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PROIBIZIONISMO

lurlo
ANTIPROIBIZIONISMO
Pubblicazione periodica a diffusione gratuita - Numero 38 - LUGLIO 2012

SUL PROIBIZIONISMO E CONTRO LIGNORANZA CHE CREA DIPENDENZA


Vorrei, in questo breve scritto, cercare di riflettere a proposito di una questione secondo me fondamentale, nella quale forse le politiche attuali riguardo le tossicodipendenze non vogliono dare adeguate risposte. E chiaro che il problema non pu risolversi solo politicamente, ma sicuramente potrebbe, se inquadrato correttamente, destinare pi sovvenzioni e risorse l dove ce ne sarebbe pi bisogno. Quindi innanzi tutto, ribadire che leducazione pu e deve svolgere il suo ruolo fondamentale, sia dal punto di informativo che preventivo. Probabilmente si pensato colpevolmente e per troppo tempo, che il fatto di non parlarne e dare informazioni confuse e inesatte, avrebbe tenuto i nostri ragazzi lontano dai problemi. I risultati ottenuti, in gran parte conseguenze di errate campagne proibizionistiche, sono molto lontani da questa realt. Un ragazzo o una ragazza che frequenti le scuole medie inferiori, dovrebbe essere correttamente informato sui diversi effetti ed eventuali danni causati dallassunzione di sostanze stupefacenti e sui rischi della tossicodipendenza. Dovremmo ormai essere arrivati a capire, anche perch da millenni i pi saggi ce lo stanno ripetendo, che leducazione della persona fondamentale per la sua crescita sia morale che intellettuale. Facciamo dunque in modo che anche le informazioni riguardanti le cosiddette sostanze stupefacenti, possano liberamente passare dai banchi della scuola pubblica alle nostre future generazioni. M.

DICO LA MIA
... parlando con i ragazzi dellurlo mi stato chiesto di dire la mia sulla questione: proibizionismo/ antiproibizionismo e dopo una lunga riflessione mi sono deciso a scrivere qualcosa. Parlare di questa cosa non semplice perch dal mio punto di vista questa diatriba la madre delle ipocrisie!!!quindi mi ritrovo a scrivere e cancellare di continuo proprio per non cadere nella plasticit delle parole. Ormai siamo tutti al corrente che la questione in esame diventata, da un po di tempo, una questione politica come tante cose negli ultimi anni. Lesame o la domanda che giusto farsi di fronte a questo dilemma , pi che altro, se giusto punire una persona che usa o fa uso saltuario di sostanze in genere, che esse siano liquide, in polvere, erbacee o qualsivoglia forma la mente umana possa inventare. Dal mio punto di vista una persona dovrebbe (dico dovrebbe a fatica )essere libera di assumere tutto ci che le aggrada sia questa nociva o benigna perche, alla fine,il succo del discorso tutto qua...senza tanti giri di parole:LA VERA LIBERTA NON STA NEL SCEGLIERE MA NELLASTENERSI DA OGNI OBBLIGO D SCELTA!!!!!!!!! quindi se a me piace una cosa e questa cosa nociva ma nuoce solo me non capisco il perche io non la possa fare per il semplice fatto che un altro dice che questa cosa fa male e si fa scudo di fronte alla mia voglia di fare questa cosa!!!!se ci pensate bene allucinante!!!!!!!!concordo sul fatto che la maggior parte delle sostanze proibite non siano portatrici di realt

SOMMARIO
SUL PROIBIZIONISMO E CONTRO LIGNORANZA CHE CREA DIPENDENZA 1 DICO LA MIA PRO O ANTIPRO PROIBIZIONISMO PROIBIZIONISMO ANTIPROIBIZIONISMO PROIBIRE O NON PROIBIRE 1 2 3 3 4

QUANTO E PROFONDA LA TANA DEL BIANCONIGLIO 4

In questo numero pubblicheremo immagini, locandine e foto di come venivano proposte e pubblicizzate alcune medicine, bevande e sigarette contenenti sostanze, diventate poi illegali.

