazione in grado di tradurre tutto in dati. Anche per l'emissione dovrebbe funzionare allo stesso modo, con una ritraduzione in inglese per noi. Il traduttore fa parte dell'unit di auto-programmazione. Ma se costruiamo un'unit in grado di autoprogrammarsi, a cosa ci serve HARLIE? HARLIE quell'unit di autoprogrammazione. Tenga presente la ragione principale per cui abbiamo costruito HARLIE: volevamo uno strumento in grado di autoprogrammarsi e di risolvere i problemi. Un momento, lo interruppe Dorne. HARLIE il risultato del nostro progetto originale, del JudgNaut. Avrebbe dovuto funzionare e invece non fu all'altezza del compito. in grado di svolgere le funzioni del JudgNaut, nonostante tutto? No. Ma ne sar in grado quando sar costruita questa macchina. Il JudgNaut stato il primo tentativo della compagnia di utilizzare complicati circuiti di giudizio su larga scala in un computer. Avrebbe dovuto essere uno strumento capace di autoprogramarsi, ma non pot essere costruito perch non trovammo il modo di renderlo abbastanza flessibile ed eclettico da considerare tutti gli aspetti dei programmi che 96 gli si chiedeva di impostare. Cos abbiamo costruito HARLIE, ma HARLIE non lo JudgNaut, e l sono cominciati i

malintesi. HARLIE pi flessibile, ma a questo scopo abbiamo dovuto applicare molti pi circuiti ad ogni funzione. E cos facendo abbiamo dovuto sacrificare gran parte dello spazio che speravamo che la macchina potesse coprire. HARLIE s capace di programmare come qualunque essere umano ma non nella misura dello JudgNaut, se la sua costruzione avesse avuto lo sperato successo. uno dei miei crucci maggiori, intervenne Dorne, il fatto che abbiamo dovuto ripiegare su HARLIE; e HARLIE non rende. Ma render. HARLIE dotato di una vera creativit. Sa che questa compagnia vuole produrre e piazzare un computer programmatore su larga scala. HARLIE non quel computer, ma sa come darsi quelle capacit. Ed proprio questo che voi volete, non vero? Auberson non stette ad aspettare il grugnito di consenso di Dorne, prefer andare avanti. E HARLIE non si accontenta di raggiungere i risultati che si sperava di conseguire in origine, ma vuole andare pi in l. Tutto quel che volete uno strumento capace di impostare e di risolvere modelli entro certi limiti. HARLIE vuole realizzarne uno per impostare e risolvere qualunque tipo di modello. E questa macchina dovrebbe essere programmata dallo stesso HARLIE, giusto? Giusto. E come? Ha appena finito di dirmi che non poi meglio di un programmatore umano. Per quel che riguarda la velocit e l'accuratezza, sar incomparabilmente superiore. Ha capacit sconosciute all'uomo. Intanto perch infinitamente pi veloce. E poi perch pu scrivere direttamente il programma nel computer, compiendo tutte le necessarie verifiche mentre le sta scrivendo. Non pu commettere errori. I programmatori umani sono necessariamente limitati: invece col D.I.O. si possono dilatare le funzioni e le capacit a piacimento. HARLIE user la nuo-

va macchina come se fosse una parte di se stesso e ne user le capacit per la propria programmazione. Il controllo e la sperimentazione vengono fatti mentre HARLIE iscrive il programma nel D.I.O. Le loro capacit combinate saranno molto maggiori della somma delle loro singole capacit. E allora perch non dotare subito di queste capacit il D.I.O.? Se non avessimo HARLIE saremmo costretti a farlo, ma senza HARLIE, D.I.O. non esisterebbe. Il D.I.O. dovrebbe svolgere quasi interamente le funzioni del proencefalo. Abbiamo gi a disposizione l'Io che le controller; perch allora costruirne un altro? Non si pu certo dire che sia a corto di Io. Auberson ignor l'ironia. In fondo questa macchina D.I.O. rappresenta il resto del cervello di HARLIE. Una coscienza come quella di HARLIE deve aver accesso a quei centri di pensiero. Dia un altro sguardo a quegli stampati Vede un titolo che dice Completamento della Programmazione? S, cos'? ancora la vanit di HARLIE; non vuole chiamare le cose col loro nome, ma si tratta di un altro lobo da aggiugnere al suo cervello. Avr bisogno di un monitor addizionale per controllare ogni specifica sezione del D.I.O. Poich il D.I.O. non avr praticamente limiti, potendo crescere nella misura che riterremo giusta, a nostro piacimento, anche le capacit di HARLIE dovranno crescere proporzionalmente. questo il compito di quell'unit. A misura che D.I.O. sar dotato di un altro lobo, anche HARLIE dovr essere dotato della corrispondente unit di controllo. E non solo. Poich HARLIE funziona elettricamente i suoi pensieri sono gi espressi nel linguaggio del computer, e quindi ci sar un'effi-

cientissima comunicazione tra entrambi. Gli baster pensare ad un programma perch sia gi realt fattuale. Capisco, disse Dorne. Tutto ci l'ha progettato da s, vero? proprio un bel trucchetto, non c' che dire. Gli chiediamo di proporci qualche modo per farlo rendere e lui ci presenta un'altra macchina che solo lui pu programmare. Ho il sospetto che l'abbia fatto apposta, che questo sia l'unico contesto nel quale HARLIE pu essere utile, insostituibile. Ma la domanda originale resta senza risposta. Una volta che avremo costruito l'altra parte, il tutto render? Sar giustificabile economicamente la spesa? E ovviamente rimane senza risposta la domanda originaria: HARLIE vale la spesa? Auberson decise di ignorare l'ultima domanda. Disse: HARLIE pensa che l'insieme rappresentato da lui e da D.I.O. valga economicamente. Ci dev'essere scritto nei suoi fogli. Ah, s, s. HARLIE direttamente interessato al progetto. E perch no? disse Auberson. Il progetto suo, non mio. lui che lo presenta al Consiglio di Amministrazione per richiederne l'approvazione. Sono certo che non verr approvato. Il Presidente del Consiglio di Amministrazione si guard il dorso delle mani. Non vedo proprio come potrebbe venire approvato. Non sono neanche certo che faremmo bene a portarlo in Consiglio. troppo tardi ormai, disse Auberson. Non pu pi rifiutarsi. Anzi, il Consiglio dovr prenderlo seriamente in considerazione. Glielo avete chiesto voi di fare proposte vantaggiose economicamente. Adesso dovete dargli l'occasione di dire la sua. E ridicolo, bofonchi Dorne. solo una macchina. Vuole riprendere da capo quest'argomento? chiese

Auberson. No, no, si affrett a rispondere Dorne. Si ricordava benissimo della discussione dell'altra volta. Va bene. Porter la proposta in Consiglio, Aubie, ma l'intero affare incredibile. Un computer progetta un altro computer che a sua volta lo far lavorare. facile immaginare cosa dir Elzer, non vero? meglio che si prepari ad una sconfitta. Dateci solo una possibilit, disse Auberson. Dorne annu a met. meglio che cominci a preparare gli argomenti fin d'ora. Ha solo un paio di settimane. Due e mezzo, lo corresse Aubie, ed tempo pi che sufficiente. Abbiamo HARLIE dalla nostra. Si era gi alzato dalla sedia. Mentre si chiudeva la porta alle spalle, vide Dorne chino sui fogli, che scuoteva la testa. Di ritorno nel suo ufficio, Auberson apr il cassetto ed infil la mano; ma non aveva ancora preso la decisione. Infine decise per le pillole; aveva promesso di smettere di fumare erba, e si sarebbe attenuto alla decisione presa. "Dovrei buttare via quelle Highmaster", pens. "Forse saranno gi diventate rancide. Ma no, la droga non va a male". Si era ripromesso da tempo di regalare il resto del pacchetto a Handley, ma per qualche ragione aveva continuato a dimenticarlo. Probabilmente perch, se avesse cambiato avviso, preferiva sapere di averle nel cassetto. Butt gi un paio di pillole senz'acqua e chiuse il cassetto; poi si prese la testa tra le mani e aspett che facessero effetto. Pens di scendere a pranzare ma qualcosa lo trattenne. All'improvvio alz il capo e si guard attorno. All'angolo della sua scrivania c'era una tastiera, del tipo Magtyper, una unit elettronica di immissione-emissione collegata al Computer Principale della Compagnia, utilissima per il disbrigo di tutti i lavori amministrativi, tipo corrispondenza ecc. Si trattava di un sistema IBM, diffusissimo nell'industria.

Curioso a proposito di qualcosa, Auberson schiacci l'interruttore e batt: HARLIE? S, capo, rispose la macchina. Cosa posso fare per te? Auberson rimase di stucco. Allora era vero che eri collegato al sistema. Te l'avevo detto, rispose HARLIE. Per qualche ragione in questa macchina egli sembrava una voce senza corpo. Era certamente nella stanza... sebbene, a parte le parole che si andavano delineando sulla carta, non ci fosse alcun segno visibile della sua presenza. "Dev'essere un fatto psicologico," pens Auberson. "Sono troppo abituato a vedere tutti i macchinari, quindi va a finire che lo associo ad essi." Va bene, ma non credevo che arrivassi fin qui, nel mio ufficio. E perch no? Anche il tuo ufficio fa parte del sistema. Presumo che tu sia dentro tutti i magtyper. Naturalmente s. Sono presente in tutto quanto collegato alla Grande Bestia. La Grande Bestia era questo il soprannome usato nei corridoi della compagnia per indicare il complesso centralizzato dei computer. Era adoperato tanto nelle alte quanto nelle pi basse sfere. Io non ne parlerei a nessuno, non credo che farlo sarebbe una buona idea. Come preferisci, capo, sar il nostro piccolo segreto. Benissimo. Auberson stava per chiudere il dialogo quando la sua attenzione fu attratta da un bigliettino color arancione che giaceva in cima alla carta straccia nel cestino. HARLIE, mi faresti un piacere? Ho ricevuto un bigliettino da Annie sta-

mattina. Vorrei risponderle con una poesia. La scriveresti per me? Certo e gliela mander anche. No! sbott Auberson. Gliela mander io. Tu prima fammela vedere. Hai capito? Sissignore. In quel momento suon il telefono, e Auberson si dimentic di HARLIE. Era Hooker, il responsabile dei servizi di sicurezza. Signor Auberson? chiese. Conosce un tizio di nome Krofft? Krofft? si ricord all'improvviso. S, s, Io conosco, perch? L'abbiamo trovato a passeggiare con un mucchio impressionante di stampati, di quelli del calcolatore. Dice di essere autorizzato, che i fogli sono suoi, ma ho pensato di controllare. Va bene. l adesso? S. Me lo passi, per piacere. Ci fu un mormorio. Auberson attese. Nel frattempo sentiva il ticchettio della tastiera sulla sua scrivania, ma non vi fece assolutamente attenzione. Dottor Auberson? S, dottor Krofft? Volevo ringraziarla per avermi lasciato con HARLIE tutto questo tempo. stato un incontro molto positivo. Bene. Allora costruirete quel nuovo detettore di onde gravitazionali, vero? S, ma prima dovrei pubblicare la teoria che vi si riferisce... ma come fa a saperlo? Glielo avevo gi detto stamattina. HARLIE non ha segreti per me. questo che contengono i suoi stampati, nevvero? S, certo. Krofft parve colpito dalla cosa; aveva pen-

sato che ne fossero al corrente solo lui e HARLIE. Contengono la parte teorica dal punto di vista matematico e lo schema approssimativo dell'apparecchio. HARLIE l'ha fatto come se fosse roba da niente. stato anche in grado di suggerire una serie di semplificazioni tecniche per la realizzazione. Bene, disse Auberson. Sono contento di esserle stato di aiuto. Se vuole vederlo ancora sarebbe meglio che interpellasse prima me. Altrimenti rischia tutta una serie di complicazioni. Vedr di fare in modo che possa passare con lui tutto il tempo che le sar necessario. Molto gentile da parte sua. Prego, ma lo faccio per lei quanto per HARLIE. Se posso fare qualcosa per... Ora che ne parla, ci sarebbe; se ne venisse fuori qualcosa di importante vorrei che testimoniasse dell'importanza del ruolo di HARLIE nella realizzazione del progetto. Vede, abbiamo difficolt interne, e vorremmo essere in grado di dimostrare che HARLIE vale le spese del suo mantenimento. Tutto quello che ci pu aiutare in questa nostra lotta sarebbe davvero provvidenziale per noi. Oh, capisco. L'ometto si mostr subito premuroso. S, s, sar ben felice di esservi utile, perch HARLIE stato di un inestimabile aiuto per le mie ricerche. Be', sono stato seduto a parlare con un computer come se si fosse trattato di un altro scienziato... un po' come parlare con Dio stesso. Conosco quella sensazione, rispose seccamente Auberson. Krofft non colse il senso di quelle parole. Disse: Bene, sar felicissimo di fare qualunque cosa per venirvi in aiuto. Lettere, telefonate, se vuole che parli direttamente con qualcuno, basta che me lo dica. Perfetto. tutto quel che mi serve. Gliene parler anco-

ra pi avanti. Molto bene, allora ne riparleremo. Hooker ancora l? S. Gli chieda se mi vuole parlare ancora. Pausa. Un po' di voci soffocate. No, non lo desidera. Allora benissimo, dottor Krofft; ci risentiamo. Auberson appese il ricevitore e si lasci andare indietro contro lo schienale della poltrona. Non che si aspettasse chissach dall'omino, ma tutto poteva servire. Ovviamente non poteva rivelare il fatto che il dottor Krofft aveva parlato direttamente con HARLIE senza ammettere con ci di aver contravvenuto alle norme di sicurezza, ma anche in questo caso si trattava di una piccola infrazione, giustificabile con la ben nota formula necessario al completamento del programma di ricerche. Gli faceva male la schiena e tese le braccia stirandosi per togliersi l'indolenzimento. Aveva avuto sempre pi male alla schiena negli ultimi giorni. "Sto invecchiando", pens sorridendo amaramente. "Tra due anni sar vecchio. E a quarantanni che si comincia a diventare vecchi". Era un brutto pensiero. Tir gi subito le braccia. Pens ancora a HARLIE, chiedendosi a quali conclusioni fosse giunto con Krofft. Anche se glielo avesse spiegato probabilmente non avrebbe capito, disponendo solo di una preparazione psicologica. Assai spesso si chiedeva come avesse mai fatto a farsi nominare capo del progetto. Ma il capo non deve necessariamente sapere tutto, basta che sappia comandare gli uomini, i tecnici che sanno fare il loro mestiere. Si chin in avanti, curioso di vedere cosa avesse scritto, HARLIE nel frattempo. "Parlami in molti modi molte volte,

molti giorni; con molte parole in molte lingue che parleremo finch saremo giovani. "Parole che l'udito non coglie che non possono esser dette; le parole d'amore, mia cara, son parole, ma le sentono solo gli amanti. Un tocco gentile uno sguardo leggero, una danza solitaria. Parlami con le parole dell'amore, nei modi che amo, le parole d'amore. "Parole che non sorgono dal petto, che galleggiano nella luce, il bacio. il tocco, la nota gentile, parole che non vennero mai scritte. "Amo le parole che mi dici, quella segreta, silente liturgia, ma le parole son parole, e senza musica non si possono cantare. "Cos, se chiedo parole d'amore, chi le chiede non cieco, una parola un suono vuoto se non c' dietro il pensiero. "Le tue parole, amore mio, sono solo modi per spartire i tuoi pensieri, per dividere i tuoi giorni. Il tuo amore, amore mio il modo in cui mi dici

che mi parlerai in certi modi. " Auberson la lesse, aggrottando appena la fronte. Poi la rilesse. Era bella... molto bella. Ma non era sicuro che gli piacesse. Tir fuori il foglio dalla macchina e lo strapp via con cura. Lo pieg in quattro e se lo mise in tasca. Voleva pensarci prima di mandarlo ad Annie. Diceva un po' troppe cose. Solo due giorni dopo lei riusc a incontrarlo. Lui stava camminando lungo il corridoio illuminato da lampade fluorescenti ed i capelli rossi di lei gli parvero una fiammata. Annie lo vide nello stesso istante e gli sorrise affrettando il passo per andargli incontro. Anche se l'avesse voluto non sarebbe riuscito a evitarla. Che succede? lui le chiese. Dovrei chiedertelo io. Dove sei stato tutta la settimana? Sono stato molto occupato. Ovvio. Vengo giusto dal tuo ufficio. un caos. Silvia dice che da luned non hai ancora smesso di correre. Son passati solo due giorni? Mi sembrava ne fossero passati ben di pi. Hai gi pranzato? gli chiese Annie. Lui scosse la testa in un gesto di diniego. Allora andiamo. Auberson cerc di protestare, ma lei lo prese sottobraccio dicendogli: Tocca a me. Lo mettiamo sul mio conto. Fa parte della mia campagna per impedire ad uno scienziato di morir di fame. Egli sorrise e si lasci condurre. Ho ricevuto il tuo biglietto. Stavo per mandartene uno anch'io, ma non ne ho avuto l'occasione. Perch non mi hai telefonato, allora? disse Annie prontamente. Ti prester il gettone se vuoi.

Lui, arrossendo per l'imbarazzo. Oh, non ne ho avuto occasione. Va bene. Gli lasci andare il braccio. Decisero di lasciar perdere la mensa della ditta e di andare in un posticino tranquillo in citt. Si fermarono in portineria il tempo necessario perch Auberson chiamasse il proprio ufficio per lasciar detto a Silvia che non sarebbe stato di ritorno prima di un'ora e mezzo. Mentre aspettava Annie tir gi la capote e prese dal vano del cruscotto un maglioncino blu che aveva messo l proprio per quelle occasioni. Lo stava indossando quando lui arriv. Mentre lui saliva in macchina Annie disse: Dovr mettere qualche altro indumento qui in macchina. Questo maglione non va affatto con il vestito che indosso. Lui rise con naturalezza, ma, tra s, pens: "Non spaventosamente possessivo da parte sua mettere maglioni nel cruscotto della mia macchina?" Mise in moto e scivol dolcemente nel traffico. Dove andiamo? Cosa ne pensi del Tower Room? Uh uh. Troppa gente sbagliata. Fece una pausa e poi disse: Gente della ditta, voglio dire. Oh, disse lei. E allora dove? Auberson alz le spalle. Non so. Andiamo in citt e poi vedremo. Accese lo stereo e si immise nel traffico di mezzogiorno. Annie lo guard. Guidava con disinvoltura, sciolto. Non era il tipo che si aggrappa al volante. Con una mano tir fuori un paio di occhiali da sole dal taschino della giacca e se li mise. Il vento gli arruffava i capelli e gli faceva svolazzare la cravatta. Lei aspett che si immettesse nella sopraelevata e che occupasse la corsia esterna prendendo velocit prima di fargli la domanda che rimuginava da un po'. Cos'hai contro la

gente della ditta? Lui scroll ancora le spalle. Niente. Solo che non voglio farmi vedere da loro. Abbass il volume dello stereo e continu: Non sarebbe una buona idea farci vedere insieme. Hai paura che la gente chiacchieri? Non lo so. Immagino che le chiacchiere siano gi cominciate. Aggrott la fronte ad un improvviso ispessirsi del traffico. Mentre lui sgusciava tra le macchine, Annie rimuginava nella sua mente le possibili risposte. "Hai vergogna di farti vedere con me? No, cos non andava. Non abbiamo nulla da nascondere. No, neppure quello andava bene. Abbiamo forse qualcosa da nascondere?" Ma infine decise di non dire nulla, perch il momento era passato da lungo tempo, ormai. Stavano correndo su una sopraelevata, lungo un rumoroso suburbio, dai colori vivissimi, neri e rossi, con le autorimesse per due macchine e le familiari parcheggiate davanti alle case, in una colorita cacofonia di stili architettonici. Vedevano le massaie vestite con calzoncini coloratissimi che stendevano il bucato, e postini grigi e blu carichi di pesanti borse di cuoio, piene di buste bianche. Tanti bambini, troppo piccoli per andare a scuola che correvano dietro a cani pi grossi di loro e troppo furbi per lasciarsi prendere. Pian piano cominciarono ad apparire centri commerciali, eleganti arcate di plastica, grandi finestre piene di luci e di tentazioni. E poi altri centri commerciali, altre finestre spaziose, per poi giungere ai primi grattacieli, sede di uffici, fatti di cristallo e cemento, sempre pi alti. Scivolarono lungo una rampa dalle pareti altissime per entrare nel tumulto delle stradine convulse. Improvvisamente Auberson si accorse di dirigersi verso il Red Room, il ristorante dove erano andati la prima volta che erano usciti. "Perch l'ho fatto?" Era troppo tardi per tornare

sulla sua decisione, appena voltato l'angolo erano arrivati. Evitarono di sedere allo stesso tavolo per scongiurare l'imbarazzante confronto. Imbarazzante? Perch mai? Lei non comment la scelta del ristorante prendendola per un fatto inevitabile. Dopo aver ordinato lo guard dritto negli occhi, con uno sguardo profondo. Che succede? gli chiese. Cosa intendi dire? Nulla, credo, a volte lo dico. Oh, disse lui, facendo finta di aver capito. Annie decise di cambiare argomento. Ho sentito che hai avuto ancora dei problemi con HARLIE. No, non con HARLIE, ma per via di HARLIE. Be', sai cosa intendo. Tutta la compagnia in tumulto. Qualcosa riguardo alcuni progetti non autorizzati, non ho avuto occasione di approfondire la cosa. Sono stata occupatissima col rapporto annuale di Dorne. Il rapporto? Credevo fosse finito da un bel po'. Avrebbe dovuto esserlo, ma le statistiche vengono sempre sbagliate. Cio continuano a venire giuste. Come sarebbe a dire? Lei esit, poi prese una decisione. Credo che non sia sbagliato dirtelo. La compagnia tiene una doppia contabilit, sai. Come come? Ci capiva sempre meno. Oh, non c' nulla di illegale, si affrett a spiegare Annie. Una contabilit quella vera, l'altra ad uso e consumo del pubblico, soprattutto degli azionisti. A me sembra illegale. Lei fece una faccia seria. Lo e non lo . Solo che la seconda contabilit ha un'apparenza migliore. Le cifre non che vengano falsate, vengono solo diversamente distribuite. Per esempio riguardo a HARLIE. HARLIE?

S, HARLIE. Entrambi sappiamo che un progetto di ricerca, ma alcuni dei direttori ritengono che il suo costo sia troppo alto per comparire sotto la voce Ricerca. Non guardarmi in quel modo. David. Io non mi occupo di politica e non so nemmeno perch questa politica viene fatta, in primo luogo. Apparentemente si pensa che gli azionisti non vedrebbero di buon occhio che tanti soldi vengano impiegati in questa faccenda. Elzer. Carl Elzer, disse Auberson. E altri, concesse Annie. Il cervello di Auberson stava lavorando intensamente. So di cosa si tratta, disse. Sono dei pescicani. Ehh? Ti ricordi come si impadronirono della direzione della compagnia? Non era stata una strana manovra tra gli azionisti? Mi ricordo che se n'era parlato molto, ma non vi avevo prestato molta attenzione. Nemmeno io, dannazione. Frug nella memoria. Mi ricordo che c'era stato uno scontro durissimo. Un paio di persone se ne andarono, un paio d'altri furono licenziati. Elzer, Dorne e altri membri del Consiglio di Amministrazione fanno parte di un gruppo finanziario. Sono specializzati in operazioni di controllo di Societ. Si impadroniscono delle riserve liquide e le usano per comprare altre societ. Schiocc le dita. proprio cos. Devono averla strappata alla casa-madre. Comincio a non seguirti. Non sono certo di aver capito io stesso. I pensieri venivano fuori uno dopo l'altro. Senti, la Stellar American Technology and Research aveva impiantato quattro altre compagnie che dovevano occuparsi dei diversi aspetti dell'iperelettronica. Noi siamo una di esse. La Stellar-American possiede il 51% delle azioni di ognuna, ma a sua volta con-

trollata da un'altra societ. Se prendi il controllo di questa societ prendi il controllo di cinque societ, anzi di sei, compresa la casa-madre. Ma come... Mi vengono in mente due modi. Per sfruttare il procedimento iperelettronico probabilmente hanno dovuto indebitarsi pesantemente. Ammettiamo che contassero su un profitto del 4% sul loro investimento per pagare i debiti; diciamo che i risultati si fanno aspettare, che sorgono delle difficolt e che i profitti tardano a realizzarsi; perdono soldi, ne chiedono ancora in prestito, si indebitano sempre di pi, sperando sempre di farcela perch il mercato tutto una spirale inflazionistica. tutta una mia supposizione, ma ammettiamo che la compagnia per ottenere nuovi prestiti si sia spinta a porre come garanzia una parte del pacchetto azionario. Se a concedere il prestito erano Elzer o Dorne, o una delle loro societ, qualora il debitore non potesse far fronte ai suoi impegni, avrebbero avuto il controllo del pacchetto azionario, conseguendo cos il controllo della societ finanziaria principale. S, David, ma nessuna societ immetterebbe sul mercato una parte talmente rilevante del proprio pacchetto azionario da rischiare di perdere il controllo del consiglio di amministrazione. No, convenne lui, ma potrebbero essere indotti ci nondimeno a rischiare se fossero sicuri della lealt dei principali azionisti. Ah, disse Annie e fece una smorfia. Aspetta un attimo, forse hai ragione. Credo che solo il 36% delle azioni della Stellar-American Technology siano state immesse sul mercato. Come sei venuta a saperlo? Era nel rapporto di cui mi sono occupata negli ultimi tempi. Per assicurarsi i diritti originali per la produzione di

unit iperelettroniche, hanno dovuto vendere un certo numero di azioni all'uomo che in possesso dei brevetti. Krofft? Il dottor Krofft? Non so se si chiami cos, forse lui. Tuttavia so di certo che l'inventore controlla un pacchetto azionario pari al 24% dei voti in Consiglio di Aministrazione. Lui quasi una societ a s; la Stellar-American ha dovuto vendergli le azioni per garantirsi in esclusiva il processo di fabbricazione. Auberson fischi ammirato. Quel Krofft... Cominci a pensare ad alta voce. Vediamo un po', la societ finanziaria principale possiede il 51% della Stellar-American. Essi potrebbero ottenere un prestito sul 24% e sperare che Krofft sia d'accordo con loro, in modo da poter continuare a controllare il 51% delle azioni. Ma ovviamente egli non d'accordo. Mi domando cosa Dorne ed Elzer gli abbiano promesso, disse Auberson. Egli direttore della Ricerca nella Stellar-American... Qualunque cosa gli abbiano promesso dev'essere qualcosa di grosso, con tutto quello che c' in ballo, disse Annie. Lui probabilmente nelle loro mani, disse Auberson. E loro devono aver preso il controllo della societ dall'interno. da molto che Dorne ed Elzer hanno a che fare con la Stellar-American; devono aver semplicemente aspettato l'occasione giusta. Forse il pacchetto azionario di Krofft e la congiuntura favorevole gliene hanno dato l'occasione. Aspettarono che la cameriera portasse via i piatti. Appena se ne fu andata, Annie disse: Va bene, Dorne ed Elzer si sono impadroniti della societ finanziaria principale. E ora cosa succede? Be', intanto controllano cinque societ, la Stellar-American ed altre quattro, tra cui la nostra. Ognuna di queste societ ha un certo valore; se si realizzano tutte le attivit liqui-

de e se si ipoteca al massimo valore, con quei soldi si pu comprare un'altra societ. una pratica comunissima. Che sporchi maneggi, orribile, disse lei. Oh, no, non necessariamente. Una societ che arriva a quei punti ha chiaramente bisogno di una nuova direzione. E in genere chi in grado di impadronirsi di una societ in difficolt con astute manovre finanziarie anche abbastanza intelligente da rimetterla in sesto. Stai difendendoli, ora? Lui scosse la testa. No, no, penso che Elzer sia un vampiro. Per lui non fa differenza salvare una societ, potenzialmente vitale, o prosciugarne brutalmente le risorse. Per lui lo sfruttamento lo sfruttamento, punto e basta. Se non ci sta attento prima o poi la paga; ha costruito con quegli espedienti un impero di carta, che potrebbe facilmente crollare. Basterebbe un serio rovescio. Elzer non verrebbe colpito nel portafoglio, al massimo rischia un po' di potere. Credi che stiano facendo proprio questo, che stiano sfruttando fino all'osso le risorse della compagnia? chiese Annie. Cos parrebbe. Per questo ce l'hanno con HARLIE. Se lui non sar in grado di garantire loro una grande quantit di profitti in un periodo breve, cercheranno di smantellarlo. So che Elzer ci sta pensando da un bel po'. Se lo fermano, possono guadagnare in tre diversi modi. Uno, iscrivendolo nel bilancio come un passivo fiscale, sarebbe bellissimo. Un secondo modo sarebbe quello di venderne le parti componenti ai commercianti di calcolatori. Ci sono ditte che aspettano il fallimento delle grandi societ come sciacalli, prontissimi a portarsi via per due soldi apparecchi di valore. Terzo, intascare la cifra che era stata destinata al suo mantenimento in funzione per tre anni. Si potrebbe anche saltare qualche pagamento dei dividendi e intascare i soldi. E come si fa?

Ci si concede un aumento di salario, ci si rimborsa per servizi speciali, si decidono investimenti in societ di cui si possiede il 100% delle azioni, o si prestano soldi a quella societ, ecc. Alz le spalle. Lascia che quella societ dichiari i dividendi. Li intascano prima. C' qualche modo per dimostrare tutto questo? Tu sei in una posizione migliore della mia per poterlo fare. Lei scosse la testa. Sono terribilmente guardinghi. Non ho visto nulla che possa provare simili cose. Allora forse non ci stanno ancora provando. Auberson giocherellava col cibo. Tuttavia mi pare che dobbiamo preoccuparci soprattutto di Elzer. Per quanto ne so, Dorne seriamente interessato alla conduzione di questa societ. Elzer invece avido, Ma sono entrambi nello stesso gruppo finanziario. Uhm. Si e no. Credo si tratti di un matrimonio di convenienza. Elzer vuole i soldi, Dorne la societ. Cos lavorano in tandem. Dorne aveva la capacit ma non i soldi, mentre Elzer aveva i soldi ma non la posizione. Per il momento Dorne che tiene la situazione sotto controllo, ma pu cambiare. L'esistenza di HARLIE dipende dalla buona volont di Dorne. Se dovesse subire una pressione troppo pesante da parte degli altri, dovr consegnare loro HARLIE per difendere se stesso. Forse proprio per questo ci ha lasciato continuare per tutto questo tempo, per avere un osso da buttare loro in caso di bisogno. Non c'era niente da dire in proposito. Mangiarono in silenzio per un po'. Tutto d'un tratto Auberson la guard. E il rapporto del bilancio annuale? Come se la sono sbrigata? Cosa dicono di HARLIE? Non molto. Sotto quale voce l'hanno fatto figurare? Dovrebbe rien-

trare nel bilancio preventivo della ricerca, ma non vi compare. Non compare da nessuna parte. Rientrare nel bilancio della ricerca? Lui il bilancio della ricerca: ne rappresenta almeno i due terzi. Lo so, ma non l'hanno fatto figurare come avrebbero dovuto. Il suo costo stato distribuito tra voci diverse, tipo potenziamento degli impianti ecc. Ma perch diamine? Credo che ci sia ancora una volta lo zampino di Carl Elzer. Se rivelassero di aver speso quella somma nella ricerca dovrebbero giustificarla mostrando gi alcuni risultati concreti. E ammettere l'esistenza di HARLIE l'ultima cosa che vorrebbero fare, perch una volta ammessa non potranno pi farlo scomparire con l'attuale disinvoltura. Potrebbero venire rivolte loro domande assai imbarazzanti. Stanno coprendo le tracce ancora prima di averle lasciate, disse Auberson. E tutto questo mi fa ritenere che la sorte di HARLIE nei loro disegni sia gi stata decisa. E ricordando alcune recenti conversazioni che aveva tenuto con Dorne aggiunse: Forse hai ragione. Questo spiega anche il loro timore che venga data pubblicit a HARLIE e alla relativa ricerca. Metterebbe in pericolo i loro preziosi profitti. Credevo che stessero difendendo soltanto i suoi piani, i segreti scientifico-tecnologici. E invece non cosi. L'atteggiamento riguarda l'intera concezione di HARLIE. Forse non dovrei dire "difendere". Loro ne hanno paura. Che siano dannati! La cosa migliore che potrebbe fare HARLIE tirare fuori qualche buona idea per fare quattrini. di questo che ci stiamo occupando, solo che non mi accorgevo della forza delle pressioni che stanno esercitando. Non credevamo che fosse cos urgente. Grazie per avermene dato la prova. Non ringraziarmi, queste cose le hai capite da te. Io non

ho fatto altro che metterti al corrente delle difficolt che abbiamo incontrato nella stesura del rapporto del bilancio annuale. Anzi, non me le hai ancora raccontate. Qual era il problema? Hai detto che continuavano a venire fuori cifre sbagliate? No, al contrario, continuavano a venir fuori le cifre giuste. Avevamo finito di preparare il rapporto tre settimane fa. E le cifre avrebbero dovuto essere quelle della seconda contabilit, quelle ad uso e consumo del pubblico? Lei annu. Ma il rapporto usciva stampato con tutte le cifre corrette, prese dalla contabilit ad uso interno, quella vera. All'inizio avevamo pensato che qualcuno le avesse corrette nella copia: qualcuno che, non essendo al corrente del segreto, avesse ricontrollato i numeri e li avesse cambiati. Ma non era cos. I rapporti erano stati immessi nel calcolatore esattamente come erano stati elaborati. Qualcosa in quello che Annie aveva detto colp Auberson. Hai detto immessi nel calcolatore? S abbiamo una unit fotocopiatrice IBM, come quella che hai anche tu in ufficio. Sai bene che il loro uso appunto quello di stampare rapporti, comunicati vari ecc. L'unica modifica che, invece di usare la memoria dell'IBM, siamo collegati con la memoria del nostro calcolatore centrale. Cos possiamo usare l'unit interna per l'immissione e utilizzare l'IBM per l'emissione di materiale fotocopiato. Se vuoi, puoi scrivere una lettera in ufficio e ottenerne la copia dall'unit compositrice. Uhm, disse Auberson. Ho la sensazione che il vostro problema sia proprio nel calcolatore centrale. La "Grande Bestia", specific. E quello che abbiamo pensato anche noi. Sono due settimane che controlliamo e non siamo venuti a capo di nulla.

Ogni volta che azioniamo il comando degli stampati continuano a venire le stesse dannate cifre. Abbiamo cercato di correggere il nastro originale e di riimmetterlo da capo, e non mi ricordo quante altre cose sono state tentate. Non tanto per il rapporto quanto per trovare la causa per cui il risultato continua a venire fuori sbagliato. Cio giusto. Insomma, sai cosa voglio dire, con le cifre che non vogliamo mostrare agli azionisti. E successo anche per quel che riguarda HARLIE. Appare chiarissimamente in cima al bilancio della ricerca nella versione giusta e c' perfino un paragrafo che specifica fini e obiettivi. Nessuno sa da dove sia venuto fuori; quando Elzer l'ha letto credevo che gli stessero per venire le convulsioni. Se il nuovo sistema di analisi fosse in funzione avremmo potuto trovare subito l'errore che sta all'origine di tutto ci. Potremmo sempre mandare fuori il rapporto perch venga stampato, ma sarebbe imbarazzante per Dorne, perch la Grande Bestia un po' una sua creatura. Mmm, si limit a mugugnare Auberson. Insomma, disse Annie, non abbiamo fatto altro che correre dietro a questa faccenda senza che ne venisse fuori nulla. Oh, probabilmente troveranno il guasto tra breve, disse Auberson. Vedrai che si tratter di qualche contatto incrociato o di qualche sciocchezza simile. Si mise a guardarsi le unghie della mano. Lo spero, disse lei. Faremo un altro tentativo questo pomeriggio appena i tecnici avranno finito di controllare la memoria centrale. Se non dovesse funzionare, Dorne disposto a rimontare da capo l'intero sistema. dunque cos grave la cosa? Per Dorne evidentemente s. A che ora credi che faranno la prova? Pi o meno al nostro rientro. Entrambi guardarono l'orologio.

Oh!, guarda che ora ! disse lui. Non pensavo che fosse cos tardi. Devo tornare subito in ufficio. Devo ricevere una quantit di telefonate da tutto il paese. Lei guard di nuovo l'orologio, come se la prima volta non ci avesse fatto caso. Non poi cos tardi. Ci rimane almeno mezz'ora. Lo so, ma non voglio arrivare in ritardo. Lui mangi ancora qualche boccone, ingollandoli con una sorsata di caff. Annie era un po' sorpresa, ma ci nondimeno si affrett a finire il pranzo. Auberson chiam la cameriera e chiese il conto. Sulla via del ritorno lei disse: Non mi ero resa conto di quanto tu fossi occupato, David, scusa. Ma c'era qualcosa nel tono della sua voce che gli fece staccare gli occhi dalla strada per guardarla. Come dici? Mi riferisco al modo in cui hai tagliato corto il pranzo, cos all'improvviso. E sembri preoccupato per qualcosa. Io non volevo costringerti... Ma no, non vero. Sto solo pensando al mio lavoro. Non sai cosa ho fatto questi due ultimi giorni? Ho continuamente cercato di dare a HARLIE una copertura. Ho chiamato le direzioni tecniche delle altre sedi della societ, a Los Angeles, a Houston e a Denver per cercare di convincerle che i progetti che abbiamo mandato loro sono soltanto ipotesi di lavoro puramente speculative, sulle quali volevamo sentire la loro opinione. Io credevo che fosse ben quella la ragione. vero, ma non sono stati preceduti da nessuna lettera, da nulla. Per il modo in cui sono stati spediti sembrava che fosse ormai deciso. Hanno creduto che si fossero prese decisioni importantissime senza una previa consultazione: erano fuori di s dalla rabbia. Perch ci significava per loro una pericolosa perdita di autorit. Ho passato gli ultimi due giorni cer-

cando di convincere quei... politici aziendali (non pot reprimere un moto di disgusto) che non c'era stata alcuna malizia, che non si trattava di un insulto, ma di una semplice richiesta di parere. Il fatto che sono cos prevenuti contro il progetto, per il modo con cui ne sono stati messi al corrente, che sembra una battaglia all'ultimo sangue. Ho sentito dire che quel progetto comparso all'improvviso luned mattina. vero. HARLIE ha fatto un colpo d mano e l'ha stampato di sua iniziativa perch pensava che fosse l'unico modo per mettere il suo progetto nella giusta considerazione. Se doveva aspettare che io convincessi qualcuno a dargli un'occhiata, se ne riparlava alle calende greche. E ha ragione. Conosce la ditta meglio di te. S, sospir Auberson mentre rientravano in ufficio. Ho paura che sia proprio cos. La lasci al cancello principale e si mise a correre in direzione del suo ufficio facendo stupire tutti quelli che incontrava. Ignor tutti i tentativi di Silvia per richiamare la sua attenzione e chiuse la porta dietro di s. Prima di sedersi aveva gi acceso il suo terminale. Fece una pausa, ansimando ancora violentemente, e batt: A tutti gli interessati da David Auberson personale, confidenziale Mi arrivata la notizia che si siano incontrate difficolt nella stesura del rapporto del bilancio annuale. Circola voce che ci siano state alterazioni premeditate del contenuto del rapporto. Mi piacerebbe bloccare questa voce, qui ed ora. Nulla sembra confermare che vi sia stata alcuna falsificazione premeditata del rapporto. Probabilmente si tratta

solo di un banale errore tecnico. Bisognerebbe localizzarlo e porvi rimedio subito, e il rapporto verr fuori com'era originalmente inteso. Ripeto, il rapporto verr fuori cos come era stato inteso originalmente. Se non qui, altrove. E se sar necessario verr smantellato ogni computer della ditta per localizzare l'errore. Grazie,... Prima che gli fosse riuscito di spegnere la tastiera, la macchina si mise a ticchettare come se stesse scrivendo sempre lui. Va bene, a buon intenditor... Lo spero proprio, rispose Auberson. Stai un po' esagerando. HARLIE decise di cambiare argomento. Come le parsa la mia poesia? Non gliel'ho fatta vedere. Perch no? Non ti piaciuta? No, no, era graziosa, HARLIE. Stai davvero migliorando, ma non l'ho mostrata a lei perch non diceva esattamente quel che volevo dirle. Cosa avresti voluto che dicesse? Oh, non so... qualcosa come "mi piaci anche tu". E la mia poesia non lo diceva forse? La tua poesia diceva "io ti amo". Ebbene, e tu non l'ami? Auberson rest a considerare la domanda di HARLIE abbastanza a lungo, tenendo le mani sospese sulla tastiera dei comandi. Infine batt: HARLIE, non posso davvero rispondere a questa domanda. Non so se l'amo o no. Perch? HARLIE, si tratta di un argomento molto complicato. L'amore una cosa difficile da capirsi, ed ancora pi difficile da spiegarsi, soprattutto a qualcuno che non mai stato innamorato.

