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denito uno specico ambito di applicazione. Questa difformit di approccio divenuta palese in occasione di alcuni convegni: in primo luogo nel convegno Rupestre.doc svoltosi il 25-26 giugno 2005 a Breno, successivamente nel convegno Arte rupestre della Valle Canonica. Storia delle ricerche: protagonisti, tendenze, prospettive attraverso un secolo, tenutosi il 6-8 ottobre 2005 a Capo di Ponte in occasione del 50 anniversario dellistituzione del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane e, inne, durante la XLII Riunione Scientica dellIstituto Italiano di Preistoria e Protostoria, Larte preistorica in Italia, svoltasi a Trento, Riva del Garda e Valcamonica dal 9 al 13 ottobre 2007. La divergenza pi evidente risultata quella tra studiosi e ricercatori di arte rupestre da un lato e funzionari della Soprintendenza ai Beni Archeologici della Lombardia (dora in poi S.A.L.), preposti alla tutela dei monumenti di arte rupestre, dallaltro; mentre i primi hanno presentato i risultati delle proprie ricerche basate sulla tecnica del rilievo per trasparenza a contatto, afancato dalla fotograa a luce radente, i secondi hanno stigmatizzato pi volte luso di questo metodo, ritenuto superato, e hanno proposto lutilizzo di tecniche diverse di restituzione graca, quali la fotogrammetria e la scansione laser 3D, e de facto, come mostreremo in seguito, anche il frottage e il disegno a contorno. Va sottolineato, inoltre, come da parte di coloro che si manifestano contrari alluso del rilievo per trasparenza a contatto sia stato pi volte posto laccento sulla necessit di valorizzare maggiormente, allinterno degli studi di archeologia rupestre, lo scavo archeologico al ne di recuperare i contesti2. Su questo punto, naturalmente, non si pu che essere pienamente daccordo, soprattutto nel caso in cui sia accertata la presenza concreta di depositi archeologici straticati con relative associazioni tra reperti di cultura materiale, dati paleoambientali e arte rupestre. Daltra parte, ampiamente noto il fatto che le rocce con arte rupestre della Valcamonica o sono gi in esposizione da lungo tempo o sono ricoperte da depositi colluviali di formazione recente, a parte poche eccezioni. Tra queste la pi nota il caso di Dos dellArca, integralmente scavato da E. Anati nel 1962. Lasportazione del deposito archeologico straticato ha portato alla luce in alcuni punti una

serie di incisioni rupestri, che sono poi state studiate e pubblicate nel 1969 da Giuliana Sluga3.

LO SVILUPPO DEI METODI DI DOCUMENTAZIONE


La base documentaria fondata sullaccuratezza del rilievo, cio il disegno archeologico delle incisioni rupestri. Vi sono state e vi sono tuttora incomprensioni a questo riguardo nella convinzione che il rilievo manuale non sarebbe una tecnica obiettiva. In realt il rilievo manuale sta allarte rupestre come il disegno archeologico sta al reperto di cultura materiale. utile a questo punto ripercorrere per sommi capi le tappe principali dello sviluppo della metodologia applicata nel corso del tempo per documentare larte rupestre della Valcamonica. Sin dai primi studi, agli inizi del secolo scorso e no alla seconda guerra mondiale, il metodo preferito per documentare le incisioni rupestri stato quello della fotograa, con alcune differenze tra i vari ricercatori: mentre Raffaello Battaglia (1932, 1933, 1934) metteva in risalto le gure incise utilizzando la fotograa a luce radente naturale, dopo aver rimosso le patine algali attorno alle gure4 o aver bagnato linterno delle gure con acqua, Giovanni Marro (1932, 1936) preferiva colorare le gure di bianco o di nero prima di eseguire lo scatto fotograco. Gi da questi primi tentativi possibile intravedere una diversa nalit della documentazione: Battaglia si limitava a fotografare per documentare, mentre Marro, intervenendo sulle gure, tendeva ad operare una sorta di interpretazione. Sulla scia di Marro, Franz Altheim ed Eva Trautmann (1937, 1938) coloravano linterno delle gure per farle risaltare oppure ottenevano il contrasto tramite gessatura delle parti superciali della roccia e dei contorni delle gure stesse. Dopo la seconda guerra mondiale, mentre Marro continu ad applicare il proprio metodo, tra il 1949 e il 1950 comparvero ad opera di Piero Leonardi i primi disegni di incisioni rupestri, che sembrano il risultato dei primi tentativi di rilievo

2 In questo senso si espressa Raffaella Poggiani Keller nei suoi interventi alla XLII Riun. Scient. I.I.P.P. Larte preistorica in Italia, Trento, ottobre 2007. 3 G. Sluga (1969) ha analizzato dieci rocce incise del Dos dellArca, specicando che parte delle rocce si trovavano alla supercie, altre furono scoperte durante gli scavi, ma purtroppo senza indicare quali rocce siano venute alla luce grazie allo scavo. E. Anati nel resoconto pubblicato sugli scavi del Dos dellArca scrive che in tre differenti luoghi si trovano

strati archeologici con reperti in situ che coprivano rocce sulle quali erano incise gure rupestri, ma senza fornire lubicazione di questi tre luoghi (Anati 1968, p. 46; cfr. anche Anati 1979, p. 61, g. 5, dove si vede la supercie rocciosa alla base della straticazione archeologica, trattata con il metodo a contrasto, con due gure di duellanti del IV stile. La potenza del deposito che ricopriva la roccia valutabile in ca. 50 cm, per confronto con la gura umana presente nella foto). 4 Battaglia fu il primo a descrivere la patina scura, bruna o grigia, delle rocce istoriate, e ad osservare che sopra questa patina spesso si estendeva un velo opaco nerastro formato da unalga cianocea, Stigonema minutum secondo la determinazione che ne fece fare. Inoltre, Battaglia constat che tale velo algale si poteva facilmente eliminare mediante il semplice uso di una spazzola (Battaglia 1934, p. 15).

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a contatto (Leonardi 1950). Allincirca negli stessi anni Peter Glob effettuava il ricalco su carta del contorno segnato a gesso sulla roccia, mentre a scopo fotograco campiva le gure di pittura coprente (Glob 1954), una tecnica utilizzata anche da Giovan Battista Maffessoli e Raymond Christinger nel 1954 (g. 1.1) e che aveva lo stesso scopo di evidenziare le gure con il gesso, il cui uso si andava nel frattempo generalizzando5. Pi originale risulta il metodo utilizzato da Emanuele Sss e Gualtiero Laeng, che effettuavano il rilievo delle gure su carta, utilizzando un pastello a cera di colore nero. interessante notare come Sss sperimenti anche nuove tecniche fotograche, pulendo larea interessata dalle patine algali con acqua e spazzola, applicando con pennellino nelle gure incise la polvere di carbone (o nerofumo) sciolta nellacqua, inserendo una scala di riferimento con lintroduzione di elementi naturali (ad es. foglie, ori e castagne) (g. 1.2) e producendo luce radente con uno specchio (Sss 1958). A partire dal 1956 Emanuel Anati cominci le sue ricerche in Valcamonica, inizialmente nanziate dal CNRS francese, aprendo una nuova stagione di studi di carattere scientico sulle incisioni rupestri. Anati si pose in primo luogo il problema di documentare in modo efcace e completo le gure, allo scopo di operare una loro classicazione stilistica, denirne la cronologia, utilizzando a questo ne anche le frequenti sovrapposizioni tra gure di stile diverso, e, inne, avanzare proposte interpretative basate su una documentazione attendibile. Dalla tradizione di studi francese dellabate Breuil e di Leroi-Gouhran, presso cui si era formato, e in particolare dal metodo del calque sur papier cristal, utilizzato da Breuil6, Anati apprende la tecnica del rilievo per contatto, inizialmente su fogli di carta oleosa, debolmente trasparente, poi sostituiti da fogli di polietilene pi trasparenti, gi utilizzati con successo da alcuni studiosi scandinavi per documentare le incisioni rupestri locali. Al rilievo a contatto Anati afanca sempre la fotograa, ma prima di eseguire un rilievo o di effettuare una ripresa fotograca la supercie rocciosa viene trattata: tutte le gure incise, infatti, appaiono evidenziate con

una campitura totale a gessetto bianco (g. 1.3). Inoltre, Anati il primo studioso a esplicitare il suo metodo di lavoro, peraltro facilmente intuibile dalle illustrazioni che accompagnano le sue prime pubblicazioni sullarte rupestre camuna7. Ben presto Anati si rese conto della necessit di disporre di una documentazione scientica molto pi accurata, in grado di cogliere anche i pi piccoli dettagli delle gure e soprattutto di consentire una pi sicura lettura delle sovrapposizioni delle gure tra loro. A questo ne elabor il cosiddetto metodo neutro8, che consisteva innanzitutto in una preliminare preparazione della supercie rocciosa da rilevare: dopo le operazioni di lavaggio e di pulizia, sullintera supercie veniva steso con un largo pennello un colore molto diluito in acqua, in genere bianco9, facendolo penetrare sia nelle gure incise a martellina che nelle fessurazioni, quindi con un tampone intriso di colore nero10 si ripassava tutta la supercie liscia, facendo attenzione a che il colore nero non entrasse nelle parti incavate, tanto le picchiettature con cui erano state realizzate le gure quanto le fessurazioni naturali della roccia. In questo modo si otteneva il risultato di una perfetta leggibilit della supercie in tutti i suoi particolari e si potevano osservare le varie tecniche di incisione, le singole picchiettature, la loro profondit variabile, le caratteristiche del margine della picchiettatura, le incisioni liformi. Creato il contrasto cromatico (bianco/nero) tra la supercie della roccia e le gure incise senza intervenire nel processo di evidenziazione delle gure stesse, salvaguardando dunque un criterio di obiettivit (g. 1.4), si procedeva poi al rilievo integrale su fogli trasparenti di formato predeterminato, utilizzando pennarelli neri con punte di diversa dimensione a seconda dei casi. Uno studio scientico accurato e serio su superci istoriate del tipo ritrovato in Valcamonica impensabile nel presente stadio della tecnologia scientifica, senza lopportuna preparazione della roccia, poich il rilevamento e quindi la raccolta dei dati sarebbero spesso incompleti o comunque dubbi. In Valcamonica si visto, nel corso di quindici anni di lavoro che, salvo rare eccezioni, i rilievi eseguiti senza trattamento su rocce di difcile lettura non sono fedeli

5 Sulla gura di Giovan Battista Mafessoli cfr. Battista cercatore di grafti. Le parole di quanti lo hanno conosciuto e stimato, Comune di Capo di Ponte, 2007. In una foto che Mafessoli don ad Angelo Fossati si vedono lo stesso Mafessoli e Christinger intenti a dipingere di bianco una rosa camuna della roccia 17 di Bedolina (v. g. 1). 6 Le papier cristal la carta da orista, una carta oleata non del tutto trasparente, utilizzata dallabate Henri Breuil nei primi decenni del 900, e ancora a Lascaux nei mesi immediatamente successivi alla scoperta, avvenuta agli inizi del settembre 1940, da parte del suo allievo Maurice

Thaon. Cfr. Notes et dessins 1967, p. 68 e gura di Breuil al lavoro; Bahn e Vertut 1988, p. 41 ss.; Aujoulat 1993; Lorblanchet 1993; Martin 1993. Per i rilievi di Thaon a Lascaux v. Breuil e Lantier 1959, tavv. VIII-XI. 7 A questo proposito cfr. Anati 1960, pp. 33-39 e gg. 1-48. 8 Per una illustrazione del metodo cfr. Anati 1966 e 1974. 9 Una soluzione al 5 % di Pelikan Plaka. 10 Anche il colore nero era molto diluito in acqua, ma poi il tampone al momento delluso doveva essere praticamente asciutto.

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Fig. 1 - 1. Valcamonica, roccia di Bedolina n. 17, Mafessoli e Christinger evidenziano dipingendola in bianco una gura di rosa camuna (foto B. Maffessoli); 2. Naquane, roccia 35, il sacerdote che corre (foto E. Sss); 3. Valcamonica, Cemmo 2 (Capo di Ponte), il rilievo su carta traslucida con evidenziazione delle gure tramite colorazione bianca (da Anati 1960); 4. Valcamonica, Dos Sottolajolo, roccia 5 (Paspardo). Supercie trattata con il metodo neutro (foto L. Jaffe). 1. Camonica Valley, Bedolina, rock 17, Mafessoli and Christinger highlighting a gure of the so called camunian rose by painting it with white colour (picture by B. Maffessoli); 2. Naquane, rock 35, the running priest (picture by E. Sss); 3. Camonica Valley, Cemmo 2 (Capo di Ponte), tracing after highlighting the gures by white colouring (after Anati 1960); 4. Camonica Valley, Dos Sottolajolo, rock 5 (Paspardo). Treatment of the engraved surface by the neutral method (picture by L. Jaffe).

e prima o poi devono essere rifatti applicando il metodo neutro11. Il metodo fu utilizzato no al 1991, quando la S.A.L., istituzionalmente impegnata nel suo ruolo di tutela e conservazione, ne viet luso, facendo presente che il sistema poteva condurre

nel corso del tempo ad un possibile degrado della supercie rocciosa istoriata, probabilmente perch avrebbe favorito la proliferazione dei licheni e la produzione di sali uorescenti12. Tale divieto fu causa di non poche perplessit tra i ricercatori, impedendo limmediato riconoscimento della

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Anati 1974, pp. 15-18. A questo proposito esemplare il caso di Luine, su cui si veda Anati 1982, senza lapplicazione del cd. metodo neutro la lettura delle superci istoriate sarebbe stata del tutto compromessa.

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Scriviamo probabilmente e usiamo il condizionale, perch non siamo a conoscenza di un documento ufciale della S.A.L. a questo proposito. Il bianco utilizzato dal Centro Camuno di Studi Preistorici era un colore

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totalit delle figure incise e rendendo quindi meno attendibile lesecuzione del rilievo. Non furono peraltro mai effettuate prove, anche su superci non incise, volte a sperimentare il reale danno provocato dallapplicazione della sostanza in uso o di altre, quali ad esempio tempere meno ssanti, considerando anche eventualmente un accurato lavaggio della supercie subito dopo lesecuzione del rilievo. Lesperienza sul campo13 dimostrava, infatti, che se da una parte luso di sostanze coloranti poteva essere problematico su rocce porose e assorbenti o anche facilmente sfarinabili o esfoliabili, soprattutto per lazione meccanica di sfregamento operata durante lapplicazione o la rimozione, dallaltra la maggior parte delle superci istoriate del Verrucano lombardo, costituite da solida e compatta arenaria ne (siltite) a cemento siliceo, impermeabile al passaggio dellacqua14 e insensibile alla sua azione chimica, ben poco ne aveva da soffrire, se lapplicazione veniva operata con la dovuta perizia e lopportuna diluizione. Secondo lo stesso metro avrebbe per dovuto essere valutata la congruit, in particolare per quanto riguarda la conservazione della patina superciale, delluso delle spazzole metalliche di ottone utilizzate da parte dei restauratori incaricati dalla S.A. L. per la pulizia di alcune tra le principali rocce istoriate del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, in particolare la n. 1 e la n. 35. In ogni caso, le tendenze pi recenti nello studio dellarte rupestre suggeriscono di non utilizzare nessun metodo di colorazione della supercie rocciosa. Inoltre, bisogna riconoscere che il metodo Anati determina comunque problemi di conservazione, quali leforescenza di sali lungo le linee di frattura naturale o in stacchi di faglia

(Fossati e Attorese 1999, g. 16). Luine, dove il trattamento stato utile e indispensabile ai ni scientici per un corretto rilievo, mostra ancora il segno dei trattamenti, spesso inopinatamente ripetuti per motivi puramente turistici, anche con scarsa diluizione della tempera, cio le rocce mostrano ancora una patina bianca che permane ormai da molti anni. Levidenziazione delle picchiettature ottenuta grazie al contrasto cromatico del metodo neutro stata in seguito assicurata con pari efcacia, anche se con maggiore sforzo dovuto allimpossibilit di avere una visione complessiva della supercie, tramite lutilizzo di luce radente15. Grazie a ci il metodo del rilievo per trasparenza a contatto rappresenta ancora oggi, secondo il parere e secondo lesperienza della maggior parte degli studiosi operanti in Valcamonica16, lo strumento fondamentale per lo studio delle incisioni rupestri, poich lunico che permetta di documentare e di riprodurre chiaramente i dettagli delle gure incise e la successione delle diverse fasi di incisione ai ni dellanalisi cronologica (gg. 2-3)17. A questo proposito si osservi il rilievo del foglio 3 del settore A del primo masso di Cemmo: le gure di bovidi della colonna di destra si sovrappongono a una serie di pugnali a lama triangolare, spalla piatta e pomello semilunato; la sovrapposizione resa gracamente tramite un leggero stacco bianco; da notare la resa in ligrana del pomello del pugnale in alto a destra, non totalmente obliterato dal corpo della gura di bovide sovrapposta; il riconoscimento e la restituzione della sovrapposizione sono in questo caso cruciali per larticolazione delle fasi IIIA1 e IIIA2 dellarte rupestre camuna (et del Rame 2 - et del Rame 3) (g. 3.1).

