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Capitolo 1

Cos’e` la diagnosi orientale?

Molto tempo prima dei raggi X, della TAC

e degli esami del sangue, i guaritori tradiziona-

li usavano metodi non invasivi per valutare la

salute, le inclinazioni e il carattere delle perso-

ne. Dalla loro indagine conoscitiva e` derivato

un profondo riconoscimento dell’unit`a di men-

te, corpo e spirito. Per il diagnostico orientale

il corpo e` la manifestazione fisica dell’anima.

Anima e corpo formano un’unit`a inscindibile.

Il corpo e` nello stesso tempo manifestazione e

simbolo dello spirito.

La diagnosi orientale e` l’arte di scorgere oltre

la superficie e di arrivare nel profondo; e` l’ar-

te di rivelare la verit`a interiore. In questo libro

non vi parler`o solo di salute, della vostra salute,

ma anche di come la vostra natura spiritua-

le si rivela nelle caratteristiche fisiche del vo-

stro corpo. Vi aiuter`o a vedere a fondo la vostra

natura e il vostro essere. Vedrete oltre i pregiu-

dizi pi`u radicati, i sensi di colpa, le concezioni

sbagliate e scorgerete la parte di voi stessi pi`u

profonda ed essenziale.

Tutti si interrogano sulle questioni fondamen-

tali dell’esistenza umana: chi sono? Quali sono

le mie forze? E le mie debolezze? Qual e` l’in-

dirizzo della mia vita? Vi insegner`o a leggere

il vostro corpo come un libro che contiene la

risposta a tutte queste domande.

E ` mia intenzione mostrarvi i vostri punti forti,

ci`o in cui siete solidi, evoluti e dotati. Voglio

che conosciate le vostre qualit`a! Desidero che

sviluppiate una stima profonda nei confronti di

voi stessi.

Pi`u si ha consapevolezza delle proprie forze e

pi`u diventa facile scegliere seguendo la direzio-

ne delle proprie inclinazioni e della propria feli-

cit`a. La consapevolezza di s´e migliora la qualit`a

della vita.

Non dovete cambiare per essere felici. E ` suf-

ficiente conoscere e sviluppare l’aspetto positi-

vo che si ha dentro di s´e. Avete gi`a tutto ci`o

che vi serve per essere felici. Siamo pieni di

idee sbagliate su noi stessi. Quasi tutti, al giorno

d’oggi, ritengono che ci sia qualcosa di sbaglia-

to dentro loro stessi e pensano di dover cambiare

per essere felici. Questo atteggiamento li porta

a sentirsi inferiori e perennemente in colpa.

Io affronto la vita in modo diverso. Ognuno

di noi ha gi`a abbastanza cose buone dentro di

s´e: siamo potenzialmente felici. Dobbiamo so-

lo imparare a conoscere e a sviluppare i nostri

aspetti positivi.

Approfondendo la conoscenza di noi stessi,

cominciamo a scorgere le nostre debolezze e le

nostre forze. La diagnosi orientale ci insegna a

guardare le nostre debolezze nel giusto modo:

esse non sono pi`u motivo di disagio e insod-

disfazione, ma diventano linee di condotta del

nostro comportamento.

Consideriamo, per esempio, il caso in cui il

vostro intestino non funzioni perfettamente. In-

vece di usare questa informazione per criticare

voi stessi, potete usarla per il vostro benessere:

trattando con rispetto e delicatezza questa parte

del vostro corpo. Conoscendovi meglio, potete

scegliere gli alimenti con maggiore attenzione

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

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oppure decidere di masticare accuratamente

e di mangiare con serenita` e senza fretta. Un

po’ alla volta il vostro intestino migliorera,`

si rafforzera;` riuscirete a vedere le cose con

maggior chiarezza e crescera` la fiducia in voi

stessi. E ` questo il modo, quindi, di usare la pro-

pria conoscenza per ottenere felicit`a e non per

incoraggiare autocritica e infelicit`a. Pi`u specifi-

catamente due sono gli insegnamenti fondamen-

tali che troverete in questo libro. In primo luogo

un modo nuovo di guardare a se stessi e agli al-

tri, basato sugli antichi metodi di diagnosi orien-

tale. Arriverete a capire che ogni tratto, ogni

movimento, ogni ruga del vostro volto ha un

senso. E arriverete a comprendere il signifi-

cato specifico di ciascuno di questi tratti, di

questi movimenti, di queste rughe. Attraverso

questo processo, capirete una verit`a fondamen-

tale nella vita degli uomini: che le risposte alle

domande piu` profonde, piu` grandi, sono gia`

dentro di noi.

I miei studenti mi chiedono sempre: “Oha-

shi, dove devo recarmi per essere ‘illuminato’?

In Giappone o in India? Devo studiare con quel

guru o piuttosto con quell’altro?”. E ancora mi

chiedono: “Cosa posso fare per migliorare la

mia salute?”; oppure “Cosa devo fare della mia

vita?”. Ci si rivolge sempre a qualcuno o a qual-

cos’altro per dare una risposta a queste doman-

de. Molte persone spendono somme enormi di

denaro perch´e un’altra persona parli loro di lo-

ro stessi o le aiuti a capire chi sono realmente.

Eppure pi`u denaro spendono pi`u sono confuse e

deluse.

Le risposte vivono dentro di noi, non dobbia-

mo cercarle all’esterno.

Agli studenti che mi rivolgono domande di que-

sto tipo, d`o una risposta molto semplice, che e`

per`o la chiave di ogni possibile risposta. Di-

co loro: “La risposta siete voi”. Intendo dire

che le risposte a tanti dubbi e problemi sono gi`a

segnate dentro voi stessi. Bisogna solo saperle

trovare.

Prima di iniziare le mie lezioni, chiedo sem-

pre agli studenti di togliersi le scarpe. E un ge-

sto che appartiene alla tradizione giapponese:

noi non entriamo mai in una casa con le scarpe.

Spesso prendo a caso alcune paia di scarpe dei

miei studenti e, senza chiedere a chi apparten-

gono, ne leggo le suole per conoscere le storie

della personalit`a, della parte pi`u profonda e inti-

ma di quelle persone. “Questa persona soffre di

dolori lombari”, dico. E inevitabile che la per-

sona in causa si scopra con un risolino imbaraz-

zato. “Oh, per`o vedo anche un intestino in for-

ma perfetta, una forte volont`a, un atteggiamento

positivo nei confronti della vita”. E procedo in

questo modo. “Continua cos`ı, questo atteggia-

mento ti consentir`a di avere successo nella vita.”

aggiungo. “Fa´ attenzione ai reni, sono un po’

deboli”. Poi mi sposto a un altro paio di scar-

pe e faccio di nuovo le mie osservazioni. “Qui

vedo una persona molto ostinata”, dico con to-

no ironicamente grave. “Dovremmo applicare a

questa persona un buon trattamento di Ohashia-

tsu per farla rilassare un po’ ”. Gli studenti si

mettono a ridere. “L’ostinazione deriva da una

milza debole”, continuo. “Questa persona e` as-

sai determinata, ma frustrata. Deve imparare a

vedere le sue qualita` e ad apprezzare le cose

positive che ha gia` portato a termine”.

E cos`ı di seguito. Molti si meravigliano di

queste mie analisi e sono portati a pensare che

si tratti di uno spettacolo un po’ magico, ma in

realt`a si tratta solo di conoscenza, sapere.

La diagnosi orientale vi insegner`a a vedere

oltre la superficie del vostro corpo e ad arriva-

re alla profondit`a del vostro essere. Per otte-

nere questo risultato, per`o, dovete imparare an-

che a vedere ci`o che esiste di positivo in voi

stessi e negli altri. La diagnosi orientale e` uno

strumento per una vita serena e felice, purch´e

vi sforziate a sviluppare l’aspetto positivo della

vostra personalit`a. Questa capacit`a vi permet-

te di resistere, di costruire e, infine, di vivere in

prosperit`a.

Non e` necessario andare da uno specialista,

n´e assistere a stremanti conferenze di self-help.

E ` sufficiente imparare a leggere il proprio li-

bro, le cui parole sono scritte sui tratti del vostro

corpo.

In secondo luogo da questo libro imparerete

a sviluppare e a coltivare il vostro buon senso.

Questo vi aiuter`a a pensare in modo pi`u aperto

e naturale. La vostra mente superer`a la dicoto-

mia fra bene e male e svilupperete un approccio

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vento. .

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olistico alla vita. Vedrete che ogni cosa ha il

suo opposto e che questi due elementi forma-

no un’unit`a inseparabile. Non siete una perso-

na debole o forte; ma siete debole e forte allo

stesso tempo!

Questa e` una differenza fondamentale fra la

cultura orientale e quella occidentale. Gli oc-

cidentali procedono per assoluti: una cosa e`

positiva o negativa, forte o debole, giusta o

sbagliata.

In Oriente, invece, vediamo ogni cosa come

debole e forte nello stesso tempo. Un albero

che si piega facilmente viene considerato debo-

le. Quello stesso albero, per`o, possiede la forza

di abbandonarsi a un vento impetuoso. Perci`o,

mentre gli altri alberi vengono abbattuti dalla

violenza del vento, esso riesce a sopravvivere.

La flessibilit`a dell’albero ne costituisce la forza.

Far`o un altro esempio. Secondo la medicina

occidentale, una persona che presenti sintomi

di malattia e` un malato. Questa considerazio-

ne “inquadra” gia` la persona e la terapia che

gli viene prescritta.

Secondo la tradizione terapeutica orientale,

al contrario, nella persona malata e` in corso

una lotta fra malattia e salute. Se in quel mo-

mento la salute fosse completamente assente,

il paziente morirebbe. Ammalarsi, come si

suol dire, fa bene: e` segno di salute. Finch´e

si e` malati, si e` vivi. E finch´e si e` in vita si

pu`o sempre guarire. Un morto invece non ha

possibilit`a alcuna di guarigione.

Per questo motivo l’approccio del guaritore

orientale e` teso a stimolare le forze della salute

nel paziente. I nostri metodi terapeutici, quindi,

sono molto diversi da quelli in uso in Occidente.

Questo principio – e il nostro modo di ragionare

– vi saranno pi`u chiari quando arriver`o a spie-

gare i diversi metodi di cura di diversi disturbi

fisici.

Alcuni anni fa una coppia arriv`o nel mio stu-

dio per un consulto; l’uomo era gi`a stato visitato

da molti dottori e lamentava pi`u di trenta distur-

bi. La moglie mi disse: “Ohashi, non pensa che

mio marito sia molto malato?”.

Mi alzai e poggiai le mani sulle spalle del-

l’uomo, guardandolo con ammirazione. Poi dis-

si: “Lei e` la persona pi`u sana che io abbia mai

incontrato. Se io avess`ı uno solo dei suoi distur-

bi sarei kaputt: morto! Lei, invece, pur aven-

do pi`u di trenta disturbi continua a muoversi, a

camminare.

E ` ancora vivo e questo e` indice di

una grande forza e di una salute eccezionale”.

Quell’uomo era talmente grato delle mie pa-

role che si mise quasi a piangere. Tutti lo aveva-

no bollato come un malato. Nessuno gli aveva

dato una minima speranza di guarigione. Io lo

feci ed ebbi ragione perch e´ in seguito la salute

  • di quell’uomo e` realmente migliorata. In Oriente ogni cosa viene considerata come

un’unit`a dialettica di opposti, non come la som-

ma matematica di un elemento e di un altro. Il

paradosso esiste in tutte le cose.

Se in una persona o in una cosa si vede solo

il male, avremo un’immagine parziale di quella

persona o di quella cosa. Questo non ci con-

sente di cogliere a pieno le possibilit`a che una

persona o una situazione custodiscono al loro

interno. In questo modo la speranza si attenua

o viene meno perch´e non si hanno motivi per

sperare. Di conseguenza non potrete alleviare la

sofferenza. Se vi aprite invece all’aspetto positi-

vo presente in ogni persona, in ogni situazione,

scoprirete un atteggiamento nuovo verso la vita,

starete molto meglio e vivrete pi`u felici.

Non intendo con ci`o dire che l’Oriente sia su-

periore all’Occidente. Credo, invece, che essi

siano entrambi necessari al mondo. La medici-

na occidentale ha realizzato scoperte miracolo-

se, eccezionali, di cui ha usufruito l’umanit`a in-

tera. Ma altrettanto importanti sono la filosofia e

l’approccio orientali, che si avvalgono di meto-

  • di pi`u delicati, pi`u interessati a scoprire la causa

dei disturbi ed efficaci quanto quelli della medi-

cina occidentale. Ci`o che conta e` che entram-

bi i metodi terapeutici – l’orientale e l’occiden-

tale – hanno una loro collocazione nella realt`a

della guarigione. Occidente e Oriente sono op-

posti, complementari e sono entrambi parte del

mondo.

In questo libro, mi soffermer`o sui metodi usa-

ti nell’arte terapeutica della tradizione orienta-

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vento. .

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le. Per aiutarvi a capire la diagnosi orientale,

e la concezione filosofica che la sopporta, a vol-

te opporr`o i metodi orientali a quelli occidentali.

Una volta afferrato il mio metodo, capirete tutta-

via che sono entrambi validi. La scelta dell’uno

o dell’altro in qualsiasi momento dipende dalla

situazione che state affrontando e dai problemi

che dovete risolvere.

