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CONSIGLIO SUPERIORE DELLA MAGISTRATURA

Nona Commissione Tirocinio e Formazione Professionale


Incontro di Studio cod. 5925 sul tema

La prova nel processo civile


ROMA, Hotel Ergife 11-13 giugno 2012

IL FUTURO QUI?

PROBLEMATICHE IN TEMA DI DOCUMENTO INFORMATICO


Relazione a cura del Dott. Vincenzo DI GIACOMO
(Presidente f.f. del Tribunale di Campobasso /Presidente della sezione promiscua/Dirigente Amministrativo f.f.)

DIRITTI RISERVATI
(si autorizza la riproduzione, in tutto o in parte, del presente documento solo previa citazione della fonte di provenienza)

INDICE
1) DOCUMENTO INFORMATICO ED INFORMATIZZAZIONE DEL PROCESSO A) Premessa pag. 3 B) Polisweb PCT (Sicid, Siecic, Ada) e Re.Ge. Le Convenzioni. Documenti informatici e fascicoli informatici. Il sito web . pag. 4 C) Redazione a stampa dei verbali di udienza e loro conversione in documenti informatici pag. 6 D) Comunicazioni telematiche e notificazioni telematiche con valore legale civili e penali dei documenti informatici. La posta elettronica certificata (PEC). Rinvio...... pag. 6 E) Il file su foglio excel per le nomine dei CTU e la loro pubblicazione sul sito web pag. 6 F) Archivio digitale/Banca dati dei provvedimenti informatici. Convenzioni ulteriori .. pag. 7 PROCESSO CIVILE TELEMATICO (PCT) A BINARIO UNICO E SUOI LIMITI .. pag. 8

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3) DOCUMENTO INFORMATICO, FIRMA ELETTRONICA E FIRMA DIGITALE. ORIGINALI, COPIE, ESTRATTI, DUPLICATI E RIPRODUZIONI DI DOCUMENTI INFORMATICI E RELATIVO REGIME PROBATORIO NEL PROCESSO CIVILE A) Il documento informatico . pag. 13 B) Documento informatico e firma digitale . pag. 13 C) Originali, copie, estratti, duplicati e riproduzioni di documenti informatici . pag. 14 D) Regime probatorio nel processo civile degli originali di documenti informatici .. pag. 15 E) Regime probatorio nel processo civile delle copie, estratti, duplicati e riproduzioni di documenti informatici . pag. 15 F) Le regole tecniche e le specifiche tecniche . pag. 17 G) Efficacia probatoria del documento informatico prodotto in un processo civile telematico o cartaceo pag. 18 H) Scheda riepilogativa: rinvio pag. 20 4) DOCUMENTO INFORMATICO E FASCICOLO INFORMATICO A) Il fascicolo informatico nel Processo Civile Telematico/PCT a binario unico. pag. 20 B) Il fascicolo informatico nel processo civile cartaceo ............. pag. 21 COMUNICAZIONI TELEMATICHE E NOTIFICAZIONI TELEMATICHE CON VALORE LEGALE CIVILI E PENALI DEI DOCUMENTI INFORMATICI. LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC) A) Premessa .. pag. 23 B) Le comunicazioni e notificazioni telematiche civili con valore legale . pag. 24 C) Le comunicazioni e notificazioni telematiche penali con valore legale pag. 26 D) La posta elettronica certificata (PEC) pag. 27

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6) SCHEDE RIEPILOGATIVE A) All. n. 1: Scheda riepilogativa su originali, copie, estratti, duplicati e riproduzioni di documenti informatici e relativo regime probatorio .. pag. 30 B) All. n. 2: Scheda riepilogativa sulle conseguenze della mancata indicazione di pec e/o fax e/o codice fiscale .... pag. 31

1) DOCUMENTO INFORMATICO ED INFORMATIZZAZIONE DEL PROCESSO A) Premessa Il documento informatico (al pari delle comunicazioni e notifiche telematiche, della PEC, della firma digitale, del fascicolo informatico, ecc.) costituisce un aspetto saliente dellinformatizzazione del processo e del sistema che vi ruota intorno. Il grado di informatizzazione del sistema processuale (sia civile che penale, ma anche amministrativo, tributario, ecc.) varia da Ufficio giudiziario ad Ufficio giudiziario e raggiunge la massima estensione nel Processo Civile Telematico (PCT), il quale ultimo attiene al solo processo civile (ed anzi solo ad alcune materie di questultimo) ed praticato solo presso quegli Uffici giudiziari che vi sono stati specificamente ammessi. Nel Processo Civile Telematico, di cui tratter nel successivo Capitolo n. 2, gli unici documenti e fascicoli aventi valore legale sono quelli informatici, mentre le copie cartacee (analogiche) dei documenti e fascicoli informatici (digitali) rispondono a mere esigenze di comodo; a ci fanno allo stato eccezione le notifiche successive allemissione del provvedimento informatico/telematico e le ricevute o marche relative al pagamento del contributo unico unificato, non avendo ancora trovato concreta attuazione la normativa sulle notifiche telematiche da parte dellUNEP di cui allart. 17 del Regolamento di cui al Decreto Interministeriale 21/2/2011, n. 44 (a parte quelle dirette tra Avvocati di cui al successivo art. 18) e quella sui pagamenti telematici di cui agli artt. 30 Reg. cit. e 190 e ss. DPR n. 115/2002 (al di fuori di tale normativa, stata stipulata in materia qualche convenzione, come quella del Tribunale di Milano, che per pone problemi di esclusiva, di commissioni ed altro). Invece, nei processi civili cartacei, i documenti e fascicoli aventi valore legale sono, di regola, per lappunto quelli cartacei, sebbene, a termini dellart. 9 Reg. n. 44/2011 cit., debba comunque procedersi alla copia informatica dei documenti analogici ed alla formazione dei fascicoli informatici. Inoltre, anche nei processi cartacei, i documenti informatici originali e/o le loro copie, duplicati o riproduzioni possono, a certe condizioni, formare piena prova; su questultimo argomento torner nel successivo Capitolo n. 3. Se il PCT deve essere ancora portato a compimento in ambito nazionale (e deve esserlo ancor pi per il processo civile di cognizione), il PPT (processo penale telematico) non stato invece ancora neppure avviato, anche perch la completa dematerializzazione del fascicolo penale cartaceo presenta qualche maggiore difficolt dal punto di vista tecnico. Va considerato inoltre che, nella materia penale, solo in poche realt stato diffuso il nuovo sistema SICP e che il REGE 3 ancora in fase di collaudo; le uniche vere novit sul fronte penale provengono dal Piano straordinario per la digitalizzazione della giustizia (cfr. il successivo Capitolo 5, paragrafo C), laddove il programma documentale finalizzato (ad eccezione del progetto AURORA, peraltro 3

molto complesso e che si sta sperimentando in parte solo presso la Procura della Repubblica di Lecce) pi alla gestione di atti scannerizzati che al workflow di procedura. Nel presente Capitolo, tratter dellinformatizzazione del sistema processuale, che si sostanzia (sia dentro che fuori del PCT) nella formazione di documenti informatici, oltre che nelle loro comunicazioni e notificazioni telematiche. In proposito, in questo Capitolo (cos come nei successivi) far anche vari riferimenti a nostre esperienze, sia per rendere maggiormente concreta la presente relazione e sia perch potrebbero offrire qualche utile spunto ad altri Uffici che si accingono ad avviarle o le hanno gi avviate. B) Polisweb PCT (Sicid, Siecic, Ada) e Re.Ge. Le Convenzioni. Documenti informatici e fascicoli informatici. Il sito web Per quanto concerne linformatizzazione del settore civile, assume rilievo il sistema operativo informatico del POLISWEB NAZIONALE che, a decorrere dal 15/10/2011, stato sostituito dal POLISWEB PCT (giusta comunicazione Direttore Generale del Ministero della Giustizia/DGSIA con nota del 26/7/2011). Nel settore penale, invece, assume rilievo il sistema informatico RE.GE. . All'interno del POLISWEB PCT (gi POLISWEB NAZIONALE), assumono poi rilievo i sistemi SICID (per la gestione dei registri del contenzioso civile e del lavoro) e SIECIC (per la gestione dei registri delle procedure esecutive mobiliari ed immobiliari e delle procedure concorsuali). Presso il Tribunale di Campobasso, questi ultimi due sistemi (SICID e SIECIC) sono operativi dal 26/3/2010 (dal 2003 era invece attivo il SICC/SIL/SIVG) ed offrono tra laltro la possibilit a Magistrati, Cancellerie ed Avvocati di vedere telematicamente dallesterno il fascicolo informatico (ossia le varie udienze ed i connessi adempimenti e vicende processuali), ma non il contenuto dei suoi singoli atti e questo sicuramente un limite. Proprio in questi giorni, peraltro, presso il nostro Tribunale in corso di utilizzazione la funzionalit di scannerizzazione del pacchetto ADA, integrato nel SICI unitamente al SICID ed al SIECIC, il che permetter a Magistrati, Cancellerie, Avvocati e CTU interessati di vedere telematicamente dallesterno anche il contenuto dei singoli atti del fascicolo informatico. Tanto stato reso possibile grazie alla stipula di apposite Convenzioni con la Regione Molise e con la Provincia di Campobasso rispettivamente in data 8/9/2011 e 20/10/2011 per tirocini di formazione ed orientamento anche a supporto delle Cancellerie di laureati e diplomati disoccupati o inoccupati e di lavoratori in mobilit o cassa integrazione, finanziate con fondi europei POR-FSE, vari dei quali tirocinanti sono stati destinati appunto alla scannerizzazione/digitalizzazione di tutti i processi civili (cartacei) pendenti, cos da ottenere altrettanti documenti informatici che andranno a costituire i singoli fascicoli informatici nel pacchetto ADA; unaltra Convenzione stata stipulata lo scorso 4

26/4/2012 con la societ Aste Immobiliari, sempre al fine, tra laltro, della scannerizzazione (anche questa a titolo gratuito) dei processi civili (cartacei) di nuova iscrizione a ruolo. Per quanto concerne il tema dei profili normativi connessi alla formazione dei documenti informatici e dei fascicoli informatici (sia allinterno del PCT che nei processi cartacei), lo stesso verr illustrato nel successivo Capitolo n. 4, cui rinvio. Nel settore penale, il nostro Tribunale, con nota del 31/3/2011, ha aderito al Piano Straordinario per la Digitalizzazione della Giustizia, venendovi registrato giusta nota ministeriale del successivo 1/4/2011; ma sullargomento torner specificamente nel successivo Capitolo 5 (paragrafo C). A parte ci, presso il Tribunale di Campobasso il sistema RE.GE. attivo dal 1999 (il 2.1) e dal 2002 (il 2.2). Anche questultimo sistema presenta dei limiti, quale ad esempio, a parte la non visibilit dallesterno del contenuto degli atti (fermo restando peraltro il problema del segreto, nelle fasi preliminari del processo penale), limpossibilit di fatto di calcolare le definizioni e le sopravvenienze dinanzi al GUP distintamente da quelle dinanzi al GIP e, soprattutto, limpossibilit di fatto di individuare i processi penali prossimi a prescrizione: per cui, con ordine di servizio del 18/10/2011 si provveduto ad istituire appositi Registri informali presso le rispettive Cancellerie, che permettono la creazione di corsie preferenziali e quindi lo smaltimento prioritario dei processi prossimi a prescrizione e di quelli ex art. 132-bis disp. att. cpp, il che richiede un computo sia pure informale ab origine dei termini di prescrizione, cui si sta provvedendo sempre con lausilio dei tirocinanti laureati rinvenienti dalle succitate Convenzioni con Regione e Provincia. Detti tirocinanti vengono altres utilizzati ad ulteriore supporto delle Cancellerie civili e penali ed anche per laggiornamento permanente del sito web del Tribunale (cui provveder comunque anche Aste Immobiliari, a seguito della stipula della gi citata Convenzione del 26/4/2012), rimasto da circa due anni di fatto inattivo a causa di una ristrutturazione in ambito nazionale da parte del CISIA, a seguito della quale sarebbe stato necessario reinserire ex novo tutti i dati nel sito. Lutilizzo dei suddetti tirocinanti di cui alle menzionate Convenzioni con Regione e Provincia finanziate con fondi europei, unitamente ai tirocinanti Avvocati rinvenienti dalla Convenzione stipulata in data 14/7/2011 ai sensi dellart. 37 DL 6/7/2011, n. 98, come convertito nella L. 15/7/2011, n. 111 (con loro ammissione al primo anno di tirocinio presso il nostro Tribunale), ci ha permesso listituzione dellUfficio del Giudice giusta provvedimento del 27/12/2011. E ciascun Ufficio del Giudice avr un suo autonomo spazio, autonomamente organizzato da ciascun Magistrato, allinterno del predetto sito web del Tribunale.

