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Eros al femminile

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February 26, 2013

Perch Eros al f emminile?


Per sottolineare che lerotismo una manifestazione prettamente femminile. Non a caso Eros figlio di Venere. Se si d per assodato che quelloscuro oggetto del desiderio custodito dal corpo delle donne, va da s che per sottrarlo allombra, occorre che colei che lo detiene sia disposta a metterlo in gioco. In altre parole il maschio deve adottare una strategia tale da convincere la femmina, che ne vale la pena. Il che implica non il mirare allappagamento del macho, ma della donna: un ribaltamento del senso comune maschilista. Se la donna sente di potersi comportare da soggetto e non da oggetto, allora leros potr esprimersi. Diversamente sar un mero esercizio di sessualit. Il passaggio dalla sessualit alleros - e non il voto di castit - il vero percorso di redenzione che Apuleio dispiega davanti agli occhi del suo Lucio-asino. Opportunit che il nostro Lucio, abbagliato com dalla pratica esteriore e consumistica dei sexi-shop, non sa cogliere. Che lasci Venere ad altri e lui si dedichi castamente a Nostra Signora Iside. Se si esce dal convincimento che l Asino d'oro tracci un percorso di redenzione, si noter agevolmente che chi svolge il plot (la trama, lint reccio, lelaborazione del materiale narrativo) nellAsino d'oro quel cuncta fatigat, quella fregola, che attraversa tutti gli esseri animati, parificandoli. E ci sin dal primo racconto, perch se vero che narra di streghe, tuttavia le streghe in fabula mettono in atto il loro armamentario per punire lamante che sera sottratto alle voglie di una di loro. Peraltro anche le pratiche magiche di Panfile, la padrona della serva con cui Lucio consuma lietamente le sue notti, sono attuate per soddisfare le insaziabili voglie da cui attraversata. Senza dire poi della nutrita serie di novelle cosiddett e delladulterio, che costituiscono un malloppo tanto corposo da aver dato spunto a studi monografici.[1] Storie tratteggiate con tinte fosche, tetre, - espressione di una sessualit subta e insoddisfatta, perversa e pervertita - alle quali accomunerei anche lepisodio dei preti invertiti della dea Siria, i cui costumi sessuali sono descritti dal nostro asino con la stessa repulsione dimostrata verso le donne di cui sopra. Senza contare che a distanza, a libro chiuso e alla luce del fatto che i galloi e simili fanatici, sacerdoti castrati di dee semitiche e anatoliche, della Dea Siria, della Mater Magna o di Bellona[2] nel loro travestimento[3] e nellaccettazione di ruoli femminili[4] liberano il profumo di donna piuttosto che di uomo. Su questo sfondo sotterraneo, sulle tinte crepuscolari, ctonie, viperine del drago si svolge poi laspetto solare: Fotide e la Matrona ai lati e in mezzo il racconto di Carite da cui sboccia Psiche.

Fotide e la Matrona che nella loro trasparenza e immediatezza interpretano un rapporto sereno, libero, disinibito, senza filtri, sacro[5] oserei dire con il sesso. Fotide che nei suoi incontri notturni con Lucio di una linearit assoluta: sa quello che vuole e quel che pu e vuol dare. La Matrona interprete di quella che nel dialetto bresciano le donne chiamano i d m, voglia di uomo, dove la sineddoche uomo accenna al tutto per alludere a una parte (molto circoscritta, per altro). Carite: espressione allo stato puro della dedizione che una donna pu offrire a un uomo, al suo uomo. E Psiche che nella sua simplicitas, opponendosi al senso comune delle sorelle (quello della mera sessualit ferita) riesce a far suo leros. E, a latere, il nostro narratore che nello statuto del protagonista come terza persona[6] non impara nulla, purtroppo, lui Lucio-asino, ma con la complicit di quellaltro Lucio che gli tiene aperti gli occhi e gli fa rizzare le lunghe orecchie, si sbraccia affinch il lettore ne tragga il massimo profitto. Lector intende: laetaberis: leggi bene, lettore, ne trarrai giovamento.