Pelikan Plaka, a base di emulsione di caseina, utilizzata come legante, di diossido di titanio e solfato di bario come pigmento, e di fenolo come conservante, scelto soprattutto per la propriet di rimanere ssato pi a lungo sulla supercie incisa, considerando la non breve durata delle operazioni di rilievo, permettendo una migliore visibilit anche dopo ripetute piogge. La caseina una proteina del latte, un tempo usata anche come legante nella pittura a tempera. In quanto sostanza organica di valore nutritivo la caseina avrebbe potuto favorire la proliferazione di micro-organismi e vegetazione sulla supercie rocciosa e soprattutto allinterno delle sue macro- e microfessurazioni, ma il fenolo, sostanza biocida, aveva un effetto sterilizzante e uccideva licheni, funghi e altri micro-organismi. Il fatto stato ampiamente comprovato sperimentalmente e, a nostro avviso, la causa va ricercata pi che nella inibizione della fotosintesi, come ha scritto Anati (1974, p. 18), sopratutto nelleffetto biocida del fenolo. 13 Il metodo neutro, sulla base dellesempio della scuola del Centro Camuno di Studi Preistorici, fu applicato in varie aree di arte rupestre in ambito alpino (Valchiusella: Rossi e Micheletta 1980, Haute Maurienne: Seglie 1989) ed europeo (arte rupestre del Tago, Gomes 1987). Non fu mai applicato nellarea del Bego, in quanto su tali rocce gi presente naturalmente un distacco cromatico tra la parte interna picchiettata (bianca o pi chiara) delle gure e la supercie litica circostante. 14 Il Verrucano lombardo assume in tal senso la funzione di acquiclude.

Luso degli specchi per creare luce radente direzionata durante il rilievo stato mutuato dallesperienza di Emanuele Sss e reintrodotto nel 1994 dalla Coop. Archeologica le Orme dellUomo; oggi adottato per le ricerche di arte rupestre in varie parti del mondo; a tale uso si afanca ovviamente, in assenza di luce naturale opportuna, quello di una sorgente luminosa articiale. 16 In particolare Umberto Sansoni, Silvana Gavaldo, Tiziana Cittadini e gli altri operatori del Centro Camuno di Studi Preistorici, Capo di Ponte, Valcamonica; Angelo Fossati, Andrea Arc, Elena Marchi e tutti gli operatori della Cooperativa Le Orme dellUomo, Cerveno, Valcamonica; Raffaele C. de Marinis, cattedra di Preistoria e Protostoria, Universit degli Studi di Milano; Francesco Fedele, cattedra di Antropologia dellUniversit Federico II di Napoli; Stefania Casini, Civico Museo Archeologico di Bergamo. 17 Nel caso dellarte parietale in grotta, specialmente di et paleolitica, molto spesso il rilievo a contatto non possibile per lo stato di conservazione della supercie rocciosa o nel caso di pitture per il rischio di danneggiare lopera. Al contrario nel caso dellarte rupestre allaperto, eseguita a picchiettatura o con tecnica liforme su rocce a supercie compatta, come il Verrucano lombardo della Valcamonica, lapplicazione di un foglio di PVC a diretto contatto con la supercie non presenta alcun tipo di controindicazione.
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Fig. 2 - 1. Carschenna (CH). Produzione di luce radente articiale a scopo di documentazione fotograca (foto archivio Orme dellUomo); 2. Valcamonica, Capo di Ponte, Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane. Il pannello didattico della roccia 50 riporta i rilievi eseguiti per trasparenza a contatto nel 1991 (rilievi Orme dellUomo); 3. Capo di Ponte, masso di Cemmo n. 1. Al termine del rilievo per trasparenza a contatto (1993), il masso ricoperto dai fogli di PVC Cristal (foto archivio Orme dellUomo). 1.Carschenna (CH). Petroglyphs photographed under articial grazing light (picture Footsteps of Man archive); 2. Naquane, National Rock Art Park, rock 50, explanatory panel with graphic rendition of the gures derived from the tracings made on transparent sheets in the eld (tracing by Footsteps of Man); 3. Capo di Ponte, Cemmo, the great carved stone 1 covered by transparent plastic eld sheets (PVC Cristal) after having nished the tracing work (picture Footsteps of Man archive).

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Fig. 3 - 1. Rilievo per trasparenza a contatto: la restituzione del foglio 3 del settore A del masso di Cemmo n. 1 (rilievo AF - Museo Archeologico di Bergamo); 2. Monte Bego, le operazioni di rilievo per trasparenza a contatto (da de Lumley 1992); 3. Cemmo 10, disegno di Remo Rachini (dalla locandina della mostra Incisioni e siti rupestri della Valcamonica: nuove prospettive di ricerca, Milano 2003-2004, a cura della S.A.L.); 4. schermata di autotracciamento vettoriale applicato al rilievo per trasparenza a contatto della roccia di Dos Ci (Valcamonica, Ceto; Arc 2005); a sinistra la scansione bitmap; a destra, il software (Corel Trace) ha restituito nel tracciato vettoriale, relativo a un solo foglio, 1009 oggetti graci. 3 - 1. Transparency contact-tracing: Cemmo 1 boulder, sheet n. 3, sector A (tracing AF - Bergamo Archaeological Museum); 2. Mount Bego, contact-tracing by transparency (after de Lumley 1992); 3. Cemmo 10, drawing by Remo Rachini (from the poster of the exhibition Incisioni e siti rupestri della Valcamonica: nuove prospettive di ricerca, Milano 2003-2004, by S.A.L.); 4. A screen saving of the vectorial autotracing applied to the transparency contact-tracing of the Dos Ci rock (Camonica Valley, Ceto; Arc 2005); on the left, the bitmap scanning; on the right, 1009 graphic objects were rendered after the vectorialization of a single sheet by the Corel Trace software.

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Con tale metodo, applicato secondo vari livelli di accuratezza e di denizione anche rispetto alle differenti qualit morfologiche dei segni incisi e dei supporti rocciosi, sono state documentate su incarico delle autorit competenti le principali aree petrogliche europee, fra le quali, citandone solo alcune: lintero complesso del Monte Bego (g. 3.2)18 (de Lumley 1995), il Parco Archeologico di Aussois les Lozes nella Haute Maurienne (Ballet e Raffaelli 1990, 2003), il Parco archeologico della Valle del Ca (Zilho 1997), i complessi ora sommersi della valle del Tago (Gomes 1987) e del Rio Guadiana (Collado Giraldo 2007), le rocce incise del complesso di Pontevedra in Galizia (Pea Santos e Rey Garca 1999), tra le quali larea archeologica di prossima apertura di Tourn a Ponte Caldelas istituita dallassessorato alla cultura della Xunta de Galicia, il complesso petroglico di Tanum19 (sito UNESCO n. 557; Coles 1990; Hygen e Bengtsson 1999) e inne il parco di Alta (sito UNESCO n. 352; Helskog 1988). In Italia ne hanno fatto uso le Soprintendenze Archeologiche del Piemonte (Gambari 1998, 2004; Arc 2002; per le numerose aree v. nota 28), del Veneto (area archeologica vincolata della Val dAssa, localit Tunkelbald, altopiano di Asiago20, Fossati 2000) e in un primo momento anche della Lombardia (Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, sito UNESCO n. 94, Parco delle Incisioni Rupestri con Rupe Magna di Grosio, Parco Archeologico di Asinino-Anvia: Fedele 2006). A partire dal 1991 il metodo del rilievo a contatto non solo stato vietato in Lombardia per i motivi sopra riportati, ma stato anche criticato dalla S.A.L., perch considerato non scientico21, non un vero rilievo ma un ricalco, ritenuto poco

obiettivo e inuenzato da una lettura soggettiva22 delle incisioni rupestri. Tuttavia, de facto il rilievo per trasparenza a contatto ha continuato ad essere utilizzato dai titolari di concessione per la ricerca e lo studio dellarte rupestre in Valcamonica rilasciata dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali al Centro Camuno di Studi Preistorici e alla Cooperativa Le Orme dellUomo, e da chi ha operato per motivi di studio o di tesi di laurea nellambito della Riserva Naturale delle Incisioni Rupestri di Ceto, Cimbergo e Paspardo23, mentre viene impedito a chi faccia richiesta di studio di rocce situate nel Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane24. Abbandonato da parte della S.A.L. il rilievo a contatto25, al suo posto ha avuto inizio la sperimentazione di rilievi stereo-fotogrammetrici e, a partire dal 2003, del rilievo mediante laser scanner 3D. Va peraltro rimarcato come ancora nel 2005, nei pannelli posti a corredo del nuovo Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo, siano stati utilizzati per i massi di Cemmo 1-4 le restituzioni ottenute dai rilievi per trasparenza a contatto26. Al contrario, nel pannello divulgativo a effetto panoramico, sono stati inseriti i disegni puntinati di alcuni dei nuovi massi scoperti, Cemmo 6, 9 e 10, per i quali comunque non sono state utilizzate restituzioni fotogrammetriche o di laser scanner. Va anche sottolineato come, a fronte

Nellarea del Bego, sulla base di un progetto di documentazione pi che trentennale condotto da H. de Lumley, sono state documentate tramite rilievo per trasparenza a contatto tutte le rocce incise presenti, delle quali in corso la pubblicazione completa zona per zona. Disponibile attualmente ledizione integrale delle zone III e XII (de Lumley 2003a-b). 19 Il laboratorio del Museo di Vitlycke (comune di Tanum) possiede un vasto archivio di rilievi per trasparenza a contatto dellarea di Tanum, conservati in magazzino nella forma di rotoli di polietilene. 20 Anche in questo caso sorto un confronto metodologico tra rilievo fotogrammetrico, propugnato da uno studio di architetti, e rilievo a contatto, favorito dagli archeologi rupestri, risoltosi con la scelta, da parte della Soprintendenza Archeologica del Veneto del rilievo a contatto, ritenuto pi idoneo e utilizzato per documentare le gure incise di Tunkelbald (Val dAssa), dove sono stati sistemati, a corredo del percorso di visita, alcuni pannelli didattici volti a facilitare lesame delle incisioni nei punti pi signicativi. 21 Nel 1989 per il rilievo totale di alcune rocce del Parco Nazionale di Naquane (vedi nota 25) veniva considerato come eseguito da un gruppo di operatori specializzati e archeologi preistorici primo sistematico intervento avviato nellambito del Parco, al ne di creare una banca dati delle incisioni rupestri, no ad ora mancante (Poggiani Keller 1989 citato in Poggiani Keller et alii [s.d.], online).
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fu interrotto il rilievo a contatto delle incisioni (il principale sistema usato no agli anni Novanta per documentare le incisioni), per lurgenza di trovare metodi di rilevamento pi consoni, vale a dire pi obiettivi e pi adeguati e rapidi per fronteggiare un numero cos cospicuo di testimonianze (Poggiani Keller et alii [s.d.], online). Tale interruzione la probabile causa del mancato assemblaggio, da parte della S.A.L., e della mancata pubblicazione, salvo poche eccezioni, dei rilievi citati alla nota seguente: i rilievi disponibili per la Valle Camonica non risultano assemblati per settori di istoriazione e comunque in nessun caso sono ancorati al rilievo della supercie della roccia (Ibid.). 23 Il cui direttore larch. Tiziana Cittadini, del Centro Camuno di Studi Preistorici. 24 Cos accaduto alla cattedra di Preistoria e Protostoria dellUniversit degli Studi di Milano, a cui stato noticato il diniego di effettuare rilievi per trasparenza a contatto (lettera prot. 5631 del 16.06.1995 della S.A.L.). 25 Risalgono al 1991 gli ultimi rilievi operati, su incarico della S.A.L., di 15 rocce del Parco Nazionale di Naquane, gli unici a tuttoggi utilizzati per la graca e i pannelli didattici del Parco (g. 2.2). Un programma di rilievo delle rocce del parco di Naquane era stato avviato da uno degli autori (Raffaele C. de Marinis), anche allo scopo di sperimentare la scheda IR, predisposta su incarico dellIstituto Centrale del Catalogo: cfr. de Marinis 1985, p. 35 ss. Qualche tempo dopo il divieto del trattamento a contrasto delle superci rocciose con arte rupestre, si avuto anche il divieto di effettuare rilievi per trasparenza a contatto, sia pure senza uso del trattamento a contrasto, per lo svolgimento di tesi di laurea presso lUniversit degli Studi di Milano (cfr. la nota precedente). 26 Rilievi eseguiti nel 1993 a cura del Museo Archeologico di Bergamo in occasione del progetto di ricerca e della mostra Le Pietre degli Dei, pubblicati poi nel catalogo della mostra (Casini 1994). I rilievi riprodotti nei pannelli del Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo sono chiaramente ottenuti per semplice scansione delle immagini pubblicate nel volume Le pietre degli dei, ma contrariamente alla prassi
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dei circa 3700 rilievi graci tra rilievi a contatto su polietilene, fogli di restituzione, frottage e fotocopie (Poggiani Keller et alii [s.d.], online) presenti negli archivi della S.A.L., non sia specicata la consistenza numerica (presumibilmente molto limitata) delle restituzioni fotogrammetriche o su base di scansioni laser applicate allanalisi iconograca, a diciassette anni di distanza dallinizio delle sperimentazioni che avrebbero dovuto fornire indicazioni sulladozione di metodi di documentazione pi adeguati e pi rapidi, diciassette anni che rischiano di rappresentare, nel bilancio complessivo della storia delle ricerche, una fase critica di rallentamento, anche a fronte della presenza, non certo limitata in Valcamonica e in Lombardia, sia di Centri ed Enti di ricerca che di singoli ricercatori, tutti specializzati nel campo dellarcheologia rupestre e potenzialmente motivati nellauspicabile concretizzazione di un piano coordinato per la realizzazione del Corpus dellarte rupestre della Valcamonica. Nel contempo alcuni importanti miglioramenti volti allafnamento del metodo di rilievo per trasparenza a contatto sono stati ottenuti nel corso delle numerose campagne di documentazione realizzate dagli studiosi della Cooperativa Archeologica Le Orme dellUomo e del Dipartimento Valcamonica del Centro Camuno di Studi Preistorici27 a partire dalla seconda met degli anni 80 del secolo scorso (FossatI et alii 1990), in particolare grazie alladozione del PVC plasticizzato Cristal (perfettamente trasparente), tagliato in fogli compatibili con le dimensioni delle pi diffuse macchine fotocopiatrici, alla pi dettagliata riproduzione della tessitura dei colpi di picchiettatura e alla pi evidente marcatura delle sovrapposizioni, ottenuta tramite uno stacco tra le campiture delle