asthma cigarettes

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servizi di trattamento a coloro che ne hanno bisogno. 3. Favorire la sperimentazione da parte dei governi di modelli di regolamentazione legale delle droghe (con la cannabis, ad esempio) che sono progettati per minare il potere della criminalit organizzata e salvaguardare la salute e la sicurezza dei loro cittadini. 5. Sfidare, piuttosto che rafforzare, comuni idee sbagliate sui mercati della droga, luso e la tossicodipendenza. 9. Offrire una gamma ampia e facilmente accessibile di opzione per il trattamento e la cura per la dipendenza da droga, compresa la sostituzione e la terapia assistita con eroina, con particolare attenzione a quelle pi a rischio, tra cui quelle nelle prigioni e in altri ambienti di custodia. 11. Agire con urgenza: la guerra alla droga fallita, le politiche devono cambiare. Non considero questo Rapporto come la verit assoluta, sono daccordo con molte delle cose che vi sono PRO O ANTIPRO scritte, magari non con tutte, Lanno scorso in giugno ma se fosse almeno preso in Riscrivo e come buona uscito il Rapporto della considerazione da chi ha il pratica, scrivo per lurlo. Commissione Globale per la potere di cambiare lo stato di Penso che interessi a poche politica sulle droghe, di seguito fatto, sarebbe un notevole persone conoscere il mio ve ne riporter solo alcuni passo avanti. pensiero su proibizionismo e antiproibizionismo, ma vorrei punti, se invece, avete tempo, Purtroppo, in Italia, i pochi e volete leggerla, la traduzione servizi di Riduzione del Danno, invece, che ci facessimo in italiano la troverete sul sito sono quotidianamente messi alcune domande: web: in difficolt o addirittura chiusi, A cosa servito il non mi sembra sia quello si proibizionismo Americano agli infoshok-torino.noblogs.org auspicano nel Rapporto, io alcolici? Chi ne ha tratti Principi vorrei che fossero ampliati e vantaggi e chi ne rimasto 1. Le politiche sulle droghe diventassero il primo passo vittima? devono essere fondate su nella tutela della vita delle A chi serve proibire la solide basi empiriche e prove persone, il primo di molti altri. masticazione delle foglie di scientifiche. La prima evidenza Rimanendo, pi vicino a noi, coca? Magari in Bolivia dove, del successo dovrebbe essere sabato scorso sono stato a mi sembra, faccia parte della la riduzione del danno alla vedere una mostra cultura e delle tradizioni di salute, la sicurezza ed il fotografica, con A. e M., quelle popolazioni. benessere degli individui e sintitolava FLASH istantanee Quali benefici o che danni della societ. di strada, allestita dalle hanno portato 50anni di Raccomandazioni operatrici e dagli operatori guerra globale alla droga? Io 2. Sostituire la dellUnit di Strada di Modena. aggiungo, a chi si droga? criminalizzazione e la Sono partiti da una buona Non pretendo delle risposte, punizione delle persone che idea: dare ad alcune persone, ma vorrei almeno che se ne fanno uso di droghe con che vanno allUdS macchine parlasse e ci si potesse lofferta di maggior salute e 12345678901234567890123456789012123456789012345678901234567890121234567 fotografiche usa e getta, confrontare. positive ma anche questo legato al fatto che queste sostanze sono proibite quindi difficili da reperire e di scarsa qualit dovuta al fatto che la proibizione di esse le mette nelle mani di persone inadeguate che pensano esclusivamente al profitto a discapito della qualit. Se leroina, la cocaina, lerba, lhashish etc fossero in mano alle case farmaceutiche il discorso cambierebbe e sicuramente in meglio!!!i governi,i vari politici italiani e non si sono prodigati nel tempo per poter arginare questo fenomeno,ma pi passano gli anni pi le cose restano quelle quindi tutti ormai abbiamo capito che la lotta alla droga solo una frase fatta...ma poi perche farci la guerra????? come diceva Napoleone:se non riesci a batterlo fattelo amico!!!e neglultimi 30 anni le varie polveri(eroina e cocaina) di amici a livello politico/giuridico se ne fatti tanti e tutti ci hanno mangiato e continuano a mangiarci per,nonostante la bocca piena, continuano a blaterare che fa male,che sbagliato,che non porta a niente...potr io decidere cosa fare della mia vita?anche lavorare in miniera fa male per continuano a farlo!!!il solo camminare per i centro citt fa male per i petrolieri devono fare cassa vendendo la loro benzina che ci intossica!!! le sigarette,gli additivi cancerogeni di cui sono pieni i cibi,le bevande fanno male...allora sai cosa? lasciami fare quello che mi si addice o mi fa stare beneanche se per te incomprensibile e mettimi in grado di trovare, quello di cui ho bisogno,di buona qualit e in posti attrezzati tanto... anche tu,che parli dal pulpito di cosa giusto fare e di come giusto vivere,anche tu sai benissimo che non si riuscir MAI a fermare il consumo di sostanze e sai altrettanto bene che nessuno vuole che luso o labuso scompaia perche sono troppe le tasche e le pance che questo business riempie. Proibire non sar mai aiutare ne curare... buona vita. L.G.

