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Il bue e il suo pastore

Unantica storia zen cinese

"Le dieci icone del toro" o "I dieci tori" Uno speciale in dieci puntate su una delle pi antiche e affascinanti storie Zen cinesi: la storia dei "dieci tori" o delle "dieci icone del toro". Il professore e maestro Zen Ueda Shizuteru ripercorre i dieci passi della ricerca del bue che gli antichi monaci Chan cinesi prima e quelli Zen dopo, hanno individuato lungo la via che porta alla scoperta della verit. La storia utilizza la metafora di un pastore che ha perso il suo bue e vuole ritrovarlo per indicare le tappe fondamentali di questo cammino.

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1. Alla ricerca del bue

Perch mai cercare? Fin dall'inizio, il bue non si mai perso. Ma accadde che il pastore volt le spalle a se stesso, e cos il suo bue gli divent estraneo e si smarr in spazi remoti e polverosi. Le montagne natie si fanno sempre pi lontane. Di colpo il pastore si trova in un intrico di sentieri. Brama del guadagno e paura della perdita divampano come fiamme, e l'una contro l'altra si ergono le idee di giusto e sbagliato, come lance sul campo di battaglia. Guarda il video 2. Trovare le tracce del bue

Grazie alla lettura dei sutra e all'ascolto degli insegnamenti, il pastore pu ora scorgere qualcosa del senso della verit. Ha scoperto le tracce. Ora sa che le cose, per quanto diverse possano essere le loro forme,sono tutte dello stesso oro, e che l'essenza di ciascuna cosa non diversa dalla sua. Eppure, non sa ancora distinguere ci che autentico da ci che non lo , e tanto meno il vero dal falso. Non pu neanche passare per la porta. Per questo si dice che per il momento ha solo scoperto le tracce. Guarda il video 3. Trovare il bue

Nell'attimo stesso in cui il pastore ne ode la voce, di colpo balza nell'origine e la riconosce. I sensi vaganti sono ora acquietati, in tranquilla armonia con esso. Svelato, il bue permea con tutto se stesso ogni atto del pastore. presente in modo inseparabile, come il sale nell'acqua marina o la colla nel colore. Quando il pastore apre bene gli occhi e guarda, non vede altro che se stesso. Guarda il video 4. Catturare il bue

Per la prima volta, dopo essere rimasto nascosto tanto a lungo nella selva, oggi il bue stato incontrato. Ma il mondo cos abituale e gradevole di questa selva lo attrae ancora cos tanto che difficile tenerlo. Non sa ancora sottrarsi al desiderio dei fragranti cespugli. Ancora gli smania dentro un'ostinata caparbiet, ed dominato dalla sua natura selvatica. Se il pastore vuole davvero ammansirlo, deve domarlo con la frusta. Guarda il video 5. Domare il bue

Se nasce il pi piccolo pensiero, inesorabilmente ne segue un altro, in una giostra senza fine. Il risveglio rende tutto vero; la cecit, invece, tutto falso. I pensieri non nascono dalle cose attorno, ma dal cuore del pastore. Tieni salda la corda e non concederti esitazioni! Guarda il video 6. Ritornare a casa in groppa al bue

Adesso la lotta finita. E guadagno e perdita sono svaniti nella vacuit. Il pastore canta una canzone di boscaioli e con il flauto intona un motivetto per bambini. In groppa al bue, alza lo sguardo al cielo azzurro. Se qualcuno lo chiama, non si volta; se lo tira per la manica, non si ferma. Guarda il video 7. Dimenticato il bue, il pastore resta solo

Non c' dualit nel Dharma, e il bue stato dipinto solo come un mezzo provvisorio, simile al cappio per catturare le lepri o alla nassa per intrappolare i pesci. Adesso per il pastore come se la luna si stagliasse sulle nuvole o l'oro scintillante venisse separato dalle scorie. Lo stesso raggio di luce fredda luccica gi da prima della nascita del mondo. Guarda il video

8. Oblio completo del bue e del pastore

Tutti i desideri mondani sono caduti via, e insieme si completamente svuotato anche il senso del sacro. Non restare dove dimora Buddha. Va' via veloce da dove non dimora nessun Buddha. Se non si pi attaccati a nessuno dei due luoghi, ci che vi di pi intimo non lo si potr pi vedere, neanche con mille occhi. Il sacro, al quale gli uccelli consacrano fiori, solo una vergogna. Guarda il video 9. Ritorno nel fondo e nellorigine

