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G.F.

CAMPOBASSO

DIRITTO COMMERCIALE 1 DIRITTO DELL IMPRESA

Introduzione:
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Costituzione Italiana artt. 41 e 42. Si riconosce la PROPRIETA PRIVATA E LA LIBERA INIZIATIVA ECONOMICA. Si riconosce dunque un modello di sviluppo economico basato sulleconomia di mercato che presuppone: 1. tendenziale libert dei privati di dedicarsi alla produzione e alla distribuzione di quanto necessario per il soddisfacimento dei bisogni materiali della collettivit 2. libert di coesistenza di una pluralit di operatori economici e la libert di competizione economica, indirizzata, controllata e coordinata dagli interventi dei pubblici poteri nella vita economica. Il fenomeno imprenditoriale quindi lasse portante dello sviluppo economico, obiettivo perseguito dal nostro ordinamento attraverso una normativa che riguarda sia i singoli rapporti economici ( disciplina dei singoli atti di autonomia privata a contenuto patrimoniale. Celerit e sicurezza alla circolazione dei beni e tutela del credito) sia lattivit di impresa (statuto professionale Diritto commerciale: sezione del diritto privato che disciplina lattivit e gli atti dellimpresa. Caratteri fondamentali qualificanti: 1. Specialit delle norme: diverse da quelle valevoli per la generalit dei consociati e fondate su propri ed unitari principi ispiratori 2. Uniformit internazionale: liberalizzazione dei rapporti commerciali internazionali. Supera le barriere nazionali e tende allintegrazione: esigenze di uniformit e armonizzazione internazionale. 3. Diritto in continua evoluzione: segue le esigenze economiche e del mkt che impongono continui cambiamenti. I. LIMPRENDITORE 1. Il sistema legislativo. Imprenditore e imprenditore commerciale. Il codice civile distingue diversi tipi di imprese e di imprenditori in base a 3 criteri: a) Loggetto dellimpresa determina la distinzione tra imp. agricolo (art. 2135) e commerciale (art. 2195). b) La dimensione dellimpresa serve a distinguere piccolo (art. 2083) e medio-grande imprenditore. c) La natura del soggetto che esercita limpresa determina la tripartizione legislativa tra impresa individuale, costituita in forma di societ e pubblica. Tutto ci viene regolato da: statuto generale dellimprenditore (disciplina dellazienda, segni distintivi, concorrenza e consorzi, disposizioni speciali in tema di contratti) statuto dellimprenditore commerciale (integrativo del precedente, iscrizione al registro delle imprese, pubblicit legale, rappresentanza commerciale, scritture contabili, fallimento..) 2. La nozione generale di imprenditore. Art. 2082: E imprenditore chi esercita professionalmente unattivit economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi. Gli economisti identificano limprenditore nel soggetto che nel processo economico svolge funzione intermediaria fra chi dispone dei necessari fattori produttivi e chi domanda prodotti e servizi: funzione organizzativa: coordina e dirige il processo produttivo, assumendo su di s il rischio. 3. Lattivit produttiva servizi. Limpresa attivit (serie di atti coordinati) finalizzata alla produzione o allo scambio di beni o

Attivit di godimento e impresa non c' incompatibilit fra attivit di godimento e impresa in quanto la stessa attivit pu costituire nel contempo godimento di beni preesistenti e produzione di nuovi beni e servizi.

Attivit di investimento e di finanziamento gli atti di investimento e finanziamento, quando sono coordinati in serie in modo da configurare un'attivit unitaria, possono dar vita ad impresa. 4. Lorganizzazione Impiego coordinato di fattori produttivi (capitale e lavoro) propri ed altrui. Lapparato produttivo solitamente formato da persone e da beni strumentali. Non necessario che lattivit organizzativa dellimprenditore si concretizzi nella creazione di un apparato strumentale fisicamente percepibile (locali, macchinari ecc.); ci che qualifica limpresa lutilizzazione di fattori produttivi ed il loro coordinamento da parte dellimprenditore per un fine produttivo. 5. (segue) Impresa e lavoro autonomo Si pu parlare dimpresa anche quando il processo produttivo si fonda esclusivamente sul lavoro personale del soggetto agente? La semplice organizzazione ai fini produttivi del proprio lavoro non pu essere considerata organizzazione di tipo imprenditoriale e in mancanza di un coefficiente minimo di eteroogranizzazione deve negarsi lesistenza di impresa, seppur piccola; un minimo di organizzazione di lavoro altrui o di capitale pur sempre necessaria per aversi impresa sia pure piccola [in mancanza si avr semplice lavoro autonomo non imprenditoriale]. 6. Economicit dellattivit Si ritiene che attivit economica sia sinonimo di attivit produttiva; nellart. 2082 si richiede leconomicit in aggiunto allo scopo produttivo. Ci che qualifica unattivit come economica non il solo fine ma anche il metodo: latt.produttiva pu dirsi condotta con metodo economico quando tesa al procacciamento di entrate remunerative dei fattori utilizzati. (ovvero quano consente nel lungo periodo la copertura dei costi con i ricavi). 7. La professionalit Significa esercizio abituale e non occasionale di una data attivit produttiva ( non perci imprenditore chi compie unisolata operazione di acquisto e di successiva rivendita di merci). Ci non significa comunque obbligo di svolgimento continuativo senza interruzioni e unico potrebbe trattarsi comunque di attivit stagionali o pluralit di attivit (es. contemporaneo esercizio di attivit agricole e commerciale). La professionalit va accertata in base ad indici esteriori ed oggettivi. PUNTI NON ESSENZIALMENTE RICHIESTI: 8. Attivit dimpresa e scopo di lucro Lo scopo di lucro essenziale per lattivit di impresa? Distinguiamo lo scopo di lucro in: Soggettivo (inteso ovvero come movente psicologico dellimprenditore) in questo caso no, perch non si pu condizionare lo status di imprenditore ad elementi strettamente soggettivi. Oggettivo (da dati esteriori ed oggettivi) comunque no: lintento essenziale dellimprenditore di realizzare con profitto lattivit dimpresa. Il REQUISITO MINIMO ESSENZIALE dellattivit dimpresa leconomicit della gestione, non lo scopo di lucro. 9. Il problema dellimpresa per conto proprio Pu essere considerato imprenditore anche chi produce beni o servizi destinati ad uso e consumo personale (impresa per conto proprio) ? 2 opinioni: 1) NO: gioca un ruolo significativo la concezione dellimprenditore come soggetto che svolge funzione intermediaria fra proprietari dei fattori e consumatori: ci induce a ritenere che la destinazione allos cambio della produzione sia richiesta dal carattere professionale dellatt.dimpresa; funzione che non sussisterebbe quando un soggetto risolve la propria att.produttiva in se stesso, senza contatti con terzi. 3

2) SI: la destinazione del mercato della produzione non in verit richiesta da alcun dato legislativo; in patica la destinazione non considerata come requisito essenziale dellatt.dimpresa. Questo fenomeno va comunque delimitato, specificando che sotto il profilo giuridico non possono comunque essere considerate imprese ad es. le az.pubbliche per la produzione di beni e servizi da fornire dietro corrispettivo esclusivamente allente e le cooperative (producono esclusivamente per i propri soci). 10. Il problema dellimpresa illecita.

Costituiscono classici esempi il contrabbando di sigarette, la fabbricazione e lo smercio di droga e la gestione organizzata della prostituzione (impresa immorale); illecita anche ogni attivit dimpresa svolta in violazione di norme imperative che subordinano laccesso allatt. a concessione, autorizzazione o licenza [es. att.bancaria senza autorizzazione di Banca dItalia, commercio senza licenza ecc. (impresa illegale)] art. 2084. Lillecito va represso e sanzionato; fermo restando questo: nel secondo caso non vi sono problemi a non impedire che tale tipo di illecito comprometta lacquisto della qualit di imprenditore e con pienezza di effetti (ferma restando lapplicazione delle rispettive sanzioni amministrative e penali). Nel primo caso si esita a pervenire alla stessa conclusione per il timore che il riconoscimento porti allapplicazione non solo delle norme che tutelano i suoi creditori, ma anche limprenditore stesso nei confronti di terzi: si esorcizza perci tale pericolo negando lesistenza di impresa. La preoccupazione tuttavia ingiustificata in quanto la distinzione superata con lapplicazione di un principio dellordinamento secondo cui da un comportamento illecito non possono mai derivare effetti favorevoli per lautore: perci anche che esercita attivit commerciale illecita, imprenditore ed in quanto tale potr fallire al pari degli altri. 11. Impresa e professioni intellettuali

Esistono delle attivit produttive per le quali la qualifica imprenditoriale esclusa in via di principio dal legislatore professionisti intellettuali (avvocati, ingegneri, notai ecc.). Lart. 2238 ci dice che le disposizioni in tema di impresa si applicano alle professioni intellettuali solo se lesercizio della professione costituisce elemento di una attivit organizzata in forma di impresa essi diventano imprenditori solo se ed in quanto la professioni intellettuale esplicata nellambito di altra attivit di per s qualificabile come impresa (es. medico che gestisce clinica privata). La loro disciplina viene separata volontariamente; per queste fattispecie: esame ed iscrizione allalbo per assicurare il carattere personale nel rapporto tra professionista intellettuale e cliente. II. LE CATEGORIE DI IMPRENDITORI A. Imprenditore agricolo e imprenditore commerciale
1. Il ruolo della distinzione

Distinzione effettuata secondo loggetto dellattivit: 1. imprenditore commerciale (disciplina dellimprenditore in generale) = ampia ed articolata disciplina fondata sullobbligo di iscrizione nel registro delle imprese (pubblicit legale), sullobbligo della tenuta delle scritture contabili, sullassoggettamento alle procedure concorsuali. 2. imprenditore agricolo = ha valore essenzialmente negativo, E sottoposto alla disciplina prevista per limprenditore in generale ma esonerato dalla tenuta delle scritture contabili (art. 2214) e dellassoggettamento alle procedure concorsuali (art. 2221).
2. Limprenditore agricolo. Le attivit essenziali

La nozione originaria dellart 2135 (E imprenditore agricolo chi esercita unattivit diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, allallevamento del bestiame e attivit connesse) oggi vede una visione pi moderna a causa del progresso tecnologico che ha portato ad unagricoltura industrializzata (E imprenditore agricolo chi esercita una delle seguenti attivit: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attivit connesse , specificando subito chePer coltivazione del fondo, per selvicoltura e per allevamento di animali, si intendono 4

le attivit dirette alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il bosco o le acque). Le attivit agricole possono essere distinte in due grandi categorie: 1. attivit agricole essenziali 2. attivit agricole per connessione
3.

(segue) Le attivit agricole per connessione Seconda categoria di attivit agricole: 1. attivit dirette alla manipolazione, conservazione, trasformazione, commercializzazione e valorizzazione di prodotti ottenuti prevalentemente da unattivit agricola essenziale 2. attivit dirette alla fornitura di beni e servizi mediante lutilizzazione prevalente di attrezzature o risorse normalmente impiegate nellattivit agricola esercitata. CONDIZIONI NECESSARIE a. Connessione soggettiva: il soggetto che la esercita sia gi qualificabile imprenditore agricolo in quanto svolge in forma di impresa una delle tre attivit agricole tipiche e inoltre attivit coerente con quella connessa. b. Connessione oggettiva: rapporto oggettivo tra attivit connessa ed essenziale. PREVALENZA: necessario e sufficiente infatti solo che si tratti di attivit aventi ad oggetto prodotti ottenuti prevalentemente dallesercizio dellattivit agricola essenziale. Le attivit connesse non devono prevalere, per rilievo economico, su quelle dellattivit agricola essenziale.

4. Limprenditore commerciale

Art. 2195 imprenditore commerciale chi esercita una o pi delle seguenti categorie di attivit: 1. industria: attivit industriale diretta alla produzione di beni e servizi 2. commercio: attivit intermediaria nella circolazione dei beni 3. trasporti: attivit di trasporto per terra, per acqua o per aria 4. banche e assicurazioni: attivit bancaria o assicurativa 5. imprese ausiliarie: altre attivit ausiliarie delle precedenti
5. Il problema dellimpresa civile

Non prevista da alcun dato legislativo. La TESI FAVOREVOLE alla loro esistenza sostiene che il requisito dellindustrialit debba essere inteso nel suo significato di attivit che implichi limpiego di materie prime e la loro trasformazione in nuovi beni ad opera delluomo (es. imprese di caccia e pesca). La TESI CONTRARIA ritiene che lespressione att.industriale altro non significhi che att.non agricola. La soluzione preferibile la 2 perch ammettendo le imprese civili si amplierebbe larea delle att. produttive sottratte alla pi rigorosa disciplina delle imprese commerciali. B. Piccolo imprenditore. Impresa familiare
6. Il criterio dimensionale. La piccola impresa

La dimensione dellimpresa il secondo criterio di differenziazione della disciplina degli imprenditori. Il PICCOLO IMPRENDITORE sottoposto allo statuto generale dellimprenditore. E invece esonerato, anche se esercita attivit commerciale, dalla tenuta delle scritture contabili (art. 2214, 3comma) e dallassoggettamento al fallimento e alle altre procedure concorsuali (art. 2221 e 1 legge Fall.), mentre liscrizione nel registro delle imprese originariamente esclusa (art. 2202) ha di regola solo funzione di pubblicit notizia (art.8 legge 29/12/1993, N. 580).
7. Il piccolo imprenditore nel codice civile

Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano una attivit professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei loro componenti della famiglia art. 2083. 5

Criterio della prevalenza: deve sempre sussistere. La prevalenza del lavoro proprio e familiare costituisce il carattere distintivo di tutti i piccoli imprenditori. Prevalenza sul lavoro altrui e sul capitale: per aversi piccola impresa perci necessario che: a. limprenditore presti il proprio lavoro nellimpresa (es. il fruttivendolo = piccolo imprenditore) b. il suo lavoro e quello degli eventuali familiari che collaborano nellimpresa prevalgano sia rispetto al lavoro altrui (es. dipendenti) sia rispetto al capitale (proprio o altrui) investito nellimpresa. (es. il gioielliere potrebbe essere imprenditore rilevanza del capitale). Prevalenza funzionale: La prevalenza del lavoro familiare sugli altri fattori produttivi, a sua volta, deve correttamente intendersi in senso qualitativo- funzionale e non come prevalenza quantitativo- aritmetica.

8. Il piccolo imprenditore nella legge fallimentare

Prima della riforma del diritto fallimentare del 2006 (ulteriormente modificata col d.lgs. nel 2007), erano considerati piccoli imprenditori coloro che sono stati riconosciuti titolari di un reddito inferiore al minimo imponibile (quando laccertamento mancava, piccoli imprenditori capitale ibvestito < 900.000 lire). La nuova disposizione non individua pi i piccoli imprenditori ma i parametri al di sotto dei quali limprenditore non fallisce: non soggetto a fallimento limprenditore in possesso congiunto dei seguenti requisiti: Aver avuto nei 3 esercizi antecedenti listanza di fallimento, un attivo patrimoniale non > 300.000 Aver realizzato nei 3 es. precedenti list. di fall., ammontale complessivo annuo non > 200.000 Ammontare debito non > 500000
9. Limpresa artigiana

Fra i piccoli imprenditori rientra anche limpresa artigiana. La legge 860/1956 stabiliva che per essere tale doveva avere particolari requisiti (es. scopo produz. beni di natura artistica o usuale e che operi col lavoro professionale (anche manuale) del titolare e dei familiari) col rispetto dei quali era ritenuta artigiana a tutti gli effetti di legge e sottratta al fallimento. La legge quadro sullartigianato (l. 443/1985) ha modificato la nozione di impresa artigiana (es. oggetto dellimpresa: qualsiasi attivit di produzione di beni) facendo scomparire il riferimento alla natura artistica o usuale e non afferma pi che definita a tutti gli effetti di legge il riconoscimento della qualifica artigiana non basta per sottrarre lartigiano dallo statuto dellimprenditore commerciale e il criterio di prevalenza deve essere rispettato per lesposizione al fallimento.
10. Limpresa familiare

E impresa familiare limpresa in cui lavorano e collaborano il coniuge, i parenti entro il 3 grado e gli affini entro il 2 grado dellimprenditore: FAMIGLIA NUCLEARE. Il legislatore riconosce e tutela determinati diritti patrimoniali e amministrativi: o mantenimento, o partecipazione agli utili, o prelazione sullazienda. Sul piano gestorio poi previsto che le decisioni in merito alla gestione straordinaria dellimpresa e talune altre decisioni di particolare rilievo sono adottate, a maggioranza, dai familiari che partecipano allimpresa stessa. Il diritto di partecipazione trasferibile solo a favore degli altri membri della famiglia nucleare e con il consenso unanime dei familiari gi partecipanti. C. Impresa collettiva. Impresa pubblica Il terzo criterio di differenziazione della disciplina delle imprese rappresentato dalla NATURA GIURIDICA DEL SOGGETTO TITOLARE. Tre sono le figure contemplate dal legislatore: o impresa individuale o impresa societaria o impresa pubblica.
11. Limpresa societaria

Le societ sono le forme associative tipiche previste dallordinamento per lesercizio collettivo dellattivit dimpresa. Esistono diversi tipi di societ: le societ diverse dalle societ semplici (utilizzabile solo per attivit non commerciali) si definiscono tradizionalmente societ commerciali.
12. Le imprese pubbliche

Lattivit di impresa pu essere anche svolta dallo Stato e dagli altri enti pubblici. Vi sono tre forme di intervento possibili per lo Stato: Imprese-organo = lo Stato o altro ente pubblico territoriale (regioni, province, comuni) possono svolgere direttamente attivit di impresa avvalendosi di proprie strutture organizzative (lattivit di impresa per definizione secondaria ed accessoria rispetto ai fini istituzionali dellente pubblico). Sono esonerate dalliscrizione nel registro delle imprese (art. 2201) e dalle procedure concorsuali (art. 2221). Enti pubblici economici = la pubblica amministrazione pu dar vita ad enti di diritto pubblico il cui compito istituzionale esclusivo o principale lesercizio di attivit di impresa commerciale (es. Enel, FS). Questo settore ha trovato successivamente una fase di privatizzazione (trasformazione in S.P.A.). Sono sottoposti allo statuto dellimprenditore commerciale (eccezione: esonero dal fallimento!). Societ a partecipazione pubblica = lo Stato svolge attivit di impresa servendosi di strutture di diritto privato attraverso la costituzione di societ generalmente per azioni.
13. Attivit commerciale delle associazioni e delle fondazioni

Le associazioni, le fondazioni e tutti gli enti privati con fini ideali e altruistici possono svolgere attivit commerciale qualificabile come attivit dimpresa. - Lesercizio di att.commerciale pu costituirne anche loggetto esclusivo o principale in tali casi fuori dubbio lacquisto della qualit di imprenditore commerciale - E pi frequente per che latt.commerciale presenti carattere accessorio: non dettata alcuna norma specifica, perci essi acquistano comunque la qualit di imprenditori commerciali con pienezza di effetti.
14. (segue) Limpresa sociale

Possono acquisire la qualifica di imp.sociale tutte le organizzaz.private che esercitano in via stabile e principale unatt.ec.organizz. al fine della produz. o scambio di beni/servizi di utilit sociale (d.lgs. 155/2006). Disciplina: - no scopo di lucro - vincolo di indisponibilit dl patrimonio verso i partecipanti - costituzione: atto pubblico deve, tra laltro, indicare logg.sociale, enunciare lassenza dello scopo di lucro, indicare la denominazione (integrata con impresa sociale) ecc.. Deve inoltre prevedere un sistema di controlli fondato sulla distinzione fra controllo contabile e di legalit. Sono soggette alla vigilanza del Ministero del Lavoro. Grande vantaggio: libert di forma organizzativa
-

Le imprese sociali: Devono iscriversi nel registro delle imprese Devono redigere le strutture contabili In caso di insolvenza: liquidazione coatta invece di fallimento.

III. LACQUISTO DELLA QUALITA DI IMPRENDITORE


A. LIMPUTAZIONE DELLATTIVITA DI IMPRESA

Per poter affermare che un dato soggetto diventato imprenditore necessario che lesercizio dellattivit d9i impresa sia a lui giuridicamente riferibile , sia a lui imputabile. 2. Esercizio diretto dellattivit dimpresa

La qualit di imprenditore acquistata, con pienezza di effetti, dal soggetto e solo dal soggetto il cui nome stato speso nel compimento dei singoli atti di impresa diventa imprenditore colui che esercita personalmente lattivit di impresa compiendo in proprio nome gli atti relativi (non diventa invece imprenditore il soggetto che gestisce laltrui impresa quando operi spendendo il nome dellimprenditore, per effetto del potere di rappresentanza conferitogli dallinteressato o riconosciutogli dalla legge). Perci quando gli atti di impresa sono compiuti tramite rappresentante (volontario o legale), imprenditore diventa il rappresentato e non il rappresentante. 3. Esercizio indiretto dellattivit dimpresa. La teoria dellimprenditore occulto Fenomeno Ritroviamo una situazione in cui esistono due soggetti: 1- Il soggetto (persona fisica o giuridica) che compie in proprio nome i singoli atti di impresa: cosiddetto imprenditore palese o prestanome. 2- Il soggetto (persona fisica o giuridica) che somministra al primo i necessari mezzi finanziari, dirige in fatto limpresa e fa propri tutti i guadagni senza palesandosi come imprenditore di fronte a terzi il cosiddetto imprenditore occulto o indiretto. Pericoli per i creditori Questo modo di operare non solleva particolari problemi quando gli affari prosperano e i creditori sono regolarmente pagati dallimprenditore palese. I problemi gravi sorgono quando gli affari vanno male ed il soggetto utilizzato dal dominus sia una persona nullatenente o una societ per azioni con capitale irrisorio (cosiddetta societ di comodo o etichetta). E fuori dubbio che i creditori potranno provocare il fallimento del prestanome;questi ha agito in nome proprio ed ha perci acquistato la qualit di imprenditore commerciale. Il dubbio sorge nel momento in cui il patrimonio dellimprenditore palese non sufficiente a ricoprire i bisogni del creditore. Quindi se si ammette che lobbligato nei confronti del creditore sia solo limprenditore palese, il risultato sar che il rischio dellimpresa non ricadr sul dominus ma bens sui creditori . Dunque , quali possono essere i rimedi? Esistono due tesi: La prima tesi quella della teoria del potere di impresa: la responsabilit cumulativa dellimprenditore palese e del dominus con lesclusione per del fallimento per questultimo - stata affermata muovendo dallidea che nel nostro ordinamento giuridico espressamente sanzionata la inscindibilit del rapporto potere- responsabilit. Quindi il prestanome avendo acquistato la qualit di imprenditore esposto al fallimento dato che solo il suo nome stato speso nel traffico giuridico. La seconda tesi riguarda la teoria dellimprenditore occulto. Secondo tale teoria il dominus di unimpresa formalmente altrui non solo risponder insieme a questi, ma fallir sempre e comunque qualora fallisca il prestanome. Quindi se fallisce la societ occulta inevitabile che fallisca anche limprenditore occulto. Cos affermata la responsabilit del socio tiranno di una societ per azioni, che non titolare dellintero pacchetto azionario ma utilizza il patrimonio della societ per scopi personali. 4. (segue) Critica. Limputazione dei debiti dimpresa Esistono due criteri di imputazione della responsabilit per debiti di impresa: a) il criterio formale della spendita del nome, in base al quale acquista la qualit di imprenditore , con pienezza di effetti, la persona fisica o la societ nel cui nome lattivit di impresa svolta; b) il criterio sostanziale del potere di direzione , in base al quale risponderebbe o risponderebbe e fallirebbe anche il reale interessato. Non vero che la responsabilit illimitata indissolubilmente legata al potere di gestione: nella societ in nome collettivo, tutti i soci rispondono illimitatamente. Linscindibile collegamento non dimostrabile neppure in base allart.147 della legge fallimentare: dal fallimento del socio occulto si passa per analogia al fallimento dellimprenditore occulto: nel fallimento del socio occulto di societ palese ci che stato occultato solo il reale numero dei soci ed il socio occulto risponde e fallisce esattamente per lo stesso motivo per cui rispondono e falliscono i soci palesi, perch fa parte della societ. Nel fallimento del socio occulto in societ occulta i soci occulti sono chiamati a rispondere di atti che non sono stati posti in essere in nome della loro societ, bens di un solo socio che opera allesterno come mandatario senza rappresentanza. (tale deroga al principio della spendita del nome pu essere spiegata osservando che i soci 8

occulti perseguono lo scopo di sottrarsi al fallimento personale e alla responsabilit illimitata per i debiti dellimpresa comune, che sono invece regole inderogabili del tipo societario da essi prescelto. I soci che intendono limitare la propria responsabilit per i debiti devono farlo costituendosi in tipi societari per cui tale beneficio previsto). In breve, da questo articolo si pu desumere il principio che chi socio di una societ a responsabilit illimitata risponde verso i terzi anche se la sua partecipazione alla societ non stata esteriorizzata. Ma nella fattispecie imprenditore occulto-imprenditore palese nessuna societ esiste, in quanto mancano tutti gli elementi costitutivi del contratto di societ; il prestanome infatti mandatario (senza rappresentanza) del dominus e non il suo socio, perci, anche se si accetta il primo passaggio dal fallimento del socio occulto al fallimento della societ occulta, non consentito affermare la responsabilit illimitata del dominus. Non meno significativa la disciplina dellattivit di direzione e coordinamento (art. 2497): le societ che esercitano tale potere su altre societ possono incorrere in responsabilit nei confronti di soci e creditori di questultime (solo in caso di abuso di potere!) 5. (segue) Una tecnica per reprimere gli abusi Il socio o i soci che hanno abusato dello schermo societario risponderanno come titolari di unautonoma impresa commerciale individuale o societaria per le obbligazioni da loro contratte nello svolgimento dellattivit fiancheggiatrice della societ di capitali ed in quanto tali potranno fallire sempre che si accerti linsolvenza della loro impresa.
B. INIZIO E FINE DELLIMPRESA

6. Linizio dellimpresa Per le persone fisiche ed enti pubblici o privati, la qualit di imprenditore si acquista con leffettivo inizio dellesercizio dellattivit di impresa. Non sufficiente lintenzione di dare inizio allattivit . Leffettivo inizio fa acquistare la qualit di imprenditore indipendentemente dalle intenzioni del soggetto agente ed anche se lattivit esercitata in violazione delle norme amministrative abilitanti. La stessa iscrizione nel registro delle imprese non condizione n necessaria n sufficiente per lattribuzione della qualit di imprenditore commerciale. Anche per le societ, il cui scopo tipico lesercizio di attivit di impresa, il principio delleffettivit pu e deve trovare applicazione. 7. Attivit di organizzazione e attivit di esercizio Quando si ha leffettivo inizio dellattivit di impresa ? E necessario al riguardo distinguere a seconda che il compimento di atti tipici di impresa sia o meno preceduta da una fase organizzativa oggettivamente percepibile (esempio affitto di locali, acquisto di macchinari, di attrezzature, assunzione di lavoratori, ecc). ATTI DI ESERCIZIO: In mancanza di tale fase preparatoria , solo la ripetizione nel tempo di atti di impresa omogenei e funzionalmente coordinati,render certo che non si tratta di atti occasionali, bens di attivit professionalmente esercitata. Quando invece venga preventivamente creata una stabile organizzazione ,anche un solo di esercizio sar sufficiente per affermare che lattivit iniziata. ATTI DI ORGANIZZAZIONE: si pu diventare imprenditori gi durante la fase preliminare di organizzazione e prima del compimento del primo atto di gestione?! La risposta affermativa preferibile! (non convince e non trova riscontro nella realt il taglio netto tra atti DI organizzazione e atti DELLorganizzazione). 8. La fine dellimpresa - LA VERSIONE ORIGINALE DELLART.10 DELLA LEGGE FALLIMENTARE prevedeva che limprenditore commerciale poteva essere dichiarato fallito entro un anno dalla cessazione dellimpresa. La fine dellimpresa di regola preceduta da una fase di liquidazione, perci la qualit di imprenditore si perdeva solo con la chiusura di questultima, e la fase liquidativa pu ritenersi chiusa solo con la definitiva disgregazione del complesso aziendale. Per limprenditore individuale non era necessario che siano stati riscossi tutti i crediti e siano stati pagati tutti i debiti relativi. 9

Per le imprese societarie , la qualit di imprenditore si perdeva con la cancellazione dal registro delle imprese (con il pagamento di tutte le passivit (erano valide anche le pretese dei creditori ritardatari per cui anche le imprese gi cancellate potevano essere esposte al fallimento) - Gli interventi della Corte Costituzionale (es. incosituzionalit dellart.) sono stati il preludio alla RIFORMA DEL 2006/2007: il nuovo art.10 dispone che gli imprenditori individuali e collettivi possono essere dichiarati falliti entro un anno dalla cancellazione dal registro delle imprese, se linsolvenza si manifestata anteriormente alla medesima o entro lanno successivo. La cancellazione condizione necessaria ma non sufficiente: deve anche cessare efficacemente lattivit (il creditore o il pubblico ministero sono ammessi a provare il contrario).
C. CAPACITA E IMPRESA

9. Incapacit e incompatibilit La capacit all esercizio di attivit di impresa si acquista con la piena capacit di agire e quindi al compimento del diciottesimo anno di et. Si perde in seguito ad interdizione o inabilitazione. Cos il minore che con raggiri ha occultato la sua minore et non diventa imprenditore anche se i contratti conclusi non sono annullabili (art. 1426). Non impedisce lacquisto o il riacquisto della qualit di imprenditore commerciale linabilitazione temporanea allesercizio di attivit commerciale. Incompatibilit: divieti di esercizi di impresa per coloro che esercitano determinati uffici o professioni (avvocati, notai ecc.) violazione: sanzioni amministrative (no perdita della qualit!). 10. Limpresa commerciale dellincapace E possibile lesercizio di attivit di impresa per conto e nellinteresse di un incapace (minore e interdetto) o da parte di soggetti limitatamente capaci di agire (inabilitato e minore emancipato) , con losservanza delle disposizioni al riguardo dettate. Lamministrazione del patrimonio degli incapaci regolata in modo da garantirne la conservazione e lintegrit. Il rappresentante legale del minore o dellinterdetto legittimato a compiere solo gli atti di ordinaria amministrazione, mentre quelli di straordinaria amministrazione possono essere compiuti solo in caso di necessit o di utilit evidente. Principi identici reggono il compimento i atti giuridici da parte dellinabilitato o del minore emancipato che agiscono personalmente , ma con lassistenza di un curatore. Il legislatore pone un divieto assoluto di inizio di impresa commerciale per il minore , linterdetto e linabilitato. Salvo che per il minore emancipato, al quale consentita solo la continuazione dellesercizio di una impresa commerciale preesistente, purch la continuazione sia autorizzata dal tribunale.

Minore
In nessun caso consentito linizio di una nuova impresa commerciale in nome e nellinteresse del minore Quando questi acquista una preesistente azienda commerciale, pu essere autorizzato dal tribunale a continuare lesercizio dellimpresa, sia pure con procedure e cautele diverse a seconda che il minore sia sottoposto a potest familiare o a tutela (art. 320, 5comma - 371, 2comma). Intervenuta lautorizzazione definitiva, il genitore o il tutore legittimato a compiere tutti gli atti che rientrano nellesercizio dellimpresa, siano essi di ordinaria o di straordinaria amministrazione.

Interdetto
Valgono le stesse regole dettate per il minore sottoposto a tutela (art. 424). Lautorizzazione alla continuazione pu riguardare anche limpresa iniziata dallo stesso interdetto prima dellinterdizione.

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Inabilitato
E un soggetto la cui capacit di agire limitata agli atti di ordinaria amministrazione. La sua posizione tuttavia parificata a quella degli incapaci assoluti per quanto concerne lesercizio di impresa commerciale: possibile solo la continuazione di unimpresa preesistente, non l inizio ex novo. Intervenuta lautorizzazione alla continuazione , linabilitato eserciter personalmente limpresa , sia pure con lassistenza del curatore e con il consenso di questi per gli atti di impresa che eccedono lordinaria amministrazione. Il tribunale pu tuttavia subordinare lautorizzazione alla nomina di un direttore generale ;nomina che sar fatta dallo stesso inabilitato col consenso del curatore.

Minore emancipato
Pu essere autorizzato dal tribunale anche ad iniziare una nuova impresa commerciale (art. 397). Con lautorizzazione il minore emancipato acquista la piena capacit di agire, senza lassistenza di un curatore.

Amministrazione di sostegno
Il beneficiario conserva capacit di agire per tutti gli atti che non richiedono lassistenza (art. 409) percui egli potr iniziare/proseguire unattivit dimpresa, salvo che il giudice disponga diversamente. Lesercizio autorizzato dellimpresa determina lacquisto della qualit di imprenditore commerciale da parte dellincapace. Acquistando tale qualit allincapace ricadranno gli effetti patrimoniali del fallimento; al minore imprenditore non possono invece essere reputati reati commessi da altri e che egli non poteva impedire. Daltro canto, nei confronti del genitore o del tutore (probabilmente) applicabile lart. 277 legge fallimentare che punisce i reati fallimentari dellinstitore in qualit di legale rappresentante. IV. LO STATUTO DELLIMPRENDITORE COMMERCIALE A. LA PUBBLICITA LEGALE 2.La pubblicit delle imprese commerciali Necessaria per disporre con facilit di informazioni veritiere e non contestabili su atti e situazioni delle imprese con cui si entra in contatto. La pubblicit legale rende di pubblico dominio determinati atti o fatti della vita dellimpresa, secondo forme e modalit predeterminate per legge. Il registro delle imprese lo strumento di pubblicit legale delle imprese commerciali non piccole e delle societ commerciali previsto dal codice civile del 1942. Per oltre cinquant anni il nuovo istituto per restato lettera morta. Lentrata in funzione del registro delle imprese era infatti subordinata allemanazione del relativo regolamento di attuazione; durante i lunghi anni dellattesa ha tuttavia trovato applicazione il regime transitorio, imperniato sulliscrizione nei preesistenti registri di cancelleria presso il tribunale e dallesonero temporaneo dalliscrizione degli imprenditori commerciali individuali e degli enti pubblici economici. Per le societ di capitali era inoltre previsto, oltre alliscrizione nel registro delle imprese anche la pubblicazione nel Bollettino ufficiale delle soc.per azioni e a responsabilit limitata (Busarl) e delle societ cooperative (Busc). La situazione finalmente si sblocca con la legge 580/1993 che ha finalmente istituito il registro delle imprese, che divenuto pienamente operante agli inizi del 1997 Novit: - fine del regime transitorio. - soppressi il Busarl e il Busc. - la tenuta del registro delle imprese affidata alle camere di commercio non pi alle cancellerie dei tribunali. - Il registro delle imprese tenuto con tecniche informatiche. 3. Il registro delle imprese Lufficio del registro delle imprese istituito in ciascuna provincia presso le camere di commercio ed retto da un conservatore nominato dalla giunta. Due sezioni: 11

1) Nella sezione ordinaria sono iscritti gli imprenditori per i quali liscrizione nel registro delle imprese era originariamente prevista dal codice civile: - gli imprenditori individuali commerciali non piccoli - tutte le societ tranne la societ semplice, anche se non svolgono attivit commerciale - consorzi - gli enti pubblici che hanno per oggetto esclusivo o principale unattivit commerciale. - le societ estere che hanno in Italia la sede dellamministrazione o loggetto principale della loro attivit 2) Nella sezione speciale ci sono due sezioni: - gli imprenditori che secondo il codice civile ne erano esonerati e per i quali liscrizione, introdotta con la riforma del 1993, aveva originariamente solo funzione di pubblicit notizia; vale a dire gli imprenditori agricoli individuali, i piccoli imprenditori, le societ semplici ecc. - le societ fra professionisti si iscrivono attualmente le sole societ tra avvocati (funzione: pubblicit-notizia). Gli ATTI DA REGISTRARE sono diversi a seconda della struttura soggettiva dellimpresa. Riguardano essenzialmente gli elementi di individuazione dellimpresa e dellimprenditore (ex dati anagrafici, ditta, oggetto, sede principale,ecc..) e la struttura e lorganizzazione della societ (atto costitutivo, nomina e revoca amministratori, ecc). Le ISCRIZIONI devono essere fatte nel registro delle imprese della provincia in cui limpresa ha la sede e, per agevolare le ricerche da parte dei terzi, negli atti e nella corrispondenza deve essere indicato il registro presso il quale liscrizione avvenuta. E eseguita su domanda dellinteressato, ma pu avvenire anche di ufficio se liscrizione obbligatoria e linteressato non vi provvede. Cancellazione dufficio: pu anche essere disposta la cancellazione di uniscrizione. In ogni caso prima di procedere alliscrizione lufficio del registro deve controllare che il fatto o latto soggetto a iscrizione e che la documentazione formalmente regolare. Liscrizione deve essere eseguita entro dieci giorni dalla data di protocollazione della domanda, mediante inserimento dei dati nella memoria dellelaboratore elettronico. Contro il provvedimento motivato di rifiuto delliscrizione, il richiedente pu ricorrere entro otto giorni al giudice del registro, che provveder con un decreto. Sanzioni: Linosservanza dellobbligo di registrazione punita con sanzioni amministrative pecuniarie. Effetti: Liscrizione nella sezione ordinaria ha sempre funzione di pubblicit legale; serve cio non solo a rendere conoscibili i dati pubblicati, ma anche, a seconda dei casi, efficacia: - dichiarativa: di regola liscrizione nella sezione ordinaria ha efficacia semplicemente dichiarativa. I fatti e gli atti soggetti ad iscrizioni ed iscritti sono opponibili a chiunque e lo sono dal momento stesso della loro registrazione. (per le sole societ capitali; s. per azioni, s. a responsabilit limitata lopponibilit diviene piena solo dopo il decorso di 15 giorni di iscrizione). - costitutiva: In alcune ipotesi liscrizione produce effetti ulteriori e pi rilevanti. E anche presupposto perch latto sia produttivo di effetti, sia fra le parti che per i terzi (efficacia costitutiva totale), o solo nei confronti dei terzi (efficacia costitutiva parziale). - normativa: In altri casi, liscrizione nella sezione ordinaria presupposto per la piena applicazione di un determinato regime giuridico. E questo il caso della societ in nome collettivo e della societ in accomandita semplice. Pubblicit: Liscrizione nelle sezioni speciali del registro ha solo funzione di certificazione anagrafica e di pubblicit notizia. 4.La pubblicit delle societ di capitali e delle cooperative Eliminazione del Busarl e del Busc. Quindi unico strumento di pubblicit legale il registro delle imprese. Per alcuni atti delle societ di capitali e/o delle societ cooperative prevista la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale anzich nel registro delle imprese (ex. convocazione dellassemblea di s.p.a. o di societ cooperativa). B.LE SCRITTURE CONTABILI 5.Lobbligo di tutela delle scritture contabili 12