  • 1.1 Come usare questo libro

Ognuno di noi – quali che siano la nostra iden-

tit`a e il grado di conoscenza che abbiamo rag-

giunto – deve avvicinarsi alla disciplina della

diagnosi orientale con una mentalit`a da studen-

te. Studio diagnosi orientale da 25 anni e con-

tinuero` a farlo, da studente, per il resto della

mia vita. Questa mia disposizione da prin-

cipiante e` una garanzia ad imparare sempre

qualcosa di nuovo. Nel corso di questo proces-

so conoscitivo, spero di approfondire anche la

mia comprensione della vita che costituisce, in

ultima istanza, lo scopo di questa pratica.

L’acquisizione della conoscenza e` uno sfor-

zo che si protrae una vita intera. Ogni qualvolta

mi guardo allo specchio o esamino il mio viso

scopro sempre qualcosa di nuovo. Un giorno

il mio viso e` chiaro e sereno, un altro e` scuro

e accigliato. Mi chiedo: “Cosa mi sta comu-

nicando oggi il mio corpo? Come devo adat-

tarmi alle mie trasformazioni?”. La trasforma-

zione dell’individuo: questa e` la mia materia di

studio.

Quando osservo i volti della gente, vedo il

cambiamento delle loro condizioni e imparo dai

loro volti e dalle loro posture, dal modo di cam-

minare, di parlare, di gesticolare. Scopro con

gioia la creativit`a illimitata dell’universo e, al-

lo stesso tempo, riconosco la similitudine dei

modelli comuni.

Il processo di conoscenza dura tutta la vi-

ta. Perci`o siamo sempre studenti. La diagno-

si orientale e` lo strumento a nostra disposizio-

ne per scoprire la saggezza della vita. L’abi-

lita` nella diagnosi orientale dipende esclusi-

vamente dal grado di sviluppo della propria

persona. Se si presuppone di sapere gi`a qual-

cosa, si avranno meno possibilit`a di raggiunge-

re una conoscenza maggiore o una comprensio-

ne pi`u profonda. In questo caso si e` fagocita-

ti dal sentimento di autosufficienza e dalle pro-

prie idee ristrette. Ma se si resta sempre nella

disposizione d’animo e di apprendimento del-

lo studente, conoscenza e capacit`a ne trarranno

vantaggio e cresceranno. La vita vi sorprender`a

sempre con nuove conoscenze e nuova com-

prensione. E l’ampliamento della saggezza vi

porter`a a guardare il vostro volto e quello degli

altri con uno sguardo pi`u fresco e sereno. Vedre-

te sempre pi`u chiaramente che ognuno di noi e`

una manifestazione unica dell’infinito universo.

Ricordatevi sempre che pi`u amerete e capirete

la gente e pi`u questa si riveler`a a voi, maggiore

sar`a, quindi, l’aiuto che potrete fornirle.

Quali che siano i motivi che vi hanno porta-

to a leggere questo libro, fatelo sempre con la

disposizione dello studente. Comportatevi da

principiante e trarrete da esso, e dalla vita in

generale, un enorme beneficio.

Per

una

proficua

lettura di questo libro

e` fondamentale anche abbandonare qualsiasi

pregiudizio di carattere etnico o razziale.

Ogni gruppo etnico e` contraddistinto da tratti

fisici particolari. I giapponesi, i cinesi e gli altri

popoli orientali hanno occhi un po’ “speciali”,

pelle gialla e capelli neri. Di solito sono anche

pi`u bassi degli occidentali. Molti abitanti del-

l’Europa Orientale hanno nasi grandi e capelli

crespi. Molti svedesi hanno pelle e capelli chia-

ri. Gli africani hanno la pelle nera, gli occhi

scuri e i capelli crespi e, spesso, labbra pronun-

ciate. Gli abitanti dell’Italia meridionale hanno

pelle e capelli scuri; molti hanno il naso grande;

il cosiddetto naso “romano”. Gli arabi hanno

pelle, capelli e occhi scuri; molti di essi hanno

bocche grandi con labbra pronunciate. Gli in-

diani d’America hanno volti larghi, zigomi alti

e pelle scura; molti di essi hanno capelli lisci.

Ogni gruppo etnico e razziale possiede perci`o

caratteristiche somatiche proprie; quando si esa-

mina una persona, bisogna collocarla all’inter-

no del gruppo etnico di appartenenza per capire

le informazioni comunicate dal suo volto. Pi`u

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avanti, per esempio, imparerete che il labbro in-

feriore rivela le condizioni dell’intestino crasso.

Per capire se il labbro di una persona e` gonfio o

teso, dovete confrontarlo con il volto e la boc-

ca tipici della stessa persona.

E ` evidente che,

se volete comprendere realmente le condizioni

di salute di una persona, non potete paragona-

re le labbra di un afro-americano con quelle di

un americano di origini tedesche o il naso di un

giapponese con quello di un siciliano.

Non esistono solo motivi d’ordine pratico per

liberarsi dai pregiudizi razziali, ma c’`e anche il

fatto che chi possiede simili pregiudizi ha una

comprensione della vita molto limitata. Con

la diagnosi orientale cerchiamo di capire come

l’infinito si manifesta nel finito, come ciascu-

no di noi e` una manifestazione unica del divi-

no. Se avrete la possibilit`a di studiare le infi-

nite variazioni del volto e del corpo umani at-

traverso la diagnosi orientale, come e` accaduto

a me, acquisterete una maggiore comprensione

della bellezza di ogni persona e di tutto il genere

umano.

diventare ricco, un malato puo` guarire, una

persona sana puo` ammalarsi, un uomo ricco

puo` diventare povero. A condizioni estreme

corrisponde una maggiore possibilita` di cam-

biamento verso l’opposto di quell’estremo.

Ogni difficolt`a pu`o trasformarsi in un vantaggio.

Intendo dire che, per quanto negativa possa

essere la vostra condizione, esistono enormi po-

tenzialit`a di sviluppo, di miglioramenti e di fe-

licit`a. Dovete cercare questo aspetto positivo,

buono e svilupparlo, farlo crescere. Questa e` la

vostra risposta. Il vostro atteggiamento verso la

realt`a pu`o essere la base di un cambiamento po-

sitivo. Ma i fatti sono fatti; d’accordo avete un

problema. Vi chiedete: come affronter`o questo

problema? Che tipo di risposta dar`o? Vi arren-

derete perch´e pensate che si tratta di un’impresa

al di sopra delle vostre possibilit`a o piuttosto af-

fronterete il problema come un’opportunit`a che

vi si presenta? Il modo di guardare al problema

determina anche il modo di risolverlo. L’atteg-

giamento da tenere dipende da voi.

Modificate il vostro atteggiamento e quel

problema vi si presenter`a sotto una nuova luce.

  • 1.2 Diagnosi orientale: quattro verita` fondamentali

Cominciamo con le quattro idee che sono alla

base della diagnosi orientale.

Tutti i fenomeni sono formati da opposti. La

contraddizione e` presente in tutte le cose. In na-

tura troverete sempre l’interazione degli oppo-

sti, senza i quali la realt`a fisica non esistereb-

be. Facciamo un esempio: ogni giorno e` for-

mato dalla luce e dal buio; il genere umano e`

formato dall’uomo e dalla donna; il “caldo” non

esisterebbe se non ci fosse il “freddo”. Il cer-

vello ha un emisfero destro e uno sinistro, cia-

scuno dei quali attiene a funzioni complemen-

tari. Ogni cosa ha una sinistra e una destra, un

davanti e un dietro, un alto e un basso. Senza

gli opposti, le cose che esistono sulla terra sa-

rebbero indistinguibili. La vita sarebbe informe,

confusa.

Ancora qualche esempio. Quando arrivai ne-

gli Stati Uniti ebbi molte difficolt`a. Una notte –

ricordo – ero molto depresso: da solo nella quie-

te della mia stanza, mi misi a piangere a dirotto.

Quando riuscii a smettere, compilai un elenco di

tutti i miei problemi: essi mi apparivano enormi.

L’elenco era il seguente:

  • 1. Sono giapponese. Essere giapponesi in Giappone e` una buona cosa, ma e` molto difficile essere giapponesi in America. Bi- sogna adattarsi a molte cose quando si vi- ve in un paese straniero e io faccio fatica a rapportarmi alla cultura, ai costumi e alle speranze americane.

  • 2. Non parlo bene l’inglese; riesco a capire a fatica le persone quando parlano in inglese.

  • 3. Non ho soldi ma, siccome non parlo be- ne l’inglese, difficilmente trover`o un buon lavoro.

In Oriente siamo soliti dire che un estremo

genera il suo opposto. Un uomo povero puo`

  • 4. Non ho n´e famiglia n´e amici; sono solo. Non posso chiedere aiuto a nessuno.

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Questi erano i miei problemi principali che,

a loro volta, mi creavano altre difficolt`a e

frustrazioni nel corso della giornata.

Dopo aver compilato quell’elenco, meditai

per un po’ e dopo guardai di nuovo l’elenco ren-

dendomi improvvisamente conto che quelli che

mi apparivano come problemi erano proprio

le occasioni che potevo sfruttare! Riscrissi

perci`o il mio elenco, punto dopo punto, come

segue:

  • 1. Sono giapponese. Sfrutter`o al massimo questo fatto. Posso insegnare diagnosi orientale e Ohashiatsu agli americani. Poi- ch´e sono di bassa statura, ho il naso picco- lo e gli occhi a mandorla, sar`o credibile e rispettato nel mio lavoro.

  • 2. Non parlo bene l’inglese. Fantastico! Non sono costretto ad ascoltare le critiche degli altri. Star`o in pace.

  • 3. Non ho soldi. Formidabile! Nelle mie condizioni anche venticinque cents saran- no pi`u di quanto possedessi prima. Posso solo migliorare. Sono gi`a sulla strada del successo.

  • 4. Non ho n´e amici n´e famiglia. Eccezionale! Non sono schiavo delle loro aspettative o dei loro consigli. Non sono costretto ai legami familiari o sociali. Sono libero.

Appena smisi di considerare queste situazio-

ni come problemi, riuscii a vivere meglio e mi

sentii pi`u libero e felice. Cosa avevo fatto? Ave-

vo guardato ai problemi per quello che in realt`a

erano: le mie opportunit`a. La realt`a non si era

modificata. Era cambiato solo il mio approccio

alle cose, che per`o aumentava le mie possibilit`a

di migliorare la mia vita e di progredire.

La aria condizione miglior`o realmente.

Quando iniziai a insegnare diagnosi orientale e

Ohashiatsu a New York avevo pochi studenti.

Ma le cose cambiarono molto in fretta e oggi

ho 2.000 studenti e ho aperto molte scuole ne-

gli Stati Uniti e in Europa. L’Ohashi Institute e`

riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo.

Le difficolta` sono i semi della fortuna. Ci

permettono di vedere a fondo dentro noi stes-

si, per scoprire la nostra identita` reale. Es-

se ci fanno anche apprezzare i vantaggi a no-

stra disposizione. Ognuno di noi ha qualcosa

di buono dentro di s´e: capacit`a particolari, atti-

tudini. Dobbiamo avere il coraggio di sfruttare

queste nostre doti e abilit`a se vogliamo riuscire

nella vita. Il concetto di contraddizione supera

i confini dell’Oriente. Il filosofo greco Eracli-

to bas`o su questo concetto tutta la sua filoso-

fia. “L’opposizione conduce all’accordo”, cos`ı

scrisse Eraclito. “Dalla disarmonia nasce l’ar-

monia piu` perfetta

(. . .

).

E ` grazie alla malattia

che si apprezza la salute, e` grazie al male che

si apprezza il bene, e` grazie alla fame che la

sazieta` e` piacevole ed e` grazie all’inquietudine

che la pace da` gioia”.

Le difficolta` generano sviluppo e successo.

Affrontatele con amore e troverete le rispo-

ste che cercavate. Una volta un mio studente

mi confess`o di essere disperato a causa dei suoi

numerarsi problemi. Gli dissi: “Poich´e non hai

speranze, stai anche bene.”

Egli fu sconvolto da questa mia affermazio-

ne che mi affrettai a spiegare in questi termini:

“Siamo tutti disperati; la comprensione di que-

sta realt`a, per`o, pu`o renderti felice. Se credi di

essere davvero disperato, qualsiasi cosa tu fac-

cia si riveler`a positiva, di buon auspicio. Eri cos`ı

disperato e sei riuscito a fate tutto quello che hai

fatto? Sei sorprendente. Mi alzai in piedi e gli

strinsi la mano: “Congratulazioni, giovanotto,

sei una persona straordinaria”.

Questa e` la mia filosofia: il riconoscimen-

to di cio` che si possiede e l’autostima sono la

chiave della felicita`. Se vi considerate senza

speranze, apprezzerete fino in fondo ogni vostra

azione e tutto ci`o che vi viene concesso. Se con-

siderate i fallimenti parte del vostro destino, essi

non saranno poi cos`ı dolorosi.

