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Nozioni di Economia

Nozioni

di

Economia

Silvano Guelfi
silvano.guelfi@polito.it 011-5647214 (Slides di supporto alle prime 4 lezioni)

Politecnico di Torino
TORINO, 14 marzo 2013 23 giugno 2013 Noi siamo i nostri clienti ed il loro futuro competitivo il nostro AA 2012-2013

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1. Macroeconomia (cenni) 2. Microeconomia (cenni) 3. Economia dimpresa. Natura ed obiettivi 4. Condizioni di equilibrio economico/finanziario dimpresa 5. Indicatori di performance di equilibrio economico/finanziario 6. Condizioni di equilibrio competitivo dimpresa 7 Indicatori di performance di equilibrio competitivo 7. 8. Condizioni di equilibrio strategico dimpresa 9. Indicatori di performance di equilibrio strategico 10 Matrici e mappe 10. mappe. Logica e tecnica per i processi decisionali
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11. Case histories

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p La macroeconomia studia un sistema economico complesso. Essa analizza le variabili economiche aggregate e le loro interdipendenze. A differenza della microeconomia, che studia i comportamenti dei singoli operatori economici, la macroeconomia considera le interazioni tra macro-variabili (Famiglie, Imprese, Stato, Resto del Mondo), ciascuna delle quali il risultato della somma di singoli comportamenti individuali.

Le interazioni tra le interdipendenti variabili macroeconomiche sono studiate nel loro contributo alla determinazione di un equilibrio economico (di breve periodo, periodo di medio periodo e di lungo periodo) periodo).
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Costituiscono variabili economiche: 1 L 1. La domanda d d (domanda (d d aggregata) ) e l'offerta l' ff complessiva l i (offerta ( ff aggregata) ) di un paese. L'eccesso di offerta di beni incrementa le scorte e induce gli imprenditori a diminuire la produzione. 2. Il prodotto interno lordo (P.I.L.) sommatoria del valore dei beni e servizi finali prodotti in un paese in un tempo determinato. Il
PIL, in inglese gross domestic product o GDP il valore totale dei beni e servizi prodotti in un Paese da parte di operatori economici residenti e non residenti nel corso di un anno, e destinati al consumo dell'acquirente finale, agli investimenti privati e pubblici, alle esportazioni nette (esportazioni totali meno importazioni totali). Non viene quindi conteggiata la produzione destinata ai consumi intermedi di beni e servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e servizi.

Un suo incremento aumenta la domanda di moneta a scopo transativo. 3. di beni o 3 Il consumo (C): (C) qualsiasi l i i attivit i i di fruizione f i i b i e servizi i i da d parte di individui, i di id i di imprese i della pubblica amministrazione che ne implichi il possesso o la distruzione materiale o la distruzione figurata (nel caso dei servizi). 4. L'investimento (I) si distingue in scorte ed in investimenti fissi: sommatoria dei beni e servizi in grado di incrementare sviluppo della produttiva di un paese. Noi siamolo i nostri clienti ed il lorocapacit futuro competitivo il nostro 4
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5. Il risparmio (S) differenza tra reddito e consumo e pu essere variamente investito, pe. moneta, obbligazioni. 6. Le esportazioni (X): sono le vendita in un'altra Nazione di beni e servizi 7. Le 7 L importazioni imp rt zi ni (M): (M) sono s n l'insieme l'insi m dei d i beni b ni e dei d is servizi r izi che h un n paese p s acquista q ist da d altri paesi. Le importazioni vengono misurate solitamente in termini monetari, ma anche in base alle caratteristiche merceologiche o alle modalit di utilizzo. Se il valore delle importazioni superiore al valore dei beni e dei servizi esportati siamo in presenza di un deficit commerciale, di un surplus nel caso contrario. Il valore del saldo tra importazioni e esportazioni il saldo della bilancia commerciale. Il valore e la composizione delle importazioni assume importanza nell'ambito della politica economica. Un paese che importa materie prime o generi alimentari deve q , per p politiche economiche differenti da q quelle di un p paese che acquista, adottare p esempio, soprattutto beni di lusso, ai quali si pu pi facilmente rinunciare. primo caso sar necessario p produrre un flusso di esportazioni o di capitali tale Nel p p p da mantenere in pareggio la bilancia dei pagamenti, o in alternativa accettare periodiche svalutazioni della moneta.
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8. La Bilancia dei pagamenti che si suddivide in due sezioni: in partite correnti (incassi e pagamenti) ( p g ) ed in movimenti di capitale p (investimenti ( di capitale p e di portafoglio). 9. La moneta. Assente nell'economia di baratto che p per funzionare necessita di una coincidenza di bisogni, riveste un ruolo fondamentale nelle transazioni di beni e servizi. In teoria qualunque bene pu assumerne il ruolo, a condizione che tutti gli individui siano disposti ad accettarlo. La moneta ha la triplice funzione di intermediaria negli scambi, di unit di conto e di riserva di valore e pu essere suddivisa in due componenti: circolante e deposito in conto corrente. Il mercato della moneta tende all'equilibrio molto pi velocemente del mercato dei beni e servizi. 10. L'inflazione: in economia, indica un generale aumento continuo dei prezzi di beni e servizi in un dato periodo di tempo che genera una diminuzione del potere d' d'acquisto i della d ll moneta. Con l'innalzamento dei prezzi, ogni unit monetaria potr comprare meno beni e servizi, conseguentemente l'inflazione anche un'erosione del potere d'acquisto.

