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Osservatorio indipendente sull'integrazione e inclusione scolastica: "I contesti dell'integrazione" Facolt di Scienze della Formazione, Libera Universit di Bolzano

Progetto di ricerca: "Opinioni, atteggiamenti e pratiche nell'integrazione scolastica degli alunni con disabilit" Responsabile scientifico: Prof. Dario Ianes Collaboratore scientifico: Francesco Zambotti, PhD GRIIS (Gruppo di Ricerca Integrazione e Inclusione Scolastica), Libera Universit di Bolzano Report di ricerca - indagine online, analisi quantitativa e qualitativa dei dati a cura di Francesco Zambotti

Nota metodologica Nell'ambito del progetto di ricerca "Opinioni, atteggiamenti e pratiche nell'integrazione scolastica degli alunni con disabilit", attivo presso la Facolt di Scienze della Formazione della Libera Universit di Bolzano e coordinato dal Prof. Dario Ianes stata condotta un'indagine online rivolta ad insegnanti curricolari e di sostegno della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Rispetto al disegno della ricerca iniziale, dati i tempi stretti per la conduzione dell'indagine, il questionario ha unito due focus di attenzione inizialmente previsti come due indagini separate: - i contesti dell'integrazione scolastica; - l'individualizzazione e personalizzazione didattica (strumenti e modalit). L'indagine condotta quindi stata unica ed stata condotta mediante un questionario online realizzato con il software "Opinio" a disposizione dell'Universit di Bolzano ed stato reso disponibile a partire dal mese di Novembre 2012.

Descrizione del campione di ricerca


Provenienza geografica, genere e grado scolastico Il campione della ricerca un campione volontario, quindi non statisticamente rappresentativo della complessa realt scolastica italiana. I partecipanti sono stati invitati a compilare il questionario reso disponibile online mediante l'invito tramite posta elettronica per i contatti afferenti al Gruppo di Ricerca Integrazione e Inclusione Scolastica (mailing list di oltre 800 contatti) e mediante la diffusione dell'iniziativa tramite social network e incontri di formazione in presenza. Alla ricerca hanno quindi partecipato 584 insegnanti, ma di questi 383 hanno completato tutte le risposte. Nell'analisi seguente, terremo in considerazione solo i dati di chi ha completato il questionario. 1

Il campione distribuito sull'intero territorio nazionale, bench si noti una netta prevalenza di partecipanti del Nord Italia, rispetto a quelli del Centro e del Sud e Isole (tab.1).

Frequenza Nord Trentino - Alto Adige Veneto Liguria Lombardia Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Piemonte Centro Lazio Abruzzo Marche Toscana Umbria Sud e Isole Basilicata Campania Puglia Sardegna Sicilia Molise 6 6 21 6 11 3 21 12 11 21 7 101 39 10 61 24 5 18

% macroregione 67,4%

26,4% 10,2% 2,6% 15,9% 6,3% 1,3% 4,7% 18,8% 5,5% 3,1% 2,9% 5,5% 1,8% 13,8% 1,6% 1,6% 5,5% 1,6% 2,9% 0,8% 100,0% 100,0%

383 Totale Tab. 1: In che Regione d'Italia lavora attualmente?

Per quanto riguarda il grado scolastico di appartenenza (tab.2), il campione certamente a maggioranza composto da insegnanti di scuola primaria, ma c' un buon bilanciamento con la scuola superiore di primo e secondo grado, che complessivamente registra pi del 46% dei partecipanti, ben suddivisi tra i due ordini di scuola superiore.
Frequenza Scuola primaria Scuola Secondaria di I grado Liceo Istituto Tecnico Formazione professionale 204 101 31 30 17 % 53,26% 26,37% 8,09% 7,83% 4,44%

Totale 383 100% Tab. 2: In che ordine di scuola lavora quest'anno scolastico?

