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RIABILITAZIONE STRUMENTALE

Le lesioni del legamento crociato anteriore e posteriore Epidemiologia La maggiore incidenza nel sesso maschile (2:1), nellarco di et dai 20 ai 30 anni Anatomia descrittiva-funzionale Il legamento crociato anteriore origina dalla superficie pre-spinale del piatto tibiale e si dirige in alto, in dietro e lateralmente per inserirsi sulla parte posteriore del condilo femorale esterno. Meccanismo patogenetico Meccanismo pi frequente un movimento combinato di abduzione-flessioneextrarotazione o adduzione-flessione-intrarotazione. Possono essere associate o meno a lesioni degli altri legamenti o dei menischi (pi frequentemente quello interno). Clinica Presenza di versamento articolare (ballottamento rotuleo). Il ginocchio atteggiato in flessione, instabile e dolente. Esistono alcune manovre semeiologiche per evidenziare una lesione del crociato anteriore. Test del cassetto anteriore: ginocchio flesso a 80-90_, si determina una traslazione anteriore della tibia e si verifica lo spostamento rispetto al femore. E positivo se non si avverte alcuna sensazione di stop. Viene eseguito dapprima in rotazione neutra e poi in rotazione esterna e interna. Test di Lachman: in pratica una manovra del cassetto con ginocchio flesso a 20-30_. Il paziente supino, lesaminatore con una mano tiene bloccato il femore e con laltra esegue una traslazione anteriore della tibia. Anche in questo caso si ricerca il punto di arresto.

Jerk test: un esame dinamico. Serve a dimostrare la sublussazione che pu avvenire quando il LCA non funzionale quindi un test indiretto di lesione del LCA. Si esegue con il pz supino, lesaminatore afferra il piede dellarto da esaminare e, in estensione completa, lo intraruota; questo determina una sublussazione della tibia rispetto al femore se il LCA rotto. Pone poi una mano sul versante laterale della tibia e, spingendo, flette il ginocchio; a circa 20_ la sublussazione si riduce con un sobbalzo visibile Anamnesi Meccanismo traumatico, sensazione di crack al momento del trauma, comparsa di tumefazione, episodi di cedimento del ginocchio. Rx. (per escludere altre patologie) oppure TC, RMN che evidenziano con chiarezza la lesione. Trattamento Pu essere conservativo (con uso di un tutore e trattamento riabilitativo del quadricipite), in persone di et non pi giovane e con scarse esigenze funzionali. Nei giovani, specie se praticanti attivit sportive, vi lindicazione ad eseguire un intervento di ricostruzione del LCA. Vi sono varie tecniche, diverse a seconda del materiale utilizzato per ricostruire il neo-legamento (sintetico, da cadavere, autologo). Nella maggior parte dei casi si utilizza il tendine rotuleo o il semitendinoso e gracile. Il rotuleo quello che pi si avvicina al crociato in termini di resistenza ed estensibilit. La tecnica prevede lesecuzione, in artroscopia, di due tunnel trans-ossei, una a livello tibiale e uno (half tunnel) a livello femorale. Il tendine rotuleo presenta il vantaggio di poter essere prelevato con due bratte ossee alle estremit che favoriscono la fissazione stabile nei tunnel, che viene eseguita con viti definite ad interferenza, con una interfaccia osso-osso. Questa stabilit consente un inizio precoce del trattamento riabilitativo. Lutilizzo dei tendini semitendinoso e gracile ha il vantaggio di non indebolire lapparato estensore e di avere propriet pi elastiche rispetto al rotuleo. Allinterno dei tunnel ossei si viene per a creare una interfaccia osso-tendine che richiede un tempo maggiore per conferire stabilit allimpianto. Questo si traduce in un afase riabilitativa iniziale pi cauta, senza per episodi di dolore rotuleo e di incompleta escursione articolare in estensione, possibili con il rotuleo.

Elettroterapia Generalit Lelettroterapia include macrocategorie di trattamenti funzionalmente differenti: Jonoforesi: somministrazione locale, controllata e graduale, di farmaci con differenti caratteristiche terapeutiche tramite corrente continua a bassa intensit (pochi mA). Elettrostimolazione muscolare: include le correnti di Kotz, Isometriche, Isocinetiche, etc. consistono in correnti alternate ad intensit tale da determinare contrazione dei muscoli. TENS: trattamento che permette linnalzamento della soglia del dolore ed una buona analgesia, si basa su correnti alternate (dette anche onda H o cinese) applicate localmente in maniera de far avvertire al paziente un forte formicolio simile alladdormentamento di un arto.

Struttura tipica delle apparecchiature per elettroterapia: Lapparecchio formato da: una parte logica, che permette di, generare gli impulsi e scegliere i parametri di emissione delle correnti, oltre a pilotare un display ed una serie di comandi, quali tastiere, commutatori rotativi, necessari per dialogare con lapparecchio una sezione di potenza che elabora gli impulsi forniti dalla parte logica per trasformarli segnali elettrici con funzionalit terapeutiche dai mezzi di somministrazione degli impulsi sul paziente: cavi ed elettrodi, di importanza fondamentale per la corretta esecuzione della terapia.

Gli elettrodi si differenziano per dimensioni e materiali, essi devono essere molto flessibili per ben seguire le curve del corpo e ben trasferire gli impulsi elettrici, devono soprattutto essere scelti in maniera opportuna, seguendo apposite tavole di posizionamento e selezione, oltre a considerare come prioritario laspetto per la igiene e preferire, ove possibile gli elettrodi monouso.

Elettroterapia struttura

Elettroterapia - elettrodi

Monouso autoadesivi (PG470, 473, 10)

riutilizzabili al silicone (PG970, 980, 912)

Riutilizzabili tessuto conduttivo (PG702, 703, 704)

Fondamentale la corretta scelta degli elettrodi per lideale somministrazione delle correnti, si possono impiegare elettrodi monouso (PG470, 473, 10) ove non siano presenti peli e sia necessaria la massima igiene. Lo svantaggio il costo e la durata limitata nel tempo; inoltre necessitano di cute ben detersa. Sono ideali per la terapia su volto, cervicale, pettorali ed ove siano presenti possibilit di infezioni. Pi comunemente vengono impiegati elettrodi riutilizzabili in silicone (PG 970, 980, 912) che necessitano di fasce di fissaggio e gel conduttivo/spugne umide per il corretto impiego. Sono molto durevoli ma devono essere sterilizzati prima di ogni terapia, perch spesso si contaminano. Sono inoltre inutilizzabili su alcune zone: cervicale, pettorali, volto. 7

Riportiamo una tabella per la selezione rapida del modello di elettrodo in base alle dimensioni, al tipo di materiale costruttivo (silicone, tessuto) ed alla possibilit di riutilizzo (monouso, pluriuso).

Elettroterapia - protocolli Regolazione dei parametri: Fondamentale per la corretta esecuzione dei trattamenti la regolazione della intensit delle correnti applicate; infatti nel caso della jono(idro, ionto, etc.)foresi la corrente deve essere limitata (1-3 mA) per evitare la dissociazione elettrolitica dellacqua contenuta nei tessuti e quindi le ustioni; quando il paziente avverte bruciore, pu essere ormai gi iniziata la ustione chimica ed il danno tissutale associato. Nel caso delle TENS, la corrente deve essere ben avvertibile ma tale da non determinare contrazioni muscolare che aumenterebbero lalgia; bisogna quindi rimanere al di sotto della SOGLIA DI REOBASE. Nellimpiego delle correnti quali capillarizzazione, preriscaldamento o decontrazione, il livello della corrente dovr essere corrispondente alla SOGLIA DI REOBASE, ovvero si avranno contrazioni muscolari appena percepibili (fibrillazione instabile). Nei trattamenti prettamente di recupero muscolare, quali: KOTZ, Isometrica, isocinetica, forza esplosiva, forza resistente, si dovranno ottenere contrazioni intense, ovviamente di intensit crescente con il prosieguo delle sedute, onde evitare laffaticamento muscolare. Si raggiunger e superer la SOGLIA di cui sopra.

