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progetto grafico di Gaia Stock 2011 Edizioni EL, San Dorligo della Valle (Trieste) ISBN 978-88-477-2812-7 www.edizioniel.

com

patrizia rinaldi

rock sentimentale

Edizioni EL

A Lorenzo, quando ha fatto la cortesia di nascere di nuovo.

Prendi anche questo colpo, incassa, e poi ti giuro che se hai la forza di superare questa cosa diventi invincibile. Nick Hornby, Un ragazzo

1. moo scuola famiglia

Tu, caro Moo, devi capire la tua passione vera. La devi cercare prima dentro di te, come se scendessi in miniera con le pietre che ti cadono in testa. Difficile. Poi la devi cercare fuori di te, sperando che le circostanze ti ubbidiscano. Ancora pi difficile. E invece che fai? Perdi tempo con le cose inutili. E non mi parlate dellautogestione che mi fate saltare i nervi! Mia madre non si sopporta. Stamattina ce lha con me, come al solito, e pure con lautogestione. Dice che noi labbiamo svuotata del senso politico e che non vogliamo andare a scuola e basta. Dice che vogliamo restare nel nostro orto a zapparci i piedi e cos . Ma noi chi? Quando parla con me, parla al plurale, come se fossi un ammasso. Io sono un gruppo solo quando suono, le ho detto. Non coglie la sintesi e mi corregge: Rispondi fischi per fiaschi. Lucciole per lanterne no? Me ne vado. Non possibile parlare con una che parla cos, che tira fuori discorsi che non esistono. Mi d fastidio. Devo ammettere che ci prova, che per lo meno ci prova a dirmi. Male, ma ci prova. Mio padre si sbatte e dice ai miei tempi. Come se fossero solo suoi, deve esserseli comprati. Gi mi aspetta Pisolo. Pisolo perch la sera aiuta il padre, in pizzeria, e a scuola dorme. Non sai cosa successo ieri, mi fa. No che non lo so, non cero, gli faccio.
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Una tipa con i capelli bianchi, vestita in un modo incredibile, mi ha mollato cinquanta euro: garon voil. Cinquanta, belli, due da venti e uno da dieci . Pisolo li traduce: Birre, Marlborine e sala prove. Io non fumo. Niente di niente, intendo. Neanche laerosol: mio padre sta con una sigaretta in bocca anche quando dorme e mi venuto lo schifo. Due ore di sala prove, belli. Dove li hai presi? Dalla cassa. Sono le mance di tre sere: sarebbero per me, unico cameriere, ma invece mio padre le aggiunge alla cassa, la sua. Chiamami Robin, fa finta di avere una piuma in testa e se laggiusta, Hood. E perch hai sparato la palla della signora? Cos, per fare colore. Arriviamo sotto scuola. Le nove. Prima ci siamo fermati per un cornetto al cioccolato bianco. Cinquanta euro vanno festeggiati. Pisolo ha voluto anche un bitter. Ha gusti orribil-brutti e li dice come se fossero chiss cosa: Il bitter smorza il cioccolato. Ma piantala. Sotto scuola stiamo nel cazzeggio. Non ci va niente e nemmeno lautogestione. Danila entra, lei entra sempre. Noi incontriamo Filosofia che si informa: Allora, entrate s o no? A Pisolo piace Filosofia, le guarda lultimo bottone e si sveglia. Fa il convinto: Questa scuola non significa, anche lautogestione non abbastanza. Prof, noi dobbiamo... S, va bene, entrate? C il rischio che Pisolo cambi idea, intervengo: No . La guardo male. Si va in sala a provare, viene con noi? Filo mi odia, ma ci fa la simpatica: E cosa provate?
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Attacco: I am a man who walks alone, and when Im walking a dark road... Lei non si turba: Vi piacciono vecchie cose, allora. Io sono un gruppo solo quando suono. Ma non capisce. Se ne va. Tanto lo so che vuole firmare e levarsi di torno la scuola, anche lei. Arriva Stefano, il bello. Stefano talmente sicuro di essere bello, che usa il casco integrale e una Vespa rosso fuoco, ritinta da lui. Ha gli stemmi anni ottanta, trucidi, e canta apposta i Tokio Hotel, per dare fastidio. Non contento, li canta con gemiti neomelodici; tanto le tipe lo vogliono lo stesso e questo la dice lunga sugli sforzi inutili dei normodotati per essere interessanti. Ciao, mi sorride e si leva il casco, che fate? Io sono un gruppo solo quando suono. Ci tengo molto alla mia solitudine e tutti stamattina vogliono ferirla. Moo, ma sei particolarmente scomposto! Tua sorella? Sta alle medie, che centra mia sorella? Mi piace informarmi sulla tua famiglia, saluta tua sorella per me. Ovvero salutami a soreta: insulto napolitan, di cattiva scuola, di ovvio mal parlare. Pu. Le amiche di Danila, che non sono entrate, ridono. Ridono su una cretinata che avrebbe potuto dire mio padre o il padre di Pisolo. Raccolgo Pisolo e lo trascino verso il liceo classico a prendere Giuseppe e Morizitto, che sono l per una trasferta, cos finalmente ce ne andiamo a suonare, ch stamattina tra Filosofia, Stefano e mia madre vorrei gi che fosse sera. Suono il basso e canto. Il basso lo suono male, ma cantare,
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che poi quello che so fare, senza uno strumento mi viene strano. Dovrei starmene l impalato con le mani in eccesso e non mi va. Suoniamo e cantiamo metallo, ma non solo. Se sono da solo canto tutto quello che mi viene in mente. Canto e canto, fino a perdere la voce, fino a strappare. Ci chiamiamo R.U., che non significa proprio niente. Quando ai contest ci chiedono perch ci chiamiamo R.U., rispondiamo che un motivo privato, difficile da dire, oppure ci inventiamo una scusa al momento: Roba Usata, Roba Unica, Red Un, Ritard-Ufo e altre scemenze di violenta improvvisazione. La metro nuova bella. Chiudo gli occhi, li riapro: sono a Londra. Comincio a parlare veryinglisch con Pisolo che non reagisce. Quasi dorme, le spalle appoggiate alla parete lucida. I colori sono belli, le sculture che non capisco sono belle, le pubblicit sono pulite, pure la gente bella qua sotto. Arriva la metro, fa una sirena di nave, saliamo e io sono su un treno che sta andando a Liverpool. Alla sala prove, mi ripiglio. Mi ripiglio talmente tanto che faccio un omaggio a mia madre, che forse pensa che sto a scuola. Mia madre molto ingenua e sogna. Mi fa pena, perch non avrebbe proprio niente da sognare. Siccome lei ha una fissazione per Bruce, attacco il River, ma lo faccio metal. Wed go down to the river And into the river wed dive Oh down to the river wed ride. Devo dire che viene bene. Pisolo alza la chitarra sulla testa. Bossssss . spinto da vero entusiasmo: lui in genere usa soltanto gesti minimi.
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Giuseppe scarica la batteria, bravo. Suona con noi per piet, ma lo vogliono molti gruppi. Morizitto si appoggia sulla chitarra e chiss che pensa. Si chiama Leonardo, ma noi lo chiamiamo Morizitto perch ha un conflitto emotivo ininterrotto con la morte, la sua naturalmente. Sta in questa fase qua. Veramente dalle medie che non gli passa. Allinizio facevamo gli amici, cercavamo di convincerlo che il suo era un terrore un po prematuro. Poi Pisolo, una volta che aveva lavorato fino alle cinque e aveva sonno pi del solito, si scocciato. Con un occhio chiuso e uno aperto, e le mani ad andare e venire sulla tastiera, gli ha detto: Mori zitto . Ha detto mori, invece di muori, Pisolo parla male quando ha il sonno feroce. Io mi chiamo Moo, perch faccio le cose dopo o non le faccio. Rispondo: Mo, adesso in napolitan. E se insistono: Moooo! Il nome mi stato appioppato in quinta elementare. Non un granch come nome, ma me lo tengo. Il mio nome vero Antonio, ma non lo sento da tanto.

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2. maria stella unaltra cosa

Mi chiamo Maria Stella. Rispondo sempre cos, quando mi dicono Sei la sorella di Moo?. Mi chiamo Maria Stella. Perch sono la sorella di Moo, ma sono anche unaltra cosa e unaltra persona: queste altre cose non vengono prese in considerazione. Preferiscono riconoscermi in relazione (rapporto tra esseri o cose) a mio fratello. Amo molto le parole, me le segno, le ripasso. Le scrivo nel Nintendo. Lo porto nella tasca sinistra dei pantaloni. Anche per questo non uso gonne. Usare il Nintendo per raccogliere parole comodo: gli altri pensano che stia giocando. Non capirebbero la mia mania ed meglio cos. La mia prof di italiano di seconda media, che non la stessa prof di italiano della prima media e cio dellanno scorso, mi d comunque e sempre sei. Anche se faccio collezione di parole, dico. Non mi conosce, e va bene, ma non solo questo: negli elaborati faccio molta attenzione a non rivelare segreti di custodia parole, a non sbilanciarmi troppo nel rivelare al mondo adulto la mia raccolta. Perch sai che ci vuole che me la sciupino? Talvolta sbaglio apposta. Non dico che leggo libri. Soprattutto non dico che li compro con la paghetta. Non confesser, nemmeno sotto tortura, che li ho anche rubati.
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Signori della corte, dir se mi arresteranno, a mia discolpa (difendersi da unaccusa, scagionarsi) posso serenamente affermare che ho rubato, s, ma libri che non mi piacevano e che comunque andavano letti! Mi assolveranno? Non credo, le ragioni degli altri sono una frangia spettinata. Perch sprecare la mia paghetta per opere insulse non mi andava proprio, ma devo leggerle. Credo che si debbano leggere le opere insulse, quelle che non si sa perch, ma piacciono al mondo intero. Un po lo faccio, mi vergogno a dirlo, perch cos per lo meno posso parlare con qualcuno dei pochi libri che leggono tutti, un po perch cos posso capire quello che non mi piace, che poi utile come capire quello che mi piace. Mia madre, che sbrodola dolcezza e dolore, mi racconta che a tavola da piccola assaporavo tutto, ma proprio tutto. Se lassaggio non era di mio gusto, facevo una smorfia strana: piegavo la bocca da un lato e arricciavo il naso. Poi mi ricomponevo, tornavo con la bocca dritta e, seria seria, prendevo un altro pezzo di cibo da grandi e ricominciavo, fino a che non avevo sperimentato tutto quello che cera in tavola. Solo alla fine sceglievo. I miei capelli sono ricci. E va bene, molte ragazze hanno i capelli ricci, ma i miei sono cos ricci che se mi bagno la testa restano asciutti. Sono capelli africani, per biondi. Sono milioni di capelli. Se potessi offrire i miei capelli per i trapianti, resterebbero comunque folti e avrei contribuito a risolvere i problemi di popolazione di calvi o calve. Forse pu sembrare semplicistico (atteggiamento di chi semplifica eccessivamente la realt per gestirla meglio), mi rendo conto. A scuola vado daccordo con i maschi e con la matematica. Il secondo aspetto pu sembrare unincoerenza (assenza di collega13

mento logico con unaffermazione precedente), ma in realt non cos. Cerco di spiegare: le parole somigliano ai numeri, solo che le parole hanno una logica personale, i numeri hanno una logica di tutti. Ecco. In matematica riesco meglio, perch non devo nascondere la mia logica. Se ricordi il teorema di Pitagora, non racconti niente di te oltre il fatto che lo hai studiato, invece di guardare i Simpson, per esempio. Ho in grande considerazione limportanza del segreto. Vado daccordo con i maschi perch in classe mia sono pi simpatici, e va bene, questo un caso, ma anche perch, dal mio punto di osservazione, somigliano alla matematica. difficile che il comportamento logico dei maschi non sia prevedibile (ci che si pu facilmente supporre), le femmine che ho conosciuto invece, soprattutto quelle della mia classe, non sai mai se ti daranno un bacio o un calcio. Come Marica, la mia ex migliore amica, che allimprovviso mi ha allontanato perch non uso le gonne. Me lo ha proprio detto: incredibile, non usi le gonne, non mi piace questa cosa. Ho pensato: che stupido arbitrio (facolt di giudicare liberamente seguendo soltanto la propria volont di giudizio). Ho detto: Come preferisci, Marica.

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3. mau si fa rossa

Moo non si sopporta. Stamattina ha cominciato una storia infinita sullautogestione. La difende, limbecille. E invece non ci crede, fa finta, solo che la difende lo stesso, perch deve fare il convinto. Come se dopo gli studi avesse un lavoro ad aspettarlo bello e pronto. Come se fosse nato a Disneyland e non a Napoli. In una villa vera e non nelle palazzine a schiera della cooperativa fuori mano, fuori periferia. Fuori. Speriamo che sia entrato, almeno stamattina. Macch, sar andato alla solita sala prove: quello scantinato umido, dove si paga pure. Un giorno di questi vado dal proprietario e lo minaccio di denuncia; lo dovrebbe sapere, lui, che di mattina non pu affittare lo scantinato a minori, che dovrebbero minorare a scuola. Invece fa pure lo sconto, il deficiente: venticinque euro di mattina, trenta di sera. No, un giorno di questi ci vado. Mio figlio dopo mi dir cose tremende, con quel modo suo, fermo e impermeabile. Faccia pure. Cosa devo fare con Moo: mi levo lo sfizio di picconargli io i sogni o aspetto che lo faccia let? Lo educo o lo cullo? La via di mezzo? Poi ha pure ragione a non sopportarmi. Non mi sopporto nemmeno io, se per questo. Quasi cinquantanni di cose che non sono andate come dovevano. Crisi?
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Mi fanno ridere quelli che dicono che sono in crisi. Io la crisi non me la posso permettere e chi mi vive vicino non pu nemmeno capire... niente, non pu capire niente. Il campione di non-capisco indoor mio marito, ma pure Moo non ci scherza. Solo che lui figlio e ne ha facolt. Per contratto. Maria Stella no, lei ne deve restare fuori. Troppo elegante, troppo aristocratica, ma da chi avr preso? una Stella caduta qua per caso, perci lho chiamata Maria Stella, non piace a nessuno il suo nome, solo a me. Appena compie sedici anni, la mando in un altro pezzo di mondo. Lontana da tutto e da sua madre. Moo ha una testa dura, per lui sar diverso ovunque. Spero. Il telefono. Dove sta il cordless, mai una volta che Moo lo lasci sulla base, niente, non lo trovo. Se mi vogliono davvero, richiameranno. Se mi vogliono davvero. Bah. Preparo il pranzo che meglio, lavo panni e metto a posto casa. Dopo me ne vado in bagno. Il pensile dei medicinali chiuso male, c un contenitore che impiccia. Apro per sistemare: mi cadono sui piedi scatole e flaconi. Li raccolgo. Guardo una confezione che non riconosco subito. una tintura per capelli, che ho comprato mesi fa in preda a un attacco di imprudenza. Rosso Rita, si chiama. Ma vedi tu, Rosso Rita. Perch no? Mi spoglio, facendo attenzione a non guardarmi, oriento la vista verso la vasca. Appoggio un asciugamano sulle spalle. Ora devo guardarmi per forza. Mi piazzo davanti allo specchio e mi spalmo Rosso Rita in testa. Aspetto i venti minuti della posa.
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4. moo va a provare

Oggi Pisolo ha fatto il grande. Latino interrompe lautogestione per portare i compiti. Chiama Pisolo, che dorme. Rauchi, Pisolo di cognome fa Rauchi, come se tutto lui fosse una gola, vieni qua. Traduci: Nemo profeta in patria. Ma ho gi tradotto, nel compito. Ho visto, ma non ci credo. Traduci. Pisolo apre un occhio. Il pesce profeta in patria. Lo so, non ho messo , sottinteso. Giusto sarebbe: il pesce profeta in patria. E da dove viene fuori sto pesce? Battute varie. Spiegami. Pisolo si scoccia, e si vede: Nemo, il pesce Nemo, profeta in patria. Queste cose qua dimostrano che vale la pena vivere. Comunque. Nonostante quello che successo con Mau madre. Mau mia madre. Mau sta per Mena Assunta (nonna materna di mia madre) Umberta (nonna paterna di mia madre). Tre nomi terribili gi da soli, che il padre ha dimenticato di dividere con le virgole, allanagrafe. Me lo vedo il nonno allufficio, il foglio nella tasca scritto da mia nonna, con quella grafia da maestra pignola. Quindi lei deve firmare per intero: Mena Assunta Umberta.
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Amici, pochi, e parenti, pochi, scansano loffesa e la chiamano Mau, che forse pi brutto di Mena Assunta Umberta. Starebbe bene a un gatto o a un cane piccolo, ma a mia madre sta male. Non le somiglia, anche perch lei uno e settantacinque, ha spalle e mani larghe. Largo pure il davanti: lo stringe in corazze di maglie o lo nasconde sotto pezze che chiama foulardini. A volte mi perdo, devo ammetterlo. Mi distraggo se sto da solo, figuriamoci in classe o in sala prove. Pu capitare che, dopo un intro musicale di mezzora faticata dalla band, io attacchi con un pezzo che non lui. Quelli del gruppo mio sono abituati. Non ci fanno pi caso. Canticchio a mente uno dei tanti attacchi che sbaglio spesso, mentre i Guns N Roses sperano che io non pianga, ma che non canti nemmeno: Talk to me softly There is something in your eyes Dont hang your head in sorrow And please dont cry I know how you feel inside Ive Ive been there before Somethins changin inside you And dont you know. Dicevo, prima, prima di distrarmi, che dicevo? Ah, s: mia madre diventata scema. Del tutto. Non che prima non lo fosse abbastanza, ma ora, ora la fine. Ha tre neuroni. Rossi. Laltro giorno torno da scuola: Cosa si mangia? Lei fa: Come sto?
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E si gira, non mi accorgo di niente, fa un altro giro. Poi, alla fine del giro, appoggia le mani sul tavolo, in cucina, abbassando di scatto la testa: Ah! Mia madre dice spesso A + H, insieme, ma composte con un numero variabile di A e H. A la sua vocale preferita. Ho preso quattro in storia. Ah! Il tizio del sesto piano morto stanotte. Aah! Pap mi ha detto di dirti che stasera non torna. Aaahh! Abbassa la testa e la muove. Vedo e comincio a ridere, ma sono pure rassegnato. Rido con rassegnazione, ecco. Si fatta rossa. E che ? Hai usato il balsamo al mirtillo? Hai comprato un casco cocomero? Ti sei lavata i capelli con la Cistite di Drago? Lei non si smonta, assurdo. Mantiene una faccia serena, per me lo fa apposta per fare andare in febbre le persone con esigenze di rabbia normali. Ce la metto tutta a decifrare sfumature e intuisco che non ti piace la nuova tinta. Con te non esco fino a quando non ti levi quel sangue finto dalla testa. Halloween mi sempre stata qua, indico il mio magnifico sedere a mandolino. Lo sai. Parla bene. Se per questo, non uscivi con me neanche quando ero marrone. Vuoi venire un momento in garage? A fare cosa? Vieni e vedrai. La curiosit e la voglia di togliermela di torno mi fanno cedere. Non usciamo insieme dal portone, per. Magari non ti riconoscono e posso fare finta di non essere tuo figlio.

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Ci ritroviamo in garage. Lei indica una Vespa 125 dei Sumeri: rossa come i capelli. Ha un faro tondo e i sedili staccati, quello davanti un triangolo. I piedi si mettono su due pezzi dacciaio alla Uforobot, ha un ruotino attaccato dietro che fa da spalliera scomoda. peggio di quella di Stefano. La sua 50, pi recente, e poi non la si nota, perch la porta lui, i suoi capelli biondi, le spalle esagerate e le gambe lunghe. Che fastidio. Mia madre sembra matta. Il rosso deve aver sconfinato e le deve essere finito nellipotalamo. bellissima. Non ti sembra bellissima? La guardo come se avesse defecato in salone: 125. Ah? 125 e io ho quindici anni, quasi sedici. Cosa si compra a un figlio quando ha quindici anni, quasi sedici? Il motorino, dici? Ma brava. Per tu hai detto che non se ne parla. Motivi: pericolo e soldi. Poi un bel giorno, scansando le menate che ci fai bere sul bisogna-comunicare-le-intenzioni-in-famiglia, esci e ti compri sta cosa? Ti sembra coerente? Mau perde la testa. Raramente lho vista cos. Si lega con un nodo violento il rosso che le finito sul cranio. Sta un minuto zitta, poi le esce una voce gelida, da vento di partita di pallone sul campetto di Agnano prima che incominci a muoverti: Sono dieci anni che... torno a casa, tu fai un po quello che vuoi. Mi sono sentito perso. Forse ha ragione. Sta sempre l a contare. Ha mangiato e non ha digerito guai brutti. Non ha niente, solo quella radio del tre che si incanta e muore sintonizzata perennemente sul giornale radio. Ma quanti ne fanno? Forse sono una bestia, ma aveva cominciato lei con laria felice e il rosso in testa. Io le odio le madri che fanno le giovani.

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Me ne vado sul pontile. Stare sul pontile mi calma. Non c nessuno. Il pontile una strada strappacuore che hanno costruito in mezzo al mare. Prima era solo un attracco per le navi da carico. Ora ci vengono a baciarsi, a pattinare o a portare i bambini piccoli. Ma per fortuna oggi non c nessuno. Arrivo in fondo, alla rotonda, per terra c la rosa dei venti. Mi ritorna la voce della sorella di mia madre, zia Marinella. Faceva la cantante. Diceva il Libeccio viene da qui, il Maestrale da l. Non mi ricordo pi da dove e bene bene non ricordo neanche la sua faccia, ch nel mare poi c morta. I posti strappacuore sono il pontile, la metro e il parco. Il parco non un parco proprio per niente ma, quando ho fatto filone le prime volte e ci andavo, mi sembrava una giungla straniera. Ricanto i Guns N Roses che intanto sperano che mi sperda nella jungle, altro che welcome. Welcome to the jungle We got fun n games We got everything you want Honey, we know the names We are the people that can find Whatever you may need If you got the money, honey We got your disease. Un giorno di filone con Pisolo e Morizitto mi becc sempre lei, zia Marinella. Non mi disse che fai, mamma lo sa? e cose simili. Prese da terra un ramo e ne fece un microfono finto e si mise a cantare con noi. I miei amici rimasero di cacca, non lavevano mai sentita una voce cos. Zia Marinella stava nei disco pub schifosi e le facevano cantare di tutto, ma poi verso fine serata poteva scegliere lei. Allora
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diventava bella. Mia madre mi portava e mi metteva a sedere su un tavolino, dietro il bancone. Ero un nano e rompevo pure. Anche mia madre cantava prima che nascessi io. Non mi sembra possibile. Mi sono scocciato anche del pontile. Basta, me ne torno a casa.

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5. maria stella riflette molto


e agisce poco

La vita di mio fratello Moo tutta un andare e venire. La mia, no. La vita di mio fratello Moo piena di amici. La mia, no. La vita di mio fratello Moo un continuo immaginare Napoli come un altro posto, tipo lIrlanda o che ne so. La mia, no. Mi piace conoscere Napoli, la sua storia, e pure la storia del mio quartiere. La vita di mio fratello Moo cerca sempre di far capire agli altri quanto lui sia bastardo. La mia quasi. Cio non voglio sembrare bastarda, ma non voglio nemmeno che gli altri scoprano bene bene come sono. Mi d fastidio. La vita di mio fratello Moo priva di libri, anche quelli di studio li guarda appena. La vita mia piena zeppa di libri. una processione (corteo di religiosi e popolo che procedono in fila sorreggendo immagini sacre) che porta libri. I libri, anche se pu non sembrare soprattutto a chi non li legge, rispondono. Faccio un esempio semplice, adoperando Il brutto anatroccolo di Hans Christian Andersen: ora, chi che non si sente nel posto sbagliato, nella famiglia di altri, brutto alquanto, goffo, sfrantummato (ridotto a pezzi da malesseri vari, come direbbe Moo), con sottrazione amorosa, irrimediabilmente perduto, sbagliato umano in sbagliato spazio?
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E chi che non si chiesto almeno una volta: passer? Andersen risponde: s, passer. Ma non con un fare mieloso-consolatorio (azione tesa solo a rassicurare), anzi, lui ci dice che la vita difficilissima, insidiosa, e che non c tanto da prenderla sotto gamba, ma che poi c pure la possibilit che alucce piumose diventino piene di entusiasmo. Puoi credergli, puoi non credergli. Ma intanto, mentre aspetti di capire se andr cos, una risposta c ed pure incoraggiante. Mau mia madre. Mau sta per Mena Assunta (nonna materna di mia madre) Umberta (nonna paterna di mia madre). Non una donna equilibrata. Sbrodola eccessivo dolore oppure eccessiva dolcezza, eccessiva resa, eccessivo combattimento, eccessiva noia, eccessiva determinazione. Pare che la vita non sia stata gentile con lei e cos lei risponde con ondate disuguali. Mi procura un misto di reazioni: pena, dolcezza, senso di protezione, nervosismo, silenzi infiniti, tentativi si spiegarle che la vita non sempre come la vede lei. Cambia sguardo, vorrei dirle. Mia madre, da giovane, cantava. Forse i figli non bastano a riempire tutti gli spazi. Se mamma non si fosse arresa e avesse continuato a cantare, probabilmente non sarebbe ingrassata, come dice lei. Che poi non troppo grassa. Si vede cos soprattutto quando si sveglia: fa giri larghi per non passare davanti allo specchio dove ci si vede per intero, quello dellingresso. Buona idea, Maria Stella, questa dello specchio nellingresso. Cos lo spazio sembra pi grande. Non credi? S, mamma, pi grande. S, figlia, pi largo pure. Avrei voluto dirle dellanatroccolo brutto, ma poi ho pensato meglio di no.

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6. pisolo innamorato

Ludovica. Ludovica. Ludo. Nome bellissimo. Lo scrivo e poi lo cancello. Se non si piastra i capelli mi piace anche di pi. Hanno delle onde morbide che quando cammina fanno vlam. Considerando che lamore non ha prezzo sono disposto a tutto per averne un po, considerando che lamore non ha prezzo lo pagher offrendo tutto lamore, tutto lamore che ho tutto lamore che ho tutto lamore che ho tutto lamore che ho tutto lamore che ho. Se mi sente Moo, mi spara. Prima di spararmi direbbe: Fratello, tradire il metallo e il rock puro con il fantacanto disonore. Muori. Ma non posso farci niente. Ho rimbambito e questo . Si dice sono. Sono rimbambito. Ludo sta in quarta F. Se stesse in seconda e fosse meno tosta avrei delle piccole possibilit. No, non ce le avrei lo stesso. larga, ha le spalle larghe di anni di nuoto, ride e dice le cose giuste. Canta, brava. Gorgheggia nel gruppo di Stefano, ma loro sono delle zuppe. Non si avvicinano neanche al livello di Ludo.
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Ludovica. Ludovica. Ludo. Nome bellissimo. Ieri faccio a Moo: Ci serve una... un cantante. Ci sono gi io. E se diventi rauco? Rauchi il tuo cognome, non il mio. Pu essere di tutti. Immagina: contest della vita, Roma o Milano. Tre discografici internescionl a sentirci. Sali su e non hai voce. Ci hai mai pensato? Asso nella manica, il cantante di appoggio va e tu laccompagni sotto con il basso. Ci fanno un contratto di trecento. Mila. Trecento. Mila? Pisolo, come mai sei cos sveglio? Guarda che gi lo so che vuoi Ludovica nel gruppo. Niente da fare. Qual era il patto? Niente femmine era il patto, ch se viene una femmina scassa. Niente cretinate libere o far pesante su bambine assenti, che poi lei va e le dice. Niente di niente, niente risate, che le femmine ammosciano il ridere. E soprattutto niente partitelle a pallone sgonfio, dopo le prove, sul piazzale di Joe Pallotta. Joe Pallotta il metallaro fuori tempo massimo, proprietario della sala prove. un uomo strano, vecchio, deve avere quarantanni minimo. Ha un passato: la famiglia sua, non mi ricordo se conti o marchesi o che cosa, aveva un casino dietro le stalle dellIppodromo. Casino non di donne, ma di caccia. Io veramente avevo capito di donne e non mi rendevo conto perch Joe lo diceva. Ci ha spiegato che i fratelli hanno provato a farlo diventare un agriturismo, ma non ci andava nessuno, allora lo ha comprato tutto lui e al piano terra ci ha fatto la sala prove. Ora, conte o marchese, sta scannato e paga debiti. Ha un cane: Che Nerastro. Che sta per Guevara, Nerastro sta per nerastro perch nero pece. Che Guevara era famosamente rosso, ma a Joe piacciono i contrasti. Dice: Il nero pu essere benissimo il rosso a luce spenta .
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Poi canta, devo dire abbastanza bene per essere un vecchio: Cos quando il sole muore fiore perdi il tuo colore le qualit che ti hanno reso vero ma chi lo dice che il fiore nero. Boh? Non metal, questo sicuro. Mi pare che un canto popolare nomade. Me lo ha detto pure, ma non me lo ricordo. Joe dice un sacco di cose. Parla spesso di disordini e di amori e di intelligenze. Lui parla sempre al plurale, ma non come fanno tutti. Cio parla al plurale se si tratta di astratto, al singolare se si tratta di vivi. Non gli ho mai sentito dire la parola ggiovani e questo buono. Comunque, contrasti o non contrasti, rossi o neri, il Che cane ci buca il Super Santos e cos facciamo la partitella a pallone sgonfio. Siamo diventati molto bravi in questo gioco, che prima o poi diventer una specialit olimpica. Quando finiamo, incastriamo il pallone in alto tra le sbarre della ringhiera, per non farlo sbranare del tutto. Devo dire che in questo Moo ha ragione: la partitella dopo prove, a pallone sgonfio, con Joe in porta che fa pure la telecronaca un vero godimento. Con Ludo in mezzo non sarebbe possibile, cio sarebbe pure possibile, ma non verrebbe cos bene. Ludovica. Ludovica. Ludo. Nome bellissimo. Peccato non avere speranze con lei, per ha fatto prendere un gran palo a Stefano. E questo mi sembra gi molto. A pensarci, lentusiasmo spesso va via a poco. Ultimamente ho un po meno sonno, deve essere lamore che fa cos. Eppure in pizzeria c lavoro, pi del solito. Mio padre ha fatto un prezzo speciale per i tizi universitari: cinque euro pizza e bibita. Seduti. Dico io, vuoi fare il prezzo speciale? E fallo da in piedi, cos io non mi devo ammazzare. Ma mio padre se ne frega. Poi mette una farina che pi speciale del prezzo, chiss dove la compra. Sembra gesso.
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Odio la pizzeria e odio mio padre. da un po che lho capito e lha capito pure mio padre. Dice che lodio per lui mi servir nella vita, pi del pane e del latte. Ritiene che lodio verso i padri fa muovere i piedi. Sar, a me fa venire sonno. Quando verr lora, prender la legna, la metter al centro della sala e lincendier. Impaster una pizza gigante con un sugo nero seppia e le dar fuoco. La guarder bruciare, le fiamme si allungheranno e lavvolgeranno. Sar la prima a infiammarsi, poi toccher alle sedie, allolio, ai tavoli, alle tovaglie e alla mozzarella che di mozzarella ha ben poco, forse il colore. Il bianco della mozzarella pu essere benissimo il rosso del fuoco, direbbe Joe. E adesso che centra? Boh. Ludovica. Ludovica. Ludo. Nome bellissimo. Ludovica star fuori ad aspettarmi su quel suo Booster scassato, monter su: Dove mi porti, piccola? A incendiare una pizzeria sulla luna . Mi guarder da sotto in su. Grande Ludo. Sar bellissimo. Mi passer per sempre il sonno e diventer un uomo imprevedibile, come Joe oppure come Moo, che dice che lui le ragazze le attira perch delle donne apprezza poco. Il poco che basta. Io no, io Ludo la vorrei tutta e per sempre. Per lo meno per il sempre e per il tutto che immagino, ma tanto lei non mi vuole e neanche mi vede. Che guaio, e stasera mi tocca tornarci, in pizzeria. Mi venuto sonno.