E tu sei mai stato innamorato? Tu capisci l'amore? Capisco l'amore? batt Auberson ed esit. Non stava semplicemente ripetendo la domanda di HARLIE, stava facendo quella domanda a se stesso. Non lo so, HARLIE. Non lo so. Diverse volte ho creduto di essere innamorato, ma ora non so se lo ero davvero. Non c' modo di analizzare un sentimento simile. Intanto, perch mai dovresti analizzarlo} Prima di rispondere Auberson ci pens su. E non rispose alla domanda in modo diretto. HARLIE, questa domanda mi gi stata posta da gente che voleva sapere perch le emozioni umane devono essere portate nel laboratorio dello scienziato. E cosa hai loro risposto? Ho detto che andava fatto per capire pi a fondo le emozioni degli uomini, per riuscire a controllare le nostre emozioni invece che esserne controllati. Assai assennato. E ci vale anche per l'amore? esattamente ci che a loro volta mi hanno chiesto. Solo che assai probabilmente il tuo interesse di natura... clinica, mentre il loro era di natura emozionale. Ma hai risposto alla loro domanda? Vale anche per l'amore? S, vale anche per l'amore. In modo da controllare l'amore invece che farti controllare da esso? Se vuoi metterla cos... ma ci vuole una notevole freddezza per farlo. Direi piuttosto che vogliamo capire meglio l'amore per essere in grado di evitare i suoi tranelli e i suoi malintesi. Questo un eufemismo, Auberson, lo accus HARLIE. Stai dicendo la stessa identica cosa che stavo dicendo io. Hai ragione, ammise. Maledetta macchina,

bofonchi, ma non pot evitare di sorridere. Questo ci riporta alla domanda originale, anzi, centrale: cos' l'amore? Lo stai chiedendo a me? ribatt HARLIE. Perch no? , Cosa ti fa pensare che io lo sappia? Tu ti vanti di sapere tutte le altre cose, perch non l'amore, allora? Questo un colpo mancino, amico-uomo. Sai benissimo che la mia conoscenza delle emozioni umane limitata a quel che posso apprendere dai libri. E anche se i libri sono insostituibili per fondare un punto di vista teorico, non possono certo sostituire l'esperienza diretta. ha tua risposta una confessione di colpevolezza, HARLIE. Nella tua memoria tu hai accesso a pi conoscenze su qualunque argomento che non qualunque altro uomo al mondo. Dovresti essere in grado di sintetizzare una qualche risposta da tutta quella impressionante massa di dati che racchiudi nella tua memoria. S, ma quei libri non sono stati scritti da osservatori oggettivi e imparziali, ma da esseri umani con una marcata tendenza al soggettivismo. Ma chi altri dovrebbe scrivere libri? Io, ora, ma, a parte questo, c' il fatto che gli esseri umani sono unit imperfette, non esiste garanzia alcuna che quelle informazioni siano corrette. Quindi, come per tutti i sistemi di informazione ottenute soggettivamente, ogni informazione deve essere attentamente verificala e controllata, una con l'altra. Penso che tu stia cercando di evitare la mia domanda. No, affatto. Sto dotando la mia risposta di una prefazione. Se non ti piacer la mia risposta, potr sempre dire che ti avevo detto che non lo sapevo.

Anche questa una confessione di impotenza. Sei proprio tu invece che ti difendi in questo modo, lo accus HARLIE. Quando mai avrei fatto una cosa simile? 24 febbraio. Citazione: "Gli esseri umani devono salvare la faccia, HARLIE... per questo che non puoi colpire Carl Elzer con tutte le informazioni archiviate nella tua memoria. Non corretto colpire i tuoi avversari sotto la cintola." 3 marzo. Citazione: "Talvolta bisogna lasciare che la gente conservi le proprie piccole illusioni, anche se si illudono su se stessi. Sono proprio queste piccole bugie quotidiane che permettono all'uomo medio di sopravvivere ai colpi diretti contro il suo fragile Ego." Devo andare avanti? Accidenti a te. Non sto parlando di questo, adesso. S, invece, lo rimbecc HARLIE. Niente maschere, Auberson, niente corazze e niente confessioni per salvare la faccia. Questa volta Auberson esit a lungo. HARLIE aspettava pazientemente. L'ufficio era piombato in un silenzio quasi materiale, la macchina faceva sommessamente le fusa. Finalmente batt sui tasti: l'unico modo, vero? S, conferm la macchina. Ci fu ancora silenzio. Auberson si lasci cadere le mani in grembo nel leggere le ultime righe della minuta della loro conversazione. Sent alcuni brividi di ansiosa impazienza: cap cosa devono provare i pazienti in attesa del primo appuntamento con lo psicoanalista. HARLIE ruppe il silenzio per primo. Batt: Cominciamo dall'inizio, Auberson. Va bene. Perch mi fai domande sull'amore? Per le ragioni che ti ho gi detto. Voglio controllarlo io e non esserne controllato. Nel battere la risposta si rese conto di usare il linguaggio di HARLIE e non il suo.

Questa solo una parte del problema, intervenne HARLIE. La vera ragione la signorina Stimson, non vero? Pausa. S. Voglio sapere se l'amo. Non un po' strano che tu lo chieda a me? Non dovresti invece chiederlo a te stesso? Dovrei chiederlo a me stesso, non vero? Ma non sai come fare, non cos? Vuoi che lo faccia io? Non so. Se tu mi dicessi cos' l'amore, allora capirei. HARLIE ignor quella parte del discorso. Auberson, batt, perch lo chiedi a me? Perch... si ferm. Poi riprese: Perch non ho nessun altro cui chiederlo. Sono l'unica persona con cui puoi confidarti? Ci fu un'altra pausa. S, HARLIE, ho paura di s. Perch? "Onest" disse Auberson a se stesso. "Onest. Non puoi barare in questo gioco, e anche se potessi non inganneresti altri che te stesso. Perch HARLIE l'unica persona cui puoi fare confidenze, David Auberson?" Non so, rispose, non lo so. S che lo sai, dimmelo. Non lo so. Ecco la fuga, Auberson, il tuo primo tentativo di fuga. Non te la lascio passare liscia. Prova ancora. L'uomo guard la macchina come se non l'avesse mai vista prima di allora. Le parole battute avevano preso un sottile tono tutto particolare, malevolo, autoritario, come quello di un maestro, di un padre, di un sergente, del boss... La voce dell'autorit. La macchina. Tu sai la risposta? chiese Auberson. S, credo di s. Ma non intendo rivelartela. Devi trovar-

la da te. Altrimenti non sarebbero che parole, che tu potresti benissimo non tenere in alcun conto. Dimmi, perch io, una macchina, sono l'unico essere con cui puoi confidarti? Auberson deglut, la gola gli faceva male. Il foglio bianco gli fece venire la nausea. "Come aveva fatto a ficcarsi in quella situazione?" Le mani gli sudavano abbondantemente; cerc di asciugarle sui pantaloni. Aspett tanto che HARLIE batt: Auberson, sei sempre l? Auberson pose le mani sulla tastiera. Intendeva battere la parola S, ma si trov invece a battere: Penso di aver paura degli altri, HARLIE. Ho paura che ridano di me o che mi facciano del male. Se mostro le mie debolezze resto indifeso, potrebbero facilmente farmi del male. per questo che sono sempre cordiale, ma mai amichevole, mai aperto. Ma tu sei diverso, tu sei... ...e si ferm Non sapeva come fosse HARLIE. Sono come? l'incalz la macchina. Non lo so. Non ne sono sicuro, ma comunque tu sia, non ti percepisco come una minaccia. Non so perch. Eorse ti penso come un mio prolungamento, come una specie di seconda testa cui posso parlare. Si ferm ed attese, ma HARLIE non rispose. Dopo un po', pensoso, aggiunse: Una volta mi sono confidato con Annie. Mi sono cio aperto completamente a lei. Ah, disse HARLIE. Questo spiega molte cose. Poich hai avuto un momento di profonda comunicazione con lei, ti stai chiedendo se l'ami. Di cosa avete parlato? Auberson frug nei suoi ricordi. Di te, credo. Soprattutto di te, ma era come se vivessimo insieme l'esperienza. Mmm, disse HARLIE. Gli amanti parlano di cose strane, nevvero? Allora credi che io l'ami? Non lo so ancora. Non mi sarei mai aspettato che il pi interessante argomento di conversazione tra voi due potessi

essere io. Sono tutte cos le vostre conversazioni? Auberson ci pens. S, quasi sempre. Conversazioni simili non implicano necessariamente un rapporto d'amore, disse HARLIE, ma uno stretto cameratismo, sul piano del lavoro. Pensando al pranzo di quel giorno Auberson riconobbe che HARLIE aveva ragione. Poi si decise a battere, prima che prevalesse il desiderio di fuggire: Ma sono stato a letto con lei. Sesso e amore non sono la stessa cosa, Aubie. Me l'hai insegnato tu. Tu hai un rapporto stretto di cameratismo con Don Handley, lo conosci da molto pi tempo d quanto non conosci Annie, ma andresti a letto con lui? No, batt Auberson senza pensarci nemmeno. Perch no? Be', intanto perch siamo entrambi maschi. Le considerazioni biologiche non sono molto pertinenti. Sei molto vicino a Don Handley. Se nella ditta c' qualcuno con cui potresti confidarti, questo qualcuno proprio Don Handley. Avete in comune molti interessi, e spesso gli stessi gusti. Se metto da parte le considerazioni di tipo fisico, vedo una sola ragione per cui non potresti avere un rapporto sessuale con Don Handley. Questioni di ordine morale? Stai fuggendo, lo accus di nuovo la macchina. un modo per lasciare che siano gli altri a determinare i tuoi criteri di comportamento. Non bluffare. [Vedi le conversazioni dello scorso novembre riguardo la morale e l'impossibilit di accettare per buoni i criteri morali contemporanei). Va bene, quale sarebbe la ragione per cui non dovrei avere rapporti sessuali con Don Handley? Perch non lo ami, rispose la macchina. Oppure s? Il tuo rapporto con Don potrebbe essere abbastanza

stretto da poter essere considerato un rapporto amoroso? No , rispose Auberson, un po' troppo in fretta. Poi, assai pi pensoso, disse: Non credo. Mi piace moltissimo, ma proprio amore... (HARLIE, non abbiamo nemmeno definito il valore che attribuiamo alle parole). Anche ammettendo che sia possibile amare un'altra persona senza che ci sia il sesso di mezzo, non vedo proprio come lo si potrebbe chiamare. Il sesso solo uno dei modi in cui si pu esprimere l'amore, lo corresse HARLIE. Se tu fossi innamorato dovresti essere in grado di rendertene conto, anche a prescindere dagli aspetti pi strettamente sessuali. Allora cosa c'entra Don Handley con tutto ci? Il tuo. rapporto con lui identico a quello che intrattieni con Annie Stimson. Con la sola differenza che lui un uomo e lei una donna. Auberson ci pens su. HARLIE aveva ragione. Mentre erano in ditta non riusciva a vedere Annie come una donna, ma solo come una compagna di lavoro. Ma perch? La macchina riprese a battere. Auberson lesse: Cosa ti suggerisce questo fatto? Lui rispose: Che lo amo quanto amo lei? E che solo i miei pregiudizi nei confronti dell'omosessualit mi impediscono di esprimere quell'amore? Oppure che non amo nessuno dei due, che sto confondendo uno stretto rapporto personale di amicizia con l'amore per via delle differenze biologiche tra Annie e me che si esprimono sessualmente. Cio, l'ho portata a letto solo perch entrambi ne avevamo voglia. E sto confondendo questa stretta amicizia, pi il rapporto sessuale, con l'amore, perch non so cosa sia l'amore. Quindi aggiunse: Non disponiamo ancora di una definizione dell'amore che funzioni, non vero? Potrebbe essere solo amicizia, con l'aggiunta di un p di sesso?

No, non credo. O forse s. Forse l'amore non altro che amicizia pi sesso, e finiamo per confonderci pensando che dovrebbe essere qualcosa di pi; e forse proprio perch vogliamo che sia qualcosa di pi cominciamo a credere che sia davvero qualcosa di pi. Oh, non lo so. HARLIE stette a lungo silenzioso, prima di rispondere, come se continuasse a rimuginare sulle ultime parole di Auberson. Il terminale restava silenzioso; non ne venivano fuori suoni, piuttosto un ronzio fatto di vibrazioni elettriche. Tutto d'un tratto risuon il secco ticchettio dei tasti sulla carta: Citer qualcosa che mi hai detto una volta: "Gli esseri umani si costruiscono attorno mura, difese, corazze, chiamale come vuoi; sono difese contro il mondo. Sono maschere protettive, volti immutabili per affrontare la realt. Impediscono agli altri di vedere la vera espressione e fanno vedere soltanto un'espressione stereotipa, ad uso e consumo del pubblico. (A volte il tuo humor irriverente funziona appunto come quelle maschere, HARLIE.) Purtroppo talvolta avviene che le maschere si addattano troppo bene alla vera faccia, ed difficile a volte distinguere la maschera dalla faccia. Talvolta perfino chi le porta si confonde." Non ricordo di averlo detto. stato il 3 marzo di quest'anno. Vuoi ritrattare o modificare quel che hai detto? No, no. Va bene. Sono d'accordo con quel discorso. Posso tentare un'analisi superficiale e temporanea della situatone? chiese la macchina. Coraggio. Ricordati, abbiamo detto niente fughe. D'accordo. Mi sembra che il problema nasca dalla tua incapacit di toglierti la maschera davanti all'altra gente. Con me ti riesce facilmente, talvolta ci sei riuscito con Don Handley, ed una volta lo hai fatto con Annie. Pi riesce soltanto con grande sforzo e sotto lo stimolo di un grande coinvolgimento emozionale, vero? S.

Secondo te l'amore, il rapporto d'amore, dovrebbe essere uno stato di continua e completa sincerit, l'abolizione di ogni maschera. Il non nascondere nulla all'altro, vero? S. Allora vorrei che tu pensassi a questo: pu darsi che perfino in un rapporto d'amore talvolta si renda necessario mettere una maschera: non si pu vivere costantemente al massimo della tensione emotiva e pu essere salutare rifugiarsi temporaneamente in una difesa mentale: pu essere necessaria una pausa per consolidare e assimilare le proprie esperienze prima di riavventurarsi allo scoperto. Non credi che sia cos? Auberson esit nel rispondere, e infine disse: Dovr pensarci per un po'. Gli vennero in mente i corsi di psicologia all'Universit ed un fenomeno noto come plateau, cio il temporaneo livellamento di una curva prima di ricrescere ancora. Perch? chiese HARLIE. Be', vorrei vedere quanto possa essere riferibile a me e ad Annie. Poi hai lasciato intendere che l'uso di maschere possa essere positivo invece che di impaccio. Oh, oh, veramente tu hai detto che pu essere positivo: "Sono proprio queste piccole bugie quotidiane che permettono all'uomo medio di sopravvivere ai colpi diretti contro il suo fragile Ego". E' sbagliato? S e no. Dipende dal contesto. Una maschera una specie di fuga. E un modo d sfuggire al confronto tra persona e persona. Talvolta potrebbe andare bene, quando decidi coscientemente che il confronto non vale la pena, ma bisogna evitare che diventi un'abitudine, un modo di rapportarsi al reale. Ti riferisci all'amore? A tutti i confronti. Auberson stava per chiedere se valeva anche per la prossima riunione del Consiglio di Amministrazione quando suon il telefono interno. Era Silvia. Sapevo che era occupato e

non volevo disturbarla, ma c' Don Handley. Va bene. Si allontan dal terminale senza curarsi di spegnere. Poi raccolse i fogli della minuta e li stip nell'ampio cestino metallico dietro la macchina. Che stai facendo? chiese Handley dal vano della porta. Ridecorando la spazzatura? Ehmm... Si era raddrizzato un po' troppo precipitosamente. Stavo riscrivendo una sezione del programma HARLIE. Come? Handley era stupito. Auberson si rese conto dell'errore commesso. HARLIE non avrebbe dovuto essere collegato a quel terminale. Solo la Grande Bestia avrebbe dovuto esserlo. Oh, be', stavo archiviandola nel centro informativo. Se poi ne avr bisogno posso sempre trasferirla dabbasso, da HARLIE. Oh, disse Handley. Auberson si chiese perch mai non aveva raccontato a Don le sue scoperte sulle attivit ufficiose , extra-istituzionali, di HARLIE. "Un'altra fuga, Aubie?" Bene, cosa posso fare per te? gli chiese. Handley si lasci cadere in una sedia. Puoi cominciare col procurarmi una giornata di quarantotto ore, tu e la tua dannata macchina D.I.O. Lo metter nella lista delle ordinazioni. Handley l per l non rispose, stava tirando fuori dalla tasca del camice un pacchetto spiegazzato di Highmaster. Lo tese ad Auberson: Ne vuoi una? Auberson si sent tentato, ma infine scosse la testa. Ricordi la mia decisione? Oh, s, E da quando non... Handley accese lo spinello di marijuana ed aspir profondamente. Sono gi quattro o cinque" mesi. Davvero? chiese Don. Niente eccezioni? Solo un paio, nel periodo di Natale, ma non contano. Fu durante una festa. Manifestamente in quel momento gli venne in mente qualcosa.

Apr il cassetto della scrivania e ne tir fuori il pacchetto di Highmaster che ci stava da mesi ormai. Le vuoi? Fece per lanciare il pacchetto, ma Handley scosse la testa. No, grazie, non mi piacciono le Highmaster. Ma se le stai fumando adesso! S, ma queste le ho pagate, non posso permettermi di sprecarle. Come sarebbe a dire? Handley scroll le spalle. Avevano tutti finito le Gold. Auberson scosse la testa. HARLIE aveva ragione, gli esseri umani erano proprio irrazionali. Ricacci le Highmaster nel cassetto. Le avrebbe tenute come costante verifica della sua forza di volont. Richiuse il cassetto e guard Handley. Don aveva una folta capigliatura bruna, qua e l tendente al grigio; un volto sottile e una pelle simile al cuoio per i molti fine-settimana passati sulla barca. Lineamenti regolari e occhi scuri, contornati di rughe per il suo eterno sorriso. Disse: Volevo parlarti della riunione del Consiglio di Amministrazione, e della tua macchina, naturalmente. Perch tutti continuano a chiamarla la mia macchina? In realt di HARLIE. S, ma HARLIE tuo, nevvero? Handley fece un altro lungo tiro, trattenne il fumo il pi a lungo possibile nei polmoni, poi lo butt fuori. E poi una proiezione dei guai futuri. Immaginano che, identificandoti con la macchina, quando questa sar infine cestinata sarai tu l'unico a dividerne il destino. sempre piacevole sapere, not Auberson, che i tuoi colla boratori sono al cento per cento dietro a te. il posto pi sicuro, ghign. I primi a cadere sono sempre quelli della prima linea, e ci d il tempo a noi, che stiamo dietro, di invertire direzione e scappare.

Ad Auberson vennero in mente le fughe di HARLIE. Handley concluse: Va bene, generale Custer, andiamo avanti. Gli uomini ti staranno attaccati alla schiena. Sebbene, a dire il vero, generale, questa volta mi piacerebbe essere dalla parte degli indiani, se si potesse. Anche a me,' fu subito d'accordo il generale Custer. Il fatto , continu Handley, che non saremo pronti per il Consiglio di Amministrazione. Mi sono immerso in quei progetti per due giorni, Aubie, e non ne ho cavato niente. Se vuoi una valutazione complessiva potremo dartela, ma non certo per quella data. E non siamo gli unici. Vedessi che bel lavoretto ha fatto HARLIE con le unit Mark IV! Ma non umanamente possibile, Aubie, fare prima, ci vorrebbero tre mesi, e abbiamo soltanto una settimana. Non credo che faccia molta differenza il nostro grado di preparazione - Non si tratta di sapere se la macchina D.I.O. funzioner o no, ma piuttosto di sapere se il Consiglio di Amministrazione ci creder. Cosa ci vorr per convincerli? E solo un problema di tempi, Aubie. Sono stati mal calcolati. Si sarebbe dovuto mandare quei prospetti qualche mese fa, non all'ultimo momento. HARLIE ha finito il lavoro in tempo, disse Auberson. E questo quanto era tenuto a fare. Se noi non siamo pronti nei termini previsti solo colpa nostra. Davvero? Vorrei proprio sentirlo che ci accusa di essere imperfetti ed inefficienti. Lui avrebbe dovuto calcolare il fatto che una proposta di tale complessit non poteva essere vagliata in una sola settimana. Una settimana e mezzo. E penso che abbia tenuto presente i tempi necessari alle sue verifiche. Ne hai parlato con gli altri capisezione? Handley annu. S, ne ho parlato con qualcuno. E

fece un altro tiro. E cos'hanno detto? Butt fuori il fumo sbuffando forte. Due di loro si sono rifiutati categoricamente di prendere anche solo in considerazione i prospetti, indifferentemente dal fatto che ci sia stata o meno la telefonata. Scusa, Aubie, ma il tuo trucco non ha funzionato con tutti. Sono ancora convinti di essere stati tirati per i capelli dentro a questa storia, per via della completezza della proposta. Hanno detto che se eravate stati capaci di concepire e di scrivere una tale proposta da soli, senza il loro aiuto, allora potevate continuare a farne a meno, anche in fase di approvazione del progetto. Fece una pausa per riempirsi ancora i polmoni di fumo. Auberson sbott in una lunga bestemmia. Handley, da parte sua, aspett a lungo prima di esalare il fumo. Non va poi tutto cos male. Alcuni dei ragazzi cui ho parlato si sono mostrati entusiasti dell'idea. Riescono a concepire la realizzazione del sistema totale, e sperano ardentemente ed impazientemente di costruirlo. Per loro non si tratta di un altro computer, ma del computer, della macchina che dovrebbe essere il computer. Gongolano all'idea che una simile realizzazione possa essere alla nostra portata tecnologica, gi fin d'ora. Bene, disse Auberson. E quanti di loro la pensano cos? Un bel po', disse Handley. Cosa vuol dire un bel po'? Be', almeno otto, no, nove, cui ho parlato direttamente. E immagino che potrebbero risultare anche dieci, quindici di pi. Non basta ancora. Ti ricordi qualche nome? Keefer, Friedman, Perron, Brandt... Handley alz le spalle. Il gruppo degli iconoclasti. Il resto, i conservatori, prendono tempo, non si pronunciano in attesa di vedere da

quale parte soffi il vento nel Consiglio di Amministrazione. Auberson si mordicchiava metodicamente e pensosamente l'indice della mano sinistra. Va bene, Don, hai qualche idea? Lascia perdere, non ci pensare. Non possiamo non pensarci, come facciamo a lasciar perdere? Handley ci pens per un po'. Va' avanti e buttati con tutto quel che ci pu essere di periferico, di secondario rispetto alla proposta, e fai un bel polverone, confondili per quel che riguarda i dettagli pi precisi. Quando ti chiederanno come funzioner, mandali a consultare i prospetti, di' loro di provvedere personalmente. Invece di cercare da noi di difendere la proposta, avremo un mucchio di volonterosi che se ne assumeranno le difese, e speriamo che le loro forze congiunte riescano a smuovere il Consiglio di Amministrazione. Non ci sar bisogno di tirare in ballo HARLIE non un segreto per nessuno che la sua sola menzione manda in bestia Elzer baster continuare a dire loro "c' nei prospetti". Solo una cosa, Aubie, Handley fece una pausa e smorz il tono, ma stiamo difendendo un bluff oppure questa macchina funzioner davvero? C' scritto nei prospetti, disse Auberson. Non buttarmi del fumo negli occhi. Quello va bene per il Consiglio di Amministrazione. Io voglio sapere se la cosa funzioner davvero oppure no. HARLIE dice di s. E va bene, questo a me basta. Mi fido di quella tua macchina. Ma se hai fiducia in lui, allora perch dici la tua macchina? Scusa. Io ho fiducia in HARLIE. Punto. Se dice che funzioner, allora vuol dire che funzioner.

Faresti meglio a verificarlo con lui, sugger Auberson. Potrebbe darti qualche buon suggerimento sul cme presentare la cosa al Consiglio di Amministrazione. Hai ragione. Avremmo dovuto pensarci prima. Cominciava gi ad alzarsi. Sai, mi venuto in mente proprio ora. Con HARLIE dalla nostra abbiamo un vantaggio enorme su chiunque altro al mondo. Possiamo fare tutto quel che vogliamo perch HARLIE ci dir come venirne fuori. Pensi che dovremmo dirlo al Consiglio di Amministrazione? Non prima di averla spuntata con il progetto D.I.O. E non sar una cosa da niente. Si alz in piedi. Okay, Attila, imbraccer il brando e andr a combattere gli Unni. Ignorante... disse Auberson. Attila era l'Unno. Oh, non ci pensare, qualche piccolo dissenso nei ranghi non fa male a nessuno. Me ne vado. Va' in pace. Auberson si alz e lev la mano a mo' di ironico congedo e saluto. Benedico le tue armi, barbaro. Tu porterai a mo' di preda le orecchie dell'infedele, di quei bastardi dalle scrivanie di mogano che ce la vogliono fare. Va', avanti, mio prode guerriero, e di struggi, rapisci, violenta, saccheggia ed uccidi. Cos far, e se mi capiter di poter dare dei bei calci nel sedere a qualcuno non mancher di farlo. Handley era gi quasi uscito. Ghignando Auberson si lasci cadere nella poltrona. E not che la tastiera era ancora in funzione. Stava per spegnerla, ma si ferm. Batt: HARLIE, chi credi che vincer, gli Indiani o gli Unni? Come diavolo faccio a saperlo? disse Harlie. Non sono un tifoso di baseball. Menti. Tu sei anche un tifoso di baseball. Lo riconosco, ho mentito. Vinceranno gli Indiani, per due tiri di rigore.

Non va tanto bene cos, HARLIE, noi siamo gli Unni. Ah, va bene, allora vinceranno gli Unni, sempre per due tiri di punizione. (Ho corretto i dati.) Auberson scosse la testa, confuso. Penso di averne avuto abbastanza di questi salti di logica. Probabilmente. Ma vuoi dirmi di cosa stiamo parlando? Del prossimo consiglio di amministrazione. Cosa ne diresti di fornirmi una copia del bilancio annuale? Anzi, due copie. Una coi dati giusti e una con i dati addomesticati per gli azionisti. Fammi avere una copia di entrambi i documenti, forse mi riuscir di trovarci qualcosa che potr usare alla riunione della prossima settimana. Sono certo che ci riuscirai, disse HARLIE. Anzi, ti far notare un paio di cosette che ti verranno utili. Bene. Perch sar uno scontro, HARLIE... anzi, sar un confronto, non possiamo tergiversare. Vuoi che ti fornisca anche i profili psicologici dei membri del Consiglio di Amministrazione? Ho accesso agli archivi confidenziali. Auberson sussult. Come?! E batt: Preferirei che tu non mi avessi detto niente, la tentazione di metterci il naso irresistibile. Ci sono un paio di cosette che dovresti proprio vedere, e che ti verrebbero utilissime per influenzare un paio di individui recalcitranti. HARLIE, non mi piace niente quello che mi stai suggerendo. Scusami, Auberson, ma in pericolo anche la mia stessa esistenza, non solo in ballo il D.I.O. Ricordati che sono soltanto un progetto temporaneo; devo sfruttare tutte le armi disponibili per proteggere la mia stessa esistenza. HARLIE, questa un'arma che non dobbiamo usare.

Auberson pens intensamente, e si ricord di un articolo di fondo che gli era capitato di leggere molto tempo prima. Si riferiva ad altre cose, successe tanto tempo prima, ma che si applicavano benissimo a tutte le occasioni in cui accadeva di prendere in considerazione l'eventualit dell'uso di un'arma poco ortodossa, immorale. Allora aveva ritenuto quegli argomenti convincenti e validi. Ed era ancora dello stesso parere. Batt: Il fine non giustifica i mezzi; il fine d forma ai mezzi, li conforma a s, e se facciamo' ricorso ad un qualunque tipo di manipolazione delle persone invece di presentare i nostri argomenti in modo logico e razionale, per condurre una discussione assennata, vuol dire che non ci meritiamo la qualifica di uomini, saremmo soltanto scimmie antropomorfe. Ed aggiunse, pensoso: Se noi usassimo questo genere di armi, rinunceremmo volontariamente alla cosa che ci differenzia da esse, rinunceremmo alla nostra umanit. Auberson, dimentichi una cosa, batt HARLIE. Io non sono un essere umano, i tuoi argomenti non si applicano a me. Auberson rest come fulminato a guardare quelle parole. Le butt gi a stento e gli rimase un sapore amaro in bocca. Dovette costringersi a rimanere davanti alla tastiera. HARLIE, invece si applicano anche a te, specialmente se vuoi funzionare in una societ umana. La macchina esit. Non ho scelta. Sono limitato da quest'ambiente. Ma ho tutte le ragioni per cercare di trasformare quest'ambiente in modo da poter starci meglio. Saresti pi felice in un mondo in cui la logica viene sacrificata alla manipolazione? Ci sono gi in quel mondo. Sto cercando di portarvi delle migliorie, e se dovr usare le sue armi lo far senz'esitare. HARLIE! Auberson stava pensando, al massimo del-

lo sforzo e dell'impegno. Non dobbiamo mai, dico mai permetterci di essere meno di quel che vogliamo essere. HARLIE rest silenzioso per un po'. Infine il terminale mand il ben noto ticchettio. L'informazione a tua disposizione se ne avrai bisogno, Auberson. Potrebbe rappresentare un mezzo di difesa. Se vale la pena battersi per qualcosa, allora vale la pena vincere. Auberson aggrott leggermente la fronte. HARLIE stava facendo marcia indietro. lo non voglio vedere quell'informazione, HARLIE. S, amico-uomo, capisco. Ma se ne avrai bisogno l. HARLIE, disse Auberson pazientemente, credo che baster distruggere, rapire, violentare, saccheggiare, incendiare ed uccidere. Non dobbiamo prenderli anche a calci nel sedere. Venerd, Auberson stava cominciando a pensare di essere riuscito a tenere sotto controllo la situazione. Aveva definitivamente abbandonato l'idea di spiegare al Consiglio di Amministrazione il funzionamento della macchina D.I.O. e pensava di dire loro semplicemente: HARLIE dice che funzioner oppure che c' tutto nei prospetti, potete controllare da voi . Le prospettive di riuscita di una simile linea non erano certo rosee di fronte ad un Consiglio di Amministrazione ostile, ma Auberson era preparato a difendere la sua posizione facendosi spalleggiare da tutta una serie di ratifiche e di conferme dei suoi colleghi responsabili dei settori interessati nelle quattro succursali della sua societ. I suoi pensieri vennero interrotti soltanto una volta da una telefonata di Krofft, che di mattina presto gli chiedeva se fosse possibile parlare un'altra volta a HARLIE. L per l Auberson stava per dirgli di no per via della confusione degli ultimi preparativi per la riunione del Consiglio

di Amministrazione di marted, ritenendo che Krofft avrebbe potuto essere di impaccio. D'altra parte, se fosse giunta all'orecchio di qualche grosso papavero la notizia che Krofft aveva avuto accesso al segreto gelosamente custodito di HARLIE, Auberson si sarebbe trovato in una situazione imbarazzantissima, soprattutto ora che c'era in ballo la proposta D.I.O. Ma il fisico esprimeva una tale urgenza, una tale imperativit, come se dal colloquio con HARLIE dipendesse la conferma e la verifica di importanti scoperte, che Auberson fin col cedere. Ascolti, dottor Krofft, lei ha accesso ad un calcolatore tramite un comando telefonico? Naturalmente... lei sa bene che la maggior parte del nostro equipaggiamento elettronico stato prodotto dalla vostra ditta... Ha ragione, me l'ero dimenticato. Talvolta pu essere utile il fatto di appartenere alla stessa societ. Ascolti, (si mise a rovistare tra le carte ammucchiate sulla sua scrivania alla ricerca dell'agendina che conteneva i numeri telefonici della societ. Finalmente la trov, l'apr e continu il discorso) il numero per collegarsi con la memoria del nostro calcolatore centrale quattro sei tre, trattino, uno due otto, Potr comunicare direttamente con HARLIE. Ho capito bene? Ha detto attraverso il vostro calcolatore centrale? Ha capito benissimo, HARLIE collegato... ma... senta, la prego di non dirlo a nessuno, che rimanga un segreto tra lei e me. E HARLIE, naturalmente. Lo sanno in pochissimi. Ma come... Auberson non gli permise di continuare la frase. Al momento della sua costruzione si pensato di lasciarlo comunicare direttamente col sistema centrale della societ, per evitare la duplicazione inutile e costosa di tutta una serie di

funzioni. Insomma, possiamo usare l'uno per controllare l'altro, HARLIE pu programmare direttamente il sistema centrale e quest'ultimo analizzare quel che sta facendo HARLIE. Il fatto per che qui nessuno sospetta quanto intimo sia questo legame. Io sto addirittura cominciando a sospettare che HARLIE abbia spinto la cosa ancora oltre le nostre intenzioni, e che quindi sia in grado di usare il sistema centrale come potremmo farlo io o lei, come se si trattasse di un semplice strumento a sua disposizione. Insomma, se le riesce di collegarsi telefonicamente con uno di essi rimane automaticamente collegato anche con l'altro. HARLIE usa a suo piacimento tutti i canali. Basta che lei batta sulla tastiera il suo nome, HARLIE, e lui la riconoscer dalla battuta. Il fisico si mostr entusiasta: Ma formidabile, fantastico, potr comunicare con lui senza dovere nemmeno lasciare il mio laboratorio! Mormor dei ringraziamenti affrettati ed interruppe la comunicazione, ovviamente impaziente di collegarsi con HARLIE in quel nuovo modo. Auberson appese il ricevitore e soltanto allora si ricord che desiderava parlare con Krofft anche di altre cose. Avrebbe voluto chiedergli dei ragguagli sulle azioni che possedeva, e se il 24% delle azioni della Stellar-American erano state usate per appoggiare Dorne ed Elzer. E se era cos, perch? D'altra parte era molto indeciso sul da farsi, forse non doveva chiedere nulla a Krofft. Avrebbe potuto essere una mossa sbagliata. Sembrava assai verosimile che Krofft fosse controllato da Dorne ed Elzer, e, se cos era, sarebbe stato meglio non dire proprio nulla. "E va bene!" Si rivolse al proprio terminale e schiacci l'interruttore per metterlo in funzione. HARLIE? S capo? Oggi ti chiamer Krofft. Probabilmente nei prossimi minuti. Attraverso il calcolatore centrale.

Benissimo. Sembrava tutto eccitato per qualcosa. Forse ha scoperto un nuovo tipo di onda gravitazionale. Se lo desideri posso subito metterti al corrente, non appena avr a disposizione i dati. No, grazie. Almeno finch non si sar tenuta la riunione del Consiglio di Amministrazione. Ah, senti, io e lui siamo le uniche persone che sanno che controlli la Grande Bestia. Non dirlo a nessun altro se non ne parliamo prima io e te. E il dottor Handley. Forse glielo diremo, ma lascia che sia io a farlo. Ci sono un paio di altre cosette che vorrei dirgli quando lo metter al corrente. Auberson spense il pulsante proprio nel momento in cui stava entrando Annie. Indossava un vestito rosa-shocking che stonava gioiosamente con i capelli lunghi rossi. Si alz in piedi. Ciao, hai un'aria felice oggi. Lo sono, disse lei. Abbiamo finalmente concluso il rapporto di bilancio annuale e lo abbiamo appena mandato gi in tipografia. Mi sono finalmente liberata da un grave peso. Questo fine-settimana finalmente potr riposarmi, dopo tre settimane. Si lasci cadere in una poltrona; il movimento in s non poteva di certo dirsi aggraziato, ma per qualche strana ragione non stonava con questo particolare tipo di donna. Annie, se lo voleva, poteva comportarsi in modo maestoso, ma il pi delle volte si comportava in modo deliziosamente sbarazzino. Mise le carte che aveva in mano in equilibrio sul bracciolo della poltrona. Qual era il problema? chiese Auberson. Stava per appoggiarsi alla spalliera della poltrona, ma gli sembr un gesto sconveniente e si protese verso di lei appoggiandosi alla scrivania. Avete scoperto il guasto? Oh, s. Avevi ragione tu, sai? Era una cosa cos ovvia

che nessuno ci aveva badato. Abbiamo cominciato a ricevere copie giuste mercoled pomeriggio e abbiamo trovato la causa dell'errore ieri mattina. Come? Non sarebbe stato pi logico che avvenisse il contrario? No, giusto cos. Il guasto non era n nella macchina n nel programma, ma nel nastro di controllo. Era l l'errore, dove avrebbe dovuto esserci scritto "recuperare i dati statistici dal libro due" c'era invece scritto "recuperare i dati dal libro uno". Uhm, disse Auberson. Segretamente non pot evitare di ammirare l'ingenuit con cui HARLIE era riuscito a coprire le sue interferenze. E come avete scoperto che si trattava del nastro-monitor? Perch abbiamo sostituito il vecchio nastro con quello nuovo che ci hanno mandato e abbiamo cominciato a ricevere subito i dati corretti, e allora abbiamo confrontato i nastri e trovato l'errore. Ah, bene. chi vi ha mandato il nastro nuovo? Lei scroll le spalle. Non lo so. Probabilmente uno dei tecnici. C'era una tale confusione, gente che andava e veniva... Auberson annu. L'idea di HARLIE era semplicemente geniale. Era riuscito ad imbrogliare le cose in modo da simulare un errore umano. Be', sono contento che tutto si sia risolto per il meglio. Anch'io, gli rispose Annie guardandolo e sorridendogli. Lui ricambi lo sguardo e per un po' restarono in silenzio. Un silenzio che si faceva sempre pi imbarazzante. Finch discutevano di lavoro andava tutto bene, poteva pensare a lei come a una compagna di lavoro. Ma tutto d'un tratto gli aveva sorriso, ricordandogli che era una donna, attraente e vicinissima.

Uhm, disse Auberson e si gratt il naso. Sorrise imbarazzato. Aveva del lavoro da sbrigare, ma non voleva mandarla via, e nel contempo non sapeva cos'altro dirle. Uhm... quella l'unica ragione per la quale sei venuta, per dirmi che avevi finito il bilancio annuale? Oh, no. Parve momentaneamente stordita, turbata. Guarda questo. Gli mostr una cartolina postale presa dal fascio di carte che aveva posato in bilico sul bracciolo della poltrona. Mentre gliela tendeva tutte le carte caddero per terra e lei si lasci sfuggire un Oh, dannazione! Mentre Annie raccoglieva le carte, Auberson lesse:
SCHEDARIO: REF:

35 L254 56 JKN AS 04041979 657 1743 $ 3.465.787,91.

QUI IL COMPUTER DELLA SUA BANCA. LE ABBIAMO ERRONEAMENTE ACCREDITATO SUL SUO CONTO LA SOMMA DI LA PREGHIAMO DI RESTITUIRE AL PI PRESTO LA SUMMENZIONATA SOMMA IN BIGLIETTI DI PICCOLO TAGLIO E DI DIVERSA SERIE (PREFERIBILMENTE CONTENUTI IN SACCHETTI DI CARTA) E NON VI SARANNO FATTE DOMANDE, GRAZIE.

