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Il metodo sperimentale

Laboratorio di Psicologia generale

Introduzione
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Sappiamo che la psicologia la scienza che studia il comportamento e la mente . Lanalisi del comportamento avviene secondo metodi differenti che vanno dall osservazione fino allesperimento di laboratorio. Loggetto dindagine in psicologia riconducibile allo studio della natura e della variabilit del comportamento degli individui. La ricerca in ambito psicologico, al pari delle altre discipline, viene condotta secondo norme che regolano il metodo scientifico, che caratterizzato dal controllo di ipotesi.

Lesperimento
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Un esperimento una situazione controllata nella quale il ricercatore manipola una sola variabile (variabile indipendente) per scoprirne il suo effetto su unaltra (variabile dipendente). chiaro che tutte le altre condizioni devono essere costanti.

Metodo generale dellindagine scientifica

Fonte: Pedone R. (2002)

La prassi della ricerca


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Lesempio precedente mostra come sia possibile giungere alla verifica di unipotesi seguendo le regole del metodo sperimentale. I passi seguiti dallo sperimentatore sono riportati nella figura.

Lindagine scientifica
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La formulazione di ipotesi generali costituisce il primo tentativo di spiegazione di un fenomeno che, in seguito, pu portare allidentificazione di ipotesi pi specifiche che sono dette ipotesi di ricerca. La possibilit di formulare ipotesi fa entrare lo sperimentatore nel vivo di un processo di ricerca.

Metodologia sperimentale

Lindagine scientifica
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I fenomeni che si vogliono studiare possono essere rappresentati da diversi eventi e considerati nella loro complessit. Quando si studia sperimentalmente un evento, occorre eliminare una parte della sua complessit. Questo processo consiste nel prendere il fenomeno e trasformarlo in una pi variabili.

Le variabili
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Il termine variabile indica una condizione, un attributo o una caratteristica di una persona o di un evento che varia a seconda delle situazioni o degli individui. Si tratta quindi di una caratteristica che, almeno teoricamente, pu essere misurata. Una variabile pu essere ad esempio l altezza di una persona, il sesso, l et, la lunghezza di una staffa, ecc. Questo ci permette di individuare delle categorie allinterno della quale ogni individuo assumer delle posizioni in base ai valori che la variabile pu assumere.

Le variabili
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Le diverse propriet di una variabile si definiscono valori , la cui numerosit varia proprio in funzione del tipo di variabile considerato. Per cui ognuna di queste caratteristiche pu avere valori differenti e pu essere espressa con scale di misura diversa: sesso, alta, media, bassa, anzianit, ecc.. Ora, nei libri di metodologia e nella conversazione scientifica si parla di variabili indipendenti e dipendenti .

Variabili dipendenti e variabili indipendenti


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Le variabili indipendenti sono degli stimoli o degli eventi comportamentali che si sospetta causino dei cambiamenti su altri eventi o comportamenti (variabile dipendente ). Le variabili dipendenti sono le variazioni di determinati comportamenti che si suppone dipendano dalle modifiche delle variabili indipendenti. In base al tipo di ricerca che lo studioso intende svolgere e in che modo agisce su di essa, le variabili indipendenti possono essere:

Variabili dipendenti e variabili indipendenti


manipolate , quelle che lo sperimentatore controlla e modifica attivamente, come la quantit delle dose di un farmaco, l intensit della luce, e cos via, Immaginiamo che un ricercatore decida di osservare il comportamento di alcuni soggetti a seguito della somministrazione di un particolare farmaco (variabile indipendente ) egli potr non solo variare il dosaggio, quanto anche decidere di somministrare il farmaco solo ad alcuni soggetti e non ad altri. l non manipolate , sono quelle che il ricercatore non pu controllare a piacere.
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Variabili dipendenti e variabili indipendenti


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Nella ricerca psicologica si possono scegliere anche altre variabili indipendenti che restano tali sebbene lo sperimentatore non le manipoli di fatto, ma semplicemente le controlli. Se un ricercatore vuole studiare come variano le scelte professionali ( variabile dipendente ) al variare del sesso dei soggetti ( variabile indipendente ), dire che manipola la variabile vuol dire solo scegliere i soggetti fra i due sessi.
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In sintesi, la variabile indipendente un fattore di cui si vogliono studiare gli effetti.

