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PER UNA GEOGRAFIA DEL POTERE 2 Lingua e Potere La lingua uno dei mezzi pi potenti di cui una popolazione

ne dispone per comunicare ed esprimere la propria identit. Occupa una parte fondamentale nella cultura e al tempo stesso (aimh) pu dare vita a conflitti. Non del tutto esatto definire una lingua come strumento in quanto in confronto ad uno strumento, la lingua ha molteplici utilizzazioni rispetto a quest'ultimo; anche se la funzione principale resta di fatto la comunicazione. La lingua appartiene quindi alla cultura e al tempo stesso la cultura una lingua in senso semiotico (dottrina che studia i segni e la conoscenza simbolica in generale). Esistono 4 tipi di linguaggio: LINGUAGGIO VERNACOLARE (locale, parlato spontaneamente.. vedi il Vernacoliere) LINGUAGGIO VEICOLARE (nazionale, regionale) LINGUAGGIO REFERENZIALE (legato alle tradizioni culturali del passato) LINGUAGGIO MITICO (legato ai miti, magia verbale, sacro) Una sola lingua pu possedere le 4 tipologie come anche vero che 4 lingue distinte possono individualmente possere una sola di queste 4 funzioni. Un esempio il Bretone che pu parlare bretone (vernacolare), il francese (veicolare), fare studi in latino (referenziale) e greco antico (mitico). Altro esempio l'Americano che possiede tutte e 4 le funzioni (tipologie). Lingue come l'inglese coprono spazi enormi, questo fattore non un problema linguistico ma di potere in quanto il gruppo dominante (anglosassoni) impongono il proprio modo di produzione. Le parole e i messaggi NON esistono in natura, ma sono PRODOTTI UMANI. La lingua costituisce il CAPITALE COSTANTE che pu diventare cosa (lingua) morta qualora non viene aggiunto un CAPITALE VARIABILE che sarebbe la forza del lavoro linguistico: c + v = C (CAPITALE LINGUISTICO COMPLESSO) (regola del plusvalore). L'attivit linguistica NON si svolge fuori dallo spazio e nemmeno fuori dal tempo. Nel caso del vernacolare e veicolare lo spazio e il tempo sono legati dall'area in cui si trovano e della durata della relazione (trasmissione). Il linguaggio NON potere, ma MANIFESTA potere; non vi sono conflitti linguistici ma ci sono conflitti che nascono nel sociale inteso come tale e vengono espressi attraverso il linguaggio. Il linguaggio offre COMUNICAZIONE e COMUNIONE (lessere comune a pi persone ) Interiorit/Comunit (linguaggio vernacolare) Esteriorit/Societ (linguaggio veicolare) Sino al 1000 i rapporti campagna-citt erano mediocri. Dal 1100 1200 si avr una intensificazione degli stessi e la cosiddetta rinascita urbana. Dal 1400 le citt diventeranno dominanti e quindi, da una esistenza legata alla INTERIORITA' (comunit) si passer ad una esistenza legata alla ESTERIORITA' (societ). Si imporr il linguaggio della moneta e quindi da queste relazioni politico-economiche la campagna utilizzer sempre pi il linguaggio della citt (per il contadino il linguaggio della citt il veicolare). Il plusvalore recuperato dalla citt promuove la lingua della citt allo stato di LINGUAGGIO VEICOLARE e successivamente tale plusvalore sostituir presto i modelli sociali e linguistici della campagna con quelli di citt. Davanti all'inglese la lingua delle citt, in scala direttamente proporzionale, diventa VERNACOLARE, in quanto la lingua della citt in questo caso paragonabile ad una lingua della campagna, mentre l'inglese prende il posto della VEICOLARE. La Svizzera Tedesca un esempio di schizoglossia (moltiplicare le lingue in una comunit a seconda dei luoghi e momenti) (ci sono dialetti quanti sono i cantoni tedeschi). Anche qui ci sono Capitale Costante e Variabile, e quindi (come per la citt e campagna) alcune relazioni non hanno luogo in dialetto come altre non si svolgono in tedesco. Il problema svizzero si complica dal momento che per le relazioni economiche (vedi Zurigo e Basilea) si usa un altra lingua ancora, l'inglese.. si ha uno sdoppiamento del linguaggio VEICOLARE (inglese e tedesco). Altro esempio lo abbiamo in ambito scientifico dove gli scienziati utilizzano l'inglese come lingua VEICOLARE ed questo il trionfo della comunicazione sulla comunione. Altro esempio ancora quello dei Quebechesi dove dal momento che