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LOVESTORY DEL CULTURISMO ITALIANO

O di quella parte chio cos ho conosciuto

di

MARIO CECCHINATO

LETTERA APERTA A TUTTI I CULTURISTI VECCHI E NOVI CHE HANNO A SORTE PER STORIA E PER NATURA IL MONDO DELLA CULTURA FISICA.
E non per vanit effimera ma per PASSIONE, DIGNITA e ORGOGLIO osano farsi chiamare per loro nome IO SONO UN CULTURISTA
Siamo un popolo, una comunit, una grande realt sociale GUERRIERI, CAVALIERI, ATLETI/E portatori di pace contro ogni vacuit, il vile oscuro, il sangue dalle strade, la violenza, linganno, il sopruso. Portiamo into la nostra filosofia di vita, la bellezza di avere un corpo educato e sano. Possiamo fare molto, in un mondo cos perduto nel valor del nulla. Ognuno faccia la sua parte

UNITI E TUTTI INSIEME CE LA POSSIAMO FARE


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Caro Filippo, NULLA E PERDUTO, quando tu dici ma noi dove eravamo. Eravamo nellutero di quel tempo carico di intensit ma smarrito senza una precisa potenzialit che potevamo sapendolo diventare una vera forza, una disciplina di grande autorit. Ma il nostro esistere era a macchia di leopardo, privi di quella guida unificatrice e percettiva dellunit che fa la forza. Per capire il presente altro non sha da fare che tornare alle origini, che i giovani di oggi non conoscono, ma noi eravamo l, accesi e spinti da quellarchetipo guerriero costernati si dallabbondanza degli ormoni ma nellintrinseco cera qualcosaltro, gli dei dellolimpo che chiedevano la lor discesa in terra per portar si la forza into per nella sua bellezza e armonia un corpo che non portasse i segni della guerra. Era cos il tempo della reazione della vita contro la morte il valore della vita che luomo avido e incolto per sete di potere distrugge e non rispetta cosa sia il significato pi profondo della volont celeste trascinato da quellarcaico che brutalizza luomo e la sua mente depauperandolo della consapevolezza del valore della vita. La mia storia pi o meno uguale alla tua, come altres quella di centinaia di migliaia nel mondo e per quel che ci riguarda per non spingerci oltre noi ragazzi italiani.

A 10 anni (1955), mio padre mi iscrisse allARDOR storica societ ginnica patavina. Mi piaceva molto il fisico reagiva giorno per giorno, ma una sera entr in palestra un ragazzo che era pi vecchio di noi, rivolgendosi al maestro Brescianotto, aveva portato con s delle riviste americane di culturismo fu unautentico putiferio. Dei genitori che erano presenti dissero che mostruosit quella gente malata i culturisti. Per me invece zitto zitto mi si dilatarono le pupille tra me e me dissi questo il fisico chio voglio e zitto zitto chiesi a quel ragazzo con la barba che mi sembrava un Ercole, di darmi il suo indirizzo perch sarei andato cos a salutarlo.

Di conseguenza, nel proseguo dellattivit ginnica facevo incazzare il mio maestro perch il mio allenamento era senza saperlo come una tabella di culturismo. Un ragazzo un giorno port in palestra un libretto di colore nero con sovraimpresso nella copertina una foto (avevo 13 anni) di un campione americano tanta era la bellezza (Steve Reeves) e leleganza che mi venne puranco il batticuore: dissi cos rivolto a tutti con orgoglio IO SONO UN CULTURISTA, nessuno dei presenti fece lingua perch la vita stretta e i gran dorsali ero puranco io il gioiellino della scola, tanto desser cos chiamato mister ercolino. Il libro riportava DAMMI MEZZORA AL GIORNO E FARO DI TE UN CAMPIONE. Credo che il fortunatissimo libretto di John Vigna (tuttora reperibile) sia stato la bibbia della nostra generazione poich pi o meno ci aveva rapiti tutti. Il libro di Vigna pose le prime indicazioni su come usare i pesi che per la verit io a 10 anni me li costruii da solo con i bastoni della scopa e i barattoli vuoti del tonno riempiti di sabbia e la panca in legno che mia madre usava per metterci su i fiori. Nel frattempo e nel proseguo avevo poi cos comperato la rivista cultura fisica del pioniere Tullio Ricciardi di Firenze e Ercole di Devetak di Milano. Allet di 14 anni (1959), scoppi la meteora dei film mitologici, facendo partire cos il fortunatissimo filone di cui il primo a far da spartiacque fu Le fatiche di Ercole, interpretato dal Campione di culturismo Steve Reeves (il campione immagine del libretto di Vigna). Fece dilagar nel mondo questa cosa che era sconosciuta per la massa il culturismo. Quando vidi il film di Reeves, fu unautentica ubriacatura perch nei miei neuroni a specchio non vera altra immagine.

A soli 15 anni (e siamo nel 1960) il fisichino sera cos formato che un gruppo di amici si sent in dovere di eleggermi in chel loco chera la palestra del maestro Gianni Rossato (sita in via Campagnola) da sempre mio grande amico, oggi 10^ Dan, che per potenziare gli atleti mise in uso una stanza adibita ai pesi, fu cos che per onore, simpatia e forma fui proclamato da tutti
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Mr.Padova. Mi sentivo orgoglioso fiero di me stesso, il mio fisichino portava a discutere nel bene o nel male, ma la mia autostima era alta perch avevo gi compreso che larte del culturismo non solo un corpo, ma un modo come un altro per conoscere se stessi e nel proficuo pi profondo e nel raggiungere allessenza puranco la propria spiritualit.

