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Tema:

Relazione sul Diritto Internazionale Privato

DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO COME NORME DI DIRITTO INTERNO Lo stato italiano al pari di altri stati ha avvertito l'esigenza di creare un sistema di norme giuridiche per regolare rapporti privatistici che presentano elementi di estraneit rispetto al diritto interno e che appaiono correlati ad una pluralit di ordinamenti. (ad es. matrimonio celebrato tra cittadino tedesco e cittadina francese). Rispetto a questo rapporto nasce un potenziale concorso tra norme di diversi ordinamenti giuridici collegabili alla fattispecie concreta. Per evitare il conflitto tra dette norme ciascun stato stabilisce norme di diritto interno, connotate di internazionalit ovvero di punti di contatto con ordinamenti giuridici stranieri (es. cittadinanza, luogo di svolgimento del rapporto). Le norme DIP stabiliscono in quali casi il rapporto disciplinato da proprie norme oppure indicano prevalente il collegamento esistente con il diritto straniero. La riforma del sistema di diritto internazionale privato italiano avvenuta con legge 31 maggio 1995 n218, si propone di risolvere la legge regolatrice di fatti situazioni e rapporti di natura privatistica, per i quali l'applicazione delle norme interne non scontata, evidenziando per ciascuno di essi aspetti o circostanze che appaiono particolarmente significativi. La riforma riguarda non solo le norme (ART 17-31) delle disposizioni preliminari al codice civile, concernenti la legge applicabile, ma anche quelle relative all'ambito della giurisdizione italiana contenute negli artt. 2,3,4, e 37, comma 2 del codice di procedura civile, oltre che quelle sull'efficacia di sentenze e di atti stranieri. Sono state cos unificate nel testo legislativo le discipline tradizionalmente distinte tra codice civile e codice di procedura civile , relative rispettivamente alla giurisdizione italiana e al riconoscimento in Italia delle sentenze e degli atti stranieri e ai conflitti di legge Le ragioni che hanno portato alla unificazione in un unico testo legislativo di problematiche cos differenti sono esclusivamente pratiche. I tre momenti su cui si articolano le vicende relative al commercio giuridico internazionale, vale a dire: (TITOLO II) la determinazione delle condizioni in base alle quali i giudici possono conoscere le domande portate al loro esame (TITOLO III) l'individuazione e l'applicazione delle leggi regolatrici ai casi considerati (TITOLO IV) regolamentazione delle condizioni e delle modalit di efficacia delle sentenze e degli atti stranieri hanno ciascuno una propria specificit e pur presentando tra loro punti di contatto, si collocano tuttavia su piani distinti

1- OGGETTO DELLA LEGGE La presente legge determina lambito della Giurisdizione Italiana pone i criteri per lindividuazione per il diritto applicabile e disciplina lefficacia delle sentenze e degli atti stranieri. Si pone il problema della giurisdizione non nellottica dei limiti della giurisdizione italiana quanto piuttosto della ricerca del Giudice pi adeguato a risolvere una questione collegata a pi ordinamenti.

2- CONVENZIONI INTERNAZIONALI

Le disposizioni della presente legge non

pregiudicano lapplicazione delle convenzioni internazionali in vigore per lItalia. Nellinterpretazione di tali convenzioni si terr conto del loro carattere internazionale e della esigenza della loro applicazione uniforme.

Le convenzioni internazionali, o accordi, o trattati sono quelle determinazioni

comuni

attraverso le quali due o pi stati assumono determinati obblighi e riconoscono determinati diritti, con efficacia vincolante solo per i Paesi firmatari che hanno pure proceduto alla ratifica. Inoltre esistono norme di diritto internazionale che complete in tutti i loro elementi,, sono suscettibili di applicazione immediata nellordinamento interno. Lapplicabilit di queste norme nellordinamento italiano sempre subordinata nono solo allemanazione di norme italiane di esecuzione (generalmente contenute in un testo che stabilisce brevemente piena e intera esecuzione viene data al trattato ) ma anche allentrata in vigore dellaccordo sul piano internazionale, la quale richiede lo scambio delle ratifiche, se laccordo bilaterale, o il deposito degli strumenti di ratifica se multilaterale. Le ratifiche richieste devono solitamente raggiungere un certo numero (inferiore al numero complessivo degli Stati contraenti).

