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FISICA

Dal sogno di Planck allincubo di Dirac


Lincostanza delle costanti di natura non smette di affascinare fisici e cosmologi che ora riaprono il dibattito sulla massa del protone
GIANGIACOMO GANDOLFI

ESO - EUROPEAN SOUTHERN OBSERVATORY

PLANCK RIPOSI IN PACE. Il suo sogno di un solido edificio per la fisica, fatto di costanti numeriche universali, rapporti immutabili tra grandezze che valgano da qui ai confini delluniverso e in ogni epoca concepibile, non ha mai traballato come in questi ultimi tempi. Speculazioni sulla variabilit di G, la costante gravitazionale che diAX

scende dalla mela di Newton, e soprattutto su a, la cosiddetta costante di struttura fine, che sintetizza in un unico numero la forza elettromagnetica, non sono certo una novit per i fisici, che ne sviscerano i valori sperimentali ormai da decenni alla caccia di oscillazioni, scostamenti, discrepanze. Ma bisogna ora aggiungere alla lista dei sospetti (gi ben pi nutrita di cos) anche

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il rapporto tra massa del protone e dellelettrone, noto come m, grazie alla pervicacia di un team di ricercatori dellUniversit di Amsterdam e alle osservazioni della luce dei quasar pi distanti di cui riferiscono in un recente lavoro pubblicato su Physical Review Letters (Reinhold, E., et al. 2006, Phys Rev Lett 96). Dopo innumerevoli falsi allarmi su altre costanti, il numero magico 1836,153 sembra pericolosamente in bilico nel corso della storia delluniverso (per la precisione negli ultimi 12 miliardi di anni), anche se solo di 20 parti su un milione, e a dirla tutta con una certezza di appena il 99,7%. Sembrano quantit sommamente trascurabili, preoccupazioni da specialisti accaniti, e invece se fosse vero bisognerebbe riscrivere interi capitoli della fisica nonch della cosmologia, regalando croci e delizie ai teorici delle particelle elementari, agli astrusi stringologi la vera e propria trib di ricercatori alle prese con la teoria delle stringhe e agli astrofisici che indagano lUniverso primordiale. E in effetti proprio il caso di parlare di croci e delizie, perch i personaggi in questione sono quelli che con i loro pi recenti lavori hanno intensificato le ricerche in questo senso e hanno inaugurato in questo campo una vera moda scientifica. Non a caso le teorie che cercano di abbracciare le prospettive pi ampie, le cosiddette teorie del tutto, sono da decenni in crisi anche per lampiezza di libera scelta su gran parte delle costanti di natura, che nessuna legge a priori costringe sui valori che assumono attualmente. Allora perch non lasciarle oscillare a volont, non

indulgere al colpo di scena di un universo variabile e non strettamente necessario? A testimonianza del fervore creativo e sperimentale si moltiplicano insomma modelli e misure, non solo su oggetti antichissimi come le galassie di tipo quasar, ai confini del cosmo, ma anche su processi ripetibili al chiuso dei laboratori, come la determinazione della frequenza precisa della luce ultravioletta assorbita da una molecola di idrogeno (H2 , composta da due protoni e due elettroni). Titoletto Bisogna chiarire subito che non c una definizione esatta di costante di natura. La lista dei numeri chiave, che possono essere adimensionali (ossia numeri puri, indipendenti dal sistema di misura) oppure combinazioni delle tre grandezze fisiche fondamentali, lunghezza, massa e tempo, cambia infatti da fisico a fisico, anche se alcune costanti raccolgono decisamente lunanimit dei favori, tanto evidente la loro rilevanza nellarchitettura delluniverso. G, la costanta gravitazionale, c la velocit della luce e la costante di struttura fine a sono tra queste. Lultima, essendo adimensionale, ha una particolare aurea di significativit che sfiora il mistico e il numinoso, al punto da essere abitualmente usata dai fisici come combinazione numerica per i lucchetti delle loro valigette. 137, questo il valore (quasi) esatto di 1/, ha in particolare una lunga storia: venerato da Richard Feynman, era una vera e propria ossessione per Wolfgang

