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IL PESCE? FA BENE A CHI LO VENDE 8 giugno 2011 alle ore 16.41 IL PESCE? FA BENE A CHI LO VENDE .

di Franco Libero Manco Presidente AVA Non mangiate neanche il pesce? Questa la domanda che, meravigliati, alcuni rivolgono a noi vegetariani, come se mangiare pesce fosse un fatto connaturato con luomo; come se il pesce fosse un alimento indispensabile per la nostra salute. In realt la specie umana non ha mai avuto bisogno di nutrirsi di pesce: lo consuma solo quando hanno imparato a pescare. Nella foresta intertropicale, patria dorigine delluomo, per i nostri antenati il pesce non faceva parte della loro dieta. Se fosse realmente necessario alla nostra salute coloro che non ne fanno uso dovrebbero accusare carenze nutrizionali, mentre godono di una salute anche migliore. In realt non c nulla nel pesce che non sia contenuto nei prodotti vegetali; il tanto conclamato Omega 3 presente anche nel mondo vegetale, ed in particolare nei semi, senza incorrere agli effetti negativi che il pesce pu procurare.

I nutrizionisti che invitano la gente a consumare il pesce almeno 2-3 volte a settimana perch ricco di Omega 3 si limitano a indicare i presunti benefici non i danni che il pesce pu procurare.

Il pesce sostanza altamente putrescente

Il cibo adatto alluomo quello profumato, colorato, vivo, esteticamente attraente, cosa che non si pu dire di una pezzo di carne o di un pesce morto: lodore nauseabondo fa capire che si tratta di cadaveri in via di putrefazione.

Il prof Robert Smith, in merito alle sue indagini sulla puzza degli escrementi degli animali in genere, sostiene che la causa unalimentazione a base di pesci e carnami che genera trimetilamina responsabile del lezzo tipico delle

feci degli animali carnivori.

Il valore di un alimento direttamente proporzionale alla sua velocit di marcescenza. E il pesce tra le sostanze pi putrescibili esistenti in natura: basta lasciarlo per qualche ora fuori dal frigo per rendersi conto del fetore, dovuto al processo di decomposizione delle sostanze organiche.

Il pesce, i molluschi ed i crostacei in genere, sono sostanze ad altissima velocit di putrefazione. Questo processo putrefattivo continua allinterno dello stomaco e poi dellintestino, di chi ne fa uso, con aumento di acidi tossici.

Rispetto alla carne degli animali terrestri, il pesce ha un maggior grado di alterabilit a causa delle basse concentrazioni di glicogeno muscolare che porta alla comparsa di processi di alterazione precoci di origine batterica esogena, mentre nelle carni terrestri la degradazione principalmente opera di enzimi endogeni, per cui lattivit batterica arriva pi tardi con la demolizione degli aminoacidi.

LOmega 3 non affatto una prerogativa del pesce

Nel 2010 in Gran Bretagna stato condotto uno studio medico-scientifico su 19.000 persone in cui stato dimostrato che lassunzione di Omega 3 pi efficiente se proviene dai vegetali invece che dal pesce. LEurepean Prospective Investigation into Cancer and Nutrition, nellambito di questo studio, che rappresenta il pi vasto studio condotto sui livelli di ALA e sulla conversione in EPA e DHA, il dr. Wels e la sua equipe hanno misurato i livelli plasmatici degli Omega 3 e Omega 6 in due gruppi formati da vegetarianivegani e da consumatori di pesce. I livelli di EPA e DHA sono risultati uguali nei due gruppi. Questo dimostra, spiegano i ricercatori, che la capacit di conversione in acidi grassi Omega 3 molto maggiore nei vegetarianivegani rispetto a coloro che consumano pesce.

Presenza di Omega 3 (mg/100) nei vegetali

Olio di semi di lino: 66 Semi di lino: 32 Olio di canapa: 18 Olio di noce: 14 Soia cotta: 11 Olio di soia: 7,60 Noce: 6,50 Germe di grano: 5,40 Semi di zucca: 5 Latte di soia: 4 Fagioli di soia secchi: 1,3 Olio ex. verg. doliva: 1 Mandorle: 0,3 Nocciole: 0,1

Pesci pi ricchi di Omega 3 e pi consumati (mg/100)

Sardine fresche: 4 Anguilla: 3,56 Tonno fresco: 2,95 Aringa: 2,1 Salmone: 2 Spigola: 1,26 Storione: 1 Aragosta: 0,7 Orata: 0,67

Sgombro: 0,54 Sogliola: 0,54 Calamaro: 0,4 Polpo: 0,4 Cozza: 0,38

Il pesce carne grassa come ogni altra carne di animale. I grassi sottoposti a cottura perdono il loro enzima lipase, indispensabile per una loro parziale digetione-assimilazione.