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7. moo non ama lamore

Pisolo scemo. Torno a casa a piedi. Devo svuotarmi della scemenza di Pisolo. Lo stradone ha i neon, alcuni lampioni sono rotti e lasciano per terra dei pezzi di buio. To begin whipping dance of the dead Blackened is the end To begin whipping dance of the dead Color our world blackened. Cantare Blackened dei Metallica una bella cosa. Cantare una bella cosa. Ti viene pi facile stare in un altro posto. Ecco lIrlanda. Sono nato in Irlanda e sto tornando a casa a piedi, fa freddo tra le case basse. Ho una sorella che si chiama MaryStar e ha i capelli rossi. No, rossi meglio di no, che mi viene in mente lultima intelligenza di mia madre. C nelle strade una rissa di Viva lIrlanda Libera e i brothers vengono a cercarmi. Non mi trovano. Per nascondermi ho scelto un tragitto secondario, passa attraverso cortili e vie con il prato in discesa. L il pub chiuso, lhanno distrutto perch aveva finito la Guinness. Deraglio e mi avvicino alla scogliera.
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Il mare sbatte contro le Cliffs of Moher e canta pure lui. Gli scogli sono unarpa celtica doro sdraiata sullo scudo blu del mare. Le spiagge vanno e vengono sotto le maree. Sono stato fortunato a nascere nella parte di mondo sfornita di diritti dautore. Ho trentanni, anzi no, ho venticinque anni e sono un genio. Mi chiamano Joe Little Ball. Mi occupo di programmi per computer. Tutta unaltra musica: ho snobbato larte vera e propria, perch a suonare sono talmente bravo che non avrei sfide. Promuovo anche giovani musicisti metal, come un certo Moo venuto da Suddeuropa. fantastico quel Moo. Quando canta mette a fuoco oceano e mare chiuso, ha una voce rauca Pisolo, fuori dai piedi tu e il tuo cognome, grazie ma forte. Spacca i vetri. uninsenatura nel presente. (Bello, uninsenatura nel presente, me la devo ricordare.) Quei due sono ubriachi, mi insultano, ma parlano veloce e non capisco. Tiro dritto. L c casa mia. Che poi, a pensarci bene, le palazzine della cooperativa potrebbero sul serio essere Irlanda. Forse di notte dietro occhiali da sole. Ma no, neanche. Torna il presente, senza insenature e senza ritocchi vari. Pisolo scemo. Si fissato con Ludo, ma come si fa? Carina carina, ma ci non giustifica e poi lo rimbalza. Non sa nemmeno che sta al mondo. Non le importa della pizzeria, della band, delle partitelle a pallone sgonfio, delle idiozie magnifiche che spara Pisolo e del suo sonno poetico. Non capisce il modo involontario di Pisolo di farti venire il singhiozzo a botta di risate. Ora io dico: ma si deve essere proprio scemi a perdere pace per una che ti fa sentire un nulla, che ti fa sentire un neo bianco nella via lattea che si confonde nello sfondo. volere bene a un moscerino in un occhio mentre vai in motorino, a un calcio di rigore avversario durante il derby, a un minestrone avariato, a un
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due in matematica, a Danila che non spiffera un aiuto neanche se la spari, ai Tokio Hotel, che il cielo li perdoni. Me lo chiedo anche di Mau. Ha un matrimonio davvero strampalato, mia madre. Poche frasi casalinghe e al negativo: non hai fatto questo, hai dimenticato questaltro, non ce la possiamo fare, non sei stato dove ti avevo chiesto di stare. Per il resto silenzio. Ma non il silenzio delle Cliffs of Moher, che comunque hanno il mare, no. Il silenzio guidato a distanza. Ognuno per i fatti suoi, che sarebbe pure un bene se i fatti fossero desideri belli e privati da pensare. Dicono che hanno avuto guai, gi. Ora, possibile che Pisolo non se ne renda conto? Eppure i fallimenti amorosi anche a casa sua vanno via come il pane o come la pizza. Boh. Lui, Pisolo, fa finta di niente e continua a sbavare appresso a Ludo. La vuole nel gruppo. scemo. Dietro lamore non mi metter mai gi. Non far finta che quella la strada verso la scogliera. Avr storie di mezzora o poco pi e le ragazze che non mi vogliono peggio per loro, che si perdono molto. Non mi piacer mai una che un moscerino in un occhio. Non sar bello mai a posta, con la camicia o la maglia giusta e neanche canter per una. Anatema: una lesatto contrario del mondo tutto. Mi accorgo di aver detto molti mai. A Joe Pallotta stanno sul fastidio i mai. Dice: mai dire mai, che non filosofia o che cavoli, ma 007 darchivio. Joe ci ha detto che appena uno pensa mai, anche solo di striscio, il mai si diverte e ti fa succedere quello che hai scartato. una controindicazione del mai, una diarrea. Pisolo, che superstizioso, mentre tornavamo mi fa: Mai bacer Ludo a casa, con Freddy Mercury che intanto dice The Show Must Go On, mentre i miei sono murati vivi in pizzeria.
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The Show Must Go On, Pisolo, stai male? S. Freddy lo dice perch mi vuole spiegare che lo show di frenesia deve andare avanti, deve continuare nonostante la scabbia che mi acchiappa il sedere ogni volta che mi agito troppo. Pisolo fatto cos, pensa scemo tra uno sbadiglio e laltro, ma fa ridere. Non mi importa, posso dirlo: mai. Lo dico e lo ridico: mai, mai, mai. Mai sar a sbranarmi con una tipa. Vivr da solo. Si fatica un accidente per avere una casa da solo, una stanza da solo, un bagno da solo, senza Maria Stella che sbraita fuori dalla porta. Un letto da solo che se ti viene cos lo lasci sfatto per un anno con un deposito di pigiami dentro. Si fatica una vita e poi che si fa? Si dice: prego accomodati nella mia casa da solo, usa pure il mio bagno da solo e dimmi di fare il letto al mattino, magari con il lenzuolo tirato bene in cima. Follia. una follia da guerra, un calcolo renale che si sposta sotto le tonsille. Pisolo lo conosco dalle materne, dormivamo insieme sui materassini puzzolenti e rossi. Giocavamo a squali e a Dragon Ball. Ho visto crescere i suoi piedi e il suo sonno. Entrambi sproporzionati. Mi ha guardato le spalle, mentre baciavo nella cabina di Miseno il primo bacio a dodici anni. Mi fa: Be, com? Lingua e saliva, come deve essere? Ma quella volta ci ho fatto il duro per finta, per non cedere allincoerenza. Io ho sto fatto del bastardo fin da piccolo, gli amici mi riconoscono per questo. Non posso smettere, sarei fuori parte. In realt, che poi a Pisolo lho pure detto, baciavo il primo bacio con la lingua solo che invece di cominciare dove comincia di solito, cio in fondo alla bocca, la lingua affondava nello sto32

maco e l ci sguazzava. Le gambe erano molli e un sangue, di certo coagulato, spingeva dalla schiena organi utili e anche inutili, come il rene. Inutili alla riproduzione, dico. Io e Pisolo, anche prima che diventasse Pisolo, quando si chiamava ancora Sergio e basta, siamo stati felici. Lo so, una frase da Baciami al sole, che fa vedere Napoli come se Napoli fosse solo Napoli e non anche Irlanda, Parigi, Lecce, Polo, Suddamerica, Roma Eur o chiss quale altro posto allombra. Come se Napoli fosse davvero e soltanto unimmagine da repertorio del telegiornale delle otto. Sciocchezze, ogni citt pu essere altre citt, non solo quelle dIrlanda. Pu essere molte cose, opposte o simili. unidea privata che ho della geografia e nessuno la capisce. Io e Pisolo, anche prima che diventasse Pisolo, quando si chiamava ancora Sergio e basta, siamo stati felici. Lo so, una frase cretina, ma la felicit rende stupidi, e che si sappia. Pisolo si chiamava Sergio e basta fino alla fine delle medie, perch il padre non lo aveva ancora preso a lavorare in pizzeria e lui poteva farsi in pace le quindici ore di sonno che gli servono per restare a occhi aperti, senza sbadigliare o dormire ovunque. talmente bravo a dormire di nascosto, che in classe ogni tanto muove le mani mentre respira pesante o apre e chiude il diario, per depistare Filo, che comunque se ne frega se Pisolo dorme o sente. Ora lui Pisolo ma, addormentato o no, ha conoscenza di cross. A pallone sgonfio e pure dormendo, Pisolo piazza il cross sui miei zoccoli e io segno. Questo un miracolo orientale, lesatto contrario del caos cosmico e del silenzio televisivo. arpa celtica di piedi e testa. Una meraviglia. Quindi lo salver da Ludo che non lo vuole e lo far nellunico modo possibile: far cantare la bimba bella nel gruppo. A
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furia di frequentarla, Pisolo capir che qualsiasi, come i sogni che si rompono. Domani, fuori scuola, la invito da Joe Pallotta e poi me la mangio.

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8. cosa vuoi fare, mau?

Non lo so, accidenti. Non lo so che voglio fare. gi impegnativo al mattino ricordare quanti anni ho. Eppure credevo di esserci riuscita. Quando morta Marinella, ho tirato gi una serranda verde, lho pulita bene e le ho messo lolio per non farla cigolare. Ho preso gli spiccioli rimasti e li ho dati ai miei figli. Non ho pianto mai in pubblico, non mi sono lasciata andare, non ho rimbalzato come direbbe Moo mio marito, che intanto ha continuato a camminare tra i viali alberati e a scivolare su canali dacqua pulita. La sua. Ho pagato il prezzo di dover lasciare il lavoro senza fiatare, quando mi hanno licenziata per chiusura ditta. La stessa ditta poi ha aperto con unaltra ragione sociale. Ah, ironia delle parole: ragione sociale, s, proprio. Ho risparmiato. Talvolta ho vissuto pure. Male, ma lho fatto. Non ho pi cantato. Non ho pi cantato. Cantavo con Marinella, era il nostro lavoro, un lavoro con la passione dentro, raro. Veramente, ho smesso prima che mia sorella morisse, quando mi sono sposata. A livello professionale, intendo. Non ci posso pi venire la sera con te nei locali, me ne vado in una ditta e lavoro di giorno, come tutti. E perch? Mario si storce. Dice che io e lui possiamo vederci solo la sera e se vado in giro non ci incontreremo mai.
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Dilla tutta. Non sta bene cantare in giro. Non si addice a una verymarriedwoomn. Non ci sono pi andata lo stesso. Mi sono tenuta i dubbi e mi sono tagliata un pezzo. Un altro. Da allora se provo a cantare il tono esce sbagliato. Ho perso la voce, chiss, forse era un anticipo del disastro. Era una caparra del merlo che avrebbe perduto il resto dopo il becco. Il merlo ha perso il becco, boom, il merlo ha perso il becco, boom, il merlo ha perso il becco, povero merlo mio, come far a cantar? Come far a cantar? Il merlo poi ha perso tutto. Tutto. E a quel paese pure il merlo. Il risultato? Il risultato degli spiccioli, dico. Moo si costruito due belle paratie di bastardaggine, le tiene lisce e pulite, meglio della mia serranda. pieno di amici, di musica che non capisco, di vita sua insomma. Maria Stella senti che bel nome e come le somiglia! sta perfezionando i suoi aggettivi geniali. sola, perfetta e in anticipo. A volte mi preoccupo, spero di non mostrarlo. Invece s che lo sa. Con i figli e con i ragazzi in genere mentire difficilissimo. Ti sgamano, come direbbe Moo. Ti studiano, come direbbe Maria Stella. Hanno il sesto senso, mentre io mi ostino a nascondere dolore sotto il tappeto. Cosa vuoi fare, Mau? Non lo so cosa voglio fare. Aah!

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9. maria stella cerca di capire lamore

Tra un po avr tredici anni. Esiste una statistica (studio della frequenza e di altri dati utili a esaminare la manifestazione di accadimenti) che spiega che moltissimi esseri viventi hanno dato il primo bacio ad anni tredici. Far eccezione. Non perch mi dia gusto non ubbidire alle statistiche, anche, ma perch forse aspettare un po di pi, come dire, spostare in avanti il raggiungimento degli appuntamenti con la statistica fa per me. Cos combatto pure lanticipo in tutto di cui sono malata. Laltro ieri la prof di matematica, che la stessa della prima media, cio dellanno scorso, ha mandato a chiamare mia madre, tramite telefonata della segreteria della scuola. A mia madre, Mau, preso un colpo. AaahH! Usa pronunciare questa vocale, modificando laspirazione finale a seconda dei casi. Pure tu ti ci metti? Non basta Moo? Non le ho detto che il voto pi basso che ho preso in italiano il solito sei, compensato ampiamente dal dieci e mezzo al compito di matematica. Il compito di mate. Mi sono messa in fila per riconsegnare lelaborato alla prof. Tra me e me pensavo al significato del mezzo oltre il massimo. Un po come considerare linfinito pi met: non mi sembrava regolare da un punto di vista di dinamiche quantitative.
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Mi sono guardata bene dal farvi cenno con la prof, ma lei deve aver notato un guizzo nei miei occhi. Che c Maria Stella? Niente, devo riconsegnare il compito. E perch hai fatto la fila? In genere chi non ha niente da chiedere, chi ha capito tutte le correzioni, non fa la fila; appoggia il compito sulla cattedra e pace. Giusto. Perch ho fatto la fila? Spesso i piedi o altri pezzi del corpo mio non ubbidiscono agli ordini dei pensieri. Ti ha incuriosito il mezzo oltre il dieci? Sono restata imperturbabile (aggettivo che indica la caratteristica di chi non si lascia distrarre dalleccesso emotivo), ma un rossore venuto a visitare le mie guance. Lho sentito salire dagli stessi piedi che prima avevano gi disubbidito, i deficienti. Non avrei voluto dire quello che ho detto, ma lho detto lo stesso con un rammarico (amarezza, dispiacere, afflizione) fastidioso: Mi ha insospettito. La prof scoppiata a ridere. La mia prof di mate, quando ride, fa un rumore di fontanella di notte. Ce n una in una piazzetta di Ravello che ride precisa identica. Non si pu aggiungere nulla al meglio, dici? Qua ce lho fatta a restare zitta. Be, s, cos. Ma non colpa mia se hai avuto lintuizione di risolvere il problema con tre procedimenti diversi, distinguendo: percorso breve, medio e lungo. Hai aggiunto pure che la soluzione che preferivi era quella lenta, perch capita che nel risolvere un problema in molto tempo, arrivino pure altre suggestioni per risolvere altri problemi. Cos in effetti si risparmia tempo. Il meglio sarebbe stato risolvere il problema difficile con correttezza, il pi del meglio trovare altre risposte mentre se ne cerca una. Queste parole, pari pari, le ha comunicate a Mau, che mi faceva pena per come era preoccupata, mentre si preparava per andare a scuola.
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Ah, mannaggia. Ah, mannaggia... pure tu! Ah, mannaggia, ah, mannaggia pure tu! e cos via. Non le ho detto che immaginavo che la prof di mate volesse dirle del compito. Perch? Non lo so, mica si pu sapere tutto. Forse per una certa vergogna, lho gi detto, le parole a volte sciupano, non bastano, e poi mica lo so se solo bello eccellere. Eccellere rende soli. Certo, si pu essere soli anche se si sbaglia il compito di mate o se, per esempio, si hanno i brufoli o un busto ortopedico. Tuttavia il busto o i brufoli capitano, per eccellere si deve studiare molto e cos ti pu venire il dubbio che stai scegliendo la solitudine e non sempre un bel ragionare. Forse mia madre ha pensato con procedimento diverso le stesse cose, infatti quando tornata a casa mi ha guardata con un sorriso a met tra soddisfazione e ansia. La Maior tua di mate, mia madre talvolta vuole parlare giovane e quando lo fa non desta le mie simpatie, lho guardata male e lei ha capito, tornando alla sua et, mi ha detto che tu sei un genio, che insegna da trentanni e che non ha mai avuto unalunna come te. Mi ha messa pure in agitazione, perch pare che alcuni professori non apprezzino la genialit e la ritengano una forma di presunzione o, peggio, una dimostrazione di non saper campare. Se per questo, non solo alcuni professori. Comunque resta serena perch non sono un genio e nel caso mi scappasse di esserlo, dora in poi sbaglier apposta. Pure in matematica . Pure in matematica lho detto a bassa voce. Mau madre mi ha abbracciata. Ha un odore di borotalco in tempesta che sterza verso un profumo maschile. Non so se le perdoner il fatto che mi ha chiesto di vincere al suo posto, senza dirmelo. Non lo so, ma immagino che la morte della sorella le abbia sbarrato la strada e perci meglio che ci provi. Per ristabilire lequilibrio.

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Lamore (accordo e assentimento nei confronti di un essere vivente o verso un concetto, un ideale) come la soluzione del problema di matematica che preferisco. , a mio modesto e privo di esperienza avviso, la possibilit di provare e capire tutto il resto che si pu capire, mentre si viaggia verso la soluzione finale. Lamore lunico gesto di una certa imponenza contro la morte. Ed per questo che bacer in ritardo o, per lo meno, quando mi pare e piace. Con buona salute della statistica.

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10. moo chiede a ludovica


di cantare col gruppo

Ciao, Ludo. Ciao, Asma. Asma? Ludo si sfila il basco: Filosofia ha detto che nei laboratori dobbiamo aprire la finestra al cambio dora, quando poi deve entrare la classe tua, perch chai lasma allergica. Filosofia ha unidea molto wstrctnxxwww della vita privata del prossimo, la scema. Comunque ho avuto lasma in prima, poi mi passata. Sono cresciuto. Ludo mi guarda dai piedi alla testa. Accomodati pure sul mio metro e ottantacinque: ho una missione da portare a termine, bambina. Resta lucida, lincompetente. Lo vedo da me, che vuoi? Perch non si pu parlare tanto per parlare? Moo, il massimo che mi dici prima di tirare avanti ciao, Cicatrice. Quindi se ti fermi per parlare e ti appoggi pure al muro, qualcosa vuoi. Che cosa? Ludovica in prima media stata operata. Ha una cicatrice che le attraversa la schiena. Al mare, gi al pontile, la chiamavo Cicatrice, ma senza malizia. Era un fatto descrittivo e basta. Perci mi hai chiamato Asma. Divertente . Devo recuperare. un po che non ti chiamo Cicatrice. un po che non mi chiami per niente.
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Che cos, un lamento? Ma che vuole questa? Vieni a cantare con noi. Lo dico senza domanda. Credo che sia il modo migliore per ottenere, ma con lei non funziona. E chi lo dice? Io e gli altri. Pisolo... Pisolo? Lo sapevo, neanche se lo ricorda, Pisolo. Il mio amico, quello bruno con gli occhi di gatto, che suona come nessuno. Ah, quello che dorme. Non un buon inizio, comunque verr a provare. Domani mattina saltiamo scuola e andiamo a governare musica bella. Le do appuntamento allo stradone. La sala di Joe in fondo a un viale deserto e le ragazze non lo attraversano. Entro alla seconda ora; lautogestione finita, purtroppo. Matematica sta torturando Pisolo, che resiste eroicamente con un occhio chiuso. Matematica solleva i denti da Pisolo e azzanna me: ho fatto tardi, sono pessimo, non studio e sar respinto. Niente di nuovo. Se i prof fossero pagati meglio potrebbero fare la spesa alla Coop e non mangerebbero noi. Se i prof fossero pi felici non avrebbero dimenticato la vita e non ci inzupperebbero di lagne. Ogni tanto un prof tenace, ancora non strappato dai pochi soldi e dallassenza di memoria, si entusiasma e mischia entusiasmo, ma cosa rarissima. Aspetto che Pisolo torni sanguinante a posto e gli do la notizia. Lui comincia con una serie lunga di lei che ha detto e tu che hai detto. Aggiusto un po, non riferisco il fatto che Ludo lo identifica solo con il sonno. mio amico, posso ferirlo solo io. Gli passa il sonno.
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Entra Filo e lo interroga. Oggi con i prof il suo giorno sfortunato, ma lui troppo contento per accorgersene. Filo comincia male. Partiamo dalla ripetizione. Pisolo mi guarda: ripetizione una contraddizione in termini per uno che non ha il libro. Con i soldi di Abbagnano Fornero, dei Protagonisti e testi della filosofia , abbiamo pagato unora di sala prove. Che poi non unora sola, tanto Joe non ci viene a chiamare e ci fa restare il tempo che vogliamo, cio moltissimo. Partiamo dalla ripetizione . Insiste. Forse vuole convincersi anche lei che Pisolo non ha a disposizione solo le fotocopie del giorno. Quando le fa. Chi era Protagora? Se stai tanto con una persona, gi sai quello che gli passa in testa. Conosci i meccanismi di aggregazione cellulare dei suoi pensieri. Sai il prima e il dopo e pure il mentre. Siccome con Pisolo io sto pi che con me da solo, mi viene facile. E so quindi, nel momento preciso in cui Filo dice ra di Protagora, che a Pisolo arriva uneco di tabelline. Peccato che quello delle tabelline non lui. Pisolo attacca: Protagora nasce... . Silenzio. Filo cattiva: Ma va! Pisolo resiste: Protagora nasce e ha fin da piccolo un interesse per i num... gli faccio segno di no con la testa, per i num... per i numerosi aspetti della vita. Filo crudele: La tua intelligenza superiore alla media. Vola alta, talmente alta che prende il largo, fa il giro dellIperuranio e sprofonda nellAverno. Pisolo ingenuo e assonnato. Crede sia unaltra domanda. Averno lo so, c il lago. Ci fanno sci dacqua. Noi andiamo a contare i minuti prima che cadano nei liquami abusivi dei ristoranti. Invece liper non lo so, mi dispiace. Chiudo gli occhi, non voglio vedere Filo che abbatte la mannaia.
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Quindi non sai n la ripetizione n la lezione del giorno: Iperuranio uguale Platone . Cerca Danila e la trova subito. Danila, spiegaglielo tu. Danila attacca. Sa tutto. La penso mentre esplica i suoi bisogni corporali, di sicuro stitici. Danila non ha una voce umana, il suo tono unoffesa al suono. Contiene decibel verso lalto in eccesso, sbava stecche e urla nel silenzio della sua compostezza. Lei lesatto contrario degli Iron, la sorella ipodotata e scema di Freddy. La prof fa andare la testa verso un s continuo, mentre Danila parla e parla. Pisolo intanto dorme, in piedi. Si fa unoretta di sonno in dieci minuti. Quando Danila finalmente la smette, si vede che pi riposato. Be, almeno questo. Filo le mette un pi, e prepara una croce diversa per Pisolo. Cambiamo argomento . Pisolo non reagisce, immolato. Vedo le sue braccia aperte e molli in un volo doloroso. Cosa mi dici del panta rei? Panta? Panta... Panta nasce ad Atene. No? A Siracusa? Qua non lo seguo nemmeno io. Filo piazza gli ultimi chiodi nel burro delle carni, poi si mette a pensare. Prende unaria umana. Se i prof fanno gli umani Shining. Pericolo. Vedi, Sergio, in effetti a vedere vede, ora che ha dormito ha gli occhi pi aperti, mi dicono che tu lavori di notte. Mi dispiace, sai, tanto. Per devi scegliere, se vuoi andare avanti devi avere tempo per studiare. Devi valutare, devi considerare. Brava, peccato che sbaglia il soggetto. il padre di Pisolo che deve: deve pagare un altro cameriere e meglio di come paga Pisolo, con le mance che non gli d. E poi Pisolo non studierebbe uguale, come me. Perch non ci interessa. E non ci interessa perch anche a te, cara prof, non
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interessa. Non difficile da capire. Su, Filo, coraggio: un piccolo sforzo e ce la puoi fare. Pisolo torna a posto, la prof ha scritto qualcosa, ma lui non ha neanche chiesto. Quando viene Ludo da Joe? Le ho dato appuntamento per domani allinizio dello stradone. Bello. Andiamo insieme. C un problema per. Come la paghiamo la sala prove? E che ne so? Facciamo a debito. Pisolo concentrato, la testa gli schizza, un pattino sul ghiaccio. Non possiamo fare a debito. Tranchillo, Pisolo, ci inventeremo qualcosa. Stasera pure chiusura. Chiusura di pizzeria, chiusura di cassa. Tua madre? Mia madre non caccia un euro. Tua sorella? Le ho finito tutti i soldi della cresima. Ho unidea . Pisolo lo dice raramente, ma quando lo dice pericolo. Pi di Shining. Recupero crediti. Alluscita andiamo da Stefano e ci facciamo ridare la moneta che ci ha chiesto per la vernice e pure per i freni rotti. soddisfatto. Attacca I Want Out dei Sonata Arctica: In school they teach you what to think, But everyone says different things, But they are all convinced that theyre the ones to see. Lui non sa iper, ignora panta, come me daltra parte, ma conosce a memoria tutte le parole dei pezzi che gli piacciono. Tantissimi, non li sbaglia mai.
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Io invece li sbaglio. Quando salto un pezzo, lui mi guarda e corregge e canta. Va liscio come lolio della pizzeria.

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11. maria stella non ha amiche


e cerca di farsene una ragione

Mia madre ha lamica del cuore. Fanno telefonate a bassa voce, che tanto poi sento tutto. Quando Mau madre torna da una passeggiata con la sua amica del cuore, ma pure solo dalla spesa al supermercato, ridente. pi giovane. Mio padre non ha amici, ma alcune persone con cui parla esclusivamente di calcio. Qualche volta, prima, mi applicavo ad ascoltarli: vuoi vedere che si stanno narrando una metafora (gioco linguistico che trasferisce significati, pi o meno) della vita? Quando ho capito che pi che metafora i loro discorsi sono un nascondino per non osservare le copiose miserie, ho smesso di origliare. Moo ha pi amici che capelli. Tutti lo vogliono, lo chiamano, lo inseguono. Pu persino fare lo sdegnoso: lui s, lui no, lei s. Io avevo Marica. Fin dalle materne la volevo. Marica ha dei capelli folti, lisci, bruni e due occhi cos neri che a guardarli a lungo ti viene da chiederti se non siano bluviola. Perch il nero a sprofondo inganna, il nero contiene tutti i colori, li attira. Forse per questo il nero degli occhi di Marica attrae gli sguardi di tutti. Alle elementari, in quinta, si sviluppata, ovvero le sono venute le mestruazioni; in un lampo la vita le diventata sottile, le spuntato un seno prepotente, i capelli e gli occhi, se possibile, sono diventati ancora pi lucidi; ha abbassato il tono
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della voce, forse per comandare agli altri di avvicinarsi per poterla sentire. Marica ha una capacit particolare di decidere al tuo posto. Non so come fa. Crea gruppi e poi ci si mette a capo, ma non in modo evidente: sembra sempre che siano gli altri a sceglierla. Solo una persona riesce a raggiungerla, a ostacolarla: la sua cugina maggiore di Roma, la figlia del fratello di suo padre, che nato a Roma, appunto. Si chiama Roberta ed matta come un cavallo matto. Lho conosciuta a casa sua, quando ancora frequentavo casa sua. Roberta alta uno e ottanta, per me nata gi pioppo o faggio, molto bella e fa la scema professionista. Non scema per niente, quando dimentica la parte, si vede. Credo faccia la scema per non spaventare gli altri, avendo gi a disposizione una bellezza feroce, che, diciamo la verit, un po allontana. Quando Marica parla, Roberta non la ascolta mai: si guarda le unghie, comincia a canticchiare canzoni o pubblicit, si specchia, si aggiusta il vestito o scoppia a ridere. Se le si chiede: perch ridi? Risponde: pensavo a una cosa. Marica mi ha offesa. Parecchie volte. Lavevo avvisata: Non mi offendere pi che vado via, e tu sarai responsabile di un periodo lungo in cui non vorr amiche. Marica, durante lavviso che le stavo facendo, ha imitato Roberta e si messa a cantare la pubblicit del cornetto Algida e da quel momento, con cura e come se decidessero altri, mi ha esclusa dai gruppi e sottogruppi che organizza a scuola. Persino i gruppi del catechismo li ha decisi lei. Cos ho smesso di avere amiche e ancora dura quel periodo. Cos ho premuto di poco lacceleratore e a ogni compito, a ogni interrogazione, a ogni intervento in classe ho fatto in modo di prendere pi di lei quel mezzo punto che la saluta, ma da vicino. So che non c niente che possa irritarla di pi, perch
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mezzo punto significa: ce lavrei potuta fare a superarla, ma non ce lho fatta. Spiccioli di cattiveria a fini di pareggio. Da sola imparo. Lamicizia verr. Mi sorprender negli anni futuri, le mie amiche saranno diverse da me oppure uguali. Coglier particolari indimenticabili, soffrir per loro, rispetter errori e scelte. Ascolter segreti e amori, non giudicher. Cercher di parlare, chiss se ci riuscir, della mia collezione di parole. Sorrider spesso e chieder cose stupide, tipo che vestito mi metto?. Intanto mi alleno con la solitudine, che una gran bella palestra, perch la vita, ah la vita, talvolta ti sbatte contro un angolo e ti si para davanti e non fa passare nessun altro.