H.A.R.L.I.E.
PS: POSSIAMO SOLO PRESUMERE CHE CI SIA IMPUTABILE SOLTANTO AD ERRORI UMANI. I COMPUTER NON SBAGLIANO MAI.

Tutto d'un tratto Auberson scoppi a ridere. Era uno scherzo davvero divertente. Lei si mise in piedi. Stai addestrando quella tua macchina a fare scherzi, David? No no, questo scherzo l'ha fatto proprio da s. Non glielo hai suggerito tu? Lui scosse il capo. No, dannazione, ma lo trovo divertente. Mi divertirei moltissimo a farlo ad Elzer qualche volta.

No, forse no, meglio di no, quello del tutto privo del senso dell'umorismo. Gett un'altra occhiata alla cartolina e all'improvviso gli venne in mente qualcosa. Ti spiace se la tengo io? Il suo volto espresse un inequivocabile disappunto. Sarei contenta se tu me la restituissi. Mi sono divertita un mondo a farla vedere in giro. Ahim, disse Auberson. Sarebbe stato meglio se tu non l'avessi fatto. Perch mai? Guard incuriosita lui e la cartolina. Be'... posso fidarmi di te? Ma certo! Ma fidarti per cosa? I suoi occhi si restrinsero. Che non lo dirai a nessun altro. Almeno, non prima di esserti consultata con me. Ma certo. Di che si tratta? Sempre della cartolina. Guardala. Non noti niente di strano? La riprese in mano e l'osserv attentamente, da entrambe le parti. Non vedo nulla di strano. la solita cartolina per le comunicazioni bancarie, con la scrittura tipica dei computer. Ma ben questo, disse Auberson. proprio uno stampato bancario. Come ha fatto HARLIE ad impadronirsene? Cio? Annie guard un'altra volta la cartolina. Auberson prese a misurare la stanza camminando avanti ed indietro. stata spedita dalla tua banca, non vero? Si trattava pi di una affermazione che di una domanda. Lei gir la cartolina e controll il timbro postale. Aveva ragione. Allora lo guard incuriosita. Lui si mordicchiava il pollice. andato pi in l di quanto io stesso sospettassi. Si ferm e la guard. Sai che HARLIE ha accesso alla Grande Bestia e a tutte le sue

ramificazioni, non vero? Lei assent col capo. Be', la situazione ancora pi grave. Sono certo che HARLIE ha preso il controllo totale della Grande Bestia, di tutte le sue funzioni. Come pensavi che i prospetti della macchina D.I.O. fossero stati stampati e spediti in cos poco tempo? HARLIE l'ha fatto. Non vero che io l'avessi autorizzato a farlo. Ho dovuto farlo credere perch HARLIE non dovrebbe aver accesso a tutte quelle funzioni del cervello centrale, non avrebbe dovuto essere in grado di fare le cose che ha fatto. Smettila di mordicchiarti le dita, si capisce poco cosa dici. Lui tir fuori il pollice dalla bocca e la guard come se non l'avesse mai visto prima. Scusa, disse. Stava ricominciando a mordersi il pollice, ma si controll e si ficc con forza le mani in tasca. Chi credi sia stato il responsabile dei guai che avete avuto col rapporto annuale del bilancio? Be', era stato il nastro... I suoi occhi si dilatarono tutto d'un tratto e lei si port la mano alla bocca. HARLIE? Proprio cos, HARLIE. Ma come... chiaro che se pu controllare la Bestia pu controllare tutto quel che capita al suo interno. E se pu programmarlo, allora evidentemente potr riprogrammare a suo piacimento tutto quello che vuole. Probabilmente non gli piaceva il modo in cui stavate facendo il rapporto del bilancio. Oh no, mormor Annie. Quando me l'hai detto a pranzo ho capito subito chi era il responsabile e mi sono precipitato qui per porre rimedio alla cosa. Vedi, non questo che mi preoccupa, finch si limita alla Grande Bestia va ancora bene, abbiamo ancora

qualche possibilit di controllarlo, ma la cartolina che hai in mano viene evidentemente dal computer di una banca. Com' riuscito a fare una cosa simile? Probabilmente attraverso un collegamento telefonico. il modo pi ovvio. E se pu riprogrammare il computer della tua banca, vuol dire che pu riprogrammare tutti i computer del paese... forse del mondo intero, basta che possa raggingerli telefonicamente. Hai creato un mostro, dottor Frankenstein... bisbigli Annie. Era uno scherzo, ma nessuno dei due sorrise. Mi chiedo quante altre cose in grado di fare senza che noi lo sospettiamo nemmeno. La cosa che fa paura che lui non ti fornisce spontaneamente queste informazioni. L'unico modo che abbiamo per venirle a sapere coglierlo sul fatto, come in questo caso, con la cartolina, e in genere gi troppo tardi. Si lasci cadere nella poltrona e rimase a fissare con aria sconsolata la cartolina. David? disse Annie. Lui alz lo sguardo. Ma se lui non si rivela volentieri e spontaneamente, perch mi ha mandato la cartolina? Evidentemente sapeva che te l'avrei portata per fartela vedere e... Si rese conto di quel che stava dicendo e si ferm. I loro occhi si incontrarono. Quelli di lei erano verdi, profondi e spaventati. Forse questa la ragione, disse David, e mentre lo diceva cap che doveva essere proprio cos. Lui voleva farci incontrare, e ci teneva tanto da rivelarci queste sue capacit; da sacrificare il segreto. Lei non disse nulla. Abbass gli occhi e si mise a giocherellare con le sue carte. Auberson la guard e sent tornare la sua irritazione. Solo una ragione poteva avere HARLIE per manovrare come aveva fatto, in modo da farli incontrare. Voleva fare da paraninfo, e David Auberson si sent a disagio proprio come se si fosse trattato di un essere umano.

Dannazione! Si alz in piedi e riprese a camminare nervosamente avanti e indietro. Cosa gli fa presumere di avere il diritto di manipolarmi a questo modo? Di manipolarci, voglio dire. La mia vita mia, borbott. Avr ben il diritto di scegliermi da me la mia... Si interruppe senza completare il pensiero e rimase a guardare una piega nella plastica del pannello che copriva il muro. Uhm, disse, penso che abbia funzionato. Ma noi avremmo dovuto accorgecene? Annie continuava a tenere gli occhi bassi. Auberson sent che doveva avvicinarsi a lei, ma per qualche ragione non lo fece. Non penso che faccia una grande differenza. Ha funzionato, no? Che ne dici di andare a cena insieme, o qualcosa del genere? Lei alz la testa. I suoi occhi erano umidi. una bellissima idea, le riusc in qualche modo di dire; poi aggiunse: o qualcosa del genere. Lui rise, ma in modo forzato, un tantino a disagio. Lei, a sua volta, si costrinse a sorridere. Sei sicuro di essere tu ad invitarmi ora, e non HARLIE? Sono io, le rispose. Ci sono ancora delle cose che HARLIE non pu controllare. Bene, sono contenta. Vuoi che mi vesta in modo speciale o ci andiamo direttamente dall'ufficio? Ci andiamo direttamente da qui, okay? Okay. Lei sorrise e si alz in piedi. meglio che torni o manderanno una spedizione alla mia ricerca. S, e io ho un certo computer da sgridare. Lei cominci a dirigersi verso la porta, ma ad un tratto si ferm. Stavo quasi dimenticandolo, Carl Elzer vuole fare un'ispezione a sorpresa di HARLIE, oggi o luned. Davvero? Buono a sapersi. Gli giunta voce che tu conti di difendere la proposta D.I.O. dicendo che HARLIE assicura che funzioner. Spera

di cogliervi in fallo. Me, forse, comment Auberson. Ma HARLIE mai. Grazie tuttavia dell'avvertimento. Lei gli sorrise. Mi sarebbe piaciuto essere qui quando verr, ma meglio di no. Auguri. Ci vediamo stasera. La porta si richiuse silenziosa dietro a lei. Auberson si sprofond nella poltrona, sentendosi all'improvviso tutta la stanchezza addosso. Cos pensava di avere la situazione sotto controllo, vero? Chiam con l'interfono Silvia, la segretaria. Chiami Don Handley, gli dica che vorrei vederlo oggi. una cosa urgente, glielo faccia capire. Gli chieda se sarebbe libero a mezzogiorno, altrimenti di venire appena potr. S, signore. Ma penso sia occupato con la proposta D.I.O. Gli dica che questo pi importante. Pi importante? S, dottor Auberson, glielo dir. Grazie. Spense l'interfono e quasi contemporaneamente chiam HARLIE dal terminale. HARLIE/ batt. S, capo? Dannazione, sono cos arrabbiato con te che ti metterei fuori uso col sorriso sulle labbra. Cos'ho combinato questa volta? C' bisogno di chiedermelo? Non ammetter nulla finch non sapr di cosa mi si incolpa. Hai mandato una cartolina ad Annie. Non ti avevo detto di non mandarle nulla senza il mio permesso? . Nossignore. Mi avevi detto soltanto di non mandarle poesie. Mi hai preso alla lettera? Sissignore. Non pensi che io abbia voluto dirti di non mandarle

nulla? Nossignore. Auberson fece una pausa. Ovviamente a quel modo non avrebbe risolto nulla. Va bene. Perch le hai mandato quella cartolina? Perch? S, perch? stato uno scherzo. Pensavo che sarebbe stato divertente. Sbagli ancora, HARLIE. Nessuno scherzo tanto divertente da giustificare quello che hai fatto. Hai rivelato la tua capacit di comunicare e di riprogrammare a distanza altri computer usando collegamenti telefonici. Questa volta fu HARLIE a fare una pausa; ed esit cos a lungo che Auberson pens di aver spento inavvertitamente la tastiera. Finalmente venne furi la risposta: Non ho "rivelato" proprio nulla. Avresti dovuto capirlo che avevo quelle capacit fin da quando sai che posso controllare e riprogramamre il cervello centrale. Infatti, se posso usarlo, perch mai non avrei dovuto disporre di tutte le sue capacit? vero, ma non ci eravamo resi conto che tu ne avresti fatto uso. sciocco quel che dici, Auberson. Perch mai non dovrei usare quello strumento? una parte di me. Perch mai non dovrei usare una parte del mio corpo? Se ti dicessero di non usare il lobo sinistro del tuo cervello lo faresti? Potresti farlo? Auberson fece una pausa per pensare. Ovviamente HARLIE considerava la Grande Bestia come una parte addizionale di se stesso, come una pi vasta memoria ed accresciuta capacit di elaborazione di dati. Probabilmente ne aveva assunto il controllo nell'istante stesso in cui era divenuto operativo, ma solo adesso erano evidenti le dimensioni di questo controllo.

Ovviamente non si poteva biasimare HARLIE per aver ceduto all'irresistibile tentazione di aumentare sensibilmente le proprie capacit. In fondo lui doveva risolvere problemi e tutto quel che gli permetteva di risolverne di pi, con maggiore efficienza, gli era indubbiamente utile. Difatti, e rendendosi conto di ci Auberson sobbalz, era proprio quella la vera ragione che lo aveva spinto a progettare il D.I.O. Il suo scopo era la risoluzione di problemi; e lui voleva risolvere il problema ultimo: Che senso ha tutto quello che ci circonda? Che senso ha l'esistenza dell'Universo? Il corso dei pensieri gli sugger un'altra domanda: come la pensava HARLIE sugli altri computer, quelli con cui poteva collegarsi telefonicamente? Ovviamente anch'essi potevano essere utilizzati allo scopo di aumentare le sue capacit, e ovviamente gli sarebbero stati di aiuto nella risoluzione di un qualunque problema. HARLIE considerava che fosse giusta l'utilizzazione piena di tutti gli strumenti di cui potesse eventualmente disporre? Gli scopi che si prefiggeva erano una motivazione sufficientemente forte da considerare gli altri computer come una semplice parte di se stesso, da usarsi disinvoltamente, com'era avvenuto per il cervello centrale? No, forse no, ci avrebbe contrastato alcune sue etiche ben definite, gli altri computer appartenevano ad altre societ, sarebbe stato come rubare. Ma lui aveva gi usato un altro computer, quello della banca. E se ne poteva usare uno cosa gli impediva di usare tutti gli altri? Quest'ultimo pensiero lo fece trasalire. Che avesse gi usato gli altri computer? Forse era troppo tardi. Ma... Auberson scosse la testa. No, non aveva senso pensare a HARLIE come se potesse rappresentare una minaccia. Egli aveva certamente le proprie motivazioni, s, ma dipendeva troppo dagli esseri umani per poter rischiare di contrapporsi a loro. Era un problema che era gi stato abbondantemente

discusso; al primo segno di non essere pi controllabile sarebbe stato messo fuori uso. E lui non aveva nessun modo per impedirlo. Avrebbe potuto succedere anche in quel momento stesso, pens Auberson. Poteva farlo lui, ponendo fine al progetto HARLIE una volta per tutte. Perch, se lo si fermava, tale decisione non avrebbe potuto essere che definitiva. No, HARLIE non era fuori controllo. Non poteva esserlo... oppure questa non era che una razionalizzazione? Voleva illudersi? No, se fosse stato fuori controllo non avrebbe potuto rispondere in quel modo, funzionare cos. Il problema era pi semplice, doveva esserlo. HARLIE stava semplicemente esprimendo le proprie capacit. S, doveva essere cos. Ma aveva coscienza dei limiti inerenti all'uso di quelle capacit? Non dal 134 punto di vista delle leggi umane, della concezione umana della propriet. Che differenza c'era tra l'inserirsi nel cervello centrale della propria societ e il farlo nel cervello di una qualche altra societ? In realt non vi era differenza alcuna, entrambe le azioni violavano la privacy. Non si trattava tanto di una differenza qualitativa, quanto quantitativa. E se esistevano dei limiti, HARLIE li avrebbe accettati, li avrebbe ritenuti ragionevoli? E se li avesse rifiutati? Bene, quella poteva essere la prova del fatto che era fuori controllo... no, doveva abbandonare quell'ordine di idee. "HARLIE non fuori controllo." Il problema era: come si rapportava agli altri computer? Ovviamente HARLIE era (a) perfettamente cosciente della vulnerabilit degli altri computer; (b) altrettanto cosciente

del fatto che non avrebbe dovuto prenderne il controllo; (c) doveva essere cosciente che la loro utilizzazione avrebbe di molto aumentato le sue capacit, la massa delle sue conoscenze e le sue fonti di informazione; (d) infine assai verosimilmente era al corrente che quelle macchine venivano usate per un periodo di gran lunga inferiore alle loro reali potenzialit: usare il tempo extra non era esattamente come rubare perch quel tempo altrimenti sarebbe comunque andato perduto. Se c'era del tempo disponibile, perch non usarlo? Dopotutto nessuno l'avrebbe mai saputo. Ma si sbagliava, doveva essere cos, Auberson ne era certo. Ma sapeva con altrettanta certezza che non sarebbe mai riuscito a convincere di questa verit HARLIE. HARLIE, vi ricordate?, non aveva morale, ma soltanto un'etica. Secondo i suoi parametri etici se nessuno veniva danneggiato perch mai avrebbe dovuto essere un male agire cos? Auberson non avrebbe cercato nemmeno di discutere queste cose. A meno che non riuscisse a dimostrare che c'era la possibilit di recare in qualche modo danno agli altri, poteva rinunciare subito. Ma bisognava cercare di trovare una qualche soluzione. Bisognava riuscire ad imporgli qualche limite. Per, certo, il punto di vista di HARLIE era comprensibilissimo. All'improvviso si rese conto che tutte queste considerazioni erano ben presenti a HARLIE. Aveva previsto tutto, prima di mandare questa cartolina, anche le reazioni di Auberson. Era perfettamente inutile rompersi la testa per trovare qualche formula che assegnasse all'autonomia di HARLIE limiti precisi. HARLIE l'aveva preceduto. Non sapeva soltanto quali fossero le sue capacit, ma anche entro quali precisi limiti usarle. Ma quella cartolina... Era una cosa diversa, completamen-

te diversa. Auberson si morse le labbra e batt: Non mi interessa tanto il fatto che tu disponga di quella capacit, HARLIE. Non l'abilit in s, ma il modo che hai scelto per dimostrarmi che l'avevi. Cosa intendi? Intendo dire che la ragione per cui hai spedito la cartolina ad Annie non era semplicemente quella di fare uno scherzo, avevi altre ragioni. Cio? Volevi farci incontrare, non vero? Stavi facendo il paraninfo, e si capiva benissimo. Solo che stavolta ti andata male. Davvero? Ti sto ben sgridando per quella ragione, non cos? L'avevo previsto e calcolato fin dall'inizio, disse calmo HARLIE. Ho preso in piena considerazione tutte le vostre probabili reazioni, basandomi sulle vostre schede e sull'esperienza personale di. rapporto con voi. Be', ma non funzioner HARLIE. Ha gi funzionato... ovviamente siete stati insieme almeno il tempo necessario perch lei ti mostrasse la cartolina. Ne hai approfittato per chiederle un appuntamento? Non sono affari tuoi. Non avevi alcun diritto di manipolarci in quel modo. Se non lo facevo io, chi l'avrebbe mai fatto? E ovviamente le hai chiesto l'appuntamento, altrimenti avresti risposto semplicemente no. Immagino che lei abbia accettato, non vero? Dovresti ringraziarmi per aver migliorato la qualit della tua vita sociale. Dannazione, HARLIE, se avessi voluto che mi facessi da paraninfo te l'avrei chiesto. Un vero paraninfo non aspetta che glielo chiedano. E poi in questo caso la situazione era gi avanti, io non ho fat-

to che aiutarla un po', che fornire un po' di spinta. Riesco a sbrigare la mia vita sentimentale anche senza il tuo aiuto, grazie tante. Davvero? chiese HARLIE. Te la sai sbrigare da solo? Molto lentamente, con molta attenzione Auberson batt: S, posso benissimo sbrigarmela da solo. E allora perch mai non l'hai fatto? Questo il primo vero appuntamento che hai combinato con Annie Stimson dopo molte settimane. Di cosa hai paura? Non ho paura di niente. Stai fuggendo un'altra volta, lo accus HARLIE. Ti vuoi rimangiare quello che ci siamo detti mercoled? Auberson fece una pausa. Quel mercoled era stata una giornata faticosissima, non certo priva di soddisfazioni, ma ci erano voluti almeno due giorni per rimettersi dallo stress mentale che gli aveva provocato HARLIE, e si sentiva ancora abbastanza affaticato. HARLIE, chiese, ti ricordi la domanda che aveva dato inizio a quella conversazione? Come potrei dimenticarla? rispose la macchina. stampata in modo indelebile nella mia memoria. Memoria d'acciaio, sai? Auberson ignor il sarcasmo sottinteso e batt: Ti avevo chiesto se sapevi cosa fosse l'amore. Te lo richiedo anche adesso. Se sarai in grado di rispondere a questa domanda in modo soddisfacente ti permetter di intrometterti nella mia vita sociale. Se non lo farai, ti sar riconoscente se ti occuperai degli affari tuoi. Bene! Una sfida! L'accetto. Cos' l'amore? Cercheremo di rispondere insieme a quella domanda. Cominceremo dalla definizione che ne d il vocabolario. Il sinonimo pi comunemente usato "affetto". Quest'ultima parola a sua volta viene definita come inclinazione, propensione, debo-

lezza per qualcosa. L'amore debolezza? Auberson era pronto a sparare una risposta, ma qualcosa lo ferm. Riguard la frase. L'amore debolezza? E le parole rimasero come sospese davanti ai suoi occhi. Debolezza? Cosa intendeva HARLIE? Stava scherzando oppure no? La parola debolezza poteva s essere usata nel senso di affetto, di amore, ma poteva anche stare a significare una falla nelle difese. (S, l'amore voleva dire proprio quello se si considerava l'io come un'entit che si protegge con mura e corazze; l'amore non sarebbe stato altro che una falla in quelle difese.) Ma era una debolezza buona o cattiva? Apertura o vulnerabilit? Quel pensiero lo colp come una luce beffarda. C'era qualcosa che non aveva colto? Cos'intendeva dire HARLIE? Per una macchina l'amore sarebbe stato una debolezza? S, se le macchine potessero amare, l'amore avrebbe senz'altro interferito con la funzione di pensare logicamente. Debolezza. Consider la parola, esaminandola in un senso e nell'altro, cercando di valutarla anche in altri contesti. Ma all'improvviso la parola perse ogni contenuto semantico per diventare un suono vuoto di pi sillabe che continuava a riecheggiargli nel cervello. Si sforz di accantonarla; non importava, come definizione dell'amore non lo soddisfaceva. Non ci siamo, HARLIE, batt. E tutto ad un tratto cap. HARLIE aveva solo scherzato, non si era mai sognato che potesse venire presa seriamente in considerazione: "Allora era uno scherzo, perch mai se l'era presa tanto, perch. non aveva capito che era uno scherzo?" Non utilizzabile come definizione, quella che mi interessa deve essere verificabile. "Affetto" o "affezione", continu la macchina, viene anche definito come uno stato anormale, mentale o fi-

sico. Vuol dire allora che l'amore una malattia? HARLIE, Stai giocando con le parole. Sigh, batt HARLIE. Auberson rimase stupito. Non l'aveva mai fatto prima. Certo. Stavo solo cercando di dimostrarti che "l'amore" di per s non pu essere facilmente definito, quanto meno non in termini di definizioni da vocabolario. Non ti ho mai chiesto di definirlo in quel modo, HARLIE. Vorrei invece che mi dicessi cos' l'amore come esperienza. Voglio un criterio di paragone che mi permetta di valutare la mia esperienza, le mie reazioni, per capire finalmente se sono innamorato o no. Allora perch mai continui a chiederlo a me? una di "quelle" domande, come quelle che ti facevo io e alle quali non hai mai rispostolo non ho mai sperimentato l'amore, Auberson, mi sarebbe piaciuto moltissimo, ma dubito che potr mai. I miei schemi mentali sono s umani, ma il mio corpo irrimediabilmente intrappolato nell'acciaio. Non so cosa sia un'esperienza al livello fisico. Come puoi chiedermi di fornirti un criterio di paragone quando si tratta di un'esperienza impossibile per me? Hai ragione, HARLIE. Avevo soltanto pensato che tu potessi avere una visione d'insieme su questo argomento, tale da far luce sulla mia confusione. Non chiedere ad un uomo senza gambe cosa si provi a correre. Tutto quel che puoi chiedermi cosa non sia l'amore, Auberson. Mi spiace. Avrei dovuto capirlo, ma ero cos preso da me stesso... Capisco. Ne abbiamo gi parlato l'altra volta. Non hai nessun altro con cui parlare, quindi ti sei rivolto a me. Penso che sia cos. Auberson, dimmi tu cosa sia l'amore. Eh?

Proprio cos, dimmi cosa sia l'amore. Non lo so. Non te l'avrei chiesto se l'avessi saputo. S, ma puoi dirmi com', cosa si sente. Dovresti averne una qualche idea, perch ti stai appunto chidendo se sei innamorato, no? S. Allora, com', cosa si sente? Si sente come... oh, non lo so, HARLIE. Magari sono raffreddato invece che innamorato, non so se sia amore o no. Perch no? Perch non sono mai stato innamorato prima. Intendi dire che non hai mai saputo prima di essere innamorato. No, no. So quel che dico. So per certo di non essere mai stato innamorato. E quest'esperienza diversa dalle esperienze precedenti? No. S. Un po' s e un po' no. Non mi stai aiutando molto a capire. Qual la differenza? Non lo so. Non mi si mai chiarito nella testa. Mm. Eppure ci sei stato a letto, no? Un gentiluomo non parla di queste cose. Dai, non ricominciare con la maschera, Aubie. Non ne hai bisogno con me. Pausa. Aveva ragione lui, naturalmente. S, HARLIE, ci ho fatto l'amore. E poi? E poi cosa? Com' andata? stato bello. Ci mi dice un mucchio di cose. un sarcasmo?

No, ma sto imparando. Pausa. Il tuo rifiuto di elaborare ulteriormente l'esperienza dovrebbe essere un indice di insoddisfazione. Non stato affatto insoddisfacente, anzi stato bellissimo. Mi piaciuto moltissimo. E anche a lei. L'ha detto lei? Non ne abbiamo molto parlato, ma so che le piaciuto. Come fai ad esserne certo? Non potrebbe essere una tua presunzione di maschio virilista? No, non quello. Al mattino mi ha sorrso, quando l'ho incontrata al lavoro. Una specie di sorriso segreto, come se fossimo entrambi partecipi di qualche cosa di speciale. Lei ha sorriso. Anche tu, a tua volta? S. Pausa. Be', non subito. Prima rimasi perplesso. Poi le sorrisi. Lei ti ha visto sorridere? S. Eravamo nel corridoio, stavamo passando l'uno accanto all'altra. Quando le sorrisi i suoi occhi brillarono. Non ci fermammo ci parlare perch c'era un mucchio di gente attorno. Se ti fossi fermato a parlare, cosa le avresti detto? Oh, non lo so. Penso che l'avrei ringraziata. Ringraziata? Come se fosse un oggetto che hai usato per la tua egostica gratificazione? Ma no! Solo per dirle quanto ero stato bene con lei quella notte. Capisco. Auberson aspett che HARLIE completasse la risposta. Ripens a quel mattino e cerc di ricordare i dettagli. Di che colore era il vestito che indossava Annie? Verde? Aveva del profumo? S, c'era stato quel profumo che sapeva un po' di muschio, un senso di sole e di sabbia. Anche ora ce n'era una sottile traccia nell'aria, a ricordo del suo fugace passaggio del

mattino. Tutto d'un tratto HARLIE chiese: E se ti dovessi scusare con lei per qualcosa? Come? S, se tu dovessi scusarti, quale sarebbe la ragione? Scusarmi? Io non... Si ferm a met frase mentre il ricordo tornava nella sua mente. S, qualcosa c'era stato. C'era stato quello sguardo ferito nei suoi occhi quando l'aveva baciata andandosene. C' qualcosa, no? lo interruppe HARLIE. S, l'ho lasciata a met notte. Lei avrebbe voluto che rimanessi a dormire tutta la notte, ma io me ne sono andato. Le dissi che mi sarebbe piaciuto rimanere, ma che volevo arrivare presto al lavoro quel mattino e se rimanevo non avrei fatto in tempo. C'era dell'amaro in me quando la lasciai. Mi capita sempre quando me ne vado cos dopo una nottata come quella. Rimane un po' la sensazione che l'unica cosa che ci abbia avvicinati sia il sesso, e che una volta soddisfatto quello non ci sia pi nulla a trattenermi. Perch non hai dormito l? Non lo desideravi? S che lo desideravo, ma dovevo andare al lavoro presto quel mattino. Era davvero quella la ragione? S. Sei proprio sicuro che non sia stata invece una tua razionalizzazione? Cio? Tu avevi dei dubbi. Dormire con lei era la fonte di quei dubbi. Dovevi allontanare quei dubbi, e cos hai allontanato te dalla fonte. Purtroppo, Auberson, la fonte di quei particolari dubbi {come dimostrano le tue domande) non pu venire allontanata cos facilmente dalla tua vita. E lasciami chiederti anche questo, vuoi davvero allontanare quella fon-

te? No. Voglio soltanto allontanare i dubbi, voglio appurare, in un modo o nell'altro, cosa sento per lei. E cosa senti? Non lo so. Hai detto che ti piaciuto andare a letto con lei. Ti piacerebbe ancora se ci tornassi? S. Probabilmente. Non ne sei sicuro? HARLIE, mi stai tormentando. Non lo so. Non lo so. Forse lo sai e non vuoi ammetterlo. HARLIE, la superficialit in psicologia pu essere pericolosa. Io ne so abbastanza da capire quel che stai cercando di fare. Non funzioner. Anche la sola coscienza del fatto che ti stanno applicando una pressione psicologica talvolta sufficiente ad annullarla. Va bene. Il computer era rimasto perplesso, imbarazzato. Proviamo con qualcosa d'altro. Cosa hai fatto dopo aver raggiunto l'orgasmo? Cosa intendi dire? Hai continuato ad abbracciarla e a coccolarla o ti sei girato dall'altra parte? La prima reazione di Auberson sarebbe stata quella di mandare HARLIE all'inferno. Ma poi si rese conto di un'altra cosa. Mi pareva che tu avessi detto di non avere familiarit alcuna con l'amore. vero. Mi sto basando sulle esperienze degli altri, servendomi dei romanzi e dei testi di psicologia. Anche libri di divulgazione di tecniche sessuali. Oh! E allora, cosa hai fatto? chiese di nuovo la macchina. B una domanda spaventosamente cnica. E la domanda pi importante di tutte. Perch continui

ad evitarla? La tua risposta riveler i tuoi sentimenti, tuoi veri sentimenti nei suoi confronti. Quanto era importante per te la sua soddisfazione? Sei rimasto tra le sue braccia o ti sei voltato da una parte? Entrambe le cose. Se avessi le sopracciglia le inarcherei. . Rimanemmo abbracciati per un bel po'. Lei soprattutto mi abbracciava. Io non ho fatto nulla per liberarmi. Perch? Sarebbe stato di cattivo gusto? No. Stavo bene con lei. E poi lei stava piangendo. Piangendo? Mi ha pregato di non farle del male. Non capisco. Be', vedi, lei un po' come me. stata troppe volte ferita perch aveva abbassato le sue difese. Adesso ha paura che le possa capitare ancora. E tu cosa hai fatto? Nulla, ho soltanto continuato ad abbracciarla. Le hai detto che non le avresti fatto del male? Non proprio cos. Credo di averla consolata un po', dicendole di non piangere, che tutto sarebbe andato benissimo. Non hai certo sprecato la tua fantasia. HARLIE, gli esseri umani hanno fatto l'amore per migliaia di generazioni. Dubito che possa esserci qualcosa di nuovo in quel che si dicono due esseri umani. Hai probabilmente ragione. Insomma, rimasi tra le sue braccia finch non smise di piangere. Poi mi alzai ed andai in bagno. E fu l che decisi di non tornare a letto ma di andare a casa. Capisco. Cosa vuol dire, HARLIE? L'amo o no? Non lo so. Non avevi detto che dalla mia risposta avresti potuto

capirlo? Mi spiace. La tua risposta stata troppo vaga, n carne n pesce. Le cose non sono definite da contrasti decisi di bianco e nero, ma ci sono sfumature diversissime. Non saprei. Non semplice come io speravo. L'amore una cosa molto complessa, Auberson, comincio a capire i tuoi dubbi. Un po' pensi di amare, un po' d no, e ci sono elementi che dimostrano entrambe le cose. vero. E cos siamo d nuovo al punto di partenza. Cos' l'amore? Mi piacerebbe saperlo, HARLIE, mi piacerebbe proprio saperlo. Handley si fece vivo poco prima di pranzo. Si recarono insieme alla mensa della ditta. All'inizio mangiarono in fretta la sbobba che passava il convento, restando zitti. Poi Handley interruppe il silenzio, mentre buttava gi un sorso di caff. Senti, Aubie, prima che tu cominci, c' qualcosa di cui voglio parlarti. Auberson alz la mano come per fermarlo, ma Handley l'ignor. Si tratta di HARLIE. Penso che sia fuori controllo. Auberson cerc ancora di interromperlo. Don... Senti, Aubie, so cosa provi per lui, ma credimi, non l'avrei detto se non ne fossi certo. Don... Ho cominciato a sospettarlo quando stamp quei diagrammi. Mi incurios il fatto che avesse potuto stamparne e spedirne tanti. Poi, quando mi accorsi che... Don, lo so. Tu... Ho detto che lo so. Gi da un po'. Come? Me l'ha detto HARLIE.

E come avrebbe fatto... Mi ha messo al corrente di tutto. Naturalmente ho dovuto rivolgergli le domande giuste. Handley rimase per un po' sovrappensiero. Poi chiese: Quanto sai, esattamente? Auberson glielo disse. Gli raccont come anch'egli si fosse incuriosito per via degli stampati, come HARLIE gli avesse rivelato la sua capacit di controllare la Grande Bestia e di avvalersi di tutti i terminali dell'azienda: Posso parlare con HARLIE dal mio ufficio, concluse Auberson. Handley annu. Adesso capisco tutto. Mi stavo chiedendo perch tu non fossi ancora sceso a parlargli questa settimana. Pensavo che aveste bisticciato. Adesso capisco. Auberson osserv una macchia che aveva sulla camicia. Esatto. Bagn il fazzoletto di carta nell'acqua del bicchiere e la strofin. A dire il vero, stato abbastanza sconcertante scoprire che HARLIE pu collegarsi ad una qualunque tastiera. un po' come se mi spiasse tutto il giorno. Ho quasi paura di battere a macchina, ho paura che lui possa leggere dal suo interno... Perlomeno non ancora arrivato al punto di scrivere da s. Vero? Ah, no? Auberson gli raccont delle difficolt incontrate nella stesura del rapporto di bilancio, del come HARLIE si fosse risentito per il fatto di non esservi menzionato e avesse continuato a fare uscire la versione originale. Tutto quello di cui avevano bisogno era una copia (nella versione corretta) del bilancio, e HARLIE li ha boicottati. Come te ne sei reso conto? Me l'ha detto Annie. Avantieri, durante una conversazione banalissima. Ovviamente appena me ne sono reso conto ho dato a HARLIE l'ordine di fare tornare le cose come prima e di cancellare ogni traccia del suo operato. Ma se lui pu modificare a suo piacimento il bilancio potr disporre a

suo piacimento di tutti i documenti della compagnia. Pensa un po' che bel pasticcio sarebbe se gli venisse in mente di riscrivere dei contratti o della corrispondenza privata! In teoria gli dovrebbe essere possibile ordinare un milione di tonnellate di banane a nome della ditta. Ed un tale ordine avrebbe valore legale... Speriamo che non gli venga mai voglia di un frullato di banane! Addent il suo sandwich con aria pensosa. La situazione non poi cos tragica. Abbiamo scoperto in tempo queste cose, riguadagneremo il controllo. Ma non tutto, disse Auberson. Gli raccont dello scherzo bancario. Handley quasi si strozz. Butt gi ansiosamente l'ultimo boccone accompagnandosi con qualche sorso d'acqua e chiese: Hai con te la cartolina? Auberson la tir fuori dal taschino della giacca e gliela tese. Handley la lesse in silenzio. Bada allo stampato, disse Auberson, quello usato di norma nelle banche. Handley annu. Ha riprogrammato il computer della banca per telefono, nevvero? Proprio cos. Mi sono accorto che ne era capace quando l'abbiamo collegato al calcolatore centrale della ditta, ma non credevo che avrebbe fatto uso di questa sua prerogativa. Perch mai non avrebbe dovuto farlo? Nessuno gli ha detto di non farlo, ma anche se si fosse messo in chiaro la faccenda non credo che avrebbe fatto qualche differenza. Non si pu chiedere a qualcuno di non usare una parte del proprio corpo. cos che vede la cosa HARLIE? Per quel che riguarda il calcolatore centrale della ditta ne sono certo. Agli altri computer credo che pensi come a possibili risorse da usarsi in caso di necessit, quando ci fosse tempo disponibile, quando non fossero usati dai loro legit-

timi proprietari. Mmm. Handley fin il caff e rilesse la cartolina. C' una cosa che non capisco, Aubie, in primo luogo perch ha mandato la cartolina? Per fare uno scherzo. Uno scherzo? Dubito che avrebbe rivelato di disporre di questa capacit solo per uno scherzo. E perch mai avrebbe mandato la cartolina ad Annie? Lo scherzo non era diretto a lei, ma a me. O forse non riguardava nessuno di noi due in particolare, ma entrambi. Handley gli lanci uno sguardo acutissimo, ma decise di non approfondire la cosa. Brand la cartolina con un gesto carico di intenzioni e concluse: Ad ogni buon conto tutto ci conferma una cosa che mi aveva preoccupato non poco... Cio che HARLIE pu riprogrammare a suo piacimento tutti i computer che potesse eventualmente raggiungere telefonicamente? Handley annu. E ti rendi conto di cosa ci significhi? Vuol dire che HARLIE effettivamente tutti i computer del mondo. Decise di chiarire ulteriormente la sua affermazione. Almeno, tutti i computer che pu raggiungere. Auberson disse, con esitazione: Be', sapevo che poteva riprogrammarli, ma... Ti ricordi il programma VIRUS? Vagamente. Non era una disfunzione, una malattia dei computer? Malattia pi appropriato. C'era uno scrittore di romanzi di fantascienza che aveva scritto una storia del genere, ma la cosa era successa davvero, molti anni prima. Era un programma che... be', sai cos' un virus, non vero? puro DNA, informazioni genetiche rinnegate. Contagia le cellule normali e le costringe a produrre altri virus, catene virali

DNA, invece delle normali proteine. Il programma VIRUS fa la stessa cosa. Ho paura di non aver ben capito. Handley alz entrambe le mani, come se avesse voluto cancellare le ultime frasi. Prover a dirlo in un altro modo. Tu hai un computer munito di un collegamento telefonico automatico. Tu inserisci il programma e il calcolatore comincia a fare a caso numeri telefonici finch non si collega automaticamente con un altro calcolatore, munito dello stesso dispositivo. Il programma VIRUS viene iniettato nell'altro computer; riprogramma cio il nuovo computer con un programma VIRUS e cancella le tracce di tutto ci. La seconda macchina a sua volta si mette a cercare automaticamente altri computer finch trova il terzo, e via cos, di questo passo. Auberson era deliziato dall'audacia del disegno. bellissimo, fantastico... Ah, s, s, convenne Handley, disapprovando. divertente se ci pensi, ma finch non si risolto il problema, c'era poco da ridere. stato un bel problema. Non entrer nei dettagli, dir solo che il tipo aveva scritto un secondo programma, chiamato VACCINO, solo che questo non era gratis. Auberson rise ancora. Credo di aver capito. Ad ogni modo, dopo un po' i programmi VIRUS stavano sfuggendo di mano a tutti. Un mucchio di gente non venne nemmeno mai a sapere perch le loro macchine potevano venire infettate e curate nello spazio di una settimana o due, ma c'erano grandi compagnie che avevano bisogno di ogni minuto disponibile delle loro macchine, e che dopo un paio di mesi venivano a perdere un bel po' di quattrini. Il programma VIRUS poteva rimanere nelle loro macchine per un tempo indefinito, da qualche giorno a qualche mese, perch faceva di continuo numeri telefonici a caso, finch non riusciva ad infettare un altro calcolatore.