Fin dall'inizio puro e senza polvere. L, qualcuno contempla il sorgere e il tramontare di ci che ha forma, e dimora nella raccolta quiete del non-agire. Non si lascia pi illudere dalle transitorie ed ingannevoli immagini del mondo, e non ha pi bisogno di esercitarsi. Azzurri fluiscono i torrenti, verdi si elevano le montagne. Seduto, se ne sta a guardare le cose nel loro mutare. Guarda il video

10. Entrare nel mercato a mani aperte La porta di fascine della capanna ben chiusa, e neanche il pi saggio tra gli uomini potrebbe scoprirlo. Sepolta in profondit la sua natura illuminata, si permette anche di deviare dai sentieri dei venerabili saggi dell'antichit. Con in mano una fiaschetta di zucca, entra nella piazza del mercato; appoggiandosi ad un bastone, ritorna alla capanna. Quando gli va, frequenta osterie e banchi di pescatori, risvegliando gli ubriaconi a se stessi.

Un pastore alla ricerca del bue (cio del proprio cuore e della natura originaria di ogni uomo) e arriva cos a un'imponente montagna. Per prima cosa, scopre le tracce del bue, quindi lo scorge da dietro. Lo cattura, lo doma e infine lo riporta a casa. I l pastore poi dimentica il suo bue e anche il suo proprio s. Quando tutto obliato, egli irrompe di colpo nella dimensione dell'assenza di s. Nell'ultima stazione il pastore ritorna di nuovo nel mondo e vive attivamente per la strada in mezzo alla moltitudine umana, egli cio, con cuore aperto, fa regnare attraverso la sua vita la verit del Buddha, nel mondo e dinanzi al mondo, in modo reale e vivo. Nella prima stazione viene dunque mostrata la determinazione iniziale dello studente. Le stazioni successive fino alla sesta illustrano lo stato in cui si trova l'animo dello studente, il modo come questi si esercita e tempra con assoluta diligenza. Ma nella settima e ottava stazione, quando si deve entrare nell'autentica esperienza religiosa, lo studente deve congedarsi interamente da ogni parola, da ogni linguaggio e dal pensiero. L accade una consacrazione in cui l'uomo si appropria del suo proprio cuore, della sua natura originaria. Mai riuscir l'uomo ad entrare in questa dimensione attraverso semplici teorie. Gli studenti che si sono risolutamente aperti allo Zen devono avere un'unica meta. Le dieci figure del bue indicano questa meta in modo plastico, chiaro e nel giusto ordine."

La prima Icona del Bue Bianco


Cercare il Bue: il Ritmo della Vita

Perch mai cercare? Fin dallinizio, il bue non si mai perso. Ma accadde che il pastore volt le spalle a se stesso, e cos il suo bue gli divent estraneo e si smarr in spazi remoti e polverosi. Le montagne natie si fanno sempre pi lontane. Di colpo il pastore si trova in un intrico di sentieri. Brama del guadagno e paura della perdita divampano come fiamme, e luna contro laltra si ergono le idee di giusto e sbagliato, come lance sul campo di battaglia.

La prima Icona si intitola La Ricerca del Bue e mostra il giovane mandriano che si guarda intorno alla ricerca del bue: ansioso di trovarlo ma non pu vederlo, dato che non compare nellimmagine. Penso che limmagine si riferisca allinizio del cammino spirituale, se non addirittura a una fase precedente. Possiamo rivivere questa prima icona nellesperienza concreta e quotidiana della nostra vita, nella domanda che ci poniamo quando ci accorgiamo che qualche cosa non va, che abbiamo perso la soluzione ai nostri problemi, che il nostro agire non reale, spontaneo, vero, e che non sappiamo cosa fare e come fare. E il nostro vero s comincia proprio quando comincia questa domanda. Chiediamoci:

CHI STA PONENDO QUELLA DOMANDA DENTRO DI NOI? La seconda Icona del Bue Bianco
Vedere le Tracce: il Suo Cammino

Grazie alla lettura dei sutra e allascolto degli insegnamenti, il pastore pu ora scorgere qualcosa del senso della verit. Ha scoperto le tracce. Ora sa che le cose, per quanto diverse possano essere le loro forme, sono tutte dello stesso oro, e che lessenza di ciascuna cosa non diversa dalla sua. Eppure, non sa ancora distinguere ci che autentico da ci che non lo , e tanto meno il vero dal falso. Non pu neanche passare per la porta. Per questo si dice che per il momento ha solo scoperto le tracce.