Per quanto riguarda il genere, il campione chiaramente sbilanciato verso il genere femminile, dal momento che la popolazione docente nel territorio nazionale, specie nel grado scolastico del primo ciclo 2

a larghissima maggioranza composto da donne. Nella nostra indagine le insegnanti donne rappresentano il 91,6% del campione (N=349), con il rimanente 8,4% di insegnanti maschi (N=32).

Ruolo e incarichi professionali Per quanto riguarda il ruolo ricoperto dai partecipanti alla ricerca, il campione composto da una maggioranza di insegnanti di sostegno (60%)e dal 37,1% di insegnanti curricolari (tab.3). Il dato "altri" si riferisce a partecipanti che hanno erroneamente iniziato la compilazione del questionario, che era per dedicato esclusivamente ai docenti. Questi ultimi sono stati quindi inviati direttamente alla fine del questionario e risultano come "non risposte" nelle altre domande.
Frequenza Insegnante curricolare Insegnante di sostegno Altro ruolo Totale Tab. 3: Lei attualmente ricopre il ruolo professionale di: % 142 230 11 383 37,08% 60,05% 2,87% 100%

Rispetto alla formazione e alle funzioni ricoperte a scuola dal campione, i dati analizzati rilevano un'alta professionalit da parte dei partecipanti. Il 67,1% (N=249) del campione possiede infatti un titolo di specializzazione per il sostegno, a fronte di un 32,9 (N=122) che non lo possiede. La larghissima maggioranza del campione (82,8%, N=307) assunta con un incarico a tempo indeterminato e quindi un docente di ruolo nella scuola di appartenenza, mentre solo il 17,2% del campione assunto con un incarico a tempo determinato. Allo stesso modo un terzo circa del campione ricopre, all'interno del proprio Istituto, un ruolo di funzione strumentale per l'integrazione o il ruolo di referente per i Bisogni Educativi Speciali (ruolo in essere nella Provincia Autonoma di Trento) (tab.4).
Frequenza % % valida S 122 31,85% 32,8% No 250 65,27% 67,2% Totale 372 97,13% 100% Non risponde 11 2,87% Tab. 4: Nella scuola in cui Lei attualmente occupato ricopre il ruolo di funzione strumentale per l'integrazione / referente per i Bisogni Educativi Speciali?

Dall'analisi complessiva dei dati sulla professionalit del campione, quindi, emerge un campione altamente qualificato per quanto riguarda l'analisi delle situazioni di integrazione scolastica di alunni con disabilit e Bisogni Educativi Speciali, sia per quanto riguarda il ruolo, sia per gli incarichi che ricopre. Un campione di insegnanti esperti, per la maggioranza di ruolo e quindi con una tradizione di insegnamento consolidata nel tempo. Le classi e gli alunni con Bisogni Educativi Speciali Le classi con Alunni con disabilit certificata (Legge 104/02) Un primo dato significativo che emerge dal questionario la larghissima presenza di alunni con Bisogni Educativi Speciali presenti nella scuola italiana. Alla domande "Quest'anno sta lavorando con alunni con Bisogni Educativi Speciali certificati?", solo l'11% dei rispondenti dichiara di non essere docenti di alunni con disabilit certificata o Disturbi Specifici dell'Apprendimento. 3

Frequenza No S, con alunni con disabilit (certificazione secondo la Legge 104/1992) S, con alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (diagnosi secondo legge 170/2010) Totale Non risponde Totale risposte: 372 41 305

% 8,1% 60,3%

% relativa 10,7% 79,6%

% valida 11,0% 82,0%

160

31,6%

41,8%

43,0%

506 11

100,0% -

2,9%

Tab. 5: Quest'anno sta lavorando con alunni con Bisogni Educativi Speciali certificati? (pi risposte possibili)