gure. Inoltre, a partire dalla met degli anni 90 del secolo scorso sono state introdotte, a cura degli studiosi de Le Orme dellUomo, tecniche di trasposizione vettoriale dei rilievi (Arc et alii 1998; Arc 1999, 2000), che permettono una migliore gestione graco-informatica dei rilievi digitali (g. 3.4), utilizzate per la prima volta a partire dal 1992 e no al 2007 nelle rilevazioni operate per incarico della Soprintendenza Archeologica del Piemonte in numerose aree di arte rupestre delle Alpi Occidentali (g. 4.1)28 e in Valcamonica sulla roccia di Dos Ci (Arc 2005). Nel campo della schedatura da segnalare il lavoro operato sulla Rupe Magna di Grosio, la pi grande roccia incisa dellarco alpino, la cui supercie stata integralmente rilevata secondo il metodo per trasparenza a contatto (g. 4.2) e pubblicata nel 1995 (Arc et alii 1995). La gestione tabellare dei dati delle 5454 gure della Rupe Magna stata operata tramite la creazione di un apposito applicativo informatico in grado di produrre una serie di output testuali riguardanti sia il contenuto delle schede che le relative elaborazioni statistiche. Le schede di gura erano state strutturate sulla base del modello PETRA elaborato dalla S.A.L. nel 1988-8930. Tale modello stato in seguito abbandonato dalla S.A.L. a favore delle successive evoluzioni dei database IR e IR-web, la cui strutturazione31 non sembra avere goduto di unimpostazione particolarmente condivisa. In questa sede va citata lattivit promossa a partire dal 1988 dalla Cattedra di Preistoria e Protostoria dellUniversit Statale di Milano che, avvalendosi della metodologia del rilievo per trasparenza a contatto e di una scheda di gura basato sul modello IR del 1984, ha proceduto nella politica di rilievo integrale roccia per roccia e dello

universalmente invalsa in campo scientico e alle norme che tutelano il diritto dautore, non recano alcuna citazione dei relativi crediti. Cfr. de Marinis in Casini 1994, p. 160 ss., gg. 99 (Cemmo 1) e 101 (Cemmo 2). Lo stesso fatto si ripetuto per i rilievi utilizzati per i pannelli di alcuni massi di stile III A di Ossimo esposti nel Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane. Inoltre in Il Parco Archeologico Nazionale dei Massi di Cemmo. Guida breve, a c. di R. Poggiani Keller, Milano 1999, i rilievi di Cemmo 1 e 2 pubblicati a pp. 8 e 10 sono sempre scansioni effettuate da Le Pietre degli Dei sopra citate, senza indicare la fonte. Anche del rilievo di Cemmo 3 non viene indicata la fonte (p. 12), cos come delle foto e della sezione stratigraca dello scavo 1983-1984 di Cemmo condotto da R.C. de Marinis (v. p. 2), mentre nella stessa p. 2 viene specicato che la foto delle terre colorate provenienti dal sondaggio Anati ripresa da Anati 1972. Un modo di procedere veramente singolare, dal momento che viene riservato un trattamento differente a seconda degli autori da cui si prendono le immagini. 27 A tuttoggi sono varie centinaia le rocce inedite, in corso o in attesa di pubblicazione, integralmente rilevate, situate principalmente nelle aree di Paspardo e di Campanine; la pubblicazione dei dati relativi apporter probabilmente un concreto progresso nella conoscenza del complesso petroglico camuno.

Nel 1992 sono stati vettorializzati tramite autotracciamento i rilievi per trasparenza a contatto delle rocce coppellate (SUS-MAD001 - 005) dellarea archeologica Chiomonte - La Maddalena (TO). In seguito la stessa metodologia stata applicata ai petrogli dellAlbedosa (AL), del Monte Bracco (CN), della Valle Po (CN), della Rocca di Cavour (TO), di Mompantero (TO), della Valcenischia (TO), della Valchiusella (TO), della Bessa (BL) e della Val Vigezzo (VCO). 29 Il lavoro di rilevamento dellarte rupestre di Grosio stato effettuato dalla Cooperativa Le Orme dellUomo per incarico del Consorzio per il Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio, dapprima in subappalto da parte della ditta Ikonos di Bergamo, poi per incarico diretto, con lautorizzazione della S.A.L. 30 Elaborazione sulla base della scheda dellIstituto Centrale del Catalogo nellambito di un progetto di valorizzazione del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Capo di Ponte inizialmente elaborato da R.C. de Marinis e nanziato dalla L. 449/1987. Anche il modello PETRA si basava largamente sulla scheda IR progettata da de Marinis (cfr. nota 25). 31 Il database relazionale IR (Incisioni Rupestri), che riprende il nome della scheda IR gi elaborata nel 1984, stato ideato nel 1996 su base MS Access () dallallora Soprintendente Archeologo della Lombardia (Poggiani Keller et alii [s.d.]; Ardovino et alii 2003).
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Fig. 4 - 1. Mompantero, Valle di Susa, roccia SUS-CHM3. Restituzione vettoriale del rilievo per trasparenza a contatto (1996, rilievo Orme dellUomo - Soprintendenza Archeologica del Piemonte); a titolo di esempio, per la restituzione della sola gura 15 (ascia a lama semilunata), sono stati riconosciuti dal software di autotracciamento 619 nodi di curva; 2. Parco delle Incisioni Rupestri di Grosio - Sistema Informativo dei Beni Culturali della Regione Lombardia (SIRBeC): la scheda della gura A23 della Rupe Magna di Grosio (redazione ed elaborazione Orme dellUomo); 3. Universit degli Studi di Milano, Cattedra di Preistoria e Protostoria, studio iconograco dei petrogli della Valcamonica, esempio di catalogo delle gure; roccia di Bedolina n. 1 (da Turconi 1997). 1. Mompantero, Susa Valley, SUS-CHM3 rock. The vectorial rendering of the transparency contact-tracing (1996, tracing by Footsteps of Man - Piedmont Archaeological Superintendence); the autotracing software recognized for the gure n. 15 (half-moon blade axe) 619 curve nodes; 2. Grosio Rock Art Park - Lombardy Region Cultural Heritage Information System (SIRBeC): the gure A23 record of the Rupe Magna (edited by Footsteps of Man); 3. Milan University, Prehistory and Proto-History chair, iconographic study of the Camonica Valley petroglyphs, the catalogue of the figures, Bedolina rock n. 1 (after Turconi 1997).

studio iconograco di dettaglio (g. 4.3). Tramite lassegnazione di tesi di archeologia rupestre, no ad oggi sono state studiate integralmente 14 rocce, oltre a vari temi specici quali il motivo della rosa camuna, le gure di oranti, le gure di case, le gure di aratro, gli inussi del mondo etrusco, con un catalogo di gure che ammonta complessivamente a 4380 unit32.

IL CONTRASTO E LA SUA RIPRODUZIONE


Esaminando nel suo complesso levoluzione delle metodologie di documentazione appare chiaro come tutti gli studiosi si siano sforzati in un modo o nellaltro di migliorare, ai ni di poterla riprodurre, la percezione delle figure

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Le rocce studiate sono le seguenti: Naquane rocce 34, 50 e 57 (in parte); Foppe di Nadro rocce 4, 21, 22, 29 e 35; Bedolina rocce 1 e 5; Redondo roccia 20; Pescarzo roccia degli armati; Dos Sulif roccia 1 (in parte); Dos Cui.

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incise tramite operazioni varie di pulizia, delimitazione, coloritura, stacco cromatico e luminoso. Tutti hanno operato nella concreta direzione di un incremento del contrasto visivo, giudicando evidentemente troppo blando quello offerto da una ripresa fotograca effettuata in condizioni di luce normale. Nello stesso tempo tutti hanno ritenuto di dovere in un certo senso astrarre la gura dalla supercie litica di supporto, individuando evidentemente proprio nelle gure stesse la qualit sostanziale del materiale rupestre oggetto di studio. evidente quanto lo studio di un petroglifo non possa prescindere da una corretta base documentaria. La sua consistenza di reperto inamovibile, strettamente legato al territorio (e quindi non musealizzabile nellaccezione corrente del termine), spesso di esame molto disagevole sia per le difcolt di accesso (zone di alta quota, rocce di difcile localizzazione, itinerari non facilmente percorribili, frammentazione territoriale della distribuzione) che per problemi di riconoscimento delle gure incise (consunzione, obliterazione, asportazione, patine e coperture vegetali, sovrapposizioni tra gure che quindi risultano poco leggibili anche in sede di ripresa fotografica), rende indispensabile la produzione di una serie di materiali di corredo atti a rendere possibile un esame visivo del materiale iconograco anche disgiuntamente dal reperto originale. In considerazione della scarsa visibilit di gran parte dei segni incisi, lutilizzo di tale materiale di corredo peraltro imprescindibile anche in presenza del reperto stesso. Tale assunto facilmente vericabile nei parchi di arte rupestre di tutto il mondo, dove i pannelli divulgativi e di approfondimento riportano in grande maggioranza il rilievo graco delle gure. Il caso limite costituito dai parchi scandinavi e dalle aree petrogliche minori ad essi collegate, dove il contrasto ottenuto, a scopo espositivo, direttamente sulla supercie istoriata tramite la colorazione in rosso33 della parte interna delle gure incise (g. 5.1). Un notevole grado di dettaglio e di accuratezza quindi indispensabile per il discernimento delle gure presenti e per riconoscere prima e riprodurre poi la serie delle sovrapposizioni (g. 6.1), le quali forniscono la cronologia relativa della sequenza di istoriazione, ovvero la successione temporale delle fasi di incisione. Il collegamento

complessivo tra le varie sequenze delle singole rocce permette di costruire una sequenza generale della successione degli stili valida per tutta larte rupestre della Valcamonica; inne, lancoraggio di una o pi di tali fasi stilistiche a fasi e periodi cronologici per mezzo della raffigurazione di manufatti, specialmente armi, noti in contesti archeologici di sicura datazione permette di elaborare una valida cronologia assoluta, per la quale si potrebbe adottare la denizione di cronologia archeo-stilistica34. Se vero che gran parte delle affermazioni precedenti sono valide per qualsiasi materiale archeologico (e anche in considerazione di ci viene adottata la definizione di archeologia rupestre), altrettanto vero che liconograa rupestre ha bisogno, proprio per la sua inconsistenza materiale e per la sua qualit di gura di fatto bi-dimensionale35, di una documentazione in grado di focalizzarsi proprio sul discernimento dei dettagli dei segni incisi. Le criticit predette rendono necessario un intervento di contrasto in grado di evidenziare a colpo docchio con la maggiore precisione possibile tutte le gure e tutte le sovrapposizioni presenti (g. 5.2). In conclusione la produzione di contrasto sulla supercie istoriata e la sua riproduzione rappresentano il nodo chiave di tutto il procedimento di documentazione; lintensit di tale contrasto, inoltre, costituisce il principale parametro utile allottenimento della predetta accuratezza. Proprio rispetto a tali parametri andrebbe opportunamente misurata lefcacia di qualsiasi metodo di documentazione.

LA FOTOGRAMMETRIA
Lapplicazione di tecniche stereo-fotogrammetriche al campo della documentazione di arte rupestre non certo unacquisizione recente; non ha peraltro mai raggiunto n unampia diffusione n un utilizzo intenso. La prima esperienza risale al 1968, quando il Dipartimento di Fotogrammetria e Rilevazione dellUniversity College di Londra, facendo uso di una camera stereometrica e di un plotter Thompson-Watts, produsse un disegno a contorno a risoluzione di 0.5 mm del pugnale e dellascia incisi sulla pietra 53 di Stonehenge (Atkinson 1968). Al 1973 risalgono le

33 Tale pratica non corrisponde alle linee guida approvate a livello internazionale, secondo quanto specicato dal Codice Etico dellIFRAO (International Federation of Rock Art Organizations Association), che prevede il divieto di applicare qualsiasi sostanza sulla supercie incisa, ad eccezione di quanto gi presente per via naturale (es. acqua sulle rocce esposte allaria aperta). In Scandinavia peraltro la colorazione non viene pi applicata alle rocce e alle aree di recente musealizzazione, attentamente monitorate.

Sulla cronologia dellarte rupestre camuna cfr. Anati 1963, 1975; de Marinis 1988a-b, 1994a-b; Fossati 1991; contributi vari in Casini 1994; Arc 2005. 35 Le gure eseguite a martellina hanno anche una terza dimensione, la profondit del colpo di picchiettatura, che di fatto trascurabile trattandosi di una scarsa profondit, per cui nella nostra percezione le gure appaiono come bi-dimensionali.
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sperimentazioni di Jarl Nordbladh e Jan Rosvall, dellUniversit di Gteborg, sulle incisioni rupestri di Kville, nel Bohusln (Svezia), con lo scopo di testare la validit dei rilievi effettuati da ke Fredsj nel periodo 1938-195536. Nel 1979 una prova di documentazione stereo-fotogrammetrica (Turpin et alii 1979) applicata ad un pannello verticale del Painted Rock Canyon (Texas, USA) produsse una restituzione schematica (disegno lineare a tratto) a curve di livello con frequenza di 5 cm e tracciamento a solo contorno delle gure dipinte (g. 6.2)37. Di pochi anni pi recenti sono le esperienze di Ogleby e Rivett, applicate a vari siti australiani sia di incisioni che di pitture rupestri. Testo chiave, un vero manuale per lapplicazione della fotogrammetria alla documentazione dei beni culturali, il loro Handbook of Heritage Photogrammetry (Ogleby e Rivett 1985). Molto pi recentemente, in concorrenza con la rilevazione laser scanner 3D (cfr. infra), e riconoscendo che il principale ostacolo alla diffusione delle rilevazioni fotogrammetriche stata la mancata disponibilit di sistemi economici, portatili ed automatici, sono state rivalutate e implementate metodologie di applicazione di fotogrammetria a basso costo (Chandler e Fryer 2005; Chandler et alii 2007)38. Tali catene operative si giovano dellutilizzo manuale (senza treppiede) di camere digitali economiche e di software fotogrammetrico commerciale39, in grado di sviluppare automaticamente, dopo opportune calibrazioni, sia i modelli digitali del microrilievo (DEM40) che le riprese ortofotograche, basandosi per le situazioni pi semplici anche su di una sola coppia di foto stereoscopiche. Il livello di risoluzione nellordine di 2-5 mm, sufciente per catturare la morfologia 3D dellandamento complessivo della supercie, ma, per quanto riguarda le incisioni, solo di quelle pi grandi (g. 6.3). Sono emerse criticit nellapplicazione su pannelli di grandi dimensioni. Per lacquisizione dei dati di controllo stato sufciente in alcune situazioni lutilizzo di scalette metriche, mentre in altre stato pi opportuno lutilizzo della stazione totale.
Fig. 5 - 1. Aspeberget, comune di Tanum (Bohusln - Svezia), sito n. 557 della lista UNESCO del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale (foto A. Arc); 2. Valcenischia (TO), roccia CEN-CRL2. Le gure incise sono praticamente invisibili a luce naturale; levidenziazione del contrasto tramite luce radente e la sua riproduzione grazie al rilievo per trasparenza a contatto ne rendono possibile lesame (foto archivio GRCM). 1. Aspeberget, Tanum municipality (Bohusln - Sweden), site n. 557 of the UNESCO World Heritage List (picture by A. Arc); 2. Cenischia Valley (TO), CEN-CRL2 rock. The engraved gures cannot be seen under natural light: they must be enhanced by grazing light and rendered by a transparency contact-tracing (pictures by GRCM archive).

