Sei sulla pagina 1di 368

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

1. Definizioni
Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
1. 2. 3. 4. 5. Definizione di carta geografica Caratteristiche principali delle carte Il concetto di scala Applicazioni della cartografia Tipi di carte

Cos una carta (geografica)?

Cos una carta (geografica)?

Cos una carta (geografica)?

Cos una carta (geografica)?

Cos una carta ?


Una prima definizione pu essere quella formulata dal matematico torinese Lagrange nel 1720:

Una carta geografica un disegno in piano, che rappresenta la superficie terrestre o una parte di essa.

Cos una carta?


Volendo fornire una definizione pi articolata: Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre.
La definizione completa secondo la definizione dell Associazione Internazionale di Cartografia (1950): Una carta la rappresentazione in piano dei fenomeni e delle condizioni di fatto della Terra, degli altri corpi celesti o del cosmo, resa in proiezione orizzontale, rimpicciolita, semplificata, generalizzata e dichiarata nei suoi segni.

Cos la cartografia
La cartografia linsieme delle operazioni tecniche, scientifiche e dimostrative atte ad elaborare carte e a permetterne la lettura e luso. o pi compiutamente: La cartografia linsieme degli studi e delle operazioni scientifiche, artistiche e tecniche che si svolgono a partire dai risultati delle osservazioni dirette o dalla utilizzazione di una documentazione, al fine di elaborare ed allestire carte, piante e altri modi despressione, nonch al fine del loro uso. (Associazione Internazionale di Cartografia, 1966)

Dalla superficie terrestre alla carta


Per produrre la rappresentazione sul piano di entit e fenomeni che giacciono sulla superficie terrestre, la cartografia ha bisogno dellausilio di altre scienze, in un rapporto di stretta interdipendenza: geodesia, topografia, fotogrammetria.
Foto gramme tria GPS Topo grafia

Carto grafia Geo desia

Geodesia
Studio della forma e delle dimensioni della Terra Scelta di modelli semplificati della Terra Valutazione degli scarti esistenti tra la forma approssimata e quella reale della Terra

Topografia
Localizzazione esatta di entit sulla superficie terrestre Misurazione delle posizioni relative di entit sulla superficie terrestre

Fotogrammetria
Localizzazione di entit sulla superficie terrestre, facendo riferimento alla loro posizione rilevabile su immagini aerofotografiche

Cartografia
Proiezioni cartografiche
Definizione di regole matematiche per la proiezione della superficie terrestre (curva) su di un piano cartesiano Studio e valutazione delle deformazioni introdotte dalla proiezione cartografica adottata

Simbologia convenzionale Layout cartografico

La parola carta
Nelle lingue europee la carta geografica prende nome da due diversi vocaboli latini: Charta (cio foglio o lamina sottile, nonch quanto di scritto sopra, quindi per estensione scritto in genere): carta (italiano), carte (francese), Karte (tedesco), kart (russo), chart (inglese, nel senso di carta nautica). Mappa (cio tovaglia, salvietta): map (inglese), mapa (spagnolo e portoghese), mappa (italiano, nel senso di carta catastale). Nel periodo romano veniva utilizzato il termine tabula e forma, nel Medioevo Mappa mundi, tavola, pittura o figura.

Caratteristiche delle carte


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre. Il trasferimento delle informazioni dalla superficie terrestre al piano della carta avviene secondo determinate regole geometriche dette proiezioni geografiche.

Caratteristiche delle carte


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre. Per evidenti motivi pratici, la carta una rappresentazione ridotta degli oggetti e degli spazi terrestri. Il grado di riduzione rispetto alla realt espresso dalla scala della carta.

Caratteristiche delle carte


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre. Il passaggio dalla superficie sferica della Terra alla una rappresentazione in piano comporta necessariamente una deformazione.

Caratteristiche delle carte


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre.
Inoltre, la riduzione delle dimensioni comporta necessariamente una generalizzazione della rappresentazione rispetto alla realt e comprende due distinte operazioni: leliminazione di molti elementi reali della superficie terrestre (selezione), leliminazione di particolari di essi (semplificazione).

Il grado di semplificazione dipende dalla scala della carta o da una selezione tematica degli elementi rappresentati.

Caratteristiche delle carte


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre. La cartografia, sempre a causa della riduzione delle dimensioni, una rappresentazione convenzionale, in quanto gli oggetti e i fenomeni reali sono figurati per mezzo di segni grafici con valore semantico prestabilito (simboli o segni convenzionali).

Caratteristiche delle carte


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre.

Scala della carta


La scala di una carta definisce il grado di riduzione delle dimensioni lineari di una carta rispetto alla realt. La scala il rapporto tra le lunghezze sulla carta (distanze grafiche) e le corrispondenti lunghezze reali, quali risultano in proiezione sul piano orizzontale (distanze naturali). La scala di una carta pu essere espressa in due modi: scala numerica e scala grafica.

Scala numerica
E rappresentata da una frazione che indica il rapporto di riduzione. La scala numerica di una carta (S) il rapporto tra le distanze grafiche sulla carta (d) e le corrispondenti distanze naturali (D) espressa in forma di frazione con numeratore sempre pari allunit (il numeratore indica le distanze sulla carta, il denominatore le distanze reali). S = d/ D oppure in forma di proporzione d : D = 1 : n
Esempi: d = 4 cm, D = 1 km, S= 1 : 25.000 scala 1:10.000, cio 1 unit di distanza sulla carta corrisponde a 10000 unit di distanza sulla superficie terrestre (1 cm corrisponde a 100 m)

Scala numerica
Per calcolare una distanza reale (naturale) necessario moltiplicare la distanza misurata sulla carta per il denominatore della scala. d : X = 1 : n cio x = d x N Ad esempio, la distanza in linea daria tra Piazza della Signoria e Piazza San Marco di circa 4 cm misurata su una carta in scala 1:25.000. Dopo aver fatto i calcoli e le opportune equivalenze le due piazze distano tra loro circa 1 kilometro. 4 cm x 25.000 = 100.000 cm = 1 km

4 cm scala 1:25.000

Scala numerica
Per calcolare la scala di una carta necessario fare il rapporto tra una distanza misurata sulla carta e la corrispondente distanza reale. d:D=1:X

5 cm 500 m

Ad esempio, la distanza in linea daria tra Palazzo Fenzi e Piazza Brunelleschi di circa 500 metri, mentre la misura sulla carta di 5 cm. Dopo aver fatto le opportune equivalenze si ottiene che la scala della carta 1:10.000. 5 cm/500 m 5 cm/50000 cm 1/10000 cio 1:10.000

Scala grafica
E detto scala grafica il segmento graduato con lindicazione del valore delle distanze reali in corrispondenza dei segni di divisione.

Scala 1:250.000 1 km = 4 mm 2 km = 8 mm 10 km = 4 cm

Scala grafica
Oltre a consentire un apprezzamento visivo delle distanze reali, la scala grafica facilita la lettura di carte riprodotte fotograficamente o in modo digitale, dato che il segmento della scala viene ridotto o ingrandito con la stessa proporzione della carta.

Classificazione delle carte secondo la scala


Grande scala e piccola scala Si parla di carte a grande scala quando il rapporto 1/n grande, cio quando il denominatore piccolo (minore riduzione), di carte a piccola scala quando il rapporto 1/n grande, cio quando il denominatore grande (maggiore riduzione).

Classificazione delle carte secondo la scala


In generale possibile classificare le carte secondo la scala (si tratta di denominazioni puramente indicative): Piante, mappe, carte tecniche (grandissima scala) 1:500/1:1.000 1:10.000 Carte topografiche (grande scala) 1:10.000 1:100.000/1:200.000 Carte corografiche (media scala) 1:200.000 1:1.000.000 Carte generali o geografiche (piccola scala) 1:1.000.000 1:5.000.000 Carte geografiche, mappamondi, planisferi (piccolissima scala) 1:5.000.000 1:100.000.000 NB: a scale diverse corrispondono differenti utilizzi.

Classificazione delle carte

Pianta 1:500

Carta tecnica 1:2.000

Classificazione delle carte

Carta tecnica 1:10.000

Carta topografica 1:25.000

Classificazione delle carte

Carta corografica

Carta geografica

Classificazione delle carte

Planisfero

Requisiti delle carte


Requisiti fondamentali delle carte sono: Chiarezza insieme delle informazioni contenute in rapporto alla facilit di lettura delle carta. Completezza: massimo insieme di particolari che la carta pu fornire in rapporto alla scala. Precisione possibilit nella rappresentazione di riportare ogni particolare nella sua esatta posizione. Questi tre elementi sono in relazione con la scala della carta.

Precisione delle carte


La precisione di una carta (a grande scala) si esprime in base a due parametri, normalmente rilevabili dal capitolato in base al quale e' stata costruita la carta: Grado di risoluzione Errore massimo di posizionamento E importante considerare che la precisione della determinata carta non varia, riducendo o ingrandendo la carta (es. fotocopia o GIS).

Grado di risoluzione
Il grado di risoluzione, cio la dimensione lineare del particolare pi piccolo rappresentabile, dato dal minimo spessore del tratto grafico con cui la carta viene disegnata, e viene assunto, per convenzione, uguale a 0,2 mm sulla carta (errore di graficismo). Al di sotto di questi valori si ricorrer a simboli convenzionali.
Es: 2 metri per una carta in scala 1:10.000.

Errore massimo di posizionamento


Lerrore massimo di posizionamento di un punto, che tipicamente di 0,5 mm sulla carta, rappresenta il diametro del cerchio al cui interno il punto sicuramente contenuto; ovvero corrisponde allincertezza con cui rappresentata la posizione di un generico punto. Es: 5 metri per una carta in scala 1:10.000.

Ingrandimenti e riduzioni di carte


Scala 1:5.000 : err.pos. = 2.5 m Scala 1:10.000: err.pos. = 5 m ris. = 1 m ris. = 2 m

Riduzione (fotocopia o GIS) da 1:5000 a 1:10000 Errore di posizionamento 2.5 m terreno (errore del 5000) Ingrandimento (fotocopia o GIS) da 1:10000 a 1:5000 Errore di posizionamento 5 m terreno (errore del 10000) incompatibile con quello massimo ammesso per il 5000 (2.5 m terreno) e forse non tollerabile per gli usi che si vogliono fare della carta. Risoluzione 2 m terreno (risoluzione del 10000) si ha una perdita di informazione rispetto a quella rappresentabile tipicamente su di una carta in scala 1:5000, dove sarebbero cartografati elementi di dimensione minima di 1 m terreno.

Utilizzi delle carte


Fin dallantichit le carte sono state utilizzate dalluomo per rappresentare la superficie terrestre, per diversi fini: pratici scientifici culturali Luso delle carte strettamente legato alla geografia, in quanto scienza che studia la superficie terrestre, occupandosi di descriverla e di spiegarne gli aspetti, ma funzionale anche a tutte le discipline necessitano di localizzare fenomeni e di riconoscerne la distribuzione spaziale.

Bibliografia
A. Sestini, Cartografia generale, Bologna, Patron, 1981, pp. 67-87, 186-190, 205-209. S. Perego, Appunti di cartografia ad uso degli Studenti di Scienze Geologiche e Scienze Naturali, Parma, Santa Croce, 1999, pp. 1117. E. Lavagna, G. Lucarno, Geocartografia. Guida alla lettura delle carte geotopografiche, Bologna, Zanichelli, 2007, pp. 3-4, 41-45.

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

2. Cenni di geodesia
Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
1. 2. 3. 4. Forma e dimensioni della Terra Geoide ed ellissoide Sistemi di riferimento Sistemi di riferimento usati in Italia

Geodesia
La parola geodesia deriva dal greco ("terra") e (dividere"). La geodesia la scienza che studia: la forma e la dimensione della Terra, la definizione di modelli semplificati della Terra (geodesia teorica) la determinazione della posizione esatta di punti sulla superficie della terra (geodesia pratica).

Le dimensioni della Terra


Raggio Equatoriale (a) Raggio Polare (b) Differenza (a - b) Schiacciamento (a = [a - b]/a) Circonferenza equatoriale Lunghezza del Meridiano Superficie Volume Monte Everest Fossa di Emden Km 6.378,4 Km 6.356,9 Km 21.5 1/297 Km 40.076,6 Km 40.008,9 Km2 509.950,414 Km3 1.083.000.000 m 8.882 m -10.793

La forma della Terra


La forma della Terra in prima approssimazione sferica. La dimostrazione definitiva risale al XVI secolo quando i grandi viaggi oceani portarono alla prima circumnavigazione del globo terrestre (Magellano, Pigafetta). In realt, gi nellantichit alcuni scienziati tra cui Eratostene di Cirene (III sec. a.C.) avevano sostenuto la sfericit della Terra, arrivando a determinarne le dimensioni con notevole precisione tramite procedimenti geometrici e astronomici.

La forma della Terra


A sostegno della tesi sulla sfericit della Terra, prima dellosservazione del pianeta dallo spazio, furono addotte come prove:
la scomparsa/comparsa progressiva delle navi sullorizzonte lombra circolare proiettata dalla Terra durante le eclissi di Luna

In realt, la Terra non un sfera perfetta, ma leggermente schiacciata in corrispondenza dei poli e rigonfia allEquatore, a causa delleffetto centrifugo indotto sulla sua massa dalla forza di rotazione. Il solido geometrico che meglio approssima la forma della Terra quindi un ellissoide con il diametro equatoriale maggiore del diametro polare. Il rapporto tra la differenza tra i due diametri e il diametro equatoriale detto indice di eccentricit o schiacciamento (flattening).

La forma della Terra: il geoide


La forma della Terra deriva da molteplici forze (di attrazione gravitazionale, legate ai movimenti di rotazione e traslazione, ecc.) che agiscono sulle sue masse (in parte solide ed in parte fluide) ed ha quindi una forma irregolare. Il solido che descrive pi fedelmente la forma della Terra il geoide. Il geoide non ha forma descrivibile in termini geometrici ed generalmente definito come superficie equipotenziale del campo gravitazionale terrestre, coincidente con il pelo libero delle acque, se i mari e gli oceani potessero passare attraverso le terre emerse. La superficie geodica in ogni punto perpendicolare alla direzione della forza di gravit.

La forma della Terra: il geoide

Landamento della superficie geoidica risente della distribuzione delle masse, e reagisce alla presenza/mancanza di massa (montagne attraggono verso lalto la superficie, fosse producono avvallamenti nella superficie). Misure geofisiche e gravimetriche consentono di rilevare variazioni dellattrazione gravitazionale e di definire la forma della superficie geoidica.

La forma della Terra: il geoide


E' possibile studiare il geoide misurandone gli scarti (ondulazioni) rispetto alla superficie che meglio approssima la superficie geoidica: l'ellissoide di rotazione con semiasse polare minore di quello equatoriale.
Tramite le misure geofisiche e gravimetriche cui si accennato si arriva alla determinazione di modelli del geoide (EGM96, nel caso della figura; ITALGEOanno per lItalia) in base ai quali vengono misurate le ondulazioni rispetto alla superficie ellissoidica di riferimento.

Ellissoide I
Lellissoide di rotazione il solido descrivibile in termini geometrici e matematici che meglio approssima la forma reale della Terra e per questo viene a costituire la superficie di base per le rappresentazioni cartografiche (superficie di riferimento). Lellissoide di riferimento un ellissoide di rotazione con semiasse polare minore di quello equatoriale (schiacciamento polare).

Ellissoide II
L'ellissoide definito nella forma e nelle dimensioni quando si conoscano la lunghezza del semiasse maggiore (a) e lo schiacciamento (flattening), cio il rapporto tra la differenza tra i due semiassi e il semiasse maggiore.

a -b = a
a b semiasse maggiore = raggio equatoriale semiasse minore = raggio polare

Ellissoide III
x +y z + 2 = 2 a b
2 2 2

Equazione dellellissoide avente 1 semiasse maggiore a e semiasse minore b

Raggio del parallelo di latitudine j Eccentricit

r=

a cos 1 e 2 sen 2

a - b Schiacciamento = a
=
N b H O r C Q N P E S

e=

a2 b2 a2
2

Raggio di curvatura del meridiano, a(1 e ) o raggio di curvatura minore (intersezione dellellissoide con il ( 1 e 2 sen 2 ) 3 piano contenente il meridiano).

Gran Normale, o raggio di curvatura maggiore (intersezione dellellissoide con il piano contenente la verticale al punto P e ortogonale al piano contenente il meridiano)

N=

a 1 e 2 sen 2

Ellissoidi principali
Storicamente, con il progredire delle scienze e della tecnica, sono stati definiti diversi tipi di ellissoide, poco differenziati gli uni dagli altri.
Ellissoide Semiasse maggiore a Schiacciamento a

EVEREST (1830) BESSEL (1841) CLARKE (1866) CLARKE (1880) HELMERT (1906) HAYFORD (1909) KRASSOVSKY (1942) FISCHER (1960) WGS84 (1987)

6.377.276 6.377.397 6.378.206 6.378.301 6.378.140 6.378.388 6.378.245 6.378.160 6.378.137

m m m m m m m m m

1/300.8 1/299.2 1/294.9 1/293.5 1/298.3 1/297.0 1/298.3 1/298.3 1/298.3

Lellissoide di Hayford fu adottato nel 1924 dallUnione Geodetica e Geofisica Internazionale con la denominazione di ellissoide internazionale.

Superfici topografica, geoidica ed ellissoidica


La superficie geoidica quella che percepiamo studiando lattrazione gravitazionale. La superficie ellissoidica una astrazione matematica, una semplificazione che noi adottiamo per sostituire la vera Terra con un modello che siamo in grado di descrivere analiticamente. La superficie topografica quella che noi vediamo.

Posizionamento
Per localizzare in modo esatto un punto sulla superficie terrestre o meglio la sua proiezione sullellissoide di riferimento necessario utilizzare un sistema di coordinate. In base ai sistemi di coordinate pu essere stabilita una corrispondenza biunivoca tra i punti della superficie terrestre e i punti rappresentati sulla carta. Il pi semplice (e intuitivo) sistema basato sulle coordinate angolari riferite alla Terra nel suo complesso e si basa sulle propriet geometriche della sfera. Considerando la Terra come una sfera perfetta, ogni piano passante per il suo centro individua una superficie detta circolo massimo. I circoli massimi: sono le pi grandi circonferenze tracciabili sulla sfera terrestre; sono in numero infinito. Gli archi di circolo massimo passante per due punti della superficie terrestre individua la distanza pi breve tra i due punti.

Posizionamento: meridiani e paralleli


I poli sono definiti come punti di intersezione tra lasse di rotazione terrestre e la superficie della sfera. I meridiani sono le (infinite) semicirconferenze massime, passanti per entrambi i poli. Riferendosi ad un punto qualsiasi della superficie, chiamiamo meridiano la semicirconferenza che passa per tale punto e per i due poli. Il meridiano opposto detto antimeridiano.

Posizionamento: meridiani e paralleli


I paralleli sono circoli individuati sulla superficie sulla superficie terrestre da piani perpendicolari allasse terrestre e appunto per questo sono tutti paralleli fra di loro. Il parallelo massimo lEquatore, lunico parallelo che sia un circolo massimo. E equidistante dai poli dividendo la Terra nei due emisferi boreale e australe. I paralleli tagliano perpendicolarmente i meridiani e sono di lunghezza progressivamente minore allontanandosi dallEquatore in direzione dei poli.

Posizionamento: reticolato geografico


I meridiani e i paralleli si intersecano ad angolo retto e definiscono una una griglia detta reticolato geografico.
La posizione di un punto sulla superficie terrestre si pu essere definita mediante due valori angolari detti coordinate geografiche: la latitudine e la longitudine. Tali valori consentono di stabilire una corrispondenza biunivoca tra i punti della superficie terrestre e i corrispondenti punti rappresentati sulla carta.

Posizionamento: latitudine
La latitudine il valore angolare dellarco di meridiano compreso tra un punto e lequatore o, meglio, il valore dellangolo che la normale allellissoide in punto forma con il piano equatoriale. Si indica convenzionalmente con la lettera greca (phi) e varia da 0 (equatore) a 90 (polo) nord o sud a seconda che il punto sia rispettivamente nellemisfero boreale o australe.

Posizionamento: longitudine
La longitudine il valore angolare dellarco di parallelo compreso tra un punto e il meridiano di riferimento. Si indica convenzionalmente con la lettera greca (lambda) e varia da 0 a 180 est o ovest rispetto al meridiano di riferimento passante per Greenwich (Londra).

Posizionamento: coordinate geografiche


I valori delle coordinate geografiche possono essere espressi con diverse notazioni: Gradi sessagesimali(), con sottomultipli espressi nel sistema sessagesimale:
minuti (), pari a 1/60 di grado secondi (), pari a 1/60 di minuto
Ad esempio: Latitudine 45 36' 50 N, Longitudine 8 57' 40 E.

