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8-11-2011 PERCHE UNA DIMINUIZIONE DELLATTIVITA CATALASICA ATTIVA LA VIA DEI PENTOSO FOSFATI?

La catalasi un enzima che ha un perossido di idrogeno come substrato e lo converte in molecole metabolicamente non dannose; quindi ha la stessa attivit della glutatione perossidasi, che un enzima che converte il perossido di idrogeno in acqua. Per sostenere lattivita della glutatione perossidasi importante che il glutatione GSH venga mantenuto in questa forma ridotta . Pertanto, se il rapporto glutatione ossidato / glutatione ridotto spostato verso il glutatione ossidato , necessario ripristinare la sua forma ridotta ad opera dei cofattori NADPH (cofattori della glutatione reduttasi ) . Quindi una glutatione reduttasi NADPH dipendente riduce il glutatione ossidato al glutatione ridotto ; il glutatione ridotto pu agire da cofattore della glutatione perossidasi e la cellula vieni detossicata dal perossido di idrogeno. La catalasi ha la stessa azione della glutatione perossidasi : sono entrambi due enzimi che hanno come substrato il perossido di idrogeno. La catalasi compensa uneventuale minore attivit della glutatione perossidasi. Quindi, se ridotta lattivit catalasica perch lenzima non correttamente espresso in senso quantitativo o in senso qualitativo, viene stimolata lattivit della glucosio 6 fosfato deidrogenasi, in quanto importante che ci sia una buona disponibilit di GSH per assicurare lattivit della glutatione perossidasi. Quindi se lattivit catalasica si abbassa , deve essere sostenuta lattivit della glutatione perossidasi.E importante che venga mantenuto il rapporto NADP/NADPH verso il NADPH ; questo nel globulo rosso si pu ottenere soltanto incrementando o sostenendo lattivit della glucosio 6 P deidrogenasi. PERCHE LA DIMINUIZIONE DELLA CONCENTRAZIONE DI ATP ATTIVA LA GLUCOSIO 6 P DEIDROGENASI? CHE RAPPORTO CE FRA ATP E VIA DEI PENTOSO FOSFATI? La via dei pentoso fosfati non importante dal punto di vista energetico, per se necessario possibile metabolizzare gli intermedi di questa via metabolica comuni alla via glicolitica attraverso la via glicolitica. Intermedi comuni alla via glicolitica e alla via dei pentoso fosfati sono il fruttosio 6 P e la gliceraldeide 3 P . Se utilizziamo la gliceraldeide 3 P formiamo acido 1,3 difosfoglicerico a livello citosolico . Quindi la gliceraldeide 3 P che si forma come intermedio della via dei pentoso fosfati sempre gliceraldeide 3 P nel senso che la cellula non fa distinzione tra la gliceraldeide 3 P che si formata dal glucosio 1,6 bisfosfato o quella che si formata a partire da altre molecole, per cui metabolizzer questa molecola secondo il percorso della via glicolitica e quindi verr ripristinata quella quota di ATP necessaria in quel momento alla cellula o al globulo rosso. E allora seguendo lo stesso ragionamento una diminuizione della concentrazione del 2,3 disfosfoglicerato (molecola che si forma nel globulo rosso dall acido 1,3 difosfoglicerico mediante la via glicolitica e che modula lattivit che lemoglobina ha nei confronti dellossigeno) pu determinare lattivazione della glucosio 6 P deidrogenasi che lenzima chiave della via dei pentoso fosfati. Perch lenzima viene attivato? Perch nella cellula si devono ripristinare i livelli del 2,3 difosfoglicerato, perch se la concentrazione di questa molecola si abbassa , lemoglobina rilascia pi difficilmente ossigeno a livello dei tessuti . Quindi si possono ripristinare ricavando questo

intermedio da un intermedio comune alle due vie metaboliche : gliceraldeide 3 P. Per lo stesso motivo per cui la diminuizione della concentrazione di ATP allinterno della cellula attiva la glucosio 6 P deidrogenasi , il 2,3 disfosfoglicerato se la sua concentrazione diminuisce attiva quest enzima che porter alla formazione della gliceraldeide 3 P.

