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Viviana Silvia Piciulo

I Gesuiti Americani Espulsi In Italia e Joaqun Camao 1767-1814 DOTTORATO IN STUDI RELIGIOSI Dipartimento Discipline Storiche
Uno dei fatti piu' clamorosi del Settecento europeo ed americano fu: l' espulsione dei gesuiti dal Portogallo (1759), dalla Francia (1764), dalla Spagna (1767), dal ducato di Parma e dal Regno delle due Sicilie, prima ancora che il Papa Clemente XIII fosse costretto a decretare la soppressione della compagnia nel 1773. In tutti e tre i casi i motivi del provvedimento furono di lamentata violazione della regalia in politica interna, ossia di lesa maesta. Non si tratto' dunque di un problema religioso, ma di una questione giurisdizionale, di sovranita' dello Stato.

Il decreto del re spagnolo del 1767, Carlo III, comport il rastrellamento su tutto il territorio spagnolo di religiosi, novizi e seminaristi condotti in seguito nei maggiori porti americani e nel Mediterraneo. Partirono per un lungo viaggio di trasferimento verso l'Italia , ma essa non fu una meta facile da raggiungere. Infatti quando arrivarono, dopo mesi di navigazione estenuante, in vista diCivitavecchia furono impediti a sbarcare. Le navi ripresero il largo, dirigendosi verso iporti napoletani. Ma anche di l , fecero rotta verso la Corsica, gettando infine l'ancora a Bastia, Calvi, Ajaccio, e San Bonifacio, senza che quegli esiliati potessero prender terra a causa dell'infuriare delle sanguinose lotte interne. La interminabile odissea si concluse soltanto a un anno dalla partenza, quando quei gesuiti stremati e decimati da disagi e malattie, ebbero il permesso di raggiungere alla spicciolata, la Provenza e la Liguria, a condizione di dirigersi, senza indugi, verso gli Stati della Chiesa: Bologna, Ferrara e La Romagna.

Fu cos che la maggior parte degli espulsi per lo pi appartenenti alle province gesuitiche di Aragona, Castiglia, Cile, Guatemala, Messico e Paraguay, poterono trovare ospitalit in Emilia-Romagna.

A migliaia questi immigrati illustri si stabilirono a Bologna ed a Ferrara verso la fine del XVIII secolo. Altri poterono sistemarsi a Parma, Modena, Forl, ed in citt e borghi minori, come Imola, Faenza, Lugo, Cotignola, Bagnacavallo, San Giovanni in Persiceto.
In ogni area l'apporto degli immigrati-espulsi gesuiti, come l'argentino JOAQUN CAMAO, fu rilevante; gli americani come il nostro protagonista circoscrissero il loro interesse: alla ricerca scientifica, all'analisi della storia politica ed ecclesiastica dei paesi d'origine, agli studi etnografici e linguistici, alla memorialistica e alla letteratura biografica. I gesuiti americani come tutti i migranti vissero un profondo cambiamento, dopo l'espulsione. Essi agirono nella societ italiana d'accoglienza quali etnologi esperti, letterati scienziati, inventori, ecc.. La loro vocazione etnologica nacque d'altronde da due aspetti antitetici, ma allo stesso tempo complementari. Da un lato, essi sperimentarono, riguardo alla cultura amerindia, un certo allontanamento nell'osservarla con occhi europei, e dall'altro cercarono di tradurla al linguaggio della cultura europea, desiderosa di capire l'esotismo americano. Tra questi ultimi CAMAO fu uno dei pi attivi ed instancabili.
Il gesuita argentino JOAQUN CAMAO (La Rioja 1737-Valencia 1820) cartografo, etnografo e linguista collaboratore di Wilhelm von Humboldt visse tra Faenza ed Imola quasi 40 anni. Il famoso linguista Hervs y Panduro S. J. nel 1794 diceva su J. Camao el seor Camao, que adems de la lengua nativa espaola, posee la latina, griega, francesa, italiana, peruana o quichua, chiquita y guaran, y tiene algn conocimiento de otras lenguas americanas, a muchos literatos ha favorecido con cartas eruditas sobre lenguas

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