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Pauli, che negli ultimi anni di vita lo considerava di dallinizio piuttosto debole e discutibile, ma che parcattivo auspicio e lo evitava in tutti i modi, solo per tiva dallinnegabile constatazione di una generale finire ricoverato allospedale della Croce Rossa di Zu- teorizzazione sulle costanti di natura priva di risconrigo nella stanza 137 e morirvi dieci giorni dopo. tri osservativi. Che le costanti fossero costanti lo si Molti grandi scienziati hanno prodotto liste di era fino a quel punto dato per scontato, ma si trattacostanti vistosamente contrastanti: il celebre astrofisi- va pur sempre di una ipotesi non testata ovunque e in co Arthur Eddington ne propose nel suo quasi esote- ogni tempo. rico Fundamental Theory del 1946 solo tre, di cui Daltro canto, faceva notare il fisico inglese, nuuna, il numero di Eddingmeri sperimentali significaton, oltremodo bizzarra e tivi come N1, il rapporto tra il raggio dellUniverso e discutibile; Freeman Dyson quello dellelettrone, N2, il nel 1972 incluse tra le sue rapporto tra le forze eletotto anche la massa del protromagnetiche e gravitaziotone mp, la carica delleletnali di protone ed elettrone, trone e, la costante di intee la radice di Np, il numero razione debole di Fermi g, di protoni osservabili nella costante di Hubble H e lUniverso, sembravano tutaddirittura la densit di ti dello stesso ordine di massa media dellUniverso grandezza (1040), aprendo r; lattuale astronomo reale la strada ad una cosiddetta Martin Rees ne conta inveIpotesi dei Grandi Numece sei, compreso il numero ri: Tutti i numeri molto di fusione nucleare E che grandi e privi di dimensioni caratterizza linterazione ottenuti dalle costanti natuforte. Miscelando tali granrali della cosmologia e della dezze fondamentali a dovere, la gran parte di questi fi- Fare fare fare fare Fare fare fare fare Fare fare fare fare Fa- teoria atomica sono connessi da semplici relazioni sici giunge a numeri puri re fare fare fare Fare fare fare fare Fare fare fare fare matematiche che contensoddisfacenti esteticamente quanto rassicuranti nel racchiudere in un microcosmo gono coefficienti dellordine di grandezza dellunit. Da questa ipotesi seguiva necessariamente la variabimatematico linquietante complessit dellUniverso. A soffermarsi per primo sullimportanza di com- lit temporale di almeno una costante, visto che in N1 binazioni adimensionali fu comunque nel 1899 Max abbiamo un termine soggetto alla certezza dellespanPlanck, che introdusse tre numeri ancora oggi ab- sione cosmologica: Dirac scelse G, la costante gravibondantemente usati dai fisici come riferimento, me- tazionale. Pu far sorridere che contestando una ipotesi imscolando opportunamente G, c e il quanto di azione h. Non a caso prendono il suo nome: massa, lun- plicita il fisico inglese ne avanzasse una esplicita (preghezza e tempo di Planck. La motivazione di questa sto smentita da dati sperimentali pi accurati), ma reproposta era ed altamente significativa: quasi voles- sta il fatto che da quel momento nessuna costante di se prevenire la variabilit e lincertezza, sia pure solo natura si sentita pi al riparo dallo scorrere del temprovocata da cambiamenti di unit di misura, il gran- po cosmico. E a maggior ragione se una di quelle pi de scienziato tedesco argomentava che le sue unit controverse della storia della fisica, la costante conon sarebbero dipese dalla scelta di particolari corpi smologica , introdotta e frettolosamente ritirata da o sostanze, valide per tutte le epoche e tutte le cultu- Einstein, in questi ultimi anni appare, scompare e vare, incluse quelle extraterrestri ed extraumane. In una ria a piacere in dipendenza dal tempo grazie ai vertiginosi progressi della cosmologia sperimentale, alteparola, perfette unit naturali di misura. Questo sogno di universalit alle soglie della tempe- rando tanto profondamente la nostra visione dellUsta quanto-relativistica del Ventesimo secolo, non te- niverso da regalarci con le osservazioni del satellite neva minimamente conto di una possibile variazione WMAP e delle supernovae lontane la consapevolezza nel tempo delle costanti usate. Nessuno si era mai se- di unespansione variabile e in accelerazione. Verifiche su G ne sono state daltronde tentate, e riamente posto fino ad allora lidea che levoluzione del cosmo potesse mutare quei numeri magici. A tra- recentemente si fatto un gran parlare di possibili vasformare il sogno in un possibile incubo fu Paul Di- riazioni della velocit della luce c sulla base di osserrac trentanni dopo, avanzando lipotesi ardita che il vazioni cosmologiche (Joao Magueijo, Faster Than the Speed of Light, Perseus Publishing, 2003), ma si tratta di valore di G si riducesse con linverso del tempo. In realt quella di Dirac era una supposizione fin idee controverse, che hanno suscitato forti polemi14 DARWIN LUGLIO/AGOSTO
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che e contrapposizioni tra gruppi di ricerca. In fin dei conti determinare, per quanto accuratamente, una grandezza dimensionale come G o c (questultima dal valore quasi sacrale, visto che vi poggia ledificio della relativit), lascia sempre esposti allincertezza della possibile variazione dellunit di misura adottata. Se mentre misuro una lunghezza varia la dimensione del mio righello, chi pu garantire lattendibilit del cambiamento? Naturale, quindi, che fisici ed astrofisici abbiano cominciato a rivolgere la loro attenzione ad a, il numero pi misterioso di tutti ed allo stesso tempo esente da errori sistematici di misura grazie alla sua adimensionalit. Titoletto La costante di struttura fine per i fisici un po quello che per i matematici la sezione aurea: una fonte di fascinazione infinita, una sfida dai risvolti mistici. Scrive Feynman in QED: E stata un mistero fin da quando venne scoperta pi di cinquantanni fa e tutti i validi fisici teorici appendono al muro questo numero e se ne preoccupano. Appena ne vieni a conoscenza ti piacerebbe sapere da dove viene quel valore. Nessuno lo sa. uno dei maggiori e dannati misteri della fisica: un numero magico che ci appare dinnanzi e non c verso per gli uomini di comprenderne la natura. venne introdotta da Arnold Sommerfeld nel 1916 combinando c, e, la costante di Planck h e la costante elettrica 0: = e2/2 0hc. Si tratta di una mirabile sintesi delle qualit relativistiche e quantistiche delle

