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XVII RAPPORTO SUL TURISMO ITALIANO

2010-2011 SINTESI

Curatori Emilio Becheri Giulio Maggiore

Comitato Scientifico Piero Barucci (Fondatore e Presidente Onorario), Caterina Cittadino (Presidente), Alfonso Morvillo, Emilio Becheri, Marina Cencioni, Flavia Coccia, Giovanni Cocco, Oriana Cuccu, Claudio Gagliardi, Pio Grollo, Laura Leoni, Giulio Maggiore, Mara Manente, Roberto Micera, Arnaldo Militello, Alessandra Nacca. Autori: Arcangela Luca Valerio Massimo Giovanna Lucrezia Francesca Emilio Giacomo Federica Donatella Maurizio Paolo Piera Francesca Rita Lorenzo Marina Nicol Oriana Vincenzo Antonio Lucio Mauirzio Valentina

Andreoli Andriola Anello Tutore Aria Astori Balducci Bardelli Becheri Becheri Bello Benna Biasi Bongini Buonincontri Buttu Cannas Cavallo Cencioni Costa Cuccu D'Alberti D'Ambrosio D'Amore Davolio De Chellis

Simona Antonietta Francesco Pasquale Roberta Elena Stefania Fabiana Cinzia Roberto Roberto Maurizio Pio Alberto Erina Rahele Mario Anthony Nancy Daniela Laura Olga Roberto Alice Andrea Giulio

De Luca Del Bove Di Cesare Di Franco Di Maula Di Raco Di Gregorio Fiore Formato Gentile Giannone Grollo Guidotti Guraziu Hagos Jorizzo La Salandra Laudani Leonelli Leoni Lo Presti Luciani Lupi Machiavelli Maggiore

Mara Gavino Roberto Arnaldo Antonio Sabina Luca Alessandra Ilaria Alessandra Gastone Angelo Flaminia Antonio Mariza Vladimiro M. Teresa Giuseppe Roberta Valeria Giovanni L. Emilio Franco Tiziana Francesco

Manente Maresu Micera Militello Minguzzi Monaco Murrau Nacca Nuccio Pagin Pantaleo Presenza Procopio Rana Righetti Riva Santoro Settanni Siciliano Stancati Tarquinio Valdameri Vitale Volpe Zarelli

Comunicazione e Marketing Erina Guraziu (Coordinatore), Elena Becheri, Francesco Frijia, Rahele Hagos, Ilaria Nuccio, Marisol Pria.

Indice

PARTE PRIMA: STATISTICHE ED ECONOMIA 5 1. IL TURISMO DELLITALIA. 5 1. Il turismo internazionale e quello domestico fra Ue e Area Mediterranea 5 1.1-La dimensione Ue.. 5 1.2-Il Mediterraneo e gli altri Paesi concorrenti 8 1.3-Il problema delle statistiche: alcune critiche a Unwto e Wef... 10 2. Landamento dei flussi turistici dal 2000 al 2010.. 12 2.1-Il movimento domestico e internazionale 12 2.2-La composizione. 14 2.3-Arrivi e presenze per tipologia di struttura ricettiva 15 2.4-La permanenza media 18 2.5-Arrivi e presenze per categoria degli alberghi e tipo di strutture complementari.. 18 2.6-La stagionalit.. 22 3. La provenienza dei turisti e lappeal dellItalia 24 3.1-Le nazionalit di provenienza 24 3.2-Lappeal dellItalia 25 2. IL MOVIMENTO TURISTICO IN ITALIA NEL 2009. 26 1. Caratteristiche generali.. 26 2. La matrice origine - destinazione dei flussi nazionali nel 2009... 35 3. Il movimento nelle abitazioni utilizzate per vacanze. 38 3.1-La dimensione del fenomeno 39 3.2-Landamento nel periodo 2006-2010... 41 3.3-La componente domestica e quella estera.... 42 4. Valutazione di sintesi. 42 3. IL TURISMO NELLECONOMIA ITALIANA.. 43 1. Introduzione. 43 2. Contabilit economica 45 3. I comportamenti di spesa.. 48 3.1-I comportamenti di spesa e i consumi turistici degli stranieri... 48 3.2-I comportamenti di spesa e i consumi turistici degli italiani.. 50 4. L'impatto macroeconomico 51 5. Loccupazione turistica... 52 6. Il quadro macroeconomico del turismo nelle regioni italiane... 53 7. Turismo e bilancia dei pagamenti. 56 8. La competitivit di prezzo dellItalia sui principali mercati outgoing 60 8.1-Gli indicatori di competitivit.. 61 8.2-La spesa turistica per Paese di provenienza.. 62 PARTE SECONDA: IL SISTEMA DELLE IMPRESE E DELLOSPITALIT.. 63 4. IL SISTEMA DELLE IMPRESE... 63 1. Il contesto nazionale.. 63 2. Le imprese ricettive.... 65 2.1-Il ruolo delle varie tipologie ricettive.. 65 2.2-Le imprese alberghiere... 67 2.2.1-Il mercato degli alberghi. 69 2.2.2-Il marchio Ospitalit italiana, come sintesi fra sostenibilit e qualit.. 71 2.3-La ristorazione.. 72 2.3.1-Un gran numero di microimprese: condizione di qualit e di identit. 72 2.3.2-La ristorazione allestero come valorizzazione del Made in Italy 73 3. Tour operator e agenti di viaggio.. 75 3.1-Le AdV e i TO nelle regioni e nelle macroaree... 75 3.2-I network fra imprese agenziali.. 75 4. I musei.. 77 5. Gli stabilimenti balneari e le terme... 78

Indice

5. I TRASPORTI IN ITALIA... 80 1. Il trasporto aereo. 80 1.1-Il traffico aereo nazionale e internazionale nel periodo 2000-2009. 80 1.2-Il trasporto di passeggeri 81 1.3-Le rotte internazionali.. 82 2. Il trasporto marittimo di merci e passeggeri 84 3. Il trasporto stradale. 86 4. Il trasporto ferroviario. 87 4.1-Il trasporto dei viaggiatori... 87 4.2-Le infrastrutture ferroviarie. 89 PARTE TERZA: COMPETITIVIT, PRODOTTI E MERCATI 90 6. IMMAGINE E COMPETITIVIT NEL MONDO E NELLAREA MEDITERRANEA 90 1. Il diverso appeal del Bel Paese 90 2. I punti di forza dellItalia. 91 3. Il legame con lItalia. 93 4. Lessere un Paese mediterraneo. 96 5. La grande illusione del turismo italiano: il Mezzogiorno.. 99 7. MERCATI E PRODOTTI..102 1. Arte e mare.102 1.1-Uguaglianze e diversit.102 1.2-Alcune considerazioni106 2. Gli altri prodotti...106 PARTE QUARTA: TURISMO, ISTITUZIONI E POLITICHE..111 8. LE ISTITUZIONI E IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE...111 1. Le competenze istituzionali nelle politiche turistiche111 2. Le principali novit normative..115 2.1-Il Codice del Turismo.115 2.2-Limposta di soggiorno..117 2.3-Demanio marittimo.117 2.4-Distretti turistici118 3. Organismi internazionali: strategie e indirizzi119 3.1-Unione Europea...119 3.2-Organizzazione Mondiale del Turismo.121 3.3-Ocse..122 3.4-Altri Organismi internazionali.123 9. LA SPESA PUBBLICA PER IL TURISMO E LE RETI DI COOPERAZIONEINTERNAZIONALE...124 1. La spesa pubblica per il turismo nellultimo decennio..124 1.1-Valutazioni generali124 1.2-Valutazioni territoriali.125 2. La politica regionale di sviluppo 2007-2013: Risorse finanziarie programmate e spese per il turismo. Alcune valutazioni generali.....127 3. Le reti di cooperazione internazionale130 3.1-La cooperazione internazionale...131 3.2-Limpegno comunitario per la cooperazione internazionale132 ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI136 1. Destinazione sviluppo...136 2. Una riflessione137

XVII Rapporto sul turismo italiano

PARTE PRIMA: STATISTICHE ED ECONOMIA


Lobiettivo della prima sezione del presente Rapporto dare una visione della dinamica complessiva del movimento turistico in Italia dal 2000 al 2010, sia in termini di arrivi e presenze sia in termini pi prettamente economici. Ci si sofferma su una descrizione dettagliata del fenomeno registrato nel 2009, ultimo anno per il quale sono disponibili dati disaggregati. Segue un ampio e completo contributo sul turismo nelleconomia italiana, in termini di valore aggiunto, occupazione, spesa e conti con lestero. Le stime e le valutazioni presentate in questa sede rappresentano un riferimento per tutti gli esperti e gli addetti ai lavori e tradizionalmente costituiscono uno dei punti di forza di tutto il volume.

1. IL TURISMO DELLITALIA
1. Il turismo internazionale e quello domestico fra Ue e Area Mediterranea.
1.1-La dimensione Ue
Landamento del turismo nel periodo 2008-2011 segue il suo trend di lungo periodo, con un rallentamento generale e con andamenti differenziati per territori e per tipologia, a fronte di una congiuntura negativa effetto della pi generale crisi economica che ha caratterizzato quasi tutti i Paesi. Inoltre, si in presenza di condizionamenti esogeni che spesso determinano effetti immediati sulle vacanze, come sta accadendo per effetto delle difficolt politiche e istituzionali dei paesi mediterranei della Riva Sud nel 2011. In un contesto internazionale difficile, lItalia ha retto il mercato meglio dei Paesi mediterranei ed europei concorrenti; valutando lintero comparto ricettivo, nel corso del biennio 2007-2009 ha fatto fronte alla crisi meglio dei Paesi pi direttamente concorrenti. La diminuzione media dei due anni del movimento degli stranieri in termini di pernottamenti Eurostat in Italia stata del -1,2%, in Grecia del -1,5%, in Francia del -4,7%, in Spagna del -5,7% e nel Regno Unito del -2,9% (cfr. Tab. 2). Questi andamenti portano lItalia a riconquistare la prima posizione per il mercato turistico complessivo (domestico e internazionale), con una quota del 16,8%, mentre per quello internazionale si colloca in seconda posizione fra i Paesi Ue, con una quota del 18%, dopo la Spagna (22,7%). Anche per il mercato domestico, con una quota del 15,9%, si colloca in seconda posizione dopo la Germania (19,5%). Il risultato dellandamento complessivo , almeno in parte, compensato o contenuto da quello del mercato domestico che vede per la Francia un aumento dello 0,7% per cui si registra una diminuzione complessiva (componente estera pi quella nazionale) del -2,1%, nel Regno Unito un aumento dell1,4% per cui il risultato complessivo stazionario (+1%), in Spagna il movimento interno ha visto una diminuzione del -2,7% per una sintesi complessiva del 4,5%. Per la Grecia, la diminuzione del movimento dallestero pi che compensata dallaumento del movimento interno (5,6%), per cui complessivamente registra un incremento dello 0,5%.

Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE

Tab. 1 - Presenze (pernottamenti) di turisti residenti, stranieri e totali nei Paesi dellUe. Anni 1999, 2007, 2008 e 2009 (migliaia)
1999 Totale 89.297 28.477 7.500 16.731 25.211 n.d 15.578 258.192 284.356 55.881 27.077 308.315 1.434 1.901 2.726 n.d 83.298 46.096 41.323 265.131 42.349 17.670 10.862 5.870 256.302 39.855 17.993 1.949.425 29.146 13.578 5.970 1.181 18.740 1.759 13.708 193.396 262.820 17.339 13.735 213.176 1.389 1.654 199 332 60.315 44.036 19.295 177.194 20.221 17.007 6.307 3.285 156.462 37.405 9.958 1.339.607 100.664 29.849 17.977 14.378 28.068 4.675 19.037 301.963 317.306 65.420 n.d 376.642 3.325 3.264 2.528 8.082 88.267 54.954 47.965 261.884 40.831 20.593 11.423 7.993 381.912 48.605 20.129 2.277.734 29.979 13.611 6.391 1.171 19.109 1.670 13.963 194.049 267.636 17.651 13.338 211.869 1.385 1.623 182 336 59.185 46.472 19.202 171.112 19.296 17.367 7.114 3.785 151.937 35.621 9.965 1.335.019 104.710 29.972 18.183 14.380 28.027 4.602 19.466 301.043 323.876 65.625 n.d 373.667 3.501 3.249 2.432 7.918 84.452 56.646 47.329 251.506 39.283 20.726 12.259 8.870 375.693 46.541 19.974 2.263.930 30.609 13.799 5.816 1.337 18.192 1.382 13.677 195.984 260.022 19.345 12.723 211.269 844 1.152 180 352 59.502 45.411 19.340 182.284 18.915 14.658 6.545 3.899 148.003 36.073 9.490 1.330.803 Residenti Totale Residenti Totale Residenti 2007 2008 2009 Totale 102.833 29.250 15.277 13.004 26.491 4.123 18.567 294.690 314.119 66.022 n.d 370.762 2.543 2.548 2.256 6.903 84.516 55.020 44.365 262.205 36.662 17.325 10.253 8.556 348.554 47.391 18.710 2.202.945

Residenti

Austria Belgio Bulgaria Cipro Danimarca Estonia Finlandia Francia Germania Grecia Irlanda Italia Lettonia Lituania Lussemburgo Malta Paesi Bassi Polonia Portogallo Regno Unito Rep. Ceca Romania Slovacchia Slovenia Spagna Svezia Ungheria TOTALE

25.466 13.111 3.117 605 15.246 n.d 11.804 158.849 245.842 13.882 9.036 181.647 710 1.233 254 n.d 55.823 40.451 16.243 187.830 26.224 15.690 7.379 3.243 95.878 31.254 7.384 1.168.201

Non residenti 63.831 15.366 4.382 16.126 9.966 n.d 3.774 99.343 38.515 42.000 18.041 126.668 724 668 2.472 n.d 27.475 5.645 25.080 77.301 16.125 1.980 3.484 2.627 160.424 8.601 10.609 781.227

Non residenti 71.519 16.271 12.007 13.197 9.328 2.915 5.328 108.567 54.485 48.081 n.d 163.466 1.936 1.610 2.329 7.750 27.952 10.918 28.670 84.690 20.610 3.586 5.115 4.707 225.450 11.200 10.171 951.858

Non residenti 74.731 16.361 11.791 13.209 8.918 2.933 5.503 106.994 56.240 47.974 n.d 161.797 2.116 1.627 2.250 7.581 25.268 10.173 28.127 80.393 19.987 3.359 5.145 5.085 223.756 10.920 10.010 942.248

Non residenti 72.225 15.451 9.461 11.667 8.299 2.741 4.890 98.705 54.097 46.677 n.d 159.494 1.700 1.396 2.076 6.551 25.014 9.609 25.025 79.921 17.747 2.668 3.707 4.657 200.552 11.318 9.220 884.868

Fonte: Eurostat

XVII Rapporto sul turismo italiano

Graf. 1 - Quota di mercato dei primi dieci Paesi rispetto al totale Ue per il movimento turistico dei residenti, degli stranieri e totale. Anno 2009
Residenti
19,5 15,9 14,7 13,7 11,1 4,5

3,4

2,7

2,3
Austria

1,5
Grecia

Germania

Italia

Francia

Regno Unito

Spagna

Paesi Bassi

Polonia

Svezia

Stranieri
22,7 18,0

11,2 9,0 8,2 6,1 5,3 2,8 2,8 2,0


Repubblica Ceca

Spagna

Italia

Francia

Regno Unito

Austria

Germania

Grecia

Portogallo

Paesi Bassi

Totali
16,8 15,8

14,3

13,4

11,9

4,7

3,8

3,0

2,5

2,2

Italia

Spagna

Germania

Francia

Regno Unito

Austria

Paesi Bassi

Grecia

Polonia

Svezia

Fonte: elaborazioni su dati Eurostat. I primi dieci Paesi raccolgono rispettivamente l89,3% (residenti), l88,1% (stranieri) e l83% (totali) di tutti i Paesi Ue

Per lItalia, il pi leggero calo dei residenti (-0,4%) rispetto alla componente estera (-1,2%) contiene la diminuzione che stata del -0,8%. Si pu rilevare anche come il movimento dei residenti nei vari Paesi tenda ad attenuare le difficolt del mercato. Pi specificatamente con riferimento ai dati Unwto, per il solo comparto degli alberghi e delle strutture simili (hotels and similar establishments), la Francia nel 2008 rileva un calo del -1,8%, e nel 2009 del -11,1; in termini di passaggi di turisti alle frontiere overnight visitors (tourists) internazionali, la Francia registra una diminuzione del -2,% nel 2008 e del -3,% nel 2009.

8 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE Tab. 2 - Variazioni percentuali medie delle presenze negli alberghi e strutture simili nei Paesi Ue indicati. Anni 2007-2009
Residenti Slovenia Cipro Grecia Austria Slovacchia Regno Unito Belgio Francia Portogallo Media Italia Germania Paesi Bassi Svezia Ungheria Spagna Rep. Ceca Fonte: elaborazioni su dati Eurostat 8,9 6,4 5,6 2,5 1,9 1,4 0,8 0,7 0,1 -0,2 -0,4 -0,5 -0,7 -1,8 -2,4 -2,7 -3,3 Non residenti Svezia Austria Germania Slovenia Italia Grecia Belgio Regno Unito Media Francia Ungheria Paesi Bassi Spagna Cipro Portogallo Rep. Ceca Slovacchia 0,5 0,5 -0,4 -0,5 -1,2 -1,5 -2,6 -2,9 -3,4 -4,7 -4,8 -5,4 -5,7 -6,0 -6,6 -7,2 -14,9 Totale Slovenia Austria Grecia Regno Unito Germania Italia Belgio Francia Svezia Media Paesi Bassi Ungheria Portogallo Spagna Cipro Rep. Ceca Slovacchia 3,5 1,1 0,5 0,1 -0,5 -0,8 -1,0 -1,2 -1,3 -1,5 -2,1 -3,6 -3,8 -4,5 -4,9 -5,2 -5,3

In Spagna, nel 2008, rispetto allanno precedente, gli andamenti corrispondenti per le strutture alberghiere e simili registrano una sostanziale tenuta (0,2%), e un sensibile calo nellanno successivo (-9,1%); i passaggi alle frontiere vedono una diminuzione rispettivamente del -2,5% e del -8,8% degli overnight visitors. Anche per la Grecia le difficolt risultano maggiori se vero che in termini di overnight visitors nel 2008 rileva una diminuzione del -1,4% e nel 2009 del -6,4%; per le presenze alberghiere e simili la diminuzione del -0,4% e del -2,8%.

1.2-Il Mediterraneo e gli altri Paesi concorrenti


Fra i Paesi mediterranei della Riva Sud la situazione di difficolt sembra essersi manifestata in modo differenziato. Per ragioni di omogeneit delle rilevazioni statistiche limitiamo il confronto agli hotels and similar establishments ben consapevoli che cos facendo resta escluso fra un terzo e un quarto del movimento complessivo, pur non considerando le abitazioni per vacanza (seconde case). La Turchia il solo Paese che, durante tutti gli anni del periodo 2007-2009, mostra sempre un andamento positivo, con un tasso medio di crescita che negli alberghi e strutture simili dell8,7%. un trend in forte sviluppo, dopo la grave crisi del 2006, quando, anche a causa della diffusione dellaviaria, si verific una diminuzione del movimento del -16,8% rispetto allanno precedente.

XVII Rapporto sul turismo italiano

Tab. 3 - Arrivi e presenze dei clienti stranieri negli alberghi e strutture simili (hotels and similar establishments) nei Paesi indicati (migliaia). Anni 2005-2009
USA Cina Messico Svizzera Turchia Egitto Marocco Italia Spagna Francia Regno Unito Tunisia Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze 2005 16.975 132.402 53.258 138.411 10.691 33.623 7.229 18.321 12.937 55.996 .. 85.172 3.470 12.259 30.943 102.312 29.029 138.762 34.806 72.054 13.746 59.255 5.442 33.587 2006 16.944 127.083 61.396 163.680 9.689 30.236 7.863 19.644 11.883 46.588 8.449 89.304 3.815 13.346 33.513 107.859 34.412 151.940 32.304 68.821 15.225 65.287 5.415 34.086 2007 18.755 148.166 73.114 195.080 13.250 48.780 8.448 20.918 14.788 56.491 .. 111.466 3.910 13.703 34.769 113.017 35.783 155.093 33.252 72.391 15.397 64.828 5.536 34.546 2008 20.045 166.371 75.007 197.912 14.731 52.746 8.608 21.508 13.629 56.873 .. 129.234 3.824 13.068 33.667 110.492 35.758 155.364 32.137 71.065 14.649 61.962 5.603 35.049 2009 18.506 151.749 80.392 215.661 12.043 42.904 8.294 20.164 14.362 59.874 .. 126.534 3.669 12.521 32.633 106.829 32.002 141.228 28.766 63.203 14.143 60.498 5.042 31.557

Fonte: elaborazioni su dati Eurostat e Unwto

In Tunisia, il periodo critico si verifica con un gap di un anno, perch il movimento delle presenze negli alberghi e nelle strutture simili continua a crescere fino al 2008 a un tasso annuo vicino all1,5% per poi mostrare una forte diminuzione del -10,% nel 2009. In termini di arrivi di turisti alle frontiere gli incrementi fino al 2008 sono anche maggiori, pari a una media annua di 3,4% nel triennio, per poi diminuire del -2,1% nel 2009. Ancora di pi si caratterizza in tal senso lEgitto che a fronte di una crescita intorno al 16% delle presenze negli alberghi e nelle strutture simili nel 2008 rispetto allanno precedente e di un tasso medio annuo di 14,9% nel periodo 2005-2008, registra una diminuzione del -2,1% nel 2009. Anche il Marocco ha risentito fortemente della crisi con un andamento negativo delle presenze negli alberghi e strutture simili che nei due anni stato del -4,6% e del -4,2%, pur se nei due anni i passaggi dei turisti alle frontiere hanno continuato a crescere. Relativamente al solo comparto degli alberghi e simili in Italia nel 2008 viene rilevata una diminuzione del -2,2% delle presenze e nel 2009 del -3,3%. Relativamente al movimento internazionale il confronto fra alcuni dei principali Paesi incoming mondiali contribuisce a evidenziare il posizionamento mondiale dellItalia e il ruolo dominante della Cina, ancor pi rilevante se si considerasse anche il mercato domestico. Emerge che, relativamente alle strutture alberghiere e simili (hotels and similar establishments), tre Paesi hanno continuato il loro sviluppo anche in un momento in cui per tutti gli altri si stava vivendo un periodo di crisi: Cina, Turchia e anche Sud Africa. I paesi che negli ultimi anni hanno trainato il comparto a livello internazionale sono quelli BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) o BRICS (con il Sud Africa) ma anche questi hanno risentito della crisi, pur se si manifestata come rallentamento dello sviluppo e non con andamenti negativi. Dal 2005 al 2008, i quattro Paesi BRIC hanno visto un incremento dei loro movimenti turistici

10 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE outgoing a un tasso medio annuo dell11,6%, mentre nel 2009 si verificato un decremento del 7% che ha abbassato il tasso medio del quadriennio 2000-2009 al 5,5%. Nel 2010, i turisti outgoing sono tornati ad aumentare. Per lincoming la crisi sembra essere stata anticipata, perch gi nel 2008 si verificata una diminuzione dei turisti alle frontiere (overnight visitors). LItalia un grande Paese mediterraneo e, contemporaneamente, un grande Paese europeo: i mutamenti strutturali e gli andamenti congiunturali risentono di questa duplice collocazione. Comunque, nel contesto mondiale, il Bel Paese uno dei leader sia per appeal che in termini di attrazione effettiva della clientela, ma anche per outgoing. I turisti che provengono dallItalia (outgoing) sono, per numero di arrivi, al primo posto in Egitto, al terzo in Brasile, al settimo negli Usa, al quarto in Germania, ecc. Insomma, considerando anche loutgoing, lItalia appare ancora di pi un Paese turistico di eccellenza, in linea con altri grandi emettitori di flussi come Germania, Francia e Regno Unito. Graf. 2 - Andamento dellincoming e delloutgoing nei paesi BRIC. Variazioni percentuali rispetto allanno precedente. Anni 2006-2009

Fonte: elaborazioni su dati Eurostat e Unwto

Le previsioni per lanno 2011 indicano forti incrementi dellincoming e anche del turismo domestico. Questa tendenza era gi in corso ma sar ancor pi favorita congiunturalmente dalle obiettive difficolt istituzionali che stanno affrontando molti Paesi della riva Sud del Mediterraneo

1.3-Il problema delle statistiche: alcune critiche a Unwto e Wef


Questa appendice necessaria per chiarire alcuni equivoci per evitare di interpretare nel modo sbagliato alcune statistiche internazionali. Si compiono alcune valutazioni con riferimento allUnwto, allEurostat e al Wef (World Economic Forum). Secondo lUnwto, la Francia nel 2009 (ultimo anno con dati definitivi omogenei) rileva 76.824 milioni di arrivi di visitatori pernottanti alle frontiere (overnight visitors - tourists), il -3,% in meno rispetto allanno precedente, quando era gi rilevato un calo del -2,%. LItalia, invece, stima 43.239 milioni di visitatori pernottanti alle frontiere, con un aumento che nel 2009 rispetto allanno precedente stato di 1,2%, a seguito di una diminuzione che si era verificata nel 2009 rispetto al 2007 del -2,1%.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Nel 2008, comunque, sono stati rilevati in Francia quasi il doppio dei visitatori rispetto allItalia (l84% in pi). Il fatto che si considerano i passaggi alle frontiere e la Francia, a differenza dellItalia, anche un Paese di attraversamento per tutti i turisti del Centro e dellEst Europa. Sono considerati turisti perch pernottano fuori dalla propria abitazione, anche se non in Francia. A parte sono considerati i veri e propri escursionisti (same-day visitors, excursionists) che sono stimati 115,750 milioni in Francia e 28,453 milioni in Italia. In proposito, le ripetute critiche delle precedenti edizioni hanno trovato una conferma nel fatto che dopo che il francese Francesco Frangialli ha lasciato la Segreteria Generale dellUnwto, non viene pi pubblicata quella assurda classifica (redatta fino al 2008), che vedeva la Francia al primo posto per il movimento turistico attivato nel mondo. Non vi pu essere altra ragione se non quella di un ripensamento, peraltro sollecitato anche nelle precedenti edizione di questo Rapporto. La stessa Unwto consente di capire meglio la realt qualora si considerino i dati negli alberghi e nelle strutture simili (hotels and similar establishments). In tali strutture nel 2009 la Francia rileva 63,203 milioni di pernottamenti stranieri a fronte di 29,766 milioni di arrivi di clienti, mentre per lItalia i dati corrispondenti sono 106,829 milioni di pernottamenti a fronte di 32,663 milioni di ospiti. La realt che lItalia rileva il 69% in pi delle presenze negli alberghi e strutture simili e quasi il 10% in pi degli arrivi di clienti. Eppure per molti anni, e fino a oggi, si detto che la Francia il primo Paese turistico al mondo! uno dei pi grandi equivoci statistici che si siano mai verificati. Considerazioni ancora pi critiche possono essere fatte per le classifiche adottate dal Wef. In termini di competitivit globale al primo posto si colloca la Svizzera con indice 5,63, seguita da Svezia, Singapore, Stati Uniti, Germania e Giappone, mentre lItalia conserva la 48ma posizione come lanno precedente, con un indice di 4,37, preceduta da diversi Paesi dellarea Med come Portogallo (4,38), Slovenia (4,42), Spagna (4,49), Cipro (4,50), Tunisia (4,65), Israele (4,90). Fra i Paesi 27 dellUe, lItalia collocata in 19ma posizione, con dietro solo Malta, Ungheria, Slovacchia, Romania, Lettonia, Bulgaria e Grecia. Come noto lindice il risultato della composizione di altri indici quali i requisiti di base, gli indicatori di efficienza e il grado di innovazione e sofisticazione del sistema-paese. Passando alle attivit turistiche, The Travel & Tourism Competitiveness Report 2011 colloca lItalia in 27ma posizione fra le 139 principali destinazioni mondiali rilevate (28ma nel 2009, fra 133 destinazioni). In Europa la posizione la ventesima. La graduatoria vede classificati prima dellItalia alcuni Paesi mediterranei concorrenti come la Spagna, la Francia, il Portogallo ma anche Malta, Cipro, e quindi, fra gli altri lEstonia, il Belgio, lIrlanda, il Portogallo, la Finlandia, il Lussemburgo, lIslanda, la Germania, gli Usa e altri. Quello che appare assurdo il primo posto della Svizzera, con un indice di 5,68 a fronte del 4,87 dellItalia. Risulta ancora pi assurdo che il verdetto sia stato supinamente accettato anche dalle cosiddette comunit scientifiche. La Svizzera uno dei mercati meno desiderati dalloutgoing mentre, al contrario, molte indagini internazionali sulle vacanze e i viaggi indicano lItalia come uno dei primi paesi, spesso il primo, che si desidera visitare. Ancora pi assurda appare questa classifica se si considerano le componenti in base alle quali maturata. The Travel & Tourism Competitiveness Index il risultato di tre indici base e dei loro sottoindici. Gli indici base sono il quadro normativo, lambiente imprenditoriale e le infrastrutture e le risorse umane, culturali e naturali. Per il quadro normativo lItalia retrocede in 45ma posizione, per lambiente imprenditoriale e le infrastrutture mantiene la 27ma posizione, mentre per le risorse umane, culturali e naturali sale alla 15ma.

12 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE Lindice appare preorientato e non presenta alcuna affidabilit, ma che viene acriticamente accettato dai media e anche dalle comunit scientifiche. Nella precedente edizione di questo rapporto abbiamo specificato nel dettaglio le assurdit di un simile indice rispetto al quale necessario reagire: potrebbe essere fatta una sorta di class action da parte dei Paesi che risultano penalizzati.

2. Landamento dei flussi turistici dal 2000 al 2010 1


2.1-Il movimento domestico e internazionale
Il movimento dei clienti negli esercizi ricettivi italiani ha presentato nellultimo decennio una tendenza complessivamente positiva, ma dopo una lunga fase di crescita, proseguita sino al 2007, vi stato negli ultimi anni un lieve ma progressivo calo delle presenze a cui ha corrisposto una maggiore tenuta degli arrivi che nel 2010 si sono riportati grosso modo sullo stesso livello del 2007. Lespansione complessiva delle presenze italiane e straniere dal 2000 al 2010 il risultato di andamenti discontinui nel tempo. La componente italiana, dopo il forte incremento dellinizio del decennio, ha attraversato una fase piuttosto incerta, con un triennio di crescita modesta ma continua nel periodo 2005-2007 e un calo, ancora in atto, a partire dal 2008. Nellanno in corso (2011) in atto una forte ripresa che porter a livelli record di presenze. La componente straniera stata caratterizzata da un trend parzialmente simile a quello del flusso relativo agli italiani, con un aumento delle presenze molto pi accentuato di quello rilevato per la componente domestica nel periodo 2005-2007 e, allopposto, una caduta decisamente pi marcata nel biennio di crisi 2008-2009. Nel 2010 gli arrivi e le presenze di stranieri sono tornati ad aumentare, mentre quelli degli italiani sono risultati ancora in calo. Tab. 4 - Arrivi, Presenze e Permanenza Media negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti (valori assoluti). Anni 2000-2010
Italiani Presenze (migliaia) 198.528 203.651 199.687 204.760 204.447 206.754 209.903 213.176 211.869 211.269 204.778 Valori Assoluti Stranieri Presenze (migliaia) 140.357 146.672 145.560 139.653 141.169 148.501 156.861 163.466 161.797 159.494 163.343 Totale Presenze (migliaia) 338.885 350.323 345.247 344.413 345.616 355.255 366.765 376.642 373.667 370.762 368.121

Anno 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010*

Arrivi (migliaia) 44.924 46.005 45.675 47.719 49.241 50.212 51.851 53.277 53.749 54.375 52.952

P.M. 4,42 4,43 4,37 4,29 4,15 4,12 4,05 4,00 3,94 3,89 3,87

Arrivi (migliaia) 35.107 35.768 36.355 35.006 36.716 38.127 41.194 42.873 41.797 41.125 43.009

P.M. 4,00 4,10 4,00 3,99 3,84 3,89 3,81 3,81 3,87 3,88 3,80

Arrivi (migliaia) 80.032 81.773 82.030 82.725 85.957 88.339 93.044 96.150 95.546 95.500 95.961

P.M. 4,23 4,28 4,21 4,16 4,02 4,02 3,94 3,92 3,91 3,88 3,84

1 A cura di Laura Leoni, Lorenzo Cavallo - Istat - Dipartimento per la Produzione Statistica e il Coordinamento Tecnico Scientifico - Direzione Centrale delle Statistiche Economiche Congiunturali

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 4 bis - Arrivi, Presenze e Permanenza Media negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti (valori percentuale). Anni 2000-2010
17,9% Arrivi (var. %) 5,8 2,4 -0,7 4,5 3,2 2,0 3,3 2,8 0,9 1,2 -2,6 3,1% -12,4% Italiani Presenze (var. %) 9,3 2,6 -1,9 2,5 -0,2 1,1 1,5 1,6 -0,6 -0,3 -3,1 P.M. (var. ass.) 0,01 -0,06 -0,08 -0,14 -0,03 -0,07 -0,05 -0,06 -0,05 -0,02 Variazioni % 2010-2000 22,5% 16,4% -5,0% 19,9% Variazioni rispetto allanno precedente Stranieri Arrivi Presenze P.M. Arrivi (var. %) (var. %) (var. ass.) (var. %) 10,2 10,8 7,7 1,9 4,5 0,1 2,2 1,6 -0,8 -0,1 0,3 -3,7 -4,1 -0,01 0,8 4,9 1,1 -0,15 3,9 3,8 5,2 0,05 2,8 8,0 5,6 -0,08 5,3 4,1 4,2 0 3,3 -2,5 -1,0 0,06 -0,6 -1,6 -1,4 0,01 0,0 4,6 2,4 -0,08 0,5 8,6% Totale Presenze (var. %) 9,9 3,4 -1,4 -0,2 0,3 2,8 3,2 2,7 -0,8 -0,8 -0,7 -9,2% P.M. (var. ass.) 0,05 -0,07 -0,05 -0,14 0,00 -0,08 -0,02 -0,01 -0,03 -0,04

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010*

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

Gli arrivi negli esercizi ricettivi italiani nel periodo 2000-2010 hanno segnato un forte incremento sia della componente italiana (+17,9% tra il 2000 e il 2010), sia della componente straniera (+22,5%), con un aumento complessivo di quasi 16 milioni (+19,9%). Nello stesso arco di tempo, le presenze turistiche hanno registrato una crescita pi moderata (+8,6%), con una dinamica molto differenziata tra la componente straniera (+16,4%) e quella italiana (+3,1%). Graf. 3 - Arrivi negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti (variazioni percentuali rispetto all'anno precedente). Anni 2000-2010*

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

14 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE

2.2-La composizione
In particolare, nel corso del 2010 sono stati registrati negli esercizi ricettivi italiani circa 96 milioni di arrivi e 368 milioni di presenze. La componente italiana prevale rispetto a quella straniera sia negli arrivi (53 milioni contro 43 milioni) che nelle presenze (205 milioni contro 163 milioni). Nel corso del decennio 2000-2010, si passati da unincidenza della componente straniera, in termini di presenze, del 41,4% nel 2000 a una del 44,4% del 2009. Graf. 4 - Presenze negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti (variazioni percentuali rispetto all'anno precedente). Anni 2000-2010*

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

Graf. 5 - Composizione della clientela degli esercizi ricettivi per paese di provenienza in termini di presenze. Anni 2000-2010

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Graf. 6 - Permanenza media negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti. Anni 2000-2010

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

La permanenza media (P.M.), ossia il numero medio di notti per arrivo, ha registrato una forte diminuzione, passando da 4,23 giornate di presenza dellanno 2000 a 3,84 nel 2010. Il calo maggiore ha riguardato la componente italiana, con una diminuzione da 4,42 giornate nel 2000 a 3,87 nel 2010, mentre per quella straniera si registrata una diminuzione pi contenuta (da 4,00 a 3,80 giornate).

2.3-Arrivi e presenze per tipologia di struttura ricettiva


Considerando landamento dei flussi nelle due grandi tipologie di alloggio (esercizi alberghieri ed esercizi complementari) emerge un incremento molto pi marcato, tanto in termini di arrivi che di presenze, nelle strutture complementari rispetto a quelle alberghiere: tra il 2000 e il 2010 per le prime laumento stato del 42,3% negli arrivi e del 15,7% delle presenze e per le seconde del 15,4% negli arrivi e del 5,5% nelle presenze. Nella prima parte del decennio lincremento, in termini di arrivi e presenze, stato molto pi rilevante per gli esercizi complementari rispetto alle strutture alberghiere. Nella fase 2005-2007 lespansione delle presenze ha proceduto con ritmi molto simili nelle due tipologie mentre nel periodo successivo vi sono stati comportamenti in parte differenziati, ma con un risultato negativo complessivamente comparabile nellarco del triennio 2008-2010. Allaumento delle presenze nelle strutture complementari hanno contribuito soprattutto gli stranieri, per i quali si registrato nel decennio un incremento del 13,6%, a fronte di una quasi stabilit (meno 0,3%) per la componente nazionale .

16 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE

Tab. 5 - Arrivi, Presenze e Permanenza Media negli esercizi ricettivi per tipo di esercizio. Anni 2000-2010*
Anni 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010* Esercizi Alberghieri Stranieri Arrivi Arrivi Presenze Arrivi P.M. P.M. (migliaia) (migliaia) (migliaia) (migliaia) 37.963 3,59 28.797 97.221 3,38 66.760 38.648 3,59 29.138 100.322 3,44 67.786 38.011 3,51 29.340 97.837 3,33 67.350 39.156 3,45 28.174 93.935 3,33 67.330 40.767 3,36 29.916 97.175 3,25 70.684 41.276 3,35 30.943 102.312 3,31 72.219 42.521 3,30 33.513 107.859 3,22 76.033 43.282 3,26 34.769 113.017 3,25 78.051 43.498 3,25 33.667 110.492 3,28 77.165 43.698 3,20 32.633 106.829 3,27 76.331 42.710 3,18 34.362 110.405 3,21 77.072 Var. % 2000-2010 12,5% -0,3% -11,4% 19,3% 13,6% -5,0% 15,4% Esercizi Complementari Italiani Stranieri Arrivi Presenze Arrivi Arrivi Presenze P.M. P.M. (migliaia) (migliaia) (migliaia) (migliaia) (migliaia) 6.961 62.136 8,93 6.310 43.136 6,84 13.271 7.357 65.091 8,85 6.630 46.350 6,99 13.987 7.665 66.392 8,66 7.015 47.723 6,80 14.680 8.563 69.543 8,12 6.832 45.719 6,69 15.395 8.473 67.602 7,98 6.800 43.994 6,47 15.273 8.936 68.631 7,68 7.183 46.189 6,43 16.120 9.330 69.507 7,45 7.681 49.003 6,38 17.011 9.995 71.865 7,19 8.104 50.448 6,22 18.099 10.251 70.683 6,90 8.130 51.306 6,31 18.381 10.677 71.479 6,69 8.492 52.665 6,20 19.169 10.242 68.821 6,72 8.647 52.938 6,12 18.889 Var.% 2000-2010 47,1% 10,8% -24,7% 37,0% 22,7% -10,5% 42,3% Variazioni rispetto allanno precedente Esercizi alberghieri Esercizi complementari Arrivi Presenze P.M. Arrivi Presenze P.M. Arrivi (var. %) (var. %) (var. ass.) (var. %) (var. %) (var. ass.) (var. %) 5,9 6,9 17,5 17,2 7,7 1,5 2,3 -0,08 5,4 5,9 0,15 2,2 -0,6 -3,2 -0,19 5,0 2,4 -0,19 0,3 0,0 -0,9 -0,54 4,9 1,0 -0,11 0,8 5,0 2,1 -0,14 -0,8 -3,2 -0,22 3,9 2,2 2,7 -0,3 5,5 2,9 -0,04 2,8 5,3 3,3 -0,23 5,5 3,2 -0,05 5,3 2,7 2,4 -0,26 6,4 3,2 -0,16 3,3 -1,1 -1,0 -0,29 1,6 -0,3 0,09 -0,6 -1,1 -2,0 -0,21 4,3 1,8 -0,11 0,0 1,0 -0,1 0,03 -1,5 -1,9 -0,08 0,5 Italiani Presenze (migliaia) 136.392 138.559 133.295 135.217 136.845 138.123 140.397 141.311 141.187 139.790 135.956 Totale Presenze (migliaia) 233.613 238.882 231.132 229.151 234.020 240.435 248.255 254.329 251.678 246.618 246.362 5,5% Totale Presenze (migliaia) 105.272 111.441 114.115 115.262 111.596 114.820 118.510 122.313 121.988 124.144 121.759 15,7%

P.M. 3,50 3,52 3,43 3,40 3,31 3,33 3,27 3,26 3,26 3,23 3,20 -8,6%

Anni 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010*

P.M. 7,93 7,97 7,77 7,49 7,31 7,12 6,97 6,76 6,64 6,48 6,45 -18,7%

Anni 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010*

Totale Presenze P.M. (var. %) (var. ass.) 9,9 3,4 0,04 -1,4 -0,20 -0,2 -0,28 0,3 -0,18 2,8 -0,19 3,2 -0,15 2,7 -0,21 -0,8 -0,12 -0,8 -0,16 -0,7 -0,03

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Negli esercizi complementari, le presenze italiane sono aumentate in modo consistente (+10,8%) ma la forte crescita complessiva da ricondurre principalmente alla componente straniera che nel 2010 risultata superiore del 22,7% rispetto al 2000. Graf. 7- Presenze dei clienti per tipo di esercizio ricettivo (variazioni percentuali rispetto all'anno precedente). Anni 2000-2010*

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

Nonostante la forte crescita del comparto complementare, gli alberghi continuano a rappresentare la tipologia principale di esercizio ricettivo per i turisti in Italia, ma cedono nellultimo decennio quasi 2 punti percentuali di quota di mercato agli esercizi complementari, che passano dal 68,9% delle presenze nel 2000 al 66,9% del 2010. Graf. 8 - Quota delle presenze negli esercizi ricettivi per tipo di esercizio (valori percentuali). Anni 2000-2010*

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

18 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE

2.4-La permanenza media


Al calo della permanenza media, hanno contribuito soprattutto gli esercizi complementari per i quali si passati dalle circa 8 giornate del 2000 alle 6,45 del 2010, mentre negli esercizi alberghieri la permanenza scesa dalle 3,50 giornate del 2000 alle 3,20 del 2010. Graf. 9- Permanenza media negli esercizi ricettivi per tipologia. Anni 2000-2010*

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio

La permanenza media sia negli esercizi alberghieri, sia in quelli complementari presenta sostanziali differenze se si considera la provenienza dei clienti. nella clientela italiana delle strutture extra-alberghiere che si nota il calo pi forte della permanenza media, diminuita in dieci anni di oltre due giornate.

2.5-Arrivi e presenze per categoria degli alberghi e tipo di strutture complementari


Negli alberghi a 3 stelle e nelle residenze turistico-alberghiere si concentra quasi un terzo degli arrivi e delle presenze alberghiere complessive (32 milioni di arrivi e 122 milioni di presenze nel 2000 e 35 milioni di arrivi e 126 milioni di presenze nel 2009). Forti incrementi, sia in termini di arrivi che di presenze, si registrano negli alberghi a 5 e 4 stelle, mentre una diminuzione consistente si riscontra negli alberghi a 2 e 1 stella. Tutte le tipologie di esercizi complementari presentano un aumento negli arrivi e nelle presenze, maggiori per gli alloggi agro-turistici e gli altri esercizi, ma oltre la met degli arrivi e delle presenze si concentra nei campeggi e nei villaggi turistici, che passano da circa 8 milioni di arrivi e 61,5 milioni presenze nel 2000, a 9 milioni di arrivi e 67,4 milioni di presenze nel 2009. Le quote di presenze nelle tipologie di esercizi complementari restano sostanzialmente invariate nel decennio, con la sola eccezione degli alloggi agro-turistici che raddoppiano la propria quota di mercato, peraltro molto limitata (1,2% nel 2000, 2,4% nel 2009). Distinguendo la componente italiana e quella straniera della domanda si osservano differenziazioni limitate, soprattutto con riferimento ai flussi nelle strutture alberghiere. In termini di incrementi percentuali delle presenze non vi sono sostanziali differenze di comportamento tra la componente Italiana e quella straniera nellambito degli esercizi

XVII Rapporto sul turismo italiano

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complementari Fortissima lespansione delle presenze degli italiani e degli stranieri negli alloggi agro-turistici (rispettivamente +134,9% e +99,3% tra 2000 e 2009). Negli esercizi alberghieri si evidenzia il forte calo delle presenze sia degli italiani, sia degli stranieri negli alberghi a 2 e 1 stella e la marcata espansione nelle sistemazioni alberghiere di maggior lusso (5 e 4 stelle), con incrementi del 63% per la componente italiana e del 45 % circa per quella estera. Tab. 6 - Arrivi, Presenze e Permanenza Media negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti, categoria e tipo di esercizio. Anni 2000, 2005 e 2009
2000 Categorie e Tipi di Esercizio Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle* Alberghi 2 e 1 stella Es. alberghieri Campeggi e V.T.** Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi Es. complementari TOTALE Categorie e Tipi di Esercizio Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle* Alberghi 2 e 1 stella Es. alberghieri Campeggi e V.T.** Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi Es. complementari TOTALE Categorie e Tipi di Esercizio Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle* Alberghi 2 e 1 stella Es. alberghieri Campeggi e V.T.** Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi Es. complementari TOTALE Arrivi (migliaia) 10.333 19.728 7.902 37.963 3.978 1.404 390 1.189 6.961 44.924 Arrivi (migliaia) 11.357 12.828 4.612 28.797 3.756 1.394 333 827 6.310 35.107 Arrivi (migliaia) 21.690 32.556 12.514 66.760 7.734 2.798 723 2.016 13.271 80.032 Presenze (migliaia) 27.615 75.718 33.059 136.392 35.255 16.545 1.888 8.448 62.136 198.528 2000 Presenze (migliaia) 33.109 46.986 17.126 97.221 26.223 11.942 2.273 2.698 43.136 140.357 2000 Presenze (migliaia) 60.724 122.704 50.185 233.613 61.478 28.486 4.161 11.147 105.272 338.885 P.M. 2,7 3,8 4,2 3,6 8,9 11,8 4,8 7,1 8,9 4,4 Arrivi (migliaia) 13.576 21.858 5.841 41.276 4.273 1.907 847 1.910 8.936 50.212 Arrivi (migliaia) 13.905 13.508 3.531 30.943 3.661 1.867 504 1.152 7.183 38.127 Arrivi (migliaia) 27.481 35.366 9.372 72.219 7.934 3.774 1.350 3.061 16.119 88.339 2005 Italiani Presenze (migliaia) 36.238 79.799 22.086 138.123 36.293 18.142 3.346 10.850 68.631 206.754 2005 Stranieri Presenze (migliaia) 40.987 48.481 12.844 102.312 25.439 13.058 3.212 4.480 46.189 148.501 2005 Totale Presenze (migliaia) 77.225 128.280 34.930 240.435 61.732 31.200 6.558 15.330 114.820 355.255 2009 P.M. 2,7 3,7 3,8 3,3 8,5 9,5 4,0 5,7 7,7 4,1 Arrivi (migliaia) 17.265 21.684 4.749 43.698 4.923 2.301 1.213 2.241 10.677 54.375 Arrivi (migliaia) 16.157 13.363 3.112 32.633 4.195 2.323 741 1.234 8.492 41.125 Arrivi (migliaia) 33.423 35.047 7.861 76.331 9.117 4.623 1.954 3.474 19.169 95.500 Presenze (migliaia) 44.981 78.118 16.690 139.790 38.681 17.791 4.434 10.574 71.479 211.269 2009 Presenze (migliaia) 47.958 48.166 10.705 106.829 28.766 15.301 4.530 4.068 52.665 159.494 2009 Presenze (migliaia) 92.939 126.284 27.395 246.618 67.447 33.092 8.962 14.643 124.144 370.762 P.M. 2,6 3,6 3,5 3,2 7,9 7,7 3,7 4,7 6,7 3,9

P.M. 2,9 3,7 3,7 3,4 7,0 8,6 6,8 3,3 6,8 4,0

P.M. 2,9 3,6 3,6 3,3 7,0 7,0 6,4 3,9 6,4 3,9

P.M. 3,0 3,6 3,4 3,3 6,9 6,6 6,1 3,3 6,2 3,9

P.M. 2,8 3,8 4,0 3,5 7,9 10,2 5,8 5,5 7,9 4,2

P.M. 2,8 3,6 3,7 3,3 7,8 8,3 4,9 5,0 7,1 4,0

P.M. 2,8 3,6 3,5 3,2 7,4 7,2 4,6 4,2 6,5 3,9

* Alberghi 3 stelle e Residenze turistico-alberghiere ** Campeggi e Villaggi Turistici Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi

20 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE Tab. 7 - Arrivi, presenze negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti, categoria e tipo di esercizio (variazione percentuale). Anni 2000-2009
Categorie e Tipi di Esercizio Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle e Residenze turistico-alberghiere Alberghi 2 e 1 stella Es. alberghieri Campeggi e villaggi turistici Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi Es. complementari TOTALE Categorie e Tipi di Esercizio Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle e Residenze turistico-alberghiere Alberghi 2 e 1 stella Es. alberghieri Campeggi e villaggi turistici Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi Es. complementari TOTALE Categorie e Tipi di Esercizio Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle e Residenze turistico-alberghiere Alberghi 2 e 1 stella Es. alberghieri Campeggi e villaggi turistici Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi Es. complementari TOTALE Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi Arrivi Italiani Presenze 62,9% 3,2% -49,5% 2,5% 9,7% 7,5% 134,9% 25,2% 15,0% 6,4% Presenze 44,8% 2,5% -37,5% 9,9% 9,7% 28,1% 99,3% 50,8% 22,1% 13,6% Presenze 53,1% 2,9% -45,4% 5,6% 9,7% 16,2% 115,4% 31,4% 17,9% 9,4%

67,1% 9,9% -39,9% 15,1% 23,8% 63,9% 211,0% 88,5% 53,4% 21,0% Stranieri Arrivi 42,3% 4,2% -32,5% 13,3% 11,7% 66,6% 122,5% 49,2% 34,6% 17,1% Totale Arrivi 54,1% 7,7% -37,2% 14,3% 17,9% 65,2% 170,3% 72,3% 44,4% 19,3%

Sostanziosi aumenti si registrano, indipendentemente dalla provenienza dei clienti, anche negli altri esercizi e gli alloggi in affitto. Per ci che concerne levoluzione della permanenza media tra il 2000 e il 2009 interessante notare che il calo molto contenuto nelle categorie superiori, in particolare per gli stranieri, mentre risalta la caduta negli alberghi a 2 e 1 stella e negli esercizi complementari, soprattutto per la componente italiana. Fortissimo appare il calo della permanenza negli alloggi in affitto (una diminuzione di 4 giorni nel periodo).