Sul sito web verranno poi pubblicate le nomine dei CTU (giusta Protocollo dIntesa stipulato il 7/7/2011 con gli Ordini professionali interessati alle nomine di CTU, curatori fallimentari, professionisti delegati per le esecuzioni immobiliari e periti), i calendari delle udienze, gli eventuali rinvii delle stesse e gli eventi di maggiore rilievo del nostro Ufficio. C) Redazione a stampa dei verbali di udienza e loro conversione in documenti informatici In accordo col Consiglio dellOrdine Forense (che ha acquistato stampanti e scanner), abbiamo approntato presso la nuova sede del Tribunale civile (interamente cablata, ove ci siamo trasferiti il mese scorso) un sistema di redazione a mezzo pc dei verbali di udienza. In pratica, il lOrdine Forense ha proceduto allacquisto di stampanti con collegamento wireless ai loro pc, le quali sono state collocate in ciascuna Aula di udienza. La prima stampa del verbale viene sottoposta al Giudice, che vi apporta (anche a seguito ad esempio della rilettura del verbale ai testimoni, ecc.) le eventuali modifiche e/o integrazioni, dopodich si procede alla stampa definitiva del verbale ed alla sua sottoscrizione analogica ed inserimento nel fascicolo cartaceo, con considerevoli vantaggi al momento dello studio dei fascicoli da parte di Giudici ed Avvocati. Successivamente alludienza, la Cancelleria provvede a scannerizzare i verbali, cos convertendoli in documenti informatici (bench privi di valore legale) e ad inserirli nei relativi fascicoli informatici, sicch detti documenti informatici refluiscono automaticamente nel pacchetto ADA e sono cos tra laltro anche visibili telematicamente dallesterno da parte degli interessati. D) Comunicazioni telematiche e notificazioni telematiche con valore legale civili e penali dei documenti informatici. La posta elettronica certificata (PEC) Sempre per quanto concerne linformatizzazione del processo, sia civile che penale, negli ultimi anni la stessa stata estesa, sul piano legislativo e regolamentare ed anche sul piano pratico, attraverso la previsione (preceduta da quella sulle comunicazioni a mezzo telefax) e lattuazione delle comunicazioni e notifiche telematiche, strettamente connesse al sistema della posta elettronica certificata (PEC). Per il suo particolare rilievo, oltre che per motivi sistematici, questo argomento verr trattato in un Capitolo a s stante (il n. 5, cui si fa qui rinvio), dopo lesposizione degli ulteriori profili connessi al documento informatico (ed alla firma digitale). E) Il file su foglio excel per le nomine dei CTU e la loro pubblicazione sul sito web Bench largomento non sia strettamente attinente al documento informatico (ma lo rispetto a quello dellinformatizzazione del sistema processuale), merita di essere segnalato che, anche sulla base del gi citato Protocollo dIntesa stipulato il 7/7/2011 con gli Ordini professionali interessati alle nomine di CTU, curatori fallimentari, professionisti delegati per le esecuzioni 6

immobiliari e periti, proprio il mese scorso abbiamo avviato la sperimentazione di un applicativo informatico su foglio excel appositamente da noi ideato, che permette di calcolare la percentuale totale del 10% di incarichi affidati dallUfficio a ciascun CTU, ai sensi dellart. 23, co. 1 disp. att. cpc, come modif. dalla legge n. 69/2009. E stata cos assicurata la rotazione nellassegnazione di detti incarichi, garantendosene altres la trasparenza attraverso la previsione della loro pubblicazione sul sito web del Tribunale (oltre che la messa a disposizione a ciascun Ordine professionale da parte delle Cancellerie degli elenchi delle nomine). F) Archivio digitale/Banca dati dei provvedimenti informatici. Convenzioni ulteriori In data 22/3/2011, abbiamo stipulato con la societ Centro Soluzioni Editoriali srl (collegata anche alla Wolters Kluwer Italia srl, societ multinazionale che ha acquisito, tra le altre, la Cedam, lUtet giuridica, la De Agostini professionale, lIpsoa) apposita Convenzione, la quale ha permesso, oltre la pubblicazione di massime e sentenze (al quale scopo abbiamo stipulato il 15/2/2011 anche altra Convenzione con l'Universit degli Studi del Molise), lavvenuta acquisizione ottica a titolo gratuito tramite scanner di tutte le sentenze civili e penali del Tribunale, che sono state tutte convertite in documenti informatici, s da consentire un immediato riutilizzo degli atti scansionati e custoditi sui server dei rispettivi Uffici di Cancelleria, tanto per il rilascio in tempo reale delle copie dei provvedimenti allutenza quanto per la masterizzazione degli stessi e quindi per la creazione di un data base utilizzabile per la consultazione di tutte le decisioni. Attualmente, la scannerizzazione/masterizzazione storica stata completata, sicch la procedura prosegue a regime. stato quindi creato un Archivio storico/Banca dati digitalizzato di tutte le sentenze del Tribunale (parlo di provvedimenti integrali non massimati), che, con nostra nota del 3/11/2011 in risposta alla missiva del CSM del 26/10/2011 (Prot. P23996/2011), stato messo a disposizione di questultimo e della Corte di Cassazione, ai fini della riapertura degli archivi di merito del sito ITALGIUREWEB. Con ulteriore nota del 1/12/2011 in risposta alla successiva missiva del CSM del 7/11/2011, il nostro Tribunale ha chiarito di essere pronto ad implementare l'Archivio di merito del CED attraverso la Modalit aggiornamento 3 ossia la Maschera n. 3 ("trasferimento di una banca dati intera in formato database, o esportata in xml" per Ufficio gi provvisto di banca dati e di un motore di ricerca), che la pi avanzata tra quelle proposte. A quest'ultimo scopo, sempre in data 1/12/2011 abbiamo proceduto all'integrazione della Convenzione stipulata con la societ Centro Soluzioni Editoriali srl il 22/3/2011, sostanzialmente dismettendo i cd-rom di raccolta delle nostre sentenze, sistema questo compatibile solo con la meno avanzata Modalit aggiornamento 1 ossia la Maschera n. 1, la quale richiede che un operatore del Tribunale provveda ad inserire una per una le sentenze nel sistema ITALGIUREWEB. Vero che a questa Modalit aggiornamento 1 possiamo far fronte con lausilio dei tirocinanti (giovani 7

laureati e diplomati disoccupati o inoccupati; lavoratori in mobilit o cassa integrazione) rinvenienti dalle apposite Convenzioni, cui facevo riferimento anche nel precedente paragrafo B, stipulate con Regione Molise e Provincia di Campobasso rispettivamente in data 26/7/2011 e 20/10/2011 e finanziate con fondi europei POR/FSE. Tuttavia, trattasi di modalit di gran lunga pi lenta e pi laboriosa, per cui, come dicevo, abbiamo previsto la sostituzione dei cd-rom di raccolta delle nostre sentenze con la raccolta e l'invio diretto dei dati per via telematica. In proposito, al fine del concreto avvio della Modalit aggiornamento 3, per necessario che il CED della Corte di Cassazione chiarisca taluni profili (definizione dei campi da indicizzare, obbligatori ed opzionali; eventuali vincoli riguardo agli standard da utilizzare; modalit di esportazione dei dati dalla nostra piattaforma a quella del CED; eventuale disponibilit di tracciati di esempio), chiarimento da noi richiesto sempre con la citata missiva del 1/12/2011 ma al momento non ancora fornitoci.

2) PROCESSO CIVILE TELEMATICO (PCT) A BINARIO UNICO E SUOI LIMITI Come accennavo nel precedente Capitolo, linformatizzazione del processo raggiunge la sua massima estensione nel processo civile telematico/PCT, perch questultimo si sostanzia (oltre che nei depositi, notificazioni e comunicazioni telematiche) nella completa dematerializzazione del fascicolo cartaceo e quindi nella formazione di un fascicolo informatico che ne prende il posto. In proposito, appare opportuno ribadire che, nel Processo Civile Telematico, gli unici documenti e fascicoli aventi valore legale sono quelli informatici, mentre le copie cartacee (analogiche) dei documenti e fascicoli informatici (digitali) rispondono a mere esigenze di comodo; a ci fanno allo stato eccezione le notifiche successive allemissione del provvedimento informatico/telematico e le ricevute o marche relative al pagamento del contributo unico unificato, non avendo ancora trovato concreta attuazione la normativa sulle notifiche telematiche da parte dellUNEP di cui allart. 17 del Regolamento di cui al Decreto Interministeriale 21/2/2011, n. 44 (a parte quelle dirette tra Avvocati di cui al successivo art. 18) e quella sui pagamenti telematici di cui agli artt. 30 Reg. cit. e 190 e ss. DPR n. 115/2002 (al di fuori di tale normativa, stata stipulata in materia qualche convenzione, come quella del Tribunale di Milano, che per pone problemi di esclusiva, di commissioni ed altro). Vari Uffici giudiziari hanno realizzato il PCT in alcuni settori o ne hanno comunque avviato la fase di sperimentazione. Il Tribunale di Campobasso, dopo avere costituito nel settembre 2010 un apposito Gruppo di Lavoro per la digitalizzazione ottica delle Cancellerie (successivamente ridenominato Gruppo di Lavoro misto per il Processo Civile Telematico-PCT), stato ammesso dal Ministero della Giustizia/DGSIA (giusta nota del 27/1/2011, Prot. m_dg.DOG07.27/01/2011.0002260.U) al progetto per il Processo Civile Telematico col sistema del doppio binario (v. oltre). E stata cos 8

eseguita, in accordo col CISIA, la pulizia informatica su base distrettuale del sistema SICID per lAnagrafica Avvocati, mentre Magistrati e Personale amministrativo hanno seguito in loco appositi corsi di formazione ministeriali nel giugno 2011, laddove vari Avvocati hanno partecipato a quelli privatamente organizzati con la Lextel dal locale Consiglio dellOrdine Forense. Allesito, il 5/7/2011, abbiamo emesso il primo provvedimento giurisdizionale telematico (decreto ingiuntivo) nella storia del nostro distretto; il CSM, in proposito, nella seduta del 7/9/2011 ha adottato il relativo provvedimento di presa datto (Pratica n. 19/IN/2011). Il nostro Processo Civile Telematico stato avviato col sistema del doppio binario (ossia della formazione di documenti informatici sottoscritti con firma digitale senza valore legale, parallelamente ai conformi documenti cartacei con valore legale) e, essendosi munita di PEC (anche se non ancora della pur necessaria smart-card con firma digitale) oltre la met degli Avvocati iscritti al locale Ordine, in data 1/1/2012 abbiamo richiesto lattivazione del binario unico, consistente nella dematerializzazione dei fascicoli monitori (che cos divengono fascicoli informatici dufficio, contenenti gli atti del processo come documenti informatici: v. pure artt. 2, lett. h, 11, 12, 14 e 15 del DM 21/2/2011, n. 44), con firma digitale e trasmissione telematica a valore legale dei relativi documenti informatici (v. pure art. 13 DM cit.). Quindi, con decreto ministeriale/dirigenziale DGSIA del 13/3/2012, siamo stati ammessi al Processo Civile Telematico/PCT col sistema del binario unico (ossia della formazione di documenti informatici sottoscritti con firma digitale con valore legale) per i procedimenti monitori, che abbiamo concretamente avviato dopo lemanazione delle relative disposizioni operative di cui ai miei decreti del 19/3/2012 e del 17/4/2012. Il mese scorso abbiamo anche organizzato, su proposta della Lexteam, un incontro formativo gratuito sul MagOffice (pi pratico rispetto alla Consolle, la quale -ivi inclusa lultima versione 6continua a dare problemi di impostazione e di sistema) destinato ai Magistrati ed ai Funzionari del locale Presidio CISIA. In prospettiva, ci proponiamo di estendere il PCT anche alle esecuzioni, ai fallimenti e, alfine, al processo civile di cognizione. Ad ogni modo, risulta necessario o comunque sommamente opportuno che, a livello ministeriale, vengano superati alcuni limiti, problemi, intoppi ed ostacoli tuttora presenti nellorganizzazione del PCT. Ad esempio, occorre che anche i funzionari del CISIA vengano formati a livello ministeriale e possano accedere a tal fine alla Consolle del Magistrato (come ora anche al MagOffice) ed alla Consolle del Cancelliere, cos da poter formare a loro volta Magistrati e Personale amministrativo e supportarli costantemente nel tempo nellutilizzo del PCT (al pari di quanto avviene per i sistemi