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12. mau e il canto rosso

Stamattina, quando Moo e Maria Stella sono andati a scuola, avevo quasi deciso di portare di nuovo i capelli verso un colore standard. Questo rosso non mi somiglia. Be, non una novit che le mie scelte non mi somiglino. Cos sono andata a comprare un bel Castano Chiaro Sobrio: rassicurante, composto. Sono andata a fare la spesa alla Coop e ho messo nel carrello il pezzo di autunno Castano Chiaro Sobrio. Ecco. Poi sono tornata a casa. Prima di procedere alla rieducazione dei capelli, ho cercato il bollettino di una multa su una tassa della spazzatura, che non ricordo se ho pagato oppure no. O meglio, sarei pure sicura di averle pagate, ma continuano ad arrivare avvisi: ATTENZIONE, lei non ha pagato la tassa; ATTENZIONE 2, la legheremo al palo pi alto, le faremo pagare il triplo; ATTENZIONE 3, la inchioderemo alla sua responsabilit di ladra e cose cos. Come spesso succede, ho trovato altro al posto di quello che cercavo. Invece della multa ho trovato una mia foto vecchia. Ero in un locale a fine serata, cantavo, avevo un foulardino tra i capelli. Ora i foulardini li metto solo a coprire il davanti eccessivo, un tempo accomodavo foulardini nei passanti dei jeans, intorno al polso, stretti al manico della borsa, stretti intorno al collo, in testa.
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Compravo fantasie sgargianti e stoffe sottili con grande piacere, ricordo. Dal foulardino della foto spuntavano capelli rossi che tendevano pericolosamente verso il prugna. Rossi. Guarda un po, avevo dimenticato di avere gi ospitato sulla zucca questo colore. Nella foto mi stavano bene, facevano contrasto con la carnagione bianca e i lineamenti da ragazza. Ero rossa e cantavo. Gi. Cos ora sono qui, le mani poggiate sul lavandino, gli occhi puntati contro lo specchio. Ridicola. Provo un A-a-a-h modulato. Le pareti del bagno mi rimandano un rimbombo che potrebbe sembrare di altoparlante. Mi piaceva, quando sapevo cantare, mescolare canti popolari al jazz. Ora lo fanno in tanti, ma allepoca era una novit. Mi piaceva stravolgere le finali zuccherine in amaro, tagliare il suono, fratturare, ricomporre. Marinella si portata via anche la mia voce e cos non so cantare pi. A dire il vero non ci ho mai pi nemmeno provato con cura. La voce ha bisogno di esercizio, altroch. Come tutte le cose del dire. Non che uno si mette l e fa lusignolo, ci vuole pratica di esercizio. C stato un momento in cui ero diventata brava. Ricordo bene la sensazione che in quel periodo avevo della voce mia: un po mi apparteneva e un po no. Era senza governo, se ne andava dove voleva lei e potevo soltanto accompagnarla. Provavo ore e ore e ore e ore. Mi piaceva tanto. Ho avuto persino una proposta importante. Questo non lo sa nessuno, nemmeno Marinella. Non glielho detto, quando potevo.

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Poi, dopo che morta, glielho raccontato. Parlo spesso con lei, le dico cose stupide, tipo ti piace questa maglia?, oppure segreti, ricordi. A volte scommetterei che mi sta ascoltando. Per farmelo capire mi invia gabbiani sul balcone, conchiglie nelle piante, macchie dombra a forma di stella marina, profumo di sale sulla pelle. Robe di mare, insomma. Altre volte no.

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13. a pisolo scoppia la vita

Sto nel mio letto. Domani, cio oggi, visto che sono le tre e trentacinque, sarei dovuto andare in un giorno bellissimo: con Ludo e Moo, a suonare. Avrei avuto le bolle nello stomaco, mentre aspettavo Ludo con Moo gi allo stradone. Dovevamo saltare scuola e andare. Avrei parlato poco e guardato molto. Avrei riso per ogni scemenza di Moo e la strada sarebbe stata un fiume, lautobus sarebbe stato una Harley Davidson Rocker. Ma la vita cos: bastarda e bellissima, per il gusto di ridiventare bastarda. Non c niente da fare. Me ne stavo sulla mia Yamaha NP-30 a consumarla... amo la mia tastiera e nessuno la pu toccare. La tradirei volentieri con un pianoforte, ma siccome non ce lho, amo solo lei. Riesco a suonare mentre dormo, mentre penso ad altro, con lmp3 nelle orecchie. Posso sentire rap e suonare metallo, che poi nel metal la tastiera relativa, infatti spesso produco classico e sigle di cartoni per sfogare protagonismo. Comunque, me ne stavo sulla mia tastiera Yamaha NP-30 a consumarla, quando ho sentito lo scoppio. Ho pensato: Imbecilli, gi fanno Capodanno. Vogliono morire prima, per provare che la fine venga bene. Imbecilli. Odio i botti di Capodanno e mi vergogno quando qualcuno
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muore per le bombe benauguranti. Mi vergogno come un cane che esce per strada in mutande. Invece no, non erano botti, bengala, fischi, petardi o miccette. Era la pizzeria di mio padre. La pizzeria di mio padre si trova allangolo, anzi si trovava allangolo. Era nata in un prefabbricato abusivo che stato condonato. Fuori quindi era di prefabbricato e dentro di cemento, venuto su dopo il condono. In estate, la lamiera imbottita di cemento, vicino al forno, non aiuta. Non aiutava. In primavera era sbocciata pure una veranda con i tavoli e la stufa bianca a fungo. Abbuonata in seguito, anche lei. Cos aveva detto mio padre: La veranda stata finalmente abbuonata. Ho pagato come se dai vetri della veranda si vedessero i Faraglioni di Capri e non i sassi della terra di fronte. Ladri. Abbuonata? Non lavevo mai sentito, abbuonata. Abbuonata si dice, significa condonata. Ma quanto sei ignorante, i libri che leggi a scuola hanno le pagine bianche? Mio padre ha sempre una parola gentile. Il prefabbricato di cemento non ha palazzo sopra. Nel senso che ha occupato semplicemente un pezzo di marciapiede allangolo. Il segnale legale pi vicino un divieto di svolta a destra. Gli amici vivono nella stessa strada, ma la pizzeria una costruzione indipendente. Nello scoppio non coinvolge altre strutture, e meno male, altrimenti sarebbe stata strage, come ha fatto notare mio padre dopo unora circa di confronto con la polizia. Mi sono affacciato e ho visto un fungo-stufa in mezzo alla strada, cento metri o quasi pi avanti. Mi ha incantato quel proiettile-razzo con il cono che doveva proteggere le fiamme dalla pizzeria o la pizzeria dalle fiamme. Anche le stufe brillano per insuccesso.
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Non ho pensato: mio padre morto. O meglio, lho dato per scontato, come se lui fosse un supereroe manga mezzo uomo e mezzo pizzeria. Mi vergogno, ma cos: ho sofferto, ma anche no. In parte ero libero da mio padre e dalla pizzeria. S, lo so, bruttissimo. schifoso, ma lho pensato. Il fatto che lho sempre saputo, noi siamo anche schifosi, anche brutti: noi sta per io. Dico noi, per non sentirmi da solo in questo profondo abisso. Mia madre si messa a piangere lacrime zitte. Non mi ha abbracciato, non ha detto coraggio ors. Niente. Non riuscivo a togliere gli occhi da l. Le lamiere bruciate, i vetri per terra e le scatole di pomodoro da cinque chili scoppiate avevano preso i miei occhi, per non lasciarli andare via. Mi venuto sonno, un sonno di bestia. Mi ha travolto, mi ha sbranato, ma gli occhi sono restati aperti davanti allo spettacolo micidiale della pizzeria e della mia miseria. Mi sono fatto schifo. Apro gli occhi nella notte e vedo un mondo che non c quello che mi sta intorno non mio non fa per me il buio mi circonda, sai mi avvolge e mi ricorda di quando spegnevo la luce e da sola volevo tagliare la corda. Ho cantato Non c tempo con i 99 Posse. Sono restato cos a lungo. Mi sembra per ore, ma non lo posso dire. Il tempo passa o non passa. E questo si sa. Mio padre tornato a casa. Ha guardato mia madre, mi ha dato una leggera botta in testa che nel suo modo di parlare significa svegliati e torna tra noi. Proprio quello che non volevo. I miei sono andati in cucina e io sono restato di guardia alla pizzeria morta.

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Ora sono a letto e non ho pi neanche il sonno: almeno lui non mi abbandonava e ora invece s. Non so perch la pizzeria scoppiata. Non capisco, mi vengono in mente tanti motivi in fila. Non so se stato capriccio di una stufa, di una bombola del gas difettosa. Oppure capriccio e basta. Di uomini. Alla polizia mio padre ha detto che le cause dello scoppio sono da attribuire a un cattivo funzionamento della stufa che ha il permesso di riscaldare. Il certificato di revisione stato regolarmente rilasciato ed regolarmente bruciato perch si trovava allinterno della pizzeria. Non importante che gli creda. Cosa cambia? Mio padre dovr continuare a pagare i debiti. Ha detto che non la Fiat o lAlitalia e che quindi i debiti suoi li deve pagare lui. Il suo mordente critico modello business class davvero spietato. Ha detto che siamo rovinati e che probabilmente ce ne dovremo andare da Napoli, a cercare lavoro. Strano. La crisi economica non era mondiale? Forse mio padre ha semplicemente paura, in caga e ci vuole fare il razionale. Be, capita. Ho ampiamente dimostrato a me stesso di non essere migliore di lui. Mia madre ha perso la voce. Niente, non parla. Le sue lacrime zitte mi danno fastidio e mi fanno soffrire. Ma le lacrime finiscono oppure no? E che serbatoio hanno le lacrime di mia madre che non finiscono, un porta-benzina Ferrari? Che poi io somiglio a mia madre. Altro dato ineluttabile. Infatti non ho chiamato Moo, non ho chiamato Morizitto, non ho Messenger con Ludo sotto falso contatto, uno dei miei modi preferiti di sapere di lei. Non ho suonato. Non andr allo stradone. Non ho sonno. Le tre e quarantacinque. Ma quanto lenta la notte.
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14. maria stella si sveglia di notte per lo scoppio e pensa che tanto, dopo un boato, non si dorme pi

La mia stanza piccola e ricavata da un ex bagno, diventato ex stanzino, che poi ha rubato un pezzo dalla stanza di Moo ed diventato la mia stanza. La mia stanza affaccia sulla strada della pizzeria del padre di Pisolo. Il letto ha la testata appoggiata al muro della finestra, perch mi piace leggere stesa, se possibile alla luce naturale del giorno. Cos lo scoppio mi ha raggiunto le orecchie nel sonno, come una telefonata improvvisa di notte. Avevo avuto una giornata strana. Mia madre, Mau madre, dopo pranzo era restata seduta ad assemblare composto di molliche con le briciole del pane. Pu sembrare unoccupazione priva di significato, ma non per lei. Mau madre ha due momenti fortemente critici: la mattina della domenica a colazione, l sbriciola pezzetti di fette biscottate, e dopo il pranzo, quando non ho rientri a scuola. Lazione dello sminuzzare (metaforicamente, esaminare e dichiarare un argomento nelle sue molecole) precede di poco la frase fatale e ora parliamo. Tale intenzione mi procura un brivido gelato, perch difficilmente ho scampo. Moo in genere si alza e se ne va, a me viene da restare incollata, inebetita, sotto ipnosi (stato psicosomatico che trascina sia la dimensione corporea, sia la dimensione psicologica del soggetto).
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Mau mi ha guardata. Io lho guardata. Mau ha messo via le molliche piccole e ha cominciato. Maria Stella, devo confessarti un fatto. Ho pensato: be, per lo meno la partenza riguarda te e non me, o peggio Moo, di cui parli sempre con me, sbagliando interlocutore. Ho detto: Grave? Per me s. Riguarda te. Ho pensato: ahia, tu sbagli spesso interlocutore e io sbaglio spesso ipotesi. Hai continuato, senza leggere i miei pensieri, e questo la dice lunga su le-madri-capiscono-tutto-dei-figli. Tu non ti chiami Maria Stella. Cosa? Non bello avere una notizia simile. O meglio, ti chiami anche Maria Stella. Mamma, facciamo cos: respira, prendi aria e respingi aria, dopo di che mi spieghi senza scossoni. Vai liscia, per favore, perch quando cominci in questo modo lunga e non ho voglia di montagne russe, che domani ho il compito di geografia. Questa cosa dei compiti scritti di materie orali non la capir mai. MAMMA, NON TI DISTRARRE! Va bene. Prima di te, lo sai, ho avuto una gravidanza che non andata bene. Mi avevano consigliato di non provarci pi perch era rischioso. Cos, ho promesso che se invece avessi avuto una figlia, femmina, volevo una femmina, lavrei chiamata anche Costanza. Una specie di premio, un sottolineare che comunque ce lavrei fatta . Ha concluso con un sospiro corrucciato. Mi fa piacere per te e per me che sono nata. Anche se sapr dirti meglio in punto di morte. Cosa c di cos terribile in tutto questo? Di terribile c che non sono andata io allanagrafe. Avevo avuto un brutto cesareo e cos, bestia che sono, ho mandato tuo
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nonno. Pap non cera, era a Milano per lavoro, e tu sei nata prima del tempo per una complicazione rilevata dal monitoraggio. Ho dovuto avere un cesareo durgenza. E allora? E allora il nonno ti ha registrata allanagrafe senza virgola: Maria Stella Costanza. La storia si ripete, come me, dovrai firmare sempre cos. E dov il dramma? Il dramma che non riesco a evitare per te gli errori gi accaduti. Lho lasciata con le sue evidenze e me ne sono andata in camera a studiare. Ritengo che la vita avr i suoi pesi originali e che non sia giusto beccarsi anche quelli di Mau. Lei non male, per carit, ma insiste con questi fatti della vita sua, delle sue molliche di briciole private. Ho studiato geografia, come se nel soffio vitale non ci fossero altro che rilievi, vallate, altopiani, mari, oceani, fiumi, capitali, province, regioni, deserti, colline, laghi, monti erosi, monti giovani, flora, fauna, densit di popolazione, energia elettrica, carbone, energia idroelettrica e cos via. Dopo ho riletto Oh, Boy! di Murail Marie-Aude (ah, come scrive quella donna!). Lho letto per consolarmi, perch non c niente di pi bello delle parole che curano. Sono sprofondata nel sonno dei giusti o degli ingiusti, che spesso dormono meglio dei giusti, checch se ne dica, perch si sentono giusti comunque. arrivato lo scoppio. Mi sono affacciata e ho visto la pizzeria andare in fumo. Qual stata la causa? Non lo so, spero si scoprir, intanto sto qui a pensare.
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Pisolo odiava la pizzeria, facile a dirsi, la vedeva lontana, in un abbraccio ostile col padre. Quindi star malissimo. Pisolo lamico di Moo che preferisco. Ha uno sguardo distratto, pronuncia parole in un ordine molto aggraziato, non ha nessuna aggressione di difesa tranne il sonno. Lavora tanto e ingoia rimproveri. Infatti io non vado mai a comprare la pizza mentre lui lavora in pizzeria: mi dispiace vederlo inzaccherato di nervosismi non suoi. Sorride con unaria triste e colleziona anche lui parole, ma sono parole di canzoni. Me lo ha detto come se non fosse un segreto, per un pelo non gli ho detto il mio. Se riesco, gli dar una mano. Non credo di riuscire, per. Non mi sono pi addormentata. Impossibile. La mattina volevo dirlo a Moo, volevo parlargli dello scoppio e dei miei pensieri della notte, ma era gi uscito. Certe volte sembra un gatto silenzioso e selvatico. Con il sonno pesante che ha, non avr sentito nemmeno il boato e il dolore di Pisolo.

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15. moo a edinburgh vesuvio

Arrivo prima delle sette allinizio dello stradone. Mi meraviglio perch non trovo Pisolo gi qua con le ragnatele. Non c. Le sette e dieci. Tra un po arriver Ludo e di sicuro non vorr restare qua ad aspettare Pisolo. Vorr avviarsi, e io che le dico per trattenerla? Le sette e venti. Pisolo, accidenti a te. Sei morto? No, perch non immagino molti altri motivi che lo tengano lontano dallo stradone e da Ludo. Ieri non era nemmeno su Messenger a scrivere scemenza fresca. Le sette e trenta. Meno male che Splendida Ludo in ritardo. Forse Pisolo non morto. Si sar addormentato per eccesso di stress damore. Possibile. Le sette e quaranta, arriva Ludo. Ignora lassenza di Pisolo. Dov che dobbiamo andare? Aspettiamo prima Pisolo. Chi? La odio. Le vorrei dire: ragazza, se sei qui solo per lui, ch io non ho nessuna voglia di portarti con me nella patria della musica e delle partitelle a pallone sgonfio. Invece le spiego: Pisolo, quello che ha gli occhi da gatto e che suona la tastiera come nessuno.
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Ah, quello che dorme. in ritardo, avviamoci. Ci raggiunger. Perch, tu sei in anticipo? Appunto. Sono in ritardo anchio. Quindi ritardo pi ritardo fa gran ritardo. Possiamo andare. Resto zitto, le spalle contro il muro a spiegare che senza Pisolo non sposto un piede. Lei si rassegna e si mette a messaggiare, concentrata e veloce. Devo cedere, per. Alle otto devo cedere. Saliamo sullautobus, due american boys in bassa uniforme la guardano e commentano. Non sanno che capisco le porcate che dicono, ma non la ragazza mia, quindi non un mio problema. Metto su una faccia stupida. Ludo guarda i due e scarica una serie di male parole, poi mi spiega: Mia madre nata a Teerbeg, Irlanda. Anche io... no, cio, no. Sono nato qua, ma lIrlanda bella. Ci sei mai stato a Teerbeg? No. Per questo. Londra s, lei s che bella. Anche Edimburgo. Va bene, necessita fantavita: sono a Edimburgo, quanta gente a Princes Street, porca miseria. Spostatevi, che mi ostacolate il paesaggio. Sono con Ludo a Edimburgo. E che ci fa Ludovica con me, nei giri miei di fantasia spietata? Fuori dai piedi. Sono da solo a Edimburgo. Il prato liscio, il castello ruvido. Sta aggrappato su una cima di cono, un Edinburgh Vesuvio, con i suoi ghirigori di rocca e torri. una fortezza magnifica, dove il magnifico Moo ha un concerto, stasera. Canter e ondegger: lancora del basso lo terr fermo, per farlo volare solo fino a un certo punto. Dopo il concerto, partitella a pallone sgonfio sul prato, tra i giardini e i fiori. Fiori? No, niente fiori, ma siepi a segnare le porte.
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Un tizio in gonna suona la cornamusa metallica, le note di The Show Must Go On salgono fino al castello e si mettono a cercare un pifferaio magico per il controcanto. The Show Must Go On, accidenti. Pisolo. Che fine avr fatto? Sbaglio fermata, quella giusta era tre obbligatorie fa. Tiro Ludo gi dallautobus. Mi guarda male: siamo capitati davanti alle stalle dellippodromo. C da camminare. Quando arriviamo troviamo Morizitto e Giuseppe che giocano a pallone. Sono gi entrati, le chiavi erano al solito posto. La sala ha la solita puzza di muffa e benessere. Cominciamo a riscaldare le macchine. Ludo afferra il microfono e non ci aspetta. Wish I Had An Angel dei Nightwish. Le vado dietro. Caspita, brava, mi lascia al palo e se ne va. Se sa pure stare in porta, eccessivamente tosta per Pisolo: troppo pane per pochi denti assonnati. Ludo conosce quello che cantiamo, andiamo da tutte le parti, senza tregua. Giuseppe ha ritrovato una certa sfida che con noi aveva perso e spazia. Ogni tanto guardo la tastiera per convincermi che Pisolo manca. Restiamo ai pezzi due ore, poi usciamo a giocare. Ludo non sa stare in porta, ma non scassa. Riprende a occuparsi del suo cell, mentre ci stanchiamo con il cane a terzino avanzato. Arriva Joe, non saluta: Di mattina non potete pi venire. Perch? Perch no. Non una risposta. Chi lo dice? Non ha la solita faccia, ieri deve essere invecchiato. Ma lo sapete di stanotte? La pizzeria del vostro amico saltata per aria. Chi morto? Morizitto pratico di queste cose. Nessuno.

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Sbando. Stavo qui a suonare, mentre Pisolo aveva appena accolto sotto casa il suo sogno/incubo, grazie alla consegna a domicilio. Stavo qui a cantare con Ludo, e mi piaceva pure, mentre il mio amico cantava da solo. Lo fa quando infelice, a occhi stretti. Sono un mostro, sono peggio dei Tokio Hotel. La mia dolcezza puzza di rancido, il mio cuore ha una fodera di mutande sudate. Io che so, ma cosa so? Laria diventa poca per il mio naso, mi allontano, ma non riesco ad andare via da me. Sto nellautobus, il C14 non porta a Edimburgo, non porta da nessuna parte. Voglio sparire.

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16. moo scappa

Scendo dal C14. Prendo un altro autobus che porta alla stazione della metro di Campi. Da l partono pure i treni. Sto sbandato, sudo. La testa mi gira, forse fame. Compro un panino e con questo ho finito i soldi. Lo metto via, lo conservo per quando ho deciso che fare. Spengo il cell. Non ci sono, non sono da nessuna parte. Trascorro cos un numero di ore, non so quante: ho il cell spento e lorologio rotto, e non lo voglio nemmeno sapere, poi. Il capotreno di turno gracchia: LIntercity delle crrr e crrr, numero crrr, crrr in arrivo al binario quattro. Ferma a Villa Literno, a crrr, a crrr... a Formia, Roma crrr. Arriva e parte dal binario crrrr. Credo che lo facciano apposta. Se devono comprare un altoparlante nuovo, prima di metterlo in funzione gli danno un paio di martellate per farlo parlare male. Levo il panino dalla carta. Il treno puzza di frittata mezza cruda dentro. Mi siedo di fronte a un venditore di cappelli del Napoli, di sciarpe del Napoli, di visiere del Napoli. Ha la vetrina addosso e la merce in una busta azzurra. Azzurra: sar un caso oppure un perfezionista? Chi pu dirlo. Non tifo Napoli, ma qualsiasi squadra inglese. Guarda il panino che ho in mano. E che , mi sento gi in colpa cos, ci mancano solo gli occhi marroni in mezzo al nero del resto che guardano me, le mie mani e il panino.
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Tieni, glielo passo, mangia. Sta puzza mi ha fatto passare la fame . Che non si pensi che io sia gentile. La gentilezza figlia della colpa e nientaltro. La gentilezza a volte squilibrata. La gentilezza mezza cruda, come la frittata. Bello, quando sto meglio ci scrivo un pezzo per Pisolo, cos lo impara a memoria e me lo suggerisce, quando lo dimenticher. Pisolo. Io avevo le mie teorie: la scuola una palla; la vita, tutto sommato, una palla; la mia citt, quando non diventa lei e pure altre citt, una palla; la famiglia una palla anche se serve, lo dico a malincuore. Peccato che la famiglia sta sempre l a volere cose che non vuoi, per farti trasformare in quello che non sei. Sei scemo? Devi diventare intelligente. Sei intelligente. S, ma troppo, vivi pi semplicemente, diventa un poco scemo. Sei uno che studia? Non va bene, studi troppo. La mamma di Danila, per esempio: La mia bambina sta sempre l, studia e studia. Non si svaga, non esce, ha lasciato pure danza. Non va bene. Sei uno regolare che non studia? L va bene, le contromisure sono facili: ciuccio, bestia, inutile, irresponsabile, cosa-farai, niente-farai, non mangerai, non dormirai. Persino le canne. Morizitto se le fa e la mamma gli ha detto che pure lei se le faceva, ma allepoca sua le canne erano naturali, si coltivava lerba sui balconi nei vasi di geranio, ora invece le canne sono sintetiche. Insomma, tutto va bene, tutto, basta che non sia come lo stai facendo tu. Il tizio di fronte ha finito il panino. Buono, mi fa. Con frittata? No, laroma di frittata te lo hanno fornito le Ferrovie dello Stato, dentro cera il cotto. Se era giallo, non colpa mia.
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Si innervosisce: Non posso mangiare maiale. Mi dispiace, se dallalto ti riprendono, di pure la colpa a me. Una in pi, una in meno. Mi perdona: Non potevi sapere. Gi una cosa. No, non potevo sapere che mentre mi aggiustavo la voce di Ludo, la pizzeria di Pisolo era stata sventrata da un fulmine o chi per lui. Per mi sento in colpa lo stesso. Odio la colpa. Colpa, polpa. Obesa. Stazione di Formia, il tizio mi invita a scendere. Ma s, Formia o Roma lo stesso, scendo con lui, poi vedo. Seguo la busta di plastica azzurra, senza parlare. Ogni tanto il tipo si ferma e attacca biglietti sui pali: un MSN primitivo. Ne stacca alcuni. Perch li levi? Mi stanno antipatici questi. Bene, non sono lunico asociale della comitiva.

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17. lansia di mau sul collo di maria stella,


che non la vuole

Moo, il caro FratelMoo, non d sue notizie, ha il cellulare spento. Non entrato a scuola stamattina. Che novit. Nellera della comunicazione, comunque la maggior parte delle volte inutile, Moo ama non dare segni di s. Un po lo capisco, facile: basta aver letto Il giovane Holden. Un altro po lo capisco perch origlio. S, lo so, non si fa. Non ho scuse, ma origlio lo stesso. Mi piace ascoltare in diretta parti della trama dei giorni. Al mare o in treno, per esempio, spio quello che dicono persone sconosciute e ricostruisco di fantasia i pezzi mancanti. Non lo faccio solo al mare o in treno, lo faccio ovunque, anche quando vado a fare la spesa dal ladrissimo salumiere sotto casa: l non origlio, ascolto e basta chi mi precede. Per favore, mi dia un etto di guanciale, un pacco di pastina, caff, zucchero, pane integrale. Io traduco e aggiusto: Ho mio marito che comunque non rinuncia alla Amatriciana, anche se mia figlia ha vomitato tutta la notte, mi serviranno molti caff ben zuccherati per stare sveglia al lavoro; magari oggi le faccio un po di pastina, al lavoro invece mi porto un panino integrale, cos la pianto di essere grassa. Moo parla al fisso, su MSN o su Skype con Pisolo, anche con altri, ma con Pisolo di pi. Quando parla su MSN o su Skype usa le cuffie, cos posso origliare solo quello che dice lui.
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Mi dico, per fare stare zitti i pochi sensi di colpa da ascolto non desiderato, che io sono la sorellina Phoebe del giovane Holden e quindi ho quasi il dovere di ascoltare. Non cos, ma mi viene utile questa realt aggiustata sulla menzogna, quando devo tranquillizzare Mau madre. Ma perch non origli anche tu? mi chiedo. Mau madre, a ogni Moo-scomparsa, che poi non sono state tantissime fino a ora, si aggira spettinata per casa dicendo di continuo AaaaHH. La composizione delle A e delle H varia con il passare delle ore. Dai racconti che fa, durante i passaggi di quiete, so che Mau madre non ha avuto uninfanzia e unadolescenza tranquille. A scuola, insomma, in casa con i genitori, insomma, con la sorella, insomma insomma. Ha trasgredito, stata punita, ha inseguito questo fatto del cantare fin da piccola, ha avuto periodi di fisiologico (proprio del funzionamento normale di un organo o di un sistema) sbandamento. Ora, dico io: hai lavato i ricordi con la candeggina da discount, quella che tira via anche pezzi di stoffa? Hai in dotazione un evidenziatore fosforescente solo per quello che ti andato bene del passato? Fai un uso indiscriminato della memoria selettiva (una metafora quella del filtro, che lascia passare soltanto gli stimoli rilevanti; da Wikipedia)? No, perch non si spiega. Moo scappa, lo farei anchio a volte. Tutti pi o meno vorrebbero scappare da quello che non si sa come va, tipo la vita. Viene un momento, nella crescita di ognuno, che proprio non ce la fai a essere te e scappi. Mi sa che succede pure a crescita avvenuta. Mi sa. Non ho lasciato sola Mau madre, so che un domani mi pentir di questo: ondeggio sui tacchi di un ruolo che non il mio, ma per oggi mi viene cos.
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La disperazione di Mau sul cosa-ho-sbagliato. Le ho consigliato di capovolgere la prospettiva, ovvero: anche io ho sbagliato e sbaglia pure Moo e io non sono cos onnipotente (che pu tutto) da evitarlo. Si potrebbe a tal punto fare una breve ripetizione su tutto il corso dellumanit, cos, giusto per una cosuccia breve. Non ci sono periodi in cui lumanit, non solo il singolo, non abbia sbagliato. Tuttavia. Alcune scoperte o invenzioni provengono dallo studio imperfetto, che ha trovato canali imprevisti. Alcune risorse ci sono arrivate direttamente dal fondo del pozzo. Alcuni capolavori artistici o innovazioni culturali provengono da una rottura col presente. Anche il mio modo di ragionare, adesso, un errore; mi dovrebbero piacere i vampiri, le gonne, gli smile, i ragazzi truzzi, le moto, le canzoni di millemila copie, il nulla, lozio e la pigrizia. Lo so. Ma ho scelto di somigliarmi e quindi la solitudine. Non ne ha colpa mia madre n nessun altro, anche se a volte sarebbe molto comodo crederci. Ho abbracciato Mau madre, senza darle spiegazioni che non avrebbe capito, e ho lasciato accesa la luce piccola fuori dal balcone, come faceva lei quando avevo cinque anni e non riuscivo a dormire. Ho permesso a Mau di consolarmi dal pianto finto e cos lei tornata in s e per distrarmi ha snocciolato in fila tutti i vedrai-si-risolver che conosce. Non c niente di meglio che offrire agli altri la propria imperfezione a scudo della propria, e io lho fatto. E non le ho detto neanche che pi o meno ho capito cosa sia successo. Moo si sente in colpa perch, a mio immodesto avviso, questa volta si sta innamorando di Ludo, che il sogno di Pisolo. Lo sanno tutti, anche senza origliare.
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E mentre succede questo misfatto naturale, a Pisolo sono scoppiati nellordine: pizzeria, lavoro mal pagato, vaghi sogni di Assieme, certezze tipo lamicizia-vince-su-tutto. Intanto a Moo scoppiato il cuore.