Dalla Pref azione:


Stai per cominciare a leggere un libro un po strano. Niente male, perch alle volte idee chiarificanti nascono dalla lettura di libri strani Oddio, a ben vedere, il libro non strano in s. Perch le cose strane, insolite che racconta sullAsino d'oro sono gi state messe in luce da una millenaria pletora di interpreti. Strano che, non appena date alla luce, esse fossero state piamente e pudicamente sepolte, insabbiate, rimosse, senza scalfire o per non scalfire la pia lettura che sin dalla tarda antichit si data del boccaccesco romanzo di Apuleio, cosa che peraltro gli ha salvato la vita, facendolo pervenire illeso fino a noi. Ecco perch strano il libro che stai per leggere, perch raccoglie in un quadro interpretativo unitario quanto rimosso o misconosciuto da altri, ribaltando la consolidata lettura dell Asino d'oro e di Amore e Psiche, anzi di Cupido e Psiche, ch Amore arbitrario. Cupidus in italiano suona Cupido , che qualcosa di ben lontano dall Amore. Nel suo nome risuona il verbo cupere che evoca la brama, il desiderio, piuttosto che la dedizione. Inutile dire che la parte pi fruibile la seconda, l dove il patchwork cede il passo al racconto dinsieme, svelando la trama nascosta erotica del romanzo. Per questo sarei tentato di consigliare a chi non ama gli anteludia, i preliminari di passare subito al sodo, se non fosse che questo libro strano fa dei preliminari il suo piatto forte. Sta dalla parte del corpo delle donne l Asino doro . Probabilmente per questo stato mistificato.

Abstract
A parere pressoch unanime della critica, le disgrazie di Lucio sarebbero imputabili alla piccante storia intrecciata con lavvenente e, diciamolo pure, disinibita Fotide. Ma, come giustamente rileva il Vitali, questo un genere di avventura che in ogni tempo fu e sar non dico perdonabile ma comprensibile in un giovine normalmente costituito e libero da pi o meno legittimi legami.[7] Senza dimenticare che nel II secolo la sessuofobica mentalit cristiana era di l dallaffermarsi.

E allora? Se non fosse leros, ma una superficiale concezione delleros, se fosse la pratica maschilista del sesso a condannare Lucio alla coriacea scorza dellasino? Scorza di cui non si libera nemmeno dopo la retrometamorfosi, perch il vot o a Iside implica una castrazione, sia pure metaforica. Eppure Fotide, lavvenente e disinibita Fotide sera premurata, per mano sintende di Lucio, Lucio Apuleio voglio dire, di mostrargli la via delleros, ma Lucio, Lucio-asino - mediocre qual incapace di valicare il senso comune maschilista, non la vede, non la coglie e per questo Fotide lo scarica al suo destino di asino. Lucio non in grado nemmeno di decodificare la meravigliosa storia di Amore e Psiche, che non parla dellanima che vola in cielo come credono, o vogliono far credere gli interpreti di Apuleio. Ovvero: dietro questo fantomatico volo in un Olimpo che pi parodico di cos non si pu, Apuleio dissemina e annida un ragionamento sulleros, visto dal punto di vista femminile. Questo limmane serpente che visita nottetempo Psiche, un serpente che lImmacolata Concezione schiaccia sotto il piede e che le sorelle di Psiche vorrebbero recidere, anzi estirpare con un rasoio, pratica tutt'ora diffusa, contro cui ci si messa anche lOnu. Con un rasoio, si badi, e non con un coltello come vogliono i tradutt ori: Veramente il testo dice novacula, che vale rasoio, il quale non certamente arma da punt a. Perci val meglio tradurre pugnale,[8] rileva Augello, e Carlesi pi o meno con lo stesso tenore: Il testo ha rasoio. Ma questo rasoio, appuntato, a due tagli, che deve, non sgozzare com dei rasoi, ma colpire di punta sul nodo del collo e quindi per far forza essere anche infisso in un manico, somiglia per noi troppo a un pugnale e troppo poco a un rasoio per potere esser chiamato cos.[9] Ma Lucio-asino, come i suoi traduttori, non sa liberarsi dalla morsa maschilista e non capisce. Non capisce nemmeno quando si trova tra le grinfie di quella matrona infoiata, che di fronte alle sue titubanze, titubanze, - si badi - di natura pratica, e non morale, come ci vogliono far credere: temeva di finire in pasto alle belve, se avesse - con quel suo membro mostruoso sventrato quella nobile signora, la quale di fronte alle titubanze di Lucio abbracciandosi stretta stretta a me, mi prese tutto, ma proprio tutto intero mi prese. Al punto che ogni volta che per risparmiarla trattenevo indietro le natiche, lei stringendosi in una presa rabbiosa e aggrappandosi alla mia schiena, altrettante volte si avvinghiava in un amplesso cos intimo, da pensare, perbacco, che mi mancasse qualcosa per soddisfare tut ta la sua voglia, e da rendermi conto che la madre del Minotauro non si sia dilettata poco con il suo mugghiante drudo (X, 19-22). Lucio non capisce, dicevo, di essere di fronte alla libera espressione della libido femminile, quando la donna, non oppressa e inibita da remore sociali, si pone a tu per tu con leros. Non pornografico l Asino doro, come dice Marie Luise von Franz.[10] In ogni caso pornografico o no, una matrona infoiat a poco si addice a un racconto che si vuole scritto per far proseliti, sia pure divertendo. Senza contare che quel Lucio che, ammiccando al lettore, racconta compiaciuto i suoi peccati di libido e di curiositas, causa secondo i critici delle sue disgrazie, un Lucio che si vorrebbe riscattato dal peccato. Qualcuno riesce a immaginare i Fioretti di San Francesco stemperati nelle avventure piccanti di Fotide (o della Matrona) o intinti nellerotismo rarefatto di Amore e Psiche (la rarefazione la specificit delleros), che impreziosiscono l Asino doro? O un santIgnazio che affida le meditazioni visive dei suoi Esercizi spirituali non a un tempio o un monte dove si trovano Ges Cristo o Nostra Signora, ma alle tetre storie di una sessualit ferita e perversa, come quelle che, trasudando dai numerosi racconti, pullulano nell Asino doro?