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Graf. 10 - Composizione della clientela degli esercizi alberghieri e complementari per Paese di provenienza e tipologia in termini di presenze. Anni 2000, 2005 e 2009
Italiani

Stranieri

Fonte: Istat, Direzione centrale statistiche economiche congiunturali

22 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE Tab. 8 - Permanenza media negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti, categoria e tipo di esercizio. Anni 2000, 2005 e 2009
Categorie e Tipi di Esercizio Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle e Residenze turistico-alberghiere Alberghi 2 e 1 stella Es. alberghieri Campeggi e villaggi turistici Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi Es. complementari TOTALE Italiani Stranieri Totale 2000 2005 2009 2000 2005 2009 2000 2005 2009 2,67 2,67 2,61 2,92 2,95 2,97 2,80 2,81 2,78 3,84 3,65 3,60 3,66 3,59 3,60 3,77 3,63 3,60 4,18 3,78 3,51 3,71 3,64 3,44 4,01 3,73 3,48 3,59 3,35 3,20 3,38 3,31 3,27 3,50 3,33 3,23 8,86 8,49 7,86 6,98 6,95 6,86 7,95 7,78 7,40 11,78 9,51 7,73 8,57 6,99 6,59 10,18 8,27 7,16 4,84 3,95 3,65 6,83 6,38 6,11 5,76 4,86 4,59 7,10 5,68 4,72 3,26 3,89 3,30 5,53 5,01 4,21 8,93 7,68 6,69 6,84 6,43 6,20 7,93 7,12 6,48 4,42 4,12 3,89 4,00 3,89 3,88 4,23 4,02 3,88

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi

2.6-La stagionalit
Lanalisi della stagionalit mostra lovvia concentrazione di presenze turistiche nei mesi estivi, soprattutto nel bimestre luglio-agosto, concentrazione accentuatasi dal 2000 al 2010, passando dal 31% di presenze turistiche del 2000 al 40% del 2010. Tab. 9 - Presenze Italiane e Straniere per mese (valori assoluti). Anni 2000, 2005 e 2010*
Valori Assoluti 2000 2005 Stranieri Totale Italiani Stranieri Totale 3.942.834 11.511.520 7.852.032 4.484.180 12.336.212 4.724.152 11.835.699 6.963.123 5.566.916 12.530.039 5.989.172 13.831.106 8.339.068 7.791.321 16.130.389 7.986.603 16.655.313 7.952.258 7.360.390 15.312.648 9.551.654 17.957.019 8.398.023 11.187.453 19.585.476 12.079.901 26.596.952 16.203.324 10.966.162 27.169.486 12.681.958 33.668.067 21.651.687 13.273.976 34.925.663 11.211.946 39.182.317 27.892.278 11.667.845 39.560.123 12.729.476 26.283.180 12.909.654 12.753.040 25.662.694 8.748.318 15.912.344 7.544.270 9.193.840 16.738.110 4.073.128 9.478.001 5.497.643 4.194.909 9.692.552 3.501.978 10.701.289 6.919.945 3.871.879 10.791.824 97.221.120 233.612.807 138.123.305 102.311.911 240.435.216 2010* Stranieri 5.302.866 6.484.499 8.143.042 9.839.956 15.720.174 18.258.022 29.511.672 27.032.908 20.736.833 12.430.221 5.126.182 4.756.773 163.343.148

Italiani Gennaio 7.568.686 Febbraio 7.111.547 Marzo 7.841.934 Aprile 8.668.710 Maggio 8.405.365 Giugno 14.517.051 Luglio 20.986.109 Agosto 27.970.371 Settembre 13.553.704 Ottobre 7.164.026 Novembre 5.404.873 Dicembre 7.199.311 TOTALE Anno 136.391.687

Italiani 9.057.509 8.487.898 8.893.923 10.502.301 11.681.854 22.937.268 38.961.907 51.559.852 17.869.023 9.121.086 6.757.257 8.948.007 204.777.885

Totale 14.360.375 14.972.397 17.036.965 20.342.257 27.402.028 41.195.290 68.473.579 78.592.760 38.605.856 21.551.307 11.883.439 13.704.780 368.121.033

XVII Rapporto sul turismo italiano

23

Tab. 9 bis - Presenze Italiane e Straniere per mese (quota percentuale). Anni 2000, 2005 e 2010*
Quota Percentuale 2000 2005 Italiani Stranieri Totale Italiani Stranieri Gennaio 5,55% 4,06% 4,93% 5,68% 4,38% Febbraio 5,21% 4,86% 5,07% 5,04% 5,44% Marzo 5,75% 6,16% 5,92% 6,04% 7,62% Aprile 6,36% 8,21% 7,13% 5,76% 7,19% Maggio 6,16% 9,82% 7,69% 6,08% 10,93% Giugno 10,64% 12,43% 11,39% 11,73% 10,72% Luglio 15,39% 13,04% 14,41% 15,68% 12,97% Agosto 20,51% 11,53% 16,77% 20,19% 11,40% Settembre 9,94% 13,09% 11,25% 9,35% 12,46% Ottobre 5,25% 9,00% 6,81% 5,46% 8,99% Novembre 3,96% 4,19% 4,06% 3,98% 4,10% Dicembre 5,28% 3,60% 4,58% 5,01% 3,78% TOTALE Anno 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% 100,00% Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi * dato provvisorio Totale 5,13% 5,21% 6,71% 6,37% 8,15% 11,30% 14,53% 16,45% 10,67% 6,96% 4,03% 4,49% 100,00% Italiani 4,42% 4,14% 4,34% 5,13% 5,70% 11,20% 19,03% 25,18% 8,73% 4,45% 3,30% 4,37% 100,00% 2010* Stranieri 3,25% 3,97% 4,99% 6,02% 9,62% 11,18% 18,07% 16,55% 12,70% 7,61% 3,14% 2,91% 100,00% Totale 3,90% 4,07% 4,63% 5,53% 7,44% 11,19% 18,60% 21,35% 10,49% 5,85% 3,23% 3,72% 100,00%

Graf. 11 - Composizione delle Presenze Italiane e Straniere per mese (valore percentuale). Anni 2000, 2005 e 2010*
Italiani

Stranieri

24 Il turismo dellItalia fra Mediterraneo e UE Le presenze degli stranieri, che si distribuiscono in maniera pi uniforme rispetto a quelle degli italiani durante lanno, si concentrano in misura crescente nel mese di luglio; la relativa quota ha registrato un incremento simile a quello delle presenze degli italiani in agosto, con una quota salita dal 13% del 2000 al 18,17% nel 2010.

3. La provenienza dei turisti e lappeal dellItalia


3.1-Le nazionalit di provenienza
In termini di provenienza della clientela, la componente italiana rimane quella prevalente ma la sua incidenza scesa progressivamente, passando dal 58,6% delle presenze totali nel 2000, al 55,6% nel 2010. quindi aumentato il peso della componente straniera che si avvicina a rappresentare la met delle presenze negli esercizi ricettivi italiani. La prima nazione di provenienza dei turisti stranieri resta di gran lunga la Germania, che nel 2009 ha rappresentato quasi il 30% del complesso delle presenze estere in Italia; la relativa quota comunque scesa in maniera marcata rispetto allinizio del decennio quando era pari a oltre il 37%. Seguono in ordine di rilevanza Paesi Bassi, Regno Unito, Francia e Stati Uniti, tutti paesi con quote di presenze superiori al 6%. Tab. 10 - Composizione delle Presenze straniere per Paese di provenienza sul Totale presenze Straniere (valore percentuale). Anni 2000, 2005 e 2009
Paesi di provenienza Germania Paesi Bassi Regno Unito Francia Stati Uniti dAmerica Austria Svizzera Spagna Belgio Polonia Russia Danimarca Rep. Ceca Giappone TOTALE Stranieri Anni 2000 37,3% 4,7% 6,8% 6,5% 6,7% 5,9% 4,6% 2,2% 2,4% 1,8% 0,8% 1,6% 1,4% 2,4% 100,0% 2005 29,9% 5,6% 8,6% 6,3% 7,7% 5,1% 4,7% 2,8% 2,5% 1,5% 1,3% 1,9% 1,3% 2,2% 100,0% 2009 29,6% 6,8% 6,6% 6,6% 6,3% 5,1% 4,6% 3,0% 2,8% 2,1% 2,1% 2,0% 1,8% 1,6% 100,0%

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Graf. 12 - Composizione delle Presenze straniere per Regione di provenienza sul Totale presenze Straniere (valore percentuale). Anni 2000, 2005 e 2009

Fonte: Istat, Movimento dei clienti negli esercizi ricettivi

3.2-Lappeal dellItalia
Il giudizio dei viaggiatori stranieri in Italia ampiamente positivo come si evince dallIndagine campionaria sul turismo internazionale realizzata dalla Banca dItalia. Dallanalisi delle principali nazioni di provenienza dei turisti stranieri nel 2010, il giudizio pi positivo viene espresso dai turisti americani (8,6 su 10), che premiano con valori molto alti larte (9,2 su 10) e il cibo (pasti: 8,7), mentre quello pi basso fornito dagli svizzeri, con una valutazione complessiva del 7,8. Per tutti i turisti, indipendentemente dalla nazione di provenienza, il giudizio pi sfavorevole riguarda i prezzi, con valori compresi tra il 6 e il 7. Opinioni fortemente positive sono invece registrate oltrech per larte, per la cortesia, lambiente e i pasti con valori superiori all8.
Tab. 11 - Viaggiatori stranieri. Opinioni dei viaggiatori per i principali Paesi di provenienza. Anno 2010
USA Austria Russia Polonia Regno Unito Francia Germania Spagna Paesi Bassi Belgio Svizzera Cortesia 8,2 8,7 8,2 8,6 8,4 8,3 8,5 8,2 8,2 8,2 8,0 Arte Ambiente Alberghi 9,2 8,6 8,0 8,4 8,7 8,3 9,1 8,3 8,1 8,7 8,7 8,0 8,9 8,6 8,1 8,7 8,4 8,2 8,6 8,7 8,2 8,7 8,2 7,7 8,6 8,4 8,0 8,6 8,4 8,1 8,2 8,1 7,9 Pasti 8,7 8,8 8,6 8,7 8,6 8,5 8,5 8,2 8,4 8,6 8,3 Prezzi Acquisti 6,3 8,0 6,8 8,2 7,0 8,6 6,0 8,1 6,5 7,9 7,1 8,2 6,8 7,9 6,1 7,8 7,2 8,0 7,0 8,1 7,2 7,9 Info Sicurezza Complessivo 7,8 8,5 8,6 8,3 8,5 8,5 7,8 8,3 8,5 7,9 8,3 8,4 7,7 8,2 8,4 7,8 8,2 8,3 7,9 8,4 8,3 7,5 8,0 8,2 7,8 8,2 8,2 7,8 8,1 8,2 7,4 7,6 7,8

Fonte: Banca d'Italia, Indagine campionaria sul turismo internazionale

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Il movimento turistico in Italia

IL MOVIMENTO TURISTICO IN ITALIA NEL 2009 1


1. Caratteristiche generali

Nel 2009 gli esercizi alberghieri continuano a essere la tipologia di strutture ricettive dove maggiormente si concentra il flusso dei turisti sia italiani che stranieri (66,5% del totale delle presenze) (Tab. 1). Tuttavia rispetto al 2008 si riscontra una diminuzione sia degli arrivi (-1,1%), sia delle presenze (-2%) a fronte di un incremento negli esercizi complementari di ben il 4,3% degli arrivi e dell1,8% delle presenze (Tab. 1). Lincremento del movimento negli esercizi complementari, riesce a bilanciare quasi completamente la diminuzione che si registra negli alberghi, con un risultato di sostanziale stabilit degli arrivi totali e una lieve diminuzione (-0,8%) del complesso delle presenze. La flessione del flusso negli esercizi alberghieri stata attenuata dallaumento di circa il 2% delle presenze negli alberghi di categoria pi elevata. Tab. 1 - Arrivi e presenze negli esercizi ricettivi per tipologia e categoria (valori assoluti, variazioni percentuali, quote percentuali e permanenze medie). Anno 2009
Tipologia di Esercizio Categoria Esercizi Alberghieri 5 stelle e 5 stelle lusso 4 stelle 3 stelle 2 stelle 1 stella Residenze Tur. alberghiere TOTALE esercizi alberghieri Esercizi Complementari e B&B Campeggi e V.T. Alloggi in affitto Alloggi agri-turistici Altri esercizi ricettivi TOTALE esercizi complementari TOTALE esercizi ricettivi Italia Valori assoluti 2009 Arrivi Presenze 2.401.696 31.020.838 32.619.626 5.907.169 1.953.733 2.427.716 76.330.778 9.117.439 4.623.478 1.953.778 3.474.328 19.169.023 95.499.801 7.186.632 85.752.358 109.338.723 20.557.698 6.837.175 16.945.521 246.618.107 67.446.998 33.092.128 8.962.403 14.642.741 124.144.270 370.762.377 Var. % 2009/2008 Arrivi Presenze 4,0 2,4 -4,0 -4,8 -6,0 5,6 -1,1 5,6 3,8 4,0 1,7 4,3 0,0 2,0 2,2 -4,3 -6,4 -9,8 0,4 -2,0 3,4 -1,0 2,0 0,6 1,8 -0,8 Quote % presenze 2009 1,9 23,1 29,5 5,5 1,8 4,6 66,5 18,2 8,9 2,4 3,9 33,5 100,0 Permanenze medie 2009 3,0 2,8 3,4 3,5 3,5 7,0 3,2 7,4 7,2 4,6 4,2 6,5 3,9

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

Gli alberghi a 3 e 4 stelle restano le strutture che raccolgono la maggiore quota di flussi turistici (insieme assorbono oltre il 50% delle presenze), seguite dai campeggi e i villaggi turistici (18,2%) e gli alloggi in affitto (8,9%). La durata della permanenza media negli esercizi complementari (6,5 notti), circa il doppio di quella che caratterizza gli alberghi (3,2); interessante notare che nelle residenze turistico-alberghiere la permanenza media (7,0 notti) decisamente pi simile a quella rilevata negli esercizi complementari. Nelle varie categorie di esercizi, le presenze di italiani e stranieri si distribuiscono in modo abbastanza simile e quindi non difforme da quanto gi evidenziato a livello nazionale: entrambe le componenti prediligono principalmente gli alberghi a tre e quattro stelle e i campeggi e villaggi turistici (Tab. 3).

1 A cura di Laura Leoni, Francesco Zarelli (Istat - Dipartimento per la Produzione Statistica e il Coordinamento Tecnico Scientifico - Direzione Centrale delle Statistiche Economiche Congiunturali)

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 2 - Arrivi e presenze per residenza dei clienti negli esercizi ricettivi, secondo la tipologia e categoria. Anno 2009 (valori assoluti, variazioni percentuali 2009/2008)
Tipologia di esercizio Categoria Italiani Esercizi Alberghieri 5 stelle e 5 stelle lusso 4 stelle 3 stelle 2 stelle 1 stella Residenze Tur. alberghiere TOTALE es. alberghieri Esercizi Complementari Campeggi e V.T. Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi ricettivi TOTALE es. complementari TOTALE es. ricettivi Italia 935.877 16.329.224 20.191.403 3.605.175 1.143.536 1.492.867 43.698.082 4.922.604 2.300.905 1.212.829 2.240.659 10.676.997 54.375.079 Arrivi Stranieri Valori assoluti 2009 Presenze Italiani Stranieri Var. % Var. % 2009/2008 2009/2008 Arrivi Presenze Italiani Stranieri Italiani Stranieri 8,9 5,5 -2,6 -5,0 -6,4 5,2 0,5 5,6 3,7 3,7 1,8 4,2 1,2 1,0 -0,8 -6,2 -4,5 -5,4 6,3 -3,1 5,7 3,9 4,5 1,3 4,5 -1,6 5,2 5,3 -3,5 -6,2 -10,3 1,0 -1,0 3,0 -3,1 1,9 1,4 1,1 -0,3 0,3 -0,7 -5,6 -6,7 -8,9 -0,5 -3,3 3,9 1,6 2,1 -1,5 2,6 -1,4

1.465.819 2.606.374 4.580.258 14.691.614 42.374.808 43.377.550 12.428.223 67.436.696 41.902.027 2.301.994 12.584.997 7.972.701 810.197 4.105.334 2.731.841 934.849 10.681.319 6.264.202 32.632.696 139.789.528 106.828.579 4.194.835 38.680.566 28.766.432 2.322.573 17.791.466 15.300.662 740.949 4.432.528 4.529.875 1.233.669 10.574.423 4.068.318 8.492.026 71.478.983 52.665.287 41.124.722 211.268.511 159.493.866

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

Nella maggior parte delle categorie delle strutture ricettive, le presenze degli italiani sono pi numerose di quelle degli stranieri, ma sono lievemente inferiori a queste ultime negli alberghi a 4 stelle e negli alloggi agrituristici e molto pi basse negli alberghi 5 stelle e 5 stelle lusso dove non raggiungono il 37% del movimento globale. Non si riscontrano differenze rilevanti tra italiani e stranieri nelle permanenze medie, anche se negli esercizi complementari gli italiani soggiornano per un numero medio di notti maggiore, con la sola eccezione degli agriturismi in cui stata rilevata una permanenza media degli italiani di 3,65 notti, contro le 6,11 degli stranieri. Tab. 3 - Arrivi e presenze negli esercizi ricettivi per residenza dei clienti, secondo la tipologia e categoria (quote percentuali e permanenze medie). Anno 2009
Tipologia di Esercizio Categoria Esercizi Alberghieri 5 stelle e 5 stelle lusso 4 stelle 3 stelle 2 stelle 1 stella Residenze Tur. alberghiere TOTALE es. alberghieri Esercizi Complementari e B&B Campeggi e villaggi turistici Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi ricettivi TOTALE es. complementari TOTALE es. ricettivi Italia Quote % sul complesso Quote % sul complesso delle delle presenze in Italia presenze nella categoria 2009 2009 Italiani Stranieri Italiani Stranieri Totale 1,2 20,1 31,9 6,0 1,9 5,1 66,2 18,3 8,4 2,1 5,0 33,8 100,0 2,9 27,2 26,3 5,0 1,7 3,9 67,0 18,0 9,6 2,8 2,6 33,0 100,0 36,3 49,4 61,7 61,2 60,0 63,0 56,7 57,3 53,8 49,5 72,2 57,6 57,0 63,7 50,6 38,3 38,8 40,0 37,0 43,3 42,7 46,2 50,5 27,8 42,4 43,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Permanenze medie 2009 Italiani 2,78 2,60 3,34 3,49 3,59 7,15 3,20 7,86 7,73 3,65 4,72 6,69 3,89 Stranieri 3,12 2,95 3,37 3,46 3,37 6,70 3,27 6,86 6,59 6,11 3,30 6,20 3,88

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

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Il movimento turistico in Italia

Analizzando le regioni attraverso un confronto tra le presenze totali e la capacit ricettiva espressa in termini di numero di posti letto, si conferma in linea generale che il flusso turistico risulta tanto maggiore quanto pi elevata lofferta ricettiva nella regione stessa (Graf. 1 e Tab. 5, Tab. 6). Risalta in particolare la posizione della provincia autonoma di Bolzano, che con una capacit ricettiva prossima ai 220 mila posti letto, accoglie nel 2009 ben 28 milioni di presenze: quasi quante quelle del Lazio e della Lombardia che hanno un numero di posti letto decisamente superiore (300 mila la prima e 334 mila la seconda) (Tab. 4 e Tab. 5).

Graf. 1 - Posti letto e presenze complessive per regione (valori percentuali). Anno 2009

Fonte: elaborazione su dati Istat, Movimento degli esercizi ricettivi, Capacit degli esercizi ricettivi

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Tab. 4 - Capacit degli esercizi ricettivi per tipologia di esercizio ricettivo e regione (valori assoluti). Anno 2009
Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Bolzano Trento Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Es. alberghieri 1.562 498 3.001 4.292 1.553 5.845 3.050 743 1.580 4.503 2.880 568 965 1.992 831 104 1.672 957 235 823 1.260 898 33.967 Numero di esercizi Es. complementari 3.398 484 3.064 5.943 1.258 7.201 47.413 8.932 2.415 4.076 8.530 3.116 1.867 5.964 1.329 235 2.675 2.950 388 1.547 3.069 2.738 111.391 Totale Es. alberghieri 4.960 84.855 982 23.567 6.065 198.582 10.235 151.261 2.811 94.426 13.046 245.687 50.463 212.539 9.675 41.324 3.995 73.989 8.579 296.292 11.410 192.757 3.684 29.313 2.832 67.039 7.956 161.839 2.160 50.917 339 6.296 4.347 114.405 3.907 85.662 623 22.447 2.370 99.134 4.329 119.365 3.636 101.823 145.358 2.227.832 Letti Es. complementari 96.452 29.954 135.594 67.655 70.503 138.158 482.876 115.288 88.353 137.871 316.978 57.481 71.205 131.129 56.746 4.626 83.829 144.265 16.123 98.649 68.054 97.219 2.370.850 Totale 181.307 53.521 334.176 218.916 164.929 383.845 695.415 156.612 162.342 434.163 509.735 86.794 138.244 292.968 107.663 10.922 198.234 229.927 38.570 197.783 187.419 199.042 4.598.682

Fonte: Istat, Capacit degli esercizi ricettivi

Tab. 5 - Letti degli esercizi ricettivi per tipologia di esercizio ricettivo e regione (quote percentuali). Anno 2009
Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Bolzano Trento Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Quote % sul totale dei posti letto in Italia Quote % sul totale dei posti letto nella Regione Es. alberghieri Es. complementari Totale Es. alberghieri Es. complementari Totale 3,8 4,1 3,9 46,8 53,2 100,0 1,1 1,3 1,2 44,0 56,0 100,0 8,9 5,7 7,3 59,4 40,6 100,0 6,8 2,9 4,8 69,1 30,9 100,0 4,2 3,0 3,6 57,3 42,7 100,0 11,0 5,8 8,3 64,0 36,0 100,0 9,5 20,4 15,1 30,6 69,4 100,0 1,9 4,9 3,4 26,4 73,6 100,0 3,3 3,7 3,5 45,6 54,4 100,0 13,3 5,8 9,4 68,2 31,8 100,0 8,7 13,4 11,1 37,8 62,2 100,0 1,3 2,4 1,9 33,8 66,2 100,0 3,0 3,0 3,0 48,5 51,5 100,0 7,3 5,5 6,4 55,2 44,8 100,0 2,3 2,4 2,3 47,3 52,7 100,0 0,3 0,2 0,2 57,6 42,4 100,0 5,1 3,5 4,3 57,7 42,3 100,0 3,8 6,1 5,0 37,3 62,7 100,0 1,0 0,7 0,8 58,2 41,8 100,0 4,4 4,2 4,3 50,1 49,9 100,0 5,4 2,9 4,1 63,7 36,3 100,0 4,6 4,1 4,3 51,2 48,8 100,0 100,0 100,0 100,0 48,4 51,6 100,0

Fonte: Istat, Capacit degli esercizi ricettivi

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Il movimento turistico in Italia

Le tre regioni sono accomunate da una quota di presenze straniere superiore a quella degli italiani, ma nella provincia autonoma di Bolzano si rimane in media pi a lungo (circa 5 notti). Passando al confronto tra lentit delle presenze negli esercizi alberghieri e negli esercizi complementari, emerge che le presenze in questultima tipologia risultano superiori (con quote prossime al 60% del movimento nella regione) a quelle negli esercizi alberghieri solo in Veneto e nel Trentino Alto Adige. La prevalenza delle presenze negli esercizi alberghieri risulta particolarmente elevata (attorno all80%) in Calabria, Sicilia, Lazio, Emilia-Romagna e TrentinoAlto Adige (Tab. 6). Nel 2009, circa il 65% del complesso delle presenze totali si concentra in sei regioni, nellordine: il Veneto (16,3%), il Trentino-Alto Adige (11,7%), la Toscana (11,1%) e l'Emilia-Romagna (10,3%), il Lazio (8,2%) e la Lombardia (7,9%) (Tab. 6). Quote importanti dei flussi relativi sia agli esercizi alberghieri sia agli esercizi complementari si concentrano nel medesimo gruppo di regioni, insieme esse raggiungono il 65,8% delle presenze nella prima tipologia e il 65,% delle presenze nella seconda tipologia (Tab. 6). Tab. 6 - Presenze negli esercizi ricettivi per tipologia secondo la regione di destinazione (quote percentuali e permanenze medie). Anno 2009
Quote % sul totale delle presenze in Italia Quote % sul totale presenze nella Regione Es. Es. Es. Es. Totale Totale alberghieri complementari alberghieri complementari Piemonte 2,9 3,6 3,1 61,8 38,2 100,0 Valle d'Aosta 0,9 0,7 0,8 71,5 28,5 100,0 Lombardia 9,5 4,9 7,9 79,4 20,6 100,0 Bolzano 9,1 4,4 7,6 80,3 19,7 100,0 Trento 4,6 3,1 4,1 74,9 25,1 100,0 Trentino-Alto Adige 13,8 7,5 11,7 78,4 21,6 100,0 Veneto 11,3 26,3 16,3 45,9 54,1 100,0 Friuli-Venezia Giulia 1,5 4,1 2,4 41,9 58,1 100,0 Liguria 3,9 3,5 3,8 68,7 31,3 100,0 Emilia-Romagna 12,2 6,5 10,3 79,0 21,0 100,0 Toscana 8,6 15,9 11,1 51,8 48,2 100,0 Umbria 1,2 2,1 1,5 53,2 46,8 100,0 Marche 2,3 4,0 2,9 53,0 47,0 100,0 Lazio 10,4 3,9 8,2 84,0 16,0 100,0 Abruzzo 1,9 1,6 1,8 69,9 30,1 100,0 Molise 0,2 0,2 0,2 65,9 34,1 100,0 Campania 5,2 4,2 4,8 71,2 28,8 100,0 Puglia 3,0 4,1 3,4 59,4 40,6 100,0 Basilicata 0,5 0,4 0,5 70,8 29,2 100,0 Calabria 2,8 1,3 2,3 81,0 19,0 100,0 Sicilia 4,7 1,8 3,7 83,8 16,2 100,0 Sardegna 3,3 3,3 3,3 67,0 33,0 100,0 Italia 100,0 100,0 100,0 66,5 33,5 100,0 Regioni Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi Permanenze medie Es. Es. alberghieri complementari 2,4 4,8 3,5 3,3 2,3 5,6 4,9 5,9 4,6 5,8 4,8 5,8 2,9 7,3 2,8 8,0 3,3 5,9 4,0 7,1 2,8 6,2 2,1 4,4 3,9 9,1 2,8 4,6 4,2 8,9 2,5 8,3 3,4 9,6 3,3 7,1 3,4 7,2 5,1 9,1 3,3 4,0 4,5 6,5 3,2 6,5

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 7 - Arrivi e presenze per residenza dei clienti nel complesso degli esercizi ricettivi secondo la regione di destinazione (valori assoluti). Anno 2009
Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Bolzano Trento Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Italiani 2.733.823 633.940 6.159.026 2.183.802 1.977.723 4.161.525 5.563.723 1.110.464 2.403.032 6.714.907 5.520.905 1.452.280 1.711.412 3.613.474 1.191.311 172.485 2.800.037 2.567.335 419.912 1.308.506 2.572.765 1.564.217 54.375.079 Arrivi Stranieri 1.133.218 280.701 5.250.133 3.365.562 1.167.549 4.533.111 8.381.464 850.200 1.240.032 1.973.585 5.237.588 521.081 314.430 6.630.858 148.648 12.631 1.518.520 418.703 47.384 220.191 1.529.114 883.130 41.124.722 Totale 3.867.041 914.641 11.409.159 5.549.364 3.145.272 8.694.636 13.945.187 1.960.664 3.643.064 8.688.492 10.758.493 1.973.361 2.025.842 10.244.332 1.339.959 185.116 4.318.557 2.986.038 467.296 1.528.697 4.101.879 2.447.347 95.499.801 Italiani 7.778.668 2.149.416 14.013.111 10.395.443 9.651.139 20.046.582 24.540.274 4.988.087 9.862.974 29.486.361 21.939.495 3.702.553 9.106.123 10.104.255 5.822.109 555.700 10.966.138 10.862.942 1.730.456 6.982.557 8.386.884 8.243.826 211.268.511 Presenze Stranieri 3.815.154 984.505 15.443.697 17.672.149 5.584.047 23.256.196 35.904.121 3.845.666 4.089.970 8.702.363 19.031.859 1.881.528 1.595.043 20.366.603 831.818 46.826 6.976.320 1.646.751 158.262 1.472.171 5.378.455 4.066.558 159.493.866 Totale 11.593.822 3.133.921 29.456.808 28.067.592 15.235.186 43.302.778 60.444.395 8.833.753 13.952.944 38.188.724 40.971.354 5.584.081 10.701.166 30.470.858 6.653.927 602.526 17.942.458 12.509.693 1.888.718 8.454.728 13.765.339 12.310.384 370.762.377

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

Tab. 8 - Arrivi e presenze per residenza dei clienti nel complesso degli esercizi ricettivi secondo la regione di destinazione (variazioni percentuali 2009/2008)
Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Bolzano Trento Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Italiani 18,1 10,8 6,7 3,6 3,7 3,6 -0,5 -1,4 0,8 0,4 1,9 -6,1 -1,6 -4,2 -16,9 -4,5 -0,8 2,7 1,3 0,8 -0,8 0,0 1,2 Arrivi Stranieri -2,3 -1,8 4,9 2,6 0,9 2,2 -1,8 2,7 0,6 -4,7 -3,9 -12,7 -5,2 -3,6 -22,9 -14,2 -8,5 -1,1 -8,4 -4,3 -5,1 10,4 -1,6 Totale 11,3 6,6 5,8 3,0 2,6 2,8 -1,3 0,3 0,8 -0,8 -1,0 -8,0 -2,1 -3,8 -17,6 -5,3 -3,6 2,2 0,2 0,1 -2,4 3,5 0,0 Italiani 4,1 5,2 4,0 2,5 3,3 2,9 -1,6 -2,3 -1,2 0,6 1,9 -5,7 -7,1 -4,3 -11,0 -8,8 -1,3 3,8 2,9 -0,6 0,1 -2,0 -0,3 Presenze Stranieri -6,6 -8,0 4,1 0,6 1,0 0,7 0,6 1,9 -1,3 -3,7 -3,6 -9,7 -4,6 -3,6 -18,5 -5,7 -8,3 -3,9 -12,7 0,2 -3,2 4,8 -1,4 Totale 0,3 0,7 4,1 1,3 2,4 1,7 -0,3 -0,5 -1,3 -0,5 -0,7 -7,1 -6,8 -3,8 -12,0 -8,6 -4,2 2,7 1,4 -0,5 -1,2 0,1 -0,8

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

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Il movimento turistico in Italia

La maggioranza delle presenze del turismo domestico (circa il 52%) si concentra in cinque regioni: Emilia-Romagna, Veneto, Toscana, Trentino-Alto Adige e Lombardia (Tab. 9). La maggior parte delle presenze della componente straniera si registra ancora nel Veneto (con oltre il 20% del totale), nel Trentino-Alto Adige, in Toscana, nel Lazio e nella Lombardia; queste cinque regioni, insieme, accolgono oltre il 70% delle presenze straniere (Tab. 9). Il Lazio, la provincia autonoma di Bolzano, il Veneto e la Lombardia sono anche le regioni dove le presenze degli stranieri superano quelle degli italiani. Tab. 9 - Presenze per residenza dei clienti nel complesso degli esercizi ricettivi secondo la regione di destinazione (quote percentuali e permanenze medie). Anno 2009
Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Bolzano Trento Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Quote % sul totale delle presenze in Italia Italiani Stranieri 3,7 2,4 1,0 0,6 6,6 9,7 4,9 11,1 4,6 3,5 9,5 14,6 11,6 22,5 2,4 2,4 4,7 2,6 14,0 5,5 10,4 11,9 1,8 1,2 4,3 1,0 4,8 12,8 2,8 0,5 0,3 0,0 5,2 4,4 5,1 1,0 0,8 0,1 3,3 0,9 4,0 3,4 3,9 2,5 100,0 100,0 Quote % sul totale delle presenze nella Regione Italiani Stranieri Totale 67,1 32,9 100,0 68,6 31,4 100,0 47,6 52,4 100,0 37,0 63,0 100,0 63,3 36,7 100,0 46,3 53,7 100,0 40,6 59,4 100,0 56,5 43,5 100,0 70,7 29,3 100,0 77,2 22,8 100,0 53,5 46,5 100,0 66,3 33,7 100,0 85,1 14,9 100,0 33,2 66,8 100,0 87,5 12,5 100,0 92,2 7,8 100,0 61,1 38,9 100,0 86,8 13,2 100,0 91,6 8,4 100,0 82,6 17,4 100,0 60,9 39,1 100,0 67,0 33,0 100,0 57,0 43,0 100,0 Permanenze medie Italiani 2,8 3,4 2,3 4,8 4,9 4,8 4,4 4,5 4,1 4,4 4,0 2,5 5,3 2,8 4,9 3,2 3,9 4,2 4,1 5,3 3,3 5,3 3,9 Stranieri 3,4 3,5 2,9 5,3 4,8 5,1 4,3 4,5 3,3 4,4 3,6 3,6 5,1 3,1 5,6 3,7 4,6 3,9 3,3 6,7 3,5 4,6 3,9 Totale 3,0 3,4 2,6 5,1 4,8 5,0 4,3 4,5 3,8 4,4 3,8 2,8 5,3 3,0 5,0 3,3 4,2 4,2 4,0 5,5 3,4 5,0 3,9

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

Nel 2009, la permanenza media dei turisti italiani risultata identica a quella degli stranieri (3,9 notti). Se si analizza tuttavia il fenomeno a livello regionale emergono sostanziali differenze (Graf. 3, Tab. 9). La Calabria risulta la meta turistica con le pi elevate permanenze medie sia per gli italiani (5,3%), sia per gli stranieri (6,7%). Per quanto riguarda le tipologie di turismo, gli italiani prediligono le localit marine (37,4% delle presenze italiane) (Graf. 3) mentre gli stranieri le citt di interesse storico artistico (33,4% delle presenze straniere) e a seguire le localit marine (23,8%). Nelle localit montane le due componenti figurano con quote di presenze simili e superiori al 10%, mentre le localit lacuali risultano particolarmente frequentate dagli stranieri (con il 12,1%) e poco dagli italiani (quota di poco superiore al 3%).

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Graf. 2 - Permanenze medie degli italiani e degli stranieri per regione. Anno 2009

Fonte: elaborazione su dati Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

Graf. 3 - Presenze degli italiani e degli stranieri nelle localit di interesse turistico (quote percentuali: totale italiani = 100 e totale stranieri = 100). Anno 2009

Fonte: elaborazione su dati Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

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Il movimento turistico in Italia

Il livello della spesa dei turisti stranieri nel 2009, rilevata attraverso lIndagine campionaria sul turismo internazionale effettuata dalla Banca dItalia (Graf. 5, Tab. 10), riflette in buona misura la dimensione del flusso di presenze nelle tipologie di localit. Al primo posto si pone la spesa per il turismo culturale e nelle citt darte, con una quota pari al 52% della spesa complessiva dei viaggiatori stranieri in Italia. Segue la spesa per le vacanze al mare, con oltre il 22% della spesa, mentre nelle localit montane e lacuali il volume di spesa si attesta, per ognuna delle zone di interesse turistico, attorno al 7%. Va rilevato che la spesa pro capite giornaliera risulta sensibilmente pi elevata nella vacanza nelle citt darte (110 euro) piuttosto che nelle altre tipologie di vacanza pi frequenti (mare, lago montagna), per le quali si attesta intorno agli 80 euro al giorno.

Tab. 10 - Spesa turistica degli stranieri secondo il motivo della vacanza (quote percentuali e spesa media per pernottamento). Anno 2009
Motivo Vacanza culturale, in una citt d'arte Vacanza al mare Vacanza al lago Vacanza in montagna Altro Vacanza sportiva Vacanza verde Vacanza enogastronomica TOTALE Quota percentuale 52,1 22,7 7,8 7,4 5,1 2,1 2,1 0,6 100,0 Spesa media per pernottamento (euro) 110 78 83 76 121 104 80 99 94

Fonte: elaborazione su dati Banca d'Italia, Indagine campionaria sul turismo internazionale

Considerando la spesa dei turisti stranieri secondo la regione di destinazione (Tab. 11), emerge che il 65% concentrato in cinque regioni (Lombardia, Lazio, Veneto, Toscana e Trentino-Alto Adige). La spesa media per pernottamento registra gli importi pi alti (tra i 112 e 115 euro) nel FriuliVenezia Giulia, in Lombardia e nel Lazio e valori attorno ai 100 euro in Liguria e Campania. Le regioni dove invece si spende di meno (intorno ai 60 euro) sono la Calabria, la Puglia, la Basilicata e lAbruzzo.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 11 - Spesa turistica degli stranieri secondo la regione di destinazione (quote percentuali e spesa media per pernottamento). Anno 2009
Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Regione non classificata Italia Quota % 3,4 1,2 17,4 4,6 15,0 3,4 4,4 5,2 11,1 1,1 1,3 16,8 0,7 0,1 4,2 2,0 0,1 0,6 3,1 2,0 2,2 100,0 Spesa media per pernottamento (euro) 78,2 82,9 114,0 80,9 84,8 115,4 98,6 78,1 86,3 66,6 75,6 112,3 61,9 65,9 96,7 57,4 58,5 50,9 68,7 78,2 133,0 91,8

Fonte: elaborazione su dati Banca d'Italia, Indagine campionaria sul turismo internazionale

2. La matrice origine - destinazione dei flussi nazionali nel 2009


Considerando lorigine e la destinazione dei turisti italiani sul territorio nazionale emerge che oltre il 66% del totale delle presenze registrate nel 2009 costituito da turisti che provengono da poche regioni. In particolare, i residenti della Lombardia rappresentano la quota pi elevata (il 21,4 del turismo domestico) (Tab. 13) e risultano essere presenti in maniera significativa nella maggior parte delle regioni. Vi sono poi i veneti (10,4%) e, con quote comprese tra l'8 e il 10%, i turisti provenienti dal Lazio, dallEmilia-Romagna, dalla Campania e dal Piemonte (Tab. 13). L'Emilia-Romagna al primo posto tra le mete prescelte dagli italiani (14% del totale delle presenze italiane), con turisti che provengono da ogni parte dItalia (Tab. 12), anche se quelli pi numerosi sono i lombardi (27,4% di tutte le presenze della regione) (Tab. 13) e gli stessi residenti della regione (22%) (Tab. 13). Il Veneto che figura come la seconda regione con il pi alto numero di presenze degli italiani (circa il 12%) caratterizzato da una situazione simile all'EmiliaRomagna: una quota considerevole di turisti di quasi tutte le regioni affluisce nel Veneto (Tab. 12) ma le presenze pi numerose sono rappresentate dai veneti stessi (oltre il 40% del totale regionale) (Tab. 13) e dai turisti lombardi (18,2%) (Tab. 13). Come i veneti e gli emilianoromagnoli, anche i toscani, i siciliani e i sardi, scelgono principalmente la propria regione come meta turistica con quote superiori al 40% (Tab. 12). Pi in generale, i turisti provenienti dal Nord Italia prediligono le stesse regioni settentrionali, la Toscana e l'Emilia-Romagna. I turisti provenienti dal Meridione si distribuiscono in modo pi diffuso di quelli settentrionali, con ampie quote di presenze anche in quelle che non appartengono alla ripartizione geografica di provenienza (Tab. 12).

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Il movimento turistico in Italia

Tab. 12 - Presenze degli italiani negli esercizi ricettivi per regione di provenienza e di destinazione (percentuali: totale presenze regione di provenienza = 100). Anno 2009
Regioni di destinazione Lombardia TrentinoAlto Adige Veneto Trento Regioni di provenienza EmiliaRomagna 12,6 21,8 18,0 19,6 17,6 21,3 9,1 8,4 7,7 35,4 12,4 18,9 9,1 8,8 12,6 7,1 7,6 10,8 10,9 8,3 6,1 6,9 14,0 Piemonte Bolzano FriuliVenezia Giulia Valle d'Aosta Toscana 8,8 10,7 9,1 5,9 4,8 6,7 4,4 4,0 11,3 8,1 41,3 8,3 5,3 11,0 6,2 3,1 6,8 6,0 6,3 7,8 5,5 6,4 9,9 Liguria 15,2 13,6 8,9 1,3 1,3 1,4 1,2 1,4 13,0 2,8 1,8 1,1 1,1 2,0 1,4 0,5 1,6 1,4 1,2 1,7 1,5 2,2 4,7

Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Bolzano Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia

24,9 5,1 2,6 0,9 0,7 1,0 1,0 1,1 6,9 1,1 1,3 1,1 1,0 1,7 1,6 0,7 1,0 1,4 1,4 1,7 1,5 2,4 3,7

2,5 5,1 1,5 0,3 0,3 0,3 0,3 0,2 4,8 0,7 0,9 0,6 0,6 0,7 0,4 0,1 0,3 0,5 0,4 0,4 0,4 0,9 1,0

4,1 5,8 13,9 3,8 3,6 4,0 3,7 4,5 7,3 3,9 4,3 4,1 5,2 5,2 5,1 2,6 4,3 6,1 4,8 6,8 6,2 8,1 6,7

3,4 2,9 10,0 19,7 22,9 17,0 15,2 11,4 15,3 15,5 10,1 7,9 12,6 10,9 6,4 1,7 2,5 5,6 2,5 3,2 3,0 6,0 9,5

1,7 1,5 5,2 11,8 18,9 5,7 8,4 8,4 7,5 7,6 5,1 3,4 4,7 5,7 2,9 0,7 1,3 2,5 1,2 1,4 1,5 2,7 4,9

1,7 1,4 4,8 7,9 4,0 11,3 6,8 3,0 7,8 7,9 5,0 4,5 7,9 5,2 3,5 1,0 1,2 3,1 1,4 1,7 1,5 3,2 4,6

6,6 7,1 10,0 25,2 30,2 20,8 44,6 21,1 6,4 7,1 5,4 4,4 5,5 6,6 6,0 2,1 3,9 6,0 3,9 4,9 5,5 7,2 11,7

1,4 1,6 2,1 2,7 2,6 2,7 4,6 31,7 1,1 1,2 0,8 1,0 1,0 1,1 0,9 0,3 0,8 1,1 0,7 0,9 1,1 1,1 2,4

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 12 bis - Presenze degli italiani negli esercizi ricettivi per regione di provenienza e di destinazione (percentuali : totale presenze regione di provenienza = 100). Anno 2009
Regioni di destinazione Campania Molise Puglia Sicilia Lazio Italia 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Regioni di provenienza Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Bolzano Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Italia Sardegna 3,6 6,0 4,1 3,4 2,6 4,1 2,2 2,1 5,3 3,2 4,3 4,0 2,2 5,8 2,4 1,4 3,2 1,7 1,7 1,3 1,3 40,5 3,9 Basilicata 0,3 0,1 0,3 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 0,3 0,2 0,4 0,4 0,7 1,1 0,5 2,9 4,7 11,4 1,1 0,5 0,2 0,8 Abruzzo Calabria 1,1 1,4 1,4 1,0 1,2 0,9 0,7 0,7 1,0 1,0 1,3 2,0 1,1 4,2 2,4 1,7 12,5 7,4 9,6 21,4 8,4 0,8 3,3 Marche 2,9 2,4 4,3 3,4 0,3 6,1 2,4 1,7 1,2 5,6 2,0 17,2 27,3 4,6 8,9 1,9 2,5 3,9 3,0 2,1 1,7 1,3 4,3 Umbria 0,8 0,9 1,0 0,6 0,6 0,6 0,9 1,0 1,2 1,1 1,6 8,5 2,4 3,6 2,6 1,7 2,8 2,9 2,6 2,7 1,8 1,7 1,8

3,3 3,0 3,3 2,0 2,0 2,0 2,5 3,3 4,7 2,8 3,6 4,1 3,6 11,0 5,7 2,3 8,2 5,5 9,2 8,9 6,7 7,8 4,8

1,6 1,2 1,9 2,6 2,6 2,6 1,1 0,8 0,7 1,7 1,0 4,9 3,1 6,2 21,5 5,2 3,8 4,9 3,4 1,4 1,0 0,8 2,8

0,2 0,1 0,1 0,1 0,0 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,1 0,2 0,2 0,4 0,7 2,8 0,8 0,7 0,4 0,2 0,2 0,1 0,3

2,2 2,3 2,0 2,1 1,7 2,6 2,2 2,1 6,8 3,0 3,2 4,5 11,8 5,2 4,0 57,5 20,2 4,1 14,3 10,0 2,8 2,1 5,2

2,6 5,5 3,2 3,9 3,6 4,1 2,3 2,5 2,5 3,7 2,5 5,2 5,1 6,8 7,9 6,1 10,7 22,5 9,2 6,5 4,7 1,7 5,2

1,8 3,6 2,3 1,3 1,2 1,4 1,4 1,7 2,4 1,7 1,9 1,6 1,4 3,3 2,2 0,9 3,8 2,8 2,9 8,8 40,3 1,8 4,0

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

Riguardo le presenze del turismo domestico secondo la regione di provenienza, se si confronta il 2009 con il 2005 e con il 2000, non emerge una particolare dissomiglianza tra le quote per i tre anni (Tab. 14): i lombardi restano, dunque, il gruppo di turisti pi numeroso, con una quota che nei tre anni risulta sempre attorno al 21% delle presenze degli italiani, seguono ben distanti (con quote delle presenze che oscillano tra circa l8 e l11%) i turisti che vengono dal Veneto, dal Lazio, dallEmilia-Romagna, dal Piemonte e dalla Campania (Tab. 14); invece i turisti provenienti dalle Marche, dalla Liguria, dal Trentino-Alto Adige e dal Friuli-Venezia Giulia non si discostano, nei tre anni, da quote che oscillano tra circa il 2 e il 2,6% delle presenze (Tab. 14), mentre attorno a quote prossime all1,6% si collocano i turisti umbri, calabresi, abruzzesi e sardi. Al di sotto di quote dell1% si collocano, infine, i turisti molisani, lucani e valdostani. Confrontando le permanenze medie, gli italiani passano dalle 4,4 notti nel 2000 alle 4,1 nel 2005 e alle 3,9 nel 2009 (Tab. 14). Il calo risulta generalizzato anche se si osservano le permanenze medie dei residenti secondo la regione di provenienza (Tab.14). I turisti veneti, friulani e provenienti dal Trentino-Alto Adige, si confermano comunque nei tre anni, tra coloro che rimangono pi notti, mentre i turisti sardi, calabresi e siciliani restano tra coloro che si fermano meno.