(TITOLO II) CRITERI DI GIURISDIZIONE La "fiducia" verso i processi che si svolgono all'estero e una sostanziale equivalenza , rispetto a quelli italiani, appaiono confermate dalla ricezione attraverso la 218/95 della Convenzione di Bruxelles del 27 settembre 1968 sulla competenza giurisdizionale e sulle esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, oltre i limiti soggettivi previsti dalla stessa convenzione.
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L'ammodernamento del nostro sistema con la legge di riforma si coglie specialmente rispetto alla nuova concezione della derogabilit della giurisdizione italiana che ha perduto il carattere illimitato verso il cittadino, in quanto la cittadinanza del convenuto non rappresenta pi il criterio generale della giurisdizione. Talch la litispendenza all'estero pu effettivamente precludere l'esercizio della competenza giurisdizionale dello Stato Va sottolineato che il criterio della cittadinanza opera tuttora come criterio speciale di giurisdizione in talune importanti materie, quali la nullit, l'annullamento, la separazione personale e lo scioglimento del matrimonio (ai sensi dell'art.32 la giurisdizione in tali materie sussiste, tra l'altro se uno dei coniugi cittadino italiano), la filiazione e i rapporti personali tra genitori e figli (essendo sufficiente, in base all' art 37, che sia cittadino italiano uno dei genitori o il figlio),l'adozione (dove ai sensi dell' art 40, la giurisdizione sussiste se cittadino italiano un adottante o l'adottando) e nei procedimenti di giurisdizione volontaria(art. 9).I criteri generali di giurisdizione accolti all'art 3, comma 1 sono il domicilio o la residenza in Italia del convenuto o la presenza del rappresentante autorizzato a stare in giudizio secondo le regole processuali. 3 AMBITO DELLA GIURISDIZIONE

1- La giurisdizione Italiana sussiste quando il

convenuto domiciliato o residente in Italia o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio a norma dellart. 77 del Codice ci procedura Civile e negli altri casi in cui prevista dalla legge. E stata abbandonata la vecchia divisione prevista dallart. 4 C.P.C. tra cittadini e stranieri. La cittadinanza non costituisce pi criterio generale di giurisdizione e questultima non pi illimitata nei confronti dei cittadini ma i criteri sono gli stessi che per gli stranieri.

(TITOLO III) DIRITTO APPLICABILE Tutte le volte che per effetto del richiamo operato all'ordinamento straniero si rende applicabile una legge straniera, il rinvio si intende operato all'intero ordinamento straniero nel suo complesso. L' art. 13 ribaltando l'atteggiamento tradizionale dell'ordinamento, cancella il principio del cosiddetto divieto di rinvio che costituiva un caposaldo del sistema interno riformato a favore del rispetto del diritto straniero richiamato. Il rinvio ad altro ordinamento consentito , solo in parte. Mentre accettato il rinvio all'ordinamento italiano (rinvio
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indietro), non consentito un eventuale ulteriore rinvio da parte dell'ordinamento rinviato ed anche escluso tutte le volte in cui il diritto straniero risulta applicabile in base alla scelta delle parti in tema di forma contrattuale, di obbligazioni contrattuali. In tema di filiazione inoltre il rinvio ammesso solo se esso favorisce lo stabilimento( favor legitimationis).Sono fatte salve le soluzioni , pi estensive e restrittive , adottate da convenzioni internazionali. Al funzionamento del richiamo al diritto straniero si oppongono due limiti di cui agli artt.16 e 17della legge 218/95. Il primo rappresentato dall'ordine pubblico, si definisce un limite successivo all'operare della norma di diritto internazionale privato ed tradizionalmente come "ordine pubblico internazionale". Esso comporta il rigetto delle soluzioni formulate dal diritto straniero dichiarato competente alla luce della valutazione negativa, condotta dall'interprete dopo che ne ha acquistato conoscenza, sulle conseguenze inaccettabili che i suoi effetti produrrebbero rispetto ai principi, valori e e concezioni ritenuti fondamentali e irrinunciabili

dall'ordinamento italiano. In conseguenza di tale valutazione negativa, laddove non risulti praticabile una soluzione alternativa consentita da altri criteri di collegamento, si rende applicabile, anche in tale ipotesi la lex fori. Il secondo limite rappresentato, invece dalle norme di applicazione necessaria, ovvero da quelle disposizioni interne che per le loro caratteristiche, il loro oggetto e le loro finalit pretendono di essere applicate anche se in linea teorica, in ragione degli elementi della fattispecie, si dovrebbe tenere conto dell'applicazione di norme straniere. In presenza di norme di questa natura, infatti tutto il meccanismo rappresentato dalle norme di diritto internazionale privato risulta impedito, in via preventiva dal funzionare (art 116 cc.) 16 ORDINE PUBBLICO