Gradi decimali, con sottomultipli espressi nel sistema decimale


Ad esempio: Latitudine 45.61395 N, Longitudine 8.96118 E

Sistema di riferimento I
I valori delle coordinate che individuano la posizione di un punto sulla superficie terrestre non sono universalmente validi, ma dipendono da determinati parametri (tipo di ellissoide scelto come superficie di riferimento, posizionamento dellellissoide rispetto alla superficie geoidica). E pertanto necessario definire un sistema di riferimento planimetrico o datum, cio un insieme di misure e regole che consentono di determinare in maniera univoca la posizione di un punto sulla superficie terrestre. Un datum, un modello semplificato e noto della Terra, adeguato per le esigenze di produzione cartografica.

Sistema di riferimento II
Un Datum definito da: ellissoide, definito univocamente dai suoi semiassi maggiore e minore, o da uno di essi e dallo schiacciamento, definizione del posizionamento e dellorientamento dellellissoide rispetto al geoide, rete compensata di punti, estesa sullarea di interesse (rete geodetica).

Sistema di riferimento III


A seconda della posizione (orientamento) dellellissoide rispetto al geoide si distinguono: sistemi di riferimento globale, validi universalmente per tutta la superficie terrestre; sistemi di riferimento locale, validi per porzioni limitate (pi o meno ristrette) della superficie terrestre.

In azzurro superficie geoidica. In rosso ellissoide orientato localmente. In verde ellissoide geocentrico.

Sistema di riferimento IV

Nelle immagini illustrata la differenza tra ellissoide locale ed ellissoide geocentrico (a sinistra) e tra due ellissoidi locali (a destra).

La differenza tra il valore h riferito allellissoide (altezza ellissoidica) e il valore H relativo al geoide (altezza geoidica) descrive le ondulazioni geoidiche.

Sistema di riferimento V
La verticale al geoide, coincidente con la direzione del filo a piombo, non necessariamente coincide con la verticale geometrica allellissoide. Langolo tra le due verticali si chiama deflessione (o deviazione) della verticale. Tali deviazioni sono prodotte dalle ondulazioni geoidiche e hanno valori compresi tra 10" (aree pianeggianti) or 20-50" (aree montane).

Orientamento ellissoide locale I


Lellissoide pu essere orientato rispetto al geoide in modo che in un certo punto sia garantita la tangenza tra le due superfici e la coincidenza tra la verticale geoidica e la verticale ellissoidica (orientamento forte).

La cartografia prodotta proiettando sul piano tale superficie ellissoidica risulta particolarmente affidabile per tutto il territorio circostante il punto di tangenza, ma per contro ha validit solo per porzioni limitate della superficie terrestre.

Orientamento ellissoide locale II


Lellissoide pu essere orientato rispetto al geoide in modo che non vi sia un punto in cui garantita la tangenza tra le due superfici, e in cui si abbia la coincidenza tra la verticale geoidica e la verticale ellissoidica, ma si abbia piuttosto una posizionamento reciproca per cui gli scarti tra le due superfici risultino minimi per una vasta estensione di territorio (orientamento debole o medio). La cartografia prodotta proiettando sul piano tale superficie ellissoidica risulter sufficientemente affidabile per un vasto territorio circostante il punto di contatto, pur non avendo le caratteristiche di precisione tipiche di un sistema geodetico locale con orientamento forte.

Ellissoide geocentrico
Lellissoide pu essere orientato rispetto al geoide in modo che vi sia coincidenza tra il centro dellellissoide ed il centro di massa del geoide, e quindi non sia garantita la tangenza tra le due superfici e non si abbia alcun punto in cui sia imposta la coincidenza tra la verticale geoidica e la verticale ellissoidica. Lellissoide geocentrico risulta il miglior sistema di riferimento per lintero pianeta (orientamento geocentrico o globale). La cartografia prodotta proiettando sul piano tale superficie ellissoidica, a causa dei maggiori scarti esistenti tra la superficie ellissoidica e quella geoidica, risulta relativamente meno precisa, ma basata su un unico sistema di riferimento per lintero pianeta. Per la determinazione delle quote indispensabile studiare gli scarti tra ellissoide e geoide (ondulazioni).

Sistemi di riferimento utilizzati in Italia


Sistema Roma ante 1940 e catastale
(ellissoide di Bessel, orientamento Genova, Roma, Castanea delle Furie)

Sistema nazionale Roma 1940


(ellissoide internazionale, orientamento forte Monte Mario)

Sistema europeo European Datum 1950


(ellissoide internazionale, orientamento debole Potsdam)

Sistema globale World Geodetic System 1984


(ellissoide geocentrico)

Sistemi dinamici ITRS e ETRS


(ellissoide geocentrico, realizzazione basata su stazioni permanenti con coordinate variabili nel tempo)

Sistema di riferimento Roma ante 40 Sistema catastale


Ellissoide di Bessel Orientamento locale in tre punti diversi:
Genova Roma Castanea delle Furie (ME)

Rete di triangolazione compensata 19081919 Proiezione associata: Sanson-Flamsteed policentrica Da questo datum utilizzato in Italia tra la fine dell800 e gli anni Quaranta del 900, deriva anche il sistema di riferimento catastale (orientamento a Genova, Istituto idrografico della Marina, def. 1902).

Sistema di riferimento nazionale Roma40


Ellissoide Internazionale di Hayford (Hayford 1909 / Internazionale 1924) Orientamento in corrispondenza dellOsservatorio Astronomico di Roma Monte Mario Rete geodetica basata sulla compensazione 1908-1919 e successivamente trasformata Proiezione associata: Gauss-Boaga (Mercatore trasversa in due fusi)

ellissoide tangente al geoide in corrispondenza dellosservatorio, ed attribuzione a tale punto delle coordinate geografiche ricavate da misure astronomiche; coincidenza nel punto di tangenza, o punto di emanazione, tra la verticale geoidica e la verticale ellissoidica, e conseguente minimizzazione tra le deviazioni della verticale e gli scarti tra superficie geoidica ed ellissoidica su tutto il territorio interessato.

Sistema di riferimento europeo European Datum 1950 (ED50)


Ellissoide Internazionale di Hayford (Hayford 1909 / Internazionale 1924) Orientamento in corrispondenza dellOsservatorio Astronomico di Potsdam (Berlino) Proiezione associata: Universal Transverse Mercator (Mercatore traversa in 60 fusi)
ellissoide legato al geoide in corrispondenza dellosservatorio, ed attribuzione a tale punto delle coordinate geografiche ricavate da misure astronomiche; deviazione della verticale, ovvero scarto tra la verticale geoidica e la verticale ellissoidica, media per tutto il territorio europeo.

Sistema di riferimento continentali


Oggi si sta generalizzando l'impiego di sistemi di riferimento globali, anche per lutilizzo di sistemi di posizionamento satellitare. I sistemi di riferimento locale con validit nazionale o continentale sono comunque ancora in uso in molti Paesi. Ne sono stati censiti circa 150 diversi.

Sistema di riferimento globale


World Geodetic System (WGS84)
Ellissoide WGS84 Geocentrico Proiezione associata: Universal Transverse Mercator (Mercatore traversa in 60 fusi) Discordanza tra quote geoidiche e quote ellissoidiche e relativa necessit di stimare gli scarti esistenti (ondulazioni) Le misure GPS sono riferite al sistema WGS84.
Il sistema WGS 84 si basa su una terna cartesiana di coordinate XYZ: origine coincidente con il centro di massa della Terra, asse Z coincidente con lasse di rotazione terrestre asse X orientato sul meridiano di Greenwich La posizione di un punto sulla superficie dellellissoide pu essere espressa sia in coordinate cartesiane (x,y,z) che in coordinate geografiche (,,h).

Sistema di riferimento globale


International Terrestrial Reference System (ITRS)
Il sistema WGS84 costantemente allineato all International Terrestrial Reference System (ITRS), o meglio ad una sua realizzazione (frame), con scarti di ordine decimetrico. LInternational Terrestrial Reference System (ITRS) un sistema di riferimento dinamico, che prende i movimenti legati alla deriva dei continenti ed determinato sulla base di una rete mondiali di stazioni permanenti (reti GNSS, VLBI, SLR, e DORIS). Ogni realizzazione (frame), denominata International Terrestrial Reference Frame anno (ITRFanno; es. ITRF89), costituisce una soluzione del sistema riferita ad un epoca determinata.

Sistema di riferimento
European Terrestrial Reference System (ETRS)
Per il continente europeo, in modo analogo al ITRS che ha validit quasi esclusivamente scientifica, stato definito il sistema European Terrestrial Reference System (ETRS). Si tratta di un datum dinamico, riferito alla realizzazione ITRF89 dellITRS, ed solidale alla piattaforma continentale europea (della quale segue il movimento di deriva). Le coordinate delle stazioni ETRS sono pertanto molto pi stabili nel tempo in quanto sono considerati soltanto i movimenti relativi tra un punto e laltro allinterno del continente europeo Ogni realizzazione (frame), denominata ETRFanno (es. ETRF89), costituisce una soluzione del sistema riferita ad un epoca determinata; le pi importanti sono ETRF89 e ETRF2000. La realizzazione italiana dellETRS costituita dalla rete IGM95, che basata sullETRF89.

Importanza del datum


Punti con le stesse coordinate in datum diversi non necessariamente coincidono Lo stesso punto pu avere coordinate diverse in datum diversi.
Lesigenza di adottare per tutto il pianeta un unico sistema di riferimento ha spinto lesercito americano a definire il WGS84 e a costituire la rete di satelliti che lo implementa (GPS Global Positioning System).

Importanza del datum II


Differenti datum implicano coordinate diverse:

Distanza apparente tra Roma M.M.(WGS84) e Roma M.M.(Roma40): 6.20 m Distanza apparente tra Roma M.M.(ED50) e Roma M.M.(Roma40): 0.99 m Distanza apparente tra Roma M.M.(ED50) e Roma M.M.(WGS84): 5.32 m

Rete geodetica
Per le esigenze cartografiche necessario definire sulla superficie terrestre la posizione spaziale di un notevole numero di punti facilmente individuabili (punti geodetici). Linsieme dei punti geodetici, individuati attraverso il metodo della triangolazione, costituisce la rete geodetica su cui si basa il disegno topografico.

Rete geodetica II
Per triangolazione si intende la procedura geometrica che consiste nella determinazione della posizione di punti prescelti attraverso la misurazione degli angoli formati dalle linee che collegano ciascun punto a quelli circostanti e di alcuni dei lati della serie di triangoli che si viene cos a costituire (basi geodetiche). La determinazione della lunghezza delle basi deve essere estremamente precisa perch da esse, per via trigonometrica, vengono calcolate tutte le altre distanze.

Rete geodetica III


Linsieme di punti geodetici misurati con il pi alto livello di precisione a partire dalle basi geodetiche costituisce la rete geodetica di I ordine o fondamentale. A causa di errori e tolleranze nelle misurazioni effettuate, le coordinate calcolate per gli stessi punti a partire dalle diverse basi vengono ad avere coordinate differenti (sconnessione tra i triangoli che compongono la rete). Per ovviare a tale problema necessario operare una compensazione delle misure, in modo da ripartire tra tutti i punti gli errori e le tolleranze di misura, e ottenere per ciascun punto delle coordinate che risultino quelle statisticamente pi probabili

Rete geodetica IV
A partire dai punti della rete geodetica di primo ordine vengono rilevati con precisioni via via minori altri punti che compongono le reti di II, III e IV ordine.

Errori punti geodetici I ordine II ordine e = 0,6 e = 1,2

III ordine e = 2,0 In Italia i punti geodetici misurati dallIstituto Geografico Militare e dagli altri enti che occupano di cartografia (regioni, Istituto Idrografico della Marina) sono oggi circa 20.000 (catalogo http://www.igmi.org/geodetica/). Con lintroduzione del sistema di riferimento WGS84, lIGM ha costituito una nuova rete geodetica di punti le cui coordinate sono calcolate con il sistema GPS (IGM95).

Punti geodetici
I punti geodetici, le cui coordinate sono note con estrema precisione, costituiscono la base dei rilievi topografici attraverso i quali viene costruita la cartografia. Per ciascun punto appartenente alle reti trigonometriche disponibile una monografia che contiene, oltre alle sue coordinate e alla sua quota, tutti i riferimenti per una chiara individuazione del punto.

Punti geodetici II
I punti geodetici sono individuati sul terreno mediante centrini metallici e spesso protetti mediante appositi manufatti (pilastrini). I punti geodetici sono ubicati sul terreno, quando possibile, in corrispondenza di punti evidenti (visibilit reciproca) e che diano garanzia di stabilit e durata nel tempo (cime di rilievi, campanili, torri, edifici elevati). Oltre allIGM, anche il Catasto e le Regioni gestiscono e effettuano la manutenzione delle reti di vertici geodetici necessari per le proprie esigenze di produzione cartografica.

Sistema di riferimento altimetrico I


Analogamente a quanto avviene per la corretta determinazione della posizione planimetrica dei punti necessario definire una sistema di riferimento altimetrico (datum verticale) per la corretta determinazione delle quote. Elemento fondamentale la determinazione della quota di base di riferimento che viene individuata nel livello medio del mare (in assenza di maree) misurato in un determinato punto (quote ortometriche). Nel sistema WGS84 le quote vengono definite come scarti rispetto alla superficie dellellissoide geocentrico (quote ellissoidiche).

Sistema di riferimento altimetrico II


A partire dalla quota di riferimento viene costruita la rete di appoggio altimetrica o rete di livellazione. In Italia la determinazione della quota di base definita dalle misurazioni effettuate presso lIstituto Idrografico di Genova.

E' possibile passare dalle quote ellissoidiche a quelle ortometriche (geoidiche) misurando, tramite complesse misure gravimetriche, gli scarti esistenti tra la superficie dellellissoide rispetto al geoide.

Bibliografia
J. Campbell, Introduzione alla cartografia, Bologna, Zanichelli, 1989 (trad. it. di Introductory Cartography, Englewood Cliffs (N.J.), Prentice Hall, 1984), pp. 1-15, 61-77. S. Perego, Appunti di cartografia ad uso degli Studenti di Scienze Geologiche e Scienze Naturali, Parma, Santa Croce, 1999, pp. 6-10, 34-37, 45-46. L. Surace, La georeferenziazione delle informazioni territoriali, in Levoluzione della geografia dalla carta geografica al digitale in nove passi descritti dai maggiori esperti del settore, Roma, MondoGIS, 2004, pp. 15-46. M. Trevisani, Appunti per il corso di Cartografia e Cartografia Numerica, 2005, <http://sira.arpat.toscana.it/sira/documenti/Dispensa_Cartografia.pdf> (23/03/2011), pp. 13-34. P. Zatelli, Cartografia numerica e GIS, lucidi delle lezioni, Universit di Trento, 2009, <http://www.ing.unitn.it/~zatelli/cartografia_numerica.html> (23/03/2011). F. Zaffagnini (a cura), Modulo di geologia. Dispensa del laboratorio di archeologia dellarchitettura, Universit di Bologna, <http://www3.unibo.it/archeologia/ArcMed/ /Forum_testi/Geologia.pdf> (23/03/2011).

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

3. Proiezioni geografiche
Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
1. 2. 3. 4. 5.

Definizioni Caratteristiche delle proiezioni cartografiche Valutazione della deformazione e scelta della proiezione Classificazione delle proiezioni Le principali proiezioni
Proiezioni azimutali Proiezioni cilindriche Proiezioni coniche Proiezioni convenzionali per planisferi Sistemi cartografici

6.

Proiezioni e sistemi cartografici in uso in Italia


Gauss-Boaga UTM Sistema catastale Cassini-Soldner

7.

Trasformazione di coordinate

Cartografia
Proiezioni cartografiche
Definizione di regole matematiche per la proiezione della superficie terrestre (curva) su di un piano cartesiano Studio e valutazione delle deformazioni introdotte dalla proiezione cartografica adottata

Simbologia convenzionale Layout cartografico

Una rappresentazione in piano


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre. Il trasferimento delle informazioni dalla superficie terrestre al piano della carta avviene secondo determinate regole geometrico-matematiche dette proiezioni geografiche.

Una rappresentazione approssimata


Una carta una rappresentazione piana, ridotta, approssimata e simbolica della superficie terrestre.
Il passaggio dalla superficie sferica della Terra alla una rappresentazione in piano comporta necessariamente una deformazione.

Proiezioni cartografiche I
Il problema fondamentale della cartografia la trasposizione sul piano di una superficie curva, quella terrestre. Una proiezione geografica il procedimento geometrico e matematico adottato per riportare sul piano la superficie terrestre, o, in altre parole, una norma di corrispondenza biunivoca tra punti della superficie ellissoidica di riferimento e punti del piano cartesiano.

Una proiezione definita da una coppia di equazioni: x = f(, ) y = g(, ) dove e sono le coordinate
geografiche di un punto sulla superficie terrestre, x e y le corrispondenti coordinate sul piano cartesiano.

Proiezioni cartografiche II
La rappresentazione della superficie terrestre sul piano genera sempre delle deformazioni. Diverse proiezioni producono differenti rappresentazioni della medesima porzione della superficie terrestre. Compiti della cartografia sono: - valutare le deformazioni indotte da ciascuna proiezione - scegliere la proiezione pi adatta a rappresentare tutta o parte della superficie terrestre in modo da minimizzare le deformazioni e rispondere a determinati scopi

Proiezioni cartografiche III

Cambiando proiezione utilizzata risultano evidenti i diversi rapporti dimensionali risultanti per territori diversi a seconda della loro posizione nella carta.

Proiezioni cartografiche IV
In carte costruite a con diverse proiezioni risulta evidente la diversa rappresentazione di una stessa porzione della superficie terrestre.

Valutazione delle deformazioni: lindicatrice di Tissot


Un metodo grafico per valutare, sia visivamente che quantitativamente, la natura e lentit delle deformazioni indotte dalle proiezioni cartografiche la cosiddetta indicatrice, introdotta dal matematico francese Tissot (1881). L indicatrice lellisse sul piano della carta corrispondente ad un cerchio tracciato sulla superficie dellellissoide che indica, in funzione della posizione, il grado di deformazione nelle varie direzioni. Nel caso di proiezioni conformi lellisse degenera in un cerchio, la cui area fornisce indicazione delle dilatazioni/contrazioni prodotte.

Valutazione delle deformazioni: lindicatrice di Tissot

Mercatore

Hammer-Aitoff

Azimutale equidistante

Valutazione delle deformazioni: lindicatrice di Tissot

http://hcgl.eng.ohio-state.edu/~yi/

Tipi di proiezioni
Nonostante le inevitabili deformazioni, le proiezioni possono mantenere inalterate determinate caratteristiche geometriche della superficie terrestre (angoli, aree, lunghezze). Si parla pertanto di: proiezioni isogone (o autogonali), quando sono mantenuti inalterati gli angoli nel passaggio dalla superficie terrestre al piano. Tali proiezioni hanno nella maggior parte dei casi la caratteristica di preservare le forme (che conseguenza della conservazione degli angoli). Sono dette pertanto anche conformi (o ortomorfe). proiezioni equivalenti (o equiareali o autaliche), quando sono mantenute inalterate le aree. La condizione di equivalenza non pu coesistere con quella di conformit. proiezioni equidistanti (o lineari), quando vengono mantenuti i rapporti tra lunghezze omologhe (rapporto tra le lunghezze sul piano e sull'ellissoide costante lungo particolari direzioni). In nessuna proiezione possono realizzarsi contemporaneamente queste tre condizioni. Si dicono afilattiche le proiezioni che realizzano un compresso accettabile minimizzando i vari tipi di deformazione. Per contro in queste proiezioni sono presenti in misura limitata tutte le diverse possibili deformazioni.

Classificazione delle proiezioni


Le proiezioni possono essere classificate in rapporto ai principi in base ai quali sono costruite: Superficie di proiezione (piane, coniche, cilindriche); Orientamento della superficie di proiezione rispetto alla superficie terrestre (dirette, trasverse, oblique); Posizione della superficie di proiezione rispetto alla superficie terrestre (tangenti, secanti, polisuperficiali); Posizione dellipotetica sorgente luminosa che d origine alla proiezione (punto di vista) rispetto al globo terrestre (centrografiche, stereografiche, scenografiche, ortografiche); Metodo geometrico o matematico per la costruzione della proiezione (vere, modificate, convenzionali)

Superficie di proiezione
proiezioni piane: sono realizzate proiettando il reticolato geografico su un piano. proiezioni per sviluppo: sono realizzate proiettando il reticolato cartografico su una superficie tangente o secante il globo terrestre sviluppabile su un piano. Si distinguono in cilindriche coniche

Orientamento della superficie di proiezione


proiezioni dirette o normali
nel caso delle proiezioni piane, quando la superficie ausiliaria parallela allEquatore; nel caso delle proiezioni per sviluppo, quando lasse del solido parallelo allasse terrestre;

proiezioni trasverse o inverse


nel caso delle proiezioni piane, quando la superficie ausiliaria perpendicolare allEquatore; nel caso delle proiezioni per sviluppo, quando lasse del solido perpendicolare allasse terrestre;

proiezioni oblique
in tutti i casi quando la superficie ausiliaria non parallela n allEquatore n allasse terrestre.

normali

trasverse

oblique

Posizione della superficie di proiezione


La superficie di proiezione pu essere tangente o secante rispetto alla superficie terrestre.

