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Per la creazione di sviluppo economico responsabile e sostenibile.

VISION
Crediamo in uno sviluppo locale dove la comunità ed il territorio siano protagonisti.

Immaginiamo che lo sviluppo locale possa essere, veramente, responsabile e sostenibile.

MISSION
Nuovo Ecosistema intende contribuire allo sviluppo locale responsabile e sostenibile del
territorio della Provincia di Imperia.

Uno sviluppo che sia fondato sui concetti di comunità e governance , che sia attento ai “Valori”
oltre che al valore economico prodotto.

La nostra organizzazione vuole essere al tempo stesso incubatrice di nuove idee, attrattrice e
coordinatrice di professionisti e ricercatori competenti ed infine facilitatrice di processi di sviluppo
locale.

Dedichiamo la massima cura affinché tutte le nostre attività siano in sintonia con i principi e i
valori che sostengono l'apertura alle diverse realtà culturali, il rispetto dell'ambiente e il libero
accesso alla cultura e alle idee.

Chi siamo: un gruppo di specialisti, di facilitatori di processi e di ricercatori di diverse


discipline che ha scelto di unirsi per agevolare la riemersione e la valorizzazione della cultura, dell’
economia e della identità del luogo attraverso un approccio multidisciplinare. Abbiamo scelto di
costituirci come cooperativa perché è il modello organizzativo in cui ci rispecchiamo più
fedelmente, soprattutto per quanto riguarda la finalità mutualistica e la gestione democratica.
Cooperativa in quanto interlocutrice preferenziale con enti pubblici e associazioni. e creatrice di
lavoro intorno a “Valori” forti e riconosciuti.

Cosa facciamo: elaboriamo progetti di sviluppo economico, energetico, turistico responsabili e


sostenibili, ne assicuriamo l’ accompagnamento, la rendicontazione e l’analisi post- progetto.

Progetti indirizzati a: Enti Pubblici Territoriali, Sistemi Turistici Locali, Associazioni di Categoria,
Consorzi pubblici, privati o misti, Associazioni di vario genere e natura, Imprese.
Documento accompagnatorio.

Recentemente, nel nostro paese, molti territori stanno conoscendo la stessa, progressiva e
drammatica crisi economica: le produzioni si stanno ridimensionando, alcune imprese hanno
chiuso, altre si sono delocalizzate, altri ancora non si sono mai economicamente sviluppati. Le
prospettive future non sono le migliori, né le più auspicabili, lo scenario previsto mostra una
minoranza di territori vincenti e ricchi, isole felici, in un deserto di località destinate ad un rapido
declino e impoverimento.

A riguardo c’è stata responsabilità da parte dei politici perché hanno operato con scarsa
lungimiranza, hanno saputo gestire, malamente, solo il presente con evidenti sprechi e scarsa
capacità di cogliere opportunità. C’è stata anche responsabilità da parte degli operatori privati
perché troppo disuniti, troppo spesso caratterizzati da comportamenti da free riders, da incapacità
ad associarsi, di creare sistema, di costruire e preservare qualità, di produrre innovazione, di
progettare il futuro.

Le politiche di sviluppo locale non possono prescindere da un disegno generale che investa tutti gli
aspetti di un territorio: identità, attivazione di reti, innovazione, governance, capitale sociale
positivo, sostenibilità, responsabilità, qualità della vita nella sua accezione più ampia, infrastrutture,
sicurezza.

I temi appena citati non sono certamente una novità per chi si occupa di governance e di sviluppo
locale, essi sono stati ampliamente studiati ed anche applicati in ambito Unione Europea per lo
studio e l’utilizzo dei fondi strutturali a favore delle aree rurali più marginali e arretrate dei paesi
aderenti.

Uno dei concetti principali che li accompagna è che le politiche di sviluppo dovrebbero
necessariamente nascere “dal basso”; alle Istituzioni spetterebbe il compito di svolgere le funzioni
d’informazione, formazione, facilitazione, sensibilizzazione, coordinamento, controllo dei processi,
che deve però essere condiviso con gli abitanti delle località interessate.

Troppo spesso le Amministrazioni pubbliche si assumono quest’ onere pur non avendo personale
competente e tempo a disposizione.

La partecipazione dei privati resta ridotta e passa spesso attraverso le associazioni di categoria
che, sovente, sono più l’espressione di correnti politiche che l’effettiva rappresentanza degli
associati. I privati partecipano talvolta ai tavoli di concertazione solo attratti dagli eventuali
contributi senza che ci sia un progetto realmente condiviso.

Come provocare un cambiamento? Una soluzione auspicabile potrebbe essere l’introduzione di


esperti mediatori, o meglio facilitatori di processi: professionisti competenti, sopra delle parti, che si
occupino a tempo pieno di riunire i portatori d’interesse, progettare, verificare in itinere, concludere
i processi di sviluppo e verificarne, a posteriori, gli effetti sociali.
La nostra Agenzia per lo Sviluppo Locale vuole inserirsi in questo contesto come team di esperti
e mediatori di processi che, su commessa, riceva incarico per facilitare lo sviluppo di un territorio
attraverso un approccio multidisciplinare per scovare, riscoprire, valorizzare le peculiarità
economiche e culturali (materiali e immateriali), l’identità, la ricchezza (in senso umano ) di un
luogo.

Lo scopo vuole essere unire una comunità intorno ad progetti ben definiti che sappiano realizzare
ciò che i singoli o le istituzioni, da sole, non possono, nel segno della responsabilità e sostenibilità
delle iniziative.

La nostra organizzazione forte della collaborazione con i centri di ricerca universitari punta sulla
innovazione, sulla creatività, sulla expertise, sull'utilizzo di capitale sociale positivo.

Desideriamo creare nuove opportunità di lavoro per i nostri associati e permettere ai ricercatori di
sperimentare direttamente “sul campo” i nuovi paradigmi dello sviluppo in una Vision
responsabile e sostenibile.

Il nostro compito di sarà di sviluppare il progetto, facilitarne la successiva implementazione nel


rispetto dei tempi e degli obiettivi, e valutare a posteriori i risultati e le esternalità ottenuti (proprio
dove falliscono normalmente le P.A.).

La difficoltà più grande appare riuscire a dirottare fondi (sempre più limitati) ed interesse verso
queste iniziative.

I tempi sembrano maturi, l’ esigenza è reale, sarà cruciale concludere positivamente alcuni
progetti pilota e comunicare bene i risultati ottenuti per allargare l ‘interesse verso questet iniziative
e diffonderle sempre più per operare un decisivo cambiamento del modo di gestire l ‘ambito
economico spostando l‘attenzione dalla forsennata ricerca del profitto all'attenzione ai reali bisogni
degli individui e delle comunità da essi costituite.