Il corpo delle donne


Solo quando una donna libera come Psiche, ma anche come Fotide e la Matrona di esprimere la sua carica erotica, si aprono le vie delleros anche per luomo.

Quando si parla di erotismo e di eros il senso comune inneggia alle posizioni del kamasutra, come se il top dellerotico consistesse nellesercitare il sesso, s esercitare il sesso e non fare sesso come viene tradotto lhaving sex dei serial televisivi doltreoceano: pi pregnante dire esercitare il sesso piuttosto che fare sesso, perch la parola esercizio si porta appresso la doppia valenza dell esercizio fisico (come sono certe concezioni dellerotismo) e del fare sesso, del soddisfare il sesso, o se si preferisce la sessualit pi compulsiva Dicevo: il senso comune stempera lerotismo in acrobazie tanto improbabili quanto fantasiose. Anzi affida la cartina di tornasole dellerotico al fantasioso e allimprobabile, complici i rotocalchi, pi o meno patinati, che, puntuali come la luna piena, allaffacciarsi delle ferie di massa ti sollazzano con pseudo istruzioni di erotismo. Ci in linea peraltro con la fioritura dei sexi-shop, che se da un lato sono sintomo di un senso comune pi disinibito (o meglio: meno inibito), dallaltro veicolano uno pseudo erotismo esteriore e consumistico. Sono luoghi del consumismo, non dellerotismo. In realt i luoghi dellerotismo non li trovi nei supermercati, sia pure dedicati al sesso, perch i luoghi dellerotismo sannidano nei meandri della mente. Non alludo allhardware (le strutture e i meccanismi mentali che do per imprescindibili), ma al soft ware, a ci che su quelle strutture viene caricato e fatto girare. Di questo gli imbonitori nostrani non ne fanno cenno. Peccato, perch l sta il discrimine tra lesercizio del sesso ossia il livello della sessualit e lerotismo e non nelle posizioni del kamasutra. Ben diverso il ragionamento sullerotismo che Apuleio affida al suo Asino d'oro. S, perch il filo rosso che tiene assieme il suo racconto, compreso lultimo libro ritenuto dagli studiosi di tuttaltro conio rispetto ai primi dieci, sono la sfera del sesso e della sessualit, descritta (ovviamente non nella forma del trattato, ma trasfigurata come saddice a un romanzo) nelle sue diverse manifestazioni, dal livello pi basso f ino al sublime di Psiche. Infatti sulle numerose storie di una sessualit compulsiva, subita e perversa, dove lo zimbello erotico, anzi sessuale inseguito dalle protagoniste con linganno, con la violenza, con il sotterfugio, con il raggiro,[11] o, al contrario, quando il corpo delle donne vit tima del senso comune maschilista ( il caso delle sorelle) sinnalzano da un lato la trasparente dedizione di una donna (Carite) per il suo uomo (Trasillo) e dallaltro Fotide e la Matrona, espressione di una percezione serena, trasparente, libera oltrech disinibita del corpo e della sessualit che diciamolo pure - se la sanno gestire fino alle vett e dellerotismo. E sopra il tutto, il sublime di Psiche, dove lerotismo diventa poesia. Ma questa tutta unaltra storia che vedremo tra poco, non prima di aver aggiunto che il narratore-osservatore, il nostro Lucio-asino da attore ingenuo non ha saputo cogliere lopportunit di passare dallesercizio del sesso allerotismo che Fotide e la Matrona gli mostravano nella pratica e che Psiche gli esplicitava nel trattato, sia pure trasfigurato nella