Percentuale di Lipidi nei pesci pi consumati (mg/100)

Anguilla dallevamento: 29 Cefalo muggione: 26 Capitone: 21 Aringa fresca:16 Salmone fresco:12 Sardine fresche:15,5 Sgombro fresco:11 Storione:15 Tonno sottolio: 10

Contenuto di Lipidi in alcuni tipi di carni pi comuni (mg/100)

Agnello cotto: 14 Bovino, media: 4,5

Capretto5 Cavallo: 7 Maiale, media:7,2 Pollo, media: 9

Contenuto di Lipidi in alcuni formaggi pi comuni (mg/100)

Caciocavallo:31 Emmenthal: 30,5 Fior di latte: 20 Formaggino:27 Gorgonzola: 27 Grana: 28,5 Parmigiano: 28 Pecorino: 32 Provolone:28 Scamorza:26

Contenuto di Lipidi nelle verdure pi comuni (mg/100)

Patatine fritte: 30 Patate arrosto: 4,5

Contenuto di Lipidi nella frutta pi comune (mg/100)

Arance: 0,2

Avocado: 23 Banane: 0,3 Ciliegie: 01 Cocco: 35 Cocomero: 0 Datteri: 0,6 Fragole: 0,4 Kiwi: 0,6 Kaki:0,3 Mele, Pere, Pesche, Ananas: 0

Contenuto di Lipidi in alcuni semi pi comuni (mg/100)

Anacardi: 46 Arachidi tostate: 50 Mandorle: 55 Nocciole:64 Noci: 68 Pinoli: 50 Pistacchi: 56 Olive nere da tavola: 25 Olive verdi da tavola: 15

Aspetti scientifici Gli acidi grassi sono nutrienti fondamentali per il benessere ed il corretto funzionamento del corpo e della mente. Sono i principali costituenti delle membrane cellulari e della mielina, la sostanza che riveste i nervi; sono

precursori diversi ormoni e veicolano le vitamine liposolubili. Gli acidi grassi Omega 3, ed Omega 6, sono definiti essenziali perch non possono essere sintetizzati dall'organismo umano, ma devono essere introdotti con il cibo. A che servono gli Omega 3: Gli Omega 3 servono per la produzione di energia, la formazione delle membrane cellulari, per il trasferimento dellossigeno dallaria al sangue, per la sintesi dellemoglobina, per lequilibrio ormonale. Inoltre:

- abbassano il colesterolo cattivo totale e aumentano quello buono; - riducono i trigliceridi; - abbassano le pressione arteriosa; - migliorano la memoria e le capacit cognitive; - contrastano linvecchiamento cellulare; - ostacolano la formazione di trombi e placche alla carotide; - riducono il rischio di infarto; - abbassano il rischio di contrarre alcuni tipi di cancro; - controllano langina e le palpitazioni cardiache; - sono fondamentali nella gestazione; - riducono il rischio di degenerazione maculare degli occhi; - migliorano lumore e le forme di depressione; - potenziano il sistema immunitario; - stimolano il sistema nervoso; - migliorano i sintomi dellAlzheimer e del morbo di Crohn Metabolismo degli acidi grassi essenziali all'interno dell'organismo L'acido linoleico (un Omega 6) viene convertito in acido arachidonico (AA) che il precursore di quegli eicosanoidi che fanno aumentare la pressione arteriosa; promuovono l'aggregazione piastrinica, la formazione di trombi, le reazioni allergiche e la risposta infiammatoria.

L'acido alfa-linolenico (un Omega 3) viene convertito in acido eicosapentaenoico (EPA) ed in acido docosoesanoico (DHA), entrambi della serie Omega 3, questi forniscono effetti metabolici opposti agli Omega 6: ipotensivi, antiaggreganti, antitrombotici ed antinfiammatori. Omega 3 ed Omega 6 non sono interscambiabili, vanno consumati entrambi nelle giuste proporzioni e solo il loro corretto bilanciamento consente il buon funzionamento dell'organismo. Dagli acidi polinsaturi (Omega 3 e Omega 6) si formano le prostaglandine di cui il corpo umano ha bisogno in quanto mediatori di molti processi biochimici. Le prostaglandine PG1 e PG3 (positive) sono vasodilatatrici, regolano la coagulazione, abbassano il colesterolo LDL (quello cattivo), svolgono azione antinfiammatoria e mantengono il bilancio elettrolitico. Per contro le PG2 (negative) hanno gli effetti diametralmente opposti, causano: ritenzione idrica, aggregazione piastrinica, infiammazioni, aumento pressione del sangue. La popolazione mondiale afflitta da eccesso di PG2 (negative), ovvero da eccesso di Omega 6, nonch da carenza di PG1 e PG3 (positive) ovvero da Omega-3. Maggiori fonti alimentari di acidi grassi essenziali acido linoleico (Omega 6): semi e frutta oleaginosa, avena e cereali integrali, legumi; prodotti di origine animale;latte materno, soia, olio di semi di lino, di girasole, di germe di grano; acido alfa-linolenico (Omega 3): olio e semi di lino, oli vegetali in genere, noci, nocciole, alghe, avocado, foglie verdi di alcune piante, portulaca, fagioli di soia, alcuni pesci. Quantitativi necessari Massima assunzione giornaliera di Omega 3: 5% di energia al giorno, pari a 7g al massimo se la dieta da 1400 kcal; pari a 10g di energia al giorno al massimo se la dieta da 2000 kcal. La percentuale media ottimale di 4,4 di Omega3 al giorno. In alcune situazioni di stress, come alcolismo, diabete, gravidanza, intossicazione generale, aumentare il quantitativo di Omega 3. Coloro che non consumano una forma attiva di EPA e DHA (vegetariani e vegani) richiedono una quantit pi elevata di ALA (acido alfa-linolenico Omega 3): 4.0 - 6.0 g/die Il rapporto ottimale fra Omega 6 ed Omega 3 di 3-4 a 1, il che significa che