l'inglese produceva un plusvalore sul francese, i francesi hanno adottato un processo di infrancesimento spostando altrove le loro aziende, il tutto da interpretarsi come un fattore economico e non linguistico. La COMUNITA' LINGUISTICA equivale alla totalit dei messaggi che si scambiano in una lingua. Sul mercato linguistico (dove i messaggi sono le merci) ogni parola ed espressione si presenta come un valore di scambio. Il linguaggio NON potere, ma una manifestazione di potere.. UNO STRUMENTO in quanto la lingua un modo di agire sull'altro. L'oppressione entra in gioco quando un gruppo vede imporsi un altra lingua diversa dalla propria materna. La rivoluzione francese del 1789 ha compresso TUTTI i capitali constanti (vale a dire alle forme vernacolari dei linguaggi) a vantaggio di un solo capitale COSTANTE chiamato francese Senza l'italiano un Sardo e un Siciliano dovrebbero reciprocamente conoscere i relativi linguaggi vernacolari opposti per comunicare; invece l'integrazione delle aree dialettali mediante la promozione di una lingua unica (in questo caso l'italiano) fa crescere la possibilit di controllo di una organizzazione centrale sulle altre periferiche disposte nella collettivit. Obiettivo dell'organizzazione quello di sapere e vedere tutto. Una gerarchia si instaura tra organizzazione CENTRALE e organizzazione PERIFERICA, in questo modo il centro riesce a imporre la sua lingua disponendo all'interno di un territorio, della forza politica e risorse economiche della maggioranza della popolazione. Nel caso si voglia privare un gruppo della sua lingua imponendo la nostra, si ha un tentativo (oltre che a conflitti) di sostituire una identit linguistica (in quanto come abbiamo gi detto il linguaggio l'identit di un popolo) e una cultura diversa da quella precedente. E' curioso notare come all'aumentare del potere diminuisce la comunicazione, e al diminuire del potere come la

comunicazione aumenti. Infatti in assenza di una centralizzazione e gerarchia la comunicazione pi abbondante. Nel caso dei colonizzatori, l'imposizione della propria lingua (e cultura) avvenuta ( partita) mediante la creazione di un centro con il quale la comunicazione non poteva avvenire se non attraverso una lingua specifica. Il centro e la periferia tuttavia NON utilizzano lo stesso linguaggio in quanto il potere e la lingua dominatrice risiedono nel sistema istituzionalizzato centrale; non passa quindi tutto attraverso la lingua dominante, le periferiche fanno da traduttori, intermediari anche se, se noi vogliamo comunicare parlare col potere centrale necessaria la conoscenza della lingua dominante. Riassumendo la lingua del dominatore NON interessa la vita quotidiana ma solo certi aspetti della vita pubblica. La lingua uno strumento di (e del) potere che pu prendere vita nella lingua in quanto gruppi e comunit possono essere tributarie della lingua del dominatore per poter accedere al campo culturale moderno. In svizzera, a Berna ognuno dovrebbe esser in grado di capire il tedesco, francese e italiano; non proprio cos e da qui sorge un fondamentale problema: privilegiamo la lingua parlata dal maggior numero di utenti (scelta quantitativa) o dare spazio alla lingua considerata pi adatta (scelta qualitativa)? La lingua scelta vedr il proprio spazio ingrandirsi mentre quello degli altri restringersi. Una soluzione tende a impoverire il sistema quanto a diversit, l'altro salva la diversit ma necessit di maggiore energia. Problema identico compare nei Mass-Media dove alle volte necessario moltiplicare le emittenti se si conservano parecchie lingue. Allo stesso modo numerose aziende hanno preso la decisione di privilegiare SOLO la lingua inglese. L'imperialismo della cultura anglosassone parte proprio dalla lingua inglese, a questo proposito necessario tenere presente che privilegiare una sola lingua significa imporre un modello di rappresentazione. Ogni omogeneizzazione permette la concentrazione di potere centrale e relative periferiche rafforzando la possibilit di controllo e dominio. Ogni potere che si instaura unifica e centralizza, il potere si nutre di isotropia (fenomeno che propaga il suo manifestarsi in tutte le direzioni).