Le scritture contabili sono i documenti che contengono la rappresentazione, in termini quantitativi e/o monetari, dei singoli atti di impresa, della situazione del patrimonio dellimprenditore e del risultato economico dellattivit svolta . La tenuta delle scritture contabili tuttavia elevata ad obbligo ed legislativamente disciplinata per gli imprenditori che esercitano attivit commerciale (art. 2214). La disciplina non si applica ai piccoli imprenditori e quindi anche i piccoli imprenditori che esercitano attivit commerciale. 6.Le scritture contabili obbligatorie. Regolarit e controllo. Art. 2214 Limprenditore deve tenere tutte le scritture contabili che siano richieste dalla natura e dalle dimensioni dellimpresa. In ogni caso devono essere tenuti determinati libri contabili:il libro giornale ed il libro degli inventari. Infine , devono essere ordinariamente conservati, per ciascun affare gli originali della corrispondenza commerciale (lettere, fatture, telegrammi) ricevuta e le copie di quella spedita. Il libro giornale un registro cronologico-analitico. Giorno per giorno le operazioni relative allesercizio dellimpresa devono essere indicate (art. 2216). Pu essere anche eventualmente articolato in libri parziali in relazione alle articolazioni dellimpresa. Il libro degli inventari invece un registro periodico- sistematico. Deve essere redatto allinizio dellesercizio dellimpresa e successivamente ogni anno. Deve perci contenere lindicazione e la valutazione delle attivit e delle passivit dellimprenditore, anche estranee allimpresa. Linventario si chiude con il bilancio e con il conto dei profitti e delle perdite. Il bilancio un prospetto contabile riassuntivo dal quale devono risultare con evidenza e verit la situazione complessiva del patrimonio. Il libro giornale ed il libro degli inventari devono essere solo enumerati progressivamente in ogni pagina e vidimati e bollati prima di essere messi in uso. REGOLE DI TENUTA: - Tutte le scritture contabili devono essere tenute secondo norme di una ordinaria contabilit (art. 2219) e in particolare senza spazi bianchi, senza interlinee, senza abrasioni. - Oggi consentita la tenuta delle scritture contabili con sistemi informatici. - La corrispondenza commerciale e le scritture contabili devono essere tenute per dieci anni . CONTROLLO: - Le scritture contabili non sono di regola soggette ad alcuna forma di controllo esterno. Dal 1975 la contabilit delle societ con azioni quotate in borsa sottoposta al controllo esterno di apposite societ di revisione e dal 2003 vale anche per le se S.P.A. non quotate. SANZIONI: - Lobbligo di tenuta delle scritture contabili non assistito da alcuna sanzione generale e diretta, salvo quelle previste dalla legislazione tributaria. Ritroviamo tra le scritture contabili anche altre scritture quali per esempio il libro mastro, nel quale le singole operazioni sono registrate non cronologicamente ma sistematicamente (esempio per cliente); libro cassa, che contiene le entrate e le uscite di denaro;il libro magazzino , che registra le entrate e le uscite delle merci. 7.La rilevanza esterna delle scritture contabili. Lefficacia probatoria. Le informazioni sulla vita dellimpresa non sono accessibili ai terzi (le eccezioni sussistono per il bilancio delle societ di capitali e delle societ cooperative che deve essere reso pubblico mediante deposito presso lufficio del registro delle imprese). Efficacia probatoria: lipotesi pi significativa di rilevanza esterna delle scritture contabili si ha tuttavia sul piano processuale, potendo le stesse essere utilizzate come mezzo di prova. C.LA RAPPRESENTANZA COMMERCIALE 8.Ausiliari dellimprenditore commerciale e rappresentanza Limprenditore pu avvalersi e di regola si avvale della collaborazione di altri soggetti: c.d. ausiliari interni o subordinati e c.d. ausiliari esterni o autonomi ; in entrambi i casi la collaborazione pu riguardare anche la conclusione di affari con terzi in nome e o per conto dellimprenditore con un agire in rappresentanza dellimprenditore con specifica dichiarazione di volont di questultimo attraverso la procura. 13

(Il fenomeno della rappresentanza regolato dagli art. 1387 e ss.) Il contratto concluso dal falsus procurator improduttivo di effetti ed il terzo non potr vantare alcun diritto nei confronti del preteso rappresentato ma solo la possibilit di chiedere al falsus procurator il risarcimento del danno che ha sofferto per avere confidato senza sua colpa nella validit del contratto. Queste regole cedono invece il passo ad altre quando si in presenza di determinate figure tipiche di ausiliari interni (institori, procuratori e commessi), che, per la posizione loro assegnata nellimpresa, sono destinati ad entrare stabilmente in contatto con i terzi ed a concludere affari per limprenditore. 9.Linstitore Art. 2203: institore colui che preposto dal titolare allesercizio dellimpresa o di una sede secondaria o di un ramo particolare della stessa. E nel linguaggio comune, il direttore generale dellimpresa o di una filiale o di un settore produttivo. Linstitore al vertice della gerarchia del personale , in virt di un atto di preposizione dellimprenditore. - Vertice assoluto se linstitore preposto allintera impresa ed in tal caso dipender solo dallimprenditore. - Vertice relativo se preposto ad una filiale o a un ramo dellimpresa; in tal caso potr eventualmente trovarsi in posizione subordinata anche rispetto ad un altro institore. Obblighi: la delineata posizione comporta innanzitutto che linstitore tenuto, congiuntamente con limprenditore, alladempimento degli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e di tenuta delle scritture contabili dellimpresa o della sede cui preposto (art. 2205). Rappresentanza: anche in mancanza di espressa procura, linstitore pu compiere in nome dellimprenditore tutti gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa (rappresentanza sostanziale). E comunque certo che linstitore non legittimato a compiere atti che esorbitano dallesercizio (gestione) dellimpresa quali, la vendita o laffitto dellazienda, il cambiamento delloggetto dellattivit. Inoltre gli vietato alienare o ipotecare i beni immobili del proponente, se non stato a ci espressamente autorizzato. Caratterizza linstitore anche una eventuale rappresentanza processuale, in quanto linstitore pu stare in giudizio, sia come attore (rappresentanza processuale attiva), sia come convenuto (rappresentanza processuale passiva) per le obbligazioni dipendenti da atti compiuti nellesercizio dellimpresa a cui preposto. Modifica e revoca: i poteri rappresentativi possono essere ampliati o limitati dallimprenditore; le limitazioni saranno per opponibili ai terzi solo se la procura originaria o il successivo atto di limitazione siano stati pubblicati nel registro delle imprese (art. 2206) mancando tale pubblicit legale, la rappresentanza si reputa generale. Responsabilit: infine dobbiamo ricordare che linstitore deve rendere palese al terzo con cui contratta tale veste, affinch latto compiuto e i relativi effetti ricadano direttamente sul rappresentato; e deve renderla palese spendendo il nome del rappresentato (art. 1388). Il rappresentante che non osservi tale regola obbliga solo se stesso ed il terzo non si pu rivolgere al rappresentato (Principio della contemplatio domini). Art. 2208: personalmente obbligato anche il preponente quando gli atti compiuti dallinsistore siano pertinenti allesercizio dellimpresa a cui preposto. 10.I procuratori I procuratori sono coloro che in base ad un rapporto continuativo abbiano il potere di compiere per limprenditore gli atti pertinenti allesercizio dellimpresa , pur non essendo preposti ad esso (art. 2209). - I procuratori non sono posti a capo dellimpresa o di un ramo o di una sede secondaria - Il loro potere decisionale circoscritto ad un determinato settore operativo (ad esempio il direttore del settore acquisti, il dirigente del personale, il direttore nel settore pubblicit). - I procuratori sono investiti di un potere di rappresentanza generale dellimprenditore; generale, per, rispetto alla specie di operazioni per le quali essi sono stati investiti di autonomo potere decisionale. - Il procuratore non ha la rappresentanza processuale. - Non soggetto agli obblighi di iscrizione nel registro delle imprese e limprenditore non risponde per gli atti, pur pertinenti allimpresa, compiuti da un procuratore senza spendita del nome dellimprenditore stesso. 11.I commessi 14

Sono ausiliari subordinati cui sono affidate mansioni esecutive e materali che li pongono in contatto con i terzi (Art. 2210: possono compiere gli atti che ordinariamente comporta la specie di operazioni di cui sono incaricati); gli riconosciuto per questo il potere di rappresentanza dellimprenditore anche in mancanza di specifico atto di conferimento. - non possono esige il prezzo delle merci delle quali non facciano parte la consegna, n concedere dilazioni o sconti che non siano duso; - non hanno il potere di derogare alle condizioni generali di contratto predisposte dallimprenditore;non possono esigere il prezzo fuori dei locali stessi n dentro limpresa. A tutti i commessi riconosciuta la legittimazione a ricevere per conto dellimprenditore le dichiarazioni che riguardano lesecuzione dei contratti ed i reclami relativi alle inadempienze contrattuali. Limprenditore pu limitare o ampliare tali poteri. Non tuttavia previsto un sistema di pubblicit legale; perci le limitazioni saranno opponibili ai terzi solo se portate a conoscenza degli stessi con mezzi idonei (ad esempio avvisi affissi nei locali di vendita), o se si prova leffettiva conoscenza. V. LAZIENDA 1. La nozione di azienda. Organizzazione ed avviamento < Lazienda il complesso ei beni organizzati dallimprenditore per lesercizio dellimpresa > (art. 2555). Lazienda costituisce lapparato strumentale di cui limprenditore si avvale per lo svolgimento e nello svolgimento della propria attivit. Il rapporto di strumentalit e di complementariet fra i singoli elementi costitutivi lazienda, fa s che il complesso unitario acquisti di regola un valore di scambio maggiore della somma dei singoli beni che in un dato momento lo costituiscono. Tale maggior valore si definisce avviamento in sostanza rappresentato dallattitudine a consentire la realizzazione di un profitto; non n un bene n un diritto, ma una semplice qualit dellazienda, sia matrimonialmente sia giuridicamente tutelata. 2. Gli elementi costitutivi dellazienda Elementi costitutivi dellazienda sono tutti i beni, dallimprenditore per lesercizio dellimpresa (art. 2555). di qualsiasi natura organizzati

Rilevante perci solo la destinazione funzionale impressagli dallimprenditore (ad esempio sono beni aziendali anche i beni di propriet di terzi di cui limprenditore pu disporre in base ad un contratto come il leasing). Irrilevante invece il titolo giuridico (reale o obbligatorio) che legittima limprenditore ad utilizzare un dato bene nel processo produttivo. Si tende spesso ad ampliare la nozione di bene aziendale inserendo ogni elemento facente capo allimprenditore (servizi, rapporti, crediti ecc.), ma, riprendendo la definizione di beni dellart. 810, lazienda resta un complesso di soli beni (cose) e non un complesso di beni e rapporti. 3. Lazienda fra concezione atomistica e concezione unitaria. Azienda e universalit di beni. Teorie unitarie Considerano lazienda come un bene unico, un bene immateriale e la qualificano come una universalit di beni. Ritengono perci che il titolare dellazienda abbia un vero proprio diritto di propriet unitario, destinato a coesistere con i diritti che vanta sui singoli beni. Teoria atomistica Considera lazienda come una semplice pluralit di beni tra loro funzionalmente collegati e sui quali limprenditore pu vantare diritti diversi ( propriet, diritti reali limitati, diritti personali di godimento). La 2 si lascia preferire come scelta di base, anche se la 1 costituisce il principio ispiratore di molte disposizioni (ad. es. usufrutto (art. 2561)).

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La disciplina dettata per le universalit di mobili (ex. azienda equiparata alle universalit di beni dallart. 670 c.p.c., norme specifiche sulluniversalit di mobili definite dallart. 816 c.c.) applicabile allazienda? Lapplicabilit diretta da escludere: lazienda di regola costituita da beni eterogenei e pu comprendere anche beni (immobili e mobili) che non sono di propriet dellimprenditore. Pu per ammettersi al pari delle universalit di mobili che: - linsieme dei beni mobili aziendali di propriet dellimprenditore sia sottratto allapplicazione della regola possesso di buona fede vale titolo ,valida per i singoli beni mobili (art. 1156) - il complesso mobiliare aziendale possa essere acquistato per usucapione solo in virt del possesso continuato per vent anni (art. 1160) - il titolare di unazienda possa avvalersi dellazione di manutenzione, oltre che per gli immobili, anche per tutelare il possesso dellinsieme dei beni mobili aziendali. 4. La circolazione dellazienda. Oggetto e forma dei negozi traslativi Lazienda pu essere venduta, conferita in societ, donata e sulla stessa possono essere costituiti diritti reali (usufrutto) o personali (affitto) di godimento a favore di terzi. E importante stabilire se un determinato atto da qualificare come trasferimento di azienda o come trasferimento di singoli beni aziendali. La distinzione non sempre agevole, perch pu verificarsi che le parti ricorrano ad espedienti quale il frazionamento del trasferimento dellazienda in pi atti separati. Il trasferimento di azienda (complesso di beni organizzati) o il trasferimento di singoli beni aziendali deve essere operato secondo criteri oggettivi e non rifacendosi al nomen dato al contratto dalle parti o alla loro intenzione soggettiva, perch il trasferimento di azienda pu produrre effetti che incidono su terzi. Quindi per avere il trasferimento pacifico di azienda, non necessario che latto di disposizione comprenda lintero complesso aziendale; mentre necessario e sufficiente che sia trasferito un insieme di beni di per s potenzialmente idoneo ad essere utilizzato per lesercizi di una determinata attivit di impresa purch i beni esclusi non alterino lunit economica e funzionale di quella data azienda (ex. trasferimento del brevetto su cui si fonda lattivit di impresa). Le forme da osservare nel trasferimento dellazienda sono fissate dallart. 2556: - validit I contratti sono validi solo se stipulati con losservanza delle forme stabilite dalla legge per il trasferimento dei singoli beni che compongono lazienda o per la particolare natura del contratto. - prova Solo per le imprese soggette a registrazione previsto che ogni atto di disposizione dellazienda deve essere provato per iscritto (art. 2556). La scrittura e la sua mancanza comporter come unico effetto che le parti (ma non i terzi) non potranno avvalersi della prova per testimoni per dimostrare lesistenza del contratto. - pubblicit Sempre per le imprese soggette a registrazione, nel nuovo testo introdotto dalla legge 310/1993, il contratto di trasferimento deve essere sempre redatto per atto pubblico o per scrittura privata autenticata e deve essere depositato a cura del notaio nel termine di trenta giorni. 5. La vendita dellazienda. Il divieto di concorrenza alienante Chi aliena unazienda commerciale deve astenersi, per un periodo massimo di cinque anni dal trasferimento, dalliniziare una nuova impresa che possa comunque sviare la clientela dallazienda ceduta (art. 2557). Se lazienda agricola, il divieto opera solo per le attivit ad essa connesse. La norma unisce due esigenze: - quella dellacquirente di trattenere la clientela dellimpresa e quindi di godere dellavviamento (soggettivo) - quella dellalienante a non vedere compressa la propria libert di iniziativa economica oltre un determinato arco di tempo sufficiente per consentire allacquirente di consolidare la propria clientela.

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Il divieto di concorrenza derogabile ed ha carattere relativo (sussiste nei limiti in cui la nuova attivit sottrae clientela allazienda ceduta). Le parti possono anche ampliare lobbligo di astensione (max. 5 anni in pi). Spesso lalienante cerca mezzi per sviare il divieto (ad es. si vende unazienda e si inizia attivit concorrente avvalendosi di un prestanome ecc.), per cui si attua uninterpretazione estensiva della norma divieto violato ogni qualvolta si sia avuto sviamento di clientela per fatto concorrenziale direttamente o indirettamente imputabile allallienante. 6. (segue) La successione nei contratti aziendali Il legislatore muove dalla premessa che lacquirente dellazienda ha interesse a subentrare in contratti relativi allazienda e tale interesse il legislatore lo tutela introducendo significative deroghe alla disciplina generale della cessione dei contratti: infatti secondo lart. 2558, se non pattuito diversamente, lacquirente dellazienda subentra nei contratti stipulati per lesercizio dellazienda stessa che non abbiano carattere personale e al terzo contraente riconosciuto il diritto di recedere dal contratto entro tre mesi dalla notizia del trasferimento, se sussiste una giusta causa, salvo in questo caso la responsabilit dellalienante. Il recesso non determina il ritorno del contratto in testa allalienante bens la definitiva estinzione dello stesso. La cessione del contratto non pu avvenire senza il consenso del contraente ceduto e unespressa pattuizione fra alienante ed acquirente (art. 1406) se si tratta di prestazioni di carattere personale; se invece loggetto delle prestazioni non personale, il consenso del terzo contraente non pi necessario e leffetto successorio si produce dal momento stesso in cui diventa efficace il trasferimento dellazienda. 7. (segue) I crediti e i debiti aziendali In sede di vendita lazienda trover applicazione dalla disciplina degli art. 2559 e 2560 per i crediti e i debiti aziendali e non quella prevista dallart. 2558 (successione nei contratti). Per i crediti, per semplificare le formalit e lopponibilit, la notifica sostituita dalliscrizione del trasferimento nel registro delle imprese. (Da tale momento la cessione dei crediti ha effetto verso terzi anche in mancanza di notifica/accettazione al debitore anche se il deb. ceduto liberato se paga in buona fede allalienante. Per i debiti non ammesso il mutamento del debitore senza il consenso del creditore. Infatti lalienante non liberato da tali debiti se no risulta che i creditori vi hanno consentito. Consenso che deve riguardare specificamente la liberazione dellalienante e non genericamente il trasferimento dellazienda. Per le sole aziende commerciali nel trasferimento risponde dei debiti aziendali anche lacquirente dellazienda , se i debiti risultano dai libri contabili obbligatori (art. 2560). 8. Usufrutto e affitto dellazienda Lazienda pu essere costituita in usufrutto o pu essere concessa in affitto. Usufrutto Lart. 2561 dispone che lusufruttuario deve esercitare lazienda sotto la ditta che la contraddistingue. Dispone inoltre che lo stesso deve condurre lazienda senza modificarne la destinazione ed in modo da conservare lefficienza dellorganizzazione e degli impianti e le normali dotazioni di scorte. La violazione di tali obblighi o la cessazione arbitraria dalla gestione dell azienda determinano la cessazione dellusufrutto per abuso dellusufruttuario. Lusufruttuario non solo pu godere dei beni aziendali, ma ha anche il potere di disporne nei limiti segnati dalle esigenze della gestione. Lusufruttuario potr acquistare ed immettere nellazienda nuovi beni; beni che diventano di propriet del nudo proprietario e sui quali lusufruttuario avr diritto di godimento e potere di disposizione. Affitto L'affitto di azienda contratto affatto diverso dalla locazione di un immobile destinato allesercizio di attivit di impresa: nel primo caso, oggetto del contratto un complesso di beni organizzati, eventualmente comprensivo dellimmobile; nel secondo caso, il contratto ha per oggetto il locale in quanto tale. 17

Sia per lusufrutto e sai per laffitto si applicano gli art. 2557 (divieto di concorrenza) e lart. 2558 (successione nei contratti aziendali). Si applica all'usufrutto ma non all'affitto, la disciplina dei crediti aziendali. Non si applica l'art. 2260 ( dei debiti aziendali anteriori all'usufrutto all'affitto risponderanno il nudo proprietario o il locatore). ________________________________________________________________________________ IX. I CONSORZI FRA IMPRENDITORI 1. Nozione e tipologia Con il contratto di consorzio pi imprenditori istituiscono unorganizzazione comune per la disciplina e lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese. (art. 2602) La nuova ampia definizione legislativa comporta che il consorzio oggi schema associativo tra imprenditori idoneo a comprendere 2 distinti fenomeni della realt: consorzi anticoncorrenziali consorzio costituito al fine prevalente o esclusivo di disciplinare limitandola la reciproca concorrenza sul mercato fra imprenditori che svolgono la stessa attivit o attivit similari (consorzio con funzione anticoncorrenziale). Puro contratto limitativo della reciproca concorrenza. consorzi di coordinamento per conseguire un fine parzialmente o totalmente diverso ovvero per lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese. Il consorzio rappresenta anche (o solo) uno strumento di cooperazione interaziendale, finalizzato (anche o esclusivamente) alla riduzione dei costi di gestione delle singole imprese consorziate. Consorzi e concorrenza: i consorzi anticoncorrenziali sollecitano controlli volti ad impedire che per loro tramite si instaurino situazioni di monopolio di fatto contrastanti con linteresse generale. Quelli di cooperazione conservano e accrescono la competitivit tra le imprese, favoriscono la sopravvivenza delle piccole e medie imprese. Sono guardati con favore dal legislatore che ne agevola la costituzione ed il funzionamento. Divisione rilevante sul piano civilistico: consorzi con (sola) attivit interna il compito si esaurisce nel regolare i rapporti reciproci fra i consorziati e nel controllare il rispetto di quanto convenuto. consorzi con (anche) attivit esterna le parti prevedono listituzione di un ufficio comune (art. 2612), destinato a svolgere attivit con i terzi nellinteresse delle imprese consorziate. 2. Contratto di consorzio - Le parti: unico requisito richiesto che sia stipulato tra imprenditori - Forma e contenuto: un contratto formale, deve essere formato per iscritto, a pena di nullit (art. 2603). Essenziale la determinazione delloggetto del consorzio, degli obblighi assunti dai consorziati e degli (eventuali) contributi in danaro. - Durata: per sua natura un contratto di durata. Pu essere liberamente fissata dalle parti, ma una previsione al riguardo non necessaria. Nel silenzio il contratto valido dieci anni. - Ammissione di nuovi consorziati : contratto tendenzialmente aperto. E possibile la partecipazione di nuovi imprenditori senza che sia necessario il consenso di tutti gli attuali consorziati. Le condizioni di ammissione devono per essere predeterminate nel contratto. Indicazione non essenziale se il contratto nulla prevede al riguardo da ritenersi che il consorzio abbia struttura chiusa. Nuovi imprenditori potranno aderire solo con il consenso di tutti i consorziati. - Recesso ed esclusione: Il contratto pu sciogliersi limitatamente ad un consorziato, per volont di questi (recesso) o per decisione degli altri consorziati (esclusione). Le cause in entrambi i casi devono essere indicate nel contratto e causa tipica di esclusione pu essere linadempimento agli obblighi consortili. Anche questa per non clausola essenziale del contratto. Se nulla pattuito operer pur sempre la causa di esclusione prevista dallart. 2610. Lesclusione potr sempre essere deliberata in caso di gravi inadempienze. - Liquidazione della quota : al consorziato receduto o escluso competer la liquidazione della sua quota di partecipazione al fondo patrimoniale consortile. 18

- Scioglimento del consorzio : le cause sono elencate nellart. 2611 che consente lo scioglimento con delibera maggioritaria dei consorzi quando sussiste giusta causa. In mancanza da decidere allunanimit. 3. I consorzi con attivit interna. Lorganizzazione consortile Carattere strutturale essenziale la creazione di unorganizzazione comune, cui demandato il compito di attuare il contratto assumendo e portando ad esecuzione le decisioni a tal fine necessarie. Organizzazione che pu avere rilievo solo interno o anche nei confronti dei terzi, ma che in ogni caso non pu mancare. Bisogna dunque determinare quali siano gli organi preposti allattuazione del contratto, nonch le rispettive funzioni e le modalit di funzionamento. Di regola: presenza di un organo con funzioni deliberative composto da tutti i consorziati (assemblea) e di un organo con funzioni gestorie ed esecutive (organo direttivo).

Assemblea: disciplina sintetica. Le delibere relative allattuazione delloggetto del consorzio sono prese col voto favorevole della maggioranza dei consorziati. (art. 2606) Per quelle adottate a maggioranza poi previsto che esse possano essere impugnate entro 30 giorni davanti allautorit giudiziaria dei consorziati (assenti o dissenzienti) se non prese in conformit della legge o del contratto. (art. 2606) Organo direttivo: funzione tipica quella di controllare lattivit dei consorziati al fine di accertare lesatto adempimento delle obbligazioni assunte. (2605) Ulteriori compiti sono rimessi allautonomia contrattuale. 4. I consorzi con attivit esterna

Hanno specifica disciplina integrativa rispetto ai precedenti. Essa prevede per i consorzi destinati a svolgere attivit con i terzi un ufficio a tal fine istituito (art. 2612). Disciplina che trova fondamento sia nellesigenza di regolare i rapporti patrimoniali consorzio-terzi, sia nel carattere tipicamente imprenditoriale dellattivit di tali consorzi. Pubblicit legale: previsto un regime di pubblicit legale destinato a portare a conoscenza dei terzi i dati essenziali della struttura consortile. Un estratto del contratto di consorzio deve essere depositato per liscrizione presso lufficio del registro delle imprese entro 30 giorni dalla stipulazione a cura degli amministratori. A tale forma di pubblicit sono soggette le modificazioni degli elementi iscritti. Vanno redatte le situazioni patrimoniali annuali osservando le norme previste per il bilancio di esercizio.

Rappresentanza: il contratto deve specificare le persone a cui attribuita la presidenza, la direzione e la rappresentanza del consorzio e i relativi poteri. Dati che devono essere iscritti nel registro delle imprese. Il consorzio pu essere chiamato in giudizio (rappresentanza processuale passiva) nelle persone del presidente e del direttore, anche se la rappr. (sostanziale e processuale) attribuita ad altre persone (art. 2613). Fondo consortile: un fondo patrimoniale costituito dai contributi iniziali e successivi dei consorziati e dai beni acquistati con tali contributi. Esso elevato a patrimonio autonomo rispetto al patrimonio dei singoli consorziati. E destinato a garantire il soddisfacimento dei creditori del consorzio e solo da questi aggredibile fin quando dura il consorzio. Obbligazioni consortili: art. 2615. La norma distingue tra o Obbligazioni assunte in nome del consorzio dai suoi rappresentanti : es. spese degli uffici e degli impianti, risponde esclusivamente il consorzio ed i creditori possono far valere i loro diritti solo sul fondo consortile. Sanzioni penali per gli amministratori. o Obbligazioni assunte dagli organi del consorzio per conto dei singoli consorziati : maggiormente tutelati sono i terzi in questo caso. Rispondono solidalmente sia il consorziato sia il fondo consortile. In caso di insolvenza del consorziato interessato, il debito dellinsolvente si ripartisce fra tutti gli altri consorziati in proporzione delle loro quote funzione di garanzia del fondo consortile. 5. Le societ consortili

Consorzi e societ (art. 2247) sono istituti nettamente diversi. Il consorzio svolge attivit esclusivamente interna, manca lesercizio in comune di unattivit economica (attivit dimpresa) da parte dei consorziati che elemento essenziale delle societ. La distinzione pi sottile quando il consorzio svolge attivit con i terzi. In questo caso si hanno fenomeni associativi comuni: carattere imprenditoriale e il fine di realizzare attraverso tale attivit un interesse economico. 19

Scopo consortile: la qualit di imprenditori di tutti i partecipanti del consorzio e lo stretto nesso funzionale che esiste tra lattivit del consorzio e lattivit svolta dai singoli imprenditori consorziati. FUNZIONE TIPICA di un consorzio (con attivit esterna) quella di produrre beni o servizi necessari alle imprese consorziate. Lintento tipico non ricavare un utile ma usufruire dei beni e servizi prodotti e messi a loro disposizione in modo da conseguire un vantaggio patrimoniale diretto sotto forma di minori costi sopportati o di maggiori ricavi conseguiti. Scopo mutualistico: molto pi affine allo scopo consortile. Anche limpresa mutualistica tende a procurare un vantaggio patrimoniale diretto sotto forma di risparmio di spesa o di un maggior guadagno personale. Societ consortili: tutte le societ lucrative, ad eccezione della societ semplice, possono assumere come oggetto sociale gli scopi indicati dallart. 2602, cio gli scopi di un consorzio. Chi li debba disciplinare per dibattuto ancora oggi. Disciplina mista? In mancanza di specifiche disposizioni di legge o dellatto costitutivo trover integrale applicazione la disciplina legale del tipo societario prescelto.

X. IL GRUPPO EUROPEO DI INTERESSE ECONOMICO 1. Caratteri generali GEIE Gruppo Europeo di Interesse Economico: nuovo istituto giuridico predisposto dallUnione Europea per favorire la cooperazione fra imprese appartenenti a diversi stati membri, rimuovendo gli ostacoli delle diversit delle singole legislazioni nazionale. o o Fonti normative: la disciplina base fissata dal regolamento comunitario 25/7/1985 n. 2137, direttamente applicabile in tutti gli stati membri. Ciascun legislatore nazionale ha poi provveduto ad emanare specifiche norme integrative. Struttura: struttura e funzione del Geie in larga parte coincidono con quelle dei consorzi di cooperazione con attivit esterna. Parti del contratto costitutivo del gruppo possono essere solo persone fisiche o giuridiche che svolgono unattivit economica. Non per necessario che si tratti di imprenditori. E necessario che almeno due membri abbiano lamministrazione centrale e/o esercitino la loro attivit economica in stati diversi della Comunit. Listituto non pu essere utilizzato per forme di cooperazione fra imprese nazionali. Funzione: finalit del gruppo quella di agevolare e di sviluppare lattivit economica dei suoi membri. La sua attivit deve perci necessariamente collegarsi, con funzione ausiliaria, a quella dei partecipanti. Il gruppo non ha lo scopo di realizzare profitti per se stesso.

2. La disciplina
-

Costituzione il contratto costitutivo del Geie deve essere redatto per iscritto a pena di nullit. Deve essere indicato: denominazione del gruppo, sede, oggetto, nome dei membri, durata. Il contratto soggetto a pubblicit legale nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica ( efficacia dichiarativa) e poi in quella delle Comunit Europee. Poi si deve procedere con liscrizione nel registro delle imprese (efficacia costitutiva). Nullit: cause del contratto costitutivo del gruppo sono quelle previste dai singoli ordinamenti nazionali. La nullit sanabile. Organizzazione: rimessa allautonomia privata. Sono espressamente previsti due organi: organo collegiale ed organo amministrativo. Assemblea: le decisioni pi importanti specificate debbono essere prese allunanimit. Per le altre il contratto fissa le maggioranze richieste. Amministratori: gestione affidata ad uno o pi amministratori, nominati con il contratto costitutivo del gruppo o con decisione dei membri . Rappresentanza: poteri degli amministratori fissati dal contratto. Solo ad essi spetta per legge la rappresentanza del gruppo verso i terzi . 20

Scritture contabili: deve tenere quelle previste per gli imprenditori indipendentemente dalla natura commerciale o meno dellattivit esercitata.

commerciali

Profitti e perdite: profitti risultanti dallattivit sono considerati direttamente profitti dei membri e ripartiti fra gli stessi secondo la proporzione prevista nel contratto o, nel silenzio, in parti uguali. Con lo stesso criterio i membri contribuiscono a coprire leccedenza delle uscite rispetto alle entrate del Geie. Responsabilit: la disciplina non prevede la formazione obbligatoria di un fondo patrimoniale iniziale. Delle obbligazioni di qualsiasi natura assunte dal Geie rispondono solidalmente ed illimitatamente tutti i membri del gruppo oltre a questo con il proprio patrimonio . Nuove ammissioni: Lammissione di nuovi membri deve essere decisa allunanimit; necessaria anche per lefficacia della cessione della quota di partecipazione, sia ad un terzo sia ad un altro membro. Recesso ed esclusione: le cause in entrambi i casi devono essere fissate nel contratto. Il recesso sempre possibile se sussiste giusta causa o con accordo unanime degli altri componenti. Sono esclusi di diritto: il componente che perda i requisiti soggettivi per la partecipazione, il membro insolvente. Chi cessa ha diritto alla liquidazione del valore della sua quota di partecipazione. Scioglimento: cause obbligatorie sono lo scadere del termine, il conseguimento delloggetto o la sopravvenuta impossibilit, il venir meno della pluralit dei membri o della diversa nazionalit degli stessi. Fallimento: ne esposto nel caso di insolvenza.

XI. LE ASSOCIAZIONI TEMPORANEE DI IMPRESE 1. Collaborazione temporanea ed occasionale fra le imprese Le associazioni temporanee o raggruppamenti temporanei di imprese JOINT VENTURES sono forme di cooperazione temporanea ed occasionale fra imprese poste in essere per realizzare congiuntamente unopera o un affare complesso, che supera le capacit operative della singola impresa ma che presentano caratteristiche tali da consentire il consenso di pi imprese distinte nella loro realizzazione. Problema giuridico: la costituzione di tali organismi comporta spese preventive che potrebbero risultare del tutto inutili qualora la gara di appalto non venga vinta. Inoltre, se le imprese partecipano alla gara attraverso una societ o un consorzio saranno tali organismi a risultare, giuridicamente, aggiudicatari dellappalto. Prassi contrattuale: accordi reciproci di cooperazione strutturati in modo da soddisfare le delineate esigenze operative evitando nel contempo di dare vita ad un rapporto societario. Le imprese si presentano cos distinte ma collegate. Presentano unofferta congiunta e si obbligano congiuntamente ad eseguire lopera complessiva affidando ad una di esse (impresa capogruppo) il compito di gestire unitariamente i rapporti col committente e di coordinare i lavori nella fase esecutiva. Nel contempo ciascuna impresa conserva piena autonomia giuridica ed economica nel compimento della parte dellopera. Questa forma di cooperazione si definisce con caratteri di originalit tali da rendere difficile il loro puntuale inquadramento. Figure tipiche: la nostra legislazione regola solo taluni aspetti di alcune forme tipiche di cooperazione . accordi di cooperazione internazionale per la produzione di opere cinematografiche . con titolarit della concessione per la ricerca e la coltivazione di giacimenti di idrocarburi . 2. Le associazioni temporanee per la partecipazione agli appalti di opere pubbliche Il raggruppamento temporaneo di imprese si fonda su un mandato collettivo con rappresentanza conferito dalle imprese che intendono partecipare alla gara di appalto ad una di esse qualificata capogruppo. Il mandato deve risultare da scrittura privata autenticata, per legge gratuito, irrevocabile. 21

Il capogruppo ha la rappresentanza esclusiva, anche processuale delle imprese mandanti. Appalti non scorporabili: danno vita ai raggruppamenti orizzontali (tutte le imprese rispondono solidamente per lintera opera). Appalti con parti scorporabili: raggruppamenti verticali (responsabile per lintera opera: capogruppo).

Fallimento:
-

se riguarda la capogruppo, si prosegue il rapporto di appalto con altra capogruppo (scelta dalle imprese). se riguarda altra impresa, lappalto prosegue e la capogruppo ha la facolt di sostituirla con unaltra.

G.F. CAMPOBASSO

22

DIRITTO COMMERCIALE 2

DIRITTO DELLE SOCIETA

I. LE SOCIETA 1. Il sistema legislativo I tipi di societ tra i quali i soggetti possono scegliere sono otto:

Societ Societ Societ Societ A. LA

semplice in nome collettivo in accomandita semplice per azioni

Societ in accomandita per azioni Societ a responsabilit limitata Societ cooperativa Mutue-assicuratrici

NOZIONE DI SOCIET

2. Il contratto di societ 23

Societ = con il contratto di societ due o pi persone conferiscono beni o servizi per lesercizio in comune di una attivit economica con lo scopo di dividerne gli utili. (art. 2247).

Oggi le SRL e le SPA possono essere costituite anche con atto unilaterale

Le societ sono quindi enti associativi a base contrattuale. Contratto associativo e contratto di societ: le prestazioni di ciascuna parte possono essere diverse plurilaterale ed aperto contratto di organizzazione di una futura attivit 3. I conferimenti Le societ si caratterizzano per: 1) Conferimenti dei soci (contributi dei soci alla formaz. del capitale di rischio iniziale per lo svolg. dellatt. di impresa.) 2) Esercizio in comunit di una attivit economica (scopo - mezzo) 3) Divisione degli utili (scopo - fine) essenziale che tutti i soci facciano o si obbligano a fare un conferimento che li esporr al rischio dimpresa. Oggetto del conferimento secondo lart. 2247 possono essere beni o servizi quindi denaro, beni in natura e prestazioni di attivit lavorativa (seppure non possibile in tutte le societ); per le societ per azioni ha espressamente stabilito che non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni dopera o di servizio. 4. Patrimonio sociale e capitale sociale IL
PATRIMONIO SOCIALE

= complesso dei rapporti giuridici attivi e passivi della societ (attivit e passivit) Esso (o meglio lattivo patrimoniale) costituisce la garanzia principale o esclusiva dei creditori della societ. (art. 2740) Principale se per le obbligazioni rispondono anche i soci col proprio patrimonio. Esclusiva se risponde solo la societ. IL
CAPITALE SOCIALE

= valore in danaro dei conferimenti allatto costitutivo. Non cambia nel corso della vita della societ (finquando non se ne decide > o < con modifica dell'atto costitutivo). Ha funzione: Vincolistica Esso sar stabilmente destinato allattivit sociale e non sar distribuibile (i soci possono distribuirsi solo la parte del patrimonio netto (att pass) che supera l'ammontare del cap.soc.). Questa funzione si risolve per i creditori in un margine di garanzia patrimoniale supplementare (per soddisfare i crediti possono fare affidamento su un att.patrimoniale > pass.). Organizzativa Esso organizzativo nel senso che rilevante nel verificare se la societ ha conseguito utili o perdite. Funge anche da base di misurazione di alcune fondamentali situazioni soggettive di carattere amministrativo (diritto di voto) o patrimoniale (partecipazione agli utili) in quanto i diritti spettano in modo proporzionale alla parte del capitale sociale conferito.
5. Lesercizio in comune di attivit economica [scopo-mezzo delle societ]

= oggetto sociale = specifica attivit economica che i soci si propongono di svolgere. 24

Lattivit deve essere: Predeterminata nellatto costitutivo e pu essere modificata in base alle norme sulle modificazioni di tale atto Produttiva = finalizzata alla produzione o allo scambio di beni e servizi Perch un attivit si definisca comune necessario che sia preordinata alla realizzazione di un risultato unitario e comune giuridicamente imputabile al gruppo in modo che tutti siano partecipi.
6. Societ e impresa. Le societ occasionali.