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Il movimento turistico in Italia

Tab. 13 - Arrivi e presenze degli italiani negli esercizi ricettivi secondo la regione di provenienza (quote percentuali e permanenze medie). Anni 2009, 2005 e 2000
Regione di provenienza Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Bolzano Trento Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna Totale 2009 8,9 0,3 21,5 2,1 1,0 1,1 9,0 1,9 2,7 8,3 6,4 1,6 2,6 10,3 1,7 1,0 7,3 4,8 0,8 2,1 5,3 1,6 100,0 Arrivi 2005 7,5 0,3 21,5 2,0 1,0 1,0 8,9 2,0 2,8 8,2 6,5 1,7 2,4 10,7 1,8 0,5 7,9 5,2 0,8 2,2 5,8 1,6 100,0 2000 9,4 0,3 20,6 2,0 1,0 1,0 8,8 2,2 2,7 8,3 6,3 1,7 2,3 10,0 1,7 0,5 7,7 5,4 0,8 2,2 5,7 1,6 100,0 2009 8,5 0,3 21,4 2,4 1,1 1,3 10,7 2,2 2,5 8,7 6,6 1,8 2,5 9,7 1,6 0,9 7,6 4,5 0,8 1,7 4,3 1,2 100,0 Presenze 2005 7,4 0,3 21,4 2,3 1,1 1,2 10,9 2,4 2,6 8,7 6,4 1,9 2,6 10,0 1,6 0,5 7,9 5,0 0,8 1,7 4,5 1,3 100,0 2000 8,9 0,3 21,2 2,3 1,2 1,2 11,1 2,6 2,5 8,9 6,1 1,8 2,4 9,2 1,5 0,4 7,1 5,0 0,8 1,8 4,8 1,3 100,0 Permanenze medie 2009 2005 2000 3,7 4,1 4,2 4,0 4,2 4,5 3,9 4,1 4,5 4,4 4,8 5,3 4,4 4,9 5,4 4,5 4,7 5,2 4,7 5,1 5,6 4,5 4,9 5,3 3,7 3,8 4,1 4,1 4,4 4,8 4,0 4,1 4,3 4,4 4,6 4,8 3,9 4,5 4,7 3,7 3,8 4,0 3,8 3,8 4,0 3,5 3,9 3,8 4,1 4,1 4,1 3,7 4,0 4,1 3,8 4,2 4,3 3,1 3,3 3,6 3,2 3,2 3,7 3,0 3,3 3,5 3,9 4,1 4,4

Fonte: Istat, Movimento degli esercizi ricettivi

3. Il movimento nelle abitazioni utilizzate per vacanze

Come noto, una parte importante del turismo in Italia si svolge nelle abitazioni per vacanza, le cosiddette seconde case. Le precedenti edizioni del Rapporto, nelle quali sono stati presentati i dati complessivi del movimento turistico a livello regionale e provinciale evidenziando le grandi diversit esistenti nel Paese. Con un esclusivo orientamento alla domanda proponiamo qui un aggiornamento al 2009 (ultimo anno con dati confrontabili) con riferimento alle macroaree, con qualche cenno anche alle regioni e alle province. La metodologia utilizzata parte dallaggiornamento dei dati sulle case, che determina un movimento aggiuntivo rispetto ai dati rilevati dalle statistiche ex post, presentati nel 2009 e relativi allanno 2007. Si tratta di una metodologia indiretta perch sono state parametrate le stime che per i turisti stranieri sono prodotte dalla Banca dItalia, con lannuale Indagine alle frontiere sullincoming dei turisti e sulloutgoing dei nazionali 3; per gli italiani abbiamo utilizzato lIndagine sui Viaggi e vacanze in Italia e allestero effettuata dallIstat. 4
2 A cura di Emilio Becheri 3 Banca dItalia, Indagine alle frontiere sui viaggi degli stranieri e degli italiani, ediz. 2009, 2010, 2011 4 Istat, Indagine sui Viaggi e le vacanze dei residenti in Italia e allestero, ediz. 2009, 2010

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Queste fonti nel 2009 (ultimo anno per il quale sono disponibili le statistiche Istat definitive ed possibile effettuare confronti) stimano 33,092 milioni di presenze dei clienti negli alloggi in affitto, con grandi differenze a livello territoriale. A fronte dei 13,127 milioni di pernottamento in Veneto e dei circa 5,364 milioni della Toscana, si rilevano solo 511.280 presenze in Sicilia, 434.401 nel Lazio e solo 151.827 in Campania, tutte regioni notoriamente ad alta densit di seconde case. Nel corso degli ultimi anni alcune regioni (Veneto, Toscana, Trentino) hanno provveduto a cercare di fare emergere di pi il fenomeno delle abitazioni in affitto.

3.1-La dimensione del fenomeno


Lutilizzazione di queste fonti ha consentito un aggiornamento del modello Mercury-Turistica e anche la proposta di una novit: la distinzione fra turismo domestico e turismo internazionale. Nel 2009, a fronte dei 370,762 milioni di turisti rilevati dalle statistiche ufficiali si stimano 1.040,503 milioni di presenze considerando anche il fenomeno delle abitazioni per vacanza. Per un differenziale di 669,741 milioni di pernottamenti non rilevati. Le presenze turistiche nelle seconde case non rilevate, quasi tutte nel periodo estivo, corrispondono a pi di 1,81 volte quelle rilevate ufficialmente dallIstat, per un moltiplicatore che, ovviamente, pari a 2,81.

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Il movimento nelle abitazioni utilizzate per vacanze

Tab. 14 - Presenze Istat, presenze stimate nelle abitazioni per vacanza e totali per macroarea. Anno 2009
Totale 133.585.966 164.852.324 142.157.382 294.362.192 734.957.864 18,2 22,4 19,3 40,1 100,0 64,2 63,2 61,0 86,9 70,6 24,3 31,4 29,7 14,5 100,0 35,8 36,8 39,0 13,1 29,4 74.372.000 96.053.000 90.860.000 44.260.288 305.545.288 Presenze con seconde case Italiani Stranieri Totale 207.957.966 260.905.324 233.017.382 338.622.480 1.040.503.152 20,0 25,1 22,4 32,5 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

Presenze nelle seconde case Italiani Stranieri Totale Valori assoluti Nord Ovest 33.804.169 24.333.326 58.137.495 99.781.797 50.038.674 149.820.471 Nord Est 79.061.304 71.708.346 150.769.650 85.791.020 24.344.654 110.135.674 Centro 44.852.426 42.875.033 87.727.459 97.304.956 47.984.967 145.289.923 Mezzogiorno 53.550.612 20.577.161 74.127.773 240.811.580 23.683.127 264.494.707 TOTALE 211.268.511 159.493.866 370.762.377 523.689.353 146.051.422 669.740.775 Distribuzione percentuale colonna Nord Ovest 16,0 15,3 15,7 19,1 34,3 22,4 Nord Est 37,4 45,0 40,7 16,4 16,7 16,4 Centro 21,2 26,9 23,7 18,6 32,9 21,7 Mezzogiorno 25,3 12,9 20,0 46,0 16,2 39,5 TOTALE 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Distribuzione percentuale colonna Nord Ovest 58,1 41,9 100,0 66,6 33,4 100,0 Nord Est 52,4 47,6 100,0 77,9 22,1 100,0 Centro 51,1 48,9 100,0 67,0 33,0 100,0 Mezzogiorno 72,2 27,8 100,0 91,0 9,0 100,0 TOTALE 57,0 43,0 100,0 78,2 21,8 100,0 Moltiplicatore per passare dalle presenze ufficiali a quelle stimate Italiani Stranieri Totale Xre totale 2006 Nord Ovest 3,95 3,06 3,58 3,83 Nord Est 2,09 1,34 1,73 1,77 Centro 3,17 2,12 2,66 2,58 + Mezzogiorno 5,50 2,15 4,57 5,03 TOTALE 3,48 1,92 2,81 2,93 Fonte: elaborazioni e stime su dati Istat, Banca dItalia, Ciset e Mercury

Italiani

Presenze Istat Stranieri

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Graf. 4 - Moltiplicatore per passare dalle presenze ufficiali a quelle stimate per Italiani e stranieri. Anno 2009

5,50

Italiani stranieri
3,95 3,06 2,09 1,34 3,17 2,49 2,12 1,96 3,48

Nord Ovest

Nord Est

Centro

Mezzogiorno

Totale

Il moltiplicatore (Xre) in continua diminuzione; era circa 3,1 nel 2003, per passare a 2,93 nel 2006 e a 2,81 nel 2009. I cambiamenti nella utilizzazione delle seconde case sono molto lenti sia in termini dimensionali che qualitativi. Per la componente nazionale sono in gran parte condizionati dai vincoli di propriet, dal notevole peso che hanno le vacanze di prossimit e dalle abitudini e usi locali. Diverso il ragionamento per la componente estera, che in particolare con riferimento alle citt darte, mostra una sempre maggiore propensione ad alloggiare nelle abitazioni per vacanza. Inoltre, Internet ha favorito il fenomeno dello scambio di case che consente a due persone di permutare temporaneamente la propria abitazione per effettuare le vacanze. Si tratta di un fenomeno ancora molto di nicchia ma che, pur restando tale, potrebbe essere destinato a una maggiore diffusione, specialmente fra i giovani under quarantanni.

3.2-Landamento nel periodo 2006-2010


Come per molti altri comparti landamento nel periodo 2006-2009 stato negativo, mentre per il 2010 rispetto allanno precedente si pu parlare di una situazione quasi stazionaria, pur se di segno leggermente negativo. Le tendenze in corso nel 2011 indicano un lieve recupero spinto dalla favorevole situazione congiunturale determinata dalle crisi istituzionali dei Paesi della Riva Sud del Mediterraneo. La diminuzione nella utilizzazione delle abitazioni per vacanza stata, nel periodo 2006-2009, pari a -5,5% a un tasso medio che nei tre anni stato dell1,9%. La diminuzione maggiore si rileva nel Mezzogiorno e nel Nord Ovest, mentre nel Centro la diminuzione registrata nelle localit balneari stata, almeno in parte, compensata dallaumento del loro uso nelle citt darte. Per lanno 2010 si stima una diminuzione di circa lo 0,2% dei 669,740 milioni di pernottamenti nelle abitazioni per vacanza del 2009, mentre per il 2011 si prevede un aumento di circa lo 0,4% per cui a fine anno i pernottamenti dovrebbero raggiungere i 670,945 milioni. Per una stima del movimento globale sono da aggiungere a quelli risultanti dalle statistiche ufficiali, che a fine anno dovrebbero tornare a superare i 380 milioni.

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Il movimento nelle abitazioni utilizzate per vacanze

Tab. 15 - Confronto fra presenze stimate nelle seconde case nel 2006 e presenze totali stimate nel 2009. Tasso medio di variazione annua 2006-2009
2006 Presenze stimate Seconde case Totale 157.276.320 212.781.454 112.935.400 259.236.170 146.000.464 238.296.362 292.709.735 365.372.711 708.921.919 1.075.686.697 2009 Presenze stimate Seconde case Totale 149.820.471 207.957.966 110.135.674 260.905.324 145.289.923 233.017.382 264.494.707 338.622.480 669.740.775 1.040.503.152 tma Presenze stimate Seconde case Totale -1,6 -0,8 -0,8 0,2 -0,2 -0,7 -3,3 -2,5 -1,9 -1,1

Nord Ovest Nord Est Centro Mezzogiorno TOTALE

Fonte: elaborazioni e stime su dati Istat, Banca dItalia, Ciset e Mercury

Le cause che hanno determinato la leggera diminuzione del movimento nel quadriennio 20062010 sono molteplici: le abitazioni per vacanza hanno risentito della crisi economica in atto; vi la tendenza a una riduzione della permanenza media per praticare altri turismi; in particolare, chi dispone di seconde case ha generalmente una maggiore disponibilit di reddito e tende a ridurre la permanenza per fruire di altri turismi; il sottosegmento che pi risente delle difficolt quello delle abitazioni prese in affitto; per molti proprietari prevale pi la logica del bene rifugio che non quella della utilizzazione effettiva.

3.3-La componente domestica e quella estera


La scomposizione fra movimento domestico e internazionale rivela, come sembra ovvio, una maggior propensione dei residenti a fruire di unabitazione in affitto, come evidenzia il diverso moltiplicatore (Graf. 4). Con riferimento alle macroaree il comportamento appare molto diversificato perch per il turismo nazionale il moltiplicatore risulta massimo nel Mezzogiorno (5,5), mentre pi contenuto, ma, comunque, rilevante nel Nord Est (2,1); per la clientela estera, invece, il moltiplicatore risulta massimo per il Nord Ovest (3,6), mentre il Mezzogiorno appare un po pi ridotto (2,1). Complessivamente nel Sud e nelle Isole il moltiplicatore 4,6, seguito dal Nord Ovest (3,8), dal Centro (2,6) e dal Nord Est (1,8). La presenza di un moltiplicatore ridotto per il Nord Est dipende dal fatto che larea, in particolare quella costiera, una tipica zona ad alta intensit di piccoli alberghi familiari, anche a basso prezzo, molto concorrenziali rispetto allalloggio in abitazioni in affitto. Le nazionalit che pi fruiscono degli appartamenti per vacanza sono quelle europee, in particolare tedeschi, belgi e olandesi. Negli ultimi anni aumentata anche la propensione dei giovani nord americani a fruire degli alloggi in affitto.

4. Valutazione di sintesi
In sintesi si pu affermare che il comparto delle seconde case ha risentito del periodo di crisi congiunturale, ma anche che si stanno consolidando alcuni profondi mutamenti strutturali nel modo di concepire le vacanze, sempre pi orientate a un concezione esperienziale che potrebbe portare alla rivalutazione del ruolo delle abitazioni per vacanza, concepite come tipologia turistica ottimale per meglio vivere le localit. un esempio tipico di questo atteggiamento quello adottato dalle universit straniere che per i loro studenti tengono corsi in Italia. Diverse di queste universit propendono per un alloggio dei propri studenti presso una famiglia in modo da renderli pi partecipi della vita della citt.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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3. IL TURISMO NELLECONOMIA ITALIANA6


1. Introduzione
Dopo la contrazione di circa un punto percentuale del PIL mondiale nel 2009, fatto che non si registrava da decenni, il 2010 si chiuso con unespansione prossima al 5%, comunque inferiore rispetto alle aspettative. Il ridimensionamento stato particolarmente significativo nei paesi Ocse, dove i tagli alla spesa, i programmi di inasprimento fiscali e le altre misure di controllo del debito pubblico hanno pesantemente rallentato la ripresa, allontanando ulteriormente il recupero dei livelli raggiunti nel 2007. Gli effetti pi forti si sono cos manifestati sui consumi, mentre maggiore dinamismo stato registrato dallexport, anche grazie alle migliori performance dei paesi in via di sviluppo, in grado di trainare la fase di recupero. In particolare, leconomia asiatica ha anchessa subito un ridimensionamento della crescita, ma rimasta comunque la pi forte e con le maggiori capacit di ulteriore sviluppo. Altri fattori hanno caratterizzato e condizionato le performance del quadro economico internazionale nel 2010: lesplosione delle crisi greca e irlandese hanno innescato i timori di un effetto domino, soprattutto dopo le turbolenze che avevano investito anche Spagna e Portogallo; le conseguenti speculazioni sulleuro e il rischio definito dagli esperti guerra valutaria che hanno visto contrapposto alla debolezza del dollaro e alla sottovalutazione dello yuan cinese, il rafforzamento della moneta europea ma anche delle valute di altri paesi in via di sviluppo; limpennata del prezzo del petrolio e delle materie prime ha riacceso il rischio inflazione soprattutto nei paesi a pi forte crescita. Tuttavia per tutto il 2010 lo scenario economico stato complessivamente improntato a un cauto ottimismo che per non ha agito significativamente sui livelli di fiducia, soprattutto dei consumatori. Pur nel generalizzato e differenziato rallentamento, dunque, la dinamica a due velocit si fatta pi evidente, contrapponendo nettamente leconomia asiatica che ha rafforzato il ruolo di traino acquisito negli ultimi anni ed cresciuta a tassi prossimi al 10%, a quella delloccidente industrializzato che comunque non cresciuto oltre il 3%, anche nelle situazioni pi positive, come, ad esempio, negli Stati Uniti. Il vero fanalino di coda stata larea euro che complessivamente non ha nemmeno sfiorato il 2% di crescita, nonostante le buone performance di Germania (circa 3%) e paesi scandinavi. Per quanto riguarda leconomia turistica, nonostante le turbolenze finanziarie e le criticit che hanno caratterizzato il 2010, le performance sono state pi che positive, tanto che le prime stime indicano una crescita mondiale di circa il 6% e una dinamica in Europa pari a +3%. Anche la domanda turistica ha per registrato una dinamica a pi velocit: la crescita di circa il 6% dei flussi internazionali, infatti, stata trainata in primis dal bacino asiatico, ma buone propensioni alla vacanza internazionale hanno caratterizzato anche Nord America (da segnalare un +13,6% dei flussi verso lEuropa), Francia (+4,4% dei flussi outgoing) e anche Regno Unito (+2,7% delle partenze). Per quanto riguarda il nostro Paese, il 2010 si caratterizzato per i seguenti aspetti: a) a fronte dellaumento medio nazionale della spesa, le dinamiche regionali risultano molto differenziate, con solo cinque regioni a beneficiarne sui mercati internazionali:
6 A cura di Mara Manente, Ciset (Centro Internazionale di Studi sullEconomia Turistica)

44 Il turismo nelleconomia italiana Lazio, Toscana, Veneto, Piemonte e Puglia, le prime tre grazie alla ripresa del turismo intercontinentale, le altre per una buona penetrazione rispettivamente sui mercati francese e tedesco; il recupero ha evidenziato alcune dinamiche comuni: laddove si sono manifestati effetti negativi, questi sono stati pi evidenti sui pernottamenti che sulla spesa, evidenziano una dicotomia tra turisti di livello medio-alto (tendenzialmente rigidi rispetto alla congiuntura negativa) e coloro che invece cercano vacanze-prodotti-servizi pi a buon mercato; solidit del turismo culturale tradizionale, che si afferma come prima componente con un peso sulla spesa totale internazionale del 53%; rafforzamento del turismo del paesaggio e della cultura, anche attraverso il successo di declinazioni specifiche, come lenogastronomia o ancora quelle connesse ad alcune delle pi importanti destinazioni lacuali del Nord; generalmente favorite, soprattutto per gli effetti economici, le regioni competitive sul prodotto culturale tradizionale e di paesaggio/enogastronomia, o ancora con portafogli differenziati e/o con maggiori integrazioni tra prodotti, o ancora quelle pi vicine ai principali bacini di origine dei flussi. la conferma, da un lato, della tendenza alla diminuzione della permanenza media; la conferma, in alcune destinazioni, soprattutto balneari e lacuali, del processo di sostituzione tra domanda internazionale e domanda italiana; la concentrazione territoriale del fatturato turistico complessivo, che anche nel 2010 risulta polarizzato per il 54% in cinque regioni - Veneto, Lombardia, Toscana, EmiliaRomagna, Lazio - (dove peraltro la quota sale a oltre il 68% se si considera la sola componente internazionale), a svantaggio del Mezzogiorno.

b)

c) d) e)

La spesa totale ha recuperato rispetto al 2009 un +1,6% nominale. Entrambe le componenti hanno contribuito a questo risultato: i consumi internazionali, infatti, sono aumentati dell1,4% , quelli domestici dell1,8%. La valutazione in termini reali (prezzi 2000) conferma di fatto una stabilit rispetto al 2009 dei consumi totali(-0,2%), che per nasconde una contrazione della componente internazionale (-1,4%) sulla quale influisce anche landamento del tasso di cambio euro/dollaro, a fronte di una tenuta della spesa domestica (+0,4%). A fronte di questo quadro quantitativo, nello scorso anno lItalia si affermata come meta interessante per i turisti provenienti dai mercati nordeuropei e dallEst-Europa, ha recuperato sul mercato nordamericano e giapponese e ha incrementato la propria quota di mercato sui paesi emergenti asiatici, favorita in questo dalla brillante dinamica economica che li ha caratterizzati. In termini di valori assoluti, levoluzione dei consumi internazionali e domestici si tradotta nel 2010 in 94.910 milioni di euro di spesa turistica totale in Italia, pari al 10,1% dei consumi interni, che ha attivato un valore aggiunto totale di 100.353 milioni di euro, il 7,2% dellintero valore aggiunto nazionale, e un numero di unit di lavoro che nel 2010 ha superato i 3,3 milioni (il 13,9% delloccupazione totale nazionale). A consuntivo, dunque, il sistema turistico italiano ha mantenuto la propria posizione in termini di fatturato, dimostrando peraltro una capacit di tenuta superiore a quella di altri comparti. Volendo stimare leconomia turistica allargata, la domanda turistica complessiva sale a quasi 171 miliardi di fatturato e genera oltre 181 miliardi di valore aggiunto, pari al 13,1% del totale. In media nazionale, 100 euro spese in beni e servizi turistici nel 2010, danno vita a un valore aggiunto totale di 106 euro, con comportamenti che risultano abbastanza simili nelle diverse aree del Paese. Ci che invece differenzia di pi le regioni , oltre al peso della spesa turistica, la quota delleffetto complessivo che resta allinterno di ciascuna regione.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Alcune regioni di grande attrazione come il Trentino-Alto Adige e la Valle dAosta dipendono in larga misura dallattivit turistica, ma date le loro dimensioni e le caratteristiche del proprio apparato produttivo, diffondono molti degli effetti di attivazione anche sulle regioni vicine: Lombardia e Piemonte, ad esempio, finiscono con lusufruire in modo consistente di tali vantaggi pur essendo aree comparativamente a minore vocazione turistica. Regioni invece come Veneto, Emilia-Romagna e, in misura minore, Toscana riescono ad avvantaggiarsi simultaneamente del fatto di essere aree fortemente turistiche e di avere anche un sistema produttivo in grado sia di trattenere una parte rilevante degli effetti di attivazione sia di recepire parte degli effetti di attivazione provenienti da altre aree. Per quanto riguarda le regioni meridionali, il 2010 conferma il rafforzamento delleconomia turistica rispetto al resto del sistema produttivo, con un peso del PIL turistico su quello totale regionale al di sopra della media nazionale, in Sardegna (11,4%), Abruzzo (7,8%), Puglia (7,7%). Resta, invece, basso, anche se lievemente in crescita, il peso del fenomeno in particolare in Basilicata e Molise (6,2% e 6,8% del PIL regionale): ci dipende sia dalla debolezza produttiva di queste aree, ma ancor di pi dalla difficolt ad affermare la propria capacit di attrazione sui principali mercati di domanda, soprattutto internazionali. Nel resto del paese, lincidenza del valore aggiunto turistico regionale sul valore aggiunto complessivo di ciascuna regione, si traduce in quote superiori alla media in otto regioni, nell'ordine: Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta, rispettivamente con 15,7% e 20,4%, Liguria, 10,2%, Toscana, 10%, Veneto e Emilia-Romagna con circa l8%, Lazio e Abruzzo, con il 7,5%. In fondo alla classifica troviamo Piemonte e Lombardia, con una quota del 4,9%.

2. Contabilit economica
Il 2010 si chiude con una variazione nominale e reale pari rispettivamente a +1,6% e -0,2% rispetto al 2009, segnando dunque uninversione del ciclo negativo che aveva caratterizzato il precedente biennio. In termini reali, la ricchezza prodotta dal turismo registra un +1,8% sul 2009, ma ancora un 2,7% se confrontata con i risultati del 2007; una performance comunque migliore rispetto a quella del PIL nazionale (+1% sul 2009 e -5,4% sul 2007), ma anche di settori strategici del Made in Italy. Un esempio su tutti il comparto del Tessile e Abbigliamento che, pur essendo cresciuto del 4,3% nellultimo anno, si mantiene su livelli reali di oltre il 7% inferiori a quelli del 2007. Il sistema produttivo che ruota intorno al turismo, dunque, ha retto meglio di altri settori economici e ha mostrato una buona capacit di reazione, trainata dal fatto che oramai la vacanza considerata un bene di largo consumo, al quale non si rinuncia, ma che pu essere modulato in termini di periodo scelto (bassa stagione vs. alta stagione), di organizzazione (mezzo di trasporto, attivit svolte, tipologia ricettiva) e durata, in definitiva ancor pi in termini di paniere di spesa, che di budget complessivo. Pi in dettaglio, la ripresa del 2010 stata possibile grazie alla buona espansione del turismo intercontinentale, sia sui mercati asiatici, sia su quelli nordamericani che hanno reagito molto positivamente ai segnali di inversione del ciclo economico. Le buone performance nei paesi centro e nordeuropei, inoltre, hanno favorito il ritorno dei turisti inglesi e di lingua tedesca, cui va aggiunta la migliorata capacit di penetrazione del nostro Paese su segmenti a reddito medio-alto, anche grazie alle molte iniziative che a livello locale hanno puntato a differenziare e innovare lofferta. Sono state, infatti, soprattutto le destinazioni culturali, sia le citt darte che le proposte di integrazione paesaggio-cultura-territorio, a registrare i risultati pi significativi. A conferma di ci, nel 2010 aumentata la propensione media alla spesa degli stranieri, che giornalmente hanno speso 94 euro, conto una media di circa 85 euro del biennio precedente.

46 Il turismo nelleconomia italiana Sostanzialmente stabile, invece, la spesa pro capite degli italiani che, secondo le stime, si sarebbe consolidata intorno ai 70 euro, dopo andamenti altalenanti degli anni precedenti. In termini macroeconomici, dunque, i quasi 95 miliardi di euro di consumi turistici in Italia nel 2010 si sono ripartiti in 29,3 miliardi spesi dalla domanda straniera (31% del totale, in recupero ma ancora al di sotto del 33% del 2007) e 65,6 miliardi spesi dagli italiani (69% del totale). Per quanto riguarda la dinamica di medio periodo, dunque, va segnalato il consolidarsi dello spostamento verso la componente domestica che nel triennio precedente aveva guadagnato quasi un punto percentuale. Tab. 1 - Italia. Consumi turistici in Italia, valori a prezzi correnti (milioni di euro). (Anni 2007, 2009 e 2010) e concatenati (Anno di riferimento 2000)
Valori Correnti 2007 Consumi turistici stranieri Consumi turistici italiani Totale consumi turistici Spesa territorio economico Spesa famiglie residenti 31.121 63.959 95.080 917.575 901.671 2007 Consumi turistici stranieri Consumi turistici italiani Totale consumi turistici Spesa territorio economico Spesa famiglie residenti 26.734 53.387 80.121 765.908 753.729 Var. % 2010/09 28.856 29.257 1,4 64.515 65.653 1,8 93.371 94.910 1,6 919.069 941.510 2,6 922.979 906.095 0,5 Valori concatenati con anno di riferimento 2000 Var. % 2009 2010 2010/09 23.922 23.586 -1,4 52.159 52.348 0,4 76.081 75.934 -0,2 743.049 750.714 1,0 734.083 741.179 1,0 2009 2010 Var. % 2010/07 -6,0 2,6 -0,2 2,6 0,5 Var. % 2010/07 -11,8 -1,9 -5,2 -2,0 -1,7

Fonte: elaborazioni Ciset su dati Banca d'Italia e "Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese 2010" (2011)

A fronte di tali dinamiche, si mantiene stazionaria lincidenza della spesa turistica sul totale dei consumi finali interni (Tab. 2), confermando cos le valutazioni precedenti. Il peso della spesa dei turisti italiani nel 2010 si assesta infatti sul 7%; percentuale che sale a 10,4% se si considera anche la spesa degli stranieri. Tab. 2 - Incidenza della spesa turistica in Italia sul totale dei consumi finali interni (milioni di euro correnti). Anni 2007, 2009 e 2010
Consumi tur. italiani (1) 63.959 64.515 65.653 Consumi tur. stranieri (2) 31.121 28.856 29.257 Consumi finali interni (3) 917.575 919.069 941.510 (1)/(3)% 7,0 7,0 7,0 ((1)+(2))/(3)% 10,4 10,2 10,1

2007 2009 2010

Fonte: elaborazioni Ciset su dati della "Relazione Generale sulla Situazione Economica

Passando ora allanalisi dimpatto, il valore aggiunto attivato dai consumi turistici supera nel 2010, secondo le nuove stime, i 100 miliardi di euro (Tab. 3). Tale valore, pari a circa il 7% di tutto il valore aggiunto prodotto in Italia in quellanno, evidenzia limportanza crescente del settore che, anche grazie alla stima pi precisa dei diversi livelli di attivazione, giunge a valere quattro volte quello prodottosi nel comparto agricolo-alimentare, pi di cinque volte la ricchezza generata dal settore dei Tessili e abbigliamento, cio il comparto della moda; esso inoltre vale quanto il reddito prodotto dai Prodotti in metallo, macchine e forniture

XVII Rapporto sul turismo italiano

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elettriche, ed pari al 65% del valore aggiunto del settore del Commercio. La ricomposizione prodottasi negli ultimi anni allinterno del sistema produttivo, dunque, modifica significativamente i rapporti relativi, evidenziando limportanza del turismo a confronto con i settori manifatturieri che sono stati pi penalizzati dalla crisi economica, da un lato, il suo consolidamento rispetto alle attivit pi dinamiche del terziario, e in primis il Commercio, dallaltro. Il turismo il settore produttivo pi importate del Paese, anche se pochi se ne sono accorti. Tab. 3 - Peso del Valore Aggiunto Turistico su alcuni comparti rilevanti del sistema produttivo italiano (milioni di euro). Anno 2010
Comparti turistici Valore(*) Valore % Industria Viaggi e Turismo 100.353 100 Agricoltura 26.370 381 Prodotti energetici 33.698 298 Prodotti in metallo, macchine e forniture elettriche 99.611 101 Prodotti alimentari, bevande e tabacco 24.834 404 Prodotti tessili e dell'abbigliamento 19.159 524 Commercio 153.700 65 Alberghi e ristoranti 53.351 188 Servizi di trasporto e comunicazioni 100.464 100 Fonte: elaborazioni Ciset su dati della "Relazione Generale sulla Situazione(*) stato considerato il Valore aggiunto a prezzi base

Queste valutazioni, come quelle presentate nei precedenti Rapporti, e coerentemente con le definizioni di industria dei viaggi e del turismo e di relativo ruolo economico codificate dallOrganizzazione Mondiale per il Turismo, assumono i turisti e i loro consumi come fattori di identificazione dellindustria stessa e dei suoi livelli di attivazione. Come ricordato nei precedenti Rapporti, leconomia del turismo coinvolge altri attori oltre ai turisti, ed evidenzia altre tipologie di spesa oltre ai consumi dei turisti. Come ormai tradizione, anche per il 2010 si propone un aggiornamento dellimpatto del turismo in Italia adottando la composizione formulata dal World Travel and Tourism Council (Wttc). possibile cos delimitare anche economicamente quella che potremmo definire economia allargata dei viaggi e del turismo: la Tabella 2 ne illustra la composizione secondo le stime di fatturato e di PIL elaborate da Wttc 7. Seguendo questo approccio, i consumi dei turisti rappresentano il 55,2% del fatturato complessivo di questo sistema allargato, mentre quasi un 38% viene generato dalle aziende (il 20,1% in investimenti in beni capitali e il 17,8% in spese per viaggi d'affari), e un ulteriore 6,9% dovuto alle spese per turismo da parte delle autorit governative. Ci significa che ai 94,9 miliardi di euro spesi dai turisti vanno aggiunti 77 miliardi imputabili agli altri attori, per un totale di 171,9 miliardi di domanda espressa dagli stakeholders del turismo. A partire da questi dati di spesa, possibile stimare due livelli di PIL turistico, quello attivato dai soli consumi turistici, pari a 100,3 miliardi di euro, al quale si far riferimento nelle analisi dimpatto che seguono, e quello relativo al totale dei tre capitoli di spesa, pari a 181,8 miliardi di euro. Lincidenza sul PIL totale oscilla cos da un minimo del 7,2% a un massimo del 13,1%. Queste valutazioni confermano la necessit di arrivare a una definizione delle dimensioni economiche del turismo in tutte le sue componenti e a una loro quantificazione rigorosa e credibile; necessario, cio, addivenire alla costruzione del Conto Satellite del Turismo.
7 Wttc, http://www.wttc.org/eng/tourism_satellite_accounting_tool

48 Il turismo nelleconomia italiana Tab. 4 - Industria dei viaggi e del turismo ed economia allargata (milioni di euro). Anno 2010
Economia allargata secondo Wttc (composizione %) Industria italiana dei viaggi e del turismo XV Rapporto (2010) Ipotesi economia allargata Italia 2010 su percentuali Wttc

SPESA DEGLI ATTORI A. Turisti: - consumi dei turisti 55,2% 94.910 94.910 B. Aziende: - investimenti in beni capitali 20,1% 34.560 - spese per viaggi d'affari 17,8% 30.605 C. Governo centrale e locale - spese per turismo 6,9% 11.864 Totale domanda/fatturato 100,0% 94.910 171.938 Stima V.A.(*) da consumi turistici (A) 100.353 100.353 Stima V.A.(*) da totale domanda turistica (A+B+C) 181.799 INCIDENZA PIL TURISTICO SU PIL - % V.A. da consumi turistici su V.A. Italia 7,2% 7,2% - % V.A. da domanda totale turistica su V.A. Italia 13,1% Fonte: elaborazioni Ciset su dati Wttc, Irpet e "Relazione Generale sulla Situazione Economica. (*) Valore aggiunto a prezzi base

3. I comportamenti di spesa
3.1-I comportamenti di spesa e i consumi turistici degli stranieri
La Tabella 5 aggiorna al 2010 la serie storica dei Consumi in Italia dei Non Residenti (CINR) a prezzi correnti e a prezzi concatenati con anno di riferimento 2000 8, confrontandone landamento con quello del Prodotto Interno Lordo e misurandone lincidenza su questultimo. Le alterne performance rispecchiano in realt il susseguirsi degli eventi che hanno caratterizzato il periodo in questione: dal prolungarsi del ciclo economico negativo in Europa, alle incertezze sui tempi e lentit della ripresa, al progressivo calo di fiducia delle famiglie e alla conseguente contrazione nella propensione ai consumi e dunque anche nella spesa per turismo, fino allinversione del ciclo, prima auspicata come duratura, poi, a fine 2007, minacciata dai nuovi ben noti fattori di criticit che si sono manifestati in tutta la loro forza a cavallo tra il 2008 e il 2009, spingendo nuovamente leconomia dei paesi pi sviluppati verso situazioni di quasi recessione. Limpatto sul turismo internazionale stato significativo, ma comunque pi contenuto rispetto a quanto non sia avvenuto in altri comparti produttivi. Fino al 2007, questa dinamica, confrontata, con un andamento sostanzialmente positivo del PIL nazionale sia nominale che reale, ma meno vivace rispetto a quello turistico, spiega il buon recupero del peso dei consumi da turismo internazionale sulla ricchezza prodotta, comunque inferiore alla quota di inizio decennio (2,05% contro 2,5%). Con il biennio 2008-2009, tale incidenza scende all1,9%, a seguito di una contrazione pi marcata dei consumi internazionali, ancora pi evidente in termini reali: a una loro diminuzione di quasi il 12% rispetto al 2007, infatti,
8 In occasione della revisione generale dei conti economici nazionali effettuata dallIstat, stato introdotto in Italia il metodo degli indici a catena per la misura delle dinamiche reali, che ha dunque sostituito il precedente sistema a base fissa. Per dettagli si rinvia a Maresca S., Le novit delle valutazioni ai prezzi dellanno precedente: aspetti teorici e pratici, Istat, 2006.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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la perdita registrata dal PIL resta contenuta a circa il 5%. Dei 29.257 milioni di euro spesi dai turisti stranieri in Italia nel 2010, gli acquisti di servizi ricettivi e di ristorazione (comparto Alberghi e ristoranti) rimangono stabili intorno al 50% 9 del totale. Al di l dei servizi di trasporto nellambito del territorio nazionale e commerciali, tra le altre attivit produttive confermano la loro importanza i Tessili e cuoio, settore rappresentativo del sistema moda, (5,4,% della spesa), nonch gli Altri prodotti della trasformazione industriale, al cui interno si distinguono soprattutto gli acquisti di prodotti dellartigianato e di souvenirs di vario tipo (7,4%). Quasi il 4% della spesa straniera si concentra inoltre nellacquisto di prodotti agricolo-alimentari, mentre un altro 4% interessa le Attivit ricreative. Tab. 5 - Consumi in Italia dei non residenti (CINR) e prodotto interno lordo ai prezzi di mercato (PIL(pm)). Anni 2000-2010
Valori a prezzi correnti CINR PIL (pm) (1)/(2)% (3) 2,52 2,33 2,20 2,09 2,07 2,00 2,06 2,01 1,98 1,90 1,89 d'Italia Valori a prezzi concatenati con anno di riferimento 2000 CINR N.I. PIL(pm) N.I. 2000=100 2000=100 (4) (5) (6) (7) 30.007 100,0 1.191.057 100,0 28.278 94,2 1.212.442 101,8 26.998 90,0 1.218.220 102,3 25.730 85,7 1.218.013 102,3 26.039 86,8 1.236.671 103,8 25.362 84,5 1.244.782 104,5 26.517 88,4 1.270.126 106,6 26.734 89,1 1.288.953 108,2 25.286 84,3 1.271.897 106,8 23.922 79,7 1.205.536 101,2 23.586 78,6 1.221.159 102,5 e della "Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2010"

(1) (2) 2000 30.007 1.191.057 2001 29.081 1.248.648 2002 28.459 1.295.226 2003 27.854 1.335.354 2004 28.811 1.391.530 2005 28.603 1.429.479 2006 30.541 1.485.377 2007 31.121 1.546.177 2008 31.090 1.567.851 2009 28.856 1.519.702 2010 29.257 1.548.816 Fonte: elaborazioni Ciset su dati Banca (2011)

Tab. 6 - Spesa totale in Italia per ramo e branca (milioni di euro correnti). Anni 2007, 2010
Ramo/Branca Agricoltura Prodotti energetici Alimentari Tessili e cuoio Altri prodotti della trasformazione industriale Costruzioni Commercio Alberghi e ristoranti Trasporti Intermediazione monetaria e finanziaria Locazione di fabbricati (att. imm. e noleggio) Attivit ricreative Servizi vari TOTALE Fonte: aggiornamento elaborazioni Ciset e Irpet Consumi turistici stranieri 2007 2010 276 261 225 212 919 861 1.679 1.572 2.297 2.154 27 25 5.011 4.693 5.766 14.882 1.681 1.570 417 389 164 151 1.218 1.138 1.440 1.350 31.121 29.257 Consumi turistici italiani 2007 2010 643 667 451 465 1.917 1.963 3.400 3.431 4.584 4.675 61 63 10.186 10.461 32.590 33.597 3.448 3.515 828 846 400 403 2.516 2.564 2.934 3.004 63.959 65.653

9 Come precisato nellintroduzione, le elaborazioni sono state eseguite secondo il nuovo sistema di contabilit e la nuova classificazione per branche SEC95: i settori qui riportati sono dunque direttamente confrontabili con quelli presentati nei Rapporti dallXI in poi.

50 Il turismo nelleconomia italiana Graf. 1 - Spesa giornaliera pro-capite dei turisti stranieri per regione di destinazione. Anni 2007, 2010

Fonte: elaborazioni Ciset e Irpet

Il Grafico 1, infine, riassume i differenti pattern di consumo dei turisti stranieri in vacanza in Italia attraverso la spesa giornaliera pro-capite per regione di destinazione 10. Rispetto alla media italiana che, come si detto, salita intorno ai 95 euro, valori superiori si registrano in 5 regioni, di cui quattro - Lazio, Lombardia, Liguria e Friuli-Venezia Giulia - si confermano nelle prime posizioni dal 2007, mentre Sardegna sale al quinto posto per la prima volta. Tutte le regioni del Mezzogiorno registrano invece valori inferiori alla media nazionale: in particolare, negli ultimi posti della classifica troviamo Calabria (49 euro) e Abruzzi (57 euro).

3.2-I comportamenti di spesa e i consumi turistici degli italiani


I consumi per turismo effettuati dagli italiani allinterno del Paese sono stati valutati per il 2010 in 65.653 milioni di euro, con una crescita nominale dell1,8% e reale dello 0,4% rispetto al 2009. Resta invece ancora negativa e pari a -1,9% la dinamica reale rispetto al 2007. Si tratta di un risultato sostanzialmente in linea con levoluzione della spesa complessiva delle famiglie: da notare laumento nominale pi pronunciato dei consumi turistici, con molta probabilit trainato da un andamento dei prezzi turistici superiore allindice generale del costo della vita, visto che a esso non ha fatto riscontro unaltrettanto positiva risposta delle quantit. Con riferimento alla composizione del paniere di spesa giornaliera pro-capite (Tab. 6), infine, gli italiani confermano alcune tendenze ormai strutturali e gi segnalate negli ultimi Rapporti: spendono pi degli stranieri per le tipologie di alloggio in affitto e alternative e acquistano in
10 Dal 2004 la metodologia utilizzata dallindagine alle frontiere dellUic stata rivista. A seguito di ci, alcuni dati possono non essere confrontabili con quelli relativi agli anni precedenti. Per informazioni su tali aspetti si rinvia al sito dellUfficio Italiano dei Cambi.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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maggiore quantit prodotti agricolo-alimentari. La composizione della spesa degli italiani consente peraltro di apprezzare leffetto prodotto dallinclusione nelle stime del fenomeno degli alloggi non registrati. Questa componente della domanda rilevata solo, in minima parte, tende ad avvicinare il comportamento del fruitore-vacanziere pi a quello del residente che a quello del turista.

4. L'impatto macroeconomico
Come precisato nel capitolo introduttivo, limportanza economica del turismo in Italia viene misurata per il 2010 calcolando, come nei precedenti rapporti, il contributo del settore alla formazione del reddito nazionale, al sostegno dei livelli di occupazione, allequilibrio dei conti con lestero, ma tenendo conto anche delleffetto moltiplicatore keynesiano. Nel 2010 il valore aggiunto attivato direttamente dai consumi turistici in Italia stato pari a 52.076 milioni di euro, con un incremento del +1,7% rispetto al 2009 e del 3% sul 2007. Andando nel dettaglio, con 15.967 milioni di euro, il valore aggiunto diretto attivato dalla spesa internazionale nel 2010 aumentato dell1,3% arrivando a rappresentare il 31% del totale, mentre la ricchezza diretta generata dal turismo interno, pari a 36.109 milioni di euro, cresciuta del +1,8%, in linea con la spesa. Se si sommano anche gli effetti indiretti e indotti, i livelli di valore aggiunto attivati dalla domanda turistica totale nel 2010 salgono a 100.353 milioni di euro, ripartiti per il 30,5% al turismo internazionale, e per il restante 69,5% al turismo domestico. Tab. 7 - Attivazione dei consumi turistici. Anno 2010
Effetti Totale (*) VALORE AGGIUNTO (milioni di euro correnti a prezzi base) da consumi turistici: * Stranieri 15.967 30.568 * Italiani 36.109 69.785 * TOTALE 52.076 100.353 % sul totale nazionale 7,2% Moltiplicatore 1,93 OCCUPAZIONE TOTALE (migliaia) da consumi turistici: * Stranieri 585 996 * Italiani 1.360 2.340 * TOTALE 1.945 3.336 % sul totale nazionale 13,9% Moltiplicatore 1,72 IMPORTAZIONI (milioni di Euro) da consumi turistici: * Stranieri 9.359 * Italiani 20.661 * TOTALE 30.020 % sul totale nazionale 6,8% Fonte: aggiornamento elaborazioni Ciset e Irpet; "Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese 2010" (2011). (*) Le stime sono comprensive anche degli effetti indotti Diretti

Lanalisi dei moltiplicatori comprensiva delleffetto keynesiano consente di rivedere il rapporto tra valore aggiunto turistico diretto e quello diretto e indiretto, alzando il moltiplicatore a 1,93: in pratica, ogni 100 euro di ricchezza prodotte nelle attivit direttamente a contatto con il turista, se ne producono altre 93 nel resto del sistema produttivo. Rapportati al valore aggiunto nazionale

52 Il turismo nelleconomia italiana prodottosi nel 2010, infine, i 100.353 milioni di euro generati direttamente e indirettamente dal turismo pesano per circa il 7,2%. Il valore aggiunto turistico straniero, pari a 30.568 milioni di euro, mantiene la sua posizione continuando a spiegare il 2,2% del totale, a fronte di unincidenza pari a 5% dei 69.785 milioni attivati dalla spesa degli italiani. Tab. 8 - Valore Aggiunto per ramo e branca attivato dalla domanda di consumi turistici in Italia (milioni di euro correnti). Anno 2010
Ramo/Branca Diretto da: Consumi turistici Stranieri Italiani (a) (b) 401 973 251 551 623 1.415 370 863 775 1.741 127 292 2.195 4.875 6.360 14.369 1.051 2.371 425 941 1.109 2.584 753 1.729 527 3.406 15.967 36.109 Totale (*) da: Consumi turistici Stranieri Italiani Totale (a) (b) (a+b) 1.121 2.668 3.789 838 1.861 2.698 1.052 2.417 3.469 617 1.455 2.072 2.012 4.591 6.603 480 1.109 1.589 4.234 9.580 13.814 7.268 16.462 23.731 2.500 5.716 8.217 1.444 3.267 4.712 4.002 9.299 13.301 1.478 3.412 4.890 3.521 7.948 11.469 30.568 69.785 100.353

Agricoltura Prodotti energetici Alimentari Tessili e cuoio Altri prodotti della trasformazione industriale Costruzioni Commercio Alberghi e ristoranti Trasporti Intermediazione monetaria e finanziaria Locazione di fabbricati (att. imm. e noleggio) Attivit ricreative Servizi vari TOTALE

Totale (a+b) 1.374 802 2.038 .233 2.516 419 7.070 20.730 3.422 1.366 3.693 2.482 4.932 52.076

(*) Le stime sono comprensive anche degli effetti indotti

La Tabella 8, infine, mostra la composizione settoriale del valore aggiunto turistico per il 2010. Se rimane confermata limportanza del comparto Alberghi e ristoranti 11, che mantiene una quota intorno al 40% di tutto il valore aggiunto turistico diretto e il 23,6% di quello totale, molto significativa risulta la quota che si forma nei comparti non propriamente turistici. In conclusione, tra i settori meno direttamente turistici, mantengono e rafforzano la loro posizione di primo rilievo, oltre che il gi citato comparto della Locazione di fabbricati, lAgricoltura (3,8%), le Attivit ricreative (4,9%), gli Altri prodotti della trasformazione industriale (6,6%) e gli Alimentari (3,5%).

5. Loccupazione turistica
Le stime aggregate per il 2010 delloccupazione sostenuta dallattivit turistica sono riassunte nella Tabella 7, mentre le valutazioni settoriali sono riportate nella Tabella 9. Come in tutti i precedenti Rapporti sul turismo, le valutazioni sono espresse in unit annue di lavoro equivalenti, misura che consente di eliminare leffetto stagionalit e part-time presente in buona parte delle attivit in questione. Nel 2010 gli occupati diretti in attivit turistiche sono stati stimati in 1.945.000 unit, allinterno delle quali rimane forte, per quanto in diminuzione, la presenza di lavoro indipendente, che si traduce in una quota del 33,7% nel comparto degli alberghi e ristoranti (era del 36,5% nel 2000), contro una media nazionale del 28,4% (era del 30,5% nel 2000). Le quote di occupazione diretta sostenute dalle due componenti di domanda si sono ripartite per il 30% (585.000 unit) da turismo straniero, e per il restante 70% (1.360.000 unit) da quello
11 Per quanto riguarda la nuova classificazione, si rinvia a quanto precisato nellIntroduzione.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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italiano. Tab. 9 - Occupati totali per ramo e branca attivati dalla domanda di consumi turistici in Italia (migliaia di occupati). Anno 2010
Ramo/Branca Diretti da: Consumi turistici Stranieri Italiani (a) (b) 24 61 2 5 20 46 17 40 25 57 5 11 71 165 281 649 29 68 7 16 2 6 48 114 53 122 585 1.360 Totale (*) da: Consumi turistici Stranieri Italiani (a) (b) 69 168 7 17 34 79 28 68 66 153 18 41 138 324 321 744 70 163 24 57 9 20 94 224 119 282 996 2.340

Agricoltura Prodotti energetici Alimentari Tessili e cuoio Altri prodotti della trasformazione industriale Costruzioni Commercio Alberghi e ristoranti Trasporti Intermediazione monetaria e finanziaria Locazione di fabbricati (att. imm. e noleggio) Attivit ricreative Servizi vari TOTALE

Totale (a+b) 85 7 66 57 83 16 236 930 97 24 8 161 175 1.945

Totale (a+b) 237 24 112 96 220 59 462 1.065 233 81 29 318 401 3.336

(*) Le stime sono comprensive anche degli effetti indotti

Dallanalisi settoriale, infine, risulta che 930.000 di tutti gli occupati diretti, pari al 47,8%, hanno lavorato nel comparto Alberghi e ristoranti. Questo settore di gran lunga il pi importante in termini di occupazione turistica, seguito a grande distanza dal Commercio (236.000 unit, pari al 12,2%) e dalle Attivit ricreative (161.000 unit, pari all8,3%). Nel 2010, il comparto turistico ha sostenuto complessivamente, ovvero compresi gli occupati in attivit indirette e indotte (cio includendo anche leffetto keynesiano), 3.336.000 unit di lavoro. Il confronto con i livelli diretti di occupazione consente di fissare a 1,7 il moltiplicatore. Complessivamente, lincidenza sul totale nazionale delloccupazione turistica pari al 13,9%. Passando alla distinzione tra spesa turistica straniera e italiana, la prima attiva, sempre nel 2010, il 29,8% delloccupazione turistica totale, con 996.000 unit. In termini di composizione settoriale (Tab. 9), il comparto Alberghi e ristoranti ha impiegato 1.065.000 occupati, il 32% delloccupazione complessivamente impegnata nella produzione per il turismo. Tale percentuale rimane sostanzialmente stabile rispetto allanno precedente.

