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Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

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INTRODUZIONE AL LIBRO DI EZECHIELE

Lettura di unintroduzione a scelta:
HOSSFELD, F.-L., Il libro di Ezechiele, in Introduzione all'Antico Testamento (ed. E. ZENGER)
(Brescia 2005) 741-766.
Dovrebbe essere questo alla Biblioteca della Porziuncola:
SSC IV INT AT
Introduzione allAntico Testamento
Brescia, 2005

NIHAN, C., Ezechiele, in Guida di lettura all'Antico Testamento (ed. T. RMER - J.-D. MACCHI
- C. NIHAN) (Bologna 2007) 327-344.

Lettura obbligatoria dei seguenti capitoli:
1-3; 8-11; 12; 16; 18; 20; 23; 24; 28; 33-34; 36-37; 43; 47-48.

Gli inizi del ministero di Ezechiele (593) sono contemporanei all'ultima parte dell'attivit
profetica di Geremia (627-587 ca.), ed probabile che il giovane Ezechiele abbia visto e ascoltato il
suo predecessore a Gerusalemme (bench non lo nomini mai nel libro). Non sorprende dunque il
fatto di trovare varie somiglianze a livello tematico fra questi due libri, come del resto fra Ezechiele
e Secondo Isaia; ci nonostante il libro di Ezechiele ha caratteristiche del tutto peculiari, per ragioni
che vedremo fra poco. Nel contesto della Bibbia cristiana si noter il forte influsso del libro di Ez
sull'Apocalisse del NT, dove si trovano pi di cento riferimenti (citazioni o allusioni) a Ez.

1. Il libro di Ezechiele: aspetti letterari e storici
Esamineremo prima la strutturazione del libro, poi vedremo diversi aspetti letterari.

1.1 Strutturazione del libro
Riporto qui lopinione di p. Conroy:
Nella sua forma finale il libro ha una strutturazione piuttosto chiara con tre parti principali.
(1) capp. 1-24: in prevalenza brani di tonalit negativa (critiche, minacce) contro Giuda e
Gerusalemme, prima della caduta della citt nel 587/86. Alla fine di questa parte il cap. 24 annuncia
l'inizio dell'assedio babilonese a Gerusalemme.
(2) capp. 25-32: oracoli contro nazioni straniere.
(3) capp. 33-48: in prevalenza brani di tonalit positiva (annunci di buon futuro). All'inizio di questa
parte (cap. 33) viene annunciata la caduta di Gerusalemme. Si pu proporre uno sviluppo tematico
all'interno di questa parte: capp. 33-37 trattano il rinnovamento del popolo, capp. 38-39 annunciano la
distruzione definitiva di tutte le forze ostili al popolo, e poi i capp. 40-48 presentano un progetto di
ricostruzione delle istituzioni salvifiche (Tempio, Citt di Gerusalemme, Terra).

Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

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Tre corrispondenze fra la prima parte e la terza parte sembrano confermare la volont dei redattori
di costruire il libro in modo abbastanza sistematico:
(1) brani incentrati sul motivo "montagne" nel cap. 6 (a proposito di Israele) e nei capp. 35-36 (a
proposito di Seir/Edom e Israele);
(2) il tema di "profeta come sentinella" vicino all'inizio delle due parti in questione nel cap. 3 e nel
cap. 33;
(3) il tema della Gloria di YHWH nei capp. 1-3 e 8-11 e poi nei capp. 43-44.
Si pu notare anche come il libro inizia con una grande visione in Babilonia (capp. 1-3) e finisce con
una grande visione a proposito di Gerusalemme (capp. 40-48). Da Babilonia a Gerusalemme!
Quello che qui, per il prof. Conroy assolutamente chiaro e del tutto certo... per noi non lo
affatto! La questione della struttura del libro di Ez, in questi ultimi due decenni, stata, in realt
ampiamente dibattuta
1
.
Nellintroduzione ad Ez di Nihan troverete che:
1. prima si d per scontata e assolutamente evidente una strutturazione in 2 parti del libro (1-32
e 33-48)
2
;
2. poi, per non perdere il dato pi tradizionale della strutturazione in 3 parti, si riprende anche
questa possibilit, vedendo come in 1-32 si possano distinguere le parti 1-24 e 25-32.
Dalla mia tesi:
Riteniamo che la strutturazione bipartita di antica tradizione, abbia buone ragioni per essere
sostenuta
3
, e che la proposta di Pikor, dintendere Ez 33 come punto di svolta del libro, meriti di
essere considerata. Si potrebbe cos vedere Ez costituito da due blocchi (1-32 e 33-48) in cui lo
spartiacque sarebbe la notizia della presa della citt e lapertura della bocca del profeta
4
: a partire da
qui si delineano in modo pi chiaro gli oracoli di salvezza.
Allinterno delle due parti del libro possibile, a nostro avviso, individuare cinque sezioni
minori: 1-11; 12-24; 25-32 / 33-39; 40-48.
- Ez 1-11 corrisponderebbe alla sezione finale 40-48;
- i capitoli 25-32 contengono gli oracoli contro le nazioni e perci sono fortemente omogenei dal
punto di vista tematico;

1
Per una rassegna dettagliata e aggiornata delle opinioni sulla struttura del libro di Ez, cf. MAYFIELD,
Literary Structure and Setting, 18-28.
2
La struttura dinsieme del libro facilmente individuabile. Il libro diviso in due grandi parti: Ez 1-32
e 33-48; NIHAN, Ezechiele, in Guida di lettura all'Antico Testamento, 328.
3
A tale riguardo si citano generalmente Giuseppe Flavio e il Talmud sostenendo che fanno riferimento a
1-24 e 25-48. Per correttezza si deve notare che i testi in questione non possono far alcun cenno ai capitoli (la
suddivisione non era ancora stata fatta). Il primo semplicemente afferma: non solo questo profeta (Geremia)
predisse queste cose alla moltitudine, ma anche Ezechiele che fu il primo a lasciare due libri scritti su queste
cose; GIUSEPPE FLAVIO, Antichit Giudaiche, X.5.1 [79]. Il Talmud invece si interessa allordine dei libri
profetici insegnato dai Rabbini (Giosu, Giudici, Samuele, Re, Geremia, Ezechiele, Isaia, i Dodici Profeti) e
interpreta la strana posizione di Isaia nel seguente modo: Poich la fine del libro dei Re sulla distruzione,
e lintero libro di Ger sulla distruzione, e linizio del libro di Ez sulla distruzione e la sua fine sulla
consolazione, e lintero libro di Is sulla consolazione, noi mettiamo accanto profezie di distruzione a
profezie di distruzione e profezie di consolazione a profezie di consolazione (Baba Bathra 14b).
4
Cf. PIKOR, La comunicazione profetica, 21-22. La tesi secondo cui Ez 33 debba essere inteso come
punto di svolta allinterno del libro condivisa da JOYCE, Ezekiel, 42; BODA, A Severe Mercy, 256-259;
TUELL, Ezekiel, 4.
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- lunit di 33-39 non oggetto di discussione
5
.
La sezione pi problematica certamente Ez 12-24, perch non si vede quali siano i principi
organizzatori che presiedono allarrangiamento del materiale.
Contenuto delle singole sezioni
Ez 1-11: dalla visione della gloria alla gloria che abbandona Gerusalemme
Questa sezione dominata dalla centralit del tempio e dal rapporto che, con esso, ha la gloria di
Dio > la visione dei peccati che si commettono in Gerusalemme e, in particolare, nel tempio,
inducono la gloria del Signore ad abbandonare prima il tempio e poi la citt stessa. A motivo della
focalizzazione su tempio e citt si ha una chiara corrispondenza con la parte finale del libro (40-48)
in cui si descrive il ritorno della gloria del Signore.
Capp. 1-3: racconto della vocazione di Ezechiele e della relativa missione: il profeta deve
mangiare un rotolo e poi annunciare la parola che in esso contenuta.
Annuncio del non ascolto che attende il profeta: ma la casa d'Israele non vuole ascoltare te,
perch non vuole ascoltare me: tutta la casa d'Israele di fronte dura e di cuore ostinato (3,7).
Capp. 4-5: azioni simboliche che si riferiscono allassedio di Gerusalemme e alla sua rovina
Capp. 6-7: oracoli contro in monti di Israele e annuncio esplicito della fine della citt.
Capp. 8-11: ulteriori visioni relative ai peccati che si commettono nel tempio e in Gerusalemme;
castigo (cap. 9); gloria che esce dal tempio (cap. 10); gloria che abbandona la citt (cap. 11).
Cos si chiude la sezione.

Ez 12-24: oracoli di giudizio contro Gerusalemme
Come dicevamo, questa la sezione pi problematica ai fini dellindividuazione di una struttura
chiara. Elenchiamo i contenuti principali.
Cap. 12: gesto simbolico = imitazione dellemigrante > come Ez, cos dovranno fare gli abitanti
di Gerusalemme che saranno deportati (la II dep.)
Cap. 13: contro falsi profeti e false profetesse (come in Ger il tema della falsa profezia ritorna in
modo insistente)
Cap. 14: idolatria degli anziani; responsabilit personale
Cap. 15: breve parabola sul legno della vite

Cap. 16: il rb contro Gerusalemme, figlia e sposa
Cap. 17: allegoria delle due aquile
Cap. 18: la responsabilit personale
Cap. 19: il lamento sui principi dIsraele (Giuda la leonessa)
Cap. 20: storia dellinfedelt dIsraele fin dallEgitto
Cap. 21: la spada e il re di Babilonia

5
Morgan vede un parallelismo tra 33-35 e 36-39 cos organizzato:
a - distruzione del paese (33) a - restaurazione del paese (36,16 37,14)
b - distruzione di popolo/governanti
(34)
b- restaurazione di popolo/governanti (37,15-
28)
c - distruzione delle nazioni (35,1
6,14)
c - restaurazione delle nazioni (38,1 39,29)
Cf. MORGAN, Ezekiel and the Twelve, 381-384.
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Cap. 22: i delitti di Gerusalemme; la citt cambiata in scoria; la terra impura; mancanza di un
difensore/intercessore.
Cap. 23: storia simbolica delle due sorelle, Gerusalemme e Samaria
Cap. 24: annuncio dellassedio di Gerusalemme e morte della moglie del profeta; annuncio di un
profugo che verr a dare notizia della presa della citt.

