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6 Congresso Nazionale CIRIAF Atti (Perugia 7/8 aprile 2006)

LE NUOVE NORMATIVE NEL SETTORE ILLUMINOTECNICO CONFRONTO CRITICO E APPLICAZIONI DELLE VERIFICHE IN AMBIENTI SCOLASTICI
I. Costarelli1, R. Mariani2, M. Vergoni3
1 2

Dipartimento di Ingegneria Industriale Universit degli Studi di Perugia, Via G. Duranti 67, 06125 Perugia Dipartimento di Ingegneria Industriale Universit degli Studi di Perugia, Via G. Duranti 67, 06125 Perugia 3 CIRIAF, Sez. Fisica Tecnica e Inquinamento Ambientale, Universit di Perugia, Via Duranti 67, 06125 Perugia

SOMMARIO
Negli ultimi anni la comunit scientifica ha dimostrato un crescente interesse verso lilluminazione artificiale negli ambienti interni, soprattutto in termini di quantit e qualit della luce. La ricerca in questo campo sempre pi indirizzata verso unilluminazione che tenga conto del risparmio energetico, senza per trascurare il comfort luminoso e la gradevolezza della percezione dellambiente circostante. Con questo spirito, in sostituzione della UNI 10380, sono state emanate le norme UNI EN 12464/2004, in cui sono definiti i criteri di qualit degli impianti per una corretta visione, le metodologie di misura e i criteri di progettazione. Scopo del presente lavoro il confronto critico fra i nuovi provvedimenti normativi e la precedente versione applicato ad un particolare caso di studio per la verifica del comfort illuminotecnico in ambienti scolastici. In particolare, stata individuata come caso di studio lAula 3 della Facolt di Ingegneria dellUniversit di Perugia: stata condotta una campagna di misure finalizzata alla determinazione dei principali parametri illuminotecnici (illuminamento, luminanza e temperatura di colore). Si sono utilizzate strumentazioni in dotazione alla sezione di Fisica Tecnica e Controlli Ambientali del CIRIAF. Dal confronto con le prescrizioni della norma emersa la non conformit dellimpianto attualmente installato. Sono state ipotizzate alcune soluzioni migliorative e, tramite un modello previsionale, si sono valutati i benefici apportati alla qualit della visione.

1. INTRODUZIONE Gli aspetti del comfort luminoso negli ambienti confinati stanno assumendo una crescente importanza nel panorama tecnico e normativo. Negli ultimi anni la comunit scientifica ha infatti dimostrato un crescente interesse verso lilluminazione artificiale negli ambienti interni, soprattutto in termini di quantit e di qualit della luce. La ricerca in questo campo sempre pi indirizzata verso unilluminazione che tenga conto del risparmio energetico e quindi dellimpiego della luce naturale, senza per trascurare il comfort luminoso e la gradevolezza della percezione dellambiente circostante. In particolare negli ambienti scolastici, oggetto del presente studio, la norma UNI 10840 [1] suggerisce che il progetto illuminotecnico preveda il pi possibile luso della luce naturale, in modo da favorire il benessere psico-fisico degli occupanti e limitare allo stesso tempo il consumo energetico. Le finestre hanno il compito di creare una buona distribuzione delle luminanze e di realizzare il contatto visivo con lambiente esterno; si deve avere per la possibilit di poterle oscurare completamente, quando le esigenze didattiche lo richiedano. Le norme UNI EN 12464, emanate nel 2004 in sostituzione, in parte, della UNI 10380, definiscono i criteri di qualit degli impianti per una corretta visione, le metodologie di misura e i criteri di progettazione. Scopo del presente lavoro la verifica del comfort illuminotecnico in ambienti scolastici; in particolare, stata individuata come caso di studio lAula 3 della Facolt di Ingegneria dellUniversit di Perugia, dove stata condotta una campagna di misure finalizzata alla determinazione dei principali parametri illuminotecnica (illuminamento, luminanza e temperatura di colore). Dal confronto con le 183

prescrizioni normative emersa la non conformit dellimpianto attualmente installato; si sono perci ipotizzate alcune soluzioni migliorative e, tramite un modello previsionale, si sono valutati i benefici apportati alla qualit della visione.

2. QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO Nel 1994 il settore illuminotecnico recepiva la norma UNI 10380 Illuminazione di interni [2] con lo scopo di fornire le linee guida relative allesecuzione e alla verifica degli impianti di illuminazione. Tale norma fornisce le definizioni delle grandezze fotometriche fondamentali, le finalit dellilluminazione a seconda della destinazione duso del locale ed infine le prescrizioni generali e specifiche per ogni grandezza. Per quel che riguarda i locali adibiti ad uso scolastico, la norma suggerisce che lilluminazione debba favorire lattenzione e la concentrazione, permettere di riconoscere facilmente il materiale didattico e facilitare le attivit visive connesse allinsegnamento. In Tabella 1 sono riportati i requisiti di illuminazione per gli edifici scolastici, a seconda del compito visivo, in termini di illuminamento medio, tonalit di colore, gruppo di resa del colore (caratterizzato dal simbolo Ra) e classe di controllo dellabbagliamento. La norma descrive, inoltre, le verifiche illuminotecniche da effettuare e le caratteristiche di impiego e di precisione degli strumenti, oltre a fornire le modalit per limitare labbagliamento diretto, quello riflesso, la metodologia per la determinazione dellilluminamento medio, dellabbagliamento diretto e riflesso e il calcolo del fattore di resa del contrasto CRF.

Tabella 1 - Requisiti di illuminazione per i locali scolastici Tipo di locale o Illuminamento Tonalit compito visivo medio (lux) di colore classe, illuminazione generale 200-500-750 W,I lavagna 300-500-750 W,I laboratori artistici o scientifici 500-750-1000 W,I,C aule universitarie, illuminazione generale 300-500-750 W,I aule universitarie, banchi dimostrazioni 500-750-1000 W,I aule universitarie, lavagna 500-750-1000 W,I laboratori, officine 300-500-750 W,I sala per assemblee 150-200-300 W,I Ra G 1B B 1B B 1B B 1B B 1B B 1B B 1B B 1B B

reperibilit dei luxmetri. Le principali novit introdotte dalla [3] sono: la valutazione dellilluminamento sullarea immediatamente circostante il compito; la scala degli illuminamenti; il nuovo indice UGR per la valutazione dellabbagliamento; sfarfallamento ed effetti stroboscopici. La novit pi importante senzaltro lindice UGR, definito nella relazione della CIE n 117, che fornisce anche il metodo tabulare per il calcolo che deve essere utilizzato dai costruttori degli apparecchi per la sua valutazione.

3. UN CASO DI STUDIO: LAULA 3 FACOLTA DI INGEGNERIA DI PERUGIA

DELLA

La normativa tecnica italiana ha recentemente recepito la EN 12464 del 2002, pubblicata come UNI EN 12464/2004 [2], Luce e Illuminazione Illuminazione nei posti di lavoro, che in gran parte sostituisce la UNI 10380/94. La norma si articola in sei capitoli, nei quali si specifica lo scopo e il campo di applicazione, i termini e le definizioni utilizzate, i criteri di progettazione, lelenco dei requisiti illuminotecnici e i procedimenti di verifica. Lo scopo quello di fornire i requisiti illuminotecnici per i posti di lavoro in interni in termini di comfort visivo e prestazione visiva. I principali parametri da controllare per soddisfare le esigenze visive dei lavoratori sono: la distribuzione delle luminanze, lilluminamento, labbagliamento, la direzione della luce, la resa dei colori e il colore apparente della luce, lo sfarfallamento e gli effetti stroboscopici ed infine la luce diurna. Tale norma definisce i valori limite dei seguenti parametri: - illuminamento medio mantenuto; - uniformit di illuminamento; - grado unificato di abbagliamento (UGR); - indice di resa cromatica. 2.1 Confronto critico delle normative La differenza sostanziale tra la UNI 10380 e la UNI EN 12464 da ricercarsi nello scopo che esse si prefiggono. La UNI 10380 fornisce le prescrizioni relative allesecuzione, lesercizio e la verifica degli impianti di illuminazione artificiali, stabilendo i parametri da controllare e le modalit. Nella UNI EN 12464 sono specificati i requisiti relativi agli impianti di illuminazione in termini di quantit e qualit per la maggior parte dei posti di lavoro in interni; non sono riportate soluzioni progettuali e impiantistiche specifiche al fine di non influenzare il progettista e di dare la possibilit di sperimentare nuove soluzioni e tecnologie. Altra differenza, di natura molto pi pratica, consiste nel fatto che la UNI 10380 forniva prescrizioni molto restrittive e laboriose per le verifiche di luminanza, che spesso non venivano effettuate a causa della complessit esecutiva e della difficile reperibilit degli strumenti di misura da parte degli operatori del settore. La nuova norma, invece, d dei suggerimenti generali sulla distribuzione delle luminanze e viene lasciato alla discrezione del progettista o del verificatore il livello di accuratezza nellottimizzazione; rimane tuttavia per inalterato il grado di dettaglio nella verifica dellilluminamento, data la comune 184