A 17 anni ero cos in forma che decisi di andare a Milano al Mister Italia di Devetak. Ero solo senza nessuna guida, non sapevo di olio, diete, pose, solo di quel che leggevo nelle riviste del tempo. Andai su a Milano in lambretta accompagnato da mio fratello pi grande allinsaputa dei miei, fu per me unemozione grande, avevo il nodo alla gola, lOlimpo scese cos in terra nellentrar nella palestra Forza e coraggio di Milano. Conobbi cos Devetak, Castiglione bello elegante in giacca doppio petto blu, la giuria era solamente presieduta da Francesco Conti che mi fece pure i complimenti, ma mi classificai quarto nella categoria junior dietro Umberto Pielli di Milano. I premi andavano fino al terzo posto, rimasi di conseguenza amareggiato, Devetak not la cosa, estrasse dalla giacca una medaglietta (che tuttora conservo come una reliquia) e me ne fece dono. Tornai a casa di notte sempre in lambretta con mio fratello, infreddolito, credo fosse la fine di settembre primi di ottobre, mi ero solo vestito di pantaloncini e una maglietta. Alle 8 ero a scuola, la mia passione era cos compiuta dessere stato presente per aver vissuto lesperienza per aver partecipato a un campionato vero.

Dopo di quellepisodio, gli impegni della vita mi assorbirono totalmente, non comperai pi riviste, non mi allenai neppure, il dovere che la vita mi richiedeva, non consentiva diversamente. Ma linconscio che oggi conosco fin troppo bene fa le sue pause per accompagnare lio quando lui decide per sue imprese. A 24 anni mi trovavo a Milano per la specializzazione, alla sera vedo un film; e che cosera? il film di Steve Reeves Le fatiche di Ercole. Larchetipo guerriero incominci cos a bussare la porta e a risvegliar quel che il fuoco fu la fiamma della scoperta o della riscoperta, a maturar per conseguenza per mezzo delle sincronicit i presupposti che andran cos a dipingere la tela. In quello stesso periodo mi sposai con Carmen, in viaggio di nozze andammo a Firenze, per loccasione andammo a salutar Tullio Ricciardi (padre pioniere della cultura fisica in Italia, fondatore di Federazione e titolare della rivista Cultura fisica), per aver lonore di conoscerlo, la cosa mi piacque molto perch pur non essendoci mai incontrati mi disse Cecchinato, la ricordo per le foto di quando era ragazzino che lei inviava alla rubrica amici di cultura fisica. A 25 anni correndo in bicicletta locchio di sguincio si illumin perch in unedicola il giornalaio espose in prima vista la rivista Vigor in su sulla copertina un magnifico e splendido Vince Gironda, il campione americano che dava con la sua immagine la linea armonica che dovrebbe avere il vero culturista, come si dice quando i fiori riappaiono a primavera lamor che fu per mia impresa, la mia passione, il mio mito (laltro era Freud, ma in particolar modo Jung che poi divent per me essenza nella professione e nella vita), buss alla porta e quando il mito guidato dallarchetipo si innalza allio, lio altro non aspetta che essere rappresentato nelle magnificenze di tutte le sincronicit da s alchemizzate per stabilizzarsi into in quel periodo.
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Sempre di quel periodo un mio compagno di studi Ferdinando Granziol di Bolzano disponeva di un pied-a-terre in quel di Levico Terme, era il mese di luglio, disse Mario vieni a studiar su da me, cos potremmo farlo assieme e rifocillarci al lago. Con loccasione i vari gestori delle attivit intorno al lago da dieci anni organizzavano il Campionato a Levico di barca a remi. Mi iscrissi cos per gioco e nella disputa vinsi cos tanto che mi distanziai dal gruppo con pi di 50 metri ed erano tutti veneziani che da sempre vincevano. Fu una grande sorpresa, che proprio un padovano visto per la prima volta in loco portasse via a loro il tanto amato trofeo. Scrivo questo per far intendere che chi culturista lo sempre anche se i pesi e lallenamento erano stati sospesi come descrivevo prima. In quel tempo conobbi Enrico Baldantoni, abitavamo a un centinaio di metri uno dallaltro, lui in maglietta ed io in camicia stretta, gli chiesi ma tu fai culturismo?, s. Mi sorse cos lidea di aprire una palestra la prima del settore della mia citt, chiesi a Baldantoni se voleva essermi socio ma lui rispose che non voleva essere disturbato negli studi visto che si stava laureando in medicina. Ma mi accompagn per a Zingonia (1972) alla Veisport del ragionier Desiati, il cui acquisto fu pari a un milione di lire dellepoca. Dico solo oggi al Dr. Enrico Baldantoni (e questo con mia grande soddisfazione), questo me lo devi, di averti con il mio entourage introdotto al mondo della cultura fisica porto altres rispetto per essere diventato anche un grande e importante medico ma puranco per essere altres giudice internazionale di cultura fisica, fino ad arrivare al massimo quale il pi grande Campionato al mondo, il Mr.Olympia. La sorpresa amara lebbi quando lagenzia mi disse che il proprietario ci ripens nel leggere il contratto poich nel suo vedere avrebbe puranco distrutto il palazzo, intanto Vigor aveva gi pubblicato la nascita dello Spartan Club (con quellindirizzo via Beato Pellegrino). Non mi persi danimo, ai primi del 73 trovai quel che era uno scantinato di circa 200 metri quadrati (via Flammarion n.3), in quel loco la prima pietra storica dello Spartan
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Club. Una mattina entrando al B, mi trovai innanzi come un miraggio della sorte il grande campione veneziano Adriano Bellini, in arte Kirk Morris, lo riconobbi, mi piacque subito molto, era alto, bello, longilineo, particolarmente elegante, in doppio petto blu, con spalle larghe, ma con aria signorile, nello stringergli la mano, gli dissi lei un vero culturista. Gli spiegai puranco, che stavo per aprir la prima palestra di culturismo a Padova e sarei stato particolarmente onorato per il taglio del nastro alla inaugurazione. Lui disse e che problema c, onorato lo sono io. Ma il giorno stesso della inaugurazione, al mattino mi arriv un telegramma, informandomi che un produttore a Roma, lo aveva designato per un film mitologico e che doveva partire immediatamente. Si scus in mille modi, ma cos and la cosa. Corrado Curci, che era stato trasferito come insegnante da Pescara a Padova lesse nella rivista Vigor lapertura della palestra, cos mi contatt se volevo averlo come istruttore e cos fu il primo istruttore dello Spartan Club. Intanto chi mi conosceva professionalmente mi dicevano Signor Mario, lei in camice bianco non si perder mica in quelle cose brutte da scaricator di porto, ma i frequentatori dello Spartan nellordunque erano entusiasti di ingrossar le fila, tanto che da l a poco dovevo cercare necessariamente un nuovo loco per dare spazio alle iscrizioni che lo scantinato non reggeva pi. Padova citt complessa, citt luogo del Santo e di Galilei, non era facile far accettare questa disciplina, a quel tempo non era neppure facile trovare i locali, come oggi che ve ne sono in abbondanza a dismisura (vedi con questo la facilit che hanno oggi le varie Spa, che di culturismo non gliene frega un tubo, ma sanno solo dilatare il naso pensando alla affaire e al profitto), per praticare il culturismo ancora poco conosciuto nel mio tempo. Trovai cos la disponibilit dellIng.Dalla Costa, che fu preside del Marconi, lIstituto superiore che io avevo frequentato. Mi disse Cecchinato, io le do il locale (via Gino Allegri n.1), ma si deve fare a sue spese il rinnovamento. Quel che ho sputato
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sangue per riuscire nellimpresa, perch nel frattempo era nato Gianluca, le risorse economiche erano molto esigue, ma la volont che presiede alla passione ti d la forza per essere campione e vincitore nella sorte. Organizzai cos le prime gare di culturismo a Padova e in riferimento il Mr.Padova (per chi vuole ci sono pure i filmati storici di allora su YouTube). Venne gi in giuria per questa missione Ruggero Tampellini, campione di culturismo, nonch curatore della rivista Vigor. I locali guarda caso, me li diedero per fortuna i parroci delle chiese, quel di via del Vescovado e quel dellAntonianum into in Prato della Valle. Tampellini nel riscontrare tanto pubblico, si esalt puranco lui nel riportar le gare nel bimestrale Vigor. Con loccasione del primo Mr.Padova (1973), mi scrisse un giovane sconosciuto culturista in erba Gino Barzacchi di Livorno, nel voler pretendere di essere ospite donore ed esibirsi per loccasione. Il ragazzo fece centro, perch seppe coinvolgere i pi dei mille spettatori presenti alla manifestazione. Si esib puranco Ruggero Tampellini, uno straordinario Salvatore Sailant di Milano e Alex Carmeli di Mantova. Tutti insieme con la lor esibizione, le mura del palazzetto fecero tanta risonanza che gli inquilini del circondario telefonarono al parroco per sapere che cosa stava succedendo. Una nota devo dirla, anche se mi dispiace farlo, la carica emotiva non la dava certamente il rag. Desiati, proprietario della Rivista Vigor e di Veisport, poich almeno a me cos sembrava che del culturismo non gliene fregasse un tubo. Il suo alfiere era per Tampellini che per passione dava carica a li neuroni, agli appassionati di quel tempo, alla ricerca della virtude e canoscenza. Di l a poco nacque poi il Mr.Veneto, conobbi cos Bruno Piccoli, suo fratello Aldo, Meche Loris, uno dei fratelli Sellito che stava facendo il militare a Padova, Bruno Cavallin, che in splendida forma vinse cos il trofeo da lui sempre e tanto ambito. Nella situazione sorse cos puranco a me il desiderio di salir sul palco, incominciai pur avendo due attivit da seguire, a ritrovare lo spazio e il tempo per dar luogo al mio intendimento, vinsi cos per categoria il Mr.Veneto IFBB (vedi filmato),
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organizzato a Verona da Bruno Piccoli, secondo al trofeo citt di Ferrara, quarto nel 1975 ai Campionati italiani di Foggia dietro a Bertagna che vinse, Ugo Romano secondo e terzo Raffaele Fornuto. Qualche mese prima in riunione di Federazione si disse che chi aveva gi vinto titoli superiori non poteva pi partecipare ai Campionati italiani. Intravvidi lopportunit per una mia classificazione in merito che andai gi di brutto allenandomi sempre per con la mia formula segreta, che per la verit poi tanto segreta non : olio di gomito . Il mio fisico ebbe il suo bel riscontro, ma rimaneva nel mistico raffigurato natural dei naturali.