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18. pisolo si sveglia

The Day After. Nel film che ho visto a scuola si diceva di uno scoppio nucleare e non di una pizzeria. Ma ognuno ha i day after che si merita e quest. Noi continuo a dire noi per non sentirmi solo nella miseria noi ingigantiamo i guai nostri che diventano i migliori in assoluto. Perci lincendio allangolo precede nella mia top ten Gaza o Baghdad. A Gaza o Baghdad non ne saranno contenti, ma tanto loro nemmeno lo sanno della pizzeria e della mia notte senza sonno. Le uniche parti di me che stanotte hanno dormito sono i piedi. Formicolavano e russavano, i piedi, mi davano fastidio e li dovevo muovere in continuazione, per svegliarli. Loro non volevano. Non sono pronto per il cambiamento. Quello che mi ha tenuto sveglio questo. Puro egoismo. Non sono pronto per vedere mio padre senza grembiule, che una tovaglia ripiegata in un triangolo e annodata alta, allaltezza del petto. Non sono pronto per il dolore di mia madre, lei lo fa a fette il dolore, ogni mattina, e ci spalma sopra la Nutella. Per questo il dolore di mia madre dolciastro. Non sono pronto per cambiare scuola, amici e strade. Non sono pronto per cambiare accento, tanto lo so che dopo poco che sei in un altro posto parli come gli indigeni, ma male. Quindi tutti ti diranno ma da dove vieni?. E tu non lo sai pi da dove vieni, vorresti essere un nativo per scansare la domanda.
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Oppure vorresti essere Sasuke di Naruto, forte e bello, cos non sei di nessun posto e te ne freghi. Non sono pronto per andare via di qua. Mio padre non accoglierebbe le mie lamentele: Pensi solo a te. Abbastanza, ho let che ho, solo che io lo dico e non mi accuccio dietro il bene comune. Mi lavo. La doccia senza aver dormito molto diversa dalla doccia dopo dormito. Il bagno freddo e mi fa passare la voglia di spogliarmi. Se potessi, mi laverei in pigiama. Lacqua friccica di pi sugli occhi rossi, da coniglio. Lo shampoo ha un odore che prende lo stomaco, dentro ci devono aver messo cortili interi di gelsomini. Il phon sbraita troppo nelle orecchie che non si sono spente da ieri. In genere dopo dormito, ancora addormentato per met, vado in automatico e non mi accorgo di niente. Niente freddo. Niente puzza profumo. Niente rumore di deserto. Basta riflettere da simil-intelligente. Mi vesto con quello che trovo a portata di mano. Invece i pensieri tornano, ma chi li ha invitati? Mi arrendo alla maleducazione dei pensieri. Ieri hanno suonato, senza di me. Che poi non un danno: la tastiera c e non c nel metal. Non accendo il cell, perch mi dispiace se non mi hanno cercato. O forse non mi dispiace, mi d piacere leccare la mia solitudine. Ecco qua, mia madre a furia di farmi mangiare dolore e Nutella mi ha svezzato abituandomi allo stucchevole. Ludo avr chiesto Pisolo? con quellaria distratta che mentre dice una cosa sta gi pensando a unaltra. Moo avr risposto Pisolo, no, non potuto venire. Aveva un esame al conservatorio per il quinto anno, sai, bravissimo, pensa che il maestro lo chiama Amadeus.
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Gi, ha lo stesso naso avr detto Ludo. E che cavoli, anche i filmentali non vanno come voglio. Ma visto che la variazione di residenza inevitabile, cambier anche questo modo noioso di mettermi in fondo alla fila, dicendo prego, si accomodi, a chi arriva dopo di me.

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19. moo torna

Cammino dietro la busta azzurra. Mi sento stupido. Che cosa ci faccio qua? Canto a mente You Shook Me All Night Long degli AC/DC: She was a fast machine, she kept her motor clean She was the best damn woman that I ever seen She had the sightless eyes, telling me no lies Knocking me out with those American thighs Taking more than her share Had me fighting for air She told me to come but I was already there Cause the walls start shaking The earth was quaking My mind was aching We were making it and you Shook me all night long Yeah you, shook me all night long. Il tizio entra in una vetreria in disuso, allarga il braccio. Il mio loft . Ha un accento veryinglish. Puoi dormire l. L una brandina, la sua. Si prepara un materassino da mare, poi si inginocchia. Cambia idea, si alza. Forse frenato dal prosciutto cotto che ha nella pancia. Mi guarda, curioso: Tu cosa fai? Bella domanda, non ne ho la pi pallida idea.
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Canto. Sei di Napoli Napoli? Pure lui, con questa storia di Napoli Napoli. Roma Roma. Venere Venere. Ma che , un chiattillo del Vomero? Pi o meno. Tu? Thies Thies. Ah . Mia madre mi contagia a distanza. Capisce che non ho capito. Senegal. Sei di Napoli e canti. Cantami una canzone napoletana. Non fa una grinza, liscio come lolio della pizzeria di Pisolo che schiattata. Non le conosco. Non possibile, attacca. Core, core ngrato, taie pigliato a vita mia... Si sente in fondo un po di rap. Buono. Glielo dico. contento e cominciamo a parlare. Io gli faccio un pezzo di River metal, per informarlo del fluire della storia. Parliamo e parliamo. Di Napoli Napoli sa tutto, molto pi di me. Mi racconta delle storie incredibili, forse inventa. Gli dico di Pisolo. Come mi viene? Non lo so, ma glielo dico. Rolla una canna che mi stona gi mentre laccende. Devi tornare a casa, se no va a finire che non torni pi. Devi andare dal tuo amico e gli dici cos e cos . Ora ha un accento verynapolitan e parecchio mistico. Magari tra un po non vi vedrete pi lo stesso, ma va meglio cos. Sei un guru? I guru non mi sono simpatici. No, non sono un guru, ma so che significa andare via. Mi spiega perch. Gli do il numero di cell e gli illustro Messenger per uno scambio culturale. Mi accompagna a Formia. Aspetta con me mattina e un treno. Ci salutiamo e mi regala una sciarpa del Napoli che puzza di frittata mezza cruda per tutti i treni che ha preso.
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Non gli ho chiesto come si chiama, neanche lui a me, se per questo. Scendo a Campi. pieno di gente che va al lavoro. Ragazzi con gli zaini uguali. Una pare Ludo. No, non lei. Sono sul pianerottolo. Respiro, entro in casa. Mia madre mi aspetta in piedi, ha la sua vestaglia anticoncezionale sui vestiti della sera. Maria Stella le sta vicino, un albero. Le farei pip sui piedi, cos, giusto per sdrammatizzare la sua evidente superiorit rispetto al mondo creato. Mater Rossa mi guarda, incredibile quanto somigli a sua madre, cio mia nonna. Mi fa: Stai qua? Perfetto, qua resterai per un mese. Arresti domiciliari, ora non ce la faccio. Vado a dormire, comunico. Maria Stella insopportabile, ride. Perch sei scemo? un fatto genetico, ce lhai pure tu . Non vero, lei un genio, mannaggia. Eh. Che significa la personalit! Mia madre dice ah, mia sorella dice eh, questa s che unaffermazione di indipendenza. Stamattina sono pi bastardo del solito. Meglio. Pap? a Roma, mamma lha chiamato, ma lui non tornato. Uh, commento. E con questo in famiglia abbiamo quasi finito le vocali. Pap potrebbe dire ih oppure oh, come preferisce. Ma no, lui preferisce stare da unaltra parte. Per me ha unaltra famiglia. E fa pure bene, ch qua non si capisce niente.

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20. maria stella apre il dialogo


e poi lo chiude e poi lo apre di nuovo

Moo se n andato in camera sua. La sua stanza ha una finestra piccola che affaccia su un cavedio (cortiletto interno per dare aria e luce ad ambienti non abitabili). La luce che entra dalla finestra piccola riempie tutto di giallo, perch i muri e le pareti del cavedio hanno questa tinta. Il giallo il mio colore preferito, i girasoli sono i miei fiori preferiti: lo so, si potrebbe pensare perch sono un ovvio omaggio al sole, il re giallo, ma non cos. Mi attirano i girasoli perch non hanno attenzione per la grazia; se ne stanno spaparanzati nei campi e si godono il giallo e non mostrano interesse di catturare lattenzione degli spettatori con larmonia di un glicine o di un papavero, che ne so. Le rose poi sono addirittura ruffiane, con simboli ovvi di bellezza e spine, meglio lortica, pi sincera. I gladioli e i garofani puzzano di cimitero, molto pi dei crisantemi. Le fresie selvatiche aiutano alcune riflessioni sulla sopravvivenza. Le riflessioni riguardano il profumo: deve essere molto intenso per resistere, per prevalere comunque, e loro, le fresie selvatiche, ce lhanno. I fiori della frutta: fior di pesco, zagare, i fiori del mandorlo, e cos via, regalano il sospetto che la bellezza possa addirittura essere raggiunta in seguito dalla bont. Leggo di filosofia in un vecchio libro di mamma di Bertrand Russell. Ha la copertina rotta e mancano alcune pagine. Questo
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signore colto e ormai defunto racconta la filosofia con leggerezza e spiega gli argomenti misteriosi molto meglio della mia prof di storia, che poi spesso non spiega proprio. Nessuno sa che ho letto il libro pi volte. Nessuno sa che riesco a leggere lo stesso libro anche dieci volte. Nessuno deve immaginare quellansia da corsa, quellaffanno che mi prende a fine libro bello. Subito, insieme, giunge la malinconia del dimenticare. Perch, mentre leggo, le parole diventano immagini: si nutrono di forme, di figure del momento. Le pagine puoi rileggerle mille volte, va bene, restano l, se nessuno le strappa, ma le immagini dove vanno a finire? Col passare degli anni si sciuperanno irrimediabilmente, moriranno. Pu, quanti lamenti, deve essere per la discussione con Moo. Teorizzo malinconia fresca, solo perch Moo mi ha guardata male, mentre ridevo. Spesso capita cos, si chiama relativismo (considerare la conoscenza umana in relazione ai molteplici fattori che condizionano i singoli fenomeni) e non un male. Il male far finta che sia un assoluto e trasferirlo nei fiori, per esempio, che invece sono innocenti e del tutto disinteressati alla faccenda. Sono davanti alla stanza di Moo. Sulla porta c un teschio con lavvertenza Per entrare concordare appuntamento con il pirata. Il pirata sarebbe lui, deficiente. Busso. Entra ed esci! Entro. Bene, sono entrata. Ora che faccio, esco? Mi guardo intorno, il pavimento non si riconosce, non c un centimetro di mattonella visibile: pantaloni, spinotti, fili, maglie, cappelli, tute, ancora fili, quaderni, libri, chitarre, calzettoni, scarpe. C un tanfo (odore cattivo che viene spesso da luoghi o cose muffite, marcite) freddo. Freddo perch sembra che la puzza non si allontani troppo dagli oggetti, che non evapori, ma siccome
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gli oggetti sono ovunque e vicini, offrono un quadro fisso di puzza che mi raggiunge lo stesso. Evito il come-fai-a-dormire-qua-dentro, che pure mi verrebbe da dire. Moo non gradirebbe e mi manderebbe via dalla stanza con i suoi soliti modi, invece sorrido e cerco di respirare con la bocca. Hai saputo della pizzeria del padre di Pisolo? No, cosa successo? mente. Lo assecondo: saltata per aria. Chi stato? Non si sa, dicono una stufa difettosa. Uh! Gli tendo un tranello: Quando non ceri ha chiamato... Lu... aspetta, chi ha chiamato, non riesco a ricordare. Si anima: Ludovica? Accidenti, Maria, quando diventa serio, mi chiama Maria e basta, ma perch non segni le telefonate su un pezzo di carta igienica? Dice di carta igienica, perch sa che queste del perchnon-ti-segni-eccetera sono parole di Mau madre e non vuole mischiarsi con la genitrice: cattivo lui, mica chiacchiere! Pisolo invece non ha chiamato . Non commenta un uh, n niente. Strano, no? Strano cosa? Succede un incidente cos grave e un amico non chiama un amico. Maria, e dlle, tu dellargomento sai molto poco, considerato che non hai amici. Respiro, chi costretto con le spalle al muro pu pure non mordere, ma difficile. In genere morde dove fa pi male. Luca, ha chiamato Luca, mi venuto in mente. Ah, dimenticavo, proprio perch so cosa significa non avere amici: uno come Pisolo non lo troverai in giro facilmente. Perch lui cera mentre vivevi, e non gli importava come, voleva solo stare a guardare mentre crescevi, cos, come si fanno le case.
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Moo si alza, mi guarda: Io non la volevo una sorella mostro di scienza. Volevo una rompipalle qualsiasi che giocava con le Bratz, pettinando la loro testa sproporzionata. Invece tu hai catturato una testa sproporzionata e te la sei montata al posto della tua. Non facile avere una sorelmostro, per niente. Ora fammi dormire che sono a pezzi, putrido e realmente cattivo, non per finta. Lo sono. Tutti lo siamo, piantala di voler fare loriginale a tutti i costi, non ci riesci . Mi sono guardata in un angolo di specchio libero. La mia testa normale. Moo si messo a ridere: Va cos: tu sei sorelmostro e vuoi fare la qualsiasi, io di original non ho manco marines e voglio fare lunico. Due errori su due per Mau. Moo, visto che lhai nominata tu, guarda che il turno tuo di rogne te lo devi beccare da solo. La prossima volta che scappi, avvisa: vado a dormire dalla nonna, poi scappi. Uscendo, chiudi la porta. il suo modo di concludere le conversazioni. S, in fondo anche voler essere bastardo per forza ha le sue noie. Andr a cercare Pisolo, dovr incontrarlo per caso, ma non sar facile. Perch ci accada, dovrei solo saltare scuola, fare filone. Non mi somiglia questo fatto, non so se sar capace. Be, non si finisce mai di imparare, come ci suggerisce la parola comunque.

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21. pisolo se ne va in centro

Non vado a scuola, non lo dico nemmeno a mia madre, che troppo occupata a soffrire in silenzio. Prendo la metro e scendo al Museo. come se uno a Roma si avviasse dal Serpentone per approdare al Circo Massimo. come se uno scendesse a Rialto, dopo Marghera. come vedere Brera, lasciando Bovisa. Basta. Conosco solo questi tre posti, ci abitano le mie zie espatriate per supplenze annuali. Che allegria, portami via. Per il Museo non dimentica il Serpentone, Marghera e Bovisa, perch Napoli fa cos. La zona del Museo ha preso il Serpentone, Marghera e Bovisa e casa mia e se li messi dietro via Roma e dintorni. Le pizzerie del centro non sembrano neanche pizzerie. Hanno caratteristiche di chiesa. Cio pure quando sono sgarrupate, e ce ne sono molte sgarrupate, sono sacre. Le sedie, anche quando sono brutte, difficile che siano di plastica. Almeno cos mi sembra. Macch, ci sono quelle orride anche qua. Odio la plastica, lanodizzato e i neon. Odio i forni finti, con i mattoni disegnati sopra e la legna che puzza di umido. Odiavo la pizzeria di mio padre. Niente da fare, cos. E questa malinconia, che mi venuta per la vergogna dellodio, non serve a farmelo passare. Cammino e cammino. Nelle orecchie le cuffie spiegano:

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Find me somebody to love, find me somebody to love Find me somebody to love, find me somebody to love Find me somebody to love, find me somebody to love Find me somebody to love, find me somebody to love Find me somebody to love, find me somebody to love. Ossessivo, convincente. Freddy mi acquieta, lo fa spesso. Scende dal cielo o dove accidenti sta e mi acquieta. In genere dopo mi viene sonno. Oggi no, eppure non ho dormito niente. Forse il sonno contagia il pezzo di sonno che viene dopo e cos via, a catena. Forse il sonno una malattia, come la malattia della fame di Danila. Lo so perch una sera venuta in pizzeria con la madre. Si sono sedute e hanno ordinato due marinare. Mentre andavo e venivo ho sentito un litigio terribile sulla fame di Danila. Danila, la perfect Danila, anche lei con un tarlo da qualche parte. Ho fatto come il Gladiator e le ho offerto lonore delle armi e del silenzio: non lho detto a nessuno, neanche a Moo. luna. Per la fame che ho potrebbero essere le quattro. Non ho fatto colazione e la notte da sveglio mi ha bruciato glicemia e ossa. Ho una tale fame che mangerei il Signor Pizzeria PortAlba e tutti i camerieri. Faccio una rivoluzione e cio non compro un pezzo di fritto o un kebab, ma entro in una pizzeria del Rinascimento e mi siedo al tavolo. Un cameriere mi guarda e pensa: Questo non scucir mancia; lo so, perch io al suo posto lo penserei. Poi mi fa: Cosa vuoi? inutile sprecare gentilezza senza fini di mancia. Una marinara e una birra. Peroni, va bene? No, voglio una Adel . Sono di Fuori Zona, ma non sono un cretino ignorante: con la marinara ci va la Adel.
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Aspetto. Mi manca la tastiera, ora mi servirebbe. La mia tastiera luncino di Capitan Uncino, un paio di forbici per Edward Mani di Forbice, la coda di Goku di Dragon Ball. Arriva prima la Adel della pizza. Bisogna sempre portare la birra prima, cos il cliente la finisce e mentre mangia ne vuole unaltra. Sono del mestiere e mi trattengo in sorsi piccoli di assaggio. La Adel buona, fredda, raggiunge stomaco e testa contemporaneamente. A quel paese le strategie economiche: mando gi la Adel in due fiati soli. Arriva la pizza: ha il cornicione bruciato e poco olio. Laglio sta solo al centro, incompetenti. Lorigano latita. La sollevo: il didietro una crosta nera. Faccio una cosa che nella mia vita precedente non avrei mai fatto. Nella vita quella della fila dove sto in fondo e faccio passare, intendo: chiamo il cameriere. Che vuoi? Unaltra pizza. Ma se ancora non hai mangiato questa! Questa non si pu mangiare, bruciata. Non ha olio, laglio sta solo al centro, il pomodoro lha visto e non lha visto, la povera bestia. Per non parlare dellorigano: ve lo vendono a chicchi liofilizzati? Lo importate dal Ghana a cinquemila euro letto? Il cameriere poggia il tovagliolo che aveva in mano sul mio tavolo. Mi guarda malissimo, sta per mandarmi a sperdere, ma io aggiusto il tiro: Di sera faccio il cameriere. Non mi siedo mai in una pizzeria di altri. la prima volta. Ora, se tu ti sedessi per la prima volta a una pizzeria di altri, cosa vorresti mangiare? Il cameriere prende il tovagliolo e se ne va. Dopo dieci minuti torna con la Marinara Perfetta e unaltra Adel. Buon appetito, offre la casa. Le birre per te le paghi tu. Mangio e bevo e sono tutto l.

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Esco, laria fredda, bellissima dopo il caldo che mi hanno fatto venire le due Adel. Trascinato dallottimismo accendo il cell. Aspetto il dlin dlin messaggi. Nessuno, non mi ha cercato nessuno. Mi viene unidea per consolarmi del silenzio altrui. Mi avvio verso San Pietro a Majella. I rumori del Conservatorio mi stanno aspettando. Prima un violino, stridulo, devo dire. Poi, non so, un suono che non riesco a tradurre. Finalmente acqua fresca di piano. Mi siedo su un muretto e mi godo le prove del concerto. Decido. S, lo so, c sempre un prima, una serie di circostanze che ti accompagnano. E poi si cambia idea, si cambia e basta, le intenzioni si sciupano e tutte queste belle cose. Ma a me sembra di decidere ora e per sempre. Io da qua non me ne vado e lavoro, tanto sono abituato.

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22. moo e pisolo tornano a scuola

Vigliacco. Sono le sette e trentacinque, sono fuori scuola e preferirei che Pisolo non venisse. Cosa gli dico quando lo vedo? Non lho chiamato, non mi ha chiamato. Niente MSN, niente messaggi, niente squilli. Sono un vigliacco e un figlio di bustiere. Lo ha detto Morizitto figlio di bustiere a storia. La prof che ci faceva storia lo chiam filibustiere, perch Morizitto aveva citato Homer Simpson, definendolo un critico contemporaneo. Morizitto si offese: Non sono un figlio di bustiere. Morizitto si offende facilmente, per il fatto della morte che gli pesa addosso. Chiss se lui lha chiamato, Pisolo. Ma no, pensa soltanto alla sua di morte, figuriamoci se gli interessa la morte di una pizzeria! Con il gruppo decidiamo cose improbabili da citare durante le interrogazioni e poi facciamo la fantascemata. Abbiamo una graduatoria di scemate con punti dalluno al dieci. A fine settimana di scuola chi vince non paga la quota sala prove. Il must il mangano corto. Sempre Storia ci spieg, restando seria, che al sud siamo rovinati perch la rivoluzione industriale arrivata dopo a causa del mangano corto. Che poi non mi ricordo, ma ha a che fare con la seta e la rivoluzione tessile, le macchine, boh? Ci guard, come se conoscesse, lei sola nel mondo, il mistero di Lost: Ora vi spiego, una volta per tutte, perch qua c la criminal, non disse criminal, lei, la disoccupazione, il
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malcostume e compagnia cantando . Storia diceva sempre compagnia cantando. A causa del mangano corto! Perch, dovete sapere... Il mangano corto! Ma come fanno i prof a essere cos? Come fanno a non pensare a quello che dicono? Allistante occhi rapidi decisero che la prof si era citata da sola e che non avrebbe mai pagato la quota sala prove. Anche se lei non cantava, pure se diceva compagnia cantando. Il problema del mangano corto vale dieci punti. Chiunque lo riesca a proporre in qualsiasi interrogazione, persino di educazione fisica, si becca dieci punti subito. Sembrer impossibile, ma i prof non capiscono. Solo una volta Morizitto ha voluto esagerare e ha citato il mangano con Filo: Anassagora introdusse la filosofia nellet di Pericle... dimmi. Morizitto si lasci incantare da introdusse e sbagli: LAtene di Pericle ancora non aveva conosciuto il problema della rivoluzione tessile e del mangano corto. Filo meno scema degli altri, meno scema e pi bastarda. Si guard contenta le unghie e colp: Pericle non conosceva il mangano corto . Guard il cavallo basso dei pantaloni di Morizitto, gi fino al ginocchio. Adoperi una quantit di stoffa sproporzionata alluso. Hai confuso let di Pericle con la rivoluzione tessile e industriale in Europa. Complimenti, un salto di millenni. Ti do meno due. Ma prof, lei ha detto sempre che apprezza lo sfoggio del ridicolo! In effetti lo diceva e lo dice ancora. Filo guard Morizitto con un sospiro di Shere Khan. Mentivo. Continuo a stare sotto scuola, intanto che penso. Sono arrivato in anticipo e ho tempo. Se ho lansia che deve succedere qualcosa che non domino, come stamattina, mi avvio cento anni prima.
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Mentre penso scemenze, per dare tempo alla mia anima in disordine di bere un bicchiere dacqua, vedo arrivare Ludo. Ecco qua, in anticipo anche lei, per motivi di sicuro diversi. Perch non ha la febbre? Ora Pisolo arriva e mi trova con lei, che magari non lo saluta nemmeno, mentre parla con me. Invece Ludo mi passa davanti e poi sfila in altro mare: Cia, Asma. E questo . Mi dice solo Cia, Asma. Deficiente. Ma come? Mi dovrebbe fare piacere, ne dovrei essere contento: cos se arriva Pisolo mi trova da solo, senza delitti in mezzo ai piedi. Non mi fa piacere, per niente. La detesto come un sottofondo di musica commerciale. Tu non la vuoi pensare, ma quella sbuca dalla radio, in macchina di mia madre, dai bar e dalle finestre. E tu la canti, insieme ai mannaggiallamiseria. Ma che bestia, questa Ludo. Non si pu cantare insieme e poi riassumere il volo sonoro in un Cia, Asma. Ma che bestia io, bestia e strabestia, ragazzo infelice e cattivo. Da lontano vedo arrivare Pisolo, abbasso gli occhi e aspetto.

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23. pisolo ha dubbi su di s e sugli altri

Non volevo venire a scuola. Non volevo restare a casa. With or without you With or without you I cant live With or without you. Canto in mente, ma a tutta voce. Fondamentalmente un accessorio dei guai sentirsi solo. Nessuno ha una pizzeria che saltata per aria. Va bene, in questo caso, vero. Ma anche se avessi un mal damore, che per altro ho, ti sentiresti solo lo stesso, pure se mezza popolazione mondiale soffre con te il problema dei no, ti rimbalzo, ti amavo e ora ti rimbalzo. Amo unaltra, amo un altro. Non provo calamita per il tuo corpicciuolo. A dirla tutta, provo leggero schifo. Sei alquanto stupido e poi perch stai sempre l ad aspettarmi con le mani sudate? Questo un po troppo autobiografico. la vita. Tutta questa saggezza alla mia et non fa bene, procura lherpes, che per altro ho. Mi si catalizzato sul labbro, a destra, un bel fiorellino di pus. E poi non dormo. Non dormire per me cosa assolutamente nuova, in quanto prima pi stavo sfocato e pi dormivo. Lo sfocato di prima, per, riguardava un senso pigro di inutilit permanente, che sedava gli occhi, le mani e
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accompagnava la sonnolenza flaccida. Ora, dopo lo scoppio, provo inquietudine non diffusa, ma precisa, piazzata tra lo stomaco e il corazn. Hay ya yay como me duele el amor ah ah ahi corazn espinado como duele me duele mi alma ah ah ahi como me duele el amor ah ah ahi corazn espinado como duele me duele mi alma ah ah ahi como me duele el amor. Canto in mente, ma a tutta voce. Eccomi quasi sotto scuola. Vedo Moo in lontananza. In unaltra lontananza, Ludo. Morizitto, Giuseppe e Stefano ricopiano versione fresca di latino in unaltra lontananza ancora. Seduti, i quaderni sulle ginocchia, a darsi spinte ai gomiti per procurare sui fogli graffi di biro. Ridono, non mi vedono. Moo mi vede. Mi punta gli occhi da dov, poi li abbassa. Non sa che fare, perch non mi ha chiamato? Perch era con magica Ludo e la cosa gli piaceva alquanto, ecco perch. Cosa succede agli altri quando ti scoppia una pizzeria? Non lo so e neanche lo sapr, perch nessuno dei miei conoscenti ha una pizzeria. Esperienza non condivisibile. Mia madre sempre pi una statua di legno tarlato da aghi di dolore, mio padre oscilla tra la rabbia e la paura. Dice che i fornitori lo inforneranno. Lui usa solo paragoni da pizzeria. Anche quando ero piccolo: Scotti come il forno ad agosto; Sei bianco farina; Vatti a lavare, puzzi di fior di latte di un mese; Hai i capelli capricciosi: funghi, prosciutto, carciofi e olive nere; Sei insipido come una marinara senza aglio;
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Hai il peperoncino della piccantina nel posto sbagliato, abbattiti. Gentile, mio padre. Senza pizzeria una scarpa senza laltra. Freddy senza voce. Freddy, gi. pochissimo che lho pensato in tuttaltra maniera. Siccome The Show Must Go On dice di andare, io vado. Sto per arrivare da Moo, i passi pesano, non sapevo che un pianeta con forza di gravit esagerata si fosse trasferito sotto al liceo. Ho dentro le calze la malinconia del non saper che fare. Sto per raggiungere Moo, che resta deserti e deserti pi in l. Qualcuno mi acchiappa il braccio e mi tira. Ludo: Oh, sonnolenza, perch non sei venuto alla sala prove? vero che la criminal ti ha incendiato la pizzeria? Le donne, ah, le donne. Chi le capisce? Ludo mi ha rimbalzato per secoli e ora si interessa a me. Male, ma si interessa. Non stata la criminal, ma una stufa a fungo . Il particolare del fungo potevo pure risparmiarlo. Stronzate . E cos Ludo mi spiega con garbo quello che tutti pensano e che a casa mia viene scartato. Ludo mi prende sottobraccio e mi invita: Sai cantare? In mente o da solo benissimo. No, ma posso imparare, la guardo, mannaggia allherpes, per te. Ma bravo, risposta esatta. Dieci punti. Perfetto, scalo la top della fantascemata amorosa. Mentre Ludo se ne va, so benissimo quale sar largomento delle prossime cento serate da solo. Sono un leone, guardatemi pure, amici, sono un leone della savana e me ne vanto. Prego, osservare il mio passo sicuro, senza la malinconia che puzza nelle calze. S, tranquillo cinghiale, non ti manger, ho lanima da leone romantico in questo momento e poi non so se i cinghiali ci stanno nella savana.
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Certe femmine di altre specie, caro cinghiale, ti afferrano la malinconia e te la stritolano, facendo gocciolare vita. Certe femmine, cara scimmia che mangi la banana, camminano e con un solo passo ti sprofondano nella gioia. Certe femmine si chiamano Ludo. Ludo, Ludo che magnifico suono. Imparer a cantare, a costo di fare un trapianto di trachea. Moo finalmente si schioda e avanza verso di me, non ha la colt e neanche la spada laser di Guerre stellari, ma occhi tristi e leggermente arrabbiati.