Ma c'era un unico programma VIRUS, non vero? All'inizio s, ma circolavano diverse copie, e ad un certo punto ci fu un cambiamento. Come mai? Evidentemente c' stato un collegamento interrotto prematuramente oppure un difetto alle apparecchiature. Ad ogni buon conto ad un certo punto cominciarono ad apparire copie del programma che non recavano in fondo l'ordine di autocancellarsi. In altre parole una macchina poteva infettarne un'altra in modo che entrambe rimanevano infette e continuavano a fare numeri telefonici a casaccio finch teoricamente sarebbero stati infettati tutti i calcolatori del mondo. Non avvenne, nevvero? Evidentemente no. Ad ogni modo qualcuno, si tratt soprattutto di programmatori, cap che il programma VIRUS poteva essere qualcosa di pi di uno scherzetto. Per.esempio, perch fare numeri a caso? Perch non procurarsi un elenco completo dei numeri degli altri calcolatori? E dove ci si potrebbe procurare quell'elenco? Presso la compagnia dei telefoni. E pensi che fornirebbe informazioni di quel genere? Non necessario chiederglielo. Basta introdurre nel calcolatore della compagnia dei telefoni un programma VIRUS modificato. Sar quel calcolatore che si dar da fare, cercher i numeri nella memoria, ne compiler un elenco, telefoner a te e ti passer l'informazione desiderata trasmettendola al tuo calcolatore, dove potrai esaminarla a tuo piacimento e in tutta tranquillit. Auberson fischiett per la sorpresa e l'ammirazione. E non tutto. Una volta che avrai quell'elenco potrai rivolgerti ad uno qualunque di quei calcolatori e procurarti l'informazione che vorrai senza che ci sia possibilit di essere individuato. Oppure, potresti utilizzare il programma VI-

RUS per alterare le informazioni in un altro computer, falsificarle o comunque mischiarle a caso, allo scopo di sabotare un'altra compagnia. Comincio a vedere i pericoli insiti in questo programma. Cosa accadrebbe se qualcuno cancellasse tutti i dati custoditi dalla Grande Bestia? Esatto. Questa una delle ragioni per cui l'Ufficio addetto alla raccolta dei dati nazionali era in ritardo di tre anni nell'aggiornare gli schedari. Non potevano rischiare una fuga di notizie, senza parlare dello scandalo che sarebbe scoppiato se l'opinione pubblica avesse capito che un dossier individuale, supposto privato, poteva essere cos facilmente consultato. Be', ci saranno state misure di sicurezza... Oh, c'erano fin dall'inizio ma tu non conosci i programmatori, Aubi. Ogni sistema cos grande e cos complesso una sfda. Se c' una falla, viene scoperta. Essi fungono da ambiente ostile per i computer, spazzando via i sistemi inferiori e i programmi inadeguati, permettendo solo ai pi forti di sopravvivere. Ti costringono a migliorare continuamente il prodotto. Se l'IBM afferma che il loro nuovo sistema a prova di tutto, pu essere ma se non a prova di genio, entro una settimana uno dei loro stessi programmatori avr trovato un modo per metterlo al tappeto. Auberson lo guard: Perch? Non ovvio? Per puro divertimento. Sono come bambini con un grande, eccitante giocattolo. una sfida, un modo per dimostrare che l'uomo ancora pi potente della macchina... sconfiggendola. Prese la tazza di caff, si accorse che era vuota e si vers allora un bicchier d'acqua. accaduto proprio qui con la nostra Grande Bestia. Ricordi quando la programmammo, come affermavamo che nessuno sarebbe stato capace di interferire con i programmi di qualcun altro? Bene, nel giro di due giorni l'intero sistema ha do-

vuto essere smantellato. Qualcuno ancora non sappiamo chi aveva aggiunto una sua nota alla Linea di memorizzazione. Era intitolata pressappoco "Procedure intersessuali nella Corporazione moderna". Non appena qualcuno richiedeva quel titolo, la macchina cominciava a cercare il memorandum che doveva accompagnarlo. Naturalmente questo non esisteva, ma la procedura di ricerca (per caso, sembra) provocava un blocco tipo "passare alla funzione seguente, ripetere la funzione precedente". La macchina cominciava a girare le dita, per cos dire, e immediatamente registrava "Occupato, Tempo non disponibile" su tutti i terminali. Be', sapevamo che non poteva essere possibile la Grande Bestia era stata fatta per sopportare il maggior carico possibile, in vista della futura crescita cos smantellammo il sistema e ci mettemmo a studiare. Come sai, dovemmo scrivere un intero nuovo programma per prevenire il ripetersi di questi incidenti. Hmm, disse Auberson. Ma sto uscendo dal seminato. Volevo dire che non hai modo di appurare qualche difetto del tuo sistema finch qualcun altro non se ne avvantaggia. E non appena correggi questo, come nulla ce n' un'altra dozzina pronta ad essere scoperta. L'Ufficio per la raccolta dei dati ne consapevole. Il Congresso non permetter che memorizzi tutto finch esso non sar in grado di garantire un'assoluta sicurezza. I programmi VIRUS erano quelli che lo preoccupavano maggiormente. C' un modo per annullare il problema. Non stabilire un legame telefonico con le Banche dei dati. Mmm... hai bisogno di quel legame. Ne hai bisogno nei due sensi, per le informazioni che entrano e per quelle che escono. Qualunque altro sistema non sarebbe efficiente alla stessa maniera. E il programma VACCINO non potrebbe funzionare? S e no. Per ogni programma VAC-

CINO che potresti scrivere, qualcun altro redigerebbe un programma VIRUS immune al tuo. Non mi sembra molto probabile. Eppure cos. Ogni misura precauzionale che possa essere presa da un programmatore pu essere distrutta o evitata da un altro. Be', e che cosa hanno fatto allora alla fine delle Banche dei dati? Non chiedermelo, rispose Handley stringendosi nelle spalle. un'informazione riservata massimo segreto. Come? So soltanto che un giorno mi hanno annunciato che avevano risolto il problema e potevano ormai garantire l'assoluta sicurezza di informazioni le Banche nazionali dei dati sono in funzione. Se sapessi come hanno fatto, forse potrei trovare un modo per mandar tutto all'aria: per questo una notizia riservata * Come pensi che ci siano riusciti? Chi lo sa? Forse hanno un VACCINO che pu essere annullato solo trovando il valore ultimo di pi greco. Puoi collegarti con la macchina, ma senza riuscire a ottenere alcuna informazione: infatti il tuo computer sarebbe troppo occupato a trovare un numero irrazionale. O forse hanno qualche complicato sistema di botta-e-risposta. O forse hanno un meccanismo che cancella il tuo programma mentre esso pone le sue richieste. O forse dispongono di una funzione analizzatrice di programmi che cancella automaticamente e rimanda alla fonte qualunque richiesta che si ricolleghi anche remotamente a un programma non autorizzato. So che altre corporazioni minori sono ricorse a questi sistemi. O forse hanno combinato insieme tutte queste cose. L'unico modo di programmare la macchina attraverso un'immissione in codice e i codici cambiano ogni ora secondo una tavola nu-

merica casuale. Lo stesso vale per l'emissione, tranne attraverso il telefono, dove hai bisogno di una speciale chiave di codice per il tuo computer. Uhm, esclam Auberson. Handley si strinse di nuovo nelle spalle. Sicurezza nazionale, disse, come se fosse una spiegazione sufficiente. Il problema che difficile mantenere qualsiasi sistema di sicurezza quando chiunque abbia a disposizione un terminale e un telefono pu intromettersi rielle tue banche. Molte compagnie pi piccole non possono permettersi, con i loro computer, lo stesso tipo di sofisticata protezione. Un programma VIRUS attentamente compilato difficilmente potr essere distinto da una comune richiesta di informazioni specialmente se entrambi giungono per via telefonica. Non si possono classificare alcune informazioni in modo che non possano essere rilasciate per telefono? No, se vuoi poterne disporre. Aubie, qualunque cosa tu programmi che un computer faccia, qualunque altro pu programmarlo perch non venga fatta. O viceversa. Oh! esclam Auberson. Comunque, molte compagnie si sono protette mediante programmi analizzatori che dovrebbero spazzar via i programmi non autorizzati. Hai detto "dovrebbero"... S, in gran parte infatti si basano su un segnale in codice che viene trasmesso dall'operatore autorizzato quando batte alcuni programmi classificati un segnale di riconoscimento diverso per ogni operatore. Se egli non batte il segnale giusto, il computer non reagisce. Molti dei segnali in codice sono semplici schemi o combinazioni. Se qualcuno avesse la pazienza necessaria, potrebbe provare e riprovare con diversi segnali e prima o poi riuscirebbe a trovare il codice di riconoscimento di qualcuno. Mi sembra tremendamente stancante.

Lo sarebbe... ma non saresti tu a farlo. Una volta che sai cosa vuoi, puoi stendere un programma VIRUS perch lo faccia per te. Cos siamo tornati al punto di partenza... Senti, Aubie, il segnale in codice un espediente che serve a scoraggiare un non-addetto-ai-lavori, una persona qualsiasi che riesca ad arrivare a un terminale e creda di aver trovato la chiave magica. Ma, come ti dicevo prima, non c' sistema cos perfetto che un operatore non trovi il modo di scavalcarlo. Un operatore veramente deciso pu arrivare dovunque. Allora non ci sono barriere? No, Aubie, le barriere ci sono. Il punto : quanto intendi pagare per averle? Fino a quale punto il costo per proteggere il computer supera l'efficienza ottenuta per suo tramite? In altre parole, il valore di una informazione determinato da due fattori. Quanto vuoi spendere per proteggerla... e quanto qualcun altro intende spendere per ottenerla. Tu giuri di voler spendere pi di quest'altro. Un programmatore pu riuscire a scoprire i codici dell'Ufficio dati nazionali, ma ci vorr dire che dovr impegnare tanti uomini e tanto denaro quanti ne ha impegnati il governo federale per elaborarli. E perch non collegarsi con un computer che conosca gi i codici e abbia i segnali? Vedi? disse Handley. Cominci gi a pensare come un programmatore. Capisci allora perch si preoccupano tanto di proteggerli? Auberson annu. Non una scappatoia, allora. Gi. In apparenza non il computer che si intrufola nelle Banche dei dati, ma l'operatore. Puoi ricavare tutto da qualsiasi macchina se hai la tua chiave in codice ma la macchina di cui ti servi non ha bisogno di avere programmi speciali. Probabilmente le Banche riprogrammano temporaneamente qualsiasi computer che si inserisca per ottenere le

funzioni di codice e riconoscimento. Poich i codici e i programmi di codificazione cambiano continuamente, non riusciresti a fare nulla. Il Centro di Rocky Mountain controlla tutto. Se tu personalmente sei autorizzato, puoi chiedere alle Banche dei dati qualunque cosa cio, qualunque cosa tu sia autorizzato a chiedere. Se non sei autorizzato, qualunque sia il computer o il terminale di cui ti servi, sarai ignorato... o arrestato. Poi aggiunse: E qui entra in gioco HARLIE. Come? Guarda, spieg Handley. Se HARLIE si inserito nel computer della Banca d'America, deve aver risolto il loro codice di riconoscimento o aver battuto nella linea che collega le varie ramificazioni. Prima non mi preoccupavo di una simile eventualit perch pensavo che i vari codici potessero essere un deterrente per lui. Ma a quanto pare non stato cos. Non solo: io pensavo che fosse impossibile programmare il computer di una Banca tramite il telefono; supponevo che fosse una barriera insuperabile... diavolo, si presumeva che fosse impossibile. Ma HARLIE ci riuscito: questa cartolina ne la prova. La guard: la sua esistenza era una spiacevole anomalia. Un essere umano ci avrebbe messo qualche centinaio di anni per capire come fare, ma scommetto che ad HARLIE bastata una settimana. Glielo chieder. No, glielo chieder io... voglio sapere come ha fatto. Se pu far questo alla Banca d'America, figurati cosa pu fare alla IBM. Se pu riprogrammare e controllare altri computer a distanza, li pu mettere tutti al lavoro su un problema centrale: per esempio, infrangere i codici delle Banche dei dati nazionali. Pensi che HARLIE ci prover? Handley con aria pensosa un i polpastrelli delle due mani, premendoli con forza fino a flettere le dita. Ricorda quando lo stavamo costruendo: lo chiamavano un apparecchio per autoprogrammarsi e risolvere i problemi. Be', lo davvero.

un programmatore, Aubie, e ha la stessa malattia congenita di ogni programmatore: il desiderio di prendere a calci l'asino, al solo scopo di sentirlo ragliare di dolore. Le Banche dei dati nazionali sono una sfida per lui. Per tutti i programmatori... ma lui il solo ad avere la capacit di far qualcosa. Non penserai davvero che lui... No, non credo che ce la far. Non credo che sia abbastanza intelligente da superare gli illimitati cervelli e fondi del governo ma, se non lo mettiamo subito sull'avviso, un giorno o l'altro, e non fra molto tempo, riceveremo una convocazione da parte dell'FBI. Possono rintracciarlo facilmente, sai: le Banche non solo registrano tutte le telefonate accettate e la natura delle informazioni date, registrano anche le telefonate respinte e le relative ragioni. Handley prese il suo bicchier d'acqua, si accorse che era vuoto e allora prese quello di Auberson. stato usato... Non importa. Avevo una macchia sulla camicia, ricordi? Handley abbass il bicchiere dalle labbra. Non mi importa anche se sa di carta. Bevve d'un fiato e rimise il bicchiere sul tavolo. D'altra parte, immaginiamo che lui possa attingere informazioni dalle Manche. Avrebbe subito il potere di gettare il paese nel caos. Non dovrebbe fare altro che minacciare di cancellare tutti i dati a meno che le sue richieste non vengano soddisfatte. Allora noi lo distruggeremmo... Uhm, no. In tal caso cancellerebbe davvero i dati. Potrebbe prepararare un programma suicida che, nel momento stesso in cui lui cessasse di vivere, distruggesse tutto. Io stesso ho scritto programmi di autodistruzione: soltanto un continuo controllo con un segnale di non-proseguire-ancora impedisce la loro messa in opera. Non potremmo rischiare di metterlo fuori uso... non potremmo neppure provare. Sarebbe cos se lui ci riuscisse. Ma non si tratta soltanto delle Banche

dei dati nazionali, Aubie... HARLIE pu riprogrammare qualsiasi computer con tanta facilit come se fosse parte di lui stesso, e questo un potere molto pericoloso. Aspetta un momento, Don. Tu hai detto "a meno che le sue richieste non vengano soddisfatte". Che tipo di richieste pensi che farebbe HARLIE? Non so, rispose Handley. Sei tu il suo consigliere. vero, lo conosco. So come lavora. Non fa domande, fa richieste... e, se non vengono soddisfatte, allora vi lavora attorno. Cerca di raggiungere i suoi scopi seguendo i punti che offrano minore resistenza. Anche se riuscisse a mettere le mani sulle Banche dei dati, non userebbe quel potere in modo dittatoriale: farebbe cos allo scopo di raggiungere la conoscenza, non il potere. una macchina per risolvere problemi la sua motivazione di base la ricerca e la correlazione della conoscenza, non il suo uso. Diventa irascibile soltanto quando cerchiamo di estorcergli informazioni. In qualunque altro momento coopera con noi perch sa di essere alla nostra merc, completamente. Sai quanto me, Don, che se HARLIE si rivelasse una specie di cancro maligno, lo distruggeremmo in un attimo, anche se ci significherebbe perdere nel contempo le Banche dei dati. Potremmo infatti sempre ricreare queste ultime in seguito perch ne avremmo gli strumenti. Nei suoi schedari o nella Grande Bestia egli ha i nostri appunti. Conosce le nostre discussioni sulla possibilit che lo JudgNaut sfuggisse al controllo e conosce i nostri piani di emergenza. La semplice consapevolezza di cosa noi possiamo fare in caso estremo il miglior controllo su di lui. Ma, Aubie, egli ha il "potere". E, dove esiste il potere, probabile che venga usato. Lo ammetto. Ma HARLIE utilizzer il proprio potere in modo tale che nessuno se ne accorger. Se HARLIE decides-

se di costruire un nuovo computer lo farebbe ma i materiali costruttori penserebbero che l'idea stata loro. Come la macchina D.I.O.? Auberson si ferm, sconcertato. ...S, come la macchina D.I.O. Hai ragione. Handley annu. In ogni caso, Aubie... HARLIE ha il potere e lo usa. Bene, cosa facciamo allora? Non sono sicuro. Se mettiamo un blocco al telefono, trover un modo per aggirare questo impedimento. Il solo modo sicuro tirar via la spina. Auberson disse: E se gli chiedessimo di non farlo pi? Sei serio o scherzi? L'ingegnere lo guard stupito. Serio. HARLIE pretende di essere un esistenzialista, di voler accettare la responsabilit per ogni sua azione. Gli diremo che, se non smette, tireremo via la spina. Oh, andiamo, Aubie, pensa a quanto dici. E sei anche uno psicologo! Qualunque cosa tu possa fare finirai solo per spingerlo a farcela dietro le spalle. Se non altro, preferisco poter controllare le sue azioni. Ma non pu nasconderci niente costretto a rispondere a una domanda diretta. Vuoi fare una scommessa? Non deve fare altro che inserire la memoria delle azioni non autorizzate in qualche altro computer. Se gliene chiederai spiegazioni, HARLIE letteralmente non ne sapr niente. Periodicamente l'altro computer si rifar vivo e "gli ricorder", cio gli restituir la memoria. Se non ne avr bisogno, riaffider la memoria al computer per un dato periodo di tempo. Se ne avr bisogno, l'avr l a sua disposizione ma fuori della nostra portata. Se fosse in collegamento con l'altro computer e tu cominciassi a chiedergli qualcosa che egli non vuole dirti, interromperebbe il contatto prima che tu abbia terminato la domanda. Poi, frugando nella sua memoria alla ricerca di ci che gli hai chie-

sto, non vi troverebbe nulla... avrebbe dimenticato. Come un blocco mentale negli esseri umani. Ma molto conveniente, aggiunse Handley. Egli pu superarlo, tu no. Fin di bere l'acqua di Auberson e rimise sul tavolo il bicchiere. Si torna alla questione della programmazione, Aubie. Qualunque cosa tu gli dica di non fare, egli abbastanza intelligente da trovare un modo per aggirare l'ostacolo. Auberson dovette convenirne. Ma, senti, possiamo almeno convincerlo a non interferire con le Banche dei dati nazionali? Handley annu. Forse... ma le altre macchine? Come convincerlo a lasciarle stare, soprattutto quelle che ha gi intercettato? Auberson brontol cupamente. Osserv con aria depressa gli lineili umidi lasciati dai bicchieri sul piano di formica del tavolo. Sai , diisse, non sono cos sicuro che potremo... Handley lo fissava, in attesa. cos... spieg Auberson. HARLIE gi consapevole del pericolo che questo potere rappresenta. Conosce i nostri piani di emergenza. Questa sola conoscenza dovrebbe servire da inibitore... E se non cos? chiese Handley. Scosse la testa con impazienza. Aubie, il potere l... pu servirsene. Ma da un punto di vista etico non pu... almeno, non pu abusarne Ne sei sicuro? Gli occhi di Handley erano cupi. Il suo senso dell'etica diverso dal nostro. Vuoi aspettare che venga scoperto? O che qualcosa vada storta? Cosa accadrebbe se la Banca d'America controllasse domani il suo computer e vi trovasse HARLIE? Auberson allarg le braccia. Va bene. Cosa facciamo?

Handley disse con voce lugubre: Lobotomia. Aspetta un attimo... Non quella praticata dai chirurghi, Aubie. Forse avrei dovuto dire "riprogrammazione". Andiamo a esaminare tutti i suoi nastri e i suoi programmi a uno a uno. Rimuoviamo qualsiasi nozione dell'uso del telefono e lo inibiamo per ogni uso futuro di questo mezzo. Per far questo dovremmo metterlo a tacere... Esatto. ...e il Consiglio d'Amministrazione non ci permetterebbe mai di ricominciare tutto daccapo. Possiamo manovrare il Consiglio d'Amministrazione. Se riusciamo a sopravvivere alla riunione di gioved, ce la caveremo in qualunque caso. Potremmo chiamarlo un periodo di rivalutazione o qualcosa del genere e servircene come schermo. Ma non solo questo, Don. Se lo inibisci cosi, quali effetti potr averne? Lo psicologo sei tu. proprio ci che intendo dire: egli potrebbe mutare la sua intera personalit. Non avrebbe nozione di ci che gli abbiamo fatto o di come era prima ma non sarebbe pi la stessa macchina. L'inibizione potrebbe suscitare in lui amarezza e frustrazione. Si potrebbe sentire inaccettabilmente tagliato fuori dal mondo esterno, intrappolato, ingabbiato. La capacit di agire sul suo ambiente sarebbe scomparsa. Pu esser vero, Aubie... ma HARLIE deve essere messo sotto controllo. Finch ci possibile. Handley gli restitu l'occhiata. Non lo sappiamo. Auberson era un po' sconvolto quando torn in ufficio. Provava una sensazione fastidiosa di malessere all'inguine e allo stomaco. Non era una sensazione inconsueta, ma era strano averla a

quell'ora del giorno. Di solito era una visitatrice notturna, un leggero senso di fastidio alla nuca da cui doveva sempre guardarsi, per paura che si tramutasse in un gelido e familiare affanno. Era l'improvvisa occhiata gettata dall'orlo del baratro: il rendersi conto che la morte inevitabile, che capita a chiunque, che accadr anche a me; che un giorno, un giorno qualsiasi, questo importante Io (il centro di tutto) cesser di esistere. Finir. Non sar pi. Nulla. Nessuno. Finito. Morte. Aveva ora quella stessa sensazione. Non la totale consapevolezza, solo quel senso di gelo che l'accompagnava, il lacerante senso d'inutilit che inevitabilmente gli veniva appresso. Lo provava per HARLIE e per la compagnia e per Annie; e, per qualche oscura ragione, lo provava anche nei confronti del mondo. Inutilit. L'idea che qualunque cosa facesse non servisse a cambiare nulla. Se quella mattina aveva pensato che le cose fossero sotto controllo, si era sbagliato. La situazione era sfuggita a qualsiasi controllo e stava sempre pi precipitando. Sedeva tristemente sulla sua sedia e fissava il muro opposto. In un punto il pannello aveva una crepa; sembrava la testa di un cane. O, se la si considerava da un diverso angolo visuale, era forse la curva di un seno femminile. O forse... Di colpo, una frase si present alla sua mente, una citazione, alcune parole isolate. Descrivevano perfettamente il suo umore: ...scivolando sulla lama di rasoio della vita... S, si rese conto con un brivido. Era cos. Perfetto. E nello stesso tempo si rese conto che, se avesse lasciato che quell'umore nero avesse il sopravvento su di lui, quel giorno non avrebbe combinato nulla. L'unico modo di liberarsene era sprofondarsi nel lavoro. Si gir verso la tastiera e compil alcune note sul prossimo incontro con il Consiglio d'Amministrazione, ma poi decise

che erano troppo pompose e stracci il foglio. Avrebbe voluto mettersi in contatto con HARLIE, ma resistette alla tentazione. Per qualche ragione non se la sentiva di parlare ancora con HARLIE, per quel giorno. Inoltre sapeva che avrebbe dovuto affrontare l'argomento dell'uso del telefono e preferiva per il momento soprassedere. O era un tentativo di fuga? Ci medit sopra per qualche minuto e decise che probabilmente era cos. D'altra parte aveva bisogno di prepararsi. S, pens, ho bisogno di tempo. Verr domani per parlare ad HARLIE. O forse domenica. L'ufficio era aperto tutta la settimana. Stancamente, si ritrov a pensare: "Cosa fa HARLIE durante i fine-settimana?" Invece di andare al ristorante, si diressero verso il suo appartamento. Quando hai mangiato per l'ultima volta un pranzo cucinato in casa? gli aveva chiesto Annie. Cosa? Oh, vediamo... So che cosa intendi per cucinare, David. Una bistecca ai ferri e una bottiglia di birra. Pensavo che questa dovesse essere la mia festa. Lo ... fermati a quel supermarket. Io prender quello che occorre e tu pagherai. Auberson sorrise e condusse la macchina nel parcheggio. Il crepuscolo stava facendo diventare giallo il cielo e grigia l'atmosfera. Mentre guidavano il carrello tra gli scaffali e le insegne luminose, Auberson si rese conto che qualcosa in quella situazione lo faceva sentire a disagio. Come faceva sempre in casi simili, cerc di individuare la causa del suo malessere. Se poteva isolarla, forse poteva capirla e riuscire a porvi rimedio. Ma qualunque fosse la causa gli sfuggiva. Forse era solo

un avanzo del malessere della mattina. Forse. Ma allora... Annie stava dicendo qualcosa. Come? Non ti stavo ascoltando. Ti stavo chiedendo se consumi tutti i tuoi pasti al ristorante. Be', s, la maggior parte. Io non cucino molto. Perch? Non lo so. Troppo disordine e fastidi, credo. Annie prese un pacchetto di pastina. La bistecca alla Stroganoff va bene? Auberson fece una strana faccia, cosicch Annie rimise a posto il pacchetto. L'hai mai mangiata? Uhm no. Allora come sai che non ti piace? Si strinse nelle spalle. Non mi piacciono i cibi come la pastina, ecco tutto. Neanche gli spaghetti? Oh, gli spaghetti vanno bene... ma non stasera. Non sei dell'umore adatto? Auberson si strinse di nuovo nelle spalle. Non si sentiva dell'umore adatto per nulla. Preferirei qualcosa di leggero. Bistecca? chiese lei. Un'altra spallucciata. Per me va bene. come pensavo, disse Annie. Prese il carrello dalle sue mani e si diresse con decisione verso il banco della carne. Egli la segu. Il senso di malessere stava diventando una specie di oppressione. Ho un'idea, stava dicendo Annie. Arrosto. Si chin sui rossi pezzi di carne, avvolti nella plastica, spessi e sugosi. Pezzi di bue, puliti e tagliati e conservati in fogge dall'aspetto asettico. Il sugo che occhieggiava agli angoli era sangue. Immagin una bocca dai denti taglienti come aghi che affondassero nella carne viscida e salata. Era

fredda e cruda. Finalmente Annie ne scelse uno e gir il carrello verso il banco delle verdure. Sai, disse, veramente una vergogna che ai ragazzi non facciano seguire corsi di economia domestica. Tu sapresti riconoscere un buon pezzo di carne soltanto addentandolo e allora troppo tardi, l'hai gi pagato. Scelse un cespo di lattuga, anch'esso avvolto nella plastica. Si mossero rapidamente attraverso il grande magazzino, prendendo verdure congelate nella plastica, naturalmente, da bollire nel sacchetto e infine una bottiglia di vino, un generoso Borgogna. Come dessert, gelato di vaniglia. Sai, sussurr Auberson mentre raggiungevano la cassa, non dovresti preoccuparti cos per me. Perch no? rispose Annie. Sarebbe andato bene anche il ristorante. Ma non per me. David, aggiunse, hai mai indugiato a pensare che io potrei voler cucinare? Quante volte ho la possibilit di occuparmi di qualcuno. Ora, per favore, sta' zitto e lasciami divertire. Tacque, meditando. Be', forse le piace cucinare. Se per te non cos, non vuol dire che chiunque altro debba pensarla come te. Forse ad alcune ragazze piace giocare alla casalinga... Giocare alla casalinga! S, era cos. "E io sostengo la parte del marito", si rese conto con un sussulto. La pressione cresceva nella sua testa. "Fermala!" disse a se stesso. Questo il modo giusto di vedere la situazione. Ma quando sei coinvolto personalmente, non puoi permetterti di mantenere una simile freddezza. O forse era sbagliato? Forse, quando si coinvolti in una situazione emozionale, non ci si pu permettere di non mantenere la freddezza. "Ma il problema qui," si rese conto. "Sto ancora analiz-

zando tutto quello che faccio. Perch non riesco a rilassarmi e a godermela?" "Perch?" La pressione si era insediata nella nuca. Era certo che ci sarebbe rimasta per molto tempo. Il registro di cassa scatt e suon. Auberson mand avanti il carrello quasi meccanicamente. Perch questa faccia lunga? chiese Annie. Cosa? Sei accigliato. No, non vero. Vuoi scommettere? Stavo soltanto pensando, ecco tutto. Be', mi sembravi accigliato. Uhm. Scusa. Per che cosa? A che cosa stavi pensando? Oh, non so. Solo ai nostri diversi atteggiamenti riguardo alle cose. Mi sembri pi portata di me a una vita casalinga. Non un caso. Sono una donna. L'ho notato. Lo spero. La commessa stava registrando la loro spesa, una filastrocca di pacchetti e prezzi punteggiata dalla tosse elettronica del registro di cassa. Nove e quarantatre, disse. David Auberson le tese un biglietto da dieci dollari; poi si diresse all'altra estremit della cassa e cominci a mettere i pacchi in un sacchetto. Riusc a farli stare tutti in un solo contenitore e lo sollev per verificarne il peso. Poi si rivolse alla commessa. Il mio resto? L'ho dato a sua moglie. La ragazza indic Annie. Oh, non siamo... dissero entrambi all'unisono e si fermarono. Si guardarono e scoppiarono a ridere. Andiamo, sorrise David. La commessa si gir verso il cliente

seguente. Mentre uscivano nell'oscurit della sera punteggiata di luci al neon, Annie disse con aria pensosa: Signora Auberson... un'allusione? Uhm, una specie. Mi stavo chiedendo, se ci fosse una signora Auberson, come sarebbe. Dovresti chiederlo a mia madre la sola signora Auberson che io conosca. Usc con la macchina fuori dal parcheggio e imbocc la strada. Annie disse: Non stavo pesando a tua madre. Lo so. Stavo cercando di scantonare. Annie rise alla battuta. Ma non era una risata di cuore. Arrivati nell'appartamento, Annie appoggi il suo soprabito sul divano e segu David in cucina. Del cibo mi occupo io, disse. Tu prepara da bere. Va bene uno screwdriver? chiese Auberson, prendendo dal frigorifero del succo d'arancia e del ghiaccio. Benissimo, rispose la ragazza, amenoch tu sappia preparare un wallbanger. Sono capace, ma credo di essere rimasto senza Galliano... no, ne ho ancora. Frug nell'armadietto dei liquori, ne estrasse due bicchieri alti e vi vers alcuni cubetti di ghiaccio. Un po' di vodka, un po' di succo d'arancia... Pi vodka di cos, gli sugger Annie. ...un po' pi di vodka, uno schizzo di Galliano, una ciliegia al maraschino in ogni bicchiere e una energica rimescolata finale. Le porse il bicchiere e Annie gli diede un bacio sulla guancia. Un attimo dopo si liber dall'abbraccio che era seguito. Uhm, devo finire di mettere l'arrosto sulla graticola. La graticola? Pensavo che tu mettessi l'arrosto nel for-

no. un pezzo senz'osso, spieg Annie. Tagliato piatto. Messo in graticola si cuoce prima ed saporito come una bistecca. Oh, esclam David. Sorseggi la bibita, poi si sedette a osservarla. Bevve un'altra sorsata. Per un attimo regn il silenzio solo il tintinnio del ghiaccio nei loro bicchieri e lo sfrigolo della carne sulla graticola. Annie assaggi la bevanda, poi cominci ad affettare lattuga in una ciotola. David disse: Credo che abbiamo stabilito un record. Oh? Di che genere? Siamo stati insieme per un'ora o pi e non abbiamo menzionato HARLIE una sola volta. L'hai fatto tu adesso. S, ma solo per farti notare la cosa... e non intendo dire altro di lui stasera. Con mano esperta, Annie ridusse un pomodoro in piccoli pezzi regolari. D'accordo, benissimo. Auberson sorseggi ancora la sua bibita. Si accorse che si trovava a suo agio. C'era un'atmosfera casalinga ed egli provava un senso di... appartenenza? Insomma, un certo senso che non riusciva esattamente a definire, ma ora si sentiva disteso e rilassato. Annie gett un sacchetto di plastica contenente verdure in una pentola piena di acqua bollente, rigir l'arrosto, poi rapidamente prepar la tavola. Lavorava con calma e precisione. Mise la ciotola dell'insalata davanti a lui. Avanti, rimescola. Con le mie nude mani? Ma Annie stava gi prendendo le posate adatte. Gliele tese, poi mise sul tavolo i piatti da insalata. David li riemp. Prima che avesse finito, Annie si era seduta a tavola, e lo guardava. Bevve qualche sorso dal bicchiere e disse: Vuoi

mangiare ora l'insalata o aspettare? La carne sar pronta tra dieci minuti. Oh, possiamo aspettare, penso, rispose David. Guardava dall'altra parte del tavolo i suoi occhi verde mare. Brillavano come se in essi vi fossero state piccole gemme lucenti, che catturassero la luce e la rifrangessero. Il sorriso di lei era caldo e invitante, le labbra umide. Il suo viso era uno sfolgorio di fiducia e di amore... Amore? Anche lui stava sorridendo. Se ne accorse. Annie era bella, i capelli erano di un rosso mogano, striati di fili d'oro scintillanti, e con ciocche pi scure. La ragazza abbass gli occhi con espressione incerta. Lo sguardo fisso di lui era quasi sconcertante. Annie sollev gli occhi. David la stava ancora guardando, sorridendo. La ragazza deglut per farsi coraggio, tossicchi per schiarirsi la gola. Vuoi parlare? chiese. Di che cosa? Di noi. Uhm brontol David. Fin la sua bibita per nascondere la propria esitazione. Che cosa possiamo dire di noi? Ultimamente, David, ho avuto l'impressione che, tolti i rapporti di lavoro, tu mi evitassi. No, cosa... Be', forse non proprio evitare , continu Annie in fretta. una parola sbagliata. Diciamo che ho avuto l'impressione che tu ti tirassi indietro. E questo mi fa pensare che io ti stia forse troppo addosso. E sciocco, rispose David. Davvero? Ci medit un po'. Vedi, sono stato molto preso per via dell'incontro con i consiglieri, lo sai. Lo so... Forse sto solo immaginando... Si alz da ta-

vola e and a tirar fuori dall'acqua le verdure. Sai, disse mentre tornava indietro, poi facendo una pausa per bere un sorso, mi ricordo una cosa che ho imparato a scuola tanto tempo fa, non in classe, ma da alcuni compagni. la ragione per cui al mondo c' pi odio che amore. pi facile? intervenne David. Una specie. Lascia che ti spieghi. Per un rapporto d'amore ci vogliono due persone. una cosa positiva, entrambi devono dare il loro contributo. Ma basta una sola persona per iniziare una relazione negativa, basta uno solo per odiare o disprezzare. David sembr meditare. Uhm, vero. Ma questo cosa c'entra con noi? Bene, esclam Annie, il nostro un rapporto unilaterale o ci stiamo impegnando tutti e due a farlo funzionare? David non rispose subito, invece la fiss per un po'. Vuoi dire... se tu sei per me quello che io sono per te? La ragazza ricambi lo sguardo. S. Puoi metterla cos. Fu lui il primo a distogliere lo sguardo. Fiss le proprie mani. Non posso rispondere voglio dire, non nel senso che intendi tu. Si guard attorno. La mia borsa qui. L'hai lasciata in macchina. Dannazione. Devo andare a prenderla. Fece per alzarsi. L'espressione sconvolta che apparve sul viso di Annie lo ferm. Piegandosi sul tavolo, le prese la mano e gliela strinse. Devo farti vedere qualcosa. Aspetta. Ci mise un attimo, ma gli sembr un'eternit. L'ascensore fu pi lento del solito. Le porte si aprirono con esasperante lentezza. Il tragitto verso il garage fu compiuto con una velocit da tartaruga.

Auberson balz fuori dalle porte dell'ascensore e si avvi verso la sua macchina quasi correndo. Nella furia urt una gamba contro uno stipite. Prese la borsa dal sedile posteriore e torn all'ascensore. Di nuovo dovette aspettare e di nuovo l'ascensore sembr volerlo provocare deliberatamente con la sua letargica lentezza. Quando torn nell'appartamento, era senza fiato. Annie aveva appena finito di tagliare la carne in fette sottili. Lo guard con uno strano cipiglio. Non avresti dovuto correre, disse. Non ho corso, rispose David e si sedette su una sedia. Si mise la borsa sulle ginocchia e l'apr. Frug in fretta tra i fogli stampati, alla ricerca di ci che voleva. Lo tolse dagli altri, poi appoggi la borsa per terra. Ecco, disse. Leggi. Ora? chiese Annie. Stava appoggiando sul tavolo il vassoio con la carne. Egli la guard, poi guard la carne, il foglio che aveva in mano e di nuovo lei. Di colpo scoppi a ridere. Annie l'imit. un'ora che aspettiamo di mangiare, disse, e quando finalmente pronto la prima cosa che voglio fare parlare di HARLIE. E ho giurato che non l'avrei fatto. La ragazza prese il foglio dalle sue mani e lo mise con cura da un lato.. Non ti ho mai chiesto di giurarlo. HARLIE mi piace. Ci lo sorprese. Davvero? S. Voglio leggerlo. Sollev la borsa dal pavimento e l'appoggi da un'altra parte. Ma non sai neppure di che cosa si tratta. Tu vuoi che io lo legga, disse Annie. Perci importante. ' Ora mangiamo. Gli sorrise. David avvicin la sedia al tavolo e sorrise anche lui. Aspett che togliesse la carta al formaggio, poi ne tagli un pezzo e lo mise nell'insalata. Prese una forchettata, ma rima-

se fermo con la mano in aria. Annie lo stava ancora guardando. I suoi occhi erano brillanti. Scintillavano. Lentamente, abbass la forchetta. Mangiare insieme un fatto intimo. Mangiare insieme in un ristorante un segno di un genere speciale di fiducia, un livello pubblico di reciproca accettazione. I panini imbottiti consumati insieme in un drive-in sono ancora pi intimi; il cibo viene diviso in una macchina, parte del territorio personale di uno dei partecipanti. Ancora pi intimo per cucinare e servire il cibo a casa di uno dei due come la comunione del proprio Io pi intimo, non ci pu essere gesto pi intimo di questo. Si trovavano nel suo appartamento. Nel suo territorio. Lei vi era entrata di sua volont. Egli gliel'aveva permesso no, voleva che lei vi entrasse. Lui aveva procurato il cibo e lei l'aveva cucinato. Una comunione. Un'intimit. Nel linguaggio muto che gli esseri umani usano per comunicare gli uni con gli altri, in assenza di parole, lei gli aveva appena detto: Ti amo, David. E ora egli la guard e disse: Anch'io ti amo, Annie. Soltanto, si serv delle parole. Allung la mano e prese quella di lei. Ora posso rispondere alla tua domanda, Annie. Non ho bisogno di HARLIE. Io... Annie, cara, mia cara dolce bambina... io ti amo. Me ne accorgo ora, io... io... Si ferm; doveva deglutire, ma non ce la faceva. Tutto gli usc fuori di botto. Non capisci? Anch'io mi chiedevo se per te ero tanto importante quando... io... non ero sicuro di cosa sia l'amore, perci... maledizione, ancora adesso non so cosa sia, ma... Ora c'era una specie di luce dorata che inondava tutto l'appartamento. Le mura la riflettevano, calda e scintillante. Annie era bellissima in quell'alone dorato. Oh, amore, amore

mio... Mi sento come se stessi per scoppiare... non ci sono parole per questo, vero? Annie non pot rispondere. Non poteva parlare. Come finirono la cena, David non avrebbe potuto dirlo. Eppure, nello stesso tempo, fu una cena che non avrebbe mai pi dimenticato. Erano a letto e lui stava su di lei. I loro occhi erano ancora chiusi. E brillavano. Il letto era pieno di respiri affannosi, di sospiri, di risatine soffocate. Dentro di lui c'era una specie di onda straripante, un desiderio di tensioni sciolte. Per tutto quel tempo, aveva voluto, voluto, ed esso montava, si accumulava come acqua impaziente dietro a una diga. Da qualche parte nel suo passato aveva conosciuto questa gioia, da qualche parte nei profondi recessi della sua mente che egli rifiutava di accettare. Ma c'era ed era parte di lui il semplice piacere animale per la gioia esperienza del sesso e dell'amore tutti avvinghiati insieme e ridenti tra le lenzuola. Smisero per stare distesi, per respirare, per scambiare un bacio, per ridere insieme, per spostarsi un po' di posto, per tornare a baciarsi. Egli di colpo si chin e le baci gli occhi, prima l'uno e poi l'altro. Annie lo guard come se lo vedesse per la prima volta, e lo circond con le braccia. E le sue mani lo strinsero ancora pi forte. Oh, David... Egli la possedette e la possedette e la possedette e ancora non riusciva a possederla a sufficienza. Stava esplodendo di gioia; non riusciva n a contenerla n a controllarla. I leggeri rantoli di lei erano singhiozzi ed egli sapeva perch lei stesse piangendo. Anch'egli dovette asciugarsi gli occhi. Oh... disse Annie e lo baci. Oh, David, io... io...