Compresi che il mio allenamento chera puro, dava nel suo intrinseco il suo limite, partecipai cos per far piacere a me stesso e per pur divertimento, tanto in me non mi sentivo secondo a nessuno, mi si perdoni la falsa umilt, poich le vittorie le avevo con me stesso nel rimaner pulito. Tanto per dir che pi avanti, quando ero uscito dalla IFBB, andai diverse volte a Sapri e su indicazione di Biagio Filizola, mi iscrisse al Campionato del mondo NABBA chio accettai con grande onore. Andai su a Londra con Bruno Piccoli e Meche Loris. Quando giunsi per sul palco, into in me ero gi appagato per aver toccato con i piedi il logo di tutti i grandi campioni di quel tempo e in particolar modo di Steve Reeves, il campione che pi mi stava a cuore. Guardandomi intorno ero troppo fringuellino, perch senza saperlo ero in anticipo un altezza-peso e naturalmente ero fuori luogo, cos rifiutai lesibizione ma felice e appagato dentro. Allorizzonte ritorn alla luce Franco Fassi (1974), non lo conoscevo ma mi piacque subito perch vero culturista dalla passione autentica, intelligente, promotore, persona grande che per stima va ricordato ancora, diede cos nuova linfa ed energia alla disciplina, intanto in Italia sorgevano altre federazioni che ognuno si dava da fare per lastro, che rappresentava il culturismo. Con larrivo di Mister Fassi e con la collaborazione di Bruno Piccoli si organizz a Verona nel 1974 i Campionati del mondo IFBB. La cuccagna si fece grande, conobbi da vicino Nubret (con cui strinsi una profonda e vera amicizia), il grande Lou Ferrigno che mi schiacci seduto nel teatro alla mattina tanto mastodontica era la sua persona e Franco Columbu, che nel vedermi mi disse che spalle piene e ampie che hai, come ti alleni?, non riuscii a dire nulla per lemozione. Il grande campione compagno di allenamento di Arnold Schwarzenegger che chiedeva a me; mi fece
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volteggiare i neuroni tra le stelle. Alla sera consegnai a Ben Weider (fondatore e Presidente mondiale della IFBB) il Gattamelata simbolo della mia citt. Mentre nello stesso giorno alle 5 del mattino, venni a raccoglierti in autostrada Filippo per il tuo disastroso incidente che ti riportai sparato a 200 allora in tempo per il grande evento. Per prima del Campionato del mondo, Mister Fassi organizz a Zingonia i Campionati italiani, ospite donore Arnold Schwarzenegger. Prima di questo importante evento, nella riunione federale, condussi una battaglia feroce con Renato Bertagna, perch a suo dire, non voleva la musica di sottofondo per le routine, voleva lobbligo fisso per il costume da gara di colore nero, con i numeri per gli atleti con il cartoncino in bianco e nero, perch nella sua visione non dovevamo essere scambiati per soubrette da palcoscenico. Io invece gli risposi, che usavo nel mio piccolo la musica, che latleta poteva scegliersi il colore del costume come meglio a lui si addiceva e che il cartoncino era altres meglio colorato per distinguere puranco le categorie, che le pose obbligatorie andavano bene per Statuto, ma che si doveva dare anche diritto allatleta di esibirsi con arte e con bravura per sua originalit. Vinse con mia grande sofferenza Renato Bertagna, perch aveva molta avallanza in Federazione. Quando di conseguenza, vedi esibir il grande ospite donore, lidolo del mondo, della cultura fisica in scena, per lui puranco fuori forma e senza musica, la stella non esalt il pubblico come si sperava. Incontrai poi parecchie volte Arnold, quel che mi colp sempre di questo grande campione, per sua personalit magnetica, tanto carismatica, che gli dissi un giorno a Parigi Arnold, con la tua personalit, tu puoi fare quel che vuoi. Di quel che tocchi potrai trasformar il vil metal in oro. E cos la mia lungimiranza non sera sbagliata, perch quel che ha combinato Arnold lo sappiamo tutti in abbondanza. Prima di questo, ci fu il precedente Campionato italiano organizzato da Alessandro Bellini a Quarrata, Pistoia. Lospite donore fu per loccasione Serge Nubret, in arte la pantera nera. La carica, la bellezza, leleganza, la deit di questo campione, mi esalt a un punto tale che culturisticamente parlando mi innamorai di lui. In quanto rafforz tutte le mie idee di cosa sia veramente il culturismo, autentici scultori in arte della propria fisicit. Quando poi andando a cena, si present con vestito doppiopetto bianco come le scarpe puranco dello stesso colore, con una camicia gialla che contrastava in maniera mirabile con il suo completo bianco. Se penso poi a
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certi campioni di body building attuali che quando tentano di vestirsi sembrano usciti dai disegni di Walt Disney, per fare ridere puranco i bambini dellasilo. Questo per non essere blasfemo e tenerino nella sorte. Nubret si ferm poi a Quarrata una quindicina di giorni, rimase a fargli compagnia Gino Barzacchi di Livorno, che gli scatt pi di 200 fotografie, che per dovere poi Gino in parte le pass a me, sdebitandosi per avere avuto fiducia in lui nel farlo esibire al Mr.Padova di allora, cos posso vantarmi del privilegio di possedere foto in esclusiva di questo gran campione che niuno e puranco nessuna rivista ha mai visto apparir nella scena. Le cose poi girano, Fassi non andava pi daccordo con Piccoli o viceversa. Da questa scissione, nacque cos lAicap e mi trovai a collaborar con Bruno Piccoli pur avendo grande stima e simpatia per Franco Fassi, che aveva nel frattempo puranco organizzato il primo corso in Italia per diventar maestri. Eravamo allora in trenta partecipanti e questo con grande onore da quel giorno ero cos rappresentato nello essere chiamato maestro Mario Cecchinato. Questo per mi sento in dover di aggiungere. Essendo presente al corso di maestro il prof. La Cava, grande esponente del Coni, lo invit Mr. Fassi in quanto stava operando in tutti i modi per far entrare il culturismo al Coni. Mi avvicinai di conseguenza al sollevamento pesi. Feci cos a Roma il corso per diventare istruttore ed essere patentato con la sigla del Coni, sigla checch se ne dica di alto prestigio e riconoscimento, cos feci nel fare i pesi, diversamente dalla mia consuetudine, in quanto larchetipo che fu guerriero cominciai cos a tirare pesi a tutto spiano. Mi allenavo alle 9 di sera, poich era lorario chio ero pi libero. Mi assisteva per questo il Dr. Alessandro Zadra, che fu il mio primo allievo, vincitore altres del Mr.Padova 1973. Dietro la sua assistenza, riuscii a fare 155 kg. nella panca, 185 kg.