6. Il quadro macroeconomico del turismo nelle regioni italiane


Lanalisi dellimpatto economico con riferimento a tutte le venti regioni italiane, a partire dalla valutazione della spesa effettuata dai turisti (residenti allestero o in altre regioni italiane, e anche i residenti nella stessa regione) consente di monitorare nel tempo le performance territoriali in termini di bilancia turistica; si evidenzia, cos, quanta parte del complesso delle attivit produttive presenti in ciascuna regione ruota attorno alla spesa turistica nel suo insieme. Come risulta dalla Tabella 10, il confronto tra spesa turistica effettuata dai propri abitanti fuori regione (in Italia o allestero) e spesa effettuata nella regione dai non residenti (italiani e stranieri), conferma le dinamiche strutturali pi volte segnalate: il saldo tradizionalmente negativo per Piemonte, Lombardia, Molise, Umbria, Campania e Basilicata. Lombardia e Piemonte sono le regioni caratterizzate dal saldo negativo pi elevato soprattutto a

54 Il turismo nelleconomia italiana causa del significativo aumento della spesa allestero e nelle altre regioni. Tab. 10 - Spesa turistica in Italia (milioni di euro correnti). Anno 2010
Spesa degli stranieri (1) 1.154 324 4.943 1.285 4.419 1.049 1.259 1.703 3.439 265 364 5.314 205 34 1.262 599 50 166 830 592 29.257 Spesa all'estero (2) 1.671 48 5.593 496 1.603 793 555 1.756 1.038 273 449 2.930 371 91 1.165 657 89 205 394 240 20.417 2010 Spesa nella regione di residenza (3) 1.155,5 18,5 2.096,3 610,0 2.328,5 440,0 482,7 2.618,8 2.285,4 27,3 489,4 2.811,9 726,2 71,0 1.115,0 2.700,5 95,8 1.198,9 3.263,7 1.464,0 26.000 Spesa degli altri italiani (4) 1.196,5 753,6 2.908,6 4.373,8 3.872,2 900,2 2.874,3 6.364,0 3.965,7 603,0 1.318,6 2.192,2 979,1 97,1 1.995,1 1.636,2 208,0 653,5 1.047,5 1.714,4 39.654 Spesa nelle altre regioni (5) 4.448,8 178,9 9.843,7 1.128,5 2.954,3 783,6 1.682,9 3.351,5 2.016,8 1.030,6 1.259,0 4.188,0 502,3 185,5 2.794,8 1.008,3 332,0 442,3 1.002,6 519,5 39.654

Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Veneto Friuli-Venezia Giulia Liguria Emilia-Romagna Toscana Umbria Marche Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna TOTALE Italia Fonte: elaborazione Irpet

Saldo totale (1+4)-(2+5) -3.769 851 -7.585 4.034 3.734 372 1.896 2.960 4.350 -435 -26 388 310 -145 -702 570 -163 172 481 1.546 8.840

Graf. 2 - Peso percentuale dei consumi turistici sul totale dei consumi interni. Anni 2007, 2010

Fonte: elaborazioni Ciset e Irpet

Tra le regioni con saldo strutturalmente positivo si confermano ai primi posti, nellordine, Toscana, Trentino-Alto Adige, Veneto ed Emilia-Romagna, che compensano una comunque significativa propensione dei residenti alla vacanza fuori regione, con unalta capacit dattrazione

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sul mercato sia internazionale che domestico. Il turismo che avviene allinterno dei confini regionali pu essere considerato una buona approssimazione del turismo di corto raggio, il cui ruolo andato progressivamente crescendo negli anni in cui pi forti sono stati le condizioni di incertezza dello scenario economico nazionale e internazionale nonch i timori sulleffettiva inversione del ciclo negativo. Nel 2010, a conferma dellimportanza di tale componente, risulta che ben 26.000 dei 65.653 milioni di euro spesi dagli italiani nel paese (pari al 39,6%, contro il 38% del periodo precedente) restano allinterno di ciascuna regione. Come stato pi volte messo in luce nelle precedenti edizioni, nonostante il diverso grado di specializzazione turistica allinterno del paese, una parte comunque significativa del sistema economico di molte regioni italiane dipende dal turismo. Infatti, tenendo conto di tutte le componenti della spesa turistica - quella domestica, quella degli altri italiani e quella degli stranieri - essa rappresenta nel 2010 il 10,5% dei consumi che avvengono allinterno del paese (Graf. 2), percentuale che si abbassa notevolmente, e mostra un trend altalenante, in regioni come Piemonte e Lombardia (rispettivamente 4,8% e 5,9%), e che raggiunge vette elevate non solo in regioni fortemente specializzate nel turismo come la Valle dAosta, dove peraltro la percentuale sale al 41,7% e il Trentino-Alto Adige (32,3%), ma anche in regioni in cui il turismo certamente fenomeno importante, ma si inserisce allinterno di un contesto economico molto variegato e solido (Toscana, Veneto ed Emilia-Romagna), e dove la dinamica dellindicatore mostra una sostanziale stabilit negli ultimi anni (rispettivamente 15,8%, 13,1% e 13,7%). Nella maggior parte delle regioni meridionali, invece, il peso dei consumi turistici inferiore a quello medio nazionale (uniche eccezioni Sardegna, 17,5%; Abruzzo e Puglia, che si collocano intorno alla media nazionale). Dallanalisi settoriale gi presentata risulta peraltro come i settori che maggiormente dipendono dalla spesa turistica sono, oltre a quello specifico degli alberghi e della ristorazione, tutto il comparto agro-alimentare, quello dei servizi ricreativi, e della locazione fabbricati. Ma un impulso non indifferente ricevono anche settori tipici delleconomia italiana come, ad esempio, quello connesso ai prodotti della moda, rappresentato dal comparto Tessili e cuoio. Graf. 3 - Valore aggiunto attivato dalla spesa turistica. Peso percentuale sul valore aggiunto regionale. Anno 2010

Dal punto di vista invece della distribuzione regionale dellattivazione, in tutte le regioni la quota di valore aggiunto dipendente dai consumi turistici nel paese elevata (Graf. 3), anche se le differenze sono assai meno evidenti rispetto a quelle osservate in termini di spesa. I meccanismi

56 Il turismo nelleconomia italiana di diffusione degli impatti sono infatti tali da riequilibrare parzialmente gli effetti di una distribuzione della spesa territorialmente differenziata. Rispetto allincidenza media nazionale del 7,2%, infatti, emergono le regioni di dimensione pi ridotta come Trentino-Alto Adige e Valle d'Aosta con percentuali che si confermano superiori al 15%, Toscana, Liguria e Sardegna con percentuali comprese tra 10 e 11,5%, Veneto, Abruzzo, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Marche, Umbria e Puglia per quote comprese tra 7% e 8%. Confermando linterpretazione gi proposta nel precedente Rapporto, a parte il caso del Trentino-Alto Adige e della Valle d'Aosta, la cui economia fortemente orientata verso lattivit turistica, Toscana, Lazio, Veneto ed Emilia-Romagna sono le regioni che traggono i maggiori vantaggi assoluti in termini di attivazione: esse, infatti, soddisfano contemporaneamente le caratteristiche di essere regioni di alta concentrazione di spesa turistica e di disporre anche di un apparato produttivo molto solido.

7. Turismo e bilancia dei pagamenti


Lo studio del ruolo del turismo nei conti con lestero e della competitivit di prezzo dellofferta italiana, cui dedicato questo capitolo, si baser sulle nuove serie storiche pubblicate nella Relazione sulla Situazione Economica del Paese 2010 12. Nel periodo 2002-2010 il saldo della bilancia turistica mostra un andamento altalenante, ma comunque superiore a +10 miliardi di euro fino al 2008. Il biennio successivo registra un peggioramento del saldo che scende a 8,8 miliardi, sia per la caduta delle entrate, che per il recupero fatto registrare dalla spesa degli italiani allestero. Complessivamente, nel 2010 le performance dellItalia sui mercati internazionali hanno segnato un buon recupero sul 2009, con un +14% nominale dellexport cui per ha fatto riscontro un +20% dellimport. Rimangono lontani, comunque, i livelli di export realizzati nel biennio 2007-2008, quando sono stati raggiunti i 450 milioni di euro. A giocare negativamente sono state soprattutto le importazioni di beni che sono cresciute del +23% nominale, legato a un sostanziale rialzo dei prezzi, in gran parte dovuto al rincaro del prezzo del petrolio, mentre in termini reali, la crescita stata meno sostenuta (+10%) a seguito del rallentamento dellattivit produttiva e della domanda interna.

12 In questo capitolo i dati di spesa degli italiani allestero sono quelli pubblicati da Banca dItalia, in quanto voce della Bilancia dei Pagamenti. Essi differiscono dai valori riportati nei conti economici delle risorse e degli impieghi in quanto questi ultimi, nellambito della revisione generale dei conti economici nazionali effettuata dallIstat, sono stati depurati delle spese sostenute dai residenti mentre si trovano allestero per affari, che vanno incluse tra i consumi intermedi delle branche di attivit economica a cui appartengono le imprese che sostengono le spese (Bracci L., Astolfi R., Giordano A., La rappresentazione delle importazioni per settore di attivit economica e di utilizzazione, Istat, 2006) .

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Tab. 11 - Parte I. Saldi del conto delle transazioni internazionali (milioni di euro correnti). Anni 2002-2006
Operazioni correnti Beni Servizi - di cui Consumi turistici Redditi da lavoro dipendente Redditi da capitale Imposte indirette nette Trasferimenti Trasferimenti in conto capitale Acquisizioni meno cessioni attivit non finanziarie non prodotte (saldo) Saldo totale Saldo al netto dei consumi turistici 2002 -4.306 14.265 -1.823 10.648 -900 -10.223 996 -6.621 139 -206 -4.373 -15.021 2003 -11.991 9.497 -2.097 9.618 -1.126 -11.165 1.336 -8.436 2.337 -86 -9.740 -19.358 2004 -7.595 8.773 1.287 12.296 -213 -9.148 1.340 -9.634 1.738 -38 -5.895 -18.191 2005 -17.117 375 -1.447 10.602 -554 -5.472 1.534 -11.553 1.278 69 -15.770 -26.372 2006 -29.469 -10.203 -2.182 11.969 -316 -3.470 1.242 -14.539 1.926 - 100 -27.643 -39.612

Tab. 12 - Saldi del conto delle transazioni internazionali (milioni di euro correnti). Anni 2007-2010
Operazioni correnti Beni Servizi - di cui Consumi turistici Redditi da lavoro dipendente Redditi da capitale Imposte indirette nette Trasferimenti Trasferimenti in conto capitale Acquisizioni meno cessioni attivit non finanziarie non prodotte (saldo) Saldo totale Saldo al netto dei consumi turistici 2007 -28.117 3.204 -6903 11.169 -108 -10.094 535 -14.751 2.329 - 69 -25.857 -37.026 2008 -50.343 -2.129 -8.601 10.168 -355 -23.585 -201 -15.472 846 - 13 -49.510 -59.678 2009 -45.292 879 -7.112 8.841 -878 -24.907 2.941 -16.215 667 - 58 -44.682 -53.523 2010 -65.014 -20.428 -7.006 8.841 154 -21.774 860 -16.820 539 - 270 -64.746 -73.587

Fonte: elaborazioni Ciset su dati della Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese 2010 (2011)

Com noto, per tutta la prima met degli anni 80, la bilancia turistica ha svolto un importante ruolo riequilibratore del deficit commerciale, progressivamente ridimensionatosi soprattutto nella seconda met degli anni 90. Dopo quasi ventanni, il saldo dei consumi turistici torna, dal 2002, ad assumere quella stessa funzione, consentendo di contenere significativamente un disavanzo che altrimenti si sarebbe attestato fino al 2004 intorno ai 20 miliardi di euro e nellultimo biennio sarebbe giunto a quasi 74 miliardi. Come ormai consuetudine, le performance del comparto turistico vengono valutate anche in termini di ruolo che esso svolge negli scambi commerciali con lestero, mettendo a confronto landamento della bilancia turistica con quello di alcune importanti voci della bilancia commerciale (Tab. 13). Tra le poste negative, si conferma il carattere strutturale del disavanzo agro-alimentare, che dal 2000 oscilla intorno a -9 miliardi di euro e, soprattutto, il disavanzo della bilancia petrolifera che, come ben sappiamo, nel periodo considerato ha scontato laumento del prezzo del petrolio, arrivando nel 2008 a sfondare la soglia dei -32 miliardi di euro, per attestarsi nel 2010 a quota -28 miliardi. Tra i comparti tradizionalmente attivi, quello del tessile e dellabbigliamento registra un progressivo deterioramento del saldo fino al 2007, con +10,2 miliardi, recupera lanno successivo raggiungendo la punta massima di tutto il decennio, per ridiscendere a +11,5 miliardi nel 2010.

58 Il turismo nelleconomia italiana In questo panorama, la bilancia turistica che fino alla met degli anni 90 ha strutturalmente evidenziato una stretta similarit di comportamento con le altre voci governate dalle condizioni della nostra moneta, registra a fine millennio, con lintroduzione delleuro, andamenti altalenanti che dimostrano una reazione allo scenario economico e geo-politico internazionale pi accentuata, ma comunque con oscillazioni modeste. Dopo la difficile congiuntura del biennio 2002-2003 che aveva ridimensionato sia il saldo turistico sia altre importanti voci del commercio internazionale, dal 2004, e in particolare nel biennio 2006-2007, la bilancia turistica supera il saldo Tessili e abbigliamento (per quasi 1900 milioni nel 2006), grazie a un dinamismo pi spinto della componente da turismo internazionale. La contrazione delle entrate a fronte di una sostanziale stabilit delle uscite riporta il saldo turistico al di sotto delle performance della voce moda, posizione che si mantiene anche per il 2010. Comunque, la bilancia turistica continua a pi che compensare la bilancia agroalimentare (102,8%) e copre quasi un terzo (31%) del disavanzo petrolifero. Tab. 13 - Bilancia turistica e principali voci della Bilancia Commerciale (milioni di euro correnti). Anni 2000-2010
Bilancia turistica (CINR-CERI) Bilancia Commerciale Bilancia petrolifera Bilancia Agro-alimentare Bilancia dei prodotti tessili e abbigliamento Bilancia dei prodotti meccanici % CINR su export % CERI su import Bilancia turistica (CINR-CERI) Bilancia Commerciale Bilancia petrolifera Bilancia Agro-alimentare Bilancia dei prodotti tessili e abbigliamento Bilancia dei prodotti meccanici % CINR su export % CERI su import 2000 11.997 11.141 -18.367 -9.439 18.438 9,3 5,8 2001 11.460 17.139 -15.832 -9.134 15.000 23.600 8,6 5,5 2006 11.969 -12.385 -27.040 -9.896 10.086 32.608 1.883 7,4 4,3 2002 10.648 12.707 -15.514 -8.316 13.743 22.665 8,5 5,6 2007 11.169 -3.699 -26.302 -9.746 10.222 37.652 947 6,9 4,4 2003 9.618 7.401 -15.177 -8.915 12.385 23.585 8,5 5,7 2008 10.168 -10.730 -32.479 -8.946 16.194 40.075 -6.026 6,9 4,5 2004 12.289 10.059 -17.288 -9.372 11.790 25.096 499 8,2 4,8 2009 8.841 -6.233 -20.446 -7.714 11.251 29.711 -2.410 8,0 5,4 2005 10.602 -1.072 -22.492 -8.990 10.803 26.997 -201 7,7 4,8 2010 8.841 -27.435 -28.425 -8.600 11.461 22.763 -2.620 7,1 4,6

Fonte: elaborazioni Ciset su dati della "Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2010" (2011)

Levoluzione della bilancia turistica e delle sue componenti 13 CINR (Consumi in Italia dei non residenti) e CERI (Consumi allestero dei residenti in Italia), espresse in euro sia a prezzi correnti che a prezzi concatenati con anno di riferimento 2000 14.
13 A partire dal 1990, sullandamento della bilancia turistica e sul livello delle poste che la compongono ha influito il provvedimento di liberalizzazione valutaria adottato allinizio di quellanno. Tale provvedimento, infatti, ha eliminato qualsiasi formalit per tutti gli acquisti, effettuati allinterno della Ue che comportino pagamenti non superiori ad una cifra stabilita allinizio in 20 milioni di lire e successivamente rivista. Cos, tutti i pagamenti inferiori ai limiti indicati ed effettuati da stranieri vengono contabilizzati, indipendentemente dai beni acquistati, nella voce Viaggi che in tale modo rischia di sovrastimare il vero e proprio movimento valutario per turismo. 14 Le serie storiche qui utilizzate sono il risultato della revisione generale dei conti nazionali effettuata in ottemperanza delle regole comunitarie. Le nuove stime adottano, tra laltro, gli indici a catena per la misura delle dinamiche reali degli aggregati economici annuali. Per dettagli si rinvia a Maresca S. Le novit delle valutazioni ai prezzi dellanno precedente: aspetti teorici e pratici, Istat, 2006. Per quanto riguarda poi i consumi allestero dei residenti in Italia vengono deflazionati con gli indici dei prezzi al consumo dei vari Paesi, ponderati con i dati corrispondenti delle presenze alberghiere dei turisti

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Laspetto determinante, al di l delle oscillazioni dei consumi internazionali, la crescita della spesa allestero degli italiani che registra una modesta battuta darresto solo nel 2009, dopo avere superato lanno precedente la soglia dei 20 miliardi, mantenuta anche nel biennio successivo. Per una pi estesa interpretazione di tali dinamiche si rinvia ai paragrafi 1 e 2 di questo capitolo. Tab. 14 - Bilancia turistica. Consumi in Italia dei non residenti (CINR), Consumi all'estero dei residenti in Italia (CERI) e saldi (milioni di euro). Anni 2000-2010
Anni 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 CINR NI 2000=100 Valori a prezzi correnti 100 18.010 100 97 17.621 98 95 17.811 99 93 18.236 101 96 16.515 92 95 18.001 100 101 18.399 102 104 19.952 111 104 20.922 116 96 20.015 111 98 20.416 113 Valori a prezzi concatenati con anno di riferimento 2000 100 18.010 100 94 17.290 96 90 17.532 97 86 18.769 104 87 16.985 94 85 17.649 98 88 17.518 97 89 18.915 105 86 19.573 109 80 18.657 104 79 17.723 98 NI 2000=100 CERI SALDI NI 2000=100 100 96 89 80 102 88 100 93 85 74 74 100 92 79 58 75 64 75 65 52 44 49

30.007 29.081 28.459 27.854 28.804 28.603 30.368 31.121 31.090 28.856 29.257 30.007 28.278 26.998 25.730 26.032 25.362 26.517 26.734 25.826 23.922 23.585

11.997 11.460 10.648 9.618 12.289 10.602 11.969 11.169 10.168 8.841 8.841 11.997 10.988 9.466 6.961 9.047 7.713 8.999 7.819 6.253 5.265 5.862

Fonte: elaborazioni Ciset su dati della "Relazione generale sulla situazione economica del Paese 2010" (2011)

Landamento critico delle entrate risulta accentuato dalla valutazione a prezzi reali: esse calano tra il 2003 e il 2000 di oltre il -14%, a fronte di un aumento delle uscite del 4,3%. Nel periodo successivo, a un andamento inerziale delle entrate che nel 2007 risultano comunque del 10% inferiori al dato reale del 2000, fa invece riscontro un trend alternato, ma complessivamente positivo delle uscite, che nel 2007 risultano del 5% superiori al valore di inizio decennio. A una progressiva e sostenuta contrazione delle entrate nellultimo triennio, infine, fa riscontro un calo molto meno sensibile della spesa outgoing: a fine decennio, le prime perdono il 21% rispetto al 2000 e la seconda solo il 2%.

italiani allestero e rettificate per tener conto del differenziale di cambio della lira nei confronti delle monete di tali Paesi (vedi: Istat, Annali di Statistica, Serie IX, Vol. 4).

60 Il turismo nelleconomia italiana

8. La competitivit di prezzo dellItalia sui principali mercati outgoing.


8.1-Gli indicatori di competitivit
Il progressivo rafforzamento delleuro e il differenziale inflazionistico che ha caratterizzato la dinamica dei prezzi in Italia dopo lintroduzione delleuro spiegano il deteriorarsi delle condizioni di competitivit, sia sui mercati doltre oceano sia in Europa, a partire dal 2003. Da questanno e fino al 2005, infatti, lindicatore subisce un significativo aumento in tutti i mercati qui considerati, e in particolare su quello francese, americano e giapponese (con incrementi di pi di 4 punti). La stessa dinamica si ripropone anche per gli anni successivi fino al 2007, anche se risulta evidente una progressiva attenuazione del fenomeno, tanto che gli incrementi tendono a restare contenuti entro un punto. In particolare, nel 2006 si conferma il progressivo peggioramento sui tre mercati prima citati, ai quali si pu aggiungere, anche se su toni minori, lAustria. La competitivit dellItalia registra invece segnali di maggiore stabilit sui mercati tedesco (107,6 contro 107,3 dellanno precedente), svizzero (96,7 contro 96,9) e inglese (109,4 contro 109,1), nonch su quello giapponese (113,8 contro 113,4) e canadese (113,6 contro 113,4). A partire dal 2008 si conferma la tendenza alla stabilizzazione e alla riduzione dellindicatore mentre per il Nord America, per effetto del cambio euro/dollaro, la situazione competitiva rimane critica. Le difficolt del biennio 2009-2010, infine, si accompagnano a una riduzione dellindicatore, e quindi a un recupero della capacit di competere del nostro paese, condizione che probabilmente ha attenuato gli effetti della crisi. Le indicazioni per il 2011 prospettano un ulteriore miglioramento delle performance dellItalia sui principali mercati dorigine europei, cui si contrappone invece una situazione pi critica sul bacino nordamericano, anche per effetto di una persistente debolezza delleuro, e su quello nipponico, dove comunque potranno ovviamente agire le criticit conseguenti agli eventi di inizio anno.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 15 - Indicatori di competitivit dell'Italia sui principali mercati di origine della domanda internazionale
Anni 1985 1990 1995 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011* Austria 100,0 111,7 166,2 116,9 118,1 118,8 119,3 122,6 125,2 125,9 125,6 137,0 129,0 128,0 127,0 Svizzera 100,0 106,3 107,3 91,3 90,0 92,5 94,5 96,0 96,9 96,7 96,5 98,5 98,1 98,2 97,8 Germania 100,0 104,8 97,2 100,9 100,1 101,8 103,6 106,5 107,3 107,6 107,6 111,8 109,4 109,1 108,3 Regno Unito 100,0 103,4 90,9 103,1 102,1 103,9 105,1 108,6 109,1 109,4 109,4 112,9 110,6 110,7 110,1 Francia 100,0 106,0 106,3 127,5 128,8 130,0 133,9 136,5 136,9 137,2 136,7 151,2 143,4 141,8 140,2 USA 100,0 124,6 98,8 94,8 93,8 95,4 99,8 103,2 104,0 105,2 106,9 111,6 108,9 105,0 133,4 Canada 100,0 112,6 107,9 102,9 101,9 105,1 108,2 112,5 113,4 113,6 113,6 118,5 115,5 115,1 143,4 Giappone 100,0 119,3 108,2 99,2 98,4 100,8 107,7 112,0 113,4 113,8 114,5 119,7 116,6 116,2 144,8

Fonte: Banca dati Ciset per modelli Ciset-Feem di previsione TRIP * Stim

8.2-La spesa turistica per Paese di provenienza


Le rilevazioni che la Banca dItalia compie alle frontiere consentono di valutare la spesa complessiva, comprensiva anche dei trasporti, dei turisti esteri per nazionalit. La spesa turistica per paese di provenienza per il periodo 2000-2010 influenzata dalla distanza di provenienza del turista; pertanto, la spesa pro capite per i turisti provenienti dal continente Americano, dallAsia o dallOceania molto pi alta rispetto a quella dei turisti provenienti dallarea europea. La spesa pro capite rimasta pressoch invariata nellarco del decennio per i viaggiatori provenienti dallEuropa, intra ed extra Ue, pur con rilevanti differenze tra singoli paesi; in particolare, la spesa dei viaggiatori provenienti da Slovenia, Croazia, Svizzera e Austria, attestata su livelli sensibilmente pi bassi di quella dei viaggiatori provenienti da altri paesi europei, risulta influenzata dai flussi consistenti di frontalieri. La spesa pro capite risulta sensibilmente in calo per i viaggiatori provenienti da America, Africa e Oceania. In particolare, la spesa pro capite dei viaggiatori provenienti dagli Stati Uniti dAmerica risulta in diminuzione.

62 Il turismo nelleconomia italiana

Tab. 16 - Viaggiatori stranieri. Spesa pro-capite (unit di euro) per paese di provenienza. Anni 2000, 2005 e 2010
Area e Paese Europa - Ue - Austria - Belgio - Francia - Germania - Grecia - Olanda - Portogallo - Regno Unito - Romania - Slovenia - Spagna - Svezia - Europa - Ue - Altri Europa - Extra Ue - Croazia - Svizzera - Europa - Extra Ue - Altri America - Argentina - Brasile - Canada - Cuba - Messico - Stati Uniti d'America - America - Altri Africa - Egitto - Kenia - Marocco - Sudafricana Rep. - Tunisia - Africa - Altri Asia - Cina - Dubai - Giappone - India - Thailandia - Asia - Altri Oceania - Australia - Oceania - Altri TOTALE 2000 399 325 509 248 424 605 576 815 969 815 99 705 818 500 214 177 165 687 2.069 1.856 2.427 1.695 1.924 2.358 2.077 2.138 1.701 2.418 1.367 1.168 1.411 1.498 1.991 1.962 1.947 2.168 2.012 1.821 1.969 1.866 1.887 1.952 1.580 461 2005 429 225 584 304 542 434 600 668 590 686 59 563 621 571 292 134 245 777 1.134 794 1.092 835 2.082 1.113 1.221 1.034 815 628 1.958 755 1.382 796 754 864 1.120 882 1.169 254 1.346 872 1.248 1.281 972 472 2010 359 203 538 267 423 480 514 430 609 485 67 458 627 487 230 133 162 664 1.076 746 1.102 999 1.118 1.057 1.133 825 750 1.128 456 395 1.110 487 966 1.221 1.336 1.260 1.455 1.264 1.180 1.037 1.138 1.168 945 395

Fonte: Banca d'Italia, Indagine campionaria sul turismo internazionale

XVII Rapporto sul turismo italiano

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PARTE SECONDA: IL SISTEMA DELLE IMPRESE E DELLOSPITALIT


Viene presentato un quadro sul numero e le caratteristiche delle imprese direttamente turistiche e di quelle che nella attivit vacanziera sono comunque coinvolte, utilizzando come fonti le statistiche delle Camere di Commercio e dellIstat. Si definisce cos un sistema allargato di ospitalit. Rientra in questo contesto anche lesame del comparto dei trasporti che costituisce, con i suoi vincoli e le sue opportunit, condizione essenziale del fare turismo, Ogni vacanza, infatti, composizione e integrazione di due momenti: il viaggio e il trasporto insieme al soggiorno.

4. IL SISTEMA DELLE IMPRESE


1. Il contesto nazionale
Il quadro relativo alle imprese evidenzia la complessit del comparto. Per la costruzione della tabella sono state utilizzate varie fonti, da Infocamere (Registro delle Imprese delle Camere di Commercio presso le quali vige lobbligo di registrazione) a Istat e al Ministero dei Beni Culturali. Poich le imprese si identificano con la loro sede principale in alcuni casi, esplicitati, si tenuto conto anche delle diverse unit locali che una impresa pu avere sul territori, con riferimento alla sua attivit principale. In qualche caso si tenuto conto anche delle attivit secondarie, la rilevazione delle quali provoca sicuramente qualche sovrapposizione: se una impresa svolge una attivit alberghiera come principale e quella di ristorazione come secondaria e unaltra ha come attivit principale la ristorazione e come secondaria la ricettivit, qualora si considerino anche le attivit secondarie sono considerate come quattro imprese invece che come due. Tuttavia in qualche caso considerare lattivit secondaria decisivo, come accade per gli agriturismi che generalmente si identificano come attivit secondaria di imprese agricole, anche quando determinano la maggior parte del reddito dimpresa. Per i Bed & Breakfast e per gli agriturismi si fatto riferimento al dato Istat, perch nel primo caso i dati di fonte Ulisse-Unioncamere non li rilevano; nel secondo si tratta in prevalenza di attivit secondarie a fronte della principale attivit agricola, per cui come attivit principale sarebbero rilevate da Unioncamere solo 60 esercizi. Sedi e unit locali possono appartenere a province, quindi anche regioni, differenti. Si evidenziato anche il settore HORECA, cio il grande comparto che a livello nazionale definisce linsieme degli hotel, dei ristoranti e dei bar e caff attivi sul territorio, escludendo alcune voci che sono sembrate meno turistiche, come, ad esempio, le mense e anche i bar senza cucina, pur riportati nellelenco.

64 Il sistema delle imprese

Tab. 1 - Il sistema allargato di ospitalit


Numero 301.336 kmq 7.458 5.030 60.340.328 8.101 4378978 ha 4.607.518 ha 6.217.144 ha 6.616,625 ha 3.163.591 ha 2.853.034 1.465.681 ha 481 638 3.452 1.188 828.278 Km 6.595 km 16.500 11888 km 30 2.157 240 769 153.161 54 1.945.000 3.336.000 U U V U AP IU F F PL Nl FG UR C C I I A I I A A A A A A A A IB IB A IT IT IT T I T T IT O Alberghi Agriturismi Affittacamere, residence Campeggi e aree attrezzate Bed & Breakfast Rifugi di montagna Villaggi turistici Ostelli per la giovent Ristorazione con somministrazione Altri tipi di ristorazione Totale HORECA turistico Bar e servizi simili (senza cucina) Tour operator Agenzie di viaggio e TO Centri congressuali (compresi quelli alberghieri) Siti culturali e ambientali Unesco Porti per crociere Stabilimenti balneari Localit termali Aziende termali e benessere termale Pro Loco aderenti allUNPLI Parchi tematici Campi da golf Corsi di livello universitario Addetti diretti attivati da consumi turistici Addetti diretti, indiretti e indotti attivati da consumi turistici Imprese e unit locali 36.659 19.920 16.726 2403 20.030 1009 638 407 120.693 75.736 294.921 167.689 209 18.311 2.610 (di cui 3 naturali) 9,4 milioni di visitatori 7.632 185 395 5.600 (dei quali 62 acquatici) U I U U I U U U U U U Fonte Voce Fonte Numero Imprese 30.987 19.920 10.867 1.903 20.230 742 465 216 98.264 61.966 245.560 138.421 134 12.260 2.540 45 17 5.629 354l 354 n 198 393 l c f

Voce

Superficie territoriale Litorale, penisola e isole (km) di cui Costa balneabile (kmq) Popolazione residente Comuni Zone di protezione speciale (ZPS) n. 600 Siti di importanza comunitaria (SIC) n. 2269 Natura 2000 n. 2549 Aree naturali protette n. 871 (10,5% del territorio nazionale di cui superficie a terra di cui a mare n. 30 Parchi nazionali n. 24 Riserve naturali (statali e regionali) Musei, monumenti, aree archeologiche statali Musei non statali Parchi archeologici, monumenti e altro Rete stradale di cui Autostradale rete stradale ciclabile Rete ferroviaria, elettrificata al 71,2% Aeroporti principali Impianti di risalita Porti afferenti alle capitanerie Terminali passeggeri nei porti Posti barca

Fonti: (A) Ministero dellAmbiente) (I) Istat (B) Ministero dei Beni Culturali (T) Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture (O) Osservatorio sul Turismo Nautico (U) Unioncamere (AP) Autorit portuali (FG) Federazione Golf (UR) Ministero dellUniversit e della Ricerca (N) Nostre ricerche (C) Ciset (PL) Pro loco (V) Fonti varie (F) Federterme

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Dal prospetto presentato resta escluso un fenomeno che in Italia, come in altri Paesi, determina la maggior parte del movimento turistico: quello delle abitazioni per vacanza, dette normalmente seconde case. In Italia, il movimento nelle abitazioni per vacanze determina quasi il doppio rilevato nelle strutture ufficialmente censite evidenziate nel prospetto, ma un fenomeno meno commercializzato e meno orientato al mercato internazionale, anche se Internet sta cambiando le prospettive e sta aumentando rapidamente il numero di coloro che cercano direttamente sul sito, senza alcun intermediario, una abitazione da affittare. Il parco di abitazioni disponibili per questa forma di ricettivit assomma a pi di 3,4 milioni considerando sia quelle utilizzate in propriet che quelle utilizzate in affitto. La quantit di posti letto disponibili molto pi elevata rispetto al parco delle ricettivit normalmente censito; qualora si stimi cautelativamente la presenza di 3,5 persone ad abitazione ne risulterebbe una disponibilit globale di circa 12 milioni di posti letto. Per come composta lofferta, risulta difficile unanalisi della disponibilit globale delle imprese, al di l del fatto che considerando le HORECA e gli altri comparti collegati, dalla ricettivit alle agenzie di viaggio e ai trasporti, sono operative nel mercato del turismo circa 405.000 esercizi che svolgono tale attivit in modo principale con circa 490.000 punti vendita considerando anche le unit locali (succursali). Appare molto eterogenea anche la dimensione delle imprese, con gli alberghi e i villaggi turistici, che si configurano come la categoria pi strutturata e con i bar che spesso sono aziende familiari microdimensionate. Allinterno del macrocomparto indicato nella tabella, nella colonne di destra, opportuno distinguere fra imprese esclusivamente turistiche, come gli alberghi, le altre tipologie ricettive e le agenzie di viaggio, da quelle che, pur essendo turistiche, svolgono anche altre funzioni destinate ai residenti come i ristoranti, le imprese di trasporto, i centri benessere e termali e le altre. Si considerano solo le imprese prevalentemente turistiche, compresa la ristorazione limitatamente alle gestioni dei ristoranti escludendo i bar senza cucina propria.

2. Le imprese ricettive 2.1 Il ruolo delle varie tipologie ricettive


Le imprese ricettive sono quelle pi tipicamente turistiche, in piena evoluzione con molte tipologie che si sono sviluppate nel corso dellultimo quarto di secolo in concorrenza con gli alberghi, come i Bed & Breakfast, gli agriturismi, gli studios, le case per ferie ecc Le imprese che svolgono attivit ricettiva in modo principale secondo la fonte Unioncamere nel 2010 sono 46.142, con dimensione massima assunta dai campeggi e minima dagli appartamenti per vacanza. La distribuzione del numero delle imprese fra le varie tipologie rivela la netta prevalenza degli alberghi con pi di due terzi rispetto al totale di quelle ricettive. Tale dato non comprende diverse strutture che non sono configurabili come imprese ma che pure sono presenti sul mercato. Per questo motivo proponiamo un altro tipo di analisi di fonte Istat.

66 Il sistema delle imprese Graf. 1. Distribuzione del numero delle imprese ricettive per tipologia secondo lIstat. Anno 2009

Rifugi alpini; 0,7 Case per ferie; 1,5 Ostelli per la giovent; 0,3 Alloggi agroturistici; 10,8

Altri esercizi ricettivi; 0,2

Bed and breakfast; 13,6 Esercizi Alberghieri; 23,2 Campeggi e villaggi turistici; 1,8

Alloggi in affitto; 48,0

Fonte: elaborazione su dati Istat

Per rilevare il numero totale delle unit operative presenti sul mercato il riferimento pi affidabile sono i dati Istat che nel 2009 rilevano 33.961 esercizi alberghieri a fronte di 70.387 alloggi in affitto, 15.864 alloggi agrituristici, e di 19.897 Bed & Breakfast. In totale il numero delle unit ricettive presenti sul mercato rilevato dallIstat di 146.563 unit, La maggiore quota di aziende imputabile agli alloggi in affitto censiti (48,%), seguiti dagli alberghi (23,2%) e dai B&B (13,6%). La diversa dimensione media delle aziende appare tuttavia decisiva, perch limportanza delle varie tipologie risulta del tutto diversa se si considera il numero dei posti letto a disposizione della clientela, che per il 46,9% si concentra negli alberghi, mentre la quota imputabile agli alloggi in affitto solo del 13,6%. Ovviamente risulta molto rivalutato anche il ruolo dei campeggi e dei villaggi turistici con il 28,9% dei posti letto a fronte dell1,8% delle imprese. Graf. 2 Distribuzione del numero dei posti letto fra le tipologie di imprese ricettive indicate, secondo lIstat.
Case per ferie; 2,7 Rifugi alpini; 0,7 Ostelli per la giovent; 0,5 Alloggi agroturistici; 4,1 Alloggi in affitto; 13,6 Altri esercizi ricettivi; 0,4 Bed and breakfast; 2,2

Esercizi Alberghieri; 46,9

Campeggi e villaggi turistici; 28,9

Fonte: elaborazione su dati Istat

XVII Rapporto sul turismo italiano

67

2.2 Le imprese alberghiere


I quasi 34 mila esercizi alberghieri rilevato dallIstat si distribuiscono in modo abbastanza diffuso su tutto il territorio nazionale. Considerando il numero degli esercizi prevale nettamente larea del Nord-Est, con il 42% degli esercizi. Si tratta, infatti, di strutture di piccole dimensione che rappresentano da un lato una qualit del territorio perch sono molto radicate nelle singole localit, dallaltro pongono qualche problema di non poco conto nella gestione in termini di efficienza e di standard dei servizi. Dalla diffusione di Internet stato rivalutato il ruolo della piccola dimensione. Considerando il numero delle camere disponibili larea del Nord-Est continua a prevalere, ma con unincidenza minore a vantaggio del Sud Italia che vede passare la propria incidenza dal 19,4% per numero di esercizi al 25% per le camere. Nel corso degli ultimi anni in atto uno slittamento delle categorie alberghiere verso quelle di rango pi elevato, cio verso le quattro e le cinque stelle, anche se il maggior numero di imprese si concentra nel raggruppamento medio delle tre stelle. Graf. 3 - Distribuzione del numero degli alberghi e del numero delle camere alberghiere fra le macroaree italiane. Anno 2009.
distribuzione del numero degli alberghi distribuzione del numero delle camere

Mezzogiorno 19,4%

Nord ovest 19,4%

Mezzogiorno 25,0%

Nord ovest 17,5%

Centro 18,8% Nord est 42,4%

Centro 19,6%

Nord est 37,9%

Fonte: Istat

in corso un riadeguamento qualitativo dellofferta alberghiera determinato sia dalla costruzione di nuovi alberghi, sia da passaggi che vedono la trasformazione degli esercizi in categorie di livello superiore. Attualmente il numero degli esercizi a 4 e 5 stelle corrisponde al 14,5% del totale degli alberghi e al 31% delle camere, a causa delle pi elevata dimensione media (68 camere per esercizio) rispetto agli esercizi a tre stelle (32 camere per esercizio, 52% circa degli esercizi e del numerosi camere). Assai pi ridotta la dimensione media degli esercizi a due e una stella (16 camere a fronte del 34% degli esercizi e del 17% del numero di camere).

68 Il sistema delle imprese

Graf. 4 - Distribuzione del numero di esercizi e di camere per le categorie alberghiere indicate. Anno 2009

51,9

52,5

30,9

33,7

14,5

16,6

quattro e cinque stelle

tre stelle esercizi camere

una e due stelle

Fonte: elaborazioni su dati Istat

Tab. 2 - Distribuzione delle presenze fra le varie tipologie ricettive; allinterno del comparto alberghiero e allinterno di quello complementare. Anno 2009
Categoria Alberghi 5 e 4 stelle Alberghi 3 stelle* Alberghi 2 e 1 stella TOTALE Es. alberghieri Campeggi e V.T.** Alloggi in affitto Alloggi agro-turistici Altri esercizi TOTALE Es. complementari TOTALE Es. ricettivi Fonte: elaborazioni sui dati Istat Stranieri Totale 30,1 30,2 6,7 67,0 18,0 9,6 2,8 2,6 33,0 100,0 Per comparto 44,9 45,1 10,0 100,0 54,6 29,1 8,6 7,7 100,0 Totale 21,3 37,0 7,9 66,2 18,3 8,4 2,1 5,0 33,8 100,0 Residenti Per comparto 32,2 55,9 11,9 100,0 54,1 24,9 6,2 14,8 100,0 Totale 25,1 34,1 7,4 66,5 18,2 8,9 2,4 3,9 33,5 100,0 Totale Per comparto 37,7 51,2 11,1 100,0 54,3 26,7 7,2 11,8 100,0

Dal lato della domanda, nel 2009 si concentrano negli alberghi il 66,5% del totale delle presenze: il 67% di quelle straniere e il 66,2% delle presenze domestiche. La ricettivit pi utilizzata dopo lalberghiera quella dei campeggi, da circa il 18% del totale della domanda. Allinterno del comparto alberghiero prevalgono gli esercizi a tre stelle utilizzati da pi della met dei clienti, ma in forte aumento il numero degli utilizzatori di alberghi a quattro e cinque stelle che hanno raggiunto quali il 38%, pi precisamente il 44,9% per la componente straniera e il 32,2% per quella nazionale.

XVII Rapporto sul turismo italiano

69

A livello internazionale il sistema alberghiero (hotels and similar establishments) italiano quello con il maggiore numero di posti letto in Europa e nel Mediterraneo, con 1.088.088 camere e 2.227.832 posti letto, preceduto a livello mondiale da USA (circa 4.762.000 camere), Cina (1.673.575 camere e 3.064.684 posti letto) e Giappone (1.859.963 camere). Ovviamente tale dati risentono anche del diverso modo di classificazione delle strutture. Con riferimento allUe lItalia dispone di un numero di posti letto alberghieri che superiore del 28,2% a quello della Spagna, del 32% a quello della Germania, del 58% a quello del Regno Unito e del 78% a quello della Francia. Tab. 3 - Numero dei posti letto alberghieri nei primi dieci Paesi dellUe. Anno 2009 Italia Spagna Germania Regno Unito Francia
Fonte: Eurostat

2.227.832 1.736.937 1.693.973 1.410.836 1.248.448

Grecia Austria Portogallo Repubblica Ceca Bulgaria

732.279 587.899 273.804 260.736 249.193

Tab. 4 - Numero dei posti letto delle imprese di campeggio nei primi sei paesi dellUe (migliaia). Anno 2009 Francia Italia Regno Unito
Fonte: Eurostat

4.884 1.772 1.728

Paesi Bassi Germania Spagna

1.559 1.082 1.034

2.2.1

Il mercato degli alberghi

Negli ultimi due anni a livello mondiale alcuni passaggi di propriet e unificazioni di attivit hanno determinato cambianti del mercato. Tuttavia, nel corso del 2009 e 2010 gli investimenti alberghieri in America e in Europa sono stati consapevolmente tenuti fermi, mentre ci non si verificato in Asia, e soprattutto in Cina. infatti il caso di osservare che fra le prime 50 catene che compongono tale graduatoria, gi dieci, nel 2010, sono cinesi. Nella graduatoria delle prime 300 compagnie mondiali, solo tre sono italiane (nellordine, Atahotels, Domina e Starhotels). In Italia, le principali catene leader restano Best Western, Nh Hotels, InterContinental, Accor, Starwood, Atahotels e Hilton Worldwide. Fra queste, accrescono il proprio portafoglio hotel Best Western (da 170 a 180 alberghi), Accor (da 49 a 57) e Hilton Worldwide (da 16 a 20). Il numero di alberghi diminuisce per InterContinental (da 58 a 55), Starwood (da 31 a 28), Atahotels (da 23 a 21. Fra le catene che occupano le posizioni successive, spiccano Notturno Italiano, Valtur, Starhotels e soprattutto il nuovo gruppo Idea Hotels, nato per volont di diversi imprenditori italiani nel creare un network di hotel principalmente di propriet (70%).

70 Il sistema delle imprese Tab. 5 - Graduatoria delle principali catene alberghiere presenti nel mercato italiano per numero camere. Anni 2009-2010
Ranking 2009 2010 1 1 2 2 3 3 4 4 5 5 6 6 7 7 9 8 10 9 11 10 321 11 16 12 13 13 12 14 17 15 14 16 15 17 19 18 18 19 20 20 21 21 23 22 24 23 25 24 26 25 27 26 28 27 31 28 33 29 29 30 30 31 34 32 22 33 41 34 35 35 37 36 40 37 43 38 49 39 44 40 45 41 46 42 38 43 48 44 47 45 54 46 50 47 51 48 52 49 32 50 Fonte:Mercury Compagnia Best Western Nh Hotels InterContinental Accor Starwood Atahotels Hilton Worldwide Notturno Italiano Hotel Group Valtur Starhotels Idea Hotel (a) Bluserena Alpitour Iti Hotels Blu Hotels Una Gruppo Aeroviaggi ClubMed Orovacanze Parc Hotels Italia Metha Hotels Boscolo Fezia Hotels Marriott Aurum Hotels I GrandiViaggi Choice Delphina Geturhotels Tivigest Tas Alberghi Turin Hotels Domina Akus Select Hotel Group Loan Leonardi Hotels Zacchera Eleganzia Hotels & Spas AC Hotels Italy SpA Hotels GB Hotels Sunflower Hotel Costa degli Ulivi My One Hotels Exe Hotels Nuova Concordia Marcegaglia Tourism Royal Group Sol Meli 2009 Hotel Camere 170 12.000 54 8.263 58 8.119 49 6.814 31 6.421 23 6.057 16 3.728 95 3.500 12 3.458 20 3.400 6 2.440 14 2.939 29 3.068 20 2.429 30 2.713 10 2.442 4 2.148 18 2.152 15 2.004 17 1.945 15 1.862 7 1.781 7 1.756 14 1.700 7 1.700 20 1.625 8 1.367 13 1.350 10 1.507 13 1.400 8 1.121 16 1.902 12 960 11 1.084 8 1.013 17 979 5 927 9 821 10 897 10 890 5 880 14 1.001 4 826 11 837 6 760 4 790 7 773 6 762 5 1.350 2010 Hotel Camere 180 12.500 54 8.263 55 7.796 57 7.550 28 6.244 21 5.626 20 4.500 95 3.500 12 3.458 20 3.400 23 2.920 7 2.900 13 2.821 27 2.803 23 2.756 30 2.713 10 2.442 4 2.148 16 2.067 15 2.004 17 1.945 15 1.862 7 1.781 7 1.756 14 1.700 7 1.700 18 1.460 8 1.367 13 1.350 8 1.294 10 1.240 8 1.121 12 1.103 14 1.097 11 1.084 8 1.013 17 979 5 927 10 917 11 897 10 890 5 880 12 858 4 826 11 825 5 801 4 790 7 773 6 762 3 761

Come noto il mercato italiano si caratterizza per la presenza di numerose piccole imprese che rappresentano un punto di forza per la loro ampia diffusione su tutto il territorio nazionale e per le

XVII Rapporto sul turismo italiano

71

loro caratteristiche di localismo e di identit, ma sono anche un punto di debolezza per il perseguimento di standard e per azioni di promozione e commercializzazione.