ogni 3 o 4 porzioni di Omega 6 deve essere introdotta una porzione di Omega 3. Porzioni di vegetali ricchi in Omega 3 (ALA):

1 cucchiaino di olio di lino (5 ml) = 2.8 g di ALA; 1 cucchiaio di semi di lino (13 g) = 2.2 g di ALA; 30 g di noci (4 noci intere) = 1.8 g di ALA

Le indicazioni nutrizionali suggeriscono il consumo di 2-3 porzioni/die.

Indicazioni aggiuntive per massimizzare l'assunzione di Omega 3 e garantire un buono stato di salute sono: limitare l'introito di grassi saturi ed idrogenati (presenti negli oli di palma, di cocco, nelle margarine vegetali e nei prodotti industriali) usare l'olio di oliva come fonte principale di lipidi nella propria alimentazione diminuire il consumo degli oli vegetali (di mais, di girasole) e delle margarine, eccessivamente ricchi in Omega 6 per cucinare utilizzare l'olio d'oliva (meglio quello extra vergine) e non gli oli vegetali perch il loro elevato contenuto in acidi grassi polinsaturi (Omega 6 e Omega 3) li rende molto pi vulnerabili al calore determinando la produzione di sostanze tossiche; tenere ben al riparo dalla luce e da fonti di calore l'olio di lino perch facilmente ossidabile; una volta aperta la bottiglia conservarla in frigorifero e consumarla entro 8 settimane. Impatto economico

Se si dovesse pagare il reale valore del pesce e della carne, senza i pesanti sussidi dello Stato agli allevatori e ai pescatori, ben pochi potrebbero permettersi il lusso di mangiare questi prodotti. Tra il 1994 e il 2010 lunione Europea ha elargito 26 milioni di euro ai circa 130 pescherecci italiani, anche se colpevoli di aver violato spesso le norme sulla pesca. Mentre il

sovvenzionamento a livello mondiale di 15 miliardi di dollari lanno.

Rischio estinzione

Negli ultimi 30 anni il 30% delle risorse ittiche sono scomparse. L88% delle riserve del pesce in Europa sono sfruttate in eccesso e le pi grandi specie sono in rischio di estinzione. Mentre le riserve diminuiscono i prezzi aumentano: quello del merluzzo quadruplicato in 5 anni. Il consumo mondiale esplode mentre la Cina inghiotte 1/3 del pesce mondiale.

Il 75% delle riserve mondiali di pesce gi stato completamente sovrasfruttato o esaurito (FAO). Nel Mediterraneo il pescato diminuito del 60%.

Le pi importanti specie di pesce del nostro paese, tonni e merluzzi sono in pauroso declino a causa dello sfruttamento dissennato delle acque marine.

Nel 1997 la raccolta di pesce ha raggiunto nel mondo la cifra record di 130 milioni di tonnellate, di cui circa 100 milioni deriva dalla pesca libera che causa uno sterminio indiscriminato di specie acquatiche.

Il 70% del pesce consumato in Italia viene dallestero, il 40% da allevamenti ittici intensivi. I pesci dallevamento contengono enormi quantit di additivi chimici, di ormoni e farmaci che servono ad aumentare velocemente il peso dellanimale, oltre ad evitare dannose epidemie. Per 10 kg di spigole di allevamento occorre sacrificare 100 kg di sardine catturate in mare. Ogni 10 pesci catturati 8 vengono ributtati in mare, morti o agonizzanti, ritenuti non commestibili.

Le reti pelagiche per i tonni e per la pesca a strascico dcimano anche i delfini. Le tonnare causano, solo nel Mediterraneo, la morte di almeno 3000 cetacei allanno, altri muoiono imprigionati nelle reti per limpossibilit di risalire in superficie a respirare. Nonostante la caccia alle balene sia vietata, la Norvegia ed il Giappone sotto il falso pretesto della ricerca scientifica ogni

anno uccidono diverse centinaia di esemplari per mezzo di micidiali arpioni che esplodono nel corpo dellanimale.

Tonni rossi, naselli, cernie, spigole entro pochi anni potrebbero sparire dalle acque del Mediterraneo. E quanto emerge da uno studio condotto dall'Unione mondiale per la conservazione della natura che raggruppa oltre mille membri tra governi e Ong di 160 Paesi. La ricerca IUCN stata condotta da 25 biologi marini ed durata quattro anni. Ben 12 specie di pesce considerato commestibile sono a rischio di estinzione (oltre a squali e razze) a causa dellinquinamento dei mari, per limpiego delle nuove tecnologie, come luso di cartografie accuratissime. A rischio maggiore il tonno rosso del Mediterraneo e dell'Atlantico: gli oltre 40 anni di pesca intensiva ne hanno fatto crollare vertiginosamente la capacit riproduttiva.

