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Proposte di lavoro pagina 290

1.

Lentrelacement un procedimento narrativo che consiste nellinterrompere la narrazione in un momento cruciale per raccontare le vicende di un altro personaggio, portando avanti in parallelo il racconto di pi eventi contemporaneamente. In questo canto troviamo un passaggio da un filone narrativo ad un altro alla decima ottava, quando si passa dal riassunto dellantefatto alla fuga di Angelica in un bosco dove prima incontrer Rinaldo che dopo averla riconosciuta la inseguir e poi si imbatter in Ferra alla riva di un fiume che vedendo la donzella inseguita da Rinaldo decide di sfidarlo a duello alla diciassettesima ottava. Angelica allora approfitta di questo combattimento per fuggine di nuovo e i due cavalieri smettono di lottare e si mettono alla ricerca della donna amata, ma si dividono innanzi ad un bivio e come la strada si biforcano anche i racconti che riguardano i due cavalieri passando ad altri due filoni narrativi: Ferra ritrovandosi nel punto da dove era partito si rimette alla ricerca del suo elmo che gli era caduto nel fiume mentre Rinaldo riprende linseguimento del suo cavallo Baiardo. Infine alla trentatreesima ottava Ariosto riprende il filone narrativo riguardante le vicende di Angelica che dopo essersi fermata a riposare incontra Sacripante e decide di sfruttarlo come guida e si lascia sedurre dal saraceno ma questo viene interrotto dallarrivo di un altro cavaliere che si riveler essere Bradamante.

2.

La voce narrante si intromette a proferire commenti e giudizi su ci che viene narrato in questi punti: "ecco come il giudicio uman come spesso erra! ..." ott. 7 "Oh gran bont de' cavallieri antiqui! ..." ott. 22 "che non mi par bisogno esser racconte" ott. 48 "Forse era ver, ma non per credibile ..." ott. 56 "Quel che di lui non stimo gi che vaglia / un grano meno" ott. 61 "Muto restava, mi cred'io, se quella / non gli rendea la voce e la favella" ott. 66 "misero il cavallier se giungeva a pieno! ..." ott. 74 La loro funzione quella di allontanare la materia cavalleresca e di fare in modo che essa possa essere guardata con occhio estraneo, creando cos nei lettori un effetto di alienazione che impedisce limmedesimazione emotiva nel mondo narrato.

3.

Gli attributi di Angelica sono:

Bella, bellezza rara, timida, angelico, bel volto, pallida, di s tolta, ispaventata, timor pallida, turbata, bella, bella, stanca, bella, sola, sicura, vile, bella, bella, dura, fredda, sola. Noto che questi attributi cambiano in relazione alla situazione nella quale si trova la donna, allinizio in quanto oggetto del desiderio dei vari cavalieri essendo in fuca ci appare pallida e spaventata ma quando una volta incontrato Sacripante decide di sfruttare il proprio potere di seduzione affinch il cavaliere diventi la sua guida diventa fredda e dura. La donzella presenta un comportamento passivo allinizio del canto dove non parla ma intenta solo a fuggire, mentre il personaggio risulta attivo nella seduzione di Sacripante, dove presente un dialogo. Nel complesso la funzione del personaggio in questo canto quella di essere il fine degli altri personaggi, i quali sono condizionati da lei nelle proprie azioni.

4.

Le caratteristiche cavalleresche dei personaggi maschili del canto si incarnano solo in pochi aspetti negli ideali cavallereschi tradizionali che erano: prodezza, il senso dellonore, la lealt e la fedelt. Orlando lontano dagli ideali cavallereschi medievali, forse ne impersoni fica solo pochi atteggiamenti . Gi lo si intuisce nel proemio dove leroe, ritenuto per tradizione un paladino valoroso e saggio, diventa folle per amore. Ferra invece descritto inizialmente come cortese, innamorato della bella Angelica, valoroso,ma corso dell'incontro con Argalia rivela un passato non molto ammirevole. Per quanto riguarda Sacripante invece esso viene inizialmente presentato da Ariosto come un amante triste e sconsolato a causa del tradimento della donna In un primo tempo, dunque, la sua "sofferenza" e la sua "ingenuit" possono attirare le simpatie del lettore; ma subito il saraceno si dimostra interessato solo allamore carnale e non si vuole lasciar scappare loccasione. Non credo che questi personaggi potessero essere presi come modelli in quanto la civilt cortigiana ai tempi di Ariosto era ormai in crisi e in declino, la cavalleria ormai era un mondo passato, da contemplare con nostalgia ma anche con distacco.

5.

La concezione dellamore in questo canto quella di un amore che porta alla pazzia, presentato come un qualcosa che fa vedere ci che si desidera vedere, non ci che , citando le parole di Ariosto: "quel che l'uom vede, Amor gli fa invisibile, / e l'invisibile fa vedere Amore. / Questo creduto fu; che 'l miser suole / dar facile credenza a quel che vuole." (ott. 56) Inoltre secondo me il tipo di amore presente in questo canto sia di tipo idealizzato che di tipo passionale, infatti se si prende in considerazione lelogio alla verginit di Sacripante ci si accorge che si sta parlando di un amore che si avvicina a quello sublimato, ma subito dopo lo stesso Sacripante non vuole lasciarsi fuggire loccasione di far sua la donna.

6.

In questo canto ci che sta al principio della vicenda e che da origine alle imprese dei cavalieri loggetto del desiderio. Quindi alla base di tutto vi il motivo dellinchiesta. Questa ricerca per si rivela inconcludente perch ogni personaggio pur trovandosi vicinissimo al proprio oggetto del desiderio non riescono mai ad ottenerlo.