1. La legge straniera non applicata se i soli effetti sono

contrari allordine pubblico. 2. In tal caso si applica la legge richiamata mediante altri criteri di collegamento eventualmente previsti per la medesima ipotesi normativa. In mancanza si applica la legge italiana. Va precisato che qui ci si riferisce allordine pubblico cosiddetto internazionale cio allinsieme dei principi universali comuni a nazioni di cultura e tradizioni affini volti alla tutela dei diritti fondamentali delluomo, che vengono riconosciuti e tutelati da convenzioni internazionali e carte costituzionali che si pongono come limite allefficacia interne di norme
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straniere e non allordine pubblico cosiddetto interno che invece linsieme dei principi inderogabili dellOrdinamento Giuridico, che si pone come limite allautonomia privata dellOrdinamento Giuridico che li recepisce. Il giudizio di contrariet allordine pubblico deve avere ad oggetto non la legge straniera in quanto tale ma gli effetti che la stessa potrebbe avere nellOrdinamento italiano. Questi effetti possono essere pi o meno posti in relazione alle caratteristiche del rapporto tra cui rientra la nazionalit delle persone coinvolte o al momento di sviluppo di esso (ad esempio non potrebbe essere celebrato in Italia un matrimonio poligamo ma si potrebbero riconoscere alcuni effetti di esso). 17 NORME DI APPLICAZIONE NECESSARIA 1. E fatta salva la prevalenza sulle disposizioni che seguono delle norme italiane che, in considerazione del loro oggetto e del loro scopo, devono essere applicate nonostante il richiamo alla legge straniera. E questo il secondo limite al recepimento di norme straniere richiamate che devono cedere il passo di fronte alle norme rispondenti ai caratteri indicati dalla legge. Sono di applicazione necessaria quelle norme dellordinamento interno che in determinate materie, vengono dotate di una sfera di applicazione spaziale-personale che prescinde dai criteri fissati dalla regole di diritto internazionale privato. Un esempio larticolo 116 del Codice Civile Italiano che estende al matrimonio dello straniero lapplicazione dei divieti che gli articoli 86, 87 e 88 del Codice Civile prevedono per il matrimonio del cittadino italiano ad esempio il divieto di contrarre matrimoni tra parenti di un certo grado. 22 SCOMPARSA, ASSENZA E MORTE PRESUNTA. 1.

I presupposti e gli effetti

della scomparsa, dellassenza, della morte presunta di una persona, sono regolati dalla sua ultima legge nazionale. 2. Sussiste la giurisdizione italiana per le materie di cui al comma 1: a) se lultima legge nazionale della persona era quella italiana; b) se lultima residenza della persona era in Italia; c) se laccertamento della scomparsa ,dellassenza e della morte presunta pu pordurre effetti giuridici nellrdinamento italiano.

24 DIRITTI DELLA PERSONALITA

1.

Lesistenza e il contenuto dei diritti della

personalit sono regolati dalla legge nazionale del soggetto; tuttavia i diritti che derivano da un rapporto di famiglia sono regolati dalla legge applicabile a tale rapporto. 2. Le consguenze della violazione dei diritti di cui al comma 1 sono regolate dalla legge applicabile alla responsabilit per i fatti illeciti.

Possono definirsi diritti della personalit quelli che hanno per oggetto taluni attributi essenziali della persona umana: diritto alla vita , allintegrit fisica, alla riservatezza , allonore, allintegrit morale, allimmagine e al nome. Essi hanno carattere non patrimoniale, assoluto, di inalienabilit, intrasmissibilit e imprescrittibilit. La lex personae non trova per applicazione per quei diritti della personalit che sono soggetti alle norme di applicazione necessaria . Tra i diritti della personalit che derivano da un rapporto di faliglia e quindi sono sottratte alla lex personae va segnalato il diritto al nome: per ci che concerne gli effetti del matrimonio e del divorzio sul nome. Vi per altro da tenre presente la convenzione di Monaco 05.09.1980 che stabilisce la prevalenza dello Stato di cui il soggetto ha la cittadinanza, questa norma sancisce anche che le relazioni giuridiche da cui dipende il nome devono essere valutate in base alla legge nazionale del soggetto. CAPO IV RAPPORTI DI FAMIGLIA 26 PROMESSA DI MATRIMONIO 1. La promessa di matrimonio e le conseguenze

della sua violazione sono regolate dalla legge nazionale comune dei nubendi o, in mancaza dalla legge italiana. La scelta della lex fori quale criterio di collegamento risponde allesigenza di trovare un collegamento neutro quando i nubendi siano di nazionalit diverse.

27 - CONDIZIONI PER CONTRARRE MATRIMONIO

1. La capacit matrimoniale

e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascuno nubendo al momento del matrimonio. Resta salvo lo stato libero che uno dei nubendi abbia acquistato per effetto di un giudicato italiano o riconosciuto in Italia.

E la legge nazionale del nubendo a stabilire se sussistono i requisiti di et e gli impedimenti alla celebrazione del matrimonio. La legge nazionale inoltre deve essere applicata per stabilire la rilevanza dei vizi della volont e i loro effetti sul matrimonio. Se limpedimento ( riguarda cio come avviene per il divieto di contrarre matrimoino tra zio e nipote, anche la persona dellaltro coniuge) se ne deve tener conto anche se la legge dellaltro coniuge non lo prevede. La stessa soluzione vale per la questione (in s diversa ) della legittimazione a far valere limpedimento: a decidere in proposito la legge che prevede quellimpedimento. Larticolo 27 non ha fatto venir meno la disciplina stabilita dallarticolo115 del Codice Civile, per litaliano che contrae matrimonio allestero, e dallarticolo 116 del Codice Civile per lo straniero che contrae matrimonio in Italia. Per sposarsi lo straniero, deve presentare allUfficiale dello Stato Civile una dichiarazione dellAutorit competente del proprio Paese, dalla quale risulti che, giusta le leggi cui sottoposto nulla osta al matrimonio (art. 116 C.C.). A termoni dellarticolo 13 qui occorre tener conto del rinvio chj la legge nazionale pu fare a quella di un altro Paese (ad esempio la legge del domicilio). Problemi di compatibilit delle norme straniere con lOrdine Pubblico si possono porre per le norme relative allet dei nubendi e per gli effett dei matrimoni poligami. La tendenza quella di ritenere contrari allOrdine Pubblico le norme che consentono di contrarre matrimonio a persone di et inferiore a 16 anni e di riconoscere effetti limitati alla tutela del coniuge e dei figli per i matrimoni poligamici conclusi allestero. 28 FORMA DEL MATRIMONIO