I pescherecci superano di 2,5 volte quello che i mari possono sostenere: solo nellUE si contano circa 40.000 imbarcazioni. La pesca eccessiva, con la conseguente estinzione di molte specie ittiche, causata dallaumento della popolazione umana, della domanda di pesce come fonte alimentare, del miglioramento delle tecniche di pesca e delle politiche mondiali che non sanno gestire il settore senza causarne la sua progressiva distruzione. Tra le soluzioni da parte degli organismi preposti c la messa al bando di tecniche che dragano il fondale danneggiando gli ecosistemi; listituzione di riserve marine per consentire al pesce di ripopolarsi e labolizione dei sussidi governativi che consentono la presenza di troppi pescherecci rispetto alle risorse del mare.

Incoraggiare il consumo di pesce un crimine ambientale

1.400 tonnellate di pesce (circa 20 miliardi di pesci) vengono consumate ogni anno solo in Italia con un consumo procapite di 24 kg circa e con un aumento di 13 kg a testa dagli anni 80 ad oggi.

Nel 1997 la raccolta di pesce ha raggiunto la cifra record di 122 milioni di tonnellate nel mondo, un terzo di questo proviene dagli impianti di allevamento. Nei circa mille allevamenti di acquicoltura presenti in Italia (70% al nord, 20% al centro e 10% al sud) si allevano specialmente trote, spigole, orate e anguille. Creature che nuoterebbero per diversi chilometri al giorno

costretti a muoversi in gabbie di pochi decimetri, costretti a vivere in acqua satura delle loro feci e di sostanze chimiche.

Lacquicoltura causa la distruzione dell habitat marino per lazoto degli scarichi degli allevamenti, lanomale crescita delle alghe, la trasmissione delle malattie dei parassiti dei pesci dallevamento, gli antibiotici, farmaci e varie altre sostanze chimiche che vengono somministrate ai pesci e che si ritrovano poi nelle carni del pesce.

Le pi importanti specie, specialmente tonni e merluzzi sono in pauroso declino a causa dello sfruttamento indiscriminato delle acque marine. I banchi di merluzzo nel nord sono stati ridotti del 95%. Da dati forniti dalla Fao risulta che il 44% delle principali riserve di pesce stato esaurito.

Da decenni lindustria della pesca sfrutta in modo eccessivo le risorse del mare tanto da ridurre in modo drammatico le popolazioni di molte specie ittiche. Imbarcazioni con reti a strascico estese come campi di calcio hanno letteralmente ripulito i fondali prelevando insieme ai pesci lintero ecosistema, mentre nelle acque soprastanti i lunghi cavi muniti di ami intrappolano gli ultimi squali, pesci spada e tonni. Con le fibre sintetiche oggi si costruiscono reti fino a 65 km. 100 milioni di squali e 8.000 cetacei ogni anno vengono uccisi nel mondo per errore delle spadare, lunico metodo di pesca vietato dalle nazioni Unite. Su 700 spadare nel mondo 650 sono ancora italiane; dovrebbero essere lunghe non pi di due chilometri e mezzo invece spesso sono lunghe dai 10 ai 20 chilometri.

I tonni in genere vengono catturati con reti di circuizione, poi stoccati in recipienti da trasporto e trasferiti nelle gabbie da ingrasso ad alta densit, veri e propri lager che causano sofferenza e paura agli animali, dove si registrano non di rado episodi di cannibalismo. I tonni in questi impianti consumano grandi quantit di cibo e di conseguenza producono residui non facilmente smaltibili, senza dimenticare i rifiuti chimici derivanti dai medicinali impiegati a causa dello stress da densit che provoca malattie agli animali che richiedono una cospicua somministrazione di farmaci. Tra laltro lallevamento dei tonni richiede un incremento di pesca di piccoli pesci, specialmente acciughe, aringhe e sardine (quasi il 50% di tutto il pesce pescato nel mondo) che sar destinato al nutrimento dei tonni mentre unaltra parte viene ridotta in farina. Spesso sono necessari 3 kg di farina di

pesce per produrre 1 kg di salmone. Risulta che il 38% della foreste di mangrovie stato distrutto a causa dellallevamento di gamberi.

A causa della pesca indiscriminata ed intensiva i pesci pescati sono di dimensioni sempre pi piccole e i pescatori si spingono sempre pi al largo e in acque sempre pi profonde per far fronte alla domanda alimentare. Negli oceani pare che il 90% dei pesci di grosse proporzioni, come mammiferi marini e tartarughe, sia gi sparito.