Questo quadro ritrae il momento di vita in cui si trovano le tracce, in cui si incontrano delle parole che ci indicano la Via da seguire per cercare. Come in una caccia al tesoro, ogni traccia porta ad unaltra scoperta, che pu anche essere un evento che ci apre un sipario su un sentire e un riflettere diversi dal solito schema rassicurante e comodo. Non solo parole, ma un attimo disperato che ci annulla tutto il nostro schema precostituito, il nostro solito modo di vivere le relazioni e di trovare soluzioni ai problemi nuovi e vecchi. Capiamo che il passato pensare non risolve e non assolve pi allesigenza di sentirci veramente Noi. Potremmo ancora utilizzare il nostro passato, ma sentiamo che ora di cambiare. Siamo nella fase della Prima Icona e stiamo cercando la porta da aprire per il cambiamento. In psicologia, questo si chiama Ancoraggio di Trasformazione. Spesso, solo quando non troviamo pi una via di uscita, quando siamo con le spalle al muro, siamo veramente in grado di cambiare. Koan:

QUALE LA TRACCIA DEL PASTORE QUALE LA MIA MEDITAZIONE?


Rifiutiamo! Rifiutiamo ogni facile traccia e soluzione. Prendiamo la ciotola del mendicante e aspettiamo, la moneta arriver! Non si tratta di essere passivi, di non far nulla, si tratta di non leggere la nostra vita con i soliti schemi, allora le tracce da seguire appariranno, la nostra mente incomincer a

riconoscere che la vita di tutti i giorni pu avere una visione, una lettura diversa. Un grande scrittore e filosofo diceva:

Il Vero Viaggio non nello scoprire sempre nuovi territori, ma nel vedere gli stessi con occhi nuovi.
Aprirsi ad un Infinito Aperto.

La terza Icona del Bue Bianco


Scoprire il Bue: i Suoi Tormenti

Nellattimo stesso in cui il pastore ne ode la voce, di colpo balza nellorigine e la riconosce. I sensi vaganti sono ora acquietati, in tranquilla armonia con esso. Svelato, il bue permea con tutto se stesso ogni atto del pastore. presente in modo inseparabile, come il sale nellacqua marina o la colla nel colore. Quando il pastore apre bene gli occhi e guarda, non vede altro che se stesso.

Questo quadro ritrae il momento di vita in cui trovate le vostre tracce per il cambiamento: i dubbi e le paure sopraggiungono, perch qualcosa inizia a cambiare. la paura del nuovo. Dobbiamo perseverare, altrimenti torniamo rapidamente al vecchio e ancora pi frustrati di prima. Quando troviamo una traccia, cio siamo in disagio con noi stessi, possiamo fin da subito acquisire una nuova abitudine: quella di porci le seguenti domande, poich nulla talmente urgente da non consentire almeno un attimo di riflessione.

Perch sto operando in questo modo? Che altro modo potrei adottare per conseguire un risultato pi mio? Che cosa mi consentir di verificare se il nuovo modo di agire migliore del precedente?

Ma per il cambiamento, Non basta dire io voglio e neppure questa la strada che ho scelto. Bisogna saper perseverare.
Lobiettivo ci appare luminoso e il cammino ben tracciato. Ci incamminiamo dunque verso noi stessi con entusiasmo e con grande fede nellobbiettivo. Ma ben presto limpresa ci appare pi ardua del previsto e limpegno superiore superiore a quello che pensavamo. Ci sentiamo stanchi e la tentazione di abbandonare forte. I comportamenti si cambiano introducendo altri e diversi cambiamenti che nascono dal cuore, non dalla mente. Questo pu avvenire solo portando a termine il compito di ogni giorno, che consiste nel perseverante sviluppo di quelle abitudini che abbiamo deciso di instaurare in noi stessi e riconosciamo come Vera-Mente Nostre. Koan:

CHE COSA LO SPECCHIO DEL PASTORE ? La quarta Icona del Bue Bianco
Catturare il Bue: le Sue Contraddizioni

Per la prima volta, dopo essere rimasto nascosto tanto a lungo nella selva, oggi il bue stato incontrato. Ma il mondo cos abituale e gradevole di questa selva lo attrae ancora cos tanto che difficile tenerlo. Non sa ancora sottrarsi al desiderio dei fragranti cespugli. Ancora gli smania dentro unostinata caparbiet, ed dominato dalla sua natura selvatica. Se il pastore vuole davvero ammansirlo, deve domarlo con la frusta.