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nello squat, che puranco il bilanciere si piegava e le rastrelliere pure (perch quelle erano le macchine e gli attrezzi di quel tempo) e 215 kg. di stacco da terra. E questo con orgoglio voglio ricordarlo e sottolinearlo, sempre e solo con lintroduzione della famosa formula olio di gomito. Mi sentivo un dio, lolimpo dallalto mi sorrideva, la potenza di queste prove fa innalzare pi lautostima che lego. Ero cos vincitore con me stesso con un peso personale di 75 kg. nel sollevare cos grossi pesi. Mi sento cos di riferirmi a tutte quelle persone dementi, quando vengono a chiedere se il culturista ha anche forza, la domanda talmente stupida, che vien da chiedersi, in quanto io personalmente prima di dare una critica o una risposta, prima mi documento, ci metto pure il naso, poi eventualmente parlo e puranco ragiono con il minimo di buon senso. Ci mi fa pensare che sotto sotto c pure anche una rabbia, che v a rasentare la lor specifica vanit, guai a chi li tocca, in quanto il culturista pu essere anche questo e puranco con un lacume di narcisismo, ma il sacrifizio, limpegno, lamore per raggiungere la meta, deve essere per questo rispettato e non preso per i fondelli. Se poi la chimica ha infestato il logo, questo puranco altro discorso, che non disgiunge per nulla il sacrificio perch la chimica da sola pu creare latte per le mucche. Devo dire anche per la mia nota di dolore, in quanto il mio fisichino sotto la pressione di quel tanto gravoso peso, sera fatto s pi forte, ma anche appesantito, disturbando quel che era la mia vita stretta. Dopo questa esperienza, in seno alla potenza, le cose girano. Lamico Giorgio Soprani di Piacenza (tre volte campione italiano di culturismo), era nel frattempo diventato grande esperto e praticante nella disciplina Yoga. Mi invit a condividere la sua esperienza, cos di buon mattino, mi alzai de bonora per impratichir sotto sua tutela questa meravigliosa e fantastica disciplina. Fu unesperienza grandiosa. Pur essendo esperto di training autogeno, la disciplina yoga mi consent di conoscere un nuovo mondo e entrare nel silenzio di noi stessi, arrivare cos nel pi profondo, puranco a fermar un giorno la mia mente, considerando che la mente produce 50mila pulsioni al giorno e questo contro la nostra volont, stata cos lesperienza pi straordinaria rimasta impressa nella mia memoria. Imparai puranco il Pranayama, tecnica di respirazione, che mi arricch anche in questo senso straordinariamente. Riversai questa mia nuova esperienza nelle tabelle di cultura fisica, il risultati furono cos straordinari; compresi
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questo a mio modo che allenarsi al culturismo, nellapplicar la mente, la concentrazione, era come esercitarsi con lo yoga. Concentrazione, visualizzazione, di cosa si st facendo, il binomio era straordinario perch i risultati non mancarono allappello. Ho cos imparato tanto (o non mai abbastanza), che con soli 20 minuti al giorno di allenamento ai pesi, erano puranco straordinari, che tuttora pratico guarda caso alla soglia dei miei 70 anni, che probabilmente cos facendo, il mio inconscio mi porter sul palco ai campionati del mondo. Cos per festeggiarli in codesto modo. E questo lo devo alla conoscenza del corpo, della mente, del signor inconscio, la passione nella disciplina, lamore per la vita, i miei 20 minuti di allenamento al giorno. Per lAicap organizzai diverse volte il Mr.Padova, autentico gioiellino, in quanto si teneva al prestigioso Supercinema di Padova, con la presenza del sindaco, tv e giornalisti. Organizzai sempre per lAicap tre Campionati italiani, il primo nel 1981 che fu, va ricordato, anche il primo campionato italiano di culturismo femminile. La cosa fece parlare molto, tanto da portare a Padova 50 testate giornalistiche e la presenza di Canale 5 al suo esordio, che fece di questa manifestazione un modo come un altro per procacciar odiens, la prima con la seconda nella pretesa di Lucia Bertan che la vittoria doveva essere assegnata a lei rispetto alla vincitrice Roberta Fregonese, bellissima ma solamente, secondo lei, tonificata (mai e poi mai avrei pensato la distorsione che venne poi nel tempo nello brutalizar il dolce femminile in un virtuale ingannoso e forzato maschile). Fu cos in quelloccasione che sfogai tutta la mia rabbia che con Renato Bertagna avevo in me racchiuso. Obbligai di conseguenza la giuria di essere di dovere con la giacca blu, musica a piacere come nel color del costume da gara, premi in denaro ai primi classificati, rimborso spese alla giuria, medaglia e diploma a tutti gli iscritti anche ai non classificati. Questo per memoria e
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per onore quel che mi insegn il maestro Devetak nel 1962 al Mr.Italia junior a cui partecipai. Penso sia giusto che ogni atleta che per impegno, sacrifizio, dedizione abbia almeno la gratificazione di portarsi a casa anche questo piccolo segno della sua partecipazione.