Ez 25-32: oracoli contro le nazioni
Cap. 25: i vicini > Ammon, Moab, Edom, i filistei
Capp. 26-28: Tiro (e Sidone in 28,20-23)
Capp. 29-32: Egitto

Ez 33-39: oracoli sulla restaurazione del popolo e del paese
Cap. 33: il punto di svolta allinterno del libro
- profeta come sentinella (vv. 1-9) > deve avvertire gli altri della sventura ... ma...
- responsabilit individuale (10-20);
- annuncio della presa della citt (vv. 21-22);
- nuovo elenco delle colpe degli abitanti del paese e annuncio della devastazione (vv. 23-29);
- non ascolto del profeta: Ecco, tu sei per loro come una canzone d'amore: bella la voce e
piacevole l'accompagnamento musicale. Essi ascoltano le tue parole, ma non le mettono in pratica.
Ma quando ci avverr, ed ecco avviene, sapranno che c' un profeta in mezzo a loro (vv. 32-33).
Cap. 34: contro i cattivi pastori > Dio stesso sar il pastore e susciter un pastore (Davide).
Cap. 35: contro il monte Seir (Edom) > una particolare devastazione
Cap. 36: a favore dei monti di Israele > il ritorno, la purificazione, il cuore di carne.
Cap. 37: le ossa inaridite ritornano a vivere; riunificazione di Giuda e di Israele
Cap. 38-39: contro Gog, re di Magog > annuncio della vittoria finale da parte del Signore;
39,21-29: sintesi > peccato - castigo - sorti ristabilite - dono dello Spirito

Ez 40-48: restaurazione del tempio, del re e del paese
Capp. 40-42: descrizione del nuovo tempio
Capp. 43: ritorno della gloria del Signore
Cap. 44: regole per il nuovo santuario
Cap. 45: suddivisione del paese
Cap. 46: altri regolamenti
Cap. 47: la sorgente che esce dal tempio e i confini del paese
Cap. 48: divisione per trib e porte di Gerusalemme
v. 35: La citt si chiamer da quel giorno in poi: "L il Signore""

1.2 Aspetti letterari
Notiamo due caratteristiche generali del libro, e poi vedremo i generi letterari caratteristici e il
tipo di linguaggio che contraddistingue Ez.
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1.2.1 Due caratteristiche generali del libro
In primo luogo colpisce il fatto insolito che tutto il libro di Ez venga presentato come una serie di
testi pronunciati/scritti in prima persona singolare dalla voce del profeta
6
. La sola eccezione si
trova in 1,3, dove si parla di Ezechiele in terza persona (l'unica altra ricorrenza del nome del profeta
si trova in un discorso di YHWH a 24,24). Con tante ricorrenze dell'io del profeta c' una forte
presenza letteraria di "Ezechiele" nel libro; per, in contrasto con il libro di Ger, non affatto facile
per i lettori costruirsi un'immagine della persona del profeta sia perch in realt questo io , per lo
pi, totalmente identificato con la voce stessa di Yhwh, sia perch spesso quello che raccontato
appare molto strano, difficile da comprendere.
Secondo, parecchi brani nel libro sono datati con grande precisione cronologica (anno, mese e
giorno); esamineremo questa cronologia fra poco. Basti notare che non c' niente di simile (per
l'estensione del fenomeno) nei libri di Is e Ger.
1.2.2 I generi letterari caratteristici
Lasciando da parte i generi comuni che si trovano ovunque nella letteratura profetica (oracoli di
giudizio, parole di "guai", annunci di un futuro positivo, ecc.), notiamo qui sei generi che attirano
l'attenzione dei lettori del libro di Ez.
(1) ci sono parecchi racconti di visioni, spesso con immagini forti e qualche volta anche
bizzarre: cf. capp. 1-3; 8-11; 37,1-14; 40-48.
(2) parecchi racconti (sette) di azioni simboliche, alcune piuttosto strane: cf. in particolare i
capp. 4-5 (lassedio); 12,1-20 (lemigrante); 37,15-28 (i due legni accostati = i due Regni riuniti).
Funzioni:
- concretizzano loracolo di giudizio
- vogliono mobilitare lopinione pubblica
- intendono dire ci che accadr
(3) il genere di "disputa profetica", con gli elementi caratteristici di una citazione delle parole
del popolo o degli oppositori del profeta seguita da una risposta del profeta che dimostra l'errore di
tali parole: cf. 11,2-12.14-17; 12,21-25.26-28; ecc.
(4) l'uso di parabole o allegorie ampiamente sviluppate: cf. cap. 15 (la vigna) e cap. 17
(l'aquila); i capp. 16 e 23 (due presentazioni metaforiche della storia religiosa di Israele in termini di
metafora sponsale: capitoli molto discussi nell'interpretazione femminista degli ultimi anni).
(5) l'uso di motivi di probabile origine mitologica in brani come i capp. 28 e 31.
(6) generi caratteristici dell'ambiente sacerdotale, sia di tipo legale (cf. il cap. 18) che di tipo
rituale (spesso nei capp. 40-48).
1.2.3 Un linguaggio decisamente tipico
Ez, dobbiamo riconoscerlo, generalmente non piace, difficile da accostare, non amato dai
liturgisti (ha testi lunghissimi e indivisibili), tratta temi ostici (grande insistenza sul giudizio di
Yhwh e impegno nel dimostrarne lassoluta giustizia) e, per finire, ha un linguaggio molto
caratteristico, in cui ricorre con insistenza a formule fisse (il nostro senso estetico non ritiene che
questo sia un pregio, ma nel mondo antico i gusti erano diversi).
Possiamo vedere, nella seguente tabella, le principali espressioni fisse:

6
Gi la forma del libro singolare, in quanto non si tratta di una semplice raccolta di oracoli, ma di una
finzione autobiografica accuratamente elaborata; NIHAN, Ezechiele, in Guida di lettura all'Antico Testamento,
327.
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Formula italiano
:s Dio, mio signore
:s: figlio delluomo
:sc -: casa dIsraele
:s: :s : formula della parola-evento:
fu la Parola del Signore a me dicendo
:s :s : formula del messaggero:
cos dice il Signore Dio
:s :s: formula del oracolo di Dio:
Oracolo del Signore Dio
-: :s : formula di conferma della parola:
perch io, il Signore, ho parlato
:s : r formula di riconoscimento:
sapranno/saprete che io sono il Signore
:r :: formula di sfida:
eccomi contro di te

Qualche considerazione particolare riteniamo che meriti la formula di riconoscimento o della
conoscenza del Signore che ricorre ca. 90 volte!!!
Zimmerli ha dedicato un ampio studio al tema e ha sottolineato che la conoscenza di Yhwh, in
Ez e nella BH in generale, non frutto di una riflessione umana, ma qualcosa che avviene grazie ad
unazione divina, alla sua auto-manifestazione
7
.
Da qui due conseguenze:
* essa si realizza nella storia quale luogo in cui Dio agisce e si rivela. Gli eventi che il profeta
annuncia o interpreta, sono il contesto in cui alluomo data la possibilit di comprendere chi sia
Yhwh, di conoscere i progetti del suo cuore (Ger 30,24; Sal 33,11).
* Ci implica che la storia non possa essere intesa semplicemente come una serie di
avvenimenti, bens come un processo dotato di un fine, di un senso che il credente chiamato a
riconoscere ed accogliere.
Lautore ha precisato, inoltre, che tale conoscenza il fine per cui Yhwh compie unazione e ha
suggerito di cogliere una sfumatura imperativa anche l dove si ha una semplice affermazione
8
.
Alluomo viene promesso di conoscere il Signore e insieme chiesto di aderire a tale conoscenza
attraverso un atto libero di assenso.
Nel libro si nota come possano produrre conoscenza del Signore sia azioni di benevolenza (Ez
12,16;20,12.20.42.44; 28,24.26; 29,21; 34,27.30; 36,11.23.36.38; 37,6.13.14. 28; 39,28) sia azioni
di castigo, con una netta prevalenza di queste ultime (contro Israele o alcuni del popolo: Ez 5,13;
6,7.10,13.14; 7,4.9.27; 11,10.12; 12,15.20; 13,9.14.21.23; 14,8; 15,7; 17,21.24; 20,26.38; 21,10;
22,16.22; 23,49; 33,29; 38,16.22; 39,22; contro altri: Ez 25,5.7.11.14.17; 26,6; 28,22.23; 29,6.9.16;
30,8.19.25.26; 32,15; 35,4.9.12; 39,6.7). Questo dato significativo perch se Yhwh agisce per farsi
conoscere, ci non avviene attraverso ununica via, ma passando sia attraverso manifestazioni di

7
Cf. ZIMMERLI, Erkenntnis Gottes, 12, 40, 66.
8
... und sie sollen erkennen, da ich Jawhe bin; Cf. ZIMMERLI, Erkenntnis Gottes, 13-14. Lapsley vede
in Ez un cambiamento di prospettiva per cui virtuoso non sarebbe pi primariamente luomo che agisce bene,
bens colui che conosce Yhwh e se stesso (in questo senso appunto la conoscenza il fine per cui Dio
agisce). Cf. LAPSLEY, Can These Bones Live?, 6-7, 10-11, 109-157.
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benevolenza che attraverso lesperienza della punizione. Ci diviene particolarmente chiaro
nellesperienza dellesilio (cf. ZIMMERLI, Erkenntnis Gottes, 73).

1.3 La discussione sulla genesi del libro (storia della redazione)
Mentre nel caso di Is e di Ger la discussione diacronica sulla formazione dei libri era gi in pieno
svolgimento alla fine del 19 sec., la situazione di Ez diversa. La strutturazione apparentemente
chiara (di cui sopra), e il linguaggio tipico che sembra pervadere quasi tutto il libro hanno fatto s
che parecchi studiosi, anche all'inizio del 20 sec., ritenessero che il libro di Ez fosse essenzialmente
opera del profeta stesso. Tale posizione difesa ancora oggi nellimportante commentario di Moshe
Greenberg (di cui abbiamo solo 2 volumi il terzo previsto non arriver lui morto il 15 maggio
2010), che offre una lettura "olistica" del libro di notevole efficacia.
La grande maggioranza degli studiosi odierni per convinta che, anche nel caso di Ez, si debba
pensare ad una formazione del libro attraverso diversi stadi di lavoro redazionale e lungo un certo
numero di anni. Come al solito, non c' accordo sui dettagli, ma sulla posizione di base s. Infatti
un'analisi attenta dei singoli brani fa vedere molti problemi (ripetizioni, incoerenze grammaticali e
contenutistiche a livello di dettagli, brani in prosa che interrompono testi poetici, ecc.), che si
spiegano come indizi di lavoro redazionale.
Il grande commentario classico di Zimmerli (completato nel 1969) ha proposto un modello di
"rielaborazione"/ riscrittura ["Fortschreibung"], che stato accolto da molti in seguito. Si tratta
della tesi di "rielaborazione moderata". Gi durante l'attivit di Ezechiele fra i deportati in Babilonia
c'era un gruppo di discepoli intorno al profeta che accoglievano i suoi oracoli e le sue spiegazioni
(cf. Ez 18 e 33,1-20). Questi discepoli si pensa che abbiano messo per iscritto diversi materiali e che
il processo di riflessione sulle parole del profeta sia continuato anche dopo la sua morte. Cos, pian
piano, in un ambiente di "scuola profetica" (in senso largo), il libro si sarebbe formato lungo alcune
generazioni. Secondo Zimmerli pi della met del libro attuale viene per da Ezechiele stesso.
Alcuni studiosi pi recenti (Pohlmann ed altri) preferiscono un modello pi radicale di
"rielaborazione", nel quale la parte attribuibile ad Ezechiele stesso viene ridotta in modo notevole e
la parte attribuita ai redattori postesilici viene aumentata.
La questione, ovviamente, non ha, al momento, trovato una soluzione che raccolga il consenso
della maggior parte degli studiosi.
Personalmente ritengo che la posizione moderata di Zimmerli non sia da scartare e che il
tentativo di attribuire al profeta solo una parte minima del libro non abbia ragioni per essere
sostenuto (se non quelle ideologiche per cui nellAT nulla sarebbe antico!)
In ogni caso, oggi appare piuttosto chiaro che la redazione finale del libro non possa essere
collocata prima dellet persiana, a motivo dei numerosi contatti che il libro mantiene con altre
correnti letterarie (Dt, P e H = codice di santit). Essa fu probabilmente opera dei rimpatriati, come
appare da una certa insistenza a favore della golah babilonese.
La discussione sulla storia della composizione del libro decisamente molto accesa e non c
reale consenso tra gli studiosi.