A proposito dellutilizzazione della via dei pentoso fosfati , delle reazioni ossidative e soprattutto rispetto alle reazioni di interconversione e viceversa. Se la cellula ha bisogno di equivalenti di riduzione del tipo NADPH e non di pentoso fostati come si fa a recuperare nuove molecole di glucosio 6 P senza impegnare tutti gli enzimi di questa via metabolica? L acido 6 fosfogluconico il precursore dei pentoso fosfati e si forma mediante una reazione di ossidazione glucosio 6 P- acido 6 fosfogluconico . L acido 6 fosfogluconico viene ossidato e decarbossilato a ribulosio 5 P. Se la cellula ha bisogno di cofattori allo stato ridotto, deve ovviamente riformare molecole di glucosio 6 P ricavandole dagli intermedi della via dei pentoso fosfati . Se l acido 6 fosfogluconico viene comunque deidrogenato e decarbossilato a ribulosio 5 P , nella cellula per riformare glucosio 6 P viene utilizzata la via dei pentoso fosfati senza impegnare tutti gli enzimi di questo percorso metabolico . 2 molecole di glucosio 6 P formeranno 2 molecole di ribulosio 5 P ; una diventa ribosio 5 P , laltra diventa xilulosio 5 P ; queste due molecole interagiscono e formano sedoptulosio 7 P e gliceraldeide 3 P ; nella reazione di transaldolazione il sedoeptulosio 7 P trasferisce sulla gliceraldeide 3 P tre atomi di carbonio e quindi si forma il fruttosio 6 P che diventa glucosio 6 P e la cellula pu continuare a ricavare gli equivalenti di riduzione sottoforma di NADPH . Al contrario se la cellula non ha bisogno di equivalenti di riduzione sottoforma di NADPH, ma ha bisogno di pentosi pu bypassare le tappe di ossidazione iniziali e metabolizzare il glucosio attraverso gli enzimi della via glicolitica formando fruttosio 6 P, che in parte verr sottratto e in parte metabolizzato fino a formare gliceraldeide 3 P. Quindi fruttosio 6 P e gliceraldeide 3 P interagiscono e formano xilulosio 5 P ed eritrosio 4 P. Lo xilulosio 5 P viene epimerizzato a ribulosio 5 P e il ribulosio 5 P forma ribosio 5 P. Attraverso questo percorso abbiamo formato pentoso fosfati bypassando le tappe ossidative dei pentoso fosfati ovvero quelle catalizzate dalla glucosio 6 P deidrogenasi e dalla 6 fosfo gluconato deidrogenasi. Se la cellula ha bisogno di ATP utilizza la gliceraldeide che si pu formare in tante delle reazioni della via dei pentoso fosfati e lavvia alla glicolisi, cio anzich farla reagire per es. con il sedoeptulosio 7 P, la ossida facendola diventare substrato della gliceraldeide 3 P deidrogenasi e si forma cos acido 1, 3 bisfosfoglicerico . Quindi gli intermedi comuni vengono metabolizzati in rapporto alle necessit della cellula che sono sempre diverse e si modificano continuamente.

