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LA CRESCITA E LA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO



Mantenereunbuontassodicrescitafondamentaleinunsistemacapitalistico:
*secrescelapopolazione(YcresceanchesenoncresceY/pop)
*sesicreanonuovibisogni(telefonini)
*senuovetecnologieaumentanolaproduttivit(aumentaY/NYconN=)
*seaumentanoleesportazioninetteemiglioranoleragionidiscambio(altrimentilamaggiore
produttivitvaavantaggiodeglistranierienonnostra).
*seleAPforniscononuoviservizi

NellungoperiodolacrescitadeterminatadaY/N.Tuttavia,ilproblemariuscireabeneficiaredi
questacrescitadellaproduttivitenonfarlascivolarenelletaschedeinostripartnercommerciali.
importante: mantenereuncertoequilibriotraADeY, nonindebitarsiperconsumare,cio
risparmiare(noncomegliUSA); cercaredirispettareildoppiovincolointerno(deficitpubblicoT-G)ed
esterno(exp-imp)(alcontrariodegliUSA).
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La somma dei prestiti netti dall`estero - che coincide con il saldo commerciale - e pari
alla somma dei disavanzi interni. Ma l`accumularsi dei disavanzi crea i debiti.
Fino alla meta degli anni Ottanta gli Stati Uniti hanno accumulato ricchezza
estera netta. Ma a partire dal 1987, per la prima volta dopo la Prima Guerra Mondiale,
l`economia statunitense e diventata debitrice netta verso l`estero. Il debito estero ha
continuato a crescere alimentato dal disavanzo corrente, e alla Iine del 2008 lo stock
complessivo di debito ossia la somma di quello pubblico con quello privato di
imprese e Iamiglie ha raggiunto il livello di tre volte e mezzo il Pil. Oltre il 40 del
totale e a carico delle Iamiglie, il 25 delle imprese e il restante dell`amministrazione
pubblica. Nell`area dell`euro e in Italia il debito totale ammonta a circa due volte il
Pil. A questo volume vanno aggiunti i debiti del Giappone e dei paesi in via di
sviluppo per un totale di circa 100 mila miliardi di euro di debito a livello mondiale.
Questo debito si alimenta dei deIicit dei diversi settori istituzionali.
Sempre negli Stati Uniti il disavanzo commerciale si e maniIestato in
coincidenza con la Iorte diminuzione del risparmio nazionale. La controparte dei
prestiti netti dall`estero e stato inizialmente il deIicit Iederale, a cui si e aggiunto
quello delle Iamiglie e delle imprese. Con la recessione, il deIicit dello Stato e tornato
a crescere, mentre quello delle Iamiglie si e ridotto. Il debito privato tende cosi a
diminuire per via dell`attivita di !"#"$"%&'()' delle banche, sostituito pero dal nuovo
debito pubblico emesso dallo Stato.
Se guardiamo all`Italia la controparte del disavanzo commerciale e
tradizionalmente riconducibile al deIicit pubblico, a cui si aIIianca quello crescente
delle imprese e un saldo Iinanziario positivo delle Iamiglie che tendono percio a
risparmiare. Le Iamiglie italiane detengono ancora oggi ricchezza netta, anche se in
diminuzione rispetto agli anni precedenti. E questa ricchezza netta serve a Iinanziare il
debito dell`amministrazione pubblica e delle imprese. Nell`ultimo decennio tale
meccanismo si e pero incrinato, e la caratteristica piu saliente e stata una dinamica dei
consumi delle Iamiglie *+,"%(-%" a quella del reddito disponibile, sicche il risparmio
delle Iamiglie si e costantemente ridotto (vedi Iigura 2).
-5
0
5
10
15
20
25
30
35
1980 1984 1988 1992 1996 2000 2004 2008
TA FRA GER USA UK
Figura 2. Il risparmio delle Iamiglie in rapporto al reddito disponibile
Elaborazioni su dati Ameco e FED.
Il deterioramento della quota del risparmio si e accompagnato al crescente
indebitamento (esterno ed interno). In Italia quello delle Iamiglie e salito al 50 per
cento del reddito disponibile, un valore elevato ma ancora inIeriore a quello osservato
in media nell`area dell`euro (il 90 per cento) e negli Stati Uniti che arriva al 135 per
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trattodaTravaglini2009
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LADISTRIBUZIONEDELREDDITO

Laproblematicadelladistribuzionepuessereaffrontata:
1. sul piano dei fattori della produzione, cio sul piano della distribuzione funzionale del reddito tra
profitti,salariedeventualmenterendite;
2. sul piano individuale (o delle classi sociali), cio sul piano della distribuzione del reddito e della
ricchezzatragliindividui,lefamiglieoleclassisociali.