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1.4 Storia della ricerca esegetica sul libro
Il libro di Ez ha avuto una vicenda interessante da questo punto di vista: si passati dal ritenere il
libro sostanzialmente non problematico, al coglierne invece tutta la complessit senza poter
pervenire ad un accordo.
Abbiamo sostanzialmente tre fasi ma dobbiamo riconoscere che talvolta si verifica una certa
sovrapposizione. Semplificando:
1) fino alla fine del 19 secolo: il libro visto sostanzialmente come non problematico e ci si
accontenta di dire che opera di un solo autore. Ci si lascia ingannare dal suo ordine
apparente, dallorganizzazione lineare, le date, lomogeneit dello stile, ecc.
2) esegesi radicale
Sorgono le questioni critiche. Sembra che non si possa pi affermare nulla di certo sul libro
se non che non sia opera di un solo autore.
Questa fase comincia nel 1900 con il lavoro di Kraetzschmar che distingue tra le parti in
prima persona e quelle in terza per dire che hanno origini diverse (parla di due recensioni).
Nota anche che ci sono doppioni nel libro e arriva a sostenere che ci fossero due forme
parallele del libro.
Tra gli autori dalle posizioni pi radicali segnaliamo Hlscher: il profeta originale era un
poeta (notiamo che questa una presa di posizione ideologica che non pu essere
assolutamente provata!) e perci gli oracoli autentici sono quelli in poesia. Usa per anche
altri criteri: il racconto di vocazione autentico anche se in prosa, alcune parti in poesia
non sono di Ez perch non hanno lo stesso metro; tutto il materiale di speranza non
originale (da 33 a 48 per es), tutto quello che sa di deuteronomistico. Restano circa 170
versetti!
Idea di fondo: il libro va spezzato, diviso. S, ma come? Secondo quali criteri?
- prosa / poesia
- materiale di differenti date
- prospettive religiose diverse (profetico / sacerdotale)
- differente provenienza geografica (Palestinese / Babilonese)
Come si vede, domina un eccesso di arbitrariet (problema ricorrente in esegesi).
3) nuova fase negli anni 50
1955 la pubblicazione del primo fascicolo del commentario di Zimmerli e di un
commentario di Fohrer (che aveva gi pubblicato nel 1952: Die Hauptprobleme des
Buches Ezekiel)
Si crea un consenso abbastanza diffuso sui seguenti punti:
1- il libro e il profeta si collocano nell'esilio
2- ministero di Ez si svolge in Babilonia
3- si abbandonano le tecniche puramente critico-letterarie
4- c' molto materiale che risale al profeta stesso o almeno al periodo dell'esilio
5- non si divide pi tra materiale profetico e materiale sacerdotale
6- si riconosce che al materiale del periodo dell'esilio sono state fatte notevoli aggiunte,
probabilmente in un periodo di tempo piuttosto lungo.
Oggi potremmo dire che la ricerca esegetica su Ez si dibatte tra limpostazione data da Zimmerli
(a cui seguita linterpretazione olistica di Greenberg) e un ritorno alla fase radicale (fase 2)
rappresentata, con le dovute sfumature, da Pohlmann.
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2. Il profeta e il suo ministero
Cosa si pu dire sul ministero del profeta e sui dati personali presentati dal libro (tenendo conto
del lavoro redazionale di cui si detto)?

2.1 Il ministero di Ezechiele: durata, luogo e temi
2.1.1 La durata del ministero
Abbiamo gi notato la presenza di molte note cronologiche precise nel libro, che situano gli
oracoli e le visioni secondo anno, mese e giorno.
Esistono date in Ger e in Is ma in nessun profeta esse sono utlizzate con la stessa precisione e
sistematicit che ritroviamo in Ez.
Certamente l'interesse per le date pi spiccato in ambito sacerdotale che in quello profetico. La
maggior parte delle date di Ez cadono dentro un periodo di 7 anni (dal 5 al 12 anno).
La serie principale consta di 14 date, generalmente complete di anno, mese e giorno e calcolate a
partire dalla deportazione del 597.
Cf. per esempio in Ez 8,1, la visione viene datata al "sesto anno, sesto mese, quinto giorno". Gli
anni sono calcolati dalla deportazione del giovane re Ioiachin nel 597 (cos la maggioranza degli
studiosi), per cui il "sesto anno" sarebbe 592-591 (gli anni andavano da primavera a primavera).
Con l'inizio dell'anno nel nostro Marzo o Aprile, il "sesto mese" cade fra il nostro Agosto e
Settembre. Anche se alcuni commentatori propongono che la data di Ez 8,1 dovrebbe corrisponde
pi o meno al nostro 18 Sett. 592, appellandosi a calcoli astronomici, l'esistenza di altre proposte
consiglia prudenza quanto alla ricerca di esattezza matematica in questa materia notoriamente
complessa.

Ez g. m. a. (Marconcini)
1 1,2 Visione inaugurale 5 4 5 31 luglio 593
2 3,16 ... 7 gg dopo 12 4 5
3 8,1 Visione nel tempio 5 6 6 17 settembre 592
4 20,1 Messaggio agli anziani 10 5 7 14 agosto 591
5 24,1 Narrazione dell'assedio di Gerusalemme 10 10 9 15 gennaio 588
6 26,1 Profezia contro Tiro 1 11 (23 aprile) 587
7 29,1 Profezia contro il Faraone 12 10 10 7 gennaio 587
8 29,17 Profezia contro l'Egitto 1 1 27 26 aprile 571
9 30,20 Profezia contro il Faraone 7 1 11 29 aprile 587
10 31,1 Profezia contro il Faraone 1 3 11 21 giugno 587
11 32,1 Lamentazione sul Faraone 1 12 12 3 marzo 585
12 32,17 Profezia contro il Faraone 15 12
13 33,21 Relazione della caduta di Gerusalemme 5 10 12 8 gennaio 585
14 40,1 Visione del tempio ricostruito 10 1 25 28 aprile 573

La presenza delle date offre come una sensazione di grande ordine... ma in realt costituisce un
rompicapo per lesegeta, perch presenta una serie di difficolt.
1. non tutte la date sono complete
2. non sono tutte in una sequenza temporale accettabile
3. non sappiamo se il materiale che segue una data si riferisca veramente a fatti avvenuti dopo.
La questione dell'ordine decisamente la pi significativa
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

10
In 29,17 si parla del 27 anno (571): la data all'8 posto della serie ma l'ultima come tempo
indicato. L'oracolo parla poi di una campagna di Nabucodonosor contro Tiro che non ebbe
successo. Il punto perch sta l.
La sesta data (anno 11) dovrebbe andare certamente dopo la settima (anno 10) ma non
sappiamo bene dove, perch manca il mese.
Le date 11, 12 e 13 ci danno problemi con i mesi (non sono in ordine o non ci sono)
La 13 data problematica di per s (33,21) perch non corrisponde a Ger 39,1-2 e 2Re 25,8
[indicano giugno-luglio 587] mentre secondo Ez il messaggero arriva a Babilonia dopo 18 mesi
dalla caduta della citt. Alcuni pensano che la lezione corretta fosse undicesimo anno invece che
dodicesimo.
Ulteriore problema: le date da chi sono state inserite? Dal profeta stesso o da un editore, magari
molto posteriore ai fatti?

In ogni caso, la data pi antica si trova in Ez 1,2 (5 anno: 593-592) e quella pi recente in 29,17
(27 anno: 571-570). Ci sembra storicamente attendibile e ci consente di datare il ministero di
Ezechiele dal 593 (dopo la prima deportazione ma prima della caduta finale di Gerusalemme ai
Babilonesi) fino al 571 almeno (e forse anche dopo, ma di questo non c' evidenza certa).

Excursus sul problema del "30 anno" (Ez 1,1)
Un caso a parte costituito dalla prima data, in 1,1: che significa la menzione del "trentesimo
anno" (Ez 1,1) come data della grande visione dei capp. 1-3? Il versetto seguente offre la data
"l'anno quinto della deportazione del re Ioiachin" (1,2: seguendo il sistema comune nel libro).
Apparentemente le due date si riferiscono alla stessa visione che viene descritta subito (1,3ss).
Come spiegare questa doppia cronologia?
Il problema stato notato gi nell'antichit e diverse sono le proposte di spiegazione che si
possono dividere in due categorie:
(1) La data in Ez 1,1 si riferisce alla chiamata del profeta cos come la data in 1,2, ma da un altro
punto di vista. Origene, seguito anche da diversi studiosi contemporanei, pensava che il "trentesimo
anno" si riferisse all'et di Ezechiele al momento della chiamata, non agli anni calcolati dalla
deportazione del re Ioiachin. C' forse un'allusione alla prescrizione di Num 4,3 che stabilisce l'et
di 30 anni come et per iniziare il ministero dei leviti (Ezechiele era sacerdote!).
Si trova una variante di questo tipo di soluzione nella spiegazione del Targum e di Gerolamo,
che pensano che Ezechiele abbia ricevuto la sua chiamata 30 anni dopo la riforma del re Giosia nel
622.
Il 30 anno potrebbe indicare:
- et del profeta
- lanno dalla scoperta del libro della legge da parte di Giosia
Altre ipotesi: - l'et del re Jehoiachin
- l'anno dell'impero neobabilonese
La prima proposta gode di maggiore favore.
(2) Le due date nel 1,1-2 si riferivano originariamente a due avvenimenti diversi.
Alcuni studiosi contemporanei sono dell'avviso che bisogna cercare una spiegazione della doppia
datazione nel quadro della storia redazionale del libro.
- Secondo questa teoria, la data del 30 anno si riferiva originariamente solo alla visione della
Gloria di YHWH nel cap. 1 e 3,12-15,
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