METABOLISMO DEL GLICOGENO

Glicogeno: struttura molto ramificata costituita da monomeri di glucosio legati con legame 1, 4 glicosidico sulla catena lineare e con legame 1,6 glicosidico nel punto di ramificazione. Dalla molecola di glucosio legata con legame 1,6 glicosidico parte una ramificazione in cui i monomeri sono legati ancora con legame 1,4 glicosidico. Il glicogeno particolarmente presente nelle cellule epatiche e nelle fibrocellule muscolari . Piccole riserve di glicogeno sono presenti in tutte le cellule tranne nel globulo rosso. Cellule con piccole riserve di glucosio sono per es. cellule nervose e cellule adipose . A seconda delle specializzazioni delle cellule ci sar pi o meno glicogeno, ma le cellule che hanno una maggiore concentrazione di glicogeno sono le cellule epatiche. Il fegato pu conservare glucosio sottoforma di glicogeno fino al 10 % circa del peso dellorgano ; il muscolo invece pu conservare glucosio sottoforma di glicogeno fino all 1 % circa del peso della massa muscolare. Per complessivamente la quantit di glicogeno muscolare supera quella di glicogeno epatico, perch la massa muscolare pi rappresentata. Perch il glucosio viene conservato sottoforma di glicogeno e non sottoforma di glucosio fosforilato ? Perch per la cellula molto impegnativo sintetizzare un polimero in quanto i processi di sintesi sono ATP dipendenti ; tuttavia la cellula simpegna nella costruzione di questa molecola molto grossa spendendo una quota di ATP. Quindi se gli epatociti e le fibrocellule muscolari fanno questo significa che per leconomia della cellula importante conservare questo polimero sottoforma di una struttura ramificata. Se il glucosio venisse conservato sottoforma di glucosio 6 P impedirebbe al glucosio stesso di uscire dalla cellula , ma daltra parte impedirebbe ad altro glucosio di entrare nella cellula inibendo la glucosio chinasi. Ma se il glucosio potesse essere conservato come tale rappresenterebbe una molecola osmoticamente attiva e quindi creerebbe un aumento della pressione osmotica allinterno della cellula e in tempi brevi la cellula andrebbe incontro a lisi. Perch la cellula conserva glucosio sottoforma di glicogeno che ha una struttura ramificata e non sottoforma di una struttura lineare??? Perch occupa meno spazio e contiene il numero maggiore di molecole che possono essere conservate. Se il glicogeno avesse una struttura lineare tra laltro il suo metabolismo sarebbe molto lento , incompatibile con le necessit e le funzioni di questa molecola in quanto potrebbe essere aggiunto un monomero di glucosio per volta durante il processo di sintesi e allo stesso modo libererebbe una molecola di glucosio per volta quando questo necessario. Quindi un numero cos elevato di ramificazioni rende velocissimo il metabolismo; in tal modo il processo di sintesi permette di sottrarre grosse quantit di glucosio e incorporarle nel polimero in crescita in tempi molto brevi. Il metabolismo del glicogeno molto veloce anche perch gli enzimi di sintesi e di degradazione sono come ancorati a questa struttura alborescente. Quindi il substrato sempre prontamente disponibile sia se il substrato il glucosio che deve trasferito sul polimero in crescita, sia che il substrato sia il glicogeno che deve essere degradato. DIFFERENZA TRA GLICOGENO EPATICO E GLICOGENO MUSCOLARE

Il glicogeno muscolare una riserva di glucosio utilizzabile solo dal muscolo; il glicogeno epatico una riserva di glucosio che quando necessario mette a disposizione di tutti i tessuti. Per questo stesso motivo il glicogeno epatico risente maggiormente della variazione della concentrazione plasmatica di glucosio come conseguenza di una condizione di digiuno, mentre il glicogeno muscolare ne risente molto di meno. Il glicogeno muscolare viene mantenuto (almeno per le prime fasi del digiuno) anche nelle condizioni di digiuno, quando il glicogeno epatico stato completamente degradato. Mentre il glicogeno muscolare risente dellattivit fisica; in uno sforzo in condizioni in cui il muscolo lavora con particolare intensit questo glicogeno muscolare viene demolito quasi totalmente. Glicogeno epatico e glicogeno muscolare sono polimeri che non vengono risolti completamente in monomeri di glucosio, nel senso che anche quando particolarmente attiva la degradazione del glicogeno a un certo punto questo processo glicogeno litico si arresta perch importante che venga mantenuta una porzione di glicogeno che serve da primer per la nuova sintesi di questo saccaride. Sia nel muscolo che nel fegato rimane sempre un frammento primer e caratteristica della struttura del glicogeno che la sintesi di questo polisaccaride avviene con un supporto proteico. Esiste infatti una proteina che si chiama glicogenina alla quale viene trasferito il primo monomero di glucosio, quello che non dovrebbe essere mai staccato dato che la molecola di glicogeno non viene mai degradata completamente; quindi come se il glicogeno fosse una molecola perenne e cio almeno il primo frammento rimane sempre, ma nella realt le cellule vanno incontro ad un ricambio e quindi con le nuove cellule ci sar sempre questa proteina la glicogenina alla quale si ancora il primo monomero del glucosio e a partire dalla quale crescer la molecola del glicogeno. Il monomero di glucosio a quali residui aminoacidici potr andarsi a legare??? Ad aminoacidi che hanno un gruppo ossidrilico a cui il gruppo aldeidico pu andarsi a legare, quali serina, treonina e tirosina.

