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I cinque pilastri dellIslm e altri precetti

Appunti n. 29 del Prof. Amedeo Paolucci www.amedeopaolucci.it Gli atti del culto Un detto del Profeta afferma che l'Islm costituito principalmente da cinque cose: 1. la professione di fede (Shahada) 2. la preghiera (Salat) 3. l'elargizione dell'elemosina (Zakat) 4. l'adempimento del digiuno (Ramadan) e 5. il pellegrinaggio (Hajj) Questi vengono definiti i pilastri dell'Islm (arkan al-Islm). La professione di fede (shahada) "Attesto che non vi divinit all'infuori di Dio e che Muhammad il suo messaggero". La formale espressione di questa formula viene riconosciuta da tutte le scuole giuridiche come l'espressione di appartenenza all'Islm. Queste due proposizioni sono le verit di fede imprescindibili per un musulmano e vengono ripetute continuamente dagli appartenenti alla Umma. La preghiera (salt) La preghiera rituale compiuta secondo modalit precise si chiama salt, e si distingue dalla preghiera libera e spontanea che ogni fedele pu rivolgere a Dio in ogni momento. Il Corano ingiunge l'obbligo della preghiera senza precisarne le modalit... la frequenza giornaliera e gli orari sono indicate nella Sunna. La presenza di spirito del fedele naturalmente essenziale nella preghiera obbligatoria che la Sunna fissa quotidianamente in numero di cinque:

1. 2. 3. 4. 5.

all'alba (al-fajr) a mezzogiorno (ad-zuhr) a met pomeriggio (al-asr) al tramonto (al-maghreb) unora e mezza dopo il tramonto (al-isha)

La successiva giurisprudenza ha sviluppato una vera e propria scienza del calcolo del momento in cui compiere la preghiera. Spesso, in passato, si usato il cerchio indiano, una meridiana piantata in terra, per stabilire l'ora esatta ma, la maggioranza dei musulmani, in genere, si affida a metodi pi empirici e approssimativi. Nei paesi musulmani l'orario d'inizio di ogni preghiera viene scandito dall'appello (adhan), il richiamo alla preghiera lanciato dal muezzin dall'alto del minareto suona cos: "Dio pi grande (Allah akbar - 4 volte ) Attesto che non vi divinit all'infuori di Dio e attesto che Muhammad l'inviato di Dio, venite alla preghiera, venite alla beatitudine, Dio pi grande, non vi divinit all'infuori di Dio". All'alba si pronuncia anche "la preghiera meglio del sonno". I fedeli si recano alla moschea in stato di purit (impurit minori sono macchie di vino, sangue, urina - impurit maggiori sono sperma e, mestruazioni). Ci si lava in modo pi o meno approfondito a secondo del grado di impurit e ci si orienta verso la Mecca (qibla) che nelle moschee indicata dal mihrab, una sorta di nicchia nel muro. Tutte le scuole giuridiche sono piuttosto tolleranti riguardo all'orientamento, che pu essere anche approssimativo. In quanto luogo di preghiera la moschea non ha elementi indispensabili. infatti possibile pregare anche all'aperto, o dentro una casa qualsiasi, purch il terreno sia delimitato da qualche oggetto (tappeto, stuoia, mantello, sassi) e sia puro. La preghiera, guidata dall'imam, di solito il fedele pi anziano o il pi istruito, si svolge attraverso 4 serie di movimenti (ciascuna serie chiamata rak'a). Prima in posizione eretta si pronuncia Allah akbar ( la fase detta del Takbir), poi si recita la prima sura del Corano, l'aprente, e una sura a scelta, poi ci si inchina e, dopo essere ritornati nella posizione eretta, ci si prostra.