11
- mentre la data del 5 anno della deportazione si riferiva originariamente solo al racconto della
chiamata (2,13,11*).
Un redattore avrebbe poi spostato il racconto della visione al primo capitolo per dare
l'inquadramento di una grande visione al racconto della vocazione (cf. Is 6). Tale spostamento
avrebbe creato dunque il problema della doppia datazione.
In tal caso la visione avrebbe avuto luogo nel 30 anno della deportazione (568-567), e sarebbe la
data pi recente nel sistema cronologica del libro: decisamente poco probabile che un redattore
operi uno spostamento cos maldestro e che la prima data nel libro si riferisca allultimo episodio in
ordine cronologico! [si nota in questo genere di proposte, la cattiva stima che gli esegeti hanno dei
redattori... ]
2.1.2 Dove Ezechiele ha esercitato il suo ministero?
A prima vista le indicazioni del libro sono chiare. Secondo 3,15 la chiamata di Ezechiele ha
avuto luogo in Babilonia vicino ad una localit di nome "Tel Aviv" (ca. 150 km sud-est di Bagdad).
L Ezechiele, deportato nella prima deportazione del 597, ha ricevuto la sua chiamata nel 593 (1,2).
Vari altri testi nel libro lo mostrano in mezzo ai deportati (cf. 8,1; 14,1). Dunque chiamata e
ministero in Babilonia fra i deportati.
Per alcuni studiosi per non tutto chiaro, in quanto la maggior parte degli oracoli di Ez si
riferiscono a Giuda e Gerusalemme, non alla situazione dei deportati, e ci sono alcuni testi che nella
redazione attuale parlano di visite del profeta a Gerusalemme in visione (capp. 8-11). Secondo
alcuni esegeti si dovrebbe piuttosto pensare che Ezechiele abbia ricevuto la chiamata a
Gerusalemme nel 593 e abbia svolto il suo ministero l fino alla caduta della citt. Solo dopo
sarebbe stato deportato in Babilonia nella seconda deportazione del 587/586 e avrebbe continuato il
suo ministero fra i deportati.
La presentazione nel testo attuale del libro (chiamata e tutto il ministero a Babilonia) sarebbe
frutto di una rilettura che voleva privilegiare i deportati di fronte alla gente rimasta in Giuda.
Il problema complesso, ma la tendenza odierna di rimanere ai dati che il libro di offre e
dunque pensare la chiamata a Babilonia e poi un ministero svolto interamente l. L'interesse
prevalente nella situazione di Gerusalemme si spiega considerando le grandi linee del messaggio
del profeta.
2.1.3 Politica e contesto sociale
Nel 627 muore Assurbanipal: ormai chiaro che i neo-assiri stanno perdendo il loro potere.
I Babilonesi attendono nell'ombra, pronti ad avere il sopravvento.
Prima ci prova lo sceicco Caldeo: Merodach-baladan. Ma Sennacherib lo sconfigge (689) e porta
via la statua di Marduk da Babilonia.
Mentre l'impero Assiro si sgretola sorge un nuovo Caldeo, Nabopolassar (625-605), che fonda
una nuova dinastia in Babilonia. Nel 612 prende Ninive.
Vittoria di Carchemis sugli Assiri e sugli Egiziani (609)
Nebuchadrezzar II (605-562) il figlio, costruisce un grande impero
Jeoiakim diventa suo vassallo.
Ribellione 598-97 e prima deportazione con Jeoiakin
Viene imposto come re Mattania= Sedecia (ultimo re)
587 seconda deportazione

Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

12
I Giudei sono stanziati in Giuda, Egitto e Babilonia.
Per quanto riguarda l'Egitto la scoperta di numerosi papiri ha reso famosa la colonia militare di
Elefantina. Sappiamo che il clima religioso era certamente sincretista: Yhwh con il suo tempio e
una serie di altre divinit.
L'uditorio primario di Ez erano i Giudei in Babilonia, cio i deportati.
Motivi delle deportazioni:
- spezzare i legami della nazionalit e la resistenza
- distruggere le strutture politiche
- provvedere uomini per l'esercito babilonese
- rinforzare l'economia di Babilonia
Si continua a guardare a Jeoiakin come al re legittimo (Ez ignora Sedecia come re)
Nel giro di poco tempo i Giudei raggiungono un certo benessere economico in Babilonia.
Rimane tuttavia un senso etnico di coesione tra loro. A differenza dell'Egitto, pare che in
Babilonia non sia stato costruito nessun tempio a Yhwh.
Da Ez sappiamo che anche qui continuano per le tendenze idolatriche.
4 pilastri della fede di Israele:
- irrevocabilit dell'alleanza (al Sinai)
- possesso della terra di Canaan dato da Yhwh
- residenza di Yhwh in Gerusalemme
- alleanza eterna con Davide e la sua casa
... ma Gerusalemme cadde, la casa di Davide anche, il tempio fu distrutto e il popolo esiliato
dalla terra. Per questo i profeti scrivono i loro libri... per spiegare quello che accade...

Excursus: le deportazioni e il ritorno

Babilonia non oper una deportazione massiccia come fece Assiria con Samaria (722). Sia il testo
biblico che alcuni dati archeologici ed epigrafici permettono di affermare che la stragrande maggioranza
della popolazione rimase in Giudea, mantenendo unimportante attivit economica, cultuale e anche
letteraria (anche Geremia vi rimase per un certo tempo...).
Il mito del paese non abitato (empty land) sarebbe una retrospezione delllite giudeo-babilonese
durante il periodo persiano: in questo modo potevano, da una parte, giustificare loccupazione iniziale
della terra, con Giosu (lhanno occupata perch non cera nessuno), e, dallaltra, celebrare il glorioso
ritorno a Sion (cf. i libri delle Cronache)
9
.

La Bibbia stessa non offre un resoconto preciso e uniforme delle deportazioni operate dai
babilonesi.

Deportazioni 2 Re Deportati Libro di Ger Esiliati
597 24,12-24 10.000 52,28 3.023
24,15s 7.000 + 1.000
586 25,18-21 72* 52,24-27 74*

9
BLENKINSOPP, J., The Bible, Archaeology and Politics; or The Empty Land Revisited, Journal for the
Studies of the Old Testament 27 (2002) 169-187. Lautore commenta: il mito servito anche ai sionisti dei
nostri giorni
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

13
52,29 832
582 52,30a 745
52,30b (totale) 4.600
* Dignitari di Giudea massacrati dai babilonesi

Gli studiosi sono oggi unanimi su tre punti:
1. Si rifiuta limmagine de una deportazione totale (il mito della terra vuota appunto un mito);
2. Le distruzioni causate dai babilonesi sono diverse a seconda delle regioni di Giuda (pi intense nel
sud e nella capitale, quasi niente a nord di Gerusalemme);
3. I babilonesi deportarono principalmente llite sociale, politica e religiosa di Giuda.

Non c unanimit, invece, nel valutare la popolazione del regno di Giuda al momento
dellinvasione:
i massimalisti (come W.F. Albright e R. de Vaux) suppongono una popolazione tra 220.000 e
250.000 abitanti; in proporzione, i deportati sarebbero tra 40.000 e 70.000;
i minimalisti (L. Finkelstein, G.W. Ahlstrm) pensano a 65.000 abitanti, e i deportati tra 4.600 e
10.000;
i moderati (R. Albertz) suggeriscono una popolazione di 80.000 persone, di cui 20.000 deportati.
Weinberg, associandosi ai moderati, presenta il seguente quadro dei deportati:
10




Deportazioni

Gerusalemme

Sud della Giudea
Nord della Giudea
(trib di Beniamino)
597 8.000 10.000 3.023 --- (deportazioni
586 4.000 5.000 + 832 ? quasi
582 --- 745 inesistenti) ----
Totale 13.000 16.000 4.600 ---

A differenza della prassi assira, la maggior parte dei deportati ebrei riusc a stare insieme, nella zona
sud della Mesopotamia (Nippur, Tel Aviv, la stessa Babilonia), mantenendo una certa organizzazione
comunitaria, sotto lautorit degli anziani (gli anziani, infatti, potevano radunarsi con il profeta
Ezechiele: Ez 20,1). Occupandosi di commercio, artigianato o agricoltura, alcuni fecero fortuna,
potendo inviare perfino regali alla patria. Da questepoca provengono le prime banche (cf. tavolette
scoperte a Nippur).

Il ritorno degli esiliati non stato generale. Quelli che rimangono in Babilonia o Egitto formano i
nuclei della futura diaspora ebraica; basti pensare alla grande impresa di tradurre la Bibbia ebraica in
greco (la Bibbia di Alessandria o dei Settanta) o, molto pi tardi, alle scuole rabbiniche di Babilonia
cui si deve il famoso Talmud (babilonese), finito verso il sec. VI d.C.
Il pericolo di essere assimilati dallambiente pagano non era un sogno e, a cominciare dall'esilio, i
segni distintivi del giudaismo (circoncisione, osservanza del sabato e norme dietetiche ricordiamo i
racconti di Daniele ) assunsero lo status confessionale che hanno caratterizzato gli ebrei fino ad oggi.
Alcuni pensano gi all'esistenza di sinagoghe, intese come semplici spazi dove radunarsi (come negli
incontri degli anziani con Ezechiele: Ez 8,1; 14,1; 20,1).


10
WEINBERG, J., The Babylonian Conquest of Judah: Some Additional Remarks to a Scientific
Consensus, Zeitschrift fr alttestamentliche Wissenschaft 118 (2006) 597-610.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

14
Finito il grande esilio, cominciano i conflitti di potere, a livello civile e religioso, tra la gente rimasta
in Giudea e i deportati che sono rientrati; questi ultimi si sentono gli eredi legittimi della tradizione, gli
unici la cui fede stata messa alla prova e che nella crisi hanno recuperato il meglio delle tradizioni
antiche. Questo gruppo vincente ha lasciato la sua impronta nei libri di Esdra - Neemia e nei profeti
postesilici. I conflitti si trascineranno lungo secoli.
2.1.4 Le grandi linee del messaggio di Ezechiele
importante tenere bene in mente la situazione dei deportati della prima deportazione (597).
Potevano comunicare con la gente rimasta a Gerusalemme e in Giuda sotto il re Sedecia tramite
lettere e messaggeri (cf. Ger 29), e probabilmente nutrivano la speranza di tornare in patria dopo
non molti anni (i re di Babilonia infatti non praticavano una politica di deportazioni sistematiche
come invece facevano gli Assiri prima di loro). E poi anche a Gerusalemme c'erano dei profeti che
annunciavano un ritorno dei deportati (cf. Anania in Ger 28).
Soltanto dopo la caduta della citt nel 587/586 si comprese la vanit di tali speranze.
Questo sfondo storico permette di comprendere la netta divisione in due parti del messaggio di
Ezechiele e anche la focalizzazione sulla situazione di Gerusalemme.

(1) Dalla sua chiamata nel 593 fino al 587/586 il compito principale di Ezechiele fu di insistere
con grande forza sul fatto che il peggio doveva ancora venire; che la gente di Gerusalemme e di
Giuda con il loro re Sedecia, ancora infedeli a YHWH, non solo non dovevano illudersi con false
speranze ma che dovevano cambiare strada e abbandonare i tentativi di rivolta contro Babilonia.
Questo messaggio duro per Gerusalemme aveva naturalmente anche delle implicazioni per i
deportati del 597; anche loro dovevano abbandonare le speranze illusorie di un ritorno a breve.
(2) Dopo la catastrofe del 587/586 il messaggio del profeta cambia. Da profeta di giudizio
diventa profeta di speranza per un popolo disperato, come vediamo soprattutto nei testi pi antichi
dei capp. 33-48.

Scopo principale dellopera: dare senso all'esilio, agli eventi cos come erano accaduti, con le
conseguenze che avevano avuto sulla vita delle persone. Era un modo di vivere e di sopravvivere.
La caduta di Samaria era stata una specie di avvertimento, un'occasione in cui i profeti avevano
preparato i loro attrezzi. Il regno del Nord non era stato pi ricostituito, semplicemente era stato
assimilato dai popoli circostanti. I Giudei non dovevano farsi illusioni: poteva succedere
esattamente lo stesso anche a loro.
Comunque era chiaro che questi fatti avevano costituito il giudizio di Dio.
Molti per confidavano nel fatto che anche allora Gerusalemme non era caduta, non era stata
conquistata. Dunque Giuda era meno peccatrice di Samaria o era favorita da Dio (Ez dice
chiaramente che non cos: Ez 16 e 23).