interazioni elettromagnetiche che coinvolgono particelle cariche in uno spazio vuoto. Pi concisamente una cosiddetta costante di accoppiamento, che rappresenta la forza dellinterazione tra elettrone e fotone. Lastrofisico John Barrow, che specula da tempo sulla sua importanza e sulle sue possibili variazioni, fa notare che si tratta di un valore estremamente sensibile nellevoluzione cosmologica: un mutamento dellordine del 4% provocherebbe limpossibilit di produrre carbonio attraverso la fusione nucleare. Se il suo valore, che attualmente circa 0,007, aumentasse fino a 0,1, si arresterebbero tutti i processi di fusione allinterno delle stelle e nellUniverso non potrebbe pi esistere materia stabile allo stato solido. La costanza di abbondantemente verificata a livello terrestre grazie alle misure degli orologi atomici, ma solo su tempi scala brevissimi rispetto a quelli cosmologici. Inoltre lidentificazione di un antico reattore nucleare naturale in una miniera di uranio a Oklo nel Gabon negli anni 70 e della composizione isotopica dei minerali al suo interno, ha permesso di fissare limiti stringenti a fluttuazioni della costante di struttura fine negli ultimi due miliardi di anni, a un livello di precisione di una parte su cento milioni. Fluttuazioni che vengono escluse anche da analoghe indagini a partire dagli anni 60 sugli isotopi contenuti in antiche meteoriti: appare immutata da 4,6 miliardi di anni a questa parte. Per mettere in luce eventuali variazioni bisogna dunque spostare lattenzione sul cosmo pre-Sistema