del POLISWEB e del REGE). La formazione a cascata altres uno strumento utile per ridurre i costi ed agevolare la diffusione dei sistemi. Occorre mettere a punto un programma informatico che permetta di esercitarsi sulla Consolle del Magistrato in maniera virtuale, senza dover necessariamente emettere (come accade attualmente, o comunque come accaduto nella nostra fase formativa del giugno 2011) provvedimenti informatici effettivi. Occorre velocizzare il sistema, che a volte funziona alquanto lentamente, altre volte va in blocco ed altre volte ancora presenta problemi che impediscono linvio dei provvedimenti telematici alla Cancelleria o la ricezione degli stessi da parte di questultima. Occorre anche semplificare il sistema, evitando troppi passaggi e specie quelli, come ad esempio gli aggiornamenti ad ogni singolo accesso alle consolle, che attualmente richiedono eccessivo dispendio di tempo; senza parlare delle complicazioni nelluso dei comandi, che potrebbero essere evitate attraverso lideazione di programmi semplificati. Vorrei al riguardo ricordare che, tanto pi nell'ambito di societ complesse quali quelle odierne, la semplificazione e la sintesi costituiscono obiettivi molto importanti, sebbene di non facile realizzazione (in altro ambito, noi lo abbiamo fatto con la costituzione di un apposito Gruppo di Studio sulle sentenze civili di regola concise e lavvio della relativa fase sperimentale, che, nel 2011, ha permesso un considerevole incremento di produttivit ed il quasi dimezzamento delle cause civili ultraquinquennali). Occorre permettere che i Giudici possano accedere anche da casa alla Consolle del Magistrato, perch altrimenti lutilizzo del PCT viene a costituire un aggravio anzich un servizio utile anche a noi e quindi rischia di cadere di fatto in disuso. In vari distretti quest'accesso da casa possibile, mentre non lo era nel nostro (al pari di altri nell'Italia meridionale), in quanto siamo dotati di una smart card con scheda Modello AT che, per problemi di protezione del sistema, impediva appunto alla nostra consolle di funzionare da casa. Ci dipendeva dalladesione a suo tempo prestata, per il nostro distretto cos come per altri, al Progetto per questo tipo di scheda (mod. AT), laddove, nei distretti che hanno aderito al progetto per la scheda postecom o postecert (a parte le smart card commerciali come infocamere o aruba), questo problema non si pone e quindi il Magistrato pu usare la propria consolle anche da casa. Daltra parte, la smart-card Mod. AT dava problemi anche nelluso del gi menzionato MagOffice (alternativo alla Consolle del Magistrato e pi facile rispetto a questa: cfr. pure le note e schede del Ministero della Giustizia/DGSIA 2/11/2011, prot. m_dg.DOG07.02/11/2011.0029031.U e 19/4/2012, prot. m_dg.DOG07.19/04/2011.0009728.U), di cui ora disponibile anche la pi aggiornata versione 2. Pervero, nello scorso mese di marzo il DGSIA, anche a seguito delle nostre segnalazioni, sembra avere risolto la questione e sono cos partiti i primi d.i. telematici con la scheda Modello AT anche da casa; il sistema ha dato comunque problemi ulteriori (e non solo nel nostro distretto) anche per 10

trasmettere con la consolle i d.i. dallo stesso Ufficio del Magistrato alla Cancelleria. Problemi ulteriori sta dando la consolle correlata allimpostazione dei provvedimenti monocratici o collegiali. Occorrerebbe rendere compatibile il MagOffice con lOffice 2003 (preferibile a giudizio dei pi rispetto allOffice 2007), perch essa compatibile solo con Office 2007, mentre la Consolle del Magistrato compatibile solo con Office 2003 e non con Office 2007, sicch se si installa luno si disinstalla automaticamente laltra e viceversa. Occorrerebbe, al di l di quanto appena segnalato, evitare i frequenti aggiornamenti dei sistemi informatici (lultima consolle porta il n. 6 -ce ne sono state anzi due successive versioni, perch la prima non andava-, nel giro di poco tempo ci sono state le precedenti e poi, sempre magari a stretto giro, verranno la 7, la 8, la 9 e cos via), che talora mutano anche le impostazioni nelluso dei sistemi stessi, con conseguenti complicazioni ulteriori per chi ne fa uso. Occorre, al di l del positivo utilizzo del sistema di riconoscimento ottico dei caratteri OCR, semplificare la ricerca e consultazione dei documenti informatici allegati in pdf al documento/atto giudiziario informatico principale, attraverso un sistema che renda la consultazione degli allegati pi rapida ed agevole rispetto alla ricerca manuale dei documenti inseriti nei tradizionali fascicoli cartacei. Questo non un aspetto secondario (come potrebbe sembrare a prima vista), perch si riflette direttamente sul tempo di lavoro necessario per lo studio dei fascicoli e la redazione dei relativi provvedimenti; per cui, se non lo si risolver per il meglio, il PCT stenter a decollare. Occorre mettere bene e definitivamente a punto a livello centrale i programmi informatici relativi alle esecuzioni, ai fallimenti e soprattutto al processo civile di cognizione. Occorre, una volta esteso il PCT al processo di cognizione, risolvere il problema dei verbali di udienza. Difatti, questi possono essere redatti con firma digitale e quindi integrare documenti informatici idonei a confluire nel sistema, ma ci richiede che il Giudice in udienza tratti direttamente una causa per volta. Nella prassi, per, molti Giudici sogliono far redigere i verbali di udienza cartacei (compresi quelli di raccolta delle prove) direttamente dagli Avvocati, salva la rilettura finale del verbale da parte del Giudice prima della sua sottoscrizione; e questo serve a velocizzare le udienze, specie quelle in cui viene trattato un numero elevato di cause. Quest'ultimo sistema risulta tuttavia incompatibile con la formazione del documento digitale, perch il verbale cartaceo formato dagli Avvocati non pu essere inserito nel sistema. Il nostro Tribunale, a seguito del trasferimento presso la nuova sede del settore civile, ha concordato col locale Consiglio dellOrdine Forense di procedere alla redazione a stampa dei verbali di udienza, attraverso fotocopiatrici con collegamento wireless ai pc degli Avvocati fornite dallo stesso Ordine (cfr. il precedente Capitolo n. 1, paragrafo C); dopodich, la Cancelleria procede a scannerizzare i verbali e ad inserirli in ADA. Occorrerebbe dunque, ai fini del PCT di cognizione, adottare un programma informatico al livello centrale (ministeriale), che permetta di far refluire in tempo reale detti verbali scannerizzati nel SICID, cos che gli stessi possano poi confluire nella Consolle del Magistrato o 11

nel MagOffice (e vi confluiranno completi delle sottoscrizioni autografe -analogiche- di eventuali testimoni, o parti in sede dinterrogatorio formale, o CTU, magari dello stesso Cancelliere di udienza e del Magistrato, senza dunque la necessit di una loro firma digitale e con la sola firma digitale di chi ve li inserisce materialmente). Se un simile programma non verr adottato, si rischia che i Magistrati non procederanno a formare questi documenti informatici (verbali di udienza) perch, sia pure ricorrendo alluso dei Dragon (che abbiamo avuto in dotazione per la dettatura orale e che stiamo proficuamente utilizzando per redigere le sentenze), la trattazione di una sola causa per volta potrebbe comunque allungare a dismisura i tempi delludienza. Se invece il suddetto programma verr adottato, i verbali di udienza potranno essere dematerializzati al pari degli atti introduttivi, delle comparse di risposta, delle memorie, delle comparse conclusionali, delle sentenze, ecc. (cfr. art. 11 DM 21/2/2011, n. 44); insomma, l'intero fascicolo del processo di cognizione telematico potr essere dematerializzato e cos trasformato in fascicolo informatico dufficio con valore legale, contenente in originale gli atti del processo come documenti informatici (v. pure artt. 2, lett. h, prima parte, 11, 12 e 15 DM cit.) e visibile e gestibile anche dallesterno (ovviamente non in word ma in pdf immodificabile -opportunamente per non in formato immagine, ma in formato testuale, che dia cio la possibilit del copia e incolla- e con uso di firma digitale e di PEC), ossia da casa e/o dallo studio, dai diretti interessati (Magistrati, Avvocati, CTU, ecc.), tramite il punto di accesso. La tardiva soluzione dei sovraesposti problemi (soluzione che dipende da Roma e non da noi) potr comportare ed anzi comporter un ritardo nellimplementazione del PCT. La tempestiva soluzione dei sovraesposti problemi, invece, permetterebbe un sempre maggiore ricorso alle tecniche telematiche da parte degli Avvocati (oltre che dei CTU, ecc.), presupposto necessario per il reale funzionamento in concreto del PCT, ricorso allo stato purtroppo ancora limitato non solo per ostacoli di tipo culturale, ma anche per via dei problemi sin qui segnalati. Quello che io mi chiedo (e me lo chiedo avendo in passato praticato pure il trading on line e puranche lo scalping) come mai ad esempio le banche possano essere munite da anni di ottimi sistemi telematici, semplici da usare, sostanzialmente immutati nel tempo e sempre perfettamente funzionanti, mentre noi ci continuiamo a dibattere in tante e tante gravi difficolt, blocchi di sistema, problemi duso e dimpostazione e via dicendo (a parte i connessi grovigli normativi). N si venga a dire che i nostri sistemi di protezione richiedono maggiori cautele e dunque creano maggiori complicazioni, perch, di contro, anche i sistemi delle banche debbono essere ben protetti, dato che si ha a che fare con denaro dei risparmiatori (che altrimenti le banche dovrebbero rifondere) ed anzi con somme spesso ingenti o ingentissime (si pensi non solo alle carte di credito e sim ricaricabili telematicamente ed ai prelievi o versamenti telematici sui conti correnti, ma anche alle operazioni telematiche di tipo finanziario sui siti bancari collegati ai conti correnti, ecc.). Non so quali convenzioni abbia il Ministero e con chi e non so se il problema risieda l o altrove, ma 12

certamente appare incredibile che i sistemi privati (ma anche taluni sistemi della P.A.) funzionino cos bene, mentre i nostri funzionano cos male.