Con lenergia di tutto il suo essere, il ragazzo alla fine ha ripreso il bue. Ma la sua volont non ancora formata e il rischio che ai primi risultati lego si pavoneggi perdendo di vista il bue appena ritrovato. Quante volte ci fermiamo ai primi scalini? Proseguire faticoso, ma ci porta ad una visione pi profonda del problema e di noi stessi. La frusta la nostra volont che determina il successo o linsuccesso della ricerca . Nella icona il senso dellimmagine si riferisce alla forza, alla forza necessaria al mandriano per impedire con la fune che il bue si allontani: un compito molto difficile perch il bue salta di qua e di l, la mente non ancora ferma sul cammino ed tentata da tutte le soluzioni facili della vita, sappiamo che non sono le nostre, non sono neppure le migliori, ma ci tentano perch sono facili, conosciute e socialmente riconosciute. Dobbiamo come detto la volta precedente, lottare, contrapporci ad attaccamenti e condizionamenti.

Ma per il cambiamento, Non basta dire io voglio e neppure questa la strada che ho scelto. Bisogna saper perseverare
Ricordiamo i Tre Pilastri Zen:

Grande fede Grande dubbio Grande determinazione Cos come il vento soffia davanti e dietro e fa muovere le foglie del cotone,

cos la vera e inesauribile gioia mi sta muovendo, e in questa maniera compio tutte le

cose
Gautama Il Buddha Senza fretta ma senza sosta Wofgang Goethe, Faust Koan:

SUONARE IL FLAUTO SENZA BUCHI, COS? La quinta Icona del Bue Bianco
Governare il bue: le Sue Paure

Senza fretta cavalco il toro diretto a casa. La melodia della mia canzone saluta la sera. Batto il ritmo, mi sento in armonia. Non c bisogno di dire che ora sono uno di quelli che sanno.

Nella quinta icona il bue ancora legato ma pi calmo. Mansueto il mandriano tiene ancora in mano la corda, anche se allentata. Il bue tranquillo e mangia lerba. Limmagine non fa pi riferimento alla lotta ma al riposo. il momento, per chi pratica meditazione zen, in cui finalmente impariamo a stare con la pratica e capiamo che essa

uno sforzo senza sforzo. Dopo aver combattuto col corpo e con la mente, ci rendiamo finalmente conto che la meditazione porta allaccettazione, che la lotta con le nostre vecchie abitudini inizia a dare frutti, che i pensieri di cambiamento sono pi stabili e, soprattutto, inizia un processo non pi di lotta ma di accettazione. Accettazione di chi siamo, Qui con i nostri le attaccamenti, vere condizionamenti, paure le nostre debolezze. iniziano del vero cambiamento.

La difficolt e il dolore non sono una punizione n una dannazione eterna, sono solo uno strumento per poter liberare la farfalla che in te. Le lacrime possono insegnare molto oppure essere solo un effluvio inutile, a noi la scelta. La quinta icona si riferisce dunque allimpegno: bisogna sostenere la pratica, dobbiamo continuare a praticare regolarmente anche se il cammino diventa pi facile e sentiamo che ne vale davvero la pena, che proprio ci che vogliamo fare. La regolarit nellimpegno della meditazione, che via e sostegno al cambiamento, molto importante. Ecco il perch dellutilit dei ritiri zen assieme ad altri praticanti. Koan:

UN VENTO DEL NORD SOFFIA UNO DEL SUD CALDO

La sesta Icona del Bue Bianco


Portare il bue a casa

Adesso la lotta finita. E guadagno e perdita sono svaniti nella vacuit. Il pastore canta una canzone di boscaioli e con il flauto intona un motivetto per bambini. In groppa al bue, alza lo sguardo al cielo azzurro. Se qualcuno lo chiama, non si volta; se lo tira per la manica, non si ferma.