1. Il matrimonio valido quanto alla forma se

considerato tale dalla legge del luogo di celebrazione o dalla legge nazionale di almento uno dei coniugi al momento della celebrazione o dalla legge dello Stato dii comune residenza in tale momento.

Il termine forma va inteso nel senso di celebrazione e quindi comprensivo del modo e delle circostanze di esternazione della volont ( la partecipazione dellautorit Pubblica, le formalit procedurali, la formazione di un atto pubblico).

La legge del luogo della celebrazione pu considerare valida agli effetti civili, pur senza istituire una procedura come quella italiana del matrimonio canonico-concordatario, una o pi forme religiose. Rientra sotto la forma anche lammissibilt del matrimonio per procura. Il luogo della celebrazione pu celebrarsi allEstero oppure in Italia. Se il matrimonio celebrato allEstero dal cittadino devono essere rispettati gli impedimenti degli articoli 84-89 Codice Civile (art. 115 1 comma) inoltre devono essere fatte le pubblicazioni nello Stato (art. 115 2 comma) e deve essere eseguita la trascrizione nei Registri dello Stato Civile Italiano (che tuttavia ha carattere meramente dichiarativo). Lo straniero che contrae matrimonio in Italia pu servirsi della forma della sue legge nazionale, ma resta comunque soggetto agli obblighi dellart. 116 C.C.. 29 RAPPORTI PERSONALI TRA CONIUGI regolati dalla legge nazionale comune. 2. I rapporti personali tra coniugi aventi diverse cittadinanze o pi cittadinanze comune sono regolati dalla legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale prevalentemente localizzata. Per rapporti personali tra coniugi si intende linsieme dei diritti e doveri di contenuto non patrimoniale che sussistono tra i coniugi (dovere di fedelt, di coabitazione, di reciproca assistensa) e in particolare le questioni relative allo stabilimento della residenza coniugale e agli effetti del matimonio sul nome dei coniugi. La legge nazionale comune quella sussistente nel momento in cui si pone la questione. 30 RAPPORTI PATRIMONIALI TRA CONIUGI

1. I rapporti personali tra coniugi sono

I rapporti patrimoniali tra coniugi

sono regolati dalla legge applicabile ai loro rapporti personali. I coniugi possono tuttavia convenire per iscritto che i loro rapporti patrimoniali sono regolati dalla legge dello Stato di cui almeno uno di essi cittadino o nel quale almeno uno di essi risiede. 2. La ccordo dei coniugi sul diritto applicabile valido se considerato tale dalla legge scelta o da quello del luogo in cui laccordo stato stipulato. 3. Il regime dei rapporti patrimoniali tra coniugi regolato da una legge straniera opponibile a terzi solo se questi ne abbiano avuto conoscenza o lo abbiano ignorato per loro colpa.

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31- SEPARAZIONE

PERSONALE SCIOGLIMENTO DEL MATRIMONIO

La

separazione personale e lo scioglimento del matrimonio sono regolati dalla legge nazionale comune dei coniugi al momento della domanda della separazione o di scioglimento del matrimonio; in mancanza si applica la legge dello Stato nel quale la vita matrimoniale risulta prevalentemente localizzata. 2. La separazione personal ee lo scioglimento del matrimonio, qualora non siano previsti dalla legge straniera applicabile, sono regolati dalla legge Italiana.

La separazione personale e lo scioglimento del matrimonio costituiscono gli aspetti patologici della vita coniugale. La prima determina una trasformazione del contenuto dei rapporti patrimoniali con carattere pontenzialmente transitorio, il secondo determina la cessazione del vincolo matrimoniale quando la comunione spirituale e materiale tra i coniugi non pu pi essere mantenuta o ricostituita. Il presupposto per lapplicaizone della legge italiana lassenza delluno o dellaltro Istituto nellOrdinamento straniero e nellimpossibilit per la parte di avvalersene nel caso concreto. 33 FILIAZIONE

1. Lo stato di figli o determinato dalla legge nazionale del figlio al

momento della nascita. 2. E legittimo i figlio considerato tale dalla legge dello Stato di cui uno dei genitori cittadino al momento della nascita del figlio. 3. La legge nazionale del figlio al momento della nascita regola i presupposti e gli effetti dellaccertamento e della contestazione dello stato di figlio. Lo stato di figlio legittimo acquisito in base alla legge nazionale di uno dei genitoi non pu essere contestato che alla stregua di tale legge.