Ci si siede sui talloni e ci si prostra ancora. Poi dopo diverse recitazioni ci si rialza, si guarda a destra e a sinistra e si pronuncia la formula la pace sia su di voi, e la misericordia di Dio e le sue benedizioni. Abbreviazioni e facilitazioni sono previste per i viaggiatori. Oltre alle 5 preghiere giornaliere, il venerd (che non il giorno di festa come spesso si crede), c' la preghiera collettiva, si lascia il lavoro e ci si aggrega in moschea dove, talvolta, i sermoni assumono una valenza politica importante. Il calendario musulmano prevede anche due festivit annuali (la festa dei sacrifici e la rottura del digiuno), in questi giorni la preghiera collettiva, come per il venerd, ma celebrata all'aperto in grandi campi allestiti per l'occasione. Vi sono preghiere supplementari che vengono regolate da ogni scuola giuridica in modo diverso e variano anche da paese a paese. L'elemosina rituale (zakat) "...guai a coloro che pregano e dalla preghiera sono distratti, che la compiono per farsi vedere dagli altri e rifiutano l'elemosina!" (Cor. 107, 1-7). La zakat (purificazione), l'elemosina a favore dei poveri e dei bisognosi, calcolata con precisi parametri ed il modo per purificare il patrimonio personale, altrimenti ritenuto impuro. In questo senso non una elargizione spontanea (che in arabo viene definita sadaqa). In ogni caso, sia che si tratti di zakat che di sadaqa, ci che conta la buona intenzione e la consapevolezza che necessario mettere un freno alla cupidigia e all'avarizia degli uomini. I beni sottoposto alla zakat devono essere stati guadagnati lecitamente e devono essere stati posseduti da almeno un anno. Inoltre stabilito un minimo imponibile (nisab) al di sotto del quale la tassa non viene applicata. Ma quali sono i beni su cui si deve applicare la zakat, e in che misura?

Facciamo qualche esempio: Per i prodotti dei campi e per la frutta fissata ad un decimo (nel Corano le decime) del totale. Per il bestiame essa varia a seconda del tipo di bestiame posseduto e della quantit in capi. Per l'oro, l'argento e le mercanzie fissata annualmente al 2,5% del valore. Gli introiti della zakat vanno a diverse categorie di persone: Per i poveri e i bisognosi (distinguendoli minuziosamente); in passato per affrancare gli schiavi; per gli esattori della stessa zakat (con i requisiti fissati dalla legge); per la lotta sulla Via di Dio (jihad); per i viaggiatori..

La tradizione vuole che la zakat venga spesa sul posto, in un raggio di 80 km., ma invalso l'uso di destinare l'incasso alle zone maggiormente bisognose di risorse. Oggi, dopo la rottura dell'unit territoriale della societ islamica, dopo la prima guerra mondiale, e la conseguente suddivisione da parte delle potenze Occidentali in Stati, la zakat diventata per lo pi una questione di beneficenza (e coscienza) privata, fortemente incentivata, ma non imposta a nessuno. Il digiuno (sawm) Il digiuno stato istituito secondo la tradizione il secondo anno dell'Egira, e prevede l'astensione dal cibo, dalle bevande e dagli atti sessuali per tutto il mese del ramadan dal sorgere del sole a suo calare. Viene riconosciuto al digiuno (raccomandato, sconsigliato o proibito anche in altri periodi dell'anno) meriti sociali, fisici e psicologici oltre che naturalmente spirituali. L'Islm contro ogni forma di eccesso e, per questo, sono esenti dal digiuno: i malati (quando il digiuno sia gravemente pregiudiziale alla salute), i viaggiatori (per un viaggio di oltre 81 km per il periodo del trasferimento di andata e quello di ritorno). Inoltre, hanno facolt di non digiunare le donne che allattano e le persone in et avanzata .