Idea dell'inviolabilit di Sion. Lo stesso si pu dire del disastro del 597: Ger aveva detto che si
trattava solo dell'inizio del disastro. Ez vede le cose nello stesso modo.
Altri per pensavano che, tutto sommato, le cose non erano andate troppo male: ancora potevano
mantenere un certo grado di libert.
Molto del materiale della prima parte del libro di Ez tende proprio a dimostrare che il giudizio
finale deve ancora venire.
Quando poi effettivamente viene, si dedica a incoraggiare e a dire che anche dopo tutta quella
distruzione c' speranza.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

15
- inevitabilit e irrevocabilit del giudizio
- ma sarebbero sopravvissuti al giudizio (Dio vuole che il suo popolo sopravviva)
Se Giuda sopravvissuto si deve certamente al lavoro dei profeti in questo tempo.
Temi principali
a. Storia, giudizio e speranza
Lidea di una luna di miele felice tra Dio e il suo popolo si trova in Os e Ger. In seguito
quest'idea non compare. Ez non la riporta. Ez 20 va indietro nella storia... Isr provoc il Signore
ancora prima di lasciare l'Egitto. In nessun momento della storia il popolo ha risposto con
obbedienza o con gratitudine a Dio.
La stessa interpretazione della storia offerta in modo figurato nel cap. 23 (in Ez 16 la cosa un
po pi articolata: origini cananee, ma sembra che fino allinizio del matrimonio Gerusalemme
risponda, manifesti un assenso).
Questa valutazione negativa non unica di Ez ma condivisa dalle tradizioni del Pentateuco.
Vicinanza con Dt 7,6-8 per quanto riguarda la scelta di Isr.
In Ez non c' nessuna motivazione per la scelta, le origini dell'interesse di Yhwh per Israele sono
totalmente non spiegate.
Non c' per un cos grande pessimismo per il futuro: Dio ha scelto e condotto Israele nel
passato e continuer a farlo.
b. Il resto, giudizio e speranza
Il libro attesta esplicitamente che anche tre giusti non potranno salvare tutti gli altri (14,12-20).
L'intercessione qui inutile. I giusti potranno, al massimo, salvare se stessi.
Gen 18-19: Lot si pu salvare dalla comunit dei peccatori... (di fatto comunque salva anche la
sua famiglia).
Lo stesso nella storia della sentinella (cap 3 e 33): deve avvisare anche se sa che nessuno lo
ascolter. Non cambia "nulla" per il popolo, ma cambia per la sentinella: non sar colpa sua.
In Ez 14,21-23 un resto viene lasciato perch si possa vedere che Dio ha agito con giustizia nel
distruggerli (le loro azioni sono malvagie, non un resto di giusti....).
c. Responsabilit individuale
Il cap 18 ne tratta in modo particolare: la domanda di fondo "come pu il nostro piccolo
pentimento evitare l'ira che sta per incombere su di noi?"
Il cap 18 intende rispondere a questa domanda.
Secondo Joyce qui non si parla di responsabilit individuale ma della responsabilit di ogni
generazione: gli esempi sono fatti su una persona ma si tratta del motivo della situazione della
nazione.
1. per quali peccati l'esilio la punizione? Ez dice che per i loro peccati, quelli di quella stessa
generazione e non per quelli dei loro padri.
2. la questione del pentimento: sono peccatori ma il pentimento perdona ogni cosa.
Ez qui non ragiona in termini di legge criminale, ma di diritto di famiglia: un padre che vede un
reale pentimento nel figlio non procede nella punizione.
d. Peccato e espiazione: giudizio e speranza
Cos' i il peccato nel libro di Ez?
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

16
I peccati pi spesso nominati sono quelli di idolatria e apostasia: si accusa per i culti che si
praticano nel tempio, per gli idoli che si fabbricano con i loro gioielli, ecc.
Ci sono anche i peccati denunciati nella prima profezia (di Amos): i peccati sociali (Ez 34), la
violenza, lomicidio (7,23), il furto (22), ecc.... ma in Ez il tema pi sfumato.
Noi distinguiamo due ambiti ma il libro non lo fa! [non esiste religioso e sociale]
Ci in cui Ez differisce il linguaggio con cui parla del peccato.
Abominazione, impurit e profanazione: domanda lavatura, purificazione e espiazione.
Linguaggio della contaminazione + linguaggio della ribellione: sembrano indipendenti l'uno
dall'altro ma non esattamente cos.
Ci che abominevole tale perch offende Dio. Cos la ribellione ci che manca di riguardo
al suo onore e alla sua autorit. Cfr Nm 16 (rapporto ribellione atto di culto = incenso)
Enfasi sulla grazia ottenuta mediante purificazione ed espiazione, attitudine molto positiva verso
il tempio e il suo rituale.
Precedenti profeti: atteggiamento critico verso il culto anche se difficile dire quanto. Per Ez il
contrario.
Il tempio non l'unico luogo in cui Dio pu essere incontrato ma certamente il luogo designato
per quest'incontro. Di fatto Dio d come un appuntamento in Gerusalemme e nel suo tempio per
lincontro con il popolo.
Sul pentimento: i profeti dell'VIII secolo mostrano scetticismo su questo punto.
L'idea di fondo che il giudizio sia inevitabile (il ritorno a Dio di fatto non avviene), anche se
esso, chiaramente, non una risposta ultima, non la risposta pienamente soddisfacente, perch non
dice fino in fondo chi il Signore.
Isaia trova una soluzione al dilemma attraverso il concetto di resto.
In Geremia il peccato qualcosa di assolutamente radicato. La corruzione cos profonda che
pu essere rimossa solo con una nuova creazione (cuore nuovo Ger 31,31)
Con Ez la possibilit di avere a che fare con il peccato si ha nel culto e nel sistema espiatorio, ma
anche qui abbiamo lidea che solo un dono dallalto in grado di rinnovare pienamente luomo (cfr.
Ez 36; anche 16 dice lo stesso)

2.2 I pochi dati personali sul profeta
Come nel caso di Isaia, anche per Ezechiele le informazioni personali sul profeta sono scarse.
Secondo 1,3 era sacerdote e figlio di un certo Buzi. Il fatto dell'origine sacerdotale con la
formazione normale dei sacerdoti ha lasciato una traccia fortissima nel libro, come vedremo nelle
lezioni successive.
Ezechiele era sposato (come Isaia e a differenza di Geremia); la sua amatissima moglie mor in
Babilonia negli ultimi giorni dell'assedio di Gerusalemme nel 587/586 (24,15ss) e Ezechiele
ricevette da Dio lordine di non praticare i normali riti di lutto per lei, come atto simbolico per
indicare alla gente che ci sarebbe stata ragione di lutto molto pi grande (la caduta di
Gerusalemme).
Per il resto la persona di Ezechiele nascosta dietro suo messaggio (formulato in modo assai
caratteristico, con mescolanza di preoccupazioni sacerdotali e urgenza profetica). Non sappiamo
niente della fine della sua attivit profetica n della sua morte (prescindendo da leggende molto
tardive).

Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 Introduzione

17

Introduzione al libro di Ezechiele
1. Il libro di Ezechiele: aspetti letterari e storici .................................................................. 1
1.1 Strutturazione del libro di Ez ........................................................................................ 1
Contenuto delle singole sezioni ....................................................................................... 3
1.2 Aspetti letterari ............................................................................................................. 4
1.2.1 Due caratteristiche generali del libro ..................................................................... 5
1.2.2 I generi letterari caratteristici ................................................................................. 5
1.2.3 Un linguaggio decisamente tipico .......................................................................... 5
1.3 La discussione sulla genesi del libro (storia della redazione)....................................... 7
1.4 Storia della ricerca esegetica sul libro ........................................................................... 8
2. Il profeta e il suo ministero ................................................................................................ 9
2.1 Il ministero di Ezechiele: durata, luogo e temi ............................................................. 9
2.1.1 La durata del ministero ........................................................................................... 9
2.1.2 Dove Ezechiele ha esercitato il suo ministero? .................................................... 11
2.1.3 Politica e contesto sociale.................................................................................... 11
Excursus: le deportazioni e il ritorno ............................................................................ 12
2.1.4 Le grandi linee del messaggio di Ezechiele ......................................................... 14
Temi principali .................................................................................................................. 15
a. Storia, giudizio e speranza .................................................................................... 15
b. Il resto, giudizio e speranza .................................................................................. 15
c. Responsabilit individuale .................................................................................... 15
d. Peccato e espiazione: giudizio e speranza ............................................................ 15
2.2 I pochi dati personali sul profeta ................................................................................ 16

Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
1

ESEGESI DI TESTI SCELTI
EZ 1-3: VISIONE E CHIAMATA

Per avere unidea sulla vastit della bibliografia:
cf. http://www.cjconroy.net/bib/ezek_01-03.htm#five

Le brevissime annotazioni riguardo al messaggio profetico del libro di Ez presentate nella
lezione precedente verranno ora approfondite ed esemplificate. Iniziamo con una lettura dei primi
tre capitoli (in particolare 1,13,15) che presentano il racconto di chiamata del profeta nel quadro di
una grandiosa visione della Gloria di YHWH (tema caratteristico del libro). L'ampiezza del testo ci
obbliga evidentemente ad una presentazione sintetica di punti scelti.
Perch cominciare da questo testo cos particolare e cos strano? Per parecchie ragioni...
- perch allinizio di qualsiasi opera letteraria ci vengono fornite le chiavi di lettura per
linsieme;
- perch ci permette, da subito, di comprendere un po meglio chi sia il profeta con cui abbiamo
a che fare (il ruolo delle visioni fondamentale, il tipo di missione che gli affidata, a chi deve
rivolgersi, ecc.) e qual limmagine di Dio che dobbiamo tenere presente leggendo quanto segue;
- perch possiamo apprezzare la differenza di modalit con cui si pu presentare un racconto di
vocazione.

1. Forma finale del testo (lettura sincronica)
2. Genesi del testo (questione diacronica)

1. Forma finale del testo (lettura sincronica)
Dopo una breve nota sulla delimitazione e strutturazione, studieremo il racconto della visione
della Gloria, e poi quello della chiamata e missione.

1.1 Delimitazione e strutturazione
Come di solito nel libro di Ez, anche qui la voce del narratore quella del profeta in prima
persona. Il nucleo dei primi tre capitoli costituito dal
* racconto della chiamata al centro (2,13,11),
* intorno al quale troviamo due brani sulla visione della Gloria (1,1-28 e 3,12-15):
una strutturazione concentrica dunque di tipo A B A
[si noti il contrasto con la strutturazione di Ger 1, esattamente al contrario: allesterno la
chiamata e la conferma, al centro le due visioni].
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
2
Si pu notare anche uninclusione data dallindicazione topografica del canale Chebar
(::: :r ) all'inizio (1,1.3) e alla fine (3,15).
Movimento narrativo: Ezechiele vede l'avvicinarsi della Gloria di YHWH (1,1-28), riceve la sua
chiamata (2,13,11), e poi vede l'allontanarsi della Gloria (3,12-15)
11
.

Nella seconda parte del cap. 3 ci sono due altre piccole unit (a cui solo accenniamo), connesse
con quelle notate sopra.
La prima 3,16-21, datata esplicitamente sette giorni dopo la visione precedente (3,16), che
specifica la missione di Ezechiele con l'immagine di una sentinella che ha una grave responsabilit
di avvisare la gente in pericolo (cio i peccatori).
La seconda unit (3,22-27) racconta di un'altra visione della Gloria di YHWH "simile alla gloria
che avevo visto sul canale Chebar" (3,27) [connessione con la materia precedente e grande
inclusione per i capp. 1-3 nel loro insieme]. In quella visione viene annunciato al profeta che dovr
stare immobile e muto come segno al popolo [connessione con quanto segue nei capp. 4-5, una serie
di racconti di azioni simboliche].