METABOLISMO DEL GLICOGENO Il processo di sintesi non pu avvenire contemporaneamente al processo di degradazione. Gli enzimi di sintesi hanno la stessa localizzazione degli enzimi di degradazione e questi enzimi nella loro attivit vengono regolati da tantissimi ormoni per cui presente un meccanismo molecolare comune che attivando il processo di sintesi, inibisce il processo di degradazione e la complessit nasce da questi processi a cascata che contemporaneamente attivano un processo disattivandone un altro. Gli enzimi impegnati nella sintesi del glicogeno sono la GLICOGENO SINTETASI e l ENZIMA RAMIFICANTE ( perch per costruire questo polimero necessario inserire la ramificazione man mano che il polimero cresce). Gli enzimi di degradazione del glicogeno sono la GLICOGENO FOSFORILASI e l ENZIMA DERAMIFICANTE.

N.B. differenza tra sintetasi e sintasi: le sintetasi hanno bisogno di ATP, le sintasi no. Lenzima di sintesi sottoposto a diversi tipi di regolazione la glicogeno sintetasi, perch lenzima ramificante interviene successivamente alla formazione della catena cio la catena del glicogeno si allunga di un certo numero di monomeri circa 15/16 ; raggiunta questa lunghezza lenzima ramificante stacca una parte della catena ( un oligosaccaride di almeno 6/7 molecole di glucosio ) e la trasferisce su unaltra catena in crescita o sulla stessa catena formando una ramificazione. Quindi lenzima che non pu non essere sottoposto a regolazione lenzima che allunga la catena perch lenzima ramificante interviene soltanto dopo che la catena cresciuta di un certo numero di monomeri di glucosio. Le ramificazioni nella molecola del glicogeno sono molto ravvicinate: ogni 8-10 monomeri di glucosio presente una ramificazione. (Nellamido invece le ramificazioni sono distanziate quasi il doppio rispetto al glicogeno ). Lenzima ramificante scinde il legame 1,4 glicosidico che unisce i monomeri di glucosio sulla catena lineare, e trasferendo loligosaccaride , lo unisce alla catena lineare attraverso un legame 1,6 glicosidico. Quindi questo enzima ha unattivit 1,4 - 1,6 glucantransferasica ( enzima 1,4 1,6 glucantransferasi ). La catena lineare cresce , a un certo punto la crescita si interrompe perch deve avvenire la ramificazione . Quindi taglio, trasferimento e inserimento con legame 1,6 glicosidico. UDP-GLUCOSIO ( uridinfosfoglucosio) rappresenta una forma metabolicamente attiva del glucosio. Anche il glucosio 6 P una forma metabolicamente attiva del glucosio , ma non attivo abbastanza per poter essere trasferito. Anche questo un caratteristico meccanismo di attivazione con UTP necessario per poter trasferire monomeri di glucosio o monosaccaridi diversi dal glucosio nelle molecole che nascono appunto dal trasferimento delle lipoproteine ad esempio. COME SI FORMA LURIDIN DIFOSFOGLUCOSIO? Si forma dal glucosio 1 P che reagisce con lUTP. MA COME SI FORMA IL GLUCOSIO 1 P? Il glucosio 6 P viene convertito in glucosio 1 P ad opera di una mutasi che trasferisce, ma solo apparentemente , il residuo di acido fosforico dal C6 al C1 , quindi sembra un trasferimento intramolecolare. In realt la reazione pi complessa . Questa reazione reversibile. La mutasi necessita di piccole quantit catalitiche di glucosio 1,6 disfosfato e presenta nel sito catalitico un residuo di serina fosforilabile. Queste piccole quantit catalitiche di glucosio 1,6 disfosfato servono a rendere possibile questo trasferimento apparentemente intramolecolare, nel senso che il glucosio 1,6 disfosfato trasferisce sul residuo di serina un residuo di acido fosforico. Quando questo residuo di acido fosforico si legato al residuo di serina rimane il glucosio 1 P. Quindi quando il glucosio 6 P si trasforma in glucosio 1 P in realt la molecola del glucosio 1 P non substrato della mutasi, ma lo quella molecola di glucosio 1,6 disfosfato che in quantit catalitiche necessaria per lattivit dellenzima. E daltra parte siccome alla fine della reazione lenzima deve ritornare allo stato precedente alla reazione, il residuo di acido fosforico verr trasferito sulla molecola del glucosio 6 P che era stato substrato dellenzima. Quindi si riforma il glucosio 1,6 disfosfato. una reazione che si alimenta da sola, nel senso che le quantit catalitiche di glucosio 1,6 disfosfato derivano dalla stessa reazione che viene catalizzata. Per