Durante il mese del Ramadan vanno intensificate le letture del Corano (la tradizione vorrebbe che ogni notte si leggesse presso la moschea 1/30 del Corano, in modo da terminarlo nel mese). Il mese del Ramadan inizia in modo empirico attraverso l'osservazione della luna fatta ad occhio nudo e, anche se oggi con internet il tempo viene comunicato con maggiore efficienza, permangono ancora differenze nell'osservazione del preciso momento in cui inizia il mese del digiuno. Il contegno durante il ramadan deve essere irreprensibile, il fedele deve astenersi dal litigare, dal cattivo eloquio, dalla menzogna Etc La rottura involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purch, dopo aver preso coscienza della rottura involontaria, si riprenda. Nel caso la rottura del digiuno sia consapevole il trasgressore tenuto a rimediare in uno dei seguenti modi: offrire un pasto a sessanta musulmani bisognosi o dare a sessanta musulmani l'equivalente in denaro di un pasto oppure fare digiuno di 60 giorni. Il Pellegrinaggio (hajj) L'ultimo pilastro dell'Islm (non certo per importanza) l'Hajj, il grande pellegrinaggio alla Mecca. Ogni musulmano in buona salute, che disponga di sufficienti mezzi economici, che non sia impedito da cause che prescindono dalla sua volont, uomo o donna che sia, almeno una volta nella vita, deve compiere il pellegrinaggio. Non vi obbligo per i bambini, anche se permesso loro di accompagnare i genitori. Il rituale era gi presente con modalit diverse in epoca preislamica, quando si recavano al tempio della Ka'ba (il cubo) numerosi pellegrini in adorazione a diverse divinit. Prima di stabilire l'intenzione di compiere l'Hajj, il pellegrino dovrebbe astenersi dalle azioni negative e riparare al male che pu aver commesso, pagare tutti i suoi debiti, disporre di sufficienti mezzi per le proprie spese per il mantenimento della famiglia durante la sua assenza e prepararsi spiritualmente ad un periodo di grande dispendio di energie, fisiche e psicologiche.

Il Pellegrinaggio ha luogo ogni anno, tra l'ottavo ed il tredicesimo giorno di Dhu I-Haijjah, dodicesimo e ultimo del calendario islamico: vi partecipano ogni anno un numero impressionante di persone, circa 2.000.000 di fedeli. Il primo rito consiste nell'indossare l'ihram. L'ihram, indossato da tutti gli uomini, e' un indumento bianco, privo di cuciture, fatto di due pezzi di stoffa: l'uno cinge i fianchi fino al polpaccio, l'altro copre una spalla, trasversalmente. Tale indumento fu indossato da Muhammad durante l'Hajj. Le donne indossano un semplice abito bianco e coprono la testa, ma vietato coprirsi il volto. La testa degli uomini, anche dei religiosi che usualmente la coprono, deve essere scoperta. L'ihram e' simbolo di purezza, di rinuncia al male e dei beni mondani e indica l'uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Dal momento in cui indossa l'ihram, il fedele, uomo o donna che sia, entra in uno stato di sacralizzazione che rende illecita qualsiasi azione violenta, nei confronti di uomini, animali e persino insetti. Il pellegrino deve evitare pensieri cattivi, litigi e rapporti coniugali. Dal momento in cui inizia la sacralizzazione, il pellegrino non pu sbarbarsi, tagliarsi le unghie, indossare gioielli fino a quando i riti del Pellegrinaggio non saranno conclusi. Indossando l'ihram, il fedele pronuncia la prima invocazione dell' Hajj, la Talbiah: "Eccomi, mio Dio, al Tuo comando! Eccomi al Tuo comando! Tu sei Dio senza alcun congenere. Eccomi al Tuo comando! Tue sono le lodi, la grazia e la maest. Tu sei Dio senza alcun congenere." Nel primo giorno dell'Hajj, i pellegrini si spostano da Mecca a Mina, un piccolo villaggio disabitato ad est della citt. Durante il tragitto, i pellegrini pregano e meditano. Nel secondo giorno, il nono del mese, lasciano Mina per ritrovarsi nella piana di 'Arafat per il wuquf, il rito centrale dell' Hajj. Tutti i pellegrini si riuniscono e restano in piedi, la loro immagine ricorda quella del giorno del Giudizio e la loro presenza assume il significato di una supplica ad Allah, l'espressione del loro pentimento e il riconoscimento del bisogno della Sua Clemenza e del Suo Perdono.