3) DOCUMENTO INFORMATICO, FIRMA ELETTRONICA E FIRMA DIGITALE. ORIGINALI, COPIE, ESTRATTI, DUPLICATI E RIPRODUZIONI DI DOCUMENTI INFORMATICI E RELATIVO REGIME PROBATORIO NEL PROCESSO CIVILE A) Il documento informatico Il documento informatico si sostanzia nella rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti (cfr. artt. 1, lett. p e 20 del Codice dellAmministrazione Digitale/CAD di cui al D.Lgs. 7/3/2005, n. 82 e success. modif. e integr., tra le quali quelle di cui al D.Lgs. 4/4/2006, n. 159, al D.Lgs. 4/4/2006, n. 159, al D.Lgs. 30/12/2010, n. 235 ed al DL 11/8/2011 n. 138 come convertito nella legge 14/9/2011, n. 148). Il documento su supporto digitale pu essere di vari tipi: un documento sin ab origine informatico; oppure un documento informatico contenente la copia di un documento analogico; oppure un documento informatico contenente la copia di un altro documento informatico; e poi c il documento analogico contenente la copia di un documento informatico. Ma su ci si torner diffusamente nel successivo paragrafo C, illustrando preliminarmente nel successivo paragrafo B il tema della firma digitale (oltre che della firma elettronica, della firma elettronica avanzata e della firma elettronica qualificata). B) Documento informatico e firma digitale La firma digitale, generata mediante un dispositivo per la creazione di una firma sicura, si correla al rilascio di un certificato qualificato che, al momento della sottoscrizione, permetta di rilevare, oltre la sua validit (nel senso di non risultare scaduto, revocato o sospeso), anche gli elementi identificativi del titolare e del certificatore accreditato e gli eventuali limiti d'uso (cfr. art. 24 CAD e art. 2, lett. g del Regolamento di cui al DM 21/2/2011, n. 44). La firma digitale e, pi in generale, la firma elettronica pu essere anche autenticata (avendosi in tal caso per riconosciuta ex art. 2703 cc), ove il pubblico ufficiale a ci autorizzato attesti che stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell'identit personale del titolare, della validit del certificato elettronico utilizzato e del fatto che il documento sottoscritto non e' in contrasto con l'ordinamento giuridico (art. 25 CAD). Il documento informatico senza firma digitale o contenente una semplice firma elettronica (non qualificata n avanzata: per la distinzione tra firma elettronica, firma elettronica avanzata, firma elettronica qualificata e firma digitale, v. pure art. 1, lett. q, q-bis, r, s CAD) liberamente valutabile in giudizio quanto al suo valore probatorio ed alla sua idoneit ad integrare il requisito della forma scritta (artt. 20, co. 1-bis e 21, co 1 CAD), mentre quello sottoscritto con firma 13

elettronica di tipo digitale (e formato nel rispetto delle vigenti regole legislative e regolamentari) o avanzata o qualificata ha, ai sensi dell'art. 21, co. 2 (e 23-ter) CAD, lefficacia probatoria di cui all'art. 2702 cc e quindi fa piena prova fino a querela di falso della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritto; sempre ai sensi dell'art. 21, co. 2 CAD, comunque, lutilizzo del dispositivo di firma digitale si presume riconducibile al titolare della smart card, salvo che questi dia prova contraria. Se poi la firma elettronica autenticata da pubblico ufficiale, essa si ha per riconosciuta ex art. 2703 cc (art. 25 CAD). Inoltre, il documento informatico con firma digitale o qualificata soddisfa il requisito della forma vincolata di cui all'art. 1350 cc (art. 21, co. 2-bis CAD). C) Originali, copie, estratti, duplicati e riproduzioni di documenti informatici Come si diceva nel precedente paragrafo A, il documento informatico pu essere di vari tipi: originale informatico, ossia un documento sin ab origine informatico (si pensi ad esempio, nellambito del PCT, alle richieste monitorie telematiche ed ai decreti ingiuntivi telematici nella fase del binario unico); oppure un documento informatico contenente la copia di un documento analogico (come quello cartaceo: si pensi ad esempio, sempre nellambito del PCT, alle copie informatiche ottenute dalla scannerizzazione dei documenti cartacei allegati alle richieste monitorie); oppure un documento informatico contenente la copia di un altro documento informatico; e poi c il documento analogico contenente la copia di un documento informatico. Questa distinzione, sintetizzata anche ad esempio nellart. 2, lett. h del Regolamento di cui al DM 21/2/2011, n. 44 (e, quanto al formato dellatto processuale come documento informatico ed al formato dei documenti informatici allegati, cfr. i successivi artt. 11 e 12 DM cit.), la si rinviene pure negli artt. 20 e ss. del CAD, il quale trova il suo presupposto nel DPR n. 445/2000, a parte altri precedenti provvedimenti normativi (come il DPR n. 513/97, a norma dellart. 15, co. 2 L. 59/97). Anzi, pi nello specifico, il CAD definisce e distingue ulteriori fattispecie documentali: la copia informatica di documento analogico, la copia per immagine su supporto informatico di documento analogico, la copia informatica di documento informatico e lestratto informatico di documento informatico, la copia analogica di documento informatico, il duplicato informatico di documento informatico, la riproduzione informatica di documento analogico o informatico (cfr. art. 1, lett. i-bis, i-ter, i-quater, i-quinquies CAD ed artt. 22, 23 e 23-bis, 23-ter, 23-quater CAD). Per il concetto di originale non unico, cfr. poi lart. 1, lett. v CAD; per i concetti di documento informatico e documento analogico cfr. rispettivamente art. 1, lett. p, p-bis CAD. In pratica, la copia informatica di documento analogico (artt. 1, lett. i-bis e 23, co. 1 CAD) un documento informatico avente un contenuto identico (tramite riscrittura) a quello del documento analogico da cui tratta. La copia per immagine su supporto informatico di documento analogico (artt. 1, lett. i-ter e 23, co. 2 CAD) quella che si ottiene mediante la scansione (scannerizzazione) del documento analogico. La copia informatica di documento informatico (artt. 1, lett. i-quater e 2314

bis, co. 2 CAD) quella che invece si ottiene ad esempio col copia e incolla, mentre lestratto informatico di documento informatico (stesso art. 23-bis, co. 2 CAD) si ottiene attraverso il copia e incolla di una sola parte del documento. Il duplicato informatico di documento informatico (artt. 1, lett. i-quinquies e 23-bis, co. 1 CAD) quello che si ottiene con la memorizzazione (salva con nome) sullo stesso dispositivo (es. un pc) o su dispositivi diversi (es. anche su altro pc e/o su penna usb) di altro documento informatico identico. La copia analogica e lestratto analogico di documento informatico (art. 23 CAD) quella che si ottiene dalla stampa (integrale oppure, quanto allestratto, parziale) del documento informatico o dalla sua ritrascrizione. La riproduzione informatica di documento analogico o informatico (art. 23-quater CAD) la copia senza la firma elettronica n altra firma elettronica qualificata, n attestazione di conformit. D) Regime probatorio nel processo civile degli originali di documenti informatici Il documento informatico originale senza firma digitale liberamente valutabile dal Giudice quanto al suo valore probatorio ed alla sua idoneit ad integrare il requisito della forma scritta (artt. 20, co. 1-bis e 21, co. 1 CAD). Il documento informatico originale con firma digitale (o con firma elettronica avanzata o qualificata), invece, fa piena prova fino a querela di falso della provenienza delle dichiarazioni da chi lha sottoscritto ex art. 2702 cc, presumendosi lutilizzo del dispositivo di firma digitale riconducibile al titolare della smart card, salvo che questi dia prova contraria (art. 21, co. 2 CAD). Se poi la firma elettronica autenticata da pubblico ufficiale, essa si ha per riconosciuta ex art. 2703 cc (art. 25 CAD). Inoltre, il documento informatico originale con firma digitale (o con firma elettronica qualificata) soddisfa il requisito della forma vincolata di cui all'art. 1350 cc (art. 21, co. 2-bis CAD). E) Regime probatorio nel processo civile delle copie, estratti, duplicati e riproduzioni di documenti informatici Per quanto concerne le copie, ai sensi dellart. 22, co. 1 CAD, il documento informatico contenente la copia di atti pubblici o scritture private o di documenti in genere su supporto analogico, se ad esso apposta/associata la firma digitale (o altra firma elettronica qualificata) del depositario autorizzato o del pubblico ufficiale che lo spedisce o rilascia, ha piena efficacia ai sensi degli artt. 2714 e 2715 cc (al pari, in sostanza, delle copie conformi rispettivamente di atti pubblici e di scritture private) e sostituisce il documento originale analogico (art. 22, co. 4 CAD, salvo quanto previsto dai successivi co. 5 e 6). Ai sensi dellart. 23-ter, co. 3 CAD, le copie informatiche di documenti analogici formati dalla PA hanno il medesimo valore giuridico degli originali, se la conformit assicurata con la firma digitale o altra firma elettronica qualificata del funzionario a ci delegato e nel rispetto delle regole tecniche di cui allart. 71 CAD. 15

Per quanto riguarda le copie informatiche di documenti processuali originali in formato cartaceo, il Cancelliere ne attesta la conformit sottoscrivendo dette copie con la propria firma digitale (art. 21, co. 3 DM 21/2/2011, n. 44). Specularmente, la copia conforme (ossia con attestazione di conformit alloriginale da parte di un pubblico ufficiale a ci autorizzato) su supporto analogico di un documento informatico con firma digitale (o elettronica avanzata o qualificata) ha la stessa efficacia probatoria delloriginale (art. 23, co. 1 CAD); invece, la copia o lestratto (sia luna che laltro senza attestazione di conformit) su supporto analogico di un documento informatico conforme alle vigenti regole tecniche (cfr. art. 71 CAD e successivo DM 2/11/2005, n. 19818) ha la stessa efficacia probatoria delloriginale a condizione che la conformit non venga disconosciuta, fermo l'obbligo (ove previsto) di conservazione dell'originale informatico (art. 23, co. 2 CAD). Lart. 22, co. 2 e 3 disciplina poi lipotesi delle copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico, le quali hanno la stessa efficacia probatoria degli originali se la loro conformit attestata da notaio o altro pubblico ufficiale a ci autorizzato con dichiarazione allegata al documento informatico ed asseverata secondo le regole tecniche di cui allart. 71 CAD (art. 22, co. 2), mentre, se le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico sono prive della predetta attestazione di conformit ma sono state formate nel rispetto delle regole tecniche di cui allart. 71 CAD, hanno la stessa efficacia probatoria degli originali se la loro conformit alloriginale non espressamente disconosciuta (art. 22, co. 3). sostituisce il documento originale analogico (art. 22, co. 4 CAD, salvo quanto previsto dai successivi co. 5 e 6). Le copie per immagine su supporto informatico di documenti originali formati in origine su supporto analogico sostituiscono (al pari delle copie informatiche di documenti analogici di cui allart. 22, co. 1) il documento originale analogico (art. 22, co. 4 CAD, salvo quanto previsto dai successivi co. 5 e 6). Lart. 23-bis CAD disciplina invece lipotesi dei duplicati, copie ed estratti informatici di documenti informatici. I duplicati informatici di documenti informatici hanno il medesimo valore giuridico del documento informatico da cui sono tratti, se prodotti in conformit alle regole tecniche di cui allart. 71 CAD (art. 23-bis, co. 1 CAD). A loro volta, le copie e gli estratti informatici di documenti informatici, se prodotti in conformit alle regole tecniche di cui allart. 71 CAD, hanno la stessa efficacia probatoria degli originali, se la conformit alloriginale in tutti i suoi componenti attestata da pubblico ufficiale a 16

ci autorizzato o non espressamente disconosciuta (art. 23-bis, co. 2 CAD). Resta fermo lobbligo di conservazione, ove previsto, delloriginale informatico (art. 23-bis, co. 2 CAD). Infine, lart. 23-quater CAD, come inserito dallart. 16, co. 2 DPR n. 235/2010, ha parzialmente integrato lart. 2712 cc, nel senso che il documento informatico senza n firma digitale (o avanzata o qualificata) n attestazione di conformit, contenente copia (ossia riproduzione) di documento analogico o di altro documento informatico, ha la stessa efficacia delloriginale solo se non viene disconosciuto da colui contro il quale prodotto e cio (al pari delle riproduzioni fotografiche o cinematografiche, delle registrazioni fonografiche e, in genere, di ogni altra rappresentazione meccanica di fatti e di cose) forma piena prova dei fatti e delle cose rappresentate, se colui contro il quale sono prodotte non ne disconosce la conformit ai fatti o alle cose medesime. F) Le regole tecniche e le specifiche tecniche Il discorso sin qui svolto non sarebbe tuttavia completo se non si facesse cenno al fatto che, come si visto, varie tra le citate norme di cui agli artt. 20 e ss. CAD prescrivono il rispetto delle regole tecniche ex art. 71, il cui co. 1, il quale per non ancora operativo perch dette regole tecniche non sono state ancora emanate (sul sito digitpa possibile rinvenirne solo una bozza, pubblicata il 5/8/2011. Invece, per il processo tributario, cfr. il DM/Economia e Finanze 26/4/2012). Per cui, risulta applicabile il co. 2, che conserva lefficacia delle regole tecniche vigenti fino alladozione di quelle di cui al co. 1. Regole tecniche vigenti che, nella materia de qua, quanto alle copie informatiche a fini di conservazione dei documenti sono (a parte la Proposta di regole tecniche in materia di formazione e conservazione di documenti informatici del Ministero per le riforme e le innovazioni nella PA del 14/1/2008) quelle di cui alla Deliberazione CNIPA 19/2/2004, n. 11, correlata allart. 6, co. 1 e 2 DPR n. 445/2000 (regole tecniche da considerarsi a mio sommesso avviso tuttora vigenti nonostante labrogazione dellart. 6 DPR n. 445/2000 cit. ad opera dellart. 91, lett. b CAD); e, quanto alla firma digitale, sono quelle di cui al DPR 30/3/2009 (che, allart. 53, ha tra laltro abrogato il DPCM 13/1/2004). Con specifico riferimento alla materia processuale e, in tale ambito, alla formazione dei fascicoli informatici ed alle copie informatiche a fini di conservazione degli atti, documenti probatori ed allegati su supporto cartaceo, vanno invece osservate le specifiche tecniche cui rinvia lart. 34 Reg. n. 44/2011, che sono quelle di cui agli artt. 11 e 15 del Provvedimento DGSIA 18/7/2011. Quanto poi alla richiesta ed al rilascio (telematici) di copie, semplici o autentiche o esecutive in formato digitale o cartaceo di atti e documenti (informatici o cartacei) del processo ex art. 21, co. 17