Fu puranco in quel periodo, che grazie ai miei studi e alle mie conoscenze, sostenni il prof. Luigi Peresson, psichiatra, che introdusse per primo in Italia la metodologia del training autogeno chera diventato famoso per essere lo psicologo della squadra nazionale di sci, sostenendo il grande campione di allora Gustavo Thoni nelle sue performance, denominata per questo la valanga azzurra. Sostenni e aiutai il prof. Peresson a diffondere la metodologia a livello nazionale, anche in altre discipline. Per questa ragione, venni iscritto socio ad honorem nel suo Istituto al C.i.s.s.p.a.t. da lui fondato. Chi mi conosce o mi ha conosciuto sa quanto io mi sia impegnato per dare dignit non solo nel comportamento, nella configurazione e anche nellimmagine da dare al mondo. Dico solo per dire, come nota di colore, al gentil sesso ho sempre dato un fiore a tutte e nel presentar le gare avevo sempre in scorta e pronta cos per luso una parola alchemica per portare cifra alla presentazione. Fu anche per me un periodo straordinariamente magico e puranco anche di grande impegno sociale, poich non vera sera chio non andassi a cena con politici, industriali, commercianti, giornalisti, della carta e televisivi. Tanto era la
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richiesta che doveva essere prenotata per suo tempo. Perch questo? Perch avevo potere umano; se una discoteca mi diceva Mario, dammi una mano, mi portavo dietro 300-400 persone, cos pure per i ristoranti e nel mondo del vestiario, tanto era in s la forza se in una di queste attivit stava messa male o stava per fallire, bastava una mia ripetizione nellentrata in scena, col mio esercito sempre felice di accontentarmi, che cambiava cos le sorti di quellimpresa.