Sono nato nel 1944, in una cittadina nei

pressi di Hiroshima. Nei miei primi tre anni

di vita, rischiai di morire tre volte. La prima

volta fu nel 1945 quando la mia citt`a fu bombar-

data con esplosivi convenzionali; poco dopo su

Hiroshima fu sganciata la bomba atomica. For-

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tunatamente, la mia famiglia viveva in una zona

lontana dal luogo dell’esplosione atomica, ma

le conseguenze del bombardamento conven-

zionale sulla mia citta` natale furono disastro-

se. Fui colpito da diarrea, disidratazione e

da tutti gli altri disturbi legati alle pessime

condizioni igieniche. Un dottore della mia citt`a

lott`o molto per mantenermi in vita. Eppure sono

sopravvissuto. In due anni, ebbi due incidenti,

ognuno dei quali avrebbe potuto uccidermi. Ma

sono sopravvissuto anche a quelli.

Adesso, nel 1991, ho 47 anni. Sono molto

contento di essere vivo; sono vissuto 44 anni pi`u

di quanto mi potessi aspettare. Se anche dovessi

morire domani, nessuno potrebbe dire che so-

no morto giovane. Ohashi ha gi`a vissuto pi`u di

quanto si potesse aspettare. Per me ogni giorno

e` una specie di indennit`a accessoria.

I piaceri autentici della vita derivano dalla

semplicit`a, ma noi non sappiamo apprezzare

le gioie semplici perche´ ci aspettiamo sem-

pre troppo dalla vita. Quando si hanno trop-

pe aspettative, si perde la capacit`a di apprezzare

qualunque cosa, persino se stessi.

Guardate con amore alla vostra debolezza, ri-

conoscete il carattere limitato delle vostre op-

portunit`a di successo e sarete in grado di apprez-

zare ogni cosa. Avete fatto un ottimo lavoro,

siete una persona in gamba.

Il principio degli opposti e` molto antico. Es-

so era alla base del primo libro di medicina di

cui si abbia notizia, Canone di medicina inter-

na dell’Imperatore Giallo, un’eccezionale ope-

ra cinese sulla quale si fonda l’intera medicina

orientale. Questo libro espone la filosofia degli

opposti in quanto yin e yang. le due forze che

spiegano qualsiasi fenomeno naturale. Lo yin

viene descritto come la forza espansiva dell’u-

niverso. Esso origina forza centrifuga; rende le

cose alte, umide, sciolte e femminili. Lo yang

viene invece descritto come la forza contrattiva,

che causa un movimento centripeto; esso ren-

de le cose piccole, asciutte, rigide e maschili. In

Oriente queste due forze primordiali sono consi-

derate degli archetipi; esse sono ritenute cio`e le

due forze fondamentali da cui derivano tutti i fe-

nomeni della realt`a fisica. Torner`o su questi due

concetti pi`u avanti, e con maggiore profondit`a,

mettendo in luce le caratteristiche yin e yang nel

corpo umano e nei modelli di comportamento.

Mi occuper`o anche dello yin e dello yang secon-

do l’approccio orientale per correggere diversi

squilibri del nostro corpo.

Ogni essere umano e` unita` d`ı corpo, mente

e spirito. Non c’`e separazione alcuna fra que-

ste caratteristiche dell’uomo. Il corpo non po-

trebbe esistere senza la mente e l’anima e, allo

stesso modo, n´e la mente, n´e l’anima avrebbero

senso senza il corpo. Questi tre elementi forma-

no un’unit`a. Nessun problema pu`o essere risol-

to senza prendere in considerazione ciascuna di

queste realt`a.

Quando parlo di diagnosi orientale, dico

spesso che un sintomo denota caratteristiche fi-

siche, psicologiche e spirituali. Questo perch e´

la realt`a fisica e` un sintomo di quella mentale e

di quella spirituale.

che noi esistiamo.

E, ` infatti, grazie allo spirito

L’intero puo` essere visto in ciascuna delle

sue parti costitutive. Nel microcosmo possia-

mo scorgere il macrocosmo e viceversa. In altri

termini: in ogni singola parte del corpo possia-

mo ritrovare il funzionamento del corpo nella

sua globalit`a. Esaminando il volto di una per-

sona, possiamo osservare le condizioni del si-

stema nervoso, dell’apparato digerente e circo-

latorio, del cuore, degli organi sessuali, dei reni,

del fegato, della cistifellea e della milza. Possia-

mo inoltre scoprire molti tratti della personalit`a

del soggetto, per esempio le sue inclinazioni e

attitudini, l’energia e le debolezze. Il volto di

una persona ci rivela i segreti del corpo e dello

spirito.

L’energia scorie in tutto il corpo attravertso

canali perfettamente organizzati, detti anche

meridiani. Questi ultimi formano dei veri e pro-

pri fiumi di energia che circola dalla testa ai pie-

di, creando una rete di collegamento fra ogni

cellula e organo e tutte le altre parti del corpo.

Pi`u avanti imparerete come analizzare i singoli

meridiani per scoprire le condizioni di salute dei

singoli organi.

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vento. .

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

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gnosi orientale ha una visione unitaria di questi

tre regni. Fra essi non c’`e separazione, ma unit`a.

L’unit`a della vita e` un fenomeno grandioso.

Da un punto di vista teorico, nel corso dei se-

coli, tutte le filosofie e religioni pi`u importanti

hanno evidenziato questa unit`a. Essa costituisce

la base di ogni dottrina. “Ascolta Israele il Si-

gnore Nostro Dio: il Signore e` uno”, e` solo una

delle molte espressioni di questo principio basi-

lare. La diagnosi orientale, basata anch’essa su

questo principio di unit`a, non e` quindi sempli-

cemente una tecnica o uno strumento, ma anche

un percorso filosofico e religioso. Essa ci con-

duce alla fonte principale dell’esistenza umana,

cio`e all’elemento divino che esiste al suo inter-

no. L’approccio nei confronti di questa discipli-

na deve essere improntato a un atteggiamento di

umilt`a, di riverenza e di stima. Non fatene mai

Nella diagnosi orientale il corpo viene visto

come un’orchestra in cui la musica e` l’anima.

Se si elimina uno strumento qualsiasi, o si cam-

bia il modo di suonarlo, la musica nel suo insie-

me ne risulter`a completamente modificata. Per

portare alla luce tutta la ricchezza dello spiri-

to, e` necessario accordare con maestria ogni or-

gano del nostro corpo, come se si trattasse di

uno strumento musicale. Esso deve funzionare

in maniera perfetta, come se fosse suonato da

un eccellente esecutore. E, soprattutto, affinch´e

possa emergere l’essere pi`u completo e mera-

viglioso – voi stessi – non bisogna mai dimen-

ticare che ogni organo deve essere in armonia

con il resto del corpo, con tutti gli altri strumenti

dell’orchestra.

uno strumento di critica di voi stessi o di altri.

Perci`o

il

guaritore

orientale

e`

una sorta

Non consentite mai che diventi un mezzo che

di direttore d’orchestra.

 

Egli presta ascolto

provoca complessi di inferiorita` o di debolez-

agli strumenti

stonati

e

li

accorda

in modo

za a voi o ad altri. Il suo proposito e` quello di

da armonizzare

ciascuno

di

essi

con

il

resto

incoraggiare le persone e di infondere fiducia,

dell’orchestra.

 

di guidarci verso l’unita` e l’armonia.

1.3

Diagnosi:

Oriente e Occidente

Bisogna ammettere che alcune volte il termine

“diagnosi” pu`o trarre in inganno. Personalmen-

te non eseguo la stessa diagnosi di un medico

occidentale. Ci sono, infatti, moltissime diffe-

renze fra la medicina occidentale e la diagnosi

orientale. Per questo motivo, forse, il confron-

to per contrapposizione dell’una all’altra pu`o

aiutarvi a capire meglio l’approccio orientale

(sull’argomento si veda la tabella n.1.1).

Cominceremo dalle differenze pi`u importan-

ti. In Oriente il corpo umano viene considera-

to come un’unit`a caratterizzata dallo splendido

equilibrio di parti interdipendenti e, soprattutto,

l’insieme e` superiore alla somma delle sue parti

costitutive.

Ogni essere umano e` un’unit`a vivente forma-

ta da corpo, mente e spirito. Chi pratica la dia-

Approfondiamo ulteriormente questo aspetto.

Nel corpo ogni organo viene considerato in rap-

porto a tutti gli altri. La salute di un singolo

organo – il fegato, per esempio – dipende dal

corretto e sano funzionamento degli altri. La ra-

gione e` semplice: secondo la concezione orien-

tale, il corpo umano e` un circuito continuamente

percorso da un flusso di energia. Questa energia

e` la forza vitale. In Giappone essa viene chia-

mata Ki, in Cina Qi e in India Prana. Se c’`e

un blocco energetico in qualsiasi parte del cor-

po, gli altri organi non riceveranno pi`u il giusto

apporto di energia, o Ki.

Il fegato, quindi, il cuore, la milza, l’intesti-

no crasso e i reni – solo per nominarne alcuni

– lavorano tutti in armonia e la salute di cia-

scun organo dipende da quella di tutti gli altri.

Se c’`e un flusso adeguato di Ki in tutto il cor-

po, ogni cellula sar`a rifornita di energia vitale.

Ogni organo, quindi, potr`a assolvere le proprie

funzioni nel miglior modo possibile. Se, al con-

trario, l’energia e` bloccata, questo blocco si ri-

percuoter`a negativamente su ogni cellula e su

ogni organo, che, privi di energia vitale, alla fine

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

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soffocheranno.

Nella diagnosi orientale e in quella occidenta-

le parole uguali possono rimandare a significati

diversi. Nella tradizione occidentale quando si

parla di “fegato” o di “disturbi epatici” ci si ri-

ferisce esclusivamente ai disturbi fisici di quel-

l’organo. In Oriente, invece, questi termini sono

riferiti sia all’organo sia al meridiano energeti-

co ad esso collegato. I disturbi che colpisco-

no quell’organo, o meridiano, inoltre, possono

avere sia natura fisica sia natura psicologica.

Parlare del corpo separandolo dall’energia vi-

tale, o spirito, pu`o facilmente indurre a sbagliare

poich´e il corpo umano non e` altro che la manife-

stazione esterna dello spirito. Lo spirito, o forza

vitale, permea il corpo e lo tiene in vita. Il guari-

tore orientale lavora con l’energia corporea. Noi

ci occupiamo delle caratteristiche e del fiunzio-

namento di ogni organo.

E ` un’eccessiva com-

pattezza dell’organo che causa un blocco dell’e-

nergia? E ` questa la causa del dolore o dello sta-

to degenerativo? Oppure l’organo e` ingrossato?

C’`e un flusso adeguato di energia vitale in tutto

il corpo? A quel punto la domanda e:` Che co-

sa nello stile di vita, nell’alimentazione o nel

comportamento di questa persona ha causa-

to questo squilibrio? Queste sono solo alcune

delle domande che ci porremo nel corso di que-

sto libro, quando esamineremo pi`u da vicino il

funzionamento del nostro corpo.

Poich´e mente, spirito e corpo formano un’u-

nit`a, ogni tratto umano – emotivo, intellettua-

le o spirituale – corrisponde a un organo fisi-

co. Noi tutti sappiamo, per esempio, che il cer-

vello e` l’organo sede del pensiero, eppure mai

uno scienziato o un neurochirurgo sono riusci-

ti a scorgere concretamente un pensiero. Se e`

vero che i pensieri sono invisibili, e` vero anche

che quando il cervello subisce dei danni le no-

stre capacit`a intellettive risultano compromesse.

Lo stesso accade in ogni parte del corpo. Ogni

organo ha una funzione propria, che contribui-

sce a conservare il carattere della persona cui

appartiene.

Secondo la diagnosi orientale, la salute fisi-

ca e` direttamente legata a quella mentale e al-

la psicologia dell’individuo e ogni emozione e`

collegata a un organo specifico (o a un gruppo

  • di organi). Nei capitoli successivi approfondir`o

meglio questo argomento. Il fegato, per esem-

pio, e` associato al sentimento di rabbia. Se il

fegato e` danneggiato o in cattive condizioni,

nella vostra vita ci sara` piu` rabbia. I reni, in-

vece, sono la sede della volonta` e controllano

la paura. Per questo motivo la paura aumen-

ta proporzionalmente al degrado delle con-

dizioni dei reni. (Anche su questi punti, cio`e

sugli organi e sui corrispondenti aspetti emotivi

e psicologici, torneremo pi`u avanti).

Nella diagnosi orientale, inoltre, sappiamo

che l’asportazione di un organo (la milza o la

cistifellea, per esempio) provoca cambiamenti

in tutta la persona, la quale, a partire da quel

momento, non e` pi`u la stessa di prima. Il guari-

tore allora, piuttosto che ricorrere alla chirurgia,

cerca di intervenire sul problema che ha deter-

minato i disturbi, affrontando la causa che li ha

scatenati.

Questa concezione filosofica deriva dal modo

  • di pensare orientale, un modo governato dall’e-

misfero destro. Il pensiero orientale e` olistico e

intuitivo, a differenza di quello occidentale che

invece e` analitico e razionale. La filosofia orien-

tale e` umanistica e artistica, quella occidentale e`

tecnologica. Per un orientale la vita si pu`o para-

gonare a un quadro dove ogni elemento e` indi-

spensabile all’insieme. Eliminando un singolo

elemento si altera l’equilibrio complessivo del

quadro e si crea uno scenario nuovo. La diagno-

si orientale si fonda esclusivamente sul contatto

fra esseri umani. Il medico orientale osserva il

suo paziente, lo tocca, gli fa domande profonde

e precise e lo ascolta con attenzione.