Posizione della sorgente luminosa


A seconda della posizione dellipotetica sorgente luminosa (in altre parole, il punto di vista) che d origine alla proiezione si parla di Proiezioni centrografiche o gnomoniche, quando la sorgente luminosa si trova al centro della sfera (ellissoide) Proiezioni stereografiche, quando la sorgente luminosa si trova sulla superficie della sfera nel punto diametralmente opposto alla superficie di proiezione Proiezioni scenografiche, quando la sorgente luminosa si trova fuori della sfera a distanza finita Proiezioni ortografiche, quando la sorgente luminosa si trova fuori della sfera a distanza infinita e i raggi visuali possono essere considerati paralleli tra loro

Costruzione della proiezione


Sulla base del sistema attraverso il quale stata costruita la proiezione cartografica, si parla di: proiezioni vere, ottenute mediante il trasporto del reticolato geografico su una superficie ausiliaria, applicando i soli principi geometrici. proiezioni modificate, ottenute dalle precedenti apportando correzioni, attraverso l'applicazione di formule matematiche, cos da diminuire inevitabili deformazioni. proiezioni convenzionali o analitiche, dette pi propriamente rappresentazioni, richiedono, per la loro costruzione, il ricorso non alla geometria proiettiva, come nelle due precedenti, ma a relazioni matematiche con le quali si desidera ottenere particolari risultati.

Proiezioni piane o azimutali


Le proiezioni piane sono realizzate proiettando la superficie terrestre su un piano tangente la sfera (posizioni diverse determinano soltanto variazioni di scala). Sono dette anche azimutali, in quanto, in tali proiezioni, si mantengono inalterati gli angoli di direzione (azimuth) rispetto al punto centrale della proiezione (punto in cui il piano di proiezione risulta tangente alla Terra); in altre parole tutti i circoli massimi uscenti dal centro della proiezione sono rette. Un caso particolare di proiezioni azimutali rappresentato dalle proiezioni prospettiche, cio quelle in cui si opera uneffettiva proiezione (in senso geometrico) su un piano tangente alla sfera a partire da un punto di vista predeterminato.

Proiezioni azimutali (prospettiche)


Le proiezioni azimutali prospettiche si classificano in base a: - posizione della sorgente luminosa (cio il punto di vista) rispetto alla Terra: gnomonica (centro), stereografica (antipodi punto di tangenza) o ortografica (infinito). - orientamento della superficie di proiezione rispetto alla Terra: polare o diretta (piano tangente al polo), equatoriale o trasversa (tangente allequatore) oppure obliqua.

Ortografica polare

Stereografica polare

Gnomonica polare

Ortografica equatoriale

Stereografica equatoriale

Gnomonica equatoriale

Ortografica obliqua

Stereografica obliqua

Gnomonica obliqua

Proiezioni azimutali (prospettiche)

Ortografica Polare

Stereografica

Centrografica

Obliqua

Equatoriale

Proiezioni gnomoniche
La proiezione gnomonica caratterizzata dallaumentare delle lunghezze e delle aree allontanandosi dal centro della proiezione con forti deformazioni. Caratteristica di questa proiezione inoltre il fatto che gli archi di circonferenza massima sono rappresentati come rette, che su una superficie sferica sono le linee pi brevi congiungenti due punti (ortodromiche). Si comprende lutilit dellimpiego di tale proiezione nella navigazione ma soprattutto nellaeronautica.

Linea gialla = Ortodromica Linea blu = Lossodromica

Proiezioni ortografiche
La proiezione ortografica caratterizzata dal diminuire delle lunghezze e delle aree allontanandosi dal centro della proiezione e da una compressione nelle parti pi lontane dal centro della proiezione (nella ortografica polare evidente laddensarsi dei paralleli in prossimit dellequatore). Le forti deformazioni di scala e forme verso la periferia la rendono poco utile per la maggior parte degli usi.

Proiezioni stereografiche
La proiezione stereografica caratterizzata da distanze costanti allontanandosi dal centro della proiezione. Caratteristica unica di questa proiezione che ogni cerchio sul globo rappresentato da un cerchio anche nella proiezione: tutti i meridiani e i paralleli sono rappresentati da archi di cerchio (tranne che nella stereografica polare dove i meridiani sono rette uscenti dal polo). Nella proiezione stereografica meridiani e paralleli si intersecano ad angolo retto: la proiezione pertanto conforme. La scala aumenta allontanandosi dal centro della proiezione, con esagerazione delle aree nelle zone periferiche. La proiezione stereografica polare utilizzata per la rappresentazione delle zone polari (U.P.S. Universal Polar Stereographic).

Proiezioni azimutali modificate


La proiezione azimutale equidistante di Postel una proiezione (non prospettica) modificata in modo tale da che siano mantenute in scala tutte le lunghezze radiali uscenti dal centro della proiezione. La distorsione delle forme e delle aree cresce allontanandosi dal centro. Usata soprattutto nella navigazione aerea.

La proiezione azimutale equivalente di Lambert (non prospettica) conserva le aree, ma le distorsioni aumentano allontanandosi dal centro della carta. E indicata per carte di continenti o regioni estese in modo omogeneo rispetto al centro della proiezione.

Proiezioni coniche
Le proiezioni coniche si ottengono dallo sviluppo in piano della superficie laterale di un cono retto tangente o secante la sfera lungo un parallelo di riferimento. In generale, le deformazioni tendono ad aumentare allontanandosi dalla linea di tangenza o dalla zona compresa tra le due linee di secanza. Sono usate quasi esclusivamente nella versione diretta o polare, cio con lasse del cono coincidente con lasse terrestre. Per le considerazioni esposte, si adattano particolarmente alla rappresentazione di zone poste alle medie latitudini. Nelle proiezioni coniche polari, i meridiani sono rappresentati da linee rette uscenti dal polo, i paralleli sono cerchi concentrici intorno al polo. Le variazioni riguardano la scelta dei paralleli di tangenza o secanza e la spaziatura fra i paralleli.

Proiezioni coniche
La proiezione conica semplice ottenuta dallo sviluppo di un cono secante la sfera lungo un parallelo. E equidistante lungo i meridiani, ma anche forme e aree sono ragionevolmente conservate.

La proiezione conica equivalente di Albers ottenuta dallo sviluppo di un cono secante la sfera lungo due paralleli. Rappresenta le aree in modo corretto e presenta modeste deformazioni nellarea compresa tra i due paralleli.

Proiezione conica conforme di Lambert


La proiezione conica conforme di Lambert ottenuta dallo sviluppo di un cono secante la sfera lungo due paralleli (paralleli standard).

E costruita in modo che paralleli e meridiani si intersechino ad angolo retto e che in ogni punto la scala sia uguale in ogni direzione (conformit). E molto utilizzata negli Stati Uniti e in Francia, dove alla base del sistema cartografico nazionale (Lambert).

Proiezione pseudoconica di Bonne


La proiezione di Bonne una rappresentazione convenzionale pseudoconica equivalente ottenuta con un cono tangente; i paralleli sono archi di cerchio con lunghezza proporzionale a quella vera e i meridiani sono curve ottenute facendoli passare per punti tra cui esista, lungo ciascun parallelo, una distanza proporzionale a quella vera.

Proiezioni cilindriche
Le proiezioni cilindriche si ottengono dallo sviluppo in piano della superficie laterale di un cilindro retto tangente o secante la sfera. Le proiezioni cilindriche sono molto utilizzate, sia con cilindro con asse coincidente con lasse terrestre, e quindi tangenza lungo lequatore (cilindriche dirette), sia con cilindro orientato perpendicolarmente allasse terrestre, e quindi tangenza lungo un meridiano (cilindriche trasverse).

Proiezioni cilindriche dirette


Nelle proiezioni cilindriche dirette, meridiani e paralleli si intersecano ad angolo retto determinando un reticolato rettangolare. Lungo la linea equatoriale sono rispettati i rapporti di equidistanza, mentre il polo rappresentato da una retta. Le variazioni tra le varie proiezioni riguardano la diversa spaziatura dei paralleli:
nelle proiezioni cilindriche vere (costruite solo per via geometrica), i paralleli tendono ad infittirsi avvicinandosi ai poli, mentre i meridiani sono spaziati in maniera costante, con conseguente progressiva esagerazione delle distanze e delle forme in senso est-ovest; nella proiezione cilindrica centrale, i paralleli tendono a distanziarsi maggiormente procedendo verso i poli, con conseguente esagerazione delle distanze e delle forme in senso nord-sud; nella proiezione cilindrica di Mercatore (cilindrica modificata), la distanza tra paralleli calcolata matematicamente in modo da produrre una distorsione in senso nord-sud in grado di compensare la distorsione estovest.

proiezione cilindrica centrale

Proiezione cilindrica semplice


La proiezione cilindrica semplice equidistante (conserva la scala) lungo tutti i meridiani, che sono spaziati in modo uguale ai paralleli formando un reticolo a maglie quadrate ( detta anche piano-quadrata o Plate Carre). Le regioni polari presentano una forte distorsione in senso est-ovest. E la proiezione utilizzata da Google Earth in associazione con il datum WGS84 .

Proiezione cilindrica di Mercatore I

Un particolare tipo di proiezione cilindrica modificata fu ideata nel Cinquecento dal cartografo fiammingo Gerhard Kremer, detto Mercatore (1512-1594) e la pubblic nel 1569 nel suo Atlas sive Cosmographicae Meditationes.

Proiezione cilindrica di Mercatore II


meridiani e paralleli si intersecano ad angolo retto lungo lequatore le distanze si mantengono proporzionali alle sferiche corrispondenti la distanza tra i paralleli aumenta progressivamente verso i poli in modo tale da compensare le deformazioni in senso est-ovest: ne risulta un reticolato rettangolare a maglie di dimensioni crescenti avvicinandosi ai poli. Questo fa s che il fattore di scala in un punto sia uguale in tutte le direzioni. La proiezione pertanto risulta isogona e conforme.

Tuttavia le caratteristiche esposte determinano una progressiva esagerazione delle aree nelle zone polari. Ad esempio, la Groenlandia risulta nove volte pi grande di quanto sia in realt con un superficie paragonabile a quella del Sudamerica.

Proiezione cilindrica di Mercatore III


Conseguenza del rispetto della condizione di isogonia il fatto che nelle carte costruite con la proiezione di Mercatore una linea retta interseca tutti i meridiani con angolo costante (lossodromica), rappresentando pertanto una linea di direzione (azimuth) costante sulla Terra rispetto ai punti cardinali. La lossodromica non il percorso pi breve tra due punti sulla superficie terrestre (ortodromica), ma quello che presenta un angolo di direzione costante, cio una rotta costante. Si comprende facilmente come questa propriet ha reso la proiezione di Mercatore estramemente utile nella navigazione.

Linea gialla = Ortodromica Linea blu = Lossodromica

Proiezioni pseudo-cilindriche
In tutte le rappresentazioni convenzionali pseudo-cilindriche i paralleli sono rappresentati come linee rette tra loro parallele. Sono tipicamente usate per i planisferi.

La proiezione di Mollweide ha forma ellittica con Equatore lungo il doppio del meridiano centrale ed detta anche omalografica. Ha la caratteristica di essere equivalente.

Proiezioni pseudo-cilindriche
La proiezione di Robinson non n conforme n equivalente, ma le distorsioni sono molto limitate entro 45 dal meridiano centrale e dallEquatore. E molto usata per le carte tematiche a scala globale.

La proiezione di SansonFlamsteed una rappesentazione equivalente con meridiano centrale rettilineo mentre gli altri meridiani sono sinusoidi. La distorsione nelle regioni polari minore che nella carta di Mollweide.

Proiezioni pseudo-cilindriche
La proiezione IV di Eckert una proeizione sinusoidale equivalente con i paralleli orizzontali, molto usata in Europa. I meridiani sono delle ellissi spaziate in maniera equidistante su ciascun parallelo.

La proiezione di Hammer, come la proiezione di Mollweide presenta contorno ellittico ma differenza di questa i paralleli sono curvilinei. Pure essendo equivalente presenta una forte distorsione poste alle alte latitudini.

Proiezioni interrotte
Nelle proiezioni interrotte, per minimizzare le distorsioni delle aree continentali si scelto di rappresentare ognuno con una rete geografica parzialmente indipendente (a partire da un meridiano di riferimento) separando la Terra in lobi in corrispondenza degli oceani.

La proiezione interrotta di Mollweide derivata dalla proiezione omalografica e come questa equivalente

La proiezione omalosina di Goode equivalente e presenta i meridiani rappresentati come sinusoidi. Deriva dalla proiezione sinuosoidale.

Carta di Peters
La carta di Peters costruita suddividendo la Terra in 10000 parti di uguale superficie e mantenendo sempre il corretto rapporto tra le superfici (equivalente). Pertanto la distanza tra i meridiani non viene mantenuta in scala e le figure risultano molto alterate in senso nord-sud.

Nella carta di Mercatore, l'Europa (10.521.324 kmq), risulta pi grande del Sud America (17.842.000 kmq), che invece quasi il doppio.

Proiezioni geodetiche
Con il termine proiezioni geodetiche si intendono generalmente le proiezioni, che pur non differendo dalle altre nei principi generali, sono state utilizzate prevalentemente per la realizzazione della cartografia topografica a grande scala. Tuttavia, rispetto a quelle utilizzate per la cartografia a piccola scala, queste proiezioni sono sempre utilizzate in riferimento alla superficie ellissoidica anzich sferica. Particolarmente adatte per questi scopi sono le proiezioni cilindriche trasverse (Cassini, Mercatore trasversa o Gauss) e la conica conforme di Lambert. Nella cartografia italiana: - la proiezione trasversa di Mercatore alla base del sistema GaussBoaga e del sistema UTM; - la proiezione di Cassini-Soldner utilizzata per la cartografia catastale

Proiezione cilindrica trasversa di Gauss


La proiezione di Gauss una cilindrica trasversa, cio con il cilindro con asse perpendicolare allasse di rotazione terrestre, secante lungo due meridiani, derivata dalla proiezione di Mercatore (proiezione di Mercatore trasversa).

Messa a punto dal matematico tedesco Karl Friederich Gauss (1777-1855); Modificata da Krger nel 1912 (proiezione di Gauss- Krger) Adottata in Italia dal Prof.Giovanni Boaga (proiezione Gauss-Boaga). Adottata come proiezione standard per la cartografia a grande scala: Universal Transverse Mercator (UTM).

Proiezione cilindrica trasversa di Gauss


Le distanze lungo il meridiano di riferimento sono proporzionali a quelle sferiche. Lungo i paralleli le deformazioni sono minime in prossimit del meridiano centrale, mentre allontanandosi da tale meridiano le distanze aumentano con la stessa legge con cui aumentano nella proiezione di Mercatore normale (allontanandosi dallEquatore).

Proiezione cilindrica trasversa di Gauss


La proiezione di Gauss per le sue caratteristiche molto usata nella produzione di cartografia a grande scala. Su di essa sono stati costruiti i sistemi cartografici di molti paesi (tra cui lItalia, dove prende il nome di Gauss-Boaga) e un sistema cartografico mondiale (UTM Universal Transverse Mercator). Caratteristiche dei sistemi di coordinate costruiti sulla proiezione di Gauss: utilizzo di fusi di 6di longitudine di ampiezza fattore di scala, derivato dallimpiego di un cilindro secante come superficie di proiezione falsa origine delle coordinate piane convergenza dei meridiani

Proiezione cilindrica trasversa di Gauss


Fusi
Per sfruttare la proiezione nella parte in cui presenta deformazioni trascurabili, ci si limita ad applicarla a fusi (cio spicchi) di 6 di ampiezza centrati su di un meridiano, chiamato meridiano centrale o di riferimento. In pratica si utilizzano 60 cilindri, ruotati luno rispetto allaltro di 6 , per mappare spicchi della Terra di 6 ciascuno.

Proiezione di Gauss
Fattore di scala e cilindro secante
Limpiego di un cilindro secante lellissoide, cio avente un raggio minore di quello terrestre (pari al 99,96% del semiasse maggiore dellellissoide) consente di ridurre lentit massima (in valore assoluto) della deformazione lineare nellambito del fuso di applicazione della proiezione.

In pratica, a fronte di una lunghezza sulla superficie terrestre di 1 metro, avremo che questa sar rappresentata sulla mappa da un segmento di lunghezza (fermo restando il rapporto di scala) di 0,9996 m lungo ilo meridiano di riferimento e di 1,0004 m se ai margini del fuso. Con il cilindro tangente, non avremmo accusato contrazioni, ed ai margini del fuso avremmo avuto un segmento di 1,0008 m (dilatazione).

Proiezione cilindrica trasversa di Gauss


Falsa origine
Nei sistemi di coordinate piane (proiettate) costruiti con la proiezione di Gauss, di solito, per evitare di avere coordinate Est negative, per quei territori posti a ovest del meridiano centrale (asse ordinate nel sistema cartesiano), si usa adottare un valore standard da sommare alle coordinate, detto falsa origine. Tale falsa origine scelta in modo da garantire che in tutto il campo di applicazione della proiezione (3a ovest del meridiano di riferimento) non si ottenga mai una coordinata Est negativa.

Proiezione cilindrica trasversa di Gauss


Convergenza dei meridiani
Si chiama convergenza di un meridiano langolo formato dalla rappresentazione di tale meridiano con il nord della proiezione (asse verticale del sistema di riferimento cartesiano).
Il nord della proiezione non indica il nord geografico (salvo casi particolari), mentre tutti i meridiani convergono verso il Nord geografico. Tale angolo positivo o negativo a seconda che la rappresentazione sia posta a est o a ovest rispetto al meridiano centrale della proiezione. Sempre a causa della convergenza due punti situati alla stessa latitudine non hanno necessariamente la stessa coordinata Nord e due punti aventi la stessa longitudine non presentano necessariamente la stessa coordinata Est.

A Reticolato cartografico B Reticolato geografico

Sistema Gauss-Boaga
proiezione di Gauss (traversa di Mercatore) due fusi (Est e Ovest) di ampiezza di circa 6(con 30' di sovrapposizione):
da 6a 12 2708,4 il fuso Ovest da 11 5708,4 a 18 30 il fuso Est

coordinate piane Gauss-Boaga con false origini di 2520 km (fuso E) e di 1500 Km (fuso O).

UTM
Universal Transverse Mercator
Il sistema UTM (Universal Transverse Mercator) un sistema cartografico valido per tutta la superficie terrestre. In questo sistema il globo stato diviso in 60 fusi di 6 gradi di ampiezza ciascuno intorno ad un meridiano di riferimento. I fusi sono sono numerati progressivamente da ovest a est a partire dallantimeridiano di Greenwich (es.: fuso 1, meridiano centrale 177 ovest; fuso 32, meridiano centrale 9 est). LItalia compresa nei fusi 32, 33, 34. Il pianeta stato inoltre suddiviso (per comodit) da 80 nord a 80 sud in 20 fasce di 8 di latitudine, indicate con le lettere dellalfabeto inglese da C a X (es. fascia C, da 80 S a 72 S; fascia T, da 40 N a 48 N). LItalia compresa nelle fasce T ed S. Lintersezione di fusi e fasce determina aree dette zone (individuate da lettera del fuso+lettera della fascia, es. 32S)

UTM
Universal Transverse Mercator

Il sistema UTM abbinato, per la rappresentazione delle zone polari (oltre 80 ), alla proiezione stereografica polare centrata sui due poli (UPS Universal Polar Stereographic).

UTM
Universal Transverse Mercator

Proiezione di Cassini
La proiezione di Cassini una proiezione afilattica ricavata dalla cilindrica inversa.
Fu messa a punto dai Cassini (Cassini I, II, III, IV), una famiglia di cartografi di origini italiane vissuti in Francia tra il 600 e l800 che diressero lOsservatorio astronomico di Parigi, realizzando la prima carta topografica di Francia.

Cassini I

Nella versione modificata dal tedesco Soldner, la proiezione di Cassini utilizzata nel sistema catastale italiano (Cassini-Soldner).

Proiezione di Sanson (o sinusoidale)


La proiezione di Sanson un proiezione cilindrica costruita intorno ad un meridiano centrale rettilineo con lunghezza in scala corrispondente a quella reale. Gli altri meridiani sono curvilinei (o meglio sinusoidali, donde il nome di sinusoidale) e convergenti verso i poli. Su ogni parallelo le distanze sono proporzionali a quelle sferiche. La proiezione, oltre che equidistante lungo i paralleli, equivalente.
Tale rappresentazione pu essere assimilata, per piccole aree, alla proiezione trapezoidale che prevede la suddivisione in maglie trapezoidali indipendenti luna dallaltra, ognuna tangente allellissoide nel suo punto centrale (Sanson-Flamsteed).