1 (e 2) Reg. n. 44/2011, previo pagamento dei diritti di Cancelleria ai sensi della normativa vigente (e quindi al di fuori della materia attinente alle copie informatiche a fini di conservazione degli atti), vanno osservate le specifiche tecniche di cui al successivo art. 34, che sono quelle di cui agli artt. 22 e 23 del Provvedimento DGSIA 18/7/2011, il quale ultimo articolo rinvia agli artt. 16 Reg. n. 44/2011 e 23-ter, co. 5 CAD, il quale ultimo articolo a sua volta rinvia al rispetto delle regole tecniche di cui allart. 71 CAD, il cui co. 2 (non essendo state ancora emanate dette regole tecniche di cui al co. 1) rinvia alle regole tecniche vigenti: sembrerebbe che qui ci sia un circolo vizioso (tra lart. 23 Provvedimento DGSIA 18/7/2011 e gli artt. 23-ter, co. 5 e 71, co. 2 CAD), ma, in realt, le regole tecniche vigenti in materia di formazione, trasmissione e validazione dei documenti informatici tramite PEC sono quelle di cui al DPCM 2/11/2005, n. 19818. E queste ultime sono allo stato, in definitiva, le regole tecniche da rispettare (anche) in materia di richiesta e rilascio (telematici) di copie, semplici o autentiche o esecutive in formato digitale o cartaceo di atti e documenti (informatici o cartacei) del processo ex art. 21, co. 1 e 2 Reg. n. 44/2011. Circa il rilascio di copie (anche parziali, ossia per estratto) informatiche di atti e documenti del processo in formato cartaceo, il Cancelliere attesta la conformit della copia informatica al documento processuale originale cartaceo sottoscrivendola con la propria firma digitale (art. 21, co. 3 Reg. N. 44/2011); la richiesta ed il rilascio della copia informatica debbono avvenire per via telematica, a mezzo PEC (artt. 21 Reg. cit. e artt. 22 e 23 Provvedimento DGSIA 18/7/2011). Per converso, la conformit della copia cartacea al documento processuale informatico assicurata da un contrassegno a stampa apposto sulla stessa e generato elettronicamente ex art. 23ter CAD, co. 5 (nel rispetto delle regole tecniche di cui al successivo art. 71), come richiamato pure dallart. 23, co. 1 del citato Provvedimento DGSIA 18/7/2011: e, anche qui, le regole tecniche da rispettare (ex art. 71, co. 2) debbono ritenersi essere quelle di cui al gi citato DPCM 2/11/2005, n. 19818. Infine, ai sensi dellart. 23, co. 3 del menzionato Provvedimento DGSIA 18/7/2011, anche le copie informatiche di documenti informatici debbono contenere (in ogni pagina) il contrassegno di cui allart. 23-ter, co. 5 CAD (nel rispetto delle regole tecniche di cui al successivo art. 71, essendo allo stato vigenti e da rispettare ex art. 71, co. 2 sempre quelle di cui al citato DPCM 2/11/2005, n. 19818), oltre che la firma digitale o la firma elettronica qualificata del Cancelliere che ne attesta la conformit alloriginale. Anche la richiesta ed il rilascio delle copie informatiche di documenti informatici processuali debbono avvenire per via telematica, a mezzo PEC (artt. 21 Reg. cit. e artt. 22 e 23 Provvedimento DGSIA 18/7/2011). G) Efficacia probatoria del documento informatico prodotto in un processo civile telematico o cartaceo In chiusura ed ancora con specifico riferimento al regime probatorio del documento informatico, si pone la questione dellefficacia probatoria di un documento informatico prodotto, in 18

allegato allatto introduttivo o alla comparsa di risposta o comunque nel rispetto dei termini previsti dal cpc, in un processo (telematico o cartaceo), ad esempio attraverso la comunicazione telematica del relativo file (nel processo telematico) o la produzione di un cd-rom (nel processo cartaceo). Il campo va innanzi tutto sgombrato dal Processo Civile Telematico/PCT, perch in tale processo sono producibili solo documenti informatici per via telematica. Si tratta di documenti ab origine informatici e quindi originali, come ad esempio il ricorso monitorio telematico o il decreto ingiuntivo telematico; oppure di documenti informatici che consistono in copie derivanti dalla scansione di documenti cartacei, come ad esempio gli allegati al ricorso monitorio telematico; oppure di documenti informatici consistenti in copie o estratti o riproduzioni di altri documenti informatici (sulle quali cfr. tutto quanto gi precedentemente esposto e quanto si dir anche oltre). Con riferimento invece al processo cartaceo, bisogna distinguere se trattasi di documento informatico originale o di una copia (o duplicato o estratto o riproduzione) informatica di documento informatico o cartaceo. Quanto al documento informatico originale prodotto in un processo cartaceo (es. un contratto telematico prodotto attraverso il deposito del cd-rom originale contenente il relativo file), valgono, sotto il profilo della relativa efficacia probatoria, le regole gi esposte al precedente paragrafo D (ed F), cui si rinvia (cfr. pure lo schema di cui al successivo Capitolo n. 6, All. n. 1). Parimenti, quanto alla copia (o estratto o duplicato) informatica di documento informatico o cartaceo prodotta in un processo cartaceo (sempre ad esempio attraverso la produzione di un cd-rom contenente detta copia o estratto o duplicato), valgono, sotto il profilo della relativa efficacia probatoria, le regole gi esposte al precedente paragrafo E (ed F), cui si rinvia (cfr. pure lo schema di cui al successivo Capitolo n. 6, All. n. 1). In materia, tanto per i documenti informatici originali quanto per le copie (o estratti o duplicati) informatiche di documenti informatici o cartacei, la vera complicazione, allatto pratico, quella della verifica da parte del Giudice sul rispetto o meno da parte del documento informatico (e della firma digitale appostavi e della sua eventuale trasmissione telematica -in tal caso prima che il file venisse trasfuso sul cd/rom-), cos prodotto nel processo cartaceo, delle regole tecniche cui si fatto riferimento al paragrafo F (le specifiche tecniche di cui allart. 34 Reg. n. 44/2011, di cui al Provvedimento DGSIA 18/7/2011; le regole tecniche vigenti di cui allart. 71, co. 2 ed al DPR 30/3/2009, quanto alla firma digitale; le regole tecniche vigenti di cui allart. 71, co. 2 ed al DPCM 2/11/2005, n. 19818, in materia di formazione, trasmissione e validazione dei documenti informatici tramite PEC). Verifica tecnica che il Giudice non ha competenza per compiere. Certo, se la controparte non contesta la conformit del documento informatico processuale (in originale o in copia o estratto o duplicato) alle anzidette regole tecniche, il problema non si pone, perch, sia in base al principio di non contestazione e sia in applicazione diretta o comunque 19

estensiva o analogica dellart. 2712 cc, il prodotto documento informatico avr piena efficacia probatoria dei fatti e delle cose rappresentate. Anzi, tale piena efficacia probatoria, sempre in base al disposto dellart. 2712 cc, propria anche della mera riproduzione informatica (di documenti analogici o informatici) e cio del documento informatico privo di firma digitale o altra firma elettronica e/o privo di attestazione di conformit e/o difforme dalle regole tecniche in discussione, ove la controparte non ne disconosca la conformit ai fatti o alle cose in esso rappresentate. Qualora, invece, la controparte disconosca la conformit della mera riproduzione informatica (di documenti analogici o informatici) e cio del documento informatico privo di firma digitale o altra firma elettronica e di attestazione di conformit (quando richiesta), lo stesso non avr alcuna efficacia probatoria. Se, infine, la controparte disconosce la conformit del documento informatico processuale (in originale o in copia o estratto o duplicato) e/o della firma digitale appostavi e/o delle modalit di sua eventuale trasmissione telematica (in tal caso prima che il file venisse trasfuso sul cd/rom) alle anzidette regole tecniche, al Giudice non rester che disporre apposita CTU al riguardo. H) Scheda riepilogativa: rinvio Il discorso svolto nel presente Capitolo su originali, copie, estratti, duplicati e riproduzioni di documenti informatici e relativo regime probatorio pu essere opportunamente riassunto, per motivi di sintesi e praticit, nella scheda riepilogativa appositamente predisposta ed inserita nel Capitolo n. 6, All. n. 1, cui si rinvia.

4) DOCUMENTO INFORMATICO E FASCICOLO INFORMATICO A) Il fascicolo informatico nel Processo Civile Telematico/PCT a binario unico Con riferimento al PCT a binario unico (cfr. il precedente Capitolo n. 2) ed alla formazione del fascicolo informatico con valore legale di cui agli artt. 2, lett. h, prima parte, 11, 12 e 15 DM cit., ai sensi dellart. 12, co. 3 DPR n. 123/2001 la formazione del fascicolo informatico non elimina l'obbligo di formazione del fascicolo d'ufficio su supporto cartaceo. Tuttavia, lart. 37, co. 2 del Regolamento di cui al Decreto interministeriale n. 44/2011 stabilisce che dalla data di cui al comma 1 [18/5/2011], cessano di avere efficacia nel processo civile le disposizioni del decreto del presidente della Repubblica 13 febbraio 2001, n. 123. Anche ove si ritenga che il rinvio operato al citato Regolamento n. 44/2011 dall'art. 4, co. 1 e 2 DL n. 193/2009, come convertito nella L. n. 24/2010, abbia carattere recettizio e che quindi detto Regolamento abbia forza di legge cos potendo validamente rimuovere lefficacia delle disposizioni del precedente DPR (rinvio che, peraltro, riguarda le sole regole tecniche, per cui, secondo altra interpretazione, non assumerebbero forza di legge le norme del Regolamento che, come quella in esame, sembrerebbero non contenere regole tecniche), resta il fatto che la completa 20