Variabile indipendente
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Manipolare significa che noi assegniamo alla variabile differenti livelli per differenti gruppi. Per esempio:
Supponiamo che la VI lammontare del tempo a disposizione di uno studente per completare un test.

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Noi possiamo dare ad una classe 40 minuti e allaltra 60 minuti. Questi due elementi rappresentano i livelli della variabile tempo.

Variabile dipendente
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un aspetto del comportamento dei partecipanti alla ricerca che il ricercatore registra per verificare se influenzato dalla variabile indipendente. Per esempio:
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Un test valuta labilit degli studenti nel rispondere correttamente a precise domande. Il numero delle domande corrette rappresenta la variabile dipendente. La variabile indipendente la causa La variabile dipendente leffetto.

In sintesi, possiamo dire che:


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In sintesi
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Cos se gli studenti che impiegano 60 minuti fanno meglio il test rispetto a chi ne impiega 40, noi possiamo affermare che la causa delle differenze fra i due gruppi (sperimentale e di controllo) il fattore tempo. Questo comporta che il ricercatore deve assumere che fra le due classi non vi siano differenze. Tutto il resto deve essere mantenuto costante.

In sintesi
20 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 Prima sezione Seconda sezione Gruppo sperimentale Gruppo di controllo

Esempi di variabili

Variabili indipendenti e variabili intervenienti


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Nelle conduzioni di indagine, delle volte capita che possono intervenire alcuni fattori in grado di influire sulla variabile dipendente . In questi casi, le variazioni osservabili sulla variabile dipendente non sono prodotte esclusivamente dalla variabile manipolata dal ricercatore, ma possono essere, almeno in parte, riconducibili ad altre fonti di variazioni alle quali necessario prestare attenzione.

Variabili indipendenti e variabili intervenienti

Le variabili che producono degli effetti indesiderati sulle variabili dipendenti sono dette variabili derrore o intervenienti.

Errori e fonti di variazione

Gli errori possono essere di due tipi: errori sistematici (producono effetti costanti) ed errori casuali (si manifestano in modo costate e producono variazioni non prevedibili).

Errori e fonti di variazione


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Un errore sistematico potrebbe dipendere dall imperfetta taratura del cronometro usato per misurare il tempo di esposizione di alcuni stimoli. In questo caso lo strumento introduce un errore costante (sistematico) in quanto la durata di esposizione degli stimoli risulta pi breve o pi lunga rispetto a quanto stabilito precedentemente nel disegno sperimentale. Diversamente se il cronometro avesse un funzionamento irregolare misurando il tempo in modo pi lento o veloce senza alcuna regolarit. In questo caso lo strumento introdurrebbe nell esperimento una variabile derrore casuale.

Misurazione
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Il concetto di misura si riferisce ad unassegnazione di valori numerici ad eventi o oggetti secondo regole che permettono di rappresentare le propriet degli eventi o oggetti con numeri. Per esempio possiamo assegnare:
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1 a tutte le persone della provincia di Cosenza 2 a tutte le persone che provengono da altre regioni

Questo ci permette di contare il numero delle persone che rientrano in una delle due categorie.