L'attivit delle societ presenta di regola tutti i caratteri propri dell'att. d'impresa (art. 2082). L'art. 2247 richiede che l'attivit delle societ abbia carattere produttivo, senza far riferimento alla professionalit: perci legittimo ritenere che l'esercizio in comune di un attivit economica non professionale (OCCASIONALE) sufficiente per dar vita ad una societ (ma non a un'impresa). A questo tipo di societ perci applicabile la disciplina del tipo di societ prescelto ma non quella dell'impresa. 3 ipotesi: a) n societ n impresa quando due persone realizzano un affare che si risolve in un solo atto economico b) sia societ sia impresa quando due persone compiono insieme un singolo affare complesso c) societ senza impresa solo nell'ipotesi di esercizio in comune di attivit oggettivamente non duratura
7. 1) Societ tra professionisti.

I professionisti intellettuali, pur svolgendo attivit economica, non svolgono ai fini di legge attivit dimpresa. Ma possono costituirsi in societ?? ---> No, vi sono alcune norme: art. 2229: carattere rigorosamente personale dellattivit intellettuale. ( impersonale ( societ)) legge 1815/1939: se pi professionisti si uniscono, allora debbono usare nella denominazione... la dizione di 'studio legale, tecnico, commerciale, contabile amministrativo o tributario', seguito dal nome e cognome, coi titoli professionali dei 'singoli associati'. Va tenuta rigorosamente distinta da: il fenomeno dell'assunzione congiunta di un incarico tra professionisti (es. 2 avvocati assumono congiuntamente la difesa dello stesso cliente). la societ di mezzi fra i professionisti (costituita per l'acquisto o la gestione comune di beni destinati all'esercizio individuale (es. medici con apparecchiature ecc. in comune)). le societ di servizi imprenditoriali : offrono sul mercato prodotti per la cui realizzazione sono necessarie prestazioni professionali dei soci o di terzi (es. - societ di ingegneria - societ di elaborazione elettronica dei dati contabili)
2) La societ tra avvocati.

hanno per oggetto lesercizio in comune dell'attivit professionale di rappresentanza, assistenza e difesa in giudizio svolta dai propri soci. possono essere soci solo i possessori del titolo di avvocato. la ragione sociale deve contenere lindicazione s.t.p. (societ tra professionisti). si applica la disciplina delle societ in nome collettivo ove non diversamente disposto. Non soggetta a fallimento

Inoltre, per valorizzare il carattere personale della professione: Lamministrazione non pu essere affidata ai terzi Il cliente pu chiedere lassistenza da un particolare socio Il socio e i soci incaricati dal cliente (e non tutti) sono personalmente e illimitatamente responsabili per lattivit professionale svolta in esecuzione dellincarico. Con essi risponde la societ con il proprio patrimonio. 8. Lo scopo-fine delle societ 25

Lo scopo-fine della societ pu essere diverso: Lucrativo (societ di persone e societ di capitali) = conseguire utili (lucro oggettivo) e dividerli tra i soci (lucro soggettivo)

Mutualistico (societ cooperative) Fornire ai singoli soci un vantaggio patrimoniale diretto che pu consistere in un risparmio di spesa o in una maggior remunerazione del lavoro dei soci nella cooperativa. Consortile (tutti i tipi di societ tranne la societ semplice) Particolare vantaggio patrimoniale degli imprenditori consorziati: sopportazione di minori costi o realizzazione di maggiori guadagni,. 9. (segue) Societ ed associazioni. Limpresa sociale.

E' possibile perci fissare punti di distinzione tra societ e associazioni: diversamente dalle ass., l'attivit delle soc. individuata (att.produttiva condotta con metodo economico). scopo-fine delle soc. economico. Le ass. sono enti con scopo ideale o altruistico. Ne consegue che un gruppo associativo svolge attivit produttiva con metodo non economico; incompatibile con lo schema causale delle associazioni solo lo scopo di lucro in senso soggettivo (non lo svolgimento di attivit di impresa e la realizzazione di utili tramite essa (lucro oggettivo)). E' chiaro che il modello organizzativo delle societ di capitali presenta vantaggi operativi rispetto a quello delle associazioni e questo ha portato molte ass. a servirsi dello strumento della S.P.A. (in pratica ricorrono all'espediente di dichiarare nell'atto costitutivo un'att.economica ed uno scopo lucrativo che poi in fatto non perseguono). LA CRITICA: il C.C. non offre dati che consentono di affermare la derogabilit dello scopo lucrativo anche se esistono, soprattutto nella legislazione speciale, numerosi casi di societ istituzionalmente senza scopo di lucro oggettivo e/o soggettivo (ad es. societ per la gestione di fondi mutualistici, societ di gestione dei mercati di strum. finanziari ecc.). Una vistosa deroga invece prevista dalla nuova disciplina sull'impresa sociale: possono acquistare la qualifica di 'impresa sociale', tutte le organizzazioni private che esercitano senza scopo di lucro e in via stabile e principale att. d'impresa al fine di produzione/scambio di beni o servizi di utilit sociale. beni fissati dalla legge. ECCEZIONALITA': non sono poche quindi le societ di diritto speciale senza scopo di lucro; le relative previsioni legislative devono per essere correttamente valutate con norme eccezionali le societ sono e restano strutture associative fruibili in via generale solo per il perseguimento di uno scopo di lucro.

10.

Societ e comunione

La societ un contratto. La comunione una situazione giuridica che sorge quando: la propriet o altro diritto reale spetta in comune a pi persone (art. 1100). RAPPORTO BENI-ATTIVITA': nella societ i beni comuni hanno funzione servente rispetto all'att.di impresa (mezzo per lo svoglimento di quest'ultima); nella comunione invece il rapporto si inverte: l'att. che svolge funzione servente rispetto ai beni ( un mezzo per assicurare la conservazione e il miglio godimento individuale della cosa comune). REGIME PATRIMONIALE: In tutte le societ operano i seguenti principi cardine : il singolo socio non pu servirsi liberamente delle cose appartenenti al patrimonio sociale, non pu provocare lo scioglimento della societ e la divisione del patrimonio e i creditori personali dei soci non possono soddisfarsi direttamente sul pat.sociale. Principi opposti valgono per la comunione : ciascun comproprietario pu servirsi della cosa comune, pu chiedere in ogni momento lo scioglimento e i creditori personali possono aggredire la cosa comune. Secondo l'art. 2248, la comunione costituita o mantenuta al solo scopo di godimento regolata dalle norme della comunione sono vietate le societ di mero godimento!

11.

(segue) Societ e comunione dimpresa

26

Quando si in presenza di beni produttivi (cio il cui godimento presuppone lo svolgimento di att.produttiva), la loro utilizzazione da parte dei comproprietari determina linstaurarsi fra gli stessi di un rapporto societario ( gestione comune dellattivit; societ di fatto) o si resta nel campo della comunione ( quando lattivit dimpresa svolta da un terzo e non dai comproprietari).

12.

(segue) Limpresa coniugale

In base allart. 177 d) formano oggetto della comunione legale tra i coniugi anche le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio ( impresa coniugale); nulla vieta ai coniugi di costituire una societ, ma se ci non avviene applicabile la disciplina della comunione (implica la possibilit del soddisfacimento dei creditori personali direttamente anche sui beni della comunione e, quindi, anche su quelli aziendali). B. TIPI
DI SOCIET

13. Nozione. Classificazioni. I tipi di societ tra i quali i soggetti possono scegliere sono otto: 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. Societ semplice Societ in nome collettivo Societ in accomandita semplice Societ per azioni Societ in accomandita per azioni Societ a responsabilit limitata Societ cooperativa Mutue-assicuratrici

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Si possono classificare in vari modi:

In base allo scopo:


Mutualistiche e coopeative (7 e 8) Lucrative (tutte le altre)

Tra le lucrative, in base alla natura dellattivit:


1 = solo attivit non commerciale (obbligo iscrizione nel registro delle imprese con funz. di pubbl. legale). Tutte le altre = attivit commerciale (non con obbligo di iscrizione nel registro delle imprese).

In base alla personalit giuridica:


Societ di capitali (4-5-6) e societ cooperative (7) = con personalit giuridica Societ di persone (1-2-3) = senza personalit giuridica.

Nelle societ di capitali: Vi una pluralit di organi (Principio di maggioranza nel loro funzionamento) Il singolo socio non ha diretto potere di amministrazione e controllo

Nelle societ di persone: o o Non vi una pluralit di organi Il singolo socio ha potere di amministrazione e rappresentanza nella societ.

Ulteriore distinzione pu essere fatta sul regime di responsabilit delle obbligazioni sociali:

Societ in cui rispondono patrimonio + soci personalmente e illimitatamente (1-2) Societ dove esistono soci a responsabilit limitata e soci a resp.illimitata (3-5) Societ in cui risponde solo il patrimonio (4-6-7)

14. Personalit giuridica e autonomia patrimoniale delle societ Personalit giuridica e autonomia patrimoniale sono due tecniche giuridiche per ottenere lo stesso obiettivo economico che consiste in: Rendere il patrimonio della societ aggredibile solo dai creditori sociali Separare il patrimonio sociale e quello personale Nelle societ di capitali questo obiettivo conseguito in modo diretto con il riconoscimento della personalit giuridica: Societ sono soggetti di diritto formalmente distinti dai soci (patrimonio societ autonomo) Autonomia patrimoniale perfetta (patrimonio soci autonomo) I creditori personali non possono aggredire il patrimonio sociale per soddisfarsi. 15. (segue) La soggettivit delle societ di persone. Ad esse il legislatore ha negato la personalit giuridica. Vi comunque una sorta di autonomia patrimoniale: a) i creditori personali non possono aggredire il patrimonio della societ. b) i creditori societari non possono aggredire il patrimonio personale dei soci illimitatamente responsabili, senza prima aver cercato soddisfazione nel patrimonio della societ. Anche tali societ sono trattate come autonomi centri di imputazione, in quanto diventano titolari di diritti e obbligazioni per mezzo dei soci, hanno proprio nome e sede e la trascriz. degli acquisti fatta a nome della societ. 16. Tipi di societ ed autonomia privata. Chi costituisce una societ ha libert nella scelta della forma se lattivit non commerciale (attivit commerciale = societ semplice (art. 2249)). 28

Scelto il tipo, le parti possono, con apposite clausole, disegnare un assetto parzialmente diverso dalla disciplina legale, ma necessario che le clausole introdotte nellatto costitutivo non siano incompatibili col tipo di societ scelto; in caso di incompatibilit la sanzione sar la nullit della clausola (art. 1419). Vanno tenuti distinti dalle clausole atipiche i patti parasociali, stipulati al di fuori dellatto costitutivo e destinati a regolare il comportamento dei soci nella e verso la societ: hanno efficacia per i soci contraenti e non per quelli futuri. E totalmente inammissibile la creazione di societ totalmente diverse dai modelli previsti. Art. 2249: il contratto di societ destinato a produrre effetti non solo tra le parti ma anche di fronte ai terzi. 17. Contratto di societ ed organizzazione. La societ un contratto, ma nel contempo forma di organizzazione giuridica di una futura att. economica. I soci, sottoscrivendo il contratto, diventano titolari di una serie di situazioni soggettive (attive e passive): - di natura amministrativa (partecipazione allattivit comune (voto, amministrazione e rappresentanza vs. terzi ecc.) - di natura patrimoniale (partecipazione ai risultati dellattivit ecc.) Linserimento nel gruppo organizzato giustifica la subordinazione degli interessi individuali al comune interesse di gruppo, che non comunque senza limiti: il sacrificio delle posizioni individuali deve sempre trovare fondamento nellesigenza di una migliore realizzazione del risultato finale di comune interesse (in pratica legittimo il sacrificio dellinteresse attuale del singolo socio in nome dellinteresse finale di tutti, ma non legittimo lo il sacrificio di un singolo socio o di gruppi a favore di altri). II. LA SOCIETA SEMPLICE. LA SOCIETA IN NOME COLLETTIVO. 1. Le societ di persone. Categoria formata da: 1- societ semplice, 2- societ in nome collettivo e 3- societ in accomandita semplice. 1 = solo attivit non commerciale 2 = pu essere utilizzata sia per attivit commerciale che non. 3 = si caratterizza rispetto alla 2 per la presenza di due categorie di soci: accomandatari (rispondono illimitatamente per le obbligazioni sociali) e accomandanti (rispondono limitatamente alla quota conferita). A. LA COSTITUZIONE DELLA SOCIETA 2. L atto costitutivo. Forma e contenuto. SOCIETA SEMPLICI: il contratto non soggetto a forme speciali, salvo quelle richieste dalla natura dei beni conferiti (art. 2251). Con la riforma del registro delle imprese del 93 stata prevista liscrizione (il Codice del 42 non le assoggettava). SOCIETA IN NOME COLLETTIVO: Per queste sono dettate regola di contenuto e forma (artt. 2295-96) che sono per prescritte solo ai fini delliscrizione del registro, ma non sono elevate a condizioni di esistenza. Si distinguono perci societ in nome collettivo: - regolari: iscritte - irregolari: non iscritte (regolate da apposite norme) Proprio per questo latto costitutivo deve essere redatto per atto pubblico o scrittura privata autenticata solo ai fini della registrazione e deve contenere: dati anagrafici dei soci e chi di loro ha amministrazione e rappresentanza, ragione e oggetto sociale, sede, conferimenti, durata ecc. Lunico limite alla libert di forma per la costituzione delle societ di persone si trova nelle forme speciali per i beni conferiti (art. 2251) [es. forma scritta (pena nullit) per beni immobili]. 3. Societ di fatto. Societ occulta. Societ di fatto: si parla di tal caso quando il contratto di societ perfezionato per fatti concludenti (no atto scritto). E regolata dalle norme della societ semplice se lattivit non commerciale, mentre regolata dalle norme della societ collettiva irregolare se invece lattivit commerciale. 29

In questultimo caso, esposta al fallimento, che determina automaticamente anche quello di tutti i soci. Societ occulta: costituita con lespressa volont dei soci di non rivelarne lesistenza allesterno; lattivit svolta per conto della societ ma senza spendere il nome (nei rapporti esterni si presenta come impresa individuale di uno dei soci che spende il proprio nome). Lobiettivo quello di limitare la responsabilit nei confronti dei terzi al patrimonio del solo gestore ed evitare che la societ e gli altri soci rispondano delle obbligazioni e del fallimento. I terzi possono comunque invocare la responsabilit (o il fallimento a seconda dei casi) anche della societ occulta e degli altri soci, se lesistenza venga successivamente scoperta (basa provare lesistenza del contratto!). 4. (segue) La societ apparente. Se il giudice convinto che dietro un imprenditore individuale, insolvente o fallito, sia nascosta una societ, ma gli indici probatori non sono convincenti, il tribunale si limita a prevenire possibili obiezioni sulla prova dellesistenza invocando il principio di apparenza nasce cos la societ apparente. Tale principio per, secondo la critica, pu tuttal pi determinare la responsabilit dellapparente socio nei confronti di terzi che in buona fede hanno fatto affidamento sui suoi comportamenti, ma mai il fallimento della soc.apparente dato che ad esso partecipano tutti i creditori (anche quelli che con il presunto socio non hanno trattato). 5. La partecipazione degli incapaci. La partecipazione ad una societ di persone richiede la capacit di agire. - minore, interdetto e inabilitato possono solo conservare la partecipazione che gli arrivi per donazione o successione. - minore emancipato: pu anche partecipare alla costituzione o aderirvi con lautorizzazione del tribunale. - beneficiario dellamm.di sostegno: anche senza autorizzazione (salvo diversa disposizione). 6. Partecipazione di societ in societ di persone. Per le a) b) c) societ di capitali (art. 2361): Lassunzione di partecipazioni comportanti resp.illimtata deve essere deliberata dallassemblea Gli amministratori devono dare specifiche info. nella nota integrativa del bilancio Se tutti i soci illimitatamente responsabili di una S.N.C. o S.A.S. sono societ di capitali, il bilancio della societ di persone deve essere redatto secondo le norme della S.P.A.

7. L invalidit della societ. Valgono le cause di nullit (art. 1418) e di annullabilit (art. 1425 e ss.) previste dalla disciplina generale dei contratti. INV. DELLA PARTECIPAZIONE: determina linvalidit dellintero contratto solo quando essenziale per il conseguimento delloggetto sociale. INV. DELLA SOCIETA: se lattivit non ancora iniziata non ci sono problemi (liberazione dallobbligo di eseguire i conferimenti e restituzione di quelli gi eseguiti), mentre, nel caso contrario, qual la sorte degli atti gi compiuti? art. 2332 sulle societ di capitali (applicabile per analogia anche alle societ di persone): la dichiarazione di nullit non pregiudica lefficacia degli atti compiuti dopo liscrizione nel registro delle imprese e non libera i soci dallobbligo di eseguire i conferimenti ancora dovuti. B. L ORDINAMENTO
PATRIMONIALE

8. I conferimenti Lobbligo di conferimento essenziale per lacquisto della qualit di socio (art. 2253). Se nellatto costitutivo non sono determinati si assume che: devono essere eseguiti in denaro i soci devono conferire, in parti uguali, quanto necessario per il conseguimento dellogg.sociale. Beni conferibili: pu essere conferita ogni entit suscettibile di valutazione economica. 9. La disciplina dei conferimenti 30

CONF. BENI IN PROPRIETA: la garanzia dovuta dal socio e il passaggio dei rischi sono regolati dalle norme sulla vendita (art. 2254, comma I) perci tenuto alla garanzia per evizione e vizi. Grava su di lui anche il perimento (finquando non avvenuto il passaggio di propriet), che pu comportare lesclusione dalla societ. CONF. DI BENI IN GODIMENTO: il rischio resta a carico del socio (art. 2254, comma II); potr essere escluso dalla societ per il perimento o se il godimento diventa impossibile (per causa non imputabile agli amministratori). CONF. DI CREDITI: il socio risponde dellinsolvenza del debitore (art. 2255) ed inoltre tenuto al rimborso delle spese e a corrispondere gli interessi. 10. (segue) Il socio dopera Il conferimento pu anche avvenire con lobbligo di prestare la propria attivit lavorativa il compenso sar rappresentato dalla possibilit di partecipazione ai guadagni della societ. Grava su di lui il rischio dimpossibilit di svolgimento della prestazione anche per causa a lui non imputabile. In sede di liquidazione parteciper solo alla ripartizione delleventuale attivo residuo dopo il rimborso del VN dei conferimenti in capitali dei soci (non ha invece diritto al rimborso del valore del suo apporto). 11. Patrimonio sociale e capitale sociale. La nozione di capitale sociale del tutto assente nella disciplina della societ semplice ( att. non commerciale). Per quanto riguarda invece le societ in nome collettivo invece prescritto che latto costitutivo indichi non solo i conferimenti ma anche il loro valore e il modo di valutazione. Lart. 2295 prevede separata indicazione e non prescrive la valutazione per i conferimenti dopera. Lart. 2203 vieta la ripartizione fra i soci di utili non realmente conseguiti; inoltre se si verifica una perdita del cap.sociale, non pu farsi luogo alla ripartizione fino a che il capitale non sia reintegrato. Lart. 2306 vieta poi agli amministratori di rimborsare ai soci i conferimenti eseguiti o di liberarli dallobbligo di ulteriori versamenti in assenza di una specifica deliberazione di riduzione del cap.sociale. 12. La partecipazione dei soci agli utili e alle perdite. Il solo limite rappresentato dal divieto di patto leonino: nullo il patto con il quale uno o pi soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite (art.2265). Sono altres nulle le convenzioni fra soci (patti parasociali) che violano tale articolo (es. socio tiene indenne un altro da perdite) necessario che configurino una frode alla legge (es. non nullo patto con cui un socio riversa ad un altro gli utili di sua spettanza, a titolo di rimborso di un prestito ricevuto). Lart. 2263 indica che le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite devono essere proporzionali ai conferimenti (se non sono stati stabiliti, le parti si presumono uguali). DIRITTO AGLI UTILI: Nella societ semplice il diritto del socio di percepire la sua pare, nasce con lapprovazione del rendiconto (art. 2262); nella S.N.C. tale norma va coordinata con lobbligo di tenute delle scritture contabili per cui il documento destinato allaccertamento di utili/perdite un vero e proprio bilancio di esercizio, predisposto dagli amministratori e soggetto allapprovazione di tutti i soci. PARTECIPAZIONE ALLE PERDITE: le perdite incidono direttamente sul valore della singola partecipazione riducendolo proporzionalmente (conseguenza in sede di liquidazione sar rimborsata una somma < al valore del conferimento). 13. La responsabilit dei soci per le obbligazioni sociali. Nelle S.S. e S.N.C. delle obbligazioni sociali risponde innanzitutto la societ col proprio patrimonio (art. 2267) e poi personalmente e illimitatamente i singoli soci. Inoltre, per ragioni pratiche, chi entra a far parte di una societ gi costituita risponde con gli altri soci per le obbligazioni sociali anteriori allacquisto della qualit di socio (art. 2269). Per quanto riguarda il socio uscente per morte, recesso o esclusione rimane responsabile per le obbligazioni anteriori tali eventi (se morto, tramite eredi), ma non per quelle sorte successivamente. 14. Responsabilit della societ e responsabilit dei soci. 31

I soci sono responsabili in solido fra loro, ma sono responsabili in via sussidiaria rispetto alla societ in quanto godono del beneficio di preventiva escussione del patrimonio sociale; questo beneficio opera automaticamente nella S.N.C.regolare, mentre per quanto riguarda le S.S. e le S.N.C.irregolari, il creditore pu rivolgersi direttamente al socio e sar questo a dover invocare la preventiva escussione del patrimonio sociale (benefico opera in via di eccezione). 15. I creditori personali del socio. Il creditore personale del socio non pu in alcun caso aggredire il patrimonio sociale. Divieto di compensazione (art. 2271): se nel contempo debitore verso la societ e creditore verso il socio. Tutela dei creditori: pu far valere i suoi diritti sugli utili spettanti al socio pu compiere atti conservativi sulla quota allo stesso spettante nella liquidaz. della societ Solo nelle S.S. e S.N.C.irregolare pu inoltre chiedere anche la liquidazione della quota del suo debitore (la societ sar tenuta a versagli una soma di denaro corrispondente al valore della quota al momento della domanda). Proroga della societ: tale decisione non pu pregiudicare i creditori particolari dei soci: se la proroga espressa e iscritta nel registro, il creditore pu opporsi giudizialmente entro 3 mesi; se lopposizione accolta, la societ deve liquidare a suo favore la quota del socio debitore. se la proroga tacita il creditore potr chiedere in ogni tempo la liquidazione della quota dimostrando linsufficienza degli altri beni del socio. C. L ATTIVIT
SOCIALE

16. Modello legale e modelli statutari. Per le S.S. e le S.N.C. il legislatore prevede un modello organizzativo fondato sui seguenti principi: a) ogni socio illimitatamente responsabile investito del potere di amministrazione (art. 2257) e rappresentanza (art. 2266) della societ. b) necessario il consenso di tutti i soci per la modifica del contratto sociale. 17. L amministrazione della societ. E lattivit di gestione dellimpresa sociale; il potere di amministrazione il potere di compiere tutti gli atti che rientrano nelloggetto sociale. Esistono due tipi di amministrazione: Quando lamministrazione spetta a pi soci, salvo diversa indicazione, trova applicazione il modello legale dellamministrazione disgiuntiva ciascun socio-amministratore ha il potere di intraprendere da solo tutte le operazioni che rientrano nelloggetto sociale, senza chiedere il consenso/parere degli altri soci amministratori (ovviamente riconosciuto un diritto di opposizione agli altri soci-amm. prima che loperazione sia stata compiuta sullopposizione decide la maggioranza dei soci o un arbitro). Lamministrazione congiuntiva deve essere espressamente convenuta dai soci nellatto costitutivo e prevede che sia necessario il consenso di tutti i soci-amm. per il compimento delle operazioni sociali. 18. Amministrazione e rappresentanza Il potere di rappresentanza il potere di agire nei confronti dei terzi in nome della societ (art. 2266); spetta a ciascun socio-amm., disgiuntamente o congiuntamente. La rappresentanza anche processuale. MODELLI STATUARI: diverse regolamentazioni di potere di gestione/rappresentanza (es. riservare la rappr. solo ad alcuni soci-amm. dando luogo ad una dissociazione soggettiva tra i due poteri). Le eventuali limitazioni del potere di rappresentanza non sono opponibili a terzi se non sono iscritte nel registro. 32

19. I soci amministratori. Possono essere nominati direttamente nellatto costitutivo (allinterno di esso si pu anche stabilire che saranno nominati dai soci con un atto separato). REVOCA (art.2259): deve essere decisa allunanimit dagli altri soci, in quanto provoca una modifica del contratto sociale, e deve essere fatta per giusta causa. Lamministratore nominato con atto separato revocabile secondo le norme del mandato (quindi certamente revocabile anche se non ricorre una giusta causa). Infine stabilito che la revoca per giusta causa pu essere in ogni caso chiesta da ciascun socio. Lart. 2260 stabilisce che diritti e obblighi sono regolati dalle norme sul mandato; ovviamente sono pi ampi: - poteri: compiere tutti gli atti che rientrano nellogg.sociale, (mandatario: solo atti di ordinaria amministrazione). - doveri: tenere le scritture contabili e redigere il bilancio, provvedere agli adempimenti pubblicitari ecc. -responsabilit: oltre alluso della diligenza (come nel mandato), gli amm. sono responsabili verso la societ. Art. 1709: il mandato si presume oneroso i soci avranno perci diritto al compenso per il loro ufficio. 20. I soci non amministratori. Il legislatore riconosce ai soci esclusi dallamministrazione ampi poteri di informazioni e controllo (art. 2261), come i diritti ad avere notizie e rendiconti degli affari sociali e a consultare i documento relativi allamministrazione. 21. Il problema dellamministratore estraneo. E possibile che i soci affidino lamministrazione a un non socio?! (ad es. per eludere il principio di responsabilit) Lunico caso di ammissibilit si ha per le S.N.C. in quanto tutti i soci restano comunque responsabili e la posizione dei terzi creditori non in alcun modo compromessa. 22. Il divieto di concorrenza. Nella S.N.C. incombe su tutti i soci uno specifico obbligo: (art. 2301) non esercitare o partecipare illimitatamente responsabile (limitatamente SI!) come socio in un'altra societ concorrente! Sanzioni: risarcimento del danno e possibilit di esclusione. 23. Le modifiche dellatto costitutivo. Nelle S.S. e nelle S.N.C. il contratto sociale pu essere modificato solo con il consenso di tutti i soci (art. 2252). [Fra le modificazioni rientrano anche il trasferimento della quota sociale (sia fra vivi che a causa di morte)]. Nella S.N.C.regolare le modifiche sono soggette a pubblicit legale (nella S.N.C.irregolare devono essere portate a conoscenza di terzi con mezzi idonei). Lart. 2252 citato precedentemente, termina con se non convenuto diversamente, che giustifica lesistenza di clausole che prevedono la modificazione a maggioranza; tale rilievo risulta rafforzato dalla riforma del diritto societario del 2003 con la quale si stabilito il principio di maggioranza per trasformazione, fusione e cessione. 24. Metodo collegiale e principio maggioritario. Si pu concludere perci che il consenso di tutti i soci necessario quando la decisione tocca le basi organizzative (es. revoca del socio amministratore ecc.) mentre il principio di maggioranza si applica per decisioni che attengono alla gestione dellimpresa (es. nomina e revoca degli amministratori per atto separato ecc.). I casi della riforma del 2003 rappresentano un'unica (e importantissima) eccezione. D. SCIOGLIMENTO
DEL SINGOLO RAPPORTO SOCIALE

25. Scioglimento del singolo rapporto e scioglimento della societ.

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Il singolo socio pu cessare di far parte della societ per morte, recesso o esclusione; di per s comporta solo la necessit di definire i rapporti patrimoniali fra i soci superstiti ed il socio uscente (o gli eredi), attraverso la liquidazione della quota sociale. Spetta poi ai soci superstiti la decisione sul porre fine alla societ o continuarla. Se rimane un solo socio, si applica sempre questo principio di conservazione, ed avr tempo 6 mesi per decidere se associare a s altre persone e continuare la societ oppure porvi fine. 26. La morte del socio. Effetto legale: scioglimento del rapporto, con conseguente obbligo di liquidazione della quota agli eredi entro 6 mesi. Lart. 2284 concede ai soci superstiti due possibilit: 1) decidere lo scioglimento anticipato della societ (in tal caso gli eredi non hanno diritto alla liquidazione entro 6 mesi, ma partecipano con i soci superstiti alla divisione dellattivo residuo). 2) continuare la societ con gli eredi (necessario il loro consenso e quello di tutti i soci). Fra le clausole pi diffuse vanno poi ricordate: CLAUSOLA DI CONSOLIDAZIONE: la quota del socio defunto rester acquisita ai soci, mentre agli eredi sar liquidato solo il valore della stessa CLAUSOLA DI CONTINUAZIONE CON GLI EREDI: i soci con essa consentono in via preventiva al trasferimento della quota. Si divide in: - facoltativa [vincola solo i soci superstiti (gli eredi sono liberi di scegliere) - obbligatoria (obbliga gli eredi a entrare in societ, con risarcimento dei danni ai soci superstiti in caso di rifiuto). - di successione (automatico sub-ingresso degli eredi in societ). 27.Il recesso. E lo scioglimento del rapporto sociale per volont del socio (art. 2285). - societ a tempo indeterminato: si pu recedere liberamente con comunicazione preventiva di almeno 3 mesi. - societ a tempo indeterminato: recesso ammesso solo per giusta causa. Effetto immediato. 28. L esclusione. ESCLUSIONE DI DIRITTO (art. 2288): a) socio che sia stato dichiarato fallito b) socio il cui creditore particolare abbia ottenuto la liquidazione della quota Nel primo caso opera dal giorno stesso, nel secondo opera quando la liquidazione sia effettivamente avvenuta. ESCLUSIONE FACOLTATIVA (art. 2286); riguarda: 1) gravi inadempienze degli obblighi derivanti dalla legge o dal contratto (es. violaz. del divieto di concorrenza ) 2) eventi che discrepano la societ (es. interdizione, inabilitazione o condanna) 3) casi di sopravvenuta impossibilit di esecuzione dei conferimenti per cause non imputabili agli amministratori Procedimento: deliberata dalla maggioranza calcolata per teste; il socio escluso ha tempo 30 giorni per opporsi davanti al tribunale, dopodich lesclusione effettiva. In caso di accoglimento dellopposizione, il socio reintegrato con effetto retroattivo. Caso di societ con 2 soci: lesclusione di uno di essi pronunciata direttamente dal tribunale su domanda dellaltro. 29. La liquidazione della quota. Il valore della quota determinato in base alla situazione patrimoniale della societ nel giorno in cui si verifica lo scioglimento del rapporto, attribuendo ai beni il loro valore effettivo (non quello prudenziale risultante dal bilancio). Il pagamento della quota deve essere fatto entro 6 mesi dal giorno dello scioglimento del rapporto (caso particolare: scioglimento su richiesta del creditore personale entro 3 mesi). Il socio uscente o gli eredi del socio defunto continuano a rispondere per le obb.sociali sorte prima del giorno in cui si verifica lo scioglimento). E. SCIOGLIMENTO
DELLA SOCIET

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30. Le cause di scioglimento. della S.S., valide anche per la S.N.C., sono fissate dallart. 2272: 1) il decorso del termine fissato nellatto costitutivo ; tuttavia possibile la proroga della durata. 2) Il conseguimento dellogg.sociale o la sopravv. impossibilit di conseguirlo (es. insanabile discordia tra soci) 3) Volont di tutti i soci 4) Il venir meno della pluralit dei soci, se nel termine di 6 mesi non viene ricostituita 5) Le altre cause specificatamente previste ne contratto sociale Tutte le cause operano automaticamente (di diritto) per il solo fatto che si sono verificate, ma ogni socio pu agire giudizialmente per il loro accertamento. 31. La societ in stato di liquidazione. La societ vi entra automaticamente appena una causa di scioglimento si verifica; essa non si estingue immediatamente ma si deve prima provvedere al soddisfacimento dei creditori sociali e alla distribuz. dellatt.residuo. I poteri degli amministratori si limitano agli affari urgenti, mentre i liquidatori che subentrano non possono intraprendere nuove operazioni (artt. 2274 e ss.). Per i soci nasce il diritto alla liquidaz. della quota, mentre resta fermo lobbligo di eseguire i conferim. ancora dovuti. Lo stato di liquidazione pu essere revocato dai soci con una decisione allunanimit e la continuazione della soc.. 32. Il procedimento di liquidazione. Regolato dagli artt. 2275-2283 e 2309-2312 (S.N.C.) - non inderogabile; le modalit possono essere liberamente determinate dai soci nel contratto sociale o al momento dello scioglimento. Inizia con la nomina di uno o pi liquidatori, scelti in accordo dai soci (in caso contrario la nomina spetta ai giudici del tribunale), che prendono il posto degli amministratori che gli consegnano beni e documenti sociali e gli presentano il bilancio; devono poi redigere insieme linventario, dal quale risulta lo stato patrimoniale (attivo e passivo). - Poteri dei liquidatori : compiere tutti gli atti necessari alla liquidazione, rappresentanza legale della societ e richiesta dei conferimenti ancora dovuti dei soci in caso di fondi indisponibili. - Divieti dei liquidatori : intraprendere nuove operaz., ripartiz. beni tra i soci finch i cred.sociali non sono stati pagati. Ripartizione dellattivo: i liquidatori devono prima restituire ai soci i beni conferiti in godimento (in caso di perimento/deterioramento: diritto al risarcimento) poi viene ripartito lattivo patrimoniale residuo. Nella S.N.C. i liquidatori devono redigere il bilancio finale di liquidazione e il piano di riparto ; con lapprovazione del bilancio, i liquidatori sono liberati di fronte ai soci. 33. L estinzione della societ. S.N.C.irregolare la chiusura del proc. di liquidazione determina lestinzione della societ. S.N.C.regolare approvato il bilancio finale di liquidazione i liquidatori devono chiedere la cancellazione dal registro delle imprese (la canc. pu anche essere disposta dufficio se risultano dal registro continue circostanze di assenza di attivit). Con la cancellazione societ si estingue, quandanche non tutti i creditori sociali siano stati soddisfatti. Ovviamente questultimi possono agire nei confronti dei soci che restano responsabili per le obb.sociali insoddisfatte. 34. (segue) Il fallimento della societ estinta. La nuova legge fallimentare stabilisce che i creditori della S.N.C. possono chiedere il fallimento della societ entro 1 anno dalla cancellazione della societ dal registro delle imprese. Il fallimento della societ non produce anche il fall. del socio decorso 1 anno dallo scioglimento del rapp.sociale o dalla cessazione della resp.illimitata. III. LA SOCIETA IN ACCOMANDITA SEMPLICE 1. Nozione e caratteri distintivi disciplinata dagli artt. 2313 2324 (La disciplina modellata su quella della S.N.C., con alcuni adattamenti). 35

