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Ministero delle Finanze

DIPARTIMENTO DELLE ENTRATE


DIR.CENTRALE: AFFARI AMMINISTRATIVI

Circolare del 13/05/1998 n. 125

Oggetto:
Risposte a quesiti riguardanti l'applicazione del nuovo sistema dei
versamenti unitari, della compensazione e le modalita' di
compilazione della dichiarazione.
Sintesi:
Sono portate a conoscenza di tutti gli Uffici interessati le risposte fornite
Servizio di documentazione tributaria

ad alcuni quesiti posti da organi di stampa specializzati nonche' dagli Uffici


delle Entrate in relazione agli argomenti in oggetto.

Testo:
In relazione ai quesiti di cui all'oggetto, riguardanti in
particolare il nuovo sistema dei versamenti unitari e della compensazione
previsto dal decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, formulati da organi di
stampa specializzati e dagli Uffici delle Entrate, questo Ministero ha fornito
le risposte che, per opportuna conoscenza, sono di seguito riportate.
1. Utilizzo del credito Iva risultante dalla dichiarazione in diminuzione del
debito risultante dalle liquidazioni periodiche in presenza della possibilita'
di avvalersi dell'istituto della compensazione previsto dal decreto
legislativo n. 241 del 1997.
D. In presenza di un credito Iva (rigo VL18 del modello Unico) cosa deve
essere indicato nel rigo RX5, colonna 2, se il contribuente:
a) ha utilizzato tale credito in tutto o in parte per diminuire gli importi a
debito risultanti dalle liquidazioni periodiche del 1998 effettuate prima
dell'esecuzione del versamento delle imposte risultanti dal modello Unico;.
b) intende utilizzare tale credito per diminuire gli importi a debito che
saranno dovuti in base alle liquidazioni periodiche Iva effettuate
successivamente alla esecuzione dei versamenti delle imposte risultanti dal
modello Unico.
R. Nel rigo RX5, colonna 2, deve essere indicato l'importo del rigo VL18 non
richiesto a rimborso nella colonna 1, al netto degli utilizzi gia' effettuati
in conformita' a disposizioni diverse da quelle contenute nel decreto
legislativo n. 241 del 1997 (gli importi indicati alla lettera a) non vanno
pertanto computati nel rigo RX5, colonna 2) ed al lordo di tutti i possibili
futuri utilizzi (gli importi indicati alla lettera b) non vanno pertanto
scomputati dal rigo RX5, colonna 2). Pertanto, in presenza di un credito di
1.000 utilizzato per 200 prima della esecuzione del versamento delle imposte
risultanti dal modello Unico, nel rigo RX5, colonna 2, andra' indicato 800.
Nelle istruzioni per la compilazione della dichiarazione, paragrafo 11.3,
nell'interesse del contribuente, e' stato previsto che gli importi a credito
che il medesimo ha scelto di utilizzare in compensazione (somma dei righi da
RX2 a RX7, colonna 2) devono essere prioritariamente utilizzati per compensare
i debiti risultanti dalla dichiarazione. Per la parte residua tali crediti
possono essere utilizzati per effettuare compensazioni in occasione dei
versamenti periodici da eseguire entro il giorno 15 di ciascun mese.
In riferimento a tale impostazione sono state rappresentate difficolta'
operative in quanto per determinare l'importo del credito Iva non utilizzato
da indicare nel rigo RX5, colonna 2, sarebbe necessario ricalcolare le
liquidazioni Iva gia' eseguite ed effettuare le relative scritture contabili
di rettifica, costringendo il contribuente, ed in particolare chi gli presta
assistenza, a sopportare oneri e complicazioni non giustificate dai benefici
finanziari che ne possono conseguire.
In considerazione di tali difficolta', si fa presente che resta ferma, qualora
sia piu' agevole per il contribuente, la facolta' di non utilizzare il credito
Iva risultante dalla dichiarazione nell'ambito dell'istituto della
compensazione disciplinato dal decreto legislativo n. 241 del 1997. In tal
caso il contribuente:
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- non dovra' indicare nel rigo RX5, colonna 2, alcun importo;


