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Con fiere come questa si fa politica industriale vera.

Sta in questo la straordinariet di Cersaie secondo il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi intervenuto stamattina al convegno dapertura della trentunesima edizione del Salone internazionale della Ceramica per lArchitettura e dellArredobagno. Subito dopo il taglio del nastro al quartiere fieristico di Bologna, anche questanno protagonisti di primo piano del mondo politico ed economico hanno animato il tradizionale confronto allEuropauditorium, moderato dal direttore di Rai News 24 Monica Maggioni e dedicato al tema Manifattura e innovazione: la ceramica italiana nella competizione internazionale. Cersaie conferma la sua leadership mondiale, ha sottolineato nel saluto introduttivo il presidente di Bologna Fiere Duccio Campagnoli. E ancora una volta rende globale la citt di Bologna. Protagonista assoluta e ragion dessere di un evento che non smette di rinnovarsi di anno in anno, la ceramica italiana, leader nel mondo e fiore allocchiello della manifattura italiana, come lha definita il presidente di Confindustria Ceramica Vittorio Borelli, che ha fatto gli onori di casa celebrando il principale punto di forza di questa straordinaria realt, ovvero il distretto ceramico: Perch per guardare lontano bisogna avere i piedi ben piantati, ha affermato. Sarebbe impensabile essere leader allestero senza esserlo prima a casa nostra, saremmo giganti dai piedi dargilla. La scelta vincente delle nostre imprese stata quella di investire prima di tutto nel distretto della ceramica. Perch in questa fase economica c un gran bisogno di fare sistema e non c sistema pi attuale del distretto, circolo virtuoso che produce innovazione. Una realt, ha aggiunto Squinzi in cui si realizzata una sorta di sinergia incrociata, in un vorticoso processo di miglioramento qualitativo che ha obbligato anche noi a innovare e a realizzare prodotti sempre pi performanti. Alla base, la consapevolezza del bisogno di innovazione a 360 gradi, la volont di capire i bisogni di mutamento, di rimodellare le strutture. Impegnandosi poi a diventare leader delle esportazioni, ad esempio attraverso accordi commerciali e joint venture, realizzando stabilimenti produttivi allestero, nei mercati dove i consumi sono pi ricchi. Perch, ha concluso Borelli, la grande sfida delle nostre imprese linternazionalizzazione. Materia in cui maestro proprio Giorgio Squinzi, da sempre espositore con Mapei a Cersaie: Se produciamo nei cinque continenti anche grazie alla presenza trentennale a manifestazioni come questa, strumento fondamentale di internazionalizzazione. Chi ci governa dovrebbe tenerne conto. Eppure lIce lanno scorso non ha ricevuto fondi e questanno ammontano a 30 milioni di euro. Numeri assolutamente inadeguati per sostenere le imprese italiane che si vogliono internazionalizzare. Ma sono tante per Squinzi le cose che dovrebbero cambiare, a partire dallinstabilit politica che pesa sul Paese e dal problema del costo del lavoro, vero banco di prova di questo governo, per cui chiediamo labolizione dalla base imponibile dellIrap e il riallineamento alla media europea del costo del lavoro. Obiettivo, una crescita di almeno il 2%, che pu avvenire solo creando lavoro. Elemento fondamentale in questa catena il sistema bancario, rappresentato stamattina dall'amministratore delegato di Unicredit Group Federico Ghizzoni. Gli imprenditori vogliono prima di tutto che la banca faccia da banca. Dobbiamo essere vicini alle imprese, conoscere il loro business, dare risposte concrete alla richiesta di credito. Per questo siamo tornati a dare responsabilit alle filiali locali, limitando la rotazione delle persone. Una banca ha affermato deve avere nella sua missione il supporto al manifatturiero. Ed proprio su questultimo che Squinzi ha insistito. solo nellimpresa manifatturiera e nei servizi ad essa legati che il lavoro pu essere creato. Solo cos lItalia pu agganciare quella ripresa che anche secondo il Centro Studi di Confindustria davvero in arrivo, dopo ben nove

trimestri di segno meno, la perdita del 9% del Pil e la creazione di 9 milioni di nuovi disoccupati. Ma la sapremo intercettare ha richiamato Squinzi solo se sapremo finalmente intervenire sui problemi delleconomia reale. by Agenzia Stampa Immobiliare.it