Si caratterizza per la presenza di 2 categorie di soci: a. Soci accomandatari Rispondono solidalmente e illimitatamente per le obbligazioni sociali b. Soci accomandanti Rispondono limitatamente alla quota conferita (= solo obbligo di eseguire i conferimenti promessi). La S.A.S. risponde alla specifica funz.economica di consentire laggregazione di soggetti che intendono gestire affari assumendo resp.illimitata e di sogg. che intendono finanziare lattivit dei primi, con rischio e poteri limitati. 2. La costituzione della societ. La ragione sociale. Latto costitutivo deve essere iscritto nel registro delle imprese, pena irregolarit della S.A.S., e: Deve indicare soci accomandanti e accomandatari. Deve indicare la ragione sociale nella quale deve essere indicato il nome di almeno uno dei soci accomandatari. Se viene iscritto il nome di un accomandante, egli diventa illimitatamente e solidamente responsabile, ma non un socio accomandatario a tutti gli effetti, in quanto non viene investito del potere di amministrazione. 3. I soci accomandanti e lamministrazione della societ. I soci accomandanti possono partecipare allattivit dimprese limitatamente a: Procure speciali per singoli affari (vedi par.4 *) Prestare opera allinterno della societ sotto la direzione degli amministratori Dare autorizzazioni e pareri su determinate operazioni se latto costitutivo lo consente. I soci accomandanti hanno comunque diritto ad avere la comunicazione annuale del bilancio, controllare la sua esattezza consultando libri e documenti societari ed approvarlo se inteso come atto di controllo e non di gestione. 4. Il divieto di immistione * Art. 2320: gli accomandanti non possono compiere atti di amministrazione n trattare o concludere affari in nome della societ se non in forza di procure speciali per singoli affari . chi contravviene a tale divieto: risponde di fronte ai terzi illimitatamente e solidalmente per tutte le obbligazioni sociali o pu essere escluso. La posizione della societ resta obbligata solo se ha agito in base a regolare procura o se il suo operato stato successivamente ratificato dagli amministratoti (in caso contrario responsabile vs. terzi accomandante). (Accomandante): AMMINISTRAZIONE INTERNA: privo di potere decisionale autonomo ATTIVITA ESTERNA: pu trattare e concludere affari (in forza di procura speciale) e non pu agire di fronte ai terzi come procuratore generale o come insistore. 5. Il trasferimento della partecipazione sociale. E diverso a seconda del tipo di soci: Accomandatari = consenso unanime dei soci per atti tra vivi (consenso anche degli eredi se mortis causa) Accomandanti = trasf. per atto tra vivi necessario il consenso dei soci che rappresentano la maggioranza del cap.sociale; quota liberamente trasferibile senza consenso dei soci invece se mortis causa. 6. Lo scioglimento della societ Oltre alle cause di scioglimento della SNC la societ si pu sciogliere se viene meno una delle due categorie di soci e non viene ripristinata nel termine di 6 mesi. (se mancano accomandatari --> accomandanti nominano un amministratore provvisorio con i poteri limitati allordinaria amministrazione). I processi di liquidazione ed estinzione sono uguali alla S.N.C.. 7. La societ in accomandita irregolare 36

quando latto costitutivo non stato iscritto nel registro delle imprese. Rimane la distinzione tra soci accomandanti e accomandatari, ma il divieto di immistione ha portata pi ampia: i soci accomandanti rispondono limitatamente alla propria quota salvo che abbiano partecipato alle operazioni sociali ( neppure la procura esonera laccomandante dalla resp.illimitata). Per il resto valgono le regole della SNC irregolare. IV. LA SOCIETA PER AZIONI 1. Nozione e caratteri essenziali. La S.P.A. forma con S.A.A. e la S.R.L. la categoria delle Societ di capitali. E caratterizzata dal fatto che: - per le obbl.sociali risponde solo la societ col suo patrimonio (differenza con S.A.A.) - la partecipazione sociale rappresentata da azioni (differenza con S.R.L.) I suoi caratteri essenziali sono: Personalit giuridica E un soggetto dotato di personalit giuridica e gode di una piena e perfetta autonomia patrimoniale. Responsabilit limitata dei soci La societ risponde delle obbligazioni sociali solo con il proprio patrimonio. Organizzazione corporativa Presenza di 3 organi distinti Assemblea [ecisioni con principio maggioritario (peso di ogni socio proporzionale a quota di capitale sottoscritto e n di azioni possedute] organo di gestione organo di controllo Le azioni Le quote di partecipazione dei soci sono rappresentate da partecipazioni-tipo omogenee e standardizzate; le azioni sono infatti partecipaz.sociali di uguale valore e che conferiscono ai loro possessori uguali diritti. 2. Societ per azioni e tipologia della realt. 1- S.P.A. di grandi dimensioni: la grande impresa solitamente ha bisogno di uningente raccolta di capitali, favorita dalla limitazione di rischio individuale dei soci e la possibilit di pronta mobilitazione dellinvestimento. Si rende possibile la compartecipazione di un ristretto n di soci che assumono liniziativa (azionisti imprenditori), con una gran massa di piccoli azionisti animati dal solo intento di investire i propri risparmi (azionisti risparmiatori). 2- S.P.A. a base ristretta: composte da un numero non elevato di soci e costituite per la gestione di imprese modeste. PROBLEMI DI DISCIPLINA: se da un lato, nelle 2, i problemi restano quelli di una tutela pi energica dei soci di minoranza e creditori (di fronte a possibili abusi dei soci-amministratori che detengono la maggioranza del capitale), dallaltro nelle societ che fanno appello al pubblico risparmio (1) la presenza accanto a pochi azionisti imprenditori di unenorme massa di azionisti investitori (che nel complesso detengono quindi la maggioranza del capitale), favorisce il dominio delle stesse da parte di piccoli gruppi minoritari di controllo. A questo va aggiunto la nascita dellinvestimento diretto tramite operatori professionali specializzati (fondi comuni di investimento, fondi pensione ecc.), che raccolgono risparmio tra il pubblico e lo investono in soc.quotate. 3. Evoluzione della disciplina Il movimento di riforma inizia nel 1974: introduzione di strumenti di tutela degli azionisti risparmiatori [creazione azioni di risparmio (prive del dir.di voto e privilegiate sotto il profilo patrimoniale), maggior trasparenza degli assetti proprietari, certificazione bilanci da societ di revisione, creazione CONSOB (organo pubblico di controllo per linformazione societaria). 37

1998: Culminata nellemanazione del TUF, la riforma prevedeva un investimento indiretto in azioni con intermediari detti investitori istituzionali ed una radicale revisione degli istituiti delle societ quotate (es. az.di risparmio, offerte pubbliche di acquisto ecc.) con il riconoscimento di maggior autonomia statutaria, potenz. dellinformazione ecc. 2003 (entrata in vigore nel 2004): La riforma prevedeva la semplificazione della disciplina della societ di capitali e un ampliamento dellautonomia statutaria per favorire nascita, crescita e competitivit; introduzione delle S.P.A.unipersonali ecc. 4. (segue) Societ per azioni e modelli societari. La riforma del 2003 si caratterizza soprattutto per il fatto di prevedere una disciplina differenziata non solo per le societ quotate ma anche per quelle che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio. La disciplina della S.P.A. cos, si compone oggi di: - regole valide per tutte le S.P.A. - disposizioni riferite alle soc.chiuse (non fanno ricorso al mercato del cap.di rischio) - norme applicabili alle sole societ che fanno ricorso al mercato del cap.di rischio - norma che si applicano alle sole societ quotate Si vengono a costituire una molteplicit di modelli, con laccentuazione ad introdurre statuti speciali per le societ operanti in settori di particolare rilievo economico. Si va delineando inoltre una particolare disciplina per i gruppi di societ (articolazione della grande impresa in una pluralit di S.P.A. per darsi > snellezza operativa e tenere distinto il rischio di impresa nei diversi settore in cui opera). A. LA
COSTITUZIONE

5. Il procedimento. Si compone di 2 fasi fondamentali: stipulazione dellatto costitutivo e liscrizione di questo nel registro delle imprese. 6. La stipulazione dellatto costitutivo. Pu avvenire secondo 2 diversi procedimenti: stipulazione simultanea: stipulato immediatamente da coloro che assumono liniziativa della costituzione.

stipulazione per pubblica sottoscrizione : stipulazione al termine di un processo complesso che consenta la raccolta fra il pubblico del cap.iniziale (raramente usato). Si articola in 4 fasi: predisposizione del programma da parte dei promotori (indicante oggetto, capitale ecc.) che va depositato presso un notaio prima di esser reso pubblico; viene diffuso al pubblico con un prospetto informativo. Adesioni al programma con la sottoscrizione delle azioni (deve risultare da atto pubblico o scritt.priv.aut.); i promotori assegnano un termine (<= 30 giorni) per il versamento del 25% dei conferimenti. Completato il versamento, i promotori convocano l assemblea dei sottoscrittori che accerta lesistenza delle condizioni richieste per la costituzione della societ, delibera sul contenuto dellatto costitutivo e dello Statuto, nomina primi amministratori e sindaci ecc. Definitiva stipulazione atto costitutivo. I promotori (coloro che assumono liniziativa) sono solidamente responsabili versoi terzi per le obbligazioni assunte per la costituzione della societ (potranno essere riversate sulla societ (art. 2338)); essi inoltre possono riservarsi una partecipazione agli utili (< 10% utili e con durata < 5 anni).

7. Latto costitutivo: forma e contenuto. La societ per azioni pu costituirsi per CONTRATTO e dopo la riforma del 2003 anche per ATTO UNILATERALE. In ogni caso:

Deve essere redatto con atto pubblico pena la nullit (art. 2328) Deve indicare: 38

contabile Importo globale di spese di start-up Durata della societ (si pu stabilire anche a tempo indeterminato) Lo STATUTO, redatto accanto allatto costitutivo, indica le regole di funzionamento della societ.

1. Dati anagrafici dei soci, promotori e azioni loro assegnate 2. Denominazione e sede della societ 3. Oggetto sociale = tipo di attivit econimica che si vuole svolgere 4. Ammontare capitale sottoscritto e versato 5. Numero e VN azioni e loro modalit di circolazione 6. Valore attribuito ai crediti e ai beni conferiti in natura 7. Norme di ripartizione degli utili (se si modifica quella di legge) 8. Benefici a soci fondatori o promotori (max 10% utili per 5 anni) 9. Sistema di amministrazione 10. Numero di componenti del collegio sindacale 11. Nomina dei primi amministratori, sindaci e soggetto che esercita controllo 12. 13.

8. Le condizioni per la costituzione. Art. 2327; le



CONDIZIONI

per la costituzione sono: Capitale non inferiore a 120.000 Sottoscrizione per intero del capitale sociale Versamento in banca del 25 % dei conferimenti in danaro (tutti se unilaterale) Che sussistano le autorizzazioni governative e le altre condizioni richieste da leggi speciali

9. Gli effetti della stipulazione dellatto costitutivo I CONTRAENTI restano vincolati dalla dichiarazione di costituire la societ e non possono ritirare il loro consenso, i sottoscrittori hanno tuttavia diritto di rientrare in possesso delle somme versate se la societ non viene iscritta nel registro delle imprese entro 90 giorni dalla stipulazione dellatto. IL NOTAIO ha lobbligo di depositare entro 20 giorno latto presso lufficio del registro delle imprese (se non provvede lobbligo incombe sugli amministratori nominati nellatto). 10. Il controllo notarile Con le riforme prima citate stato abolito il giudizio di omologazione del tribunale dopo il deposito dellatto; il controllo di legalit resta in esclusiva al notaio, che redige latto costitutivo. Sono previste sanzioni per il notaio che chiede liscrizione di un atto che non ha le condizioni necessarie. 11. Liscrizione nel registro delle imprese Dopo il deposito e il controllo di legalit, lufficio del registro delle imprese verifica la regolarit formale della documentazione: se tutto ok, liscrizione avviene e la societ acquista la personalit giuridica. 12. Le operazioni compiute prima delliscrizione Per gli atti compiuti tra la stipulazione e liscrizione (es. necessarie per il procedimento di costituzione ecc.) sono illimitatamente e solidalmente responsabili verso i terzi coloro che hanno agito; la societ creata si accolla solo le spese necessarie per la costituzione ma non la responsabilit. Non comunque consentita lemissione di azioni prima delliscrizione nel registro delle imprese eccezion fatta per il caso in cui la costituzione avvenga per pubblica sottoscrizione. Nel caso in cui liscrizione sia rifiutata, i promotori non hanno alcuna rivalsa verso i sottoscrittori delle azioni per le spese sostenute per la costituzione, mentre verso i terzi che sono entrati in contatto con la societ non ancora iscritta, sono responsabili non solo coloro che hanno agito ma anche i soci fondatori che hanno autorizzato loperazione. 13. La nullit delle societ per azioni Prima della registrazione vi solo un contratto di societ; pu essere dichiarato nullo o annullato nei casi e con gli effetti previsti della disciplina generale dei contratti. La situazione muta dopo liscrizione, perch non si tratta pi solo di un contratto invalido ma esiste una societ. 39

La riforma del 2003 ha ridotte a 3 le 8 cause di nullit dellart. 2232: No atto pubblico per latto costitutivo Illiceit delloggetto sociale Mancanza nellatto costitutivo di ogni indicazione riguardo la denominazione della societ o i conferimenti o lammontare del capitale sociale o loggetto sociale Sempre secondo tale articolo: la dichiarazione di nullit non pregiudica lefficacia degli atti compiuti dopo liscrizione nel registro delle imprese i soci non sono liberati dallobbligo dei conferimenti sino a quando i creditori sociali non sono soddisfatti. In breve, la dichiarazione opera solo per il futuro e determina lo scioglimento della societ; inoltre sanabile: non pu essere dichiarata quando la causa stata rimossa e di tale eliminazione stata data pubblicit nel registro. B. LA 14.
SOCIET PER AZIONI UNIPERSONALE.

PATRIMONI DESTINATI.

La societ per azioni unipersonale

possibile con la riforma del 2003. Essa prevede che: a. consentita la costituzione della S.P.A. con atto unilaterale di un unico socio fondatore. b. Per le obbl.sociali risponde di regola la societ con il proprio patrimonio Ci sono norme particolari per: Costituzione: lunico socio risponde in solido per le operazioni compiute prima delliscrizione nel registro.

Conferimenti: lunico socio deve versare integralmente i versamenti in denaro. Se viene meno pluralit di soci deve versare anche gli altri conferimenti entro 90 giorni. Trasparenza: negli atti e nella corrispondenza deve essere indicato che c un unico socio e i suoi dati anagrafici. Rapporti societ e socio: le operazioni a favore del socio sono opponibili ai creditori della societ solo se risultano dal libro delle deliberazioni del c.d.a. o da atto scritto avente data certa anteriore al pagamento. Responsabilit limitata del socio: non incorre in resp.illimitata per le obbl.sociali. Eccezioni: oggettive e formali che comportano responsabilit illimitata del socio nel periodo in cui detiene tutte le quote; le eccezioni sono 2: Risponde illimitatamente quando non effettua il versamento integrale dei conferimenti Risponde illimitatamente fino a quando non sia stata attuata la specifica pubblicit dettata per la S.P.A.unip.

o o

15. I patrimoni destinati Patrimoni destinati = patrimoni destinati ad un singolo affare per limitare rischio di un settore. Lattuale disciplina offre 2 modelli di patrimoni destinati: PATR.DEST. OPERATIVO: la S.P.A. pu costituirlo entro i limiti del 10% del patr.netto e purch non riguardi affari attinenti ad attivit disciplinate in leggi speciali. FINANZIAMENTO DESTINATO: la societ pu stipulare con terzi un contratto di finanziamento pattuendo che al suo rimborso siano destinati i proventi dellaffare stesso 16. (segue) Patrimoni destinati c.d. operativi. La costituzione avviene con apposita deliberazione dellorgano di amministrazione a maggioranza dei suoi componenti; tale delibera deve contenere alcune indicazioni (art. 2447): - Laffare al quale destinato il patrimonio - I beni e i rapporti giuridici compresi nel patr.separato - Il patr.separato pu essere incrementato da terzi (in tal caso la delibera deve indicare le modalit di controllo sulla gestione e di partecipazione ai risultati dellaffare) - Le regole di rendicontazione dello specifico affare 40

La deliberazione deve essere verbalizzata da un notaio e iscritta al registro delle imprese e d effetti dopo 60 giorni da questultima. Realizzato laffare gli amministratori redigono il rendiconto finale (se permangono creditori insoddisfatti, possono chiedere entro 90 giorni la liquidazione del patrimonio destinato). 17. I finanziamenti destinati. Il contratto deve indicare gli elementi delloperazione con specificazione beni strumentali necessari per la realizzazione del piano e la parte coperta dal finanziamento e quella coperta dalla societ. Il finanziamento viene rimborsato dai proventi dellaffare nel tempo massimo indicato dal contratto, dopodich nulla pi dovuto al finanziatore. Una copia del contratto deve essere deposta nel registro delle imprese, ed necessario che la societ adotti sistemi di incasso e contabilizzazione idonei ad individuare in ogni momento i proventi dellaffare; rispettati tutti gli obblighi, i creditori sociali non possono aggredire i beni strumentali dellaffare, ma esclusivamente esercitare az.conservative. C. I CONFERIMENTI. 18. Conferimenti e capitale sociale Conferimenti = contributi dei soci alla formazione del capitale iniziale di rischio dimpresa. Nella disciplina dei conferimenti vi sono 2 obbiettivi: garantire che i conferimenti vengano realmente acquisiti dalla societ garantire che il valore loro assegnato dai soci sia veritiero A ciascun socio deve essere di regola assegnato un n di azioni proporzionale alla quota del capitale sociale sottoscritta e per un valore < del suo conferimento. 19. I conferimenti in danaro Secondo lart. 2342, i conferimenti devono essere eseguiti in danaro se latto costitutivo non prevede diversamente e alla sottoscrizione deve essere versato presso una banca almeno il 25% dei conferimenti in danaro o intero ammontare nel caso di societ unipersonale. Se vengono trasferite azioni non interamente liberate, lobbligo di conferimenti cade sia sul socio attuale che sullalienante ( la responsabilit dellalienante limitata 3 anni dalliscrizione del trasferimento nel libro dei soci). Se il socio che non esegue il pagamento non ha diritto al voto e , decorsi 15 giorni dalla pubblicazione di una diffida nella G.U., si offrono le azioni agli altri soci in proporzione della loro partecipazione; se le azioni non trovano acquirenti, il socio escluso trattenendo ci che ha gi versato + un risarcimento danni (le azioni rientrano a far parte del patrimonio della societ che pu ancora rimetterle in circolazione entro la fine dellesercizio). 20. I conferimenti diversi dal danaro. Non possono formare oggetto di conferimento le prestazioni di opera o di servizi (art. 2342) Beni in natura e crediti : le azioni corrispondenti a tali conferimenti devono essere liberate al momento della sottoscriz. Diritti di godimento: ammissibili. Beni immateriali: conferibile ogni prestazione di dare suscettibile di valutazione economica. 21. (segue) La valutazione. La
VALUTAZIONE

dei beni in natura deve essere veritiera e oggettiva. (Procedura regolata da art. 2343). >> stima di un esperto designato dal tribunale che deve assegnare un valore almeno pari a quello ad essi attribuito ai fini della determinazione del capitale sociale e leventuale sovrapprezzo. Entro 6 mesi gli amministratori devono controllare la valutazione e possono e procedere alla revisione della stima (nel frattempo le azioni collegate diventano inalienabili): se il valore dei beni inferiore di almeno un 1/5 rispetto a quello per cui avviene il conferimento, gli amministratori devono ridurre proporzionalmente il capital sociale e annullare le azioni che risultano scoperte. Il socio, dopo la revisione, ha 2 alternative: versare la differenza in danaro recedere dalla societ con restituzione del bene conferito se possibile 41

I soci possono richiedere una nuova valutazione qualora ritengano inattendibile il valore attribuito solo in alcuni casi (ad es. fatti eccezionali hanno modificato il valore, lesperto non aveva i requisiti adeguati ecc.); tali accertamenti devono essere espletati entro 30 giorni dalliscrizione 22. Gli acquisti potenzialmente pericolosi. necessaria la preventiva autorizzazione dellassemblea ordinaria + relazione giurata di un esperto designato dal tribunale per lacquisto ( conferimenti) da parte della societ di crediti o beni da soci, promotori, fondatori o amministratori quando: lacquisto sia compiuto entro 2 anni dalliscrizione della societ nel registro delle imprese. il corrispettivo pattuito sia pari o superire a 1/10 del capitale sociale. In caso di violazione della disciplina, lacquisto resta comunque valido ma lamministratore e lalienante sono solidalmente responsabili per i danni causati alla societ. Sono esentati gli acquisti effettuati nei mercati regolamentati o sotto il controllo dellautorit giudiziaria (il prezzo ufficiale o soggetto a controllo) e quelli effettuati a condizioni normali nellambito delle operazioni correnti della societ (non si vuole ostacolare la gestione ordinaria con intralci procedurali). 23. Le prestazioni accessorie. Oltre i conferimenti, latto costitutivo pu prevedere e descrivere (durata, modalit e compenso) prestazioni accessorie non consistenti in danaro: con esse si vincolano i soci ad effettuare a favore della societ prestazioni che non formano oggetto di conferimento + elemento personalistico. Le azioni con incorporate queste prestazioni sono nominative e non trasferibili senza il consenso degli amministratori. Salvo diverse clausole, gli obblighi possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci. V. LE AZIONI 1. Nozione e caratteri Azioni = quote di partecipazione dei soci nella SPA. Esse sono omogenee, standardizzate e liberamente trasferibili. In particolare le azioni: sono di identico ammontare attribuiscono identici diritti indivisibili (se intestate a pi persone rappresentante comune) A. AZIONI
E CAPITALE SOCIALE.

2. Il valore delle azioni. Le azioni devono essere di uguale valore (art. 2348), cio devono rappresentare unidentica frazione del cap.soc.. Il VN la parte di capitale sociale da ciascuna rappresentata espressa in cifra monetaria. Possono essere: con valore nominale Sono insensibili alle variazioni patrimoniali della societ. Il valore pu essere modificato solo attraverso una modifica dellatto costitutivo, dando luogo al frazionamento o raggruppamento di azioni. senza valore nominale Lo statuto indica solo capitale sottoscritto e numero di azioni. Hanno sempre e comunque un valore che esprime la frazione di capitale da ciascuna rappresentato. Valori: A. VALORE DEMISSIONE In nessun caso il valore complessivo dei conferimenti pu essere inferiore allammontare del capitale sociale: le azioni non possono essere complessivamente emesse per somma inferiore al loro VN. Le azioni possono essere emesse per somma superiore al VN (emissione con sovrapprezzo) solo in sede di costituzione o in sede di aumento di capitale. 42

B.

VALORE DI BILANCIO = patrimonio netto / n azioni C. VALORE DI MERCATO = prezzo di scambio giornaliero delle azioni 3. Lindivisibilit delle azioni Art. 2347: le azioni sono indivisibili. Nei casi di compropriet deve essere nominato un rappresentante; in mancanza di esso le dichiarazioni fatte dalla societ ad uno dei comproprietari sono efficaci nei confronti di tutti. 4.Frazionamento e raggruppamento delle azioni o o Lindivisibilit delle azioni non impedisce alla societ un loro frazionamento (che ne riduce loriginario VN). es. si sostituisce ogni azione da 10 con dieci azioni da 1. Lipotesi pi frequente per quella del raggruppamento (che invece aumenta loriginario VN). es. si sostituiscono dieci azioni da 1 con una da 10.

In entrambi i casi serve una delibera di modifica dellatto costitutivo. B. LA


PARTECIPAZIONE AZIONARIA.

5.Luguaglianza dei diritti DIRITTI DELLAZIONISTA Ogni azione costituisce una partecipazione sociale e attribuisce diritti e poteri: Di natura amministrativa (es. diritto di voto, di impugnazione delibere ecc.) Di natura patrimoniale (es. diritto agli utili e quota di liquidazione ecc.) Di natura patrimoniale e amministrativa insieme (es. diritto di opzione ecc.) Art. 2348: le azioni conferiscono ai loro possessori uguali diritti. Tale uguaglianza pu essere: Relativa: si possono creare categorie di azioni fornite da diritti diversi. Oggettiva: uguali sono i diritti che ciascuna azione attribuisce E rilevante per anche la: Disuguaglianza soggettiva: diritti di cui ciascun azionista gode globalmente , dovendosi al riguardo tener conto anche del numero delle azioni possedute: - Diritti che competono solo se si possiede una determinata % del cap.sociale (es. chiedere la convocazione o il rinvio dellassemblea) - Diritti che spettano in proporzione del n di azioni possedute (es. dritto di voto e agli utili in diverse misure a seconda del n di azioni) 6.Unit ed autonomia delle partecipazioni azionarie. Lazionista pu sottoscrivere/acquistare pi azioni ed diventare titolare di una pluralit di partecipazioni azionarie: potr comportarsi come titolare di distinte partecipaz. quindi ad es. esercitare il diritto di voto per alcune azioni e non per altre; valido anche il voto divergente (espresso con alcune azioni a favore ed altre contro la stessa delibera). 7.Le categorie speciali di azioni Fornite di diritti diversi da quelli tipici, possono essere create con lo statuto o in una modificazione dello stesso. Esse comportano mutamenti a livello organizzativo: Si creano assemblee speciali: le deliberazione dellassemblea generale che pregiudicano diritti di una di esse devono essere approvate anche dallassemblea speciale della categoria interessata. 8. (segue) Il contenuto della partecipazione azionaria.

Diritti amministrativi : 1. No azioni con diritto di voto plurimo (attribuiscono a ciascuna pi di un voto) 2. Si azioni senza diritto di voto 3. Si azioni con diritto di voto limitato a certi argomenti
43

4. Si azioni con diritto di voto subordinato al verificarsi di particolari condizioni 3 e 4: non possono superare la met del cap.sociale. Per le societ non quotate sono ammessi: Il diritto di voto limitato in una misura massima (es. fino al 10% del cap. posseduto ogni azione attribuisce un voto, mentre per leccedenza non riconosciuto tale diritto). Il voto scalare (es. fino al 10% un voto per azione, dal 10% al 20% un voto ogni due azioni ecc.) Diritti patrimoniali : Azioni privilegiate = attribuiscono ai loro titolari un diritto di preferenza nella distribuzione degli utili e/o nel rimborso del capitale al momento dello scioglimento della societ. Azioni correlate = diritti correlati ai risultati della societ in un determinato settore. 9. Le azioni di risparmio Rispondono ad unesigenza: incentivare linvestimento in azioni offrendo ai risparmiatori titoli meglio rispondenti ai loro specifici interessi. Possono essere emesse solo da societ le cui azioni ordinarie sono quotate.

Diritti amministrativi: no diritto di voto nelle assemblee ordinarie e straordinarie. Diritti patrimoniali: azioni privilegiate (tuttavia con privilegi minimi indicati dallatto costitutivo). Organizzazione: si basa su: Assemblea speciale delibera su decisioni di quella generale che pregiudicano i diritti degli az. di risparmio. Rappresentante comune Diritto di assistere alle assemblee della societ (e impugnarne le deliberazioni).

10. Le azioni a favore dei prestatori di lavoro Derivano sempre da delibera con assemblea straordinaria. Vari tipi: Azioni gratuite = assegnazione straordinaria di utili ai dipendenti con emissione gratuita. Azioni a pagamento = si limita il diritto dopzione degli azionisti sulle nuove emissioni per offrirle ai dipendenti. Strumenti finanziari partecipativi = la societ pu assegnarli ai propri dipendenti. 11. Le azioni di godimento. Art. 2353; la loro funzione quella di assicurare la parit di trattamento degli azionisti in occasione della riduzione reale del capitale sociale attuata mediante sorteggio ed annullamento di un certo n di azioni dietro rimborso del solo VN: poich il valore reale potrebbe essere > VN, a tali azionisti vengono rilasciati questi titoli chiamati az. di god..
-

Diritti patrimoniali: sono postergate rispetto alle altre azioni: partecipano alla ripartizione degli utili soltanto dopo che sia stato corrisposto alle altre un dividendo pari allinteresse legale sul VN. Diritti amministrativi: non attribuiscono n diritto di voto n di intervento (e impugnazione).

12. Azioni e strumenti finanziari partecipativi. Gli strumenti finanziari partecipativi si configurano a met strada tra obbligazioni e azioni. Il loro scopo di consentire lacquisizione da parte di soci (o terzi) di apporti patrimoniali che non possono formare oggetto di conferimento (perci non imputabili al capitale sociale), quali le prestaz. dopera e servizi. - sono forniti di diritti patrimoniali. - Diritti amministrativi = pochi; escluso il diritto di voto (se non per argomenti molto particolari) C. LA
CIRCOLAZIONE DELLE AZIONI.

13. I titoli azionari. Sono i documenti che rappresentano le quote di partecipaz. nelle S.P.A.non quotate e ne consentono il trasferimento. Qualora emessi, devono contenere: 44

denominazione e sede della societ data dellatto costitutivo il loro Valore Nominale (o n di azioni se non ne sono dotate) ammontare dei versamenti parziali sulle azioni non interamente liberate diritti e obblighi particolari ad esse inerenti

I titoli (o certificati) azionari possono essere: semplici o multipli (rappresentano cio 1 o + azioni). Ad essi sono di regola collegati fogli cedole: consentono di esercitare diritti che maturano durante la vita della societ, senza necessit di esibire il titolo azionario. 14. Azioni e titoli di credito. Le azioni non sono espressamente qualificate dal legislatore come titoli di credito, ma tuttavia opinione consolidata in giurisprudenza di riconoscerle tali. Principio dellautonomia in sede di circolazione : chi acquista in buona fede il possesso del titolo azionario, non soggetto a rivendicazione diventa cio proprietario del titolo e titolare della partecipazione incorporata. Funzione di legittimazione: il possessore del titolo azionario pu esercitare i diritto sociali senza essere tenuto a provare la propriet del titolo e la qualit di socio. Letteralit incompleta: il titolo non attribuisce un diritto letterale non determinato solo da quanto vi scritto sopra, ma per determinare la posizione del socio necessario far riferimento allatto cost. e le delibere assembleari. Per quanto riguarda linoppobilit delle eccezioni personali ai precedenti possessori al terzo portatore, stabilita dalla disciplina generale dei titoli di credito, opinione diffusa che tale principio non possa trovare piena applicazione nei titoli azionari lesigenza dellacquirente delle azioni deve essere sacrificata quando pu comportare lesione del prevalente principio del diritto societario: la salvaguardia dellintegrit del capitale sociale. [ la societ potr perci opporre al terzo acquirente ad es. lannullamento del titolo azionario non risultante dal documento (es. duplicazione di titoli) per la stessa partecipazione conseguente alla vendita coattiva]. 15. Azioni nominative e al portatore. Le azioni oggi devono essere nominative, salvo le azioni di risparmio e quelle emesse da Societ di Investimento a Capitale Variabile (S.I.C.A.V.) che possono essere anche al portatore. 16. La legge di circolazione delle azioni. Le azioni nominative devono essere intestate al nome di una persona fisica o giuridica e ci deve risultare anche nel libro dei soci; per il trasferimento sar dunque necessaria il mutamento della doppia intestazione. Due possibili modi: 1. Transfert: cambiamento contestuale delle 2 intestazioni, sotto la responsabilit della societ emittente; pu essere richiesto sia dallalienante che dallacquirente. Particolarmente onerosa e complessa per cui 2. ...trasferimento mediante girata: lannotazione sul titolo fatta dallalienante (girata); quella nel libro dalla societ e si rende necessaria solo quando lacquirente voglia esercitare i diritti sociali. Deve essere datata, contenere il nome del giratario e sottoscritta dal girante, autenticata da un notaio ecc. Le azioni al portatore non sono intestate ad alcuna persona per cui il trasferimento avviene mediante consegna. 17. Le azioni dematerializzate. La circolazione documentale presenta due particolari rischi: furto e smarrimento. A tale finalit risponde nel nostro ordinamento il sistema di gestione accentrata di strumenti finanziari; il sistema gestito da apposite S.P.A. a statuto speciale (che operano sotto la vigilanza della Consob) e le categorie di soggetti e strumenti finanziari ammessi alla gestione accentrata sono determinati dalla Banca dItalia e dalla Consob con proprio regolamento. Dal 1998 non possono pi essere rappresentati da titoli, e sono immessi nel sistema in regime di dematerializzazione: 45

strumenti negoziati (o destinati alla negoziazione) nei mercati regolamentati italiani. strumenti diffusi tra il pubblico in maniera rilevante E invece facolt degli emittenti assoggettare al regime altri strumenti.
-

GESTIONE ACCENTRATA NON DEMATERIALIZZATA: il sistema di gestione accentrata non dematerializzata si fonda sul deposito dei titoli presso la societ di gestione (Monte Titoli s.p.a.); ladesione facoltativa. Il deposito consente di sostituire la circolazione documentale con una circolazione fondata su semplici scritture contabili (che producono gli effetti propri del trasferimento secondo la disciplina legislativa dei titoli di credito) ma non comporta la soppressione materiale dei titoli (rilasciati dallemittente e depositati presso la societ di gestione). GESTIONE DEMATERIALIZZATA: il funzionamento del sistema reso pi semplice dalla soppressione di titoli: lemittente si limita a comunicare alla societ di gestione lammontare globale e gli intermediari ai quali accreditare le azioni emesse; la societ di gestione apre un conto per ogni emittente e nel contempo accende per ogni intermediario conti destinati a registrare i movimenti strumentali. Il trasferimento delle azioni dematerializzate pu essere effettuato dai titolari solo tramite gli intermediari autorizzati. 18. I vincoli sulle azioni. Le azioni possono essere costituite in usufrutto o in pegno e quindi sottoponibili a sequestro e pignoramento, annotando il relativo vincolo sul titolo e nel libro dei soci.

o o

Diritti amministrativi diritto di voto: allusufruttuario o al creditore pignoratizio ma in modo da non ledere gli interessi del socio (in caso contrario risarcimento danni). diritti diversi dal voto: esercizio disgiunto tra socio e usufruttuario/creditore pignoratizio (escluso il sequestro esercizio da parte del custode) Diritto dopzione Spetta al socio che deve provvedere al versamento delle somme necessarie entro 3 giorni dalla scadenza dellesercizio (altrimenti deve essere alienato per suo conto da una banca o un intermediario autorizzato) Azioni non interamente liberate In caso di pegno, il socio deve provvedere al versamento (in mancanza, il creditore pignoratizio le pu far vendere tramite banca o intermediario). In caso di usufrutto, lusufruttuario che deve provvedere al versamento.

19. I limiti alla circolazione delle azioni. Sono di diversa natura: a) Limiti legali o le azioni liberate con conferimenti diversi dal denaro non possono essere liberate prima del controllo di valutazione o Le azioni con prestazioni accessorie (ed anche quelle delle societ fiduciarie e di revisione) non sono trasferibili senza il consenso del c.d.a.. b) Limiti convenzionali Determinati dagli accordi tra soci sono i cosiddetti sindacati di blocco, ed hanno lo scopo di evitare lingresso a terzi non graditi. Quindi, vincolano solo le parti contraenti (la loro violazione non comporta invalidit delle azioni; linadempiente tenuto solo al risarcimento dei danni verso gli altri soci contraenti). c) Limiti statutari Determinati da clausole inserite direttamente nellatto costitutivo: in tal modo acquistano efficacia reale e valgono per tutti i soci, presente e futuri. Esse sono: Clausole di prelazione Prima di vendere le azioni bisogna offrirle ai soci e preferirli ai terzi a parit di condizioni la violazione riconosce soci il diritto di riscatto verso i terzi acquirenti. Clausole di gradimento Due sottocategorie di clausole che prevedono il trasferimento solo se: Lacquirente in possesso di determinati requisiti 46

C il consenso di un organo sociale (quasi sempre c.d.a.) [clausola di mero gradimento] Se rifiuto acquisto da parte della societ o recesso dellalienante. Contestate perch abuso da parte del controllo verso i soci di minoranza. Clausole di riscatto Le azioni possono essere riscattate dalla societ al verificarsi di determinati eventi. Valore si determina da disciplina del recesso e, se la societ a riscattare, anche quella sulle azioni proprie.
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Tali clausole possono essere inserite anche durante la vita della societ, con approvazione dellassemblea straordinaria; a chi era in disaccordo viene comunque riconosciuto il diritto di recesso. D. LE OPERAZIONI DELLA SOCIETA SULLE PROPRIE AZIONI 20. La sottoscrizione. Lincorporazione delle partecipazioni in titoli di credito permette il compimento da parte della di operazioni aventi ad oggetto le proprie azioni, quali ad es. la sottoscrizione e la compravendita; sono tuttavia operazioni pericolose lintegrit del capitale sociale, per il corretto funzionamento dellorganizzazione e per il mercato dei titoli. Sottoscrizione In nessun caso la societ pu sottoscrivere proprie azioni salvo lesercizio del diritto di opzione su azioni gi detenute dalla societ in caso di violazione, non si ha nullit, ma chi ha sottoscritto deve liberare le azioni. Due tipi: - diretta: compiuta in nome della societ - indiretta: compiuta da terzi in nome proprio ma per conto della societ Nel primo caso, diventano titolari delle azioni i promotori/soci fondatori (spetta perci a loro liberarle); nel secondo caso, il terzo che diventa titolare ed obbligato ad eseguire i conferimenti (senza possibilit di rivalsa). 21. Lacquisto di azioni proprie. Latteggiamento del legislatore meno rigido. Lart. 2357 stabilisce 4 condizioni da rispettare: Le somme utilizzate non possono eccedere gli utili e le riserve disponibili Le azioni da acquistare devono essere interamente liberate Deve esserci lautorizzazione dellassemblea ordinaria Per le societ che fanno riferimento al cap.di rischio, VN delle azioni acquistate < 1/5 del cap.soc. Gli acquisti effettuati senza losservanza di queste condizioni restano validi, pur esponendo gli amministratori a sanzioni penali; tuttavia, tali azioni devono essere vendute entro 1 anno in mancanza, la societ deve procedere al loro annullamento ed alla corrispondente riduzione del capitale sociale. Quando lacquisto funzionale alla riduzione del cap.soc., non sono applicabili tali limitazioni. 22. Altre operazioni. Sono lassistenza finanziaria per lacquisto/sottoscrizione di azioni proprie e laccettazione di azioni proprie in garanzia. - Lattivit di assistenza finanziaria: consiste nel concedere prestiti o fornire garanzie a favore di soci o terzi per la sottoscrizione/acquisto di azioni proprie; gli amministratori sottopongono allassemblea straordinaria una relazione per giustificare loperazione e questultima decide se autorizzarla o meno. - Laccettazione di azioni proprie in garanzia: la societ non pu accettare azioni proprie in garanzia. Entrambe disciplinate dallart. 2358, non sono stabilite specifiche sanzioni per la violazione dei divieti, ma sono note solo alcune conseguenze (ad es. la mancanza dellautorizzazione rende i contratti inefficaci). VI. LE PARTECIPAZIONI RILEVANTI. 1. Linformazione sulle partecipazioni rilevanti. 47

Lattuale disciplina, applicabile alle societ italiane con azioni quotate sui mercati regolamentati (art. 119 del TUF), prevede un obbligo di comunicazione alla societ partecipata e alla Consob per: 1. tutti coloro che partecipano in una societ con azioni quotate in misura > al 2% del capitale di questa 2. le sole societ con azioni quotate che partecipano in societ con azioni non quotate o in S.R.L. in misura superiore al 10% del capitale di queste. Sono invece determinate dalla Consob con proprio regolamento le variazioni delle partecipazioni rlevanti che comportano lobbligo di successive comunicazioni: - per le partecipazioni in soc.quotate adottato un sistema di soglie fisse (es. ulteriori comunicazioni quando si supera il 5% e successivi multipli di 5 fino al 50%, poi 66,6%, 75%, 90% e 95%). - per le partecipazioni in soc.non quotate, invece, le successive comunicazioni hanno carattere periodico. **Per il calcolo delle % si tiene conto solo dal capitale rappresentato da azioni o quote che attribuiscono dir.di voto** Se non si attiene alle norme della CONSOB sono previste delle sanzioni: pecuniarie di sospensione del voto inerenti alle specifiche azioni o strum.fin.. Norme integrative sono state introdotte per garantire la trasparenza delle partecipazioni rilevanti in societ per azioni non quotate, ma che operano in settori di particolare interesse: - societ bancarie comunicazione a Banca dItalia - S.I.M., S.G.R., S.I.CA.V. comunicazione alla Consob - societ di assicurazione comunicazione allIsvap 2. Lacquisto di partecipazioni rilevanti in societ quotate - Situazione previgente: se concordate con lattuale gruppo di comando, queste operazioni avvenivano senza transitare attraverso la borsa: il pacchetto di controllo era ceduto direttamente dal titolare ad un prezzo > di quello risultante dalle quotazioni in borsa (premio di maggioranza). Quando lattuale gruppo invece non era disposto a cedere la propria partecipazione, chi intendeva scalzarlo procedeva a massicci acquisti di azioni di borsa (scalate ostili) rimanendo nellanonimato finquando lobiettivo prefissato non era stato raggiunto; ci intendeva acquistare una societ (societ bersaglio) poteva seguire anche una tecnica alternativa: uscire allo scoperto e lanciare subito un offerta pubblica dacquisto (OPA) rivolta a tutti i suoi azionisti. - Oggi: riforme a partire dal 1992; il passaggio di propriet deve avvenire con la massima trasparenza per permettere a tutti gli azionisti di partecipare al premio di maggioranza. Sono stati introdotti 2 principi cardine: o OPA obbligatoria quando viene trasferita la partecipazione di controllo o LOPA deve svolgersi con determinate regole di comportamento, fissate per legge. Dei 5 casi previsti dalla legge del 1992, ne sono rimasti 2 con la legge del 1998 (OPA successiva e residuale), ed oggi ne rimane uno solo a seguito dellattuazione della XIII Direttiva CEE: OPA successiva totalitaria Chiunque, acquistando a titolo oneroso, venga a detenere una partecipazione = o > del 30% di azioni che attribuiscono diritto di voto nelle delibere riguardanti nomina/revoca degli amministratori o del consiglio, deve obbligatoriamente promuovere unOPA sulla totalit delle azioni entro 20 giorni. FUNZIONE: Si consente agli az. di minoranza di uscire dalla societ a seguito del mutamento dellaz. di controllo. PREZZO MINIMO che deve essere offerto: prezzo pi elevato pagato dallofferente, nei 12 mesi anteriori lofferta, per acquisti di titoli della medesima categoria. Lobbligo sussiste anche quando il 30% viene superato sommando gli acquisti effettuati da persone che agiscono di concerto: soggetti che cooperano sulla base di un accordo volto a acquisire o rafforzare il controllo della societ. Si pu, al posto di lanciare unOPA totalitaria, lanciare unOPA preventiva (facoltativa) volontaria, che porti ad ottenere una partecipazione superiore al 30%. Pu essere totale (100% dei titoli) o parziale (almeno il 60%). Si fissa liberamente il prezzo delle azioni. Lesonero dallOPA successiva totalitaria deve essere autorizzato dalla Consob ed subordinato a 2 condizioni: 48

lofferente non deve aver acquistato nellanno precedente partecipaz. nella societ bersaglio > 1%. Lofferta deve essere condizionata allapprovazione degli azionisti di minoranza della soc.bersaglio.