dematerializzazione dei fascicoli monitori presuppone, tra laltro, la possibilit di pagamento telematico del contributo unificato, laddove allo stato non hanno avuto ancora attuazione (a parte qualche convenzione come quella del Tribunale di Milano, la quale per pone problemi di esclusiva, di commissioni ed altro) le disposizioni di cui allart. 30 Reg. cit. e 190 e ss. DPR n. 115/2002. Ne deriva la necessit, allo stato, di formare comunque, per ciascuna richiesta monitoria telematica, dei fascicoli cartacei col numero di RG corrispondente a quello informatico, nei quali inserire loriginale della nota discrizione a ruolo corredata dalle ricevute o marche relative al pagamento del contributo unico unificato; nonch lopportunit dinserire altres nel fascicolo cartaceo cos formato la copia del ricorso monitorio col mandato alle liti (ma senza gli allegati) e la copia del decreto ingiuntivo. Sar compito della Cancelleria estrarre dette copie dal sistema informatico e procedere alla formazione del predetto fascicolo su supporto cartaceo; resta ovviamente comunque fermo il fatto che il fascicolo con valore legale quello informatico (salvo che per gli originali cartacei della nota discrizione a ruolo, dei diritti di notifica dufficio e delle marche relative ai diritti di Cancelleria per le copie, inseriti appunto nel fascicolo cartaceo). Dal fascicolo informatico verranno tratte su richiesta della parte interessata, ai sensi della normativa vigente, le copie (semplici o autentiche o esecutive) in formato analogico o digitale, previo pagamento dei diritti di Cancelleria: su questo argomento, si rinvia a quanto gi ampiamente esposto nel precedente Capitolo n. 3. Non avendo ancora trovato attuazione il sistema delle notificazioni telematiche allUNEP e dallUNEP di cui allart. 17 Reg. n. 44/2011 cit., lAvvocato ricorrente dovr ritirare in Cancelleria la copia autentica del decreto ingiuntivo su supporto cartaceo ai fini della sua notifica allingiunto, per cui, allatto del ritiro di detta copia, lAvvocato ricorrente depositer in Cancelleria loriginale su supporto cartaceo della nota discrizione a ruolo corredata dalle ricevute o marche relative al pagamento del contributo unico unificato (oltre che dei diritti di notifica dufficio e le marche relative ai diritti di Cancelleria per le copie), che la Cancelleria inserir nel fascicolo dufficio monitorio su supporto cartaceo. Al di l del problema della persistente efficacia o meno dellart. 13, co. 6 DPR n. 123/2001 (v. supra), linteressato di persona (intimante o ingiunto) e/o il suo legale dovranno poter consultare sia il predetto fascicolo cartaceo che quello informatico, questultimo attraverso videoterminale ubicato in apposito locale del competente Ufficio giudiziario. B) Il fascicolo informatico nel processo civile cartaceo Al di fuori del PCT, per tutti i fascicoli cartacei pendenti le Cancellerie civili (civile contenzioso, esecuzioni, fallimenti e magari anche volontaria giurisdizione) e del lavoro debbono provvedere, a termini degli artt. 9 e 14, co. 2 Reg. n. 44/2011, alla formazione di fascicoli informatici, raccogliendovi copia informatica degli atti, documenti probatori ed allegati su supporto 21

cartaceo, oltre che delle ricevute di PEC e dei dati del procedimento, apponendo sulle copie informatiche la firma digitale ai sensi e per gli effetti di cui allart. 22, co. 3 CAD di cui al D.Lgs. n. 82/2005 e success. modif. ed integraz. . Questultima norma (al pari di tante altre), pervero, prescrive il rispetto delle regole tecniche di cui al successivo art. 71, il cui co. 1 non ancora operativo perch dette regole tecniche non sono state ancora emanate (sul sito digitpa possibile rinvenirne la bozza, pubblicata il 5/8/2011), per cui risulta applicabile il co. 3, che conserva lefficacia delle regole tecniche vigenti fino alladozione di quelle di cui al co. 1: in proposito, quanto alla formazione del fascicoli informatici ed alle copie informatiche a fini di conservazione degli atti, documenti probatori ed allegati su supporto cartaceo, si rinvia a quanto gi illustrato nel precedente Capitolo n. 3. Con linserimento dei fascicoli informatici, completi dei documenti informatici cos ottenuti, nella funzionalit ADA del Polisweb, gli stessi saranno visibili per via telematica pure dallesterno, ossia da casa, dagli studi professionali, dai palmari, ecc. . Anche ove si condivida la gi menzionata tesi del rinvio recettizio della L. n. 24/2010 al Regolamento di cui al Decreto interministeriale n. 44/2011 e quindi la cessazione di efficacia del DPR n. 123/2001 ad opera dellart. 37, co. 2 Reg. cit., resta il fatto che la sovraesposta digitalizzazione materialmente possibile solo se non eccessivamente onerosa (come appunto prevedeva espressamente il comb. disp. degli artt. 12, co. 2 e 13, co. 4 -quanto al numero di pagine superiore a 20- DPR n. 123/2001), per cui, rispetto agli atti la cui digitalizzazione risulti eccessivamente onerosa, la stessa dovrebbe avere luogo solo se la parte alleghi agli atti cartacei la copia su supporto informatico (cd-rom, ad evitare eventuali virus informatici) ovvero la invii telematicamente in Cancelleria, oppure se, a mezzo apposite convenzioni (quali ad esempio quelle stipulate con Regioni e/o Province e finanziate con i fondi europei POR/FSE), vi siano soggetti da poter destinare in numero sufficiente allattivit in questione, sotto il diretto controllo del dipendente che poi apporr la firma digitale sulle copie informatiche. Quanto alla consultazione dei documenti digitali contenuti nei fascicoli informatici, vale anche in questo caso quanto gi illustrato (sub A) con riferimento al videoterminale. Parimenti, quanto alla richiesta di copie (semplici o autentiche o esecutive) digitali o analogiche dei documenti digitali contenuti nei fascicoli informatici, previo pagamento dei diritti di Cancelleria, si rinvia a quanto gi ampiamente esposto nel precedente Capitolo n. 3. Invece, quanto alla richiesta di copia informatica (anche parziale) conforme al documento originale in formato analogico contenuto nel fascicolo cartaceo, il Cancelliere ne attester la conformit con la propria firma digitale ex art. 21, co. 3 Reg. n. 44/2011 (ma cfr. sempre sul punto il Capitolo 3). 22

Per gli Uffici giudiziari ammessi al sistema delle comunicazioni telematiche civili con valore legale a mezzo PEC (cfr. il successivo Capitolo n. 5), le Cancellerie civili e del lavoro potranno opportunamente inserire nei fascicoli cartacei civili copia analogica dellultima delle quattro ricevute informatiche (che, del resto, lunica visibile sul sistema e da questo estraibile a stampa) generate dalla comunicazione telematica a mezzo PEC, ossia la ricevuta di avvenuta consegna. Nellipotesi in cui venga invece generato un avviso di mancata consegna, vale quanto si dir nel successivo Capitolo n. 5 (paragrafo B).

5) COMUNICAZIONI TELEMATICHE E NOTIFICAZIONI TELEMATICHE CON VALORE LEGALE CIVILI E PENALI DEI DOCUMENTI INFORMATICI. LA POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA (PEC) A) Premessa Le comunicazioni e notifiche telematiche presuppongono lesistenza del documento informatico da comunicare o notificare, che pu essere un documento ab origine informatico (come accade ad esempio nel PCT), oppure un documento informatico ottenuto attraverso la scansione del corrispondente documento cartaceo. Le comunicazioni e notifiche telematiche costituiscono passaggi essenziali per il PCT, perch attraverso di esse vengono trasmessi i relativi documenti informatici; ma le comunicazioni e notifiche telematiche possono attenere pure, a certe condizioni (v. oltre), al processo cartaceo. Le comunicazioni e notifiche telematiche in questione sono quelle aventi valore legale. Vi sono, infatti, comunicazioni telematiche prive di valore legale, come ad esempio la comunicazione del calendario settimanale delle udienze allOrdine Forense (che poi a sua volta lo comunica a tutti i propri iscritti), che il nostro Tribunale attua da tempo e che, dallo scorso 2/2/2012, abbiamo esteso a tutti gli Ordini interessati alle nomine di CTU e periti, anche sulla base del Protocollo dIntesa stipulato con detti Ordini professionali il 7/7/2011. Vi sono, ancora, le comunicazioni e notifiche telematiche del PCT nella fase del doppio binario, anchesse prive di valore legale; e cos via. Qui di seguito si far riferimento alle sole comunicazioni e notifiche telematiche aventi valore legale. In ambito giudiziario, peraltro, il valore legale delle comunicazioni e notifiche telematiche di documenti informatici presuppone due condizioni: a) lesistenza di una casella di posta elettronica certificata (PEC) del professionista regolarmente comunicata al proprio Ordine di appartenenza; b) lindividuazione da parte del Ministero della Giustizia oppure del Ministero della Giustizia/DGSIA (cfr. il successivo paragrafo B) dellUfficio giudiziario, di cui sia stata accertata la funzionalit dei servizi di comunicazione dei documenti informatici mediante il sistema di PEC. Al riguardo, la normativa di settore, di carattere sia legislativo che regolamentare, intervenuta attraverso 23

successive stratificazioni e sovrapposizioni, talvolta pervero ingenerando anche una certa confusione. Qui di seguito tratter distintamente le comunicazioni e notifiche telematiche con riferimento al settore civile ed al settore penale. In chiusura, parler della posta elettronica certificata (PEC).

B) Le comunicazioni e notificazioni telematiche civili con valore legale Per quanto concerne le comunicazioni telematiche civili con valore legale a mezzo PEC, il Tribunale di Campobasso vi stato ammesso (unitamente alla locale Corte di Appello) con decreto
del Ministero della Giustizia/DGSIA del 29/2/2012, ai sensi dellart. 35 del Regolamento di cui al Decreto Interministeriale 21/2/2011, n. 44 (non invece con decreto del Ministero della Giustizia ex art. 51 DL n. 112/2008, conv. nella L. n. 133/2008, come modif. dallart. 4, co. 3 DL n. 193/2009, conv. nella L. n. 24/2010). Il sistema attualmente attivo.

In materia, appare preferibile un'interpretazione logica e teleologica rispetto a quella letterale dell'art. 16, co. 4 Reg. cit., per cui, salvo il caso fortuito o la forza maggiore (es. difetti di sistema), si dovrebbe procedere alla comunicazione in Cancelleria ai sensi dell'art. 51 co. 3 DL n. 112/2008, conv. nella L. n. 133/2008, come modif. dallart. 4, co. 3 DL n. 193/2009, conv. nella L. n. 24/2010 tanto nel caso in cui viene generato un avviso di mancata consegna previsto dalle regole tecniche della posta elettronica certificata (es. casella di posta elettronica certificata satura del difensore fornito di PEC regolarmente comunicata al proprio Ordine di appartenenza -cfr. art. 20, co. 4 e 5 Reg. n. 44/2011-) quanto, a maggior ragione, in quello del difensore sfornito di PEC regolarmente comunicata al proprio Ordine di appartenenza e quindi entrambe le anzidette ipotesi andrebbero escluse dal concetto di impossibilit di cui all'art. 136, co. 3 cpc, come sostituito dallart. 25 L. n. 183/2011 con effetto dal 31/1/2012 (il che renderebbe oltre tutto lart. 16, co. 4 Reg. cit. conforme al disposto della norma di legge che ad esso fa rinvio e, cio, allart. 4, co. 2 DL n. 193/2009, come conv. nella L. n. 24/2010, secondo cui nel processo civile e nel processo penale, tutte le comunicazioni e notificazioni per via telematica si effettuano mediante posta elettronica certificata). Tuttavia, le Istruzioni pratiche allegate al menzionato decreto ministeriale/dirigenziale DGSIA del 29/2/2012 seguono allo stato laltra interpretazione, nel senso che (cfr. pag. 4 di 5) "nel caso in cui vi siano destinatari della comunicazione non telematici necessario procedere alla stampa dei biglietti che occorre trasmettere tramite fax o ufficiale giudiziario ai sensi dellart. 136, ult. co. cpc (cos in sostanza correlando il concetto di impossibilit di cui a questultima norma anche allipotesi del difensore sfornito di PEC regolarmente comunicata al proprio Ordine di appartenenza), sicch differenti sarebbero gli effetti derivanti dai decreti ministeriali ex art. 51, co. 1 e 2 L. cit. rispetto agli effetti derivanti dai decreti ministeriali/dirigenziali ex art. 35 Reg. cit. . 24

Nel nostro Tribunale, allo stato e fino a quando le suddette Istruzioni pratiche non verranno eventualmente modificate, ci apparso opportuno e prudenziale adeguarci a queste ultime, come disposto con mio provvedimento del 17/4/2012.
A breve, comunque, richiederemo lapposito decreto ministeriale ex art. 51 DL n. 112/2008, conv. nella L. n. 133/2008, come modif. dallart. 4, co. 3 DL n. 193/2009, conv. nella L. n. 24/2010, con conseguenti comunicazioni e notificazioni in Cancelleria per i difensori ed i CTU sforniti di PEC

regolarmente comunicata al proprio Ordine di appartenenza.