Cfr. Nordbladh e Rosvall 1974, pp. 73-81. I rilievi di Fredsj sono stati pubblicati nel 1971 e nel 1976 (Nordbladh e Rosvall 1971, 1976). 34 La spesa per lacquisto dellattrezzatura poteva essere affrontata solo da enti di ricerca cospicuamente nanziati o da imprese commerciali: 25mila USD per la camera con accessori e 100mila USD per il plotter (dati 1979). 38 Northumberland and Durham Rock Art Project (2005-2006), nanziato dallEnglish Heritage, documentazione di 1500 rocce incise preistoriche; il progetto ha contemplato e strutturato anche a livello formativo la partecipazione di volontari. 39 LPS (Leica Photogrammetry Suite), costo nel 2006 di 12mila USD. 40 Digital Elevation Model.
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Nelle esperienze effettuate nel Parco Nazionale australiano di Yengo (Chandler e Fryer 2005) le elaborazioni DEM e le immagini ortofotograche sono state inserite in un pacchetto di software virtuale che permette interrogazioni 3D e la produzione di sequenze di immagini 3D interattive (y-through). Loggetto tridimensionale pu essere visualizzato sotto ogni angolo di prospettiva, applicando altres vari layer di illuminazione. Gli autori puntano sullopportunit di documentare larte rupestre in tre dimensioni: un lmato demo presente su internet mostra una porzione solida della supercie incisa in rotazione, ma la percettibilit del segno inciso francamente sfuggente. Va peraltro rimarcato come tali implementazioni possano essere fruite unicamente tramite luso di apparecchiature informatiche e di proiezione, e che perdano, come naturale che sia, gran parte del loro appeal una volta trasferite sulla carta stampata, purtroppo ancora bidimensionale. Va anche sottolineato come nessuna esperienza di documentazione basata su fotogrammetria sia mai stata applicata alla restituzione n della tessitura interna dei petrogli (picchiettatura), n delle sovrapposizioni, n al riconoscimento delle gure pi piccole, n tantomeno al riconoscimento dei liformi, fatto questultimo da sottolineare in modo particolare dal momento che le incisioni liformi costituiscono una componente fondamentale dellarte rupestre della Valcamonica. Le esperienze citate mostrano al pi qualche tentativo di restituzione a contorno, prodotto sulla base di accurate misurazioni metriche, ma tracciato manualmente unendo i punti riconosciuti, e si concentrano sulla descrizione della metodologia adottata e non certo sullanalisi iconografica, trattandosi de facto di prove sperimentali e non di metodologie universalmente acquisite. Tra le esperienze italiane, come implementazione del rilievo a isobate41 gi tradizionalmente operato sui petrogli marcatamente tridimensionali, va citata lapplicazione del rilievo stereofotogrammetrico (restituito a isoipse di 1 o 2 mm) a rocce coppellate, in particolare su di una lastrina mobile con coppella proveniente dalla Bira Fusca (Fedele et alii 1994).

I primi utilizzi sperimentali della tecnica di documentazione fotogrammetrica in Valcamonica risalgono al 1991; sono stati effettuati per iniziativa della S.A.L. Nella Proposta per il rilevamento dei grafti rupestri della Valcamonica42 viene presentato un primo rilievo a curve di livello ogni cm. 1 della Grande Roccia di Naquane, ottenuto su base fotogrammetrica, e un rilievo del settore 23 della stessa roccia, contenente sei gure. Il rilievo a curve di livello presenta, oltre al tracciamento di dette curve di livello, la marcatura sommaria (schizzo manuale) delle principali linee di frattura, e lindicazione a schizzo delle principali zone di criticit, evidenziate in base alle varie condizioni di alterazione (alterazioni prodotte da organismi, corrosioni, fessurazioni, scagliature, esfoliazioni). Il rilievo dei grafti del settore 23 viene operato tramite lesecuzione in sequenza di raddrizzamento fotografico, rilievo del contorno con sistema C.A.D. ed evidenziazione dei tematismi. Il rilievo con sistema C.A.D. attuato tramite il sistema D.V.P. (Digital Video Plotter), in sostanza un tracciamento manuale a monitor. Sulla base delle riprese fotogrammetriche si quindi provveduto a tracciare manualmente a video i contorni delle gure, particolarmente evidenti in questo settore della roccia 1 e prive di sovrapposizioni. Tale tracciatura stata operata sulla base delle differenze cromatiche dellimmagine fotograca mostrata a video, laddove linterno della gura incisa appare pi chiaro della supercie esterna, rimarcando tale margine tramite tracciatura a mano del contorno con penna digitale. evidente come tale tracciatura (sistema D.V.P.) non sia stata in alcun modo n facilitata n tanto meno prodotta automaticamente per mezzo di un software dedicato sulla base delle misure fotogrammetriche, ma che, al contrario, abbia seguito in sostanza la stessa prassi di un rilievo per trasparenza a contatto43, sostituendo alla roccia limmagine fotograca mostrata a video e al pennarello la penna digitale. I risultati appaiono peraltro decisamente pi grossolani rispetto a quelli ottenuti tramite il metodo del rilievo a contatto, sia per la mancata evidenziazione della tessitura interna dei colpi di martellina, tradizionalmente riconosciuta sulla

41 Acquisizione tramite pettine della sezione di coppelle e canaletti e restituzione a isobate applicata sul rilievo per trasparenza a contatto, metodologia applicata per la S.A.P. nelle aree petrogliche citate in nota 29, denita altres come rilievo microtopograco (Rossi e Gattiglia 2001). 42 Fascicolo di studio a cura della S.A.L. e dello Studio Architetti Giammarusti & La Torre Associati - Roma, Luglio 1991. 43 Operando un confronto tra restituzione fotogrammetrica e successiva caratterizzazione (1991, rilievo e restituzione studio architetti Giammarusti & La Torre associati per S.A.L) e il rilievo per trasparenza a contatto (1993, archivio Orme dellUomo) delle stesse gure della roccia

1 di Naquane, sono evidenziabili, per quanto riguarda la restituzione fotogrammetrica, alcune criticit sia nella gura di cervo (la linea che unisce le gambe una stria glaciale e non unincisione, le corna sono rese in modo impreciso, la linea di frattura naturale al di sotto delle gambe posteriori unarea di percolamento coperta da cianobatteri) che in quella del cavaliere (mancato riconoscimento della capigliatura o dellelmo piumato, mancato riconoscimento dellintaglio sovrapposto al corpo del cavallo, restituzione come frattura dellincisione che indica la legatura delle zampe anteriori, aree di percolamento rese come aree di frattura, in particolare nei pressi delle gambe posteriori del cavallo).

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Fig. 6 - 1. Valcamonica, Dos Ci (Ceto). La gura di orante A122 si sovrappone alle gure topograche A121 e A123; la ripresa fotograca, pur essendo stata effettuata a luce radente, a causa della consunzione dei segni incisi non permette il chiaro discernimento delle gure e delle sovrapposizioni; da notare, nel rilievo (vettorializzazione di rilievo per trasparenza a contatto), lo stacco nella resa delle sovrapposizioni (foto e rilievo A. Arc); 2. Painted Rock Canyon (Texas, USA). Restituzione fotogrammetrica a curve di livello a distanza di 5 cm, tracciamento a contorno delle gure dipinte (da Turpin et alii 1979); 3. In alto, il modello digitale del microrilievo (DEM) con resa a ombreggiatura applicato a un petroglifo a tridimensionalit accentuata, tratto da rilevazione stereofotogrammetrica; in basso ortofotograa spalmata sul DEM (da Chandler et alii 2007); 4. Valcamonica, Naquane, roccia n. 1 del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri. In alto: rilievo dei grafti n. 43-41, tracciamento del contorno a monitor su base di ripresa fotogrammetrica e successiva caratterizzazione (1991, rilievo e restituzione studio architetti Giammarusti & La Torre associati per S.A.L); in basso: fotograa a luce radente naturale e vettorializzazione di rilievo per trasparenza a contatto (rilievo 1993, archivio Le Orme dellUomo). 6 - 1. Camonica Valley, Dos Ci (Ceto). The A122 so called praying-gure over imposes the A121 and A123 topographic gures; despite the picture was taken under grazing light, it is not possible to clearly recognize gures and superimpositions, due to the extremely fading of the engraved signs; it is to notice in the tracing (vectorialized transparency contact-tracing) the detaching and the rendering of the superimpositions (picture and tracing by A. Arc); 2. Painted Rock Canyon (Texas, USA). photogrammetric rendering by 5 cm level curves, outline tracing of painted gures (after Turpin et alii 1979); 3. On the top, the digital elevation model (DEM) derived from photogrammetry, rendered by shading and applied to a deep three-dimensional petroglyph; on the bottom orthophotography draped on the DEM (after Chandler et alii 2007); 4. Camonica Valley, Naquane, rock n. 1 of the National Rock Art Park. Top side: tracing of gures n. 43-41, computer screen contour tracing based on photogrammetric pictures and subsequent characterization (1991, tracing and rendering by Giammarusti & La Torre Ass. architects, for S.A.L); bottom side: natural grazing light picture and vectorialized transparency contact-tracing (1993, Footsteps of Man archive).

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roccia originale tramite la percezione visiva, tattile e pressoria44, sia per il mancato discernimento della differenza tra striature naturali e parti incise, pi opportunamente operabile sulla roccia originale, visti gli insufcienti livelli di denizione della ripresa fotograca, e tanto pi fotogrammetrica, rispetto alla limitatissima profondit delle gure incise (g. 6.4)45. Al di l degli evidenti problemi di insufciente denizione per una rilevazione metrica dei dettagli tramite fotogrammetria, va esposta anche la problematica della distorsione prospettica e del relativo raddrizzamento. Tale distorsione inevitabile, dato che si costretti a trasporre sul piano delle due dimensioni una supercie tridimensionale, spesso marcatamente irregolare. Lutilizzo della fotogrammetria per, a meno che non ci si trovi davanti ad un piano roccioso tabulare uniforme, deve per forza di cose considerare un unico modello prospettico ortogonale, secondo il quale saranno restituite in prospettiva distorta tutte quelle superci rispetto ad esso inclinate. Tutte le gure giacenti su dette eventuali superci non saranno quindi congruenti con la prospettiva principale, e dovranno essere rese o tramite una opportuna distorsione o tramite ladozione di un differente piano prospettico. Tale problematica invece risolta alla radice dal metodo del rilievo per trasparenza a contatto, che, applicando una supercie plasticizzata essibile perfettamente aderente ai diversi piani della supercie rocciosa, rende automaticamente in prospettiva ortogonale ogni gura rilevata, dato che quasi sempre le singole gure insistono su di un piano uniforme, e che le conseguenti deformazioni si applicano in corrispondenza di parti non incise. Si tratta in denitiva di scegliere tra un raddrizzamento generale, pi corretto rispetto allinsieme della supercie della roccia, ma potenzialmente improprio per la distorsione di singoli piani e gure, e una distorsione generale dellinsieme della supercie rocciosa, ma pi corretta rispetto alla resa propria di ogni singola gura incisa. Per ogni scopo una via e per ogni via un metodo. Nel tentativo di migliorare i risultati ottenuti, altre ditte vengono incaricate di effettuare documentazioni su base fotogrammetrica dalla S.A.L.

negli anni 1992-199446. Viene contestualmente richiesto ad alcuni studiosi di arte rupestre un parere sullefcacia di questa metodologia47. Secondo tale parere le principali criticit riguardavano la campitura computerizzata delle gure (retino graco ad imitazione della martellina), evidentemente non corrispondente alla reale tessitura presente sul reperto originale, il mancato riconoscimento di una cospicua parte delle gure incise (ne venivano evidenziate il doppio sul tradizionale rilievo per trasparenza a contatto, operato parallelamente a confronto) e ancora una volta la confusione tra parti incise e striature o depressioni naturali. Sembra lecito dedurre che queste ulteriori esperienze di restituzione su base fotogrammetrica si basassero ancora una volta, per quanto riguarda levidenziazione delle gure, su di una tracciatura manuale dei contorni, pur operando una campitura interna computerizzata, peraltro troppo articiale. Sia queste esperienze, che le precedenti, non sembrano essere state in grado di produrre una valida documentazione in sede bibliograca, nulla in proposito essendo mai stato pubblicato a distanza di quindici anni dalle sperimentazioni. Il parere sostanzialmente negativo espresso dagli studiosi di arte rupestre sembra avere rappresentato in questa occasione, e non a caso, un punto di rottura a tutto oggi rimasto non sanato. A partire dal 1998 vengono nuovamente eseguiti dalla S.A.L. rilievi stereo-fotogrammetrici ed ortofotopiani48 nel Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane e zone adiacenti. Secondo quanto espresso nei pannelli della mostra Incisioni e siti rupestri della Valcamonica: nuove prospettive di ricerca49 e nel sito del progetto IR - Incisioni rupestri50, il rilievo fotogrammetrico stato un metodo fondamentale per lacquisizione dei dati, un metodo che consente di ottenere rilievi, anche tridimensionali, con precisione molto elevata. Le riprese fotogrammetriche, costituite da coppie di fotogrammi stereoscopici, sono state attuate tramite camere metriche, utilizzando diapositive piane a colori. Linquadramento geometrico dei fotogrammi stato ottenuto tramite un teodolitedistanziometro, utilizzato per battere i punti salienti del perimetro della supercie rocciosa incisa e una serie di punti dappoggio, corrispondenti

Nel rilievo per trasparenza a contatto loperatore preme la punta del pennarello allinterno della picchiettatura, che viene sicamente percepita come un incavo. 45 Si veda a questo proposito il confronto tra il rilievo fotogrammetrico e quello a contatto alla gura 6.4. 46 La So.Be.C.A. srl di Roma, la CO.RES. a r.l. 47 Relazione tecnico-scientica riguardante un rilievo fotogrammetrico di incisioni rupestri della roccia n. 1. del Parco Nazionale delle Incisioni Ru44

pestri di Naquane, Capo di Ponte (BS), cooperativa archeologica Le Orme dellUomo, documento consegnato alla S.A.L. il 29 giugno del 1994. 48 Ditta FOART di Parma, specializzata in fotogrammetria architettonica e rilievo terrestre (www.foart.it/) 49 Mostra realizzata presso la sede della S.A.L. a Milano (Ottobre 2003 - Gennaio 2004). 50 http://www.voli.bs.it/ir-incisionirupestri/metodologie/fotogrammetria/default.htm.