- non potra' utilizzare il credito Iva residuo non riportato nel predetto rigo
nell'ambito dell'istituto della compensazione previsto dal decreto
legislativo n. 241 del 1997.
In tal caso detto credito potra' diminuire esclusivamente gli importi a
debito dovuti in base alle liquidazioni periodiche.
2. Rapporti tra le compensazioni previste dalla normativa precedentemente in
vigore e quelle introdotte dal decreto legislativo n. 241 del 1997.
D. Nelle istruzioni per la compilazione del modello Unico, paragrafo 11.3, e'
precisato che:
- i crediti risultanti dalla dichiarazione modello Unico devono essere
prioritariamente utilizzati per compensare i debiti risultanti dalla
medesima dichiarazione;
- le compensazioni effettuate sulla base della normativa gia' in vigore negli
anni scorsi, comprese quelle effettuate utilizzando gli eventuali crediti
d'imposta indicati al quadro RN, non devono essere indicate nel modello di
delega F24.
Servizio di documentazione tributaria

In relazione a tali precisazioni si chiede di conoscere se il contribuente che


ha la possibilita' di effettuare compensazioni anche in base a disposizioni
diverse da quelle contenute nel decreto legislativo n. 241 del 1997 sia in
ogni caso obbligato a compensare prioritariamente i crediti risultanti dalla
dichiarazione con i debiti che emergono dalla stessa o possa avvalersi anche
degli altri istituti precisando in che modo devono essere compilate la
delega di pagamento e la dichiarazione.
R. Il contribuente puo' avvalersi del tipo di compensazione che ritiene piu'
indicata alle sue esigenze senza alcun vincolo di priorita' e deve
conseguentemente compilare la delega modello F24 e la dichiarazione.
Ad esempio se dalle liquidazioni periodiche Iva di maggio, giugno o luglio
risulta un debito il contribuente che non ha ancora effettuato il versamento
risultante dal modello Unico puo' indifferentemente:
- utilizzare in tutto o in parte il credito IVA risultante dalla dichiarazione
per diminuire gli importi a debito risultanti dalle predette liquidazioni
senza avvalersi delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n.241 del
1997. In tal caso nella delega mod. F24, nella colonna "importi a debito
versati ", il debito Iva andra' indicato al netto della parte di credito
risultante dalla dichiarazione IVA utilizzato in diminuzione del debito. Nel
Rigo RX5, colonna 2, del modello Unico il credito Iva andra' indicato al netto
degli importi gia' utilizzati;
- utilizzare in tutto o in parte il credito risultante dalla dichiarazione per
compensare gli importi a debito risultanti dalle predette liquidazioni
avvalendosi delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n.241 del
1997. In tal caso nella delega mod. F24, nella colonna "importi a debito
versati ", andra' indicato il debito Iva risultante dalle predette
liquidazioni e nella colonna "importi a credito compensati" andra' indicata la
parte di credito Iva risultante dalla dichiarazione che si utilizza in
compensazione. Per quanto riguarda l'indicazione del credito nel quadro RX si
rinvia a quanto gia' precisato nella risposta al precedente quesito.
Analogamente qualora dalla dichiarazione dei redditi risulti, ad esempio, un
credito Ilor ed un debito Irpef il contribuente che non ha ancora effettuato
il versamento risultante dal modello Unico puo' indifferentemente:
- utilizzare il credito Ilor per diminuire l'Irpef dovuta senza avvalersi
delle disposizioni contenute nel decreto legislativo n.241 del 1997. In tal
caso nella delega mod. F24, nella colonna "importi a debito versati ", il
debito Irpef andra' indicato al netto della parte di credito Ilor utilizzato
in diminuzione del predetto debito. Nel Rigo RX3 del modello Unico, nel quale
vanno indicate le modalita' di utilizzo del credito Ilor risultante dalla
dichiarazione, se l'importo dell'Ilor a credito e' superiore a quello
dell'Irpef a debito va indicato, in relazione alla parte di credito non
compensata:
. nella colonna 1, l'importo che il contribuente vuole ottenerne a rimborso
con le usuali procedure;
. nella colonna 2, l'importo che si vuole utilizzare in compensazione in base
al decreto legislativo n.241 del 1997.
- utilizzare il credito Ilor per compensare l'Irpef dovuta avvalendosi delle
disposizioni contenute nel decreto legislativo n.241 del 1997. In tal caso
nella delega mod. F24, nella colonna "importi a debito versati ", andra'