Il rapporto paziente-medico e` talmente pro-

fondo che i due diventano un essere solo. Il pra-

ticante deve lasciarsi alle spalle la propria per-

sonalit`a e far guidare le proprie azioni dalle os-

servazioni, dalle intuizioni e dalle informazioni

provenienti dal paziente. Il ruolo del guarito-

re orientale e` un ruolo passivo e di nutrizione-

educazione. Nella diagnosi orientale, cerchia-

mo di lavorare con le energie autoguaritrici del

paziente. Non e` il medico a guarire, ma il pa-

ziente che guarisce se stesso. Il guaritore si li-

mita ad aiutare il paziente a recuperare la pro-

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

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pria salute e le proprie energie. Egli e,` perci`o,

una persona di grande umilt`a.

La medicina orientale osserva le cose da lon-

tano. Guardiamo al quadro nel suo insieme, alla

persona nella sua globalit`a. Poniamo la mas-

sima attenzione alla prevenzione della malattia;

cerchiamo di conservare e di rafforzare la salute

delle persone.

Nell’antica Cina, il medico veniva pagato per

preservare la salute del paziente. Se questi si

ammalava, il suo medico non riceveva nessun

onorario. Il medico di corte veniva decapitato

se il re si ammalava. L’aspetto principale della

medicina era la prevenzione delle infermit`a.

Un’altra differenza fra la medicina orientale

e quella occidentale consiste nel fatto che la pri-

ma attribuisce grande importanza al contatto da

persona a persona. Non c’`e un approccio mas-

sificato, ma un processo lento, accurato in cui il

guaritore raggiunge il massimo di fusione pos-

sibile con la vita dell’altra persona. La diagnosi

orientale e` simile alla vita: essa e` indeterminata.

Dico spesso che noi, praticanti orientali, siamo

“morbidi morbidi”. Il nostro approccio nei con-

fronti della persona e` sempre delicato e mater-

no. Noi aiutiamo il paziente nel suo processo di

ripresa: lo aiutiamo a guarire.

E ` nostra inten-

zione aiutare l’essere umano a usare le proprie

capacit`a autoterapeutiche.

La diagnosi e la terapia orientali costituisco-

no un’arte. Pi`u precisamente, costituiscono una

pratica spirituale nella quale si impara a nutrire

la qualit`a e l’arte della vita.

La diagnosi occidentale e` basata sulla manie-

ra occidentale di affrontare la vita, governata

dall’emisfero cerebrale sinistro e quindi anali-

tica, tecnica, scientifica. Il rapporto fra pazien-

te e medico viene posto in secondo piano men-

tre vengono privilegiati i dati di laboratorio, le

analisi del sangue e altri test.

Si mette l’oggettivit`a in primo piano. Si usa-

no le macchine per esaminare, per ricavarne ele-

menti, misurazioni e per formulare una diagnosi

scientifica, piuttosto che per indirizzare la per-

cezione umana. Queste macchine sono dotate

di un’estrema precisione. Nell’esercizio della

sua professione il medico occidentale cerca di

essere completamente distaccato dal paziente.

Le sue osservazioni personali, le sue intuizio-

ni e la sua emotivit`a sono subordinate alle stime

ricavate dalle macchine.

Poich´e si privilegiano le macchino e le analisi

  • di laboratorio un medico puo` visitare centina-

ia di pazienti: e` un approccio da supermerca-

to. In una medicina di questo tipo non ci sono

vie di mezzo: agli occhi del medico si e` mala-

ti o sani, l’una o l’altra cosa, mai le due cose

insieme.

La medicina occidentale ha un approccio di

tipo sintomatico: essa cio`e definisce la malat-

tia sulla base dei sintomi. In caso di cefalea il

medico prescrive un’aspirina. Di solito i medi-

  • ci non si preoccupano di conoscere la causa che

ha scatenato la cefalea nel paziente. Si rispon-

de con un farmaco persino nei casi in cui quel

disturbo e` evidentemente provocato da stress o

da un’alimentazione sbagliata. Un’eruzione cu-

tanea viene normalmente trattata con pomate a

uso topico; la causa dell’eruzione non viene as-

solutamente presa in considerazione. Per i di-

sturbi digestivi ci sono medicine quali l’Alka-

Seltzer, il Rolaids o farmaci pi`u forti. Secon-

do la concezione della diagnosi orientale, inve-

ce, una cefalea, un’eruzione cutanea o disturbi

digestivi possono derivare da problemi renali,

epatiti o splenici. Ciascuno di questi disturbi, a

sua volta, pu`o essere determinato dall’alimenta-

zione, dallo stress o da problemi psicologici. In

questi cas`ı noi non prescriviamo un farmaco,

ma suggeriamo dei cambiamenti nello stile d`ı

vita.

Il medico occidentale ha una visione “micro-

scopica” delle cose; egli tende cio`e a osservare

la realt`a minuscola dei batteri, dei virus e di altri

organismi microscopici. Questo atteggiamen-

to incoraggia ulteriormente il ricorso ai farmaci

che vengono usati finch`e il disturbo si aggrava a

tal punto che i farmaci stessi non sono pi`u suffi-

cienti. A quel punto si ricorre alla chirurgia. La

tonsillite viene trattata con la tonsillectomia; i

disturbi della cistifellea vengono spesso affron-

tati asportando l’organo. Le malattie cardiache

vengono curate applicando bypass o con la chi-

rurgia a cuore aperto. E l’elenco potrebbe al-

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lungarsi. I due strumenti principali della medi-

cina moderna sono i farmaci e la chirurgia, usati

entrambi per curare i sintomi.

Questo approccio sintomatico si fonda su una

concezione del corpo umano visto come una

macchina composta di parti mobili. Ciascun or-

gano pu`o essere estrapolato dal contesto-corpo

e considerato separatamente dagli altri. Di con-

seguenza, la professione medica si frammenta

in numerose specializzazioni.

Se avete disturbi di carattere emotivo, andre-

te da uno psichiatra, per problemi podologici da

un podologo, per disturbi ossei sarete visitati da

un ortopedico, per orecchi e gola dall’otorinola-

ringoiatra, per i disturbi cardiaci dal cardiologo.

E via di seguito.

Questa concezione disorganica del corpo

umano provoca una serie di conseguenze. Ogni

specializzazione e` separata dall’altra: il car-

diologo non ha tempo per occuparsi del fega-

to e l’epatologo non ha tempo per esaminare il

funzionamento del rene.

mente di gestire la crisi acuta delle malattie,

trascurando invece l’aspetto preventivo. Questi

medici raggiungono il meglio delle proprie pre-

stazioni di fronte a malattie acute, piuttosto che

nelle affezioni croniche.

Vorrei concludere dicendo che sia i medici

occidentali sia quelli orientali sono necessari.

Entrambi hanno punti di forza e punti di de-

bolezza. Il praticante orientale si avvale di un

approccio delicato; egli affronta i disturbi pri-

ma che si aggravino, e` lungimirante nella cu-

ra del paziente e privilegia la qualit`a della vi-

ta. Il medico occidentale possiede un’elevata

specializzazione e riesce molto meglio a gestire

le patologie allo stadio acuto, a trattare i gran-

di problemi. La realt`a medica occidentale ten-

de a privilegiare la durata della vita, quindi la

longevit`a.

Immaginiamo che un paziente con disturbi

epatici vada dallo specialista per farsi curare.

L’epatologo gli prescrive dei farmaci che elimi-

nano il disturbo di cui il paziente soffriva. Que-

sti farmaci, per`o, provocano effetti collaterali

nell’apparato cardio-circolatorio. Lo stesso pa-

ziente si reca allora da un cardiologo, che, na-

turalmente, gli prescrive dei farmaci per il cuo-

re. Questi farmaci eliminano il disturbo cardia-

co ma, purtroppo, gli provocano disturbi renali.

Il nefrologo, a sua volta, prescrive delle medici-

ne che eliminano i disturbi renali, ma provocano

disturbi alla milza. Lo stesso paziente si fa visi-

tate dall’ennesimo specialista, che gli prescrive

dei farmaci che curano la milza, ma scatenano

disturbi digestivi che, alla fine, ne causano la

morte. In una situazione simile ogni specialista

dichiara di aver guarito il disturbo per cui era

stato consultato, ma esiste la realt`a della morte

del paziente. Perch´e? Ognuno di questi medici,

mancando di una visione sistemica dei corpo, ha

applicato un approccio terapeutico limitato solo

a una sua piccola parte.

Il medico occidentale si occupa prevalente-

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ORIENTE

OCCIDENTE

Astratto

Concreto/specifico

Soggettivo

oggettivo

Artistico

Tecnico/scientifico

Emisfero destro Emisfero sinistro

Medicina orientale sviluppata da arte e filosofia

Medicina occidentale sviluppata dalla scienza

La medicina orientale intende sviluppa- re il soggetto spiritualmente; si occupa della buona comprensione da parte del soggetto

La medicina occidentale si occupa maggiormente della buona compren- sione dell’aspetto materialistico; del soggetto vengono evidenziati i sintomi fisici

La

diagnosi

orientale

e`

imprecisa;

La medicina occidentale e` molto pre-

molto generale

 

cisa; si occupa della parte che non funziona bene

Olistica; si occupa dell’intera persona, non del disturbo specifico

Sintomatica; centrata su organi e sin- tomi del disturbo specifici, non sul funzionamento del soggetto

Basata

sulla

comunicazione uomo-

Basata sulle macchine e

sui test di

uomo; contatto

laboratorio

La medicina orientale si basa su un pa- radosso: la salute e` il risultato dell’e- quilibrio fra opposti, o forze in opposi- zione. “La malattia suggerisce salute; la salute malattia” La malattia rimanda a energia da eli- minare; i disturbi si trasformano in vantaggi

La medicina occidentale e` lineare: “La salute e` salute; la malattia malattia”, Bene e male sono puri e separati

Tutto cambia Staticit`a di condizioni

Accetta morte e dificolt`a Non le accetta; fa di tutto per evitarle

Medicina generale, orientata verso la vita

Il paziente si autoguarisce; il guaritore e` una guida

Medicina precisa, orientata verso far- maci e chirurgia

Il medico e la medicina guariscono il paziente

Il guaritore e` pi`u passivo

Il

medico

e`

pi`u distaccato,

professionale

 

Guaritore e paziente coinvolti in un rap- porto in cui entrambi danno e ricevo-

Il medico prescrive la medicina, il pa- ziente non d`a niente – il medico d`a, il

no,

il guaritore e`

grato al paziente e

paziente riceve

viceversa

 

Tabella 1.1:

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  • 1.4 I quattro tipi di diagnosi

La diagnosi orientale si avvale di quattro ap-

procci, o metodi, per valutare il carattere e

le condizioni di salute delle persone. Questi

metodi hanno nomi giapponesi:

  • 1. Bo Shin: Vedere o osservare il soggetto.

esiste nessun motivo per sentirsi superiore a lui.

Al contrarlo, dovete essere contenti perch´e e` ve-

nuto da voi. Questa e` un’esperienza in cui si

manifesta la propria umilt`a.

Il paziente si siede di fronte a voi: lo os-

servate parlare. Ascoltandolo dovete liberar-

vi di voi stessi, uscire da voi stessi. Non ab-

biate pensieri, pregiudizi o resistenze nei suoi

confronti. Liberatevi del vostro ego, svuotatevi

Setsu Shin:

  • 2. Toccare

il

soggetto,

per

completamente.

sentirne la vita.

  • 3. Mon Shin: Interrogare il soggetto per ottenere informazioni sulle sue condizioni.

  • 4. Bun Shin: Fare la diagnosi ascoltando e percependo gli odori.

Occupiamoci con attenzione di ciascuno di

questi metodi.

  • 1.4.1 Bo Shin

Sono molti i sinonimi di “vedere”: “osservare”,

per esempio, “percepire”, “scorgere”, “guarda-

re”, “ravvisare”, “distinguere”, ecc. Nessuno di

essi, per`o, descrive accuratamente il modo di fa-

re la diagnosi con il Bo Shin. Il sinonimo che mi

sembra pi`u vicino alla realt`a del Bo Shin e che

lo rappresenta meglio e` “essere mostrato”. An-

ch’esso per`o, come capirete presto, e` inadegua-

to. Siamo portati a pensare di guardare gli altri

con gli occhi; in questo caso, invece, l’osser-

vazione viene fatta con l’interezza della propria

persona, come se fossimo provvisti di occhi su

tutto il corpo.

Quando il paziente arriva nel vostro studio,

salutatelo calorosamente e mostrategli che siete

contenti della sua visita. La persona deve perce-

pire la vostra disponibilit`a e sincerit`a. Essa deve

anche sentire immediatamente che non avete al-

cun pregiudizio, che non fate critiche, che non

date giudizi, che il vostro unico desiderio e` di

aiutarla in un campo ben preciso: trovare una

strada per migliorare la propria salute.

E ` una

strada che cercherete insieme, in un atteggia-

mento di cooperazione e di disponibilit`a. Av-

vicinatevi al paziente con questo spirito. Non

Lasciate ora che l’energia di questa persona,

le sensazioni della sua personalit`a, si riversino

su di voi. Che la sua personalit`a si imprima

sulla vostra, che la sua forza vitale vi colpisca.

Provate ora a sentire le sue vibrazioni.