poesia. S, perch la Psiche dell Asino d'oro, lottando contro il senso comune che la vorrebbe soggett a al maschilismo fallocentrico (imperante sul corpo delle donne allora come oggi) tocca una tale autonomia di giudizio, una tale libert di pensiero da raggiungere le vette delleros, indicando nel contempo ai lettori la via per raggiungerlo: ai let tori uomini sciorinando lhardware (leggi: i punti erogeni del corpo delle donne), ma soprattutto il sof tware (i meandri mentali) in cui sannida lerotismo al femminile (che ci che trascurano sciaguratamente i kamasutra nostrani concentrati solo sul corpo delle donne), mentre alle let trici donne offre lopportunit di comunicare in modo discreto, ma efficace ai signori uomini che in barba a Freud, il corpo delle donne, non ha nulla da invidiare al corpo degli uomini, in quanto il corpo delle donne detentore dellerotismo, anche dello stesso erotismo maschile: solo quando una donna libera nel corpo e, sottolineo, nella mente come Psiche, ma anche come Fotide e la Matrona di esprimere la sua carica erotica, si aprono le vie delleros anche per luomo. Mentre quando il corpo delle donne costretto ad arrampicarsi sui vetri per soddisfare il corpo del compagno (o del cliente), per quanto si agiti e si dia da fare, non raggiunger mai quel grado di accettazione e di coinvolgimento tale da trasformare quel mondo di mostri che in fondo la sessualit (anche le bestie copulano!) nella rarefazione delleros.

Note [1] Vedi ad esempio: Apuleio, Le novelle delladulterio: caratteri, funzioni, riscritture, a cura di Silvia Mattiacci, Casa Editrice Le Lettere, Firenze, 1996. [2] W. Burkert, La creazione del sacro. Orme biologiche nellesperienza religiosa (1996), trad. it. Adelphi Edizioni, 2003, p. 121. [3] Si presentano con sgargianti colori femminili e ciascuno mostruosamente sfigurato nel volto ricoperto da un viscido fondotinta e con gli occhi rifatti ad arte, indosso turbantelli, e vesti lussuose di lino e di seta; qualcuno con tuniche bianche, guarnite di porpora fluente in ogni direzione a mo di piccole lance, stretto in vita da una fascia, i piedi calzati da sandaletti zafferano (VIII, 27). [4] W. Burkert, La creazione del sacro, cit., p. 122. [5] Per il senso comune sacro e religioso sono sinonimi, come se il sacro si esaurisse nel religioso. In realt sono due concetti diversi che vale la pena distinguere. Per approfondire: Alle radici del sacro. [6] Lo statuto del protagonista come terza persona. La def inizione di M. Bachtin. Per approfondire. [7] L. Apuleio, Le Metamorfosi o L'Asino d'Oro, testo latino e versione di Guido Vitali e Marco Pagliano, Zanichelli Editore, Bologna, 1969-71, p. XIII.L. Apuleio, Metamorfosi o Asino doro, a cura di G. Augello, Unione Tipografico-editrice Torinese, 1958, p. 20. [8] Apulei Metamorphoseon libri XI. Apuleio, Gli XI libri delle Metamorfosi , testo critico riveduto d N. Terzaghi, traduzione di F. Carlesi, Sansoni, Firenze 1954, p. 123. [9] M-L. von Franz, Lasino doro, Boringhieri, 1985, p. 19. [10] M-L. von Franz, Lasino doro, Boringhieri, 1985, p. 19. [11] Alludo agli inserti milesi di sesso e magia (I, 7; II, 6), alle cosiddette novelle delladulterio (VIII, 22; IX) e a quelle su veneficio e crudelt femminile (X), ma vi possiamo aggiungere anche i preti invertiti (VIII, 24-30) non diversi nellabiezione.