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indicato il debito Irpef e nella colonna "importi a credito compensati" andra'


indicato il credito Ilor risultante dalla dichiarazione che si utilizza in
compensazione. Tale ultimo importo va compreso in quello da indicare nel Rigo
RX3, colonna 2, del modello Unico.
3. Rateazione delle imposte risultanti dalla dichiarazione
D. Nelle avvertenze per la compilazione del modello F24 viene precisato che,
in caso di rateazione dell'Irap, il contribuente, nella colonna periodo di
riferimento, deve indicare, prima del periodo stesso, il numero delle rate
prescelto. Tale numero puo' essere diverso da quello del numero di rate
indicato nel modello di dichiarazione in relazione alle imposte risultanti
dallo stesso? Puo'' variare nel caso di versamenti a piu' regioni ?
R. I contribuenti che intendono avvalersi della rateazione devono versare
tutte le imposte risultanti dalla dichiarazione ( compresa l'Irap) che
risultano dovute a titolo di saldo e di primo acconto in forma rateale nel
numero di rate corrispondente a quello indicato nel modello di dichiarazione
(rigo RX1, campo 1, del modello Unico; rigo RG49, campo 1, del modello 760;
rigo RO19, campo 1, del modello 750; Rigo RB60, campo 1, del modello 760 BIS).
Servizio di documentazione tributaria

Tale numero non puo' conseguentemente variare in caso di versamenti dell'Irap


effettuati a favore di differenti regioni.
4. Compensazione delle ritenute effettuate dal sostituto di imposta.
D. Le persone fisiche possono utilizzare crediti risultanti dalle
dichiarazioni o denunce periodiche per compensare debiti di ritenute alla
fonte riscosse mediante versamento diretto in occasione dei versamenti
periodici da effettuare con il modello F24?
R Si, tale possibilita' di compensazione e' espressamente prevista
dall'articolo 17, comma 2, del decreto legislativo n. 241 del 1997.
Non impedisce tale compensazione la precisazione contenuta nelle avvertenze
per la compilazione del modello F24 secondo cui i soggetti ammessi alla
compensazione "possono indicare nella colonna "importi a credito compensati"
delle sezioni 2 e 4 esclusivamente le eccedenze di imposta indicate nella
dichiarazione annuale come importi da compensare, non sono compensabili le
ritenute alla fonte". Tale precisazione si riferisce infatti ai crediti di
ritenute alla fonte (che non risultando mai dalla dichiarazione non possono
essere compensati ) e non ai debiti di ritenute alla fonte che, invece possono
essere, come precisato, sicuramente compensati con i crediti risultanti dalle
dichiarazioni e denunce periodiche.
5. Modalita' di compensazione del debito IVA risultante dalle dichiarazioni
annuali presentate dalle persone fisiche
D. Si chiede di conoscere quale sia l'esatta Modalita' di compensazione della
maggiorazione dello 0,50 per cento, per mese o frazione di mese, dovuta dalle
persone fisiche per lo spostamento del versamento del saldo dell'IVA nel
periodo compreso tra il 31 marzo ed il 15 giugno.
R. L'IVA a debito risultante dalla dichiarazione annuale doveva essere versata
entro il termine del 25 marzo 1998. Tuttavia, come chiarito al paragrafo 1.3
delle istruzioni alla compilazione della dichiarazione annuale IVA inclusa nel
modello UNICO, le persone fisiche possono differire il versamento del saldo
entro gli stessi termini previsti per il pagamento delle somme dovute in base
alla dichiarazione dei redditi, aumentando le somme da versare della
maggiorazione, nella misura dello 0,50% per ogni mese o frazione di mese a
decorrere dal sedicesimo giorno successivo a quello di scadenza del termine
ordinario (15 marzo).
Pertanto, considerando che il termine iniziale di decorrenza e' il 31 marzo
1998, e' dovuta la maggiorazione indicata nella seguente tabella:
data di pagamento maggiorazione
dal 31/3 al 30/4 0,50%
dall' 1/5 al 31/5 1,00%
dall' 1/6 al 15/6 1,50%
Ad esempio, se il versamento del saldo dell'IVA risultante dalla dichiarazione
annuale (rigo VL22), pari a L. 1.000.000, e' effettuato il 15 giugno 1998
l'importo dovuto e' pari a 1.015.000 (1.000.000 x 1,50%).
Tale importo puo' essere compensato con eventuali crediti di imposte e
contributi risultanti dalle dichiarazioni fiscali e dalle denunce
previdenziali.
Si precisa, altresi', che il pagamento dell'eventuale residuo debito dell'IVA
annuale risultante dopo la compensazione puo' essere effettuato tra il 16/6 ed
il 15/7 applicando una ulteriore maggiorazione dello 0,50% sull'intero