Il bue non pi legato con la corda e il mandriano sta suonando il flauto seduto alle sue spalle. Meraviglioso. Limmagine illustra il rilassamento e anche la gioia e la creativit.La meditazione non significa affatto essere annoiati o troppo seri. grazie alla meditazione che la chiarezza e la consapevolezza creativa si possono manifestare. La meditazione non pesantezza, non qualcosa che rende pi pesanti, bens pi leggeri. Questa immagine molto importante perch mostra che nella pratica c gioia. Quando andiamo a meditare lo facciamo con entusiasmo e gioia perch stare seduti ed essere consapevoli di se stessi e dei movimenti della nostra mente, anche quelli negativi, un sollievo. Proprio come togliersi dei vestiti inzuppati dacqua e mettersi accanto al camino che ci scalda. importante sperimentare anche nella meditazione questo stesso senso di ispirazione e di leggerezza di sentirsi a casa, piuttosto che vederla come una costrizione. La meditazione ci porta a sentirci pi a nostro agio con noi stessi, ci porta a riposare, come davanti ad un caldo camino, ma se ci addormentiamole gambe vanno a fuoco come quelle di pinocchio. La meditazione accettare con gioia ci che siamo in questo momento, gioire di quello che ci circonda e apprezzare il momento presente. Apprezzandolo cercheremo di starci il pi pienamente possibile. Nel momento presente c gioia e creativit. Creativit perch c conoscenza e libert del nostro sentire: la meditazione Zen significa soprattutto aprirsi a queste possibilit, rendersi conto della nostra consapevolezza, che si manifesti nella vita di tutti i giorni, lavorando o amando le persone , o in qualsiasi altra attivit. Giunti a questo punto del cammino cominciamo a sentirci pi leggeri, pi creativi nella vita quotidiana, nulla ci pesa pi, al contrario ogni cosa diventa pratica di meditazione. Sino alla 5 icona la mente e il corpo sono seri e tesi, ed giusto, come prima del decollo in aereo. Poi, una volta decollati, ci si tranquillizza, non siamo ancora alla meta, ma siamo sulla rotta giusta, e anche il nostro corpo acquista leggerezza, i nostri passi si fanno pi leggeri.

Ho seguito le tracce del bue dimenticato Ed, alla fine, lho afferrato per le briglie! Spero che anche tu voglia cavalcare questo bue, Suonando, nel contempo, il flauto senza buchi, Ed entrando deciso nel tuo villaggio natale, In cui, come sempre, i fiori sbocciano in primavera!

La settima Icona del Bue Bianco


Dimenticato il bue, il pastore resta solo

Non c dualit nel Dharma, e il bue stato dipinto solo come un mezzo provvisorio, simile al cappio per catturare le lepri o alla nassa per intrappolare i pesci. Adesso per il pastore come se la luna si stagliasse sulle nuvole o loro scintillante venisse separato dalle scorie. Lo stesso raggio di luce luccica gi da prima della nascita del mondo.

Il significato di questa icona dimenticare il bue, cio lemancipazione della nostra mente che da confusa diviene chiara e il pastore che diventa essere uomo. Il fatto che il bue non sia pi rappresentato, non significa che sia scappato, o cancellato, ma significa che si trasformato nella nostra Vera Mente, la trasformazione che abbiamo intensamente cercato ha avuto inizio e ha dato i suoi frutti. Eppure qui siamo alla settima icona non allultima, attenzione!!! Il pastore ha un risveglio di coscienza nella prima icona, sente dentro di s che c un modo diverso di essere e di manifestare questa sua Vera Coscienza che in tutti noi e grazie a questo sentire riesce a leggere le tracce.