La legge nazionale competente per derminare il rapporto di filiazione anche sotto il profilo dellaccertamento della maternit e degli effetti del matrimonio putativo, nonch delle condizioni per la dichiarazione giudiziale della paternit o maternit naturale. Per legge nazionale si intende quella che nel momento della domanda appare essere tale. Favor legitimationis trova impiego quando la legge nazionale del figlio non riconosce lo stato di figlio legittimo. 34 LEGITTIMAZIONE

1. La legittimazione per susseguente matrimonio regolata

dalla legge nazionale del figlio al momento in cui essa avviene o dalla legge nazionale di uno

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dei due genitori nel medesimo momento. 2. Negli altri casi, la legittimazione regolata dalla legge dello stato di cui cittadino, al momento della domanda, il genitore nei cui confronti il figlio viene legittimato.Per la legittimazione destinata ad avere effetto dopo la morte del genitore legittimante si tiene conto della sua cittadinanza al momento della morte.

I criteri di collegamento impiegati (cittadinanza del figlio o di uno dei genitori e cittadinanza del genitore) sono presi in considerazione al momento della legittimazione e non della nascita. 35 RICONOSCIMENTO DEL FIGLIO NATURALE

1. Le condizioni per il

riconoscimento del figlio naturale sono regolate dalla legge nazionale del figlio al momento della nascita o, se pi favorevoli, dalla legge nazionale del soggetto che fa il riconoscijmento, nel momento in cui questo avviene. 2. La capacit del genitore di fare il riconoscimento regolata dalla sua legge nazionale. 3. La forma del riconoscimento regolata dalla legge dello Stato in cui esso fatto o da quella che ne disciplina la sostanza.

Per ci che concerne la necessit del consenso del figlio si ritiene che esso rappresenti una condizione del riconoscimento quando richiesto dalla legge nazionale del figlio. Per quanto riguarda la prova la legge regolatrice della filiazione ne stabilit lammissibili (prova genetica) e le conseguenze che il Giudice pu trarne. Deve tuttavia trattarsi di una prova ammessa dallordinamento italiano. 36 RAPPORTI TRA GENITORI E FIGLI

I rapporti personali e patrimoniali tra

genitori e figli, compresa la potes dei genitori, sono regolati dalla legge nazionale dei fliglio: La legge determinata in base al criterio dellart. 36 regola i diritti e i doveri reciproci di genitori e figli obbligh di assistenza, morale e naturale, obblighi di educazione e istruzione, potere di amministrazione e rappresentanza spettanti ai genitori sui beni del figlio.

(TITOLO

IV)REGOLAMENTAZIONE

DELLE

CONDIZIONI

DELLE

MODALITA' DI EFFICACIA DELLE SENTENZE E DEGLI ATTI STRANIERI.

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In tema di efficacia delle sentenze straniere, si passati dal sistema della delibazione cio della dichiarazione di efficacia operata dalla Corte d'Appello al principio dell'automatico riconoscimento limitando il controllo giudiziale ai soli casi di contestazione di efficacia della sentenza o di necessit di procedere con la satessa ad esecuzione forzata. Sull'esempio della Convenzione di Bruxelles la disciplina posta all'art 64 della legge 218/95 muove dalla premessa di favore della circolazione internazionale delle sentenze, concretizzatesi nell'affermazione che "la sentenza straniera riconosciuta in Italia senza che sia necessario il ricorso ad alcun procedimento.Solo in caso di mancata ottemperanza di contestazione del riconoscimento ovvero quando sia necessario procedere all' esecuzione forzata si deve ottenere dalla Corte d'Appello l'accertamento dell'esistenza dei requisiti per il