Lo studio ha riguardato la valutazione dellambiente luminoso in unaula della Facolt di Ingegneria dellUniversit degli Studi di Perugia (Aula 3). E stata scelta questa aula in quanto la pi rappresentativa della maggior parte delle aule presenti nella Facolt. Laula, a pianta rettangolare di dimensioni 16 m x 12 m, al suo interno presenta due file di banchi, per un totale di 157 posti a sedere, una cattedra ed una lavagna appesa su di un fondo nero; le aperture presenti sono due porte che danno su un corridoio e due ampie superfici vetrate con finestre che affacciano allesterno (Figura 1).

Figura 1. Vista dellAula 3

3.1 Strumentazione utilizzata Prima della campagna di misure vera e propria si sono effettuate le seguenti attivit preliminari: - rilievo architettonico dellaula; - definizione dei compiti visivi e precisamente: lettura e scrittura su carta; lettura e scrittura sulla lavagna; deambulazione tra i banchi; - individuazione delle zone di svolgimento dei compiti: sui banchi e sulla cattedra il compito quello di lettura e scrittura mentre i corridoi servono per il passaggio; - localizzazione degli apparecchi di illuminazione. Le misure di illuminamento sono state effettuate con un luxmetro/colorimetro Minolta Chroma Meter CL-200 (Figura 2a) con il quale possibile procedere alla determinazione delle coordinate tricromatiche e della temperatura di colore delle lampade. Per la misura delle luminanze stato impiegato un luminanzometro Minolta Luminance Meter LS-100, riportato in Figura 2b, in grado di effettuare misure di luminosit da una distanza che va da 1014 mm fino a infinito.

a) ) Figura 2. Strumentazione utilizzata: a) luxmetro/colorimetro CL-200 b) luminanzometro LS-100

che le lampade sono state accese per 1 h e avendo avuto cura di oscurare le superfici vetrate. Gli altri punti di misura sono stati posizionati sulla cattedra e sulla lavagna, come mostrato in Figura 3. Per quanto riguarda le zone di transito, ne sono state individuate tre. La prima zona, nominata corridoio 1, si trova tra la parete e la fila A, il corridoio 2 delimitato dalle due file di banchi e il corridoio 3 situato tra la fila B e laltra parete. Per i corridoi 1 e 3 sono stati individuati 8 punti di misura, per il corridoio 2 i punti individuati sono 7, tutti disposti lungo i camminamenti. Le misure sono state fatte ponendo lo strumento ad unaltezza di 20 cm da terra. I punti b banchi sono identificati con numeri da 1 a 11, nelle zone dei quelli nelle zone di transito con lettere da a ad h. Lilluminamento medio, Em, stato calcolato a partire dagli illuminamenti puntuali, in base alla seguente relazione:

Em =
4. GRANDEZZE MISURATE E VERIFICHE 4.1 Illuminamento La UNI EN 12464 non fornisce alcun metodo per il posizionamento dei punti di misura, ma solo i valori minimi da rispettare. Il reticolo dei punti di misura stabilito suddividendo lambiente in zone omogenee per attivit svolte e tenendo conto che il numero di punti non deve comunque risultare minore di 9 per ciascuna zona, in base a quanto gi prescritto dalla UNI 10380. Il numero minimo di punti necessario al calcolo dellilluminamento medio pu essere stabilito in relazione allindice del locale K, definito dalla (1) (Tabella 2) [2, 4]:

1 n Ex n x =1

(2)

dove: - x, punto di misura; - n, numero di punti di misura considerati; - Ex, illuminameno misurato nel punto di misura x, (lux).