2.2.2

Il marchio Ospitalit italiana, come sintesi fra sostenibilit e qualit

La crescente attenzione alla sostenibilit e agli impatti sociali, economici ed ecologici del turismo porta a parlare di una nuova cultura del turismo basata su una maggiore sensibilit e su una rinnovata coscienza ambientale. La cultura della sostenibilit ha preso molto pi piede di quanto non fosse fino a un decennio fa, ma ancora tutta da costruire, spiegare e da rendere familiare a un sistema di offerta che, a causa delle piccole e medie dimensioni, a volte fa fatica a stare al passo con uninnovazione necessaria. Ad oggi, gli addetti ai lavori, in primis istituzionali, si muovono verso lattivazione di campagne di sensibilizzazione volte ad aumentare la consapevolezza degli operatori, principalmente individuando e condividendo le best practice attive sul territorio. Lo stato dellarte vede le imprese pi sensibili e attente allambiente adottare principalmente quelle misure che consentono di tagliare i costi in tempi rapidi, mentre risulta ancora bassa la propensione a fare investimenti (si pensi allinstallazione di pannelli fotovoltaici, allarchitettura bioclimatica, ecc.) da recuperare nel medio-lungo periodo. A tale scopo, le misure di risparmio energetico risultano quelle pi adottate, sovente traducendosi nellimpiego di lampade a basso consumo energetico o nellinstallazione di apparecchiature ed elettrodomestici classificati come sostenibili, anche in termini di risparmio di energia. Di contro, si rileva una bassa propensione degli operatori ricettivi a chiedere ai propri ospiti di adottare comportamenti sostenibili in forma di avvisi e indicazioni, ad esempio, sulla raccolta differenziata, sullo spegnimento delle luci e dellaria condizionata, sullimpiego dei mezzi pubblici per raggiungere i punti di interesse, ecc. come se si chiedesse allospite di rinunciare a qualche comfort e che ci possa poi incidere sulla percezione di una bassa qualit. Unidea che pare rafforzare, ancora una volta, la necessit di una formazione mirata, che faccia comprendere agli operatori che la qualit un concetto in forte divenire, dove la nozione di lusso assume sempre pi il volto di vacanze spese in luoghi sicuri per la salute e il benessere tout-court. un lusso fare vacanze sane e a forte contenuto esperienziale in localit dove sia chiara lidentit e la consapevolezza della propria unicit. Nel framework delineato, si inserisce e ben si comprende il sostegno alladozione di sistemi volontari di gestione e certificazione ambientale che siano accessibili alle imprese, in primis a quelle di piccole e medie dimensioni e che siano oggetto di diffusione a livello istituzionale. Nel contesto attuale, esistono diverse certificazioni ecologiche e ambientali e il fattore discriminante sembra essere la loro diffusione e riconoscibilit. Unadeguata sintesi tra qualit, identit e ambiente offerta dal marchio Ospitalit Italiana, uniniziativa di sistema promossa da Unioncamere, e soprattutto dalle Camere di Commercio dItalia, quali enti territoriali pubblici per valorizzare e stimolare le imprese turistiche. Liniziativa , inoltre, sostenuta da 6 Regioni (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Marche, Campania, Puglia) che hanno riconosciuto Ospitalit Italiana come marchio di qualit regionale. Istituito nel 1997, il marchio Ospitalit Italiana nasce dallesigenza di creare un sistema di affiancamento e di perfezionamento della classificazione alberghiera che facesse emergere maggiormente laspetto qualitativo dei servizi. Nel 2011, il progetto attivo in 18 regioni, 85 province italiane e ha certificato 5.358 strutture tra alberghi (2.116 strutture certificate), ristoranti (1.989 strutture), agriturismi (814 strutture),

72 Il sistema delle imprese stabilimenti balneari, campeggi e B&B (439 strutture). Ospitalit Italiana un riconoscimento facoltativo non obbligatorio, annuale e rinnovabile, i cui parametri sono periodicamente aggiornati per essere sempre al passo con le novit del settore. Esso, inoltre, garantisce al cliente standard di qualit con unattenzione particolare per il territorio e la sua identit, grazie alla valorizzazione di quei collegamenti concreti tra le strutture e il territorio, la cultura e le radici locali, nel segno di una continuit delle tradizioni unita agli attuali ed elevati standard di qualit e di eccellenza. Oltre a ci, sin dalla sua nascita, il marchio Ospitalit Italiana ha inteso monitorare, tra i vari aspetti di analisi, lapproccio eco-compatibile adottato dalle strutture turistiche. In tempi pi recenti, ci ha portato a una collaborazione con lIspra - Comitato promotore del marchio Ecolabel Europeo in Italia, in modo da creare sinergie operative in tema di certificazioni ambientali, sancite mediante un apposito Protocollo di intesa. In questo modo, stato sviluppato un sistema di valutazione capace di identificare il grado di sostenibilit delle strutture turistiche misurando la distanza di ciascuna struttura turistica dallottenimento del marchio Ecolabel Europeo Ristorazione.

2.3 La ristorazione
2.3.1-Un gran numero di microimprese: condizione di qualit e di identit
La ristorazione laltra grande componente del soggiorno turistico. Se si tenesse conto anche dei soggetti che alloggiano nelle abitazioni in propriet o in affitto probabilmente sarebbe lattivit pi rilevante in termini di spesa dei turisti. In Italia sono presenti, nel 2010, 160.230 imprese di ristorazione che svolgono tale attivit in modo principale; considerando le unit locali diventano 196.429. Di fatto esiste una impresa di ristorazione ogni 3.787 abitanti. Se si considera il numero dei turisti attivo un ristorante ogni 231 presenze di turisti Punti di ristoro sono anche i bar (e servizi simili senza cucina), presenti in Italia con 138.421 microimprese, che con le unit locali diventano 167.689. Sempre pi i bar si sono organizzati, specialmente nelle grandi citt, per fornire pasti fast food alla clientela daffari e anche a quella turistica.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 6 - Imprese con attivit principale di ristorazione nelle regioni italiane. Valore assoluto e numero ogni 10.000 abitanti.
Regioni Piemonte Valle d'Aosta Lombardia Trentino-Alto Adige Friuli-Venezia Giulia Veneto Emilia-Romagna Liguria Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Campania Molise Basilicata Puglia Calabria Sicilia Sardegna Italia Val. Assoluti. 12.090 660 21.534 2.876 3.424 12.651 12.346 6.223 11.705 4.686 2.372 17.512 4.518 14.744 978 1.242 9.803 5.712 10.646 5.265 160.987 x 10.000 abitanti 27,1 51,5 21,7 27,7 27,7 25,6 27,9 38,5 31,2 29,9 26,2 30,6 33,7 25,3 30,6 21,1 24,0 28,4 21,1 31,4 26,6

Macroaree Nord Ovest Nord Est Centro Mezzogiorno Italia

Val. Assoluti 40.507 31297 36275 52908 160.987

x 10.000 abitanti 25,1 26,9 30,4 25,3 26,6

Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere

Tab. 7 - Imprese di ristorazione nei paesi indicati. Anno 2008


Spagna Italia Francia Germania Regno Unito
Fonte: Eurostat

266.710 247.429 193.190 131.690 120.788

Portogallo Polonia Repubblica Ceca Belgio Paesi Bassi

79.388 48.911 47.955 42.608 30.631

Le imprese di ristorazione sono diffuse su tutto il territorio nazionale; considerando il dato a livello regionale relativamente alle imprese che svolgono tale attivit in modo principale si rilevano un massimo di 51,5 imprese ogni 10.000 abitanti n Valle dAosta e di 38,5 in Liguria; il minimo si rileva in Lombardia e in Sicilia, con 21,1 imprese ogni 10.000 abitanti. Il raffronto internazionale fra i Paesi Ue in base ai dati Eurostat che considerano, almeno in parte anche i bar, rivela che la Spagna il Paese con il maggior numero di punti di ristoro (266.710) seguito dallItalia (247.429), dalla Francia (193.190) e dalla Germania (131.690): nei quattro paesi, insieme considerati, sono presenti circa il 58% delle imprese di ristorazione dellUe.

2.3.2-La ristorazione allestero come valorizzazione del Made in Italy


Tra gli strumenti che lItalia possiede per esportare la sua offerta culturale e turistica, la gastronomia e, in particolare, i prodotti tipici locali presenti su tutto il territorio nazionale, rappresentano un anello imprescindibile della catena di diffusione e promozione dellItalia allestero. La cucina, perci, si erge a canale di comunicazione del complesso dellofferta turistica italiana allestero le cui dinamiche sono state approfondite ascoltando direttamente il punto di vista dei gestori dei ristoranti italiani riconosciuti allestero. In questo contesto, un ruolo fondamentale di ambasciatori delle sensazioni suscitate dalla

74 Il sistema delle imprese buona cucina italiana che, pur se esportata mantiene la sua unicit, sono, appunto, i ristoranti italiani nel mondo che hanno lonere e lonore di essere i portavoce della cultura culinaria italiana al di fuori dei confini nazionali. Il progetto Ospitalit Italiana, Ristoranti Italiani nel Mondo traccia le linee guida, non solo per il ristoratore, ma per lospite che sceglie quel ristorante per vivere una esperienza italiana. Il progetto una iniziativa di Unioncamere, sviluppata anche con la collaborazione di cinque Ministeri (Sviluppo Economico - Affari Esteri - Turismo - Beni e le Attivit Culturali - Politiche Agricole Alimentari e Forestali), Enit, Assocamerestero, Fipe, Federalimentari, Coldiretti, Cia, Confagricoltura e si sviluppa attraverso la rete delle Camere di Commercio Italiane allestero, rivolta a tutti quei ristoranti italiani allestero che garantiscono il rispetto di standard qualitativi tipici dellOspitalit Italiana. Il progetto coinvolge le Camere di commercio italiane allestero, dislocate in 45 diversi Paesi, che saranno impegnate nella divulgazione delliniziativa sul proprio territorio. Si vogliono valorizzare i prodotti dei territori e delle economie locali nonch limmagine dei ristoranti italiani allestero che, attraverso lutilizzo degli strumenti della certificazione di qualit e della diffusione e valorizzazione della cultura e dello strumento delle denominazioni di origine, garantiscono il rispetto degli standard di qualit dellospitalit italiana. I fattori fondamentali su cui puntare, quindi, sono, al contempo, i punti di forza: la qualit, la genuinit, la freschezza e le materie prime utilizzate; la conoscenza, la cultura e la professionalit; la qualit dellaccoglienza, il servizio, lambiente e il personale di sala utilizzato. Tutto ci, unito ai suggerimenti che i ristoratori forniscono per tutelare il Made in Italy (ad esempio, riguardo alla certificazione di prodotti, ristoranti ed etichettature, ai controlli sui prodotti e sul personale, alla creazione di un elenco ufficiale di locali e prodotti e la creazione di un premio per chi rispetta le regole) permette di strutturare le basi per mantenere e tutelare il vantaggio competitivo del Paese allestero. In una parola tutelare il brand Italia nellinteresse di tutti. Questo principio la chiave di volta per fare dei Ristoranti Italiani nel Mondo i punti di riferimento per il Paese allestero nellottica della promozione della sua offerta turistica sperimentando, quindi, una strategia innovativa di promozione che supporti i tradizionali canali di attrattivit della domanda di turismo in Italia. Nel dettaglio, le iniziative promosse nellambito del progetto sono cos strutturate: A) Anniversario dellUnita dItalia e della Repubblica Italiana Obiettivo principale di informare i consumatori sullimportante messaggio istituzionale legato alle celebrazioni dei 150 anni dell'Unit d'Italia (17/03/2011) e alla ricorrenza della Repubblica Italiana (02/06/2011); B) Il premio Ospitalit Italiana sezione ristoranti italiani nel mondo - Luglio 2011 Il Premio Ospitalit italiana, una manifestazione mediatica nella quale vengono premiate le strutture certificate Ospitalit Italiana (nel 2009 oltre 4.500) che hanno ottenuto il miglior consenso da parte del pubblico; C) Settimana della Dieta Mediterranea - Novembre 2011 Dopo limportante riconoscimento della dieta mediterranea come Patrimonio dellumanit da parte dellUnesco, ottenuto il 15/11/2010, viene attuata una grande promozione dei prodotti italiani che la compongono (pasta, pomodori, olio doliva, vino), attraverso una gara internazionale di cucina tra i RIM; D) Informazione al consumatore 2011 Nel periodo febbraio 2011-febbraio 2012 vengono attivati i seguenti canali informativi verso il consumatore: 1) Presso ogni CCIE attivo un desk di informazione al consumatore anche virtuale sullintero programma 2011 e sugli strumenti utilizzati;

XVII Rapporto sul turismo italiano

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2) In ogni comunicazione viene riportato il sito Internet nel quale acquisire informazioni o scaricare il ricettario dei prodotti italiani e i riferimenti della CCIE; 3) Presso ogni RIM (Ristoranti Italiani nel Mondo) viene riportata una adeguata informazione sul sito internet che informa sul DB RIM, DB prodotti e DB ricette e sul desk della CCIE.

3. Tour operator e agenti di viaggio


3.1.-Le AdV e i TO nelle regioni e nelle macroaree
Lattivit di intermediazione turistica in piena evoluzione. Favorita della diffusione delle applicazione di Internet e dei social network in via di superamento la distinzione fra grossista (tour operator) e dettagliante (agente di viaggio). Gli agenti di viaggio stanno introducendo nelle loro attivit sempre pi funzioni tipiche del tour operating, cos come i TO cercano di entrare sempre di pi nella filiera della commercializzazione. Certo, comunque, che non si verificato quel forte ridimensionamento del numero degli agenti di viaggio, mentre in atto una forte dinamicit che vede luscita di imprese dal mercato e lentrata di nuove imprese, in particolare di OLTA (On Line Travel Agencies). Attualmente sono presenti in Italia 10.980 agenzie di viaggio e 230 tour operator, per un totale di 11.210 unit dimpresa. Se si considerano anche le unit locali gli sportelli agenziali salgono a 15.176. La distribuzione delle strutture fra regioni rivela la prevalenza di esercizi nei grandi centri outgoing della Lombardia, in particolare a Milano, ma lintensit agenziale forte anche nel Lazio e, per la presenza anche dellincoming. Come attivit di supporto - oltre che delloutgoing, anche in Campania e in Sicilia. In queste quattro regioni operano pi del 50% delle agenzie di viaggio italiane. Per questo stesso motivo il numero delle agenzie prevale nel Mezzogiorno rispetto alle altre aree. Il numero dei tour operator si concentra, invece, per circa un terzo nel Nord Ovest e per circa un terzo nel Centro, mentre la quota del Sud ridotta, pari a meno di un quarto. Tab. 8 - Distribuzione del numero delle Agenzie di Viaggio e dei Tour Operator fra le regioni italiane e fra le macroaree
Regioni Lombardia Lazio Campania Sicilia Toscana Veneto Piemonte Emilia-Romagna Puglia Liguria Val. % 17,0 15,3 10,4 8,7 7,6 7,2 6,8 5,4 4,4 3,1 Regione Sardegna Calabria Abruzzi Marche Umbria Friuli-Venezia Giulia Trentino-Alto Adige Basilicata Molise Valle d'Aosta Val. % 2,5 2,4 2,0 2,0 1,5 1,4 1,1 0,6 0,3 0,3 Macroaree Nord Ovest Nord Est Centro Mezzogiorno Totale Regione 27,3 15,1 26,4 31,3 100,0

Fonte: Elaborazione su dati Unioncamere

3.1 I network fra imprese agenziali


Quasi tutte le agenzie di viaggio, peraltro fanno parte di network, mentre si stanno diffondendo i supernetwork. I network di agenzie attivi in Italia nel 2007 (fonte: Il sistema dellintermediazione turistica in Italia - Rapporto 2008) erano 100. A marzo 2011 se ne contano 108, ma quello che colpisce il

76 Il sistema delle imprese turn-over, con il continuo avvicendarsi di imprese, che avviano unattivit di networking turistico, resistono qualche anno sul mercato e poi escono, sostituite da altre. Se si ritiene di considerare la soglia di 100 agenzie, perch una rete possa veramente essere considerata tale, i network si riducono a da 108 a 18 unit, poco pi del 16% del totale. Presentiamo i primi 15 network di agenzie in Italia (elenco aggiornato a marzo 2011), e il relativo numero di agenzie affiliate. Tab. 9 - I primi 15 network di agenzie attivi in Italia a marzo 2011
Ranking 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 Centrale o Rete Welcome Travel Group Uvet ITN Bravo Net BluHolding (Bluvacanze, Cisalpina Tours, Vivere & Viaggiare) Open Travel Network HP Vacanze Network G40 Travel Group Marsupio Group Holding Vacanze (Pinguino Viaggi Network + Primarete Network) Travel Co. Robintur + Viaggia con Noi GiraMondo Viaggi Fespit Last Minute Tour CTS TOTALE n AdV 947 891 765 742 570 514 468 338 320 319 306 295 202 201 171 7.049

Fonte: Roberto Gentile, LIntermediazione: evoluzione del rapporto fra tour operator, networking e agenzie.

A livello internazionale il dato pi recente quello dellEctaa (The European Travel Agents and Tour Operator Associations) che per lItalia, relativamente allanno 2011, stima 11.000 agenzie, il numero massimo dei 32 paesi considerati (31 europei pi la Turchia). Seguono Germania con 10.717 imprese e la Spagna con 10.378. La distribuzione italiana molto frammentata mentre in Germania e nel Regno Unito il numero delle agenzie indipendenti trascurabile rispetto a quello delle agenzie appartenenti a gruppi. Tale fatto spiega perch la Germania, che conta su un mercato leisure svariate volte pi ampio di quello italiano, disponga di un numero inferiore di agenzie di viaggi. Tab. 10 - Numero delle Agenzie di Viaggio e dei Tour Operator nei primi dieci paesi Ue
Italia Germania Spagna Turchia Regno Unito 11.210 10.717 10.378 5.751 5.490 Francia Grecia Romania Svizzera Polonia 3.679 3.000 3.000 2.504 2.600

XVII Rapporto sul turismo italiano

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4. I musei
I musei e i monumenti sono la principale componente dellimmagine dellItalia, identificato fin dai Tour del XVIII secolo come il Bel Paese dellarte e dalla cultura e oggi unanimemente dichiarato come quello con la maggiore intensit di beni culturali. Sono presenti in Italia circa 4.400 musei di propriet dello Stato, delle Regioni e di altri Enti istituzionali, della Chiesa, delle universit e privati. Di questi 424 sono quelli statali aperti al pubblico che nel 2010 hanno visto la presenza di 37,337 milioni di visitatori, dei quali meno della met (41,6%) paganti. Gli altri visitano musei gratuiti (32,8%) o hanno diritto ad agevolazioni (25,6%). Graf. 5 - Numero dei visitatori dei Musei, dei Monumenti e delle Aree Archeologiche statali (milioni). Anni 2000-2010
37,34 32,23 30,1 8 29,54 30,27 30,45 33,05 34,57 34,44 33,1 0 32,38

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010**

Fonte: Ministero dei Beni e delle Attivit Culturali

Si calcola, tuttavia, che considerando i molti altri musei i visitatori siano intorno ai 120 milioni. Precisiamo che per legge in alcune regioni a statuto speciale (Valle dAosta, Trentino Alto Adige e Sicilia) per legge non vi sono musei statali, ma regionali. Riportiamo lelenco dei primi venti musei statali con le presenze registraste nellanno 2010.

78 Il sistema delle imprese Tab. 11 - Primi venti musei statali per numero di presenze. Anno 2010
Denominazione Museo Circuito Archeologico "Colosseo, Palatino e Foro Romano" Scavi Vecchi e Nuovi di Pompei Galleria degli Uffizi e Corridoio Vasariano Galleria dell'Accademia di Firenze Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo Circuito Museale (Museo degli Argenti, Museo delle Porcellane, Giardino di Boboli, Galleria del Costume, Giardino Bardini (non statale)) Circuito Museale Complesso Vanvitelliano - Reggia di Caserta (Palazzo Reale e Parco di Caserta, Giardino all''Inglese, Museo dell''Opera e del Territorio) Museo delle Antichit Egizie Museo e Galleria Borghese Villa d'Este Circuito museale (Galleria Palatina e Appartamenti Monumentali Palazzo Pitti, Galleria d'Arte Moderna) Cenacolo Vinciano Gallerie dell'Accademia Cappelle Medicee Scavi di Ostia Antica e Museo Museo Archeologico Nazionale Pinacoteca di Brera Scavi e Teatro Antico di Ercolano Circuito del Museo Nazionale Romano (Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi) Museo Storico del Castello di Miramare Comune Roma Pompei Firenze Firenze Roma Firenze Caserta Torino Roma Tivoli Firenze Milano Venezia Firenze Roma Napoli Milano Ercolano Roma Trieste Totale Visitatori 5.113.920 2.299.749 1.651.210 1.170.933 915.421 652.164 601.614 576.200 518.369 442.604 418.133 337.946 320.507 300.536 291.813 287.982 286.832 278.527 271.962 254.336 Totale Introiti Lordi (Euro) * 33.384.503,00 18.274.251,50 8.086.611,00 5.987.406,75 3.020.164,00 1.944.502,00 1.819.165,51 1.809.550,00 2.321.725,50 1.624.533,50 2.112.530,50 1.695.115,50 1.363.461,00 728.340,00 703.546,75 772.056,39 1.226.177,50 1.253.738,00 965.212,50 486.933,00

5.

Gli stabilimenti balneari e le terme

I bagni sono la struttura pi vacanziera fra tutte le tipologie rilevate indissolubilmente legati al mare e, in misura minore, ai laghi. Lorganizzazione di questo servizio molto diversa da regione a regione; in alcuni casi, come in Emilia-Romagna e in Toscana, sono presenti molte strutture imprenditoriali di piccola dimensione, in altri sono pertinenza di qualche altra attivit come in Veneto ove sono spesso collegati a esercizi alberghieri. Attualmente (2010) sono presenti in Italia 5.357 esercizi che gestiscono tale attivit in modo principale; se si considerano anche le unit locali si raggiungono 7.632 strutture. Considerando le attivit secondarie gli esercizi diventano 8.997. Considerando questultimo dato come quello pi vicino alla realt, circa il 53% degli esercizi si concentra in quattro regioni: Emilia-Romagna (regione leader con il 17%), Liguria, Toscana e

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Marche. Da notare che gli stabilimenti sono presenti in tutte le regioni perch in quelle non bagnate dal mare vi sono laghi balenabili. Tab. 12 - Distribuzione degli stabilimenti balneari e lacuali fra le regioni italiane
Emilia-Romagna Liguria Toscana Marche Campania Lazio Puglia Sicilia Abruzzo Calabria Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere 17,0 14,2 11,9 10,1 8,5 7,2 6,3 6,3 6,2 5,6 Veneto Basilicata Sardegna Lombardia Friuli-Venezia Giulia Molise Trentino-Alto Adige Piemonte Umbria Valle dAosta 2,1 1,3 1,1 0,7 0,5 0,5 0,2 0,2 0,1 0,01

Le imprese balneari stanno vivendo un momento di grande difficolt a causa delle legge Bolkestein che ne ha liberalizzato lattivit riducendo a un periodo molto ridotto, non gestibile dal punto di vista imprenditoriale, la durata delle concessioni. in atto una forte mobilitazione perch limportanza di queste strutture nelleconomia dellospitalit e per la qualit dellofferta complessiva assai maggiore in Italia rispetto a qualsiasi altro Paese. Unofferta peculiare dellItalia anche il sistema delle terme, presso il quale in atto un passaggio dalla concezione di termalismo tradizionale a quella di benessere termale. Sono presenti imprese che svolgono tale attivit in modo principale, come stabilimento termale, e molte terme che, come pertinenza degli alberghi, sono classificate come attivit secondarie, come si verifica nei casi di Ischia e di Abano Terme. Per questo motivo, complessivamente considerate gli stabilimenti termali aperti al pubblico sono 406, mentre le imprese termali che svolgono prevalentemente tale attivit sono stimate 270. Quasi tutti gli stabilimenti esistenti hanno riqualificato la loro offerta attivando un comparto benessere. Resta il problema di ricondurre a unit terme tradizionali e benessere secondo una concezione di medicina termale aggiornata, perch in molti casi prestazioni tradizionali e prestazioni benessere convivono, ma come due corpi separati. Tab. 13 - Stabilimenti balneari. Sedi e unit locali, attivit principali e secondarie. Anno 2011
Sedi con attivit principale o secondaria Nord-Ovest Nord-Est Centro Sud e Isole TOTALE 26 102 49 91 268 Unit locali con attivit principale 16 33 18 24 91 Unit locali con attivit secondaria 10 19 9 10 48 Totale 52 154 76 125 407

Fonte: elaborazioni su dati Unioncamere

80 I trasporti in Italia

5. I TRASPORTI IN ITALIA 1
1. Il trasporto aereo
1.1.-Il traffico aereo nazionale e internazionale nel periodo 2000-2009
Nel 2009 negli aeroporti nazionali sono stati registrati 129,9 milioni di passeggeri e 1,284 milioni di aerei. Di questi il 56,7% attribuibile ai voli internazionali e il 43,3% a quelli nazionali; i passeggeri che hanno utilizzato i voli di linea sono il 94,3% mentre sono il 5,7% quelli che hanno fruito di voli charter (aerotaxi compresi); questi ultimi sono in netta (93%) prevalenza voli internazionali. Rispetto ai 90,1 milioni dellanno 2000 si verificato un incremento del numero dei passeggeri di circa il 40,1% a un tasso medio annuo del 4,1%: Tab. 1 - Traffico aereo commerciale per tipo di servizio e traffico. Movimenti degli aeromobili e dei passeggeri (Valori assoluti e variazioni tendenziali percentuali). Anno 2009
Tipi di servizio Traffico totale Movimenti Passeggeri aeromobili 1.271.136 77.742 34.646 1.383.524 91,9 5,6 2,5 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 Traffico internazionale Movimenti Passeggeri aeromobili Valori Assoluti 122.408.936 659.040 66.629.369 7.385.730 63.111 6.900.509 74.157 18.993 42.285 129.868.823 741.144 73.572.163 Composizione di colonna 94,3 88,9 90,6 5,7 8,5 9,4 0,1 2,6 0,1 100,0 100,0 100,0 Composizione di riga 100,0 51,8 54,4 100,0 81,2 93,4 100,0 54,8 57,0 100,0 53,6 56,7 Traffico nazionale Movimenti Passeggeri aeromobili 612.096 14.631 15.653 642.380 95,3 2,3 2,4 100,0 48,2 18,8 45,2 46,4 55.779.567 485.221 31.872 56.296.660 99,1 0,9 0,1 100,0 45,6 6,6 43,0 43,3

Di linea Charter Aerotaxi (*) TOTALE Di linea Charter Aerotaxi (*) TOTALE Di linea Charter Aerotaxi (*) TOTALE

Fonte: Istat, Indagine sul trasporto aereo (*) dati stimati

Il calo del movimento dei passeggeri trasportati del biennio 2008-2009 ha invertito la tendenza allespansione che aveva caratterizzato i cinque anni precedenti, con una netta accelerazione nel biennio 2006-2007. Nel corso degli anni considerati, il punto di massimo si raggiunge nel 2007 con 135,1 milioni di passeggeri che poi diminuiscono per la crisi in atto; pi precisamente diminuisce il movimento internazionale mentre mantiene le proprie posizioni, con un leggero incremento quello domestico. Con riferimento ai primi sette anni del millennio laumento del numero dei passeggeri rispetto al 2000 stato del 50,8%, pari a un tasso medio annuo del 6%. Se non vi fosse stata questa crisi che negli ultimi due anni considerati ha rallentato il trend in atto con una diminuzione media annua del -2,2 %, nel 2009 i passeggeri in aereo sarebbero stati pi di 152 milioni.

1 A cura di Vincenzo DAlberti (par. 1), Valeria Stancati (par. 2), Giovanna Astori (par. 3), Donatella Berna (par. 4) Istat, Direzione Centrale Statistiche Economiche Congiunturali

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Fra il 2007 e il 2009 il numero di movimenti degli aerei sceso del 9,3% e quello dei passeggeri del 3,8%. Tab. 2 - Trasporto aereo commerciale. Servizi di linea e non di linea (a) (valori assoluti e variazioni tendenziali percentuali). Anni 2000-2009
Anno 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 stimati. Movimenti di aeromobili Numero Var. tend. % 1.261.593 10,7 1.230.933 -2,4 1.220.979 -0,8 1.300.393 6,5 1.301.083 0,1 1.332.585 2,4 1.406.495 5,5 1.525.377 8,5 1.457.337 -4,5 1.383.549 -5,1 Passeggeri Numero Var. tend. % 90.142.267 12,6 88.565.125 -1,7 91.100.162 2,9 99.819.100 9,6 106.620.711 6,8 112.256.095 5,3 121.839.486 8,5 135.059.609 10,9 133.084.522 -1,5 129.868.446 -2,4 Indici base 2000=100 Movimenti Passeggeri 100,0 100,0 97,6 98,3 96,8 101,1 103,1 110,7 103,1 118,3 105,6 124,5 111,5 135,2 120,9 149,8 115,5 147,6 109,7 144,1

Fonte: Istat, Indagine sul trasporto aereo. (a) I voli non di linea comprendono: charter + aerotaxi. Gli aerotaxi sono stati

1.2-Il trasporto di passeggeri


Nel 2009, nel complesso degli aeroporti italiani sono transitati circa 129,9 milioni di passeggeri, di cui 33,4 milioni dallaeroporto di Roma Fiumicino, 17,3 da Milano Malpensa e 8,3 da Milano Linate e 7,1 a Bergamo (Tab. 3). Un quarto dei passeggeri che frequentano gli aeroporti italiani si concentra nellaeroporto di Roma Fiumicino. Pi della met nei primi quattro aeroporti con Bergamo che scalo privilegiato Ryanair. Il raffronto fra 2009 e 2005 rivela che il primo aeroporto era Milano. Tab. 3 - Movimento dei passeggeri nei primi venti aeroporti italiani. Valori assoluti (migliaia) e percentuali.
Ranking 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Aeroporti RM-Fiumicino MI-Malpensa MI-Linate Bergamo Venezia Catania Napoli Bologna RM-Ciampino Palermo Val. assoluti 33.416 17.334 8.292 7.144 6.686 5.902 5.289 4.765 4.757 4.351 Val. % 25,7 13,4 6,4 5,5 5,2 4,5 4,1 3,7 3,7 3,4 Ranking 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Aeroporti Pisa Cagliari Torino Verona Bari Treviso Firenze Lamezia T. Olbia Alghero Val. assoluti 3.996 3.315 3.208 3.020 2.801 1.763 1.677 1.632 1.619 1.504

Fonte: Istat, Indagine sul trasporto aereo

Lincremento del numero dei passeggeri arrivati e partiti dallaeroporto di Roma Fiumicino dovuto prevalentemente alla componente internazionale (pi 5,2 milioni) e in misura minore a quella nazionale (pi 475 mila); nel quinquennio 2005-2009, lincremento dei passeggeri trasportati dovuto in maniera prevalente ai voli di linea (pi 5,5 milioni).

82 I trasporti in Italia Graf. 1 - Traffico internazionale di passeggeri arrivati e partiti per principale aeroporto (valori assoluti in migliaia). Anni 2009 e 2005
0 Roma Fiumicino Milano Malpensa Bergamo Venezia Roma Ciampino Bologna Pisa Milano Linate Napoli Verona Treviso Firenze Torino Catania Fonte: Istat, Indagine sul trasporto aereo 2009 2005 5.000 10.000 15.000 20.000 25.000

Laumento del numero dei passeggeri dellaeroporto di Bergamo da ricondurre per il 57% ai voli internazionali (pi 1,6 milioni) e per il restante 43% a quelli nazionali (pi 1,2 milioni); lincremento interamente dovuto ai voli di linea, mentre sui charter i passeggeri diminuiscono di 111 mila unit. Infine, per laeroporto di Pisa il 59% dellincremento del numero di passeggeri dovuto ai voli internazionali (pi 1,1 milioni) e per il restante 41% ai voli nazionali (pi 728 mila); anche per Pisa lincremento quasi interamente dovuto ai voli di linea (pi 1,8 milioni).

1.3-Le rotte internazionali


Gli otto principali aeroporti italiani (Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Bergamo, Venezia, Roma Ciampino, Bologna, Pisa, Milano Linate) raggiungono nel 2009 una quota di passeggeri trasportati da/e verso lestero pari al 66,5% del totale. I principali paesi di origine/destinazione internazionale di passeggeri trasportati da vettori italiani e stranieri, nel 2009, sono Spagna (circa 7,4 milioni, pari al 10% del totale), Francia (poco meno di 6 milioni, 8,1%), Regno Unito (circa 5,7 milioni, 7,8%) e Germania (circa 5,6 milioni, 7,7%). Nel 2009, i principali aeroporti di origine/destinazione dei passeggeri arrivati e partiti dagli aeroporti romani di Roma Fiumicino e Roma Ciampino sono rispettivamente Parigi Charles de Gaulle e Londra Stansted mentre per quelli milanesi di Milano Malpensa e Milano Linate i principali flussi riguardano, rispettivamente, Londra Stansted e Londra Heathrow (Graf. 2).

XVII Rapporto sul turismo italiano

83

Graf. 2 - Principali destinazioni internazionali dei passeggeri arrivati e partiti dagli aeroporti di Roma Fiumicino e Milano Malpensa (valori assoluti in migliaia). Anno 2009
Roma Fiumicino Milano Malpensa

Tab. 4 - Prime 25 destinazioni internazionali dei passeggeri arrivati e partiti dai principali aeroporti italiani (*). Anno 2009
Ranking 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 Cod. Nazione ES FR UK DE US NL EG GR BE CH UAE RO JP TR IR AT CZ PT PL IL RU MA DK SE AL Descrizione Spagna Francia Regno Unito Germania Stati Uniti Paesi Bassi Egitto Grecia Belgio Svizzera Emirati Arabi Uniti Romania Giappone Turchia Irlanda Austria Repubblica Ceca Portogallo Polonia Israele Russia Marocco Danimarca Svezia Albania TOTALE Passeggeri Passeggeri 7.378.067 5.927.296 5.741.708 5.630.367 2.573.075 2.228.030 1.534.498 1.512.219 1.176.240 1.075.364 842.858 838.520 758.971 716.383 688.235 684.369 650.802 650.205 582.326 575.828 572.979 560.751 545.672 439.798 409.702 73.530.000 Quota % 10,0 8,1 7,8 7,7 3,5 3,0 2,1 2,1 1,6 1,5 1,1 1,1 1,0 1,0 0,9 0,9 0,9 0,9 0,8 0,8 0,8 0,8 0,7 0,6 0,6 100,0

Fonte: elaborazione su dati Eurostat (*) Aeroporti di: Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Bergamo, Venezia, Roma Ciampino, Bologna, Pisa e Milano Linate

84 I trasporti in Italia

2. Il trasporto marittimo di merci e passeggeri


I passeggeri imbarcati e sbarcati nel 2009 nei porti italiani da/verso porti italiani ed esteri sono stati oltre 92 milioni. Nel decennio il traffico ha registrato una tendenza alla crescita, interrotta solo temporaneamente dalle cadute del 2002 e del 2005; il livello del 2009 risulta superiore del 7% rispetto a quello del 2000 (Tab. 5). La suddivisione per tipologia di navigazione indica una forte prevalenza del traffico in cabotaggio rispetto a quello internazionale, con il primo che rappresenta oltre il 90% del traffico complessivo. Considerando il traffico passeggeri nei principali porti italiani (Tab. 6) emerge che il maggior numero di passeggeri sbarcati e imbarcati si registra nei porti di Messina e Reggio Calabria e che il traffico passeggeri stato in costante aumento su tutti i principali porti italiani sia nel 2009, sia nel medio periodo (specificatamente tra il 2005 e il 2009). Alcune eccezioni si osservano per i porti di Palermo, Pozzuoli e Capri che hanno segnato tra il 2008 e il 2009 una diminuzione rispettivamente del 17%, 12,5% e 3,1%. Tab. 5 - Traffico marittimo passeggeri nei porti italiani in navigazione internazionale e di cabotaggio (dati in migliaia). Anni 2000-2009
Sbarcati Anni 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Intern. Cabotag. 3.236 2.832 2.873 2.831 3.187 3.082 2.755 2.765 2.249 3.097 39.979 40.606 38.521 38.457 38.529 36.394 40.214 40.708 43.394 44.529 Totale 43.215 43.438 41.394 41.287 41.716 39.476 42.969 43.473 45.643 47.626 Var. % Totale 1,1 0,5 -4,7 -0,3 1,0 -5,4 8,8 1,2 5,0 4,3 Imbarcati Intern. Cabotag. 3.239 2.834 2.841 2.863 3.041 2.897 2.789 2.738 2.297 3.343 39.922 40.611 38.466 38.426 38.559 36.380 40.226 40.758 42.217 41.739 Var. % Totale Totale 43.161 43.444 41.306 41.289 41.600 39.277 43.015 43.496 44.514 45.082 1,1 0,7 -4,9 0,0 0,8 -5,6 9,5 1,1 2,3 1,3 Sbarcati e Imbarcati Intern. Cabotag. 6.475 5.666 5.714 5.694 6.228 5.979 5.544 5.503 4.546 6.440 79.901 81.217 76.987 76.883 77.088 72.774 80.440 81.466 85.611 86.268 Totale 86.376 86.883 82.701 82.577 83.316 78.753 85.984 86.969 90.157 92.708 Var % Totale 1,1 0,6 4,8 0,1 0,9 5,5 9,2 1,1 3,7 2,8

Fonte: Istat, Indagine sul trasporto marittimo

XVII Rapporto sul turismo italiano

85

Tab. 6 - Passeggeri sbarcati in navigazione di cabotaggio e internazionale per porto (a) di sbarco (migliaia). Anno 2009
Porto Reggio di Calabria Messina Capri Napoli Portoferraio Piombino Olbia Genova Livorno Civitavecchia Ischia Porto Palau La Maddalena Sorrento Venezia Golfo Aranci Ancona Bari Palermo Savona - Vado Carloforte Trapani Porto Torres Procida Favignana Lipari Salerno Vulcano Porto Porto Santo Stefano Milazzo Ponza Brindisi S. Teresa di Gallura Isola del Giglio Altri porti TOTALE Cabotaggio 6.081 5.182 3.503 3.457 2.427 2.427 1.868 1.478 1.264 1.353 1.222 1.184 1.142 982 824 791 46 109 578 291 553 546 499 495 376 356 348 286 279 275 264 1 23 141 3.878 44.529 Internazionale 0 112 2 39 6 1 0 242 376 78 0 0 13 13 142 0 713 571 65 280 0 2 14 0 0 1 0 0 0 0 1 232 123 0 70 3096 Cabotaggio % 100,00 97,88 99,94 98,88 99,75 99,96 100,00 85,93 77,07 94,55 100,00 100,00 98,87 98,69 85,30 100,00 6,06 16,03 89,89 50,96 100,00 99,64 97,27 100,00 100,00 99,72 100,00 100,00 100,00 100,00 99,62 0,43 15,75 100,00 -2.819 93,50 Internazionale % 0,00 2,12 0,06 1,12 0,25 0,04 0,00 14,07 22,93 5,45 0,00 0,00 1,13 1,31 14,70 0,00 93,94 83,97 10,11 49,04 0,00 0,36 2,73 0,00 0,00 0,28 0,00 0,00 0,00 0,00 0,38 99,57 84,25 0,00 -481 6,50 Totale 6.081 5.294 3.505 3.496 2.433 2.428 1.868 1.720 1.640 1.431 1.222 1.184 1.155 995 966 791 759 680 643 571 553 548 513 495 376 357 348 286 279 275 265 233 146 141 3.948 47.625

Fonte: Istat a) Porti che trattano annualmente, nel complesso della navigazione, pi di 200.000 passeggeri (Direttiva comunitaria n. 42/09, Art. 4, comma 2)

Focalizzando lattenzione sui soli passeggeri sbarcati nel 2009 nei principali porti italiani suddivisi per tipologia di navigazione (Tab. 7), si rileva che i porti di Reggio Calabria, Messina, Capri, Napoli, Portoferraio e Piombino hanno superato ciascuno i 2 milioni di passeggeri sbarcati in navigazione di cabotaggio, rappresentando nel loro insieme il 52% del relativo totale. I porti di Ancona, Bari, Livorno , Genova, Savona, Brindisi e Venezia sono i porti in cui sono arrivati il maggior numero di passeggeri in navigazione internazionale e rappresentano l82% di questo traffico. I porti con il maggior numero di passeggeri in navigazione internazionale sono quelli tipicamente meta di traghetti provenienti dai vicini Paesi del Mediterraneo o di navi da crociera.

86 I trasporti in Italia Tab. 7 - Passeggeri sbarcati sulle principali tratte internazionali per porto di sbarco e Paese di provenienza (migliaia). Anni 2009 e 2005
Porto di sbarco Ancona Livorno Bari Bari Savona Brindisi Ancona S. Teresa di Gallura Genova Venezia Savona Brindisi Genova Genova Palermo Venezia Bari Bari Ancona Fonte: Istat Zona di provenienza Passeggeri Grecia Francia Albania Grecia Francia Grecia Croazia Francia Tunisia Grecia Spagna Albania Marocco Spagna Tunisia Croazia Croazia Montenegro Albania 521 361 271 224 186 155 152 123 121 92 78 71 57 54 51 44 40 30 26 2009 Incidenza su arrivi Passeggeri internazionali 73,0 495 96,0 221 47,4 264 39,2 185 66,4 189 66,9 186 21,3 183 100,1 131 50,1 54 64,8 233 28,0 67 30,6 56 23,7 31 22,1 11 77,7 8 30,9 280 7,0 8 5,3 0 3,6 26 2005 Incidenza su arrivi internazionali 68,9 98,7 51,3 36,0 60,7 68,6 25,5 100,3 37,4 42,1 21,5 20,7 21,2 7,3 44,5 50,5 1,6 0,0 3,7 Var. % 2005/ 2009 5,29 63,35 2,38 20,90 -1,64 -16,60 -17,16 -6,23 123,28 -60,53 16,85 26,49 85,92 403,56 497,27 -84,33 382,18 -1,71

3. Il trasporto stradale
La rete stradale italiana (Tab. 8) nel 2008 (ultimo dato disponibile) aveva unestensione complessiva di 183.704 chilometri, ripartiti fra Autostrade, altre strade di interesse Nazionale, e strade Regionali e Provinciali. La struttura della rete mostra una prevalenza di strade Regionali e Provinciali (85,9%) rispetto al complesso di Autostrade e strade di interesse Nazionale (14,1%). Queste ultime, peraltro, sono pi utilizzate negli spostamenti sulle lunghe distanze. Tab. 8 - Estensione stradale italiana per tipologia di strada (valori assoluti e composizione percentuale). Anno 2008
Tipologia di Strada Autostrade Altre Strade di interesse Nazionale Autostrade e Altre Strade di interesse Nazionale Strade Regionali e Provinciali Totale Fonte: elaborazione dati CNIT 2008-2009, Ministero dei Trasporti Chilometri 6.629 19.290 25.919 157.785 183.704 % sul totale 3,6 10,5 14,1 85,9 100,0

Riguardo le singole tipologie di strada, si ha una maggior concentrazione delle autostrade nelle regioni settentrionali (50,9%). Tale prevalenza dovuta anche alla conformazione geografica, che attribuisce a queste aree la connessione stradale con il resto dellEuropa La relativa carenza di infrastrutture di tipo autostradale nelle regioni meridionali e insulari in parte compensata dalla presenza di strade di interesse nazionale (64,6%). In particolare si rileva lassenza di autostrade nella regione Sardegna, che per presenta la

XVII Rapporto sul turismo italiano

87

maggiore estensione (3070 Km) per le strade di interesse nazionale nellambito dellItalia meridionale e insulare (dati CNIT 2008-2009). Larea centrale presenta una minore concentrazione di autostrade dovuta anche alla presenza dei rilievi appenninici che rendono pi problematica la costruzione di strade a scorrimento veloce che attraversino la dorsale. Secondo gli ultimi dati disponibili dellAiscat, relativi allanno 2010, la rete in esercizio delle autostrade in concessione ammonta a 5.690,1 chilometri, cui vanno aggiunti i circa 905 chilometri in gestione Anas. Risultano inoltre in costruzione 151 chilometri di nuovi tratti in concessione, mentre sono in programma altri 521 chilometri. Fra i progetti, il pi consistente quello relativo al tratto Livorno-Civitavecchia (202 chilometri) che riveste particolare interesse sotto il profilo turistico. Confrontando i dati relativi agli anni 2005 e 2010 lestensione stradale rimasta pressoch invariata, mentre sono stati fatti interventi volti a migliorare la qualit del servizio offerto. Riguardo le infrastrutture di servizio per il miglioramento della qualit del viaggio, nel quinquennio esaminato si nota un forte incremento delle aree di sosta pic-nic (da 5 a 41) e delle aree giochi per i bambini (da 7 a 49). Le aree di servizio sono aumentate da 415 a 425 (+2,4%) Sono state inoltre adottate misure per decongestionare i flussi dei veicoli ai caselli, con listallazione di porte automatiche (+35,6%) e di impianti Telepass (+12,1%). Riguardo gli spostamenti per turismo stata notevolmente ampliata lofferta di nursery (+40,7%), di Fido Park (+123,1%), di aree camper (+136,4%) e di docce (+46,9%). I dati del traffico di veicoli leggeri sulle Autostrade italiane in concessione mostrano una tendenza costante allaumento, pi accentuata nel I e II trimestre degli anni considerati, con un aumento medio del 7,2% nel quinquennio 2005-2010, e del 20,2% nel decennio 2000-2010. Tab. 9 - Traffico trimestrale di veicoli leggeri sulla rete autostradale in concessione (milioni di veicoli-km e variazioni percentuali). Anni 2000, 2005, 2010
Traffico trimestrale I Trim II Trim III Trim IV Trim Fonte: elaborazione su dati Aiscat 2000 11.131,9 13.871,1 16.513,6 12.140,3 2005 12.651,6 15.434,2 18.370,3 13.720,3 2010 13.668,2 16.713,9 19.576,0 14.536,5 Var.% 10/05 8,0 8,3 6,6 5,9 Var.% 10/00 22,8 20,5 18,5 19,7

4. Il trasporto ferroviario
4.1 Il trasporto dei viaggiatori
Tra il 2004 e il 2009 il numero di passeggeri trasportato nella modalit ferroviaria aumentato da oltre 728 milioni a circa 800 milioni con un incremento del 9,8%. Nel 2009 il 73,3% del totale dei passeggeri (pari a 586 milioni) stato trasportato dalle grandi imprese ferroviarie mentre il 26,7% (quasi 214 milioni) da quelle di dimensione medio-piccola 2 .

2 I dati contenuti nel presente paragrafo traggono la propria fonte nella rilevazione sul Trasporto ferroviario che lIstat effettua a partire dallanno di riferimento 2004 in ottemperanza alle specifiche fissate nel regolamento Ce n. 91/2003 del Parlamento europeo e del Consiglio e successive modifiche e integrazioni. Secondo il citato regolamento, si definisce impresa ferroviaria di dimensione medio-piccola quellimpresa che non supera le specifiche soglie di cui allart. 4 co. 2 (volume totale dei trasporti di merci o di passeggeri inferiore rispettivamente a 500 milioni di tonn-km o 200 milioni di passeggeri-km) e pertanto fornisce i dati secondo uno schema semplificato.

88 I trasporti in Italia Tab. 10 - Passeggeri trasportati e movimenti di treni passeggeri. Anni 2004-2009 (passeggeri in valore assoluto, movimenti di treni passeggeri in migliaia di treni - km)
Numero di passeggeri Indi. su base 2004=100 Movi di treni passeggeri Ind. su base 2004=100 2004 7 728.177.437 100 298.467 100 2005 2006 2007 2008 759.863.233 753.535.735 774.480.366 802.440.174 104,4 103,5 106,4 110,2 312.624 305.996 315.204 313.965 104,7 102,5 105,6 105,2 2009 799.873.370 109,8 314.091 105,2

Fonte: Istat, rilevazione sul trasporto ferroviario

Tab. 11 - Percorso medio di un passeggero per dimensione dimpresa. Anni 2004-2009


Percorso medio di un passeggero in km (grandi imprese) Percorso medio di un passeggero in km (piccole e medie imprese) Fonte: Istat rilevazione sul trasporto ferroviario 2004 90.4 16.4 2005 89.3 16.2 2006 86.0 17.6 2007 82.4 17.5 2008 77.7 17.6 2009 75.8 17.4

Poich il percorso medio diminuisce (Tab. 11) landamento dei passeggeri-km per il periodo 2004-2009 (Tab. 12) mostra una tendenza crescente sino al 2006 e gi a partire dal 2007, quando ancora la congiuntura economica risultava positiva, un primo calo. La discesa si fortemente accentuata nel 2009, risentendo delleffetto della crisi economica. Anche il confronto con la dinamica della popolazione, che costituisce una proxy, per quanto indiretta, della domanda potenziale conferma che nellultimo periodo la domanda di spostamento ferroviario sia diminuita a fronte della crescita del bacino potenziale di utenza. Tab. 12 - Trasporto ferroviario: popolazione residente, passeggeri-km (migliaia). Anni 2004-2009
Anni 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Fonte: Istat, bilancio demografico e popolazione residente Popolazione residente 57.888.245 58.462.375 58.751.711 59.131.287 59.619.290 60.045.068 Passeggeri-km 49.253.871 50.087.574 50.185.488 49.780.147 49.523.599 48.124.031

La Tabella 13 evidenzia che il 54,8% delle partenze e il 54,9% degli arrivi avvengono nelle regioni del Nord che sono quindi quelle dove pi intenso lutilizzo di questa modalit di trasporto. Le regioni meridionali, con solo il 14,4% sia degli arrivi sia delle partenze, evidenziano un limitato utilizzo dei servizi di trasporto ferroviario.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Tab. 13 - Passeggeri trasportati dalle grandi imprese in partenza/arrivo dalle/alle ripartizioni geografiche. Anno 2005 (passeggeri in valore assoluto, composizioni percentuali)
Ripartizioni geografiche Nord Centro Sud TOTALE previste dal Regolamento CE n.91/2003 Partenze 282.044.742 158.442.675 73.992.646 514.480.063 Arrivi 282.318.949 158.201.948 74.011.601 514.532.498 Partenze 54,8 30,8 14,4 100,0 Arrivi 54,9 30,7 14,4 100,0

Fonte: Istat, Rilevazione sul trasporto ferroviario (a) I dati regionali sono rilevati ogni cinque anni secondo le scadenze

4.2.- Le infrastrutture ferroviarie


Nellanno 2009 la rete ferroviaria italiana ha raggiunto i 6.686 chilometri di estesa; Il gestore di questa infrastruttura la societ RfI - Rete Ferroviaria Italiana S.p.a. Con lobiettivo di incrementare lofferta di servizi ferroviari e integrarli con le reti europee, sono state sviluppate in fasi successive le linee AV/AC (alta velocit/alta capacit), costruite con tecnologie che consentono elevate prestazioni in termini di velocit e sicurezza. Lestesa delle linee AV/AC di 1370 chilometri (anno 2010). Per quel che riguarda le caratteristiche tecniche della rete, nel 2009 si registrano 11.888 chilometri di linee elettrificate (71,2% del totale) e 4.799 chilometri di linee non elettrificate (28,8%). Le linee a doppio binario costituiscono, con 7.494 chilometri, il 44,9% del totale mentre quelle a binario semplice hanno unestesa di 9.193 chilometri e rappresentano il restante 55,1% Per quanto riguarda la ripartizione geografica della rete ferroviaria, nel Nord localizzato il 44,6% dellestesa (7.442 chilometri) nel Centro il 20,7% e nel Mezzogiorno il 34,3%. Tuttavia le linee elettrificate sono localizzate per circa il 72% al Centro-Nord mentre nel Mezzogiorno ne sono localizzate solo il 28%.