Protocolli Jonoforesi: Nel trattamento di pazienti con patologie del LCA spesso indicata la somministrazione locale di farmaci con effetto antiinfiammatorio o antiedematoso, al fine di limitare gli effetti del trattamento chirurgico. Fondamentale la regolazione della corrente applicata alla zona da trattare e la scelta del farmaco adatto. Al fine di evitare i danni spesso associati a tale terapia, conviene ridurre la corrente applicata a 1-2 mA e prolungare la durata della somministrazione, portandola a 20-25 minuti. In caso di farmaci con polarit dubbia, si pu distribuire lo stesso sia sullelettrodo negativo che su quello positivo, verificando, a fine seduta, quale dei due sia pi asciutto; in tal caso il farmaco avr la polarit dellelettrodo pi meno idratato. I trattamenti di ionoforesi possono essere somministrati a giorni alterni al fine di evitare eccessiva irritazione della cute, badando a posizionare lelettrodo con il farmaco sulla zona da trattare e quello indifferente ad un estremo della stessa. Riportiamo a seguire alcuni farmaci di interesse comune: Alfa-chimotripsina soluzione 1 per 1000 positivo Vitamine gruppo B positivo Bicloridrato di istamina soluzione 0.2 per 1000 positivo Benzidamina soluzione 5 per 100 positivo Carbaina soluzione 5 per 100 positivo Citrato di potassio soluzione 1 per 1000 positivo Cloruro di calcio soluzione 2 per 100 positivo Salicilato di sodio soluzione 2 per 100 negativo Cloruro di zinco soluzione 1 per 100 positivo Ioduro di potassio soluzione 2 per 100 negativo Jaluronidasi 150 U. pomata positivo Nitrato di aconitina soluzione 0.25 per 1000 positivo Nitrato di argento soluzione 2 per 100 positivo Thiomucase pomata o fiale negativo Salicilato di litio soluzione 2 per 100 positivo Cloruro di sodio soluzione 2 per 100 negativo Solfato di zinco soluzione 1 per 100 positivo 9

Protocolli TENS: Nel trattamento di pazienti con patologie del LCA necessario innanzitutto affrontare la terapia delleventuale dolore (se presente), impiegando le correnti TENS nelle fasi post acute e croniche. Le applicazioni, con cadenza giornaliera, saranno locali, badando a posizionare gli elettrodi in maniera da includere tutta la zona dolorante. La durata minima di 20 minuti e bisogna regolare lintensit in maniera che il paziente avverta un forte formicolio, simile alla sensazione di addormentamento di un arto; regolarmente si dovr innalzare il livello della corrente qualora il paziente raggiunga il relativo livello di analgesia, al fine di aumentare gradatamente la soglia del dolore e prolungare lefficacia della terapia. Le frequenze impiegabili sono di circa 100-150 Hz per le prime 2-3 sedute, per impiegare successivamente frequenze di 80 Hz nei giorni successivi, cercando di ridurre le frequenze degli impulsi di seduta in seduta per prolungare leffetto antalgico. Normalmente si effettuano 10-15 sedute quotidiane, per poi proseguire con le terapie muscolari, se richieste.

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Protocolli preriscaldamento, capillarizzazione, decontrazione: Nel trattamento di pazienti con patologie del LCA, una volta risolte le eventuali algie, necessario recuperare il tono dei fasci muscolari vicinori le zone operate, tramite correnti con effetto eccitomotore; ovviamente la fase di trattamento muscolare vero e proprio viene preceduta da una fase di riscaldamento che pone il muscolo nelle condizioni di sviluppare successivamente la propria funzionalit senza danni, analogamente al preriscaldamento effettuato in palestra. Le applicazioni di preriscaldamento e della successiva terapia muscolare, sono effettuate a giorni alterni, per dare al muscolo il tempo necessario a riposare. I trattamenti vengono somministrati ai muscoli di interesse, applicando gli elettrodi agli estremi del fuso in maniere bilaterale, per evitare alterazioni propriocettive (q. femorale destro e sinistro, etc.), ovviamente con intensit differenziata. La durata minima di 10 minuti e bisogna regolare lintensit in maniera che il terapeuta avverta lievi contrazioni instabili, corrispondenti alla soglia di reobase, necessarie a preriscaldare il muscolo, senza affaticarlo. Molto importante prolungare la durata di questa fase nelle prime sedute, portandola a 20 minuti e ridurre di conseguenza la durata della stimolazione muscolare; successivamente si potr gradualmente ridurre la durata del preriscaldamento a 5-10 minuti aumentando nel contempo la fase muscolare da 10 a 20 minuti, tutto ci per preservare il muscolo.

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Protocolli elettrostimolazione muscolare: Le applicazioni di elettrostimolazione muscolare vengono sempre anticipate dal preriscaldamento e seguono uno schema molto preciso, riportato a seguire. LUNEDI IPEROXYGEN (5-10 minuti) ISOMETRIC (20-30 minuti) MERCOLEDI IPEROXYGEN (5-10 minuti) ISOKINETIC (20-30 minuti) VENERDI IPEROXYGEN (5-10 minuti) KOTZ (20-30 minuti)

I trattamenti sono effettuate a giorni alterni, per dare al muscolo il tempo necessario a riposare e vengono somministrati agli estremi del fuso muscolare, come per il preriscaldamento. La durata tipica di 20 minuti e bisogna regolare lintensit in maniera che il terapeuta veda intense contrazioni muscolari, superiori alla soglia di reobase, necessarie a contrarre decisamente il muscolo, senza affaticarlo. Molto importante prolungare la durata di questa fase solo dopo le prime sedute, partendo da 10 minuti per arrivare successivamente a 20 minuti. I primi 10 trattamenti si basano su correnti che hanno effetto sulla struttura del muscolo, in quanto necessario rinforzare le fibre; si impiegano correnti quali KOTZ, isometrica, isocinetica. In una fase successiva, si pu intervenire sulla funzionalit del muscolo, ovvero sulla capacit dello stesso di svolgere lavoro resistente o intenso, tramite correnti quali: f. esplosiva, resistenza, KOTZ.

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LINFODREN. Elettro-linfodrenaggio Indicata per il drenaggio degli accumuli di linfa e liquidi , con questa funzione si ottiene un effetto di pompaggio verso il dotto toracico (il cuore del sistema linfatico) dei ristagni di liquidi eventualmente presenti nei distretti periferici (gambe, braccia, etc.), attraverso la elettrostimolazione selettiva dei muscoli presenti lateralmente ai vasi linfatici di nostro interesse. Da notare che quando si effettua il drenaggio linfatico delle gambe o delle braccia, lampiezza degli impulsi deve essere tale da indurre un forte formicolio (fino a lievi contrazioni), mentre nel caso di impiego di questa funzione per tonificare la schiena (elettrotrazione muscolare) la potenza deve essere tale da indurre contrazioni muscolari visibili. E fortemente consigliata lassunzione di liquidi (almeno 1,5 litro di acqua) circa un ora prima del trattamento, al fine di eliminare i residui catabolici con maggiore efficacia e rapidit. Nella terapia drenante delle gambe, gli elettrodi devono essere posizionati a coppie (elettrodi paralleli) secondo il seguente schema: _ elettrodi della uscita 1: lateralmente alla caviglia destra (in opposizione rispetto alla stessa) _ elettrodi della uscita 2: lateralmente alla caviglia sinistra(in opposizione rispetto alla stessa) _ elettrodi della uscita 3: sulla estremit superiore del polpaccio destro (distanziati simmetricamente di 2-4 cm rispetto allasse verticale dello stesso polpaccio) _ elettrodi della uscita 4: sulla estremit superiore del polpaccio sinistro (distanziati simmetricamente di 2-4 cm rispetto allasse verticale dello stesso polpaccio) _ elettrodi della uscita 5: circa 4 cm sotto il gluteo destro (distanziati simmetricamente di 4-5 cm rispetto allasse verticale della gamba) _ elettrodi della uscita 6: circa 4 cm sotto il gluteo sinistro (distanziati simmetricamente di 4-5 cm rispetto allasse verticale della gamba) Nella terapia drenante delle braccia, gli elettrodi devono essere posizionati a coppie (elettrodi allineati) secondo il seguente schema: _ elettrodi della uscita 1: sullavambraccio destro, 1-2 cm al di sotto del polso e a 10 cm dal polso _ elettrodi della uscita 2: sullavambraccio sinistro, 1-2 cm al di sotto del polso e a 10 13