3 Religione e Potere La religione un sistema semico (dotato di significato). In passato la geografia delle religioni ha lasciato letteralmente da parte le relazioni di potere ponendo pi attenzione alle localit e spazio dove risiedevano i fenomeni religiosi. Ci strano se si considera come da sempre le religioni implicano la distinzione tra sacro e profano incitando sull'individuo una attivit per la sua salvezza, paralizzandolo di volta in volta attraverso il timore e la speranza. La RELIGIONE l'amministrazione di ci che SACRO. Come la lingua la religione uno strumento di comunicazione e strumento di comunione (unione con gli altri) che le organizzazioni manipolano. Le religioni hanno cose (strumenti per il culto), tempi (domenica giorno di festivit, pasqua, natale), luoghi-spazi (la chiesa, la mecca, esseri (re, sacerdoti). Attraverso la formula del PLUSVALORE la religione interpretabile come CAPITALE COSTANTE alla quale (senza di esso spacciata) viene aggiunto il CAPITALE VARIABILE rappresentato da i fedeli = CAPITALE RELIGIOSO COMPLESSO. La COMUNITA' RELIGIOSA la comunicazione del sacro e l'insieme dei messaggi in ambito religioso. La riforma che ha dato origine alle varie chiese protestanti un esempio di ristrutturazione di un capitale costante. La modifica per andata a incidere anche il capitale variabile in quanto tutto si spartito, diviso. Parlando di potere le grandi religioni sono quelle che arrivano a controllare porzioni importanti della collettivit, valori sacri, profani, religiosi e politici sono tutti in relazione stretta. Il collegamento STRETTO tra Stato e Chiesa determina una religione di Stato o una Chiesa di Stato. In alcuni casi questo pu portare alla fusione di entrambi, in questo caso SACRO e PROFANO si uniscono in uno Stato Teocratico (governo il cui potere esercitato da una autorit). La comunit costretta a vincoli politico-religiosi molto forti. Un esempio il movimento Meiji nato nel 1868 in Giappone che ha modificato la funzione dell'imperatore. Quest'ultimo diventa sacerdote di tutti i culti e fino alla Seconda Guerra Mondiale i sacerdoti furono stipendiati dallo Stato. Questa grande relazione fra religione e potere politico spiega il patriottismo manifestato dai giapponesi nel secondo conflitto mondiale. Inoltre viene fatto presente come il legame Chiesa Stato faccia predominare successivamente lo Stato che arriva a manipolare la religione per arrivare al potere, in questo modo lo stato spende meno energie per ottenere l'adesione della popolazione. Il predominio dello Stato senza religione prende vita nell'est attraverso i paesi socialisti. Nei paesi moderni (come in Francia) avvenuta la separazione stretta della Chiesa e dello Stato, in altri (vedi Italia) ci stato impossibilitato dall'esistenza di precedenti concordati. La religione talvolta causa di nazionalismi, i primi casi manifestati erano di origine tradizionalista e predicavano il ritorno ad una societ precedente (con i classici valori di una volta). Questa talvolta stata anche una scusa per prendere possesso di un grande mezzo di identit sfruttato al fine di opposizione e resistenza allo straniero. Nei paesi che hanno subito la presenza colonialista, il sacro ancorato nelle coscienza era spesso l'unica base sulla quale era possibile costruire una opposizione coerente. In conclusione la Chiesa si comporta come ogni altra organizzazione cercando di estendere e controllare il proprio potere. In alcuni casi stata proprio la religione a precedere l'avvenuta dello Stato. In Pakistan ed Iran l'Islam si risveglia stupendo il carattere violento degli Occidentali. Il Pakistan sunnita, l'Iran sciita. L'Islam si risveglia con l'obiettivo di frenare l'occidentalizzazione, una sorta di vendetta nei riguardi del periodo coloniale che ha contribuito a distruggere l'identit delle popolazioni musulmane. Il fenomeno quindi NON solo di carattere religioso (al contrario come detto prima l'Islam un grande mezzo di identit per porre resistenza all'occidente..) ma un fenomeno politico religioso.