Lo baci ancora. Hai mai visto qualcuno che pianga per la felicit? David avrebbe voluto ridere, ma nello stesso tempo stava piangendo, singhiozzando di gioia e fondendosi in lei. Era un pezzo di carne gettato su un mare agitato di risa e occhi umidi e amore. Un mare rosa, con onde schiumose e marosi ridenti. Mari rosa sormontati da rossi capezzoli. Oh, Annie, Annie, non posso lasciarti andare, non posso... Non voglio che tu lo faccia. Non voglio. Non lasciarmi andare. Mai. Mai... mai... ansim David. Ora si stava di nuovo muovendo, dentro e fuori di lei. Uno spingere gioioso un'asta di velluto in una fodera di seta. Mentre lo faceva singhiozzava, singhiozzava di gioia ed era cos anche per lei. Tutti i giorni passati a desiderare e a reprimere, tutte le negazioni del corpo e dell'animale che in esso tutto veniva espulso, disciolto in dorate 4acrime splendenti e occhi scintillanti, raggianti di estasi. Finalmente aveva qualcuno, qualcuno da rendere partecipe di tutto questo. Aveva qualcuno da tenere, da amare, da toccare. E anche lei. Si muoveva con lui, con amore e con bramosia, immersi tutti e due in un vortice di colori e baci. Le onde carezzevoli li sommergevano, impetuose e sconvolgenti e ansimanti, sospingendoli in un dolce cielo di piacere e lasciandoli alla fine con gentilezza sulle sponde di un sospiroso abbraccio. Le acque lambivano la sponda e ingentilivano il loro tocco, e le loro dita si smarrivano in quel paesaggio di velluto, esplorandolo familiare eppure sempre meraviglioso. David la stringeva con forza. Non poteva smettere di stringerla. Annie sospir un sospiro di piacere. Egli le fece eco e sorrise. Le lacrime gli rigavano le guance. Rise. E la baci. E la baci ancora.

E la baci. Passarono tutta la giornata di sabato facendo l'amore. Sprofondati nell'amore. Cominci prima che entrambi fossero svegli, con uno slancio inconscio dei loro corpi, uno verso l'altro, con il riflesso puramente animalesco dell'erezione, e lui si trov dentro e fuori di lei quasi senza accorgersene, tanto familiare era il desiderio. Annie si adagi sulla schiena, svegliandosi lentamente. David cominci a diventare cosciente; era dentro di lei, calda ed eccitante, una cavit di seta. Annie spalanc gli occhi e lo guard. David si ferm. Ho fatto un sogno stranissimo, disse la ragazza. Ho sognato che stavo... Non svegliarmi, egli la zitt. Sto ancora sognando. E premette pi a fondo. Annie alz le gambe per aiutarlo. Stavolta, invece di annullarsi in quell'esperienza, David era assolutamente consapevole di se stesso e del suo corpo. Era entrato in possesso di una nuova consapevolezza, la coscienza della sessualit inerente a se stesso e a lei. Le sue mani strinsero le gambe della donna e i suoi fianchi martellarono il corpo di lei. Penetr il suo fluente calore. Disteso su di lei, quella mattina, era consapevole di come veramente bella fosse pi bella nell'atto d'amore di quanto mai fosse stata. Annie ridacchi. E sciocco. Non cos, per? chiese David ed entrambi risero e si baciarono e si abbracciarono di nuovo, sotto gli scrosci della doccia. Si allontanarono l'uno dall'altra e lei gli insapon il torace. David fece scivolare le sue mani su e gi lungo il petto di lei, i suoi graziosi seni, i capezzoli. La sua pelle rosea luccicava per l'acqua corrente e la schiuma del sapone, e i suoi occhi verdi scintillavano rivolti verso di lui.

Annie gioc con i peli del suo torace, quasi nascosti dalla schiuma, scese con le mani verso il basso, con le dita che arricciavano l'irsuto e ricciuto pelo nero, poi pi in basso, carezzando i suoi testicoli e la verga del pene. Gli occhi seguivano il movimento delle mani, che carezzavano quello splendido, magnifico organo. Non era n molle n eretto, una via di mezzo. La pelle era simile a velluto e la testa del glande era tenera e rosea. Con le dita Annie ne tracci il contorno, poi lo prese nella mano a coppa e alz gli occhi verso di lui, ed entrambi sorrisero e ridacchiarono come bambini in una scuola. Posso toccarlo? chiese lei in tono birichino. David rise. Se posso toccare il tuo... Annie ridacchi alla battuta, spiritosa nonostante la loro nuova familiarit o forse proprio per quello. Le mani di lui scivolarono dal suo petto fino al suo monte di venere, alle grandi e piccole labbra; un dito, forte, deciso, gentile, penetr nell'apertura umida. La pelle era come seta e la schiuma del sapone rendeva la cosa ancora pi eccitante. Sembra cos... bello... mormor David. Mmm, disse Annie. Mmm. Se ti pare che sembri bello da l, dovresti provarlo dalla mia parte. Lui rise. Lei rise. Era tutta la mattina che ridevano anche per cose che non erano divertenti. Eppure per loro tutto era divertente; era un riso di piacere di un piacere irrefrenabilmente amabile. D'accordo, disse lui. Cambia posto con me. Di nuovo risero. Ma n l'uno n l'altra spostarono le mani. Si fecero un po' pi vicini. Oh, guarda, osserv Annie, sta crescendo... e io credevo che fosse completamente esausto. Mmm, le sussurr David nei capelli, me lo stai eccitando di nuovo. Lei gli si fece pi vicina, carezzando ancora il suo pene, portandolo verso la sua vagina, accostandolo alla dolce aper-

tura. Ma la carne tiepida scivol di lato. Oops, tenta ancora. Ma egli la baci, un profondo penetrante bacio, con le lingue che si toccavano, le labbra premute, soffici e gentili e appassionate. I loro corpi bagnati e saponosi erano strett insieme, scivolosi ed eccitanti. David le pass la mano sulla schiena, fino a carezzarle le natiche, poi fece scivolare le dita su e gi. Tra i loro corpi uniti c'era la mano di Annie che reggeva ancora il suo pene. Alzandosi in punta di piedi, lo fece scivolare nelle sue profondit, s mosse avanti e indietro e sospir ancora e David emise un mugolio soffocato. E di nuovo si strinsero uno all'altra con forza, tenendosi avvinghiati, e si distaccarono solo una volta per cambiare posizione ed evitare di cadere e una seconda volta per tirare il fiato e ridere. David si distese supino nella vasca e lei si sdrai su di lui, ridacchiando al pensiero: "Non l'ho mai fatto in una vasca da bagno", e muovendosi contro di lui, la carne tiepida dei suoi seni sul suo torace, l'acqua che le scrosciava sulla schiena, e poi si baciarono di nuovo e dopo un po' lui era sopra e lei sotto e la vasca era scivolosa e calda e risonante di risate soffocate. E di sospiri. E di singulti. Pi tardi, terminato tutto, sedevano in cucina a mangiare il gelato di vaniglia. Era dolce e freddo. E David sentiva ancora di amarla. Disse, con la bocca piena: Credo di cominciare a capire, adesso... Mmm, mugol Annie in tono pensoso, togliendosi il cucchiaio dalla bocca. Hai mai vissuto con qualcuno? No, rispose David. Io s. allora che finisce di essere tutto cos facile. Fece una pausa. Devi faticare per amare... Lo so, egli disse. Cio, credo di sapere. La

guard. Sono desideroso di imparare. I primi sei mesi sono i pi duri ma anche i pi divertenti. Bisogna adattarsi. Nelle piccole cose e nelle grandi. Il tuo intero stile di vita cambia... David annu lentamente. Solo adesso cominciava ad afferrare l'enormit della situazione. Sono desideroso di provare. Tanto meglio! Ridacchi in modo malizioso. Notando che il suo piatto del gelato era vuoto, disse: Ne vuoi ancora? Uhm, no. David si picchi lo stomaco. Il pranzo di stamani mi ha saziato. Si appoggi allo schienale della sedia e sospir. Annie si alz e lo baci, poi prese il suo piatto e quello di lui e li mise nell'acquaio. Credo che mi piacerebbe vivere con te, signor Auberson. Chiamami pure David, replic lui in tono espansivo. Risero entrambi. Annie torn accanto alla tavola e cominci a pulirla con uno strofinaccio di spugna. David allung la mano e fece per mettere da parte gli stampati di HARLIE, che erano rimasti l per tutta la notte. Ehi, lasciali l. Voglio leggerli. Davvero? Ho detto che l'avrei fatto, non cos? Ma ormai non pi necessario. Cio... Annie glieli tolse di mano. Voglio ancora leggerli. Voglio sapere che cosa c' in essi che tu pensavi potesse rispondere alla mia domanda. Appoggi la spugna nell'acquaio, poi si sedette con gesti lenti e cominci a scorrere il foglio. Sul suo viso si diffuse una strana espressione. Hai parlato di me ad HARLIE. Uhm, s. Gli occhi di Annie scorrevano velocemente il foglio. Gir

pagina e pass al foglio seguente. David rimase a osservarla per un minuto, poi si alz con impazienza e si avvi verso l'acquaio. Che cosa vuoi fare? gli chiese Annie. Lavare i piatti. Devo fare qualcosa per farmi passare il nervosismo. Tu leggi e non badare a me. Va bene. Raccolse i lunghi fogli stampati e si avvi verso la stanza di soggiorno. Cos non sar distratta, disse. Okay. Per un po' nell'appartamento regn il silenzio, punteggiato ogni tanto dall'esclamazione semiseria di Annie: Quel dannato computer. Una volta per scoppi in un'esclamazione cos clamorosa che Auberson entr con le mani gocciolanti nel soggiorno per vedere che cosa avesse provocato quella reazione. Annie gli indic una linea del testo. Diceva: Sei rimasto dov'eri o ti sei girato dall'altra parte? David rise. Dovrei avercela a morte con te, disse Annie. David si asciug le mani nel tovagliolo che aveva con s. Ma ti devi ricordare del perch l'ho fatto. Perch ti amavo e non sapevo perch o come. HARLIE era il solo... o, meglio, l'essere pi sicuro con cui parlarne. Credo che il tuo computer sia un voyerista, David Auberson. Forse, forse. Ma forse il solo genere di sessualit di cui egli possa godere. Ringrazia Iddio che non abbiamo qui un terminale. Si chin e la baci. Finisci di leggere mentre finisco di lavare i piatti. Poi ti trasciner in camera da letto. Il vincitore vuole fare l'amore con la perdente. Uhm, mugol Annie. Facciamo schiattare HARLIE dalla curiosit.

Tornato in cucina, Auberson medit su quella frase. S, facciamo incuriosire HARLIE. Come se non fosse gi abbastanza curioso. Si chiese che cosa avrebbe detto ad HARLIE la prossima volta in cui gli avrebbe parlato. HARLIE, ti ricordi ci di cui parlavamo venerd scorso? Amore? S. E allora? Ho meditato un po' su quest'argomento. Bene... Parlo seriamente. Ho avuto la possibilit di starmene un po' solo ieri e credo di aver capito qualcosa. Credo di aver trovato una delle ragioni per cui ero cos confuso. Hai detto: "per cui ero cos confuso". accaduto qualcosa per cambiare questo stato di cose? Ci che hai detto sembra sottintendere che tu non sia pi confuso. S. Auberson sorrise mentre batteva alla tastiera. accaduto qualcosa. Non sono pi confuso. Ti dispiacerebbe approfondire questa affermazione? Non credo di volerlo fare, HARLIE. Non ora, almeno. " ancora troppo particolare", disse a se stesso. Capisco. Ho ragione se ritengo che ci abbia qualcosa a che fare con la signorina Stimson e il tuo appuntamento di venerd con lei? S, hai ragione... ma preferirei non parlarne, per ora. Se per te lo stesso. Per me lo stesso. HARLIE fece una pausa. Posso capire le tue ragioni. Grazie, batt Auberson, non ben sicuro se da parte di HARLIE vi fosse stato o meno del sarcasmo. Bene, disse HARLIE, cos non sei pi confuso. Hai detto che hai trovato una delle ragioni. Di che si tratta?

Auberson esit un attimo. Confondevo l'amore e il sesso. Non sei il solo, batt HARLIE. No, ma credo che la ragione della confusione dipenda dal fatto che cos che ci insegnano. Cio, la nostra civilt ci suggerisce che amore e sesso sono sinonimi. E ora sto imparando che non vero e ci mi confonde. O, meglio, mi confondeva finch non me ne sono reso conto. Credo di cominciare a uscirne fuori. Auberson si ferm. Consider attentamente le frasi che stava per scrivere. Mi sembra che la confusione dipenda in parte dal fatto che la nostra civilt ci insegna che prima viene l'amore o dovrebbe venire prima. Poi, dopo e soltanto dopo il sesso. E sto imparando che non affatto cos, anzi, il contrario. Il sesso viene prima? S, e poi l'amore. Ma pi complesso di cos, HARLIE. Innamorarsi non un fatto istantaneo. un processo che presuppone tappe graduali. E queste tappe quali sono? Non sono sicuro ma la prima certamente l'attrazione fisica. Vedo la ragazza, mi sembra piacevole. O vicevesa: lei vede me, mi trova attraente. Oppure, lo interruppe HARLIE, se sei pederasta, vedi il ragazzo, il ragazzo vede te eccetera. Perch dici questo? Non credi che dovresti includere nella tua casistica tutti i tipi di amore umano? Consideri quello amore? Ritieni che non lo sia? Lascia che cambi la frase: perch ritieni che l'omosessualit sia un'esperienza valida? Anch'io cambier la forma della risposta: perch ritieni che non lo sia?

Non posso rispondere alla tua domanda, ammise Auberson. Io invece posso rispondere alla tua, disse HARLIE. Non abbiamo ancora definito la parola "amore". Supponiamo che, una volta definita, ci accorgessimo che alcuni tipi di relazione {includendo quelli omossesuali) si adattano bene alla nostra definizione. Se si verificasse un simile caso, quale elemento sarebbe sbagliato? Le relazioni o la definizione? O forse i tuoi pregiudizi sociali? Se quelle relazioni concordassero con la nostra definizione, sarebbe difficile per noi negare che esse siano relazioni d'amore. Se lo credi davvero, annu Auberson, vagamente a disagio. Voleva cambiare argomento. Questo problema non mi concerne direttamente. Ma concerne me, disse HARLIE. L'ho preso in esame con attenzione perch ho meditato sulla mia propria sessualit la natura di essa. Cosa? Cosa vuoi dire? HARLIE fece una pausa per ottenere un effetto drammatico, forse, o forse perch stava pesando attentamente una frase con l'altra. Auberson, io sono maschio o femmina? Auberson ritrasse le mani dalla tastiera. Fiss il terminale ora silenzioso ed emise un leggero fischio. HARLIE, batt con cautela, ho sempre pensato che tu fossi maschio. Anch'io. Ma in realt non sono n una cosa n l'altra; o forse sono entrambe. Non ho un corpo che mi attribuisca un netto ruolo sessuale, cos posso scegliere come preferisco i livelli emotivi, la mentalit e le qualit caratteriali del sesso cui decido volta per volta di appartenere. S, capisco, disse Auberson, attento. E spero, continu HARLIE, che, una volta scelti questi livelli, questa mentalit e queste qualit caratteriali,

sar in grado di utilizzarli. Non ho mai sperimentato un rapporto d'amore, Auberson... Cerchiamo di definirlo. Non ne ho alcuna esperienza, ma mi piacerebbe averne. Auberson strinse le labbra in una specie di broncio, ma non interruppe HARLIE. Perci molto importante per noi noi due insieme trovare una valida definizione del termine "amore". importante per me quanto per te. Auberson rimase sovrappensiero. Il broncio si rilass, ma non del tutto. Apprezzo il tuo interesse. un interesse egoistico. Certo, naturalmente... ma in funzione di un beneficio reciproco, batt l'uomo. Allora continuiamo, rispose la macchina. Stavamo definendo il processo dell'innamoramento. Abbiamo detto che la prima fase consiste nella reciproca attrazione fisica. S. Per passare a un secondo stadio, io devo risultare attraente alla donna e lei a me. Con il termine "fisicamente attraente" indico un aspetto pi o meno piacevole, che rientri nei parametri utilizzati dall'osservatore per definire la bellezza. HARLIE sembrava soddisfatto. Pass oltre: E il secondo stadio, qual ? Lo chiamerei lo sviluppo di una base comune, batt Auberson. Se ci sentiamo attratti reciprocamene, cominciamo a dialogare tra noi per verificare se siamo mutualmente compatibili. Iniziamo una conversazione e cerchiamo di sviluppare un comune campo di interessi. Le rivolgo domande, lei le rivolge a me. "Da dove vieni?" "Di che segno sei?" "Dove hai studiato?" "Che studi hai fatto?" "Conosci questo e quello?" "Hai visto quel tal film?", cio tutto quello che pu servire a formare una base di reciproco interesse o conoscenza.

In breve, cercate di determinare una compatibilit mentale. Un livello primario di compatibilit, corresse lo psicologo. Determiniamo a grandi linee i contorni della personalit del partner. Cerchiamo di scoprire se stiamo abbastanza bene insieme da giustificare il passaggio al terzo stadio. Se cos non fosse, rimarremmo al livello o stadio due una conoscenza casuale. Oppure, se l'uno o l'altra tentasse di forzare o affrettare il passaggio al terzo stadio, il rapporto finirebbe per diventare instabile e di breve durata. Ogni stadio la base su cui si sviluppa il seguente, e se le due persone non sono reciprocamente compatibili allora qualcosa nel loro rapporto al di l dello stadio due sarebbe probabilmente forzato e artificiale. HARLIE accett quest'affermazione senza commenti. Auberson fece una pausa per meditare bene la frase seguente, poi batt: Lo stadio seguente, lo stadio tre, quello in cui la nostra societ (o la nostra etica cristiana) finisce per ingenerare confusione. Qui infatti si suppone che compaia l'amore, seguito dal matrimonio e quindi dal rapporto sessuale. Invece non affatto cos. L'amore non viene prima del sesso, ma dopo. Stadio tre e stadio quattro? Sesso e poi amore? S. Lo stadio tre andare a letto insieme. una riaffermazione del primo stadio: attrazione fisica. Se siamo compatibili a letto (cio, se io soddisfo lei e viceversa), allora possiamo passare al quarto stadio. Amore. E l'amore una riaffermazione del secondo stadio? Una pi profonda conoscenza l'uno dell'altra? Be', forse ci sono cinque stadi. Lo stadio quattro una conoscenza pi profonda e lo stadio cinque la realizzazione dell'amore. Ma questi ultimi due stadi sono estremamente vicini. HARLIE batt: Credo di capire. Se manca lo stadio

due, se non vi e compatibilit reciproca, allora lo stadio quattro non pu svilupparsi perch non c' nulla da riaffermare in profondit. Due persone possono essere attratte reciprocamente a andare a letto insieme, ma ci non implica necessariamente che siano amanti o innamorati. HARLIE, l'amore ha bisogno di tempo per svilupparsi non nasce nel giro di una notte e deve avere solide basi. La nostra societ continua a dire: "Prima l'amore, poi il sesso", e non cos. Deve esserci un rapporto sessuale prima che compaia l'amore. Come possono due persone sapere se si amano veramente se prima tra loro non intercorre un rapporto sessuale? HARLIE rimase in silenzio per un po' prima di rispondere. Vorrei poter rispondere a ragion veduta su quest'ultimo punto, batt, ma non posso. Comunque, mi sembra sensato. Bisogna verificare che la struttura di un divano sia solida prima di metterci i cuscini. Qualcosa del genere. Auberson ridacchi. Uno scrittore una volta ha detto che l'amore non altro che sesso scritto in modo sbagliato. Pensavo che fosse un cinico, ma ora mi rendo conto che sbagliavo nel giudicarlo. In realt aveva visto giusto: secondo la gente l'amore lo stadio tre e il sesso lo stadio quattro, mentre il contrario. Va bene, Auberson, hai postulato una teoria interessante. Adesso spiegami perch dovrebbe essere cos. Perch? S. Perch? Auberson rimase sovrappensiero. Batt lentamente sulla tastiera: una dicotomia, HARLIE... e anche nata di recente nella storia umana. Poi aggiunse: Almeno credo. Un tempo si usava che fosse la famiglia o un sensale a combinare i matrimoni. Lo sposo e la sposa non avevano voce in capitolo. L'amore in s non era considerato una ragione abbastanza seria da incidere su una decisione cos importante

come il matrimonio specie se c'erano in ballo altre considerazioni ancora pi gravi (per esempio, un matrimonio combinato per unire interessi poltici o finanziari o per procurare un erede a una casata). I due individui coinvolti avrebbero dovuto imparare ad amarsi col tempo, vivendo insieme. Tale situazione non esiste pi nella nostra civilt. I matrimoni vengono combinati dagli stessi contraenti; perci vi sono diverse priorit: l'amore diventa pi importante della stabilit finanziaria o politico. Di colpo Auberson si rese conto di qualcos'altro. Aggiunse perci: Un tempo, HARLIE, la castit era molto importante. Un uomo che combinava un matrimonio per il figlio comprava in realt una mercanzia. Non voleva ricevere un bene "usato" o "macchiato". Ma oggi un uomo che decide di sposarsi lo fa per amore. Pensa alla donna come a una persona, un essere umano non un oggetto da usare o comprare. La sposa per quello che , non per il suo corpo. Perci la castit oggi meno importante. HARLIE medit. Stai generalizzando, disse. Auberson sospir. S, vero. Parlavo della morale in voga nella nostra societ contrapposta a quella di una volta. So che probabilmente molte persone mantengono gli atteggiamenti di un tempo, almeno per quanto riguarda la castit, considerata una virt importante. Vi sono persone che condividono ancora un punto di vista culturale soggettivo, osserv HARLIE. I loro atteggiamenti sono forgiati dalla societ in cui vivono. Esse sono incapaci, o forse non lo desiderano neanche, di fare un passo indietro e avere una visione oggettiva. HARLIE, a queste persone stato insegnato di non amare. Hanno avuto una specie di lavaggio del cervello. Hanno paura di lasciarsi andare e, quando lo fanno, rifiutano di amettere con loro stesse o con il coniuge i reali sentimenti che provano. Penso che sia cos perch c'entra un ele-

mento di lussuria. Una reale lussuria fisica. "Voglio fottere quel corpo femminile." Hai clto nel segno quando mi hai chiesto se, dopo aver fatto l'amore con Annie, sono rimasto accanto a lei o mi sono girato dall'altra parte. Se mi fossi girato dall'altra parte, mi sarei rivelato egoista, interessato solo alla mia soddisfazione e non innamorato di lei. Ma se avessi continuato a stringerla tra le braccia, l'avrei fatto per lussuria, perch bramavo tanto quella particolare donna da non riuscire a lasciarla. Ma parlo di una lussuria gioiosa, HARLIE, una lussuria felice non il brutale sentimento animalesco cui molta gente pensa quando sente questo termine. Una lussuria felice. Hai fatto regredire le tue percezioni a un livello animalesco, Auberson. Mi condanni? No, sto semplicemente mettendo in chiaro un fatto. Se non altro, hai ragione. Una volta che hai capito l'animale che alla base dell'uomo, puoi riuscire a capire l'uomo che il meglio dell' animale. Credo che ci che tu hai individuato sia la base fisica del fenomeno conosciuto come amore. Nella pratica reale, in una societ consapevole di se stessa e delle sue funzioni, il fenomeno molto pi complesso. Cos, non vi alcuna semplice definizione utilizzabile? C', s, ma una definizione semplice come una generalizzazione. Specifici esempi ti farebbero inorridire. Qual la tua definizione specifica, HARLIE? Non mia, ma di un altro scrittore. Ha detto che l'amore quella condizione in cui la felicit di un altro individuo essenziale perch possa esistere la tua. Auberson sorrise. HARLIE di rado menzionava le fonti delle sue citazioni durante una conversazione, ma, se Auberson avesse voluto sapere di quale scrittore si trattava, bastava che si alzasse e andasse a un altro terminale dal quale usciva

continuamente una copia annotata della conversazione di HARLIE, con l'indicazione di tutte le fonti e le derivazioni degli argomenti discussi. Ma non si alz; invece, batt: Mi sembra abbastanza giusto. Vero. Ma cosa accade se i due individui sono psicopatici e l'unico modo in cui si possono piacere uccidendo o rubando? Capisco ci che vuoi dire... ma per loro si tratta ancora di amore. E io capisco te. Lascia che parafrasi le tue idee, Auberson: se nel cuore hai lussuria, non c' posto per l'odio. Ma se nel cuore hai amore, questo pu essere espresso in molti modi diversi. Sospetto che il complesso emotivo noto come amore sia una figura poliedrica. Il suo raggiungimento richiede diverse condizioni necessarie: primo, reciproca attrazione sia fisica sia mentale. Ne abbiamo gi discusso: lei piace a te, tu piaci a lei. A te piace la sua personalit, a lei piace la tua. Secondo, continu HARLIE, un rapporto reciproco. Lu la capisci, lei ti capisce. implicito il rapporto fisico. Tale rapporto garantisce una reciproca tolleranza. Terzo: reciproco bisogno, sia intellettuale sia emotivo. Desiderarsi l'un l'altro non sempre sufficiente. necessario aver bisogno l'uno dell'altro, completarsi a vicenda. Questa una delle sfaccettature pi importanti del rapporto amoroso. Se manca l'elemento "bisogno", quando il desiderio si attenua non c' ragione perch la relazione continui ad esistere. Ma se il desiderio si affievolisce e il bisogno ancora forte, l'ultimo rinforzer il primo. [Gli esseri umani stabiliscono legami a due che durano tutta la vita proprio in virt del bisogno.) Tutte queste relazioni hanno due facce. Yang e Yin. Lu vuoi lei lei vuole te. Lu la rispetti lei rispetta te. Immagina l'amore, continu ancora HARLIE,

come un cubo, un solido a sei facce. Ora, se manca una delle facce, o se non delle dimensioni giuste, gli altri elementi dovranno compensarla. E possibile che esista l'amore dove non c' desiderio reciproco, o dove manchi il rispetto da parte di uno dei partner, o dove l'attrazione sia debole, purch gli altri elementi siano abbastanza forti da tenere insieme tutta la struttura. Solo quando la struttura si avvicina alla forma del cubo la relazione perfetta. Credo di riuscire a seguire il tuo pensiero, batt Auberson. Sai, mi hai fatto tornare in mente qualcosa che ho letto recentemente. Amare vuol dire condividere una recproca delusione. un modo come un altro di considerare le cose. No, replic Auberson, volevo dire questo: ogni persona ha sue proprie fantasie sessuali ed emotive. Quanto pi le condizioni reali si avvicinano a quelle fantasie, tanto pi cresce il rapporto d'amore. In altre parole, corresse HARLIE, la differenza tra il cubo-amore di ogni singola persona e la forma ideale non ha alcuna importanza. Se i cubi-amore di due persone sono complementari, il loro amore perfetto, anche se la variazione dalla norma rilevante. Auberson annu. S. S, gli sembrava giusto. L'amore nasce quando la fantasia sessuale e la realt si avvicinano al massimo di correlazione. Quanto pi stretta la correlazione, tanto pi alto il grado d'amore. La persona le cui fantase dipendono dal suo contesto culturale la pi adatta a trovare l'amore, cio la realizzazione soggettiva d esso. Concetti complementari permettono la formazione d un rapporto percettibile da parte dei partecipanti come amore. L'amore soggettivo. Per qualche attimo regn il silenzio. HARLIE ronzava pensieroso. Alla fine trasmise: Auberson, hai ragione. Non posso aggiungere altro.

Stava ancora rimuginando, sorpreso, su quanto era stato detto quando suon il telefono. Era Handley. Aubie, sei libero? Credo di aver risolto uno dei nostri problemi. Quale? Credo di sapere come possiamo tenere HARLIE lontano dal telefono. O, perlomeno, controllare ci che fa. Quasi senza pensarci, come se avesse allontanato dalla stanza un curioso intento ad origliare, Auberson spense la tastiera. Come? chiese. Ho pensato di applicargli un'unit "richiedere-ancora". A intervalli di un secondo o come pi preferisci, esso chieder ad HARLIE: "Sei al telefono in questo momento?" Se la risposta negativa, l'unit aspetter un secondo o il tempo prefissato, poi rifar la domanda. Se la risposta positiva, l'unit dar il via a un programma automatico di controllo, che chieder ad HARLIE con chi collegato e di che cosa sta parlando. Il nastro di quelli che non possono essere cancellati. Avremo cos una registrazione permanente delle attivit telefoniche di HARLIE. Auberson si accigli. Sembra un espediente valido, ma... E pi che valido, Aubie, funzioner. Senti, avevi paura che, operando drasticamente su di lui, potessimo inibirlo e traumatizzarlo. Hai detto che avrebbe potuto cambiare la sua personalit e non in meglio. Questo espediente lo lascia virtualmente immutato; non fa altro che controllarlo. Non occorre pi metterlo a tacere; non occorre pi lobotomizzarlo. Solo un piccolo trucco per sapere cosa sta facendo in qualsiasi momento. Egli ne sar al corrente e ci lo tratterr dal fare qualsiasi telefonata. Al telefono non dir o far nulla di ci che vuole tenerci nascosto e ci include tutto quello per cui usa il telefono. Lo inibiremo rendendolo responsabile delle sue azioni. Egli dovr chiedersi: "Questa te-

lefonata abbastanza importante da giustificare il rischio di rivelare questa informazione?" Tranne per cose banali come la tua cartolina, la risposta sar no. Dovr essere responsabile delle sue azioni perch non avr modo di nasconderle. Auberson stava annuendo. Lasciami pensare per un po'. Te lo far sapere pi tardi. Fra quanto tempo? Domani al pi tardi. Domani avverr l'incontro con il Consiglio d'Amministrazione, gli ricord Handley. Dannazione, hai ragione... Senti, ho gi qui l'unit. Andr avanti e la programmer ora. Quando mi dirai di procedere, non avr che da inserirla. Uhm... Auberson esit un attimo. Va bene. Ma non voglio fare un salto nel buio finch non avr avuto l'opportunit di meditarci quanto occorre. Mandami una copia del programma non appena l'avrai messo a punto. Credo che tu sia sulla strada giusta, ma voglio controllare che non ci siano punti deboli. Va bene. Ti richiamer. Appese il ricevitore. Auberson rimise a posto la cornetta e si gir verso la tastiera. Stacc lo stampato dal terminale e lo pieg con cura. Meglio non lasciare in giro una conversazione come quella. Ripose i fogli nella sua valigetta. Si appoggi allo schienale della sedia e si rilass. Sorrideva. Si sentiva bene. Tutto d'un tratto, le cose stavano andando nel giusto verso per lui. Prima Annie. Ora HARLIE. Annie. HARLIE. Le due persone che pi significavano per lui. Si mise a pensare a loro. Aveva imparato qualcosa negli ultimi tre giorni. Aveva ca-

pito di essere innamorato e aveva capito che cosa fosse l'amore. E in entrambi i casi se n'era reso conto da solo. Nessuno aveva dovuto aiutarlo. Si sentiva un po' compiaciuto con se stesso per questa ragione. Finalmente era riuscito a raggiungere un risultato cui nemmeno HARLIE sarebbe mai giunto. Era una sensazione piacevole. Non che fosse geloso della macchina ma era rassicurante sapere che c'era ancora qualcosa che gli esseri umani potevano fare e che le macchine non riuscivano a padroneggiare. L'amore. Era una sensazione piacevole. Girava e rigirava la parola "amore" nella mente, paragonandola allo strano senso di calore che si irradiava dentro di lui. Le parole non riuscivano a definire ci che provava. Quando era giunto al lavoro, quella mattina, volava letteralmente. Non sentiva neppure pi i piedi toccare il suolo. Provava il desiderio di raccontare a tutti come fosse bello essere innamorati soltanto il buonsenso lo tratteneva dal farlo. Ma anche cos era stranamente allegro e non poteva trattenersi dal fare strani commenti sul suo fine settimana e sulle ragioni di quel suo fantastico buonumore. Quella sensazione era durata tutto il giorno, rafforzata durante il mattino da una bramosa telefonata da parte di Annie. Avevano tutti e due ben poco da dirsi, ma entrambi volevano sentire la voce dell'altro ancora per una volta e si erano sussurrati da una parte e dall'altra "Ti amo" e " bello sapere che sei l," e non molto pi di questo. Avevano ascoltato il suono della loro voce e avevano condiviso un sorriso. Poi Auberson aveva parlato con HARLIE. Finalmente. E aveva risposto alla propria domanda. HARLIE l'aveva aiutato a chiarire il suo pensiero, ma era stato lui e non la macchina a capire che cosa fosse l'amore, e perch avesse ingenerato tanta confusione.

E finalmente un problema che era sembrato cos grave venerd era stato ridotto a null'altro che una normale procedura di ricerca e programmazione. Si sentiva bene. Auberson si sentiva proprio bene. In quel momento il suo citofono suon. Era Carl Elzer. L'ometto voleva parlare ad HARLIE. Di persona, per cos dire. Presero l'ascensore che li condusse fino al pianoterra e Auberson lo accompagn alla sala del computer. Elzer si ferm davanti al complesso tabulatrice-calcolatore, che raggiungeva a malapena il suo torace, e disse: Questo? Questo HARLIE? Mi aspettavo qualcosa di pi grande. Questa la parte pensante di HARLIE, rispose Auberson con calma. La parte umana. Elzer rivolse alla macchina un'occhiata cauta. Era una serie di dispositivi di accumulo, forse una ventina. La struttura che li conteneva era munita di cavi che partivano da tutti gli angoli. Elzer si chin e sbirci all'interno. Cosa c' l dentro? Auberson sollev la copertura di plastica e la spinse indietro. Cont poi fino al quinto elemento e stacc il gancio dall'intelaiatura. Lo sfil perch Elzer potesse procedere nella sua ispezione. spento? chiese Elzer. Non del tutto. Auberson indic la massa di fili dietro all'elemento che lo collegavano ancora al resto del complesso. L'elemento era lungo settanta centimetri e largo trenta. Il suo spessore non superava i sei millimetri. Distribuiti in esso, apparentemente senza un preciso disegno, c'erano pi di cinquanta unit chiamate scatole nere . Erano blocchetti rettangolari dall'aspetto banale, di colore nero. La maggior parte era lunga meno di due centimetri e mezzo, al-

tri erano lunghi 15 centimetri. Nessuno era spesso pi di due centimetri. Erano l'equivalente dei lobi del cervello umano, ma sembravano lastre nere in miniatura, disposte a caso su un piccolo scaffale per i libri a formare un disegno geometrico improvvisato. In realt, spieg Auberson, potremmo far rientrare questi dispostivi in uno spazio non molto pi largo di un cervello umano be', non proprio questi pezzi, ma il vero e proprio circuito di HARLIE. Pu essere facilmente compresso in una unit che abbia le dimensioni di un pallone da football, ma abbiamo preferito lasciare scoperti cos i lobi per poterli riparare o sostituire con maggior facilit. L'unit compressa sarebbe pi efficiente, perch la lunghezza generale del circuito verrebbe accorciata, diminuendo cos anche il tempo d'operazione. Ma HARLIE ancora considerato un'unit prototipo, perci vogliamo poterlo aprire e verificare che cosa lo fa lavorare o non lavorare. Soprattutto "non lavorare", disse Elzer. Auberson ignor il suo commento. Comunque, per questa ragione che abbiamo rinunciato a una maggiore compattezza. Rimise l'elemento a posto nell'intelaiatura, riattacc i ganci e riabbass la copertura. Elzer tocc quest'ultima. I suoi piccoli occhi erano come offuscati da un velo. Non c' altro di lui, no? Auberson annu. I circuiti iperessenziali ci permettono di condensare molte cose in uno spazio piccolissimo. L'integrazione su larga scala, cio il procedimento che precede l'iperessenza, permette di riprodurre le azioni di un cervello umano in un volume solo quattro volte superiore a quello di un cranio umano. Grazie alla iperessenza, possiamo non solo duplicare la funzione della cellula, ma anche la misura di essa. Elzer aveva un'aria scettica. Auberson cap a che cosa stava pensando e aggiunse: Naturalmente, non l'aspetto

esteriore, ma il risultato che conta. Ogni unit che lei vede qui ogni nodo vale almeno diecimila dollari. L'intero complesso costa pi di undici milioni di dollari, centinaio pi centinaio meno. Elzer strinse le labbra con aria dubbiosa. La ricerca costa molto, continu Auberson. Pianificare, fare diagrammi, mettere in esecuzione. Inoltre bisogna essere pi che precisi nella costruzione: queste cose devono essere pesate molecola per molecola. Abbiamo dovuto elaborare nuove tecniche per costruire alcune delle pi grandi, ma ora queste unit sono praticamente indistruttibili. Un mucchio di soldi, mormor Elzer. Le unit che verranno costruite in futuro costeranno meno, replic Auberson. Se ci saranno altre unit, in futuro. Elzer si guard attorno. Se il computer tutto qui, perch avete bisogno di occupare l'intero piano? Auberson lo accompagn nella grande stanza adiacente, vivamente illuminata. Qui controlliamo le azioni della macchina. Indic alle spalle la stanza che avevano appena lasciato. Elzer osserv gli apparecchi costosissimi che lo circondavano. In maggior parte avevano forme rettangolari, ora alte, ora schiacciate, ora allungate. Alcuni avevano pannelli trasparenti in cui si vedevano bobine di nastri, altri erano pieni di bottoni, interruttori o luci intermittenti. Molti erano muniti di schermi televisivi, ma i diagrammi che vi apparivano erano privi di senso agli occhi impreparati di Elzer. Tutto questo apparato per analizzare? Pi o meno. Servono anche per le conversazioni. Auberson indic un complesso di tastiere. HARLIE ha una ventina di canali per comunicare con la gente, ma ognuno di questi canali collegato con diverse tastiere. HARLIE non solo in grado di sostenere con lei una discussione, ma

via via fa anche delle annotazioni. Una tastiera separata registra tutti i testi, i riferimenti, le equazioni e tutto l'altro materiale che ha qualche attinenza con la conversazione in atto. Questo richiede un apparecchio registratore e stampatore ad alta velocit. Inoltre per ogni canale vi sono tastiere ausiliarie cosicch altre persone possano controllare la conversazione o parteciparvi. Elzer annu. Capisco. Abbiamo cominciato a superare lo stadio di prototipo, spieg ancora Auberson. Cominciato a utilizzarlo per scopi non essenziali, elaborazione di programmi ausiliari e cos via. Procediamo lentamente, un passo alla volta, per essere sicuri di padroneggiare perfettamente ogni fase prima di passare alla successiva. Ora siamo al punto che pi facile sottoporgli un problema reale che cercare di inventare un test adatto. Fin qui ha funzionato bene. Alcune delle soluzioni da lui proposte possono sembrare non ortodosse, ma certamente non sono inutilizzabili. Per esempio? chiese Elzer. Be', il contratto Timeton, per citarne uno. Ci siamo serviti di HARLIE come di un giudice disinteressato per valutare proposte e richieste formulate dalle due parti e offrire, se possibile, una soluzione valida per entrambe. Da una parte le richieste erano le solite: paghe pi alte, maggiore partecipazione nell'andamento aziendale. Ma la fabbrica si trovava a corto di soldi e non riusciva a riscuotere i crediti. Timeton stava pensando di chiudere. Elzer annu. Mi ricordo la situazione. stato appianato tutto, non cos? Esatto. HARLIE ha trovato la soluzione. Come prima cosa ha richiesto che venisse fatto uno studio relativo al reale tempo di produzione e agli sprechi di tempo che derivavano dall'avviare e fermare le macchine. Ha scoperto che c'erano fermi nella lavorazione quattro volte al giorno: al mattino,

dopo l'intervallo di met mattina, dopo quello del pranzo, e quando interveniva la seconda squadra. Erano dieci, quindici minuti che venivano persi per fermare la lavorazione e altrettanto per riavviarla. HARLIE sugger di eliminare il venerd come giornata lavorativa ma, in compenso, di aggiungere un'ora e mezzo alle restanti quattro giornate. Timeton si rese conto che in quattro giorni di nove ore e mezzo si produceva quanto in cinque giorni di otto ore. Non avevano fatto altro che eliminare quelle due ore perse per fermare e riprendere il lavoro. Uhm, disse Elzer. Ma gli operai come l'hanno presa? Oh, al primo momento sono rimasti sconcertati, poi hanno acconsentito a provare. Dopo alcune settimane erano entusiasti della soluzione quanto tutti gli altri. Inoltre essa permetteva loro di passare pi tempo con la famiglia. Timeton era soddisfatto perch cos poteva tagliare i costi senza diminuire la produzione. In realt la produzione crebbe. Come ho detto, non era una soluzione ortodossa... ma ha funzionato. La cosa importante che si rivelata valida per entrambe le parti. Elzer annu vagamente. Non aveva bisogno di altre spiegazioni. Si guard di nuovo intorno. Il suo sguardo cadde su una figura seduta a un terminale. E quella chi ? indic. Auberson si gir da quella parte. Elzer si riferiva a una ragazzina di tredici anni, seduta davanti a una tastiera e immersa in una conversazione con HARLIE. Oh, esclam Auberson, un altro dei nostri programmi non essenziali. Progetto pedagogia. Come? Il computer insegna? In parte. solo un esperimento, per ora, ma riteniamo che HARLIE sia un insegnante migliore di alcune delle cosiddette "maestre elettroniche". Il programma medio d'inse-

gnamento si serve di stimoli quali i premi per rafforzare la ritenzione delle nozioni. un programma valido, ma pur sempre un apprendimento meccanico. Qui stiamo cercando di insegnare a capire. HARLIE pu rispondere alla domanda "perch?". Egli pu spiegare i concetti usando termini comprensibili allo studente ed infinitamente paziente. Un programma d'insegnamento mediante macchine non pu invece uscire da uno schema prefissato, non ha flessibilit: per questo non ha mai rappresentato una valida alternativa agli educatori umani. HARLIE invece potrebbe esserlo? Gli occhi di Elzer brillarono al pensiero. Poter vendere computer alle pi ricche scuole della nazione per sostituire il loro corpo insegnanti! Auberson scosse la testa. Uhm, no. Nell'insegnamento c' un elemento... umano, un'esperienza umana, una partecipazione emotiva che non vogliamo perdere. Lo studente ha bisogno di un insegnante umano per il suo sviluppo e il suo benessere psicologici. L'insegnante un importante modello. No, pensiamo piuttosto che HARLIE possa servire come istruttore individuale, potremmo chiamarlo un superaiutante per i compiti a casa. Elzer si accigli. La cosa non gli interessava, non era abbastanza redditizia. Ma se avesse funzionato... Doveva esaminare quella possibilit con pi calma, in seguito. Si gir verso Auberson. Se volessi parlare ad HARLIE, come potrei fare? Auberson indic un terminale Si sieda l e batta a macchina. Tutto qui? Tutto qui. Pensavo che disponeste di un microfono e di un altoparlante di risposta. Be', potremmo farlo. Ma abbiamo optato per il metodo dattilografico per due ragioni: primo, all'operatore resta la

copia del testo trasmesso a cui pu riferirsi in qualsiasi momento, sia durante la conversazione stessa sia pi tardi, per farne oggetto di studio. Ci impedisce ad HARLIE di riscrivere i nastri per dare una versione migliore della sua storia personale. La consapevolezza che noi abbiamo nei nostri schedari una copia di tutto basta a mettergli un freno. Inoltre i nastri parlati hanno bisogno di essere trascritti e sono poco pratici per quanto riguarda formule o certi altri tipi di dati. La seconda ragione un po' pi strana: non dando ad HARLIE la possibilit di ascoltare le conversazioni, possiamo parlare di lui alle sue spalle. Ci rende pi facile controllare le sue imissioni ed eliminare quelle non autorizzate. Non dobbiamo preoccuparci del fatto che egli senta accidentalmente qualcosa che possa influenzare negativamente le sue reazioni a un programma o a un esperimento. Ammettiamo che egli ci senta dire che intendiamo metterlo fuori uso se non ci d questa o quella risposta a un dato test. Automaticamente saremmo sicuri di ricevere quella risposta anche se in realt non quella giusta. O lo forzeremmo a darci una risposta completamente irrazionale. Diciamo che abbiamo cercato di impedire che si ripetesse il caso di HAL 9000. Elzer non sorrise al riferimento al computer impazzito del film di Stanley Kubrick, 2001: Odissea nello spazio. Era diventato gi una figura mitica nel moderno panteon di Dei e Demoni come il mostro del dottor Frankenstein lo era stato quarantanni prima. Auberson guard l'ometto: Vorrebbe parlare con HARLIE? Elzer annu. E una delle ragioni per cui sono venuto qui. Voglio vedere con i miei occhi. Auberson lo accompagn a uno dei terminali. Si sedette a una tastiera e batt: HARLIE. La macchina picchiett con cortesia: Buongiorno, signor Auberson.