questo motivo importante che si formi inizialmente una molecola di glucosio 1,6 disfosfato che poi autocataliticamente si rigenera. Consideriamo la reazione : Abbiamo il glucosio 6 P che deve essere convertito in glucosio 1 P. Lenzima una mutasi e trasferisce apparentemente il fosfato dal C6 al C1, quindi il glucosio 6 P diventa glucosio 1 P. Questa reazione ha bisogno di un cofattore: il glucosio 1,6 disfosfato che la cellula forma per attivit chinasica, ma ne forma poco perch si ricicla continuamente. Questo glucosio 1,6 disfosfato si lega al sito catalitico dellenzima trasferendo sul res iduo di serina il fosfato legato al C6 , per cui il glucosio 1,6 disfosfato lo ritoviamo come glucosio 1 P. Quindi abbiamo formato il prodotto di reazione. Perci la molecola di glucosio 1 P il prodotto di reazione, ma il substrato dellenzima non la molecola di glucosio 6 P, ma la molecola di glucosio 1,6 disfosfato che stata defosforilata. Lenzima daltra parte per poter catalizzare una nuova reazione deve trasferire il fosfato sulla molecola di glucosio 1,6 disfosfato , che stato il substrato dellenzima. Quindi si ripristina la molecola di glucosio 1,6 disfosfato, che pu agire cataliticamente per trasformare altre molecole di glucosio 6 P in glucosio 1 P . A questo punto il glucosio 1 P reagisce con una molecola di UTP, che legandosi dona la componente UMP . Quindi prodotti della reazione catalizzata dallenzima uridindifosfoglucosio pirofosforilasi ( anche chiamato glucosio 1 P uridiltransferasi) sono uridindifosfoglucosio e pirofosfato. Se il pirofosfato rimanesse tale, renderebbe reversibile la reazione di attivazione. Tuttavia questa reazione di attivazione resa irreversibile dallidrolisi del pirofosfato in due molecole di ortofosfato ( fosfato inorganico). Lenzima si chiama pirofosfatasi e il substrato il pirofosfato . La pirofosfatasi un enzima idrolitico, una fosfatasi ( fosfatasi: enzimi idrolitici che staccano residui di acido fosforico ) ; qui sono presenti due residui di acido fosforico legati tra loro, avviene lidrolisi e si liberano due molecole di ortofosfato. Altra denominazione dellenzima uridindifosfoglucosiopirofosforilasi. GLICOGENO SINTASI: enzima che catalizza il trasferimento dei monomeri di glucosio in forma attiva sul polimero in crescita con legame 1,4 glicosidico. GLICOGENO SINTETASI : lega i monomeri di glucosio con legame 1,4 glicosidico fino a formare una catena abbastanza lunga da poter far intervenire lenzima ramificante. Nel momento in cui il monomero di glucosio viene trasferito sul polimero in crescita, naturalmente deve essere staccata la componente UDP. Quindi il glucosio si lega e lUDP pronto ad essere riconvertito a UTP . Il trasferimento di questo residuo di acido fosforico sulla molecola di UDP avviene ad opera di una transferasi avendo come donatore di fosfato la molecola di ATP. In tutto questo processo di trasferimento di un monomero di glucosio sul polimero in crescita vengono spese molecole di ATP per lattivazione di glucosio a glucosio 6 P ( che avviene ogni volta che il glucosio entra nel la cellula ) e per lattivazione del glucosio 1 P a uridindifosfoglucosio. Direttamente in questultima reazione viene impegnato UTP, ma non c spesa, un nucleotide che per essere ricaricato necessita di ATP e una molecola di ATP servir a riformare la molecola di UTP necessaria per attivare unaltra molecola di glucosio. Quindi se partiamo da glucosio 6 P, per trasferire una molecola di glucosio sul monomero che cresce, serve una molecola di ATP. Se partiamo dal glucosio, ne serviranno due.