Se osservate troppo da vicino, non riuscirete

a fare una diagnosi con Bo Shin, se vi limita-

te alla forma degli occhi, al colore o alla forma

delle labbra o del naso, perderete di vista il qua-

dro d’insieme. Pi`u mettete a fuoco i dettagli, pi`u

perderete di vista gli elementi essenziali ai fini

della diagnosi. Dimenticate i dettagli per ora,

ve ne occuperete in un secondo momento. Ne

avrete tutto il tempo. In primo luogo, dovete

accettare la vita del vostro paziente, le sue vi-

brazioni. Conoscere intimamente questa perso-

na, facendola entrare nella vostra forza vitale. In

questo modo avrete compiuto il primo passo per

aprivi al paziente e per essere ricettivo verso un

altro essere umano. A questo punto non esisto-

no ostacoli che vi impediscano di comprendere

profondamente il soggetto.

Un atteggiamento improntato a umilt`a e gra-

titudine e` essenziale per mettere a proprio agio

il paziente. Questo vi aiuter`a nella diagnosi per-

ch´e pi`u una persona e` rilassata, pi`u essa e` di-

sposta a rivelare la sua reale natura. Se avete

osservato una persona durante il sonno, sape-

te che questa affermazione corrisponde a verit`a.

Durante il sonno, infatti, il corpo assume natu-

ralmente la posizione pi`u comoda nonch´e quel-

la pi`u benefica per la salute; questa posizione

compensa tutti gli squilibri del corpo accumu-

latisi nel corso della giornata. Osservare una

persona durante il sonno costituisce una vera e

propria invasione nella sua vita privata, perci`o

dovete far in modo che il paziente, stando con

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

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voi, allenti la consapevolezza di s´e.

localizzarli.

Per la maggior parte della vita diurna, infatti,

le persone non hanno consapevolezza del pro-

prio corpo e il loro modo di camminare, di se-

dersi o di stare in piedi ne rivela i pensieri, i ma-

lesseri fisici, l’aggressivit`a o la passivit`a. Se ac-

quisiscono improvvisamente coscienza del pro-

prio modo di camminare, di sedere o di stare in

piedi lo modificano per dare un’impressione di-

versa di se stessi. Cercate perci`o di evitare che

le vostre osservazioni mettano il paziente in im-

barazzo.

Spesso come prima cosa offro al mio paziente

una tazza di t`e. In quel momento tutto il mio

corpo e` intensamente consapevole e attento. Co-

me prende la tazza? Come si siede? Quali so-

no le sue reazioni? Mentre ci spostiamo nella

stanza del trattamento, osservo da vicino il pa-

ziente senza che egli se ne accorga. Ci`o mi con-

sente di vedere la persona in un comportamen-

to disinvolto, disinibito e di osservarne la reale

natura.

Prima quindi di iniziare a praticare un tratta-

mento di Ohashiatsu, mi sono gi`a fatto un’idea

sullo stato del paziente.

Mentre il paziente si mette comodo e si ri-

lassa, acquisto coscienza delle mie sensazioni

nei suoi riguardi. Le mie sensazioni comincia-

no a emergere dal mio profondo appena inizio a

percepire la persona come un’unit`a globale.

A volte invito il paziente a sdraiarsi su un ma-

terassino e lo copro con un lenzuolo dalla testa

ai piedi. Questa posizione rivela moltissimo del-

la persona! Non vedo pi`u nessun particolare del

volto del paziente n´e dei suoi abiti, non sono

distratto dai suoi gesti n´e da un eventuale bru-

folo su una guancia. Scorgo solo i contorni pi`u

evidenti del corpo.

Colgo le sporgenze del corpo, dove c’`e un’in-

solita contrazione. Vedo se giace sul mate-

rassino completamente allungato o in posizio-

ne curva. Forse la regione della schiena e del-

le spalle e` gonfia o l’area del rene e` contrat-

ta. Forse una parte del corpo e` gonfia e l’altra

e` contratta. Realizzo la globalit`a dei suoi pro-

blemi e comincio ad averne consapevolezza, a

A questo punto mi lascio guidare dalle sensa-

zioni. Poggio le mani sulla schiena del pazien-

te, nel punto giusto e immediatamente dopo il

paziente mi dice: “Ohashi, grazie di cuore, per-

ch´e e` proprio l´ı che volevo essere toccato. Sono

venuto esattamente per questo”. Massaggio il

corpo con delicatezza, percependone l’energia.

Posso passare ora alla fase successiva.

Quando applicate la diagnosi Bo Shin, siete

un artista che guarda l’altro come una grande

opera d’arte. Lo valutate a fondo riconoscen-

done ogni sfumatura, ogni indizio del suo es-

sere interiore. Per acquisire questa concezio-

ne, dovete sviluppare la vostra personalit`a; per

apprezzare gli aspetti essenziali delle persone

dovete elevare la vostra coscienza.

E ` proprio come educarsi ad apprezzare una

delle belle arti, la musica per esempio. Se sie-

te un principiante in campo musicale, difficil-

mente riuscirete a cogliere e ad apprezzare mol-

ti degli aspetti pi`u raffinati di quell’arte. Die-

ci anni dopo, invece, vi scoprirete in grado di

ascoltare cose di cui all’inizio non sospettava-

te neanche l’esistenza. La stessa cosa succede

con la diagnosi. Pi`u vi dedicate all’osservazio-

ne delle persone, pi`u riuscirete a capirle e ad

apprezzarle.

  • 1.4.2 Setsu Shin

Il significato letterale di Setsu Shin e` “diagno-

si attraverso il tocco”, ma il significato pi`u pro-

fondo e` sicuramente pi`u spirituale. Setsu Shin

significa entrare in contatto con l’essenza, con

l’anima della persona, arrivando al suo essere

interiore. C’`e un aspetto del Setsu Shin che si-

gnifica “penetrare nell’essenza” o ancora “usa-

re le mani quasi fossero coltelli”. Ci`o serve a

descrivere il processo di penetrazione oltre gli

strati superficiali della personalit`a di un esse-

re umano, o della sua persona fisica, per arri-

vare nel profondo della sua natura spirituale, o

anima.

Darsi la mano e` un esempio di Setsu Shin.

Quando stringiamo le mani di una persona, ne

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vento. .

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Y

Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

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percepiamo il carattere, “sentiamo” la sua na-

tura interiore e cerchiamo di comunicare la no-

stra.

E ` un gesto che stabilisce uno scambio di

informazioni sottile, ma profondo, fra due esseri

umani: e` Setsu Shin.

il paziente e` pi`u sensibile dal modo in cui ne

parla. Pu`o accadere che egli non dia peso a una

questione molto seria oppure che tenda a sorvo-

lare su un argomento che sembra significativo.

Perch´e? Tenete a mente questi elementi.

Quando faccio un trattamento di Ohashia-

tsu penetro a fondo nella persona, esplorandone

ogni fibra e ogni osso, sentendo ogni sua resi-

stenza, ogni sfumatura del suo carattere. La mia

energia esplora la parte pi`u intima della vita del

soggetto, di cui percepisco la natura. E come se

facessi penetrare la mia vita in quella dell’altro.

Sto toccando la sua vita nella sua globalit`a. Si

tratta di un contatto spirituale, poich´e tocco ci`o

che non pu`o essere toccato: la vita stessa.

Le mie dita e i miei palmi diventano i miei

occhi, con essi guardo la persona, la cerco con

le mani, con tutto me stesso, con il mio spiri-

to. Mi sforzo di afferrarne ogni aspetto: fisico,

emotivo, psicologico e spirituale.

Bisogna essere disponibili e sensibili nei con-

fronti del paziente. Se avete un approccio critico

o preconcetto, egli non si aprir`a a voi. Avete fal-

lito nel rendere la persona accessibile a voi. Non

riuscirete assolutamente a giovarle. Per chiari-

re il mio ragionamento dico che la persona che

esegue la diagnosi e` la persona che vi viene sot-

toposta. I difetti del diagnostico lo limitano nel-

la capacit`a di capire la persona che sta cercando

di aiutare. In questo caso la colpa non e` del sog-

getto sottoposto a diagnosi, ma di colui che la

esegue.

  • 1.4.3 Mon shin

Durante l’interrogatorio del paziente, osser-

vatene i movimenti facciali o delle mani e la loro

frequenza. Spesso, i movimenti hanno lo scopo

di distrarre chi ascolta dall’argomento che si sta

affrontando. Osservate il linguaggio corporeo

della persona mentre ascoltate con attenzione le

cose che dice. Esiste una correlazione fra un

particolare gesto della persona e un argomen-

to importante della discussione? Quando vie-

ne sollevata una questione delicata, il paziente

incrocia forse le gambe oppure tende a rannic-

chiarsi? Continuate la vostra indagine ponendo

delle domande, ma se vi rendete conto che il pa-

ziente e` molto sensibile ed evita un argomento,

non insistete. Non fatelo chiudere nel suo gu-

scio. Il vostro scopo e` quello di conquistare la

fiducia della persona per poterla aiutare. Siate

consapevoli dei vostri limiti.

  • 1.4.4 Bun Shin

La definizione del Bun Shin come “diagnosi at-

traverso l’ascolto” non e` precisa e pu`o indurre in

errore. Per me ascoltare significa capire la qua-

lit`a della voce di una persona. Anche in questo

caso l’ascolto avviene attraverso tutto il corpo.

Il vostro orecchio non e` altro che il simbolo di

una pi`u generale capacit`a di ascoltare, di sentire.

L’orecchio e` l’organo specifico dell’udito, ma si

sente e si ascolta con tutto il corpo. Quando un

altro parla, ascoltatelo con tutto il corpo.

Fare delle domande e,` naturalmente, il modo pi`u

immediato e diretto per valutare lo stato di sa-

lute di una persona. Potreste chiedere: “Quali

sono attualmente i vostri sintomi o disturbi?”.

A quel punto inizierete una discussione con il

paziente.

E ` importante, in questo colloquio, prestare

ascolto non solo a quanto viene detto, ma anche

a ci`o che non viene espresso verbalmente. Do-

vete indagare in quegli argomenti che la persona

tende a evitare. Capirete gli argomenti ai quali

Questo modo di ascoltare vi permetter`a di

cogliere le vibrazioni nella voce della persona.

Lasciate che queste si imprimano dentro di voi.

Da dove proviene la voce? La prima rispo-

sta che viene in mente e` la pi`u ovvia: la voce

proviene dalla laringe. In realt`a la laringe e` so-

lo uno dei punti da cui scaturisce la voce. Se

la voce e` profonda, essa proviene dal fondo del-

lo stomaco o persino da un punto pi`u in basso,

appena sotto l’ombelico. Se la voce e` carica di

emozione, essa arriva dal cuore, se e` invece pie-

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vento. .

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

  • di Wataru Ohashi

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na di rabbia viene dal fegato. Se la simpatia e il

calore umano sono le emoziorni principali, allo-

ra la voce arriva dalla milza. Se la voce esprime

paura, pu`o indicare uno squilibrio a livello re-

nale. Se percepite in essa una certa debolezza, e`

probabile che la voce arrivi dalla gola. Alcune

voci provengono dai seni, dalla parte superiore

del capo. Sono voci deboli, sottili e metalliche.

Qual’`e il sentimento dominante della voce

della persona?

Contiene riso, lacrime o rab-

bia?

E ` una voce critica, da intellettuale o, al

contrario, una voce intensamente emotiva?

La voce rivela tanto dello stato di salute men-

tale, fisica e emotiva di una persona. Una perso-

na, parlando, pu`o deliberatamente scegliere pa-

role che nascondono i suoi veri sentimenti; un

paziente puo` cercare di nascondere i suoi rea-

  • li sentimenti, ma la voce li rivela. Ascoltatela

con attenzione: essa vi dir`a se quella persona si

sente bene o se si trova in difficolt`a.

Bun Shin comprende anche la diagnosi attra-

verso l’odore. Perch´e si riesca a percepire chia-

ramente l’odore del corpo di un’altra persona,

bisogna essere in buone condizioni di salute.

E ` evidente che non riuscirete a sentire l’odore

  • di ci`o che viene emesso dal corpo di un’altra

persona, se vi sta capitando lo stesso fenome-

no. Poich´e sono giapponese non riesco a senti-

re molto bene l’odore dei giapponesi, ma sento

benissimo gli odori di americani ed europei.

Se abusate di alimenti poco sani, di grassi e

  • di zuccheri, non riuscirete a sentirne gli odori

quando essi vengono emessi dal corpo di un’al-

tra persona. Ma se le vostre condizioni di salute

sono buone, sentirete molto bene gli odori delle

tossine eliminate dagli altri.

ed e` il suo odore personale molto pronunciato

che la spinge a cospargersi abbondantemente di

acqua di colonia e di altri prodotti simili.

Gli squilibri ormonali emettono un odore che

sa leggermente di bruciato, reso nauseante an-

che dalla presenza di grassi e di ammoniaca,

sostanze che sono la causa di quegli squilibri.

I grassi irrancidiscono nel corpo ed emettono

un odore di rancido, come di un alimento andato

a male.