Alcuni si riversano sul Monte della Misericordia, da cui il Profeta pronunci l'ultimo, indimenticabile sermone dell'addio", in cui enunciava i pilastri della nuova religione. Sono queste le ore pi intense dell'intero pellegrinaggio, che il fedele dedica alla preghiera ed alle invocazioni. In questo luogo sacro, i pellegrini raggiungono il culmine della loro vita religiosa, sentendo, come mai prima, la presenza e la vicinanza di un Dio di misericordia. Un detto del profeta afferma che lo stesso Muhammad implor a Dio il perdono dei peccati dei credenti riuniti ad Arafat, cos tutti i pellegrini si preparano a lasciare con gioia la piana di Arafat, sentendosi spiritualmente rinati. Dopo il tramonto, la massa di pellegrini procede verso Muzdalifah, una pianura a met strada tra Arafat e Mina. Qui dapprima pregano, poi raccolgono dei sassolini che useranno nei giorni successivi. Il terzo giorno si celebra la festa del sacrificio. Prima dell'alba i fedeli si trasferiscono di nuovo a Mina dove avviene la "lapidazione di Satana", con il lancio dei sassolini verso una struttura in pietra bianca. Secondo la tradizione, questo rito affonda le sue radici nella storia di Abramo, e i fedeli ricordano il tentativo di Satana di fare in modo che il grande Profeta trasgredisse gli ordini divini. Il lancio dei sassolini simbolico del rifiuto del credente di essere tentato dal male e dai vizi, non una ma sette volte e, chiaramente, il numero sette simbolizza l'infinito. Alla fine di questo rito, molti pellegrini sacrificano un montone o una pecora, la cui carne, ben chiusa in container refrigerati, partir alla volta dei paesi pi poveri del globo. Questo rito associato all'obbedienza di Abramo, pronto a sacrificare il suo figlio per adempiere alla volont del Creatore, e simboleggia la prontezza, da parte del musulmano, a separarsi dalle cose pi care se questo voluto da Dio. Inoltre, ricorda ai fedeli la necessit di condividere i beni terreni con coloro che sono meno fortunati.

Terminata, a questo punto, gran parte del pellegrinaggio, i fedeli possono, se vogliono, liberarsi dell'ihram ed indossare gli abiti giornalieri per celebrare la fine del mese del Pellegrinaggio. Gli uomini possono radersi e tagliare i capelli, e le donne tagliano una ciocca simbolica, per marcare la loro parziale desacralizzazione. E' un simbolo di umilt. Tutte le proscrizioni, tranne quella relativa ai rapporti coniugali, possono essere alleggerite. In quello stesso giorno in tutto il mondo i musulmani offrono i propri sacrifici e celebrano la preghiera comunitaria della festa del sacrificio. I pellegrini tornano a Mecca dove compiono un altro rito essenziale dell'Hajj: il tawaf, la circuambulazione , per sette volte ed in senso antiorario, della Ka'ba, simbolo dell'unicit di Dio, e simboleggiante l'idea che tutte le attivit umane devono avere come centro Dio. Durante i giri, i fedeli possono toccare o baciare la Pietra Nera. Questa pietra ovoidale ha un posto speciale nel cuore dei musulmani, non come oggetto in s (l'idolatria e' estranea al culto islamico), ma poich rappresenta l'ultimo frammento della costruzione originaria innalzata da Abramo ed Ismaele. Secondo la tradizione, il profeta Muhammad la baci, per questo motivo i fedeli desiderano imitare questa azione. Nessuna azione devozionale correlata alla pietra, n essa , o mai stata, un oggetto da adorare. Il secondo Califfo, Omar, chiar questo concetto quando afferm: So che essa non e' altro che una pietra, incapace di fare del bene o del male. Ma ho visto il Messaggero di Dio tenerla tra le mani, e questo ricordo me la rende cara". Dopo aver completato il tawaf, i pellegrini pregano, preferibilmente alla stazione di Abramo, il sito in cui Abramo costru, originariamente, la Ka'aba. Qui essi bevono l'acqua della sorgente di Zemzem. L'ultimo rito del pellegrinaggio il sa'y, la corsa, ricordo di un memorabile episodio della vita di Hagar, madre di Ismaele: l'affannosa e disperata corsa di Hagar tra le due rocciose colline di Safah e Marwa, alla ricerca di acqua per il piccolo Ismaele. Qui trov la fonte di Zemzem, indicatale dal piccolo piede di suo figlio.