Il secondo nel 1985 lebbi organizzato per festeggiar la nascita dello Spartan 2, il primo cinema Eldorado trasformato in palestra (via della Biscia), ricorsi a questa costosa e faticosa soluzione in quanto era scoppiata la bomba e la meteora del culturismo in simbiosi con la concorrenza spietata puranco dei supermercati che in quel tempo e in quel periodo tutti volevano aprir palestra (oltre che ai supermercati), anche quelli che del culturismo non capivano nulla ma dava a lor lidea del profumo del profitto. Di quel tempo sorsero cos puranco altre riviste di culturismo, Devetak in un suo rientro e financo molte industrie per costruire attrezzi che voglio ricordare almeno qualcuna, quali per esempio la simpaticissima Visa Sport, le preesistenti Fassi Sport, la LASAM di Bruno Piccoli, il grande appassionato culturista Panatta con la sua Panatta Sport, che saluto con riverenza per aver sempre diffuso il culturismo con grande forza. Il mio impegno in qualit di organizzatore, era molto gratificato perch in ogni gara cera sempre presente il Sindaco, politici, industriali, giornalisti della stampa e televisivi. Dando cos grande
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risonanza che a me gratificava molto, nella ricaduta della accettazione nonch della condivisione nel presentar da me la cultura fisica.