Cattedra

K=

a b h ( a + b)

(1)

dove: a e b sono le lunghezze dei lati dellambiente (m); h la distanza tra la superficie illuminante e il piano di lavoro (m). Nel caso specifico K pari a 2,28. In base allo schema proposto dalla UNI 10380 si tracciata la griglia di misura, posizionando i punti al centro della maglia e avendo cura di creare maglie rettangolari con rapporto tra i lati pari a 2. Tabella 2 - Numero di punti necessari per il calcolo di Em Indice del locale K <1 1-2 2-3 >3 Numero di punti 1 9 16 25

Fila A Fila B

Corridoio 1

Corridoio 2

Corridoio 3

Punti di misura di E,Tpc x Punti di misura di L Figura 3. Planimetria dellaula e posizione dei punti di misura Lilluminamento medio stato confrontato con lilluminamento medio mantenuto fornito dalla [3]. Dallanalisi dei dati (Tabella 3) risulta come limpianto non rispetti i valori di illuminamento prescritti dalla norma per quanto riguarda la zona della lavagna e per il compito di lettura e scrittura, mentre per le zone di passaggio garantisce un buon illuminamento. Osservando la Figura 4 si pu notare come i valori di illuminamento dei punti delle due file siano molto simili tra di loro, fatta eccezione per il punto 10, dove la differenza tra la fila A e B di circa 100 lux. 185

Il procedimento seguito ha fornito un numero eccessivo di punti, per le ridotte dimensioni della zona dinteresse. Quindi sono stati trascurati quelli ritenuti meno significativi, senza compromettere la validit del rilievo. Nello specifico per la zona dei banchi si sono rilevati in totale 22 punti: 11 nella fila A e 11 nella fila B, disposti in due griglie simmetriche tra loro e numerati in ordine crescente a partire dalla seconda fila di banchi; questo al fine di rispettare il pi possibile la simmetria della disposizione degli apparecchi illuminanti allinterno dellambiente. Il rilievo stato effettuato ad una altezza dal pavimento di 85 cm, dopo

Tabella 3. Valori medi dellilluminamento nelle diverse zone e confronto con i valori consigliati dalla normativa Zona Fila A Fila B Cattedra Lavagna Corridoio 1 Corridoio 2 Corridoio 3
500 450 400 350 300 250 200 150 100 50 0 1 2 3 4 5 6 Punti 7 8 9 10 11

Em (lux) 327 328 307 95 262 274 218

Em (lux) UNI 12464 500 500 500 500 100 100 100

Fila A Fila B

La [3] non prescrive di effettuare verifiche di luminanza, contrariamente alla [2], e prescrive che i punti di misura siano gli stessi usati per la misura dellilluminamento. Per ogni fila di banchi le misure sono state effettuate in quattro punti, indicati in Figura 3. Per ogni punto la luminanza stata misurata puntando lo strumento sullarea del compito, sulla lavagna e sulla lampada posta sopra la posizione dellosservatore. Lo strumento, dovendo simulare locchio della persona seduta, stato posto ad unaltezza da terra di 1.2 m, come prescrive la UNI 10380. Per la cattedra, la luminanza stata misurata sullarea del compito negli stessi punti usati per la misura dellilluminamento, orientando lo strumento verso il fondo dellaula e sulla lampada posta sopra la posizione dellosservatore. Nei corridoi la luminanza stata rilevata in tre punti. Per il corridoio 1 e 3 le misure sono state effettuate puntando lo strumento sul pavimento, sul banco adiacente il punto di misura e sulla parete che delimita il corridoio. Per il corridoio 2 la luminanza stata misurata sullarea del compito e sulle due file di banchi. In questo caso lo strumento stato posto allaltezza di 1,65 m da terra [2]. Dallanalisi dei dati di luminanza sui banchi (Figura 6) si nota come al punto 4 la fila B pi luminosa della fila A, con una differenza di circa 15 nit; questo valore scende fino a 5 nit nel punto 7, fino ad annullarsi nel punto 1; nel punto 8 invece risulta pi luminosa la fila A.
80 70 60 L (nit) 50 40 30 20 10 0 1 4 Punti 7 8 Fila A Fila B

Em (lux)

Figura 4. Illuminamento sui banchi (lux) Dallanalisi degli illuminamenti puntuali delle zone di passaggio, emerge che il corridoio pi illuminato il numero 1; questo potrebbe essere dovuto alla presenza di una parete tinteggiata di colore chiaro quindi molto riflettente, mentre il corridoio 2 ha le finestre che al momento del rilievo risultavano oscurate da tende; il corridoio 3, infine, risente dellombra dei banchi. Per quanto riguarda la temperatura di colore, si pu osservare dalla Figura 5 che i valori rilevati si attestano intorno ai 2800 K, tranne per i punti 9 e 10 dove si nota una sostanziale diversit dei valori, a causa delle diverse lampade montate nellapparecchio sopra i punti di misura al momento del rilievo. Valori simili si sono avuti per le zone di transito.