cm dal polso _ elettrodi della uscita 3: sullavambraccio destro, 10-12 cm al di sotto dellincavo del gomito e 1-2 cm al di sotto dellincavo del gomito _ elettrodi della uscita 4: sullavambraccio sinistro, 10-12 cm al di sotto dellincavo del gomito e 1-2 cm al di sotto dellincavo del gomito _ elettrodi della uscita 5: sulla parte posteriore del braccio destro (zona tricipitale), un elettrodo deve essere posizionato 2-3 cm al di sopra del gomito e laltro elettrodo deve essere posizionato 3-4 cm al di sotto dellincavo ascellare _ elettrodi della uscita 6: sulla parte posteriore del braccio sinistro (zona tricipitale), un elettrodo deve essere posizionato 2-3 cm al di sopra del gomito e laltro elettrodo deve essere posizionato 3-4 cm al di sotto dellincavo ascellare. Nella terapia di elettrotrazione della muscolatura delle schiena, , gli elettrodi devono essere posizionati a coppie (elettrodi paralleli) simmetricamente rispetto alla colonna vertebrale, a distanza di 4-6 centimetri dalla stessa, secondo il seguente schema: _ elettrodi della uscita 1: circa 2 cm al di sopra della linea di separazione dei due glutei, distanziati simmetricamente di circa 4 cm dalla colonna vertebrale _ elettrodi delle uscite 2, 3, 4, 5: posizionati in maniera da coprire sia la zona dorsale che lombare della schiena, distanziati simmetricamente di circa 4-6 cm dalla colonna vertebrale _ elettrodi della uscita 6: sulla zona cervicale alla base del collo, distanziati simmetricamente di circa 2 cm dalla colonna vertebrale. La durata del trattamento di drenaggio linfatico di 30-40 minuti (nel caso di trattamento singolo, altrimenti pu essere ridotto a 15 minuti); tale trattamento pu essere effettuato singolarmente e in ogni caso alla fine di ogni trattamento di elettrostimolazione muscolare o anticellulite, specie se effettuato a livello di addome o gambe, in quanto trattamenti quali ISOMETRIC, ISOKINETIC e CELLULITIS implicano il rilascio di residui catabolici nel circolo linfatico che devono essere drenati il pi rapidamente possibile. La durata del trattamento di elettrotrazione della muscolatura della schiena di 20-25 minuti e deve essere preceduto da una fase di riscaldamento IPEROXIGEN a bassa potenza (formicolio avvertibile), al fine di evitare eccessive sollecitazioni dei muscoli.

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I trattamenti succitati, devono essere effettuate a distanza di almeno 36 ore (a giorni alterni sarebbe lideale) e consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm).

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ISOMETRIC Stimolazione isometrica Indicata per lo sviluppo ed il potenziamento muscolare simmetrico e come terapia di mantenimento nel caso di paresi ed atrofie o atonie muscolari, poich con questa funzione si ottiene una stimolazione sia della muscolatura liscia che striata, un notevole incremento della microcircolazione sanguigna e della volumetria muscolare, attraverso un ciclo di contrazione che prevede una fase di stimolazione minima, una fase di incremento della forza espressa dal muscolo , una fase di contrazione massima, (impostata dalloperatore) ed una fase di decontrazione muscolare che si ripetono con caratteristiche variabili a seconda della risposta muscolare e del livello di resistenza del muscolo, in maniera da evitare contrazioni troppo violente. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo ad un intenso lavoro meccanico, necessario far precedere la stimolazione isometrica (o isocinetica) da un trattamento di iperossigenazione (IPEROXYGEN) in maniera da preriscaldare il muscolo; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione isometrica. Gli elettrodi possono essere posizionati sia agli estremi del muscolo che allestremo del muscolo e sulla placca motrice dello stesso (posta a met del muscolo), come da esempi riportati; ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro), per evitare alterazioni posturali. La potenza degli impulsi deve essere proporzionata al livello di resistenza del muscolo, in maniera da ottenere una isotrofia del lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali, al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite e regolando la potenza fino ad ottenere una contrazione visibile. Nel trattamento addominale importante posizionare correttamente gli elettrodi 16

simmetricamente rispetto alla linea che unisce lombelico alla base dello sterno; lelettrodo positivo di una uscita sar posizionato a circa 3-5 cm (a seconda dellaltezza del paziente) al di sotto dellombelico, a met del tratto che separa lombelico dal lato destro del corpo, laltro elettrodo (negativo), sar posizionato ad una distanza di 10-15 cm (a seconda dellaltezza del paziente) dall ombelico ed allineato verticalmente con lelettrodo positivo. Gli elettrodi di una seconda uscita impiegata saranno collocati simmetricamente rispetto all asse che unisce lombelico alla base dello sterno, soltanto che saranno spostati a sinistra di tale linea. Il trattamento di stimolazione isometrica prevede innanzitutto lalternanza con il trattamento isocinetico (un trattamento di iperossigenazione + isometrica seguito da un trattamento di iperossigenazione + isocinetica a distanza di 48 ore), limpiego di potenze elevate, tali da indurre contrazioni ben visibili; nel caso di marcata ipotrofia si possono usare due coppie di elettrodi per trattare i singoli gruppi muscolari, suddividendo il muscolo lungo lasse maggiore in maniera da allineare di seguito sullo stesso gli elettrodi di due canali. Le sedute devono essere effettuate a giorni alterni ed in ogni caso con una durata massima di 30-40 minuti, partendo da una potenza degli impulsi tale da indurre la sensazione di un formicolio ben avvertibile ed aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire delle contrazioni che diventeranno tanto pi intense quanto maggiore sar il trofismo muscolare raggiunto. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di riscaldamento per 20 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 10 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di ISOMETRIC, per proseguire con sedute in cui si ridurr gradualmente la durata della fase di iperossigenazione (in ogni caso non deve essere inferiore a 5 minuti), incrementando la fase di stimolazione isometrica ( fino ad un massimo di 30-40 minuti giornalieri) Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, (evitare la zona cervicale ed anteriore del collo, in quanto sono presenti i recettori della pressione arteriosa), polpacci, braccia, pettorali, zona lombare e dorsale o ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi. 17

ISOKINETIC Stimolazione isocinetica Indicata per lo sviluppo ed il potenziamento simmetrico dei movimenti di estensione e compressione muscolari e come terapia di mantenimento nel caso di ipotrofie o ipotonie, poich con questa funzione si ottiene una stimolazione della muscolatura liscia, lincremento della elastina muscolare, attraverso la contrazione alternata a fasi di riposo totale del muscolo. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo a stress meccanico, necessario far precedere la stimolazione isocinetica (o isometrica) da un trattamento di iperossigenazione (IPEROXYGEN) in maniera da preriscaldare il muscolo; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione isometrica. Gli elettrodi possono essere posizionati sia agli estremi del muscolo che allestremo del muscolo e sulla placca motrice dello stesso (posta a met del muscolo), come da esempi riportati; ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro) e con potenze degli impulsi proporzionate al livello di resistenza del muscolo, in maniera da ottenere una isotrofia del lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali, al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite e regolando la potenza fino ad ottenere una contrazione visibile. Nel trattamento addominale importante posizionare correttamente gli elettrodi simmetricamente rispetto alla linea che unisce lombelico alla base dello sterno; lelettrodo positivo di una uscita sar posizionato a circa 3-5 cm (a seconda dellaltezza del paziente) al di sotto dellombelico, a met del tratto che separa lombelico dal lato destro del corpo, laltro elettrodo (negativo), sar posizionato ad una distanza di 10-15

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cm (a seconda dellaltezza del paziente) dall ombelico ed allineato verticalmente con lelettrodo positivo. Il trattamento di stimolazione isocinetica prevede limpiego di potenze elevate, tali da indurre contrazioni ben visibili; nel caso di marcata ipotrofia si possono usare due coppie di elettrodi per trattare i singoli gruppi muscolari, suddividendo il muscolo lungo lasse maggiore in maniera da allineare di seguito sullo stesso gli elettrodi di due canali. Le sedute devono essere effettuate a giorni alterni ed in ogni caso con una durata massima di 30-40 minuti, partendo da una potenza degli impulsi tale da indurre la sensazione di un formicolio ben avvertibile ed aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire delle contrazioni che diventeranno tanto pi intense quanto maggiore sar il trofismo muscolare raggiunto. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di riscaldamento per 20 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 10 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di ISOKINETIC, per proseguire con sedute in cui si ridurr gradualmente la durata della fase di iperossigenazione (in ogni caso non deve essere inferiore a 5 minuti), incrementando la fase di stimolazione isometrica ( fino ad un massimo di 30-40 minuti giornalieri). Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, (evitare la zona cervicale ed anteriore del collo, in quanto sono presenti i recettori della pressione arteriosa), polpacci, braccia, pettorali, zona lombare e dorsale o ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi.

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STRETCHING Allungamento muscolare Indicata per l incremento della definizione muscolare, il trattamento dei muscoli denervati e come terapia di mantenimento nel caso di paresi ed atrofie muscolari, poich con questa funzione si ottiene una stimolazione della muscolatura liscia e lo sviluppo di tutto il fascio muscolare trattato, attraverso un ciclo di contrazione continua che prevede una fase di torsione in senso orario ed antiorario del muscolo, in maniera da evitare contrazioni violente. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo ad un continuo lavoro meccanico, pu essere effettuato soltanto dopo un ciclo completo di elettrostimolazione muscolare isometrica/isocinetica, in maniera che il muscolo abbia raggiunto loptimum volumetrico e funzionale e quindi possa resistere al trattamento, sviluppando le caratteristiche di forza e resistenza per tutta la sua estensione. Ovviamente, se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione isometrica. Gli elettrodi devono essere posizionati sempre agli estremi del muscolo come da esempi riportati, in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro) ovviamente con potenze degli impulsi proporzionate al livello di resistenza del muscolo, in maniera da ottenere una eguale stimolazione del lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite e regolando la potenza fino ad ottenere una contrazione visibile. Il trattamento di stretching prevede limpiego di potenze medie, tali da indurre contrazioni appena superiori alla soglia di reobase (si definisce soglia di reobase il livello di intensit di stimolazione necessaria ad ottenere la minima contrazione visibile).