Sistemi geodetici e cartografici utilizzati in Italia


Ante 1940 / Sanson-Flamsteed Sistema catastale Roma 1940 / Gauss-Boaga ED 1950 / UTM WGS84 / UTM (IGM95)

Roma ante 1940


Sistema di riferimento italiano ante 1940 (L.Surace)
ellissoide di Bessel orientato orientato a Genova Osservatorio IIM (in un primo tempo anche a Roma Monte Mario per il centro Italia e Messina Castanea delle Furie per il sud)

Proiezione policentrica di Sanson-Flamsteed


zone di 30 di longitudine e 20 di latitudine (25 fusi), corrispondenti agli elementi cartografici in scala 1:100.000 (fogli) non definito un sistema di coordinate piane (solo geografiche)

Sistema catastale italiano (Cassini-Soldner)


Sistemi di Riferimento Catastali
ellissoide di Bessel orientato a Genova Osservatorio IIM per il nord Italia, a Roma Monte Mario per il centro e Messina Castanea delle Furie per il sud

Proiezione di Cassini-Soldner
coordinate riferite al centro di riferimento
per maggior parte del territorio italiano, le coordinate catastali hanno come origine (centro della proiezione) 31 diversi vertici (grandi origini), che danno quindi origine a 31 diversi sistemi di coordinate.

cilindro trasverso tangente lungo il meridiano passante per il centro di riferimento

Sistema catastale italiano


N. Centro di sviluppo Foglio 1:100000 Latitudine Longitudine Centro di emanazione

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12A 12B 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31

P.I. (Vercelli) Pordenone Monte Bronzone Lodi Alessandria Monte Bignone Forte Diamante Portonovo Siena (Torre del Mangia) Urbino Monte Pennino Roma M.te Mario (Genova) Roma M.te Mario (Castanea) Monte Ocre Monte Palombo Monte Terminio Taranto Lecce Monte Brutto Monte Titone Monte Etna (P.Lucia) Monte Castelluccio Mineo P.I. (Sardegna) Nuovo Catasto (Innsbruck) Nuovo Catasto (Krimberg) Monte Cairo Francolise Cancello Miradois (Napoli) Monte Petrella Marigliano

39 34 60 70 102 83 88 120 109 123 149 150 145 152 185 202 204 236 257 262 267 273 160 172 172 171 184

455715.104" 454231.080" 451849.219" 445451.212" 435222.465" 442738.020" 444155.045" 431903.126" 434327.930" 430602.076" 415524.399" 415524.428" 421520.090" 415034.650" 405025.860" 402830.105" 402102.850" 390822.455" 375047.830" 374547.600" 372452.480" 371555.873" 413226.080" 411053.600" 410421.230" 411916.112" 405526.880"

34421.453" 10409.404" 03453.166" -01837.157" -11117.116" 00104.180" 24955.338" 22439.027" 34254.290" 35803.310" 33151.131" -30406.155" 05928.010" -14234.580" -03459.190" 14230.469" 23857.488" 05406.199" 00514.870" -03205.810" -14428.140" -04940.426" -14536.050" -12723.910" -12939.740" 44440.000" -10351.620"

GE GE GE GE GE GE GE GE GE GE GE Castanea Roma M.M. Castanea Castanea Castanea Castanea Castanea Roma M.M. Castanea Castanea Castanea Castanea Castanea Castanea GE Castanea

Per maggior parte del territorio italiano, le coordinate catastali hanno come origine (centro della proiezione) in 31 diversi vertici (grandi origini), che danno quindi origine a 31 diversi sistemi di coordinate. Tuttavia oltre ai 31 sistemi di grande estensione si hanno anche alcune centinaia di sistemi locali, spesso coincidenti con un singolo comune.

Sistema catastale italiano

La carta catastale adotta la proiezione di Cassini-Soldner, afilattica, che entro un raggio di circa 70 Km presenta una deformazione lineare massima del 0,006% nella direzione del meridiano, e nulla nella direzione del parallelo. Negli ambiti in cui utilizzata praticamente equivalente (caratteristica che la rende interessante per gli usi catastali).

Roma40 / Gauss-Boaga
Sistema di Riferimento Nazionale Roma40
ellissoide di Hayford orientato a Roma Monte Mario compensazione della rete geodetica nazionale

Proiezione di Gauss (GaussBoaga)


due fusi (Est e Ovest) di ampiezza di circa 6(con 30' di sovrapposizione):
da =6a =12 2708,4 il fuso Ovest da =11 5708,4 a =18 30 il fuso Est

coordinate piane Gauss-Boaga con false origini di 2520 km (fuso E) e di 1500 Km (fuso O). cilindro secante con fattore di contrazione dellellissoide di 0.9996

ED50 / UTM
Sistema di Riferimento ED50
ellissoide di Hayford orientato a Potsdam (Germania). compensazione delle reti geodetiche europee.

Proiezione di Gauss (UTM)


tre fusi (32, 33, 34) di ampiezza di 6(con 30' di sovrapposizione): fuso 32 da =6a =12 30 fuso 33 da =12a =18 30 coordinate piane UTM-ED50 con false origini di 500 km. cilindro secante con fattore di contrazione dellellissoide di 0.9996

WGS84 / UTM
Sistema di riferimento WGS84
ellissoide WGS84 sistema GPS (controllato da terra) rete geodetica IGM95

Proiezione di Gauss (UTM)


tre fusi (32, 33, 34) di ampiezza di 6(con 30' di sovrapposizione): fuso 32 da =6a =12 30 fuso 33 da =12a =18 30 coordinate piane UTM-WGS84 con false origini di 500 km. cilindro secante con fattore di contrazione dellellissoide di 0.9996

Sistemi di coordinate utilizzati in Francia

La Francia produce cartografia su cui sono riportate sia le coordinate UTM-ED50 (il suo territorio ricade nei fusi 30, 31 e 32), sia le coordinate Lambert (il suo territorio diviso nelle zone I, II, III e IV). Per le coordinate UTM-ED50 il modello cui si fa riferimento quello di 3 cilindri trasversi, orientati rispettivamente ai meridiani di -3 , di 3 e di 9 . Per le coordinate Lambert, abbiamo 4 coni orientati rispetto ai paralleli di 55 , 52 , 49 e 46 ,85.

Datum e sistemi di coordinate utilizzati in Spagna


La produzione della cartografia topografica spagnola (Mapa Topogrfico Nacional) ha seguito le seguenti fasi cronologiche:

1.

Sistema di riferimento: Ellissoide di Struve, orientamento Osservatorio Astronomico di Madrid; Proiezione: poliedrica di Tissot Sistema di riferimento: European Datum 1950; Proiezione: UTM Sistema di riferimento: WGS84; Proiezione: UTM

2. 3.

Trasformazioni di coordinate I
Coordinate geografiche ( e , angoli misurati su uno specifico datum a partire dallequatore e da un meridiano di riferimento, es. Greenwich, e altezza h rispetto ad un definito sistema di riferimento altimetrico, es. quota slmm di Genova) Coordinate cartesiane (X, Y e Z) geocentriche rispetto ad uno specifico datum Coordinate piane E e N ricavate mediante un processo di proiezione, a partire dalle coordinate geografiche, e quota h rispetto ad un definito sistema di riferimento altimetrico.

Trasformazioni di coordinate II
La trasformazione di coordinate piane nelle coordinate geografiche riferite allo stesso datum (ad esempio coordinate piane Gauss-Boaga in coordinate geografiche ROMA40) una semplice operazione matematica. Si tratta in pratica di compiere loperazione inversa a quella effettuata con la proiezione. Le due famiglie di coordinate sono legate da regole matematiche. La trasformazione di coordinate, piane o geografiche, riferite a due diversi datum richiede complesse operazioni matematiche (traslazione, rotazione, scalatura) e comporta necessariamente lintroduzione di alcuni errori. Esistono specifici software per effettuare trasformazioni di coordinate.

Trasformazioni di coordinate III

Dovendo trasformare delle coordinate piane in un altro tipo, possibile operare prima una proiezione inversa per ricavare le coordinate geografiche, poi convertire queste in geocentriche. Successivamente si operer poi una trasformazione dal datum di partenza a quello di arrivo (mediante traslazione, rotazione, scalatura). Le nuove coordinate geocentriche ottenute verranno trasformate in geografiche e poi tramite la nuova proiezione nelle coordinate piane desiderate.

Trasformazioni di coordinate IV
E possibile convertire le coordinate da un sistema allaltro (parlando di sistema di coordinate si fa riferimento ad una ben precisa proiezione applicata ad entit appartenenti ad un ben preciso datum) in diversi modi.

Trasformazioni di coordinate V

Le coordinate piane A possono essere convertite direttamente nelle coordinate piane B mediante delle formule approssimate (che avranno una validit locale), ovvero utilizzando delle costanti di trasformazione appositamente tabulate (trasformazioni a 3 parametri).

Trasformazioni di coordinate VI

Le coordinate geografiche A possono essere convertite direttamente nelle coordinate geografiche B mediante le formule di Molodenskii, e sulla base di parametri appositamente calcolati (es.: da NIMA o da IGM) (trasformazioni a 5 parametri).

Trasformazioni di coordinate VII

Le coordinate geocentriche A possono essere convertite direttamente nelle coordinate geocentriche B mediante delle formule approssimate (che avranno una validit locale), ottenute ad esempio mediante il metodo dei minimi quadrati a partire da una semina di punti di coordinate note in entrambi i sistemi (trasformazioni di Helmert a 7 parametri).

Bibliografia
J. Campbell, Introduzione alla cartografia, Bologna, Zanichelli, 1989 (trad. it. di Introductory Cartography, Englewood Cliffs (N.J.), Prentice Hall, 1984), pp. 1-15, 61-77. S. Perego, Appunti di cartografia ad uso degli Studenti di Scienze Geologiche e Scienze Naturali, Parma, Santa Croce, 1999, pp. 6-10, 34-37, 45-46. L. Surace, La georeferenziazione delle informazioni territoriali, in Levoluzione della geografia dalla carta geografica al digitale in nove passi descritti dai maggiori esperti del settore, Roma, MondoGIS, 2004, pp. 15-46. M. Trevisani, Appunti per il corso di Cartografia e Cartografia Numerica, 2005, <http://sira.arpat.toscana.it/sira/documenti/Dispensa_Cartografia.pdf> (23/03/2011), pp. 13-34. P. Zatelli, Cartografia numerica e GIS, lucidi delle lezioni, Universit di Trento, 2009, <http://www.ing.unitn.it/~zatelli/cartografia_numerica.html> (23/03/2011). F. Zaffagnini (a cura), Modulo di geologia. Dispensa del laboratorio di archeologia dellarchitettura, Universit di Bologna, <http://www3.unibo.it/archeologia/ArcMed/ /Forum_testi/Geologia.pdf> (23/03/2011).

Bibliografia
Immagini ITC, Geometric aspects of mapping, 2009, <http://kartoweb.itc.nl//geometrics/index.html> (23/03/2011). Vienna University of Technology, Picture Gallery of Map Projections, <http://www.geometrie.tuwien.ac.at/karto/index.html>, (23/03/2011). The MathWorks, Map Projections Reference, <http://www.mathworks.com/access/helpdesk/help/toolbox/map/f4-4154.html>, (23/03/2011). Center for Spatially Integrated Social Science (CSISS), Map Projections, <http://www.csiss.org/map-projections/index.html>, (23/03/2011). Software NASA, G.Projector Global Map Projector, http://www.giss.nasa.gov/tools/gprojector/ Universidade Federal Fluminense, Instituto de Matematica, Map Projections, The Java Applet, <http://www.uff.br/mapprojections/mp_en.html>, (23/03/2011).

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

4. Cenni di topografia e GPS


Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
1. Definizione e scopi della topografia 2. Il rilievo topografico 3. Strumenti topografici 4. Il sistema GPS

Cos la topografia
La parola topografia deriva dal greco (luogo) e (scrivere). In senso ampio, la topografia la scienza che si occupa di determinare con precisione la posizione di entit sulla superficie terrestre e successivamente di rappresentare tali entit sulla carta. In senso stretto, il termine topografia indica soltanto la rappresentazione di porzioni limitate della superficie terrestre, per le quali si pu omettere di considerare la curvatura terrestre (distanze inferiori ai 10 km, campo topografico) senza commettere errori in grado di compromettere la precisione finale del rilievo.

Cos la topografia
Storicamente la topografia (per motivi tecnici) si basata soprattutto sulla misurazione degli angoli formati dalle direzioni individuate dai punti di cui si deve determinare la posizione (misurazione di angoli e calcolo delle distanze per via trigonometrica) e sulla misura diretta di alcune distanze. In tempi pi recenti, lintroduzione di nuovi strumenti ottico-elettronici ha conferito maggiore importanza alla misurazione diretta delle distanze. Negli ultimi anni, la diffusione dei sistemi satellitari di posizionamento ha consentito la determinazione diretta della posizione delle entit sulla superficie terrestre.

Cos la topografia
Il principio su cui si basa la topografia di tipo tradizionale consiste nella rilevazione esatta della posizione di una serie di punti sulla superficie terrestre a partire da alcuni punti noti effettuando misure di angoli e di distanze ed eseguendo calcoli basati sulle regole della trigonometria (triangolazione). A seconda dellampiezza dellarea oggetto delle misure, degli scopi delle misure stesse e delle relative precisioni, si distingue tra rilievo topografico
distanze inferiori ai 10 km trigonometria piana misure relativamente meno accurate

rilievo geodetico
distanze superiori ai 10 km trigonometria sferica misure molto accurate

Triangolazione geodetica
Per triangolazione si intende la procedura geometrica che consiste nella determinazione della posizione di punti prescelti attraverso la misurazione degli angoli formati dalle linee che collegano ciascun punto a quelli circostanti e di alcuni dei lati della serie di triangoli che si viene cos a costituire (basi geodetiche).
La determinazione della lunghezza delle basi deve essere estremamente precisa perch da esse, per via trigonometrica, vengono calcolate tutte le altre distanze.

Punti geodetici
I punti di cui viene determinata in modo esatto la posizione sono detti punti geodetici, che costituiscono gli elementi di appoggio per i rilievi topografici attraverso i quali viene costruita la cartografia. Di essi sono note con estrema precisione le coordinate che sono riportate in apposite schede riassuntive dette monografie (che contengono anche gli elementi per una chiara identificazione dei punti sul terreno). I punti geodetici, detti anche vertici trigonometrici, sono scelti sul territorio, in modo da garantire unelevata intervisibilit reciproca (es. cime di rilievi, campanili, torri, edifici elevati). I punti geodetici sono individuati sul terreno mediante segnali permanenti e riconoscibili (centrini metallici) e spesso protetti mediante appositi manufatti (pilastrini).

Rete geodetica
Linsieme dei punti geodetici, individuati attraverso il metodo della triangolazione, forma una rete di triangoli detta rete geodetica. Linsieme di punti geodetici misurati con il pi alto livello di precisione a partire dalle basi geodetiche costituisce la rete geodetica di I ordine o fondamentale.

Topografia
Come si detto, la topografia prevede la rilevazione delle coordinate di punti a partire da altri punti di coordinate note (in generale, vertici geodetici, i cui parametri sono noti dalle monografie) effettuata attraverso diversi metodi di calcolo e con lausilio di appositi strumenti, che consentono la misura di angoli e distanze.

Rilievo topografico
Il rilievo topografico (o di dettaglio) si opera in genere a partire da almeno due punti di coordinate note (il primo sempre un vertice trigonometrico, mentre il secondo pu essere scelto nella rete geodetica o misurato), misurando angoli e distanze allo scopo di calcolare per via trigonometrica la posizione del punto di cui interessano le coordinate e di riportare tali punti sulla carta. Un volta determinata la posizione di un punto, questultimo potr essere utilizzato come appoggio per il calcolo della posizione di un ulteriore punto.

Rilievo topografico
Per il calcolo della posizione dei punti si possono utilizzare differenti metodi di misura che prevedono limpiego di differenti strumenti: Poligonazione Intersezione diretta Intersezione inversa Irraggiamento (celerimetria)

Uno dei metodi pi utilizzati quello poligonazione che prevede la determinazione, a partire da due punti noti, della posizione di una serie di punti che compongono una linea spezzata, una poligonale appunto, che unisce tutti i punti rilevati. La determinazione della posizione dei singoli punti della poligonale avviene misurando le distanze e gli angoli individuati dalle direzioni dei segmenti che compongono la poligonale, spostando progressivamente lo strumento da un punto a quello successivo. I punti in corrispondenza dei quali viene posizionato lo strumento di misura prendono il nome di stazioni.

Rilievo topografico
Se nellambito delle operazioni di rilievo per poligonazione si fa in modo di ritornare a uno dei punti noti di partenza (poligonale chiusa) possibile conoscere lerrore che si commesso durante le operazioni di rilievo, calcolando la differenza tra la posizione calcolata e quella reale. In caso contrario si parla di poligonale aperta. In tal modo, possibile valutare laccuratezza complessiva del rilievo effettuare una compensazione degli errori ripartendo lerrore complessivo tra le diverse misure ed ottenere stime pi affidabili delle singole coordinate.

Rilievo topografico
Il metodo detto intersezione in avanti prevede, note le coordinate di due punti di stazione e la loro distanza, tramite la misura di due angoli la determinazione della posizione di un terzo punto. Intersezione in avanti Con la tecnica dellintersezione indietro o inversa viene determinata la posizione di un punto misurando i due angoli formati dalle congiungenti di tre punti noti con il punto da determinare (che funge da stazione). Il metodo dellirraggiamento la tecnica speditiva (detta per questo celerimensura o celerimetria) comunemente usata nel rilievo di dettaglio. Consiste nella misura di angoli e distanze rispetto ad un punto di coordinate note e ad una direzione. Celerimensura o irraggiamento Intersezione inversa

Rilievo altimetrico
Il rilievo altimetrico (o livellazione) prevede la determinazione delle differenze di quota a partire da un punto di riferimento di quota nota attraverso la misura di angoli verticali (zenitali). Oltre allimpiego di strumenti barometrici di misura delle quote, esistono due tecniche principali per la misura delle differenze di quota (dislivelli): livellazione trigonometrica prevede la misura dellangolo zenitale formato dalla congiungente tra un punto di quota nota e il punto da determinare e della distanza; livellazione geometrica si basa sul calcolo dello scarto di quota rispetto alla direzione orizzontale lungo la congiungente tra il punto di quota nota e il punto da determinare.
I punti di quota nota, equivalenti ai vertici trigonometrici, prendono il nome di capisaldi di livellazione.

Strumenti topografici I
La topografia si basa sullutilizzo di strumenti in grado di misurare angoli (orizzontali e verticali) o distanze e di determinare la posizione in modo assoluto, oltre che di strumenti di ausilio per il disegno della cartografia: misure di angoli teodolite/tacheometro livello stazione totale misure di distanze rotella metrica distanziometro stazione totale teodolite + stadia (misura indiretta) misure assolute di coordinate GPS disegno metrico tavoletta pretoriana

Strumenti topografici II
Misure di angoli
teodolite, dotato di un cannocchiale per la collimazione di oggetti distanti e munito di due cerchi graduati orizzontale e verticale su cui possibile leggere la componente azimutale e zenitale di ogni spostamento del cannocchiale, consente la determinazione degli angoli orizzontali e verticali;

Strumenti topografici III


Misure di angoli
livello, serve, con lausilio di unasta graduata detta stadia, a misurare le differenze di quota esistenti tra due punti (o calcolare la quota di un punto a partire da un altro di quota nota) verificando gli scarti rispetto allallineamento orizzontale.

Strumenti topografici IV
Misure di distanze
Distanziometro elettro-ottico, diffuso a partire dagli anni 70, utilizza la radiazione elettromagnetica infrarossa. Ne esistono due tipi:
a misura di fase lo strumento emette un segnale infrarosso e misura lo sfasamento dellonda (sinuosoidale) riflessa da un prisma riflettente a impulsi viene emesso un impulso (segnale di brevissima durata e alta intensit) di luce infrarossa laser. Essendo nota la velocit di propagazione del segnale, la determinazione della distanza si basa sulla misurazione del tempo di ritorno del segnale riflesso (non necessita di prisma).

Strumenti topografici V
Misure indirette di distanze
Utilizzando un teodolite e una stadia (asta graduata) possibile determinare una distanza in modo indiretto, misurando langolo formato dalle direzioni corrispondenti a tacche su di una stadia (la cui distanza l nota).

Strumenti topografici VI
Misure di angoli e distanze
Stazione totale, strumento elettronico che consente la misura elettronica di angoli e distanze, combinando le funzioni di un teodolite con quelle di un distanziometro.