Oltre al caso di Opa successiva, la legge impone a chi consegue una partecipazione quasi totalitaria in una societ quotata di acquistare titoli ancora in circolazione con l obbligo di acquisto residuale (prima dellattuazione della direttiva era previsto il lancio di un Opa residuale). Lattuale disciplina prevede 2 casi di obbligo di acquisto: lofferente viene a detenere, a seguito di unOpa totalitaria, una partecipazione = o > al 95% della soc.bersaglio. chiunque viene a detenere una partecipazione > al 90% ha lobbligo di acquistare i titoli residui, se non ripristina entro 90 giorni un flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni. Il corrispettivo viene determinato da Consob. Acquisto coattivo: chi ha conseguito con unOpa il controllo quasi dellintero capitale, ma teme comportamenti ostruzionistici di chi non ha aderito allOpa, ha diritto di acquistare coattivamente le azioni residue entro 3 mesi di scadenza per laccettazione dellOpa (purch abbia dichiarato nel documento di voler avvalersi di tale diritto). La violazione dellobbligo di promuovere unOpa: - perde il diritto di voto inerente allintera partecipazione detenuta - comporta lobbligo di alienazione delle % eccedenti che fanno scattare lobbligo.

3. (segue) Le offerte pubbliche di acquisto e di scambio. LOpa una proposta irrevocabile rivolta a parit di condizioni a tutti i titolari dei prodotti che ne formano oggetto. SVOLGIMENTO: 1. Fase preparatoria Per promuoverla necessario presentare alla Consob il documento di offerta destinato alla pubblicazione; le offerte volontarie devono essere promosse entro 20 giorni dalla comunicazione (violazione: rende il documento irricevibile e lofferente non pu promuovere unulteriore offerte su prod. del medesimo emittente per 12 mesi) 2. Comunicato dellemittente La societ bersaglio obbligata a diffondere un comunicato contenente ogni dato utile per lapprezzamento dellofferta e una valutazione motivata degli amministratori sullofferta stessa. 3. Adesioni allofferta Sono irrevocabili e possono essere raccolte dagli intermediari indicati nel documento dofferta. Lattuale disciplina, per le regole di comportamento, si limita a fissare il principio della correttezza e trasparenza. Tecniche di difesa della societ bersaglio per ostacolare unOpa ostile (ad es. aumenti di capitale sociale, trasformazione della societ, lancio di unOpa concorrente da parte di alleati della societ bersaglio ecc.) sono consentite solo previa autorizzazione dellassemblea (passivity rule). Per evitare ulteriori difese preventive le regole di neutralizzazione prevedono che, durante lopa: - non hanno effetto nei confronti dellofferente eventuali limitazioni statuarie al trasferimento dei titoli - nelle assemblee non operano le limitazioni al diritto di voto previste dallo statuto. Passivity rule e regole di neutralizzazione sono soggette ad una clausola di reciprocit: non operano quando lOpa promossa da chi a sua volta non soggetto a tali disposizioni. 4. Chiusura dellofferta Nulla prevede lattuale disciplina per il caso in cui alla scadenza le adesioni siano inferiori o superiori al quantitativo richiesto ogni determinazione al riguardo rimessa al documento di offerta. 4. Limiti allassunzione di partecipazioni rilevanti.
-

Societ bancaria: lacquisizione di azioni di banche, da chiunque effettuato, deve essere preventivamente autorizzata da Banca dItalia quando comporta una partecipazione > 10% capitale con diritto di voto ( la violazione espone a sanzioni penali e la perdita del diritto di voto inerente tali azioni). 49

Societ assicurative: lacquisizione deve essere preventivamente autorizzata da Consob quando comporta una partecipazione > 5% del capitale con diritto di voto.

Esistono inoltre limiti imposti da clausole statuarie ai possessi azionari dei singoli soci, vietando che essi risultino intestatari di un n di azioni superiore ad una determinata % del cap.sociale. 5. Le partecipazioni modificative delloggetto sociale. Le partecipazioni a responsabilit illimitata. Art. 2361: lassunzione di partecipazioni in altre imprese non consentita, se per la misura e per loggetto della partecipazione ne risulta sostanzialmente modificato loggetto sociale determinato nellatto costitutivo. Finalit: impedire che logg.sociale sia in fatto (senza le procedure previste) modificato dagli amministratori. Tale divieto non perci operante quando lattivit principale della societ consiste proprio nellassunzione di partecipazioni in altre imprese tali societ sono le societ finanziarie tra cui distinguiamo le societ holdings. Lassunzione di partecipazioni in altre imprese, ove anche compatibile con logg.sociale, deve essere per deliberato dallassemblea quando comporta la responsabilit illimitata per le obbligazioni della partecipata. 6.(segue) Le partecipazioni reciproche tra soc.di capitali danno luogo a pericoli non diversi da quelli della sottoscrizione (es. falsata la consistenza patrimoniale, alterato il corretto funzionamento delle assemblee ecc.). Questi pericoli sono evidenti nel caso di sottoscrizione reciproca: se due societ si costituiscono o aumentano il capitale sociale sottoscrivendo luna il capitale dellaltra, si avr una moltiplicazione illusoria di ricchezza alla repressione di tale fenomeno interveniva il solo art. 2360 (divieto di costituire o aumentare capitale mediante sottoscrizione reciproca) che non consentiva tuttavia di ritenere per s vietata la sottoscrizione reciproca tramite una societ controllata; a questo stata perci affiancato lart. 2359-quinties che vieta in tutti i casi alla societ controllata di sottoscrivere un aumento di capitale deliberato dalla controllante. Tali pericoli sono evidenti anche quando lincrocio attuato mediante acquisto reciproco di azioni gi in circolazione: se effettuato per importo eccedente gli utili distribuibili, determina un indiretto rimborso dei conferimenti agli azionisti delle due societ. Lattuale disciplina prevede perci: Non ci sono limiti quando non ci sono rapporti tra le societ e nessuna quotata in borsa. Se lincrocio effettuato tra societ controllante e societ controllate, si applicano gli art. 2359-bis e ss. che prevedono limiti quanti-qualitativi. Se lincrocio non intercorre tra controllante e controllata, ma coinvolge almeno una soc.quotata, si applica lart. 121 del TUF sui limiti quantitativi (se sono quotate entrambe lincrocio non pu superare il 2% del cap.con diritto di voto (se una sola 10% della soc.non quotata)). VII. I GRUPPI DI SOCIETA 1. Il fenomeno di gruppo. I problemi Gruppo di societ: insieme di societ formalmente autonome ed indipendenti ma assoggettate ad una direzione unitaria. Tutte sono sotto linfluenza dominante di una capogruppo. I gruppi sono largamente diffusi per i vantaggi economici ottenibili ed necessaria una specifica disciplina che: a) Assicuri unadeguata info. sui collegamenti di gruppo, sui rapporti tra societ ecc.. b) Eviti che intrecci di partecipazioni alterino lintegrit patrimoniale delle societ coinvolte. c) Eviti che le scelte operative delle singole societ pregiudichino le aspettative di quanti fanno affidamento esclusivamente sulla consistenza patrimoniale e sui risultati economici di quella societ. 2. Societ controllate e direzione unitaria.

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E societ controllata quella che ti trova sotto linfluenza dominate di unaltra societ (controllante). Varie forme: CONTROLLO DI DIRITTO E controllata la societ in cui unaltra societ dispone della maggioranza dei voti esercitabili nellassemblea. CONTROLLO DI FATTO E controllata la societ in cui unaltra societ dispone dei voti sufficienti per esercitare uninfluenza dominante nellassemblea ordinaria. CONTROLLO CONTRATTUALE Si considerano controllate le societ che sotto linfluenza dominante di unaltra societ in virt di particolari vincoli contrattuali con essa. Le societ collegate sono diverse dalle controllate perch si parla di influenza notevole (non dominante). 3. Disciplina dei gruppi Lesistenza di un rapporto di controllo societario non sufficiente per affermare che si in presenza di un gruppo: fa tuttavia presumere lesercizio dellattivit di direzione e di coordinamento di societ in cui si concretizza lessenza del fenomeno di gruppo, con conseguente applicabilit, sia le norme introdotte prima della riforma del 2003 (sui rapporti tra controllante e controllata), sia quelle successive (dedicate alle societ che esercitano att.di direzione di altre soc.). Sono assoggettati a tali norma anche i gruppi paritetici (o orizzontali) no subordinazione ma collaborazione. In base a tale disciplina stata istituita unapposita sezione del registro delle imprese nella quale sono iscritte le societ che esercitano attivit di direzione e coordinamento e le societ ad esse sottoposte. Il quadro della disciplina stato completato con lintroduzione del bilancio consolidato di gruppo che consente di conoscere la situazione patrimoniale e finanziaria del gruppo, considerato unitariamente. 4.La tutela dei soci e dei creditori delle societ controllate. DISTINTA SOGGETTIVITA: il gruppo di societ non configurabile come un nuovo soggetto di diritto; non d vita ad unattivit dimpresa giuridicamente unitaria. FORMALE INDIPENDENZA GIURIDICA: esclude che la capogruppo sia responsabile per le obbligazioni assunte dalle controllate in attuazione della politica di gruppo. ALCUNI ELEMENTI DELLA RIFORMA/2003: Finanziamenti: il rimborso di finanziamenti infragruppo (ma non di quelli della controllata a favore della capogruppo) postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. Responsabilit della capogruppo: la capogruppo tenuta ad indennizzare direttamente azionisti e creditori delle soc.controllate per i danni dagli stessi subiti per il fatto che la propri societ si supinamente attenuta alle direttive del gruppo lesive del proprio patrimonio rispondono con essa, sia coloro che abbiano preso parte al fatto lesivo es. amministratori e dirigenti), sia coloro che ne abbiano consapevolmente tratto beneficio (ad es. altre societ del gruppo) nei limiti del vantaggio conseguito. Poich il danno subito dai soci e creditori della controllata un riflesso del danno subito da questultima, lazione di risarcimento nei confronti della capogruppo esperibile solo se essi non sono stati soddisfatti dalla societ controllata. Diritto di recesso: riconosciuto ai soci di una societ soggetta ad attivit di direzione e di coordinamento in presenza di eventi riguardanti la societ capogruppo, ma che di riflesso determinano un mutamento delle originarie condizioni di rischio dellinvestimento nelle controllate. 5. Il gruppo insolvente Al riguardo lattuale disciplina prevede che, dichiarata insolvente e sottoposta ad amministrazione straordinaria unimpresa facente parte di un gruppo, sono sottoposte alla stessa procedura tutte le imprese facenti parte dello stesso gruppo che si trovano in stato di insolvenza. Lomogeneit delle procedure non incide per sula reciproca autonomia patrimoniale delle societ del gruppo: infatti pur sempre necessario un distinto accertamento dello stato di insolvenza delle singole societ del gruppo. 51

Responsabilit di gruppo: in caso di direzione unitaria del gruppo, gli amministratori delle societ che hanno abusato di tale direzione rispondono in solido con gli amministratori della societ dichiarata insolvente dei danni da questi cagionati alla societ stessa. 6. Le lettere di Patronage Sono possibili fonti di responsabilit della capogruppo e sono dichiarazioni di questultima (normalmente rilasciate a banche per favorire il finanziamento delle soc.controllate). Esistono lettere: Deboli: la capogruppo si limita ad attestare lesistenza di una partecipazione di controllo e formulare dichiarazioni in merit alla solvibilit del gruppo Forti: dichiarazioni pi impegnative (ad es. capogruppo afferma che eserciter tutta la sua influenza affinch la controllata faccia onore alle proprie obbligazioni ed eventualmente si impegna anche a fornire alla stessa i mezzi finanziari necessari). VIII. LASSEMBLEA. 1. Gli organi della S.P.A. In ogni SPA ci sono tre distinti organi: Assemblea dei soci Organo con funzioni deliberative determinate dalla legge su atti di maggior rilievo

Organo amministrativo Organo che gestisce limpresa e con ampi poteri decisionali

Organo di controllo interno Funzioni di controllo sullamministrazione della societ Oggi il Codice civile, in seguito alla riforma del 2003, prevede diversi sistemi di combinarli:

Sistema tradizionale
CDA Coll. Assemblea

Lamministrazione ( c.d.a.) e il controllo ( collegio sindacale) sono esercitati da due organi distinti nominati entrambi dallassemblea.

Sistema monistico

Lamministrazione esercitata da un consiglio di amministrazione nominato dallassemblea allinterno del quale vi un comitato per il controllo della gestione composto da amministratori che devono essere: Non esecutivi Indipendenti

CDA al cui interno vi il comitato di gestione

Assemblea

Sistema dualistico
Consiglio di gestione Consiglio di Assemblea

Lamministrazione esercitata da un consiglio di sorveglianza che a sua volta nomina un consiglio di gestione per il controllo.

** se non disposto diversamente si intende adottato il sistema tradizionale** 2. Nozione e distinzioni. Lassemblea un organo, composto dai soci, che decide secondo il principio maggioritario sulle questioni a essa riservate dalla legge o dallatto costitutivo. A seconda delloggetto delle delibere distinguiamo in:

Assemblea ordinaria Art. 2364: nelle societ con sistema tradizionale e monistico, lassemblea ordinaria: a. Approva il bilancio b. Nomina e revoca amministratori, sindaci e presidente del collegio sindacale 52

c. Determina il compenso degli amministratori e dei sindaci, se non gi stabilito nellatto costitutivo d. Delibera sulla responsabilit degli amministratori e dei sindaci e. Approva il regolamento dei lavori assembleari f. Delibera sugli altri oggetti attribuiti dalla legge [e sulle autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento di atti amministrativi].

Assemblea straordinaria Art. 2365: lassemblea straordinaria delibera: a) Sulle modificazioni dello statuto b) Sulla nomina, sulla sostituzione e sui poteri dei liquidatori c) Su ogni altra materia espressamente attribuita dalla legge alla sua competenza

Lo statuto pu per attribuire al c.d.a. la competenza su materie per legge riservate allassemblea straordinaria come, ad esempio la fusione fra controllante e controllata (quando posseduta per almeno il 90%), lindicazione degli amministratori che hanno la rappresentanza listituzione e soppressione di sedi secondarie ecc. Abbiamo inoltre la distinzione tra Assemblea: Generale: se la societ ha emesso solo azioni ordinarie. Speciale: se sono state emesse diverse categorie di azioni che conferiscono diritti amministrativi 3. Il procedimento assembleare La CONVOCAZIONE deliberata dal C.D.A con indicazione del giorno, ora, luogo e ordine del giorno e pu essere: Facoltativa = decisa dal c.d.a. ogni volta che lo ritengano opportuno. Obbligatoria = almeno una volta lanno entro il termine previsto dallo statuto (comunque non superiore a 120 giorni dopo la chiusura dellesercizio) e quando ne sia fatta richiesta da tanti soci che rappresentano almeno il 10% del capitale sociale. Qualora la convocazione sia obbligatoria e gli amministratori non vi abbiano provveduto (o quando vengono a mancare tutti gli amministratori), la convocazione viene disposta dal collegio sindacale. LUOGO DI CONVOCAZIONE: art 2363 comune dove ha sede la societ (se lo statuto non dispone diversamente). AVVISO DI CONVOCAZIONE: - Pu essere pubblicato nella G.U. 15 giorni prima dellassemblea (o in un quotidiano indicato dallo statuto). Pu essere portato a conoscenza dei soci con mezzi che ne garantiscano la prova (es. raccomandata con ricevuta di ritorno) 8 gg prima dellassemblea per le societ chiuse il cui statuto lo preveda Deve contenere giorno, ora, data e l ordine del giorno elenco delle materie da trattare. In assenza di convocazione (o se non eseguita a termini di legge), lassemblea si ritiene comunque regolarmente costituita quando rappresentato lintero capitale sociale e vi partecipa la maggioranza dei componenti degli organi amministrativi e di controllo assemblea totalitaria. 4. Costituzione dellassemblea. Validit delle deliberazioni. Nella costituzione dellassemblea abbiamo 2 tipi di quorum: Quorum costitutivo Parte di capitale sociale che deve essere rappresentata in assemblea perch sia regolarmente costituita Quorum deliberativo Parte di capitale sociale che si deve esprimere a favore di una determinata delibera perch sia approvata

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Tipo dassemblea ASS. ORDINARIA (I Convocazione) (IIa convocazione) ASS. STRAORDINARIA S.P.A. CHIUSE**: (I Convocazione) (II Convocazione) SPA APERTE: (I Convocazione) (II Convocazione)

Quorum costitutivo

Quorum deliberativo

del cap.soc

50% + 1 delle azioni presenti*

Nessuno

50% + 1 delle azioni presenti

Nessuno 1/3 + 1 del cap.soc.

50% + 1 del cap.soc. 2/3 delle az. presenti

del cap.soc. 1/3 del cap.soc.

2/3 delle azioni presenti 2/3 delle azioni presenti

*Azioni presenti: capitale sociale rappresentato in assemblea. **S.P.A. chiuse: non fanno ricorso al mercato dei capitali di rischio. CONVOCAZIONI SUCCESSIVE: si applicano le regole della II convocazione per lAssemblea Ordinaria e per le Societ chiuse in quella Staordinaria. Per quelle aperte invece: quorum costitutivo: 20% del cap.soc. quorum deliberativo: 2/3 delle azioni presenti Esistono anche dei quorum speciali per lassemblea straordinaria (es. oltre la met del cap.soc. per lesclusione del diritto di opzione, 2/3 del cap.soc. per introduzione o soppressione della clausola compromissoria ecc.). 54

Lo Statuto pu modificare solo in aumento le maggioranze previste per lassemblee [nel caso di quella ordinaria (IIconvocazione), sono esclusi i casi di approvazione del bilancio e la nomina/revoca delle cariche sociali]. 5. Svolgimento dellassemblea. Verbalizzazione. Il presidente dellassemblea indicato nello statuto o eletto con la maggioranza dei presenti. FUNZIONE: dirigere i lavori dellassemblea, assicurando che si svolga nel rispetto delle norme. POTERI PROPRI: dichiara aperta e chiusa la seduta pone in discussione gli argomenti allordine del giorno mette in votazione le diverse proposte e proclama i risultati POTERI DERIVATI: assume decisioni su aspetti dellattivit dellassemblea non regolati dalla legge, dallo statuto o dal regolamento della stessa (es. sistema di votazione, sospensione, scioglimento ecc.). Mancano norme che disciplinino il dibattito, anche se non vi dubbio che ogni votante abbia diritto di prendere parte alla discussione per cercare di orientare la decisione degli altri soci. Ai soci intervenuti che raggiungono 1/3 del cap.soc. rappresentato in assemblea, riconosciuto il diritto di chiedere il rinvio dellassemblea di non oltre 5 giorni, dichiarando di non essere sufficientemente informati sugli argomenti. E nata a tale proposito linformazione pre-assembleare: si sono moltiplicate le norme volte ad assicurare lesercizio consapevole del voto in occasione di delibere di particolare rilievo (es. approvazione di bilancio, fusione, scissione ecc.), con limposizione agli amministratori dellobbligo di redigere e di depositare preventivamente presso la sede sociale specifici documenti informativi e/o relazioni illustrative. Votazione: il modo con cui procedere alla votazione pu essere liberamente stabilito di volta in volta. Verbalizzazione: il verbale il documento da cui risultano le delibere assembleari. In quelle straordinarie devessere redatto dal notaio. Inoltre esso: Deve essere redatto senza ritardo. Deve essere trascritto nel libro delle adunanze e delle deliberazioni. Deve essere trascritto nel registro delle imprese nel caso che una delibera modifichi latto costitutivo. Deve allegare lidentit e il capitale rappresentato da ogni socio. Deve allegare le modalit e il risultato delle votazione e i soci favorevoli, astenuti o dissenzienti. 6. Il diritto di intervento. Il diritto di voto. Art. 2370: Possono intervenire in assemblea, insieme ai componenti degli organi di amm. e controllo e ai rappresentanti degli azionisti di risparmio e obbligazionisti , gli azionisti cui spetta lesercizio del diritto di voto. Lart. 2352 ci ricorda che possono intervenire anche i soggetti che pur non essendo soci hanno il diritto di voto, come ad esempio lusufruttuario o il creditore pignoratizio. Se non previsti dallo statuto: non sono pi necessari il preventivo deposito delle azioni presso la sede o le banche indicate e non pi valido il divieto di ritiro dei titoli prima dellassemblea. Lo statuto pu inoltre prevedere la possibilit di voto telematico o per corrispondenza. 7. (segue) La rappresentanza in assemblea Gli azionisti possono partecipare allassemblea sia personalmente, sia a mezzo di rappresentante. - La delega deve essere conferita per iscritto, contenere il nome del rappresent. e di un suo eventuale sostituto. sempre revocabile ed opera solo per singole assemblee (in tutte le sue convocazioni). La rappresentanza non pu essere data a organi amministrativi, di controllo o dipendenti della societ . - Limitazioni numeriche Ogni rappresentante non pu rappresentare: o Pi di 20 soci nelle S.P.A. chiuse. o Pi di 50, 100, 200 soci nelle S.P.A. aperte in funzione del cap.soc..

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La riforma del 98, in alternativa alla disciplina del codice, ha introdotto, per le sole societ quotate, 2 istituti per i quali non operano le limitazioni soggettive e quantitative: a. Sollecitazione = richiesta di conferimento di deleghe di voto (rivolta a tutti gli azionisti) da parte di uno o pi soggetti che richiedono ladesione a specifiche proposte di voto. Il committente deve avere almeno l1% delle azioni con diritto di voto da almeno 6 mesi e deve obbligatoriamente rivolgersi ad un intermediario professionale ( effettua la sollecitazione mediante la diffusione di un prospetto e di un modulo di delega).
b. Raccolta di deleghe = richiesta di conferimento di deleghe di voto effettuata dalle associazioni di azionisti esclusivamente nei confronti dei propri associati. Gli associati non sono comunque tenuti non conferire la delega e possono liberamente indicare come dovr essere esercitato il proprio voto.

8. Limiti allesercizio del voto. Il conflitto dinteressi. Art. 2373: La deliberazione approvata con il voto determinante di soci che abbiano, per conto proprio o di terzi, un conflitto di interessi con la societ impugnabile qualora possa recarle danno. Due ipotesi tipiche di conflitto di interessi sono poi previste dallart. 2373, comma II che: Vieta agli amministratori di votare nelle deliberazioni riguardanti la loro responsabilit Vieta ai soci componenti del consiglio di gestione, di votare nelle deliberazioni per nomina/revoca consiglieri. E condizione necessaria il danno alla societ per cui lart. 2373 non invocabile nel caso di abusi della maggioranza a danno della minoranza: in questi casi la dottrina prevalente tende ad applicare il principio di correttezza, perci annullabile la delibera ispirata dal solo scopo di danneggiare i singoli soci. Nei pochi casi in cui sia la minoranza ad abusare del diritto di voto, la sanzione non sar lannullamento ma lesposizione al risarcimento dei danni. 9. I sindacati di voto. Sono accordi (patti parasociali) con i quali alcuni soci si impegnano a concordare preventivamente il modo in cui votare in assemblea (es. unanimit, a maggioranza dei soci ecc.). Possono avere carattere occasionale o permanente [a tempo determinato [max. 5 anni (3 per le soc.quotate), ma rinnovabile a scadenza) o indeterminato]. VANTAGGI: danno un indirizzo unitario allazione dei soci sindacati e, s questi vengono a costituire il gruppo di comando, il patto consente di dare stabilit di indirizzo alla condotta della societ. PERICOLI: cristallizzano il gruppo di controllo; il procedimento assembleare viene di fatto rispettato solo formalmente in quanto le decisioni vengono prese fuori dallassemblea. EFFETTI: il sindacato di voto produttivo di effetti solo tra le parti e non nei confronti della societ perci il voto effettuato in violazione del patto parasociale comunque valido, ma il socio dovr risarcire il danno agli altri. PUBBLICITA: il regime previsto per le societ con azionariato diffuso ed diverso fra soc.quotate (1) e non (2): (2) chiuse Nessun regime di pubblicit (2) aperte I patti parasociali di voto devono essere comunicati alla societ e dichiarati in apertura di ogni assemblea [omessa dichiarazione sospensione del diritto di voto delle azioni cui si riferisce il patto]. (1) I sindacati di voto e gli altri patti parasociali devono essere comunicati alla Consob ed alla societ quotata, pubblicati sulla stampa quotidiana e depositati presso il registro delle imprese. [violazione sanzioni amministrative/pecuniarie e nullit dei patti]. 10. Le deliberazioni assembleari invalide. 56

Linvalidit pu essere determinata dalla violazione del procedimento ass. o da vizi nel contenuto della delibera. SISTEMA PREVIGENTE: la nullit si presentava come sanzione eccezionale prevista per delibere aventi oggetto impossibile o illecito; i vizi del procedimento davano sempre origine all annullabilit. Per raggirare lostacolo, furono poi introdotte le delibere inesistenti presentavano vizi di procedimento talmente gravi da precludere la qualificazione dellatto come delibera assembleare (estensione della nullit anche a delibere con vizi di procedimento). RIFORMA DEL 2003: si pone fine alla categoria delle delibere inesistenti riconducendo nelle categorie di annullabilit o nullit tutti i possibili vizi delle delibere assembleari. DELIBERAZIONI ANNULLABILI [ARTT. 2377-2378] Sono annullabili tutte le deliberazioni che non sono prese in conformit della legge o dello statuto. Possono sicuramente dar vita ad annullabilit: a. La partecipazione allassemblea di persone non legittimate, ma solo se tale partecipazione sia stata determinante per la regolare costituzione dellassemblea b. Linvalidit di singoli voti o il loro errato conteggio, ma solo se determinanti per raggiungere la maggioranza c. Incompletezza o inesattezza del verbale, ma solo quando impediscono di fatto laccertamento del contenuto, degli effetti e della validit della delibera I soggetti legittimati allazione di annullabilit (impugnativa) della delibera sono soci assenti, dissenzienti o astenuti ma con diritto di voto, amministratori, consiglio di sorveglianza e consiglio di gestione, rappresentante comune degli azionisti di risparmio + Consob, Banca dItalia e Ivap in alcuni casi tassativamente previsti. Limpugnativa pu per essere proposta solo da chi possiede: Nelle S.P.A. Aperte: 1 del capitale sociale Nelle S.P.A. Chiuse: 5 % del capitale sociale Termine: limpugnativa o lazione di risarcimento danni devono essere proposte entro 90 giorni dalla data della deliberazione o, se questa soggetta a trascrizione o anche solo a deposito nel registro delle imprese, 90 giorni dalliscrizione o dal deposito. Il termine allungato a 180 giorni dalla Consob, per la Banca dItalia e per lIsvap. Lazione di annullamento: Procedimento di impugnazione proposta al tribunale del luogo dove la societ ha la sede; i soci impugnanti devono dimostrare di essere possessori al tempo dellimpugnazione del prescritto n di azioni. Ha effetto per tutti i soci e obbliga gli amministratori a prendere i provvedimenti necessari sotto la propria responsabilit (restano salvi i diritti acquistati in buona fede da terzi in base ad atti compiuti in esecuz. della delibera). Non possibile quando la delibera stata sostituita con una conforme alla legge o se stata revocata dallassemblea. 11. Le deliberazioni nulle. DELIBERAZIONI
NULLE [ARTT.

2379]

La delibera nulla solo nei casi indicati tassativamente dalla legge: -1- Impossibilit o illiceit delloggetto Si ha nullit quando loggetto illecito o impossibile (contrario a norme imperative, ordine pubblico o buon costume) ma anche quando la delibera ha oggetto lecito ma contenuto illecito (es. approvaz. bilancio falso). -2- Mancata convocazione dellassemblea Si precisa per che non si ha nullit della delibera nel caso di irregolarit dellavviso ma comunque idoneo ad avvertire i legittimati allassemblea sulla data e sulla convocazione dellassemblea. -3- Mancanza del verbale Si precisa che il verbale non si considera mancante se contiene data e oggetto della delibera e sia sottoscritto dal presidente dassemblea o del c.d.a. o del c.d.s. o dal segretario o dal notaio. Termine: Il primo caso non soggetto a prescrizione; gli altri hanno un termine di decadenza di 3 anni. 57

La nullit pu essere fatta valere da chiunque vi abbia interesse o pu essere rilevata di ufficio dal giudice. Come per le delibere annullabili, i diritti acquistati in buona fede dai terzi in esecuzione della delibera non sono pregiudicati dalla dichiarazione di nullit e non pu essere dichiarata nulla la delibera sostituita con unaltra legale. Casi speciali Sono laumento/riduzione del capitale sociale e lemissione di obbligazioni. termine per lazione 6 mesi in S.P.A.aperte, la nullit non pu essere pi pronunciata dopo che stata iscritta nel registro. IX. AMMINISTRAZIONE. 1. I sistemi di amministrazione e controllo. a. tradizionale b. dualistico c. monistico 2. Struttura e funzioni dellorgano amministrativo.

SISTEMA TRADIZIONALE
Art. 2380-bis lorgano amministrativo pu essere composto da un amministratore unico o da una pluralit di amministratori (che formano il c.d.a.). FUNZIONI gli amministratori sono lorgano cui affidata in via esclusiva la gestione dellimpresa e ad essi spetta compiere tutte le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale. Inoltre devono adempiere agli obblighi pubblicitari indicati per legge, tenere i libri obbligatori e redigere bilancio. POTERI gli amministratori: 1. gestorio: deliberano su tutti gli argomenti attinenti alla gestione che non siano riservati allassemblea. 2. di rappresentanza: hanno la rappresentanza generale dellimpresa Tali funzioni sono inderogabili dallautonomia privata 3. Il rapporto assemblea-amministratori.

Art. 2364: lassemblea delibera sulle autorizzazioni eventualmente richieste dallo statuto per il compimento degli atti di amministratori, ferma restando la responsabilit di questi ultimi per gli atti compiuti. Art. 2380-bis: la gestione dellimpresa spetta esclusivamente agli amministratori, i quali compiono le operazioni necessarie per lattuazione delloggetto sociale. - La competenza gestoria dellassemblea ha perci carattere delimitato, ma specifico ( sussiste solo per gli atti espressamente previsti dalla legge). - La competenza degli amministratori ha invece carattere generale ( sussiste per tutti gli atti che non siano specificatamente riservati allassemblea). N lassemblea pu impartire direttive vincolanti agli amministratori, n questi ultimi sono obbligati a sottoporre a preventiva approvazione dellassemblea le loro iniziative. 4. Nomina e cessazione della carica Nomina Gli amministratori possono essere nominati: inizialmente nellatto costitutivo. Successivamente dallassemblea ordinaria. Se previsto dalla legge o dallo statuto anche dallo Stato o altri enti pubblici. Lo statuto pu poi stabilire norme particolari per la nomina alle cariche sociale da parte di assemblea ordinaria. 58

Sono diffusi nella pratica i sistemi di votazione consegnati in modo da assicurare anche a gruppi di minoranza propri rappresentanti nel c.d.a. ( es. voto di lista: vengono presentate 2 o + liste di candidati; ogni socio vota 1 lista ed i posti nel c.d.a. sono distribuiti in proporzione ai voti di ciascuna lista, secondo lordine di preferenza dei candidati). Numero degli amministratori fissato nello statuto (pu anche riportare solo min. e max.). Requisiti gli amministratori possono essere soci e non soci. In particolare nelle societ quotate devono tutti possedere i requisiti di onorabilit, ed almeno un componente del c.d.a. quelli di indipendenza. Esistono cause di: ineleggibilit: interdetto, inabilitato, fallito. Incompatibilit: es. impiegati civili di Stato, titolari di cariche di Governo ecc.. Durata e cessazione Gli amministratori restano in carica per un massimo di 3 esercizi. Essi possono decadere per: -1- Dimissioni -2- Revoca da parte dellassemblea ( risarcimento se non per giusta causa) -3- Morte -4- Decadenza dallufficio ove sopravvengano cause di ineleggibilit Sostituzione secondo lart. 2386, nei casi -1-3-4-: se rimane in carica pi della met degli amministratori, i superstiti provvedono a sostituire provvisoriamente (fino a successiva assemblea) quelli venuti meno. se viene a mancare pi della met degli amministratori, i superstiti devono convocare lassemblea perch provveda alla sostituzione dei mancanti (i nuovi nominati scadono con quelli in carica). Se vengono a cessare tutti gli amministratori, il collegio convoca durgenza lassemblea per la ricostituzione dellorgano amministrativo. Sono valide le clausole statuarie che prevedono la cessazione di tutti gli amministratori e la conseguente ricostituzione dellintero collegio da parte dellassemblea a seguito della cessazione di alcuni amministratori. Pubblicit La nomina e la cessazione degli amministratori soggetta ad iscrizione nel registro delle imprese. 5 . Compenso. Divieti. Art. 2389: gli amministratori hanno diritto ad un compenso per la loro attivit. Essi possono essere costituiti in tutto o in parte da partecipazioni agli utili o da stock options ( diritto di sottoscrivere a prezzo predeterminato azioni di futura emissione). Il compenso: per particolari cariche (es. a.d.) determinato dal c.d.a. col parere del Collegio Sindacale se previsto dallo statuto, pu essere fissato in misura generale per tutti gli amministratori Art. 2390, divieto di concorrenza: gli amministratori non possono assumere la qualit di soci illimitatamente responsabili in societ concorrenti, n esercitare unattivit concorrente per conto proprio o di terzi, n essere amministratori o direttori generali in altre societ salvo autorizzazione dellassemblea (inosservanza revoca dellincarico per giusta causa e risarcimento dei danni arrecati alla societ). 6. Il consiglio di amministrazione Il consiglio damministrazione svolge la sua attivit collegialmente. Tale attivit coordinata dal PRESIDENTE, il quale convoca il c.d.a. con data, giorno, ora e ordine del giorno. I quorum richiesti per il c.d.a. sono: Costitutivo = maggioranza degli amministratori; Deliberativo = maggioranza assoluta dei presenti con voto per teste; Entrambi sono derogabili dallo statuto. LINVALIDIT
DELLE DELIBERE CONSILIARI

Con la riforma del 2003, non sono previste cause di nullit mentre stata ampliata la categoria delle delibere annullabili ( se non conformi alla legge o allo statuto). 59

Limpugnativa pu essere proposta entro 90 giorni dagli amministratori dissenzienti o assenti e dal collegio sindacale. Il procedimento quello previsto per le delibere assembleari. Un caso particolare di annullabilit deriva dalla posizione di conflitto dinteressi; in questo caso lamministratore: deve darne notizia agli altri amm. e al collegio sindacale indicandone natura, termini, origine e portata. se delegato, deve astenersi dalloperazione investendo della stessa lorgano competente. La delibera, qualora rechi danno alla societ, annullabile se il voto di tale amministratore stato determinante, ma anche quando vengono violati i punti precedenti di trasparenza e informazione. -Amministratore unico: deve dare preventiva notizia degli interesse che ha in una determinata operazione al collegio sindacale e alla prima assemblea utile; i contratti conclusi dallamministratore in conflitto di interessi sono annullabili su richiesta della societ essa pu anche agire contro lamm. per il risarcimento dei danni da azione o omissione. 7. Comitato esecutivo. Amministratori delegati. Art. 2381 Se latto o lassemblea lo consentono, il consiglio di amministrazione pu delegare proprie attribuzioni ad un comitato esecutivo composto da alcuni dei suoi componenti (ovvero ad uno o pi amministratori delegati). Il comitato esecutivo un organo collegiale. Gli a.d. sono invece organi unipersonali. Doveri - curano che lassetto organizzativo, amministrativo e contabile della societ sia adeguato - forniscono info. sulla gestione al c.d.a. ogni 6 mesi (immediatamente per operazioni rilevanti) Limiti la delega non pu essere data per alcuni argomenti quali: a) Redazione del bilancio desercizio b) Facolt di aumentare/ridurre il cap.soc. e emettere obbligazioni c) Redazione del progetto di fusione e scissione. Il CDA svolge una funzione di controllo sulloperato degli organi delegati e infatti: Pu sempre impartire direttive o imputarsi operazioni Valutare ladeguatezza dellassetto organizzativo, amministrativo e contabile della societ Esaminare i piani strategici, industriali e finanziari Valutare il generale andamento della gestione da relazioni degli organi delegati 8. La rappresentanza della societ. Art. 2384: il potere di rappresentanza attribuito agli amministratori dallo statuto o dalla deliberazione di nomina generale ( anche atti ultra vires (non rientranti nellogg.sociale) e rappresentanza processuale)). Rappresentanza: Negoziale: la societ si avvale anche di altri rappresentanti (es. procuratori esterni di singoli affari). Organica: assoggettata a particolare disciplina 2 principi cardine: inopponibile ai terzi di buona fede la mancanza di potere rappresentativo dovuta ad invalidit dellatto di nomina [art. 2383]. La societ resta vincolata verso i terzi anche se gli amministratori hanno violato eventuali limiti posti dalla societ ai loro poteri di rappresentanza (per opporle bisogna provare lesistenza di un accordo fraudolento tra amministratore e terzo). Rimangono opponibili ai terzi i limiti legali del potere di rappresentanza degli amministratori, bench il nuovo art. 2384 (introdotto con la riforma del 2003) non lo preveda pi espressamente. 9. La responsabilit degli amministratori verso la societ. La responsabilit degli amministratori si divide in tre tipi di responsabilit: a. verso la societ: artt. 2392-2393 b. verso i creditori sociali: art. 2394 c. verso i singoli soci o i terzi: art. 2395 A. Responsabilit verso la societ 60