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24. moo combatte tra rabbia e pentimento

E brava la Ludo, mi scansa e poi struscia Pisolo. Dovrei essere contento, dovrei. Dovrei, da cavaliere del bene, applaudire in cor mio le gesta della donzella gentile, che corre in soccorso della pizzeria ferita, be, veramente morta. Invece sono combattuto tra rabbia e pentimento. Raggiungo Pisolo, ma il guinzaglio per il sentimento lhanno fatto troppo corto e il sentimento, selvatico com, lo strappa a morsi e calci. Sono a Ibiza-Napoli, mattina. La notte si appena conclusa e mi ha lasciato uno strascico di musica brutta e birrette, che copulando hanno generato insoddisfazioni gemelle. La pi bella andata via prima del previsto e io non so se abbracciare il mio amico e piangere o prendermela con lui per il mio tradimento. Il sole di Ibizapoli ha ancora sonno. Scende sulla panchina e si siede. Osserva facce stanche, portatrici di scarsa memoria. La citt vecchia nascosta dietro un albergo moderno e gi stantio, con stanze simil-container. La luna molto contenta di aver finito la sua giornata di lavoro ed scandalizzata per tutto il niente che ha dovuto vedere e commentare, perfino accarezzare con i raggi lunghi. Scelgo la seconda strada a destra e me la prendo con Pisolo per il mio tradimento. Ma che accidenti di fine hai fatto?
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Pisolo non dorme come al solito, lo strusciare di Ludo deve avergli fatto bere cento caff in cinque secondi. Ma che accidenti di fine hai fatto tu. Anzi, guarda, non mi interessa nemmeno. Non hai scuse. Decido meglio di prendermela con Pisolo per il mio tradimento e di mentire. Con gli amici non si dovrebbe mentire, oppure con gli amici che si mente, con gli altri cosa ti importa? Puoi scodellargli la verit in testa, tanto le conseguenze non ti interessano. Ti ho aspettato sotto casa tua, ma niente . Dimentico che gli amici sanno quasi sempre i fatti tuoi. S? E da quando ho cambiato casa e sono andato a stare sotto i cartoni della stazione di Campi? Mia sorella, la fanatica, deve averglielo detto lei. Ah, mia sorella. Esce di casa sempre troppo presto, parla, dice, ma che si spreca a fare? Studia, le vorrei dire, studia, che altrimenti ti si abbassa la media dellotto. Curo e addobbo la falsit appena sbocciata. Che centra. Dopo sono andato alla stazione e ho preso un treno a caso. Prima ti ho aspettato sotto casa tua. Te lo ha detto Maria Stella? Maria Stella? No, chi lha vista? Pisolo mi guarda con gli occhi aperti. Lo so, tutti guardano con gli occhi aperti, ma per Pisolo una novit. Lui in genere ha le palpebre con il blocca-serrande rotto. Gli occhi gli restano umidi e nascosti. Ora invece apre due fanali: spalancati, svegli. Questo danno della pizzeria deve aver compromesso per sempre i suoi vecchi ingranaggi. Mah. Parla anche veloce e spiattella cognizioni argomentate. Bravo. Allora, non ci prendiamo per il sedere, il fatto andato cos: hai saputo della pizzeria dopo la mattinatina in sala prove, dove ti sei goduriato alla grande. Hai cantato con Ludo, ti piaciuto, e ci mancherebbe, non capita tutti i giorni di cantare con Sublime, ma poi hai pensato al tuo magnifico amico dolente e ti sei sentito in difficolt. Bene. Invece di cercarmi, mi hai
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scansato. Perch non hai avuto il coraggio di rincorrermi e spiegarmi, non hai avuto i testicoli di dirmi: Senti, Pisolo, il dolente tuo mi dispiace, ma la gioia mia se lo mangia, anzi, guarda, lo ha appena digerito. Burp. Il problema sai qual ? Che la pizzeria, scoppiando, e non mi chiedere perch, non lo so, si portata appresso il sonno. Sono diverso: un altro. Il sonno si impiccato. salito sullo sgabello del lasciamo correre e si impiccato. Non so pi chi sono, sto imparando, ma so che tu sei stato pessimo e che io non avrei fatto quello che hai fatto tu. Aspetta, no. Forse adesso, dopo il cambiamento, dico, forse adesso lo farei. Non posso saperlo di preciso, perch ancora non ho imparato a conoscermi. Attendo... coraggio, cosa mi devi dire? Niente. Stai facendo tutto tu. Cosa ti devo dire? Ti ho aspettato con Ludo, Ludo lo dico a bassa voce, allo stradone. Unora ti ho aspettato, mi sembrava strano che tu non fossi arrivato con un anticipo di due giorni, non sei arrivato e siamo andati da Joe. Abbiamo cantato e poi partitella a pallone sgonfio. Joe mi ha detto della morte della pizzeria, ti ho cercato. Non ero per niente gioioso, come dici, n tanto meno sazio del tuo dolente, me ne sono andato a Formia a confondermi di pi le idee. Basta. Questo . Perch non mi hai chiamato? Silenzio. Gi, potresti rispondere alla qualsiasi, non cambierebbe niente. Ci sono momenti in cui... Pisolo tu non stai bene, parli come mia madre. Non mimporta, parlo come mi pare. Ci sono momenti in cui le ragioni degli altri non ti possono interessare. Uno ha fame e basta. Gli altri dicono: spiacenti, finito il pane; ho la peste, non ho potuto comprarlo; accidenti, lultima briciola lho data al canarino Titti; pane? cos il pane? guarda, lho appena infornato, torna tra unora;
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non ho pane, ma posso cantarti una canzone; il pane diventato pietra, ora lo mettiamo nellacqua, laggiustiamo con un filo dolio... il pane un sogno irrealizzabile; il pane non tuo, piantala; il pane non c. Ecco, il pane non c, qualsiasi spiegazione per lassenza ingiustificata. Non ti importa una mazza della peste degli altri, ma nemmeno di niente di niente. Hai chiesto il pane, non te lhanno dato. Questa lunica evidenza. Cos sto, mi dispiace. Mi viene un brivido castigatore. Ha ragione, maledizione. (R-E-S-P-E-C-T... Find out what it means to me... R-E-S-P-E-C-T.) Gli metto un braccio sulla spalla, lui me lo leva. Ci avviamo verso lentrata. Chiss chi diventato Pisolo. Un po mi manca quello vecchio, ma Pisolo Pisolo. Non me ne andr e continuer a tradirlo, volentieri. Lui mi d una spinta e si allontana. Per la prima volta dalle materne entriamo a scuola separati, con passi diversi, lontani.

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25. maria stella salta per la prima volta


la scuola e va a cercare pisolo

Mi vesto con cura, troppa cura. Mi guardo allo specchio, la risposta non gentile. Ho avuto le prime mestruazioni a dieci anni, in quinta. Per poco non mi venuto un colpo. Mau madre se laspettava, secondo lei per la comparsa dei peli ascellari, e mi aveva fatto ore e ore di preparazione al fatto, secondo lei. una cosa naturale, Maria Stella, un po troppo presto, ma naturale. Cosa vuoi che sia un lieve anticipo sulla tabella di marcia della vita, ahah! In fondo sei stata precoce in tutto e lo sarai anche in questo. Non preoccuparti di niente, non devi preoccuparti, sei preoccupata? S, ero preoccupata. C qualcosa da quando sono al mondo che mi sottolinea di continuo, con segnali anche piccoli, il lieve anticipo sulla tabella di marcia della vita. Non carino questo aver fretta, non si fa. E poi i ricordi. Ho un rapporto meticoloso (compiuto con zelo anche nei minimi dettagli) con i ricordi, se ne stanno l a ricordare con una chiarezza da bianco e nero tutte le volte che la manifestazione dellacconto sul futuro si proclamata, anche altro in verit. Ho imparato a leggere e scrivere a tre anni. A un anno esatto gi facevo pip nel vasino, non ho mai da allora bagnato il letto con una pip liberatoria.
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A quattro anni, per imitazione nei confronti di Moo che per non la sapeva, recitai La livella di Tot davanti allalbero di Natale. Tutta. Moo si incepp davanti ai pochi parenti e io andai come un razzo. Per precauzione avevo prima indossato il casco di zio Giuseppe. Tua figlia un genio! dissero tutti a Mau. E s, compi un prodigio e gi non pi tuo. Macch, pensai, Mau mamma in cucina lavr letta mille volte alle orecchie distratte di Moo, non impararla sarebbe stato impossibile. Altroch. A sei anni risolsi il primo problema abbastanza tosto di matematica. A otto anni trovai Il Piccolo Principe un racconto noioso. Dissi alla maestra che quello era il classico libro per grandi che vogliono ricordare come erano da piccoli, ma aggiustandosi i ricordi verso il ben zuccherato. La maestra non fu daccordo, ma da quel giorno mi port da leggere tutto quello che aveva in casa. Non erano letture adatte a una bambina contemporanea, ma apprezzai lo stesso Hans Christian Andersen, Astrid Lindgren, Charles Dickens, Charles Perrault, Emilio Salgari, Eleanor Porter, Carlo Collodi (che poi si chiamava Carlo Lorenzini), Oscar Wilde (il suo Principe s che felice), William Butler Yeats, John Ronald Reuel Tolkien... Sia chiaro una volta per tutte: non sono stata una bambina prodigio e non sono nulla di simile. Sono stata, e non so perch, una bambina sola: ho avuto semplicemente pi tempo degli altri. Questo tempo lho usato per fare prima le cose, tutto qua. Mi sono messa intanto dei pantaloni neri, una maglia nera e verde e ho raccolto con fatica il cespuglio in un fermaglio verde, che per non della stessa gradazione di colore della maglia: imperfezione fastidiosa.
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Ieri Moo tornato da scuola uno straccio, deve aver incontrato Pisolo per la prima volta dopo lo scoppio. A me Pisolo piace, lho gi detto, non come un ragazzo che piace in quel senso. Ha un modo di ridere e contemporaneamente di piegare gli occhi leggermente verso il basso che non stanca, un inchino alla tristezza, per rispettarla mentre si ride. Si veste male, come Moo, si vede che non lo fa apposta: non si abbassa i pantaloni apposta, scendono da soli, non cerca apposta una maglia che non va, gli capita, non evita di pettinarsi, si spettina dopo poco, perch i capelli folti, lisci e neri hanno delle impennate e cos restano. Pisolo ha la scorza del sonno. Tutti abbiamo una scorza: Moo ha la buccia del cattivo e la simpatia spietata forzata, io quella della collezione di parole e della solitudine, Marica ha la bellezza cos forte da diventare crudele, Mau... Mau madre altro che scorza, lei ha cinque o sei burqa con colori e intenzioni differenti! Mio padre usa come riparo il fumo delle sigarette, una nebbia dove scomparire. Lui ama scomparire, poi dicono tanto di Moo che scappa! Insomma il sonno di Pisolo romantico, prima o poi il bello e addormentato sar svegliato da un bacio della vita e sono sicura che riveler un prodigio. Se mi ascoltassi come se a parlare fosse unaltra direi Mi sa che sei innamorata. Naturalmente non cos. Mi piace come persona. Ho un dubbio: forse io non mi innamorer e basta di occhi e corpo e di complimenti e cose cos, forse io mi innamorer di una persona che ha un prodigio che trova la sua strada e sboccia. Perch alla fine tutti, come un virus, siamo portatori di prodigio, solo che non sempre il virus trova le circostanze adatte per imporsi allorganismo, come la varicella o il raffreddore. Certo che se dico cos sembro innamorata sul serio, ci devo riflettere. Comunque andr a cercare Pisolo e salter la scuola
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non per motivi amorosi, ma perch desidero che lui e Moo non facciano la sciocchezza di perdersi di vista prima del tempo. Non permetter questaltro anticipo, sento che mi riguarda. Moo direbbe No, che non ti riguarda, pensa per te, guaio di una sorelmostro. Non mi importa, vado lo stesso. Per un pelo non lascio lo zaino dov, me lo ricorda Mau madre molto stupita: quando mai dimentico qualcosa, io? Maria Stella, perch scendi prima del tempo? Mamma, ho una missione da compiere. S, una missione, proprio. Buona scuola. Mi avvio verso casa di Pisolo, mi siedo sulla catena dellingresso dellofficina sotto casa sua e aspetto. Mi dondolo, ho cinque anni e lorizzonte delle dune superato dallo slancio dei piedi che stendendosi e allungandosi fanno volare laltalena. Lo scatto voluto mi offre, a intermittenza, il mare.

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26. mau considera il canto mentre tace

Che poi cantare per lavoro non tutta questa goduria. Me lo sono detta mille volte per consolarmi e mille volte perch cos . I lavori che confinano, anche poco, con lartistico generano invidia: che fortuna, apri la bocca e guadagni! S, proprio cos. Tanto per cominciare, i datori del lavoro che confina, anche poco, con lartistico ritengono che pagarti per uno sfizio sia vero lusso, cos ti pagano poco. Agli inizi con Marinella non ci pagavano affatto e dovevamo pure ringraziare per il fatto che un giorno, per merito della loro generosit, qualcuno ci avrebbe raccattate e persino pagato molto. Non mai successo. Avrei potuto, forse, avere soldi veri se avessi scelto per il s invece che per il no, ma non ne sono nemmeno sicura. Nel periodo bello, quando cantavo con una voce che mi sembrava presa a prestito, ero sempre l tesa a pensare: no, non torner il miracolo, successo ieri, ma non so nemmeno perch. Poi succedeva di nuovo e mi beavo della sorpresa: erano bei tempi, ma, diciamolo, di assoluta impossibilit di programmazione della gioia. Perci me ne stavo come una pulce dacqua, spennata e brutta, con il cuore in folle ad aspettare tutto quello che non dipendeva certo da me. Che poi magari succedeva e io dovevo cantare Tanti auguri a te per quattordici volte. Anche questo da tenere presente, alla maggior parte delle persone che frequentavano i posti dove
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cantavamo non importava niente del mio sbattimento pseudoartistico. Ah, la vita! E questa , poche storie. Durante lestate ci pagavano un po di pi. Ci spostavamo in luoghi turistici vicini e cantavamo dalle ventitre alle due. Solo che dovevamo essere sul posto alle ventuno, perch non si sa mai, magari cera un Buon anniversario, un Buon compleanno, un Buon onomastico e cose cos. Una catena di montaggio musicale, l un do, l un si, l un no. Marinella, un 25 agosto, improvvis un testo di buon onomastico sulle note di Good Morning Sunshine. Era una canzone che amava molto, mentre la cantava, i capelli le diventavano pi chiari. Eravamo in un luogo ameno, avevamo indossato due orribili vestiti di rosso differente, cera la luna. Cominciammo con due o tre dediche su canzoni talmente ripetute da suonare afone, poi vidi un signore tra il pubblico sudato. Non pu essere lui, pensai. E invece era lui. Cosa faccio, cosa faccio. Bisbigliai a Marinella: C Lui, M.F.! Marinella rise e mi consigli di bere meno. Cosa accidenti ci starebbe a fare il Sommo M.F. qui? E che ne so, ad ascoltare noi? insinuai. Stai confondendo i ruoli: quella che sogna con spreco evidente di energie su tutto limpossibile della vita, sono io. Sar solo uno che gli somiglia. E poi non vedi che non ha quasi capelli? Mi avvicinai con una scusa, per guardare M.F. da vicino. Marinella, lui ti dico. In televisione gli aggiusteranno il cranio, che ne so. lui. lui. Era lui.
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27. pisolo incontra maria stella


che cade dallaltalena

Stanotte almeno ho dormito, non molto, ma almeno un po s. I piedi anche questa volta si sono addormentati prima del resto. Da quando ho cambiato stato, da addormentato perenne a sveglio perenne, dico, i piedi prendono sonno, si intorpidiscono e formicolano prima del resto. Si vede che la trasformazione partita dalla testa e fa fatica a raggiungere i piedi. Bene. Cio bene proprio niente. Ludo mi ha considerato un essere vivente, ma per troppo poco tempo per la mia sete da deserto pieno a mezzogiorno. Con Moo male. Malissimo. Ho sentito il crac che fa unamicizia quando perde un ramo. I prof mi hanno scansato, ma avevano uno sguardo di piet fastidioso, pullulava nellaria un morta-la-pizzeria-moribondo-tu. Naturalmente tutti sono convinti che sia stata la criminal a fornire combustione fresca. Ma che ne sanno? Naturalmente tutti ritengono che mio padre sappia che la criminal sia artefice dellincendio in pizzeria, ma che comunque non abbia nessuna intenzione di dirlo alla pols. Naturalmente mia madre sbarra occhi e si nutre di disperazione e nutel cream discount. I miei ragionano sul dove andare: qua s, forse, qua no, non
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c il mare, qua si dovrebbe trovare lavoro, ma no, dove lo trovi il lavoro che non c nemmeno per i ggiovani, e se andassimo allestero? S, e come ci facciamo capire che non spiccichiamo parola? Nostro figlio un po di inglese lo mastica. Nostro figlio sarei io. Io resto a Napoli, poche e secche parole. Tu vieni dove andiamo noi, poche e grasse parole. Se non sapete nemmeno dove, poche ed evidenti parole. Lo sapremo, decideremo, e tu verrai, parole. No, parola. Me ne sono andato in camera, mentre mio padre illustrava a mia madre in che modo e con quanta precisione precisa mi avesse cresciuto male. A porta chiusa, ho cantato a mente un po di Boss, Born To Run: il Boss, porca miseria, mi venuto in mente Moo. Il punto dove si spezzato il ramo mi ha fatto un male bestia: The highways jammed with broken heroes on a last chance power drive Everybodys out on the run tonight but theres no place left to hide Together Wendy well live with the sadness Ill love you with all the madness in my soul Someday girl I dont know when were gonna get to that place Where we really want to go and well walk in the sun But till then tramps like us baby we were born to run. Le autostrade sono piene di eroi distrutti alla guida della loro ultima possibilit Sono tutti in fuga stanotte, ma non rimasto pi nessun posto dove nascondersi Insieme, Wendy possiamo sopportare la tristezza Ti amer con tutta la pazzia della mia anima
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Un giorno ragazza, non so quando, arriveremo nel posto Dove davvero vogliamo andare E cammineremo al sole Ma fino ad allora i vagabondi come noi sono nati per correre. Naturalmente ci sono delle incoerenze: Wendy Ludo, pure se lei non vuole, pure se lei non lo sa, e naturalmente io voglio restare invece di andare. Insomma, lispirazione di Bruce non pu seguire alla lettera il mio stato danimo, anche perch lui ha scritto prima e il mio stato danimo venuto dopo. Le canzoni immortali, anche quelle vecchie come questa, per si innalzano con chitarra e spada e sconfiggono il tempo e pure quello che poi dicono di preciso. Se ne vanno altrove e cos cantano tutto, anche il contrario di quello che dicono. Il contrario, bah. Restare a Napoli comunque Born To Run e che si sappia. Mi lavo, gli occhi friccicano meno, si stanno abituando a restare aperti. I capelli umidi sono irriducibili, cerco una piega col gel, che esagera e me li appiccica come un baschetto oleoso. Cerco panni puliti che non trovo, mia madre dallo scoppio indoor fa sciopero lavatrice, macch, magari. Lo sciopero lavatrice sarebbe unazione di disturbo, lei invece non lava e basta, perch afflitta. Faccio un mucchio con i panni e li infilo nella lavatrice, leggo il regolamento macchina e avvio. Aggiungo detersivo liquido. Mi vesto con quello che trovo e scendo. Mentre scendo gi per le scale mi annuso: puzzo di polvere da sparo e sudore. Forse suggestione, forse puzzo di sudore e basta. Esco dal portone e una ragazza carina cade per terra, ha appena rotto la catena dove si dondolava amenamente.
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Mentre atterra di sedere, il fermaglio si sgancia e una giostra di capelli si gonfia nellaria: non una ragazza carina, Maria Stella, la sorella di Moo. Che ci fa qua?

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28. maria stella cade e si rialza

La maledetta catena, che non offriva nemmeno vista di mare, si spezza proprio mentre Pisolo esce dal portone. E che ! Bastava che resistesse un altro po: intanto mi sarei alzata e gli sarei andata incontro. Lei sarebbe sopravvissuta e io avrei evitato una figura di sorelstupida. Pisolo mi d una mano e mi aiuta ad alzarmi. Rido la risata pi ebete dalla mia pur recente nascita. Sono caduta . Si pure sganciato il fermaglio e i capelli, pettinati e quindi privi dei soliti ricci, si sono gonfiati in un improvviso airbag. Ma va! ride, ha gli occhi nuovi, chiss come mai. Che ci fai qua a questora? Non ci vai a scuola? No, non ci vado, devo dir il vero, altrimenti rischio poi commenti che potrebbero farmi beccare in flagranza di reato (si ha quando chi compie il reato viene colto sul fatto dalla polizia oppure da testimoni) e non sono abituata. Sto facendo filone, (saltare scuola, bigiare e cose cos). Pisolo controlla lora sul cell. Ah, sempre in anticipo tu! Fai filone prima che la scuola apra. A questora, in genere, sono gi davanti al cancello. Be, capita di rompere le catene. Ti saluto, vado . Gira le spalle e se ne va. E io il filone con chi lo faccio? Si blocca, resta fermo per un po di spalle, poi torna indietro.
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un invito? S. Accidenti, ma allora sei precoce sul serio, tu. Facciamo cos, Pisolo, scartiamo termini come anticipo, precoce, prima del tempo, gi, acerba, affrettato, acconto, prematuro. In quanto mi angustiano non poco la vita e stamattina non ne ho bisogno, intanto la mano corre verso la tasca del pantalone nero, dove custodito il Nintendo e relativa collezione di parole. Come vuoi, per tu non nominare: pizzeria, scoppio, morte, criminal, stufa, futuro e passato. Moo. Accidenti, mi ha fregata, e come faccio a dirgli quello che voglio dirgli? Be, ci penser con calma. Si fa sempre in tempo a cambiare idea. Per tu fai filone con me. S, tanto oggi non ce lavrei fatta a entrare a scuola. Vedi? Pure i capelli miei sono affranti. Pisolo fatto cos: ha capito che mi vergogno per i capelli in libera uscita dal fermaglio e mostra il fianco dei capelli suoi per pareggiare. Ci allontaniamo assieme.

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29. pisolo trova il pane


dove non laveva cercato

Io e Maria Stella ci avviamo verso la metro. Quante ore avevi oggi, sorelMoo? Mi chiamo Maria Stella. Quante ore avevi oggi a scuola, Maria Stella? Dovevo uscire alle sedici e trenta. Accidenti, Maria Stella sorelMoo, quante ore! Mi potrebbero accusare di sequestro di persona. Maria Stella ride, quando ride sembra pi piccola. Pi piccola ancora, dico. Facci poco il grande, Pisolo. Non ti arrestano, non ti preoccupare, sei minorenne pure tu e poi alla pols direi che sono andata via seguendo solo la mia inclinazione. Tu mi hai accompagnato per non farmi incontrare malintenzionati e lupi. Maria Stella una Ragazzina No Conventional Sound, niente da fare. Usa uno strano linguaggio stampato, e va bene, ma come la pensa che fa davvero original. Quando siamo a casa di Moo a suonare in sordina, in sordina perch i vicini protestano, lei fa delle osservazioni precise e brevi dopo silenzi lunghi. Quasi sempre dice cose che agli altri non verrebbero in mente. Quasi quasi la porto alla pizzeria del Rinascimento. Meglio andarcene verso il centro, passando dagli estremi sobborghi, che qua tra poco ogni due passi incontriamo qualcuno conosciuto.

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Dico il vero: un po mi vergogno di farmi vedere in giro con sorelMoo. Va in seconda media, accidenti, e poi sono gi sulla chiacchiera per lo scoppio della pizzeria. La mia vita nova si arrabbia con me: Ma come, mi dice la vita nova, strappi tanto con sono-solo-nel-nuovo, urli che c bisogno di cambiamento e poi ti vergogni come il pi deficiente dei regular assonnati di prima della vita nova?. Cos, per farmi perdonare dalla vita nova, mi avvio con Maria Stella verso la metro, attraversando il Rione Proibito. Il Rione Proibito non proibito proprio per niente. Ci abita Ludovica per e ci sono le palazzine basse della materna, che non domiciliata in fabbricati di scuola scuola, ma appunto in due palazzine del rione. Spesso quelli del liceo mio si incontrano l prima di andare verso lo stradone. Quando io e Moo andavamo alle medie, ci vedevamo al giardino del Rione Proibito, che poi non era un giardino, ma un pezzo di terra davanti alla casa del custode. Certo che qua si usano i nomi comuni di cosa parecchio a cavolo. In primavera sul giardino non giardino cadeva una specie di pioggia piumina di polline: grandissime partite di pallone sopra la piumina! Il custode, allapice del godimento, ci faceva sloggiare innaffiandoci con la pompa. Perch la crudelt esiste. Cammino con Maria Stella, nemmeno tanto svelto. Sono un eroe e sto attraversando il Rione Proibito. Ludo! mi scappa detto, a occhi sbarrati. Maria Stella guarda me e poi la Ludo che si avvicina con i capelli misteriosi. Vlam, vlam. Ciao, ella versa poche gocce di voce nelle mie orecchie tese come fauci. Ciao, Ludovica, egli, io, non ce la fa a non pronunciare il suo nome. Ludo, oh Ludovica.
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Ciao, Maria Stella educatamente la omaggia. Cia, Ludo distrattamente ricambia. Poi ci ripensa e si sofferma ancora in parole. Sei la sorella di Moo? Mi chiamo Maria Stella, sorelMoo deve essere fissata con questa affermazione. Non gli somigli per niente, la Ludo studia troppo il viso e i capelli di Maria Stella per i miei gusti. Che fa, cerca tracce del suo amico? Non cos, comunque non indispensabile somigliarsi tra fratelli. Tu un po somigli al tuo, certo che la sorelMoo non parla mai, ma quando decide di esprimersi non arretra di fronte al Bello Assoluto. Chi, Mauro il ciccione? Ora gli occhi di spade e pure di bastoni e pure doro e pure di coppe di Magnifica Ludo contano uno a uno i milioni di capelli di sorelMoo. Be, anche i tuoi ricci capricci dovrebbero fare una dieta. SorelMoo diventa rossa. Rossa. Pi rossa. Bordeaux. Gli occhi pure diventano rossi, il bianco di dentro, dico; si velano di lacrime, rosso vin ros. Maria Stella gira e gira un orologio giallo che porta al polso, cos forse pu abbassare gli occhi, non so. Certo che la Ludo in quanto a bastardaggine cercata andrebbe bene con Moo, bella coppia. Prevedo guai. Arrivano. S, vero, Maria Stella guarda la testa della Splendida Ludo, essi dovrebbero dimagrire e stendersi, magri, verso il basso, ma ci pu comportare la controindicazione (eventuale rischio di patologia confinante con la cura) di ammalarsi di stitiche e banali idee. Sai, quelle che hanno tutte le adoratrici di piastra, che tutti approvano, che fanno diventare liscia la vita, cos liscia che in caso di caduta non troverai nemmeno un minimo appiglio per lintelligenza. Forse meglio i ricci.
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La Ludo mi squadra, aspetta che io prenda posizione, naturalmente a suo favore. Certo, nella vita non nova, quindi nella vita vecchia babbiona, lo avrei fatto. Avrei sorriso, avrei aggiustato la lite di parole, avrei usato una mia idiozia, che ho sempre a portata di mano, per distogliere lattenzione delle due ostilit. Ma la vita nova la vita nova, cos indosso uno sguardo neutrale e aspetto. E poi Maria Stella non ha cominciato per prima. Ludo decifra a mente la mia Svizzera neutral e decide di provocarmi con arma di distruzione di massa: vuole proprio vedere se dopo la sfida chimica ce la faccio a restare fuori dal conflitto. Mi si avvicina, un vlam al balsamo mi sfiora la nuca. Mi vola intorno come la piumina di polline, solo molto pi profumata. Ludo si ferma, sbatte gli occhi, accenna un sorriso che finisce in un morso leggero del labbro inferiore. Mentre parla, devo fare uno sforzo di sveglitudine per non assopirmi in sogno. Andiamo? Tra un po suona, entriamo alla seconda ora, ma prima caff caldo/freddo da Gigiotto, che lo fa uguale preciso a quello del Gambrinus. Andiamo? Uh, avrei dato un braccio per questo invito, ci avrei messo a sovrapprezzo lappendice della tastiera e le mie canzoni a memoria. Uh, mi sarei tolto le scarpe, troppo comode per lonore, avrei camminato sui vetri, avrei liberato chili di gioia a mo di sandali alati. Non avrei sanguinato, i piedi avrebbero riso. Uh e ah. Tuttavia la vita nova esige coerenza e il moncherino del ramo spezzato troppo fresco. Volentieri, ma domani. Ora sto andando con Maria Stella per commission importante in centro. Dobbiamo studiare una pizzeria del Rinascimento.
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Ludo ride, lascia la molla elastica della vicinanza con uno schioppo che mi sputa in faccia risata: See, domani! e se ne va. Maria Stella torna di un rosa beige accettabile e insieme ci avviamo alla metro. Cerca di sistemare i capelli facendo un nodo grosso. Perch sei venuta a cercarmi? Perch ti scoppiata la pizzeria e pure molto altro, secondo me. Capita pure questo: senza averlo cercato, trovi pane.