Il pesce sostanza inquinata e inquinante

Il pesce non meno inquinato degli animali di terra. Linquinamento chimico dellacqua pu perturbare gravemente le funzioni ormonali dei pesci con la conseguenza della femminilizzazione dei pesci maschi che producono uova nei loro testicoli. Le immense quantit di mercurio che le industrie scaricano nel mare (circa 10.000 tonnellate allanno) passa facilmente dal pesce nellorganismo umano. E utile ricordare la strage di Minamota (Giappone) del 1952 nella quale morirono 77 persone ed altre 360 rimasero invalide per aver mangiato pesce ricco di mercurio. Nel 1988 nelle acque laziali fu riscontrata, in modo del tutto fortuito, una partita di pesce al mercurio: si riusc ad impedire la vendita appena in tempo. Ma quanto pesce pericoloso sfugge ai rari controlli?

Nei pesci sono state trovate quantit enormi di pesticidi e di metalli pesanti, come: piombo, mercurio, cadmio, oltre che residui di scarichi industriali che finiscono in mare, nei laghi e nei fiumi. Il problema che la struttura organica del pesce contiene alginato di sodio, una sostanza che ha la propriet di assorbire metalli pesanti provenienti dagli scarichi industriali e scorie radioattive e considerato che nel mondo sono attive circa 440 centrali nucleari, intuibile il probabile pericolo.

Uno studio condotto dallOnu dimostra che ogni anno vengono versati in mare 900 mila tonnellate di fosforo, 200 milioni di tonnellate di azoto, 85 mila tonnellate di metalli pesanti, 200 mila di organocloruri, 47 mila di idrocarburi policiclici aromatici provenienti dalle aziende petrolifere, dallindustria chimica, metallurgica e dagli impianti per il trattamento delle acque fognarie.

Secondo un recente rapporto dellUE tracce di metalli e diossina sono frequenti nei pesci e nei mitili. In una delle centinaia di perizie nel processo alla Petrolchimica il grasso di cefali pescati nei canali risultato avere un grado di tossicit 8.400 volte superiore a quello accettabile, mentre in mitili e vongole della laguna sono state trovate tracce di inquinanti in misura 20 volte superiore rispetto alla norma.

Da studi da parte di medici odontoiatrici risulta che i livelli di mercurio nel sangue e nelle urine di coloro che si cibano con frequenza di pesce sono molto pi elevati rispetto alle persone che hanno in bocca numerose otturazioni. Danni alla salute

Mentre la dannosit della carne degli animali terricoli viene riconosciuta anche dagli stessi allevatori e macellai, la dannosit del pesce viene celata per motivi puramente commerciali, per ignoranza o malafede dagli stessi cosiddetti nutrizionisti.

La rivista settimanale Viversani e belli riporta questo articolo: Quasi tutti i pesci contengono tracce di mercurio, ma quelli che ne contengono di pi sono i pesci grossi che mangiano altri pesci, come sgombri e soprattutto tonno (tonni, alici, sgombri, sarde e salmoni appartengono alla categoria dei pesci grassi). Preso in eccesso il mercurio pu danneggiare il sistema nervoso. Perci i medici consigliano di non far mangiare questi pesci ai bambini fino a tre anni. E visto che il mercurio si trasmette al feto e passa nel latte materno, le donne gravide e quelle che allattano dovrebbero ridurne drasticamente il consumo se non evitarlo.

Nel pesce ci sono velenose concentrazioni di cloruro di sodio (che con la cottura diventano massa inorganica causante tumori gastrici, ritenzione idrica, gravi idropisie), diossine, ritardanti, alte concentrazioni di minerali micidiali tipo mercurio e cadmio.

Il pesce contiene le stesse tossine delle carni e pu causare (oltre i danni della carne) parassitosi (es. tenia, ascaridi), asma, eczema, prurito, allergie,

malattie renali, danni al sistema nervoso, ecc. I processi alterativi si manifestano pi rapidamente nei pesci marini rispetto a quelli di acqua dolce.

Studi clinici sull'uso di pesce ed oli di pesce nei sopravvissuti da infarto miocardico mostrano una riduzione della mortalit tra il 15 ed il 30%. Per contro l'uso di diete a base di cibi vegetali, che includono oli vegetali ad elevato contenuto di acidi grassi monoinsaturi ed Omega-3, mostrano una riduzione della mortalit del 50-70%.

Nel pesce, come in tutti gli animali uccisi violentemente dalluomo e poi mangiati, vi il terrore, langoscia, la paura dellanimale accumulata durante la sua cattura e la sua uccisione: pi e lunga e dolorosa la morte di un animale pi pregna di vibrazioni dannose per chi se ne nutre.

I pesci a pi elevato contenuto di istamina (aminoacido che provoca fenomeni allergici) sono: sardine, sgombri, alici e tonni, ovvero il pesce azzurro tipico dei nostri mari. Listamina contenuta nei pesci responsabile anche di fenomeni di intossicazione, sebbene le altre amine biogene svolgano un ruolo sinergico o potenziante.

I pesci sono ricchi di purine (sostanze azotate che fanno aumentare i livelli di acidi urici nel sangue) e di metalli pesanti dovuti allinquinamento delle acque a causa degli scarichi industriali e fognari.