90 Competitivit, prodotti, mercati

PARTE TERZA: COMPETITIVIT, PRODOTTI E MERCATI


La scelta di una destinazione si fonda sul suo appeal e sulla capacit che ha di incidere sullesperienza del cliente-turista. necessario individuare le varie componenti della capacit di attrazione, individuandole fra le molte opzioni possibili. Molte indagini indicano che lItalia uno dei Paesi pi desiderati dai turisti internazionali di tutto il mondo, ma anche che spesso difficile realizzare questo desiderio. Si propongono alcune riflessioni su come gli stranieri ci percepiscono e, successivamente, una valutazione di sintesi di molti dei turismi possibili su tutto il territorio nazionale.

6. IMMAGINE E COMPETITIVIT NEL MONDO E NELLAREA MEDITERRANEA


1. Il diverso appeal del Bel Paese
Lindagine sui Paesi di origine dei flussi turistici stata condotta con la collaborazione dellEnit. I dati di base sono stati raccolti con lapplicazione di un questionario somministrato dalla rete estera dell'Enit-Agenzia Nazionale del Turismo a 190 Tour Operator. Lelaborazione a cura di Mercury-Turistica. Il gruppo dei flussi di origine costituito, in primis, dai dieci aderenti allUnione Europea, per una quota sul mercato incoming verso lItalia che, secondo le statistiche ufficiali Istat relative al 2009 (ultimo anno per il quale possibile un confronto), pari a circa l84% degli arrivi e delle presenze Ue in Italia. I comportamenti dei flussi in provenienza dai vari Paesi risultano assai diversificati a seconda delle caratteristiche strutturali della popolazione, delle abitudini e dellatteggiamento psicologico verso lItalia. Linsieme di questi aspetti determina lappeal dellofferta italiana, un appeal che diverso per ogni singolo Paese di origine ma che porta a identificare alcune caratteristiche comuni, a smentire alcuni stereotipi e a confermarne e definirne altri. La forza delle grandi tradizioni storiche costituisce un paradigma allinterno del quale si ricolloca, si ridefinisce e spesso si identifica il presente. In quasi tutti i Paesi prevale un turismo di prossimit che condiziona anche loutgoing: in Usa, ad esempio, i flussi verso il Messico, in Canada i flussi verso gli Usa, in Brasile verso lArgentina, in Argentina verso il Brasile. In Europa, caratterizzata da tanti piccoli Paesi, il turismo di prossimit coinvolge necessariamente pi destinazioni; lo stesso si verifica in Svezia per loutgoing verso Danimarca e Norvegia, in Spagna per i flussi verso il Portogallo e la Francia e anche in Italia per quelli verso Francia, Spagna, Svizzera e Austria. I turisti dei vari Paesi possono essere classificati secondo due macrocategorie che si incrociano: continentali e intercontinentali; vacanzieri e daffari. La ricerca si , di fatto, occupata quasi esclusivamente dei clienti vacanzieri, per i quali assume un ruolo portante la distinzione fra lappartenenza alle varie aree di origine in rapporto a un turismo infracontinentale che ormai, con la diffusone dei voli low cost, pu essere concepito di vicinanza e anche di prossimit. certo che ogni turista potenziale contemporaneamente di vicinanza e di prossimit e si comporta secondo i due diversi modelli che sono sottesi nel momento in cui compie la propria scelta effettiva.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Rispetto allItalia, i clienti provenienti dalle Americhe, a anche dallAustralia, sono leffetto di una grande tradizione fondata sullarte, la cultura e la storia ma anche su un forte movimento migratorio che ha comunque determinato un intenso e duraturo legame; un legame di sangue che nel turismo si identifica con la tradizione e il senso di appartenenza. I clienti del continente asiatico sono lontani da modelli di comportamento occidentali (come noi lo siamo nei confronti dei loro modelli), ma sono in rapida diffusione e stanno sempre pi condizionando loutgoing mondiale. Mentre rispetto ai paesi latino-americani e allAustralia bisogna innovare, rinvigorendo una grande tradizione, rispetto ai Paesi asiatici necessario innovare costruendo nuovi prodotti e un nuovo appeal, sempre fondato sulle eccellenze dellofferta italiana. Il primo dato di fatto che emerge che i turisti dagli altri continenti, salvo qualche eccezione, non vengono pi in Italia per praticare forme di turismo balneare e lacuale, mentre proprio i residenti in Italia si orientano alle destinazioni-mare allestero, vicine e lontane. Nessun giapponese o americano viene in Italia per fare turismo balneare; spesso anche quando alloggia in citt di mare o termali lo fa solo per dormire per poi visitare da escursionista le grandi citt italiane. Eppure si continua a proporre il Mezzogiorno dItalia come destinazione balneare o come integrazione arte-balneare, quando a certe provenienze il mare non interessa, mentre interessano larte, i paesaggi, le tradizioni e la vivibilit dei piccoli borghi. chiaro che se non si propone unofferta adeguata la connessione fra domanda e offerta non si verifica. Per tutti i Paesi esteri i mesi preferiti sono quelli estivi, per vincoli che derivano dalla situazione climatica dei Paesi mediterranei, pi che per condizioni determinate dalla loro zona di residenza abituale. Le vacanze si fanno ovunque, principalmente quando il clima favorevole, per cui se si deve parlare di destagionalizzazione bisogna assumere un riferimento temporale compatibile che, ad esempio, per il turismo balneare, vista lorganizzazione attuale va, sostanzialmente, da giugno a settembre, ma potrebbe andare, da aprile a ottobre. Non sarebbe poco!

2.

I punti di forza dellItalia

La ricerca condotta rivela che lItalia percepita secondo alcuni stereotipi comuni: la destinazione dellarte per eccellenza; la destinazione della moda per eccellenza; la destinazione gastronomica per eccellenza. Il primo aspetto legato alla arti visive e trova manifestazione nei musei, nelle manifestazioni e nelle tradizioni. La moda pu essere vista anche come lattualizzazione - e la banalizzazione - del saper creare arte, ma qualcosa che si vive sul proprio corpo, mentre lenogastronomia coinvolge il turista in tutti i suoi sensi e consente davvero di gustare la propria esperienza di soggiorno. Nella valutazione di una esperienza turistica moda ed enogastronomia, cio gran parte del modus vivendi, appaiono persino pi decisive delle visite ai musei e determinano la soddisfazione o meno del cliente. Mangiare bene condizione essenziale per fare un buon turismo, tant che, insieme e pi dei musei e dellarte, rappresenta laspetto maggiormente positivo che emerge dallindagine. Lenogastronomia non un aspetto in grado di attrarre autonomamente un numero significativo di turisti; resta un fenomeno qualitativamente rilevante ma di nicchia. Lenogastronomia , invece, un fenomeno in grado di caratterizzare qualsiasi turismo e rappresenta, perci, un grande valore aggiunto in termini di territorio.

92 Competitivit, prodotti, mercati Leconomia dentro qualsiasi turismo e pu determinare il differenziale favorevole di una destinazione o di un prodotto. Scelgo di andare in quella destinazione balneare perch la cucina locale migliore di quella dellaltra. un fatto di non poco conto, anzi decisivo per tutti i turismi. Lopzione che la sottende come caratterizzante, rispetto a quella che la esplicita come prodotto specifico, conferisce allenogastronomia notevoli potenzialit in pi e valorizza la molteplicit delle tradizioni locali. Appare evidente, tuttavia, che i due approcci possono convivere. Fra gli aspetti negativi emerge latteggiamento verso i prezzi, ritenuti elevati prevalentemente in termini di value for money, particolarmente in alta stagione, con una sorta di effetto relativo di espulsione della clientela straniera. Se si associa questo aspetto a quello delle lamentele sulla qualit che talvolta valutano come obsoleta lofferta ricettiva, specialmente quella verso le destinazioni balneari delle destinazioni del Sud, appare evidente che il Bel Paese, o perlomeno certi turismi sono percepiti come cari ma mediocri oppure mediocri ma cari, secondo uno slogan presentato in un Rapporto sul turismo di una ventina di anni fa che ebbe grande successo. La tendenza vincente non pu che essere quella di prodotti di grande qualit a prezzi pi contenuti, per quanto sia difficile da realizzare, come mostrano tutte le politiche di low cost in atto. Non sufficiente neppure dire che bisogna caratterizzare i prodotti italiani con larte e la cultura, perch molti sono valutati per la loro autonoma forza. Per chi sceglie di fare mare i villaggi balneari della Riva Sud del Mediterraneo presentano condizioni di qualit molto pi competitive. Vale a tal proposito la logica della differenziazione monotematica; termini che sembrano contraddittori ma che significano semplicemente che tutti i turismi, intesi in senso sincronico, sono in concorrenza fra loro, mentre intesi in senso diacronico possono essere visti secondo un rapporto di complementariet. Il turista transcontinentale si muove fra grandi distanze reali e virtuali e spesso visita pi citt e quindi pi Paesi europei. Il tour spesso lungo ma con permanenze medie molto ridotte nelle singole destinazioni; inoltre il concetto di dimensione territoriale , generalmente, molto allargato e anche la percezione della distanza diversa rispetto ai residenti che si muovono allinterno dellEuropa. Basta pensare alla grande dimensione territoriale degli Usa, del Canada, del Brasile o della Cina per dedurne come lItalia possa apparire poco pi di un guscio di noce, pur in presenza di tutte le sue grandi valenza culturali, ambientali e storiche. LEuropa presenta in poco spazio un grande agglomerato di nazioni e di etnie diverse ben integrato culturalmente ed economicamente e anche dal punto di vista delle tradizioni storiche. Se ne deduce che ha molto senso svolgere azioni comuni fra Stati per promuovere la destinazione Europa/Mediterranea nei confronti della domanda intercontinentale. Fra i turisti intercontinentali, inoltre, opportuno distinguere fra quelli in provenienza dalle Americhe e quelli dallOriente: i primi sono parte di una cultura latina o anglosassone non lontana, mentre per i secondi cambia proprio il paradigma culturale di riferimento ed necessario capire le loro esigenze sul piano dei servizi richiesti e per come realizzare un impatto produttivo fra culture diverse. Il turista contentale europeo appare, invece, come unaltra tipologia essendo pi legato alla cultura dei luoghi visitati e con una dimensione fisica pi ridotta delle distanze. Con la diffusione di internet e dei suoi derivati la percezione dellappartenenza allEuropa, e anche al Mediterraneo, rende i bacini di destinazione vicini a quelli di emissione dei flussi turistici, superando la distinzione fra Stati diversi e favorendo lemergere delle citt come destinazioni pivot. Il movimento dei residenti allinterno dellEuropa fa sempre pi riferimento alle singole citt e

XVII Rapporto sul turismo italiano

93

sempre meno ai Paesi cui appartengono. Si visita Barcellona e non la Spagna cos come si visita Firenze e non lItalia. Le classificazioni amministrative non corrispondo alla mappa psicologica che utilizza il turista, che spesso non identifica le regioni di appartenenza delle destinazioni ma solo loggetto principale e la motivazione del suo soggiorno. Dallindagine emerge anche che lItalia, nelle sue molteplici articolazioni, considerata la destinazione pi sicura dellArea mediterranea (insieme alla Francia), sebbene vi possano essere alcuni problemi di microdelinquenza localizzati e circoscritti. questo un paradigma di non poco conto per le provenienze intercontinentali che necessariamente vedono in modo molto approssimato e molto semplificato le destinazioni.

3.

Il legame con lItalia

Dal punto di vista degli andamenti le provenienze dai vari Paesi possono essere raggruppati in cinque cluster. Il primo considera quelli che stanno vivendo un rapporto turisticamente maturo con lItalia ma con le loro presenze in fase di leggera diminuzione relativa: Regno Unito, Giappone, Austria, e Germania. Particolare il caso della Germania che ha visto notevolmente ridotta la componente balneare, mentre lattrazione per i laghi, pur anchessa in diminuzione, sembra resistere di pi. Stazionaria o in leggera crescita lappeal per le citt darte. Questa situazione ha fatto s che, dopo avere rappresentato pi della met delle presenze fino a inizio degli anni novanta, nel 2001 la quota di mercato tedesca si sia ridotta al 36,6%, e nel 2009 al 29,6%. Si trovano in una situazione relativamente migliore, di sostanziale tenuta la Francia e lUngheria. Fanno parte di questo gruppo anche i Paesi Bassi che nel periodo 2001-2009 hanno avuto una forte crescita a un tasso medio annuo del 4,9% passando in seconda posizione dopo la Germania per numero di presenze turistiche in Italia. LAustria continua a essere il Paese che sente il maggiore appeal per lItalia ma da tempo ha raggiunto una fase di maturit. Le esigenze dei Paesi appartenenti ai tre gruppi sono molto diverse. Il secondo cluster comprende un gruppo eterogeneo di Paesi prevalentemente europei per i quali si prevede uno sviluppo del turismo in Italia: Svezia, Portogallo, Spagna, Polonia e Russia, tutti con notevoli incrementi negli ultimi anni, fatta salva la crisi congiunturale. Tali Paesi vedono un consolidamento delle loro presenze in Italia.

94 Competitivit, prodotti, mercati Tab. 1 - Quote di mercato dei primi dieci Paesi incoming verso lItalia nel 2001 e nel 2009
Ranking 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 2001 Germania Regno Unito Francia USA Austria Paesi Bassi Svizzera e L. Belgio Spagna Giappone Danimarca Polonia Rep.Ceca Svezia Russia quote 36,6 7,3 6,6 6,1 5,8 5,0 4,7 2,6 2,2 2,1 1,7 1,7 1,4 1,2 0,9 2009 Germania Paesi Bassi Regno Unito Francia USA Austria Svizzera Spagna Belgio Polonia Russia Danimarca Rep. Ceca Giappone Svezia quote 29,6 6,8 6,6 6,6 6,3 5,1 4,6 3,0 2,8 2,1 2,1 2,0 1,8 1,6 1,3

73,5

top 10

82,2

top 15

Fonte: elaborazioni Mercury su dati Istat

Il caso della Russia particolare perch il Paese che nel periodo 2002-2009 ha visto il pi forte incremento di presenze a un tasso medio annuo eccezionale pari all11,9%. evidente che questo ritmo non pu continuare per cui si prevedono tassi elevati ma comunque minori. Peculiarit del Paese la forte attenzione per le localit balneari. Anche la Svezia sembra conservare questa residua attrazione, in particolare per il Sud e le Isole. Per le ragioni indicate la Russia collocata al limite fra secondo e terzo cluster, cos come la Polonia che questo sviluppo lha gi avviato (anche per il peso delle molte persone che lavorano in Italia) come il Brasile per il quale si pu dire la stessa cosa, ma per il quale si prevede un pi ampio sviluppo, e come la Corea del Sud che sta prendendo il posto dei giapponesi. Dovrebbe fare parte di questo gruppo anche la Turchia, che non rientra fra i Paesi esaminati. Il terzo cluster quello dei Paesi in forte sviluppo con, da un lato, Cina e India per i quali si prevede un aumento percentuale intorno o superiore al 10% per alcuni anni. Un altro gruppo ha un comportamento simile agli statunitensi per cultura, per tradizione e/o per imitazione: Canada, Australia e anche i sette Emirati Arabi Riuniti.

XVII Rapporto sul turismo italiano

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Graf. 1. - Paesi in difficolt, in consolidamento e in sviluppo per il turismo in Italia

Fonte: Enit - Agenzia Nazionale del Turismo, Mercury-Turistica

Tab. 2 - Le diverse motivazioni per le quali gli stranieri visitano lItalia appaiono indirettamente anche considerando le loro distribuzione percentuale presenze nelle prime dieci province italiane. Anno 2009.
Prime dieci province per presenze di stranieri Venezia Bolzano Brescia Trieste Milano Napoli Verona Rimini Roma Nazione di residenza Totale Italia 29,6 6,8 6,6 6,6 6,3 5,1 4,6 3,0 2,8 2,1 2,1 2,0 1,8 1,6 1,6 1,3 1,1 1,1 1,0 1,0 0,9 11,0 100,0 Firenze

Germania Paesi Bassi Regno Unito Francia USA Austria Svizzera Spagna Belgio Polonia Russia Danimarca Rep. Ceca Altri paesi europei Giappone Svezia Irlanda Romania Canada Australia Ungheria Tutti gli altri paesi TOTALE clienti stranieri

33,2 10,0 5,0 2,4 4,4 9,7 6,3 5,4 5,0 22,1 11,0 1,4 3,9 1,5 2,7 8,3 1,5 1,5 2,0 0,6 1,2 3,1 3,7 1,5 2,9 0,2 1,0 0,6 1,4 4,2 0,8 2,1 0,7 2,5 0,7 0,8 1,0 2,4 1,1 2,2 1,9 0,4 8,6 17,1 100,0 100,0

73,1 43,0 9,6 7,5 33,6 3,1 17,3 6,6 3,2 10,4 7,4 7,2 6,5 7,1 0,9 1,9 8,8 6,5 1,3 1,0 0,9 15,2 6,3 0,7 0,3 5,6 1,5 1,3 4,8 4,4 2,8 1,9 2,4 2,2 5,9 0,7 7,1 5,7 0,7 0,2 2,3 3,0 1,9 4,1 2,3 0,7 1,0 1,2 10,0 1,6 0,4 1,6 4,8 2,0 0,5 4,9 1,7 1,0 2,4 0,4 0,7 0,3 0,6 6,5 1,3 1,7 1,6 3,8 1,6 0,5 0,2 5,9 5,7 0,1 0,1 0,9 1,0 1,9 1,8 0,3 1,5 1,0 0,9 1,8 0,0 0,5 0,7 1,6 0,8 0,2 0,2 2,8 1,2 0,2 0,1 0,3 2,8 1,5 0,2 0,1 0,4 0,5 0,6 1,4 0,3 5,7 18,2 33,9 6,3 3,4 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0

45,1 17,7 20,7 16,3 2,1 4,1 7,3 20,1 2,8 2,8 9,2 11,1 0,8 10,7 0,7 3,6 2,6 3,3 2,9 1,9 10,4 0,6 2,3 0,8 4,0 2,5 4,7 1,5 1,2 3,1 0,7 2,7 11,2 2,7 1,0 0,4 1,5 1,3 2,1 0,9 2,0 5,1 0,1 3,3 0,1 0,6 1,1 1,1 1,1 2,6 0,5 1,0 0,7 3,5 0,1 2,0 0,3 0,2 2,0 0,2 0,4 0,8 1,3 5,8 10,2 12,5 100,0 100,0 100,0

Fonte: Istat, movimento dei clienti negli esercizi ricettivi

96 Competitivit, prodotti, mercati

4.

Lessere un Paese mediterraneo

LItalia contemporaneamente un Paese mediterraneo e un Paese europeo, anzi prevalentemente mediterraneo per varie ragioni: geografiche: collocata al centro del Bacino e protesa verso il mare, con un considerevole numero di km di costa; storiche: perch la storia dellItalia si interseca fortemente con quella degli altri Paesi mediterranei; per ragioni economiche: perch molto linterscambio da sempre in atto, testimoniato storicamente dai numerosi siti archeologici presenti nel Nord Africa fin dallepopea romana; per ragioni sociali perch molto attrattiva nei confronti delle popolazioni del Nord Africa, per motivazioni culturali e per una riconosciuta posizione leader non adeguatamente percepita e valorizzata; la popolazione residente in Italia si sempre sentita parte dei paesi mediterranei della Riva Nord, con un rapporto di simbiosi molto forte con Spagna e Francia. Per lincalzare dellUnione Europea ci si spesso dimenticati della mediterraneit del Paese e del fatto che occupa una posizione che centrale, sia in senso fisico che in senso immateriale. Questo ruolo ancora pi vero nel campo del turismo, da un lato per la pi forte competizione che si sta imponendo a livello internazionale, dallaltro per il ruolo leader che di fatto il Paese ha nel contesto di questarea, ove, qualora dalla Spagna si escludano le Canarie, determina il maggiore movimento turistico domestico e internazionale. Anche i continui tentativi di valorizzare da un punto di vista economico e sociale il Mezzogiorno, larea italiana pi mediterranea, hanno risentito di questo modello eurocentrico, che ha contribuito al loro fallimento quasi generalizzato. Nonostante la presenza di molte capitali del Sud (Napoli, Palermo, Catania, Bari, Cagliari) e di prestigiose destinazioni balneari come le Isole del Golfo e Taormina, il turismo del Mezzogiorno non riesce a staccarsi dalla sua fase di decollo. Anche per questi motivi lArea del Mezzogiorno rimasta la grande illusione del turismo italiano 1 . Secondo le statistiche della Unwto (United Nations World Tourism Organisation), non sempre affidabili, ma le uniche che, pur con diversi problemi di omogeneit, consentono un confronto di carattere globale, larea Mediterranea appare leader nel mondo per le presenze di turisti internazionali. una quota rilevante, intorno al 30% della movimentazione mondiale, anche se in una progressiva tendenziale diminuzione per la concorrenza delle destinazioni emergenti nellArea del Pacifico e in altre aree del mondo, comprese quelle caraibiche e arabiche. In prima approssimazione si pu rilevare che per tutti i Paesi, e ancora di pi per le regioni dal Mare, le attivit turistiche sono una fonte di primaria ricchezza, sulla quale si fonda in buona parte la Wealth of Nations, ma anche che quasi tutti i Paesi della Riva Nord stanno vivendo la fase della loro maturit turistica, mentre quelli della Riva Sud, con lAlbania e Montenegro, si trovano in fase di decollo turistico, pur se a un livello diverso, pi avanzato per Turchia ed Egitto, meno per gli altri. Sulle destinazioni della Riva Nord, peraltro hanno influito e stanno influendo le crisi politicoistituzionali che di fatto ne escludono alcuni dal mercato del turismo. I Paesi della Riva Sud stanno valorizzando il turismo a partire dagli anni Ottanta, con forti
1 Emilio Becheri, Turismo. Si pu fare di pi, Sud Magazine, Il Sole 24 ORE, maggio 2011. Sulla concezione di mediterraneit dellItalia Cfr. anche E. Becheri Il ruolo del Mezzogiorno nel turismo Mediterraneo, cap. XXIII del Rapporto sull Economia del Mezzogiorno, Svimez, Il Mulino. 2010

XVII Rapporto sul turismo italiano

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investimenti in strutture e infrastrutture e anche con forti flussi di capitali dallestero. Il turismo ha un grande ruolo nelle rarefatte economie locali, anche se la sua dimensione resta ancora minore rispetto ai Paesi sul fronte opposto del mare. La gestione della ricettivit e degli altri servizi presenta costi, e quindi prezzi, significativamente minori. Nella valutazione degli andamenti si scelto di considerare, in primo luogo, le presenze (e gli arrivi) rilevate negli alberghi e strutture simili (hotels and similar establishments), per i quali lomogeneit maggiore, pur se permane qualche diversit da Paese a Paese. Ad esempio, in Italia, i villaggi turistici, per la raccolta dei dati statistici sui pernottamenti, sono classificati fra i campeggi, mentre in altri Paesi sono considerati, come sarebbe pi giusto che fosse, gestioni di tipo alberghiero. Nel 2009 (ultimo dato disponibile), considerando sia il movimento internazionale che quello domestico, relativamente ai soli esercizi definiti come hotels and similar establishments (alberghi e strutture simili) 2 , nel complesso delle due aree si sono raccolti 1.150 milioni di presenze (erano 1.191 nel 2008), distribuite per il 71,9% nella Riva Nord e per il restante 28,1% nella Riva Sud; nel 2000 i valori erano pari, rispettivamente, all81,4% e 18,6%. da considerare, tuttavia, che questa solo un parte del movimento che non considera i campeggi e altre tipologie ricettive, per cui si pu stimare che il movimento complessivo superi i 1.500 milioni di presenze. La categoria degli hotels and similar establishments corrisponde, secondo la classificazione Istat, a quella degli alberghi e delle residenze turistiche e lUnwto riprende tale dato che per il 2009 registra in Italia 32,633 milioni di pernottamenti e 106,829 milioni di presenze, ma vi sono anche 8,942 milioni di arrivi di stranieri nei campeggi, nei B&B e nelle altre strutture per 52,665 milioni di presenze, per cui il movimento totale rilevato di 41,125 milioni di presenze straniere a fronte di 159,494 milioni di arrivi. I campeggi rappresentano il 49,4% degli arrivi extralberghieri e il 54,6% delle presenze. Non viene considerato, inoltre, il fenomeno delle abitazioni per vacanza che aumenterebbe ancor pi la dimensione del fenomeno 3 , almeno fino a circa 2.500 milioni. Lanalisi che conduciamo prende come riferimento per i confronti internazionali il dato pi omogeneo che quello degli alberghi e delle strutture simili.

2 In Italia le strutture considerate simili sono solo le residenze turistico alberghiere. In altri Paesi vi sono compresi anche alcuni villaggi turistici, in quanto tipiche gestioni di tipo alberghiero. 3 Come si precisa in altra parte del testo qualora si consideri il movimento extralberghiero vi sono molti problemi di omogeneit sul piano della interpretazione dei dati. Fra i dati Unwto, ad esempio, la Francia considera anche le abitazioni per vacanza fornendo un dato anomalo rispetto a quello degli altri Paesi considerati.

98 Competitivit, prodotti, mercati Graf. 2 - Presenze di clienti stranieri rilevate negli esercizi alberghieri e simili nei Paesi indicati (milioni). Anno 2009
141,2 126,5 106,8

63,2 59,9 45,9 31,6 23,2 16,1 12,5 11,5 11,5


Croaz ia Maroc c o Cipro Siria

8,1
Is raele

6,9
Malta

4,1
G iordania

Egitto

T urc hia

Italia

G rec ia

Fonte: elaborazioni su dati Unwto

Con riferimento agli hotels and similar establishment (alberghi, residenze alberghiere e simili), le presenze straniere, nellanno 2000 si distribuivano per il 75% fra i Paesi della Riva Nord e il 25% in quelli della Riva Sud; nove anni dopo si rileva un grande cambiamento perch i primi raccolgono solo il 60,6% delle presenze, mentre la quota di quelli della Riva Sud salita al 39,4%. In valori assoluti la Riva Nord ha visto addirittura diminuire, per effetto della crisi 20082009, le presenze internazionali di 1,9 milioni di presenze, mentre quelle della Riva Sud sono aumentate di 129,8 milioni. Con riferimento al 2008 la Riva Nord registrava un aumento di 31 milioni di presenze (0,9% medio annuo) rispetto a otto anni prima, mentre nella Riva Sud registrava un aumento di 137 milioni di presenze (3,4%) (Tab. 2). In valori assoluti le presenze domestiche, invece, sono aumentate pi nei Paesi della Riva Nord (51,5 milioni) che in quelli della Riva Sud (15,9 milioni). Nel corso del primo decennio del secolo si verificato un grande recupero della Riva Sud, sostenuto soprattutto dallEgitto e dalla Turchia. LEgitto, nel suo complesso, con le sue localit sul Mar Rosso, la seconda destinazione dellarea mediterranea per la componente straniera, con quasi 127 milioni di pernottamenti (129,2 nel 2008), dopo la Spagna con pi di 141 milioni (155,4) e prima dellItalia, con pi di 106 milioni (110,5). Il sorpasso dellEgitto sullItalia non stato considerato per tutta la sua rilevanza. un sorpasso giocato sulle localit del Mar Rosso, come Sharm el Sheik e Hurgada, fondato sulla valorizzazione dei villaggi vacanze, sui voli point to point, cio sullesistenza di un aeroporto vicino alla localit di destinazione, e sui bassi prezzi, possibili per i contenuti costi di gestione, in particolare di quello relativo al personale (con stipendi mensili che corrispondono a quasi un decimo di quelli italiani). Il tour delle citt egiziane in crociera sul Nilo si ormai consolidato come visita culturale di grande fascino e la combinazione tra settimana al mare e altra settimana con crociera culturale si rivelata un prodotto vincente, secondo la logica della differenziazione monotematica. Se si considera il dato francese in modo omogeneo le presenze risultano minori di quelle rilevate in Spagna e in Italia 4 , come appare dal Grafico 1. LItalia, che ufficialmente non considera (se non in una minima parte) il fenomeno delle
4 Per le valutazioni sulla sovrastima delle statistiche della Francia vedi anche il cap. II.

Portogallo

Spagna

F ranc ia

Tunis ia

XVII Rapporto sul turismo italiano

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abitazioni per vacanza, rileva 159,5 milioni di presenze straniere e 211,3 milioni di quelle italiane, per un totale di 370,9 milioni. Per le presenze straniere rilevate allo stesso modo la Spagna presenta un volume superiore a quello della Francia, con 200,6 milioni, mentre le presenze dei residenti sono considerevolmente minori, pari a 148,0 milioni, per un totale di 348,6 milioni. LItalia, dunque, nel 2009 ha ripreso la sua posizione leader per il movimento turistico complessivamente attivato nei Paesi mediterranei, mentre nel 2008 e negli anni precedenti la prima nazione per movimento complessivo era la Spagna.

5.

La grande illusione del turismo italiano: il Mezzogiorno 5

Il Mezzogiorno davvero la grande illusione del turismo italiano. Da almeno mezzo secolo si propone un grande sviluppo turistico del Mezzogiorno, senza essere mai riuscirti ad avviare un vero e proprio decollo. In generale alcuni parametri relativi di confronto con altre aree non sono significativamente migliorati nel corso degli anni, mentre sono ancora pi evidenti i punti di debolezza. Spesso si pensato di avere avviato un percorso virtuoso, per poi vedere un affievolimento e un ripiegamento su vecchie posizioni. Anche in questo momento si possono valutare positivamente le performance di regioni come la Puglia, Calabria e la Sardegna, ma tali effetti sono controbilanciati dallandamento negativo della Campania e della Sicilia, che sono quelle di maggiore dimensione e che pi condizionano il mercato. opportuno ricordare la gravit di alcuni gap perch spesso chi deve prendere decisioni rilevanti corre dietro alla situazione contingente senza tenere presenti i problemi di fondo: la scarsa presenza di clienti stranieri e, anche, nazionali a fronte di un turismo di massa di prossimit. Si recano al Sud il 20% dei turisti del Paese; in particolare raggiungono le regioni meridionali e le isole solo l11,6% degli arrivi di clienti stranieri, determinando il 12,9% delle presenze. Lincidenza della clientela straniera sul turismo locale compresa fra il 27% e il 28% degli arrivi e delle presenze, a fronte di una media delle altre regioni che compresa fra il 46% e il 47%. Dieci province del Sud vedono una incidenza della componente straniera inferiore al 10%.

5 Per questo paragrafo si fa ampio riferimento allarticolo apparso su Sud Magazine a cura di Emilio Becheri, Turismo. Si pu fare di pi, cit.

100 Competitivit, prodotti, mercati Graf. 3 - Province con la maggior quota di presenze straniere e di arrivi nel Mezzogiorno
51,6 46,0 43,6 47,0 45,6 42,0 44,5 43,7 34,9 34,9 29,1 33,8 20,2 33,5 32,6 27,1 36,9 32,5

Messina

Palermo

Siracusa

Vibo Valentia

arrivi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat

presenze

Il paradosso della eccessiva stagionalizzazione, notevolmente maggiore di quella delle altre macroaree italiane, nonostante un migliore andamento climatico. Il 73,9% delle presenze italiane del Mezzogiorno si concentra nel periodo giugno-settembre, a fronte del 60,2% delle regioni del Centro Nord; per gli stranieri le analoghe percentuali sono del 65,3% e del 57,6%; Il paradosso del balneare, perch il Sud possiede i tre quarti delle coste italiane, ma nel 2009, considerato tutto il movimento regionale (anche quello delle zone interne e montane), ha visto la presenza di 7.730 vacanzieri per km, a fronte dei 201.235 del Nord Est, dei 42.066 del Nord Ovest (Liguria) e dei 32.716 del Centro, per una media del Centro Nord di 67.118 turisti a km di costa.

Graf. 4 - Province con la minor quota di presenze straniere e di arrivi nel Mezzogiorno
11,6 10,7 9,9 10,0 11,8 9,6 9,8 10,0 8,5 6,9 7,8 7,9 7,8 7,6 7,5 6,7 5,4

Caserta

Salerno

Sassari

5,8

Taranto

Isernia

L'Aquila

Lecce

Matera

Caltanissetta

arrivi
Fonte: nostre elaborazioni su dati Istat

Campobasso

presenze

A causa dello scarso sviluppo alcune regioni con grandi potenzialit, come, ad esempio, la

Cosenza

Crotone

Chieti

Olbia Tempio
5,6 5,3

Napoli

XVII Rapporto sul turismo italiano 101

Campania, rimangono ancorate sempre allo stesso movimento turistico. Questo avveniva gi prima che scoppiasse il problema della raccolta dei rifiuti solidi urbani, anche se ora si cerca di trovare una giustificazione in tale fatto. I margini per un recupero e un miglioramento del proprio posizionamento ci sono, ma bisogna partire dalla consapevolezza che si in presenza di una forte e agguerrita concorrenza, con destinazioni a minore prezzo, che presentano anche una migliore qualit per quanto riguarda il turismo vacanziero balneare. Cosa fare per provare a trasformare lillusione in realt? le politiche nazionali debbono recuperare quellottica mediterranea sacrificata da una visione troppo eurocentrica delle politiche dellUe; necessario pensare al Mezzogiorno come a un metadistretto nel quale sono possibili molti turismi, con una propria identit e un marchio sostanziale da promuovere unitariamente sul mercato internazionale; per recuperare posizioni necessario un pi forte abbinamento dei turismi possibili, da quello balneare a quello ambientale, con larte, la cultura e le tradizioni locali; larte deve essere il paradigma di riferimento per tutte le proposte, anche a quelle monovalenti e con forza autonoma come il fare mare; bisogna evitare di cadere nellerrore di assorbire la programmazione europea 20072013 di ambito istituzionale (Regioni e Governo), per non compiere un errore opposto a quello della programmazione precedente (2000-2006), fondata su progetti localistici; occorre proporre un piano di qualit associato al marchio Southern Italy che miri ad azioni in grado di migliorare limmagine del Paese non solo in termini di sicurezza e di affidabilit delle proposte turistiche, ma anche come appeal, come fascino e come richiamo esperenziale; bisogna impostare azioni differenziate bidirezionali per i diversi Paesi di origine e i diversi turismi possibili.

102 Mercati e prodotti

7. MERCATI E PRODOTTI 1
1.
1.1

Arte e mare
Uguaglianze e diversit

In Italia sono presenti tanti turismi, ma le due tipologie che oggi determinano fra i due terzi e i tre quarti del movimento sono di antica e consolidata tradizione: il turismo balneare e quello darte. I grandi cambiamenti degli ultimi anni hanno portato a una diversa configurazione dei due comparti, alla nascita di sottosegmenti e di nicchie e allemergere di nuovi turismi; tuttavia mare (laghi) e arte rappresentano ancora la quota prevalente del mercato, con una incidenza rispettivamente superiore al 38,5% e vicino al 25%. Graf. 1 - Distribuzione delle presenze in Italia per tipo di macroturismo praticato. Anno 2009
Capoluoghi di provincia n. a. c.; 1,6 Comuni n. a. c.; 15,0

Citt di interesse storico e artistico; 24,6

Localit collinari e di interesse vario; 3,7 Localit termali; 3,6 Localit marine; 31,5 Localit montane; 13,2 Localit lacuali; 7,0

Fonte: elaborazione su dati Istat

La composizione delle varie tipologie delle macroclassificazioni risulta dal diverso atteggiamento della componente domestica e della componente internazionale della domanda. Per gli italiani il turismo prevalente nettamente quello balneare (37.4%), mentre per gli stranieri pi influente il turismo delle destinazioni artistiche e storiche, definite dallIstat citt di interesse storico e artistico (33,4%). Se al balneare propriamente detto si aggiunge anche il turismo dei laghi la quota, per il movimento domestico raggiunge il 40,5% mentre per gli stranieri il peso di tale componente si raggiungerebbe il 35,9% e sarebbe la quota pi rilevante. Pi che mare e arte bisognerebbe forse parlare di turismi delle acque (balneare, lacuale e anche termale) e di turismi delle citt e delle destinazioni darte, spesso con la presenza di pi motivazioni integrate su di uno stesso territorio. Con riferimento ai vari macroturismi complessivamente per il turismo darte e per i laghi prevale la componente straniera, con una quota rispettivamente del 58,6% e del 58,6%; anche per le localit collinari e di interesse vario prevalgono le presenze straniere (57,7%). Nelle altre tipologie, il turismo domestico prevale nettamente ma debbono essere fatte subito alcune precisazioni decisive.
1 A cura di Giacomo Becheri. Mercury-Turistica

XVII Rapporto sul turismo italiano 103

Graf. 2 - Distribuzione delle presenze dei residenti (turismo domestico) e internazionali in Italia per tipo di macroturismo praticato. Anno 2009

Turismo domestico
37,4

20,8

17,9

14,3 3,9 3,1


Localit lacuali

2,7
Localit collinari e di interesse vario

Localit marine

Loclait non classificate

Citt di interesse storico e artistico

Localit montane

Localit termali

Turismo internazionale
33,4 23,8 12,1 11,8 10,9 4,9 3,1
Localit termali

Citt di interesse storico e artistico

Localit marine

Localit lacuali

Localit montane

localit non classificate

Localit collinari e di interesse vario

Fonte: elaborazioni su dati Istat

Considerando il caso del turismo termale, che fra le tipologie considerate riguarda quella di pi ridotta dimensione, in realt in alcune delle pi note destinazioni vicino alle citt darte sono stati attivati dei flussi di visitatori che soggiornano nelle localit termali ma solo per pernottarvi mentre lo scopo principale della visita quello della citt darte vicina o relativamente vicina.

Graf. 3 - Quota regionale del turismo delle citt darte e storiche rispetto al totale nazionale. Anno 2009

104 Mercati e prodotti


Localiit d'arte e/o storiche
26,6 21,8 15,4 10,7 8,3 3,2
Emilia R. Umbria Toscana Lombardia Lazio Veneto

2,7
Marche

2,7
Campania

2,6
Pemonte

2,5
Sicilia

Fonte: elaborazioni su dati Istat

Graf. 4 - Quota regionale del turismo delle destinazioni balneari rispetto al totale nazionale. Anno 2009

Localit balneari e/o lacuali


21,1 18,0 11,9 8,3 5,5 4,8 4,2 4,0 3,6 3,4

Emilia R.

Lombardia

Campania

Toscana

Marche

Friuli V.G.

Calabria

Liguria

Fonte: elaborazioni su dati Istat

quanto si verifica in particolare per destinazioni termali come Montecatini, Fiuggi e Chianciano, ma anche per tutte le localit delle terme Euganee. Per fare un esempio preciso, i turisti di Montecatini sono in gran parte stranieri che compiono il loro viaggio in Italia per visitare Firenze ma neppure percepiscono lesistenza degli stabilimenti termali. Tenuto conto di queste osservazioni la componente darte assumerebbe un peso ancora maggiore. I turismi del mare e dei laghi sono i due turismi pivot dellItalia con tante partizioni e tanti segmenti che ne consolidano le potenzialit e li rinnovano, a fronte di una collocazione dei loro cicli di vita, in una posizione di maturit.

Sardegna

Veneto

XVII Rapporto sul turismo italiano 105

Graf. 5 - Turismo darte. Distribuzione delle presenze fra italiani e stranieri allinterno dei vari mesi. Anno 2009

53,0

48,8

45,5

41,4

40,7

39,1

35,0

40,1

35,3

36,7

46,7

53,0

47,0

51,2

54,5

58,6

59,3

60,9

65,0

59,9

64,7

63,3

53,3

47,0

agosto

novembre

marzo

maggio

stranieri

italiani

Graf. 6 - Turismo balenare e lacuale. Distribuzione delle presenze fra italiani e stranieri allinterno dei vari mesi. Anno 2009

81,0

74,4

65,2

53,6

51,7

61,3

58,3

67,9

48,5

39,6 69,0 80,9

dicembre 59,9 19,1


dicembre

febbario

gennaio

settebre 51,5

19,0 gennaio

25,6 febbario

34,8 marzo

46,4

48,3 maggio

38,7 giugno

41,7

60,4 31,0 novembre


ottobre

ottobre

giugno

aprile

luglio

32,1 agosto

40,1

settebre

luglio

stranieri Fonte: elaborazioni su dati Istat

italiani

La permanenza media pi ridotta per le citt darte rispetto alle altre tipologie con 2,8 pernottamenti a persona, mentre per il comparto balneare i pernottamenti a persona (5,5) risultano quasi il doppio. Se si considerano insieme i laghi e il mare la permanenza media di 5,3 giorni. Tab. 1 - Permanenza media per turismo e per movimento domestico e internazionale. Anno 2000
Citt di interesse storico e artistico Localit montane Localit lacuali Localit marine Italiani 2,6 4,7 3,4 5,5 Stranieri 2,9 5,1 5,1 5,5 Totale 2,8 4,9 4,6 5,5

Totale

aprile

106 Mercati e prodotti


Localit termali Localit collinari e varie TOTALE Fonte: elaborazioni su dati Istat 4,1 2,7 3,9 3,8 4,7 3,9 4,0 3,6 3,9

Fra turismo darte e balneare, una forte diversit dipende anche dallutilizzazione delle strutture ricettive. Le citt darte e le citt termali vedono una utilizzazione pi elevata del comparto alberghiero mentre nel comparto balneare sono assai rilevanti anche le strutture del turismo allaria aperta, quali villaggi e campeggi turistici. noto, di fatto, che in Italia non rilevato il movimento delle abitazioni per vacanza, le cosiddette seconde case. Se lo fosse si ridurrebbe molto la quota di coloro che alloggiano negli esercizi alberghieri; alcune stime indicano intorno al 30% il movimento turistico alberghiero.

1.2

Alcune considerazioni

Larte, la cultura e la storia identificano una domanda che assai diversa da quella dei turismi del mare, anche se vi sono motivi di contatto e sovrapposizioni che portano le destinazioni pi innovative a cambiare i loro prodotti. Per le citt darte, ad esempio, uno dei principali problemi divenuto quello di come gestire i flussi di escursionisti che vanno e vengono in giornata dalle vicine citt satelliti, come si verifica in particolare per Firenze, Roma e Venezia. Per le destinazioni balneari il problema dei problemi come allungare la stagione turistica, con formule innovative e con la proposizione di altri turismi. Un esempio concreto quanto si verificato con la citt di Rimini e la Costa Romagnola, sempre pi orientate a un turismo congressuale che ha provocato una forte destagionalizzazione; dalla decina di alberghi aperti durante il periodo invernale fino ai primi anni duemila si passati ora a pi di trecento. Si pensato di superare la mancanza di interrelazione fra arte e cultura proponendo prodotti misti e itinerari che non hanno attecchito presso il cliente perch non li vuole; il cliente, piuttosto, vuole provare due esperienze diverse e contigue, ma non contemporanee. Lesempio pi tipico quello che fornisce lEgitto con la settimana di crociera sul Nilo abbinata alla fruizione delle spiagge di Sharm el Sheik o di altre localit del Mar Rosso. Si ha la sensazione, purtroppo, che il prodotto Mare Italia sia percepito sempre allo stesso modo nonostante lapparire e lo svilupparsi di nuove segmentazioni che si stanno lentamente imponendo. Losservazione vale anche con riferimento alle strutture ricettive, perch le localit balneari presentano il pi alto tasso di obsolescenza degli esercizi, a fronte dei grandi villaggi degli altri Paesi mediterranei sia della Riva Nord che della Riva Sud che hanno fondato il loro sviluppo sui voli aerei point to point, ossia sul collegamento diretto con la destinazione del soggiorno vacanziero balneare.

2.

Gli altri prodotti

Fra gli altri turismi, il turismo delle localit montante con il 14,3% delle presenze domestiche dei nazionali e l11,8% di quelle estere, per un totale del 13,2%. Seguono le localit termali con rispettivamente il 3,9% e il 3,1%, per un totale del 3,6%; le localit lacuali con il 3,1% del movimento domestico e il 12,1% di quelle internazionali per una quota del 7%; le localit collinari con una quota del 2,7% del turismo dei nazionali e del 4,9% del movimento estero per un totale del 3,7%. Per questa tipologia e per gli altri turismi presentiamo di seguito una i principali problemi e delle principali strategie per la loro valorizzazione.