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importo da versare, comprensivo cioe' dell'imposta dovuta e degli interessi


maturati al 15 giugno.
6. modalita' di compilazione della delega F24 in caso di versamenti relativi
a liquidazioni periodiche dei trimestrali e spostamento del versamento del
saldo dell'IVA dal 31 marzo al 15 giugno e dal 16 giugno al 15 luglio dovuto
dalle persone fisiche
D. Con quali modalita' devono essere indicati nella delega unica F24 gli
interessi nella misura dell'1,50 per cento dovuti dai contribuenti che
esercitano l'opzione di cui al comma 1 dell'art. 33 del D.P.R. n. 633 del 1972
e la maggiorazione dello 0,50 per cento dovuta per l'eventuale spostamento del
versamento del saldo dell'IVA dal 30 marzo al 15 giugno e dal 16 giugno al 15
luglio dovuto dalle persone fisiche ?
R. I menzionati interessi dell'1,50 per cento e la maggiorazione dello 0,50
per cento devono essere indicati cumulativamente all'importo dell'IVA da
versare nella colonna "importi a debito da versare" della sezione "Erario"
della delega unica mod. F24.
7. Dichiarazioni presentate nel periodo 1º gennaio î 31 maggio 1998
Servizio di documentazione tributaria

D. L'art. 1, comma 1, del D.P.C.M. 24 marzo 1998 stabilisce che le


dichiarazioni dei redditi i cui termini di presentazione scadono tra il 1º
gennaio ed il 31 maggio 1998 sono presentate nel mese di giugno dello stesso
anno. I soggetti che nel citato periodo hanno, comunque, provveduto alla
presentazione di tali dichiarazioni relative al periodo di imposta 1997 sono
tenuti a presentarle nuovamente nel mese di giugno?
R. Le dichiarazioni relative al periodo di imposta 1997 presentate nel periodo
1º gennaio î 31 maggio 1998 si ritengono comunque validamente presentate,
salvo l'onere di ritrasmetterle all'Amministrazione finanziaria nel mese di
giugno esclusivamente nel caso in cui le stesse debbano essere redatte sui
modelli relativi alle dichiarazioni da presentare nel 1998.
8. Termini di presentazione del modello 750 e dei relativi versamenti
D. Quali sono i termini di presentazione del modello 750 e dei versamenti
risultanti dalle predette dichiarazioni?
R. L'art. 1, comma 2, del D.P.C.M. 24 marzo 1998 ha stabilito che le
dichiarazioni dei redditi delle societa' o associazioni di cui all'art. 6 del
D.P.R. n. 600 del 1973 relative all'anno 1997 devono essere presentate tra il
1º giugno ed il 31 luglio 1998. I versamenti risultanti dalle predette
dichiarazioni sono effettuati:
a) dal 1º maggio al 15 giugno 1998, senza maggiorazione;
b) dal 16 giugno al 15 luglio 1998, maggiorando le somme da versare dello 0,50
per cento a titolo di interesse.