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Ralf Quast (Universit di Amburgo), n quello di Hum Chand (Inter-University Center for Astronomy and Astrophysics in India) e Patrick Petitjean (Istituto di Astrofisica di Parigi) , riescono a misurare nel 2003 muTitoletto tamenti superiori a una parte su un milione. La discreAncora una volta sono gli astronomi a dare una ma- panza innesca, come spesso accade, un acceso dibattino. Il laboratorio ideale della fisica fondamentale si to nella comunit scientifica, anche perch John Barsposta sempre di pi nellarena pi vasta di tutte: lu- row e John Webb sostengono che il campione di Flamniverso ad alto redshift. baum pi ampio (rispetto Dal 1965 i quasar rapai 3 e ai 23 quasar rispettivapresentano gli avamposti mente degli altri gruppi) e la pi distanti del cosmo osmetodologia basata su asservabile, fatta eccezione sunzioni pi affidabili. Il che per la radiazione di fondo non toglie che il dubbio sulnaturalmente, e i ricercatola variazione circoli insiri cominciano a puntare stente e ben sorretto dalsempre pi frequentemente leccellente qualit delle osi loro telescopi in quella diservazioni spettroscopiche rezione. La luce di questi del 2003. lontani universi-isola attraBisogner insistere sulversa le regioni gassose di la stessa strada, raccogliengalassie pi giovani e, catdo pi dati e cercando di riturata dagli strumenti a terdurre al massimo le fonti di ra o in orbita, rivela inconincertezza, che in questi fondibili tracce di assorbicasi sono sempre innumemento, righe spettrali sottirevoli. Lo stesso Barrow, li a frequenze ben misurabidaltronde, esplicito: afli. Gli atomi colpiti dalla rafermazioni straordinarie ridiazione luminosa del quachiedono unevidenza sar sono eccitati e i loro straordinaria. E niente imelettroni balzano in uno pedisce che levidenza stato ad energia maggiore, straordinaria di un mutache dipende proprio da : Fare fare fare fare Fare fare fare fare Fare fare fare fare Fa- mento delle leggi di natura una variazione della co- re fare fare fare Fare fare fare fare Fare fare fare fare la si possa trovare controlstante provoca dunque uno lando un parametro diverso spostamento della lunghezza donda delle righe os- da a, legato alla interazione nucleare forte piuttosto servate, secondo un pattern complesso e difficile da che alle forze elettromagnetiche che vincolano gli riprodurre casualmente. Se lincertezza nella misura elettroni ai nuclei. Una costante importante quanto derivava inizialmente e paradossalmente dalla non quella di struttura fine, ma a lungo assai pi trascuraperfetta valutazione di questi effetti nei laboratori ter- ta, forse perch meno avvolta nella leggenda: , il restri, negli ultimi anni del secolo scorso si sono ef- rapporto tra la massa del protone e quella delleletfettuati numerosi esperimenti di grande esattezza, trone, anchessa un intrigante numero puro, adimenconsentendo un raffronto di precisione dellordine di sionale. una parte su centomila o anche meno. Lincertezza si I grandi specchi dei telescopi riflettori e i loro ap spostata a quel punto su fattori squisitamente astro- parati spettroscopici spostano ora la loro attenzione nomici, difficilmente quantificabili ma contenibili in su altre righe di assorbimento, a caccia di spostamenlinea di principio con lanalisi di molte righe e con la- ti meno ambigui. Lobiettivo sono sempre i quasar, ma dozione di un largo campione di oggetti remoti. questa volta ci si focalizza sulle righe ultraviolette cos che nel 1999 gli australiani Victor Flam- dellidrogeno molecolare, a quella distanza spostate baum e John Webb propongono una prima evidenza dal redshift nella banda visibile osservabile da terra. di variazione, che viene rafforzata successivamente Ma lo spostamento che interessa al team di Patrick dallindagine su ben 128 quasar compresi tra 6 e 12 mi- Petitjean, Wim Ubachs e Elmar Reinhold, provocato liardi di anni luce di distanza: in tutto sei parti su un mi- da unantica diversit del rapporto tra massa del prolione. Altri gruppi di ricerca scendono immediatamen- tone e quella dellelettrone, assai pi sottile di quelte in campo, con risultati ben pi deludenti: n il team lo dovuto allespansione cosmologica: non a caso lo di Sergei Levshakov (Ioffe Institut di Pietroburgo) e strumento scelto un gigante, il Very Large Telesco16 DARWIN LUGLIO/AGOSTO

Solare, cercare le segnature di un possibile cambiamento nella luce di galassie remotissime nello spazio e nel tempo.