L enzima ramificante interviene quando la catena lineare del glicogeno si allungata di circa 15/16 monomeri .

GLICOGENO FOSFORILASI E ENZMA DERAMIFICANTE: degradazione del glicogeno . La fosforilasi un enzima che utilizza gli elementi dellacido fosforico per scindere il legame glicosidico che unisce i monomeri di glucosio nel glicogeno. Il legame che unisce i monomeri un legame che potrebbe essere scisso utilizzando gli elementi dell acqua , perch abbiamo visto che nelle molecole dellamido o del glicogeno introdotto con la dieta viene scisso ad opera di idrolasi presenti nel canale alimentare . La fosforilasi non un idrolasi , ma utilizzando gli elementi dellacido fosforico scinde il legame e forma come prodotto di reazione il glucosio 1 P. Quindi la fosforilasi catalizza questa reazione, ha come substrato il glicogeno e pu agire in senso fosforolitico fino a quando la catena lineare su cui agisce non si accorciata fino a contenere 4 /5 monomeri di glucosio, perch questenzima non pu avvicinarsi nella sua attivit nel punto di ramificazione . Quando la catena si accorcia fino ad arrivare in prossimit della ramificazione, la glicogeno fosforilasi d come prodotto di reazione il glucosio 1 P . PROCESSO GLICOGENOLITICO: la fosforilasi agisce sulla molecola di glicogeno staccando i monomeri di glucosio pi esterni. Quando la catena formata da soli 4 monomeri di glucosio interviene lenzima deramificante. (ENZIMA RAMIFICANTE: la catena arriva a 14/15 monomeri di glucosio e lenzima scinde il legame 1,4 glicosidico e trasferisce loligosaccaride sulla catena formando un legame 1,6 glicosidico. Quindi questenzima ha attivit 1,4-1,6 glucantransferasica .) ENZIMA DERAMIFICANTE : attivit 1,4-1,4 glucantransferasica perch la fosforilasi agisce fino in prossimit del punto di ramificazione. Quando rimangono 4 monomeri di glucosio cessa lattivit della fosforilasi e interviene lenzima deramificante che allinizio lascia legato alla catena lineare il monomero di glucosio da cui parte la ramificazione, cio quello legato con legame 1,6 glicosidico. Quindi se scinde il legame 1,4 glicosidico e forma un legame 1,4 glicosidico significa che trasferisce questo trisaccaride dalla ramificazione sulla catena lineare. Quindi attivit 1,4 1,4 glucantransferasica. Questo un dominio dellenzima deramificante perch questo trisaccaride verr trasferito su una catena anche corta che comunque sar allungata per permettere ancora lazione dellenzima fosforilasi . Il primo dominio dellenzima deramificante ha quindi attivit 1,4 - 1,4 glucantransferasica ; laltro dominio ha attivit glicosidasica . Questo significa che lultimo monomero di glucosio, legato con legame 1,6 glicosidico, per azione dellenzima deramificante, viene idrolizzato e liberato sottoforma di glucosio, mentre tutti gli altri monomeri che vengono staccati per lazione dellenzima glicogenofosforilasi vengono liberati sottoforma di glucosio 1P. Quindi il 90% delle molecole di glucosio che costituiscono il glicogeno vengono staccate sottoforma di glucosio 1P, perch lenzima fosforilasi stacca i monomeri di glucosio formando come prodotto di reazione glucosio 1P. Solo le molecole di glucosio legate con legame 1,6 glicosidico vengono liberate sottoforma di glucosio libero perch lenzima deramificante ha attivit