XVII Rapporto sul turismo italiano 107

I turismi riportati sono in primo luogo alcune macrocategorie che al loro interno si articolano in tanti prodotti autonomi. Le nicchie hanno diversa valenza e dimensione come tipologie autonome. Ad esempio, la nautica da diporto, le crociere e altre sono considerate come prodotto singolo, ma in senso lato sono parte dei turismi del mare. Su questi segmenti sono stati condotti diversi studi identificando problemi e prospettive, con le relative strategie si sviluppo, sintetizzati nello schema seguente. Prospetto 1 - Turismi: problemi, obiettivi e strategie di sviluppo OBIETTIVI STRATEGIE Generali o comuni

monitoraggio del rapporto fra turisti e residenti per un turismo autentico e per la conservazione delle identit locali differenziazione delle politiche per i macrosegmenti dei valutare limpatto del turismo sullambiente locale, flussi business e quello leisure; turismo indipendente e ma anche quello delle altre attivit e delle scelte mass-market istituzionali sul turismo i nuovi media hanno trasformato il modo di fare valorizzare i nuovi media e i social network come promozione dal "passa parola" a quella televisiva nuovo modello di "passa parola" necessit sempre maggiore di integrare territorio e coerenza delle politiche istituzionali, come presa prodotti datto e assistenza allo sviluppo pi che come gestione delle stesso tutela dei gruppi di minoranza turistica favorire laccessibilit a tutti i turismi accrescere la consapevolezza del turismo praticato Aitr (Associazione Italiana Turismo Responsabile) e altre associazioni Arte e cultura (localit di interesse storico e artistico) network delle citt d'arte per gestione di problemi organizzazione di contenitori di eventi e di reti di comuni eventi che mirino a valorizzare lheritage e il genius loci delle destinazioni e a rappresentare una opzione in pi per il turista individuazione dell'area turistica allargata, anche molto coordinamento fra citt e comuni di esondazioni allargata, che faccia perno sulle citt d'arte, limitrofi o vicini coinvolgendo i comuni interessati per una estetica del turismo, strategie per il decoro recupero della qualit delle periferie con urbano; qualit delle vita e fruizione autentica insediamenti d'arte e culturali Integrazione fra turismo e Made in Italy, in rapporto alle creazione di associazioni orizzontali di prodotto altre attivit produttive secondo una logica interattiva e/o verticali di filiera e attivazione degli eventuali che aumenti il valore aggiunto reciproco metadistretti o distretti produttivi progetto Citt-identit mediterranea nel cui ambito si dare concretezza al progetto Capitali del Sud valorizzino anche le capitali del Mezzogiorno trovare il modo attribuire alle attivit turistico-culturali un presa datto, verifica politiche di attuazione della ruolo di driver concezione di citt metropolitana Il patrimonio culturale immateriale come patrimonio parte integrante del turismo darte e culturale; patrimonio delle eredit immateriali; etnoantropologico, con 312 milioni di spettatori a spettacoli rilevati dalla Siae che quasi raddoppiano se si troppi enti se ne occupano; progetto Identit Italiana (Isnart) includono sagre, rievocazioni ecc. Mare e laghi presa d'atto e valutazione delle diverse tipologie di ricettivit politiche differenziate per vacanze residenziali (seconde case) e commerciali (strutture ricettive censite e rilevate)

adottare a fini operativi la distinzione fra movimento turistico e movimento escursionista

108 Mercati e prodotti


valutazione del grado di obsolescenza degli impianti presenza di turismo di prossimit e di lungo raggio politiche di ristrutturazione

attuazione di promozione diversificata e, in particolare per il lungo raggio, integrata con altri turismi integrazione fra vacanze balneari e altri turismi verificare la compatibilit dei turismi possibili e attuare strategie comuni Benessere termale turismo prevalentemente interno salvo poche eccezioni valorizzare le opportunit e le integrazioni con il benessere non termale andamento divergenti fra terme tradizionali (negativo) e favorire politiche di integrazione superando la benessere (positivo) politica dei separati in casa valorizzare le terme come tendenza salutifera recuperare le terme come medicina naturale e valorizzarle come tali tendenza alla sostituzione del turismo termale con altre utilizzare l'occasione delle altre tipologie per tipologie riconvertirle alle terme citt e localit termale come segno sul territorio recuperare e ammodernare il concetto di ville d'eau, integrando terme e derivati come, ad esempio, la cosmesi termali immagine invecchiata del termalismo sostituire alla concezione di Terme e Termalismo quelle di Benessere termale e Medicina termale Montagna e area pedemontana domanda di montagna estiva del tutto diversa da quella invernale domanda prevalentemente autoctona, in buona parte di prossimit fase di stanchezza della domanda in alcune aree carenza di domanda nei mesi estivi forte movimento escursionista, favorevole per gli impianti meno per la ricettivit sostituzione delle settimane bianche con i weekend della neve discontinuit della domanda turismo pedemontano con offerta non caratterizzante Crociere turismo atipico, in forte sviluppo turismo a pi forte sviluppo nell'ultimo decennio problema della gestione dei flussi che sono identificati come "mordi e fuggi" problema di congestione di alcuni porti crocieristici da soggiorno e vacanza in nave, a nave come mezzo di trasporto per visitare pi localit (la nave si muove prevalentemente di notte) predisposizione di strutture ad hoc servizi, politiche e promozione differenziata strategie differenziate per il lungo e il breve raggio recupero con opzioni per il doposci e il dopo trekking collegare montagna a sport e ambiente gestione diversificata dell'escursionista e del turista proposta di opzioni aggiuntive, con le nuove attivit sulla neve dallo Sci alpino al Freestyle presa d'atto della discontinuit della domanda e politiche di integrazione con il territorio e in particolare con l'enogastronomia valorizzare la zona pedemontana come tale in quanto integrazione fra tanti turismi diversi con punti di forza identitari come la gastronomia

predisposizione di itinerari studiati a terra con le localit di destinazione organizzazione e gestione delle partenze e dei percorsi in base ad accordi fra compagnie e autorit locali Turismo industriale e del Made in Italy turismo industriale come scoperta economica e Made in come vecchi luoghi di produzione, luoghi

XVII Rapporto sul turismo italiano 109 Italy teoria dei musei d'impresa (43 musei) produzioni in atto o loro mix

alcuni con forte attrattivit (es. automobili Ferrari): fare rete orientamento alle tipicit italiane automobili e altri motori, enogastronomia e benessere, moda, design i musei dall'artigianato possibile integrazione fra i 357 musei dell'artigianato e i 43 d'impresa attualizzazione (e volgarizzazione intelligente ) dell'arte integrare l'offerta museale del Made in Italy con e della cultura altre proposte in loco Parchi da divertimento tendenza mondiale concentrazione in distretti dei parchi determinano un forte valore aggiunto locale domanda in sviluppo ma rallentata dopo le ultime realizzazioni capacit di attrazione autonoma e locale effetti economici da valutare in modo migliore orientamento prevalente ai giovani e in particolare ai bambini domanda specifica da gestire e integrazione di altre offerte Parchi ambientali e naturali (Ecoturismo)

fenomeno in crescita e in divenire

superamento dell'ostilit sociale al parco e scoperta delle economie che ne derivano spesso associato a montagna e sport presa d'atto delle varie domande presenti e loro sistematizzazione carenza di servizi e di professionalit per una adeguata predisposizione di risorse adeguate anche ai fini valorizzazione di disporre di una capacit promozionale carenze sul piano della rete dei parchi un network efficiente consentirebbe una adeguata valorizzazione Golf e turismo forte sviluppo con domanda specifica difficile collegamento con il turismo aumento reciproco delle strutture, e della domanda dei fruitori nazionali Italia poco percepita come destinazione golfistica la presenza di grandi giocatori pu favorire ulteriormente lo sviluppo del comparto realizzazione di politiche adeguate e di corrispondenti strutture di servizio. Legge proposta dal Ministro del Turismo. il golf pu essere un pivot? s, ad esempio, per "recuperare" visitatori al Mezzogiorno Cicloturismo fenomeno internazionale in forte espansione come predisposizione di itinerari ad hoc sport-benessere ulteriori prospettive di sviluppo per la domanda interna predisposizione di percorsi di grande prestigio ed estera (es. colline toscane, ville venete ecc.) Turismo fluviale e lacuale in Italia in fase di lanci, primo sviluppo limitato ad alcune zone le esperienze in corso non un fenomeno isolato Rafting Turismo sport-avventura specializzato in fase di decollo, ma destinato a restare fenomeno di esperienza percepita come pratica sportivo e/o turismo estremo favorire e razionalizzare le diverse opzioni gi si concentrano in Veneto, Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna ha bisogno di infrastrutture, di intermodalit e di integrazione con altre opzioni turistiche

110 Mercati e prodotti


nicchia presenti

Turismo nautico vacanze tendenzialmente in crescita, ma periodo di crisi previsione di sviluppo per il prossimo decennio dal 2008 poca presenza del Mezzogiorno politiche infrastrutturali collegate valenza del comparto industriale difficile gestione di alcuni porti per nautica da diporto Le fiere i sistemi fieristici come sistemi autonomi come sistemi complementari ad altri turismi dovevano subire la concorrenza di Internet e derivati condizione essenziale sono potenti valorizzatori dei territori nel caso delle citt di grane richiamo quando si utilizzano strutture gi presenti come, ad esempio, la ricettivit alberghiera gi presente per altri turismi (es. Rimini Fiera) in realt sono in forte sviluppo la presenza di infrastrutture mirate politiche di valorizzazione dell'offerta associate a quelle della domanda collegamento e integrazione con il territorio per "catturare" risorse

Il turismo religioso come prodotto tipico e come integrato ad altre opzioni necessario distinguere fra obiettivo principale e aggiuntivo del soggiorno come visita puntuale in fase stazionaria recessiva come visita integrata in sviluppo, in particolare associato all'arte e alla cultura (Roma, Assisi ecc.)

XVII Rapporto sul turismo italiano 111

PARTE QUARTA: POLITICHE

TURISMO,

ISTITUZIONI

Questa parte finale assume una grande rilevanza; evidenzia il legame fra le attivit turistiche e le policies attuate dal Governo italiano e dalle altre istituzioni pubbliche. Come noto quella turistica materia delegata alle Regioni ma si sentita forte lesigenza di dare una interpretazione unitaria alle politiche del Paese cercando un coordinamento nazionale anche al fine di un riequilibrio territoriale altrimenti difficilmente perseguibile. La mancanza di un Ministero, abolito nel 1993, ha accentuato il gap esistente fra il mercato immaginario delle istituzioni e il mercato reale degli operatori. Per recuperare questo gap e per favorire anche un maggiore coordinamento fra livello regionale e nazionale si deciso, nel 2009, di riattivare il Ministro del Turismo. Nel capitolo si esamina anche il ruolo dei finanziamenti agevolati a favore del comparto.

8. LE ISTITUZIONI E IL QUADRO NORMATIVO NAZIONALE1


1. Le competenze istituzionali nelle politiche turistiche
Nel corso degli anni, le Istituzioni pubbliche hanno sempre pi maturato la consapevolezza dellimportanza del turismo non solo come attivit di servizi, ma come prodotto, ovvero come filiera economica che investe una pluralit di settori produttivi. Numerosi accadimenti a livello mondiale hanno influito e influiranno sulle politiche turistiche in Italia e a livello globale nei prossimi anni. Cos, ad esempio, un freno allo sviluppo del sistema turistico certamente derivato dalla difficile congiuntura economica mondiale, iniziata nel corso del 2008, mentre si profilano diversi assetti e conseguenze dagli eventi occorsi nel 2011: in primis il terremoto e lo tsunami che hanno colpito il Giappone e le rivolte popolari nei vicini Paesi nordafricani che ne hanno modificato lassetto politico. In tale contesto, appare utile ripercorrere il quadro organizzativo esistente delle competenze istituzionali ed esaminare, successivamente, levoluzione normativa in atto. La riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione, attuata con la legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ha attribuito alla competenza legislativa esclusiva delle Regioni la materia del turismo; mentre le relative competenze amministrative sono affidate ai vari livelli territoriali di governo in base ai principi di sussidiariet, adeguatezza e differenziazione. Lautonomia legislativa regionale, in assenza di una funzione di coordinamento a livello centrale fino al 2009 (allorquando stato nominato uno specifico Ministro), ha portato in questi anni alla definizione di uno scenario turistico italiano notevolmente variegato sotto il profilo sia di forme e modelli di organizzazione territoriale del turismo, sia di definizione e disciplina del settore turistico, sia ancora di organismi e modalit di vigilanza e di organizzazione delle attivit promozionali. Sulla scorta di pronunce della Corte Costituzionale 2 , consentito lintervento legislativo dello Stato nella materia del turismo quando sussistono: esigenze di valorizzazione unitaria, sia a livello interno che internazionale, del settore
1A cura di Arnaldo Militello (par. 1 e 2) e di Lucio DAmore (par. 3) - Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitivit del Turismo 2 Cfr. sentenze n. 214 del 2006; n. 88 del 2007; n. 76 del 2009.

112 Turismo, istituzioni e politiche turistico che costituisce fondamentale risorsa economica del Paese; la necessit, ovvero lopportunit, di ricondurre ad unit la grande variet dellofferta turistica italiana. apparso, quindi, necessario, per ovviare a un quadro normativo regionale frammentario, nominare nel maggio 2009, un Ministro senza portafoglio con specifica delega in materia di turismo, al fine di dar vita, in un Paese a forte vocazione turistica come lItalia, a una struttura centralizzata di coordinamento, in grado di orientare con lungimiranza la politica del settore. Il pi importante strumento attraverso il quale Stato e Regioni danno oggi attuazione al principio di leale collaborazione lintesa che viene sancita nelle sedi politiche della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano (cd. Conferenza Stato-Regioni) e della Conferenza Unificata (sede congiunta della Conferenza StatoRegioni e della Conferenza Stato-Citt e autonomie locali), entrambe disciplinate dal decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. Tali Conferenze consentono alle Regioni e agli Enti locali, tramite le rispettive forme di associazionismo (Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Anci, Upi e Uncem), di partecipare alle scelte del Governo nelle materie di comune interesse e di approfondire le questioni politico-amministrative pi rilevanti per il sistema delle Autonomie territoriali. Un positivo esempio di concertazione tra Stato e Regioni rappresentato dal Protocollo dintesa sottoscritto dal Ministro per il Turismo e dal Presidente della Conferenza delle Regioni e Province Autonome in data 24 giugno 2010 volto a disciplinare la gestione finanziaria delle risorse finalizzate alla realizzazione di progetti di eccellenza per lo sviluppo e la promozione del sistema turistico nazionale e al recupero della sua competitivit sul piano internazionale 3 . Lattivit della Conferenza Stato-Regioni si estrinseca, tra laltro, nella istituzione di comitati e gruppi di lavoro con funzioni istruttorie, di raccordo, collaborazione e concorso allattivit della Conferenza stessa. La specifica sede politica di confronto tra Stato e Regioni in tema di turismo rappresentata dal Comitato permanente di coordinamento in materia di turismo costituito nella seduta della Conferenza Stato-Regioni del 29 luglio 2010, ai sensi dellart. 7, comma 2, del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281. In questo modo il Comitato permanente di coordinamento in materia di turismo si pone come la sede politica privilegiata per il positivo confronto preventivo e la definizione condivisa per assicurare un orientamento unitario alle politiche del settore tra Stato e Regioni. Si riportano di seguito le competenze istituzionali dei principali attori che contribuiscono attivamente alla definizione della politica turistica italiana. Ministro per il Turismo. Con il DPCM 15 maggio 2009, pubblicato nella G.U. 20 maggio 2009, n. 115, a uno specifico Ministro senza portafoglio sono state delegate le funzioni assegnate al Presidente del Consiglio dei Ministri in materia di turismo dal decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181. Al Ministro per il Turismo sono altres delegate le funzioni strumentali al perseguimento dei seguenti obiettivi: 1) sviluppo delle capacit, delle potenzialit e dell'immagine del Sistema Italia anche con appropriate iniziative di comunicazione istituzionale; 2) tutela e rilancio del marchio Italia per la promozione degli interessi e delle competenze
3 Tale Protocollo dintesa discende dalla previsione dellart. 1, comma 1228, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, sostituito dallart. 18 della legge 18 giugno 2009, n. 69, che prevede la destinazione di finanziamenti statali per le finalit di sviluppo del settore del turismo e per il suo posizionamento competitivo quale fattore produttivo di interesse nazionale.

XVII Rapporto sul turismo italiano 113

3) 4)

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italiane all'estero; coordinamento della politica nazionale di promozione del turismo e dell'immagine dell'Italia all'estero; coordinamento delle attivit volte allo sviluppo del turismo e alla promozione del Sistema Italia connesse ai Grandi Eventi, anche attraverso la programmazione di iniziative volte alla presentazione al pubblico delle opere e dei servizi realizzati in occasione dei predetti grandi eventi; programmazione, indirizzo, coordinamento e potenziamento delle attivit della Struttura di missione per il rilancio dell'immagine dell'Italia, istituita con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 30 settembre 2008; al fine di intervenire per sostenere l'offerta turistica dell'Italia o di specifiche aree del Paese anche nei casi in cui risulti pregiudicata o compromessa in conseguenza di eventi calamitosi o di altri fattori; sviluppo di politiche organiche, d'intesa con gli enti competenti, relative alle citt storiche, ai piccoli comuni, alle reti, ai distretti, agli itinerari turistico-culturali, delle produzioni tipiche e delle tradizioni popolari del territorio italiano; individuazione di forme e modalit di raccordo, anche procedimentale, con le regioni, le autonomie locali e gli enti istituzionalmente preposti allo sviluppo locale; partecipazione a organi collegiali aventi competenze specifiche, di concerto con i Ministri competenti; cooperazione istituzionale per la determinazione di un indirizzo politico unitario mediante la fissazione, ai sensi dell'art. 117 della Costituzione, di norme e principi generali per la disciplina del turismo; ideazione e pianificazione di Grandi Eventi di rilievo internazionale operanti quali attrattori turistici; ideazione e pianificazione di progetti strategici di interesse turisticonazionale; pianificazione concordata con le Regioni e individuazione di politiche di sostegno; iniziative volte all'attrazione di capitali esteri per investimenti nel settore turistico; valorizzazione di beni demaniali di interesse turistico; cooperazione istituzionale e coordinamento per la valorizzazione del patrimonio di interesse turistico delle IPAB; valorizzazione, di concerto con i Ministri competenti, del patrimonio d'interesse turisticoreligioso appartenente al Fondo Edifici per il Culto; fissazione, d'intesa con il competente Ministero dell'istruzione, dell'universit e della ricerca, delle norme generali in materia di istruzione turistica e dei cosiddetti livelli essenziali delle prestazioni che le Universit, le Istituzioni di livello universitario, nonch gli istituti professionali devono assicurare agli studenti.

Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitivit del Turismo. la struttura di cui si avvale il Governo per il perseguimento delle politiche nellarea funzionale relativa al turismo. Le sue competenze sono state riorganizzate con il decreto del Ministro per il Turismo 30 settembre 2009 (pubblicato nella G.U. 23 aprile 2010, n. 94), che definisce nel dettaglio lorganizzazione del Dipartimento prevedendo 11 uffici dirigenziali, di cui 2 di livello generale e 9 di livello non generale, anche in relazione alle nuove funzioni delegate al Ministro ai sensi del citato DPCM 15 maggio 2009, in modo da pervenire a una coerente e omogenea distribuzione delle competenze nellottica di una efficace e efficiente azione amministrativa. Struttura di missione per il rilancio dellimmagine dellItalia. lorganismo a diretto supporto del Ministro per sostenere lofferta turistica dellItalia o di specifiche aree del Paese anche nei casi in cui risulti pregiudicata o compromessa in conseguenza di eventi calamitosi o di altri fattori, anche

114 Turismo, istituzioni e politiche sociali o economici, generatori di crisi. Tale struttura, costituita con il DPCM 30 settembre 2008, riorganizzata nel dicembre 2009, si propone di favorire la crescita delle attivit turistiche e dei comparti produttivi a esse collegati, con campagne di diffusione comunicativa volte a estendere la portata attrattiva di grandi eventi a tutto il Sistema Paese, promuovendo iniziative volte alla valorizzazione delle diverse eccellenze nazionali. Enit-Agenzia Nazionale del Turismo. Con lart. 12 del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni, nella legge 14 maggio 2005, n. 80, lEnte Nazionale Italiano del Turismo (Enit) 4 stato trasformato in Enit-Agenzia Nazionale del Turismo. Si tratta di un ente pubblico non economico, sottoposto allattivit di indirizzo e di vigilanza dal Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro delegato e disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 2006, n. 207, che svolge la primaria funzione di promuovere limmagine unitaria dellofferta turistica nazionale e regionale allestero e di favorirne la commercializzazione anche al fine di renderla competitiva sui mercati internazionali. retto da un Consiglio di amministrazione, cui partecipano rappresentanti del Ministro per il Turismo, delle Regioni e delle Associazioni di categoria, che stato ricostituito da poco. Di particolare interesse la societ Promuovi Italia S.p.a. creata per il perseguimento delle finalit di promozione e sviluppo turistico, la cui propriet al 100% di Enit 5 , cui si affianca la sua controllata Convention Bureau S.p.a. La mission di Promuovi Italia S.p.a. si concentra e specializza nellazione volta a conseguire le priorit e gli obiettivi di sviluppo e sostegno della competitivit italiana, con particolare riferimento al rafforzamento e al rilancio del settore turistico, culturale e ambientale o comunque incidenti sulla filiera turistica nazionale in Italia e allestero. Convention Bureau S.p.a., recentemente costituita nel febbraio 2011 da Promuovi Italia S.p.a., intende svolgere unefficace azione di commercializzazione del sistema congressuale italiano, settore dalle potenzialit ancora inespresse, ma con una forte identit potenziale per gli altri Paesi in modo da fornire unimmagine unitaria e coordinata della meeting industry italiana. In particolare, allinterno di Convention Bureau S.p.a. stata adeguatamente garantita anche la partecipazione delle imprese del settore congressuale al fine di favorire la realizzazione di investimenti per obiettivi mirati. Regioni ed Enti locali. Le principali funzioni amministrative svolte dalle Regioni possono essere cos riassunte: partecipazione, in varie forme, alla definizione della politica e della programmazione dello sviluppo turistico nazionale; programmazione dello sviluppo turistico regionale, attraverso ladozione di piani triennali di sviluppo turistico e dei relativi programmi annuali di attuazione; disciplina relativa alle imprese e professioni turistiche; modalit di accesso, per i soggetti pubblici e privati, ai finanziamenti di diversa natura; promozione dellimmagine della Regione in Italia e allestero, anche tramite relazioni internazionali.
4 Questo Ente nasce come Ente Nazionale per lIncremento delle Industrie Turistiche (istituito con regio decreto-legge 12 ottobre 1919, n. 2099, convertito nella legge 7 aprile 1921, n. 610), a suo tempo trasformato, per lappunto, in Ente Nazionale Italiano per il Turismo con il d.P.R. 27 agosto 1960, n. 1041. 5 Promuovi Italia S.p.a. stata costituita ai sensi dellart. 12, comma 8-bis, del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni nella legge 14 maggio 2005, n. 80.

XVII Rapporto sul turismo italiano 115

Per lo svolgimento di queste competenze alcune Regioni si avvalgono di societ per azioni a partecipazione maggioritaria regionale o di Agenzie regionali, mentre altre continuano a svolgere tali compiti direttamente con la struttura del proprio assessorato di riferimento. Alcune hanno istituito i Sistemi Turistici Locali (STL), altre hanno fatto ricorso ad altri organismi (ad esempio i Consorzi di Promozione Turistica) oppure hanno mantenuto le Aziende di Promozione Turistica (APT). In vari casi, poi, le Regioni hanno conferito funzioni amministrative, prevalentemente di informazione e accoglienza turistica, a Province e Comuni. A livello locale, in ogni caso, il panorama del riparto delle competenze presenta una maggiore omogeneit di tipologie di soggetti preposti: le Pro Loco sono presenti in tutti i contesti regionali (ad eccezione dellAlto Adige) e gli Uffici di Informazione e di Accoglienza Turistica (IAT) sono comunque molto diffusi.

2. Le principali novit normative


1.1 Il Codice del Turismo

A distanza di dieci anni dallultimo grande riordino normativo realizzato dallo Stato (la Riforma della legislazione nazionale del turismo stata approvata con la legge 29 marzo 2001, n. 135), intervenuta di recente uniniziativa legislativa di ampia portata che ha condotto allemanazione del cd. Codice del Turismo. Il Consiglio dei Ministri nella seduta del 5 maggio 2011 ha approvato in via definitiva il decreto legislativo recante: Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, nonch attuazione della direttiva 2008/122/CE, relativa ai contratti di multipropriet, ai contratti relativi ai prodotti per le vacanze di lungo termine, ai contratti di rivendita e di scambio (cd. Codice del Turismo), pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 129 del 6 giugno 2011, supplemento ordinario n. 139/L. Tale provvedimento intende rappresentare loccasione non solo per sistematizzare il variegato quadro normativo statale del settore, ma anche per rispondere allesigenza di semplificazione che proviene dalle associazioni di categoria. Tra le principali disposizioni previste nel Codice si segnalano quelle seguenti. Allart. 58 prevista listituzione del Comitato permanente di promozione del turismo in Italia per favorire unazione coordinata dei diversi soggetti, pubblici e privati; al Comitato sono affidati compiti propositivi e consultivi per le politiche di promozione nazionale. Tale Comitato, da un lato, costituisce unevoluzione del Comitato permanente di coordinamento in materia di turismo, intendendosi allargare la partecipazione a tutti gli interessati e non solo a quelli istituzionali. prevista, inoltre, una pi ampia nozione di impresa turistica che va oltre le agenzie di viaggio e i tour operator comprende anche tutte quelle che, in pratica, sono volte a soddisfare le esigenze del turista, tra cui anche le imprese di ristorazione e tutti i pubblici esercizi, gli stabilimenti balneari, i parchi divertimento, le imprese di intrattenimento di ballo e di spettacolo, le imprese di organizzazione di eventi, convegni e congressi e le imprese turistiche nautiche. Le imprese turistiche, per di pi, in base alla nuova definizione, sono equiparate a quelle industriali ai fini del riconoscimento di contributi, agevolazioni, sovvenzioni, incentivi e benefici di qualsiasi genere, nei limiti previsti dallUnione Europea in materia di aiuti di Stato alle imprese. Si inteso in tal modo superare il gap che ha visto per lungo tempo le imprese turistiche escluse dalla filiera economica del settore produttivo del Paese.

116 Turismo, istituzioni e politiche Il Titolo II del Codice dedicato alle professioni e alla formazione nel settore turistico. In particolare, viene data una chiara definizione delle professioni turistiche intendendosi Quelle attivit, aventi a oggetto la prestazione di servizi di promozione dellattivit turistica, nonch servizi di ospitalit, assistenza, accompagnamento e guida, diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi visitati (art. 6). Al Ministro per il Turismo , inoltre, attribuito la facolt di stipulare, di concerto con il Ministero dellIstruzione, dellUniversit e della Ricerca, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministro della Giovent, dintesa con le Regioni, accordi o convenzioni con istituti distruzione, anche universitaria, e con altri enti di formazione e con gli ordini professionali per realizzare percorsi formativi orientati ai giovani (art. 7). Per quanto riguarda le strutture ricettive, inoltre, accanto a una tipizzazione delle stesse, lart. 10 del Codice del Turismo disciplina le modalit per definire gli standard minimi da applicare a livello nazionale che andranno definiti previa consultazione delle associazioni di categoria e dintesa con le Regioni. altres istituito, su base nazionale, un sistema di rating, che consente la misurazione e la valutazione della qualit del servizio reso ai clienti. Con decreto del Ministro per il Turismo, dintesa con le Regioni e sentite le associazioni di categoria e dei consumatori, saranno definiti i parametri di misurazione e valutazione della qualit del servizio turistico, nonch individuati i criteri e le modalit per lattuazione del sistema di rating. Il Codice del Turismo, come detto, introduce anche alcune misure di semplificazione degli adempimenti amministrativi gi previste dallordinamento italiano a favore degli operatori turistici. Cos lart. 16 prevede la segnalazione certificata di inizio attivit (SCIA) di cui allart. 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 6 , mentre lart. 17 regola lo sportello unico di cui allart. 38 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133. La SCIA, che ha sostituito la dichiarazione di inizio attivit (DIA), consente di iniziare lattivit immediatamente e senza necessit di attendere la scadenza di alcun termine. Lo sportello unico ha come scopo principale quello di semplificare le procedure per il rilascio di autorizzazioni necessarie a chi svolge attivit produttive facendo confluire in un unico ufficio tutti i passaggi di pratiche da un ufficio allaltro della pubblica amministrazione. Una particolare attenzione riservata dal Codice del Turismo allassistenza al turista. Al riguardo, lart. 66 prevede che tutte le Amministrazioni pubbliche dovranno adottare, al fine di aumentare la qualit e la competitivit dei servizi turistici pubblici, la Carta dei servizi turistici erogati. Ancora, considerata la recente crisi economica e il fallimento di alcuni importanti operatori del settore, accanto al Fondo Nazionale di Garanzia (art. 51) che opera per consentire il rimborso del prezzo versato e il rimpatrio del consumatore nel caso di viaggi allestero, nonch per fornire una immediata disponibilit economica in caso di rientro forzato di turisti da Paesi extracomunitari in occasione di emergenze, Altra forma di garanzia il risarcimento del danno da vacanza rovinata (art. 47), correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e allirripetibilit delloccasione perduta (ad esempio, viaggio di nozze) e la facolt per le agenzie di viaggio e i tour operator di stipulare polizze assicurative a copertura integrale, e in tempi rapidi, per i rischi da viaggi allestero o da fallimento dellagenzia di viaggio o del tour operator. Infine, nel Codice del Turismo riconosciuta la centralit e il valore sia del turismo accessibile sia di quello sociale. Due concetti che, lungi da voler incarnare una logica assistenziale,
6 Tale articolo stato, da ultimo, sostituito dal comma 4-bis dellart. 49 del D.L. 31 maggio 2010, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 30 luglio 2010, n. 122.

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rappresentano elementi per il miglioramento della qualit della vita e per il riconoscimento del valore etico del turismo. Cos, le persone con disabilit devono poter fruire dellofferta turistica in modo completo e in autonomia ricevendo servizi di pari livello degli altri fruitori.

2.2.-Limposta di soggiorno
Unimportante novit normativa per il settore del turismo rappresentata dalla istituzione o, meglio, dalla reintroduzione dellimposta di soggiorno. Tale imposta, gi in vigore nel fino al 1990, rappresentava un modo per riconoscere agli Enti locali una parte, seppur minima, di partecipazione al gettito delle imposte erariali connesse al mercato turistico. Tale esigenza apparsa ancora pi marcata con lassetto costituzionale introdotto con la riforma del Titolo V della Parte II della Costituzione che ha ritenuto di attribuire unautonoma capacit impositiva anche agli Enti locali, sul cui territorio gravano gli oneri connessi al turismo. A Roma, invero, tenuto conto della sua specificit quale Capitale della Repubblica, stato riconosciuto prima degli altri Comuni di introdurre un contributo di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive della citt, da applicare secondo criteri di gradualit in proporzione alla loro classificazione fino all'importo massimo di 10 euro per notte di soggiorno. Tale gettito non necessariamente deve essere reinvestito in finalit turistiche, ma pi genericamente per garantire l'equilibrio economico-finanziario della gestione ordinaria. Per quanto riguarda, invece, la generalit dei Comuni italiani e, pi specificatamente, i Comuni capoluogo di provincia, le Unioni di comuni nonch i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle localit turistiche o citt darte, lart. 4 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 recante Disposizioni in materia di federalismo Fiscale Municipale (pubblicato nella G.U. 23 marzo 2011, n. 67) istituisce limposta di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive, da applicare fino a 5 euro per notte di soggiorno. Tale imposta costituisce una vera e propria tassa di scopo il cui gettito diretto a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonch interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali, nonch dei relativi servizi pubblici locali. Va osservato che limposta di soggiorno, nel rispetto dei meccanismi attuativi previsti dal decreto che lha istituita, pu costituire un efficace strumento per il rilancio del turismo se applicata in modo coerente e funzionale, oltre che leva di responsabilizzazione delle istituzioni territoriali locali. Sul tema, al momento, vi comunque grande diffidenza non solo da parte degli operatori del settore alberghiero che considerano lintroduzione di tale imposta un freno allo sviluppo del turismo, ma anche da parte di alcuni amministratori locali che la ritengono inefficace al rilancio del mercato turistico. In ogni caso la facoltativit della sua introduzione sul territorio e la modularit nella sua applicazione sembrano scongiurare i rischi temuti, anche se, proprio per questo, sar opportuno che da subito le Istituzioni attivino un monitoraggio sulla sua concreta applicazione al fine, da un lato, di verificarne le possibili ricadute negative sugli operatori economici e, dallaltro, di conoscere le effettive conseguenze in termini di gettito ricavato. Le informazioni derivanti da tale monitoraggio potranno poi essere utilizzate per intervenire, se del caso, con interventi correttivi da parte del legislatore nazionale.

2.3-Demanio marittimo
Il demanio marittimo da sempre un tema di particolare interesse per il sistema turistico e, in particolare, di quello balneare.

118 Turismo, istituzioni e politiche Tuttavia, il quadro normativo comunitario ha imposto a livello nazionale scelte normative che, al momento, non sembrano aver risolto in modo adeguato la problematica inerente le concessioni demaniali marittime, come pure viene sollecitato al Governo dagli operatori del settore balneare. La Direttiva 2006/123/CE relativa ai servizi nel mercato interno (cd. Direttiva Bolkestein), infatti, ha sancito la libera circolazione dei servizi allinterno dellUnione Europea. Pertanto, nel 2009, lUnione Europea ha avviato nei confronti dellItalia la procedura di infrazione n. 2008/4908 per il mancato adeguamento della normativa italiana avverso il rinnovo automatico delle concessioni demaniali marittime a fini turistico-ricreativi. Il Governo italiano, anche con un negoziato con lUnione Europea, riuscito a prorogare le concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2015. Lattuazione della Direttiva Bolkestein avvenuta poco dopo, con lemanazione del decreto legislativo 26 marzo 2010, n. 59. Attualmente, quindi, il regime del rilascio delle autorizzazioni prevede che laccesso a una attivit non pu essere subordinata a requisiti discriminatori (ad esempio: iscrizioni a registri, cittadinanza, restrizioni della libert di stabilimento della sede) e che le procedure di accesso devono essere rese pubbliche preventivamente, trasparenti e accessibili. Inoltre, nel caso in cui il numero di autorizzazioni rilasciabili sia limitato per ragioni correlate alla scarsit delle risorse naturali o delle capacit tecniche disponibili, le autorit competenti devono applicare una procedura di selezione fra i candidati potenziali. In questi casi il titolo rilasciato per una durata limitata adeguata e non pu essere rinnovato automaticamente, n possono essere accordati vantaggi al prestatore uscente. di chiara evidenza che il regime autorizzatorio sopra descritto potrebbe ledere in maniera non indifferente i concessionari demaniali che hanno dato avvio, negli ultimi anni, a interventi radicali di ristrutturazione delle strutture balneari, investendo capitali che difficilmente potrebbero essere ammortizzati in pochi anni e comunque entro il 31 dicembre 2015. Per quanto sopra, occorre non interrompere il confronto tra Stato, Regioni, Enti locali e associazioni di categoria, avviato negli scorsi mesi, al fine di trovare unadeguata soluzione e non arrivare tutti impreparati di fronte al nuovo sistema che decorrer dal 1 gennaio 2016. In particolare, il citato art. 1, comma 18, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 194 prevede che idonea soluzione, quanto ai criteri e alle modalit di affidamento delle concessioni di beni demaniali marittimi con finalit turistico-ricreative, debba essere trovata con unintesa tra Stato e Regioni. In base a tale provvedimento, i beni del demanio marittimo, unitamente alle relative pertinenze, sono trasferiti alle Regioni secondo un articolato meccanismo attuativo non ancora concluso. Conseguentemente, se la competenza sul demanio marittimo pu ancora apparire concorrente tra Stato e Regioni, la titolarit nel rilascio delle concessioni di beni demaniali marittimi risulta devoluta, senza equivoci, alle Regioni. Si rafforza, quindi, la necessit che sia lo Stato sia le Regioni si impegnino a ricercare, in modo congiunto e condiviso, unadeguata soluzione allintero settore del demanio marittimo.

2.4-Distretti turistici
Lart. 3 del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70 (cd. Decreto Sviluppo), di cui sopra si riferito in merito allintroduzione di un diritto di superficie ventennale sugli arenili poi soppresso in sede di conversione in legge, prevede anche, nel testo licenziato dal Parlamento, listituzione nei territori costieri dei Distretti turistici con gli obiettivi di riqualificare e rilanciare lofferta turistica a livello nazionale e internazionale, di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori del Distretto, di migliorare lefficienza nellorganizzazione e nella produzione dei servizi, di assicurare garanzie e certezze giuridiche alle imprese che vi operano (comma 4).

XVII Rapporto sul turismo italiano 119

Nel testo iniziale del cd. Decreto Sviluppo era prevista la possibilit di istituire Distretti turisticoalberghieri, divenuti poi, in sede di conversione in legge, Distretti turistici tout court. La modifica, solo apparentemente formale, sottende a un pi ragionamento pi articolato, peraltro condivisibile. Il comma 5 dellart. 3 del decreto-legge prevedeva che la delimitazione dei Distretti fosse effettuata dallAgenzia del Demanio, previa conferenza di servizi cui dovessero partecipare i Comuni interessati. In sede di conversione in legge, apparsa evidente la violazione nel riparto di competenze tra i vari livelli di governo e si inteso apportare il necessario correttivo prevedendo che la delimitazione dei Distretti sia effettuata dalle Regioni dintesa con i Comuni interessati, previa conferenza di servizi cui debba partecipare lAgenzia del Demanio. Tali Distretti, in particolare, costituiscono zone a burocrazia zero quale contropartita di un incremento delloccupazione e di una maggiore effettiva lealt fiscale. La previsione dei Distretti turistici pu di certo rappresentare un utile strumento per unire e mettere in rete tutti i soggetti interessati allo sviluppo del turismo in ambito costiero e unopportunit per aumentare la competitivit del settore balneare, soprattutto se le agevolazioni previste per i Distretti stessi si tradurranno in concrete e immediate misure di sostegno alle imprese del settore. La vera sfida, a questo punto, per, far s che i Distretti turistici non siano solo uno - anzi, lultimo nato - dei vari soggetti che concorrono alla realizzazione delle politiche turistiche, ma rappresentino la punta pi avanzata tra gli strumenti innovativi per il rilancio e lo sviluppo delleconomia dellintero Paese.

3. Organismi internazionali: strategie e indirizzi


Nel quadro dei rapporti istituzionali con lUnione Europea, con lOrganizzazione Mondiale del Turismo, con lOcse e con altri organismi internazionali, lItalia ha assunto un posizionamento del leader nella promozione e nello sviluppo del turismo. Molte sono state le proposte dellItalia accettate da tali organismi.

3.1-Unione Europea
Con l'entrata in vigore del Trattato di Lisbona il 1 dicembre 2009 - che ha reso possibile limpostazione di una politica europea per il turismo quale attivit di terzo livello, complementare a quella degli Stati membri - lItalia ha alimentato i rapporti con la Commissione Europea e ha offerto contributi operativi allelaborazione delle proposte incluse nella Comunicazione LEuropa prima destinazione turistica mondiale - un nuovo quadro politico per il turismo europeo del 30 giugno 2010. Nella presentazione a Roma, avvenuta a Roma il 9 luglio 2010, alla presenza del Ministro del Turismo italiano e del Vice Presidente della Commissione Europea risultato largamente condivisibile il quadro dazione delineato dalla Commissione sulla base di 4 linee direttrici: crescita dellindustria turistica con misure mirate di stimolo alla competitivit e allinnovazione; promozione delle attivit turistiche allinsegna della sostenibilit, delletica e della competitivit; consolidamento dellimmagine complessiva dellEuropa come insieme di molteplici destinazioni; integrazione del turismo nelle altre politiche dellUe, ponendo le premesse per accedere a strumenti finanziari multi-annuali nella programmazione delle prossime prospettive finanziarie. Nella discussione della Comunicazione a Bruxelles, a partire dal Gruppo di lavoro del Consiglio Competitivit, lItalia ha assunto un ruolo guida nello smussare le obiezioni di alcuni Stati membri e ha facilitato con successo il consenso sul nuovo quadro politico di riferimento. Le Conclusioni adottate dai Ministri nel Consiglio Competitivit del 12 ottobre 2010 danno, infatti, mandato alla Commissione di sviluppare ulteriormente lelaborazione delle attivit in cui si articola la nuova Strategia, in

120 Turismo, istituzioni e politiche nome di obiettivi condivisi, fra i quali spicca la valenza delletica nella sua accezione pi ampia, non solo come componente di responsabilit individuale e collettiva, ma anche come fattore di innovazione e di innalzamento della qualit dei prodotti. stato offerto un continuo apporto di idee alla Commissione Europea, nellambito delle riunioni del Comitato Consultivo per il Turismo e del Gruppo per la Sostenibilit del Turismo, con particolare riguardo alle due azioni preparatorie: per EDEN (Destinazioni Europee di Eccellenza), a livello nazionale si contribuito a dare risalto alliniziativa con la cerimonia di premiazione (Roma-Villa Madama, 9 luglio 2010) alla presenza del Ministro Brambilla e del Vice Presidente Tafani: per Calypso, si provveduto ad ampliare la portata del disegno originario, stabilendo una connessione con liniziativa dei Buoni Vacanza, ed stata organizzata una Giornata informativa per gli operatori (Roma, 2 e 3 marzo 2010), sul tema della facilitazione degli scambi attraverso il miglioramento dellofferta. stata inoltre assicurata la partecipazione italiana agli eventi di alto livello organizzati dalla Presidenza di turno e dalla Commissione Europea: - Conferenza europea degli operatori del settore turistico (c.d. Stati Generali del Turismo Europeo) e Riunione informale dei Ministri del Turismo (Madrid, 14-15 aprile 2010). Si trattato della prima occasione di confronto sulle proposte relative alla nuova strategia europea per il turismo. Su impulso italiano, nel documento conclusivo (Dichiarazione di Madrid) i Ministri del Turismo hanno posto in risalto letica, in quanto complementare ai concetti di sostenibilit e di competitivit; - Giornata Europea del Turismo (Bruxelles, 27 settembre 2010) sul tema del patrimonio culturale e dello sviluppo a fini turistici degli itinerari culturali trans-europei sviluppati dal Consiglio dEuropa. A margine dei lavori, il Ministro del Turismo italiano ha firmato intese che danno concreta applicazione alle proposte di diversificazione dei prodotti europei: un Memorandum italo-francese, aperto anche a Regno Unito e Svizzera, sulla promozione della Via Francigena, e un Protocollo italo-franco-spagnolo per la promozione congiunta dei rispettivi prodotti (European Passion) in Cina, India e Brasile; - Forum Europeo del Turismo sul tema del rafforzamento dellimmagine dellEuropa come destinazione turistica, e Riunione informale dei Ministri del Turismo (Malta, 18-19 ottobre). A fronte delle proposte di istituire un Osservatorio europeo virtuale per il turismo e un marchio di qualit europeo; - Conferenza europea degli stakeholders del turismo (Budapest, 12-13 maggio 2011), sul tema: Turismo sostenibile e responsabile per contribuire al miglioramento della qualit della vita, organizzata dalla Commissione Europea in collaborazione con la Presidenza ungherese del Consiglio Ue. Obiettivo della Conferenza stato quello di promuovere lo scambio di esperienze e informazioni sul turismo sanitario e del benessere, e nello stesso tempo sensibilizzare lindustria e i turisti a un comportamento responsabile. I lavori sono stati articolati in tre panels (1. Nuovi prodotti turistici nel turismo europeo al servizio della qualit della vita - Salute, benessere e turismo sanitario; 2. Buone prassi dellindustria per un turismo responsabile; 3. Comportamento responsabile dei turisti nelle destinazioni). Durante il terzo panel, presieduto dal Ministro del Turismo italiano, stato sottolineato limpegno dellItalia per un turismo etico e responsabile, e la necessit di collaborare per promuovere i valori condivisi e il modello europeo. Oltre al Codice per il Turismo stata ricordata anche la recente adozione in Italia del Manifesto per la promozione del Turismo Accessibile. Nellambito di altre attivit su dossier dellUnione Europea, si segnala il contributo dellItalia alla prima consultazione pubblica lanciata dalla Commissione per laggiornamento della Direttiva 314/90 sui Pacchetti turistici. stata assicurata, inoltre, la partecipazione alle riunioni di coordinamento sullapplicazione a livello nazionale della Strategia Europa 2020 e sullelaborazione del Single Market Act, nellambito

XVII Rapporto sul turismo italiano 121

del Comitato tecnico Permanente del Ciace (Comitato Interministeriale per gli Affari Comunitari Europei). Nel contesto dellUnione, per il Mediterraneo lItalia ha contribuito allesito positivo della Seconda Conferenza Euro-Mediterranea dei Ministri del Turismo (Barcellona, 20 maggio 2010), a conclusione della quale le tre co-presidenze (Spagna, Francia ed Egitto) hanno adottato una Dichiarazione comune, nella quale letica funge da principio unificante per lo sviluppo delle attivit turistiche sulle due sponde del Mediterraneo.

3.2 Organizzazione Mondiale del Turismo


Nei rapporti istituzionali con lOmt (Organizzazione Mondiale del Turismo), che sono stati frequenti nel 2010 anche per la funzione propulsiva svolta dellItalia come vice presidenza del Consiglio Esecutivo, stata data priorit allapprofondimento del dialogo con il nuovo Segretario Generale sugli obiettivi di ristrutturazione funzionale dellOrganizzazione e sullapporto propositivo richiesto agli Stati membri per ottenere un riposizionamento adeguato del turismo nellinsieme delle politiche economiche, a livello nazionale e nei principali fori internazionali. Il ruolo svolto ha consentito lelezione dellItalia alla Presidenza del Consiglio Esecutivo per il 2011, avvenuta allunanimit a fine ottobre 2010. A tale importante risultato ha concorso altres limpegno messo in campo dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitivit del Turismo, a seguito dellistituzione presso la sua sede del Segretariato Permanente del Comitato Mondiale di Etica del Turismo, per accreditare fra il pi ampio pubblico unaccezione aggiornata della valenza sociale ed etica delle attivit turistiche. stata assicurata lattiva partecipazione italiana alle principali riunioni organizzate dallOmt, a livello istituzionale e nel quadro di altri eventi internazionali. In particolare, si curata la preparazione di posizioni per le seguenti riunioni: Commissione Europa (Sofia, 28-29 aprile 2010): oltre a vagliare le modalit con cui sono state affrontate le situazioni di emergenza verificatesi in primavera, a causa di calamit naturali che si sono aggiunte alla crisi economico-finanziaria in corso, il contributo italiano valso a raccordare lattivit delle Commissioni regionali, a partire dalla Commissione Europa, con quella condotta nel campo delletica dal Comitato Mondiale di Etica del Turismo e dal Segretariato Permanente; Consiglio Esecutivo (Argentina-Iguaz, 6-8 giugno 2010): in qualit di Vice Presidente, lItalia ha orientato il dibattito sul ruolo pi incisivo che lOmt pu svolgere nel contesto internazionale, enucleando obiettivi concreti fra le proposte presentate nella bozza di Libro Bianco del Segretario Generale, per mettere a fuoco le capacit di risposta rispetto alle nuove sfide e opportunit con cui lOmt deve confrontarsi: Consiglio Esecutivo (Iran-Kish Island, 24-26 ottobre 2010): nellapprofondita discussione sulla nuova bozza di Libro Bianco, che ha recepito tutte le precedenti indicazioni italiane, stato offerto un apporto significativo per ri-orientare la definizione delle finalit operative dellOmt (mission) e per modulare in termini pi incisivi la struttura di governance, in considerazione anche dellaccresciuta interazione con gli altri organismi internazionali del comparto turismo. Nellambito del Segretariato Permanente del Comitato Mondiale di Etica del Turismo operante a Roma presso il Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitivit del Turismo - al fine di ampliare la sfera di attivit nel campo delletica del turismo, in conformit con gli impegni assunti con lOmt, stata sviluppata una Strategia globale di promozione del Codice Mondiale di Etica del Turismo, da attuare lungo tre direttrici: diffusione sistematica e capillare del Codice Mondiale sul territorio, coinvolgendo

122 Turismo, istituzioni e politiche autorit pubbliche e associazioni di categoria, sistemi di trasporto e strutture ricettive; campagna di comunicazione, che includa editoria, media, organizzazione di convegni mirati, da condurre non solo in Italia, ma anche in sinergia con altri Paesi e con lOmt, con i quali concordare iniziative comuni; implementazione del Codice attraverso lelaborazione di protocolli operativi, diversificati per tema e per segmento di attivit. In relazione a questultimo aspetto, che costituisce probabilmente la parte pi ambiziosa della Strategia globale, si sono evidenziati, fra i primi campi da esplorare, la valorizzazione delle iniziative di impegno etico nate in Italia, come base per la definizione di linee-guida da presentare poi su scala internazionale a titolo di best practice. Dopo lapprovazione da parte del Comitato Mondiale di Etica del Turismo in aprile 2010, la Strategia globale stata accolta dal Segretario Generale dellOmt e da tutti i Paesi rappresentati in Commissione regionale Europa e in Consiglio Esecutivo. Tra le azioni specifiche di promozione attuate dal Segretariato Permanente si segnalano: lorganizzazione, nel quadro della XXX edizione della Borsa Internazionale del Turismo di Milano, del Convegno internazionale Turismo ed Etica: vincere la sfida; la diffusione di materiale specifico e di unedizione speciale del Codice in lingua inglese, in occasione della Coppa del Mondo di Calcio Sud Africa 2010; la distribuzione del Codice in varie lingue presso lo stand Italia del World Tourism Market di Londra. Si segnala, inoltre che allinizio del 2010, il Governo sud-africano si fatto promotore dellIniziativa T20, mirata ai Ministri del Turismo dei Paesi che sono membri dellOmt e del G20, i Paesi pi industrializzati del pianeta. Si tratta di uniniziativa members driven, dintesa con lOmt, che mira a stabilire, in prospettiva, un collegamento funzionale fra le politiche turistiche e le politiche di rilancio delleconomia promosse dal G20, dimostrando che il comparto turismo, per lampiezza del suo indotto e per la sua capacit di assorbimento delloccupazione, si presta a contribuire attivamente alla crescita economica. La prima riunione (Johannesburg, 22-23 febbraio 2010) ha preso spunto dalla Roadmap for Recovery, il documento di policy elaborato dallOmt come quadro di riferimento per una risposta coordinata dei Governi nazionali alla crisi. emerso il ruolo che lItalia attribuisce alle politiche turistiche ai fini della ripresa produttiva, con anche una esplicitata Dichiarazione finale sullimportanza delletica per lo sviluppo equilibrato del settore viaggi e turismo. Nella seconda riunione, ospitata dalla Corea del Sud (Buyeo, 11-13 ottobre 2010), si contribuito a mettere in luce il rapporto turismo-occupazione in Italia, come primo passo verso il necessario approfondimento di analisi che potr essere condotto nelle successive riunioni.

3.3 Ocse
Nel Comitato Turismo dellOcse lItalia ha potuto contare su un delegato nazionale in seno al Bureau di Presidenza, il cui mandato stato rinnovato per il 2011. Nellimpostazione dei lavori, la delegazione italiana ha contributo a orientare progressivamente il dibattito su tematiche analoghe a quelle analizzate in ambito Ue e Omt, dalle misure di stimolo per la crescita del settore a fronte della crisi economico-finanziaria, alla prospettiva della green economy e al posizionamento del turismo tra le priorit dellOcse, in ragione dellampiezza del suo indotto e dellimpatto in termini produttivi e occupazionali. In quanto principale organizzazione internazionale per la raccolta e lelaborazione di statistiche economiche, si inoltre provveduto a sollecitare lOcse affinch proponga, nella raccolta dei dati nazionali, lapplicazione di tecniche e indicatori che consentano stime quanto pi possibile

XVII Rapporto sul turismo italiano 123

aderenti alla realt, sulla base di una parametrazione omogenea e coerente, in modo che lItalia non risulti infondatamente penalizzata nelle classifiche internazionali. stata assicurata la partecipazione italiana alle riunioni del Comitato Turismo, svoltesi rispettivamente a Parigi (16-17 giugno 2010), a Gerusalemme (20-22 ottobre 2010) e a Parigi (4-5 aprile 2011). Nel corso dei lavori sono stati offerti contributi di analisi in tema di impatto economico e implicazioni politiche delle misure di sicurezza nel comparto viaggi e turismo, e di rapporto fra approfondimento della formazione professionale e aumento della competitivit. stata presentata, inoltre, la Policy Review" commissionata dallItalia nel 2008. Il documento, prodotto dal Segretariato dintesa con lo Steering Group, basato su quattro piani di analisi: struttura organizzativa e governance del settore; raccolta di dati e informazioni, ed elaborazione statistica; attivit di promozione; capitale umano e formazione professionale. LItalia ha partecipato anche al 10 Forum Internazionale delle Statistiche del Turismo, organizzato dallOcse, Eurostat e il Governo portoghese (Lisbona, 22-23 novembre 2010).