Parliamo ora puranco e financo di Nerio Alessandri, fondatore della Technogym, che caro Alessandri, mi sento in dovere di congratularmi per la tua magnificenza e per la tua si grande impresa, ma questo devo dirtelo per dovere con la puzza sotto il naso. I milioni che tu hai fatto per bravura sono anche per frutto dei culturisti che tu degradi tanto. Quindi comprendimi bene, io ho grande rispetto per la tua persona, rappresenti per me lideale che nella magnificenza sa fare impresa, ma io non ho mai preso per i fondelli coloro che mi hanno dato il pane quotidiano. Il tuo libro Wellness, scegli di vivere bene in edizione Mondadori, ti sei inventato pure il termine wellness, per differenziarti e allontanarti, dai poveri e ingenui culturisti (almeno cos tu lasci intravveder che pensi) quando buona parte del popolo dei culturisti han i tuoi attrezzi nelle loro palestre (quando si dice il caso). Per senza voler ripetermi rispetto il tuo fiuto per limmagine della tua azienda che non voleva altres impegolarsi, con lImperial Gym della chimica, che per cifra era solo in parte, ritengo non andasse cos di conseguenza colpevolizzata lintera disciplina per quel manipolo che dava nel suo manifestare la lor dannata ombra. Dando cos
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limmagine, permetti che te lo dica, con astuzia e grande furbizia, che per la salute tu eri langelo colpevolizzando nel luciferiano puranco nello stesso modo quel che erano rimasti i puri nel praticare il culturismo. Consentimi chio ti dica bella mossa. Questo campionato ebbe 7000 spettatori e la presenza di 300 atleti, la gara termin alle 4 del mattino portando finalmente a cenare quale ospite donore Edward Kawak che mangi cos tanto che quel che lui mangi in quella notte io mangio cos per un mese intero. Vera presente il Sindaco di allora Settimo Gottardo che nel riscontrare tanto movimento che nella nostra citt non si parlava daltro, che mi premi per consegnarmi poi come segno di grande prestigio il simbolo pi alto con lonorificenza il Sigillo della mia citt. Voglio in egual misura ricordare puranco che lattrezzatura per lo Spartan 2 la feci fare alla Martini & Sport di Cadoneghe (Padova), in quanto il responsabile mi disse Cecchinato, se lei f gli attrezzi da me, io sar Sponsor per le sue gare. E cos comperai i bilancieri e i manubri da Bruno Piccoli e le macchine alla Martini & Sport. Dando per delle precise indicazioni di come gli attrezzi dovevano essere costruiti, allargando per esempio lo spessore delle macchine da 3 cm a 5 cm e a trasformare con totale innovazione anche le normali parallele che nel medesimo attrezzo feci allungare in alto cos per allenare i dorsali e nel mezzo dellattrezzo cos gli addominali, cosa che poi nel rivoluzionario copiarono tutti, compreso lo spessore degli attrezzi. Il terzo nel 1988 presso lhotel Alexander di Abano terme. La manifestazione ebbe una grande risonanza anche in quella occasione, ma la battuta e le conseguenze le pagai io fino allultima goccia, in quanto i responsabili e i gestori dellhotel dissero che gli atleti avevano danneggiato con le tinture per il corpo le tende, i muri e tutto ci che capitava in mano, non solo ma puranco che molti atleti e ospiti non pagarono la cifra pattuita per lalloggio (TUTTE BALLE), alla fine mi fecero denuncia per 50 milioni di lire di danni che nel percorso di una lunga sentenza pagai chiudendo il tutto per 20 milioni di lire, senza contare le spese con gli avvocati in mia
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difesa, che non valsero per s in nulla in quanto seppi pi avanti chi erano i dirigenti legati nel loro mondo da ombroso malaffare. Quanti atleti ho cos conosciuto girando lItalia in lungo e in largo e financo in Europa, quante belle amicizie quante esperienze di vita un patrimonio umano che resta inciso nel proprio inconscio come oro colato. Ho perso il conto di quante volte ho presentato le manifestazioni per lAicap, di dare puranco il nome alla rivista Linea & Sport oggi Trofeo nazionale, di quanti articoli abbia scritto nelle varie riviste del settore e come la vita cambia al sorgere del sole. Nel 1989 mi sentii stanco, quante lotte, quante battaglie, ma quante e altrettanto e ancor pi soddisfazioni e se tornassi indietro cos farei, poich nulla di risentimento in me, ma le palestre che intanto stavano pullulando a dismisura non avevano pi nel logo quel che era per me concetto di far palestra. Tutte quelle varianti alla moda, lImperial Gym della chimica che stava andando a dismisura, diventando puranco bibbia e financo letteratura, come a dire di conseguenza o ti fai o non ci sei; non era pi il mio mondo. [Ma anche vero e qui va detto che non devessere colpevolizzato solo il culturismo, ma purtroppo tutto lo sport in generale, di essere cos caduto in codesta piaga. Il problema di conseguenza si accende su scala universale, i record girano e le medaglie traballano. Credo che il mio pianto non sia da prendere alla leggera e di quanto i problemi siano di gran misura, ma nel tempo di questa era, chio chiamo lera della coscienza, lombra si piegher al sortilegio, nel suo pi atteso rinnovamento per quel che il mio inconscio prega e spera]. Cos si trasform nel bisogno di riattivar quel che sono io nel pi profondo nel lasciar cos la direzione delle palestre da me con tanta fatica fatte sorgere, allontanandomi puranco dal mondo della cultura fisica per dar cos luogo di proseguir per quel che era la mia alchemica preparazione (into a diventar missione) e cio la psicologia junghiana, tenuta meticolosamente chiusa nel cassetto ma non addormentata e neppure assopita, poich gli studi e gli approfondimenti nella verit non erano mai
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stati sospesi, ma attendevano semplicemente un ponte a una mia maggiore maturit e opportunit into al lor preciso momento, in quanto le palestre e il mondo della cultura fisica mi avevano cos fagocitato al loro tutto. Lasciai cos il mondo culturistico che mi aveva impegnato per tanti anni, poich le forze dellinconscio stabiliscono puranco per quel che tu coscientemente vivi e credi, ma che nel sottil nascosto, chiamalo se vuoi inconscio, ci sono regole e leggi che solo pi avanti con gli anni potrai comprenderne pi a pieno il significato e la ragione. Mi rituffai cos nello studio a 44 anni con lentusiasmo di un giovane studentello. In me cera voglia di rivincita e di rinnovamento, tutto travasava in me con molteplice sincronicit aprendosi canali e possibilit insperabili, riuscendo a conseguire titoli, riconoscimenti, gratificazioni, che mi sembrava nellordunque esser come nel filone per suo girone comera stato per la cultura fisica, ma semplicemente una direzione pi alta dal corpo alla psiche e puranco nello spirito. Qualche mese fa si riaccesa per passione e per curiosit di rimettere il naso nel mondo della cultura fisica. Ho ripreso ad acquistare le riviste, ad allenarmi, a smanettare con facebook e mi ha dato limpressione di riportare in luce il viaggio di Ulisse quando nel giungere nel suo regno (il mondo del culturismo) il conflitto il disordine, le idee poco chiare sono del peggio di quando io avevo lasciato. Quel che pi mi rammarica vedere pullulare campioni ritenuti tali dalle pi importanti federazioni, esempio ne f con il Mr.Olympia, guida superiore del culturismo mondiale che sembra avere perso lanima per la ragione di cui il culturismo nato e sorto nella sua artistica bellezza ed eleganza di come io e i giovani del mio tempo lavevamo into conosciuto. Non voglio far morale non per nulla questa la mia intenzione di dove si arrivati non corrispondendo di per certo ai canoni della credibilit, della accettabilit, della condivisione. Altro non posso che rimaner deluso e amareggiato, per lamor che porto e per quanto ho dato, sempre con amore e senza chiedere nullaltro non posso rimanere indifferente a tanto sdegno, nel mio piccolo lancer la spada magari pure inutile ma caro il mio Filippo tu che mi hai detto dove eravamo, io oggi ti rispondo nulla sia cos perduto, perch la dignit delluomo nella sua misura per dare forza di quel che pura passione sia puranco anche si profitto, altrimenti il sistema non si reggerebbe a tanto, ma un profitto che sia regolato in modo tale da salvaguardare i propri fini e i propri interessi con lutilizzo della cultura scientifica
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nella sua pi profonda etica e non nella sua estrema manipolazione, venga invece altres usata, la scienza, a portare il profitto nel suo modo migliore, in compendio alle pi aggiornate tecniche di allenamento e lutilizzo di integratori sempre pi specifici e specializzati, dando cos la giusta configurazione di cosa nellordunque dovrebbe essere rappresentata limmagine del vero campione del vero culturismo, che non avrebbe pi di conseguenza limpasto nel pagar il doveroso e mistificato chimico, tenendosi sempre aggiornato in modo proficuo e salutare. Cerchiamo per conseguenza ognuno che pioniere nella storia portare il proprio pensiero cercando di incidere su quello che puranco la visione dei giudici a riportar il giusto nella scena delle varie manifestazioni, UNITI E TUTTI INSIEME CE LA POSSIAMO FARE. Chiedo vania per quanto ho dovuto stringere per essere breve nel mio racconto e non aver citato tutti i grandi protagonisti del passato che con grande onore io ho conosciuto, che qui ricordo per dovere, almeno alcuni in parte, il grande amico Luigi Lodi di Bologna, il prof. Biagio Filizola, il prof. Giuseppe Trombetta, lintellettuale prof. Giuseppe Vellucci e Antonio Greco di Nard, ma che nel mio cuore non ho dimenticato niuno e mille particulari che sarebbero belli da raccontare, che ognuno potrebbe farlo per dar forza e storia alla nostra cultura fisica, perch un popolo senza la sua storia, in un modo o nellaltro, senza la sua origine rischia di perdersi nella confusione se no per il nulla. Ti ringrazio per lattenzione caro Filippo e come sempre culturisticamente ti saluto, io che rimango puntigliosamente e rigorosamente con orgoglio culturista. Non come oggi molti che si vergognano nel nascondere quel che stata lor passione, ci vuol dire che non hanno cos capito cosa sia la vera cultura fisica e qui va ricordato e detto, arte di fare il corpo puranco come filosofia di vita che nullaltro ha a che fare con linterpretazione del body building, che vuol dire costruire un corpo che di arte non ha nulla con noi a che fare, certe americanate non sono per noi latini che abbiamo inciso per genetica e per cultura la bellezza e leleganza di cosa sia far spettaculare la nostra disciplina con il proprio corpo. SIAMO UN POPOLO, UNA COMUNITA, UNA GRANDE REALTA SOCIALE. GUERRIERI, CAVALIERI, ATLETI, PORTATORI DI PACE, CONTRO OGNI VACUITA. IL VILE CHE E OSCURO, IL FACILE GUADAGNO, IL SANGUE DALLE STRADE, LA VIOLENZA,
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LINGANNO, IL SOPRUSO. PORTIAMO LA NOSTRA FILOSOFIA DI VITA, LA BELLEZZA DI UN CORPO EDUCATO E SANO, POSSIAMO FARE MOLTO, IN UN MONDO COSI PERDUTO NEL VALOR DEL NULLA. OGNUNO FACCIA LA SUA PARTE