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Le sedute devono essere effettuate a giorni alterni ed in ogni caso con una durata massima di 20-25 minuti, partendo da una potenza degli impulsi tale da indurre la sensazione di un formicolio ben avvertibile ed aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire delle contrazioni che diventeranno tanto pi intense quanto maggiore sar il trofismo muscolare raggiunto. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di riscaldamento per 5-10 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 15-20 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di STRETCHING, per proseguire con sedute in cui si ridurr gradualmente la durata della fase di iperossigenazione (in ogni caso non deve essere inferiore a 5 minuti), incrementando la fase di allungamento muscolare ( fino ad un massimo di 20-25 minuti). Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, (evitare la zona cervicale ed anteriore del collo, in quanto sono presenti i recettori della pressione arteriosa), polpacci, braccia, pettorali, zona lombare e dorsale o ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi.

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RELAX Rilassamento muscolare Indicata come decontratturante muscolare, questa funzione non determina la scomparsa o riduzione delle algie (per le quali si usano le funzioni TENS 1, 2, 3) bens il miorilassamento delle fibre muscolari lisce e striate ed un effetto di prevenzione a livello locale degli strappi muscolari. Gli elettrodi devono essere posizionati sempre in maniera da circoscrivere la zona dolorante, ovviamente lungo lasse muscolare interessato, regolando lampiezza degli impulsi in maniera da avvertire distintamente il formicolio (per esempio: forte sensazione di addormentamento di una gamba), ma non la contrazione dei muscoli adiacenti. I trattamenti con il RELAX, possono essere effettuati giornalmente ed in ogni caso a non meno di 12-16 ore di distanza (durata di 30 minuti), partendo da una potenza degli impulsi tale da indurre la sensazione di un formicolio ben avvertibile, ma non contrazioni. Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, zona cervicale, caviglie e piedi, parte anteriore del tronco, braccia edin ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (parte posteriore del tronco, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi.

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CELLULITIS Anticellulite Indicata per il trattamento di panniculopatie resistenti ai trattamenti e come terapia di mantenimento nel caso di ipotrofie o ipotonie, poich con questa funzione si ottiene un incremento della vascolarizzazione tissutale, il drenaggio dei liquidi interstiziali e una localizzata ipertermia. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo ad un limitato stress meccanico, necessario far seguire lapplicazione da un linfodrenaggio di almeno 15 minuti (30 sarebbe lideale) in maniera da eliminare laccumulo dei residui catabolici derivanti dalla elettrolipolisi; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione isometrica. Gli elettrodi (dimensioni: 50x100 mm, almeno) devono essere posizionati orizzontalmente (ovvero parallelamente alla fascia addominale) ed agli estremi della zona da trattare (come da esempi riportati). ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: lato esterno della gamba destra e lato esterno della gamba sinistra, interno coscia destra, interno coscia sinistra) e con potenze degli impulsi proporzionate allestensione dellarea in oggetto Consigliamo di alternare i trattamenti anticellulite a trattamenti muscolari (Iperoxygen 15 + Isometric o Isokinetic 15), al fine di ottener sia lincremento della massa magra che la riduzione della massa grassa e di trattare il lato esterno della gamba, linterno coscia e i polpacci ovviamente di ambedue le gambe, terminando il trattamento con il linfodrenaggio. Il trattamento di stimolazione anticellulite prevede limpiego di potenze medie, leggermente inferiori alla soglia di reobase; nel caso di marcata ipotrofia si possono usare due coppie di elettrodi per trattare i singoli gruppi muscolari, suddividendo il muscolo lungo lasse maggiore in maniera da allineare di seguito sullo stesso gli elettrodi di due canali. Le sedute devono essere effettuate a giorni alterni ed in ogni caso con una durata massima di 40-50 minuti, partendo da una potenza degli impulsi tale da indurre la sensazione di un formicolio ben avvertibile ed aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire leggerissime contrazioni. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di

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riscaldamento per 20 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 10 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di CELLULITIS, per terminare con LINFODREN, per almeno 15. Dopo aver effettuato almeno 3-4 trattamenti come sopra, si possono effettuare trattamenti che prevedano soltanto la fase anticellulite (30-50 minuti) ed il drenaggio, da effettuarsi sempre per ultimo. Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (50x50 mm) sulle braccia, pettorali, zona lombare e dorsale o ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (50x100 mm) posizionati perpendicolarmente allasse maggiore degli stessi.

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FARADIC Faradica Indicata per il potenziamento della muscolatura striata e per il trattamento delle miositi e come terapia di mantenimento nel caso di paresi ed atrofie o atonie muscolari, poich con questa funzione si ottiene una stimolazione sia della muscolatura liscia che striata ed un notevole incremento della microcircolazione sanguigna. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo ad un intenso lavoro meccanico, necessario far precedere la stimolazione faradica da un trattamento di iperossigenazione (IPEROXYGEN) in maniera da preriscaldare il muscolo; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione isometrica. Gli elettrodi possono essere posizionati sia agli estremi del muscolo che allestremo del muscolo e sulla placca motrice dello stesso (posta a met del muscolo), come da esempi riportati; ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro). La potenza degli impulsi deve essere proporzionataal livello di resistenza del muscolo, in maniera da ottenere una isotrofia del lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite e regolando la potenza fino ad ottenere una contrazione visibile. Nel trattamento addominale importante posizionare correttamente gli elettrodi simmetricamente rispetto alla linea che unisce lombelico alla base dello sterno; lelettrodo positivo di una uscita sar posizionato a circa 3-5 cm (a seconda dellaltezza del paziente) al di sotto dellombelico, a met del tratto che separa lombelico dal lato destro del corpo, laltro elettrodo (negativo), sar posizionato ad una distanza di 10-15 25

cm (a seconda dellaltezza del paziente) dall ombelico ed allineato verticalmente con lelettrodo positivo. Gli elettrodi di una seconda uscita impiegata saranno collocati simmetricamente rispetto all asse che unisce lombelico alla base dello sterno, soltanto che saranno spostati a sinistra di tale linea. Il trattamento di stimolazione faradica pu essere alternato ai trattamenti isocinetici o isometrici (un trattamento di iperossigenazione + isometrica seguito da un trattamento di iperossigenazione + isocinetica a distanza di 48 ore) e prevede limpiego di potenze elevate, tali da indurre contrazioni ben visibili; nel caso di marcata ipotrofia si possono usare due coppie di elettrodi per trattare i singoli gruppi muscolari, suddividendo il muscolo lungo lasse maggiore in maniera da allineare di seguito sullo stesso gli elettrodi di due canali. Le sedute devono essere effettuate a giorni alterni ed in ogni caso con una durata massima di 30-40 minuti, partendo da una potenza degli impulsi tale da indurre la sensazione di un formicolio ben avvertibile ed aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire delle contrazioni che diventeranno tanto pi intense quanto maggiore sar il trofismo muscolare raggiunto. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di Riscaldamento per 10 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 10-15 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di FARADIC, per proseguire con sedute in cui si ridurr gradualmente la durata della fase di iperossigenazione (in ogni caso non deve essere inferiore a 5 minuti), incrementando la fase di stimolazione faradica ( fino ad un massimo di 20-30 minuti giornalieri). Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, (evitare la zona cervicale ed anteriore del collo, in quanto sono presenti i recettori della pressione arteriosa), polpacci, braccia, pettorali, zona lombare e dorsale o ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi.