Varie teorie descrivono dettagliatamente i pro e contro Soffione di uneventuale scelta. Ma serve a qualche cosa PROIBIZIONISMO scegliere? Risolve il problema? Ho guardato varie date legate Le parole sono il combustibile ad episodi avvenuti in varie della vita senza di esse non si parti del mondo in diversi ha nulla da bruciare per periodi storici e mi sono riscaldarci le ossa. accorto di non essere in grado Una preghiera Cherokee di fare il lavoro altrui (Storici, recita: NELLA VITA OCCORRE Sociologi). Mi soffermo allora AVERE 3 DONI su un pensiero: vero le La SERENITA di accettare le droghe ci sono sempre state cose che non si possono ma i tossicodipendenti? No!!! cambiare Negli anni 80 ho conosciuto un Il CORAGGIIO di cambiare uomo che in passato aveva quelle che si possono cambiare ricoperto il ruolo di dottore in La SAGGEZZA di capirne la una nota casa farmaceutica del differenza nord Italia. In questo Non trovo superfluo dirti e laboratorio, tre le varie scriverti che sostanze, si usava anche la idealmente,politicamente e morfina base, presente in vari tutti gli ente che vuoi (caro medicinali chiaramente a fini lUrlo-lettore) io daniele b. sto farmaceutici. con lanti e che proibizionismo Un giorno, non ricordo a causa azzera il cherokee pregante. di quale male, ne sniff un Ma io e le mie parole abbiamo poco. Il risultato fu che proprio a che fare con preganti che in virt delle sue capacit della proibizione e del divieto antidolorifiche il male pass.

chiedendogli, presumo, di fotografare quello che quotidianamente vedevano. Per me, che ho vissuto quella vita molti anni, stato come ricevere alcuni pugni nello stomaco, lallestimento era fatto bene e realistico, molto eloquenti anche le frasi scritte dai fotografi, laccoglienza stata gentile e affettuosa, ma, nonostante i loro sorrisi, io ho sentito il bisogno di decomprimermi per tre volte, uscendo dal locale. Penso sia importante far vedere queste situazioni, che fanno parte della dipendenza e, a volte, della vita di strada. Penso, per, che luso di sostanze sia molto altro ancora, almeno per me lo era, quelle immagini erano riferite agli strumenti per luso di sostanze, allazione specifica e ad alcuni momenti dello sbattimento, forse non si poteva fare altrimenti, ma ritengo importante che, le persone, possano vedere. Devo comunque ringraziare, le operatrici e gli operatori dellUdS, per il lavoro che fanno quotidianamente sulla strada, e assieme a loro ringrazio tutte e tutti quelli che continuano a ridurre i danni e concretamente aiutano le persone in difficolt.

ne fanno una religione. Si inizia con la favola della mela, non quella dei nani e BIANCAneve,bens la bufala che narra di un serpente di Eva e Adamo, per poi continuare con i 10 comandamenti: da comandare anche questo vocabolo molto fascistoide,perch non cambiarlo con consiglia menti. Non mi va di leggere ovunque: divieto di fumare il trasgressore Obbligo di catene a bordo (grazie Alemanno per aver chiamato lesercito-Fassino spargi il sale, invece) Vorrei solo testimonianze,la mia che per una serata di vino ne ho passate cento mille e tante pi di ACETO e non era certo balsamico anche se proveniva da Modena. Con saggio coraggio,serenamente capisco che la vita ha la fregatura insita in se perch so di non uscirne vivo,uno solo ce lha fatta anche se si sospetta fosse raccomandato. P.S. Non vorrei essere confuso con un comunista Cerco solo di esserlo Boara Polesine,Rovigo 25 Aprile(liberi tutti a cominciare da Caino) Daniele B.