3.4 Altri Organismi internazionali


Altre attivit internazionali in corso sono relative alla Iniziativa Adriatico-Ionica (IAI) e Bureau International de Tourisme Social (Bits/Omts). Nei periodo giugno 2009-maggio 2010, quando lItalia ha esercitato la Presidenza di turno dellIniziativa Adriatico-Ionica (che raggruppa Albania, Bosnia-Erzegovina, Croazia, Grecia, Italia, Montenegro, Serbia e Slovenia), su iniziativa italiana stata negoziata la proposta di Protocollo sullo Sviluppo della Cooperazione Turistica di Bacino, che, in attuazione della Dichiarazione di Ancona del 2000 (Atto istitutivo della IAI), aveva presentato ai sette Paesi partners. Le riunioni indette durante la Presidenza di turno del Montenegro a Podgorica (12 novembre 2010 e 28 aprile 2011) hanno rappresentato loccasione per individuare, sulla base del Protocollo, azioni specifiche che possano avvalersi di finanziamenti europei (IPA-Adriatico, FESR Sud-Est Europeo e FESR per il Mediterraneo) per la loro realizzazione. La strategia alla base di queste azioni - per le quali sono stati gi avviati alcuni progetti anche con la partecipazione italiana- quella di rafforzare la cooperazione tra le Regioni rivierasche, con iniziative finalizzate a integrare tra loro i rispettivi prodotti distintivi. Esse mirano a dare una risposta all'esigenza di definire un'offerta turistica innovativa con lobiettivo di sviluppare il turismo dell'area Adriatica. in particolare integrando le peculiarit delle diverse regioni coinvolte. Nel quadro dellazione condotta, a partire dal 2008, per diffondere la consapevolezza del valore delletica nelle attivit turistiche, lItalia ha promosso la candidatura della citt di Rimini come sede del Congresso Mondiale del Bits nel settembre 2010 e ha partecipato attivamente ai lavori. In tale contesto, lAssemblea Generale ha approvato la modifica allo Statuto, che ha trasformato il Bureau in Organizzazione Internazionale del Turismo Sociale (Oits), a conferma dellambizione di svolgere una crescente azione di raccordo tra il settore pubblico e quello privato nel campo del turismo sociale, anche con la promozione di iniziative come quelle relative ai buoni vacanza e al turismo accessibile.

124 La spesa pubblica per il turismo

9. LA SPESA PUBBLICA PER IL TURISMO E LE RETI DI COOPERAZIONE INTERNAZIONALE 1


1. La spesa pubblica per il turismo nellultimo decennio
Lanalisi della spesa pubblica per il turismo mostra che, complessivamente, sono stati destinati al settore circa 15 miliardi di euro negli ultimi dieci anni. In termini di spesa totale consolidata del Settore Pubblico per il turismo: nel periodo 2000-2009 sono stati spesi circa 1,4 miliardi di euro lanno (a valori costanti 2000). Nel Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 sono programmati interventi per la valorizzazione turistica pari a circa 5 miliardi di euro; a inizio 2011 solo il 15% delle risorse sono state impegnate Nel confronto con gli altri settori produttivi (Agricoltura e Pesca, Commercio, Industria e Artigianato), il turismo riceve per solo il 3,3 per cento del totale delle risorse pubbliche. In parallelo, anche gli investimenti pubblici finalizzati alla tutela e alla valorizzazione delle risorse culturali e ambientali, sono inferiori rispetto ai bisogni di intervento dei territori per aumentarne lattrattivit. da rilevare anche come, utilizzando una proxy semplice di efficacia ed efficienza dellintervento pubblico per il settore (spesa per giornata di presenza turistica), si osservino forti differenze territoriali e diverse situazioni in cui la spesa pubblica non pare in grado di modificare la capacit di attrazione turistica. I principali soggetti che erogano spesa per il turismo sui territori sono le Amministrazioni Regionali e Locali con una modesta presenza di Imprese Pubbliche Locali, peraltro concentrate nel Nord del Paese.

1.1-Valutazioni generali
Per un corretto apprezzamento delle spese sostenute dai diversi operatori pubblici per il turismo, bene tener presente che molte voci di spesa, ancorch destinate al turismo, sono classificate in capitoli di bilancio diversi da quelli inclusi nella voce contabile turismo. In questa categoria non rientrano, ad esempio, le spese a sostegno dello sviluppo dellagriturismo, le misure di incentivazione destinate a imprese turistiche, ma non a esse destinate in via esclusiva, ma che includono, come potenziali beneficiari, gli operatori economici del commercio o dellindustria e artigianato. Lanalisi che segue utilizza i dati dei Conti Pubblici Territoriali (CPT) e focalizza lattenzione sulle effettive erogazioni di spesa sui territori che nei bilanci pubblici - di amministrazioni centrali, regionali e locali e della componente allargata del settore pubblico - sono classificate nella categoria contabile direttamente riconducibile a finalit turistiche 2 . Lammontare registrato settorialmente dai CPT, in considerazione delle regole, delle disomogeneit territoriali e dei limiti esistenti nella contabilit pubblica, rappresenta dunque una quota assai significativa di ci che pu definirsi leffettiva spesa pubblica nei diversi territori. Il settore turistico, nel decennio 2000-2009, rispetto ai soli settori produttivi di mercato 1 A cura di Oriana Cuccu, Simona De Luca, Luca Murrau - Unit di Valutazione degli Investimenti pubblici (UVAL), Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, Ministero dello Sviluppo Economico 2 I dati relativi al Settore Pubblico Allargato, oltre alle spese sostenute direttamente dalla Pubblica Amministrazione, includono le spese di enti di livello nazionale e locale. Nel settore turismo, si tratta di Enti dipendenti, Consorzi e forme associative, Aziende e Istituzioni, Societ e Fondazioni partecipate a livello regionale e subregionale (Agenzie o Societ per Azioni pubbliche, o miste pubblico-private, di promozione o gestione di impianti turistici).

XVII Rapporto sul turismo italiano 125

agricoltura, commercio, industria e artigianato - ha ricevuto il 3,3% circa delle risorse totali spese dal settore pubblico allargato (spesa che ammonta, in media annua 2000-2009, a 44,5 milioni di euro). La quota di spesa pubblica destinata allindustria e dellartigianato concentra infatti oltre l80% delle risorse destinate ai settori produttivi. Il peso del turismo passa per al 10% del totale se si considera come erogatore di spesa la Pubblica Amministrazione in senso stretto. Questa differenza riconducibile al rilevante ruolo svolto dalle Imprese Pubbliche Nazionali nella gestione di strumenti di intervento per i settori industriali.

1.2-Valutazioni territoriali
In Italia la spesa pubblica totale destinata al turismo (in conto capitale e in conto corrente) stata complessivamente pari a circa 15 miliardi di euro nellultimo decennio (valore cumulato 2000-2009, dati a valori costanti 2000), equivalenti a un valore medio annuo di circa 1,4 miliardi di euro, e queste cifre sono rimaste sostanzialmente costanti nel corso dell'intero periodo considerato. Tab. 1 - Spesa totale consolidata del Settore Pubblico Allargato per il turismo per macroaree (2000-2009, euro costanti 2000)
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 776 202 484 1.464 2008 709 178 443 1.331 2009 652 216 528 1.398 Valore cumulato 2000-09 7.428 2.031 4.893 14.355 Media 2000-09 743 203 489 1.435

Nord 683 621 641 711 929 838 868 Centro 247 195 202 206 188 197 198 Sud 535 533 481 557 444 446 443 Italia 1.464 1.348 1.324 1.473 1.561 1.482 1.511 Fonte: elaborazioni DPS-UVAL su dati Conti Pubblici Territoriali (CPT)

Significative appaiono le differenze regionali se si considera la spesa media per presenza turistica. Tale parametro approssima limpegno pubblico, in termini di risorse spese, in rapporto al risultato in termini di presenze turistiche ufficialmente rilevate (Graf. 4). Il quadro che ne emerge evidenzia come nelle regioni a pi elevata concentrazione turistica (Veneto, Emilia-Romagna e Toscana) la spesa media per giornata di presenza risulti molto bassa (tra 1 e 2 euro per 1.000 presenze) e mediamente assai inferiore a quella sostenuta in altri territori regionali nei quali la quota di presenze turistiche invece molto contenuta: il caso di Molise e Piemonte con 16 euro per 1.000 presenze e della Sicilia con 13 euro. Questi pochi dati pongono il tema ricorrente della qualit della spesa pubblica nel turismo che troppo spesso non si inserisce in una logica di sistema-Paese, soprattutto nelle attivit di promozione e comunicazione, e non fa esplicito riferimento a strategie di intervento collegate a obiettivi chiari e misurabili. Uno degli aspetti pi rilevanti della spesa pubblica del settore la componente in conto capitale, dimensione che meglio rappresenta lo sforzo di investimento, materiale e immateriale, operato per lo sviluppo turistico. In Italia, lammontare delle spese in conto capitale sostenute dalloperatore pubblico nel periodo 2000-2009 ammontano complessivamente a circa 6 miliardi di euro, equivalenti a circa 600 milioni di euro in media annua (Tab. 2). Nel Sud, anche la componente data dalla spesa in conto capitale resta, in valore assoluto, pi bassa, in media annua, rispetto al Nord del Paese, come gi riscontrato anche per il totale dell'esborso pubblico. Tuttavia va sottolineato come il peso delle erogazioni in conto capitale sul totale della spesa sia pi elevato nel Mezzogiorno, e pari al 49%, rispetto alle altre macroaree (40% al Nord e 26% circa al Centro, Tab. 3).

126 La spesa pubblica per il turismo Graf. 1 - Distribuzione regionale della spesa pubblica per il turismo per giornata di presenza (media 2000-2009, euro costanti 2000 per 1.000 presenze)

Fonte: elaborazioni DPS-UVAL su dati Conti Pubblici Territoriali (CPT)

Tab. 2 - Spesa in conto capitale consolidata del Settore Pubblico Allargato per il turismo per macroarea (serie 2000-2009, euro costanti 2000)
2000 Nord Centro Sud Italia 286 62 247 595 2001 254 39 257 549 2002 263 50 218 531 2003 310 70 218 531 2004 459 51 185 695 2005 388 62 189 639 2006 381 52 199 632 2007 293 51 254 600 2008 207 35 237 481 2009 160 54 327 543 Valore cumulato 2000-09 3.002 525 2.395 5.926 Media 2000-09 300 53 240 593

Fonte: elaborazioni DPS-UVAL su dati Conti Pubblici Territoriali (CPT)

Tab. 3 - Peso della spesa in conto capitale del settore pubblico allargato per il turismo - Italia e macroaree (2000-2009, valori percentuali su dati in euro costanti 2000)
Nord Centro Sud Italia 2000 41,9 25,1 46,3 40,7 2001 41,0 19,7 48,2 40,8 2002 41,1 24,8 45,2 40,1 2003 43,6 33,8 50,8 44,9 2004 49,4 27,3 41,7 44,5 2005 46,3 31,2 42,3 43,1 2006 43,9 26,1 44,8 41,8 2007 37,8 25,3 52,5 41,0 2008 29,2 19,6 53,6 36,0 2009 24,5 25,1 62,0 38,8 Media 2000-09 40,4 25,9 49,0 41,3

Fonte: elaborazioni DPS-UVAL su dati Conti Pubblici Territoriali (CPT)

Gli andamenti della quota media della spesa in conto capitale, per il settore Turismo, sembrerebbero, dunque, in linea con la finalit pi generale di riequilibrio territoriale, ruolo che

XVII Rapporto sul turismo italiano 127

tipicamente riveste questa componente della spesa pubblica. Tale finalit si persegue per non solo sostenendo e aumentando la spesa in conto capitale complessiva, ma concentrando, al suo interno, maggiori risorse in investimenti pubblici. Sia consentita, infine, una valutazione di sintesi; per uscire a imprimere un cambiamento nellindustria turistica e nellattrattivit territoriale, in particolare nel Sud del Paese necessario che si definisca una strategia chiara e orientata a risultati misurabili che riesca ad assicurare gli investimenti necessari innalzando contemporaneamente la qualit della spesa pubblica.

2. La politica regionale di sviluppo 2007-2013: Risorse finanziarie programmate e spese per il turismo. Alcune valutazioni generali.
A distanza di quattro anni dallavvio dellattuale periodo di programmazione 2007-13, tenendo conto tuttavia del contesto economico nazionale e internazionale radicalmente cambiato, possibile tracciare un primo bilancio di quanto sinora realizzato, da cui emerge un quadro complessivo non privo di criticit. A tal proposito queste sono le priorit indicate dellUe: Priorit 1: Miglioramento e valorizzazione delle risorse umane. Priorit 2: Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell'innovazione per la competitivit. Priorit 3: Energia e ambiente: uso sostenibile ed efficiente delle risorse per lo sviluppo. Priorit 4: Inclusione sociale e servizi per la qualit della vita e l'attrattivit territoriale. Priorit 5: Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l'attrattivit e lo sviluppo. Priorit 6: Reti e collegamenti per la mobilit. Priorit 7: Competitivit dei sistemi produttivi e occupazione. Priorit 8: Competitivit e attrattivit delle citt e dei sistemi urbani. Priorit 9: apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi e risorse. Priorit 10: Governance, capacit istituzionali e mercati concorrenziali ed efficaci La Tabella 1 che segue riporta lavanzamento della spesa rilevato alla data del 28 febbraio 2011 per ciascuna delle dieci priorit dintervento assunte a riferimento dal Quadro Strategico Nazionale per il periodo 2007-133.

3 Il dati riportati debbono prudenzialmente considerarsi sottostimati, con lintroduzione del meccanismo sanzionatorio previsto in attuazione della Deliberazione del Cipe n. 01/2011 funzionale allaccelerazione della spesa nei processi di attuazione dei programmi operativi della politica di coesione, ragionevole prevedere un aumento degli stessi valori che potr registrarsi gi nelle prossime scadenze delle attivit di monitoraggio.

128 La spesa pubblica per il turismo

Tab. 4 - Quadro Strategico Nazionale 2007/2013. Programmi degli Obiettivi Convergenza e Competitivit. Impegni e pagamenti per priorit al 28 febbraio 2011 (importi in milioni di euro)

ITALIA CONVERGENZA COMPETITIVITA' Risorse Impegni Pagamenti Impegni Pagamenti Impegni Pagamenti Risorse Risorse Priorit Programmate Importo Quota/RP Importo Quota/RP Importo Quota Programmate Importo Quota Importo Quota/RP Programmate Importo Quota /RP /RP /RP (e=d/a) (f) (g=f/a) (a) (d) (e=d/a) (f) (g=f/a) (a) (d) (e=d/a) (f) (g=f/a) (a) (d) Priorit 1 9.393 3.458 36,8% 1.887 20,1% 4.712 1.498 31,8% 812 17,2% 4.681 1.960 41,9% 1.075 23,0% cui Istruzione 3.354 1.163 34,7% 619 18,5% 2.356 842 35,7% 439 18,6% 998 321 32,2% 180 18,0% Priorit 2 10.830 2.942 27,2% 1.541 14,2% 6.985 1.608 23,0% 806 11,5% 3.845 1.334 34,7% 735 19,1% Priorit 3 8.165 1.742 21,3% 670 8,2% 6.523 1.440 22,1% 504 7,7% 1.642 302 18,4% 166 10,1% cui Energia 4.106 928 22,6% 323 7,9% 3.049 705 23,1% 219 7,2% 1.057 223 21,1% 104 9,8% Priorit 4 3.962 717 18,1% 344 8,7% 3.201 517 16,2% 234 7,3% 761 200 26,3% 110 14,5% Priorit 5 4.845 753 15,5% 390 8,0% 3.969 597 15,0% 304 7,7% 876 156 17,8% 86 9,8% Priorit 6 7.905 2.066 26,1% 999 12,6% 6.931 1.851 26,7% 881 12,7% 974 215 22,1% 118 12,1% Priorit 7 8.433 2.132 25,3% 1.114 13,2% 6.525 1.072 16,4% 532 8,2% 1.908 1.060 55,6% 582 30,5% Priorit 8 3.733 250 6,7% 103 2,8% 3.045 174 5,7% 61 2,0% 688 76 11,0% 42 6,1% Priorit 9 Priorit 10 2.147 731 34,0% 288 13,4% 1.708 473 27,7% 146 8,5% 439 258 58,8% 142 32,3% Totale 59.413 14.791 24,9% 7.336 12,3% 43.599 9.230 21,2% 4.280 9,8% 15.814 5.561 35,2% 3.056 19,3%

Priorit 1: Miglioramento e valorizzazione delle risorse umane. Priorit 2: Promozione, valorizzazione e diffusione della ricerca e dell'innovazione per la competitivit. Priorit 3: Energia e ambiente:

uso sostenibile ed efficiente delle risorse per lo sviluppo. Priorit 4: Inclusione sociale e servizi per la qualit della vita e l'attrattivit territoriale. Priorit 5: Valorizzazione delle risorse naturali e

culturali per l'attrattivit e lo sviluppo. Priorit 6: Reti e collegamenti per la mobilit. Priorit 7: Competitivit dei sistemi produttivi e occupazione. Priorit 8: Competitivit e attrattivit delle citt e dei

sistemi urbani. Priorit 9: apertura internazionale e attrazione di investimenti, consumi e risorse. Priorit 10: Governance, capacit istituzionali e mercati concorrenziali ed efficaci

Fonte: elaborazioni DPS-DGPRUC su dati Monit.

XVII Rapporto sul turismo italiano 129

Lanalisi degli avanzamenti registrati sul fronte della spesa tra le differenti priorit del QSN mette in luce una situazione di maggiore criticit e ritardo proprio su quelle priorit direttamente finalizzate alla valorizzazione delle risorse culturali e naturali per lattrattivit turistica (Priorit 5) o al miglioramento della competitivit delle citt e dei sistemi urbani (Priorit 8), dove il turismo costituisce una componente rilevante. Lavanzamento della spesa di queste due priorit registra le performance peggiori (rispettivamente 8% per la Priorit 5 e 2,8% per la Priorit 8) - (Graf. 1). Con un avanzamento della spesa pari a solo il 12,3% (Tab. 1) riferito allintero territorio nazionale (nelle regioni dellObiettivo comunitario Convergenza il dato si ferma al 9,8% complessivo, mentre in quelle dellObiettivo Competitivit al 19,3%) 4 , la performance dellItalia si attesta tra gli ultimi posti tra i 27 Stati Membri in compagnia di Paesi di pi recente adesione come la Polonia e la Romania 5 . Va sottolineato, in ogni caso, che il ritardo attuativo del ciclo di programmazione comunitaria 2007-13 non interessa solo lItalia, ma generalizzato a tutti i Paesi Europei 6 . Graf. 2 - Italia. Impegni e pagamenti per priorit del QSN 2007/13, valori percentuali

Fonte: elaborazioni su dati DPS-DGPRUC, Ministero dello Sviluppo Economico, Monit, Febbraio 2011

Tale avanzamento risulta ancora pi critico se riferito ai territori delle sole regioni Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania, Puglia, Sicilia) nelle quali la performance riferita alla Priorit 5 si ferma rispettivamente al 15% degli impegni assunti e al 7,7% di pagamenti effettuati, mentre quella riferita alla Priorit 8 dimostra di essere ancora ai blocchi di partenza con impegni al 5,7% e pagamenti pari ad appena il 2% delle risorse disponibili (Graf. 2). La migliore performance delle regioni Competitivit deve tuttavia tener conto della differente
4 Si ricorda che le regioni italiane dellObiettivo Convergenza sono: Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Basilicata in regime transitorio. Fanno parte delle regioni obiettivo convergenza quelle con un prodotto interno lordo pro capite (PIL/abitante), calcolato in base ai dati relativi allultimo triennio precedente alladozione del regolamento sui Fondi strutturali, inferiore al 75% della media dellUe allargata. Tutte le altre regioni e province autonome rientrano nellObiettivo Competitivit regionale e occupazione con la Sardegna in regime transitorio. 5 Dati comunicati dalla Commissione Europea - DG Regio duranti i lavori dellincontro annuale delle autorit di gestione tenutosi a Cagliari nellottobre del 2010. 6 La Commissione Europea, proprio in ragione di queste difficolt generalizzate, intervenuta con deroghe alle stesse obbligazioni, tra queste: la proroga al 30 giugno 2009 della chiusura finanziaria dei programmi operativi del periodo 20002006; la deroga introdotta dal Regolamento (CE) nr. 539/2010 circa lapplicazione della regola delln+2 alla prima annualit di attuazione dei programmi.

130 La spesa pubblica per il turismo dotazione di risorse finanziarie complessivamente programmate sulle priorit in questione, nonch sulla tipologia di spesa ammissibile nei rispettivi territori. Il Grafico 4 che segue mette a confronto la performance della spesa relativa alla Priorit 5 riferita sia ai territori Convergenza che a quelli Competitivit. Graf. 3 - Valorizzazione delle risorse naturali e culturali per l'attrattivit e lo sviluppo (Priorit 5). risorse programmate, impegni e pagamenti (valori in milioni di euro)

Fonte: elaborazioni su dati DPS-DGPRUC, Ministero dello Sviluppo Economico, Monit, febbraio 2011

Almeno per quanto attiene alle priorit 5 e 8 rilevanti ai fini del turismo, non meno critica , nel merito, la tipologia di interventi finanziati con le risorse sinora utilizzate. Una quota significativa delle risorse finanziarie impegnate infatti riconducibile a interventi immateriali (es. attuazione di piani di marketing e di comunicazione istituzionale, portali web, eventi e attivit culturali) spesso non capaci di incidere in modo apprezzabile sulla qualificazione dei sistemi locali di offerta turistica e sulladeguamento degli stessi ai fabbisogni della domanda di riferimento.

3. Le reti di cooperazione internazionale


3.1-La cooperazione internazionale
La capacit del turismo di promuovere la conoscenza e il rispetto per altre forme di cultura, nonch di sostenere il dialogo tra popolazioni differenti, ne fa uno dei pi efficaci strumenti di politica estera nelle mani della diplomazia internazionale attraverso cui promuovere e sostenere la creazione di condizioni di stabilit e di pacifica convivenza, collaborazione e solidariet tra Paesi e popolazioni straniere. In questa prospettiva, la cooperazione internazionale in ambito turistico si esplica: 1. nella tutela e preservazione del patrimonio di attrattori culturali, naturali e paesaggistici. 2. nella la valorizzazione e la condivisione della conoscenza legata al patrimonio identitario e tradizionale tipico di ciascuna differente cultura. Rientrano in questo campo di applicazione forme di cooperazione legate alla tutela e alla salvaguardia delle minoranze etniche e/o linguistiche, delle identit culturali legate alle arti e/o alle tradizioni; 3. nel sostegno alla diffusione di modelli di sviluppo sostenibile in grado di assicurare migliori condizioni di vita e di lavoro per le popolazioni residenti; 4. la creazione di nuove forme di offerta turistica integrata. In questo campo di

XVII Rapporto sul turismo italiano 131

applicazione, la cooperazione internazionale si spinge su di un piano operativo specifico coincidente con la creazione di forme di collaborazione tra stati differenti funzionali alla creazione di reti tra destinazioni turistiche unite da un comune tema identitario o dalla circostanza di far parte di un medesimo itinerario di viaggio. Con riferimento al primo campo di applicazione, la cooperazione internazionale ha assunto un ruolo di primo piano nel definire, condividere e implementare tecniche, soluzioni e modelli dintervento per la tutela, la salvaguardia del patrimonio culturale, naturale e paesaggistico. Lo scambio di buone prassi tra paesi titolari di competenze specifiche in questi ambiti operativi ha consentito di recuperare e salvaguardare siti storico-culturali di immenso valore per lumanit, nonch di tutelare specie ittiche e/o faunistiche esposte a grave rischio di estinzione, rafforzandone il potere di attrazione anche a finalit turistiche. Esempi come la cooperazione Italia-Cina per il restauro dellesercito di terracotta di Xian, oltre a numerosi altri interventi che lItalia svolge in altri paesi del Mediterraneo, come, ad esempio, in Libia, mettono lItalia in primo piano quale soggetto titolare di indiscusse competenze nelle tecniche di restauro e di salvaguardia del patrimonio storico-architettonico. Il nostro Paese vanta tuttavia un analogo primato anche nel campo della tutela della biodiversit, campo per il quale pu vantare alcuni tra i pi importanti istituti di ricerca mondiali (es. Anton Dohrn di Napoli), impegnati in progetti di salvaguardia di specie ittiche esposte a rischio di estinzione come la tartaruga caretta caretta o il tonno rosso. Tali forme di cooperazione hanno dimostrato di esser capaci esse stesse di mobilitare e promuovere forme di turismo responsabile e sostenibile, desiderose di conoscere limpegno scientifico e le strutture che si occupano di tali azioni di recupero. Non a caso listituzione delle Aree Marine Protette, delle riserve naturalistiche, dei parchi nazionali inizialmente viste dai territori quale freno per lo sviluppo, oggi dimostrano tutta la loro efficacia non solo in termini di salvaguardia e di tutela del patrimonio sottoposto a vincolo, ma allo stesso tempo di veri e propri strumenti di sviluppo economico per i territori che ne sono interessati. Per alcuni versi unevoluzione del primo, il secondo campo di applicazione ha trovato negli ultimi venti anni un crescente interesse tra le fila della domanda turistica internazionale, dovuto alla progressiva affermazione del c.d. turismo esperienziale, inteso quale modalit di fruizione turistica responsabile incline alla trasformazione della vacanza in occasione per sperimentare culture, luoghi e tradizioni diverse dalle proprie. Il crescente successo del turismo esperienziale ha permesso di recuperare il senso pi nobile del concetto di globalizzazione: mettere in comunicazione/relazione individui e territori differenti allo scopo di perseguire un mutuo beneficio attraverso la valorizzazione delle rispettive differenze e peculiarit. In questa prospettiva assistiamo da anni a un crescente impegno istituzionale attorno a temi dinteresse comune come la salvaguardia delle identit culturali, delle tradizioni, dei saperi antichi, assieme a una sempre maggiore convergenza delle politiche di sviluppo sul tema della sostenibilit. Casi di successo come la notte della taranta salentina o i riti sacri della Passione di Cristo in Sicilia sono dimostrazioni di come la valorizzazione delle identit culturali possa essere unefficace leva per lo sviluppo turistico. Un esempio di applicazione concreta della cooperazione internazionale nel settore dello sviluppo sostenibile pu essere ritrovato nella politica integrata di gestione delle zone costiere (ICZM - Integrated Coastal Zone Management) promossa a scala internazionale dal Parlamento e dal Consiglio Europeo nel 2002 e che ha portato alla codificazione di norme di salvaguardia dei sistemi costieri per la prevenzione e per la diffusione di modelli di sviluppo economico sostenibili allinterno delle stesse aree. Questo particolare campo di applicazione costituisce uno dei pi

132 La spesa pubblica per il turismo importanti su cui la cooperazione internazionale nel settore del turismo deve confrontarsi e accrescere il proprio impegno. In ultimo, la cooperazione internazionale in ambito turistico ha preso pi di recente una declinazione operativa legata alla creazione di cluster di destinazioni turistiche internazionali e in alcuni casi di veri e propri itinerari turistici che si sviluppano attraverso differenti paesi. Ci tuttavia presuppone la costruzione di reti di cooperazione internazionale in grado di attivare e di gestire concretamente, secondo i pi elevati standard di ricettivit e di accoglienza, queste innovative forme di offerta turistica.

3.2-Limpegno comunitario per la cooperazione internazionale


La Commissione Europea ha da tempo colto limportanza della cooperazione in ambito turistico tra stati membri e paesi extra-Ue, rinnovando anche nel ciclo di programmazione 2007-2013 il proprio impegno avviato in questambito con il programma INTERREG, tanto da rafforzarlo introducendo un nuovo obiettivo (Obiettivo 3) dedicato in via esclusiva alla cooperazione territoriale che opera a un duplice livello: quello della cooperazione interna tra Paesi membri; quello della cooperazione esterna finalizzato allintegrazione dei Paesi terzi e dei paesi in pre-adesione. I programmi di cooperazione territoriale interna sono suddivisi in tre differenti tipologie: Programmi transfrontalieri, finalizzati allintegrazione dei territori frontalieri interni allUe; Programmi transnazionali, suddivisi in differenti aree di cooperazione, di cui solo alcuni interessano lItalia, tra questi: o Spazio alpino; o Europa Nord Orientale (CEUS); o Europa Sud Orientale (SEES); o Mediterraneo (MED). Programmi Interregionali, tra cui: o INTERREG IV C - Programma unico per tutto il territorio europeo che d continuit al programma INTERREG III C; o URBACT II - Reti di citt; o ESPON II - attuazione dellAgenda Territoriale europea; o INTERACT II - attuazione programma di cooperazione; o Regions for Economics changes. Sul fronte della cooperazione esterna, lazione dellUnione Europea si sostanzia di quattro strumenti c.d. geografici e di altrettanti c.d. orizzontali cui sono destinati consistenti dotazioni finanziarie in termini di sovvenzioni erogabili a soggetti beneficiari sia pubblici che privati. Tra gli strumenti geografici possibile distinguere le seguenti tipologie di programmi: IPA (Instrument for Pre-accession Assistence), programma dedicato alla cooperazione con i Paesi dellEst Europa in fase di preadesione. ENPI (European Neighbourhood and Partnership Instrument), programma dedicato alla cooperazione con i Paesi terzi confinanti con i paesi Ue. DCI (Development Cooperation Instrument), lo strumento che raggruppa gli aiuti allo sviluppo erogati dallUe ai Paesi africani, asiatici e dellAmerica latina. ICI (Instrument for Cooperation with Industrialised Countries), lo strumento che finanzia la cooperazione con i Paesi industrializzati. Gli Strumenti orizzontali sono programmi gestiti direttamente dallUe e hanno a oggetto

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interventi settoriali specifici in materie solo indirettamente riconducibili al settore del turismo, tra questi si richiamano a titolo meramente informativo i seguenti: Strumento di stabilit finalizzato allerogazione di aiuti finanziari che garantiscano condizioni stabili per lo sviluppo umano ed economico e la promozione dei diritti dell'uomo, della democrazia e delle libert fondamentali nell'ambito della politica dell'Unione europea (Ue) in materia di relazioni esterne; Strumento per la promozione della democrazia e dei diritti umani; Strumento per la cooperazione in materia di sicurezza nucleare; Strumenti per laiuto umanitario. Nel ciclo di programmazione comunitaria relativo al periodo 2007/13, lItalia coinvolta in differenti programmi operativi di cooperazione territoriale europea attivi anche nel settore del turismo. La tabella che segue ne riporta i riferimenti principali. Appare rilevante il ruolo assunto dalle regioni italiane. Tab. 5 - Elenco Programmi operativi Obiettivo Cooperazione Territoriale Europea
Programma ENPI-CBC MED Crossborder Cooperation in the Mediterranean Sea Basin Transfrontaliero IPA Adriatico - IPA Crossborder Cooperation South-East-Europe Transnational Cooperation Programme Costa Azzurra Regione Siciliana Regione Siciliana Regione FVG Autorit di Gestione Regione Sardegna Regione Abruzzo Ungheria Paesi coinvolti Cipro, Francia, Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Palestina, Siria, Tunisia Italia, Slovenia, Croazia, Albania, Bosnia Herzegovina, Grecia Albania, Austria, Bosnia Herzegovina, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Grecia, Italia, Moldavia, Montenegro, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Ucraina Portogallo, Spagna, Francia, Italia, Slovenia, Cipro, Grecia, Albania, Bosnia Herzegovina, Croazia, Malta, Gibilterra (UK) Italia (Regione Sicilia), Malta Italia (Regione Sicilia), Tunisia Italia, Slovenia Austria, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Germania, Italia, Ucraina tutti i paesi della Unione Europa, Norvegia e Svizzera Austria, Germania, Italia, Francia, Liechtenstein, Slovenia, Svizzera Italia, Svizzera Dotazione finanziaria (/000) 173,607 Sito web istituzionale www.enpicbcmed.eu

195,871 245,112 www.adriaticipacbc.or g www.southeasteurope.net/hu/

193,191

MED Programme Programma di cooperazione Italia-Malta Programma di cooperazione Italia-Tunisia Transfrontaliero ItaliaSlovenia Transnazionale Centro Europa INTERREG IVC Alpine-Space Programme Transfrontaliero ItaliaSvizzera

www.programmemed. eu www.italiamalta.eu

30,148 27,459 136,714 298,296

www.interreg-itsi.org/?lng=ita www.central2013.eu

Francia Austria Regione Lombardia

405,095 129,981 91,749

http://i4c.eu/ http://www.alpinespace.eu/ http://www.interregitaliasvizzera.it/interreg/

Fonte: elaborazione dellAutore

Lattivazione di tali programmi avviene normalmente attraverso il ricorso a procedure di

134 La spesa pubblica per il turismo evidenza pubblica (le c.d. Call for proposals) per la selezione di progettualit coerente con le finalit specifiche e operative assunte a riferimento dalle linee dintervento di ciascuno strumento di programmazione. Tali procedure sono suddivise in due distinte tipologie secondo la natura dei progetti da selezionare: Calls per la selezione di progetti strategici, ovvero per progettualit di particolare rilevanza strategica e dimensione finanziaria in grado di produrre effetti rilevanti rispetto alla strategia complessiva del Programma entro cui le stesse operazioni sono finanziate; Calls per la selezione di progetti standard, ovvero per progettualit coerente con specifiche finalit definite allinterno della procedura di selezione, ma con una rilevanza pi contenuta rispetto a quelli di portata strategica. Con la comunicazione della Commissione Europea del 30 giugno 2010 intitolata LEuropa, prima destinazione turistica mondiale - un nuovo quadro politico per il turismo europeo (COM2010/352), il Vice Presidente Tajani ha tracciato le direttrici di sviluppo da perseguire a livello comunitario nel settore del turismo, nella prospettiva della sfida del futuro ciclo di programmazione 2014/20 (la c.d. Europa2020), stabilendo quale priorit quella di preservare il primato dellEuropa quale prima destinazione turistica mondiale. In questa prospettiva, la Comunicazione ribadisce limpegno della Commissione, peraltro sancito nel Trattato, di favorire la cooperazione tra gli Stati membri, in particolare attraverso lo scambio di buone pratiche, individuando quattro assi strategici dintervento per la politica settoriale di sviluppo: 1. stimolare la competitivit del settore turistico in Europa; 2. promuovere lo sviluppo di un turismo sostenibile, responsabile e di qualit; 3. consolidare limmagine e la visibilit dellEuropa come insieme di destinazioni sostenibili e di qualit; 4. massimizzare il potenziale delle politiche e degli strumenti finanziari della Ue per lo sviluppo turistico. Sul fronte del rafforzamento della competitivit del settore turistico, la Commissione Europea punta a intraprendere azioni tese a: intensificare la cooperazione tra Stati membri funzionali alla facilitazione dei meccanismi di scambio turistico volontario che consentano, in particolare a alcuni gruppi chiave (es. giovani, anziani, diversamente abili e famiglie a basso reddito), di viaggiare nel periodo di bassa stagione (in questambito la Commissione ha avviato, tra le altre azioni, la sperimentazione del progetto Calypso); sviluppare meccanismi di scambio volontari dinformazioni e dati per un migliore coordinamento delle vacanze scolastiche tra gli Stati membri. Sul fronte dello sviluppo sostenibile, lagenda Europa 2020 punta a rafforzare i propri sforzi nel sostenere laffermazione di modelli di sviluppo turistico ecosostenibili attraverso il consolidamento e lo sviluppo di reti di cooperazione come NECSTouR, EDEN o il progetto Le Plan Bleu 7 , ma

7 Un esempio particolarmente importante di cooperazione internazionale in materia di tutela ambientale il progetto Le Plan Bleu che da pi di trentanni coinvolge i 21 paesi rivieraschi del Mediterraneo e lUnione Europea nel quadro pi ampio del Piano dazione per il Mediterraneo del Programma delle Nazioni unite per lambiente (PNUE/PAM). Il progetto punta alla produzione dinformazione e di conoscenza al fine di indirizzare i decisori e gli attori coinvolti nella definizione delle strategie di sviluppo economico e sociale dei rispettivi territori, ispirandoli a valori di sostenibilit. Il progetto si declina operativamente in un periodo di attuazione compreso tra il 2007 e il 2015 durante il quale prevista la realizzazione di azioni di studio, ricerca, monitoraggio della situazione ambientale allinterno del bacino del Mediterraneo, nella prospettiva

XVII Rapporto sul turismo italiano 135

anche attraverso iniziative tese alla creazione di un marchio europeo per il turismo di qualit, nonch attraverso azioni tese a stabilire e rafforzare la cooperazione tra i paesi della Ue e i principali paesi emergenti (Cina, Russia, India e Brasile) e i paesi del Mediterraneo al fine di sostenere la diffusione di modelli di sviluppo turistico sostenibile e responsabile. In particolare NECSTouR un progetto promosso dal 2007 dalla Regione Toscana insieme alla Catalogna e al PACA (Provence, Alpes, Cte dAzur), costituendo una rete di regioni europee espressamente dedicate ai temi del turismo sostenibile e competitivo. La rete si pone come strumento e occasione per sancire lavvio, in Europa, della fase applicativa dellAgenda Europea per un Turismo sostenibile e competitivo. La Commissione europea ha riconosciuto il ruolo e il lavoro svolto dal rete NECSTouR, tanto da attribuire alla rete il ruolo di riferimento per la sperimentazione e la ricerca finalizzate a individuare un modello di indicatori per la gestione sostenibile al fine di elaborare un Marchio europeo per la promozione delle Destinazioni turistiche.

di addivenire allassunzione dimpegni istituzionali cogenti che ne salvaguardino lintegrit per le future generazioni, valorizzandolo quale risorsa in grado di promuovere forme di sviluppo economico sostenibile.

136 Considerazioni finali

ALCUNE CONSIDERAZIONI FINALI1

1. Destinazione sviluppo
Come sar il futuro del turismo? Tutti percepiscono che si verificher un grande sviluppo e che il comparto diverr la principale economia motivazionale del mondo, trascinando, per la sua trasversalit, molte altre economie di interi territori e di interi comparti. Ma lenjeu fragile e lo sviluppo sar diseguale e condizionato dai processi istituzionali in atto nei vari Paesi e nelle varie aree del mondo. A fronte delle infinite opzioni che i sistemi turistici offrono, il cliente-turista desidera alcune condizioni di base essenziali; in primo luogo muoversi verso destinazioni di pace, ove pu soggiornare con tranquillit e ove bene accolto dalla comunit che temporaneamente lo ospita. Analizzare il fenomeno solo considerando il movimento internazionale appare riduttivo perch la parte nettamente prevalente del turismo quella domestica. Basti pensare che il numero dei viaggi interni dei residenti in Cina stimato in pi di due miliardi nel 2010 2 , anno caratterizzato da una accelerazione dovuta allExpo di Shanghai. Ha comunque senso valutare il fenomeno in chiave internazionale, perch attivit di export e, come tale, apporta valore aggiunto dallesterno. A livello mondiale si avr un grande sviluppo del turismo internazionale che avverr a un tasso di crescita assai elevato, intorno al 5% medio annuo per tutto il decennio. Dai circa 940 milioni di arrivi internazionali del 2010 si raggiungeranno quasi gli 1,6 miliardi di arrivi nel 2020. Nessun altro comparto avr un trend simile. La lettura degli ultimi anni porta a individuare alcune tendenze che sono emerse nei vari capitoli. Oltre alla tradizionale macrodistinzioni del mercato fra leisure e business appare sempre pi fondamentale quella fra turismo di prossimit e turismo di lontananza, perch i due segmenti convivono e sono praticati contemporaneamente da una quota sempre maggiore di clienti. per queste distinzioni che anche i tradizionali bacini di origine dei flussi balneari come la Germania e gli altri Paesi centroeuropei e del Nord Europa, ormai da diversi anni, stanno abbandonando le localit balneari italiane di massa, mentre restano sempre attratti dalle destinazioni darte e ambientali-culturali per le quali continuano ad avere sempre un grande propensione. I nuovi stranieri delle destinazioni balneari italiane continuano, comunque a essere europei, russi e degli altri Paesi dellEuropa orientale, mentre difficile attrarre quei mercati intercontinentali che per i mari mediterranei non hanno mai avuto predilezione. Tuttavia, il quadro cos delineato non completo perch vi sono segmenti per i quali lItalia attrae ancora i tedeschi e altri mercati tradizionali, come la nautica da diporto o quel particolare mercato rappresentato dalle crociere, ove le destinazioni italiane, nel loro complesso, sono leader nel Mediterraneo. Il mercato dei turismi del mare quello pi maturo e come tale rischia di perdere il suo appeal se non riesce a rigenerarsi, a rinnovarsi e a reinventarsi. Forse sarebbe opportuno un progetto
1 A cura di Emilio Becheri. Mercury-Turistica. Economia dei Beni e delle Attivit Culturali, Universit degli Studi di Firenze 2 Fonte: National Tourism Administration of Peoples Republic of China.

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che lega il puro soggiorno balneare ad altri aspetti, come, ad esempio, lenogastronomia e le tradizioni locali. Per un simile processo forse lostacolo principale proprio costruito da quella clientela di prossimit abituata da sempre al proprio modus vivendi di quasi residente. Quante persone, durante lEstate, si trasferiscono dalla propria residenza nellappartamento al mare continuando da l la loro vita quotidiana. Questo lo zoccolo duro delle localit balneari ma, almeno in parte, ne impedisce anche un maggiore orientamento al mercato internazionale. Forse giunto davvero il momento di realizzare, nellambito del Piano strategico del turismo, un progetto specifico che potrebbe essere definito Reinventing Sea, analogo, per certi aspetti al Reinventing Hospitaliy, con il quale si incrocia. Per larte e la cultura la destinazione Italia sicuramente leader nel mondo ma sul piano dellimmagine appare ancora troppo chiusa in se stessa, con poche estrapolazioni funzionali con gli altri turismi, prevalentemente limitate al passaggio dalla ricettivit alberghiera a quella agrituristica e ai B&B, cio pi orientata dallofferta che dalle nuove domande. Larte, insieme alla moda, rappresenta un grande richiamo per tutti i Paesi, ma in particolare per quelli degli altri continenti; debbono essere inventate formule che collegano i soggiorni nelle citt a quelli delle destinazioni balneari e a quelli di altre tipologie turistiche. Nellepoca di Internet e dei social media, oltre che creare piattaforme e favorire le vacanze dei grandi numeri, bisogna sapere fornire prodotti molto di nicchia in grado di arrivare fino al cliente finale, perch ormai si in presenza di segmentazioni molto spinte che arrivano ai piccoli gruppi e al singolo. Convivono sul mercato segmenti che, nel loro insieme e sommati luno allaltro, fanno grandi numeri e che spesso vedono il Bel Paese in una posizione di avanguardia per aspetti che sembrano marginali ma che non lo sono; basti pensare che lItalia leader in Europa per diversi prodotti-strumenti turistici, dalla produzione di biciclette a quella delle imbarcazioni per la nautica da diporto. Il futuro sar sempre di pi orientato ai mercati di nicchia, ma i fruitori di nicchia continueranno anche a praticare le forme tradizionali dei soggiorni di prossimit e di lontananza.

2. Una riflessione
Il turismo come alcune discipline sportive. Tutti ne parlano perch lo praticano, lo vivono e lo subiscono e tutti se ne sentono esperti, anche se il comparto molto difficile da capire e da analizzare per la sua complessit e perch di fatto la composizione di mercati luno diverso dallaltro e pure, in qualche modo, tutti integrati fra loro. Il turismo un mercato di mercati: di prossimit e di lungo raggio; con modelli di massa e di lite, daffari e leisure, di giovani e anziani, di abbienti e di meno abbienti , di fruizioni intensive e slow, di voli point to point e di itinerari, di tanti prodotti che si sovrappongono e talvolta si oppongono, di tanti turismi sincronicamente concorrenti e diacronicamente complementari. Il turismo ha molte anime e nella sua evoluzione perenne ha dato luogo per gemmazione a molte segmentazioni che hanno acquisito una sempre maggiore autonomia: dal maturo turismo balneare ai turismi del mare, dalle terme al benessere, dalla montagna ai suoi sport ecc.; in molti Paesi il turismo anche la maggiore industria cos come accade anche in Italia, e ancora di pi in alcune sue regioni, anche se spesso si misconosce questa realt; le vacanze si consumano sul luogo di destinazione e, a differenza di tutti gli altri comparti produttivi. il cliente che si reca a trovare il prodotto ove localizzato e non il prodotto che si reca dal cliente nella bottega o nel supermercato sottocasa. Per questo motivo fare vacanze attivit che, per il Paese ospitante, si

138 Considerazioni finali assimila allesportazione di un bene (allexport); le vacanze sono scambi di cultura e civilt e il turismo strumento di pace che fugge le guerre o i pericoli di guerre; fare turismo fare cultura in modo interattivo a fronte di prodotti che ormai sono molto differenziati in termini di qualit e di prezzo e adatti a fasce sempre pi ampie di clienti; fare turismo muoversi da una citt allaltra, capire i luoghi per viverli nella loro identit; fare turismo partecipare e vivere la propria esperienza secondo il rapporto che si determina fra la propria cultura di appartenenza e il genius loci della destinazione. Fare turismo tutto questo e ancora molto e di pi, come si cercato di spiegare in questo Rapporto che ha bisogno di poche conclusioni e che ha la sola pretesa di avere, ancora un volta, aiutato a fare capire la realt che il fenomeno sottende. Spesso si avuto la sensazione che si avesse paura a riconoscere e a manifestare le grandi potenzialit del fenomeno e non si mai andati fino in fondo subendo le classifiche assurde proposte da alcuni enti internazionali; basti pensare al World Economic Forum, societ svizzera che mette il suo Paese sempre ai primi posti delle sue graduatorie, quando le realt dei fatti affermano il contrario, o come certe statistiche volutamente male interpretate della (United Nations) World Tourism Organisation che per anni hanno collocato la Francia al primo posto nelle statistiche internazionali senza che in realt lo sia mai stata. Fa parte del genius loci dellItalia e del suo marchio essere da sempre un grande Paese di destinazione dei flussi, divenuto, pi recentemente, anche un grande Paese di origine degli stessi. abusato dire che il turismo il petrolio dellItalia ed anche piuttosto arido perch prima di tutto un bene immateriale nobile e perch non sgorga spontaneamente dal suolo e va costantemente promosso e valorizzato di giorno in giorno. Eppure questo vecchio concetto ne esprime bene la valenza economica qualora si pensi che in una realt come quella del Dubai la principale risorsa del Paese, in termini di apporto di risorse dallesterno, non , come comunemente si crede, il petrolio ma il turismo. quanto andiamo dicendo da tempo come gruppo di lavoro oramai storico che da sempre accompagna il Rapporto e che ha enucleato alcuni concetti e categorie divenute di riferimento come limpatto del comparto sulle altre attivit rispetto alle quali in questi anni giunge a valere quattro volte quello prodottosi nel comparto agricolo-alimentare, pi di cinque volte la ricchezza generata dal settore dei Tessili e abbigliamento. Il turismo assume una importanza ancora pi notevole per leconomia rarefatta di alcune aree, in particolare di alcune meridionali, per le quali ragione di sopravvivenza, anche se le grandi potenzialit del Mezzogiorno (Sud e Isole) sono tuttora sottoutilizzate. Rispetto alle sue regioni sul mercato internazionale molto forte il divario fra appeal e scelta effettiva del fare vacanza. Gli stranieri presenti sono molto pochi rispetto al resto dItalia e rispetto alle regioni concorrenti degli altri Paesi mediterranei, sia della Riva Nord che della Riva Sud. Anche gli italiani delle altre regioni non sono molto presenti, per cui prevale un turismo di prossimit non sempre di qualit. Non mai stato fatto un vero e proprio piano turistico per il Sud, anche se in realt un Piano Southern Italy, recentemente stato tentato, abbozzato e abortito fra le ipotesi per la programmazione dellUnione Europea 2007-2013, anche perch non stato pensato nellambito di un pi ampio Piano strategico nazionale, fondato su poche ma decisive e convinte linee strategiche. Attendiamo con fiducia questo Piano che ha avuto una prima importante anticipazione nel Codice del Turismo, nel quale, fra laltro, sono stati esplicitamente riconosciuti alcuni turismi ed stata riconosciuta la valenza strategica di alcune attivit che prima erano considerate a latere del turismo, e non parte essenziale, come, ad esempio, quelle relative alla ristorazione. Il connubio e

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lintegrazione fra turismo ed enogastronomia, in tutte le sue manifestazioni, una delle linee principali di razionalizzazione e di sviluppo del turismo italiano. Consideriamo utile a questo Piano anche lattenzione data, in questo Rapporto, ai temi della competitivit di prodotto e territoriale. A conclusione di tutto il Rapporto la sintesi estrema che emerge pu essere la seguente: il turismo c e ci sar sempre di pi, ma bisogna saperlo coltivare perch rappresenta il principale prodotto autonomo del Paese, il suo maggiore valore aggiunto in termini economici e anche dimmagine, la sua anima e la sua caratterizzazione. Ne una prova il fatto inequivocabile che anche in periodo di crisi il comparto che ne ha risentito meno e che, comunque, ha retto leconomia del Paese. Il turismo c e ci sar sempre, ma come sar dipende dalle scelte di oggi. necessario orientare il Paese ai suoi turismi di qualit, dallarte al mare, dal rafting alle crociere e dal golf alla natura proprio perch il comparto determina il maggiore valore aggiunto del Paese e si integra con le altre eccellenze legate al Made in Italy, delle citt-cultura come musei allaperto, dei musei reali e delle molte altre risorse paesaggistiche sulle quali ha pi o meno inciso lattivit delluomo, dalle Dolomiti ai Sassi di Matera. Il turismo il canovaccio del nostro modo di essere italiani e di proporsi al mondo. Il turismo c e ci sar sempre di pi. Il turismo c, ma bisogna accorgersene e prenderne consapevolezza