Alla fine del sa'y, il pellegrino completamente desacralizzato, e pu riprendere tutte le normali attivit. Secondo il costume sociale di molti paesi islamici, da questo momento il pellegrino pu fregiarsi del titolo di Hajj. Dopo aver completato i riti del Pellegrinaggio raccomandata la visita alla Moschea del Profeta nella citt di Medina (al-Madinah al Munawwarah) e la visita alla tomba del Profeta e alle tombe dei suoi Nobili Compagni, nella forma prevista dall'Islm. Tornando nei rispettivi paesi, pellegrini di razze e lingue diverse, porteranno con s i commoventi ricordi della terra dei profeti, di Abramo, Ismaele, Hagar e Muhammad. Essi ricorderanno per sempre quel momento unico ed universale, in cui i ricchi ed i poveri, i bianchi ed i neri, i giovani e i vecchi si sono incontrati in un'atmosfera di uguaglianza perfetta. I pellegrini ritornano a casa con la gioia di aver compiuto qualcosa di incredibilmente importante nella vita religiosa: non solo aver obbedito ad un'ingiunzione divina ma anche aver sperimentato l'unione e la fratellanza di tutta la comunit dei credenti in quella che viene definita una "anticipazione del giorno del Giudizio". Soprattutto, sulle loro labbra vi e' una preghiera: Oh Dio, accetta il nostro sforzo e fa' che si avveri ci che disse il nostro Profeta: non c'e' altra ricompensa per un Pellegrinaggio pio se non il Paradiso. Oltre all'Hajj (il Pellegrinaggio propriamente detto) vi un altro modo per recarsi nei luoghi santi dell'Islm: la 'Umra, la visita (il piccolo pellegrinaggio). Si tratta della visita alla Casa di Allah alla Mecca, un rito individuale che pu essere compiuto in qualsiasi periodo dell'anno. La pratica rituale della 'Umra, (il piccolo pellegrinaggio) consiste nel recarsi in stato di Ihram (sacralizzazione) alla Mecca e compiere il tawaf e assolvere al sa'y. I Infine la rasatura della testa o l'accorciamento dei capelli conclude il rito e sancisce l'uscita dallo stato di sacralizzazione. Altri precetti religiosi Alla nascita di un bambino, tradizionalmente, il padre, sussurra nell'orecchio destro e all'orecchio sinistro il richiamo alla preghiera (adhan), poi mastica un dattero e lo infila nella bocca del figlio strofinandogli leggermente la gola, poi sacrifica un vitello o un ovino per ringraziare Dio.