riconoscimento". Per gli aspetti pi specifici della disciplina, l'art 64 indica le condizioni sussistendo le quali si fa luogo al riconoscimento. Lettera a) pu aversi riconoscimento in Italia se il giudice che ha emesso la sentenza poteva conoscere della causa secondo i principi sulla competenza giurisdizionale propri dell'ordinamento italiano.Non si tratta di accertare la sussistenza della giurisdizione del giudice straniera, bens di porre quale condizione al riconoscimento che il giudice straniero abbia conosciuto della causa in base ai criteri che secondo la nostra legislazione avrebbero determinato in casi analoghi la giurisdizione internazionale del giudice italiano.Al fine di agevolare questo accertamento che determina le maggiori difficolt per l'ufficiale dello stato civile si suggerisce in mancanza di accordi internazionali che evidenziano di molto la riconoscibilit delle sentenze straniere fi far riferimento ai principi fissati in tema di giurisdizione all'art.3, secondo cui la giurisdizione italiana sussiste quando il convenuto domiciliato o residente in italia o vi ha un rappresentante che sia autorizzato a stare in giudizio oltre ai principi di cui agli articoli 32,37,40,42,44,50. In materia divorzile si fa riferimento all'art.32 secondo cui lagiursdizione italiana sussiste in materia di nullit, annullamento, separazione personale e scioglimento del matrimonio e all'art.3 quando uno dei coniugi cittadino italiano o il matrimonio stato celebrato in italia. Qunado dalle sentenze detti criteri non risultino immediatamente evidenti necessario far riferimento alla nazionalit dei coniugi, sia al momento del matrimonio sia al momento della proposizione dlla domanda, alla residenza dei coniugi al momento dell'istanza avuto riguardo di accertare la domora abituale degli stessi .
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Nel caso che il criterio di collegamento sia qluello della residenza opportuno effettuare un verifica della situazione di fatto che deve corrispondere a quella diritto escludendo le residenze episodiche e strumentali. Utile nell'accertamento risulta la ricostruzione storica della residenza in base all'atto di matrimonio o sua trascrizione oltre alle verifiche da effettuare nei registri di cittadinanaza per eventuali annotazioni o trascrizioni e alle risultanze anagrafiche storiche. Tali accertamenti consentono la ricostruzione degli eventi che hanno portato il cittadino italiano a chiedere il divorzio all'estero. Lettera b) l'atto introduttivo stato portato a conoscenza del convenuto in conformit a quanto previsto dalla legge del luogo dove si svolto il processo non sono stati violati i diritti essenzilai della difesa. Lettera c) le parti si sono costituite in giudizio secondo la legge del luogo dove si svolto il processo o la contumacia stata dichiarata in conformit a tale legge. I requisiti di cui alle lettere b,.c soddisfano il rispetto del principio del contraddittorio sia sotto il profilo della piena conoscenza da parte del convenuto dell'atto introduttivo del giudizio sia della regolare costituzione in giudizio delle parti. Se dalla sentenza non risultassero evidenti entrambe le condizioni sopra illustrate la parte sar invitata ad esibire la documentazione processuale da cui evincere le modalit di instaurazione del contraddittorio ad esempio notifica alla controparte dell'atto introduttivo del giudizio, ovvero la produzione del verbale di comparizione avanti al giudice straniero. Nel caso di pronuncia in contumacia a meno che il riconoscimento non venga chiesto dallo stesso convenuto contumace opportuno acquisire l'attestazione proveniente dall'autorit giudiziaria o consolare straniera comprovante l'osservanza delle regole processuali vigenti nel luogo ove si svolto il processo. Si deve distinguere il caso che la parte non costituita in giudizio coincida con colui che chiede il riconoscimento della sentenza ,dove i diritti processuali non si assume essere violati per aquiescenza al rito, in sostanza l'istante fa valere la sentenza proprio con la richiesta del riconoscimento della stessa. L'altro caso si verifica qualora la parte costituita in giudizio sia colui che chiede la trascrizione della sentenza in Italia e ottenuta con la pronuncia in contumacia della controparte. Il richiedente ha l'onere di produrre necessariamente ogni documentazione relativa all'instaurazione del contraddittorio nel giudizio notificato alla controparte e comunque ogni atto a questa indirizzato e recante una attestazione di ricevuta.
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Lettera d)"essa passata in giudicato secondo la legge del luogo in cui stata pronunciata"Il passaggio in giudicato della sentenza equivale alla inoppugnabilit della stessa cio al decorso dei termini utili per le opposizioni Il giudicato cosa distinta dalla esecutoriet ex lege della sentenza potendo questa essere ancora soggetta ai mezzi di impugnazione. Non perci sufficiente la formula esecutiva inserita nella sentenza , invece necessario il riferimento inequivoco dell'attestazione di passaggio in giudicato risultante dalla sentenza o da atto separato da parte della cancelleria del giudice straniero che ha emesso la pronuncia e di cui si chiede la trascrizione. Lettera e)"essa non contraria ad altra sentenza pronunciata da un giudice italiano passata in giudicato" Questo requisito unitamente a quello indicato successivamente alla lettera f risponde al principio immanente nel nostro ordinamento processuale del divieto del ne bis in idem cio di pi pronunce per il medesimo oggetto. La prova della sussistenza di questo requisito data dalla copia integrale dell'atto di matrimonio dove una eventuale precedente pronuncia di divorzio risulterebbe

dall'annotazione a margine dello stesso atto. Lettera f)"non pende un processo davanti ad un giudice italiano per il medesimo oggetto e fra le stesse parti, che abbia avuto inizio prima del processo straniero" E' intuibile che la sentenza straniera non possa contenere detti requisiti che invece devono essere dichiarati dai richiedenti nella forma della dichiarazione sostitutiva dell'atto di notoriet ai sensi e per gli effetti dell' art 38 del D.P.R. 445/2000.Con riferimento alle modalit e forma della dichiarazione sostitutiva attestante che tra le parti e per lo stesso oggetto non stata pronunciata sentenza del giudice italiano passato in giudicato, n che pendente analogo procedimento promosso anteriormente a quello straniero, deve essere resa e sottoscritta dall'interessato in presenza del dipendente addetto, ovvero sottoscritta e corredata di copia del documento di identit non autenticata e inviata a mezzo fax, per via telematica. Lettera g)"le sue disposizioni non producono effetti contrari all'ordine pubblico". La disposizione pone l'accento non sulla sentenza in se, ovvero sulla regola in base alle quale stata pronunziata ma correttamente su quelli che sono i possibili effetti che derivano dalla stessa nell'ordinamento interno.