Strumenti topografici VII


Disegno
Tavoletta pretoriana strumento topografico che prende il nome da uno dei suoi presunti inventori, Johannes Praetorius (1537-1616). costituito da una tavoletta orizzontale montata su un treppiede e munita di bussola, scala dei gradi e alidada. Permette di tracciare direttamente su un foglio gli angoli di posizione dei luoghi traguardati, in modo da ottenere un'immediata trascrizione planimetrica del territorio da rilevare. Il foglio veniva orientato mediante una bussola. Le carte in scala 1:25.000 dell'Istituto Geografico Militare sono anche note col nome di "Tavolette" proprio perch vennero originariamente costruite tramite l'uso del suddetto strumento.

Strumenti topografici VIII


Misure dirette di coordinate
In alternativa o in abbinamento con i classici strumenti e metodi topografici attualmente molti rilievi sono oggi effettuati con il GPS. Il GPS, cio Global Positioning System (sistema di posizionamento globale) consente la determinazione della posizione assoluta di punti sulla superficie terrestre, grazie allutilizzo di appositi ricevitori che registrano i segnali emessi da una rete di satelliti in orbita intorno alla Terra.

Il sistema GPS
Il sistema GPS, acronimo di Global Positioning System, consente la localizzazione di entit sulla superficie terrestre, facendo riferimento alla posizione di satelliti in orbita intorno alla Terra. Fu introdotto inizialmente soltanto per scopi militari dallesercito americano, che tuttora lo gestisce, ma oggi ampiamente utilizzato anche per scopi civili. Con il termine GPS si indica propriamente si indica soltanto il sistema di posizionamento americano, ma esiste anche un sistema di posizionamento satellitare russo (GLONASS). E in corso di realizzazione anche un sistema europeo, denominato GALILEO, che entrer in funzione dal 2013. Esiste inoltre un sistema cinese, anchesso in corso di sviluppo (COMPASS). Linsieme dei di diversi sistemi di posizionamento satellitare prende il nome di Global Navigation Satellite System (GNSS).

Il sistema GPS
Obiettivo del sistema GPS, e di tutti i sistemi GNSS, quello di determinare in tempo reale, la posizione di un osservatore rispetto a un sistema di riferimento geocentrico (sistema WGS84, quota misurata come altezza sull'ellissoide).

Linformazione sulla posizione ottenibile istante per istante da un sistema di satelliti in orbita attorno alla terra. Appositi strumenti (ricevitori GPS) sono in grado di captare il segnale radio emesso dai satelliti e di determinare la posizione dellosservatore.

Il sistema GPS
Il funzionamento del sistema GPS, lunico che attualmente pienamente in funzione, si basa sullinterazione delle tre parti fondamentali in cui articolato il sistema (segmenti): 1. Segmento spaziale (Space Segment): 24 satelliti (trasmettitori) 2. Segmento di controllo (Control Segment): 5 stazioni di controllo a terra 3. Segmento utente (User Segment): ricevitore GPS

Segmento spaziale
Il segmento Space consiste di almeno 24 satelliti (trasmettitori) in orbita geostazionaria attorno alla Terra, equipaggiati con orologi di elevata precisione e stabilit (orologi atomici) sincronizzati. Attualmente ci sono 31 satelliti attivi. Caratteristiche dei satelliti: Orbite geostazionarie circolari di 20200 km di raggio (disposti su 6 piani orbitali inclinati di
55 , con almeno 4 satelliti ciascuno) con periodi d i rivoluzione di 12 ore; Distribuzione dei satelliti tale da garantire la visibilit di almeno 6 satelliti in qualsiasi momento e da qualsiasi parte del pianeta. Equipaggiamento con orologi atomici al cesio ad elevata precisione (errore di un nanosecondo ogni 3 ore circa) Invio continuo di un segnale radio che contiene dati di tempo e di posizione, su due diverse bande.

Segmento spaziale

Segmento di controllo
Il segmento di controllo (Control Segment) composto da una una stazione principale e 4 stazioni secondarie di controllo a terra, che ha la funzione di verificare continuamente l'affidabilit dei dati trasmessi dai satelliti. Le stazioni ricevono e trasmettono ai satelliti i parametri necessari per la correzione dellorbita di ciascun satellite (effemeridi). Tali parametri sono calcolati a terra dalle stazioni di controllo per poter essere ritrasmessi agli utenti. Il segmento di controllo composto da 5 stazioni ospitate da basi militari USA: centro di controllo che presiede al governo del sistema (Master Control Station) a Colorado Springs (USA); 4 stazioni di monitoraggio (Monitor Stations), disposte in modo da garantire che ogni satellite sia visibile da almeno una stazione in ogni momento :
isole Hawai (Oceano Pacifico), isola di Ascensione (Oceano Atlantico), Diego Garcia (Oceano Indiano), atollo di Kwajalein (Oceano Pacifico).

Segmento utente
Il Segmento Utente (User Segment) consiste nel ricevitore GPS, che in base ai dati ricevuti effettua il calcolo della posizione sul globo terrestre. Ogni ricevitore GPS equipaggiato con:
antenna, in grado di captare il segnale radio trasmesso dai satelliti; processore dei dati ricevuti dai satelliti orologio ad alta precisione.

Componenti opzionali sono:


display per la visualizzazione e gestione dei dati sistema di interfacciamento con PC (in tempo reale o a posteriori) dispositivi per il collegamento con altri ricevitori necessari per la correzione differenziale.

La determinazione della posizione da parte del ricevitore sul calcolo della distanza dellosservatore da almeno 4 satelliti contemporaneamente basato sulla valutazione del tempo di ricezione del segnale emesso dai satelliti. Esistono diversi tipi di ricevitori, che si distinguono sulla base delle precisioni ottenibili e per le applicazioni.

Posizionamento
Il principio di funzionamento del GPS si basa sulla determinazione della distanza dellosservatore da almeno tre satelliti, la cui posizione nello spazio nota con precisione (trilaterazione). La distanza dal primo satellite individua la posizione del ricevitore sulla superficie di una sfera centrata sul satellite stesso. La determinazione della seconda distanza consente il posizionamento sul cerchio di intersezione tra le due sfere. La terza distanza permette di individuare due punti in corrispondenza delle intersezioni del cerchio con la sfera centrata sul terzo satellite. Delle due soluzioni viene considerata quella vicina alla superficie terrestre.
La posizione cos ottenuta una posizione relativa allo spazio individuato dai tre satelliti e riferita ad un sistema di coordinate denominato ECEF (Earth Centered, Earth Fixed). Per avere un riferimento di posizione pi convenzionale, altitudine sul livello del mare e coordinate geografiche relative all'ellissoide di riferimento ottimale per la zona del globo in cui ci si trova, il ricevitore dovr effettuare opportune conversioni di coordinate.

Posizionamento
Il ricevitore GPS in grado di calcolare, per ciascuno dei satelliti visibili, il tempo intercorso dall'istante di trasmissione del segnale a quello di ricezione (tempo di volo). Dato che la velocit di propagazione del segnale pari a quella della luce (c = 300.000 km/s), il ricevitore in grado di risalire alla sua distanza da ciascun satellite.Ne consegue che necessario sapere con precisione l'istante di tempo in cui il segnale viene trasmesso e misurare l'istante d'arrivo del segnale al ricevitore mediante l'uso di orologi estremamente precisi ed esattamente sincronizzati. Non potendo disporre di orologi ad altissima precisione anche a bordo dei ricevitori, per risolvere lambiguit nella determinazione della posizione ottenuta per trilaterazione (distanze, o meglio pseudo-distanze, da tre satelliti), si utilizza una quarta misura che che indica di quanto lorologio del ricevitore deriva rispetto a quelli di riferimento dei satelliti nello spazio.

Posizionamento
Ricapitolando, la determinazione della posizione di un punto si basa sulla determinazione di 4 valori: terna di coordinate (x, y, z), punto nello spazio che pu essere determinato in maniera univoca come l'intersezione di tre superfici sferiche sulla base delle pseudo-distanze (pseudo-range) da tre satelliti; tempo (t), indicazione dellimprecisione dellorologio del ricevitore e quelli atomici dei satelliti. La determinazione delle pseudo-distanze avviene misurando lo sfasamento tra il segnale emesso da ciascun satellite e ricevuto dallutente e un segnale identico e sincronizzato generato dal ricevitore. Sulla base delle caratteristiche del segnale, possono essere effettuati diversi tipi di misure con precisioni diverse: misure di codice misure di fase.

Segnale GPS
Il segnale GPS ha tre componenti che servono per effettuare diversi tipi di posizionamento. 1. Ciascun satellite tra quelli visibili al ricevitore invia un proprio segnale su due frequenze (componente portante): L1 = 1575.42 MHz L2 = 1227.60 Mhz 2. Attraverso la modulazione di ampiezza, vengono generati anche diversi codici (componente impulsiva): codice C/A (Coarse acquisition), modula la sola portante L1 codice P (Precision), modula entrambe le portanti ed riservato ad usi militari (criptato prende il nome di codice Y). 3. Ogni satellite anche un messaggio D che trasmette importanti informazioni, quali le effemeridi dei satelliti (parametri orbitali), stato di salute, precisione degli orologi (componente messaggio).

Misure GPS
In base alle diverse componenti del segnale, possono essere effettuati diversi tipi di misure con diversa precisione: misure di codice:
Utilizzano la componente impulsiva (codice C/A o codice P se disponibile). Si basano sulla misura del tempo di volo e sulla correlazione tra il segnale emesso dai satelliti e quello generato dal ricevitore.

misure di fase
Utilizzano la componente portante nelle frequenze L1 e L2. Si basano sulla misura delle differenze di fase tra il segnale emesso dai satelliti e quello generato dal ricevitore.

Ricevitori GPS
Le tre tipologie di ricevitori vengono utilizzate in diversi ambiti applicativi: Ricevitori per misure di codice:
Rilevano una sola parte del segnale (modulazione di ampiezza); codice C/A. Applicazioni:escursionismo, orienteering. Precisione tipica: +/- 5 m Costo ridotto

Ricevitori a ricezione di fase, singola frequenza:


Rilevano una delle due frequenze L1 e L2. Applicazioni: topografia, cartografia, posizionamenti di precisione Precisione tipica: metrica/submetrica Costo elevato

Ricevitori a ricezione di fase, doppia frequenza:


Rilevano entrambe le frequenze L1 e L2. Posizionamenti di precisione Precisione tipica: centimetrica Costo molto elevato

Errori nelle misure GPS


La precisione del calcolo del tempo di volo influenzata da tre tipologie di errori: Errori accidentali (1% della lunghezza d'onda) Errori sistematici (BIAS): Errori di orologio (satellite e/o ricevitore): 1m Errori d'orbita: 1m Errori di rifrazione (ionosferica e troposferica): 10m Errori di osservazione: Percorsi multipath (il segnale satellitare deviato da ostacoli sul percorso: non trascurabile in ambiente urbano): 0.5m Elettronica del ricevitore Interferenze elettromagnetiche Posizione e geometria dei satelliti rispetto allosservatore

Errori nelle misure GPS


Uno degli elementi che influenzano maggiormente la precisione della misura la configurazione dei satelliti (altezza sull'orizzonte) e la loro visibilit. Il parametro GDOP (Geometric Diluition Of Precision) d un'indicazione della distribuzione dei satelliti attorno al ricevitore. Pu essere scomposto in 4 componenti: PDOP (positioning) HDOP (horizontal) VDOP (vertical) TDOP (time)

Note la posizione e l'ora nella quale si dovr svolgere il rilievo, possibile prevedere la configurazione dei parametri GDOP, e di conseguenza pianificare un rilievo in modo da minimizzarli nella finestra oraria di acquisizione.

Errori nelle misure GPS

Correzione differenziale
Quasi tutti gli errori (ad eccezione di quelli dovuti a percorsi multipath) possono essere eliminate utilizzando un secondo ricevitore GPS su postazione fissa la cui posizione sia nota. Istante per istante la stazione fissa (detta master) calcola gli errori di codice e fase, confrontando il dato di posizione ricevuto dai satelliti con la propria posizione nota. Gli scarti calcolati per la stazione fissa vengono utilizzati per correggere gli errori di misura del ricevitore mobile (detto rover). La correzione pu avvenire in tempo reale (RTK, cio real time kinematic) o in un secondo momento (post-processing), utilizzando i dati storici delle variazioni di codice e fase (rilievo statico) registrati dal ricevitore master. Il miglioramento della precisione notevole, purch la distanza tra i due ricevitori non sia elevata.

Correzione differenziale
La stazione master che consente il calcolo delle misure di correzione pu essere: temporanea, quando si tratta di un ricevitore mobile analogo a quello utilizzato per le misure, che viene collocato in corrispondenza di un punto di coordinate note (ad es. vertice trigonometrico); permanente, se si tratta di una postazione ricevente fissa (di solito installata presso un ente pubblico o di ricerca) che acquisisce in modo continuo dati di posizione GPS. I dati di correzione acquisiti dalle stazioni master possono essere trasmessi in tempo reale al ricevitore rover tramite radio o GSM (protocollo RTCM) oppure archiviati in appositi formati di scambio (RINEX) e utilizzati successivamente per la correzione. Linsieme di pi stazioni permanenti collegate tra loro prende il nome di rete di posizionamento GPS e consente di potenziare ulteriormente la funzione delle delle stazioni permanenti ai fini della correzione differenziale: i dati di correzione provenienti dalle singole stazioni vengono gestiti in modo unitario per assicurare una copertura completa e omogenea del territorio.

Uso del GPS


Il ricevitore GPS in grado di acquisire la posizione di singoli punti nello spazio (waypoints) o di percorsi, cio di sequenze di punti (routes). Il ricevitore registra insieme alla posizione (coordinate) dei punti una serie di informazioni associate, ad esempio un codice identificativo utile a collegare ulteriori dati. Successivamente alle operazioni in campagna, i dati acquisiti con il ricevitore possono essere scaricati tramite un PC e processati in ambiente GIS. E possibile inoltre effettuare operazioni di postprocessamento, per migliorare la posizione delle coordinate tramite la tecnica della correzione differenziale.

Rete IGM95
LIGM ha costruito una nuova rete geodetica di inquadramento dei lavori topografici e cartografici, nel Datum WGS84, basata su misurazioni GPS di elevata precisione. Tali punti, di cui si possono acquistare le monografie, consentono di effettuare rilievi con DGPS per ottenere localizzazioni con elevata precisione. Inoltre, in corrispondenza di quei punti che gi appartenevano alla rete trigonometrica del Datum Roma40, vengono calcolati i coefficienti per trasformare le coordinate dal Datum Nazionale al Datum WGS84 e viceversa.

GPS (USA) e GLONASS (Russia)


SATELLITI Satelliti Satelliti per piano Inclinazione/raggio/periodo dellorbita CODICE C/A (L1) Code rate/Chip length Selective Availability CODICE P Code rate/Chip length Selective Availability Crittografia del segnale Separazione del segnale Frequenze portanti GPS 24 su 6 piani orbitali 4 con distanze differenti 55/ 26.560 Km/ 11h 58m 1,023 MHz/ 293 m s 10,23 MHz/ 29,3 m s s CDMA 1575,42 MHz(K tra -7 e 24) 1227,60 MHz(K tra -7 e 24) ALMANACCO Durata Capacit Riferimento orario GPS 12,5 m 37500 bit UTC (US Naval Observatory) Glonass 24 su 3 piani orbitali 8 ugualmente distanziati 64.8/ 25.510 Km/ 11h 15m 0,511 MHz/ 587 m No 5,11 MHz/58,7 m No No FDMA 1602 + Kx0,5625 MHz 1246 - Kx0,4375 MHz Glonass 2,5 m 7500 bit UTC (SU, Russia)

Bibliografia
GPS. Il GPS per il mapping GIS, Roma, Crisel, 2007, pp. 11-20, 35-51, volume
disponibile anche in formato digitale allindirizzo http://www.trafficlab.eu/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=523&It emid=26&lang=it

A. Cina, GPS. Principi, modalit e tecniche di posizionamento, Torino, Celid, 2000, pp. 9-23. Wikipedia, Global Positioning System
http://it.wikipedia.org/wiki/Global_Positioning_System (4/04/2011).

Per approfondimenti: L. Biagi, I fondamentali del GPS, Como, Politecnico di Milano. Laboratorio di geomatica, 2009, volume disponibile in formato digitale allindirizzo
http://geomatica.como.polimi.it/workbooks/n8/list.php

Assogeo, Trimble, GPS. Guida all'uso del GPS per il rilevamento del territorio, Rimini, Maggioli, 2005.

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

4. Cenni di fotogrammetria
Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
Definizioni e scopi della fotogrammetria Camere e pellicole La ripresa aerea: piani di volo e strisciate Caratteristiche delle fotografie aeree La stereoscopia Dalla fotografia aerea alla carta:
Orientamento interno Orientamento esterno Stereorestituzione e fotointerpretazione

Il futuro: fotogrammetria digitale e satellitare

Cos la fotogrammetria
La fotogrammetria la tecnica che consente la rilevazione di informazioni metriche (forma e dimensione) di oggetti tridimensionali a partire da immagini fotografiche. Per la produzione cartografica si utilizzano fotografie riprese da camere montate su aerei (fotogrammetria aerea). E evidente come il rilievo aerofotogrammetrico semplifichi notevolmente la produzione di cartografia rispetto allimpiego del solo rilievo topografico.

Cenni storici
La complessit e la molteplicit delle entit presenti sulla superficie terrestre tale da rendere estremamente laboriosa e costosa la produzione di cartografia sulla base dei rilievi topografici diretti, sia pure con luso dei GPS. Si fa quindi ricorso alle tecniche basate ripresa fotografica della superficie terrestre con camere montate su aerei. I primi rilievi aerei risalgono alla seconda met dellOttocento (dapprima in Francia) e vennero effettuati per scopi militari con limpiego di mongolfiere e palloni aerostatici, che venivano inviati oltre le linee nemiche, permettendo di supportare le decisioni dei comandi militari e guidare i lanci dellartiglieria (ad esempio durante la guerra civile americana).

Rilievo aerofotogrammetrico
Linsieme delle operazioni finalizzate a ricavare informazioni metriche a partire da riprese fotografiche effettuate tramite apposite camere montate su aerei e rivolte allo studio e alla rappresentazione sulla carta si chiama rilievo aerofotogrammetrico. Il processo articolato in diverse fasi successive: Pianificazione della ripresa aerea Ripresa (presa) Individuazione di punti di riferimento a terra (appoggio) Ricostruzione della geometria dei fotogrammi (orientamento) e costruzione di un modello del terreno Derivazione di informazioni metriche dal modello Disegno delle entit (restituzione)

Camere aerofotografiche
Le macchine fotografiche per aerofotogrammetria hanno caratteristiche specifiche: robustezza e insensibilit alle vibrazioni, elevata velocit di scatto, con la possibilit di regolare la frequenza con cui i fotogrammi vengono scattati, ottiche di massima precisione, i cui parametri vengono misurati in laboratorio dopo la costruzione e durante interventi di controllo e manutenzione programmati (calibrazione).

Tipicamente le camere aerofotogrammetriche hanno le seguenti caratteristiche: lunghezza focale 88-300 mm dimensione negativo 23x23 cm

Pellicole aerofotografiche
Anche le pellicole hanno caratteristiche assolutamente particolari per garantire la realizzazione di immagini ottimali scattate in condizioni non proprio ottimali. Sono in genere caratterizzate da elevata sensibilit. Possono essere utilizzate pellicole di diversi tipi, a seconda delle diverse applicazioni: pellicole in bianco e nero, maggiormente utilizzate per le riprese aerofotogrammetriche (sensibilit allintero spettro della luce visibile); pellicole a colori, utilizzate soprattutto per fotointerpretazione e produzione di ortofoto pellicole allinfrarosso (in bianco e nero o a in falso colore), sensibili alla radiazione dellinfrarosso vicino, che consente di evidenziare determinati particolari naturali o antropici (es. vegetazione di latifoglie molto riflettente; acqua completo assorbimento).

Aerei
Gli aerei, ed i piloti, devono garantire la possibilit di percorrere le rotte preventivamente stabilite con la massima precisione, ad una quota praticamente costante, evitando il pi possibile tutte le oscillazioni. Tutte le variazioni di assetto dellaereo (quota, rollio, beccheggio, deriva) vengono registrate da appositi strumenti (sensori inerziali) e sono parametri fondamentali per la ricostruzione della geometria dei fotogrammi.
Rollio rotazione intorno allasse x Beccheggio rotazione intorno allasse y Deriva rotazione intorno allasse z

Tipi di riprese
In base allinclinazione della ripresa rispetto allandamento medio del suolo, si distinguono: nadirali, piano della ripresa parallelo al suolo oblique, piano della ripresa inclinato rispetto al suolo molto oblique, fino a comprendere la linea dellorizzonte

Piano di volo
Considerate le caratteristiche indicate in precedenza, la ripresa aerofotogrammetrica avviene secondo rotte prestabilite (piano di volo) e in modo da assicurare la copertura completa del territorio. Le foto vengono scattate in successione e ad intervalli regolari (strisciata) in modo da garantire una sovrapposizione di circa il 60% tra fotogrammi adiacenti (ricoprimento longitudinale). La sovrapposizione necessaria per consentire la visione stereoscopica. Pi strisciate contigue, con sovrapposizione compresa in genere tra il 20% e il 40% (ricoprimento laterale) formano un blocco fotogrammetrico.