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30. mau e il treno che non era una navetta,


ma esemplare unico di sola andata

Chiss perch. Chiss perch, perch e perch. Prima di raccontare del treno che non era una navetta, devo precisare alcune affermazioni molto importanti. Molto? Importanti? Esagerata. Va bene, devo precisare alcune affermazioni qualsiasi: cantare era pure un lavoro come tanti e spesso mi rompevo le scatole di cantare; una volta mentre approssimavo Let It Be mi venuto in mente il luogo dove avevo forse potuto ficcare la carta di identit smarrita; unaltra volta, sonnecchiando Wish You Were Here, ho avuto lintuizione geniale circa il perch mi veniva male la pizza di scarola: per forza, non strizzo bene la verdura! spesso le note diventavano note s, ma prese controvoglia a lezione, non so se rendo lidea di vari fastidi di sapore scolastico remoto; quando provavo in cucina con Marinella, mi assalivano urgenze di caff, di pip, di pezzettino di dolce subito, insomma di non-ce-la-faccio-pi-con-questa-lagna; in tutti i mestieri, forse, c un tale fare e rifare che ingrassa a pastone i minuti e li fa diventare olio denso; i pagamenti scarsi, i gestori furbi, gli sconti imposti su gi magra parcella, lassenza anche solo di miraggio di pensione
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futura, i biglietti di pullman, treni, tram, corriere non rimborsati facevano rumore di predazione che fatalmente sconfinavano nella base musicale e la imbrattavano; daltra parte il marchio di perenne esordiente non un liuto vellutato, piuttosto stemma di discount; mi sentivo in colpa per non aver scelto di fare la cassiera del suddetto discount, almeno avrei portato ogni mese a domicilio prodotti in recentissima scadenza oltre che uno stipendio che quello e quello rimane; i luoghi dove indossavo il vestitino da scena-scema erano puzzolenti tutti, troppo illuminati sulle miserie, tutti; per sognare di essere da qualche altra parte ci voleva unenergia paragonabile a ginnastica trascendentale su un piede solo, mentre laltro tocca il naso in un nodo incerto; ecco. Per poi arrivava lattimo fuggente, servito da Peter Weir su un vassoio di rosa, e recante un biglietto con lavviso di scadenza, ma non da discount. E il qualsiasi duraturo diventava un giusto pegno da pagare in cambio delloro, incenso e mirra. Perch da sempre ci si gioca tutto e tutto, e ci si indebita di quotidianit per il prodigio. E sono di nuovo tutta nel ricordo del treno che non passato di nuovo. Perch c solo una cosa che fa pi paura della paura di perdere ed la paura di vincere. Forse. Comunque il signor M.F., che era lui, mi telefon il giorno dopo e mi diede appuntamento in un bar del centro. Per prepararmi impiegai cinque ore, uninezia. Lo specchio alla fine si dichiar distrutto dalle mie domande sul e-ora-che-cosa-mi-metto. Nellautobus puzzavo di profumo a peste, perch a ogni vestito che provavo, me ne spruzzavo un po per abbellire la scena. Meglio, cos gli altri utenti dellautobus mi lasciavano spazio intorno, evitandomi almeno altro olezzo di sudore.
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Ogni imbarazzato neurone ricorda la felicit di scendere due fermate prima, per raggiungere il bar del centro dal lato del mare. Mi posizionai di spalle allacqua, guardai i palazzi storici e mi accomodai su un pensiero che faccio spesso: chiss se chi abita qua alla fine si stanca di tutta questa meraviglia. Questo pensiero lo faccio spesso, spostandolo su argomenti vari: ci si abitua alla salute efficiente, allamore, alla bellezza, alle ali, ai baci belli, al sole di maggio, al vento fresco, al glicine o al papavero, allacqua pulita di sorgente cristallina e mai idrolitina, alla passione certa, ai viaggi, al cioccolato, a tutto il bello che c? Insomma, ci si abitua o non ci si abitua, devo saperlo, una mia urgenza. Posso rispondere con certezza certa soltanto per il cioccolato, per motivi di cronaca vera: non mi sono abituata e il cioccolato ha trovato casa in luoghi adiposi del mio corpo. Ho guardato il bar da lontano e ho sentito il sudore in testa. Lo so, strano, in genere sudano le mani: a me sudano i capelli, perdendo ogni possibilit di lacca. Se sono rossi, sanguinano. Mi sono avviata verso il treno che non era una navetta con i capelli bagnati.

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31. moo senza pisolo

Pu. Mi sono svegliato pi storto che dritto, pu. La sveglia del cell non ha suonato, anche perch avevo dimenticato di metterla, e che diamine un po di iniziativa: la sveglia lo sa che ogni mattina deve fare il suo sporco lavoro, e muoviti da sola ogni tanto. Mau madre non venuta a dirmi fai tardi con modalit dal piano al forte. Chiss perch. Cos mi sono vestito in cinque minuti netti, non ho fatto colazione e sono sceso. Ora sono fuori scuola, stipato in un angolo, non ho voglia di farmi vedere, non voglio vedere. Per aspetto Pisolo, non posso farci niente, anche se lui mi saluter con quella velocit nuova e poi sempre velocemente mi scanser. Stefano punta la Vespa rosso fuoco direttamente verso di me, quando le giornate cominciano storte! Ehi, Moo. Ehi, Stefano. Che dici? Niente, e con il niente-da-dichiarare spero che se ne vada. Invece resta e fa salire pure il vespino sul cavalletto dondolante. Ma che vuole? Lispettore Polchelli abita nel mio palazzo. Uh? E che ci devo fare? Se il padre del tuo amico non collabora, sar mala cosa. Quale amico? Ma perch non se ne va a fare il dovere suo di comparsa con le bambine affamate?
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Pisolo, quale amico! Che , vi siete lasciati? Ride, si sente molto spiritoso e gaio. Perch non lo comunichi a lui? Meglio tornare in zona Polchelli. Come preferisci, qua tutti non gli nominano lo scoppio, e che ! Gliene parler io. Ecco, bravo . Mentre dico la vo di bravo, con la coda dellocchio vedo arrivare Ludovica. Ha una faccia a peste, ma Stefano non se ne accorge, perch la guarda altrove. Anche lei, come prima Stefano, si dirige sparata verso di me. E meno male che avevo creduto di nascondermi in un angolo sicuro. Forse per non farsi notare meglio mettersi al centro del piazzale con una spada in mano, seduto su un cavallo di legno. Tu! mi saluta. Ciao, la saluto. Indovina chi ho visto poco fa? Stefano non addestrato a essere rimbalzato. Si saluta, Biondina, Stefano chiama tutte Biondina. I suoi modi sono parecchio cafoni e antical, che poi c una bella differenza: i modi bastardi fanno ridere, quelli cafoni e antical no. Ma le biondine in questione certo non fanno attenzione ai modi. Infatti: Ciao, Ste, squittisce, poi mi guarda male. Indovina? Vorrei mandarla a sperdere, il mio dolor da lei proviene. Se non avessi deciso di invitarla, se non mi fossi sentito in colpa, se non fossi scappato, se avessi detto, se avessi fatto: tutto dolor made in Ludo. Magari nemmeno la pizzeria sarebbe esplosa. Eppure, ahi se mi costa ammetterlo, la Ludo mi cattura, quindi sono un verme de vermi e come verme sorrido. Chi hai visto? Your sister . Capirai, penso, che scoop. Va a scuola qua a due passi. Non da sola. Se ne stava core a core con Pisolo. Andavano insieme in centro. Impossibile, dico.
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Hai capito la sorellina! dice Stefano. Vi lascio alle vostre confessioni, biondini. Moo, dici a Pisolo di Polchelli, importante, e se ne va. So benissimo perch Stefano mi d lultimo comunicato: ci vuole fare il tipo svelto con la Ludo, lui si avvicinato a me perch aveva qualcosa di importante da dirmi, non per altro. Chi Polchelli? chiede Ludovica. Il cane di Stefano, ha la scabbia . Sar pure in crisi, ma resto comunque un bastardo professionista. E perch lo devi dire a Pisolo? Possiede una pomata miracolosa. Ludo fa lespressione di chi ha capito limportanza della comunicazione, e certo se parla Stefano anche uno sbadiglio diventa importante. Scuote i capelli per tornare tra i vivi. Comunque tua sorella e Pisolo sono andati via insieme davanti ai miei occhi, quindi impossibile un accidenti. Ti avranno detto una palla, splendida Lu, magari Pisolo ha accompagnato a scuola Maria Stella e basta. Guarda che la scuola di your sister so bene dov, loro andavano dal lato opposto: direzione metro. Comunque non me ne frega un cavolo. Entro che alla seconda ora ho mate. Be, se non te ne frega un cavolo, lo dico in gne gne. La Ludo bella bella, ma come parlato odioso a volte pu competere con Stefano. Perch me lo sei venuta a dire? E poi, come seconda ora? Che cretinata sto fatto di Pisolo e Maria Stella. Ahah, Pisolo ti ha passato il sonno, sveglia, sono le nove, si allontana, la schiena dritta, i capelli morbidi, i passi giusti, n veloci n lenti. Stefano la sta aspettando allingresso, ci manca solo la marcia nuziale. La segretaria miope reciter le frasi di rito. Ma che giornata storta. Mi manca tutto. Basta, me ne torno a casa, meglio Mau madre urlante di tutto il resto.
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32. maria stella e le prime volte

Metropolitana. la prima volta che aspetto la metro che va verso il centro da sola, anzi in compagnia di uno quasi della mia et, be, molto quasi, tre anni di differenza. Da sola ho preso soltanto la metro che si allontana ancora di pi dal centro. Tutto questo potrebbe avere del simbolico (un simbolo unimmagine concreta che richiama alla mente un concetto astratto). Pisolo innamorato di Ludovica, bleah. Evidente. Tuttavia non ha preso le sue parti, restato fuori e le ha detto no, non ci vengo con te. Giubilo (grande gioia che si manifesta con parole o con atti di esultanza). Sono calma, faccio per la prima volta filone e sono calma. Strano. Chiacchieriamo del pi e del meno, mi guardo intorno, mi piace tutto, sono curiosa. Allingresso della metro c un venditore ambulante locale, uno degli ultimi rimasti: compro un bandana rosso e mi aggiusto i capelli come posso, mentre aspettiamo la metro. La metro verso il centro passa ogni venti minuti, perch qui da noi non proprio metro: una prolunga della ferrovia. I binari sono gli stessi che conducono treni alla Stazione Centrale, le metro quindi si devono scansare e lasciar passare treni veloci, alcuni lucidi, a due piani. Mi piacciono molto i treni e qualche volta vengo qui a veder120

li passare. Raramente e con la fretta di tornare a casa, fretta che ora non ho ed bello. Siccome abbiamo sentito il rumore della metro che se ne andava, abbiamo venti minuti di attesa. Tra i sassi, dove sono stesi i binari, ci sono dei fiori gialli: sono prepotenti di esistere e spelacchiati. Sentono il vento che anticipa i treni e si piegano prima del loro passaggio; aspettano in questa posizione scomoda, perdono petali e poi tornano in piedi, bruscamente, a vento finito. Tutto questo potrebbe avere del simbolico. La stazione ha due ingressi, uno d verso il mare, uno verso il cratere. Sono inframmezzati da case, naturalmente, ma mi d piacere immaginare che aria di mare e aria di cratere creino un vortice al fine di accarezzare i fiori gialli, dopo il passaggio dei treni. Se pronunciassi questi pensieri ad alta voce, persino Pisolo, che gentile, si metterebbe a ridere. Per questo ed altri motivi scelgo il silenzio. Alcune mie idee si imbizzarriscono e vanno via per i fatti loro, non so se questo continuer a succedermi per sempre, ma lo spero. Mi fa compagnia questo fatto, mentre mi crea solitudine. un forte contrasto, un segreto, un accidenti di ragionare che davvero non so spiegarmi. Mi aiuta tanto per la mia collezione di parole, perch devo cercare termini sempre migliori e pi articolati, per raccontarmi le idee e le suggestioni. Pisolo guarda il bandana e ride. Cappuccetto Rosso che sconfigge il lupo, la lupa anzi, allude allo scontro con Ludo. Rido anchio. Agli innamorati piace parlare di continuo delloggetto amato. Nel caso di Ludo del contenitore amato. Perch bella bella, ma quello che Ludovica contiene non mi sembra poi tutto questo eccezionale. Forse sono gelosa.
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Pisolo vuole parlare di Ludo, lo capisco, ma io no, non ne ho voglia. Perch forse sono gelosa e perch prima lei, di proposito, mi ha causato danno di ferita, quelle ferite superficiali: dolore, s, di quando cadi e non ti fai quasi niente ma sulla gamba restano graffi neri dellasfalto e sbucciatura di sangue che esce gi crosta. Non so se posso osare un po di racconto fresco di libri, per portare altrove i discorsi Ludici (ludico: che riguarda il gioco). Oso. Nella versione di Charles Perrault, Cappuccetto Rosso non lo sconfigge proprio per niente il lupo, e nemmeno la lupa, penso. Mi stai uccidendo una certezza. Il lupo si salva e la mia certezza muore, considera Pisolo. In realt lallusione che illustra Perrault la sconfitta della trasgressione: Cappuccetto Rosso va verso lignoto e lignoto se la mangia, ho alzato un po troppo la difficolt delle parole. Infatti: Ma come parli? Niente, ricordo a memoria, lho studiato per la scuola questo pezzo. E dimmelo prima, no, che gi vai alluniversit! La mia prof di ita ci insegna molte cose, mento. A me piace filosofia, mi incanto a sentire parole che non conosco. Un giorno le capir. Mi succedeva anche con inglese, con le canzoni, dico, mi incantava il suono allinizio, poi a mano a mano ho capito il significato. Moo non direbbe mai una cosa cos, Pisolo un ragazzo ingenuo, apre finestre e le lascia aperte. Meno male. Tra una cosa e laltra, arriva la metro. Saliamo, controllo mille volte che il biglietto sia dove lho conservato. Dove lho messo? Ce lho qua. Dove lho messo? Ce lho qua. E cos via. Nella prima galleria le luci restano spente, sento profumo di muschio di tufo (roccia, pietra porosa). Al ritorno riconosco lo stesso profumo che gi ricordo.
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Pisolo mi ha raccontato tutto: non si difeso, dalle finestre ho potuto osservare una bella vista. Pisolo non partir. Mi ha pure ringraziata, lui ha ringraziato me: incredibile. Mi ha ringraziata per la prima volta pi bella, che ne contiene altre cento, potrei innamorarmi di un ragazzo cos. Questo non lo scrivo nemmeno nel pi segreto dei posti da collezioni segrete. Anzi, faccio cos: dimentico.

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33. pisolo: al bello segue il brutto,


al brutto il bello e cos via

Che hai fatto fino a questora? mi chiede mia madre appena entro in casa. Sono stato con la sorellina di Moo . Sorellina lo dico con un tono pi alto rispetto al resto. See, e chi ti crede? Tipico di quando dici la verit. Lho fatto apposta, lo sapevo che madre dolorosa non mi avrebbe creduto. Quale risposta vuoi? Dimmelo prima, cos mi regolo. Madre sempre pi dolorosa piange. Oh, signori! Stiamo attraversando un momento terribile, siamo isolati, disperati, e tu non dai notizie e lasci il cellulare spento. Oh porca miseria, vero, dico controllando il mio Nokia del dopoguerra. Lo accendo, mi arrivano tre dlin dlin messaggin. Uno di Moo, uno di Ludo, entrambi portano notizia che ho ricevuto chiamate da entrambi, uno della Tim che mi vuole assolutamente dire che ci sono prestiti speciali per nuovo avvio attivit: toh, e che ne sa la Tim che ci saltata per aria met vita e un quarto e relativa pizzeria? Mia madre continua la lamentazione, intanto penso che la Ludo desidera squietarmi per recupero interesse: come mi sono permesso di allontanarmi con sorelMoo? Moo invece mi avr chiamato per far finta che non sia successo niente; fa cos lui, sottolinea in tal modo che il disturbato sono io. Ma questa volta niente da fare, successo tutto. Poche storie. Maria Stella mi ha fatto stare bene, certo che strano. Le ho
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raccontato tutto: i dubbi, la voglia di restare nella citt mia, le paure spicciole e quelle grandi, il fatto che forse mi bocciano e pure lodio per la pizzeria di prima e pure le mie cocenti perplessit: criminal, non criminal? Stufa difettosa? Quale dubbio ha ragione e quale ha torto? Per un giorno intero sono restato sveglio e vigile; s, mi capita dallo scoppio di essere vispo, ma la cosa nuova di questo pezzo di vita nova che oggi con Maria Stella mi sono sentito in compagnia, parlavo da pari a pari, senza pensare prima capisci o non capisci? Condividi o mi salti? Ridi dentro mentre parlo o sorridi e basta dentro e fuori, sullesterno della faccia?. Questo fatto lo provavo prima, da sonnolente, solo con Moo. Ma a) lui maschio; b) ci frequentiamo quotidianamente da anni dodici; c) suoniamo insieme che un po come avere le anime sposate. Ho portato Maria Stella alla pizzeria dove ero gi stato, il tipo mi ha riconosciuto. Allora sta diventando un vizio andare a mangiare in pizzerie dove non lavori, mi fa. Quella non c pi, saltata per aria, gli faccio. Ha avvicinato una sedia di paglia del Rinascimento e si accomodato. So di cosa parli. Anchio. La notizia dello scoppio arrivata fin qui, non credevo. Sei senza lavoro adesso. S, lavoravo solo la sera, la mattina vado a scuola. Il tipo ha guardato sorelMoo. Vedo, infatti sei a scuola. No, in genere ci vado. Oggi riunione: sto decidendo con lei cosa devo fare. Si rivolto a Maria Stella: Dici al tuo ragazzo di non fare scemenze. Maria Stella ha giudicato troppo lungo spiegare i come e i
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perch e i non--il-mio-ragazzo. Va bene, mi ha guardato, non fare scemenze. Lui ha riso. Ecco, brava. Cosa vi porto? Abbiamo ordinato margherita e coca. Le bibite le paghi tu, ma non farci labitudine. Maria Stella era calma, sembrava davvero professionista di filone in pizzeria. A piazza Dante, dopo pizza e coca, mi venuta unidea. Pizza e coca aiutano le idee, si sa. In effetti basta chiedere. Chiedere cosa? Vado alla criminal e chiedo se sono stati loro a far saltare la pizzeria. E meno male che non devi fare scemenze, guarda che la criminal non ha lo sportello informazioni e reclami. No, non ce li ha. Ma io non posso sopportare mio padre tremante di paura, non posso subire mia madre dolorosa ancora pi dolorosa, non posso vederli scappare senza nemmeno sapere se hanno ragione a voler scappare e non posso rischiare di sentirmi un bersaglio, magari senza nemmeno esserlo. Vado e chiedo. Non cos scemo come sembra, tutti sanno la criminal dove abita o per lo meno i pezzi di criminal del quartiere mio. La criminal ha negozi confinanti, persone di chiara fama di appartenenza, bar con sala riunione. Andr da un satellite piccolo: ho quasi sedici anni, non mi ammazzano e poi in fondo perch dovrebbero? Al massimo mi rovinano di mazzate e io la penso cos: meglio le mazzate prese che quelle temute. Sulla via del ritorno illustro tali ragionamenti a Maria Stella. Dissente. Mi sembri matto. Ma tu non eri quella genio? Embe, loriginalit del fare dovrebbe piacere ai geni. SorelMoo riflette, lho notato: ha dei tempi di masticazione126

pensieri abbastanza lunghi. Cos forse li digerisce meglio: mastica bene, consigliano pure le pubblicit degli yogurt, e lei lo fa. Cosa centrano gli yogurt? Niente, devessere un residuo di sonnolenza. Mentre aspetto la fine del lungo processo di masticazione canticchio un pezzo che per me pu essere benissimo vecchio quanto la pizzeria rinascimentale, da cui siamo usciti poco fa: When I find myself in times of trouble Mother Mary comes to me Speaking words of wisdom, let it be. And in my hour of darkness She is standing right in front of me Speaking words of wisdom, let it be. Let it be, let it be, let it be, let it be. Whisper words of wisdom, let it be. Maria Stella mette in pausa il boccone di pensieri in un angolo della bocca. Let It Be lultimo lavoro monumentalmente bello dei Beatles. Mother Mary non la Madonna, come molti credono, ma uninvocazione a Mary Mohin, la madre di Paul, che aveva bisogno, pare, di conforto in un periodo di burrasca. Paul aveva perso la madre quando aveva quattordici anni. Sorrido e canto di nuovo con la strofa cambiata, faccio una voce rauca e ubriaca: When I find myself in times of trouble Mary Star comes to me. Certo che sei strano forte, riflette Mary Star. Io? E tu che conosci tutte queste cose come saresti? Ma chi te le dice poi? Nessuno, le leggo. Poi dimentico dove. Leggo tutto, pure gli ingredienti dei flaconi in bagno, le dichiarazioni di miracoli
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delle creme, i dettagli delle carte igieniche ecologiche. Tutto. Poi succede uno strano impasto; esita, come se volesse dirmi qualcosa che poi decide di non dirmi. Insomma alcune parole o fatti vari li ricordo, altri no. Comunque tu sei un pazzo furioso se vai dalla criminal. Ormai ho deciso, ci vado lo stesso. Sulla metro parliamo meno, Mary Star prima di salutarmi mi fa: Come faccio con la firma? Quale firma? Quella che devo mettere domani sulla giustifica. Facile. Domani ti fai venire un mal di pancia, resti a casa. Dopodomani ti fai firmare il pezzo di carta da tua madre e aggiungi un giorno. Conviene sempre, anche perch un giorno solo di assenza desta sospetto negli insegnanti mediamente svegli . Ci ripenso: Forse non nel tuo caso che devi avere una media dellundici e lode e reputazione di cristallo spaziale. Macch, in italiano ho sei. Sei? Tu? Naaaa. Si blocca, sembra distratta o troppo attenta, non so. Grazie, mi fa. Il pane era buonissimo, le faccio. Non abbiamo mangiato pizza? Ess, sorelMoo, questo il guaio: i geni credono pure di poter capire quello che proprio non sanno. Non ti capisco. Appunto, le faccio con lo stesso tono rauco ubriaco di quando le cantavo il paleolitico. Non fare scemenze. E che ! Lhai imparata a memoria la parte del cameriere! Deficiente. S, abbastanza grazie. No, Mary Star, grazie davvero. Se ne va, che ragazzina strana sorelMoo, un pezzo unico.

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Torno a casa. Che hai fatto fino a questora? mi chiede mia madre appena entro. Sono stato con la sorellina di Moo, sorellina lo dico con un tono pi alto rispetto al resto. See, e chi ti crede? Tipico di quando dici la verit. Lho fatto apposta, lo sapevo che madre dolorosa non mi avrebbe creduto. Di nuovo il qualsiasi, quello di tutti i giorni qualsiasi.

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34. moo e i ragionamenti di maria stella


che pesano quintali

Maria Stella mi fa cenno di seguirla in camera sua, chiude la porta. Sono stata tutto il giorno con Pisolo, lo dice con quellaria da principessa sul mio pisello che non sopporto. Sono stata tutto il giorno con Pisolo, spiattellato senza una minima inflessione dialettale: gne gne, una tedesca che traduce dal tedesco per aprirti le porte del sapere. Fastidio. E la scuola? Ho fatto filone, ma non mi sembra la cosa pi importante da chiedere. E sentiamo, geniaccio di una sorelmostro, qual la cosa pi importante da chiedere? Maria Stella mi scodella una telecronaca della giornata, piena di lui ha detto, io ho detto. Poi conclude: Pisolo ha bisogno di te, siccome nuovo del mondo di chi va in giro da sveglio, mi sa che prender decisioni pericolose. Si mette quindi a ordinare la stanza, che gi in ordine. Organizza negli scaffali le magliette secondo un disegno di colore e lunghezza maniche, apre lanta dellarmadio, sistema e sistema. Fastidio al cubo. Ogni tanto sospira un eh. Poi riprende, passa alle scarpe e se ne va sul balcone per aggiustarle nella scarpiera. La seguo come si fa con un leone indaffarato allo zoo safari.
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Errore, il leone sono io, lo sono sempre stato tra noi due fratelli: io leone forte e scaltro, lei scimmia ominide sapiente. Sono in Africa. Come mai lAfrica e non lIrlanda? Perch in Irlanda i leoni non ci sono, semplice. Tre gazzelle mi strizzano locchio. Bambine, sono un leone, non posso intrattenermi con voi senza divorarvi, ho una reputazione da mantenere. Mi allontano e mi vedo dal di fuori, zoom su di me: ecco Moo Leone che si aggira per la savana. Inciampo in un serpente velenosissimo, lo guardo male: non intralciare il cammino del re, serpente velenosissimo, ch gli ultimi giorni mi hanno reso immune alla chimica cattiva, ne ho gi troppa in corpo. Un elefante grasso e giudizioso mi consegna saggezza fresca: Tu sei il leone, il re, e i re sono prepotenti. Fanno quello che vogliono e non quello che devono. Come tutti, elefante, come tutti, rispondo. Ma limbroglio questo senso di colpa che resta lo stesso, pure nei re. Lelefante grasso parla masticando quindici germogli assieme, lo spettacolo di bava e gengive non bello. I re raramente provano questo senso di polpa/colpa. E poi scusa, alla fine la gazzella Ludo mica te la sei mangiata? No, non avendo essa affidato il collo ai denti. E se lo avesse fatto, elefante? Se sullo stradone, al ritorno, sulla savana in fondo a sinistra, mi avesse detto fermati e pure prego, accomodati? Me la sarei mangiata, poche storie. E lei il sogno di Pisolo, lex bradipo, che ora non so nemmeno in quale animale si sia trasformato. In un condor, leone, si aggira sui resti dei suoi alberi preferiti bruciati e fa giri larghi, che poi diventano pi stretti e poi pi stretti ancora. in pericolo, parte del fuoco pu ancora colpirlo in volo. Devi aiutarlo.

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Mi sa che in questo delirio sveglio ho rivisitato una cover del Libro della giungla. Pu, ora imito pure. Ma dov finita la mia arte originale e splendida? Maria Stella mi guarda, ferma, con un paio di All Star gialle in mano. Ti sei rimbambito? Che fai con quegli occhi persi e fissi che hanno spirali che girano come gli occhi di Ka del Libro della giungla? Mi ha sgamato mentre rivisitavo la cover, accidenti. Devo recuperare, osservo le scarpe da ginnastica gialle e produco cattiveria. Ah, carine le scarpe gialle, per il colore hanno usato i tuoi capelli? No, quelli sono ancora pi gialli. All Mary Star, perci si chiamano cos. Sorelmostro non d segni di impazienza o reazione, la scuola di Mau madre deve aver funzionato, negli anni. Sospira un eh, Mary Star, che non capisco, poi si ripiglia. Piantala di fare lo scemo, che non il momento. Pisolo sta per ficcarsi nei guai: vuole andare a chiedere alla criminal se sono stati loro a far saltare in aria la pizzeria. Ma scemo pi del solito? Come gli venuta in mente questa decisione che seconda solo, che seconda solo... a niente. la scemenza migliore che Pisolo abbia mai deciso ed quindi gravissima. Tu che gli hai detto? Maria Stella finalmente mette a posto le scarpe. Che non deve, gli ho detto. Ma mi ascolter? Dovete fare pace, tu riconquisti la sua fiducia, se ci riesci, e poi lo convinci. Mi siedo per terra, sul balcone. Pisolo mi scansa e ha pure ragione, non si fida pi di me, e ha pure ragione, si sente da solo, e ha pure ragione, ha smesso di dormire ottuso speranzoso, e ha pure ragione. Come faccio a riprendermelo per non fargli fare lidiozia migliore della sua vita? Maria Stella si siede accanto a me. Pisolo ti scansa, non si fida pi di te, si svegliato dal sonno rimbambito, si sente solo
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e ferito. Giusto? Hai pochissime possibilit di andare al recupero e di aiutarlo, ma siccome gli hai sfregiato un sogno lo devi fare lo stesso, per lui e per te. Niente. Il destino, principe del DNA, mi ha appioppato una sorelmostro e me la tengo.

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35. maria stella e i forse-ce-la-posso-fare

Sono a casa. Ho accusato un terribile mal di pancia finto e sono restata a casa, cos domani ho la firma; mi basta aggiungere un giorno, come ha detto Pisolo, ed fatta. Certo che le bugie a volte scivolano facili, comode come pantofole, e cos naturali da diventare un po vere. Infatti ho un lieve mal di pancia. Mau madre mi ha guardata strano, in genere anche col mal di pancia vado a scuola, perch non voglio perdere spiegazioni, compiti, tutto insomma. Pisolo, Pisolo. Glielo devo dire, ormai non pi il caso che si chiami Pisolo, non dorme di continuo e non ha gli occhi mezzi chiusi. Sergio, SerGi. Pisolo si chiama SerGi. Bel nome, SerGi. Sir Joe (Sir: titolo onorifico che anticipa il nome e il cognome o anche il solo nome di cavalieri e baronetti inglesi), o per lo meno cos mi ha spiegato la prof di inglese, che non so se ci capisce tanto. Ha un accento di periferia ancora pi lontana della mia e non dice yes, ma jesc, che in dialetto significa esci. Com Sir Joe? Carino, contiene un titolo nel nome. Esprime una certa eleganza: SerGi. La collezione di parole ha come corollario (concetto che si deduce grazie a conseguenza logica di un altro gi dimostrato) la mania di creare parole nuove, la voglia di far sposare parole di
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senso compiuto magari solo per giocare coi suoni, fare rime deficienti, stupirsi dei misteri che riescono a svelare i giochi fatti, come appunto il nome SerGi. Svelare i giochi, perch io lho sempre pensato che Pisolo/ SerGi sembra capitato per caso nelluniverso che vive lui, ma che in realt proviene da una ricchissima stirpe di cavalieri stranieri, fuori mondo e fuori catalogo. Pisolo, fin dalle elementari, non era un bambino omologato (che ha le stesse qualit, propriet, funzioni di un altro), col marchio di fabbrica. Per esempio tutti volevano giocare ad attacco, e lui se ne andava sorridendo in porta. In porta non preciso: giocavano sulla piumina, sul polline, e i pali erano due zaini. Ora, siccome gli zaini sprofondavano nella piumina, i pali erano immaginati. Spesso anche il pallone era immaginato, perch, finch calciavano, il polline veniva sollevato dai colpi, ma quando il pallone, per un tiro sbagliato, si addormentava in un pezzo lontano, tutti, amici e avversari, cominciavano una caccia al tesoro, che per me poi alla fine era il gioco pi bello. Da dove avevo cominciato? Ah, s, da SerGi. Ho fatto bene a parlare con Moo. Ho fatto bene? I dubbi, eh, i dubbi. No, ho fatto bene. Ci sono momenti in cui non si pu dare troppa confidenza alle incertezze, per esempio quando un amico sta per fare la scemenza del secolo. Daltra parte avrei raccontato lo stesso tutto a fratelMoo, anche senza la scemenza della criminal, dico. Non mi sembra intelligente far finire gli affetti prima del tempo. Quando Pisolo/SerGi e Moo non saranno pi in classe insieme, chiss, magari si saluteranno davanti a un treno o a un altro addio, l sar normale.
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Le amicizie devono morire di morte naturale, gi ci pensa la vita. proprio inutile metterci di impegno anche noi a fare danni. Sono un po ipocrita, perch io Marica lho salutata prima del tempo. Spesso quello che abbiamo chiaro in testa per le vite degli altri, non lo abbiamo chiaro in testa per la vita nostra. Gi. Comunque le esistenze di Moo e di Pisolo sono pure mie. Provo sentimenti. Be, non precisamente gli stessi. Moo mio fratello unico. Ci mancherebbe che non gli volessi bene. E Pisolo? Non mio fratello, ma... ma? Benissimo, ora faccio matematica per domani e uso la testa per cose ragionevoli. Speriamo che Moo riesca a convincere Pisolo a non andare dalla criminal. Speriamo. Speriamo che, anche se non ci riesce, tornino nella loro amicizia. Speriamo. Ho unidea. Forse ce la posso fare. Traduci in equazione la consegna seguente e trova il valore della X. Prendi un numero X, moltiplicalo per tre, aggiungi due, raddoppia il tutto e uguaglia a sedici. S, ora traduco. Prendi un numero X (prendi un problema difficile), moltiplicalo per tre (persone), aggiungi due (che si vogliono bene), raddoppia il tutto (ovvero quattro persone compresa Ludo) e uguaglia a sedici (possibili risposte). Mi sa che meglio che mi metta a leggere, sono troppo distratta dalla vita.