UNITI E TUTTI INSIEME CE LA POSSIAMO FARE


I tempi della buia finiranno poich innato nel profondo un cambiamento generale, spinto da forze dellinconscio collettivo, per innalzare la coscienza a diventar coscienza e questo nella luce e nella consapevolezza

COSI NON SI PUO PIU STARE


E unera nuova, into per questo di disagio e il prezzo nellordunque non sia per questo vano

UNITI E TUTTI INSIEME CE LA POSSIAMO FARE


Il mio uninvito sentito e partecipato, mi adoperer nel farlo con semplicit e onest, ma con infinito AMORE. Quel che mi stato donato, cos io doner. Quello che mi stato insegnato, cos io insegner, senza per questo prevalere su niuno, ma essere semplicemente una mano amica, per questa grande famiglia chio porto nel mio cuore con dignit e orgoglio. Comprendi allora che la coscienza non una elaborazione chimica del cervello, ma essenza che nello spirito chio chiamo per facilitar le cose spirito-coscienza e questa la pi grande realt che vive nel tuo corpo. Fallo perci splendere di luce e bellezza, portandone cos rispetto. Sarai fiero di essere un culturista, cavaliere portato al bene e alla giustizia, un uomo vero e vero atleta, che se vuoi potrai portare il tuo contributo attraverso questa disciplina. Felice cos di esser nato, orgoglioso di esser chiamato per suo vero nome IO SONO UN CULTURISTA.

Ogni bene.

Maestro Mario Cecchinato

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