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RESISTANCE Sviluppo della resistenza aerobica Indicata per lallenamento alla fatica CF muscolare simmetrico e come terapia di mantenimento nel caso di paresi ed atrofie o atonie muscolari, poich con questa funzione si ottiene una stimolazione sia della capacit di resistenza del muscolo alla fatica (accumulo di acido lattico), un notevole incremento della microcircolazione sanguigna e della volumetria muscolare. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo ad un intenso lavoro meccanico, necessario effettuare lo stesso soltanto quando si sia effettuato un ciclo completo di stimolazioni muscolari (isometrica + isocinetica), in maniera che il muscolo abbia gi raggiunto un ottimale recupero morfologico e quindi possa sopportare appropriatamente questo trattamento; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione. Gli elettrodi possono essere posizionati sia agli estremi del muscolo che allestremo del muscolo e sulla placca motrice dello stesso (posta a met del muscolo), come da esempi riportati; ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro). La potenza degli impulsi deve essere proporzionataal livello di resistenza del muscolo, in maniera da ottenere una identica resistenza alla fatica della muscolatura sul lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite e regolando la potenza fino ad ottenere una contrazione visibile. Nel trattamento addominale importante posizionare correttamente gli elettrodi simmetricamente rispetto alla linea che unisce lombelico alla base dello sterno; lelettrodo positivo di una uscita sar posizionato a circa 3-5 cm (a seconda dellaltezza del paziente) al di sotto dellombelico, a met del tratto che separa lombelico dal lato 27

destro del corpo, laltro elettrodo (negativo), sar posizionato ad una distanza di 10-15 cm (a seconda dellaltezza del paziente) dall ombelico ed allineato verticalmente con lelettrodo positivo. Gli elettrodi di una seconda uscita impiegata saranno collocati simmetricamente rispetto all asse che unisce lombelico alla base dello sterno, soltanto che saranno spostati a sinistra di tale linea. Il trattamento di RESISTANCE prevede innanzitutto lalternanza con il trattamento EXPLOSIVE (un trattamento di iperossigenazione + resistenza seguito da un trattamento di iperossigenazione + esplosive a distanza di 24-48 ore ore) ed il completamento con la funzione di STRETCHING, per la definizione muscolare. Lo scopo di queste funzioni di recuperare la morfologia del muscolo (iperoxygen + isometric alternati a iperoxygen e isokinetic) e definire poi le specifiche funzionali del muscolo, ovvero la resistenza alla fatica, la capacit di erogare intensi picchi di forza e di acquisire queste caratteristiche anatomorfologiche e funzionali su tutta lestensione del muscolo (resistance, explosive, stretching) al fine di evitare strappi o lesioni su zone pi deboli. Le sedute possono avere cadenza giornaliera ed in ogni caso con una durata massima di 30-40 minuti, aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire delle contrazioni che diventeranno tanto pi intense quanto maggiore sar il trofismo muscolare raggiunto. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di riscaldamento per 15 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 15 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di RESISTANCE, per proseguire con sedute giornaliere in cui si eliminer gradualmente la durata della fase di iperossigenazione, incrementando la fase di allenamento alla resistenza CF ( fino ad un massimo di 30-40 minuti giornalieri) Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, (evitare la zona cervicale ed anteriore del collo, in quanto sono presenti i recettori della pressione arteriosa), polpacci, braccia, pettorali, zona lombare e dorsale o ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi.

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IPEROXYGEN Iperossigenazione muscolare Indicata per liperossigenazione muscolare e lallenamento di resistenza alla fatica anaerobica, con questa funzione si ottiene un notevole incremento della microcircolazione sanguigna e della volumetria muscolare, attraverso un ciclo di stimolazione continua a basso livello. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo al riscaldamento deve necessariamente precedere tutti i trattamenti muscolari (isometric, isokinetic, faradic, stretching, resistance, explosive), al fine di evitare eccessivo affaticamento del muscolo e/o contratture; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la iperossigenazione. Gli elettrodi possono essere posizionati sia agli estremi del muscolo che allestremo del muscolo e sulla placca motrice dello stesso (posta a met del muscolo), come da esempi riportati; ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro). La potenza degli impulsi deve tale da far percepire un formicolio di media intensit, ottenendo contrazioni appena visibili, in maniera da ottenere una eguale vascolarizzazione del lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Consigliamo una durata iniziale dei trattamenti di 25 minuti, che poi verr ridotta nel prosieguo delle terapie, fino ad un minimo di 5-10 minuti. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite. Nel trattamento addominale importante posizionare correttamente gli elettrodi simmetricamente rispetto alla linea che unisce lombelico alla base dello sterno; lelettrodo positivo di una uscita sar posizionato a circa 3-5 cm (a seconda dellaltezza del paziente) al di sotto dellombelico, a met del tratto che separa lombelico dal lato 29

destro del corpo, laltro elettrodo (negativo), sar posizionato ad una distanza di 10-15 cm (a seconda dellaltezza del paziente) dall ombelico ed allineato verticalmente con lelettrodo positivo. Gli elettrodi di una seconda uscita impiegata saranno collocati simmetricamente rispetto all asse che unisce lombelico alla base dello sterno, soltanto che saranno spostati a sinistra di tale linea. Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, (evitare la zona cervicale ed anteriore del collo, poich in questultima sono presenti i recettori della pressione arteriosa), polpacci, braccia, pettorali ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi.

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EXPLOSIVE Potenziamento della muscolatura Indicata per lo sviluppo dei picchi di forza (resistenza allo stress) muscolare e come terapia di mantenimento nel caso di paresi ed atrofie o atonie muscolari, poich con questa funzione si ottiene una stimolazione sia della capacit di erogare picchi di forza (stress meccanico muscolare e tendineo), un notevole incremento della microcircolazione. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo ad un intenso lavoro meccanico, necessario effettuare lo stesso soltanto quando si sia effettuato un ciclo completo di stimolazioni muscolari (isometrica + isocinetica), in maniera che il muscolo abbia gi raggiunto un ottimale recupero morfologico e quindi possa sopportare appropriatamente questo trattamento; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione. Gli elettrodi possono essere posizionati sia agli estremi del muscolo che allestremo del muscolo e sulla placca motrice dello stesso (posta a met del muscolo), come da esempi riportati; ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro). La potenza degli impulsi deve essere proporzionataal livello di resistenza del muscolo, in maniera da ottenere una identica erogazione dei picchi di forza della muscolatura sul lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite e regolando la potenza fino ad ottenere una contrazione visibile. Nel trattamento addominale importante posizionare correttamente gli elettrodi simmetricamente rispetto alla linea che unisce lombelico alla base dello sterno; lelettrodo positivo di una uscita sar posizionato a circa 3-5 cm (a seconda dellaltezza del paziente) al di sotto dellombelico, a met del tratto che separa lombelico dal lato 31

destro del corpo, laltro elettrodo (negativo), sar posizionato ad una distanza di 10-15 cm (a seconda dellaltezza del paziente) dall ombelico ed allineato verticalmente con lelettrodo positivo. Gli elettrodi di una seconda uscita impiegata saranno collocati simmetricamente rispetto all asse che unisce lombelico alla base dello sterno, soltanto che saranno spostati a sinistra di tale linea. Il trattamento di EXPLOSIVE prevede innanzitutto lalternanza con il trattamento RESISTANCE (un trattamento di iperossigenazione + forza esplosiva seguito da un trattamento di iperossigenazione + resistance a distanza di 24-48 ore ore) ed il completamento con la funzione di STRETCHING, per la definizione muscolare. Lo scopo di queste funzioni di recuperare la morfologia del muscolo (iperoxygen + isometric alternati a iperoxygen e isokinetic) e definire poi le specifiche funzionali del muscolo, ovvero la resistenza alla fatica, la capacit di erogare intensi picchi di forza e di acquisire queste caratteristiche anatomorfologiche e funzionali in su tutta lestensione del muscolo (resistance, explosive, stretching) al fine di evitare strappi o lesioni su zone pi deboli. Le sedute possono avere cadenza giornaliera ed in ogni caso con una durata massima di 30-40 minuti, aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire delle contrazioni che diventeranno tanto pi intense quanto maggiore sar il trofismo muscolare raggiunto. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di riscaldamento per 15 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 15 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di EXPLOSIVE, per proseguire con sedute giornaliere in cui si eliminer gradualmente la durata della fase di iperossigenazione, incrementando la fase di stimolazione esplosiva ( fino ad un massimo di 30-40 minuti giornalieri). Consigliamo di utilizzare sempre elettrodi di limitate dimensioni (40x50 mm) sulla testa, (evitare la zona cervicale ed anteriore del collo, in quanto sono presenti i recettori della pressione arteriosa), polpacci, braccia, pettorali, zona lombare e dorsale o ed in ogni caso se la zona da trattare limitata a 10-20 cm; altrimenti (addominali, dorsali, lombari, glutei, gambe) utilizzare elettrodi con dimensioni superiori (60x80 mm) posizionati parallelamente lungo lasse maggiore degli stessi.