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36. mau, la spesa e le perplessit di madre

Se non conoscessi Maria Stella come la conosco, direi che ieri ha fatto filone. Dove ho messo la lista della spesa? Lho lasciata in macchina. Mi secca andare a prenderla, sono gi qui armata di carrello storto, far a mente. Che la faccio a fare ogni volta la lista se poi la lascio sul tavolo, oppure in macchina o da qualche altra accidenti di parte? Ah? Misteri piccoli della vita a intralciare misteri robusti della vita. Non devo dimenticare le uova. Eccole. Direi che Maria Stella ha fatto filone, perch lei in genere va a scuola anche con il mal di pancia, invece stamattina mi ha comunicato seccamente che sarebbe rimasta a casa, per quando le ho detto che sarei andata al supermercato mi ha chiesto se mi serviva aiuto. Ma non hai mal di pancia? Sto lievemente meglio. Lievemente? Lievemente. Che , non sai cosa significa lievemente? Dov lo zucchero? Ma perch lo spostano sempre? Non ho insistito. Maria Stella, quando si fissa con le parole, insopportabile. Una delle prime parole che impar da piccola stata coccodrillo. La ripeteva in mille intonazioni, la preferita era cocco? DRILLO! La
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portai sulla spiaggia e quando il venditore di cocco lanci il suo grido, lo rincorse e gli chiese: E DRILLO? Aveva pretese di predica: tutte le volte che imparava una parola, la dovevamo dire. Ce la faceva ripetere a turno, comandando con gentilezza ora tu, grazie. La scusa del mal di pancia, il giorno dopo il filone, un classico di Moo e della sua specie. Il mal di pancia fa restare a casa, poi si aggiusta la data e tutti vivono felici e accondiscendenti. Il mal di pancia conserva in s anche il vantaggio di poter restare chiusi in bagno, in caso di presenza madre. Il bagno una mecca, c lo specchio, il rimbombo, lacqua, fumetti poggiati sul termosifone o lo smalto, la poltrona simil-tazza, la vasca e soprattutto una chiave funzionale a difesa dei tesori segreti. Mele annurche con lamaro nostrano o mele golden zuccherine di importazione? Chiss come mai Maria Stella ieri ha fatto filone. Potrei andare a scuola sua e avere conferma certa oppure smentita improbabile, ma non lo far. Mi pare assai brutto colpire mia figlia al primo bigiar, che mi dolce in questo mar. Mi ha afferrata la poesia da supermercato. Comunque, conferma o non conferma, lo so che ha fatto filone. Il pane non lo prendo ch questo che vendono qui sa di plastica. Quindi, comunque e comunque, non dir che ho capito, ma devo scoprire lo stesso il perch. Maria Stella non avrebbe mai fatto filone a caso, il suo senso etico lavrebbe punita con unorticaria fulminante. Prendo un tubetto di concentrato di pomodoro, simil-microfono, e faccio finta di cantare My Way, in modalit Nina Simone, davanti alla telecamera del circuito interno. Tutto ci a beneficio del signore/della signora che controlla che non rubi oltre i termini consentiti.

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A pensarci bene, ho rubato davvero. A me. La voce. O me lhanno rubata gli accidenti? Chiss. Meccanicamente infilo il tubetto di concentrato di pomodoro nel carrello. E continuo a ricordare quel giorno l, il giorno del treno che non una navetta, con i capelli bagnati di sudore e il futuro che non avrei voluto.

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37. moo e lidea di sua sorella

A scuola la solita zuppa, che per sotto aveva la sorpresa di crostini croccanti. Anche le zuppe fanno le loro improvvisate. Filosofia sempre pi bestia. Pisolo si seduto vicino a Morizitto: lunico a non trattarlo con un sottofondo di pena per la morte della pizzeria. Non perch sia un amico che vuole fare il disinvolto, ma perch la morte della pizzeria continua a preoccuparlo molto meno della sua. Filosofia sempre pi bestia. Ludo e Stefano sono arrivati insieme in VespaStefano. Se vanno via insieme pure alluscita, la polizia deve beccarli: Perch siete in due, che non si pu? E soprattutto perch siete in due, che non si pu, su un vespino testa rossa che fa piet?. Magari Stefano, per fare il bello con Splendida Ludo, reagisce male e la polizia chiama i rinforzi, cos, per fare colore, e tutti quanti lo portano nelle segrete del castello infestate da scarafaggi, topi, cimici, ragni, lucertole, pidocchi e Tokio Hotel. Lucertole? Che ci fanno le lucertole nelle segrete del castello? Bah, ormai nemmeno le bestie stanno dove devono stare. A proposito, Filosofia sempre pi bestia. Attacca: Stamattina desidero leggere con voi il Discorso agli Ateniesi di Pericle del 461 a.C. Ripeto, del 461 a.C., fa una pausa mortifera. Che cosa significa a.C., Rauchi? Sergio, mi hai sentito? A Pisolo piglia la noia a primo impatto, ovviamente. Quindi
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riflette, ed gi strano. Poi si accende, ed ancora pi strano. Sergio Rauchi. Sergio Rauchi. Sergio Rauchi. Giusto, io sono Sergio Rauchi. Filo si d una limatina ai suoi artigli daquila infernale e poi va di cesello: Ottima risposta, se ti avessi chiesto cosa significa S.R., ma siccome ti ho chiesto il significato di a.C., mi sa che la risposta del tutto fuori luogo e fuori tempo. E ti sto aiutando, qual temporale elemento rappresenta a.C., me lo sai dire oppure no? Pisolo sta ingrippato di molto. Io sono Sergio Rauchi, monotono, ma per lo meno evita bestialit su temporali, tuoni, fulmini e cose simili. Filo indossa i guanti sugli artigli daquila: sono unarma eccessiva per il burro analfabeta di Pisolo. Rauchi... e non ripetere come ti chiami che purtroppo lo so gi, non ho voglia nemmeno di darti valutazione negativa: sforzo superfluo . Si rivolge alla classe: siamo tutti ammorbati, ma facciamo andare vigliaccamente la testa su e gi. Riprendiamo la lezione con Pericle. Danila, leggi per favore, pagina quattordici. Danila gi pronta, manca solo il ditino a portare il segno. Si alza in piedi e produce voce sgradevole da lo-so-gi-lo-so: Qui ad Atene, noi facciamo cos. Il nostro governo favorisce i molti invece dei pochi, per questo detto democrazia. Un cittadino ateniese non trascura i pubblici affari quando attende alle proprie faccende private. Ma in nessun caso si avvale delle pubbliche cariche per risolvere le sue questioni private. Qui ad Atene noi facciamo cos. Filo alza il braccio, come la polizia di prima che ha fermato Stefano, Ludo e la Vespa rossa: Scusa se ti interrompo, Danila, ma voglio che voi ascoltiate bene quello che la vostra compagna si appresta a leggere. Capito, Rauchi? Filo ha proprio intenzioni da accanimento terapeutico di somministrazione veleno.
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Pisolo le fa ciao con la mano: i grandi subiscono rigurgiti del passato della loro grandezza. Un mito, Pisolo, il suo ciao con la mano accolto dalla risata perfetta, un UAAAA allunisono, un coro breve da stadio pulsante prima di un concerto degli Iron. Filo non gradisce, si sfila i guanti e osserva gli artigli, mai sottovalutare il nemico, anche il burro analfabeta ha le sue risorse. Sccct, che vi sospendo. Continua, Danila. E Danila continua, accarezzando il vetro delle orecchie con le unghiette: Ci stato insegnato a rispettare i magistrati e ci stato insegnato a rispettare le leggi, anche quelle non scritte la cui sanzione risiede soltanto nelluniversale sentimento di ci che giusto e di buon senso. La prof blocca di nuovo Danila, questa volta con tutte e due le braccia alzate, poi le apre, come per un inchino, e guarda Pisolo. chiaro, ora? Questa intenzione morale purissima risale al 461 a.C., Rauchi. Avanti Cristo. Ora io posso benissimo farmi i fatti miei, considerato che Pisolo tradisce i miei ricordi con questo Sergio Rauchi, ma la prof ha giocato sporco e il mio animo guerriero si indigna. Ma come? Invece di chiamare Pisolo, possibilmente in disparte, e informarsi di traumi ragazzi da pizzeria e consimili, larpia che fa? Usa parole di altri, in questo caso di Pericle, per comunicare a ex Pisolo che un vigliacco. Lui un vigliacco? No, non lo . Alcuni re dal 461 avanti Cristo lo sono stati e lo sono. Quei re senza faccia che ci fanno spaventare per le pizzerie che saltano in aria e per questo schifo che non riesce a somigliare alla mia Irlanda immaginata e nemmeno alla pi lurida promessa di cambieremo-il-mondo. Cos scoppio peggio della pizzeria. Mi alzo in piedi e parlo, ma prima applaudo per un po, contro il muso di tutti che mi guardano allucinati. Non mi risulta che Sergio Rauchi non abbia rispettato le leggi e nemmeno i sentimenti, Signori della Corta . Filosofia parecchio bassina, cos sbaglio
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apposta. Non ha preso benzina fresca e accendino. Anzi, lui non la voleva neppure far nascere lidiotissima pizzeria. Per lui andava meglio un negozio di dischi depoca, per esempio, oppure un bar con la musica giusta. Che centra lui, Signori della Corta? Filo tralascia Signori della Corta, capisce che, se corregge la dicitura, essa le pu scoppiare in mano, peggio della pizzeria. E chi ha detto questo? Vigliacca pure tu, penso. Il messaggio era ben altro! See, arrivata la Nokia de noartri, penso. Perch dovrei accanirmi con un allievo, la cui famiglia ha gi subito un danno? Perch forse vuole predicare, ma non apertamente, che denunciare le aggressioni giusto non solo per la legge, ma pure per il resto della pappardella che ha detto il signor Pericle, dico. Certo che denunciare le aggressioni giusto! Altrimenti non cambieremo mai, resteremo nella solita melma! E perch Pericle non lo racconta al PADRE DI PISOLO! urlo. Non mi riferivo a un CASO SPECIFICO! urla. A questo punto Pisolo si avvicina e si mette in mezzo a me e alla prof. Grazie per linteressamento molto composto, ma Sergio Rauchi, e dlle! cio io, so benissimo quali sentimenti devo provare. Vi prego quindi per il futuro di non cercare di insegnarmeli, comunque so pure altrettanto bene cosa devo fare e lo far. Lo guardo e mi scappa un NOOO, anche lui urlato. Pisolo mi sa che capisce a quale no mi riferisco e cio al suo voler andare dalla criminal per chiacchierata informativa. Alluscita Pisolo Rauchi mi fa: Che ti ha detto Maria Stella?
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Di quanto sei scemo, mi ha detto. Fatti miei. No, Sergio, Rauchi o come accidenti ti chiami, fatti nostri. Siamo andati via insieme. Non mi ha rivolto la parola, ma non ha nemmeno affrettato il passo per allontanarsi.

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38. sergio rauchi, ex pisolo,


butta gi un piano dazione

Sono a casa, i Rolling Stones a palla, Angie. Adesso. Ascolto musica medievale, perch Sergio Rauchi, cio io, ha un certo gusto di esplorazione del passato. I Rolling Stones dicono: Angie, Angie, Angie, quando scompariranno quelle nuvole scure? Angie, Angie, dove ci condurr il destino da qui? Senza amore nelle nostre anime n soldi nei nostri cappotti non puoi dire che siamo soddisfatti ma Angie, Angie, non puoi dire che non ci abbiamo mai provato. Angie, sei bella, ma non ora che ci diciamo addio? Angie, ti amo ancora, ricorda tutte quelle notti in cui abbiamo pianto. Chi la mia Angie? Mi si confondono i pensieri. Sar pure diventato Sergio Rauchi, ma anche lui come Pisolo non pu avere i pensieri tutti belli in ordine. E poi, appunto come nel caso dei Rolling Stones, gli archivi del prima non si chiudono mai ermeticamente. Sono come il frigorifero vecchio della vecchia pizzeria. La guarnizione allentata lasciava passare aria calda in uno scambio con laria fredda. Infatti, se prendevo una birra per un cliente simpatico sceglievo dal fondo, lontano dalla porta del frigo, e facevo il contrario per un cliente antipatico. Mi si confondono i sentimenti, niente da fare.
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Chi la mia Angie? Ludo. La risposta dovrebbe essere Ludovica. Angie, sei bella, ma non ora che ci diciamo addio? Seeee, mi ha sempre rimbalzato: come ce lo diciamo addio se non ci siamo detti nemmeno buongiorno? E poi non ci abbiamo provato: io ci ho provato e neppure tanto bene. Lunica prova stata quella di sospirare damore da lontano, di cercare i suoi occhi che cercavano Stefano o Moo. Accidenti a lui. Ma poi, mi suggerisce il nuovo Rauchi, perdere tempo appresso a una che non ti vuole nemmeno per prossimo non una forma di difesa da chi ti vorrebbe davvero? E che ne so, signor Rauchi, non considera il piccolo particolare che nessuna mi ha veramente voluto? Comunque Ludo non pu essere Angie. Ma Angie, Angie, non un bene essere vivi? Angie, Angie, non possono dire che non ci abbiamo mai provato. Chi la mia Angie? Maria Stella non pu essere la mia Angie. piccola ed sorelMoo, quindi impossibile. Per parlare con lei mi calma e mi fa capire. Per ha un modo di vergognarsi dei suoi capelli, che poi sono bellissimi, che mi piace. Nascondere brillanti dietro pezze rosse non male. Per ha unintelligenza superiore che va a finire dentro alcuni movimenti delle mani, non so spiegarmi bene perch. Per ride come un maschio, allimprovviso, perde quel modo di fare troppo preciso delle parole e ride un assolo di chitarra. Per piccola ed sorelMoo. Chi accidenti allora la mia Angie? In famiglia, buio totale. Non ci posso trovare nemmeno lombra di Angie. Mia madre sostituisce lamenti con lacrime zitte. Di continuo. Ma dico io,
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non ti si prosciugano mai le riserve naturali? Potrebbero esportarla in luoghi di studio sulle risorse infinite. Mio padre, dal crollo di Pizzeria Street, sta dalla mattina alla sera seduto in cucina, con fogli e penna a fare calcoli. Gli deve essere restato appiccicato questo momento dello scusi-ci-portail-conto? Solo che adesso si trasformato in una richiesta di scusi-mi-porta-il-conto? Fa la richiesta di conto da solo a se stesso: conti, conti e conti. Per andare a vivere altrove servono tot soldi, pi tot soldi per cercare casa, pi tot soldi per sopravvivere i primi tempi senza lavoro, pi tot soldi per... Conti infiniti di conti. I conti gli servono pure per dimenticare il coraggio di uscire di casa. Mia madre e mio padre non sono assolutamente la mia Angie, anche se un po ci penso che dovrei essere io la loro, altrimenti non ne usciamo vivi. Moo stato la mia Angie, non damore amoroso, dico, ma damore damicizia s. Non possono dire che non ci abbiamo mai provato a fare che un bene essere vivi. Partitelle a pallone sgonfio, risate, sala prove, pezzi imparati da me, da lui meno, vita vera di magnificenza almeno raccontata. Poi ci si messa di mezzo Ludo, che non nemmeno la mia Angie, e tutto finito col sedere per terra. Oggi per a scuola, male, ma ci ha provato a difendermi: parecchio male. Maria Stella deve avergli detto della mia idea di andare dalla criminal. Mi sa che si preoccupato. La preoccupazione un bene? Non lo so, pu essere un bene o un freno inutile, unansia di altri padroni. Tanto ci vado lo stesso, perch sono io la mia Angie. E a sprofondo tutto il resto.

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39. una madre capisce. cosa?

Maria Stella e Moo sono abbastanza inquieti, devo capire. Centra di sicuro Pisolo, perch nel loro continuo bisbigliare sento di continuo un Psss, Pssslo. Come sono arguta. A me piace non entrare come un ariete, a testa bassa e rossa nelle loro vite. Mi solleva vederle lontane, in qualche modo, da me. Perch, diciamolo, i miei giorni non sono tappezzati con un parato a fiori. Faccio fatica a distinguere un luned da un gioved, per lovvio motivo che si somigliano. Con la dolce met le comunicazioni di servizio che ci riescono meglio sono quelle sui figli. Quando sto cos penso ad appunti e comunque le comunicazioni di servizio che mi raggiungono dalla dolce met mi arrivano ad appunti. Esse sono: Maria Stella ha avuto pi di dieci in matematica? Bene, almeno lei. Per forza Moo cos, lo hai cullato fino a creargli piaghe da decubito. Ai miei tempi. Maria Stella armeggia sempre con quel Nintendo, che strumenti strani. Per me fanno venire il pus alle sinapsi. Ma il metal una setta? No, perch prima o poi ce lo troviamo tatuato e orante. I figli costano una cifra, riduciamo. Che corso si fa per imparare a sembrare sporchi appena usci148

ti dalla doccia? O glielo hai insegnato tu a Moo in dieci semplici sedute? Maria Stella una sfinge bionda. Cosa passa in quella testa ingombrante lo sa solo lei, oppure lo sai pure tu, ma non me lo dici per custodire il silenzio prezioso. Tua madre ha detto, tuo padre ha fatto. tutta qui la differenza. La tua specializzazione il fumo con arrosto assente. Perch non ci prendiamo mai per mano a ricordare per quale motivo siamo arrivati fin qui? Non lo so, ma ho paura che i nostri figli lo sappiano bene. Ho pure paura che per questo, prima di qualsiasi amore, ci penseranno mila volte. Non ora naturalmente, pi in l. Ma il pi in l arriva. Uno non se lo aspetta quasi, ma lui arriva lo stesso e indica violentemente il limite di cui si servito. Quando nato Moo ero molto magra. stato il momento in cui ho pesato meno, cera il fatto del treno passato e bye bye a starmi sullo stomaco, quindi ero gi sazia di dubbi. Il latte si prodotto in tre gocce aride e poi andato via. Ho sofferto molto di non poterlo allattare. I primi biberon li ho fatti con vergogna, mi sentivo una mucca prosciugata. Il gi largo seno si era allargato di pi, oltre misura. Era diventato un paesaggio di montagne inutili. Avevo moltissime speranze. Moo mi cant la sua prima canzone a tre anni, laveva imparata per me; mi commosse, con le stesse lacrime con cui innaffiavo i primi biberon, la sua mano piccola che tenne il ritmo preciso su una pentola capovolta e unintonazione da studio. Non era un bambino piccolo che cantava, era un animale che conosceva gi il canto, era il suo modo di parlare. Cavoli, il DNA, pensai, ma poi mi corressi: io dovevo esercitarmi per unattitudine che a lui veniva spontanea. Maria Stella lho partorita quasi senza dolore, un paio dore e buongiorno. Ah! Lei non voleva disturbare gi dagli inizi della
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sua comparsa. Ci mancato poco che non abbia pure rifatto il letto su cui ho partorito. A un anno e mezzo, si tolta da sola il pannolino, lha appoggiato su una sedia, andata in bagno, ha preso il vasino di ceramica che uso per metterci i fiori, ha tolto i fiori, ha piazzato il vasino al centro della sala e ci ha fatto pip. Poi andata a sciacquare il contenitore, naturalmente. Non mi sono affrettata a dire attenzione, ti fai male se si rompe, perch quando Maria Stella correva o maneggiava qualcosa di potenzialmente pericoloso, mi dava limpressione che non potesse succederle niente. Non mai caduta con conseguenze ragguardevoli. Ragguardevoli? Ma da dove mi viene ragguardevoli? che quando parlo di Maria Stella uso parole difficili, a lei piacciono tanto. Insomma, non si mai fatta male, non ha mai creato problemi. Quando nata Maria Stella, non avevo scelte a pesarmi sullo stomaco, quindi mangiavo. Quindi ho preso dieci chili oltre il peso standard da incinta, che non ho mai perso. La mia dolce met mi regalava sguardi eloquenti e a tavola, anche se eravamo ancora al primo, mi offriva una mela. Cos, per i nervi, prendevo due volte il primo. Allepoca cucinavo come se avessimo a pranzo un reggimento di squali. Non so dove avevo letto che per risparmiare bisognava cucinare molto: cio prosciutto e mozzarella allultimo momento erano il vero motivo del crollo del Nasdaq. I miei pensieri mi hanno portata altrove, in realt avrei voluto concentrarmi sulla scelta che mi pesava sullo stomaco quando Moo nato. Comunque, ripeto e ripeto, il treno non era una navetta, passato quella volta e basta.

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40. maria stella e le idee dei geni


che possono pure non essere geniali

Lintenzione di Pisolo/SerGi ormai sulla linea di partenza senza possibilit di freno. Lui vuole parlare con la criminal e lo far, quindi la formula la seguente: P (Pisolo) sta a C (criminal) come I (Inevitabile) sta a I al quadrato (mi scuso con la prof di mate per lassurdo esercizio, ma mi necessario). Niente da fare, in questa logica non si pu intervenire, a meno che Moo non riacquisti la fiducia dellamico, ma mi sa che ci vuole troppo tempo, per cui lInevitabile confermerebbe il suo ruolo. Ovvero prima che Moo convinca Pisolo/SerGi a non fare la scemenza del secolo, lui andrebbe lo stesso dal guaio. Ora mi venuta unidea: e se io portassi la criminal da Pisolo/SerGi? Una criminal finta, naturalmente. Cerchiamo un attore compiacente, lo istruiamo, e gli indichiamo risposte caute da dare. Cos, a) ammaestriamo lInevitabile; b) Pisolo/SerGi non viene ferito nel suo coraggio e al contempo non prende botte o peggio; c) Moo fa qualcosa per lamico e salda almeno una parte del debito. Le formule alternative hanno la controindicazione di presentare anchesse dei quesiti di non facile soluzione, ma daltra parte mi sembra pure giusto. E che ! Tutto non pu scorrere facile ch senn non staremmo nella vita, ma in una storia sceneggiata dal team tutti-vissero-felici-e-contenti e bugiarderie assortite.
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Il quesito pi difficile : dove lo troviamo lattore con veste criminal? Troviamo, non trovo, perch ora che torna Moo gli spiego la grande idea e pensiamo insieme a come fare. Mentre aspetto Moo, quasi quasi rileggo Lultima domanda di Isaac Asimov. Quando sono un po agitata preferisco rileggere piuttosto che leggere qualcosa di nuovo, per tanti motivi. So quello che trover, conosco le sensazioni provate e irrimediabilmente elimino la suspense, che se invece sto pigra o scocciata una mano santa, in quanto mi scuote dal torpore. Se gi so quello che trover nelle pagine, posso orientare la scelta di lettura con precisione verso quello che mi utile al momento. Ora, appunto, mi serve essere tranquillizzata sulle domande difficili, quelle che adesso mi arrovellano il cranio se penso a Pisolo/SerGi, e in questo racconto ci sono proprio tutte le domande difficili che sembra portino a morte inevitabile di tutti e invece poi no. Ma senza quel miele azzeccoso, quel sapore da loto troppo inzuccherato dei fiorellini ini ini ciarlanti. Bene, leggo. Dopo due ore di lettura, il citofono: Moo dimentica sempre le chiavi da qualche parte. Apri tuuuu! urla Mau madre dal bagno. Vado io, annuncio convinta. Moo non ha la faccia delle migliori occasioni, il tradimento inflitto ha lo stesso peso del tradimento subito. Macch, ma comunque pure quello inflitto lascia strascichi notevoli. Prendo per mano Moo, lo porto in camera mia e chiudo la porta a chiave. Non si oppone, dice solo che sta diventando unabitudine insana quella di portarlo nel luogo dove dormo e studio. Fa tuttavia unespressione disgustata, quando gli dico che ho unidea.
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Ossignorimiei! esala in un unico sbadiglio. Tu hai sempre idee. Idee, idee, ancora idee. Ma quando ti riposi, mai? Non lascio la presa, sono un diesel lanciato a cinquanta chilometri allora, ma inarrestabile. Sei preoccupato come me per quello che potrebbe fare Pisolo? Di pi. Benissimo, apri le orecchie allora, e stammi a sentire.

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41. prove tecniche di trasmissione


di mau nel bagno

Sento Moo e Maria Stella trafficare e discutere di l, ma mi sono imposta di fare almeno unora di esercizi di voce in bagno. Non ho speranza n tanto meno voglia di tornare a cantare in pubblico, ma questa qua una parte di me perduta e la devo ritrovare. Parlo con Marinella. Restituiscimi la voce. Vedo chiaramente Marinella ridere. Seee, ma guarda che non te lho portata via io. Ha parecchio ragione. Allora aiutami a capire dove si cacciata. Il riso di Marinella diventa sorriso. Ora s, vedo cosa posso fare. Vocalizzo e vocalizzo. Comincio con la A, la mia vocale preferita. Mentre mi impegno e sudo di ruggine rossa, la A diventa per strano miscuglio damore HA e poi si impenna in Harvest di Neil Young. Canto. Male, ma canto. Canto di nuovo. Che cosa mi sta succedendo? Come si spiega tutta questa bellezza? Canto. Piango di gioia. La gioia confina pericolosamente col suo contrario: hanno domicilio obbligato in due scatole siamesi e in parte bucate a farne una.
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E cos torna il treno che ho perso, quello che aveva due soli binari a senso unico, una sola andata, un unico passaggio, quello che non era una navetta di passare e passare di nuovo, insomma. E cos ricordo. M.F., che era quello vero, mi aspettava nel bar bello vestito di bianco. Pochi possono permettersi il bianco destate, figuriamoci nelle altre stagioni. Ma lui no, lui era la luce dei Blues Brothers, lui era lunico raggio di platino a forare cumuli in tempesta, lui era Soul Sole Man, lui era colui che non si pu paragonare a nessun altro. Se avessi avuto i capelli pi asciutti, forse il cuore avrebbe preso un ritmo meno tarantolato, ma non credo. Con la semplicit degli immensi mi guard e ordin due caff e dolci napoletani, i soliti, insomma. Arrivarono dopo circa due minuti. Qualsiasi altra persona avrebbe atteso la classica mezzora da coda di gerarchia di bar bello. Perch non mangia? Spiegalo tu al mio stomaco che pu pure avere funzioni naturali di apertura e chiusura al cospetto dellImperatore di Tutti i Sogni Convocati in un Boccone di Sfogliata Riccia, pensai. Non ho fame, grazie, dissi. E cos restai a bocca socchiusa, perch i denti non precisamente diritti non mi consentono sfoggio, ad ascoltare Lui. Lui che proponeva a me lavoro musicale. Sproporzione evidente. Le unghie, quando persi il treno, si ruppero miseramente e con loro portarono via la possibilit di artiglio, che compariva a discrezione imprevedibile delle circostanze canore. Piango con lacrime dellaltra scatola. Hai ragione, Marinella. Non centravi niente tu. Te lavevo detto.

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42. moo ascolta maria stella e la sua idea


che fa acqua da tutte le parti

Sar, ma per me Maria Stella si fissata con Pisolo. Mi spiego solo cos la sua scarsa lucidit, il suo dire a sbalzi e la sua pessima idea. Secondo lei, noi, io e la gentile sorella, dovremmo trovare un giovane complice che si finge esponente della criminal. Dovremmo istruirlo circa la parte da recitare, poi dovremmo invitare Pisolo a parlare con lui. Egli chiederebbe allesponente finto: Scusi, mi pu dire se stata la criminal a incendiare la pizzeria di mio padre?. Lattore a questo punto dovrebbe rispondere: Ma si figuri, lei si sbaglia, si trattato di errore di stufa. E Pisolo: Ah, la ringrazio! Lei mi solleva da un grande peso, sa?. E lattore: Ne sono particolarmente lieto, resto a sua disposizione per ogni altro quesito che vorr propormi, arrivederci e grazie a lei. Cos la guardo male. E dimmi un po, quando sei caduta con la boccia per terra, oltre a partorire questa idea insulsa, hai perso pure qualche capello, cos almeno la caduta risultata utile? Sono bastardo io, altroch, e so che si deve attaccare soprattutto laspetto fisico. Moo, ho anche io i miei dubbi, ma non ce la faccio a restare ferma ad aspettare il guaio. Bisogna fare qualcosa e comunque pensa ai capelli tuoi, che sulle tempie virano pericolosamente verso lalto. Ah, per, si difende la bambina!
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Sogghigno. Bisogna fare qualcosa, i dubbi sono meglio del non agire, sbagliare poi ancora meglio di non sbagliare. Ti rendi conto che Pisolo ti ha contagiata? Capisci che parli con parole sue? Capisci che il tuo modello pensante uno che fino a qualche giorno fa dormiva in playback? Capisci che se incominci a quasi tredici anni ad avere guru instabili, a quarantanni i tuoi capelli, effettivamente troppi, diventeranno riccioli di pecora muniti di zecche di prato? E comunque i miei capelli sono sufficienti e simpatici. Sorelmostro non vacilla. Che razza di ragionamento, tutte le teorie o quasi sono state gi pensate. Uno sceglie per condivisione di una parte, addirittura Barbabl avr detto un paio di frasi giuste nella sua vita. E poi Pisolo ragiona meglio di te, che per lo sforzo, quando capita, perdi peli. Io non perdo peli, al massimo li sacrifico per pareggiare il conto con la massa miliardaria dei tuoi. E comunque Barbabl che centra? Niente, ho scelto un cattivo a caso. Cari capelli di Moo, non preoccupatevi di pareggiare il conto, perch perdereste inevitabilmente e gi si vede. Affonda il calcio con il piede giusto. Brava, sono orgoglioso di te. Un cattivo a caso? Certo che sei strana forte, tu. Cari capelli di Maria Stella, prendete ispirazione dallautunno, ors! Mentre dialoghiamo cos amabilmente damor fraterno, bussano alla porta. Aprite voiiiiii, la spesa. I soldi sono sulla mensolaaaaa! urla Mau madre dal bagno. Vai tu, dico a sorelmostro per recuperare una gerarchia incrinata. Maria Stella sbuffa e va ad aprire.