Ma oltre al mercurio deve preoccupare la presenza, nelle cozze, nelle ostriche e nei crostacei, di cadmio e piombo, abbondantemente presenti negli scarichi industriali. Il pesce pu anche trasmettere alluomo la salmonella, larve di tenia e di ascaridi, n la cottura sufficiente a scongiurare i pericoli in tal senso. Alcuni molluschi possono trasmettere lepatite virale ed altre malattie infettive. Inoltre in diversi pesci sono state riscontrate anche rilevanti quantit di pesticidi. In realt le bancarelle del pescivendolo nascondono pi insidie per la salute umana dello stesso bancone del macellaio.

La dr.ssa Kate Mahaffey, dellEPA (US Environmental Protection Agency) ha citato una ricerca del 2004 condotta su 1709 donne americane, suddivise tra soggetti che mangiavano pesce o molluschi 9 volte al mese e soggetti che

non consumavano pesce. Le concentrazioni di mercurio nel primo gruppo erano 7 volte maggiori rispetto al secondo.

Il rischio molluschi di tipo tossico a causa della eutrofizzazione e del riscaldamento del mare. Possono contenere: tossine batteriche, ittiotossine, amine biogene, ficotossine che rendono tossici e pericolosi i molluschi e spesso i crostacei, i gasteropodi e i pesci. Le ficotossine sono veleni prodotti da alghe unicellulari che provocano: diarrea, disturbi nervosi con paralisi o amnesia, sono stabili al calore e rimangono dopo la cottura anche nei prodotti in scatola e surgelati.

In particolare:

Il mercurio una potente neurotossina in grado di interferire nello sviluppo del cervello riducendo lintelligenza specialmente dei bambini; inoltre provoca danni al sistema nervoso; Il cadmio pu comportare disfunzioni renali e sessuali, decalcificazione ossea, cancro. Lo zinco pu procurare effetti dannosi alla circolazione sanguigna, allapparato digerente, ai reni, ai polmoni, al pancreas e al sistema riproduttivo. Il piombo pu ostacolare lo sviluppo dellintelligenza nei bambini, mentre negli adulti pu causare ipertensione, malattie cardiovascolari, cancro ai polmoni, stomaco, cervello.

Pesce crudo, insidia anisakis

In un piatto di carpaccio, di sushi, di sashimi, preparati con pesce crudo, pu annidarsi lintossicazione anisakis, piccoli vermi che si trovano nellintestino di molti pesci, come aringhe, sgombri, merluzzi, acciughe, pesce sciabola, pagello, nasello, totani, rana pescatrice, pagaro, pagello, il San Pietro e in alcune specie di pesce azzurro. Dopo la pesca questo parassita pu migrare e depositarsi nel tessuto muscolare del pesce. La causa la tardiva eviscerazione del pesce che dovrebbe essere immediatamente eviscerato e congelato a meno 20. Le larve possono impiantarsi nellapparato

gostrointestinale umano. A livello gastrico provoca mal di stomaco, nausea e vomito, mentre a livello intestinale si manifesta con ulcere, forti dolori addominali, nausee e, nelle forme pi gravi, perfino peritonite. Il pesce scarsamente dotato di fosforo (per fortuna) Il pesce comunemente consumato contiene meno della met di fosforo contenuto nelle mandorle; ma questo non un vantaggio dal momento che un alimento ricco di fosforo sottrae calcio allorganismo. Se il pesce facesse bene al cervello gli esquimesi, che si nutrono quasi esclusivamente di pesce, dovrebbero avere un quoziente intellettivo superiore alla media mentre questo popolo non si mai distinto in nessun campo culturale, artistico, scientifico o spirituale e la lunghezza media della loro vita non supera 30 anni. Per lo stesso motivo i pescatori dovrebbero essere la categoria che gode migliore salute. In realt le peculiarit nutrizionali del pesce sono solo illusorie e spesso strumentali.

La leggenda che il pesce faccia bene al cervello nasce il secolo scorso quando iniziarono i tentativi di spiegare in termini chimici i fenomeni dellintelligenza umana. Friedrich Buchner (1824-1899) esaminando la composizione chimica del cervello di diversi animali constat che il cervello delluomo era quello pi ricco di fosforo e poich luomo era ritenuto lanimale pi intelligente dedusse che il grado di intelligenza dovesse essere proporzionale alla quantit di fosforo presente nel cervello. Nello stesso periodo il chimico francese Jean Dumas (1800-1884) analizzando la carne di diversi animali trov che quella di pesce conteneva, sia pure in misura molto modesta, pi fosforo di quella di altri animali. Ma fu il naturista Jean Luis Agassin (1807-1873) che dedusse senza alcun fondamento scientifico che il pesce fa bene al cervello umano.