Entra nella seconda icona, legge le tracce della sua diversa coscienza, le legge in molte cose che gli accadono, cose che prima vedeva o considerava come normali, come appartenenti a s, ma a quel punto vede che non gli corrispondono pi, che la sua coscienza le percepisce diversamente. Nella terza icona incomincia ad avere chiaro cosa non gli corrisponde pi e inizia il cambiamento che si fa duro e battagliero nella quarta icona, dove acquisisce sempre pi chiarezza di cosa lui non e di ci che invece vorrebbe essere e mette in atto tutti gli stratagemmi per imbrigliare la vecchia mente e domarla. Nella quinta icona laccettazione della sua mente e, quindi, con laccettazione la conoscenza. Riesce cos a dirigere la vecchia mente dove vuole, a trasformarla pi facilmente sino al punto della sesta icona, dove suona il flauto pacifico sul bue e non tiene pi stretta neanche la corda: ha trovato la sua Via, la sua nota concorde , il suo modo, la sua pratica da seguire e seguendo serenamente e con gioia la sua pratica e manifestando sempre di pi la sua Vera Coscienza arriva alla settima icona. Come vedete, le prime cinque icone sono tutte rivolte alla mente che deve cambiare, al bue da domare, alla trasformazione delle nostre negativit, come una battaglia rivolta a qualcosa che consideriamo altro da noi. Dalla settima icona, invece, dove il bue sparisce, non si tratta pi di lottare, cancellare o trasformare la vecchia coscienza, ma di far crescere sempre pi quella nuova, che sempre stata l, ma non ne avevamo consapevolezza. Si tratta di scoprirla sempre di pi, di farla risplendere. In questo settimo stadio c la ferma consapevolezza di essere diventati quello che nel Buddhismo si dice vero S, vero Essere, cio quella coscienza originaria che tutti gli esseri hanno e, tuttavia, proprio in questo io penso io dico io percepisco di essere la vera coscienza c un problema, perch c la possibilit che ci si separi dal resto delle coscienze di chi non realizzato e quindi si caschi nuovamente nellego . un momento delicato: s, avvenuta la trasformazione, ma non avendo la PIENA trasformazione, percepiamo ancora gli altri esseri come diversi da noi e ci sentiamo diversi, e anche se siamo pieni di compassione e amore, gli altri e luniverso li consideriamo Altri da Noi . Questo sentire rischia di far riemergere il nostro ego, certo in un modo diverso, pi subdolo, mascherato di amore verso tutto e tutti, amore sincero, si badi bene, non falso, ma comunque percepiamo gli altri separati dal nostro vero Essere. Limmagine della settima icona ci dice che siamo in grado di manifestare chi veramente siamo, rimanda al momento in cui finalmente ogni cosa che facciamo meditazione: cio spontanea manifestazione del nostro vero Essere, quando siamo seduti a meditare meditiamo, ma anche quando camminiamo, lavoriamo, ascoltiamo qualcuno o giochiamo. Non c separazione, non c pi alcuna lotta: la meditazion e diventata il nostro naturale modo dessere, siamo semplicemente ci che siamo . La consapevolezza, lattenzione, la compassione sono sempre presenti, accompagnate a una sorta di saggezza, come quando la mattina ci si sveglia affamati e si va a prendere un frutto, oppure, sentendo freddo, si va a prendere la legna per accendere il fuoco. Si fa, insomma, ci che naturalmente appropriato. Non ci sono pi pensieri del tipo: Devo essere buono, devo essere compassionevole, saggio, generoso. Avviene tutto naturalmente: siamo generosi adesso, in questo momento, vogliamo esserlo e non possibile fare altro che essere generosi verso noi capita che stessi spesso arrivati alla e settima icona gli invece ci si altri. ferma. Questo uno stadio di Coscienza elevato e solitamente arrivati alla quinta icona non si torna pi indietro, ma Nella settima icona il pastore diventato Uomo ed rientrato nella sua vera casa e pensa di aver raggiunto la meta perch diventato Uno con se stesso, ma appunto Uno con se stesso, non Uno con tutto luniverso, una grande realizzazione, ma personale e rischia di nascondere lultimo quarto della luna . Sino a qui c stato un cammino quasi logico dellessere umano alla ricerca di se stesso, penso abbiate seguito facilmente il percorso e i processi di evoluzione della mente che ricerca ed quello che mi auguro succeda o succeder a tutti voi. A questo punto viene da chiedersi, ma se il pastore si trasformato in Essere Umano, cio da essere che pascolava confusamente ad Essere che ha trovato se stesso, il suo vero Essere, allora il viaggio finito, cosa pu esserci di altro? Di pi? Da qui il viaggio verso la scoperta della verit assoluta, non solo della propria, la sottile linea che separa il saggio dallilluminato. La scoperta della verit assoluta comprende la totale scoperta di se stessi Uno nel Tutto il Tutto nellUno. Se arriverete allo stadio della settima icona, vi esorto a non fermarvi, a proseguire il meraviglioso Viaggio.

