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ELICRISO

In Francia viene chiamato immortelle hlichryse o anche semplicemente immortelle, cos come nel Regno Unito conosciuto sotto il nome di everlasting flower: il che equivale a dire che cambia la lingua ma non il concetto. In Italia, a parte il manzoniano perpetuini che non sembra aver incontrato gran successo, le nove specie spontanee di Helichrysum che vivono fra le Alpi e le Madonie sono state denominate con numerosi appellativi regionali, anche se quelli pi frequenti si riallacciano alla natura immortale di alcune di queste piante: valgano per tutti il ligure sempiternu e il toscano semprevivo. Anzi, va precisato che in campo orticolo sono spesso chiamati semprevivi tutti i fiori che hanno la propriet di durare anche per molti mesi, grazie alla particolare struttura cartacea delle loro brattee. Lelicriso certamente il capofila di questa categoria benemerita, che ci permette di sfruttare a lungo la medesima pianta, sia quando in fioritura, sia quando ci si aspetterebbe la sua morte definitiva. Naturalmente non tutte le specie di Helichrysum si prestano a questo ruolo, ma bisogna ammettere che sarebbe una pretesa eccessiva da parte nostra, nei confronti di un genere assai ben fornito, che ha sparso per il mondo almeno cinquecento suoi rappresentanti.

Descrizione
Appartenente alla famiglia delle Composite (o Asteracee), il mezzo migliaio di specie sino ad ora scoperte non ha esitazioni nella scelta del proprio habitat prediletto, costituito quasi esclusivamente da luoghi soleggiati e asciutti, preferibilmente di montagna. Tale linea di condotta vale per tutte le aree temperato-calde del mondo che conoscono la presenza di elicrisi: Europa, Asia e Africa, ma anche con una concentrazione particolare attorno al bacino del M editerraneo e soprattutto in Sud Africa e Australia. Assai meno uniformi sono invece le caratteristiche biologiche e botaniche, poich fra gli elicrisi possiamo trovare specie annuali oppure perenni, cos come piante completamente erbacee oppure suffruticose o anche del tutto arbustive. Accarezzandole, saremo spesso attratti dalla delicata lanosit che le ricopre per tutta la loro altezza, la quale in alcuni casi arriva a superare di molto il metro, ma in altri non supera i pochi centimetri. I loro fusti sono cilindrici e notevolmente ramosi, cosparsi di foglie alterne con forma solitamente lanceolata o anche ovata. I capolini fiorali sono collocati in cima alle branche e la loro forma quella di un corimbo di grandi dimensioni, mentre i fiori centrali di ogni capolino - come avviene in questa famiglia - sono piccolissimi, tubulosi ed ermafroditi, contrariamente a quelli esterni che sono solo femminili.

Un elemento distintivo di questo genere costituito dallinvolucro di squame che circonda i fiorellini veri e propri: esse sono spesso appariscenti (lesempio pi clamoroso quello di Helichrysum bracteatum) perch la loro consistenza ricorda quella della carta o della paglia, mentre la superficie glabra, lucida e sovente colorata in modo vistoso.

Coltivazione
Esposizione Gli elicriso vogliono una posizione ben soleggiata, ma possibilmente riparata, soprattutto per le specie al limite della rusticit, come Helichrysum petiolare. Terreno Soprattutto le piante da giardino roccioso esigono un terreno finemente ghiaioso o sabbioso, in ogni caso assolutamente ben drenato, perch quasi tutte le specie soffrono per i ristagni dacqua e per lumidit dellinverno. Le annuali non desiderano un terreno troppo fertile. Inoltre, mentre Helichrysum sibthorpii ama il terreno calcareo, al contrario Helichrysum frigidum non lo tollera in alcun modo. Cure colturali Le specie annuali sono quelle che, come Helichrysum bracteatum, producono fiori adatti per essere essiccati. Per questo scopo, le infiorescenze vanno tagliate prima della loro apertura totale, legate in mazzi e appese a testa in gi in un locale freddo, asciutto e buio. In giardino, invece, i fiori appassiti vanno eliminati per stimolare la produzione di nuove infiorescenze. Le specie perenni e arbustive, invece, devono essere messe a dimora a fine estate o in primavera, mentre una buona protezione invernale per le radici delle piante meno rustiche va effettuata con pacciamatura, paglia o uno spesso strato di foglie secche. Moltiplicazione Le specie arbustive si moltiplicano tramite talee semi-legnose prelevate in estate. Le perenni si propagano per divisione o da seme in primavera. Le annuali vanno seminate in febbraio al coperto, in una composta da semi, a una temperatura non inferiore ai 10C. Le piantine appena nate vanno ripicchettate in cassette e passate in un cassone freddo, per poi essere ripiantate allaperto in maggio; nel nostro Meridione le si pu seminare direttamente in giardino.

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