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GESTIRE LINFORMAZIONE NEL WEB UN CORSO PER PERSONALE DELLE PICCOLE IMPRESE

Pierfranco Ravotto1, Mara Masseroni2


AICA p.ravotto@aicanet.it ITSOS Marie Curie masseroni.mara@gmail.com FULL PAPER ARGOMENTO: Aziende e reti di formazione - Formazione continua
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Abstract
Larticolo presenta una serie di riflessioni sulla formazione in rete a partire dallesperienza di un corso per personale delle piccole imprese, progettato ed erogato nellambito di un progetto europeo, SME 2.0. Il punto di forza del modello nel clima di collaborazione che il corso propone. Keywords eLearning, formazione in rete, PMI, web 2.0, informazione nel web 2.0, collaborazione.

INTRODUZIONE

Abbiamo una lunga esperienza di corsi in rete rivolti al target insegnanti. Ma un modello che si dimostrato valido nellaggiornamento degli insegnanti pu essere trasferito al personale di piccolissime, piccole e medie aziende? Questo il dubbio che avevamo nellintraprendere il corso Gestire le informazioni nel web, prodotto allinterno di un progetto europeo: SME 2.0 [1]. Abbiamo realizzato corsi in rete per docenti nei progetti Sofi@net, SOLE, SiR2, APE, SLOOP [2] e Sloop2desc [3]. In tutti i casi, il modello era quello dellapprendimento collaborativo in rete: un percorso didattico che un gruppo di corsisti inizia e segue insieme con due o pi docenti/tutor che hanno la funzione di risolvere problemi tecnici, di rispondere a quesiti contenutistici, di monitorare le attivit, di stimolare la discussione, e di promuovere se previste - le attivit collaborative di gruppo. A volte abbiamo difficolt a far capire il modello perch i nostri interlocutori hanno spesso in mente un modello di eLearning in cui il corsista lavora essenzialmente in auto-formazione; c lui e ci sono i materiali didattici, s c anche un tutor, ma essenzialmente con funzione di help tecnico o di controllo; gli altri corsisti restano sostanzialmente degli sconosciuti con cui non si interagisce. E dunque noi parliamo di ambiente relazionale e spesso linterlocutore pensa a quelle, limitatissime, interazioni su piattaforme in cui si studia individualmente. Come AICA e ITSOS Curie di Cernusco abbiamo promosso questanno un corso per i docenti lombardi di Generazione web: Fare didattica nel web 2.0. Un grande successo, in primo luogo proprio per leffetto comunit che si creato fra i partecipanti. Dunque: un modello che con gli insegnanti funziona. Ma pu funzionare anche per il personale delle piccole imprese?

IL PROGETTO SME 2.0

SME sta per Small & Media Enterprise, quelle che in italiano chiamiamo PMI, piccole e medie imprese. SME 2.0 www.smepro.eu - il nome di un progetto europeo il cui promotore lorganizzazione ungherese PROMPT (www.prompt.hu). Nel 2008 PROMPT aveva promosso un progetto LLP-Leonardo da Vinci finalizzato a preparare gli insegnanti a lavorare con studenti appartenenti alla Net Generation: TENEGEN (www.tenegen.eu)

Atti del MoodleMoot Italia 2013 ISBN 978-88-907493-1-5

Connect the teachers to reach and teach the net generation [5] - un progetto di trasferimento dellinnovazione basato sui risultati di SLOOP e di NETIS [6]. Di qui lassunzione di un modello comune di formazione in rete che prevede: lutilizzo di Moodle quale ambiente di apprendimento; la strutturazione di corsi basati su: o risorse didattiche multimediali, brevi ma significative (molto spesso video-tutorial), ove disponibili reperite in rete o altrimenti prodotte ad hoc, o attivit individuali e/o collaborative che mettano il focus sul fare, o ambienti/forum di discussione e di confronto; lintreccio delle attivit in Moodle con luso di altri ambienti 2.0 (blog personali, Slideshare, Youtube, Drive, ); una presenza costante dei docenti/tutor.