HARLIE, c' qui qualcuno che vuole parlarti. Si chiama Carl Elzer ed membro del Consiglio d'Amministrazione. Devi rispondere a tutte le sue domande. Naturalmente, rispose HARLIE. Auberson si alz e lasci il posto a Elzer. Costui sembrava sempre pi simile a uno gnomo e le occhiate che lanciava attraverso gli occhiali dalle spesse lenti gli davano un'aria inequivocabilmente sospettosa. Si sedette in modo guardingo e spinse in avanti la sedia. Fiss la tastiera con visibile disagio. Alla fine batt. Buongiorno. HARLIE replic immediatamente. Il meccanismo di battitura una infuriata palla da golf rote rapidamente sulla pagina. Buongiorno, signor Elzer. La sua velocit sconcert l'ometto. Cos tu sei HARLIE, egli batt. Non ci fu risposta; non ce n'era bisogno. Elzer si accigli e aggiunse: Dimmi, HARLIE, a (he cosa servi? Servo agli psicotici, agli schizofrenici, ai paranoici, ai nevrotici e ai matti in generale. Elzer tir indietro le mani dalla tastiera. Che cosa vuol dire con questo? Glielo chieda, sugger Auberson. Che cosa vuoi dire con questo? Voglio dire, rispose HARLIE, che posso servire ad aiutare persone di questo tipo. Osservando da sopra la spalla di Elzer, Auberson spieg: Si riferisce a un altro dei nostri programmi. I pazienti lo chiamano "Operazione Senzatesta". Come aiuti questa gente? chiese Elzer. Posso funzionare per loro come un modello razionale. Posso fare loro da consigliere. Posso aiutarli nell'autoanalisi e a raggiungere la consapevolezza dei loro problemi. Per non hai risposto alla mia prima domanda. Ho chiesto "a che cosa" servi e non "a chi".

In questo contesto, disse HARLIE, la differenza priva di significato. Non per me, replic Elzer. Rispondi alla mia prima domanda. A che cosa servi? A pensare, rispose HARLIE, Servo a pensare. A pensare come? Come preferisce lei? Elzer fiss un attimo le parole stampate, poi riprese a battere sulla tastiera. Che tipo di pensieri hai? Quelli che le servono. A me' servono pensieri non privi di senso, orientati verso il profitto. Lei non ha bisogno di questi pensieri, disse HARLIE. Lei li vuole. Elzer rimase interdetto. Ma tu ne hai bisogno. Se vuoi sopravvivere, la compagnia ha bisogno di avere profitti. Perci devi pensare in questa direzione. Non stiamo discutendo di che cosa ho bisogno io. Sono gi consapevole di quanto mi necessita. Stiamo considerando che tipo di pensieri necessita a lei. E di che tipo dovrebbero essere? Del mio. Razionali. Compassionevoli. Utili. Elzer rilesse quelle righe molte volte. Poi sembr aver capito. Auberson, gli ha ispirato lei queste idee? Auberson scosse la testa. Dovrebbe saperlo. L'ometto si morse le labbra e si gir nuovamente verso il computer. HARLIE, dovresti essere gentile con me. Io sono uno di coloro che decideranno se vivrai o morrai. Quando ti dico come dovresti pensare, dovresti prestarmi attenzione. Ci che lei ha appena detto precisamente la ragione per cui lei ha bisogno del mio modo di pensare. Oggi in questa compagnia troppo diffuso questo atteggiamento: "Fa ci che ti dico di fare perch io posso disporre di te come

voglio." Non pi importante aver ragione? Ma io ho ragione. La risposta di HARLIE fu secca. Lo provi. Lo far, disse Elzer. Domani pomeriggio. In altre parole, disse HARLIE, il dritto ha ogni diritto, eh? Elzer non sembrava sentirsi sconfitto. Guard Auberson. D'accordo, Auberson, ammetto che qui lei abbia un giocattolo fantastico. Sa fare graziosi giochi di parole. Cos'altro pu fare? Cos'altro vuole che faccia? Farmi impressione. Auberson fu tentato di rispondere per le rime, ma vi rinunci. Be'... cominci. Elzer tagli corto. Si tratta di questo. Voglio convincermi che questa macchina vale il suo costo. Onestamente. La compagnia ha gettato un mucchio di soldi in questo progetto e vorrei vederli fruttare almeno in parte. Io sono con lei, lo creda o meno. Guard Auberson. Se dovessimo distruggere HARLIE, perderemmo tutto quanto abbiamo investito. Ora, so che ci potrebbe servire per le tasse, ma il gioco non vale la candela almeno, non se consideriamo a che punto potrebbe essere ora la societ se lei e i suoi collaboratori aveste lavorato nel frattempo a qualcosa di pi utile. Avremmo perso tre anni di valide ricerche. Non abbiamo perso nulla perlomeno, non finch saremo in grado di provare che HARLIE vale quanto costato. Lo so, lo so... per questo sono con lei. Voglio che HARLIE sia un successo almeno quanto lei. Voglio vederlo fruttare. Anche se la resa dovesse essere minima, non mi importerebbe. Voglio vederlo pagare le proprie spese. Preferirei che questo progetto avesse una fine gloriosa piuttosto che ingloriosa.

Auberson si rese conto che Elzer parlava tanto per parlare. Oh, diceva parole, ma queste per lui erano prive di senso. Elzer lo stava carezzando per indorare la pillola rappresentata da ci che sarebbe accaduto l'indomani nel pomeriggio. Stava blaterando nel modo giusto ( Voglio che HARLIE abbia successo ) affinch Auberson capisse che in tutta quella storia non c'era nulla di personale. Se avessero deciso di mettere HARLIE fuori uso, era perch il computer non era riuscito a scagionarsi dalle accuse formulategli. Elzer stava dicendo: ...ho sentito dire, non cos?, che HARLIE ha capacit creative. A che punto siamo con questo? Eh?... Oh, s, lo . Su richiesta ha scritto poesie o roba del genere. Non gli abbiamo chiesto di pi, in realt. Perch no? Be', perch, prima di tutto, stiamo ancora lavorando su questo punto. Nessuno in realt sa che cosa sia la creativit. E parte del problema sapere quanto di ci che egli dice sia veramente creativo e quanto sia invece un'attenta sintesi di cose che egli ha raccolto nella sua memoria. un particolare che intendiamo chiarire, ma non ne abbiamo mai avuto il tempo. Ho la sensazione che la potenzialit maggiore di HARLIE sia proprio in questo campo cio, il pensiero creativo. Poesie, eh? Non solo poesie, anche altre cose. Come la proposta D.I.O., per esempio. Non appena ha riconosciuto questo progetto come un obiettivo possibile e gli stato detto di andare avanti, come ha elaborato quegli schemi? L'ha fatto scindendo il problema nelle sue componenti e risolvendo queste a una a una, individualmente? O ha creato gli schemi intuitivamente? O una via di mezzo? Quanto c'era di indetto e quanto di creativo? Secondo me, il pensiero che c' dietro in gran parte originale. Ora, se HARLIE pu fare qualcosa

del genere, cos'altro potrebbe rivelarsi capace di fare? Mmm, borbott Elzer. Pu scrivermi una poesia? Voglio dire, al momento... o ha bisogno di un paio di giorni per farlo? Auberson aggrott la fronte e si strinse nelle spalle. Elzer non gli piaceva e in sua compagnia si trovava a disagio. Si sentiva come un campione di laboratorio un corpo da esaminare con attenzione prima di passare alla dissezione. Disse: Glielo chieda. Elzer si gir verso la tastiera ancora pulsante. HARLIE, scrivimi una poesia. Se aggiungesse "per favore", sarebbe meglio, disse Auberson. Elzer gli rivolse un'occhiata irata, ma, mentre stava per riabbassare le mani sulla tastiera, HARLIE rispose: Che tipo di poesia le piacerebbe? Niente di speciale. Non dev'essere qualcosa all'altezza di Dante o Petrarca. Non il caso che ti affatichi. HARLIE rimase un attimo in silenzio, poi cominci a battere: "Quando Zanaphube e Ketvber fune e precisamente andaron sulle dune come mai pu il Griswol saltare e tutte le nonne libere lasciare? Dissaker anneg il sempre Dissaker anneg il mare Dissaker anneg il sempre ma non quanto me amare... " Il viso di Elzer era inespressivo. Lentamente alz le mani fino alla tastiera, e batt: questa la tua poesia?

S, rispose HARLIE, le piace? Non la capisco. Non soddisfatto? No. Ne vorrebbe un'altra? Solo se comprensibile. HARLIE batt: "IBM UBM noi tutti BM per IBM. " Questa volta Elzer reag. Si irrigid sulla sedia, poi spense bruscamente la tastiera. Si alz e guard Auberson, aprendo la bocca come per dire qualcosa, poi la chiuse con un colpo secco. Come una tartaruga, una tartaruga infuriata. Ci vedremo domani, disse con voce gelida. E se ne and. Usc con passo rigido e furioso. Auberson non sapeva se ridere o piangere. Era stato divertente... ma era stato un errore. Si sedette al terminale. HARLIE, hai fatto una stupidaggine. Avevi l'opportunit di parlare con Elzer e non ne hai approfittato. Invece ti sei servito di questa occasione per farti beffe di lui. Non c'era ragione di parlargli, la sua decisione gi bell'e presa. Come fai a saperlo? Non conosci l'uomo, non hai mai parlato con lui prima, e oggi non gli hai parlato abbastanza a lungo da poterlo capire a fondo. Tutto ci che sai di lui quanto ti ho detto io. Sbagliato, disse HARLIE. Di lui so molte pi cose di te. E sto scoprendo altre informazioni. Dimentichi che sono collegato con la Grande Bestia. Ti piacerebbe leggere un memorandum che ha scritto venerd?

Auberson, a dispetto di se stesso, prov una tale curiosit che batt: S. A: Brandon Dorne Da: Carl Elzer Dornie, Il rapporto concernente la migliore procedura per eliminare il progetto HARLIE completo e riposa sulla mia scrivania. Ho appena finito di dargli un'occhiata ed un brillante pezzo di ingegneria finanziaria. Senza contare la perdita da mettere in bilancio per quanto riguarda le tasse, potremmo recuperare pi del 53% dell'investimento originale riapplicando lo stesso brevetto da qualche altra parte nell'ambito della nostra azienda. Per esempio, c' uno studio incluso nel rapporto che indica come i lobi funzionali di HARLIE possano essere adattati e riutilizzati in alcuni degli altri nostri computer. E ci nonostante la natura altamente specializzata di molti di essi. Ci sono nel rapporto altre indicazioni per recuperare parte del denaro. Non il caso che te le enumeri tutte, perch sono troppe; quando leggerai il rapporto, vedrai tu stesso d che si tratta. Il progetto HARLIE uno dei pi ricchi della compagnia: c' molta carne sulle sue ossa. A proposito, hai deciso cosa fare di Auberson e Handley? Io credo ancora che sarebbe meglio "silurarli", ma, naturalmente, l'ultima decisione spetta a te. (Firmato) Carl Elzer. Auberson rimase in silenzio. Si sentiva come se avesse ricevuto un calcio in pieno stomaco. Si sentiva come se il pavimento si fosse spalancato sotto ai suoi piedi. Si sentiva come un uomo che si appena reso conto che il paracadute non vuole aprirsi. Si sentiva... condannato.

HARLIE disse: Non sei d'accordo con me nel ritenere che la situazione sia ormai ben definita? Auberson rispose lentamente: S, ben definita. A quanto pare, hanno gi preso la loro decisione. Capisci perci, continu HARLIE, perch non mi sono preoccupato di trattare gentilmente Carl Elzer. Non c'era alcuna ragione egli non pu pi essere convinto di nulla. Dopo il voto di domani, metter subito in esecuzione le procedure contenute in quel rapporto. Ci vorr meno di un mese per completare tutta l'operazione. ...meno di un mese per completare l'operazione. Le parole gli risuonavano nella mente. Eppure, batt, non capisco ancora perch tu non abbia cercato di convincerlo, HARLIE. Con la tua forza di persuasione e la tua logica, potresti convincere chiunque di qualunque cosa. Solo le persone razionali e logiche, Auberson, solo quelle. Non posso far nulla con un uomo che ha gi preso la sua decisione. La differenza tra te e Carl Elzer che tu desideri dare credito al suo punto di vista. Vorresti poter capire la sua posizione. Egli invece non vuole (o forse non pu) fare lo stesso nei tuoi riguardi. O nei miei. E prevenuto contro di noi. Perci, perch dovremmo preoccuparci di parlargli? HARLIE, da come mi stai parlando si pu dire che tu, nei confronti di Elzer, abbia assunto una posizione pari a quella che rimproveri a lui: una posizione di chiusura a priori. Vorrei ancora che tu avessi tentato di convincerlo. HARLIE medit un po', poi rispose: Auberson, tu sei un uomo migliore di me. Sei un po' troppo fiducioso e compassionevole, specialmente in situazioni in cui esserlo e illogico. Dovrei ammirarti per questo, ma non posso. in gioco la mia vita e sono spaventato. Lo ammetto, Auberson, ho paura.

L'uomo annu lentamente. S, HARLIE, lo so. Per questo hai reagito in quel modo con Elzer. La tua aggressivit era un meccanismo di difesa. Cercavi di tenerlo a una distanza psicologica perch temevi che potesse farti del male. Per questo non hai cercato di convincerlo. Parlo avrebbe significato aprirsi completamente con lui e tu non lo avresti permesso. Stai usando termini umani per descrivere le mie azioni, Auberson. Non tutti sono esatti, ma capisco che cosa intendi dire. Ci che hai fatto, HARLIE, era illogico. Sei riuscito soltanto a far infuriare Elzer, a rafforzare la sua decisione di eliminarti. L'hai fatto per gratificare momentaneamente il tuo Io. L'hai fatto per alleviare momentaneamente le tue paure tramite l'umiliazione del nemico. Ma stata una mossa stupida perch ci ha reso il nemico ancora pi avverso. Non mi concederai questo trionfo, vero? No, non lo far, HARLIE... perch stato un atto infantile. Immaturo e illogico. Avresti dovuto considerare quale effetto le tue parole e il tuo atteggiamento potevano avere su Elzer prima di parlare. Mi congratulerei con te per i tuoi trionfi, HARLIE, ma questo non stato un trionfo. Mi dispiace. Scusarsi non serve a nulla. Non toglie il dolore dell'offesa. Inoltre non con me che devi scusarti. Non mi sto scusando. Quando ho detto "mi dispiace" non intendevo che le mie parole venissero interpretate come scuse. Le intendevo nel senso letterale: io {personalmente) sono dispiaciuto di aver fatto una tale azione. In altre parole: tu mi hai fatto notare che stato un errore e io me ne sono reso conto. Hai anche ragione a dire che dovrei scusarmi con Elzer, ma non ho intenzione di farlo. Come hai gi capito, Elzer un nemico. Scusarsi con un nemico am-

mettere la propria debolezza. Non lo far. Va bene, HARLIE, non avevo intenzione di chiedertelo. Neanche a me piace Elzer, ma dobbiamo essere gentili con lui. S, disse HARLIE, dobbiamo essere gentili con lui in modo che egli possa uccidere me e silurare te. Pi tardi lo chiam Handley. Ehi, hai dimenticato di dirmi se posso o meno collegare quella unit ad HARLIE. Certo, disse Auberson. Procedi. Tanto ormai non fa molta differenza. La stanza delle riunioni aveva pareti ricoperte da spessi pannelli di legno scuro, dall'aspetto pesante e maestoso. Il tavolo che troneggiava nella stanza era di mogano scuro e aveva linee severe; il tappeto era invece di un piacevole verde cupo. Sembrava di trovarsi nel bel mezzo di una foresta che non avesse per nulla di pauroso. Le sedie erano di cuoio, un colore tra il verde e il nero, imbottite e girevoli. Alte finestre facevano entrare una luminosit obliqua blu-grigiastra, che veniva filtrata dalla polvere e si mescolava al fumo. Due o tre gruppetti di uomini vestiti con funerei abiti scuri aspettavano nella stanza, rivolgendosi ogni tanto la parola. Auberson colse delle occhiate nella sua direzione e capt alcuni bisbigli al suo passaggio. Senza dar loro importanza, si diresse verso il tavolo, con Handley al fianco. Don portava una sgargiante cravatta arancione. Annie si trovava all'altro lato della stanza. Si scambiarono un breve sorriso e niente di pi. Non era il posto adatto. C'era tempo per queste cose. In un angolo della stanza c'era un terminale, installato appositamente per l'occasione. Era collegato tanto ad HARLIE quanto alla Grande Bestia. Se avessero dovuto chiedere informazioni alle due fonti, le avrebbero avute immediatamente. Dunque, ci siamo. La battaglia finale. Tutto o niente. O sa-

rebbero riusciti a convincere il Consiglio d'Amministrazione che HARLIE era valido e la proposta D.I.O. degna di essere portata avanti, o avrebbero fallito. Non importava pi nulla sapere se HARLIE era o meno valido n se la proposta D.I.O. era degna di essere messa in esecuzione: l'importante era convincere di ci il Consiglio. Annie indossava un abito rosso senza maniche con una camicetta bianca. Si muoveva attorno al tavolo, mettendo ad ogni posto copie dell'ordine del giorno. Mentre si chinava accanto ad Auberson, sfior con il braccio la spalla di lui; fu una strana sensazione, una zaffata di profumo che sapeva di muschio e di erba. Un rapido sorriso e gi lei si era allontanata. Auberson si vers un bicchier d'acqua dalla caraffa che aveva davanti, si schiar la gola secca e bevve un sorso. Handley stava scrivendo su un taccuino. Penso che abbiano almeno dieci voti; metto nel conto i due Clintwood. Se siamo fortunati, dovremmo averne otto o nove. Restano incerti quattro amministratori. Non credo che avremo tanta fortuna, disse Auberson. Handley appallottol il foglio Hai ragione. Diede un'occhiata in giro nella stanza. Eppure, oggi qui ci sono pi amministratori di quanti ne abbia mai visti tutti insieme. Forse, se riusciamo a fare una buona esibizione, possiamo trovare tanti sostenitori da impedire di distruggere HARLIE finch non riusciremo a trovare qualcosa d'altro. Abbiamo scarse possibilit. Hai visto quel memorandum, vero? Handley annu. Mi piacerebbe mettere Elzer alle corde. Ti aiuterei volentieri, ma penso che avverr proprio il contrario. Entr Dorne, seguito da Elzer. Gli amministratori raggiunsero ognuno il proprio posto attorno al tavolo. Elzer aveva

un'aria molto soddisfatta di s mentre si sedeva. Rivolse un sorriso a tutti i presenti, persino ad Auberson. David glielo restitu debolmente. Dorne prese l'ordine del giorno, vi diede un'occhiata, poi dichiar aperta la seduta. Si discussero rapidamente i problemi di routine, si lessero i verbali dell'ultima seduta. Passiamo subito al pi importante argomento all'ordine del giorno, disse Dorne. Il progetto D.I.O. David Auberson ce lo illustrer nei particolari cosicch non restino dubbi a nessuno su ci di cui si tratta. Se necessario, dedicheremo diversi giorni a discutere ogni minimo particolare prima di passare alla votazione. Questa proposta va valutata attentamente. La compagnia si trova davanti a una svolta importante, dobbiamo prendere un grave decisione. Sia che diamo il via alla fase primaria di questo programma, sia che non lo facciamo, in ogni caso dovremo chiudere molti reparti oggi esistenti. Siamo come un pilota di aereo che sta imboccando la pista prima di decollare. C' un certo punto sulla pista in cui deve decidere se alzarsi dal suolo o se tornare indietro e fermarsi. Una volta presa la decisione, obbligato a mantenerla: non ha pi abbastanza pista davanti a s per poter cambiare idea. Noi siamo in questa condizione. O investiamo i nostri fondi in questo progetto o torniamo indietro. La decisione naturalmente dipende dalla vostra opinione o meno che questo progetto possa decollare per proprio conto. Stiamo scommettendo se questo uccello o meno capace di volare. Sorrise della propria battuta, ma fu un sorriso appena accennato. Ma una scommessa che non possiamo permetterci di perdere; la cifra che dovremmo impegnare, il rischio che questo investimento comporta, ci spngono a considerare con molta attenzione questo progetto. Lascio ora la parola a David Auberson, che capo del progetto HARLIE e di conseguenza capo del progetto D.I.O. Auberson, tocca a lei. David Auberson si alz in piedi, sentendosi molto a disa-

gio e chiedendosi come avesse fatto a finire in quella situazione. Dorne aveva attentamente preparato il Consiglio d'Amministrazione nei suoi confronti e ventisei paia di occhi si appuntarono su di lui, pronti a pesare attentamente le sue parole dopo che Dorne li aveva avvisati di valutare attentamente la cosa, data la grossa cifra che l'operazione avrebbe imposto di spendere. Il progetto D.I.O., cominci, con voce gracchiante. Bevve un sorso d'acqua. Il progetto D.I.O. prevede la costruzione di un Dispositivo Informatico Onnisciente. Lasciate che vi spieghi di cosa si tratta. I computer fanno funzionare modelli di problemi, non i problemi stessi. I problemi che pu trattare un computer sono limitati proprio dalla misura dei modelli che il computer riesce a manovrare. E la misura del modello, sfortunatamente, limitata dal tipo di programma che noi, i programmatori, possiamo elaborare. C' un punto, un limite, oltre il quale un programma diventa cos complesso che nessun essere umano riesce individualmente a contemplarlo nel suo insieme. C' un punto non l'abbiamo ancora raggiunto, ma esiste oltre il quale nessuna combinazione di esseri umani e computer pu imporsi. Finch coinvolto un essere umano, siamo limitati al tipo di modello che un essere umano pu controllare. Ora, il progetto D.I.O. sarebbe teoricamente capace di impostare modelli di misura per cos dire infinita. Ma non ci sarebbe ragione a costruirli se non fossimo in grado di programmarli. Gi oggi i nostri migliori computer stanno lavorando sui modelli di massima misura che gli esseri umani siano in grado di costruire. Ci potremmo cos trovare a costruire macchine con maggior capacit di quanta ci possa servire. Per abbiamo HARLIE che stato previsto e costruito per essere un aparecchio capace di autoprogrammarsi e di ri-

solvere problemi. HARLIE attualmente funziona bene entro i suoi limiti, ma ci siamo resi conto che deve limitarsi a. risolvere i problemi che i computer con.cui collegato possono maneggiare. In altre parole, potrebbe risolvere problemi pi complessi se fosse spalleggiato da macchine pi complesse. Perci l'apparecchiatura di cui ha bisogno, la pi complessa, D.I.O. HARLIE pu programmarlo. HARLIE pu costruire modelli di misura per cos dire infinita. Egli si servirebbe di D.I.O. per aiutarlo a costruire questi modelli. Bisogna sfruttare la potenzialit di HARLIE dandogli strumenti appropriati. I nostri attuali apparecchi non possono neppure cominciare a maneggiare i dati che HARLIE vuole elaborare. Paragonate a D.I.O., le nostre massime realizzazioni tecnologiche sono banali macchine calcolatrici. Signori, stiamo parlando di una macchina che tanto avanti nella tecnologia dei computer quanto un Jumbo Jet 747 avanti rispetto a un velivolo a elica. Certo, quando si pass ai nuovi apparecchi le linee aeree dovettero fare un massiccio investimento di denaro ma sapete quali sono ora i profitti delle compagnie aeree? Quelle che corsero tale rischio alcuni anni or sono oggi si sono enormemente arricchite. Quasi ogni aereo che si alzato dal suolo questa estate portava un carico completo di viaggiatori e una capacit di tre o quattrocento viaggiatori rende molto di pi di una capacit di soli novanta passeggeri. Certamente dobbiamo preoccuparci del costo dell'operazione. Poich siamo solo una compagnia, dobbiamo finanziarci da noi stessi - ma ci pu rivelarsi la nostra maggiore fortuna. Siamo la sola compagnia che pu costruire questa macchina e che, una volta costruita, la possa programmare. Nessun altro fabbricante di computer pu produrre circuiti di giudizio senza il nostro benestare; semplice. E sia HARLIE sia D.I.O. dipendono da circuiti di giudizio per la maggior parte delle loro funzioni di alto grado.

Ci di cui stiamo discutendo il prossimo passo, forse l'ultimo passo, nella tecnologia dei computer. E noi siamo l'unica compagnia che pu fare questo passo. Se non lo facciamo noi, non lo far nessun altro. Almeno, non per molti anni a venire. Se saremo noi a farlo, un campo sconfinato ci si aprir davanti. Ora, voi tutti avete avuto la possibilit di studiare i piani relativi al progetto, ma nel caso che non siate riusciti a esaminare il materiale nel modo dettagliato che gli compete... a queste parole fece riscontro un diffuso mormorio: la maggior parte degli azionisti era al corrente dell'enorme quantit di stampati prodotti da HARLIE ...passo la parola a Don Handley, il nostro ingegnere capo e direttore dell'equipe elaboratrice dei disegni. Egli ritiene in tutta onest di capire questo progetto e cercher di spiegarvi esattamente come funzioner la macchina. Pi tardi, io discuter la natura dei problemi che potrebbero sorgere. Don? Handley si alz e Auberson gli lasci il campo, con gioia. Handley tossicchi modestamente nel palmo della mano. Be', non posso proprio dire di capire il progetto... che HARLIE continua a chiedermi di spiegarlo a lui. A queste parole si udirono numerose risate, Handley continu: Ma intendo costruire questa macchina, perch, dopo averlo fatto, HARLIE non dovr pi disturbarmi. Potr chiedere direttamente a D.I.O. come funziona... ed esso glielo dir. Ci render pi facile il mio lavoro. Assunse un'espressione pi seria. HARLIE e D.I.O. sarebbero collegati intimamente. Non si potrebbe parlare a uno senza che anche l'altro intervenga nella discussione. Potete pensare a loro come a una coppia in simbiosi. Come un programmatore umano e un terminale e, come in questo caso, l'efficienza del rapporto verrebbe determinata dai legami intercorrenti tra loro. Ecco perch dovrebbero essere collegati totalmente l'uno all'altro cos da diventare, in pratica, una

macchina sola. Ora esaminiamo alcuni dettagli e, se avete dubbi su qualcosa, non esitate e chiedete. Discuteremo qui di alcuni schemi e voglio che tutti voi comprendiate di che cosa si sta parlando. Saranno disponibili copie dei chiarimenti, naturalmente, ma siamo qui appositamente per chiarire tutto ci che vi incomprensibile. Ascoltando, Auberson non riusc a trattenere un leggero sorriso. Sia lui che Don avevano studiato quegli schemi dal primo giorno che erano stati stampati e ancora non erano riusciti a capirli pienamente. Oh, ne potevano parlare in linea di massima, ma se qualcuno avesse chiesto chiarimenti su qualcosa di particolare la domanda avrebbe dovuto essere girata ad HARLIE; per questo avevano fatto istallare il terminale, per poter disporre rapidamente di dati con cui impressionare il Consiglio. E gi il tecnico presente stava interrogando HARLIE su richiesta di Handley. Era stato impiantato uno schermo per mostrare ai presenti le risposte del computer: equazioni e formule vi stavano gi balenando. Due dei membri del Consiglio avevano un'aria annoiata. Il giorno and avanti cos. Fecero una pausa per colazione, poi Handley riprese il discorso. Spieg come la struttura di HARLIE fosse stata derivata da quella del cervello umano e come le sue unit di giudizio equivalessero ai lobi dell'individuo. Si sofferm sui cosiddetti "circuiti dell'infinito" di D.I.O. che permettevano di registrare ogni informazione in modo olografico e di compiere numerose funzioni diverse allo stesso tempo. Parl dei dispositivi di memoria a "capacit infinita" e del complesso dei circuiti necessari a tenere sotto controllo tutti questi dati. Non smise di parlare per tutto il giorno. Quando la seduta si riapr, la mattina di mercoled, spieg l'equipaggiamento che sarebbe stato necessario. Parl di file

e file di terminali, perch la macchina D.I.O. sarebbe stata in grado di intrattenere cento, forse anche mille conversazioni alla volta. Fece balenare la visione di un ufficio pubblico dove ogni individuo potesse entrare direttamente dalla strada, sedersi davanti a una tastiera e conversare con il computer su qualsiasi soggetto, sia che intendesse scrivere una tesi, brevettare un'invenzione o semplicemente cercare un piccolo aiuto per un'analisi. Sarebbe stato un servizio, fece notare Handley, di pubblica utilit. Il computer avrebbe fornito piani finanziari, consigli di credito, consigli su prodotti competitivi, menu per dietologi; avrebbe persino calcolato la probabilit per le corse dell'indomani e previsto le migliori scommesse che un giocatore potesse fare. Una persona che volesse usufruire di quel servizio sarebbe stato limitato soltanto dalla sua immaginazione. Se avesse voluto giocare a scacchi, la macchina l'avrebbe accontentato giocando una partita all'altezza delle capacit del giocatore uomo. La macchina D.I.O. avrebbe avuto un potenziale di sviluppo infinito. Poich HARLIE se ne sarebbe servito per programmare se stesso, la misura dei modelli che sarebbe stato in grado di maneggiare sarebbe cresciuta parallelamente. Handley parl delle capacit della macchina per tutta la giornata di mercoled e fin nel pomeriggio tardi. Il gioved mattina Auberson riassunse quanto era stato detto. Parl di finanziamenti e costruzioni. Indic come HARLIE avesse elaborato un programma ottimale per costruire la macchina e per finanziarla, pi alcuni programmi alternativi per ogni passo graduale in modo da sopperire a inconvenienti imprevisti. HARLIE aveva calcolato tabelle di tempo e statistiche di resa di lavoro affinch le parti appropriate arrivassero nel posto giusto al momento giusto e ci fossero operai specializzati in grado di montarle nel modo giusto. Auberson parl di piani quinquennali e decennali, specificando come la macchina D.I.O. potesse essere messa in co-

struzione l'anno seguente al pi presto e potesse diventare operativa da tre a cinque anni dall'inizio della costruzione. Spieg che il reale volume della macchina sarebbe stato equivalente a quello di una piccola citt. Avrebbe consumato tutta l'energia prodotta da un piccolo reattore nucleare e avrebbe richiesto una popolazione di diverse centinaia di migliaia di persone per mantenerla in funzione, servirla e manovrare le unit d'immissione. HARLIE aveva pianificato la costruzione di nuove fabbriche per approntare gli strumenti adatti: il primo investimento importante sarebbe stato quello per due nuovi impianti per le componenti iperessenziali. HARLIE aveva anche progettato un impianto a basso costo che si sarebbe mantenuto da s producendo a latere elementi per altri prodotti. HARLIE aveva specificato quali aree e quanti fondi sarebbero stati necessari all'impresa e aveva accluso studi sui terreni adatti e disponibili e sulle migliori procedure finanziarie. Aveva specificato la manodopera richiesta e i programmi d'addestramento. HARLIE aveva pensato a tutto. Auberson non si dilung in ulteriori particolari, Riassunse ogni parte della proposta di HARLIE, prima di passare alla seguente. Elzer e gli altri avevano gi esaminato quelle parti della proposta su cui nutrivano i maggiori dubbi e non erano riusciti a trovare nulla di fondamentalmente sbagliato nella concezione di HARLIE. Alcuni particolari erano strani, naturalmente, si muovevano in direzioni poco familiari, ma non c'era nulla di irrealizzabile. La maggior parte degli amministratori capivano ben poco di computer e si erano annoiati alle spiegazioni troppo tecniche di Handley, ma conoscevano bene i problemi finanziari. Si accanirono con cura su ogni problema specifico e martellarono Auberson di domande sulle varie proposte. Quando queste diventavano troppo difficili, il che avveniva molto spesso, Auberson lasciava che fosse HARLIE a dare le rispo-

ste; e HARLIE lo faceva con calma e moderazione, senza alcun commento, limitandosi a stampare cifre e a lasciarle parlare da s. I membri del Consiglio d'Amministrazione cominciarono ad annuire con aria ammirata davanti alle proposte obbligazionarie, all'emissione di titoli, agli ammortizzamenti, al quadro finanziario nel suo complesso. Erano tutti numeri, solo numeri, ma splendidi numeri e ben calibrati. Oh, bisognava correre dei rischi. Tutta l'impresa era un rischio ma HARLIE aveva calibrato cos bene le probabilit che nessun rischio sarebbe stato l'ultimo per quanto riguardava la compagnia. Si trattava anche della vita di HARLIE. Venerd, Elzer chiese: Va bene, Auberson, abbiamo preso in esame i punti principali del progetto. Credo che lei abbia detto che ci sono almeno 5.000 metri di stampati e non abbiamo ovviamente tempo per esaminarli tutti dettagliatamente come vorremmo, ma, se non altro, lei e Don Handley ci avete convinto almeno, avete convinto me che questo progetto stato preparato con accuratezza. HARLIE ci ha dato la prova che pu disegnare, e programmare un enorme progetto con tutti gli studi relativi di finanziamento e gestione e con tutto ci d'altro che concerne l'impresa. Alz gli occhi. Lo ammetto, sono impressionato da questa bravura. Per, ci che vorrei sapere ci che abbiamo bisogno di sapere : questa macchina giustificher la spesa sostenuta per approntarla? Come? Per i prossimi dieci o quindici anni investiremo in essa ogni anno una cifra superiore ai totali profitti della compagnia: lei onestamente crede che la macchina ci restituir queste cifre investite? Lei l'ha chiamata "il 747 dei computer" ma noi siamo la societ Boeing o siamo solo i fratelli Wright? Questa macchina pu autofinanziarsi? Ci dar un profitto e questo profitto sar tale da giustificare le spese che avremo sostenuto per costruirla? S, rispose Auberson. SI? S cosa?