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E' certo che la valutazione circa la compatibilit con i principi fondamentali del sistema giuridico non pu prescindere dalla conformazione del nostro ordinamento ai precetti di diritto internazionale. La corte di cassazione ha stabilito la distinzione tra ordine pubblico interno e ordine pubblico internazionale. Il primo rappresentato dal complesso dei principi fondamentali che caratterizzano le strutture etico sociali della comunit nazionale in un determinato periodo storico e dei principi inderegogabili che sono immanenti nei pi importanti istituti giuridici il concetto ordine di pubblico interno non immutabile ma rispecchia differenti principi a seconda del luogo cui si riferisce. Il secondo comprende i principi a carattere universale comuni a molte civilt intesi alla tutela di alcuni diritti fondamentali dell'uomo sancii in dichiarazioni e convenzioni internazionali. L'accertamento in concreto della contrariet del provvedimento straniero con principi fondamentali generalmente osservati devono risultare dagli atti prodotti e devono essere tali da essere rilevabili da chiunque anche da persone ignare di diritto, valendo il comune sentire. Ad esempio se la sentenza richiesta di trascrizione e di divorzio dovr accertarsi che la stessa provveda ai suoi figli minori nati dal matrimonio, Altri esempi di contrariet sono: il matrimonio fra persone dello stesso sesso, matrimonio di un infra sedicenne, matrimonio tra genitori e figli tra fratello e sorella ecc. ecc.. Si precisa che la contrariet con l'ordine pubblico richiede la violazione del "complesso dei principi generali che informano l'intero ordinamento giuridico, contravvenendo i quali i lineamenti e l'armonia del sistema ne restano stravolti",(Cassazione Penale 1983.) Pertanto una semplice difformit tra la legge straniera applicata e quella italiana non fa sussistere l'eventuale contrariet all'ordine pubblico. Cos in materia di matrimonio la nozione di ordine pubblico riguarda l'incompatibilit con i principi fondamentali e irrinunciabili

dell'ordinamento ( vedi convenzione dell'Aja 1 giugno 1970 in tema di riconoscimento e divorzio e art.15 del regolamento CE n.1347/2000).Per quanto riguarda i figli qualora dalla sentenza non risulti in modo evidente se al momento della pronuncia vi fosse prole minore opportuno invitare le parti a dichiarare se la prole sia al momento minorenne indicandone lo stato di affidamento, le modalit di contribuzione al mantenimento da parte del genitore non affidatario. Esemplificando si citano alcune sentenze ritenute dalla Suprema Corte non contrarie all'ordine pubblico: sentenze straniera che ha pronunciato il divorzio senza che fosse
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trascorso un periodo di separazione giudiziale o di fatto.; sentenza straniera di divorzio emanata per consenso reciproco dei coniugi.Al contrario sono state definite contrarie all'ordine pubblico pertanto non trascrivibili le sentenze nelle quali vi omissione di disposizioni riguardanti l'affidamento , il mantenimento dei figli , il diritto di visita ecc.

PROCEDURA PER LA TRASCRIVIBILITA' DELLE SENTENZE STRANIERE

FASE INTRODUTTIVA L'istanza di trascrizione, protocollata deve essere in bollo La richiesta pu provenire direttamente dalla parte interessata, ovvero a mezzo di procuratore speciale ai sensi dell'art 12 comma 7 del DPR 396/2000 (es avvocato che assiste la parte con procura speciale-procura alle liti, a margine o in calce alla domanda resa autentica dalla firma del legale) All'istanza deve essere allegata la sentenza straniera in copia integrale autenticata (non come estratto o riassunto o come certificato), rilasciata dalla Cancelleria del giudice che l'ha emessa, La sentenza deve essere legalizzata dall'Autorit consolare o diplomatica Italiana con sede nello Stato in cui il provvedimento stato emanato, fatte salve le convenzioni internazionali ratificate dall'Italia in tema di esenzione dalla legalizzazione La sentenza deve essere tradotta in lingua italiana dall'Autorit consolare o diplomatica italiana o da traduttore giurato La sentenza originale deve riportare l'Apostille che legalizza l'atto attestando la veridicit della firma, la qualit del firmatario il timbro che ha contrassegnando l'atto asseverandone l'esistenza, apposta dalla competente Autorit estera , prevista dalla Convenzione dell'Aja 5/10/61 Le istanze possono essere presentate direttamente all'ufficiale dello stato civile Le istanze possono essere ricevute dai Consolati italiani all'Estero che provvederanno alla trasmissione in i Italia al competente Comune( es nel caso di divorzio al comune dove l'atto di matrimonio risulta iscritto o trascritto, nel caso di volontaria giurisdizione ai comuni dove iscritto o trascritto l'atto di nascita.)L'Autorit diplomatica accerta il passaggio in giudicato della sentenza secondo la legge del luogo in cui stata pronunciata