Al contrario, ben l'82% del campione dichiara di stare lavorando con alunni con disabilit certificata e il 43% con alunni con DSA. Il campione quindi descrive situazioni scolastiche in cui le due diverse tipologie di difficolt coesistono all'interno delle classi. Nel questionario stato chiesto al campione di scegliere una sola classe tra quelle in cui si sta lavorando nel corso dell'anno scolastico 2012/13 e di descrivere, mediante le domande del questionario, il contesto di integrazione di questa classe. Nel 78,1% (N=299) delle classi descritte dal campione sono presenti alunni con disabilit certificata secondo la Legge 104/92, mentre nel 8,4% non sono presenti (il 13.9% non risponde alla domanda). Le situazioni descritte riportano una situazione in cui frequentemente pi di un alunno con disabilit certificata presente in classe (tab.6). Se vero che nel 56,2% delle classi descritte presente un solo alunno con disabilit, nel 33,4% dei casi gli alunni sono due e 10,4% dei casi sono addirittura tre. Ci significa che in 299 risposte/classi sono presenti 461 alunni con disabilit certificata (168+100*2+31*3).
Frequenza % relativa % valida 1 168 43,86% 56,19% 2 100 26,11% 33,44% 3 31 8,09% 10,37% Totale 299 78,07% 100% Non risponde 84 21,93% Totale risposte: 299 Tab. 6: Quanti alunni con disabilit (Legge 104/92) sono presenti nella sua classe?

Il dato quindi descrive una realt molto complessa delle classi, in cui non solo convivono alunni con disabilit e alunni con DSA, ma il cui numero molto elevato, a fronte di classi in cui il numero di alunni mediamente di 21 alunni. Per quanto riguarda la gravit del deficit degli alunni con disabilit certificata, i docenti hanno descritto la gravit di 458 studenti (si tenga conto che in molte classi, come abbiamo visto, erano presenti pi di un alunno con disabilit). Come vediamo dai dati presentati in tabella 7, le quattro categorie sono ben rappresentante, con un buon bilanciamento tra casi medio-lievi (65,1%) e casi gravi-gravissimi (34,9%).
Frequenza Lieve Media 122 176 % valida 26,7% 38,4%

Grave Gravissima

116 44

25,3% 9,6%

Totale 458 100.0% Tab. 7: Come giudica la gravit del deficit degli alunni?

Le classi con aunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento Dalla descrizione fornita dal campione, la percentuale di casi in cui nelle classi sono presenti alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (DSA) inferiore. Su un totale di 331 risposte, il 54,1% dichiara la presenza di alunni con DSA, mentre il 44,4% dichiara che non sono presenti (1,5% non risponde). Analogamente a quanto emerso per gli alunni con disabilit, i dati raccolti mostrano una presenza molto numerosa di alunni con DSA nelle stesse classi, con la presenza di alcuni rari casi "estremi" in cui in una classe sono presenti fino a quattro/cinque alunni con DSA certificato (tab. 8). Un dato che fa certamente riflettere sulla complessit delle classi, considerando che veniva espressamente pi volte citato il fatto che il Disturbo fosse diagnosticato ufficialmente e non venisse quindi confuso con una pi generica difficolt scolastica o un disturbo non ancora specificato.
Frequenza 1 2 3 4 5 Totale Non risponde 101 53 14 9 7 184 199 % % valida relativa 26,37% 54,89% 13,84% 28,8% 3,66% 7,61% 2,35% 4,89% 1,83% 3,8% 48,04% 100% 51,96% -

Totale risposte: 184 Tab. 8: Quanti alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento (Legge 170/10) sono presenti nella sua classe?

Le 184 risposte, dunque, descrivono la situazione di integrazione di 320 studenti con DSA. Rispetto alla gravit del Disturbo, i dati riassunti in tabella 9 ci mostrano una situazione analoga a quella degli alunni con disabilit, con i casi medio lievi decisamente pi numerosi (77,7%) di quelli gravi o gravissimi (22,3%).