Per sviluppare le vostre capacit`a di eseguire

la diagnosi in base agli odori, dovreste segui-

re un’alimentazione a base soprattutto di ce-

reali integrali, di verdure e di modeste quan-

tita` di pesce. Quando vengono bruciati co-

me combustibile i cereali, i legumi e gli al-

tri alimenti di origine vegetale cedono acqua

e anidride carbonica. Queste sostanze ven-

gono eliminate dal corpo senza molti sforzi e

quindi senza odori particolari.

Quando eseguite una diagnosi ricordatevi che

state entrando nella realt`a privata della persona.

Chiedetele di lasciarvi penetrare pi`u all’interno

di quella realt`a, in modo da poterla aiutare. Ci`o

richiede un alto senso del decoro e delle buo-

ne maniere. Dovete avvicinare la persona con

le pi`u nobili intenzioni. La diagnosi orientale

e` un’arte molto delicata, che va praticata con

grande rispetto per gli altri esseri umani e per

il loro diritto all’intimit`a.

L’attegiamento pi`u adeguato nei confronti di

una persona durante la diagnosi e` un atteggia-

mento d’amore. Pi`u amate quella persona, pi`u

riuscirete a vedere dentro la sua anima e pi`u essa

vi permetter`a di conoscere il suo mondo.

In generale il corpo di chi mangia troppi ali-

menti di origine animale, essendo pieno di am-

moniaca, emana un odore pi`u marcato. Gli ali-

menti proteici si scompongono nel corpo gene-

rando ammoniaca, una sostanza molto tossica e

dall’odore nauseante. Spesso costoro cercano di

mascherare questo odore con profumi molto in-

tensi, deodoranti o acqua di colonia. L’intenso

profumo di colonia e` segno molto spesso della

scarsa capacit`a della persona a sentire gli odori

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vento. .

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Y

Capitolo 2

L’interpretazione del corpo

La prima cosa che vi chiederete, leggendo

le tenebre.

E chiamo`

la luce giorno e le tene-

questo libro, e:` Come possono una particolare

bre notte.

E cos`ı ci fu mattino e sera:

primo

ruga sul volto di una persona o la forma del suo

giorno”.

naso fornire elementi sulla salute o sul carattere

di quella persona?

Nella realt`a contemporanea queste domande

non hanno risposta, ma in Oriente, e in mol-

te culture tradizionali dell’Occidente, esiste una

filosofia di base la cui applicazione rivela il si-

gnificato che si nasconde dietro ogni tratto fisi-

co del genere umano. Mi riferisco alla filosofia

dello yin-yang.

 

Per

capire

la

diagnosi

orientale,

perci`o,

cominceremo proprio dalla comprensione di

questi due concetti.

  • 2.1 Yin e yang: le forze del mutamento

Yin e yang possono essere considerati come le

forze che rendono possibile la realt`a fisica. Es-

si sono – per cos`ı dire – gli strumenti di Dio.

Senza questi due opposti – che si manifestano

come spazio e tempo, chiaro e scuro, maschio e

femmina e come dimensione (per esempio vici-

no e lontano, alto e basso, destra e sinistra) – i

fenomeni della realt`a fisica sarebbero impossi-

bili. Tutte le culture del mondo antico avevano

compreso questa verit`a. La stessa Bibbia si apre

con queste parole:

 

All’inizio Dio creo` il cielo e la terra

Poi

Egli disse:

“Sia la luce”; e la luce fu.

Dio vi-

de che la luce era cosa buona e la separo` dal-

Tutta l’opera di Dio, il creato, era formata da

opposti: cielo e terra, luce e tenebre, mattino e

sera, terraferma e oceano, maschio e femmina.

Nell’antichit`a i saggi studiarono questi oppo-

sti per comprenderne la natura. Scoprirono che

nei cieli c’erano il sole, la luna, le stelle e i pia-

neti e che tutti riversavano energia sulla terra

sotto forma di luce solare, di raggi cosmici e di

forza di gravitazione. Anche altre forze emana-

vano dai cieli: il vento, il tempo, le stagioni e il

clima. Queste forze venivano dall’alto e scen-

devano verso la terra: esse vennero chiamate

yang.

In termini generali la forza yang causa con-

trazione nelle cose; le fa crescere pi`u vicine alla

terra. La forza di gravit`a, per esempio, e` yang. I

saggi scoprirono che la terra aveva anche un’al-

tra natura, completamente diversa. Essa ruotava

intorno al proprio asse, causando un flusso di

energia verso l’esterno e verso l’alto diretto alle

volte celesti.

Questa forza fu chiamata yin; si trattava di

una forza di tipo espansivo.

Tutte le cose che si sviluppano verso l’alto,

per esempio gli alberi e molte piante, sono yin.

La contrazione, o la forza yang, si manifesta

nella spirale centripeta, cio`e in una spirale che

si restringe o si contrae verso il centro. L’espan-

sione, la forza yin, si manifesta invece in una

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

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spirale centrifuga, una spirale cio`e che si apre e

si espande dal centro verso l’esterno.

Yin e yang hanno anche altre caratteristiche.

Le cose yin sono pi`u passive e leggere, porose

e umide, mentre quelle yang sono pi`u attive e

pesanti, dense e asciutte. Gonfiare un pallone e`

un’azione pi`u yin. La notte e` meno attiva e cari-

ca di energia del giorno: e` la parte pi`u yin della

giornata. Il sesso femminile e` pi`u yin di quel-

lo maschile. Il cielo, in quanto creatore delle

cose, e` l’elemento pi`u attivo, o pi`u yang, men-

tre la terra, che riceve il cielo, e` l’elemento pi`u

passivo, quindi pi`u yin.

Le cose che si espandono dalla terra diventa-

no pi`u yin, mentre quelle che sono spinte verso

essa diventano pi`u yang. Le persone alte, in li-

nea di massima, sono pi`u yin di quelle di bas-

sa statura; piu` una persona si presenta sotti-

le, fragile, di ossatura leggera, piu` essa viene

considerata yin.

Le persone yin preferiscono il lavoro intel-

lettuale a quello manuale. Esse preferiscono

lavorare in un ufficio piuttosto che costruire

case o scavare fossi. (Quando parler`o della for-

ma del volto e della testa dal punto di vista yin

e yang, capirete meglio le differenze fra le co-

stituzioni yin e quelle yang). Chi ha una costi-

tuzione yin preferisce gli interni e, di solito, e`

piu` introverso.

Le persone di costituzione yang sono in ge-

nere piu` basse e con un’ossatura piu` forte,

tendono a essere piu` attive e portate all’at-

tivita` fisica. Esse amano il lavoro manuale,

adorano stare all’aperto e fra la gente. So-

no in genere piu` estroverse. Ogni cosa contie-

ne una parte yin e una yang. In un albero, per

esempio, i rami e le foglie – la parte che si pro-

tende verso l’alto e l’esterno – costituiscono la

parte yin mentre quella pi`u yang e` formata dal-

l’insieine delle radici. Anche il tronco e` yang,

ma la sua base e` pi`u yang della cima.

Ognuno di noi ha diversi livelli di yin e di

yang. Molti possiedono sia lo yin sia lo yang

in forme estreme. I giocatori di basket sono un

esempio di estremo di yin e di yang. Essi so-

no di statura alta, ma hanno anche un’ossatura

robusta e sono molto forti e attivi.

Ogni parte del corpo umano funziona grazie

a queste due forze. Il cuore, per esempio, pom-

pa sangue in virt`u della sua capacit`a di contrarsi

(yang) ed espandersi (yin); i polmoni respirano

grazie alla capacit`a di contrazione ed espansio-

ne; lo stesso accade per il sistema muscolare.

Yin e yang sono presenti in tutto il corpo umano

e in ogni attivit`a che compiamo di giorno o di

notte.

Riguardo a ci`o e` importante sottolineare che

ognuno di noi deve vivere rispettando la pro-

pria natura e in conformita` ad essa. Se un

uomo, o una donna, ha una natura prevalen-

temente yin soffrira` molto a eseguire un la-

voro edile o qualsiasi attivita` manuale che e`

estremamente yang. E ` vero anche il contrario:

le persone yang non sopportano di stare sedute

tutto il giorno dietro una scrivania.

Lo yin e lo yang si possono applicare anche

a specifiche aree del corpo. Per esempio, la te-

sta e` la parte del corpo pi`u yin, i piedi quella

pi`u yang. Il pensiero ha luogo nella testa; i pen-

sieri – che sono intangibili, effimeri e mutevoli

– sono forme di energia molto yin. I piedi, in-

vece, poggiano sulla terra, che e` solida, stabi-

le, materiale e ferma: tutte caratteristiche molto

yang.

La parte esterna, superficiale del corpo e` pi`u

yin di quella interna, la parte superiore pi`u yin

di quella inferiore.

L’ambiente, le nostre attivita` o stile di vi-

ta e l’alimentazione influenzano il nostro cor-

po, causandone l’espansione o la contrazione.

L’attivita` fisica, per esempio, esercita un’in-

fluenza yang o contrattiva; rende i muscoli ri-

gidi e forti invece che rilassati, espansi e flac-

cidi. Alcuni alimenti, il sale, la carne, il for-

maggio stagionato esercitano un’influenza yang

mentre altri alimenti e bevande, duali la frutta,

i succhi di frutta, gli zuccheri e l’alcool, eser-

citano sul nostro pensiero e sul nostro corpo un

effetto pi`u yin, espansivo. Zuccheri e alcool, per

esempio, tendono a causare una perdita di con-

centrazione e di intensit`a a livello intellettuale

e a rendere il corpo meno coordinato e control-

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vento. .

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labile. Il consumo eccessivo di carne o di al-

tri cibi proteici ci fa pensare ed agire in ma-

niera piu` aggressiva e ci spinge a esercitare

un maggior controllo sul nostro ambiente. I

cereali integrali vengono generalmente posti al

centro della fascia yin/yang; il pesce e` legger-

mente yang, i legumi e la verdura leggermente

yin.

Le influenze yin tendono a esercitarsi sulla

parte superiore del corpo, dal plesso solare in

su; quelle yang, al contrario, tendono a influen-

zare la parte inferiore del corpo, dal plesso sola-

re in gi`u. Come e` noto a ogni cardiologo, il sale

(un alimento molto yang) tende ad attaccare i re-

ni, mentre l’alcool (una sostanza estremamente

yin) esercita un effetto diretto e immediato sul

cervello e sul sistema nervoso. In questo libro

cito spesso una delle leggi fondamentali della

diagnosi orientale: quella secondo cui il macro-

cosmo si pu`o osservare nel microcosmo. Ci`o e`

reso possibile dallo yin-yang. Il volto, per esem-

pio, ha una parte yin e una yang. Se si tira una

linea a met`a del volto, dalla base di un orecchio

alla base dell’altro, la parte sopra questa linea e`

la parte yin del volto, mentre quella inferiore e`

la parte yang. La parte yin del volto (gli zigomi,

il naso, gli occhi, la fronte e il cuoio capelluto)

rappresenta la parte yin del corpo (i polmoni, il

cuore, il fegato e il sisteina nervoso). La parte

che comprende la bocca rappresenta la parte in-

feriore del corpo, o yang, cio`e l’intestino e gli

organi sessuali. Questo fenomeno si ripete in

tutto il corpo.

Nel corso del libro, mi soffermer`o spesso su

come il nostro stile di vita, le nostre attivit`a e

l’alimentazione influenzano la nostra esistenza

in relazione alla modificazione dell’equilibrio

yin-yang dentro di noi.

Per il momento e` sufficiente sapere che il corpo

e` una totalit`a, un sistema integrato. Un siste-

ma continuamente influenzato dallo yin e dallo

yang che alternano la loro predominanza mo-

mento dopo momento. La comprensione dei no-

stri squilibri particolari ci consente di conoscer-

ci pi`u a fondo e ci insegna anche a compiere

quelle azioni che riportano armonia nella nostra

vita. In questo modo siamo in grado di aiutare

gli altri a guarire indirizzandoli verso una vit`a

pi`u felice.

Una profonda comprensione della natura de-

gli altri e di noi stessi dipende dalla nostra ca-

pacit`a di capire lo yin e lo yang e delle loro

manifestazioni nelle persone con cui siamo in

rapporto.

Applicher`o, in questo libro, lo yin e lo yang

ai tratti specifici del volto e del corpo e alla co-

stituzione nel suo insieme. Scoprirete quindi il

significato che si nasconde dietro ogni caratte-

ristica del nostro fisico. In primo luogo esami-

neremo le modalit`a di applicazione dello yin e

dello yang per individuare il carattere, le in-

clinazioni e la salute di una persona a partire

dai tratti facciali.

  • 2.2 Il volto

Quando si tratta di interpretare i sentimenti di

un’altra persona o di intuirne il carattere, il vol-

to costituisce senza dubbio la parte del corpo pi`u

rivelatrice. Persino coloro che non conoscono

affatto la diagnosi orientale osservano attenta-

mente il volto altrui quando vogliono intuirne

l’opinione su questioni di rilievo. Il volto e` la

parte del corpo pi`u sensibile e pi`u reattiva. Nes-

sun’altra parte esterna del corpo mette a nudo in

maniera cos`ı chiara le trasformazioni pi`u sottili

  • di una persona. Perch´e? Uno dei motivi e` che il volto e` for-

mato da un complesso intreccio di muscoli; solo

nel volto e nel cranio sono presenti dieci siste-

  • mi muscolari per un totale di quaranta musco-

li. Questi muscoli conferiscono al volto un’e-

strema flessibilit`a e capacit`a espressive molto

varie.