Comune anche la scelta di adottare Moodle quale ambiente per i corsi. Nella nostra esperienza i primi corsi Sofi@net, SOLE, SiR2, APE erano sviluppati in FirstClass che permetteva di porre laccento sullaspetto comunicativo, di interazione fra le persone. Poi, con Sloop, il passaggio a Moodle che permette pi agevolmente di costruire un percorso didattico costituito da risorse interne ed esterne e di attivit fra cui quelle di interazione. E Moodle stato adottato anche da PROMPT e dal partenariato di TENEGEN. Lidea alla base di TENEGEN era: gli studenti sono in rete, mettiamo in rete gli insegnanti in modo che vi incontrino i propri studenti. Ovvero: insegnamo ai docenti ad utilizzare gli ambienti web 2.0 perch li usino nella propria didattica (che , per lappunto, quanto facciamo anche in Fare didattica nel web 2.0 che, dopo lesperienza 2013, riproporremo per il 2013/14). Lidea alla base di SME 2.0, progetto di cui AICA il partner italiano, quella che anche le aziende, soprattutto le piccole aziende, potrebbero trarre grandi vantaggi dalluso degli ambienti web 2.0 e del software open source, ma che anche l occorre insegnare alle persone a muoversi in tali ambienti. E il progetto si gioca sulla scommessa che la formazione per il personale delle piccole e piccolissime imprese almeno in un ambito come questo possa essere fatta con la stessa metodologia utilizzata per gli insegnanti.

Figura 1 Il logo del progetto Il progetto dopo una prima fase di indagine, in Ungheria e in Italia [7] - sta sviluppando e sperimentando 4 moduli formativi: Information Management. Online Marketing. Project Management. Human Resources Management. Per ciascuno di essi, a fine progetto, saranno disponibili (in inglese e ungherese): Un testo in PDF, a carattere accademico, che servito come riferimento per la progettazione dei corsi. I quattro corsi in ambiente Moodle. I singoli materiali didattici liberamente accessibili sulla piattaforma SME 2.0 Source. La sperimentazione si concentrata sul modulo Information management che stato oggetto di tre differenti corsi in Ungheria, due con personale delle piccole e medie aziende, uno con studenti universitari. E questo lunico modulo di cui prevista, allinterno del progetto, la traduzione/adattamento in italiano e la sperimentazione in Italia, anche se i buoni risultati della sperimentazione - di cui diremo al prossimo paragrafo - ne suggeriscono un riutilizzo e quindi anche la traduzione/adattamento degli altri moduli in modo da poter offrire un percorso formativo completo.

LA SPERIMENTAZIONE IN ITALIA

Come detto, il progetto prevedeva che uno dei quattro moduli fosse sperimentato anche in Italia, e dunque la sua traduzione. Ma tradurre, in un corso come questo, non significa mettere in italiano ci che originalmente era in ungherese (passando magari attraverso una traduzione inglese). Tutto ci che link a risorse esistenti in rete richiede non una traduzione ma lindividuazione di risorse analoghe in italiano. I video-tutorial, poi, devono essere rifatti da capo: non basta sostituire il parlato o inserire i sottotitoli, perch non si possono mantenere le schermate in ungherese. Il lavoro di traduzione/adattamento consiste nel mantenere gli obiettivi didattici, la scelta degli argomenti, le proposte di attivit e ricostruire interamente il corso con risorse diverse. E non c che limbarazzo della scelta perch di video-tutorial in italiano sugli strumenti web 2.0 ce ne sono tanti. Poi, in questo lavoro, ci siamo permessi qua e l qualche discostamento dalloriginale, per esempio aggiungendo Facebook e Doodle, allungandolo di una settimana e apportando anche qualche modifica allordine degli argomenti. Questo , a mio parere, un grande vantaggio di questo modello di corso: la flessibilit, la possibilit di introdurre progressive modifiche. Dal corso pilota di Sloop, per esempio, ai corsi Sloop a cascata, al pilota di Sloop2desc e ai suoi cascata, fino (per ora) a Fare didattica nel web 2.0 siamo ogni volta partiti dal file di back-up del corso precedente. La quinta generazione non conserva ormai quasi nessuna delle risorse e delle attivit della prima, ma ogni volta loperazione di progettazione del corso stata resa agevole dal fatto che si partisse da un corso esistente. Certo, si rinuncia a quellomogeneit di schermate, di template, nonch di linguaggio, di approccio che hanno tante offerte di eLearning. Il risultato un patchwork, assomiglia pi a un bazar che a una cattedrale, per usare la felice espressione di Eric Raymond [8]. Ma ci si guadagna, a nostro parere, sia in flessibilit e in facilit di sviluppo che in interesse dei corsisti, perch lomogeneit pu diventare facilmente fattore di noia mentre la diversit mantiene pi viva lattenzione. Ed ecco come si presenta, dopo la traduzione/adattamento, il corso in italiano:

Figura 2 Il corso in italiano Come si vede, unarea generale con il programma del corso, lesplicitazione degli obiettivi (risultati attesi), lambiente di discussione Agor, una pagina di aggregazione dei blog dei corsisti, il testo di riferimento di cui si detto e, infine, il questionario conclusivo, fa da cappello al cuore del corso strutturato in settimane. Ed ecco il programma delle diverse settimane:

Avvio 1 settimana 2 settimana

Contenuti Informazioni sullambiente Moodle Il blog (Blogger) Condivisione e pubblicazione online di documenti (Drive) Ricerca in Internet

3 settimana

Risorse Video-tutorial su profilo Moodle e parametri da settare I blog e i blog aziendali Video-tutorial sulluso di Blogger Video-tutorial sulluso di Drive (documenti, moduli, fogli di calcolo, presentazioni) Video-tutorial su Google (ricerca, ricerca immagini, Maps Alert)

Attivit Compilare il profilo Auto-presentarsi nellAgor Creare un blog Discutere in Agor e commentare sul proprio blog Inserire dati in un file condiviso Creare un documento e un questionario Discutere in Agor e commentare sul proprio blog Effettuare attivit di ricerca, e di ricerca immagini Creare una mappa Usare Google Alert Discutere in Agor e commentare sul proprio blog Analizzare i blog del gruppo aggregati con Netvibes Creare un proprio portale Netvibes Discutere in Agor e commentare sul proprio blog Analizzare una pagina o un gruppo aziendale Creare una propria pagina o gruppo Discutere in Agor e commentare sul proprio blog Creare un calendario privato Creare un calendario pubblico Creare un sondaggio Discutere in Agor e commentare sul proprio blog

4 settimana

Canali RSS e aggregatori (Netvibes) Facebook

Video-tutorial sui feed RSS e sulluso di Netvibes

5 settimana

Facebook per le aziende Video-tutorial sulluso di Facebook e sulla creazione di pagine e gruppi Video-tutorial sulluso di Calendar e di Doodle

6 settimana

Calendario online (Google calendar) e sondaggi (Doodle)

Si noti come nella prima settimana sia stato assegnato ai partecipanti il compito di creare un proprio blog, filo conduttore delle altre attivit perch nel blog che i corsisti dovevano commentare le attivit della settimana e inserire i diversi prodotti (limmagine da scegliere nella terza settimana, la mappa, il calendario, il link alla propria pagina FB, ). E cos RSS e Netvibes sono stati presentati come modalit per aggregare e avere a disposizione in ununica schermata tutti i diversi blog. La Figura 4 mostra come si presenta ai corsisti la prima settimana del corso; analogamente le altre. Ledizione italiana del corso si tenuta da met maggio a fine giugno, lasciando poi ai corsisti altre due settimane per completare, in caso di ritardo, il lavoro. La pubblicizzazione del corso avvenuta in rete, con e-mail mirate e con pubblicizzazione sul sito AICA, su LinkedIn e su Facebook. Hanno aderito alla proposta di partecipazione gratuita 23 corsisti. Unadesione in gran parte al buio e senza nessun impegno preso con la loro organizzazione o con chi proponeva il corso. Non inaspettato, quindi, che sette persone abbiano abbandonato quasi subito, fra questi due manager over 70 che si sono bloccati di fronte alla creazione del blog. Degli altri, una ha lasciato alla terza settimana, tre sono (mentre scrivo) un po in ritardo ma potrebbero mettersi alla pari nel corso delle due settimane extra che abbiamo concesso. Dodici hanno seguito tutto il percorso svolgendo le attivit proposte, interagendo nellAgor e aggiornando il proprio blog. Siamo a poco pi del 50% (percentuale che crescer se i ritardatari completeranno) ed , nelle condizioni date, un risultato positivo. Soprattutto sono positive le risposte al questionario di valutazione, gi peraltro espresse nellAgor: Ritengo che il successo del corso (perch penso sia stato un successo!) sia dovuto in prevalenza ai nostri due tutor il modo in cui ci avete saputo coinvolgere, anche sollecitandoci quando serviva, per quanto mi riguarda e' stata la chiave, quantomeno per una mia partecipazione attiva. davvero grazie ... avete saputo guidarci senza NOIA in un percorso interessante ma che poteva diventare sterile. e' stata un'esperienza entusiasmante che mi ha fatto ringiovanire e ritrovare la gioia di studiare con un gruppo di persone motivate e collaborative. penso che il corso sia veramente interessante e utile per gli imprenditori/responsabili di una PMI. Utilizzando gli strumenti proposti nel corso, il management, anche senza tante competenze informatiche, pu essere in grado di creare un sito/blog e di promuovere l'azienda con strategie pubblicitarie e di marketing mirate. Tramite questi tool open source possono gestire in-house i canali virtuali 2.0 e interagire con tutti i soggetti della catena di fornitura e in particolare con i clienti. Ascoltando i suggerimenti/consigli dei

consumatori riusciranno a migliorare i prodotti/servizi che offrono sul mercato. In questo contesto e come stato sottolineato in tante video-lezioni i concetti chiave su cui bisogna focalizzarsi sono: condivisione, collaborazione e scambio di informazioni. Grazie. Grazie anche da parte mia per il prezioso sostegno e la pazienza. Corso interessante ancor di pi con il vostro valore aggiunto!. Il corso stato utile e interessante e gli insegnanti preparati e sempre presenti!. Anch'io sento che con questo percorso si riattivata in me una scintilla di evoluzione della specie!! Grazie veramente!.