Frequenza Lieve Medio Grave Gravissimo Totale Non risponde 1

% valida 29,8% 47,9% 18,5% 3,8% 100,0%

95 153 59 12 319

Tab. 9: Come giudica la gravit del disturbo degli alunni? (descriva gli alunni con diagnosi DSA in ordine alfabetico per cognome)

L'ultima domanda posta al campione rispetto alla situazione della classe, invece, riguardava la complessit generale del gruppo classe di cui fanno parte gli alunni con disabilit e DSA descritti. Ancora una volta viene chiesto al campione di esprimere la propria percezione di complessit della situazione scolastica, rispetto ai processi di apprendimento e di comportamento (tab.10).
Frequenza % relativa % valida Non complessa Poco Complessa Mediamente complessa Complessa Molto complessa 15 53 145 85 33 Totale 331 Non risponde 52 3,92% 13,84% 37,86% 22,19% 8,62% 86,42% 13,58% 4,53% 16,01% 43,81% 25,68% 9,97% 100% -

Totale risposte: 331 Tab. 10: Rispetto alla composizione dell'intero gruppo degli alunni, come giudica il grado di complessit della classe rispetto alle caratteristiche di apprendimento e di comportamento che la compongono?

La presenza dell'aula laboratorio di sostegno


Per analizzare i contesti dell'integrazione, l'indagine ha previsto una sezione specifica relativa alla presenza e all'uso dei laboratori di sostegno nelle scuole italiane. La presenza delle aule di sostegno, infatti, una realt delle scuole italiane, bench esse non siano previste in nessuna normativa, e anzi, siano ripetutamente vietate a livello nazionale e anche locale. Ciononostante sappiamo che i processi di integrazione si svolgono solo parzialmente in aule, e nella maggiranza dei casi gli alunni con disabilit trascorrono il tempo in aula con i compagni solo parzialmente. Questo fenomeno confermato anche dai dati raccolti in questa indagine (che presenteremo nel report parallelo sull' "Individualizzazione didattica"). La nostra indagine ha avuto come primo obiettivo proprio quello di comprendere meglio l'uso di questa tipologia di contesto di integrazione. Bench infatti in numerose ricerca il fenomeno fosse gi emerso, in maniera anche massiccia, non era mai stato svolto un approfondimento sulle aule di sostegno e soprattutto sul loro uso didattico. Non infatti sufficiente limitarsi a dire che esse esistono nonostante la Normativa non le prevede; necessario anche contestualizzarne l'uso in dinamiche didattiche potenzialmente inclusive o potenzialmente escludenti. L'obiettivo dell'indagine sui contesti dell'integrazione quindi quello di capire se e in che misura nella scuola italiana sono in atto fenomeni di "microesclusione" (D'Alessio, 2010) e se le aule di sostegno sono uno spazio per la didattica di tutti o luoghi specializzati solo per alcune tipologie di alunni e tipologie di professionisti. I dati raccolti nell'indagine descritta confermano la presenza dell'aula laboratorio di sostegno in una larga maggioranza delle scuole in cui operano i docenti che hanno partecipato al sondaggio (tab.12).
Frequenza % relativa % valida 253 66,06% 68,01% 119 31,07% 31,99% Totale 372 97,13% 100% Non risponde 11 2,87% Totale risposte: 372 Tab. 11: Nella sua scuola utilizzata un'aula / laboratorio di sostegno? S No

Nel 68% dei casi presente ed utilizzato uno spazio specifico per il sostegno, al di fuori delle aule di classe. Come mostrato dai dati in tabella 13, nella maggioranza dei casi l'aula si sostegno considerato uno spazio a disposizione di tutti gli alunni della classe e di tutti i docenti, per una gestione pi efficace di attivit didattiche collaborative, che spesso richiedono spazi ulteriori rispetto a quelli dell'aula.
% relativa per % relativa % valida valore 77 24,14% 20,1% 30,43% 26 8,15% 6,79% 10,28% 64 152 319 130 20,06% 47,65% 100% 16,71% 39,69% 33,94% 25,3% 60,08% -