Proibizionismo Antiproibizionismo

Poi ebbe un altro male, e poi un altro, e poi un altro ancora, e cos fino al licenziamento. I colleghi scoprirono infatti che quello che era in cassaforte non era pi quello che serviva alla produzione delle varie medicine, ma varie polveri sostituite per far tornare i pesi. In seguito, oltre alla perdita del lavoro, ebbe anche la dipendenza con tanto di etichetta di morfinologo, di tesserino riconosciuto nei vari ospedali, farmacie, dottori di famiglia, con terapia giornaliera dalle 80 alle 100 fiale. La vita si era trasformata in un inferno, ogni buco produceva degli effettisi chiamava dipendenza. Lui morto ed io sono qua a scrivere per capire cosa meglio. Ciao Cocis. Non ho la bacchetta magica ne la soluzione a una situazione che ha come effetto il produrre tante e tante lacrime e permette a molti stati di arricchirsi. Forse il rendere pi difficile la reperibilit di varie sostanze dovrebbe fare da deterrente. A livello sociale vorrei che ad es. che mia figlia sappia che si pu morire. Ma anche vero che vari personaggi a livello mondiale vogliono i drogati. Perch? Sono una grande fonte di guadagno e il valore del denaro per queste persone ha superato la cosa giusta. Una

opium
3

soluzione potrebbe essere non diventare schiavi ne dideologie, legate al mercato economico, ne di false sensazioni. R.B.

PROIBIRE O NON PROIBIRE


Prima di scrivere questa riflessione ho cercato varie opignoni tra la gente comune : il fornaio, i giovani e i politici. Cercando di proporre le domande nel modo pi semplice. Ho poi aggiunto anche alle domande la storia dello scandalo che consisteva in alcune fabbriche di armi che accettavano eroina anzich dollari suonanti; storia questa che leggendo in modo accurato diverse testate giornalistiche di tanto in tanto salta fuori ma il punto cruciale quando la domanda dice :se tuo figlio fosse tossicodipendente, preferisci che si rifornisca in farmacia ,o in piazza ? Dunque la risposta ovvia nessuno vuole un figlio tossico, o alcolista o con altre dipendenze.. Fatta questa piccola indagine necessario fare un po di chiarezza, intanto molte persone non sanno che la tossicodipendenza stata dichiarata una MALATTIA a livello mondiale. E quindi il diritto alla cura un dato di fatto. Il dubbio sempre quello di confondere riduzione del dannocon La parola cura, che io personalmente chiamo RECUPERO. Il recupero pu passare attraverso diverse strade che sono; le comunit Il Ser.T. le cliniche , e non per ultimo i gruppi di auto-aiuto ad esempio Alcolisti anonimi e Narcotici anonimi. Ma come possiamo parlare di recupero se la nostra societ civile non conosce a fondo il concetto di malattia e disagio sociale conseguente a essa? siamo assolutamente carenti ad una educazione civica reale e aggiornata,

al punto che se il sottoscritto ad alcune domande sul codice stradale non saprebbe cosa rispondere,questo perch non vi sono aggiornamenti a mio avviso obbligatori e assolutamente gratuiti , per fortuna che il buon senso mi spesso di aiuto. Ma con i ragazzi appena adolescenti come la mettiamo? Con gli stranieri che non conoscono il nostro codice civile cosa succede? ormai pi che certo che se la scuola di base non mette ai primi posti L informazione sulle sostanze e l educazione civica nel rispetto del prossimo; Non saremo mai nelle condizioni di proporre referendum che riguardano Il proibizionismo o non. In attesa di un risveglio sociale non posso far altro che augurare a chiunque si trovi nei guai per luso , di

coca maltine
una depenalizzazione di quello che oggi reato In quanto comunque chiaro che punire, non solo deleterio ma Molto lontano da una societ moderna libera e consapevole che il tessuto Sociale alla base in tutti i campi della nostra vita,e in un momento storico Come quello che viviamo la ripresa a mio modesto avviso pu avvenire Solo dal popolo.

L inviato in motociclo
OGGI: Stanco come un uccellino sotto la pioggia il desiderio pi forte quello di partire alla ricerca della serenit e dellamore. dal film:Il miglio Verde

QUANTO E PROFONDA LA TANA DEL BIANCONIGLIO?


