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MEDICINA E PSICOLOGIA DELLO SPORT

Imparare ad imparare: la metacognizione nell'allenamento calcistico


Autore: Raffaele Di Pasquale Fonte: Estratto dalla Tesi Corso Master Coverciano

24 Settembre 2013

Tutti gli organismi apprendono in gradi e contenuti diversi. Lapprendimento avviene attraverso interazioni a diverso livello di complessit con lambiente che ci circonda. Limportanza e la complessit dellapprendimento aumenta mano a mano che si sale lungo la scala filogenetica. Dal momento della nascita e anche prima, tutta la vita rappresenta un apprendimento. Noi esseri umani siamo infatti apprendisti incessanti e instancabili che costituiscono momento dopo momento le proprie abilit e conoscenze il saper fare e il saper come in relazione al mondo fisico, a se stessi, e agli altri esseri umani. Possiamo definire lapprendimento come quella modificazione comportamentale che consegue a, o viene indotta da, uninterazione con lambiente ed il risultato di esperienze che conducono allo stabilirsi di nuove configurazioni di risposta agli stimoli esterni. Lapprendimento implica quindi fondamentalmente un cambiamento nellinterazione tra il comportamento di un organismo e gli eventi ambientali. Le esperienze degli esseri umani si susseguono nel tempo le une dopo le altre. Questi effetti di interazione, dovuti al susseguirsi dei vari apprendimenti sono chiamati transfert. Il transfert consiste nelleffetto giocato da un apprendimento su un altro che lo segue o lo precede temporalmente. Questi effetti possono essere positivi se lapprendimento di A agisce su B facilitandone lacquisizione (transfert di facilitazione), o negativi, se lapprendimento di A agisce su B rendendone pi difficoltosa lacquisizione (transfert di inibizione o interfere nza). E altres un processo che agisce lungo una dimensione temporale in modo proattivo quando il compito A influenza il compito B temporalmente successivo, in modo retroattivo quando il compito A influenza il compito B precedente. Si parla di transfert specifico per indicare gli effetti di transfert che dipendono da variabili come i tipo di materiale usato (es. similarit tra i contenuti) o il tipo di prova. Si parla di transfert non specifico o di generalizzazione per indicare tutte le variabili indipendenti che , non appartenendo al transfert specifico, possono comunque agire durante lapprendimento influenzando il processo di transfert, come il learning set e il warm up. Il learning set rappresenta labilit raggiunta nel risolvere alcuni tipi di problemi di apprendimento, che si verifica come risultato di precedenti esperienze con problemi dello stesso tipo. Generalmente viene definito come un effetto particolare del transfert di generalizzazione in quanto leffetto di facilitazione dovuto allacquisizione di unabilit generale di apprendimento. Per questo motivo viene anche chiamato apprendimento ad apprendere (learning to learn). Luomo ha studiato ed imparato da sempre, anche senza conoscere la struttura della sua memoria, i meccanismi della motivazione, delle associazioni ecc Certo che vedere se e come possibile migliorare le proprie capacit di apprendimento legate alla propria formazione, nonch conoscere semplici accorgimenti che ci permettano di rendere lapprendimento pi rapido e stabile.
Metodo di studio

Il primo passo sta nella conoscenza di una efficace metodologia di studio. Il metodo la capacit personale di imparare produttivamente secondo le necessit dei vari contesti, affidandosi a strategi e stabili e sperimentate, ma anche a una previdente duttilit ed elasticit, la cui esigenza diventa massima di fronte ai cambiamenti (es. quando si chiude un ciclo di studi e se ne apre un altro). Avere un metodo di studio significa riconoscersi in uno stile individuale, un sistema di risorse consolidate attraverso una storia e unesperienza, una configurazione di criteri e scopi non arbitrari ma definiti, spiegabili e giustificabili, un asse tto dinamico suscettibile di revisioni e ristrutturazioni. Riconoscere e applicare consapevolmente adeguati comportamenti, strategie, abitudini utili ad un pi economico ed efficace processo di apprendimento. Questo sottintende la capacit sopra citata, di imparare ad apprendere, cio di controllare e potenziare le abilit cognitive e , in generale, le abilit di interazione con il mondo esterno e il mondo interiore, assumendosi la responsabilit di ci che siamo, che facciamo, che impariamo.
Motivazione