Gli amministratori devono adempiere ai doveri loro imposti dalla legge o dallo statuto con la diligenza richiesta dalla natura dellincarico e dalle loro specifiche competenze . Un amministratore quindi responsabile se: Non agisce con la normale diligenza professionale. Causa danno alla societ. Essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non ha fatto il possibile per impedirne il compimento. La responsabilit decade quando lamministratore: abbia fatto notare il suo dissenso nel libro delle adunanze e deliberazioni del c.d.a.. dia immediata notizia del suo dissenso al presidente del collegio sindacale. Se gli amministratori sono pi di uno, essi sono responsabili solidalmente. Esercizio dellazione di responsabilit verso gli amministratori deve essere deliberato dallassemblea ordinaria. Essa: o comporta la revoca degli amministratori se approvata col voto favorevole di almeno 1/5 del cap.soc.. Tutela azionisti di minoranza: RIFORMA 2003 In base allart. 2393-bis lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa anche dagli azionisti di minoranza, cos superando leventuale inerzia del gruppo di comando. I soci che assumono liniziativa devono rappresentare almeno il 20% del cap.soc. (se non diversamente disposto dallo statuto). Societ che fanno ricorso al mercato del capitale di rischio: sufficiente lazione promossa dai soci che rappresentano 1/40 del capitale sociale (la percentuale pi bassa prevista dallo statuto). 10. (segue) La responsabilit verso i creditori sociali. B. Responsabilit verso i creditori sociali Art. 2394 Gli amministratori rispondono verso i creditori sociali per linosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dellintegrit del patrimonio sociale. Lazione pu essere proposta quando il patrimonio sociale risulta insufficiente al soddisfacimento dei loro crediti. Onere probatorio: i creditori che agiscono in giudizio non sono tenuti a provare il dolo o la colpa degli amministratori. Lazione diretta ed autonoma (non surrogatoria di quella della societ) e quindi il risarcimento danni andr ai creditori per limporto del credito che non hanno riscosso. Lazione dei creditori si prescrive in 5 anni. 11. (segue) Responsabilit verso i singoli soci o terzi. B. Responsabilit verso i singoli soci o terzi Art. 2395 Le azioni di responsabilit della societ e dei creditori non pregiudicano il diritto al risarcimento spettante al socio o al terzo che sono stati direttamente danneggiati da atti colposi o dolosi degli amministratori. Lazione si prescrive entro 5 anni dal compimento dellatto che ha pregiudicato il socio o il terzo. Devono ricorrere 2 presupposti: nesso di causalit (danno diretto al patrimonio del singolo socio o del singolo terzo). compimento da parte degli amministratori di un atto illecito nellesercizio del loro ufficio. Onere probatorio Il socio o il terzo che agiscono in responsabilit contro gli amministratori devono comunque provare che esiste un nesso causale diretto tra il danno subito e lillecito degli amministratori. 12. I direttori generali Nella gestione dellimpresa gli amministratori si avvalgono spesso della collaborazione di altri soggetti: la qualifica di a.d. si riconosce ai dirigenti che svolgono attivit di alta gestione dellimpresa sociale, cio a quelli che sono al vertice della gerarchia di lavori subordinati ed operano in rapporto diretto con gli amministratori. 61

Sono nominati dallassemblea o dal consiglio di amministrazione per disposizioni dello statuto. In base allart 2396 ad essi si applicano le disposizioni che regolano la responsabilit degli amministratori, in relazione ai compiti loro affidati. FUNZIONI: nelle societ quotate attestano la veridicit e la correttezza dei documenti contabili che devono allegare al bilancio le societ aventi relazioni di gruppo. REPONSABILITA: hanno come gli amministratori responsabilit civili e penali. Sono responsabili nei confronti della societ, dei creditori sociali, verso i singoli soci ed i terzi. 13. Gli amministratori di fatto. Lamministratore di fatto un soggetto, privo della veste formale di amministratore per la mancanza di nomina assembleare, che in fatto si ingerisce sistematicamente nella direzione dellimpresa sociale: impartisce istruzioni agli amministratori, ne condiziona le scelte operative, tratta direttamente con i terzi. Chi possono essere?! azionista o azionisti di comando. X. IL COLLEGIO SINDACALE. CONTROLLO CONTABILE. A. IL COLLEGIO SINDACALE 1. Premessa Il collegio sindacale lorgano di controllo interno della S.P.A. nel sistema tradizionale, con funzioni di vigilanza sullamministrazione della societ. Con il tempo la disciplina si evoluta cercando di renderlo il pi indipendente possibile: 1942: composizione semirigida dellorgano (3-5 membri), limitata competenza professionale, nomina assembleare. 1974: invariato. Introduzione, per le societ quotate, di un controllo esterno ( societ di revisione). 1992: istituzione di un apposito registro dei revisori contabili. 1998: modificata la disciplina del collegio sindacale; in particolare, il controllo contabile passa alle soc. di revisione. 2003 definiti i requisiti di professionalit e indipendenza dei sindaci 2005: parziale riforma della composizione e rafforzamento dei poteri dellorgano. 2. Composizione. Nomina. Cessazione. Composizione Art. 2397: il collegio sindacale delle societ con azioni non quotate si compone di 3 o 5 membri effettivi, soci o non soci. Devono inoltre essere nominati due membri supplenti. Nomina I primi sindaci sono nominati dallatto costitutivo e, successivamente, dallassemblea ordinaria. Se previsto dalla legge o nello statuto, anche dallo Stato o da enti pubblici. Riforma 2005 i sindaci erano nominati dallo stesso organo che nominava gli amministratori e si aveva scarsa funzionalit del collegio sindacale (controllanti e controllati espressione dello stesso gruppo di comando) con la riforma la situazione mutata solo per le societ quotate dove un membro del collegio sindacale deve essere nominato dai soci di minoranza con le modalit fissate dalla Consob. Requisiti di professionalit - societ non quotate: almeno un sindaco effettivo ed uno supplente devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili; gli altri, se non iscritti devono essere scelti tra gli albi professionali del ministero della giustizia o fra i professori universitari di ruolo in materie economico-giuridiche. - societ quotate: i requisiti sono fissati con regolamento del Ministero della Giustizia solo 1 sindaco su 3 (o 2 se il n > 3) e in ogni caso uno supplente, devono essere iscritti nel registro dei revisori contabili ed aver esercitato tale attivit per almeno 3 anni. Gli altri sindaci devono solo possedere predeterminati requisiti di professionalit di tipo giuridico-aziendale. Cause di ineleggibilit Ai sindaci si applicano le stesse cause previste per gli amministratori. Per assicurare la loro indipendenza inoltre, non possono essere nominati: a. Coniuge, parenti e affini entro il IV grado degli amministratori. 62

b. Coloro legati alla societ da un rapporto di lavoro o da un rapporto continuativo di consulenza o di prestazione dopera retribuita. Ogni statuto delle S.P.A. pu prevedere limiti al cumulo di incarichi dei sindaci. Compenso: hanno diritto ad un compenso predeterminato e invariabile, stabilito dallassemblea allatto della nomina. Durata: rimangono in carica per 3 esercizi e sono rieleggibili. Cause di cessazione: -1- Morte. -2- Revoca dallassemblea solo per giusta causa con approvazione del tribunale. -3- Rinunzia. -4- Decadenza dallufficio se sopraggiungono cause di ineleggibilit; decade inoltre il sindaco che non assiste ripetutamente alle assemblee o diserta 2 riunioni del c.d.a. o del coll.sind.. Sostituzione: nei casi -1-3-4- subentrano automaticamente i supplenti [restano in carica fino alla successiva assemblea, che provvede alla nomina dei nuovi sindaci (scadono insieme con i sindaci rimasti)]. Pubblicit: nomina e cessazione devono essere iscritte nel registro delle imprese entro 30 giorni dagli amministratori. 3. Il controllo sullamministrazione. Funzione primaria del collegio sindacale quella di controllo secondo lart. 2403, vigila sulladeguatezza dellassetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla societ e sul suo concreto funzionamento. Il controllo globale e sintetico. Poteri-Doveri dei sindaci: Attivit sostitutiva: - convocare lassemblea e eseguire le pubblicazioni prescritte per legge in caso di omissioni di da parte degli amministratori - chiedere al tribunale la riduzione del capitale sociale obbligatoria per legge, ove lassemblea non vi provveda scambio di informazioni con gli altri organi della societ (amministrazione e contabilit). atti di ispezione e controllo promuovere lazione sociale di responsabilit contro gli amministratori e sollecitare il controllo giudiziario se ha fondato sospetto di grave irregolarit da parte degli amministratori. 4. (segue) Il controllo contabile. Altre funzioni. Il collegio sindacale non svolge pi il controllo contabile sulla societ, oggi affidato alle societ di revisione, vigilando solo sulladeguatezza e sullaffidabilit del sistema amministrativo-contabile; nelle societ non quotate il suo consenso tuttora necessario per liscrizione allattivo di alcune voci in bilancio (es.costi di impianto e di ampliamento ecc.). Altre funzioni: a. consulenza b. esprimere pareri sulla remunerazione agli amministratori investiti di particolari cariche c. amministrazione attiva quando vengono meno tutti gli amministratori 5. Il funzionamento del collegio sindacale. Il presidente del collegio sindacale nominato dallassemblea (art. 2398) e, nelle societ quotate, deve essere prescelto fra i sindaci eletti dalla minoranza. Il collegio sindacale: si riunisce una volta almeno ogni 90 giorni - quorum costitutivo: maggioranza dei sindaci - quorum deliberativo: maggioranza dei presenti deve redigere verbale con indicazione dei pareri dissenzienti I sindaci possono avvalersi di dipendenti e di ausiliari per lo svolgimento di specifiche operazioni di ispezione. 63

Ogni socio pu denunziare al collegio sindacale fatti che ritiene censurabili; quando la denunzia proviene da tanti soci [rappresentati del 5% del cap.soc. (2% per le soc.aperte)], il collegio deve indagare senza ritardo sui fatti e presentare conclusioni e proposte allassemblea art. 2408. 6. La responsabilit dei sindaci. Art. 2407 devono adempiere i loro doveri con la professionalit e la diligenza richieste dalla natura dellincarico. I sindaci sono inoltre responsabili, anche penalmente, della verit delle loro attestazioni e devono conservare il segreto sui fatti e sui documenti di cui hanno conoscenza per ragione del loro ufficio. Abbiamo 2 tipi di responsabilit: Esclusiva: Ai sindaci viene quindi richiesto il risarcimento dei danni qualora il danno sia imputabile solo al mancato o negligente adempimento dei loro doveri. Concorrente: sono responsabili in solido con gli amministratori quando per i fatti o le omissioni di questi ultimi, qualora il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformit con i loro obblighi. B. IL CONTROLLO CONTABILE 7. Il sistema. Il controllo contabile affidato: per le societ chiuse, ad un revisore (o societ di revisione) dei conti iscritti nel registro dei revisori cont.. per le societ aperte non quotate, ad una societ di revisione con la vigilanza della Consob. La revisione contabile invece esercitata sulle societ quotate da una societ di revisione iscritta nellalbo speciale tenuto dalla Consob. 8. Il controllo contabile. Lincarico conferito dallatto costitutivo (la 1 volta) e dallassemblea sentito il collegio sindacale (successivamente). Allatto della nomina si fissa anche il compenso per lintera durata dellincarico. Le cause di ineleggibilit non possono essere incaricati: i sindaci della societ revisionata. ulteriori cause di ineleggibilit/incompatibilit stabilite dallo statuto. Durata 3 esercizi; rinnovabile. Revoca possibile: da parte dellassemblea sentito il parere del consiglio per giusta causa. 9. La revisione contabile obbligatoria. E riservata alle societ di revisione iscritte nellalbo speciale tenuto a cura della Consob sono societ di persone o di capitali il cui oggetto sociale deve essere limitato allorganizzazione e revisione contabile di aziende. La Consob vigila sullattivit delle soc.di revisione ed effettua controlli periodici: qualora accerti gravi irregolarit sono previste sanzioni che, a seconda della gravit, vanno dalle multe alla cancellazione. Conferimento dellincarico: E la societ obbligata alla revisione che sceglie la societ a cui affidarla con deliberazione dellassemblea (trasmessa alla Consob) in mancanza: incarico affidato dufficio alla Consob. Il TUF fa divieto, qualora la societ di revisione fa parte di una rete o gruppo che offre anche altre gamme di servizi, alla medesima e alla sua rete, di prestare ulteriori servizi (detti non-audit). Compenso: deciso dallassemblea con dei criteri generali stabiliti da Consob. Durata: lincarico di revisione ha durata 9 esercizi e non rinnovabile. Inoltre la stessa persona fisica non pu esercitarlo per la medesima societ per pi di 6 esercizi consecutivi. Revoca: lassemblea pu revocare lincarico solo per giusta causa e su proposta dellorgano di controllo; le motivazioni vanno trasmesse alla Consob che 20 giorni di tempo per vietarne lesecuzione. 64

La Consob pu inoltre disporre la revoca dufficio quando rilevi cause dincompatibilit Pubblicit: le delibere di conferimento/revoca dellincarico devono essere depositate presso il registro delle imprese. 10. Funzioni e responsabilit del revisore dei conti. La FUNZIONE PRINCIPALE il controllo della regolare tenuta della contabilit ed volta ad esprimere un giudizio sul bilancio desercizio e consolidato il giudizio pu essere senza rilievi, con rilievi, negativo o impossibile nessuna tra questa ipotesi pregiudica il potere dellassemblea di approvare o meno il bilancio. ALTRE FUNZIONI: consulenza in occasione di particolar operazioni. Il soggetto incaricato del controllo contabile ha diritto ad ottenere dagli amministratori documenti e notizie utili per la revisione e pu procedere autonomamente ad accertamenti ed ispezioni. Caso particolare: revisione contabile di una societ capogruppo quotata (responsabile per la revisione del bilancio consolidato di gruppo) la societ di revisione della capogruppo ottiene anche i documenti di revisione delle societ incaricate della revisione delle singole societ componenti del gruppo. RESPONSABILITA: il soggetto incaricato del controllo contabile responsabile della verit delle sue attestazioni e deve conservare il segreto su fatti e documenti di cui ha conoscenza. XI. SISTEMI ALTERNATIVI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO. 1. Il sistema dualistico

SISTEMA DUALISTICO
Consiglio di gestione: poteri e funzioni proprie del c.d.a.. Consiglio di sorveglianza: gli sono attribuite le funzioni del collegio sindacale ed alcune funzioni solitamente peculiari dellassemblea (es. approvazione del bilancio ecc.). Controllo contabile: affidato ad un revisore (o societ di revisione) senza eccezioni. Assemblea: ha competenze piuttosto ridotte: nomina e revoca i consiglieri di sorveglianza e ne determina il compenso. Delibera sulla distribuzione degli utili. Nomina il revisore. Perde perci in questo sistema la nomina/revoca degli amministratori e lapprovazione del bilancio. 2. Il consiglio di sorveglianza. Pu essere composto da soci o non soci (numero determinato dallo statuto (min. > 3 persone)). NOMINA: i primi componenti sono nominati nellatto costitutivo e, successivamente, dallassemblea. Lo statuto pu riservare la nomina a Stato o enti pubblici. REQUISITI - di professionalit: es. nelle societ non quotate, almeno un componente deve essere scelto tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili - di onorabilit - di indipendenza CAUSE DI INELEGGIBILITA Non possono essere eletti: coloro che hanno un rapporto continuativo di consulenza o prestazione dopera retribuito con la societ. i componenti del consiglio di gestione trovano inoltre applicazione le cause di ineleggibilit e decadenza previste dallart. 2382 per gli amministratori.

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COMPENSO la retribuzione annuale deve essere predeterminata ed invariabile e viene determinata dallassemblea. DURATA i componenti restano in carica 3 esercizi e sono rieleggibili REVOCA possibile da parte dellassemblea (delibera approvata da 1/5 del cap.soc.). PUBBLICITA nomina e cessazione devono essere iscritte nel registro delle imprese. 3. (segue) Competenze e funzionamento del consiglio di sorveglianza. I POTERI Vengono riconosciuti al consiglio di sorveglianza i medesimi poteri e diritti di informazione del collegio sindacale nei confronti del consiglio di gestione e del soggetto che esercita la revisione dei conti, come ad esempio: - controllo sullamministrazione - convocazione lassemblea (qualora ravvisi fatti censurabili di rilevante gravit) - riferimento per iscritto almeno una volta lanno sullattivit svolta - .. ecc.. FUNZIONI DI INDIRIZZO Gli sono attribuiti poi larga parte delle funzioni dellassemblea ordinaria: nomina/revoca e promozione dellazione di responsabilit dei componenti del consiglio di gestione approvazione del bilancio di esercizio REGOLE DI FUNZIONAMENTO: Il Presidente eletto dallassemblea ed i suoi poteri sono determinati dallo statuto. Il c.d.s. deve riunirsi almeno 1 volta ogni 90 giorni: - quorum costitutivo maggioranza dei componenti - quorum deliberativo maggioranza assoluta dei presenti RESPONSABILITA i componenti del c.d.s. sono solidamente responsabili con quelli del c.d.g. per i fatti e le omissioni di questi quando il danno non si sarebbe prodotto se avessero vigilato in conformit della loro carica. 4. Il consiglio di gestione Il consiglio di gestione costituito da un n di componenti => 2 i primi nominati nellatto costitutivo, poi, successivamente, dal consiglio di sorveglianza. Restano in carica per un periodo <= 3 anni, ma sono rieleggibili. Se vengono a mancare uno o pi componenti, il c.d.s. provvede immediatamente alla sostituzione.. AZIONE DI RESPONSABILITA viene applicata la disciplina dettata per quella contro gli amministratori nel sistema tradizione, ma pu essere promossa anche dal consiglio di sorveglianza; se la delibera approvata con la maggioranza dei 2/3 dei consiglieri di sorveglianza, si ha la revoca dufficio dei consiglieri di gestione ( sostituzione). 5. Il sistema monistico

SISTEMA MONISTICO
Amministrazione e controllo sono esercitati dal consiglio di amministrazione e da un comitato per il controllo sulla gestione (costituito al suo interno). Il controllo contabile affidato senza eccezioni ad un revisore (o societ di revisione). Il c.d.a. ha la stessa disciplina di quello tradizionale, ma almeno 1/3 di esso deve possedere i requisiti di indipendenza stabiliti per i sindaci, in quanto dal suo ambito devono essere estratti i componenti del comitato di gestione. COMITATO PER IL CONTROLLO SULLA GESTIONE costituito da consiglieri, nominati dallo stesso c.d.a.: con requisiti di indipendenza 66

con almeno uno di essi iscritto nel registro dei revisori contabili senza funzioni gestorie nemmeno in societ controllanti/controllate.

REVOCA possibile da parte del c.d.a., anche senza causa. Lo stesso c.d.a provvede alla sostituzione. Non prevista decadenza in caso di assenze ripetute e ingiustificate alle assemblee (ma possibili cause di revoca!). FUNZIONI E POTERI sono sostanzialmente uguali a quelli del collegio sindacale (vigilanza sulladeguatezza della struttura organizzativa e del sistema di controllo interno). Esercita altres ulteriori compiti affidatigli dal c.d.a. con particolare riguardo ai rapporti con i soggetti incaricati del controllo contabile. REGOLE DI FUNZIONAMENTO: elegge al suo interno il Presidente ed opera con losservanza dellenorme di funzionamento previste per il collegio sindacale (es. riunirsi almeno 1 volta ogni 90 giorni ecc.). XII. I CONTROLLI ESTERNI. 1. Il sistema. I controlli esterni sono di 2 tipi: Controllo giudiziario in presenza di situazioni patologiche che alterano il corretto funzionamento della societ. Controllo della Consob per le soc.quotate per la tutela degli investitori e della trasparenza del mercato. 2. Il controllo giudiziario sulla gestione. Presupposti ed iniziativa. Controllo giudiziario Disciplinato dallart. 2409 il procedimento pu essere attuato se vi fondato sospetto che gli amministratori abbiano compiuto gravi irregolarit che possano arrecare danno alla societ (o al gruppo). INIZIATIVA le irregolarit possono essere denunziate: 1. dai soci che rappresentano almeno 1/10 del cap.soc. 2. dal collegio sindacale o dal consiglio di sorveglianza o dal comitato della gestione. 3. nelle soc.quotate, anche dalla Consob in caso di sospetti di irregolarit da parte di (2). 4. nelle societ aperte, anche dal pubblico ministero. 5. Nelle soc.quotate anche dalla Consob (quando sospetta. 3. (SEGUE) Il procedimento. 1. Fase istruttoria Si accerta lesistenza delle irregolarit ed individuare i relativi provvedimenti. Pu anche esserci una ispezione da parte di un consulente del tribunale, che il gruppo di comando della societ pu evitare ed ottenere la sospensione del procedimento, se sostituisce gli amministratori e i sindaci con soggetti di adeguata professionalit che si attivano per accertare le violazioni ed eliminarle. 2. Provvedimenti Se questi soggetti risultano insufficienti alleliminazione delle violazioni, il tribunale pu disporre gli opportuni provvedimenti cautelari per evitare il ripetersi delle irregolarit; nei casi pi gravi il tribunale revoca gli amministratori e nomina un amministratore giudiziario pu proporre lazione di responsabilit contro gli amministratori e i sindaci; ha la qualifica di pubblico ufficiale (compenso determinato dal tribunale) e ha la rappresentanza della societ, ma non pu compiere atti eccedenti lordinaria amministrazione. Prima della scadenza dellincarico convoca lassemblea per la nomina dei nuovi amministratori e sindaci. 4. La Consob. Controllo della consob (Commissione nazionale per le societ e la borsa) un organo pubblico di vigilanza sul mercato dei capitali; attualmente una persona giuridica di diritto pubblico, che gode di piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge. 67

Funzioni nata come organo di controllo della borsa e delle societ, progressivamente divenuta un organo di controllo dellintero mercato mobiliare, sei soggetti che vi operano e di ogni operazione di sollecitazione del pubblico risparmio attraverso lemissione ed il collocamento di strumenti finanziari. La Consob vigila infatti, assieme a Banca dItalia, sugli intermediari mobiliari con lo specifico fine di garantire la trasparenza e la correttezza dei comportamenti degli stessi (art. 5 TUF). La commissione e le altre autorit (Banca dItalia, Isvap ecc.) collaborano tra loro anche mediante lo scambio di informazioni al fine dia agevolare le loro rispettive funzioni. 5. Ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa. La privatizzazione della borsa valori del 1997 ha determinato un significativo mutamento della disciplina in tema di ammissione delle azioni alle quotazioni di borsa, sospensione e revoca; le relative competenze, in precedenza della Consob, sono state trasferite alla societ di gestione del mercato, sia pure sotto la vigilanza della Consob stessa. Le condizioni, le modalit di ammissione, esclusione e sospensione delle azioni dalle negoziazioni sono determinate dal regolamento di mercato predisposto dalla societ di gestione dello stesso. Lammissione avviene esclusivamente su domanda della societ interessata previa deliberazione dellorgano competente ( assemblea dei soci). La societ di gestione della borsa delibera entro 2 mesi dalla presentazione della domanda e comunica lammissione o il rigetto alla Consob ( entro 5 giorni pu vietarne lesecuzione). Linizio delle negoziazioni deve essere preceduto dalla pubblicazione di un apposito prospetto di quotazione contenente le informazioni necessarie affinch gli investitori possano farsi un giudizio fondato su tale investimento. La societ di gestione dispone anche la sospensione o lesclusione delle azioni dalla quotazione, comunicandole alla Consob ( entro 5 giorni pu revocarle). 6. (segue) Consob e informazione societaria. La Consob svolge un ruolo centrale per assicurare unadeguata e veritiera informazione del mercato mobiliare. La Consob poi investita di ampi poteri di indagine ed intervento al fine di vigilare sulla correttezza dellinformazione fornita al pubblico; essa pu richiedere la comunicazione di notizie e documenti ed eseguire ispezioni. - In base allattuale disciplina sono assoggettati ad obblighi informativi nei confronti del pubblico: tutti gli emittenti di strumenti finanziari quotati. gli emittenti di strumenti finanziari non quotati in mercati italiani ma diffusi tra il pubblico in misura rilevante. - Principi cardine dellattuale disciplina sullinformazione societaria: informazione continua = i soggetti sopra indicati devono comunicare senza indugio al pubblico le informazioni privilegiate che li riguardano ( possono ritardare, nelle ipotesi stabilite da Consob, ma sempre che ci non possa indurre in errore il pubblico su fatti e circostanze essenziali). informazione su richiesta: il potere della Consob di richiedere che siano resi pubblici notizie e documenti necessari per linformazione del pubblico Accanto a questi la Consob ha prescritto: specifichi obblighi in informazione preventiva nei confronti del pubblico per una serie di operazioni straordinarie (es. acquisto/cessione di pacchetti azionari, fusioni/scissioni ecc.). che siano messi a disposizione del pubblico i documenti contabili periodici (informazione periodica). Le societ quotate devono inoltre redigere in ogni esercizio una relazione sul governo societario e gli aspetti proprietari info. stabilite dalla legge che devono essere depositate presso la societ di gestione e la Consob; questultima stabilisce modalit e termini per la diffusione del pubblico di queste informazioni. XIII. I LIBRI SOCIALI. IL BILANCIO. 1. I libri sociali obbligatori. a. libro dei soci b. libro delle obbligazioni 68

c. d. e. f. g. h.

libro libro libro libro libro libro

delle delle delle delle delle degli

adunanze adunanze adunanze adunanze adunanze strumenti

e delle deliberazioni delle assemblee e delle deliberazioni del consiglio di amministrazione e delle deliberazioni del collegio sindacale e delle deliberazioni del comitato esecutivo e delle deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti finanziari di partecipazione ad uno specifico affare.

a.b.c.d. e h. sono tenuti dagli amministratori, le. dal collegio sindacale (o consiglio di sorveglianza o comitato per il controllo sulla gestione), lf. dal comitato esecutivo e il g. dal rappresentante comune degli obbligazionisti. 2. Il bilancio desercizio. Bilancio desercizio = documento contabile che rappresenta in modo chiaro, veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della societ e il suo risultato economico nellesercizio. FUNZIONE ESSENZIALE accertare periodicamente la situazione del patrimonio e la redditivit della societ. Inoltre, rappresenta uno strumento di informazione contabile dei soci e dei terzi. Ha inoltre rilievo per lapplicazione della normativa tributaria in quanto costituisce per il fisco il termine di riferimento per la tassazione periodica del reddito. La disciplina civilistica si profondamente evoluta nel tempo per attuare le direttive europee: in particolare, a partire dal 2005, alcune societ sono obbligate (altre hanno invece solo la facolt) a redigere i propri bilanci in base ai principi contabili internazionali, emanati dallIASB (International Accounting Standard Board), in modo da rendere agevolmente confrontabili i bilanci di imprese operanti in stati diversi. 3. Principi fondamentali della disciplina del bilancio. Art. 2423: Il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale, finanziaria e il risultato economico della societ. Esistono poi clausole e principi comuni che integrano la disciplina: - obbligatorio fornire le informazioni ulteriori necessarie, se quelle richieste non sono sufficienti. - la valutazione deve essere fatta secondo prudenza - si deve tener conto dei proventi e degli oneri di competenza dellesercizio - continuit dei criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio allaltro. 4. La struttura del bilancio redatto secondo la disciplina del codice civile. Per la nostra legge, il bilancio si articola in 3 parti: 1) Stato Patrimoniale 2) Conto Economico 3) Nota Integrativa In osservanza del principio di chiarezza bisogna rispettare alcuni CRITERI DI REDAZIONE, quali: Le singole voci devono essere inserite secondo lordine tassativo previsto per legge Le voci sono organizzate in categorie omogenee [lettere], sottocategorie [numeri romani], voci [numeri arabi] e sottovoci [lettere minuscole] Ad ogni voce va affiancata quella dellesercizio precedente per facilitare il confronti vietato il compenso di partite (somma algebrica di attivit e passivit) Alle societ di piccole dimensioni consentita la redazione di un bilancio in forma abbreviata con meno voci. Stato patrimoniale Rappresenta in modo sintetico la composizione quanti-qualitativa del patrimonio della societ (att.pass.) e la sua situazione finanziaria alla chiusura dellesercizio. Art. 2424: ATTIVO PASSIVO 69

A. Crediti verso soci B. Immobilizzazioni C. Attivo circolante D. Ratei e risconti (attivi)

A. Patrimonio netto B. Fondo per rischi ed oneri C. TFR D. Debiti E. Ratei e risconti (passivi)

ATTIVO C. = rimanenze (I) crediti che non costituiscono immobilizzazioni (II) attivit finanziare che non costituiscono immobilizzazioni (III) PASSIVO A. = capitale sociale (I) Riserve (II VII) B. = accantonamenti destinati a coprire perdite o debiti certi o probabili, ma di cui alla chiusura dellesercizio non sui conosce lesatto ammontare. In calce allo stato patrimoniale devono essere iscritti i conti dordine che indicano gli impegni, i rischi e le garanzie date dallimpresa ai terzi ma che non influiscono direttamente sul patrimonio. Il conto economico Espone il risultato economico dellesercizio (utile o perdita) attraverso la rappresentazione dei costi/oneri sostenuti e dei ricavi/proventi conseguiti. Art. 2425: A. Valore della produzione B. Costi della produzione Risultato della gestione ordinaria (A-B) C. Proventi e oneri finanziari D. Rettifiche di valore di attivit finanziarie E. Proventi e oneri straordinari Risultato prima delle imposte 22) imposte correnti, differite e anticipate Utile / perdita desercizio A. = ricavi dellattivit produttiva + variazioni delle rimanenze Gli amministratori devono poi redigere: La nota integrativa (art. 2427) in cui si illustrano e specificano le voci dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico e altre informazioni integrative su n di dipendenti, sul compenso di amministratori e sindaci, sulle azioni e altri strumenti finanziari emessi dalla societ ecc.

La relazione sulla gestione (art. 2428) allegato esterno al bilancio che contiene unalisi fedele ed equilibrata della situazione della societ e dellandamento della gestione.

5. (segue) La struttura del bilancio redatto secondo i principi contabili internazionali. Si compone di 2 documenti aggiuntivi:

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- prospetto delle variazioni del patrimonio netto: indica il totale del conto economico dellesercizio e gli importi delle operazioni con i soci che agiscono in tale qualit (distribuz.dividendi, acquisto az.proprie ecc.). - rendiconto finanziario: espone in modo sintetico gli incassi e i pagamenti effettuati dalla societ. Tale pi complessa struttura corrisponde ad una pi ampia funzione rappresentare anche i flussi di cassa, che consentono di accertare la liquidit di cui ha potuto disporre la societ durante lesercizio e come stata impiegata. Sono di 3 tipi: flussi dellattivit operativa, derivanti dallinvestimento e derivanti dallattivit finanziaria. 6. I criteri di valutazione nel codice civile. Se da un lato vengono dati i criteri fondamentali di prudenza e continuit , dallaltro vengono dettagliatamente determinati quelli cui gli amministratori devono attenersi nella valutazioni dei diversi cespiti Il criterio base accolto dal codice civile quello del costo storico di acquisto o produzione del bene; lart. 2426 disciplina ulteriori casi specifici, come ad esempio: Immobilizzazioni: sono iscritte al costo storico, nel quale vanno computati anche i costi accessori. Svalutazioni: se il valore di una imm. risulta minore del costo storico, dovr essere iscritta per tale minore valore. Avviamento: pu essere iscritto nellattivo solo se acquistato a titolo oneroso. 7. I criteri di valutazione dei principi contabili internazionali. Mirano ad impedire sopravvalutazioni del patrimonio non conformi col principio di prudenza, ma anche sottovalutazioni conseguenti allimpiego del criterio del costo storico; a questultimo viene sostituito la valutazione in base al Fair value ( corrispettivo al quale un bene potrebbe essere scambiato, o un debito estinto, in una transazione). Per quanto riguarda il resto, abbiamo ad esempio: Investimenti in immobili: rilevati per la prima volta al costo storico e successivamente al fair value. Beni immateriali: devono essere iscritti quando probabile che generino futuri benefici economici ed possibile determinarne il costo. Attivit finanziarie: devono essere iscritte al fair value alla data di riferimento del bilancio. 8. Il procedimento di formazione del bilancio Alla redazione e approvazione del bilancio cooperano tutti e tre gli organi sociali nel sistema tradizionale e monistico mentre in quello dualistico invece predisposto dal consiglio di gestione ed approvato dal consiglio di sorveglianza. Procedimento: 1. Gli amministratori redigono il progetto di bilancio [nelle soc.quotate possono avvalersi della cooperazione di un dirigente (preposto alla redazione dei doc.contabili) nominato con le modalit previste dallo statuto] e lo presentano al collegio sindacale almeno 30 giorni prima di quello fissato dallassemblea; il collegio fa osservazioni e proposte in ordine al bilancio ed alla sua approvazione. 2. il progetto di bilancio va depositato nella sede della societ nei 15 giorni prima della discussione dellassemblea. 3. esame dellassemblea che lo approva o lo respinge 4. entro 30 giorni dallapprovazione deve essere depositato presso il registro delle imprese 9. Invalidit della delibera di approvazione. Annullabile: vizi ed irregolarit riguardanti il processo di formazione Nullit: mancanza di convocazione o del verbale INTERESSE AD AGIRE: si richiede un interesse concreto e attuale da parte dellattore es. necessit di evitare un importante pregiudizio patrimoniale conoscendo la reale situazione patrimoniale della societ. LIMITI LEGALI ALLIMPUGNAZIONE: le azioni non possono pi essere esercitate dopo lapprovazione del bilancio dellesercizio successivo.; inoltre la societ al riparo da azioni promosse dalle minoranze, in quanto, se il soggetto incaricato della revisione non ha formulato rilievi, la legittimazione ad impugnare la delibera di approvazione spetta a tanti soci che rappresentino almeno il 5% del cap.sociale. 71

10. Utili. Riserve. Dividendi Lassemblea che approva il bilancio delibera sulla distribuzione degli utili (nel sistema dualistico a tal fine provvede lassemblea dopo lapprovazione del bilancio da parte del consiglio di sorveglianza). Non tutti gli utili possono essere distribuiti perch bisogna compiere degli accantonamenti a riserva: Riserva legale: 5% degli utili annuali finch essa non raggiunge il 20% del capitale sociale. Riserva statutaria: % decisa dallo statuto Riserve facoltative: disposte dallassemblea che approva il bilancio. Solo di queste lassemblea pu liberamente disporre per distribuire gli utili ai soci negli esercizi successivi. Gli utili di cui lassemblea pu disporre a favore dei soci sono: gli utili distribuibili di esercizio gli utili accertati e non distribuiti negli esercizi precedenti Partecipazione agli utili: norme statuarie possono prevedere partecipazioni agli utili a favore dei promotori, dei soci fondatori e degli amministratori. La societ non pu pagare dividendi sulle azioni, se non per utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio; n pu procedere alla distribuzione se negli esercizi precedenti si verificata una perdita del capitale, finch esso non sia stato reintegrato. La relativa delibera nulla ma gli azionisti non sono obbligati a restituire i dividendi quando erano in buona fede al momento della riscossione oppure sono stati distribuiti in base ad un bilancio regolarmente approvato. 11. (segue) Gli acconti dividendo. Nelle societ che fanno appello al pubblico risparmio particolarmente avvertita lesigenza di una remunerazione infra-annuale del capitale, in modo da incentivare la propensione del risparmio verso linvestimento azionario nasce cos la prassi della distribuzione degli acconti su dividendi. Essa non consentita a tutte le societ per azioni, ma solo a quelle il cui bilancio assoggettato per legge al controllo da parte di una societ di revisione iscritta nellalbo speciale. 12. Il bilancio consolidato di gruppo. Bilancio consolidato = bilancio redatto dalla capogruppo in aggiunta al proprio bilancio di esercizio in esso viene rappresentata la situazione patrimoniale, finanziaria ed economica del gruppo considerato nella sua unit. Il bilancio consolidato redatto dagli amministratori della capogruppo ed ha la stessa struttura del bilancio di esercizio, con laggiunta di una relazione degli amministratori contenente unanalisi fedele ed equilibrata dellinsieme delle imprese comprese nel consolidamento. I principi di consolidamento sono uguali a quelli del bilancio desercizio con i dovuti accorgimenti per far risultare il gruppo come se fosse ununica impresa; non vi sono inseriti quindi le partecipazioni, i crediti e i debiti tra le societ comprese nel consolidamento ed i proventi e oneri da operazioni effettuate fra le stesse. Il procedimento di formazione del consolidato uguale a quello desercizio ed sottoposto agli stessi controlli e alle stesse forme di pubblicit, ma non approvato dallassemblea. Se la redigente del bilancio consolidato assoggetta a revisione contabile obbligatoria, i soci che rappresentano il 5% del capitale sociale o la Consob possono richiedere laccertamento del tribunale sulla conformit alle norme che ne disciplinano i criteri di redazione. XIV. LE MODIFICAZIONI DELLO STATUTO. 1. Nozione. Costituisce modificazione dello statuto ogni mutamento del contenuto del contratto sociale.