Prima di tutto necessario che io renda conto di un anomalia legata proprio a me che sto scrivendo: lurlo per tradizione un giornale ideato e scritto solo da persone in cura al Ser.T., io invece sono un educatore. Certo, partecipo alle redazioni di questo giornale ormai da molti anni, ma il fatto che in questo numero compaia un articolo scritto da un operatore resta un fatto inusuale che merita una spiegazione. Quando, diversi mesi fa, uno dei nostri redattori propose di scrivere su proibizionismo ed antiproibizionismo eravamo tutti molto entusiasti, ci sembrava un tema davvero

stimolante, ma stavamo trascurando il fatto che sarebbe stata anche una bella passeggiata su un campo minato! Si, perch quello del proibizionismo uno di quegli argomenti che suscita dei dibattiti infuocati. Cos, durante una redazione in cui si era aperta fra di noi una discussione molto accesa, con un confronto da posizioni molto distanti, ad un certo punto mi stato detto: vabb, per su queste cose adesso scrivi un articolo anche te. Ed eccomi qui, quindi. Secondo me per comprendere fino in fondo le questioni che ruotano attorno al tema droga occorre essere sia proibizionisti che antiproibizionisti. Forse questa idea potr sembrare strampalata o, peggio, una presa in giro, eppure quello di cui mi sono convinto in questi mesi di lunghi dibattiti. Secondo me o si adottano entrambe le posizioni, oppure si rischia di dare risposte che dicono troppo, o troppo poco; la mia sensazione che proibizionismo ed antiproibizionismo siano proprio come le due facce di una stessa medaglia, tolta una, sparisce anche laltra. Questo uno dei motivi per cui riuscire a farsi unidea precisa su questo tema non per nulla semplice, perch ancora diffusa la convinzione che o si proibizionisti oppure si antiproibizionisti, mentre pi difficile trovare posizioni

Com e ...

che provino ad integrare le due prospettive. Inoltre la fretta con cui si cercano delle risposte, spesso fa dimenticare che altrettanto importante porsi prima le domande corrette. Ecco, in questo articolo io mi sono interessato soprattutto alle domande, forse quello che ne risulter sar un articolo un po confuso, ma ogni tanto ingarbugliare un po le cose serve a cercare il bandolo giusto con pi impegno... Prima di tutto vorrei precisare una questione fondamentale: quando parlo di sostanze stupefacenti, o di droghe, intendo comprendere in questa categoria anche gli alcolici ed il tabacco, per

quanto si tratti di droghe legali e per quanto, nel comune sentire, spesso non vengano percepite come tali. Detto questo, dato che di domande si parlava, vorrei iniziare da quella pi semplice e pi scottante: perch dovrebbe essere legittimo che uno stato vieti luso di sostanze stupefacenti? Perch provocano dipendenza? Perch causano un certo degrado fisico e mentale? Perch uccidono? Perch alimentano attivit criminali? O, al contrario, perch dovrebbe essere legittimo che uno stato non vieti (o depenalizzi) luso di sostanze stupefacenti? Perch le politiche antiproibizioniste sono state, e continuano ad essere, un fallimento? perch c chi riesce a fare un utilizzo responsabile e consapevole delle droghe o, ancora, perch si tratta di una limitazione alla libert personale intollerabile? Ciascuno di questi interrogativi coglie sicuramente un aspetto reale e importante della questione, ma c un presupposto fondamentale che li anticipa tutti e che occorre sempre tener presente quando si ragiona sulle droghe; il presupposto il fatto che tutte le sostanze stupefacenti agiscono ed influiscono potentemente sulla sfera del piacere (e del dolore). E inutile girarci troppo attorno: sicuramente le sostanze sono