Piano di volo

Grafico di volo

Epoca di volo
E importante pianificare anche lepoca delle riprese: opportuno scegliere giornate limpide e senza nubi.

E inoltre fondamentale tenere conto della posizione del sole rispetto al punto di presa e della sua altezza rispetto allorizzonte, che determina la presenza di ombre e di zone sovrailluminate.

Caratteristiche delle fotografie aeree


Una fotografia aerea unimmagine prospettica. Il parametro pi importante la lunghezza focale dellobiettivo della camera, cio la distanza tra lobiettivo e il punto principale dellimmagine fotografica. La lunghezza focale e la quota di ripresa determinano la scala di un fotogramma.

1 b f = = s b H

f distanza focale dellobiettivo H quota di volo.

(R. Salvini)

Lutilizzo di immagini che riproducono lo stesso territorio da punti di vista diversi consentono la ricostruzione delle differenze di quota al suolo e quindi la geometria degli oggetti (stereoscopia).

Caratteristiche dei fotogrammi


I fotogrammi, essendo immagini in prospettiva centrale, presentano alcune caratteristiche che bene tenere presenti e che li distinguono geometricamente dalle carte (immagini in proiezione ortogonale): Gli oggetti al suolo presentano deformazioni crescenti allontanandosi dal centro dellimmagine. La scala degli oggetti al suolo ripresi varia in funzione della loro quota. Le differenze di quota interne ad un fotogramma determinano spostamenti planimetrici degli oggetti ripresi.

Le immagini nelle quali sono stati corretti gli errori planimetrici dovuti alle differenze di quota si dicono ortofotografie.

Scala e quota di volo


La scala media dei fotogrammi, essendo legata alla quota dellaereo rispetto al suolo al momento dello scatto, dipende da due fattori: Inclinazione dellaereo Variazioni topografiche, che determinano anche variazioni della superficie coperta (abbracciamento). Sta all'abilit del pilota e dei progettisti del piano di volo garantire la realizzazione di coperture fotografiche adeguate alle successive esigenze della stereorestituzione.

Spostamento planimetrico
Dato che una fotografia aerea unimmagine in proiezione prospettica, la presenza di oggetti posti a quote pi elevate determina uno spostamento planimetrico apparente di tali oggetti. Lentit dello spostamento dipende: 1. dallaltezza delloggetto rispetto a quelli circostanti 2. dalla quota della ripresa 3. dalla distanza delloggetto dal punto principale della ripresa In una carta, che una proiezione ortogonale, due oggetti anche se posti a quote diverse coincidono sempre planimetricamente.

Immagini tratte da J. Campbell, Introduzione alla cartografia, Bologna, Zanichelli, 1989

Fotogramma

Ciascun fotogramma riporta: codici identificativi del lavoro, della strisciata, del fotogramma; immagine di livella (inclinazione dellaereo), orologio (ora di ripresa) altimetro (quota di volo). Su ciascun fotogramma sono presenti 4 o 8 marche fiduciali (fiducial marks, repes) in corrispondenza degli spigoli e/o dei punti mediani di ogni lato.

Fotogramma

Stereocoppia
Linsieme di due fotogrammi successivi di una stessa strisciata si dice stereocoppia. Larea di sovrapposizione tra un fotogramma ed il successivo generalmente del 60%; larea di sovrapposizione tra una strisciata e quella adiacente generalmente del 30%. Larea adeguata ad ottenere la visione stereoscopica una porzione di quella di sovrapposizione.

Stereoscopia

La visione stereoscopica consente di percepire la profondit e la distanza degli oggetti (tridimensionalit). Si basa sul fatto che uno stesso oggetto ripreso da due diversi punti di vista assume posizioni relative differenti (parallasse). E il principio su cui si basa la percezione della tridimensionalit nella visione umana.

Dalla fotografia aerea alla carta


Le informazioni presenti in una fotografia aerea possono essere analizzate ed estratte per essere trasposte sulla carta con modalit differenti e finalizzate a scopi diversi, nonostante alcune inevitabili sovrapposizioni: fotogrammetria consente di derivare dai fotogrammi informazioni metriche sugli elementi presenti sulla superficie terrestre, finalizzate alla realizzazione di cartografia topografica fotointerpretazione riguarda lestrazione di informazioni relative a determinati tematismi (geologia, agraria, urbanistica, etc)

Fotointerpretazione
Si basa sul riconoscimento e lidentificazione delle forme naturali e delle strutture antropiche presenti sulla superficie terrestre finalizzati alle pi disparate applicazioni. Per distinguere le diverse tipologie di oggetti ci si basa sul confronto e la valutazione comparativa di diversi elementi, quali forma, colore, tessitura, tono, etc. Si basa pi sullesperienza che su principi scientifici. In ogni caso, il procedimento richiede un controllo delle verit a terra, da effettuare un campionamento casuale di punti in cui effettuare sopralluoghi. Il confronto di fotografie riferite alla stessa area, riprese in tempi diversi, pu consentire la valutazione dei cambiamenti intercorsi.

Fotogrammetria
Per arrivare alla trasposizione sulla carta topografica dei contenuti informativi delle fotografie aeree e delle loro caratteristiche metriche sono necessarie alcune operazioni preliminari. Orientamento interno: ricostruzione della corretta geometria interna dellimmagine in relazione al sistema ottico che lha generata (correzione delle distorsioni ottiche delle lenti, eventuale deformazione dei supporti). Orientamento esterno: ricostruzione della geometria dellimmagine in relazione alla superficie terrestre, in altre parole necessario determinare la posizione in cui stata ripresa limmagine (posizione della camera) rispetto al terreno (posizione del centro di presa, inclinazioni e rotazioni relative tra camera e oggetto). Obiettivo finale quello di ricostruire il modello stereoscopico, cio la descrizione in termini geometrici della posizione reciproca di due o pi immagini tra di loro e in relazione al terreno.

Modello stereoscopico

Sfruttando la visione stereoscopica possibile riconoscere la posizione relativa ed laltezza di entit sul territorio. Questa possibilit condizionata per al fatto che sia possib ad orientare i due fotogrammi in modo da ricomporne la posizione reciproca al momento dello scatto (in pratica ricostruendo la posizione e lorientamento assunti dallaereo e dalla macchina fotografica nei momenti corrispondenti allo scatto dei due fotogrammi). Tale operazione, finalizzata alla ricostruzione del modello stereoscopico, parte dalla individuazione su ciascun fotogramma di particolari ben riconoscibili (punti di appoggio).

Modello stereoscopico

Sfruttando la visione stereoscopica possibile riconoscere la posizione relativa ed laltezza di entit sul territorio. Questa possibilit condizionata per al fatto che sia possibile orientare i due fotogrammi in modo da ricomporne la posizione reciproca al momento dello scatto (in pratica ricostruendo la posizione e lorientamento assunti dallaereo e dalla macchina fotografica nei momenti corrispondenti allo scatto dei due fotogrammi). Tale operazione, finalizzata alla ricostruzione del modello stereoscopico, parte dalla individuazione su ciascun fotogramma di particolari ben riconoscibili (ppppunti di appoggio ).

Orientamento esterno
Il processo di ricostruzione della geometria delle immagini in relazione alla superficie terrestre prende il nome di orientamento esterno. Scopo di tale procedimento determinare la posizione in cui sono state riprese limmagini (geometria di presa) rispetto al terreno, ricostruendo quindi posizione del centro di presa, inclinazioni e rotazioni relative tra camera e oggetto. Per lorientamento esterno si pu procedere in vari modi. Uno dei procedimenti pi usati prevede due fasi: Orientamento relativo: ricostruzione della posizione reciproca delle due immagini. Orientamento assoluto: ricostruzione della posizione dellinsieme delle due immagini rispetto al terreno. La triangolazione aerea un procedimento che consente la ricostruzione simultanea dellorientamento di un intero blocco fotogrammetrico, a partire dallindividuazione preventiva delle coordinate di una serie di punti di appoggio a terra presenti in pi immagini del blocco.

Orientamento relativo I
Avendo operato lorientamento interno per ciascun fotogramma, possiamo a questo punto individuare punti facilmente riconoscibili sia sul primo che sul secondo fotogramma, derivandone le corrispondenti coordinate immagine nei due sistemi di riferimento (punti di legame). In genere si scelgono sei punti per fotogramma, disposti come nellimmagine a fianco. E possibile, a questo punto, ricavare un sistema di equazioni, basate sulla coincidenza dei punti espressi nei due sistemi di coordinate. In pratica saremo in grado di calcolare le coordinate sulla seconda lastra di un qualsiasi punto di cui si misurino le coordinate nella prima lastra, e viceversa. Nella pratica, ci significa calcolare i 3 angoli e la traslazione che individuano lo spostamento relativo dellaereo rispetto alla posizione avuta in concomitanza del primo scatto. Tali parametri, impostati su di un apposito strumento, consentono di ricostruire il modello stereoscopico.

Orientamento relativo II

Con lorientamento relativo dei due fotogrammi non ancora possibile calcolare le coordinate terreno di un punto di cui misuriamo la posizione nel modello, ma consente comunque di realizzare una visione stereoscopica (ovvero tridimensionale) del territorio fotografato.

Orientamento relativo III


In pratica, sulla base di un sistema di equazioni che descrivono la relazione tra punti espressi in entrambi i sistemi di riferimento locali (equazioni di collinearit), si ottengono le rotazioni e le traslazioni da impostare sullo stereorestitutore per ricostruire la posizione relativa della fotocamera al momento degli scatti. Pi punti si rilevano, con maggior precisione si valutano i parametri cercati.

Orientamento assoluto

Se di alcuni dei punti (gli stessi, od altri differenti) individuati sulle immagini conosciamo anche le coordinate terreno (ad esempio ottenute mediante rilievi topografici), siamo in grado di ricavare lorientamento assoluto del nostro modello stereoscopico. Lorientamento assoluto consente di calcolare le coordinate terreno di un qualsiasi punto di cui misuriamo le coordinate lastra (nel modello stereoscopico, ovvero su ciascuno dei due fotogrammi, essendo noi in grado di esprimere le coordinate di un punto in uno qualsiasi dei sistemi di riferimento).

Triangolazione aerea I

Su alcuni fotogrammi individuiamo dei punti di cui commissionare al topografo il calcolo delle relative coordinate terreno. A questo punto siamo in grado di dare in pasto al programma di triangolazione aerea tutte le coordinate nei diversi sistemi locali (o lastra) dei punti di aggancio tra un fotogramma e laltro, le coordinate lastra e terreno dei punti richiesti al topografo (in genere, per evitare fraintendimenti, si usa forare i punti sulle foto consegnate al topografo), pi tutti i parametri noti del volo (focale dellobbiettivo, quota media di volo). Lelaboratore ci restituisce tutti i parametri per ricostruire sullo strumento (lo stereorestitutore) le posizioni relative dei due fotogrammi costituenti ciascuna coppia stereoscopica, oltre a quelli per trasformare in coordinate terreno i punti collimati nello strumento.

Triangolazione aerea II

Sul fotogramma accanto vediamo come vengono segnalati i punti di cui si vuole che il topografo procuri le coordinate terreno, per consentire poi lorientamento assoluto del blocco di strisciate mediante il processo di triangolazione aerea.

Punti di appoggio fotografico

Per ciascuno dei punti segnalati dallo stereorestitutista il topografo provvede a rendere disponibili le corrispondenti coordinate terreno.

Stereorestitutore
Lo stereorestitutore quello strumento che consente di ricostruire il modello stereoscopico e, a partire da questo, di disegnare (nella corretta posizione planimetrica) le entit che si vedono nelle fotografie.

Stereorestitutore analogico
I primi stereorestitutori, quelli analogici, consentono di riprodurre meccanicamente lorientamento relativo dei fotogrammi della coppia stereoscopica, operando su leveraggi e viti micrometriche per imporre ai carrelli porta-lastra quelle rotazioni e quelle traslazioni indicate dal processo di triangolazione aerea. In pratica, lorientamento dei fotogrammi risulta, fatto salvo il rapporto di scala, analogo a quello che aveva la pellicola nel momento in cui le foto erano state scattate. Questi strumenti posseggono una complessit ottica e meccanica notevole. Tra i progettisti di simili strumenti vi sono tecnici quali Ermenegildo Santoni, che ha dato origine ad una fortunata serie di strumenti prodotti dalle Officine Galileo, e diffusi in tutto il mondo.

Stereorestitutore analitico
Con lavvento dei computer, stato possibile delegare ad un apposito programma il compito di simulare lorientamento relativo dei fotogrammi, e quindi la ricostruzione del modello stereoscopico. In pratica lo strumento ha sempre tutta la parte meccanica ed ottica di interazione con loperatore, ma ci che questi vede nel binoculare il risultato di elaborazioni effettuate al volo su porzioni di fotogrammi riprese da apposite telecamere (una per lastra). In pratica si spostata tutta la complessit di ricostruzione meccanica dellorientamento dei fotogrammi nel software a corredo dello strumento. Tra i vantaggi degli stereorestitutori analitici vi anche quello di ottenere come dati numerici (e non solo come disegno tramite il pantografo), memorizzati sul computer, il contorno e la localizzazione delle entit rilevate dalloperatore. Tali dati potranno poi subire operazioni di editing grafico per le correzioni ed integrazioni a seguito del controllo in campo da parte del topografo, e il successivo ridisegno tramite plotter.

Evoluzione della fotogrammetria


Fotogrammetria digitale
Tutto il processo prima svolto tramite gli stereorestitutori, dallorientamento delle immagini al disegno delle entit cartografiche, viene svolto tramite appositi software, grazie alla maggiore potenza di

Stereosco

Evoluzione della fotogrammetria


Fotogrammetria digitale
Tutto il processo prima svolto tramite gli stereorestitutori, dallorientamento delle immagini al disegno delle entit cartografiche, viene svolto tramite appositi software.

Stereoscopia satellitare
Si applicano ad immagini satellitari ad alta risoluzione le tecniche fotogrammetriche.

Bibliografia
J. Campbell, Introduzione alla cartografia, Bologna, Zanichelli, 1989, pp. 85123. S. Perego, Appunti di cartografia ad uso degli Studenti di Scienze Geologiche e Scienze Naturali, Parma, Santa Croce, 1999, pp. 37-43. P. Malagoli, Fotointerpretazione. Arte divinatoria o attendibile fonte informativa?, in Levoluzione della geografia dalla carta geografica al digitale in nove passi descritti dai maggiori esperti del settore, Roma, MondoGIS, 2004, pp. 59-71. M. Trevisani, Appunti per il corso di Cartografia e Cartografia Numerica, 2005,<http://sira.arpat.toscana.it/sira/documenti/Dispensa_Cartografia.pdf>,1/12/2009.

Foto aeree sul web


IGMI, Catalogo foto aeree, <http://www.igmi.org/voli/> (23/04/2011).

Regione Toscana, Repertorio. Foto aeree, <http://www.rete.toscana.it/sett/territorio/carto/repertorio/foto/foto.htm> (23/04/2011).

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

6. Produzione cartografica in Italia


Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
Produttori di cartografia La cartografia simbolica e la cartografia tecnica La Cartografia in Toscana La Cartografia IGM Esempi di carte

Produttori di cartografia
Gli Enti produttori ufficiali di cartografia sono: I.G.M.I. (scale 1:25000, 1:50000 e 1:100000); Catasto (scale 1:2000, talvolta 1:500 e 1:4000); Istituto Idrografico della Marina (rilevazione coste, profondita' fondali, carte finalizzate alla navigazione); Servizio Geologico. Altri produttori di cartografia: Istituto Geografico De Agostini; Touring Club Italiano; Automobil Club Italiano; Ditte produttrici per conto di: FF.SS.; E.N.E.L.; Regioni, Province, Comuni, Comprensori di Bonifica, ecc.

Produttori di cartografia
Gli enti che producono cartografia ufficiale in Italia sono definiti dalla legge del 2 Febbraio 1960, n.68, "Norme sulla cartografia ufficiale dello Stato e sulla disciplina della produzione e dei rilevamenti terrestri e idrografici"

Articolo 1 Sono organici cartografici dello Stato; l'Istituto geografico militare; l'Istituto idrografico della Marina; la Sezione fotocartografica dello Stato Maggiore dell'Aeronautica; l'Amministrazione del catasto e dei servizi tecnici erariali; il Servizio geologico.

Cos una carta topografica


Una carta topografica una rappresentazione delle condizioni di fatto della superficie terrestre che descrive: dimensioni e forme del terreno oggetti concreti e durevoli (edifici, strade, vegetazione) elementi immateriali (confini amministrativi, toponomastica)

Carte simboliche e carte tecniche


Nella cartografia topografica a grande/media scala (es.: 1:25.000) ragioni di graficismo obbligano talvolta ad adottare segni convenzionali e a modificare dimensioni e posizione degli elementi Le carte tecniche sono caratterizzate dal fatto che tutti gli elementi sono rappresentati in vera proiezione, senza subire operazioni di ingandimento o di spostamento. Si tratta quindi di una cartografia a grande scala (fino a 1:5.000, 1:10.000), adeguata per attivit di progettazione (donde il nome di carte tecniche).

Istituto Geografico Militare


Cenni storici LIstituto Geografico Militare venne creato subito dopo lUnit dItalia (inizialmente con il nome di Ufficio Tecnico del Corpo di Stato Maggiore dell'Esercito, poi Istituto Topografico Militare) ereditando conoscenze, competenze e personale degli uffici topografici degli Stati preunitari, che ne tra la fine del 700 e linizio dell800 avevano cominciato la redazione di carte topografiche. Compiti Compito iniziale dellIGM fu creazione di una rete geodetica nazionale e la redazione della prima carta topografica nazionale (terminato solo dopo lultimo dopoguerra). Attualmente il pi importante ente cartografico nazionale e si occupa della manutenzione della rete geodetica e dellaggiornamento della cartografia topografica a grande e media scala (1:25.000, 1:50.000). Ha sede a Firenze in via Cesare Battisti. (http://www.igmi.org/).

Carta dItalia IGM


La Carta dItalia la carta topografica ufficiale italiana, prodotta in tre scale differenti: 1:100.000, 1:50.000, 1:25.000. E stata redatta in due serie (vecchia e nuova) con inquadramenti (taglio dei fogli cartografici) e caratteristiche diverse.

Carta dItalia IGM


La produzione della Carta dItalia a partire dalla fondazione dellIstituto geografico militare stata affrontata a pi riprese con aggiornamenti successivi, basati su diversi sistemi di riferimento e proiezioni: fine Ottocento-primi Novecento , cosiddetta prima levata
fogli in scala 1:100.000 e quadranti o tavolette, intrapresa a fine Ottocento allinizio della storia dellIGM e rilevata esclusivamente per via topografica datum: ellissoide di Bessel, orientato a Genova, Roma, Castanea delle Furie proiezione: policentrica di Sanson-Flamsteed (solo reticolato geografico) Anni Cinquanta-Sessanta (serie25V, serie50V, serie100V) realizzata per tutto il territorio italiano dopo la Seconda guerra mondiale prodotta su base aerofotogrammetrica (volo GAI 1954-55) datum: Roma40, proiezione: Gauss-Boaga Anni Settanta (serie25V, serie50V, serie100V) completamento della produzione intrapresa nei decenni precedenti rilievo aerofotogrammetrico datum: ED50, proiezione: UTM Nuova serie (serie25, serie50) nuova edizione basata su un diverso taglio dei fogli rilievo aerofotogrammetrico datum: ED50, proiezione: UTM

Carta dItalia IGM vecchia serie


La vecchia serie della Carta dItalia basata sul sistema di riferimento nazionale Roma40 e coordinate piane Gauss-Boaga, organizzata in: Fogli (serie 100V), in scala 1:100.000, con ampiezza di 30 in longitudine e 20 in latitudine (corrispondenti rispettivamente a circa 45-38 km e 37 km), numerati progressivamente da nord a sud e da ovest a est (totale 285 fogli, 325 prima della 2a Guerra Mondiale). Quadranti (serie 50V), in scala 1:50.000, suddivisioni dei fogli, con ampiezza di 15 in longitudine e 10 in latitudine, identificati con numeri romani da I a IV in senso orario a partire da quello in alto a destra. Tavolette (serie 25V), in scala 1:25.000, suddivisioni dei quadranti, con ampiezza di 730 in longitudine e 5 in latitudine, identificate in base allorientamento allinterno del quadrante (NE, NO, SE, SO).