Il livello di motivazione e il desiderio di apprendere anche se sollecitati da potenti pungoli esterni, non si manten gono necessariamente costanti nel tempo. Capire che cosa sia la Motivazione ci permette di indagare il perch un dato comportamento venga attivato per il conseguimento di uno specifico obiettivo. Dunque, la motivazione la spinta che ci permette di fare. Una delle dimensioni fondamentali della motivazione, infatti laccettazione e laderenza ad un programma : siamo motivati quando stabiliamo casa fare, come farlo e quando farlo. Ci

implica che necessario essere consapevoli dellobiettivo da raggiunger e e accettarlo come proveniente dalle nostre esigenze personali. La motivazione correlata al raggiungimento del risultato. Quando non riusciamo a studiare, spesso, diventiamo aggressivi, irascibili e molliamo o rimandiamo. La motivazione pu essere estrinseca (legata al raggiungimento dellobiettivo per ottenere gratificazioni e/o incentivi, cio che dipende da obiettivi di altri o dal raggiungimento di premi) e intrinseca (legata allautorealizzazione, cio al raggiungimento di obiettivi che tu desideri). Tra le due la pi potente e duratura la motivazione intrinseca, in quanto ci permette di godere non solo della performance ma soprattutto del nostro impegno e della conoscenza in se stessa. Infatti le esperienze che sono state connotate da un vero e profondo interesse rimangono pi profondamente radicate nella nostra memoria. La motivazione da sola, per non rende completamente conto del perch alcune persone , malgrado le difficolt riescano ad essere efficaci e a raggiungere il successo, mentre altre mollano. Uno dei fattori determinanti che influenzano la motivazione il modo che noi abbiamo di pensare al successo e di valutare la percezione che possiamo raggiungerlo. Tale differenza legata a come tu valuti le esperienze di successo e fallimento: se tale valutazione personale (non ho le capacit necessarie), pervasiva (sono un buono a nulla) e permanente (sono sempre stato un buono a nulla) mentre, di contro, le esperienze di successo non interpretate svalutando la componente personale ( stato un colpo di fortuna), circoscrivendo tali esperienze ad alcune attivit (riesco bene solo in questo) o ad occasioni particolari (ho preso un voto alto perch gli altri non erano preparati), allora la tua mente si former unidea di incontrollabilit degli eventi che non far altro che ostacolare il tuo cambiamento.
Stili di interpretazione di successo e fallimento

OTTIMISTA SUCCESSO Personale ( merito mio) Pervasivo/Generale Permanente/stabile Impersonale (non dipeso da me) Specifico/Limitato/Circoscritto Contingente/Occasionale/Transitorio

PESSIMISTA

FALLIMENTO Impersonale (non dipeso da me) Specifico/limitato/circoscritto Contingente/Occasionale/Transitorio Personale ( colpa mia) Pervasivo/Generale Permanente/Stabile Albert Bandura ha sottolineato come al di sotto di tali processi di attribuzione di causa esista un elemento che caratterizza quasi tutte le azioni umane: il senso di autoefficacia. Lautoefficacia deriva dalla convinzione che tu hai circa le tue capacit di produrre azioni necessarie per gestire adeguatamente le situazioni in modo da raggiungere risultati prefissati e desiderabili. Queste convinzioni influenzano in modo considerevole il modo in cui noi tutti pensiamo, ci sentiamo, agiamo, ed in modo particolare sulla nostra motivazione.
Le convinzioni di efficacia si sviluppano in noi partendo da 4 fonti principali:

1. I successi che hai avuto sviluppano il senso di fiducia nelle tue capacit, mentre i fallimenti la indeboliscono. Ci pi dannoso se i fallimenti sono allinizio di un percorso, cio dove c poca esperienza. Le esperienze di gestione efficace comportano un certo grado di gestione nella tua capacit di comprendere ed imparare, nello scegliere ed usare dei comportamenti appropriati; nellautoregolarti. Quando questi elementi lavoreranno in te in modo soddisfacente ti permetteranno di creare una sequenza adeguata di azioni che portano al successo. Ricorda, infatti che le modalit che portano al successo (e al fallimento) tendono a fissarsi , e dunque, per concretizzare un senso di efficacia solido queste esperienze devono essere raggiunte attraverso la tua persistenza e abilit creativa. 2. Losservazione di modelli efficaci che raggiungono i loro obiettivi perseverando, incrementer, altres, la tua convinzione nel riuscire. 3. La persuasione, cio la convinzione di avere le abilit e le capacit di realizzare il tuo obiettivo ti permetter di mantenere limpegno necessario a raggiungerlo: pi la persuasione migliora la fiducia in te stesso , pi svilupperai abilit. Le persone che invece sono persuase della loro incapacit tenderanno ad evitare prove impegnative e rinunceranno rapidamente di fronte alla difficolt. Questo restringe il loro raggio dazione, creando comportamenti scadenti che diventeranno unulteriore conferma dellinsuccesso. 4. Anche lumore influenza molto lo stato danimo, se positivo aumenta il senso di autoefficacia, se negativo lo diminuisce, quindi, rispetto al successo, importante che tu migliori le tue condizioni fisiche e mantenga, per quanto ti possibile, uno stato d animo positivo.
Attenzione

Motivazione e attenzione si influenzano vicendevolmente nel processo di apprendere. Cos come la motivazione, anche lattenzione, nella maggioranza di noi, mostra di non essere costante, ma di variare con un ciclo caratterizzato da un periodo di circa unora e mezza. Ci significa che nel periodo di unora e mezza viviamo una fase di circa 45 minuti nei quali siamo pi attenti della media e una fase di circa 45 minuti in cui rendiamo meno. La disponibilit allimpegno e allapprendimento non quindi sempre costante. Lo scarso interesse verso un argomento e/o la mancanza di una scadenza o di altre forme di pressione esterna limitano lattivazione: ci si applica per un certo tempo e poi, quando inizia il calo fisiologico dellattenzione, si tende ad abbandonare limpegno senza probabilmente riprenderlo in seguito. Se invece si molto motivati, o per interesse o per congiunture temporali, pur andando incontro alle normali fluttuazioni dellattenzione, i momenti di disattenzione sono ridotti ad intervalli di pochi minuti. E importante conoscere queste caratteristiche fisiologiche della fluttuazione dellattenzione per non pretendere da noi stes si una impossibile resa costante nel tempo, Una breve pausa o una variazione dellattivit spesso sufficiente a recuperare un buon livello attentivo, ancor pi se si scelgono break non troppo coinvolgenti che rischierebbero di distrarre troppo, ma comunque piacevoli. Lattivazione degli ultimi giorni di allenamento pregara, sia essa amichevole, di campionato o altro, consente di applicarsi consecutivamente per molte ore con il massimo del rendimento. Per quanto utili, stati di attivazione e lavoro cos intensi, possono essere tollerati per periodi piuttosto brevi. Un periodo di impegno estremo e protratto, potrebbe infatti portare ad un aumento incontrollato dellansia e degli effetti negativi dello stress. La tensione continuo e ininterrotto pu inoltre provo care