Quantit di Fosforo a confronto (valore energetico per 100 gr di parte edibile) esclusi lOrata e la Spigola, in assoluto pi ricchi di fosforo:

Anguilla: 480 Aragosta: 350 Gamberi: 349 Salmone:280

Trota: 279 Ostrica: 267 Sgombro: 264

Quantit di Fosforo nei semi

Mandorle: 550 Pistacchi: 500 Pinoli: 466 Noci: 300

Frodi alimentari

Essendo i pesci e i frutti di mare sostanze che si deteriorano rapidamente, alcuni commercianti non si fanno scrupoli a mettere in atto vere e proprie frodi. In unindagine recente fatta dai 12 sportelli Salute e Gusto situati in 12 diverse Regioni italiane stato rivelato che pesce scongelato era venduto come fresco e che solo 1 banco su 4 esponeva unetichetta regolare con le informazioni necessarie. In particolare i Nas hanno rilevato in un supermercato di Genova filetti di merluzzo allolio con elevata presenza di metalli pesanti. Ad Ancona sono stati trovati molluschi con bollo sanitario e data di confezionamento contraffatti. In due allevamenti di trote nel bresciano e nel trevignano si usava curare i pesci malati con farmaci considerati cancerogeni.

Aspetti etici Eticamente molto pi grave consumare del pesce che carne di animali terricoli. Mentre con la carne di una mucca o di un maiale si nutrono centinaia di individui per il pesce necessario sacrificare molti animali e il valore di un animale non in base alla sua dimensione corporea. La morte del pesce, in qualunque modo avvenga, per opera delluomo, un fatto crudele: le chiazze di sangue delle tonnare o la contorsione dei pesci in

agonia nelle reti fanno capire lintensit di dolore subito dai pesci e quanto disumana sia la pesca. Si preferisce credere che il pesce non soffra, perch non abbiamo la capacit di percepire il loro grido di dolore. Vivi e lascia vivere, questa la legge damore che ci distingue dagli animali predatori, che sono costretti ad uccidere per vivere. Per noi non baster il piacere del nostro palato a giustificare luccisione di miliardi di creature in grado di soffrire. Lasciate stare il mare, rispettate questo grande e meraviglioso specchio di cristallo, questo mondo affascinante e misterioso. Non violentate le sue creature. Noi certo non vorremmo che le creature del mare invadessero la nostra terra e tormentassero le nostre genti, cos dobbiamo comportarci nei confronti delle creature del mare. Smettiamo di massacrare e di mangiare animali: ne beneficeranno anche la nostra salute, il nostro portafoglio e la nostra coscienza.

Il pesce soffre come tutti gli animali terricoli, compreso luomo

Se un qualsiasi essere vivente non fosse in grado di accusare il dolore, se non avesse paura della morte si autodistruggerebbe e nulla esisterebbe nel Cosmo. Il dolore ci che accomuna tutti gli esseri viventi: come una lancia puntata dietro la schiena di ogni creatura che la costringe ad evitare la sofferenza e la morte e la sprona ad avanzare sulla via dellevoluzione acquisendo esperienza, memorizzando il pericolo e aguzzando lastuzia in modo da sfuggire al predatore.

Se noi umani potessimo udire il grido di dolore dei pesci agonizzanti nelle reti un uragano di terrore coprirebbe la faccia della terra e nessuno pi oserebbe uccidere o mangiare le creature del mare.

Nelle pergamene del Mar Morto, scoperte nel 1947, Ges dice: Forse che i pesci vengono a voi a chiedere la terra e i suoi frutti? Lasciate le reti e seguitemi, far di voi pescatori di anime.

Alcuni animali marini dotati di zampe quando vengono immersi ancora vivi

nellacqua bollente che entra in ogni cavit dellanimale, oppure arrostiti sulla piastra, schizzano via come saette. Sembra che le aragoste siano prive degli analgesici naturali dei mammiferi e quindi che siano ancora pi di noi sensibili al dolore.

Altrettanto tremenda e dolorosa la morte per asfissia del pesce pescato con le reti: le convulsioni dellanimale che disperatamente cerca di riconquistare il suo ambiente vitale, sono la pi palese manifestazione di dolore.

La pesca sportiva, vero e proprio passatempo per gente stupida, insensibile e crudele. Lamo che viene estratto dalla bocca del pesce che si contorce dallo spasimo e che lacera anche parte della testa paragonabile ad un arpione conficcato nella bocca di un uomo che viene brutalmente estratto fracassandogli le mandibole, la fronte ed il cervello per poi somministrargli con un p dacqua pochi grammi di ossigeno per prolungare il pi possibile la sua vita e quindi la sua agonia.

Le mattanze delle tonnare: lorrore che suscita lenorme chiazza di sangue che, come una profanazione della vita, macchia lazzurro intenso del mare, fa vergognare di appartenere alla specie umana. Quale disumana durezza necessaria perch si tagli le pinne ad uno squalo e lo si rigetti in acqua? E come tagliare le gambe ad un essere umano e lasciarlo a dissanguarsi per terra. E i pesci uccisi per congelamento? E quelli spasimanti in pochi centimetri di acqua nei mercati perch la gentile signora, o signore, possa deliziarsi il palato con il corpo di una creatura appena eviscerata da viva? Non forse raccapricciante lidea degli acquari nei ristoranti in cui il cliente sceglie quale pesce farsi cucinare al momento decidendo vita o morte e sofferenza per una splendida creatura? I pesci sono creature intelligenti e sensibili Molti pesci hanno intelligenza pari se non superiore a quella di molti animali terricoli: sono dotati di sistema nervoso e quindi capaci come noi di percepire il dolore. Il polpo ha un cervello molto sviluppato, lintelligenza del delfino, che supera quella del cane, in molte circostanze ha salvato luomo da morte sicura, spesso da un attacco da parte di squali.