IGM vecchia serie, Fogli 1:100.000

Foglio 114 Arezzo

IGM vecchia serie, Fogli 1:100.000

IGM-vecchia serie, Quadranti 1:50.000

IGM - vecchia serie, Quadranti 1:50.000

IGM vecchia serie Tavolette 1:25.000

IGM - vecchia serie, Tavolette 1:25.000

Carta dItalia IGM nuova serie


La nuova serie della Carta dItalia, basata e inquadrata sul sistema di riferimento ED50 (attualmente in corso di trasformazione in WGS84) e proiezione UTM, organizzata in: Fogli (serie50), in scala 1:50.000, con ampiezza di 20 in longitudine e 12 in latitudine, numerati progressivamente da nord a sud e da ovest a est (totale 652 fogli). Sezioni (serie25), in scala 1:25.000, suddivisioni dei fogli, con ampiezza di 10 in longitudine e 6 in latitudine, identificati con numeri romani da I a IV in senso orario a partire da quello in alto a destra.

Carta dItalia IGM nuova serie


scala 1:25.000

Carta dItalia IGM nuova serie


Sezioni 1:25.000

Cartografia regionale
La cartografia a grande scale prodotta delle regioni italiane, inquadrata sulla base della nuova serie della Carta dItalia IGM (UTM-ED50). Gli elementi che la compongono sono suddivisioni del foglio in scala 1.50.000 IGM:
Sezioni, in scala 1:10.000, numerate da 1 a 16 da ovest a est e da nord a sud (con notazione normalizzata da 010 a 160), con ampiezza di 3 in latitudine e 5' in longitudine Elementi, in scala 1:5.000, suddivisioni delle sezioni, numerati progressivamente da 1 a 4 in senso orario a partire da quello in alto a destra (1'30" lat. e 2'30" long.)
NB: Il datum e il sistema di coordinate dellinquadramento non necessariamente coincidono con quelli con cui stata costruita la cartografia (come in Toscana).

CTR 1:5.000 1:10.000 Inquadramento


Ogni tavola della Carta tecnica regionale (CTR) identificata dal toponimo della localit principale e da un numero a sei cifre: le prime tre indicano il Foglio 1:50.000 di appartenenza, le successive tre individuano la sezione 1:10.000 se l'ultimo numero zero; se invece le ultime cifre sono 1,2,3,4 (in luogo dello zero) indicano l'elemento 1:5.000.

Carta Tecnica Regionale 1:10.000

Carta Tecnica Regionale 1:5.000

CTR 1:2.000 - Inquadramento


La Regione Toscana produce, per le zone pi densamente popolate, anche cartografia in scala 1:2.000. Linquadramento di tale cartografia basato sul datum Roma40-coordinate GaussBoaga: reticolato ortogonale con maglia di dimensioni di km 1,6 x km 1,2 (cm 80 x 60) tavola identificate da un codice alfanumerico del tipo nnl-nn (es. 19k43), le cui ultime due cifre indicano una delle 64 parti in cui stato suddiviso un rettangolo (19k) di dimensioni km 12,8 x 9, sottomultiplo del reticolato Gauss-Boaga.

Carta Tecnica Regionale 1:2.000

Quadranti CTR 1:25.000


La Regione Toscana ha prodotto anche una Carta Topografica Regionale in scala 1:25.000, derivata, con alcuni aggiornamenti, dalle tavolette IGM 1.25.000, ma con il taglio dei quadranti IGM 1:50.000. In pratica un quadrante CTR il risultato della mosaicatura di 4 tavolette IGM.

Carta Topografica Regionale 1:25.000

Il Catasto si basa sullellissoide di Bessel e utilizza la proiezione Cassini-Soldner (per la maggior parte del territorio italiano). In Toscana le coordinate sono riferite ad un centro di proiezione (grande origine) Siena Torre del Mangia. Ogni mappa identificata dal comune di appartenenza e dal numero del foglio. Il margine del foglio non basato su un reticolato convenzionale.

Catasto

Vi sono rappresentate le particelle catastali (identificate da un numero progressivo allinterno del foglio) e gli altri elementi territoriali (strade e corsi dacqua).

Mosaici Catastali Regione Toscana 1:5.000 e 1:10.000


Riduzione e mosaico di mappe catastali, assemblati alla stessa scala e taglio della CTR, operazione complessa data la diversa proiezione dei due tipi cartografici, e il taglio a perimetro chiuso dei singoli fogli di mappa, a scala originale non sempre costante (1:2.000-1:4.000 territorio aperto, 1:1000 1:500 centri urbani) (Repertorio Cartografia Regione Toscana).

Cartografia geologica
Una carta geologica una carta tematica che riporta, in genere su una base topografica di scala appropriata, tramite unopportuna simbologia la distribuzione delle formazioni rocciose e di altri particolari di interesse geologico, quali faglie, conoidi, doline, terrazzamenti fluviali, etc. La cartografia geologica ufficiale prodotta dal Servizio geologico prende il nome di Carta geologica dItalia. Come la Carta (topografica) dItalia IGM, di cui sfrutta inquadramento e base topografica, la carta geologica stata realizzata in diverse serie ed edizioni. La Carta geologica storica stata redatta a partire dalla fine dellOttocento in diverse edizioni sulla base dei fogli IGM 1:100.000. La nuova carta geologica (basata sul nuovo inquadramento IGM) stata realizzata come generalizzazione delle carte geologiche regionali (progetto CARG) a grande scala (1:10.000, 1:25.000) ed tuttora in corso di realizzazione.

Cartografia geologica vecchia serie

Servizio geologico dItalia, Foglio 96 Massa, scala 1:100.000

Cartografia geologica vecchia serie

Cartografia geologica nuova serie

Servizio geologico dItalia, Foglio 306 Massa Marittima, scala 1:50.000

Bibliografia
S. Perego, Appunti di cartografia ad uso degli Studenti di Scienze Geologiche e Scienze Naturali, Parma, Santa Croce, 1999, pp. 43-45, 115-121. Atlante dei tipi geografici, IGM, Firenze, 2004, prima parte Principali strumenti per lanalisi geografica (pp. 20-67) <http://www.igmi.org/pubblicazioni/atlante_tipi_geografici/pdf/strumentigeogra.pdf>. E. Lavagna, G. Locarno, Geocartografia. Guida alla lettura delle carte geotopografiche, Bologna, Zanichelli, 2007, pp. 61-72 78-80. M. Trevisani, Appunti per il corso di Cartografia e Cartografia Numerica, 2005,<http://sira.arpat.toscana.it/sira/documenti/Dispensa_Cartografia.pdf>, 1/12/2009. Istituto Geografico Militare Italiano, La produzione IGM, <http://www.igmi.org/prodotti/>, 1/12/2009. Regione Toscana, Informazione geografica, <http://www.rete.toscana.it/sett/territorio/carto/cartopage/index.htm>,1/12/2009. ISPRA, Carte geologiche, <http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Servizi_per_l'Ambiente/Carte_geologiche/, 1/12/2009.

Cartografia in rete
IGMI, Catalogo interattivo cartografia,
http://www.igmi.org/ware/

IGMI, Prodotti,
http://www.igmi.org/prodotti/

MATTM, Portale Cartogafico Nazionale,


http://www.pcn.minambiente.it/mdSearch/

Regione Toscana, Sistema informativo territoriale e ambientale,


http://www.rete.toscana.it/sett/territorio/carto/cartopage/index.htm

Regione Toscana, Geoscopio [consultazione cartografia toscana],


http://web.rete.toscana.it/sgr/webgis/consulta/viewer.jsp

ISPRA. Servizio Geologico, Carte geologiche e geotematiche,


http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Cartografia/Carte_geologiche_e_geotematiche/

Regione Toscana, Cartogafia geologica,


http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sitoRT/Contenuti/sezioni/territorio/geologia/rubriche/visualizza_asset.html_399098699.html

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

7. Lettura delle carte topografiche


Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
Dati identificativi della carta Coordinate e orientamento della carta Rappresentazione del rilievo Simbologia convenzionale

Lettura della carta topografica


La corretta lettura di una carta topografica si basa sulla corretta valutazione e interpretazione di tutti gli elementi riportati: Cornice contiene tutte le informazioni necessarie allinquadramento e orientamento della carta. Reticolato geografico e chilometrico consente la determinazione delle coordinate geografiche e delle coordinate piane. Rappresentazione tramite opportuna simbologia convenzionale sono rappresentate le condizioni di fatto del territorio (morfologia, strutture fisiche e antropiche, elementi immateriali)

Inquadramento e orientamento
Tutte le informazioni necessarie allinquadramento della carta topografica, allorientamento sul terreno e alla determinazione delle coordinate di un punto, sono contenute nella cornice della carta, insieme ad altre informazioni essenziali: identificazione della carta datum e proiezione coordinate dei vertici della carta descrizione del reticolato chilometrico (UTM e/o Gauss-Boaga) dati per lorientamento della carta (declinazione magnetica e convergenza) indicazione della deformazione lineare datum altimetrico e equidistanza delle curve di livello limiti amministrativi del territorio rappresentato date dei rilievi e della compilazione simbologia convenzionale scala numerica e grafica

Inquadramento e orientamento

Identificazione della carta


Con modalit diverse a seconda delle diverse edizioni della carta topografica IGM sono indicati tutti gli elementi necessari allidentificazione della carta. Vecchia serie: Foglio, quadrante, tavoletta

Nuova serie: Foglio, sezione

Datum e proiezione
In ogni carta topografica sono sempre indicati datum (ellissoide e orientamento) e proiezione (e relativo fuso) in base al quale la carta stata costruita. Nuova serie Datum ED50 Proiezione UTM (+ fuso)

Vecchia serie Datum Roma40 o ED50 Proiezione Gauss-Boaga (+ fuso) o UTM (+fuso)

Reticolati e cooordinate
In ogni carta riportato il reticolato chilometrico e geografico, con lindicazione delle coordinate dei vertici nei diversi sistemi di riferimento.
Vertici della carta espressi in gradi riferiti al datum ED50 Reticolato Reticolato geografico cartografico (intervalli di 1 UTM (fuso 33) grado) Reticolato cartografico Gauss-Boaga (fuso est fuso ovest)

Nella cornice di solito riportata anche una legenda che consente di identificare i diversi reticolati che vi sono riportati.

Reticolati e cooordinate
Reticolato geografico (intervalli di 1 grado) Reticolato cartografico UTM (fuso 32 e 33) Vertici della carta espressi in gradi riferiti al datum ED50 Reticolato cartografico Gauss-Boaga (fuso est fuso ovest)

Orientamento
Per orientare correttamente una carta topografica rispetto al nord geografico utilizzando la bussola, necessario conoscere due parametri, che sono indicati nella cornice:

Declinazione magnetica

Convergenza del meridiano

Declinazione magnetica
La declinazione magnetica langolo formato dalla direzione del Nord magnetico con la direzione del Nord geografico, dato che i due punti non coincidono. Il polo nord magnetico si trova nel Canada settentrionale a 1600 km dal polo geografico; il polo sud magnetico si trova nella Terra di Adelia, in Antartide. In realt, lago della bussola, lo strumento utilizzato per lorientamento, indica la direzione del nord magnetico secondo le linee di forza del campo magnetico terrestre (che non necessariamente coincidono con il percorso pi breve ma seguono andamenti sinuosi). La posizione dei poli magnetici varia con il tempo, spostandosi di qualche kilometro allanno, determinando la variazione dellintero campo magnetico.

Convergenza del meridiano


Si chiama convergenza di un meridiano langolo formato dalla rappresentazione di tale meridiano con il nord della proiezione (asse verticale del sistema di riferimento cartesiano).

Il nord della proiezione non indica il nord geografico (salvo casi particolari), mentre tutti i meridiani convergono verso il Nord geografico. Tale angolo positivo o negativo a seconda che ci la rappresentazione sia posta a est o a ovest rispetto al meridiano centrale della proiezione. Sempre a causa della convergenza due punti situati alla stessa latitudine non hanno necessariamente la stessa coordinata Nord e due punti aventi la stessa longitudine non presentano necessariamente la stessa coordinata Est.

A Reticolato cartografico B Reticolato geografico

Altri parametri
Modulo di deformazione lineare, indica lentit dellalterazione delle distanze indotta dalla proiezione ( nullo in corrispondenza dei meridiani di secanza) Datum altimetrico (origine delle quote) ed equidistanza delle curve di livello (distanza verticale)

Limiti amministrativi, relativi alla porzione di territorio cartografato. Fonti di compilazione e date, sono indicate le modalit di rilievo e le relative date. Si tratta di parametri da considerare nel caso di analisi geostoriche: data ripresa aerofotogrammetrica data ricognizione sul terreno

Simbologia convenzionale
Una delle caratteristiche principali delle carte lutilizzo di simboli convenzionali per rappresentare in modo sintetico e chiaro fenomeni o elementi non rappresentabili perch astratti o per la riduzione delle dimensioni. Un simbolo convenzionale un segno grafico con valore semantico prestabilito e indicato nella legenda della carta. A seconda della natura del fenomeno o delloggetto da rappresentare (oltre che della scala) i simboli cartografici possono essere: puntuali lineari areali Nella cartografia topografica la simbologia funzionale alla rappresentazione delle condizioni di fatto della superficie terrestre: dimensioni e forme del terreno oggetti concreti e durevoli (edifici, strade, vegetazione) elementi immateriali (confini amministrativi, toponomastica) Nella cartografia tematica, attraverso lutilizzo della simbologia vengono rappresentati solo determinati aspetti o fenomeni della superficie terrestre, materiali o immateriali, naturali o antropici, attuali o trascorsi.

Carte simboliche e carte tecniche


Nella cartografia topografica a grande/media scala (es.: 1:25.000) ragioni di graficismo obbligano talvolta ad adottare segni convenzionali e a modificare dimensioni e posizione degli elementi Le carte tecniche sono caratterizzate dal fatto che tutti gli elementi sono rappresentati in vera proiezione, senza subire operazioni di ingrandimento o di spostamento. Si tratta quindi di una cartografia a grande scala (fino a 1:5.000, 1:10.000), adeguata per attivit di progettazione (donde il nome di carte tecniche).

Altimetria
Per la rappresentazione del rilievo e, pi in generale della morfologia dei luoghi possibile utilizzare, in relazione alla scala o alla tipologia della carta, diversi metodi di rappresentazione: Metodi dimostrativi Mucchi di talpa Tratteggio e tratto forte Tinte altimetriche Lumeggiamento Sfumo Metodi geometrici Punti quotati Curve di livello Diversi metodi di rappresentazione possono essere combinati nella stessa carta.

Altimetria metodi dimostrativi


Mucchi di talpa Il metodo, utilizzato nelle carte antiche, consiste nel disegno approssimativo del profilo delle montagne con ombreggiatura sul lato destro rispetto allosservatore. Orografia a spina di pesce Il metodo, utilizzato nelle carte antiche, consiste nelluso di piccoli tratti sistemati a spina di pesce ai lati di una zona bianca, che indicava la direzione della dorsale montuosa. Tratteggio Consiste nellevidenziare il rilievo con fasce sovrapposte di piccoli tratti (in realt triangoli isosceli) orientati nella direzione della massima pendenza. I tratti sono tanto pi fitti e marcati quanto maggiore la pendenza. Il metodo, molto utilizzato nellOttocento, oggi in disuso. Da questo metodo derivano le barbette, utilizzate per rappresentare scarpate e argini nelle carte topografiche.

Altimetria metodi dimostrativi


Tratto forte consiste nellutilizzo di tratti molto spessi e marcati, che individuano soltanto i crinali delle catene principali. I tratti sono pi o meno spessi a seconda dellimportanza del rilievo. Sfumo Consiste nellutilizzare diverse sfumature di un colore per determinare effetti chiaroscurali in grado di evidenziare le parti prominenti dei rilievi attraverso le tecniche di lumeggiamento. Tinte altimetriche Si basa sullutilizzo di colori convenzionali che identificano le fasce altimetriche. Di solito sono utilizzate nelle carte a generali a piccola scala. I colori comunemente utilizzati variano dal verde (pianure), al giallo-ocra (colline), al marrone (montagne) ed eventualmente al bianco (nevi perenni).

Altimetria metodi dimostrativi


Lumeggiamento
Il rilievo mediante evidenziato attraverso lintroduzione di un contrasto chiaroscurale che consente di percepire la terza dimensione. Sulla base della posizione della sorgente luminosa, si distinguono due tipi di lumeggiamento: zenitale, se la sorgente allo zenit: le vette e le creste sono pi illuminate; obliquo, se la sorgente posta a nord-ovest, inclinata di 45 gradi: tutte le zone esposte risultano illuminate (chiare), a differenza di quelle in ombra. E utilizzato in combinazione con altri metodi.

Tratteggio con lumeggiamento zenitale

Tratteggio con lumeggiamento obliquo

Sfumo con lumeggiamento obliquo

Immagini tratte da C. Capello, La lettura delle carte topografiche e linterpretazione dei paesaggi, Torino, Giappichelli, 1968

Punti quotati
I punti quotati sono punti di cui sono state misurate con precisione le quote attraverso misure topografiche o aerofotogrammetriche. Una carta in cui sono riportati molti punti, distribuiti in modo omogeneo, prende il nome di piano quotato. Luso del piano quotato, se i punti sono opportunamente scelti in fase di rilievo possono consentire una lettura (anche se in modo non intuitivo) dellaltimetria di un territorio. Nella moderna cartografia topografica vengono spesso utilizzati in combinazione con le curve di livello - per indicare la quota di particolari elementi naturali o antropici - per fornire indicazioni altimetriche di dettaglio.

Curve di livello
Il sistema pi utilizzato per rappresentare le informazioni altimetriche fa uso delle curve di livello. Una curva di livello o isoipse il luogo geometrico (linea che unisce) dei punti aventi al stessa quota. Ogni isoipsa deriva dallintersezione della superficie topografica con un piano orizzontale posto a quota predeterminata. Si tratta pertanto di linee chiuse che non si intersecano tra di loro.

Curve di livello
Si chiama equidistanza la distanza (costante) di quota tra le isoipse. Generalmente il valore dellequidistanza viene determinato in rapporto alla scala della carta: in genere pari ad 1/1000 del denominatore della scala (ad es. in una carta 1:25.000 lequidistanza di 25 metri, cio le quote delle curve di livello saranno dei valori interi e multipli di 25 metri. A determinati intervalli (multipli dellequidistanza) vengono rappresentate delle curve con tratto pi marcato (nella carta 1:25.000 ogni 100 m), che prendono il nome di curve direttrici. In zone dove le curve ordinarie sono troppo distanti tra di loro (perch il territorio pianeggiante) si utilizzano curve ausiliarie (rappresentate con linea tratteggiata).

Curve di livello
La distanza planimetrica tra le curve di livello dipende (e quindi descrive) dalla pendenza del rilievo: ad un infittirsi delle isoipse corrisponde un aumento della pendenza, ad un loro diradarsi una diminuzione. La lettura dellandamento delle curve di livello consente non solo la comprensione dellaltimetria di un punto sulla carta, ma anche per riconoscere la morfologia generale del territorio.

Curve di livello
Morfologia Pendenza
Ripida

Dorsale Convessa

Concava

Uniforme Vallata scavata da un corso dacqua Concava

Curve di livello
Nelle carte topografiche, la tecnica delle curve di livello spesso utilizzata in combinazione con altri sistemi di rappresentazione per rendere pi immediatamente percepibili le forme del rilievo e pi gradevole la carta dal punto di vista estetico (sfumo con lumeggiamento obliquo) per rappresentare particolari che a causa dellelevata pendenza non sarebbero altrimenti descrivibili (tratteggio lumeggiato), come nel caso delle pareti rocciose delle montagne.