1.2 La visione della Gloria (1,1-28 e 3,12-15)
1.2.1 Contenuto generale
Lasciando da parte le molte difficolt testuali a livello di dettagli (probabilmente dovute a fattori
di storia di redazione e storia di trasmissione del testo), notiamo la chiusura del racconto, in 1,28,
con cui si d una specie di definizione di quanto visto:
"Questa era la visione della somiglianza della gloria di YHWH"
oppure: Cos appariva la forma della Gloria del Signore // Questo laspetto della forma della
Gloria del Signore (vari tentativi di traduzione letterale di: :: -:: s: s).
Il sintagma "gloria di YHWH" dunque indica qui una teofania, una teofania cos maestosa che
mette a dura prova le risorse linguistiche del profeta-narratore.

Seguiamo le grandi linee del racconto (non sempre chiarissimo).
Ezechiele, in Babilonia con gli altri deportati, vede avvicinarsi da nord una grande nube di
tempesta (:. :r es: s: r: ~ . ss , v. 4). La direzione significativa; si tratta
della direzione della strada da Giuda a Babilonia. Quella nube, nera e minacciosa, illuminata da
lampi (v. 4: buio e luce insieme > da un punto di vista simbolico e, direi, anche spirituale, molto
interessante questa caratterizzazione: Dio che si manifesta sia come qualcuno di oscuro, di
tenebroso, difficile da scorgere con chiarezza, sia come luce abbagliante e non statica).
Dentro la nube Ezechiele scorge dapprima quattro figure di aspetto misto (umano e animale), che
hanno a che fare con quattro ruote, come una specie di carro o cocchio (anche se la parola ebraica
per "carro", merkavah, non si trova qui: cf. invece 1 Cr 28,18 e Sir 49,8 ebr. e gr.).

11
Questa la strutturazione proposta da Conroy, che qui adottiamo. Osserviamo tuttavia che non tutti
concordano con tale strutturazione che, di fatto, sembra voler sottolineare il rovesciamento della struttura
rintracciata in Ger 1. Altri autori (cf. Pikor pp. 30-31) parlano piuttosto di una struttura bipartita: 1,1-28 e
2,1 3,15 in cui 1,1-3 fa da introduzione e 3,12-15 da conclusione. In tal modo si distinguono pi
chiaramente il racconto della visione e quello della missione.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
3
Guardando sempre pi in alto dentro la nube Ezechiele vede "una specie di firmamento" (v. 22),
sopra il quale c'era una "specie di trono" (v. 26), e seduto sul trono "una figura dalle sembianze
umane".
Il linguaggio dice chiaramente limpossibilit di una descrizione precisa, dettagliata: ogni cosa
simile a... ma non esattamente quello che viene detto: il divino pu essere descritto solo per
approssimazione, per similitudini, con immagini che si avvicinano alla realt...
La sensazione del lettore di un certo stordimento (in italiano il tutto viene un po attutito):
esattamente leffetto che lautore vuole ottenere! In questo senso si deve assolutamente apprezzare
la qualit artistica e letteraria della pericope!
Crollato a terra di fronte a tale visione (ugualmente il lettore deve crollare a terra, cio sentirsi
sovrastato da una simile potenza e bellezza), Ezechiele sente una voce che gli parla (v. 28). Il
racconto di questa visione maestosa d, per cos dire, il tono a tutto il libro dove la maest
trascendente di YHWH viene continuamente sottolineata.
I primi 28 versetti del libro servono dunque a definire chi Colui che parla ad Ez: il Signore.
[nei Vg a volte accade qualcosa di simile... magari noi non ci facciamo tanto caso... ma ognuno
dei 4 Vg inizia chiaramente con una presentazione di Ges molto particolare: chi colui che qui
parla e agisce? Si deve dire chi costui, si deve sottolineare la particolarit della sua persona... Mt
lo fa con la genealogia, Mc dichiarando subito che il Cristo e che il compimento della profezia
di Malachia, Lc con il racconto dettagliato della nascita (con ampia introduzione...), Gv con il
prologo...]

Dopo la missione affidata al profeta (2,1 3,11) si ha la conclusione della visione (3,12-15) con
il ritorno del profeta tra i deportati: triste e con lanimo sconvolto (v. 14), come stordito per
sette giorni (v. 15).
1.2.2 Alcuni motivi particolari del racconto
Per quanto sia nel suo insieme quasi senza parallelo nell'AT, il racconto della visione della Gloria ha vari
contatti con altri testi biblici e anche con il mondo extrabiblico del VOA.
Nella Bibbia si pensa subito a Is 6 (YHWH seduto su un trono altissimo circondato da esseri celesti di
forma mista [i Serafini], linsistenza sul motivo di fuoco [carbone ardente]), ma occorre notare anche Es
24,10 (visione di Dio, motivi di firmamento e zaffiro: cf. Ez 1,26).
Lassociazione di YHWH con una nube di tempesta si trova in diversi testi (Gdc 5,4-5; Sal 29; Sal 68,8-
9) e anche l'immagine di Dio che siede sopra i cherubini (1 Sam 4,4; Sal 18,11: si noter che in Ez 10 gli
"esseri viventi" del cap. 1 sono chiamati "cherubini").

Ci sono anche parecchi contatti con il mondo extrabiblico, soprattutto la Mesopotamia. Il motivo di un
trono che si appoggia su esseri viventi ampiamente attestato nell'iconografia mesopotamica dal terzo
millennio a.C. fino all'epoca persiana. Pi specificamente i quattro esseri viventi di Ez 1 fanno pensare ai
"quattro portatori del cielo", menzionati in testi mesopotamici dal 15 sec. a.C. in poi, che erano divinit di
rango inferiore. Interessante dunque notare come tali esseri, visti come divinit dai Babilonesi, sono ridotti in
Ez 1 a semplici servitori di YHWH, dio di un popolo conquistato. Infine bisogna menzionare un testo
esoterico babilonese che parla del dio Marduk seduto sopra i cieli inferiori su un trono di pietre preziose
(zaffiro), circondato da lampi di splendore; le somiglianze con Ez 1 sono impressionanti
12
. Sembra probabile

12
Cf. Kingsley, P., "Ezekiel by the Grand Canal Between Jewish and Babylonian Tradition", Journal of
the Royal Asiatic Society 3rd series, vol. 2 (1992) 339-346.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
4
che il testo di Ez 1 abbia preso in prestito motivi dalla cultura mesopotamica per formulare la visione di
YHWH.
Non forse questo un notevole esempio di quella che noi, oggi, chiameremmo inculturazione?
Prendere le immagini e i motivi tipici del popolo nemico e farli propri... si pu usare tutto, mettendolo a
servizio dellannuncio della Parola di Yhwh, non c motivo di temere le contaminazioni...
Un piccolo excursus: che cos la gloria di Yhwh?
Alcuni aspetti della semantica del vocabolo ebraico per "gloria".
In contesti non-teologici
La radice KBD (), [verbo + diversi sostantivi e aggettivi], ha una senso fondamentale di tipo fisico,
indicando concetti come "peso, quantit, moltitudine". Da questi concetti si passa facilmente all'idea di
"ricchezza" (cf. Gen 31,1), e di l all'idea di "rispetto, dignit" (cf. Gen 45,13) e poi pi in generale
all'idea di "imponente, impressionante per dimensione o apparenza". Cos ci si avvicina al concetto di
"onore", nei suoi due aspetti: come qualit intrinseca di una persona (la sua "onorabilit", il suo "peso
morale-sociale"), e come qualit riconosciuta da altre persone (si d "onore, gloria" a qualcuno/a).

In contesti teologici
Qui occorre distinguere un uso pi generale che si trova spesso, per esempio nel Sal 29 (dare "gloria"
a Dio, riconoscere la sua grandezza), ed un uso teofanico che si trova soprattutto in testi della tradizione
sacerdotale (P) nel Pentateuco e in Ez.
Come abbiamo gi visto a proposito di Ez 1-3 il termine bd non indica solo una qualit intrinseca di
YHWH n il riconoscimento di questa da parte di altri; si tratta invece di una manifestazione splendida
della maest di YHWH, una teofania imponente della sua presenza, allo stesso tempo tremenda e
affascinante, trascendente e pure attiva nella storia.
1.2.3 Il messaggio del testo
Anche se adesso fa parte di un'unit pi grande (1,13,15), la visione della Gloria, in se stessa,
comunica una serie di messaggi.
(1) Dove appare YHWH? La presenza di YHWH non limitata al suo Tempio a Gerusalemme;
una presenza mobile, che pu manifestarsi anche in terra straniera (e si ricorder che l'idea comune
in quel tempo era che terre straniere fuori di Israele fossero ritualmente impure, inadatte dunque al
culto di YHWH: cf. 1 Sam 26,19-20; Am 7,17). Conseguentemente una eventuale distruzione del
Tempio non significa la fine della presenza di YHWH.
(2) Come appare YHWH? Come Signore maestoso, servito da degli esseri viventi (divinit per i
Babilonesi), come un Giudice seduto sul trono che sta per giudicare le infedelt del suo popolo, ma
anche come uno che si avvicina a uno dei deportati per chiamarlo al ministero profetico (e quindi
avvertire il suo popolo, cercare di provocare un possibile cambiamento... > cf. poi la funzione della
sentinella che ha lo scopo di permettere di organizzare la difesa o la fuga...)
(3) Bisogna aggiungere, a livello non-concettuale, l'impatto del racconto sul lettore in quanto
genera un grande senso di riverenza di fronte a tanta maest.
1.2.4 Influsso posteriore del testo
Nel Giudaismo il racconto della visione della Gloria diventato il testo-base per tutta una corrente di
misticismo, di cui si vedono gli inizi gi in alcuni testi di Qumran, che si svilupp poi in un corpo di scritti
mistici dal II al X sec. d.C. (la letteratura Hekhalot e Merkavah). Sotto i simboli di Ez 1, infatti, si trovava un
insegnamento su come ascendere in spirito al trono di Dio.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
5
Poi nelle comunit giudaiche dell'Europa alcuni temi di questa letteratura sono stati assunti dalla corrente
della Kabbalah (nella Francia meridionale e nella Spagna settentrionale) e dal Hasidismo in Germania (lungo
il Reno).
Per la corrente dominante nel Giudaismo, quella rabbinica, guardava a tutto questo con un certo
sospetto. Cos un testo del Talmud (Hagigah 14b) ammonisce: "Non possiamo insegnare 'la materia
del Carro' [i.e. la visione della Gloria] neanche privatamente ad uno studente solo, a meno che egli
non sia saggio e possa capire da s stesso".
Nel Cristianesimo l'influsso del testo si vede gi nel libro del Apocalisse, dove per esempio i
quattro esseri viventi appaiono in 4,6ss nel quadro di una visione di Dio sul suo trono celeste. Gi
dal tempo di Ireneo gli interpreti vedevano in essi i simboli dei quattro evangelisti.