Misurazione
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La regola con la quale si assegnano i valori numerici determina il tipo di conclusioni che si possono raggiungere. Per questo motivo si soliti distinguere quattro tipi di scala:
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Nominale Ordinale Intervalli A rapporti

Scala nominale
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Permette di classificare eventi o oggetti in categorie. La regola che gli oggetti o eventi di uno stesso tipo ottengono lo stesso valore numerico e viceversa. Per esempio avremo il seguente schema:

Scala nominale

Classificazione Sistema 1 Sistema 2 Nr di studenti

Dams 1 D 28

Lettere 2 L 25

Filosofia 3 F 20

Storia 4 S 14

Scala ordinale
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una scala che dispone gli oggetti o gli eventi a seconda della loro grandezza. Permette di stabilire un ordine. Tale ordinamento viene svolto sulla base della scelta e dellapplicazione di un criterio come ad esempio, quello di importanza, preferenza, gerarchia, ecc. Il limite della scala che le misure non sono quantificate numericamente in termini di differenze fra i diversi livelli di classificazione.

Scala ordinale
Classificazione I II III IV V VI VII Variabile nominale Corso di laurea DAMS Lettere Lingue Storia Matematica Fisica Ingegneria

La scala d solo lordine di preferenza, non la differenza di preferenze fra gli eventi.

Scale a intervalli
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una scala le cui differenze fra valori numerici acquistano un significato. Per esempio possiamo dire che pi interessante la Psicologia rispetto alla Storia. In una scala da 1 a 7, dove 1 corrisponde alla Storia e 7 alla Psicologia, dove collocheresti le materie di Lingue, Greco e Latino? Il risultato una classifica con i relativi valori intermedi tra i due estremi che sono 1 e 7.

Scale a intervalli
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7 Psicologia 6,5 Lingue 6 Greco 4 Latino 1 Storia

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Scale a rapporti
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una scala caratterizzata da un punto zero significativo nonch da differenze significative fra i suoi valori numerici. In psicologia, si verifica raramente la possibilit di utilizzare variabili misurate su scale a rapporti. Esse sono associate alla misura di grandezze fisiche come la lunghezza, il peso o il tempo.

Metodo generale dellindagine scientifica

Fonte: Pedone R. (2002)

Aspetti teorici
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Unindagine scientifica inizia quando abbiamo accumulato delle conoscenze e queste ci segnalano che c qualcosa che ancora non conosciamo. Per esempio, perch gli studenti che assistono alla lezione, supportati da specifici strumenti, hanno un miglioramento nell apprendimento dei concetti? Se s, di quanto? Cosa dobbiamo fare per progettare un esperimento che ci permetta di rispondere a questa domanda?

La ricerca
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Come riusciamo a trovare una risposta a questo problema? La metodologia sperimentale impone che il ricercatore imposti le domande in modo preciso. Cosa vuol dire favorire o ostacolare lapprendimento? Cosa vuol dire adottare una determinata metodologia rispetto ad unaltra?

Lipotesi della ricerca


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Prendiamo come esempio un ipotetico esperimento di psicologia dellapprendimento. noto che lapprendimento di nuovi concetti facilitato se sostenuto dallimpiego di strumenti. La nostra ipotesi, che una specifica predizioni di una relazione tra variabili, potrebbe essere:
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Come pu migliorare linsegnamento/ apprendimento di alcuni concetti della psicologia, se questo viene supportato da adeguati strumenti che ne facilitano la trasmissione dei contenuti.

Definire le variabili della ricerca


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Consideriamo, in questo caso, come variabile dipendente la qualit delle risposte date dagli studenti alla fine della lezione. Al contrario, la variabile indipendente la modalit di somministrazione della lezione agli studenti del corso.

Definire le variabili della ricerca


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Questa fase nasce dallesigenza che le formulazioni teoriche del problema avvengono, spesso, in modo astratto e del tutto concettuale. chiaro che per studiare un problema occorre formularlo in modo da operare su di esso quantitativamente. Questo significa che il ricercatore deve essere in grado di contare o misurare il valore delle variabili individuate.

1.0. Pianificare lesperimento

Perch fare confronti


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In psicologia i confronti avvengono sulle prestazioni medie dei soggetti partecipanti alla ricerca. Nel caso pi semplice il paragone avviene tra un gruppo sperimentale (sul quale avvenuta la manipolazione della variabile indipendente) e un gruppo di controllo. chiaro che possono esistere esperimenti con pi gruppi sperimentali, esperimenti in cui i gruppi sperimentali fungono da controllo luno nei confronti dell altro e esperimenti condotti su singoli gruppi.