Lascia andare davanti; lascia andare dietro; lascia andare nel mezzo. Andato oltre lesistenza, dappertutto con una mente liberata, tu non tornerai pi a nascere nuovamente n a soffrire n a morire, sarai totalmente realizzato. Sempre, i fiori sbocciano in primavera!

Lottava Icona del Bue Bianco


Dimenticare insieme il Bue e lUomo

Tutti i desideri mondani sono caduti via e insieme si completamente svuotato anche il senso del sacro. Non restare dove dimora Buddha. Va via veloce da dove non dimora nessun Buddha. Se non si pi attaccati a nessuno dei due luoghi, ci che vi di pi intimo non lo si potr pi vedere, neanche con mille occhi. Il sacro, al quale gli uccelli consacrano fiori, solo una vergogna.

In questa immagine il bue scomparso e adesso anche luomo, o meglio il suo essere, si fuso con il tutto. Questo livello la posizione del raggiungimento dellAssoluto : si dice il Vuoto nello Zen, ma crea confusione per chi non ha dimestichezza con luso che lo Zen fa delle parole. Nello Zen le parole vengono usate in maniera molto sapiente per il loro significato comune, per il loro significato intrinseco e per lopposto al loro significato. un esercizio continuo che richiede molta dimestichezza e che usato sapientemente dai Maestri, aiuta lallievo a rompere la visione condizionante che la mente fa delle parole catturandole nei significati convenzionali e costruendo cos una visione condizionata stereotipata della realt, quando questa espressa a parole. Lao Tsu, il fondatore del Taoismo, diceva nel suo Tao The Ching Il Tao di cui si parla non il vero Tao .

La parola ha una forza straordinaria, si dice nello Zen: Una parola detta, neanche cento elefanti la riportano indietro, quindi va usata con molta sapienza. La nostra mente influenzata al 70% dalla vista e per il restante principalmente dalla parola. Lo Zen usa le parole eccome, contrariamente a chi pensa che lo Zen sia silenzioso. Tutti gli insegnamenti dei Maestri sono certo nellazione, ma anche nei Teisho, nei Kusen, nei Koan nei Sutra e in tutti i testi che ci hanno lasciato uno per tutti lo Shobogenzo per la tradizione Soto e il Rinzai Roku per la tradizione Rinzai. Quindi qui il quadro ci dice che lessere umano ha realizzato il KU cio il Vuoto.

Io non essendo io sono io


Essere uniti al tutto non significa che non siamo pi l, che non c niente, quanto piuttosto che ci percepiamo in modo diverso, non pi totalmente separati o isolati. vero che siamo ci che siamo, ma non c nulla che dica che questo mio, che questo sono io. Osservando con attenzione durante la meditazione ci rendiamo conto allinizio che quando respiriamo ed espiriamo c uno scambio costante fra noi e il mondo. A questo livello quando inspiriamo ed esperiamo e sentiamo il nostro io che si espande nel mondo, non lo sentiamo separato ma Uno con tutto lAssoluto. Lintero Universo siamo noi. Proviamo a respirare e a sentire quest a sensazione. Certo adesso solo mentale di coscienza, poi sar totale. Questa immagine molto potente, Il Cerchio, ecco perch ho chiamato il mio monastero ENSO-JI Il

CERCHIO. Il cerchio rappresenta lAssoluto. Questa icona rappresenta la possibilit di cambiare, di realizzare
lAssoluto. Dovremmo averla sempre sul nostro muro al mattino al risveglio e alla sera prima di dormire. Niente parole, solo 10 minuti di meditazione per entrare nel cerchio . Scoprire che tutto era gi dallinizio, allora qualcuno potrebbe chiedersi : se tutto gi, allora perch cercare? Perch gli occhiali sono sul naso, ma se non lo sai li cerchi, giusto? Ma se non hai gli occhiali sul naso, non puoi trovarli perch non ci vedi, capisci?Tutto gi ma dobbiamo prenderne consapevolezza. Questa icona rappresenta che si va per la vita donando se stessi, cio lUniverso a tutti, ma in maniera naturale, perch non potrebbe essere diversamente, voi siete lUniverso e ogni vostra azione fatta dallUniverso. Il mio Maestro alla mia domanda Ma dove andiamo quando moriamo? mi rispose Non ti preoccupare, fuori dallUniverso non puoi andare. Questa la nostra Naturale Natura, che la si pensi da cristiani, islamici, buddhistisiamo lUniverso e non possiamo sottrarci, che si sia vivi o morti non cambia, capisci? Allora vale la pena fare questa esperienza e vincere da esseri realizzati quali siamo. Le dieci icone mostrano che il cammino un continuo apprendistato che non va visto in maniera lineare. Non comincia con la prima per finire con la decima. Non si deve pensare, ad esempio, che per la prima fase siano necessari molti anni, per la seconda cinque e cos via. Dobbiamo piuttosto immaginare un cerchio dove sono tutte inscritte, dove in ogni momento potremmo trovarci in qualsiasi fase. Possiamo andare avanti e tornare in dietro, ma avendo un po pi di comprensione. Durante un ritiro ci si pu ritrovare a un livello qualsiasi tra quelli indicati nelle immagini: si pu tornare a quello descritto nella prima o a quello difficile che si vede nella quarta.