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11. Il tasso di interesse di mercato ha l'importante funzione di riequilibrare l'offerta e la domanda di moneta. Quando aumenta fa diminuire: -Gli investimenti e quindi la domanda aggregata, -il reddito e la domanda di moneta a scopo transativo; - Il p prezzo dei titoli obbligazionari g eq quindi innalza il reddito degli g stessi, , ci incentiva l'acquisto di obbligazioni e disincentiva la detenzione del risparmio in moneta. Ne consegue una riduzione della domanda di moneta a scopo speculativo. 12. La disoccupazione: la condizione di mancanza di un lavoro (sul piano giuridico si distinguono il lavoro subordinato, art. 2094 C.C. dove il lavoratore opera "alle dipendenze o sotto la direzione dell'imprenditore, da quello autonomo il quale, art. 2222 C.C., "si obbliga a compiere... un'opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione e parasubordinato con caratteristiche intermedie tra i primi due (l'appalto il contratto con cui una parte (appaltatore) assume, con organizzazione dei mezzi necessari e con gestione i a proprio i rischio, i hi l' l'obbligazione bbli i di compiere i i in f favore di un'altra ' l (committente i o appaltante) un'opera o un servizio) per una persona in et da lavoro (da 16 a 64 anni) che lo cerchi attivamente, sia perch ha perso il lavoro che svolgeva (disoccupato in senso stretto), i perch h in i cerca della d ll prima i occupazione. i l condizione di i t all'occupazione. ll' i sia la opposta In macroeconomia il concetto di disoccupazione si pu estendere all'intero stato e sulla base dei dati raccolti si possono calcolare stime come il tasso di disoccupazione. Noi siamo i nostri clienti ed statistiche il loro futuro competitivo il nostro 7 Silvano Guelfi

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13. Le aspettative degli operatori: in economia indica le attese dei soggetti economici a fronte di un evento o di un comportamento p che p pu influire sulle loro decisioni. La decisione di acquistare un titolo azionario, per esempio, dipende non solo dall'andamento passato del titolo (il valore aumentato o diminuito) ma anche dalle attese ( (aspettative) p ) circa un complesso p insieme di variabili che possono p influenzarne il corso. L'attesa di profitti pi alti del passato o l'attesa di vendite generalizzate possono spingere gli operatori ad acquistare o vendere il titolo in questione, cos come l'attesa che abbia luogo una certa scelta di politica economica pu indurre gli operatori a fare scelte che altrimenti non avrebbero preso in considerazione. Le aspettative possono essere di almeno tre tipi diversi. a. aspettative razionali presuppongono che un operatore, disponendo di tutte le informazioni necessarie, preveda l'andamento di una determinata variabile e adatti il proprio comportamento di fatto annullandone l'effetto. b aspettative b. i mediamente di razionali i li suppongono i invece che h l' l'operatore medio di sia i razionale, non escludendo che alcuni non lo siano affatto e quindi che non siano in grado di elaborare correttamente le informazioni possedute. c aspettative adattive suppongono invece che gli operatori prevedano un futuro c. simile al recente passato.
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Nella teoria economica si impiegata l'ipotesi di aspettative razionali per sostenere l'inutilit di talune scelte di p politica economica. Gli operatori p modificherebbero il loro comportamento in base alle aspettative, rendendo inutili gli interventi di politica economica. Contro questo filone di pensiero si sono schierati negli ultimi anni i teorici delle asimmetrie informative, a cominciare da Joseph Stiglitz, che hanno sottolineato come le aspettative razionali presuppongano ipotesi irrealistiche circa la disponibilit di informazioni e della capacit di elaborarle, mentre di solito soggetti diversi possiedono informazioni differenti e differenti capacit di elaborare le informazioni disponibili. 14.La politica monetaria della Banca Centrale: l'insieme degli strumenti, degli obiettivi e degli interventi, adottati dalla banca centrale per modificare e orientare la moneta, il credito di e l la fi finanza, al l fi fine di raggiungere i obiettivi bi i i prefissati fi i di politica li i economica, di cui la politica monetaria fa parte