Parte della carne si consuma in famiglia e parte va data in beneficenza. I bambini per tradizione (Sunna) e non per indicazione del Corano, vanno circoncisi (molti lo ritengono un obbligo, mentre altri un atto raccomandato). Il rito funebre prevede di ricordare al morto in agonia i principi fondamentali del credo. Il morto sar interrogato nella solitudine della tomba dagli angeli Munkar e Nakir e se sar impreparato allora sar tormentato fino al giudizio universale. Il cadavere viene avvolto in un sudario o nell'abito dell'hajj (se lo ha fatto). Il morto viene sepolto poggiandolo su di un fianco e orientato verso la Mecca (qibla). La legge islamica, cio l'insieme dei precetti del Corano, degli Hadith, lo Ijma' e il Qijas prescrivono una serie di regole per la macellazione del bestiame affinch la carne sia considerata commestibile per i musulmani: tali regole coincidono con quelle prescritte dalla societ ebraica. Per essere mangiabile la carne deve provenire da un animale ritualmente ucciso (carne Halal). Il maiale considerato impuro. Mentre si uccide l'animale bisogna pronunciare la formula Bismi Llah Allah akbar, e lasciare defluire tutto il sangue. Nella societ islamica il vino e le altre droghe sono rigorosamente proibite. L'abbigliamento dell'uomo deve essere decoroso e le donne per dettato del Corano devono coprire le loro parti pi appariscenti. Il velo ritenuto una protezione della famiglia. Le relazioni fra gli uomini: la famiglia La legge islamica comprende sotto il nome generico di mu'amalat tutti i negozi che regolano i rapporti degli esseri umani fra di loro... norme di diritto civile e commerciale ad esempio. In effetti, non essendoci, in linea di principio, differenza fra ordine spirituale e ordine temporale, la shari'a provvede a definire la sfera politica e pubblica e la sfera privata. I principi generali della shari'a regolano la vita delle famiglie musulmane di tutto il mondo in materie come il matrimonio, il divorzio, il mantenimento e l'affido dei figli, la paternit e la maternit.

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Ci non significa che in tutto il mondo islamico queste materie siano regolate allo stesso modo, in quanto rilevanti differenze derivano da molti fattori, a partire dalle difformit teologiche tra le varie comunit islamiche, fino alle disparate usanze locali e alle diverse politiche nazionali, fattori che interagiscono con la Shari'a e sono un importante elemento della pratica. E' dunque difficile fare un discorso generale sulla famiglia islamica. Se limitiamo la prospettiva al vicino Oriente, possiamo dire che in questa area la famiglia rimane l'elemento fondamentale dell'organizzazione economica e sociale. La famiglia di nascita di ciascun musulmano sar per tutta la vita il pi importante raggruppamento sociale di cui egli far parte, e gli dar formazione, nutrimento, casa, protezione, e anche, non da ultimo, onore. Unit familiare patrilineari continuano a vivere in intima relazione le une con le altre, e frequentissimi sono i matrimoni tra cugini, all'interno di una stessa famiglia allargata. Rispetto per gli anziani e obbedienza ai genitori sono gli elementi fondamentali e imprescindibili dell'educazione dei giovani. Alle donne, percepite soprattutto come mogli e madri, prescritto il rispetto per gli uomini e, agli uomini, fatto obbligo di proteggere e rispettare le donne . Le donne non sposate e senza figli per scelta sono una rarissima eccezione. Questo vale anche per gli uomini in quanto l'Islm incoraggia fortemente il matrimoni, al punto da scoraggiare di solito le forme di celibato monastico, diffuse in molte altre societ. Il divorzio possibile su richiesta dei coniugi ma pi facile ottenerlo per il marito (ripudio). Oggi giorno sono pochi i musulmani che praticano la poligamia. Il precetto di trattare con pari dignit tutte le mogli, scoraggia molti uomini che non siano particolarmente ricchi. Il sesso legale solo all'interno del matrimonio e l'adulterio punito con pene molto dure, sia per l'uomo che per la donna. L'accusa di adulterio molto grave nella societ islamica. Per chi avanza accuse false sono previste pene altrettanto serie. Inoltre richiesta la partecipazione di numerosi testimoni. Di fatto tale accusa rarissima. Il ruolo della donna e dell'uomo sono fortemente funzionali alla societ rurale e tradizionale. L'urbanizzazione sta conducendo molte comunit, come accaduto in Italia negli anni '50, a rinegoziare tali ruoli. Tuttavia, le pratiche legate al diritto di famiglia sono il simbolo stesso dell'identit islamica e, questo, rende molto difficile riformarle per adattarle alle nuove esigenze sociali e alle nuove situazioni in cui i musulmani si trovano a vivere.

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