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KOTZ Stimolazione muscolare Elettrostimolazione KOTZ di uso generale, indicata per lo sviluppo ed il potenziamento muscolare e come terapia antalgica nel caso di algie e disturbi muscolari o articolari. Essendo questo un trattamento che sottopone il muscolo ad un intenso lavoro meccanico, necessario far precedere la stimolazione con le correnti di KOTZ da un trattamento di iperossigenazione (IPEROXYGEN) in maniera da preriscaldare il muscolo; in ogni caso se il paziente lamenta algie a livello della muscolatura da trattare con la ginnastica isometrica, necessita preventivamente il trattamento antalgico (TENS3, TENS2, TENS1), per diversi giorni, fino alla remissione del dolore, un periodo di 48 ore di riposo e a seguire si potr iniziare il trattamento con la stimolazione isometrica. Gli elettrodi possono essere posizionati sia agli estremi del muscolo che allestremo del muscolo e sulla placca motrice dello stesso (posta a met del muscolo), come da esempi riportati; ovviamente in maniera simmetrica rispetto al corpo (per esempio: bicipite destro e sinistro, quadricipite destro e sinistro). Nel trattamento riabilitativo muscolare, la potenza degli impulsi deve essere proporzionata al livello di resistenza del muscolo, in maniera da ottenere una isotrofia del lato destro e sinistro del corpo, anche in considerazione del fatto che normalmente si impiega maggiormente la parte destra del corpo. Nel trattamento antalgico, la potenza deve essere tale da far percepire al paziente un formicolio di media intensit e non far raggiungere la soglia di reobase o la contrazione muscolare, in quanto ci determina labbassamento della soglia del dolore. Nel caso di trattamenti della muscolatura addominali, al fine di evitare lappiattimento della lordosi fisiologica, necessario trattare sia la muscolatura addominale che quella lombare corrispondente (ovviamente questi ultimi muscoli si tratteranno con potenza inferiore a quella necessaria alla contrazione degli addominali); cos come possibile trattare sia il bicipite (Dx ed Sx) che il tricipite (Dx ed Sx) ponendo lelettrodo di una uscita sullestremo superiore del bicipite e laltro elettrodo sullestremo inferiore del tricipite e regolando la potenza fino ad ottenere una contrazione visibile. Nel trattamento addominale importante posizionare correttamente gli elettrodi simmetricamente rispetto alla linea che unisce lombelico alla base dello sterno; lelettrodo positivo di una uscita sar posizionato a circa 3-5 cm (a seconda dellaltezza del paziente) al di sotto dellombelico, a met del tratto che separa lombelico dal lato destro del corpo, laltro elettrodo (negativo), sar posizionato ad una distanza di 10-15 33

cm (a seconda dellaltezza del paziente) dall ombelico ed allineato verticalmente con lelettrodo positivo. Gli elettrodi di una seconda uscita impiegata saranno collocati simmetricamente rispetto all asse che unisce lombelico alla base dello sterno, soltanto che saranno spostati a sinistra di tale linea. Il trattamento di stimolazione KOTZ (muscolare) prevede innanzitutto lalternanza con la stimolazione RELAX a distanza di 24-36 ore, limpiego di potenze elevate, tali da indurre contrazioni ben visibili; nel caso di marcata ipotrofia si possono usare due coppie di elettrodi per trattare i singoli gruppi muscolari, suddividendo il muscolo lungo lasse maggiore in maniera da allineare di seguito sullo stesso gli elettrodi di due canali. Le sedute devono essere effettuate a giorni alterni ed in ogni caso con una durata massima di 30-40 minuti, partendo da una potenza degli impulsi tale da indurre la sensazione di un formicolio ben avvertibile ed aumentando la potenza durante le sedute fino ad avvertire delle contrazioni che diventeranno tanto pi intense quanto maggiore sar il trofismo muscolare raggiunto. Durante le prime 3-4 sedute, consigliamo di effettuare tre sedute settimanali di riscaldamento per 20 minuti con IPEROXYGEN e a seguire un trattamento di 10 minuti (o meno, a seconda della resistenza del muscolo) di ISOMETRIC, per proseguire con sedute in cui si ridurr gradualmente la durata della fase di iperossigenazione (in ogni caso non deve essere inferiore a 5 minuti), incrementando la fase di stimolazione isometrica ( fino ad un massimo di 30-40 minuti giornalieri). Il trattamento di stimolazione KOTZ (antalgico) prevede innanzitutto lalternanza con la stimolazione TENS1 a distanza di 12-24 ore e limpiego di potenze basse, tali da indurre soltanto il formicolio. Consigliamo di utilizzare sempre gli elettrodi con le stesse precauzioni degli altri trattamenti di questa sezione.

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KINETEC Generalit La mobilizzazione passiva di segmenti articolari quali il ginocchio, anca o caviglia viene effettuata tramite apparecchiature elettromeccaniche delle quali il Kinetec il pi diffuso rappresentante. La struttura di questi dispositivi basata su una unit di controllo remoto (telecomando), tramite la quale si possono impostare i parametri operativi e sull unit di mobilizzazione passiva, una vera e propria slitta motorizzata sulla quale viene fissata la gamba del paziente, in maniera da far corrispondere le articolazioni ai tre giunti di cui dotata lapparecchiatura. Ulteriore aspetto da considerare che la riabilitazione del ginocchio riveste grande importanza a livello di propriocettivit.

Ovviamente il kinetec non unalternativa alla riabilitazione manuale del fisioterapista, permette invece di rifinire e completare la fase riabilitativa manuale effettuata nellimmediato postoperatorio. Caratteristica fondamentale di queste apparecchiature la robustezza meccanica in quanto devono sopportare il peso e la resistenza al moto della gamba del paziente. Altra caratteristica importante la possibilit di impostare opportunamente i parametri, tra i quali: Velocit ed accelerazione di flessione ed in estensione Angolo di flessione e di estensione Numero di cicli o durata della seduta e soprattutto: forza applicata alla gamba durante il movimento (e relativa limitazione)

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Limite di queste apparecchiature la scarsa versatilit, dovuta alla costruzione meccanica che permette il movimento di traslazione della gamba (e quindi rotazione del ginocchio) lungo un solo asse. Protocolli kinetec: Tenendo conto che latto operatorio in artroscopia svolto con il ginocchio flesso a 90_, limpegno preservare tale flessione in fase di riabilitazione, evitando la riduzione del range articolare nel post operatorio. Dopo 3-4 gg dallintervento chirurgico, si inizia la mobilizzazione con un range di escursione articolare compreso tra 0 e 30_ , per poi incrementare lo stesso progressivamente fino alla massima escursione possibile di circa 110_. Le sedute di mobilizzazione assistita hanno cadenza giornaliera e durata di almeno 3 ore, (con intervalli per il riposo ogni ora di trattamento) al fine di aumentare e mantenere lescursione articolare. Scopo primario della riabilitazione meccanica la prevenzione delle aderenze cicatriziali post operatorie e la riduzione dei tempi di recupero delledema post operatorio. A scopo cautelativo si consiglia di terminare ogni seduta di kinetec con lapplicazione locale di ghiaccio per evitare versamenti secondari. Oltre alla regolazione del range articolare, riveste la massima importanza limpostazione della velocit di rotazione dellarticolazione (inizialmente ridotta, per evitare versamenti e danni al legamento) e la regolazione del massimo sforzo, tale da consentire un movimento fluido dellarticolazione e da preservare il neo LC.

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Laserterapia Generalit Le apparecchiature per laserterapia impiegate in Modo di emissione ovvero frequenza di ripetizione degli impulsi: maggiore la frequenza e maggiore la componente antalgica della terapia, mentre a basse frequenze (<500 Hz) prevale leffetto antiinfiammatorio Lunghezza donda di emissione del laser (misurata in nM o micron) da questo parametro trattamento, reagiscono in dipende in la quanto efficacia i del tessuti vengono correntemente

terapia fisica per molteplici applicazioni che spaziano dalla terapia del dolore alla biostimolazione tissutale. Esistono due grandi categorie di laser per riabilitazione: i laser a puntamento fisso (manipolo) ed a scansione, che si differenziano per la possibilit offerta da questi ultimi di trattare automaticamente zone pi o meno estese senza richiedere loperatore, ovviamente il trattamento laser a scansione implica una maggiore durata della terapia, in quanto lenergia laser viene somministrata su pi punti in successione, Le differenze a differenza terapeutiche da alcuni di dei quanto laser avviene nei laser a manipolo fisso. dipendono fondamentali: Potenza, misurata in Watt (o energia, misurata in Joule), importante nel calcolo della durata delle sedute (specie nella scansione) Tecnologia della sorgente laser: a gas (He-Ne, CO2, Ar, etc.), a stato solido (Nd-YAG, Ruby), a diodo, a colorante organico, etc. questo parametro influenza anche la affidabilit, il costo e la durata del laser stesso. parametri

maniera

assolutamente

diversa a seconda delle __ I laser per uso generico in riabilitazione sono tipicamente a diodo ed hanno una __di 904 nM, mentre i laser per terapia del dolore hanno una __di 808 nM e potenza di 10-50 Watt p.p. I laser per la terapia di superfici pi estese sono tipicamente apparecchiature con potenza di 10-20 Watt continui e a seconda della lunghezza donda implementano dimensioni, tecnologie ed applicazioni differenti A gas CO2: con emissione a 10,6 uM, per terapia del dolore acuto ed erniario A diodo: con emissione a 810 nM, per terapia del dolore articolare A stato solido Nd-YAG: con emissione a 1.064 o 532 nM per dolori superficiali

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A Seguire riportiamo una tabella per limpiego di laser a diodo con __di 904

nM.