1.3 Racconto della chiamata alla missione profetica (2,13,11)
Esiste una tesi di dottorato, in italiano, dedicata proprio a Ez 2-3 > PIKOR, W., La comunicazione
profetica alla luce di Ez 2-3 (Tesi Gregoriana. Teologia 88; Roma 2002).
1.3.1 Forma letteraria
Vediamo una proposta di strutturazione del brano, e poi facciamo qualche osservazione sul
genere letterario.
Strutturazione
A grandi linee una strutturazione del racconto potrebbe essere la seguente:

2,1-2 Introduzione
-s : s z:.:r :r : s: :s :s
1

:s : :: -s r::s :.:r ::r- :s : : :s: ~ : s:- :

Mi disse: "Figlio dell'uomo, lzati, ti voglio parlare".
2
A queste parole, uno spirito entr in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi
parlava.

2,3-7

A

Missione: promessa di assistenza divina; esortazione ad obbedire
: : : s : : :.:s :sc :::s z- s :s ~:: :s: :s :s
3

: :srr : r:e :-:s :
:s :s : ::s -:s ::s z-s ~:: :s :: ~ ::e : :::
4


:: -: s:: : r : : -: : ::~:s r:::s :


-s ::: ::: : s- :s :::: :: s-:s :s: -s -


: : -: : -~ -:s ::e: s-:s :::: :: - s :: r:s :
e : : : ::~:s r:::s ::s ::-s -:


Mi disse: "Figlio dell'uomo, io ti mando ai figli d'Israele, a una razza di ribelli, che si sono
rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi.
4
Quelli
ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito.
Tu dirai loro: "Dice il Signore Dio".
5
Ascoltino o non ascoltino - dal momento che sono
una gena di ribelli -, SAPRANNO ALMENO CHE UN PROFETA SI TROVA IN MEZZO A LORO.
6
Ma tu, figlio dell'uomo, non li temere, non avere paura delle loro parole. Essi saranno per
te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
6
parole, non t'impressionino le loro facce: sono una gena di ribelli.
7
Ascoltino o no - dal
momento che sono una gena di ribelli -, tu riferirai loro le mie parole.


2,83,3

B

Atto simbolico nella visione: mangiare il rotolo
ze se : -:: :- :s z:s : : :s:s -s r:: :s: -s
8

z:s -: :s : s -s ::s
e: - .: :. :s ~:: . ss -


. :: :s :- : ~s ::e :-: s :e: -s ce
10

-: :s : : : -s .:-s ::s ::s ss:-: s -s : s: :s :s :


:s c
-s .: -s :::s e-s ~- es :


z:s -: :s :s -s .: -s s :- zr: ::s- z::: : s: :s :s


e -:: :: : e: - ::s

Figlio dell'uomo, ascolta ci che ti dico e non essere ribelle come questa gena di ribelli:
apri la bocca e MANGIA ci che io ti do".
9
Io guardai, ed ecco, una mano tesa verso di me
teneva un rotolo.
10
Lo spieg davanti a me; era scritto da una parte e dall'altra e conteneva
lamenti, pianti e guai.
Mi disse: "Figlio dell'uomo, MANGIA ci che ti sta davanti, MANGIA questo rotolo, poi va' e
parla alla casa d'Israele".
2
Io aprii la bocca ed egli MI FECE MANGIARE quel rotolo,
3

dicendomi: "Figlio dell'uomo, NUTRI il tuo ventre e riempi le tue viscere con questo rotolo
che ti porgo". Io LO MANGIAI: fu per la mia bocca dolce come il miele.


3,4-11

A

Missione: promessa di assistenza divina; esortazione ad obbedire
::s :: -: :sc -::s s: : : s: :s :s +


:s c -::s ~:: -s :: :: ec :r :r:s s: :


::s s: :s ::: r::-s: :s :: :: ec :r :: ::r:s s: -


z:s r:: : z- ~::
:s c -: :: : :s r::: ::s ::s: z:s r::: :s s: :sc -: :


: ::: ~s:~
:~s: -:r: ~ z~s: -s ::e -:r: :~ z:e-s --: . s
e : : -: : ::e: -~ -s: :-s s-s: z~s: --: s: ~ :::
9

r:: z:s: z:::: ~ z:s : s :s :::: -s :s: :s :s
10

: s : s : ::s -:s ::s - : z:r :::s :. :s s: : ::


::~:s r:::s

Poi egli mi disse: "Figlio dell'uomo, va', rcati alla casa d'Israele e riferisci loro le mie
parole,
5
poich io non ti mando a un popolo dal linguaggio astruso e di lingua oscura, ma
alla casa d'Israele:
6
non a grandi popoli dal linguaggio astruso e di lingua oscura, dei quali
tu non comprendi le parole; se ti avessi inviato a popoli simili, ti avrebbero ascoltato,
7
ma
la casa d'Israele non vuole ascoltare te, perch non vuole ascoltare me: tutta la casa
d'Israele di fronte dura e di cuore ostinato.
8
Ecco, io ti do una faccia indurita quanto la
loro faccia e una fronte dura quanto la loro fronte.
9
Ho reso la tua fronte come diamante,
pi dura della selce. Non li temere, non impressionarti davanti a loro; sono una gena di
ribelli".
10
Mi disse ancora: "Figlio dell'uomo, tutte le parole che ti dico ascoltale con gli
orecchi e accoglile nel cuore:
11
poi va', rcati dai deportati, dai figli del tuo popolo, e parla
loro. Ascoltino o non ascoltino, dirai: "Cos dice il Signore"".
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
7



Dunque, dopo la breve introduzione, abbiamo una disposizione in forma concentrica
A: missione
B: atto simbolico
A: missione
Genere letterario
Troviamo qui diversi elementi gi visti nel racconto di chiamata di Geremia:
incarico iniziale: 2,3-5 (cf. Ger 1,5)
esortazione a non temere l'ostilit degli oppositori: 2,6-7 (cf. Ger 1,8)
rito simbolico riguardo alla parola divina: 2,83,3 (cf. Ger 1,9-10: parola messa sulla bocca)
missione: 3,4-11 (cf. Ger 1,10).
Per ci sono anche delle differenze fra i due racconti: Ezechiele non fa nessuna obiezione di
fronte alla sua chiamata, e il racconto del rito simbolico nel suo caso (mangiare il rotolo) molto
pi lungo di quello corrispondente di Geremia.
Guardando poi al posizionamento del racconto di chiamata in mezzo al racconto della visione
della Gloria (1,1-28 e 3,12-15), possiamo concludere che Ez 1-3 ha dei contatti sia con il tipo di
racconto di chiamata che troviamo in Is 6 (visione come scenario della chiamata) che con il tipo
esemplificato in Ger 1 (concentrato sul dialogo).
1.3.2 Note sintetiche sul contenuto
a. Chi viene mandato?
Qui, come dappertutto nel libro, quando il Signore si rivolge ad Ezechiele, non lo chiama per
nome ma con il sintagma ben adam ( ) che ricorre pi di 90 volte nel libro (8x in 2,13,11).
Letteralmente "figlio d'uomo", cio, "essere mortale, creatura", il termine connota tutta la distanza
fra creatura e creatore, senza implicare per aspetti di debolezza morale o di peccato. Ez creatura,
appunto, ma scelto dal Signore per ricevere da Lui una Parola e per divenirne messaggero.
Non solo, ma il testo, narra il passaggio dallessere prostrato a terra (1,28) al ricevere un invito
esplicito ad alzarsi e a riguadagnare la posizione eretta: Ez deve stare in piedi, di fronte alla Gloria
del Signore, deve passare della passivit allattivit. Non basta che egli ascolti, deve entrare in una
comunicazione in cui reso partner. Lo stare in piedi di fronte alla gloria del Signore la posizione
tipica del profeta che riceve un incarico e si mostra pronto, disponibile a mettersi al servizio di
Colui che lo chiama (stare alla presenza del Signore, cf. Elia 1Re 17,1; 18,15; Eliseo 2Re 3,14 e
Ger 15,19).
Ancora si deve notare che lo Spirito del Signore che permette il passaggio, il cambiamento
della posizione: lo Spirito svolge chiaramente la stessa funzione in Ez 37,10, dove, entrando nelle
ossa aride, le fa stare in piedi.
Spirito = forza vivificante e di origine divina.
Una volta che Ez in piedi, ha luogo la comunicazione del messaggio.
b. A chi viene mandato?
Innanzitutto si precisa chi sono i destinatari dellannuncio.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
8
Ezechiele viene mandato "...agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me
fino ad oggi" (2,3), e i versetti seguenti aggiungono altre qualifiche negative relative ai destinatari.
In alcuni di questi termini come "figli testardi e dal cuore indurito" (2,4) e "di dura fronte e di cuore
ostinato" (3,7); tali apprezzamenti ricorrono spesso nel libro.
Questo popolo indurito si opporr al profeta: "saranno per te come cardi e spine, e ti troverai in
mezzo a scorpioni" (2,6), ma Ezechiele non li deve temere.
Notiamo in particolare:
2,3-4: insistenza sul fatto che Dio manda (2 volte si ripete io ti mando) > liniziativa non
del profeta, come del resto non sono sue le parole che dovr dire.
Mandato alla casa dIsraele: cio al popolo che Dio ha scelto per s, al popolo con cui
stata stabilita unalleanza.
La ribellione di cui si tratta, una ribellione di lunga data > essi e i loro padri... fino ad
oggi. In diversi testi del libro (pensiamo al cap 16 ma anche ai capp. 20 e 23) si sottolinea che
Israele , in un certo senso, malato in quanto discende da genitori malvagi. La ribellione e il peccato
caratterizzano la sua storia da sempre (sono modi diversi con cui il profetismo allude al tema
peccato originale, che il sacerdotale sistematizzer in un modo pi preciso e organizzato). Alla
domanda quando Israele ha peccato? quando luomo ha peccato? si deve rispondere, stando alla
BH, appena ha potuto!....
Traduzione letterale: figli dalla faccia tosta e dal cuore indurito (v. 4).
Figli di chi? Luso del termine ambiguo. Dal testo si dovrebbe presumere che si tratti dei figli
(gli israeliti attuali) in relazione ai padri (cio gli antenati); ma si potrebbe anche intendere che qui
ci si riferisca a Israele come figli di Yhwh (cf. in particolare Is 1,2 : r:e : -:: -::. :::,
e Ger 3,14 :s: :::: ::: ::

, ritornate, figli traviati!).
La ribellione e la durezza si annidano nel cuore, allinterno delluomo, e si manifestano poi sul
suo volto. Il dramma del cuore indurito o di pietra... fino ad annunciare il dono di un cuore di carne
in Ez 36.
c. Per quale scopo viene mandato?
Troviamo a 2,5 una formulazione caratteristica per il libro di Ez: "ascoltino o non ascoltino
... sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo di loro". Molte volte il libro insiste su questa
tematica della "conoscenza" delle azioni di YHWH. La formula pi comune : "...affinch sappiano
che io Yahv ci sono/ che io sono Yhwh" (54x cos, e altre 18x in forme pi estese).
Ezechiele dunque viene mandato prima di tutto per essere un segno visibile della presenza di
YHWH in mezzo al popolo, "ascoltino o non ascoltino".
Interessante questo dato: il Signore manda il suo profeta senza pretendere che egli abbia il
potere di cambiare le persone a cui mandato (ascoltino o non ascoltino). La ribellione non verr
meno, lindurimento non cesser solo perch c un profeta in mezzo a Israele [forse questa
potrebbe essere unindicazione utile nellesercizio del nostro ministero, qualunque esso sia! solo
il Signore che avr il potere (e anche Lui senza costringere nessuno), di cambiare il cuore...].
Ci che invece essenziale che Israele riconosca la presenza del profeta: che ci sia cio un
criterio di verit, un parametro con cui confrontarsi. Se non c profezia (Parola di Dio) non c
neppure la possibilit di riconoscere le proprie azioni malvagie come tali, come peccato
13
. La