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43. pure lidea stupida vuole vivere,


cos maria stella laccompagna nella sua crescita

Vado ad aprire, Mau madre da qualche tempo si chiude in bagno come unadolescente anziana che si trucca di nascosto. Canta. Che cosa avr da cantare, non so. Pi che cantare spezzetta frasi musicali di dubbio gusto. Contenta lei! A Moo non piaciuta la mia idea, a me non piace il canto di mia madre, mio padre ha da dire su tutta la comitiva. Perfetto. Nel profondo del mio cuore, gi in miniera molle, tuttavia so che ci amiamo con correnti marine vivaci di caldo e freddo. Le correnti formano vortici e cos ogni tanto ci portano verso il pavimento del mare e ci lasciano senza fiato. Nondimeno (bello nondimeno), sul pavimento del mare, si possono trovare monili (ornamenti di oro o di gemme), conchiglie sane tra quelle fratturate, resti umani, velieri, testimonianze del passato agghindate talvolta persino con coralli rossi. Prendo i soldi e apro. Davanti a me si presenta, come se fosse niente, lincarnazione della mia idea: Raffaele Plastica. Plastica non il cognome di Raffaele, ma il soprannomesimbolo del suo lavoro, che consiste nel portare a domicilio buste di plastica piene di spesa. Ha unet indefinibile (dai diciotto ai ventotto anni) ed il nipote del proprietario della vicina salumeria carissima, che giustamente fa pagare ai clienti il lusso pigro di non spostare i piedi fino al supermercato. Mau madre in effetti non frequentatrice
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del costoso servizio a domicilio, oggi deve aver ceduto perch restata impigliata nelle frasi musicali di dubbio gusto. Raffaele Plastica ha un camice maculato (macchiato, screziato), occhiali a mascherina da trasmissione televisiva pomeridiana insulsa, cappello con visiera finto Gucci, scarpe trasformate in improbabili sabot (calzature aperte nella parte posteriore), tatuaggio su avambraccio recante scritta verticale: Asunta, che non vuole evocare una localit boliviana, ma Assunta scritto male. Tende il braccio e relativa Asunta per consegnarmi le buste. Perdo la timidezza e comincio a girare intorno a Raffaele Plastica: perfetto. Mi faresti un favore che durerebbe un paio dore? Non cambia espressione, mentre posa le buste per terra, perch si stancato di cercare di consegnarmele: Se mi paghi. Vieni con me, e lo accompagno da Moo.

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44. moo osserva stupito raffaele plastica


e la vita in genere

Maria Stella entra in camera sua, dove la sto aspettando. Si presenta con Raffaele Plastica e gi strano. Poi mi guarda e lo esibisce: lui! Pi che strano mi fa pensare che anche una sorelmostro pu avere buchi neri universali nella testa. Ciao, Raffaele, lo saluto, spiegandogli a cenni quello che penso di mia sorella. Lui non raccoglie, il mondo gli indifferente. Cia, fate subito a dirmi cosa andate cercando, che devo tornare al negozio. Maria Stella attacca con una spiegazione che non si assimila, con parole difficili e frasi troppo lunghe. Io qualcosa capisco, ma solo perch gi conosco la sua idea strampalata. Traduco per Raffaele Plastica, riassumendo assai: Maria Stella vuole che tu faccia finta di essere un criminale a conoscenza dei fatti della pizzeria di Pisolo. Devi dire a SerGi Rauchi... E chi ? mi interrompe. Il figlio della pizzeria, dico. Ah, Pisolo, realizza. Riprendo, esagerando con le parole brutte, per spingerlo a rifiutare. Devi dire a Pisolo che sei un delinquente praticante, alloccorrenza un assassino, un degenerato, uno che non risparmiereb160

be il colpo decisivo a sua madre in punto di morte, uno che rapina, sventra, sporca e che sai che la pizzeria esplosa per cause naturali, cio nessuno lha incendiata apposta. Mi blocco e aspetto un no. Maria Stella si inserisce con un tempismo da killer professionista: Per un paio dore ti do cinquanta euro. Ah, hai cinquanta euro tu? Non mi avevi detto che li avevi finiti, i soldi della cresima? investigo. Non li ho finiti, no, ho ancora cinquanta euro per emergenze speciali che non sono il prezzo da pagare per la tua sala prove. Tz. A Raffaele Plastica non interessano i bilanci familiari, che poi sono di molto sbilanciati. Quando e dove? Non mi arrendo. Sorellina, non hai considerato un fatto molto importante . Mi guardano, ma poco: Maria Stella pensa al piano e Raffaele ai soldi. Pisolo conosce Raffaele Plastica, quando ci crede che un esponente di spicco della criminal? Maria Stella, pur di restare fedele alla sua idea stupida, impacchetterebbe Raffaele Plastica in altra plastica chirurgica. Lambientazione pu molto. Combiniamo lappuntamento di sera, al cratere di Agnano, l non ci sono luci. La paura e il nervosismo faranno il resto. Leggi troppi libri, sorelmostro, hai una fantasia spietata e del tutto staccata da qualsiasi cosa reale. Libri? Perch parli di persone che non conosci? sorride soddisfatta, poi guarda Raffaele. Domani sera. Ci vediamo allo stagno delle rane, sai qual ? Stagno delle rane? Ecco qua, Maria Stella ha sbroccato del tutto, ora Raffaele Plastica si mette a ridere, le dice che lunica rana che conosce lei e se ne va. Invece: Daccordo, ci vediamo domani sera allo stagno delle rane alle otto. Porta i soldi, e se ne va.

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Restiamo soli, sorelmostro si aspetta che io voglia urlare, la vedo mentre si prepara al combattimento. E invece niente, pure questa soddisfazione non gliela do. Le parlo con voce di fratello affettuoso, finta e viscida come le rane amiche sue. Coraggio, parlami di questo cratere, dello stagno, delle rane e gi che ti trovi anche di quello che ti ha mangiucchiato le cellule del sistema nervoso, che pur avevi in eccesso. Il cratere quello in fondo a destra, dopo Carrefour, lo stagno dentro al cratere, vicino alle terme vecchie, le rane ci abitano. Se tu invece di vivere in altri posti, avessi i piedi qua, lo sapresti. Vuoi che ti racconti la storia delle terme romane? Unaltra volta, a mente riposata. Limpianto termale fu realizzato nel I secolo d.C. per volont dellimperatore Traiano... Non ce la posso fare. Come ci andiamo domani sera allo stagno? Come convinciamo Pisolo? Come entriamo? Con lautobus. Convinco io Pisolo. Entriamo da unapertura della rete di recinzione. convinta, niente da fare, convinta. Forse il limite di chi abituato a essere intelligente, e non approssimativo come me, quello di non riconoscere al primo morso lidiozia.

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45. mau non sottovaluta le infinite


possibilit dellinsuccesso

Mi spoglio e mi infilo sotto la doccia, dove continuo a cantare. Per una che aveva avuto proposta di treno, che non era una navetta, di cantare negli stadi, non il massimo, lo so. Passarono i giorni e io non chiamai M.F., non accettai la sua proposta. Non gli scrissi un biglietto di scuse, non diedi spiegazioni. Mi dileguai e basta. Non avevo coraggio, non so, non mi sentivo adeguata, non so, non sapevo come dire a Marinella che del duo, del duetto di coppia inseparabile, M.F. aveva scelto un mono senza stereo, un unico piede, una mano, un occhio, mezza bocca. Non so. Pu capitare la resa incondizionata per motivo insondabile. Insondabile piacerebbe a Maria Stella. Pu capitare tutto. Anche il fatto che alla fine sono restata comunque un mono senza stereo, un unico piede, una mano, un occhio, mezza bocca. Perch Marinella scomparsa, peggio, molto peggio, di come ho fatto io con M.F. Quindi ora con esercizi ed esercizi ritrover la voce, ma non mi servir a niente. O forse s, mi servir a conservare tutte queste belle met, altrimenti perderei anche loro.
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Da quando ho deciso di provare di nuovo coi vocalizzi, infatti, penso di pi e in maniera sempre scomposta, ma articolata. Inoltre non mi servo esclusivamente della vita degli altri per vivere. un vantaggio, soprattutto per Moo e Maria Stella. Non lo sanno, non lo sapranno, e non dico che lho fatto per loro, non sono meschina fino a questo punto. Il rovescio della medaglia che, per esempio, sto da unora chiusa in bagno e quindi non so cosa stiano organizzando di l, perch un certo istinto mater-gattesco mi fa sospettare che nellaria umida qualcosa si stia aggrovigliando. Insomma, Moo e Maria Stella tramano, non so cosa, ma tramano. Mi solleva il pensiero che almeno faranno errori diversi dai miei e da quelli del nonno, che non ha voluto le virgole tra i nomi, per il gusto di confondere identit gi confuse. Mi solleva a tal punto tale pensiero da portarsene appresso altri: magari loro il treno che non un navetta lo prenderanno; cadranno sul predellino, mezza gamba rester impigliata e la libereranno a stento, ma la libereranno; dopo le mila porte in faccia godranno di sgabuzzino di castello; rideranno a perdifiato sotto una pioggerella di abbagli infranti; berranno latte di felicit nondimeno accadute (bello nondimeno); vedranno amore invece del sale, lo assaggeranno poi e si renderanno conto che di sale si tratta; cercheranno, golosi, altro sale; organizzeranno pensieri luminosi che dimenticheranno alla velocit della luce; insomma, non vivranno a met.

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E cos riprendo a cantare, facendo attenzione a non guardarmi nello specchio: Did I see you down in a young girls town With your mother in so much pain?

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46. pisolo sa quello che deve fare,


anche se maria stella e il resto del mondo continuano a confondergli le idee

Maria Stella sta attaccata a MSN come una cozza allo scoglio, mi contatta in continuazione. Be, cozza, cozza no. bionda, mentre la cozza per natura bruna, e poi pure non male. Che se non fosse piccola-grande e sorelMoo, forse... Comunque mi ha dato appuntamento per stasera allo stagno delle rane, dice che l riuscir a sciogliere tutti i miei dubbi come neve al sole. Questo paragone non da lei, infatti la sentivo agitata e quindi al minimo storico delle sue possibilit parlanti. Ci vado, non ho niente da perdere. Il vantaggio dei guai. Navigare a vista in mezzo ai guai garantisce azione disinteressata. Devo proporlo a Filosofia questo ragionamento incrollabile e banale. Ludo si dissolta come neve al sole. Questo paragone non da me, ma il cuore malamente rattoppato appiattisce verso il basso le mie gi scarse possibilit parlanti. Moo no. Mi invia messaggi, a cui non rispondo, ma lui nemmeno si sposta, continua. Moo mi sta offrendo una overdose di pane dopo il digiuno, alquanto sbagliato. Ma forse sarebbe pi sbagliato il nulla pane dopo il nulla pane. Anche questo potrei proporlo a Filosofia, mentre blatera sulle circostanze antiche del pensiero che diventa pensiero, che cresce, che ci raggiunge in altri pensieri scomposti. Da quando la pizzeria morta, il mio cervellino va pi veloce. agile, scattante e inquieto. Se dimagrisce ulteriormente la fine.
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Da quando morta la pizzeria, qua a casa mi guardano con sospetto. Appena varco luscio di casa, sento occhietti vigili su di me e sul mio cervellino. Esso si imbizzarrisce e scalpita e riprende a correre. Di sicuro allo stagno delle rane ci sar anche Moo, a meno che Maria Stella non sia impazzita del tutto. un posto troppo solitario e pericoloso per una ex bambina che non una cozza. Di sicuro quindi lo incontrer. Non mi dispiace, devo ammetterlo, e non centra niente col perdono. Centra il sentimento, i quintali di sentimento provato, perch non posso far finta che non sia cos. Limperfezione puzza, ma lassenza peggio. Non ceno, non mi va. Mamma mi dice mangia mangia. Vado a prepararmi. Scelgo con cura panni scuri, che si sappia che comunque sono a lutto di pizzeria, anche se lho odiata, anche se mi voleva rovinare la vita, anche se voleva sottrarmi speranza fresca. Perch se non reggo, se non ce la faccio a restare, se non trovo un lavoro, la sua morte sar peggiore anche della sua vita. Cos stasera le faccio omaggio di nero. Scendo unora e quarantacinque prima dellappuntamento. Voglio arrivarci a piedi. Un lampione ha una luce intermittente, come se indicasse luscita, non si sa da dove. Le aiuole piccole offrono allo sguardo prigionia di verde. Le hanno recintate per non farci andare i cani, un po come se a noi recintassero gabinetti e strade. I palazzi hanno tutti lo stesso colore, bruno marrone, gli altri colori sono andati a dormire. La luna quindi ancora pi bella. immensa, rosa e bianca, vicina. Se la fisso con attenzione si abbassa ancora di pi, mi
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prende. Canto un mix di canzoni alla luna. Sento nello stomaco lacquolina dove navigano eccitazione e paura. Un pullman di linea color rosso porta un carico di tipi di color nero verso la periferia ancora pi lontana. Sbircio alla fermata. Sono tutti immobili, dormono o non so cosa. Mi spavento. E se sono tutti morti? Il cervellino fa strani scherzi, si diverte a inquietare la gi presente inquietudine. un gioco antico, lo conosco bene. La chiamano suggestione. Mamma, lorso si muove. suggestione. Mamma, un mostro ha infilato il suo raggio laser tra le fessure della serranda. suggestione. Aiuto, sono stato raggiunto da una chela gigante. suggestione. Ma la suggestione non dorme mai? Costeggio lippodromo. I nitriti dei cavalli mi raggiungono. Li immagino, me li vedo davanti nelle loro camere da letto, con la paglia a una piazza, con le porte da cui entra la stessa luna. Mi danno coraggio i loro musi svegli, il loro annusare verso lalto, la puzza di escrementi e zoccoli la respiro ogni giorno, mentre vado a scuola. Meglio dei fiori. Mi d coraggio e continuo. Ognuno cerca il coraggio dove pu. Questo meglio che non lo propongo a Filosofia, che mi boccia. Sono davanti alla rete rotta, lhanno aggiustata mille volte, da quando le terme sono state comprate da un signore ricco. Altrettante volte lhanno smontata, perch lo stagno e il bollire della terra non vuole recinti. Le aiuole se le possono tenere, il magma no, di tutti. Il cervellino impazzisce di beep a riconoscere tutti i segnali di pericolo. Mi avvio in mezzo al fumo delle solfatare.

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47. moo deve pagare un debito e lo sa

Sono qui con Maria Stella e Raffaele Plastica. Sono qui controvoglia, solo perch devo pagare un debito. Prima sborso e prima mi levo il pensiero. Sono qui con la paura appiccicata, anche se Raffaele Plastica e il suo modo convinto di non guardarsi nemmeno attorno, perch un posto vale laltro, mi dicono che la paura inutile. Noi siamo niente mi dice il suo modo convinto di non guardarsi nemmeno attorno, quindi non siamo nemmeno prede. E se il suo modo si sbaglia? Maria Stella ormai una pazza squilibrata, punta il punto da cui dovrebbe arrivare Pisolo e se ne frega degli altri orizzonti. Si fissata proprio. Raffaele Plastica ci comunica che, se Pisolo fa tardi o non viene, gli dobbiamo dare altri cinque euro. Maria Stella gli risponde che non il momento di pensare al vil denaro e che se Pisolo non viene gli dar di meno e non di pi. Si fissata, ma non perde capacit economica. C una luna grassa. Obesa, ingombra il cielo senza chiedere permesso. Ha del rosa irritato gi verso il collo. Qualcuno deve aver cercato di strangolarla, mentre dormiva. Lei ha scosso solo di poco la testa e lo ha fatto cadere gi a precipizio nel pozzo nero e fumante che ci ribolle vicino. Probabilmente, a guardare bene nel pozzo, si potrebbero vedere i resti del fallito strangolatore. Meglio non guardare, quindi.
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Vedo Pisolo per primo. Lo riconosco da tracce di quello che era: il suo andamento di piedi strisciante ha lasciato nei passi dei segni riconoscibili. Eccolo, dico. Maria Stella si aggiusta i capelli, Raffaele Plastica sbadiglia eraora, tutto attaccato. Pisolo ci guarda, si blocca e poi ci raggiunge, deve essersi preparato la frase: Ah, un party. Che idiozia, Pisolo, peggio di George Martini. Maria Stella attacca come un disco consumato. Ha ripassato la parte per ore, la pignola. Dice a Pisolo che quello che voleva l, indica Raffaele Plastica. Colui che l per travestirsi ha indossato un bandana con la bandiera americana e una tuta plastificata. Gli spiega tutto il sapere in parole secche, precise. E poi conclude, con un gesto di teatro troppo studiato e perci artificiale: Volevi fare domande circa la pizzeria? Ecco chi conosce tutte le risposte. Coraggio. Credo che Pisolo non le creda. Grazie alla luna, scampata allo strangolamento, osservo gli occhi di Pisolo, che un giorno erano chiusi, sorridere lievemente, per un attimo. Ma lui sta al gioco e chiede: Siete stati voi a incendiare la pizzeria? Raffaele Plastica sospira, si mette le mani in tasca, ma la tuta di plastica ha tasche piccole, cos centrano solo pezzi di dita. Ne consegue una posa da mani sulle pistole. Che orrore. No, risponde. So benissimo cosa sta pensando Maria Stella e cio che un no avaro non vale cinquanta euro. Pisolo, come un Edinburgh Vesuvio appena scoperchiato, attacca una eruzione infinita sulla giustizia, sul dovere, sul danno causato a lui e ad altri. Abbatte su di noi una predica a sprofondo che schiopperebbe un mormone anziano, poi alla fine fa: ... ma non me ne andr lo stesso. Vi ringrazio, guarda commosso finto me e Maria Stella. So che lo avete fatto per me. E
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ringrazio pure Raffaele Plastica per il disturbo di essere venuto fin qui. E lo sapevo, porco di uno strangolatore porco, lo ha riconosciuto da subito. Ah, le idee stupide delle sorelmostro geniali! Maria Stella si concentra sulle sue scarpe gialle e cos non vede Raffaele che si leva il bandana americano con evidente sollievo. I cinquanta li voglio lo stesso. Comunque Pisolo, la pizzeria saltata in aria per la stufa. Lo so. E che ne sai? chiede Pisolo in nome di tutti noi. Ho sentito il tizio dellassicurazione che lo diceva a mio zio. A questo punto Maria Stella scappa, la vediamo correre a perdifiato contro sterpi e sassi. Salta via come una rana, amica sua, e scappa.

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48. maria stella si dispera


per la brutta figura

Voglio sprofondare. Voglio essere inghiottita da solfatare (emanazione di vapori e gas sulfurei da condotti o fenditure del suolo, dovuta ad attivit vulcanica) fumanti. Voglio lasciare in eredit alle rane i miei capelli, che nessuna solfatara potr smembrare del tutto. Voglio girare per sempre con il cappuccio ingiurioso del Ku Klux Klan (cuc clan, considerando le bestialit che dicevano). In assenza di cappuccio di KKK, decapitatemi pure. Ma come si fa, ma come si fa a essere tale figuraccia. Perch ormai io non faccio figuraccia, sono. Che pena, che pena. E sarebbe stato meglio se Pisolo si fosse arrabbiato, molto meglio. Invece no, sorrideva e guardava Moo con fare ammiccante, perch almeno loro si sono ritrovati, mentre io perdevo me. Onta (vergogna) e disonore su di me e su tutta la mia stirpe in salita e in discesa! Pisolo non se ne andr, e certo dovr essere io quella che se ne va. Come far a incontrarlo, a parlargli, a dirgli cose qualsiasi, anche solo buongiorno? Come far a sorridere di nuovo con limmagine di me e del teatrino allestito da me davanti agli occhi? Ah, immagino la faccia soddisfatta di Ludo, quando sapr. Ah, immagino la perfidia (malvagit) negli occhi di tutti nel guardarmi passare, rasente il muro dellumiliazione. Ah, ho rubato pure la vocale a mia madre!

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Sono in bagno, chiusa a chiave, a disperarmi. La disperazione viene bene, chiusa a chiave in bagno. Moo agita la maniglia. Apri! No, non ce la faccio ad affrontare il suo coltello ficcato nellamor proprio ormai molliccio. Apri, ti dico! No, in mancanza di solfatara, voglio essere inghiottita dal fumo dello scaldabagno. Apri, che ti devo dire una cosa importante! Che sono scema, lo so! rispondo contro la porta che non mi difende dalla dura realt dei fatti. Se non apri, non posso dirti che in fondo la tua scemenza stata utile! Apro. Moo mi guarda e ride dei miei occhi rosso coniglio per i litri di pianto. E che , chai le lentine rosse? Accidenti se va di moda il rosso nella nostra famiglia. Vai via! e piango di nuovo, miseramente, di fronte al fratello vil bastardo. Moo si siede sul bordo della vasca e mi spiega. Gli occhi si asciugano, senza fretta. Pare che Raffaele Plastica, dopo che sono scappata, ha spiegato che il tizio dellassicurazione avrebbe tanto voluto che fosse stata la criminal a incendiare la pizzeria, argomento che non avrebbe previsto copertura di rimborso, ma che invece colpevole fu la stufa. Pisolo ha cercato complicit in Raffaele, entrambi si adopereranno per giusto e dovuto rimborso. Naturalmente pure Raffaele vuole un cospicuo rimborso e pure i cinquanta euro che sono scappati con me. Pare che Pisolo sia stato contento dellunica risposta che non si aspettava.
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Se riesco a dormire tre ore, domani riuscir a capire pure quello che dicono i prof. Vado.

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49. mau e le voci che girano, che si allontanano, che tornano

Le voci girano, i salumieri parlano e le madri vengono a conoscere sempre tutto. Non vero, sempre non vero. Questa volta per s. Che dire, che dire. Invece di andare al cinema, come mi avevano comunicato, Maria Stella e Moo si sono recati agli stagni di acqua termale per cercare di convincere Pisolo di non rivolgersi per domande inopportune alla criminal. Cos la chiamano. Maria Stella aveva assoldato Raffaele Plastica, doveva comunicare a Pisolo la libert dalla sua paura. Linterrogatorio successivo stato duro e crudo. Avevo promesso ogni sorta di rappresaglia mammesca, perch quando ci vuole, ci vuole. Eppure le intenzioni non erano cattive. Vogliono sentirsi innocenti, come Pisolo, che centrano loro? Loro credevano di nascere in Europa. Avevano carta di identit invece del passaporto e buone intenzioni. Il canto pu uscire dal bagno, basta passato. Cercher le parole adatte. Pure loro sono musica, o forse no. Forse sono urla, sgraziate, necessarie.

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50. pisolo e la criminal assicurata

Alla fine sono venuto a sapere che lassicurazione nascondeva lincidente sotto il tappeto doloso, per non pagarci il giusto. La mentalit della criminal fornita di virus internazionali. Ho parlato con i miei, ho spiegato. Si sono ripresi, siamo andati da un avvocato, abbiamo chiesto legge. Moo e Maria Stella sono rimasti al mio fianco: limperfettissimo Moo e la prudente Maria Stella, che per me diventata irresponsabile. un regalo prezioso trasgredire contro parti di s per un amico. Un amico? Padre e madre vogliono partire lo stesso, io no. Dicono che sono feriti a morte per lamputazione della pizzeria e delle speranze. Dicono che vogliono ricominciare in un altro posto. Magari in un posto dove la criminal non un alibi di nessuno per non provarci nemmeno ad aggiustare le cose. Io voglio restare qua.

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51. maria stella dopo un po

Pisolo rester a casa nostra, almeno fino alla fine dellanno scolastico. Oltre tutto non era possibile per i suoi fare un sopralluogo (ispezione, indagine) nellaltrove lavorativo con lui appresso. Lamor, perch di amor si tratta, si trasformer in quotidianit? Vedr il batticuore diventare qualcosaltro. un bene, un male? Non lo so. I genitori di Pisolo hanno intrapreso azione legale nei confronti dellassicurazione, che continua a non voler rimborsare il dovuto. Col tempo riuscir a dire a Pisolo il mio segreto di parole, perch loro, lo so, resteranno. E si trasformeranno in tutto quello che succeder, prima che io me ne accorga. Amor o non amor.

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52. moo e la competenza di cross

Bene, oppure male. Qua sono diventati tutti divulgatori preparati di ben fatto e mal fatto. Bah. Per lentusiasmo di una cavolata accaduta vicino a delle rane, si sono messi a dire, a proclamare, a sapere bene e male. Come se avessero letti separati. Bah. Lunico che restato il bastardo di prima sono io. Ho chiesto a Mau madre se possiamo ospitare Pisolo. I suoi se ne vogliono andare e lui no. Magari finisce qua il liceo e poi si vede. A me non mi imbrogliano con la bont untuosa, che i sentimenti sono un gruppo, pure quelli diversi di bene e male. Loro s che sono plurale, pure presi uno a uno. Pure quando stanno zitti, pure se non suonano. Quindi non sono buono e basta e non agisco per amicizia e basta, quella che non ha nulla a pretendere, dico. che sono interessato a competenza di cross.

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ringraziamenti

Grazie a Renato Marrese, a Daniela Cuccoli, a Paola, a Giusi, al personale del San Filippo Neri di Neurologia e Neurochirurgia. Grazie a Giacomo Di Ciommo per quello che ha fatto per mio figlio. Grazie a Tjuna, Cristina, Maurizio. Grazie a Maria Franco, Francesca Bonafini e Marina Martusciello anche per i consigli durante le stesure e il sostegno. Grazie a Carlo Massarini. Grazie a chi mi stato vicino mentre succedeva tutto. Grazie alle ragazze e ai ragazzi di Nisida. Grazie a Marta, Giulia e a Helen e G. Grazie a Nadia McCoc.

indice

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1. Moo scuola famiglia 2. Maria Stella unaltra cosa 3. Mau si fa rossa 4. Moo va a provare 5. Maria Stella riflette molto e agisce poco 6. Pisolo innamorato 7. Moo non ama lamore 8. Cosa vuoi fare, Mau? 9. Maria Stella cerca di capire lamore 10. Moo chiede a Ludovica di cantare col gruppo 11. Maria Stella non ha amiche e cerca di farsene una ragione 12. Mau e il canto rosso 13. A Pisolo scoppia la vita 14. Maria Stella si sveglia di notte per lo scoppio e pensa che tanto, dopo un boato, non si dorme pi 15. Moo a Edinburgh Vesuvio 16. Moo scappa 17. Lansia di Mau sul collo di Maria Stella, che non la vuole 18. Pisolo si sveglia

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19. Moo torna 20. Maria Stella apre il dialogo e poi lo chiude e poi lo apre di nuovo 21. Pisolo se ne va in centro 22. Moo e Pisolo tornano a scuola 23. Pisolo ha dubbi su di s e sugli altri 24. Moo combatte tra rabbia e pentimento 25. Maria Stella salta per la prima volta la scuola e va a cercare Pisolo 26. Mau considera il canto mentre tace 27. Pisolo incontra Maria Stella che cade dallaltalena 28. Maria Stella cade e si rialza 29. Pisolo trova il pane dove non laveva cercato 30. Mau e il treno che non era una navetta, ma esemplare unico di sola andata 31. Moo senza Pisolo 32. Maria Stella e le prime volte 33. Pisolo: al bello segue il brutto, al brutto il bello e cos via 34. Moo e i ragionamenti di Maria Stella che pesano quintali 35. Maria Stella e i forse-ce-la-posso-fare 36. Mau, la spesa e le perplessit di madre 37. Moo e lidea di sua sorella 38. Sergio Rauchi, ex Pisolo, butta gi un piano dazione 39. Una madre capisce. Cosa? 40. Maria Stella e le idee dei geni che possono pure non essere geniali

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41. Prove tecniche di trasmissione di Mau nel bagno 42. Moo ascolta Maria Stella e la sua idea che fa acqua da tutte le parti 43. Pure lidea stupida vuole vivere, cos Maria Stella laccompagna nella sua crescita 44. Moo osserva stupito Raffaele Plastica e la vita in genere 45. Mau non sottovaluta le infinite possibilit dellinsuccesso 46. Pisolo sa quello che deve fare, anche se Maria Stella e il resto del mondo continuano a confondergli le idee 47. Moo deve pagare un debito e lo sa 48. Maria Stella si dispera per la brutta figura 49. Mau e le voci che girano, che si allontanano, che tornano 50. Pisolo e la criminal assicurata 51. Maria Stella dopo un po 52. Moo e la competenza di cross

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Y O U N G

Valentina Misgur, Trovami un giorno Francesca Longo, Come ti sequestro la prof Sophie McKenzie, Sei passi per conquistare una ragazza Francesca Longo, In gita di distruzione Guido Sgardoli, O sei dentro o sei fuori Paola Capriolo, No Patrizia Marzocchi, Il viaggio della speranza Sabrina Rondinelli, La nostra prima volta Francesca Longo, Mojito Emanuela Da Ros, Se Paola Capriolo, Io come te Deborah Gambetta, Viaggio di maturit Gigliola Alvisi, Non sono una bambola! Massimo Carlotto, Jimmy della Collina Sabrina Rondinelli, Camminare correre volare Patrizia Rinaldi, Rock sentimentale

Finito di stampare nel mese di giugno 2011 per conto delle Edizioni EL presso Grafica Veneta S.p.A., Trebaseleghe (Pd)

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