Laserterapia protocolli 10 Watt 30 minuti IR SWEEP Ustioni 20 Watt 10-15 minuti IR + VIS Rigenerazione dei tessuti cutanei 40 Watt 30 minuti 50-100 Reumatismi 30 Watt 20-30 minuti 200-1000 Pseudoartrosi 40 Watt 20 minuti 100 Osteoartrosi 30 Watt 30-40 minuti 200-2000 Lesioni da trauma 30 Watt 30 minuti 500-1000 Lesioni dei nervi 20 Watt 15 minuti 200-1000 Lacerazioni della pelle 10 Watt 10-20 minuti 500-2000 Infiammazioni varie 10 Watt 05-10 minuti IR SWEEP Gengiviti 30 Watt 10 minuti 100 Herpes Zooster 40 Watt 30-35 minuti 200-1000 Flebite 40 Watt 20-30 minuti IR+VIS Fistole e piaghe 50 Watt 05-10 minuti 50-100 Epicondilite 50 Watt 30 minuti IR SWEEP Dolori vari 30 Watt 15 minuti 2000 Distorsioni 38

20 Watt 10 minuti 500-1000 Contusione ed ecchimosi 30 Watt 40 minuti 200-IR SWEEP Borsite 50 Watt 25-30 minuti 500-1000 Atrofia muscolare 50 Watt 40 minuti IR SWEEP Artrosi di vario tipo 20-30 Watt 10 minuti 50-100 Antiflogistico 20 Watt 30-35 minuti IR SWEEP Antidolorifico 10 Watt 05-10 minuti 100-500 Acne

Potenza Durata Terapia in Hertz Trattamento

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Laserterapia sicurezza

Nellimpiego terapeutico dei laser molto importante considerare linterazione tra i tessuti e la radiazione laser, dipendente dalla lunghezza donda della stessa. Laser quali CO2, Diodo a 810 nM, vengono impiegati correntemente per la cura del dolore, senza considerare la intrinseca pericolosit. In un tessuto muscolare a normale vascolarizzazione sanguigna nessuna evidente variazione organica e strutturale si manifester finch la temperatura rimane tra i 37 e i 42_C. Con temperature tra 42 e 50_C si ha riduzione dell'attivit enzimatica, mentre per temperature tra 50 e 60_C si instaurer un processo irreversibile di denaturazione delle proteine con immediata decolorazione del tessuto stesso. Persistendo nell'irraggiamento il tessuto, dopo un progressivo rapido scoloramento fino a raggiungere il grigio perla, riprender a riscurirsi fino a

raggiungere attorno agli 80_C, il colore caramello scuro per effetto della coagulazione. Durante queste fasi si registrer dapprima un aumento della frazione di radiazone retrodiffusa per effetto dello schiarirsi del tessuto, poi con lo scurirsi del tessuto la frazione di radiazione retrodiffusa diminuir sino a che, attorno agli 80_C, si avr il massimo assorbimento con un rapido aumento della temperatura verso i 100_C. Da questo istante avr inizio l'ebollizione dei liquidi intra ed extra-cellulari con la conseguente carbonizzazione del tessuto stesso: se queste fasi si svolgeranno con sufficiente rapidit avremo l'esplosione dei residui cellulari disidratati

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Magnetoterapia B.F. Generalit La magnetoterapia a bassa frequenza una metodica basata sullerogazione di campi magnetici alternati a bassa frequenza somministrati tramite diffusori magnetici di opportuna forma (solenoidi o bobine piatte). I campi magnetici alternati hanno effetto rigenerante nei confronti dei tessuti ossei in quanto aumentano il tasso di crescita degli osteociti, trovando indicazione nelle patologie di interesse ortopedico quali fratture, lesioni, osteoporosi, etc. Effetto secondario della magnetoterapia a b.f. laumento della fluidit del sangue che consente di aumentare lossigenazione dei tessuti. Tra i parametri caratteristici della magnetoterapia a bassa frequenza di primaria importanza la frequenza di ripetizione degli impulsi (variabile da 3 a 100 Hertz) che determina i diversi effetti terapeutici, lintensit del campo magnetico (compreso tra 20 e 50 gauss) e la durata della terapia che deve prevedere fasi di erogazione e fasi di pausa, mediamente di 30 minuti ciascuna, onde evitare la saturazione del meccanismo di pompa Na-K responsabile della respirazione cellulare. Tra gli effetti avversi della magnetoterapia vi la possibilit di incremento del livello di dolore e la possibile interazione tra campi magnetici e protesi metalliche e/o pacemaker. Magnetoterapia B.F. 20-30 25-50 Vertigine 30-40 50-100 Contusione ed ecchimosi 30-40 12-25 Condrocalcinosi 20-30 50-100 Cirrosi 20-30 25-50 Cicatrici e lesioni 30-40 12-25 Cellulite 30-40 50-100 Cefalee 20-30 6-12 Bronchite 30-40 50-100 Brachialgia 30-40 50-100 Borsite 30-40 50-100 Atrofodermia 30-40 50-100 Atrofia muscolare 30-40 50-100 Astenia 30-40 50-100 Asma bronchiale 30-40 25-50 Artrosi di vario tipo 30-40 25-50 Artrosi cervicale 30-40 25-50 Artrite degenerativa 30-40 25-50 Artropatie acute 30-40 25-50 Artrite 20-30 50-100 Antiflogistico 20-30 50-100 Antidolorifico 20-30 50-100 Acne 20-30 25-50 Lacerazioni della pelle 30-40 25-50 Ischialgia 41

20-30 50-100 Ipotensione 20-30 6-12 Insufficienza epatica 20-30 50-100 Infiammazioni varie 20-30 25-50 Impotenza 30-40 50-100 Gengiviti 20-30 50-100 Herpes Zooster 20-30 12-25 Fratture 20-30 50-100 Formicolio 20-30 50-100 Flebite 20-30 50-100 Fistole e piaghe 30-40 6-12 Ritardi nella consolidazione tissutale 20-30 12-25 Rinite 20-30 50-100 Rigenerazione tessuti 30-40 50-100 Reumatismi 30-40 25-50 Rachialgia 30-40 50-100 Psoriasi 30-40 6-12 Pseidoartrosi 20-30 12-25 Prostatite 30-40 50-100 Paresi 20-30 50-100 Otite 30-40 12-25 Osteoporosi 30-40 12-25 Osteoartrosi 30-40 12-25 Osteoartropatia 30-40 50-100 Nevralgia 20-30 50-100 Morbo di Raynaud 30-40 50-100 Miosite 20-30 50-100 Mal di denti

30-40 50-100 Epicondilite 30-40 50-100 Epiconditalgia 30-40 50-100 Enfisema polmonare 20-30 50-100 Emorroidi 30-40 50-100 Emicrania 30-40 50-100 Dolori vertebrali 30-40 50-100 Dolori mestruali 30-40 50-100 Dolori mascellari 30-40 25-50 Dolori intercostali 30-40 50-100 Distorsioni 30-40 50-100 Lussazione 30-40 25-50 Lombalgia 30-40 50-100 Lesioni da trauma 30-40 50-100 Lesioni dei nervi 20-30 25-50 Vertigine 20-30 25-100 Vene varicose 20-30 50-100 Ustioni 20-30 50-100 Ulcere flebitiche 20-30 25-50 Torpide 20-30 12-25 Tonsillite 30-40 50-100 Torcicollo 30-40 50-100 Tendinite 30-40 50-100 Strappi muscolari 20-30 25-50 Stomatite 20-30 25-50 Sinusite 20-30 50-100 Sciatica 20-30 50-100 Rughe

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Onde d Urto Generalit Le apparecchiature per la generazione delle onde durto derivano direttamente dei litotritori impiegati nelle calcolosi e vengono impiegati nel trattamento di patologie osteoarticolari, pi precisamente per la cura delle calcificazioni, delle affezioni articolari (periartriti, etc.), delle algie in fase acute (pubalgie, etc.) e patologie correlate (epicondiliti, etc.). Le onde durto sono onde acustiche generate da apparecchi elettroidraulici, elettromagnetici o piezoelettici; hanno andamento impulsivo e diffondono nei tessuti essendo influenzate dalle caratteristiche particolari del mezzo in cui transita. Il meccanismo dazione delle onde durto sembra riconducibile a tre effetti principali: riduzione della trasmissione del dolore per mezzo di stimolazione di terminazioni nervose e liberazione di endorfine riduzione meccanica delle calcificazioni tissutali effetto di cavitazione con conseguente formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) e maggior afflusso locale di sangue e miglioramento del trofismo tissutale. Tra i parametri caratteristici delle onde durto riveste la maggiore importanza la precisione del puntamento e focalizzazione del fascio, la energia dellimpulso ed il numero di impulsi somministrati sulla parte.