Dalpuntodivistamacroeconomico:
ValoreAggiunto
(PIL)
Lavoro: -dipendente
-indipendente
Capitale: -profitti
-banche
-renditefinanziarie
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Ladistribuzionedelredditopuesseremisuratainvarimodi.
SpessosicalcolalaquotadeiredditidilavorosulPIL(vedifigurapaginasuccessiva)
UnamisurachenonsuddividegliindividuiinclassilindicediGinicalcolatoapartiredallacurvaCurvadi
Lorenz(piomenopanciuta).SicalcolacomerapportotraleareeA/(A+B)dopoaverordinatole
ricchezzedegliindividui(famiglie)cumulandoleprogressivamente.Ognipuntodellascissamidicela
quota%degliindividui(famiglie)consideratielordinatalaricchezzacomplessivadetenuta.Datalecurva
sipossonoancheconsideraredeisempliciquozienti(figuraadx)riguardantilaricchezzadel5%delle
famigliepiriccheodel20%dellefamigliepipovere.
0%
20%
40%
60%
80%
100%
0% 20% 40% 60% 80% 100%
F
Percent of Households
P
e
r
c
e
n
t

o
f

I
n
c
o
m
e
A
B

0
5
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20
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1968 1973 1978 1983 1988 1993 1998 2002
Year
S
h
a
r
e

o
f

I
n
c
o
m
e


(
%
)
Top 5% of
Households
Bottom 20%
of Households

Peres.nel1929lo0,1%degliamericanipossedevail20%dellaricchezzaUSA,nel1955erascesaal10%acausadella
crisiedellatassazioneprogressiva.
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NegliultimiventiannilaquotadeiredditidalavorosulPILandatadeclinando
afavoredeiprofitti
dinamica retributiva. Queste trasIormazioni sono state sostenute anche dai nuovi Ilussi
migratori con conseguenza diretta sul volume, la composizione e la qualita della Iorza
lavoro, nonche sui minimi salariali.
La globalizzazione del mercato del lavoro apre una serie di questioni circa gli
eIIetti che la crescente oIIerta di lavoro puo avere sulle retribuzioni e sulla
distribuzione del reddito nei paesi economicamente avanzati, specialmente quando
essa si maniIesta, come nel caso dell`ultimo quindicennio, in concomitanza dei
mutamenti del paradigma tecnologico e di riIorme del mercato del lavoro che ne
accrescono la Ilessibilita. Ma cosa dicono i dati?
Se misuriamo la quota del prodotto nazionale che va ai redditi da lavoro, la cosidetta
wage share, si registra un evidente declino dagli inizi degli anni Novanta ad oggi in
tutte le economie avanzate. La Iigura 3 illustra come in Italia lo spostamento sia
particolarmente evidente, ma e comune a tutti i paesi dell`Europa a 27. Gli Stati Uniti,
il Giappone, l`Australia e il Canada sperimentano un`evoluzione simile; in Francia e
nel Regno Unito la distribuzione si e mantenuta inizialmente stabile, per cambiare a
svantaggio del lavoro negli ultimi anni. Naturalmente, la riduzione della wage share
implica l`aumento corrispondente del profit share, ossia della quota del reddito
nazionale a Iavore dei proIitti. In Italia il cambiamento della distribuzione e stato
signiIicativo, con uno spostamento di circa 8 punti di Pil (120 miliardi di euro circa)
dai redditi da lavoro ai proIitti.
51
53
55
57
59
61
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67
1990 1992 1994 1996 1998 2000 2002 2004 2006 2008
EU27 TA FRA GER Spain
USA UK GA CAN AUS
Figura 3. Quota del lavoro sul Pil. Elaborazioni su dati Ameco
L`aspetto controverso di questo mutamento e che la diminuzione della wage share e
avvenuta in un`epoca in cui i tassi di attivita e di occupazione sono tornati a crescere
dopo il decennio Ottanta di diIIusa disoccupazione. Ancora una volta il Ienomeno e
globale, anche se dipende dai livelli di partenza. Negli Stati Uniti tra il 1995 ed il
2008 l`incremento e stato positivo ma contenuto (dal 71 al 73 per cento del tasso di
occupazione). Nell`Europa a 15 paesi, per lo stesso periodo, il tasso di occupazione e
passato dal 60 al 66 per cento, mentre quello di disoccupazione e sceso dal 10 al 7 per
cento.
In Italia il tasso di occupazione e cresciuto a ritmi sostenuti (dal 56 al 62 per
cento). Tra il 1995 e il 2008 si sono creati tre milioni e mezzo di posti di lavoro,
soprattutto grazie all`andamento moderato delle retribuzioni e alla maggiore
Ilessibilita del lavoro. La crescita dell`occupazione e conseguenza diretta delle riIorme
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PerRicardo
Fattori=classi
Produttivitmarginaledecrescenterendita
Lacrescitariduceilproblemadellarendita

Perlateoriamarginalista
Ladistribuzionedeterminatadallaproduttivitmarginaledeifattori,dallaloroscarsitrelativa.
Inquestateoriaviunadeterminazionesimultaneadeiredditie
w=PMLei=PMK

Perlateoriapost-keynesiana
S(risparmio)siadeguaagliIprogrammati
PerJoanRobinsonlanegoziazionesindacalechedeterminaw.Isindacalisonoingradoditerminareil
salariominimorelativamenteaY(barrierainflazionistica).IlprofittodeterminatodallivellodiI.