Frequenza un luogo solo per alunni con disabilit un luogo per alunni non di madrelingua italiana un luogo solo per alunni con difficolt (disabilit, DSA, problemi di attenzione, ecc.) un luogo per tutti gli alunni della classe per la migliore gestione del lavori in piccolo gruppo Totale Non risponde

Totale risposte: 253 Tab. 12: Nella sua scuola l'aula/laboratorio di sostegno considerata (pi risposte possibili)

Tuttavia, bench questo sia un dato positivo, contestualizzato in un orizzonte inclusivo di gestione didattica, non si pu trascurare il fatto che nel 30,4% dei casi l'aula di sostegno sia un luogo esclusivamente riservato agli alunni con disabilit e nel 25,3% dei casi questa sia uno spazio esclusivo di alunni con difficolt e Bisogno Educativi speciali e non solo per quelli con disabilit. Sottolineando che la domanda prevedeva pi risposte possibili, quindi la somma delle percentuali indicate non pari al 100%, si nota comunque una sostanziale divisione in due tipologie d'uso con valori molto simili. Un 50% circa di casi in cui l'aula usata da tutti gli alunni e un altro 50% circa in cui l'aula utilizzata da tipologie specifiche di alunni con difficolt. Tra questi anche gli alunni non di madrelingua italiana che spesso trascorrono parte del loro tempo in questi laboratori, separati dai compagni di classe, per frequentare corsi specifici di lingua italiana (10.3%). Una nuova tendenza in atto nella scuola italiana, ancora una volta, al di fuori di ogni Normativa esistente. Per quanto riguarda invece l'uso dell'aula di sostegno da parte dei docenti, e quindi non solo dagli alunni, i dati raccolti dal questionari e presentati in tabella 14, ci mostrano una realt omogenea. Nella maggioranza dei casi tutti i docenti utilizzano l'aula di sostegno per la gestione delle attivit didattiche (56.3%), ma anche in questo caso una percentuale molto simile mostra una realt in cui l'aula di sostegno utilizzata solamente da insegnanti di sostegno e educatori (37,3%) oppure addirittura da professionisti esterni al contesto scolastico, che operano parzialmente all'interno delle istituzioni scolastiche (15,1%).
Frequenza un luogo in cui accedono altri professionisti coinvolti nella gestione dell'integrazione (logopedista, psicomotricista, ergoterapista, ecc.) un luogo a cui accedono solo gli insegnanti di sostegno e educatori un luogo in cui accedono tutti gli insegnanti 38 % relativa % relativa % valida per valore 13,82% 9,92% 15,08%

95

34,55% 51,64% 100% -

24,8% 37,08% 34,2%

37,7% 56,35% -

142 Totale 275 Non risponde 131

Totale risposte: 252

Dai dati raccolti, dunque, si pu concludere che l'aula di sostegno certamente una realt della scuola italiana, e che essa viene utilizzata certamente anche per attivit "virtuose" in integrazione scolastica in una 7

larga percentuale dei casi. E' uno spazio didattico a disposizione della scuola (in perpetua carenza di spazi all'interno degli edifici scolastici) e frequentato da molti docenti e studenti per gestire al meglio dinamiche cooperative di apprendimento. Allo stesso tempo, per, ancora in altrettanti casi, l'aula di sostegno uno spazio di microesclusione dalla classe. Uno spazio riservato all'alunno con difficolt e al suo insegnante di riferimento, in una logica di delega all'insegnante di sostegno che non pu essere vista come buona prassi di integrazione. Allo stesso modo, l'aula lo spazio dove l'alunno con difficolt lavoro anche con figure diverse da quella del docente per eseguire riabilitazione fisica e logopedica o potenziamento didattico con esperti esterni. Inoltre l'aula di sostegno diventa spazio dedicato a nuovi gruppi di alunni con difficolt (ad esempio gli studenti di recente immigrazione con scarsa alfabetizzazione), perpetuando una logica di esclusione pi che di inclusione.