Figura 6. Luminanze sui banchi (nit) Per quanto riguarda le zone di passaggio, il corridoio 3 meno luminoso degli altri due (Figura 7), ma quello che presenta una maggiore uniformit di luminanza, oscillando questa intorno ad un valore di 23 nit. Il corridoio 1 quello che presenta il maggior gradiente di luminanza: si passa infatti da un valore di circa 22 nit ad uno di circa 50 nello spazio di pochi metri. La causa di questa differenza cos marcata di luminanza pu essere ricondotta alla presenza di un apparecchio, proprio sopra al punto a del corridoio 1, dove sono montate lampade diverse dalle altre.
60

3300 3200 3100 3000 Tcp (K) 2900 2800 2700 2600 2500 2400 1 2 3 4 5 6 Punti 7 8 9 10 11 Fila A Fila B

50 40 L (nit) 30 20 10 Corridoio 1 Corridoio 2 Corridoio 3

Figura 5. Temperatura di colore (K) sui banchi 4.2 Luminanza Le misure di luminanza hanno lo scopo di valutare se lilluminazione artificiale consente di ottenere un adeguato equilibrio delle stesse entro il campo visivo delloperatore, ai fini della riduzione dellaffaticamento visivo. 186

0 a d Punti f

Figura 7. Luminanze nelle zone di passaggio

5. MODELLO PREVISIONALE: LITESTAR 8.00 [5]

IL

SOFTWARE

Il software Litestar 8.00 permette di calcolare gli illuminamenti e le luminanze sulle superfici degli ambienti, arredi inclusi, tenendo conto anche delle ombre da essi create, consentendo anche il rendering dellambiente da diversi punti di vista, valutando le riflessioni secondo la teoria di Lambert. Mediante il software possibile realizzare sia verifiche illuminotecniche sia il progetto illuminotecnico di un ambiente, impiegando come procedura di calcolo il metodo del flusso totale ed eseguendo tre tipi di calcolo, semplificato, diretto o completo. Nel presente lavoro il Litestar stato usato con lo scopo di creare un modello virtuale dellAula 3, determinando i valori dei parametri illuminotecnici attuali e valutando i benefici ottenibili con soluzioni correttive. Il modello stato realizzato seguendo le seguenti fasi : - realizzazione dellambiente da modellare; - modellazione degli arredi presenti; - impostazione della procedura di calcolo considerando lilluminamento diretto, 7 interriflessioni, gli arredi allinterno dellambiente, comprese le ombre. 5.1 Confronto tra dati sperimentali e output delle simulazioni I risultati iniziali delle simulazioni, ottenuti in prima approssimazione considerando lintera superficie in pianta dellaula, hanno fornito per lilluminamento un valore medio sul piano di lavoro di 258 lux, sul pavimento di 146 lux. Questi dati presentano una forte discrepanza con quelli misurati; ci dovuto al fatto che il valore risulta mediato sullintero piano, mentre quelli ottenuti dalle misurazioni sono stati mediati solo nellarea interessata. Per avere quindi dei numeri paragonabili, sul piano di lavoro, stata fatta la media dei soli valori che ricadono allinterno delle zone dei banchi, mentre per le zone di passaggio sono stati trattati solo i punti disposti lungo le pareti. Dallanalisi dei risultati si evince come i valori forniti dalla simulazione siano leggermente pi elevati di quelli riscontrati nella realt, tranne che per il corridoio 2 (Tabella 4); le differenze restano comunque contenute entro i 20 lux, attestando un buon accordo fra situazione reale e simulata. Tabella 4. Valori di illuminamento: confronto tra simulazioni e misure Zona Fila A Fila B Cattedra Corridoio 1 Corridoio 2 Corridoio 3 Em (lux) Simulazioni 304 301 304 234 279 197 Em (lux) Misure 327 328 307 262 274 218