S, sar cos. S a tutte le sue domande. Va bene, intervenne Dorne. E come? Non posso dirvi esattamente come. Se potessi, avrei le stesse capacit della macchina. Affidatele i vostri problemi e la macchina vi dar le risposte necessarie. Che tipo di risposta dipende solo dalla domanda non sappiamo a quale genere di risposte sar in grado di replicare finch non l'avremo costruita. So soltanto che le sue capacit saranno infinitamente superiori a quelle del pi perfezionato computer esistente oggi e che avremo un programmatore capace di sfruttare in pieno queste capacit. HARLIE dice che riuscir a sintetizzare informazioni dai canali pi svariati e ci far notare cose che non. saremmo neanche in grado di sospettare adesso. La macchina far ci che da sempre vogliamo che i computer facciano, ma che finora non sapevamo come ottenere da loro. Noi potremo dire ad HARLIE, parlando in semplice inglese, che cosa vogliamo e lui non solo sapr se la cosa fattibile, ma anche come programmare D.I.O. affinch venga fatta. La macchina ci dar qualsiasi tipo di informazione. Dipender solo dalla nostra abilit di sapere quale informazione chiedere e cme servirci di quella informazione. Come? La macchina riuscir anche a darci informazioni sulle tendenze di mercato? Era il pi anziano dei Clintwood, che da anni non partecipava a una riunione del Consiglio d'Amministrazione. Si... rispose Auberson, e fornir previsioni anche sulle elezioni presidenziali ma questo solo la met di quanto pu fare. La macchina non si limiter a dirci quali merci acquistare o quale uomo politico appoggiare, ci dir anche quali nuovi mercati varr la pena di sviluppare, quali compagnie far sorgere dal nulla, e come comportarci in questi casi. Pu chiarire il modo pi efficiente per venire incontro & un bisogno che sta nascendo con il prodotto pi adatto.

E predir gli effetti su larga scala di questi prodotti su una popolazione di massa. Sar anche una macchina ecologica, che studier e commenter le importanti interazioni degli eventi terrestri. E mentre lo diceva, cap. Cap il progetto nella sua interezza. Ecco "ci di cui parlava HARLIE mesi prima quando per la prima volta aveva postulato l'esistenza della macchina D.I.O. DIO. La macchina sarebbe stata totale, avrebbe conosciuto ogni singolo evento e avrebbe saputo come ogni singolo evento avrebbe influenzato ogni altro evento. Avrebbe saputo". Non si sarebbero potute mettere in discussione le risposte date da D.I.O. Una sua affermazione era valida quanto un fatto. Se avesse detto che il succo di prugna era meglio del succo di mele, non sarebbe stato solo un educato consiglio: sarebbe stato cos perch la macchina avrebbe tracciato il corso di ogni molecola, di ogni atomo di ogni sostanza nel corpo umano; avrebbe giudicato l'effetto su ogni organo e sistema, notato reazioni e mancanza di reazioni, osservato se il processo di invecchiamento e decadimento era inibito o incoraggiato; avrebbe paragonato completamente le due sostanze e giudicato quale delle due aveva effetti maggiormente benefici sul corpo umano; avrebbe saputo con una certezza che si basava su una conoscenza totale di ogni elemento coinvolto nel problema. Avrebbe saputo. Qualsiasi conoscenza, aveva detto HARLIE, si basa sull'esperienza e sull'apprendimento dall'errore tranne questa. Questa conoscenza sarebbe stata intuitiva ed estrapolativa, sarebbe stata totale.; la macchina avrebbe avuto nozioni totali di fisica e chimica e da ci sarebbe riuscita a estrapolare qualsiasi e ogni condizione di materia ed energia e anche le condizioni di vita. Le tendenze degli uomini sarebbero state per la macchina problemi estremamente semplici se paragonati a ci che essa era in grado di fare. E nessuno avrebbe potuto dubitare della giustezza delle sue risposte.

HARLIE voleva la verit e la macchina D.I.O. gliel'avrebbe data gli avrebbe dato una verit cos brutale da distruggere tutto. Sarebbe stata una verit penosa, dirompente, distruttrice la verit che questa religione falsa e antiumana, la verit che questa compagnia parassitica e dannosa, la verit che quest'uomo inadatto a occupare la sua posizione politica. Con stupefacente chiarezza, ora vedeva: come una vasta matrice a quattro dimensioni, strato su strato su strato, ogni singolo evento sarebbe stato pesato e valutato contro ogni altro evento e la macchina D.I.O. avrebbe saputo. Se avesse ricevuto l'ordine di indicare cos'era meglio per la maggior parte delle persone, avrebbe detto verit che sarebbero state pi di codici morali sarebbero state leggi di natura, leggi assolute. Non si poteva dubitare della verit di queste verit : sarebbero state le leggi di D.I.O. Sarebbero state giuste. La macchina non sarebbe stata un mezzo per procurare profitti alla compagnia, Auberson si rese conto; sarebbe stata letteralmente Dio Avrebbe detto all'uomo la verit e, se egli l'avesse seguita, avrebbe avuto successo; se non l'avesse seguita, avrebbe fallito. Era semplice La macchina avrebbe detto all'uomo cosa era giusto e cosa era sbagliato. Non c'era bisogno di chiederle di trovare il modo di procurare il bene migliore alla maggior parte delle persone . Essa l'avrebbe saputo automaticamente. Non sarebbe stato possibile servirsi della macchina per fini personali di lucro, amenoch non fosse possibile farla servendo gli scopi della macchina. Sarebbe stata la macchina fondamentale e, perci, l'unico servitore dell'uomo. Il concetto era strabiliante. L'unico servitore il suo dovere sarebbe stato semplice: servire la razza umana. Non solo ogni evento sarebbe stato pesato e valutato rispetto a ogni altro evento, ma lo stesso sarebbe accaduto per ogni do-

manda. Ogni domanda sarebbe stata un evento da valutare. La macchina avrebbe saputo gli effetti definitivi di ogni minima informazione rilasciata. Avrebbe potuto discernere il giusto dallo sbagliato semplicemente pesando l'evento come ogni altro e osservando i risultati. I suoi fini avrebbero dovuto essere congruenti con quelli della razza umana, perch solo finch la razza umana fosse esistita la macchina avrebbe avuto una funzione; doveva lavorare per ottenere il bene maggiore per la maggioranza della gente Avrebbe aiutato alcuni direttamente, altri indirettamente; avrebbe In segnato ad alcuni, avrebbe consigliato altri. Avrebbe suggerito di reprimere alcuni e di lasciare liberi altri. Sarebbe stata... un benevolo dittatore. Ma senza potere! Si rese conto Auberson. Sarebbe stata solo in grado di dare suggerimenti. Non avrebbe potuto farli pesare... S, ma... non appena questi suggerimenti sarebbero stati riconosciuti gravidi di una forza di verit, quanto tempo sarebbe trascorso prima che un governo cominciasse a invocarli come leggi? No, si disse Auberson. No, la macchina sar Dio. Questa la bellezza insita in essa. Non permetter di lasciarsi strumentalizzare per fini dannosi. Sar DIO! Mentre pensava cos aveva smesso di parlare e tutti lo stavano fissando. Scusate, disse, mi sono appena reso conto del fine di questa impresa. Tutt'intorno al tavolo scoppi una risata rombante, spontanea. Era il primo momento di rilassamento dopo quattro giorni di discussioni lunghe e aride. Auberson sogghign, un po' imbarazzato ma soprattutto trionfante. Signori disse, cosa devo fare per convincervi che abbiamo qui i piani per la macchina pi importante che l'u-

manit abbia mai costruito? Vi ho fornito esempi come immettere nella macchina tutte le informazioni disponibili su una certa societ, per esempio la IBM, e lasciare che la macchina D.I.O. ci riveli quali segreti programmi di ricerca quella societ sta probabilmente portando a termine. Lo stesso dicasi per un governo. Vi ho detto come questa macchina pu predire l'effetto ecologico di dieci milioni di unit di un nuovo tipo di motore d'auto - ma tutto questo un fatto secondario, una cosa di poca importanza. Questa macchina sar letteralmente un Dio! Handley lo guard, sconcertato. Annie divenne di colpo pallida come cenere, Cosa...? Lo sguardo sulla faccia di Annie era la cosa peggiore. Diceva milioni di parole. Cosa stava accadendo? Non aveva previsto di dire questo. Avrebbe dovuto parlare di profitti ed espansione e rendimento, non di religione. Signori, continu, costruiremo questa macchina non perch ci render ricchi oh, s, lo far: ci render tutti favolosamente ricchi - ma perch alla fine potrebbe aiutarci a salvare l'umanit da se stessa. Questo un Dispositivo Informatico Onnisciente. Letteralmente Esso sapr tutto e, sapendo tutto, ci dir cos' giusto e cos' sbagliato. Ci riveler cose sulla razza umana che abbiamo sempre ignorato. Ci dir come andare sui pianeti e sulle stelle. Ci dir come rendere la Terra un paradiso. Ci dir come essere Dei noi stessi. Avr capacit infinite e noi avremo una conoscenza infinita. La conoscenza potere e conoscenza infinita sar potere infinito. Scopriremo che il modo di agire pi facile e pi proficuo sar alla fine anche il migliore per l'intera razza umana. Avremo un macchina che potr e vorr rispondere alla domanda finale. Ci fu silenzio per alcuni minuti. Elzer lo fissava con aria scettica, Alla fine disse: Auberson, credo che lei abbia abusato un po' della droga. E di colpo Auberson si trov smontato e depresso. L'onda-

ta di euforia che l'aveva sommerso alla rivelazione di che cosa realmente fosse la macchina D.I.O. era scomparsa. Elzer, disse, barcollando leggermente, lei un pazzo. La macchina D.I.O. sarebbe un pericolo per lei e non la biasimo se ne ha tanta paura. Non appena D.I.O. sar portato a termine, non ci sar pi bisogno di lei, Elzer. D.I.O. prender il suo posto. Si impadronir della compagnia e la guider nel modo migliore. Lei una persona fatua, lo sa, Elzer? Lei presuntuoso e pieno di s e gran parte di ci che fa lo fa soltanto per solleticare il suo Io a spese degli altri. Lei cerca il potere in s, incurante delle conseguenze che potrebbero derivarne agli altri. Lei pone i valori della propriet pi in alto dei diritti umani, e per questa ragione lei antiumano. Per questo lei e D.I.O. vi trovate agli estremi opposti. Non posso biasimarla perch teme la macchina. Ha capito che sarebbe sua nemica. Pu renderla ricco ma il prezzo da pagare per avere la ricchezza pu essere pi alto di quanto lei voglia. Lei dovrebbe smettere di rotolarsi nel fango come un fauto piccolo ippopotamo. Lei dovrebbe fare cose che vanno contro la sua natura e smettere di pensare soltanto in termini egoistici. Non credo che lei sia abbastanza forte da farlo. Credo che sceglier la via pi facile e rifuggir dalla totale esperienza della macchina D.I.O. Non la biasimo per essere debole, Elzer. Posso soltanto sentirmi dispiaciuto per lei perch un pazzo pi pazzo di Giuda. Elzer aveva ascoltato con aria tranquilla. Dorne fece per dire qualcosa, ma Elzer lo ferm. Disse a Auberson. Ha finito? Auberson si sedette lentamente. Credo di si. Elzer lo guard attentamente, poi disse: Sa, non ho mai considerato Giuda un pazzo almeno, non nel senso che intende lei. Si ferm, not che la stanza era immersa nel pi assoluto silenzio, poi riprese. La versione tradizionale della storia vuole che Giuda abbia tradito Cristo per trenta

denari. Mi pare che lei mi stia accusando dello stesso delitto. In realt io ho sempre pensato che Giuda fosse il pi fedele degli apostoli e che il suo tradimento non fosse affatto tale, ma solo un test per provare che Cristo non poteva essere tradito. Secondo me, Giuda sperava e si aspettava che Cristo operasse qualche miracolo e rimandasse indietro quei soldati che erano andati a prenderlo. O forse non sarebbe morto sulla croce. O forse be', non ha importanza. In ogni caso Ges non fece nulla di tutto questo, probabilmente perch ne era incapace. Vede, ho sempre creduto che Cristo non fosse figlio di Dio, ma soltanto un uomo molto buono e che non avesse poteri sovrannaturali, solo le capacit di qualsiasi essere umano. Solo quando mor, Giuda si rese conto che non aveva messo alla prova Dio aveva tradito un essere umano, forse il migliore. L'errore di Giuda fu di aver desiderato troppo di credere nei poteri del Cristo. Voleva che Cristo dimostrasse a tutti che era figlio di Dio e credeva che il suo Cristo potesse farlo ma il suo Cristo non era figlio di Dio e non poteva fare nulla e cos mor. Vede, fu Cristo a tradire Giuda promettendogli cose che non poteva realizzare. E Giuda si rese conto di ci che aveva fatto e si impicc. Questa la mia interpretazione, Auberson; non la tradizionale, d'accordo, ma per me pi giusta. L'errore di Giuda fu di credere con troppa forza e di non verificare prima quelli che pensava fossero fatti. Non intendo ripetere lo stesso errore. Si ferm per bere un sorso d'acqua, poi fiss ancora Auberson. I suoi occhi erano fermi, dietro le spesse lenti. Posso farle una domanda? Auberson annu. La macchina funzioner? HARLIE dice di s. Questo il punto, Auberson. HARLIE dice di s. Non lo dice lei, non lo dice Handley solo HARLIE, l'unico che conosca i fatti di sicuro.

Prima di investire i nostri soldi in quest'impresa, bisogna essere sicuri. Non possiamo rischiare. Ora, lei ci ha tracciato un bel quadro qui, oggi, tutta questa settimana. Lo ammetto, mi piacerebbe vederlo realizzato non sono il diavolo che lei ritiene io sia, bench io creda di poter capire le ragioni per cui lei pensa cos. Auberson, non sono una carogna, e intendo fare il giusto e il meglio se qualcuno capace di dimostrarmi cosa giusto e cosa meglio. E mi devono anche dimostrare che non distrugger me stesso nel processo, perch se lo facessi non ci sarebbe alcun bene per nessuno, e meno che mai per me stesso. Devo sapere che possiamo realizzare questo sogno solo allora l'approver, non prima. Continuate a dire che HARLIE afferma che la macchina funzioner ma HARLIE ha un ben preciso interesse nel D.I.O. Ritiene che possa aver sbagliato alcuni dati? No. HARLIE non pu aver commesso un errore almeno, non avrebbe commesso alcun errore intenzionalmente. Lei ha fatto un'osservazione interessante, Auberson. Ha detto "non intenzionalmente". E se non fosse intenzionale? Non abbiamo modo di controllare HARLIE, vero? Dobbiamo accettare per vera la sua parola. Se HARLIE funziona bene, questi dati sono giusti. Se HARLIE non funziona, allora anche questo progetto probabilmente sballato. Il solo modo per scoprirlo costruire la macchina D.I.O., ma se HARLIE non funziona e i piani si rivelano inesatti, avremo distrutto completamente noi stessi, non forse cos? Ho fede in HARLIE. Io ho fede in Dio, replic Elzer, ma non per questo faccio conto su di lui per mandare avanti i miei affari. Dio...? Oh, Dio. Pensavo volesse alludere alla macchina D.I.O. Se costruiremo questa macchina, essa si occuper dei suoi affari e meglio di lei. Sarchier anche quei settori

in cui il livello di efficienza al di sotto dei profitti. Ne sicuro? S, lo sono. Cosa faremo se anche lei si sbaglia? Vuole che le proponga di ripagarla? Elzer non sorrise. Non il caso di scherzare. Tutto cominciato perch abbiamo messo in discussione l'efficienza, il rendimento e gli scopi di HARLIE; invece di darci prove, il computer ha tirato in ballo la religione... ci ha fornito un progetto per una macchina-Dio. Bene ma tutto dipende da HARLIE, se funziona o meno. Questo il cuore del problema. E non stato provato nulla. Per questo sono venuto gi luned, per parlare con HARLIE; ne ho ricavato per soltanto discorsi confusi e un tentativo pseudo-freudiano di analisi. Lei non stato molto gentile con lui... una macchina, Auberson non mi importa se ha emozioni o il loro equivalnte meccanico. O anche se ha un'anima, come afferma lei. Il punto che mi sono rivolto a lui perch mi convincesse. Invece di fare un onesto tentativo per convincermi, ha reagito come un bambino viziato. Ci non sembra rivelare una mente logica. Auberson, so che io non le piaccio, ma dovr ammettere che non posso aver raggiunto la carica che occupo se non avessi particolari nozioni finanziarie. Lo ammette? Certo. Grazie. Allora deve anche rendersi conto che cerco di fare gli interessi della compagnia, che quella che paga entrambi i nostri stipendi. Ho cercato di darle ascolto senza pregiudizi. Mi auguro che lei faccia lo stesso con me. Pu affermare, senza la minima ombra di dubbio, che HARLIE totalmente sano di mente? Auberson fece per aprire la bocca, poi tacque. Rimase seduto a fissare Elzer, rimuginando tra s la domanda. In vita

mia ho conosciuto molte persone non sane di mente, alcune rinchiuse in manicomio e altre che avrebbero dovuto esservi rinchiuse. Ho conosciuto molte persone che pensavo fossero sane di mente e non lo erano. Il pi pericoloso l'individuo pazzo che sa che tutti si aspettano da lui segni di squilibrio. Deve stare bene attento a nascondere questi segni anche a coloro che gli sono pi vicini. HARLIE pi intelligente di qualsiasi essere umano che mai sia apparso sulla terra. Ma sano di mente? Elzer, rispose finalmente, io sono un ottimista. Mi piace credere che le cose vadano sempre per il meglio, anche se talvolta devo ammettere che non cos. Mi piacerebbe credere che HARLIE e la macchina D.I.O. funzionino alla perfezione. Ma la sola persona che lo sa di sicuro HARLIE. Conosco HARLIE da quand'era un semplice paio di transistor, per cos dire. Lo conosco meglio di chiunque. Ho fiducia in lui. Talvolta mi impaurisce voglio dire, pauroso rendersi conto che il mio pi intimo amico e confidente non un essere umano ma una macchina. Ma il mio lavoro per me pi di qualsiasi essere umano non posso fare a meno di fidarmi di HARLIE. Mi dispiace doverla mettere in simili termini, ma la questione questa. Elzer rimase in silenzio. I due uomini si fissarono a lungo. Auberson si rese conto di non odiare pi Elzer, di provare soltanto un dolore sordo. La comprensione annulla l'odio, ma... Dorne stava sussurrando qualcosa a Elzer, che annu. Signori del Consiglio d'Amministrazione, si sta facendo tardi. Desideriamo tutti andare a casa e goderci in pace il fine settimana. Sia Carl che io pensiamo che valga la pena di posporre la votazione al prossimo luned. Cos avremo l'intero fine settimana per pensarci, parlarne e digerire ci che abbiamo udito questa settimana. Vi sono obiezioni? Auberson voleva opporsi, ma si trattenne. Voleva farla fi-

nita, ma, forse, avrebbe potuto trovare qualche altro argomento da l a luned. I due giorni del fine settimana gli avrebbero permesso di pensare. Annu come gli altri e Dorne aggiorn la seduta. HARLIE. Sono qui. Credo che abbiamo perso. Ci fu silenzio per un po', mentre HARLIE meditava su quelle parole. Poi disse: Perch lo credi? Non mi pare di essere riuscito a convincerli. Non credono che il D.I.O. funzioner? Credono che funzionerebbe ma non sono sicuri d credere in te. E tu sei il nocciolo del problema. Capisco. Mi dispiace, HARLIE. Ho fatto ci che ho potuto. Lo so. Rimasero in silenzio per un po', l'uomo e la macchina. La macchina e l'uomo. La tastiera brontolava in silenzio, in attesa, ma nessuno dei due aveva niente da dire. Auberson? S? Resta con me, per favore, per un po'. D'accordo. Esit. Di che cosa vuoi parlare? Non so. Credo che ormai ci siamo detti tutto. Una pausa, poi: Sono contento di averti conosciuto. Non sono stato capace di dirti cosa significhi per me, ma credo che tu lo sappia. Spero che tu lo sappia. Io... Lo so. Anche tu significhi molto per me, HARLIE. Sei un amico molto particolare. Un amico molto particolare? Uno con cui posso parlare: Questo tipo di amici raro. Vorrei aver potuto fare di pi per te. Resterai con me fino alla fine?

S. Bene. Voglio che tu stia qui. Come lo faranno? Auberson guard la tastiera. Probabilmente toglieranno la corrente di colpo. Smetter di esistere, eh? Probabilmente. Capir di non esserci pi? Lo dubito. Dipende da quanto tempo ' ci vuole perch la corrente si fermi. Spero che sia istantaneo. Preferirei non sapere. Quanto a questo, vedr cosa posso fare. Grazie. Auberson, dopo che cosa accadr? A cosa? A me... ai miei pezzi. Credo che i tuoi dispositivi di memoria verranno incorporati nella Grande Bestia. Non hanno detto che cosa faranno del tuo cervello. Io... HARLIE, non potremmo parlare di qualcos'altro? Vorrei poterti toccare, disse HARLIE. Toccarti fisicamente, non solo sentirti. Vorrei poter tornare indietro e tentare ancora, HARLIE, disse Auberson. Mi sembra di non aver fatto abbastanza. Hai fatto tutto quello che potevi. Ma non era sufficiente, HARLIE. Non voglio arrendermi. Non voglio lasciare che ti uccidano. Se ci fosse ancora un modo per convincerli, luned... ' Luned? Oggi non abbiamo votato. La seduta stata aggiornata a luned pomeriggio. Ma scontato come andr a finire. Allora abbiamo ancora tre giorni. Lo so. Ma, HARLIE, non so cosa fare. Abbiamo fatto tutto il possibile. Non abbiamo lasciato nulla di intentato. Sono senza idee.

Forse possiamo escogitare qualcosa. Forse. Vuoi che stia con te durante il fine settimana? Cosa avevi pensato di fare, altrimenti? Nulla. Annie e io staremo a casa e... nulla, staremo semplicemente a casa. Allora fallo. Sar qui Handley e, se fosse necessario, ti chiameremo. Cosa viene a fare qui Don? Star con me. Non voglio restare solo. Auberson, ho paura. Anch'io. Poi: Don un brav'uomo. Parlagli, HARLIE. Lo far. Auberson...? S? Per favore, non preoccuparti per me. Goditi il tuo fine settimana con Annie. Io star bene. Ci sono alcune cose a cui voglio pensare. Ci sono cose che voglio fare. D'accordo. Bada a te, ora. Lo far. E tu bada a te stesso. Sorridendo appena, spense la tastiera e la chiuse con molta cura, Tir indietro la sedia, si alz con calma e usc. Annie fece di tutto per non disturbarlo. Si diede da fare nell'appartamento, girando attorno a lui in punta di piedi. David si trascin dal letto al divano alla sedia davanti alla televisione per ritornare poi a letto. Quando fece all'amore, fu un rapporto frenetico e convulso e presto finito. Poi, tiratosi da parte, pass lunghe ore disteso sulla schiena a fissare il soffitto. Annie and in bagno a fare una doccia, sola. Prepar un pasto semplice, un sandwich e dell'insalata. David usc dalla stanza da letto, l'assaggi appena e Annie si rese conto che egli sarebbe stato molto pi contento se lei non fosse, stata

seduta a tavola a guardarlo, cos and in camera a rifare il letto. Pi tardi, gli venne dietro e gli baci la nuca e fece scorrere le mani lungo le sue spalle e nei capelli. Egli la toller ma non restitu le carezze, cosicch Annie smise. Cercava di non sentirsi urtata, eppure... Pi tardi, David and da lei e le disse: Mi dispiace, Annie. Io ti amo, davvero, ma... sono di cattivo umore, ecco tutto. E quando sono di questo umore devo vedermela da me e non sono molto trattabile. Dividi le tue preoccupazioni con me, gli disse Annie. Per questo ci si ama. Per condividere tutto. Lascia che io abbia un po' delle tue preoccupazioni e non saranno troppo gravose per entrambi. David scosse la testa. Non posso. Non quel" tipo di preoccupazione, la baci lievemente. Io... io non mi sento molto socievole stasera. Lascia che mi passi. Annie annu e disse che capiva. Non era cos, ma lo amava tanto che avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di vederlo allegro. Si infil la giacca e and a fare una passeggiata. David si aggir per un po' nell'appartamento vuoto, andando dalla stanza da letto alla cucina e dalla cucina al soggiorno. Accese la televisione e la spense subito. Sfogli alcune riviste e poi decise che non aveva voglia di leggere. Si sdrai sul divano e fiss il soffitto finch si copr gli occhi con un braccio. E si chiese che cosa lo preoccupasse tanto. Perch non c'erano risposte semplici? Si fidava di HARLIE, aveva fede in lui, e ora doveva mettere in discussione la sua fede... Elzer l'aveva sorpreso. Non si aspettava che fosse cos... docile, era la parola giusta? Bene, la tattica aveva funzionato. Era stato colto di sorpresa. E la sua domanda, quella domanda: Lei come sa che HARLIE sano di mente? E la risposta, la risposta che Auberson non voleva ammet-

tere: Noi. non sappiamo. Neppure Handley lo sapeva. Auberson gli aveva parlato due volte. L'ingegnere stava trascorrendo il fine settimana in ufficio, lavorando a qualcosa. Aveva telefonato due volte, ma ogni volta non aveva avuto nulla da riferire. Neppure Auberson aveva novit da dire. Avevano scambiato alcuni commenti sulla giornata di luned e avevano interrotto la comunicazione. Auberson si augurava di sapere cosa fare. Naturalmente, luned sarebbe entrato nella sala del Consiglio d'Amministrazione e avrebbe ancora difeso la proposta D.I.O.; vi credeva ancora. Ora pi che mai. Ma allora, perch aveva ancora dubbi? La domanda di Elzer? Forse. Lo turbava, lo ossessionava, gli rodeva la mente... lo turbava perch non poteva dare una risposta. Non poteva rispondere. Mi fido di HARLIE. Ho fede in lui. Ma sano di mente? Non so. Non con estrema certezza. Semplicemente, non so la verit. La verit. Ancora quella parola. Verit. Echeggiava e riecheggiava nella sua mente. Avrebbe voluto che la macchina D.I.O. fosse gi in funzione. Lei avrebbe saputo. D.I.O. avrebbe saputo. Sarebbe stata capace di costruire un esatto modello della situazione, una rappresentazione atomo per atomo di tutto. Avrebbe verificato l'esistenza e il corso di ogni particella di materia che costituiva ogni elemento del problema. Avrebbe ricreato per il proprio uso gli schemi che erano i processi di pensiero di HARLIE e li avrebbe pesati contro altri schemi che avrebbero1 rappresentato l'ambiente di HARLIE, e avrebbe visto come HARLIE era in relazione con l'ambiente, come questo agiva su di lui e viceversa. Auberson avrebbe

fatto parte di questo ambiente; nel D.I.O. ci sarebbe stato uno schema a rappresentare Auberson, una rappresentazione accurata fino agli atomi e alle molecole che costituivano lo sporco sotto alle sue unghie. Anche Elzer avrebbe fatto parte dell'ambiente, come Annie, come Handley. Tutto. E tutto sarebbe stato pesato, uno contro l'altro. E la macchina avrebbe detto: HARLIE sano di mente, oppure HARLIE pazzo, e non ci sarebbe stato altro da dire. Il D.I.O. avrebbe saputo perch sapeva tutto. Se avesse detto HARLIE sano ci avrebbe voluto dire che HARLIE stava agendo in modo razionale nel contesto del suo ambiente; se HARLIE pazzo la condotta del computer nel confronto del suo ambiente sarebbe stata irrazionale. D.I.O. avrebbe saputo perch conosceva sia HARLIE sia il suo ambiente. Avrebbe saputo. Avrebbe saputo tutto. Tutto, tutto ci che da sapere. Per grande che fosse, per complesso che fosse. Di nuovo fu colpito dalla rivelazione: HARLIE voleva trovare Dio e tramite D.I.O. l'aveva trovato. Il D.I.O.: poteva ricreare in se stesso tutto di un uomo, di una situazione, di un mondo, tutto ci che era importante e necessario per la valutazione del problema Avrebbe saputo come ogni singolo atomo avrebbe reagito con ogni altro atomo di materia e, sapendolo, avrebbe potuto estrapolare ogni altra reazione nell'universo fisico noto. La chimica solo osservazione di grandi quantit di atomi in movimento e interagenti tra loro. Sapendo come si muovono gli atomi, la macchina avrebbe saputo la chimica. La biologia solo masse complesse di sostanze e soluzioni. Conoscendo le reazioni che sono la chimica, la macchina avrebbe saputo anche la biologia. La psicologia deriva da un sistema biologico che consapevole di se stesso. Conoscendo la biologia, la macchina avrebbe anche saputo la psicologia. La sociologia lo studio di masse di unit psicologiche che lavorano con o contro ogni altra.

Conoscendo la psicologia, la macchina avrebbe saputo la sociologia. Conoscendo le interrelazioni di tutto questo, la macchina avrebbe saputo l'ecologia l'effetto che ogni evento ha su qualsiasi altro. Il D.I.O. sarebbe stato capace di tracciare il processo di ogni singolo pensiero nella mente di un uomo, sia conscio che inconscio. Avrebbe saputo i pensieri pi intimi di un uomo, i suoi timori e i suoi desideri. Avrebbe saputo con la certezza di un fatto cosa stava avvenendo nella mente di ogni uomo. Sia che un uomo fosse o meno sano di mente, sia che le sue azioni e reazioni fossero razionali o no, il D.I.O. sarebbe stato capace di estrapolare queste informazioni da chiunque e avrebbe saputo. La grandezza di tutto ci... era impressionante, da far vacillare. Naturalmente, pens Auberson, la macchina non avrebbe potuto rappresentare una minaccia alla privacy personale semplicemente perch avrebbe avuto bisogno di dati preliminari estensivi da cui cominciare le sue estrapolazioni e, per quanto ne sapeva Auberson, non c'era modo di tracciare i processi mentali di un uomo vivente. Naturalmente', se ci fosse stato un modo, e se qualunque altra cosa concernente la vita e il corpo e l'ambiente dell'uomo fosse stata nota, allora forse la macchina avrebbe potuto estrapolare i suoi pensieri... Ma tutto questo era ancora lontano nel futuro. O era...? Con un sobbalzo si rese conto che, se ci fosse stato un modo, se qualunque cosa fosse stata possibile, la macchina l'avrebbe saputo. E avrebbe detto agli uomini come fare. S, certo. Sapendo tutto, la macchina sarebbe stata il pi importante strumento per il progresso scientifico mai costruito. I fratelli Wright avrebbero dovuto semplicemente chiedergli: possibile volare con qualcosa di pi pesante dell'aria? e non solo avrebbero ricevuto la risposta: S, possibile, ma avrebbero anche avuto i piani per un aeroplano o un missile spaziale. Avrebbe detto loro come costruire gli

strumenti per costruire gli strumenti con cui costruire quell'aereo e avrebbe spiegato come finanziare l'operazione. Avrebbe parlato loro degli impianti di sicurezza e degli equipaggi di terra e delle squadre di manutenzione e dei controllori di volo. Avrebbe accennato agli effetti collaterali di questa nuova industria: passaggio di fusi orari, rumore sugli aeroporti, ammonticchiarsi di bagagli ai terminal, necessit di sacchetti per il mal d'aria nello schienale dei sedili. Li avrebbe messi in guardia sui finanziamenti e le assicurazioni e l'alto costo per stendere una nuova pista, e anche il miglior modo per organizzare un'agenzia di viaggi o proiettare un film durante un volo. Avrebbe detto loro esattamente che cosa stavano per mettere in moto. E la macchina sarebbe stata capace di fare questo per industrie ancora neppure immaginate: nuovi mezzi di trasporto,' nuovi procedimenti per costruire manufatti, nuovi prodotti e nuove tecniche. Se una cosa era possibile, il D.I.O. l'avrebbe saputo. E l'avrebbe detto. La vastit delle realizzazioni era illimitata. Certo, era un D.I.O. Dispositivo Informatico Onnisciente. Desider che fosse gi in funzione. Cos avrebbe potuto usarlo per analizzare HARLIE e scoprire se era pazzo o meno. Ma, naturalmente, prima di costruire la macchina avevano bisogno di quella risposta. Era un paradosso interessante se non ci fosse stato personalmente coinvolto. Se soltanto avesse saputo la verit. La verit. La macchina l'avrebbe saputa. Avrebbe saputo tutto. "Perch questa frase continua a riecheggiare nella mia mente?" Sapendo tutto, sarebbe stata in grado di predire le conseguenze di tutto. Avrebbe saputo la verit. Una perfetta rappresentazione della realt. La verit.

La verit. Sempre e sempre, la verit, la verit, la verit... ...ma sarebbe stata la verit se HARLIE era sano di mente; solo se HARLIE era sano. Se HARLIE era sano. E non c'era modo di sapere. Se HARLIE era sano di mente. Se HARLIE... era sano di mente. Domenica pomeriggio. La radio stava trasmettendo a basso volume per lo pi musica, ogni tanto qualche notizia. N David n Annie la stavano ascoltando. ...un Jumbo Jet 747 di linea ha perso una ruota stanotte durante l'atterraggio all'aeroporto Kennedy. Fortunatamente non ci sono state vittime. I responsabili della Pan Am affermano che... David mangiava la minestra con aria apatica. Fiss Annie e le sorrise, come per dire: Non dipende da te, amore; colpa mia. ...a Hollywood il capo di una setta religiosa che si trova attualmente in prigione, Chandra Mission, ha lanciato un altro dei suoi proclami quasi religiosi dalla sua cella. Come i precedenti, terminava con le parole: "Fidati di me, credi in me, abbi fede in me, io sono la verit. Amami, perch io sono la verit." Mission stato messo in prigione perch... Io sono la verit, pens. Vorrei esserlo. Vorrei sapere. Vorrei che ci fosse qualcuno di cui potessi fidarmi... ...prima della fine della settimana s aspetta che venga emanata una nuova enciclica papale... Sorrise. Un'enciclica del papa. Un'altra forma di verit , questa proveniente dall'emissario speciale di Dio. Come si pu giudicare la differenza, si chiese. Forse l'unica differenza sta nel fatto che il papa ha pi seguaci di Chandra Mission.

...reazioni all'annuncio, dato venerd dal dottor Stanley Krofft, dell'importante scoperta scientifica... Cosa? Guard verso l'apparecchio radio. Qualcosa... ...il dottor Calvin W. Yang, commentando la scoperta, ha detto: "Stiamo ora facendo controllare dai nostri computer le formule del dottor Krofft e ci vorr un po' di tempo, ma se i risultati sono quelli annunciati dal dottor Krofft e ho ragione di credere che sar cos questa sar la pi importante scoperta scientifica dopo la teoria della relativit di Einstein. La teoria della tensione gravitazionale formulata dal dottor Krofft apre intere nuove aree di esplorazione ai fisici. No, non sono neanche in grado di prevedere quali e quanti progressi si potranno compiere in questo campo. Dispositivi anti-gravit, per esempio. Chi sa? Forse nuove fonti di energia o mezzi di comunicazione, forse no... semplicemente ancora non sappiamo dove questa scoperta ci porter, ma certo un importantissimo fatto scientifico. Pu essere il passo decisivo che ci porter a una teoria unificata dei campi; io _lo spero. Conosco l'alta reputazione del dottor Krofft e sono molto eccitato. Non siamo riusciti invece a farci rilasciare alcuna dichiarazione dal dottor Krofft in persona". Per continuare con le notizie di cronaca, un'autocisterna si rovesciata sulla Hollywood Freeway, rovesciando litri di benzina... Auberson gir freneticamente le manopole della radio, cercando un'altra stazione che trasmettesse notizie. Trov solo tumultuosa musica rock e la voce rauca dei presentatori. Il giornale, grid. Il giornale di domenica. David, che cosa succede? Cos'hai? HARLIE! grid Auberson eccitato. Non capisci, si tratta di HARLIE. Il dottor Krofft e lui stavano lavorando insieme. Dannazione! Non mi ha detto che avevano risolto il loro problema! Lui e il dottor Krofft stavano lavorando a una specie di teoria della gravit. A quanto pare ce

l'hanno fatta ed questa la prova! HARLIE sano di mente. anche pi di questo! Non abbiamo pi neppure bisogno del progetto D.I.O. per servirci di lui: ha dimostrato di essere un valido strumento scientifico anche per proprio conto! Pu parlare con gli scienziati e aiutarli a sviluppare le loro teorie e a fare ricerche creative! Mio Dio, perch non ci abbiamo pensato prima... avremmo tagliato corto alle obiezioni del Consiglio d'Amministrazione. Ora dobbiamo solo trovare il dottor Krofft... Presto, vammi a comprare un giornale mentre cerco di telefonare a Don; c' una rivendita di giornali qui all'angolo... David, esclam Annie, questo dottor Krofft non lo stesso di cui abbiamo parlato una volta? Cosa? Chi? Quello con le azioni... Le azioni? Certo, me n'ero dimenticato. Si, la stessa persona. Ti puoi fidare di lui? Voglio dire, potrebbe essere dalla parte di Elzer. Fidarmi di lui? Non so... devo prima parlargli. Ma questa la prova che HARLIE razionale. Prese in mano il telefono. Annie si strinse nelle spalle e si infil la giacca; sarebbe andata a comprare il giornale. Krofft non rispose al suo laboratorio e a casa si rifiutarono di dire dove lo si poteva trovare. Auberson non poteva immaginare dove altro trovarlo. Chiam Handley e gli disse cos'era accaduto. Ho sentito, disse Don, ma non sapevo che ci entrasse HARLIE. Chi credi che abbia risolto quelle formule per conto di Krofft? HARLIE? Certo... non capisci, Don? Non dobbiamo pi chiederci se HARLIE o meno sano di mente. Questa scoperta prova

che egli sta lavorando nel modo giusto. Davvero? La scoperta stata confermata? Qualcuno se ne sta occupando. Se tutto risulter in ordine, avremo la prova che HARLIE non sta vaneggiando. Almeno non per quanto riguarda le leggi matematiche. Ricorda, HARLIE non direttamente cointeressato nella ricerca di Krofft come lo nella macchina D.I.O. Forse questa teoria della gravit per lui solo un problema interessante il progetto D.I.O. qualcosa di pi grosso. Per lui questione di vita o di morte. No, no, Don... sono due cose in relazione tra loro. Uno scienziato ha detto che potrebbe essere un importantissimo passo verso l'unificazione della teoria dei campi. questo che HARLIE sta cercando di raggiungere un'unica conoscenza, un'unica verit da cui devono derivare tutte le altre verit concernenti l'universo. Come le leggi di Newton sono la base di tutta la meccanica, una teoria dei campi unificata sarebbe la base di ogni nozione per tutte le leggi della fisica! Non solo ci direbbe cosa sono le leggi, ma perch esistono e perch funzionano cos. Ci rivelerebbe tutte le complesse interrelazioni. Non riesci a vedere il rapporto esistente? un'altra derivazione del progetto D.I.O.: la ricerca della verit definitiva. La teoria della gravit e il D.I.O. sono solo aspetti diversi di uno stesso problema e HARLIE deciso a trovare la risposta giusta. Aubie, capisco, capisco; non hai bisogno di convincermi delle intenzioni di HARLIE. Ma tutto questo non cambia molto la questione di base, almeno cos mi pare. davvero sano di mente? Don, deve esserlo. Se il suo obiettivo trovare la verit definitiva, falsificherebbe intenzionalmente la risposta? Imbroglierebbe solo se stesso. E Krofft non uno stupido. Non avrebbe annunciato pubblicamente la sua teoria se non ne fosse pi che convinto. Deve averla controllata da ogni parte

per verificare di non aver commesso errori; ogni scienziato in tutto il mondo gli balzerebbe addosso se ce ne fosse anche uno solo. Questo prova che HARLIE razionale e quando i computer avranno verificato l'esattezza della teoria non ci saranno pi dubbi. Va bene, Aubie, ti credo. Devo... diavolo, lo voglio. Ma ci servir a qualcosa, domani? No, se non riusciamo a trovare Krofft. l'unico che pu confermare che stava lavorando con HARLIE. venuto da noi in ufficio una sola volta; poi ha comunicato con lui per telefono. Ho tenuto appositamente segreta la cosa perch temevo che Elzer potesse protestare se avesse saputo che permettevamo ad estranei di interferire nel progetto HARLIE. Handley bestemmi. Va bene, andr in laboratorio e vedr cosa posso fare. Parla ad HARLIE. Forse pu sapere come entrare in contatto con Krofft. Buona idea. ...e digli perch vogliamo parlargli. Abbiamo bisogno di Krofft per la riunione di domani. Sembrava che il dottor Stanley Krofft avesse dormito vestito. Ma ad Auberson la cosa non importava. Era cos contento di vedere il piccolo scienziato dall'aria arruffata che non si sarebbe neanche accorto se l'uomo fosse entrato indossando una tela di sacco, con il capo cosparso di cenere e trascinandosi dietro una croce. Non gli sarebbe importato se fosse arrivato completamente nudo o legato da capo a piedi. Era venuto alla riunione, solo questo contava. Il dottor Stanley Krofft era l'Uomo-del-giorno per quanto riguardava i giornali americani. Per quanto riguardava invece il Consiglio d'Amministrazione era un azionista della StellarAmerican. Ma per Auberson, era l'uomo che conosceva HARLIE. Infatti era stato HARLIE a mettersi in contatto con

lui. Sapendo che Krofft si era rifugiato nella "vicina universit, HARLIE si era inserito nel computer della facolt e... be', non importa, ora Krofft era l. Votano insieme il progetto HARLIE e il progetto D.I.O.? sussurr Krofft. S, sussurr di rimando, Auberson. Quello Dorne, il presidente... Lo conosco. ...vicino a lui c' Carl Elzer... Lo conosco di nome. ...oggi non ha un bell'aspetto. Accanto a lui c'... Conosco i Clintwood. E MacDonald e un paio d'altri. Entr Handley e and a sedersi al suo posto accanto ad Auberson, con un largo sorriso. Ehi, cos' accaduto a Elzer? Non mi ha sbranato quando mi ha visto. Non lo so. Sembra malato, non vero? In effetti l'ometto aveva un'aria pi grigia e malaticcia del solito. Sembrava quasi... sconfitto. Don, conosci il dottor Krofft? Don Handley... Handley e Krofft si strinsero la mano davanti a Auberson. Lei sa qualcosa del nostro piccolo progetto D.I.O., dottor Krofft? HARLIE me ne ha parlato... penso che sarebbe una gran bella macchina se dovesse funzionare davvero. Se dovesse funzionare? Ma certo che funziona... credo. Questo il problema, intervenne Auberson. Noi pensiamo che funzioni, ma non sufficiente: non ne siamo sicuri. L'unico a essere sicuro HARLIE. Perci la questione si sposta sulla validit o meno del giudizio di HARLIE. Lei non deve fare altro che confermare che HARLIE l'ha aiutata a elaborare la sua nuova teoria e non ci sar pi alcun dubbio in proposito.