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PST Gli impulsi emessi dalla PST hanno tipicamente frequenze comprese tra i 2 ed i 120-150 Hz, oltre ad avere duty-cycle variabile e flusso magnetico compreso tra 40 e 200 Gauss. Durante la terapia PST il tessuto viene trattato con impulsi aventi frequenza, durata e potenza variabili in maniera automatica, cos facendo vengono interessate tutte le cellule ed i tessuti compresi nel campo di radiazione, ottenendo effetti sia antiinfiammatori di lunga durata che una importante rigenerazione tissutale; la PST viene impiegata anche nelle terapia dellosteoporosi e delle fratture. Generalit La PST o terapia a segnali pulsati una metodica terapeutica che in questi ultimi anni ha trovato diffusione nella terapia delle affezioni articolari e come terapia di supporto alla classica magnetoterapia B.F. Il meccanismo di funzionamento si basa sullemissione di campi magnetici ad elevata intensit che determinano laumento della circolazione ed ossigenazione tissutale (non possono essere infatti impiegate sugli emofiliaci) e soprattutto accelerano la ricrescita di osteoblasti e fibroblasti, trovando applicazione proprio nella terapia di lesioni cartilaginee, piccole lesioni dei legamenti ed artrosi. Gli impulsi magnetici a bassa frequenza vengono applicati localmente tramite bobine cilindriche analoghe a quelle della magnetoterapia, con diametro differenziato in base alla zona da trattare. Vengono tipicamente trattate le articolazioni del ginocchio, anca, caviglia e spalla. PST - protocolli Protocolli: essendo la variazione dei parametri di impulso automatica, la regolazione dei parametri operativi semplice: infatti le sedute di PST hanno cadenza giornaliera e durata di 60-80 minuti, il paziente non avverte alcuna sensazione se non un possibile incremento della sensazione dolorosa, dovuto ai processi di rigenerazione ed ossigenazione tissutale, tale algia si risolve spontaneamente dopo la 2-3_ seduta. I trattamenti durano mediamente due settimane (10-12 sedute) e vanno, se necessario, ripetuti con pause di almeno 2 settimane. Nei pazienti operati di LCA-LCP la PST pu essere impiegata dalla seconda settimana di riabilitazione, in quanto la terapia non interferisce con i materiali dellimpianto e consente di accelerare il processo di rimarginazione tissutale oltre 44

ad accelerare la crescita delle popolazioni di fibroblasti che colonizzeranno il nuovo legamento. Ovviamente il paziente non dovr presentare residui versamenti post traumatici.

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Tecarterapia Generalit Le apparecchiature per Tecarterapia trovano ampio utilizzo nella pratica riabilitativa del paziente operato di LCA-LCP per le propriet antiflogistiche, rigeneratrici ed antinfiammatorie associate a tale pratica. La tecarterapia consiste nellapplicazione locale di campi elettromagnetici ad elevata energia, erogati sul paziente tramite differenti trasduttori (resistivi e capacitivi) che hanno la propriet di aumentare rapidamente il potenziale di membrana delle cellule in fase degenerativa e di rimarginare i tessuti; in pratica si verifica uno spostamento di cariche elettriche allinterno della zona compresa tra i due elettrodi. Tra i principali effetti terapeutici della Tecarterapia vi il sollievo immediato del dolore, anche in fase acuta, per cui si pu effettuare il trattamento anche quotidianamente e prima di manovre riabilitative manuali, al fine di ridurre la tensione muscolare. Il cuore di questi dispositivi un generatore RF ad alta potenza (50-200 Watt), analogo a quello degli elettrobisturi, con frequenza di emissione di circa 0.5-1 MHz e possibilit di erogare tale energia sia in maniera continua che impulsata, oltre a poter scegliere la frequenza di emissione, ovvero la profondit di penetrazione e il livello di ipertermia associato.

La tecarterapia trova indicazione specie nel post-traumatico e nella fase riabilitativa postacuta, mentre per ora non ci sono sufficienti lavori su patologie croniche; si ritiene che possa essere utile nel trattamento di patologie artritiche e reumatiche ad andamento degenerativo, la posologia e le modalit di utilizzo in tali affezioni sono in fase di studio. 46

Ultrasuonoterapia Generalit Le apparecchiature per ultrasuonoterapia trovano ampio utilizzo nella pratica riabilitativa del paziente operato di LCALCP per le propriet antiedematose, antiflogistiche ed antinfiammatorie associate a tale pratica. Gli ultrasuoni sono vibrazioni meccaniche ad elevata energia che vengono generate da opportune apparecchiature e somministrati al paziente localmente tramite appositi trasduttori esterni. Il risultato della interazione tra ultrasuoni e tessuti umani l ipertermia, dovuta al micromassaggio indotto ed alla cavitazione dellacqua (ebollizione), il drenaggio dei liquidi per movimentazione meccanica (da qui il potere antiedematoso). Inoltre esiste la possibilit a bassa potenza, di accelerare il tasso di crescita degli osteociti e ad alta potenza, per l effetto opposto, di affrontare la terapia delle calcificazioni periarticolari e la risoluzione delle aderenze cicatriziali.

Tra le caratteristiche principali delle apparecchiature per ultrasuonoterapia, citiamo: Frequenza di emissione degli ultrasuoni: tipicamente 1 MHz per FKT, 3 MHz per estetica Potenza di emissione: da 0 a 3 Watt/cm2 max Area del trasduttore: almeno 20 cm2 Possibilit di emettere ultrasuoni in maniera continua o impulsata. Allemissione continua associato un effetto principalmente antiinfiammatorio e soprattutto drenante, per il tipo di movimentazione manuale che effettua il terapista, mentre allemissione impulsata associato un effetto fibrolitico ed osteolitico; la possibilit di variare la %, permette di trattare meglio tessuti con edema o calcificazioni.

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Fondamentale linterposizione di gel neutro tra la testina emittente e la cute del paziente, ci permette unideale trasmissione degli impulsi al corpo. Protocolli: La regolazione dei parametri operativi legata essenzialmente al risultato terapeutico che interessa, considerando che le sedute di ultrasuonoterapia sono di regola giornaliere, con durata di 15-30 minuti (a seconda dellarea da trattare): Limpiego dellultrasuono come antiedematoso ed anti infiammatorio prevede lemissione continua, con potenze medio-basse (a seconda della profondit del tessuto bersaglio e della quantit di liquido da rimuovere, oltre che dalla presenza di ev. versamenti residui), pari a 0.6-1,5 watt/cm2 e la movimentazione manuale del trasduttore, al fine di drenare i liquidi dal centro della zona verso lesterno.

Limpego come fibrolitico e/o osteolitico, prevede limpiego di trasduttori fissi, potenze medio-alte (oltre i 2 Watt/cm2) e soprattutto emissione ad impulsi, con durata degli stessi variabile dal 10 al 50-60%, in base alla profondit del tessuto bersaglio.

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Protocolli riabilitativi generali A seguire uno schema generale per la riabilitazione post chirurgica: I fase (da 0 a 10 gg.) Riposo a letto con arto in iperestensione e ghiaccio per i primi 3 gg.; Dal 3_ al 10_ giorno (in ambiente domestico) carico con tutore fisso in estensione con ausilio di bastoni (esclusi i casi in cui sia stata effettuata sutura meniscale o trattamento di condropatia); in questa fase il paziente inizia esercizi isometrici e mobilizzazione passiva articolare manuale o con KINETEC; Utilizzo di elettrostimolazione a ginocchio esteso anche in co-contrazione; Bio-feed-back II fase (da 10 a 20 gg.) Carico completo senza bastoni, con tutore libero solo se gi presente estensione completa; Recupero completo del R.O.M. (particolare attenzione al raggiungimento dellestensione completa anche attiva a pz supina); Mobilizzazione della rotula; Esercici isometrici di tutta la muscolatura dellarto inferiore; Co-contrazione; Esercizi isotonici a catena cinetica chiusa: Sissi squat), anche con utilizzo di elastici a resistenza crescente; Stretching passivo ed attivo; Esercizi propriocettivi; Cyclette libera; Sellino alto, medio e basso Elettrostimolazione isometrica a 0_, 60_, 90_ di estensione III fase ( da 20gg. a 70/80 gg.) Abbandono completo del tutore; Cyclette a freno morbido; Tapis roulant anche in progressiva salita; Esercizi isotonici contro resistenza (ad esclusione di leg extension); Esercizi propriocettivi in appoggio bipodalico o monopodalico con tavolette instabili su un solo piano; Possibile il nuoto (escluso lo stile rana). 49