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pe a Paranal, in Cile. Gli oggetti sottoposti ad analisi sono due, i quasar catalogati come Q 0405-443 and Q 0347-383, scelti tra 75 caratterizzati dalla presenza di assorbimento provocato da H2 a bassa temperatura lungo la linea di vista. Contemporaneamente vengono effettuate misure di estrema precisione sulle stesse righe indotte in laboratorio presso il Laser Centre dellUniversit Vrije di Amsterdam, utilizzando uno speciale fascio laser tra le lunghezze donda di 90 e 110 nanometri, attraversato da idrogeno molecolare in condizioni di vuoto spinto. Emerge una evidenza, sia pure non schiacciante, di discrepanza tra le rilevazioni astronomiche e quelle di laboratorio. La differenza dello 0,002 %, ben maggiore di quella, ancora discussa, trovata per da Flambaum. La massa del protone dunque davvero cambiata negli ultimi 12 miliardi di anni? Titoletto Chiunque abbia lavorato con le minime quantit di fotoni degli oggetti extragalattici e mastichi almeno un po di statistica, sa quanto siano elusive ed esasperanti le misure spettrali su galassie remote, perfino con i pi grandi telescopi. Ubachs parla molto onestamente di una indicazione pi che di una prova, e lo fa perch sa che un risultato con la significativit statistica dei 3,5 ovverosia con una probabilit del 99,7 % - considerato dalla comunit scientifica una evidenza poco pi che marginale. Abbastanza sopra i canonici 3 di soglia minima da meritare la pubblicazione (dato limpatto della scoperta), ma anche abbastanza controversa da suscitare scetticismi e richieste di approfondimento. Un nuovo sasso nello stagno dunque, che come spesso avviene raschia il fondo del barile della sensibilit strumentale e genera in parti uguali scrollate di spalle e reazioni ottimistiche. Come fa osservare lo specialista di quasar a Cambridge Andy Fabian, molti risultati a quel livello di confidenza (lo 0,3% di probabilit che si tratti di una fluttuazione casuale) risultano nel quotidiano lavoro osservativo molto spesso sbagliati. Una specie di maledizione dei 3 che ben nota ai fisici sperimentali e che funesta spesso le misure pi importanti. Le possibili fonti derrore sono daltronde numerose in un esperimento cos delicato: alcune parti delle nubi di gas responsabili dellassorbimento potrebbero muoversi pi velocemente o essere pi calde di altre, lidrogeno molecolare potrebbe essere miscelato con una minima quantit di altri elementi. Ciononostante la misura di Petitjean, Ubachs e Reinhold la migliore finora ottenuta nel confrontare la massa del protone e quella dellelettrone, come sostiene conciliante John Webb. E potrebbe indubbiamente accendere la creativit dei teorici, che sanno benissimo quanto le extradimensioni previste da alcune versioni della teoria delle stringhe possano influenzare e modificare molte

propriet delle particelle, tra cui la loro massa. Titoletto Fin qui la cronaca scientifica e i risultati sperimentali. Ma cosa muove realmente i cercatori di variazioni e gli esoterici cultori di costanti in bilico? La risposta complessa e riguarda anche fattori extrascientifici: il gusto per la simmetria, per lestetica delle equazioni, e il suo esatto contrario, liconoclastia rivoluzionaria sempre a caccia di paradigmi da rovesciare. Non un caso che sia che abbiano acceso nel passato fantasie numerologiche bislacche e congetture astratte come quelle del matematico James Gilson che vede la costante di struttura fine come un numero ottenibile tramite una espressione trigonometrica, o come Friedrich Lenz che propose nel 1951 un valore esatto per il rapporto massa protone su massa elettrone pari a 5. Il neoplatonismo latente in ogni scienziato si risveglia inevitabilmente di fronte a numeri cos significativi e misteriosi, ma lo stesso pu paradossalmente avvenire con la caduta del mito della costanza delle costanti. In fin dei conti nulla esclude che essa possa preludere a leggi e costanti ancora pi generali e onnicomprensive. Daltro canto la teoria dei molti mondi (che siano potenziali come per i teorici delle stringhe che dispongono di svariati parametri liberi, o reali come nella versione quantistica di Everett e nei multiversi di Rees e Max Tegmark) ha finito per erodere il paradigma della semplicit delle leggi fisiche, e la vecchia, classica domanda di scienziati come Pauli perch le costanti hanno proprio quel valore e non un altro? diventata: dove ci porta uneventuale variazione? Scrive un guru della fisica contemporanea come Steven Weinberg: lesperienza degli ultimi tre quarti di secolo ci ha insegnato a diffidare del rasoio di Ockham; generalmente troviamo che qualunque complicazione nelle nostre teorie che non proibita da qualche simmetria o da qualche altro principio fondamentale la si riscontra davvero. La semplicit, come qualunque altra cosa, deve essere spiegata. Caduti i tab, per s e per no si sperimenta, si osserva, si misura. E spesso si continua a farlo col retropensiero di unaccordatura fine dei parametri dellUniverso sullonda di principi antropici deboli o forti, o nellombra del misticismo numerologico che spinse Keplero a cercare tra le orbite dei pianeti la stessa proporzione dei poliedri platonici e degli intervalli musicali. Non c nulla di sconveniente in queste dinamiche scientifiche e parascientifiche (qualcuno aggiungerebbe pseudoscientifiche): anche il grande astronomo tedesco cercava Dio nelle sfere celesti ma trov le solide leggi dei moti planetari.
Giangiacomo Gandolfi, farefarefare

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