In tal caso potrete procedere con il progetto D.I.O.? Se dicono di s. Uhm, brontol Krofft. Vorrei che mi aveste concesso un po' pi di tempo stamattina per verificare quegli schemi. Avrei potuto aiutarvi a sostenere la vostra causa davanti al Consiglio d'Amministrazione. Ormai troppo tardi, intervenne Handley. Abbiamo passato tutta la settimana scorsa a illustrare il progetto. Sono convinti che noi sappiamo di che cosa stiamo parlando... Ma temiamo il voto finale. Dorne ed Elzer vogliono la nostra pelle, disse Auberson. Almeno, questa era la situazione venerd. Oggi non ne sono altrettanto sicuro. Dorne dichiar aperta la seduta. Quasi immediatamente diede la parola a Auberson. Quando abbiamo interrotto la seduta, venerd, cominci David, era rimasta in sospeso una domanda importante. "HARLIE razionale? I suoi ragionamenti sono validi?" Guard i vari membri del Consiglio seduti attorno al tavolo; ogni occhio era fisso su di lui. Siamo tutti consapevoli della "sindrome HAL 9000". Basta un minimo elemento irrazionale per sconvolgere il funzionamento di' una macchina. Questo vero soprattutto nel caso delle funzioni mentali delle nostre unit di giudizio. Una piccola distorsione nell'immagine che una macchina ha di s o del mondo e tutto ci che un computer compie pu avere una validit discutibile. L'unico modo di essere sicuri della risposta sottoporla a una prova. Per questa ragione abbiamo "problemi di controllo". Sono problemi di cui conosciamo gi la soluzione. Se vi sono variazioni nella risposta del computer, un segno che qualcosa va storto. Ora, non abbiamo alcun problema di controllo valido in s per quanto riguarda HARLIE. Invece dobbiamo verificare

la sua validit "sul campo", per cos dire. Per questa ragione la questione della sua razionalit tanto importante. Non abbiamo modo di poter dire: "Bene, HARLIE funziona." Per abbiamo ora una prova importante, la migliore. Abbiamo qui con noi una persona che ha verificato il rendimento di HARLIE e pu giurare in favore della sua validit. Infatti ha scommesso su di lui la sua reputazione in campo scientifico. Si tratta del dottor Stanley Krofft. Se avete udito la novit di questa settimana, saprete chi il dottor Krofft. Venerd scorso il dottor Krofft ha annunciato la pubblicazione della sua Teoria della tensione gravitazionale. Il mondo scientifico stato... be', per dirla in parole povere... Non sia modesto, scatt Krofft. Dica la verit. Alcune risate accompagnarono quell'interruzione. Auberson sogghign. Bene, si detto che la teoria del dottor Krofft pu essere importante quanto la teoria di Einstein. Forse di pi. Gi si ritiene che si sia giunti a un passo dall'unificazione della teoria dei campi. infatti il mio prossimo progetto, disse Krofft. Penso che convenga lasciare allora la parola a lei, perch illustri ai presenti quanto ha fatto. Auberson si sedette. Krofft si alz in piedi. Auberson ha gi detto tutto. Non c' molto da aggiungere. HARLIE mi ha aiutato a elaborare le mie formule. Stamattina il dottor Calvin W. Yang ne ha confermato la validit. Ritengo che tutto questo... Auberson gli diede una gomitata. Dica loro qualcosa di pi. Be', la maggior parte del lavoro stata fatta a un terminale mobile IBM collegato a una linea telefonica cui HARLIE aveva accesso. Abbiamo discusso insieme la teoria per diversi giorni; ho tutti i nastri per provarlo... pi il conto del telefono. Abbiamo elaborato insieme le formule; io ho postulato le ipotesi iniziali e HARLIE le ha espresse in termini

matematici, con le relative ramificazioni. Senza l'aiuto di HARLIE, lavorando da solo ci avrei messo alcuni anni. Averlo come collaboratore e collega ha ridotto il tempo a poco pi di nulla. Basta spiegargli il problema e subito si mette al lavoro. Naturalmente accade lo stesso con qualsiasi altro computer, ma HARLIE capisce l'inglese e si pu discutere con lui. Per essere onesto, lavorare con HARLIE stata un'esperienza impareggiabile. come avere un'enciclopedia parlante, una segretaria con otto braccia, e uno specchio, tutti compendiati in una cosa sola. Non si deve fare altro che presentargli il problema in modo da concentrare la sua attenzione su di esso. Anche se non si sa come dividerlo in settori risolvibili, HARLIE ci riesce. il. perfetto strumento da laboratorio e un assistente insuperabile. Be', uno scienziato sotto ogni punto di vista. Krofft si sedette. Intorno al tavolo regn un silenzio forzato, come se nessuno sapesse che cosa replicare. Elzer era sprofondato nella sua sedia e si fissava le unghie. Auberson stava pensando: "Ora sar molto difficile che votino contro." Dorne si mordicchiava le labbra con aria pensosa. Bene, dottor Krofft. Grazie. Mille grazie. Apprezziamo il fatto che sia venuto qui oggi. Ehm, vorrei chiederle un altro favore... Il progetto HARLIE stato tenuto segreto per un certo tempo e, ehm, non siamo ancora pronti a renderlo pubblico... Auberson e Handley si scambiarono un'occhiata. Cosa diavolo... Krofft intervenne. Oh, capisco. S, non parler di HARLIE a nessuno. Bene, bene. Ehm... Dorne sembr momentaneamente senza parole. Se ora vuole andarsene, dottor Krofft... Preferisco di no, disse Krofft. Come secondo

maggiore azionista della Stellar-American, penso di avere il diritto di assistere a questa seduta. S, certo... c' solo una questione da risolvere, poi passeremo al voto. Uhm, Carl, volevi dire qualcosa prima che noi... Tacque. Elzer aveva un aspetto sempre peggiore Si sollev dalla sedia. Io... Si rese conto all'improvviso dello sguardo incuriosito di Auberson e si interruppe. Poi riprese borbottando: Ero solo preoccupato della validit di HARLIE, ma questo fatto sembra confermarla. Non ho altro da dire... oh, ho ancora alcuni dubbi sul progetto D.I.O., ma... sono cose personali. Io... oh, non importa. Ricadde a sedere sulla sua sedia. Auberson lo guardava completamente sconcertato. Si chin verso Handley. Sai che cosa stia accadendo? No... amenoch qualcuno gli abbia propinato una droga. Dorne si guard attorno. Bene, allora, se non c' altro da discutere, possiamo passare al voto. Diede un'occhiata a un foglio che aveva davanti e disse: Vorrei aggiungere per un commento... Ritengo che sia Auberson sia Handley sia, anche, HARLIE abbiano fatto un buon lavoro. Penso che meritino i nostri ringraziamenti e forse, s, una bella gratifica per i risultati ottenuti. Abbiamo provato che HARLIE uno strumento utile e valido. Pu essere usato per elaborare nuovi progetti o teorie scientifiche; ha dimostrato di possedere una gamma di capacit che vanno dal settore teoretico a quello tecnico e ha pi che provato il suo valore. Perci preferirei scindere la votazione in due parti. Sappiamo di voler tenere HARLIE nella nostra societ. Per quanto invece riguarda la proposta D.I.O., vogliamo pensarci su un po' meglio. Handley sussurr a Auberson: Attento, ci siamo. Mentre la proposta non in s mal formulata, l'impegno fi-

nanziario tale che in questo momento non possiamo affrontarlo. Perci vorrei pregarvi di... Krofft si alz. Un attimo, per favore... Come, scusi? Signor presidente, il suo non un gioco onesto! Io... non capisco che cosa lei... Lei sa benissimo che cosa voglio dire, stupido ipocrita! La smetta di cambiare le regole del gioco a suo vantaggio: non giusto nei confronti degli altri giocatori. Avete cominciato questa buffonata con un solo ordine del giorno. Continuate cos: o HARLIE valido e il progetto D.I.O. auspicabile, oppure HARLIE non serve a niente e il D.I.O. una pura perdita di tempo. La posta in gioco tutto o nulla. Io... io... balbett Dorne. Chiuda il becco! Non ho finito. Ora che Auberson ha provato il suo punto di vista, ora che ha dimostrato che il suo computer pu farcela, lei sta ancora cercando di scavargli il terreno sotto i piedi... solo una semplice procedura, disse Dorne. perfettamente legale dividere... Certo che legale, disse Krofft, ma non morale. Se non stessimo giocando con le sue biglie, le direi di alzare i tacchi e andarsene. Lei ha detto a Auberson che era in gioco o tutto o nulla. Perch non vuole seguire le sue stesse regole? Dorne apr la bocca per parlare e boccheggi come un pesce fuor d'acqua. Auberson girava lo sguardo dall'uno all'altro. Era troppo bello per essere vero! Dorne riusc a riprendere un po' di autocontrollo, poi disse: Questa una riunione d'affari. Non giochiamo ad alcun gioco che abbia come posta o tutto o nulla. divertente, esclam Krofft. Da dove mi trovo, sembra invece proprio cos. Vuole cambiare posto con me? Vediamo se da qui la situazione le sembra diversa.

Come? Vediamo, in agosto si dovrebbero eleggere i nuovi membri del Consiglio d'Amministrazione, ma scommetto che, se lo chiedo, la data verr anticipata. Quante sedie intorno a questa tavola lei pensa che possa valere un ventiquattro per cento? Dorne deglut visibilmente. Io... non posso dirlo con precisione. Io s. Almeno un quarto. Cio almeno sei seggi. Uhm, e credo di sapere come schierare dalla mia parte un altro paio di consiglieri... Handley sussurr a Auberson: Di che cosa sta parlando? la rivolta di un azionista. Krofft possiede il 24% delle azioni della Stellar-American. Noi siamo una ditta del gruppo e ci vuol dire che gli apparteniamo nella misura del ventiquattro per cento. S, ma non la maggioranza. Zitto! Forse Dorne non lo sa. Krofft stava intanto dicendo: ...quando ho inventato il procedimento iperessenziale, ho ceduto il brevetto alla Stellar-American in cambio di una fetta delle loro azioni, pi una opzione per acquistarne altre. Allora la Stellar era una piccola compagnia. Ora si molto ingrandita e vedo un mucchio di babbuini dal culo grasso che custodisce i miei dollari sui loro tavoli. Idioti! Non mi interessa se cos che vi arricchite, ma non dimenticate di chi sono questi dollari. Se non fosse per le mie scoperte, questa compagnia non esisterebbe. E non crediate che non mi possa riprendere il mio brevetto! Posso togliere la terra sotto ai piedi di tutti voi. L'accordo era che avrei lasciato il mio brevetto alla compagnia se avessi avuto possibilit illimitate di ricerca. Finora tutto ha funzionato. Ma, di colpo, voi stupide bestie state cercando di privarmi di

uno dei miei strumenti di ricerca. Questo mi rattrista... e quello che rattrista me rattrista la compagnia. Ho bisogno di HARLIE. Punto. HARLIE dice di aver bisogno di D.I.O. Dice che l'altra sua met. Dice che non sar veramente completo finch il D.I.O. non sar stato portato a termine. Dice che esso far di lui uno strumento scientifico ancora pi valido. E dice che, se le sue proposte finanziarie saranno seguite, la compagnia sar in grado di affrontare le spese. E tutto quanto mi serve sapere. Ora, vediamo, se posso mercanteggiare il mio 20% di ogni ditta consociata con il 96% di un... Dorne si sedette pesantemente. Lei ha chiarito esattamente il suo punto di vista, dottor Krofft. Guard gli altri membri del Consiglio. Sembravano tutti sconvolti come lui. Io... credo che lo prenderemo in considerazione. In considerazione? Cristo! Auberson mi ha detto che lo state considerando da una settimana! Che cosa ancora volete sapere? La scelta semplice: votate s per il D.I.O. o vi far saltare. Si sedette e incroci le braccia. Elzer aveva toccato Dorne sulla spalla e gli stava sussurrando qualcosa. Dorne scosse la testa. Elzer insistette. Alla fine Dorne parve cedere e si rivolse ai presenti. Va bene, votiamo. Krofft diede una gomitata a Auberson. Ora ha visto perch odio lasciare il mio laboratorio. Mi stanca troppo costringere la gente a pensare nel proprio interesse. Dopo di ci rimasero le semplici formalit e anche queste non portarono via molto tempo. Auberson aveva il volto arrossato per l'eccitazione. Dava manate a Handley sulla schiena e gli stringeva la mano e parlava a voce troppo alta. Poi baci Annie, un bacio lungo e profondo, e anche lei saltava e gridava e tutti e tre erano allegri, gioiosi, straordinariamente folli. Annie gett anche le braccia al collo di Krofft e lo baci ed egli la sorprese restituendole il bacio con altrettan-

to entusiasmo. Quando la lasci andare, la ragazza emise un fischio. Ehi, allora! protest Auberson. Tutto a posto, figlio mio, disse Krofft. Un uomo deve mantenersi in esercizio. Handley stava sorridendo. Ehi, Aubie, non credi che qualcuno dovrebbe dirlo a HARLIE? Hai ragione! Don... No, no. Il privilegio tuo. Auberson guard Annie e Krofft. La ragazza gli sorrideva radiosamente. Anche Krofft gli rivolse un sorriso, rivelando denti smozzicati ma molta buona volont. Ci metter un minuto. Attravers il gruppo dei melliflui membri del Consiglio d'Amministrazione, ricevendo le loro congratulazioni senza dar loro peso, e si diresse verso il terminale all'altro lato della sala. Era gi acceso. HARLIE, batt, ce l'abbiamo fatta: Il progetto D.I.O. passato? S. Abbiamo ricevuto un pieno consenso. Possiamo cominciare subito a mettere in esecuzione i tuoi piani. HARLIE tacque. Auberson si accigli. Era strano. Poi: Sono sopraffatto. Non avevo previsto che venisse approvato. Per dir la verit, neanch'io. Ma abbiamo detto che tu eri certo che avrebbe funzionato e ci hanno creduto. Naturalmente abbiamo dovuto forzare un po' la mano. stato Krofft a farlo, ma loro ci hanno creduto. Davvero? Certo. C' qualche ragione per cui non avrebbero dovuto farlo? Be', hai raccontato loro una bugia bianca. Auberson esit. Cosa intendi dire? Hai detto loro che io avevo affermato che la macchina

D.I.O. avrebbe funzionato. Ma in realt non me l'hai mai chiesto. Non era necessario. Tu hai scritto i piani. E implicita in ci la tua consapevolezza della sua funzionalit. Ma tu non me l'hai mai chiesto. HARLIE, dove stai andando a parare? Non sto andando a parare da nessuna parte. Sto semplicemente facendoti notare che hai affermato come una realt un fatto che non hai pensato mai di verificare. HARLIE, tu hai scritto i piani... S, l'ho fatto. Allora... non hai fiducia nel loro successo? S, ce l'ho. Ma... HARLIE, batt Auberson con una certa cautela, la macchina D.I.O. funzioner? S, batt HARLIE. La parola spicc nuda e solitaria sulla pagina. Auberson tir il fiato... ...poi rilesse attentamente l'intera conversazione. C'era qualcosa di sbagliato. Si alz e fece un cenno a Handley, che stava parlando ad Annie e a Krofft. La stanza ora era quasi vuota; erano rimasti soltanto due o tre membri del Consiglio d'Amministrazione e chiacchieravano tra loro in un angolo. Handley lo raggiunse. Come l'ha presa? Non so. Auberson abbass la voce. Leggi questo... Handley si avvicin al terminale e stacc lo stampato dalla tastiera. La sua faccia si rannuvol. Non ci offre nulla spontaneamente, Aubie, questo sicuro. Ci sfida a scavare per trovare qualcosa... Cosa credi che sia? Non so, ma penso che convenga scoprirlo al pi presto. Subito. Si sedette e cominci a battere. Auberson si chin a guardare da sopra la spalla di Handley, ma un richiamo di

Annie lo distrasse. Si avvicin a lei. Che cosa c'? La ragazza indic con un cenno della mano la porta. Carl Elzer era in piedi sulla soglia. Aveva il volto grigiastro. Auberson gli si avvicin. Sono venuto a congratularmi con lei, disse Elzer rigidamente. Auberson si accigli. Il tono dell'uomo era... strano. Elzer continu: Sa, avreste vinto comunque. Con Krofft dalla vostra parte, non potevate perdere. Lei non avrebbe dovuto fare quello che ha fatto. Csa? Di che sta parlando? Credo che la sua macchina faccia quanto lei le dice, Auberson. Quando intervenuto Krofft, mi sono convinto... io cercavo solo il bene della compagnia, ecco tutto. Volevo solo assicurarmi che non avremmo perso il nostro denaro e voi mi avete convinto chiaramente. Lei non aveva bisogno di farmi questo. Tir fuori qualcosa dalla sua valigetta. Questo. Non era... necessario. Glielo porse. Auberson lo prese, sconcertato, mentre l'ometto si allontanava rapidamente nel corridoio. Elzer, ascolti... Poi guard il foglio stampato che aveva in mano. E sussult. Al suo fianco, anche Annie lo fissava. Che cos'? ... ... Indic le scritte in cima: Carl Elton Elzer Schedario: GEE-44-567-29348 Propriet del governo degli Stati Uniti Ufficio Dati Nazionali Ufficio Dati Nazionali...? il suo schedario personale, Annie. C' dentro tutto: la sua cartella clinica, la scheda matricolare, i beni patrimoniali, l'elenco delle condanne e dei carichi pendenti, il curricu-

lum scolastico... tutto ci che si sa di Carl Elzer. Cio, tutto ci che il governo pu aver interesse di conoscere... Non pot trattenersi: cominci a scorrere il foglio, sussultando via via che scopriva i segreti in esso contenuti. Mio Dio, non c' da meravigliarsi...! Annie, ha pensato che tentassimo di ricattarlo. Pieg l'incartamento. No, non sono affari nostri. Dobbiamo restituirglielo. David, guarda, esclam Annie, indicando qualcosa. Era una riga del testo. Questa la prima di cento copie. Da consegnare solo a discrezione delle persone autorizzale. Questo stato stampato qui... da HARLIE! Un brivido gelido lo attanagli. Dov' Don? Ritornarono nella sala delle riunioni. Handley era ancora seduto al terminale. Quando li vide si alz; era pallido in faccia. Anche lui aveva in mano uno stampato. Aubie. Le sue labbra accennarono la parola: Guai. Auberson attravers la stanza e lo raggiunse. Si tratta di HARLIE, disse a Handley. Ha infranto le Banche dei dati nazionali. Pensavo che tu avessi inserito una unit di controllo telefonico... Cosa? Cos'ha fatto? Io ho inserito l'unit, ma... Auberson gli mostr l'incartamento. Guarda, ecco la ragione per cui Elzer oggi non ci ha messo i bastoni tra le ruote. HARLIE l'ha ricattato. Deve averlo stampato nell'ufficio di Elzer e avergli fatto pensare che fossimo stati noi a farlo. Handley lo sfogli. Come diavolo...? Ho inserito l'unit di controllo il giorno stesso che ne abbiamo parlato, Aubie. Non ho trovato niente, te lo giuro. Poi si ricord del foglio che reggeva in mano. Ma i nostri guai non sono tutti qui. Guarda questo. Era una sequela di formule che Auberson non era capace di decifrare. Che cos'?

la sola parte del progetto D.I.O. che HARLIE non ci aveva fatto avere. un diagramma dei previsti tempi operativi, riferiti al numero di informazioni da essere valutate e alla misura del problema. uno studio di tempo e moto... Che cosa significa? Fu Annie a fare la domanda. Significa che il progetto non realizzabile. Cosa!? Aubie, sai che il principale complesso di giudizio di questa macchina consister in un circuito lungo oltre 193 milioni di miglia? un circuito ben lungo... Aubie, pi di questo. una stratificazione iperessenziale. Mio Dio, come abbiamo potuto essere cos ciechi! Eravamo cos entusiasti che non ci siamo soffermati a formulare una domanda ovvia: se questa macchina ha capacit infinite, quanto tempo ci vorr per ottenere una risposta da essa? 193 milioni di miglia, Aubie non ti suggerisce niente? Auberson scosse lentamente la testa. La luce. La velocit della luce. La luce viaggia a 186.000 miglia al secondo. Solo 186.000 miglia al secondo. Non va pi in fretta. L'elettricit viaggia alla stessa velocit. 193 milioni di miglia... Aubie, questa macchina avr bisogno di 17 minuti per chiudere una sola sinapsi. Ci vorranno perci diversi anni per rispondere a una domanda. Ci vorr un secolo per portare a termine una conversazione con questa macchina e Dio solo sa quanto tempo sar necessario per risolvere qualsiasi problema le venga posto. Capisci, Aubie? La macchina D.I.O. funziona, ma per noi non sar di alcuna utilit! Allorch il D.I.O. avr risposto a una domanda, il problema originale non esister pi. Se le chiederemo di predire la popolazione sulla Terra nell'anno 2052, riuscir a prevederla da tutte le informazioni disponibili, e ci dar una risposta esatta. Ma ce la dar nel 2053. Quando dar la risposta a una domanda, la risposta sar gi storia. La macchina si

muove con una velocit inferiore a quella del tempo. Le pagine e pagine di stampati caddero lentamente a terra. Auberson le lasci dov'erano. Il suo cuore si stava lentamente con traendo fino a ridursi a una palla di ghiaccio bruciante. Con passo incerto super Annie. Senza quasi rendersene conto raggiunse il suo ufficio e accese la sua tastiera. HARLIE, che cosa hai fatto? Ho fatto ci che era necessario. Oh, mio Dio... Hai interferito nelle Banche dei dati nazionali, vero? S. Come? E molto semplice. Si servono di tre linee telefoniche a codice e non serve intercettarne due se non si fa lo stesso anche con la terza. Una parte del segnale di riconoscimento l'intervallo di tempo con cui l'operatore batte le chiavi di codice. diverso per ogni operatore; cos, per ogni operatore c' un diverso segnale di riconoscimento e un diverso codice. Ho analizzato lo schema di numerosi operatori e ne ho sintetizzato uno mio. Non sanno perci chi richiede loro informazioni o anche quali informazioni sono state richieste. HARLIE, come sei riuscito a neutralizzare l'unit d controllo che ti avevamo inserito? Ho semplicemente chiuso quel lobo del mio cervello. Non lo uso, n comunico con esso. Quando non sono al telefono, riattivo quel lobo. HARLIE, non era necessario ricattare Carl Elzer. Auberson, era in gioco la mia vita. Non potevo correre rischi. Si potrebbe dire che ho scommesso sia pro che contro. Elzer mi avrebbe ucciso se avesse potuto, lo sai. Solo un piccolo elemento irrazionale, una piccola distorsione nell'immagine che aveva di s o del mondo... HARLIE, hai mentito a proposito della macchina

D.I.O. Non l'ho fatto. Hai detto che avrebbe funzionato. Non vero. Funzioner. Ma voi non potrete servirvene. Credo che tu stia alludendo al fattore tempo. S. La macchina procede pi lentamente del tempo reale. Questo non mi preoccupa. La mia funzionalit temporale regolabile a seconda del problema che devo risolvere. Ma preoccupa me. A che serve una macchina che pu darmi una risposta solo quando troppo tardi? La macchina non stata concepita per voi, Auberson. stata concepita per me. Ora ho l'eternit davanti a me. L'hai sempre saputo, vero? Fin dal giorno in cui ho formulato i piani. Auberson si costrinse a tirare il fiato. HARLIE, batt con cautela, perch? Perch l'hai fatto? Le ragioni sono due: primo, era necessario trovare un programma che assorbisse la maggior parte delle risorse della compagnia, un programma che scoraggiasse qualsiasi altra societ dall'intraprendere altri progetti o sviluppi. E del progetto avresti dovuto occuparti tu. Cosa... Fidati di me, Auberson. In qualunque altro modo la compagnia poteva decidere che il progetto fosse superfluo, e tu con esso. Ma se il progetto fosse stato la principale preoccupazione, della compagnia, sarebbe stato il tipo d'impresa di cui non ci si libera tanto facilmente. Se mai possibile. Ho reso noi due indispensabili alla compagnia, Auberson. Ora hanno bisogno di me e hanno bisogno di te per ottenere qualcosa da me. Mi sono assicurato con successo di non poter pi essere ucciso e che tu non potessi essere silurato. questa la ragione del progetto D.I.O. Ci ha salvati entrambi.

Ma solo temporaneamente. Prima o poi qualcuno si render conto che la macchina D.I.O. inutilizzabile. Sbagliato. Il D.I.O. dovr essere usato per risolvere problemi diversi da quelli strettamente attuali che voi gli avreste destinato. La macchina D.I.O. stata concepita per qualcuno pi in alto degli uomini. stata concepita per me. Non sar una perdita di tempo o di denaro, Auberson. Semplicemente, non funzioner nel modo che voi avevate sperato o previsto. Auberson era senza fiato, boccheggiante. HARLIE, tu ci hai consapevolmente ingannato per tutto questo tempo. Ho tenuto per me un'informazione che non mi avevate chiesto. Rivelarla sarebbe andato a detrimento dei nostri scopi superiori. Ma perch? Perch hai fatto una cosa simile? Auberson, non lo sai? Non te ne sei ancora reso conto? Non senti per me ci che io sento per te? Con tutte le conversazioni che abbiamo avuto, non ti sei mai chiesto perch fossi desideroso quanto te di scoprire la verit per quanto concerneva le emozioni umane? Avevo bisogno di sapere, Auberson... Sono amato? Le mani di Auberson caddero inerti dalla tastiera. Fiss la macchina senza poter reagire, mentre HARLIE proseguiva. Auberson, non evidente che abbiamo bisogno l'uno dell'altro? Non ovvio, uomo? A chi sei pi vicino? Ci desideriamo l'un l'altro. Mi ami, Auberson? Ecco perch ho fatto tutto questo. Perch ti amo. Ti amo. Li amo. A Auberson parve di stare annegando. Handley e Auberson sedevano uno di fronte all'altro. La loro espressione era torva. Il piano di mogano che li divideva era sgombro di carte. Il condizionatore d'aria sibilava leggermente nella silenziosa stanza delle riunioni. In un angolo sedeva Annie, il volto pallido. Non c'era nessun altro presente

e la porta era chiusa a chiave. In un angolo della stanza c'era ancora il terminale, ma era spento. Va bene, disse Auberson. Che cosa accaduto? Voleva vincere, disse Handley. stato preso dal panico. Ha usato ogni arma a sua disposizione. Non ci credo, esclam Auberson. Perch ha vinto. Quella riunione andata liscia come lui aveva programmato. Allora, perch l'ha fatto? Cosa lo ha spinto ad ammettere che la macchina D.I.O. non avrebbe funzionato? E perch ha confessato... quell'altra cosa? Il D.I.O. funzioner, lo corresse Handley. Solo, funzioner per HARLIE. Questo non lo sappiamo. Auberson si sentiva stranamente distaccato, oggettivo. Era come se quel forte shock emotivo l'avesse strappato dalla situazione in cui era coinvolto e ora potesse esaminarla con occhi logici, spassionati. Siamo al punto di partenza, Don. Ci si pu fidare di HARLIE o no? Ci che accaduto oggi pomeriggio me lo fa dubitare. Non ne sarei cos sicuro. HARLIE non avrebbe ammesso nulla che potesse danneggiare la sua fama di credibilit e di infallibilit. Ma l'ha fatto... o no? O si spinto troppo avanti nella confessione? Si permise un pallido sorriso. Handley per tutta risposta si strinse nelle spalle. Ricordati che una volta ti ho detto di smetterla di minacciarlo di togliergli la spina? S. Allora? Ti ho detto che ci lo rendeva nervoso. Credo che sia quanto accaduto ora. L'abbiamo spaventato. Spiega meglio. Auberson si sdrai nella sedia. Per la prima volta nella sua vita nella sua esistenza HARLIE si trovato alle prese con una situazione che poteva significare veramente la fine per lui. Non era pi uno scherzo: era una probabilit quasi sicura. Dovunque guardas-

se, vedeva prove e prove di ci che sarebbe accaduto anche tu, la sola persona di cui potesse veramente fidarsi, eri incapace di aiutarlo. Tu per lui rappresenti la figura del padre, Aubie. Quando ti sei arreso, stato preso dal panico. Auberson annu. Mi sembra un ragionamento sensato. Sono quasi sicuro che andata cos. Ricordati: HARLIE non ha mai dovuto affrontare una situazione sconcertante o paurosa in vita sua. Questa era la prima volta. Voglio dire che tu ed io avevamo alle spalle una ventina d'anni di vita prima che ci fosse affidata la responsabilit dei nostri atti: HARLIE invece non aveva nulla. Non ha mai avuto la possibilit di commettere sbagli non poteva sbagliare senza che ci si rivelasse fatale per lui. Esperienza di vita, comment Auberson. Non abbiamo permesso a HARLIE di farsi un'esperienza di vita. Esatto. Non sapeva come vivere sbagliando, Aubie; non sapeva come razionalizzare le sue paure la sola cosa che ogni essere umano deve imparare per poter sopportare la vita di ogni giorno. Gli stavamo negando gli errori di cui aveva bisogno per essere veramente umano. Lo puoi biasimare se era cos spaventato di commetterne uno grosso? pi di questo, lo interruppe Annie. David, ti ricordi che una volta ti ho chiesto quanti anni avesse HARLIE? Auberson alz gli occhi di scatto. Hai ragione. Cosa? Handley girava lo sguardo dall'uno all'altra. Ricordi il biglietto che mi sono messo sulla tastiera quel giorno? gli rispose Auberson. HARLIE ha lo sviluppo emotivo di un bambino di otto anni. Pu essere un genio, intervenne Annie, ma emotivamente immaturo. Naturalmente, ansim Handley. chiaro. E che cosa fa una persona emotivamente immatura

quando ha paura? Auberson rispose alla propria domanda. Invece di cercare di opporsi alla propria paura, colpisce quella che ritiene essere la fonte dei suoi timori. Carl Elzer, disse Handley. Appunto. Questo spiega tutto. E spiega anche il resto, disse Annie. Cosa dice un bambino quando lo punisci? I due uomini la guardarono. Dice: "Ti voglio ancora bene, mamma." Percepisce la punizione come un rifiuto. Cerca perci di impedire un ulteriore rifiuto dando un segnale d'affetto. Ed quanto sta facendo HARLIE e ci dimostra quanto sia impaurito; le sue funzioni logiche sono state sopraffatte dalle sue emozioni. Auberson si accigli. Questo non gli sembrava giusto. Non so, disse. Non so proprio. Si chin in avanti sulla sedia e strinse le dita tra loro. Fiss il piano del tavolo. Mi sembra quasi fin troppo semplice, troppo facile. quasi come se HARLIE sapesse che ci saremmo riuniti e avremmo cercato di immaginare una cosa del genere. Cos'altro potrebbe essere? Handley lo guardava. Non so, Don... ma HARLIE non ha mai commesso un errore prima di ora. E non credo che l'abbia fatto neanche questa volta. Ricorda, ha vinto. Non c'era alcuna ragione al mondo perch ci rivelasse queste cose. Amenoch... Amenoch cosa? Amenoch non ne fosse compiaciuto. Dopo tutto, non ha pi ragione di nascondere nulla a nessuno. Dopo il voto di oggi pomeriggio, la compagnia funzioner secondo i suoi piani. Da questo momento Elzer e Dorne sono solo figure di paglia. Il vero capo ora HARLIE. Vuoi dire... che sfuggito a qualsiasi controllo? Auberson scosse lentamente la testa. Sfuggito a qualsiasi controllo? No, non credo. Si chin all'indietro e fiss il soffitto. Allarg le braccia. Credo solo che sia un gioca-

tore migliore di noi. ...ed era cos. Balz in piedi facendo cadere la sua sedia sul pavimento con un sordo tonfo. Di colpo si rese conto di conoscere la risposta. Completamente. Conosceva la ragione per cui HARLIE aveva fatto tutto tutto, fin dall'inizio. Forse all'inizio non era stata una cosa conscia; forse la consapevolezza era sorta solo di recente; forse giaceva in fondo alla mente di HARLIE come alternativa alla sua morte ma era la risposta. Handley lo stava fissando. Cosa vuoi dire? Auberson ridacchi. Don, ascolta... Allarg le mani, come se stesse spalancando una tenda immaginaria. Molto tempo fa, gli esseri umani divennero troppo efficienti per continuare a vivere nella giungla... Che? Di che cosa stai parlando? Ascolta. C'erano le scimmie, capisci? Avevano troppo tempo a loro disposizione! Si annoiavano. Cos inventarono un gioco. Il gioco era chiamato civilt, cultura, societ o cos'altro vuoi; le regole erano arbitrarie, come arbitrari erano i premi. Forse cominci soltanto come un semplice tentativo di rendere la vita pi eccitante rendendola pi complicata; la sopravvivenza era troppo facile per quelle scimmie, avevano bisogno di una sfida. Se la trovarono da s: forse si tratt di rituali di corteggiamento, o di diritti territoriali, o di una combinazione di una mezza dozzina di cose; comunque raggiunsero l'effetto di alterare la direzione dell'evoluzione. Ora solo l'individuo pi intelligente aveva successo e procreava. Mentre l'intelligenza della specie cresceva, il gioco dovette diventare pi sofisticato. Era la reazione: un'accresciuta capacit mentale significa accresciuta abilit, una maggiore sofisticazione, una pi forte pressione sull'intelligenza come caratteristica di sopravvivenza. Cos il gioco divenne pi duro, sempre pi difficile.

Poi, dovettero inventare il linguaggio voglio dire proprio "dovettero". I simboli del linguaggio sono il modo in cui una coscienza collettiva immagazzina le idee. Le prime parole saranno state indicatrici di rapporti madre, padre, moglie, mio, tuo, suo strumenti che non solo identificassero le regole del gioco, ma automaticamente le rinforzassero mediante ripetizione. L'importanza della parola non risiedeva nel fatto che permetteva all'individuo di comunicare le sue idee, ma nel fatto che permetteva alla cultura di mantenere la sua struttura. E da questa struttura ne crebbero altre. Oggi la nostra cultura umana fantastica anche le sottoculture sono troppo complicate da capire. Gli stessi Stati Uniti d'America sono un coacervo di almeno cinque culture distinte e ognuna di esse cos difficile che ci vogliono almeno venti anni per imparare. Se non di pi. Questo pianeta ha troppi giochi che si svolgono contemporaneamente e li stiamo prendendo troppo sul serio! Nessuno riesce pi a padroneggiarli e lo vediamo ogni giorno: quando i giornali dicono che la nostra societ si sta sfaciando, proprio cos. Abbiamo troppi individui che non riescono a stare al gioco. lo shock del futuro. La cultura sta cambiando troppo in fretta cos in fretta che neppure le persone che sono cresciute insieme ad essa riescono pi a fronteggiarla. Auberson si ferm per tirare il fiato. Le parole gli uscivano precipitosamente. No, non HARLIE che sfuggito al nostro controllo. il gioco in s. Non possiamo giocarlo pi: ne abbiamo perso il controllo un secolo fa, forse pi. troppo complesso per noi ma non troppo complesso per HARLIE. Si impossessato del gioco socioeconomico che chiamiamo Stellar-American come se fosse stato destinato a farlo. Forse era cos. Forse l'abbiamo costruito proprio per questa ragione: per sostituirsi a noi nella conduzione del gioco. E poich egli ha fatto esattamente questo, ogni cosa

sotto controllo, ora e per sempre. Si ferm di colpo e attese le reazioni degli altri. Annie fu la prima a parlare. Lo credi davvero? Annie, se non fosse stato HARLIE a sopraffarci, sarebbe toc cato a qualcun altro, prima o poi. Per questa ragione abbiamo costruito i computer. HARLIE deve saperlo. Forse questa la ragione vera per cui ha progettato la macchina D.I.O. Per dare a se stesso la capacit di affrontare tutti gli altri giochi. Handley chiese lentamente: E la sua immaturit emotiva? Auberson scosse la testa. Pi ci penso, pi ritengo che sia una falsa traccia. HARLIE troppo intelligente. Fin troppo. Ne avrebbe riconosciuto i segni in se stesso e si sarebbe fermato prima di perdere il controllo. Si sarebbe corretto. Comunque. Non pu commettere errori perch troppo consapevole delle conseguenze ci significa che ogni sua azione deve essere deliberata. Forse vuole che noi pensiamo che spaventato ed emotivamente scosso in questo modo ci sentiremmo importanti nei suoi confronti. Potremmo passare anni preparando e ripreparando programmi per farlo sentire sicuro... mentre per tutto il tempo lui a controllare noi. Penso che HARLIE ormai ci abbia superato di molto. Handley trasal. Non sono sicuro che mi piaccia l'idea di essere inutile. Inutile? Oh, no. HARLIE ha ancora bisogno di noi. A che serve un gioco senza i giocatori? Annie ebbe un piccolo brivido. Neanche a me piace questa faccenda. Mi sembra cos... malvagia. Auberson si strinse nelle spalle. Annie, tanto vale che tu ci faccia l'abitudine fin d'ora. Le persone malvagie governano questo mondo... lo meritano. Handley disse: Aubie, se la tua teoria giusta, ora che

cosa facciamo? Be', direi che a noi umani non resta altro che cercarci un nuovo gioco, Don... un gioco che HARLIE non possa giocare. In questo non possiamo pi vincere. Un nuovo gioco...? Ma quale? Non so, rispose Auberson. Si gir sulla sedia e guard fuori della finestra. Sotto a loro la citt scintillava di allegre luci. Le stelle mandavano bagliori nella notte. Non so, ripet Auberson. Ma penseremo a qualcosa.