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ad un numero di 5 per ogni coppia stereoscopica (4 angoli e centro di ogni rettangolo), evidenziati tramite marche di riferimento rimovibili. La risoluzione della lettura metrica dichiarata si basa su di unincertezza nella distanza inferiore a 0,4 mm. La stereo-restituzione, eseguita tramite foto-restitutore analitico con una precisione migliore di 2 mm, si basata sulla creazione di un piano quotato a maglie regolari comprendente il perimetro della roccia e le linee morfologiche caratterizzanti (creste, valli e fratture principali). La stereo-restituzione stata effettuata con esclusione delle incisioni, la cui rappresentazione viene afdata allortofotopiano. Lacquisizione tramite scanner piano dei fotogrammi dellortofotopiano stata effettuata alla risoluzione di 1000x2000 dpi (punti per pollice). evidente che lapplicazione di questa metodologia privilegia una lettura del monumento di tipo architettonico-metrologico. La stereo-restituzione risulta perci utile per lanalisi della roccia nel suo complesso e nellottica della denizione a scopo conservativo degli elementi signicativi della supercie, con lindicazione precisa delle aree di degrado, la misura delle linee di frattura e di eventuali parti asportate o asportabili. Appare, invece, inutile, in quanto carente dei particolari di dettaglio, per quanto riguarda la restituzione delle gure incise, riprese esclusivamente con lortofotopiano e quindi, ancora una volta, con un metodo di tipo fotograco. Il grado di denizione dellortofotopiano, tuttavia, insufciente a recepire i dettagli delle gure e a conferma di tale carenza vi la necessit di eseguire ulteriori riprese fotograche ravvicinate51, a corredo di ogni singola scena e gura incisa. La fotogrammetria, proposta come unalternativa al metodo del rilievo a contatto, risulta dunque inadeguata per unanalisi puntuale delle rafgurazioni e, soprattutto, delle loro interrelazioni. A tuttoggi, infatti, non noto in letteratura alcuno studio delliconograa restituita tramite fotogrammetria che offra un contributo alla discussione stilistica e cronologica. Appare in sostanza evidente come le esigenze espresse dalle istanze metrologiche non coincidano con quelle espresse dalla totalit dei ricercatori nel

corso di quasi un secolo di studi sullarte rupestre della Valcamonica: esame del monumento nel suo complesso da una parte, esame delliconograa, delle gure singole, dei gruppi di scene e del palinsesto dallaltra. Proprio in questa situazione parrebbe dunque opportuno auspicare per ogni metodo la denizione degli specici ambiti di applicazione: ancora una volta, per ogni scopo una via e per ogni via un metodo.

LASER SCANNER 3D
Per quanto riguarda la documentazione laser 3D, essa ha cominciato ad essere applicata in ambito europeo allarte rupestre incisa a partire dalla prima met degli anni 90 del secolo scorso, con esperienze pilota realizzate nel Parco del Ca52 (Zilho 1998) e nellarea svedese del Bohusln53 (Kallhovd e Magnusson 2000), ivi cospicuamente nanziate da un progetto transfrontaliero INTERREG. In entrambi i casi non si giunti n allabbandono dei precedenti metodi di rilievo, ossia il rilievo per trasparenza a contatto, n alla produzione di una signicativa bibliograa specifica di corredo relativa alla restituzione delle gure incise. Nel caso del Ca, pur tenendo conto del carattere sperimentale della scansione laser, va notata la maggiore ricchezza di dettaglio dellimmagine fotograca tradizionale, visibile soprattutto nella tessitura della picchiettatura e nelle linee di frattura (g. 7.1). Larea scandinava ha rappresentato il modello pionieristico per lapplicazione di laser scanning nel campo dellarte rupestre (Swantesson 2005). Qui la nalit stata ben chiara n dallinizio: la precisa misurazione del tasso di consunzione delle superci incise, per di pi in granito, espresso in termini di mm/millennio. stato possibile calcolare tale valore grazie al raffronto di ripetute misurazioni effettuate a regolare scadenza sulle stesse superci tra il 1994 ed il 2003. Lapparecchio usato, appositamente assemblato, costituito da una sonda laser commerciale per misurare la distanza applicata su di una apposita cornice guida motorizzata, parallela e ortogonale rispetto alla supercie incisa. Alcune criticit sono emerse nel posizionamento

Riprese effettuate tramite camera digitale reex, obiettivo 36-110 mm e risoluzione massima di 1.3 megapixel; a confronto, la denizione di un corrispondente fotogramma analogico si aggira sugli 8-12 megapixel. 52 A cura del Dipartimento di Optoelettronica dellINETI (Instituto Nacional de Engenharia e tecnologia Industrial), nanziamento del programma Raphael dellUnione Europea, su incarico del PAVC (Parque Arqueolgico do Vale do Ca). Pi recentemente, nel novembre del 2007, sono iniziate le operazioni di replica tridimensionale sulla base di scansioni laser della
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roccia sommersa di Fariseu, riproduzione destinata al futuro museo di Arte ed Archeologia della Valle del Ca. Il grado di denizione dichiarato (http://arqueopt.blogspot.com/2007_11_01_archive.html) di 0,2 mm. 53 Pi propriamente stata applicata a livello sperimentale una microscansione laser su 15 aree campione di 15x15 cm allo scopo di misurare a scopo conservativo la consunzione media superciale della supercie rocciosa nei termini di mm/millennio; la risoluzione dichiarata dello strumento stata di 0.025 mm.

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dellapparecchiatura, che, per confrontare utilmente le misurate ripetute, va sistemata con estrema precisione nella stessa posizione. Per fare ci il tutto ssato su supporti metallici inseriti in fori nella roccia praticati a trapano. Altri problemi sono dati dalla presenza di licheni o di insetti nel corso delle fasi di rilevamento. In base a ci sono ritenute valide solo le misure di consunzione superiori a 0.5 mm. La dimensione delle superci sottoposte a scansione di 25x25 cm o di 35x35 cm, con una denizione pari a 1 punto ogni mm lineare e quindi ogni mm2. Con gli stessi punti misurati a scopo conservativo stato possibile produrre visualizzazioni 3D, anche a ombreggiatura digitale. Vengono mostrate a stampa due immagini relative alla gura di un carro (loc. Frnnarp, resa tramite ombreggiatura) e di una ruota raggiata (loc. Flyhov, resa a curve di livello), con unesagerazione verticale di 2.5 volte (g. 7.2). In ambito britannico la scansione laser applicata al patrimonio rupestre ha goduto di un ottimo exploit mediatico grazie alla sua applicazione sperimentale su tre pietre incise del monumento megalitico di Stonehenge54 (Goskar et alii 2003). Due societ inglesi attive nel campo dei servizi di ricerca archeologica, la Wessex Archaeology e la Archaeoptics Ltd., utilizzando uno scanner laser Minolta VI-900, hanno sottoposto nel 2002 a scansione le pietre n. 3, 4 e 53, quelle cio con il maggior numero di incisioni preistoriche55, ponendo lo strumento alla distanza di 1 m dalla supercie da rilevare e registrando 9 milioni di punti su di una supercie di 2 x 0.7 m56. I dati

Fig. 7 - 1. Ribeira dos Piscos, Parque Arqueolgico do Vale do Ca (PT). Confronto fra scansione laser sperimentale (INETI - Instituto Nacional de Engenharia e Tecnologia Industrial) e foto tradizionale a luce radente naturale (foto archivio Orme dellUomo, ripresa non zenitale). Pur tenendo conto del carattere sperimentale della scansione laser, va notata la maggiore ricchezza di dettaglio dellimmagine fotograca tradizionale, visibile soprattutto nella tessitura della picchiettatura e nelle linee di frattura; 2. Flyhov (Vastergtland). Il modello 3D in proiezione ortograca di una gura ben conservata di ruota raggiata; lesagerazione in senso verticale di 2.5 volte (da Swantesson 2005). 1. Ribeira dos Piscos, Ca Valley Archaeological Park (PT). Comparison between experimental laser scanning (INETI - Instituto Nacional de Engenharia e Tecnologia Industrial) and a traditional picture taken under natural grazing light (picture Footsteps of Man archive, not zenital). 2. Flyhov (Vastergtland). The 3D model of a well preserved rayed wheel gure; vertical exaggeration is 2.5 times (after Swantesson 2005).

54 Sullo stesso monumento era stato operato nel 1994 un progetto di rilievo stereofotogrammetrico (Bryan e Clowes 1997), volto allacquisizione del DEM dei monoliti e non dei segni incisi; nella bibliograa citata una ripresa fotograca del masso n. 53 effettuata con una discreta illuminazione radente naturale mostra chiaramente le gure incise, con una resa sostanzialmente simile a quella dei successivi rilievi con stazione laser terrestre. 55 Figure di due pugnali e di numerose asce a lama metallica, tutte con il tallone verso il basso e il taglio fortemente espanso a mezzaluna verso lalto. Le incisioni sono poco visibili a causa dellerosione della supercie. Furono individuate per la prima volta nel 1953. Cfr. Atkinson 1979, pp. 43-47, 139-140, 178-179, 208-209; Chippindale 1994, pp. 202-203, gg. 174-175 (due foto che mettono in evidenza il diverso stato di conservazione nel 1953 e nel 1978 relativamente alla pietra n. 53). La datazione dei pugnali e delle asce controversa. 56 Dati relativi alla pietra n. 4; se lindicazione e linterpretazione dei dati corretta, possibile dedurre una denizione di 6.4 milioni di punti a m2, corrispondente in termini lineari ad 1 punto ogni 300 m.

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metrici digitali, una volta acquisiti sul campo, dopo alcuni giorni di elaborazione di calcolo in laboratorio sono stati resi sotto la forma di nuvola di punti, successivamente convertita in supercie solida a triangolazione dal software Demon57. Le depressioni in ombra delle gure incise sono ben distinguibili, almeno per quelle principali, e lanalisi ha permesso lidenticazione di due nuove gure di ascia non precedentemente rilevate da Atkinson e Newall58. La virtualizzazione permette di orientare a piacere lilluminazione sulla supercie, di introdurre ombre e di esagerare la profondit delle incisioni. La creazione di unanimazione a luce direzionale rotante pu svelare o nascondere alternativamente le gure incise. Si noti come tale operazione sia analoga a quella compiuta tradizionalmente in archeologia rupestre tramite lutilizzo di luce radente articiale sulla supercie incisa originale (o su di un suo calco ad elastomero). Sul sito online relativo59 sono presenti le elaborazioni 3D testurizzate e ombreggiate in grigio dei rilevamenti in questione; leffetto generale buono, la supercie abbastanza dettagliata. interessante soffermare lattenzione sulle gure incise, non facilmente identicabili essendo estremamente consunte (ma non mostrato un confronto con fotograa tradizionale a luce radente), e sulla loro restituzione, che viene operata per le pietre 4 e 53. In un caso (pietra n. 4) le gure di ascia incise sono rimarcate a scontorno bianco direttamente sul modello 3D (g. 8.1), nellaltro (pietra n. 53) viene mostrato, a corredo e a anco del DEM, uno schizzo-rilievo schematico che mostra le gure a contorno, colorate, unitamente ad una riga di iscrizioni recenti. Le iscrizioni pi ni, in particolare la scritta J. Hale, sopra la gura pi evidente di pugnale, non sono state rese adeguatamente dalla scansione laser (g. 8.2). curioso osservare come la pi rivoluzionaria e oggettiva tecnica di documentazione digitale 3D oggi disponibile (BARNETT et alii 2004; in parte contra CHANDLER et alii 200760), per evidenziare le gure incise, e quindi per applicare il contrasto, debba ricorrere ad uno scontorno poco pi che manuale (g. 8.4): il modello 3D accurato e oggettivo, ma di per s non produce alcuna estrapolazione interpretata delle gure incise.

Operando inne un confronto con una ripresa fotograca tradizionale, oltretutto effettuata non in particolari condizioni di luce radente (g. 8.3), si nota come nella restituzione 3D siano poco discernibili o del tutto assenti alcune iscrizioni moderne pi ni o di minore dimensione, peraltro visibili ad occhio nudo nella fotograa, che evidentemente stanno al di sotto della soglia di denizione minima offerta dalla scansione laser. Tale soglia andrebbe parametrata con le dimensioni delle unit di microrilievo delle incisioni camune, di gran lunga pi piccole rispetto agli elementi non riconosciuti sulle rocce di Stonehenge. Pi promettenti appaiono le esperienze effettuate ancora dalla Archaeoptics Ltd. su tre rocce incise del Northumberland e due della contea di Durham (UK), in occasione del Northumberland and Durham Rock Art Project (cfr. supra). Si tratta di rocce che recano pattern a coppelle e cerchi concentrici, che per la loro marcata tridimensionalit e profondit, grazie alla loro estensione decimetrica e in base alla mancanza di segni picchiettati o liformi di scala millimetrica o sub-millimetrica, meglio si prestano ad una documentazione 3D (g. 9.1). Signicative sono le motivazioni addotte a sostegno dellacquisizione di tali modelli virtuali: potrai muoverli in tutte le direzioni, avvicinarli o allontanarli e cambiare la direzione della luce61, pi adatte ad unimpostazione di interattivit espositiva, anche in rete, con uso di monitor, che alla pubblicazione a stampa. Ladozione della documentazione 3D su base di scansione laser propugnata dallarcheologa Marga Daz-Andreu e dai suoi collaboratori (Daz-Andreu et alii 2005, 2006; Barnett et alii 2004, 2005; Simpson et alii 2004) del Dipartimento di Archeologia della Durham University (UK), in particolare tramite i progetti Fading Rock Art Landscapes (2004) e Breaking Through Rock Art Recording: Three-Dimensional Laser Scanning of Megalithic Rock Art62. Ancora una volta si sottolinea lobiettivit della rilevazione laser 3D rispetto ai metodi tradizionali (in questo caso citato il frottage), la non invasivit grazie al mancato contatto con la supercie, lafdabilit ed il maggiore livello di precisione, anche rispetto alla fotogrammetria. Si ammette che si tratta di un processo specialistico e costoso, in grado per di rivoluzionare la docu-

Software sviluppato dalla Archaeoptics Ltd. Robert Newall (1957) produsse negli anni immediatamente successivi alla scoperta frottages e disegni in scala; furono anche eseguiti calchi in gesso e nel 1956 da parte di R.J.C. Atkinson e collaboratori calchi in latex. Nessuno di questi lavori mai stato pubblicato (cfr. Goskar et alii 2003). 59 http://www.stonehengelaserscan.org/, 2005 Wessex Archaeology / Archaeoptics Ltd.
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alla faccia dei molti avvocati difensori, i laser scanner sono costosi e ingombranti, difcili da manovrare, limitati dalle propriet riettenti delle diverse superci (despite their many advocates, scanners remains bulky and expensive, they are affected by surface reectance properties and they are not easy to operate). 61 Tertia Barnett, Northumberland and Durham Rock Art Project. 62 Il primo nanziato dalla British Academy, il secondo da parte del Arts and Humanities Research Council.
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Fig. 8 - 1. Stonehenge (UK), pietra n. 4. Restituzione in supercie solida ombreggiata della scansione laser 3D, in basso con gure incise evidenziate a contorno bianco (copyright e cortesia di Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology); 2. Stonehenge (UK), pietra 53. Confronto tra ripresa fotograca tradizionale (in alto, foto Kristian Haraldson Resset, da Wikimedia commons, raddrizzamento da Photoshop) e supercie solida virtuale elaborata sulla base di scansione laser 3D (da Goskar et alii 2003, copyright e cortesia di Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology); 3. Stonehenge (UK), pietra 53. Confronto tra ripresa fotograca tradizionale a luce radente (a sinistra, foto O. G. S. Crawford 1953, da Goskar et alii 2003) e supercie solida virtuale elaborata sulla base di scansione laser 3D (da Goskar et alii 2003, copyright e cortesia di Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology); 4. Stonehenge (UK), pietra 53. In alto: restituzione automatica a isobate di 0.3 mm sulla base della scansione laser. Non possibile distinguere la non appartenenza alla stessa gura e la diversa tecnica di incisione della tacca presente sopra il lato sinistro dellimpugnatura della gura maggiore. In basso: restituzione schematica a contorno delle gure incise operata in base alla rilevazione 3D (da Goskar et alii 2003, copyright e cortesia di Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology). 1. Stonehenge (UK), stone 4. The 3d laser scanning rendered as a solid shaded surface; on the bottom the engraved gures are enhanced by a white contour-line (copyright and reproduced courtesy of Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology); 2. Stonehenge (UK), stone 53. Comparison between a traditional picture (on the top, picture Kristian Haraldson Resset, from Wikimedia commons, Photoshop straightened) and a virtual solid surface based on 3D laser scanning (after Goskar et alii 2003, copyright and reproduced courtesy of Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology). 3. Stonehenge (UK), stone 53. Comparison between a traditional picture taken under grazing light (left side, picture by O. G. S. Crawford 1953, from Goskar et alii 2003) and a virtual solid surface based on 3D laser scanning (after Goskar et alii 2003, copyright and reproduced courtesy of Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology). 4. Stonehenge (UK), stone 53. Top side: automatic rendering by 0.3 mm isobaths based on laser scanning. It not possible to recognize that the notch over the left side of the larger gure handle doesnt pertain to the dagger gure, nor the different engraving technique. Bottom side: schematic contour line rendering of the engraved gures applied to the 3D scanning (after Goskar et alii 2003, copyright and reproduced courtesy of Archaeoptics Ltd./Wessex Archaeology).