4 Razze, Etnie e Potere Le differenze razziali ed etniche costituiscono un fattore politico. Il potere evolve sempre attraverso la manipolazione di UNITA' e PLURALITA'. Il problema razziale si pone nel 1800 (grande periodo Romanticista e nascita delle idee Nazionaliste) attraverso l'antropologia ed etnologia. Chi cerca di far emergere delle differenze cerca sempre di trarne un potere!! Questo ha come obiettivo quello di fondare un presunto dominio per assicurare (per sempre) la perennit della supremazia di un gruppo su gli altri. Scientificamente l'umanit uno STOCK di differenze genetiche che garantisce autonomia alla specie umana, la ricchezza collettiva umana si basa proprio sulle diversit dei popoli, l'altro ci prezioso nella misura in cui ci dissimile. Il mondialismo universalismo che mira a costruire lunit politica del consorzio umano( l'insieme dei problemi storici, sociali, economici e politici comuni a tutta lumanit) ha due modi di esistere: modo unitario attraverso il trionfo di un modello considerato superiore a gli altri modo pluralistico attraverso la sperimentazione di pi modelli Attualmente stiamo vivendo il modo unitario che nega quindi il tempo e la evoluzione. La discriminazione si manifesta in pi modi, il suo prender forma deriva da una societ multietnica e multirazziale dove un insieme di fattori (qui sono chiamati dispositivi) accresce la posizione di un gruppo a spese degli altri; in questo modo si riduce la competizione. Considerando due gruppi A (maggioritario) e B una prima discriminazione pu essere di natura spaziale, dove il gruppo A impone al gruppo B una localizzazione determinata (questo tipo di discriminazione pu essere accompagnato da altre misure). Si parla di relazione dissimmetrica dello spazio. E' anche il caso che il gruppo B s'imponga lui stesso una locazione per ammortizzare e contenere l'influenza del gruppo dominante. Un esempio il vecchio sistema delle riserve dei Nativi Americani. Le riserve esistono anche in Sud Africa nei confronti degli indigeni. Altro esempio sono i ghetti o quartieri Neri degli Stati Uniti, il quale costituiscono una discriminazione spaziale. Anche gli Ebrei in origine stavano nei ghetti ma NON per volont della chiesa e dello stato quanto per una loro tradizione e abitudine. I movimenti di rivolta hanno spesso mostrato i pericoli che una minoranza oppressa poteva racchiudere. Altre forme di discriminazione sono quelle legate al rapporto energia ed informazione. Lo anche il lavoro paragonato dissimmetricamente a seconda della razza in quanto il tempo di certi gruppi vale meno di altri (questa discriminologia etnica stata applicata verso i lavoratori stranieri dal 1950 al 1970 in quanto le imprese chiaramente cercavano di ottenere la pi economica manodopera). Anche l'accesso all'informazione non da meno in quanto esistono programmi scolastici diversi a seconda dei gruppi etnici. E' intuibile giungere alla conclusione che la discriminazione razziale conduce a squilibri interni allo Stato. Diversamente da quanto si era fatto dopo la Prima Guerra Mondiale, dopo la seconda (a parte la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo approvata dalle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948) non c' stata nessuna raccomandazione a proposito delle minoranze. Alcune teorie per il futuro, sostengono che il modo pluralistico (pluralismo razziale) prender vita solo quando il sistema occidentale entrer in crisi, che verr superata attraverso quella informazione (non genetica ;) ) contenuta proprio nel patrimonio delle culture discriminate.