Nel volto, oltre a questi sistemi muscolari, so-

no presenti molti tratti espressivi: gli occhi, il

naso, la bocca, le sopracciglia, la mascella, cia-

scuno dei quali e` capace di una gamma infinita

  • di movimenti e di sfumature. Com’`e noto ai gio-

catori d’azzardo, questi tratti facciali fornisco-

no da soli moltissime informazioni sullo stato di

una persona. A una semplice occhiata il volto ri-

vela moltissimo, senza che la persona osservata

pronunci una sola parola.

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La testa (compresi il volto e gli orecchi) e` il

centro sensoriale del corpo. Occhi, naso, boc-

ca e orecchi sono la sede di quattro dei cinque

sensi.

Questi organi conducono anche ad apparati

pi`u estesi. La bocca e` l’ingresso dell’appara-

to digerente; il naso di quello respiratorio; gli

occhi del nervo ottico, del cervello e del siste-

ma nervoso, gli orecchi dell’apparato uditivo.

Esiste, naturalmente, un evidente rapporto fra

ciascuna di queste “vie d’accesso” e l’appara-

to stesso: quando l’apparato respiratorio e i

seni facciali sono intasati di muco, il naso ten-

de a colare. L’esistenza di disturbi digestivi

si manifesta di solito con uno sgradevole gu-

sto in bocca. Nervosismo e tensione traspaiono

spesso dagli occhi. Questi sono solo alcuni dei

molti e chiari segnali che ci permettono di sco-

prire le condizioni interiori di un’altra persona.

Dal volto, oltre, a queste informazioni d’ordine

generale, si ricava una verit`a molto pi`u impor-

tante. A meno che non si abbia un’inclinazio-

ne patologica a mentire, e` difficile impedire al

proprio volto di rivelare i propri sentimen-

ti. La felicit`a e l’infelicit`a traspaiono dal volto,

cos`ı come la noia e l’imbarazzo, la costernazio-

ne e la concentrazione, la malattia e il benesse-

re. Il volto non pu`o mentire. Esso rivela la ve-

rit`a del vostro essere. Ci`o accade indipendente-

mente dalla nostra volont`a ed e` proprio per que-

sto motivo che osserviamo il volto degli altri,

per scoprirne il carattere, i pensieri e la natura

interiore.

In Oriente molti proverbi di saggezza popo-

lare affermano che a quarant’anni ognuno e`

responsabile della propria faccia. Si intende

dire che se durante l’infanzia, l’adolescenza e

persino nella prima maturit`a, il volto e` ancora il

prodotto delle influenze ambientali ed eredita-

rie, all’et`a di quarant’anni si e` vissuto abbastan-

za per conto proprio per essersi formati una per-

sonalit`a. A quel punto ogni persona e` un esse-

re adulto, pienamente responsabile della propria

condizione e della propria faccia.

Invecchiando il carattere si manifesta un

po’ alla volta; i principi ai quali conforma-

te la vostra vita si imprimono sul volto. Non

sempre essi sono quelli che siete disposti ad am-

mettere. Gradualmente il vostro volto riporta

come scolpite le condizioni sociali, politiche

ed economiche della vostra vita. Sul volto del-

la gente e` possibile scorgere ogni caratteristica:

intelligenza e stupidit`a, carisma e autoavversio-

ne, onest`a e disonest`a. Scorgiamo questi ele-

menti pur non sapendo nulla della persona che

stiamo osservando.

Entro i 40 anni il carattere si rende manifesto.

Il volto, naturalmente, non e ancora un’o-

pera compiuta: vi aspetta ancora un lungo

cammino. A quel punto, per`o, siete pienamente

responsabili di ci`o che avete fatto e che farete in

futuro.

L’unicit`a di ogni volto e` sorprendente.

E ` im-

possibile trovare le parole giuste per esprimere

questo fenomeno. La creativit`a dell’universo e`

grandiosa. Quando passeggio per le strade di

Tokio, la particolarit`a e la complessit`a delle fac-

ce dei giapponesi mi sorprende. Eppure ci sono

molti tratti comuni fra quei volti; teoricamen-

te, infatti, i giapponesi hanno tutti i capelli neri

(salvo, naturalmente, quelli che li hanno grigi!),

la pelle gialla e gli occhi scuri. Gli uomini han-

no altezza, peso e struttura fisica simili. Anche

le donne hanno molti tratti comuni, eppure non

esistono due volti uguali. Ognuno di essi porta

tratti che lo rendono unico e irripetibile.

Camminando per le strade di New York, in-

contrerete invece un sorprendente arcobaleno di

razze, di pesi, di forme, di altezze, di colori del-

la pelle. E ` sbalorditivo! Uno spettacolo infinita-

mente meraviglioso! Eppure quella stupefacen-

te variet`a e` stata creata con gli stessi elementi

basilari: due occhi, un naso, una bocca e una

sfera irregolare che costituisce la testa.

A fronte di questa enorme variet`a potreste

chiedervi cos’altro si possa dire del volto umano

se non che ogni volto e` un fenomeno unico. Qui

si manifesta un’altra importante contraddizione:

all’interno di questa enorme diversit`a esiste an-

che una forte concordanza. Il corpo umano e`

conformato da una legge universale. Sappiamo

che il DNA assicura l’integrit`a della struttura

umana di base. Ma cosa assicura invece l’inte-

grit`a della conformazione di base del DNA? E ` la

legge invisibile che d`a forma all’intero universo.

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vento. .

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di Wataru Ohashi

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Questa stessa legge e` prodotta dal Grande Spiri-

to, che e` dotato di una creativit`a illimitata, con-

traddistinta per`o da una grande coesione. Essa

forma la base reale della vita. La vita biologica

e` solo un sintomo di questa legge cosmica che

tutto regola. Se analizzate i sintomi, le manife-

stazioni esterne, della vita vi si riveler`a la natura

profonda delle cose, quella che non appare, che

vive sotto la superficie.

In Oriente questa legge, o spirito, fondamen-

tale viene spesso chiarnata Tao. In Occidente

essa viene chiamata Dio. Il Tao o Dio sono in-

descrivibili, sfuggono all’umana comprensione.

Possiamo solo descrivere la legge attraverso cui

esso opera. In Oriente questa legge e` conosciuta

come yin-yang. Come ho gi`a detto, yin e yang

sono diametralmente opposti; essi sono cio`e for-

ze opposte, ma complementari che si uniscono

per dar vita a tutti i fenomeni.

E ` fondamentale capire che la maggior parte

di noi e` una cormbinazione di yin e di yang.

Siamo caratterizzati da diversi livelli di passi-

vit`a, di apertura, di sviluppo intellettivo nella

componente yin del nostro essere, ma nello stes-

so tempo possediamo delle caratteristiche yang,

quali l’aggressivit`a, l’autodeterminazione, l’e-

nergia. Di solito, per`o, la nostra costituzione e`

caratterizzata da uno squilibrio a favore dell’a-

spetto yin o di quello yang. Per sviluppare la

conoscenza e la cormprensione di s´e, e` neces-

sario capire quali sono le nostre caratteristiche

yin e yang e agire di conseguenza. Idealmente,

ognuno di noi lotta per raggiungere l’equilibrio

fra queste due forze e quindi l’armonia e la pace

interiori.

Osservando la forma e le caratteristiche del-

la testa e` possibile capire molto dell’equilibrio

fra yin e yang. Dall’analisi dei tratti del volto

di ogni persona si possono ricavare infornazioni

persino pi`u dettagliate. Ricordatevi di distin-

guere fra tratti costituzionali, cioe` le caratte-

ristiche trasmesse dal patrimonio genetico, e

tratti “condizionali”, duelli cioe` che cambia-

no giorno dopo giorno, settimana dopo setti-

mana ecc., con il passare del tempo. I tratti

costituzionali ci vengono trasmessi al momen-

to della nascita; essi tendono a essere eredita-

ri: gruppo sanguigno, sesso, razza e salute con-

genita. I tratti genetici o costituzionali rive-

lano la nostra natura basilare. Non esistono

nature o tratti costituzionali negativi. Secon-

do la diagnosi orientale tutte le cose possono

migliorare e, come ho gia` detto, questo svi-

luppo dipende dal modo in cui si guarda al-

le proprie caratteristiche e si riesce a usarle.

I caratteri genetici non si possono modifica-

re. Essi possono essere solo pienamente svi-

luppati o repressi. Le caratteristiche costitu-

zionali sono molto indicative della nostra natura

profondamente spirituale. Abbiamo per`o anche

molti tratti “condizionali”, temporanei, che rap-

presentano la salute fisica, mentale e spirituale

in un preciso momento della nostra vita. Que-

ste caratteristiche cambiano sempre. Fenomeni

quali un arrossamento passeggero degli occhi,

un’eruzione cutanea o delle macchie sul volto,

un gonfiore in una particolare regione del corpo

– per esempio le borse sotto gli occhi – rive-

lano tutti le nostre condizioni di salute in quel

momento. Possiamo cambiare queste caratteri-

stiche modificando il nostro modo di vivere e

quindi le nostre abitudini fisiche, alimentari e le

nostre opinioni.

La nostra salute tende a diventare piu` for-

te e vitale se conduciamo una vita conforme

alle nostre caratteristiche costituzionali. Se

avete una natura da musicista, ma lavorate co-

me ingegnere edile, la vostra salute ne soffrir`a

sicuramente, soprattutto se la situazione lavora-

tiva vi causa conflitti di un certo rilievo. Tutto

questo discorso vi apparir`a pi`u chiaro nella di-

scussione del prossimo argomento: i tratti ge-

netici o costituzionali rivelati nelle dimensioni e

nella conformazione della testa.

  • 2.2.1 Volto e carattere yin

In linea di massima, si pu`o paragonare un volto

yin a una lacrima rovesciata: pi`u largo nel-

la regione frontale, stretto invece nella zona del

mento. La fronte e` ampia e alta. Una persona

yin ha occhi grandi e sopracciglia arrotondate

generalmente pi`u arcuate sopra il naso e che di-

gradano verso il basso verso il bordo esterno del

volto. Le sopracciglia sono spesso molto distan-

¤dizioniPDF come una foglia nel

. . .

vento. .

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Y

Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

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ti. Il volto yin – cos`ı come il dorso nasale e le

narici – e` generalmente stretto.

Diagnosi Orientale, come leggere il corpo di Wataru Ohashi 22 ti. Il volto yin – cos`ı

Figura 2.1: Volto yin.

La carnagione e` pallida; gli zigomi non sono

molto alti n´e pronunciati.

Gli scrittori Tom Wolfe e Joyce Carol Oates,

il presidente austriaco Kurt Waldheim e il per-

sonaggio dei cartoni animati Olivia presentano

tutti variazioni del volto yin. La bocca e` mode-

ratamente ampia e le labbra, a causa di distur-

bi circolatori, sono piuttosto pallide. In genera-

le, le persone yin soffrono di affezioni circola-

torie che le rendono particolarmente suscettibili

al freddo; esse non amano perci`o i climi freddi

e preferiscono stare in luoghi chiusi. Detestano

inoltre la fatica fisica.

Il corpo yin e` magro e, a volte, fragile; una

persona yin e` raramente in sovrappeso.

Questo genere di persone tende ad avere scar-

so appetito, ma spesso il loro rapporto con il

cibo si attesta a uno dei due estremi: o diven-

tano degli appassionati intenditori di cibo e vi-

no oppure mostrano una totale indifferenza a

queste sostanze, avendo con il cibo un rapporto

prettamente utilitaristico.

Difficilmente troverete persone yin con un at-

teggiamento equilibrato verso il cibo. A qua-

lunque dei due estremi appartengano, essi pre-

feriscono comunque gli alimenti dolci e mol-

li. In generale non hanno una buona digestione

e spesso soffrono di diarrea.

La persona yin ha un’indole raffinata, una

voce morbida ed e` solitamene gentile. I ti-

pi yin sono molto sensibili, in particolare alle

proprie emozioni. Pur essendo spesso perso-

ne molto emotive, esse fanno fatica ad espri-

mere i propri sentimenti. Tendenzialmente

sono molto legate al proprio passato, soprat-

tutto ai suoi momenti piu` dolorosi. Costoro si

abbandonano alla malinconia e alla depressione,

considerano il mondo come un luogo di lotta e

  • di sofferenza e a volte si chiedono se tutto ci`o

valga la pena. Le persone yin possono esse-

re timide e mostrano comunque una tenden-

za all’introversione. Esse dovrebbero evitare

  • di cadere nel vittimismo che puo` ostacolarle

nella via del successo.

I tipi yin sono estremamente intellettua-

li, hanno un rapporto mentale con la realta;`

sono spesso intelligenti e posseggono doti

oratorie.

A causa della loro estrema sensibilit`a, a vol-

te la vita appare loro ingiustamente dura e op-

primente e questa visione spinge molti di es-

si a rifugiarsi nella propria intelligenza per

affrontare le difficolta` della vita.

In queste occasioni, il tipo yin pu`o apparire

estremamente astratto e intellettuale e si aliena

dall’esperienza degli altri uomini.

Le persone di costituzione yin sono molto

intuitive; se riescono a superare la propria emo-

tivit`a, esse acquisiscono capacit`a straordinarie

nell’individuazione degli stati d’animo, degli

atteggiamenti e dei pensieri altrui.