Figura 3 La prima settimana Ho voluto riportare ampi stralci dei commenti perch leggerli tutti insieme permette di evidenziare ci che stato pi apprezzato: il clima collaborativo. Non solo una questione di tutoraggio ma anche di partecipazione che il corso ha saputo stimolare. Come ha scritto un corsista che si scusa per aver avuto diversi impedimenti che non gli hanno permesso di svolgere le attivit: io non sono stato un utente disciplinato ho comunque sbirciato qua e l sia i contenuti che le varie problematiche affrontate dal gruppo e siete stati tutti eccezionali e molto uniti (cosa rara...). Che questo modello collaborativo funzioni con i docenti lo avevamo verificato pi volte. Ma i docenti, pur provenendo da scuole diverse vivono pi o meno gli stessi problemi, sono abituati a confrontarsi e a discuterne, pi facile, pensavamo, riuscire a trasformare il corso in una comunit. Non eravamo sicuri che funzionasse in un contesto di persone impegnate in piccole e medie aziende diverse luna dallaltra. Ma ha funzionato (anche nella sperimentazione ungherese). E una corsista ci ha regalato unottima definizione del modello:

lezioni in pillole, semplici, immediate, divertenti (in fondo noto che l'attenzione viene mantenuta per breve tempo); esercizi pratici, per applicare quanto imparato, facili e pensati per essere applicati alla realt vissuta (cos l'esercizio pu trasformarsi direttamente in utilizzo pratico nella propria realt quotidiana); condivisione dei risultati e del procedimento di apprendimento (cos si impara anche dall'esperienza altrui); partecipazione e incoraggiamento sui risultati raggiunti; tanta simpatia che rende piacevole studiare, imparare, impegnarsi, mettersi in gioco ....

CONCLUSIONI

Quel modello partecipativo, di collaborazione nellapprendimento, basato sul promuovere un senso di comunit dunque proponibile non solo fra gli insegnanti ma anche in contesti diversi. Con una differenza. In un contesto di insegnanti facile trovarne che insegnano nella stessa tipologia di scuola e la stessa materia, quindi possibile definire dei prodotti concreti da realizzare un singolo learning object, un video-tutorial, una proposta didattica, un corso Moodle che siano di interesse comune, che possano essere usati con i rispettivi allievi. E difficile invece poter pensare a prodotti comuni, utilizzabili in diverse aziende. Ma, intanto, interessante laver verificato la praticabilit, anche in questo contesto, del modello.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

[1] SME 2.0. ADAM Projects and Products Portal for Leonardo da Vinci (http://www.adameurope.eu/adam/project/view.htm?prj=9168#.UeFoDxxEdjE) [2] Ravotto P. e altri. Ambiente di apprendimento e Learning Object: unefficace sinergia in Condividere free/open learning object. 2007, ITSOS Curie di Cernusco s/N. ISBN 978-88-9031151-2 (http://www.scribd.com/doc/24586895/Condividere-free-open-learning-object-I-risultati-delprogetto-SLOOP-2007). [3] Berengo F. e altri. Il corso Sloop2desc in Preparing the teachers for a competence-based education system. 2011, CNR-ITD Palermo. ISBN 978-606-8216-94-2 (http://www.scribd.com/doc/72898865/Sloop2desc-Book). [4] Bessenyei I e altri, TENEGEN - Teachers challenged by the Net generation. 2010, Tenegen consortium, (http://www.tenegen.eu/sites/tenegen.eu/files/tenegen/books/R10_Tenegen_Book_EN_CD.pdf). [5] Bessenyei I. Network on web 2.0. Connectivism, NETIS, 2007. [6] Hartyanyi M. Needs-analysis - comparative study Italy-Hungary. (http://www.smepro.eu/sites/default/files/sme/WP2%20-%20Analysis%20and %20design/results/R6%20-%20Needs-analysis/R6_Comparative_Analysis_HU.pdf) [7] Raymond E. The Cathedral and the Bazaar, 2000, http://www.catb.org/~esr/writings/cathedralbazaar/cathedral-bazaar/. Nota: i riferimenti a indirizzi web sono stati tutti verificati in data 10 luglio 2013.