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mentazione di arte rupestre in Gran Bretagna. Tali argomentazioni non sono condivise da Chandler (cfr. supra), partecipante insieme a Daz-Andreu al Northumberland and Durham Rock Art Project, che pi recentemente (Chandler et alii 2007), in considerazione dei problemi di costo e in base ai risultati del progetto, evince come solo per 2-3 siti su 1500 trattati sia opportuno procedere con scansioni laser, e comunque unicamente per monitorare lerosione. Rispetto alla pesantezza e alla difcolt di utilizzo, per i non esperti, del laser scanner, predilige la metodologia fotogrammetrica a basso costo (cfr. supra), che permette comunque lestrazione di modelli DEM e di ortofoto a ottimi livelli di denizione. Le scansioni laser applicate da Daz-Andreu e collaboratori ai petrogli hanno riguardato il menhir di Long Meg (Cumbria) (Daz-Andreu et alii 2005), recante moduli incisi di coppelle e cerchi concentrici (cup-and-rings) (g. 9.2) e la roccia coppellata di Rombalds Moor (Yorkshire) (Barnett et alii 2005). Fra le criticit riscontrate emergono quelle relative ai problemi di alimentazione (6 ore di autonomia tramite batteria) e al mascheramento del raggio laser provocato dalla luce diurna, in base al quale necessario operare sotto una tenda oscurata, solo in assenza di vento, o di notte, in assenza di pioggia. Per la supercie pi grande stato necessario comporre un patchwork di 102 scansioni laser che hanno prodotto un modello del peso di 40 Gb. In seguito alleliminazione dei dati ridondanti e del rumore digitale di fondo si giunti ad una base di 640 mila punti63, corrispondente in termini lineari a poco pi di un punto ogni 2 mm, successivamente elaborata tramite algoritmo di triangolazione, che ha permesso lidenticazione visiva di tre motivi certi di cup-and-rings, di una spirale e di altri possibili cinque moduli. Vengono presentate a stampa varie restituzioni grache secondo lapplicazione di diversi ltri digitali64; il discernimento dei moduli incisi, gi poco profondi in originale, non particolarmente perspicuo; anche in questo caso non sono pubblicate a raffronto immagini fotograche a luce radente. Il confronto con unimmagine fotograca tradizionale invece presente nella pubblicazione relativa alla roccia di Rombalds Moor; le visualizzazioni grache sono presentate sotto la forma di griglia 3D testurizzata e ombreggiata, di restituzione a curve di livello e

inne di colorazione della massima curvatura (rese in nero le profondit pi accentuate) (g. 9.3). Il risultato decisamente migliore, analogamente alle gi citate rocce a cup-and-rings documentate dalla Archaeoptics Ltd., trattandosi anche in questo caso di segni incisi a tridimensionalit pi marcata65. Ancora in ambito britannico, il gruppo di musei di Liverpool presenta un accurato modello 3D, elaborato da scansione laser, della pietra a cerchi e coppelle di Heygate, mostrato online secondo varie possibili angolazioni, anche nella prospettiva delladozione di nuovi sistemi espositivi interattivi tattili ad uso didattico. Un altro lone sperimentale-applicativo del laser scanning 3D riguarda alcuni siti rupestri (pitture e incisioni) australiani, in particolare la Baiame Cave nel Nuovo Galles del Sud (El-Hakim et alii 2004; Chandler e Fryer 2005; Fryer et alii 2005). Linteresse dato dal confronto operativo e dallintegrazione di diverse tecniche fotograche digitali, fotogrammetriche e di laser scannino (g. 10.1). Sulla base della considerazione che rilievo e fotograa 2D non permettono unesperienza pienamente realistica, e nemmeno lottenimento di misurazioni e di repliche, si predilige una documentazione di completa geometria 3D abbinata ai dati cromatici fotorealistici. Tale impostazione ci sembra pertinente soprattutto in ambito di pitture rupestri. Secondo gli autori (El-Hakim et alii 2004) lacquisizione del colore e dellintensit della luce da parte della tecnologia a scansione laser di bassa qualit. opportuno quindi sovrapporre a collimazione un layer fotograco alla rilevazione 3D66, procedendo alla misurazione con stazione totale Leica di 19 punti comuni di discontinuit di forma, per i quali non stata necessaria lapposizione di marker sulla supercie. Grazie a questi punti e al software di modellazione geometrica PolyWorks la collimazione stata operata con successo, ottenendo la fruibilit a monitor (visore VRML) o in un teatro di realt virtuale di un viaggio realistico a piena immersione allinterno del modello 3D. Come unica riproduzione dei pittogrammi della grotta viene peraltro mostrato a stampa uno schizzo manuale del 1893 (g. 10.2). Nella pubblicazione edita negli atti della ISPRS67 (FRYER et alii 2005) si pongono a confronto due catene operative, da una parte il rilevamento laser 3D68 collimato al layer fotograco digitale e

La supercie del menhir di Long Meg di circa 2 m2 (1.2 x 3.4 m nelle massime estensioni); sono state necessarie 12 ore per rilevare le varie pezze del patchwork; stata utilizzata la stessa stazione laser e lo stesso software (Demon 3D) della Archaeoptics Ltd. 64 Colorazione sulla base dellelevazione relativa, high-pass convolution lter e threshold lter.
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Profondit delle coppelle da 0.5 a 1 cm. Utilizzato scanner Riegl LMS-Z210i, il cui livello di denizione stato di 25mm. 67 International Society for Photogrammetry and Remote Sensing. 68 Denizione nale dichiarata di 10 mm su entrambi gli assi.
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Fig. 9 - 1. Ketley Crag, Northumberland (UK), masso inciso con il classico motivo di cup-and-rings. In alto ripresa fotograca tradizionale (foto Pebblethief), in basso modello virtuale da scansione laser 3D per il Northumberland and Durham Rock Art Project (copyright Archaeoptics Ltd. e cortesia di Archaeoptics Ltd. e English Heritage); 2. Long Meg, Cumbria (UK), menhir inciso con il motivo a coppella e cerchi concentrici. A sinistra scansione laser con supercie colorata in base alle quote relative del microrilievo; a destra dopo il ltraggio dei valori di soglia (threshold), che elimina il rumore digitale ed evidenzia gli elementi salienti del microrilievo (da Daz-Andreu et alii 2005); 3. Rombalds Moor, Yorkshire (UK), masso coppellato. In alto: fotograa; di seguito varie restituzioni della scansione laser 3D; nellordine: supercie ombreggiata, supercie a curve di livello, nereggiatura in base alle profondit massime (da Barnett et alii 2005). 1. Ketley Crag, Northumberland (UK), engraved boulder, cup-and-rings patterns. Top side: a traditional photographic view (picture Pebblethief); bottom side: the virtual model derived from the Northumberland and Durham Rock Art Project laser 3D scanning (copyright and reproduced courtesy of Archaeoptics Ltd./English Heritage); 2. Long Meg, Cumbria (UK), engraved menhir with cup-and-ring patterns. On the left 3D laser scanner data coloured according to relative elevation; on the right the result of the threshold lter, which removes the digital noise and identies the more signicant features of the surface (after Daz-Andreu et alii 2005); 3. Rombalds Moor, Yorkshire (UK), cup-marked boulder, traditional picture and different renderings of the 3D laser scanning; from the top: shaded surface, use of elevation contours and maximum curvature colouring (after Barnett et alii 2005).

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dallaltra lestrazione automatica delle coordinate 3D da coppie di immagini stereoscopiche per lelaborazione del modello digitale del microrilievo (DEM)69. Le conclusioni sono che non possibile stabilire quale sistema sia superiore come denizione. Ancora una volta le criticit rilevate nel laser scanner sono relative a costo, peso, ingombro e alimentazione, nellopportuna scelta di stazione a corto o lungo raggio e nellabbinamento dei layer fotograci ai modelli 3D. Laspetto pi positivo al contrario nella sua capacit di acquisire punti a grande velocit. Le criticit delle routine di collimazione dei livelli fotograci sono nella necessit di punti di controllo, difcili da reperire nel caso di mancanza di elementi di discontinuit morfologica o cromatica, e nella ricalibrazione delle coordinate, essendo il software progettato per riprese aeree e non terrestri. Gli aspetti positivi della fotogrammetria digitale sono daltronde legate alleliminazione delle criticit di ingombro e di portabilit delle stazioni di scansione laser. In Valcamonica la documentazione laser 3D stata applicata sperimentalmente dalla S.A.L. a partire dal 2003 su alcune rocce campione; fra queste limportante roccia recentemente scoperta da Alberto Marretta a Bedolina (Capo di Ponte) con una nuova mappa topograca. Nel 2007 la stessa S.A.L., a corredo di una comunicazione di carattere metodologico, ha presentato alcune elaborazioni laser 3D nellambito della XLII Riunione Scientica IIPP di Trento70. Tali elaborazioni inedite, esposte sia in sede di proiezione che in veste graca (plottaggi a getto di inchiostro) e integrate da schizzi a contorno e da frottage ridisegnati manualmente a puntinato, sono state ottenute spalmando a collimazione un layer fotograco digitale al di sopra di una griglia tridimensionale. Il livello fotograco costituito da riprese digitali 2D ad alta risoluzione, mentre la griglia resa tramite la cosiddetta nuvola di punti prodotta dalla scansione laser71. La risoluzione dichiarata del layer fotograco di 13 megapixel72 a fotogrammo, quella della griglia di 1 punto ogni 2.25 mm quadrati73. Si proceduto in pratica alla texturizzazione di una griglia schematica 3D tramite

lapplicazione di una ben pi realistica pelle (texture) fotograca a 2D. Considerando i valori di denizione otteniamo allincirca 16 milioni di punti a m2 per il vestito fotograco e 0.44 milioni di punti a m2 per la griglia 3D, con un rapporto (a favore della ripresa fotograca 2D, nettamente pi denita) di 36 a 1, che rapportato ad una scala pi immediatamente comprensibile, ci dice che per ogni mm2 sono stati registrati rispettivamente 16 e 0.44 punti. In termini lineari ci equivale ad un punto ogni 250 m (0,25 mm) nel caso della fotograa e ad un punto ogni 1500 m (1,5 mm) per la griglia 3D. La collimazione del livello fotograco 2D sul livello tridimensionale avvenuta tramite il riconoscimento e la sovrapposizione di punti salienti opportunamente referenziati e conseguente fotomosaico; sono stati cio prodotti a ritaglio digitale una serie di poligoni, adattati e afancati in modo da ricoprire con la minore distorsione la supercie del microrilievo. Le linee di giustapposizione, inevitabili vista la resa tridimensionale di unimmagine bidimensionale, sono visibili in sede di dettaglio, unitamente ad alcuni punti di criticit della collimazione. Il risultato complessivo, a colpo docchio, quello di una dettagliata ripresa ortofotograca, cio di un fotopiano ortogonale, a tessitura poligonale. In sede di storia delle ricerche possiamo trovare unantecedente bidimensionale nei fotomosaici pubblicati nella Guida illustrata del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri74, nei quali peraltro sono ben pi evidenti le linee di collimazione di vari fotogrammi (g. 10.4). Va ricordata anche lopera di G.C. Borgna, accurato ma poco seguito fautore delle riprese zenitali, che ha pubblicato integralmente la scena centrale della roccia 1 di Naquane (Borgna 1980, tav. 116) con il montaggio di scatti effettuati tramite asta metallica, grazie al metodo da lui denito fotograco perpendicolare con antenna (g. 10.3). opportuno a questo punto valutare quale possa essere il livello di denizione minimo accettabile, in grado cio di riprodurre le informazioni signicative presenti sulle superci incise. In sede di documentazione archeologica sembra corretto riferirsi non tanto e non solo al context specico,

Denizione del DEM vicina a 5 mm, ridotta a 10 mm per problemi di calibrazione di orientamento. 70 Comunicazione dal titolo Le ricerche sullarte rupestre: questioni di metodo, di L. Malnati e R. Poggiani Keller, nonch spiegazioni fornite dal geom. Pacchieni della S.A.L. nella successiva visita ai siti rupestri della Valcamonica. 71 Il raggio laser, emesso dalla stazione di misurazione e riesso dalla supercie indagata, produce per una serie di punti voluti la misura della distanza e delle coordinate spaziali; linterpolazione software di tali dati permette, analogamente ad una rilevazione topograca, di ricostruire gracamente e visivamente tramite triangolazione o altro
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artizio graco il microrilievo della supercie sottoposta ad indagine. Tredici milioni di punti, cio allincirca 4200x3100 pixel per ogni fotogrammo; calcolando una distanza di ripresa di 1.60 m con focale 50 mm (equivalente 24x36 mm), si ottiene la copertura di 0.8 m2 a fotogrammo e il conseguente valore di denizione di 16 megapixel a m2. 73 Corrispondente a 1 punto ogni 1.5 mm lineari, dichiarati in sede di esposizione delle restituzioni plottate. 74 Cfr. Fusco e Mirabella Roberti 1981, con annessi quattro pieghevoli di formato 60x20 cm, con riproduzione fotograca quasi integrale della Grande Roccia di Naquane (gli annessi erano assenti nella prima edizione della Guida, apparsa nel 1975).
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ARTE RUPESTRE, METODI DI DOCUMENTAZIONE: STORIA, PROBLEMATICHE E NUOVE PROSPETTIVE

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Fig. 10 - 1. Baiame Cave, Nuovo Galles del Sud (Australia), rilievo 3D da scansione laser. Dallalto in basso: triangolazione, ombreggiatura, applicazione di texture fotograca (da El-Hakim et alii 2004); 2. Baiame Cave, Nuovo Galles del Sud (Australia), disegno a tratto del 1893 (Mathews) della principale gura dipinta della grotta (da El-Hakim et alii 2004); 3. Illustrazione del metodo fotograco perpendicolare con antenna (da Borgna 1980); 4. Valcamonica, roccia n. 1 del Parco Nazionale delle Incisioni rupestri di Naquane (Capo di Ponte). Fotomosaico ottenuto dal montaggio di fotograe perpendicolari (da Fusco e Mirabella Roberti 1981). 1. Baiame Cave, New South Wales (Australia), 3D laser scanner recording. From the top: wire-framed, shaded un-textured and photographically textured surface (after El-Hakim et alii 2004); 2. Baiame Cave, New South Wales (Australia), the 1893 hand sketch (Mathews) of the main painted gure of the cave (after El-Hakim et alii 2004); 3. Depiction of the perpendicular photographic method with antenna (after Borgna 1980); 4. Camonica Valley, rock 1 of the Naquane National Rock Art Park (Capo di Ponte). The photomosaic obtained by joining perpendicular pictures (after Fusco and Mirabella Roberti 1981).