La presente pagina fa parte di un ipertesto sulle Lezioni americane di I. Calvino.

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L'arte della seduzione


Di ritorno dalla casa di Birrena che lha messo in guardia sulle perverse brame di Panfile: guardati, ma guardati con tutte le tue forze dalle male arti e dagli incantamenti delittuosi di quella Panfila che sposata con questo Milone che dici tuo ospite (II, 5); presunte brame in realt, dal momento che Panfile pazzamente innamorata di un bellissimo giovane non ha lasciato tracce di mire su Lucio, tant che questi pu tranquillamente esercitare il suo arnese con Fotide. Di ritorno, dunque, da Birrena, Lucio medita saggiamente di rispettare il genialem torum (II, 6), il letto coniugale del suo ospite e di investire piuttosto su Fotide, che, felicemente, trova sola in casa, tutta presa a restringere un brodetto nel quale Lucio ben volentieri intingerebbe. Il che innesca un fuoco dartificio mosso da una doppia elica fin troppo scoperta e intrecciata dalle narcisistiche more su una colorita quanto piccante descrizione dellarte della seduzione. Indossava una linda tunichetta di lino con una cinturina rosso vivo che le stringeva la vita, proprio sotto i seni. Con le sue manine tondette rimestava il cibo nel tegame, che scuoteva continuamente, di modo che quel movimento le si comunicava a tutto il corpo e cos dondolava mollemente la schiena e ancheggiava ch'era uno spettacolo. A quella vista rimasi l fermo incantato, in estasi, e mi si rizz anche un certo arnese che prima era penzoloni. "Che bellezza!" riuscii alla fine a esclamare, "Fotide mia, come sai muovere bene quei tuoi fianchi e quel tegamino. Chiss che intingoletto squisito stai preparando. Beato, eh, s, proprio beato chi, col tuo permesso, potr metterci il dito." Ma lei, civetta e spiritosa com'era: "Sta' lontano, sbarbatello, sta' lontano dal mio fornello, quanto pi puoi, ch se appena ti tocca questo mio focherello, ti sentirai bruciare fin le midolla e nessuno potr estinguerti l'incendio se non io che, con lo stesso piacere, ci so fare assai bene sia coi sughetti e le pentole sia a letto." Cos dicendo si volt a guardarmi e rise, mentre io rimasi l fermo, percorrendo con occhio amoroso tutta la sua persona . Mettiamo bene a fuoco i due particolari evidenziati dal corsivo: si volt a guardarmi e percorrendo con occhio amoroso tutta la sua persona, prima di assaporare lelzeviro che seguir sulla chioma femminile e sulla sua matrice erotica ed erogena, in fondo al quale piegandosi su Fotide Lucio stamper un bacio pi dolce del miele, proprio alla 1

radice dei capelli (II, 10). Sottolineiamoli perch essi ci rivelano che il punto di osservazione di Lucio e il raggio dazione della sua strategia seduttiva muovono da dietro le spalle di Fotide, che dobbiamo immaginarci china sul focolare e rivolta di spalle verso Lucio che entra in cucina; tutto il breve colloquio, anzi, deve essersi svolto senza che Fotide si girasse del tutto o si sollevasse dalla pentola (Graverini). Anche quando lencomio [delle chiome femminili] passa dal generale al particolare, i capelli di Fotide descritti in II 9,67 sono chiaramente visti da dietro. Le natiche di Fotide intrigano Lucio e le terga di Fotide, marcate dall'uso accorto di termini come dicacula, procul, foculo, igniculus Lucio sollecita, stampandovi il bacio e facendovi aderire quel suo corpo dalla mentula sventolante. Lucio fa leva istintivamente, lui, Lucio; scientemente la strategia narrativa sui sedimenti pi profondi, e reconditi delleros. Solo la superficie impregnata dal gusto della II sofistica come vuole Scazzoso (p. 34), mentre la filigrana intrisa della matrice pi ancestrale della seduzione.