Negli Uffici giudiziari che (come il nostro) sono stati ammessi al sistema della trasmissione

telematica dei documenti informatici civili con valore legale a mezzo PEC ai sensi dellart. 35 del
Regolamento di cui al Decreto Interministeriale 21/2/2011, n. 44, nellipotesi in cui venga generato un

avviso di mancata consegna (ad esempio a causa della saturazione della casella PEC dellAvvocato -cfr. pure art. 20, co. 5 Reg. n. 44/2011-), trova applicazione il disposto dellart. 16, co. 4 Reg. n. 44/2011 e quindi, salvo il caso fortuito o la forza maggiore (es. mancata consegna a causa di problemi di sistema), dovr farsi comunque luogo alla comunicazione (o, per i CTU, alla notificazione ex art. 192, co. 1 cpc) in Cancelleria ai sensi dellart. 51, co. 3 DL n. 112/2008, convertito nella L. n. 133/2008, come modificato dallart. 4, co. 3 DL n. 193/2009, convertito nella L. n. 24/2010. Rispetto agli Avvocati sforniti di PEC, invece, trover applicazione (come si diceva sopra, sebbene questa interpretazione appaia poco condivisibile) lart. 136, co. 3 cpc, per cui le comunicazioni andranno effettuate a mezzo telefax o Ufficiale giudiziario. Altro e diverso problema consiste nello stabilire se gli Assistenti giudiziari possano/debbano effettuare le comunicazioni telematiche civili, tenuto conto del nuovo ordinamento professionale di cui al Contratto collettivo nazionale integrativo del personale non dirigenziale del Ministero della Giustizia sottoscritto il 29/7/2010 ed in vigore dal 3/7/2010, che ha ridefinito le figure professionali con nuovi profili professionali rispetto a quanto previsto dal precedente CCNL sottoscritto il 5/4/2000. Problema questo che non riguarda la validit di dette comunicazioni, stante comunque il disposto dell'art. 156, co. 3 cpc, ma che potrebbe afferire ad un ipotetico esercizio di mansioni eventualmente diverse e superiori da parte del profilo professionale inferiore, con possibili conseguenze (in caso di prevalenza delle anzidette mansioni) di ordine economico, sebbene non di inquadramento, ai sensi dellart. 52, co. 1, 2 e 5 D.Lgs. n. 165/2001, dellart. 24, co. 2 e 5 CCNL Comparto Ministeri 1998/2001, dellart. 5 Circ./Giustizia 6/5/2002, n. 1536/D.G./4013, oltre che della Circ./Giustizia 25/1/2006, n. 2/4 B-5-18 e della nota del Ministero della Giustizia inviata alle OO.SS. il 6/5/2011, n. 101/44/DG. Tuttavia, proprio questultima nota del 2011, emanata alla luce del sopravvenuto CCNL integrativo 29/7/2010, recita espressamente nel senso che leventuale svolgimento ad esempio da parte dellassistente giudiziario delle funzioni del cancelliere non potr essere valutato quale espletamento delle mansioni superiori atteso che la posizione retributiva iniziale di accesso dallesterno di entrambi i profili la stessa ossia F2, sebbene in sede di 25

equiparazione delle figure professionali con i nuovi profili professionali (cfr. all. B del CCNL 29.07.2010) al personale inquadrato nel profilo del cancelliere stata attribuita la fascia economica F3. Ne discende che gli Assistenti giudiziari sono pienamente abilitati al compimento delle comunicazioni telematiche; le quali peraltro, nella situazione organizzativa del nostro Ufficio cos come di tanti altri, non integrano in concreto neppure una mansione prevalente assegnata agli Assistenti giudiziari. Sulla questione si torner comunque anche in chiusura del successivo paragrafo C. C) Le comunicazioni e notificazioni telematiche penali con valore legale Per quanto concerne le notificazioni e comunicazioni telematiche penali con valore legale a mezzo PEC, il Tribunale di Campobasso, con nota del 31/3/2011 (ed anche in rispondenza di quanto previsto dallart. 1 D.Lgs. n. 240/2006, come integrato dallart. 3-ter L. n. 24/2010), ha aderito al Piano Straordinario per la Digitalizzazione della Giustizia (sulla base dellAccordo di Programma stipulato il 25/3/2011 tra il Ministero della Giustizia/DOG ed il Ministero per la PA e lInnovazione/DigitPA), venendovi registrato giusta nota ministeriale del successivo 1/4/2011. Con ulteriore nota del Ministero della Giustizia/DGSIA del 27/6/2011, stato comunicato lavvio del sistema di digitalizzazione degli atti presso il nostro Tribunale, con relativa avvenuta fornitura di ulteriore dotazione tecnologica ai nostri Uffici. Da ultimo, lo scorso 16/2/2012, facendo seguito alla e-mail del 14/2/2012 inviata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, abbiamo confermato di essere in possesso delle smart-card di firma digitale in numero sufficiente per poter avviare concretamente le notifiche telematiche penali. Il sistema delle notificazioni penali con valore legale non ancora stato concretamente avviato a livello nazionale (a parte una fase sperimentale in corso a Torino) e, quando verr avviato, lo sar presso tutte le sedi sperimentali, compresa la nostra. Le notificazioni telematiche penali (al pari delle comunicazioni telematiche civili qualora le stesse siano accompagnate da allegazione di atti) richiedono la firma digitale, per cui in questa materia ci si chiesti, a maggior ragione (rispetto a quanto esposto in chiusura del precedente paragrafo B), se gli Assistenti giudiziari possano/debbano procedervi. In proposito, a parte quanto gi esposto in chiusura del precedente paragrafo B, deve aggiungersi che il Ministero della Giustizia/DGSIA, con mail del 1/2/2012 nell'ambito del suddetto Piano Straordinario per la Digitalizzazione della Giustizia, ha espressamente previsto, con riferimento ai dipendenti di area F3 (ex Operatore giudiziario B2, attuale profilo professionale di Assistente giudiziario), oltre che a quelli di area F4 (ex Operatore B3, attuale profilo professionale di Cancelliere), che, su apposita richiesta dellufficio di appartenenza, si potr invalidare la precedente carta senza firma digitale ed emetterne una nuova apponendo in fase di acquisizione la spunta sulla casella richiedi firma digitale. Il personale area F3 e 4 potr eventualmente richiedere, in luogo della sostituzione della 26

CMG, lemissione della firma digitale Postecert; deve dunque ritenersi che gli Assistenti giudiziari siano abilitati anche al compimento delle notificazioni telematiche penali. Lo stesso Ministero della Giustizia/DGSIA, con mail del 14/2/2012, sempre ai fini delle notificazioni telematiche penali, ha altres aggiunto che il personale non munito di firma digitale (e quindi con profilo inferiore a quello di Assistente giudiziario) non deve, di regola, essere in numero superiore a 2 per ogni postazione di lavoro (PC+scanner) assegnata. Il personale sprovvisto di firma digitale pu operare sul sistema e pu predisporre quanto necessario per linvio, ma non pu procedere alla sottoscrizione digitale. D) La posta elettronica certificata (PEC) La posta elettronica certificata il sistema di posta elettronica nel quale il mittente riceve apposita documentazione elettronica attestante l'invio e la consegna di documenti informatici. Nei casi specificamente indicati col decreto di cui allart. 65, co. 1-bis CAD (D.Lgs. 7/3/2005, n. 82 e success. modif. e integr., tra le quali quelle di cui al D.Lgs. 4/4/2006, n. 159, al D.Lgs. 30/12/2010, n. 235 ed al DL 11/8/2011 n. 138 come convertito nella legge 14/9/2011, n. 148), il documento informatico inviato tramite PEC ha valore legale solo se sottoscritto con firma digitale (della quale ho trattato nel precedente Capitolo n. 3) e ci quanto normalmente avviene pure nel PCT (con riferimento ai depositi telematici ed alle comunicazioni telematiche contenenti atti processuali allegati), oltre che, sia dentro che fuori del PCT, nelle notifiche telematiche civili relative alla nomina del CTU ex art. 192, co. 1 cpc e nelle notifiche telematiche penali. Non cos per le comunicazioni telematiche civili, le quali, sia allinterno che al di fuori del PCT, non richiedono la firma digitale (salvo il caso in cui, come si accennava, le stesse contengano degli atti processuali allegati). Nelle sovraesposte ipotesi, lapposizione della firma digitale sul documento informatico un passaggio necessario ed indefettibile, che precede il suo invio telematico (senza il quale preliminare passaggio, cio, il sistema non permettere di inviare telematicamente il documento). Qui dunque la firma digitale ha una duplice funzione: quella di formare un documento informatico qualificato (e le sue copie, o le copie informatiche di documenti analogici); e quella di permetterne la trasmissione a mezzo PEC. Negli altri casi, lidentificazione dellautore della comunicazione a mezzo PEC pu essere effettuata anche in altre forme (art. 65, co. 1, lett. a/c-bis CAD). In tutte le ipotesi di cui si sta discutendo (art. 65, sia co. 1 che co. 1-bis), le istanze e le dichiarazioni cos inviate o compilate sono equivalenti alle istanze e alle dichiarazioni sottoscritte con firma autografa apposta in presenza del dipendente addetto al procedimento (art. 65, co. 2 CAD). Tuttavia, il valore legale della trasmissione a mezzo PEC del documento informatico presuppone che tanto la casella del mittente quanto quella del destinatario siano caselle di PEC (in 27

caso contrario, una serie di funzionalit della certificazione -es. la ricevuta con valore legale di avvenuta consegna- andranno perse). La normativa di riferimento in materia di PEC, a parte provvedimenti normativi meno recenti, innanzi tutto quella di cui al DPR n. 123/2001, alla legge n. 16/2003 e quella contenuta nel Regolamento di cui al DPR 11/2/2005, n. 68; poi vi sono numerosi altri provvedimenti legislativi e regolamentari o comunque subprimari, tra cui il DM (Innovazione e tecnologie) del 2/11/2005 ed il relativo Allegato, la Circolare CNIPA (oggi DigitPA) del 24/11/2005, n. 49, la Circolare CNIPA 7/12/2006, n. 51, la Circolare CNIPA 21/5/2009, n. 56, il DL n. 185/2008, come convertito nella legge n. 2/2009, il DPCM 6/5/2009, lo stesso CAD, il DM 21/2/2011, n. 44, la L. 12/11/2011, n. 183 ed il DL 9/2/2012, n. 5 (c.d. decreto semplificazioni) come convertito nella L. 4/4/2012, n. 35. Non star qui ad intrattenermi specificamente sulla richiamata normativa, facendo al riguardo rinvio alla mia precedente Relazione tenuta nellambito del precedente corso di formazione del CSM del 20/22 febbraio 2012 (cod. 5906, avente specificamente ad oggetto la materia dellInformatica e organizzazione del lavoro del magistrato), dedicata appunto agli approfondimenti sul panorama normativo e regolamentare in tema di notificazioni telematiche, comunicazioni telematiche e PEC. Mi preme per ribadire che, al fine di incentivare la formazione di documenti informatici e lutilizzo della posta elettronica certificata, lart. 51, co. 3 DL 25/6/2008, n. 112, convertito con modif. dalla L. 6/8/2008, n. 133, come modificato dallart. 4, co. 3 DL n. 193/2009, convertito nella L. n. 24/2010, prevede che, negli Uffici giudiziari individuati col decreto ministeriale di cui ai co. 1 e 2, le notificazioni e comunicazioni nel corso del procedimento alle parti che non hanno provveduto ad istituire e comunicare l'indirizzo di PEC sono fatte presso la Cancelleria o Segreteria del medesimo Ufficio giudiziario. Oltre a questa previsione e sempre allo stesso fine, lart. 4, co. 4 della L. n. 24/2010 ha poi anche aggiunto un comma (1-bis) allart. 40 DPR n. 115/2002 sulle spese di giustizia, stabilendo un aumento di almeno il 50% dei diritti di copia rilasciata su supporto cartaceo rispetto all'importo previsto per la copia rilasciata in formato elettronico. A sua volta, lart. 37, co. 6, lett. q DL 6/7/2011, n. 98, come convertito nella L. 15/7/2011, n. 111, ha inserito il co. 3bis nellart. 13 del suddetto DPR n. 115/2002, prevedendo laumento del 50% del contributo unificato qualora il difensore non indichi il proprio indirizzo di posta elettronica certificata e il proprio numero di fax ai sensi degli artt. 125, co. 1 cpc e 16, co. 1-bis D.Lgs. n. 546/92, ovvero qualora la parte (non anche il difensore) ometta di indicare il codice fiscale nell'atto introduttivo del giudizio (citazione o ricorso). La L. n. 24/2010 ha pure integrato (art. 4, co. 8, lett. a, b, c) gli artt. 125, co. 1, 163, co. 3, n. 2 e 167, co. 1 cpc, con la previsione dellindicazione da parte del difensore del codice fiscale negli atti di parte (art. 125, co.1 cpc) e la previsione della specifica indicazione del codice fiscale dellattore e del convenuto (non anche dei loro difensori) nellatto di citazione e nella comparsa di risposta (artt. 28