nona Icona del Bue Bianco


Ritorno al fondamento

Fin dallinizio puro e senza polvere. L, qualcuno contempla il sorgere e il tramontare di ci che ha forma, e dimora nella raccolta quiete del non-agire. Non si lascia pi illudere dalle transitorie e ingannevoli immagini

del mondo, e non ha pi bisogno di esercitarsi. Azzurri fluiscono i torrenti, verdi si elevano le montagne. Seduto, se ne sta a guardare le cose nel loro mutare.

In questa nona icona c solo limmagine del fiume che scorre vicino allalbero. Nella precedente icona, cera il momento della fusione dellassoluto, ma non era il perdersi nellUniverso: lUno era rappresentato nel Tutto perch lessere umano si sentiva parte di esso. Ma solo un pezzetto del puzzle e ha bisogno di fare la grande esperienza, cio d sentirsi Uno con lAssoluto. Capite la differenza? Fatta questa esperienza, pu tornare ad essere Uno come parte dellAssoluto, ma non pi come prima . Prima vedevo montagne e fiumi, poi .. Questa icona rappresenta nuovamente il mondo tutto: lespressione dellAssoluto e ogni cosa, anche se sembra separata, Uno. la grande rinascita al proprio s, che ora non pi separato, Uno con il Tutto e con ogni particolare della vita e dellUniverso. Come quando, guardando il giardino o il cielo, ci dimentichiamo di no i stessiappare solo lalbero per quello che . Il cieloci perdiamo nel cieloma chi guarda il cielo? Sempre noicapite? Siamo uno con il cielo e, allo stesso tempo, siamo noi. Ecco limportanza dei laboratori di pratica, della meditazione, della Sesshin: entrare nel Tutto ed essere nel Tutto.

Io non essendo io sono io decima Icona del Bue Bianco


La porta di fascine della capanna ben chiusa e neanche il pi saggio tra gli uomini potrebbe scoprirlo. Sepolta in profondit la sua natura illuminata, si permette anche di deviare dai sentieri dei venerabili saggi dellantichit. Con in mano una fiaschetta di zucca, entra nella piazza del mercato; appoggiandosi a un bastone, ritorna alla capanna. Quando gli va, frequenta osterie e banchi di pescatori, risvegliando gli ubriaconi a se stessi.

In questa Icona, tutto gi ma dobbiamo prenderne consapevolezza. Si va per la vita donando se stessi, cio lUniverso a tutti, ma in maniera naturale, perch non potrebbe essere diversamente: voi siete lUniverso e ogni vostra azione fatta dallUniverso. Questa la nostra Naturale Natura, che la si pensi da cristiani, islamici, buddhistisiamo lUniverso e non possiamo sottrarci. Allora vale la pena fare questa esperienza e

VIVERE DA ESSERE REALIZZATI QUALI SIAMO


Le dieci icone mostrano che il cammino un continuo apprendistato e che non va visto in maniera lineare. Non comincia con la prima per finire con la decima. Non si deve pensare, ad esempio, che per la prima fase siano necessari molti anni, per la seconda cinque e cos via. Dobbiamo piuttosto immaginare un cerchio dove sono tutte inscritte, dove in ogni momento potremmo trovarci in qualsiasi fase. Possiamo andare avanti e tornare indietro, ma avendo un po pi di comprensione. Durante un ritiro ci si pu ritrovare a un livello qualsiasi tra quelli indicati nelle immagini: si pu tornare a quello descritto nella prima o a quello difficile che si vede nella quarta.