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che corrisponde alla supercie rocciosa incisa, ma anche ai manufatti di origine antropica, e quindi, nello specico dellarcheologia rupestre, ai segni ottenuti tramite incisione, e quindi alle singole gure. Dato che le tecniche di incisione utilizzate sono essenzialmente due (colpi di picchiettatura e strie liformi) (g. 11.1), il grado di denizione dovrebbe essere sufciente a riprodurle entrambe, in modo da armonizzare la frequenza dei punti rilevati con le dimensioni dei prodotti dellattivit incisoria, assunte tramite le loro unit minime, cio il diametro dei colpi tondi e la larghezza dei segni lineari. Innanzitutto, bene tenere in opportuna considerazione la matrice rocciosa sulla quale sono state prodotte le gure, il Verrucano lombardo della Valcamonica, che presenta una granulometria di arenaria ne. La misura dei granuli visibili pi grossi va in media dai 15 ai 60 m. In quanto a granulometria quindi pi appropriata la denizione di siltite (diam. granuli = > 4 e < 62.5 m), se non di pelite75 se consideriamo anche la matrice, ancora pi ne. Le strie presenti sulle superci prodotte dallazione dellultima glaciazione hanno uno spessore, per quanto riguarda i casi pi sottili, di 57-89 m, che corrisponde allincirca allo spessore di un capello umano (50-90 m). Rientra nello stesso range lo spessore delle strie lasciate dalle incisioni cosiddette liformi. Per quanto riguarda il diametro dei singoli colpi di picchiettatura, si parte in media dagli 0.5 mm dei colpi pi ni, per arrivare ai 2 mm dei punti medi (quelli pi diffusi) e ai 3-4 mm dei punti pi grossi. Si potrebbe assumere come misura il valore minimo del diametro dei colpi di picchiettatura (0.5 mm), ma sarebbe opportuno considerare un valore ancora pi basso, corrispondente allo spessore del segno liforme (60-90 m). Considerando la picchiettatura ne sarebbero cos necessari 6 punti a mm lineare (calcolando come indispensabili almeno 3 punti per rendere il diametro, estremit-fondo-estremit, di ogni colpo da 0.5 mm), corrispondenti a 36 milioni di punti a m2, traducibili in termini fotograci in 36 megapixel per ogni m2. Considerando pi opportunamente una scala adatta ad evidenziare anche i segni liformi si dovrebbe arrivare ad un valore lineare di 25 punti a mm (2 punti per ogni linea di spessore medio di 75 m), corrispondente ad un valore di 625

milioni di punti a m2, e quindi a 625 megapixel per ogni m2 di supercie analizzata. Si tratta in realt di valori teorici, maggiori di quanto dimostrato come sufciente dallesperienza empirica (g. 11.2)76, dato che in realt possibile ridurre da un terzo no alla met lineare i punti necessari, arrivando cos ad una denizione fotograca minima di 16 megapixel a m2 per riconoscere la picchiettatura ne e di 150 megapixel a m2 per i segni liformi. Sono valori oggi raggiungibili tramite il semplice avvicinamento della distanza di ripresa, non per di facile gestione su superci di grande dimensione, dato il notevole peso dei le prodotti. Parametrando questi valori a quelli delle rilevazioni laser 3D operate in Valcamonica, si pu notare come solo i valori della ripresa fotograca 2D siano appena sufcienti a produrre una documentazione capace di leggere i colpi di picchiettatura ne, non per i segni liformi, mentre al contrario i valori della rilevazione laser 3D, di ben 36 volte pi bassi, non possono garantire tale accuratezza, non potendo esprimere una documentazione utilizzabile n per colpi di picchiettatura n tanto meno per i segni liformi. Analogamente alle esperienze di fotogrammetria, il microrilievo prodotto dalla scansione laser 3D quindi adatto a riprodurre landamento generale della supercie della roccia, ma non pu, in questo caso, rendere la tessitura ne dei segni incisi. La conclusione che se ne pu trarre che, agli attuali livelli di definizione, tale metodo non permette la restituzione dei particolari delle gure e dei segni incisi e che tale riproduzione, rispetto a quanto mostrato nel corso della XLII Riunione Scientica dellIIPP, stata resa possibile unicamente grazie alla ripresa fotograca digitale. Potrebbe quindi destare qualche perplessit unimpostazione atta a promuovere una tecnica di documentazione tridimensionale, quando in realt i dati signicativi, ai ni delliconograa rupestre e dellesame dei reperti singoli, vengono forniti da una ripresa fotograca bidimensionale. Se vero che lapplicazione del tessuto fotograco ai dati del modello digitale di elevazione (DEM) prassi comunemente praticata in sede di rilevazione 3D, necessario fare attenzione a non spacciare per livello di denizione metrica 3D ci che in realt

75 Pelite (da ,fango, limo), compresenza di siltiti (silt, limo) e argilliti ( diametro granuli < 4m). 76 La restituzione tramite pixelatura di unimmagine fotograca si basa sullanalisi e sulla riproduzione cromatica di ogni pixel, per il quale viene calcolato un valore medio; se per il singolo pixel si trova a coprire una supercie pi ampia rispetto a quella occupata dalloggetto da rilevare (ad esempio in questo caso un segmento di una linea di incisione liforme), entro certi limiti sar comunque in grado di rilevare loggetto pi piccolo, anche se in modo pi velato e poco denito, in quanto tale oggetto, se pi

scuro o pi chiaro della supercie immediatamente adiacente, contribuir a modicare il valore cromatico medio del punto interessato; vanno inoltre considerati gli effetti delle tecniche di antialiasing (anti scalettatura), che, aggiungendo pixel in corrispondenza dei contorni per smussare i bordi e omogeneizzare limmagine, possono, seppur limitatamente, ingrandire o meglio gonare elementi di piccole dimensioni; se questo discorso valido per misure di tipo cromatico, non pu al contrario essere assunto per quelle di tipo metrico, che richiedono, grazie al laser, unit di misurazione decisamente pi puntiformi.

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denito solo grazie ai dati cromatici 2D, visto che lo scarto tra i due livelli di denizione ancora notevole, a vantaggio della ripresa cromatica. Anche se oggi vi sono laser scanner 3D ad altissima scala di risoluzione, va tuttavia considerato il fatto che tali risoluzioni sono raggiunte in studio o allinterno di grotte77, mentre allesterno le vibrazioni (vento, passaggio di veicoli, movimento attorno al treppiede) e linstabilit del supporto stesso limitano tale valore massimo. La Minolta VI-910 ottiene una denizione sulle tre dimensioni di un decimo di mm (un punto ogni 100 m), calcolata su di una supercie di scansione di circa 9x11 cm; per ottenere scansioni di superci pi grandi bisogna riunire pi scansioni e loperazione di incollarne tante a patchwork produce le di enormi dimensioni, che rimangono comunque sempre immagini parafotograche, senza alcuna rilevazione automatica dei segni incisi. Testate a maggiore denizione (4 centesimi di mm, 1 punto ogni 40 m), di imminente commercializzazione, sono operative solo in laboratorio, cio in interni. In ogni caso i termini del discorso non si spostano di molto: una buona fotograa ad alta risoluzione (digitale o no) permette un riconoscimento migliore dei segni incisi, risparmiando una grande quantit di dati (2D invece che 3D). Altro il discorso sulle incisioni marcatamente tridimensionali (coppelle, canalette ecc.), che vengono rese meglio in una scansione laser; ancora una volta, per, non si ottiene un riconoscimento automatico del bordo delle coppelle, n tanto meno un loro conteggio, operazione per la quale sempre necessario lintervento manuale. Il rapporto tra la consistenza numerica delle rocce rilevate tramite Laser Scanner 3D, il costo di tale procedimento, certamente di non piccola entit78, e i risultati ottenuti andrebbe valutato in sede di programmazione, per evitare il rischio, considerata la cronica carenza di fondi, di lasciare priva di documentazione la maggior parte dellarte rupestre camuna. Va evidenziato come, al contrario, lesame autoptico ravvicinato sul reperto originale, effettuato a distanza di pochi cm e tramite lausilio della luce radente79, sia in grado di rilevare dettagli alla massima denizione utile, ivi comprese sia le gure quasi illeggibili che i rapporti critici di sovrapposizione. Tali dettagli sono ancora oggi perfettamente riproducibili, oltretutto a costi decisamente pi contenuti, tramite il rilievo

manuale per trasparenza a contatto, effettuato per sua natura in scala 1:1 e praticato con lopportuna esperienza sia tecnica che analitica (g. 11.3).

REFLECTION TRANSFORMATION IMAGING E MAPPE


A TRAMA POLINOMIALE

La Reection Transformation Imaging (RTI) fra le pi recenti tecniche applicate sperimentalmente al campo della documentazione dellarte rupestre. Si tratta un processo fotograco che cattura differenti riprese di una supercie tridimensionale secondo varie angolazioni di illuminazione. Tramite le cosiddette mappe a trama polinomiale (PTM) possibile osservare congiuntamente tali immagini, ottenendo la migliore distribuzione dellilluminazione e la migliore resa del rilievo ombreggiato. Nelle PTM ogni pixel dellimmagine contiene oltre ai valori cromatici RGB i valori dei parametri lu ed lv. La HP80 distribuisce un software, libero per uso accademico e non-commerciale, sia per la realizzazione delle PTM che per la loro visualizzazione interattiva anche allinterno di pagine web (ambiente Java). Si tratta in particolare di una tecnica che permette la rappresentazione di effetti 3D senza lutilizzo di geometria 3D, con un enorme risparmio di costi, di attrezzature, di usso di dati e di calcolo. Il primo utilizzo di RTI in associazione con mappe a trama polinomiale risale al 2001 (Malzbender et alii 2001), con applicazione anche in campo archeologico81. Una sperimentazione stata effettuata nel Parco Archeologico della Valle del Ca (PAVC), unitamente al Centro Nacional de Arte Rupestre (CNART) e allUniversidade do Minho (Mudge et alii 2006) su cinque diverse superci incise (g. 12.1)82. Sessanta scatti sono stati effettuati in 1 ora e 45 minuti, compreso il tempo per linstallazione dellattrezzatura. Il kit composto essenzialmente da: camera digitale reex, treppiedi, PC portatile con software di fotoritocco, ash a batteria 320 W e pochi altri accessori di minore ingombro. Il ash tenuto a mano, mentre la direzione della sorgente luminosa registrata tramite la riessione su di una palla nera da biliardo. Lunica luce registrata dalla machina fotograca quella del ash, in quanto la luce solare viene eliminata da appositi ltri e dalla apertura minima del dia-

A questo proposito cfr. Aujoulat et alii 2005. Il costo attuale di una testata di scansione laser 3D a breve distanza (Konica Minolta VI-910), comprensiva di accessori e software, si aggira intorno ai 60-70 mila euro; la macchina ha un peso di 10 kg, a cui bisogna aggiungere treppiede e batterie o alimentatore (altri 20-30 kg). 79 La luce radente in grado di evidenziare tramite il contrasto luce77 78

ombra sulle superci incise una tridimensionalit dei segni altrimenti quasi impercettibile. 80 Hewlett-Packard Development Company, L.P. 81 Su di una tavoletta neo-Sumerica e una statuette funeraria Egizia. 82 I riquadri fotografati sono stati di 68x46 cm alla risoluzione di 15 megapixel, con 1 pixel ogni 166 m, e quindi 36 campioni a mm2.

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Fig. 11 - 1. Valcamonica, Dos Sulif (Paspardo), gura di guerriero eseguita a picchiettatura con capigliatura a tecnica liforme (foto archivio Orme dellUomo); 2. Valcamonica, Dos Sulif (Paspardo), gure di cavallo eseguite a tecnica liforme, tramite solchi spessi poche decine di micron, analogamente alle strie glaciali ni. La ripresa fotograca a luce radente non ancora pienamente sufciente a rendere le gure incise, per le quali necessario applicare il contrasto tramite esame autoptico a luce radente delle microporzioni e restituirlo tramite rilievo per trasparenza a contatto (foto ed elaborazione Orme dellUomo); 3. Valcamonica, Dos Ci (Ceto), particolare della restituzione vettorializzata del rilievo per trasparenza a contatto: resa della trama di picchiettatura, stacco delle gure sovrapposte, simbolizzazione della cronologia relativa tramite colorazione a toni di grigio e numerazione delle gure catalogate (rilievo e processamento digitale A. Arc). 1. Camonica Valley, Dos Sulif (Paspardo), a pecked warrior with scratched thin hair (picture Foosteps of Man archive); 2. Camonica Valley, Dos Sulif (Paspardo), horse gures engraved by thin scratches, a few ten of microns large, like the thinnest glacial striations. The grazing light picture is still not sufcient to show the engraved gures; an articial contrast must be applied by a close grazing light de visu examination of small details and rendered by transparency contact-tracing (Footspeps of Man picture and rendering); 3. Camonica Valley, Dos Ci (Ceto), a detail of the vectorialized transparency contact-tracing with the rendering of the pecking texture, the separation of the superimposed gures, the identication by a grey-scale colouring of the relative chronology and the numbering of the catalogued gures (tracing and digital rendering by A. Arc).

framma. I risultati sono decisamente accattivanti: potenziamento della visione in dettaglio, ottima evidenziazione del microrilievo, nessun dato perso nelle zone dombra, facile comunicazione online. In sostanza una resa fotograca a luce radente ottimale di eccezionale qualit. Non prevista alcuna restituzione automatica degli elementi salienti del rilievo morfologico, quali ad esempio le gure incise. La tecnica pare al momento inadatta a riprendere superci di grande estensione.

SCHEDATURA E ANALISI DEL DEGRADO


I risultati dellutilizzo delle nuove metodologie applicate allarte rupestre della Valcamonica non sono ancora stati pubblicati; essi sono conuiti parzialmente nella catalogazione IR83, attualmente

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Progetto conanziato a partire dal 1999 dalla Comunit Europea - Fondo FESR, Progetto Leader II, Azione 5, Sostegno alle Iniziative Etnograche. Secondo le informazioni trasmesseci dallarch. Tiziana Cittadini il titolo Accordo di programma per la realizzazione del Progetto di valorizzazione delle incisioni rupestri e prevedeva la creazione di un banca dati informatizzata ed accessibile al pubblico e quindi la predisposizione di archivio integrato e di un sito internet dedicato. Le ditte incaricate dellesecuzione sono state Societ Cooperativa Archeologica di Milano, ditta FOART di Parma, Fabrizio Iozzi di Milano, Studio Fenice Restauri di Torino, Negroni Sistema di Milano, per un importo complessivo di 280 milioni di lire del 1999.

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consultabile tramite la sua implementazione in rete IR-web (www.irweb.it; Ardovino et alii 2003), predisposta dalla S.A.L. e attuata a partire dal 2003. La massa delle informazioni utili alla ricerca non particolarmente cospicua: la consultazione delle schede online limitata, infatti, a 11 rocce su 281 dichiarate, delle quali possibile vedere una semplice fotograa dinsieme, accompagnata in soli tre casi da un rilievo vettorizzato, che riporta su una griglia di quadrati 50x50 cm le porzioni incise della roccia; il rilievo vettorizzato tuttavia non mostra la distribuzione delle gure sulla supercie rocciosa nel loro insieme; esse, invece, appaiono singolarmente cliccando sulle voci dellelenco riportato nella cartella Rafgurazioni, ma solo ed esclusivamente per le tre rocce vettorizzate. Limpressione che queste schede IR siano funzionali principalmente allanalisi dello stato di conservazione, secondo le indicazioni della Carta del Rischio. Daltra parte per tali informazioni erano gi ampiamente previste allinterno della catalogazione proposta a suo tempo dallIstituto Centrale del Restauro per lattuazione della Carta del Rischio del Patrimonio Culturale 84, appositamente creata per valutare i rischi connessi al degrado dei monumenti. La lista delle tipologie di danno relativa a tale schedatura venne redatta avvalendosi della consulenza dei restauratori dellICR, ispirata al lessico normativo NORMAL (CNR-ICR 1990), che si riferisce in particolare alle alterazioni macroscopiche dei materiali lapidei. In base allesperienza maturata in Valcamonica (Fossati e Attorese 1999)85, tale lista e tale schedatura erano e sono correttamente applicabili, trattandosi appunto di materiale lapideo, anche alle rocce incise della Valcamonica (g. 12.2). Non essendo stata concepita la schedatura IR per lanalisi delliconografia difficile che risulti utile per lo studio di carattere cronologico e stilistico. Ancora una volta, dunque, emergono due esigenze di documentazione diverse e complementari: lanalisi del degrado da una parte e lo studio iconograco dallaltro, ad ognuna delle quali necessario rispondere applicando la metodologia pi adeguata.