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Le modificazioni possono coinvolgere la societ nella sua globalit (ad es. trasformazione, fusione ecc.) oppure possono riguardare singoli aspetti della stessa (ad es. ammontare del capitale sociale, oggetto sociale ecc.). 2. Il procedimento Delibera assembleare: le modificazioni rientrano nella competenza dei soci in sede si amministrazione straordinaria. La delibera adottata con le maggioranze previste in via generale per lassemblea straordinaria, salvo che per alcune modifiche di particolare rilievo, come ad esempio: cambiamento delloggetto sociale scioglimento anticipato o proroga della societ trasferimento della sede sociale allestero Controllo notarile: art. 2436 Il notaio che ha verbalizzato la deliberazione di modifica dello statuto, entro 30 giorni, verificato ladempimento delle condizioni stabilite dalla legge, ne richiede liscrizione nel registro delle imprese contestualmente al deposito e allega le eventuali autorizzazioni richieste Omologazione facoltativa: se il notaio rileva che la delibera non conforme alla legge ne d tempestiva comunicazione agli amministratori, i quali nei 30 giorni successivi possono convocare lassemblea per gli opportuni provvedimenti o ricorrere al tribunale. Efficacia: La delibera produce effetti solo dopo la sua iscrizione nel registro delle imprese. Pubblicit: dopo ogni modifica va depositato nel registro delle imprese il testo integrale dello statuto aggiornato. 3. Il diritto di recesso La minoranza non pu impedire modifiche dellassetto societario; pur sempre necessario per che vengano rispettate le norme inderogabili e non siano violati i principi cardine della correttezza e della buona fede. In previsione di delibere modificative la minoranza indirettamente tutelata dalla previsione di maggioranze pi elevate e dal riconoscimento del diritto di recesso. Lattuale disciplina amplia le cause di recesso e le suddivide in: a- cause inderogabili b- cause derogabili c- cause statutarie a- cause inderogabili: Art. 2437, I comma pu essere esercitato dai soci che non hanno concorso alle delibere riguardanti: Modifica delloggetto sociale quando Trasformazione della societ Trasferimento della sede sociale allestero Modifiche riguardanti diritto di voto o di partecipazione b- cause derogabili: Art. 2437, II comma salvo che lo statuto disponga diversamente, il diritto di recesso consentito ai soci che non hanno concorso allapprovazione delle delibere riguardanti: La proroga del termine di durata della societ Lintroduzione o la rimozione di vincoli alla circolazione dei titoli azionari c- cause statuarie Art. 2437, IV comma: nelle societ chiuse, lo statuto pu prevedere ulteriori cause di recesso. Nelle societ a tempo indeterminato tutti i soci possono recedere liberamente con un preavviso di 180 giorni. Esercizio del diritto di recesso: Il diritto di recesso deve essere esercitato, mediante spedizione di lettera raccomandata, entro: 15 giorni dalliscrizione nel registro delle imprese della delibera che lo legittima 30 giorni dalla conoscenza da parte del socio, se il fatto non dipende da una delibera 73

Il socio che recede ha diritto al rimborso del valore delle azioni, a meno che la societ revoca la delibera che lo legittima (o la societ si scioglie) entro 90 giorni. Determinazione valore azioni: nelle societ non quotate il valore delle azioni da rimborsare determinato dagli amministratori, sentito il parere del collegio sindacale e del soggetto incaricato della revisione contabile. Nelle societ con azioni quotate, il valore delle stesse determinato con la media aritmetica dei prezzi di chiusura nei 6 mesi che precedono la convocazione dellassemblea. I soci hanno diritto di conoscere tale valore 15 giorni prima della data fissata per lassemblea; in caso di contestazione, da proporre con lesercizio del recesso, il valore determinato entro 90 giorni da un esperto. Le azioni del socio recedente vanno offerte agli altri soci in proporzione al ndi azioni possedute e poi, se non acquistate, collocate sul mercato (in caso di mancato collocamento anche sul mercato, le azioni vengono rimborsate mediante acquisto da parte della societ). 4. Le modificazioni del capitale sociale. Modificazioni dello statuto relative al capitale sociale: aumento e diminuzione (art. 2438-2447). Laumento pu essere reale (a pagamento) o nominale (gratuito). 5. Laumento reale del capitale sociale. . (1) Aumento reale Con laumento reale del capitale sociale, la societ intende procurarsi nuovi mezzi finanziari a titolo di capitale di rischio: nuovi conferimenti. Laumento reale d perci luogo allemissione di nuove azioni a pagamento, che vengono sottoscritte dai soci attuali, cui per legge riconosciuto diritto di opzione o da terzi che diventano cos soci. Condizioni per laumento. Art. 2438 Un aumento di capitale non pu essere eseguito fino a che le azioni precedentemente emesse non siano interamente liberate. Laumento non per invalido ma gli amministratori rispondono in solido dei danni eventualmente arrecati ai soci ed ai terzi. In presenza di perdite che rendono obbligatoria la riduzione del capitale la societ non pu procedere ad un aumento dello stesso senza aver prima ridotto il capitale in misura corrispondente alla perdita. La delibera di aumento: laumento di capitale sociale pu essere deliberato: Dallassemblea straordinaria (di regola) Dagli amministratori se previsto dallo statuto Tuttavia: a. deve essere predeterminato lammontare massimo entro cui gli amministratori possono aumentare il capitale sociale b. la delega pu essere concessa per un periodo massimo di 5 anni (rinnovabile). Lattuale disciplina consente inoltre agli amministratori anche la facolt di deliberare in merito allesclusione o limitazione del diritto di opzione dei soci. Sottoscrizione dellaumento del capitale: la deliberazione di aumento deve fissare il termine, non inferiore a 30 giorni alla pubblicazione dellofferta, entro il quale le sottoscrizioni devono essere raccolte. Se c una sottoscrizione parziale laumento di capitale pu essere fatto solo per un importo pari alle sottoscrizioni raccolte, ma solo se previsto espressamente dalla delibera; altrimenti, in mancanza, laumento inscindibile (libera i sottoscrittori dallobbligo di conferimento; hanno poi diritto alla restituzione delle somme gi versate). Conferimenti: valgono le stesse norme per la costituzione della societ, ma il versamento del 25% va fatto direttamente presso la societ e non presso la banca. Avvenuta la sottoscrizione, entro 30 giorni, gli amministratori devono depositare unattestazione presso il registro. 6. (segue) Il diritto dopzione E il diritto dei soci attuali di essere preferiti ai terzi nella sottoscrizione dellaumento reale del capitale. 74

FUNZIONE mantenere inalterata la proporzione in cui ciascun socio partecipa al capitale e al patrimonio sociale. OGGETTO azioni di nuova emissione di qualsiasi categoria e le obbligazioni convertibili in azioni emesse dalla soc.. TERMINE per lesercizio le societ devono concedere agli azionisti un termine > 30 giorni (15 giorni per le soc.quotate) che decorre dalliscrizione dellofferta di opzione nel registro delle imprese). In caso di AZIONI NON OPTATE: Azioni non quotate: chi ha esercitato il diritto dopzione ha un diritto di prelazione nella sottoscrizione. Azioni quotate: i diritti dopzione residui devono essere offerti nel mercato dagli amministratori ESCLUSIONE: a) Quando le azioni devono essere liberate mediante conferimenti in natura la societ ha interesse a procurarsi da terzi determinati beni. b) con la delibera di aumento del capitale quando linteresse della societ lo esige (deve essere approvata con maggioranza rafforzata: oltre la met del capitale sociale in tutte le convocazioni). c) Esclusione statuaria: solo nelle soc.quotate. d) Quando, con delibera assembleare (con maggioranza rafforzata come prima), le azioni devono essere offerte in sottoscrizione ai dipendenti della societ. In (a) e (b) le azioni devono essere emesse in SOVRAPPREZZO in modo da ridimensionare il pregiudizio patrimoniale degli azionisti attuai. il diritto non si considera escluso quando le azioni di nuova emissione sono sottoscritte da banche o altre societ finanziarie soggette al controllo della Consob, con lobbligo di offrirle successivamente agli azionisti, rispettando la disciplina del diritto dopzione (opzione indiretta). Per differire nel tempo un aumento di capitale, una societ pu ricorrere ai Warrant buoni dopzione che attribuiscono al titolare il diritto di sottoscrivere le azioni di nuova emissione a condizioni predeterminate. 7. Laumento nominale del capitale sociale (2) Aumento nominale Non d luogo a nuovi conferimenti e non determina perci incremento del patrimonio sociale. Art. 2442 Lassemblea pu aumentare il capitale imputando a capitale le riserve e gli altri fondi iscritti in bilancio in quanto disponibili EFFETTI: comporta che la societ non pu pi disporre a favore dei soci dei corrispondenti valori del patrimonio netto. MODALITA DI ATTUAZIONE: Aumentando il valore nominale delle azioni in circolazione Emettendo nuove azioni, assegnate gratuitamente agli azionisti in proporzione di quelle gi da essi possedute, con le stesse caratteristiche di quelle gi in circolazione 8. Riduzione del Capitale sociale. La riduzione reale. Anche la riduzione del capitale pu essere reale (disciplinata dallart. 2445) o nominale (per perdite). (1) Riduzione reale Art. 2445 La riduzione del capitale sociale pu aver luogo sia mediante liberazione dei soci dallobbligo dei versamenti ancora dovuti, sia mediante rimborso del capitale ai soci La riduzione reale sottoposta ad alcune CAUTELE SOSTANZIALI: - No riduzione sotto il minimo legale (120.000 ). - Se sono state emesse obbligazioni, non si pu ridurre se non stato rispettato il limite per lemissione delle stesse. Vi sono anche alcune CAUTELE PROCEDIMENTALI: - Lavviso di convocazione deve indicare ragioni e modalit della riduzione 75

- La delibera pu essere eseguita solo dopo 90 gironi dalliscrizione nel registro delle imprese ( entro questo termine i creditori sociali possono fare opposizione, dato che lesecuzione pu pregiudicare la loro posizione). 9. La riduzione del capitale sociale per perdite. (2) Riduzione nominale (per perdite) Consiste nelladeguare la cifra del capitale sociale nominale allattuale minor valore del capitale reale. - facoltativa La societ non obbligata a ridurre fino a quando la perdita del capitale non sia superiore a 1/3. Solitamente viene fatta per poter distribuire gli utili successivamente conseguiti. - OBBLIGATORIA quando il capitale diminuito di oltre 1/3 a causa di perdite. La disciplina diversa a seconda che il capitale si sia o meno ridotto al di sotto del minimo legale: - se il minimo non stato intaccato: art. 2446 Quando risulta che il capitale diminuito di oltre un terzo in conseguenza di perdite, gli amministratori o il consiglio di gestione, e nel caso di loro inerzia il collegio sindacale ovvero il consiglio di sorveglianza, devono senza indugio convocare lassemblea per gli opportuni provvedimenti riduzione del capitale sociale o rinvio a nuovo delle perdite. - se il minimo non stato intaccato: secondo lart. 2447, lassemblea deve necessariamente deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento ad una cifra non inferiore al minimo legale. - IN CASO DI RIDUZIONE A ZERO DEL CAPITALE, applicabile la disciplina dellart. 2447. XV. LE OBBLIGAZIONI 1. Nozione. Sono titoli di credito che rappresentano frazioni di eguale valore nominale e con uguali diritti di ununitaria operazione di finanziamento a titolo di mutuo. Differenze con le azioni: a) Creditore socio b) Remunerazione fissa (interessi) dividendi aleatori c) Rimborso del valore nominale rimborso in sede di liquidazione aleatorio Obbligazioni e strumenti finanziari partecipativi: La differenza meno netta perch hanno in comune la caratteristica di essere emessi a fronte di un apporto non imputato a capitale. Le obbligazioni per: a. sono titoli di massa (rappresentano frazioni standardizzate di ununica operazione economica) b. attribuiscono il diritto al rimborso di una somma di denaro. 2. Tipi speciali di obbligazioni. Esistono vari tipi particolari di obbligazioni: 1) Obbligazioni partecipanti gli interessi variano in base allandamento economico della societ 2) Obbligazioni indicizzate ancorano il tasso di interesse ad indici (scopo: neutralizzare svalutazioni monetarie) 3) Obbligazioni convertibili in azioni gli obbligazionisti possono trasformarle in partecipazioni azionarie 4) Obbligazioni con warrant forniscono diritti di opzione su azioni, fermo-restando la posizione di creditore 5) Obbligazioni subordinate rimborsabili solo dopo il soddisfacimento degli altri creditori (prima delle azioni) 6) Obbligazioni a premio prevedono lattribuzione di utilit aleatorie da assegnare con sorteggio 7) Obbligazioni in valuta estera rispondono al medesimo scopo di quelle indicizzate. 3. Limiti allemissione di obbligazioni. LIMITE DEL CAPITALE E DELLE RISERVE Art. 2412: La societ pu emettere obbligazioni al portatore o nominative per somma complessivamente non eccedente il doppio del capitale sociale, della riserva legale e delle riserve disponibili risultanti dallultimo bilancio approvato Deroghe la societ pu emettere obbligazioni per ammontare superiore al limite quando: 76

le obbligazioni eccedenti sono destinate ad essere sottoscritte da investitori istituzionali (S.I.M., banche ecc.) soggetti a vigilanza prudenziale le obbligazioni sono garantite da ipoteca su immobili di propriet della societ sino a 2/3 del valore di questi ricorrono particolari ragioni di interesse economico nazionale e vi unautorizzazione dellautorit governativa

4. Il procedimento di emissione. Art. 2410: se lo statuto o la legge non dispongono diversamente, lemissione di obbligazioni deliberata dagli amministratori. In ogni caso la delibera di emissione deve risultare da verbale redatto da notaio ed depositata ed iscritta a norma dellarticolo 2436. Sottoscrizione: il collocamento sul mercato delle obbligazioni soggetto alla disciplina dellofferta al pubblico di prodotti finanziari. Alla sottoscrizione secondo le modalit fissate nel bando di emissione segue il rilascio dei titoli che possono essere nominativi o al portatore. Libro delle obbligazioni: Lammontare delle obbligazioni emesse deve risultare da un apposito libro. 5. Le obbligazioni convertibili in azioni Art. 2420-bis: Lassemblea straordinaria pu deliberare lemissione di obbligazioni convertibili in azioni, determinando il rapporto di cambio e il periodo e le modalit di conversione Contestualmente la societ deve deliberare laumento del capitale sociale per un ammontare corrispondente alle azioni da attribuire in conversione Condizioni per lemissione: la delibera non pu essere adottata se il capitale sociale precedentemente sottoscritto non stato versato Non possono essere emesse per somma < al loro VN Competenza: Assemblea [Cos come per gli aumenti di capitale, latto costitutivo (o una sua successiva modifica) pu delegare agli amministratori la facolt di emetterle, fino ad un ammontare predeterminato e per un max. di 5 anni]. La delibera deve contenere, tra laltro, il rapporto di cambio e il periodo e le modalit di conversione. Durante il periodo di conversione sono particolarmente delicate le operazioni sul capitale sociale: - In caso di aumenti a pagamento ed emissione di nuove obb.convertibili: il diritto di opzione sugli stessi spetta anche ai possessori di obb.convertibili, in concorso con i soci attuali. - In caso di aumento gratuito o riduzione per perdite del capitale: il rapporto di cambio proporzionalmente modificato allaumento o alla riduzione. - La societ non pu deliberare la riduzione reale, la fusione, la scissione ecc. fin quando non siano scaduti i termini fissati per la conversione 6. Lorganizzazione degli obbligazionisti 1. Assemblea degli obbligazionisti delibera su: Nomina e revoca del rappresentante comune Modificazioni delle condizioni del prestito Proposte di amministrazione controllata e di concordato preventivo e fallimentare Costituzione di un fondo per le spese necessarie alla tutela dei comuni interessi Altri oggetti di interesse comune degli obbligazionisti E convocata dagli amministratori della societ o dal rappresentante comune degli obbligazionisti. Le deliberazioni sono iscritte nel registro delle imprese a cura del notaio che ha redatto il verbale. 2. Rappresentante comune: NOMINA dallassemblea degli obbligazionisti (in mancanza tribunale). COMPENSO fissato dallassemblea. DURATA 3 esercizi (rieleggibile) FUNZIONI - esegue le deliberazioni dellassemblea degli obbligazionisti - ha diritto di assistere alle assemblee dei soci - ha diritto di esaminare il libro delle obbligazioni, nonch quello delle adunanze dei soci. 77

- ha la rappresentanza processuale degli obbligazionisti XVI. LO SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA PER AZIONI. 1. Le cause di scioglimento Art. 2484 La S.P.A. si scioglie per: 1. il decorso del termine (pu essere prorogato prima della scadenza dallassemblea straordinaria). 2. il conseguimento delloggetto sociale o la sopravvenuta impossibilit di conseguirlo. 3. impossibilit di funzionamento o continuata inattivit dellassemblea 4. riduzione del cap.soc. al di sotto del minimo legale, salvo che lassemblea deliberi la riduzione ed il contemporaneo aumento del capitale ad una cifra superiore al minimo legale. 5. delibera di scioglimento dellassemblea straordinaria in seguito al recesso di uno o pi soci 6. per le altre cause previste dallo statuto o dallatto costitutivo Verificatasi una causa, gli amministratori devono procedere senza indugio al suo accertamento e alliscrizione nel registro delle imprese della relativa dichiarazione (o corrispondente delibera); in caso di omissione, il tribunale accerta il verificarsi della causa con decreto soggetto ad iscrizione nel registro delle imprese. 2. La societ in stato di liquidazione Art. 2486 Al verificarsi di una causa di sciogl. e fino al momento della consegna gli amministratori conservano il potere di gestire la societ, ai soli fini della conservazi. dellintegrit e del valore del patrimonio sociale Art. 2488 Le disposizioni sulle decisioni dei soci, sulle assemblee, sugli organi amministrativi e di controllo si applicano, in quanto compatibili, anche durante la liquidazione. Con la riforma del 2003, la soc. pu in ogni momento revocare lo stato di liquidazione. La revoca pu essere fatta con delibera dellass.straordinaria ma con maggioranza di 1/3 del capitale sociale (i soci in disaccordo possono recedere). 3. Il procedimento di liquidazione. Nomina dei liquidatori: salvo diversa disposizione, i liquidatori sono nominati dallassemblea straordinaria con delibera che ne fissa anche il numero, regole di funzionamento e poteri (inerzia nominati dai tribunali). I liquidatori restano in carica per tutta la durata della liquidazione, salvo che non sia fissato un termine. Revoca dei liquidatori: possono essere revocati dallassemblea (con le maggioranze prescritte per quella straordinaria). dal tribunale se sussiste giusta causa. Poteri, doveri, responsabilit dei liquidatori: ) devono adempiere i loro doveri con diligenza e professionalit ) devono prendere in consegna i beni e i documenti sociali dagli amministratori ) compiono tutti gli atti utili per la liquidazione PAGAMENTO DEI CREDITORI SOCIALI. I liquidatori non possono ripartire fra i soci i beni fin quando non siano pagati tutti i creditori; se i fondi risultano insufficienti possono chiedere ai soci i versamenti ancora dovuti. Se la liquidazione si protrae oltre lanno, i liquidatori devono redigere il bilancio desercizio; completata la liquidazione, devono poi, in ogni caso, redigere il BILANCIO FINALE DI LIQUIDAZIONE (approvato dai singoli soci). 4. Lestinzione della societ. Il procedimento si chiude con la cancellazione della societ del registro delle imprese approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione. Questultima disposta dufficio quando per oltre 3 anni consecutivi non viene depositato il bilancio annuale di liquidazione. Entro un anno dalla cancellazione, i creditori rimasti insoddisfatti possono far valere i loro diritti: 78

nei confronti dei soci fino alla concorrenza delle somme da questi riscosse con il bilancio di liquidaz.. nei confronti dei liquidatori se il mancato pagamento dipeso da colpa di questi.

XVII. LA SOCIETA IN ACCOMANDITA PER AZIONI. 1. Caratteri distintivi. La S.A.P.A. una societ che si caratterizza per la presenza di 2 categorie di soci: SOCI ACCOMANDATARI = rispondono solidalmente ed illimitatamente per le obbligazioni sociali SOCI ACCOMANDANTI = sono obbligati verso la societ nei limiti della quota di capitale sottoscritto Art. 2454: Alla S.A.P.A. sono applicabili le norme relative alla S.P.A. 2. Lazionista accomandatario. Societ in accomandita semplice Gli accomandatari possono ma non devono essere necessariamente amministratori e si possono perci avere soci accomandatari che non sono amministratori Laccomandatario risponde delle obbligazioni sociali anche se non amministratore o cessa di esserlo Laccomandatario risponde anche delle obbligazioni sociali anteriori allacquisto della qualit di socio e di quelle successive alleventuale cessazione della carica di amministratore. 3. Costituzione. Conferimenti. Azioni. Per la costituzione della societ, i conferimenti e le partecipazioni azionarie, trova piena applicazione la disciplina della S.P.A., con due sole differenze: Atto costitutivo: Deve indicare quali sono i soci accomandatari; invece superflua la nomina dei primi amministratori. Denominazione sociale: Deve essere costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con lindicazione di S.A.P.A.. 4. Gli organi sociali. Assemblea: si applicano le regole di funzionamento dettate per la S.P.A.. Norme particolari valgono tuttavia per ladozione di alcune delibere: a. Gli accomandatari non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di nomina e revoca dei sindaci (art. 2459). b. Le modificazioni dellatto costitutivo non solo devono essere deliberate dallassemblea straordinaria con le consuete maggioranze, ma devono essere approvate da tutti i soci accomandatari (art. 2460). c. Nella competenza della assemblea straordinaria rientra anche la nomina e la revoca degli amministratori. Amministratori: sono soggetti agli stessi obblighi degli amministratori delle S.P.A.. Anche se hanno una carica permanente, possono essere revocati anche senza giusta causa, salvo risarcimento dei danni. Collegio sindacale: lunica deviazione dalla disciplina delle S.P.A. consiste nel divieto per gli accomandatari di votare deliberazioni riguardanti la nomina e la revoca dei sindaci (art. 2459). 79 Societ in accomandita per azioni I soci indicati nellatto costitutivo come accomandatari sono tutti di diritto amministratori della societ (art. 2455) e senza limiti di tempo Il socio accomandatario che cessa dallufficio di amministratore, non risponde per le obbligazioni della societ sorte posteriormente alliscrizione nel registro delle imprese della cessazione dellufficio (art. 2461) Il nuovo amministratore assume la qualit di socio accomandatario dal momento della citazione della nomina (art. 2457) e ci implica che esso risponde solo per le obbligazioni sociali che sorgono a partire da tale momento, non di quelle anteriori.

5. Lo scioglimento della societ. UNICA CAUSA: cessazione di tutti gli amministratori, se nel termine di 6 mesi non si provveduto alla loro sostituzione. Per questo periodo il collegio sindacale nomina un amministratore provvisorio (poteri circoscritti allordinaria amministrazione). XVIII. LA SOCIETA A RESPONSABILITA LIMITATA. 1. Caratteri distintivi. Nozione La S.R.L. una societ di capitali nella quale: a. per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ col suo patrimonio b. le quote di partecipazione dei soci non possono essere rappresentate da azioni e non possono costituire oggetto di offerta al pubblico (art. 2468) Responsabilit limitata come nella S.P.A. e diversamente alla S.A.P.A., tutti i soci godono del beneficio della responsabilit limitata (beneficio che permane, salvo particolari eccezioni, anche in presenza di un unico socio). 2. La costituzione della societ. La S.R.L. unipersonale. La costituzione della S.R.L. simile a quella delle S.P.A., ma: a) il capitale sociale minimo non deve essere inferiore a 10.000 . b) la denominazione sociale deve contenere lindicazione di societ a responsabilit limitata. E il primo tipo di societ per il quale fu introdotta, nel 1993, la possibilit di costituzione da parte di un singolo socio. 3. I Conferimenti. Le forme di finanziamento. Art. 2464: Possono essere conferiti tutti gli elementi dellattivo suscettibili di valutazione economica CONF. IN DENARO: si prevede inoltre che il versamento presso una banca del 25% dei conferimenti in denaro possa essere sostituito dalla stipula di una polizza di assicurazione o di una fideiussione bancaria. CONF. DOPERA O DI SERVIZI: consentito purch lintero valore sia garantito da una polizza o fideiussione. CONF. IN NATURA: devono essere interamente liberati al momento della sottoscrizione. Socio moroso: decorso il termine di 30 giorni dalla diffida ad adempiere, fermo restando la vendita coattiva delle quote, il socio non pu partecipare alle decisioni. Lart. 2467 stabilisce che il rimborso dei finanziamenti dei soci alla societ postergato rispetto al soddisfacimento degli altri creditori. 4. (segue) I titoli di debito Con lattuale disciplina infine caduto il divieto per le S.R.L. di emettere obbligazioni o meglio, latto costitutivo pu prevedere lemissione di titoli di debito (art. 2483) peraltro sottratti alla disciplina propria delle obbligazioni di S.P.A.. Emissione: a differenza delle obbligazioni lemissione dei titoli di debito consentita solo se prevista nellatto costitutivo. Ed latto costitutivo a stabilire se la competenza ad emettere titoli di debito spetta ai soci o agli amministratori determinando gli eventuali limiti, modalit e le maggioranze necessarie. Contenuto: ampia la libert concessa allautonomia statutaria nella determinazione del contenuto dei titoli di debito (titoli di massa, titoli individuali ecc.). Sottoscrizione & Garanzia: 80

i titoli di debito non possono essere collocati direttamente presso il pubblico dei risparmiatori. Possono essere sottoscritti solo da investitori professionali soggetti a vigilanza prudenziale. Lidentit del garante e lammontare della garanzia devono essere indicati sul titolo di debito. 5. Le quote sociali. Criterio personale: il capitale diviso in base al numero di soci i quali detengono una quota di partecipazione proporzionale al conferimento. Le quote non possono essere rappresentate da azioni. Latto costitutivo pu per determinare il valore complessivo delle partecipazioni in misura non proporzionale ai conferimenti; pu prevedere lattribuzione a singoli soci di diritti particolari riguardanti lamministrazione della societ o la distribuzione di utili (questi diritti possono essere modificati solo con il consenso di tutti i soci). Mentre lazione indivisibile, la quota divisibile. Ulteriore differenza delle quote rispetto alle azioni che non possono essere rappresentate da titoli di credito. 6. (segue) Le vicende e il trasferimento delle quote sociali. Sono per legge trasferibili ma latto costitutivo pu prevedere la non trasferibilit totale delle quote oppure che essa sia soggetta a gradimento di soci, terzi o ad alcune condizioni I trasferimenti per atto tra vivi devono risultare da scrittura privata autenticata oppure da un documento informatico sottoscritto mediante firma digitale; il notaio o il commercialista, rispettivamente per i 2 casi, si deve poi occupare del deposito, entro 30 giorni, nel registro delle imprese. Responsabilit dellalienante se la quota trasferita non ancora liberata risponde in solido per i versamenti ancora dovuti, per il periodo di 3 anni dalliscrizione del trasferimento. Espropriazione la quota pu essere oggetto di espropriazione da parte dei creditori personali del socio. 7. Recesso ed esclusione. Anche la disciplina del recesso (art. 2473) stata radicalmente riformata: stata riconosciuta ampia libert in materia allautonomia statutaria. E latto costitutivo che stabilisce quando il socio pu recedere e le relative modalit E inderogabilmente riconosciuto nei seguenti casi: a. se la societ a tempo indeterminato, ogni socio pu recedere con un preavviso di almeno 180 giorni. b. se la societ a tempo determinato, possono recedere i soci che non hanno consentito: Al cambiamento delloggetto sociale o del tipo di societ Alla sua fusione o scissione Alla revoca dello stato di liquidazione Al trasferimento della sede sociale allestero Alleliminazione di una o pi cause di recesso previste dallatto costitutivo. Il recesso non pu essere esercitato (o se esercitato privo di efficacia) se la societ revoca la delibera che lo legittima o se deliberato lo scioglimento della societ (art. 2473). Liquidazione della quota i soci che recedono hanno diritto di ottenere il rimborso della propria partecipazione in proporzione del patrimonio sociale ( prima del rimborso, essa va comunque offerta in opzione agli altri soci o ad un terzo indicato dai soci stessi). Esclusione latto costitutivo pu prevedere specifiche cause di esclusione del socio per giusta causa. 8. Gli organi sociali. Le decisioni dei soci Secondo lart. 2479, i soci decidono sulle materie riservate alla loro competenza dallatto costitutivo, nonch sugli argomenti che pi amministratori o tanti soci che rappresentano 1/3 del cap.soc. sottopongono alla loro approvazione. In ogni caso sono riservate alla competenza dei soci: 1. Approvazione del bilancio e distribuzione degli utili 2. Nomina degli amministratori 3. Nomina del collegio sindacale 4. Modificazioni dellatto costitutivo 81

5. Decisione di compiere operazioni che comportano una modifica delloggetto sociale. Latto pu anche prevedere che le decisioni dei soci siano adottate con una procedura pi snella, con consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto (necessaria maggioranza di almeno del cap.soc.), fermo restando che ciascun socio deve essere posto in condizione di partecipare al procedimento decisionale. Assemblea nonostante questultima clausola, alcune decisioni particolarmente importanti devono essere adottate col metodo assembleare: 4. 5. Riduzione del capitale per perdite Anche la disciplina dellassemblea lasciata allautonomia statutaria: rimessa allatto la determinazione dei modi di convocazione (in mancanza dagli amministratori con lettera raccomandata spedita ai soci con 8 giorni di anticipo); possono intervenire tutti i soci (o rappresentanti di essi). Quorum costitutivo almeno del cap.soc.. Quorum deliberativo maggioranza assoluta del capitale intervenuto 9. (segue) Linvalidit delle decisioni dei soci. ANNULLABILITA: - Non conformit alla legge o allatto costitutivo Impugnate dai soci dissenzienti anche individualmente, nonch da ciascun amministratore e dal collegio sindacale entro 90 giorni dalla trascrizione nel libro delle delibere. Il tribunale pu prevedere che entro 180 giorni sia adottata una nuova delibera che elimini la causa di invalidit. NULLITA: - Oggetto impossibile o illecito e quelle prese in assenza assoluta di informazione Possono essere impugnate da chiunque vi abbia interesse, ma nel termine di 3 anni + disciplina specifica SPA per aumento CS, riduzione reale CS, impugnazione del bilancio - Modifica oggetto sociale prevedendo attivit impossibili o illecite Impugnabili da chiunque e senza limiti di tempo (nullit imprescrittibile). 10. Amministrazione e controllo. Lart. 2475 ci dice che, salvo diversa disposizione dellatto costitutivo, lamministrazione affidata a uno o pi soci che restano in carica a tempo indeterminato . Quando lamministrazione affidata a pi persone, vi sono due ipotesi: - queste costituiscono il c.d.a., ma ladozione del metodo collegiale non inderogabile (il metodo decisionale indicato nellatto costitutivo). - Latto costitutivo pu anche prevedere che gli amministratori operino disgiuntamente (devono essere comunque prese congiuntamente le decisioni + importanti (fusione/scissione, aumento di capitale ecc.). Rappresentanza: gli amministratori hanno il potere generale di rappresentanza della societ; i contratti conclusi da essi per, in conflitto di interessi, possono essere annullati su domanda della societ. Responsabilit: - verso la societ: gli amministratori sono solidamente responsabili verso la societ dei danni derivanti dallinosservanza dei doveri ad essi imposti dalla legge o dallatto costitutivo. - dei soci: sono solidamente responsabili con gli amministratori, i soci che hanno deciso o autorizzato il compimento di atti dannosi per la societ, i soci o i terzi. Lazione di responsabilit contro gli amministratori pu essere promossa sia dalla societ che dal singolo socio, il quale pu anche chiedere la revoca di essi in caso di gravi irregolarit nella gestione. Controllo - Latto costitutivo pu prevedere la nomina di un Collegio Sindacale o di un revisore, determinandone i poteri e le competenze la nomina obbligatoria solo se il cap.soc. > 120.000 . La disciplina del collegio quella propria della S.P.A. e, se latto costitutivo non dispone diversamente e non necessaria la nomina del revisore, esso esercita il controllo contabile. - Dei soci: ogni socio non amministratore ha diritto ad avere dagli amministratori notizie dello svolgimento degli affari e consultare i libri sociali e i documenti relativi allamministrazione. 82

11. Bilancio. Modificazioni dellatto costitutivo. Scioglimento. Praticamente vige la stessa disciplina dellS.P.A., salvo qualche specifica e isolata variazione eventualmente prevista nellatto costitutivo. XIX. LE SOCIETA COOPERATIVE A. LE SOCIETA COOPERATIVE 1. Il sistema legislativo. Art. 2511: Le cooperative sono societ a capitale variabile con scopo mutualistico. Il nostro ordinamento attribuisce particolare rilievo a tali societ; in particolare la Costituzione, allart. 45, ci dice che La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualit la legge ne promuove e favorisce lincremento ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalit. Le norme per lorganizzazione le ritroviamo allinterno del codice civile e numerose leggi speciali. 2. Le societ con scopo mutualistico. Lo scopo mutualistico consiste nel fornire beni o servizi od occasioni di lavoro direttamente ai membri dellorganizzazione a condizioni pi vantaggiose di quelle che otterrebbero sul mercato. Nella cooperativa i soci si fanno imprenditori di se stessi: mirano a realizzare un risultato economico ed un proprio vantaggio patrimoniale che non sono la pi elevata remunerazione del capitale investito, ma la soddisfazione di un comune preesistente bisogno economico conseguendo un risparmio di spesa per i beni o i servizi acquistati dalla propria societ o una maggiore retribuzione per i propri beni o servizi alla stessa ceduti. 3. (segue) Scopo mutualistico e scopo lucrativo. Lo scopo mutualistico prevalente ma non esclusivo. Infatti possiamo trovarci in presenza di: lucro oggettivo le societ cooperative possono svolgere, qualora previsto dallatto costitutivo, anche attivit con terzi finalizzata alla produzione di utili. lucro soggettivo E consentito ad una soc.cooperativa, costituire o essere socio di S.P.A. o S.R.L.. 4. Le cooperative a mutualit prevalente. La riforma del 2003 ha diviso le cooperative tra: cooperative a mutualit prevalente = godono di tutte le agevolazioni altre cooperative = non godono di agevolazioni di carattere tributario Art. 2512: Sono societ cooperative a mutualit prevalente quelle che: 1. svolgono la loro attivit prevalentemente in favore dei soci, consumatori o utenti di beni o servizi; 2. si avvalgono prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci; 3. si avvalgono prevalentemente degli apporti di beni e servizi da parte dei soci. ES. per la prevalenza: nelle cooperative di consumo, i ricavi delle vendite e delle prestazioni verso i soci devono essere > del 50% del totale di ricavi e prestazioni; nelle cooperative di lavoro, il costo del lavoro dei soci deve essere > del 50% del totale del costo del lavoro ecc. Albo: Le soc.cooperative a mutualit prevalente sono iscritte dufficio in un apposito albo delle soc.cooperative tenuto a cura del Ministero dello sviluppo economico. [Allamministrazione che tiene lalbo, esse devono annualmente comunicare il bilancio (omissione sospensione semestrale dellattivit)]. Perdita della qualifica: colpisce quelle societ che per 2 esercizi non rispettino le condizioni di prevalenza mutualistica o che sopprimono dallatto costituivo le clausole anti-lucrative. 5. I caratteri strutturali. 83

E previsto un numero minimo di soci Sono fissati limiti massimi alla quota di partecipazione e alla % di utili per ciascun socio Variazioni del n dei soci e di conseguenza del cap.soc. non comportano la modificazione dellatto Ogni socio ha in assemblea 1 solo voto, indipendentemente dalla sua quota Le soc.cooperative sono sottoposte a vigilanza dellautorit governativa.