Nel caso in cui il contribuente voglia usufruire della facolta' di rateizzare
le somme da versare, la misura degli interessi dovuti e' indicata nella
seguente tabella:
VERSAMENTO DELLA 1 RATA VERSAMENTO DELLA 1ºRATA
ENTRO IL 15 GIUGNO DAL 16 GIUGNO AL 15 LUGLIO
Rata scadenza interessi % scadenza interessi %
1¬ 15/6 0 15/7 0
2¬ 15/7 0,50 15/8 0,50
3 15/8 1,00 15/9 1,00
4 15/9 1,50 15/10 1,50
5¬ 15/10 2,00 15/11 2,00
6¬ 15/11 2,50
9. possibilita' di compensazione per contribuenti che hanno intrapreso
attivita' rilevanti ai fini IVA nel 1998.
D. Un soggetto non titolare di partita IVA nel 1997 intraprende una attivita'
rilevante ai fini dell'IVA nel mese di aprile del 1998: puo' utilizzare in
compensazione un credito IRPEF risultante dalla dichiarazione dei redditi
relativa al 1997?
R. Il soggetto in questione risulta titolare di partita IVA al momento di
entrata in vigore dell'istituto delle compensazioni previsto dall'art. 17 del
D.Lgs. n. 241 e, pertanto, puo' utilizzare il credito IRPEF risultante dalla
dichiarazione dei redditi ancorche' non risultasse titolare di partita IVA nel
corso del 1997.
10 Modalita' di compilazione del quadro RX del modello UNICO '98 in caso
di versamento dell'IVA mediante delega di conto fiscale.
D. La persona fisica titolare di partita IVA che ha versato il saldo
dell'imposta sul valore aggiunto risultante dalla dichiarazione annuale in

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data antecedente il 4 maggio 1998 mediante delega di conto fiscale deve


indicare gli estremi del versamento effettuato nel quadro RX del modello UNICO
98?
R. Il soggetto in questione non e' tenuto ad indicare nel rigo RX1 del quadro
RX del modello UNICO 98 il versamento effettuato mediante delega di conto
fiscale. Infatti, le istruzioni al menzionato rigo precisano che l'importo del
versamento da indicare nella colonna 4 e' pari, per i titolari di partita
IVA,
al solo totale indicato nei modelli di pagamento F24.
11. Modalita' di compilazione delle sezioni del modello F24.
D. Come va intesa la delimitazione dei campi dedicati a ciascuna imposta
all'interno del modello di versamento F24?
R. La predeterminazione, all'interno di ciascuna sezione del modello di
versamento F24, degli spazi relativi alle diverse imposte o contributi e'
puramente indicativa. Ne consegue che, sempre e soltanto per le imposte o i
contributi relativi ad una stessa sezione, qualora i righi a disposizione
all'interno di uno specifico campo dovessero risultare insufficienti e'
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consentito utilizzare altri righi della stessa sezione pur se inseriti in