Scuola, ASL e Centri Specializzati


Rispetto al contesto di integrazione, un ulteriore approfondimento stato condotto rispetto alla frequenza da parte di alunni con disabilit e DSA di attivit di riabilitazione e terapeutiche presso centri delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) o Centri specializzati, in orario scolastico ed extrascolastico. Da recenti ricerche condotte sul territorio italiano, infatti, emerge il dato di una frequenza parziale dell'orario scolastico da parte di numerosi alunni con disabilit, per frequentare invece Centri di recupero terapeutico. Un altro tassello che non si "incastra" in un meccanismo volto a massimizzare l'esperienza inclusiva di una scuola condivisa con i compagni di scuola. Dai dati raccolti e che di seguito presentiamo, effettivamente il fenomeno viene confermato. Pur non rappresentando la "normalit" delle situazioni di integrazione, vediamo come oltre il 33% del campione dichiara che l'alunno con disabilit descritto nel questionario frequenta nel corso dell'orario scolastico anche strutture esterne alla scuola. Una pratica possibile nell'ottica della Programmazione Educativa Individualizzata, ma che, a nostro avviso, non dovrebbe essere incentivata a scapito di un'esperienza scolastica inclusiva e arricchente.
Frequenza % relativa % valida 100 26,11% 33,44% 198 51,7% 66,22% 1 0,26% 0,33% Totale 299 78,07% 100% Non risponde 84 21,93% Tab. 13: L'alunno con disabilit frequenta terapie presso ASL o centri specializzati nel corso dell'orario scolastico? S No Non so

Rispetto alla percentuale di tempo trascorso presso questi centri, vediamo come questo sia un tempo limitato dell'orario settimanale, che nella larga maggioranza dei casi pu essere stimato tra meno del 10 e il 20% dell'orario settimanale (tab.15) . Sono sporadici i casi in cui questa frequenza superiore al 20% (che del resto molto se espresso in termini di ore e attivit didattiche).
Non so 0 (0 %) 10 20 Frequenza % relativa % valida 3 0,78% 3% 16 4,18% 16% 57 14,88% 57% 16 4,18% 16%

6 1,57% 6% 1 0,26% 1% 1 0,26% 1% Totale 100 26,11% 100% Non risponde 283 73,89% Tab. 14: Che percentuale totale del tempo scolastico trascorre presso ASL/Centri specializzati in settimana?

30 40 50

Per una consistente fetta di alunni con disabilit, l'orario scolastico settimanale coesiste con la frequenza di centri per la terapia e il potenziamento clinico, anche se per una ridotta percentuale del tempo. Gli stessi alunni, allo stesso tempo, frequentano anche centri ASL o centri specializzati al di fuori dell'orario scolastico. Il campione, infatti, descrive che gli stessi alunni frequentano centri anche oltre l'orario scolastico nel 42,1% dei casi (il 33,4% li frequenta nel corso dell'orario), per un tempo medio di due ore e mezzo a settimana (valore minimi raccolto = 1 ora, valore massimo=8 ore). Allo stesso tempo, gli alunni con disabilit descritti dal campione, nel 21,1% dei casi frequentano nel pomeriggio anche centri socio-educativi, per una media a settimana di circa 6 ore. Da questo quadro emerge quindi una realt quotidiana in cui la scuola convive con realt socio-educative e terapeutiche, che in parte si sovrappongono, ma non in maniera sostanziale. C' da chiedersi se in molti casi in cui la frequenze delle terapie avviene nel corso dell'orario scolastico quotidiano, una migliore gestione, organizzazione e dialogo tra Scuola e Servizi non potrebbe invece garantire la frequenza totale dell'orario scolastico e quindi la condivisione con gli altri studenti della normalit quotidiana dell'arrivo e uscita da scuola. Per quanto riguarda invece gli alunni con Disturbi Specifici dell'Apprendimento, abbiamo posto le stesse domande, e il risultato piuttosto inaspettato. I dati riportati in tabella 16, infatti, mostrano che oltre il 16% dei casi di alunni con DSA frequenta Centri Specializzati nel corso dell'orario scolastico. Una pratica del tutto non prevista dalla Normativa italiana, che non facile giustificare con motivazioni didattico-pedagogiche.
Frequenza % relativa % valida 30 7,83% 16,3% 143 37,34% 77,72% 11 2,87% 5,98% Totale 184 48,04% 100% Non risponde 199 51,96% Total answered: 184 Tab. 15: L'alunno con DSA frequenta terapie presso ASL o centri specializzati nel corso dell'orario scolastico? S No Non so

