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Libia, quel che resta della rivoluzione - Nigrizia.

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26/09/13 15:57

Libia, quel che resta della rivoluzione


Al-Kantara - giugno 2013
gioved 13 giu 2013 Pochi mesi fa stato celebrato in sordina il secondo anniversario della rivoluzione del 17 febbraio che ha provocato la caduta del regime di Gheddafi. E poco meno di un anno fa sono state indette le prime elezioni libere in Libia. Oggi, da come viene trattata la questione libica nei media mainstream, si potrebbe pensare che il paese sia entrato nella normalit e che i vari episodi di violenza siano effetti collaterali della fase di transizione verso la democrazia. In realt, questa normalit un po simile a quella dellIraq, che sta durando da 10 anni, dove regna il caos totale e dove si continua a morire nellindifferenza della comunit internazionale. Il paese devastato dai jihadisti e gli attentati mortali vengono registrati dai media come fatti di cronaca. Ed questa la normalit drammatica nella quale si trova la Libia. Prima della cosiddetta rivoluzione, in Libia vivevano 6,5 milioni di persone, di cui pi di 2 milioni erano immigrati (lavoratori con famiglie). Oggi quasi tutti gli immigrati e pi di un milione di libici ha lasciato il paese. La guerra della Nato del 2011 ha distrutto gran parte delle infrastrutture, leconomia regredita drasticamente ed ecco povert e disoccupazione in un paese che fino a ieri era il pi ricco dellAfrica. Le trib, armate fino ai denti, si ammazzano tra di loro per accaparrarsi lappalto per la protezione di pozzi di petrolio e di gas naturale e cercano di imporre il pizzo al governo libico e alle multinazionali. Qualche mese fa ci fu uno scontro mortale a Zintan e Zuara per aggiudicarsi la protezione dellimpianto di petrolio e gas di propriet della Mallitah, una joint-venture tra la National Oil Company libica e lEni. La Libia diventata un grande bazar mondiale per lo smercio di armi: utilizzate allinterno del paese da milizie, bande criminali e jihadisti; altre trasportate allestero per armare i mercenari e i jihadisti impegnati nella destabilizzazione di altri paesi, come la Siria. LInternational Crisis Group ha pubblicato il 17 aprile un rapporto sulla Libia in cui si parla di uno stato di insicurezza generale. Il sistema giudiziario paralizzato. Brigate armate, la cui creazione stata approvata a suo tempo dal Consiglio nazionale di transizione, gestiscono numerose prigioni dove impongono la loro giustizia sommaria fatta di torture e omicidi. A marzo, Human Rights Watch ha pubblicato un rapporto in cui denuncia la pulizia etnica a Tawergha, da dove 40mila libici (in maggioranza neri) sono stati costretti a fuggire. Tawergha
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Libia, quel che resta della rivoluzione - Nigrizia.it

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diventata una citt fantasma e molti dei suoi abitanti sono stati detenuti arbitrariamente, torturati e assassinati. La vasta rappresaglia contro la popolazione nera, accusata di essere stata complice di Gheddafi, avvenuta dopo lassassinio di questultimo il 20 ottobre 2011. E le cose vanno peggiorando. Ad aprile gruppi armati hanno invaso la sede del parlamento e quella di diversi ministeri. Milizie che dettano oggi le regole. E gli sponsor della guerra contro la Libia sembrano perdere il controllo del gioco. Lattentato contro lambasciata francese il 23 aprile scorso e la riduzione del personale dellambasciata britannica a maggio per motivi di sicurezza, sono ulteriori prove della gravissima instabilit causata dallintervento Nato in Libia. Il 17 febbraio 2011 i francesi e i britannici erano a Bengasi a sostenere gli insorti o, meglio, a impartire ordini oggi invece la loro presenza non sembra gradita dai gruppi armati, anzi sono diventati anche loro potenziali vittime del terrorismo che hanno utilizzato per distruggere la Libia. E il prezzo pi alto lo stanno pagando gli Usa. Il 12 settembre 2012 lambasciatore americano Stevens ha perso la vita in un attentato a Bengasi. La reazione ambigua di Washington ha suscitato interrogativi ad oggi ancora irrisolti. pi che legittimo chiedersi come mai dopo quasi un anno gli Usa non hanno fatto nulla riguardo a quellattentato. Cosa c dietro questa faccenda? Stando alle recenti audizioni del Congresso Usa, sembrerebbe che ci sia stata unoperazione di insabbiamento riguardante la ricostruzione della dinamica dellattacco. Secondo lex vice ambasciatore Gregory Hicks, le forze speciali americane sarebbero potute intervenire ma avrebbero avuto lordine di non muoversi. Inoltre, il generale David Petraeus si sarebbe opposto alla decisione di escludere dalla dichiarazione ufficiale il fatto che pochi giorni prima cera stato un allarme attentato contro lambasciata. Due mesi dopo Petraeus ha dovuto dimettersi dal posto di direttore della Cia (a causa di una relazione extraconiugale) La versione della protesta contro il video amatoriale a danno del profeta Mohammed sembra una cartina fumogena per sviare lattenzione su una faccenda poco chiara, di cui forse un giorno la storia ci riveler i contorni.

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