163, co. 3, n. 2 e 167, co. 1 cpc); dopodich, lart. 2, co. 35-ter, lett. a del DL 13/8/2011, n. 138, come convertito nella L. 14/9/2011, n. 148 ha altres ulteriormente integrato lart. 125 cpc, nel senso che negli atti di parte il difensore deve indicare anche il proprio indirizzo di PEC, oltre che il numero di fax; previsione, questultima, a sua volta ulteriormente integrata dallart. 25, co. 1, lett. a della L. 12/11/2011, n. 183, nel senso che il difensore deve indicare non un qualsivoglia proprio indirizzo di PEC, bens lindirizzo di PEC comunicato al proprio Ordine. Sulla base delle anzidette previsioni, peraltro, la mancata indicazione da parte del difensore negli atti di parte dellindirizzo di PEC comunicato al proprio Ordine e/o del numero di fax ex art. 125, co. 1 (come appunto pi volte novellato) non d luogo a nullit, non essendo questa comminata dalla legge, n integrando gli elementi suddetti dei requisiti formali indispensabili perch latto raggiunga il suo scopo (cfr. art. 156, co. 1 e 2 cpc), dato che la mancata indicazione dellindirizzo di PEC (comunicato al proprio Ordine) produce solo la conseguenza (e, peraltro, la produce solo in quegli Uffici giudiziari individuati con gli appositi decreti ministeriali di cui allart. 51, co. 1 e 2 L. n. 133/2008 e succ. modif. fino a quella della L. n. 24/2010) che le notificazioni e le comunicazioni nel corso del procedimento verranno fatte presso la Cancelleria o Segreteria, laddove la mancata indicazione del numero di fax render materialmente impossibili le comunicazioni a mezzo telefax (art. 136, co. 3 cpc), oltre le gi citate conseguenze sul piano fiscale (aumento del contributo unificato in caso di mancata indicazione della PEC o fax del difensore -e/o del codice fiscale della parte nellatto introduttivo- ed aumento dei diritti di copia in caso di mancata indicazione della PEC del difensore). Diversamente a dirsi per la mancata indicazione del numero di codice fiscale della parte (non del suo difensore), perch, avendo lart. 4, co. 8 (lett. b) L. n. 24/2010 integrato (anche) lart. 163, co. 3, n. 2, lomessa indicazione del numero di codice fiscale della parte nellatto di citazione (non peraltro nel ricorso) ne produce la nullit ai sensi del successivo art. 164, co. 1 cpc. Da ultimo, anche Cass., L, 23/11/2011, n. 24717 ha confermato che la mancata indicazione del codice fiscale del difensore non produce la nullit del ricorso, sebbene questa sentenza sia riferita al ricorso in Cassazione ex art. 366 cpc, sul quale ultimo non ha inciso la L. n. 24/2010 a differenza che (ma, come ripetesi, solo per quanto riguarda la parte e non anche il suo difensore) sullatto di citazione ex art. 163 cpc; per quanto concerne poi la PEC, lart. 25, co. 1, lett. i L. 12/11/2011, n. 183, nellintegrare il co. 2 dellart. 366 cpc, ha ricollegato, anche in questo caso, alla mancata indicazione da parte del ricorrente dellindirizzo di PEC comunicato al proprio Ordine la sola conseguenza che le notificazioni e le comunicazioni nel corso del procedimento gli verranno fatte presso la Cancelleria della Corte di Cassazione, ove lo stesso non abbia eletto il proprio domicilio in Roma. Il discorso svolto nel presente paragrafo D pu essere opportunamente riassunto, per motivi di sintesi e praticit, nella scheda riepilogativa appositamente predisposta ed inserita nel successivo Capitolo n. 6, All. n. 2, cui si rinvia. 29

6) SCHEDE RIEPILOGATIVE ALL. N. 1 SCHEDA RIEPILOGATIVA su ORIGINALI, COPIE, ESTRATTI, DUPLICATI E RIPRODUZIONI DI DOCUMENTI INFORMATICI E RELATIVO REGIME PROBATORIO (artt. 1, 22 e ss., 71 CAD)

DOCUMENTO INFORMATICO ORIGINALE SENZA FIRMA DIGITALE: liberamente valutabile dal Giudice quanto al suo valore probatorio ed alla sua idoneit ad integrare il requisito della forma scritta (artt. 20, co. 1-bis e 21, co 1 CAD). DOCUMENTO INFORMATICO ORIGINALE CON FIRMA DIGITALE (O CON FIRMA ELETTRONICA AVANZATA O QUALIFICATA): - fa piena prova fino a querela di falso della provenienza delle dichiarazioni da chi l'ha sottoscritto ex art. 2702 cc (art. 21, co. 2 CAD), presumendosi lutilizzo del dispositivo di firma digitale riconducibile al titolare della smart card, salvo che questi dia prova contraria. Se poi la firma elettronica autenticata da pubblico ufficiale, essa si ha per riconosciuta ex art. 2703 cc (art. 25 CAD); - soddisfa (se con firma qualificata o digitale) il requisito della forma vincolata di cui all'art. 1350 cc (art. 21, co. 2bis CAD). COPIA INFORMATICA DI DOCUMENTO ANALOGICO (artt. 1, co. i-bis e 22, co. 1 CAD: documento informatico avente un contenuto identico a quello del documento analogico da cui tratta -ritrascrizione informatica del documento-): se la copia informatica contiene la firma digitale del depositario autorizzato o del pubblico ufficiale che la spedisce o rilascia, ha lefficacia della copia conforme allatto pubblico ex art. 2714 cc o alla scrittura privata ex art. 2715 cc. COPIA PER IMMAGINE SU SUPPORTO INFORMATICO DI DOCUMENTO ANALOGICO (artt. 1, co. iter e 22, co. 2 e 3 CAD: quella che si ottiene mediante la scansione (scannerizzazione) del documento analogico): - se non stata formata nel rispetto delle regole tecniche di cui allart. 71 CAD, ha la stessa efficacia probatoria delloriginale, se la sua conformit attestata da notaio o altro pubblico ufficiale a ci autorizzato (art. 22, co. 2) con dichiarazione allegata al documento informatico e asseverata secondo le regole tecniche di cui allart. 71 CAD; - se invece stata formata nel rispetto delle regole tecniche di cui allart. 71 CAD, ha la stessa efficacia probatoria delloriginale, se la sua conformit alloriginale non disconosciuta (art. 22, co. 3); - se si tratta di documento informatico processuale, il Cancelliere attesta la conformit sottoscrivendo la copia informatica del documento cartaceo con la propria firma digitale (art. 21, co. 3 DM 21/2/2011, n. 44). COPIA (O ESTRATTO) INFORMATICA DI DOCUMENTO INFORMATICO (artt. 1, co. i-quater e 23-bis, co. 2 CAD: quella che invece si ottiene ad esempio col copia e incolla o, quanto allestratto, col copia e incolla di una sola parte del documento): se prodotta in conformit alle regole tecniche di cui allart. 71 CAD e se contenente attestazione di conformit alloriginale in tutti i suoi componenti da parte di un pubblico ufficiale a ci autorizzato o se non disconosciuta, ha la stessa efficacia probatoria delloriginale. DUPLICATO INFORMATICO DI DOCUMENTO INFORMATICO (artt. 1, co. i-quinquies e 23-bis, co. 1 CAD: quello che si ottiene con la memorizzazione -salva con nome- sullo stesso dispositivo -es. un pc- o su dispositivi diversi -es. anche su altro pc o su penna usb o su cd/rom- di altro documento informatico identico): ha il medesimo valore giuridico del documento informatico da cui tratto, se prodotto in conformit alle regole tecniche di cui allart. 71 CAD. COPIA (O ESTRATTO) ANALOGICA DI DOCUMENTO INFORMATICO (art. 23 CAD: quella che si ottiene dalla stampa integrale o -quanto allestratto- parziale del documento informatico o dalla sua ritrascrizione): - la copia analogica di documento informatico, anche sottoscritto con firma digitale (o elettronica avanzata o qualificata), ha la stessa efficacia probatoria delloriginale, se la conformit di detta copia attestata da pubblico ufficiale a ci autorizzato, (art. 23, co. 1 CAD); - se carente di attestazione di conformit, ha la stessa efficacia probatoria delloriginale solo se la conformit non venga disconosciuta, fermo lobbligo (ove previsto) di conservazione delloriginale informatico (art. 23, co. 2 CAD). RIPRODUZIONE INFORMATICA DI DOCUMENTO ANALOGICO O INFORMATICO (art. 2712 cc, come modificato dallart. 23-quater CAD, come inserito dallart. 16, co. 2 DPR n. 235/2010: in pratica, la copia senza firma digitale n altra firma elettronica, n attestazione di conformit): ha la stessa efficacia delloriginale solo se la sua conformit a questultimo non disconosciuta da colui contro il quale prodotta.

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ALL. N. 2 SCHEDA RIEPILOGATIVA su CONSEGUENZE DELLA MANCATA INDICAZIONE DI PEC e/o FAX e/o CODICE FISCALE
1) MANCATA ISTITUZIONE/INDICAZIONE DELLINDIRIZZO DI PEC DEL DIFENSORE: aumento del 50% del contributo unificato (art. 13, co. 3-bis DPR n. 115/2002 come inserito dallart. 37, co. 6, lett. q DL 6/7/2011, n. 98, come convertito nella L. 15/7/2011, n. 111); aumento almeno del 50% dei diritti di copia (art. 40, co. 1-bis DPR n. 115/2002, come aggiunto dallart. 4, co. 4 L. n. 24/2010 (di conversione del DL n. 193/2009); comunicazioni e notificazioni presso la cancelleria o la segreteria dellufficio Giudiziario, purch individuato con apposito decreto ministeriale (art. 51, co. 1, 2 e 3 DL n. 112/2008, come conv. nella L. n. 133/2008, modif. dallart. 4, co. 3 DL n. 193/2009, come conv. nella L. n. 24/2010. Deve ritenersi che tanto valga anche rispetto alle cause pendenti al momento dellindividuazione dellUfficio, ove non venga comunicata la PEC); ci che avviene sempre, presso la cancelleria della Cassazione, qualora il ricorrente non abbia eletto domicilio in Roma n indicato il proprio indirizzo PEC (art. 366, co. 2 cpc, come integrato dallart. 25, co. 1, lett. i L. 12/11/2011, n. 183). Dubbio , invece, se il principio di cui allart. 51, co. 3 cit. sia applicabile anche agli Uffici giudiziari individuati con decreto dirigenziale DGSIA ex art. 35, co. 1 e 3 Decreto n. 43/2011 (le istruzioni operative del DGSIA allegate a questi decreti lo escludono); NESSUNA NULLITA 2) MANCATA INDICAZIONE DEL NUMERO DI FAX DEL DIFENSORE: aumento del 50% del contributo unificato (normativa come sopra); NESSUNA NULLITA. 3) MANCATA INDICAZIONE DEL CODICE FISCALE DEL DIFENSORE: NESSUNA SANZIONE (sebbene detta indicazione sia richiesta dallart. 125, co. 1 cpc, come integrato dallart. 4, co. 8, lett. a DL n. 193/2009, conv. nella L. n. 24/2010); NESSUNA NULLITA. 4) MANCATA INDICAZIONE DEL CODICE FISCALE DELLA PARTE NELLATTO INTRODUTTIVO: aumento del 50% del contributo unificato se nellatto introduttivo (citazione o ricorso) omesso il codice fiscale della parte (normativa come sopra); NULLITA dellatto di citazione (non peraltro del ricorso), se omesso il codice fiscale dellattore e del convenuto (comb. disp. artt. 164, co.1 e 163, n. 2 cpc, come questultimo integrato dallart. 4, co. 8, lett. b DL n. 193/2009 come conv. nella L. n. 24/2010).

Vincenzo Di Giacomo
Presidente del Tribunale f.f./ Presidente della Sezione promiscua/ Dirigente Amministrativo f.f. del Tribunale di Campobasso

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