4 Le Reti e il Potere La circolazione e la comunicazione appartengono alla sfera della mobilit. Per circolazione si intende il trasferimento di esseri e beni. Per comunicazione si intende il trasferimento dell'informazione. In ogni trasporto vi sono SIMULTANEAMENTE circolazione e comunicazione (in ogni trasferimento la coppia comunicazione-circolazione risulta presente). Circolazione e Comunicazione sono legato ma NON si confondono, sino all'epoca contemporanea erano una cosa sola, mentre la tecnologia moderna le ha dissociate. Questo perch fino al 1800 l'informazione viaggiava a passo d'uomo, oggi con l'avvento delle nuove tecnologie possibile in tempo reale fare il giro del globo. Questa distorsione un vantaggio e svantaggio in quanto possibile essere informati in tempo reale ma si ha l'impossibilit di trasferire uomini e mezzi (circolazione) altrettanto in tempo reale.. (almeno fino a quando non verr inventato il teletrasporto). L'ideale del potere di agire in tempo reale; se la velocit di comunicazione e la velocit di circolazione tendessero ad uguagliarsi il potere sarebbe assoluto e a ogni tentativo totalitario ci sarebbe una conquista del mondo!! La circolazione spettacolo del potere in quanto visibile in relazione a uomini e mezzi che mobilit (basta considerare ad esempio le forze militare chiamate in causa per eventuali scontri e/o interventi). Altrettanto vero quando il potere riesce a mobilitare circolazione (trasferimento di uomini e mezzi) in maniera apparentemente NON visibile, circolazione dei beni rari, uomini importanti. L'ideale del potere agire senza essere visto, la CIRCOLAZIONE segno di potenza. La circolazione spettacolo del potere MA il potere NON ci tiene a dare spettacolo. Se vero questo la comunicazione fonte di potere (anche NON visibile volendo) pi di quanto possa esserlo la circolazione. La circolazione NON pu non essere vista, di conseguenza tanto vale mostrarla, esaltarla rendendola potente sotto ogni luce (tant' vero che vengono resi pubblici dati relativi ad alcuni tipo di circolazione, come quella stradale, ecc). L'informatica uno dei mezzi della comunicazione di potere in quanto il vero potere in gran parte invisibile. La comunicazione equivale al potere centrale, mentre la circolazione equivale al potere periferico. Detto questo utile precisare come la circolazione NON sia inferiore alla comunicazione; la circolazione il mezzo mediante il quale viene testimoniata l'efficacia della comunicazione, l'informazione comanda la mobilit di esseri e cose (comanda la circolazione). La rete del potere, sprigionata, creata attraverso il delicato utilizzo di COMUNICAZIONE e CIRCOLAZIONE proteiforme (capace di assumere forme e aspetti diversi), questa sua imprevedibilit che la rafforza nello spazio e tempo in quanto le RETI DI CIRCOLAZIONE E DI COMUNICAZIONE (reti di potere) modellano lo spazio-tempo di

ogni territorio. La rete per definizione mobile nell'involucro spazio-temporale (dinamica). Un sistema di circolazione UNO STRUMENTO creato da attori (coloro che agiscono) in maniera variabile con il file di (in funzione di) progetti politico-economici. Considerando SOLO -la circolazione- (intesa come il trasferimento di beni e persone), notabile come esistano due tipologie di reti, su piccola scala o su grande scala. La strategia della piccola sussiste in un controllo delle vie di comunicazione. La strategia della grande comporta la suddivisione della collettivit degli spazi in periferiche collegate (attraverso per l'appunto una rete) a il potere centrale. Per piccola, grande o media che sia si intende la frequenza delle periferiche all'interno di un territorio. In entrambi i casi l'obiettivo la omogeneit e l'isotropia (fenomeno che propaga il suo manifestarsi in tutte le direzioni). Considerando invece adesso -la comunicazione- notiamo come quest'ultima sia l'altra faccia della mobilit, quella che spiega, motiva e da significato al movimento della circolazione. La comunicazione determina la padronanza dello spazio tempo, e per farlo sono necessari media duraturi nel tempo, come pietra, terracotta e pergamena. Tutti hanno pi o meno scarsa maneggevolezza. La comunicazione resta comunque un messaggio imbottito di potere, che come nel caso dell'epoca medievale consente una comunicazione tra palazzo (potere centrale) e villaggio (potere periferico). Il linguaggio sar sicuramente di tipo vernalcolare; potr attraversare secoli anche se l'informazione contenuta non avr sicuramente lo stesso impatto ne significato. Pi il mezzo durevole (carta.. ecc), meno abbiamo la probabilit di avere il trasferimento