campi diversi (ad es. e' possibile versare imposte dirette nello spazio
"IVA".) modalita' di versamento delle ritenute previste dall'art. 3,
comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602?.
D. Secondo quali modalita' devono essere versate le ritenute previste
dall'art. 3, comma 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 602 ?
R. Le ritenute indicate dall'articolo 3, comma 2, del decreto del Presidente
della Repubblica 20 settembre 1973, n. 602, possono essere versate oltre che
presso le sezioni di tesoreria provinciale dello Stato, anche con il modello
di versamento F24 e nei termini stabiliti dal decreto legislativo 9 luglio
1997, n. 241. In particolare, considerato che l'articolo 18, comma 3, del
decreto legislativo n. 241/1997, lascia inalterati i termini di scadenza per
il versamento delle somme dovute a titolo di saldo e di acconto, le ritenute
di cui alla lettera e) dell'articolo 3, comma 2, del d.P.R. n. 602/1973,
continuano a dover essere versate nei termini stabiliti, per gli acconti,
dall'articolo 35 del decreto legge 18 marzo 1976, n. 46, e, per il saldo,
dall'articolo 8, primo comma, lettera 3 - bis. del d.P.R. n. 602/1973.
13. Ammontare dei versamenti minimi.
D. E' ancora applicabile la disciplina relativa ai versamenti minimi da conto
fiscale prevista dai decreti ministeriali emanati il 30 dicembre 1993 ?
R. La preesistente disciplina dei versamenti minimi in conto fiscale e', per
i titolari di partita IVA, da ritenersi abrogata a far data dall'avvio del
nuovo sistema dei versamenti unitari in quanto le modalita' di funzionamento
di tale sistema fanno venire la stessa "ratio" della citata disciplina. Ne
consegue che, vigendo ai sensi della legge 23 dicembre 1977, n. 935,
(articolo 2, secondo comma) il limite minimo di versamento pari a lire
1000 ed essendo, sempre ai sensi della stessa legge gli importi da
versare all'erario per ciascuna imposta soggetti all'arrotondamento alle 1000
lire, l'importo minimo da indicare nel modello di versamento F24 relativamente
ad ogni singolo codice tributo e', fatte salve le particolari previsioni
relative a specifici tributi (es. legge n. 121/1986 ovvero articolo 27,
comma 2, D.P.R. 633/1972 per l'IVA), pari a lire 2000.
14. Modalita' di versamento dell'IRAP da parte degli enti non commerciali.
D. Come deve essere versata l'IRAP dagli enti non commerciali non titolari di
partita IVA ?
R. Gli enti non commerciali non titolari di partita IVA, tenuti alla
presentazione del modello 760 - bis, devono effettuare il versamento dell'IRAP
utilizzando il modello di delega di cui al decreto ministeriale 25 settembre
1995 (grafica di colore azzurro).
15. Rateazione degli importi risultanti dal mod. 760 calcolo degli interessi.
D. Come vanno calcolati gli interessi dovuti sulla seconda rata in caso di
rateazione di somme dovute a seguito di presentazione di modelli 760 ?
R. Nel caso di rateazione di somme risultate dovute a seguito della
presentazione di modelli 760, qualora la prima rata di versamento scada, ad
esempio, il 12 giugno, la seconda scadenza e' da individuarsi nel successivo
15
giugno. In tal caso gli interessi sono dovuti in misura forfetaria
indipendentemente dal giorno del versamento e vanno calcolati con la formula
CxIxT/36000 in cui T e' uguale al numero dei giorni, calcolati secondo il

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metodo commerciale, intercorrenti tra la scadenza della prima rata e quella


della seconda rata (nel caso di specie 3º giorno).
16. Possibilita' di rateazione in presenza di versamento IVA effettuato
anteriormente al 4 maggio.
D. E' possibile rateizzare i saldi e gli acconti nel caso in cui il versamento
del saldo IVA sia stato gia' interamente versato prima del 4 maggio ?
R. Le istruzioni generali di UNICO 98 prescrivono che nel caso di opzione per
il pagamento rateale oggetto di opzione devono essere necessariamente tutte le
imposte ed il Cssn dovuti a titolo di saldo o di acconto. Al riguardo si fa
presente che nel caso in cui l'IVA dovuta a saldo sia stata gia' corrisposta
in unica soluzione prima del 4 maggio u.s., puo' comunque essere rateizzato
l'insieme delle altre imposte e del Cssn dovuti a titolo di saldo o di
acconto.
Si fa riserva di ulteriori istruzioni in merito ad altri problemi operativi e
questioni interpretative riguardanti la materia in esame.
Le Direzioni in indirizzo provvederanno ad assicurare la massima diffusione
possibile del contenuto della presente circolare nei riguardi dei soggetti
Servizio di documentazione tributaria

interessati.

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