confrontati con quelli misurati (Tabella 5): per quanto riguarda i corridoi sono stati riportati i valori di luminanza nei punti dove le differenze tra valori misurati e simulati sono massime e pari al pi a 14 nit. Per il resto il confronto ha evidenziato che c rispondenza tra i due set di dati. Tabella 5. Valori di luminanza: confronto tra simulazioni e misure Zona Fila A Fila B Corridoio 1 (punto d) Corridoio 2 (punto g) Corridoio 3 (punto g) L (nit) Simulazioni 60 58 33 34 28 L (nit) Misure 59 63 45 48 21

6. PROPOSTE PROGETTUALI Al fine di migliorare il comfort illuminotecnico allinterno dellAula 3 sono state ipotizzate tre diverse soluzioni progettuali. Ipotesi progettuale n1 Prevede di modificare il coefficiente di manutenzione dellapparecchio illuminante, usando quello fornito dalla ditta produttrice degli apparecchi e pari a 0,70, mentre il coefficiente proprio dellambiente, ottenuto dalla Letteratura tecnica, posto pari a 0,50. Dallanalisi dei dati possibile osservare che i valori di illuminamento ottenuti per le superfici dei banchi e della cattedra sono ancora minori di quelli raccomandati dalla [2]; per le zone di passaggio, invece, la verifica ampiamente soddisfatta (Tabella 6). Tabella 6. Illuminamenti medi calcolati nellipotesi di progetto 1 e confronto con i valori normativi Zona Fila A Fila B Cattedra Corridoio 1 Corridoio 2 Corridoio 3 Em (lux) 425 422 425 328 434 287 Em (lux) UNI 12464 500 500 500 100 100 100 Esito verifica Non Soddisfatta Non Soddisfatta Non Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta

Per i valori della luminanza sul piano di lavoro, il software non riesce a fornire dati attendibili se non viene definita una superficie emittente. Pertanto si pensato di sostituire le due file di banchi con due superfici aventi le stesse propriet di riflessione e le stesse dimensioni. I valori ottenuti sono stati 187

Ipotesi progettuale n2 - Prevede di sostituire gli apparecchi illuminanti con altri capaci di alloggiare lampade pi potenti ed impostando come coefficiente di manutenzione quello del locale, fornito dalla Letteratura tecnica e pari al 50%. Il modello di apparecchi illuminanti scelto il Filigare 294 T8 2MG della ditta 3FFilippi, a sospensione e con unottica di alluminio a specchio, con un trattamento superficiale al magnesio ed al titanio, che garantisce un migliore illuminamento e non provoca iridescenza. Per quanto riguarda le lampade, si scelto il modello L58W/865 FLH1 prodotto dalla ditta Osram, le cui caratteristiche sono le seguenti: - : 5000 lumen; - Tcp: 3000 K; - gruppo di resa del colore: 1B.

Dallanalisi dei risultati della simulazione (Tabella 7) possibile osservare come i valori dellilluminamento medio mantenuto nelle zone del compito visivo di scrittura e lettura non garantiscano ancora i valori previsti dalla [3], anche se per poco. Dal confronto con i dati ottenuti dalla precedente ipotesi progettuale, lilluminamento medio risulta aumentato di circa 70 lux nelle zone dei banchi, di 56 lux sulla superficie della cattedra, mentre per il pavimento si va da un massimo di 40 lux di variazione registrati nel Corridoio 1 fino ad un minimo di 18 lux nel Corridoio 3. Tabella 7. Illuminamenti medi calcolati nellipotesi di progetto 2 e confronto con i valori normativi Zona Fila A Fila B Cattedra Corridoio 1 Corridoio 2 Corridoio 3 Em (lux) 496 497 481 368 463 305 Em (lux) UNI 12464 500 500 500 100 100 100 Esito verifica Non Soddisfatta Non Soddisfatta Non Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta

Ipotesi progettuale n3 Prevede limpianto descritto nella ipotesi progettuale 2, ma con coefficiente di manutenzione minimo fornito dal produttore e pari al 70%. I valori forniti dalla simulazione sono perfettamente rispondenti ai valori previsti dalla UNI 12464 (Tabella 8). Visti i buoni risultati ottenuti si effettuata anche la verifica di uniformit dellilluminamento, intesa come il rapporto tra illuminamento minimo e medio, che deve risultare, in base a quanto prescritto dalla norma, maggiore di 0,7. La prescrizione non rispettata solo per le zone di passaggio. Tabella 8. Illuminamenti medi calcolati nellipotesi di progetto 1 Zona Fila A Fila B Cattedra Corridoio 1 Corridoio 2 Corridoio 3 Em (lux) 672 674 673 515 648 428 Em (lux) UNI 12464 500 500 500 100 100 100 Esito verifica Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta Soddisfatta

strumentazione in dotazione al Laboratorio di Controlli Ambientali del CIRIAF, al fine di valutare i valori di illuminamento e luminanza allinterno dellaula. I dati sono stati in seguito oggetto di verifiche illuminotecniche, secondo le prescrizioni dettate dalla UNI EN 12464; la griglia di misura stata definita in accordo a quanto prescritto dalla UNI 10380. Dallanalisi dei risultati, i valori dellilluminamento misurati nella zona del compito sono risultati al di sotto dei valori minimi raccomandati dalla normativa. Sono state quindi proposte alcune soluzioni migliorative, al fine di soddisfare dette prescrizioni. Con lausilio del software Litestar 8.00, si creato un modello dellAula che stato tarato fino a quando i dati restituiti dal programma sono risultati coincidenti con quelli ottenuti dalle misure effettuate. Sono state poi proposte tre soluzioni correttive, le prestazioni di ognuna delle quali sono state simulate con Litestar. La prima soluzione prevede di modificare il coefficiente di manutenzione dellapparecchio illuminante, usando quello fornito dalla ditta produttrice degli apparecchi e pari a 0,70. I risultati ottenuti non sono soddisfacenti, soprattutto per quanto riguarda lilluminamento. La seconda ipotesi prevede di sostituire gli apparecchi esistenti con dei nuovi pi performanti, utilizzando il coefficiente di manutenzione proprio dellambiente. I nuovi illuminanti proposti, capaci di alloggiare lampade pi lunghe e potenti, hanno portato allincremento del valore dellilluminamento medio sul piano del compito. I dati ottenuti dalle elaborazioni numeriche, tuttavia, sono risultati, anche in questo caso, non adeguati ai valori minimi previsti dalla normativa. La terza ipotesi progettuale prevede luso dellimpianto descritto nella ipotesi progettuale 2, ma nei dati di ingresso della simulazione il coefficiente di manutenzione quello minimo fornito dal produttore, pari al 70%. Tale soluzione fornisce un illuminamento che soddisfa abbondantemente i valori limite della normativa, a fronte di costi di acquisto e montaggio non trascurabili; i costi gestionali, invece, nonostante la maggior potenza impegnata, non risultano sensibilmente diversi da quelli dellimpianto attualmente installato.

8. BIBLIOGRAFIA 1. 2. 3. 4. 5. UNI 10840, Locali scolastici, criteri generali per lilluminazione artificiale e naturale, 2000. UNI 10380 Illuminotecnica. Illuminazione di interni con luce artificiale, 1994. UNI EN 12464-1 Luce e illuminazione Illuminazione dei posti di lavoro Parte 1: Posti di lavoro interni, 2004. Felli M., Lezioni di Fisica Tecnica, Morlacchi Editore, Perugia, 1999 Manuale Software LITESTAR 8.00

7. CONCLUSIONI Negli ultimi anni sempre pi importanza stata data alla qualit ed al comfort luminoso degli ambienti chiusi. In particolare, per gli ambienti scolastici, il quadro normativo attuale specifica quali siano i parametri da considerare al fine di una corretta valutazione della qualit della luce e del comfort illuminotecnico. Nel presente lavoro sono riportati i risultati di una campagna di rilievi illuminotecnici nellAula 3 della Facolt di Ingegneria dellUniversit di Perugia, volta alla verifica delle condizioni di comfort nel caso di illuminazione artificiale. Si effettuata una campagna sperimentale, mediante apposita 188

9. ELENCO DEI SIMBOLI K Em L Tcp = Indice del locale. = Illuminamento medio [lux]; = Luminanza [nit]; = Temperatura di colore [K]; = Flusso luminoso [lumen].