transferasica e attivit glicosidasica. Quindi quel trisaccaride che viene trasferito su una catena lineare poi continua ad essere demolito per distacco di monomeri di glucosio sottoforma di glucosio 1 P. Il glucosio 1 P viene convertito in glucosio 6 P perch la cellula utilizza il glucosio 6 P . A questa trasformazione di trasferimento intramolecolare di acido fosforico partecipa la mutasi che catalizza la reazione glucosio 1 P - glucosio 6 P. Una volta che si forma glucosio 6 P la cellula lo utilizza in diverse vie metaboliche . QUANDO VIENE STIMOLATA LA DEGRADAZIONE DEL GLICOGENO EPATICO? Quando la glicemia tende ad abbassarsi , perch il fegato un organo glucostatico che interviene sottraendo dal circolo grosse quantit di glucosio in condizioni postprandiali e di solito immette glucosio in circolo. Man mano che la glicemia si abbassa, il glucosio viene immesso in circolo. Il fegato pu far questo perch possiede la glucosio 6 P fosfatasi, perch il glucosio 6 P rimane intrappolato nella cellula se un enzima idrolitico non stacca il fosfato. Questa glucosio 6 P fosfatasi presente negli epatociti , ma manca nel muscolo. Il glucosio 6 P che deriva dalla degradazione del glicogeno in genere diventa substrato della glucosio 6 P fosfatasi perch la glicogenolisi stimolata da ormoni ad azione iperglicemizzante . Quindi il destino metabolico pi scontato, anche perch la glucosio 6 fosfatasi lultimo enzima che agisce immettendo glucosio in circolo. Comunque da qualsiasi molecola derivi questo glucosio 6 P, se presente nel fegato in concentrazioni ottimali per la glucosio 6 P fosfatasi , ne diverr substrato. La glucosio 6 P fosfatasi un enzima che ha scarsa affinit nei confronti del glucosio 6 P, quindi agir soltanto quando la concentrazione di glucosio 6 P avr raggiunto la Km per questenzima. In genere se la glicogenolisi epatica stimolata, la concentrazione di glucosio 6 P elevata e quindi il glucosio viene immesso in circolo e fosforilato. Nel muscolo il glucosio 6 P, che si forma da glucosio 1 P derivato dal glicogeno, non pu essere immesso in circolo perch nel muscolo non c la glucosio 6 P fosfatasi; quindi il muscolo utilizzer questo glucosio per le sue esigenze energetiche. D altra parte il glicogeno muscolare viene degradato quando il muscolo in attivit e quando allinizio dellesercizio muscolare, quando le fibre muscolari non sono adeguatamente irrorate o comunque non ricevono tanto ossigeno quanto gliene serve e quindi lavorano in condizioni di relativa anaerobiosi. Quindi per ricavare le molecole di ATP possono utilizzare solo il glucosio . Quindi le due condizioni in cui il glicogeno pu essere demolito per avere disponibilit di glucosio 6 P da utilizzare in senso glicolitico sono o quando il muscolo allinizio dellesercizio muscolare o quando il muscolo lavora in debito di ossigeno. Solo una piccola quantit di glucosio che deriva dal glicogeno teoricamente potrebbe essere liberata in circolo, ovvero il glucosio che deriva dallazione dellenzima deramificante , da quel dominio dellenzima deramificante che ha attivit glicosidasica . La molecola di glucosio legata con legame 1,6 glicosidico viene scissa idroliticamente e liberata come glucosio . Allora il muscolo potrebbe immettere in circolo queste molecole di glucosio, che sono molto poche , ma sono libere e quindi potrebbero essere immesse. Per nella realt questo non avviene perch glucosio libero potrebbe passare , ma se il muscolo attiva la glicogenolisi quando ha bisogno di glucosio da utilizzare a scopo energetico , man mano che queste molecole di glucosio libero si formano per azione dellenzima deramificante verranno rapidamente convertite in glucosio 6 P, perch nelle fibrocellule muscolari presente la esochinasi che in questo caso utilizzer non il glucosio proveniente dal plasma , ma il glucosio che si liberato dalla

degradazione del glicogeno. Quindi questo glucosio diventer immediatamente substrato della esochinasi , verr convertito in glucosio 6 P e quindi andr incontro allo stesso destino metabolico del glucosio 6 P che si formato dal glucosio 1 P derivato dallazione della fosforilasi . Anche a livello epatico per azione dellenzima deramificante si forma glucosio 1 P , glucosio 6 P e in genere glucosio 6 P diventa glucosio libero. Se c glucosio libero viene immesso in circolo perch le condizioni che attivano la glicogenolisi epatica sono condizioni di tendenza allipoglicemia. Quindi tutto il glucosio che pu essere immesso in circolo, verr immesso in circolo.