Perch fare confronti


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In questo caso possiamo dire che il confronto avviene fra:


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i partecipanti che seguono la lezione con l ausilio degli strumenti (gruppo sperimentale), gli studenti che seguono la lezione normalmente (gruppo di controllo).

In questo caso abbiamo definito il confronto tra due situazioni didattiche.

Perch fare confronti


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Unaltra condizione indispensabile, perch si abbia un vero esperimento, consiste nel fatto che lo sperimentatore deve essere in grado di manipolare la variabile indipendente. Diventa chiaro che se non c un confronto non c esperimento.

1.1. Scelta del campione

Formare i gruppi
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Nel nostro caso questa situazione ci porta a formulare la seguente domanda:


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chi che decide di quale gruppo far parte ciascun soggetto partecipante alla ricerca?

Anche questo aspetto una condizione necessaria perch si possa parlare di esperimento. Se i gruppi sono precostituiti possiamo parlare di uno studio quasi-sperimentale o di un quasi-esperimento.

Formare i gruppi
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In un esperimento il ricercatore che decide come formare i gruppi. A questo punto dobbiamo chiederci:
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quale criterio adottare assegnazione?

per

stabilire

questa

La risposta a questa domanda strettamente connessa ad unaltra, ossia:


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com possibile controllare tutte le variabili che entrano in gioco negli esseri umani?

Il controllo delle variabili


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Diviene difficile riuscire a controllare tutte le variabili intervenienti, facendo in modo che i gruppi risultino identici fra loro e si differenzino solo per la manipolazione della variabile indipendente. A questo punto diviene chiaro che il miglior modo di procedere effettuare una selezione casuale dei partecipanti alla ricerca.

Il controllo delle variabili


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Questo modo di procedere viene definito come controllo statistico delle variabili. In pratica, significa che le variabili vengono fatte variare casualmente:
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il valore che assumer in ogni istante dipender solo dal caso.

Per esempio il grado di luminosit, di rumore della distanza in cui avviene lesperimento potranno avere valori diversi durante lo svolgimento dellesperimento.

Il controllo delle variabili


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Se stabiliamo casualmente lordine dei partecipanti (invece che, ad esempio concentrare i maschi al mattino e le femmine al pomeriggio) controlliamo statisticamente queste variabili. In definitiva, lassegnazione casuale dei partecipanti ai gruppi significa che ogni partecipante ha la stessa possibilit di finire nelluno o nellaltro dei gruppo utilizzati.

1.2. Elaborazione dei materiali

Organizzazione della lezione


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Preparare il materiale per la lezione


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Largomento identico per ambedue i gruppi

Organizzare le slide, inserendo (solo per il gruppo sperimentale):


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Animazioni Video Immagini Esempi esplicativi

Organizzazione del questionario


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Si elabora il questionario, per la raccolta dei dati, secondo largomento della lezione. Il questionario uguale per entrambi i gruppi.
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Definire le sezioni del questionario e il numero delle domande per sezione Vedi lezione questionario

1.3. Eseguire lesperimento

Situazione didattica
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Organizzazione della lezione:


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Gli studenti vengono divisi, casualmente, in due gruppi Gli studenti del gruppo sperimentale seguono la lezione con il supporto degli strumenti, quelli del gruppo di controllo seguono la normale lezione La durata della lezione di una ora per entrambi i gruppi

1.4. Raccolta dei dati

Raccolta dei dati


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Alla fine della lezione il docente somministra, ad entrambi i gruppi, il questionario.

Raccolta dei dati


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Alla fine della lezione viene somministrato un questionario con gli argomenti della lezione.

In definitiva
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La differenza fondamentale fra una teoria ingenua e una teoria scientifica sta nel metodo di controllo utilizzato per verificare le asserzioni empiriche. Il principale strumento di controllo utilizzato nella scienza il metodo sperimentale.