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TARATURA DI UNA TERMOCOPPIA

INTRODUZIONE
Scopo dell'esperienza quello di determinare la curva di calibrazione di una termocoppia, cio la curva che descrive la relazione tra la forza elettromotrice (f.e.m.) presente ai capi della termocoppia e la temperatura a cui essa si trova (o meglio la differenza di temperatura tra le due giunzioni della termocoppia). Nota la curva di taratura la termocoppia pu essere utilizzata come termometro per la misura di temperature incognite. Una termocoppia un conduttore formato da due metalli differenti (p.es. Cu e Ni) in cui siano presenti due giunzioni come in figura.

Metallo A T1 Metallo B
Giunzione J1 Giunzione J2

T2

Quando le due giunzioni J1 e J2 si trovano a temperature differenti ai capi della termocoppia si crea una f.e.m. il cui valore dipende dalle temperature delle due giunzioni. Il fenomeno fisico che d origine alla f.e.m. si chiama effetto Seebeck ed descritto da tre leggi fondamentali: 1) la f.e.m che si crea ai capi di una termocoppia dipende esclusivamente dalle temperature delle due giunzioni; 2) qualsiasi metallo inserito lungo un circuito termoelettrico non influenza la f.e.m risultante se gli estremi di questo metallo sono alla stessa temperatura; 3) se i due conduttori omogenei producono una f.e.m. E quando le due giunzioni sono alle tempertature T1 e T3, e una f.e.m. F quando sono alle temperature T2 e T3, allora - quando le giunzioni sono alle temperature T1 e T2 - la f.e.m. prodotta (E-F)

La taratura della termocoppia si effettua tenendo una giunzione (p.es. J1) a temperatura fissa T1 (la temperatura ambiente o meglio ancora una temperatura di
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riferimento facilmente riproducibile come quella del ghiaccio fondente) e misurando poi la f.e.m della seconda giunzione J2 al variare della temperatura T2. Volendo tarare la termocoppia su un determinato intervallo di temperature si scelgono un certo numero di "punti fissi" (cio valori noti di temperatura, facilmente riproducibili) possibilmente equi-spaziati in tale intervallo e per questi si misura la f.e.m. prodotta. Si interpolano quindi i dati sperimentali per ottenere la funzione: f.e.m = f (T2). I "punti fissi" generalmente utilizzati sono i punti di fusione o di evaporazione di un elemento o composto chimico. Oltre ad essere punti fissi riproducibili (le temperature di fusione o evaporazione di un elemento o di un composto chimico puro sono fisse cio non variano p.es. con le condizioni ambientali) consentono di produrre condizioni di temperatura costante per un intervallo di tempo controllabile (durante il passaggio di stato la temperatura rimane costante).

PROCEDURA SPERIMENTALE
Nel caso di questa esperienza la termocoppia costituita da due fili di rame e rame/nichel ricoperti da una guaina di Teflon (isolante e termoresistente). Ciascun filo provvisto a un estremo di un connettore mentre l'altro estremo scoperto dall'isolante. Una delle due giunzioni della termocoppia si forma attorcigliando tra loro i due estremi scoperti dei fili, questa la giunzione di cui si varier la temperatura per tarare la termocoppia. L'altra giunzione si forma all'ingresso dello strumento utilizzato per la misura della f.e.m. e si trova quindi sempre a temperatura "fissa" pari alla temperatura ambiente (vedere nelle note una procedura alternativa). I punti fissi da riprodurre sono: 1) ebollizione dellazoto liquido T = -195.8 C 2) fusione dell'etere dietilico (CH3CH2OCH2CH3) T = -116.3 C 3) fusione dell'acetone (CH3COCH3) T = - 94.8 C 4) fusione del glicole etilenico (CH2OHCH2OH) T = -13.2 C 5) fusione del ghiaccio T = 0C 6) fusione dell'acido stearico (CH3(CH2) 16COOH) T = 68.8 C 7) ebollizione dell'acqua T = 100C 8) fusione dell'indio (In) T = 156.6 C 9) fusione dello stagno (Sn) T = 231.9 C Si procede nel seguente modo: punto 1) si immerge la giunzione in azoto liquido leggendo la f.e.m. prodotta;

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punti 2), 3) e 4) si immerge la giunzione in una provetta contenente il liquido e si mette a sua volta la provetta nell'azoto liquido finch la sostanza non si sia solidificata, si estrae quindi il crogiolo e si legge la f.e.m quando la sostanza inizia a fondersi; punto 5) si prepara una miscela di acqua e ghiaccio e si effettua la misura (dopo avere mescolato un po') quando il ghiaccio ha iniziato a fondersi; punti 6),8) e 9) si pone il crogiolo contenente la sostanza in esame sopra il fornelletto attendendo che si fonda, una volta che sia completamente fusa si sposta il crogiolo sopra il piatto di ghisa e vi si immerge la termocoppia attendendo che inizi la solidificazione; punto 7) si pone un becher contenente acqua DISTILLATA a bollire sopra un fornelletto e si misura la f.e.m.; Le otto coppie di punti cos ottenute vengono riportate in grafico rappresentando la f.e.m in funzione della temperatura nota dei punti fissi. La curva interpolante i punti sperimentali la curva caratteristica della termocoppia e pu essere utilizzata per ricavare una temperatura incognita una volta misurata la f.e.m. corrispondente.

NOTE
La temperatura ambiente (cio la temperatura della seconda giunzione) deve essere costantemente tenuta sotto controllo durante l'esperienza, si consiglia di tenere il fornelletto e il dewar contenente l'azoto liquido sufficientemente distanti dal multimetro e rilevare la temperatura ambiente in corrispondenza di ogni misura di f.e.m.. Alternativamente consigliabile usare come temperatura di riferimento la temperatura del ghiaccio fondente. Per fare questo si utilizza una seconda coppia di fili con la giunzione ad una estremit tenuta costantemente in un bagno di acqua e ghiaccio, allinterno di un vaso dewar. Allaltra estremit un filo intrecciato con quello della prima coppia, e uno inserito nel multimetro, come schematizzato in figura. T3
vaso dewar, giunzione a temperatura di riferimento multimetro

T1

T2

giunzione a temperatura di test

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La curva di raffreddamento o riscaldamento (temperatura verso tempo) di una sostanza presenta - in corrispondenza del passaggio di stato tra due fasi - un plateau durante il quale la temperatura costante. La lettura della f.e.m deve dunque avvenire in corrispondenza di tale plateau. Per accertarsene provare a costruire il grafico della f.e.m. verso il tempo effettuando la lettura della f.e.m. a intervalli regolari di tempo. Utilizzando il multimetro acquisibile da PC questo possibile in modo continuo. In corrispondenza di un passaggio di stato la temperatura resta costante, si possono per creare gradienti termici per esempio per effetto della diversa temperatura delle pareti del recipiente, per cui pu essere utile muovere la termocoppia e ripetere la lettura della f.e.m. pi volte.

OSSERVAZIONI
Valutare l'errore commesso nella lettura della f.e.m. corrispondente alla transizione di fase e individuarne la causa principale. Riportare i punti di calibrazione su un grafico f.e.m. vs. temperatura. Interpolare i punti con una linea retta e con un polinomio di secondo o terzo grado, fare la stessa cosa utilizzando per solo i punti in temperatura compresi tra -50 C e 200 C. Determinare il valore della temperatura ambiente misurata dalla termocoppia, a partire dal grafico e confrontarlo con quello fornito da un termometro. Quale dei due strumenti fornisce maggior precisione?

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