come potrebbe essere

A.G. 5

pericolose perch uccidono, perch degradano fisico e mente, perch espongono a rischi di contagio, perch creano dipendenza, perch fanno commettere reati, perch alimentano i mercati criminali, ma prima di tutto le sostanze sono pericolose perch provocano piacere, un piacere intensissimo, che lega con forza chi ne fa uso. Ovviamente non il piacere ad essere il problema ma il tipo di piacere a cui le sostanze danno accesso. E giusto, ad esempio, che si possano usare droghe che danno la possibilit di sperimentare un piacere talmente forte per cui, citando Trainspotting, prendete un orgasmo, moltiplicatelo per mille e solo allora avrete una pallida idea di cosa voglia dire usare eroina. E giusto che si possa avere accesso ad un piacere che non sarebbe possibile provare se non usando quella specifica sostanza? A questo punto possiamo provare a riformulare la domanda di partenza nel modo seguente, che solo apparentemente provocatorio: legittimo, e quanto legittimo, che uno stato limiti le persone nella loro ricerca del piacere? A mio avviso quando ci si limita a dire che si vietano le sostanze perch fanno male come se si nascondesse uno dei nodi pi importanti del problema dietro un paravento: le sostanze faranno pur male, e molto... ma fanno star bene, sono buone, piacciono. Proviamo adesso a porci questaltra domanda: ammesso che sia giusto che uno stato preservi i propri cittadini dalluso di certe droghe, vietandole, poi sensato che il mercato illegale che ne fiorisce incanali fiumi di denaro nelle casse delle organizzazioni criminali? Ovviamente questo dilemma fra i pi complessi, perch intreccia in un unico problema scelte individuali, problemi etici, decisioni politiche e conseguenze economiche. Ma le domande non sono ancora finite, facciamo ancora un altro esempio: pi giusto tutelare chi non riesce ad avere un rapporto equilibrato con una sostanza stupefacente, vietandola; oppure pi giusto poter

permettere che, in qualche modo, chi in grado di utilizzarla in modo attento e responsabile possa continuare ad usarla, magari attraverso un depenalizzazione delluso? Oggi la risposta a questo interrogativo potrebbe essere considerata abbastanza ambigua perch, se da un lato per la quasi totalit delle droghe vale un principio proibizionista, strettamente orientato a tutelare dai rischi derivanti da un loro utilizzo; lo stesso principio non vale per le bevande alcoliche per le quali si ritiene che se ne possa fare un uso responsabile, motivo per cui la legge si limita a regolamentarne luso e a sanzionarne le violazioni. La soluzione a questambiguit sembra semplice: il nostro paese un fortissimo produttore (e consumatore) di alcolici, i quali fanno parte della nostra cultura ormai da millenni, per cui questa familiarit con lalcol farebbe presupporre che sia possibile gestirne luso in modo equilibrato. Per le altre droghe, invece, essendo estranee alla nostra cultura, si presuppone che una loro gestione equilibrata sia assolutamente problematica, se non proprio impossibile. Eppure, scorrendo i dati impressionanti sulla diffusione delluso di cannabinoidi e quelli sulle morti dovute alluso di alcol (sia per incidenti che per malattie), qualche dubbio sullefficacia di quellapproccio rispetto ai problemi in gioco sarebbe dovuta emergere ma, mentre sul versante delluso di alcol qualche passo stato mosso, al riguardo dei cannabinoidi non c stato alcun cambiamento significativo. La questione, invece, meriterebbe almeno qualche riflessione su come, e quanto, sono cambiate e stanno cambiando la nostra cultura e le nostre abitudini di consumo. Per quanto mi

Enrico

riguarda non sono affatto interessato alla cifra polemica di questi argomenti, ma le ritengo questioni importanti per evidenziare, ancora una volta, quanto le questioni in gioco siano molto complesse e articolate. Ancora: posto che sia giusto tutelare chi in grado di avere un rapporto equilibrato con le sostanze stupefacenti, sarebbe giusto pensare che per tutte le sostanze possa valere un tale principio? Comprendendo anche eroina e cocaina? E come si risolve la contraddizione per cui pu dirsi libera la scelta di usare droghe che, poi, possono indurre dipendenza contraddicendo lidea stessa di scelta libera? Un bel dilemma! Ovviamente tutte queste domande richiedono delle risposte, in alcuni casi dare delle risposte proprio doveroso, ma bisognerebbe accettare il fatto che spesso si tratta di risposte limitate, circoscritte, che talora non soddisfano completamente nemmeno chi le ha formulate, perch magari sacrificano cose a cui non si sarebbe voluto rinunciare. Eppure non c da stupirsi, perch questo accade inevitabilmente quando ci si confronta con dimensioni fondamentali dellesistenza umana: la libert, la responsabilit, il desiderio, listinto, la ragione, il proprio essere individuo che, per, anche in relazione con gli altri, dimensioni che spesso non possibile conciliare fra loro in modo pacifico. E per questo che la tana del Bianconiglio assai profonda.

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