I tipi yin hanno una naturale inclinazione ver-

so l’aspetto spirituale della realt`a e sono attratti

dagli argomenti religiosi, filosofici e mistici. La

loro sensibilit`a e il loro spirito intuitivo li con-

ducono sovente ad analizzare i sogni, le appari-

zioni e i temi spirituali e psicologici pi`u profon-

di. Se restano invece ancorati alla realt`a concre-

ta, possono rivelarsi straordinari nell’assistenza

psicologica.

Sensibilit`a e spirito intuitivo di questi soggetti

si manifestano spesso in un raffinato talento ar-

tistico: molti tipi yin sono infatti scrittori, pittori

o musicisti. Essi sono dotati di una straordina-

ria abilit`a descrittiva delle pi`u sottili sfumature

dell’esperienza umana.

Amano molto stare in giro fino a tarda not-

te, bere vino e caff`e e, in modo particolare, fare

¤dizioniPDF come una foglia nel

. . .

vento. .

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Y

Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

  • di Wataru Ohashi

23
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l’alba immersi in appassionate discussioni. Es-

si non rispettano gli orari naturali: si cori-

cano tardi e spesso, alle prime luci dell’alba,

sono ancora svegli. Fanno fatica perci`o a sal-

tar gi`u dal letto al mattino. Dormono poco e

generalmente non si addormentano subito.

Ci

sono

persone

con

una

faccia

stretta

tipicamente yin e un corpo forte e atletico.

avere un rapporto costante con gli elementi

naturali: il freddo, la pioggia, il sole e la ter-

ra. Essa deve esercitarsi alla tolleranza e al-

la pazienza. Il suo corpo deve essere vissu-

to e rafforzato per contrastare l’inclinazione

naturale a vivere un’esistenza esclusivamente

mentale.

L’associazione, nella stessa persona, di una

faccia yin e di un corpo yang denota la presenza

  • di due estremi nella stessa persona, estremi che

possono crearle serie contraddizioni.

Questi soggetti sono attratti sia dalle abitu-

dini pi`u yin – amano perci`o mangiare, far tar-

  • di e uno stile di vita piuttosto passivo – che da

atteggiamenti tipicamente yang, quali l’attivit`a

atletica, il contatto fisico con la gente e uno sti-

le di vita pi`u dinamico, e devono lottare molto

per trovare un equilibrio. Se non raggiungono

questa consapevolezza e non tengono compor-

tamenti conseguenti, essi avranno problemi di

salute.

Le persone di costituzione yin devono accura-

tamente salvaguardare la propria salute. In pri-

mo luogo, esse tendono ad essere di costituzio-

ne debole e questo dato, insieme alla passione

per i piatti succulenti, per i dolci, per l’alcool e

per gli eccitanti, puo` provocare diversi distur-

bi digestivi e affezioni renali, spleniche e del

sistenna linfatico.

  • 2.2.2 Volto e carattere yang

Il volto yang e` da rotondo a quadrato, con

un’ampia mandibola che comunica un’immagi-

ne di forza. Rispetto al volto yin esiste un equili-

brio maggiore fra mascella e fronte. In un volto

molto yang la mascella pu`o presentarsi pi`u lar-

ga della parte superiore della testa. Chi ha un

volto yang possiede anche una bocca grande; se

le sue condizioni di salute sono buone le labbra

appaiono rosse e piene.

Il naso e` grande, con narici un po’ dilatate.

Diagnosi Orientale, come leggere il corpo di Wataru Ohashi 23 l’alba immersi in appassionate discussioni. Es-

Figura 2.2: Volto yang.

Essi devono anche evitare una sorta di

arroganza yin, un sentimento di distaccata su-

periorit`a. Le persone yin possono essere do-

minate da un complesso di superiorit`a sia in-

tellettuale sia culturale nei confronti degli altri;

spesso, infatti, sono considerate un po’ snob.

Una persona yin che voglia conservarsi in sa-

lute e in armonia ha bisogno di esercizio fisico

e di una dieta equilibrata (si veda il capitolo 9

“Un progrannma per migliorare la salute”). Pas-

seggiate, corse ed attivit`a sportive (quali tennis,

racket 1 , basket e nuoto) regolarmente praticate

sono molto salutari. La persona yin dovreb-

be inoltre cercare il contatto con la natura e

1 gioco di palla e racchetta praticato da due o quattro giocatori in un campo circondato da muri, NdT

Gli occhi della persona yang tendono a es-

sere medio-piccoli, mentre le sopracciglia so-

no spesse e si uniscono appena sopra il dorso

nasale.

La fronte yang e` medio-bassa. Il volto di una

persona yang e` generalmente di colorito rosso;

di tanto in tanto compaiono venuzze superficia-

li intorno al naso o agli occhi. L’ex presidente

degli Stati Uniti Ronald Reagan (un volto yang

quadrato), l’ex presidente dell’URSS Mikhail

Gorbaciov (un volto yang tondo), il cancelliere

tedesco Helmut Khol (un volto tondo), i1 cro-

nista sportivo della CBS John Maden (una bella

faccia quadrata con una mascella pi`u larga del-

la fronte), il tenore Luciano Pavarotti (un’ampia

testa rotonda e una mascella altrettanto ampia)

¤dizioniPDF come una foglia nel

. . .

vento. .

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Y

Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

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e il soprano Beverly Sills (anch’essa con la testa

rotonda) hanno tutti un volto yang.

Le persone yang hanno un appetito robu-

sto e un’ottima digestione, di cui tendono ad

abusare. Mangiano moltissimo, non lesinano

lodi al cibo e al cuoco e, alla fine del pasto,

accendono un sigaro. Sono molto curiosi in

campo alimentare e sperimentano sempre nuovi

piatti per il semplice piacere della novit`a. Ama-

no particolarmente la cucina ricca e piccante.

Pur mangiando molto volentieri, raramente so-

no esperti dell’arte culinaria. D’altronde non

ne hanno alcun bisogno poich´e apprezzano e

godono tutto ci`o che mangiano.

Sono anche forti bevitori di vino, di birra e di

superalcolici. Hanno spesso una voce robusta;

molti uomini yang, infatti, hanno voci tuonanti.

Le persone yang hanno un corpo forte, mu-

scoloso, ma spesso tendono a ingrassare. Pa-

radossalmente le persone yang, pur manifestan-

do una marcata inclinazione ai piaceri della vita,

non sono attratte dalle droghe. Esse infatti,

provando piacere nei propri eccessi, evitano le

droghe che, com’`e noto, tendono ad intorpidire

il gusto.

Sono persone molto espansive in amore.

Provano profonde emozioni e un forte impul-

so sessuale. Esternano i propri sentimenti, sia

nell’amore che nell’ira, e quando sono irritati

possono cedere alla violenza.

Le persone yang hanno il sonno facile, pro-

fondo e rispettano i cicli biologici: si corica-

no prima di mezzanotte e si svegliano spon-

taneamente alle prime luci dell’alba. Co-

minciano a lavorare presto e conservano una

grande energia e vitalita` durante l’intera

giornata. Queste persone tendono a diven-

tare lavoro-dipendenti, dedicandosi esclusi-

vamente al raggiungimento dello scopo che

si sono prefissi ed escludendo qualsiasi di-

vertimento. A volte questa loro tendenza toc-

ca punte estreme ed essi arrivano a includere

fra gli “svaghi” persino la famiglia, gli amici

o la salute personale, predisponendosi cos`ı agli

esaurimenti.

Il tipo yang ama la fatica fisica, gli sports e i

grandi spazi aperti; gli piacciono inoltre le ga-

re sportive all’aperto e la natura. Preferisce il

fresco al caldo.

A volte queste persone mancano a tal punto

  • di sensibilit`a da essere considerate da molti –

soprattutto dalle persone molto yin – assoluta-

mente insensibili. I tipi yang tendono ad arriva-

re subito al sodo rifuggendo dalla diplomazia, a

meno che non ne ricavino dei vantaggi. Possono

essere sgarbati, prepotenti e persino brutali.

Essi devono evitare in tutti i modi gli atteggia-

menti autoritari. La loro forza li porta spesso a

pensare di poter dominare la realt`a e le persone

e questo aspetto della loro personalit`a li rende

eccessivamente disponibili a manovre e macchi-

nazioni e pu`o trascinarli verso la politica della

forza che spesso, per molti di loro, si risolve

nella completa autodistruzione.

Consiglio alle persone di costituzione yang

  • di evitare l’arroganza, l’aggressivita` ecces-

siva e l’ira. Poich´e amano gli alimen-

ti grassi, l’alcool e il fumo queste persone

sono le pi`u soggette alle affezioni cardiache,

all’ipertensione e ai disturbi del colon, in par-

ticolare al tumore al colon. Ci`o costituisce un

esempio tipico della trasformazione di un ele-

mento di forza in debolezza. Le persone yang

godono per natura di un’ottima digestione ma, a

causa di questo dono naturale, esse tendono ad

abusare di cibo e di bevande e quindi a soffrire

  • di disturbi digestivi. Se conducessero una vita

moderata – una condizione alla quale i sogget-

ti di costituzione debole devono attenersi – non

sarebbero tentate di abusare a tal punto del cibo

e delle libagioni.

I soggetti yang dovrebbero limitare al mas-

simo alimenti quali la carne rossa, le spezie, i

prodotti da forno e tenere sotto controllo la lo-

ro debolezza verso i superalcolici. Essi devono

assolutamente evitare gli alimenti grassi e quel-

  • li ricchi di colesterolo, dando invece la prefe-

renza ai cereali integrali e agli ortaggi a foglia

che forniscono un buon apporto di fibre utili alla

digestione.

Questi soggetti hanno bisogno di svaghi tran-

quilfi, di musica rilassante e di tenere in casa

molte piante per ossigenare l’ambiente dome-

¤dizioniPDF come una foglia nel

. . .

vento. .

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Diagnosi Orientale, come leggere il corpo

di Wataru Ohashi

25
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stico.

Il giardinaggio, la preghiera e la medi-

tazione possono equilibrare in maniera ottima-

le l’aggressivit`a cui costoro sono naturalmente

inclinati.

Nella vita essi dovrebbero imparare ad ap-

prezzare gli elementi yin: la gentilezza e l’a-

more per la famiglia, la quiete della natura e la

serenit`a della preghiera e inoltre, nonostante ci`o

si riveli piuttosto difficile per soggetti di questi

tipo, riconoscere i propri limiti per non esserne

distrutti.

  • 2.3 Le tre zone del volto: fronte, parte centrale e mascella

E ` noto che la conformazione della testa degli

uomini preistorici era molto diversa da quella

degli uomini moderni. Le ricerche archeologi-

che hanno portato alla luce scheletri e frammen-

ti ossei, risalenti a 2 o 3 milioni di anni fa, di

un nostro antenato denominato Australopithe-

cus africanus le cui caratteristiche fisiche era-

no molto simili a quelle delle scimmie: fronte

assente (conseguente alle ridotte dimensioni del

cervello che peraltro veniva utilizzato assai po-

co per pensare), naso sviluppato, mascella am-

pia e possente protesa verso l’esterno rispetto al

resto del volto, denti grossi. L’elemento pi`u pro-

nunciato della testa di questo nostro antenato e`

l’area sotto il naso.

Due milioni di anni fa comparve un altro an-

tenato del genere umano chiamato Homo habi-

lis, dotato di un cervello pi`u sviluppato e di un

primo accenno di fronte. Un milione e mezzo

di anni fa l’Homo habilis fu seguito dall’Homo

erectus che possedeva un cervello e una struttura

ossea ancor pi`u sviluppati e una fronte pi`u pro-

nunciata. Infine, circa mezzo milione di anni fa

apparve sulla scena l’Homo sapiens, di cui noi,

gli uomini moderni, siamo i discendenti. L’uo-

mo moderno presenta un avanzato sviluppo ce-

rebrale (anche se a volte la cosa non e` cos`ı evi-

dente. .

.) e una fronte molto diritta; confrontata

con quella di molti nostri antenati pi`u remoti, la

parte centrale del nostro volto e` pi`u pronunciata

e finemente cesellata. Le mascelle si sono rim-

picciolite e siamo alquanto diversi dai nostri avi

preistorici che apparivano tutti occhi e mascella.

I primi antenati del genere umano erano cac-

ciatori/raccoglitori e il loro scopo principale

nella vita era la sopravvivenza. L’esistenza dei

nostri antenati non era dominata dall’astrofisica,

dalla letteratura o dalla medicina, bens`ı dalla ri-

cerca del cibo e dalla lotta per affermarsi in un

ambiente ad essi ostile.

Se consideriamo, perci`o, che l’alimentazio-

ne e le attivit`a ad essa connesse assorbivano

la maggior parte delle loro energie e attenzio-

ni, non dobbiamo meravigliarci di quella con-

formazione facciale dominata dalla mandibola

e dalla bocca. Anche nel mondo contempo-

raneo l’attivit`a volta alla sopravvivenza costi-

tuisce una parte rilevante dell’attivit`a umana,

ma gli uomini contemporanei hanno anche al-

tri bisogni: esigenze emotive, psicologiche e

spirituali complesse di cui i nostri antenati non

avevano la minima idea.

Sto cercando di sottolineare l’evidente rap-

porto – da sempre esistito – tra la fisionomia

dell’uomo (i tratti facciali) e le sue caratteris