Nellarealt:
Sonoleistituzionidelmercatodellavorochedeterminanoladistribuzionedelreddito.
Lebarriereallentrata,lascarsitrelativadicertecompetenze,laccettabilitsociale,ilpoteredecisionale
incondizionatodialcunecategorie(managers).
Laricchezzavieneredistribuitaattraverso:
*Imposteetrasferimenti
*Assicurazionisociali
*Vincolilegalidisalariominimo
*Crisieconomiche
*mobilitsociale,capacitdelmercato(edelleAP)diremuneraremeglioimigliori
Negliultimiduesecolimaggioreeguaglianzadeiredditi=maggiorecrescita redistribuendosicrescedi
piperchipoverispendonodipiinproporzione.Negliannirecentisiandatinelladirezioneopposta
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Politichedeiredditi
Politiche volte a regolare (a monte) la distribuzione del reddito di solito regolando laumento dei salari
nella stessa proporzione dellaumento di produttivit. Ci consente di: 1) garantire unequilibrata
espansione della domanda; 2) contenere linflazione; 3) mantenere il livello di competitivit sui mercati
internazionali(relativamenteaW).Siattuatramiteintesealivellonazionaletraisindacatiedidatoridi
lavoro. Possono avere degli effetti non neutri sullevoluzione della struttura produttiva a causa dei
differenzialidiproduttivittrasettori.
Strategiedipoliticaeconomicaexport-led
Tipiche dei paesi del Sud-Est Asiatico. Si cerca di aumentare la domanda grazie alle esportazioni. Per
questo si mantengono bassi w, contengono P/P, si cerca di mantenere basso il cambio della valuta (di
solitoacquistandotitolideldebitoUS).Puntanoallacrescitareale:P,W=
Strategiedipoliticaeconomicadeflazionistica
TipicadellaGermania.Attuaunarigorosapoliticadeiredditiedunapoliticamonetariarestrittiva.Isalari
aumentano in misura pari alla produttivit. La politica monetaria restrittiva fa apprezzare la valuta
riducendo il costo delle importazioni che contribuisce a ridurre linflazione. Lequilibrio della bilancia
commercialesiraggiungeconfortiinvestimenticheaumentanolacompetitivitdeiprodottisuimercati
internazionalinonostanteiprezzielevati(causavalutaforte).Ilavoratoripossonogoderediunaumento
delsalariorealeW/Pperlastabilitdeiprezzi(P,W=maW/P)
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Contribution to GDP growth (constant prices)


1970-80 1980-90 1990-00 2000-08
France 3,7% 2,4% 2,0% 1,3%
private Consumpt. 0,58 0,57 0,49 0,76
govern. Consump. 0,28 0,28 0,19 0,23
investment 0,14 0,19 0,20 0,29
export 0,25 0,28 0,79 0,37
import -0,25 -0,30 -0,68 -0,67
net export 0,00 -0,02 0,11 -0,31
Germany 2,9% 2,3% 2,1% 1,0%
priv. Consump. 0,69 0,53 0,60 0,17
gov. Consump. 0,31 0,07 0,18 0,13
investment 0,08 0,23 0,17 -0,01
export 0,26 0,43 0,82 2,24
import -0,31 -0,35 -0,80 -1,52
net export -0,04 0,08 0,02 0,72
1970-80 1980-90 1990-00 2000-08
Italy 3,8% 2,4% 1,6% 0,7%
priv. Consump. 0,60 0,63 0,63 0,49
gov. Consump. 0,20 0,25 0,02 0,42
investment 0,15 0,19 0,22 0,26
export 0,22 0,32 0,77 0,42
import -0,18 -0,38 -0,64 -0,59
net export 0,04 -0,06 0,13 -0,17
Portugal 4,7% 3,3% 2,9% 0,8%
priv. Consump. 0,59 0,55 0,71 1,05
gov. Consump. 0,24 0,26 0,22 0,30
investment 0,20 0,23 0,44 -0,26
export 0,14 0,47 0,46 1,23
import -0,18 -0,48 -0,83 -1,32
net export -0,04 -0,01 -0,37 -0,09
Tassi medi di crescita del PIL per periodo (in
neretto con sfondo colorato) e contributo
percentuale del settore istituzionale alla crescita
delPIL.
Si noti il dato della Germania sulle esportazioni
nettenelperiodo2000-08.
calcolisudatiOECD
1970-80 1980-90 1990-00 2000-08
UK 1,9% 2,7% 2,5% 1,8%
priv. Consump. 0,61 0,61 0,61 0,61
gov. Consump. 0,31 0,07 0,11 0,20
investment -0,02 0,26 0,23 0,23
export 0,38 0,25 0,55 0,43
import -0,27 -0,37 -0,60 -0,56
net exp. 0,10 -0,12 -0,05 -0,13
USA 3,2% 3,2% 3,4% 1,7%
priv. Consump. 0,66 0,72 0,73 0,82
gov. Consump. 0,06 0,18 0,04 0,17
investment 0,17 0,16 0,34 0,03
export 0,12 0,12 0,19 0,22
import -0,07 -0,15 -0,31 -0,24
net export 0,05 -0,03 -0,12 -0,02