un fenomeno conosciuto come inibizione reattivaper cui applicandosi solo ad un determinato compito, anche se gradevole alla fine si rischia di trovarsi potentemente inibiti nei suoi confronti (il classico effetto nausea). Lautocontrollo, anchesso strettamente connesso allautoefficacia sopra citata, spesso un ottimo mediatore . Anche se non esiste una definizione unica di autocontrollo potremmo ritenere che esso sia la capacit di proporsi in modo autonomo degli obiettivi, di stabilire delle strategie per raggiungerli, di mettere in atto queste strategie organizzandoci in modo tale da sentirci controllati maggiormente da nostre personali decisioni piuttosto che da eventi a noi esterni. Molto utile iniziare ad osservare il proprio comportamento di lavoro. Unindicazione attendibile , per esempio, quanto tempo si riesce a stare concentrati nel corso della seduta senza che sopravvengano segnali di stanchezza psicologica, oppure prendere consapevolezza di quali segnali premonitori si presentano. Tale semplice metodologia permette di notare rapidamente eventuali miglioramenti o di comprendere dove e come si commettono eventuali errori. Nel percorso dellimparare ad apprendere intervengono altri fattori che possono influenzare positivamente e/o negativament e lottimizzazione delle risorse che mettiamo in atto. Qui di seguito ne verranno elencati i principali, in modo sommario e semplificato, non di certo per farne una trattazione esaustiva ma semplicemente per poterli considerare e utilizzare come stimoli in un compito di auto-osservazione del proprio metodo di lavoro. - utilizzo e gestione del tempo: Gestire il tempo unabilit che viene sempre pi richiesta in tutti i campi di lavoro. Per gestire in modo appropriato il tempo e non cadere nella procrastinazione, necessario programmarlo secondo i propri obiettivi e la programmazione della propria agenda. Per identificare gli obiettivi che vuoi raggiungere devi, in primis, chiederti dove vuoi andare e dove vuoi arrivare, cio le tue mete. Ricorda che esistono obiettivi a lungo, medio e breve termine, e che ognuno di essi deve essere chiaro,programmabile e operativizzabile per essere raggiunto. Lobiettivo deve, dunque, essere specifico e ricollegabile alle mete che vuoi raggiungere attraverso azioni (cio cose fatte) programmabili, e realistico, in altre parole non chiederti di fare cose che sai gi di non poter o voler fare effettivamente: se la distanza tra quello che sei ora e quello che vorresti essere troppa, la tua motivazione al raggiungimento della meta verr meno (vedi sezione sulla motivazione). - capacit di ascolto : Utilizzare lascolto come apprendimento. Alcuni considerano la conoscenza teorica come una perdita di tempo, tuttavia questa attivit non dovrebbe essere considerata a s stante rispetto alle capacit specifiche di gioco. In tal senso gli allenatori devono essere usati il pi possibile per approfondire le conoscenze, sciogliere dubbi e costruire un percorso di conoscenze efficaci. Ascoltare attivamente significa essere presenti con la mente e le nostre conoscenze pregresse. Naturalmente per ottimizzare lascolto necessario che crei le condizioni fisiche perch avvenga, riducendo in tal modo la dispersone dellattenzione. Potresti, per esempio, porti sempre tra le prime file , posizione che agevola il contatto visivo con lallenatore. .
Suggerimenti per una memorizzazione pi efficace e facile:appuntarsi gli allenamenti

1. Cerca di comprendere lobiettivo della seduta e di ripetere mentalmente gi quando viaggi tra campo e casa, interessandoti alle cose che stai memorizzando; 2. Trascrivi ed evidenzia ci che deve essere memorizzato. Questo un buon metodo che permette di utilizzare dei simboli sugli appunti per indicare i passaggi fondamentali da memorizzare, o solo da capire e ricordare; 3. Descrivi lordine in cui si svolta la seduta; 4. Crea immagini concrete quando possibile. Chiudi gli occhi e visualizza le situazioni di lavoro; 5. Crea tu stesso degli esempi o delle semplificazioni delle situazioni; 6. Riduci il materiale da memorizzare in un tuo schema personale fatto di steps; 7. Rappresenta il materiale in modo grafico attraverso una mappa; 8. Cerca di costruire pi associazioni possibili tra gli obiettivi. Pi ricche sono le associazioni pi facile sar il ricordo; 9. Mantieni sempre un ripasso costante del materiale vecchio e aggancialo con quello nuovo.
Autore: Raffaele Di Pasquale, Allenatore Professionista di 1^ Categoria. L'articolo estratto dalla tesi finale del corso master 2010 pubblicata sul sito del Settore Tecnico, dal titolo: La pedagogia antiautoritaria e la metodologia operativa nel calcio di alto livello