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Gli obiettivi si distinguono in obiettivi finali e obiettivi intermedi. Gli obiettivi finali sono gli stessi della politica economica (prezzi, occupazione, sviluppo). La politica monetaria si occupa di raggiungere uno o pi di tali obiettivi manovrando le variabili monetarie (tasso di interesse o quantit di moneta). Solitamente, il principale obiettivo affidato alla politica monetaria la stabilit dei Solitamente prezzi. Il perseguimento di tale obiettivo il maggior contributo che la politica monetaria pu dare alla crescita economica nel medio periodo. Poich per, Poich, per il livello dei prezzi non direttamente manovrabile dalla Banca centrale, centrale stata teorizzata la necessit di definire degli obiettivi intermedi. L'obiettivo intermedio deve p presentare le seguenti g caratteristiche: possibilit di una tempestiva rilevazione del suo livello; controllabilit entro limiti molto stretti con gli strumenti a disposizione delle autorit; stabilit della relazione tra obiettivo intermedio ed obiettivo finale. A questo punto, tuttavia, la scelta dell'obiettivo intermedio e, pi in generale, del regime di politica monetaria da adottare dipende fortemente dalle ipotesi teoriche sui meccanismi di trasmissione degli impulsi monetari. I due principali regimi di politica monetaria sono il monetary targeting (stabilit della massa monetaria) e l'inflation targeting (stabilit dei prezzi)
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Strumenti e operazioni di politica monetaria Per raggiungere gg g tali obiettivi, , le banche centrali, , cui viene affidata solitamente la politica monetaria, in maniere pi o meno indipendente dal Tesoro, hanno a disposizione due strumenti: la base monetaria ed il tasso di interesse. Le Banche centrali agiscono g principalmente p p attraverso operazioni p di mercato aperto p che, con la compravendita di titoli, modificano il volume della base monetaria e il livello tassi di interesse a brevissimo termine. A loro volta le modifiche dei tassi a breve si trasmettono ai tassi a pi lungo termine e ai tassi bancari sui prestiti e sui depositi, finendo con l'influenzare il livello dell'attivit economica. Un'altra operazione tipica delle banche centrali ma che ha perso importanza nel tempo il risconto. Inoltre, esse hanno il potere di imporre un coefficiente di riserva obbligatoria. Diversi tipi di politica monetaria Si definisce d fi i espansiva i una politica li i monetaria i che, h attraverso l la riduzione id i d dei i tassi i di interesse, voglia stimolare l'offerta di moneta delle banche alle imprese, e quindi gli investimenti e la produzione di beni e servizi. Al contrario si definisce restrittiva una politica monetaria che che, attraverso l'aumento l aumento dei tassi di interesse, riduca l'offerta di moneta e quindi renda meno conveniente investire eilprodurre. Noi siamo i nostri clienti ed loro futuro competitivo il nostro 11 Silvano Guelfi Le politiche monetarie restrittive hanno l'obiettivo di ridurre l'inflazione o far calare

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15. La politica fiscale del Governo: la politica fiscale la linea di azione adottata dal governo riguardo g g l'entit della spesa p p pubblica p per beni e servizi ( (somme di denaro che vengono spese in beni pubblici finalizzati al perseguimento di fini pubblici), l'ammontare dei trasferimenti e il sistema fiscale. In generale possiamo affermare che le manovre attuabili dallo Stato sono di due tipi: a. espansive che consistono nell'aumento della spesa pubblica o dei trasferimenti, oppure in una riduzione delle imposte. Tale manovra, come risulta evidente, genera un disavanzo nel bilancio dello Stato. b. Restrittive che consistono invece nella riduzione della spesa pubblica o dei trasferimenti, oppure in un aumento delle imposte. 16. Il saldo del bilancio dello Stato che esprime la differenza tra le entrate e le spese correnti; i di diventa positivo i i all'aumentare ll' d delle ll i imposte (TA) e al l diminuire di i i della d ll spesa per beni e servizi (G) e dei trasferimenti (TR).