13
La possibilit ci sarebbe comunque, grazie al dono della Legge, dei comandamenti, ma il profeta viene
a risvegliare la coscienza che si trova troppo lontana per poter cogliere la bont del precetto.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
9
presenza del profeta invece svela liniquit delluomo e, soprattutto, svela la presenza del Signore in
mezzo al suo popolo, il suo desiderio di cercarlo, di continuare a parlargli, di ricondurlo a s.
Come Ger, anche Ez invitato a non avere paura, a non temere: lopposizione e la difficolt
sono assicurate, ma il profeta non deve per questo lasciarsi intimorire. Notiamo qui una profonda
differenza rispetto a Ger: non c alcuna assicurazione della presenza divina con il profeta (sar
con te), n alcun annuncio di salvezza: deve solo accettare la sua missione e andare a parlare.
Nel momento dellincoraggiamento, il profeta invitato a percepire la minaccia futura (cardi,
spine, scorpioni), affinch essa non lo porti, in seguito, ad abbandonare il proprio incarico. La paura
devessere invece consapevole e devessere vinta facendo ricorso alla forza della Parola che invia.
Il profeta deve nettamente distinguersi dal popolo a cui mandato:
- loro non ascoltano > il profeta deve ascoltare
- loro sono ribelli > il profeta non deve esserlo
Si mettono cos in luce le condizioni fondamentali per la relazione tra luomo e Dio.
La non ribellione del profeta, cio la sua obbedienza, si configura come un prendere e mangiare
ci che gli viene posto dinanzi: un rotolo (v. 9, e :-.: :. :s ~:: . s s

).
d. Con quale rito di istituzione?
Al profeta domandato di aprire la bocca. Ovviamente si tratta della condizione previa al
mangiare, ma dice anche, in questo scendere nel dettaglio, la necessit che il profeta sia disposto a
creare egli stesso unapertura nella propria vita: non gli viene fatta violenza, ma gli viene chiesto di
aprirsi, di acconsentire alla sua missione.
Osserviamo che, di solito, lespressione aprire la bocca indica il parlare e non il mangiare:
prima di aprire la bocca per parlare alla casa dIsraele, Ez deve aprirla per mangiare quello che Dio
gli offre. Questa duplice apertura della bocca sembra definire lo statuto del profeta.
Quanto al contenuto del suo messaggio, nel rotolo che Ezechiele deve mangiare sono scritti
"...lamenti, pianti e guai" ( . ::, 2,10). La formulazione riguarda quindi solo il messaggio
di giudizio che predomina nei capp. 1-24 (e nei capp. 25-32 per le nazioni straniere), senza tener
conto del messaggio di speranza che predomina nei capp. 33-48.
- : : indica generalmente i canti funebri e, pi in generale, le lamentazioni > cf. ad es. Ez
19,1-14 > oracoli di sventura che consistono nellaccusa e nellannuncio della punizione;
- . : termine raro (solo altre due volte nella BH) > sembra indicare un gemito;
- : solo qui... ma come forma abbreviata di guai > in genere introduce, anchessa, unazione
divina di accusa e annuncio della punizione.
Ezechiele deve mangiare il rotolo e poi andare ad annunciare il contenuto al popolo.
Il comando di mangiare il rotolo viene ripetuto di nuovo (3,1) e poi si afferma che il profeta
obbedisce (v. 2): Dio che lo nutre, che gli fa mangiare (:::s) il rotolo.
Dio... si presenta come elargitore di doni... Il dar da mangiare da parte di Dio manifesta il suo amore
paragonabile a quello del padre verso i figli (Os 11,4), del marito verso la sua sposa (Ez 16,32), del
signore al partner della sua alleanza (Is 58,14). In questa prospettiva il rotolo diventa segno dellamore
divino verso Ez e stabilisce una nuova relazione tra Dio e il profeta. Dato che la parola
manifestazione del pensiero e della volont, Dio che nutre Ez con lamenti, gemiti e guai, lo fa entrare
nel suo mondo interiore, lo rende partecipe del suo volere intimo. (Pikor, 113).
Al v. 3, per la terza volta, si ha il comando di nutrirsi del rotolo > nutrire il ventre.
Chiaramente si indica qui un processo di interiorizzazione della Parola: Ez deve portare nel suo
corpo la Parola divina, anzi, incorporandola nella sua vita, deve diventare lui stesso Parola divina.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
10
Linsieme del testo indica fortemente la priorit dellascolto, della ricezione della Parola rispetto
al suo annuncio. In particolare evidenzia un processo di assimilazione, un fare proprio che risulta
essere un elemento decisivo.
Il testo aggiunge che, nonostante il contenuto terribile del rotolo, gli sembr "dolce come il
miele" (3,3). Il senso non che il profeta era felice di annunciare "lamenti, pianti e guai" ma che
egli accett con tutto il suo essere la volont di Dio, sperimentando che la parola di Dio "pi dolce
del miele e di un favo stillante" (Sal 19,11; cf. Sal 119,103).
Notiamo l'insistenza sulle parole scritte (in contrasto con Ger 1,9: "ti metto le mie parole sulla
bocca"); infatti dal tempo di Ezechiele in poi la profezia scritta diventer sempre pi comune e
quella orale diminuir di importanza.
C' solo un altro testo nell'AT che parla di "mangiare le parole di Dio", ed Ger 15,16 ("...le
divorai con avidit"). Ci che in Ger 15 una metafora, qui in Ez diventa materia di un racconto di
visione.
Nel NT il testo di Ez ripreso in modo quasi identico in Ap 10,8-11 > stessa idea della dolcezza
in bocca... a cui si aggiunge per quella dellamarezza nelle viscere.
e. Approfondimento della missione e conclusione
I vv. 4-11 ribadiscono la missione che il profeta ha gi ricevuto e si focalizza ulteriormente la
questione dei destinatari: Ez deve andare alla casa dIsraele (:s c -: :s s: :).
In 3,5-7 domina il paragone fra gli Israeliti e i "grandi popoli dal linguaggio astruso e di
lingua barbara"; questi ultimi, ai quali per Ezechiele non mandato, l'avrebbero ascoltato a
differenza degli Israeliti: "gli Israeliti non vogliono ascoltare te, perch non vogliono ascoltare me
[YHWH]" (3,7). La situazione descritta del tutto paradossale: quelli che, per natura, non possono
comprendere, in realt comprenderebbero; quelli che condividono con il profeta la medesima lingua
e la medesima cultura, invece, non comprendono perch non vogliono ascoltare.
Il non ascolto del profeta, come segno del non ascolto di Dio, indica il rifiuto radicale del popolo
ad entrare nella dinamica della conversione e della salvezza (auto-esclusione).
vv. 8-9: il profeta viene indurito dal Signore e invitato a non temere > rafforzamento che lo
prepara ad affrontare lostinazione della casa dIsraele e anche la propria sfiducia.
Gioco di parole tra il nome del profeta (:s~ = Dio fortifichi) e la forza che egli riceve:
:~ s: -:r: ~ z~ s:-s ::e -:r: :~ z:e-s --: .


Ma ecco che ho reso la tua faccia dura quanto la loro e la tua fronte dura quanto la loro.
e : :-: : ::e : -~ - s: :- s s-s: z~s: - - : s: ~ :::
Come un diamante, pi dura della roccia ho reso la tua fronte; non temerli e non abbatterti di fronte
a loro, perch sono una casa ribelle.
vv. 10-11: ascolto di tutte le parole... orecchi e cuore...
Si noter che la menzione degli "Israeliti" in 2,33,9 non riceve nessuna precisazione geografica
(in Giuda o in Babilonia); una menzione esplicita dei deportati si trova solo in 3,10-11.
vv. 12-15: si conclude con una nuova azione dello Spirito di Dio > questa volta Ez riconosce
le parole di una voce che grida.
Lanimo del profeta viene descritto come amareggiato > egli conosce bene il destino di
distruzione imminente che grava su Gerusalemme e che i suoi uditori non vorranno in alcun modo
evitare.
Ezechiele: corso sul profetismo biblico 2013 - appunti - Esegesi di testi scelti
11
sette giorni come stordito (::::) > il vb. ::: indica una fase del lutto > immobilit e
silenzio. un ulteriore modalit con cui il profeta comunica la situazione di morte a cui la casa
dIsraele sta andando incontro.
2. Genesi del testo
Gli studiosi sono largamente d'accordo sul fatto che il racconto della visione in Ez 1 contiene parecchie
piccole aggiunte, dovute in parte a tentativi di armonizzare il testo con la visione analoga del cap. 10. Il
risultato di questo lavoro di ulteriore spiegazione un testo decisamente difficile da comprendere
(soprattutto in ebraico) a livello di dettagli.
Si deve quindi pensare ad una genesi del testo attraverso vari stadi in un certo periodo di tempo.
Non entriamo in questi dettagli, ma ci interroghiamo piuttosto su una questione pi generale e pi
discussa: il racconto della visione della Gloria da sempre stato unito al racconto della chiamata, come nel
testo attuale?

2.1 Indizi testuali
Il modo in cui si parla di YHWH (vocabolario, immagini) notevolmente diverso nel racconto della
visione della Gloria rispetto al racconto della chiamata. Nel primo racconto abbiamo notato una grande
esitazione a parlare direttamente di Dio e della realt celesti; il testo preferisce usare espressioni indirette ("la
sembianza di...", "qualcosa come ..."). Al contrario, il racconto della chiamata parla direttamente di Dio e
della realt celesti ("YHWH mi disse...", "una mano tesa verso di me teneva un rotolo" (2,9: e non "una
sembianza di mano...").
Poi c' il problema gi notato della doppia datazione in 1,1-2. Se leggiamo la data del 30 anno (1,1) in
linea con le altre annotazioni cronologiche del libro, cio, 30 anni dopo la deportazione (che sembrerebbe la
lettura normale), allora come spiegare la doppia datazione?

2.2 Valutazioni diverse degli indizi
Alcuni studiosi ritengono che gli indizi menzionati si lasciano spiegare meglio nell'ipotesi di una
indipendenza originale dei due racconti (visione e chiamata). E, come notato nel Excursus della lezione
precedente, pensano che le due date di 1,1-2 si riferissero originariamente a questi due racconti indipendenti
(il 30 anno della deportazione alla visione della Gloria, e il 5 anno della deportazione alla chiamata).
Altri studiosi, per, non sono convinti di tale valutazione. Notano che la differenza nel modo di parlare di
YHWH pu essere spiegata semplicemente dal fatto che i due racconti appartengono a due generi letterari
diversi. Inoltre fanno notare che lo strato originale di Is 6 conteneva gi la combinazione di visione e
chiamata. Infine il "30 anno" pu avere altre spiegazioni, come abbiamo visto nella lezione precedente.
La discussione quindi, come sempre, rimane aperta.