6. La costituzione della societ. Numero minimo di soci: almeno 9. (se diventa minore scioglimento) Requisiti soggettivi: la partecipazione ad una soc.cooperativa subordinata al possesso di requisiti soggettivi volti ad assicurare che i soci svolgano attivit coerente con loggetto sociale. Variano a seconda del settore di attivit. PROCEDIMENTO: ricalca quello della S.P.A. e S.R.L. Atto costitutivo: anche le sue indicazioni coincidono in buona parte con quelle stabilite per lS.P.A.; tuttavia necessario inserire loggetto sociale, i requisiti e le condizioni per lammissione di nuovi soci, le condizioni per il recesso e lesclusione e le regole per la ripartizione degli utili. E sottoposto al controllo del notaio che provvede anche alliscrizione nel registro delle imprese (come gi visto inoltre, le soc.cooperative sono poi iscritte dufficio nellapposito albo). Denominazione sociale: pu essere formata liberamente, ma deve contenere lindicazione si soc.cooperativa. Nullit: gli effetti, ma non le cause, sono regolati in tema di S.P.A.. 7. I conferimenti. Le responsabilit dei soci. CONFERIMENTI: la disciplina identica a quella dettata per le S.P.A. (salvo che lo statuto non abbia optato per quella dettata per le S.R.L.). Per i conferimenti in denaro non per richiesto il versamento iniziale del 25% presso un istituto di credito. Socio moroso: il socio che non esegue i conferimenti (tutti o in parte) pu essere escluso dalla societ (art. 2531). Inoltre, se cessa di far parte della soc. risponde verso la stessa per un anno dal giorni di recesso/esclusione/cessione. RESPONSABILITA: art. 2518: per le obbligazioni sociali risponde soltanto la societ col suo patrimonio. 8. Le quote. Le azioni. La partecipazione sociale pu essere rappresentata da quote o azioni, a seconda che la societ sia regolata dalla disciplina della S.P.A. oppure della S.R.L.. Nessun socio persona fisica pu avere una quota superiore a 100.000 , n tante azioni il cui valore che superi tale somma (art. 2525). Sempre secondo tale articolo, questo limite non opera per i soci che conferiscono beni in natura e per i soci diversi dalle persone fisiche. Lacquisto o il rimborso di proprie quote o azioni: - possibile solo se espressamente previsto nellatto costitutivo - devono essere fatti nel rispetto di un duplice limite di carattere patrimoniale: patrimonio netto / indebitamento > deve essere effettuato nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili Trasferimento: art. 2530 le quote e le azioni non possono essere cedute senza lautorizzazione degli amministratori, il cui provvedimento deve essere comunicato al socio entro 60 giorni dalla richiesta (silenzio vale assenso). Latto costitutivo pu anche vietare del tutto la cessione, salvo in questo caso il diritto del socio di recedere. 9. (segue) Le nuove forme di finanziamento. 84

I limiti massimi alle partecipazioni e alla circolazione delle azioni frapponevano ostacoli alla raccolta del capitale. Sono state perci introdotte due figure: 1) soci sovventori: la loro figura consente la raccolta di capitale di rischio anche fra soggetti sprovvisti degli specifici requisiti per partecipare allattivit mutualistica. Con la nuova disciplina, tutte le soc.cooperative hanno la facolt di ammettere questi soci, purch lo statuto preveda la costituzione di fondi per sviluppo o ristrutturazione o potenziamento. I loro conferimenti sono rappresentati da azioni (o quote) liberamente trasferibili. Latto pu prevedere particolari condizioni a loro favore (es. per la ripartizione di utili, per il numero di voti ecc.). 2) azioni di partecipazione cooperativa: sono prive del diritto di voto ma privilegiate nella ripartizione degli utili e nel rimborso del capitale. Possono essere emesse dalle soc.cooperative che abbiano adottato procedure di programmazione finalizzate allo sviluppo o allammodernamento, per ammontare non superiore al valore delle riserve o del patrimonio netto. Devono essere offerte in opzione per almeno la met dei soci ed ai lavoratori dipendenti della cooperativa. Alle societ cooperative stata consentita inoltre lemissione di - obbligazioni: criteri e limiti fissati dal Comitato interministeriale per il credito e il risparmio (CICR). - Strumenti finanziari: secondo la disciplina prevista per le S.P.A.. 10. Gli organi sociali. Lassemblea. Gli organi delle soc.cooperative sono gli stessi della S.P.A.; alcune devizioni sono introdotte per lassemblea: innanzitutto il peso di ciascun socio svincolato dallammontare della partecipazione (una testa-un voto). Inoltre: Hanno diritto di voto solo coloro che risultano iscritti da almeno 90 giorni nel libro dei soci. Ciascun socio pu farsi rappresentare solo da un altro socio (ogni socio non pu rappresentarne pi di 10). Il voto pu essere dato per corrispondenza o per altri mezzi di comunicazione, se latto costitutivo lo consente. I quorum sono determinati dallatto costitutivo. Linnovazione pi significativa costituita dalla possibilit di una formazione progressiva della volont assembleare attraverso il meccanismo delle ASSEMBLEE SEPARATE; latto costituivo pu infatti prevedere che il procedimento assembleare sia articolato in 2 fasi (ass.separate ass.generale), per agevolare la partecipazione dei soci e la formazione delle maggioranze. Sono obbligatorie quando ci sono + di 3.000 soci e lattivit svolta in pi province. Le ass.separate deliberano sulle stesse materie che formeranno oggetto dellassemblea generale ed eleggono dei soci-delegati che parteciperanno a questultima. Le deliberaz. delle ass.separate sono impugnabili, mentre quelle dellass.generale s (dai soci assenti o dissenzienti). 11. (segue) Amministrazione. Controlli. Collegio dei probiviri. Poche sono le differenze rispetto alla S.P.A. per quanto riguarda amministratori e sindaci. AMMINISTRATORI Nomina: I primi amministratori sono nominati nellatto costitutivo e successivamente dallassemblea (anche qui latto costitutivo pu attribuirla allo Stato o ad altri enti pubblici). Requisiti soggettivi: Con lattuale disciplina, non tutti gli amministratori devono essere soci cooperatori, ma sufficiente che siano la maggioranza. COLLEGIO SINDACALE La nomina obbligatoria negli stessi casi in cui obbligatoria nella S.R.L. (ovvero quando la societ ha un capitale > a quello minimo della S.P.A.), nonch quando la cooperativa ha emesso strumenti finanziari non partecipativi. In questo caso latto pu attribuire il diritto di voto proporzionalmente alle quote o azioni possedute. COLLEGIO DEI PROBIVIRI

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Organo cui affidata la risoluzione di eventuali controversie fra soci (o fra socie e societ), riguardanti il rapporto sociale o la gestione mutualistica ( si vuole cio evitare che le controversie sfocino in liti di fronte al giudice). 12. La vigilanza governativa. Il controllo giudiziale. Le soc.cooperative sono sottoposte al controllo dellautorit governativa, finalizzata allaccertamento dei requisiti mutualistici tale funzione spetta al Ministero dello sviluppo economico ed esercitata tramite revisioni (con cadenza biennale) ed ispezioni straordinarie. Ad essa si affianca, ma solo per alcune categorie di cooperative, la vigilanza di altre autorit pubbliche per il regolare funzionamento amministrativo e contabile. In caso di irregolarit, lautorit pu revocare gli amministratori e sindaci e affidare la gestione d un commissario governativo, determinandone la durata in carica ed i poteri. Inoltre, in caso di insolvenza, lautorit pu disporre la liquidazione coatta amministrativa della cooperativa. Provvedimento di scioglimento no scopo mutualistico, no deposito del bilancio per 2 anni ecc.. 13. Bilancio. Utili. Ristorni. BILANCIO La sua formazione assoggettata alla disciplina dettata per la S.P.A.; per espressamente richiesto che nella relazione gli amministratori e i sindaci specifichino i criteri seguiti per il conseguimento dello scopo mutualistico. Le cooperative di maggiori dimensioni e quelle che emettono obbligazioni devono sottoporre obbligatoriamente il bilancio a revisione da parte di unapposita societ. UTILI Vi sono particolari norme per la destinazione degli utili: a) 30% da destinare a riserva legale (6 volte quello della della S.P.A.). b) 3% da destinare ad appositi fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. c) Limiti alla distribuzione degli utili ai soci: per tutte le cooperative non quotate gli utili possono essere distribuiti se patrimonio netto/indebitamento totale > per le normali societ cooperative (quindi non a mutualit prevalente) sufficiente che latto costitutivo fissi la % massima di utili ripartibili tra i soci. per le cooperative a mutualit prevalente, abbiamo 4 punti: - divieto di distribuzione in misura > allinteresse massimo dei buoni fruttiferi aumentato di 2,5 pt rispetto al capitale effettivamente versato - divieto di remunerazione degli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci in misura > al 2% rispetto a tale limite massimo. - divieto di distribuzione delle riserve tra i soci cooperatori - in caso di scioglimento, obbligo di devoluzione dellintero patrimonio sociale (dedotto soltanto il cap.soc. e i dividendi maturati) ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. RISTORNI Sono degli strumenti tecnici per attribuire ai soci il vantaggio mutualistico derivante da rapporti di scambio intrattenuti con la cooperativa il vantaggio si pu realizzare con la cessione da parte della societ ai soci di beni ad un prezzo minore a quello di mercato, o con lapplicazione di retribuzioni pi elevate a quelle di mercato, o con la tecnica dei risconti: essi sono fortemente legati e proporzionali alle prestazioni mutualistiche in quanto costituiscono, in sostanza, un rimborso ai soci di parte del prezzo pagato per i beni o servizi acquistati dalla cooperativa, o unintegrazione della retribuzione per le prestazioni del socio. 14. Variazioni dei soci e del capitale sociale. Le soc.cooperative sono societ a capitale variabile: il cap.soc. non determinato in un ammontare prestabilito non comportano pertanto modificazioni dellatto costitutivo le variazioni del cap.soc. conseguenti all > o < dei soci. Ammissione dei soci 86

Art. 2528: Lammissione di un nuovo socio fatta con deliberazione degli amministratori su domanda dellinteressato. La deliberazione di ammissione deve essere comunicata allinteressato e annotata nel libro dei soci La domanda di ammissione quindi una vera e propria proposta contrattuale che la societ libera di accettare o meno; leventuale rigetto della domanda (che il consiglio di amministrazione deve comunque motivare entro 60 giorni) pu tuttal pi esporre gli amministratori ad azione di risarcimento, ma non legittima laspirante socio ad ottenere giudizialmente lammissione in societ. Lattuale disciplina consente inoltre che latto costitutivo preveda dei periodi di formazione per alcuni soci (soci in formazione) per agevolare lingresso di nuovi soci in quelle cooperative in cui si richiedono particolari capacit. Recesso E ammesso per legge: nei casi previsti per S.P.A. quando latto costitutivo vieta la cessione di quote e azioni La dichiarazione deve essere comunicata per raccomandata alla societ e gli amministratori devono comunicare entro 60 giorni se ritengono non sussistere i presupposti del recesso. Il socio ha poi ulteriori 60 giorni dalla comunicazione per rivolgersi eventualemtne al tribunale. Esclusione Pu essere disposta dalla societ: - In caso di mancato pagamento delle quote o delle azioni (art. 2531). - Nei casi previsti per le S.P.A.. - Per gravi inadempienze del socio degli obblighi derivanti dal rapporto sociale o mutualistico. - Per la mancanza o la perdita dei requisiti per la partecipazione alla societ. Il socio pu opporsi dinanzi al tribunale entro 60 giorni dalla comunicazione. Morte Il rapporto si scioglie, salvo che latto costitutivo disponga la continuazione della societ con gli eredi, purch gli stessi siano provvisti dei requisiti necessari. La liquidazione della quota avviene entro 180 giorni dallapprovazione del bilancio e comprende oltre al VN delle azioni (o quote) e il sovrapprezzo eventualmente versato. Se le azioni (o le quote) non erano interamente liberate, il socio uscente (o gli eredi) rispondono verso la societ per il pagamento dei conferimenti ancora dovuti. 15. Lo scioglimento della societ. Valgono le cause previste per le S.P.A., con la sola differenza, che solo la perdita totale del capitale causa di sciogl.. Vi sono poi cause specifiche quali: a. La riduzione dei soci al di sotto del numero minimo (9 o 3) con mancata reintegrazione in un anno b. La liquidazione coatta amministrativa disposta dallautorit governativa Se vi sono ritardi o irregolarit lautorit governativa pu sostituire i liquidatori. Lautorit di vigilanza dispone la cancellazione dufficio dal registro delle imprese delle soc.cooperative in liquidazione ordinaria, quando le stesse non hanno depositato i bilanci relativi agli ultimi 5 anni e non intervenuta la nomina di un liquidatore da parte dellautorit giudiziaria. Il residuo attivo della liquidazione va devoluto ai fondi mutualistici per la promozione di sviluppo e cooperazione. 16. I consorzi di cooperative Sono forme di organizzazione collettiva cui le soc.cooperative ricorrono per raggiungere un maggior grado di efficienza e competitivit sul mercato. La legge Basevi ne prevede 3 tipi: - per lesercizio in comune di attivit economica - ammissibili ai pubblici appalti - per il coordinamento della produzione e degli scambi 17. Il gruppo cooperativo paritetico.

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E diffuso nella pratica che il gruppo cooperativo trovi fondamento in un accordo contrattuale con cui pi societ si impegnano stabilmente a conformarsi ad una direzione unitaria che ciascuna concorre a determinare su un piano di parit rispetto alle altre (gruppo paritetico). Il contratto deve essere depositato in forma scritta presso lalbo delle soc.cooperative ed ogni societ cooperativa pu recedere senza oneri di alcun tipo. Le direttive di gruppo devono sempre ispirarsi a principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale e non possono ledere ingiustificatamente linteresse di una partecipante. B. LE MUTUE ASSICURATRICI 18. Caratteri distintivi. Disciplina. Sono societ cooperative caratterizzate dalla stretta dipendenza tra qualit di socio e assicurato: art. 2546 non si pu acquistare la qualit di socio, se non assicurandosi presso la societ, e si perde la qualit di socio con lestinguersi dellassicurazione . - Responsabilit: per le obbligazioni sociali risponde solo la societ col proprio patrimonio. - I soci sono obbligati verso la soc. con il pagamento di contributi che fungono da conferimento e premio assicurativo. Siccome il patrimonio sociale potrebbe risultare insufficiente per lesercizio dellattivit, latto pu prevedere la costituzione di fondi di garanzia per il pagamento dellindennit, mediante speciali conferimenti da parte dei soci assicurati o di terzi, che diventano cos soci ( soci sovventori). XX. TRASFORMAZIONE. FUSIONE E SCISSIONE. A. LA TRASFORMAZIONE 1. Nozione e limiti E il cambiamento di tipo di societ, o il passaggio da una societ di capitali ad altro tipo di ente giuridico o comunione dazienda, e viceversa. Caratteristica propria la regola della continuit dei rapporti giuridici: art. 2498 Con la trasformazione lente trasformato conserva i diritti e gli obblighi e prosegue in tutti i rapporti anche processuali dellente che ha effettuato la trasformazione. La trasformazione pu essere di due tipi: 1) Omogenea = cambiamento tipo di societ E trattata dalla legge come una modifica dellatto costitutivo ( consente di realizzare tale obiettivo senza che i soci siano costretti a liquidare la precedente societ e costituirne una nova). E espressamente vietata la trasformazione di una societ cooperativa a mutualit prevalente in societ lucrativa E consentita invece la trasformazione di societ di capitali in soc.cooperative il primo caso di trasformazione: 2) Eterogenea = passaggio da societ di capitali in un ente non societario o in una comunione dazienda. Pi precisamente, lattuale disciplina consente la trasformazione di una societ di capitali in consorzi, societ consortili, soc.cooperative, comunioni dazienda e associazioni non riconosciute o fondazioni. 2. La trasformazione omogenea: il procedimento di trasformazione. MAGGIORANZE Soc.di persone: basta il consenso della maggioranza dei soci in base alla partecipazione agli utili. Soc.di capitali: necessaria una delibera dellass.straordinaria da adottare nelle S.P.A. con la maggioranza rafforzata. In entrambi i casi richiesto il consenso dei soci che con la trasformazione assumono resp.illimitata; chi non ha concorso alla deliberazione ha diritto al recesso. DELIBERA Deve rispondere ai requisiti di forma e di contenuto della nuova forma di societ: 88

- trasformazione di societ di capitali gli amministratori devono predisporre una relazione per illustrare motivazione ed effetti della trasformazione. - trasformazione di societ di persone la relativa delibera deve risultare da atto pubblico; ad essa deve essere allegata una relazione giurata di stima del patrimonio sociale (il cap.soc. dovr essere fissato in una cifra > al pat.netto risultante da questa relazione). La delibera soggetta a controllo di legittimit da parte del notaio che ha redatto il verbale e ad iscrizione nel registro delle imprese. In caso di soc.cooperative (non mutualistiche!) consentita la - trasformazione in societ lucrative o in consorzio, ma la deliberazione deve essere approvata con il voto favorevole di almeno di soci (quando i soci sono < 50 2/3 di essi). La legge impone di devolvere ai fondi mutualistici per lo sviluppo e la cooperazione il valore effettivo del patrimonio esistente al momento della trasformazione, dedotti solo il capitale versato e rivalutato, i dividendi non ancora distribuiti e lulteriore importo eventualmente necessario per rispettare lammontare minimo del capitale della nuova societ. INVALIDITA Ar. 2500-bis: Eseguita la pubblciit linvalidit non pu essere pronunciata. Resta salvo il diritto al risarcimento ai partecipanti allente trasformato ed ai terzi danneggiati dalla trasformazione. 3. (segue) La responsabilit dei soci. Come gi detto, i soci che in seguito alla trasformazione assumono responsabilit illimitata per le obbligazioni sociali devono prestare il loro consenso. Nellipotesi inversa, cio quando la responsabilit illimitata viene meno, i soci non sono liberati dalla resp. per le obbligazioni anteriori alliscrizione della delibera di trasformazione nel registro delle imprese. Per favorire la trasformazione stata per introdotta una disciplina che agevola la liberazione dei soci: il consenso dei creditori alla trasformazione vale come consenso alla liberazione dei soci a resp.illimitata. 4. La trasformazione eterogenea. disciplinata solo la trasformazione eterogenea di societ di capitali in consorzi, cooperative ecc. e viceversa. Da societ di capitali a altro Art. 2500-septies: Le societ di capitali possono trasformarsi in consorzi, societ consortili, societ cooperative, comunioni di azienda, associazioni non riconosciute e fondazioni. Si applica in quanto compatibile la disciplina della trasformazione omogenea, ma richiesto il voto favorevole dei 2/3 degli aventi diritto e il consenso dei soci che assumono responsabilit illimitata. Da altro a societ di capitali Lart. 2500-octies ci dice invece che i consorzi, le societ consortili, le comunioni dazienda, le associazioni riconosciute e le fondazioni possono trasformarsi in una societ di capitali. - Consorzi: la trasf. deve essere deliberata dalla maggioranza assoluta dei consorziati - Comunioni dazienda: da tutti i partecipanti alla comunione. - Societ consortili o associazioni: con le maggioranze richieste per lo scioglimento anticipato. - Fondazioni: la trasformazione disposta dallautorit governativa, su proposta dellorgano competente. Latto di trasformazione deve risultare da atto pubblico e deve contenere le indicazioni previste dalla legge per latto di costituzione del tipo adottato. PUBBLICITA: in entrambi i casi richiesta sia per la cessazione dellente che effettua la trasformazione, sia per la costituzione dellente o del tipo societario adattato. Le trasformazioni eterogenee hanno effetto dopo 60 giorni dalladempimento pubblicitario, salvo consenso dei creditori proprio in questo periodo che I CREDITORI SI POSSONO OPPORRE ALLA TRASFORMAZIONE. B. LA FUSIONE 5. Nozione. Distinzioni. La fusione lunificazione di due o pi societ in una sola pu essere realizzata in 2 modi (art. 2501): 1) con la costituzione di una nuova societ (in senso stretto). 89

2) mediante assorbimento in una societ preesistente (per incorporazione). Pu avere luogo sia tra societ dello stesso tipo (omogenea), che tra societ di tipo diverso (eterogenea). Sempre secondo lart. 2501, la partecipazione alla fusione non consentita alla societ che si trova in stato di liquidazione che abbia gi iniziato la distribuzione dellattivo. Lart. 2504-bis ci spiega poi che la societ incorporante o che risulta dalla fusione assume gli obblighi e i diritti delle societ partecipanti alla fusione, proseguendo in tutti i loro rapporti, anche processuali, anteriori alla fusione. PROCEDIMENTO DI FUSIONE: 1- Progetto 2- Delibera 3- Atto 6. Il progetto di fusione. 1- PROGETTO Devessere redatto dagli amministratori delle societ partecipanti e contenere le modalit di fusione. Deve avere uguale contenuto per le societ che si fondono e in particolare deve indicare: il tipo, la denominazione e la sede delle soc.partecipanti latto costitutivo della nuova societ il rapporto di cambio delle azioni/quote e le loro modalit di assegnazione Il progetto di fusione devessere iscritto nel registro delle imprese. Inoltre: gli amministratori delle partecipanti devono redigere una situazione patrimoniale aggiornata delle societ ed una relazione (unica per tutte le soc.) nella quale si giustifichi ed illustri il progetto e il rapporto di cambio. Per ciascuna societ partecipante, uno o pi esperti (scelti tra i revisori o le societ di revisione) devono redigere una relazione sulla congruit del rapporto di cambio ed esprimere un parere sulladeguatezza dei metodi seguiti per la determinazione dello stesso. Tutti questi documenti + i bilanci degli ultimi 3 esercizi devono essere depositati nei 30 giorni precedenti lassemblea presso la sede delle societ e sino alla delibera di fusione. 7. Le fusioni semplificate. In alcuni casi sono ammesse semplificazioni: - Incorporazione di societ interamente posseduta: poich la legge vieta alle soc.incorporanti di assegnare a se stessa azioni/quote in sostituzione di quelle possedute nellincorporate, la fusione avviene senza emissione di nuove quote o azioni; il codice consente quindi di omettere le indicazioni riguardanti il rapporto di cambio, le modalit di assegnazione ecc.. - Incorporazione di una societ posseduta al 90%: si consente di omettere la costosa relazione degli esperti qualora venga concesso ai soci della soc.incorporata il diritto di far acquistare le loro azioni o quote dalla societ incorporante per un corrispettivo determinato con i criteri previsti per il recesso. 8. La fusione a seguito di acquisizione con indebitamento. Disciplinata dallart. 2501-bis; si tratta di fusioni nellambito di una leveraged buy-out, cio una particolare tecnica per lacquisto del controllo di una societ chi intende acquisire il controllo di una societ costituisce unapposita S.P.A. con modesto cap.soc., che ottiene un cospicuo prestito utilizzato nellacquisto delle az. della soc.bersaglio; conseguito il controllo, viene deliberata la fusione per incorporazione. Il finanziamento ottenuto sar rimborsato con gli utili futuri della soc.bersaglio incorporata o con la vendita di parte delle sue attivit. Il progetto in questo caso deve indicare le risorse finanziarie previste per il soddisfacimento delle obbligazioni della societ risultante dalla fusione; la relazione degli esperti deve attestare la ragionevolezza della previsione. 90

9. La delibera di fusione.

2- DELIBERA

La fusione viene decisa da ciascuna delle soc. partecipanti mediante lapprovazione del relativo progetto (art. 2502). MAGGIORANZE Per lapprovazione vanno rispettate le regole per le modifiche dellatto costitutivo ma: - Soc.di persone: non si richiede pi il consenso di tutti i soci ma sufficiente il consenso della maggioranza dei soci in base alla partecipazione agli utili. - Soc.di capitali: la fusione deve essere deliberata dallassemblea straordinaria con le normali maggioranze. Le delibere devono essere iscritte nel registro delle imprese (se la societ risultante una soc.di capitali, vi anche un controllo di legalit da parte del notaio verbalizzante). RECESSO Il diritto riconosciuto, in caso di fusione eterogenea, ai soci che non hanno concorso alla deliberazione. 10. La tutela dei creditori sociali. La fusione pu essere attuata solo 60 giorni dopo liscrizione delle delibere nel registro delle imprese, per tutelare i creditori che, in questo periodo, possono opporsi alla fusione. Il rispetto del termine non necessario: - qualora si consti il consenso di tutti i creditori anteriori alla pubblicazione e il pagamento di quelli che non hanno dato il consenso. - Quando la relazione degli esperti sia redatta da ununica societ di revisione per tutti i partecipanti, assicurando, sotto la propria responsabilit, che la situazione patrimoniale e finanziaria non rende necessarie garanzie a tutela dei creditori. La fusione si blocca sino alla decisione del giudice a meno che non si predisponga una garanzia per i creditori relazione degli esperti sia fatta da una soc. di revisione che assicura la solvenza dlla societ Per le obbligazioni antecedenti alla fusione di una societ di persone rispondono i soci a responsabilit illimitata salvo il consenso dei creditori. 11. Atto di fusione 3- ATTO Il procedimento si conclude con la stipulaz. dellatto (art. 2504) da parte dei legali rappresent. delle soc. interessate. Forma e pubblicit: deve essere sempre redatto per atto pubblico ed iscritto nel registro delle imprese dei luoghi dove hanno sede le partecipanti e del luogo della soc. risultante dalla fusione. Alliscrizione si riconosce lefficacia costitutiva: si produce lunificazione soggettiva e patrimoniale delle societ. Postdatazione: nella fusione per incorporazione, possibile stabilire per tutti gli effetti una data di decorrenza successiva a quella sopraindicata. Retrodatazione: diversi casi; non possono retroagire gli effetti reali (es. unificazione dei patrimoni), mentre ammessa ad esempio la retrodatazione contabile (imputare al bilancio della societ risultante le operazioni delle societ partecipanti compiute prima che la fusione si perfezioni). Disavanzo di funzione si ha in 2 casi: quando - la soc.incorporante assegna ai soci dellincorporata partecipazioni per un valore superiore al valore del pat.netto dellincorporata al momento della fusione (d. da con cambio). - la soc.incorporante ha acquistato ed iscritto nei propri bilanci, prima della fusione, la partecipazione nellincorporata per un importo > al valore che ha il pat.netto dellincorporata al momento della fusione (d. da annullamento). In presenza di disavanzo, lattuale disciplina consente di rivalutare nel bilancio successivo i beni dellincorporata, se e nella misura in cui esistano plusvalori non rilevati dalle precedenti scritture contabili. 91

Avanzo di fusione viceversa. 12. Linvalidit della fusione. Art. 2504-quater: non si pu pronunciare linvalidit una volta eseguite le iscrizione degli atti di fusione, salvo il diritto al risarcimento dei danni eventualmente spettanti ai soci o ai terzi danneggiati. I soci hanno perci il solo tempo che intercorre tra delibera e iscrizione dellatto per proporre limpugnativa. 13. La fusione transfrontaliera. La nostra legge consente anche fusioni tra societ con sede in Italia e societ con sede in altri stati, a condizione che tali operazioni a condizione che le operazioni rispettino leggi di tutti gli Stati partecipanti. Il diritto comunitario prevede che nelle fasi preliminari ciascuna societ osservi le disposizioni dello Stato da cui dipende, salvo alcune regole speciali: - il progetto deve contenere oltre ai dati richiesti, particolari elementi come ad es. la legge regolatrice delle societ partecipanti e di quella che risulta dalloperazione, le modalit di valutazione dei beni ecc. - il progetto deve essere pubblicato nel registro delle imprese e anche nella Gazzetta Ufficiale almeno 30 giorni prima della delibera di fusione. Si procede quindi allapprovazione da parte dellassemblea del progetto di fusione e alla pubblicit della delibera nel registro. Ultimata la fase di approvazione, ciascuna societ si fa rilasciare un certificato da parte dellautorit competente del paese che attesta il regolare adempimento degli atti e delle formalit preliminari. I certificati preliminari e le delibere sono trasmessi entro 6 mesi allautorit dello Stato della societ risultante, a cui rimesso il controllo di legittimit sullattuazione della fusione. Latto di fusione deve risultare da atto pubblico e depositato per liscrizione nel registro delle imprese dei luoghi dove hanno sede le societ partecipanti e in quello (se diverso) della societ risultante. C. LA SCISSIONE 14. Nozione. Forme. Con essa si ha la suddivisione di un unico patrimonio sociale, e di ununica compagine societaria, in pi societ. Loperazione risponde ad esigenze di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale: in essa infatti, le azioni/quote delle societ beneficiarie del trasferimento patrimoniale sono acquisite direttamente dai soci della societ che si scinde e non da questultima, sicch per i soci il contratto sociale continua in nuove e diverse strutture societarie. Pu essere: - Totale = lintero patrimonio viene trasferito a pi societ. La prima societ perci si estingue ma senza liquidazione perch lattivit continua tramite le societ beneficiarie che assumono diritti e obblighi. - Parziale = solo parte del patrimonio viene trasferita a uno o pi societ. La prima societ resta perci in vita ma con patrimonio ridotto e continua lattivit parallelamente alle societ beneficiarie. Beneficiarie della scissione possono essere: - Societ di nuova costituzione = che nascono direttamente dalla scissione (per cui i soci sono gli stessi). - Societ preesistenti = si vedono nel contempo incrementati patrimonio e numero dei soci. Come per la fusione, alla scissione non possono partecipare soc.in liquidaz. che abbiano iniziato la distribuz.dellattivo. 15. Il procedimento. Gli amministratori devono preparare un progetto di scissione, che devessere iscritto nel registro delle imprese, che deve contenere: Lesatta descrizione degli elementi patrimoniali da trasferire a ciascuna delle societ beneficiarie e delleventuale conguaglio in denaro. La legge specifica la sorte degli elementi la cui destinazione non desumibile dal progetto di scissione: 92

nella scissione totale, le attivit sono ripartite tra le societ beneficiarie in proporzione della quota di patrimonio netto trasferita a ciascuna di esse. Nella scissione parziale, le attivit restano in testa alla societ trasferente. I criteri di distribuzione ai soci delle azioni o quote delle societ beneficiarie Sono ammessi conguagli in denaro nel limite del 10% del valore delle azioni o quote assegnate.

Per la situazione patrimoniale, la relazione degli amministratori e quella degli esperti integralmente richiamata la disciplina della fusione; si specifica comunque che la prima deve illustrare i criteri di distribuzione delle azioni/quote e indicare inoltre il valore effettivo del patrimonio netto da trasferire, e che la terza non necessaria quando la scissione avviene mediante la costituzione di una o pi societ e le azioni sono assegnate con criterio proporzionale. Rinvio alla disciplina della fusione si ha anche per le altre fasi del procedimento di scissione: delibera, pubblicit, opposizione dei creditori e stipula dellatto. EFFETTI: la scissione diventa efficace a partire dalla data in cui stata effettuata lultima iscrizione dellatto nel registro delle imprese in cui sono iscritte le societ beneficiarie. Art. 2506-quater: Ciascuna societ solidamente responsabile, nei limiti del valore effettivo del patrimonio netto ad essa assegnato o rimasto, dei debiti della societ scissa non soddisfatti dalla societ cui fanno carico. Anche per linvalidit vale la stessa disciplina dettata per la fusione. XXI. LA SOCIETA EUROPEA 1. Dallarmonizzazione dei diritti societari al diritto societario sovranazionale. Fin dalla costituzione della CEE gli Stati membri si sono impegnati ad un progressivo coordinamento degli ordinamenti nazionali; lattuazione delle direttive di armonizzazione ha effettivamente consentito il diffondersi di importanti regole comuni. Ulteriori e pi ambizioso obiettivo dellazione legislativa dellUE creare un diritto societario sovranazionale, per offrire ad imprese operanti in pi Stati la possibilit di organizzarsi secondo una forma uniformemente regolata sono 2 le societ disposte a tal fine: - SE: Societ Europea - SCE: Societ Cooperativa Europea A. LA SOCIETA EUROPEA 2. La Costituzione La SE una S.P.A. dotata di personalit giuridica in cui ciascun socio risponde delle obbligazioni sociali esclusivamente nei limiti del capitale sottoscritto. Il capitale minimo di 120.000 . Si pu costituire solo in 5 casi tassativi previsti dal regolamento: - COSTITUZIONE PER FUSIONE: quando due o pi societ di Stati diversi si fondono. - quando due o pi societ di Stati diversi, o controllanti da almeno 2 anni di una societ di un altro Stato, promuovono la costituzione di una SE HOLDING per sottoporsi ad una direzione unitaria. - SE AFFILIATA: quando due o pi enti (anche non societ) che presentano un collegamento stabile con ordinamenti comunitari diversi costituiscono una SE controllata in comune. - TRASFORMAZIONE in SE di una societ costituita secondo la legge di uno Stato membro, purch questultima controlli da almeno 2 anni una societ soggetta alla legge di un altro Stato comunitario. Il procedimento di costituzione regolato dalla legge dello Stato della sede e si conclude con liscrizione della societ in un registro. 3. Lassemblea. Lamministrazione e i controlli possono essere organizzati secondo il sistema dualistico (organo di direzione + organo di vigilanza) oppure secondo quello monistico (solo organo di amministrazione).

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Competenze, organizzazione, svolgimento e procedure di voto sono regolate dalla legge dello Stato della sede in tema di assemblea della S.P.A.. 4. La gestione. Sistema dualistico Organo di vigilanza I componenti sono nominati dallassemblea generale (una parte dai dipendenti, se previsto). Esercita il controllo sulla gestione (a tal fine viene informato ogni 3 mesi dallorgano di direzione sullandamento generale degli affari) e pu chiedere informazioni speciali allorgano di direzione. Organo di direzione I componenti sono nominati e revocati dallorgano di vigilanza. Gestisce la societ sotto la propri responsabilit Sistema monistico Prevede sono un organo di amministrazione. I suoi componenti sono nominati e revocati dallassemblea, salvo accordi di coinvolgimento dei dipendenti. NORME IN COMUNE I componenti degli organi restano in carica per un massimo di 6 anni e sono rieleggibili. Ineleggibilit: valgono le cause della disciplina nazionale e quando vi sia un provvedimento giudiziario emanato da uno Stato europeo. Gli organi sono validamente costituiti quando presente almeno la met dei loro componenti, e decidono a maggioranza semplice dei presenti. E richiamata la disciplina della S.P.A. dello Stato della sede sia per le responsabilit dei componenti che per la redazione, controllo e pubblicit del bilancio desercizio e consolidato.

5. Il coinvolgimento dei lavoratori nella gestione. MODALITA Pu essere attuato in forme diverse: - obbligo di consultare ed informare periodicamente o in circostanze speciali un organo di rappresent. dei dipendenti. - riconoscimento del potere di nomina da parte dei lavoratori di alcuni componenti degli organi societari. La loro determinazione rimessa agli accordi fra i rappresentanti dei dipendenti e gli organi delle societ partecipanti alla SE a tal fine viene istituita unapposita delegazione speciale di negoziazione , composta dai rappresentanti dei lavoratori delle societ partecipanti, delle societ affiliate e delle dipendenze interessate. In caso non si trovi un accordo, la disciplina a cui fare riferimento riportata dal d.lgs. 188/2005; queste norme tuttavia, si applicano solo se gli organi competenti di ciascuna societ dichiarano di accettarle. Le DISPOSIZIONI DI RIFERIMENTO prevedono la costituzione di un organo di rappresentanza dei lavoratori, i cui componenti sono eletti dai dipendenti della SE, nonch dalle societ affiliate e dalle dipendenze interessate. Pi incisivo coinvolgimento previsto da queste norme, se sono gi presenti forme di partecipazione dei dipendenti alla gestione nelle societ partecipanti: in tal caso si devono conservare le stesse forme di partecipazione nella SE. 6. Altri aspetti della disciplina. Si rinvia alla disciplina in tema di S.P.A. dello Stato della sede per quanto riguarda lo scioglimento, la liquidazione, lo stato di insolvenza e le procedure concorsuali. Per quanto riguarda la trasformazione, si prevede che la SE possa trasformarsi in una S.P.A. disciplinata dalla legge dello Stato membro della sede, ma non prima di 2 anni dalla registrazione. B.LA SOCIETA COOPERATIVA EUROPEA 7. Costituzione. La SCE una soc.cooperativa, dotata di personalit giuridica, in cui i soci rispondono limitatamente o illimitatamente, a seconda di quanto previsto dallo statuto (se nulla prevede limitata). 94

E caratterizzata da scopo mutualistico. Alla costituzione devono partecipare almeno 5 soci; per ulteriormente richiesto che i soci-fondatori presentino un legame con almeno 2 ordinamenti nazionali diversi affinch risulti giustificato limpiego di un tipo societario europeo. In alternativa, pu nascere: - Per fusione fra cooperative (soggette ad almeno 2 ordinamenti diversi). - Per trasformazione di una cooperativa (che possegga da almeno 2 anni una controllata soggetta alla legge di un altro Stato membro). Atto costitutivo e statuto i fondatori redigono latto costitutivo e lo statuto della SCE contenente, tra laltro, lindicazione del capitale sottoscritto, che non pu essere inferiore a 30.000 . Il procedimento termina con liscrizione nel registro delle imprese. CONFERIMENTI La disciplina ricalca per grandi linee quella della S.P.A.. I conferimenti in denaro devono essere versati per almeno il 25% al momento della sottoscrizione, e il residuo entro 5 anni. Quelli in natura devono essere invece integralmente liberati al momento della sottoscrizione. 8. Le partecipazioni sociali. Sono rappresentate da quote obbligatoriamente nominative. E ammessa la creazione di categorie speciali di quote, dotate di diritti diversi. Il regolamento comunitario prevede che nellambito della medesima categoria le quote abbiano tutte lo stesso VN ed attribuiscano gli stessi diritti. Oltre che con lemissione di quote, la SCE pu finanziarsi mediante lemissione di obbligazioni e di altri titoli che non attribuiscano la qualit di socio. Soci sovventori: a questi soci possibile riservare privilegi ella partecipazione agli utili, nonch una rappresentanza negli organi di gestione e di vigilanza (fino ad dei componenti). AMMISSIONE Lingresso pu avvenire: - mediante trasferimento delle quote esistenti - con sottoscrizione di quote di nuova emissione Lo statuto pu subordinare lammissione di nuovi soci a particolari condizioni (es. la sottoscrizione di una quota minima di capitale o di un numero minimo di quote). PERDITA DELLA QUALITA DI SOCIO - per morte - per esclusione: colpisce di diritto il socio fallito e gli enti che si sciolgono; pu essere escluso, con delibera dellorgano amministrativo, il socio gravemente inadempiente ai propri obblighi. - per recesso: il diritto spetta in ogni caso al socio che ha votato contro una modifica statuaria che impone ai soci di effettuare nuovi conferimenti o prolunga il termine di preavviso di recesso ad oltre 5 anni. Liquidazione della quota Il socio ha diritto al rimborso del VN della quota; avviene nei termini previsti dallo statuto (comunque non prima di 6 mesi dallapprovazione del bilancio successivo). 9. Gli organi. La SCE pu essere organizzata secondo il sistema dualistico o monistico. La disciplina identica a quella della SE, eccetto che per lassemblea: Voto - regola del voto capitarlo ad ogni socio attribuito un numero, qualunque sia il n di quote detenuto. - possono essere ammessi a partecipare alle assemblee con diritto di voto anche i lavoratori o i loro rappresentanti qualora ci sia previsto negli accordi di partecipazione. Convocazione Deve riunirsi almeno una volta lanno, entro 6 mesi dalla chiusura dellesercizio, per lapprovazione del bilancio e la destinazione degli utili. E poi convocata dallorgano amministrativo ogni qualvolta ve ne sia necessit. Lo statuto pu prevedere e disciplinare lo svolgimento di assemblee separate o settoriali. 95

Quorum Fissati dallo statuto. 10. Destinazione degli utili. Scioglimento. Utili Le cooperative europee con sede in Italia devono rispettare i vincoli obbligatori alla destinazione degli utili imposti dalla nostra legge sulle soc.cooperative. La destinazione degli utili e delle riserve disponibili viene determinata dallassemblea che approva il bilancio. La cooperativa europea pu attribuire ristorni ai soci in proporzione degli scambi mutualistici realizzati con ciascuno. Scioglimento La SCE deve essere posta in liquidazione quando: - risulti che la stessa stata costituita in violazione dei casi consentiti. - non rispetti il limite di capitale minimo. - non osservi lobbligo di far coincidere nello stesso Stato la sede legale e quella reale. Il residuo attivo di luquidazione viene devoluto per finalit altruistiche, ddotto solo quanto necessario per il rimborso del capitale ai soci. Trasformazione la SCE pu trasformarsi in societ cooperativa nazionale dello Stato membro della sede, ma non prima di 2 anni dalla registrazione.

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