(A. Piacentini, Eros al femminile, pp. 111113).

***
Se sar rispettata la natura delleros, natura in prima istanza femminile non a caso Eros emanazione di Venere, allora la donna non si mostrer disdegnosa, n talor se ne star mesta e flebil. In tal caso anche per luomo si aprir la dimensione delleros. La dimensione delleros alluomo aperta da una donna che si sente libera di fronte alla sessualit, da una donna a cui riconosciuto il diritto di giocare con gli arnesi di Eros: per s, per la sua persona di donna e non come ricettacolo del piacere maschile. Per s: senza tema di essere mal giudicata. Se guardiamo a Fotide, in fin dei conti, almeno per come ce la racconta Lucio, e non a caso la relazione di Lucio con Fotide sta nel livello basso del romanzo, ella sembra comportarsi in funzione del piacere di Lucio. La sensazione gi palpabile nella piccante descrizionedella prima nottata, quando Fotide a cavalcioni di Lucio lo porta al piacere con le spinte voluttuose della Venere pendula, altrimenti detta "mulier equitans": lubricisque gestibus mobilem spinam quatiens pendulae Veneris fructu me satiavit (II, 17). Ma mentre qui la situazione lascia aperto uno spiraglio alla supposizione che Fotide intendesse meglio assecondare la propria sensibilit, non c dubbio quando siamo a due passi dalla metamorfosi de propria liberalitate Photis puerile obtulit corollarium (III, 20), quando 2

Fotide, spontaneamente, mi offr per giunta uno spasso da ragazzo. Quel de propria liberalitate sembra sottolineare una circostanza pi cercata, o pretesa, dai maschi che offerta dalle donne. indubbio che la regia degli incontri tra i due diretta da Fotide e se Fotide spontaneamente offre, dulcis in fundo, la ciliegina a Lucio, il tono compiaciuto di Lucio attribuisce questo significato a corollarium, abbastanza evidente che Fotide pi che al suo piacere attenta ad assecondare Lucio, a impressionarlo, a far bella figura. Certo, Fotide una serva, Lucio un gran signore (II, 18), ma la loro relazione non sembra condizionata dalla diversit di censo. Ha le caratteristiche di una comune relazione tra un uomo carico di paure e di superstizioni, di sensualit e di egoismo, e spoglio d'ogni grande passione o ideale (Augello) e una donna che asseconda un partner di siffatta specie. Non a caso accondiscende anche a mostrargli i sortilegi di Panfile, non certo finalizzati al sublime di Psiche. Per di pi per lottica in cui inquadra il suo approccio erotico, per la fattispecie della sua curiositas in Lucio ravvisabile leco, per lo meno, del cacciatore di prestazioni, non lontano dall animus del fruitore della pratica mercenaria. Per questo ben gli sta limbestiamento della metamorfosi asinina e, volendo dar fede alla soluzione mistica, in questa prospettiva la sua elevazione al servizio di Iside non un premio, ma una punizione, una castrazione metaforica, unuscita dalleros.

Castrazione metaforica in fondo la condizione di certi maschi che non potendo soddisfare le loro pretese maschiliste, avendo relegato la partner al ruolo di attrice dilettante, dilettante perch non possono spingerla oltre un certo limite, diversamente sarebbe donna di malaffare, ricorrono al surrogato del piacere prezzolato, che, in fondo, un maldestro modo di recuperare dalla porta di servizio, opportunamente esorcizzato, ci che viene bandito dal portone blasonato: ossia una donna libera di agire senza remore. Le streghe son tornate scandivano le femministe della liberazione sessuale. La 3

donna che sa o che vuole gestire il proprio piacere, anche se non pi messa al rogo come nel Medioevo, in fondo, inquieta ancora molti maschi. Quando la donna libera di esprimere liberamente la sua componente erotica, quando la donna non teme di essere giudicata chiaro che presupposto un positivo rapporto ricorsivo con il partner il maschio non si sentir in qualche modo deprivato e non sentir la necessit di surrogare. Leros va conosciuto, va appreso, con tutta serenit. Leros fatto di natura e cultura. E la natura va conosciuta e assecondata. Che ci che fa Psiche e non Lucio. (A. Piacentini, Eros al femminile, p. 214216.)