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FASE ISTRUTTORIA VERIFICA E ACCERTAMENTO DEI REQUISITI DI CUI ALL'ART 64 E SEG. DELLA LEGGE 218/95 AD ECCEZIONE DELLE SENTENZE ECCLESIASTICHE DI ANNULLAMENTO DEL MATRIMONIO CONCORDATARIO PER IL QUALE VALE LA

DELIBAZIONE DELLA CORTE D'APPELLO. Se sussistono i requisiti richiesti dalla legge, la sentenza pu essere trascritta a prescindere dal momento temporale in cui la stessa e stata pronunciata a condizione che il Comune richiesto sia competente alla trascrizione (es sentenza di divorzio il comune quello della celebrazione del matrimonio ovvero della trascrizione del matrimonio avvenuto all'estero).

FASE DELL'EFFICACIA TRASCRIZIONE ANNOTAZIONE DI DIVORZIO SULL'ATTO DI MATRIMONIO ANNOTAZIONE DI DIVORZIO SULL'ATTO DI NASCITA COMUNICAZIONE PER VARIAZIONI ANAGRAFICHE

MEZZI DI TUTELA Contro la decisione dell'ufficiale dello stato civile pu essere proposto ricorso presso la Corte D'Appello nel termine ordinario di 30 giorni

REGOLAMENTO CE DEL CONSIGLIO DEL 29 MAGGIO 2000, N 1347 RELATIVO ALLA COMPETENZA , AL RICONOSCIMENTO E ALL'ESECUZIONE DELLE DECISIONI IN MATERIA MATRIMONIALE E IN MATERIA DI POTESTA' DEI GENITORI SUI FIGLI DI ENTRAMBI I CONIUGI.

Il Consiglio dell'Unione Europea ha adottato il Regolamento 1347/2000 entrato in vigore il 31 marzo 2001e immediatamente esecutivo ed efficace per tutti gli stati membri della CE ad eccezione della Danimarca, per mancata partecipazione. Gli stati sono 15

(Italia,Francia,Germania,Belgio,Lussemburgo,Olanda,GranBretagna,Irlanda,Grecia, Spagna, Portogallo, Austria, Finlandia, Svezia, Danimarca).


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Nel trattato istitutivo della CE previsto che le norme comunitarie che rivestono la forma del regolamento sono obbligatorie, vincolanti e spiegano la loro efficacia direttamente nell'ordinamento degli stati appartenenti alla CE alla stregua delle norme proprie interne di ciascun stato. La Corte Costituzionale ha avuto modo di ribadire la necessaria applicabilit del regolamento , quale fonte comunitaria immediatamente precettiva e vincolante sia che segua o preceda nel tempo leggi ordinarie con esso incompatibile. Il Regolamento introduce nel nostro sistema un doppio binario nella disciplina del riconoscimento delle sentenze straniere di scioglimento di matrimonio, di separazione e di annullamento di matrimonio. da una parte il sistema della legge 218/95 dall'altra quello del Regolamento qualora le sentenze provengano da uno degli stati membri. Del primo sistema si gi detto , esso riguarder ogni pronuncia straniera proveniente dalla Danimarca e da ogni paese del mondo ad eccezione dei paesi membri CE.per i quali dal 1 marzo 2002 trova applicazione il regolamento CE 1347/2000 in particolare gli art 14-15-32. In considerazione che tre stati dell'Unione (Spagna Italia Portogallo)hanno stipulato Concordati con la Santa Sede, il regolamento si preoccupa di non determinare situazioni di violazione degli accordi, conservando la possibilit di sottoporre le pronunce canoniche in materie di matrimonio a procedimenti di esecutivit previsti dal Concordato. Gli obiettivi fissati dal regolamento sono: disciplina uniforme per gli stati membri ,miglioramento e la rapidit delle procedure matrimoniali garanzia e sicurezza giuridica in materia giurisdizionale. Il regolamento in questione riguarda le procedure civili relative al divorzio, alla separazione legale , all'annullamento di un matrimonio, nonch le questioni relative alla responsabilit parentale nei confronti dei figli comuni dei coniugi. Le decisioni in materia matrimoniale o di responsabilit parentale espressa in uno stato membro sono riconosciute negli altri stati membri senza alcuna procedura particolare e inoltre non occorre alcuna procedura di modifica degli atti di stato civile. tuttavia possibile che, per determinati motivi, una decisione in materia matrimoniale o di responsabilit parentale non sia riconosciuta , ma in nessun caso pu essere oggetto di revisione nella sostanza. Una decisione sull'esercizio della responsabilit parentale nei confronti di un figlio comune pu essere dichiarata esecutiva in un altro stato membro su richiesta di una parte interessata( e nelle varie regioni del Regno Unito), dopo essere stata registrata ai fini della sua esecuzione) La decisione di riconoscimento di esecutivit pu essere oggetto di ricorso.
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Il regolamento sin dal momento della sua entrata in vigore ha sostituito le convenzioni esistenti tra stati membri e avr priorit rispetto alle convenzioni internazionali relative allo stesso argomento.

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