Il pesce dotato di percezioni sofisticatissime (altro che radar) oltre che di quegli strumenti naturali che rendono capace il suo corpo di estrarre dallacqua lossigeno di cui ha bisogno per vivere. Il pesce ragiona, sente, vede, dorme, gioca, ha paura e quindi si nasconde. Lagilit e la velocit con cui si muove un pesce nel suo ambiente naturale ha qualcosa di affascinante e di prodigioso. La perfezione dei suoi occhi in grado di percepire chiaramente nellacqua, la complessit delle sue branchie e dei suoi sensori ricettivi ed elaborativi, la squisita geometria delle sue squame, la gamma pressoch sconfinata dei suoi colori sgargianti, vengono per sempre annientate con la morte dellanimale quando viene privato dellunica sua ricchezza, la vita, per un attimo di piacere che possono dare le sue carni martoriate.

Conclusioni e considerazioni finali

Ritengo delittuoso raccomandare luso del pesce nella nostra dieta. Se lessere umano avesse bisogno di tale sostanza per i suoi processi vitali la specie umana si sarebbe estinta sul nascere. Infatti come avrebbero potuto i nostri antenati fruttariani, (cugini delle scimmie antropoidi) usciti dalla foresta tropicale, e lo stesso uomo delle caverne, catturare il pesce con le mani per cibarsene? Lelemento acqua non compatibile con la natura terricola delluomo. Probabilmente alcuni uomini della preistoria, solo quelli stanziati lungo i corsi di acqua, eccezionalmente si nutrirono anche di pesce, ma coloro che vivevano nellentroterra come avrebbero potuto sopravvivere? Lo stesso discorso vale per il latte ed i formaggi da molti illuminati nutrizionisti ritenuto indispensabile per la salute umana. Come avrebbero potuto gli antenati delluomo consumare il latte di un altro animale nel corso dei 5 milioni di anni che precedono laddomesticamento degli animali se tale pratica risale a non pi di 50 mila anni fa?

Punti fondamentali per non mangiare pesce

- i pesci contengono grassi saturi in quantit maggiore della stessa carne; il grasso del pesce fa ingrassare allo stesso modo della carne di maiale. Secondo la Food and Drug Administration il mercurio contenuto nel grasso pu causare malformazione nei neonati, danni renali, deficienza mentale, cancro;

- il pesce contiene molto colesterolo: gamberi e crostacei ne contengono quasi il doppio rispetto alla carne di manzo;

- il pesce per motivi di sicurezza e gusto deve essere cotto, la cottura denatura gli Omega 3, oltre ad inattivare gli enzimi digestivi;

- le raccomandazioni dei nutrizionisti di consumare il pesce almeno 2-3 volte a settimana per garantirsi lOmega 3 non sufficiente a garantire il quantitativo necessario. Solo alcuni tipi di pesce contengono modeste quantit di Omega 3 e solo se i pesci sono selvatici o da acquicoltura con pesci che si nutrono di pesci che mangiano alghe;

- infatti se lassunzione di Omega 3 per una dieta di 2000 kcal pari a 4,4 g/die, per raggiungere questo quantitativo necessario consumare: 1,1 etti di sardine, oppure 1,3 etti di anguilla, oppure 1,5 etti di tonno, oppure 2,2 etti di aringhe, oppure 3,5 etti di spigole, oppure 4,4 etti di storione, oppure quantitativi enormi di altri pesci con un contenuto pi basso di Omega 3.

- i benefici per la salute umana non sono dimostrati o al limite sono trascurabili, per contro i disastri ambientali causati dalla pesca sono ben documentabili;

- studi sugli eventuali benefici dellolio di pesce non hanno dimostrato maggiore utilit nei problemi neurologici, cancro, demenza, malattie autoimmuni, asma, sclerosi multipla, diabete ecc. rispetto agli Omega 3 di derivazione vegetale. Soluzioni ambientali

limitare le catture e le giornate di pesca; diminuire la mortalit collaterale di pesca,

controlli reali, divieto della pesca pelagica, aumento della dimensione degli ami;

sostituire il pesce con i semi di lino, le noci o il germe di grano;

diventare vegetariani e fare opera di sensibilizzazione per porre fine anche alla pesca sportiva.

Se il pesce fosse necessario alla nostra buona salute come spiegare lottima salute di coloro che non lo mangiano? Solo questo basta a capire che non vi alcuna necessit di consumare pesce ma che ci sono moltissime ragioni per smettere di mangiare ci che danneggia non solo la nostra salute, il nostro pianeta ,la nostra economia, ma soprattutto gli animali e la nostra coscienza.