Curve di livello
Per la rappresentazione di particolari forme del rilievo si utilizzano simbologie specifiche, che si basano sullimpiego delle barbette, cio una serie di trattini a forma di triangolo isoscele (con la base sempre rivolta verso la parte con quota maggiore) allineati in corrispondenza di un brusco dislivello (di entit inferiore allequidistanza tra le curve di livello): depressioni, come le doline carsiche o alcuni tipi di cave scarpate e terrazzi fluviali incisioni fluviali di modesta entit argini

Simbologia topografica
Per la rappresentazione di tutti gli elementi presenti sulla superficie terrestre nella cartografia topografica si utilizzano simboli convenzionali, la cui conoscenza fondamentale per la corretta lettura della carta. Nelle carte IGM si utilizza una simbologia standard, definita in appositi repertori a stampa. Tale simbologia variabile in relazione alla scala della carta e delle diverse edizioni. La legenda con i principali simboli riportata in basso in tutte le carte. Attraverso la simbologia convenzionale, con segni puntuali, lineari o areali, sono rappresentati tutti gli elementi geografici, materiali o immateriali presenti sulla superficie terrestre: oggetti concreti e durevoli, naturali o antropici
idrografia vegetazione edifici strade

oggetti immateriali
confini amministrativi toponomastica

Viabilit e limiti amministrativi

Idrografia

Manufatti

Vegetazione

Calcoli sulle carte topografiche


Equidistanza Per calcolare lequidistanza di una carta necessario contare il numero di intervalli compresi tra due curve direttrici. e = (q - q)/i Quota di un punto Per calcolare la quota di un punto possibile rapportare il dislivello tra le isoispe pi vicine alla distanze tra punto e isoipse, secondo la proporzione: Q:(q-q)=D:d

Calcoli sulle carte topografiche


Inclinazione Per calcolare linclinazione di un versante necessario determinare langolo formato dalla superficie considerata con il piano orizzontale. Si esprime in gradi. Pendenza Per determinare la pendenza di un versante necessario calcolare il rapporto tra il dislivello verticale e la distanza naturale (in piano), tra due punti lungo la superficie considerata. E espressa in percentuale. P = h/d x 100 La pendenza anche la tangente dellangolo che rappresenta linclinazione. P = tg = cotgP

Calcoli sulle carte topografiche


Profilo topografico o altimetrico E una curva che rappresenta landamento altimetrico del terreno lungo una direttrice prefissata (sezione). Per costruire un profilo topografico necessario riportare su un grafico cartesiano i valori delle quote sullasse delle ascisse e quelli delle corrispondenti distanze a partire da uno degli estremi della sezione sullasse delle ordinate. La scala delle quote pu essere uguale o maggiore di quella delle distanze.
Motta M., Profilo topografico, 2005 <aperto.unito.it/bitstream/2318/173/1/7b83.2427.file.ppt>

Bibliografia
S. Perego, Appunti di cartografia ad uso degli Studenti di Scienze Geologiche e Scienze Naturali, Parma, Santa Croce, 1999, pp. 43-45, 115-121. Atlante dei tipi geografici, IGM, Firenze, 2004, prima parte Principali strumenti per lanalisi geografica (pp. 20-67) <http://www.igmi.org/pubblicazioni/atlante_tipi_geografici/pdf/strumentigeogra.pdf>. E. Lavagna, G. Locarno, Geocartografia. Guida alla lettura delle carte geotopografiche, Bologna, Zanichelli, 2007, pp. 61-72 78-80. C. Capello, La lettura delle carte topografiche e linterpretazione dei paesaggi, Torino, Giappichelli, 1968. M. Trevisani, Appunti per il corso di Cartografia e Cartografia Numerica, 2005,<http://sira.arpat.toscana.it/sira/documenti/Dispensa_Cartografia.pdf>, 1/12/2009. Istituto Geografico Militare Italiano, La produzione IGM, <http://www.igmi.org/prodotti/>, 1/12/2009. Regione Toscana, Informazione geografica, <http://www.rete.toscana.it/sett/territorio/carto/cartopage/index.htm>,1/12/2009. ISPRA, Carte geologiche, <http://www.apat.gov.it/site/it-IT/Servizi_per_l'Ambiente/Carte_geologiche/, 1/12/2009.

Universit degli studi di Firenze Facolt di Lettere e Filosofia

TOPOGRAFIA E CARTOGRAFIA
a.a. 2010-2011

8. Cartografia digitale
Camillo Berti
camillo.berti@gmail.com

Argomenti
Aspetti generali Organizzazione dei dati: strutture, formati, modelli Cartografia numerica Database topografici

Cartografia digitale
Dalla cartografia tradizionale realizzata e pensata su supporto cartaceo, negli ultimi decenni, si passati, attraverso diverse fasi evolutive, alla cartografia digitale, cio basata su supporti informatizzati. Lutilizzo dellinformatica e la parallela diffusione dei Sistemi informativi geografici ha determinato una progressiva evoluzione della cartografia digitale da semplice disegno del territorio a dato numerico utile per il disegno automatico e ad informazione geografica (database geografico) utile per attivit di analisi spaziale.

Cartografia digitale
Levoluzione della cartografia su supporto informatizzato ha attraversato diverse tappe (identificate con denominazioni non sempre univoche): cartografia automatizzata, basata sullutilizzo di strumenti automatici (elaboratori + software CAD + plotter) per la produzione di cartografia di tipo tradizionale; cartografia numerica, cio cartografia gestita attraverso strumenti informatici e basata sulla rappresentazione (strutturata in livelli) degli oggetti del mondo reale corredata dagli attributi che li definiscono; database geografico (topografico), cio un "contenitore" di dati geografici, organizzati secondo uno schema predefinito, adatto ad essere consultato, analizzato, elaborato per ogni possibile applicazione. Con altra terminologia, oggi forse un po meno utilizzata rispetto a qualche anno fa, si pu distinguere tra cartografia Map oriented e cartografia GIS oriented.

Contenuti della cartografia digitale


Lutilizzo di applicazioni informatiche, oltre a semplificare il lavoro di produzione della cartografia e ad aumentarne notevolmente il potenziale conoscitivo, ha imposto nuovi modelli di interpretazione (e descrizione) del mondo reale: nella cartografia tradizionale, lutente che interpretando i simboli grafici deduce linformazione geografica (contenuto associativo) che la cartografia veicola, attraverso un processo mentale detto sintesi associativa;

nella cartografia numerica, dove lutilizzo di un elaboratore rende inapplicabile la sintesi associativa, il contenuto informativo della cartografia suddiviso in due componenti distinte:
contenuto cartografico, cio la rappresentazione degli elementi del mondo reale contenuto strutturale, cio linformazione geografica veicolata dalla cartografia

Livelli
Nella cartografia digitale, gli oggetti del mondo reale sono classificati e organizzati in numero finito di livelli (o strati informativi o layers) separati, ciascuno relativo ad un determinato tematismo (insieme di oggetti geografici della stessa natura; ad esempio: strade, fiumi, laghi, edifici, alberi, etc.). Ciascun livello identificato attraverso un codice che ne permette individuazione e classificazione ed descritto attraverso una serie di attributi che lo definiscono. I layers, che rappresentano una scomposizione del mondo reale per categorie tematiche, sono tra loro sovrapponibili in quanto georeferenziati; si possono analizzare le relazioni spaziali reciproche.

fiumi

01

strade

02

alberi

03

Primitive geometriche
Nella cartografia digitale, gli oggetti del mondo reale possono essere descritti attraverso le primitive geometriche fondamentali, come punti, linee, poligoni e volumi in relazione alle caratteristiche spaziali degli oggetti reali, ma anche in funzione delle finalit (e della scala) del modello dati.
Punti - 0D privi di dimensioni (ad una data pozzi, impianti industriali, citt, scala) scuole oggetti troppo piccoli per essere rappresentati come aree (o linee) solo lunghezza oggetti troppo stretti per essere rappresentati come aree comprendono unarea che delimitata dai suoi confini oggetti dotati di area descrivono una superficie tridimensionale Oggetti dotati di volume strade, fiumi, linee elettriche

Linee/Archi 1D

Aree/Poligoni 2D

laghi, entit amministative, edifici

Volumi/superfici tridimensionali 3D

superficie topografica, edifici

Primitive geometriche

Forme di rappresentazione
La rappresentazione degli oggetti del mondo reale pu essere basata su diverse strutture dati, che si adattano alle caratteristiche dei dati e corrispondono alle modalit con le quali i dati sono archiviati e organizzati. Le due principali forme di rappresentazione sono: vector, basata sulle primitive geometriche (punto, linea, poligono) raster, articolata come griglia di punti. Esistono anche altre strutture specifiche finalizzate alla rappresentazione di determinati tipi di dati (tridimensionali): TIN multipatch (Constructive Solid Geometry) raster 3d (voxel)

Vector
Nella struttura vettoriale (vector) gli oggetti geografici (a seconda della natura dei dati spaziali che rappresentano) sono rappresentati da primitive geometriche, punti, linee o poligoni, le quali contengono in s un riferimento spaziale in base ad un sistema di coordinate; alle geometrie sono in genere associati degli attributi, archiviati in un database relazionale. Gli oggetti vettoriali elementari sono:
x1,y1 x2,y2

Punti, individuati da singole coppie di coordinate x,y Linee, individuate da sequenze ordinate di coppie coordinate x,y

x3,y3 x4,y4 x2,y2 x4,y4

x1,y1

x2,y2 x1,y1 x3,y3

x3,y3

Poligoni, individuati da sequenze chiuse di coppie di coordinate x,y

x6,y6

x4,y4 x5,y5

Dalle strutture vettoriali elementari derivano strutture complesse specifiche per la rappresentazione di caratteristiche specifiche: vettoriali con misure, vettoriali multipatch (solidi in 3D), TIN.

Vector
Nella struttura vettoriale agli oggetti geografici sono generalmente associate delle informazioni di tipo non geometrico che ne specificano meglio le caratteristiche (attributi). Possono essere di vari tipi: Testo (es. toponimi, nomi e cognomi dei proprietari di particelle catastali) Numerici (es. superficie, popolazione, portata di un fiume) Boolean (vero/falso)

CODICE a b c

USO SUOLO fragole grano mais

AREA 100 200 150

PROPRIE TARIO Tizio Caio Semproni o

IRRIG ATO True False True

Raster
Nella struttura raster, propria delle immagini digitali, linformazione rappresentata come una griglia (matrice) rettangolare, ciascun elemento della quale detto pixel (Picture Element).

8 pixel

6 pixel

Immagine 8 x 6

A ciascun pixel dell'immagine associato un valore di intensit, che pu rappresentare soltanto un colore nel caso di immagini di cartografie, la risposta degli oggetti alla radiazione solare (fotografia, immagine da satellite) oppure la variazione di una caratteristica fisica (es. altimetria) o di un fenomeno (es. temperatura) Dimensione del pixel e numero di livelli di grigio determinano: Il pi piccolo elemento rappresentabile, cio risoluzione spaziale (in dpi o in unit di misura delle lunghezze) La pi piccola variazione di intensit rappresentabile (bitmap, toni di grigio, true color) o risoluzione radiometrica

Raster
La posizione spaziale di una cella, come in ogni immagine digitale, data dal numero di riga e numero di colonna (in relazione ad una determinata origine), le cosiddette coordinate immagine. La georeferenziazione con il territorio si ottiene attribuendo alle celle il valore di una coppia di coordinate geografiche o piane (di solito ad un particolare pixel dellimmagine, come quello in alto a sinistra).

Esistono tre tipologie di file raster, in base al significato del valore associato alle celle: immagini digitali, immagini come ortofotografie, dati da telerilevamento, in cui linformazione associata al pixel un valore radiometrico; immagini cartografiche, immagini di carte, in cui linformazione veicolata sulla base dei colori associati ai pixel; raster tematici (o matrix), immagini in cui il valore associato al pixel una grandezza che esprime un fenomeno fisico (precipitazioni, temperatura, etc) oppure un codice frutto di un operazione di classificazione (es. uso del suolo)

Raster (DEM)
Particolari tipi di raster sono i DEM (Digital Elevation Model) o DTM (Digital Terrain Model), caratterizzati dal fatto che il valore di intensit associato a ciascuna cella corrisponde alla quota del terreno (o meglio alla quota media della porzione di terreno corrispondente alla cella).

Raster (DEM)
Il DEM, grazie a speciali funzioni di visualizzazione dei software GIS, pu essere visualizzato in 3 dimensioni, rendendo direttamente percepibile landamento della superficie topografica.

Raster (DEM)
Il grigliato regolare del DEM si costruisce per interpolazione da dati altimetrici (es. punti quotati).

TIN (Triangulated Irregular Network)


Unaltra struttura pensata per rappresentare laltimetria il TIN, cio Triangulated Irregular Network, unevoluzione della struttura vettoriale attraverso la quale la morfologia del terreno rappresentata attraverso una serie di facce triangolari, i cui vertici sono punti quotati (x,y,z) sparsi irregolarmente sul territorio. I triangoli che costituiscono il modello sono costruiti in base al metodo della triangolazione di Delaunay in base al quale ogni punto unito con i due pi vicini.
x2,y2,z2 x1,y1,z1

x3,y3,z3

x4,y4,z4

x5,y5,z5

x7,y7,z7
x6,y6,z6

TIN
Esempi di TIN per la rappresentazione del rilievo.

Caratteristiche della cartografia digitale


Il modello di rappresentazione della cartografia digitale, a differenza della cartografia cartacea tradizionale, consente anche la gestione (e la rappresentazione) della terza dimensione, sia nel caso di strutture vector che raster, che di strutture dati pi complesse: - primitive geometriche 3D, insiemi di terne di coordinate x, y, z (es. punti quotati, strade o fiumi 3D, aree di vegetazione 3D); - multipatch, insiemi di terne di coordinate che definiscono le superfici di oggetti solidi (es. edifici in cui sono definiti quote base e quote gronda); - modelli digitali del terreno (raster), superfici continue con valori altimetrici medi riferiti al centro delle celle (2,5 D); - TIN, superfici continue con valori altimetrici ottenuti per interpolazione lineare su maglie triangolari (2,5 D); - raster 3D , volumi solidi rappresentati attraverso cubi definiti attraverso terne di coordinate (voxel)

Caratteristiche della cartografia digitale


Nella cartografia numerica (e in misura ancora maggiore nei DB topografici) non pu essere applicato il concetto di scala proprio della cartografia tradizionale, dato che lo strumento informatico rende la rappresentazione indipendente da una scala predefinita. Esiste infatti una separazione tra scala di visualizzazione, variabile; scala di acquisizione, invariabile, dato che indica il livello di dettaglio con cui sono stati acquisiti i dati. Nella cartografia digitale si parla di scala nominale, per indicare, in analogia con la cartografia tradizionale: contenuto informativo veicolato dagli attributi livello di accuratezza entit della generalizzazione

Acquisizione dei dati


La costruzione di cartografia numerica pu avvenire con modalit differenti sulla base di quanto specificato nel capitolato e in relazione alle condizioni preesistenti: acquisizione ex-novo tramite rilievo topografico e aerofotogrammetrico e successiva restituzione e codifica in formato digitale; telerilevamento, che consente di ottenere nuovi dati geografici sulla base dellinterpretazione del contenuto radiometrico delle immagini; digitalizzazione di cartografia tradizionale sia in formato raster che vector (manuale e automatica), attraverso periferiche ad hoc (scanner, digitizer, software specifici)

Capitolati e specifiche
Per la produzione di cartografia, lintero processo di realizzazione disciplinato attraverso appositi capitolati, dove sono descritti: requisiti tecnici e fasi del processo di acquisizione (rete geodetica, rilievo aerofotogrammetrico, rilievo topografico, restituzione); accuratezza del prodotto finale (geometrica e semantica); struttura dei dati (organizzazione in livelli, attributi); formati di scambio e di output; simbologia e vestizione. E importante che tali capitolati vengano redatti in conformit con specifiche di implementazione dei prodotti cartografici redatti ad un livello pi alto, quali standard o linee guida nazionali o internazionali: Italia: regole tecniche prodotte dal Comitato per i dati territoriali (ex CAD), Intesa GIS, linee guida prodotte dal CISIS (prima centro interregionale); Europa: CEN/TC287, Implementing rules previste dalla Direttiva INSPIRE (EC/2007/44); Mondo: Standard ISO 191xx, Specifiche Open Gis Consortium.

Esempio di capitolato
Capitolato Cartografia Numerica Comune di Bolzano

Esempio di capitolato
Capitolato Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000 livelli

Esempio di capitolato
Capitolato Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000

simboli

Esempio di capitolato
Capitolato Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000

tracciato record e attributi

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
01 Rete stradale

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
02 Edifici

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
03 Idrografia

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
04 Infrastrutture

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
05 Elementi divisori

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
06 Forme terrestri

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
07 Vegetazione

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
08 Orografia

CTR numerica
Carta Tecnica Regione Toscana 1:10.000
10 Toponomastica

Evoluzione della cartografia numerica da Map-oriented a GIS-oriented


MAP Dati finalizzati alla produzione della mappa Dati finalizzati ad un utilizzo con metodologia GIS: adeguati per la produzione di mappe, ma anche per analisi del territorio

GIS

Cartografia Map oriented


Gli elementi che compongono tale cartografia sono finalizzati soltanto alla rappresentazione, pi che ad un utilizzo di tipo tematico. Loriginaria stratificazione (orientata agli strati di stampa, e quindi ai colori di rappresentazione) si evoluta verso la organizzazione in layers logici. Nella cartografia numerica, gli elementi del mondo reale prendono il nome di features o oggetti geografici, mentre le loro rappresentazioni prendono il nome di entit (altri autori parlano di primitive qualificate) e sono definiti attraverso: - coordinate, che individuano posizione spaziale e forma; - codifica, che identificano le entit e ne definiscono lappartenenza ad un determinato livello tematico.

Cartografia Numerica GIS-Oriented


Levoluzione della cartografia numerica (attraverso molti step intermedi) ha condotto alla definizione di un modello pi articolato, che prevede: Archivi organizzati per temi distinti Organizzati in termini di primitive geometriche trattate dallo strumento GIS (poligoni, linee, punti, pixel, ecc.) Dati: localizzazione (posizione nello spazio), attributi (caratteristiche), topologia (posizione in relazione agli altri elementi)

Livelli di informazione nei DB geografici


Il modello di rappresentazione del DB geografico consente di veicolare diversi livelli di informazione: Geometrico (posizione, forma, dimensione) Primitive geometriche: Punti linee poligoni

Topologico (relazioni spaziali quali adiacenza, inclusione, connessione)

Semantico (attributi, numerici o testuali, associati ai dati e che descrivono i dati stessi)

diversa geometria, ma stessa topologia AREZZO Seminativo toponimo classe uso del suolo

DB geografici
In particolare, il paradigma attuale basato sulla realizzazione dei cosiddetti DB geo(topo)grafici consente una descrizione molto pi completa della realt, a partire dalla quale si possono realizzare operazioni complesse di gestione e di interpretazione del mondo reale. Il modello pi diffuso attualmente si basa sullapproccio relazionale proprio dei database, integrato con alcuni elementi derivanti dal paradigma a oggetti proprio della programmazione (object-relational database). In particolare, ogni oggetto del mondo reale : rappresentato attraverso classi di entit descritte dalle loro propriet
identificatori attributi (geometrici, alfanumerici) relazioni (concettuali, topologiche), che individuano associazioni tra entit e determinano vincoli

DB geografici
Molteplici sono le implementazioni dei DB geografici, sia a livello di strutture per la gestione dei dati, che dei formati di archiviazione: file system, file spaziale + DB, DB relazionale puro, DB relazionale con campi geometrici. Questa pluralit di soluzioni non ha certo favorito lefficacia complessiva dei sistemi di gestione dellinformazione geografica, limitando linteroperabilit, spesso anche a causa della dipendenza degli utenti da specifici prodotti software. Soprattutto nel corso dellultimo decennio, si cercato di far fronte a questi problemi con unintensa attivit di standardizzazione a diversi livelli istituzionali (ISO e OGC a livello internazionale), che hanno portato alla definizione di: strutture formati schemi linguaggi di modellazione.

Topologia
La topologia riguarda le relazioni spaziali tra gli oggetti geografici e il modo in cui sono archiviati e acquisiti i dati in un GIS. Le relazioni topologiche fondamentali sono: 1. Connettivit connessione di archi tra di loro in corrispondenza di nodi 2. Inclusione inclusione di aree parte di archi tra loro connessi che ne formano il bordo 3. Adiacenza condivisione tra due poligoni di archi comuni (che li separano) d 9 a 5

3 B

C b 8 c 7 6 D

minuscole - NODI numeri ARCHI Maiuscole - POLIGONI

Relazioni topologiche
In alcuni formati vettoriali (es. ArcInfo Coverage) i dati sono archiviati in una serie di tabelle che contengono, oltre alle coordinate, le informazioni sulle relazioni tra gli oggetti geografici (nodi, archi, poligoni). Es.: Archi archi collegati nodo iniziale e finale (F-Node, T-Node) poligono a destra e a sinistra (R-Poly, L-Poly)

9 a 5

3 B

C b 7 8 6 D c

arco # 3 5 7 9 8

l-poly B A D B B

r-poly A C A C D

f-node b a c a x

t-node a c b d b

Bibliografia
M. Fondelli, La cartografia numerica, in in Levoluzione della geografia dalla carta geografica al digitale in nove passi descritti dai maggiori esperti del settore, Roma, MondoGIS, 2004, pp. 47-58. G. Pelagatti, M. Rossi, Modello dei dati di un database geografico ed evoluzione della cartografia numerica, in Levoluzione della geografia dalla carta geografica al digitale in nove passi descritti dai maggiori esperti del settore, Roma, MondoGIS, 2004, pp. 84-96. G. Amadio, Database geografici, in Atlante dei tipi geografici, IGM, Firenze, 2004, pp. <http://www.igmi.org/pubblicazioni/atlante_tipi_geografici/pdf/databasegeo.pdf>, 1/12/2009. M. Trevisani, Appunti per il corso di Cartografia e Cartografia Numerica, 2005,<http://sira.arpat.toscana.it/sira/documenti/Dispensa_Cartografia.pdf>, 1/12/2009. Istituto Geografico Militare Italiano, La produzione IGM, <http://www.igmi.org/prodotti/>, 1/12/2009. Regione Toscana, Informazione geografica,
<http://www.rete.toscana.it/sett/territorio/carto/cartopage/index.htm>,1/12/2009.