Un dato sorprendente, se si pensa che questi alunni non dovrebbe avere alcuna motivazione didattica per non frequentare insieme ai compagni di scuola tutte le lezioni in calendario. Un'iniziaitva che, a differenza di quanto avviene con alunni con disabilit, non prevista nemmeno in fase di condivisione della Programmazione Didattica Personalizzata, che non prevede collaborazione con l'extrascuola nel corso dell'orario scolastico. C' da chiedersi che cosa l'alunno con DSA non frequenti nel corso delle ora spese nei Centri e con quali criteri siano state individuate dal Consiglio di classe. Anche nel caso degli alunni con DSA, comunque la percentuale dell'orario scolastico che non viene trascorso a scuola limitata (tab.17). Dai dati raccolti emerge che circa il 50% degli alunni frequenta i Centri per un tempo compreso tra meno del 10 e il 20% dell'orario settimanale. invece molto alta la percentuale di docenti che dichiara di "non sapere" quante ore gli alunni con DSA trascorrono fuori scuola (36,7%). Questo dato, difficilmente leggibile, ha forse una spiegazione non molto positiva, ma plausibile. Probabilmente molti degli insegnanti di sostengo che compongono il campione lavorano in maniera 9

individuale con l'alunno con disabilit e non condividendo la responsabilit didattica dell'intera classe non sono a conoscenza della presenza/assenza degli alunni, oppure proprio perch assegnati alla classe solo per un tempo limitato di ore settimanali e non per l'orario totale non sono in grado di fare una stima sul tempo totale settimanale).
Frequenza % relativa % valida 11 2,87% 36,67% 2 0,52% 6,67% 12 3,13% 40% 1 0,26% 3,33% 2 0,52% 6,67% 1 0,26% 3,33% 1 0,26% 3,33% Totale 30 7,83% 100% Non risponde 353 92,17% Tab. 16: Che percentuale totale del tempo scolastico trascorre presso ASL/Centri specializzati in settimana? Non so 0 (0 %) 10 20 30 50 60

Gli stessi alunni, inoltre, frequentano centri ASL e specializzati al di fuori dell'orario scolastico, nel 22,8% dei casi. Anche in questo caso, il 17,4% dei docenti dichiara di "non sapere" se gli alunni frequentano o meno dei percorsi di potenziamento; un altro dato che fa ipotizzare una scarsa corresponsabilit educativa tra insegnanti curricolari e insegnanti di sostegno o, comunque, una scarsa progettualit educativa di rete tra i Servizi coinvolti nel progetto di integrazione di questi alunni. La frequenza di questi centri in medi di poco pi di 2 ore a settimana, ma, anche in questo caso sono state raccolte solo 11 risposte, rispetto a 42 casi in cui i Centri sono frequentati nell'orario pomeridiano. Evidentemente necessario un maggiore lavoro di progettazione condivisa tra scuola ed extrascuola per mettere in atto percorsi di apprendimento significativi. Infatti se i docenti non sono a conoscenza delle attivit pomeridiane di potenziamento e recupero svolte dagli alunni con DSA, difficilmente potranno impostare azioni didattiche basate su orizzonti, strategie, strumenti e obiettivi condivisi.

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