della informazione. Un nuovo medium (ciascun mezzo di comunicazione di massa) pu condurre l'emersione di una nuova civilt. Concludendo mediante l'informatica c' la possibilit di sorvegliare tutta una popolazione; il controllo TOTALE del territorio necessario al fine di prevenire l'ipotetica situazione di circolazione (e quindi mobilitazione di uomini e risorse). Chi cerca di prendere il potere si impadronisce delle reti di comunicazione e delle reti di circolazione, SOLO in questo modo possibile controllare gli uomini imponendo loro direttamente ed indirettamente il nostro volere. Come prende vita una rete di circolazione? Un esempio classico e benvenuto quello che inizia con la scoperta dell'America (punto iniziale) fino alla sua indipendenza (punto terminale). Nella prima fase dall'Europa partono, in cerca di INFORMAZIONE, navigatori. C' per l'appunto chi sostiene che la nostra era si apre sulle navi di Colombo e i caratteri mobili di Gutenberg. Mediante la circolazione gli uomini inventano terminali (punti finali) direttamente collegati ai punti di partenza (punto iniziale). La prima fase che di scoperta un investimento al fine di acquisire una informazione. La seconda fase (separata dalla prima) inizia con lo sfruttamento economico-politico del terminale (materie scoperte, sfruttamento di risorse, ecc). Le relazioni stabilite pur restando a lungo commerciali sentiranno ben presto l'esigenza di evasione. Nella terza fase viene affermata la societ in quanto immigranti inizieranno a produrre diverse risorse, e scambieranno prodotti nelle metropoli. La quarta fase viene confermata con l'affermazione della colonia e dei relativi centri di produzione specifici. Al tempo stesso abbiamo un incremento economico nelle metropoli. La quinta e ultima fase si ha alla vigilia della indipendenza. Man mano che procede l'evoluzione le distanze di tempo diminuiscono; la rete di circolazione (come detto precedentemente) formata da un punto iniziale e relativo punto terminale. Il sistema di rete appena descritto pu essere modificato, alterato dall'intervento di nuovi attori (infatti la storia coloniale piena di interruzioni, occupazioni, ecc). Concludendo il sistema di circolazione manifesta la dinamica degli attori e della loro strategia. Altra tipologia di rete di circolazione quella del denaro, la rete finanziaria, in quanto un insieme gerarchizzato da una sede centrale di un ente (potere centrale) e relative periferiche rappresentate da gli istituti di credito. Il denaro circola nel senso materiale della cosa, al tempo stesso comunica in quanto segnala un ordine, un input. Ogni sistema bancario possiede due strategie, una di raccolta (deve essere pi isotropica possibile a differenza della distribuzione) e una di distribuzione. La banca raccogliendo denaro raccoglie anche informazione. I movimenti capitali hanno il potere di rigenerare o distruggere un governo e un economia. Parlando di comunicazione invece, c' da dire che uno strumento di potere strettamente controllato in quanto permette di rinchiudere una popolazione in una determinata trama dell'informazione a seconda del loro target. In questo modo possibile stimare un valore in base al quale sia possibile calcolare la probabilit che tale numero di utenti esegua X invece di Y. Le reti formali di massa sono attive (Stampa, Tv, Radio, Cinema) in quanto diffondono una informazione. Le reti formali interpersonali (Posta, Telegrafo, Telefono) sono passive. Le reti formali di massa hanno una capacit di propagare la propria voce in maniera variabile a seconda della potenza ed organizzazione (possono talvolta fare anche il giro del globo) e contribuiscono ad una omogeneizzazione culturale. In mano ad attori possono diffondere informazioni manipolate che riflettono condizionati schemi di comportamento. A differenza della radio e televisione, la stampa costituisce una rete di comunicazione pi antica e una distribuzione pi difficile e meno omogenea. Inoltre la stampa prevede un tipo di target pi colto ed istruito. Paradossalmente i mezzi pi moderni che riabilitano il suono ed immagine sarebbero pi adatti alle popolazioni non alfabetizzate. I media non sono potere, ma strumenti di potere. Le reti informali di massa (riproduzione di vario tipo) e interpersonali (conversazione verbale e non) costituiscono una alternativa e contrappeso (benvenuto) rispetto alle reti formali di masse e interpersonali. Concludendo qualunque siano le precauzioni prese al fine di NON fare passare informazioni, non servono a niente in quanto l'informazione in un modo o nell'altro riesce a passare SEMPRE (o quasi).