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La microeconomia quella branca della teoria economica che studia il comportamento p dei singoli g agenti g economici, , come i consumatori (Teoria ( del consumatore), i lavoratori, gli investitori, i proprietari terrieri, le imprese: individui o entit che giocano un qualche ruolo nel funzionamento delle nostre economie. Un altro tema importante della microeconomia riguarda il modo in cui gli agenti economici interagiscono tra di loro per formare unit pi ampie come i mercati e le industrie. Grazie allo studio del comportamento delle singole imprese e dei consumatori e della loro interazione, la microeconomia ci rivela come operano e si evolvono i settori industriali e i mercati, perch sono diversi l'uno ' dall'altro ' e come possono essere influenzati dalle politiche economiche e dalle condizioni economiche generali.

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Come ogni scienza, l'economia si occupa della spiegazione e della previsione dei fenomeni osservati. La spiegazione p g e la p previsione sono fondate su teorie, le quali q servono a spiegare i fenomeni osservati, in termini di un insieme di regole e di ipotesi di base. La teoria dell'impresa, per esempio, nasce da una semplice ipotesi: le imprese cercano di massimizzare il profitto. p La teoria utilizza questa ipotesi per spiegare come le imprese scelgono l'ammontare di forza lavoro, di capitale e di materie prime da usare per la produzione, cos come le quantit di beni da produrre. Questa teoria serve anche a spiegare in che modo queste scelte dipendono dai prezzi dei fattori produttivi e qual il prezzo che le imprese sono in grado di ottenere per i loro prodotti. Le teorie economiche servono anche da presupposto per fare previsioni. Quindi, la teoria dell'impresa ci dice se il livello di produzione di un'impresa aumenter o di i i i diminuir in seguito i ad d un aumento d dei i salari l i o a una di diminuzione i i d del l prezzo d delle ll materie prime. Utilizzando tecniche statistiche ed econometriche, la teoria pu dunque essere usata per costruire modelli, sui quali poi basare previsioni di tipo quantitativo Un modello una rappresentazione di tipo matematico, quantitativo. matematico fondato sulla teoria economica di un'impresa, di un mercato, o di qualche altro tipo di entit economica. Noi siamo i nostri clienti ed il loro futuro competitivo il nostro 14

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Nessuna teoria perfettamente corretta. Ognuna parte da delle assunzioni di base o da approssimazioni pi o meno ragionevoli o realistiche della realt. L'utilit e la validit di una teoria dipendono dalla capacit che essa ha di spiegare e prevedere l'insieme dei fenomeni reali che si vogliono studiare. Dato questo obiettivo, le teorie sono continuamente messe a confronto (testate) con le osservazioni della realt; in seguito a questo confronto, esse sono spesso soggette a modifica e riformulazione, e a volte anche al rigetto. Il processo di verifica e riformulazione di primaria importanza per lo sviluppo dell'economia come scienza. Per valutare una teoria, importante tenere presente che essa necessariamente i imperfetta. i f

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Teoria del Consumatore: legge di Gossen, utilit (economia), utilit marginale, curve di indifferenza, , funzioni di domanda, , elasticit, , surplus p del consumatore, , teoria della preferenza rivelata, indice del costo della vita, Teoria dell'utilit attesa, paradosso di Allais Teoria della p produzione: funzione di p produzione, economia di scala, p produttivit marginale, isocosto, elasticit di sostituzione, la funzione di costo, costo marginale Teoria dei mercati (concorrenza perfetta): domanda e offerta, equilibrio, ciclo del maiale Teoria dei mercati (concorrenza monopolistica): monopolio, duopolio (modelli di Cournot, Bertrand, Hotelling, Stackelberg), oligopolio (generalizzazione del modello di Cournot, modello di Salop) Equilibrio economico generale: scatola di Edgeworth, esistenza, unicit e stabilit Ottimo economico: ottimo paretiano, efficienza della concorrenza perfetta, funzione di utilit sociale (teorema dell'impossibilit di Arrow), teoremi dell'economia del benessere Esternalit e beni pubblici: teorema di Samuelson, teorema di Coase, modello di Lindahl, rivelazioni delle preferenze (Clarke, Groves) Economia dell dellinformazione: informazione: azzardo morale morale, asimmetria informativa, informativa selezione avversa, il mercato dei limoni, modello di Spence, modello principale-agente
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