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Titolo: ???OURANOS???

Gabriele era vissuto tranquillamente i primi quattro anni della sua vita, finch il 31 agosto 1999 era nata Matilde, la sua sorellina. Per i primi tempi non dava particolari noie: piangeva, mangiava, dormiva, ripiangeva I primi problemi iniziarono quando cominci a parlare e da quel momento non smise pi, Gabbri non la poteva sopportare: sapeva tutto lei e ogni cosa che lui provasse a dire o a fare era certamente sbagliata o quantomeno inesatta. Tutto sommato, per, andavano abbastanza daccordo. Gabbri e Matilde andavano a scuola nello stesso complesso, lui faceva la terza media, lei la quarta elementare. Ogni giorno alluscita da scuola sincontravano con un loro grandissimo amico nonch compagno di Gabbri: Michele. Insieme avevano vissuto molte avventure e scoperto molto del mondo che li circondava anche grazie alle famiglie di entrambi. Tutta un tratto la loro vita sub un duro colpo: sulla vetta del monte Chiusi, nellomonimo paesino, si era scatenato un grosso uragano che aveva messo in pericolo gli abitanti di tutta la montagna e allarmato i rispettivi parenti, tra questi cerano gabbri e la sua famiglia. Il tornado, abbattendo i cavi, aveva impedito le comunicazioni e in molti, presi dal panico, avevano preso a risalire a gran velocit i tornanti della montagna. Quel giorno, dopo le lunghe discussioni risalenti a mesi prima che erano state necessarie per mettere daccordo le due famiglie, Michele era potuto andare a passare il pomeriggio a casa di Gabriele e i due entusiasti stavano testando il nuovissimo gioco per PS3 che Gabriele aveva ricevuto per il suo quattordicesimo compleanno, quando alla radio irruppe la notizia delluragano interrompendo la trasmissione preferita di Lucia, la mamma di Gabbri. Lei infuriata si apprest a demolire la radio ma prima del colpo fatale riconobbe alcune parole del giornalista: <<URGANO A CHIUSI!!!>>, subito si ferm e diede la notizia agli altri in casa; provarono subito a chiamare i parenti ma non ebbero alcuna risposta: dovevano partire all istante, ma cera un problema: cosa farne

di Michele?!? Si misero daccordo con la madre e decisero che lo avrebbero portato a Chiusi con loro. Il viaggio fu lungo e avventuroso, poich anche Mario, il padre di Gabbri alla guida dellauto era nel panico pi totale e aveva dimenticato tutto sulla guida di unauto, dai freni alla frizione. Arrivati nella cittadina di Chiusi, dove abitavano nonni e zii di Gabbri e Mati, si precipitarono verso il loro indirizzo. Nel frattempo Mario era tornato in s e si era ricordato di essere uno scienziato, un fisico per lesattezza, e appena si era accorto del mulinello daria che ancora vorticava in cielo era stato pervaso dalla meraviglia e dallo stupore che in genere si possono scorgere sul volto di un bambino, aveva fermato la macchina e si era affrettato a raccogliere un campione della polvere che ancora era tenuta sollevata in aria dal vento, col suo kit di lavoro da viaggio che teneva sempre in una delle molteplici tasche della C3 Picasso. La sua sfrenata passione per la natura e per tutti i fenomeni meteorologici risaliva al lontano tempo in cui la madre lo accompagnava tutte le domeniche alloratorio, l aveva appreso a stupirsi del mondo che lo circondava, delle cose piccole e di quelle grandi, a rispettare la natura con tutti i suoi componenti ed a essere sempre curioso nei confronti delle sorprese che la natura poteva serbare per lui, ma timoroso e rispettoso per la potenza incontrastabile della sua forza. Pi tardi questa passione era diventata un lavoro, sebbene poco remunerato, e lui non se ne poteva mai privare, anche perch sperava sempre di fare una scoperta che lo avrebbe reso famoso e che gli avrebbe permesso di essere indipendente dallo stipendio della moglie. Conserv le particelle di polvere in una capsula Petri (recipiente cilindrico in plastica dotato di lente, usato come porta campioni) per studiarle in seguito: ora dovevano correre a cercare i loro parenti.