RIPRODUZIONE E INTERPRETAZIONE
Le considerazioni di carattere metodologico possono essere ulteriormente approfondite, e non solo dal punto di vista tecnico. Come gi esposto in precedenza, secondo la maggior parte degli studiosi del campo la criticit delle operazioni di documentazione sulle rocce incise consiste, per quanto concerne la parte archeologica, nel discernimento delle gure presenti e dei relativi nessi di relazione, sovrapposizione e giustapposizione. Oltre alla necessit di riconoscere con la maggior precisione possibile i dettagli e le caratteristiche delle singole gure, solo lanalisi accurata dei loro rapporti di sovrapposizione a permettere la costruzione di una griglia cronologica, prima relativa e poi assoluta, secondo una metodologia per certi versi analoga a quella utilizzata nella realizzazione del diagramma stratigraco di uno scavo archeologico e dellattribuzione cronologica dei context in base ai reperti in essi contenuti. In questottica la produzione di unaccurata documentazione costituisce la base indispensabile per procedere a uno studio stilistico, cronologico e interpretativo e per decriptare lordine delle successive fasi di istoriazione della superficie rocciosa. Se da una parte chiaro quanto tale discernimento sia importante, dallaltra altrettanto chiaro che si tratta di unoperazione di tipo interpretativo, per la quale sarebbe arduo ipotizzare un assoluto grado di oggettivit. Nel caso lo si volesse invocare, non sarebbero i dati metrologici a fornirne la dimostrazione inequivocabile, quanto semmai le immagini derivanti da una ripresa macrofotograca o di ancora maggiore dettaglio, sottoposte comunque e sempre al vaglio nale dellarcheologo. Al processo interpretativo concorre anche la restituzione dei vari elementi costitutivi attraverso una simbologia che ne renda possibile la lettura: il rilievo deve fare uso di accorgimenti graci, come lincremento esasperato del contrasto (gure nere su campo bianco), la resa bidimensionale, lo stacco articiale fra gure sovrapposte, la differente coloritura in sede di stampa nale, lutilizzo di punte di diversa dimensione a seconda della dimensione dei colpi di picchiettatura e dei grafti liformi, lindicazione delle principali linee di frattura, la delimitazione dei settori sulla base delle scene presenti o delle condizioni della supercie rocciosa. lo stesso tipo di catena operativa propria del disegno archeologico, che tende ad evidenziare le caratteristiche morfologiche, e, nel caso, iconograche, del reperto studiato e proposto allattenzione degli studiosi tramite la sua pubblicazione. Le rocce e le gure incise sono veri e

La Carta del Rischio del Patrimonio Culturale uniniziativa nalizzata a fornire ai responsabili della tutela sul territorio e allAmministrazione Centrale strumenti di supporto allattivit scientica e amministrativa. Realizzata a partire dal 1975 si concretizzata con la legge 84/90, che ne ha nanziato la realizzazione per 28 miliardi di Lire, attribuendone allICR la responsabilit scientica. Fra le attivit previste vi lavvio di unattivit di valutazione puntuale dello stato di conservazione delle aree archeologiche, dei monumenti e delle opere darte (http://www.icr.beniculturali.it/rischio00.htm). 85 Cfr. inoltre varie tesi di laurea svolte presso lUniversit degli Studi di Milano e lUniversit Cattolica di Brescia e le analisi del degrado operate dalla Coop. Arch. Le Orme dellUomo.
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1. Ca Valley Archaeologic Park (Portogallo), the Polinomial Texture Maps method tested on petroglyphs (da Malzbender et alii 2001); 2. The weathering analysis applied over the Dos Ci engraved rock, based on the ICR NORMAL prescriptive lexicon. The different kinds of weathering are marked on the vectoralized rendering of the transparency contact-tracing, accomplished by the general contour of the engraved rock. A specic software automatically calculates the percentages of surface aficted by the different risk categories: on the left biologic attacks and percolation, 31.4 % of the surface; on the right deterioration, splitting and cracking, 20% of the surface (Footsteps of Man archive); 3. Camonica Valley, Pat boulders n. 8 and n.9, drawings by Remo Rachini (after Poggiani Keller 2007).

Fig. 12 - 1. Parco Archeologico della Valle del Ca (Portogallo), prove di applicazione su petrogli delle mappe a trama polinomiale (da Malzbender et alii 2001); 2. Applicazione dellanalisi del degrado relativo alla roccia incisa di Dos Ci basata su lessico normativo NORMAL dellICR. Le varie tipologie di degrado sono state rimarcate sulla restituzione vettoriale del rilievo per trasparenza a contatto, completo di contorno generale della roccia incisa. Il software applicativo calcola immediatamente le percentuali di supercie affette dalle varie tipologie di rischio: a sinistra attacchi biologici e percolazione, 31.4 % della supercie; a destra alterazione, distacco e fessurazione, 20% della supercie (archivio Orme dellUomo); 3. Valcamonica, massi di Pat n. 8 e n. 9, disegni di Remo Rachini (da Poggiani Keller 2007).

propri oggetti archeologici, che debbono essere indagati con gli stessi mezzi che si applicano a un reperto, a una struttura o a un deposito straticato, in denitiva tramite il disegno archeologico, cio il rilievo. Il rilievo per trasparenza a contatto sta allarte rupestre cos come il disegno archeologico sta al manufatto, sia esso pertinente allindustria litica, alla ceramica o allartigianato dei metalli. Il disegno archeologico non la riproduzione della realt sica del pezzo, ma un rilievo graco che ne consente la denizione tipologica. Infatti, un disegno eseguito secondo le convenzioni e le norme adottate in campo archeologico fornisce sempre un numero maggiore di informazioni rispetto alla fotograa, informazioni che consentono lo studio delloggetto (cfr., e.g., Grifths et alii 1991, p. 1). Lo stesso principio deve valere per larte rupestre. A questo proposito possiamo richiamare laffermazione di Andrea Carandini, secondo cui Il disegno archeologico non una rappresentazione pi o meno realistica della realt, ma una rafgurazione pi o meno realistica della realt interpretata nelle sue componenti e nelle sue relazioni fra di esse. dunque un disegno scientico (...). Per questa ragione gran parte della documentazione graca non pu essere delegata a disegnatori o architetti, ma deve essere realizzata dallarcheologo (Carandini 1981, p.106). Carandini difende con queste parole il disegno archeologico dai sostenitori di un uso prevalente o addirittura esclusivo della fotogrammetria. E daltra parte anche lapplicazione di tecnologie informatiche per la realizzazione di fotopiani vettorializzati e georeferenziati, a documentazione dello scavo archeologico, ha dimostrato che alle riprese metriche o digitali necessario afancare una verica sul terreno dei limiti dei vari strati, se non addirittura la realizzazione di planimetrie manuali, poich in nessun caso la tecnologia pu sostituire locchio umano nelloperazione di lettura, registrazione e interpretazione della traccia archeologica. Anche in questo caso la restituzione sfrutta la simbologia codicata per esprimere la complessa morfologia

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del terreno, altrimenti illeggibile su foto zenitale, esattamente come accade nella produzione delle carte topograche per le quali, pur avvalendosi di riprese zenitali ortofotograche, ci si afda ad una rappresentazione graca interpretata e dunque simbolica del paesaggio. Dovendo affrontare unanalisi iconograca di dettaglio di una roccia incisa86 e riutando il metodo del rilievo a contatto, risultato inevitabile per la S.A.L. rivolgersi ad una serie di tecniche diverse, talvolta addirittura obsolete, come avvenuto nel corso delle comunicazioni alla predetta XLII Riunione scientica dellIIPP, dove sono stati presentati alcuni elementi iconograci di tre monumenti incisi della Valcamonica: i Corni Freschi, Pat 1 e la nuova roccia con mappa di Bedolina87. Per i 15 pugnali incisi sul masso dei Corni Freschi, scoperti in seguito al sondaggio del 200288, stato presentato un disegno a contorno, metodo utilizzato da Glob negli anni 50 del secolo scorso, successivamente abbandonato perch inadatto a documentare la tecnica di esecuzione delle gure, ossia le picchiettature di varie dimensioni e profondit. Per Pat 1 stata mostrata una rielaborazione graca costituita da un disegno puntinato e colorato tratto da frottage di parte della supercie incisa, dalla quale emergerebbe la sovrapposizione di una gura di pugnale di tipo Remedello - no ad ora attribuito allo stile III A1 (2900-2500 a.C. ca.) - a gure antropomorfe a corpo triangolare caratteristiche dello stile III A2 (2500-2200 a.C. ca.), presentata a riprova della problematicit della datazione stilistica proposta da studiosi che utilizzano il metodo del rilievo a contatto89. Luso del frottage stato stigmatizzato gi da una trentina danni, in quanto offre una resa spesso problematica e contraddittoria delle sovrapposizioni. Attualmente viene utilizzato tutto al pi come strumento didattico o espositivo90. Tutto ci in sostanza per chiarire quanto nessu-

na tecnica di documentazione cromatica o metrica, n il rilievo fotograco, n quello stereofotogrammetrico, n tanto meno quello laser 3D, siano in grado di produrre (come non hanno del resto mai prodotto) di per s una restituzione interpretativa e scienticamente afdabile del repertorio iconograco presente su di una roccia incisa. Si tratta di una documentazione indubbiamente assai utile e di potenziale effetto in sede divulgativa e di esposizione museale, utilizzabile anche come base di lavoro per una successiva restituzione graca, ma in questo caso, dove peraltro sarebbe sufciente e meno dispendiosa una pi semplice ripresa digitale bidimensionale ad alta o altissima risoluzione, possibilmente abbinata al contatto diretto con la supercie incisa originale, sar necessario seguire la stessa catena operativa di un rilievo manuale per trasparenza a contatto. Ci si trover, infatti, sempre e comunque a dovere rimarcare il contrasto, con maggiore o minore accuratezza, a dover riprodurre cio, vuoi con il pennarello da una parte o con il mouse o una tavoletta graca dallaltra, i contorni delle gure incise e/o la tessitura interna dei colpi di picchiettatura; non sar in alcun modo possibile eliminare la fase del riconoscimento interpretativo e della restituzione simbolica. La bacchetta magica della restituzione automatica sembra essere una chimera tecnologica e appare anche francamente prematuro, allo stato presente dellarte, il preteso pensionamento anticipato di catene operative per le quali, ad oggi, non sembrano essere presenti alternative efcaci. N daltra parte lo stesso rilievo manuale per trasparenza a contatto alieno dalla rivoluzione digitale, grazie alla quale, al contrario, pu utilmente giovarsi delle tecniche di graca computerizzata, sia tramite la trasformazione in oggetti vettoriali (Arc 2005) della riproduzione dei segni incisi, che nei vari passaggi della produzione, archiviazione e comunicazione del materiale graco.

Anche a fronte della notevole mole di reperti e monumenti che attendono da tempo di essere documentati, quali ad esempio le numerose stele rinvenute negli ultimi anni a Cemmo e a Pat, senza contare le 90 rocce del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, per la maggior parte ancora sostanzialmente inedite. I massi incisi o le composizioni monumentali di stile III A sono sempre stati prontamente pubblicati a breve o brevissima distanza dalla loro scoperta, non mai successo che un numero cos cospicuo (forse una cinquantina, secondo alcuni anche di pi, un numero comunque superiore a tutto quello scoperto in precedenza) permanga inedito, in alcuni casi ormai da quindici anni, e ci riferiamo non a quei massi ancora inseriti a volte in giacitura primaria, a volte in giacitura secondaria, in uno scavo non ancora concluso, ma a quelli rinvenuti gi decontestualizzati o gi prelevati dal sito. 87 L. Malnati, R. Poggiani Keller, Le ricerche sullarte rupestre: questioni di metodo, relazione presentata alla XLII Riunione Scientica Larte preistorica in Italia, Trento, 12 ottobre 2007.
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La nuova scoperta stata presentata in diversi convegni, ma non ci nota alcuna pubblicazione in merito. 89 Per la cronologia delle fasi III A 1 e III A 2, denite per la prima volta a seguito della scoperta di Cemmo 3 e Cemmo 4 (de Marinis 1988a), cfr. i diversi contributi e le schede delle statue stele e massi incisi di Valcamonica e Valtellina in Casini 1994. 90 Anche i rilievi delle pietre Pat 8 e Pat 9 (Poggiani Keller 2006, g. 5) e di Cemmo 10 (presente sulla locandina della mostra Incisioni e siti rupestri della Valcamonica: nuove prospettive di ricerca, allestita presso la sede della S.A.L. a Milano, ottobre 2003 - gennaio 2004) sono disegni ottenuti dal frottage ad opera di Remo Rachini (gg. 12.3; 3.2).
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CONCLUSIONI
Chiarito come ogni tipo di documentazione sia spesso incompatibile, come naturale, con il soddisfacimento di esigenze nate da diversi ambiti di applicazione; stabilito che loptimum teorico dato dallutilizzo incrociato di tutte le metodologie possibili, purch efcaci per uno specico scopo, e auspicato inne il principio secondo il quale ogni diversa metodologia dovrebbe contribuire allarricchimento del patrimonio della ricerca archeologica e non al suo impoverimento tramite leliminazione degli elementi concomitanti o concorrenti, ci si pu domandare a questo punto quale sia la strada da percorrere per garantire agli studiosi di arte rupestre la fattivit di uno studio analitico dei monumenti incisi, strutturato secondo la seguente catena operativa (Arc e Fossati 2006): 1. scoperta, derivante da campagne di ricognizione, scavi archeologici o dati etno-topograci; 2. documentazione fotograca preliminare e analisi conservativa, da effettuarsi prima di qualsiasi intervento di pulizia e restauro; 3. pulizia ed eventuale restauro conservativo; 4. rilievo per trasparenza a contatto delle incisioni e delle sovrapposizioni; 5. documentazione fotograca a luce radente naturale e articiale; 6. catalogazione del sito, della roccia e delle singole gure e delle loro relazioni; 7. elaborazione delle immagini digitalizzate e dei rilievi; 8. studio, che includa confronti archeologici, attribuzioni cronologiche relative e assolute e proposte interpretative; la parte pi complessa nellanalisi delle incisioni rupestri riguarda le sovrapposizioni delle gure, che a volte formano un vero e proprio palinsesto quasi inestricabile e che debbono essere lette come una stratigraa archeologica; la loro comprensione, infatti, determinante per la formulazione delle cronologie; 9. pubblicazione dei risultati in tutte le forme attualmente disponibili e valorizzazione dei monumenti attraverso la presentazione al grande pubblico degli strumenti utili alla comprensione delle rafgurazioni. Su queste basi sarebbe in conclusione importante chiarire quale sia la posizione della S.A.L. rispetto allutilizzo delle tecniche tradizionalmente utilizzate per il rilevamento iconograco, ritenute irrinunciabili dalla maggioranza degli studiosi, e come si possa procedere per strutturare un programma di rilevamento in grado di tenere conto delle necessit dello studio archeologico rupestre, cos come evidenziato nel presente contributo, anche nella prospettiva della realizzazione a lunga scadenza dellauspicato Corpus dellarte rupestre

del complesso petroglico Camuno-Tellino, Corpus che non potrebbe in alcun modo prescindere da una solida base di studi e confronti iconograci.

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